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	<title>paolo-fresu &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/paolo-fresu/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "paolo-fresu"</description>
	<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 22:42:13 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[I briganti, la zampogna del basso Lazio, Elena Ledda e la fisarmonica. Il jazz di Berchidda, Paolo Fresu e Gianmaria Testa]]></title>
<link>http://calogeromira.wordpress.com/2009/12/01/la-zampogna-del-basso-lazio/</link>
<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 08:31:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>calogeromira</dc:creator>
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<description><![CDATA[La giuria del «Festival della fisarmonica digitale» sarebbe stata presieduta da Angel Luis Castaño, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">La giuria del «Festival della fisarmonica digitale» sarebbe stata presieduta da Angel Luis Castaño, che dovrebbe essere spagnolo. Le <a href="www.vaccordionfestival.roland.it" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>foto</strong></span></a> (vedere e votare anche sotto, magari aggiungendo brani).</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>21.11.09 </strong>Ci sarete al <a href="www.v-accordionfestival.com/home.php?lang=it" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Festival della fisarmonica digitale</strong></span></a> di Roma? Stasera, sabato ventuno novembre, nella sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della musica alle nove di sera con ingresso gratuito. Vi piace questa struttura di viale de Coubertin con libreria ed altro? A me abbastanza, forse anche per la presenza della collina in alto (dovrebbe essere quella dei Parioli).</p>
<p style="text-align:justify;">Non conosco, invece, la <a href="www.roland.it" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>ditta</strong></span></a> «Roland Europe» e la V-Accordion FR-7x. Passando alle persone, mi sono sconosciuti Cory Pesaturo (che sarebbe campione mondiale di fisarmonica «categoria digitale», titolo che avrebbe conquistato in Nuova Zelanda) così come il duo di Mario D’Amario &#8211; anche lui, a quanto sembra, campione mondiale di fisarmonica &#8211; e della cantante Silke. Scusatemi, non voglio sembrare cattivo, ma è per me un nome nuovo anche quello di Ludovic Beier o dell’attrice e conduttrice televisiva Alessandra Bellini, da <em>Tutti pazzi per amore</em>.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>19.08.09</strong> Vi sono piaciute le gesta dei briganti mercoledì 19 agosto all&#8217;ex chalet di Secinaro (<a href="http://calogeromira.wordpress.com/category/europa-europe/ue-eu/italia-italy-italien/abruzzo-die-abruzzen" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>provincia di L’Aquila</strong></span></a>)?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>18.08.09</strong> Oh, <a href="http://calogeromira.wordpress.com/2009/08/14/erri-de-luca-fra-libri-e-teatro-e-talvolta-ce-anche-gianmaria-testa" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Gianmaria Testa</strong></span></a> (ed ovviamente <a href="http://calogeromira.wordpress.com/2009/07/20/gratis-al-concerto-della-kocani-orkestar" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Paolo Fresu</strong></span></a>) a «<a href="www.timeinjazz.it" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Time in Jazz</strong></span></a>», il festival di Berchidda. Martedì 18 agosto alla chiesa di Santa Croce di Itireddu (in provincia di Sassari) alle 11. Perché «ovviamente»? Perché – come forse saprete – Fresu è di Berchidda e l’ha inventato lui il festival… Praticamente il padrone di casa&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Il pianista Alberto Pibiri sarà al parco di Monserrato di Sassari alle 18.30 e, sempre a Sassari, la tromba di Ibrahim Maalouf alle 21.30 in piazza Santa Caterina. Sempre in piazza Santa Caterina, ma alle 23, ci saranno l&#8217;Orchestra Jazz della Sardegna, Bruno Tommaso e cantanti come Marcella Carboni, Silvia Corda, Giovanni Sanna Passino, Antonio Meloni e Graziano Solinas.</p>
<p style="text-align:justify;">Chiusura di <em>Time in jazz</em> per quest&#8217;anno, no? E poi ditemi: vi piacciono le musiche di <a href="http://calogeromira.wordpress.com/2009/08/11/premio-alla-stampa-locale-in-emilia-romagna" target="_blank"><strong><span style="text-decoration:underline;">Testa,</span></strong></a> <a href="http://calogeromira.wordpress.com/2009/07/20/primo-maggio" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Fresu</strong></span></a>, Pibirri, Maalouf e dell&#8217;Orchestra jazz della Sardegna nonché di Bruno Tommaso e degli altri cantanti? Io ho seguito un concerto di <a href="http://calogeromira.wordpress.com/2009/06/29/da-domani-al-16-a-palermo-una-piccola-e-breve-selezione-di-appuntamenti" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Fresu</strong></span></a> ad <a href="http://calogeromira.wordpress.com/category/europa-europe/ue-eu/italia-italy-italien/sicilia-sicily-sizilien/provincia-di-agrigento-agrigent-und-umgebung-agrigento-and-nearby" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Agrigento</strong></span></a> e lui era bravo&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>17.08.09 </strong>Al festival jazz di Berchidda, in Sardegna, ci saranno l&#8217;<a href="www.timeinjazz.it/programma_eventi.php?l=2&#38;id=9&#38;id_cal=89&#38;evento=185" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Arielle Besson-Sylvain Rifflet Quintet<em> Rockingchair</em></strong></span></a>, il <a href="www.timeinjazz.it/programma_eventi.php?l=2&#38;id=9&#38;id_cal=89&#38;evento=184" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Luca Aquino &#38; Raffaele Casarano duo</strong></span></a> ed il <a href="www.timeinjazz.it/programma_eventi.php?l=2&#38;id=9&#38;id_cal=89&#38;evento=183" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Marcella Carboni &#38; Elisabetta Antonini duo</strong></span></a>&#8230; Tutto per <em>Time in Jazz</em> lunedì 17 agosto&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>16.05.09</strong> Elena Ledda canterà a Colzate, in <strong><span style="text-decoration:underline;"><a href="http://calogeromira.wordpress.com/category/europa-europe/ue-eu/italia-italy-italien/lombardia-lombardei-lombardy" target="_blank">provincia di Bergamo</a></span></strong>, stasera 16 maggio alle 21. L&#8217;ingresso sarà gratuito fino ad esaurimento posti nell&#8217;ambito della rassegna «Arie popolari». Quest&#8217;anno la rassegna ha preso il nome  «Donna, il volto gentile del folk» ed ospiterà la cantante <strong><span style="text-decoration:underline;"><a href="http://calogeromira.wordpress.com/category/europa-europe/ue-eu/italia-italy-italien/sardegna" target="_blank">sarda</a></span></strong> dopo un altro concerto di una certa attesa, quello di <strong><span style="text-decoration:underline;"><a href="http://calogeromira.wordpress.com/2009/04/17/la-musica-popolare-del-gruppo-sammarcoro-rosapaeda-e-dove-la-valdichiana" target="_blank">Rosapaeda</a></span></strong>. Eccovi, peraltro, un altro appuntamento importante della musica popolare, in questo caso del Lazio.</p>
<p style="text-align:justify;">Torna il 16, 17 e 18 gennaio nelle cittadine di Itri, Maranola, Monte San Biagio e Lenola, tutte in <strong><span style="text-decoration:underline;"><a href="http://calogeromira.wordpress.com/category/europa-europe/ue/italia-italy-italien/lazio/" target="_blank">provincia di Latina</a></span></strong>, il <strong><span style="text-decoration:underline;"><a href="http://calogeromira.wordpress.com/category/musiche-music-musik/" target="_blank">festival</a></span></strong> di <strong><span style="text-decoration:underline;"><a href="http://calogeromira.wordpress.com/category/musiche-music-musik/musica-folk/" target="_blank">musica e cultura popolare</a></span></strong> «La zampogna». Spero (quasi probabilmente ci riuscirò?) di fornirvi maggiori particolari nei prossimi giorni. Cominciamo dunque&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Itri e Lenola, briganti e cordoni.</strong> Domani, 16 gennaio, seminario sui briganti con Gioacchino Giammaria, uno specialista  di tematiche relative al Lazio meridionale, Fernando Riccardi (il quale si è occupato di briganti nella sua attività) e Vincenzo  Padiglione &#8211; professore di Discipline demoantropologiche alla Sapienza - al Museo del brigantaggio di Itri. L&#8217;incontro è organizzato dall&#8217;Istituto di storia e di arte del Lazio meridionale. Alle 18.30 concerto del Canzoniere dell’Appia e Musicalia Aurunca con   ritmi composti dagli stessi briganti. A Lenola alle 21 cena-concerto su <em>Corde e bordoni</em> (se ricordo bene si tratta di una parte della zampogna) all&#8217;Hostaria I pozzi. Ulteriori aggiornamenti domani, venerdì 16 gennaio?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Monte San Biagio e la valle.</strong> Poi non sono riuscito ad aggiornare venerdì scorso. Pazienza ed andiamo avanti con il discorso&#8230; Eccovi qui, infatti, il programma di Monte San Biagio e Maranola (la quale è davvero una bella cittadina) che scriverò e aggiornerò a poco a poco. Cominciano, dunque, da Monte San Biagio dove il 17 gennaio alle 18 si è discusso alla Biblioteca comunale  della <em>Valle delle zampogne</em> (ma di quale valle si tratta?). Purtroppo non so rispondervi perché non lo so e comunque  è peraltro giunto il momento di chiudere e la continuazione dovrà necessariamente seguire nei prossimi giorni&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>25.07.09</strong> Todo bem? Joana Amendoeira sabato 25 luglio al parco Villa comunale di Verdello, in provincia di Bergamo, per «Andar per musica». Si comincia alle 21 con ingresso libero.</p>
<p style="text-align:center;">- &#8211; -</p>
<p style="text-align:justify;">Bodega (a quanto pare, un esponente del nuovo folk <a href="http://calogeromira.wordpress.com/category/europa-europe/ue-eu/regno-unito-uk-vereinigtes-konigreich" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>scozzese</strong></span></a>) ad «Andar per musica», la rassegna di Brembate Sotto, in provincia di Bergamo, dedicata al folk contemporaneo. Il concerto, con ingresso libero, si terrà alla locale Villa Tasca alle 21. Con lui – ha reso noto l’organizzazione – ci sarebbero tali musicisti: Gillian Chalmers alle pipes e whistles (cosa sono?), Ross Couper al violino, Tia Files alla chitarra acustica e basso, Norrie McIver alla fisarmonica, chitarra, tale djembe (chissà cosa è) e voce ed, infine, June Naylor alla clarsach (che, a quanto sembra, sarebbe un’arpa scozzese) ed al pianoforte.</p>
<p style="text-align:justify;">- <a href="www.altromercato.it/it/prodotti/ALI/A04/106/513/000111/?searchterm=Nocciole" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Crema al cacao con nocciole ed anacardi</strong></span></a>, <a href="www.altromercato.it/it/prodotti/ALI/A05/110/520/000459/?searchterm=Nocciole" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>cioccolato fondente con nocciole</strong></span></a> o <a href="www.altromercato.it/it/prodotti/ALI/A05/109/518/000367/?searchterm=Nocciole" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>gianduia con nocciole intere</strong></span></a> oppure al latte con <a href="www.altromercato.it/it/prodotti/ALI/A05/109/518/000054/?searchterm=Nocciole" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>nocciole</strong></span></a> e <a href="www.altromercato.it/it/prodotti/ALI/A05/109/518/000453/?searchterm=Nocciole" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>nocciole intere</strong></span></a></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://about.spreadthesign.com/gb/to/about" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Spreadthesign, dizionario e linguaggio dei segni</strong></span></a>. <a href="http://ec.europa.eu/education/index_en.htm" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Commissione europea – Istruzione e formazione</strong></span></a></p>
<p style="text-align:justify;">Un browser <a href="../category/europa-europe" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>europeo</strong></span></a> &#8211; <a href="www.opera.com" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Opera</strong></span></a> &#8211; e <a href="www.mozilla.com" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Mozilla</strong></span></a> o i sistemi operativi di <a href="www.linuxfoundation.org" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Linux</strong></span></a> ed <a href="www.neomedia.it" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Apple</strong></span></a><strong>.</strong><a href="www.neomedia.it" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong> N</strong><strong>eomedia.it</strong></span></a></p>
<p>- Località turistiche straniere (<a href="http://answers.polldaddy.com/poll/2167830" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Vota</strong></span></a>)</p>
<p>- Quale di questi monumenti italiani vi piace di più? (<span style="text-decoration:underline;"><a href="http://answers.polldaddy.com/poll/2071680" target="_blank"><strong>Vota</strong></a></span>)</p>
<p>- La musica. Quale il vostro brano preferito? (<a href="http://answers.polldaddy.com/poll/1647596" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Vota</strong></span></a>)</p>
<p style="text-align:right;">9 gennaio ‘09 &#8211; <span style="color:#ff6600;">aggiornato 28 novembre  ‘09</span></p>
<p style="text-align:right;"><a href="http://calogeromira.wordpress.com//" target="_blank"><strong>calogeromira.wordpress.com</strong></a> &#8211; <a href="mailto:schoeneraltermannschaut@neomedia.it" target="_blank"><strong>e-mail</strong></a></p>
<p style="text-align:right;"><strong><span style="text-decoration:underline;"><a href="www.blackr.it" target="_blank">Risparmio energetico (forse)?</a></span></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il fiabesco spettacolo d'arte varia di PAOLO FRESU]]></title>
<link>http://gaetanolopresti.wordpress.com/2009/11/22/il-fiabesco-spettacolo-darte-varia-di-paolo-fresu/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 09:42:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Gaetano Lo Presti</dc:creator>
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<description><![CDATA[Si chiama Paolo Fresu come il celebre trombettista jazz sardo, ma è astigiano (anche se il padre è d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://gaetanolopresti.wordpress.com/files/2009/11/paolo-fresu-by-gaetano-lo-presti-img_5698.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5731" title="Paolo Fresu (by Gaetano Lo Presti) IMG_5698" src="http://gaetanolopresti.wordpress.com/files/2009/11/paolo-fresu-by-gaetano-lo-presti-img_5698.jpg" alt="" width="236" height="171" /></a>Si chiama <strong>Paolo Fresu</strong> come il celebre trombettista jazz sardo, ma è astigiano (anche se il padre è di Ittireddu, vicino a Ozieri) e di mestiere fa il pittore e  lo scultore. «<em>Fin da bambino sono stato un disegnatore molto prolifico</em>.- spiega- <em>Durante la gavetta ho accettato qualsiasi tipo di lavoro mi permettesse di disegnare, per cui ho finito per disegnare anche oggetti, giocattoli e costumi e scenografie per il teatro. Spinto dalla grande curiosità di conoscere quante più realtà mi potessero stimolare. Nei quadri per un certo tempo ho fatto cose un po’ astratte alla <strong>Francis Bacon</strong>, finché ho capito che la mia dimensione era il racconto</em>.» E’ nato, così, il mondo ironicamente fiabesco della pittura di Fresu, che mette teatralmente in scena uno spettacolo d’arte varia fatto di beffarde <a href="http://gaetanolopresti.wordpress.com/files/2009/11/al-gambero-rossoby-gaetano-lo-presti-img_5715.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-5735" title="Al Gambero rosso(by Gaetano Lo Presti) IMG_5715" src="http://gaetanolopresti.wordpress.com/files/2009/11/al-gambero-rossoby-gaetano-lo-presti-img_5715.jpg" alt="" width="283" height="201" /></a>maschere che sotto l’apparente allegria mostrano i vizi e le contraddizioni della società moderna. Lo stesso mondo che caratterizza i quadri esposti fino a sabato 28 novembre presso la galleria “<strong>Botteguccia d’Arte</strong>” di Aosta. «<em>La spinta verso questa dimensione fiabesca me l’ha data <strong>Emanuele Luzzati</strong>. Più che raccontare, il mio è un modo di suggerire, in modo che chi si avvicina ai miei personaggi la storia se la racconti come vuole. Anche perché ho sempre presente le parole <a href="http://gaetanolopresti.wordpress.com/files/2009/11/loculista-by-gaetano-lo-presti-mg_5705.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5736" title="L'oculista (by Gaetano Lo Presti) MG_5705" src="http://gaetanolopresti.wordpress.com/files/2009/11/loculista-by-gaetano-lo-presti-mg_5705.jpg" alt="" width="157" height="236" /></a>dell’amico <strong>Paolo Conte</strong>: e, cioè, che in ogni espressione d’arte c’è un tot di magia che non bisogna mai svelare, in modo che chiunque possa avvicinarsi a modo suo. Nei miei quadri non c’è mai la parola fine, perché la fine potrebbe essere un possibile inizio</em>.» Oltre che con Conte, Fresu ha rapporti di amicizia e collaborazione con un altro grande astigiano: <strong>Giorgio Faletti</strong>. «<em>Ho illustrato il suo libro di racconti “Pochi inutili nascondigli” e da anni stiamo lavorando ad una fiaba, “<strong>La piuma</strong>”, i cui protagonisti sono i personaggi del mio mondo: dai vescovi senza fede alle donne senza pudore, dai re </em><em>senza regno ai guerrieri senza vittorie. Secondo Giorgio è il senso di sconfitta che emanano che li fa amare, perché come in tutte le guerre non c’è mai un vincitore. Per ciascuno di loro Faletti ha scritto anche una canzone, per cui con il libro illustrato sarà pubblicato un Cd, e il tutto sfocerà, probabilmente, in un musical. I miei personaggi torneranno, così, nella loro sede naturale: il teatro. Perché, anche quando lo si vuole demistificare, si finisce per fare sempre del teatro</em>.»</p>
<p><a href="http://gaetanolopresti.wordpress.com/files/2009/11/la-leggenda-del-castello-incantatoby-gaetano-lo-presti-img_5712.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5737" title="La leggenda del castello incantato(by Gaetano Lo Presti) IMG_5712" src="http://gaetanolopresti.wordpress.com/files/2009/11/la-leggenda-del-castello-incantatoby-gaetano-lo-presti-img_5712.jpg" alt="" width="520" height="233" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[IL DALAI LAMA HA ROTTO I COGLIONI]]></title>
<link>http://oscarferrari.wordpress.com/2009/11/19/il-dalai-lama-ha-rotto-i-coglioni/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 08:27:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>Oscar Ferrari</dc:creator>
<guid>http://oscarferrari.wordpress.com/2009/11/19/il-dalai-lama-ha-rotto-i-coglioni/</guid>
<description><![CDATA[Fratelli e sorelle qui dalle mie parti non se ne può più. Puntuale come la scoreggia dopo i rapanell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://oscarferrari.wordpress.com/files/2009/11/opticalillustion2testicles.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1518" title="opticalillustion2testicles" src="http://oscarferrari.wordpress.com/files/2009/11/opticalillustion2testicles.jpg" alt="" width="450" height="337" /></a></p>
<p>Fratelli e sorelle qui dalle mie parti non se ne può più. Puntuale come la scoreggia dopo i rapanelli, anche quest&#8217;anno il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dalai_Lama" target="_blank"><strong>Dalai Lama</strong> </a>è atterrato a Bolzano portando con sè il suo solito messaggio di pace e fratellanza e perorando la causa del Tibet, di cui detiene per reincarnazione la carica di capo del governo in esilio. Ormai il <strong>Dalai Lama</strong> fa parte del paesaggio sudtirolese, quasi come <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Fresu" target="_blank">Paolo Fresu</a></strong>, un jazzista di fama mondiale che tutte le città si contendono e  che da noi viene a suonare una decina di volte l&#8217;anno. Se non è fortuna questa&#8230;</p>
<p>Il Dalai Lama da noi si trova bene, gli piace il cibo e la venerazione che il nostra <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luis_Durnwalder" target="_blank"><strong>Landeshauptmann Luis Durnwalder</strong> </a>nutre verso di lui lo inorgoglisce. In realtà il nostro Durni, forse anche incalzato dall&#8217;età non più verdissima,  si sente alla fine della carriera politica e, non avendo ancora trovato un successore degno di lui, volentieri opterebbe per la propria reincarnazione alla guida del <strong>Sudtirolo</strong>. E il Dalai Lama qualche drittta potrebbe anche dargliela.</p>
<p>Dopo un paio di appassionanti dibattiti sull&#8217;autodeterminazioni dei popoli, il Dalai Lama si è spostato a Trento, dove ha incoronato con una sciarpa bianca il locale <strong>presidente Dellai</strong>, giunto recentemente agli onori delle cronache nazionali per essere uno dei co-fondatori del <strong><a href="http://oscarferrari.wordpress.com/2009/11/12/e-nato-il-partito-di-rutelli/" target="_blank">partito di Rutelli</a></strong>, una garanzia. Poi è andato a Roma  per incontrare <strong>Fini</strong> e il sindaco <strong>Alemanno</strong> (trovando anche il tempo di dire la sua sul crocifisso in aula) , e probabilmente adesso sarà in qualche altro posto dove è cittadino onorario a farsi baciare le mani, in pratica il suo mestiere.</p>
<p>Non male come vita, sicuramente migliore delle sua reincarnazione precedente, roba che vien da pensare che se la <strong>Cina</strong> non avesse invaso il <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tibet" target="_blank">Tibet</a></strong>, potrebbe tranquillamente avere  tutto un altro andazzo. Come leader di un <strong>regime teocratico e feudale</strong>, (qual era il Tibet dalaista) potrebbe già ritenersi soddisfatto che non fosse ancora arrivato nessuno ad esportargli la democrazia</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cena Carbonara: Donpasta, The Fooders, Barbarella &amp; Eva Kent]]></title>
<link>http://thefooders.wordpress.com/2009/11/07/cena-carbonara-donpasta-the-fooders-barbarella-eva-kent/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 01:40:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>fooders</dc:creator>
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<description><![CDATA[cena carbonara, the fooders CENA CARBONARA 1 Novembre 2009 ore 19.30 Wine Sound System di Donpasta 1]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2><span style="color:#800000;"></p>
<div id="attachment_12" class="wp-caption alignnone" style="width: 614px"><a href="www.thefooders.it"><img class="size-full wp-image-12" title="locandina cena carbonara, the fooders" src="http://thefooders.wordpress.com/files/2009/11/cena-carbonara-locandina-we.jpg" alt="locandina realizzata da the fooders" width="604" height="854" /></a><p class="wp-caption-text">cena carbonara, the fooders</p></div>
<p>CENA CARBONARA 1 Novembre 2009 ore 19.30 </span></h2>
<p><strong><span style="color:#800000;">Wine Sound System di Donpasta<br />
19.30 ai piatti BARBARELLA &#38; EVA KENT Dj-set/ ai fornelli THE FOODERS<br />
21,30. Wine Sound System – legge DONPASTA  accompagna con voce e chitarra GIANNI BOZZO</span></strong></p>
<p>La cucina carbonara di oggi è  un dj-set gastronomico, un viaggio culinario nell&#8217; East Coast del Tevere, una degustazione di vinili naturali, un incontro con un griot, grande oratore, nel senso di <em>arrostitore di orate.</em><br />
Abbiamo bisogno di carbonari e carbonare, di case accoglienti e cucine piene di guanciali e maccheroni, di profumi di Africa e spezie di Oriente.<br />
Non abbiamo bisogno dei sotterfugi del potere, ma delle loro cantine si, piene di buon vino dove poterci incontrare, discutere, raccontare storie.<br />
L&#8217;indirizzo è segreto sino all&#8217;ultimo.<br />
Ci si prenota per mail.<br />
Chi da bidoni non è carbonaro.</p>
<p><strong>Il libro/Donpasta e candide: Wine sound system</strong><br />
Trenta vini &#8230; accompagnati da buon cibo e buona musica.<br />
Prefazione: Paolo Fresu<br />
Edizioni Kowalski editore</p>
<p>Un vino, una canzone. Ecco il nuovo gioco di donpasta.<br />
Cosa avrà bevuto Bob Dylan mentre inventava Like a Rolling Stone? Con che vino accompagnare l&#8217;emozione di vedere un concerto di Tom Waits? Con cosa festeggiare l&#8217;arrivo di Obama ascoltando Nina Simone?. Possibile che bevendo negroamaro venga in mente solo il reggae?<br />
Si assaggeranno vini mentre donpasta seleziona musica tra il jazz, il soul e il funk.<br />
Entrare in Wine sound system significa lasciarsi andare alla emozione del vino, ai profumi e colori. Donpasta racconterà i vini, chi li produce, le storie da immaginare. Assieme al pubblico si troverà la canzone che si abbinerà perfettamente a quel vino. Ne viene fuori una esperienza multisensoriale. L&#8217;olfatto, il gusto, l&#8217;udito assieme in una interazione perpetua.<br />
Per sentire il suono della vigna, la melodia del bicchiere versato, il respirare del contadino che raccoglie, del percuotere nel pigiare.<br />
Parole che raccontano un piccolo viaggio nel Mediterraneo, tra esodi e addii, tra cucine disordinate e profumate, tra gli sguardi che attraversano i finestrini di un treno in partenza.<br />
Per raccontarlo donpasta si affida alla musica ed alla sua poesia.<br />
Tutto il resto, blowin in the wine, lo dirà il vino.</p>
<p><!--more--><strong>CHI SIAMO</strong></p>
<p><strong>Daniele De Michele alias donpasta</strong><br />
Don Pasta selecter è un dj ed economista, appassionato di gastronomia.  Il suo primo progetto, “Food sound system” è divenuto un libro, edito da Kowalski, e uno spettacolo multimediale, in tournée tra Italia, Francia e Spagna, protagonista di importanti eventi per l’Auditorium di Roma, Slow Food on film, Taormina Arte, Time in Jazz, Città del Gusto, Taste, Mescolanze Food Festival. Collabora tra gli altri con Paolo Fresu, David Riondino, Daniele di Bonaventura. Scrive regolarmente per Slow Food, Repubblica, Left Avvenimenti e collabora con Smemoranda, Alias, Fooding, l’Università del Gusto di Slow Food, CasArtusi e Cultura gastronomica. Organizza a Roma al Teatro Eliseo e Toulouse l&#8217;appuntamento annuale Soul Food, incontro su cibo, arte e sostenibilità ambientale.  Attualmente vive a Toulouse, dove lavora sul progetto Dark side of the Food.</p>
<p><strong>THE FOODERS</strong><br />
Nato da Marco Baccanelli e Francesca Barreca come uno spettacolo di live cooking nel 2006, ha poi dato vita ad un vero e proprio progetto, che dà la stessa importanza al suono, all&#8217;immagine e al gusto del cibo.<br />
THE FOODERS è la nuova veste dell&#8217;ex  THE GASTRONAUTS ITALIAN PROJECT. Lavorando di manualità in cucina e fortemente di concetto in studio, i due chef  curano gli “aspetti collaterali” del cibo, collegandolo alla musica, all&#8217;arte, alla grafica. Studio,  produzione e presentazione di un piatto, concept  e  realizzazione di eventi legati al cibo.  Studio del packaging,  della &#8220;mangiabilità&#8221; (intesa come facilità di mangiare un piatto creato per non essere distrutto alla prima forchettata) curando l&#8217;aspetto ludico o ironico di una linea di cibo, di un menù, di un dolcetto.<br />
Tra i progetti all&#8217;attivo, l’installazione &#8220;Microcucina&#8221; e &#8220;cibo/CIBO&#8221;.<br />
Nel corso degli anni hanno toccato manifestazioni e luoghi come: Parigi, Berlino, Festival della Creatività, Freeshout, LPM, Territori in Festival, Soul Food, Rialtosantambrogio, Festarte, Salone del Mobile di Milano, Remigio champagneria, Lanificio159, Micasa galleria domestica.<br />
Nel 2010 a Roma prenderà vita l’atelier gastronomico <a href="http://www.thefooders.it">THE FOODERS</a>.</p>
<p><strong>Barbarella &#38; Eva Kent</strong> un djset che omaggia le eroine del fantastico<br />
Barbarella è imprevedibile  e seducente, Eva Kant sensuale e modello del gentil sesso moderno, due selecters /djs donne con una selezione che parte da Morricone 1968 ed arriva alle nuove celebrità come Amy Winehouse.<br />
Il repertorio di barbarella &#38; eva kant spazia dal rock and roll al soul, dal funk a certe sonorità anni &#8216;70, approdando poi al pop-punk newyorchese a cavallo tra i &#8216;70 e gli &#8216;80 e la scena inglese successiva conosciuta come new wave. Lavorando entrambe nel settore musicale, la prima giornalista musicale e speaker radiofonica, la seconda promoter nazionale di artisti internazionali, nei dj set del duo non manca uno sguardo alle ultime tendenze, dall&#8217;elettro-pop alle contaminazioni afro-rock, dall&#8217;indie di marca british alle nuove sensazioni made in Brooklyn.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ROMA JAZZ FESTIVAL 2009]]></title>
<link>http://romalive.biz/2009/11/04/roma-jazz-festival-2009/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 20:39:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>romalive</dc:creator>
<guid>http://romalive.biz/2009/11/04/roma-jazz-festival-2009/</guid>
<description><![CDATA[8-30|11|2009 ROMA JAZZ FESTIVAL &#8216;09  &#8211; 33a ed. JAZZ LABELS Auditorium Parco della Musica]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a title="photo sharing" href="http://www.flickr.com/photos/romalive/3979543563/"><img style="border:solid 2px #000000;" src="http://farm3.static.flickr.com/2663/3979543563_ddf8c520f1_m.jpg" alt="" /></a></p>
<p><strong><span style="color:#33cc00;">8-30&#124;11&#124;2009 </span><br />
<span style="color:#ff0000;">ROMA JAZZ FESTIVAL &#8216;09</span>  &#8211; 33a ed.</strong><br />
<em>JAZZ LABELS</em><br />
Auditorium Parco della Musica<br />
h. 21:00  da 10 €</p>
<p>Roma Jazz Festival 2009, rassegna giunta alla 33 edizione, sarà dedicata alle <strong>Jazz Labels</strong>, le case discografiche jazzs storiche e le nuove etichette, in virtù delle tante ricorrenze che proprio in questo 2009 ricordiamo. Primo fra tutti l&#8217;anniversario dei 50 anni dalla pubblicazione di <strong>Kind of</strong>  <strong>Blue</strong> il capolavoro di Miles Davis,  o come i 90 anni dalla prima incisione jazz in Italia.</p>
<p>Tutto questo verrà ricordato e festeggiato con un cartellone di artisti di fama internazionale che si alterneranno  per presentare le anteprime dei loso progetti.</p>
<h1>Programma</h1>
<p><strong>Dom. <span style="color:#33cc00;">08/11/2009<br />
</span><span style="color:#ff0000;">Stefano Bollani Trio</span></strong><br />
Sala Santa Cecilia<br />
h. 21:00 da 20 a 25 €</p>
<p><strong>Lun. <span style="color:#33cc00;">09/11/2009<br />
</span><span style="color:#ff0000;">Kind of Blue Anniversary at 50</span><br />
</strong>So What Band: J.Cobb, W.Roney, J.Jackson, V.Harring, L.Willis, B.Williams<br />
Sala Sinopoli<br />
h. 21:00 da 15 a 20 €</p>
<p><strong>Mar. <span style="color:#33cc00;">10/11/2009<br />
</span><span style="color:#ff0000;">Javier Girotto &#38; Aires Tango</span> &#8220;10/15&#8243;</strong><br />
Sala Sinopoli<br />
h. 21:00 15 €  <a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=167157759588&#38;ref=mf"><span style="color:#3366ff;"><strong>&#62;&#62; evento su Facebook</strong></span></a></p>
<p><strong>Merc. <span style="color:#33cc00;">11/11/2009<br />
</span><span style="color:#ff0000;">Sonny Rollins Quintet</span></strong><br />
Sala Santa Cecilia<br />
h. 21:00 da 40 a 80 €</p>
<p><strong>Giov. <span style="color:#33cc00;">12/11/2009<br />
</span><span style="color:#ff0000;">Roberto Fonseca Quintet</span></strong><br />
<em><span style="color:#888888;">in apertura Livio Minafra</span></em><br />
Sala Petrassi<br />
h. 21:00 15 €</p>
<p><strong>Ven. <span style="color:#33cc00;">13/11/2009<br />
</span><span style="color:#ff0000;">Gabriele Mirabassi Trio, Cristina Zavalloni, Mario Brunello, Marco Zurzolo Band</span></strong><br />
Sala Petrassi<br />
h. 21:00 15 €</p>
<p><strong>Sab. <span style="color:#33cc00;">14/11/2009<br />
</span><span style="color:#ff0000;">Brad Mehldau Trio</span><br />
</strong>Sala Sinopoli<br />
h. 21:00 da 20 a 25 €</p>
<p><strong>Dom. <span style="color:#33cc00;">15/11/2009<br />
</span><span style="color:#ff0000;">Diana Krall Trio<br />
</span></strong><em>Quiet Nights World Tour 2009</em><br />
Sala Sinopoli<br />
h. 21:00 da 50 a 90 €</p>
<p><strong>Lun. <span style="color:#33cc00;">16/11/2009<br />
</span><span style="color:#ff0000;">SOL6</span></strong><br />
Teatro Studio<br />
h. 21:00 12€</p>
<p><strong>Mar. <span style="color:#33cc00;">17/11/2009</span><br />
<span style="color:#ff0000;">Showcase di Jamie Cullum</span><br />
</strong>Sala Sinopoli<br />
h. 21:00 10 €</p>
<p><strong>Mar. <span style="color:#33cc00;">17/11/2009</span><br />
<span style="color:#ff0000;">3Quietmen Stefano Battaglia &#8211; Downtown Trio</span><br />
</strong>Teatro Studio<br />
h. 21:00 15 €</p>
<p><strong>Merc. <span style="color:#33cc00;">18/11/2009<br />
</span><span style="color:#ff0000;">Antonio Placer Trio</span><br />
</strong><em>Atlantiterraneo<br />
</em>Teatro Studio<br />
h. 21:00 12 €</p>
<p><strong>Giov. <span style="color:#33cc00;">19/11/2009<br />
</span><span style="color:#ff0000;">Nicola Conte Combo, Luciano Cantone</span></strong><br />
Sala Sinopoli<br />
h. 21:00 da 20 a 25 €</p>
<p><strong>Ven. <span style="color:#33cc00;">20/11/2009<br />
</span><span style="color:#ff0000;">Alboran Trio</span><br />
</strong>Teatro Studio<br />
h. 21:00 € 12,00</p>
<p><strong>Mar. <span style="color:#33cc00;">24/11/2009</span><br />
<span style="color:#ff0000;">Paolo Fresu, Uri Caine</span></strong><br />
with Alborada String Quartet<br />
Sala Sinopoli<br />
h. 21:00 da 20 a 25 €</p>
<p><strong>Dom. <span style="color:#33cc00;">29/11/2009<br />
</span><span style="color:#ff0000;">David Murray Black Saint Quartet</span></strong><br />
Sala Sinopoli<br />
h. 21:00 da 15 a 20 €</p>
<p><strong>Lun. <span style="color:#33cc00;">30/11/2009<br />
</span><span style="color:#ff0000;">Richard Galliano &#8220;Solo&#8221;</span></strong><br />
Sala Sinopoli<br />
h. 21:00 da 20 a 25 €</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Presentata la Stagione 2009-2010 di Musica per Roma]]></title>
<link>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/10/12/presentata-la-stagione-2009-2010-di-musica-per-roma/</link>
<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 11:17:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Roberta</dc:creator>
<guid>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/10/12/presentata-la-stagione-2009-2010-di-musica-per-roma/</guid>
<description><![CDATA[Fonte: &#8220;Voce d&#8217;Italia&#8220; E&#8217; sempre difficile per noi cronisti illustrare le st]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Fonte: &#8220;<a href="http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=39551&#38;titolo=Presentata%20la%20Stagione%202009-2010%20di%20Musica%20per%20Roma" target="_blank">Voce d&#8217;Italia</a>&#8220;</p>
<p>E&#8217; sempre difficile per noi cronisti illustrare le stagioni di Musica per Roma perchè presentano sempre un programma con innumerevoli ied nteressanti appuntamenti con la Musica e con lo Spettacolo ed è molto complicato sintetizzarli in poche righe.</p>
<p>Anche la stagione 2009-2010,che è stata presentata recentemente, gode delle stesse regole nonostante la grave (e nascosta) crisi economica che stiamo vivendo che sta cambiando le abitudini di tutti i cittadini che riununciano sempre di più alle spese voluttuarie alle quali sono impropriamente assoggettate quelle per i concerti e gli spettacoli.</p>
<p><!--more-->L&#8217; Auditorium Parco della Musica, infatti, non sembra risentire di questa congiuntura, perchè le manifestazioni di Musica per Roma, oltre quelle dell&#8217;Accademia Nazionale di Santa Cecilia che meritano un discorso a parte, sono sempre seguite da un pubblico numeroso, spesso straripante.<br />
Quindi gli organizzatori hanno approntato un programma ricco e vario con contenuti di grande interesse e spessore culturale.</p>
<p>Nonostante le difficoltà di sintesi delle quali parlavamo prima, proviamo a dare ai nostri lettori una esposizione sicuramente riassuntiva ed anche riduttiva ma che dimostra, senza dubbio, la portata e lo spessore culturale della proposta.</p>
<p>Per quanto riguarda gli eventi prettamente musicali Musica per Roma annuncia che, nel corso della stagione, salirà a quattro il numero delle orchestre promosse dalla Fondazione. Alla PMJO (Parco della Musica Jazz Orchestra) diretta da Maurizio Giammarco e alla OPI (Orchestra Popolare Italiana) dell’Auditorium Parco della Musica diretta da Ambrogio Sparagna, si affiancheranno il PMCE (Parco della Musica Contemporanea Ensemble) e il nuovissimo PMJL (Parco della Musica Jazz Lab).</p>
<p>Per quanto rigurada gli eventi musciali ci saranno Philip Glass (anteprima mondiale), Lou Reed, Joss Stone, Tori Amos, Devendra Banhart, Pat Metheny, John Scofield, Mark Knopfler, Bobby McFerrin, Sonny Rollins, Diana Krall, Peter Hammill, Paco De Lucia, Tuck &#38; Patty, Jamie Cullum, Allen Toussaint, Ralph Towner, Aires Tango e Javier Girotto, Brad Mehldau, Uri Caine, Richard Galliano, William Parker, Marc Ribot, Al di Meola, Alvin Curran, Jack DeJohnette, Bobo Stenson, Arvo Pärt, Steve Reich, Kronos Quartet, John Mc Laughlin, Antonio Placer, Radiodervish, Manu Katché, Kocani Orkestar, Abida Parven, Alim Qasimov.</p>
<p>Da non dimenticare anche la parte &#8216;italiana&#8217; del programma con la prima assoluta ed anteprima del nuovo album di Carmen Consoli (prima assoluta e anteprima del nuovo album), poi <strong>Claudio Baglioni</strong>, Enrico Rava, Cristiano De Andrè, Paolo Fresu, Gino Paoli, Gianmaria Testa, Danilo Rea, Gabriele Mirabassi, Elio e le Storie Tese, Giovanna Marini, Bandabardò, Ludovico Einaudi, Fausto Mesolella Mimmo Epifani, Actores Alidos.</p>
<p>Per quanto riguarda la tradizionale iniziativa &#8216;La Carta Bianca&#8217; essa è stata assegnata quest’anno ai due musicisti, Bill Frisell e Stefano Bollani. Da non dimenticare poi Il Roma Jazz Festival di novembre che proporrà i grandi nomi del jazz internazionale, mentre MIT – Meet In Town e Generazione X regaleranno l’esibizione dei nomi più importanti dell’elettronica e della nuova scena giovanile. Poi ci sarà la rassegna La Chitarra, con i più grandi interpreti dello strumento ed il Festival Gospel che allieterà il Natale dei musicofili.</p>
<p>Per quanto riguarda la parte &#8216;Spettacolo&#8217; di fondamentale importanza è il Festival della nuova danza Equilibrio giunto alla sesta edizione che ci offrirà, come sempre, una panoramica sul mondo della Danza dei nostri giorni proposto dal direttore Sidi Larbi Cherkaoui che sarà anche coreografo e danzatore di Orbo Novo.</p>
<p>Da segnalare anche la prima edizione di Vertigine 2010 la cui direzione artistica è stata affidata a Giorgio Barberio Corsetti e dedicato alla produzione teatrale emergente.</p>
<p>Poi il Progetto Calliope, organizzato con il Comune di Roma, le Ambasciate e le varie Accademie e Istituti di Cultura della città di Roma. Il tradizionale &#8216;Natale all’Auditorium&#8217;, sarà arricchito da artisti come Claudio Baglioni, Massimo Popolizio, Mimmo Cuticchio, Ambrogio Sparagna, Giovanni Bietti e l’Open Trios.</p>
<p>Accattivante anche la parte culturale del programma con appuntamenti a tema, rassegne dedicate alla storia, alla poesia, all’editoria, alle scienze, al giornalismo, con la partecipazione di esponenti del mondo della cultura provenienti da decine di Paesi, che intrecciano esperienze artistiche e di spettacolo.</p>
<p>Da ricordare la nuova grande iniziativa di marzo, &#8216;Libri Come. Festa del Libro e della Lettura&#8217; manifestazione a metà tra le festa e la fiera, ideata in collaborazione con Marino Sinibaldi, dedicata a tutti coloro che sono in grado di coniugare cultura, divulgazione e spettacolo.</p>
<p>Poi quinta edizione del Festival delle Scienze per una esplorazione del territorio speciale dell’immaginario collettivo, riunendo, come d’abitudine, i più grandi nomi della ricerca scientifica italiana e internazionale. Tra gli ospiti: Peter Ludlow, Ilaria Capua, Robert Caillau.</p>
<p>Ci saranno anche le collaudate Lezioni di Storia con il ciclo &#8216;Crisi e rivoluzione&#8217; con la prima lezione è affidata ad Andrea Carandini e Lezioni di giornalismo un inedito confronto tra giovani professionisti e grandi firme italiane della carta stampata e della televisione. Tra i Partecipanti: Paolo Mieli, Piero Angela, Roberto Napoletano, Gianni Mura, Natalia Aspesi.</p>
<p>Dopo il successo della passata stagione, ci sarà anche in questa Via dall’Europa. La poesia nel mondo. Un appuntamento al mese per conoscere la grande poesia del Novecento .</p>
<p>La parte dedicata all&#8217; Arte sarà inaugurata dalla mostra &#8216;Mai note burrose&#8217; di Renato Mambor, per una silenziosa installazione &#8216;orchestrale&#8217; appositamente pensata per l’Auditorium, in programma dall’11 novembre al 1 dicembre, ed ispirata ad una frase che Miles Davis sussurrò a Herbie Hancock durante una jam session.</p>
<p>Nel periodo natalizio ci sarà una mostra dedicata a Luzzati. Il pubblico potrà scoprire l’opera seria e giocosa di un maestro che ha lasciato un segno nel ‘900, la vivacità della sua arte e soprattutto quella magia che ha contraddistinto il suo lavoro.</p>
<p>nizierà nel 2010 e proseguirà anche nel 2011 Fluxus Biennal, la rassegna espositiva curata da Achille Bonito Oliva dedicata ai protagonisti del complesso movimento artistico ideato da George Maciunas.</p>
<p>Per finire dal 18 maggio all’8 giugno l’artista Marcel.lí Antúnez Roca presenterà &#8216;Metamembrana&#8217;, un’installazione interattiva audiovisiva connessa simultaneamente in cinque città diverse.</p>
<p>Come il lettore avrà potuto constatare ci troviamo di fronte ad un programma di vaste dimensioni e di contenuti di elevato peso specifico che fa di Roma una delle capitali europee della cultura. Raccomandiamo inoltre di approfondire tutti i contenuti collegandosi al sito www.auditorium.com molto ben fatto e molto esaustivo sia per i programmi che per tutte la altre informazioni relative alle singole manifestazioni.</p>
<p>Musica per Roma<br />
Auditorium Parco della Musica<br />
Viale Pietro de Coubertin, 30 &#8211; Roma<br />
Per informazioni:<br />
- Tel. 0680241281<br />
- www.auditorium.com</p>
<p>Claudio Listanti<br />
claudio.listanti@voceditalia.it</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La musica è infinita: da Metheny a Baglioni]]></title>
<link>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/10/09/la-musica-e-infinita-da-metheny-a-baglioni/</link>
<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 14:32:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>Radiocucaio</dc:creator>
<guid>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/10/09/la-musica-e-infinita-da-metheny-a-baglioni/</guid>
<description><![CDATA[Fonte: &#8220;ilmessaggero.it&#8220; In anteprima il nuovo album della Consoli, per Claudio 5 notti ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Fonte: &#8220;<a href="http://sfoglia.ilmessaggero.it/view.php?data=20091009&#38;ediz=20_CITTA&#38;npag=29&#38;file=B_715.xml&#38;type=STANDARD" target="_blank">ilmessaggero.it</a>&#8220;</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><em>In anteprima il nuovo album della Consoli, per Claudio 5 notti natalizie. Joss Stone a febbraio</em></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://smnewsblog.wordpress.com/files/2009/10/messaggero_09102009.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-16059" title="messaggero_09102009" src="http://smnewsblog.wordpress.com/files/2009/10/messaggero_09102009.jpg" alt="messaggero_09102009" width="270" height="221" /></a>di MARCO MOLENDINI<br />
ORMAI diventa perfino difficile parlare della nuova stagione dell’Auditorium, il cui riposo stagionale è ridotto al solo mese di agosto. Così, mentre si annuncia il nuovo cartellone, in realtà quella che è senza dubbi la più grossa istituzione culturale italiana viaggia già a buon regime con le sue sale, le sue proposte, i suoi appuntamenti. La musica (naturalmente) fa la parte del leone e continuerà a farla per i prossimi mesi fra appuntamenti di prestigio, festival (come quello del jazz che occuperà il mese di novembre), rassegne, spazi offerti ai musicisti (la formula Carta bianca privilegerà due jazzisti come il chitarrista americano Bill Frisell e il pianista Stefano Bollani) e moltiplicando lo sforzo autoproduttivo, affiancando alla consolidata PMJO diretta da Maurizio Giammarco e all’Orchestra popolare di Ambrogio Sparagna, un Ensemble contemporaneo (PMCE) diretto dal maestro Tonino Battista e una quarta formazione di nuovi talenti (la PMJC) con la guida esperta di Enrico Rava con fidi solisti come il pianista Giovanni Guidi e il sassofonista Daniele Tittarelli.  <!--more--><br />
Quanto al cartellone dei concerti, l’elenco parte dal Roma jazz festival dove figurano ospiti di peso come Stefano Bollani (8 novembre), Sonny Rollins (l’11), Brad Mehldau (il 14), Diana Krall (il 15), Jamie Cullum (il 17), Paolo Fresu e Uri Caine (il 24), David Murray (il 29), Richard Galliano (il 30). Ma il jazz, si sa, è da sempre una delle colonne dell’Auditorium: così nel corso dell’annata sono previsti pure gli arrivi del funambolo della voce Bobby McFerrin (20 maggio), del pianista di New Orleans Allen Toussaint, del batterista Jack De Johnette con il sassofonista John Surman (il 27 ottobre) o di grandi nomi del jazz nazionale come Enrico Rava, Franco D’Andrea, Roberto Gatto o Gianluca Petrella. Ampia la presenza di specialisti delle sei corde in una rassegna che mette in fila lo stato maggiore dello strumento: da Bill Frisell (30 ottobre e 17 febbraio) a Peter Green (14 novembre), Paco de Lucia (28 febbraio), Pat Metheny (17 marzo), Al Di Meola (20 aprile), Marc Ribot (27 aprile), John Scofield (5 maggio), Mike Stern (18 maggio), John McLaughlin (19 maggio), Mark Knopfler (13 luglio). La serie ”Solo” riservata alle performance individuali presenterà il multistrumentista Nando Citarella (19 novembre), il pianista Bobo Stenson (4 dicembre), Peter Hammill (7 dicembre), Danilo Rea con un omaggio a De André (11 marzo), Uri Caine (17 aprile). Invece il cartellone dei duetti, Dialogo, metterà insieme il pianista Wayne Horvitz e il sassofonista Briggan Krauss (venerdì), Fausto Mesolella e Mimmo Epifani (5 dicembre), Ralph Towner e Javier Girotto, Enrico Pieranunzi e Stefano Battaglia (29 gennaio), Gianmaria Testa e Erri De Luca (aprile).<br />
<img class="alignright" src="http://sfoglia.ilmessaggero.it/20091009/foto/703.jpg" alt="" width="288" height="246" />Quanto al pop, a parte Joss Stone (7 febbraio), la musica italiana ha un ruolo pesante con le 5 serate natalizie di Claudio Baglioni, dal 25 al 30 dicembre, col ritorno di Cristiano De André (13 dicembre), la prima del nuovo album di Carmen Consoli (1,2,3 febbraio), Elio e le storie tese (17 gennaio). La musica etnica è rappresentata oltre che dall’Orchestra di Sparagna, da Manu Katché, dai Radiodervish. Quanto all’angolo della sperimentazione, be music, night, in tandem con Radio 3, ha fra gli ospiti Alvin Curran (30 gennaio) e George Lewis (a maggio).</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Paola Turci - Attraversami Il Cuore]]></title>
<link>http://albymen.wordpress.com/2009/10/07/paola-turci-attraversami-il-cuore/</link>
<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 07:21:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>albymen</dc:creator>
<guid>http://albymen.wordpress.com/2009/10/07/paola-turci-attraversami-il-cuore/</guid>
<description><![CDATA[Con l&#8217;inverno alle porte, Paola Turci presenta ATTRAVERSAMI IL CUORE, primo EP di una trilogia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignright size-full wp-image-979" title="Turci" src="http://albymen.wordpress.com/files/2009/10/turci.jpg" alt="Turci" width="300" height="300" />Con l&#8217;inverno alle porte, <strong>Paola Turci</strong> presenta <em><strong>ATTRAVERSAMI IL CUORE</strong></em>, primo EP di una trilogia ambiziosa che avrà concept diversi: questo primo dedicato all&#8217;amore, il secondo alle tematiche sociali, il terzo al mondo femminile.</p>
<p>Per questo ritorno, la cantautrice romana accantona gli aspetti più rock e aggressivi che avevano caratterizzato i suoi ultimi lavori (gli ottimi Questa Parte di Mondo &#8211; del 2002 &#8211; e Tra I Fuochi In Mezzo del Cielo &#8211; del 2005), per presentarsi in una veste particolarmente intimista, perfetta per valorizzare il tema del sentimento per eccellenza  cantato in questi 8 brani.</p>
<p>L&#8217;album si apre con <em><strong>Sono Io</strong></em>, un vero e proprio manifesto autobiografico, particolamente ispirato e riuscito, che testimonia alla perfezione il mondo dei sentimenti della Turci. Seguono i due episodi più interessanti, scelti anche come singoli: <em><strong>La Mangiatrice di Uomini </strong></em>(scritta con Francesco Bianconi dei Baustelle, che si distingue per un andamento incisivo ed un testo originale, perfettamente valorizzato dalla voce calda di Paola) e <em><strong>Attraversami il Cuore</strong></em>, brano nato dall&#8217;incontro fortunato con Marcello Murru e la sua poeticità unica.</p>
<p><strong><em>Nel Nome Di Chi</em></strong> vivacizza con le sue influenze country la dinamica musicale dell&#8217;album (a tratti un pochino piatta), ma è<em><strong> Dio Come Ti Amo</strong></em>, cover di Domenico Modugno proposta con la partecipazione di Paolo Fresu, che più di ogni altra testimonia l&#8217;ottimo livello degli arrangiamenti di questo lavoro, particolarmente curati e ricercati.</p>
<p>Merita, infine, di essere citata <em><strong>Piccola Canzone d&#8217;Amore</strong></em> che è esattamente quello che recita il titolo: una breve composizione caratterizzata da un&#8217;atmosfera notturna e un romanticismo ispirato, appena sussurata dalla cantante che qui svela tutte le corde più nascoste delle sue doti interpretative. E del suo cuore.</p>
<p>Sono passati oltre 20 anni dal suo esordio, ma Paola Turci è ancora la ragazza con la chitarra della musica italiana con nuove storie da raccontare: oggi il suo stato di grazie sentimentale, domani il mondo con i suoi problemi (come fra l&#8217;altro ha fatto più volte &#8211; e molto bene &#8211; durante la sua lunga carriera), in un futuro prossimo l&#8217;universo femminile che ben conosce. Noi, l&#8217;ascoltiamo sempre con piacere.</p>
<p><strong>Tracklist</strong>: Sono Io &#8211; La Mangiatrice di Uomini &#8211; Attraversami il Cuore &#8211; Nel Nome di Chi &#8211; Dio Come Ti Amo &#8211; E intanto Mi Sorprendo &#8211; Piccola Canzone d&#8217;Amore &#8211; Sono Io (reprise)</p>
<p><strong>Website</strong>: <a href="http://www.paolaturci.it/" target="_blank">http://www.paolaturci.it/</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[KOÇANI ORKESTAR - ROCK BALCANICO]]></title>
<link>http://romalive.biz/2009/10/01/kocani-orkestar-rock-balcanico/</link>
<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 10:25:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>romalive</dc:creator>
<guid>http://romalive.biz/2009/10/01/kocani-orkestar-rock-balcanico/</guid>
<description><![CDATA[Merc. 07|10|2009 KOÇANI ORKESTAR Auditorium Parco della Musica Sala Sinopoli h. 21:00   € 15:00 Rito]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a title="photo sharing" href="http://www.flickr.com/photos/romalive/3970729145/"><img style="border:solid 2px #000000;" src="http://farm3.static.flickr.com/2572/3970729145_3fbd53708a_m.jpg" alt="" /></a></p>
<p><strong>Merc.</strong> <span style="color:#33cc00;"><strong>07&#124;10&#124;2009</strong><br />
</span><strong><span style="color:#ff0000;">KOÇANI ORKESTAR<br />
</span></strong>Auditorium Parco della Musica<br />
Sala Sinopoli<br />
h. 21:00   € 15:00</p>
<p>Ritorna in tour Kocani Orkestar, la più scatenata e funky delle fanfare balcaniche. Dopo l&#8217;uscita nel 2002 del loro precedente <em><span style="color:#ff0000;">Alone at My Wedding</span></em>, il gruppo ha alternato lunghe tournè a prestigiose collaborazioni (Beirut/Zach Gordon, Paolo Fresu, Antonello Salis, Cibelle, Balkan Beat Box) e ha visto crescere la sua popolarità presso un pubblico sempre più vasto e variegato.</p>
<p><strong>Durak Demirov</strong> sassofono, clarinetto<br />
<strong>Turan Gaberov</strong> tromba<br />
<strong>Sukri Kadriev</strong> tromba<br />
<strong>Nijazi Alimov</strong> tuba baritono<br />
<strong>Erdzan Juseinov</strong> tapan (percussione)<br />
<strong>Suad Asanov</strong> basso tuba<br />
<strong>Redzai Durmisev</strong> tuba baritono<br />
<strong>Sukri Zejnelov</strong> tuba baritono<br />
<strong>Dzeladin Demirov</strong> clarinetto<br />
<strong>Vinko Stefanov</strong> fisarmonica<br />
<strong>Erdzan Juseinov</strong> percussioni<br />
<strong>Ajnur Azizov</strong> voce</p>
<p>Il nuovo album <em><span style="color:#ff0000;">The Ravished Bride</span></em> è possente, romantico e inventivo. Abbatte tutte le barriere musicali precostituite: epiche canzoni d&#8217;amore, interpretate dall&#8217;ondeggiante voce del giovane e carismatico cantante Ajnur Azizov, accompagnano il gruppo verso un nuovo pop est-mediterraneo, o in ardite rivisitazioni di classici tradizionali messicani (La Llorrona), mentre i brani strumentali flirtano con la surf music e tendono verso una sorta di rock balcanico e mutante, anche grazie all&#8217;aggiunta di un batterista, e delle chitarre elettriche di special guest come Uri Kinrot (Balkan Beat Box) e Vincent Kenis (il produttore di Konono N°1) che ha mixato l&#8217;album. L&#8217;album è pubblicato da Crammed Discs e distribuito in Italia da Materiali Sonori.  (myspace.com/kocaniorkestar)</p>
<h1>MORE INFO</h1>
<p>KOÇANI ORKESTAR in tour in Europa</p>
<p>7&#124;10&#124;2009 ROMA &#8211; Auditorium Parco della Musica<br />
9&#124;10&#124;2009 LUSSEMBURGO &#8211; Philarmonie (con P.Fresu e A. Salis)<br />
10&#124;10&#124;2009  POZDAM (D) &#8211; Nikolaikirche (con P.Fresu e A. Salis)<br />
23&#124;10&#124;2009  TORINO &#8211; Sala Espace &#124; Musica 90<br />
27&#124;10&#124;2009  FOGGIA &#8211; Teatro del Fuoco (con Municipale Balcanica e R. Ottaviano)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Storia di Jazz]]></title>
<link>http://sicapisce.wordpress.com/2009/09/21/storia-di-jazz/</link>
<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 06:00:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>Samuel Zarbock</dc:creator>
<guid>http://sicapisce.wordpress.com/2009/09/21/storia-di-jazz/</guid>
<description><![CDATA[Forse il titolo di questo post suona un po&#8217; sgangherato, per cui cerco di spiegarlo. Io mi occ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Forse il titolo di questo post suona un po&#8217; sgangherato, per cui cerco di spiegarlo. Io mi occupo di parole. Non ho nessuna intenzione di (né autorità per) scrivere una storia del Jazz, inteso come genere musicale. Per quello potreste chiedere, chessò, a Paolo Fresu. Però ho sufficiente curiosità per <strong>andare a caccia della parola &#8220;Jazz&#8221;</strong>, risalendo nel tempo sino alle sue prime attestazioni.</p>
<p>Attestazioni che, per essere corretti, troviamo rese ortograficamente anche come &#8220;Jas&#8221; o &#8220;Jass&#8221;. Bene, dimentichiamoci di New Orleans.</p>
<p><strong>Bert Kelly</strong>, un suonatore di Banjo, sostenne che la sua band, da lui fondata a Chicago, fu la prima a fregiarsi del titolo di &#8220;jazz band&#8221;. Lo sostennero anche altri, ma nel caso di Kelly un piccolo (anche se non del tutto esauriente) aiutino gli arriva dal fatto che, prima di suonare a Chicago, egli intrattenesse gli atleti del &#8220;San Francisco Seals&#8221; durante gli allenamenti primaverili a Boyes Springs, nella Sonoma Valley.</p>
<p>Stiamo parlando del 1913, e la squadra di basket dei Seals aveva cominciato ad utilizzare il termine &#8220;jazzy&#8221; per indicare entusiasmo, eccitazione&#8230; testosterone, insomma.</p>
<p><a title="Voce di Wikipedia in inglese sul primo utilizzo della parola jazz sui media" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jazz#Etymology_of_.22Jazz.22" target="_blank">Scrive E. T. Gleeson sul &#8220;San Francisco Bulletin&#8221;</a> il 3 marzo 1913:</p>
<blockquote><p><em>Everybody has come back to the old town full of the old &#8220;jazz&#8221; and they promise to knock the fans off their feet with their playing.<br />
What is the &#8220;jazz&#8221;? Why, it&#8217;s a little of that &#8220;old life,&#8221; the &#8220;gin-i-ker,&#8221; the &#8220;pep,&#8221; otherwise known as enthusiasalum. A grain of &#8220;jazz&#8221; and you feel like going out and eating your way through Twin Peaks. It&#8217;s that spirit which makes ordinary ball players step around like Lajoies and Cobbs.</em></p></blockquote>
<p>Già prima, nel &#8220;Los Angeles Times&#8221; del 2 Aprile 1912, era apparso il termine &#8220;jazz ball&#8221;, sempre legato al baseball: ma fu solo con questo articolo che il termine apparve nel contesto che abbiamo visto, tra i San Francisco Seals, dove probabilmente passò dal mondo dello sport a quello della musica: Bert Kelly era lì, e dopo un po&#8217; si sarebbe trasferito a Chicago a fondare la sua &#8220;jazz band&#8221;.</p>
<p>Di vera e propria &#8220;musica Jazz&#8221;, invece, scriverà per la prima volta Gordon Seagrove sul &#8220;Chicago Tribune&#8221; l&#8217;11 Luglio 1915, in un articolo intitolato &#8220;Blues Is Jazz and Jazz Is Blues.&#8221;</p>
<p>E New Orleans? Poveri, loro arrivano molto dopo: la prima attestazione certa del termine è del 14 novembre 1916, sul &#8220;Times-Picayune&#8221;, dove si parla di &#8220;jas parade&#8221;. E dove si rivendica New Orleans, in luogo di Chicago, come vera patria delle &#8220;jas bands&#8221;, senza però spiegare perché.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 297px"><img class="size-full wp-image-1968" title="jasband" src="http://sicapisce.wordpress.com/files/2009/08/jasband.jpg" alt="Articolo che per la prima volta cita pubblicamente il Jazz a New Orleans" width="287" height="460" /><p class="wp-caption-text">Articolo che per la prima volta cita pubblicamente il Jazz a New Orleans</p></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Non sempre ricordano - Patrizia Vicinelli]]></title>
<link>http://rebstein.wordpress.com/2009/07/02/non-sempre-ricordano-patrizia-vicinelli/</link>
<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 22:04:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>francescomarotta</dc:creator>
<guid>http://rebstein.wordpress.com/2009/07/02/non-sempre-ricordano-patrizia-vicinelli/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;Roberto a Casablanca è stato il primo a morire, è santo morire se si stava cercando qualcosa ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="right"><em>&#8220;Roberto a Casablanca è stato il primo a morire,<br />
è santo morire se si stava cercando qualcosa<br />
&#8220;la vita vale giusto questo&#8221;,<br />
ridono divertiti i rivenditori<br />
e sanno di poter chiedere di più&#8221;</em></p>
<p><img src="http://rebstein.wordpress.com/files/2009/07/801nonsempre.jpg" alt="801nonsempre" title="801nonsempre" width="214" height="250" class="alignleft size-full wp-image-13371" /> Dopo Vittorio Reta e Corrado Costa, <em>fuoriformato</em> prosegue la sua “restituzione” dei poeti di una generazione perduta, quella che non attraversò indenne il versante tra anni Settanta e Ottanta. Patrizia Vicinelli ne fu l’anima più combattiva e autodistruttiva: un vero kamikaze dell’esperienza – tossicodipendenza, carcere, lunghi anni di latitanza, «miraggi pieni di luce», tragica morte per aids – prima che della scrittura.<br />
<img src="http://rebstein.wordpress.com/files/2009/07/801nonsempre1.jpg" alt="801nonsempre" title="801nonsempre" width="214" height="250" class="alignright size-full wp-image-13373" />E infatti gran parte del suo lascito, prima che nei pochi testi giunti alle stampe, consiste nell’incredibile <em>presenza scenica</em> di questa performer definitiva. Verbigeratrice vulnerante, Patrizia Vicinelli era in primo luogo un’icona corporale. Cecilia Bello Minciacchi ne ha ricostruito lo svolgimento tormentato e tumultuoso, rinvenendo una quantità di testi inediti e dispersi (fra i quali il devastante “romanzo” <em>Messmer</em> e una scelta di saggi) nonché ricostruendo il tortuoso svolgimento della <em>pièce de résistance</em> «epica», <em>Non sempre ricordano</em>, atroce psicomachia sull’esistere e il ricordare nel quale Vicinelli si rappresenta, quasi vindice erinni tarantiniana avanti lettera, come «samuray» con la «splendente fiammeggiante / scimitarra alla mano».</p>
<p><!--more--></p>
<p>(Dalle <em><a href="http://www.lelettere.it/site/e_Product.asp?IdCategoria=&#38;TS02_ID=1445">note di presentazione</a></em> del volume.) </p>
<p><strong>Patrizia Vicinelli</strong>, <em>Non sempre ricordano. Poesia Prosa Performance</em>, a cura e con un saggio di Cecilia Minciacchi Bello, introduzione di Niva Lorenzini, con illustrazioni in b/n, antologia multimediale in dvd a cura di Daniela Rossi e con la partecipazione straordinaria di Paolo Fresu, Firenze, Le Lettere, Collana &#8220;Fuori Formato&#8221;, 2009.</p>
<p align="center">&#160;</p>
<p align="center"><strong>***</strong></p>
<p align="center">&#160;</p>
<h6>In attesa di poter leggere il libro (e sperando che in tanti /ri/scoprano una delle voci più grandi della poesia italiana dell&#8217;ultimo mezzo secolo), penso di fare cosa gradita pubblicando questi due autentici <em>reperti storici</em>.</h6>
<p align="center">&#160;</p>
<p>Da: <strong>Patrizia Vicinelli</strong>, <em>Non sempre ricordano</em>, Ælia Lælia Edizioni, Reggio Emilia, 1985.</p>
<p><strong>Parte sesta</strong></p>
<p><em>&#8220;C&#8217;era una volta in Marocco&#8221;<br />
ovvero, &#8220;Morocco made&#8221;</em></p>
<p>Fra le liturgie di Domodossola<br />
passiamo<br />
le frontiere<br />
e certe volte,<br />
caro trecento,<br />
ci beccano<br />
su e giù<br />
dune<br />
fra bandiere eterogenee,<br />
il principato<br />
ce lo riserviamo. Tornare lì,<br />
come per riposarsi,<br />
e spostare il tempo (retro marcia)<br />
già accaduto<br />
c&#8217;era una volta in Tangier<br />
tangerine dream<br />
Morocco nord &#8216;Afrique made<br />
elmà, l&#8217;acqua<br />
due mari<br />
due lingue<br />
&#8220;era una questione di radici&#8221;<br />
una lezione trasversale<br />
spanish french et arabie<br />
e così se la dimentica<br />
tornando<br />
quella fatica della resistenza<br />
che è già valsa<br />
lo spazio<br />
della giovinezza<br />
elementi indesiderati<br />
laggiù nel pozzo profondo<br />
in cui andò<br />
in cui si calò<br />
a profusione<br />
color drugs<br />
forse good vibrations.<br />
La luna cerchiata nel tono<br />
specchio d&#8217;acqua con tutte le<br />
sue fasi simmetriche<br />
spezzava la sterica marcia<br />
tin tin e tin ti tin ti tin<br />
tazze di latta alla mano<br />
mano sulla spalla dell&#8217;altro<br />
in fila in processione<br />
in una calle no leca do socco chico<br />
c&#8217;era da urlare al mezzodì<br />
ciotole che suonano<br />
riso di anime<br />
hanno il coraggio di ridere<br />
gli infermi tra loro,<br />
e quello di vederli passare.<br />
Dal balcone terrazzo del Charly<br />
restaurant beveva coca come in<br />
America e il solito hamburger<br />
ma nessuna fiducia di salire fino in alto da Baba tea<br />
room alla menta<br />
con le palme affacciato<br />
alla superficie del mare<br />
lì eternamente immobile il mare,<br />
ha paura nonostante il coltello<br />
della gente nei jillaba<br />
gli brillano ai marocchini<br />
gli occhi fissi dalla terra<br />
alla luna che sale verso la metà<br />
del cielo un tondo fosforescente<br />
viaggiante e per noi di altri paesi<br />
del nord, irreale un disco<br />
star bene, disse.<br />
Dalle tavole di liscia roccia vulcanica<br />
nero a picco e raramente grigio metallico<br />
rimbomba agli occhi dal sole<br />
facendosi largo nel senso blu dell&#8217;aria<br />
a picco sulla voragine seduti in scacchi<br />
di giardini ricavati, tutta gente con<br />
qualcosa da contemplare, qualcuno da<br />
allontanare, indifferenti all&#8217;abisso<br />
non passano che rare le navi e l&#8217;ultimo<br />
punto di osservazione dell&#8217;orizzonte<br />
fa spazientire la vista, che si confonde.<br />
Al porto discendere la notte<br />
attraverso la casbah la medina<br />
l&#8217;odore di montone e di carne selvatica<br />
dentro gli stretti vicoli spugnosi<br />
era nel suo respiro ormai</p>
<p>(&#8230;)</p>
<p>______________________________</p>
<p><strong>Francesco Leonetti, Prefazione a <em>Non sempre ricordano</em>, poema epico di Patrizia Vicinelli (Ælia Lælia Edizioni, Reggio Emilia, 1985)</strong></p>
<p>I canti struggenti e &#8220;selvaggi&#8221; della Vicinelli seconda da dove vengono? Si può anzitutto azzardarsi a dire che vengono da Campana, che dei vociani o espressionisti italiani è il più sconnesso a livello semantico e sintattico, e il più iterativo (in quanto Jahier ha una ritmica più cantata, oppure pedante, che iterativa). E il più sublime. Ma le parentele nel filo secolare sono complicate e incertissime.</p>
<p>Consideriamo ora l&#8217;autore. Si sa che fra l&#8217;autore e il personaggio biografico intercorrono rapporti strani, sia secondo i buoni materialisti engelsiani sia secondo i maestri semiotici oggi viventi. Ora, il personaggio biografico, biologico e vitale, di Patrizia Vicinelli bellissima donna si presenta insieme virtuoso e vizioso: erede del famoso Gruppo 63 storico italiano, o pupilla e prima dilapidatrice, superba allora e ricorrente alla genealogia di Emilio Villa (che invece è piuttosto artista, con grafica stratificata e di totale disseminazione, lei no) sembra quindi buttarsi via. Va a perdifiato, a perdizione, a scommessa, a pura fuga, nelle passioni sfrenate che si svolgono alla fine del decennio.</p>
<p>Spariscono o restano sospesi, così, patrimonio passato, i suoi giochi linguistici indovinati e anche tipografici (presso Lerici nel &#8216;67, datati da prima, con varie formulazioni iniziali della lettera &#8220;a&#8221; come in un vocalizzo della Berberian Berio, assoluto) e lei si trascura tanto da dovere essere presa su col cucchiaio&#8230; Ricordi di amici. Ricompare in scena ogni tanto con buonissime prestazioni di attrice, come le sue stesse vitali, forse. Già con Braibanti a provocare i giusti scandali. Poi con Alberto Grifi asso del film d&#8217;avanguardia e con Gianni Castagnoli che è il primo a trattare una nuova macchina (fotocopiatrice Xerox) come strumento per l&#8217;invenzione artistica.</p>
<p>Compie operazioni di quadri (oltre che sbavare righi e disegni sulle sue scritture, mescolando tutto e graffiando, come se lei fosse la figlia di Emilio Villa, che invece ha un figlio fisico teorico, e ciò non è &#8211; nonostante Serres &#8211; la stessa cosa). Quello che ha regalato a me è un quadro con sovrapposizioni di moduli puri a una lastra forata da buchi e inglobante forme d&#8217;insetti schiacciati fra lastre: una partenza molto interessante.</p>
<p>E dunque, e dunque? Se, dico, dal saussurismo spinto del &#8216;63, per la via delle passioni sfrenate e riempitive, allegoriche e allucinanti, giunge a queste nuove e tre volte elaborate poesie lunghe epicizzanti, si deve forse dire che rappresenta un&#8217;evoluzione propriamente linguistica di ampliamento del timbro e dell&#8217; &#8220;urlo&#8221;, decisiva oggi. E ne è portatrice letteraria e insieme generazionale unica. Infatti, o si sono buttati, questi giovani sessanta-settantenni, nel fuoco; o si sono impreziositi nauseantemente nelle poesie. Lei, la traversante e pericolosa Patrizia, con impatto dolce furibondo nella sua dissoluzione del territorio bolognese dove cresce, è la sola a fare tutte e due le cose, mischiandole, con sovrano imbroglio.</p>
<p>Ora, sul suo galoppante ritmo, a balzi immondi, abissi e profumi, riesce a far emergere soggetti umani veramente incredibili, incarnazioni di lei stessa vaticinante, sconfessante e in atto di vibrare la sua spada di samurai. Io, si può dire, sono come un tale che dice: &#8220;Benedetta figlia, &#8211; io che ti ho conosciuta a Porta Portese, &#8211; le tue motivazioni più intime le conosco, &#8211; e so che ti muove (&#8230;) </p>
<p>______________________________</p>
<p>Il testo di <strong>Patrizia Vicinelli</strong> e la prefazione di <strong>Francesco Leonetti</strong> sono tratti dal sito di <strong>Giorgio Di Costanzo</strong>, <a href="http://insonnoeinveglia.splinder.com/tag/patrizia+vicinelli">In sonno e in veglia</a>.</p>
<p><a href="http://rebstein.wordpress.com/category/patrizia-vicinelli/">Qui altri testi di Patrizia Vicinelli.</a><br />
______________________________</p>
<p align="center"><strong>***</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[9. La tenue delicata malinconia di "Mare Nostrum"]]></title>
<link>http://lucaniart.wordpress.com/2009/07/01/9-la-tenue-delicata-malinconia-di-mare-nostrum/</link>
<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 20:39:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>lucaniart</dc:creator>
<guid>http://lucaniart.wordpress.com/2009/07/01/9-la-tenue-delicata-malinconia-di-mare-nostrum/</guid>
<description><![CDATA[© RUBRICA “SGUARDI E ASCOLTI DAL MONDO” a cura di M. Lizzadro Ascolterei per ore ed ore “Qu’ rest t’]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><strong>© RUBRICA “SGUARDI E ASCOLTI DAL MONDO” a cura di M. Lizzadro</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="../files/2009/06/jan_lundgren_bw.jpg"><img class="alignleft" title="Jan_Lundgren_bw" src="../files/2009/06/jan_lundgren_bw.jpg" alt="Jan_Lundgren_bw" width="155" height="234" /></a>Ascolterei per ore ed ore “Qu’ rest t’il de nous amor” di Charles Trenet senza mai stancarmi,  figurarsi poi in una versione jazz  come quella contenuta in<strong> “Mare Nostrum” </strong>di Richard Galliano, Paolo Fresu e Jan Lundgren del 2008. Il Mediterraneo come luogo di incontro di popoli e culture diverse ma anche come punto di partenza per esplorare territori sconosciuti, questa pare essere la metafora che sottende &#8220;Mare Nostrum&#8221;, album che vede l&#8217;esordio di un inedito trio jazz: il trombettista sardo <strong>Paolo Fresu</strong>, il fisarmonicista francese<strong> Richard Galliano</strong> e il pianista svedese <strong>Jan Lundgren</strong>. Tre mondi diversi, tre strumenti diversi si sono magicamente incontrati in un album dalle sonorità tenui, delicate e malinconiche. Dato che il jazz è anche apertura e confronto con altre culture musicali, quest’album è fatto di melodie che vengono da tradizioni e stili differenti. La bellissima canzone francese di un brano immortale di Charles Trenet evocatrice di visioni filmiche di Truffauttiana memoria, il folklore svedese, la musica di Maurice Ravel, alcuni brani della tradizione brasiliana di Tom Jobim e Vinicius De Moraes, così come le composizioni originali, tutto unito e fuso in un disco gradevole e molto bello.<!--more--> La varietà e la ricchezza di &#8220;Mare Nostrum&#8221; consiste in un&#8217;invenzione di grande fascino ed armonia: una miscela di jazz con una sfumatura di contemporaneità che forse ci offre l&#8217;immagine di un attualità in cui il jazz si fonde non confondendosi, ma arricchendosi con altri stili, altre tradizioni musicali.  “Mare Nostrum”, come già detto,  è l’incontro tra la tromba di Paolo Fresu, da decenni uno dei più grandi artisti jazz internazionali che coltiva incontri e collaborazioni in tutto il continente pur mantenendo un forte legame con la sua Sardegna, il fisarmonicista Richard Galliano, francese, la cui musica unisce jazz, tango e valzer e il pianista svedese Jan Lundgren che intesse influenze contemporanee e classiche, folclore scandinavo e jazz. Musica che privilegia i chiaroscuri timbrici.  La mancanza del basso e della batteria rende la musica di “Mare Nostrum” rarefatta e sospesa, per cui sembra quasi che le composizioni siano crepuscolari e dotate di quella tenue e delicata malinconia che a volte è una delle caratteristiche dei più grandi capolavori della musica jazz, ma dell’arte in generale.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Richard Galliano</strong> è nato a Cannes il 12 dicembre del 1950. Fin da bambino ha studiato piano e fisarmonica col padre Luciano Galliano fisarmonicista italiano. Dopo un lungo e intenso periodo di studio con lezioni di trombone, armonia e contrappunto all&#8217;Accademia di Musica di Nizza, a quattordici anni, nella ricerca di una espansione delle sue idee sulla fisarmonica, ha iniziato ad ascoltare la musica jazz ed è  rimasto impressionato dal trombettista Clifford Brown, dal quale ha preso numerosi spunti. “Ho iniziato ad inoltrarmi in questo campo ed uno dei miei insegnanti, Claude Noel, un ribelle della fisarmonica, ho speso gli anni della mia adolescenza cercando i dischi dei più grandi fisarmonicisti moderni in un momento in cui tutto ciò che potevi trovare nei negozi erano i fisarmonicisti tradizionali. Volevo suonare in una maniera diversa. E sapevo che questa maniera esisteva negli Stati Uniti ed in Brasile”, come confiderà lo stesso Galliano molti anni dopo. Dopo anni di studio e di apprendistato, nel 1973 è andato a Parigi, dove ha incontrato il cantante Claude Nougaro. Per tre anni ha ricoperto il ruolo di direttore d’orchestra, arrangiatore e compositore per quell’orchestra, come affermerà molti anni dopo lo stesso Galliano: “Un ‘orchestra come la Nougaro ha lasciato in me un segno. Con lui ho imparato specialmente l’importanza della melodia. Ora, quando compongo immagino di scrivere una canzone, anche se le mie musiche sono sostanzialmente strumentali”. Dopo Nougaro c’è stato l’importante incontro con il grande Astor Piazzolla, di cui sempre lo stesso Galliano ha detto: “Astor Piazzola mi ha guidato e mi ha aiutato a capire la necessità di ritrovare la mia identità. Fino alla sua morte siamo stati inseparabili. Mi ha aperto gli occhi e mi ha donato l’assoluta padronanza di questo strumento musicale che ha attraversato tutti i cambi delle mode, le passioni, e sofferto tutti i tipi di emarginazione”. Dunque Richard Galliano, erede diretto di Astor Piazzolla, interpreta, compone ed orchestra musica che appare come una mescolanza di tango, valzer, musica alla Bill Evans, improvvisazioni alla Keith Jarrett e reminescenze di Charlie Parker e John Coltrane, il tutto suonato con un piacevole gusto. Uno dei maggiori meriti di Richard Galliano è la sua originalità; il sintetizzare tutte queste esperienze in una musica europea costruita da improvvisazioni jazz e da una gran quantità di tradizione mediterranea. Un’altra peculiarità è il suo modo di adoperare la fisarmonica ed il bandonéon, strumenti musicali poco maneggevoli che hanno sempre avuto vita dura nel jazz e nella musica colta. Per anni, la fisarmonica è stata relegata al rango più basso della musica popolare , nelle mani di Galliano la popolare fisarmonica ha acquisito la policromia di un’orchestra e poi il tono intimistico della musica da camera.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Paolo Fresu</strong> è nato il 10 febbraio 1961 a Berchidda, in Sardegna. Ha iniziato lo studio della tromba all&#8217;età di undici anni nella Banda Musicale &#8220;Bernardo de Muro&#8221; di Berchidda, per appunto suo paese natale. Dopo varie esperienze di musica leggera ha scoperto la musica jazz nel 1980 ed ha iniziato l&#8217;attività professionale nel 1982 frequentando dapprima i &#8220;Seminari Senesi&#8221; e registrando quindi per la Rai sotto la direzione di Bruno Tommaso. Si è diplomato prima come Perito Elettrotecnico a Sassari, poi nel 1984 in Tromba presso il Conservatorio di Cagliari e ha frequentato successivamente la facoltà universitaria &#8220;Dams “ sezione musica presso l&#8217;Università di Bologna. La sua attività discografica vanta oltre trecento dischi e quella concertistica oltre duemila concerti. Vive tra Bologna, Parigi e la Sardegna.La banda del paese e i maggiori premi internazionali, la campagna sarda e i dischi, la scoperta del jazz e le mille collaborazioni, l&#8217;amore per le piccole cose e Parigi. Un personaggio singolare Paolo Fresu che è riuscito a trasportare il più profondo significato della sua magica terra nella più preziosa e libera delle arti, la musica. Non serve a nulla enumerare tutte le sue incisioni, tutti i premi che ha vinto e le esperienze varie che lo hanno imposto a livello internazionale e che fanno amare la sua musica: dentro al suono della sua tromba c&#8217;è una linfa magica in grado di rivoluzionare il jazz europeo, la profondità di un pensiero non solo musicale, la generosità che lo vuole nel posto giusto al momento giusto ma, soprattutto, l&#8217;enorme ed inesauribile passione che lo sorregge da sempre. Turbinosa, onnivora e creativa questi i primi aggettivi che mi vengono in mente per tentare di descrivere la musica di Paolo Fresu. Fra le numerose esperienze musicali di Paolo Fresu vanno annoverate quella col suo storico quintetto, quelle in duo con Uri Caine, quelle col quartetto “Devil” e la collaborazione con Carla Bley e Steve Swallow. Degni di nota sono anche i progetti con alcuni grandi nomi del mondo letterario e teatrale italiano: Ascanio Celestini, Lella Costa, Stefano Benni, Milena Vukotic poi anche collaborazioni per colonne sonore di importanti film. Anche se sarebbe un errore dimenticare le strizzatine d’occhio verso la musica classica con quartetti d’archi</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Jan Lundgren</strong> è nato a Kristianstad in Svezia. Ha cominciato a prendere lezioni di pianoforte a cinque anni e dopo quasi un decennio di formazione pianistica classica ha scoperto il jazz, sua grande passione fin dal primo momento. Dal 1986 al 1991 ha studiato al Royal College of Music di Malmoe e in quegli anni ha iniziato la sua carriera da musicista professionista. Il suo talento è stato scoperto dal leggendario sassofonista Arne Domnerus. Nel 1994 è uscito il suo album d&#8217;esordio &#8220;Conclusion“. Negli anni a venire l&#8217;orientamento musicale di Lundgren non ha lasciato spazio a dubbi: la sua abilità trova massima rispondenza nel linguaggio del jazz. Nel 1997, &#8220;Swedish Standards“ è stato premiato come miglior album jazz dell&#8217;anno. Negli Stati Uniti ha registrato numerosi altri album.</p>
<p style="text-align:right;"><em>Mariano Lizzadro</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>(foto in alto, Jan Lundgren) </em><strong><strong></strong></strong></p>
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<title><![CDATA[A VOLTE RITORNANO (i pinocchietti e Paolo Fresu)]]></title>
<link>http://oscarferrari.wordpress.com/2009/07/01/a-volte-ritornano-i-pinocchietti-e-paolo-fresu/</link>
<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 14:59:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Oscar Ferrari</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ebbene si, c&#8217;eravamo illusi. I pinocchietti, quegli orribili pantaloni da uomo a tre quarti (e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-1383" title="Queen_Zombi" src="http://oscarferrari.wordpress.com/files/2009/07/queen_zombi.jpg" alt="Queen_Zombi" width="400" height="533" /></p>
<p>Ebbene si, c&#8217;eravamo illusi. I <strong><a href="http://oscarferrari.wordpress.com/2007/07/24/mralex-che-odia-i-pinocchietti/" target="_blank">pinocchietti</a></strong>, quegli orribili pantaloni da uomo a tre quarti (e qui il frazionamento si può riferire tranquillamente sia all&#8217;oggetto che al bipede), che posseggono il potere di rendere ridicolo chiunque li indossi, non solo non sono spariti dalla circolazione, ma addirittura se ne vedono in giro di nuovi.</p>
<p>Non siamo ancora alla catastrofe, ma comunque il momento non è di quelli migliori, specialmente se teniamo conto che spesso <strong>l&#8217;impinocchiettamento dell&#8217;individuo</strong> è corroborato dalla presenza del <strong>marsupio</strong> e dei calzini nei sandali. Fa male vedere cose del genere, ma comunque non si possono tacere. Dispiace davvero, ma in questo caso non possiamo proprio seguire l&#8217;invito del <strong>presidente Napolitano</strong>, secondo il quale sarebbe opportuno mettere a tacere <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/06/30/g8-appello-di-napolitano-una-tregua-nelle.html" target="_blank"><strong>scandali e polemiche</strong> </a>in concomitanza con l&#8217;imminente<strong> G8</strong>.</p>
<p>Sotto la guida profetica del sommo <strong><a href="http://www.bluemen.it/sito/index.php" target="_blank">Mr.Alex</a></strong>, abbiamo addirittura inscenato un <strong><a href="http://oscarferrari.wordpress.com/2007/08/06/pinocchietto-burning/" target="_blank">rogo sciamanico propiziatorio</a></strong> per eliminarli, ma i pinocchietti hanno resistito anche a questo, forse anche aiutati dalla crisi economica che ha convinto i loro possessori a salvarli dal termitaio. O forse è solo la dimostrazione dell&#8217;inutilità dell&#8217;agire, ben espressa da <strong>Stielike </strong>nell&#8217;ormai celeberrimo <strong>paradosso delle patate</strong> (per quante tu possa mangiarne, mai riuscirai ad eliminarne la specie). Fratelli e sorelle, i<strong> <a href="http://www.flickr.com/photos/7386094@N02/3678800572/" target="_blank">pinocchietti</a> </strong>a volte ritornano, ma mica solo loro.</p>
<p>A Bolzano ad esempio, una delle cose più difficili non è trovare dello <strong>speck fatto con maiali locali</strong>, bensì lo sfuggire ad un concerto di <strong>Paolo Fresu</strong>. Negli ultimi anni sarà capitato da queste parti minimo una ventina di volte, e la cosa non può essere altro che motivo d&#8217;orgoglio per questa landa sperduta in mezzo alle Alpi, dal momento che si tratta del più celebrato gessista italiano, famoso anche a livello internazionale. Strano solo che ci capiti sempre lui, oppure forse di Paolo Fresu ce ne sono in giro più d&#8217;uno. Giusto per saperlo, dalle vostre parti ogni quanto arriva <strong>Paolo Fresu</strong>?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Rocce Rosse apre con Baglioni]]></title>
<link>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/06/25/rocce-rosse-apre-con-baglioni/</link>
<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 21:36:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Senzamusica</dc:creator>
<guid>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/06/25/rocce-rosse-apre-con-baglioni/</guid>
<description><![CDATA[Fonte: &#8220;La Nuova Sardegna&#8220; di Paolo Coretti TORTOLI’ - La stagione della grande musica i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Fonte: &#8220;<a href="http://ricerca.quotidianiespresso.it/lanuovasardegna/archivio/lanuovasardegna/2009/06/25/ST5PO_ST501.html" target="_blank">La Nuova Sardegna</a>&#8220;</p>
<p><em>di Paolo Coretti</em></p>
<p><strong>TORTOLI’</strong> - La stagione della grande musica in Ogliastra comincia domenica 28 con la prova generale del «Tour 2009» di Ivano Fossati nel parco comunale La Sughereta. Dall’8 agosto apre invece il festival «Rocce Rosse Blues», nel piazzale degli Scogli rossi ad Arbatax. Sul palco, Claudio Baglioni. Seguiranno altre tre date: il 13 agosto con Francesco De Gregori; il 14 agosto con gli Ska P; il 15 agosto con i Subsonica. Per le prevendite, informazioni al numero 070-657428.  Baglioni porta ad Arbatax lo spettacolo «Gran concerto Q.P.G.A.» (acronimo di «Questo piccolo grande amore»), in tour nazionale (partenza lo scorso 12 giugno con il concerto in piazza di Siena a Roma). E’ uno show di musica e di immagini che, dopo un film e un romanzo con lo stesso titolo, «Q.P.G.A.», è il terzo elemento del progetto che l’artista romano ha dedicato al disco che lo ha reso famoso, e che sarà completato da un doppio cd, in uscita dopo l’estate, che conterrà tutto il materiale del 1972 risuonato per l’occasione.</p>
<p><!--more-->Come è stato più volte raccontato, infatti, «Questo piccolo grande amore», uno dei primi concept album della musica italiana, era stato pensato come un disco doppio. Fu la casa discografica, la Rca, a imporre che fosse ridotto ad uno solo. Con il conseguente accantonamento del tanto materiale composto da Baglioni come brani che fungessero da storie collaterali a quella principale. Strano il destino del 45 giri: poche settimane prima dell’arrivo nei negozi dell’album uscì un singolo con «Questo piccolo grande amore» e sul lato B «Caro padrone» che non ebbe alcun successo. Sostituito da un 45 con lo stesso numero di catalogo ma con «Porta Portese» sul lato B finì quasi subito al primo posto della Hit Parade.  «Il concerto che porto in tour &#8211; dice Baglioni &#8211; è uno scherzo rispetto alle ambizioni che avevo quando ho presentato l’album. Il materiale che avevo composto non sarebbe entrato neanche in tre lp: la casa discografica tagliò molto e così “Questo piccolo grande amore” uscì come singolo lp». Claudio Baglioni racconta la genesi musicale del tour «Gran concerto Q.P.G.A.», ma anche del doppio cd che uscirà dopo l’estate. «Nel cd ci saranno &#8211; aggiunge &#8211; più di cinquanta ospiti tra miei colleghi, attori, artisti e grandi solisti come Danilo Rea, Stefano Bollani, Rita Marcotulli, Giovanni Allevi, Fabrizio Bosso, Paolo Fresu, Stefano Di Battista. Gli ospiti canteranno le parti di raccordo che in concerto canto io. Ci saranno 50 titoli di cui quattordici inediti».  Prima della data di Arbatax, Baglioni sarà in Sardegna il 9 luglio a Cagliari per un concerto all’anfiteatro.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Baglioni, torna a ottobre QPGA in doppio Cd]]></title>
<link>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/06/13/baglioni-torna-a-ottobre-qpga-in-doppio-cd/</link>
<pubDate>Sat, 13 Jun 2009 12:56:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>Senzamusica</dc:creator>
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<description><![CDATA[Fonte: &#8220;Rockol&#8220; Baglioni, torna a ottobre ‘Questo piccolo grande amore’ in doppio Cd A m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Fonte: &#8220;<a href="http://www.rockol.it/news-101488/Baglioni,-torna-a-ottobre--Questo-piccolo-grande-amore--in-doppio-Cd" target="_blank">Rockol</a>&#8220;</p>
<p><strong>Baglioni, torna a ottobre ‘Questo piccolo grande amore’ in doppio Cd</strong></p>
<p>A margine del tour celebrativo di “Questo piccolo grande amore”, “Granconcerto QPGA”, che Claudio Baglioni porta in giro quest’estate, è stata confermata per ottobre l’uscita di una doppia edizione ampliata dell’album, “con oltre 40 pezzi e 56 graffiti”. Fra i brani nuovi o riscoperti, una nuova versione con testo e titolo diversi di “Porta Portese”, “In viaggio”, a suo tempo escluso dal disco, “Torta di nonna”, “Così come sei tu”; “La fine”; i “graffiti” saranno interventi rapidi e autonomi, senza duetti, di colleghi di Baglioni: non si parla più della partecipazione di Mina annunciata da Vincenzo Mollica tempo fa, ma i nomi che circolano sono quelli di alcuni jazzisti (Danilo Rea, Stefano Bollani, Rita Marcotulli, Stefano Di Battista, Paolo Fresu, Fabrizio Bosso) e di Loredana Berté, Fiorello e Giovanni Allevi.<br />
(<em>Fonti: &#8220;La Stampa&#8221;, &#8220;Il Giorno&#8221;</em>)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Baglioni, autoritratto musicale a Piazza di Siena]]></title>
<link>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/06/13/baglioni-autoritratto-musicale-a-piazza-di-siena/</link>
<pubDate>Sat, 13 Jun 2009 12:16:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Senzamusica</dc:creator>
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<description><![CDATA[Fonte: &#8220;Il Messaggero&#8220; di Marco Molendini ROMA (13 giugno) &#8211; Tanto per cominciare ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Fonte: &#8220;<a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=61987&#38;sez=HOME_SPETTACOLO&#38;ssez=MUSICA" target="_blank">Il Messaggero</a>&#8220;</p>
<p><em>di Marco Molendini</em></p>
<p><strong>ROMA (13 giugno)</strong> &#8211; Tanto per cominciare l’idea di trasformare piazza di Siena in uno splendido anfiteatro all’aperto (un po’ freddo per l’umidità, ma splendido) è bellissima. Utilizzando le strutture lasciate dal concorso ippico, aggiungendo una platea con sedie e pavimentazione, oltre naturalmente al palco, è la prima volta che il cuore di Villa Borghese diventa così accogliente.</p>
<p>Non è la prima volta che ospita concerti, lo stesso Claudio Baglioni ha animato una delle sue notti, diventata poi l’album Alè o-ò live (anno 1982), ma nelle occasioni precedenti la piazza riceveva il pubblico in piedi, in un clima da raduno. «Quel tour &#8211; ricorda Claudio &#8211; inaugurò la stagione dei concerti negli stadi, preceduto solo da Banana republic di Dalla e De Gregori».E il ricordo è un’altra citazione in una notte fatta apposta per suggerire rimandi al passato.</p>
<p><!--more-->Da quando ha lanciato il progetto QPGA, suggerito dall’album e dalla sua canzone più famosa («hanno venduto 3 milioni di copie», precisa), Baglioni è invischiato in una escalation che non vede ancora la parola fine. Un primo giro di concerti, l’anno scorso, il film, il libro, ora questo secondo viaggio estivo e, in ottobre, il nuovo album, un lavoro nient’affatto semplice (del resto Claudio è fatto così, ama le complicazioni) con tanti ospiti (una cinquantina d’artisti, impegnati a citare brevemente proprio quel Piccolo amore, colleghi cantanti ma anche jazzisti come Paolo Fresu, Danilo Rea, Stefano Di Battista) in una sorta di lavoro di grafitaggio (così lo chiama lo stesso Claudio) su frammenti del passato e nuove canzoni. Un buon assaggio del disco c’è già nel tour partito ieri da Villa Borghese, davanti ai 10 mila spettatori.</p>
<p>E, anche stavolta, Claudio ha fatto le cose in grande: un concerto autobiografico, quasi un autoritratto in suoni e immagini (le foto d’epoca col suo volto incorniciato di capelli e quelle più recenti da cinquantenne ancora arrembante) che parte proprio da lì, dalla ”maglietta fina” della sua vita. Fa quasi da filo ricorrente la canzone, «a tenere la storia in piedi» ci spiega Claudio. In scena fa tutto lui, con la sua band (dove spicca la chitarra del fido Paolo Gianolio) e con un’orchestra virtuale (la Roma Sinfonietta) filmata e proiettata su un enorme schermo. Tutta la prima parte (due ore) è montata come un racconto, un concerto con tanto di overture (suonata da quattro pianisti come Rita Marcotulli, Giovanni Allevi, Danilo Rea, Stefano Bollani) e intermezzi.</p>
<p>Una nuova lettura di quel disco del 72 ideato come un concept album, allora tagliato per esigenze sia meccaniche (i limiti di tempo dei 33 giri), sia politiche («mi vedevano non come cantautore sentimentale più che impegnato, ma pur di fare il disco avrei accettato qualsiasi intervento») con la tentazione, ammessa, di riscrivere e intervenire con la sensibilità (e anche la preparazione) di oggi: «Sono melodie forti, perché scritte di getto. Oggi sento di avere più sapienza, ma quello scatto non c’è sempre».</p>
<p>Dunque taglia, cuci, incolla, rivedi, ripensa, cita (anche i Pink Floyd), recupera (anche materiale trovato negli archivi della Bmg in Germania), monta con immagini del film, immagini girate oggi e, pure, brani di Koyaniquatsi di Geoffrey Reggio. Un lavoro titanico («lo so è una follia» ammette Claudio) realizzato con passione, con gli alti e bassi delle ingenuità passate, con le difficoltà di adattare la propria scrittura di oggi a quella di ieri (ci sono parecchi interventi come il pezzo Nuvole e sogni, praticamente un testo nuovo sulla musica di Porta Portese, ma c’è anche un brano, Battibecco, con musica nuova e testo vecchio), con l’orgoglio di autorappresentarsi, con la generosità d’artista capace di stare sul palco per tre ore.</p>
<p>Perché quando si conclude il viaggio attorno a QPGA, con una suite d’addio per pianoforte e orchestra, Baglioni concede un’altra ora di escursioni attorno alle sue canzoni mature da Amore bello, a Avrai, a Mille giorni di te e di me, a Strada facendo, il pezzo, confessa, «che non toglierebbe mai dai suoi concerti» esclusione che in passato, invece, ha subito più volte proprio Questo piccolo grande amore.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Baglioni, megashow sull’effetto nostalgia]]></title>
<link>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/06/13/baglioni-megashow-sull%e2%80%99effetto-nostalgia/</link>
<pubDate>Sat, 13 Jun 2009 09:52:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Senzamusica</dc:creator>
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<description><![CDATA[FONTE IL TOUR di Massimo Gatto La chiave del Granconcerto Q.P.G.A. con cui Claudio Ba­glioni ha vara]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.avvenire.it/Spettacoli/Baglioni+megashow+sulleffetto+nostalgia_200906130832405700000.htm" target="_blank">FONTE</a></p>
<p><strong>IL TOUR</strong></p>
<p><em>di Massimo Gatto</em></p>
<p>La chiave del Granconcerto Q.P.G.A. con cui Claudio Ba­glioni ha varato ieri sera a Piaz­za di Siena a Roma il suo monumen­tale tour estivo sta dietro ad una fra­setta buttata là a caldo dopo la pro­va generale di giovedì: «Sono sei an­ni che non incido un nuovo cd di i­nediti, ma forse questo rifacimento di Questo piccolo grande amore che mi appresto a portare nelle piazze c’è più voglia di cambiare di quanta non ne abbia un nuova produzione. Anche perché il concetto di &#8216;inedito&#8217; an­drebbe forse ripensato, legandolo al­la forza innovativa che si porta die­tro; e oggi viviamo in un’epoca di consolazione in cui la voglia di osare e di sperimentare è davvero poca».</p>
<p><!--more-->Ed è proprio questa voglia di rimet­tersi in gioco che spinge il cantore della maglietta fina a rileggere ora fra le grida dei mercati di Roma ora die­tro alle vetrate di una cattedrale il suo album più famoso, tre milioni di co­pie vendute in trentacinque anni e passa di trionfi. L’impresa è titanica come il palco che il divo Claudio si porta dietro, domi­nato da un maxischermo a bassa de­finizione alto come un palazzo di quattro piani su cui prende vita la sto­ria di Giulia e Andrea in una girandola di flashback, suggestioni, ricordi, in­seguiti tra spezzoni del film portato nelle sale a febbraio dal regista Ric­cardo Donna, lacerti del romanzo da­to alle stampe a marzo, e febbrili pa­norami romani girati col pensiero al Kooyaanisqatsi di Godfrey Riggio. Tutto nell’attesa dell’album, sul mer­cato ad ottobre con inediti, rielabo­razioni, e «graffiti» lasciati tra le can- zoni di Questo piccolo grande amore da una cinquantina di colleghi del mondo della musica e del cinema. «Amici come come Giovanni Allevi, Stefano Bollani, Rita Marcotulli, Da­nilo Rea, Paolo Fresu, Fabrizio Bosso, Stefano Di Battista e tanti altri anco­ra » spiega il diretto interessato, fra cui dovrebbero figurare quasi sicura­mente pure Fiorello, Laura Pausini e Antonello Venditti.</p>
<p>«Dei cinquanta ti­toli del disco in questo show fra bra­ni editi, pezzi inediti ed interludi ne affiorano solo una trentina. Ho scrit­to alcune cose e ne ho recuperate di­verse altre perché quando uscì nella sua versione originale il materiale di Questo piccolo grande amore venne tagliato di circa un quarto. Io non fia­tai perché ero disposto a tutto pur di vederlo finalmente nei negozi. In viaggio, il pezzo con cui apro lo spet­tacolo – spiega –, fu accantonato ad esempio dal direttore della Rca di al­lora Ennio Melis ritenendolo troppo legato al clima di antagonismo post sessantottino che si respirava al tem­po negli ambienti studenteschi. In Germania, poi, abbiamo ritrovato ul­timamente alcune mie vecchie regi­strazioni su nastro a sedici piste di Questo piccolo grande amore e ci sia­mo basati pure su quelle».</p>
<p>Il 20 giugno Baglioni parteciperà al­l’Olimpico con Zero, Fossati, Vendit­ti ed altri ancora a Corale per il popolo d’Abruzzo, il concertone a sostegno dell’opera di ricostruzione dell’uni­versità de L’Aquila. «Penso che sia dif­ficile rendersi conto di come stanno realmente le cose per i terremotati se non vai in Abruzzo» ammette. «Io ho visitato tre o quattro campi e sono stato felice di firmare autografi, can­tare coi terremotati e ballare con u­na nonna di 98 anni che di nome fa Bettina. Ma noi artisti siamo solo i trombettieri, quelli che suonano la carica, il lavoro vero lo fanno gli altri. Anche se impegnarsi in progetti con­creti è importante. Ad esempio il di­sco Domani andava fatto, come van­no fatti i concerti pro Abruzzo del 20 giugno all’Olimpico e del 21 a San Si­ro, anche se forse sarebbero utili un paio di esibizioni anche in autunno, soprattutto per non dimenticare».</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[VILLA ADRIANA 17|06-16|07 2009]]></title>
<link>http://romalive.biz/2009/06/02/estate-romana-villa-adriana-2009/</link>
<pubDate>Tue, 02 Jun 2009 09:44:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>romalive</dc:creator>
<guid>http://romalive.biz/2009/06/02/estate-romana-villa-adriana-2009/</guid>
<description><![CDATA[17 giugno| 16 luglio 2009 Villa Adriana, Tivoli (RM) INFO e biglietti 06 80241281 Per acquistare i b]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><img style="border:solid 2px #000000;" src="http://farm3.static.flickr.com/2426/3584929600_cd768312d5_m.jpg" alt="" /></strong></p>
<p><strong><span style="color:#33cc00;">17 giugno&#124; 16 luglio 2009 </span><br />
Villa Adriana, Tivoli (RM)</strong></p>
<p>INFO e biglietti <strong>06 80241281</strong></p>
<p>Per acquistare i biglietti visitate il sito <strong>listicket.it</strong></p>
<p>Alla terza edizione nel 2009, inizia il Festi<span style="color:#ff0000;">VA</span>l di Villa Adriana. Una kermesse di Arte Performative Contemporanee e Musica. Dal teatro metaforico del regista lituano Nekrosius, alla danza nelle sue varie espressioni &#8211; <em>dal canadese Maliphant, al repertorio del Newyorkese Forsythe, al Flamenco nella sua forma più contemporanea.</em>  Vedremo le evoluzioni di 6 meravigliosi artisti circensi a confronto con l&#8217;esigenza di creare nuova forme espressive per questa arte antica e secolare. Ascolteremo Musica importante, con un omaggio a Duke Ellington reso dalla incredibile big band romana la PMJO diretta da Maurizio Giammarco, grande sassofonista e compositore del panorama jazz europeo. E poi Paolo Fresu e Gino Paoli, in due attesissimi concerti.</p>
<p><strong>________________________________</strong></p>
<h1>PROGRAMMA</h1>
<p><strong>Merc. Giov. </strong> <strong><span style="color:#33cc00;">17-18/06/2009</span> </strong> <strong>TEATRO<br />
</strong><span style="color:#ff6600;"><strong>IDIOTAS</strong><br />
</span>regia di  EIMUNTAS NEKROSIUN <br />
h. 21:00<br />
Tratto dal romanzo di Dostoevskij L’Idiota<br />
Prima assoluta Spettacolo in lingua lituana con sopratitoli in italiano</p>
<p><strong>Posto unico 20,00</strong></p>
<p><strong>Ven. </strong> <strong><span style="color:#33cc00;">19/06/2009</span>  TEATRO<br />
<span style="color:#ff6600;">IDIOTAS  (versione integrale h. <span style="text-decoration:underline;">20:00</span>)<br />
</span></strong>regia di  EIMUNTAS NEKROSIUN <br />
Tratto dal romanzo di Dostoevskij L’Idiota<br />
Prima assoluta Spettacolo in lingua lituana con sopratitoli in italiano</p>
<p><strong>Eimuntas Nekrosius, il grande resista lituano mette in scena l’opera letteraria di </strong>Dostoevskij<strong> </strong>L’Idiota. Nekrosius utilizza una forma di teatro metaforico e mette in scena un’azione ricca di movimento e grande interpretazione emozionale e plastica degli attori. Oggetti situati sul palcoscenico si trasformano in un racconto autonomo.</p>
<p><strong>Posto unico 25,00</strong></p>
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<strong><br />
Lun./Mar. </strong> <strong><span style="color:#33cc00;">22-23/06/2009</span> </strong> <strong>DANZA CONTEMPORANEA</strong><br />
<strong><span style="color:#ff6600;">APOCRIFU</span></strong><br />
Coreografo <strong>Sidi Larbi CherKaoui<br />
</strong>h. 21:00 <span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#ff0000;">PRIMA NAZIONALE</span></span></p>
<p>Apocrifu è un viaggio attraverso lo spirito, la fede e le ideologie, ponendo il relativismo, l’uguaglianza tra le culture, così come i testi apocrifi da sempre emarginati rispetto alle scritture ufficiali, in netta opposizione con ogni forma di verità assoluta.</p>
<p><strong>Posto unico 20,00 €</strong></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br />
<strong><br />
Ven./Sab. </strong> <strong><span style="color:#33cc00;">26-27/06/2009</span> </strong> <strong>CIRCO – ARTE CONTEMPORANEA<br />
<span style="color:#ff6600;">COMA IDYLLIQUE</span> Cie Hors Pistes<br />
Puzzle autour du cirque</strong><br />
h. 21:00 <span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#ff0000;">PRIMA NAZIONALE</span></span></p>
<p>Porté acrobatici, manipolazione d’oggetti, pertica cinese, bascula, insieme a tanta musica e danza, per narrare, secondo lo stile proprio del nouveau cirque che unisce la spettacolarità al racconto, la storia di una famiglia dagli anni ’70 ad oggi, con il commento fuori campo di uno strampalato musicista rock, e le divertenti peripezie di sei acrobati “supervitaminizzati”.</p>
<p><strong>Posto unico 20,00 €</strong></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br />
<strong><br />
Lunedì </strong> <strong><span style="color:#33cc00;">29/06/2009</span> </strong> <strong>JAZZ<br />
</strong><span style="color:#ff6600;"><strong>PMJO</strong> <strong>&#8220;Duke Ellington Memorial Concert&#8221;</strong></span></p>
<p>La PMJO Parco della Musica Jazz Orchestra, l’orchestra jazz residente della Fondazione Musica per Roma all’Auditorium Parco della Musica, diretta dal 2005 da Maurizio Giammarco, si misura con le composizioni di Duke Ellington, compositore di straordinario fascino e leader della mitica orchestra omonima, che animò la scena musicale e jazzistica statunitense e mondiale per circa quaranta anni. Una sfida affascinante tutta da gustare, guardare e ricordare.<strong> </strong></p>
<p><strong>PMJO Parco della Musica Jazz Orchestra:</strong></p>
<p><strong>Maurizio Giammarco </strong>direzione, arrangiamenti, sassofoni,<strong><br />
</strong><strong>Mario Corvini, Pino Iodice </strong>arrangiamenti<strong><br />
</strong><strong>Gianni Oddi, Daniele Tittarelli </strong>sax contralto, soprano, clarinetti e flauti<br />
<strong>Gianni Savelli, Marco Conti </strong>sax tenore, soprano, clarinetti, flauti<strong><br />
</strong><strong>Elvio Ghigliordini </strong>sax baritono, clarinetto, flauto<br />
<strong>Fernando Brusco Claudio Corvini, Giancarlo Ciminelli, <a href="http://www.aldobassi.it/">Aldo Bassi </a></strong>trombe, flicorni<br />
<strong>Mario Corvini, Massimo Pirone, Luca Giustozzi, Roberto Pecorelli </strong>tromboni<br />
<strong>Pino Iodice</strong><strong> </strong><strong>pianoforte</strong><strong><br />
</strong><strong>Luca Pirozzi </strong>contrabbasso<br />
<strong>Pietro Iodice </strong>batteria</p>
<p><strong>Posto unico 15,00 €</strong></p>
<p><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</strong></p>
<p><strong>Giov./Ven. </strong> <strong><span style="color:#33cc00;">02-03/07/2009</span> </strong> <strong> DANZA</strong><br />
<strong><span style="color:#ff6600;">TWO:FOUR:TEN</span><br />
Coreografo Russell Maliphant</strong><br />
h. 21:00 </p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#ff0000;">PRIMA NAZIONALE</span></span> </p>
<p>Two:for:ten unisce quattro coreografie realizzate da Russell Maliphant tra il 1998 e il 2009: una sorta di retrospettiva che racconta il percorso creativo dell’artista canadese, inglese di formazione, attraverso l’interpretazione di danzatori di grande prestigio. <strong> </strong></p>
<p><strong>Posto unico 20,00 €</strong></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p><strong>Sab.</strong> <span style="color:#33cc00;"><strong>04/07/2009</strong></span><strong> </strong> <strong>CONCERTO</strong><br />
<strong><span style="color:#ff6600;">GINO PAOLI</span> &#8221;Storie d&#8217;estate&#8221;</strong><br />
h. 21:00</p>
<p><strong>Posto unico 20,00 €</strong></p>
<p><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</strong></p>
<p><strong>Dom. </strong><strong><span style="color:#33cc00;">05/07/2009</span> </strong> <strong>CONCERTO<br />
<span style="color:#ff6600;">PAOLO FRESU </span>&#8220;A Solo&#8221;</strong><br />
h. 21:00</p>
<p><strong>Posto unico 20,00 €</strong></p>
<p><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</strong></p>
<p><strong>Gio./Ven.</strong> <strong><span style="color:#33cc00;">09-10/07/2009</span>  </strong><strong>FLAMENCO<br />
<span style="color:#ff6600;">Israel Galván &#8220;el final de este estado de cosas, redux&#8221;</span></strong><br />
h. 21:00 <span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#ff0000;">PRIMA NAZIONALE</span></span> – Anteprima Festival ¡<strong>Flamenco</strong>!</p>
<p><em>El final de este estado de cosas</em> è il risultato della lettura del testo biblico dell’Apocalisse, fatta nel modo in cui può farlo il corpo di un danzatore, incarnandone le immagini, le visioni, i versi e le parole. Il risultato è il movimento scenico assolutamente carismatico di Israel Galván, che crea segni laddove altri raccolgono emozioni, fino a costruire un linguaggio nuovo, ma assolutamente puro, e proprio del ballo flamenco.<strong> </strong></p>
<p><strong>Posto unico 20,00 €</strong></p>
<p><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</strong></p>
<p><strong>Merc./Gio.</strong> <span style="color:#33cc00;"><strong>15-16/07/2009</strong></span><strong> </strong> <strong>DANZA<br />
PROGRAMMA <span style="color:#ff6600;">WILLIAM FORSYTHE</span><br />
Balletto del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo</strong><br />
Villa Adriana, Tivoli h. 21:00</p>
<p>Una delle compagnie di danza più celebri della storia presenta alcune delle più importanti coreografie del grande artista newyorchese William Forsythe.</p>
<p><strong>Posto unico 25,00 €</strong></p>
<p>___________________________________</p>
<h1>MORE INFO, LINKs:</h1>
<p><span style="color:#ff6600;"><strong><span style="text-decoration:underline;">Trasporti</span>  </strong></span>(<em>fonte auditorium.com</em>) <em>A cura di Ferrovie dello Stato</em><br />
Gli acquirenti dei biglietti possono prenotare il <strong><span style="text-decoration:underline;">trasporto gratuito</span></strong> in pullman (fino ad esaurimento posti disponibili) presso l&#8217;Infopoint dell&#8217;Auditorium e allo 06 80241281. I  pullman partiranno dall’Auditorium Parco della Musica alle 18.30/19 (Per il solo spettacolo del 19 Giugno l’orario è anticipato di un’ora),  per rientrare verso le 24. L’orario di rientro è variabile in relazione alla durata dello spettacolo.<strong> </strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">nota:</span></strong> <em>fonte auditorium.com</em></p>
<p><a href="http://romalive.biz/000-estate-romana-2009/"><img style="border:solid 2px #000000;" src="http://farm4.static.flickr.com/3304/3603138552_3822a47318_m.jpg" alt="" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quattro archi per Paolo Fresu]]></title>
<link>http://esuonamale.wordpress.com/2009/05/15/quattro-archi-per-paolo-fresu/</link>
<pubDate>Fri, 15 May 2009 11:23:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilvecchio</dc:creator>
<guid>http://esuonamale.wordpress.com/2009/05/15/quattro-archi-per-paolo-fresu/</guid>
<description><![CDATA[Solenne. Ecco quello che mi frullava in testa mentre uscivo dalla chiesa di san Francesco, a Pisa, m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Solenne. Ecco quello che mi frullava in testa mentre uscivo dalla chiesa di san Francesco, a Pisa, martedì sera, con la musica che ancora fluttuava, appena sotto alle navate, insieme agli applausi. Tanti applausi, di quelli che ti alzi in piedi e ci resti un bel po’, lì, a spellarti le mani con un sorriso accennato sulle labbra. Applausi. Per cinque musicisti. Paolo Fresu e gli Alborada String Quartet.<br />
Fuori dalla chiesa mi ha accolto un tepore primaverile e il brusio di quelli che uscivano dal grande portone in legno, che parlavano ancora sottovoce, quasi fossero sempre dentro, perché la gente è fatta così, è una cosa normale, dev’essere qualcosa che c’entra col rispetto; ma quel brusio sommesso mescolato ai rumori di una città universitaria piena di gente che va e che viene, chi in motorino chi in bicicletta chi a piedi, è un rumore assordante. Che disturba. Soprattutto se sei appena uscito da una chiesa e hai ascoltato un miscuglio di jazz e musica classica. Che detto così sembrerebbe roba da intellettuali, un po’ snob, quelli con la puzza sotto al naso, che se ne intendono sempre, qualunque cosa tu dica. Loro sanno tutto, hanno una opinione su qualunque cosa, non importa quale sia. Gente irritante, si capisce.<br />
<!--more-->L’evento è quello di <em>Chitarra &#38; Oltre</em>, un programma di varie serate diluite tra il 19 febbraio e il 19 maggio 2009. E quella di martedì sera, 5 maggio, nella chiesa di san Francesco, ha visto come protagonisti cinque musicisti: Paolo Fresu &#38; Alborada String Quartet.<br />
Solenne, dicevo. Questa era l’idea, e l’impressione. Ma non un solenne qualunque. Un solenne privo di pesantezza, un solenne leggero, terreno. Un solenne pagano, per chi sa che voglio dire. Una cosa che tutti riescono a sentire, non importa se competenti o meno. E quando dei musicisti riescono a farti sentire quelle cose lì, e in quel modo lì, allora sono dei musicisti meravigliosi. Perché è difficilissimo fare qualcosa di complicato e farlo capire a tutti. Spesso, quando ti butti dentro progetti ricercati, finisce che nessuno capisce bene dove volevi andare a parare, cosa volevi dire, perché volevi dirlo. O voli in alto nel cielo o strisci miseramente sulla terra. Roba difficile, si capisce, unire cielo e terra. Ma Paolo Fresu lo sa fare, e lo ha dimostrato.<br />
Tutto questo ho capito, nella chiesa di san Francesco, martedì sera, mentre guardavo e ascoltavo Paolo Fresu e gli Alborada String Quartet. Ci è voluto un po’ perché lo realizzassi a pieno: le chiese mi mettono a disagio, e la testa se ne corre via in cerca di libertà, tanto per concedersi un piccolo compromesso. Ma per vedere Fresu si può anche sopportare un’oretta dentro a una chiesa. E insomma son lì che ascolto, su delle panche di legno agghiaccianti dove dopo due minuti già perdi sensibilità a culo e schiena: quelle panche lì, quelle da chiesa, proprio da chiesa, che non le trovi da altre parti, impossibile; che, va detto, son quasi peggio delle gradinate di cemento degli stadi. Comunque. Tra la panca e una felice coppietta di innamorati che avevo di fronte, leggermente spostati sulla destra, intenti a sbaciucchiarsi amorevolmente per tutto quanto il concerto, senza sosta, quasi non si vedessero da anni, e magari era proprio così, e un pubblico in totale silenzio, d’un tratto Paolo Fresu si allontana dal quartetto, scende qualche gradino, fa una decina di passi indietro, e quasi sparisce dalla visuale. Si allontana con calma, all’indietro, sempre guardando gli altri quattro, fermi e seduti e intenti a suonare, violino violino viola violoncello, e lui si allontana e la musica cala, con una dinamica meravigliosa che pare un velo di seta che si adagia lento su di un letto, e tiene alta la tromba, verso il soffitto, verso il cielo. E una sola nota si sente, che pian piano si allontana, fievolissima, quasi volesse andarsene, ma poi si ferma, quando quasi non riesci più a sentirla, e cade, di colpo, giù, in una discesa precipitosa, e nell’attimo prima che si disintegri a terra, per morire sparendo per sempre, il quartetto se la prende, al volo, con una maestria incredibile, che hai la sensazione che siano nati proprio per quello. Salvare le note.<br />
È stata una serata così, tutta un lanciarsi e raccogliere note in fuga. E la musica era tutta un miscuglio di jazz e classica, senza mai perdersi troppo in una direzione o nell’altra. Jazz e musica classica suonata da un trombettista e da un quartetto d’archi, senza sezione ritmica. Parrebbe una follia. E invece no. Per suonare quella musica lì, dentro a una chiesa, unendo cielo e terra, puoi farlo solo in quel modo.<br />
Con Paolo Fresu e un quartetto d’archi.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[(domenica solo) JAZZ]]></title>
<link>http://romalive.biz/2009/05/10/domenica-solo-jazz/</link>
<pubDate>Sun, 10 May 2009 12:37:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>romalive</dc:creator>
<guid>http://romalive.biz/2009/05/10/domenica-solo-jazz/</guid>
<description><![CDATA[La domenica è un giorno un po&#8217; sacro e molto profano, ce lo hanno insegnato sin da piccoli. Po]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La domenica è un giorno un po&#8217; sacro e molto profano, ce lo hanno insegnato sin da piccoli. Poi crescendo ognuno trova il suo dio e i suoi santi. Pe me nell&#8217;ordine la Musica e il jazz.  Quindi farò questa immersione e a chi la pensa come me&#8230; ecco cosa consiglio di fare. Buona Domenica!</p>
<p><strong><img style="border:solid 2px #000000;" src="http://farm4.static.flickr.com/3329/3491044082_d0cfd19093_m.jpg" alt="" /></strong></p>
<p><strong>Dom.</strong> <span style="color:#33cc00;"><strong>10/05/2009</strong> </span><strong>JAZZ</strong><br />
<span style="color:#ff6600;"><strong>PMJO presenta Paolo Fresu</strong><br />
</span>Auditorium Parco della Musica<br />
Sala Sinopoli</p>
<p>h. 18:00  €10.00 euro</p>
<p><strong>PMJO</strong> Parco della Musica Jazz Orchestra<br />
<strong>Maurizio Giammarco,</strong> direzione<br />
<span class="verdana_arancio"><strong>Paolo Fresu,</strong> tromba<br />
</span><br />
La PMJO incontra nuovamente Paolo Fresu, questa volta pero&#8217; in casa a Roma. L&#8217;ultimo incontro tra la Big Band di Maurizio Giammarco e il trombettista icona italiana del jazz, è stato a Gaudalajara in Messico alla festa Internazionale del Libro. Era dicembre 2008 e in quella occasione hanno presentato lo stesso concerto che vedremo anche noi oggi alle ore 18:00 nella sala Sinolpoli dell&#8217;Auditorium.</p>
<p>Ascolteremo le composizioni del songbook della PMJO, brani di Miles Davis e dello stesso Paolo Fresu. Sarà un concerto unico da non mancare durante il quale Fresu suonerà con l&#8217;orchestra eseguendo le sue meravigliose e poetiche &#8216;acrobazie&#8217;, a volte da solo a volte duettando con le altre trombe della PMJO (<em>ndr. Fernando Brusco Claudio Corvini Giancarlo Ciminelli, </em><a href="http://www.aldobassi.it/"><em>Aldo Bassi</em></a>)</p>
<p>&#62;&#62;&#62; <a href="http://romalive.biz/2008/11/08/pmjo-anche-roma-ha-la-sua-big-band/">PMJO</a></p>
<p>Ma non è finita qui. Dopo l&#8217;Auditorium tappa alla Antica Biblioteca Valle&#8230;..</p>
<div class="UIProfileBox_Content">
<p class="description UIOneOff_Container"><a title="photo sharing" href="http://www.flickr.com/photos/26157353@N07/3517724959/"><img style="border:solid 2px #000000;" src="http://farm4.static.flickr.com/3606/3517724959_9ce17f9651_m.jpg" alt="" /></a></p>
<p><strong>Dom. <span style="color:#33cc00;">10/05/2009 </span>jazz</strong><strong><br />
</strong><strong><span style="color:#ff6600;">DUELLING TENORS</span></strong>  sfida tra sassofoni<br />
ANTICA BIBLIOTECA VALLE<br />
largo del teatro valle 9<br />
06 68136830<br />
h. 21:00 ingresso libero</p>
<p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#ff6600;">Giorgio Cuscito</span></strong><strong><br />
</strong>sax dei Blues Willies</p>
<h3 style="text-align:center;"><em><span style="color:#33cc00;">sfida a singolar tenzone </span></em></h3>
</p>
</div>
<p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#ff6600;">Andrea Pedroni</span></strong><strong><br />
</strong>sax dei Big Night Jive. Bop, Swing, Jumpin&#8217; Blues, Jive, Walkin&#8217; Bar
</p>
<p style="text-align:center;">la band:</p>
<p style="text-align:center;">Joe Maranzano &#8211; fightin&#8217; tenor sax 1<br />
Baby Face &#8211; fightin&#8217; tenor sax 2<br />
Telly Maranzano &#8211; jumpin&#8217; acoustic OR electrifyed piano<br />
Guy Giacomini- deep double bass<br />
Alfredo &#8220;Alfa&#8221; Romeo &#8211; rockin&#8217; drums &#38; cymbals<br />
Carlo &#8220;Chris&#8221; Colombo &#8211; burnin&#8217; bongos &#38; congas
</p>
<p style="text-align:center;">Nell&#8217;ambito della &#8220;Settimana Del Cinema Spagnolo&#8221;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
