<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>parola &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/parola/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "parola"</description>
	<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 10:32:43 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Crisi della parola]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/25/crisi-della-parola/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 05:54:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/11/25/crisi-della-parola/</guid>
<description><![CDATA[Lettera al direttore. Caro direttore, in previsione di una crisi anche della parola, soprattutto nel]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;"><strong>Lettera al direttore</strong>. Caro direttore, in previsione di una crisi anche della parola, soprattutto nel nostro Paese, non sarebbe saggio cominciare a risparmiarne un po&#8217;? Mai come in questo periodo se n&#8217;è fatto spreco. Parole, parole, parole, alle volte inutilmente cattive, offensive, altre volte inutili, ridicole, insensate. Si pensi alle chiacchiere crudeli al tempo del caso Englaro, da parte di uomini politici e di uomini della Chiesa; oppure recentemente a quelle sconsiderate di Carlo Giovanardi a proposito del povero Stefano Cucchi. E si pensi oggi alle parole pronunciate dal ministro Rotondi: &#8220;La pausa pranzo è un danno per il lavoro, ma anche per l&#8217;armonia della giornata. Non mi è mai piaciuta questa ritualità che blocca tutta l&#8217;Italia&#8221;.  Al ministro Rotondo (l&#8217;errore è necessario per la rima) che vive fuori dal mondo, vorrei far sapere che mia figlia impiega due ore per recarsi al lavoro e due ore per tornare, che aggiunte alle 8 lavorative, fanno 12, e per celebrare il &#8220;rito&#8221; (ma si può?), il pranzo è costretta a portarselo appresso&#8230; (Francesca Ribeiro)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Giornata NO STOP BIBBIA]]></title>
<link>http://provarexcredere.wordpress.com/2009/11/24/giornata-no-stop-bibbia/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 11:41:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>admin</dc:creator>
<guid>http://provarexcredere.wordpress.com/2009/11/24/giornata-no-stop-bibbia/</guid>
<description><![CDATA[Proposta dalla Comunità Missionarie Laiche a Vizzolo Predabissi (MI), presso l&#8217;Oasi della Basi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Proposta dalla <strong><a title="Vai al post Comunità missionarie laiche: chi sono?" href="http://provarexcredere.wordpress.com/2009/11/18/missionarie-laiche-del-pime-chi-sono/" target="_self"><span style="text-decoration:underline;">Comunità Missionarie Laiche</span></a></strong> a <strong>Vizzolo Predabissi</strong> (MI), presso l&#8217;<strong>Oasi della Basilica di Santa Maria in Calvenzano</strong>.<br />
Una giornata dedicata all’ascolto della Parola, al silenzio e al confronto tra noi.<br />
Una giornata da custodire per ricordarci che abbiamo bisogno di quella Parola, unico e prezioso nutrimento della nostra vita<br />
Una Parola che si lascia ascoltare, ma anche provocare dal nostro dubbio e dai paradossi della nostra esistenza.<br />
<strong>5 DICEMBRE 2009</strong></p>
<p>Tema della giornata<br />
<strong>PROTESTE A DIO, IN NOME DI DIO: GIONA</strong><br />
Relatore: <strong>Luca Moscatelli</strong>, Biblista</p>
<p><strong>Programma</strong><br />
ore 9: ritrovo (ampia disponibilità di parcheggio in Piazza Puccini. L’Oasi è dietro al Municipio che si trova in Piazza)<br />
ore 9,15 : Visita guidata alla Basilica<br />
ore 10-11 : prima meditazione<br />
ore 11-12 : tempo personale<br />
ore 12-13 : seconda meditazione<br />
ore 13 : Pranzo “al sacco” offerto dalla CML<br />
ore 15-15.45 : terza meditazione<br />
ore 15.45- 16.30: tempo personale<br />
ore 16.30-17.30 circa: tempo del confronto e della semplice condivisione</p>
<p>&#160;</p>
<p>La giornata è aperta a tutti.<br />
Ciascuno può partecipare a tutti i momenti o solo ad alcuni.<br />
Le<strong> prossime date</strong> sul tema “PROTESTE A DIO, IN NOME DI DIO”:<br />
-<strong>27 marzo</strong> : GIOBBE -<strong>25 aprile</strong>: GESU’ E I CAPI RELIGIOSI<br />
<strong>Segnalare la partecipazione</strong> : comunitamlpime@tin.it</p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nel nodo infinito]]></title>
<link>http://fernirosso.wordpress.com/2009/11/21/nel-nodo-infinito/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 15:42:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
<guid>http://fernirosso.wordpress.com/2009/11/21/nel-nodo-infinito/</guid>
<description><![CDATA[Füssli Divaricai la distanza valicai di notte le oscure nitide regioni del sangue corsi tutti i suoi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em><span style="font-size:x-small;">Füssli</span></em></p>
<div><img src="http://i122.photobucket.com/albums/o252/Soffio_di_Maggio/Varie/Dipinti/fussli_l_incubo.jpg" alt="http://i122.photobucket.com/albums/o252/Soffio_di_Maggio/Varie/Dipinti/fussli_l_incubo.jpg" width="387" height="311" /></div>
<p><a href="http://www.ilnodoinfinito.net/news/mantra.jpg"><br />
</a></p>
<p>Divaricai la distanza</p>
<p>valicai di notte</p>
<p>le oscure nitide regioni del sangue</p>
<p>corsi tutti i suoi labirinti</p>
<p>per slegare la passione dai battiti</p>
<p>imparai     la precisa    cesura della parola</p>
<p>e smisi di balbettare     davanti alla tua figura</p>
<p>i n t r a g u a r d a b i l e.</p>
<p>Guarii di silenzio</p>
<p>ascoltando il lieve fruscio dei tuoi respiri</p>
<p>come acqua   che si disfa in aria     e</p>
<p>rivoltai   i pianeti    dei tuoi occhi</p>
<p>per vedere cosa celavi</p>
<p>persino a te stesso</p>
<p>lessi l&#8217;origine       in una stretta</p>
<p>ancora ci avvicina</p>
<p>senza che noi</p>
<p>nascondendoci a noi stessi</p>
<p>si possa credere</p>
<p>di lasciarsi</p>
<p>allontanarsi da quel buio comune e vasto</p>
<p>casa    meta     e oblio</p>
<p>di una continua    mutua    vigilia      senza fine.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[LA COMUNICAZIONE NON VERBALE - Il linguaggio segreto del nostro inconscio]]></title>
<link>http://crescereleggendo.wordpress.com/2009/11/21/la-comunicazione-non-verbale-il-linguaggio-segreto-del-nostro-inconscio/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 07:30:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>crescereleggendo</dc:creator>
<guid>http://crescereleggendo.wordpress.com/2009/11/21/la-comunicazione-non-verbale-il-linguaggio-segreto-del-nostro-inconscio/</guid>
<description><![CDATA[Cos’è la comunicazione non verbale? Si potrebbe definirla come tutti quegli atti comunicativi non ri]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Cos’è la comunicazione non verbale? Si potrebbe definirla come tutti quegli atti comunicativi non ri]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[SCRITTORI &amp; SCRITTURA – Incontro con Maria Pina Ciancio [27]]]></title>
<link>http://lucaniart.wordpress.com/2009/11/20/scrittori-scrittura-%e2%80%93-incontro-con-maria-pina-ciancio-27/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 19:39:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>lucaniart</dc:creator>
<guid>http://lucaniart.wordpress.com/2009/11/20/scrittori-scrittura-%e2%80%93-incontro-con-maria-pina-ciancio-27/</guid>
<description><![CDATA[Viaggio dentro i ‘paesaggi interiori’ di 25 scrittori italiani (rubrica settimanale a cura del blog ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><strong>Viaggio dentro i ‘paesaggi interiori’ di 25 scrittori italiani<br />
</strong>(rubrica settimanale a cura del blog LucaniArt – XXVII appuntamento)</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://lucaniart.wordpress.com/files/2009/11/maria-pina-ciancio.jpg"><img class="size-full wp-image-3217 aligncenter" title="maria pina ciancio" src="http://lucaniart.wordpress.com/files/2009/11/maria-pina-ciancio.jpg" alt="" width="359" height="277" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Scrivere è un atto solitario, intimo e privato. Ci vuoi raccontare che senso ha per te la parola scritta e come vivi il rapporto della scrittura con l’altro e con il mondo esterno?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Un mio breve  intervento sulla scrittura e la poesia:<strong><!--more--><br />
</strong></p>
<p style="text-align:right;"><em>La poesia è l’esperienza di una soglia<br />
dello stare nei difficili confini<br />
del chiaro e dello scuro*</em></p>
<p style="text-align:justify;">Non è in territori conosciuti, né in spazi protetti che nasce l’esperienza della poesia. La parola poetica vive in una zona <em>clandestina</em> e <em>undergraund</em>, in un intermezzo tra un prima e un dopo, assolutamente imprevedibile e inaspettato.  E’ quello stadio d&#8217;innocenza, che per troppa bellezza o per troppa disperazione, preannuncia uno strappo, una lacerazione improvvisa.</p>
<p style="text-align:justify;">La tessitura del verso è dunque un’esperienza di vita in bilico, estrema, rischiosa, fatta di territori dove albergano demoni e santi, paure primordiali e ignote. E’  quel territorio vasto e ineplorato, dove il corpo resta vivido e nudo, scalzo e in ginocchio sotto pioggia e sole, grandine e vento, in attesa di un accadere, di un miracolo o niente.</p>
<p style="text-align:justify;">Su quella soglia il corpo si prepara  a morire e non muore.</p>
<p style="text-align:justify;">Ed è lì, nella vastità delle cose (quelle più vicine e quelle più remote) che il linguaggio sembra vagare senza meta<strong>.</strong> E&#8217; lì che talvolta germoglia la parola poetica, come un abbraccio affettuoso o una stella danzante, per restituirci un momento presente riscattato e reintegrato, una rivelazione improvvisa, la trama nascosta di ogni dettaglio.</p>
<p style="text-align:justify;">Ciò che una traccia d’inchiostro racconta sulla pagina bianca è testa, sudore e carne insieme. Sopravvivenza e riconquista. Un atto assolutamente libero e puro  di ampliamento di noi stessi e del mondo.</p>
<p style="text-align:justify;">Ecco allora che ciò che facciamo lottando in solitudine, <em>sulla soglia</em>, diviene un atto assolutamente pubblico.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>*da Il gatto e la falena, Maria Pina Ciancio, Premio Parola di Donna 2007)</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align:justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align:left;">[novembre 2009]</p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;"><strong>NOTA</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Maria Pina Ciancio di origine lucana è nata a Winterthur (CH) nel 1965. Si è laureata in Lettere presso l’Università degli Studi di Salerno; vive e insegna nella sua terra d’origine.</p>
<p style="text-align:justify;">Ha pubblicato Testualità e interpretazione ne <em>“Il nome della rosa”</em> con prefazione di Luigi Reina (1992); <em>La danza nel silenzio</em> (Ed. Ermes, 1996); <em>Legionari di frontiera</em> (Premio Nazionale Histonium, 2002); <em>La mongolfiera azzurra</em> (I fiori di Campo, 2002), <em>Itinerari </em>(CARM – Centro Arti e Ricerche Meridionali, 2002); <em>Donne</em> e <em>Duetto</em> due libretti d’artista a tiratura limitata con la collaborazione artistica di Cosimo Budetta (Ed. Ogopogo, 2002); <em>La Madonna del Pollino – Festa e devozione popolare</em> (Il Coscile, 2004) Il gatto e la falena, Primo Premio “Parola di donna” (2007); <em><a href="http://www.lietocolle.info/catalog/product_info.php/products_id/330" target="_blank">La ragazza con la valigia</a></em> (Ed LietoColle, 2008 ) premio “Prata Poesia 2008″: <em><a href="http://www.faraeditore.it/html/siacosache/ciancio.html" target="_blank">Storie minime e una poesia per Rocco Scotellaro</a></em> (Fara Editore, 2009).</p>
<p style="text-align:justify;">È presente in diverse antologie e cataloghi letterari, tra gli ultimi <em>Il segreto delle fragole</em>, Ed. LietoColle 2009/2010, <em>Paesaggi</em>, Aljon Editrice 2008 ; <em>Retroguardie,</em> Limina Mentis 2009; suoi scritti e interventi critici sono pubblicati su riviste e quotidiani regionali e nazionali.</p>
<p style="text-align:justify;">Presidente dell’Associazione Culturale LucaniArt, coordina su internet un blog sul romanzo e la poesia in Basilicata.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>(foto in alto Maria Pina Ciancio, settembre 2008)</em></p>
</blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Twilight - New moon download]]></title>
<link>http://iceduchess.wordpress.com/2009/11/20/twilight-new-moon-download/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 18:12:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>iceduchess</dc:creator>
<guid>http://iceduchess.wordpress.com/2009/11/20/twilight-new-moon-download/</guid>
<description><![CDATA[Cam de o saptamana sau doua a aparut pe torrent filmul New Moon, partea proasta este ca iti cere o p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Cam de o saptamana sau doua a aparut pe torrent filmul New Moon, partea proasta este ca iti cere o parola.  sper  sa aflu cat de curand si parola.<br />
PS</p>
<h2>Am gasit un film care nu are parola <a href="http://torrents.thepiratebay.org/5172576/Luna_Nueva_-_Twilight-_New_Moon_Latino_Xvid_Cam_(2009)-[ESPADD].5172576.TPB.torrent">Here</a></h2>
<p><a href="http://iceduchess.wordpress.com/files/2009/11/new_moon_fan_poster_4_by_cinemink.jpg"><img src="http://iceduchess.wordpress.com/files/2009/11/new_moon_fan_poster_4_by_cinemink.jpg?w=211" alt="" title="New_Moon_Fan_Poster_4_by_Cinemink" width="211" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-964" /></a><br />
Eu am gasit subtitrarea cu ajutorul Bsplayerului.E deajuns sa dati click dreapta pe film si sa dati la subtitles si dupa search, in cateva secunde va gasi toate subtitrarile existente al filmului indiferent de limba.<br />
De aici puteti sa il descarcati: <a href="http://www.bsplayer.org/bsplayer-english/download.html">bsplayer</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[XTUBE ovvero ENTOMOLOGIA II MILLENNIO (1)]]></title>
<link>http://loresp.wordpress.com/2009/11/20/xtube-ovvero-entomologia-ii-millennio-1/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 10:17:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>loresp</dc:creator>
<guid>http://loresp.wordpress.com/2009/11/20/xtube-ovvero-entomologia-ii-millennio-1/</guid>
<description><![CDATA[10 mesi fa DBDaisy è seduta sul divano con le gambe accavallate. La ripresa dal basso ne mette in ev]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>10 mesi fa</p>
<p>DBDaisy è seduta sul divano con le gambe accavallate. La ripresa dal basso ne mette in evidenza le calze nere trasparenti e parte del cortissimo vestito nero. Siamo in un saloncino e quando entrano una donna e un uomo si scorge un angolo cucina. I due nuovi ospiti vengono ripresi dal basso, così da farne vedere le sole gambe, lei senza calze sotto un vestitino nero, lui in pantaloncini corti grigi, leggermente troppo larghi. Lei conduce lui tenendolo per mano. Entrambi salutano DBDaisy, che rimane sul divano ripresa a figura intera, ammiccando alla videocamera. Inquadratura sui piedi di tutti e tre: scarpe nere con tacco per DB, scarpe acqua-trasparenti per la donna, calzini bianchi per l&#8217;uomo. Dissolvenza in nero. Riapertura sul terzetto così disposto: lui disteso sotto il divano, senza pantaloncini, in erezione; DB seduta, gonna alzata; l&#8217;altra donna distesa sotto il divano di fronte all&#8217;uomo: sia lei da terra che DB dall&#8217;alto lo masturbano con i piedi, l&#8217;una scalza, l&#8217;altra tenend0 i collant (la ripresa, anche qui, è fatta in modo da mostrare il volto della sola DB). DB si occupa del prepuzio, l&#8217;altra donna della base e dei testicoli. Le due donne commentano, DB si tocca sorridendo. Lui è silenzioso, arcuando la schiena accompagna il movimento dei piedi sul pene. DB fa in modo che il pene si appoggi all&#8217;arco del suo piede sinistro, mentre la sua compagna continua il lavoro col destro, fra le dita smaltate di rosa chiaro, un anello. Ora la camera si aggira introno al fulcro, mostrando l&#8217;azione dal punto di vista prima di lei e poi di lui. Le due ragazze incitano l&#8217;uomo. Lui non si fa pregare. Il fiotto di sperma arriva fin sulle gambe della donna e sulle calze di DB. Dissolvenza in nero. Durata della masturbazione: 2 minuti e 17 secondi. Durata totale del video: 2&#8242; e 50&#8221;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Shhhh]]></title>
<link>http://mispecchio.wordpress.com/2009/11/16/shhhh/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 08:24:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>mispecchio</dc:creator>
<guid>http://mispecchio.wordpress.com/2009/11/16/shhhh/</guid>
<description><![CDATA[La parola è la forma di comunicazione che prediligo. Spesso, però, anche un sano silenzio dice molto]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La parola è la forma di comunicazione che prediligo.<br />
Spesso, però, anche un sano silenzio dice molto. </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Parroci che sfidano la società - Non di solo ipod vive l’uomo…]]></title>
<link>http://andreamacco.wordpress.com/2009/11/12/parroci-che-sfidano-la-societa-non-di-solo-ipod-vive-l%e2%80%99uomo%e2%80%a6/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 09:22:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea "feynman82"</dc:creator>
<guid>http://andreamacco.wordpress.com/2009/11/12/parroci-che-sfidano-la-societa-non-di-solo-ipod-vive-l%e2%80%99uomo%e2%80%a6/</guid>
<description><![CDATA[Mentre don Franco Pedemonte, parroco di Santa Zita, affigge sul portone della Chiesa il seguente man]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#000080;">Mentre <strong>don Franco Pedemonte</strong>, parroco di Santa Zita, affigge sul portone della Chiesa il seguente manifesto (tra provocazione e arguta riflessione) sul <em>Grande Fratello</em>: </span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#000080;"><img class="aligncenter" title="L'insegna sull'ingresso di Santa Zita" src="http://www.ilgiornale.it/edizio-ge_1366jpg/foto-id=564959-x=800-y=800.jpg" alt="" width="328" height="277" /></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;"><strong>don Guido Gallese</strong>, responsabile della pastorale giovanile di Genova, propone questa settimana attraverso la newsletter della diocesi &#8220;<em>Sale&#38;Luce</em>&#8221; una <strong>riflessione incentrata sul rumore e sul silenzio</strong> che potrebbe benissimo avere come titolo il versetto donguidiano posto nel finale: <em>Non di solo ipod vive l’uomo…</em></span></p>
<p><span style="color:#000080;">Buona lettura!</span></p>
<p><span style="color:#000080;"><em>Andrea</em></span></p>
<h4 style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;">Silenzio &#38; Parola</span></h4>
<p style="text-align:justify;">In effetti c’è il rumore sordo della combustione di una caldaia e quello più acuto, simile ad un soffio, di una turbina. C’è anche la strana rotazione delle pale di un impianto di ventilazione che qualche volta al secondo fanno sentire la loro irregolarità. Ma è un po’ come essere in un aereo che decolla: i motori salgono a pieni giri, scuotono l’aereo, lo fanno vibrare, ma non appena i carrelli si staccano dalla pista il velivolo sembra piombare nel silenzio. È il silenzio, relativo, del volo.</p>
<p><!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">Anche qui è un po’ come decollare: quando l’anima si concentra sulla presenza della persona che è in questa stanza è come se questi rumori, che pur continuano, quasi sparissero. Come è strano. E quando cala questo strano silenzio, che non è un silenzio oggettivo, esteriore, ma del tutto interiore, improvvisamente si comincia a percepire la Parola. Risuona, come se si scolpisse nel profondo del cuore, e continuasse nel frattempo a riecheggiare da una parete all’altra dell’anima.</p>
<p style="text-align:justify;">Com’è lontano dai nostri talk-show, dove le parole si sovrappongono alle parole e la parola urlata è quella che è maggiormente ascoltata. Questa invece è più silenziosa del suono sommesso di una ventola. E solo quando il<br />
tuo silenzio interiore scende sotto la soglia della ventola, questa Parola viene percepita. Ed entra dentro non in quanto si impone, non in quanto è urlata, ma nella misura in cui noi la andiamo cercando, la aspettiamo, la<br />
accogliamo. Questa è un’autentica rivoluzione. Il contrario di questo mondo in cui scacciamo il silenzio, in cui le donne da sole in casa tengono la televisione accesa per sentire sempre e comunque un suono.</p>
<p style="text-align:justify;">È il contrario di questo mondo in cui ogni istante di solitudine viene colmato dal suono rassicurante delle cuffiette del nostro ipod. Stare. Prima con noi stessi, in silenzio. E poi scoprire questa presenza. Una presenza che parla silenziosamente. Questa è una rivoluzione. Una rivoluzione faticosa, ma che cambia il cuore di un giovane, che lo fa diventare forte perché capace di stare con se stesso e vedere la propria pochezza. E accettarla. Cambia il cuore di un giovane perché apprende, non per sentito dire ma per esperienza diretta, che c’è un Altro, una presenza misteriosa ma vera, una presenza silenziosa e loquace, una presenza che lascia nel cuore una grande pace.</p>
<p style="text-align:justify;">Quella di cui avevo bisogno per continuare questa giornata.</p>
<p style="text-align:justify;">Non di solo ipod vive l’uomo…</p>
<p style="text-align:right;"><em>don Guido Gallese</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ARTIcolazione di segni e disegni]]></title>
<link>http://fernirosso.wordpress.com/2009/11/10/articolazione-di-segni-e-disegni/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 13:31:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
<guid>http://fernirosso.wordpress.com/2009/11/10/articolazione-di-segni-e-disegni/</guid>
<description><![CDATA[Gracia Haby decisi di abbandonare la vecchia strada quando mi accorsi che non c&#8217;era nessuna st]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em> Gracia Haby</em></p>
<p><a href="http://www.gracialouise.com/currently_gracia_louise.jpg"><img class="alignnone" src="http://www.gracialouise.com/currently_gracia_louise.jpg" alt="" width="342" height="512" /></a></p>
<p>decisi di abbandonare la vecchia strada</p>
<p>quando mi accorsi che non c&#8217;era</p>
<p>nessuna strada è segnata</p>
<p>là fuori</p>
<p>tutto è</p>
<p>pre-cedente</p>
<p><a href="http://www.gracialouise.com/steal_away_edition.jpg"><img class="alignnone" src="http://www.gracialouise.com/steal_away_edition.jpg" alt="" width="345" height="212" /></a></p>
<p>odi  roditori sapienti</p>
<p>l&#8217;uno con l&#8217;altro si avvicendano</p>
<p>cercando la    <em>s v i s t a</em></p>
<p>ora calandosi nei greti della storia</p>
<p>ora facendosi astratta razione</p>
<p>di ogni  generazione</p>
<p>partecipe  e ratto</p>
<p>orazione che parla per <em>fecit</em></p>
<p>i segni lasciati in terra</p>
<p>sui marchi di fabbrica della fame.</p>
<p><a href="http://1.bp.blogspot.com/_vRG12BKBQC8/SL8gaeW6cCI/AAAAAAAAB2g/ovs5O1Thqdw/s400/hml+stuff+012.jpg"><img class="alignnone" src="http://1.bp.blogspot.com/_vRG12BKBQC8/SL8gaeW6cCI/AAAAAAAAB2g/ovs5O1Thqdw/s400/hml+stuff+012.jpg" alt="" width="342" height="337" /></a></p>
<p>ho munto le mie inanimate giornate</p>
<p>i belanti calendari della migrazione</p>
<p>dall&#8217;età chiusa      dentro i cancelli</p>
<p>nell&#8217;eden della vigilanza</p>
<p>fino a queste allegorie della pietà</p>
<p>questi caroselli</p>
<p>imbrattati di    trattati</p>
<p>tra i brandelli di una umanità sedotta</p>
<p>prostituitasi per sol(i)di</p>
<p>a basso contenuto di passione</p>
<p><a href="http://www.gracialouise.com/blink_process.jpg"><img class="alignnone" src="http://www.gracialouise.com/blink_process.jpg" alt="" width="344" height="514" /></a></p>
<p>e quando parlo mi pungo</p>
<p>fino a intaccare l&#8217;osso</p>
<p>la camera dello spo(n)so(r)</p>
<p>ha sostituito il mio argento</p>
<p>e nel malleolo non canta la fuga</p>
<p>tra le dita  vegeta una</p>
<p>tale a  un chiunque che muore.</p>
<p><a href="http://www.gracialouise.com/gracia_world_of_interiors.jpg"><img class="alignnone" src="http://www.gracialouise.com/gracia_world_of_interiors.jpg" alt="" width="347" height="279" /></a></p>
<p>fossi lì tra le a(r)cu(a)te pagine dell&#8217;arca</p>
<p>tra le pareti della domus</p>
<p>aurea sarebbe la memoria</p>
<p>la tesorizzazione non un pugno di insetti</p>
<p>che mi pungono il cuore il cervello la parola</p>
<p>non sarebbe solo cenere     tutto</p>
<p>e questo breve viaggio</p>
<p>un ancoraggio a ciò che fu il primo      cerchio della vita</p>
<p>spersa</p>
<p>nell&#8217;eden della razz(i)a</p>
<p>tra filiere di sogni</p>
<p>incatenati al buio e alla follia</p>
<p>*</p>
<p><em>Tutte le immagini che appaiono nel post sono di Gracia Haby</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sulla morte della politica, ovvero sulla lettera aperta di Claudio Fava a Roberto Saviano, ovvero sul ruolo di uno scrittore.]]></title>
<link>http://gentiledirettore.wordpress.com/2009/11/10/sulla-morte-della-politica-ovvero-sulla-lettera-aperta-di-cludio-fava-a-roberto-saviano-ovvero-sul-ruolo-di-uno-scrittore/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 06:37:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Lilith Dream</dc:creator>
<guid>http://gentiledirettore.wordpress.com/2009/11/10/sulla-morte-della-politica-ovvero-sulla-lettera-aperta-di-cludio-fava-a-roberto-saviano-ovvero-sul-ruolo-di-uno-scrittore/</guid>
<description><![CDATA[Si legge oggi sui giornali la lettera aperta di Claudio Fava (Sinistra e Libertà) allo scrittore Rob]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Si legge oggi sui giornali la lettera aperta di Claudio Fava (Sinistra e Libertà) allo scrittore Roberto Saviano, nella quale Fava chiede a Saviano di candidarsi come Governatore della Campania, per meglio contrastare il candidato del PDL con evidenti collusioni.</p>
<p>Occorre inzialmente precisare quanto io stimi e apprezzi Saviano. E che ho votato, una volta (difficilmente replicabile) Sinistra e Libertà, per sostenere quello che realmente credo sia il volto più fresco e adatto come candidato della sinistra intera, Nichi Vendola.</p>
<p>Roberto Saviano non è solo uno scrittore. E’ uno degli intellettuali italiani, unico classe ’79, a ricoprire un ruolo impossibile nella società italiana attuale. E’ morto il ruolo dell’intellettuale, la società non ne reclama più la presenza e la politica, scottata da Pasolini, non la ricerca certo.</p>
<p>Poi è arrivato Gomorra, e col libro, o meglio a causa del libro, è arrivato il suo scrittore, che a suo dire non prevedeva un tale sconvolgimento dato dalla sua parola. Adesso Saviano ha una condanna a morte emessa dalla Mafia, e una scorta. E dunque, Saviano assurge a eroe, a simbolo. I simboli, in quanto tali, appartengono a tutti, poiché trasfigurati nella loro persona, reificati in uomini-libro nel caso specifico di uno scrittore. La vita personale diventa pubblica e ognuno di noi lettori si appropria di un aspetto particolare, poiché è impossibile far nostra una persona nella sua interezza se con la stessa non abbiamo un rapporto concreto (ma anche in quel caso, quante coppie possono dire di appartenersi reciprocamente e totalmente?). Dunque Fava vede in Saviano il simbolo della lotta alle mafie, e gli chiede di entrare in politica.</p>
<p>Ora chiedo: è possibile che in Italia non si riesca a capire che la politica non è un punto di arrivo, ma di partenza?</p>
<p>Chiarisco.</p>
<p>La politica dovrebbe essere l’istituzione che si occupa di amministrare ciò che è di tutti, ovvero le cose che appartengono allo Stato e quindi ai propri cittadini. Compresi i propri simboli. Saviano, in quanto simbolo alla lotta alle mafie, non dovrebbe essere parte del Potere, ma dovrebbe appartenere come eroe e simbolo, allo Stato intero, e dunque esser trattato come ciò che abbiamo di più prezioso. In quest’ottica il simbolo non può amministrare, casomai dovrebbe, come infatti già succede col proprio lavoro,  essere il contraltare dell’amministrazione che si collude con le mafie. Questo il suo ruolo attuale, quello di parlare e divulgare, non di amministrare.</p>
<p>Il fatto che si chieda al simbolo Saviano di entrare in politica è il sintomo della morte della politica stessa, che non solo non apprezza più il ruolo politico “esterno” dell’intellettuale, ma anche la completa incapacità della politica attuale di amministrare i propri “tesori”. Saviano compreso.</p>
<p>Nella politica attuale la parola non ha più valore, altrimenti il Presidente del Consiglio non potrebbe mai smentire continuamente quanto affermato il giorno prima. Nella società comune solo le parole urlate a squarciagola assumono peso, Gomorra lo dimostra ampiamente, la scrittura stessa del romanzo è tutta urlata. Altrimenti, nessuno l’avrebbe sentita, la storia del “sistema”. Assistiamo oggi al dato di fatto che la confusione tra realtà e fiction è totale: sono spacciate per reali le vite racchiuse nella casa del Grande Fratello, che invece sono pura fiction, finzioni di persone che interpretano personaggi. Più il personaggio è di facile lettura più verrà televotato. Chiedere a Saviano di entrare in politica significa esattamente questo: il simbolo, in quanto tale comprensibilissimo, dovrebbe entrare nella fiction della politica, il gioco che elegge ad amministratori della cosa pubblica i più televotati. La fiction della politica, quella dove ognuno ricopre il proprio ruolo prestabilito e non esprime mai se stesso, perché la complessità di una personalità non sarebbe mai compresa (votata, apprezzata) da tutti.  Benché sia forte il senso di lotta e resistenza alla malattia del populismo e qualunquismo fusi nella figura dell’attuale Presidente del Consiglio, chiedere a Saviano di entrare in questo meccanismo equivarrebbe a ridurlo, ancora di più, a personaggio. E in quanto tale poco dissimile a quelli televisivi.</p>
<p>Saviano è già impegnato in politica, e lo è nel migliore dei modi possibili: quello di intellettuale, contraltare del potere, divulgatore e scrittore.</p>
<p>E la politica dimostra, una volta di più, quanto sia in cerca di una propria identità. Dispersa da una parte, agglomerata dall’altra. Dal senso di realtà, intendo.</p>
<p>Valeria Jannetti, 09/11/2009</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lettura continua del Vangelo di Luca a Monza]]></title>
<link>http://provarexcredere.wordpress.com/2009/11/08/vangelo-luca-monza/</link>
<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 08:29:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>admin</dc:creator>
<guid>http://provarexcredere.wordpress.com/2009/11/08/vangelo-luca-monza/</guid>
<description><![CDATA[Ogni lunedì, al convento di S. Maria delle Grazie di Monza, viene proposta la lettura continua del V]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div>
<p><a href="http://provarexcredere.wordpress.com/files/2009/09/bibbiacarolingia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-910" style="margin:5px;" title="bibbia" src="http://provarexcredere.wordpress.com/files/2009/09/bibbiacarolingia.jpg" alt="bibbia" width="280" height="352" /></a>Ogni <strong>lunedì</strong>, al convento di <a title="Guarda la mappa" href="http://maps.google.com/maps?f=q&#38;source=s_q&#38;hl=it&#38;geocode=CQouc5z1zdKuFVKptwIdMLCNACnPSs9WkLmGRzHn-DfZyMurlQ&#38;q=Via+Montecassino+18,+20052+Monza+MI,+Italia&#38;sll=45.589537,9.285936&#38;sspn=0.006847,0.01929&#38;ie=UTF8&#38;hq=&#38;hnear=Via+Montecassino,+18,+20052+Monza+Milano,+Lombardia,+Italia&#38;ll=45.591173,9.284542&#38;spn=0.007222,0.01929&#38;z=16" target="_blank">S. Maria delle Grazie di Monza</a>, viene proposta la lettura continua del <strong>Vangelo di  S.Luca</strong>.</p>
</div>
<div>
<p>&#160;</p>
</div>
<div>
<p>Quattro frati ci aiuteranno ad entrare e conoscere  ciò che il Signore attraverso questo evangelista vuole comunicarci.</p>
</div>
<div>
<p>&#160;</p>
</div>
<div>
<p>L&#8217;incontro  si svolge nella chiesa del convento,  inizia alle 21.00 e termina alle 22.00.</p>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sfaturi pentru alegerea unei parole beton]]></title>
<link>http://mihaipintilie.ro/2009/11/05/sfaturi-pentru-alegerea-unei-parole-beton/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 15:32:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mihai Pintilie</dc:creator>
<guid>http://mihaipintilie.ro/2009/11/05/sfaturi-pentru-alegerea-unei-parole-beton/</guid>
<description><![CDATA[Pentru ca o parola sa fie cat mai greu de detectat de persoane sau sisteme neautorizate ar trebui sa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Pentru ca o parola sa fie cat mai greu de detectat de persoane sau sisteme neautorizate ar trebui sa indeplineasca macar urmatoarele cerinte:</p>
<p>- lungime minima 8 caractere;<br />
- sa contina cel putin 3 din urmatoarele categorii de caractere:<br />
    &#8211; litere mari;<br />
    &#8211; litere mici;<br />
    &#8211; cifre de la 0 la 9;<br />
    &#8211; caractere ne-alfanumerice (!@#$%^&#38;*()_+&#124;~-=\`{}[]:&#8221;;&#8217;?).<br />
- sa nu contina numele de utilizator sau parti din acesta sau numele aplicatiei sau website-ului.</p>
<p>O parola inca si mai puternica poate fi creata urmarind urmatoarele sugestii:<br />
- parola poate fi usor de memorat fara a reduce din complexitate prin utilizarea asa-numitelor fraze de acces (pass-phrases). Astfel, se poate crea o parola suficient de complexa si lunga pornind de la un vers, motto etc., precum ”Cobori in jos Luceafar bland”, prin inlocuirea spatiilor sau a unor anumite caractere cu cifre si caractere non-alfanumerice, rezultand, de exemplu: &#8220;C0b0ri3in3j0s3Luce%f%r3bl%nd&#8221;. Se obtine o parola imposibil de descoperit prin intermediul atacurilor la cheie;<br />
- parola sa nu contina cuvinte din limbile engleza, franceza sau romana sau din alte limbi cunoscute;<br />
- parola sa nu contina nume de persoane cunoscute, numere de inmatriculare ale masinilor personale, serii si numere ale actelor de identificare proprii, numere de telefon proprii, date de nastere, nume din familie sau numele animalelor de casa, numele firmei sau departamentului, numele echipei de sport, etc;<br />
- parola sa nu contina insiruiri de litere sau cifre cum ar fi: aaabbb, qwerty, zyxwvuts, 123321 etc;<br />
- parola sa nu fie scrisa sau afisata pe monitoare, pe/sub tastaturi sau sa fie inspirate din afise aflate in imediata apropiere a calculatorului.</p>
<p>Succes!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sorriso amaro]]></title>
<link>http://biblicamente.wordpress.com/2009/11/05/sorriso-amaro/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 11:33:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>pj</dc:creator>
<guid>http://biblicamente.wordpress.com/2009/11/05/sorriso-amaro/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;esperienza ci insegna che il sorriso è un sollievo per chi lo dona e per chi lo riceve. Esis]]></description>
<content:encoded><![CDATA[L&#8217;esperienza ci insegna che il sorriso è un sollievo per chi lo dona e per chi lo riceve. Esis]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gesuiti a Milano. Tra Bibbia e arte]]></title>
<link>http://provarexcredere.wordpress.com/2009/11/05/gesuiti-a-milano-tra-bibbia-e-arte/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 09:38:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>admin</dc:creator>
<guid>http://provarexcredere.wordpress.com/2009/11/05/gesuiti-a-milano-tra-bibbia-e-arte/</guid>
<description><![CDATA[Il blog Gesuiti e amici riporta in un recente post in cui sono descritte le attività e le iniziative]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il blog <strong>Gesuiti e amici</strong> riporta in un recente post in cui sono descritte le attività e le <strong>iniziative delle comunità di Milano</strong>.  In passato ne abbiamo parlato, ma riproporre delle realtà così ricche è sempre bene.</p>
<p>Si parla di <strong>Comunità di Villapizzone</strong> (lectio bibliche e corsi di approfondimento), <strong>Centro culturale san Fedele</strong> (arte e cinema), riviste <strong>Popoli </strong>e <strong>Aggiornamenti sociali</strong> ed altro ancora.</p>
<p>Se volete i dettagli potete andare sulla pagina dedicata, direttamente su <a title="Vai al post di Gesuiti e amici" href="http://gesuitieamici.wordpress.com/2009/11/04/milano-tra-bibbia-e-arte/" target="_blank">Gesuiti e amici</a>.</p>
<p>Avete partecipato a qualcuna di queste proposte? <strong>Commentate </strong>in fondo alla pagina: potrebbe essere utile ad altri!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le chine]]></title>
<link>http://tizianapauletto.wordpress.com/2009/11/03/le-chine/</link>
<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 10:38:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>tizianapauletto</dc:creator>
<guid>http://tizianapauletto.wordpress.com/2009/11/03/le-chine/</guid>
<description><![CDATA[Le chine, circa 50, sono nate a corredo di un ciclo di poesie e racconti di Renato Pauletto, omonimo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Le chine, circa 50, sono nate a corredo di un ciclo di poesie e racconti di Renato Pauletto, omonimo nel cognome ma non parente, collega e amico, poeta e scrittore portogruarese. Per Renato ho illustrato anche tre racconti brevi, tutti ben piazzati nei concorsi internazionali di Bordano.  In questo caso, l’idea era di creare un piccolo libro in bianco e nero sul mondo della bicicletta, accostando amatori e non del ciclo (adulti e bambini), alla biruota attraverso il linguaggio immaginifico, metaforico e analogico della poesia e del racconto breve. Non abbiamo ancora trovato un editore, ma ci piacerebbe…          Le chine sono nate sporcando  di inchiostro di china nero  dei mezzi limoni.</p>
<p><strong> </strong><strong>La sella s’impennò</strong></p>
<p>La sella s’impennò,</p>
<p>la ruota anteriore</p>
<p>minacciò di andare da sola,</p>
<p>il fanale disse di sì,</p>
<p>il campanello diede il via,</p>
<p>i freni si fecero largo, la ruota sgommò,</p>
<p>anzi sgasò,</p>
<p> poi disse che</p>
<p>non era questione di odori</p>
<p>ma di seminare coi gas</p>
<p>gli inseguitori!</p>
<p><img class="size-medium wp-image-170 alignleft" title="lasellas'impennò" src="http://tizianapauletto.wordpress.com/files/2009/11/lasellasimpenno.jpg?w=300" alt="lasellas'impennò" width="300" height="211" /></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Pedalò</strong></p>
<p>-Smettiamo di pedalare</p>
<p>tanto l’orizzonte</p>
<p>è sempre lo stesso!</p>
<p>- Guai! Noi siamo il</p>
<p>motore delle onde!</p>
<p> <img class="alignleft size-medium wp-image-171" title="Pedalò" src="http://tizianapauletto.wordpress.com/files/2009/11/pedalo.jpg?w=300" alt="Pedalò" width="300" height="214" /></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Fatta una curva</strong></p>
<p> Il ciclista che se ne va via</p>
<p>fatta una curva va in galleria</p>
<p>la galleria finisce in un libro</p>
<p>volta la pagina, ed in equilibrio</p>
<p>c’è Coppi che appena lo vede pedala,</p>
<p>fatta una curva una coppia da sola,</p>
<p>una coppia rosa, come il ghepardo,</p>
<p> fatta una curva taglia il traguardo.  <img class="alignleft size-medium wp-image-168" title="fattaunacurva" src="http://tizianapauletto.wordpress.com/files/2009/11/fattaunacurva.jpg?w=214" alt="fattaunacurva" width="214" height="300" /></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[SAREMO GIUDICATI ANCHE PER UNA PAROLA INFONDATA!]]></title>
<link>http://mirabilissimo100.wordpress.com/2009/11/02/saremo-giudicati-anche-per-una-parola-infondata/</link>
<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 23:47:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>mirabilissimo100</dc:creator>
<guid>http://mirabilissimo100.wordpress.com/2009/11/02/saremo-giudicati-anche-per-una-parola-infondata/</guid>
<description><![CDATA[Ma io vi dico che di ogni parola infondata gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio; Dal ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:medium;"><strong><span style="color:#000080;"><span style="font-family:Times New Roman;">Ma io vi dico che di ogni parola infondata gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio; </span></span></strong></span></span></div>
<div><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:medium;"><strong><span style="color:#000080;"><br />
Dal Vangelo secondo Matteo: 12, 30-37<br />
</span></strong></span></span></p>
<div><span style="font-size:medium;color:#000080;"><strong> </strong></span> </div>
<div><span style="color:#000080;">12,30] Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde.</p>
<p>[31] Perciò io vi dico: Qualunque peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata.</p>
<p>[32] A chiunque parlerà male del Figlio dell&#8217;uomo sarà perdonato; ma la bestemmia contro lo Spirito, non gli sarà perdonata né in questo secolo, né in quello futuro.</p>
<p>[33] Se prendete un albero buono, anche il suo frutto sarà buono; se prendete un albero cattivo, anche il suo frutto sarà cattivo: dal frutto infatti si conosce l&#8217;albero.</p>
<p>[34] Razza di vipere, come potete dire cose buone, voi che siete cattivi? Poiché la bocca parla dalla pienezza del cuore.</p>
<div><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:medium;"><strong></strong></span></span> </div>
<div>[35] L&#8217;uomo buono dal suo buon tesoro trae cose buone, mentre l&#8217;uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae cose cattive.</p>
<p>[36] Ma io vi dico che di ogni parola infondata gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio;</p>
<p>[37] poiché in base alle tue parole sarai giustificato e in base alle tue parole sarai condannato&#8221;.</p></div>
<p></span></div>
<div> </div>
<div><span style="font-size:x-small;color:#000080;font-family:Arial;"><a href="http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PU0.HTM">http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PU0.HTM</a></span></div>
<div> </div>
<div> </div>
<div><span style="color:#000080;"><a href="http://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/">http://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/</a></span></div>
<div> </div>
<div><span style="color:#000080;"><span style="font-size:x-small;color:#000000;font-family:Arial;"><a href="http://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/Home/ma-io-vi-dico-che-di-ogni-parola-infondata-gli-uomini-renderanno-conto-nel-giorno-del-giudizio">http://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/Home/ma-io-vi-dico-che-di-ogni-parola-infondata-gli-uomini-renderanno-conto-nel-giorno-del-giudizio</a></span></span></div>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La pen(n)a scrive il testo]]></title>
<link>http://fernirosso.wordpress.com/2009/10/31/la-penna-scrive-il-testo/</link>
<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 10:04:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
<guid>http://fernirosso.wordpress.com/2009/10/31/la-penna-scrive-il-testo/</guid>
<description><![CDATA[Francesco Balsamo una lotta continua fino all’ultima porta e non c’è bene-dizione né luogo che accad]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!--end description--> <!--end nav--> <!--end header--></p>
<div id="content">
<div id="post-8952"><!--end meta--></p>
<div>
<p><em>Francesco Balsamo</em></p>
<p><a href="http://www.exibart.com/profilo/imgpost/rev/201/rev31201(1)-ori.jpg"><img class="alignnone" src="http://www.exibart.com/profilo/imgpost/rev/201/rev31201(1)-ori.jpg" alt="" width="438" height="507" /></a></p>
<p>una lotta continua fino all’ultima porta</p>
<p>e non c’è bene-dizione</p>
<p>né luogo che accada</p>
<p>&#160;</p>
<p><em>la mia parola non è pane né acqua da bere</em></p>
<p>&#160;</p>
<p>solo dis-attenzione a ciò che nel solco</p>
<p>la mano coltiva in fiori di rosso      sangue</p>
<p>e</p>
<p>&#160;</p>
<p><em>non so leggere</em></p>
<p>&#160;</p>
<p>eleggerlo a te-ma       consumarlo     in un tasto.</p>
<p>Il volto di dio è     una fermata</p>
<p>e noi        soli      un ventaglio di se</p>
<p>&#160;</p>
<p><em>scritto coi nomi di tanti     innumerevoli       p r o f e t i</em></p>
<p>&#160;</p>
<p>tanti quanti sono i grani</p>
<p>in un granaio di alfabeti</p>
<p>e vuoti    di messi e messia.</p>
<p>&#160;</p>
<p><em>Si resta vivi   per miracolo</em></p>
<p>&#160;</p>
<p>e dentro       questi forzieri  di vento</p>
<p>la verità s’imbalocca di più-me</p>
<p>uccelli migratori</p>
<p>&#160;</p>
<p><em>segni di zampe sulla sabbia  cancellano l’orma</em></p>
<p>&#160;</p>
<p>sempre una</p>
<p>del senso  illeggibile       nell’intrico dei passi.</p>
<p>No, non posso sorreggermi che a me stesso</p>
<p>&#160;</p>
<p><em>un amen, la più breve ce(n)sura</em></p>
<p>&#160;</p>
<p>perché caduco quanto un albero</p>
<p>cedo il mio    passo    alla terra.</p>
<p>Tutto di me  tranne le ossa</p>
<p>&#160;</p>
<p><em>de- comporranno il residuo</em></p>
<p>&#160;</p>
<p>il ceduo midollo della traccia</p>
<p>che ancora universale ricorda</p>
<p>la comune sostanza.</p>
<p>&#160;</p>
<p><em>Il resto è parlare per nulla</em></p>
<p>&#160;</p>
<p>Il resto è occupare le memorie del vento</p>
<p>Il resto non è restare    é tentazione</p>
<p>è  arrestare     il divenire      l’unica cosa che valga</p>
<p>&#160;</p>
<p><em>la pen(n)a è silenzio.</em></p>
</div>
</div>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[È AMORE]]></title>
<link>http://gruppopigreco.wordpress.com/2009/10/27/e-amore/</link>
<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 10:20:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>gruppopigreco</dc:creator>
<guid>http://gruppopigreco.wordpress.com/2009/10/27/e-amore/</guid>
<description><![CDATA[Cosa ci vuole perché le cose siano distese? Distese come la neve. So che non è molto. Ma so che star]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Cosa ci vuole perché le cose siano distese?<br />
Distese come la neve.<br />
So che non è molto. Ma so che starei meglio.</p>
<p>Non credo di meritarlo.<br />
Amore,<br />
trova la strada in me.<br />
Tutte le stelle brillerebbero di più.<br />
Tutti gli animi si mitigherebbero.</p>
<p>Vogliamo rimanere senza niente?<br />
So che starei meglio.</p>
<p>***</p>
<p>È gravoso tradurre «selflessness» con &#8220;amore&#8221;. Ma ci sto. Inoltre, in accordo con l&#8217;autore della canzone, non vedevo resa migliore. Anche se forse l&#8217;autore avrebbe preferito &#8220;dio&#8221;. Ma proprio non posso usare questa parola. Per come la vedo io, il concetto di &#8220;dio&#8221; è ciò che impedisce alla cose di essere distese. Anche il concetto di &#8220;dio&#8221; è una cosa, e non troverà pace fino a che <em>questo </em>concetto esisterà.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/T6sx0s4sRwo&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/T6sx0s4sRwo&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://dimoites.wordpress.com" target="_blank"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-2973" title="dimoites" src="http://dimoites.wordpress.com/files/2008/12/dimoites3.jpg?w=48" alt="dimoites" width="48" height="96" /></a>dimoites@gruppopigreco.it</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Che cosa c'è in un nome? ]]></title>
<link>http://initaliano.wordpress.com/2009/10/27/che-cosa-ce-in-un-nome/</link>
<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 08:35:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>noradlf</dc:creator>
<guid>http://initaliano.wordpress.com/2009/10/27/che-cosa-ce-in-un-nome/</guid>
<description><![CDATA[What&#8217;s in a name? That which we call a rose By any other name would smell as sweet. (W. Shakes]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;"><span style="font-family:Courier;font-size:small;"><br />
What&#8217;s in a name? That which we call a rose<br />
By any other name would smell as sweet.</span></p>
<p style="text-align:center;">(W. Shakespeare, Romeo and Juliet, atto II, scena II)</p>
<p style="text-align:left;"><span style="font-family:Courier;font-size:small;">Che cosa c&#8217;è in un nome? Quella che chiamiamo rosa,<br />
pur con un altro nome, avrebbe lo stesso dolce profumo.</span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="font-size:small;"><br />
E&#8217; evidente che  Giulietta ha ragione: una rosa avrebbe comunque lo stesso profumo anche se la chiamassi, che so, &#8220;cacciavite&#8221;. I nomi non sono le cose.<br />
</span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="font-size:small;"> E allora che cosa c&#8217;è in un nome?<br />
</span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="font-size:small;">E&#8217; abbastanza semplice da scoprire. </span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="font-size:small;">Provate ad andare in giro in un tiepido giorno di maggio con un mazzo di rose fresche, dicendo ai passanti &#8220;Questi cacciaviti hanno un profumo dolcissimo&#8221;.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Non multa sed multum. Qualità della vita, qualità letteraria - 2]]></title>
<link>http://scrittoriprecari.wordpress.com/2009/10/23/non-multa-sed-multum-qualita-della-vita-qualita-letteraria-2/</link>
<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 22:01:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>scrittoriprecari</dc:creator>
<guid>http://scrittoriprecari.wordpress.com/2009/10/23/non-multa-sed-multum-qualita-della-vita-qualita-letteraria-2/</guid>
<description><![CDATA[Non multa sed multum. Qualità della vita, qualità letteraria [Leggi la prima parte] Perché, allora, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:center;"><strong><em>Non multa sed multum</em>. Qualità della vita, qualità letteraria</strong></p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">[Leggi la <a title="prima parte" href="http://scrittoriprecari.wordpress.com/2009/10/16/non-multa-sed-multum-qualita-della-vita-qualita-letteraria-1/" target="_blank">prima parte</a>]</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><img class="alignleft" src="http://novevolt.files.wordpress.com/2009/10/lacura2.jpg?w=154&#038;h=164" alt="" width="154" height="164" />Perché, allora, in Italia, dovrebbe esserci necessità di opere letterarie qualitativamente intense e durature? Perché in Italia c&#8217;è una voragine chiamata: carenza di immaginario, collettivo e individuale. Chiamatela tedio, noia, apatia, ma si sta verificando un&#8217;atrofia dell&#8217;immaginario che molti non possono o vogliono scorgere, perché hanno disimparato a dare valore al concetto di qualità. Dobbiamo però reinventare il nostro immaginario, ovvero il nostro modo di compensare la refrattarietà delle <em>cose italiche</em> con la creazione verbo-visuale, il nostro modo di sfogliare l&#8217;opacità delle cose presenti, e guardare oltre, dietro il <em>muro</em> dell&#8217;oggettività. E questo andrà inevitabilmente a scalfire la nostra identità tradizionale, un&#8217;identità che deve avere una <em>durata</em>. Oggi la letteratura, almeno in Italia, è una forma di sopravvivenza, una consegna al mittente da non mancare.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Carenza d&#8217;immaginario, carenza d&#8217;identità, carenza di qualità. Carenza di futuro. Non <em>osiamo</em> immaginarci il futuro italico, ma siamo stanchi d&#8217;incipriare il presente. La qualità della nostra vita dipende anche dalle opere che i nostri autori coevi sanno e pretenderanno di produrre. Questa è la responsabilità che ci si presenta davanti. Si deve tentare, rischiare tutto, reinventare un linguaggio, captare le emergenze – cioè quello che viene fuori da questi tempi, e manca ancora di parola. E prefigurare le nostre nuove facce, desiderando e recuperando le facce altrui, la nostra tradizione polverosa. Facce di un passato che, oramai staticizzato tra monumenti impercettibili, libri di testo e retoriche varie, ci spinge sempre più verso un futuro già pari a zero.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><em>Intensità</em> e <em>durata</em>, si è detto. Se azzardiamo ad applicarle a una visione magnetica – da campo magnetico – delle opere letterarie, queste prevedono spostamento. Lo spostamento prevede adattamento creativo della forma, ovvero <em>metamorfosi</em>. Questa, lo si è detto fino alla nausea, è una delle qualità costitutive del romanzo, il prodotto della sua origine epico-orale (dispersione assoluta e semina della sua avventura), del suo ibridare generi (il romanzo è un grande cannibale, una tessitura aperta come la tela navajo dell&#8217;Emilio Cecchi in Messico), del suo pensare e criticare se stesso (il romanzesco che guarda se stesso, Don Quijote che legge le sue avventure stampate), cercando di acciuffare senza tregua allo stesso tempo quel Reale traumatico che stiamo vivendo – il <em>fantasma</em> della <em>cibernetica</em> calviniana, che non si vede, ma pressa. E, prima o poi, ritorna.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Perché dire <em>Italia</em> oggi cosa significa? Non è qualcosa che ha a che fare con il dolore spettacolarizzato di una progressiva mancanza di qualità di vita? Italia è un&#8217;espressione senza referente, un sipario desiderante senza scena desiderata, ma con molti <em>mésententes</em> e <em>différends</em>, disaccordi e dibattiti, con tante tracce e traumi da esplorare. Per questo c&#8217;è forse il bisogno di tentare opere metamorfiche, mutanti e cosmiche, che tocchino il cielo universale per riflettere la piccola zolla particolare e redimerla, emisferi dove la nostra faccia – perché noi, italiani, con l&#8217;identità, ci rimettiamo pure la faccia – si possa rispecchiare deformata, per scorgere i cambiamenti dei connotati e delle costellazioni, domani. Lavorando di fantasia, irrispettosamente, anche sulla nostra Storia senza capo né coda.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Parlare di romanzo, o di racconto in prosa, di per sé è parlare di qualcosa che non <em>è</em>, ma che <em>sarà</em>, qualcosa di volto al futuro anche se scritto nel passato remoto. Parlare senza timore di <em>qualità</em>, oggi, nella nazione italiana, parlare di <em>complessità</em>, come fanno altri in altri frangenti da altre prospettive, parlare di <em>avventura</em> (come metamorfosi, durata e intensità del nostro raccontare e come potenza dell&#8217;immaginario), significa avere fiducia, non solo in noi stessi (cosa che da tempo ci manca), ma anche nella <em>durata</em> della parola. Significa auspicare un <em>futuro duraturo</em>, ma non per questo conservativo, della nostra identità. Un futuro parzialmente libero, temporaneamente autonomo. Diciamo <em>durata</em>, non necessariamente ripiego morale o moralistico della parola. Responsabilità della posta in gioco, non civismo sbandierato e, quindi, spettacolarizzato.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Le nostre opere, in questo orizzonte di senso in modificazione repentina, saranno l&#8217;arco perfetto e intagliato pronto a risuonare, la freccia sarà il nostro occhio critico pronto a fendere l&#8217;aria, la qualità sarà l&#8217;intensità con cui tiriamo la corda e lanciamo. Seppure nel disastro dell&#8217;immaginario italiano, un punto d&#8217;appoggio e un tentativo per essere buoni arcieri ancora dobbiamo e possiamo farlo. Anche da una posizione sbilenca, minoritaria, ridicolmente caparbia.</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;" align="right"><a title="Alessandro Raveggi" href="http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/" target="_blank"><em>Alessandro Raveggi</em></a> e <a title="Enrico Piscitelli" href="http://milanoromatrani.wordpress.com/" target="_blank"><em>Enrico Piscitelli</em></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["La politica deve avere a che fare con Dio" (Tony Blair)]]></title>
<link>http://alftroll.wordpress.com/2009/10/22/la-politica-deve-avere-a-che-fare-con-dio-tony-blair/</link>
<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 08:12:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
<guid>http://alftroll.wordpress.com/2009/10/22/la-politica-deve-avere-a-che-fare-con-dio-tony-blair/</guid>
<description><![CDATA[La pace è l&#8217;obbiettivo primario che deve raggiungere l&#8217;umanità per poter vivere, perchè ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[La pace è l&#8217;obbiettivo primario che deve raggiungere l&#8217;umanità per poter vivere, perchè ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ah! I poeti!]]></title>
<link>http://fernirosso.wordpress.com/2009/10/20/ah-i-poeti/</link>
<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 18:24:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
<guid>http://fernirosso.wordpress.com/2009/10/20/ah-i-poeti/</guid>
<description><![CDATA[zaelia bishop I poeti sono una specie senza genere di appartenenza. Dolorano i poeti, si addolorano ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>zaelia bishop</em></p>
<p><a href="http://farm4.static.flickr.com/3387/3238922344_aec08a0a9f.jpg?v=0"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3387/3238922344_aec08a0a9f.jpg?v=0" alt="" width="500" height="292" /></a></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p>I poeti sono una specie<br />
senza genere di appartenenza.<br />
Dolorano i poeti, si addolorano per tutto quanto accade.<br />
Per tutto ciò che cade loro dentro e<br />
addosso     hanno un nervo  che salta        una papilla che brilla<br />
un seme di follia        una scintilla.<br />
Indossano la notte<br />
i poeti sono       l’oscuro<br />
luogo della parola  dispersa<br />
accerchiata e bruciata<br />
viva nel rosso<br />
chiuso di ogni cellula.<br />
Ah! I poeti s’inven(t)ano respiri<br />
nei ceppi della ragione<br />
evadono ad ogni piccolo fruscio delle ore<br />
sono<br />
schiuma       sulla riva di occidente  mentre<br />
le stelle   si ribaltano<br />
nel crogiolo di oriente.<br />
Non hanno mappe    né ingegno<br />
I poeti sono disarmati    come neonati<br />
Eppure, tra le grinze di quella pelle antica,<br />
senti il profumo del futuro quando reci(n)ta tutto lo spazio<br />
senza che abbia un nome<br />
il tempo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Am pierdut o paroluţă, Mă bate măăămiiica!]]></title>
<link>http://pantaleonescu.wordpress.com/2009/10/17/am-pierdut-o-paroluta-ma-bate-maaamiiica/</link>
<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 20:49:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Pantaleonescu</dc:creator>
<guid>http://pantaleonescu.wordpress.com/2009/10/17/am-pierdut-o-paroluta-ma-bate-maaamiiica/</guid>
<description><![CDATA[Un atac de tip phishing a capturat săptămîna trecută cîteva zeci de mii de username-uri şi parole de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h1><a id="lightbox_link_one" href="http://media2.gruprc.ro/photo/thumbs/750_562/102009/6f039c4d81ae374708bf778cf853cbb6.png"></a></p>
<div><a id="lightbox_link_one" href="http://media2.gruprc.ro/photo/thumbs/750_562/102009/6f039c4d81ae374708bf778cf853cbb6.png"><img title="Hotmail" src="http://media2.gruprc.ro/photo/thumbs/450_450/102009/6f039c4d81ae374708bf778cf853cbb6.png" alt="Hotmail" /></a></div>
<p>Un atac de tip phishing a capturat săptămîna trecută cîteva zeci de mii de username-uri şi parole de pe Hotmail şi de pe alte servicii publice de mail. Parolele respective au scăpat vreo două zile pe Internet, publicate de nişte neinspiraţi, apoi au fost repede retrase. Intervalul a fost însă suficient pentru ca cei de la Wired să poată face o analiză sumară a criteriilor după care îşi pun oamenii parole la contul de mail. Ce părere aveţi de faptul că cel mai utilizat password este 123456? Dacă vă număraţi printre cei care nu aveţi nici o părere, atunci vă recomandăm să intraţi acum în Options şi să vi-l schimbaţi.</h1>
<p>Cu 1234, normal!</p>
<p><em><strong> Game Ovar</strong></em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[“Quando verrò e vedrò il Volto di Dio?”]]></title>
<link>http://provarexcredere.wordpress.com/2009/10/17/%e2%80%9cquando-verro-e-vedro-il-volto-di-dio%e2%80%9d/</link>
<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 15:32:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>admin</dc:creator>
<guid>http://provarexcredere.wordpress.com/2009/10/17/%e2%80%9cquando-verro-e-vedro-il-volto-di-dio%e2%80%9d/</guid>
<description><![CDATA[Nei Salmi la relazione con Dio non viene espressa da un linguaggio che enfatizza l’irraggiungibile m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.bibbiablog.com/wp-content/uploads/dio.jpg" target="_blank"><img class="alignleft" style="margin:5px;" title="dio" src="http://www.bibbiablog.com/wp-content/uploads/dio.jpg" alt="dio" width="236" height="332" /></a> <em>Nei Salmi la relazione con Dio non viene espressa da un linguaggio che enfatizza l’irraggiungibile mistero, la lontananza del trascendente. Luce e tenebra, presenza e inafferrabilità vanno insieme, nella descrizione della teofania: inaccessibile nella sua trascendenza, Dio in sé stesso non si può vedere, dice la Bibbia, ma allo stesso tempo, a più riprese il testo sacro afferma che l’uomo – senza che per tanto si spezzino i limiti della creaturalità – accede alla visione del suo Volto: è possibile, in altre parole, percepire sensibilmente, esperire personalmente la reciproca trasparenza con l’Amato, grazie alla sua volontà di bene, di alleanza verso l’uomo.</em><em> </em></p>
<p>Un notevole interesse suscitano oggi ancora, come in molte altre stagioni culturali, le pagine del Salterio, soprattutto in quanto da esso traspare, illuminata dall’interno, la relazione di alleanza che Israele vive con Dio, in tutta la sua intensità antropologica e teologica: la narrazione storica, che caratterizza la maggior parte dei libri della Bibbia – e che riemerge sotto una angolatura poetica nei cosiddetti Salmi storici – diviene come un orizzonte di sfondo dal quale risalta in primo piano, grazie alla potenza della poesia ma soprattutto della preghiera, l’esperienza esistenziale di Dio, in cui palpita l’immediatezza e la complessità della vita di fede del singolo come del popolo eletto.</p>
<p>Continua la lettura su <a title="Vai a Bibbia Blog" href="http://www.bibbiablog.com/2009/10/08/%E2%80%9Cquando-verro-e-vedro-il-volto-di-dio%E2%80%9D/" target="_blank">Bibbia Blog</a> dal fondamento antropologico di vedere al significato del volto di Dio .</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
