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	<title>partigiani &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/partigiani/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "partigiani"</description>
	<pubDate>Thu, 23 May 2013 22:09:37 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[La revisione della memoria.]]></title>
<link>http://freespotty.wordpress.com/2009/11/11/la-revisione-della-memoria/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 09:00:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>freespotty</dc:creator>
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<description><![CDATA[Era il 9/11 di venti anni fa che cadeva il muro che divideva una città e allo stesso tempo il mondo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft" src="http://www.alternainsieme.net/dicembre%202008/Antif.jpg" alt="" width="234" height="217" />Era il 9/11 di venti anni fa che</strong> cadeva il muro che divideva una città e allo stesso tempo il mondo intero. Un evento che per molti è stato <strong>l&#8217;inizio di un mondo che si lasciava alle spalle la vecchia mentalità del novecento</strong>, fondata sulle ideologie, vedeva la vittoria del sistema capitalista su quello sovietico e si avviava in per un futuro più &#8220;libero&#8221;. <strong>Per altri non ha portato a niente di diverso,</strong> se non gettare nel panico chi, nella logica sovietica era nato e che in quel momento perdeva ogni punto di riferimento.<br />
Nonostante i punti di vista personali, la data sicuramente ha la sua importanza storica e si comincia con speciali (su tutte le reti, giornali e siti web) che rievocano quei giorni e quel contesto storico.<br />
<strong>Come sempre però chi interviene non sempre è all&#8217;altezza dell&#8217;argomento di cui discute. </strong> Su La7 ad esempio, gli ospiti in studio nella trasmissione <strong>&#8220;Omnibus&#8221; </strong>dopo un primo momento tranquillo, cominciano a <strong>equiparare il comunismo al fascismo</strong>. A farlo <strong>un esponente PDL </strong>in piena estasi propagandistica, e <strong>un radicale.</strong> Additando <strong>come logico senso di paragone, il numero dei morti.</strong> L&#8217;unico che cercava di tenere la discussione su un livello un attimino più alto, che non fosse la spicciola propaganda, era il <strong>direttore di &#8220;Liberazione&#8221;</strong>, che però si perdeva molto in discorsi piuttosto contorti e poco chiari.</p>
<p><strong>Poi le varie uscite del ministro La Russa che vuole equiparare i partigiani ai repubblichini.</strong></p>
<p><strong>Poi la nipote di Mussolini che è in parlamento. </strong>Avvenisse in Germania ci sarebbe una sommossa popolare.</p>
<p><strong>Poi i vari libri dello &#8220;storico del revisionismo&#8221; Giampaolo Pansa.</strong></p>
<p><strong>Poi il premier che indica tutti coloro che lo ostacolano come comunisti. </strong>E&#8217; un messaggio forte che passa per chi lo ascolta. Comunista = personaggio negativo.</p>
<p>A questo punto viene da chiedersi se questa voglia matta di equiparazione delle ideologie è un fatto circoscritto a poche &#8220;menti&#8221; o se c&#8217;e qualcosa di più dietro.<br />
<strong>Si viene poi a sapere della proposta di legge 1360</strong> (<a href="http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=16PDL0011740" rel="nofollow">http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=16PDL0011740</a>)  che a giugno dello scorso anno è stata presentata alla camera, e che solo grazie all&#8217;intervento di chi è sceso in piazza lo scorso 25 aprile è stata revocata. <strong>La suddetta legge prevedeva l&#8217;equiparazione dei combattenti di Salò ai partigiani durante la celebrazione della memoria storica.</strong></p>
<p><strong>Finché non si capisce che le due ideologie non sono paragonabili.</strong> Finché non si capisce che <strong>mentre qualcuno fucilava in nome del ventennio e di tutti i valori di odio, morte e guerra che ha portato il fascismo</strong>, nello stesso momento <strong>altri combattevano per abbattere questo muro di violenza.</strong> E che in seguito hanno provveduto in maniera fondamentale <strong>alla liberazione dal regime, la nascita della Repubblica e della Costituzione. </strong><strong>Finché non capiamo questo e ci incazziamo</strong> come iene, <strong>quando</strong> sentiamo <strong>qualcuno che vuol toccare il 25 aprile, la resistenza o semplicemente porre il paragone, </strong>allora, fino a quel giorno, è giusto che teniamo un premier come quello che abbiamo..perché <strong>non siamo capaci di reagire.</strong></p>
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<title><![CDATA[Fascisti e partigiani non sono uguali di fronte alla storia!]]></title>
<link>http://laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/2009/11/10/fascisti-e-partigiani-non-sono-uguali-di-fronte-alla-storia/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 17:48:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>crazyhorse70</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nessuno si senta escluso dalla storia, nessuno si senta offeso, ma tutti sappiano e non facciano fin]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-3464" title="partigiani1" src="http://laconoscenzarendeliberiblog.files.wordpress.com/2009/11/partigiani1.jpg?w=506&#038;h=350" alt="partigiani1" width="506" height="350" /></p>
<p style="text-align:justify;">Nessuno si senta escluso dalla storia, nessuno si senta offeso, ma tutti sappiano e non facciano finta di dimenticarlo che <strong>la storia dà torto e dà ragione </strong></p>
<p style="text-align:justify;">recita così la bella canzone di <strong>De Gregori</strong>,  ascoltatela si chiama <a href="http://www.youtube.com/watch?v=K-VpPGI2S50">La storia</a>,  ed è un giusto antipasto, per chi gradisce,  di questo post.</p>
<p style="text-align:justify;">***</p>
<p style="text-align:justify;">Tra un lodo ed un condono mentre l&#8217;opinione pubblica è distratta ad arte dai temi economici che scottano, tutte cose  tralasciate  da un governo dannoso e nullafacente -  ecco che alcuni provano a far passare nel silenzio improponibili parificazioni storiche ed arditi revisionismi.</p>
<p style="text-align:justify;">Conoscete un paese d’Europa che si sia sognato anche lontanamente di<strong> </strong>riabilitare i collaborazionisti della repubblica fantoccio di Vichy, i franchisti spagnoli o i nazisti tedeschi?</p>
<p style="text-align:justify;">Ebbene si, lo conoscete benissimo perchè ci vivete dentro:  è l’Italia di Berlusconi che prova a far passare in cavalleria un<strong> </strong>vera e propria riscrittura della storia italiana cercando di non far troppo rumore, sì che la sinistra dormiente non si svegli e se ne accorga.</p>
<p style="text-align:justify;">Aveva iniziato l’ineffabile <strong>La  Russa</strong> che tempo fa chiedeva di &#8220;<em>accomunare i morti</em> (della seconda Guerra Mondiale <em>ndr</em>) di entrambe le parti&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Poi hanno pensato bene di trovare un parlamentare non troppo schierato e quindi sperabilmente insospettabile per fargli fare il cavallo di Troia ed hanno trovato <strong>Lucio Berani </strong>del nuovo Psi. Ma vi rendete conto? Un  socialista che si presta a proporre una legge per i fascisti&#8230;e l’hanno messo primo firmatario del <strong>disegno di legge 1360</strong> del Pdl.</p>
<p style="text-align:justify;">Piccola parentesi storica.</p>
<p style="text-align:justify;">Di socialisti traditori se ne trovano anceh in passato, prionti a vendersi al potere della controparte, come fece del resto lo stesso loro duce che tanti anni prima aveva tradito la causa del socialismo. Che aspettarsi quindi da gente che ha costruito le porprie fortune sul tradimento e sull&#8217;opportunismo?</p>
<p style="text-align:justify;">Mussolini da direttore de L&#8217;Avanti era in poco tempo divenuto il braccio armato del potere , utile a frenare con la forza dei propi sgherri e con la compiacenza delle forze dell&#8217;ordine, le prime richieste sindacali ed i primi scioperi del biennio 1919-1921, le attività dei rossi0 e dei bianchi &#8211; esistevano anche sindacati cattolici -  che atterrirono la borghesia latifondista ed industriale del tempo che pensò bene di inventarsi un Mussolini alla bisogna. Certo che,  fatto il lavoro sporco,  non se ne andò subito ma questa è un&#8217; altra storia.</p>
<p style="text-align:justify;">Tornando al disegno di legge 1360 è chiaro che ormai le loro intenzioni le hanno messe  nero su bianco: <strong>riabilitare i fascisti e il fascismo in modo da equipararlo per legge in tutto e per tutto alla resistenza partigiana</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel disegno di legge<strong>, </strong>si vuole istituire<strong> l&#8217;Ordine del Tricolore </strong>che assegna indistintamente ai partigiani, ai deportati, ai militari, ai combattenti della Repubblica di Salò e <strong>nientepopodimeno che alle CAMICIE NERE </strong>(il testo apre infatti la porta anche alla legittimazione per tutti coloro che <em>facevano parte delle formazioni che facevano riferimento alla Rsi</em><strong>) </strong><strong> </strong>lo status di <strong>combattente e addirittura un vitalizio che peserà per 200 milioni di euro l&#8217;anno a partire dal 2009</strong><strong> </strong>e che ovviamente saranno pagati dai cittadini.</p>
<p style="text-align:justify;">I neo fascisti oggi al potere (a questo punto non si possono utilizzare più giri di parole), continuano ad alzare il tiro, dopo che nella loro storia hanno conquistato , innanzitutto, <strong>l&#8217;amnistia di Togliatti del 22 giugno 1946.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Tale atto  comprendeva i reati comuni e politici, compresi quelli di collaborazionismo con il nemico e reati annessi ivi compreso il concorso in omicidio, pene allora punibili fino ad un massimo di cinque anni, i reati commessi al Sud<sup> </sup>dopo l&#8217;8 settembre 1943 e l&#8217;inizio dell&#8217;occupazione militare alleata al Centro e al Nord.</p>
<p style="text-align:justify;">Poi nonostante le disposizioni transitorie in Costituzione hanno avuto concessa la legittimazione democratica immediata attraverso la possibilità di presentare <strong>l&#8217;Msi in Parlamento</strong> (partito fondato il 26 dicembre 1946 proprio <strong>dai reduci della Repubblica Sociale Italiana</strong>).</p>
<p style="text-align:justify;">Dalla metà degli anni &#8217;90, dopo il &#8220;bagno&#8221; di Fiuggi ( ma la maggioranza dei camerati non si è nemmeno inumidita i piedi ) e la creazione di A.N. , hanno ottenuto lo sdoganamento completo da Arcore con innumerevoli Ministeri e incarichi governativi ad esponenti di dubbio spessore democratico e passato di &#8220;picchiatori&#8221; di Alleanza Nazionale. Infine la presidenza della Camera &#8211; terza carica dello Stato &#8211; all&#8217;ex fascista Gianfranco Fini, l’unico che oggi si  adopera nel tentativo di dimostrare il proprio approdo ai lidi della democrazia.</p>
<p style="text-align:justify;">Il resto dei suoi ex colonnelli si sono bagnati piuttosto con lo champagne di Arcore e sono rimasti quelli di sempre solo che han capito che mentre il loro ex capo era stato preso dal virus della destra moderna, era meglio reggere la coda direttamente a Berlusconi, molto più potente ed in grado di soddisfarne gli appetiti.</p>
<p style="text-align:justify;">Piccatissime le repliche. La più autorevole è di <strong>Giuliano Vassalli, classe 1915, arrestato e torturato durante il fascismo, presidente emerito della Corte Costituzionale,</strong> secondo cui &#8220;<em>è assolutamente chiaro che c&#8217;è stata la continuità dello Stato anche dopo l&#8217;8 settembre e la caduta del fascismo. E non si può riconoscere a chi ha contrastato lo stato italiano sovrano schierandosi con la Repubblica sociale il titolo di combattente. La Cassazione è chiara in merito. Tutte quelle pronunce sono concordi nel definire i repubblichini come nemici</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align:justify;">Scioccata anche<strong> l&#8217;Anpi</strong> (l&#8217;Associazione Nazionale Partigiani Italiani) che parla di un &#8221;<em>ennesimo tentativo della destra di sovvertire la Storia d&#8217;Italia e le radici stesse della Repubblica</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align:justify;">Si spera che parlandone qualcuno si svegli dal sonno.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Crazyhorse70</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Partigiani magliesi nella guerra di Liberazione]]></title>
<link>http://culturasalentina.wordpress.com/2009/11/04/partigiani-magliesi-nella-guerra-di-liberazione/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 03:59:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Vincenzo D'Aurelio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Esecuzioni di massa perpetrate dai nazisti Una storiografia del tutto infondata ritiene che la II Gu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 238px"><a href="http://www.carnialibera1944.it/Immagini/Resistenza/esecuzione.jpg"><img src="http://www.carnialibera1944.it/Immagini/Resistenza/esecuzione.jpg" alt="esecuzione" width="228" height="293" /></a><p class="wp-caption-text">Esecuzioni di massa perpetrate dai nazisti</p></div>
<p style="text-align:left;">Una storiografia del tutto infondata ritiene che la II Guerra Mondiale sia stata per le popolazioni meridionali non una battaglia combattuta per i più alti ideali patriottici e nazionali quanto, invece, una <strong>lotta</strong> principalmente contro la <strong>fame</strong> e la <strong>povertà</strong> generate dal grande disastro.</p>
<p>La verità, tuttavia, è ben differente perché i documenti storici circa il ruolo dei nostri <strong>eroi meridionali negli eventi italiani del 1943-45</strong>, svelano il nome di tanti giovani che si immolarono nel nome di un&#8217;Italia libera. <!--more--></p>
<p>A tal proposito, nel 1975 lo storico Emilio Panarese, in occasione del <em>XXX Anniversario della Resistenza</em> promosso dal <em>Comitato Unitario Antifascista di Maglie</em>, pubblicò un agevole libretto dal titolo “<em>I partigiani magliesi caduti nella guerra di liberazione</em>” contenente la biografia di tre nostri partigiani caduti tra il 1943 e il 1944, vittime, come tanti, della persecuzione nazifascista: <strong>Antonio Pisino</strong> (Maglie 1917 &#8211; Roma, Fosse Ardeatine 1943), <strong>Medico</strong> <strong>Longo</strong> (Maglie 1921 &#8211; Brescia, 1944), <strong>Ernesto Paiano</strong> (Maglie 1916 – Bolzano, 1944).</p>
<p>Il loro patriottismo si manifesta negli anni che seguono l’<strong>Armistizio</strong> (25 luglio1943) quando l’esercito italiano è ormai allo sbando, senza ordini e comandanti. L’Italia, alleata prima del <em>fürer</em>, trovò nelle milizie tedesche il nuovo nemico da combattere. Le <em>Schutzstaffeln</em> (S.S.) tedesche e le bande fasciste da questo momento compiono atti di smisurata ferocia e forse, dalla fine del ’43, i nostri eroi combatterono la guerra più cruenta che la nazione ricordi. Nell’ottobre dello stesso anno si costituirono i primi reparti di partigiani con «giovani combattenti civili e militari che non <strong>vogliono tornare a casa mentre la patria è distrutta</strong>.</p>
<p>«<em>Si danno alla montagna e si organizzano clandestinamente</em>» scrive il Panarese.</p>
<p>Questo sino a giugno quando, a Roma, tutti i partigiani si unirono nel <em>Corpo Volontari della Libertà</em> agli ordini del <strong>generale Raffaele Cadorna</strong> jr. (1889-1973). Anche le masse contadine, per la prima volta nella storia del conflitto, aderiscono alla lotta armata contro i tedeschi e saranno al fianco dei partigiani sino all’insurrezione del 25 aprile ‘45 che sancì la sconfitta tedesca e l’uccisione, il 28 dello stesso mese, del duce Benito Mussolini.</p>
<p>D’ora in avanti l’Italia è finalmente libera! Fautori di questa libertà furono anche i tre partigiani magliesi:</p>
<p style="text-align:left;"><strong>Antonio Pisino</strong>, sottotenente di marina e studente universitario dopo aver collaborato con il movimento romano antifascista e antinazista, il 25 luglio 1943 entrò nelle file partigiane del <em>Movimento Comunista Italiano</em>. Con la costituzione a Roma delle <em>Bande Partigiane d’Italia</em> (8 sett. 1943), egli svolse una fervente attività di <strong>propagandista e organizzatore</strong> politico-militare partecipando a molte operazioni di sabotaggio alla periferia romana. Nel dicembre del 1943 fu arrestato dalle S.S. nella Latteria Rossi a Roma mentre partecipava a una riunione cospiratrice. Portato al comando tedesco, <strong>passò segretamente a un carabiniere un foglietto</strong> contenente l’elenco dei nomi dei suoi amici che quel giorno avrebbero dovuto agire per provocare un’insurrezione contro i tedeschi.</p>
<p>Disse: «Io non mi salverò di certo ma tu almeno salva questi miei compagni» e il carabiniere ingoiò la carta. Affrontò e sostenne per un mese le torture presso gli uffici di polizia in via Tasso a Roma e, processato, <strong>fu condannato a tre anni di reclusione a Regina Coeli</strong>. Il 24 marzo 1944 fu trucidato alle fosse Ardeatine. Qualche mese dopo la polizia scientifica identificò la salma e dichiarò la morte per «<em>frattura del cranio da colpo di arma da fuoco o da colpo di fendente come si rileva dalla vasta breccia nella volta cranica. E’ più probabile che sia stato ucciso con il calcio di un fucile o con una mazza di ferro</em>».</p>
<p style="text-align:left;"><strong>Medico Longo</strong>, dopo le scuole tecniche iniziò a lavorare come sarto a Maglie. Nel 1940 si arruolò volontario nella Regia Aeronautica e, in seguito a una missione speciale compiuta con successo, fu promosso al grado di <strong>sergente e insignito della croce d’argento al valor militare</strong>. Nel settembre del 1943, dopo l’abbandono del suo aeroporto, decise di lasciare le montagne del bresciano anche perché era costantemente in pericolo per la presenza di un movimento clandestino antifascista molto attivo nella zona.</p>
<p>Chiese ospitalità a una famiglia di Inzino di Gardone nella Val Trompia dove visse nascosto per cinque mesi. In seguito svolse qui l’attività di sarto e partecipava alle riunioni dei giovani cattolici nella parrocchia della frazione <strong>sin quando non prese contatti con i patrioti bresciani</strong> organizzati nelle <em>Brigate Garibaldine</em> e nelle <em>Fiamme Tricolori</em>. Un giorno, senza dire niente, partì ma il 2 settembre del ’44 fu arrestato durante un rastrellamento sul Monte Guglielmo. Tenuto prigioniero per due giorni, <strong>fu torturato e seviziato</strong> perché non proferiva ai tedeschi alcuna rivelazione. Il 4 settembre fu portato sul Monte di Concenisio e costretto a camminare con <strong>i piedi scalzi già dilaniati dalle sevizie</strong>. Davanti al plotone di esecuzione e <strong>a petto scoperto cadeva</strong> coraggiosamente lo stesso giorno, così come riferì l’Unità del 23/08/1945 a pag. 2.</p>
<p style="text-align:left;"><strong>Ernesto Paiano</strong>, falegname a Maglie, si offrì volontario per una missione di guerra nella Repubblica di Salò occupata nel ’44 dai nazifascisti.  Aviolanciato nelle retrovie tedesche il 28 febbraio del 1944, fu arrestato e rinchiuso in un forte a Verona. Qui sopportò lunghi mesi di prigionia e furono vani i tentativi del <strong>servizio informazioni italiano di estorcergli notizie</strong> circa l’organizzazione partigiana alla quale aderiva e circa le operazioni da lui svolte. Nel settembre dello stesso anno, assieme a 22 compagni, fu portato nel <strong>campo di concentramento di Bolzano in via Resia </strong>e sopportò maltrattamenti e disagi e, come scrive il Panarese, «<em>per reazione alla passiva resistenza, determinata da elevato senso del dovere, veniva fucilato</em>» all’alba del 12 settembre 1944 nella caserma di Mignone di Oltreisarco a Bolzano.</p>
<p>Il suo corpo, poi tumulato nel cimitero di Maglie, assieme a quello dei 22 compagni fu sepolto nel cimitero del luogo <strong>completamente nudo</strong> in una <strong>fossa comune</strong> scavata nel recinto destinato agli scomunicati e ai bambini non battezzati. <strong>Insignito della medaglia d’argento al valor militare</strong>.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 275px"><a href="http://www.testimonianzedailager.rai.it/upload/2%5C144%5Cpartigiani_resistenza.jpg"><img src="http://www.testimonianzedailager.rai.it/upload/2%5C144%5Cpartigiani_resistenza.jpg" alt="Partigiani" width="265" height="363" /></a><p class="wp-caption-text">Partigiani</p></div>
<p style="text-align:left;">Questa sono solo alcune delle tante microstorie salentine scritte da  cittadini che hanno scritto pagine di storia che dovrebbero valere da esempio per tutti coloro che oggi hanno dimenticato il loro esempio, il grande senso civico segnato dalle loro scelte.</p>
<p style="text-align:left;">Ricordare il sangue versato da questi giovani partigiani deve servire da monito per coloro che credono che la  libertà sia un diritto acquisito e dimenticano quanto duro sia stato il sacrificio pagato da tante giovani vite e da tante famiglie italiane nella costruzione di un futuro migliore per tutti.</p>
<p>E’ questo il senso del patriottismo e dell’eroismo dei nostri conterranei che <strong>non cedettero alla paura e alla viltà delle sevizie nazifasciste</strong> preferendo affrontare<strong> </strong> la <strong>morte</strong> nella cosapevolezza che il loro <strong>sacrificio</strong> si sarebbe trasformato in linfa vitale per la nascente democrazia italiana. Una lezione di civiltà e abnegazione che ci farà bene ripassare in questa importante ricorrenza.</p>
<p style="text-align:left;">
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Al Dievel]]></title>
<link>http://paolosdantone.wordpress.com/2009/11/01/al-dievel/</link>
<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 20:50:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>paolosdantone.wordpress.com</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8230;Il mio pensiero va ai miei compagni caduti perché l&#8217;Italia fosse migliore&#8230; Lé pro]]></description>
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<title><![CDATA[Trauma cronico - Perché l'Italia non deve vincere il mondiale]]></title>
<link>http://scrittoriprecari.wordpress.com/2009/10/18/trauma-cronico-perche-litalia-non-deve-vincere-il-mondiale/</link>
<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 22:01:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>scrittoriprecari</dc:creator>
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<description><![CDATA[Credo che in Europa il fascismo attaccherà in forze nei prossimi anni e che dobbiamo prepararci ad a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Credo che in Europa il fascismo attaccherà in forze nei prossimi anni e che dobbiamo prepararci ad a]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Non multa sed multum. Qualità della vita, qualità letteraria - 1]]></title>
<link>http://scrittoriprecari.wordpress.com/2009/10/16/non-multa-sed-multum-qualita-della-vita-qualita-letteraria-1/</link>
<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 22:01:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>scrittoriprecari</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non multa sed multum. Qualità della vita, qualità letteraria Questo testo è la seconda parte di un]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Non multa sed multum. Qualità della vita, qualità letteraria Questo testo è la seconda parte di un]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Presentiamoci - Lu Sprufunnu]]></title>
<link>http://sprufunnu.wordpress.com/2009/10/13/presentiamoci-lu-sprufunnu/</link>
<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 12:58:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stefano Fabbroni</dc:creator>
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<description><![CDATA[Lu Sprufunnu - prove a teatro Lu  Sprufunnu uno spettacolo di Stefano Fabbroni e con Francesca Zenob]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Lu Sprufunnu - prove a teatro Lu  Sprufunnu uno spettacolo di Stefano Fabbroni e con Francesca Zenob]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[la cosa più intelligente che ho fatto negli ultimi mesi]]></title>
<link>http://paolomaggioni.wordpress.com/2009/10/12/lacosapiuintelligenteultimamente/</link>
<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 22:05:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>paolomaggioni</dc:creator>
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<description><![CDATA[scarpe rotte eppur bisogna andar h 2309. la consegna in una milano fredda e ventosa, sotto la librer]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_204" class="wp-caption aligncenter" style="width: 128px"><a href="http://paolomaggioni.files.wordpress.com/2009/10/scarpe-rotte1.jpg"><img class="size-full wp-image-204 " title="scarpe rotte" src="http://paolomaggioni.files.wordpress.com/2009/10/scarpe-rotte1.jpg?w=118&#038;h=87" alt="scarpe rotte" width="118" height="87" /></a><p class="wp-caption-text">scarpe rotte eppur bisogna andar</p></div>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">h 2309. la consegna in una milano fredda e ventosa, sotto la libreria utopia.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>numero 6991. </strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><a href="http://www.anpi.it/">la mia prima tessera anpi</a></strong>.</p>
<p style="text-align:center;">sono orgoglioso ed emozionato.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Biografia di Alfredo Cavalli]]></title>
<link>http://circolo6.wordpress.com/2009/10/12/biografia-di-alfredo-cavalli/</link>
<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 16:51:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>filippo123</dc:creator>
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<description><![CDATA[Pubblichiamo la biografia di Alfredo Cavalli, iscritto al nostro circolo mancato circa 1 mese fà.La]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo la biografia di Alfredo Cavalli, iscritto al nostro circolo mancato circa 1 mese fà.<!--more-->La sua famiglia di origine è povera.  Con la guerra le condizioni peggiorano, anche perchè il papà di Alfredo viene licenziato dalla Magrini per aver rifiutato la tessera del Partito Nazionale Fascista. A 11 anni è commesso in un negozio di stoffe del centro di Bergamo. I proprietari appartengono alla borghesia non allineata al fascismo. Famiglia e lavoro alimentano i suoi sentimenti antifascisti: il padre viene rinchiuso nel Carcere di Sant&#8217;Agata ogni volta che in città giunge in visita qualche gerarca.</p>
<p>Entra a 17 anni nelle prime formazioni partigiane cittadine e partecipa alle prime azioni, in particolare al disarmo delle guardie del campo di prigionia di Grumello, sottraendo un gran quantitativo di armi.</p>
<p>I primi contatti con il PCI avvengono attraverso i compagni della Dalmine. Le azioni militari in città si susseguono nella Squadra della Sap dove si distinguono con lui Coca Codenotti Casile ed il Professor Nardari, che sarà indimenticato dirigente della DC. Alfredo rischia più volte la vita. Nel primo dopoguerra è inquadrato nella Questura di Bergamo dalla quale verrà presto epurato.</p>
<p>Le pagine di guerra, anche della guerra partigiana, evocano episodi di violenza che Alfredo preferisce non esaltare. Per il resto della sua vita solo rarissimamente si lascia andare ai ricordi della lotta partigiana. Ciò anche per il rischio di cadere nella retorica, atteggiamento che aborriva. Torna al lavoro in una grande fabbrica tessile e milita nel Partito Comunista Italiano fino a quando, negli anni 60 viene a chiamato alla guida dell&#8217;organizzazione della Federazione del PCI. Successivamente si occuperà quasi sempre delle attività verso le fabbriche ed i luoghi di lavoro, intessendo rapporti veri (fatti anche di scontri duri, ad esempio contro le posizioni estremiste o il lassismo sindacale) con centinaia di compagne e di compagni. Memorabile la sua presenza a fianco degli operai delle fabbriche in lotta dalla Dalmine all&#8217;Italsider, dalla Magrini all&#8217;Inca.</p>
<p>Nella seconda metà degli anni 70 entra &#8211; primo rappresentante del PCI nella sua storia &#8211; nel Consiglio di Amministrazione degli Ospedali Riuniti di Bergamo, dove si distingue per battaglie di rigore in tutte le direzioni, contribuendo alla riqualificazione del medesimo Ospedale e intessendo legami produttivi e profondi in tutte le direzioni: infermieri, primari, personale amministrativo e religioso. Per tanti dirigenti e militanti del PCI è stato un riferimento severo e sicuro, insegnando la schiettezza nelle battaglie e nelle posizioni politiche, sempre &#8211; le sue &#8211; animate dalla preoccupazione di far crescere la maturità, la cultura istituzionale di governo del suo partito. Artefiche dell&#8217;acquisizione della sede di via Guglielmo d&#8217;Alzano, fu molto amareggiato dalla perdita della medesima. Aderì a PDS, DS e al PD, partecipando attivamente e con passione &#8211; anche sui grandi temi internazionali i cui era cultore &#8211; alla vita di sezione. Ha rivelato passione e preoccupazione politica e per il futuro del PD fino all&#8217;ultimo.</p>
<p>Colpito da un tumore al polmone se ne è andato fra molte sofferenze ma mantenendo fino all&#8217;ultimo  lucidità e interesse alla politica e alla vita.  Gli ultimi anni erano stati appesantiti dalla perdita della moglie Emilia. La famiglia era per lui una cosa molto importante e ha lasciato il figlio Sergio e due adoratissimi nipoti.</p>
<p>A cura di    Beppe Crippa</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Bastardi senza gloria]]></title>
<link>http://furiospinosi.com/2009/10/10/bastardi-senza-gloria/</link>
<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 12:53:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>Furio Spinosi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Bastardi senza gloria lo consiglio vivamente e possibilmente andate a vederlo dove viene proiettato]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Bastardi senza gloria</strong> lo consiglio vivamente e possibilmente andate a vederlo dove viene proiettato in originale (coi sottotitoli in italiano leggibilissimi) perchè si passa dal francese al tedesco, dall&#8217;inglese all&#8217;americano, fino a persino l&#8217;italiano e anche col miglior doppiaggio è impossibile fare giustizia a  tutto quello che può venir fuori da una commistione di così tanti diversi gruppi linguistici.</p>
<p>Il film di Tarantino, aiutato da un soggetto particolarmente fitto di riferimenti sia cinematografici che storici, supera in bellezza visiva e capacità di sintesi il più prolisso e commerciale <strong>Kill Bill 1 </strong>e <strong>2</strong>, per non parlare del penultimo lavoro <strong>Deathproof &#8211; A prova di morte</strong>, divertente ma poco sostanzioso. In <strong>Bastardi senza gloria </strong>di sostanza ce n&#8217;è molta e rincuora che un regista giovane e colto com Quentin possa anche portare sullo schermo qualcosa di audace, diverso e originale che per di più riflette su temi storico-politici di  enorme importanza. Che dire degli attori? Uno meglio dell&#8217;altro. Brad Pitt, che viene proposto come l&#8217;eroe protagonista, compare con discrezione poche volte nel film con un ruolo decisamente e volutamente venato di comicità. Il film si apre invece su di una anonima famiglia di contadini francesi che nasconde ebrei sotto le assi del pavimento e il cattivo <em>Cacciatore di ebrei</em> interpretato da Christoph Waltz ha una lunga, straziante conversazione che sembra più una tortura con il capofamiglia e la tortura va avanti fino a che non gli cava la verità dalla bocca. Poi c&#8217;è Shosanna, interpretata dalla bella  francesina <strong>Melanie Laurent, </strong>in una parte di femmina vendicativa che non può non ricordare la Sposa di <em>Kill Bill</em>, anche grazie ad una scena realizzata quasi identicamente all&#8217;entrata di Beatrix nel locale giapponese dove sterminerà Oren Ishi insieme ai suoi numerosi leccapiedi spietati<strong>. </strong>Il film è tutto costruito su delle lunghissime e tese attese, che poi sfociano in violenti e rapidi raptus di efferatezze. Come in <em>Kill Bill</em>, c&#8217;è una suddivisione in capitoli, ma lo stile è più unitario soprattutto dal punto di vista del ritmo. Il film dunque scorre che è un vero godimento e per poco ci si accorge che la sua durata è di due ore e mezza. Come <em>Pulp fiction </em>e <em>Le Iene </em>, <strong>Bastardi senza gloria </strong>è da vedersi come si leggerebbe un libro dall&#8217;intrigo irresistibile che ci impedisce di porre delle pause. E&#8217; proprio vero, come dice Brad Pitt nella battuta finale riferendosi alla sua incisione in fronte al cacciatore di ebrei, che questo film è un capolavoro. Capolavoro infatti è un termine abusato, il cui significato oggi sembra realmente conosciuto da pochi. Capolavoro non vuol dire bellissimo. Capolavoro è l&#8217;opera di un autore al suo massimo di capacità artistica.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-557" title="MV5BMTMxMjc1NTY5NV5BMl5BanBnXkFtZTcwODQ0OTY3Mg@@._V1._SX600_SY400_" src="http://cinemanazioni.files.wordpress.com/2009/10/mv5bmtmxmjc1nty5nv5bml5banbnxkftztcwodq0oty3mg-_v1-_sx600_sy400_.jpg?w=510&#038;h=340" alt="MV5BMTMxMjc1NTY5NV5BMl5BanBnXkFtZTcwODQ0OTY3Mg@@._V1._SX600_SY400_" width="510" height="340" /></p>
<p><em>Il cinema è un&#8217;arma che Tarantino sa utilizzare molto bene&#8230;</em></p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[REGGIO EMILIA - Il consigliere regionale Filippi (Pdl) contro i Fratelli Cervi]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/10/09/reggio-emilia-il-consigliere-regionale-filippi-pdl-contro-i-fratelli-cervi/</link>
<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 18:25:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
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<description><![CDATA[il Pd insorge e abbandona l&#8217;Aula Durissimo Errani: «Parole offensive se le porti a casa sua» .]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>il Pd insorge e abbandona l&#8217;Aula</strong></h3>
<h1><span style="color:#ea0000;"><strong>Durissimo Errani: </strong><strong>«Parole offensive se le porti a casa sua»</strong></span></h1>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>.</strong></span></p>
<p><img src="http://data.kataweb.it/storage/quotidiani-locali/testate/copertina_gazzettadireggio_reggio_w180.jpeg" alt="http://data.kataweb.it/storage/quotidiani-locali/testate/copertina_gazzettadireggio_reggio_w180.jpeg" /></p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>Si parla dei fratelli Cervi</strong></span> e scoppia la polemica in consiglio regionale. Con la maggioranza che abbandona l&#8217;aula e lascia praticamente da solo il consigliere Fabio Filippi (Pdl) a parlare e a lamentarsi perchè «vengono commemorati sempre i soliti» e addirittura il presidente della Regione, Vasco Errani, che prende la parola per ribattere a pugno duro: «Le sue sono parole offensive e inaccettabili». Tutto succede quando in aula arriva il momento di discutere un&#8217;interrogazione di Filippi che censura l&#8217;utilizzo del poligono di Reggio per la commemorazione dei fratelli Cervi.<br />
Filippi ha chiesto anche se «se sia conveniente evitare che la dimensione politica invada spazi non propri».</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>Ma in un video</strong></span> consultabile su Internet, lo si sente affermare, sempre nella seduta di ieri: «Perché commemorare sempre i soliti e trascurare tutti gli altri?».</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>L&#8217;esponente del Pdl</strong></span> aveva appena cominciato a parlare, verso le tre di pomeriggio, quando tutto il centro sinistra in assemblea legislativa della Regione ha messo in atto una protesta clamorosa.<br />
Guidata dal capogruppo Marco Monari e dai consiglieri reggiani (Gianluca Borghi, Laura Salsi e Gian Luca Rivi), la maggioranza si è dapprima alzata in blocco mostrando cartelli recanti la scritta «Viva i fratelli Cervi». Poi, una volta che il presidente del consiglio regionale Monica Donini aveva richiamato all&#8217;ordine i componenti dell&#8217;assemblea, il centro-sinistra non si è accomodato sui propri banchi ma è uscito in massa dall&#8217;aula, lasciando sostanzialmente Filippi da solo a prendersela con la scelta di ricordare i sette fratelli Cervi nel luogo in cui vennero fucilati.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>Fuori, davanti al consiglio regionale,</strong></span> Gianluca Borghi e Gian Luca Rivi spiegavano le ragioni di un gesto che non si era mai verificato, quest&#8217;anno, nell&#8217;assise regionale.<br />
«Silenziosamente, giorno dopo giorno, ogni esperienza, ogni valore, ogni riferimento che ha portato generazioni di italiani a condividere un&#8217;idea di Nazione nata dalla Resistenza vengono svuotati da un revisionismo cattivo e senza storia, praticato da una destra che si muove come se tutto ciò che è stato, potesse essere messo in discussione, cancellato e stravolto &#8211; dichiaravano -. Oggi, ancora una volta, l&#8217;assemblea legislativa ha assistito ad un episodio di &#8220;teppismo&#8221; storico e civile, in seguito all&#8217;ennesima provocazione del consigliere del Pdl Filippi che ha condannato, attraverso lo strumento dell&#8217;interpellanza, lo svolgimento delle celebrazioni dell&#8217;eccidio dei 7 fratelli Cervi avvenute lo scorso dicembre al poligono di tiro di Reggio Emilia. Ma se nemmeno il più straordinario esempio di resistenza civile e politica al nazifascismo è più elemento di condivisione, tutto può diventare possibile».</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>Filippi ha protestato:</strong></span> «Si tratta di un&#8217;iniziativa preparata a tavolino», ma il presidente Vasco Errani non è stato affatto tenero nella sua replica: «Le sue parole ci offendono, quelle parole lei se le deve riportare a casa».</p>
<p>.</p>
<p><strong>7 ottobre 2009</strong></p>
<p>fonte: <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/filippi-contro-i-cervi-il-pd-insorge-e-abbandona-laula/2111657"> http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/filippi-contro-i-cervi-il-pd-insorge-e-abbandona-laula/2111657</a></p>
<p>&#8230;</p>
<h3><span style="color:#ea0000;"><strong>Filippi (Pdl) contro i fratelli Cervi. La maggioranza lascia l&#8217;aula del Consiglio Regionale</strong></span></h3>
<p><span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='640' height='390' src='http://www.youtube.com/embed/pj-dQ8fphqI?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span><strong></strong></p>
<p><strong>_____________________________________________________</strong></p>
<h1><span style="color:#ea0000;"><strong>I sette Fratelli Cervi</strong></span></h1>
<p><img src="http://www.sder.it/wp-content/immagini/FratelliCervi.jpg" alt="http://www.sder.it/wp-content/immagini/FratelliCervi.jpg" /></p>
<p><strong>.</strong></p>
<h3><strong><span><span style="font-size:medium;"><span style="color:#ea0000;">Gelindo</span> (classe 1901), <span style="color:#ea0000;">Antenore</span> (1906), <span style="color:#ea0000;">Aldo </span>(1909),                       <span style="color:#ea0000;">Ferdinando</span> (1911), <span style="color:#ea0000;">Agostino</span> (1916), <span style="color:#ea0000;">Ovidio</span> (1918), <span style="color:#ea0000;">Ettore </span> (1921).Tutti nati a Campegine (Reggio Emilia), tutti                       fucilati il 28 dicembre 1943 nel poligono di tiro di                       Reggio Emilia, tutti Medaglia d&#8217;Argento al Valor                       Militare alla memoria</span></span></strong></h3>
<p><strong><span><span style="font-size:medium;">.</span></span></strong></p>
<p>I fratelli Cervi (il maggiore aveva 42 anni, il più                       giovane 22) e il patriota Quarto Camurri, con loro                       ristretto prima nel carcere dei Servi e poi in quello di                       San Tomaso, avrebbero forse potuto salvarsi. Dopo la                       cattura i Cervi (il padre <a href="http://www.anpi.it/uomini/cervi_alcide.htm">Alcide</a>,                       già in età avanzata, dopo la sparatoria e la resa,                       decisa per non coinvolgere le donne e i bambini, era stato                       separato dai figli) erano stati a lungo interrogati e                       seviziati, ma i fascisti non ne avevano cavato nulla. Ad                       un certo punto &#8211; si racconta &#8211; giunsero a dirgli:                       &#8220;Volete il perdono? Mettetevi nella Guardia                       Repubblicana&#8221;. Risposero: &#8220;Crederemmo di                       sporcarci&#8221;. Nemmeno i quattro dei Cervi che erano                       ammogliati ed avevano figli, compreso Gelindo che ne aveva                       un altro in arrivo, cedettero alle lusinghe. Allora li                       presero e li portarono tutti al poligono di tiro.</p>
<p>Non si                       sa quanto abbia pesato, nella decisione di non cedere, l&#8217;influenza                       che Aldo, il più &#8220;politicizzato&#8221; dei Cervi,                       esercitava da anni sui fratelli e sui contadini della                       zona, ai quali aveva insegnato nuovi sistemi d&#8217;irrigazione.                       Aldo &#8211; scrisse Piero Calamandrei &#8211; non perdeva                       occasione per educare se stesso e gli altri. &#8220;Quando                       dopo molti anni di accanita fatica di braccia, la famiglia                       Cervi poté permettersi il lusso di acquistare un trattore,                       Aldo andò a prenderlo in consegna a Reggio: e sulla                       strada che porta a Campegine i vicini lo videro tornare                       trionfante, al volante della macchina nuova, sulla quale                       aveva issato, come una bandiera internazionale, un gran                       mappamondo&#8221;. Oggi la loro casa di Campegine è stata                       trasformata in un <a href="http://www.anpi.it/musei/cervi.htm">museo</a>.</p>
<p>.</p>
<p><a href="http://www.anpi.it/index.htm"><img src="http://www.anpi.it/images/barra9on.jpg" border="0" alt="" width="124" height="55" /></a></p>
<p>fonte:  <a href="http://www.anpi.it/uomini/cervi_fratelli.htm">http://www.anpi.it/uomini/cervi_fratelli.htm</a></p>
<p>&#8230;</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il vittimismo dei vinti]]></title>
<link>http://dylandave.wordpress.com/2009/10/08/il-vittimismo-dei-vinti/</link>
<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 11:29:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>dylandave</dc:creator>
<guid>http://dylandave.wordpress.com/2009/10/08/il-vittimismo-dei-vinti/</guid>
<description><![CDATA[- Il Sangue dei Vinti &#8211; 2009 &#8211; ♦ - di Michele Soavi Non è un caso che film come questo a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" title="LOcandina il Sangue dei vinti" src="http://www.mymovies.it/filmclub/2008/10/017/locandina.jpg" alt="" width="294" height="420" /></p>
<p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#333300;">- Il Sangue dei Vinti &#8211; 2009 &#8211; ♦ -</span></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#333300;">di</span></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#333300;">Michele Soavi</span></strong></p>
<p style="text-align:left;">Non è un caso che film come questo attirino il favore di gran parte del pubblico medio. Seppur forse il pubblico delle televisioni, abituato ai ritmi scanditi, prevedibili e moralisti delle fiction. Il film in questione si presenta come una trasposizione del romanzo omonimo di <em>Giampaolo Pansa</em> che descrive molte delle conseguenze degli italiani durante gli anni del &#8217;45 e del &#8217;46. Fin dalle prime scene ci si accorge però che il film di <em>Soavi</em> è incentrato invece negli anni immediatamente prima la fine della guerra e cioè quelli dal &#8217;43 al &#8217;45. E invece quindi di mostrare come è andata veramente la storia, indagando ad esempio i perchè del tanto sottolineato bombardamento di San Lorenzo che domina le sequenze iniziali del film intervallando in maniera del tutto antiestetica immagini di repertorio con ricostruzioni da fiction, il regista di <em>Arrivederci Amore, Ciao </em>si sofferma sugli sguardi arrabbiati, truci o con i lacrimoni dei protagonisti. Insomma tutto quello al quale una fiction televisiva ambisce: enfatizzare le mimiche facciali, i pianti e gli isterismi per &#8220;telefonare&#8221; ai centri limbici dello spettatore e invitarlo ad emozionarsi. Ma questo non è cinema. Non lo è neanche nei dialoghi, sempre moralisti e colmi di citazioni ad effetto (come la citazione di Sofocle pronunciata da <em>Placido</em>: &#8221; Non ci sarà nessuna pietà per i vinti&#8221;). Per non parlare poi della sceneggiatura scontata che vede protagonisti tre membri della stessa famiglia scegliere tre differenti vie ( la sorella diventa repubblichina, il fratello partigiani e il fratello maggiore, interpretato da <em>Placido</em>, resta nel mezzo scegliendo la strada della pseudo giustizia della polizia). Ed è quindi palese quale effetto possa suscitare un plot come questo negli animi dell&#8217; italiano medio un pò patriottico e un pò mammone: emozioni e coinvolgimento alle stelle. Ma se solo ci si sofferma a guardarne i particolari anche tecnici ci si accorge ben presto di come soavi abbia girato sommariamente questo film non preoccupandosi nemmeno di istruire le comparse a non guardare in telecamera o nascondere i riflettori di scena dalle panoramiche. Ed è noto che il pubblico cinematografico pretende di più di cartine geografiche tagliate a metà da raffiche di mitra o patetici, ostinati quanto inverosimili tallonamenti in auto in mezzo ad una folla di persone quando sarebbe più semplice scendere e andare a piedi. Lo stesso<em> Michele Placido</em>, che ha sicuramente espresso in passato prestazioni migliori, sembra qui spaesato e forzato ad interpretare un personaggio assolutamente privo di spessore psicologico ma solo in preda delle emozioni scontate del momento. Anche <em>Alina Nedelea </em>e <em>Alessandro Preziosi</em> giocano a fare gli isterici faziosi delle due differenti parti della stessa guerra soltanto con espressioni ingrugnite, pianti o occhi strabuzzati. Tutto questo da un punto di vista solamente artistico, lasciando da parte il revisionismo e la diatriba politica che questo film ha suscitato. Perchè sicuramente va dato merito al coraggio di <em>Soavi</em> nel parlare di un argomento scomodo come le vittime dei partigiani, ma  manipolando la storia passandola per vera e non volendo palesemente ironizzare su di essa alla <em>Tarantino </em>e producendo un film così scarsamente cinematografico non si può pensare di farla franca dalle stroncature. Le vere vittime di certo sono state quelle che hanno dovuto sopportare le ingiustizie, i soprusi e le violenze di entrambe le fazioni. Non basta essere vinti per essere vittime. Mi spiace.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://images.movieplayer.it/2009/04/27/alina-nedelea-in-una-scena-de-il-sangue-dei-vinti-114175.jpg" alt="" width="320" height="480" /></p>
<pre style="text-align:center;"><em>( Evviva l' enfasi isterica degli occhi strabuzzati)</em></pre>
<pre style="text-align:center;"><em><img class="aligncenter" src="http://images.movieplayer.it/2009/04/27/barbora-bobulova-e-michele-placido-in-una-sequenza-del-film-il-sangue-dei-vinti-114188.jpg" alt="" width="480" height="320" />
</em></pre>
<pre style="text-align:center;"><em>(Placido sembra chiedersi cosa ci faccia lì)</em></pre>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[]]></title>
<link>http://diversamentequilibrata.wordpress.com/2009/10/08/1540/</link>
<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 11:10:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>diversamentequilibrata</dc:creator>
<guid>http://diversamentequilibrata.wordpress.com/2009/10/08/1540/</guid>
<description><![CDATA[Dunque entro nel dibattito politico che ha infiammato i blog della Comune-ty in questi giorni. Ci en]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://share.dschola.it/itcpascal-giaveno/portale_test01/60annicostituzione/costituente/images/costituenti_light.jpg"></p>
<p>Dunque entro nel dibattito politico che ha infiammato i blog della <a href="http://partnerpage.google.com/comunety.net">Comune-ty</a> in questi giorni.<br />
Ci entro comoda e privilegiata, perchè penultima, e ci entro di buon umore. Lo si diceva su <a href="http://4.bp.blogspot.com/_uYIdmZdqMks/SItxkshoHpI/AAAAAAAAAkQ/BrJvi0fM9yA/s400/Lodo+Alfano+2+-+Vauro.gif">facciabuco</a> stamattina che la Costituzione è l&#8217;eredità più bellissima che ci potessero lasciare e che i padri costituenti dopo che ci hanno salvato il culo durante la guerra, sono stati così meravigliosamente previdenti che ci stanno salvando il culo anche oggi, io adoro quest&#8217;idea: se la Costituzione era un maschio, così noioso, così formale, così protettivo, io me lo sposavo sicuro.<br />
Anyway, si discuteva della manifestazione a Roma, quella sulla libertà di stampa che io ho rischiato di far saltare per la seconda volta spernacchiando un alpino.<br />
Io penso così, penso che è stata una manifestazione per la libertà di stampa organizzata dal sindacato dei giornalisti. E penso che noi ci siamo andati per due ordini di motivi: il primo è che a noi ci piace un casino la libertà di stampa e il secondo è che c&#8217;abbiamo una voglia di autunno caldo che, ad averci un mese di ferie, io me ne stavo a Roma direttamente.<br />
Ma una manifestazione organizzata da una categoria è, per forza di cose, una questione trasversale. Quindi è ovvio che fosse una manifestazione piena, anche, di facce da culo, in una percentuale rappresentativa di questo paese, cioè tante.<br />
Io sono stata fortunata perchè qualcosa dentro di me, che credo sia il mio leggendario istinto di sopravvivenza, mi ha guidata istintivamente ad accoccolarmi sotto lo stand del <a href="http://www.ilmanifesto.it/">Manifesto</a> e rimanere lì. Mi sono annoiata a morte, ho passato il tempo a torturare chi c&#8217;era facendo foto assurde e dopo un po&#8217; non riuscivo più a star ferma. Ma almeno non ero circondata di orribili democratici e di individui che non avevano niente di meglio da fare che applaudire uno stupido pupazzo rosso.<br />
C&#8217;è anche da dire che io non ho particolari aspettative riguardo ai giornalisti di questo paese: mio papà fa l&#8217;elettricista. Certo, se mai ci fosse stata una manifestazione dei metalmeccanici con gli stessi toni, ecco, forse non mi sarei accontentata di un posticino all&#8217;ombra del Manifesto.<br />
Ma non penso che la Nessi sia stata tremendamente snob. Penso che abbia espresso nel modo antipatico di cui è capace solo lei quando è stanca e amareggata, un&#8217;amarezza che abbiamo tutti, l&#8217;amarezza di non ritrovarsi i compagni intorno nel momento in cui dei compagni ci sarebbe bisogno, l&#8217;amarezza di essere pochi e non sai dove sono finiti quelli che non ci sono.<br />
Io e la Nessi ai tempi della nostra gioventù mortale abbiamo fatto manifestazioni gomito a gomito con i leghisti, per la Val Susa, tanto per dirne una, ma c&#8217;era un clima diverso. C&#8217;era il clima di quelli che stanno lottando, di quelli che prima facciamo e poi vediamo chi sta da quale parte. Anche questo è mancato alla manifestazione della stampa. Era tremendamente parlata, c&#8217;era un sacco di gente che si parlava, soporiferamente, addosso.<br />
Nella mia classe classe carina dei ragazzini del pomeriggio c&#8217;è quello che viene dal liceo classico e che alza la mano per prendere la parola. L&#8217;altro giorno, durante un dibattito sulla democrazia ad Atene, ci ha detto che fa politica. Io l&#8217;ho squadrato un po&#8217; e gli ho chiesto: ma quale partito?<br />
E lui &#8220;Io sono democratico&#8221;.<br />
E io, lo giuro, di getto, stavo per rispondergli &#8220;Anche io, caro, tutti siamo democratici. Ma tu di che partito sei?&#8221;<br />
E poi ho realizzato che democratico è un partito, e quel ragazzino di diciassette anni, con la camica e la riga di lato è veramente iscritto al Piddì.<br />
Un giovane democratico nella mia classe. Avrei avuto voglia di prenderlo in giro come facevamo con quelli del Pìdiesse quando avevamo la loro età. Avrei voluto tirargli le palline di carta, ah, sfigato, avrei voluto fargli lo sgambetto quando è uscito dall&#8217;aula, alla fine dell&#8217;ora. Ma non si può.<br />
Non tanto perchè sono la sua insegnante e non ho diciassette anni, ma perchè, anche in una classe carina, uno che fa politica è una mosca bianca e te lo devi tenere caro. Ti trascina avanti tutti gli altri. Accende la discussione in maniera corretta e ha imparato a parlare.<br />
E&#8217; un giovane, fottuto, democratico, ma è prezioso, è prezioso per tutti gli altri.<br />
E quindi cerco di non fargli i dispetti.<br />
E&#8217; la stessa cosa della manifestazione. L&#8217;hanno organizzata e siamo lì, tutti insieme, a parlare della libertà di stampa.<br />
<em>Ci tocca a tutti insieme, come se eravamo in classe.</em><br />
E deve c&#8217;entrare anche col fatto che mi è capitato di leggere <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Una_questione_privata">una questione privata</a> e non chiedetemi com&#8217;è che non l&#8217;avevo mai letto: è bellissimo.<br />
E lì si vede bene la differenza tra partigiano e partigiano, i nostri che facevano la fame e i badogliani invece no. E poi la guerra è finita e c&#8217;è stata l&#8217;Italia da fare, che noi l&#8217;avremmo fatta anche meglio di così, secondo me. Ma qualcosa di buono c&#8217;è uscito: la Costituzione, di cui sopra, che ancora oggi ci salva il culo.<br />
E allora io penso che se <em>loro</em> fossero un po&#8217; più come noi sarebbe meglio. Ma non sono come noi, sono orribili, orribili democratici.<br />
Ma ci tocca costruire qualcosa insieme.<br />
Anche stavolta.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le impressioni del secondo giorno ad Apella]]></title>
<link>http://autunnodappennino.wordpress.com/2009/10/07/le-impressioni-del-secondo-giorno-ad-apella/</link>
<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 22:11:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>parcoappennino</dc:creator>
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<description><![CDATA[Oggi è stata una giornata interessante  e faticosa, ma bella. Il momento più bello è stato quando ab]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Oggi è stata una giornata interessante  e faticosa, ma bella. Il momento più bello è stato quando abbiamo cucinato.</p></blockquote>
<blockquote><p>Oggi è stata una giornata molto divertente, è stato bello riconoscere i vari tipi di funghi e cucinare le focaccette e la pattona (Maicol, Xavier e Radu)</p></blockquote>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/parcoappennino/sets/72157622410250557/"><img class="aligncenter" title="Tutti in cucina a preparare focaccette e la pattona, fatta con la farina di castagne e da mangiare con la ricotta di pecora." src="http://farm4.static.flickr.com/3517/3992514350_545605c61d.jpg" alt="Laboratorio di cucina" width="500" height="375" /></a></p>
<blockquote><p>Mi sono divertito molto soprattutto a cucinare e con i partigiani (Andrea)</p></blockquote>
<blockquote><p>Oggi mi è piaciuto perché abbiamo cucinato e perché mi è interessato molto l’incontro con i partigiani (Mattia)</p></blockquote>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pertini: la vita del Presidente Partigiano in un video e una mostra di foto]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/10/07/pertini-la-vita-del-presidente-partigiano-in-un-video-e-una-mostra-di-foto/</link>
<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 13:24:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
<guid>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/10/07/pertini-la-vita-del-presidente-partigiano-in-un-video-e-una-mostra-di-foto/</guid>
<description><![CDATA[La sezione A.N.P.I. Zona 1 di Milano vi invita a partecipare alla serata: SANDRO PERTINI: la storia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La sezione A.N.P.I. Zona 1 di Milano vi invita a partecipare alla serata:</strong></p>
<h1><strong><span style="color:#ff0000;">SANDRO PERTINI: la storia e la vita del Presidente Partigiano in un video e in una mostra fotografica</span></strong></h1>
<p>.</p>
<p><img src="http://profile.ak.fbcdn.net/object3/1301/111/n141780104091_2064.jpg" alt="" /></p>
<p>.</p>
<p style="text-align:center;">interverrà:</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Prof. Andrea Panaccione della Fondazione Brodolini</strong></span></p>
<p>durante la serata il <span style="color:#ff0000;"><strong>CORO INGRATO</strong></span> in CONCERTO eseguirà:</p>
<p><strong>CANTI DELLA RESISTENZA<br />
</strong><br />
La serata si svolgerà</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">Venerdì 9 ottobre dalle ore 21 </span><br />
</strong></p>
<p>presso il <span style="color:#ff0000;"><strong>circolo FITeL “Lato B”, Piazza XXIV Maggio 2 a Milano<br />
</strong></span></p>
<p><strong><a rel="nofollow" href="http://www.latobonline.com/" target="_blank">http://www.latobonline.com/</a></strong><br />
raggiungibile con i mezzi pubblici delle linee 3, 9, 29, 30, 59 e con la metropolitana linea 2 (fermata Porta Genova)</p>
<p>.</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/l.php?u=http%253A%252F%252Fwww.anpi.it%252Fuomini%252Fpertini.htm&#38;h=4ea099f50c774416b844fb2cbfcc47e1" target="_blank"><img src="http://external.ak.fbcdn.net/safe_image.php?d=ee5430f0a064cacc8a3595168d105289&#38;url=http%3A%2F%2Fwww.anpi.it%2Fimages%2Fpertini.jpg&#38;w=130&#38;h=130" alt="" /></a><a href="http://www.facebook.com/l.php?u=http%253A%252F%252Fit.wikipedia.org%252Fwiki%252FPertini&#38;h=4ea099f50c774416b844fb2cbfcc47e1" target="_blank"><img src="http://external.ak.fbcdn.net/safe_image.php?d=a9c579b5a0a945f0de44f9d52b0dc0c5&#38;url=http%3A%2F%2Fupload.wikimedia.org%2Fwikipedia%2Fit%2Fa%2Fa5%2FP_023.gif&#38;w=130&#38;h=130" alt="" /></a></p>
<p>.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Video e mostra a cura del CIPeS &#8211; Centro di Iniziativa Politica e Sociale</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>fonte:<strong> <a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=141780104091&#38;ref=nf">facebook &#8211; ANPI sezione zona 1</a></strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il programma del secondo giorno degli studenti ad Apella]]></title>
<link>http://autunnodappennino.wordpress.com/2009/10/07/il-secondo-giorno/</link>
<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 08:35:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>parcoappennino</dc:creator>
<guid>http://autunnodappennino.wordpress.com/2009/10/07/il-secondo-giorno/</guid>
<description><![CDATA[MERCOLEDI 7 Colazione Visita guidata con lezione degli agronomi all’oliveto Incontro con i partigian]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h3>MERCOLEDI 7</h3>
<ul>
<li>Colazione</li>
<li>Visita guidata con lezione degli agronomi all’oliveto</li>
<li>Incontro con i partigiani</li>
<li>Pranzo</li>
<li>Lezione dei micologi in aula e in ambiente</li>
<li>Laboratorio di cucina della focaccetta e della pattona</li>
<li>Evento del gruppo folkloristico Baffardelli con Bugelli</li>
</ul>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nuova memoria]]></title>
<link>http://fucktory.wordpress.com/2009/10/02/nuova-memoria/</link>
<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 11:04:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>fucktory</dc:creator>
<guid>http://fucktory.wordpress.com/2009/10/02/nuova-memoria/</guid>
<description><![CDATA[Museo Diffuso Torino Uno dei ruoli del museo è  quello di conservare testimonianze della storia dell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_629" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://www.museodiffusotorino.it/default.aspx"><img class="size-full wp-image-629" title="museodiffusotorino" src="http://fucktory.files.wordpress.com/2009/10/museodiffusotorino1.jpg?w=500&#038;h=203" alt="Museo Diffuso Torino" width="500" height="203" /></a><p class="wp-caption-text">Museo Diffuso Torino</p></div>
<p>Uno dei ruoli del museo è  quello di conservare testimonianze della storia della società: il museo non contiene solo oggetti ma si occupa del patrimonio culturale a 360°, e la <strong>memoria</strong> è parte integrante di questo patrimonio.</p>
<p>Proprio come il ruolo del museo non si esaurisce nella conservazione degli oggetti, anche la memoria non va solamente conservata: oggi <strong>ci sono strumenti che consentono di “vivere” la memoria partecipando alla sua conservazione e promozione.</strong></p>
<div id="attachment_631" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://fucktory.files.wordpress.com/2009/10/museodiffusotorino_paini_2008.png"><img class="size-full wp-image-631" title="museodiffusotorino_paini_2008" src="http://fucktory.files.wordpress.com/2009/10/museodiffusotorino_paini_2008.png?w=500&#038;h=251" alt="Fonte &#62; Paini (2008) &#62; http://www.museodiffusotorino.it/files/eventi/90_memoria2_0.pdf" width="500" height="251" /></a><p class="wp-caption-text">Fonte &#62; Paini (2008) &#62; <a href="http://www.museodiffusotorino.it/files/eventi/90_memoria2_0.pdf" rel="nofollow">http://www.museodiffusotorino.it/files/eventi/90_memoria2_0.pdf</a></p></div>
<p>Come il resto del patrimonio culturale di cui fa parte, la memoria va promossa in modo adeguato.</p>
<p>Grazie alla Rete tutte queste operazioni – conservazione, promozione, partecipazione &#8211; hanno acquisito, e tuttora stanno acquisendo, <strong>nuove forme</strong>: basti pensare alla <strong>digitalizzazione</strong> delle collezioni e alla condivisione di queste con un pubblico mondiale oppure il successo di archivi multimediali online.</p>
<p>Questa <a href="http://www.museodiffusotorino.it/files/eventi/90_memoria2_0.pdf">“mediamorfosi”</a> ha aperto nuove modalità di fruizione dei contenuti (<em><a href="http://www.museodiffusotorino.it/files/eventi/90_memoria2_0.pdf">Paini</a></em>):</p>
<ul>
<li>Tutto il nostro patrimonio culturale sta acquisendo nuove forme e nuove modalità di fruizione</li>
<li>Siamo passati dall’era della riproduzione tecnica (Walter Benjamin) all’era della riproducibilità digitale</li>
<li>Questo passaggio ci offre la possibilità di “vivere ciò che viene digitalmente riprodotto”</li>
<li>non tanto e non solo in riferimento agli artifici digitali, che ci possono consentire un’immersione virtuale nella “memoria”</li>
</ul>
<p>Un esempio in questo senso è “<a href="http://www.museodellaresistenza.it/">Il Museo Audiovisivo della Resistenza di Massa Carrara e La Spezia</a>”. Il museo, nato nel 2000 e situato a Prade di Fosdinovo (MS), utilizza tecnologie multimediali per coinvolgere il pubblico e spiegare le lotte partigiane.</p>
<div id="attachment_633" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://fucktory.files.wordpress.com/2009/10/museoaudiovisivoresistenza.jpg"><img class="size-full wp-image-633" title="museoaudiovisivoresistenza" src="http://fucktory.files.wordpress.com/2009/10/museoaudiovisivoresistenza.jpg?w=500&#038;h=241" alt="Museo Audiovisivo della Resistenza" width="500" height="241" /></a><p class="wp-caption-text">Museo Audiovisivo della Resistenza</p></div>
<p>Paolo Pezzino, professore ordinario presso la Facoltà di Storia dell’Università degli Studi di Pisa, <a href="http://www.museodiffusotorino.it/files/eventi/90_memoria2_0.pdf">spiega chiaramente </a>modalità e obiettivi del progetto:</p>
<blockquote><p>Il museo di Fosdinovo non è solo un luogo di conservazione della memoria storica dei protagonisti di quell’epoca, dato che l’<strong>interattività</strong> consente al visitatore di incontrare e organizzarsi un suo proprio percorso, invitandolo ad <strong>interagire con racconti, fotografie, filmati</strong>; non è stato organizzato secondo canoni museali tradizionali e rappresenta <strong>la fusione di un’antica tradizione orale con le più moderne tecnologie audiovisive</strong></p></blockquote>
<p>E’ evidente l’intenzione di andare oltre il semplice ricordo della nostra storia, adottando nuovi codici per comunicare la storia: libri virtuali che il visitatore può sfogliare, animazioni video e audio che propongono interviste e approfondimenti ai protagonisti, la compresenza di immagini, volti e voci narranti.</p>
<p><span id="_marker"> </span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il filò partigiano a San Vito]]></title>
<link>http://dopolapioggia.wordpress.com/2009/09/27/il-filo-partigiano-a-san-vito/</link>
<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 19:24:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>sarasx</dc:creator>
<guid>http://dopolapioggia.wordpress.com/2009/09/27/il-filo-partigiano-a-san-vito/</guid>
<description><![CDATA[Sabato alla fine si è fatto il filò sotto la loggia. Il tempo ha tenuto ed è riuscito benissimo. La]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Sabato alla fine si è fatto il filò sotto la loggia. Il tempo ha tenuto ed è riuscito benissimo. La]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MOZIONE PER PROPORRE UN RICONOSCIMENTO UFFICIALE ALLA CITTA’ DI PADOVA DA PARTE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PER IL CONTRIBUTO DI SANGUE DATO DAI SUOI CITTADINI NELLA LOTTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE (1943-1945)]]></title>
<link>http://gruppopd.wordpress.com/2009/09/25/mozione-per-proporre-un-riconoscimento-ufficiale-alla-citta%e2%80%99-di-padova-da-parte-del-presidente-della-repubblica-per-il-contributo-di-sangue-dato-dai-suoi-cittadini-nella-lotta-di-liberazione-n/</link>
<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 19:12:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>gruppopd</dc:creator>
<guid>http://gruppopd.wordpress.com/2009/09/25/mozione-per-proporre-un-riconoscimento-ufficiale-alla-citta%e2%80%99-di-padova-da-parte-del-presidente-della-repubblica-per-il-contributo-di-sangue-dato-dai-suoi-cittadini-nella-lotta-di-liberazione-n/</guid>
<description><![CDATA[Signori Consiglieri, nei venti durissimi mesi dell’occupazione tedesca e della Repubblica Sociale It]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-131" title="C_1_Immagini_3111_Immagine[1]" src="http://gruppopd.files.wordpress.com/2009/09/c_1_immagini_3111_immagine1.jpg?w=150&#038;h=93" alt="C_1_Immagini_3111_Immagine[1]" width="150" height="93" />Signori Consiglieri,<img class="alignright size-thumbnail wp-image-86" title="pisani" src="http://gruppopd.files.wordpress.com/2009/09/pisani.jpg?w=132&#038;h=150" alt="pisani" width="132" height="150" /></p>
<p>nei venti durissimi mesi dell’occupazione tedesca e della Repubblica Sociale Italiana (10 settembre 1943 – 28 aprile 1945) Padova ebbe un ruolo centrale nella lotta di liberazione e nel riscatto della dignità nazionale, assumendo funzioni di guida in ambito regionale e offrendo il sacrificio di molti suoi figli.In meno di due settimane si attivò il Comitato di Liberazione Nazionale provinciale, per iniziativa soprattutto del prof. Adolfo Zamboni, rappresentante del Partito d’Azione e docente del Liceo scientifico Ippolito Nievo, da sempre fiero oppositore del fascismo. Un prezioso documento lo attesta: «A fine settembre 1943 avvengono i primi contatti fra partiti per procedere ad una organizzazione di carattere militare. Si riuniscono in strada Sammicheli 53 [<em>casa Zamboni</em>] i rappresentanti del Partito d’Azione (Frasson, Todesco Mario e Vico), del Partito Comunista (L. Geremia e Brunetti), della Democrazia Cristiana (Dr. Trevisan). Vico Todesco riferisce sui concentramenti del Grappa; il Dr. Flavio Busonera sulle formazioni della zona di Cavarzere, il colonnello Marziano sulle forze del Piovese».<!--more--></p>
<p>Ad opera di Silvio Trentin, Concetto Marchesi ed Egidio Meneghetti, si costituì il Comitato di Liberazione Nazionale Regionale Veneto, al quale aderirono tutti i partiti e i movimenti antifascisti.</p>
<p>In tutte le coscienze libere risuona ancora il discorso che Concetto Marchesi, insigne latinista e Rettore dell’Ateneo, fece il 9 novembre 1943 per l’inaugurazione del 722° anno accademico e  il memorabile appello del 1° dicembre 1943 con cui egli chiamò gli studenti alla lotta, che così si concludeva:</p>
<p><em>«Per la fede che vi illumina, per lo sdegno che vi accende, non lasciate che l’oppressore disponga della vostra vita, fate risorgere i vostri battaglioni, liberate l’Italia dalla ignominia, aggiungete al labaro della Vostra Università la gloria di una nuova più grande decorazione in questa battaglia suprema per la giustizia e per la pace nel mondo».</em></p>
<p>Oltre ai fatti che videro protagonista l’Università di Padova, che ebbe 117 caduti tra professori e studenti, nella città occupata dai Tedeschi erano attivi gruppi spontanei di cittadini, che nel nome della secolare tradizione civile di Padova e dei valori di riferimento ideale, culturale e religioso, agivano, nonostante il clima di delazione e di terrore, per aiutare i militari sbandati del nostro disciolto esercito e i soldati alleati, fuggiti ai campi di prigionia, a evitare la cattura e l’internamento, nonché per proteggere e salvare i perseguitati ebrei. Memorabile resta l’episodio accaduto il 19 ottobre, quando alla stazione di Padova si fermò il treno che deportava ad Auschwitz-Birkenau oltre mille ebrei romani, tra cui più di duecento bambini. Sfidando le SS della scorta, le crocerossine padovane, guidate da Lucia De Marchi, ottennero che le vittime innocenti di tanto orrore fossero dissetate e sfamate, in un concorso unanime di solidarietà da parte di ferrovieri, ristoratori, semplici cittadini.</p>
<p>Padova assunse il ruolo di direzione politica e militare della Resistenza nel Veneto. Qui operavano il Comando Militare Regionale Veneto del Corpo Volontari della Libertà e il Comando Triveneto delle Brigate Garibaldi. Molti cittadini furono arrestati e deportati: tra essi don Giovanni Fortin, parroco di Terranegra, internato a Dachau per la protezione accordata nel dicembre del 1943 a una dozzina di militari sudafricani fuggiti dalla prigionia. Nel marzo del ’44 una retata pose fine all’attività di un gruppo, prevalentemente formato da ragazze, tra le quali le tre sorelle Martini, Teresa, Lidia, Carla Liliana (la più giovane, appena diciassettenne), Milena Zambon, Delfina Borgato, Delia Fasolato, Franca Decima, Parisina Lazzari, che collaboravano con padre Placido Cortese della Basilica di sant’Antonio per accompagnare a Milano, da cui avrebbero proseguito per la frontiera Svizzera, ebrei ed ex prigionieri alleati. Imprigionate, maltrattate ed infine deportate nei lager di Mauthausen, Ravensbrück e Bolzano, sopravvissero miracolosamente tutte, tranne la più anziana, Maria Borgato.</p>
<p>Una rete di solidarietà vedeva coinvolti impiegati di uffici pubblici ed enti, carabinieri, ferrovieri e tante persone comuni, che rischiavano la vita per falsificare documenti, ospitare, aiutare a fuggire. Alcuni di loro svolsero anche un difficile e pericoloso doppio gioco a favore della Resistenza su incarico del C.L.N.</p>
<p>Padova fu uno dei tre poli della “Fra-Ma”, l’organizzazione che collegava la rete della Resistenza dell’Italia nordorientale al CLN Alta Italia di Milano (tramite il prof. Ezio Franceschini), al Governo Italiano legittimo e ai Governi Alleati (tramite la Svizzera, dove aveva dovuto rifugiarsi il prof. Marchesi, con il quale collaboravano Wanda Diena Scimone e il fratello Giorgio Diena, industriale padovano ebreo, che finì nel lager di Dachau da dove tornò pelle e ossa).</p>
<p>La “Fra-Ma” ebbe un ruolo fondamentale nel supporto finanziario e logistico (con aviolanci di armi e viveri) alle formazioni partigiane combattenti e all’organizzazione per l’espatrio dei ricercati e dei perseguitati.</p>
<p>Grande fu il significato morale e politico degli scioperi di protesta in alcune grandi fabbriche padovane della primavera 1944, che costarono a tanti lavoratori violenze, arresti e deportazioni.</p>
<p>Nel mese di giugno del 1944, visto il fallimento dei loro interventi repressivi, gli oppressori diedero inizio a una vera e propria campagna di terrore, con efferate esecuzioni, abbandono di cadaveri a scopo intimidatorio in luoghi diversi, prevalentemente nel cuore della città: i primi furono Silvio Barbato in via S. Marco, davanti alla sede del Fascio, Alfio Marangoni in piazza Cavour, Mario Todesco, docente al Tito Livio, in via Emanuele Filiberto. L’estate fu segnata dalle esecuzioni sommarie di Attilio Galvani, trucidato in Riviera Mugnai il 10 agosto, e dalla ingiustificata rappresaglia che il 17 agosto vide erigere tre forche in via santa Lucia, dove fu impiccato Flavio Busonera, medico e capo partigiano, mentre nella caserma di Chiesanuova venivano fucilati sette tra giovani renitenti alla leva e Partigiani, tra cui il giovane comandante Luigi Pierobon. Seguirono le drammatiche vicende del rastrellamento del Grappa e dei massacri sommari dei Partigiani, molti dei quali padovani. Qui, tra gli altri, caddero il comandante Vico Todesco, cugino di Mario Todesco, e il giovane Sandro Gòdina, membro della brigata “Italia libera”, caduto in combattimento a Cason di Meda, sul monte Grappa, il 23 settembre. La madre e la sorella di Vico furono deportate in Germania e di loro non si seppe più nulla. L’8 ottobre fu proditoriamente sequestrato padre Placido Cortese, che morì sotto le torture nelle celle sotterranee del Comando SS di Trieste i primi giorni di novembre.</p>
<p>Per stroncare l’attività delle formazioni partigiane (tra cui la Brigata Garibaldi “Francesco Sabatucci” e la Brigata Giustizia e Libertà “Silvio Trentin” (comandata dall’ing. Otello Pighin, che organizzava audaci sabotaggi e beffarde azioni propagandistiche) fu inviato a Padova il maggiore del Servizio di Sicurezza (SD) Friedrich Bosshammer, noto per la sua fanatica spietatezza, e all’inizio di novembre del 1944 giunse da Firenze un reparto speciale della Guardia Nazionale Repubblicana, formato da squadristi fanatici e comandato dal famigerato maggiore Mario Carità. La Banda Carità si insediò a Palazzo Giusti in via san Francesco. Il primo arresto “eccellente” fu quello del prof. Adolfo Zamboni. Usando infiltrati e delatori e facendo largo uso di violenza e torture, la banda Carità, che rispondeva direttamente al Comando tedesco, impartì gravi colpi ai vertici politici ed ai comandi militari partigiani. Molti cittadini, tra cui donne e ragazzi, subirono barbare sevizie a palazzo Giusti e spesso finirono poi deportati nei lager: professori, studenti, lavoratori, professionisti, sacerdoti. Il 7 gennaio del ’45 una seconda ondata di arresti decapitò momentaneamente il vertice organizzativo della Resistenza padovana e veneta. Tra gli arrestati anche Egidio Meneghetti, Ettore Gallo, futuro presidente della Corte Costituzionale, il prof. Francesco De Vivo e Taína Baricolo Dogo.</p>
<p>Ma i padovani non si piegarono. Padova fu anzi la prima città del Veneto a liberarsi, con una rivolta di popolo che il 28 aprile 1945, dopo un’intera giornata di duri e sanguinosi scontri, costrinse i tedeschi alla resa, che il Comandante della Platzkommandantur firmò in una sala del Convento di S. Antonio di fronte ai capi del CLN e del CVL. L’insurrezione impedì alle ingenti forze germaniche e fasciste di attestarsi in città per l’estrema resistenza, evitando così che Padova venisse trasformata in un campo di battaglia. Presidiando e difendendo ponti, impianti, edifici pubblici, fabbriche, i partigiani impedirono l’attuazione dei precisi ordini di distruzione totale impartiti da Kesselring.</p>
<p>Nell’insurrezione persero la vita non meno di 300 cittadini in armi, che si aggiunsero ai 245 caduti nei venti mesi precedenti. I Tedeschi perdettero almeno 500 uomini e lasciarono in mano agli insorti 19.500 prigionieri. La ritirata dell’esercito tedesco fu segnata da scontri nelle periferie e nei dintorni di Padova e dalla lunga scia di sangue di centinaia di civili, tra cui bambini, vecchi e donne, presi in ostaggio e uccisi. Tra le tante efferate stragi ricordiamo quelle che fecero 22 vittime a Santa Giustina in Colle, 11 a Saccolongo, 14 a Praglia, 44 a Saonara e Villatora, 127 tra Sant’Anna Morosina e Castello di Godego. A queste vittime innocenti si aggiungano i 48 ebrei della comunità padovana deportati nei lager, di cui soltanto due sopravvissero. Il 29 aprile, di ritorno da una missione a Treviso, per annunciare la liberazione di Padova e portare l’ordine di insorgere, furono intercettati dai Tedeschi e fucilati nei pressi di Peraga di Vigonza due giovani, Giovanni Vicentini e Beppino Smania. Quest’ultimo, poco più che diciassettenne, era un allievo del Tito Livio, il liceo che aveva visto cadere per la liberazione il professor Mario Todesco e altri tre studenti (Guido Puchetti, Sandro Gòdina, Giovanni Berto), nonché l’arresto e la deportazione a Mauthausen di una studentessa della I liceo C, Carla Liliana Martini.</p>
<p>Grazie alla rivolta di Padova, le prime pattuglie della 2<sup>a</sup> Divisione Neozelandese, avanguardia dell’VIII Armata britannica, poterono entrare in città senza combattere, poco prima della mezzanotte del 28 aprile, trovando la popolazione in festa, e poterono subito slanciarsi senza più ostacoli nella corsa per liberare Trieste.</p>
<p> </p>
<p>Abbiamo citato soltanto alcuni nomi tra le centinaia di cittadini da additare come esempio di fede nei valori della libertà, della giustizia, della democrazia, della civiltà. I loro nomi sono eternati nelle vie, negli edifici, nei monumenti, nelle lapidi che ne ricordano il martirio e i valori ideali per i quali si batterono e in molti casi lasciarono la vita. Il loro ricordo, insieme a quello dei tanti ignoti eroi, rimane vivo nelle coscienze dei cittadini che meditano sulle tragiche esperienze della nostra storia recente per trarne ispirazione ideale e modelli di comportamento.</p>
<p> </p>
<h2><strong>Tutto ciò premesso</strong></h2>
<p> </p>
<p>considerando che nella nostra regione del Veneto sono state insignite di Medaglia d’oro al V. M. per i meriti avuti nella Resistenza le città di Bassano del Grappa, Belluno, Treviso, Verona, Vicenza, Vittorio Veneto,</p>
<p> </p>
<h1>il Consiglio Comunale di Padova</h1>
<p align="center"> </p>
<p>ritenendo che la città di Padova, centro della cospirazione e della direzione della lotta partigiana in gran parte del Veneto, sia meritevole di un riconoscimento ufficiale da parte del Capo dello Stato,</p>
<p> </p>
<p align="center"><strong>chiede</strong></p>
<p align="center"> </p>
<p>al Signor Sindaco di Padova di attivarsi presso le sedi opportune perché la città di Padova possa avere un adeguato riconoscimento ufficiale da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per il contributo di sangue dato dai suoi cittadini nella lotta di liberazione nazionale, sì che anche il gonfalone della città, e non solo quello della sua gloriosa Università, porti imperitura testimonianza del sacrificio di tanti suoi cittadini negli anni cruciali che segnarono il riscatto della dignità della nostra Patria e la nascita della democrazia.</p>
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<title><![CDATA[Filò partigiano a San Vito al Tagliamento]]></title>
<link>http://dopolapioggia.wordpress.com/2009/09/24/filo-partigiano-a-san-vito-al-tagliamento/</link>
<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 16:43:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>sarasx</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dopo il bel risultato del filò partigiano che abbiamo organizzato ad aprile a Montereale Valcellina,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Dopo il bel risultato del filò partigiano che abbiamo organizzato ad aprile a Montereale Valcellina,]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[PARTIGIANI, EROI ITALIANI   ]]></title>
<link>http://lina0402.wordpress.com/2009/09/20/partigiani-eroi-italiani-250409/</link>
<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 14:27:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>lina0402</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non ci sono commenti personali da fare quando si racconta la storia. Si descrivono i fatti. Ci sono ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><span style="color:#008000;"><strong>Non ci sono commenti personali da fare quando si racconta la storia. Si descrivono i fatti. </strong></span></p>
<p style="text-align:justify;">Ci sono  italiani che hanno dato la vita per dare ai propri connazionali la libertà. Punto.</p>
<p style="text-align:justify;">Tra essi, i Partigiani.</p>
<p style="text-align:justify;">Le formazioni partigiane diedero vita alla cosiddetta Resistenza, l’opposizione militare o anche solo politica condotta durante la Seconda Guerra Mondiale contro l’invasione dell’Italia da parte della Germania nazista.<br />
Soggetti facenti parte di molteplici orientamenti politici (a volte anche in contrapposizione tra loro), liberali, socialisti, comunisti, cattolici,<br />
monarchici si riunirono nel Comitato di Liberazione Nazionale. Tutti uniti nel comune intento di opporsi militarmente e politicamente agli occupanti nazisti tedeschi e al governo della Repubblica Sociale Italiana, anche insieme alle truppe alleate dove possibile.</p>
<p style="text-align:justify;">Le Brigate Garibaldi (costituite su iniziativa del Partito Comunista),Brigate Matteotti (Partito Socialista), Brigate Giustizia e Libertà (Partito<br />
d’azione), Brigate Autonome o Badogliani (ex militari e monarchici) combatterono la “guerra partigiana”. Questi gruppi si riunirono nel Comitato di Liberazione Nazionale sotto la direzione del generale Raffaele Cadorna che insieme a Alfredo Pizzoni, coordinò la lotta armata. Il territorio italiano occupato dai nazisti visse una vera e propria guerra nelle retrovie, combattuta da chi non vestiva una divisa militare ma vesti di normali cittadini.<br />
Mentre gli Alleati dilagavano nella valle del Po, a Milano e nella bassa Lombardia, in Piemonte, sui monti della Valsesia e nelle Langhe, in Liguria e sull’Appennino Tosco-Emiliano, i partigiani diedero vita all’insurrezione generale.<br />
Il 25 aprile del 1945 grazie all’insurrezione partigiana, le truppe tedesche persero il controllo di gran parte delle città del nord. Si consumava il disfacimento delle truppe nazifasciste, i cui vertici già si rassegnavano alla resa agli Alleati. I tedeschi non poterono fare altro che arrendersi alle milizie partigiane e ritirarsi in Germania. La liberazione di molte città prima dell’arrivo degli alleati rese l’avanzata di questi più agevole e meno onerosa in termini di vite umane.</p>
<p style="text-align:justify;">Milano e Torino furono liberate proprio il 25 aprile: questa data viene commemorata oggi quale giornata simbolica della liberazione di tutta l’Italia dal regime nazifascista.<br />
Il 27 aprile mentre cercavano di fuggire in Svizzera, Mussolini e la sua Claretta furono catturati dai partigiani che lo riconobbero nonostante<br />
indossasse la divisa militare tedesca. Il giorno dopo fu giustiziato ed esposto impiccato a testa in giù in favore della folla in Piazzale Loreto a Milano.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#008000;"><strong>Si parla che i partigiani furono complessivamente 300.000, cifra più che ragguardevole considerando che fu prevista la pena di morte per chi aveva dato appoggio o anche solo rifugio alle brigate partigiane. I caduti per la Resistenza furono circa 45.000, 1.000 erano donne. Le donne combattenti infatti furono circa 35.000. Più di 4.000 furono arrestate e torturate, circa 3.000 deportate in Germania e quasi 3.000 giustiziate. Altri 21.000, tra uomini e donne, rimasero invalidi o mutilati e 40.000 furono invece i soldati che morirono nei lager nazisti.</strong></span></p>
<p style="text-align:justify;">Come atto di rappresaglia agli attacchi partigiani contro le truppe germaniche avvennero numerosi massacri. Militari della Repubblica Sociale Italiana e nazisti compirono più di 400 stragi con un totale di caduti di circa 15.000. La strage di Piazzale Loreto a Milano in cui furono fucilati 15 partigiani, solo per citarne alcune, e l’eccidio delle Fosse Ardeatine, luogo dell’esecuzione di 335 tra civili e militari.</p>
<p style="text-align:justify;">Purtroppo la maggior parte di queste stragi è rimasta impunita. Molti dei procedimenti furono archiviati perché celebrare un processo chiedendo la consegna dei criminali di guerra tedeschi avrebbe fatto sì che altri Paesi avrebbero poi chiesto la consegna all’Italia dei militari italiani responsabili anch’essi di crimini di guerra, in Italia e all’estero.<br />
Fu per questo che solo nel 1994 venne individuato il cosiddetto “Armadio delle Vergogna”. I fascicoli in esso contenuti furono riaperti e si celebrò il processo a carico di Theodor Saevecke e Erich Priebke. Purtroppo la maggior parte degli indagati risultarono non perseguibili o perché nel frattempo i reati a loro contestati erano andati in prescrizioni o perché deceduti.</p>
<p style="text-align:justify;">I partiti della Resistenza avrebbero costituito qualche anno più tardi del 1945 i primi governi del dopoguerra. La Resistenza partigiana, infatti, rappresenta storicamente l’origine della Repubblica Italiana. I partiti del Comitato di Liberazione Nazionale scrissero la Carta Costituzionale Italiana vedendone le basi nei principi della Democrazia e dell’Antifascismo.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#008000;"><strong>Il 25 aprile è la Festa della Liberazione: ricordiamoci che uomini e donne di tutte le età sono morti allora, per garantie a noi e ai nostri figli i diritti democratici dei quali oggi godiamo. Questi eroi vanno ricordati per sempre con rispetto e ammirazione.</strong></span></p>
<p style="text-align:justify;">Abbiamo il compito di educare i nostri figli anche nel ricordo di chi ha sfidato e visto la guerra e la morte per la libertà. Ai partigiani vanno la nostra stima e i nostri ringraziamenti.</p>
<blockquote style="text-align:justify;"><p><em><strong><span style="color:#008000;">« Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra costituzione».<br />
(Piero Calamandrei, Discorso ai giovani sulla Costituzione nata dalla Resistenza. Milano, 26 gennaio 1955)</span></strong></em></p></blockquote>
<p style="text-align:justify;">Grazie eroi.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#008000;">Lina Pasca</span></strong></p>
<p style="text-align:right;"><strong><span style="color:#008000;">25/04/09</span></strong></p>
]]></content:encoded>
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