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	<title>partigiani &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/partigiani/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "partigiani"</description>
	<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 11:17:02 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Bella ciao!]]></title>
<link>http://tascla.com/2009/11/30/bella-ciao/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 09:45:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>tascla</dc:creator>
<guid>http://tascla.com/2009/11/30/bella-ciao/</guid>
<description><![CDATA[Quelli che non sanno ricordare il passato sono condannati a ripeterlo George Santayana, „La vita del]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:right;"><img class="alignnone size-full wp-image-791" title="INTERMEDIO" src="http://tascla.wordpress.com/files/2009/12/intermedio-e1260000838625.png" alt="" width="40" height="40" /><img class="alignnone size-full wp-image-781" title="MUSICA" src="http://tascla.wordpress.com/files/2009/12/musica-e1260000682507.png" alt="" width="40" height="40" /><img class="alignnone size-full wp-image-792" title="LEGGERE" src="http://tascla.wordpress.com/files/2009/12/leggere-e1260000884205.png" alt="" width="40" height="40" /></p>
<blockquote><p><em>Quelli che non sanno ricordare il passato sono condannati a ripeterlo</em></p>
<p>George Santayana, „La vita della ragione“</p></blockquote>
<p>Cliccando sul video qua sotto potrai ascoltare due versioni della stessa canzone. Ascoltale e scegli l&#8217;opzione corretta:</p>
<p>1. la prima versione è:</p>
<ul>
<li>una canzone d&#8217;amore</li>
<li>una canzone su una professione molto faticosa</li>
<li>una canzone sulla bellezza della natura</li>
</ul>
<p>2. la seconda versione è:</p>
<ul>
<li>una canzone d&#8217;amore</li>
<li>una canzone sulla bellezza della montagna</li>
<li>una canzone del tempo di guerra</li>
</ul>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/3iNMuOSRreY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/3iNMuOSRreY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><em>Per continuare, clicca qua sotto &#8230;</em></p>
<p><em><img class="alignnone size-full wp-image-801" title="RightDown" src="http://tascla.wordpress.com/files/2009/12/rightdown-e1260001725918.png" alt="" width="30" height="30" /><br />
</em></p>
<p><!--more-->La prima versione della canzone, in realtà la versione originale, è un canto delle <strong>mondine</strong>, cioè le donne che lavoravano nelle risaie. La seconda versione è il canto più conosciuto dei <strong>partigiani</strong>, combattenti attivi durante la Seconda Guerra Mondiale. In media penso che un italiano associ &#8216;Bella ciao&#8221; coi partigiani, invece, <em>surprise surprise</em>, la canzone nasce nelle risaie dell&#8217;Italia del nord all&#8217;inizio del Novecento, dove ridurre l&#8217;orario di lavoro a &#8220;sole&#8221; otto ore è stata una grande conquista per le mondine.</p>
<p><strong>ASCOLTO. Riascolta le due versioni a confronto e completa i testi qui sotto:</strong></p>
<p><strong>Versione 1.</strong></p>
<p>Alla mattina __________ ___________<br />
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao<br />
alla mattina __________ ___________<br />
in risaia __ __________andar.</p>
<p>Il capo in piedi col suo _____________<br />
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao<br />
il capo in piedi col suo _____________<br />
e noi curve a lavorar.</p>
<p>Oh mamma mia, oh che _____________!<br />
oh bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao<br />
oh mamma mia, oh che ____________!<br />
io t&#8217;invoco ogni doman.</p>
<p><strong>Versione 2:</strong></p>
<p>&#8230;</p>
<p>O partigiano _____________ _____<br />
o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao,<br />
O partigiano _____________ _____<br />
Che mi sento di morir.</p>
<p>E se io ___________ da partigiano<br />
o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao,<br />
E se io _________ da partigiano<br />
Tu mi _________ seppellir.</p>
<p>E _____________lassù in montagna,<br />
o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao,<br />
E _____________lassù in montagna<br />
Sotto l&#8217;ombra di un bel fior.</p>
<p>E tutti quelli che ______________<br />
o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao,<br />
E tutti quelli che ______________<br />
Mi _____________o che bel fior.</p>
<p>È questo ___________ del partigiano<br />
o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao,<br />
È questo ___________ del partigiano<br />
Morto per la libertà.</p>
<p style="text-align:right;">(Contributed by Riccardo Venturi)</p>
<p style="text-align:right;">Fonte: www.antiwarsongs.org</p>
<blockquote><p><em>Quella che segue è la versione più antica mai registrata del canto delle mondine. Era già cantata dalle mondine delle &#8220;Terre d&#8217;acqua&#8221; della bassa vercellese a partire dal </em><strong><em>1906</em></strong><em>, quando riuscirono a conquistare il diritto alle otto ore lavorative. Qui, riaffiorano le eterne aspirazioni di giustizia e libertà. La frase &#8220;bella ciao, bella ciao&#8221; ripetuta più volte, potrebbe voler significare “Ciao giovinezza, ciao bellezza che sfiorisci in terreni paludosi tra fatiche e stenti&#8221;. Il testo, ripreso dall&#8217;<a href="http://www.schole.it/ecomuseo/sezione.asp?ID_SOTTOCAPITOLO=214" target="_blank">Ecomuseo delle Terre d&#8217;Acqua</a>, proviene dal libro &#8220;Riseri d&#8217;al me coeur&#8221; di D. Massa, R. Palazzi e S. Vittone.</em><em><br />
</em><em> </em><br />
Alla mattina appena alzata, o bella ciao, bella ciao<br />
Bella ciao ciao ciao, alla mattina appena alzata,<br />
devo andare a lavorar..!</p>
<p>A lavorare laggiù in risaia, o bella ciao, bella ciao<br />
Bella ciao ciao ciao! A lavorare laggiù in risaia<br />
Sotto il sol che picchia giù!</p>
<p>E tra gli insetti e le zanzare, o bella ciao, bella ciao<br />
Bella ciao ciao ciao, e tra gli insetti e le zanzare,<br />
duro lavoro mi tocca far!</p>
<p>Il capo in piedi col suo bastone, o bella ciao, bella ciao<br />
Bella ciao ciao ciao, il capo in piedi col suo bastone<br />
E noi curve a lavorar!</p>
<p>Lavoro infame, per pochi soldi, o bella ciao bella ciao<br />
Bella ciao ciao ciao, lavoro infame per pochi soldi<br />
E la tua vita a consumar!</p>
<p>Ma verrà il giorno che tutte quante o bella ciao, bella ciao<br />
Bella ciao ciao ciao, ma verrà il giorno che tutte quante<br />
Lavoreremo in libertàaaaaaa!</p></blockquote>
<p style="text-align:right;">(Contributed by Riccardo Venturi)</p>
<p style="text-align:right;">Fonte: www.antiwarsongs.org</p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;"><strong>LETTURA. Dal sito www.beppegrillo.it, leggi la lettera scritta da Vittorio V.  a Beppe Grillo e rispondi alle domande.<br />
</strong></p>
<p>&#8220;Beppe, stammi a sentire, sono il figlio di un partigiano, era nelle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Brigate_Garibaldi" target="_blank">Brigate Garibaldi</a>, dopo la guerra non ha mai fatto politica attiva, mi ha dato l&#8217;esempio ogni giorno con la sua onestà che per lui non era &#8220;<em>uno stile di vita</em>&#8221; come dicono oggi con grande prosopopea molti imbecilli, ma più semplicemente l&#8217;unica scelta possibile: essere sé stesso. Ha allevato i figli con mille sacrifici, ha sempre lavorato per mantenere la famiglia, un doppio lavoro, anche la sera, ma non si è mai lamentato, anzi, lo ricordo spesso fischiettare &#8220;<em>Volare</em>&#8221; di Domenico Modugno. Poteva comprarsi il giornale solo la domenica mattina e in vacanza non ci è andato mai. Qualche settimana dai parenti in campagna era il massimo per lui. Era un partigiano, ma quando Mussolini fu appeso non era contento. Non amava la violenza anche se ha sparato e forse ucciso, anche se questo non me lo ha mai detto. Ha protetto a suo rischio una famiglia ebrea e evitato la fucilazione di un fascista perché per lui non erano ebrei o fascisti, ma solo uomini, donne, persone. Quando arrivarono gli aerei americani a bombardare e uccidere migliaia di civili mentre mia madre io e i miei fratelli eravamo nel rifugio, lui saliva sul tetto a sventolare la bandiera italiana per dimostrare la sua indignazione.</p>
<p>Oggi gli americani partono dalle nostre basi per bombardare altri popoli e i fascisti, o meglio la loro caricatura, sono al governo insieme a gente che ha frequentato mafiosi per tutta la vita. Mio padre non era un santo, era un italiano come tanti, di una generazione che non aveva bisogno di credere nei valori, perché i valori erano parte della loro esistenza quotidiana. Ti ho scritto perché la realtà che vedo non è quella che voleva lui, per la quale ha rischiato la pelle pur avendo tre figli. E&#8217; solo uno sfogo. Ma quando sento dire che in guerra erano tutti uguali, questo non è vero. E quando lo stesso ragionamento è fatto oggi, in tempo di pace, ancora non è vero. Non siamo tutti uguali. Per me, forse sono parole forti, esistono veramente il Bene il Male. E chiunque li può distinguere. Nessuno può chiamarsi fuori in questo momento.&#8221; <em>Vittorio V</em>.</p>
<p><strong>Domande</strong>: il padre di Vittorio V., l&#8217;autore della lettera:</p>
<ol>
<li>è stato un partigiano. Vero o falso?</li>
<li>era molto ricco. Vero o falso?</li>
<li>in guerra è stato spietato e crudele. Vero o falso?</li>
<li>era favorevole ai bombardamenti americani. Vero o falso?</li>
<li>Vittorio V. è un grande fan del governo italiano attuale e della politica estera americana. Vero o falso?</li>
<li>Vittorio V. è contrario alle ipergeneralizzazioni del tipo: &#8220;Sono tutti uguali&#8221;. Vero o falso?</li>
</ol>
<p><strong>Chi cerca trova. </strong>Cerca nel testo le espressioni seguenti e completale:</p>
<ol>
<li>mi ha _______ ____________ ogni giorno</li>
<li>ha allevato i figli con ________ ______________</li>
<li>qualche settimana dai parenti in campagna ____ ___ ______________ ______ ______</li>
<li>mio padre non _______ _______ _________, era un italiano come tanti</li>
<li>per la quale _____ ____________ ___ ____________ pur avendo tre figli</li>
<li>nessuno _______ ______________ _________ in questo momento</li>
</ol>
<p><strong>GRAMMATICA</strong>. Trova nel testo tutti i tempi al passato prossimo, al passato remoto e all&#8217;imperfetto. Sai spiegarne l&#8217;uso? Se vuoi, puoi interagire, scrivendo un commento.</p>
<p style="text-align:right;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sabato 12 Dicembre Anpi in piazza contro il razzismo]]></title>
<link>http://baraccasostenibile.wordpress.com/2009/11/28/sabato-12-dicembre-anpi-in-piazza-contro-il-razzismo/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 13:47:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>baraccasostenibile</dc:creator>
<guid>http://baraccasostenibile.wordpress.com/2009/11/28/sabato-12-dicembre-anpi-in-piazza-contro-il-razzismo/</guid>
<description><![CDATA[  Il 12 Dicembre l&#8217;Associazione Nazionale Partigiani d&#8217;Italia  ANPI organizza una grande]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a href="http://baraccasostenibile.wordpress.com/files/2009/11/buonamemoriabanner.gif"><img class="size-full wp-image-169  aligncenter" title="buonamemoriabanner" src="http://baraccasostenibile.wordpress.com/files/2009/11/buonamemoriabanner.gif" alt="" width="200" height="175" /></a> </p>
<p>Il 12 Dicembre <a href="http://www.anpi.it/" target="_blank">l&#8217;Associazione Nazionale Partigiani d&#8217;Italia </a> ANPI organizza una <a href="http://www.anpi-anppia-bo.it/antifascismo-oggi/231-gli-antifascisti-hanno-buona-memoria-manifestazione-nazionale-anpi-contro-il-razzismo.html" target="_blank">grande Manifestazione Nazionale contro il razzismo</a>. Molto importante.</p>
<p>A Mirano in provincia di Venezia alle ore 15.</p>
<p>cliccate sui link per leggere il volantino e le informazioni.</p>
<p>La rivoluzione francese si è imposta per le sue tre parole d&#8217;ordine: libertè, egalitè, fraternitè. Pensiamo al mondo di oggi. Le prime due forse in molti casi ce le hanno già prese, però la fraternità non possono togliercela finchè lottiamo.</p>
<p>Il fascismo nella sua criminalità non è riuscito ad essere così distruttivo per le coscienze delle persone quanto l&#8217;idea di società che il potere sta imponendo sul popolo italiano in questo momento. Questa società dei consumi sta distruggendo l&#8217;Italia e sta inaridendo le persone. Ma&#8230;&#8230; c&#8217;è un ma.</p>
<p>Perfortuna infatti ci sono persone che Resistono da quasi settant&#8217;anni. Hanno combattuto il nazifascismo. Ci hanno regalato la Costituzione e la sua ricchezza di ideali. Da una vita tendono la mano all&#8217;Altro.  Con la schiettezza delle loro battute e il loro animo forte.</p>
<p> Come dice la canzone dei <a href="http://www.myspace.com/rein1999" target="_blank">Rein </a>&#8220;&#8230;questione di significato da attribuire alla parola libertà/ che non significa non curarsi degli altri/ ma, anzi, donargli incondizionatamente tutto noi stessi&#8230;&#8221;</p>
<p>Andiamo tutti in massa a Mirano, per sostenere questo grande ideale e con la nostra voglia di baracca e colori. Carichi!!!!</p>
<p>noi dell&#8217; Anpi e Antifascisti Casalecchio di Reno parteciparemo partendo con il pulman da Bologna alle ore 12.30 dall’Autostazione (marciapiede 25). </p>
<p>per prenotarsi: dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 12.00 al numero 051.235615 oppure a mezzo posta elettronica <a href="mailto:info@anpi-anppia-bo.it">info@anpi-anppia-bo.it</a></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/YYOw8SDtYAo&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/YYOw8SDtYAo&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Giorgio Pisanò: La verità sulla rappresaglia di Sant'Anna di Stazzema]]></title>
<link>http://msdfli.wordpress.com/2009/11/19/la-verita-sulla-rappresaglia-di-santanna-di-stazzema/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 10:10:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>wids72</dc:creator>
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<description><![CDATA[Tratto da libro di Giorgio Pisanò, ed. Lo Scarabeo (editrice bologna) Sangue chiama Sangue &#8211; S]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Tratto da libro di Giorgio Pisanò, ed. Lo Scarabeo (editrice bologna) Sangue chiama Sangue &#8211; S]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Studente austriaco scova ex SS ricercato]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/11/18/studente-austriaco-scova-ex-ss-ricercato/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 18:39:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
<guid>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/11/18/studente-austriaco-scova-ex-ss-ricercato/</guid>
<description><![CDATA[Sfuggito anche ai «segugi» del Centro Wiesenthal. Trovato sull&#8217;elenco telefonico Uno dei massa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3>Sfuggito anche ai «segugi» del Centro Wiesenthal. Trovato sull&#8217;elenco telefonico</h3>
<h1><span style="color:#ea0000;"><img src="http://digilander.libero.it/lacorsainfinita/guerra2/schede/spolo.jpg" alt="" width="493" height="398" /></span></h1>
<h1><span style="color:#ea0000;">Uno dei massacratori di Deutsch Schützen, scampato alla cattura, ha vissuto 60 anni come ferroviere</span></h1>
<p><strong><span style="color:#ea0000;">MILANO &#8211; Per oltre 60 anni</span></strong> ha vissuto inosservato lavorando in una stazione ferroviaria tedesca. Ma il suo terribile passato è stato riportato alla luce da un giovane studente viennese che lo ha scovato consultando l&#8217;elenco telefonico. Andreas Forster, ventottenne austriaco, stava portando a termine una ricerca sul massacro di Deutsch Schützen-Eisenberg, cittadina al confine austro-ungarico in cui furono sterminati 58 ebrei tra il 28 e il 29 marzo del 1945. Tra coloro che parteciparono all&#8217;eccidio c&#8217;era anche un sergente dello spietato corpo delle Waffen SS, che si chiamava Adolf Storms. Il giovane, dopo aver consultato gli archivi storici di Berlino, ha spulciato gli elenchi del telefono di alcuni Länder tedeschi e ha scoperto che un omonimo cittadino novantenne viveva a Duisburg. L’ha rintracciato e assieme al suo professore Walter Manoschek ha condotto tra luglio e ottobre dello scorso anno una lunga intervista al presunto assassino. Più tardi la registrazione dell&#8217;intervista è stata offerta al Tribunale di Duisburg che, dopo lunghe indagini e verifiche, ha riconosciuto il novantenne e martedì scorso lo ha accusato dell&#8217;eccidio commesso alla fine della Seconda Guerra Mondiale<strong><span style="color:#ea0000;"><span style="text-decoration:underline;">L&#8217;ECCIDIO</span></span> –</strong> La procura non ha voluto rendere note le generalità dell’imputato (ha parlato solo di un «pensionato tedesco»), ma la stampa l’ha immediatamente identificato. Adolf Storms che durante la Seconda Guerra Mondiale aveva combattuto con la Quinta divisione Panzer «Viking» sul fronte orientale, dopo varie sconfitte subite dall&#8217;Armata Rossa, assieme ai suoi commilitoni si stava ritirando all&#8217;interno dei confini austriaci in modo da arrendersi agli americani piuttosto che ai più duri sovietici. Tuttavia la sua divisione, guidata dal generale Felix Steiner, un nazista della prima ora, decise che prima di consegnarsi agli Alleati, bisognava eliminare gli ebrei che erano stati impiegati dall&#8217;esercito tedesco come lavoratori forzati per la costruzione di fortificazioni. Secondo le testimonianze storiche raccolte negli archivi dallo studente Forster, Storms e altri membri delle SS prima sequestrarono gli oggetti di valore ai prigionieri e poi ne uccisero cinquantasette con un colpo alla nuca nel villaggio di Deutsch Schuetzen. Furono gli stessi prigionieri a scavare la loro fossa comune che sarebbe poi stata scoperta da un&#8217;associazione ebraica nel 1995. Il cinquantottesimo ebreo, invece, fu ucciso proprio da Storms il giorno seguente, mentre si dirigeva assieme ai suoi commilitoni nel villaggio di Hartberg.</p>
<p><strong><span style="color:#ea0000;"><span style="text-decoration:underline;">LE TESTIMONIANZE</span></span> -</strong> Il professor Manoschek descrive il novantenne come una persona mentalmente sana, ma con gravi problemi di salute: «Vedremo se potrà essere giudicato &#8211; dichiara Manoschek – Dipende tutto dalla sua salute». Andrea Brendel, il magistrato che sta seguendo il caso, ha dichiarato che contro l’imputato ci sono le testimonianze di tre membri della “Gioventù Hitleriana” che assistettero al massacro: «Un quarto membro, che adesso vive in Canada, sarà intervistato questa settimana». Secondo il professor Manoschek molti dei membri della “Hitler-Judend” presenti durante l&#8217;eccidio furono giudicati nel 1946 e condannati a due anni di carcere.</p>
<tbody></tbody>
<p>&#160;</p>
<td> </td>
<p> <strong><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#ea0000;">CRIMINI DI GUERRA</span> </span>-</strong> Quando lo scorso anno il giovane studente e il suo professore sono arrivati a Duisburg, hanno trovato un novantenne «vivace» che fingeva di non ricordare nulla del massacro: «Probabilmente si sentiva in pericolo e perciò diceva di avere pochi ricordi precedenti al 1945» &#8211; ha spiegato alla rivista tedesca <a rel="nofollow" href="http://www.spiegel.de/international/germany/0,1518,661869,00.html" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><em>Der Spiege</em></span></a> il ventottenne Forster. Secondo la stampa austriaca, l&#8217;ex sergente delle SS è riuscito a farla franca per tutti questi anni perché ha cambiato l&#8217;ortografia del suo nome. Dopo la guerra rimase un anno in un campo di prigionia americano e poi fu rilasciato. Il suo nome non è mai comparso tra i ricercati della II guerra Mondiale e nemmeno il famoso centro &#8220;Simon Wiesenthal&#8221;, che nel corso degli ultimi decenni ha scovato i più importanti criminali nazisti, era sulle sue tracce: «Questa storia è incredibile &#8211; dichiara Efraim Zuroff, direttore del centro Wiesenthal &#8211; Dimostra che è possibile identificare criminali che hanno sulla loro coscienza eccidi efferati e giudicarli in tribunale anche dopo così tanti anni».</p>
<p><!-- google_ad_section_end -->.</p>
<p><strong><span style="color:#ea0000;">Francesco Tortora<br />
</span>18 novembre 2009</strong></p>
<p>.</p>
<p>fonte:  <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_novembre_18/criminale-nazista-scoperto-da-studente-austriaco_de094dba-d438-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml">http://www.corriere.it/cronache/09_novembre_18/criminale-nazista-scoperto-da-studente-austriaco_de094dba-d438-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml</a></p>
<p>&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Acqua pubblica o privata? ]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/18/acqua-pubblica-o-privata-2/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 09:00:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/11/18/acqua-pubblica-o-privata-2/</guid>
<description><![CDATA[E&#8217; all&#8217;ordine del giorno la discussione sul cosiddetto mantenimento del servizio pubblic]]></description>
<content:encoded><![CDATA[E&#8217; all&#8217;ordine del giorno la discussione sul cosiddetto mantenimento del servizio pubblic]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'Anpi di Marzabotto premia gli operai della Reno De Medici]]></title>
<link>http://nove2nove1.wordpress.com/2009/11/11/lanpi-di-marzabotto-premia-gli-operai-della-reno-de-medici/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 12:27:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>nove2nove1</dc:creator>
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<description><![CDATA[27 settembre 2009: l&#8217;Anpi di Marzabotto, durante la prima edizione della Festa della Resistenz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>27 settembre 2009: l&#8217;Anpi di Marzabotto, durante la prima edizione della Festa della Resistenza, consegna agli operai in cassa integrazione della Reno De Medici la targa &#8220;Partigiani ieri, Partigiani oggi&#8221;. Siamo andati a seguire la premiazione e abbiamo cercato di ricostruire insieme ai diretti interessati cosa sta accadendo in quella azienda ed in generale nella valle del Reno.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/c3wb6fb7r4Y&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/c3wb6fb7r4Y&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La revisione della memoria.]]></title>
<link>http://freespotty.wordpress.com/2009/11/11/la-revisione-della-memoria/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 09:00:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>freespotty</dc:creator>
<guid>http://freespotty.wordpress.com/2009/11/11/la-revisione-della-memoria/</guid>
<description><![CDATA[Era il 9/11 di venti anni fa che cadeva il muro che divideva una città e allo stesso tempo il mondo ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><img class="alignleft" src="http://www.alternainsieme.net/dicembre%202008/Antif.jpg" alt="" width="234" height="217" />Era il 9/11 di venti anni fa che</strong> cadeva il muro che divideva una città e allo stesso tempo il mondo intero. Un evento che per molti è stato <strong>l&#8217;inizio di un mondo che si lasciava alle spalle la vecchia mentalità del novecento</strong>, fondata sulle ideologie, vedeva la vittoria del sistema capitalista su quello sovietico e si avviava in per un futuro più &#8220;libero&#8221;. <strong>Per altri non ha portato a niente di diverso,</strong> se non gettare nel panico chi, nella logica sovietica era nato e che in quel momento perdeva ogni punto di riferimento.<br />
Nonostante i punti di vista personali, la data sicuramente ha la sua importanza storica e si comincia con speciali (su tutte le reti, giornali e siti web) che rievocano quei giorni e quel contesto storico.<br />
<strong>Come sempre però chi interviene non sempre è all&#8217;altezza dell&#8217;argomento di cui discute. </strong> Su La7 ad esempio, gli ospiti in studio nella trasmissione <strong>&#8220;Omnibus&#8221; </strong>dopo un primo momento tranquillo, cominciano a <strong>equiparare il comunismo al fascismo</strong>. A farlo <strong>un esponente PDL </strong>in piena estasi propagandistica, e <strong>un radicale.</strong> Additando <strong>come logico senso di paragone, il numero dei morti.</strong> L&#8217;unico che cercava di tenere la discussione su un livello un attimino più alto, che non fosse la spicciola propaganda, era il <strong>direttore di &#8220;Liberazione&#8221;</strong>, che però si perdeva molto in discorsi piuttosto contorti e poco chiari.</p>
<p><strong>Poi le varie uscite del ministro La Russa che vuole equiparare i partigiani ai repubblichini.</strong></p>
<p><strong>Poi la nipote di Mussolini che è in parlamento. </strong>Avvenisse in Germania ci sarebbe una sommossa popolare.</p>
<p><strong>Poi i vari libri dello &#8220;storico del revisionismo&#8221; Giampaolo Pansa.</strong></p>
<p><strong>Poi il premier che indica tutti coloro che lo ostacolano come comunisti. </strong>E&#8217; un messaggio forte che passa per chi lo ascolta. Comunista = personaggio negativo.</p>
<p>A questo punto viene da chiedersi se questa voglia matta di equiparazione delle ideologie è un fatto circoscritto a poche &#8220;menti&#8221; o se c&#8217;e qualcosa di più dietro.<br />
<strong>Si viene poi a sapere della proposta di legge 1360</strong> (http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=16PDL0011740)  che a giugno dello scorso anno è stata presentata alla camera, e che solo grazie all&#8217;intervento di chi è sceso in piazza lo scorso 25 aprile è stata revocata. <strong>La suddetta legge prevedeva l&#8217;equiparazione dei combattenti di Salò ai partigiani durante la celebrazione della memoria storica.</strong></p>
<p><strong>Finché non si capisce che le due ideologie non sono paragonabili.</strong> Finché non si capisce che <strong>mentre qualcuno fucilava in nome del ventennio e di tutti i valori di odio, morte e guerra che ha portato il fascismo</strong>, nello stesso momento <strong>altri combattevano per abbattere questo muro di violenza.</strong> E che in seguito hanno provveduto in maniera fondamentale <strong>alla liberazione dal regime, la nascita della Repubblica e della Costituzione. </strong><strong>Finché non capiamo questo e ci incazziamo</strong> come iene, <strong>quando</strong> sentiamo <strong>qualcuno che vuol toccare il 25 aprile, la resistenza o semplicemente porre il paragone, </strong>allora, fino a quel giorno, è giusto che teniamo un premier come quello che abbiamo..perché <strong>non siamo capaci di reagire.</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Fascisti e partigiani non sono uguali di fronte alla storia!]]></title>
<link>http://laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/2009/11/10/fascisti-e-partigiani-non-sono-uguali-di-fronte-alla-storia/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 17:48:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>crazyhorse70</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nessuno si senta escluso dalla storia, nessuno si senta offeso, ma tutti sappiano e non facciano fin]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-3464" title="partigiani1" src="http://laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/files/2009/11/partigiani1.jpg" alt="partigiani1" width="506" height="350" /></p>
<p style="text-align:justify;">Nessuno si senta escluso dalla storia, nessuno si senta offeso, ma tutti sappiano e non facciano finta di dimenticarlo che <strong>la storia dà torto e dà ragione </strong></p>
<p style="text-align:justify;">recita così la bella canzone di <strong>De Gregori</strong>,  ascoltatela si chiama <a href="http://www.youtube.com/watch?v=K-VpPGI2S50">La storia</a>,  ed è un giusto antipasto, per chi gradisce,  di questo post.</p>
<p style="text-align:justify;">***</p>
<p style="text-align:justify;">Tra un lodo ed un condono mentre l&#8217;opinione pubblica è distratta ad arte dai temi economici che scottano, tutte cose  tralasciate  da un governo dannoso e nullafacente -  ecco che alcuni provano a far passare nel silenzio improponibili parificazioni storiche ed arditi revisionismi.</p>
<p style="text-align:justify;">Conoscete un paese d’Europa che si sia sognato anche lontanamente di<strong> </strong>riabilitare i collaborazionisti della repubblica fantoccio di Vichy, i franchisti spagnoli o i nazisti tedeschi?</p>
<p style="text-align:justify;">Ebbene si, lo conoscete benissimo perchè ci vivete dentro:  è l’Italia di Berlusconi che prova a far passare in cavalleria un<strong> </strong>vera e propria riscrittura della storia italiana cercando di non far troppo rumore, sì che la sinistra dormiente non si svegli e se ne accorga.</p>
<p style="text-align:justify;">Aveva iniziato l’ineffabile <strong>La  Russa</strong> che tempo fa chiedeva di &#8220;<em>accomunare i morti</em> (della seconda Guerra Mondiale <em>ndr</em>) di entrambe le parti&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Poi hanno pensato bene di trovare un parlamentare non troppo schierato e quindi sperabilmente insospettabile per fargli fare il cavallo di Troia ed hanno trovato <strong>Lucio Berani </strong>del nuovo Psi. Ma vi rendete conto? Un  socialista che si presta a proporre una legge per i fascisti&#8230;e l’hanno messo primo firmatario del <strong>disegno di legge 1360</strong> del Pdl.</p>
<p style="text-align:justify;">Piccola parentesi storica.</p>
<p style="text-align:justify;">Di socialisti traditori se ne trovano anceh in passato, prionti a vendersi al potere della controparte, come fece del resto lo stesso loro duce che tanti anni prima aveva tradito la causa del socialismo. Che aspettarsi quindi da gente che ha costruito le porprie fortune sul tradimento e sull&#8217;opportunismo?</p>
<p style="text-align:justify;">Mussolini da direttore de L&#8217;Avanti era in poco tempo divenuto il braccio armato del potere , utile a frenare con la forza dei propi sgherri e con la compiacenza delle forze dell&#8217;ordine, le prime richieste sindacali ed i primi scioperi del biennio 1919-1921, le attività dei rossi0 e dei bianchi &#8211; esistevano anche sindacati cattolici -  che atterrirono la borghesia latifondista ed industriale del tempo che pensò bene di inventarsi un Mussolini alla bisogna. Certo che,  fatto il lavoro sporco,  non se ne andò subito ma questa è un&#8217; altra storia.</p>
<p style="text-align:justify;">Tornando al disegno di legge 1360 è chiaro che ormai le loro intenzioni le hanno messe  nero su bianco: <strong>riabilitare i fascisti e il fascismo in modo da equipararlo per legge in tutto e per tutto alla resistenza partigiana</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel disegno di legge<strong>, </strong>si vuole istituire<strong> l&#8217;Ordine del Tricolore </strong>che assegna indistintamente ai partigiani, ai deportati, ai militari, ai combattenti della Repubblica di Salò e <strong>nientepopodimeno che alle CAMICIE NERE </strong>(il testo apre infatti la porta anche alla legittimazione per tutti coloro che <em>facevano parte delle formazioni che facevano riferimento alla Rsi</em><strong>) </strong><strong> </strong>lo status di <strong>combattente e addirittura un vitalizio che peserà per 200 milioni di euro l&#8217;anno a partire dal 2009</strong><strong> </strong>e che ovviamente saranno pagati dai cittadini.</p>
<p style="text-align:justify;">I neo fascisti oggi al potere (a questo punto non si possono utilizzare più giri di parole), continuano ad alzare il tiro, dopo che nella loro storia hanno conquistato , innanzitutto, <strong>l&#8217;amnistia di Togliatti del 22 giugno 1946.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Tale atto  comprendeva i reati comuni e politici, compresi quelli di collaborazionismo con il nemico e reati annessi ivi compreso il concorso in omicidio, pene allora punibili fino ad un massimo di cinque anni, i reati commessi al Sud<sup> </sup>dopo l&#8217;8 settembre 1943 e l&#8217;inizio dell&#8217;occupazione militare alleata al Centro e al Nord.</p>
<p style="text-align:justify;">Poi nonostante le disposizioni transitorie in Costituzione hanno avuto concessa la legittimazione democratica immediata attraverso la possibilità di presentare <strong>l&#8217;Msi in Parlamento</strong> (partito fondato il 26 dicembre 1946 proprio <strong>dai reduci della Repubblica Sociale Italiana</strong>).</p>
<p style="text-align:justify;">Dalla metà degli anni &#8216;90, dopo il &#8220;bagno&#8221; di Fiuggi ( ma la maggioranza dei camerati non si è nemmeno inumidita i piedi ) e la creazione di A.N. , hanno ottenuto lo sdoganamento completo da Arcore con innumerevoli Ministeri e incarichi governativi ad esponenti di dubbio spessore democratico e passato di &#8220;picchiatori&#8221; di Alleanza Nazionale. Infine la presidenza della Camera &#8211; terza carica dello Stato &#8211; all&#8217;ex fascista Gianfranco Fini, l’unico che oggi si  adopera nel tentativo di dimostrare il proprio approdo ai lidi della democrazia.</p>
<p style="text-align:justify;">Il resto dei suoi ex colonnelli si sono bagnati piuttosto con lo champagne di Arcore e sono rimasti quelli di sempre solo che han capito che mentre il loro ex capo era stato preso dal virus della destra moderna, era meglio reggere la coda direttamente a Berlusconi, molto più potente ed in grado di soddisfarne gli appetiti.</p>
<p style="text-align:justify;">Piccatissime le repliche. La più autorevole è di <strong>Giuliano Vassalli, classe 1915, arrestato e torturato durante il fascismo, presidente emerito della Corte Costituzionale,</strong> secondo cui &#8220;<em>è assolutamente chiaro che c&#8217;è stata la continuità dello Stato anche dopo l&#8217;8 settembre e la caduta del fascismo. E non si può riconoscere a chi ha contrastato lo stato italiano sovrano schierandosi con la Repubblica sociale il titolo di combattente. La Cassazione è chiara in merito. Tutte quelle pronunce sono concordi nel definire i repubblichini come nemici</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align:justify;">Scioccata anche<strong> l&#8217;Anpi</strong> (l&#8217;Associazione Nazionale Partigiani Italiani) che parla di un &#8221;<em>ennesimo tentativo della destra di sovvertire la Storia d&#8217;Italia e le radici stesse della Repubblica</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align:justify;">Si spera che parlandone qualcuno si svegli dal sonno.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Crazyhorse70</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[4 novembre, azione di GI Bologna presso le sedi di Lega Nord e ANPI - dal "Corriere della sera"]]></title>
<link>http://gibobononia189ac.wordpress.com/2009/11/06/4-novembre-azione-di-gi-bologna-presso-le-sedi-di-lega-nord-e-anpi-dal-corriere-della-sera/</link>
<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 11:14:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>gibobononia189ac</dc:creator>
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<description><![CDATA[Clicca sull&#39;immagine per ingrandirla]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_2457" class="wp-caption aligncenter" style="width: 470px"><a href="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/corriere4nov.jpg"><img class="size-full wp-image-2457" title="Corriere4nov" src="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/corriere4nov.jpg" alt="Corriere4nov" width="460" height="648" /></a><p class="wp-caption-text">Clicca sull&#39;immagine per ingrandirla</p></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[4 NOVEMBRE, AZIONE NOTTURNA PRESSO SEDI LEGA NORD E ANPI. RIPRISTINARE FESTA NAZIONALE ]]></title>
<link>http://gibobononia189ac.wordpress.com/2009/11/04/4-novembre-azione-notturna-presso-sedi-lega-nord-e-anpi-ripristinare-festa-nazionale/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 11:39:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>gibobononia189ac</dc:creator>
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<description><![CDATA[“Tra poche ore piazza Maggiore celebrerà il 4 novembre. Le cerimonie tuttavia servono a poco se non ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">“Tra poche ore piazza Maggiore celebrerà il 4 novembre. Le cerimonie tuttavia servono a poco se non viene rinnovato il messaggio di unità e di appartenenza alla Patria. A tal fine stanotte abbiamo compiuto un’azione dimostrativa presso le sedi delle due “istituzioni” che più di altre rappresentano la divisione dell’Italia: la Lega Nord e l’ANPI.</p>
<p style="text-align:justify;">Abbiamo affisso uno striscione con la frase “4-11 Vittoria, Bologna è Italia”, il logo “Io sono sLEGAto” ed un Tricolore presso la sede provinciale della Lega Nord Bologna a Casalecchio di Reno; nello stesso luogo sono stati lasciati alcuni volantini.</p>
<p style="text-align:justify;">Un secondo striscione con su scritto: “4-11 liberazione nazionale, pacificazione” è stato poi sistemato presso la sede dell’associazione partigiani d’Italia in via della zecca per ricordare a tutti la data che segnò la Vittoria di una Nazione intera, finalmente libera dalla secolare dominazione straniera. In un Paese nel quale si festeggia la fine di un conflitto fratricida, abbiamo voluto tendere la mano a chi da oltre sessant’anni continua a sentirsi un “vincitore”, proponendo la pacificazione nazionale.</p>
<p style="text-align:justify;">Il messaggio è chiaro: il 4 novembre deve tornare ad essere festa nazionale, poiché è la data che meglio rappresenta la Liberazione e l’Unità della Patria. Basta discriminazioni e divisioni: L’ Italia torni ad essere una e indivisibile, si compatti  come allora si riscattò dalla disfatta di Caporetto, glorificando nella quotidianità il sacrificio dei Padri. “</p>
<p><strong>Bologna, 4 novembre 2009</strong></p>
<p><strong>Antonio Del Prete</strong></p>
<p><strong>Segretario regionale Gioventù Italiana</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">DI SEGUITO LE FOTO DELL’AZIONE</span></strong></p>
<div id="attachment_2436" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/anpi1.jpeg"><img class="size-medium wp-image-2436" title="ANPI1" src="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/anpi1.jpeg?w=300" alt="ANPI1" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Striscione affisso presso la sede dell&#39;ANPI in via della Zecca</p></div>
<div id="attachment_2438" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/lega21.jpeg"><img class="size-medium wp-image-2438" title="Lega2" src="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/lega21.jpeg?w=300" alt="Lega2" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Lo striscione affisso presso la sede provinciale della Lega Nord a Casalecchio</p></div>
<div id="attachment_2439" class="wp-caption aligncenter" style="width: 470px"><a href="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/leghista-clandestino1.jpg"><img class="size-full wp-image-2439" title="leghista-clandestino" src="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/leghista-clandestino1.jpg" alt="leghista-clandestino" width="460" height="650" /></a><p class="wp-caption-text">Clicca sull&#39;immagine per ingrandirla</p></div>
<p><a href="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/logo-io-sono-slegato1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2440" title="LOGO IO SONO SLEGATO" src="http://gibobononia189ac.wordpress.com/files/2009/11/logo-io-sono-slegato1.jpg?w=300" alt="LOGO IO SONO SLEGATO" width="300" height="300" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Partigiani magliesi nella guerra di Liberazione]]></title>
<link>http://culturasalentina.wordpress.com/2009/11/04/partigiani-magliesi-nella-guerra-di-liberazione/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 03:59:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Vincenzo D&#39;Aurelio</dc:creator>
<guid>http://culturasalentina.wordpress.com/2009/11/04/partigiani-magliesi-nella-guerra-di-liberazione/</guid>
<description><![CDATA[Esecuzioni di massa perpetrate dai nazisti Una storiografia del tutto infondata ritiene che la II Gu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="wp-caption alignleft" style="width: 238px"><a href="http://www.carnialibera1944.it/Immagini/Resistenza/esecuzione.jpg"><img src="http://www.carnialibera1944.it/Immagini/Resistenza/esecuzione.jpg" alt="esecuzione" width="228" height="293" /></a><p class="wp-caption-text">Esecuzioni di massa perpetrate dai nazisti</p></div>
<p style="text-align:left;">Una storiografia del tutto infondata ritiene che la II Guerra Mondiale sia stata per le popolazioni meridionali non una battaglia combattuta per i più alti ideali patriottici e nazionali quanto, invece, una <strong>lotta</strong> principalmente contro la <strong>fame</strong> e la <strong>povertà</strong> generate dal grande disastro.</p>
<p>La verità, tuttavia, è ben differente perché i documenti storici circa il ruolo dei nostri <strong>eroi meridionali negli eventi italiani del 1943-45</strong>, svelano il nome di tanti giovani che si immolarono nel nome di un&#8217;Italia libera. <!--more--></p>
<p>A tal proposito, nel 1975 lo storico Emilio Panarese, in occasione del <em>XXX Anniversario della Resistenza</em> promosso dal <em>Comitato Unitario Antifascista di Maglie</em>, pubblicò un agevole libretto dal titolo “<em>I partigiani magliesi caduti nella guerra di liberazione</em>” contenente la biografia di tre nostri partigiani caduti tra il 1943 e il 1944, vittime, come tanti, della persecuzione nazifascista: <strong>Antonio Pisino</strong> (Maglie 1917 &#8211; Roma, Fosse Ardeatine 1943), <strong>Medico</strong> <strong>Longo</strong> (Maglie 1921 &#8211; Brescia, 1944), <strong>Ernesto Paiano</strong> (Maglie 1916 – Bolzano, 1944).</p>
<p>Il loro patriottismo si manifesta negli anni che seguono l’<strong>Armistizio</strong> (25 luglio1943) quando l’esercito italiano è ormai allo sbando, senza ordini e comandanti. L’Italia, alleata prima del <em>fürer</em>, trovò nelle milizie tedesche il nuovo nemico da combattere. Le <em>Schutzstaffeln</em> (S.S.) tedesche e le bande fasciste da questo momento compiono atti di smisurata ferocia e forse, dalla fine del ’43, i nostri eroi combatterono la guerra più cruenta che la nazione ricordi. Nell’ottobre dello stesso anno si costituirono i primi reparti di partigiani con «giovani combattenti civili e militari che non <strong>vogliono tornare a casa mentre la patria è distrutta</strong>.</p>
<p>«<em>Si danno alla montagna e si organizzano clandestinamente</em>» scrive il Panarese.</p>
<p>Questo sino a giugno quando, a Roma, tutti i partigiani si unirono nel <em>Corpo Volontari della Libertà</em> agli ordini del <strong>generale Raffaele Cadorna</strong> jr. (1889-1973). Anche le masse contadine, per la prima volta nella storia del conflitto, aderiscono alla lotta armata contro i tedeschi e saranno al fianco dei partigiani sino all’insurrezione del 25 aprile ‘45 che sancì la sconfitta tedesca e l’uccisione, il 28 dello stesso mese, del duce Benito Mussolini.</p>
<p>D’ora in avanti l’Italia è finalmente libera! Fautori di questa libertà furono anche i tre partigiani magliesi:</p>
<p style="text-align:left;"><strong>Antonio Pisino</strong>, sottotenente di marina e studente universitario dopo aver collaborato con il movimento romano antifascista e antinazista, il 25 luglio 1943 entrò nelle file partigiane del <em>Movimento Comunista Italiano</em>. Con la costituzione a Roma delle <em>Bande Partigiane d’Italia</em> (8 sett. 1943), egli svolse una fervente attività di <strong>propagandista e organizzatore</strong> politico-militare partecipando a molte operazioni di sabotaggio alla periferia romana. Nel dicembre del 1943 fu arrestato dalle S.S. nella Latteria Rossi a Roma mentre partecipava a una riunione cospiratrice. Portato al comando tedesco, <strong>passò segretamente a un carabiniere un foglietto</strong> contenente l’elenco dei nomi dei suoi amici che quel giorno avrebbero dovuto agire per provocare un’insurrezione contro i tedeschi.</p>
<p>Disse: «Io non mi salverò di certo ma tu almeno salva questi miei compagni» e il carabiniere ingoiò la carta. Affrontò e sostenne per un mese le torture presso gli uffici di polizia in via Tasso a Roma e, processato, <strong>fu condannato a tre anni di reclusione a Regina Coeli</strong>. Il 23 marzo 1943 fu trucidato alle fosse Ardeatine. Qualche mese dopo la polizia scientifica identificò la salma e dichiarò la morte per «<em>frattura del cranio da colpo di arma da fuoco o da colpo di fendente come si rileva dalla vasta breccia nella volta cranica. E’ più probabile che sia stato ucciso con il calcio di un fucile o con una mazza di ferro</em>».</p>
<p style="text-align:left;"><strong>Medico Longo</strong>, dopo le scuole tecniche iniziò a lavorare come sarto a Maglie. Nel 1940 si arruolò volontario nella Regia Aeronautica e, in seguito a una missione speciale compiuta con successo, fu promosso al grado di <strong>sergente e insignito della croce d’argento al valor militare</strong>. Nel settembre del 1943, dopo l’abbandono del suo aeroporto, decise di lasciare le montagne del bresciano anche perché era costantemente in pericolo per la presenza di un movimento clandestino antifascista molto attivo nella zona.</p>
<p>Chiese ospitalità a una famiglia di Inzino di Gardone nella Val Trompia dove visse nascosto per cinque mesi. In seguito svolse qui l’attività di sarto e partecipava alle riunioni dei giovani cattolici nella parrocchia della frazione <strong>sin quando non prese contatti con i patrioti bresciani</strong> organizzati nelle <em>Brigate Garibaldine</em> e nelle <em>Fiamme Tricolori</em>. Un giorno, senza dire niente, partì ma il 2 settembre del ’44 fu arrestato durante un rastrellamento sul Monte Guglielmo. Tenuto prigioniero per due giorni, <strong>fu torturato e seviziato</strong> perché non proferiva ai tedeschi alcuna rivelazione. Il 4 settembre fu portato sul Monte di Concenisio e costretto a camminare con <strong>i piedi scalzi già dilaniati dalle sevizie</strong>. Davanti al plotone di esecuzione e <strong>a petto scoperto cadeva</strong> coraggiosamente lo stesso giorno, così come riferì l’Unità del 23/08/1945 a pag. 2.</p>
<p style="text-align:left;"><strong>Ernesto Paiano</strong>, falegname a Maglie, si offrì volontario per una missione di guerra nella Repubblica di Salò occupata nel ’44 dai nazifascisti.  Aviolanciato nelle retrovie tedesche il 28 febbraio del 1944, fu arrestato e rinchiuso in un forte a Verona. Qui sopportò lunghi mesi di prigionia e furono vani i tentativi del <strong>servizio informazioni italiano di estorcergli notizie</strong> circa l’organizzazione partigiana alla quale aderiva e circa le operazioni da lui svolte. Nel settembre dello stesso anno, assieme a 22 compagni, fu portato nel <strong>campo di concentramento di Bolzano in via Resia </strong>e sopportò maltrattamenti e disagi e, come scrive il Panarese, «<em>per reazione alla passiva resistenza, determinata da elevato senso del dovere, veniva fucilato</em>» all’alba del 12 settembre 1944 nella caserma di Mignone di Oltreisarco a Bolzano.</p>
<p>Il suo corpo, poi tumulato nel cimitero di Maglie, assieme a quello dei 22 compagni fu sepolto nel cimitero del luogo <strong>completamente nudo</strong> in una <strong>fossa comune</strong> scavata nel recinto destinato agli scomunicati e ai bambini non battezzati. <strong>Insignito della medaglia d’argento al valor militare</strong>.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 275px"><a href="http://www.testimonianzedailager.rai.it/upload/2%5C144%5Cpartigiani_resistenza.jpg"><img src="http://www.testimonianzedailager.rai.it/upload/2%5C144%5Cpartigiani_resistenza.jpg" alt="Partigiani" width="265" height="363" /></a><p class="wp-caption-text">Partigiani</p></div>
<p style="text-align:left;">Questa sono solo alcune delle tante microstorie salentine scritte da  cittadini che hanno scritto pagine di storia che dovrebbero valere da esempio per tutti coloro che oggi hanno dimenticato il loro esempio, il grande senso civico segnato dalle loro scelte.</p>
<p style="text-align:left;">Ricordare il sangue versato da questi giovani partigiani deve servire da monito per coloro che credono che la  libertà sia un diritto acquisito e dimenticano quanto duro sia stato il sacrificio pagato da tante giovani vite e da tante famiglie italiane nella costruzione di un futuro migliore per tutti.</p>
<p>E’ questo il senso del patriottismo e dell’eroismo dei nostri conterranei che <strong>non cedettero alla paura e alla viltà delle sevizie nazifasciste</strong> preferendo affrontare<strong> </strong> la <strong>morte</strong> nella cosapevolezza che il loro <strong>sacrificio</strong> si sarebbe trasformato in linfa vitale per la nascente democrazia italiana. Una lezione di civiltà e abnegazione che ci farà bene ripassare in questa importante ricorrenza.</p>
<p style="text-align:left;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Al Dievel]]></title>
<link>http://paolosdantone.wordpress.com/2009/11/01/al-dievel/</link>
<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 21:50:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>http://paolosdantone.wordpress.com/</dc:creator>
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<description><![CDATA[ &#8230;il mio pensiero va ai miei Compagni, caduti perché l&#8217;Italia fosse migliore.. 2005: Al ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[ &#8230;il mio pensiero va ai miei Compagni, caduti perché l&#8217;Italia fosse migliore.. 2005: Al ]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Terza Puntata - Facisti su marte! (prima parte)]]></title>
<link>http://blorzrcdc.wordpress.com/2009/10/29/terza-puntata-facisti-su-marte-prima-parte/</link>
<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 21:45:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>pietro borzì</dc:creator>
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<description><![CDATA[La terza puntata si occupa di neofascismo italiano&#8230;bella roba! Mio zio Gigi è un po&#8217; inc]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>La terza puntata si occupa di neofascismo italiano&#8230;bella roba!</em></p>
<p>Mio zio Gigi è un po&#8217; incazzato. Di recente è molto incazzato. Quando venne liberato il paese in cui vivo dall&#8217;occupazione fascista e nazista lui era in testa alle truppe, vestito da partigiano. Durante le biciclettate con lui in campagna ho udito mirabolanti imprese partigiane, altro che i <em>bastardi</em> di Taratino (film stupendo). Quando ci vediamo mi chiede come mai la mia generazione non capisca cosa sia la libertà. In realtà non è proprio mio zio, ma questo non è importante. Cosa gli dico? Gli dico che in realtà non è colpa <em>nostra</em>, che forse è colpa di genitori, di media, della De Filippi o di Briatore. I VALORI. Che parola inflazionata. Però la devo usare.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/SzUoAfcyPsk&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/SzUoAfcyPsk&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>In una galassia mooolto lontana, prima della seconda repubblica, Dc e Pc avevano i propri luoghi di aggregazione dove poter trasmettere i valori che li hanno sempre distinti alle generazioni future. Chi le parrocchie chi le sezioni di partito, tanto per citarne alcune. Oggi però solo la Chiesa continua a possederne, anche se sempre meno affollati. E quelli della sinistra che fino hanno fatto? Ma naturalmente venduti. Infatti numerose case del popolo, furono cedute per risanare i debiti di tutti quei partiti in cui  si era già cominciata a dividersi la sinistra dall&#8217;inizio dei tempi. Oggi a scuola agli insegnanti è praticamente vietato parlare di politica. Soprattuto perchè ormai ogni argomento è politica. &#8221;Prof attento che chiamo Garagnani!&#8221;.  Dove se ne può parlare quindi con i giovani?</p>
<p>&#8220;Non è possibile che si sia una libera circolazione di popolazioni all&#8217;interno dell&#8217;Unione Europea&#8221;&#8230;si stava meglio quando si stava peggio? Non credo.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="size-full wp-image-115  aligncenter" title="memoro" src="http://blorzrcdc.wordpress.com/files/2009/10/memoro1.gif" alt="memoro" width="324" height="94" /></p>
<p><a href="http://www.memoro.org/it/home.php" target="_blank">Memoro</a> &#8211; la Banca della Memoria - è un progetto &#8220;no profit&#8221; dedicato alla raccolta in parte autoprodotta e in parte spontanea delle esperienze e dei racconti di vita delle persone nate prima del 1940, sotto forma di &#8220;racconti&#8221; di 10 minuti. Insomma un bel sito!</p>
<p><strong><a href="http://soundcloud.com/blorz-onair_02/blorz-03-facisti-su-marte-1a-parte" target="_blank"><object height="81" width="100%"><param name="movie" value="http://player.soundcloud.com/player.swf?url=http%3A%2F%2Fsoundcloud.com%2Fblorz-onair_02%2Fblorz-03-facisti-su-marte-1a-parte&amp;g=1&amp;"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed allowscriptaccess="always" height="81" src="http://player.soundcloud.com/player.swf?url=http%3A%2F%2Fsoundcloud.com%2Fblorz-onair_02%2Fblorz-03-facisti-su-marte-1a-parte&amp;g=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" width="100%"> </embed> </object></a></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[La sposa e la guerra]]></title>
<link>http://nataliacastaldi.wordpress.com/2009/10/21/la-sposa-e-la-guerra/</link>
<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 15:30:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>natàlia castaldi</dc:creator>
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<description><![CDATA[*ai miei nonni ed i loro figli   Tired soldier Bionda sposa ti sei svegliata al primo sole. Dorme al]]></description>
<content:encoded><![CDATA[*ai miei nonni ed i loro figli   Tired soldier Bionda sposa ti sei svegliata al primo sole. Dorme al]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Trauma cronico - Perché l'Italia non deve vincere il mondiale]]></title>
<link>http://scrittoriprecari.wordpress.com/2009/10/18/trauma-cronico-perche-litalia-non-deve-vincere-il-mondiale/</link>
<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 22:01:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>scrittoriprecari</dc:creator>
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<description><![CDATA[Credo che in Europa il fascismo attaccherà in forze nei prossimi anni e che dobbiamo prepararci ad a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><em>Credo che in Europa il fascismo attaccherà in forze nei prossimi anni e che dobbiamo prepararci ad affrontare l’odio e la sete di vendetta che i fascisti stanno alimentando. Sia chiaro, si presenteranno con maschere pseudo-democratiche, alcune delle quali circolano già tra noi. Non dobbiamo lasciarci ingannare. Mi raccomando</em>.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><a title="José Saramago" href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/i-nuovi-fascismi-mascherati-e-la-sinistra-smarrita-dialogo-tra-paolo-flores-darcais-e-jose-saramago/" target="_blank"><em>José Saramago</em></a></p>
<p style="margin-bottom:0;"><img class="alignleft" src="http://3.bp.blogspot.com/_nLFNRVUujIc/SFtWnL2B9NI/AAAAAAAAAGU/q9FznP6dvs0/s320/zidane-materazzi.jpg" alt="" width="192" height="129" />L&#8217;Italia di calcio si è qualificata per il mondiale. L&#8217;Italia è campione del mondo in carica e potrà difendere il titolo conquistato. Se la memoria non mi trae in inganno, è la prima volta che la squadra campione uscente debba affrontare la fase a gironi di qualificazione. Sono cambiate le regole, e se sono cambiate, sicuramente dietro ci sono ragioni economiche, ma non staremo qui ad indagare, non ci interessa. Quello che mi preme è condividere una riflessione cominciata nella tarda serata del 9 luglio del 2006, quando il popolo italiano è impazzito al grido bestiale di <em><a title="Pooo Popò PoPoPooo" href="http://www.youtube.com/watch?v=LvVBEpfplBQ&#38;feature=related" target="_blank">Pooo Popò PoPoPooo</a> Pooo Popò PoPoPooo</em>. Che poi milioni di italiani a fare il coretto per giorni e giorni, e mica lo sapevano, la maggioranza di loro, questi ignoranti, che intonavano il tema principale di un pezzo dei <a title="White Stripes" href="http://www.whitestripes.com/" target="_blank">White Stripes</a>, <a title="Seven Nation Army" href="http://www.youtube.com/watch?v=6j7huh5Egew" target="_blank"><em>Seven Nation Army</em></a>.</p>
<p style="margin-bottom:0;">L&#8217;italiano è pecora, da secoli, nei secoli. In cento anni questi idioti hanno avuto la capacità di subire Benito Mussolini e, non contenti, Silvio Berlusconi. Roba da far accapponare la pelle all&#8217;uomo ancora capace di discernere e di ragionare.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Quel 9 luglio abbiamo assistito allo sdoganamento ufficiale del fascismo in tutta la sua brutale ignoranza e prepotenza. La gioia mondiale e i litri di Peroni avevano annullato i freni inibitori degli italiani scesi sbraitanti e suonanti nelle piazze ergendo simboli sopiti, svastiche, croci celtiche, fasci littori e soprattutto il volto di Benito Mussolini raffigurato su t-shirt e bandiere, o addirittura sulle mutande. L&#8217;ho visto coi miei occhi, ho sentito con le mie orecchie intonare vecchi canti fascisti, fu allora che decidemmo di ritirarci, io e i miei amici, perché ci rendemmo conto che non c&#8217;era nulla da festeggiare. La vittoria del mondiale di calcio, in quel determinato contesto storico, più che una gioia, fu un tristo evento.</p>
<p style="margin-bottom:0;"><a title="Animale Italia. Italia di animali." href="http://www.italiadeprofundis.com/" target="_blank"><em>Animale Italia. Italia di animali</em>.</a></p>
<p style="margin-bottom:0;">Il giorno successivo poi, in diretta tv coi festeggiamenti da Circo Massimo insieme ai giocatori, <a title="Buffon" href="http://italy.indymedia.org/news/2006/07/1110146_comment.php" target="_blank">Buffon</a>, uno degli uomini-simbolo di quella nazionale, il portiere paratutto, esultava mostrando uno striscione in cui vi era scritto “<a title="Fieri di essere italiani" href="http://bloccostudentesconapoli.files.wordpress.com/2009/03/buffon1.jpg" target="_blank">Fieri di essere italiani</a>”, con tanto di celtica raffigurata in calce. Fu uno spettacolo indegno. Io mi vergognavo di essere italiano mentre il mio popolo impazzito era in preda a delirio collettivo.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Immagino <a title="Pertini" href="http://www.youtube.com/watch?v=TP_2w2oencM" target="_blank">Pertini</a>, sono certo che egli non avrebbe taciuto, avrebbe detto qualcosa con l&#8217;indice puntato contro il portierone, a spiegargli cosa era il fascismo, il nazismo, che la Repubblica, la Costituzione, nascono dalla lotta per la libertà contro la dittatura, che lui era stato in prigione e storie di uomini che non ci sono più. Altri tempi, altri uomini.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Il mondiale del 1982 fu epico. Pertini ne fu un simbolo che seppe dare un senso vero, concreto, in un momento difficile nella storia del nostro stato democratico, l&#8217;ennesimo momento difficile, quando da poco la cronaca era stata investita dallo scandalo <a title="P2" href="http://it.wikipedia.org/wiki/P2" target="_blank">P2</a> e Pertini, Presidente Partigiano di cui oggi sentiamo immensa mancanza e gran bisogno, era allo stesso tempo la voce del popolo e la voce delle istituzioni che all&#8217;unisono parlavano da cittadini liberi a cittadini liberi.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Uno spettro si aggira per l&#8217;Italia, un doppietta mondiale che evocherebbe quella del &#8216;34-&#8217;38, e non sarebbe proprio il caso. Abbiamo motivi validi di seria preoccupazione, <a title="Materazzi colpito dalla testata" href="http://www.youtube.com/watch?v=SBaBrcBLbqw" target="_blank">Materazzi colpito dalla testata</a> che crollava al suolo, era  l&#8217;immagine della democrazia in Italia che veniva meno. Rivolti alla mamma di Zidane questo popolo di imbecilli rivolgeva improperi irripetibili, specchio dell&#8217;incultura e del degrado senza dignità in cui si è beceramente sprofondati.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Ecco perché spero che l&#8217;Italia non vinca il mondiale.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:right;"><a title="Gianluca Liguori" href="http://gianlucaliguori.wordpress.com" target="_blank"><em>Gianluca Liguori</em></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Non multa sed multum. Qualità della vita, qualità letteraria - 1]]></title>
<link>http://scrittoriprecari.wordpress.com/2009/10/16/non-multa-sed-multum-qualita-della-vita-qualita-letteraria-1/</link>
<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 22:01:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>scrittoriprecari</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non multa sed multum. Qualità della vita, qualità letteraria Questo testo è la seconda parte di un]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:center;"><strong><em>Non multa sed multum</em>. Qualità della vita, qualità letteraria</strong></p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><em><span style="font-size:x-small;">Questo testo è la seconda parte di un&#8217;introduzione alla collana di narrativa <a title="Novevolt" href="http://novevolt.wordpress.com/" target="_blank">Novevolt</a>, curata da Enrico Piscitelli e Alessandro Raveggi, a partire dal 2011, per la casa editrice Zona. Il primo testo può essere letto <a title="qui" href="http://novevolt.wordpress.com/cura/" target="_blank">qui</a>, ed ha il carattere di un&#8217;apertura violenta del vaso di Pandora. Questo secondo testo, dopo l&#8217;apertura del vaso, ci guarda circospetto dentro, e si interroga sul futuro e la possibilità di scardinarne le pareti, o almeno distanziarle.</span></em></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><span style="font-size:x-small;"><em>La collana Novevolt, oltre a proporsi come soggetto culturale nell&#8217;organizzazione di un festival letterario nazionale (<a title="ULTRA - Festival della letteratura, in effetti" href="http://novevolt.wordpress.com/ultra/" target="_blank">ULTRA-Festival della letteratura, in effetti</a>) e di altri progetti collaterali, auspicherà una promozione, attraverso piccoli libretti, romanzi brevissimi e racconti lunghi di autori affermati e giovani promesse, di luoghi quali la qualità, la densità e il rischio nella letteratura italiana. Le prime due uscite saranno gli autori Enzo Fileno Carabba e Franz Krauspenhaar.</em> [Enrico Piscitelli e Alessandro Raveggi]</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><img class="alignleft" src="http://novevolt.files.wordpress.com/2009/10/lacura2.jpg?w=152&#038;h=162" alt="" width="152" height="162" />Viviamo, oggi, in una condizione in cui le nostre parole sono un nodo, una <em>tag</em> associata a un&#8217;informazione, verso le quali e dalle quali si irradia una rete, alcune reti, nella Rete. La Rete è un modello di autonomia relativa, di libertà limitata e temporanea, meravigliosamente anarchico e labirintico (per i fanatici del labirinto), ma anche ambiguamente accessibile. Siamo completamente accessibili, siamo completamente visibili, purtroppo, ovvero: vulnerabili. La Rete ha le sue falle e i suoi pescecani, che navigano a vista con i propri specchietti per le allodole tra i denti. La possibilità di essere fregati, di essere illusi, di perdere la nostra libertà, è paradossalmente maggiore. Dal Sistema anarco-capitalistico in crisi, dal mainstream che pur sta cercando di mimetizzarsi nella nostre forme di resistenza vitale, quasi biologica – per rinascere quando forse rinasceremo – si è sempre delusi.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Il diffondersi della letteratura nel mezzo partecipativo delle comunità-web italiane e mondiali ha moltiplicato quantitativamente i luoghi dove la qualità <em>può</em> (ma non necessariamente <em>deve</em>) essere rintracciata. Al di là della possibilità che le forme rapide di pubblicazione del weblog ci stanno offrendo, e del ricrearsi blando della comunità in una simulazione gioco in cui possiamo pur sempre mascherarci da <em>avatar</em>, bisogna preservarsi dal rischio del consenso qualitativo, ovvero dalla pretesa di valutare un testo come qualitativamente letterario, dipendendo dalla quantità di frequentazioni del testo, di apprezzamenti, di click, poll e commenti telematici. La letteratura qui viene spesso classicamente mercificata, anzi mercificata al secondo grado. “Non è merce, <em>questa</em> è letteratura, un nuovo modo <em>cool</em> di farla”, ma è sempre paradossalmente merce, termometro di consenso. Quello che vogliamo dalla qualità non è consenso, è <em>diffusione</em> e <em>differenziazione</em>, movimento di visione e divisione, non partecipazione da prova d&#8217;acquisto.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Bisogna comunque fare un tentativo per togliere uno strato immancabile di spocchia dalla nozione di qualità letteraria.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Cosa è allora questo richiamo alla qualità, in un mondo felice e utopico in cui Tutti scrivono Tutto, e in un mondo infelice e distopico in cui nessuno pare comprare i libri? Facciamo un parallelo. Cosa intendiamo con l&#8217;espressione <em>qualità della vita</em>? Il semplice adeguamento al gusto della massa (o della massa al suo gusto preconfezionato), la semplice capacità di possedere e dominare ammennicoli tecnologici, divani confortevoli e televisori al plasma, di essere <em>oggi</em> up-to-date e <em>domani</em> chissà&#8230;? Questa concezione non è più proponibile, visto che il modello economico che l’ha portata in auge sta crollando, o rientrando nel proprio guscio protezionistico (anche se forse lì dentro marcirà). La qualità della vita è ora molte cose assieme, un vettore di tante variabili in rapporto al nostro Welfare State individuale, ma sicuramente è una condizione in rapporto a una gittata, a una potenzialità futura. Appunto: la gittata delle nostre azioni future. Vivo qualitativamente bene se quello che faccio oggi potrà durare domani, senza per questo andare in cancrena, ma vivendo nella metamorfosi, nell&#8217;apertura, non in un eterno presente insipido. E questo vale sia per la classe media italiana in lenta fissione, che per i <em>Paria</em> dei paesi in via di sviluppo. Vivo qualitativamente bene non necessariamente se oggi possiedo un divano di lusso (o un libro in prima fila sullo scaffale), ma se potrò permettermi un divano anche domani, magari più piccolo, anche per i miei figli. La qualità della vita è così poter pensare alla propagazione, e metamorfosi, della mia vita, e della mia opera, domani. Ed è qualcosa che ha a che fare dunque con la possibilità (non l&#8217;obbligo) di fare figli, di riconoscersi in un&#8217;alterità che nasce dal nostro ventre.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Il disprezzo per i giovani che le generazioni che ci precedono dimostrano e hanno dimostrato, un disprezzo che si è caratterizzato come spettacolarizzazione della gioventù, almeno dal Dopoguerra a oggi – e che è uno dei nostri faticosissimi compiti annullare – ci fa capire che la loro visione di qualità della vita era necessariamente <em>contraria</em> alla nostra possibilità di propagarci, era in qualche modo castrante. Il benessere borghese è ed è rimasto un concetto statico e ottocentesco basato sull&#8217;accumulazione, l&#8217;appropriazione, l&#8217;accatastamento di beni, entrato in crisi proprio nell&#8217;era del consumo e della sovrapproduzione. Dall’accumulazione si è passati, linearmente, alla mercificazione della cultura. Questo dobbiamo ripensarlo. Sono le nostre discariche vicine e lontane che ce lo chiedono. Persino tutta questa discarica del senso che ci ha consegnato il cosiddetto post-moderno dimostra in fondo una mancanza, un dolore nascosto, anestetizzato più che esorcizzato, annullato più che ritualizzato.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Questo per dire che qualità non è possesso, una <em>eudemonia</em>: la qualità non si possiede, ma si produce, si narra, si propaga, si consegna e si perpetua, potendo guardare al di là del presente. Adesso speriamo che il parallelismo sia chiaro, anche se il rapporto vita/letteratura è obliquo, necessariamente inclinato, mai verisimile: la qualità letteraria è un insieme di forze che producono un effetto d&#8217;intensità, una durata che garantisce la possibilità di trasmissione. Effetto sul lettore, effetto sulla comunità, effetto sul futuro. Non è solo una questione di stile, ma di efficacia di stile. Per questo, la qualità letteraria <em>sta</em>, e a un tempo <em>non sta</em>, nella forma libro. Forma che molti (non noi) sono pronti a demolire o sorpassare, senza riuscire a pensare alla <em>transmedialità</em> originaria della letteratura, dalla lingua schioccante degli aedi alle USB roventi dei piccoli editori.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">La qualità è così la capacità del libro, del romanzo, del poema, di prefigurare il futuro, uscendo da se stesso, uscendo dal proprio presente statico e cristalizzato del linguaggio e del desiderio. Qualcosa di molto vecchio e di molto nuovo. Senza per questo dimenticare il passato, anzi, rinnovando il desiderio di comprenderlo in quello che chiamiamo memoria. Già, la <em>memoria</em>: in Italia pare solo il nome dato al tour di un gruppo di partigiani, che vanno affaticati, di liceo in liceo, a rammentare i combattimenti su per i monti, le rupi e le brumose vallate. Già, l&#8217;Italia&#8230; Oggi più che mai, parlare di qualità letteraria in Italia, ancora senza snobismo e pretese decadenti, esotico-esoteriche, significa enucleare una serie di topic-salvagente non del tutto inutili anche per quello che si chiamerebbe condizione di vita (almeno nel <em>Bel</em> Paese). Il parallelo qualità letteraria-qualità della vita potrebbe diventare un&#8217;istruzione. Visto che paiono saltati da tempo i parametri di distinzione tra reale e finzionale, almeno dobbiamo trovare una strategia sostenibile per muoverci in queste ambiguità, un efficacia che ci permetta di distinguere. Non opere efficienti, che fanno il loro bravo lavoro di decalcomania feticistica della realtà, che rispettano il lettore e il suo mondo di agi e ombrelloni, ma opere efficaci.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:right;"><a title="Alessandro Raveggi" href="http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/" target="_blank"><em>Alessandro Raveggi</em></a> e <a title="Enrico Piscitelli" href="http://milanoromatrani.wordpress.com/" target="_blank"><em>Enrico Piscitelli</em></a></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">* La seconda parte del testo sarà pubblicata venerdì 23 ottobre 2009</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Presentiamoci - Lu Sprufunnu]]></title>
<link>http://sprufunnu.wordpress.com/2009/10/13/presentiamoci-lu-sprufunnu/</link>
<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 13:58:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stefano Fabbroni</dc:creator>
<guid>http://sprufunnu.wordpress.com/2009/10/13/presentiamoci-lu-sprufunnu/</guid>
<description><![CDATA[Lu Sprufunnu - prove a teatro Lu  Sprufunnu uno spettacolo di Stefano Fabbroni e con Francesca Zenob]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_5" class="wp-caption aligncenter" style="width: 614px"><img class="size-full wp-image-5" title="2963_1091879541815_1371312919_30352001_2387764_n" src="http://sprufunnu.wordpress.com/files/2009/10/2963_1091879541815_1371312919_30352001_2387764_n.jpg" alt="Lu Sprufunnu - prove a teatro" width="604" height="402" /><p class="wp-caption-text">Lu Sprufunnu - prove a teatro</p></div>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-right:.02cm;margin-bottom:0;line-height:.56cm;text-align:left;"><span style="font-family:Adobe Garamond Pro,serif;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p style="margin-right:.02cm;margin-bottom:0;line-height:.56cm;text-align:left;"><em>Lu  Sprufunnu</em> uno spettacolo di <em>Stefano Fabbroni</em> e con <em>Francesca Zenobi</em>.</p>
<p>Le musiche sono curate ed eseguite da Danilo Donninelli, Gianni Donnini, Mauro Mazzarantani, Marco Meo e Katiuscia Merlini.</p>
<p><strong>Lu Sprufunnu è un progetto teatrale, nato nel 2008, con l’intento di saldare il mondo della musica tradizionale marchigiana con forme di teatro popolare.<br />
</strong><br />
Il progetto raccoglie un corpus di episodi e canzoni popolari, raccontati col ritmo del ricordo e la memoria, riproponendo idealmente il <strong>lavoro di ricerca etnoantropologica che accompagna la raccolta di testi e melodie della musica tradizionale</strong>.</p>
<p>La storie e la Storia vengono rimescolate dalla memoria della voce narrante, <em>Tofolo</em>, che ripercorre la propria esistenza, vissuta a margine de Lu Sprufunnu.</p>
<p>Lu Sprufunnu è una voragine che misteriosamente compare una notte nel campo di tale <em>Peppe de Carella</em>, all’indomani della fine della Seconda Guerra Mondiale.</p>
<p><strong>Questa frana, all’interno della narrazione, viene interpretata non soltanto come una buca, ma piuttosto come un’emergenza, come un vuoto, e scandisce i momenti in cui le decisioni dei personaggi, sorpresi dagli eventi, imprimono alla trama svolte cruciali.</strong></p>
<p>Lu Sprufunnu è quindi, allo stesso tempo, paura e curiosità, chiacchiericcio e occasioni d’affari; debiti non saldati e impegni mai onorati.</p>
<p><strong>Ecco così che il nulla diviene principio di tutto.</strong><br />
Il vuoto è il pretesto per raccontare storie popolari, che nascono a margine de <em>Lu Sprufunnu</em> e insieme alle storie gli stornelli cantati al ritmo di saltarello e le canzonette.</p>
<p>Le storie del<em> merlo confessore e del prete polacco</em>, de <em>lu sinnecu e de li sardarelli che fa gli l’acqua per l’inzù</em>,<em> Petruccio e i Mazzamurelli</em>, l’<em>inverno del ‘44 e le fate della Sibilla</em>, <em>Lu cognatu e le carte</em> e<em> Chi non sa potà le piante non pò taglià le ciammelle</em>, diventano al tempo stesso racconti popolari divertenti e <strong>metafore di una realtà attuale, in perenne stato d’emergenza.</strong></p>
<p>La storia è ambientata nel 1944 e negli anni ‘70 e oggi, spaziando però lontano nei racconti, che rappresentano un vero e proprio corpus, assemblabile modularmente di volta in volta: <strong>i briganti del ‘700, leggende paesane, partigiani e rifugiati, credenze e superstizioni, riti e magie de le strolleche e le fate de la Sibilla</strong>, radicati da secoli nella cultura popolare, danno corpo e forma agli snodi della trama e agli spettri che animano e sconvolgono i sogni e la memoria.</p>
<p>Questo spettacolo, nelle intenzioni dell’autore, porta in scena anche due modi d’intendere progresso e sviluppo: da una parte una visione legata allo sviluppo economico inteso come cemento e opere, soldi e debiti e l’olio che brucia; dall’altra un modo di vivere legato alla fatica, al lavoro, alla campagna, alla reciprocità dei rapporti sociali, ai ritmi delle stagioni.</p>
<p>@mail <a> contattaci </a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[la cosa più intelligente che ho fatto negli ultimi mesi]]></title>
<link>http://paolomaggioni.wordpress.com/2009/10/12/lacosapiuintelligenteultimamente/</link>
<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 22:05:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>paolomaggioni</dc:creator>
<guid>http://paolomaggioni.wordpress.com/2009/10/12/lacosapiuintelligenteultimamente/</guid>
<description><![CDATA[scarpe rotte eppur bisogna andar h 2309. la consegna in una milano fredda e ventosa, sotto la librer]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_204" class="wp-caption aligncenter" style="width: 128px"><a href="http://paolomaggioni.wordpress.com/files/2009/10/scarpe-rotte1.jpg"><img class="size-full wp-image-204 " title="scarpe rotte" src="http://paolomaggioni.wordpress.com/files/2009/10/scarpe-rotte1.jpg" alt="scarpe rotte" width="118" height="87" /></a><p class="wp-caption-text">scarpe rotte eppur bisogna andar</p></div>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">h 2309. la consegna in una milano fredda e ventosa, sotto la libreria utopia.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>numero 6991. </strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><a href="http://www.anpi.it/">la mia prima tessera anpi</a></strong>.</p>
<p style="text-align:center;">sono orgoglioso ed emozionato.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Biografia di Alfredo Cavalli]]></title>
<link>http://circolo6.wordpress.com/2009/10/12/biografia-di-alfredo-cavalli/</link>
<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 16:51:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>filippo123</dc:creator>
<guid>http://circolo6.wordpress.com/2009/10/12/biografia-di-alfredo-cavalli/</guid>
<description><![CDATA[Pubblichiamo la biografia di Alfredo Cavalli, iscritto al nostro circolo mancato circa 1 mese fà.La ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Pubblichiamo la biografia di Alfredo Cavalli, iscritto al nostro circolo mancato circa 1 mese fà.<!--more-->La sua famiglia di origine è povera.  Con la guerra le condizioni peggiorano, anche perchè il papà di Alfredo viene licenziato dalla Magrini per aver rifiutato la tessera del Partito Nazionale Fascista. A 11 anni è commesso in un negozio di stoffe del centro di Bergamo. I proprietari appartengono alla borghesia non allineata al fascismo. Famiglia e lavoro alimentano i suoi sentimenti antifascisti: il padre viene rinchiuso nel Carcere di Sant&#8217;Agata ogni volta che in città giunge in visita qualche gerarca.</p>
<p>Entra a 17 anni nelle prime formazioni partigiane cittadine e partecipa alle prime azioni, in particolare al disarmo delle guardie del campo di prigionia di Grumello, sottraendo un gran quantitativo di armi.</p>
<p>I primi contatti con il PCI avvengono attraverso i compagni della Dalmine. Le azioni militari in città si susseguono nella Squadra della Sap dove si distinguono con lui Coca Codenotti Casile ed il Professor Nardari, che sarà indimenticato dirigente della DC. Alfredo rischia più volte la vita. Nel primo dopoguerra è inquadrato nella Questura di Bergamo dalla quale verrà presto epurato.</p>
<p>Le pagine di guerra, anche della guerra partigiana, evocano episodi di violenza che Alfredo preferisce non esaltare. Per il resto della sua vita solo rarissimamente si lascia andare ai ricordi della lotta partigiana. Ciò anche per il rischio di cadere nella retorica, atteggiamento che aborriva. Torna al lavoro in una grande fabbrica tessile e milita nel Partito Comunista Italiano fino a quando, negli anni 60 viene a chiamato alla guida dell&#8217;organizzazione della Federazione del PCI. Successivamente si occuperà quasi sempre delle attività verso le fabbriche ed i luoghi di lavoro, intessendo rapporti veri (fatti anche di scontri duri, ad esempio contro le posizioni estremiste o il lassismo sindacale) con centinaia di compagne e di compagni. Memorabile la sua presenza a fianco degli operai delle fabbriche in lotta dalla Dalmine all&#8217;Italsider, dalla Magrini all&#8217;Inca.</p>
<p>Nella seconda metà degli anni 70 entra &#8211; primo rappresentante del PCI nella sua storia &#8211; nel Consiglio di Amministrazione degli Ospedali Riuniti di Bergamo, dove si distingue per battaglie di rigore in tutte le direzioni, contribuendo alla riqualificazione del medesimo Ospedale e intessendo legami produttivi e profondi in tutte le direzioni: infermieri, primari, personale amministrativo e religioso. Per tanti dirigenti e militanti del PCI è stato un riferimento severo e sicuro, insegnando la schiettezza nelle battaglie e nelle posizioni politiche, sempre &#8211; le sue &#8211; animate dalla preoccupazione di far crescere la maturità, la cultura istituzionale di governo del suo partito. Artefiche dell&#8217;acquisizione della sede di via Guglielmo d&#8217;Alzano, fu molto amareggiato dalla perdita della medesima. Aderì a PDS, DS e al PD, partecipando attivamente e con passione &#8211; anche sui grandi temi internazionali i cui era cultore &#8211; alla vita di sezione. Ha rivelato passione e preoccupazione politica e per il futuro del PD fino all&#8217;ultimo.</p>
<p>Colpito da un tumore al polmone se ne è andato fra molte sofferenze ma mantenendo fino all&#8217;ultimo  lucidità e interesse alla politica e alla vita.  Gli ultimi anni erano stati appesantiti dalla perdita della moglie Emilia. La famiglia era per lui una cosa molto importante e ha lasciato il figlio Sergio e due adoratissimi nipoti.</p>
<p>A cura di    Beppe Crippa</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mio nonno si rivolta nella tomba]]></title>
<link>http://oldendailylog.wordpress.com/2009/10/12/mio-nonno-si-rivolta-nella-tomba/</link>
<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 08:55:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paul Olden</dc:creator>
<guid>http://oldendailylog.wordpress.com/2009/10/12/mio-nonno-si-rivolta-nella-tomba/</guid>
<description><![CDATA[Ricordiamoci di loro. Sempre. Berlusconi punta alla Grande Riforma&#8221;Presidenzialismo prima del ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_239" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-239" title="partigiani-in-montagna" src="http://oldendailylog.wordpress.com/files/2009/10/partigiani-in-montagna.jpg" alt="Ricordiamoci di loro. Sempre." width="500" height="380" /><p class="wp-caption-text">Ricordiamoci di loro. Sempre.</p></div>
<p><strong><a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/giustizia-13/grande-riforma-2013/grande-riforma-2013.html">Berlusconi punta alla Grande Riforma&#8221;Presidenzialismo prima del 2013&#8243;</a></strong> (da Repubblica.it )</p>
<p><!--more--></p>
<p><strong><em>L&#8217;A.N.P.I. INVITA TUTTE LE ORGANIZZAZIONI DEMOCRATICHE :</em></strong></p>
<p><em><br />
1 – a suscitare ovunque, in questo momento difficile e cruciale della vita democratica e delle istituzioni, la partecipazione estesa, unitaria, intensa e vigile dei cittadini alla vita politica democratica e Istituzionale del paese.</em></p>
<p><em>2 – a far sì che si levi ovunque, forte e unitaria  la richiesta dei partigiani, degli antifascisti, dei lavoratori, di tutti i democratici per esigere il massimo  rispetto delle regole democratiche e Costituzionali e che il confronto politico si svolga nella massima serenità per la pacifica convivenza civile ed in primo luogo in Parlamento come prescrive la Costituzione.</em></p>
<p><em><br />
E’ bene ricordare al Presidente del Consiglio che l’Italia è una Repubblica Democratica Parlamentare e inviolabili sono l’autonomia dei suoi poteri di controllo Democratici Giuridico-Costituzionali voluti dal nostro Popolo nella Costituzione Democratica Antifascista della Repubblica, riaffermata a larghissima maggioranza popolare nello stesso Referendum Costituzionale del 2006. il Presidente del Consiglio è eletto del Parlamento Sovrano e non imposto da plebisciti tipici dei regimi autoritari e dittatoriali.</em></p>
<p><em><br />
il momento è difficile e impegnativo: il Popolo Italiano e le sue organizzazioni democratiche, il mondo del lavoro, dell’antifascismo, della Resistenza e l’ANPI debbono essere in campo suscitando la più ampia unità e mobilitazione democratica contro ogni rigurgito autoritario ed eversivo, e per difendere la libertà riconquistata con la Lotta di Liberazione Nazionale dalla dittatura nazi-fascista, e, con essa, la democrazia e la Costituzione Democratica Antifascista e popolare della Repubblica&#8221;.</em></p>
<div><strong>ANPI – Sezione di Fucecchio</strong></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Farabutti senza gloria]]></title>
<link>http://cinemanazioni.wordpress.com/2009/10/10/farabutti-senza-gloria/</link>
<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 12:53:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>Furio Spinosi</dc:creator>
<guid>http://cinemanazioni.wordpress.com/2009/10/10/farabutti-senza-gloria/</guid>
<description><![CDATA[Prendendo ispirazione dal nuovo straordinario film di Quentin Tarantino &#8220;Inglorious basterds]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Prendendo ispirazione dal nuovo straordinario film di Quentin Tarantino &#8220;Inglorious basterds&#8221; ho fatto un video che vi propongo qui sotto. Il film di Tarantino lo consiglio vivamente e possibilmente andate a vederlo dove viene proiettato in originale (coi sottotitoli in italiano leggibilissimi) perchè si passa dal francese al tedesco, dall&#8217;inglese all&#8217;americano, fino a persino l&#8217;italiano e anche col miglior doppiaggio è impossibile fare giustizia a  tutto quello che può venir fuori da una commistione di così tanti diversi gruppi linguistici.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/qPzk4EeaPUI&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/qPzk4EeaPUI&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Il film di Tarantino, aiutato da un soggetto particolarmente fitto di riferimenti sia cinematografici che storici, supera in bellezza visiva e capacità di sintesi il più prolisso e commerciale <strong>Kill Bill 1 </strong>e <strong>2</strong>, per non parlare del penultimo lavoro <strong>Deathproof &#8211; A prova di morte</strong>, divertente ma poco sostanzioso. In <strong>Bastardi senza gloria </strong>di sostanza ce n&#8217;è molta e rincuora che un regista giovane e colto com Quentin possa anche portare sullo schermo qualcosa di audace, diverso e originale che per di più riflette su temi storico-politici di  enorme importanza. Che dire degli attori? Uno meglio dell&#8217;altro. Brad Pitt, che viene proposto come l&#8217;eroe protagonista, compare con discrezione poche volte nel film con un ruolo decisamente e volutamente venato di comicità. Il film si apre invece su di una anonima famiglia di contadini francesi che nasconde ebrei sotto le assi del pavimento e il cattivo <em>Cacciatore di ebrei</em> interpretato da Christoph Waltz ha una lunga, straziante conversazione che sembra più una tortura con il capofamiglia e la tortura va avanti fino a che non gli cava la verità dalla bocca. Poi c&#8217;è Shosanna, interpretata dalla bella  francesina <strong>Melanie Laurent, </strong>in una parte di femmina vendicativa che non può non ricordare la Sposa di <em>Kill Bill</em>, anche grazie ad una scena realizzata quasi identicamente all&#8217;entrata di Beatrix nel locale giapponese dove sterminerà Oren Ishi insieme ai suoi numerosi leccapiedi spietati<strong>. </strong>Il film è tutto costruito su delle lunghissime e tese attese, che poi sfociano in violenti e rapidi raptus di efferatezze. Come in <em>Kill Bill</em>, c&#8217;è una suddivisione in capitoli, ma lo stile è più unitario soprattutto dal punto di vista del ritmo. Il film dunque scorre che è un vero godimento e per poco ci si accorge che la sua durata è di due ore e mezza. Come <em>Pulp fiction </em>e <em>Le Iene </em>, <strong>Bastardi senza gloria </strong>è da vedersi come si leggerebbe un libro dall&#8217;intrigo irresistibile che ci impedisce di porre delle pause. E&#8217; proprio vero, come dice Brad Pitt nella battuta finale riferendosi alla sua incisione in fronte al cacciatore di ebrei, che questo film è un capolavoro. Capolavoro infatti è un termine abusato, il cui significato oggi sembra realmente conosciuto da pochi. Capolavoro non vuol dire bellissimo. Capolavoro è l&#8217;opera di un autore al suo massimo di capacità artistica.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-557" title="MV5BMTMxMjc1NTY5NV5BMl5BanBnXkFtZTcwODQ0OTY3Mg@@._V1._SX600_SY400_" src="http://cinemanazioni.wordpress.com/files/2009/10/mv5bmtmxmjc1nty5nv5bml5banbnxkftztcwodq0oty3mg-_v1-_sx600_sy400_.jpg" alt="MV5BMTMxMjc1NTY5NV5BMl5BanBnXkFtZTcwODQ0OTY3Mg@@._V1._SX600_SY400_" width="510" height="340" /></p>
<p><em>Il cinema è un&#8217;arma che Tarantino sa utilizzare molto bene&#8230;</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[REGGIO EMILIA - Il consigliere regionale Filippi (Pdl) contro i Fratelli Cervi]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/10/09/reggio-emilia-il-consigliere-regionale-filippi-pdl-contro-i-fratelli-cervi/</link>
<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 18:25:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
<guid>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/10/09/reggio-emilia-il-consigliere-regionale-filippi-pdl-contro-i-fratelli-cervi/</guid>
<description><![CDATA[il Pd insorge e abbandona l&#8217;Aula Durissimo Errani: «Parole offensive se le porti a casa sua» .]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3><strong>il Pd insorge e abbandona l&#8217;Aula</strong></h3>
<h1><span style="color:#ea0000;"><strong>Durissimo Errani: </strong><strong>«Parole offensive se le porti a casa sua»</strong></span></h1>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>.</strong></span></p>
<p><img src="http://data.kataweb.it/storage/quotidiani-locali/testate/copertina_gazzettadireggio_reggio_w180.jpeg" alt="http://data.kataweb.it/storage/quotidiani-locali/testate/copertina_gazzettadireggio_reggio_w180.jpeg" /></p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>Si parla dei fratelli Cervi</strong></span> e scoppia la polemica in consiglio regionale. Con la maggioranza che abbandona l&#8217;aula e lascia praticamente da solo il consigliere Fabio Filippi (Pdl) a parlare e a lamentarsi perchè «vengono commemorati sempre i soliti» e addirittura il presidente della Regione, Vasco Errani, che prende la parola per ribattere a pugno duro: «Le sue sono parole offensive e inaccettabili». Tutto succede quando in aula arriva il momento di discutere un&#8217;interrogazione di Filippi che censura l&#8217;utilizzo del poligono di Reggio per la commemorazione dei fratelli Cervi.<br />
Filippi ha chiesto anche se «se sia conveniente evitare che la dimensione politica invada spazi non propri».</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>Ma in un video</strong></span> consultabile su Internet, lo si sente affermare, sempre nella seduta di ieri: «Perché commemorare sempre i soliti e trascurare tutti gli altri?».</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>L&#8217;esponente del Pdl</strong></span> aveva appena cominciato a parlare, verso le tre di pomeriggio, quando tutto il centro sinistra in assemblea legislativa della Regione ha messo in atto una protesta clamorosa.<br />
Guidata dal capogruppo Marco Monari e dai consiglieri reggiani (Gianluca Borghi, Laura Salsi e Gian Luca Rivi), la maggioranza si è dapprima alzata in blocco mostrando cartelli recanti la scritta «Viva i fratelli Cervi». Poi, una volta che il presidente del consiglio regionale Monica Donini aveva richiamato all&#8217;ordine i componenti dell&#8217;assemblea, il centro-sinistra non si è accomodato sui propri banchi ma è uscito in massa dall&#8217;aula, lasciando sostanzialmente Filippi da solo a prendersela con la scelta di ricordare i sette fratelli Cervi nel luogo in cui vennero fucilati.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>Fuori, davanti al consiglio regionale,</strong></span> Gianluca Borghi e Gian Luca Rivi spiegavano le ragioni di un gesto che non si era mai verificato, quest&#8217;anno, nell&#8217;assise regionale.<br />
«Silenziosamente, giorno dopo giorno, ogni esperienza, ogni valore, ogni riferimento che ha portato generazioni di italiani a condividere un&#8217;idea di Nazione nata dalla Resistenza vengono svuotati da un revisionismo cattivo e senza storia, praticato da una destra che si muove come se tutto ciò che è stato, potesse essere messo in discussione, cancellato e stravolto &#8211; dichiaravano -. Oggi, ancora una volta, l&#8217;assemblea legislativa ha assistito ad un episodio di &#8220;teppismo&#8221; storico e civile, in seguito all&#8217;ennesima provocazione del consigliere del Pdl Filippi che ha condannato, attraverso lo strumento dell&#8217;interpellanza, lo svolgimento delle celebrazioni dell&#8217;eccidio dei 7 fratelli Cervi avvenute lo scorso dicembre al poligono di tiro di Reggio Emilia. Ma se nemmeno il più straordinario esempio di resistenza civile e politica al nazifascismo è più elemento di condivisione, tutto può diventare possibile».</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>Filippi ha protestato:</strong></span> «Si tratta di un&#8217;iniziativa preparata a tavolino», ma il presidente Vasco Errani non è stato affatto tenero nella sua replica: «Le sue parole ci offendono, quelle parole lei se le deve riportare a casa».</p>
<p>.</p>
<p><strong>7 ottobre 2009</strong></p>
<p>fonte: <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/filippi-contro-i-cervi-il-pd-insorge-e-abbandona-laula/2111657"> http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/filippi-contro-i-cervi-il-pd-insorge-e-abbandona-laula/2111657</a></p>
<p>&#8230;</p>
<h3><span style="color:#ea0000;"><strong>Filippi (Pdl) contro i fratelli Cervi. La maggioranza lascia l&#8217;aula del Consiglio Regionale</strong></span></h3>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/pj-dQ8fphqI&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/pj-dQ8fphqI&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span><strong></strong></p>
<p><strong>_____________________________________________________</strong></p>
<h1><span style="color:#ea0000;"><strong>I sette Fratelli Cervi</strong></span></h1>
<p><img src="http://www.sder.it/wp-content/immagini/FratelliCervi.jpg" alt="http://www.sder.it/wp-content/immagini/FratelliCervi.jpg" /></p>
<p><strong>.</strong></p>
<h3><strong><span><span style="font-size:medium;"><span style="color:#ea0000;">Gelindo</span> (classe 1901), <span style="color:#ea0000;">Antenore</span> (1906), <span style="color:#ea0000;">Aldo </span>(1909),                       <span style="color:#ea0000;">Ferdinando</span> (1911), <span style="color:#ea0000;">Agostino</span> (1916), <span style="color:#ea0000;">Ovidio</span> (1918), <span style="color:#ea0000;">Ettore </span> (1921).Tutti nati a Campegine (Reggio Emilia), tutti                       fucilati il 28 dicembre 1943 nel poligono di tiro di                       Reggio Emilia, tutti Medaglia d&#8217;Argento al Valor                       Militare alla memoria</span></span></strong></h3>
<p><strong><span><span style="font-size:medium;">.</span></span></strong></p>
<p>I fratelli Cervi (il maggiore aveva 42 anni, il più                       giovane 22) e il patriota Quarto Camurri, con loro                       ristretto prima nel carcere dei Servi e poi in quello di                       San Tomaso, avrebbero forse potuto salvarsi. Dopo la                       cattura i Cervi (il padre <a href="http://www.anpi.it/uomini/cervi_alcide.htm">Alcide</a>,                       già in età avanzata, dopo la sparatoria e la resa,                       decisa per non coinvolgere le donne e i bambini, era stato                       separato dai figli) erano stati a lungo interrogati e                       seviziati, ma i fascisti non ne avevano cavato nulla. Ad                       un certo punto &#8211; si racconta &#8211; giunsero a dirgli:                       &#8220;Volete il perdono? Mettetevi nella Guardia                       Repubblicana&#8221;. Risposero: &#8220;Crederemmo di                       sporcarci&#8221;. Nemmeno i quattro dei Cervi che erano                       ammogliati ed avevano figli, compreso Gelindo che ne aveva                       un altro in arrivo, cedettero alle lusinghe. Allora li                       presero e li portarono tutti al poligono di tiro.</p>
<p>Non si                       sa quanto abbia pesato, nella decisione di non cedere, l&#8217;influenza                       che Aldo, il più &#8220;politicizzato&#8221; dei Cervi,                       esercitava da anni sui fratelli e sui contadini della                       zona, ai quali aveva insegnato nuovi sistemi d&#8217;irrigazione.                       Aldo &#8211; scrisse Piero Calamandrei &#8211; non perdeva                       occasione per educare se stesso e gli altri. &#8220;Quando                       dopo molti anni di accanita fatica di braccia, la famiglia                       Cervi poté permettersi il lusso di acquistare un trattore,                       Aldo andò a prenderlo in consegna a Reggio: e sulla                       strada che porta a Campegine i vicini lo videro tornare                       trionfante, al volante della macchina nuova, sulla quale                       aveva issato, come una bandiera internazionale, un gran                       mappamondo&#8221;. Oggi la loro casa di Campegine è stata                       trasformata in un <a href="http://www.anpi.it/musei/cervi.htm">museo</a>.</p>
<p>.</p>
<p><a href="http://www.anpi.it/index.htm"><img src="http://www.anpi.it/images/barra9on.jpg" border="0" alt="" width="124" height="55" /></a></p>
<p>fonte:  <a href="http://www.anpi.it/uomini/cervi_fratelli.htm">http://www.anpi.it/uomini/cervi_fratelli.htm</a></p>
<p>&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il vittimismo dei vinti]]></title>
<link>http://dylandave.wordpress.com/2009/10/08/il-vittimismo-dei-vinti/</link>
<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 11:29:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>dylandave</dc:creator>
<guid>http://dylandave.wordpress.com/2009/10/08/il-vittimismo-dei-vinti/</guid>
<description><![CDATA[- Il Sangue dei Vinti &#8211; 2009 &#8211; ♦ - di Michele Soavi Non è un caso che film come questo a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" title="LOcandina il Sangue dei vinti" src="http://www.mymovies.it/filmclub/2008/10/017/locandina.jpg" alt="" width="294" height="420" /></p>
<p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#333300;">- Il Sangue dei Vinti &#8211; 2009 &#8211; ♦ -</span></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#333300;">di</span></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#333300;">Michele Soavi</span></strong></p>
<p style="text-align:left;">Non è un caso che film come questo attirino il favore di gran parte del pubblico medio. Seppur forse il pubblico delle televisioni, abituato ai ritmi scanditi, prevedibili e moralisti delle fiction. Il film in questione si presenta come una trasposizione del romanzo omonimo di <em>Giampaolo Pansa</em> che descrive molte delle conseguenze degli italiani durante gli anni del &#8216;45 e del &#8216;46. Fin dalle prime scene ci si accorge però che il film di <em>Soavi</em> è incentrato invece negli anni immediatamente prima la fine della guerra e cioè quelli dal &#8216;43 al &#8216;45. E invece quindi di mostrare come è andata veramente la storia, indagando ad esempio i perchè del tanto sottolineato bombardamento di San Lorenzo che domina le sequenze iniziali del film intervallando in maniera del tutto antiestetica immagini di repertorio con ricostruzioni da fiction, il regista di <em>Arrivederci Amore, Ciao </em>si sofferma sugli sguardi arrabbiati, truci o con i lacrimoni dei protagonisti. Insomma tutto quello al quale una fiction televisiva ambisce: enfatizzare le mimiche facciali, i pianti e gli isterismi per &#8220;telefonare&#8221; ai centri limbici dello spettatore e invitarlo ad emozionarsi. Ma questo non è cinema. Non lo è neanche nei dialoghi, sempre moralisti e colmi di citazioni ad effetto (come la citazione di Sofocle pronunciata da <em>Placido</em>: &#8221; Non ci sarà nessuna pietà per i vinti&#8221;). Per non parlare poi della sceneggiatura scontata che vede protagonisti tre membri della stessa famiglia scegliere tre differenti vie ( la sorella diventa repubblichina, il fratello partigiani e il fratello maggiore, interpretato da <em>Placido</em>, resta nel mezzo scegliendo la strada della pseudo giustizia della polizia). Ed è quindi palese quale effetto possa suscitare un plot come questo negli animi dell&#8217; italiano medio un pò patriottico e un pò mammone: emozioni e coinvolgimento alle stelle. Ma se solo ci si sofferma a guardarne i particolari anche tecnici ci si accorge ben presto di come soavi abbia girato sommariamente questo film non preoccupandosi nemmeno di istruire le comparse a non guardare in telecamera o nascondere i riflettori di scena dalle panoramiche. Ed è noto che il pubblico cinematografico pretende di più di cartine geografiche tagliate a metà da raffiche di mitra o patetici, ostinati quanto inverosimili tallonamenti in auto in mezzo ad una folla di persone quando sarebbe più semplice scendere e andare a piedi. Lo stesso<em> Michele Placido</em>, che ha sicuramente espresso in passato prestazioni migliori, sembra qui spaesato e forzato ad interpretare un personaggio assolutamente privo di spessore psicologico ma solo in preda delle emozioni scontate del momento. Anche <em>Alina Nedelea </em>e <em>Alessandro Preziosi</em> giocano a fare gli isterici faziosi delle due differenti parti della stessa guerra soltanto con espressioni ingrugnite, pianti o occhi strabuzzati. Tutto questo da un punto di vista solamente artistico, lasciando da parte il revisionismo e la diatriba politica che questo film ha suscitato. Perchè sicuramente va dato merito al coraggio di <em>Soavi</em> nel parlare di un argomento scomodo come le vittime dei partigiani, ma  manipolando la storia passandola per vera e non volendo palesemente ironizzare su di essa alla <em>Tarantino </em>e producendo un film così scarsamente cinematografico non si può pensare di farla franca dalle stroncature. Le vere vittime di certo sono state quelle che hanno dovuto sopportare le ingiustizie, i soprusi e le violenze di entrambe le fazioni. Non basta essere vinti per essere vittime. Mi spiace.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://images.movieplayer.it/2009/04/27/alina-nedelea-in-una-scena-de-il-sangue-dei-vinti-114175.jpg" alt="" width="320" height="480" /></p>
<pre style="text-align:center;"><em>( Evviva l' enfasi isterica degli occhi strabuzzati)</em></pre>
<pre style="text-align:center;"><em><img class="aligncenter" src="http://images.movieplayer.it/2009/04/27/barbora-bobulova-e-michele-placido-in-una-sequenza-del-film-il-sangue-dei-vinti-114188.jpg" alt="" width="480" height="320" />
</em></pre>
<pre style="text-align:center;"><em>(Placido sembra chiedersi cosa ci faccia lì)</em></pre>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[]]></title>
<link>http://diversamentequilibrata.wordpress.com/2009/10/08/1540/</link>
<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 11:10:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>diversamentequilibrata</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dunque entro nel dibattito politico che ha infiammato i blog della Comune-ty in questi giorni. Ci en]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://share.dschola.it/itcpascal-giaveno/portale_test01/60annicostituzione/costituente/images/costituenti_light.jpg"></p>
<p>Dunque entro nel dibattito politico che ha infiammato i blog della <a href="http://partnerpage.google.com/comunety.net">Comune-ty</a> in questi giorni.<br />
Ci entro comoda e privilegiata, perchè penultima, e ci entro di buon umore. Lo si diceva su <a href="http://4.bp.blogspot.com/_uYIdmZdqMks/SItxkshoHpI/AAAAAAAAAkQ/BrJvi0fM9yA/s400/Lodo+Alfano+2+-+Vauro.gif">facciabuco</a> stamattina che la Costituzione è l&#8217;eredità più bellissima che ci potessero lasciare e che i padri costituenti dopo che ci hanno salvato il culo durante la guerra, sono stati così meravigliosamente previdenti che ci stanno salvando il culo anche oggi, io adoro quest&#8217;idea: se la Costituzione era un maschio, così noioso, così formale, così protettivo, io me lo sposavo sicuro.<br />
Anyway, si discuteva della manifestazione a Roma, quella sulla libertà di stampa che io ho rischiato di far saltare per la seconda volta spernacchiando un alpino.<br />
Io penso così, penso che è stata una manifestazione per la libertà di stampa organizzata dal sindacato dei giornalisti. E penso che noi ci siamo andati per due ordini di motivi: il primo è che a noi ci piace un casino la libertà di stampa e il secondo è che c&#8217;abbiamo una voglia di autunno caldo che, ad averci un mese di ferie, io me ne stavo a Roma direttamente.<br />
Ma una manifestazione organizzata da una categoria è, per forza di cose, una questione trasversale. Quindi è ovvio che fosse una manifestazione piena, anche, di facce da culo, in una percentuale rappresentativa di questo paese, cioè tante.<br />
Io sono stata fortunata perchè qualcosa dentro di me, che credo sia il mio leggendario istinto di sopravvivenza, mi ha guidata istintivamente ad accoccolarmi sotto lo stand del <a href="http://www.ilmanifesto.it/">Manifesto</a> e rimanere lì. Mi sono annoiata a morte, ho passato il tempo a torturare chi c&#8217;era facendo foto assurde e dopo un po&#8217; non riuscivo più a star ferma. Ma almeno non ero circondata di orribili democratici e di individui che non avevano niente di meglio da fare che applaudire uno stupido pupazzo rosso.<br />
C&#8217;è anche da dire che io non ho particolari aspettative riguardo ai giornalisti di questo paese: mio papà fa l&#8217;elettricista. Certo, se mai ci fosse stata una manifestazione dei metalmeccanici con gli stessi toni, ecco, forse non mi sarei accontentata di un posticino all&#8217;ombra del Manifesto.<br />
Ma non penso che la Nessi sia stata tremendamente snob. Penso che abbia espresso nel modo antipatico di cui è capace solo lei quando è stanca e amareggata, un&#8217;amarezza che abbiamo tutti, l&#8217;amarezza di non ritrovarsi i compagni intorno nel momento in cui dei compagni ci sarebbe bisogno, l&#8217;amarezza di essere pochi e non sai dove sono finiti quelli che non ci sono.<br />
Io e la Nessi ai tempi della nostra gioventù mortale abbiamo fatto manifestazioni gomito a gomito con i leghisti, per la Val Susa, tanto per dirne una, ma c&#8217;era un clima diverso. C&#8217;era il clima di quelli che stanno lottando, di quelli che prima facciamo e poi vediamo chi sta da quale parte. Anche questo è mancato alla manifestazione della stampa. Era tremendamente parlata, c&#8217;era un sacco di gente che si parlava, soporiferamente, addosso.<br />
Nella mia classe classe carina dei ragazzini del pomeriggio c&#8217;è quello che viene dal liceo classico e che alza la mano per prendere la parola. L&#8217;altro giorno, durante un dibattito sulla democrazia ad Atene, ci ha detto che fa politica. Io l&#8217;ho squadrato un po&#8217; e gli ho chiesto: ma quale partito?<br />
E lui &#8220;Io sono democratico&#8221;.<br />
E io, lo giuro, di getto, stavo per rispondergli &#8220;Anche io, caro, tutti siamo democratici. Ma tu di che partito sei?&#8221;<br />
E poi ho realizzato che democratico è un partito, e quel ragazzino di diciassette anni, con la camica e la riga di lato è veramente iscritto al Piddì.<br />
Un giovane democratico nella mia classe. Avrei avuto voglia di prenderlo in giro come facevamo con quelli del Pìdiesse quando avevamo la loro età. Avrei voluto tirargli le palline di carta, ah, sfigato, avrei voluto fargli lo sgambetto quando è uscito dall&#8217;aula, alla fine dell&#8217;ora. Ma non si può.<br />
Non tanto perchè sono la sua insegnante e non ho diciassette anni, ma perchè, anche in una classe carina, uno che fa politica è una mosca bianca e te lo devi tenere caro. Ti trascina avanti tutti gli altri. Accende la discussione in maniera corretta e ha imparato a parlare.<br />
E&#8217; un giovane, fottuto, democratico, ma è prezioso, è prezioso per tutti gli altri.<br />
E quindi cerco di non fargli i dispetti.<br />
E&#8217; la stessa cosa della manifestazione. L&#8217;hanno organizzata e siamo lì, tutti insieme, a parlare della libertà di stampa.<br />
<em>Ci tocca a tutti insieme, come se eravamo in classe.</em><br />
E deve c&#8217;entrare anche col fatto che mi è capitato di leggere <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Una_questione_privata">una questione privata</a> e non chiedetemi com&#8217;è che non l&#8217;avevo mai letto: è bellissimo.<br />
E lì si vede bene la differenza tra partigiano e partigiano, i nostri che facevano la fame e i badogliani invece no. E poi la guerra è finita e c&#8217;è stata l&#8217;Italia da fare, che noi l&#8217;avremmo fatta anche meglio di così, secondo me. Ma qualcosa di buono c&#8217;è uscito: la Costituzione, di cui sopra, che ancora oggi ci salva il culo.<br />
E allora io penso che se <em>loro</em> fossero un po&#8217; più come noi sarebbe meglio. Ma non sono come noi, sono orribili, orribili democratici.<br />
Ma ci tocca costruire qualcosa insieme.<br />
Anche stavolta.</p>
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