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	<title>partito-nuovo &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "partito-nuovo"</description>
	<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 01:58:31 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Nuovo partito, vecchi ingredienti]]></title>
<link>http://patuasia.wordpress.com/2008/11/18/58/</link>
<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 15:37:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>superzenta</dc:creator>
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<description><![CDATA[Superzenta Nell’isola di Patuasia si fa un gran parlare di un Partito Nuovo. Non è un gran parlare, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Superzenta Nell’isola di Patuasia si fa un gran parlare di un Partito Nuovo. Non è un gran parlare, ]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Il partito di Bibì e Bibò? Facciamo non sia il PD]]></title>
<link>http://amarevignola.wordpress.com/2008/05/06/il-partito-di-bibi-e-bibo-meglio-non-sia-il-pd/</link>
<pubDate>Tue, 06 May 2008 16:24:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea Paltrinieri</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nei giorni scorsi sono usciti alcuni articoli di grande interesse sul PD e le sfide che gli stanno d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Nei giorni scorsi sono usciti alcuni articoli di grande interesse sul PD e le sfide che gli stanno davanti – a riprova che passati i momenti “caldi” del post-elezione si riacquista lucidità. Innanzitutto occorre riprendere il lavoro di costruzione del partito, di definizione del suo progetto – interrotto proprio dalle elezioni anticipate. Ed occorre farlo, appunto, riacquistando lucidità nella messa a fuoco dei compiti che ci aspettano. Evitando, innanzitutto, che il “nuovo” PD rimanga imprigionato dentro logiche “vecchie”. <!--more-->Lo si può evitare, assumendo fino in fondo l’impegno per il rinnovamento innanzitutto dei metodi. Dunque, come con la solita ironia osserva Bersani, evitando di dare l’idea di un partito di Bibì e Bibò, dove dall’alto si pretende di decidere gli equilibri fino alla sezione di Brisighella. E dove, invece, si tarda nell’avviare quei processi di riflessione sul voto e, soprattutto, di “studio” (davvero!) della società necessari per impostare una proposta di modernizzazione della società che risulti più convincente e, soprattutto, sia avanzata da un soggetto ad “alta credibilità”. E qui Bersani declina in modo intelligente il concetto di “radicamento”: far sì che chi si riconosce nel PD possa essere guidato – ad ogni livello – da chi ha i migliori rapporti con la realtà (<strong><a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&#38;currentArticle=HZ3U8" target="_blank">vedi</a> </strong>la bella intervista a Pierluigi Bersani su <em>L’Unità</em> del 3 maggio 2008). Questo significa innanzitutto un partito ed una classe dirigente in grado di “stare sui problemi” e “che, dove governa, segnala per primo i problemi anche quando non è in condizione di risolverli” (Avete letto bene!). Ed un partito che per davvero premia il merito, le capacità, perché questo è l’unico modo di mettere in campo idee nuove: non mediazioni tra posizioni consolidate, ma la capacità di dischiudere orizzonti (di soluzioni) nuovi. Detta alla Bersani: facendo la “mossa del cavallo”, ovvero spostando “gli orizzonti della discussione”. A leggere per intero l’intervista risulta chiaro che l’aspetto più enfatizzato e ripreso dalla stampa – “vocazione maggioritaria non significa vocazione all’autosufficienza” – è forse il più banale. Perché anche in tal caso occorre lucidità, ovvero riconoscere che è bene non pregiudicare una possibile strategia futura con mosse precipitose. Andiamo avanti a definire il progetto del PD, il suo profilo “riformista”. La questione delle alleanze segue. Non è l’urgenza dell’oggi. L’urgenza dell’oggi è che “discutiamo poco”: “abbiamo bisogno di una discussione ordinata e formalizzata” (è di nuovo Bersani che parla). Idee che sono formulate anche da Rosy Bindi su <em>Il Mattino</em> del 5 maggio 2008 (<a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&#38;currentArticle=HZNM7" target="_blank"><strong>vedi</strong></a>): “prima di decidere con chi si va, dobbiamo domandarci fino in fondo chi siamo, approfondire il nostro progetto”. Insomma, il PD è ancora un “progetto incompiuto”, come sottolinea Ilvo Diamanti su <em>La Repubblica</em> del 4 maggio 2008 (<a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&#38;currentArticle=HZDCB" target="_blank"><strong>vedi</strong></a>). Dunque fa bene Giorgio Merlo, su <em>Europa</em> dell&#8217;8 maggio 2008, ad evidenziare i tre temi su cui il PD attende una risposta politica: profilo del partito, innovazione della politica, alleanze (<a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&#38;currentArticle=I0X9S" target="_blank"><strong>vedi</strong></a>).<br />
E per chi vuole un tema nazionale su cui riflettere ed applicarsi (per quelli locali potete navigare in questo blog), Michele Salvati propone l’unica “questione nazionale” – quella meridionale – e le tensioni che si apriranno tra le forze di governo tra il progetto di federalismo fiscale della Lega Nord e l’esigenza (che sarà riaffermata con forza da un PdL “meridionalizzato” ed in coalizione con il MpA) di dare risposta al problema di “sviluppo” del Sud. Invitando il PD ad un impegno a formulare una sua proposta, a trovare una “mediazione alta”, affinché il progetto per ridurre il <em>gap </em>tra Nord e Sud non debba significare mantenere servizi e trasferimenti al Sud che, come oggi, siano usati in modo inefficiente e clientelare (<a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&#38;currentArticle=HV5A1" target="_blank"><strong>vedi</strong></a>).</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Elezioni,  ha perso la sinistra..."ma anche" il loft]]></title>
<link>http://wildgretapolitics.wordpress.com/2008/04/17/la-sinistra-ha-persoma-anche-il-loft-2/</link>
<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 11:31:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>wildgreta</dc:creator>
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<description><![CDATA[   di Wildgreta Se, in fondo, Daniela  Santanchè ha convinto un milione di persone a credere nelle s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[   di Wildgreta Se, in fondo, Daniela  Santanchè ha convinto un milione di persone a credere nelle s]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Salvatore Vassallo a Vignola]]></title>
<link>http://amarevignola.wordpress.com/2008/04/01/salvatore-vassallo-a-vignola/</link>
<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 17:59:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea Paltrinieri</dc:creator>
<guid>http://amarevignola.wordpress.com/2008/04/01/salvatore-vassallo-a-vignola/</guid>
<description><![CDATA[Martedì 8 aprile 2008 alle ore 20.30 presso il Teatro Cantelli di Vignola (visualizza su Google maps]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Martedì 8 aprile 2008 alle ore 20.30 presso il Teatro Cantelli di Vignola</strong> (<a href="http://maps.google.it/maps/ms?f=q&#38;hl=it&#38;geocode=&#38;ie=UTF8&#38;msa=0&#38;msid=115201308056424755547.000449becf6dea10800d9&#38;ll=44.481136,11.01006&#38;spn=0.013687,0.028625&#38;z=15&#38;iwloc=000449bed30b0bf3811ce" target="_blank"><strong>visualizza su Google maps</strong></a>) il Circolo del PD di Vignola ha organizzato un incontro con Salvatore Vassallo. Vassallo sarà intervistato da Francesco Galli, componente del Comitato direttivo e giornalista di TRC, sul tema <em>“Partito Democratico: uno shock di innovazione per la politica italiana?”</em> (scarica il <strong><a title="Volantino" href="http://amarevignola.wordpress.com/files/2008/04/volantino-vassallo-vignola.pdf">volantino in formato pdf</a></strong>). Docente di Scienza Politica e Politica Comparata all’Università di Bologna (<a href="http://www.dosp.unibo.it/vassallo/" target="_blank"><strong>vedi</strong></a>), Vassallo è candidato alla Camera dei Deputati per il Partito Democratico. <!--more-->E’ da tempo una delle voci più autorevoli sull’organizzazione del nuovo partito – suo l’intervento su <em>La forma organizzativa Un nuovo partito, e un partito nuovo</em>, al seminario di Orvieto il 6 ottobre 2006. Ha presieduto la Commissione nazionale del Partito Democratico incaricata di redigere lo statuto del partito. E’ commentatore politico per il <em>Corriere della Sera</em>.</p>
<p align="center"><a title="Salvatore Vassallo" href="http://amarevignola.wordpress.com/files/2008/04/vassallo.jpg"><img src="http://amarevignola.wordpress.com/files/2008/04/vassallo.jpg" alt="Salvatore Vassallo" /></a></p>
<p>Vorrei evidenziare alcuni motivi di interesse della figura e delle idee di Vassallo. Per i “militanti” o gli elettori del PD un chiaro motivo di interesse sta nel suo impegno alla ricerca di nuove soluzioni organizzative e procedurali rispetto a quelle che sin qui hanno caratterizzato i partiti italiani (ed in primo luogo DS e Margherita). L’invito ad usare di più i “gazebo” e dunque a stare di più in mezzo alla gente, facilitando così la possibilità di consultare anche i  soli “simpatizzanti” (non iscritti), è un chiaro antidoto alla progressiva chiusura e difficoltà di rinnovamento dei partiti tradizionali. La ricerca di nuove modalità di partecipazione, ad esempio mediante l’utilizzo di Internet, emerge anche nel suo intervento al convegno “<em>Per riformare la politica, davvero</em>” – di cui uno stralcio è stato pubblicato su <em>Europa </em>del 10 ottobre 2007 (<strong><a title="europa" href="http://amarevignola.wordpress.com/files/2008/04/vassallo-10ott2007.pdf">vedi</a></strong>). Ma se i “contenitori” (i partiti) ed i “contenuti” (i programmi) non sono indipendenti, allora si può riconoscere che solo “contenitori” innovativi (innanzitutto nelle modalità di rapporto con gli elettori, nella selezione della propria classe dirigente, nelle procedure della democrazia interna) hanno maggiori <em>chances </em>di elaborare in modo tempestivo programmi in grado di rispondere ai problemi della società e di formulare politiche efficaci perché non ideologiche (e questo ha un nesso forte con l’idea di un partito “a vocazione maggioritaria” – un tema che riecheggia in questo intervento di Vassallo sui Radicali nel PD apparso sul <em>Corriere della Sera</em> del 27 febbraio 2008; <strong><a title="vedi" href="http://amarevignola.wordpress.com/files/2008/04/vassallo-27feb2008.pdf">vedi</a></strong>). Si giustifica così il titolo dell’iniziativa. Lo <em>shock </em>di innovazione che il PD sta introducendo nel sistema politico italiano, nella misura in cui riguarda sia le caratteristiche del nuovo partito, sia la visione di fondo che esso propone (maggiore capacità di governo, una democrazia che decide – anche perché non più ingabbiata da una coalizione troppo larga, il completo abbandono di ogni ideologia), è testimonianza della capacità di interpretare e dare risposta ad un bisogno profondo di questo paese: quello di imprimere nuovo dinamismo alla società ed alla cultura (non solo all’economia!). E questo è invece un tema che interessa ogni cittadino (indipendentemente dalla sua “vicinanza” al PD): si può fare? Io penso di sì. Per usare l&#8217;efficace immagine di Bersani: &#8220;Noi possiamo essere la palla di neve che provoca la valanga&#8221; (<a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&#38;currentArticle=HMFU6" target="_blank"><strong>vedi</strong></a>).</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Idee per il Partito Democratico di Vignola]]></title>
<link>http://amarevignola.wordpress.com/2008/02/06/martedi-5-febbraio-ore-2030-in-municipio-il-pd-a-vignola/</link>
<pubDate>Tue, 05 Feb 2008 23:27:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea Paltrinieri</dc:creator>
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<description><![CDATA[Più di 70 persone incontrate faccia a faccia o per piccoli gruppi; due incontri pubblici; numerosi c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>Più di 70 persone incontrate faccia a faccia o per piccoli gruppi; due incontri pubblici; numerosi contributi scritti ricevuti. Tutto ciò mi ha consentito di mettere meglio a fuoco alcune idee di fondo sul Partito Democratico a Vignola. Eccole.</em><!--more--></p>
<p>Nei prossimi mesi – i primi mesi dopo la fondazione – il Partito Democratico deve rendere visibile una chiara discontinuità con il passato. Anche a Vignola deve dimostrare sin da subito ed in modo tangibile di essere un partito aperto e “comunicante” con la società, coraggioso e credibile, impegnato ad apprendere, pronto a valorizzare le “energie” di ogni singolo aderente, in grado di ridare dignità all’impegno in politica per passione civile.</p>
<p><strong>Il Partito Democratico a Vignola, un partito nuovo per davvero</strong><br />
[1] <strong>Credibilità </strong>significa avere convinzioni per cui si è disposti a rischiare. Anche a Vignola il PD deve dimostrare di avere <strong>una visione ambiziosa</strong> per cui si impegna, giorno dopo giorno, con coraggio, a conquistare il consenso della maggioranza dei cittadini. Deve dimostrare, oltre ad avere buone idee, di avere la capacità di realizzarle. E realizzare quindi conferenze programmatiche annuali e bilanci di previsione e consuntivi. Così da rendere conto agli iscritti, con possibilità di contraddittorio, dei risultati conseguiti.<br />
[2] <strong>Un partito aperto, che fa funzionare i “canali di scorrimento” tra società e politica per la circolazione delle idee ed anche delle persone</strong>. La qualità delle persone del PD sarà tanto più alta quanto più questa circolazione sarà intensa. Il PD dovrà essere davvero impegnato ad accogliere le migliori energie intellettuali, morali, civili della comunità vignolese. Dunque: <strong>forum tematici</strong> da avviare al più presto, aperti anche ai non aderenti secondo un principio di ascolto e di valorizzazione anche delle migliori competenze esterne; forum tematici innanzitutto come “audizione” di chi, per esperienza o rappresentanza economica o sociale, può offrire conoscenze rilevanti. Ma anche “alleanze” con pezzi di società e <strong>collaborazione nella realizzazione di iniziative</strong>, all’interno di un disegno strategico condiviso. Anche lavorando fianco a fianco con altri soggetti (es. su lavoro flessibile e precarietà con le organizzazioni sindacali; su comportamenti di consumo responsabili con chi propone il commercio equo e solidale; su consapevolezza dei cittadini rispetto al tema dell’amministrazione della città con chi lavora per l’educazione degli adulti; ecc.) si manifesta l’idea di un partito aperto, che fa della “rete” di contatti e di iniziative un principio ispiratore.<br />
[3] <strong>Nella società della conoscenza è impensabile che anche la politica non sia una politica “della conoscenza”</strong>, ovvero una politica che ricerca e fa affidamento sulla precisa conoscenza delle cose su cui è chiamata a decidere, che si impegna a comprendere le conseguenze delle sue decisioni e che lavora per “apprendere” sulla base delle evidenze disponibili. Il PD di Vignola dovrà promuovere processi di apprendimento, con il coinvolgimento di esperti e “centri di pensiero”, per garantire la <strong>formazione di conoscenze all’altezza delle sfide che abbiamo davanti</strong>. Ma questo significa anche <strong>esercizio della critica</strong> – senza la quale non c’è apprendimento vero. E significa anche un modo nuovo per organizzare la discussione, con documenti scritti distribuiti prima del dibattito. Un partito che apprende ed in tal modo promuove una città che apprende.<br />
[4] Il PD di Vignola dovrà farsi portatore di <strong>un&#8217;idea esigente di partecipazione e democrazia interna</strong>. Dovrà “rendere interessante la partecipazione”, rendere percepibile il contributo dato da ciascuno e la concretezza della posta in gioco. La partecipazione si esercita infatti se le decisioni fondamentali sono assunte dal basso, con una discussione ampia ed informata; quando necessario anche con il ricorso al voto (<strong>“primarie delle idee”</strong>, “referendum di indirizzo”). Le parole chiave affinché ciò possa funzionare – e non disilluda i nuovi aderenti – sono <strong>informazione </strong>e <strong>trasparenza</strong>. La democrazia va intesa come un modo di prendere decisioni intrecciato in modo indissolubile con l&#8217;ascolto, la discussione ed il confronto pubblico degli argomenti. Riconoscendo in tal modo grande  importanza alla formazione delle opinioni ed alla qualità del processo deliberativo.<br />
Per fare ciò è fondamentale sapere creare <strong>strumenti di informazione diffusa e luoghi di discussione vera</strong>: una “rete” di luoghi e di occasioni da realizzare anche grazie alle tecnologie della rete (blog, mailing list, ecc.). E’ importante aprire nuovi spazi di partecipazione e nuove occasioni di “formazione politica”. Ed è importante che il momento decisionale sia immerso in ed alimentato da un impegno di lungo corso nella conoscenza e nel confronto vero degli argomenti. In un partito più ampio, plurale, questo è un requisito di fondo per il buon funzionamento.</p>
<p><strong>Un partito coraggioso nell’affrontare le sfide della nostra città</strong><br />
Valori e politiche di fondo del PD sono fissati nei documenti costitutivi in corso di redazione. E’ però importante che già a partire dagli orientamenti sin qui espressi si provi a declinare alcuni temi su scala locale, riconoscendo l’importanza della prima Assemblea cittadina del PD. Forma organizzativa e contenuti sono infatti le due facce di un progetto politico che vuole essere davvero innovativo e utile anche per la nostra città. Occorre dunque pensare al PD di Vignola come ad un partito che recuperi una capacità di elaborazione autonoma da quella dell&#8217;amministrazione, con cui, invece, avviare un confronto continuo e alla pari. E’ infatti anche sulle proposte, sull’idea di città e di società, sulle iniziative politiche conseguenti, che si misura una parte importante della credibilità del progetto del PD a Vignola.</p>
<p>[6] E’ evidente la necessità della <strong>revisione delle politiche e delle scelte urbanistiche e di governo del territorio</strong>. L’opportunità è offerta dalla predisposizione in corso del nuovo PSC intercomunale. Occorre rileggere, anche criticamente, la pianificazione territoriale degli ultimi vent’anni ed interrogarsi sullo scarto tra gli indirizzi generali più volte riaffermati nei documenti di programmazione ed alcuni elementi della realtà (es. “<em>sprawl urbano</em>” ovvero urbanizzazione delle zone agricole) che si traducono in una percezione critica da parte di molti cittadini. <strong>Il tema della qualità della città e del suo rapporto con la campagna circostante, la valorizzazione del territorio agricolo</strong> (recupero del sistema dei canali nelle basse, rilancio della valorizzazione dei percorsi collinari, sviluppo di attività integrative promotrici di tutela e valorizzazione dell’ambiente) <strong>e del territorio fluviale</strong> (valorizzazione dei percorsi fluviali, recupero del rapporto cittadino con il fiume e dell’idea di “città sul fiume”), deve recuperare forza. Così come deve recuperare forza la <strong>riqualificazione del verde urbano</strong> (oggi agevolata dal recente approntamento di un <strong><a title="Masterplan del verde pubblico" href="http://amarevignola.wordpress.com/2007/12/07/masterplan-del-verde-pubblico/"><em>masterplan </em>delle aree verdi</a></strong>).<br />
[7] Il PD dovrà farsi portatore di <strong>un’idea esigente di partecipazione dei cittadini a pensare e progettare la Vignola del futuro</strong>. Anche cogliendo l’occasione del PSC in corso di predisposizione occorre realizzare un percorso di partecipazione e condivisione cittadina dell’immagine della città del futuro. Ciò non solo al fine di disegnare i vuoti ed i pieni del nostro territorio, ma in quanto affermazione di un legame tra gli spazi cittadini e gli usi che la collettività intende farne e che riflettono un’idea di comunità (spazi pubblici, di socialità, sicurezza e benessere, ecc.). In questo percorso il ruolo del PD dovrà essere visibile, con il proprio forum tematico e con proprie iniziative originali.<br />
[8] Il nodo della <strong>qualità ambientale dello sviluppo e della vita moderna</strong> è indubbiamente ancor oggi sottovalutato nel nostro paese. Anche a Vignola si deve aprire una riflessione profonda che rilanci un’azione politica per forme del vivere più attente all’ambiente e per uno sviluppo economico in grado di preservare la qualità ambientale. Sappiamo che non possiamo fare affidamento su singole tecnologie risolutive e che pertanto, sia che si tratti di mobilità, sia che si tratti di smaltimento dei rifiuti od altro, dobbiamo promuovere una gamma differenziata di opzioni. Il PD dovrà però dare anche <strong>un segnale chiaro dell’importanza di modificare i nostri comportamenti, i nostri stili di vita.</strong> Certo, in modo intelligente, riconoscendo i fattori di complessità della vita moderna che rendono lento il cambiamento, ma anche operando con grande determinazione, creatività, costanza nel tempo. Uso limitato del mezzo privato, valorizzazione del mezzo pubblico e della bici, impegno nella raccolta differenziata, sostegno alle forme di risparmio energetico ed idrico: sono uno dei banchi di prova del nuovo partito.<br />
[9] Rispetto ad importanti indicatori di disuguaglianza e povertà il territorio dell’Unione Terre di Castelli – con al centro Vignola – è meglio posizionato rispetto ad altri territori della provincia di Modena. Tuttavia anche Vignola partecipa a processi che hanno visto, negli ultimi anni, <strong>una crescita della povertà relativa ed una accentuazione delle disuguaglianze economiche e sociali</strong>. I processi migratori intervenuti spiegano solo in parte questi cambiamenti. Anche da noi i due principali fattori associati alla povertà sono (a) l’essere in affitto e (b) la numerosità del nucleo familiare, ovvero la presenza di più figli. Altri elementi di fragilità individuale e sociale sono determinati da una prolungata condizione di precarietà lavorativa dei giovani e dalla presenza di persone non autosufficienti nel nucleo familiare. <strong>Comprendere cosa sta succedendo al nostro territorio in termini di trasformazioni demografiche, sociali, occupazionali è uno degli obiettivi che il PD di Vignola deve porsi sin da subito.</strong> Comprendere i processi in atto è infatti il primo requisito per rinnovare le forme di tutela e l’organizzazione del welfare locale. E quindi elaborare, anche con la collaborazione dei diversi soggetti istituzionali competenti (Unione, ASP, Distretto sanitario, realtà del volontariato) una visione rinnovata delle politiche di intervento. <strong>Recuperare una politica ed  una maggiore capacità dell’amministrazione sul tema della garanzia dell’alloggio</strong> è certamente uno degli ingredienti di tale nuova capacità d’intervento.<br />
[10] <strong>Vignola città cantiere di cittadinanza.</strong> Questo bello slogan proposto da Davide Grandi è già un punto chiaro di riferimento per le politiche dell’integrazione dei cittadini stranieri. Richiama l’idea di una cittadinanza che, riferendosi ai valori della Costituzione repubblicana, non venga intesa solo come un mezzo per semplificare le procedure burocratiche, ma come condivisione e pratica quotidiana di valori civici. Dobbiamo richiedere agli stranieri innanzitutto l’apprendimento della lingua italiana in tempi ragionevolmente brevi (e per cui offriamo corsi presso il CTP) e quindi la partecipazione alla vita della comunità (es. impegno al rapporto con le istituzioni scolastiche in presenza di figli studenti, ecc.). Dobbiamo, da parte nostra, <strong>operare affinché non risultino all’opera meccanismi più o meno nascosti di penalizzazione o discriminazione nei percorsi scolastici e nel mercato del lavoro delle seconde generazioni</strong> (<strong><a title="Una rivoluzione silenziosa" href="http://amarevignola.wordpress.com/2008/01/10/una-rivoluzione-silenziosa/">per un approfondimento</a></strong>). La capacità di proporre con grande lucidità politiche in grado di tenere assieme il dovere della solidarietà e dell’accoglienza, il riconoscimento del contributo offerto dai lavoratori stranieri all’economia del nostro territorio, la richiesta esigente di una più forte integrazione civica segnerà la nostra capacità di essere credibili sul tema immigrazione – <strong>lavorando per il loro ed il nostro futuro.</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
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