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	<title>passato &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/passato/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "passato"</description>
	<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 22:05:14 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Steamboy]]></title>
<link>http://khorn3.wordpress.com/2009/11/30/steamboy/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 18:49:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>khorn3</dc:creator>
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<description><![CDATA[Otomo alle prese con il passato: un esperimento decisamente curioso! Steamboy Ci troviamo nel 1866,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="font-size:small;">Otomo alle prese con il passato: un esperimento decisamente curioso!</span></p>
<p><span style="font-size:medium;"><strong>Steamboy</strong></span></p>
<p><strong><img class="alignnone" title="Steamboy" src="http://www.anime-source.com/banzai/images/reviews/steamboy4.jpg" alt="" width="150" height="92" /><br />
</strong></p>
<p><span style="font-size:small;">Ci troviamo nel 1866, in Inghilterra. Il mondo sta venendo conquistato dalla potenza del vapore, che muove macchine impressionanti: la Grande Esibizione di Londra è alle porte, e chissà quali meraviglie mostrerà al mondo.<br />
Ray Steam è un ragazzino che lavora come manutentore di macchine a vapore in una tessitoria di Manchester. È figlio e nipote di due grandi scienziati, Lloyd e Edward Steam: essi sono però lontani, in giro per il mondo ad effettuare esperimenti e scoperte sul mondo delle macchine a vapore, e lui è a casa con la madre. Nel tempo libero si diletta nel costruire un monociclo a vapore (se non c&#8217;è una simil-moto assurda in una storia, Otomo non è contento&#8230;), fino al giorno in cui riceve un pacco dal nonno: esso contiene un misterioso pezzo, che viene subito reclamato con violenza dalla compagnia per il quale i due scienziati lavorano. Ray fugge come ordinatogli dal nonno, ma potenti mezzi vengono messi sulle sue tracce e riescono a catturarlo: a cosa serve tale componente? Come mai tanto dispendio d&#8217;energie per recuperarlo? Cosa si nasconde dietro al duro lavoro del padre e del nonno?</span></p>
<p><span style="font-size:small;">Iniziamo dapprima a valutare la cosa più negativa di questo film da due ore e sei minuti: la trama. Inizialmente la stessa sembra decisamente intrigante, con misteriose organizzazioni e parenti con segreti da nascondere: in breve tempo diventa un minestrone di situazioni senza senso e di personaggi che agiscono a caso. Il protagonista stesso, Ray, si muove senza enfasi o energia in mezzo ad una storia che via via si dimostra sempre più confusa e senza un punto d&#8217;arrivo preciso: soprattutto nell&#8217;ultima mezz&#8217;ora gli avvenimenti perdono qualsiasi senso, e si assiste ad un rovinoso crollo di quanto rimaneva di personaggi in gioco.</span></p>
<p><span style="font-size:small;">Questi ultimi, infatti, non si distanziano molto dai livelli della trama: in principio essi sembrano decisi e ben delineati, per diventare confusi ed indecisi quando dovrebbero invece agire: di alcuni non si capisce del tutto l&#8217;utilità (Scarlett immagino dovrebbe servire a far ragionare lo spettatore sull&#8217;utilizzo errato che si può fare della scienza &#8211; argomento sul quale sembra fallimentarmente vertere l&#8217;anime &#8211; ma in realtà risulta soltanto fastidiosa ed inutile per l&#8217;intera durata della proiezione.<br />
Altri invece sono contradditori con sé stessi: I tre membri della famiglia Steam creano alleanze ed inimicizie tra loro senza apparente motivo, per cambiare le stesse ogni cinque minuti senza apparente motivo.</span></p>
<p><span style="font-size:small;">A questo punto ci si potrà dire: ma c&#8217;è un motivo per il quale vale la pena vedere Steamboy? La risposta è sì, e tale motivo risiede nell&#8217;impressionante grafica e tecnica utilizzata nella realizzazione del film. È vero, di serie con una buona grafica ce ne son tante, ma qui si arriva a dei livelli davvero impressionanti di dettaglio e coinvolgimento visivo. Per quanto la storia sia una mezza pataccata, non si riescono a togliere gli occhi dalle assurde ed intriganti macchine a vapore che dominano buona parte delle scene, unitamente a paesaggi davvero ben realizzati. Normalmente il comparto grafico per me è solo relativamente importante, ma in questo caso (soprattutto se si può vedere una versione in alta definizione) l&#8217;aspetto tecnico diventa predominante e riesce a zittire buona parte dei dubbi che si formano nella testa, soffocandoli con un semplice &#8220;oooh che bello&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-size:small;">L&#8217;audio è invece nella norma, senza particolari virtuosismi: fa il suo dovere e nulla più.</span></p>
<p><span style="font-size:small;">Insomma, Steamboy è un film da evitare, per la sua trama, o da vedere, per la sua grafica? È una dura scelta. Io mi son goduto la visione tentando di distaccare la mente dall&#8217;intricata e illogica trama che si dipanava dinnanzi a me, ed in questo modo lo show è risultato godibile; chiunque cercasse una storia con un minimo di spessore o dei personaggi degni del ruolo di protaonisti, dovrebbe guardare altrove.</span></p>
<p><span style="font-size:small;">Voto: 6. Ero tentato ad innalzarlo fino al 6,5 per la spaventosa realizzazione visiva, ma gli abissi nella trama si fanno davvero sentire parecchio.</span></p>
<p><span style="font-size:small;">Consigliato a: chi vuol far scintillare gli occhi spegnendo il cervello; chi adora le ambientazioni del passato con elementi steampunk qui e là; chi si vuol chiedere quale era il concetto di sicurezza sul lavoro, nel 1800.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'ombra della Pecionata e la Speranza nel Futuro]]></title>
<link>http://spiaccikada.wordpress.com/2009/11/28/lombra-della-pecionata-e-la-speranza-nel-futuro/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 16:21:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>spiaccikada</dc:creator>
<guid>http://spiaccikada.wordpress.com/2009/11/28/lombra-della-pecionata-e-la-speranza-nel-futuro/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;L&#8217;inferno è lastricato di Buone Intenzioni&#8221; Ecco, l&#8217;ho fatto un altro blog.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h5><span style="color:#333399;">&#8220;L&#8217;inferno è lastricato di Buone Intenzioni&#8221;</span></h5>
<p style="text-align:justify;">Ecco, l&#8217;ho fatto un altro blog. Come sempre, il momento peggiore e impaginare, le parole vengono da sole, ma la facciata del libro è fondamentale. Non una volta sola ho lasciato il capolavoro sul banco per una disgrazie di copertina.  E adesso? Cosa ne faccio? Cioè, avevo sul serio bisogno di un altro Blog?Li ho messi in fila, ho fatta la conta e di quelli che ricordo aver scribacchiato ne mancano almeno 3. C&#8217;era quello di poesie tutte d&#8217;amore di qualcosa o qualcuno, c&#8217;era quello di invettive con belle fotografie, c&#8217;era quello un pò e un pò che manco mi ricordo come mi ero chiamata. In tutti c&#8217;ero io. Qualcuno ha persino funzionato a mozzichi, che quando non hai obiettivi &#8220;alti&#8221; allora basta che qualcuno ti dia il buongiorno e sembra che già si sia sulla cresta dell&#8217;onda. Il piacere maggiore resta la autoreferenzialità. Il sacrosanto &#8221; me la canto e me la suono&#8221;. Poi si diventa grandi. Così pare. E diventando grandi un poco di coraggio di far le cose per bene uno se non ce l&#8217;ha, alla faccia di DonAbbondio, se lo deve dare. Quindi mi armo. Mi vesto a festa e vado alla Sagra della Buona Volontà. Mi impegno, lo giuro. Metto qui tutto, mi comporto da grande. Non disprezzo niente che io abbia scritto con gusto. Rifaccio la punta ai coltelli e metto in fila i miei soldatini. Cosa può venirne fuori? E che sono la custode della mia coscienza io?</p>
<p style="text-align:justify;">m.c.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'incantatrice (Un lontano intoccabile)]]></title>
<link>http://lamontagnaincantata.wordpress.com/2009/11/28/lincantatrice-un-lontano-intoccabile/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 10:13:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>ange</dc:creator>
<guid>http://lamontagnaincantata.wordpress.com/2009/11/28/lincantatrice-un-lontano-intoccabile/</guid>
<description><![CDATA[La fede nella parola è ciò che io definisco Classico. Il dubbio sulla parola è ciò che io definisco ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[La fede nella parola è ciò che io definisco Classico. Il dubbio sulla parola è ciò che io definisco ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[tempo per te]]></title>
<link>http://eterofono.wordpress.com/2009/11/26/tempo-per-te/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 20:10:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>stan</dc:creator>
<guid>http://eterofono.wordpress.com/2009/11/26/tempo-per-te/</guid>
<description><![CDATA[Non riuscivi a prendere del tempo per te. Questo alla fine mi sembra il concetto di It&#8217;s your ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Non riuscivi a prendere del tempo per te.</p>
<p>Questo alla fine mi sembra il concetto di It&#8217;s your time dei Planet Funk.</p>
<div id="attachment_60" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://eterofono.wordpress.com/files/2009/11/901-locale.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-60" title="Planet Funk" src="http://eterofono.wordpress.com/files/2009/11/901-locale.jpg?w=150" alt="" width="150" height="100" /></a><p class="wp-caption-text">Planet Funk</p></div>
<p>Di certo nella propria campana di vetro si sta bene: ci si fanno i cazzi propri, non si lede nessuno e non si porta beneficio a nessuno. Di certo nella propria campana di vetro si ha un sacco di tempo per sè!</p>
<p>Beh allora kick the habit! La campana non porta da nessuna parte, vecchio.</p>
<p>Oppure potrebbe parlare di una persona troppo indaffarata per capire cosa gli sta capitando davvero. Sai, quando hai sempre qualcosa in testa e mai un secondo per guardarti da fuori, per capire chi cazzo sei, per capire se usciresti mai a cena con te stesso.</p>
<p>Potrei dedicarla ma sarebbe una gentilezza..</p>
<p>Prenditi 3:15 di tempo e cerca di capire quando la musica..</p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/JIf7iwEKmBQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/JIf7iwEKmBQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:center;">I remember when you once said<br />
It&#8217;s not about the regrets<br />
It&#8217;s not about the mind-set<br />
It doesn&#8217;t happen all the time</p>
<p style="text-align:center;">I got the key to unlock<br />
Working for the non-stop<br />
Heading for a big rock<br />
It happens every time</p>
<p style="text-align:center;">Breathe and take the next step<br />
Buy a ticket to the shipwreck<br />
We need some time to reflect<br />
Now the weather&#8217;s fine</p>
<p style="text-align:center;">I remember how you started<br />
I remember how you once felt<br />
The world was always too much<br />
For you to take, your time&#8230;<br />
your time<br />
your time&#8230;<br />
your time<br />
your time<br />
your time&#8230;<br />
your time<br />
your time<br />
your time<br />
yo yo yo your time</p>
<p style="text-align:center;">You need to kick the habit<br />
You need to reach and grab it<br />
You know that being humble<br />
Will only get you so far</p>
<p style="text-align:center;">Stand upon your own feet<br />
Pick the one that looks sweet<br />
Enjoy the taste of fresh meat<br />
And take your time</p>
<p style="text-align:center;">I remember how you started<br />
I remember how you once felt<br />
The world was always too much<br />
For you to take, your time&#8230;<br />
your time<br />
your time&#8230;<br />
your time<br />
your time<br />
yo yo yo your time&#8230;<br />
your time<br />
your time<br />
your time<br />
yo yo yo your time&#8230;<br />
your time<br />
your time<br />
your time</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Liberame de mis recuerdos...]]></title>
<link>http://scaladicristallo.wordpress.com/2009/11/26/liberame-de-mis-recuerdos/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 11:39:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>kate</dc:creator>
<guid>http://scaladicristallo.wordpress.com/2009/11/26/liberame-de-mis-recuerdos/</guid>
<description><![CDATA[giovedi 26 novembre 2009 Paura&#8230;voglia di sparire Cuore Invadente, Cuore che mente e oscura, cu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>giovedi 26 novembre 2009</p>
<p><a href="http://scaladicristallo.wordpress.com/files/2009/11/lacrime_by_darkmercy.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-673" title="lacrime" src="http://scaladicristallo.wordpress.com/files/2009/11/lacrime_by_darkmercy.jpg" alt="" width="500" height="847" /></a></p>
<p><strong><em>Paura&#8230;</em><em>voglia di sparire</em></strong></p>
<p>Cuore Invadente, Cuore che mente e oscura, cuore che inganna e ferisce&#8230;<br />
Lacrime che solcano le guance ormai abituate al pianto.<br />
Occhi rossi che hanno visto troppo e non vogliono più vedere.<br />
Labbra che supplicano questo corpo,<br />
questa anima di smetterla di ferirmi, di tradirmi.<br />
Emozioni difficili da tradurre,<br />
Emozioni difficili da dimostrare.<br />
Bugie che sono verità e verità che sono bugie.<br />
Tutto è vano e niente è concreto.<br />
Il corpo fluttua e non ha sostanza,<br />
Desiderio di essere un sogno e di poter sparire all&#8217;istante.</p>
<p>Voglia di comprendere<br />
ma paura di non farcela,<br />
paura di sbagliare,<br />
perchè già troppe volte si è sbagliato&#8230;<br />
Paura&#8230;</p>
<p>kate</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[stop]]></title>
<link>http://cybersensations.wordpress.com/2009/11/26/stop/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 09:22:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>Lord_Dex</dc:creator>
<guid>http://cybersensations.wordpress.com/2009/11/26/stop/</guid>
<description><![CDATA[ogni periodo, prima o poi, deve terminare con un punto. per riprendere fiato, per distanziare il per]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>ogni periodo, prima o poi, deve terminare con un punto.<br />
per riprendere fiato, per distanziare il periodo che segue, per cominciarne uno nuovo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Immigrati in Veneto: passato, presente, futuro]]></title>
<link>http://polesine.wordpress.com/2009/11/26/immigrati-in-veneto-passato-presente-futuro/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 03:10:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>polesine</dc:creator>
<guid>http://polesine.wordpress.com/2009/11/26/immigrati-in-veneto-passato-presente-futuro/</guid>
<description><![CDATA[inviato da: CSV centro servizi volontariato di Rovigo Il giorno 27 e 30 novembre 2009 presso i Chios]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>inviato da: CSV centro servizi volontariato di Rovigo</p>
<p>Il giorno 27 e 30 novembre 2009 presso i Chiostri di Santa Corona a Vicenza e la Sala Oliva (detta degli Arazzi) dell&#8217;Accademia dei Concordi a Rovigo, il Centro europeo per lo Sviluppo realizza due  <a href="http://rovigo.blogolandia.it/2009/11/26/immigrati-in-veneto-passato-presente-futuro/"> CONTINUA A LEGGERE: Immigrati in Veneto: passato, presente, futuro </a> </strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Violenza sulle donne...]]></title>
<link>http://scaladicristallo.wordpress.com/2009/11/25/violenza-sulle-donne/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 17:26:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>kate</dc:creator>
<guid>http://scaladicristallo.wordpress.com/2009/11/25/violenza-sulle-donne/</guid>
<description><![CDATA[mercoledi 25 novembre 2009 &nbsp; GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA VIOLENZA SULLE DONNE &nbsp; Sono 140]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>mercoledi 25 novembre 2009</p>
<p>&#160;</p>
<p><strong>GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA VIOLENZA SULLE DONNE</strong></p>
<p>&#160;</p>
<p><strong><img class="alignnone" src="http://www.pourfemme.it/wp-galleryo/violenza-sulle-donne/violenza-donne.jpg" alt="" width="321" height="480" /><br />
</strong></p>
<p><em>Sono 140 miilioni le donne che subiscono la violenza domestica</em></p>
<p>(25 Novembre 2009) &#8211; La Giornata Internazionale dela violenza sulle donne venne istituita con la risoluzione 54/134 dell’ ONU nel 1999 invitando governi, organizzazioni governative e non, media e società civile a sensibilizzare sulla violenza di genere le società. In particolare il 25 Novembre è stato scelto perché è la data in cui vennero uccise le tre sorelle Mirabal, assassinate nel 1960 nella Repubblica Dominiciana per il loro impegno politico contro l’allora dittatore Trujillo.</p>
<p>Tale data è diventata così il simbolo dell’atto d’accusa della società civile  nei confronti del fenomeno, purtroppo, ancora in crescita, delle violenze sulle donne.</p>
<p><em>Femminicidio </em> è un neologismo puro e crudo che fa da contenitore a parole come molestie, aggressioni, omicidi, eventi non diversamente lesivi della dignità delle donne e mostra il quadro culturale profondamente arretrato con il quale in l’Italia e nel mondo si arenano le azioni di contrasto alla violenza in genere. Qualche operazione occasionale del Ministero delle pari opportunità ed il gioco è fatto.</p>
<p>E&#8217; una sensibilizzazione che dovrebbe attraversare il luogo privilegiato della violenza, la famiglia patriarcale, dove si consuma la più alta percentuale di violenza. Ma anche i luoghi di lavoro, dove precarietà, bassi salari e mobbing sono il frutto perverso dei provvedimenti governativi per <em>risanare</em> l’economia in crisi, smantellando lo stato sociale (asili, scuole, sanità pubblica) e cercando di fare arretrare le donne verso l’antico ruolo tradizionale di mogli e madri. Anni ancora vicini, che le donne non hanno dimenticato, inabilitate come erano, ad esprimere la propria soggettività e la radicalità delle proprie differenze, costrette di fatto a rinunciare ad un’indipendenza economica che è il primo strumento per uscire dalla violenza. La violenza sulle donne non ha tempo, non ha confini, non risparmia nessuna nazione, nessun paese industrializzato o in via di sviluppo che sia. Sono 140 milioni le donne nel mondo, vittime di abusi fisici, psichici, psicologici, sessuali, oggetti di tratta, aborti selettivi, mutilazioni, molestie sulle quali non si interviene tempestivamente -diremo emotivamente al momento della richiesta di aiuto- ma quando pare sia opportuno per tutta una serie di operazioni mentali e burocratiche che non si possono analizzare.</p>
<p>Se diamo parole alle immagini non possiamo non citare il <em>Segreto di Esma</em>, distribuito con il patrocinio di Amnesty International che fotografa il ritratto doloroso di una Saraievo  post- bellica che, nonostante sembri aver superato le ferite fisiche della guerra ne conserva, ancora, tante a livello morale.</p>
<p>Ecco, perché, oggi le donne portano addosso qualcosa di bianco per mostrare la purezza del loro sguardo sereno a chi vuole addossare loro colpevolezze ancestrali, a chi si rinchiude dentro bozzoli padronali, a chi vuole addomesticare , trafficare, mercificare i corpi con tutti gli elementi psichici e carnali, a chi vuole torturare, a chi vuole eliminare, presidiare.</p>
<p>In una città come Palermo dove tutto appare e scompare, spicca a tema l&#8217; iniziativa organizzata dalla Scuola di Specializzazione della Gestalt, un’esperienza integrata scaturita dall’incontro tra metodologie differenti (arteterapia, psicodramma analitico junghiano e psicoterapia della Gestalt),  che fanno del processo creativo lo strumento di lettura delle trasformazioni individuali e sociali, con laboratori intensivi per dialogare col maschile e femminile.</p>
<p>Odette Miceli<br />
25/11/2009</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#8230;.Mi sento parte di queste donne!</p>
<p>kate</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[C'è ordine ed equilibrio nelle storie]]></title>
<link>http://ilricordoperduto.wordpress.com/2009/11/25/ce-ordine-ed-equilibrio-nelle-storie/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 17:12:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>max</dc:creator>
<guid>http://ilricordoperduto.wordpress.com/2009/11/25/ce-ordine-ed-equilibrio-nelle-storie/</guid>
<description><![CDATA[La gente non ha mai avuto problemi a cancellare il passato quando dava troppo fastidio. La carne bru]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://ilricordoperduto.wordpress.com/files/2009/11/mare_vela.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-628" title="mare_vela" src="http://ilricordoperduto.wordpress.com/files/2009/11/mare_vela.jpg" alt="" width="500" height="319" /></a></p>
<p>La gente non ha mai avuto problemi a cancellare il passato quando dava troppo fastidio. La carne brucia, le foto bruciano e la memoria, cos’è? Nient’altro che il vaneggiamento imperfetto di stolti che non vogliono convincersi della necessità di dimenticare. Quello poi che non si può distruggere si può alterare. I morti non urlano. C’è una certa attrattiva in ciò che è morto. Preserva infatti tutte le qualità migliori della vita senza nessuna di quelle noiose complicazioni consuete fra gli esseri viventi. Stronzate, lamentele, bisogno d’affetto. Si può vendere all’asta, esporre, collezionare. E’ molto più comodo fare il collezionista di oggetti curiosi perchè se sei curioso, devi avere moltissima pazienza, stare lì ore e ore e vedere cosa succede. Devi aspettare sulla spiaggia finchè non comincia a fare freddo, o sei costretto a investire i tuoi risparmi in una barca col fondo di vetro, che è molto più cara di una canna da pesca, ma ti mette in contatto con gli elementi. Chi è curioso è sempre in pericolo. Se sei curioso rischi di non far più ritorno a casa, come quegli uomini che vivono adesso con le sirene sul fondo del mare. O coloro che scoprirono Atlandide. [....] Perciò, essendo ragionevole, il collezionista si circonderà piuttosto di cose morte e ripenserà a quando il passato viveva, si muoveva ed era popolato. Il collezionista vive in una stazione ferroviaria abbandonata e guarda vecchi filmati di treni in movimento. E’ il morto vivente primordiale. Per questo il passato, proprio perchè è passato, si rivela malleabile solo là dove una volta era flessibile. Una volta poteva cambiare idea, ora può solo subire un cambiamento. Le lenti possono essere tinte, deformate, spaccate. Quello che importa è che l’ordine alla fine prevalga… e se si è un gentiluomo del Settecento, che abbassa le tendine mentre la carrozza sobbalza sui sassi di un valico alpino, bisogna sapere quello che si sta facendo, fingendo un ordine che non esiste solo per darci una sicurezza che può esistere. C’è ordine ed equilibrio nelle storie.</p>
<p><em>Janette Winterson da “Non ci sono solo le arance”</em></p>
<p><em>In sottofondo: &#8220;Somebody already broke my heart&#8221; &#8211; Sade</em></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/a8NAXMruxW4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/a8NAXMruxW4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fiorellino giramondo volume 1 (un'estate al mare)]]></title>
<link>http://notturno62.wordpress.com/2009/11/25/fiorellino-giramondo-volume-1-unestate-al-mare/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 12:00:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>notturno62</dc:creator>
<guid>http://notturno62.wordpress.com/2009/11/25/fiorellino-giramondo-volume-1-unestate-al-mare/</guid>
<description><![CDATA[http://www.youtube.com/watch?v=NZposfBA6pI Ok. E&#8217; fatta, i miei sono partiti! Per l&#8217;esat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=NZposfBA6pI">http://www.youtube.com/watch?v=NZposfBA6pI</a></p>
<p>Ok. E&#8217; fatta, i miei sono partiti! Per l&#8217;esattezza mio padre pare fosse sveglio circa alle 6 del mattino sperando che mia madre lo seguisse a ruota ma chiaramente, mia madre, pare lo abbia guardato, abbia sorriso e si sia rigirata nel letto svegliandosi intorno alle 8. Mio padre nel frangente ha riempito la macchina di ogni ben di Dio, cane compreso, cane che ogni volta che entra in una macchina teme di esser abbandonato al primo angolo sperduto ma questo è frutto del trauma subito quando era cucciolo dato che, sperduto e ad un angolo, lo trovammo noi nel lontano &#8216;98. Certi traumi non si superano. Detto questo, io mi son svegliata intorno alle 9, ho preparato il caffè e deciso che prima avrei bevuto una moka intera e poi affrontato la telefonata con mia madre. Diversamente avrei avuto poche speranze di riuscita, del resto, <em>&#8220;la grandezza di una persona sta nell&#8217;ammettere i propri limiti</em>&#8221; come disse in sede d&#8217;esame il prof di Diritto Tributario quando io, subdola come non mai, cercai di salvare il 26 estorto al suo assistente in un dialogo di questo tipo:</p>
<p>-Signorina come mai lei il processo tributario lo sa&#8230;così! (a dire&#8230;di merda va!ma non poteva dirlo)</p>
<p>-Vede prof, io potrei dirle qualsiasi cosa adesso, compreso usar la carta dell&#8217;emozione ma chiaro è che son serenissima in questo momento(lui annuisce sornione) e poche cose mi agitano sul serio(lui sorride partecipe) e ad un certo punto della vita uno impara ad esser onesto con se stesso(lui annuisce grave)..ecco, vede, la sua materia non fa per me(lui si paralizza e io entro in campo minato con l&#8217;energia dei marines), mentirei se dicessi il contrario e quel 26(lui è travolto tipo da una lieve scossa!) che ho preso col suo assistente per me rappresenta tanto dato che ho faticato per comprendere tutto ciò che è tributo quindi, quando son arrivata a studiar il secondo volume, quello sul processo, notando che era materia più vicina a me, a questi studi, ho peccato d&#8217;arroganza credendo di poterla studiare in meno tempo(lui si fa riflessivo). Mi son quindi concentrata sulla prima parte e questo è il risultato, mi dispiace, ma questa è la verità e, vede, lei ora mi può mandar via (lui è dispiaciuto) ma non credo le cose cambierebbero di molto perchè ho studiato così tanto la prima parte senza afferrarla che mi devo fermare qui, di più non comprenderei comunque(lui sembra mio padre!!).</p>
<p>Chiaro è che il 26 non lo salvai ma meritavo di esser cacciata con un calcio nel fondoschiena sapendo metà programma, invece presi un 25 per la faccia da culo e, del resto, è anche questo che ti insegnano a Legge, se non la prima cosa. Quel che conta oltre alla preparazione resta la serenità mista allo stoicismo, la buona parlantina e una grande, fotonica, faccia da culo! Elementi che, ad essere sincera, non mi son mai mancati e neppure quando, subito dopo l&#8217;esame, passai al volo nella libreria giuridica per rivendere il libro sul processo tributario che era NUOVO, scricchiolava ancora se provavi ad aprirlo e la tizia della libreria guardandomi dubbiosa disse:</p>
<p>-Ehi ma non lo hai preso la settimana scorsa??</p>
<p>-Eh si, mi son sbagliata, non devo studiarlo questo volume, posso rivendertelo?</p>
<p>-Certo!</p>
<p>(e vai di soldi indietro!)25 sul libretto, 20 euro in tasca e una Tributarista in meno nel brutto mondo dei Tributaristi. Nessuno sentirà la mancanza dell&#8217;altro, credo. Comunque, tornando ai miei, alla fine son partiti intorno alle 9 e 30 e alle 10 e 30 io ho trovato il coraggio e li ho chiamati. Mia madre porta addosso l&#8217;euforia della sposina in viaggio di nozze e non la si tiene. Parlo con lei e mi figuro la scena di mio padre che guida scoglionato perchè è sveglio dalle 6 e ancora non si è rassegnato all&#8217;idea di aver messo su una famiglia che al mattino vuol dormire e ha sempre ragionato della serie: &#8220;perso un treno acciappo l&#8217;altro!&#8221; mentre lui ragiona della serie &#8220;perso un treno sono fottuto, A VITA!&#8221;.Chiaro è che a casa mia, parliam tutti lingue differenti, da sempre. Parlo con mia madre e immagino Ronni con la sua sindrome dell&#8217;abbandono che si agita sul sedile posteriore e intanto mamma mi dice di provare a parlarci!</p>
<p>-Vuoi parlare con la sorellina??</p>
<p>-Mamma che dici? Dai è tardi, devo far la valigia anche io!</p>
<p>-Su, un secondo, dì il suo nome te lo passo!</p>
<p>-A R G H!</p>
<p>-Niente Ro non reagisce!</p>
<p>Ho riso e ho messo giù dicendo che ci saremmo sentiti in itinere. Tempo mezz&#8217;ora e mia madre mi richiama, ride:</p>
<p>-Roooooo!ahahahahah!Senti!Senti!Riesci a sentire???</p>
<p>-Cosa?</p>
<p>-La canzone!!&#8217;Spetta che avvicino il telefono alla cassa!Senti che ho trovato!Non ti ricorda niente??????</p>
<p>-Non sento nulla mami!</p>
<p>-Alzo il volume!(e sento mio padre che si sganascia dandole della matta!)&#8230;Ricordi???</p>
<p>è stato lì che l&#8217;ho sentita&#8230;è stato lì che è successo!Il passato che ritorna, improvviso, inarrestabile, un fiume in piena di ricordi e a momenti mi prende un coccolone! La vecchia mini di mio padre, quella con cui partirono addirittura per il viaggio di nozze, per intenderci! Mia madre in pareo e cappello di paglia, mio padre al volante che sclera per il caldo e contro noi che siamo sempre in ritardo <em>chè al mare si va alle 7 del mattino non alle 11!!(eeccerto!).</em> Mia sorella e io che ci ammazziamo sul sedile posteriore mentre proviamo a giocar con le carte che cadono ad ogni curva! Mia madre che urla di farla finita altrimenti non ci compra il cornetto alla crema, <em>quello buono, </em>del baretto sulla spiaggia e io penso ai litri di crema anti abbronzatura che ci ha spalmato addosso e che lasciamo sui sedili in pelle ad ogni curva di cui prima! Mio padre che urla che gli sporchiam la macchina, che la gente non sa guidare, che c&#8217;è traffico e ogni tanto, come posseduto,dice <em>che panorama! Che</em> <em>giornata!</em> poi torna a sclerare giusto per non perdere il ritmo! Tutto torna in un secondo, compreso l&#8217;ombrellone che fanno sempre portare a me e mi sbilancia e mi<em> incappotto</em> ad ogni passo, compreso il frigorino (tipico anni &#8216;80!) con l&#8217;acqua che per farla uscire devi schiacciare un bottone che non funziona manco a pagarlo e intanto ti si storce un dito e quando funziona l&#8217;acqua sa di plastica. Tutto torna perchè mia madre, in quel momento,  ha messo su, dal niente, questa:</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Vf-Xlc_k8mo">http://www.youtube.com/watch?v=Vf-Xlc_k8mo</a></p>
<p>Lei canta come allora e io rido che a momenti muoio. Io li amo, maledizione, e adesso ho solo una gran voglia di vederli, faccio la valigia e parto!</p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[[SEGRETI DI FAMIGLIA: F.F. COPPOLA L'ITALIANO]]]></title>
<link>http://blaluca.wordpress.com/2009/11/25/segreti-di-famiglia-f-f-coppola-litaliano/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 10:26:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>blaluca</dc:creator>
<guid>http://blaluca.wordpress.com/2009/11/25/segreti-di-famiglia-f-f-coppola-litaliano/</guid>
<description><![CDATA[È la terza volta che mi ritrovo a parlare qui su Blaluca dell&#8217;ultimo film di Francis Ford Copp]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">È la terza volta che mi ritrovo a parlare </span><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">qui su Blaluca </span><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">dell&#8217;ultimo film di Francis Ford Coppola, <em>Tetro &#8211; Segreti di famiglia</em>. Rispetto alle due precedenti (vedi <a href="http://blaluca.wordpress.com/2009/08/07/639/">qui</a> e <a href="http://blaluca.wordpress.com/2009/09/05/tetro-pt-2/">qui</a>) la differenza è che ho visto il film (ieri sera) perché venerdì scorso finalmente è uscito nelle sale italiane. Mi è piaciuto molto. La premessa a questi miei appunti sul film è che </span><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">sui media italiani </span><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">mi sono occupato spesso di Argentina, Paese dove ho viaggiato qualche volta e dove è ambientato il film.</span></p>
<div id="attachment_1522" class="wp-caption aligncenter" style="width: 710px"><a href="http://blaluca.wordpress.com/files/2009/11/vincent-gallo-e-il-protagonista-del-film-tetro-diretto-da-francis-ford-coppola-120012.jpg"><img class="size-full wp-image-1522" title="vincent-gallo-e-il-protagonista-del-film-tetro-diretto-da-francis-ford-coppola-120012" src="http://blaluca.wordpress.com/files/2009/11/vincent-gallo-e-il-protagonista-del-film-tetro-diretto-da-francis-ford-coppola-120012.jpg" alt="" width="700" height="466" /></a><p class="wp-caption-text">Un&#39;immagine tratta da &#34;Tetro - Segreti di famiglia&#34;</p></div>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Il distacco fisico non serve a nulla se manca il distacco interiore; la fuga lascia il problema irrisolto. A supporto del distacco ci può anche essere (stata) la scrittura, che libera la memoria e magari accantona passato e dolori connessi su un ammasso di fogli di carta rinchiusi in una valigia relegata sopra un armadio. Ma gli espedienti sottostanno al caso dunque le probabilità che possano durare fino alla fine sono pari a quelle che li condannano a crollare. Quando Tetro (Vincent Gallo), dopo anni di distacco dai suoi affetti familiari, si ritrova di fronte il fratello minore la (storia della) sua famiglia gli ripiomba addosso, per giunta con l&#8217;ingenuità e la fame di curiosità di fine adolescenza: Bennie (Alden Ehrenreich) ha diciotto anni.<br />
Questo è il prologo di un film profondamente italiano ma realizzato da un italiano che non poteva che nascere e crescere altrove (negli Usa). C&#8217;è la famiglia, il luogo dove ristagna la società italiana (se l&#8217;Italia è provinciale e mafiosa lo deve per lo più alla sacra istituzione familiare) e dunque dove maestri e onesti registi del cinema italiano hanno spesso trovato fortuna. Ma la famiglia del film di Francis Ford Coppola (Detroit, 1939) sta a Buenos Aires, capitale del Paese più italiano fuori dall&#8217;Italia, dove la cultura italiana viene regolarmente celebrata, dove si conservano tradizioni del nostro Paese che qui si stanno perdendo (banalmente basti vedere quanti negozi di pasta fresca ci sono nella città più industrializzata, Buenos Aires appunto); una &#8216;nazione-sangue misto&#8217; ricchissima di risorse e composta anche da milioni di italiani in cui Coppola penetra con esperienza e coscienza. Ma questo Paese in Italia, per responsabilità imputabili più che altro ai piani alti, è culturalmente snobbato, con una supponenza da arricchiti. In questa famiglia italiana trapiantata in Argentina e inventata dalla penna di Coppola poi c&#8217;è l&#8217;arte, anzi il genio addirittura, e in Italia da tempo, forse per pudore, non si celebra più questo genio artistico (ce ne sarebbe modo e/o motivo?), magari lo si rievoca o imita, ma sempre con goffaggine. Anche Coppola con <em>Tetro &#8211; Segreti di famiglia </em>parla del passato &#8211; glorioso solo in apparenza -, ma per lo più racconta il presente e in questo passaggio temporale-generazionale il genio, seppure minacciato da un padre senza scrupoli rifugiatosi negli Usa (lo stesso personaggio in Italia, genio o non genio, raccomanderebbe il figlio), non si perde. Dunque il presente in bianco e nero e il passato a colori (solo esteticamente come in <em>Bonjour Tristesse</em> di Otto Preminger) è solo un&#8217;illusione, perché qualche tinta, seppure meno sfarzosa, può esserci anche oggi; basta badare un po&#8217; di più agli affetti ritrovati.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Di spigolature e frattali]]></title>
<link>http://mylifeispeachy.wordpress.com/2009/11/23/presenze/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 22:43:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>dorianwayne</dc:creator>
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<description><![CDATA[Di spigolature e frattali è colma la città. Le linee rette dei palazzi filtrano la luce, sostituendo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter" title="Il cielo sopra Berlino" src="http://farm4.static.flickr.com/3619/3323099478_94a3d43fab.jpg" alt="" width="474" height="319" /></p>
<p style="text-align:justify;">Di spigolature e frattali è colma la città. Le linee rette dei palazzi filtrano la luce, sostituendosi alle nuvole mancanti. Luci, riflessi e geometrie si alternano negli spazi come presenze sovrannaturali. Fantasmi sono quello che noi percepiamo.<br />
Dalle bugie che raccontiamo a noi stessi e agli altri, alle verità che stentano a venire.<br />
Il destino, col suo sorriso beffardo ci raggiunge, senza preavviso, compiendo il suo caotico piano, nato agli albori di questa era.<br />
Prevederne i movimenti sarebbe impossibile.<br />
Non ci resta che osservare, giorno dopo giorno, le spigolature, i frattali, le presenze che la città lascia sfuggire ai misteri della nostra vita.</p>
<p style="text-align:justify;">Fino a quando a quando abbandoneremo ciò che siamo, e saremo ciò che è stato.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">immagine &#124; <a href="http://www.flickr.com/photos/gold85/3323099478/" target="_blank">Il cielo sopra Berlino</a> di Glare85.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Come un sospiro]]></title>
<link>http://etherchild.wordpress.com/2009/11/23/come-un-sospiro/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 22:32:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>etherchild</dc:creator>
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<description><![CDATA[Fuggevole incontro di luce, avvolto da dolci tenebre, risveglia profumi remoti di un tempo mai perdu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Fuggevole incontro di luce,<br />
avvolto da dolci tenebre,<br />
risveglia profumi remoti<br />
di un tempo mai perduto.</p>
<p>Non disperare mio cuore nascosto<br />
saturo di lacrime mai piante.<br />
Accogli invece fra le tue braccia<br />
quel sincero respiro trasparente.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Così è la vita]]></title>
<link>http://aliusetidem.wordpress.com/2009/11/22/cosi-e-la-vita/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 17:10:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>ναℓєитιиα</dc:creator>
<guid>http://aliusetidem.wordpress.com/2009/11/22/cosi-e-la-vita/</guid>
<description><![CDATA[  Capita sempre così: che quando pensi di aver tagliato i ponti con qualcuno, qualcosa o col passato]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter" title="abbraccio" src="http://www.sclerosi.org/forum/images/users/1435_abbraccio_2.jpg" alt="" width="376" height="220" /></p>
<p style="text-align:center;"> </p>
<p style="text-align:center;">Capita sempre così: che quando pensi di aver tagliato i ponti con qualcuno, qualcosa o col passato e ti sei quasi autoconvinto che non te ne importa più niente&#8230; questo ti ripiomba addosso con tutta la sua forza. Ed è lì che capisci cosa stavi per perdere.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Natale...una festa a scopo di lucro!...]]></title>
<link>http://scaladicristallo.wordpress.com/2009/11/21/natale-una-festa-a-scopo-di-lucro/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 11:14:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>kate</dc:creator>
<guid>http://scaladicristallo.wordpress.com/2009/11/21/natale-una-festa-a-scopo-di-lucro/</guid>
<description><![CDATA[sabato 21 novembre 2009 &nbsp; L’ostilità al Natale e a quello che esso significa con l’incanto del ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>sabato 21 novembre 2009</p>
<p><img class="alignnone" src="http://2.bp.blogspot.com/_rtyUXcLVqmM/SU3_ha21okI/AAAAAAAAABg/2ws2MuURoak/s400/natale.jpg" alt="" width="400" height="300" /></p>
<p>&#160;</p>
<p>L’ostilità al Natale e a quello che esso significa con l’incanto del presepio, nascono da un impoverimento spirituale che non riguarda soltanto coloro che vivono in un clima di tradizione cristiana.</p>
<p>Probabilmente la maggioranza di quei nostri contemporanei nutre nei confronti della festa (e in genere nel confronti di tutte le tradizioni festive) un’indifferenza provocata da una perdita di significato.</p>
<p>Crede, cioè, di trovarsi di fronte a qualcosa di falso, di infantile e regressivo, ad una commedia menzognera, e con questo rivelerà il primo male di cui lei, la maggioranza delle persone, non il Natale, soffre.</p>
<p>Il male costituito dalla perdita di quella che in antico era la virtù della magnificenza.<br />
Ma questa perdita dello spirito di magnificenza non è che il primo dei mali che si possono diagnosticare a partire dalla presente ostilità davanti al Natale.</p>
<p>A questo male se ne accompagna un altro e ben più grave, l’atteggiamento di sufficienza con cui quella stessa maggioranza che si suppone adulta, guarda al presepe.</p>
<p>Per essa il presepe è un mucchio di cartapesta, tante lampadine, qualche angelo di cartone. Paccottiglia devozionale.</p>
<p>E qui appare, appunto, l’altra lacuna: l’inaridimento dello spirito di meraviglia. Inaridimento dello stupore e della riverenza di fronte al sempre rinnovato mistero dell’esistenza. Spirito di meraviglia che è segno di giovinezza spirituale e di cui il presepe è ad un tempo la spia indicativa e il primo motore (almeno nel tempo ormai lontano della nostra infanzia).</p>
<p>La spontaneità, infatti, la gioia di chi non cessa, adulto, di stupirsi di fronte allo spettacolo inesauribile delle cose abituali (il fatto di vivere e di morire, la bellezza del mondo &#8211; O. Wilde diceva che apprezzeremmo di più i tramonti se li pagassimo -, gli esseri che amiamo, le opere da compiere e così via), quella spontaneità, dicevo, vive in segreta intesa e consonanza con la reverenza e la gioia che abbiamo cominciato a provare da bambini scorgendo, la mattina presto, dalla fessura della porta la luce della grotta del presepe con i regali intorno.</p>
<p>Lì, in quel momento del nostro passato, se abbiamo avuto gli occhi per vedere, abbiamo cominciato ad accumulare un tesoro di esperienza, l’esperienza della meraviglia, che nell’ora del non-senso e del dolore, nell’ora della piatta insignificanza che presto o tardi si sarà fatalmente accompagnata al nostri transiti ulteriori, ci è stata sommamente utile.</p>
<p>E quella maggioranza che vede nel Natale una sciocchezza e nel presepe una commedia infantile, non si rende conto di quale enorme difesa di fronte alla stanchezza della vita, alle abitudini, ai tedi, alle fatiche, essa privi il bambino, e col bambino l’uomo, quando reprima e lanci l’interdetto a quello spirito di stupore.</p>
<p>L&#8217;uomo moderno, è incapace di capire che il nostro guaio non sta nel fatto che il mondo cessa di dare ma nel fatto che abbiamo perso la capacità di apprezzare.</p>
<p>Il più grande poeta di questo secolo, l’angloamericano T.S. Eliot in questa sua poesia su &#8220;<em><strong>La coltura degli alberi di Natale</strong></em>&#8221; dice:<br />
<em><br />
Vi sono molti atteggiamenti riguardo al Natale<br />
E alcuni il possiamo trascurare:<br />
Il torpido, il sociale, quello sfacciatamente commerciale,<br />
Il rumoroso (essendo il bar aperto fino a mezzanotte),<br />
E l’infantile &#8211; che non è quello del bimbo<br />
Che crede ogni candela una stella, e l’angelo dorato<br />
Spieganti l’ale alla cima dell’albero<br />
Non solo una decorazione, ma anche un angelo.<br />
Il fanciullo stupisce di fronte all’albero di Natale<br />
Lasciatelo dunque in spirito di meraviglia<br />
Di fronte alla Festa, a un evento accettato non come pretesto.<br />
Così che il rapimento splendido, e lo stupore<br />
Del primo albero di Natale ricordato, e le sorprese, l’incanto<br />
Dei primi doni ricevuti (ognuno<br />
Con un profumo inconfondibile e eccitante).<br />
E l’attesa dell’oca o del tacchino, l’evento<br />
Atteso e che stupisce al suo apparire.<br />
E reverenza e gioia non debbano<br />
Essere mai dimenticate nella più tarda esperienza<br />
Nella stanca abitudine, nella fatica, nel tedio.<br />
Nella consapevolezza della morte, nella coscienza del fallimento<br />
Nella pietà del convertito<br />
Che si potrebbe tingere di vanagloria<br />
Spiacente a Dio e irrispettosa verso i fanciulli<br />
(E qui ricordo con gratitudine anche<br />
Santa Lucia, con la sua canzoncina e la sua corona di fuoco)<br />
Così che prima della fine, l’&#8221;ottantesimo&#8221; l’ultimo, qualunque esso sia<br />
Le accumulate memorie dell’emozione annuale<br />
Possano concentrarsi in una grande gioia<br />
Simile sempre a un grande timore, come nell’occasione<br />
In cui il timore giunse ad ogni anima<br />
Perché l’inizio ci ricorderà la fine<br />
E la prima venuta la secondo venuta &#8230;</em></p>
<p><span>Si deve scoprire coi bambini ogni anno davanti all’albero di Natale e al presepe che la vita non è solo un imbuto grigio, una decorazione inutile, un suono di latta, ma anche il luogo di eventi attesi e meravigliosi che rapiscono per il loro apparire &#8211; solo se abbiamo gli occhi per vederli &#8211; come il bimbo che non vede solo una candela ma una stella, che non vede solo una decorazione ma un angelo.</p>
<p>Capire, insieme ai bambini che la vera menzogna è dire che il mondo è una lastra opaca, al di sotto della quale non vi può essere che frustrazione e disgusto.</span></p>
<p>&#160;</p>
<p><span>kate<br />
</span></p>
<p><em><br />
</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[618]]></title>
<link>http://pensiericollaterali.wordpress.com/2009/11/20/618/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 22:53:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>vindab</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il passato si proietta sul presente come una luce che rende visibili alcune possibilità e non altre.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Il passato si proietta sul presente come una luce che rende visibili alcune possibilità e non altre.</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[]]></title>
<link>http://ginsling.wordpress.com/2009/11/20/39/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 15:51:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>starlilynz</dc:creator>
<guid>http://ginsling.wordpress.com/2009/11/20/39/</guid>
<description><![CDATA[Tra qualche giorno sarà esattamente 1 anno da quando ho rimesso piede nell&#8217;Emisfero Nord, e a ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Tra qualche giorno sarà esattamente 1 anno da quando ho rimesso piede nell&#8217;Emisfero Nord, e a volte mi capita di pensare a cosa sarebbe successo se fossi rimasta nella Terra della Lunga Nuvola Bianca&#8230; e soprattutto adesso che laggiù sta arrivando l&#8217;estate,  e dopo aver visto le foto dell&#8217;ultimo party di compleanno di <a href="http://ginsling.wordpress.com/2009/11/14/happy-birthday-miss-d/">Miss D</a>, aver saputo che un mio amico andrà in Nz per due mesi e riguardando un pò di foto scattate laggiù, un pò di nostalgia di Auckland mi è venuta&#8230;</p>
<p>&#8230;L&#8217;altra mattina ho ricevuto inaspettatamente due emails inaspettate: la prima  dai miei ex coinquilini che non sentivo da un pò&#8230; il bimbo che avevo visto nascere ora ha 15 mesi ed è un bel giovanotto, il cane magico si è rotto una zampa, e soprattutto hanno cambiato casa&#8230;per cui la casa dei pirati non esiste più&#8230;</p>
<p>..la seconda email era da Miss D , che mi diceva che il nostro bar ha chiuso definitivamente i battenti&#8230;</p>
<p>Anche se può risultare insignificante, mi ha fatto bene ricevere queste due email, perchè mi hanno fatto capire che il micromondo che mi ero creata ( e che avevo in un certo senso idealizzato) NON esiste più&#8230;e non sarebbe più esistito anche se fossi rimasta&#8230;</p>
<p>Per cui ora so che tornerò in Nz (perchè ci tornerò&#8230;prima o poi) ma ben sapendo che non devo aver rimpianti&#8230;e che doveva andare così&#8230;</p>
<p>O forse avevo bisogno solo di  un &#8220;segno&#8230; <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Shining Night]]></title>
<link>http://playwords.wordpress.com/2009/11/20/shining-night/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 09:27:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>playwords</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ovvìa, a grande richiesta torno un po&#8217; a farmi vivo con questo simpatico testo. Simpatico, dai]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Ovvìa, a grande richiesta torno un po&#8217; a farmi vivo con questo simpatico testo. Simpatico, dai]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Stregata(primo episodio)]]></title>
<link>http://sonoqui.wordpress.com/2009/11/19/il-segno-primo-episodio/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 11:13:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>sonoqui</dc:creator>
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<description><![CDATA[Mentre ero occupata a sbrogliare una matassa di pensieri che occupavano la mia mente, non miaccorsi ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;">Mentre ero occupata a sbrogliare una matassa di pensieri che occupavano la mia mente, non miaccorsi che i miei passi mi stavano portando in tutt&#8217;altro posto.</p>
<p style="text-align:left;">Quando finalmente la mia mente tornò libera già ero in un luogo a me sconosciuto. Stavo per decidere quale direzione prendere per tornare a casa, quando da un vecchio palazzo vicino al luogo dove ero ferma, vidi una persiana aprirsi lentamente e una testa fasciata a mo&#8217; di turbante affacciarsi. Incuriosita rimasi a guardarla e quando stavo per distogliere lo sguardo, la proprietaria della testa, con un cenno della mano mi invitò ad avvicinarmi e sporgendosi ancora di più mi disse di salire da lei. Con mia meraviglia, guardandola più da vicino mi accorsi che il suo volto non mi era sconosciuto, ma non fui in grado di associarla ad un ricordo. La donna mi sollecitò a salire e, dopo avermi detto il piano e il nome sul campanello, aggiunse di non perdere tempo perché aveva da comunicarmi alcune cose.</p>
<p style="text-align:left;">&#8220;Oddio&#8221; &#8211; pensai &#8211; &#8220;questa è matta&#8221;. Ma a tutt&#8217;oggi non riesco a spiegarmi la ragione che mi spinse a salire e a suonare il suo campanello.</p>
<p style="text-align:left;">Non mi fece attendere neanche tre secondi quando venne ad aprirmi.</p>
<p style="text-align:left;">Potei guardarla bene e rimasi piacevolmente sorpresa nel vedere la sua snella figura, il suo sorriso appena accennato, e due occhi profondi dove, forse, qualcuno si era perso per sempre. Mentre ero intenta a guardarla, ero già entrata in una stanza arredata con molto buon gusto, ritrovandomi subito dopo ad ammirare alcuni quadri seduta su una comoda poltrona. Un dipinto attrasse la mia attenzione, così mi alzai e vidi che ritraeva la donna che camminava su una strada di campagna e sembrava dare la mano a qualcuno che nel dipinto non c&#8217;era. Lei, che chiamerò Rama, era di aspetto giovanile, aveva una bellezza eterea, e dopo avermi intensamente guardata negli occhi, pronunciò il mio nome e aggiunse che mi stava aspettando&#8230; <em>continua</em></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Novembre]]></title>
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<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 03:32:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mario</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ed eccolo il novembre. Hai un bel dire che è come gli altri, che un mese è solo un mese. E nemmeno p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Ed eccolo il novembre. Hai un bel dire che è come gli altri, che un mese è solo un mese. E nemmeno p]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[congiunzione dei secoli]]></title>
<link>http://nicolamartocchiadiodati.wordpress.com/2009/11/17/congiunzione-dei-secoli/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 17:54:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Nicola Martocchia Diodati</dc:creator>
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<description><![CDATA[qualcosa cambia. qualcosa è cambiato, chi legge se ne accorge. da stupidi, ingenui, non cogliere una]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>qualcosa cambia. qualcosa è cambiato, chi legge se ne accorge. da stupidi, ingenui, non cogliere una differenza.</p>
<p>nulla a che vedere con l&#8217;abbandonare l&#8217;impegno, mio, politico. continuativo, talvolta distruttivo moralmente. io sempre coerente alla legge morale sotto il cielo stellato. nella difficoltà, tra farisei e sacerdoti del tempio, la mia obbligata croce.</p>
<p>figurarsi rinnegare quanto scritto, l&#8217;invito alla partecipazione, alla responsabilità.</p>
<p><em>qualcuno ci molla, s&#8217;arrocca, cerca il colpo grosso e s&#8217;impalla. qualcuno è intelligente, stupido o folle. così sicuro di sé da non capire che, comunque, di per sé non ce la fa. resisto io che esisto, qui non c&#8217;è altro.</em></p>
<p>necessario all&#8217;essere, però, ritrovare il legame millenario. ci lega e forma. anelli di congiunzione alla terra, all&#8217;acciaio.</p>
<p>rispolvero e lucido quindi la falce e il martello nella mia dimora. con cura devota, slegandomi da un qualsiasi riferimento culturalpolitico. ora, nel gesto, questo. giusto così.</p>
<p>la falce.</p>
<p>ritrovo piacere e dovere verso la terra, madre fruttuosa, la bellezza della genuinità naturale, la crescita curata d&#8217;amore del sostentamento necessario alla vita. atteggiamento e approccio alla vita differente. necessaria, fidatevi, unica via d&#8217;uscita dalla crisi perseverante e invadente. necessaria evoluzione dettata dallo spreco. delitto omicida verso il cuore, il sangue, l&#8217;anima, il mondo, Dio.</p>
<p>legame continuo di padre in figlio da generazioni di Nicola e Antonio. esilio durato qualche decennio. il duemila, con sé,oltre alla disdicevole involuzione umana morale, ci costringe al ritorno a casa.</p>
<p>si rispolverano i fiaschi e le brocche, si prepara il concime per la primavera, si disossa il terreno. lo si fa con mezzi vecchi cent&#8217;anni. sudore e passione attraversano le generazioni e la storia.</p>
<p>il martello.</p>
<p>nulla di più che la tendenza umana alla sopravvivenza e al miglioramento perenne delle condizioni sociali. sempre di più. sempre di più. necessario e superfluo. essenza umana asfissiata dal moderno.</p>
<p>responsabilità da generazioni. attività politica, partecipazione sociale.</p>
<p>ritrovo della terra. dolore fisico. sudore. lavoro.</p>
<p>congiunzione con generazione e secoli.</p>
<p>l&#8217;essenzialità all&#8217;anima. </p>
<p>la mia, quantomeno.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Transurfing - Lo Spazio delle Varianti]]></title>
<link>http://crescereleggendo.wordpress.com/2009/11/17/transurfing-lo-spazio-delle-varianti/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 15:00:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>crescereleggendo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Reality Transurfing presenta un nuovo e entusiasmante modello con il quale si può comprendere meglio]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Reality Transurfing presenta un nuovo e entusiasmante modello con il quale si può comprendere meglio]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Viviamo nel passato?]]></title>
<link>http://etbonvoyage.wordpress.com/2009/11/16/viviamo-nel-passato/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 08:35:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>S.</dc:creator>
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<description><![CDATA[Qualche giorno fa ho avuto una interessante discussione riguardo al fatto che noi italiani guardiamo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Qualche giorno fa ho avuto una interessante discussione riguardo al fatto che noi italiani guardiamo]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Compagno ancora]]></title>
<link>http://emmedigi.wordpress.com/2009/11/16/compagno-ancora/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 03:02:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mario</dc:creator>
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<description><![CDATA[Questo è l’altro pezzo che mi è tornato alla mente, strana-mente, in questi giorni. Lo vorrei dedica]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Questo è l’altro pezzo che mi è tornato alla mente, strana-mente, in questi giorni. Lo vorrei dedica]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Molestie.]]></title>
<link>http://trattamibene.wordpress.com/2009/11/15/molestie/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 21:53:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>Auro</dc:creator>
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<description><![CDATA[ho desiderato intimamente che qualcuno morisse una sola volta in tutta la mia vita. so il giorno, la]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.flickr.com/photos/auro/91955919/" title="intimismo by [auro], on Flickr"><img src="http://farm1.static.flickr.com/40/91955919_5c27ddd300.jpg" width="500" height="258" alt="intimismo" /></a><br />
ho desiderato intimamente che qualcuno morisse una sola volta in tutta la mia vita. so il giorno, la data, il dove, l&#8217;ora.<br />
l&#8217;ho desiderato dal profondo del cuore. e nello stomaco mi si è spezzato qualcosa.<br />
sono stata violentata nella fiducia, stuprata del momento dell&#8217;addio, svilita e nuda davanti alla sua meschinità. giocata a dadi &#8211; la mia vita.<br />
la macchinazione era così subdola che era obbligatoriamente imperfetta. con i tratti tipici della sua imperfezione. che non avevo ancora imparato ad ammaestrare.<br />
la prima volta che ho messo le fascette ho desiderato che morisse sotto i miei colpi, e ho ringraziato il dio degli altri che i miei pugni e i miei calci fossero goffi e innocui.<br />
tanto era già morto. ammazzato da se stesso, davanti a me, senza neanche gridare, con un pianto silenzioso. quel pianto che ha concesso solo a me, e a poche altre.<br />
piegato e straziato, umiliato della sua stessa umiliazione e io inconsapevolmente più adulta, più bella e più forte.<br />
e adesso rimane una smorfia di riso che ho intravisto sulla sua faccia, prima che soffocasse &#8211; definitivamente &#8211; nel<b>la polvere.<br />
del mio disamore</b>.<br />
<em>(28 gennaio 2006, poi, beh poi si guarisce, bisogna avere molta pazienza, molto tempo, molta forza di volontà, un buon aiuto, buoni amici e straordinarie amiche. e poi decidere che un giorno le tue regole possono essere infrante, qualcuna non tutte. perché non può piovere per sempre)</em></p>
</div>]]></content:encoded>
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