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	<title>patologie &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/patologie/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "patologie"</description>
	<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 15:34:11 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Patologie della colonna vertebrale]]></title>
<link>http://cubia.wordpress.com/2009/11/24/patologie-della-colonna-vertebrale/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 23:54:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilredeire</dc:creator>
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<description><![CDATA[metodo Furter Tratto da Cubia n° 56 &#8211; Novembre 2005 Capita sempre più frequentemente alla nost]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_1745" class="wp-caption alignnone" style="width: 260px"><a href="http://cubia.wordpress.com/files/2009/11/metodo_furter.jpg"><img class="size-full wp-image-1745" title="metodo_furter" src="http://cubia.wordpress.com/files/2009/11/metodo_furter.jpg" alt="" width="250" height="188" /></a><p class="wp-caption-text">metodo Furter</p></div>
<p>Tratto da Cubia n° 56 &#8211; Novembre 2005</p>
<p>Capita sempre più frequentemente alla nostra attenzione di visitare giovani a cui gli ortopedici ed alcuni fisiatri hanno diagnosticato una discopatia, specie a livello lombosacrale con conseguenti episodi di sciatica, rigidità della colonna e lombalgie (schiena dolente) e, senza domandarsi il perché di queste particolari ernie al disco in età così giovanile, dopo averli sottoposti ad esami RXgrafici di TAC e di Risonanza magnetica nucleare, decidano di operarli. Ebbene, in pazienti di questo tipo giovanile, se operati di ernia al disco, entro qualche anno si assisterà senza meno alla comparsa di una ulteriore ernia al disco al di sopra di quella già operata: è questo è chiamato l&#8217;effetto domino, in cui l&#8217;ernia al disco è solo il risultato di una colonna giovanile con difetto posturale e magari con scoliosi iniziale passata inosservata, dovuta nel 90% ad un arto inferiore più corto dell&#8217;altro, che porta ad uno squilibrio del bacino: se pensate che la colonna nel suo insieme è composta da una serie di vertebre impilate una sopra all&#8217;altra, che sopportano tutto il carico del corpo, con tra una vertebra e l&#8217;altra degli ammortizzatori, che sono i dischi intervertebrali, e che per funzionare deve essere perfettamente a piombo, se la base di appoggio della colonna, cioè il bacino, è sbilanciato da un arto più corto, vi rendete conto che con l&#8217;andare del tempo uno o più di questi dischi tenderà ad uscire dalla sua posizione naturale, andando a comprimere i nervi che escono dal suo spazio intervertebrale, comprimendoli e provocando dolore inizialmente non costante ma che con l&#8217;andare del tempo aumenterà sempre di più.</p>
<p>E&#8217; classico in questi casi l&#8217;insorgere per prima di una sciatica, a volte unilaterale ed a volte bilaterale, dovuta allo slittamento del disco ammortizzatore tra la 5ª lombare e la prima sacrale, proprio nel punto in cui esce dalla colonna il nervo sciatico.</p>
<p>Ora, la prima cosa in questi pazienti, per una guarigione totale, è misurare il dislivello esistente tra i due arti inferiori, con un semplice esame radiografico, che si chiama <strong>morfodinamico </strong>e che dirà al millimetro il dislivello. Fatto questo, si preparerà una talloniera di misura esatta da portare costantemente sotto al calcagno e si farà rientrare l&#8217;ernia discale iniziale con un ciclo di massaggi metodo <em>Furter</em>, associati a mesoterapia con i prodotti della SAT-TERAPIA, inoculati sotto pelle con siringhe speciali indolori. Ed i risultati di guarigione sono del 99%. Ed inoltre si bloccherà in questo modo la possibilità dell&#8217;effetto domino a carico dei dischi superiori.</p>
<p>Quindi, prima di far operare un&#8217;ernia al disco, vi invito ad eseguire questi accertamenti rivolgendosi a chi li sa fare.</p>
<p>di Gianfranco Tonelli</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[INFLUENZA A/H1N1: 3 VITTIME CHE NON SOFFRIVANO DI ALTRE PATOLIGIE !]]></title>
<link>http://mirabilissimo100.wordpress.com/2009/11/23/influenza-ah1n1-3-vittime-che-non-soffrivano-di-altre-patoligie/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 16:51:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>mirabilissimo100</dc:creator>
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<description><![CDATA[Influenza A, oggi altre due vittime, una non soffriva di patologie pregresse Una donna di 45 anni, d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div>
<h3>Influenza A, oggi altre due vittime, una non soffriva di patologie pregresse</h3>
<p><!-- AUTORE --></p>
<div>Una donna di 45 anni, deceduta per l&#8217;influenza A in provincia di Agrigento e un uomo di 50 anni, Santino Carbone, morto nell&#8217;ospedale di Reggio Calabria. Sono queste le ultime due vittime accertate del virus H1N1. L&#8217;uomo, un consulente informatico di S. Eufemia d&#8217;Aspromonte, pare non soffrisse di altre patologie, proprio come la bimba di 15 mesi, sana prima del contagio, e residente sempre in Calabria. Intanto Il Quotidiano della Calabria dà notizia anche del decesso di un uomo di 30 anni, di Cittanova (Reggio Calabria), ricoverato nell&#8217;Ospedale di Polistena (Reggio Calabria) che potrebbe essere collegata all&#8217;influenza A/H1N1.</div>
<div>Intanto a Petronà, il centro del catanzarese dove risiede la famiglia della piccola Daniela Esposito, la piccola morta nell&#8217;ospedale di Catanzaro e risultata positiva al virus A/H1N1, il sindaco ha intanto disposto la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado per &#8220;pulizie straordinarie&#8221;.</div>
<p><!--ALLEGATI--><!--/ ALLEGATI--><!--LINK--><!--/ LINK--><br />
<!--GALLERY--></p>
<div id="aggiornamento">Ultimo aggiornamento: 23/11/09</div>
<p><a href="http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?titolo=Influenza%20A,%20oggi%20altre%20due%20vittime,%20una%20non%20soffriva%20di%20patologie%20pregresse&#38;idSezione=4908">http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?titolo=Influenza%20A,%20oggi%20altre%20due%20vittime,%20una%20non%20soffriva%20di%20patologie%20pregresse&#38;idSezione=4908</a></div>
<div>
<div>Influenza A: nuovo caso di A/H1N1,<br />
a Reggio 50enne muore in ospedale</div>
<div>Dopo il caso di un trentenne a Cittanova e della piccola di 15 mesi morta a Catanzaro, un nuovo decesso all&#8217;ospedale di Reggio Calabria</div>
<p><img src="http://ilquotidianodellacalabria.ilsole24ore.com/immagini/hi-res/Ospedale-Reggio_7.jpg" alt="Influenza A: nuovo caso di A/H1N1, a Reggio 50enne muore in ospedale" width="290" height="226" /> // <a href="http://adv.ilsole24ore.it/5c/ilquotidianodellacalabria.ilsole24ore.com/08/ros/1406357012/VideoBox_180x150/OasDefault/default/empty.gif/34663064373466313437643230626130" target="_top"><img src="http://adv.ilsole24ore.it/5/ilquotidianodellacalabria.ilsole24ore.com/08/ros/1406357012/VideoBox_180x150/OasDefault/default/empty.gif/34663064373466313437643230626130" border="0" alt="" width="2" height="2" /></a> 23/11/2009 Un uomo di 50 anni, Santino Carbone, risultato positivo al tampone faringeo per l&#8217;accertamento dell’influenza A/H1N1, è morto nell’ospedale di Reggio Calabria. L’uomo, un consulente informatico di S. Eufemia d’Aspromonte (Rc), che non pare soffrisse di altre patologie, era stato ricoverato nel reparto di medicina degli Ospedali Riuniti dove erano stati effettuati due tamponi risultati negativi prima che un nuovo tampone venisse effettuato e inviato al centro di riferimento di Cosenza che ha confermato la presenza del virus.<br />
Successivamente l’uomo è stato ricoverato in Rianimazione dove è successivamente deceduto.<br />
E&#8217; recente anche la morte di un uomo di 30 anni, di Cittanova (Rc), ricoverato nell’Ospedale di Polistena, che potrebbe essere collegata all’influenza A/H1N1. Si attende la conferma del contagio. A Petronà, il centro del catanzarese dove risiede la famiglia della piccola Daniela Esposito, di 15 mesi, morta nell’ospedale di Catanzaro e risultata positiva al virus A/H1N1, il sindaco ha intanto disposto la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado per «pulizie straordinarie». <em><br />
</em></div>
<div><em> </em>     <span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><a href="http://ilquotidianodellacalabria.ilsole24ore.com/it/calabria/reggio_influenza_ah1n1_decesso_morte_sospetta_caso_suina_cinquantenne_4565.html">http://ilquotidianodellacalabria.ilsole24ore.com/it/calabria/reggio_influenza_ah1n1_decesso_morte_sospetta_caso_suina_cinquantenne_4565.html</a></span></div>
<div></div>
<div></div>
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<h2>Primo piano</h2>
<div><span style="font-family:Arial;">Influenza A, quarantaquattrenne morto a Catanzaro </span></div>
<div> </div>
<h5><a href="http://www.giornaledicalabria.it/index.php?section=listNews&#38;categoria=3">Vai alle altre notizie di «Cronaca»</a></h5>
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<tbody>
<tr>
<td width="100%">Influenza A, quarantaquattrenne morto a Catanzaro</td>
<td width="100%" align="right"> </td>
<td width="100%" align="right"> </td>
<td width="100%" align="right"> </td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top">
<div>  21 novembre 2009</div>
<p>È la seconda vittima nel giro di 48 ore. In Calabria in questi giorni raggiunto il picco dei casi. Al “Pugliese” potenziato il piano contro la pandemia<br />
CATANZARO. Un uomo di 44 anni, residente in un centro della Provincia di Vibo Valentia, risultato positivo al test dell’influenza A-H1N1, è morto all’ospedale “Pugliese” di Catanzaro. L’uomo era ricoverato da oltre un mese nel reparto di malattie infettive del nosocomio del capoluogo calabrese e nei giorni scorsi, a seguito del peggioramento del quadro clinico, era stato trasferito nel reparto di rianimazione, dove è deceduto. Il quarantaquattrenne originario della provincia di Vibo Valentia, morto la notte scorsa nell’ospedale di Catanzaro per il virus A/ H1N1, è deceduto per complicanze celebro-vascolari. <span style="color:#ff0000;">Si tratterebbe di problematiche previste nel caso di influenza A, anche se l’uomo non soffriva di altri disturbi di salute</span>. L’uomo ha cessato di vivere alle 4 di ieri mattina, nel reparto di rianimazione del presidio calabrese, dopo un mese e mezzo circa di ricovero nel reparto di malattie infettive. La direzione generale dell’azienda ospedaliera ha avviato tutti gli iter previsti dalla normativa dopo il decesso conclamato per il virus. È la seconda vittima nelle ultime quarantotto ore nel nosocomio di Catanzaro. <span style="color:#ff0000;">Giovedì era morta una bimba di quindici mesi che è risultata essere affetta anch’essa dal virus, che pare l’abbia colpita in maniera fulminante. I funerali della piccola sono in programma per oggi nella chiesa di Petronà, il centro della Presila Catanzarese dove viveva con la famiglia. È previsto in questi giorni il picco di casi di influenza A/H1N1 in Calabria. Una previsione che potrebbe anticipare di qualche giorno le iniziali stime</span>. Per questo sono in atto una serie di iniziative per fronteggiare l’eventuale aumenti di casi. Nell’ospedale civile di Catanzaro, dove negli ultimi due giorni si sono verificate due morti per il virus, si stanno organizzando una serie di posti letto dedicati alla possibile accoglienza di pazienti affetti dall’influenza A. Una sorta di area dedicata ai pazienti affetti dal virus. Resta la raccomandazione, da parte dei vertici aziendali del nosocomio catanzarese, di non affollare i pronto soccorsi nel caso di semplici sintomi di febbre o influenza. Intanto l’attivazione di venti posti letto nei reparti ordinari e di cinque posti letto nel reparto di rianimazione, oltre alla sospensione temporanea dei ricoveri programmati al fine di riservare una maggiore quota di posti letto alle urgenze. Sono solo alcuni dei provvedimenti adottati dall’Azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” per affrontare l’emergenza derivata dall’influenza A/H1N1. In una nota, il direttore generale Giuseppe Perri ha evidenziato che “gli ultimi avvenimenti e, in particolare, i due decessi di soggetti affetti dall’influenza A/H1N1 avvenuti presso questa Azienda ospedaliera, hanno modificato il quadro di riferimento facendo accrescere il livello di allarme in Calabria”. <span style="color:#ff0000;">Da qui la decisione di proseguire il percorso che era già stato attivato nei giorni scorsi e che tiene conto anche del fatto che le urgenze “in un ospedale sede di Dipartimento di emergenza urgenza, non riguardano, ovviamente, solo i casi di pandemia influenzale”. Perri ha aggiunto che le due morti registrate a Catanzaro “hanno riguardato una bambina di 15 mesi, morta per Ards (Acute respiratory distress syndrome, ovvero una forma di grave insufficienza respiratoria acuta) ed un adulto deceduto per complicanze encefalitiche”.</span>”In ogni caso la struttura ospedaliera &#8211; ha dichiarato il direttore generale &#8211; in questo momento è sotto pressione per l’incremento dei casi e per il contestuale intensificarsi dei ricoveri che pervengono dall’intera regione, soprattutto da quelle zone con realtà ospedaliere meno attrezzate che non riescono a gestire i casi più gravi e complicati”. Il piano pandemico attivato dall’Azienda, “prevede una serie di interventi in funzione dei livelli di allarme; appare, in tale evenienza, cruciale la disponibilità di posti letto. Nel piano pandemico sono infatti contenute indicazioni operative per attivare fino a 20 nuovi posti letto dedicati ai soggetti affetti da Virus A/H1N1 nei reparti ordinari (Pediatria, Malattie Infettive e Respiratorie, unitamente ad un’area supplementare di ricovero in fase di attivazione), oltre a 5 posti letto in Terapia Intensiva per i casi più gravi. Tali posti letto presentano condizioni logistiche tali da evitare convivenza con altri pazienti non affetti dalla stessa patologia e, quindi, non determinare contagio”. “Il personale ospedaliero &#8211; prosegue la nota &#8211; sta prestando la propria opera con grande abnegazione, offrendo la propria disponibilità anche a forme di lavoro supplementare e straordinario, al fine di garantire la migliore assistenza possibile ed è mortificato da alcuni ingiustificati attacchi esterni. La presenza di un triage, ovvero di un iniziale inquadramento diagnostico, dedicato ai pazienti con sospetta influenza A/H1N1, è una delle prime misure intraprese unitamente alla codifica di percorsi all’interno della struttura ospedaliera dei casi sospetti ai fini di minimizzare la possibilità di contagio. Nell’azienda continua, sugli operatori sanitari, la campagna vaccinale che a fronte di diffidenze e resistenze ha, comunque, raggiunto il risultato di un’adesione superiore al 30%, mentre nel resto della regione la media di adesione del personale sanitario a tale campagna vaccinale risulta pari a circa il 25%”. La nota conclude ribadendo “di non cedere, comunque, alla psicosi di massa in quanto l’ospedalizzazione rimane riservata ai casi affetti da complicanze. Il medico di Medicina Generale ed il Pediatra di Libera Scelta devono rimanere, pertanto, i primi interlocutori. Da parte di questa Azienda ospedaliera si segue, giorno per giorno, l’evoluzione della situazione in modo da intervenire tempestivamente attraverso contromisure sia cliniche che organizzative che possano consentire una adeguata risposta all’emergenza pandemica”.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><a href="http://www.giornaledicalabria.it/index.php?section=news&#38;idNotizia=6446&#38;idarea=1">http://www.giornaledicalabria.it/index.php?section=news&#38;idNotizia=6446&#38;idarea=1</a></span></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[STORIE DI  EQUILIBRI DIFFICILI: ANATOMIA DEL TRATTO NUCA/REGIONE LOMBARE]]></title>
<link>http://curlilriccio.wordpress.com/2009/11/22/storie-di-equilibri-difficili-anatomia-del-tratto-nucaregione-lombare/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 10:40:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>curlilriccio</dc:creator>
<guid>http://curlilriccio.wordpress.com/2009/11/22/storie-di-equilibri-difficili-anatomia-del-tratto-nucaregione-lombare/</guid>
<description><![CDATA[Non ci sono zone più organizzate muscolarmente che nel dorso: perché allora tanti dolori locali? Sem]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://curlilriccio.wordpress.com/files/2009/11/s078a.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-86" style="margin-left:3px;margin-right:3px;" src="http://curlilriccio.wordpress.com/files/2009/11/s078a.jpg?w=203" alt="" width="203" height="300" /></a></p>
<p>Non ci sono zone <strong>più</strong> organizzate muscolarmente che nel dorso: perché allora tanti dolori locali?</p>
<p>Semplice: I muscoli anteriori sono in minoranza numerica e la “forza” che riescono a sviluppare, in confronto, è decisamente inferiore e nel gioco del tiro alla fune vince chi è più forte.</p>
<p>I muscoli posteriori sono più numerosi ed hanno più inserzioni sulle ossa rispetto ai muscoli anteriori</p>
<p>infatti Il 97% dei muscoli posteriori è multiarticolare e forma una catena continua dalla sommità del cranio, ai calcagni ed oltre sino alla punta dei piedi, mentre la muscolatura della parte anteriore si articola   secondo linee spezzate.</p>
<p>Anteriormente non esiste nessun interlegame muscolare diretto: i muscoli intercostali sono linee spezzate e vuoti pieni di tessuto membranoso.</p>
<p>Così si viene ad instaurare un rapporto di forze fisiche davanti/indietro  veramente  impari: è incredibile, lo so, ma la vera forza della parte anteriore del corpo umano risiede nello sguardo e non in qualche chilogrammo di fibre muscolari distribuite tra pettorali ed addominali&#8230;</p>
<p>Il ventre poi, a differenza dei retti posteriori che ci consentono di raddrizzare il busto caricato da pesi infinitamente più grandi di quelli che riusciamo ad innalzare con braccia o gambe (in pesistica si chiama “stacco da terra” e si parla sempre di quintali tutti assieme in un&#8217;unica soluzione) : insomma il “pancino” è la nostra parte muscolarmente più debole, pensate agli animali che non ne mostrano mai l&#8217;intimità se non per un atto di sottomissione dichiarata, nemmeno mentre stanno facendo sesso accoppiandosi.</p>
<p>E&#8217; norma per moltissime persone del mondo moderno e cosiddetto civile cercare disperatamente  di ”costruirsi” una corazza muscolare anteriore come se una cavità gastrica ormai deformata e priva di ogni tono potesse venire recuperata esteticamente e funzionalmente solo da qualche esercizio ginnastico più o meno supportato dai soliti miracolosi meccanismi da palestra che la tecnologia del III° millennio riesce ad ammanirci più per motivi commerciali che terapeutici&#8230;</p>
<p>Perché possedere un busto cosiddetto “atletico”? Per mostrarsi meno vulnerabili? Più virili? Più belli?</p>
<p>Confessate: non certo per ragioni funzionali ma solamente estetiche.</p>
<p>Certo che bello è meglio che brutto, ma non esageriamo.</p>
<p>Sapete che la chirurgia plastica prevede folli interventi di inserimento di protesi di silicone anche nel petto maschile di chi vuole “ad ogni costo” apparire più forte, simulando pettorali da Nembo Kid senza però perdere tempo in palestra e additivi chimico-organici (e questo è un bene) o perché ha scoperto sulla propria pelle che anche certe pratiche ginnastiche ultrasofisticate riescono a risolvere ben poco nei confronti dei problemi di un ventre ipertrofico, iperrilassato e molto sensibile alle leggi di gravità?</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Per di più</span>: i muscoli della schiena si muovono sempre tutti assieme in blocco, come un unico grande muscolo e ogni azione, anche limitata ad un solo punto, comporta il coinvolgimento operativo di tutta la catena  che si articola  come il soffietto di una fisarmonica.</p>
<p>La ricerca di una spiegazione reale del comportamento di certi automatismi biologici così difficili da prevedere perché apparentemente immotivati e che scattano sistematicamente anche magari solo perché il nostro cervello ha registrato che noi usiamo preferibilmente certe posture (sbagliate) e ci “aiuta” a mantenerle poi nel tempo, è quasi impossibile perché conta un numero di variabili infinito, ma nello stesso tempo ci porta con dovuta misura a fare questa considerazione: la nuca è responsabile della schiena, la schiena delle gambe (e anche delle braccia), le gambe dei piedi: agendo sui piedi e sulle mani si potrà agire sulla nuca, etc&#8230;</p>
<p>E vi assicuro che funziona, anche una scoliosi, per dirne una, può essere corretta e riportata quasi a zero senza riti Woodoo, ceri accesi o sangue di galline sacrificate.</p>
<p>Anche quando il medico vi ha detto che non c&#8217;è quasi più nulla da fare, che dovrete abituarvi a portare i busti (che di solito, come la Minerva, stabilizzano i traumi) e così via.</p>
<p>Occhio, non sto parlando di vere ernie al disco, con fuoruscita dei medesimi dalla loro sede naturale e di altre patologie o traumi per cui ogni rimedio non chirurgico appare vano.</p>
<p>Largo ai medici competenti,bravi e responsabili che non hanno dimenticato il giuramento di Ippocrate (va ancora di moda anche con i medici della mutua?).</p>
<p>Automatismi biologici? Funzioni e parafunzioni previste a livello programmatico da sempre nel DNA di ogni razza vivente? Può essere: pensiamo per un attimo alla diabolica forza, allo scatto, all&#8217;agilità  e alla capacità di rimanere immobili, ma non bloccati come da un crampo, dei rettili che possiedono i muscoli spinali forse meglio organizzati del regno animale .</p>
<p>L&#8217;evoluzione nei millenni e le metamorfosi biologiche del  “dorso” umano ci hanno fatto conquistare (?!) la posizione eretta.</p>
<p>Ma è stata una vittoria totale e definitiva o esiste una evoluzione continua?</p>
<p>Visto che siamo così orgogliosi dei nostri equilibri verticali e altrettanto convinti di questa realtà che ormai dovrebbe essere inconfutabile e indelebilmente acquisita, cosa ci succede se stando in piedi, ad esempio, chiudiamo gli occhi e tenendo le braccia distese davanti a noi alziamo un ginocchio? Dove vanno a finire tante certezze?</p>
<p>E stiamo parlando solo di una delle funzioni che gestiscono il nostro corpo, ma le funzioni ed i   meccanimi sono infiniti ed in continua evoluzione.</p>
<p>Se è la funzione che crea e sviluppa l&#8217;organo, deformazioni come lordosi, scoliosi, cifosi, artrosi, ginocchio valgo, piede piatto, piede cavo, dito varo, alluce valgo, qualora non siano intervenuti fatti traumatici o non si tratti di malformazioni congenite, <span style="text-decoration:underline;">non sono forse tutte queste patologie citate le mutazioni e le conseguenze e non le cause</span> dell&#8217;irrigidimento soprattutto della muscolatura posteriore?</p>
<p>Forse è meglio stendere un velo pietoso su tante ipotesi di comodo della medicina occidentale così</p>
<p>pronta a somministrare la famosa aspirina (ormai dai mille nomi) per tutto ciò che fa male senza  indagare a fondo sulle cause che possono provocare i disturbi.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le mummie svelano che gli egizi avevano malattie di cuore di oggi]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/18/le-mummie-svelano-che-gli-egizi-avevano-malattie-cuore-di-oggi/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 04:52:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;arterosclerosi e i problemi cardiovascolari, spesso imputati a stili di vita e alimentazione]]></description>
<content:encoded><![CDATA[L&#8217;arterosclerosi e i problemi cardiovascolari, spesso imputati a stili di vita e alimentazione]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Panică de ţaţe fără ocupaţie în România şi atitudine responsabilă în Occident]]></title>
<link>http://bernardnoghiu.wordpress.com/2009/11/16/panica-de-tate-fara-ocupatie-in-romania-si-atitudine-responsabila-in-occident/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 09:41:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>bernardnoghiu</dc:creator>
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<description><![CDATA[Mass-media şi alţi responsabili cu informarea publicului din România au creat şi continuă să creeze ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Mass-media şi alţi responsabili cu informarea publicului din România au creat şi continuă să creeze o stare de alertă sau chiar de panică când este vorba de aşa-zisa gripă porcină. Fiecare nou caz înregistrat este anunţat cu surle şi trâmbiţe şi comentarii nesfârşite făcute de oameni buni la toate, care prezenţi la o emisiune de „datul cu părerea despre orice“ sunt cei mai în măsură să reclame starea gravă în care se află naţiune şi din cauza gripei porcine. Şi totul arată parcă nimic nu ar fi normal, fără a se mai judeca şi acţiona lucid.</p>
<p style="text-align:justify;">În timp ce România încă se agită ca ţaţele de pe uliţă la o noutate ce înlocuieşte deja răsuflatele subiecte circulate în acelaşi fel al „se zice, se spune, se ştie, se aude, toţi spun&#8230;“, ţările mai chibzuite gândesc situaţia la rece şi folosesc instrumenetele adecvate.</p>
<p style="text-align:justify;">Ieri, am primit un mesaj în care o rezidentă din Londra, de naţionalitate română, mi-a relatat experienţa ei de „<em>gripată porcin</em>“ la Londra, aşa cum i-a plăcut să se autocaracterizeze. Mesajul este următorul:</p>
<p style="text-align:justify;">„<em>La Londra, cel puţin, căci nu cunosc situaţia din întregul regat, nu a existat nicio panică. Ceva de genul acesta s-a întâmplat şi în 1976. Dar nu a fost nimic deosebit decât o gripă mai virulentă cu o manifestaţie ceva mai deosebită. Şi atunci, ca şi acum, au fost afectaţi cei expuşi gripei obişnuite. Era şi un context climatic ca acum. Cei sensibil au suferit şi efecte mai grave, dar au fost cu mult mai puţine cazurile grave decât la gripa obişnuită. De fapt, ulterior s-a constatat că e vorba de o gripă care acţionează ceva mai brutal, dar are consecinţe grave numai în cazul netratării la timp şi doar la persoanele care fac parte din categoria de risc: bolnavi cu diferite afecţiuni.</p>
<p style="text-align:justify;">Săptămâna trecută am trecut şi eu prin gripa porcină. Lucrez în învăţământ. Am avut febră mare, tuse puternică, ceva probleme digestive însoţite de diaree. M-am prezentat la un punct sanitar şi mi s-a dat un tratament cu 5 zile de repaos şi am fost sfătuită, în caz că nu cedează, să mai trec pe la ei. Tratamentul prescris a fost cel pentru orice gripă, doar că mi s-a cerut să-l respect cu sfinţenie. Şi m-am făcut bine, fără să mai fie nevoie de revenire.</p>
<p style="text-align:justify;">De fapt, autorităţile londoneze nu recurg la închiderea de instituţii. Ştirea că în România se închid instituţiile a creat o atitudine de mirare în Regat. Toţi merg la şcoală şi la muncă. Dacă cineva se gripează (expresia autoarei), i se recomandă o săptămână de repaos şi tratament specific gripei, acasă nu la spital, desigur, recomandat de medic. Şi nimic mai mult. Doar cei care sunt expuşi complicaţiilor din cauza diferitelor alte boli sau stării lor generale sunt ţinuţi sub observaţie. În rest, nu este nicio panică. Nici măcar nu este un subiect de presă. Cel mult subiect de informare pentru prevenirea îmbolnăvirilor în colectivităţi, aşa cum se procedează în cazul oricărei boli de sezon.</p>
<p style="text-align:justify;">Aşa că nu s-a închis şcoala unde lucrez, nu au fost trimişi copii acasă, ci doar noi, adică eu, o colegă de a mea şi alţi 5 copii, cu mult mai puţini decât anul trecut când peste 40 de copii din întreaga şcoală au primit mini vacanţe pentru a se reface de gripă.</p>
<p style="text-align:justify;">Când urmăream un canal de ştiri din România, am crezut că vă confruntaţi cu cine ştie ce epidemie. Dar când am văzut că se vorbeşte de gripa porcină, am crezut că e o glumă, atât eu cât şi cei cu care eram, cărora le-am tradus dezbaterile ca de ţaţe (cuvântul, şi mai sus, l-a preluat de aici) ale celor din studio.</em>“</p>
<p style="text-align:justify;">Şi uite aşa, România iar se trezeşte ridicolă într-o dezbatere fără subiect şi ca la <em>poarca uliţei</em>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Piedimonte Matese(Ce)- Convegno sul tema: Inquinamento Ambientale e Patologie connesse]]></title>
<link>http://altocasertano.wordpress.com/2009/11/07/piedimonte-matesece-convegno-sul-tema-inquinamento-ambientale-e-patologie-connesse/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 17:36:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>ufficistampa</dc:creator>
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<description><![CDATA[PIEDIMONTE MATESE – SABATO 7 NOVEMBRE CONVEGNO SUL TEMA: INQUINAMENTO AMBIENTALE E PATOLOGIE CONNESS]]></description>
<content:encoded><![CDATA[PIEDIMONTE MATESE – SABATO 7 NOVEMBRE CONVEGNO SUL TEMA: INQUINAMENTO AMBIENTALE E PATOLOGIE CONNESS]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Patologie della parete addominale ]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/06/patologie-della-parete-addominale/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 23:39:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il 10 Novembre, Il Professor Giampiero Campanelli, quale chirurgo volontario in rappresentanza della]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Il 10 Novembre, Il Professor Giampiero Campanelli, quale chirurgo volontario in rappresentanza della European Hernia Society, accompagnato da una equipe di medici specializzati nella riparazione delle ernie secondo le tecniche mini invasive, partirà questa volta per Santiago de Los Caballeros in Repubblica Dominicana. L’iniziativa solidale 2009 quest’anno ha una grande novità: l’equipe Medica del Prof. Campanelli porterà in Repubblica Dominicana due nuove sterilizzatrici acquistate grazie alle donazioni della Fondazione Day Surgery Onlus (di cui è Presidente il Prof. Campanelli) del Rotary International e del Rotary Club Milano. Si tratta di patologie molto comuni nel mondo occidentale ma particolarmente invalidanti per le realtà contadine della Repubblica Dominicana, poiché divengono un impedimento per le attività lavorative, spesso incentrate sull&#8217;agricoltura. Un&#8217;ernia trascurata può impedire di arare un campo, dedicarsi alla raccolta dei frutti del proprio lavoro, negare la possibilità di assolvere i compiti legati alla pastorizia e, in generale, tutti i lavori pesanti. Tutto questo ha conseguenze drammatiche per la realtà individuale, familiare e sociale. Eseguire interventi chirurgici in un’area così povera – dice il Professor Campanelli  &#8211; è al tempo stesso giusto, gratificante e pienamente in linea con i veri obiettivi della nostra professione.<br />
La Fondazione Day Surgery nasce nel 2005 con lo scopo di migliorare l’assistenza e i servizi sanitari in risposta alla crescente esigenza di trattamenti chirurgici con ricovero programmato di durata limitata, tendenzialmente inferiore alle 24 ore. Padre della Fondazione è il prof. Giampiero Campanelli, segretario generale della società italiana di chirurgia ambulatoria Day Surgery, ordinario di Chirurgia generale all’Università dell’Insubria di Varese e segretario generale della European Hernia Society. Insieme alla sua equipe, il prof. Campanelli, uno tra i primi in Europa a inaugurare il concetto di day surgery, ha organizzato e strutturato questa Onlus, sorta secondo le norme che regolano le istituzioni benefiche senza fini di lucro. http://www.fondazionedaysurgery.it</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Influenza A, con il bilancio sale anche la paura del contagio. ]]></title>
<link>http://milodagostino.wordpress.com/2009/11/03/influenza-a-con-il-bilancio-sale-anche-la-paura-del-contagio/</link>
<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 07:44:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>milodagostino</dc:creator>
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<description><![CDATA[Bilancio in continuo aggiornamento quello delle morti italiane per l&#8217;influenza A. Tra le vitti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Bilancio in continuo aggiornamento quello delle morti italiane per l&#8217;influenza A. Tra le vitti]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Congresso nazionale medicina interna]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/10/28/congresso-nazionale-medicina-interna/</link>
<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 23:34:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Si è chiuso il 110° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Interna (SIMI) svoltosi a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Si è chiuso il 110° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Interna (SIMI) svoltosi a Roma allo Sheraton Hotel. Per l’occasione il Professor Alberto Mantovani, Direttore Scientifico dell’Istituto Clinico Humanitas e Professore di Patologia Generale Università degli Studi di Milano, rilancia una verità scomoda: “ci vogliono in media 20 anni perché i paesi via di sviluppo riescano ad avere i vaccini che noi diamo quasi per scontati”. L’appello è tornato di attualità dopo l’adozione di massa nei paesi occidentali del vaccino contro HPV (Papilloma Virus), che darà come risultato, nelle attese degli esperti, la cancellazione di questa patologia dall’ordine delle emergenze. Tuttavia se per il mondo occidentale questa è una buona notizia, un rapido esame  statistico infatti ha dimostrato come sia nei paesi in via di sviluppo l’80 per cento dei 230 mila morti che avvengono ogni anno nel a causa del cancro della cervice uterina. La SIMI nel suo Congresso Nazionale di Roma rilancia quindi il messaggio di sfida dell’associazione GAVI – www.gavialliance.org/ &#8211; Save children’s lives and protect people’s health by increasing access to immunisation in poor countries – che si propone di convincere i governi ad attivarsi per tagliare questo tempo di attesa per i vaccini davvero insensato e causato principalmente da motivi economici. GAVI opera in contesti dove ci sono più di dieci milioni di bambini sotto i cinque anni che muoiono all’anno. Di queste 10 milioni di morti circa il 25 per cento sarebbero certamente evitabili usando i vaccini che noi occidentali abbiamo già largamente diffuso. Le principali cause di queste terribili morti infatti sono infatti malattie infettive comuni come polmoniti, diarree contro cui esistono farmaci e vaccini che funzionano perfettamente, il problema, quindi è solo quello di condividerli.<br />
Curare i tumori non significa solo più concentrare tutti gli sforzi terapeutici contro le cellule tumorali, la medicina ha scoperto che almeno il 20 per cento di tutti i tumori umani ha come concausa dei meccanismi di tipo infiammatorio. Le cellule dell’infiammazione si comportano come dei corruttori e partecipano ad allargare il tumore. E’ questo il motivo per il quale i ricercatori di tutto il mondo stanno lavorando per sviluppare terapie che affianchino quelle rivolte in maniera diretta contro le cellule tumorali. Colpire ed arrestare il meccanismo infiammatorio che è presente intorno al tumore è importante infatti tanto quanto colpire il tumore stesso. Alcune di queste terapie stanno muovendo i primi passi in clinica, due esempio molto differenti tra di loro sono il cancro dell’ovaio (tumore solido) ed il mieloma multiplo (tumore emopoietico). Nel cancro dell’ovaio ci sono notizie incoraggianti, sono infatti, in sperimentazione clinica di primo livello, anticorpi che bloccano chemochine ed interleuchina 6 nonché le situazioni di necrosi tumorale. Nel mieloma multiplo vengono già utilizzate due classi di farmaci che sono l’inibitore del proteasoma e dei derivati dell’anidomide che non funzionano colpendo la cellula tumorale ma anche l’infiammazione che aumenta il cancro.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Na uczelniach źle się dzieje]]></title>
<link>http://nfajw.wordpress.com/2009/10/26/na-uczelniach-zle-sie-dzieje/</link>
<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 18:05:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>nfajw</dc:creator>
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<description><![CDATA[Na uczelniach źle się dzieje GW - Nasze środowisko zapomniało, że podstawowym obowiązkiem naukowca j]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3><a href="http://miasta.gazeta.pl/trojmiasto/1,35635,7176296,Na_uczelniach_zle_sie_dzieje.html">Na uczelniach źle się dzieje</a></h3>
<p>GW</p>
<h4><span style="font-weight:normal;">- Nasze środowisko zapomniało, że podstawowym obowiązkiem naukowca jest rozwój nauki i przekazywanie wiedzy &#8211; mówi prof. Krzysztof Kołowrocki. &#8211; W takiej sytuacji nie dziwią plagiaty i szemrane układy, wynoszące ludzi niemających z nauką nic wspólnego, często kompletne miernoty.</span></h4>
<p><span style="font-weight:normal;"><strong>Jakie grzechy ma na sumieniu środowisko akademickie?</strong></p>
<p>- Szkolnictwo wyższe przeżywa nie tylko kryzys jakości kształcenia i badań, ale i głęboki kryzys moralny. Nasz model kariery jest niewydolny i przestarzały &#8211; główny nacisk kładzie się na zdobywanie stopni i tytułów. Środowisko zapomniało, że podstawowym obowiązkiem naukowca jest rozwój nauki i przekazywanie wiedzy. W takiej sytuacji nie dziwią plagiaty i szemrane układy, wynoszące ludzi niemających z nauką nic wspólnego, często kompletne miernoty. Wszystko można kupić, załatwić, przepchnąć. Na uczelniach są także zdolni naukowcy, z poczuciem dumy z wykonywanego zawodu, ale często ci właśnie napotykają na kłopoty. Jest też grupa pracowników, którzy po doktoracie zatrzymują się w rozwoju naukowym. Czas postawić pytanie: czy powinni egzystować na uczelniach, a jeśli tak, to na jakich zasadach?</p>
<p>Przejawem degeneracji jest wieloetatowość kadry, która wynika z jej nie najlepszej kondycji materialnej. Znam przypadki kuriozalne: pewien profesor był zatrudniony na kilku uczelniach, ale zamiast uczyć, głównie podróżował. Inny poprosił o zmniejszenie liczby wykładów w macierzystej uczelni, bo nie starczało mu czasu na prowadzenie zajęć w innej. A pewien obrotny rektor zatrudnił się na całym etacie w innej uczelni i nie widział w tym nic niestosownego. Jeśli jeden promotor prowadzi rocznie 20, 30 prac dyplomowych, to w takim natłoku nietrudno o plagiaty.</p>
<p>Na porządku dziennym jest walka o władzę i pieniądze. Jeśli odbywa się fair, to nic złego. Ale często jest brutalna i nieuczciwa. Dochodzi do fałszowania wyborów władz uczelni i nielegalnego sprawowania władzy. Brak reakcji na te patologie ze strony ministerstwa, Rady Głównej Szkolnictwa Wyższego czy Rady Retorów Szkół Wyższych świadczy o poważnej chorobie systemu&#8230;</span></p>
<p><span style="font-weight:normal;"><strong>Ma pan pomysł, jak zreformować nasze uczelnie? </strong></p>
<p>- Po pierwsze, wprowadzić ustawowy zakaz zatrudniania na dodatkowych etatach dla wszystkich nauczycieli akademickich, zwiększając ich wynagrodzenia. Jeśli tego kroku nie zrobimy, inne zmiany są bez sensu. To pociągnie za sobą zmiany na uczelniach niepaństwowych. Jedne ustabilizują swój potencjał kadrowy, a te, które go nie mają, upadną.</p>
<p>Trzeba podnieść środki na infrastrukturę uczelni i badania oraz zmienić model kariery naukowej. Zrezygnować z rozprawy habilitacyjnej, zastępując ją zbiorem poważnych publikacji naukowych o zasięgu międzynarodowym w myśl zasady &#8220;nie publikujesz, nie jesteś nauczycielem akademickim&#8221;&#8230;.</span></p>
<p><span style="font-weight:normal;">Na szczęście widzę, że resort minister Kudryckiej próbuje poprawić sytuację i zbliżyć nasz system edukacyjny do systemu rozwiniętych krajów Zachodu. Popieram.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Vivere fino a cent’anni per i bambini di oggi sarà realtà]]></title>
<link>http://matteofinco.wordpress.com/2009/10/24/vivere-fino-a-cent%e2%80%99anni-per-i-bambini-di-oggi-sara-realta/</link>
<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 13:52:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>matteofinco</dc:creator>
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<description><![CDATA[Cresce la speranza di vita nei Paesi sviluppati. Secondo uno studio dell’università di Odense, le pr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Cresce la speranza di vita nei Paesi sviluppati. Secondo uno studio dell’università di Odense, le probabilità di vivere più a lungo (e anche piuttosto bene) sono in costante crescita</strong></p>
<p>PIU’ DELLA META’ dei bambini che nascono oggigiorno nei Paesi sviluppati avrebbe buone probabilità di arrivare a celebrare il centesimo anno di età. Ed anche in buona salute. E’ quanto lascia pensare uno studio, pubblicato dalla rivista <a href="http://www.thelancet.com/"><span style="text-decoration:underline;">Lancet</span></a>, condotto da una squadra di  ricercatori guidati del professor <a href="http://www.sdu.dk/staff/kchristensen.aspx"><span style="text-decoration:underline;">Kaare  Christensen</span></a> della University of Southern Denmark di Odense. Secondo gli autori, la speranza di vita in Europa occidentale, Nord America e Australia è aumentata di circa 30 anni nel corso del ventesimo secolo, con punte anche maggiori in Giappone e in alcuni Paesi come la Spagna e l’Italia. Se la probabilità di sopravvivere fino a 90 anni era del 15-16% per le donne e 12% per gli uomini nel 1950, nel 2002 è salita rispettivamente al 37% e al 25%. In Giappone, il Paese più “longevo”, le probabilità salgono addirittura al 50% per le donne.</p>
<p>La ricerca afferma che i tre quarti dei bambini nati nei paesi ricchi a partire dal 2000 ha ottime probabilità di vivere almeno fino ai 75 anni, anche se le condizioni medie di salute della popolazione non dovessero migliorare nel corso degli anni. In quel caso infatti, se cioè la qualità della vita dovesse continuare a crescere come accade da duecento anni a questa parte, la maggior parte delle persone arriverà ad essere ultracentenaria: “L’aumento record della speranza di vita negli ultimi 165 anni non suggerisce che esista un limite prestabilito alla durata della vita umana. Una vita molto lunga sarà probabilmente il destino della maggioranza delle persone che vivono oggi nei Paesi sviluppati”, dicono gli autori.<br />
<!--inserto--></p>
<div id="adv180x150m"><!-- OAS AD 'Middle' - da inserire per 200x200 --><!--script language="javascript" type="text/javascript"&#62;OAS_RICH('Middle');&#60;/script--></div>
<p><!--/inserto--><strong>Migliora anche la salute.</strong> Ma non solo si vivrà sempre più a lungo, ma anche meglio. La ricerca mostra infatti che la percentuale di individui indipendenti e senza problemi di disabilità è pressoché la stessa a 92-93 e a 100 anni, lasciando intendere che una longevità eccezionale non comporta necessariamente alte percentuali di disabilità. “Un numero crescente di persone in età molto avanzata porrà importanti sfide ai sistemi sanitari. Le prove esistenti, tuttavia, suggeriscono che le persone non solo vivranno più a lungo di quanto fatto in precedenza, ma anche con minori limitazioni funzionali”.</p>
<p>La capacità funzionale è dunque l’indicatore più corretto per interpretare la qualità della vita in età avanzata, è ed indicato con la sigla ADL (<em>activities of daily living</em>, attività di vita quotidiana). Si tratta dei gesti più semplici, come mangiare da soli, vestirsi, fare il bagno o la doccia, il trasferimento dal letto e una sedia e la continenza, centrali per la cura di sé e l’indipendenza. Anche le disabilità di questo tipo, suggerisce la ricerca, sono in calo. Non bisogna inoltre lasciarsi ingannare dall’apparente crescita del tasso di alcune malattie, come il cancro. Le patologie oncologiche, ma anche altri malattie croniche come il diabete e l’artrite sono in aumento, ma proprio a causa del fatto che sempre più persone vivono più a lungo. E se molte patologie cardiovascolari sono in aumento, allo stesso tempo la mortalità legata a questi mali è in diminuzione.</p>
<p><strong>Società e lavoro</strong>. Ma la vita più lunga comporta delle conseguenze importanti per la collettività: in primo luogo si dovranno cercare soluzioni per affrontare il problema del peso economico di una popolazione che invecchia. I ricercatori danesi portano l’esempio della Germania, mostrando come nel 2050 la popolazione tedesca sarà sostanzialmente più vecchia di quanto lo sia ora, con il 40 % dei cittadini sopra i 65 anni. Ma ci sono previsioni simili per molti altre nazioni occidentali. Così molti Paesi stanno cominciando a prendere in considerazione l’aumento dell’età pensionabile. Se però molti ultrasessantenni lavoreranno più a lungo, magari in modalità part-time, questo potrebbe significare che i più giovani faranno fatica ad inserirsi e si dovranno accontentare di lavorare meno ore a settimana. Il dubbio lo instillano gli stessi autori della ricerca, che affermano: “Il ventunesimo secolo potrebbe essere ricordato come quello contraddistinto dalla redistribuzione del lavoro tra le diverse fasce d’età della popolazione”. Anche se, aggiungono, la riduzione della settimana lavorativa potrebbe dilatare ulteriormente l’aspettativa di vita e di godere di buona salute.</p>
<div>
<p>[Articolo per <a href="http://www.repubblica.it/">repubblica.it</a>.</p>
<p>Link: <a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/scienze/demografia/sopravvivenza-centenari/sopravvivenza-centenari.html">http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/scienze/demografia/sopravvivenza-centenari/sopravvivenza-centenari.html</a> ]</p>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Vaccinarsi o no contro l'H1N1?]]></title>
<link>http://yuia.wordpress.com/2009/10/11/vaccinarsi-o-no-contro-lh1n1/</link>
<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 14:06:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>yuia</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;H1N1, la nuova influenza derivante dai suini, sembra attualmente non essere eccessivamente v]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">L&#8217;H1N1, la nuova influenza derivante dai suini, sembra attualmente non<img class="alignright" title="Vaccino influenza H1N1" src="http://salute.pourfemme.it/wp-galleryo/sondaggio-influenza-suina/vaccini.jpg" alt="" width="317" height="421" /> essere eccessivamente virulenta. Insomma, è semplicemente una normale influenza. Il problema, come dicono molti studiosi sarebbe una possibile modifica di questo nuovo virus a causa di un adattarsi, sinergizzare e complessarsi con i comuni virus stagionali, divenendo così più pericoloso e virulento. Per difendersi e prevenire questa influenza è bene adottare semplici ma indispensabili norme igieniche come: lavarsi le mani spesso e con il sapone, contando fino a 30 prima di sciacquarle, areare più volte al giorno le stanze, utilizzare fazzoletti usa e getta per soffiarsi il naso, evitare luoghi chiusi ed eccessivamente affollati, evitare di toccarsi naso, occhi e bocca con mani sporche e rimanere distanti almeno 1 metro da coloro che tossiscono o starnutiscono. Un&#8217;altra possibile arma, per contrastare questa nuova influenza è il vaccino. Per questo motivo molti studiosi ritengono che la vaccinazione sia necessaria per tutta la popolazione e soprattutto per coloro che soffrono di malattie cronico-degenerative, asma, malattie infettive, immunodepressione, in gravidanza e allattamento, in quei pazienti obesi, poichè più soggetti a malattie metaboliche, a tutti i medici e il personale sanitario, a tutti coloro che svolgono lavori che prevedono un contatto con il pubblico e per quella fascia d&#8217;età che va dagli zero ai 27 anni, perché risulta essere costituita da individui che si ammalano con una frequenza maggiore, perché sembrano possedere meno anticorpi rispetto al resto della popolazione, in quanto non hanno affrontato pandemie simili a questa, come  l&#8217;H3N2 di Hong Kong del 1968, l&#8217;H2N2 o Asiatica, l&#8217;H5N1, l&#8217;H9N2, l&#8217;H7N2 etc&#8230; . <!--more-->In effetti, le persone malate o con problemi di qualsiasi genere e tipologia è bene che si vaccinino, perché in loro i benefici sono comunque maggiori rispetto a tutti quei rischi che può portare un vaccino. Ma per quanto riguarda le persone giovani ed in salute, molti studiosi, sia italiani che stranieri, ritengono che il vaccino sia molto rischioso. In effetti, questa nuova influenza si è diffusa circa nel mese di maggio di quest&#8217;anno ed è molto strano che, alcuni ricercatori, siano riusciti a trovare un vaccino efficace dal 70 al 90% nel giro di pochissimi mesi. Insomma, la sperimentazione e la sicurezza attestabili in qualsiasi farmaco o vaccino richiedono anni e anni di duro lavoro e test continui e sicuramente molto affidabili. Molti studiosi, per questo motivo ritengono che questo vaccino non sia sicuro perché poco testato e sperimentato. Temono, insomma che possa indurre effetti collaterali gravi, sia al momento della sua somministrazione, che negli anni a venire. In effetti, un caso del genere si ebbe nel 1976 in America, quando un vaccino anti-influenzale fatto su 45 milioni di cittadini provocò un effetto collaterale devastante, chiamato Sindrome di Guillain-Barré, una malattia neurologica, che uccise 25 pazienti e ne fece ammalare circa un migliaio. E alcuni studiosi temono che tale effetto collaterale possa ripresentarsi anche con questa vaccinazione contro l&#8217;influenza suina. Per questo motivo, la somministrazione del vaccino viene consigliata solo per quelle persone affette da patologie di qualsiasi genere, poiché, in questo caso, il vaccino può ridurre i rischi e aumentare i benefici per una possibile sopravvivenza. Insomma, c&#8217;è chi consiglia vivamente di fare questo vaccino perché abbastanza sicuro; c&#8217;è chi, invece sconsiglia vivamente di farlo poiché poco sperimentato e quindi poco sicuro; e c&#8217;è infine chi consiglia di non farlo, ma bensì di fare al suo posto il vaccino per la comune influenza stagionale, in quanto più sicuro, sperimentato, e utile per evitare almeno una compresenza di più virus nel caso ci si contagi con la nuova influenza H1N1. Come al solito, quindi, la situazione è molto caotica e non si capisce nulla su quello che, la povera popolazione deve fare davvero. Speriamo, quindi, che la situazione si chiarisca al più presto e che si mettano davvero tutte la carte in tavola, in modo da rendere più comprensibile il da farsi e soprattutto cosa è meglio fare per tutti.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Giornata nazionale “obesity day 2009”]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/10/09/giornata-nazionale-%e2%80%9cobesity-day-2009%e2%80%9d/</link>
<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 09:39:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/10/09/giornata-nazionale-%e2%80%9cobesity-day-2009%e2%80%9d/</guid>
<description><![CDATA[Roma 10 ottobre 2009 – dalle ore 8,30 alle ore 13,00 Piazza di San Giovanni in Laterano, 78 Ospedale]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Roma 10 ottobre 2009 – dalle ore 8,30 alle ore 13,00 Piazza di San Giovanni in Laterano, 78 Ospedale San Giovanni Sala Mazzoni l’Unità operativa di Nutrizione clinica dell’Azienda ospedaliera San Giovanni – Addolorata metterà a disposizione personale qualificato per offrire ai cittadini informazioni e consigli per la corretta gestione del peso corporeo. La giornata è stata promossa dalla Società Italiana di Dietologia e Nutrizione Clinica (ADI) ed in programma sabato 10 ottobre 2009. L’obesità è una malattia cronica sostenuta da più fattori e in forte crescita in tutti i paesi occidentali ed in quelli in via di sviluppo. L’obesità interessa un numero sempre maggiore di individui ed è correlata strettamente alle malattie cardiovascolari, alle malattie tumorali e complica molte altre patologie. Queste patologie rappresentano un’importante quota della spesa sanitaria. La sua prevenzione, attraverso l’adozione di stili di vita salutari, può rappresentare uno strumento molto valido per la promozione della salute. Il soprappeso e l’obesità, infatti, colpiscono circa il 40% della popolazione adulta.  E’ in costante e preoccupante aumento anche l’incidenza di questa patologia in età pediatrica ed adolescenziale. Nell’Azienda ospedaliera San Giovanni – Addolorata l’Unità operativa di Scienza dell’Alimentazione e Nutrizione Clinica, diretta dal dr Marcello Marcelli, è attiva da molti anni con un’équipe specializzata impegnata quotidianamente in questo settore.  Oltre ai trattamenti ambulatoriali disponibili all’utenza è operativo un ambulatorio dedicato alla terapia della “grande obesità” che segue anche i pazienti che hanno subito o sono candidati ad un trattamento chirurgico (bendaggio gastrico, by pass gastrico, ecc.). A tutto questo si aggiunge la possibilità di approcci terapeutico-diagnostici effettuati sia in regime di Day Hospital sia in regime di Day Service per le obesità di grado elevato dove, oltre ad una valutazione delle problematiche nutrizionali, viene valutato l’aspetto comportamentale da consulenti specialisti psicologi e/o psichiatri e di counselling. Molte le iniziative in Italia nei vari Centri di riferimento per la cura dell’obesità che hanno aderito all’OBESITY DAY per sensibilizzare la popolazione sulla prevenzione e cura delle malattie correlate all’eccesso ponderale.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Vivere fino a cent'anni per i bambini di oggi sarà realtà]]></title>
<link>http://illeoneelagallina.wordpress.com/2009/10/02/vivere-fino-a-centanni-per-i-bambini-di-oggi-sara-realta/</link>
<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 18:55:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>matteofinco</dc:creator>
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<description><![CDATA[Cresce la speranza di vita nei Paesi sviluppati. Secondo uno studio dell&#8217;università di Odense,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3>Cresce la speranza di vita nei Paesi sviluppati. Secondo uno studio  dell&#8217;università di Odense, le probabilità di vivere più a lungo (e anche  piuttosto bene) sono in costante crescita</h3>
<p>PIU&#8217; DELLA META&#8217; dei bambini che nascono oggigiorno nei Paesi sviluppati avrebbe  buone probabilità di arrivare a celebrare il centesimo anno di età. Ed anche in  buona salute. E&#8217; quanto lascia pensare uno studio, pubblicato dalla rivista <a href="http://www.thelancet.com/"><span style="text-decoration:underline;">Lancet</span></a>, condotto da una squadra di  ricercatori guidati del professor <a href="http://www.sdu.dk/staff/kchristensen.aspx"><span style="text-decoration:underline;">Kaare  Christensen</span></a> della University of Southern Denmark di Odense.  Secondo gli autori, la speranza di vita in Europa occidentale, Nord America e  Australia è aumentata di circa 30 anni nel corso del ventesimo secolo, con punte  anche maggiori in Giappone e in alcuni Paesi come la Spagna e l&#8217;Italia. Se la  probabilità di sopravvivere fino a 90 anni era del 15-16% per le donne e 12% per  gli uomini nel 1950, nel 2002 è salita rispettivamente al 37% e al 25%. In  Giappone, il Paese più &#8220;longevo&#8221;, le probabilità salgono addirittura al 50% per  le donne.</p>
<p>La ricerca afferma che i tre quarti dei bambini nati nei paesi  ricchi a partire dal 2000 ha ottime probabilità di vivere almeno fino ai 75  anni, anche se le condizioni medie di salute della popolazione non dovessero  migliorare nel corso degli anni. In quel caso infatti, se cioè la qualità della  vita dovesse continuare a crescere come accade da duecento anni a questa parte,  la maggior parte delle persone arriverà ad essere ultracentenaria: &#8220;L&#8217;aumento  record della speranza di vita negli ultimi 165 anni non suggerisce che esista un  limite prestabilito alla durata della vita umana. Una vita molto lunga sarà  probabilmente il destino della maggioranza delle persone che vivono oggi nei  Paesi sviluppati&#8221;, dicono gli autori.<br />
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<p><!--/inserto--><strong>Migliora anche la salute.</strong> Ma non solo si vivrà  sempre più a lungo, ma anche meglio. La ricerca mostra infatti che la  percentuale di individui indipendenti e senza problemi di disabilità è pressoché  la stessa a 92-93 e a 100 anni, lasciando intendere che una longevità  eccezionale non comporta necessariamente alte percentuali di disabilità. &#8220;Un  numero crescente di persone in età molto avanzata porrà importanti sfide ai  sistemi sanitari. Le prove esistenti, tuttavia, suggeriscono che le persone non  solo vivranno più a lungo di quanto fatto in precedenza, ma anche con minori  limitazioni funzionali&#8221;.</p>
<p>La capacità funzionale è dunque l&#8217;indicatore  più corretto per interpretare la qualità della vita in età avanzata, è ed  indicato con la sigla ADL (<em>activities of daily living</em>, attività di vita  quotidiana). Si tratta dei gesti più semplici, come mangiare da soli, vestirsi,  fare il bagno o la doccia, il trasferimento dal letto e una sedia e la  continenza, centrali per la cura di sé e l&#8217;indipendenza. Anche le disabilità di  questo tipo, suggerisce la ricerca, sono in calo. Non bisogna inoltre lasciarsi  ingannare dall&#8217;apparente crescita del tasso di alcune malattie, come il cancro.  Le patologie oncologiche, ma anche altri malattie croniche come il diabete e  l&#8217;artrite sono in aumento, ma proprio a causa del fatto che sempre più persone  vivono più a lungo. E se molte patologie cardiovascolari sono in aumento, allo  stesso tempo la mortalità legata a questi mali è in diminuzione.</p>
<p><strong>Società e lavoro</strong>. Ma la vita più lunga comporta delle conseguenze  importanti per la collettività: in primo luogo si dovranno cercare soluzioni per  affrontare il problema del peso economico di una popolazione che invecchia. I  ricercatori danesi portano l&#8217;esempio della Germania, mostrando come nel 2050 la  popolazione tedesca sarà sostanzialmente più vecchia di quanto lo sia ora, con  il 40 % dei cittadini sopra i 65 anni. Ma ci sono previsioni simili per molti  altre nazioni occidentali. Così molti Paesi stanno cominciando a prendere in  considerazione l&#8217;aumento dell&#8217;età pensionabile. Se però molti ultrasessantenni  lavoreranno più a lungo, magari in modalità part-time, questo potrebbe  significare che i più giovani faranno fatica ad inserirsi e si dovranno  accontentare di lavorare meno ore a settimana. Il dubbio lo instillano gli  stessi autori della ricerca, che affermano: &#8220;Il ventunesimo secolo potrebbe  essere ricordato come quello contraddistinto dalla redistribuzione del lavoro  tra le diverse fasce d&#8217;età della popolazione&#8221;. Anche se, aggiungono, la  riduzione della settimana lavorativa potrebbe dilatare ulteriormente  l&#8217;aspettativa di vita e di godere di buona salute.</p>
<div>
<p>[Articolo per <a href="http://www.repubblica.it/">repubblica.it</a>.</p>
<p>Link: <a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/scienze/demografia/sopravvivenza-centenari/sopravvivenza-centenari.html">http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/scienze/demografia/sopravvivenza-centenari/sopravvivenza-centenari.html</a> ]</p>
</div>
<p><!-- do nothing --><!-- fine TESTO --></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Malati di smog, più colpiti i bambini]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/10/01/malati-di-smog-piu-colpiti-i-bambini/</link>
<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 08:33:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
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<description><![CDATA[Quest’aria malata ci fa am­malare. Sì, grazie, già lo sappia­mo, obietterà qualcheduno, co­sa ce lo ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Quest’aria malata ci fa am­malare. </strong>Sì, grazie, già lo sappia­mo, obietterà qualcheduno, co­sa ce lo ridite a fare? Perché l’elenco si allunga e cresce il ri­schio di caderci dentro, venir catturati e trasportati diretta­mente in ospedale. Ogni giorno, 73 accessi nei pronto soccorso hanno come causa disturbi «potenzialmen­te correlabili all’inquinamen­to »; in due anni i casi sono sta­ti 53.514. Tosse, asma, bronchi­ti, polmoniti, attacchi di cuore, ictus. I numeri non sono spara­ti a caso. Arrivano da uno stu­dio (avviato con i soldi del Co­mune) condotto in cinque ospedali (San Carlo, San Paolo, Niguarda, Policlinico), da gen­naio 2007 a dicembre 2008.</p>
<p><strong>Una domanda: ma allora, alla fi­ne, l’Ecopass serve oppure no?</strong> Dei 53.514 accessi nei pron­to soccorso, la metà ha riguar­dato disturbi acuti delle vie re­spiratorie; 8.536 i casi di bron­chite acute, 5.689 le infezioni per polmonite, 4.323 gli scom­pensi cardiocircolatori, 1.825 i casi di riacutizzazione di bron­chite cronica ostruttiva. Spiegano i medici che per il 50% questi problemi riguarda­no gli under 18; e tra gli under 18 ci sono vagonate di bambi­ni. E non basta star chiusi in ca­sa. Per esempio, un’altra (recen­te) ricerca, condotta su 1.522 abitanti di Milano reclutati in dieci anni, dice che il rischio di trombosi è elevatissimo per chi abita a meno di tre metri da strade congestionate dalle auto­mobili. Punto e basta, non si scampa. La «distanza di sicurez­za » dallo smog è fissata, del re­sto, a 162 metri. Troppo, in una città; figurarsi in una città «rac­colta » come Milano.</p>
<p><strong>Abbiamo detto degli ingres­si in pronto soccorso.</strong> Ma come evolvono questi ingressi? Si tra­sformano in lunghe degenze o hanno tremendi epiloghi? Ri­corda il vicedirettore nazionale di Legambiente Andrea Poggio che l’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, ha sen­tenziato: «In città le concentra­zioni fuori norma di Pm10 e ozono provocano un migliaio di morti l’anno». Forse è super­fluo ricordare che quest’anno Milano ha superato la soglia d’allarme degli inquinanti per 57 giorni, quando l’Unione eu­ropea ne concede 35 di bonus, dopodiché scatta l’infrazione.</p>
<p><strong>In un sondaggio curato da Ip­sos e pubblicato</strong> sul <em>Corriere della Sera</em>, il campione di citta­dini intervistato aveva boccia­to l’Ecopass, al quale aveva rifi­lato come voto un 4,8. Insuffi­cienza abbastanza piena, di cer­to senza attenuanti. A leggere l’ultimo bollettino del Comune, datato luglio (i bollettini all’inizio erano men­sili, poi sono diventati seme­strali, chissà perché), rispetto ai primi sei mesi del 2007, quando il provvedimento anti smog era un semplice proget­to, gli ingressi nella cerchia era­no diminuiti del 14%. A leggere i bollettini dell’Ar­pa, che misura la qualità del­­l’aria, le quote di Pm sono sem­pre o a ridosso o sopra la soglia limite. Anche l’altroieri, e lune­dì, e domenica, e così via an­dando indietro nei giorni.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.corriere.it/">www.corriere.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Soluzioni trascurate]]></title>
<link>http://biblicamente.wordpress.com/2009/09/30/soluzioni-trascurate/</link>
<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 10:42:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>pj</dc:creator>
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<description><![CDATA[Si chiama papilloma ma, dietro al nome rassicurante, si nasconde un virus. Si tratta di una infezion]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Si chiama papilloma ma, dietro al nome rassicurante, si nasconde un virus. Si tratta di una infezion]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Sez. Soci COOP di Campi Bisenzio e Farmapiana ripropongono "i Giovedì della Salute"]]></title>
<link>http://campibisenzio.wordpress.com/2009/09/28/i-soci-coop-di-campi-bisenzio-e-farmapiana-propongono-i-giovedi-della-salute/</link>
<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 19:23:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>campibisenzio</dc:creator>
<guid>http://campibisenzio.wordpress.com/2009/09/28/i-soci-coop-di-campi-bisenzio-e-farmapiana-propongono-i-giovedi-della-salute/</guid>
<description><![CDATA[Con il patrocinio del Comune di Campi Bisenzio LA SEZIONE SOCI COOP e FARMAPIANA propongono: I GIOVE]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Con il patrocinio del Comune di Campi Bisenzio <strong>LA SEZIONE SOCI COOP e FARMAPIANA </strong>propongono: <strong>I GIOVEDI&#8217; DELLA SALUTE, </strong><em>Il movimento fisico e l&#8217;alimentazione sono vita. </em><span style="text-decoration:underline;">Gli argomenti trattati saranno</span>:<em><strong><br />
</strong></em>Attività motoria e alimentazione, Obesità e sovrappeso, Diabete, Sistema Muscolo-  Scheletrico, Mal di schiena e Patologie a carico del Sistema Cardio-Circolatorio.  Ogni argomento verrà trattato per due incontri sia da un punto di vista teorico che  da un punto di vista pratico andando a migliorare non soltanto le conoscenze culturali  ma anche l&#8217;aspetto sociale. L&#8217;attività fi sica non è solo &#8220;durare fatica&#8221; ma è un  modo per socializzare e per riuscire ad avere uno stile di vita sano ed attivo e che  tenere una dieta sana ed equilibrata, non significa &#8220;pesare&#8221; tutto ciò che mangiamo,  ma bensì stare più attenti a cosa e come mangiamo.  Il progetto si prefissa gli obiettivi di  dare nozioni riguardanti l&#8217;importanza  che hanno l&#8217;alimentazione e l&#8217;attività  motoria nella vita di una persona. Si  cercherà, tramite l&#8217;aiuto di un Dottore  in scienze Motorie, un Dietista e di  un Cardiologo, di fornire informazioni  su alcune patologie e fattori di rischio  che colpiscono la popolazione e si  cercherà di dare delle indicazioni per  una corretta alimentazione e l&#8217;attività  motoria più adatta alle varie situazioni. <strong></strong>Un ciclo di 12 incontri  con inizio alle ore 21.00, presso la Saletta Soci Coop,  parcheggio Coop angolo Via Tesi.<em> </em>Contributo di partecipazione: <strong>60 euro</strong><strong> </strong>(metà da versare all&#8217;iscrizione il resto all&#8217;inizio del corso) <strong>di cui una parte del contributo  sarà devoluto  ai progetti de Il Cuore si scioglie</strong>, gli incontri si svolgeranno con il seguente calendario:</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ottobre: </strong>Giovedì 1, Giovedì 8, Giovedì 15, Giovedì 22, Giovedì 29<br />
<strong>Novembre: </strong>Giovedì 5, Giovedì 12, Giovedì 19, Giovedì 26<br />
<strong>Dicembre: </strong>Giovedì 3, Giovedì 10, Giovedì 17</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Info e iscrizioni presso:<strong><em> </em></strong>il<strong><em> </em></strong>Box Soci Coop all&#8217;interno del negozio dal lunedì al venerdì oppure telefonicamente Box Soci Coop 055.8964223 con orario dalle 17:00 alle 19:00 o anche via e-mail:<em> </em><a href="mailto:sez.campibisenzio@socicoop.it" target="_blank">sez.campibisenzio@socicoop.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[BON VIVANT]]></title>
<link>http://lebioda.wordpress.com/2009/09/26/bon-vivant/</link>
<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 09:54:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>lebioda</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dzisiaj jest piękny, słoneczny dzień i z przyjemnością wyszedłem z domu do sklepu. Celowo wybrałem d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Dzisiaj jest piękny, słoneczny dzień i z przyjemnością wyszedłem z domu do sklepu. Celowo wybrałem długą trasę okrężną, tak by zrobić kilka kilometrów po chodnikach osiedlowych. To słońce przypomniało mi wakacje w Turcji – właśnie we wrześniu 2003 roku, byliśmy tam z rodziną, cieszyliśmy się słońcem, widokami i możliwością wylegiwania się na brzegu i kąpieli w ciepłym Morzu Śródziemnym. Choć promienie rozświetlają wszystko, czuje się już chłód ciągnący od ziemi i radykalnie zmieniły się draperie chmur. Mniej jest przestrzeni błękitu, a więcej cumulusów i innego rodzaju chmur, sporo granatu i rozmytych odcieni szarości. Szedłem i rozmyślałem o moim dzienniku internetowym, a to za sprawą jednego warszawskiego kapusia, o którym było ostatnio głośno w środowisku literackim. Manewrując faktami – jak w jego dawnych chwalebnych czasach – wyciągnął z mojej relacji o wędrówce do Koronowa napomknienie, że wszedłem do przydrożnego baru i uczynił z tego zasadę, którą się kieruję. Napisał tak: <em>Czytam z perwersyjnym uwielbieniem pewien blog, którego autor jest w nim tak uduchowiony, subtelny, dobry, mądry, światowy, oczytany, że gdybym go nie znał, to też bym nie wierzył, że taki jest naprawdę. Ach, jaki on esteta, ach, jaki on wrażliwiec, ach, jaki bon vivant. On nawet nie wchodzi do restauracji, żeby zjeść obiad, tylko wkracza do przydrożnej oberży, by zaspokoić głód czymś prostym i lekkim. No, ładne?</em> Znam doskonale te jego gadki, w których od wielu lat pojawiają się te same określenia, a szczególnie ulubione to: <em>bon vivant</em>. Cóż powiedzieć człowiekowi, który wybrał najgłupszą z możliwych drogę po ujawnieniu jego haniebnej przeszłości i po teatralnym (<em>Jam był Jackiem Soplicą</em>…) przyznaniu się do win. Zamiast się wyciszyć, odsunąć na bok, spróbować zrelatywizować to, co nawyrabiał, dalej korzysta z kolesiowego wylansowania, jeździ na jakieś imprezki, chce się jawić jako literacki… <em>bon vivant</em>. Po jednym z takich wyjazdów, gdy nasłuchał się o mnie kolejnych fanaberii, postanowił leciutko kopnąć mnie w zadek. Tak znienacka, ale też ostrożnie, no bo wiadomo jaki to ze mnie człowiek i wiadomo jaki jestem nieobliczalny. On mnie zna dobrze, co podkreśla i nie pasuje mu mój dziennik do mitu, który też w pewnym momencie żwawo współkreował. Czy jestem uduchowiony?  No, chyba nie specjalnie, raczej te sfery są u mnie w normie, choć bywało, że pisywałem różne teksty religijne, bywałem w orbicie działań Kościoła. W tej mierze wiele się zmieniło i nie mam zamiaru udowadniać komukolwiek, że jest inaczej. Czy jestem subtelny? W miarę tak, choć potrafię też być bardzo zdecydowany, walący prawdę prosto z mostu, występujący do sądów w przypadku pomówień i oszustw, bijący w dziób bandytę itd. Czy jestem dobry? Staram się być, bo to najpiękniejsze, co się może człowiekowi przydarzyć, ale przecież bywało różnie i mam w swojej przeszłości parę takich zdarzeń, o których wolałbym zapomnieć. Jak każdy chyba, na szczęście na nikogo nigdy nie donosiłem, nie bawiłem się w pisanie oszczerczych listów, jawnych lub pod pseudonimem, no i jeszcze paru rzeczy nie robiłem. Czy jestem światowy – na pewno bardziej od naszego kpiarza, bo wiele moich książek ukazało się za granicą, bywałem tu i tam, a chyba nie ma nic złego w relacjonowaniu kolejnych podróży. To w czasach PRL-u były one zarezerwowane dla kapusiów, którzy wysyłani byli na różne targi, zjazdy, zloty i w ten sposób zyskiwali otrzaskanie, obycie w świecie, a nawet mogli zaprzyjaźnić się z autorem ruskiego hymnu. Ja podróżuję dzięki twórczości literackiej i pracy naukowej i nie przestanę o tym pisać, bo jest to jeden z rodzajów utrwalenia tego, co się przeżyło. Czy jestem oczytany – o tutaj nasz <em>bon vivant</em> ma rację, pochłaniam lektury, czytam każdego dnia, a ostatnio to oczytanie wzmaga jeszcze znacznie Internet. Rozumiem, że naszą peerelowską instancję krytyczną drażni skala moich zainteresowań, wszak z upodobaniem, przez wiele lat lansował tezę, że byłem tym i owym. Czy jestem estetą? Tak, lubię porządek i mam go zarówno w moich papierach, jak i w życiu, choć różnie z tym bywało, zapewne osiągnąłem teraz w wielu aspektach życia stan „estetyczny”. Czy jestem wrażliwy? Tak, bywam i bywałem, ale czy jestem „wrażliwcem”, no chyba nie, raczej człowiekiem starającym się interaktywnie wchodzić  w naszą rzeczywistość. No i ostatnia sprawa, osławiony <em>bon vivant</em>, to prymitywne, mające sugerować znajomość francuszczyzny, określenie z repertuaru naszego napastnika, którego używa zawsze jak wytrycha w chwilach, gdy nie ma o czym gadać. Według słownika języka polskiego Edwarda Polańskiego, to <em>człowiek beztrosko używający życia, umiejący i lubiący się bawić </em>– tutaj częściowo tylko mogę się zgodzić, bo przecież ktoś, kto wierzy w beztroskie życie jest idiotą&#8230; Każdy z nas ma jakieś problemy egzystencjalne, każdy do czegoś dąży i najczęściej tego nie osiąga. Tak, umiem się bawić, przede wszystkim w przyjacielskim gronie, nasz kolega czasem uczestniczył w tych zabawach i nie przeszkadzało mu, że lądowaliśmy w przydrożnej oberży. Teraz mu przeszkadza, że w moim dzienniku piszę o tym, że podczas długiej, pieszej wędrówki zachodzę, tak jak kierowcy TIR-ów zajeżdżają, do pierwszego z brzegu punktu gastronomicznego. Pal sześć ten bełkot <em>bon vivanta</em>, jeśli podjąłem ten temat, to tylko dlatego, że jestem pełen podziwu dla jego „lewicowych” przekonań i podlizywania się kolejnym mediom, gdzie może dadzą mu pracę. Tym tłumaczy ogromny, haniebny okres w życiu, gdy biegał na różne spotkania, gdy wsadzany był do wielu środowisk, a potem płodził swoje „opinie”. I kasował… i kasował… <em>bon vivant</em>…</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Abitudini alimentari scorrette nei diabetici]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/09/15/abitudini-alimentari-scorrette-nei-diabetici/</link>
<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 22:28:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/09/15/abitudini-alimentari-scorrette-nei-diabetici/</guid>
<description><![CDATA[Molto spesso le abitudini alimentari degli individui diabetici appaiono poco corrette. È quanto sott]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Molto spesso le abitudini alimentari degli individui diabetici appaiono poco corrette. È quanto sottolineano i risultati di uno studio americano, pubblicato su The Journal of the American Dietetic Association, che ha coinvolto circa 2.800 soggetti adulti e anziani affetti da diabete di tipo 2. In particolare, il trial Look Ahead ((Action for Health in Diabetes) ha consentito di stabilire che il 93% dei pazienti introduce nella propria dieta quantità eccessive di grassi e il 92% di sodio, aumentando in tal modo il rischio di patologie cardiovascolari e renali. Di contro, non risulterebbe soddisfacente l&#8217;assunzione di frutta, verdura, cereali e alimenti a base di latte. «Per chi soffre di diabete urge una maggiore informazione relativa all&#8217;importanza dell&#8217;alimentazione per una corretta gestione della propria condizione» ha dichiarato Mara C. Vitolins, della Wake-Forest University School of Medicine del North Carolina. &#8220;I pazienti diabetici  devono saper scegliere cosa mangiare per bilanciare nel modo migliore le calorie assunte e quelle consumate. La scelta degli alimenti deve, inoltre, essere rivolta alle categorie alimentari con le migliori  proprietà nutrizionali, quali per esempio quelle antiossidanti&#8221; (L.A.). The Journal of the American Dietetic Association 2009, 109, 1367-1375</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fobie alimentari]]></title>
<link>http://ontopsicologia.wordpress.com/2009/09/03/fobie-alimentari/</link>
<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 13:02:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>mare01</dc:creator>
<guid>http://ontopsicologia.wordpress.com/2009/09/03/fobie-alimentari/</guid>
<description><![CDATA[Nei trattati di psichiatria (DSM IV, Trattato di psichiatria del bambino di Ajuriaguerra, Trattato d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Nei trattati di psichiatria (DSM IV, Trattato di psichiatria del bambino di Ajuriaguerra, Trattato di psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza di Diatkine, Lebovici e Soulé) le fobie alimentari non sono classificate tra i disturbi dell’alimentazione, né tantomeno lo sono le dipendenze da sostanze psicotrope.<br />
Ciò nonostante, gli autori d’indirizzo psicoanalitico citati nei suddetti manuali, sono pressoché tutti concordi nel rilevare, sia nelle diverse forme di disturbi alimentari, sia nelle tossicomanie, alcuni tratti distintivi comuni, riconducibili a fissazioni a fasi precoci dello sviluppo e, più precisamente, alla fase sadico-orale.<br />
Nel presente lavoro, supportato dall’esperienza clinica, desidero illustrare che le fobie alimentari, presenti fin dall’infanzia, possono essere considerate, alla stregua di altri disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, come precursori di manifestazioni psicopatologiche successive, tra cui, oltre all’anoressia e alla bulimia e all’anoressia, le tossicodipendenze.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dormire bene allunga la vita]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/08/28/dormire-bene-allunga-la-vita/</link>
<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 22:11:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dormire bene allunga la vita, mentre chi russa o soffre di apnee notturne è più a rischio. È quanto ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Dormire bene allunga la vita, mentre chi russa o soffre di apnee notturne è più a rischio. È quanto emerge da uno studio americano condotto dalla Johns Hopkins University School of Medicine di Baltimora e da altri 6 centri medici negli Stati Uniti che prova per la prima volta l&#8217;esistenza di una relazione tra qualità del sonno e salute. Dallo studio Sleep Heart Health Study, iniziato otto anni fa, è emerso che l&#8217;apnea notturna, quel fenomeno durante il quale si smette di respirare durante il sonno, aumenta le possibilità di morte del 46% rispetto a chi dorme sonni tranquilli. Non solo: i rischi crescono del 17% anche per chi soffre di disturbi comuni del sonno, con 15-30 episodi di respiro interrotto durante un&#8217;ora di sonno. I russatori rischiano diverse patologie, ma le principali sono le malattie cardiovascolari.  «Russare può causare numerosi problemi, primo tra tutti all&#8217;interno della coppia &#8211; dice Alberto Bergamin, amministratore delegato di Tempur Italia, specialisti del dormire bene -. In alcuni casi è spia di problemi più seri, come le apnee notturne e, come evidenzia questo studio, può portare anche a gravi conseguenze. Risolvere il problema non è facile, ma migliorare la qualità del supporto su cui si dorme può migliorare considerevolmente la situazione. Grazie a uno dei materiali più tecnologici in commercio, l&#8217;unico certificato dalla Nasa, Tempur è in grado di migliorare il riposo delle persone, con materassi e guanciali dotati di uno speciale sistema allevia pressione». Non solo: un&#8217;indagine ha dimostrato che con il guanciale Original di Tempur russare può diventare un ricordo. «Secondo quanto emerso dallo studio, condotto dalla società americana Preston-Osborne Marketing Communications and Research, tra una cinquantina di coppie in cui uno dei due partner avevi seri problemi nel russare, utilizzando il cuscino Original di Tempur si ottengono miglioramenti significativi. La percentuale di chi segnala il rumore emesso dal partner come &#8220;estremamente disturbante&#8221; è precipitata dall&#8217;85 al 10%. Non solo: chi dichiarava di svegliarsi almeno quattro volte a notte è passato dal 98 al 31%, mentre ha continuato a perdere un&#8217;ora di sonno solo il 25% delle coppie, contro il 92% di quando non usavano il guanciale Tempur» spiega Bergamin.<br />
Lo studio Sleep Heart Health Study. I ricercatori statunitensi hanno preso come campione oltre 6mila uomini e donne di età compresa tra i 40 e i 70 anni per 8 anni: di questi, una parte soffriva di forme gravi di apnee notturne, altri non avevano alcun disturbo. Qualcuno si descriveva come russatore, uno dei sintomi dell&#8217;apnea notturna. I ricercatori del Johns Hopkins Bayview Medical Center hanno monitorato le abitudini del sonno dei partecipanti nella loro casa per almeno una notte intera di sonno, in media di sette ore. Sono poi stati coinvolti oltre 50 tecnici per raccogliere dati dettagliati di ognuno, come respiro, ritmo del cuore e attività del cervello. I soggetti sono poi stati sottoposti a visite annuali per verificarne lo stato di salute con la pressione del sangue, problemi di cuore o infarti.<br />
I dati. In Italia: russano il 60 per cento degli uomini di età compresa tra i 40 e i 60 anni e fino al 40 per cento delle donne. Gli over 60, uomini e donne, russano in percentuale uguale. La maggior parte di chi russa (l&#8217;81%) non lo fa sempre, ma solamente in situazioni particolari o in alcuni periodi dell&#8217;anno: quando si è particolarmente stanchi (48%), in inverno a causa di influenze/malattie da raffreddamento (25%), quando si è ecceduto nel mangiare o nel bere (18%), in primavera a causa di problemi allergici (11%).<br />
Tempur Sviluppato negli anni Settanta all&#8217;Ames Research Center della Nasa, in California, per migliorare il comfort e la protezione dall&#8217;accelerazione di gravità sui sedili dei veicoli spaziali e perfezionato nel 1991 da Tempur® World in Danimarca per usi privati, il materiale Tempur® rappresenta una rivoluzione del comfort, unendo morbidezza e durata senza confronti. I materassi al primo contatto possono sembrare piuttosto rigidi, ma si ammorbidiscono e si adattano alla forma del corpo grazie alla temperatura e al peso corporei. Le proprietà del materiale termosensibile offrono a chi dorme su questi materassi un alleggerimento ideale della pressione, dando sollievo a chi soffre di problemi a collo e schiena.</p>
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<title><![CDATA[La musicoterapia]]></title>
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<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 10:02:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>mare01</dc:creator>
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<description><![CDATA[La musicoterapia è una modalità di approccio alla persona che utilizza la musica o il suono come str]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La musicoterapia è una modalità di approccio alla persona che utilizza la musica o il suono come strumento di comunicazione non-verbale, per intervenire a livello educativo, riabilitativo o terapeutico, in una varietà di condizioni patologiche e parafisiologiche.</p>
<p>&#8220;La musicoterapia è l&#8217;uso della musica e/o degli elementi musicali (suono, ritmo, melodia e armonia) da parte di un musicoterapeuta qualificato, con un utente o un gruppo, in un processo atto a facilitare e favorire la comunicazione, la relazione, l&#8217;apprendimento, la motricità, l&#8217;espressione, l&#8217;organizzazione e altri rilevanti obiettivi terapeutici al fine di soddisfare le necessità fisiche, emozionali, mentali, sociali e cognitive.<br />
La musicoterapia mira a sviluppare le funzioni potenziali e/o residue dell&#8217;individuo in modo tale che questi possa meglio realizzare l&#8217;integrazione intra- e interpersonale e consequenzialmente possa migliorare la qualità della vita grazie a un processo preventivo, riabilitativo o terapeutico.&#8221;</p>
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<title><![CDATA[L’obesità e la lotta per combatterla e prevenirla]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/08/26/l%e2%80%99obesita-e-la-lotta-per-combatterla-e-prevenirla-2/</link>
<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 22:12:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Da uno studio dell’Università del Colorado (Health Sciences Center) basterebbe mangiare in meno un b]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Da uno studio dell’Università del Colorado (Health Sciences Center) basterebbe mangiare in meno un biscotto al giorno per ridurre il rischio di obesità. Questo studio fa presente, tra l’altro, che il 90% della popolazione mangia in media, ogni giorno, 50 calorie extra, ovvero quelle che l’organismo non brucia e che vengono in parte trasformate in grasso. Per ovviare a queste “anomalie” sistemiche basta adottare opportuni accorgimenti sia di natura alimentare che buone regole di vita come fare regolarmente attività fisica. Ma come si diventa obesi? Sembra che gli obesi abbiano atrofizzato un acronimo tessuto adiposo bruno denominato Bat. Esso serve per bruciare l’energia in eccesso accumulata dopo un pasto abbondante. Le sue cellule producono mitocondri e sono questi gli organuli che fanno entrare in funzione il Bat per “combattere” gli eccessi alimentari introdotti nel nostro organismo. Da uno studio condotto alla statale di Milano dal prof. Michele Carruba ed Enzo Nisoli dell’ateneo milanese  ed Emilio Clementi dell’Università della Calabria e del dipartimento di biotecnologie del San Raffaele è stata identificata la sostanza che regola la genesi dei mitocondri  e che deriva dal deficit nella produzione del gas ossido nitrico. Questo gas provvede a rifornire di ossigeno tutte le cellule dell’organismo ed è coinvolto nella produzione dei mitocondri che trasformano la “benzina”cellulare  (grassi e glucosio) nella forma di energia fruibile dai tessuti (Atp).Essi sono maggiormente presenti nei tessuti muscolari. In pratica la carenza di ossido nitrico nel nostro organismo è uno dei fattori determinanti la nostra obesità e con tendenza ad effetti collaterali di ipertensione, di diabete e dislipdemicia.<br />
L’obesità in cifre in Italia. Il 9% della popolazione italiana è obesa. Il 45% è in soprappeso. Aumentano i giovani ed i giovanissimi con misure extra-large pari al 20% per i bambini ed adolescenti tra i 6 ed i 18 anni. Seguono, in crescendo, gli anziani, i malati di obesità sarcopenica ovvero l’impoverimento  della massa muscolare a favore di quella grassa. L’obesità ha un picco a 64 anni per l’uomo e a 70 anni per la donna e cresce ad un ritmo del 25% ogni 5 anni. Di pari passo aumentano le patologie  come l’ipertensione, il diabete e la dislipdemia.</p>
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<title><![CDATA[Mediastinum]]></title>
<link>http://videomedi.wordpress.com/2009/08/22/mediastinum/</link>
<pubDate>Sat, 22 Aug 2009 19:16:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>havliiva</dc:creator>
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