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	<title>pensare &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/pensare/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "pensare"</description>
	<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 13:15:08 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[IV mostra de animação!!!]]></title>
<link>http://designerpensante.wordpress.com/2009/11/21/103/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 17:19:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>Adriana Oliveira</dc:creator>
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<description><![CDATA[ Na Unit do centro no Auditório Geraldo Chagas as 19h do dia 03 de dezembro de 2009 a IV mostra de a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://designerpensante.wordpress.com/files/2009/11/cartaz-amostra-de-animacao-2009-2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-105" title="cartaz-amostra-de-animacao-2009-2" src="http://designerpensante.wordpress.com/files/2009/11/cartaz-amostra-de-animacao-2009-2.jpg" alt="" width="450" height="631" /></a> Na Unit do centro no Auditório Geraldo Chagas as 19h do dia 03 de dezembro de 2009 a IV mostra de animação&#8230;Vale a pena conferir!!!</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Il segreto per disegnare la tua vita]]></title>
<link>http://crescereleggendo.wordpress.com/2009/11/20/il-segreto-per-disegnare-la-tua-vita/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 07:30:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>crescereleggendo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Qual è il segreto per realizzare la propria vita? Ogni mattina ci svegliamo, prendiamo contatto con ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Qual è il segreto per realizzare la propria vita? Ogni mattina ci svegliamo, prendiamo contatto con ]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[RICOMINCIARE]]></title>
<link>http://ferrucci.wordpress.com/2009/11/19/ricominciare/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 23:11:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>p. ferrucci</dc:creator>
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<description><![CDATA[(Enrico Benaglia, Musica infinita) Si fa bene a vergognarsi, è giusto. Ma poi bisogna ricominciare: ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[(Enrico Benaglia, Musica infinita) Si fa bene a vergognarsi, è giusto. Ma poi bisogna ricominciare: ]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[La tua giornata]]></title>
<link>http://crescereleggendo.wordpress.com/2009/11/12/la-tua-giornata/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 07:30:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>crescereleggendo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Diario mentale della tua giornata: Imparate a tenere un “diario mentale” per sorvegliare costantemen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Diario mentale della tua giornata: Imparate a tenere un “diario mentale” per sorvegliare costantemen]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[AGENTE PROVOCATORE]]></title>
<link>http://marcoscataglini.wordpress.com/2009/11/04/agente-provocatore/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 08:46:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>jeff64</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il più delle volte, quando abbiamo un blocco creativo, avremmo bisogno di essere provocati. L&#8217;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Il più delle volte, quando abbiamo un blocco creativo, avremmo bisogno di essere provocati. L&#8217;]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Che fai tu, luna, in ciel? dimmi che fai, silenziosa luna?]]></title>
<link>http://pensieridaunamentestrana.wordpress.com/2009/11/03/che-fai-tu-luna-in-ciel-dimmi-che-fai-silenziosa-luna/</link>
<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 22:10:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>Ester</dc:creator>
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<description><![CDATA[Vi giuro che non mi stancherei mai di guardarla. Ma non metaforicamente parlando, io dico sul serio!]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" title="Logicamente la MIA era molto più bella di questa, ma se fossi uscita a fotografarla i miei mi avrebbero sottoposto ad alcune ore di interrogatorio..." src="http://i36.tinypic.com/28usnpw.jpg" alt="" width="604" height="436" /><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/d6QE4EJrIFc&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/d6QE4EJrIFc&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Vi giuro che non mi stancherei <em>mai</em> di guardarla. Ma non metaforicamente parlando, io dico <em>sul serio</em>! Se potessi mi siederei sul balcone e starei lì tutta notte avvolta in un giaccone, con una tazza di cioccolata in mano, a guardare la <span style="color:#0000ff;"><span style="color:#ffff00;"><strong>Luna</strong></span></span>. [Purtroppo ho dei genitori che non ci arrivano.]</p>
<p>Stanotte, poi, c&#8217;è un cielo <em>stupendo</em>. Neanche l&#8217;<em>ombra</em> di una nuvola. E la <strong><span style="color:#ffff00;">Luna</span> </strong>è <em>piena</em>, un cerchio bianco luminoso su un fondo scurissimo. E&#8217; uno spettacolo <em>fantastico</em>.</p>
<p>Mi accorgo che le cose non sono cambiate da quando ero bambina e, durante i viaggi in macchina, mi chiedevo come facesse la <strong><span style="color:#ffff00;">Luna</span></strong> a inseguirci e ad essere sempre <em>dappertutto</em>.</p>
<p>Anzi, ora che sto studiando la rivoluzione scientifica e l&#8217;astronomia sia in scienze sia in filosofia sia in letteratura, e ho scoperto molte cose che prima non capivo, guardare il cielo notturno mi stupisce ancora di più. La <strong><span style="color:#ffff00;">Luna</span></strong> da qui sembra piccola, tonda, liscia e piena di macchie, uno specchio incollato sulla volta celeste. Eppure è un corpo mooolto più grande di quanto sembri, non emette luce, è piena di monti e valli. Ed è il corpo <em>più vicino</em> a noi. La luce solare che riflette ci mette alcuni secondi ad arrivare fino a qui. Immaginare tutto il resto dell&#8217;universo mi mette i brividi&#8230;</p>
<p>La <strong><span style="color:#ffff00;">Luna</span></strong>&#8230; Nel terzo millennio è stata quasi del tutto esplorata, studiata, osservata e analizzata. Eppure rimane ancora così stranamente misteriosa&#8230;così <em>irraggiungibile</em>&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Anthony Robbins, il potere delle tue parole]]></title>
<link>http://crescereleggendo.wordpress.com/2009/10/30/anthony-robbins-il-potere-delle-tue-parole/</link>
<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 07:30:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>crescereleggendo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sei mai stato profondamente commosso da un grande comunicatore? Ricordi ancora le parole di John Ken]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Sei mai stato profondamente commosso da un grande comunicatore? Ricordi ancora le parole di John Ken]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[La grande sfida dell'accoglienza]]></title>
<link>http://biblicamente.wordpress.com/2009/10/27/la-grande-sfida-dellaccoglienza/</link>
<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 11:07:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>pj</dc:creator>
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<description><![CDATA[La Stampa con un servizio alza il velo su una pratica inquietante: a Torino «almeno quattro future m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[La Stampa con un servizio alza il velo su una pratica inquietante: a Torino «almeno quattro future m]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Prendimi per mano]]></title>
<link>http://crescereleggendo.wordpress.com/2009/10/26/prendimi-per-mano/</link>
<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 07:30:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>crescereleggendo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Cammineremo. Cammineremo soltanto. Sarà piacevole camminare insieme. Senza pensare di arrivare da qu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Cammineremo. Cammineremo soltanto. Sarà piacevole camminare insieme. Senza pensare di arrivare da qu]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Non multa sed multum. Qualità della vita, qualità letteraria - 2]]></title>
<link>http://scrittoriprecari.wordpress.com/2009/10/23/non-multa-sed-multum-qualita-della-vita-qualita-letteraria-2/</link>
<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 22:01:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>scrittoriprecari</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non multa sed multum. Qualità della vita, qualità letteraria [Leggi la prima parte] Perché, allora, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:center;"><strong><em>Non multa sed multum</em>. Qualità della vita, qualità letteraria</strong></p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">[Leggi la <a title="prima parte" href="http://scrittoriprecari.wordpress.com/2009/10/16/non-multa-sed-multum-qualita-della-vita-qualita-letteraria-1/" target="_blank">prima parte</a>]</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><img class="alignleft" src="http://novevolt.files.wordpress.com/2009/10/lacura2.jpg?w=154&#038;h=164" alt="" width="154" height="164" />Perché, allora, in Italia, dovrebbe esserci necessità di opere letterarie qualitativamente intense e durature? Perché in Italia c&#8217;è una voragine chiamata: carenza di immaginario, collettivo e individuale. Chiamatela tedio, noia, apatia, ma si sta verificando un&#8217;atrofia dell&#8217;immaginario che molti non possono o vogliono scorgere, perché hanno disimparato a dare valore al concetto di qualità. Dobbiamo però reinventare il nostro immaginario, ovvero il nostro modo di compensare la refrattarietà delle <em>cose italiche</em> con la creazione verbo-visuale, il nostro modo di sfogliare l&#8217;opacità delle cose presenti, e guardare oltre, dietro il <em>muro</em> dell&#8217;oggettività. E questo andrà inevitabilmente a scalfire la nostra identità tradizionale, un&#8217;identità che deve avere una <em>durata</em>. Oggi la letteratura, almeno in Italia, è una forma di sopravvivenza, una consegna al mittente da non mancare.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Carenza d&#8217;immaginario, carenza d&#8217;identità, carenza di qualità. Carenza di futuro. Non <em>osiamo</em> immaginarci il futuro italico, ma siamo stanchi d&#8217;incipriare il presente. La qualità della nostra vita dipende anche dalle opere che i nostri autori coevi sanno e pretenderanno di produrre. Questa è la responsabilità che ci si presenta davanti. Si deve tentare, rischiare tutto, reinventare un linguaggio, captare le emergenze – cioè quello che viene fuori da questi tempi, e manca ancora di parola. E prefigurare le nostre nuove facce, desiderando e recuperando le facce altrui, la nostra tradizione polverosa. Facce di un passato che, oramai staticizzato tra monumenti impercettibili, libri di testo e retoriche varie, ci spinge sempre più verso un futuro già pari a zero.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><em>Intensità</em> e <em>durata</em>, si è detto. Se azzardiamo ad applicarle a una visione magnetica – da campo magnetico – delle opere letterarie, queste prevedono spostamento. Lo spostamento prevede adattamento creativo della forma, ovvero <em>metamorfosi</em>. Questa, lo si è detto fino alla nausea, è una delle qualità costitutive del romanzo, il prodotto della sua origine epico-orale (dispersione assoluta e semina della sua avventura), del suo ibridare generi (il romanzo è un grande cannibale, una tessitura aperta come la tela navajo dell&#8217;Emilio Cecchi in Messico), del suo pensare e criticare se stesso (il romanzesco che guarda se stesso, Don Quijote che legge le sue avventure stampate), cercando di acciuffare senza tregua allo stesso tempo quel Reale traumatico che stiamo vivendo – il <em>fantasma</em> della <em>cibernetica</em> calviniana, che non si vede, ma pressa. E, prima o poi, ritorna.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Perché dire <em>Italia</em> oggi cosa significa? Non è qualcosa che ha a che fare con il dolore spettacolarizzato di una progressiva mancanza di qualità di vita? Italia è un&#8217;espressione senza referente, un sipario desiderante senza scena desiderata, ma con molti <em>mésententes</em> e <em>différends</em>, disaccordi e dibattiti, con tante tracce e traumi da esplorare. Per questo c&#8217;è forse il bisogno di tentare opere metamorfiche, mutanti e cosmiche, che tocchino il cielo universale per riflettere la piccola zolla particolare e redimerla, emisferi dove la nostra faccia – perché noi, italiani, con l&#8217;identità, ci rimettiamo pure la faccia – si possa rispecchiare deformata, per scorgere i cambiamenti dei connotati e delle costellazioni, domani. Lavorando di fantasia, irrispettosamente, anche sulla nostra Storia senza capo né coda.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Parlare di romanzo, o di racconto in prosa, di per sé è parlare di qualcosa che non <em>è</em>, ma che <em>sarà</em>, qualcosa di volto al futuro anche se scritto nel passato remoto. Parlare senza timore di <em>qualità</em>, oggi, nella nazione italiana, parlare di <em>complessità</em>, come fanno altri in altri frangenti da altre prospettive, parlare di <em>avventura</em> (come metamorfosi, durata e intensità del nostro raccontare e come potenza dell&#8217;immaginario), significa avere fiducia, non solo in noi stessi (cosa che da tempo ci manca), ma anche nella <em>durata</em> della parola. Significa auspicare un <em>futuro duraturo</em>, ma non per questo conservativo, della nostra identità. Un futuro parzialmente libero, temporaneamente autonomo. Diciamo <em>durata</em>, non necessariamente ripiego morale o moralistico della parola. Responsabilità della posta in gioco, non civismo sbandierato e, quindi, spettacolarizzato.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Le nostre opere, in questo orizzonte di senso in modificazione repentina, saranno l&#8217;arco perfetto e intagliato pronto a risuonare, la freccia sarà il nostro occhio critico pronto a fendere l&#8217;aria, la qualità sarà l&#8217;intensità con cui tiriamo la corda e lanciamo. Seppure nel disastro dell&#8217;immaginario italiano, un punto d&#8217;appoggio e un tentativo per essere buoni arcieri ancora dobbiamo e possiamo farlo. Anche da una posizione sbilenca, minoritaria, ridicolmente caparbia.</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;" align="right"><a title="Alessandro Raveggi" href="http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/" target="_blank"><em>Alessandro Raveggi</em></a> e <a title="Enrico Piscitelli" href="http://milanoromatrani.wordpress.com/" target="_blank"><em>Enrico Piscitelli</em></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Della stessa materia dei sogni]]></title>
<link>http://semplicementeframes.wordpress.com/2009/10/15/della-stessa-materia-dei-sogni/</link>
<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 23:13:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stefi</dc:creator>
<guid>http://semplicementeframes.wordpress.com/2009/10/15/della-stessa-materia-dei-sogni/</guid>
<description><![CDATA[il percorso della memoria, il tempo che incide la storia&#8230; mi lascia nel cuore l&#8217;eco di i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">il percorso della memoria, il tempo che incide la storia&#8230; mi lascia nel cuore l&#8217;eco di ieri, più forte di come credevo<br />
le mie radici&#8230; da dove vengo, l&#8217;eredità del passato e le vecchie catene, le prime visioni, gli amori finiti e tante stagioni<br />
Se mi giro rivedo passare momenti vissuti che come aquiloni si librano in volo ed aprono le ali<br />
e in un attimo tornano i ricordi più lucidi e sembrano della stessa materia dei sogni</p>
<p>sognavo leoni guardando il tramonto su una spiaggia infinita solcata dal mare profondo lontano da tutto&#8230; lontano da niente<br />
ritorno a pensare, a cercare la luce del sole per non ripartire senza risposte</p>
<p style="text-align:justify;">(da &#8220;Della stessa materia dei sogni&#8221; &#8211; Tiromancino)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I luoghi dell'educare e i saperi sociali]]></title>
<link>http://pontiederive.wordpress.com/2009/10/14/i-luoghi-delleducare-e-i-saperi-sociali/</link>
<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 15:27:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>monica</dc:creator>
<guid>http://pontiederive.wordpress.com/2009/10/14/i-luoghi-delleducare-e-i-saperi-sociali/</guid>
<description><![CDATA[Il Punto di osservazione: Ho lavorato per più di una decina di anni nella cooperazione sociale, e sp]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Il Punto di osservazione:</p>
<p style="text-align:justify;">Ho lavorato per più di una decina di anni nella cooperazione sociale, e specificatamente nel settore dei servizi educativi rivolti a minori e famiglie in difficoltà.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;ho fatto attraversando i vari ruoli di tipo educativo ma anche di governo: tutti quelli possibili in una piccola cooperativa sociale. Che era ed è,  a tutt&#8217;oggi,  una realtà consolidata di cosiddetta &#8220;governance&#8221; colorata quasi interamente al femminile, un pò per caso, ed un pò anche per scelta e per necessità.</p>
<p style="text-align:justify;">Ne ho tratto due grandi insegnamenti.</p>
<p style="text-align:justify;">Il primo è che, lì, in quello specifico gruppo, in quel preciso momento storico, c&#8217;era e c&#8217;è gruppo di donne che coordinavano, cooperavano, costruivano servizi educativi, governavano, amministravano, progettavano, pensavano, si ponevano problemi etico/economici. Lo fanno anche ora, ancora, anche oggi, ogni giorno. La forma assunta dal lavoro era di tipo cooperativo e non competitivo; e per scelta, si voleva essere volitivamente solidali verso i lavoratori soci e non, professionali verso fruitori e committenti, inoltre si voleva affermare una forte propensione a costruire una collettività, che si responsabilizzasse anche attraverso le carriere orizzontali, e sperimentasse un certo turn-over nei luoghi di &#8220;potere&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">E il secondo apprendimento  è che quelle donne che eravamo noi, forse anche in virtù dei pochi soldi che circolano nel &#8220;sociale&#8221;, avevano scelto di non pagare in modo diseguale che aveva anche in ruoli di governo e/o di alto livello gestionale, privilegiando in tal modo un equità economica più collettiva e diffusa. E&#8217; una esperienza singolare, certo, sia dal punto di vista statistico sia dal punto di vista stesso della cooperazione sociale, per come l&#8217;ho incontrata in altre realtà di Cooperative sociali.</p>
<p style="text-align:justify;">Un ultimo insegnamento ne ho tratto, ed è la difficoltà a traghettare fuori dalla Cooperativa, il sapere prodotto in ambito gestonale e quello ancora più pertinente di tipo educativo. Ma questo fa parte di uno dei paradossi dell&#8217;educare, la difficoltà a narrare del sapere che sta producendo mentre si educa.  Ecco che, negli anni in cui ero immersa in quella realtà, solo un punto ho sempre sentito come latente e mai sviscerato davvero: il fatto che non si riuscisse a fare un meta pensiero che correlasse politico, collettivo, organizzativo e pedagogico, e anche sociale e culturale con le realtà e le prassi che la Cooperativa andava incontrando, al suo interno e nei servizi educativi che presidiava.</p>
<p style="text-align:justify;">E&#8217; un punto latente in molti servizi educativi. Il sapere che viene prodotto resta un patrimonio congelato nell&#8217;esperienza dei singoli e/o al massimo si tesaurizza nella vita nei fruitori dei servizi, minori, donne, famiglie, disabili, etc.  Eppure è nei servizi sociali, nelle comunità alloggio, nei centri giovani, nei consultori, nelle scuole, negli asili, insomma nella pluralità di servizi erogati per le persone che le esperienze entrano in un meltin&#8217;pot che le fa uscire mutate.</p>
<p style="text-align:justify;">E&#8217; lì che si incontrano le nuova famiglie ricostituite, multietniche, le seconde generazioni e a volte le terze dell&#8217;immigrazione vecchia e nuova , il disagio di una società in mutazione, mutevole e di corsa, gli anziani, la fucina del carcere, e tutti i vari scivolamenti della vita nei tracolli di alcool, droghe, follia.</p>
<p style="text-align:justify;">I disabili ora diventati diversamente abili nelle loro istanze non viste, le donne, le giovani donne che portano le storie ambivalenti di violenza tra desideri amore e possesso  e tutti si incontrano con i professionisti dell&#8217;educare, nel tentativo di del trasformare in sapere il disagio.  In quella pentola ribollente c&#8217;è l&#8217;incontro con le istanze più normative dello stato, quello stato che impone di imparare dal contenimento forzoso dove si impara dai muri e dalle sbarre, dalla punizione, oppure dalle regole del sapere; italiano, matematica, storia, etc, ci sono i modelli culturali egemoni e quelli residuali, quelli regionali e quelli di altre culture.</p>
<p style="text-align:justify;">Eppure sono quei i luoghi dell&#8217;educare che ancora non riescono a narrare i processi trasformazione in atto e che vedono, quando stanno con i giovani mentre questi cominciano leggere la società, ad iniziare ad esserne parte, a volerne determinarne alcune parti. Anche quando sono la parte latente e/o dimenticata.  Ma sono luoghi silenti, inascoltati su queste istanze e che non hanno ancora colto la possibilità di narrare queste transazioni sociali nel loro divenire, impegnate come sono a sopravvivere ai vari tagli che i governi impongono legislatura dopo legislatura. Sembra paradossale che siano proprio le realtà minoritarie, meno ascoltate nella flebilità delle loro voci: bambini, anziani, donne o ancora quelle parti indisponibili nel loro apparire perchè scarti di una società che non ascolta, ad essere proprio la maggiore fucina di cambiamenti, laddove si trova a ricomporre differenze abissali e culturali, interne ed esterne, istanze nazionali e/o globalizzate.</p>
<p style="text-align:justify;">E&#8217; paradossale. o forse no, che siano i luoghi dell&#8217;educare spicciolo, concreto, reale a doversi fare narratori di ciò che accade e può accadere e sta accadendo.</p>
<p style="text-align:justify;">Infine tornando a chiudere proprio con la questione femminile, vorrei tornare con il pensiero lì, in quei luoghi del sapere operativo, dove l&#8217;educazione si produce artigianalmente; fuori dalle aule colte, dalle teorizzazioni, dai paradigmi, dalle stanze ordinate e pulite, dal bel &#8220;parlare&#8221;, dalle rivoluzioni e dalle rivendicazioni politiche forbite. Vorrei che si andasse dove le donne imparano e insegnano l&#8217;emancipazione, in situazioni grevi e gravide, dove se la scambiano, se la contendono, la insegnano e la imparano e poi magari la costruiscono, per farci davvero narrare cosa succede e cosa ci stanno insegnando.  E vorrei chieder a chi questo lavoro fa, di giorno in giorno, l&#8217;assunzione di una responsabilità educativa che è narrare quell&#8217;attraversamento e il sapere generato. Siano essi educatori, insegnanti, formatori, consulenti.</p>
<p style="text-align:justify;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Affrontare la vita con la Mente Calma]]></title>
<link>http://crescereleggendo.wordpress.com/2009/10/13/affrontare-la-vita-con-la-mente-calma/</link>
<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 07:30:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>crescereleggendo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Calma la Mente è senz&#8217;altro uno dei migliori LIBRI introduttivi sulla MEDITAZIONE. La pratica ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Calma la Mente è senz&#8217;altro uno dei migliori LIBRI introduttivi sulla MEDITAZIONE. La pratica ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Verità sulla vita]]></title>
<link>http://pensieridaunamentestrana.wordpress.com/2009/10/09/verita-sulla-vita/</link>
<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 17:19:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>Ester</dc:creator>
<guid>http://pensieridaunamentestrana.wordpress.com/2009/10/09/verita-sulla-vita/</guid>
<description><![CDATA[Uoooouuh delle verità sulla vitaaa! Va be, scherzi a parte. Pochi minuti fa ho avuto un&#8217;illumi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Uoooouuh delle verità sulla vitaaa!</p>
<p>Va be, scherzi a parte. Pochi minuti fa ho avuto un&#8217;illuminazione improvvisa e <em>finalmente</em> sono riuscita ad esprimere in due concetti quello che mi è ronzato in testa per tutta la giornata (una <em>giornat<strong>accia</strong></em>, tra l&#8217;altro).</p>
<ol>
<li>Ho parlato con una mia amica che ha un bel carattere <em>forte</em>, nel senso che sa farsi valere senza però risultare antipatica, e che per questo è stimata un po&#8217; da tutti, da me<em> in primis</em>. E ho capito che&#8230;<span style="color:#99cc00;"><strong>nella vita ci vogliono <em>coraggio</em> e <em>personalità</em>. E io non ho nessuna delle due cose.</strong></span></li>
<li>E&#8217; colpa mia, e solo <span style="text-decoration:underline;">mia</span>, se vedo il mondo tutto <span style="color:#000000;">nero</span>! Ascoltando <em>Se non ami</em> di Nek mi sono chiesta se io abbia mai amato qualcuno anche solo per un attimo. E la risposta è stata un sonoro <span style="color:#ff0000;">NO</span>. Ho autostima <em>zero</em>, ma in fondo sono <em>egocentrica</em> anch&#8217;io: <span style="color:#99cc00;"><strong>è sempre a <em>me stessa</em> che penso, gli altri sono solo individui da criticare.</strong></span></li>
</ol>
<p>Insomma&#8230;</p>
<p style="text-align:center;"><em><span style="color:#333399;">Chi è causa del suo mal pianga se stesso.</span></em></p>
<p style="text-align:left;"><em></em>Poi è inutile che mi lamento.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mal di mare]]></title>
<link>http://micaelacalabresi.wordpress.com/2009/09/26/mal-di-mare/</link>
<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 19:30:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>micaela</dc:creator>
<guid>http://micaelacalabresi.wordpress.com/2009/09/26/mal-di-mare/</guid>
<description><![CDATA[Pensare, da che mondo è mondo, porta in seno due esiti diametralmente opposti: Da un lato ci permett]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://micaelacalabresi.wordpress.com/files/2009/09/tempesta.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-220" title="tempesta" src="http://micaelacalabresi.wordpress.com/files/2009/09/tempesta.jpg" alt="tempesta" width="500" height="345" /></a></p>
<p><strong>Pensare, da che mondo è mondo, porta in seno due esiti diametralmente opposti: </strong></p>
<p>Da un lato ci permette di analizzare la realtà, di guardare la vita negli occhi, di evitare inutili elucubrazioni e congetture su come sarebbe stato se&#8230; al contempo, dall&#8217;altro, ci conduce senza pietà dritti proprio verso quegli stessi maledetti meandri oscuri del se e del ma.</p>
<p>Pensare alla caducità della nostra esistenza ci da il coraggio di prendere decisoni importanti, di dare svolte epocali alla nostra vita, di trasferirci in capo al mondo, di tornarcene a casa a testa alta, di confessare un amore o di chiudere una relazione.. tutto sull&#8217;onda del &#8220;la vita è una, mica puoi sprecarla&#8221;.</p>
<p>Allo tempo stesso, quegli stessi pensieri ci inducono all&#8217;immobilità totale suggerita da una vocina (fateci caso, spesso ha un tono sarcastico&#8230;) che ripete senza sosta il mantra del &#8220;Se niente ha senso, perchè tutto questo affannarsi dietro al nulla, perchè tutto questo rincorrere il niente?&#8221;.</p>
<p>Pensare fa bene e fa male. E non pensare? Cosa fa il non pensare? Bene? Male?</p>
<p><strong>Tutto questo riflettere sul pensare mi sta già facendo venire il mal di mare.</strong></p>
<p>Un sorriso,</p>
<p>m.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Trapianto di cervello o clonazione di pecore? ]]></title>
<link>http://serpentario.wordpress.com/2009/09/25/trapianto-di-cervello-o-clonazione-di-pecore/</link>
<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 20:21:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>M. Begato</dc:creator>
<guid>http://serpentario.wordpress.com/2009/09/25/trapianto-di-cervello-o-clonazione-di-pecore/</guid>
<description><![CDATA[Colgo la nuova sulle discussioni bioetiche attorno ai trapianti di cervello, punti di non ritorno, m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Colgo la nuova sulle discussioni bioetiche attorno ai trapianti di cervello, punti di non ritorno, morte cerebrale e simili casotti &#8211; tutti recensiti dal Corsera &#8211; per un invito aperto:<br />
<strong>per favore, ricominciamo a usare la testa</strong>.</p>
<p>Qualcuno dice che le ideologie sono morte, ma a leggere il Corsera non si direbbe.<br />
1. Massimo Franco saluta con gioia i discorsi di <strong>Napolitano</strong> agli studenti, in quanto esprimerebbero <strong>idee controcorrente</strong>, quali l&#8217;<strong>accoglienza dell&#8217;immigrato e dell&#8217;omosessuale</strong>. Nulla in contrario, ma non ditemi che l&#8217;idea corrente è menare i negri e i froci, a meno di considerare idea corrente singole azioni sparute (per la cronaca, le fatidiche ronde sono finora un flop, registrato soprattutto al nord);</p>
<p>2. Una <strong>giunta di soli uomini è stata sciolta in quanto illegale</strong> (non ricordo dove, ho il giornale fuori portata), infatti devono apparire delle donne nel gruppo. Anche qui, nulla contro il gentil sesso e la rinomata profondità di cui va fiero (poche le eccezioni, come la madre oggi suicida e prima ancora filicida: novella Medea, nessuno si scandalizzi), ma non trovo il senso di sciogliere una giunta in base a ideologie sessiste. Sì, sessiste, anche se il sessismo contemporaneo è quello delle Pari Opportunità e non del maschilismo atavico. <span style="text-decoration:underline;">Le giunte andrebbero sciolte in caso di mafia, inadempienza e incompetenza, non per ottuse fisse</span>;</p>
<p>3. <strong>Ahmadinejad</strong> desta nuovo scalpore, sostenendo in pubblico che <strong>il mondo è in mano agli interessi di pochi</strong>, ammanicati nella politica, nell&#8217;economia, nell&#8217;arte, nella milizia. Chiaramente non allude al Regno sardo. Quasi tutti escono dall&#8217;aula. A chi rimane Netanyahu intima vergogna. A parte che il potentato giudeo sul mondo è sapere antico della Chiesa &#8211; rimosso o calpestato da lei stessa, questo è altro fatto &#8211; ma poi in che senso <strong>&#8216;vergogna&#8217;?</strong> Per popoli costretto alla fame &#8211; iracheni, afgani, palestinesi &#8211; ci turiamo le orecchie, dando credito a ideologie di guerre preventive, democrazia imposta e piagnistei per 6 militari morti (dico<em> 6</em> e dico <em>militari</em>: e dico dovremmo <em>essere fieri</em> che un soldato cada sul campo&#8230;per un attentato? Sì, anche, sono lì ben consci dell&#8217;inciviltà del conflitto in atto, quindi è eroica anche quella morte; però, appunto, eroica e non romantica!), in compenso dovremmo vergognarci <em>a priori</em> per non aver aderito al teatrino-sfilata filoebraico (tenendo conto che il superpotere ebreo sul mondo è un fatto possiamo poi discutere sulla loro ottima gestione e sulle buone intenzioni, ma resta il fatto della longa manus giudea).</p>
<p><strong>Insomma, pensare è difficile, sempre di più. Meglio attenersi ai cliché del gregge</strong>. Peccato che oggi i motti dominanti non siano quelli nobili degli antichi cavalieri (considerati ciarpame borghese), ma quelli delle elitè decadute (o dei gonzi ascesi al potere: considerati frutti della rivoluzione) di cui ben profetizzano alcuni testi indù:</p>
<p><em>&#8220;I re saranno di spirito zotico e di temperamente violento, dediti alla falsità e alla malvagità. Infliggeranno la morte a donne, bambini, vacche. Si impadroniranno delle ricchezze dei loro sudditi, saranno di potere limitato, e per lo più sorgeranno e cadranno rapidamente. Avranno vita breve, desideri insaziabili, e poca o nulla pietà (religiosa). Le genti dei vari Paesi, mescolandosi ad essi, ne seguiranno l’esempio; e i barbari (stranieri) saranno potenti per la protezione dei principi, mentre le tribù più pure saranno neglette; il popolo perirà.&#8221;</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Basta lasciarsi prendere...]]></title>
<link>http://pensieridaunamentestrana.wordpress.com/2009/09/25/basta-lasciarsi-prendere/</link>
<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 18:57:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Ester</dc:creator>
<guid>http://pensieridaunamentestrana.wordpress.com/2009/09/25/basta-lasciarsi-prendere/</guid>
<description><![CDATA[Premettendo che le ore di francese stanno diventando sempre più una tortura, e che il francese lo sa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;">Premettendo che le ore di <span style="color:#99cc00;">francese </span>stanno diventando sempre più una tortura, e che il <span style="color:#99cc00;">francese</span> lo sapevo parlare <em>1000</em> volte meglio tre anni fa quando ero ancora una <em>débutante</em>, e che la prof di <span style="color:#99cc00;">francese</span> in prima mi ha preso in simpatia (forse perché sono la più piccolina della classe) e mi sta abbastanza addosso (<em>abbastanza</em> = <em>taaaanto</em>, però in compenso tutto quello che dico per lei è <em>oro colato</em>). Premettendo che mio malgrado frequento una delle <em>24</em> scuole in Italia con l&#8217;OIF (<em>Option Internationale <span style="color:#99cc00;">Française</span></em>) e finite le superiori teoricamente potrei andare a studiare anche alla Sorbona senza problemi (ovviamente se mi prendono), ma che <em>alla fine</em> me ne rimarrò in Italia.</p>
<p>Insomma&#8230;premettendo tutte queste cose, alcune delle quali potevo anche risparmiarvi, quello che volevo dirvi con questo post è che a scuola abbiamo letto una poesia <em>bellissima</em>. Letto e analizzato, e mi è bastato risvegliarmi solo per una mezzoretta dal torpore per rendermi conto, mentre la prof snocciolava i suoi paroloni sulla poesia, di quanto fosse bella. Un merito glielo devo riconoscere, però, alla mia prof: che ci fa respirare le sonorità del <span style="color:#99cc00;">francese</span> fino a rendersi <em>ridicola</em>. Sul momento rido &#8211; e come potrebbe essere altrimenti?? &#8211; ma effettivamente dovrei considerarla una cosa buona.</p>
<p>Comunque. La poesia. L&#8217;autore è <em>Paul Verlaine</em>. Quando l&#8217;ha scritta era in <em>prigione</em>, per aver sparato un colpo a Rimbaud, e probabilmente stava guardando fuori dalla finestra, in alto. E guardando, proprio come succede spesso a me, si mette a <em>riflettere</em>.</p>
<p>Non so quanti anni avesse lui, ma io già a 16 anni mi ci immedesimo <em>un casino</em>. Anche se non posso ancora dire di aver sprecato del tutto la <em>giovinezza</em>&#8230;non ancora.</p>
<p>Be be&#8230; Dopo tutte queste parole <em>inutili</em> di cui avrete capito poco o niente&#8230;vi posto la poesia. Spero che capiate il <span style="color:#99cc00;">francese</span>, se no poi ve la tradurrò, anche se ovviamente poi non è più la stessa cosa.</p>
<p> </p>
<blockquote>
<p style="text-align:center;"><em><img class="aligncenter" title="Il cielo..." src="http://a6.idata.over-blog.com/500x327/1/92/07/41/R-pertoire-blog/ciel-sur-toit.jpg" alt="" width="349" height="229" /></em></p>
<p style="text-align:center;"><em>Le ciel est, par-dessus le toit,<br />
Si bleu, si calme!<br />
Un arbre, par-dessus le toit,<br />
Berce sa palme.</em></p>
<p style="text-align:center;"><em>La cloche, dans le ciel qu&#8217;on voit,<br />
Doucement tinte.<br />
Un oiseau sur l&#8217;arbre qu&#8217;on voit<br />
Chante sa plainte.</em></p>
<p style="text-align:center;"><em>Mon Dieu, mon Dieu, la vie est là,<br />
Simple et tranquille.<br />
Cette paisible rumeur-là<br />
Vient de la ville.</em></p>
<p style="text-align:center;"><em>Qu&#8217;as-tu fait, ô toi que voilà<br />
Pleurant sans cesse,<br />
Dis, qu&#8217;as-tu fait, toi que voilà,<br />
De ta jeunesse?</em></p>
</blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Di che colore è la tua autostima?]]></title>
<link>http://crescereleggendo.wordpress.com/2009/09/23/di-che-colore-e-la-tua-autostima/</link>
<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 07:30:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>crescereleggendo</dc:creator>
<guid>http://crescereleggendo.wordpress.com/2009/09/23/di-che-colore-e-la-tua-autostima/</guid>
<description><![CDATA[Quando e’ stata l’ultima volta che avete toccato la vostra autostima? Di che colore e’? Quanto pesa?]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Quando e’ stata l’ultima volta che avete toccato la vostra autostima? Di che colore e’? Quanto pesa?]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Viaggio in pullman]]></title>
<link>http://pensieridaunamentestrana.wordpress.com/2009/09/22/viaggio-in-pullman/</link>
<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 13:32:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>Ester</dc:creator>
<guid>http://pensieridaunamentestrana.wordpress.com/2009/09/22/viaggio-in-pullman/</guid>
<description><![CDATA[A me piace andare in pullman. Anche se a volte i pullman sono strapieni tanto che neanche si riesce ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignright" title="Pullman" src="http://digilander.libero.it/gattei/autobus/piacenza/443.jpg" alt="" width="240" height="180" />A me <em>piace</em> andare in <span style="color:#ff6600;">pullman</span>.</p>
<p><span style="color:#339966;">Anche se </span>a volte i <span style="color:#ff6600;">pullman</span> sono strapieni tanto che neanche si riesce a timbrare il biglietto, e io ho una specie di fobia del contatto fisico (non per davvero, è una cosa di carattere, però posso dire che le uniche volte che sono stata sicura di me stessa ero con gli amici dell&#8217;ospedale&#8230; ma qui poi finiamo un attimino su altre reti).<br />
<span style="color:#339966;">Anche se </span>odio tutti quegli <em>odori</em> forti concentrati.<br />
<span style="color:#339966;">Anche se</span> c&#8217;è gente che ti guarda <em>male</em> al minimo movimento.<br />
<span style="color:#339966;">Anche se</span> tutti corrono a prendere il posto singolo vicino all&#8217;uscita (chissà poi perché&#8230; dev&#8217;essere per lo stesso motivo per cui nelle sale d&#8217;attesa chi si siede lascia sempre un posto vuoto tra sé e gli altri) e chi alla fine se lo becca viene fulminato per tutta la corsa.<br />
<span style="color:#339966;">Anche se</span> i <span style="color:#ff6600;">pullman</span> sono <em>perennemente</em> in <em>ritardo</em>.<br />
<span style="color:#339966;">Anche se</span> nei mezzi pubblici i <em>germi</em> si <em>moltiplicano</em> (e tutti ultimamente vanno in giro con l&#8217;Amuchina Gel per paura dell&#8217;influenza suina, che gran cagata, come se l&#8217;Amuchina gli evitasse di prendersela). Ma dico io&#8230; <em>Al diavolo</em> l&#8217;influenza suina.</p>
<p>A me <em>piace</em> andare in <span style="color:#ff6600;">pullman</span>. Solo che se appena appena non piove sono costretta ad andare a scuola in bici, perché ovviamente i miei non capirebbero mai la necessità di pagare il biglietto solo per un mio sfizio.</p>
<p>Così quando mi sveglio la mattina e piove sono contenta. Cioè no&#8230; di solito se piove è perché sono di cattivo umore, però sapere che ho un motivo per andare in <span style="color:#ff6600;">pullman</span> mi rallegra un tantino.</p>
<p>Ma perché mai?</p>
<p><span style="color:#800080;">Forse </span>perché tra la gente sui <span style="color:#ff6600;">pullman</span> ogni tanto capita un ragazzo&#8230;ma non figo, proprio <em>bello</em>, e posso stare lì a fissarlo quanto ne ho voglia, tanto poi chi lo vede più (salvo poi scoprire che sta nella classe proprio accanto alla mia, il che non è ancora mai successo, ma non si sa mai).<br />
<span style="color:#800080;">Forse</span> perché in fondo ascoltare i discorsi ridicoli e patetici che fanno certe ragazze mi fa <em>ridere</em>.<br />
<span style="color:#800080;">Forse</span> perché una delle mie attività preferite è <em>osservare</em>, e non c&#8217;è niente di meglio che farsi un giro per la città, in piedi o seduta ma comunque ferma al mio posto, per guardarmi intorno, fare un po&#8217;&#8230;la <em>trainspotter</em>, come dico sempre io, guardare la vita che scorre.<br />
<span style="color:#800080;">Forse</span> perché non ho voglia di fare <em>fatica</em> quindi preferisco salire su un mezzo e non pensare più alla strada finché esso non mi avrà portato a destinazione.<br />
<span style="color:#800080;">Forse</span> perché ho la mente <em>bacata</em>. Sì, anche questo ha una sua logica. Non ho mai nascosto di essere strana, a volte non mi capisco neanch&#8217;io.</p>
<p>No, <span style="color:#800080;">forse</span> ho capito perché. Io ne ho <em>bisogno</em>. Ho <em>bisogno</em> di avere una <em>pausa</em> tra casa e scuola, un attimo di respiro, perché sia a casa che a scuola vedo cose che mi danno pensieri troppo <em>negativi</em>. Ho bisogno di rimanere per venti minuti <em>sola</em> con me stessa, <em>sola</em> con la mia musica, <em>sola</em> con i rumori che ho intorno, <em>sola</em> anche se tra tante persone che magari mi fissano ma a cui non devo niente. <em>Sola</em> in una zona neutrale dove i miei problemi non sono più così urgenti, visto che devono aspettare perlomeno la fine della corsa.</p>
<p>Dai ma sono proprio così <em>anormale</em>??</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pensiero]]></title>
<link>http://rimardita.wordpress.com/2009/09/18/pensiero/</link>
<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 21:03:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>dylan</dc:creator>
<guid>http://rimardita.wordpress.com/2009/09/18/pensiero/</guid>
<description><![CDATA[Preso da forte enorme sforzo non riesco mai a pensare quando io forte ponzo e inizio repente a lacri]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Preso da forte enorme sforzo<br />
non riesco mai a pensare<br />
quando io forte ponzo<br />
e inizio repente a lacrimare<br />
mentre si sgancia lo stronzo</p>
<p>Fallum Canis</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[CAMPANIA - IN PROVINCIA DI BENEVENTO LA MISSIONE CITTADINA, CON LA PRESENZA DI ALCUNI PAPABOYS]]></title>
<link>http://papaboys.wordpress.com/2009/09/17/campania-in-provincia-di-benevento-la-missione-cittadina-con-la-presenza-di-alcuni-papaboys/</link>
<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 14:42:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>papaboys</dc:creator>
<guid>http://papaboys.wordpress.com/2009/09/17/campania-in-provincia-di-benevento-la-missione-cittadina-con-la-presenza-di-alcuni-papaboys/</guid>
<description><![CDATA[SAN BARTOLOMEO IN GALDO &#8211; &#8220;Carissimi missionari e fedeli tutti delle comunità parrocchia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[SAN BARTOLOMEO IN GALDO &#8211; &#8220;Carissimi missionari e fedeli tutti delle comunità parrocchia]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Oggi è il giorno che sarebbe potuto essere...]]></title>
<link>http://davidissimo.wordpress.com/2009/09/01/oggi-e-il-giorno-che-sarebbe-potuto-essere/</link>
<pubDate>Tue, 01 Sep 2009 18:58:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>davidissimo</dc:creator>
<guid>http://davidissimo.wordpress.com/2009/09/01/oggi-e-il-giorno-che-sarebbe-potuto-essere/</guid>
<description><![CDATA[all&#39;orizzonte la calma, forse un tramonto Oggi è il giorno che sarebbe potuto essere&#8230; e ch]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="wp-caption alignright" style="width: 205px"><img src="http://us.123rf.com/400wm/400/400/kamchatka/kamchatka0703/kamchatka070300054/793966.jpg" alt="allorizzonte la calma, forse un tramonto" width="195" height="186" /><p class="wp-caption-text">all&#39;orizzonte la calma, forse un tramonto</p></div>
<p>Oggi è il giorno che sarebbe potuto essere&#8230; e che invece non sarà mai. Oggi è il giorno che ho sognato per un tempo, oggi poteva essere il momento di esaltarsi, di gridare. Il programma prevedeva parate e fuochi d&#8217;artificio, corse e spensieratezza, oggi poteva essere il trasloco definitivo di vecchie paure, antichi retaggi, vecchie sfortune&#8230; ma oggi non è stato quello che pensavo, speravo, credevo. Per oggi ho lottato con tutte le mie forze, ho afferrato ogni speranza passeggera tenendola a me, ma non si può imprigionare un sogno, rinchiudere un&#8217;ambizione. Ed oggi è lo spettro di se stesso, oggi è quello che era ieri e che sarà domani, oggi è &#8220;solo&#8221; oggi.</p>
<p>Mentre il tempo passa, mentre la clessidra scandisce i granelli di vite che vanno, mentre sul calendario leggo solo numeri senza prospettive, senza senso&#8230; l&#8217;ombra di<em> ciò che poteva essere</em> copre le 24 ore come un fantasma di storie antiche e ne spezza la bellezza e la peculiarità. Parole e ambizioni affogano in un mare di pensieri bianchi e insoluti. Non accenderò fiamme oggi, ne le spegnerò, non dispenserò sorrisi e luci colorate, non ci saranno musica ne balli. All&#8217;orizzonte la calma, forse un tramonto, che onestamente, seduto su di una stuoia di apparenze osservo in solitudine, mentre a valle tutti corrono.</p>
<p>Oggi, e solo oggi, è un giorno qualsiasi.</p>
<p><a title="http://davidissimo.wordpress.com/" href="http://www.facebook.com/note_redirect.php?note_id=127640682957&#38;h=1e4571b75b3c1ce8cc9f2a150357f4f1&#38;url=http%3A%2F%2Fdavidissimo.wordpress.com%2F" target="_blank">davidissimo.wordpress.com</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[]]></title>
<link>http://simmetrie.wordpress.com/2009/08/16/5/</link>
<pubDate>Sun, 16 Aug 2009 22:27:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>simmetrie</dc:creator>
<guid>http://simmetrie.wordpress.com/2009/08/16/5/</guid>
<description><![CDATA[Letto su Il Corriere della Sera. &#8220;Così non dondola più. Ora pensiamo al tavolo.&#8221;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Letto su<br />
Il Corriere della Sera.</p>
<p>&#8220;Così non dondola più.<br />
Ora pensiamo al tavolo.&#8221;</p>
<p></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sono felice]]></title>
<link>http://fermata211.wordpress.com/2009/08/14/sono-felice/</link>
<pubDate>Fri, 14 Aug 2009 03:02:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>mod_2</dc:creator>
<guid>http://fermata211.wordpress.com/2009/08/14/sono-felice/</guid>
<description><![CDATA[Cinque e diciassette, mattino presto. Sveglio, mal di testa, raffreddore, tosse. Non mi sono ancora ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Cinque e diciassette, mattino presto.</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://fermata211.wordpress.com/files/2009/08/finestra.jpg?w=300" alt="finestra" title="finestra" width="380" height="260" class="aligncenter size-medium wp-image-474" /></p>
<p><!--more-->
<p style="text-align:justify;">Sveglio, mal di testa, raffreddore, tosse. Non mi sono ancora adattato completamente a questo nuovo ambiente. &#8220;Nuovo&#8221; per il modo di dire. Dovrei conoscere questo posto, la mia città natale, meglio di chiunque altro. &#8220;Dovrei&#8221;! E invece mi appare così sconosciuto, così diverso, così cambiato. No! Forse questo posto non è cambiato per niente, ma sono io ad essere diverso da com&#8217;ero prima. O magari siamo cambiati tutti e due, come due linee divergenti che con il passare del tempo si allontanano sempre di più.</p>
<p style="text-align:justify;">Sono ancora sdraiato sul letto, guardo il soffitto, guardo la finestra, e comincio a pensare. Penso alle persone che non vedo da anni, da tanti anni, penso ai luoghi dove ho vissuto, penso alle cose che ho fatto, che non ho ancora fatto, che non ho potuto fare. All&#8217;improvviso il mio pensiero cade su di te.</p>
<p style="text-align:center;"><em>All of my memories keep you near.<br />
In silent moments,<br />
Imagine you being here.</em></p>
<p style="text-align:right;"><em>Within Temptation &#8211; Memories</em></p>
<p style="text-align:justify;">Più cerco di ricordarti, più mi rendo conto che i miei ricordi su di te sono così confusi, fatti di momenti belli e di momenti brutti, immagazzinati nella mente di un ragazzo che allora non aveva neanche dieci anni. Chissà dove sei, cosa stai facendo, come sei ora. Ma che cosa importa tutto questo? A me basta sapere che tu stia bene. Già, perché mi basta così poco per essere felice.<br />
Pian piano, la luce del primo mattino passa attraverso la finestra e illumina l&#8217;intera stanza. Io, però, immobile, continuo a fissare il soffitto, continuo a pensare&#8230; E&#8217; l&#8217;inizio di un nuovo giorno, un nuovo giorno senza te accanto, ma io sono felice perché so che tu stai bene.</p>
</div>]]></content:encoded>
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