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	<title>pensiero-negativo &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/pensiero-negativo/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "pensiero-negativo"</description>
	<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 23:55:54 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Il pensiero negativo (neuroticismo) in terapia cognitiva]]></title>
<link>http://psicoterapiaericerca.wordpress.com/2009/10/20/il-pensiero-negativo-in-terapia-cognitiva/</link>
<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 13:47:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>Un Blog sulla Terapia Cognitiva</dc:creator>
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<description><![CDATA[Lo stile di pensiero del paziente ansioso e/o depresso è negativo, specializzato nella produzione di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Lo stile di pensiero del paziente ansioso e/o depresso è negativo, specializzato nella produzione di]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Negative]]></title>
<link>http://gianlucateppati.wordpress.com/2009/10/13/negative/</link>
<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 12:01:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>gteppati</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il pensiero positivo è di pochi. Tutto va male, tutto è tragico ed infelice.    Ricordo ancora, quan]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><strong><img class="alignleft" src="http://www.genitronsviluppo.com/ecologia/carbon_negative_biomassa_carbon_free_negative_biomassa_hauge_4.jpg" alt="" width="252" height="251" /></strong><strong>Il pensiero positivo è di pochi. Tutto va male, tutto è tragico ed infelice.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"> Ricordo ancora, quando frequentavo l&#8217;università , se chiedevo a qualche mio collega  studente alcune  informazioni su un esame che avrei dovuto sostenere, le risposte ed i suggerimenti ricevuti erano in stile talebano:</p>
<p style="text-align:justify;"><em>           </em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>           &#8220;difficilissimo&#8221;</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>           &#8220;i professori sono degli aguzzini&#8221; </em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>           &#8220;ti sei preparato perfettamente?</em> &#8221; con tono indagatore e scanzonato.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>           &#8221;conoscendoti non so se ce la farai&#8221;&#8230;&#8230;</em></p>
<p style="text-align:justify;">col risultato che:  o non mi presentavo o rimandavo l&#8217;esame di qualche mese.</p>
<p style="text-align:justify;">Altri esempi di linguaggio comune:</p>
<ul style="text-align:justify;">
<li>domanda:<em> &#8220;c&#8217;è traffico?&#8221;</em> risposta : <em>&#8220;tremendo&#8221;</em></li>
<li>domanda: <em>&#8220;cliente difficile?&#8221;</em> risposta <em>&#8220;difficilissimo&#8221;</em></li>
<li>affermazione: <em>&#8220;ho un idea fantastica!!&#8221;</em> commento: <em>&#8220;credi? a me non sembra.&#8221;</em></li>
</ul>
<p style="text-align:justify;">Sembra , invece, che il mondo non ti voglia aiutare, fare stare meglio, consolarti e volerti bene.</p>
<p style="text-align:justify;">I media non sono da meno:</p>
<ul style="text-align:justify;">
<li>I quotidiani che mettono in risalto solo le informazioni negative <em>(ecco perchè leggiamo con curiosità i necrologi, in fondo, sono le uniche informazioni positive che indirettamente ci dicono che qualcuno sta peggio di noi).</em></li>
<li>La televisione che vive di rendita su due principi: l&#8217;esclusione di candidati da parte di una giuria tremenda, che ci fa godere di sana cattiveria e l&#8217;accettazione o riavvicinamento di persone che ci fa piangere lacrime romantiche.</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;">Gli incidenti stimolano la nostra perversa curiosità e credo sia capitato a tutti di subire rallentamenti in autostrada per via di coloro che, incuriositi dalla catastrofe accaduta, rallentano la marcia per osservare l&#8217;incidente (fregandosene altamente di coloro che vorrebbero proseguire senza guardare).</p>
<p style="text-align:justify;">Le aziende non vanno mai &#8220;<em>bene</em>&#8221; o &#8220;<em>male</em>&#8220;, ma &#8220;<em>benissimo</em>&#8221; o &#8220;<em>malissimo</em>&#8221; e se vanno malissimo il management, per scaricare le proprie colpe, attiva la &#8220;<strong>caccia al colpevole</strong>&#8221; tra coloro che comanda. Difficilmente si sente un capo che dice: &#8220;<em>perchè è successo, dove abbiamo sbagliato?&#8221;</em> ma inesorabilmente la domanda più gettonata è: <strong><em>&#8220;chi è stato?&#8221;.</em></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Le radici del Terror Management stanno proprio nel piacere perverso della distruzione e non della motivazione.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Questo accade perchè ai capi piace avere intorno a loro una corte dei miracoli afflitta e disperata piuttosto che una squadra compatta e motivata &#8230;. &#8220;<em>dividi et impera</em>&#8221; diceva il Machiavelli e sembra avesse ragione.</p>
<p style="text-align:justify;">Il potere è una droga e sembra che molti lo interpretino come un legittimo status che consente loro di ledere la dignità altrui facendo psicologicamente del male e non del bene.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Tanto potere e tanti soldi vanno saputi gestire sapientemente perchè ricadono nella condizione di coloro che dovrebbero fondare il proprio comportamento sul rispetto per chi non ne ha non nel disprezzo per chi non ne ha.</em></p>
<p style="text-align:justify;">Qualche anno fa fui invitato a partecipare ad una crociera nel mediterraneo da una mia ex compagna di scuola che aveva ereditato una fortuna inestimabile dalla sua famiglia di imprenditori. Con qualche spicciolo si era comprata uno yact di 65 metri, una vecchia carretta che era appartenuta alla flotta britannica, messa in vendita e restaurata con uno stile da Hemirates.</p>
<p style="text-align:justify;">Eravamo 15 ospiti e 20 persone di equipaggio: partendo dal capitano si arrivava alla massaggiatrice shatzu e al parrucchiere personale.</p>
<p style="text-align:justify;">Ricordo ancora tre episodi da &#8220;<em>mal di denaro e potere&#8221;</em> talmente volgari da farmi fuggire a metà crociera non appena sbarcammo a Siracusa (per l&#8217;aereoporto di Catania presi il taxi, al fine di non sembrare uno sfigato, che mi costò un botto):</p>
<ol style="text-align:justify;">
<li style="text-align:justify;">La scenata plateale da parte dell&#8217;armatrice  al cuoco che aveva sbagliato a cucinare , secondo lei ma che a me sembravano squisiti (ho un palato pop) degli involtini.  Il cuoco si mise a piangere davanti a tutti.</li>
<li style="text-align:justify;">Il capitano che alle 2 del mattino si immergeva nelle acque torbide di uno dei tanti porti visitati per recuperare una scarpa di Prada che l&#8217;armatrice aveva perso salendo sul panfilo. (la folla paesana accalcata sulla banchina aveva proposto una colletta per comprare un paio di nuove scarpe alla povera armatrice scalza e sbraitante).</li>
<li style="text-align:justify;">La richiesta dell&#8217;armatrice al capitano di evitare l&#8217;onda lunga che faceva becheggiare sia la barca sia il suo stomaco. Alla domanda provocatoria del capitano all&#8217;armatrice: <em>&#8220;scusi signora, perchè invece di una barca non si è comprata un aereoplano?&#8221; </em>ne seguì il licenziamento in tronco dello stesso al quale fu attribuita una malsana competenza professionale (il poverello non era capace a stirare il mare).</li>
</ol>
<p style="text-align:justify;">Spesso i ricchi e potenti mescolano il pensiero negativo ai loro atteggiamenti e comportamenti verso il prossimo maltrattando soprattutto coloro che sono privi sia di  potere sia di soldi.</p>
<p style="text-align:justify;">Il dramma è che, il più delle volte, chi non ha nè potere nè soldi utilizza, a sua volta, il pensiero negativo e la stronzaggine nei confronti del prossimo per imitarli.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Il pensiero negativo si trova ovunque e soprattutto è gratis.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>&#8230;e la catena non si spezza mai.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Love</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I dolori del giovane Werther]]></title>
<link>http://gianlucateppati.wordpress.com/2009/09/22/i-dolori-del-giovane-werther/</link>
<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 13:57:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>gteppati</dc:creator>
<guid>http://gianlucateppati.wordpress.com/2009/09/22/i-dolori-del-giovane-werther/</guid>
<description><![CDATA[La dignità generalmente si perde in due casi, specifici e distinti: in amore col cliente In amore L]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><strong><img class="alignleft" src="http://www.radio.rai.it/radio3/terzo_anello/alta_voce/archivio_2006/eventi/2006_02_27_werther/goethe.jpg" alt="" width="240" height="232" /></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>La dignità generalmente si perde in due casi, specifici e distinti:</strong></p>
<ul style="text-align:justify;">
<li><strong>in amore</strong></li>
<li><strong>col cliente</strong></li>
</ul>
<p style="text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;"><strong><span style="color:#ff0000;">In amore</span></strong></span></p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;insicurezza amorosa porta spesso a farci commettere clamorosi sbagli comportamentali determinati dalla nostra incapacità di stare da soli che, a sua volta, genera una sorta di dipendenza emotiva negativa nei confronti della persona amata.</p>
<p style="text-align:justify;">E&#8217; abbastanza usuale, di fronte ad una risposta ermetica da sms del tipo: &#8220;<em>ora non posso, fatti sentire più tardi</em>&#8221; che il nostro cuore vaghi per i meandri più subdoli ed oscuri della nostra mente facendoci agire, di conseguenza, nel modo più sbagliato possibile.</p>
<p style="text-align:justify;">Infatti, se colui o colei a cui teniamo ci dovesse ingenuamente inviare  una risposta del genere ad una nostra chiamata non accettata per sua necessità o ad un s.o.s. di richiesta di attenzione tramite messaggio, il pensiero più frequente che ci passa per la  testa è questo: <em>&#8220;Ecco, ce l&#8217;ha con me e non mi vuole parlare&#8230; e perchè?&#8221;&#8230; cosa ho fatto di male???&#8221;&#8230;. io non mi merito di essere trattato/a così&#8221;.</em></p>
<p style="text-align:justify;">La precarietà del messaggio ricevuto ci lascia in balia di pensieri atroci, che ci rovinano la giornata rendendoci depressi ed irritabili con tutti.</p>
<p style="text-align:justify;">Il livore sale e piano piano sale anche il desiderio incondizionato di richiamare la persona amata per avere una risposta sincera e costruttiva sui nefasti presagi che questo &#8220;neutrale messaggio&#8221; ci può avere creato.</p>
<p style="text-align:justify;">La mente costruisce una sorta di cordone ombelicale tra il nostro cuore &#8220;maltrattato&#8221; ed il cellulare: la nostra concentrazione professionale viene arrestata ad ogni squillo o sms che riceviamo, i quali, ovviamente,  non arrivano mai da chi ci interessa.</p>
<p style="text-align:justify;">In questi casi le nostre risposte diventano ermetiche ed inespressive con tutti, perchè siamo convinti che, secondo la tradizione dell&#8217;amato/a sfigato/a,  lui/lei chiamerà o messaggerà mentre siamo al telefono.</p>
<p style="text-align:justify;">Quando poi il telefono squilla, mostrando in anteprima il nome della nostra dolce metà che ci sta cercando, guardiamo con odio quel nome e:</p>
<ul style="text-align:justify;">
<li>o non rispondiamo (<em>così impara&#8230;)</em></li>
<li>o rispondiamo in malo modo (<em>così impara&#8230;)</em></li>
<li>o rispondiamo facendo finta di niente (<em>intanto gliela faccio pagare in un&#8217;altra occasione..)</em></li>
</ul>
<p style="text-align:justify;">Uno dei motivi per cui  le &#8220;storie d&#8217;amore&#8221; finiscono si chiama: <strong>IDIOZIA AMOROSA</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;idiozia amorosa non è altro che un concentrato di tutte le nostre debolezze ed insicurezze mai risolte e sfocia in quella che molti erroneamente chiamano &#8220;<em>mal d&#8217;amore</em>&#8220;, caratteristica ineluttabile del romanticismo più becero.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel romanzo &#8220;romantico&#8221; epistolare &#8220;<em>I dolori del giovane Werther</em>&#8221; di Goethe, il protagonista si uccide perchè una riluttante fanciulla, nonostante le parole d&#8217;amore scritte da lui, non gliela dà. (al giovane Werther mancava il pensiero positivo che dietro il problema gli avrebbe fatto scaturire la seguente opportunità: <em>&#8220;la cretina non me la dà, pazienza, ce ne sono molte altre disponibili! Peggio per lei&#8221;)</em></p>
<p style="text-align:justify;">Sembra, che, a tutt&#8217;oggi, il pensiro positivo manchi quasi a tutti e che tutti siamo, <em>sotto-sotto</em> un pò Werther che di fronte ad un momentaneo rifiuto di qualche sciocca/o che non ci vuole, preferiamo agire stupidamente nei suoi confronti piuttosto che rimboccarci le maniche e darci da fare con tutto il resto del mondo.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;"><strong><span style="color:#ff0000;">Col cliente</span></strong></span></p>
<p style="text-align:justify;">La differenza sostanziale tra l&#8217;amata/o ed il cliente è che i primi non ci pagano lo stipendio (<em>salvo rari casi di mogli con padre imprenditore e marito dipendente nell&#8217;azienda del suocero o viceversa. In questo caso i partner stipendiati sorridono sempre anche se vengono trattati come &#8220;pezze da piedi&#8221;).</em></p>
<p style="text-align:justify;">Il raggiungimento di un budget, le previsioni impostate su <em>repeated-business</em> con clienti usuali, i sogni di fatturato che ci permetterebbero di fare serenamente fronte alle imposte da pagare ci rendono molto più fragili del giovane Werther se il cliente non ci richiama o non ci riceve o non risponde alle nostre &#8220;accorate&#8221; mail.</p>
<p style="text-align:justify;">In questo caso il pensiero positivo &#8220;<em>trova il tempo che trova</em>&#8220;, perchè da un lato c&#8217;è il capo che ci cazzia, dall&#8217;altro il nostro portafoglio vuoto che piange come un neonato affamato che deve essere &#8220;<em>nutrito</em>&#8221; subito.</p>
<p style="text-align:justify;">Nei confronti del cliente il valore del portafoglio supera di gran lunga il valore romantico del cuore, e,  non c&#8217;è niente come il portafoglio vuoto ed il cliente scomparso che ci fa agire secondo tutti i canoni più adeguati per distruggere la nostra già precaria autostima.</p>
<p style="text-align:justify;">Ecco perchè il cliente lo si ama sempre, qualsiasi sia la sua composizione fisica, psichica e mentale.</p>
<p style="text-align:justify;">Lo si ama anche quando si pensa di essere di gran lunga più belli, intelligenti e sexy di lui. Con lui si sorride anche se avresti voglia di ucciderlo e, se ti fa aspettare delle ore nella sala d&#8217;aspetto siamo pronti a giustificarlo invece di mandarlo <em>&#8220;affanculo&#8221;.</em></p>
<p style="text-align:justify;">Il problema è quando i rapporti con lui sono idilliaci, il lavoro eseguito definito &#8220;eccellente&#8221;, il tempo dedicato a lui superiore alle sue aspettative e lui, inesorabilmente sparisce,  facendoti sentire abbandonato a te stesso in un oceano, calmo e minaccioso, pieno di oscuri presagi:</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Dal pensiero positivo:</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><em>&#8220;Forse si è ammalato&#8221;&#8230;.. &#8220;Forse è un periodo in cui è preso da mille impegni&#8221; &#8230;&#8230; &#8220;Forse deve ancora incontrare il comitato direttivo per prendere decisioni in merito al mio progetto&#8230;&#8221; </em></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>si precipita velocemente nel pensiero negativo:</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><em>&#8220;Forse ce l&#8217;ha con me&#8230;.e perchè?&#8230;&#8230; &#8220;Dove ho sbagliato?&#8221; &#8230;.. &#8220;Hanno segato il mio progetto e ha paura di dirmelo&#8221; &#8230;. &#8220;Non sarà morto??&#8221;&#8230;  e così via&#8230;.</em></p>
<p style="text-align:justify;">La paura di un tale esito è così forte che riusciamo a costruirci una personale aura nera ricolma di sventura che ci paralizza totalmente.</p>
<p style="text-align:justify;">I pensieri negativi si susseguono e si trasformano in sfiga costante acclamata ad effetto domino, dove se un cliente non si fa sentire, non si faranno sentire anche tutti gli altri.</p>
<p style="text-align:justify;">Perfortuna non esiste uno &#8220;STURM UN DRANG&#8221; manageriale sennò saremo già tutti morti.</p>
<p style="text-align:justify;"><em><strong>E se fossero le nostre persone <span style="text-decoration:underline;">veramente amate</span>  e a volte da noi <span style="text-decoration:underline;">erroneamente disprezzate</span> che ci mantengono in vita?</strong></em></p>
<p style="text-align:justify;">Love.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cap.3 - Pensieri ed emozioni.]]></title>
<link>http://vicozzarecords.wordpress.com/2009/08/14/cap-3-pensieri-ed-emozioni/</link>
<pubDate>Fri, 14 Aug 2009 12:30:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>vicozzarecords</dc:creator>
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<description><![CDATA[Avvertenza: se è la prima volta che vi imbattete sulla legge dell&#8217;attrazione universale e vole]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><strong>Avvertenza: se è la prima volta che vi imbattete sulla legge dell&#8217;attrazione universale e volete conoscerne il segreto, dovete leggere prima l&#8217;introduzione e proseguire in ordine con i vari capitoli, altrimenti sarà dura poter capire bene come stare meglio! <a href="../2009/08/01/introduzione-al-segreto/">Introduzione.</a></strong></p>
<p style="text-align:justify;">I pensieri che prevalgono nella vostra mente, che siano pensieri coscienti o che siano incoscienti, fanno scattare sempre la legge dell&#8217;attrazione che prevede sempre una risposta per noi. Può sembrare quindi una fregatura, in quanto la nostra mente è sempre in movimento. Una volta compreso il segreto, il potere della nostra mente e la capacità delle nostre intenzioni nelle vita quatidiana, capiremo che tutto è intorno a noi. Quello che dobbiamo fare è aprire gli occhi e guardare.</p>
<p style="text-align:justify;">Vediamo la legge dell&#8217;attrazione evidenziata nella nostra società, quando senti qualcuno parlare sempre e solo della malattia, si ammalerà o continuerà ad esserlo. Quando senti qualcuno che non fa altro che parlare di prosperità e denaro, è quello che otterrà! La legge dell&#8217;attrazione è evidente intorno a noi, è ovunque. Se la comprendi, ha a che vedere con quello che il tuo essere attrae, sei quello che pensi ed attrai di conseguenza gente, eventi e stili di vita che più fanno parte del tuo pensiero. Quello che porti alla tua esperienza di vita lo porti poi alla legge dell&#8217;attrazione.</p>
<p style="text-align:justify;">Se non lo capisci non significa che tu debba respingerlo, non comprendiamo le proprietà dell&#8217;elettricità, nessuno conosce quello che è l&#8217;elettricità benchè godiamo tutti dei suoi benefici. Tu sai come funziona? Io non so come funziona, ma so che possiamo cucinare con l&#8217;elettricità, possiamo illuminare una stanza o spostare le cose. Spesso la gente quando incomincia a comprendere il gran segreto, comincia ad avere paura di tutti i pensieri negativi che ha. Ci sono due cose su cui si deve avere consapevolezza, la prima è che è scientificamente provato che un pensiero positivo è cento volte più potente di un pensiero negativo, cosicchè quello elimina il grado di preoccupazione del negativo. Viviamo in una realtà in cui il tempo viene ammortizzato, ed è molto utile, non potresti stare in un ambiente dove i tuoi pensieri si manifestano immediatamente! L&#8217;evidenza tarda ad arrivare e questo è positivo. In questo modo possiamo scegliere accuratamente i nostri pensieri e ti puoi divertire in questo modo.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Perchè tu sei il creatore della tua vita.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Tutto quello che ti circonda nella vita, comprese le cose delle quali ti lamenti, tu le hai attratte! Posso comprendere che all&#8217;inizio odierai sentirti dire questo. Immediatamente diresti, io non attraggo l&#8217;incidente, io non attraggo quel cliente, io non attraggo il debito, io non attraggo&#8230; Qualunque cosa di cui ti stai lamentando&#8230; TU L&#8217;ATTRAI!</p>
<p style="text-align:justify;">Questo è uno dei concetti più duri da accettare. Ma una volta accettato inizia la trasformazione della propria vita. Questo è gran parte dell&#8217;insieme del segreto. Molti di noi attraiamo per automatismo, mossi dal fatto che non abbiamo controllo su tutto questo. I nostri pensieri e nostri sentimenti sono in pilota automatico, e pertanto, tutto è portato a noi per automatismo. Ti potrà sembrar difficile all&#8217;inizio controllare i proprio pensieri, ma è qui che comincia il divertimento.</p>
<p style="text-align:justify;">Non ti incoraggiamo a tentar di controllare i tuoi pensieri, ti farebbe impazzire! Ci sono moltissimi pensieri che ti arrivano da tante direzioni differenti, attorno a tanti temi differenti. I pensieri causano i sentimenti che stiamo provando, le e mozioni sono quindi un regalo fondamentale che ci fa capire quello che stiamo attraendo. Ci sono due tipi di emozioni nella nostra prospettiva, quelle che ci fanno sentire bene e quelle che ci fanno stare male. Senso di colpa, rabbia o frustrazione non ti fanno sentire bene, anche se sono emozioni differenti, causano comunque malessere. L&#8217;emozione che stai provando ti fa quindi capire che non sei in sintonia con quello che vorresti. Quello che invece ti fa sentire bene, quel sentimento di speranza, di felicità o di amore, quel buon sentimento è la guida che dice che quello che stai pensando è in risonanza con quello che vuoi.</p>
<p style="text-align:justify;">Pertanto, è davvero molto semplice. E&#8217; li stessa la risposta. Che cosa stai attraendo adesso? Come ti senti? Ti senti bene? Perfetto! Continua così! Quanto meglio ti senti, più sei in risonanza, quanto peggio stai, meno sei in risonanza con quello che desideri.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:center;"><a href="http://vicozzarecords.wordpress.com/2009/10/27/cap-4-iniziare-a-cambiare/">Capitolo Successivo &#8211; Iniziare a cambiare.</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ancora su sviluppare forza di volontà ed autodisciplina]]></title>
<link>http://potere.wordpress.com/2009/03/01/ancora-su-sviluppare-forza-di-volonta-ed-autodisciplina/</link>
<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 16:21:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Uroboro</dc:creator>
<guid>http://potere.wordpress.com/2009/03/01/ancora-su-sviluppare-forza-di-volonta-ed-autodisciplina/</guid>
<description><![CDATA[In un commento all&#8217;articolo di Remez Sasson Svilluppare forza di volontà e autodisciplina, una]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#000080;"><em>In un commento all&#8217;articolo di Remez Sasson <span style="text-decoration:underline;"><a href="http://potere.wordpress.com/articoli-di-r-sasson/sviluppare-forza-di-volonta-e-autodisciplina-di-remez-sasson/" target="_blank">Svilluppare forza di volontà e autodisciplina</a></span>, una lettrice mi parla del problema dell&#8217;autoindulgenza e dice: &#8220;&#8230;purtroppo per me l’autodisciplina è in alcuni momenti un&#8217;impresa difficilissima, sebbene abbia in alcune situazioni, grazie all’autodisciplina, ottenuto grandi risultati, ma purtroppo sono a volte molto incostante, autoindulgente e autocompiacente &#8230;&#8221;.<br />
Voglio riportare parte della risposta che ho inviato perchè forse potrebbe essere utile anche a qualcun altro<br />
</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#000080;">&#8220;&#8230; </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#000080;">Provo a rispondere sulla questione dell&#8217;autoindulgenza. Io credo che il  problema dell&#8217;autodindulgenza consista nel fatto che spesso viene vista  come un comportamento (o un atteggiamento, o una condizione) a sé  stante, e quindi noi affrontiamo l&#8217;autoindulgenza in quanto tale, come  una singola negatività  a sè stante, slegata dal contesto generale.Spesso però l&#8217;autoindulgenza non è altro che uno degli aspetti della  nostra resistenza al cambiamento. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#000080;">Cerco di spiegarmi: intraprendere una qualsiasi attività di  miglioramento comporta (ovviamente, altrimenti non sarebbe  miglioramento!) il cambiare idee, atteggiamenti, comportamenti ed  abitudini. C&#8217;è però una parte di noi che NON vuole cambiare, che vede il  cambiamento come una minaccia e quindi crea una resistenza al  cambiamento -resistenza spesso inconscia ma sempre presente quando  vogliamo cambiare qualcosa in noi. Che cosa sia questa parte di noi che  non vuole cambiare  non ha importanza, il discorso sarebbe lungo e  piuttosto complesso, così come lungo e complesso sarebbe il discorso  sulle varie forme che può assumere questa resistenza. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#000080;">Comunque, l&#8217;autoindulgenza è una di queste forme di resistenza e se noi  non capiamo questa cosa rischiamo di affrontare il problema sbagliato,  cioè di combattere l&#8217;effetto (l&#8217;autoindulgenza) e non la vera causa (la  resistenza). Finchè non capiamo cosa c&#8217;è dietro l&#8217;autoindulgenza,  proveremo a combatterla con la repressione, lo sforzo, l&#8217;autoimposizione  pesante e forzosa di regole e comportamenti, tutte cose che comunque  nella stragrande maggioranza dei casi sono destinate a fallire. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#000080;">Quando l&#8217;autoindulgenza è resistenza al cambiamento, la cosa migliore è  gestire il cambiamento, rafforzare il cambiamento. Alcuni personalissimi  consigli che possono essere utili in qualsiasi attività di cambiamento o  miglioramento personale e che aiutano ad affrontare le resistenze  (autoindulgenza compresa): </span></p>
<ol style="text-align:justify;">
<li><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#000080;">affronta una cosa alla volta: con tutti i nostri difetti, con tutte  le cose che vogliamo cambiare è facile perdersi e non arrivare da  nessuna parte. Scegliti uno specifico obiettivo (es. portare a termine  un esercizio) e lavora su quello finchè non senti di essere a posto su  quella cosa specifica (ma stai attenta al punto 2) </span></li>
<li><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#000080;">scegli almeno all&#8217;inizio obiettivi anche minimi ma raggiungibili: non  partire subito con grandi obiettivi tipo &#8220;voglio fare meditazione 3 ore  al giorno, dalle 5 alle 8 di mattina&#8221;,&#8221;voglio dimagrire di 25 chili&#8221;,  &#8220;voglio essere capace di amare l&#8217;intero universo&#8221; o roba del genere. Sii  onesta e pratica:  una sola anche minima vittoria sulle nostre abitudini  o un solo anche infinitesimale cambiamento nel nostro modo di agire o di  pensare ha infinitamente più valore di centinaia di grandi tentativi mai  portati a termine. Raggiungere piccoli obiettivi è comunque cambiare, e  la velocità del cambiamento (e la sua potenza) aumenta col numero di  obiettivi raggiunti, o meglio col numero di vittorie che hai ottenuto  sulla tua resistenza al cambiamento. E&#8217; esponenziale: più vittorie hai  (proprio in termini numerici) più sarai in grado di affrontare grandi  problemi e raggiungere grandi obiettivi.<br />
</span></li>
<li><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#000080;">prendi la cosa come un gioco con te stessa, felicitati delle tue  vittorie e ridi delle tue sconfitte;  può essere utile tenere un &#8220;diario  di bordo&#8221; su quello che fai e su come sono andate le cose: prendi nota  delle vittorie ottenute, scrivile descrivendo anche le tue emozioni,  cosa hai sentito e provato nel momento in cui hai sentito di aver  raggiunto l&#8217;obiettivo che ti eri proposta e ogni tanto rileggi queste  tue vittorie. Non indulgere su sconfitte o considerazioni negative: se  vuoi scrivere anche queste, trattale con distacco, come riguardassero  un&#8217;altra persona e soprattutto assicurati di mettere in evidenza il  fatto che comunque sono solo temporanee e che le supererai. Tenere un diario di bordo è anche utile perchè diventa un po&#8217; la  bandiera che non ti permette di dimenticare che sei sulla strada del  cambiamento e che STAI cambiando; tieni conto però che un diario non  deve diventare un obbligo: scrivici solo quando hai voglia, considera un  gioco anche questo, senza problemi.<br />
</span></li>
</ol>
<p style="text-align:right;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#000080;">&#8230;&#8221;<br />
</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#000080;">Certo ci possono essere altri modi di affrontare la resistenza al cambiamento e le sue manifestazioni (ad es. tecniche di  affermazioni o EFT o altro ancora) ma quanto detto sopra secondo me ha un valore generale, e viene prima dell&#8217;applicazione di questa o quella tecnica<br />
</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vivere il presente]]></title>
<link>http://potere.wordpress.com/2009/02/20/vivere-il-presente/</link>
<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 11:06:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Uroboro</dc:creator>
<guid>http://potere.wordpress.com/2009/02/20/vivere-il-presente/</guid>
<description><![CDATA[Ecco un nuovo articolo di Remez Sasson, Una conversazione riguardo il vivere nel presente e ovviamen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;">Ecco un nuovo articolo di Remez Sasson, <span style="text-decoration:underline;"><strong><a href="http://potere.wordpress.com/articoli-di-r-sasson/vivere-nel-presente/">Una conversazione riguardo il vivere nel presente</a></strong></span> e ovviamente ha a che fare con il vivere nel momento presente, cioè nell&#8217;adesso senza lasciarsi andare a pensare al passato o al futuro. Si tratta di un estratto dal suo libro <a href="http://www.successconsciousness.com/books/peace-of-mind-in-daily-life.htm" target="_blank"><strong><span style="text-decoration:underline;">Peace of Mind in Daily Life</span></strong></a>, bellissima opera che purtroppo non è mai stata tradotta in italiano.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;">In italiano però sono disponibili le opere di <a href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_eckhart_tolle.php?pn=601" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Eckhart Tolle</strong></span>,</a> che ha affrontato lo stesso argomento del momento presente (forse da un punto di vista più spirituale di quello di Sasson). Cito dalla presentazione del suo libro più famoso, <a href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il_potere_di_adesso.php?pn=601" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Il Potere di Adesso</strong></span></a>:</span></p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;&#8230;E&#8217; la nostra mente a causare i nostri problemi, non le altre persone, non &#8220;il mondo esterno&#8221;. E&#8217; la nostra mente, con il suo flusso di pensieri pressoché costante, che pensa al passato e si preoccupa del futuro. Noi commettiamo il grave errore di identificarci con la nostra mente, pensando che questa sia la nostra identità, mentre in realtà noi siamo esseri ben più grandi.</p>
<p style="text-align:justify;">&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Per molti di noi, lungo la via, vi sono nuove scoperte da fare: noi non siamo la nostra mente. Possiamo  trovare l&#8217;uscita dal dolore psicologico. L&#8217;autentico potere umano si trova  arrendendosi all&#8217;Adesso.<br />
Scopriamo anche che il corpo è in effetti una delle chiavi per entrare in uno stato di pace interiore, così come lo sono il silenzio e lo spazio intorno a noi. Infatti l&#8217;accesso è disponibile ovunque. I punti di accesso, o portali, possono tutti essere usati per portarci nell&#8217;Adesso dove i problemi non esistono. E&#8217; qui che troviamo la nostra gioia e che siamo capaci di abbracciare il nostro vero sé. E&#8217; qui che scopriamo che siamo già completi e perfetti.&#8221;</p>
<p><span style="color:#000080;"><em>(dalla presentazione del libro <span style="text-decoration:underline;"><strong><a href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il_potere_di_adesso.php?pn=601" target="_blank">Il Potere di Adesso</a></strong>)</span></em></span></p>
<p><span style="font-size:small;"><br />
</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Chi controlla la tua mente? - un articolo di R. Sasson]]></title>
<link>http://potere.wordpress.com/2008/11/20/chi-controlla-la-tua-mente-un-articolo-di-r-sasson/</link>
<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 16:58:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Uroboro</dc:creator>
<guid>http://potere.wordpress.com/2008/11/20/chi-controlla-la-tua-mente-un-articolo-di-r-sasson/</guid>
<description><![CDATA[Questo nuovo articolo di Remez Sasson ritorna sull&#8217;argomento dell&#8217;influenza che i pensie]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#000080;">Questo nuovo articolo di Remez Sasson ritorna sull&#8217;argomento dell&#8217;influenza che i pensieri e i punti di vista altrui hanno sulla nostra vita anche se noi non ce ne rendiamo conto. Non è un argomento nuovo, ma tornarci sopra è sempre utile. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#000080;">Il fatto è che noi siamo talmente gelosi della nostra libertà di giudizio che solo con difficoltà e a denti stretti arriviamo ad ammettere di poter essere influenzati da fattori esterni, perchè è come ammettere di essere un po&#8217; schiavi di qualcosa che non fa parte di noi e che non riusciamo a controllare. Eppure, riconoscere questa condizione o quantomeno la possibilità di questa condizione è il primo, necessario passo per diventare liberi.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#000080;">Buona lettura: <span style="text-decoration:underline;"><strong><a href="http://potere.wordpress.com/articoli-di-r-sasson/chi-controlla-la-tua-mente-di-remez-sasson/">Chi controlla la tua mente</a></strong></span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Louise Hay - Guarisci il tuo corpo]]></title>
<link>http://potere.wordpress.com/2008/10/06/louise-hay-guarisci-il-tuo-corpo/</link>
<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 16:05:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Uroboro</dc:creator>
<guid>http://potere.wordpress.com/2008/10/06/louise-hay-guarisci-il-tuo-corpo/</guid>
<description><![CDATA[Quando si parla di pensiero negativo e pensiero positivo, dei problemi che il primo ci può causare e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#000080;"> Quando si parla di pensiero negativo e pensiero positivo, dei problemi che il primo ci può causare e di come il secondo li può risolvere, è difficile non pensare a Louise L. Hay, che certo non è stata la prima ad intuire come il pensiero negativo influisca sul fisico e sia una delle cause principali delle malattie ma di certo è stata tra i primi a utilizzare il pensiero positivo come forma terapeutica, e con tutta una serie di successi che fa riflettere anche i più scettici.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#000080;">Il principio di base su cui si basa il libro (con CD audio) &#8220;Guarisci il tuo corpo&#8221; è appunto che le malattie hanno una causa psicosomatica e sono causate da pensieri e atteggiamenti negativi che ci portiamo dietro senza rendercene conto e finchè noi non ci liberiamo di questi possiamo anche guarire ma siamo poi esposti ad una ricaduta della malattia (e al rischio che questa alla fine diventi cronica). La buona notizia è che così come sono stati i nostri pensieri ed atteggiamenti negativi a crearle, così noi possiamo modificare atteggiamenti e pensieri e arrivare alla guarigione.<br />
</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#000080;"> Il Cd audio comprende due diverse sedute guidate: c&#8217;è una introduzione -necessaria per una comprensione generale dell&#8217;argomento, c&#8217;è l&#8217;induzione di uno stato di rilassamento che utilizza anche tecniche di visualizzazione oltre al rilassamento fisico e una vera e propria seduta di guarigione basata sul perdono e sulla comprensione, una seduta che non è legata ad un determinato disturbo ma può essere utilizzata praticamente per ogni tipo di malattia.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#000080;">Il libro non ha pressochè nulla di teorico ed è fondamentalmente un manuale in cui a partire dalla malattia viene indicato il probabile pensiero o atteggiamento negativo che ne è la causa e il corrispondente pensiero e atteggiamento positivo da adottare per guarire. Molto bello, soprattutto molto efficace perchè anche solo leggendolo possiamo avere un&#8217;idea più chiara del perchè abbiamo una data malattia o un dato disturbo.</span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#000080;"><br />
</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#000080;">Per quanto mi riguarda, conosco e ho già avuto modo di sperimentare le tecniche di Louise Hay già da quando circolavano su audiocassetta, per questo mi sento di consigliare vivamente questo libro  -e di raccomandare soprattutto l&#8217;utilizzo del CD audio&#8230; </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#000080;"> Per saperne di più: <span style="text-decoration:underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Louise_Hay" target="_blank">Luise Hay</a></span> (Wikipedia);  il suo <span style="text-decoration:underline;"><a href="http://www.louisehay.com/" target="_blank">sito ufficiale</a></span>; libri in commercio in Italia: <span style="text-decoration:underline;"><a href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_louise_hay.php?pn=601" target="_blank">Louise Hay</a></span> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#000080;"> </span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ancora su come risolvere il pensiero negativo]]></title>
<link>http://potere.wordpress.com/2008/09/29/ancora-su-come-risolvere-il-pensiero-negativo/</link>
<pubDate>Mon, 29 Sep 2008 04:30:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Uroboro</dc:creator>
<guid>http://potere.wordpress.com/2008/09/29/ancora-su-come-risolvere-il-pensiero-negativo/</guid>
<description><![CDATA[Prendo spunto da un commento lasciato da Samia ad un articolo di Remez Sasson e metto qui parte dell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#000080;">Prendo spunto da un commento lasciato da Samia ad un articolo di Remez Sasson e metto qui parte della risposta che le ho inviato perchè magari potrebbe essere utile a qualcun altro.</span></p>
<p>Samia ha scritto:</p>
<blockquote cite="3f81f4d37f74905260de3f939366088b@potere.wordpress.com">
<pre><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#000080;">Salve credo d aver bisogno d qualke consiglio come possiamo trovare una pace interiore ke non sia apparente e momentanea?
spostare i pensieri non serve poi tornano, ...</span></pre>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#000080;"> </span></p></blockquote>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#000080;">&#8230;<br />
Trovare una pace interiore che non sia apparente e momentanea è una cosa che si costruisce un po&#8217; per volta e non credo che ci sia alcuna bacchetta magica in grado di fare questo (o almeno, io non la conosco e diffido di quelli che dicono che con questa o quella tecnica in un paio d&#8217;ore ti cambi la vita.).<br />
<span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#000080;">Il paragone che si fa di solito è quello della palestra: nessuno si illude di entrare in una palestra, fare due tre ore e poi uscirne con un fisico perfetto. Così anche per il miglioramento personale e spirituale: ci vuole tempo e un po&#8217; di costanza (quest&#8217;ultima può sembrare a qualcuno uno scoglio tremendo, ma va anche detto che andando avanti anche un passetto alla volta questa è una cosa che poi si mette a posto quasi da sola)</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#000080;">Inoltre uno degli errori fondamentali che è facile fare è quello di voler risolvere le cose non solo subito ma anche tutte assieme, cosa che sarebbe anche bella ma non credo fattibile: ho trovato che -almeno per me- è più utile lavorare sopra un singolo pensiero/atteggiamento negativo alla volta, altrimenti si resta bloccati da una valanga di cose tutte assieme, non si risolve niente, ci si demoralizza, si lascia perdere e si continua a vivere una vita di quieta disperazione, come diceva Thoreau.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#000080;">Magari per incominciare a lavorare dai un&#8217;occhiata al <a href="http://potere.wordpress.com/2008/09/26/il-pensiero-negativo-giusto-2/"><span style="text-decoration:underline;">post sul pensiero negativo 2</span>,</a> che potrebbe essere una base di partenza per individuare quali sono gli ostacoli che trovi più di frequente o quelli che ti pesano di più e incominciare a lavorare su quelli, uno alla volta.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#000080;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#000080;">Meglio ancora, potresti utilizzare EFT (trovi il link al manuale nel <span style="text-decoration:underline;"><a href="http://potere.wordpress.com/2008/06/28/eft-guarigione-ed-autoguarigione-a-portata-di-tutti/">post su EFT</a></span>) perchè oltre alle questioni fisiche/emotive EFT può essere utilizzato anche per eliminare atteggiamenti, pensieri, comportamenti negativi: nella seconda parte del manuale Gary Craig spiega appunto come utilizzare EFT per tutta una serie di atteggiamenti negativi e anche per gli episodi traumatici su cui questi atteggiamenti si possono reggere. La tecnica è piuttosto semplice, l&#8217;unico errore che si può fare è non metterla in pratica.<br />
&#8230;</span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il pensiero negativo "giusto" - 2]]></title>
<link>http://potere.wordpress.com/2008/09/26/il-pensiero-negativo-giusto-2/</link>
<pubDate>Fri, 26 Sep 2008 05:48:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Uroboro</dc:creator>
<guid>http://potere.wordpress.com/2008/09/26/il-pensiero-negativo-giusto-2/</guid>
<description><![CDATA[Come dicevo nel post precedente sul pensiero negativo &#8220;giusto&#8221;, ecco una tecnica per ind]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> <span style="color:#000080;">Come dicevo nel <span style="text-decoration:underline;"><a href="http://potere.wordpress.com/2008/09/13/il-pensiero-negativo-giusto/" target="_self">post precedente</a></span> sul pensiero negativo &#8220;giusto&#8221;, ecco una tecnica per individuarlo e contrastarlo.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> <span style="color:#000080;">Per una settimana, presta attenzione e prendi nota (su un quaderno, notes o altro) di quei pensieri che riconosci subito come negativi e anche di quelli che ti sembrano perfettamente normali ed accettabili e che si presentano come verità incontestabili ed assolute. Ovviamente, non è possibile prestare attenzione e prendere nota di tutti i pensieri che ti passano per la testa: prendi nota di quelli che ti accorgi che ricorrono più di frequente, di quelli  che hanno una maggiore carica emotiva oppure di quelli che semplicemente senti opportuno riportare (fidati delle tue sensazioni). Riporta qualsiasi cosa possa avere un concetto di limitazione nei tuoi confronti, non importa quanto &#8220;giusto&#8221; possa sembrare.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> <span style="color:#000080;">Alla fine della settimana, guarda le note che hai preso e guarda se ci sono pensieri diversi che possono essere raccolti insieme (quelli che hanno uno stesso soggetto, ad esempio; quelli che ripetono in forma diversa lo stesso conceto; quelli che hanno a che fare con la stessa cosa o la stessa persona):  può darsi che tu ti accorga che non sono poi molti, e che è solo la forma in cui si presentano quella che cambia -e spesso neanche di tanto.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> <span style="color:#000080;">Ora, come dicevo la maggior parte di questi pensieri non nasce da noi, ma ha fonti esterne: l&#8217;educazione ricevuta, l&#8217;ambiente e la cultura in cui uno vive e lavora, la televisione, i giornali, i nostri superiori o i nostri professori, tutte le cose insomma che per un motivo o per l&#8217;altro possono avere o hanno avuto una qualche influenza su di noi.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> <span style="color:#000080;">Prendi quindi il primo pensiero (o quello da cui ti sembra più opportuno cominciare) e riflettici un po&#8217; sopra. Fattidomande del tipo: da quanto tempo ho questo pensiero? dove&#8217;è che l&#8217;ho imparato? chi è che diceva (o dice) così? chi è che si comportava o faceva azioni in base a questo pensiero? l&#8217; ho trovato in qualche libro? e via dicendo, cercando di recuperare più informazioni possibili su quale può essere la fonte originale di quel pensiero. Se non trovi niente, puoi provare con qualche tecnica come quella del <span style="text-decoration:underline;"><a href="http://potere.wordpress.com/2008/04/25/deam-una-tecnica-di-win-wenger/">DEAM di Win Wenger</a></span> o altre tecniche a scelta ma se non trovi ancora niente, non preoccuparti e passa alla fase successiva.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> <span style="color:#000080;">Per ogni pensiero negativo trovato, prendi una pagina bianca intera e adopera la tecnica di brain storming da soli come indicato in un altro post (<a href="http://potere.wordpress.com/2008/09/15/fare-brain-storming-da-soli/"><span style="text-decoration:underline;">vedi</span>)</a>. Sostituisci l&#8217;elemento &#8220;fare&#8221; con questi due: &#8220;cosa mi può succedere se questo pensiero sparisce&#8221;, &#8220;che cosa comporta nella mia vita mantenere questo pensiero&#8221;.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> <span style="color:#000080;">Mi raccomando, sii impietoso, prendi nota di tutte ma proprio tutte le cose che ti saltano in testa, non importa quanto sciocche, improbabili, assurde ti possano sembrare.  Non dare niente per scontato e non &#8220;dimenticarti&#8221; di scrivere le cose di cui ti vergogni, quelle che non diresti neanche a un prete: quei fogli servono a te, è roba tua, non c&#8217;è bisogno che li legga nessun altro -e dopo puoi sempre distruggerli o bruciarli se hai paura che qualcun altro li possa vedere.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> <span style="color:#000080;">Bene, dopo un lavoro del genere non è che quel pensiero sparisca del tutto o non si faccia più vivo, magari può anche capitare ma non è questo lo scopo; la cosa importante è invece che quel pensiero avrà sempre meno influenza su di te perchè quando ti passa per la testa non l&#8217;accetterai in modo automatico, avrai una maggiore conoscenza sulla sua provenienza, su quello che comporta quel pensiero nella tua vita e quindi potrai, in tua piena volontà: non badarci oppure sostituirlo con successo con un pensiero positivo oppure anche utilizzarlo  tuo piacere, in piena coscienza e consapevolezza.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> <span style="color:#000080;">Ti assicuro che &#8220;vincere&#8221; un pensiero negativo che uno si porta dietro magari da anni è sempre una gioia e una vera crescita. E ogni volta che hai terminato il lavoro su un singolo pensiero, non dimenticare di fare i complimenti a te stesso per il nuovo passo in avanti che hai fatto sulla strada del dominio della tua mente.</span></span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> <span style="color:#000080;">In bocca al lupo.</span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il pensiero negativo "giusto"]]></title>
<link>http://potere.wordpress.com/2008/09/13/il-pensiero-negativo-giusto/</link>
<pubDate>Sat, 13 Sep 2008 08:43:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Uroboro</dc:creator>
<guid>http://potere.wordpress.com/2008/09/13/il-pensiero-negativo-giusto/</guid>
<description><![CDATA[Voglio riprendere l&#8217;articolo di Remez Sasson sul pensiero negativo (vedi) per dire che alle vo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#000080;">Voglio riprendere l&#8217;articolo di Remez Sasson sul pensiero negativo (<span style="text-decoration:underline;"><a href="http://potere.wordpress.com/articoli-di-r-sasson/La-potenza-del-pensiero-negativo/" target="_self">vedi</a></span>) per dire che alle volte non è facile riconoscere il pensiero negativo per quello che è: può infatti essere molto insidioso e si nasconde sotto il velo del buon senso e della normalità, e abbiamo allora  tutta una serie di pensieri che ci girano per la testa e che non ci sogneremmo mi di considerare &#8220;negativi&#8221;. Faccio alcuni esempi di questo tipo di pensieri, esempi classici, che abbiamo sentito e usato un mucchio di volte, sia nel dialogo interiore che parlando con altri, è probabile che tu ne riconosca più di uno&#8230;</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#000080;">&#62;Può capitare di non riconoscere il pensiero negativo perché lo pensiamo giusto, perché fa parte della cultura in cui viviamo o del nostro ambiente, è coerente con la nostra educazione o con quei &#8220;sani&#8221; principi in cui siamo cresciuti: saranno principi anche sani ma ad esempio frasi e insegnamenti tipo &#8220;<em>Chi si accontenta gode</em>&#8221; oppure &#8220;<em>Non si può avere tutto dalla vita</em>&#8221; e anche &#8220;<em>Non bisogna fare il passo più lungo della gamba</em>&#8221; sono delle mazzate tremende se uno vuole migliorare la propria vita, perché in realtà stanno dicendoti &#8220;stai fermo, non muoverti che va bene così&#8221;.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#000080;">Micidiali i pensieri negativi che riconosciamo come &#8220;giusti&#8221; perché conformi alla nostra cultura e all&#8217;ambiente in cui viviamo, sono quelli che usiamo nella nostra cerchia di amici o al lavoro o al bar, pensieri negativi molte volte di carattere &#8220;sociale&#8221;. Tra questi tutti i pregiudizi e le generalizzazioni, da quelli che sembrano più innocui come &#8220;Il mondo è dei furbi&#8221;a quelli più beceri come &#8220;<em>Tutte le donne sono p*****e</em>&#8221; oppure &#8220;<em>Gli  X sono tutti Y</em>&#8221; -dove al posto di X ci puoi mettere una qualsiasi categoria (es. meridionali, impiegati statali, negri, stranieri, arabi, preti, giovani, zingari, slavi, poliziotti&#8230; e via dicendo: la nostra educazione e il nostro ambiente  sono prodighi nel fornirci categorie di gente da odiare) e al posto di Y l&#8217;insulto che preferisci. Tutti i pensieri che nascono da pregiudizi e generalizzazioni sono negativi se non altro perché ci impediscono di vedere le cose come stanno (una realtà è fatta di singoli individui e non di categorie), quindi di ragionare e giudicare in modo corretto e alla fine ci portano a conclusioni -e azioni- sbagliate e negative.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#000080;">Pesanti poi sono i pensieri che noi usiamo come giustificazioni per i nostri sbagli, per i nostri errori, per le azioni negative che abbiamo fatto e che facciamo (tutti noi, anche tu.. a meno che tu non sia Teresa di Calcutta!). Sono pensieri che la mente trova molto utili, perché semplicemente ci danno ragione anche quando abbiamo sbagliato, roba del tipo &#8220;<em>Fanno tutti così</em>&#8220;, &#8220;<em>Così va il mondo</em>&#8220;, &#8220;<em>Questo è il mio modo di fare le cose</em>&#8221; oppure&#8221;<em>Io sono fatto così</em>&#8221; -quest&#8217;ultimo veramente deleterio perché sbarra la porta a qualsiasi possibilità di cambiamento, specialmente quando si presenta come &#8220;<em>Io sono fatto così, non ci posso fare niente</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#000080;">Come hai visto, sono tutti pensieri e ragionamenti comunissimi, comodi da usare sia nel nostro dialogo interiore che parlando con altre persone. Ce ne sono molti altri, con varianti di pressochè qualsiasi genere, non si possono elencare tutti, però credo tu abbia afferrato l&#8217;idea.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#000080;">La cosa importante, quello che ci può far cambiare è che per fortuna la stragrande maggioranza questi pensieri non sono nostri, sono porcherie che abbiamo raccattato qua e là nel corso della nostra vita e che un po&#8217; alla volta sono diventate parte del nostro modo di essere e di fare. Possiamo quindi a) riconoscerli e b) eliminarli oppure limitarne l&#8217;effetto. In un altro post presenterò la tecnica per farlo.</span></p>
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