<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>personalmente &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/personalmente/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "personalmente"</description>
	<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 08:31:38 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Nomi di casa mia]]></title>
<link>http://alianorah.wordpress.com/2009/11/26/nome-di-casa-mia/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 15:14:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>alianorah</dc:creator>
<guid>http://alianorah.wordpress.com/2009/11/26/nome-di-casa-mia/</guid>
<description><![CDATA[Kevin, Alioscia, Soraya, Morgana, Megan. Sembra il cast di un film internazionale; in realtà sono i ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#555555;"><strong>Kevin, Alioscia, Soraya, Morgana, Megan.</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>Sembra il cast di un film internazionale; in realtà sono i nomi di alcuni dei bambini (italiani) che hanno partecipato a &#8220;Chi ha incastrato Peter Pan&#8221;, il nostrano programma presentanto da Paolo Bonolis.</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>Dopo la generazione anni &#8216;80, che vedevano in prima linea le Sue Ellen, le Pamele e le Venusie, c&#8217;è stato un periodo di stasi, e i quindicenni di oggi hanno dei nomi più o meno &#8220;normali&#8221;. I compagni di scuola di mio figlio Lorenzo, si chiamano Giacomo, Matteo, Alice, Chiara, Maurizio. Una ragazzina originaria dell&#8217;Albania ha il coraggio di avere anche lei un nome italiano, Simona. Incredibile l&#8217;italofilia che regna nel regno di mezzo della gioventù.</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>Ma basta passare alla generazione seguente, ed ecco che troviamo&#8230;Alioscia. Che è un nome russo, se non erro. E Megan, che ridonda forse la prosperosa Megan Gale di cellularica (non cellulitica, spero per lei) memoria? Morgana, invece, ci riporta a scenari mitologici mentre Soraya (seguito da un molto più popolano &#8220;Pia&#8221;) ci favoleggia di principesse tristi e ripudiate. </strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>Anche senza accendere la TV, conosco mamme che hanno battezzato i propri figli con nomi esotici, o semplicemente non italiani. L&#8217;ultimo è un Michael (o Maicol? chissà come avranno deciso di registrarlo all&#8217;anagrafe), ma ci sono anche dei Dennis (forse il maschile del molto diffuso Denise?), un Elvis (oh yeah) e via di questo passo.</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>Senza prestare il fianco ad istanze leghiste o, diomenescampi, filofasciste, io amo il nome italiano in Italia. E il nome francese in Francia. E quello inglese nei paesi anglosassoni. Insomma, nome autoctono per gli autoctoni. I nomi propri fanno parte del patrimonio culturale di una nazione, tanto che io già mal tollero le traduzioni dei nomi delle città, per cui Londra si dovrebbe chiamare London, Parigi dovrebbe essere dappertutto Paris e Roma non dovrebbe mai diventare Rome. Per questioni di comunicazioni internazionali, posso accettare queste &#8220;modifiche&#8221;, ma il bel nome italiano, lasciamolo com&#8217;è. Non traduciamolo, non cerchiamone il corrispondente straniero, tentiamo di mantenere almeno qui le radici di antiche tradizioni, senza pretese di essere migliori degli altri, ma solo unici nel nostro genere, come gli altri sono unici nel loro.</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong><span style="color:#ff0000;">P.S.</span> Da mio figlio Lorenzo, detto Lollo, notizie sulla verifica scritta di storia e geografia: 8,5 e 8 sono i voti ottenuti.  E mentre la sera prima, con i lucciconi agli occhi, salmodiava &#8220;Stavolta prendo 3&#8243;, dopo aver visto il risultato più che onorevole, ha esclamato &#8220;Il mio compito era da guinness, come minimo mi meritavo un 10&#8243;. E come massimo?</strong></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'amore ai tempi di Facebook]]></title>
<link>http://alianorah.wordpress.com/2009/11/24/lamore-ai-tempi-di-facebook/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 23:24:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>alianorah</dc:creator>
<guid>http://alianorah.wordpress.com/2009/11/24/lamore-ai-tempi-di-facebook/</guid>
<description><![CDATA[Sabato sera alla sala da tè. Entra una coppia, in due non raggiungono i quarant&#8217;anni. Lui è ma]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#555555;"><strong>Sabato sera alla sala da tè. Entra una coppia, in due non raggiungono i quarant&#8217;anni. Lui è magro, occhi chiari, faccia da bravo ragazzo. Lei è molto carina, capelli corti e piega da parrucchiere, trucco discreto ma molto accurato, vestito elegante a fasciarle la figura snella. Si siedono, consultano il menu, ordinano qualcosa da bere. Dopo averli serviti, mi ritiro dietro il bancone e non vista li osservo. Non si parlano, e come potrebbero? Lui traffica freneticamente con due cellulari, inviando dati dall&#8217;uno all&#8217;altro, spingendo tasti con frenesia. Lei ha lo sguardo assente, forse un po&#8217; triste, o forse solo annoiato. Spero non indifferente come sembra. Lui parla al telefono con qualcuno che gli spiega come fare a connettersi ad un social network di modo che possano comunicare anche tramite cellulare; poi riattacca e ricomincia a pigiare sulla tastiera. Intanto io prendo altri ordini, preparo vassoi, servo clienti. Dopo dieci minuti, controllo se qualcosa è cambiato. Lei guarda nel vuoto, lui guarda i telefonini e smanetta. Poi, miracolo: una pausa durante la quale lui sembra ricordarsi di non essere solo. Dà alla ragazza un bacio sulla guancia, lei sembra rianimarsi, ne pretende uno sulle labbra. Lui partecipa con apparente entusiasmo, tanto da concedergliene un secondo. Poi il cellulare squilla di nuovo e lui riprende da dove aveva sospeso, mentre lei si riaccascia sulla poltroncina, sorseggiando distrattamente la bevanda.</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>Sabato sera alla sala da tè. Due ragazzi che insieme non hanno ancora quarant&#8217;anni e non hanno già più molto da dirsi. Li guardo, io, che i quaranta li ho superati da un pezzo. Li guardo e non li invidio. Per niente.</strong></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio..]]></title>
<link>http://gignolando.wordpress.com/2009/10/22/occhio-malocchio-prezzemolo-e-finocchio/</link>
<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 15:42:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>gignola</dc:creator>
<guid>http://gignolando.wordpress.com/2009/10/22/occhio-malocchio-prezzemolo-e-finocchio/</guid>
<description><![CDATA[eh si, sembra una storia da ride invece non lo è &#8230;la mia amica Tania è appena ritornata da un ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>eh si, sembra una storia da ride invece non lo è &#8230;la mia amica Tania è appena ritornata da un incubo..ma si pole stà in queste condizioni?ma dico io, per amore? ma dai!!!!invece si&#8230;.</p>
<p>&#8220;piano piano le cose si risolvono&#8221;,  così la nonna ci dice sempre..in questo caso la mia amica Tania ne ha bisogno..una storia d&#8217;amore lunga 3 anni. Come diceva Freud l&#8217;amore è il sentimento più vicino alla pazzia..niente di più azzeccato&#8230;mi ha detto e da lì ha iniziato a raccontarmi il suo lungo viaggio di ritorno da un posto lontano.</p>
<p>Realizzare che la tua storia è finita e cancellare ogni traccia di te in quella casa in sole 2 settimane&#8230;regalare le tue cose, quelle che non entrano più nella valigia traboccante  alla tua vicina di casa preferita, spiegandogli che non è il giorno della beneficenza ai vicini di casa, ma che di te in quel&#8217;appartamento non deve rimanere niente. I muri parlano di lei, il mobile dipinto insieme odora di lei, il colore dei bicchieri ricordano lei. Già da sola quella casa parla&#8230;</p>
<p>Tania nel suo freddo e lucido racconto ha detto:&#8230; m&#8217;hai distrutto la vita? e ora beccati questa, tiè! uno di quei gesti che vedi nelle migliori sceneggiature di telefilm al femminile,&#8230;.la mia amica Tania, una rediviva, una sopravvissuta, prendendosi le valigie in spalla, piangeva e singhiozzava per le strade di Colonia, con -10..talmente stravolta che l&#8217;hanno addirittura fermata chiedendogli se avesse avuto  bisogno di aiuto e  se si fosse drogata, &#8230;.Pauraaaa(come dice quello di blu notte)</p>
<p>l&#8217;ho abbracciata la Tania, per dargli un po di calore che ha perso durante il viaggio insieme a tante speranze&#8230;&#8230;.pensa te&#8230;questa cosa mi fa paura..si può arrivare ad impazzire d&#8217;amore? ma serve arrivare così in basso per prendere la forza di risalire?cercare di guardarsi dentro, cercare quelle due piccole pallette rotonde su cui c&#8217;è scritto: se mi strizzi,skianto!(non le avete mai viste? no?? ma come, noi donne ne siamo dotate fin dalla nascita, sono in quel pacchetto all-in-one, che ti appioppano appena esci dalla culla di mamma e che nascondi poi sotto il tappeto dell&#8217;indulgenza) ebbene, appena riesci a scovarle le prendi e le strizzi&#8230;.come ogni grande donna sa fare nel suo piccolo&#8230;</p>
<p>vi presento Tania, ha 28 anni, ha trovato le pallette , le ha strizzate e ora ricomincia  e chi l&#8217;ammazza questa!!!!&#8230;</p>
<p>solo una lucida pazzia può condurti alla fine del tunnel, solo la sana pazzia può farti vivere questa vita&#8230;.</p>
<p>certi esempi fanno bene al mio cuore e alla mente&#8230;..</p>
<p>specialemente quando penso che Sandokan non si fa vivo da 4 giorni ormai&#8230;..</p>
<p>occhio malocchio prezzemolo e&#8230;era meglio se era finocchio, così un c&#8217;era il problema d&#8217;aspettare una briciola di sms&#8230;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[FRANCAMENTE?Me ne infischio...]]></title>
<link>http://gignolando.wordpress.com/2009/10/20/francamenteme-ne-infischio/</link>
<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 18:58:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>gignola</dc:creator>
<guid>http://gignolando.wordpress.com/2009/10/20/francamenteme-ne-infischio/</guid>
<description><![CDATA[La butto lì come viene, &#8220;francamente me ne infischio!&#8221; dovrebbe essere la frase che ogni]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La butto lì come viene, &#8220;francamente me ne infischio!&#8221; dovrebbe essere la frase che ogni donna deve dirsi, quando pensa ad un uomo che non se la caga&#8230;</p>
<p>ma è possibile che dopo milioni di puntante di sex and the city e mille domande sviscerate con le amiche del cuore, sorelle, sconosciuti e compagni di lavoro ancora alla soglia dei 30, ci si domandi ancora, ma gli piacerò abbastanza?</p>
<p>anche se la visione del film &#8221; la verità è che non gli piaci abbastanza&#8221;,( come tutta la serie di polpettoni pseudo educativi che ti auto proprini per capirci qualcosa di più sugli uomini e sull&#8217;amore) non mi è servita molto a comprendere la vera natura della mente maschile, ma anzi ha creato in me molta confusione,  mi domando&#8230;.ma ci sono o ci fanno?</p>
<p>dopo anni passati a cercare di decifrare ogni pausa di discorso ed ogni possibile interpretazione,  dalla carezza che ti fa dietro l&#8217;orecchio,(che tu pensi essere un gesto intimo e con un certo significato, invece , lui lo fa solo perchè è distratto da quel ciuffo ribelle) alle dolci parole sussurrate, ti rendi conto che in realtà degli uomini non c&#8217;hai  capito proprio niente&#8230;.(e per questo motivo nasce questo blog&#8230;per buttare giù delle sensazioni, visto che gli psicologi lo consigliano sempre diamogli retta!)</p>
<p>ma la cosa peggiore è questa, dopo anni che hai una relazione stabile e d&#8217;un tratto ti ritrovi &#8220;singoletta&#8221;, pensi: ma figurati , ora ho una grande esperienza sicuramente sono una donna matura che sa cosa vuole e soprattutto sa come trattare gli uomini..accidenti dopo tutto non sarà così difficile&#8230;..</p>
<p>ed ecco l&#8217;errore più grande&#8230;.DARE PER SCONTATO CHE SAI COME GESTIRLI&#8230;&#8230;niente di più sbagliato&#8230;&#8230;il problema è che loro non ragionano come te&#8230;.. sono diversi&#8230;vengono da Canicattì invece che da marte&#8230;..</p>
<p>oggi mi sono trovata a dare consigli alla mia cara amica Louiza su come scappare in una relazione sia sempre la cosa migliore&#8230;..</p>
<p>questa è la scena: lei gli chiede, quali sono i suoi progetti futuri e cosa farà fra 4/5 anni e lui non risponde cercando di far cadere il discorso ed evitando lo sguardo&#8230;&#8230;</p>
<p>beh mi sembra chiaro: lui non parla per non ferire lei , la risposta di lui sarebbe stata all&#8217;incirca questa: &#8220;amore mio, io  ci tengo al mio lavoro e sicuramente voglio fare carrierera , non penso di poterti seguire in capo al mondo, poi non so cosa vuoi fare tu e&#8230;&#8221; (n.b: lei è straniera e vuole tornare a casa sua)</p>
<p>in realtà lui non ha risposto&#8230;.</p>
<p>il mio consiglio è stato &#8230;cara&#8230;da qui a 5 anni sai quanta acqua scorre sotto ai ponti? stai tranquilla e non angustiarti&#8230;gli uomini cercano sempre miseramente di fuggire, ma tu puoi correre più veloce di loro e prenderli sul tempo&#8230;.</p>
<p>gli ho consigliato di mettergli un pò di pepe sulla coda per vedere che combina&#8230;&#8230;il cucciolo è stato chiuso in casa 2 giorni a pensare cosa fare della sua vita&#8230;..mmmm&#8230; ho consigliato bene allora&#8230;..</p>
<p>dobbiamo essere vincenti, belle, irraggiungibili e possibilmente mentre te la tiri dovresti anche fare la tipa che sfugge&#8230;.poi? come disse una mia amica: ma una fettina di culo coi pinoli la voi?? francamente troppa fatica&#8230;.</p>
<p>ora ho conosciuto il tipo Luke Perry di Berverly hills 90210, quello figo (ai miei tempi), affascinante, ombroso, introverso , ma anche un pò artista, insomma bello e dannato&#8230;..ulcera assicurata&#8230;</p>
<p>altro giro altra corsa&#8230;si ma sta volta il tipo non chiama da tre giorni&#8230;.mmmm&#8230;cosa direbbe Carrie Bradshow?no&#8230;.chiedo alle mie amiche&#8230;..mmm..niente di positivo&#8230;una mia amica mi ha detto lapidaria: &#8221; se non ti chiama il giorno dopo allora vuol dire che non gli interessi&#8230;.gli uomini non guardano in faccia a nessuno&#8230;manco alle ex&#8230;.sono cacciatori&#8230;&#8221;</p>
<p>mmm&#8230;ecco, cose che non voglio sentire..però ingoio la saliva e resisto, dico:&#8230;ma dai diamogli una possibilità, forse non ha chiamato perchè è CONFUSO, HA TROPPE COSE PER LA TESTA, la ex che gli gira intorno,la mamma della ex, il lavoro precario, la sindrome di peter pan, vuole trasferirsi ad amsterdam&#8230;che ne so&#8230;..ma secondo te gli sono piaciuta??</p>
<p>(ECCO : quando ti esce dalla bocca questa domanda sei fottuta&#8230;&#8230;)</p>
<p>..no, perchè lui si è comportato così&#8230;e poi mi ha detto quella cosa carina&#8230;e poi mi ha fatto un sacco di coccole (no perchè le coccole sono cose serie, mica si fanno alla prima venuta). ..mi ha anche detto che sono una gran figa,come può essere che non gli piaccio&#8230;.non è UMANAMENTE possibile&#8230;.</p>
<p>(la parte razionale di me dice : mia cara sei fregata non dovevi metterti il push-up quella sera, maledizione!!!)</p>
<p>beh..dopo 4 giorni di arrovellamento mentale..quello che ho aspettato per un suo misero messagio, la risposta è :</p>
<p>FRANCAMENTE?ME NE INFISCHIO&#8230;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Apoyemos a Rodrigo - Función teatral benéfica]]></title>
<link>http://robertocuba.wordpress.com/2009/10/14/apoyemos-a-rodrigo-funcion-teatral-benefica/</link>
<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 05:07:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>robertocuba</dc:creator>
<guid>http://robertocuba.wordpress.com/2009/10/14/apoyemos-a-rodrigo-funcion-teatral-benefica/</guid>
<description><![CDATA[Hago presente este mail de Onassis Toro para apoyar a Rodrigo Alonso Núñez Prieto: FUNCIÓN TEATRAL B]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Hago presente este mail de Onassis Toro para apoyar a Rodrigo Alonso Núñez Prieto:</p>
<p style="background:white none repeat scroll 0 0;line-height:normal;"><strong><span style="color:#444444;font-family:Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size:small;">FUNCIÓN TEATRAL BENÉFICA  EN LA ENSAD </span></span></strong></p>
<p style="background:white none repeat scroll 0 0;line-height:normal;"><span style="font-size:10pt;color:#444444;font-family:Arial,sans-serif;">Esta única función está destinada para recaudar fondos </span><span style="font-size:12pt;font-family:Arial,sans-serif;">para subvencionar los gastos médicos de nuestro amigo Rodrigo Alonso Núñez prieto que se encuentra muy delicado de salud</span><span style="font-size:10pt;color:#444444;font-family:Arial,sans-serif;"><br />
</span><span style="font-size:10pt;color:#444444;font-family:Tahoma,sans-serif;"><br />
PRESENTAN:</p>
<p>“PANDANGÁN”<br />
La tropa del eclipse</span></p>
<p style="background:white none repeat scroll 0 0;line-height:normal;text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;color:#444444;font-family:Tahoma,sans-serif;">Sobre la obra: </span></p>
<p style="background:white none repeat scroll 0 0;line-height:normal;text-align:justify;"><span style="font-family:Calibri;font-size:small;">PAN.. DAN.. GÁN!! Es una palabra onomatopéyica que hace referencia a un golpe como pum, crash o boing. Es una comedia hacia  una constante reflexión del ser humano, graciosa, patética, hilarante y hasta delirante. En este espectáculo se satiriza un día en la vida  cotidiana  de un personaje como cualquiera, inmerso en una sociedad como cualquiera. La atmosfera, la música y los efectos de sonido  juegan un papel predominante en este montaje, ya que mediante estos, la memoria nos trae recuerdos y vivencias que nos hacen muchas veces recapacitar de nuestra vida y nuestros actos. Una caricia, un objeto, una palabra, son suficientes para que esos recuerdos vengan a nosotros sin que los llamemos y de una manera fugaz ágil y placentera nos ayude en contra de frustraciones, delirios y hasta la posibilidad de un suicidio. Y sin otra pretensión; NOS DEVUELVA LA VIDA.</span></p>
<p style="background:white none repeat scroll 0 0;line-height:normal;text-align:justify;"><span style="font-family:Calibri;font-size:small;">Este espectáculo está bajo la dirección escénica de ALEX TICONA y la dirección actoral de CARLOS CRIADO, la actuación recae en ENZO GÁRATE, el cual combina diferentes técnicas, tomando como punto de partida el payaso AUGUSTO del circo y la pantomima. Así logra brindarnos a escenario vacío, con maestría y discreción una HISTORIA que se convierte en algo mágico lleno de contenido y ternura; siendo definitivamente una ¡APUESTA POR LA VIDA!</span></p>
<p style="background:white none repeat scroll 0 0;line-height:normal;text-align:justify;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">PANDANGÁN!!! Es una creación de Alex Ticona y Carlos Criado; a su  vez es un homenaje a los Augustos y viejos payasos del circo: Remi, Petit y chocololat,  los hermanos Fratellini, Charles Chaplin, Popov y todos aquello que nos mostraron que ser payaso esta  mas allá de ponerse una nariz</span></span></p>
<p style="background:white none repeat scroll 0 0;line-height:normal;"><span style="font-size:10pt;color:#444444;font-family:Tahoma,sans-serif;">PRODUCCION GENERAL:<br />
LA TROPA DEL ECLIPSE</span></p>
<p><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">22 de octubre del 2009<br />
Jueves 22 </span></span></p>
<p><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">Hora: 7:30 pm<br />
TEATRO DE LA ENSAD &#8211; PARQUE DE LA EXPOSICION</p>
<p>Donación: S/.10.00</span></span></p>
<p><span style="font-size:10pt;color:#444444;font-family:Tahoma,sans-serif;">I n f o r m e s  y  r e s e r v a s : 993078628/ luis17sandercock@hotmail.com<br />
capacidad limitada<br />
Promoción y Difusión Cultural<br />
ENSAD – LA TROPA DEL ECLIPSE  Móvil: 993078628</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[¡¡¡No se olviden de Jesús Vásquez!!!!!]]></title>
<link>http://robertocuba.wordpress.com/2009/10/12/no-se-olviden-de-jesus-vasquez/</link>
<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 04:20:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>robertocuba</dc:creator>
<guid>http://robertocuba.wordpress.com/2009/10/12/no-se-olviden-de-jesus-vasquez/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;CON USTEDES&#8230;MARIA DE JESUS VASQUEZ, LA REINA Y SEÑORA DE LA CANCION CRIOLLA&#8230;!!!]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#8220;CON USTEDES&#8230;MARIA DE JESUS VASQUEZ,  LA REINA Y SEÑORA DE LA CANCION CRIOLLA&#8230;!!!&#8221;</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/KMY636TdAeY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/KMY636TdAeY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Murió el gran <strong>Arturo &#8220;Zambo&#8221; Cavero</strong>. El &#8220;Zambo&#8221; recibió un homenaje justo, más allá de que ciertos sectores se hayan trepado al coche, pero que nada quita el merecido carácter popular que han tenido sus funerales. Y debemos tenerlo presente con la alegre emoción con la que cantaba &#8220;<strong>Y se llama Perú</strong>&#8220;, que no es el único tema por el cual deberíamos recordarlo.</p>
<p>Sin embargo, creo que él miraría desde arriba con agrado que sus demás amigos y compañeros de escenario en el criollismo, que tantas alegrías nos han dado, tuvieran también el homenaje que se merecen. Yo no soy un criollo de rompe y raja al 100%, pero, aunque de chiquito me costó (y no lo niego), con el tiempo aprendí a escuchar música criolla y a estimarla. Tengo la cotidiana costumbre de escuchar música criolla a la hora del almuerzo, me alegra y relaja. Y me agrada aún más si es en familia. Y dirán que es una costumbre antigua y hasta populachera, pero me gusta.</p>
<p>Y por eso y otras razones, me preocupa que, así como hay homenajes a varios artistas por parte del Estado y las autoridades a niveles espectaculares, exista también el abandono a una considerable cantidad de artistas del pueblo en diverso ámbitos, cuyo aporte es desconocido para los más jóvenes y que están ignorados por el sistema (y usaré esa palabrita). Es justo y merecido homenajear al <strong>&#8220;Zambo&#8221; Cavero</strong>, a <strong>Guillermo Rossini</strong>, e incluso a extranjeros como <strong>Chespirito </strong>o a <strong>Adal Ramones</strong>. Ellos tienen el mayor de mis respetos y los admiro mucho. Pero es injusto dejar en el olvido a <strong>Jesús Vásquez</strong> como a otros tantos artistas que tantas alegrías le dieron al pueblo.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/NnHjND62p5c&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/NnHjND62p5c&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Menciono a <strong>Jesús Vásquez</strong> porque ella podría correr el riesgo de terminar igual que otros artistas como <strong>Eloísa Angulo, Caitro Soto, Amador Ballumbrosio y Rómulo Varillas</strong>, por poner algunos ejemplos de grandes de la música criolla que murieron olvidados por las autoridades que antes los alababan, en medio de la pobreza y la enfermedad. Algunos lanzarán, con cierta dosis de razón, reflexiones que se parecen mucho al mensaje de la fábula de &#8220;la cigarra y la hormiga&#8221;. Sin embargo, sería también aplicable a otras personas que se han dedicado con todo al arte o a la investigación, que han trabajado incansablemente por mejorar la calidad de vida de los demás, ya sea en la ciencia, en las letras o en las artes, y que han terminado igual de pobres y olvidados por diversos motivos. Otros como <strong>Lucila Campos</strong> están pasando momentos muy difíciles en su salud, por no decir el de <strong>Augusto Polo Campos</strong>&#8230;</p>
<p>Ojalá que el Presidente de nuestra República no se olvide con quienes hizo coro en alguna reunión criolla alguna vez. Son tantos. Reconocer a los demás criollos de antaño y revindicarlos sería una manera bastante grata de honrar la memoria del genial &#8220;Zambo&#8221;.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/yD-IyJcITzc&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/yD-IyJcITzc&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Bemvindo, Rio 2016! E coisas que devemos aprender no Perú...]]></title>
<link>http://robertocuba.wordpress.com/2009/10/04/bemvindo-rio-2016-e-coisas-que-devemos-aprender/</link>
<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 09:11:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>robertocuba</dc:creator>
<guid>http://robertocuba.wordpress.com/2009/10/04/bemvindo-rio-2016-e-coisas-que-devemos-aprender/</guid>
<description><![CDATA[Río de Janeiro va a acoger las Olimpiadas 2016. Es alucinante. Dos años después del Mundial de Fútbo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/p2jOb7AK9Ic&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/p2jOb7AK9Ic&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Río de Janeiro va a acoger las Olimpiadas 2016. Es alucinante. Dos años después del Mundial de Fútbol 2014, Brasil acogerá los Juegos Olímpicos. Y la verdad, eso es poder. Brasil es un país con grandes brechas sociales, siendo Río la muestra más saltante del contraste entre pobreza y progeso en grandes niveles.</p>
<p>Aquí está la declaración que Luis Inácio Da Silva &#8220;Lula&#8221;, Presidente dió a la prensa de su país. Escúchenlo y véanlo, de veras. No hace falta saber mucho portugués para entender la emoción de Lula y un mensaje que es clarísimo: Ha sido UN LOGRO NACIONAL, en donde todos sumaron fuerzas para una causa esgrimiendo un argumento interesante como que <strong>BRASIL NO ES UN PAÍS DE SEGUNDA CLASE</strong>.</p>
<p>¡Efectivamente! Brasil ha conseguido esgrimir para las Olimpiadas sus avances económicos, diplomáticos y deportivos. Y debe de ser una lección grata para nuestras cabezas de gobierno y para nosotros mismos, a dejar de mirarnos el ombligo. No nos amparemos en &#8220;Sudamérica tendrá una gran fiesta y pronto tendremos un Tratado con Brasil, país hermano, bla bla bla&#8221;. El triunfo es de los brasileños y bien conseguido.</p>
<p>Sólo voy a describir situaciones que suelo leer en las noticias sobre Perú y sobre Brasil, como un &#8220;Perú avanza&#8221; meets &#8220;Brasil Campeão&#8221;:</p>
<ul>
<li>Aquí nos dicen que nuestra gastronomía prácticamente nos llevará al primer mundo , que nuestra economía es sólida y digna de envidia, que ya vamos por varios TLC&#8217;s.<strong> Brasil ya es una de las 10 primeras economías del mundo, superó su recesión y hasta ha hecho su club aparte con China, India y Rusia, el G4 o &#8220;Bric&#8221;</strong>. A las declaraciones en la prensa me remito: &#8220;<em>Es el reconocimiento de que la economía brasileña muestra resultados más positivos y está creciendo más. También va a realimentar el proceso de crecimiento de Brasil. Lo va estimular todavía más</em>&#8220;. (<a href="http://www.losandes.com.ar/notas/2009/10/4/internacionales-449489.asp">fuente</a>)</li>
</ul>
<ul>
<li>Aquí aún insisten en que debemos basar nuestro progreso en actividades primarias. ¡Ja! Desde la primaria me vienen diciendo mis profesores que si Perú quiere salir adelante tiene que orientarse también a manufacturar y a exportar tecnología, a buscar otras fuentes de energía y a potenciar el conocimiento. <strong>Si el progreso sólo dependiera de la extracción petrolera en terreno nacional, Suiza, Finlandia y Japón serían países subdesarrollados</strong>. Ok, <strong>Brasil además extrae petróleo, pero no es la única industria que posee</strong>. Tiene la capacidad de desarrollar tecnología nuclear, amén de todas las manufacturadoras que tiene en su territorio. Revisen los componentes de sus PC&#8217;s y vean que algunos dirán &#8220;<strong>Industria Brasileira</strong>&#8221; junto a componentes &#8220;Made in China&#8221;  o &#8220;Made in Japan&#8221;. ¿Y Perú? La misma letanía de &#8220;Es un mendigo sentado&#8230;&#8221;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Los Juegos Olímpicos son un logro colectivo, o por lo menos, un logro bajo responsabilidad directa del Gobierno Brasileño y sus autoridades deportivas.</strong> Lo más cercano que el Gobierno Peruano ha conseguido al respecto es condecorar a Kina y a Sofía cuando ellas ya habían conseguido sus logros individuales con su plata. Como siempre, los logros individuales en Perú son ensalzados en un intento por suplir las carencias de logros como Nación.</li>
</ul>
<ul>
<li>Los Panamericanos 2015&#8230; Aquí nos quieren hacer ver que con nuestras pobres instalaciones deportivas y la falta de comunicación en nuestras autoridades vamos a organizar unos panamericanos como debe ser</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>OJO</strong>: El Perú tiene grandes campeones en disciplinas varias a nivel sudamericano, panamericanos y hasta mundiales.<strong> Particularmente, los peruanos somos buenos tirando mecha, tirando al blanco y jugando con astucia. </strong>Allí tienen medallistas en artes marciales, tiro en diversas categorías y ajedrez&#8230;<strong> Pero esa madera que tiene el peruano se está echando a perder por culpa del egoísmo de las autoridades.</strong></li>
</ul>
<ul>
<li>Eso es contradictorio, si, además, vemos que nuestra tradición deportiva ha sido muy discreta. Grandes voleibolistas y expertos en tiro en las Olimpiadas, pero más allá nada. <strong>Brasil, más bien, es un país que suda tradición deportiva</strong>: tiene participantes en los Juegos Olímpicos de Invierno (¡Sí! ¡Y también existe nieve en Brasil!), es Pentacampeón de Fútbol, Campeón de Vóleibol, ha elevado sus cosechas en el medallero olímpico, etc. Y ni qué decir que le ha dado al mundo deportes autóctonos como el Jiu-Jitsu Brasileño y, sobre todo, la Capoeira.</li>
</ul>
<ul>
<li>Perú tiene Cusco, Machupicchu y una historia milenaria, pero aún seguimos viéndonos a nosotros como unos chicos pobres que precisamos de la buena voluntad del resto, sino, nunca vamos a salir, aún a pesar de tener recursos, historia, riqueza cultural&#8230; Brasil se ha venido construyendo. Lula nos dió una lección imperdible:</li>
<blockquote>
<li><strong>Lula: &#8220;Siempre pensé que había una cosa que le faltaba a Brasil. (&#8230;) Por haber sido colonizados teníamos la manía de ser pequeños, de no ser importantes&#8221;, sostuvo el viernes el mandatario, quien suele decir que el país, décima economía mundial y con 190 millones de habitantes, está conquistando el lugar que le corresponde.</strong> (<a href="http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5gU3C0469ONWSUH4XqHFdKoIjP_Ew">fuente</a>)</li>
</blockquote>
<li>Es cierto. Mi madre, con todo lo que admira a la música y cultura brasileñas, siempre ha considerado que<strong> el Perú y los peruanos deberían reclamar también el lugar que les corresponde</strong>. Sin embargo, aún no hemos levantado del todo la humillada cerviz.</li>
</ul>
<ul>
<li>Además, con esto, <strong>Lula</strong>, definitivamente va a tener recordación bastante grata en el futuro. No es que de la noche a la mañana haya levantado su popularidad, pero ha sabido mantenerse con un buen promedio, con logros que todos perciben como reales. <strong>Por eso su actual 82% de aprobación (con lo de las Olimpíadas) no sorprende</strong>. Muy diferente de aquí, que con abrir un centro comercial o con empapelarnos la ciudad con la cara de Gastón Acurio ya nos quieren vender que estamos &#8220;bien&#8221;, que &#8220;vamos camino a la modernidad&#8221;, etc. Ojo con esto también, <strong>puesto que el Perú tiene una situación bastante más cómoda de la que pudo estar, pero esta &#8220;bonanza&#8221; que tenemos es una oportunidad que tampoco debemos desaprovechar</strong>. <strong>Los gobernantes no pueden dormirse en sus laureles</strong>, sean propios o conseguidos por administraciones anteriores.</li>
</ul>
<ul>
<li>Brasil, con el Mundial y los Juegos Olímpicos no va a terminar de solucionar sus problemas sociales, pero es una oportunidad de resolverlos en gran parte si no quieren perder la chance de mostrarse, al fín, como potencia. <strong>Perú tiene muchas lecciones que aprender del logro de Río 2016. Los peruanos pueden aprenderla y aplicarla aquí mismo, en su país, donde los necesita</strong>.</li>
</ul>
<p>Por cierto, apuesto doble contra sencillo que la Capoeira va a ser un deporte de exhibición más que fijo en Río 2016, y eso no me lo quisiera perder <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align:left;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il senso del "mio" mondo.]]></title>
<link>http://alianorah.wordpress.com/2009/09/16/il-senso-del-mio-mondo/</link>
<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 15:36:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>alianorah</dc:creator>
<guid>http://alianorah.wordpress.com/2009/09/16/il-senso-del-mio-mondo/</guid>
<description><![CDATA[Grazie ai &#8220;Negramaro&#8221; è stata rispolverata di recente una canzone di Domenico Modugno, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#555555;"><strong>Grazie ai <a href="http://www.youtube.com/watch?v=6FP2-Xs-LAw">&#8220;Negramaro&#8221;</a> è stata rispolverata di recente una canzone di Domenico Modugno, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=uhEVf1-khZw">&#8220;Meraviglioso&#8221;</a> che, deduco, sia stata scritta ispirandosi ad un vecchio film del geniale Frank Capra, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_vita_%C3%A8_meravigliosa">&#8220;La vita è meravigliosa&#8221;</a>, datato 1946.</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>In questa pellicola il protagonista è un tipico americano medio che si è fatto da sé, tale George Bailey (interpretato da un grande James Stewart). La sera della Vigilia di Natale, disperato per una serie di problemi apparentemente irrisolvibili, si affaccia da un ponte e, con la tentazione fortissima di buttarsi giù, si pone la fatidica domanda &#8220;Che senso ha la mia vita?&#8221; a cui segue l&#8217;inevitabile constatazione &#8220;Sarebbe meglio se non fossi mai nato&#8221;. Detto fatto, arriva un angelo, vestito da passante, che esaudisce il suo desiderio e gli mostra, in quella notte fantastica, come sarebbe stato il mondo se George non fosse mai venuto alla luce. E così il brav&#8217;uomo scopre che senza di lui, il fratello che aveva salvato da annegamento, sarebbe morto; che sua moglie, da cui ha avuto tre figli, sarebbe diventata altrimenti un&#8217;acida zitella paranoica; che il farmacista da cui aveva prestato servizio da ragazzo e a cui aveva evitato di consegnare una medicina pericolosa, sarebbe finito in galera per omicidio ed in seguito diventato un ubriacone. Alla fine il poveretto, sconvolto da tanto sfacelo, prega l&#8217;angelo di Seconda Classe, Clarence (che ha bisogno di salvare una vita umana per venire promosso nella categoria superiore) di riportarlo alla vita, o meglio, al mondo in cui lui è nato realmente e ha realmente vissuto.</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>Il film finisce, chiaramente, a tarallucci e vino, con i problemi che si risolvono tutti e la famiglia riunita intorno all&#8217;albero mentre un campanellino che suona testimonia che anche Clarence ha avuto la sua promozione.</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>Al di là del miele di cui siffatta storia è abbondantemente spalmata (e voglio precisare che io ADORO questo film, e mi sciolgo in lacrime ogni volta che lo vedo), mi trovo spesso ad immedesimarmi nel protagonista e a chiedermi come sarebbe stato il mondo senza di me. E la risposta è, fatta eccezione per la presenza di Lollo, unico essere vivente che esiste solo perché io esisto: &#8220;il mondo senza di me sarebbe stato tale e quale&#8221;. Insomma, io non ho fatto niente di memorabile; non ho salvato vite; non sono stata indispensabile a nessuno; non ho inventato niente di utile (e nemmeno di inutile); non faccio un lavoro che aiuta gli altri. Insomma, non lascio traccia.</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>Questo, lo ammetto, si può dire di me come di milioni di altre persone. Fatta eccezione per i grandi della storia, in campo medico, artistico, scientifico ecc ecc., la maggioranza dell&#8217;umanità è pressoché &#8220;inutile&#8221;, più o meno.</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>Poi, pensandoci meglio, considero che il mio ragionamento è limitato solo alla sfera del ponderabile, dell&#8217;accaduto, del vissuto. Ma se immagino che ogni nostra azione sia solo l&#8217;anello di una lunga catena di comportamenti nostri e altrui, tutto si sovverte, potenzialmente ma si sovverte. E così, chi può dire se il fatto che Tizio, fermandosi a parlare con me abbia ritardato il momento di attraversare la strada, evitando il camion che cinque minuti prima lo avrebbe travolto? O che Sempronia, in un momento di estrema tristezza, mi abbia chiamata e io l&#8217;abbia consolata al punto da farla uscire di casa favorendo così l&#8217;incontro con l&#8217;uomo della sua vita, che altrimenti non avrebbe conosciuto? Insomma, per farla breve, noi non possiamo sapere come sarebbe stato il mondo senza di noi. Avrebbe potuto essere migliore, uguale, addirittura peggiore! Immaginando l&#8217;umanità come un insieme di esseri in stretta relazione tra loro, si può facilmente capire che nessuno è inutile e che se il mondo è quel che è, nel bene e nel male, ognuno di noi deve prendersene il merito. E la colpa.</strong></span></p>
<p><em><span style="color:#555555;"><strong>P.S. Commento di Lollo dopo la lettura del post: &#8220;Brava mammuccia, vedi che qualcosa di intelligente la sai dire anche tu, non solo io?&#8221;.</strong></span></em></p>
<p><strong><em><span style="color:#555555;">Lui, la domanda filosofica alla base del mio ragionamento, non se l&#8217;è mai posta, evidentemente. E, se continua così, non se la porrà mai <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> . </span></em><br />
</strong></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-825" title="1232194155015_vitameravigliosa" src="http://alianorah.wordpress.com/files/2009/09/1232194155015_vitameravigliosa.jpg" alt="1232194155015_vitameravigliosa" width="460" height="320" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[]]></title>
<link>http://senshizors.wordpress.com/2009/08/25/212/</link>
<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 16:18:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>senshizors</dc:creator>
<guid>http://senshizors.wordpress.com/2009/08/25/212/</guid>
<description><![CDATA[JAM Project Medley 80&#8217;s Video Killed Radio Star, Take on me,Every Breath You Take, Relax No se]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>JAM Project Medley 80&#8217;s Video Killed Radio Star, Take on me,Every Breath You Take, Relax</strong></p>
<p>No se si sabrán pero hace mas o menos un mes atrás asistí al <a href="http://yamatoargentina.blogspot.com/" target="_blank"><strong>Anime Friends</strong></a>, un evento muy copado donde se presentaron varios artistas japoneses (y un brasilero) que son parte de un grupo denominado <a title="jamproject wiki" href="http://es.wikipedia.org/wiki/JAM_Project" target="_blank"><strong>JamProject</strong></a>.</p>
<p>Realmente escuchar las anime songs en vivo fue algo impresionante, algo que pensé que no iba a pasar jamás jajajaj Pero paso!</p>
<p>Lo increible es que también ellos firmaron un cartel que yo hice para la gente de nuestro foro (<a title="otaku alliance" href="http://www.otaku-alliance.com/" target="_blank">http://www.otaku-alliance.com/</a>), realmente impagable.</p>
<p>Los artistas que se presentaron fueron:<br />
- <strong>Hironobu Kageyama</strong> (el papá de ChalaHeadChala de Dragon ball!)<br />
- <strong>Masaaki Endoh</strong> (aparte de ser parte de JamProyect, hace covers de muchas anime songs)<br />
- <strong>Hiroshi Kitadani</strong> (cantante de temas de One Piece)<br />
- <strong>Ricardo Cruz</strong> (un brasilero con mucha onda y suerte ya que pudo entrar a este grupo japones! jajaj)</p>
<p>Ahora los dejo con este video muuuy interesante de ellos y varios otros haciendo clásicos de los 80 JAJJAJA</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/2dAzRjXFV5o&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/2dAzRjXFV5o&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:right;"><em>¿Alguien los conocía?</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[¿...Pero "Blogstar"?]]></title>
<link>http://robertocuba.wordpress.com/2009/08/22/%c2%bf-pero-blogstar/</link>
<pubDate>Sat, 22 Aug 2009 12:31:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>robertocuba</dc:creator>
<guid>http://robertocuba.wordpress.com/2009/08/22/%c2%bf-pero-blogstar/</guid>
<description><![CDATA[En este momento, justo ahora, hay una premiación a los blogs (twitter, facebook y hasta youtube incl]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>En este momento, justo ahora, hay una premiación a los blogs (twitter, facebook y hasta youtube incluidos) con una categoría de &#8220;blogstar&#8221;, una acusación a un &#8220;blogstar&#8221; por un ex-ministro aprista, el reconocimiento de un periodista &#8220;blogstar&#8221; como profesor universitario y el más influyente de la web, hay otro &#8220;blogstar&#8221; que bla, y otro &#8220;blogstar&#8221; que bla bla bla&#8230;</p>
<p>No me vacila ni estoy de acuerdo con la denuncia a Godoy por parte de Mufarech. Es curioso cómo viene todo esto con la &#8220;ley de censura&#8221; que se viene discutiendo. No sé toda la dimensión que puede tener esto, pero parece que un blogger cualquiera podría estar en peligro incluso con rebotar un link&#8230;</p>
<p>Lo que sí me vacila es que con esto, efectivamente,<strong> los blogs aún no han muerto</strong>. Y que justo ahora se ponga otra vez en relieve que los blogs son valioso como herramienta de comunicación  y que hasta pueden poner en jaque a un gobierno y todo ese rollo. Y lo que más me vacila, encima, es que justo esto le ocurra a uno de los &#8220;blogstars&#8221; <strong>de la misma manchita que se rebotan links unos a otros y se felicitan los unos a otros y que anuncian que &#8220;Los blogs han muerto</strong>&#8220;.</p>
<p>Y justo todos ellos son &#8220;los blogstars&#8221;. Ya saben quiénes son: Sifuentes, Burneo, Bustamante, Godoy, etc. Los que se rebotan unos a otros, ¡Qué buen equipo de baloncesto harían si tuvieran pinta de practicar algún deporte!</p>
<p style="text-align:center;">_._ </p>
<p>¿&#8230;Pero &#8220;Blogstar&#8221;?</p>
<p>-WTF&#8230;</p>
<p>Nunca me sentí cómodo con el término. Primero, porque nunca lo entendí. Se supone que el blog y la internet representan, más que la democracia, una especie de &#8220;socialismo&#8221; en la web. Y hasta me causa gracia que se basen en un <a href="http://diegobarnes.files.wordpress.com/2009/02/soviet_propaganda.jpg">afiche soviético</a> para graficar <a href="http://www.avidos.net/detalles/imagenes/web20revolution.jpg">lo que es la <em>Web 2.0</em></a>. Sin embargo, el hecho de que una persona tenga una existencia como &#8220;blogstar&#8221; como que da a entender que su opinión está por encima de la del resto en una dimensión que vá más allá del mero respeto a su enfoque personal de las cosas, a sus méritos para obtener fama y al conocimiento que maneja y que lo ha llevado al sitial donde está. Pero no entiendo porqué estar orgulloso de ser &#8220;blogstar&#8221;, si se supone que todos tenemos las mismas oportunidades de ser leídos, comentados, aportar nuestras ideas, algún video novedoso, alguna imagen graciosa&#8230;</p>
<p>Segundo, cuando era conductor de Telúrica.com, algunos me decían &#8220;pero tú eres un blogstar&#8230;&#8221;. Sí, muy bonito todo, pero si era un blogstar por estar en un videoblog, entonces ¿qué venía con eso? ¿Había beneficio con eso más allá que te comentaran dentro de Telúrica? Ya ví que la fama no es para siempre ni es absoluta: No todos los que me veían en Telúrica entraban a mi blog. Para algunos sólo era un tipo que además de &#8220;conducir&#8221; hacía algo llamado &#8220;editar&#8221;, cosa que no parecía tan interesante como hablar del negocio de clicks, los egotrips y matizar política con chongo y palabras en inglés. Y claro, no parecería un sujeto de atención para sus comentarios acostumbrados entre sí.</p>
<p>No entendía porqué &#8220;los blogstars&#8221; acá son <em><strong>blogstars</strong></em> más que todo por hablar de política o entrevistar gente famosa, ya que, se suponía que la<em> Web 2.0</em> servía para abrir ventanas. Para qué quiero que me vendan como novedoso algo que siempre he visto todo el tiempo (hablar de política, ser chismoso o irreverente y misceláneo a la vez, eso lo veía desde hace años en la TV). Y si se abrían ventanas, pues, ¿ventanas para quién? ¿Para escritoras eróticas, chismosos incorregibles? Pasa en la tele, pasa en las películas. Además, mucho tiene que ver el soporte: Díganme si los blogs &#8220;<em>Busco novia</em>&#8221; o &#8220;<em>Busco novio</em>&#8221; hubieran tenido ese arrastre que han tenido si no hubieran tenido una plataforma como El Comercio que los alojara. Si alguien como Renato Cisneros causó la sensación de la Feria del Libro del año pasado con la versión escrita de su blog, pues no sé qué habría pasado si no hubiera tenido la iniciativa (o el encargo, eso no lo sé ni me consta) de haber lanzado justo ese contenido con ese título en la web de El Comercio. Intuyo que si hubiera lanzado un blog realmente por su cuenta hubiera sido distinto (no digo lo contrario, sólo distinto).</p>
<p>Y no sé cómo será ser un &#8220;blogstar&#8221; en EEUU o en otros países, pero aquí es más de lo mismo, como los famosos: usualmente pertenecen a cierta argolla. Si revisan la clase política, es muy raro que salgan nuevos, pero esos nuevos que salen surgen en el seno de argollas o se asimilan a una o se crean una (vean cómo llegó al congreso Luciana León, no se habla de más congresistas chibolos). Lo malo es que el Perú suele ser un país de &#8220;pocos&#8221;. Así, &#8220;pocos&#8221;, porque hay muchos, pero se privilegia siempre a los &#8220;pocos&#8221; que, a eso que se llama &#8220;el sistema&#8221;, le conviene. Por eso no ves <em>varias</em> argollas poderosas como en otros países. Aquí suele concentrarse todo en &#8220;pocos&#8221; puntos, en &#8220;pocas&#8221; corporaciones, &#8220;pocos&#8221; candidatos presidenciales, &#8220;pocos&#8221; equipos grandes, &#8220;pocos&#8221; pintores famosos, &#8220;pocos&#8221; novelistas de prestigio, &#8220;pocos&#8221; canales peruanos, &#8220;pocas&#8221; misses, &#8220;poco&#8221; de todo. Por eso, como son &#8220;pocos&#8221;, hay que &#8220;apoyarlos y cuidarlos&#8221;, porque son &#8220;nuestros créditos&#8221;, porque &#8220;no hay otros&#8221;.</p>
<p>O sea, <strong>el pez grande en el estanque pequeño</strong>. Así también, hay &#8220;pocos&#8221; Blogstars en una blogocosa aún pequeña, que &#8220;matan&#8221; a los blogs cuando les conviene (los ignoran), y cuando les conviene, están más vivos que nunca (hasta que les incomodan). Que rebotan links, parafrasean información, y si conviene, le echan flores al del post de origen, pero si no les conviene, pues lo ignoran con todo. Quieren hablar donde les interesa pero ponen sus tweets en privado para que no los fastidien, no atienden mails así nomás, no van a eventos que no les importa. Pero eso sí, repórtense con todo inmediatamente si algo les trae beneficio. Y no necesariemente en clicks.</p>
<p>Claro. Ya consiguieron lo que querían: <strong>De criticar al otro medio pasar a formar parte de él.</strong> Si youtube es el la TV del futuro, ¿porqué diablos no se quedan allí? Se van a un medio obsoleto como la TV aún analógica en Perú&#8230; que tal &#8220;downgrade&#8221; (¡Wow! ¡Qué cool es esto de meter palabras en inglés así nomás!). Si el Twitter mató a los blogs que a su vez dizque están matando a los diarios o algo así, ¿porqué diablos aparecen como columnistas en los periódicos impresos? ¿No que el periodismo ciudadano y cuidar los árboles y todo eso? Y si tanto les interesa la Internet para hacer amigos, ¿porqué diablos no manifiestan su diversidad aumentando su cholósfera en lugar de restringirla?</p>
<p>Obvio, yo no soy ningún santurrón y no me las puedo dar de intelectual. Sé muy bien que mi metas pasan por entrar al <em>establishment</em> como que de algún modo estoy en ese mercado<em>,</em> aunque ahora tenga un perfil muy bajo. Si eso ocurre, tendré que negociar y tendré mis conflictos. Además, soy de lo más fresa que existe: 1) hablo japonesadas en un videoblog para los otakus; 2) yo mismo resalto que un actor que diga que no quiere difundir abiertamente su trabajo es un mentiroso (que es muy distinto de querer ser famoso o no); 3) me gustan las telenovelas koreanas, brasileras, mexicanas y colombianas, los programas de humor argentinos y las películas de Hollywood (y me gustaría actuar en los mismos); 4) y si alguien me ubica en Google es gracias a que he estado cierto tiempo en un videoblog muy concurrido como Telúrica. Pero&#8230;</p>
<p>&#8230;Creo que mi experiencia ha sido distinta de &#8220;los blogstars&#8221;, pues he tenido que interactuar <em>directamente</em> con distintas variables de expresión (teatro, baile, expresión corporal, conducción de eventos), escenarios variados (teatros, auditorios, internet, video, etc.), y más aún con diversos tipos de público en lugares delimitados: amas de casa en mercados de barrio (teatro aplicado al marketing BTL), niños en el parque, reclusos en Castro-Castro, funciones vendidas a universitarios, eventos en idioma japonés, etc. Si hubiera empezado desde muy arriba o si hubiera tenido toda una maquinaria atrás casi desde el saque, pues, conociéndome, creo se me hubieran subido los humos como para no tomar en cuenta que <strong>el público también interactúa con uno</strong>. Porque uno mismo se debe a ellos y si tienen la oportunidad de responderte y aportar algo a un diálogo escénico entre público y actor (que se supone está en un nivel distinto y tiene que llevar el espectáculo), <strong>pues imagínate qué sería en un lugar como Internet, donde nos venden la idea que <em>todos participamos como iguales</em>, por igual, donde no hay preferencias.</strong></p>
<p>Y eso no puede ser, porque como en todo, siempre habrá gente que destaque, y es inevitable. Lo que no debería ser, tampoco, es que los que destacan traten de acaparar toda la atención. La web permite la existencia de gurúes en todo (programacion, sexo, espectáculo, etc.), casi en la misma forma que en los medios tradicionales. De hecho, si no fuera por el ámbito de la Internet local yo no habría sabido quién es José Alejandro Godoy. Pero quienes tienen cierto peso en la Internet local<strong> no deberían promover sólo a cierta gentita</strong> tipo José Alejandro Godoy, por ejemplo. Y como dije antes, si a estos señores les interesara el fútbol, pues, albergarían entre ellos a alguien que le guste el fútbol o, de hacerlo, mencionarían al fútbol como algo natural en nuestra sociedad. Y algunos lo hacen, caso Manrique. Pero igual, Manrique como los otros siguen con los mismos chistes sobre los mismos bloggers&#8230; Un foro es, creo, mucho más comunitario en ese sentido.</p>
<p>Y las caras nuevas tienden a veces a parecerse un poco a las anteriores, al menos un poco en la forma. Me vacila leer al Malapalabrero por sus contenidos y hasta por su léxico, pero incluso ya me parece mucho cuando escribe todo el tiempo en su propio lenguaje. Sobrepasó a Sifuentes en el uso de anglicismos aunque, bueno, también es estilo de uno y de otro, y lo del Malapalabrero en sí es auténtico. Lo que sí me parece hasta el perno es que hay cada geek, cada friki, cada comentarista político, etc., o en resumen, cada aspirante a &#8220;blogger&#8221; que se mata escribiendo lo que el adsense les pueda dar, imitando a &#8220;los blogstars&#8221; su manera de emplear la licuadora, y meter comics, gadgets, calatas y congresistas en un mismo blog, y cuya línea es &#8220;yo también quiero ser famoso como ellos y si me rebotan, entraré en la gloria y llegaré a las cuchucientas mil vistas&#8221;. Están en su derecho, aunque su horizonte me parezca torcido (que no retorcido, son más bien inocentes, diría yo).</p>
<p style="text-align:center;">_._</p>
<p>Hace años no creí que iba a decir esto, pero ahora me pregunto&#8230; <strong>¿Tener blog o twitter te convierte en alguien?</strong></p>
<p><strong>Pues ya no.</strong></p>
<p>O bueno, quizás sí&#8230; si es que tu existencia está basada en la web que, como todo medio, no es más que una proyección de uno mismo. De repente uno no es tan cool, tan maluco o tan agudo como suele representarse, 0 de repente más. Pero igual se proyecta algo que sólo personas como uno mismo podría hacer. Pero el blog es algo impreciso. No lleva parámetros como en un espectáculo. Ni siquiera estás obligado a enfrentar a una audiencia. La audiencia puede ser selectiva y buscas o te buscan y de algún modo lleva a una restricción a ver ciertos contenidos. Y si no sabes dónde buscar, la &#8220;viralidad&#8221; o la publicidad te proponen opciones.</p>
<p>Y aquí va: ¿Quién auspiciaría un blog de cocina novoandina? Pues alguien que esté interesado en la cocina o que vea una oportunidad en el actual boom de la alta cocina en Perú. Y a si un patrocinador importante se le ocurre auspiciar un blog de cocina malgache es porque cree en la cocina de Madagascar&#8230; o porque prepara o come comida malgache. Ahora, nadie así nomás en Perú consume cocina de Madagascar, pero basta con que a una gentita que maneje cierto arrastre en opinión (auspiciadores o &#8220;famosos&#8221;) le guste como para que a los demás les interese conocer. Y si no presentas más opciones, pues asumes que <em>lo que te dan</em> suele ser bacán, adecuado, preciso.</p>
<p>El problema es que hay muchos tipos más de cocina. Y si te gustaba la comida tibetana y quieres exhibirla del mismo modo y si no hay ningún auspiciador o &#8220;blogstar&#8221; que le interese la comida tibetana, pues simplemente no te considera, aunque hagas un blog completísimo al respecto. A menos que te hayas dedicado a tu blog toooooodo el santo día para obtener las visitas suficientes como para que te consideren. Pero, vamos. <strong>Si has tenido harta y vasta experiencia</strong> con la cocina tibetana, anime koreano, fútbol de Uzbekistán o sombreros australianos, pues de hecho <strong>algo tienes que contar</strong>. Alguna vivencia que compartir.</p>
<p><strong>El problema surge cuando no hay nada que contar</strong>. Por eso hay cada persona que rebota y rebota todos los días, quiere salir de su anonimato hablando de gadgets por aquí, Paris Hilton por allá. Quiere buscar un estilo cool como sea y postea a diario como puede. <strong>Si no tienes algo consistente qué contar, pues menos vas a poder bloguear o twittear o facebooksear</strong>. Por lo tanto, tener un blog, <em>por el mero hecho de tenerlo</em> no te hace alguien. No postear también te pasa la factura.</p>
<p>Y haber sido famoso desde antes ayuda (todo el mundo que está pendiente del Twitter de Gianmarco, por ejemplo). Y ser guapo o guapa (o hablar sólo de puros guapos y guapas), ufff, ni se diga&#8230;</p>
<p>La vivencia de cada persona se trasluce en lo que uno muestra. Es una proyección de sí, desde las más expresiones más banales hasta las trascendentes. De lo minimalista y sencillo hasta el orquestar a multitudes. Pero si todo lo que pones en Twitter es &#8220;no sé si echarle 2 ó 3 cucharaditas al café&#8221;, pues, es lo mismo que &#8220;habló la vaca y dijo mu&#8221;. Y si tu blog es puro rebote para ganar clicks por el ad-sense, pues estás acaparando el tiempo que algún otro blog realmente interesante puede merecer. Peor aún se le quitas la chance a la gente cuando la pasas por encima ninguneándola, no citando fuentes, o no recurriendo a otras fuentes nuevas.</p>
<p style="text-align:center;">_._</p>
<p>Un premio al mejor blog en el día del blog, pues, se ha respeta la decisión. Es legítimo el derecho de organizarlo. En otra ocasión me vacilaba. Pero ahora siento que es <strong>como premiar a un ser humano en un concurso de &#8220;20 seres humanos&#8221;</strong>, en el que te postulan por el mero hecho de ser un humano, un homo sapiens. Y premias &#8220;mejor niño&#8221;, &#8220;mejor cuerpo&#8221;, &#8220;mejor cerebro&#8221;&#8230; Naturalmente los que hayan hecho méritos para hacerse famosos destacarán porque definitivamente van a tener más votos, sean méritos por sus actividades o porque se movilizan para captar clicks. Si no eres Homo Sapiens, fuiste. <strong>¿Pero qué si alguno de los rankeados no ha llegado ni siquiera a Neandertal?</strong></p>
<p>Igualito, es inevitable mirar arriba de la pirámide de credibilidad. Los que estén arriba pueden cerrarle el caño a cualquiera que le de la gana y admitir a quienes les interese. Y claro, puedes llamar la atención por cualquier cosa. Pero creo que hay blogs (y blogs peruanos) con infinitamente más calidad que el utero o que la habitación, que el piso, etc. Pero bueno, si hubiera alguien como la Madre Teresa de Calcuta cuya labor empezara hoy mismo y registrara sus impresiones diarias en un blog, al cabo de un tiempo podría mover cierta sensibilidad social, apoyo, y fama como algo colateral. Pero alguien así no buscaría cimentar su blog en base a rebotes de los &#8220;blogstars&#8221;, por más eco que buscara para que se conozca su labor social, puesto que, además, sería desinteresada. Los intereses, más bien, son de<em> prestigio, visitas, credibilidad.</em></p>
<p>Además, los &#8220;blogstars&#8221; aquí suelen preocuparse por otras cosas más importantes: Política, internet, demostrar que son cultos, que ser como ellos es ser bacán y, claro, lo que dicen entre ellos mismos. No entendía porqué Gustavo Faverón (o como siempre escuchaba, &#8220;Faverón&#8221;, así a secas) causaba tanto revuelo (y luego lo ví y tampoco estoy de acuerdo con él). Pero resulta que en su blog el tema principal es la literatura además de sus opiniones sobre la blogósfera y todo eso. Pero no me llamaba la atención leerlo sólo porque la gentita lo mencionara. Es más, me diera la impresión que destacan sus pleitos blogosféricos sólo porque entraban al terreno de lo &#8220;<strong>in</strong>&#8220;, de lo &#8220;<strong>cool</strong>&#8220;, de &#8220;los bloggers&#8221; (los famositos, claro). Si alguien alaba a Iván Thays en la blogósfera es porque alguien como él, además del prestigio que tiene, se animó a sacar su blog. Y hubo un pleito en la blogsósfera sobre escritores, del que me enteré demasiado tarde (conocí la blogósfera cuando el pleito ya había terminado), que llamó la atención de todos esos programadores, periodistas, chismosos y politólogos sólo porque, me parece, se manifestó dentro del ámbito de &#8220;los blogs&#8221;. Es como esa gente que de repente se dió cuenta que las mujeres también podían pelear en un ring sólo desde que vieron a Kina Malpartida con la foto de campeona (a gente que antes no le interesaba si existía boxeo femenino o les parecía exótico) y sólo desde entonces la asumen como un ícono nacional. &#8221;Los blogstars&#8221;, siempre con &#8220;lo ultimito&#8221;, con &#8220;la novedad&#8221;, ¿n0?</p>
<p style="text-align:center;">_._</p>
<p>&#8220;La novedad&#8221;.</p>
<p>Hasta cierto punto, sería lo normal eso de &#8220;la novedad&#8221; y el interés. Me pongo de abogado del diablo: Si en un inicio hubiera sabido que &#8220;Tony Roma&#8217;s&#8221; había sido propiedad de Hristo Stoichkov (el ex delantero del Barcelona), hubiera ido hace años. Ahora ya no me llama tanto la atención porque en el mismo artículo que leí eso me enteré también que él tuvo que vender la franquicia porque le iba mal. Además no voy a restaurantes especializados en carnes <em>simplemente porque no me llaman la atención</em>. Por el contrario, suelo ir a comer chifa y pizzas. Sin embargo, siendo yo alguien metido en oficios calificados hasta de &#8220;angurrientos&#8221; como la actuación y los audiovisuales, no creo que lo de &#8220;la novedad&#8221; me enajene tanto como a &#8221;los blogstars&#8221;. Yo no me pavoneo de saber comer sushi como &#8220;la novedad&#8221; porque sé lo que es la comida japonesa años antes de que se implantara la moda del sushi, incluso años antes de conocer Japón.</p>
<p>Apuesto que si Magaly Solier no hubiera aparecido en las películas de Claudia Llosa, no creo que ni Burneo ni Sifuentes le hubieran dedicado siquiera una línea. Y si hubiera sido actriz de películas independientes nacionales, de las misias pero pujantes, ni siquieran se enterarían de su existencia. Sin desmerecerla, en el teatro peruano y en las producciones independientes hay muchas chicas de su mismo tipo físico, pero no hay quien les interese entrevistarlas, porque al fin y al cabo, no han sido tocadas por la varita mágica de la gentita. No aparecen en las obras de la Plaza ISIL ni les proponen destacar en cosas que no se parezcan a las miniseries folclóricas. Pasa lo mismo que toda la vida. Claro, podrían ser tomadas en cuenta por algún director con oficio, pero como hay buenos directores que también guardan perfil bajo, pues dudo que esas actrices noveles sean ubicadas por Chela de Ferrari, Juan Carlos Fisher o Raquel en Llamas. Por lo tanto, no entrarán a formar parte de la &#8220;gentita&#8221; que siempre tiene chamba y a la que no les cuestionan nunca nada en voz alta&#8230; a menos que surja algo demasiado rochoso, claro (como a Jimena Lindo y esa nota de vender chullos en Cannes). O sea, no serán &#8220;la novedad&#8221;, la cual, al final de todo, termina encerrándose en torno a cierto sector socio-económico, cierta formación, ciertos apellidos, etc. Ergo, será muy difícil que &#8220;los blogstars&#8221; se acerquen a indagar de manera constante por la calidad del trabajo de los teatristas independientes. Noooo. <strong>Ellos siempre con &#8220;la novedad&#8221;, son &#8220;la novedad&#8221; y siempre serán &#8220;la novedad&#8221;, pero nadie más que ellos o lo que digan ellos puede ser &#8220;la novedad&#8221;</strong>, aún si otros, aún ignotos, producen algo <em>de calidad</em>.</p>
<p>Y en nombre de &#8220;la novedad&#8221; se cumple aquí, como siempre, eso de que más vale malo conocido que bueno por conocer&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Tierra de Chocolate... a lo Pepperland]]></title>
<link>http://robertocuba.wordpress.com/2009/08/21/la-tierra-de-chocolate-a-lo-pepperland/</link>
<pubDate>Fri, 21 Aug 2009 03:52:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>robertocuba</dc:creator>
<guid>http://robertocuba.wordpress.com/2009/08/21/la-tierra-de-chocolate-a-lo-pepperland/</guid>
<description><![CDATA[Muchas gracias a la gente que me ha escrito mails a partir de los últimos post que he escrito. Me ha]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Muchas gracias a la gente que me ha escrito mails a partir de los últimos post que he escrito. Me han escrito hasta de México, y que entiendan las cosas que voy contando me llena de alegría.</p>
<p>Es más, ya ni siquiera la &#8220;fama&#8221; me interesa. Así de &#8221;anónimo&#8221; me sienta mejor, aunque no lo parezca. Bueno, y si no lo crees, lee algo sobre Siddartha Gautama. Bueno, es que también con cada cosa&#8230;</p>
<p>Ahora puedo llevar mejor la soledad que tengo. Es curioso, pero como que llegué al level de no tener nada sentimental con ninguna de mis ex (sí amigos, digamos que tienen el terreno libre <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> ), aunque aprecio los momentos gratos que he pasado y varias de ellas ahora sólo son mis amigas o por lo menos llevo cierta diplomacia. Otras, no tanto y tampoco las veo. Uno no siempre puede llevarse bien con todo el mundo y a veces hay gente a la que no quieres ni ver ni te quieren ver, te quieren matar o simplemente te quieren joder. Eso lo cuento porque una ex que ahora es mi amiga está con un director de teatro. Por mí, normal, pero hay cada persona que me dice &#8220;¿<em>Y qué te parece eso</em>?&#8221;. Ya pues. &#8220;Que está bien, ¿porqué no iban a estar?&#8221;, digo yo. Que si me dejaron solo o terminé con alguien es una nota que sólo yo voy a sobrellevar. Bueno, y me entiende la gente que me conoce bien y desde hace tiempo, como <a href="http://eltopoproducciones.blogspot.com/2009/02/fin-de-rodaje-2-de-5.html">El Ekeko</a>&#8230; acuérdense del Ekeko y no se pierdan la próxima producción de <a href="http://eltopoproducciones.blogspot.com/2009/02/fin-de-rodaje-2-de-5.html">Rafo Arévalo </a> <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align:center;">_._</p>
<p>Últimamente he estado escuchando &#8220;<strong>The Land of Chocolate</strong>&#8221; del video juego de los Simpson, que está basado en la visión ideal de la tierra de Chocolate que tuvo Homero en un capítulo (la famosa alucinada de &#8220;La Tierra de Chocolate&#8221;), sólo que en el videojuego se oye una música bien a lo &#8220;Pepperland&#8221;. Es una nota instrumental bien relajante como psicodélica y alucinante a la vez.</p>
<p>Para que los escuchen:</p>
<p><strong>La música de la visión de &#8220;La Tierra de Chocolate&#8221;,</strong> de Los Simpson (el capítulo en inglés se titula &#8220;Burns Verkaufen Der Kraftwerk&#8221;).</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/hmFD15m-2fg&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/hmFD15m-2fg&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>&#8220;<strong>The Land Of Chocolate</strong>&#8221; del videojuego &#8220;The Simpsons Game&#8221;, compuesto por Christopher Lennertz</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/E6NZD6XrDKw&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/E6NZD6XrDKw&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Y aquí está &#8220;<strong>Pepperland</strong>&#8220;, de &#8220;Yellow Submarine&#8221;, de The Beatles.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/jusahXnlMII&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/jusahXnlMII&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quejas de un ciudadano molesto]]></title>
<link>http://opengt.wordpress.com/2009/08/09/quejas-de-un-ciudadano-molesto/</link>
<pubDate>Sun, 09 Aug 2009 15:03:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>opengt</dc:creator>
<guid>http://opengt.wordpress.com/2009/08/09/quejas-de-un-ciudadano-molesto/</guid>
<description><![CDATA[El 12 de mayo de 2009 anunciaron unas obras en mi calle. Siempre me ha parecido curioso como llamamo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>El 12 de mayo de 2009 anunciaron unas obras en <em>mi calle</em>. Siempre me ha parecido curioso como llamamos al tramo de calle que va de una travesía a otra, y que da acceso al portal de nuestra vivienda. Mi calle. Como si fuera nuestra y de nadie más, como si tuvieramos algún poder sobre ella. <em>Quedamos en mi calle a las doce, están arreglando mi calle, nos hemos quedado sin luz en mi calle</em>&#8230; Pues desde hace tres meses, mi calle está en obras.<br />
Vivo en un piso de alquiler, y el primer día que lo vi la dueña me hizo un par de comentarios.<br />
El primero fue:</p>
<p>— He oído que igual hacen la calle peatonal.</p>
<p>Eso fue en enero, y cinco meses más tarde vi el cartel anunciando el comienzo de unas obras. Todo empezó muy deprisa, cortaron la calle al tráfico, ya no se podía aparcar y habían retirado los contenedores de la basura.<br />
La primero que pensé fue que mi casera tal vez estaba en lo cierto y que las inminentes obras convertirían la calle en una zona peatonal. Pero siendo esta calle un canal directo a un conocido centro comercial, tenía mis dudas. Poco después me aclararon que lo único que iban a hacer era ensanchar las aceras. Eso tenía más lógica. En fin, pronto vería el nuevo <em>look</em> de la calle, el tramo no mide más de 200 metros y si sólo tenían que tocar las aceras&#8230;</p>
<p>El segundo comentario de la dueña del piso fue:</p>
<p>— Esto está previsto que lo quiten.</p>
<p>Y con <em>esto</em>, se refería a:</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://opengt.wordpress.com/files/2009/08/dsc04090.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-306" title="DSC04090" src="http://opengt.wordpress.com/files/2009/08/dsc04090.jpg?w=72" alt="DSC04090" width="72" height="96" /></a> <a href="http://opengt.wordpress.com/files/2009/08/dsc04093.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-304" title="Tendido eléctrico" src="http://opengt.wordpress.com/files/2009/08/dsc04093.jpg?w=225" alt="Tendido eléctrico" width="225" height="300" /> </a><a href="http://opengt.wordpress.com/files/2009/08/dsc04091.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-308" title="Tendido eléctrico - derecha" src="http://opengt.wordpress.com/files/2009/08/dsc04091.jpg?w=71" alt="Tendido eléctrico - derecha" width="71" height="95" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/d-jN4zMFY5o&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/d-jN4zMFY5o&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:left;">El tendido de la luz, bien visible, en estado &#8216;mírame y no me toques&#8217; y a poco más de un metro del balcón. La situación del apósito podría resumirse de la siguiente manera:</p>
<p style="text-align:left;">— Su frágil estado transmite inseguridad, tanto a los vecinos de los balcones colindantes como al peatón que se percata de tal engendro.<br />
— Es antiestético y desagradable a la vista.<br />
— Es un claro ejemplo de dejadez por parte de la compañía eléctrica.<br />
— A pesar de haber varias fincas nuevas en ese tramo de calle, ese tendido eléctrico da a los vecinos la impresión de estar viviendo en el pasado o en una ciudad de un país tercermundista.</p>
<p style="text-align:left;">Iluso de mí, al comienzo de las obras se me pasó por la cabeza que al levantar toda la acera, aprovecharían para enterrar esos cables y dar un aspecto limpio y actual a la calle. Fueron pasando las semanas. Llenaron nuestras casas de polvo todos los días, a las 8 de la mañana empezaba el ruido infernal de las taladradoras (que se detenía 45 minutos después, hora del almuerzo supongo&#8230;), para entrar en el portal había que saltar una señora zanga, la faena era mía para sacar y entrar la bici, para ir al trabajo tenía que trasponer cuatro calles atrás debido al corte de tráfico, los contenedores de basura estaban ahora más lejos, habían desaparecido valiosísimas plazas de parking, etc.</p>
<p style="text-align:left;">Llevan más de tres meses y todavía no han acabado. Eso sí, los cables siguen donde estaban. Si algún día se les ocurre enterrarlos, pues ya levantarán la acera de nuevo. Así habrá quien cobre dos veces por el mismo trabajo. Y todo por una falta de previsión y/o comunicación entre Endesa y el Ayuntamiento del distrito.<br />
En definitiva, otro despropósito gestado por los lumbreras de turno, acomodados dirigentes de compañías eléctricas, de telecomunicaciones y del Ayuntamiento pertinente, entre otros.</p>
<p style="text-align:left;">Vivo en Hospitalet de Llobregat, la segunda ciudad por número de habitantes de Cataluña, y la 16 de España, y a veces creo que vivo en un pueblo perdido de la mano de Dios&#8230;</p>
<p style="text-align:left;">PD: he buscado por Internet fotos de calles de pueblos de España, con la intención de encontrar despropósitos similares, y tras quince páginas he desistido&#8230; no he visto nada igual!</p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-305" title="adsl20mb" src="http://opengt.wordpress.com/files/2009/08/adsl20mb.jpg" alt="adsl20mb" width="400" height="49" /></p>
<p style="text-align:left;">Cambiando de tema, aunque sin abandonar el desamparo que sufre a diario el ciudadano, hará unas dos semanas se me ocurrió abrir una reclamación a mi proveedor de Internet, ya que me estaba ofreciendo una velocidad bastante más baja (la mitad) que la pactada en el contrato. Y su respuesta fue clara y lapidaria:</p>
<p style="text-align:left;">— En el estado en que se encuentra la línea telefónica que llega hasta su casa, no puede disponer de más velocidad que la actual.</p>
<p>Y se acabó la discusión. No me ofrecieron ninguna solución, ni cambiar el par, ni cambiar el cable telefónico, ni revisar las instalaciones&#8230; nada. “Usted no merece ni la más mínima inversión por nuestra parte”, esa fue la sensación que me dió.</p>
<p style="text-align:left;">Vivo a cinco minutos (andando) de Barcelona, como muchos saben, una de las ciudades más privilegiadas en inversión de las <em>telecos</em>, y a veces creo que vivo perdido en lo alto de una montaña&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Una entrevista de trabajo, curiosa por demás]]></title>
<link>http://robertocuba.wordpress.com/2009/08/07/una-entrevista-de-trabajo-curiosa-por-demas/</link>
<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 07:45:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>robertocuba</dc:creator>
<guid>http://robertocuba.wordpress.com/2009/08/07/una-entrevista-de-trabajo-curiosa-por-demas/</guid>
<description><![CDATA[Esta semana he tenido la entrevista de trabajo más curiosa que te tenido. Fui, me entrevisté con qui]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Esta semana he tenido la entrevista de trabajo más curiosa que te tenido. Fui, me entrevisté con quienes dirigían cierto proyecto audiovisual, y no obtuve el trabajo porque mi perfil no encajaba con un trabajo que ya estaba puesto en marcha. Sin embargo, la entrevista se tornó en una conversación nutritiva y bastante entretenida tanto para ellos como para mí. Fui sincero y directo al decir que mi perfil no era el de un periodista y que mi experiencia se restringía a la internet y los videoblogs, sin embargo les comenté que tenía mis motivos para enviar. Me quedé con la más grata de las impresiones por parte de ellos. Al regresar a casa sentí una satisfacción muy extraña a pesar de no haber obtenido el empleo, que no iba a cortar mis actividades con Perromostro y FAQTV entre otras cosas. Aunque, a decir verdad, ese trabajo me hubiera caído bien.</p>
<p>Nadie está en condiciones de desechar un trabajo así nomás en esta crisis. Pero tampoco es para uno echarse al piso tratando de fingir que sabe algo que no va a poder demostrar con hechos. En ese caso, fui más directo y sincero con ellos y les comenté mis razones para haber enviado mi curriculum, aunque no se corresponda con el perfil que buscaban. Les comenté qué habría hecho yo de estar al mando del proyecto y algunas ideas como para experimentar y demás cosas. De todos modos no podrían habérmela dado: el proyecto ya estaba trazado y requería a alguien especializado en otras áreas. Yo soy más bien creativo. Pero en la conversación hubieron muchos contrapuntos que nos ayudaron a entendernos mejor. La despedida fue muy cordial y con buena atmósfera.</p>
<p>Saliendo, como les comenté, sentí una extraña satisfacción. Salí tranquilo conmigo mismo, porque al exponer qué no podía y qué sí podía hacer, estaba sincerándome delante de ellos y creo que han percibido eso. Quizás si hubiera entrado, ahora estaría rompiéndome la cabeza de cómo acoplarme a un nuevo modo de hacer las cosas, pero preocupado además por forzarme a mí mismo a hacer algo nuevo demasiado rápido. Yo trabajo también con presión, pero prefiero explorar y empaparme del ambiente de trabajo, del tema en cuestión. Aquí entendí que no hubiera podido hacerlo como yo lo imaginaba y fueron muy sinceros en decirme que mi perfil no calzaba, aunque también me comentaron que era idóneo para otras cosas. Y les agradezco la ocasión, porque empaticé con ellos en base a la sinceridad. Me dijeron sus impresiones de mí, positivas. Me dijeron que no podían contar conmigo de modo amable, sin pasearme ni postergarme como suelen hacer muchos empleadores y gerentes acá. En una palabra, conversé con gente que se portaba como gente.</p>
<p>De hecho, si hay la ocasión de trabajar en algo, trabajas, pues. Chamba es chamba y no estamos para lujos en estos días. Pero también es cierto que no voy a forzarme a mí mismo a ingresar a trabajar a un banco por más plata que necesite, ya que a la larga me sentiría insatisfecho. El banco, por ejemplo, no es un entorno en el que me sienta cómodo, y al final terminaría renunciando temprano o demasiado temprano. Además estoy a la expectativa de conseguir cosas en lo que yo considero mi vocación. Esta entrevista estuvo cerca. Pero prefiero mil veces esto a ser admitido en una oficina estatal o en una fundidora, porque aún creo estar en la brega por conseguir mis metas, mi sueños. Si trabajas en un negocio que va con tu línea, sabiendo aún que es corrupto o va contra tus principios, tienes un conflicto. Y si lo que haces, así no sea corrupto, tampoco te llena, el conflicto puede ser igual o peor. Y hay varios conflictos más. Queda en cada uno el modo de resolverlos.</p>
<p>En esta oportunidad sentí muchas ganas de hacer bien las cosas por parte de los que me entrevistaron. Hubiera sido un reto, pero bueno. Siempre hay retos. Y aún si no haya salido la chamba, estoy tranquilo porque he sido consecuente con mi manera de proceder. Ya buscaré cómo. Por ahora estoy repleto de cosas, pero después de la entrevista regresé a mi casa feliz.</p>
<p>Regresé caminando a mi casa con esa sensación de &#8221;<em>pobre, pero honrado</em>&#8220;, de haberme sentido consecuente conmigo mismo. Y de ese modo sé que llegará la plata e igual la seguiré luchando. Por ahora, al menos, me siento bien.   ^_^</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Carta sobre la Buena Muerte]]></title>
<link>http://robertocuba.wordpress.com/2009/08/06/carta-sobre-la-buena-muerte/</link>
<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 10:13:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>robertocuba</dc:creator>
<guid>http://robertocuba.wordpress.com/2009/08/06/carta-sobre-la-buena-muerte/</guid>
<description><![CDATA[Lima, 06 de Agosto de 2009 Estimados amigos, Deseo tener una Buena Muerte. Morir en Paz, o mejor dic]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:right;">Lima, 06 de Agosto de 2009</p>
<p style="text-align:left;">Estimados amigos,</p>
<p>Deseo tener una Buena Muerte. Morir en Paz, o mejor dicho, saber que la muerte va a llegar cuando esté seguro que después de cerrar los ojos nunca más los voy a abrir. Y en ese momento, saber que ya no le debo nada a este mundo y que me puedo ir con la conciencia tranquila. Lo comento con ustedes porque creo que quería decir algo al respecto durante estos días.</p>
<p>Detesto cuando la gente dice &#8220;quisiera morir durmiendo, sin dolor&#8221;, porque denota el deseo de ocultarse de la muerte y el no querer enfrentarla. De hecho la muerte es uno de los misterios más grandes de la existencia y provoca unterror natural. Yo, por ejemplo, me he asustado cuando mi vida se ha puesto en riesgo por diversas razones, y he pensando, antes que nada, en que no me podría ir así nomás, porque el susto pasa a ser terror cuando te acuerdas de tus seres queridos. Ese mismo terror lo asalta a uno si, por algún motivo, idea una forma de quitarse la vida. Pero sería el terror de sentirse, con su propia ejecución, ejecutor de las vidas de los padres y de los amigos que no tienen nada que ver. Si existe ese lazo, &#8220;morir en paz&#8221; es imposible, sabiendo que algunos morirán del dolor y otros se sentirán culpables de no haber podido evitarlo, así no sean responsables ya de nada.</p>
<p>Hay muchas muertes violentas que no siempre provocan los hombres: accidentes caseros o desastres naturales. Existen guerras. Y nada de eso es una buena muerte. Ni hablemos de las que <em>suelen</em>ocurrir en las guerras, donde los hombres son sólo carne de cañón, y la bala o el cuchillo no saben de méritos, sentimientos ni lazos familiares. No hablemos tampoco de enfrentar a un familiar, a un amigo o incluso a un transeúnte agonizando. &#8220;Agonía&#8221; significa &#8220;<em>lucha</em>&#8221; en griego. La agonía es la lucha contra la muerte, uno aferrándose a seguir viviendo. Atravesar ese estado o presenciarlo es una de las experiencias más traumatizantes del ser humano. Imaginar a un pariente en esa peleacontra lo inevitable es algo deprimente. Sin embargo, y sin contradecirlo, imagino vagamente cómo debió de haber muerto Ludwig Van Beethoven, agonizando en plena tormenta, como si diera por sentado ante el mundo quién era él y cómo habría se irse, intenso como había vivido.</p>
<p>Morir durmiendo, por ejemplo, es algo que quizás sea más aterrador de lo que uno podría imaginar: ¿Qué pasaría si tuvieras una pesadilla antes de morir? Tampoco me fiaría mucho de la eutanasia porque, aunque sea válido para algunas personas, no creo que sea un &#8220;buen morir&#8221;: Uno se encuentra tan disminuido y en unasituación lamentable que es más que todo un &#8220;no sufrir más&#8221;.</p>
<p>Eso, si lo vemos bien, es muy distinto del descanso final, al menos como yo lo imagino. Yo al menos consideraría 2 alternativas de Buena Muerte, pero manteniendo un elemento esencial que es EL SER CONSECUENTE CON UNO MISMO. La gente podrá juzgarme como le de la gana, pero si en el fondo de mi corazón sé que he hecho las cosas sincerándome conmigo mismo, entonces no hay remordimiento que quepa. Si entendiste eso, entonces, aunque no me conozcas, podrás haberme comprendido todo lo que hice, cómo lo hice, qué hice de bueno, en qué fallé y cómo tuve que expiar mis faltas.</p>
<p>Con eso, puedo proponer dos alternativas para tener una buena muerte :</p>
<p>1) <strong>La Buena Muerte cumpliendo el deber </strong>: En este caso, no interesa incluso cómo se muere mientras uno muera en su ley. Por alguna razón los antiguos en casi todas las culturas glorificaban al que caía en combate. Muy aparte que fuera una motivación para perder el miedo a morir, esto conllevaba a reafirmar la propia realidad de cada uno, puesto que un guerrero se dedica a pelear porque ha asumido seguir ese camino, aún sabiendo que existen maneras de dar un paso al costado o de ponerse a salvo escapando. Entonces, cumple el deber que te ha sido asignado. ¿Ejemplos? Miguel Grau, Francisco Bolognesi, Alfonso Ugarte y José Antonio Quiñónez, por citar algunos héroes peruanos. Todos ya sabían que iban a morir. Todos sabían que estaban en algún grado de desventaja o que ya no había chance de regresar con vida; todos habían rechazado el deshonor de regresar vivos pero humillados. Y sufrieron muertes violentas, pero honorables y gloriosas. Prefirieron morir como leones antes que resignarse a vivir como borregos. Este ejemplo se ha repetido en otros en diversos niveles. Como Ramón Castilla, quien falleció en el desierto sabiendo que aún podía aportarle alPerú, o como Daniel A. Carrión, quien decidió experimentar en su propio cuerpo lo que pasaba con la verruga peruana; sabía en lo que se metía y murió en medio de inmensos dolores, pero en sus últimos momentos consciente, estoy seguro que habrá realizado que estaba haciendo lo correcto. Y todos esos ejemplos nos permiten aún seguir adelante.</p>
<p>No todos los doctores ni todos los combatientes mueren con la certeza de hacer lo correcto. Pero morir peleando por algo debe ser el superlativo de buscar e intentar por ese algo hasta saber si se va a poder conseguir o no. Todos lo hacemos durante nuestra vida y a veces conseguimos metas que son muy caras a nosotros. Pero es mejor buscarlo que ni siquiera intentarlo.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Y dentro de esta idea, considero una variante del bien morir cumpliendo con el deber </span>: <strong>Si la muerte te sorprende cuando estabas haciendo una actividad o buscando algo por lo que dabas tu vida o que era tu vida misma</strong>.  La muerte te puede sorprender después de una fiesta donde estabas tan bien con tus amigos y te vas en paz. Te puede sorprender después de haber hecho el amor y gozado y amado intensamente. Te puede sorprender de anciano tras regresar a tupueblo natal y sentir una dicha inmensa. Te puede sorprender tras ganar el combate de tu vida. Te puede pasar tras haber salvado a tu hijo del frío o mientras estabas rescatando a alguien del fuego. O simplemente tras haberte reconciliado con algunapersona en especial y compartido un té, una gaseosa o una cerveza para luego no volverse a ver.</p>
<p>Aquí creo que  puedo mencionar el caso de Michael Jackson&#8230;</p>
<p style="text-align:center;">_._</p>
<p>Lo que me &#8220;tranquilizó&#8221; con respecto a Michael Jackson fue saber que había muerto regresando de ensayar para su gira de retorno. Ver el video de su último ensayo y la vitalidad y el profesionalismo con el que practicaba. Lo que creo debe haberle ocurrido es que regresó agotado, tomó sus sedantes contra el dolor que solía tomar, se echó a descansar pensando en el ensayo del día siguiente y cayó en sueño profundo (y dudo que haya tenido pesadillas, pues el cansancio es profundo en esas condiciones), cosa normal en toda persona después de un ensayo exhaustivo. Nunca más se despertó. Y con todo lo que se haya afirmado de él, nadie podrá decir que ha hecho una presentación mediocre o a media máquina. Ensayó para dar un show espectacular cuando todos especulaban distinto sobre cómo le saldría. Murió bailando, o mejor dicho, murió mientras buscaba dar el mejor espectáculo, como siempre lo hizo. Esto, hasta donde yo puedo imaginar. Es una variante del descanso del guerrero después de una batalla o del caminante tras llegar a una posada. Murió en su ley y haciendo lo que mejor sabía y lo que más le gustaba hacer.</p>
<p style="text-align:center;">_._</p>
<p>2) <strong>La Buena Muerte como el verdadero descanso final </strong>: Esta alternativa debe ser aún más difícil que la anterior, puesto que creo que uno mismo ha de merecerla y labrársela. Vivir es más duro que morir, y uno debe de haber concluido todos los compromisos con la Vida. Esto debe ser tras haber vivido ni mucho ni poco, sino lo suficiente. Probablemente esto ocurra si uno ha alcanzado sus metas más importantes y la sabiduría necesaria para darse cuenta que uno ya hizo su deber a lo largo de su vida. No creo que haya cosa más frustrante que morir sabiendo que aún faltó por hacer, algo de modo que a uno le duela elúltimo interminable minuto previo al deceso.</p>
<p>Quizás, en la naturaleza, el paralelo del bien morir lo establezca la figura del león. Como la comenté líneas arriba, un héroe muere combatiendo como un león cumpliendo el deber. Pero si el león ha cumplido su ciclo tras haber sabido guiar a su manada, pues al llegar la vejez ve que ese ciclo ya se ha cumplido y su propósito para con su especie ya ha sido realizado, entonces se retira a morir. Hasta donde tengo entendido, el león se junta con otros leones viejos para luego aislarse y finalmente morir en soledad.</p>
<p>Esa soledad final no tendría que ser infeliz en un ser humano si es que uno mismo la ha labrado como un camino de preparación hacia lo desconocido. Si ya he conseguido lo que quería e hice lo que supe que tenía que hacer, entonces dejo a mi familia, a mis hijos o nietos ya jóvenes y a mis viejos amigos que me hayan acompañado para buscar la dignidad del bien morir.</p>
<p>Entonces te aislas, no con pena, sino con la mezcla de alegría y sobriedad que te da el haber cumplido tu deber, y vas a vivir tus últimos días en un lugar nuevo. ¿Cómo? Eso ya está sujeto a la interpretación de cada uno: hay quienes se retiran a ser monjes, otros se van a enseñar en una escuelita de un pueblo tranquilo (algunos más warriors se van a algún distrito maleado o a un pueblo donde la vida es dura), otros se dedican a pescar artesanalmente, a cultivar la tierra o a tener un puestecito en un mercadito de barrio. No interesa la aparente pobreza material. Cuando ya se ha vivido lo que es <strong>realmente vivir</strong>(esto lo define cada quién), lo otro no es pobreza, sólo frugalidad, como la del pastor o la del beduino, que no necesitan nada más que lo suficiente para ir por la vida y cuidar del rebaño. La vida deja de ser aburrida para ser tranquila. Y se vive esos últimos años conservando cierta plenitud de las facultades físicas y mentales, y sobre todo, espirituales. Se vive en paz.</p>
<p>Pero hay un ingrediente que es esencial: Sabiduría. Un agricultor puede haber vivido una vida despreocupada en el campo y ser &#8220;feliz&#8221; sin darse cuenta. El sabio, por el contrario, se da cuenta que esa felicidad existe allí donde está él. Más aún si el sabio ha pasado por muchas realidades y escenarios, y escoge en dónde quiere desarrollarse como un ser plenamente feliz. De allí que alguien como Tolstoi haya preferido el campo como refugio. Y uno mismo debería darse cuenta dónde encaja ese ideal para su bien morir.</p>
<p style="text-align:center;">_._</p>
<p><strong>Quisiera hacerlo en verano</strong>, durante el mediodía y antes de la hora del almuerzo, en una campiña, después de haber hecho algunas cosas en la finca temprano por la mañana. Tras haberme despedido como quien dice &#8220;ya vengo&#8221;, irme a caminar, sabiendo que en algún lugar del camino, amplio y rodeado de puro verde, habré de sentarme a presenciar el cielo azul y el sol radiante envolviendo el paisaje. Y en esa misma cotidianeidad, saber que ya me iré. Entonces, recordar con cariño a los míos con los que habré de reunirme y desearle el bien a quienes más adelante me darán el alcance. Después de recordar lo que solía hacer desde niño en compañia de mi mamá, contemplando el sol del mediodía, y sabiendo que ya lo hice todo, por fin me dispondré a descansar una siesta por última vez. Y sentir que viene la muerte, cegada ante el Sol de mediodía. Y sentir que me voy,  y que mi conciencia se desvanece de a pocos, que el dolor no me puede hacer nada, que la agonía fue resuelta hace tiempo y que mis últimos pensamientos están en el Universo y en su propia Paz. Y recordando algunas canciones que oía en mi infancia al mediodía, decir &#8220;Gracias&#8221;&#8230;</p>
<p><strong>Es de esa manera como quisiera morir.</strong></p>
<p style="text-align:center;">_._</p>
<p>Esta carta no es para nada un manifiesto suicida. Al momento que escribo estas cosas no estoy considerando la muerte como alternativa a mis problemas, puesto que aún no he cumplido ni la mitad de mis metas importantes. Sin embargo me he encontrado con muchas dificultades juntas durante estos meses (creo que desde Octubre del año pasado), que me han sumido en la depresión, incluyendo peleas, dolencias físicas, problemas económicos y otras malas noticias, así como sucesos con los que creo ya he expiado mis errores. Y peor aún, me he topado con situaciones en las que mi integridad física o incluso mi propia vida se han visto en peligro varias veces en los últimos meses, y aún persiste el riesgo de que me sigan pasando otras cosas más, como que nadie está libre de nada. Y eso sumado al deceso seguido de varias personalidades con diversos niveles de trascendencia, a la matanza que ha ocurrido en la Selva, a la epidemia, el friaje y demás eventos dolosos con una continuidad extraña como increíble. Más aún, con varios de mis seres queridos en estado delicado de salud en este mismo momento.</p>
<p>Todo eso ha contribuido a proponerme trabajar, pero no para vivir plácidamente mi vejez (porque tampoco quiero ser un anciano disminuido en sus facultades atentido por el resto), sino para enfrentar a la muerte dentro de un sano retiro, y con algo que no se toma en cuenta ya para morir, que es la dignidad propia y el respeto por la vida hasta su último segundo. Me han dolido algunas cosas, pero ahora me siento tranquilo por otras razones, en parte porque creo que ya alcancé cierta madurez en algunas cosas. Y si logro alcanzar la madurez para vivir, creo que también podré lograr la madurez para morir, encuentre lo que encuentre después. Yo prefiero decirle <em>ir al encuentro con el Padre</em>.</p>
<p>Por eso y por muchas cosas, quería sentir que más que  un post, estaba escribiendo una carta, como de puño y letra, como en los viejos tiempos. Por lo mismo, aunque estoy tentado, no incluiré vínculos. Pero les digo, vean y escuchen a Elvis Presley cantando &#8220;My Way&#8221; en el concierto &#8220;Aloha from Hawaii&#8221;. Y a veces imagino que él ha fingido una muerte ante todos para buscar la <em>buena muerte</em>por él mismo&#8230;</p>
<p>Gracias por permitirme compartir algo muy íntimo con ustedes. Seguiré haciéndolo cuando pueda y mientras mi corazón lo permita. Gracias de nuevo y hasta luego.</p>
<p><strong>Un abrazo a todos</strong>,</p>
<p>Roberto Cuba</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Comprenderme...]]></title>
<link>http://senshizors.wordpress.com/2009/08/02/comprenderme/</link>
<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 01:43:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>senshizors</dc:creator>
<guid>http://senshizors.wordpress.com/2009/08/02/comprenderme/</guid>
<description><![CDATA[No se si no me expreso bien, si mis palabras no salen bien de mi boca, o si realmente mi tono es tan]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>No se si no me expreso bien, si mis palabras no salen bien de mi boca, o si realmente mi tono es tan bajo.</p>
<p>Se que a veces puedo ser confuso, pero muchas otras dejo todo bien en claro, no será suficiente.</p>
<p>Espero que algún día alguien me oiga y realmente entienda lo que digo, digamos que me entiendan&#8230; si eso que me entiendan totalmente.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Elvira Travesí]]></title>
<link>http://robertocuba.wordpress.com/2009/07/16/elvira-travesi/</link>
<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 08:44:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>robertocuba</dc:creator>
<guid>http://robertocuba.wordpress.com/2009/07/16/elvira-travesi/</guid>
<description><![CDATA[Murió Elvira Travesí. Muchos de mis amigos no la conocen, incluso los de teatro porque no ha sido un]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Murió Elvira Travesí.</p>
<p>Muchos de mis amigos no la conocen, incluso los de teatro porque no ha sido una actriz familiar a la gente de mi generación. Yo tampoco la he conocido directamente (teatro), y cuando regresó hace unos años al Perú a recibir homenajes yo ya no pude verlos por una serie de inconvenientes. Sin embargo, me ocurría lo que me pasa siempre con la gente y los hechos que me son familiares: al tenerlos de manera recurrente en mi cabeza, siento que un homenaje suele ser más el formalismo. Suelo tenerlos presentes todo el tiempo y prefiero que sea así, antes que una solemnidad, a veces demasiado articulada.</p>
<p>Pero bueno, si Elvira Travesí no ha sido un referente directo en mi generación, no he visto aún &#8220;Maruja en el infierno&#8221; (película donde ella aparece) y menos la ví actuar en el teatro, entonces, ¿porqué me tiene que ser familiar? Sonará extraño y hasta atorrante, pero me ha sido familiar por algunas razones: 1) Mi madre siempre la mencionó como una gran actriz de teatro desde que tengo uso de razón; 2) mis profesores, sobre todo Herman Herman (Q.E.P.D.), me han contado ejemplos muy interesantes sobre su habilidad en escena; y 3) haber visto completa la repetición de &#8220;Nino: Las cosas simples de la vida&#8221;. Allí fue donde constaté algo de lo que mi madre y mis maestros me habían dicho durante años.</p>
<p>Nunca la ví en las tablas ni tenía ya chance alguna de hacerlo, pero repasando lo que hizo con su personaje de &#8220;Doña Santa&#8221; me doy cuenta que era una mujer de bastante carácter y presencia escénica, que realmente era actriz con oficio y harta clase. Probablemente debió ser tener caracterizaciones muy intensas en sus temporadas teatrales y a la vez mucho carisma, cosas que son muy difíciles de conjugar. Digo esto porque hay ya varios actores y actrices de cierta veteranía en nuestro medio que optan por lo fácil y cómodo, &#8220;jugando para la tribuna&#8221; al apoyarse en un par de gestos &#8220;llamativos&#8221; que dan lo mismo para el escenario y para el afiche, chocheando más de la cuenta y viviendo de su prestigio ganado en el pasado a base de esfuerzo, pero que hacen creer a mucha gente que un par de poses o inflexiones al hablar, características en ellos, son suficientes para justificar el ticket pagado. Y lo consiguen. No trabajan mal, pero ya padecen cierto relajo.</p>
<p>En lo poquísimo que ví de Elvira Travesí he notado que no perdía la fuerza nunca. Intuyo que su vena iba para personajes intensos en diversos niveles. Esto lo saco de un ejemplo que Herman Herman contó en una clase: Elvira Travesí tuvo una temporada con un personaje que no parecía muy notorio en la obra, pero tenía su peso porque hacía de suegra, si mal no recuerdo. Entonces, ella tenía una escena suegra-nuera en la cocina con un conflicto interno muy fuerte, pero que debía de disimular. Y aquí viene cómo se hizo notar ante el público y la crítica: Para esta escena, Travesí le mostraba a su antagonista una cara de aparente normalidad, mientras sus manos cortaban las verduras de manera nerviosa. Tenía una concentración a un nivel en que cabeza y brazos expresaban dos aspectos diferentes dentro de la tensión que su personaje atravesaba. Herman Herman contó que con esto se llevó al bolsillo a la crítica y fue elegida la mejor actriz del año, o al menos volvió a imponerse como una de las mejores.</p>
<p>Ahora, lo que mi madre siempre me mencionó es que antes los actores solían trabajar en compañías teatrales y los clanes de actores tenían varias generaciones dedicadas a las tablas. Bueno, esto medio mundo lo sabe. Pero lo menciono como algo que no veo ahora. Me parece exótico. De hecho, cada director reconocido tiene derecho a llamar a quien considere conveniente. Pero aquí el teatro (el comercial, sobre todo) parece un medio para legitimar la carrera de gente de televisión. Esto no es un delito. Sin embargo antes la cantera para el cine y la televisión eran siempre los actores de teatro. Que sean códigos distintos no quita que un actor de teatro no pueda adaptarse. ¿Y qué tiene que ver con Elvira Travesí? Pues ella actuaba desde pequeña en una familia de actores, su hijas Liz y Gloria María Ureta también son exitosas actrices y ya huelga hablar del resto de su familia: Son todo un clan de actores y actrices de los que mi madre solía comentarme que  han destacado en cine y televisión sin abandonar nunca su raíz, el teatro.</p>
<p>Colocaré, como medio mundo, el video de &#8220;Nino: las cosas simples de la vida&#8221;, y no veo porqué no. De lo poco que supe de ella es inspirador, y no exagero. Ojalá algún día también pueda arrancar comentarios semejantes sobre mi desempeño en un escenario. No descansaré hasta conseguirlo.</p>
<p>¡Gracias, Elvira Travesí!</p>
<p style="text-align:center;">_._</p>
<p>Bonus Track: Hablando de Nino&#8230;</p>
<p>Allí estaba también <strong>Gloria María Ureta</strong>, <strong>Arturo Puig</strong> (¡Cuando &#8220;Grande Pa!&#8221; estaba más joven!) y un jovencísimo <strong>Osvaldo Cattone</strong>. Esta es una producción que quisiera volver a ver. La estaban dando en la época cuando me fuí a Japón por primera vez y regresé a tiempo para ver cómo se estaba salvando el barrio de ser demolido por mandato de la millonaria madre de Cattone en la novela. En esa época estaba aprendiendo a preparar pizzas, y al hacer la masa de noche, me quedaba a seguir la historia durante la madrugada cuando la cambiaron de horario. Tenía muchos personajes simpáticos y bien delineados. Era una telenovela de su época, inocente a veces, pero muy efectiva y nada sosa. Los buenos y los malos (que no eran tan malos tampoco) tenían conflictos, habían muchas barreras que se rompían y la tensión se mantenía. Una buena historia que ahora mantendría muchos de sus matices originales fácilmente adaptados a nuestra actualidad: discriminación, inmigración, modernidad versus tradición, intereses económicos, inseguridad, negocios emergentes, etc. No me llamó la atención el remake de 1996 con Christian Thorsen (no sé porque esa adaptación en general me pareció algo tirada de los pelos), pero sí me identifiqué mucho con <em>el protagonista</em>, el Nino de <strong>Enzo Viena</strong>. Y prefiero recordarlo como el Nino original. Me gustaría tener la ocasión de interpretarlo alguna vez. Me recuerda mucho a <a href="http://robertocuba.wordpress.com/2007/10/14/rocky/">Rocky</a>.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/fv2Ec40LoJw&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/fv2Ec40LoJw&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A-n-i-m-a-l]]></title>
<link>http://robertocuba.wordpress.com/2009/07/02/a-n-i-m-a-l/</link>
<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 06:25:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>robertocuba</dc:creator>
<guid>http://robertocuba.wordpress.com/2009/07/02/a-n-i-m-a-l/</guid>
<description><![CDATA[Y ni siquiera eso. El ser humano (Homo Sapiens) es un animal racional, que se supone que &#8220;sabe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Y ni siquiera eso.</p>
<p><em>El ser humano (Homo Sapiens) es un animal racional, que se supone que &#8220;sabe lo que hace&#8221;, y eso lo diferencia y lo hace superior del resto de animales &#8220;irracionales&#8221;. Parece que el hombre ha basado su poder, en gran medida, en aprovechar su &#8220;superioridad&#8221; mental, llevándolo al desprecio por la vida de sus &#8220;hermanos menores&#8221;.</em></p>
<p>Leyendo &#8220;<a href="http://juboxheroe.blogspot.com/">El Escudo de Orlac</a>&#8221; me topé con esta nota. <a href="http://e.elcomercio.pe/101/impresa/pdf/2009/06/15/ECNT150609d22.pdf">Aquí</a>. Se trata de un tipo que se enorgullece de ser cazador aficionado de palomas y venados&#8230; y es ejecutivo de atención al cliente. Cuenta con cierto éxtasis cómo fue cazar por primera vez y cómo se relaja con esa actividad. La caza &#8220;<em>alteró por completo su idea de distensión</em>&#8220;. ¡Vaya una manera de distenderse!</p>
<p><strong>Comprobado entonces que el ser humano es el único ANIMAL que mata por placer. Y así, &#8220;ANIMAL&#8221;, ni siquiera a los que llamamos &#8220;bestias&#8221;, &#8220;fieras&#8221;, &#8220;salvajes&#8221;&#8230;</strong></p>
<p>Yo también tengo la idea que la caza, las artes marciales y los deportes de riesgo sacan algunos de los instintos más básicos del ser humano, especialmente en los varones, cuya fisiología está más predispuesta a estas actividades (obviando el hecho que las mujeres también las realizan con éxito). Es más, si de instintos se trata, las diversas técnicas de combate, los partidos de fútbol, las discusiones en el congreso y hasta los programas concurso serían como el &#8220;siguiente paso&#8221; de nuestros ancestrales ritos de enfrentamiento por el territorio y la comida, de demostración de fuerza ante la hembra, de ganarse el sitial de macho alfa, etc&#8230;</p>
<p>¿Pero la caza qué?</p>
<p>El fin original de la caza era matar al animal. Pero, ¿con qué propósito?</p>
<p>Al leer lo del individuo que caza palomas y venados y ver en la foto su rostro satisfecho mientras sostiene a sus pequeñas víctimas aladas, pues me doy cuenta que simplemente lo lleva el instinto de matar por placer. Ni siquiera es cazar para sobrevivir o como esas variantes de caza deportiva donde  atrapas al venado, pero lo mantienes con vida. Nada de eso. No es el cazador que vive en el bosque y se entiende a sí mismo como uno más de ese medio. Por último, si practicas tiro con arco (es un gran deporte, me consta), con rifle o afines pues sabes su propósito original en la guerra y en la caza, y asumes que esa posibilidad existe, pero no dejas de tener aunque sea un poco de respeto por todo lo que hay en juego, los relatos de caza se cuentan y se escuchan con cierta sobriedad, y hay cierto orgullito cuando el experto cuenta cómo enfrentó un reto, pero no lo cuentan con toda la pana que se manda el ejecutivo que cuestiono en este artículo.</p>
<p>Por alguna razón, los hindúes han considerado a los guerreros como una casta &#8220;permitida&#8221; de pelear en guerras y cazar animales. Si uno toma en cuenta sus preceptos religiosos, se ve que matar no es bueno para el progreso espiritual, pero es una posibilidad que puede darse. Un tigre caza un venado para comer y ninguno de los dos tiene mayor conciencia de ello, además que el tigre <strong>realmente necesita</strong> comer toda esa carne. Pero un humano ya no necesita carne o al menos no tanta. Sin embargo, al existir el instinto y la posibilidad de combatir, los que estén señalados para hacerlo (los guerreros) necesitan entrenarse, pero aún en esas circunstancias el hombre tendría que tener en cuenta que se trata de vidas que están bajo responsabilidad de uno.</p>
<p>Los nativos en la selva aquí nomás, cazan con la idea que sus presas también son hijos de la Madre Tierra. Hay relatos sobre cazadores irresponsables que han matado por puro placer y eso encolerizó a la misma Tierra. Incluso, hasta esa situación de matar un tigre para poder salvar la propia vida me parece más legítima que la manera de ver la caza del ejecutivo del reportaje. Y encima quiere tener hijos para enseñarles su visión privilegiada de lo que es relax: <em>matar para botar las tensiones</em>. ¡Genial!</p>
<p>Porque lo que más me aterra es cómo ese ejecutivo describe el placer que le causaba. Y todavía es &#8220;ejecutivo en atención al cliente&#8221;&#8230;</p>
<p>Es innegable que esa adrenalina y ese sabor están en una actividad así de peligrosa y novedosa, pero no se nota el respeto a la vida o a la muerte que le tocan a él como cazador y a sus víctimas también. Para este tipo, sólo se tratan de objetos de caza menor y caza mayor. Para ese tipo, la vida de una paloma vale algo más que un disco.</p>
<p>Broer, si te encuentras en una situación de &#8220;<em>o era el tigre o era yo</em>&#8220;, allí recién te voy a escuchar&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Derogatoria... ¡Al fin!]]></title>
<link>http://robertocuba.wordpress.com/2009/06/18/la-derogatoria-%c2%a1al-fin/</link>
<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 14:36:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>robertocuba</dc:creator>
<guid>http://robertocuba.wordpress.com/2009/06/18/la-derogatoria-%c2%a1al-fin/</guid>
<description><![CDATA[Se anunció la derogatoria de los decretos 1090 y 1064. No pude ver en directo el mensaje presidencia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Se anunció la derogatoria de los decretos 1090 y 1064.</p>
<p>No pude ver en directo el mensaje presidencial, pero al ver las diversas reacciones creo que no hacía falta. ¿Tan difícil era acercarse a consultar con los nativos? ¿Murieron tantos policías por las puras?</p>
<p>Nomás estemos vigilantes todos. No más muertes por petróleo, no más enfrentamientos entre peruanos. Suena utópico. Pero los logros son materializaciones de cosas que se creían imposibles.</p>
<p>El pueblo peruano no era amnésico después de todo: <strong>recordó que existe el derecho de quejarse, el de protestar y el de manifestar su indignación.</strong></p>
<p>Aún viajaremos en carros propulsados por gasolina que todavía echarán humo, pero por lo menos sabremos que no a costa de vidas &#8220;descartables&#8221; según ciertos grupos de poder. Y que al menos tendremos un poquito más de oxígeno por más tiempo.</p>
<p>Esperemos que esta &#8220;mesa de diálogo&#8221; llegue a buen término. Y ojalá que no sea un instrumento para pasearnos.</p>
<p>La unión y el acuerdo es un deporte que deberíamos practicar más seguido. Porque si los peruanos (y en general, todos en la raza humana) fueramos unidos como lo demostramos el pasado 11 de junio, dejando de lado nuestras diferencias por un objetivo en común, les apuesto que no nos ganan, por Dios, que no nos ganan.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Metal Health y el papá más Rock'n'roll que conozco]]></title>
<link>http://robertocuba.wordpress.com/2009/06/15/metal-health-y-el-papa-mas-rocknroll-que-conozco/</link>
<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 17:29:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>robertocuba</dc:creator>
<guid>http://robertocuba.wordpress.com/2009/06/15/metal-health-y-el-papa-mas-rocknroll-que-conozco/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;Metal Health&#8220;, de Quiet Riot, aparece en la secuencia inicial de &#8220;The Wrestler]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/fLbioRAyYRs&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/fLbioRAyYRs&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>&#8220;<strong>Metal Health</strong>&#8220;, de <strong>Quiet Riot</strong>, aparece en la secuencia inicial de &#8220;<strong>The Wrestler</strong>&#8220;, (&#8220;El Luchador&#8221;), de Darren Aronofsky, con Mickey Rourke.</p>
<p>La película, para mí, es imperdible, te guste la Lucha Libre o no. </p>
<p>Pero esta canción es un temazo para mí porque su estridencia y ritmo me han ayudado a salir de una depresión terrible este año. Se trataba de la fase final de una serie de semanas grises, cuando ya todo estaba empezando a mejorar, o al menos, a encauzarse, con saldos en proceso de cancelación, saldos de adentro, deudas con uno mismo, agradecimientos que no podían esperar más.</p>
<p>Y en esos días, de repente se medió por buscar glam ochentero en youtube. Y me encuentro con este tema, de especial interés porque aparece en &#8220;The Wrestler&#8221;, con una intro impresionante de los &#8220;gloriosos 80&#8217;s&#8221; de Randy &#8220;The Ram&#8221; Robinson. Pero en esos días, la estridencia y el tempo de &#8220;Metal Health&#8221; me dieron un inyección anímica que complementó mis terapias físicas y el arreglo de muchas cosas en ese entonces: ya era la salida del único verano gris que he tenido, de la forzada sordera de mi cuerpo y de mi mente ante mis propios objetivos.</p>
<p>Recuperé el ánimo gradualmente, y lo curioso es que coincidió con el inicio de Semana Santa, cuando cobró más sentido que nunca. Al menos como cristiano <strong>percibí una señal contradictoria, pero válida</strong>: Ese rock abiertamente laico (y con una letra harto berrinchosa) me ayudó a recordar que el ímpetu existe y que se puede vivir en paz interna, pero sin perder ese ímpetu. El día que pierda esa vehemencia, habré muerto. De allí que el verano que pasó fuera tan frío en todo y perdí la garra.</p>
<p>Pero con ese tema volví a sentirme como un tigre suelto de nuevo en la bosque. Debilitado y algo aturdido, pero sabiéndome libre de nuevo. Libre de la desidia y del pesimismo. Y conversaba con mi padre sobre la potencia que el rock posee.</p>
<p style="text-align:center;">_._</p>
<p style="text-align:center;">Bonus Track: El papá más Rock&#8217;n'nRoll que conozco</p>
<p>Mario, mi padre nació en 1936 y no le llama la atención el metal, pero no se cierra a oír y hablar de la música que sea, al menos de la que converso a veces con él. Hablábamos de &#8220;Metal Health&#8221; y cómo el rock te acelera las revoluciones y te inyecta potencia. Es curioso, nos pasamos 3 horas entre ese y otros temas, pero teniendo al ímpetu y el rock como eje. <strong>Mi papá, aunque nunca ha cantado rock ni sido fanático de ninguna banda, es el padre más rock&#8217;n'roll que conozco.</strong> Se enfrentó a cada cosa desde que salió de su natal Acopía, un pueblito alejado en Cusco y que tuve la fortuna de conocer hace unos años. Y desde entonces no hizo nada que no estuviera traducido en una canción rock: salió de su pueblo, vivió como camionero, practicó box&#8230; Sirvió en el ejército, de donde se retiró siendo sargento segundo. Se metió de barman. Y fue sindicalista. Y por sindicalista casi lo matan en una revuelta en Cusco. Luego entró de cero a Industrial Gráfica, desde abajo, y sus méritos lo llevaron a capacitarse a Europa. Él estuvo entre los primero en traer el fotomontaje aquí. Y pasó por alegrías y decepciones. Pasó de todo y también tuvo sus errores. Lo traicionaron algunos de sus amigos y en otros encontró la confianza. Y toda su vida se podría resumir en un LP de Rock&#8217;n Roll, con covers de Pedro Infante porque él también fue como Pepe El Toro, el antecesor de Rocky y papá del &#8220;Eye of Tiger&#8221;. Bueno, también es un Super Mario.</p>
<p>A mi padre no le gustan las melenas. Siempre me critica que lleve el cabello largo, pero de algún modo hubiera cantado, de haber sido rockerazo, &#8220;Livin&#8217; on a prayer&#8221;.</p>
<p>Es hincha de la &#8220;U&#8221; y de River Plate, yo soy de Alianza Lima y también hincho por Boca Juniors, pero ambos coincidimos con el Barcelona.</p>
<p>Y de chico no me gustaba mucho su manera de proceder, y él tampoco era muy acertado en algunas cosas. Pasando la adolescencia empezamos a entendernos mejor el uno al otro y ahora lo quiero mucho, muchísimo. Lo mismo me pasó con ciertos temas ochenteros, especialmente algunos clásicos rockeros que no entendía por la edad (5 años, mas o menos). Ahora esos temas y mi padre me ayudan a llevar adelante muchas cosas. Visto de otro modo, a su edad, también es la representación misma de Don Ramón cantando y bailando el &#8220;Si eres joven aún, joven aún&#8230;&#8221;</p>
<p>Y aunque suene muy extraño (tomando en cuenta su vida, cómo me he llevado con él y todo lo que él y yo hicimos), todo su CV y su existencia serían, en buena parte, expresados en &#8220;<strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=J-jsgousZcA">We&#8217;re not gonna take it</a></strong>&#8220;, porque nunca se resignó a lo que otros le dijeran. Como siempre dice &#8220;Nunca te des por vencido, ni aún vencido&#8221;. O como dirían Los Mox, &#8220;<strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=eEUU2rtupc8">No lo aceptaremox</a></strong>&#8220;.</p>
<p>El Rock&#8221;roll también es bueno para la salud. Y es como la cerveza, como cuando compartes con tu papá también&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[LA MARCHA DE AYER JUEVES]]></title>
<link>http://robertocuba.wordpress.com/2009/06/12/la-marcha-de-ayer/</link>
<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 17:58:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>robertocuba</dc:creator>
<guid>http://robertocuba.wordpress.com/2009/06/12/la-marcha-de-ayer/</guid>
<description><![CDATA[Nota 1: ¿Qué posición hubieran tomado Miguel Grau Seminario o Don Manuel González Prada en este prob]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><em>Nota 1: ¿Qué posición hubieran tomado Miguel Grau Seminario o Don Manuel González Prada en este problema? </em></strong><em>Ya saben sus biografías y dudo que huieran postulado por alguna opción de izquierda actualmente. Pero igual, ¿qué hubieran hecho ellos dos?</em></p>
<p><strong><em>Nota 2: </em></strong><em>Es curioso. El mes de Mayo pasado estuve en el elenco de &#8220;<strong><a href="http://causacomun2009.blogspot.com/2009/04/estreno-causa-comun-mayo-2009-en-la-aaa.html">Causa Común</a></strong>&#8220;, obra estrenada en la <strong>AAA </strong>donde se mostraba a un grupo de estudiantes que se manifestaba contra las injusticias del gobierno. <strong>Yo interpretaba a uno de esos estudiantes</strong>. <strong>La obra comenzaba con la recreación de una marcha estudiantil reprimida con bombas lacrimógenas.</strong> La última función fue hace menos dos semanas&#8230;</em><strong><em><br />
</em></strong></p>
<p>Ayer, 11 de Junio de 2009, ocurrió la marcha de apoyo a las comunidades nativas de la Amazonía. Arrancó a las 2pm, desde la Plaza Dos de Mayo y atravesó la Av. La Colmena y la Plaza San Martín. Yo llegué a las  3:30 aproximadamente. Llegué solo, cuando el grueso de la manifestación estaba alejándose de la sede del Congreso, en la Av. Abancay, conversando con otros dos jóvenes que también estaban llegando recién y a los que perdí de vista entre la multitud. No he visto directamente los enfrentamientos entre los manifestantes y la policía que pasaron en la tele, pero alcancé a ver las bombas lacrimógenas cayendo cerca, en la pista, obligando a la gente a replegarse hasta la Plaza San Martín.</p>
<p>Debo decir que es la primera marcha de este tipo en la que participo. Durante mucho tiempo no era dado a meterme a este tipo de protestas porque creía que no darían resultado: Fujimori renunció por un vladivideo, cosa que no consiguieron tantas marchas. Ahora tengo mucho más por perder que antes, pero también tengo más conciencia de todo, más allá del arrojo de la edad y todo eso. Sin embargo, los sucesos de Bagua me dan a pensar que esta puede ser la última gran oportunidad de la gente de expresar su indignación. Se nos vienen las elecciones del 2011 y dicen que nuestras opciones se reducen a estar entre el cáncer y el sida. ¿Es que nosotros no podemos producir alternativas nuevas? Y si efectivamente, estamos entre la espada y la pared,entonces, ¿quedará algo por rescatar?</p>
<p>Regresando a la plaza San Martín, todos quedamos concentrados allí como dos horas. Y digo &#8220;todos quedamos concentrados&#8221; porque me incluí en ese momento en un conjunto de gente que incluía nativos, estudiantes, artistas (músicos, malabaristas), grupos a los que no estoy afiliado (Fonavistas, CGTP), o simplemente con los que no suelo comulgar: socialistas, feministas, homosexuales, humalistas, etc. Sin embargo, en ese momento, más allá de la oportunista arenga política que algunos han lanzado por allí, todos hemos estado concentrados para expresar algo en común: HAY UNA INJUSTICIA EN LA AMAZONÍA QUE NO PUEDE SEGUIR: Injusticia con los nativos, injusticia con los demás ciudadanos, injusticia con la aplicación de leyes a la fuerza con las que se depredaría la selva peor de lo que está.</p>
<p>Así, se sucedieron discursos de representantes de los diversos grupos. Los policías estaban rodeando la Plaza. Había mucha expectativa, aunque también había gente que parecía atravesar la plaza como si hiciera turismo: me refiero a los mismos limeños.</p>
<p>Sentí fastidio por lo de la &#8220;suspensión&#8221; del Decreto 1090 (que no me parece la solución adecuada). Y para qué lo niego: también sentí miedo. Miedo de que esto degenere en más muertes, miedo de que esta protesta caiga en saco roto, miedo de que de repente yo ya no pueda regresar a casa, miedo incluso de quedarme sin chamba (que creo es uno de los mas fuertes hoy por hoy), miedo de enemistarme con algunos amigos. Pero los miedos hay que enfrentarlos alguna vez y listos para sobreponerse. Me acuerdo de Aldo Gil Crisóstomo, quien quedó tuerto e indignado con el resultado de la marcha de los 4 suyos. ¿Servirá esta vez?</p>
<p>A eso de las 5 y media se sumó un amigo, &#8216;K&#8217; (me reservo el derecho de llamarlo así para no exponerlo. Como yo, también trabaja con la imagen), quien vino de su universidad particular para unirse a la marcha. Nunca frecuentó el centro de Lima, pero lo fue conociendo de la manera más ruda, en las calles. La concentración tomó rumbo hacia la Plaza Francia, camino al Ministerio de Defensa. Marchamos junto con un grupo de nativos que estaban tocando música junto con un acompañamiento de estudiantes.</p>
<p style="text-align:center;">_._</p>
<p>En la Plaza Francia, marchando, reconocí al poeta <a href="http://rodolfoybarra.blogspot.com/">Rodolfo Ybarra</a> preparando unos stenciles con una chica. Me acerqué a saludarlo y me presenté como un &#8220;blogger comercial&#8221;, que, de algún modo me define un poco, pues usualmente saco contenido &#8220;fresa&#8221;, &#8220;banal&#8221; y bastante pop, muy aparte que tengo algo como FAQTV, que es entretenimiento puro y humor del absurdo. En verdad, me emocioné. No he leído sus libros todavía, pero frecuento su <a href="http://rodolfoybarra.blogspot.com/">blog</a> desde el año pasado. Es curioso cómo lo conocí y en qué circunstancias. Ybarra correspondió al saludo muy amablemente. La verdad creía que podría ser en Quilca, pero no me he dado tiempo de ir al Centro Cultural &#8220;El Averno&#8221;, con Los Poetas del Asfalto. Pero así ocurrió. Y justo cuando estaban con los stenciles, se acercan por lo menos unos 10 policías con sus escudos y sus palos y nos separaron. La chica que estaba con Ybarra cayó al suelo e iba a ser apaleada por tres guardias. Yo estuve cerca como para ella que gane tiempo y se escape, aunque a mí mismo casi me agarran también. Los uniformados estaban avanzando. Nos dispersamos todos y al volver la cabeza ya les habíamos perdido el rastro al poeta y a la chica. Ojalá no les haya pasado nada sórdido.</p>
<p>Avancé con &#8216;K&#8217; dentro de un grupo pequeño que incluía nativos y estudiantes de la Villareal, todos a manifestarse hasta el frente de la misma &#8220;Casa del Pueblo&#8221;, la sede del partido aprista en la Av. Alfonso Ugarte. Otro grupo llegó hasta el Ministerio de Defensa. Los que estuvimos en Alfonso Ugarte no duramos mucho: Se hizo sentir una comezón en la nariz por un olor como a pimienta. Los ojos empezaron a enrojecer y la gente tuvo que dispersarse.</p>
<p>Luego de comer un poco en el camino, llegué a casa sano y casi ileso (me refiero a los golpes recibidos en mi pierna y en mi brazo allí en la Plaza Francia), esto a las 9 mas o menos. &#8216;K&#8217; ya estaba en su casa también, sin novedad pero con la voz ronca de tanto gritar.</p>
<p style="text-align:center;">_._</p>
<p>Ruego por que esta situación termine cuanto antes, pero a la vez espero que los limeños no hayan olvidado su vocación de protesta. En provincias la cosa está fuerte, a veces con saldos materiales tan graves que la pregunta que suele hacerse es &#8220;quién provoca a quién&#8221;. No deseo tampoco que las marchas en Lima se vuelvan una masacre. Menos aún voy a apelar al discurso de exigir &#8220;mártires&#8221; ni esas cosas.</p>
<p>Se preocuparon en casa cuando les dije lo de la marcha. Pero pensé en ellos cuando estaba caminando en la manifestación. Mi padre marchaba con el sindicato en Cusco en los sesenta años. Mi madre lo hizo en los setenta aquí en Lima como estudiante y luego como profesora. Somos de clase media, tenemos nuestras comodidades y nuestras carencias. Mis hermanas y yo tenemos ambiciones y sueños. Esto no nos marca necesariamente como revoltosos, pero tampoco podíamos callarnos.</p>
<p>Y no tengo porqué obligar a nadie a que esté de acuerdo, ni siquiera a mis amigos, aunque sé que lo entenderán.</p>
<p>Trabajo en un medio &#8220;banalizable&#8221; como la Internet y me dedico al entretenimiento. Y no lo considero incompatible. Si Susan Sarandon o George Clooney hubieran ido también a la protesta de ayer, quizás no los hubieran tocado (Bueno, Sean Penn o Danny Glover hubieran sido considerados &#8220;humalistas de plató&#8221;)&#8230; también si aguantaban la marcha entera como aquellos que estuvieron desde el mero inicio. Estuvieron varios actores nacionales como Pablo Saldarriaga, Magali Solier, la germana de nacimiento Q&#8217;orianka Kilcher etc., algunos más enfrentados con la policía que los otros. No todos los que fueron me caen ni me tienen que caer bien&#8230; pero en algo teníamos que coincidir.</p>
<p style="text-align:center;">_._</p>
<p>Hay muchos ejemplos de héroes con los que estamos familiarizados y a los cuales nos ponen como ejemplos, pero que a su vez nos objetan si es que queremos imitarlos. Siento que es así. Y lo peor es que se confunde &#8220;mesura&#8221; con &#8220;sumisión&#8221;, &#8220;mano firme&#8221; con &#8220;represión&#8221;, y así seguimos agrediéndonos entre nosotros. Si les parece realmente pernicioso el Che Guevara como ejemplo a seguir (junto con Alfonso Barrantes, los únicos socialistas a los que les tengo respeto), entonces, no comercialicen más su imagen, que habrá siempre alguien preguntando &#8220;¿Y porqué se lo considera un ejemplo&#8230;?&#8221;, porque fue consecuente y murió por lo que creía.</p>
<p>Protestar e indignarse no significa ser sólo de izquierdas. Yo sé que estoy inmerso en un sistema como éste que es necesario cambiar, pero no será todo de la noche a la mañana. Nos movilizamos en transportes que dependen del petróleo y eso cambiará con los años. Igual, ni Alan ni ningún gobernante o político va a estar activo toda su vida ni por toda la eternidad. Siempre habrán acuerdos y desacuerdos. Me seguirá gustando el fútbol y tomaré gaseosa como también tomaré agua, pero no sé si en el futuro pueda decir lo mismo.</p>
<p>Pero creo que al menos algotrascendente se puede hacer, amigos.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[PERÚ, CUIDATE DE TU PROPIO PERÚ (ENSAYO)]]></title>
<link>http://robertocuba.wordpress.com/2009/06/11/peru-cuidate-de-tu-propio-peru-ensayo/</link>
<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 08:59:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>robertocuba</dc:creator>
<guid>http://robertocuba.wordpress.com/2009/06/11/peru-cuidate-de-tu-propio-peru-ensayo/</guid>
<description><![CDATA[Este es un texto que alguien con quien comparto su amistad y que me ha alcanzado para publicarlo com]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Este es un texto que alguien con quien comparto su amistad y que me ha alcanzado para publicarlo como post. No es de mi autoría, pero estoy de acuerdo con sus opiniones sobre una situación que está a punto de estallar, y estallará a menos que el Gobierno comprenda que no hay desarrollo sin respeto a la cultura y el modo de vida de los ciudadanos que debería de proteger.</p>
<blockquote>
<p style="text-align:center;"><strong>Perú, cuídate de tu propio Perú</strong></p>
<p>¿Cuántos somos? ¿Dónde estamos? Digo, ¿con cuántas personas en realidad podemos contar, aparte de nuestros padres o hermanos,  si es que podemos? ¿Por qué nos hemos perdido hasta el mismo respeto? Porque al ver las imágenes de los hermanos de la selva, al leer los decretos que se están imponiendo, al observar las huelgas que terminan en muerte, el sufrimiento  de los nativos, la furia de nuestros gobernantes, y la ignorancia de los demás pobladores, pues me pregunto : ¿Quiénes, entre todos nosotros, creemos realmente que somos un Perú unido?.</p>
<p>La indignación de ver por segunda vez un gobierno a mando de uno de los más nefastos presidentes que hemos tenido, que no ha aprendido de sus errores, y además el tener que bajar la cabeza y decir elegimos del mal el menor, pues da vergüenza, y de la propia: De aquella de la que no puedes escaparte porque te toca a tí mismo. Porque no puedes dejar de mirar la tormenta si se acerca, si toca tu puerta, si mata a tus vecinos, si los seres con los que has pasado una vida, una alegría, un dolor, una vivencia mueren frente a ti. ¿Callarías?</p>
<p>Esa tormenta no tocó a mi puerta y si no imagino siquiera que es una tormenta, mucho menos que es una huelga en provincia, como tampoco tener que pasar  hambre y frio como sucede en Puno, ni tener que pasar necesidades de falta de energía siendo en teoría el mayor benefactor (30 %) para mi pueblo. Para ser sinceros, no me hizo falta la educación, esa misma que no implementaron en ciertos lugares porque simplemente al gobierno no le parece prioritario que los “<em>provincianitos</em>”, “<em>serranitos</em>”, los “<em>indiecitos subdesarrollados</em>” aprendan de verdad.</p>
<p>Aunque muchos sabemos que estratégicamente no les conviene educar a nuestros pobladores en el interior del país para poder manejarlos a su antojo, incluso aquí mismo en la centralista Lima. ¿Y porqué? Para que no tengan frente de defensa, para que se los metan en la cartera con una casa de dulces y luego de engañarlos, la bruja venga y los quiera quemar para comérselos.</p>
<p>Tengo que decir, que no soy parte de la mucha injusticia que se esta cometiendo, aunque tengo la suerte de poseer algo de todo eso que a ellos les negaron, igual que unos cuantos millones de habitantes que existimos en nuestra lima tan generosa, la lima que siempre va creciendo con inversiones extranjeras y de la que dejamos poco a poco de tener poder de decisión PROPIO, (saga Falabella, Wong, Ripley, etc.). Y a muchos de esos cuantos millones, en verdad, les importa un carajo lo que pase con esta realidad, que es a muy su pesar su realidad TAMBIÉN, pero que sin embargo no se dan o no quieren darse por enterados de lo profundos y dolorosos que son los acontecimientos que se generan en nuestro país y apuntando aun mas en este momento a nuestros hermanos de la selva.</p>
<p>Y este es un momento trascendental porque de esto también depende el país, el estado de derecho y la amazonía que recibirán nuestros hijos.</p>
<p>Dos  compañeros de camino en la ruta todo Angamos, discutían de lo que acontecía, y a la única reflexión que podían llegar era esta: “ojala se acabe al toque el roche que hay en la selva y no hayan mas enfriados, para que no nos jodan tanto las huelgas”. Digo, el roche es que no hay quien los defienda, que quieren mediante un decreto de ley emitido y aceptado en mayoría por el Apra, hacer que toda zona en donde ellos vivan sea marcada como deforestada y así  utilicen zonas deforestadas, pero que queden con aptitud forestal para desarrollar actividades agropecuarias y al promover los monocultivos a gran escala en la Amazonía, especialmente aquellos orientados a la producción de biocombustibles. ES DECIR: “usen cualquier zona de la selva total ustedes pueden informar que en efecto esta <em>deforestada</em>, así vivamos allí y no contento con eso, quítenos la casa, nuestro modo de vida horticultor, sin protección para mi familia, a cambio de nada y encima a la fuerza”.</p>
<p>Es que les limpiamos el suelo a los cerdos, los pulimos, les damos de comer ¿y qué nos dan a cambio?  Su emisión de heces en nuestras caras. Y pregunto, ¿hay que decirles “gracias” por todo eso? ¿Gracias Alan? ¿”El Perú Avanza”? Cómo podemos avanzar, imponiéndonos la idea de necesidad absoluta del petróleo para nuestro progreso, si no aceptamos las necesidades que tenemos como nación, como lo son la nutrición y la educación en todos los aspectos, en todas las clases sociales.</p>
<p>O es que acaso los ilustres señores del gobierno y demás jamás fueron adiestrados en sus escuelas de “gente bien” que los países que lograron salir adelante fueron aquellos que invirtieron en su educación. ¡No señor Presidente!, nadie le dice que se prescinda del tratado de libre comercio que ya acomodaron a nuestro país con calzador; no le pedimos que nos muestre las leyes que dejo sin vigencia para beneficiar esto; no le pedimos que nos de papeles donde diga que ustedes mandan y que ustedes saben lo que hacen porque tienen experiencia y estudio. Sólo les pedimos respeto y valoración de los derechos humanos. Que sean consecuentes de lo que dicen con lo que le hacen con su pueblo.</p>
<p>Si el Perú avanza, pues que avance de verdad, integrando a nuestros hermanos, dialogando con ellos, entendiendo las necesidades y derechos que ellos también necesitan hacer prevalecer. O es que quizá va a decirme que porque no aparecen en un censo (porque a los gobiernos no les interesa llegar hasta donde están, salvo en temporada electoral), ahora pueden desaparecer por arte de magia y manejarlos a su antojo. ¿Es que acaso no son parte de nuestro país?, ¿No viven sobre ese suelo, que es nuestro y también de ellos, de todos los nacidos en el territorio del Perú? ¿<strong>No hay funerales para ellos, además de los policías que enviaron como carne de cañón</strong>?</p>
<p>No le vamos a decir que no es buena idea el que haga este proyecto, más bien le preguntamos: ¿<strong>Era realmente necesario</strong>? ¿<strong>El Perú no tiene nada mas que ofrecer</strong>?, implementando educación en todo el Perú,¿acaso no nacerían nuevos puestos de trabajo?, ¿ el esfuerzo no se empieza todos juntos y tirando parejo? Y si se piensa llevar a cabo su proyecto, ¿no sería justo también escuchar sus voces?, ¿Que realmente tengan una información completa y beneficios, pros y contras acerca de este proyecto?, ¿no son también habitantes que viven ahí hace muchísimos años?</p>
<p>¿Qué debemos hacer? Decirles, “tranquilícense esto es por el país”. Pues no lo harán ahora, peor cuando matan a tanta gente a su alrededor, gente que podría ser el primo del presidente, el hijo de la ministra, el serenazgo de la esquina o el hijo de mi empleada. Pero mientras que a ciertos privilegiados no les toquen ni los mechones retocados con tinte, la cruda verdad es que no van a inmutarse. Como pasó con Tarata, y tuvo que ocurrir algo aquí, en Lima, para sentir que el Perú tenía esa crisis y que nos podía matar a todos.</p>
<p>Total, un par de balas más, un incendio por ahí y para los desechos una bolsa negra para que no vean la carnicería que llevan dentro, de gente que no existe, porque no tienen papeles, gente que no opina porque no tienen el derecho, gente “desadaptada” porque crea huelgas al no ser escuchadas, gente agresiva porque el gobierno que debería dialogar con ellos prefirió matar a sus hermanos, gente que no quiere cooperar porque no se dejan pisar el poncho, gente que no tiene el menor miedo de morirse porque saben que habrán hecho lo correcto por sus hijos y la selva en donde siempre han vivido. ¿Tienen derecho o no? O dejemos que estos &#8220;revoltosos&#8221; gasten sus gargantas y derramen su sangre hasta que se cansen y jamás sean escuchados, como siempre suele suceder aquí&#8230; hasta ahora.</p>
<p>¿Qué es el poder? De todas las  formas, el uso más habitual del término refiere al <strong>dominio, imperio, facultad y jurisdicción que alguien tiene para ejecutar algo o mandar. Entonces, ¿dónde nos quedo ese poder? ¿Dónde perdimos esa facultad?, ¿donde perdimos ese dominio de nosotros mismos? ¿Hasta cuando vamos a ignorar que los funcionarios públicos son elegidos por nosotros? ¿Democracia, poder del pueblo?</strong></p>
<p><strong>Cuando te manden información acerca de los hermanos de la selva, cuando te quieran informar, ¿Qué vas a decir? ¿“si pronto van a salir, yo acá no puedo hacer nada”?</strong></p>
<p><strong>Si de hecho se llama Perú, con P de patria, ¿qué pasa con las demás letras? La e del ejemplo, ¿la pondrá Alan?, la R de rifle, ¿la pondrá el Ministerio del interior?, La u de la unión, ¿la pondremos nosotros?</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align:right;">K M  J D</p>
</blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ipocrita ignoranza]]></title>
<link>http://alianorah.wordpress.com/2009/06/07/ipocrita-ignoranza/</link>
<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 01:41:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>alianorah</dc:creator>
<guid>http://alianorah.wordpress.com/2009/06/07/ipocrita-ignoranza/</guid>
<description><![CDATA[Ieri si parlava del Caravaggio col Figlio del Capo. Premetto che, sebbene non mi intenda di arte, Ca]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#555555;"><strong>Ieri si parlava del Caravaggio col Figlio del Capo. Premetto che, sebbene non mi intenda di arte, Caravaggio è un pittore che adoro, sia per le sue tecniche pittoriche, sia per l&#8217;intensità dei suoi dipinti, nonché per le emozioni che le sue opere riescono a trasmettermi. I volti, i gesti, la postura dei corpi, le luci e le ombre, i colori caldi e violenti, sono a mio avviso espressioni di altissimo genio artistico e i suoi soggetti, in particolare quelli sacri, vibrano di un&#8217;umanità, di una carnalità così evidente che non mi stupisce affatto di come il discolo Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, abbia avuto guai con i sepolcri imbiancati che occupavano e occupano gli scranni della Chiesa Cattolica. </strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>In particolare, facendo riferimento a &#8220;<a href="http://artyzm.com/obrazy/caravaggio-calling.jpg">La vocazione di San Matteo</a>&#8220;, dicevo che Gesù in particolare era &#8220;bono&#8221;. Ammetto il termine inappropriato, ma che esprimeva quel che pensavo, cioè che in esso più che mai, era evidente il Verbo fattosi Carne, e quindi più che mai umano e attraente fisicamente.</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>Un cliente che comprava le sigarette, mi ha squadrata con aria severa:</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>&#8220;Eh, non si dice&#8230;&#8221;bono&#8221;&#8230;ha qualcosa di blasfemo. Io non sono così praticante, ma davvero non avresti dovuto usare quel termine&#8221;.</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>L&#8217;ho guardato come per dire &#8220;Ma che t&#8217;intrufoli in un discorso privato&#8221; e poi ho risposto&#8230;&#8221;La tua è un&#8217;affermazione molto&#8230; <em>cattolica</em>. Sai che &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Madonna_dei_Pellegrini">La Madonna dei pellegrini</a>&#8221; fu invisa al clero secentesco perché i piedi nudi sporchi e gonfi dei pellegrini, posti in primo piano, apparivano troppo volgari? E che la Vergine aveva un&#8217;aria troppo da popolana e sembra addirittura avesse le sembianze di una prosituta amante dello stesso Caravaggio? Ecco, la tua affermazione è molto simile a quella di quei prelati che per guardare il dito, cioè il particolare, non vedevano la luna, cioè il messaggio più ampio&#8221;.</strong></span></p>
<p><span style="color:#555555;"><strong>Il cliente se n&#8217;è andato, pensando forse che una cameriera saccente non avrebbe dovuto rimbrottarlo in quel modo. E io non lo avrei fatto se avessi avuto di fronte un uomo devoto, sensibile, ligio a certi dettami del credo cattolico tanto da sentirsi offeso da un&#8217;improprietà linguistica troppo sbarazzina. Ma il mio censore, un tipo sui quarant&#8217;anni, si è da poco separato dalla moglie con cui ha avuto un figlio, per andare a stare con l&#8217;amante straniera che ha messo incinta; e passa tutte le serate al bar né con l&#8217;una né con l&#8217;altra famiglia, ma con un gruppo di amici bestemmiatori e bevitori, sempre pieni di soldi di dubbia provenienza e intrallazzoni all&#8217;ennesima potenza. E dunque, io accetto le critiche, ma, restando nell&#8217;ambito religioso, perchè qualcuno non impara a vedere la trave nel proprio occhio prima di indicare la pagliuzza in quello del prossimo?</strong></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nacer entre susurros]]></title>
<link>http://opengt.wordpress.com/2009/06/06/nacer-entre-susurros/</link>
<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 23:48:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>opengt</dc:creator>
<guid>http://opengt.wordpress.com/2009/06/06/nacer-entre-susurros/</guid>
<description><![CDATA[Cuando era pequeño, recuerdo que habían momentos en los que al escuchar la voz grave y profunda de a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Cuando era pequeño, recuerdo que habían momentos en los que al escuchar la voz grave y profunda de algún adulto, se me erizaba la piel y me invadía una sensación repentina de confort y tranquilidad. No sabía explicar porqué sucedía, ni porqué con unos sí y otros no, simplemente ocurría, como por arte de magia.<br />
Fueron pasando los años y afortunadamente esa sensación no desapareció, se mantuvo y hoy día sigo disfrutándola más que nunca, con la ventaja que conlleva ser consciente de su existencia.<br />
Hoy, sin ir más lejos, he vuelto a sentirla. Ha sido en el trabajo, junto a una compañera que tenía un problema con el ordenador. He bajado a ayudarla, me he sentado a su lado y la he guiado a través de unos sencillos pasos para intentar averiguar el origen del problema. No he tardado en empezar a sentir esa maravillosa sensación.</p>
<p>Su voz, cálida, pausada, educada&#8230; sus movimientos lentos, precisos&#8230; su rostro, comprensivo, paciente&#8230; de pronto, como una niebla invisible, una paz extraordinaria se adueña de mi. Todo lo que nos envuelve va desapareciendo, otras voces, el sonido del teléfono, la fotocopiadora, unas risas, como si una burbuja nos aislara del resto del mundo, mi atención recae únicamente en ella y en ese momento. Entro en un trance, se me pone la piel de gallina y siento un hormigueo por todo mi cuerpo. Mi actividad corporal y mental bajan al mínimo, apenas puedo seguir dándole instrucciones, me quedo absorto mirándola manejar el ordenador, los clics del ratón son como latidos, suaves, largos&#8230; su voz manipula mi piel, subiendo y bajando la intensidad del hormigueo.<br />
Soy consciente del momento, siento una paz inmensa&#8230; la seguridad de la burbuja me relaja, el sonido lejano y apagado del mundo me acuna, yo he vivido esto antes&#8230; en el vientre de mi madre.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://opengt.wordpress.com/files/2009/06/paz.jpg"><img class="size-medium wp-image-258 aligncenter" title="paz" src="http://opengt.wordpress.com/files/2009/06/paz.jpg?w=300" alt="paz" width="300" height="155" /></a></p>
<p>A veces me pregunto si esa sensación traspasa los límites físicos, si hay algo que nos une, que nos conecta, eso que muchos describen como luz y amor. Si lo que siento en ese momento intenta mostrarme la verdadera naturaleza del ser humano, más allá de lo que vemos con nuestros ojos. Tal vez el hormigueo no sea más que energía queriendo romper la realidad, en busca de esa fuente cercana de puro amor, esa luz que me llama, entre susurros, a nacer de nuevo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[El concierto de Capitan Memo - Avance de la nota de FAQTV]]></title>
<link>http://robertocuba.wordpress.com/2009/06/02/el-concierto-de-capitan-memo-avance-de-la-nota-de-faqtv/</link>
<pubDate>Tue, 02 Jun 2009 00:37:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>robertocuba</dc:creator>
<guid>http://robertocuba.wordpress.com/2009/06/02/el-concierto-de-capitan-memo-avance-de-la-nota-de-faqtv/</guid>
<description><![CDATA[Estoy muerto, pero contento. Ayer fue el concierto de Capitán Memo en la discoteca Voce. Yo tengo la]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/PgKB0fKW9Ck&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/PgKB0fKW9Ck&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Estoy muerto, pero contento. Ayer fue el concierto de <a href="http://faqtv.wordpress.com/2009/06/01/capitan-memo-con-el-vengador/">Capitán Memo en la discoteca Voce</a>.</p>
<p>Yo tengo la idea que en algún momento específico, la mayoría del público habrá visto un determinado capítulo de El Vengador, de Marco o de Candy como dos décadas atrás. Todos al mismo tiempo, tomando leche, siendo hijos y con las tareas terminadas. Ahora es casi al revés: Muchos en el concierto ya eran papás, tomando su cervecita y con trabajo al día siguiente.</p>
<p>Increíble. Me tocó encarnar a Febo, de El Vengador. Qué increíble cómo la gente se emociona y no es para menos. La gente recontra buena onda pidiendo una foto con Febo. Y lo de Capitán Memo al final, qué grande! Empatía con todo el mundo, sencillez y se siente que es un verdadero artista.</p>
<p>Lo único que realmente lamento, y espero haya ocasión de reivindicarme, es el no haber podido estar con mi primo allí. Pero sé que estaremos los dos para la próxima. Para que vea que su primo es El Vengador.</p>
<p>Quién lo diría&#8230; hace dos años hice un post sobre<a href="http://robertocuba.wordpress.com/2007/05/03/%C2%A1y-me-voy-en-moto-%C2%A1tremendamente/"> Kotetsu Shin Jeeg</a>&#8230; Hablaba de cómo sería&#8230; Y resultó que Febo (Hiroshi Shiba) también aparecía allí, e igual de bacán <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a href="http://faqtv.wordpress.com/2009/06/01/capitan-memo-con-el-vengador/">Aquí les dejo un avance de la nota que saldrá en FAQTV</a>.</p>
<p>Y de paso un par de recuerdos con unos amigos que encontré en el concierto</p>

</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
