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	<title>petrolio &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/petrolio/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "petrolio"</description>
	<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 13:10:16 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[06 Febbraio 2009 - LAPENNA SU MANCATA ATTUAZIONE ACCORDI REGIONE - ENI]]></title>
<link>http://sergiolapenna.wordpress.com/2009/11/30/06-febbraio-2009-lapenna-su-mancata-attuazione-accordi-regione-eni/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 12:00:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>sergiolapenna</dc:creator>
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<description><![CDATA[(ACR) &#8211; Il consigliere regionale Sergio Lapenna (Fi-Pdl), ha presentato un’interrogazione al P]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>(ACR) &#8211; Il consigliere regionale Sergio Lapenna (Fi-Pdl), ha presentato un’interrogazione al Presidente della Giunta regionale in merito alla mancata attuazione del protocollo di intenti firmato tra la Regione Basilicata e l’Eni nel 1998 per le estrazioni petrolifere.</p>
<p>“Nel protocollo – dichiara Lapenna &#8211; si affermava la necessità di conseguire, nelle aree interessate all’estrazione, uno sviluppo economico e sociale duraturo, equilibrato e rispettoso delle tradizioni e delle vocazioni del territorio, prevedendo una serie di interventi per accelerare lo sviluppo socio – economico e per assicurare il rilancio produttivo ed occupazionale del territorio. In particolare – sottolinea il consigliere &#8211; tale documento annunciava la costituzione di un Osservatorio ambientale, la realizzazione di un sistema di monitoraggio ambientale, la creazione di una società energetica regionale, oltre alla istituzione in Basilicata di una sede della Fondazione Mattei e di borse di studio e corsi di specializzazione sui temi dell’ambiente, dell’energia, del management delle risorse e dell’innovazione tecnologica”.</p>
<p>“In buona sostanza – afferma Lapenna &#8211; il protocollo d’intenti sottoscritto considerava lo sfruttamento della risorsa petrolifera nell’ambito di una visione complessiva di rilancio imprenditoriale del territorio regionale e lo legava alla definizione ed attuazione di una adeguata politica energetica quale volano per un significativo processo di sviluppo. Ma nulla di tutto ciò si è verificato tant’è che, da un’interrogazione parlamentare, è emerso che solo il 48 per cento circa degli interventi previsti nell’accordo sono stati attuati. Di qui – aggiunge Lapenna – la necessità che il Governo regionale ponga in essere azioni di controllo e di accelerazione delle procedure di realizzazione del programma concordato, con particolare riferimento alle clausole relative al rilancio economico ed allo sviluppo produttivo del territorio e alle azioni di tutela e valorizzazione ambientale. Il consigliere Lapenna ha quindi chiesto di conoscere “quali azioni la Regione Basilicata intende porre in essere per dare completa attuazione e per accelerare la realizzazione del protocollo di intenti sottoscritto con l’Eni, visto che sono trascorsi più di dieci anni dalla sottoscrizione dello stesso”.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[04 Febbraio 2009 - INTERROGAZIONE LAPENNA SU INCIDENTE CENTRO OLII DI VIGGIANO ]]></title>
<link>http://sergiolapenna.wordpress.com/2009/11/30/04-febbraio-2009-interrogazione-lapenna-su-incidente-centro-olii-di-viggiano/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 11:47:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>sergiolapenna</dc:creator>
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<description><![CDATA[(ACR) &#8211; Il consigliere regionale Sergio Lapenna (Fi-Pdl) ha presentato un’interrogazione urgen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>(ACR) &#8211; Il consigliere regionale Sergio Lapenna (Fi-Pdl) ha presentato un’interrogazione urgente al Presidente della Giunta regionale in merito all’ultimo incidente verificatosi nel Centro Olii di Viggiano.</p>
<p>“A distanza di poco tempo dall’ultimo increscioso episodio – sostiene Lapenna &#8211; l’ennesimo incidente ha causato un forte boato con delle vibrazioni, sprigionando fiammate di oltre venti metri e fumo nero, ed allertando, in tal modo, intere famiglie. L’Eni ha minimizzato l’accaduto sostenendo che si è trattato di una normale attività del processo di raffinazione del greggio. Ma la Regione Basilicata – sottolinea Lapenna &#8211; da oltre dieci anni è inadempiente per quanto riguarda l’attività di monitoraggio delle emissioni inquinanti dei pozzi petroliferi. Infatti, il Protocollo di intesa sottoscritto con l’Eni nel 1998, prevedeva la costituzione di un Osservatorio ambientale e di un sistema di monitoraggio, ma nulla di tutto ciò è stato fatto. Inoltre – aggiunge Lapenna &#8211; la Regione ha disatteso parzialmente anche le prescrizioni ambientali indicate nel Decreto di Valutazione impatto ambientale, rilasciato dal Ministero dell’Ambiente nel 1999, in particolare, la parte concernente il monitoraggio di tutti i parametri inquinanti e le modalità di rilevazione”.</p>
<p>“L’estrazione del greggio – ricorda Lapenna &#8211; è un’attività ritenuta ad alta pericolosità per l’ambiente e la salute che, insieme con la totale assenza di un controllo sistematico da parte della Regione e alla mancanza di informazioni sugli effetti dell’attività estrattiva, genera allarme nella comunità locale”.</p>
<p>Il consigliere Lapenna ha chiesto di conoscere, in primo luogo, “quale sistema di monitoraggio ambientale è stato attuato fino ad oggi dalla Regione Basilicata nell’area della Val d’Agri e quali sono gli esiti dello stesso”. Il consigliere ha chiesto, altresì, di conoscere “quali sono le azioni urgenti che la Regione intende attuare per monitorare l’attività estrattiva, indicando con chiarezza gli strumenti per applicare le prescrizioni della normativa nazionale e gli accordi sottoscritti con l’Eni, al fine di garantire standard di sicurezza ai lavoratori e ai cittadini”. Lapenna, infine, ha chiesto di sapere “quali misure la Regione intende adottare per garantire il diritto di informazione sugli elementi inquinanti e sullo stato di salute dei territori interessati dalle attività estrattive”.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[29 Gennaio 2009 - PETROLIO, LAPENNA (FI-PDL) SU PROTESTA AUTOTRASPORTATORI]]></title>
<link>http://sergiolapenna.wordpress.com/2009/11/30/29-gennaio-2009-petrolio-lapenna-fi-pdl-su-protesta-autotrasportatori/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 11:24:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>sergiolapenna</dc:creator>
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<description><![CDATA[(ACR) &#8211; “Nuovi posti di lavoro a rischio nella nostra regione, esito di una emorragia inarrest]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>(ACR) &#8211; “Nuovi posti di lavoro a rischio nella nostra regione, esito di una emorragia inarrestabile che colpisce anche il settore petrolifero. Questa volta a protestare sono gli autotrasportatori che, a causa della decisione dell’Eni di sospendere l’attività del centro di stoccaggio e carico a Calvello, rischiano il licenziamento”. È quanto dichiara il consigliere regionale di Forza Italia verso il Pdl, Sergio Lapenna.</p>
<p>“I lavoratori sono in presidio permanente per tutelare i loro diritti, mentre la Regione continua a preoccuparsi solo della spartizione del potere. Tutte le forze del Partito della libertà – afferma Lapenna &#8211; oltre ad esprimere la massima solidarietà ai lavoratori del consorzio, si impegnano ad intraprendere qualunque iniziativa utile. Tutto ciò è l’ennesimo fallimento del centro sinistra anche nella gestione della politica petrolifera. Le ricadute economiche promesse non si sono mai viste – aggiunge Lapenna &#8211; e nel corso di questi anni stanno venendo fuori tutti i punti dolenti. Infatti, quasi tutti gli impiegati nel Centro Olii provengono da altre regioni, i pochi ragazzi del posto assunti dall’Eni vengono mandati a casa dopo pochi mesi, in barba agli accordi firmati con la Regione, che dal canto suo, non ha mai prestato la minima attenzione ai problemi che i cittadini ormai a gran voce lamentano”.</p>
<p>“A questo punto – sostiene il consigliere del Pdl &#8211; il sogno di una nuova era, iniziato con la scoperta del petrolio, è crollato completamente. Inoltre, l’assenza di un sistema di monitoraggio, con il conseguente inquinamento di una delle zone più belle e produttive della regione, la mancanza di lavoro per i tanti giovani che continuano, quindi, ad emigrare e la quasi totale mancanza di rispetto da parte dell’Eni e degli Amministratori locali verso il popolo lucano, spinge ad una seria riflessione sui reali benefici dello sfruttamento del petrolio. Sull’attività estrattiva – a parere di Lapenna – non vi sono mai state norme chiare e trasparenti e, omettendo qualunque tipo di controllo, è stata concessa larga discrezionalità a chi estrae il greggio. La Regione è sempre stata una controparte troppo debole ed è opportuno, soprattutto per il periodo storico che stiamo attraversando, che la nuova Giunta si adoperi immediatamente per cercare di risolvere questa difficile situazione e per garantire il rispetto di tutti gli accordi presi a suo tempo con l’Eni”.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[22 Gennaio 2009 - RIDUZIONE ACCISE CARBURANTI, LAPENNA: MALDESTRO TENTATIVO PD]]></title>
<link>http://sergiolapenna.wordpress.com/2009/11/30/22-gennaio-2009-riduzione-accise-carburanti-lapenna-maldestro-tentativo-pd/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 11:15:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>sergiolapenna</dc:creator>
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<description><![CDATA[(ACR) &#8211; Il consigliere regionale di Forza Italia verso il Pdl, Sergio Lapenna, “esprime soddis]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>(ACR) &#8211; Il consigliere regionale di Forza Italia verso il Pdl, Sergio Lapenna, “esprime soddisfazione per il provvedimento in materia di riduzione delle accise sulla benzina, sul gasolio e sul gas riveniente da petrolio liquefatto”.</p>
<p>“Nel riconoscerne pienamente i meriti, ringrazio il governo Berlusconi – dice Lapenna &#8211; ed in particolare i parlamentari lucani, in primis il senatore Guido Viceconte, perché si sta raggiungendo il risultato promesso dal Popolo della Libertà in campagna elettorale, vale a dire la riduzione del prezzo della benzina per i cittadini residenti in Basilicata e per le imprese operanti nel territorio della regione. Non bisogna fare strumentalizzazioni fuori luogo e precisare – afferma l’esponente di Fi-Pdl – che ieri il Senato, così come sottolineato da Viceconte e Latronico, ha stabilito di valutare la rimodulazione delle accise nei territori di estrazione e, dunque, anche in Basilicata. Questo significa che si è iniziato il percorso per dare alla regione un giusto beneficio dal momento che contribuisce in modo sostanziale all’intero approvvigionamento energetico nazionale. E ciò accade, superfluo quasi ricordarlo, quando al governo vi è il centro destra. Ed è proprio in virtù di una tale constatazione che appare quanto meno illogico e pretestuoso il tentativo operato dal Partito democratico – continua Lapenna &#8211; con a capo il senatore Filippo Bubbico, di volersi attribuire il merito di aver avviato l’iter per raggiungere il risultato voluto da tutti i lucani”.</p>
<p>“La realtà, dunque – conclude Lapenna – sta tutta nell’operatività della politica di chi ritiene poco produttivo fermarsi ai proclami e alle buone intenzioni, il che deve far riflettere i cittadini lucani ormai stanchi delle promesse mai mantenute del centro sinistra ed indurli a valutare nei corretti termini quanto affermato dai parlamentari lucani del Pd, e considerare velleitaria ogni loro azione atta a screditare l’operato del Governo nazionale, ponendo in essere un patetico falso ideologico e politico senza attenuanti”.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Benvenuto raggio di sole...( Ferruccio Jarach )]]></title>
<link>http://famiglieditalia.wordpress.com/2009/11/28/benvenuto-raggio-di-sole-ferruccio-jarach/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 07:52:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>umbertonapolitano</dc:creator>
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<description><![CDATA[Come vi avevo promesso, questo fine settimana sarà dedicato al &#8221; disinquinamento culturale ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://famiglieditalia.wordpress.com/files/2009/11/sole.jpg"></a><em>Come vi avevo promesso, questo fine settimana sarà dedicato al &#8221; <strong>disinquinamento culturale</strong> &#8220;. Attraverso uno scritto di <strong>Ferruccio Jarach</strong> vi introdurrò in un mondo di &#8221; <strong>perché</strong> ? &#8221; ed in uno di &#8221; <strong>logiche risposte</strong> &#8220;&#8230; le vostre riflessioni.</em></p>
<p><em><a href="http://famiglieditalia.wordpress.com/files/2009/11/sole1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4163" title="sole" src="http://famiglieditalia.wordpress.com/files/2009/11/sole1.jpg?w=150" alt="" width="150" height="112" /></a></em></p>
<p style="text-align:justify;">&#8221; Una volta mentre il sole stava per tramontare mi è capitato di fare il bagno. Il sole sembrava essere appoggiato sul mare ed io sembravo essere riscaldata dal suo calore. Il mare era diventato rosso e la spiaggia sembrava magica<em>. &#8220; - Valentina, 10 anni  (Desenzano, Italia, aprile 2000)</em> -<!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">Due mesi fa  sono stato in una scuola con un gruppo di bambini di dieci anni. Abbiamo cominciato a parlare delle esperienze con la natura che più  ci avevano colpito. Ho parlato loro delle albe boreali che ho avuto occasione di vedere l’anno scorso in Islanda, poi ho chiesto di scrivere le loro personali esperienze. Valentina scrisse la citazione sopra riportata&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Cosa dovrei insegnare a Valentina? Aspetta, aspetta un attimo: prima di preoccuparmi di cosa io possa insegnarle dovrei iniziare ad imparare da lei! Io, adulto, dovrei chiederle di aiutarmi a riconquistare questa capacità di sentire il calore del sole sulla pelle, la capacità di percepire la magia della natura. Dopodiché dovrei costruire intorno a lei uno spazio di espressione e di libertà<strong> </strong>, permettendo a queste sensazioni di mantenersi vive, di essere rafforzate, arricchite. Io la dovrò proteggere dalla società che tende a distruggere questa naturale sensazione del tutto, per focalizzarsi sul possesso di oggetti,  dimenticando il mistero della vita. Alla fine, quando sarò sicuro di aver imparato bene ciò che lei aveva da insegnarmi, potrò iniziare a scambiare con lei le mie personali esperienze e le mie conoscenze. Sicuramente lei dovrà imparare come  funziona l’energia elettrica e come possiamo utilizzarla, come funzionano i computer, come si spedisce una lettera di posta elettronica, come i pannelli solari catturano il calore del sole, ma… siamo sicuri che lasceremmo nella sua mente sufficiente spazio per percepire la vita  nell’universo? Per desiderare di guardare una stella o un uccello?&#8230; Se riempiremo la sua mente con descrizioni di oggetti, fenomeni, meccanismi  ci sarà sufficiente spazio per permetterle di costruire relazioni affettive con la natura e la vita?</p>
<p style="text-align:justify;">La conoscenza non rischia di diventare un sistema di concetti astratti, se questi non sono in relazione con la natura e i suoi cicli, con la vita e la morte degli esseri viventi, con il lato magico e religioso di ciò che ci circonda? Potranno essere efficaci i nostri processi educativi sull’energie rinnovabili, se non si baseranno su queste fondamenta? Gli adulti di questa società sono molto presuntuosi. Spesso danno solo una valutazione razionale dell’universo umano, di questa rete di sentimenti e di pensieri, di sensazioni e speranze. Quindi non vedono la ricchezza e la differenza dell’universo dei bambini ( e allo stesso tempo non vedono la ricchezza e la differenza dell’universo degli anziani, ma questa è un’altra storia…o forse no? …)</p>
<p style="text-align:justify;">Ila Prigogine e Isabelle Stengers scrissero in “The new alliance” (La nuova alleanza): <em>“Ci stiamo movendo verso una nuova sintesi, che potrebbe combinare le tradizioni dell’ovest, focalizzate sull’esperimento e sulla quantità, con le tradizioni della Cina, che si focalizzano su un mondo spontaneamente organizzato” </em>e concludono il loro libro proponendo <em>“ una nuova alleanza, un alleanza sempre esistita, così a lungo dimenticata, tra la storia dell’uomo, le sue società, la sua conoscenza e l’avventura creativa della natura”.</em></p>
<p style="text-align:justify;">Il percorso, che conduce ad un futuro sostenibile e che permette una riscoperta dell’uso delle energie rinnovabili, passa attraverso la riscoperta di queste alleanze.<strong> Ciò può solo avvenire tenendo per mano un bimbo. </strong>Con il quale condividere la saggezza di queste parole e la musica del vento.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Il mistero di una porta aperta                                                                                            </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://famiglieditalia.wordpress.com/files/2009/11/porta.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4164" title="porta" src="http://famiglieditalia.wordpress.com/files/2009/11/porta.jpg" alt="" width="116" height="116" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Usare l’energia rinnovabile significa deviare, attraverso posti o tempi in consonanza con i bisogni umani, il naturale flusso di energia che, iniziando dai raggi del sole, diventa flusso di acqua dalle nuvole alle montagne e agli oceani, il movimento dell’aria nell’atmosfera, i prodotti della fotosintesi come il legno, il grano, le mele.</p>
<p style="text-align:justify;"> La specie umana è sempre stata abbastanza brava ad usare con intelligenza questi flussi. Adesso, nelle nazioni ad economia forte sembrano averlo dimenticato ( alcune persone dei paesi ad economia forte, che non hanno mai scoperto la ricchezza umana e la profondità  degli abitanti dei paesi ad economia debole, li chiamavano “Paesi sottosviluppati”.Ora li chiamano  “Paesi in via di sviluppo”: appare molto più elegante, ma è un altro modo di esprimere lo stesso concetto ). E le persone delle nazioni ad economia debole si aspettano di seguire lo stesso cammino.</p>
<p style="text-align:justify;">Milano è una città con 1.500.000 abitanti, perfettamente piana, dove la maggior parte della popolazione potrebbe facilmente andare in bicicletta dieci mesi all’anno, grazie al buon clima, ma la maggior parte non lo fa: viaggia in macchina, anche solo per andare a prendere il giornale, a 500 metri da casa. Ma se tu parlassi con i giovani e gli adulti, scopriresti che molti di loro hanno avuto una formazione sull’ambiente e che sarebbero in grado di farti una lezione sull’effetto serra. Perché?&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Le persone delle Nazioni ad economia forte  stanno distruggendo, nel tempo di poche generazioni, le preziose riserve di  petrolio del pianeta, petrolio che potrebbe essere utilizzato per una grande varietà di prodotti utili, come la plastica con la quale è fatto parte del computer con cui sto scrivendo. Tutte queste preziose riserve vanno in fumo, malgrado molte persone ne siano a conoscenza. Perché?&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Noi sappiamo perfettamente come costruire abitazioni che azzerino il consumo di combustibili fossili per riscaldare d’inverno e che evitino l’uso di aria condizionata d’estate. Ma la gente delle nazioni ad economia forte continua ad utilizzare un’enorme quantità di combustibile per scaldare e raffreddare le abitazioni che sono ormai macchine mangia – combustibili. Perché?&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Mentre brucia tutto questo petrolio, il clima del mondo sta diventando una minaccia. I ghiacciai si stanno ritirando, d’inverno cade meno neve sull’Europa, il raccolto di canna da zucchero sta diminuendo a Cuba (  in parte questo accade perché nella stagione fredda la temperatura non si abbassa sufficientemente ). Perché&#8230;.</p>
<p style="text-align:justify;">In nessun’altra specie animale c’è una così impressionante ingiustizia nella distribuzione tra i suoi membri delle risorse disponibili. La differenza tra i ricchi e i poveri sta crescendo. Il 20 % dell’umanità usa l’ 80 % dell’energia disponibile. Perché?&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">17 000 bambini su questo pianeta muoiono di fame ogni giorno ( da UNICEF, “<strong>The state of the world’s children 1998</strong>” ) , mentre l’umanità ha sufficienti risorse per eliminare questa vergogna. Ma non lo facciamo. Perché?&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Le risorse tecnologiche ed economiche per risolvere tutti i problemi sociali e ambientali del pianeta sono oggi disponibili. Per uscire dalle vergognose prigioni etiche e ambientali in cui la società industriale ci ha chiusi, c’è una porta aperta di fronte a noi: <strong>perché non attraversarla?&#8230;</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://famiglieditalia.wordpress.com/files/2009/11/riflrtti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4165" title="riflrtti" src="http://famiglieditalia.wordpress.com/files/2009/11/riflrtti.jpg" alt="" width="107" height="143" /></a><em>Bella domanda, no?&#8230; E poi, come vi avevo preannunciato, tutti quei &#8221; <strong>Perché?</strong> &#8220;&#8230; Ebbene lascio a tutti un giorno ed una notte per pensare e riflettere, dopodiché domani pubblicherò il seguito di questo interessante e veritiero scritto lasciatoci da Ferruccio Jarach, offrendovi un &#8216;ulteriore opportunità di comparazione su quanto ci viene &#8221; <strong>propinato</strong> &#8221; e quant&#8217;altro ci viene &#8221; <strong>nascosto</strong> &#8220;.</em></p>
<p><strong><em>Umberto Napolitano</em></strong></p>
<p><em><em><a title="Il sito ufficiale di Famiglie d’Italia" rel="me" href="http://www.famiglieditalia.it/" target="_blank"><strong> </strong></a> <em><em><a title="Il sito ufficiale di Famiglie d’Italia" rel="me" href="http://www.famiglieditalia.it/" target="_blank"><strong><img title="Il sito ufficiale di Famiglie d’Italia" src="http://www.umbertonapolitano.com/famiglie.gif" alt="Famiglie d’Italia" /></strong></a>  click on per visitare il blog</em></em></em></em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[19° La "Fine di un MITO"]]></title>
<link>http://sardegnasalutoallavittoria.wordpress.com/2009/11/27/19%c2%b0-la-fine-di-un-mito/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 22:18:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>Roberto Seri</dc:creator>
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<description><![CDATA[“Fine di un Mito”, questo è il titolo per spiegare gli ultimi fatti di cronaca economica avvenuti a ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>“Fine di un Mito”, questo è il titolo per spiegare gli ultimi fatti di cronaca economica avvenuti a DUBAI:</p>
<p>Con la richiesta di una moratoria di sei mesi per il pagamento dei debiti, circa 54 miliardi di dollari (<em>pari alla manovra economica di uno stato</em>) e il congelamento degli interessi del gigante “Dubai World”, è il segnale che anche il mondo Arabo, fino a ieri considerato inattaccabile, sia finito nel Caos finanziario Mondiale.<a href="http://sardegnasalutoallavittoria.wordpress.com/files/2009/11/240px-burj_dubai_20090916.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-245" title="240px-Burj_Dubai_20090916" src="http://sardegnasalutoallavittoria.wordpress.com/files/2009/11/240px-burj_dubai_20090916.jpg" alt="" width="240" height="480" /></a></p>
<p>La verità è che, Dubai, uno dei sette regni che compongono gli “<strong>Emirati Arabi Uniti</strong>” si è proiettato nel mondo Finanziario e Immobiliare da una quindicina di anni, mentre, la voce Petrolio, incide solamente per il 6% del loro PIL.</p>
<p>Per dirla tutta, Dubai era lo stato Arabo più Occidentale, più Avanzato per diversificazione economica, imitando la super potenza Stati Uniti in quanto ad ECCESSI.</p>
<p>Così l’Emirato (<em>una sua importante aziend</em>a) più globalizzato del Medio Oriente è collassato, come le economie malate Mondiali.</p>
<p>Questo dimostra nuovamente che non esiste una crescita infinita, i continui incrementi devono avere una fine.</p>
<p>Alla fine quello che conta è la persona che insieme ad altri, tutti i giorni coltiva la propria terra, essi sanno bene che non possono pretendere che dia di più di quello che “Naturalmente” può dare.</p>
<p>Ultimamente, il lavoro “Classico” è diventato fuori moda, esistono solo le speculazioni e quel MOSTRO chiamato Finanza, divorano tutto, anche i beni primari.</p>
<p><a href="http://sardegnasalutoallavittoria.wordpress.com/files/2009/11/mostro1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-255" title="mostro" src="http://sardegnasalutoallavittoria.wordpress.com/files/2009/11/mostro1.jpg" alt="" width="160" height="101" /></a>Come è possibile concedere alla Finanza una tassazione del solo 12% quando per un LAVORO VERO siamo prossimi al 50% di prelievo fiscale <strong>?</strong></p>
<p>Tutto questo ha portato via immensi capitali e risorse umane al VERO LAVORO, illudendosi che il denaro era tutto.</p>
<p>Gli squilibri odierni vengono tutti dalla FINANZA che ha sconquassato il panorama mondiale.</p>
<p>Le Guerre di oggi sono Economiche; stiamo assistendo a uno scontro finanziario dove i contendenti sono le grandi Multinazionali Finanziarie, mentre i soldati sono i cittadini inermi che si sono fatti incantare dal mondo globalizzato, seguendo i suoi ritmi.</p>
<p>Stiamo assistendo a un’ecatombe, dove ancora non si sa chi sia il vero vincitore, LA GUERRA NON E’ FINITA.</p>
<p>La prima regola che dovremmo adottare sarà quella di invertire la tassazione sui profitti, immaginate quanto denaro potrebbe entrare in uno Stato se così fosse?</p>
<p>Dicono che il male dell’Italia sia l’evasione, Falso, oggi il cosi detto “sommerso”, almeno per le piccole aziende, corrisponde al margine delle stesse, gravate da una tassazione insostenibile, dovendo tassare anche quel piccolo residuo è meglio chiedere la baracca.</p>
<p>Se le aziende potessero pagare il 12% di tasse, sfido chiunque non abbia l’interesse nel farlo, invece questo lusso viene dato solo al mondo finanziario (<em>ricchissimo e superbo</em>) che sta divorando tutto e tutti.</p>
<p>Oggi Tremonti non riesce a trovare nuove risorse, solo perché non ha il CORAGGIO nello sfidare la Grande FINANZA, immaginate il fiume di denaro che potrebbe arrivare per sanare la nostra vera economia, solo tassando in maniera eguale anche il modo finanziario?<a href="http://sardegnasalutoallavittoria.wordpress.com/files/2009/11/agricoltura.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-246" title="agricoltura" src="http://sardegnasalutoallavittoria.wordpress.com/files/2009/11/agricoltura.jpg" alt="" width="160" height="107" /></a></p>
<p>Si potrebbero, progressivamente, abbassare le tasse al LAVORO VERO, portare le Persone e le Aziende ad investire in AGRICOLTURA e nell’INDUSTRIA e ARTIGIANATO, dove è necessario un grosso aiuto di risorse e non continuare ad illudersi che la finanza ci possa aiutare.<a href="http://sardegnasalutoallavittoria.wordpress.com/files/2009/11/artigianato.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-247" title="artigianato" src="http://sardegnasalutoallavittoria.wordpress.com/files/2009/11/artigianato.jpg" alt="" width="160" height="114" /></a><a href="http://sardegnasalutoallavittoria.wordpress.com/files/2009/11/industria.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-248" title="industria" src="http://sardegnasalutoallavittoria.wordpress.com/files/2009/11/industria.jpg" alt="" width="160" height="106" /></a></p>
<p>E’ imperativo per la nostra Società imbrigliare il MOSTRO della FINANZA.</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/economia/dubai-borse/inchiesta/inchiesta.html">http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/economia/dubai-borse/inchiesta/inchiesta.html</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[GUAI GLOBALI E FILIBUSTERIA]]></title>
<link>http://ferrucci.wordpress.com/2009/11/27/guai-globali-e-filibusteria/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 10:49:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>p. ferrucci</dc:creator>
<guid>http://ferrucci.wordpress.com/2009/11/27/guai-globali-e-filibusteria/</guid>
<description><![CDATA[Secondo le ultime rilevazioni in Europa, i prestiti che le banche concedono alle famiglie e alle azi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Secondo le ultime rilevazioni in Europa, i prestiti che le banche concedono alle famiglie e alle azi]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Deserto vs petrodollari: 3-0]]></title>
<link>http://30secondi.wordpress.com/2009/11/27/deserto-vs-petrodollari-3-0/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 08:11:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>Lorenzo</dc:creator>
<guid>http://30secondi.wordpress.com/2009/11/27/deserto-vs-petrodollari-3-0/</guid>
<description><![CDATA[Non voglio dire &#8220;l&#8217;avevo detto&#8221; perché effettivamente l&#8217;avevo solo pensato. ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Non voglio dire &#8220;l&#8217;avevo detto&#8221; perché effettivamente l&#8217;avevo solo pensato.</p>
<p>Poi, parlando con un po&#8217; di amici mi sono reso conto che il pensiero era comune, intuitivo: fare isole  artificiali &#8211; a forma di palma o di mappamondo poco importa &#8211; di fronte a Dubai per poi venderne pezzi a cifre stratosferiche non era un&#8217;ottima idea.</p>
<p><img class="aligncenter" title="Dubai" src="http://www.e-architect.co.uk/dubai/jpgs/gulf_dubai_satellite_oma300807.jpg" alt="" width="452" height="333" /></p>
<p>Infatti, nonostante l&#8217;architettura dinamica e creativa, l&#8217;hotel a 7 stelle, lo skyline e la torre e il campo da tennis in cima al palazzo, alla fine chi doveva comprare si è guardato intorno e non si è trovato bene.</p>
<p>Perché nessuno che abbia un po&#8217; di buon senso compra un pezzo di isola, seppur lussuoso, al centro di un disastro ambientale di proporzioni bibliche.</p>
<p>Dubai è un posto dove l&#8217;acqua costa più del petrolio e ultimamente <a href="http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/natura/20091007142034958818.html" target="_blank">insolite quantità di pesci giacevano paralizzate sul bagnasciuga</a>.</p>
<p>Dove una <a href="http://www.asianews.it/index.php?l=it&#38;art=444&#38;size=" target="_blank">nube di caligine</a> a 300 metri dal suolo, si mescola con la polvere del deserto e con l&#8217;inquinamento della città.</p>
<p>A nulla è servito <a href="http://www.lisolaweb.com/it/a/le-torri-del-vento-nell-incanto-di-bastakia" target="_blank">riprendere in chiave contemporanea antiche intuizioni architettoniche come le torri del vento</a> o <a href="http://web.vita.it/news/view/97216" target="_blank">fare metropolitane per evitare le emissioni dei SUV</a>: <a href="http://www.ecoblog.it/post/8216/dubai-lurbanizzazione-vista-dalla-nasa" target="_blank">l&#8217;urbanizzazione di Dubai</a> è un <a href="http://www.ecoblog.it/post/8134/lecocidio-di-dubai" target="_blank">ecocidio</a>, non il paradiso degli architetti.</p>
<p>Dubai è pura monnezza petrolifera. Costruita sulla pelle di migliaia e migliaia di persone <a href="http://www.mafiwasta.com/italian.htm" target="_blank">ridotte in stato di schiavitù</a>.</p>
<p>E io, anche se avessi tutto l&#8217;oro del mondo, non mi ci fermerei nemmeno per sbaglio.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[India: il patrimonio dei suoi miliardari cresce più velocemente che l’economia nazionale.]]></title>
<link>http://yleniacitino.wordpress.com/2009/11/26/india-il-patrimonio-dei-suoi-miliardari-cresce-piu-velocemente-che-l%e2%80%99economia-nazionale/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 19:33:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<description><![CDATA[Forbes stila la classifica dei più ricchi in India e i risultati sono sconvolgenti. Rispetto al 1996]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Forbes stila la classifica dei più ricchi in India e i risultati sono sconvolgenti. Rispetto al 1996]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Obama: voglia di pace, necessità di guerra]]></title>
<link>http://ilpicco.wordpress.com/2009/11/26/391-obama-afghanistan-politica-estera/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 14:45:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo Ribichini</dc:creator>
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<description><![CDATA[Cosa rappresenta un Nobel per la pace ad Obama? A meno di un anno dal suo insediamento, Barack Obama]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Cosa rappresenta un Nobel per la pace ad Obama? A meno di un anno dal suo insediamento, Barack Obama]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cave di sabbia a Vasto e Ortona: conferenza del Prof. Stoppa]]></title>
<link>http://robertodeficis.wordpress.com/2009/11/25/cave-di-sabbia-a-vasto-e-ortona-conferenza-del-prof-stoppa/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 15:12:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>Roberto  De Ficis</dc:creator>
<guid>http://robertodeficis.wordpress.com/2009/11/25/cave-di-sabbia-a-vasto-e-ortona-conferenza-del-prof-stoppa/</guid>
<description><![CDATA[Una conferenza resa necessaria dopo la notizia della cave di sabbia Do seguito agli articoli scritti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2>Una conferenza resa necessaria dopo la notizia della cave di sabbia</h2>
<p style="text-align:justify;">Do seguito agli articoli scritti sulla  “questione cava di sabbia a Punta Penna” informandovi che per sabato prossimo, 28 novembre alle ore 11, presso il “Bar in piazza” in Piazza Rossetti a Vasto, è prevista una conferenza del Prof. Francesco Stoppa, direttore del Dipartimento di Scienza della Terra dell’Università Gabriele D’Annunzio, che affronterà l’argomento <strong>“ASPETTI GEOLOGICI ED AMBIENTALI LEGATI ALLA GESTIONE DELLA COSTA E AL RIPASCIMENTO”</strong>. La conferenza, resa utile e necessaria dopo la notizia di una possibile apertura delle cave sottomarine di fronte alla spiaggia di Punta Penna (Vasto) e Acquabella (Ortona) che ricordo essere  due Riserve Naturali Regionali dove è prevista l’estrazione di circa 1.000.000 di metri cubi di sabbia, è stata richiesta e organizzata dalle associazioni Amici di Punta Aderci, Porta Nuova, ARCI, CAI, Legambiente, FARE VERDE, WWF.</p>
<p style="text-align:justify;"><a title="scarica il volantino della conferenza" href="http://robertodeficis.wordpress.com/files/2009/11/locandina-cave-definitivo.pdf">scarica il volantino della conferenza</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un mare di plastica]]></title>
<link>http://alfiosironi.wordpress.com/2009/11/24/un-mare-di-plastica/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 11:59:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>alfio</dc:creator>
<guid>http://alfiosironi.wordpress.com/2009/11/24/un-mare-di-plastica/</guid>
<description><![CDATA[- Sacchetti di plastica. I sodali di Amb-Ire ci segnalano questo video, che rende molto bene l’idea.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[- Sacchetti di plastica. I sodali di Amb-Ire ci segnalano questo video, che rende molto bene l’idea.]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Da leggere]]></title>
<link>http://ioelatransizione.wordpress.com/2009/11/24/da-leggere/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 10:10:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cristiano</dc:creator>
<guid>http://ioelatransizione.wordpress.com/2009/11/24/da-leggere/</guid>
<description><![CDATA[Una interessante analisi della situazione petrolio su TOD: il picco del 2008 pare confermato stabilm]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Una interessante analisi della situazione petrolio su TOD: il picco del 2008 pare confermato stabilm]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Chi uccide Copenhagen]]></title>
<link>http://serrature.wordpress.com/2009/11/23/chi-uccide-copenhagen/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 21:45:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Serraturestaff</dc:creator>
<guid>http://serrature.wordpress.com/2009/11/23/chi-uccide-copenhagen/</guid>
<description><![CDATA[Riprendo il titolo dell&#8217;intervento di oggi da un post di James Hoggan di qualche giorno fa. Pu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/3EzxLMQr48U&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/3EzxLMQr48U&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></div>
<div>Riprendo il titolo dell&#8217;intervento di oggi da un post di<strong> James Hoggan</strong> di qualche giorno fa. Puro e semplice, il blogger fa una lista delle <a href="http://serrature.wordpress.com/files/2009/11/exxon_mobil.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-554" title="exxon_mobil" src="http://serrature.wordpress.com/files/2009/11/exxon_mobil.jpg?w=300" alt="" width="300" height="199" /></a>associazioni che si sono dimostrate più attive nel combattere e ostacolare una discussione in materia di cambiamenti climatici.<br />
<strong><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#203a0c;">American Enterprise Institute</span></span></strong>. L&#8217;associazione americana delle imprese si è ritrovata in una bufera mediatica nel 2007 per aver offerto a molti scienzati 10mila dollari più altri rimborsi per criticare pubblicamente l&#8217;<strong>International</strong> <strong>Panel on Climate Change</strong> e i suoi dossier sul global warming. Inoltre ha ricevuto nel tempo finanziamenti dalla ExxonMobil per 1 milione e mezzo di dollari. Più di 20 personalità dell&#8217;AEI hanno fatto parte dell&#8217;<strong>Amministrazione Bush</strong>.<br />
<strong><span style="color:#203a0c;"><span style="text-decoration:underline;">Cato Insitute</span></span></strong>. Altro think tank americano che riceve fondi per milioni di dollari dalle <strong>Industrie Koch</strong>, il secondo gruppo negli Stati Uniti che si occupa di raffinare il petrolio. Uno dei suoi esponenti più in vista è <strong>Patrick Michael</strong>, climatologo che fino al 2001 ha criticato la colpevolizzazione dei gas <strong>CFC</strong> per la diminuzione dello strato di ozono nell&#8217;atmosfera, e che continua a dirsi scettico sulle conseguenze negative del riscaldamento globale.<br />
<strong><span style="color:#203a0c;"><span style="text-decoration:underline;">Americans for prosperity</span></span></strong>. Altra associazione a libro paga delle Koch Industries, l&#8217;AFP gira per gli Stati Uniti con lo scopo di spaventare bambini e genitori sui costi in termini economici e di posti di lavoro di un&#8217;eventuale legislazione in materia ambientale.<br />
<strong><span style="color:#203a0c;"><span style="text-decoration:underline;">Heartland Institute</span></span></strong>. Think tank conservatore che difende le multinazionali del tabacco e critica i report sui rischi del fumo passivo; riceve pagamenti dalle Koch Industries e da <strong>ExxonMobil</strong>. Organizza ogni anno una conferenza per &#8220;smontare i miti del cambiamento climatico&#8221;, propaganda un eventuale riscaldamento globale come un bene per la civiltà umana e propone una politica del &#8220;<em>nessun rimpianto</em>&#8221; in tema di sviluppo. E&#8217; stata criticata per aver incluso inconsapevoli scienzati in un libello contro la teoria dei cambiamenti climatici.<br />
<strong><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#203a0c;">Heritage Foundation</span></span></strong>. Riceve denaro dalle maggiori compagnie americane di carburanti e petrolio. Finanzia il <strong>Dr. Fred Singer</strong>, uno che negli anni ha negato i rischi del fumo, del buco dell&#8217;ozono, dell&#8217;<strong>amianto</strong>, del DDT e del global warming.<br />
<strong><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#203a0c;">American Petroleum Institute</span></span></strong>. Abbiamo già parlato di questa associazione come finanziatrice assidua dei politici americani, tra cui il democratico Max Baucus (vedi <span style="text-decoration:underline;">Quanto Costa Mendire</span>? <em>ndr</em>). Spende oltre 3 milioni e mezzo all&#8217;anno in attività di lobbying. Nel 2009 ha organizzato un evento in Texas travestendo da cittadini qualunque dipendenti delle industrie dell&#8217;energia e rifiutando l&#8217;ingresso a normali abitanti.<br />
<strong><span style="color:#203a0c;"><span style="text-decoration:underline;">American Coalition for Clean Coal Electricity</span></span></strong>. Questo gruppo ha pagato oltre <strong>40 milioni</strong> di dollari nel 2009 per spot TV e campagne in supporto dell&#8217;elettricità prodotta dal carbone.</div>
<p><a href="http://serrature.wordpress.com/files/2009/11/218968-0-0-4.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-555" title="218968-0-0-4" src="http://serrature.wordpress.com/files/2009/11/218968-0-0-4.jpg?w=300" alt="" width="300" height="224" /></a>Molte altre associazioni no-profit (si fa per dire), gruppi di pressione, lobbysti, si battono come sapete (e come abbiamo spesso evidenziato) per i loro interessi, che stanno iniziando a scricchiolare sotto i piedi. E&#8217; un dato di fatto che, ormai, la maggior parte dei fondi destinati alla pubblicità dalle grandi multinazionali vanno a finire in questi think tank o, peggio, a Capitol Hill, perchè colossi come appunto la Exxon, la <strong>Chevron</strong>, le industrie Koch, cercano disperatamente di rimanere in vita rimescolando le carte e prolungando l&#8217;agonia di un mondo intossicato che aspetta le risposte; investire nella critica nei confronti del cambiamento climatico sta diventando finanche controproducente, in altre parole, ma coloro che detengono le posizioni di potere in queste compagnie non hanno d&#8217;altro canto dimostrato di avere l&#8217;elasticità mentale e l&#8217;intraprendenza manageriale per cambiare strada. Come dire, <em>prendi tutto quello che puoi e poi scappa.<br />
</em>Da una recente indagine è emerso che ogni anno di mancata legislazione in tema di inquinamento porterà solo agli Stati Uniti un costo futuro superiore ai <strong>500 miliardi</strong> di dollari. In più, quella green economy che appare inspiegabilmente inconcepibile per le elites americane, si sta rivelando il fiore all&#8217;occhiello dei <strong>cinesi</strong>, i quali saranno pure incoerenti, ma sanno bene come assecondare lo sviluppo senza soccombere alla crisi. Di recente un&#8217;azienda di Pechino ha firmato un accordo di esclusiva per la realizzazione di un nuovo, enorme progetto di produzione di energia eolica in Texas. Questo investimento creerà circa <strong>2800</strong> nuovi posti di lavoro, ma solo <span style="text-decoration:underline;">400</span> saranno sul suolo a stelle e strisce. I restanti 2400 si concentreranno nella costruzione delle turbine in Cina.<br />
Vi ricordate i proclami dell&#8217;ultima campagna elettorale? &#8220;<em><strong>Non possiamo vedere i nostri lavori spediti oltreoceano</strong></em>&#8220;, esclamavano i candidati. Ora come ora, dovrebbero essere contenti che qualcosa arrivi, da oltreoceano, invece di partire.</p>
<p><em>D.Piselli</em></p>
<hr />
<div id="blog-post-separator"> </div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cresce il prezzo del petrolio]]></title>
<link>http://investiresoldi.wordpress.com/2009/11/23/cresce-il-prezzo-del-petrolio/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 09:32:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>economiaoggi</dc:creator>
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<description><![CDATA[In netto rialzo il prezzo del greggio stamane, con quotazioni ben oltre i 78 dollari al barile. Il W]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>In netto rialzo il prezzo del greggio stamane, con quotazioni ben oltre i 78 dollari al barile. Il Wti sta scambiando esattamente a 78,49 dollari, attorno ai massimi giornalieri fissati a 78,52 usd, mentre il dollaro perde quota contro l&#8217;euro, con il cambio eur/usd a 1,4959. A spingere in alto l&#8217;oro nero potrebbero essere le tensioni tra l&#8217;Iran ed i paesi occidentali.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Privatizzazione dell'acqua...un argomento che interessa NOI!]]></title>
<link>http://10piegamenti.com/2009/11/22/privatizzazione-dellacqua-un-argomento-che-interessa-noi/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 15:58:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>10piegamenti</dc:creator>
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<description><![CDATA[Cari lettori, in questi ultimi giorni l&#8217;attenzione pubblica, compresa la nostra, si è concentr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Cari lettori, in questi ultimi giorni l&#8217;attenzione pubblica, compresa la nostra, si è concentr]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dopo il no]]></title>
<link>http://alfiosironi.wordpress.com/2009/11/21/dopo-il-no/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 11:46:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>alfio</dc:creator>
<guid>http://alfiosironi.wordpress.com/2009/11/21/dopo-il-no/</guid>
<description><![CDATA[Ieri sera, a Monticello, il trittico Ornaghi, Saccardi, Zardoni è tornato in pubblico. Dopo la calda]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Ieri sera, a Monticello, il trittico Ornaghi, Saccardi, Zardoni è tornato in pubblico. Dopo la calda]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[" Il mondo senza di noi" di Alan Weisman – le aspettative disattese]]></title>
<link>http://tolomeo.wordpress.com/2009/11/20/il-mondo-senza-di-noi-di-alan-weisman-%e2%80%93-le-aspettative-disattese/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 10:05:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>calomelanoz</dc:creator>
<guid>http://tolomeo.wordpress.com/2009/11/20/il-mondo-senza-di-noi-di-alan-weisman-%e2%80%93-le-aspettative-disattese/</guid>
<description><![CDATA[Solitamente i titoli e le copertine dei volumi hanno una certa attinenza, nel caso de &#8220;Il mond]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p>Solitamente i titoli e le copertine dei volumi hanno una certa attinenza, nel caso de &#8220;Il mondo senza di noi&#8221; edito da <img class="alignleft" style="margin-right:3px;margin-left:3px;" title="Il mondo senza di noi - Alan Weisman" src="http://www.alphabetcity.it/media/_thumbs/129cfff58b9e398ee708391632a91c1d.jpg" alt="" width="149" height="236" />Einaudi la statua della libertà coperta dalle nevi vale più di mille parole e richiama il cinema in stile R. Hemmerich, una lunga sequela di costose catastrofi da &#8220;Indipendence day&#8221; al neonato &#8220;2012&#8243; ma soprattutto &#8220;The day after tomorrow&#8221;che con il libro ci si aspetta abbia molta attinenza: ed è qui il problema.</p>
<p>Il libro di Weisman, uno dei più clamorosi successi degli ultimi anni nel settore della saggistica,  promette di guidare il lettore in un futuro in cui la natura si riprende ciò ch&#8217;è suo e che le è stato espropriato senza mezzi termini da un mammifero troppo intraprendente e superficiale: l&#8217;uomo. L&#8217;idea di un mondo rinselvatichito, in cui le città, prima agglomerati rumorosi e frenetici, divengono deserti mausolei di un mondo che non c&#8217;è più, monumenti fatiscenti alla gloria di passati dominatori del mondo, ha un fortissimo fascino. Si pensi a film come &#8220;Io sono leggenda&#8221; ad esempio, in cui, soprattutto nel caso della versione Hollywodiana con Will Smith, l&#8217;ambientazione da sola vale tutta la pellicola.</p>
<p>Dal libro di Weisman mi aspettavo proprio questo: una minuziosa, certosina, magari anche pedante in alcuni casi, spiegazione, narrazione, della lenta riconquista a partire dall&#8217;istante zero attraverso i secoli. Un film mentale permeato solo di silenzio e rumori come il crepitio dell&#8217;asfalto che si rompe sotto l&#8217;attenzione di radici troppo curiose ed impietose per non ferirlo o il canto degli uccelli che hanno nidificato sugli scheletri dei grattacieli, oramai vuote scatole di metallo e calcestruzzo. <img class="alignright" style="margin-left:2px;margin-right:2px;" title="palazzi abbandonati" src="http://metropolitician.blogs.com/scribblings_of_the_metrop/IMG_1569%20copy%201.jpg" alt="" width="355" height="474" /></p>
<p>Il libro di Weisman però non è questo, o lo è solo in parte, difatti la narrazione, che è comunque gradevole, ballonzola tra l&#8217;ecologia e l&#8217;antropologia, in prevalenza, usando solo come intermezzo d&#8217;effetto gli scenari di un futuro derelitto, specifico per l&#8217;argomento trattato. Ad esempio se la narrazione verte sulle condizione perimetrale di alcune riserve naturali africani, in chiusura o in parallelo, Weisman sfrutta il connubio tra immaginazione e dati scientifici per ipotizzare cosa succedere in quella determinata zona se di colpo scomparisse il genere umano.</p>
<p>Il libro ha quindi una sua ciclicità narrativa fatta di:una determinata sequenza di fasi: introduzione alla zona geografica; impatto antropico su di essa; problematiche attuali; scenario futuro senza il fattore antropico. Questo metodo ha grosso pregio se applicato ad alcuni scenari straordinari come la fascia demilitarizzata tra le due Coree o l&#8217;area petrolchimica texana, ma perde molto quando si parla di aree meno interessanti come i bordi delle riserve naturali africane o gli atolli del pacifico.</p>
<p>Fantastica è la parte inerente Varosha, una sorta di Las Vegas cipriota abbonata dai greci e mai colonizzata dai turchi dopo la guerra che tutt&#8217;ora separa l&#8217;isola. La descrizione di una realtà come quella in cui un solo uomo cammina tra i grandi alberghi vuoti, in cui il manto stradale è andato lentamente coprendosi di fiori ed erbe, il tutto immerso nel silenzio era quello che mi aspettavo permeasse il volume e che solo in parte, memorabile anche il capitolo inerente l&#8217;energia nucleare che consiglierei di leggere a chi è a favore del piano energetico dell&#8217;attuale governo, con l&#8217;immancabile richiamo alla suggestiva vicenda di Chernobyl, purtroppo è stata realizzata. Molto spesso l&#8217;autore, al contrario, si abbandona a lunghe digressioni di antropo/ecologia di riconosciuto valore didattico ma che smorzano di molto l&#8217;eccitazione di chi legge. In più nel testo edito da Eiunaudi v&#8217;è un grossolano errore di traduzione: silicon in inglese è silicio e non silicone. Non si capirebbe altrimenti perché nella silicon valley si trovino moltissimi ingegneri elettronici e pochissime maggiorate.</p>
<p>In conclusione il libro di Weisman è decisamente interessante, scordatevi però l&#8217;idea di leggere di ipotetiche Tokyo silenziose, New York rinselvatichite e Venezie sommerse, scenari decisamente fantastici e suggestivi ma forse troppo astratti per un saggio con le aspirazioni, forse, del romanzo di fantascienza, ma che saggio è, e resta comunque.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Abruzzo e Petrolio, il dovere del giornalista]]></title>
<link>http://robertodeficis.wordpress.com/2009/11/20/abruzzo-e-petrolio-il-dovere-del-giornalista/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 09:04:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>Roberto  De Ficis</dc:creator>
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<description><![CDATA[Hermes Pittelli vuole vederci chiaro e parte per Los Angeles dalla professoressa D&#8217;Orsogna Que]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2>Hermes Pittelli vuole vederci chiaro e parte per Los Angeles dalla professoressa D&#8217;Orsogna</h2>
<p style="text-align:justify;">Quello che non viene fatto &#8211; per dovere di responsabilità &#8211; dai rappresentanti politici, per grazia di Dio, viene fatto da un giornalista. Per questo motivo, Hermes Pittelli, giornalista romano, vuole vederci chiaro sulla questione “petrolio abruzzese”, vuole scrivere la verità e raccontarla. Obiettivi: <em>dovere di verità</em> e il sacrosanto <em>dovere di informazione</em>. Verità e informazione: requisiti di cui la politica attuale sembra essere monca.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_366" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://robertodeficis.wordpress.com/files/2009/09/hermes.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-366" title="hermes" src="http://robertodeficis.wordpress.com/files/2009/09/hermes.jpg?w=150" alt="" width="150" height="100" /></a><p class="wp-caption-text">Hermes Pittelli</p></div>
<p style="text-align:justify;">Hermes è volato proprio oggi alla volta di Los Angeles, California, per motivi professionali. Ma questa è anche un&#8217;ottima occasione per incontrare ed intervistare la ricercatrice di origine abruzzese Maria Rita D’Orsogna e farsi spiegare come vanno le cose in quella parte del mondo in fatto di &#8216;petrolizzazione&#8217;. Sulla costa pacifica degli States la professoressa D’Orsogna, 35 anni, è fisico. Da anni lavora a stretto contatto con le istituzioni e con i maggiori esponenti della comunità scientifica americana per condurre studi e ricerche, per giungere a connubi sempre più sostenibili tra utilizzo del petrolio e vita. Hermes seguirà le attività della D’Orsogna, chiedendo e chiarendo il più possibile l’aspetto scientifico della questione riferita al nostro territorio abruzzese.</p>
<div id="attachment_583" class="wp-caption alignright" style="width: 148px"><a href="http://robertodeficis.wordpress.com/files/2009/11/maria-rita-dorsogna.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-583 " title="Maria Rita D'Orsogna" src="http://robertodeficis.wordpress.com/files/2009/11/maria-rita-dorsogna.jpg?w=138" alt="Maria Rita D'Orsogna" width="138" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Maria Rita D&#39;Orsogna</p></div>
<p style="text-align:justify;">La scienziata, che da tempo segue le vicende del suo Abruzzo a rischio petrolio, parla chiaro e senza dubbi dice: “Esistono varie <em>migliaia</em> di articoli di scienza dove vengono messi in evidenza legami molto forti fra attività petrolifere e cattiva salute delle popolazioni”. L’agente incriminato è l’idrogeno solforato che si sprigiona nell’aria a causa delle raffinerie e che non viene sufficientemente smaltito dall’atmosfera. Insieme al suo collega, il maggior esperto mondiale di questa sostanza, il prof. Kaye Kilburn, cerca di portare all’attenzione della collettività abruzzese il problema, soprattutto dopo le notizie sempre più discusse – confermate e smentite a ripetizione &#8211; su una prevista costruzione di un centro oli (vedi raffineria) ad Ortona (Ch).</p>
<p style="text-align:justify;">Hermes, che non da poco tempo segue la questione dell’oro nero d’Abruzzo, è appassionato come pochi al problema, e non cerca di screditare nessuno col suo lavoro di reporter, non cerca di dare spallate politiche, non cerca di portare acqua al suo mulino o a quello di qualche suo amichetto d’affari, ma cerca la verità, cerca di capirci qualcosa, cerca di informare in modo sincero la comunità di cui si sente parte.</p>
<p style="text-align:justify;">Ricordo che mancano <em>46 giorni alla scadenza</em> della moratoria sul Centro Oli di Ortona (la moratoria, infatti, scade il 31 Dicembre) e dalla Regione ancora non c’è alcun atto concreto. La moratoria blocca di fatto gli eventuali lavori di costruzione, ma se questa non verrà rinnovata i lavori potranno partire in qualsiasi momento.</p>
<div id="attachment_395" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://robertodeficis.wordpress.com/files/2009/09/abruzzo-concessioniweb1.jpg"><img class="size-medium wp-image-395 " title="abruzzo-concessioniweb1" src="http://robertodeficis.wordpress.com/files/2009/09/abruzzo-concessioniweb1.jpg?w=300" alt="" width="300" height="201" /></a><p class="wp-caption-text">Le concessioni minerarie interessano il 50% del territorio abruzzese</p></div>
<p style="text-align:justify;">Hermes tiene a sottolineare che “Al ministero delle Attività Produttive le mappe per <em><span style="font-style:normal;"><strong>le </strong></span><strong><span style="font-style:normal;">concessioni minerarie</span></strong></em> &#8211; quindi che riguardano il petrolio, ma anche il gas (altri tipi di problemi, ma sempre collegati alla trivellazione o del sottosuolo o dei fondali) &#8211; <strong>interessano il 50% del territorio abruzzese</strong>” – aggiungendo che “La giunta regionale, con il presidente Chiodi e l&#8217;assessore all&#8217;ambiente Daniela Stati continuano a non dire una parola sull&#8217;argomento e rifiutano di confrontarsi con i comitati civici e ambientalisti. Farfugliano che la raffineria di Ortona non è stata realizzata e non si realizzerà, ma appunto la moratoria scade il 31 dicembre e la regione Abruzzo si sta preoccupando di stabilire l’entità delle <em>royalties</em> (nell&#8217;eventualità di cosa?) e ci aggiunge pure la &#8216;necessità&#8217; di costruire inceneritori”.</p>
<p style="text-align:justify;">Personalmente spero che non andrà così, che la moratoria verrà rinnovata, così da avere più tempo ed essere sicuri su ciò che la regione si appresterebbe a legittimare. La politica ci rassicura sulla mancanza di pericoli di inquinamento che deriverebbero dalle nuove attività petrolifere in Abruzzo, ma la scienza non è d’accordo. Per fortuna i politici che ci amministrano vengono scelti ancora democraticamente, ma il problema, in questo caso, è che non hanno alcun tipo di competenza specifica per i delicati ruoli che vanno a ricoprire, quindi dovrebbero munirsi di umiltà e informarsi presso fonti autorevoli che nella vita studiano, ad esempio, gli effetti nocivi per salute e ambiente derivanti da estrazione, trasporto e lavorazione del petrolio, anziché perseguire obiettivi senza il dovuto ascolto; in questo caso, sarebbe sinonimo di ignoranza e ipocrisia o utilitarismo personale.</p>
<p style="text-align:justify;">Hermes, nel suo ruolo di giornalista, continuerà con la sua attività di ricerca di informazioni comprovabili, anche grazie al supporto della professoressa D’Orsogna, che possano aiutare nelle definizione di una posizione sempre più chiara rispetto alla questione Abruzzo e Petrolio. Aspettiamo, dunque, sue novità d’oltreoceano.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[QUALCOSA ACCADRÀ]]></title>
<link>http://ferrucci.wordpress.com/2009/11/20/qualcosa-accadra/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 22:12:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>p. ferrucci</dc:creator>
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<description><![CDATA[In questi giorni si parla di stress dei mercati, e a ragione. Da un lato c’è la corsa del prezzo del]]></description>
<content:encoded><![CDATA[In questi giorni si parla di stress dei mercati, e a ragione. Da un lato c’è la corsa del prezzo del]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[La madre di tutte le bolle]]></title>
<link>http://nafop.wordpress.com/2009/11/19/la-madre-di-tutte-le-bolle/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 07:12:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabrizio Taccuso</dc:creator>
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<description><![CDATA[I manuali di finanza ci hanno sempre insegnato che la regola numero uno di ogni risparmiatore è dive]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://nafop.wordpress.com/files/2009/11/la-madre-di-tutte-le-bolle.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1665" title="La madre di tutte le bolle" src="http://nafop.wordpress.com/files/2009/11/la-madre-di-tutte-le-bolle.jpg?w=300" alt="" width="300" height="251" /></a>I manuali di finanza ci hanno sempre insegnato che la regola numero uno di ogni risparmiatore è diversificare i propri investimenti. Questo perché le varie attività finanziarie normalmente si muovono in modo decorrelato, od in certi casi addirittura anticorrelato. Ad esempio l’oro, essendo considerato bene rifugio, si apprezzava in tutte le fasi di forte calo delle borse e viceversa. Da marzo in avanti queste “regole storiche” sono state sovvertite ed accade invece che salgano contemporaneamente tutte le attività rischiose quali azioni, oro, energia, petrolio, commodities varie.</p>
<p>Tutto questo è dovuto solo in parte al miglioramento dei fondamentali dell’economia ed  in gran parte al fenomeno chiamato <strong>carry trade</strong>. Esso si traduce nel prendere a prestito denaro in paesi con il tasso di interesse praticamente a zero (fino a qualche tempo fa accadeva per lo yen, ora per il dollaro Usa) ed investirlo in attività finanziarie denominate in valute più redditizie, che hanno cioè un tasso di rendimento più alto, (oggi tipicamente i Paesi Emergenti). Essendo una prassi ormai consolidata, questo determina dei movimenti molto forti tra le varie valute; il dollaro perde da mesi praticamente contro tutte le altre valute e chi si indebita in questa divisa non lo fa ad un tasso zero, ma addirittura negativo, in quanto rimborsa un debito ad un valore inferiore rispetto a quello a cui è stato contratto.</p>
<p>Così mentre l’economia reale dava solo timidi segnali di risveglio, alcune attività finanziarie sono letteralmente “volate”, grazie alle manovre espansive delle Autorità Centrali ed alla “<strong>politica dei tassi zero</strong>”. Ecco spiegato il motivo per cui le grandi Banche Americane hanno chiuso le trimestrali con utili record  o, per stare solo in casa nostra, nella sua ultima trimestrale Unicredit dichiara proventi da trading per la bellezza di 715 milioni, che salgono a 1,65 miliardi se si considera il bilancio da inizio gennaio. Banca Intesa nell’ultimo trimestre, da attività di trading ha guadagnato 447 milioni.</p>
<p>Ma le Autorità Monetarie e le Banche Centrali hanno portato i tassi a zero per far fare utili alle Banche con spericolate operazioni finanziarie o per aiutare gli imprenditori e le loro Aziende, vero motore dell’economia, ad uscire dalla peggior crisi della storia moderna?</p>
<p><strong>Nouriel Roubini</strong> ha affermato nei giorni scorsi che si sta formando” la madre di tutte le bolle mondiali dei prezzi della attività con effetto leva”. E’ evidente che questo fenomeno non può continuare all’infinito: il dollaro prima o poi dovrà per forza smettere di scendere ed in quel momento, coloro che stanno speculando dovranno frettolosamente chiudere  tutte quelle operazioni aperte oggi a leva, spingendo questa volta al ribasso tutte le attività il cui valore oggi è palesemente gonfiato.</p>
<p>Probabilmente c’è ancora un po’ di tempo davanti a noi, perché difficilmente i tassi d’interesse saliranno a breve, ma preparatevi quindi, per tempo, ad assistere dopo l’esplosione della bolla della tecnologia e quella dei mutui cartolarizzati all’esplosione della madre di tutte le bolle finanziarie………</p>
<p><strong>Fabrizio Taccuso &#8211; Studio Andreoli &#38; Taccuso &#8211; </strong><strong><a href="mantovafinanza.blogspot.com">mantovafinanza.blogspot.com</a> &#8211; </strong><strong>Mantova<br />
</strong></p>
<p><strong>fabrizio.taccuso@alice.it</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Civitavecchia, centrale di Torre Valdaliga nord: curare la malattia e non i sintomi. Intervento di Mario Michele Pascale, coordinatore regionale.]]></title>
<link>http://rslazio.wordpress.com/2009/11/17/civitavecchia-centrale-di-torre-valdaliga-nord-curare-la-malattia-e-non-i-sintomi-intervento-di-mario-michele-pascale-coordinatore-regionale/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 21:16:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>rslazio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ho letto con interesse sia la notizia che il dibattito susseguito alla pubblicazione, da parte di ce]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ho letto con interesse sia la notizia che il dibattito susseguito alla pubblicazione, da parte di centumcellae.it, delle foto che individuano, nel perimetro di Torre Valdaliga nord, di alcuni sacchi dal contenuto non meglio precisato e, come tale, “sospetto”.<br />
Il lato spiacevole è stato il silenzio sia di Enel che delle istituzioni locali, che comunque sono chiamate a vigilare da un punto di vista ambientale.<br />
Silenzio assordante, contro cui, giustamente si sono scagliati sia Vittorio Petrelli che Cristina Riccetti.</p>
<p>Di certo Enel e comune dovranno rendere conto tanto della natura di quella polvere giallastra  quanto dell&#8217;interruzione delle attività di monitoraggio dell&#8217;aria. E&#8217; nostro diritto, nostro vuol dire dei cittadini di Civitavecchia e del comprensorio, sapere se la nostra salute e quella dei nostri figli è minacciata.<br />
Il protrarsi del silenzio da parte dell&#8217;azienda elettrica e della pubblica amministrazione potrà essere letto solo ed esclusivamente come un&#8217;ammissione di colpa.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Ma farei, riguardo all&#8217;accaduto, anche uno sforzo maggiore, perché se è giusto indicare episodi concreti su cui indagare, è anche meglio comprendere tutto il castello di fatti e motivazioni che rende possibili questi scenari; insomma curare sì i sintomi, ma anche andare al cuore del problema, della malattia.</p>
<p>Enel attua la politica energetica nazionale, o meglio, dovrebbe essere così. Ad ogni osservatore, anche se non troppo acuto, appare chiaro che Enel, invece, “è” la politica energetica nazionale. I governi, sia di destra che di sinistra, che dovrebbero valutare l&#8217;impatto economico, sociale e sanitario delle proprie scelte, senza neanche una grossa dialettica interna, hanno sempre approvato e fatte proprie le scelte dell&#8217;azienda. L&#8217;azienda, come tale, non è orientata al bene comune (attività di pubbliche relazioni e di ufficio stampa a parte), bensì al profitto.<br />
Siamo di fronte ad un paradosso grave dove un&#8217;impresa con un fine particolare (il guadagno) condiziona coloro i quali devono equilibrare le necessità energetiche collettive con il bene comune.<br />
L&#8217;azione di Enel è, insomma, un insulto al concetto stesso di democrazia.<br />
Da un punto di vista locale l&#8217;azienda raddoppia il suo insulto; già stringe il collo al comune che, grazie a pregresse scellerate scelte di politica economica, sarebbe al collasso senza i fondi “compensativi” che provengono dall&#8217;azienda. La carità dell&#8217;azienda elettrica dà la possibilità al comune di Civitavecchia di sopravvivere. Come pretendere che il comune sorvegli Enel?<br />
In ultimo, ma non meno importante, c&#8217;è il problema dei combustibili, senza i quali le centrali non funzionerebbero. In un mondo in cui tutti cercano di lasciarsi alle spalle sia il petrolio sia i combustibili fossili, in Italia si è identificata una possibile e folle strategia nell&#8217;uso del carbone. Peggio ancora si è paventata, per Civitavecchia, la possibilità di bruciare i rifiuti urbani in centrale. Il governo ha smentito, d&#8217;accordo, ma all&#8217;epoca smentì anche l&#8217;utilizzo del carbone, ma questo a Civitavecchia, oggi, è una realtà.<br />
Tirando le somme pare che le istituzioni, di fronte ad Enel, contino quanto il due di coppe quando regna bastoni.<br />
Ora ci spieghiamo meglio il silenzio assordante di cui parlavamo.<br />
Il problema è, quindi, certamente chiedere con forza cosa sia quella roba depositata nell&#8217;area Enel di Civitavecchia  ma occorre, con altrettanta forza, non farsi distogliere dal fatto che il problema reale è il comportamento di Enel sia in materia di politica energetica che di rapporti con le istituzioni (che dovrebbero iniziare a prendere sul serio il proprio ruolo di garanti della collettività, non alzare la voce solo per avere qualche spicciolo in più).<br />
Tutto il resto sono solo tristi, inammissibili, ma logiche conseguenze.<br />
L&#8217;invito che mi sento di rivolgere a noi tutti è abbastanza semplice: non curiamo i sintomi, ma la malattia, che ha un nome, un cognome ed una ragione sociale.</p>
<p>Mario Michele Pascale</p>
<p>coordinatore regionale movimento dei Radicali di Sinistra</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'Abruzzo e forse anche il Molise come i petrolieri texani]]></title>
<link>http://termoli.wordpress.com/2009/11/17/labruzzo-e-forse-anche-il-molise-come-i-petrolieri-texani/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 07:43:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Achab</dc:creator>
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<description><![CDATA[Un piano prevede di installare impianti di estrazione sul 50% del territorio: a rischio agricoltura ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Un piano prevede di installare impianti di estrazione sul 50% del territorio: a rischio agricoltura ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Una svendita ridicola]]></title>
<link>http://filste.wordpress.com/2009/11/16/nis/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 22:32:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Filip S.</dc:creator>
<guid>http://filste.wordpress.com/2009/11/16/nis/</guid>
<description><![CDATA[Oggi vorrei raccontarvi un interessante aneddoto su come funzionano le privatizzazioni nei paesi est]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Oggi vorrei raccontarvi un interessante aneddoto su come funzionano le privatizzazioni nei paesi est europei del post socialismo, potrebbe essere quasi divertente se non fosse tristemente reale.  Ma facciamo un passo alla volta.</p>
<p style="text-align:justify;">Si chiama <a href="http://www.nis.yu/" target="_blank">NIS</a> (<em>Naftna Industrija Srbije</em>) la principale compagnia petrolifera serba, con sede a Novi Sad e monopolio delle importazioni di olio grezzo nel paese fino al 2011. Si occupa di tutti i livelli della produzione petrolifera, dalla ricerca ed estrazione di idrocarburi (principalmente nella provincia settentrionale della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vojvodina" target="_blank">Vojvodina</a>), alla loro importazione, alla raffinazione, al trasporto e alla messa in vendita sui mercati regionali. Vanta quasi 14.000 dipendenti e nel 2007 ha registrato profitti per 170 milioni di U$D.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="size-full wp-image-2227 alignleft" title="NIS" src="http://filste.wordpress.com/files/2009/11/nis.jpg" alt="Naftna Industrija Srbije" width="210" height="313" /></p>
<p style="text-align:justify;">Frattanto, c&#8217;è che prende sempre più piede il progetto da 20 miliardi di U$D di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eni" target="_blank">Eni</a>-<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gazprom" target="_blank">Gazprom</a> per la realizzazione del gasdotto <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/South_Stream" target="_blank">South Stream</a>, che attraverso il Mar Nero e la Penisola Balcanica dovrà portare 63 miliardi di metri cubi annui all&#8217;Unione Europea, tanto affamata di energia. Questa grande occasione geoeconomica è una manna caduta dal cielo per la Serbia, che potrà contare oltre che sulla certezza di approvvigionamenti di gas russo, senza lo spinoso interlocutore ucraino, ad un grande afflusso di capitali per la realizzazione del condotto, a un deposito sotterraneo a Banatski Dvor, alle future tasse di transito. Ecco quindi la grande gioia della Serbia a fine 2008, e tralascio altre questioni decisive come l&#8217;appoggio politico della Russia su questioni che stanno molto a cuore ai fratelli balcanici, prima fra tutte l&#8217;indipendenza kosovara, per non mettere troppa carne sul fuoco.  In questo clima, a inizio di quest&#8217;anno la vendita di NIS prende sempre più le sembianze di una svendita, per la serie: &#8220;Ehi, i russi ci portano i loro miliardi d&#8217;investimenti, ma noi dal canto nostro gli cediamo sottocosto un&#8217;ottima azienda con alti profitti e solide prospettive!&#8221;. E all&#8217;epoca, l&#8217;analisi compiuta da <a href="Deloitte &#38; Touche" target="_blank">Deloitte&#38;Touche</a> stimava il valore di NIS per 3 miliardi di U$D (2008), ma Gazprom avrebbe pagato appena 1,2 miliardi, di cui in realtà 721 milioni di U$D da ritenersi sotto forma di nuovi investimenti. E come se non bastasse ciò, lo stato non aveva nemmeno voluto prendere in considerazione altre offerte. Ma non andiamo troppo per il sottile, la Russia è un grande alleato, uno storico amico, un fedele compagno, festeggiamo per la reciproca riuscita del buon affare!</p>
<p style="text-align:justify;">Sennonché, l&#8217;idillo dura ben poco: già a febbraio l&#8217;olandese <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kpmg" target="_blank">KPMG</a>, revisionando i bilanci NIS, dichiara che altro che profitti, per il 2008 si calcolano perdite per 3,2 miliardi di dinari (34 milioni di €UR)! Il governo la prende per un&#8217;offesa personale: che diamine vanno dicendo, ma cosa credono?! È il fior fiore dell&#8217;economia nazionale, un gioiello! Va bene, dicono i russi, sarà come dite, allora perché non prendiamo un altro revisore, per capire cosa sta succedendo? Sarebbe perfetto, ma lo stato purtroppo non dispone dei 500.000€ necessari per una nuova revisione. Nessun problema, pagano i russi! Viene così chiamato <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ernst_%26_Young" target="_blank">Ernst&#38;Young</a> che rimette mano alle cifre, rifà i calcoli, e a maggio se ne esce con un nuovo risultato: la perdita non è di 3,2, ma di 8 miliardi di dinari (85 milioni di €). Panico generale, imbarazzo del governo&#8230; chi appianerà le perdite? A chi tocca scucire? E chi, se mai verrà indicato qualcuno, verrà considerato responsabile dell&#8217;inaccuratezza dei dati (se non di frode vera e propria)? Se poi a fine 2008 si parlava di guadagni netti, NIS ha pagato delle imposte sui profitti dichiarati? In questo caso, verranno rimborsate? I russi intanto rassicurano: nessun problema, a noi interessava giusto sapere come stessero realmente le cose, nulla cambia, nessuno dovrà sborsare un centesimo. Ora, che con una perdita da 85 milioni &#8220;nessuno&#8221; debba pagare pare a dir poco sospetto&#8230; E possiamo star certi che Gazprom troverà il facile modo di rifarsi (sui serbi, of course) del tiro mancino. È infatti solo di poco tempo fa l&#8217;avviso dell&#8217;ennesimo rincaro del prezzo della benzina, giustificato questa volta non da rincari del barile sul mercato del greggio, ma da &#8220;maggiori costi di raffinazione&#8221;. Insomma, la Serbia continua a pagare il prezzo regionale più alto al litro (oltre 1€), per un carburante di qualità scadente.</p>
<p style="text-align:justify;">La vera questione che mi preoccupa è però quale messaggio passa ora sul piano internazionale? Che immagine si faranno i potenziali futuri investitori, per un paese già <a href="http://www.neurope.eu/articles/Fitch-affirms-Serbia-at-BB-outlook-negative/97450.php" target="_blank">declassato a classe BB-</a> per quanto riguarda i rating sul credito, se non ci si può fidare nemmeno della classe dirigenziale, dove non sai mai se il pacco che ti rifilano è genuino o solo ben infiocchettato&#8230; Ci sono altre risorse importanti che la Serbia sarà in futuro felice di cedere, sono ora curioso di vedere poste quali premesse, a chi e con quali risultati. Perché il mondo non è la Russia.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Petrolio: facciamo il punto]]></title>
<link>http://ioelatransizione.wordpress.com/2009/11/16/petrolio-facciamo-il-punto/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 10:30:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cristiano</dc:creator>
<guid>http://ioelatransizione.wordpress.com/2009/11/16/petrolio-facciamo-il-punto/</guid>
<description><![CDATA[Ogni tanto ricapitolare fa bene e &#8220;Gail the Actuary&#8221; (al secolo Gail E. Tverberg di Atla]]></description>
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