<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>philippe-ridet &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/philippe-ridet/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "philippe-ridet"</description>
	<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 05:47:59 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[L'Italia vista dal mondo: Sant’Ambrogio, l’ultima arma di Dario Fo]]></title>
<link>http://valeand.wordpress.com/2009/10/18/litalia-vista-dal-mondo-sant%e2%80%99ambrogio-l%e2%80%99ultima-arma-di-dario-fo/</link>
<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 10:27:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>valeand</dc:creator>
<guid>http://valeand.wordpress.com/2009/10/18/litalia-vista-dal-mondo-sant%e2%80%99ambrogio-l%e2%80%99ultima-arma-di-dario-fo/</guid>
<description><![CDATA[Lui, 83 anni si stava dedicando alle lezioni sull’arte drammatica ; lei, 80 anni, è stata europarlam]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-medium wp-image-378" title="fo_rame" src="http://valeand.wordpress.com/files/2009/10/fo_rame.jpg?w=300" alt="fo_rame" width="300" height="172" /></p>
<p>Lui, 83 anni si stava dedicando alle lezioni sull’arte drammatica ; lei, 80 anni, è stata europarlamentare. Per il loro ritorno sulla scena, al Teatro Piccolo di Milano, la loro città, Dario Fo e sua moglie, Franca Rame, hanno scelto di reinterpretare la figura del santo fondatore del capoluogo lombardo, in uno spettacolo intitolato Sant’Ambrogio e l’invenzione di Milano (dal 6 all’11 ottobre). Ma forse sarebbe meglio dire Milano e l’invenzione di Sant’Ambrogio…</p>
<p>Perché per Dario Fo e sua moglie, che già in passato sono stati bersaglio della Chiesa, Sant’Ambrogio (versi 340-397) non sarebbe altri che l’inventore dell’espressione “solo il furto ha fatto nascere la proprietà privata”. “Un vero e proprio comunista ante litteram”, <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2009/settembre/30/Sant_Ambrogio_vero_comunista__co_9_090930085.shtml">come ha rivelato al quotidiano milanese Il Corriere della Sera</a>. Ma per il drammaturgo, instancabile detrattore di Silvio Berlusconi, la cosa più bella è il fatto che alcuni elementi biografici di Sant’Ambrogio riecheggiano un po’ la situazione attuale del presidente del Consiglio, nato a Milano ed ingarbugliato in alcuni scandali privati di cui si rifiuta di ammettere l’esistenza.<!--more--></p>
<p>Inventivo, beffardo ed un po’ provocatore, Fo racconta : “Ambrogio ha vissuto una vita straordinaria. Tanto per cominciare, non era né battezzato né prete quando fu  nominato vescovo di Milano. Nato in una famiglia ricca, era un agnostico. Colto, ottimo organizzatore, dotato per le questioni amministrative, arrivò a Milano come Console. Alla morte del vescovo Aussenzio, Ambrogio fu chiamato a fare da arbitro tra diverse fazioni. Ci riuscì così bene che la folla lo nominò vescovo e lo acclamò”.</p>
<p>Un capo della Chiesa eletto dalla sua base: un tema che non poteva non attrarre questo compagno di strada della sinistra italiana. Tanto più che il seguito della storia mantiene le promesse iniziali. Ambrogio, che non voleva quest’onore, organizzò un’orgia per dimostrare di esserne del tutto indegno. Arrestato, si rivolse di nuovo ai Milanesi e confessò le sue colpe.</p>
<p>“È un po’ come se avesse risposto alle domande del quotidiano La Repubblica”, scherza Dario Fo, riferendosi alle domande poste dal quotidiano al capo del governo dopo le rivelazioni sugli scandali. La confessione della colpa gli valse l’assoluzione: “Sei proprio tu che vogliamo,  ribatterono i cittadini. Un uomo che ammette i suoi peccato non è un ipocrita”. Ambrogio si spogliò quindi del suo patrimonio ed accettò l’incarico. Il messaggio è chiaro: il milanese Silvio Berlusconi deve prendere qualche lezione anche dall’inventore di Milano, oltre che dall’inventore di Sant’Ambrogio.</p>
<p>Philippe Ridet (corrispondente da Roma)</p>
<p>Da LeMonde.fr, 03/10/2009, ore 18,26</p>
<p>Traduzione Carmine Valentino</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'Italia vista dal mondo: Il Parlamento italiano approva un controverso provvedimento di amnistia fiscale]]></title>
<link>http://valeand.wordpress.com/2009/10/18/litalia-vista-dal-mondo-il-parlamento-italiano-approva-un-controverso-provvedimento-di-amnistia-fiscale/</link>
<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 10:15:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>valeand</dc:creator>
<guid>http://valeand.wordpress.com/2009/10/18/litalia-vista-dal-mondo-il-parlamento-italiano-approva-un-controverso-provvedimento-di-amnistia-fiscale/</guid>
<description><![CDATA[Il Sole 24 Ore, il grande quotidiano economico italiano sostenuto dalla Confindustria, ha pubblicato]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a rel="attachment wp-att-374" href="http://valeand.wordpress.com/2009/10/18/litalia-vista-dal-mondo-il-parlamento-italiano-approva-un-controverso-provvedimento-di-amnistia-fiscale/scudo_fiscale/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-374" title="scudo_fiscale" src="http://valeand.wordpress.com/files/2009/10/scudo_fiscale.jpg?w=300" alt="scudo_fiscale" width="300" height="214" /></a>Il Sole 24 Ore, il grande quotidiano economico italiano sostenuto dalla Confindustria, ha pubblicato lunedì 5 ottobre una “Guida all’amnistia fiscale”. Che sembra destinata al successo, dopo che, venerdì, il Parlamento ha approvato definitivamente un controverso provvedimento di amnistia. Pagando una tassa del 5%, gli italiani potranno rimpatriare capitali, immobili, titoli finanziari, yacht e gioielli. Inoltre, lo Stato amnistia anche alcuni reati come il falso in bilancio. Gli intermediari finanziari non saranno più obbligati, in caso di sospetto riciclaggio di denaro, ad avvertire le autorità.</p>
<p>« Abbiamo un sacrosanto bisogno di soldi » per la salute e la ricerca, ha spiegato Silvio Berlusconi prima del voto, difendendone il “realismo”, mentre la sinistra, l’Associazione nazionale dei magistrati ed il settimanale cattolico Famiglia Cristiana denunciano “lo Stato mafioso”, un “vergognoso regalo” ai truffatori e un “insulto alle persone oneste”.</p>
<p>La guardia di finanza stima in 300 miliardi di euro l’ammontare dei patrimoni transalpini all’estero, di cui 125 sarebbero in Svizzera (soprattutto nelle banche della zona di Lugano), 86 in Lussemburgo e… 2 miliardi nella Repubblica di San Marino. Il ministro dell’economia, Giulio Tremonti, ha giustificato così il colpo di spugna giudiziario: “Non si poteva correre il rischio che per gli imprenditori fraudolenti, il ricorso all’amnistia fosse sinonimo di un’autodenuncia, che equivarrebbe ad una forma di suicidio”. Secondo la stampa italiana, la frode fiscale è praticata soprattutto dagli abitanti della laboriosa Italia settentrionale.</p>
<p>Durante il primo voto alla Camera, alcuni parlamentari di sinistra avevano abbandonato l’Emiciclo per protestare contro il provvedimento. Alcuni non esitano a definire l’Italia meno virtuosa “del cartello di Medellin”… Giovedì, l’ex giudice Antonio Di Pietro, leader del partito dell’Italia dei Valori, si è travestito da mafioso da operetta (con coppola e sigaro) per denunciare un “assegno in bianco” alla criminalità organizzata. Ironia della sorte, se l’opposizione fosse stata al completo per il voto definitivo di venerdì, avrebbe potuto bocciare il provvedimento.</p>
<p>Resta da sapere quanto esso renderà allo Stato italiano, che è il più indebitato d’Europa. Le due amnistie precedenti (2000 e 2002) avevano fruttato due miliardi di euro. Tremonti si rifiuta di fare previsioni, spiegando che la somma di 300 miliardi di evasione non può essere considerata come base di calcolo. “In questa cifra” ha dichiarato “ sono compresi  fondi prodotti dalle attività criminali che non rientreranno mai in Italia, con o senza amnistia”. Una buona sorpresa per il governo: l’intensificazione della lotta contro l’evasione decisa qualche mese fa ha permesso al fisco di rimettere le mani su quasi 4 miliardi di euro.</p>
<p>Philippe Ridet</p>
<p>Da LeMonde.fr, 05/10/2009, ore 15,41.</p>
<p>Traduzione Carmine Valentino</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La nouvelle galaxie anti-Berlusconi s'organise hors des partis d'opposition.]]></title>
<link>http://nabaizaleok.wordpress.com/2009/10/06/la-nouvelle-galaxie-anti-berlusconi-sorganise-hors-des-partis-dopposition/</link>
<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 11:57:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>nabaizaleokbost</dc:creator>
<guid>http://nabaizaleok.wordpress.com/2009/10/06/la-nouvelle-galaxie-anti-berlusconi-sorganise-hors-des-partis-dopposition/</guid>
<description><![CDATA[Les dizaines de milliers de personnes qui ont manifesté samedi 3 octobre à Rome en faveur de la libe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Les dizaines de milliers de personnes qui ont manifesté samedi 3 octobre à Rome en faveur de la libe]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'Italia vista dal mondo: La mafia calabrese  accusata di aver affondato navi di rifiuti tossici]]></title>
<link>http://valeand.wordpress.com/2009/09/30/litalia-vista-dal-mondo-la-mafia-calabrese-accusata-di-aver-affondato-navi-di-rifiuti-tossici/</link>
<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 08:24:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>valeand</dc:creator>
<guid>http://valeand.wordpress.com/2009/09/30/litalia-vista-dal-mondo-la-mafia-calabrese-accusata-di-aver-affondato-navi-di-rifiuti-tossici/</guid>
<description><![CDATA[Un pentito della ‘ndrangheta (la mafia calabrese), un giudice tignoso ed un robot telecomandato : ci]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a rel="attachment wp-att-351" href="http://valeand.wordpress.com/2009/09/30/litalia-vista-dal-mondo-la-mafia-calabrese-accusata-di-aver-affondato-navi-di-rifiuti-tossici/300px-calabria/"><img class="aligncenter size-full wp-image-351" title="300px-Calabria" src="http://valeand.wordpress.com/files/2009/09/300px-calabria.jpg" alt="300px-Calabria" width="300" height="297" /></a></p>
<p>Un pentito della ‘ndrangheta (la mafia calabrese), un giudice tignoso ed un robot telecomandato : ci è voluta l’unione di questi tre elementi per far tornare a galla il mistero delle navi affondate nel Mediterraneo con il loro carico di rifiuti tossici e, secondo alcuni, radioattivi. Fino a quel momento, Francesco Fonti, 64 anni, condannato a cinquant’anni di carcere per traffico di droga e diventato &#8211; in cambio della sua libertà &#8211; “collaboratore di giustizia”, era stato poco ascoltato. Il suo dettagliato racconto in merito all’affondamento di tre navi &#8211; che egli stesso avrebbe effettuato nel 1992 &#8211; e ad una trentina di altri affondamenti &#8211; di cui avrebbe sentito parlare &#8211;  aveva ricevuto solo una modesta risonanza. L’associazione ambientalista Legambiente e le inchieste di alcuni giornalisti – tra cui quella di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, assassinati nel 1994 in Somalia – avevano tuttavia in parte confermato ciò che lui aveva detto. Si sapeva che i padrini calabresi – oggi convertiti al traffico di cocaina – si erano specializzati, negli anni ’80 e ’90, nel trasporto di rifiuti tossici verso l’Africa (parallelamente a quello delle armi). Ma non vi era prova del fatto che avessero potuto farli sparire in mare aperto. In mancanza del corpo del reato, la giustizia aveva archiviato gran parte delle inchieste. Per fortuna, non è stato così per quella riguardante la sparizione del Cunsky, un mercantile di 116 metri di lunghezza. Nel 2008, appena arrivato a Paola, una cittadina della Calabria, il giudice Bruno Giordano decide di riaprirla. Pur senza risorse finanziarie, ha potuto contare sul sostegno di Silvestro Greco, un ex biologo marino, assessore regionale all’ambiente. “Nessuno faceva nulla, ci sentiamo responsabili”, spiega questi.</p>
<p>Per finanziare le ricerche in mare, la Calabria ha sbloccato 700 000 euro. Il 12 settembre, un robot telecomandato ha scoperto un relitto che corrispondeva alle dimensioni del Cunsky, e che giaceva a 487 metri di profondità, a 14 miglia nautiche da Cetraro, sulla costa  occidentale della Calabria. Il robot ha effettuato una carrellata lungo lo scafo e la prua. La presenza di un buco provocato da un’esplosione conferma le ammissioni di Francesco Fonti. <!--more--></p>
<p>All’epoca, altre tre navi  &#8211; l’Yvonne A e la Voriais Sporadies, date per disperse, oltre alla Jolly Rosso, arenatasi con il suo carico di rifiuti &#8211; hanno conosciuto un destino simile. “Tutte queste navi hanno una storia comune”, racconta Andrea Palladino, giornalista del quotidiano comunista Il Manifesto. “ Formavano un convoglio che, nel 1989, è partito per andare in Libano a recuperare centinaia di tonnellate di rifiuti tossici provenienti da un’altra nave, la Lynx. Rifiuti, questi, che erano stati prodotti da industrie farmaceutiche e chimiche italiane. Una società milanese – la Jelly Wax – si dichiarava in grado di smaltirli, per 500 euro alla tonnellata, in un paese del terzo mondo. Con una spesa di 30 euro alla tonnellata, i guadagni potevano essere strabilianti. Partita da un porto italiano, la Lynx è transitata per Gibuti e per il Venezuela, per poi arrivare in Libano, ma ovunque è stata respinta.” L’ipotesi comunemente accettata è che,in seguito, alcuni intermediari abbiano optato per metodi più sbrigativi, affidando alla ‘ndrangheta il compito di far sparire nave e carico. “Era una procedura facile ed abituale”, ha dichiarato Francesco Fonti. Questa tesi, avanzata da Greenpeace già nel 1995, era stata scartata dal governo italiano.</p>
<p>Martedì 22 settembre, il giudice Giordano ha fatto una breve apparizione a Roma, per essere ascoltato dalla commissione antimafia del Parlamento. “se le rivelazioni di Fonti vengono confermate dalla scoperta del Cunsky, significa che almeno altre due navi ed il loto carico tossico giacciono lungo le coste italiane, e che il problema ora riguarda tutto il paese”, ha dichiarato. Del resto, esistono migliaia di pagine di documenti riguardanti procedure parte in Liguria, in Toscana o in Piemonte in merito alle sparizioni, sempre inspiegate, di altre navi come la Nikos I, la Mikigan, la Ani, la Marco Polo, la Koraline o ancora la Riegel. “Abbiamo chiesto di mettere insieme tutti i documenti e tutte le inchieste sulle navi affondate, oltre aquelli sulla morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Ascolteremo i testimoni ed il pentito”, ha dichiarato il presidente della Commissione antimafia, Gaetano Pecorella. “È disposto ad andare avanti”, si rallegra il giudice Giordano. L’apertura di un’inchiesta di portata nazionale viene chiesta anche da Legambiente, che teme per le pressioni e le minacce che potrebbero raffreddare l’entusiasmo del giudice. Da sempre muto sulla questione, il governo italiano, tramite il ministero dell’ambiente, ha messo in campo risorse materiali ed umane per sostenere l’inchiesta, stabilire ufficialmente l’identità dello scafo ritrovato, risanare la zona e cercare altre navi.</p>
<p>“Il costo di queste operazioni non può essere sostenuto da un solo ministero. Non è più soltanto un problema della Calabria o dell’Italia, ma dell’intero Mediterraneo”, sostiene Sebastiano Venneri, vicepresidente di Legambiente, che ha l’intenzione di allertare l’Unione Europea e le Nazioni Unite. L’associazione afferma di voler fare di tutto affinché l’emergenza ecologica venga presa in considerazione e vengano quindi intraprese ricerche di grande portata nel Mediterraneo.</p>
<p>Francesco Fonti ha fatto altre rivelazioni che potrebbero trascinare gli investigatori verso gli ambienti della politica. Dal suo dettagliato racconto, pubblicato venerdì 18 settembre dal settimanale L’Espresso, emergono dei retroscena fino a quel momento trascurati. Si parla di un  agente dei servizi segreti italiani, di importanti uomini politici, di un balletto di auto di rappresentanza… Gli ambientalisti temono che accusando il potere dell’epoca di essere stato complice di questo traffico, Francesco Fonti cerchi &#8211; piuttosto che farla andare avanti &#8211; di insabbiare di nuovo l’inchiesta.</p>
<p>Philippe Ridet</p>
<p>Da LeMonde.fr, 24/09/2009, ore 15,29.</p>
<p>Traduzione Carmine Valentino</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'Italia vista dal mondo: In Italia, il calciatore Maradona e l'attore porno Rocco Siffredi beccati dal fisco]]></title>
<link>http://valeand.wordpress.com/2009/09/25/litalia-vista-dal-mondo-in-italia-il-calciatore-maradona-e-lattore-porno-rocco-siffredi-beccati-dal-fisco/</link>
<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 13:47:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>valeand</dc:creator>
<guid>http://valeand.wordpress.com/2009/09/25/litalia-vista-dal-mondo-in-italia-il-calciatore-maradona-e-lattore-porno-rocco-siffredi-beccati-dal-fisco/</guid>
<description><![CDATA[In Italia, paese nel quale ogni anno varie decine di miliardi di euro sfuggono al fisco, la stagione]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a rel="attachment wp-att-332" href="http://valeand.wordpress.com/2009/09/25/litalia-vista-dal-mondo-in-italia-il-calciatore-maradona-e-lattore-porno-rocco-siffredi-beccati-dal-fisco/maradona_napoli_0002/"><img class="size-medium wp-image-332 alignleft" title="maradona_napoli_0002" src="http://valeand.wordpress.com/files/2009/09/maradona_napoli_0002.jpg?w=266" alt="maradona_napoli_0002" width="253" height="286" /></a><a rel="attachment wp-att-333" href="http://valeand.wordpress.com/2009/09/25/litalia-vista-dal-mondo-in-italia-il-calciatore-maradona-e-lattore-porno-rocco-siffredi-beccati-dal-fisco/siffredi3/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-333" title="siffredi3" src="http://valeand.wordpress.com/files/2009/09/siffredi3.jpg?w=204" alt="siffredi3" width="204" height="300" /></a></p>
<p>In Italia, paese nel quale ogni anno varie decine di miliardi di euro sfuggono al fisco, la stagione della lotta all’evasione fiscale è nel suo pieno. Spesso tacciato di lassismo, il governo di Silvio Berlusconi – proprio lui che ha messo al sicuro alcuni dei guadagni delle sue imprese grazie ad una miriade di società offshore – si schiera su due fronti: fermezza per qualcuno e clemenza per tutti gli altri. Con la prima si pensa di far dimenticare la seconda.</p>
<p>La fermezza ha beccato due star transalpine : il pornoattore dalle 1 400 « opere » Rocco Siffredi ed il calciatore argentino, ex stella del Napoli degli anno 1980, Diego Maradona. Il primo è sospettato di avere, insieme a sua moglie, sottratto circa 200 000 euro al fisco italiano, dichiarando di risiedere in Ungheria, base delle sue attività professionali. Ora, egli possiede una sontuosa villa a Roma, città nella quale ha anche acquistato, recentemente, una moto di grossa cilindrata ed un’auto di lusso. Il fisco italiano lo sospetta di aver creato delle società fittizie per nascondere i suoi guadagni, che sono stati sequestrati. “Incrociando le date di tutti i suoi acquisti, siamo arrivati alla conclusione che viveva almeno per metà dell’anno in Italia”, afferma il brigadiere capo della Guardia di Finanza di Chieti (Abruzzo), che conduce l’inchiesta.<!--more--></p>
<p>Altra « vittima » : Diego Maradona. L’ex « Pibe de Oro » deve allo Stato italiano 32 milioni di euro, comprese le penali. Diventato allenatore della nazionale argentina di calcio, si era, fino ad ora, ben guardato dal rimettere piede nella Penisola.</p>
<p>Martedì 15 settembre si apprendeva che &#8211; forse per curare il suo disagio interiore dopo le controprestazioni della sua squadra? – “Dieguito” era sbarcato a Merano (nord), per una cura dimagrante a due passi dalla frontiera con la Svizzera. Altri due passi e sarebbe sfuggito agli agenti che, venerdì 18 settembre, sono venuti a chiedergli gli arretrati. In mancanza di meglio, gli hanno confiscato gli orecchini dal valore di 4 000 euro…</p>
<p>La clemenza, invece, si è manifestata sottoforma di un’amnistia entrata in vigore il 15 settembre. Questo provvedimento, chiamato “scudo fiscale” permetterà agli Italiani frodatori di rimpatriare o di dichiarare beni (soldi, immobili, titoli finanziari) che avevano portato all’estero all’insaputa del fisco, dietro il pagamento di un’ammenda equivalente al 5% della somma. Le persone interessate da queste vantaggiose condizioni hanno tempo fino al 15 aprile 2010 per scaricare un modulo dal sito del ministero delle finanze. Il governo, che si è esposto alle critiche dell’opposizione di sinistra, spera in questo modo di recuperare circa 3 miliardi di euro di tasse.</p>
<p>Nella attesa i familiari del “Cavaliere” recitano la parte dei bravi scolari. In un’intervista pubblicata sul Corriere della Sera dell’11 settembre, Marina, la figlia maggiore del presidente del consiglio, ha spiegato che in tredici anni le aziende di famiglia hanno saldato 7 miliardi di euro di imposte. Cioè, dice lei, “un milione e mezzo ogni giorno nelle casse dello Stato”. Chi offre di più?</p>
<p>Philippe Ridet</p>
<p>Da LeMonde.fr, 21/09/2009, ore 15,53</p>
<p>Traduzione Carmine Valentino</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'Italia vista dal mondo: L’Italia pensa di inasprire la repressione contro le violenze omofobe]]></title>
<link>http://valeand.wordpress.com/2009/09/25/litalia-vista-dal-mondo-l%e2%80%99italia-pensa-di-inasprire-la-repressione-contro-le-violenze-omofobe/</link>
<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 13:40:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>valeand</dc:creator>
<guid>http://valeand.wordpress.com/2009/09/25/litalia-vista-dal-mondo-l%e2%80%99italia-pensa-di-inasprire-la-repressione-contro-le-violenze-omofobe/</guid>
<description><![CDATA[L’Italia potrebbe presto dotarsi di una legge che reprima specificamente le violenze nei confronti d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a rel="attachment wp-att-328" href="http://valeand.wordpress.com/2009/09/25/litalia-vista-dal-mondo-l%e2%80%99italia-pensa-di-inasprire-la-repressione-contro-le-violenze-omofobe/omofobia-thumb/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-328" title="omofobia-thumb" src="http://valeand.wordpress.com/files/2009/09/omofobia-thumb.jpg?w=300" alt="omofobia-thumb" width="300" height="276" /></a></p>
<p>L’Italia potrebbe presto dotarsi di una legge che reprima specificamente le violenze nei confronti degli omosessuali e dei transessuali, raddoppiando le pene previste. Il testo, presentato da Paola Concia (Partito democratico, centrosinistra), è da quasi un anno all’esame della commissione giustizia della Camera di deputati, al fine di elaborare un articolo in grado di mettere d’accordo destra e sinistra. Dovrebbe essere oggetto di dibattito e di voto durante le prima settimana del mese di ottobre.</p>
<p>Quindi, non riguarderà l&#8217; autore, o gli autori, di un nuovo tentativo di incendio criminale, avvenuto alle prime luci dell’alba di domenica 20 settembre, contro un locale gay romano, il Qube. Non riguarderà neanche gli sconosciuti che hanno aggredito, il 19 agosto, il cantante Emilio Rez, o l’uomo che si è auto-definito come Svastichella, il quale, armato di coltello, è stato autore, il 22 agosto, di un’aggressione contro una coppia di omosessuali. E neanche i responsabili dell’esplosione, che ha provocato un ferito lieve e alcuni danni materiali, di un grosso petardo davanti ad un bar gay, avvenuta il 2 settembre.<!--more--></p>
<p>Queste violenze hanno avuto come sfondo Via San Giovanni in Laterano, ribattezzata come la Gay Street di Roma, una città nella quale gli omosessuali si scontrano con l’ostilità dichiarata di vari ed attivissimi movimenti di estrema destra. Ma altre aggressioni hanno avuto luogo a Firenze (Toscana), a Napoli (Campania) o in Puglia. Secondo l’associazione Arcigay, gli atti di violenza omofoba nella Penisola sono quasi quotidiani.</p>
<p>In assenza di statistiche, l’Arcigay procede ogni anno ad un proprio conteggio dei fatti più gravi. Nei primi nove mesi dell’anno, si sono lamentati 8 omicidi, 52 aggressioni, 7 estorsioni e 5 atti di vandalismo. Ai quali si aggiungono numerose discriminazioni, soprattutto in ambito lavorativo.</p>
<p>L’Italia, paese omofobo? “L’attuale clima di impunità non è cosa da poco” spiega Paola Concia, che si presenta come “l’unica parlamentare omosessuale dichiarata”. “Molti dei pregiudizi nei confronti dei gay o dei trans non esitano a manifestarsi. L’omofobia, meno viene repressa e più si diffonde. Inoltre, nessun governo ha mai fatto una vera campagna in favore della parità dei sessi. Quest’idea scandalizza ancora le istituzioni, che si tratti della classe politica o della Chiesa. Infine, la cultura italiana è segnata da una paura della diversità”.</p>
<p>La proposta di legge che deve essere discussa al Parlamento « è un primo passo », spiega ancora la Signora Concia, la quale dà testimonianza delle numerose reticenze espresse in commissione da parte, soprattutto, dei parlamentari del partito xenofobo della Lega Nord, fautore dei valori di virilità, e di quelli dell’Unione di Centro, vicina al Vaticano.</p>
<p>La Signora Concia ha recentemente incontrato il ministro per le pari opportunità, Mara Carfagna, la quale le ha garantito la disponibilità del governo  a condurre una campagna di sensibilizzazione. “Ha ammesso che il problema fosse reale”, riferisce.</p>
<p>Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno (Popolo delle libertà, destra), ha condannato “Questi atti di violenza dovuti ad una minoranza di anti-gay, che ha promesso di isolare” mentre l’assessore alla sicurezza della città ha proposto l’installazione di telecamere nel quartiere di Via San Giovanni in Laterano.</p>
<p>Nel suo numero di domenica, il quotidiano di sinistra La Repubblica, ha pubblicato la testimonianza di un uomo aggredito il 22 agosto. “Roma” dice “è difficile per gli omosessuali”.</p>
<p>Philippe Ridet</p>
<p>Da LeMonde.fr, 21/09/2009, ore 15,18.</p>
<p>Traduzione Carmine Valentino</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'Italia vista dal mondo: Ezio Mauro, domande d’onore]]></title>
<link>http://valeand.wordpress.com/2009/09/24/litalia-vista-dal-mondo-ezio-mauro-domande-d%e2%80%99onore/</link>
<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 10:27:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>valeand</dc:creator>
<guid>http://valeand.wordpress.com/2009/09/24/litalia-vista-dal-mondo-ezio-mauro-domande-d%e2%80%99onore/</guid>
<description><![CDATA[« Sei sicura di te ? » è l’unica domanda che, da giornalista preoccupato della verità dei fatti, Ezi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a rel="attachment wp-att-319" href="http://valeand.wordpress.com/2009/09/24/litalia-vista-dal-mondo-ezio-mauro-domande-d%e2%80%99onore/mauro/"><img class="size-medium wp-image-319 aligncenter" title="mauro" src="http://valeand.wordpress.com/files/2009/09/mauro.jpg?w=300" alt="mauro" width="300" height="225" /></a></p>
<p>« Sei sicura di te ? » è l’unica domanda che, da giornalista preoccupato della verità dei fatti, Ezio Mauro, direttore del quotidiano di sinistra La Repubblica, ha fatto, il giorno in cui la corrispondente del giornale da Napoli, Conchita Sannino, gli ha raccontato questa strana storia: Silvio Berlusconi si era recato alla festa per i diciotto anni di una ragazzina di nome Noemi Letizia, nella periferia della città portuale. In quel fine aprile 2009, nella redazione del quotidiano, al 90 di via Cristoforo Colombo, a Roma, questa incursione del presidente del consiglio è solo una cosa curiosa come un’altra. “Non avevamo alcuna idea del potenziale di questa storia”, racconta Ezio Mauro, più di quattro mesi dopo. Prudentemente, l’articolo viene pubblicato menzionando solo le iniziali del nome della ragazza.</p>
<p>Oggi è cambiato tutto. Le confuse spiegazioni del capo del governo italiano hanno trasformato la strana incursione in affare di Stato, e la cronaca del suo terzo mandato in una saga da Basso Impero. Ezio Mauro, 61 anni, l’ex ragazzo di Dronero (un comune di 7000 abitanti del Piemonte) che dirigeva il giornale del suo liceo chiedendosi come fare per far carriera, è diventato l’eroe della libertà di stampa. E forse della democrazia, da quando Silvio Berlusconi ha deciso di portare in tribunale il giornale e di chiedergli un risarcimento di 1 milione di euro per diffamazione. Eccolo oggi, a confronto con l’uomo che meno gli assomiglia, colui che, per renderli suoi complici, non esita a prendere gli italiani a testimoni della sua ossessione per le donne, e ad usare i metodi più violenti per far tacere i suoi detrattori.</p>
<p>Il suo ufficio gli assomiglia. Non ci sono giornali ammassati dappertutto, non ci sono foglietti attaccati ai muri. Il “direttore” si rimbocca le maniche ma conserva la sua riservatezza da piemontese. “Falso e cortese” dicono gli italiani dei loro connazionali del Nord. Nei dibattiti televisivi in cui tutti si insultano e si lanciano invettive, lui sa conservare il suo distacco da osservatore. Nella redazione, alcuni lo avrebbero voluto “meno prudente, più impegnato”. “Falso, è la persona più leale che conosca”, spiega Francesco Merlo, un giornalista ingaggiato da Ezio Mauro. “Tutte le culture italiane si confrontano con  La Repubblica. È un organismo vivo, che ha anche i suoi eccessi. Il distacco di Ezio, testimonia la sua eleganza. Non è facile mantenere il sangue freddo in un paese simile”.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Effettivamente, sarebbe facile farsi prendere dalle vertigini. Subito dopo Noemi è arrivata Patrizia, che confessa di essere stata pagata per andare al etto con il capo. Poi, si viene a sapere che una trentina di ragazze hanno animato le notti a pagamento del presidente del presidente del consiglio. La Repubblica racconta le contraddizioni di Silvio Berlusconi, la sua doppia vita, pubblica e privata, le interferenze della seconda sulla prima e fa domande. Dieci domande rituali, che vengono pubblicate ogni giorno. Che si basano su fatti accertati, su informazioni verificate, su dichiarazioni pubbliche. “All’inizio, le nostre domande erano destinate ad un’intervista”, racconta Ezio Mauro. “Abbiamo dato quattro giorni a Berlusconi per chiarire. Non ha voluto farlo e noi abbiamo deciso di pubblicarle così com’erano”.</p>
<p>“È la mia intimità”, si difende il “Cavaliere”. “Come se ci si potesse costruire un muro intorno, per impedire all’informazione di circolare”, si affligge Ezio Mauro. “Le contraddizioni del potere sono il vero campo d’azione del giornalismo e rappresentano un problema per la democrazia. I pettegolezzi non mi interessano affatto”. Mentre il governo vorrebbe trascinarlo sul terreno della lotta politica, facendo passare &#8211; per meglio denunciare una “strumentalizzazione” condotta dai “comunisti e dai catto-comunisti” &#8211; il giornale per il portavoce del Partito Democratico,  il direttore vuole restare nell’ambito professionale. “Come andrà a finire per il presidente del consiglio e per la democrazia italiana?” &#8211; si chiede. “Piuttosto, occupiamoci del giornale di domani”.</p>
<p>Il giornalismo è l’unica passione nota di Ezio Mauro, « Ho sempre voluto fare questo mestiere » ricorda. Una piccola lettera di raccomandazione gli permette di entrare alla Gazzetta del Popolo, un quotidiano di Torino. Gli affidano la cronaca. Mentre l’Italia, sulla scia degli attentati e degli omicidi, sprofonda negli anni di piombo, egli, da uomo di sinistra qual è, scopre la “violenza disumana e senza obiettivi politici” del terrorismo.</p>
<p>Sette anni dopo, cambio di giornale e di direzione. La Stampa, il giornale della famigli Agnelli, lo manda a Roma come giornalista politico. “Ho messo un punto d’onore: non accettare mai un pranzo o una cena con un politico , a meno che ciò non sarebbe potuto servire per i miei articoli. Con loro, viviamo fianco a fianco, ma siamo due razze differenti. Il nostro compito è di gettare luce su ciò che loro non vogliono dire”.</p>
<p>Voglia di impegnarsi ? Quando, nel 1996, prende le redini di La Repubblica, succedendo al carismatico Eugenio Scalfari, fondatore della testata nel 1976, Ezio Mauro ha subito l’impressione di essere a suo agio. “La Repubblica è il giornale che mi assomiglia di più”, dice. “È come una seconda pelle. Qui, la passione giornalistica può essere violenta, si possono portare avanti grandi battaglie nazionali e puntare sull’intelligenza degli italiani.”. Con le armi della sua discrezione e dei suoi principi, riesce a governare una redazione nella quale convivono alcune delle migliori penne italiane, da Umberto Eco a Pietro Citati.</p>
<p>La guerra è totale. Un giornale di destra, Libero, ha tentato di screditare Ezio Mauro con il pretesto che egli avrebbe pagato in nero una parte del costo del suo appartamento romano. L’attacco non è andato a buon fine. Ma le dimissioni, dopo una calunniosa campagna di stampa, di Dino Boffo, il direttore del quotidiano cattolico Avvenire, suonano come un “avvertimento”, dice Ezio Mauro, “a tutti gli editori dei giornali”. Tuttavia, la denuncia di Silvio Berlusconi contro La Repubblica, non ha provocato alcuna manifestazione di sostegno da parte di questi ultimi: “Non mi aspettavo alcuna solidarietà. Ognuno usa la propria libertà come gli pare” taglia corto, amaramente, Ezio Mauro.</p>
<p>La Repubblica ha i mezzi per resistere. Le vendite (580 000 copie) del quotidiano sono in aumento del 10 % circa. Un gruppetto, che va dai cinque ai dieci giornalisti, lavora esclusivamente sull’ “argomento Berlusconi”. L’appello per la libertà di stampa lanciato sul sito del giornale ha raccolto più di 350 000 firme. Una manifestazione è prevista per sabato 19 settembre a Roma. “Il semplice fatto di dover organizzare questo raduno proprio nel cuore dell’Europa è già abbastanza significativo” si lascia scappare Ezio Mauro. Ogni giorno, i lettori incoraggiano il giornale a non “arrendersi” ed a continuare a denunciare “l’anomalia occidentale” che è diventata l’Italia.</p>
<p>Il direttore di La Repubblica si dice pronto a pubblicare “Le dieci domande” al presidente del consiglio fino a quando ce ne sarà bisogno. Dall’altro lato del tramezzo, lo attende l’assemblea di redazione. Il titolo dell’edizione di domani? “Bisogna fare affidamento su Berlusconi, ci aiuterà sicuramente a trovarlo”, dice spingendo la porta. Giornalismo, nient’altro che giornalismo.</p>
<p>Philippe Ridet</p>
<p>Da LeMonde.fr 15/09/2009, ore 16:14</p>
<p>Traduzione Carmine Valentino</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'Italia vista dal mondo: In Italia esce “Il Fatto quotidiano”, giornale indipendente ed anti-Berlusconi ]]></title>
<link>http://valeand.wordpress.com/2009/09/24/litalia-vista-dal-mondo-in-italia-esce-%e2%80%9cil-fatto-quotidiano%e2%80%9d-giornale-indipendente-ed-anti-berlusconi/</link>
<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 10:03:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>valeand</dc:creator>
<guid>http://valeand.wordpress.com/2009/09/24/litalia-vista-dal-mondo-in-italia-esce-%e2%80%9cil-fatto-quotidiano%e2%80%9d-giornale-indipendente-ed-anti-berlusconi/</guid>
<description><![CDATA[Le azioni legali per « diffamazione » intraprese dal presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-top:.49cm;margin-bottom:.49cm;text-align:center;"><a rel="attachment wp-att-311" href="http://valeand.wordpress.com/2009/09/24/litalia-vista-dal-mondo-in-italia-esce-%e2%80%9cil-fatto-quotidiano%e2%80%9d-giornale-indipendente-ed-anti-berlusconi/machette/"><img class="size-full wp-image-311 aligncenter" title="machette" src="http://valeand.wordpress.com/files/2009/09/machette.gif" alt="machette" width="256" height="126" /></a></p>
<p style="margin-top:.49cm;margin-bottom:.49cm;" align="justify">Le azioni legali per « diffamazione » intraprese dal presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, contro due giornali di sinistra – <em>La Repubblica</em> e <em>L’Unità</em> – non scoraggiano la stampa. Mercoledì 23 settembre, il Cavaliere si è ritrovato un avversario in più nelle edicole. Malgrado il suo titolo, il tono di <em>Il Fatto quotidiano</em>, che rivendica una certa forma di neutralità, non lascia alcun dubbio. Questo nuovo quotidiano ha proprio l’intenzione di far concorrenza ai suoi  “antenati” sul terreno dell’opposizione al presidente del Consiglio, indebolito dagli scandali sulla sua vita privata. “<em>Colpiremo laddove occorre</em>” ha spiegato Marco Travaglio, uno dei giornalisti di punta di <em>Il Fatto</em> “<em>Ed è evidente che ci concentreremo su Berlusconi</em>”. “<em>È una reazione di civiltà da parte di un gruppo di giornalisti che credono nella libertà di stampa</em>”, rincara la dose il suo direttore, Antonio Padellaro.</p>
<p style="margin-top:.49cm;margin-bottom:.49cm;" align="justify">Sedici pagine a colori, in uscita tutti i giorni tranne il lunedì, venduto nei grandi centri urbani al costo di 1,20 euro, ha un capitale sociale di 600 000 euro diviso tra alcune aziende (70%) ed i giornalisti (30%) della testata, che sono gli azionisti di riferimento. Anche i lettori saranno invitati ad acquistarne delle azioni. Il nuovo quotidiano si professa indipendente da qualsiasi tendenza politica – anche se si nota una certa simpatia per Ignazio Marino, outsider alle primarie del Partito democratico, e per l’ex giudice Antonio Di Pietro – ed economica. Il primo numero mantiene le promesse fatte dai suoi fondatori. La prima pagina è dedicata alle rivelazioni in merito ad un’inchiesta aperta contro Gianni Letta, il più stretto collaboratore di Berlusconi. Per quanto riguarda l’articolo di Marco Travaglio, si tratta di un ironico elogio alla Francia, proprio nel momento del processo Clearstream!<!--more--></p>
<p style="margin-top:.49cm;margin-bottom:.49cm;" align="justify">Per il giornalista, c’è un paese, la Francia, dove qualcuno si inventa che il futuro capo dello Stato ha un conto in banca all’estero, mentre in Italia il presidente ne possiede 64 in vari paradisi fiscali. “<em>Non sappiamo se Villepin abbia commesso o meno un reato, ma di certo ha sbagliato paese</em>”, conclude Marco Travaglio.</p>
<p style="margin-top:.49cm;margin-bottom:.49cm;" align="justify"><strong>Firme celebri</strong></p>
<p style="margin-top:.49cm;margin-bottom:.49cm;" align="justify">Al momento, sono già in 27 000 coloro che hanno sottoscritto un abbonamento, attratti dalle “<em>firme</em>” di Il Fatto. Oltre a Marco Travaglio, il giornale ha rilanciato molte delle firme de<em> L’Unità</em>, tra cui Padellaro e Furio Colombo. Da <em>L’Espresso</em>, settimanale di sinistra, sono arrivati Luca Telese e Peter Gomez. Questa équipe, composta da soli otto redattori a tempo pieno, sarà rafforzata anche dallo scrittore Antonio Trabucchi. Rivolgendosi ad un pubblico giovane e cittadino, <em>Il Fatto </em>propone abbonamenti via Internet e la possibilità di ricevere il giornale online a partire dalla mezzanotte. L’offerta dovrebbe essere completata con un sito internet. E come sarà disposto Berlusconi, proprietario di tre canali televisivi e di alcuni giornali, verso il nuovo arrivato? Martedì ha annunciato che i suoi ministri non risponderanno più alle domande riguardanti ciò che lui chiama “<em>voci</em>” e che in realtà sono rivelazioni sula sua vita dissoluta.</p>
<p style="margin-top:.49cm;margin-bottom:.49cm;" align="justify">“<em>Dobbiamo parlare solo di politica vera. La politica delle chiacchiere la lasciamo agli altri</em>” ha tagliato corto, mentre il 3 ottobre a Roma si terrà una manifestazione, inizialmente prevista per il 19 settembre, per la libertà di stampa. Nel frattempo, i media di cui è proprietario non intendono allentare la pressione. Lunedì, Canale 5 (Mediaset) ha trasmesso, all’interno di un programma satirico, un fotomontaggio nel quale Ezio Mauro, il direttore di La Repubblica, appare nudo e circondato da alcune escort. L’équipe di <em>Il Fatto</em>, che si è già assicurata l’aiuto di due avvocati specializzati in diritto dell’informazione, è avvisata.</p>
<p style="margin-top:.49cm;margin-bottom:.49cm;">Philippe Ridet</p>
<p style="margin-top:.49cm;margin-bottom:.49cm;">Da LeMonde.fr, 23/09/2009, ore 15,40.</p>
<p style="margin-top:.49cm;margin-bottom:.49cm;">traduzione Carmine Valentino</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'Italia vista dal mondo: A Trieste, la penna ed il corvo]]></title>
<link>http://valeand.wordpress.com/2009/05/01/litalia-vista-dal-mondo-a-trieste-la-penna-ed-il-corvo/</link>
<pubDate>Fri, 01 May 2009 18:40:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>valeand</dc:creator>
<guid>http://valeand.wordpress.com/2009/05/01/litalia-vista-dal-mondo-a-trieste-la-penna-ed-il-corvo/</guid>
<description><![CDATA[Veit Heinichen ha posto in epigrafe al suo primo romanzo, Gli squali di Trieste (Seuil, 2006), quest]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Veit Heinichen ha posto in epigrafe al suo primo romanzo, <em>Gli squali di Trieste</em> (Seuil, 2006), questa frase presa in  prestito da Italo Svevo : “<em>Ciò che nessuno sa e che non lascia tracce non esiste</em>”. Oggi, a Trieste, tutti sanno. Il 21 febbraio, questo scrittore tedesco di 51 anni ha rivelato, sulle pagine del <em>Piccolo</em>, il quotidiano locale, ciò che, dal caffè Tommaseo fino al caffè Delle Specchie, si sussurrava già da tempo: da più di un anno, egli è oggetto di una campagna diffamatoria. Alcune personalità di spicco della città – politici, editori e ristoratori -  hanno ricevuto in totale un centinaio di lettere anonime. Il  loro autore afferma che Heinichen non sarebbe soltanto quel romanziere affabile e buontempone, quel famoso ex-editore, ma anche un pericoloso pedofilo, già condannato in Germania. “<em>Questo non è un racconto inventato, </em>scrive l’autore di<em> </em>“Morti in lista d’attesa”<em>, ma la storia vera di un romanzo noir ancora senza soluzione</em>”.</p>
<p style="text-align:justify;">Tutto ha inizio il 3 gennaio 2008, con due telefonate anonime. Una al Gran Malabar, il caffè dove Heinichen si gode il vino bianco del Carso (la collina che domina la città), l’altro alla sua compagna, una talentuosa restauratrice. La polizia lo ha immediatamente assolto dall’accusa di pedofilia. Nessuna traccia di condanne, una nota passione per le donne… “<em>Preferisco le madri ai loro figli</em>”, dice.<a rel="attachment wp-att-227" href="http://valeand.wordpress.com/2009/05/01/litalia-vista-dal-mondo-a-trieste-la-penna-ed-il-corvo/morticarso/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-227" title="morticarso" src="http://valeand.wordpress.com/files/2009/05/morticarso.jpg?w=184" alt="morticarso" width="184" height="300" /></a><!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">L’inchiesta, segretata , lo costringe a raccontare tutta la sua vita, a rileggere le sue agende, a ricordarsi di contenziosi con editori concorrenti, di scrittori che ha rifiutato di pubblicare, forse di mariti gelosi. E lui ha l’impressione sgradevole “<em>di esser nudo il giorno della visita di leva</em>”, e quella che “<em>qualcuno cerchi di distruggere la (sua) vita</em>”.</p>
<p style="text-align:justify;">L’autore delle lettere anonime, che mescola verità e bugie, sa quasi tutto di Heinichen. Non è difficile: i suoi romanzi sono ambientati a Trieste ed il suo personaggio, il testardo e flemmatico poliziotto Proteo Laurenti, gli assomiglia. Il resto, le notizie sulla sua carriera di dirigente alla Mercedes, sulla sua vita di editore di prestigio alla Fischer Verlag e poi alla Berlin Verlag da lui stesso fondata, si trovano su Internet. C’è però un cosa più inquietante: il diffamatore conosce l’indirizzo della sua casa in legno che domina la baia di Trieste.Un giorno, il romanziere ha trovato un adesivo sulla sua cassetta delle lettere. Sempre la stessa accusa: pedofilo. In un anno, il “<em>serial writer</em>”, come la ha soprannominato il <em>Piccolo</em>, non ha mai commesso errori. “Q<em>ueste lettere scritte al computer in perfetto italiano non contengono alcuna traccia umana</em>, spiega Heinichen. <em>Nessuna impronta digitale, né tracce di DNA, nulla. Un lavoro da professionisti</em>”.</p>
<p style="text-align:justify;">Da quel momento, Heinichen non si sente più tranquillo. Si guarda intorno quando passeggia in riva al mare. Gli capita di andare in collera: “<em>Questa aggressività non mi appartiene</em>”. Ciò che è ancora peggio per un romanziere: “<em>Questo caso occupa il 70% del mio tempo! Devo scrivere di notte</em>”. C’è un’altra ferita, che lui evoca a mezza voce: sentirsi rifiutato dalla città dove ha scelto di vivere dal 1999. Quell’anno, ha abbandonato tutto per realizzare il suo sogno, quello di scrivere finalmente qualcosa di suo. Nato vicino alla frontiera tra la Germania, la Svizzera e la Francia, a Trieste ha trovato altre frontiere, che lo hanno ispirato: “<em>Non sono un limite, ma una speranza di spazio</em>”. Poi, a Trieste, si è sentito come a casa sua, “<em>in questa città che ha inventato l’Europa molto prima dei funzionari di Bruxelles</em>”. Infine, a Trieste, ha goduto della benefica ombra degli scrittori che l’hanno preceduto in città. Anche il vecchio Boris Pahor, 96 anni, spesso citato come futuro Premio Nobel per la letteratura, ha ricevuto una lettera anonima. “<em>Quelli che non hanno ricevuto niente si sentono offesi</em>”, scherza Heinichen.</p>
<p style="text-align:justify;">Dopo essere stati in scacco per un anno, lo scrittore e la polizia hanno deciso di cambiare strategia : far sapere tutto per indurre in errore l’anonimo. Una vera e propria campagna di stampa, organizzata in collaborazione con il direttore del <em>Piccolo</em>, che ha affidato il caso a tre giornalisti. “<em>Abbiamo spezzato il suo gioco</em>, spiega Heinechen, <em>Forse non scriverà altre lettere, ma ciò non vuol dire che sia meno pericoloso</em>”. Pausa. “<em>Il suo silenzio mi inquieta ancora di più</em>”.</p>
<p style="text-align:justify;">Da allora, l’anonimo autore delle lettere non ha dato segni di vita. La polizia tende a considerarle opera di un pazzo. Lo scrittore, che ama le trame intricate, ha un’altra spiegazione: la soluzione dell’enigma va cercata nei cinque libri che ha pubblicato e nei quali Proteo Laurenti getta luce sulle ombre di Trieste. Dietro le facciate austere delle banche, delle società assicuratrici e delle ditte di import-export, si trova di tutto: loschi funzionari, politici corrotti, ex fascisti diventati degni di rispetto, delitti irrisolti. Forse Laurenti ha rivangato troppo nel passato? “<em>Faccio sapere le cose, ed è questo che destabilizza</em>”, vuol credere lo scrittore.</p>
<p style="text-align:justify;">C’è un’altra pista : la vendetta politica. In dieci anni, lo scrittore è divenuto una personalità di spicco a livello locale. Interviene pubblicamente, denuncia, mostra la sua simpatia verso il centro-sinistra in una città di destra. Il sindaco di Trieste non gli ha manifestato particolare solidarietà: “<em>Non bisogna fare drammi, tutti i personaggi pubblici sono vittima di questo genere di attenzioni</em>”. Se gli italiani non si fanno scrupolo di parlar male di sé stessi, detestano però che lo faccia che uno straniero al posto loro. Tanto da scatenare una fatwa? “<em>Il linciaggio verbale è più semplice dell’assassinio. Non siamo a Napoli, qui è difficile trovare un assassino</em>”, spiega il romanziere.</p>
<p style="text-align:justify;">Sulle pagine del <em>Piccolo</em>, “<em>i cani investiti</em>” hanno preso il posto del caso Heinichen. “<em>Ci vorrebbero notizie fresche</em>”, spiega un giornalista. Un’altra lettera? Che il colpevole venga finalmente smascherato? Veit Heinichen si fa vedere meno spesso seduto al Gran Malabar o mentre rema nelle acque della baia. Nel suo giardino sulla terrazza, sarebbe proprio ora di estirpare le erbacce. Il suo sesto romanzo, che sta uscendo in Germania, lo costringe a frequenti viaggi avanti e indietro. Il libro si chiama “Il riposo degli uomini forti”. Riposo? Heinichen ne avrebbe prprio bisogno…</p>
<p><strong>Philippe Ridet</strong></p>
<p>Da LeMonde.fr, 10/03/2009, ore 14,43.</p>
<p>Traduzione a cura di Carmine Valentino</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'Italia vista dal mondo: Con il Popolo della libertà (PDL), Silvio Berlusconi prepara la propria successione]]></title>
<link>http://valeand.wordpress.com/2009/04/14/litalia-vista-dal-mondo-con-il-popolo-della-liberta-pdl-silvio-berlusconi-prepara-la-propria-successione/</link>
<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 17:16:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>valeand</dc:creator>
<guid>http://valeand.wordpress.com/2009/04/14/litalia-vista-dal-mondo-con-il-popolo-della-liberta-pdl-silvio-berlusconi-prepara-la-propria-successione/</guid>
<description><![CDATA[Silvio Berlusconi vuol vedere giovani dappertutto. Sui suoi canali di Mediaset, il suo impero televi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Silvio Berlusconi vuol vedere giovani dappertutto. Sui suoi canali di Mediaset, il suo impero televisivo, dove non è stato rinnovato il contratto con il leggendario presentatore italo-americano Mike Bongiorno (84 anni). E sul palco del Padiglione 8 della Nuova Fiera di Roma, dove, da venerdì 27 fino a domenica 29, si sta svolgendo il congresso costitutivo del Popolo della Libertà (PDL).</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">La prima fila sarà riservata proprio a loro, per farli vivere più da vicino il momento della fusione definitiva tra Forza Italia, Alleanza nazionale ed altri cinque piccoli partiti di destra. Gli “<em>onorevoli</em>”, deputati e senatori italiani, saranno pregati di accomodarsi più indietro.<span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Un partito nuovo ? L’alleanza della destra italiana ha già un anno. E già una vittoria al suo attivo, quella che ha permesso al Cavaliere di conquistare per la terza volta la presidenza del consiglio. Ma non aveva ancora le sembianze di una vera formazione politica: un ufficio politico, una direzione ed un consiglio nazionale. E neanche un presidente: sarà lui, Silvio Berlusconi, eletto per tre anni.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a rel="attachment wp-att-199" href="http://valeand.wordpress.com/2009/04/14/litalia-vista-dal-mondo-con-il-popolo-della-liberta-pdl-silvio-berlusconi-prepara-la-propria-successione/berlusconifacts/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-199" title="berlusconifacts" src="http://valeand.wordpress.com/files/2009/04/berlusconifacts.jpg?w=300" alt="berlusconifacts" width="213" height="188" /></a><span><!--more--></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong>LIFTING ED IMPIANTI</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Con le scenografie di Mario Catalano, l’architetto che prepara le scene sia per i grandi spettacoli di Mediaset che per la sala della presidenza del consiglio, questo congresso ha come scopo quello di ringiovanire Silvio Berlusconi che, malgrado i lifting e gli impianti di capelli, dimostra tutti i suoi 72 anni, e di invecchiare i cinquantenni di destra e di sinistra che ambiscono alla sua successione. Nella mente del presidente del consiglio, questo bagno di gioventù dovrebbe dare il via ad un salto generazionale. “<em>Spero che arrivi presto una classe dirigente nuova e mi permetta di riposare</em>”, ha confidato martedì alla stampa italiana.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Come a tutti i politici arrivati al vertice, neanche a Berlusconi farebbe piacere vedersi succeduto da coloro che hanno atteso che si liberasse il posto. Sono quasi quindici anni che gli avversari ed i successori designati del “<em>Cavaliere</em>” attendono la sua caduta (politica o giudiziaria) e la fine di Forza Italia, sprezzantemente definito come un “<em>partito di plastica</em>” perché è stato lanciato, alla fine del 1993, come si fa con una marca di detersivi. “<em>Il PDL sarà il partito dei giovani e delle donne</em>”, afferma Paolo Bonaiuti, portavoce del presidente del consiglio. L’amico di più lunga data di Silvio Berlusconi, Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, è ancora più diretto: <em>“Ha capito che se non vuole essere una meteora nella storia italiana, deve fondare un grande partito per il futuro, con volti nuovi. I Gianfranco Fini</em> (56 anni) <em>ed i Pierferdinando Casini</em> (presidente del partito di centro UDC, 53 anni) <em>hanno ormai fatto il loro tempo. Appartengono anch’essi alla storia.</em>”</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Organizzatore della propria successione, il « <em>Cavaliere</em> » ha già iniziato a dare le pagelle ai suoi ministri. Solo i più giovani, come Angelino Alfano, 38 anni, il ministro della giustizia, riscuotono il suo favore. A Maria Latella, autrice di un libro che rievoca la sua entrata sulla scena politica (<em>Come si conquista un paese, </em>edizioni Rizzoli), ha confidato: “<em>Potrebbe essere proprio lui il mio successore…</em>”</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong>Philippe Ridet</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong>da LeMonde.fr 27/03/09 ore 16.04</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Traduzione a cura di Carmine Valentino</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[tu/vous/you?]]></title>
<link>http://iwaslike.wordpress.com/2008/02/01/tuvousyou/</link>
<pubDate>Fri, 01 Feb 2008 19:15:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>sayseal</dc:creator>
<guid>http://iwaslike.wordpress.com/2008/02/01/tuvousyou/</guid>
<description><![CDATA[Pour un portrait de Laurence, une smokeuse en résistance, que je faisais pour un cours (et que je pu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Pour un portrait de Laurence, une smokeuse en résistance, que je faisais pour un cours (et que je pu]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
