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	<title>pier-ferdinando-casini &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/pier-ferdinando-casini/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "pier-ferdinando-casini"</description>
	<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 04:26:46 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Politica in movimento (il punto) ]]></title>
<link>http://gruscitti.wordpress.com/2009/11/01/2791/</link>
<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 08:21:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>gruscitti</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il leader dell&#8217;Udc, Pier Ferdinando Casini esprime grande apprezzamento per la decisione di Fr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Il leader dell&#8217;Udc, Pier Ferdinando Casini esprime grande apprezzamento per la decisione di Fr]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[[Instant Blogging] Resoconto dell'episodio di Ballarò sui casi Marrazzo, Mills e Tremonti (con telefonata di Berlusconi).]]></title>
<link>http://ilnichilista.wordpress.com/2009/10/27/instant-blogging-resoconto-dellepisodio-di-ballaro-sui-casi-marrazzo-e-tremonti/</link>
<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 20:17:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Chiusi</dc:creator>
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<description><![CDATA[(21:10) Copertina di Crozza: &#8220;Marrazzo pare che per scegliersi la trans abbia fatto le primari]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-full wp-image-765" title="ballaro" src="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/10/ballaro1.jpg" alt="ballaro" width="280" height="200" /></p>
<p>(21:10) Copertina di Crozza: &#8220;Marrazzo pare che per scegliersi la trans abbia fatto le primarie. Invece di due euro la tessera ne costava tremila&#8221;. E poi commenta: &#8220;Io rivoglio Prodi&#8221;. Rosy Bindi: &#8220;anch&#8217;io&#8221;. Crozza stuzzica: &#8220;Ho capito perché al PD piacciono tanto le primarie: sono le uniche elezioni in cui un suo candidato può vincere&#8221;. Applauso fiacco.</p>
<p>(21:17) Servizio su &#8220;PD e PDL alla svolta&#8221;. In cui vengono inquadrati manifestanti che gridano al &#8220;regime&#8221;. Si dimostra come non ci sia stata alcuna tempesta di neve su San Pietroburgo, e che quindi Berlusconi abbia <a href="http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_23/rete-webcam-meteo-smentita-neve-san-pietroburgo_d80c329a-c00d-11de-856b-00144f02aabc.shtml">mentito</a>. Una anziana signora dice: &#8220;<strong>io non vedo la politica, vedo accanimento ad personam</strong>&#8220;. Diversi intervistati dicono, prendendo spunto dalle dimissioni di Marrazzo: &#8220;ora è Berlusconi che dovrebbe dimettersi&#8221;. Un inciso: nel complesso il servizio è del tutto sbilanciato a favore dell&#8217;opposizione.</p>
<p>(21:23) Bindi: il caso Marrazzo non cambia nulla per quanto riguarda le vicende di Berlusconi. E attacca: anche &#8220;autorevoli fondazioni del suo schieramento politico&#8221; hanno detto che Berlusconi abbia utilizzato favori sessuali per elargire candidature. Noi &#8220;non abbiamo mai chiesto le dimissioni di Berlusconi&#8221;, chiediamo soltanto &#8220;che venga accettata la <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2009/10/27/visualizza_new.html_991346521.html">sentenza</a>&#8220;. </p>
<p>(21:27) Alfano: io non giudico le sentenze. Si tratta di una sentenza che non è in riferimento diretto al Presidente del Consiglio. La sentenza &#8220;<strong>riguarda un cittadino inglese</strong>&#8220;. La sentenza d&#8217;appello non è un &#8220;<strong>aperitivo di condanna</strong>&#8220;. E sulla finta bufera: &#8220;la questione della neve è una questione assolutamente marginale che serve a coprire il punto di fondo: che in Russia, un grande Paese, Berlusconi è un leader credibile&#8221;. Floris: &#8220;ma è chiaro che non nevicava&#8221;. La Russa: &#8220;è chiaro che il servizio era fazioso&#8221;. E poi rivela: &#8220;Berlusconi era <strong>a 400 chilometri da San Pietroburgo presso un lago</strong>. Berlusconi non è potuto rientrare perché sopra il lago c&#8217;era la <strong>nebbia</strong>&#8220;. </p>
<p>(21:34) Floris ricorda la sentenza d&#8217;appello del caso Mills. Bindi: &#8220;Marrazzo non è nemmeno indagato, invece Berlusconi è <strong>co-imputato</strong> del caso Mills&#8221;. Alfano: &#8220;non faccia sofismi&#8221;. E poi precisa: &#8220;il paragone Berlusconi-Marrazzo non è con il caso Mills ma con il caso D&#8217;Addario&#8221;. Si parlano sopra per qualche minuto. Bindi: &#8220;io non c&#8217;ho capito niente&#8221;.</p>
<p>(21:38) Casini: non è pensabile che si parli della bufera di neve ma non del fatto che Berlusconi resti quattro giorni alla Dacia di Putin. &#8220;Io mi domando perché abbiamo un Presidente del Consiglio che va sempre più spesso da Gheddafi e Putin e sempre meno da Merkel e Obama&#8221;. Preoccupa la politica estera italiana: <strong>perché non si parla dei diritti dell&#8217;uomo e delle persone in Russia, e si parla soltanto di gas?</strong> E conclude: &#8220;la golden share di questo Governo ce l&#8217;ha la Lega&#8221;. </p>
<p>(21:42) La Russa replica a Casini: sulla politica estera hai fatto &#8220;propaganda&#8221;. Poi passa al caso Marrazzo: &#8220;<strong>Finita l&#8217;epoca dell&#8217;etica dei comportamenti, a Sinistra si passa all&#8217;etica delle reazioni</strong>&#8220;. Bindi interviene: &#8220;anche questo si è capito poco, eh&#8221;. La Russa: &#8220;vuoi buttarla in rissa&#8221;. Risata in studio. &#8220;Guarda che io ti ho sempre apprezzato, <strong>anche dal punto di vista estetico</strong>&#8220;. Applauso e altra risata. Floris: &#8220;a lei, Bindi, piace La Russa invece?&#8221;.</p>
<p>(21:49) Polverini (Segretario Generale Ugl): Marrazzo non era più in grado di governare la Regione Lazio. Poi si dice &#8220;gratificata&#8221; per essere nella rosa dei candidati a sostituire Marrazzo.</p>
<p>(21:51) Bindi: sceglieremo il candidato per sostituire Marrazzo con le primarie.</p>
<p>(21:55) Pagnoncelli: sul caso Marrazzo, un italiano su due vede un effetto boomerang per la sinistra. In generale, gli elettori sembra &#8220;difendano la propria parte politica a priori&#8221;. Due italiani su tre non danno più alcun peso al caso D&#8217;Addario. E questo perché 1. vi sono problemi più gravi, e 2. &#8220;tanto sono tutti uguali&#8221;.</p>
<p>(21:57) De Gregorio: io non credo affatto che siano tutti uguali. Il caso Marrazzo è molto diverso da quello Berlusconi. E questo per la <strong>diversa rilevanza pubblica</strong>: solo nel secondo si sono ricompensati con una carica pubblica degli animatori di serate. La Russa insorge: &#8220;ma che c&#8217;entra la candidatura della D&#8217;Addario con Berlusconi&#8221;. Replica della De Gregorio: &#8220;<strong>le persone con cui Marrazzo passava le sue serate non erano candidati in Consiglio Comunale</strong>&#8220;. E al Ministro della Giustizia: &#8220;Alfano dice che chi è eletto non deve essere giudicato. Ma lo si impara al primo anno di giurisprudenza: essere eletti dal popolo e non essere giudicati dalla giustizia non c&#8217;entrano niente&#8221;. Qualunque uomo pubblico sia ricattabile deve dimettersi. Applauso. E continua: &#8220;ricordo il caso Boffo, in cui Berlusconi disse che non sapeva <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_ottobre_26/berlusconi-marrazzo_8d39a2ea-c1fa-11de-b592-00144f02aabc.shtml">nulla</a> di quello che accadeva sui suoi giornali&#8221;. Applauso fragoroso. La Russa ironizza: &#8220;un altro applauso, così anche le le sciocchezze più grandi&#8230;&#8221;. E il pubblico l&#8217;accontenta. </p>
<p>(22:08) La Russa continua a ironizzare: &#8220;<strong>il caso Marrazzo è colpa di Berlusconi</strong>! Ce lo ha spiegato stasera il direttore de l&#8217;Unità&#8221;. La Russa accusa la De Gregorio di aver sbagliato a parlare di Berlusconi come &#8220;editore&#8221;, quando invece ha saputo del caso Marrazzo &#8220;come padre&#8221;. De Gregorio: &#8220;come <strong>padre dell&#8217;editor</strong>e, allora&#8221;. Bindi: &#8220;anche questa si capisce male&#8221;. Il paragone con Berlusconi, secondo La Russa, è &#8220;indebito&#8221;. E propone: invito tutti i politici e tutti i parlamentari a fare il test per verificare che negli ultimi sei mesi non si è assunta alcuna droga. </p>
<p>(22:16) Alfano replica a De Gregorio: &#8220;chi è eletto dal popolo ha diritto non già a essere immune dal giudizio, ma a governare. Chi vince deve governare, questo è il sale della democrazia&#8221;. Purtroppo, conclude Alfano, la sinistra a questo principio non è abituata. Ed elenca tutti gli avvicendamenti alla testa dei governi di centrosinistra. </p>
<p>(22:20) <strong>Casini si alza e minaccia di andarsene</strong>, dicendo: &#8220;un dibattito di questo tipo è fatto di offese reciproche su cose di cui agli italiani non interessa nulla. Sono a disagio a intervenire, cosa devo dire&#8221;. Floris riesce a farlo rimanere in studio.</p>
<p>(22:21) Floris lancia un servizio su &#8220;piccole imprese e grandi tasse&#8221;. Si propone: &#8220;invece di pagare la Cassa Integrazione il Governo dovrebbe provare a dare sgravi fiscali sul costo del lavoro&#8221;. &#8220;<strong>La vita dell&#8217;imprenditore è diventata peggio di quella del dipendente</strong>&#8220;.</p>
<p>(22:26) Casini: i risparmi delle famiglie sono diminuiti in quest&#8217;ultimo anno del 20%. Segno che<strong> il vero ammortizzatore sociale per la crisi è stato il risparmio privato delle famiglie</strong>. Il bonus famiglie già non è previsto nella Finanziaria 2010. Le tasse andrebbero diminuite a partire dalle famiglie. Gli investimenti dei Comuni sono bloccati. La pubblica amministrazione non paga gli imprenditori che hanno crediti nei suoi confronti. <strong>Andavano fatte riforme strutturali</strong>, altro che Irap. E&#8217; proprio in periodi di crisi che si possono fare le riforme strutturali, dice Casini, citando (senza dirlo) Tito <a href="http://www.deastore.com/libro/la-crisi-non-e-uguale-tito-boeri-rizzoli/9788817037426.html">Boeri</a>. </p>
<p>(22:31) Claudio Siciliotti spiega cosa sia l&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Imposta_regionale_sulle_attività_produttive">Irap</a>. Il cui taglio avvantaggerebbe le assunzioni. Ma che per il 40% finanzia la sanità delle Regioni. Ma dunque si può tagliare l&#8217;Irap? </p>
<p>(22:38) Bindi: nella maggioranza si sono finalmente accorti che aver negato per un anno e mezzo che ci sia la crisi e non aver preso provvedimenti adeguati sta producendo una situazione di estrema difficoltà nel Paese. Sappiamo inoltre che c&#8217;è un documento firmato da autorevoli esponenti della maggioranza che si oppone alle proposte di Tremonti. <strong>Non c&#8217;è stata alcuna lotta effettiva alla povertà</strong>. Si è proceduto a tagli lineari (ovvero del 10% indipendentemente in tutti i settori). L&#8217;unica misura di fatto adottata è stata lo <a href="http://www.corriere.it/economia/09_settembre_29/scudo-fiscale-rientro-capitali_62f47e80-acd1-11de-a07d-00144f02aabc.shtml">scudo fiscale</a>.</p>
<p>(22:42) Si espone la <a href="http://www.libertiamo.it/2009/10/27/da-economia-reale-una-contro-finanziaria-al-centro-le-riforme/">contro-finanziaria</a> da 37 miliardi di <strong>Baldassarri</strong>, il Presidente della Commissione Bilancio del Senato. Floris: si tratta della prova di una crisi di leadership? La Russa: no. I parlamentari fanno sempre una contro-finanziaria. Si tratta di una proposta &#8220;provocatoria, che ha il sapore del vorrei-ma-non-posso&#8221;. E poi rivela: &#8220;Tremonti non ha mai chiesto di fare il Vicepresidente del Consiglio, e non sarà Vicepresidente del Consiglio&#8221;. La Lega sarà delusa. Bindi: &#8220;ma ha ottenuto due <a href="http://www.facebook.com/note.php?note_id=182542697852">regioni</a>&#8220;. Floris: &#8220;cioè Piemonte e Veneto&#8221;. La Russa nega. E annuncia: le riforme strutturali è quello che la maggioranza, &#8220;responsabilmente&#8221;, si accinge a fare. </p>
<p>(22:50) Casini spiega che tra &#8220;<a href="http://www.borsaitaliana.it/borsa/area-news/news/ansa/dettaglio.html?newsId=154100">cabina di regia</a>&#8221; e &#8220;Comitato Economico&#8221; non c&#8217;è alcuna differenza. &#8220;A me interessa sapere come pensa Tremonti di risolvere la questione&#8221;, ovvero la crisi. Quella di Baldassarre è una contro-proposta di politica economica, e quindi il dato politico è che c&#8217;è grande confusione, e che in questo anno e mezzo non c&#8217;è stato neanche un accenno di &#8220;grandi riforme&#8221;. </p>
<p>(22:58) Pagnoncelli: <strong>gli italiani hanno modificato sostanzialmente le loro abitudini di spesa</strong>. Hanno fatto &#8220;quadrare i conti&#8221;. Si aspettano che il Governo faccia altrettanto, e non dilati il debito. Sull&#8217;operato del governo il 53% dà un giudizio positivo, mentre il 51% lo dà negativo circa le misure messe in atto contro la crisi. Tremonti è il più popolare tra i ministri. </p>
<p>(23:00) Polverini: bisogna ridurre le tasse alle famiglie molto numerose. Sono almeno cinque finanziarie che non va nulla a favore dei redditi fissi, salari e pensioni. </p>
<p>(23:04) Servizio: &#8220;come si fanno i soldi con i soldi&#8221;. In cui, tra le altre cose, si googla &#8220;come far rendere i soldi&#8221;.</p>
<p>(23:10) Bindi: il debito pubblico sta aumentando ma <strong>senza</strong> che si siano fatti degli interventi e delle politiche pubbliche. Questa è la contraddizione del nostro Paese. E attacca: &#8220;siamo contrari a interventi sull&#8217;Irap, perché nessuno ci ha spiegato come si intende finanziare la sanità pubblica&#8221;. Casini: &#8220;questo federalismo rischia di essere una moltiplicazione delle spese&#8221;. </p>
<p>(23:13) Floris annuncia che <strong>c&#8217;è Berlusconi al telefono</strong>. Bindi ironizza: &#8220;vuole <a href="http://www.youtube.com/watch?v=lz8Q910TJUk">parlare</a> con me?&#8221;. Berlusconi prende la parola: &#8220;il <strong>festival della calunnia e della falsità</strong>. Vorrei elencarle: in Russia sono stato un giorno e il ritardo è stato dovuto alla nebbia&#8221;. La Bindi chiede sottovoce: &#8220;posso andarmene?&#8221;. Berlusconi prosegue: &#8220;del caso Marrazzo ho saputo tutto da mia figlia, come un padre apprende una cosa da una figlia&#8221;. E sulla giustizia: &#8220;l&#8217;anomalia italiana non è Silvio Berlusconi, ma <strong>i pm comunisti e i giudici comunisti di Milano che sono ormai la vera opposizione</strong>&#8220;. Risata e applauso di scherno in sala. Floris fa per interromperlo. Berlusconi <strong>urla</strong>: &#8220;no lei mi lascia parlare&#8221;. Floris cerca di interloquire. Berlusconi: &#8220;allora la saluto. <strong>La televisione non è mia, signor Floris, ma non è sua</strong>&#8220;. Bindi: &#8220;basta, basta, basta, basta&#8221;. Però Berlusconi prosegue: &#8220;il debito pubblico non l&#8217;abbiamo fatto noi. E non abbiamo mai sottovalutato la crisi. Abbiamo cercato di infondere ottimismo, perché il fattore psicologico è importante. La politica del rigore non è stata solo di Tremonti, ma di tutto il governo&#8221;. Floris: &#8220;<strong>sono tutti temi che abbiamo trattato in presenza di suoi Ministri e non in assenza di contradditorio</strong>&#8220;. Berlusconi accusa: &#8220;normalmente lavoro a quest&#8217;ora e se vedo la sua trasmissione stasera è perché sono ammalato&#8221;. E annuncia: &#8220;il Presidente del Consiglio è al 68%. E <strong>il PD, ormai ritornato ad essere PCI</strong>, è al 25%&#8221;. Accusando: &#8220;gli italiani di buon senso non guardano Ballarò&#8221;. Floris: &#8220;quale televisione italiana vorrebbe lei?&#8221;. Berlusconi: &#8220;c&#8217;è una prevalenza assoluta dei programmi di sinistra, che attacca noi quando siamo al governo come quando eravamo all&#8217;opposizione. Unica in tutta la televisione occidentale&#8221;.</p>
<p>(23:23) Bindi: Berlusconi ha un solo modo per dimostare quanto va dicendo. E cioè farsi processare. Berlusconi interrompe continuamente. Dicendo: &#8220;vergogna&#8221;, &#8220;ma cosa c&#8217;entrano i precari&#8221;. &#8220;Il Ministro Tremonti non ha promesso alcun posto fisso&#8221;. Si litiga in studio. Alfano: &#8220;ha avuto 24 processi&#8221;. A Floris trema un po&#8217; la voce. E chiede a Casini: &#8220;si parlava della crisi, e da quando ha telefonato Berlusconi si è tornati sulla giustizia. Come mai?&#8221;. Casini cerca invece di tenersi ai &#8220;fatti&#8221;, nella convinzione che <strong>la &#8220;digressione sulla giustizia riguardi molto poco i problemi degli italiani&#8221;</strong>. Poi Floris chiede a Berlusconi se intende togliere l&#8217;Irap. Berlusconi: &#8220;intendiamo realizzare la riduzione dell&#8217;Irap fino a che non ci sia più e introdurre il quoziente familiare&#8221;. Floris: &#8220;con quali tempi?&#8221;. Berlusconi: &#8220;entro i tempi che usciranno come possibili dai conti dello Stato, e questo dipende da come si evolverà la crisi&#8221;. Floris: &#8220;<strong>quindi non lo sapete</strong>&#8220;. </p>
<p>(23:29) De Gregorio: &#8220;lei ha detto che è in grado di controllare quello che esce sui suoi giornali&#8221;. Berlusconi: &#8220;non l&#8217;ho mai detto&#8221;. La De Gregorio riprende: &#8220;Lei ha detto che è in grado di garantire che nulla su Marrazzo sarebbe uscito. Ma questo non è avvenuto per Fini e Boffo. Perché?&#8221;. Berlusconi: io non sono intervenuto in nessun modo nel caso Boffo. Così come non sono intervenuto in alcun modo nel caso Marrazzo.</p>
<p>(23:33) Floris: &#8220;come sta con la scarlattina?&#8221; Berlusconi: &#8220;<strong>se viene a casa mia sono contento di attaccargliela</strong>&#8220;. Sulla risata che segue si chiude la trasmissione. Alè.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le grandi manovre e il silenzio della Lega.]]></title>
<link>http://ilnichilista.wordpress.com/2009/10/27/le-grandi-manovre-e-il-silenzio-della-lega/</link>
<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 09:23:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Chiusi</dc:creator>
<guid>http://ilnichilista.wordpress.com/2009/10/27/le-grandi-manovre-e-il-silenzio-della-lega/</guid>
<description><![CDATA[E&#8217; tempo di grandi manovre. Nell&#8217;opposizione e nella maggioranza Nessuna reazione invece]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>E&#8217; tempo di grandi manovre. Nell&#8217;opposizione</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-762" src="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/10/casinirutelli1.jpg" alt="" width="480" height="295" /></p>
<p>e nella maggioranza</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-759" title="tremontiout" src="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/10/tremontiout.jpg" alt="tremontiout" width="478" height="76" />Nessuna reazione invece, né di solidarietà né di condanna, dalla Lega</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-760" title="gentilini" src="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/10/gentilini.jpg" alt="gentilini" width="483" height="78" />Quello sì che è un partito compatto.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Offese alla Bindi: le donne della realtà esigono rispetto]]></title>
<link>http://nuovademocraziasindacale.wordpress.com/2009/10/09/offese-alla-bindi-le-donne-della-realta-esigono-rispetto/</link>
<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 13:42:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>nuovademocraziasindacale</dc:creator>
<guid>http://nuovademocraziasindacale.wordpress.com/2009/10/09/offese-alla-bindi-le-donne-della-realta-esigono-rispetto/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;L&#8217;incapacità di indignarsi e di reagire con fermezza da voi dimostrata di fronte a un c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-full wp-image-340" title="la bella e la bestia" src="http://nuovademocraziasindacale.wordpress.com/files/2009/10/la-bella-e-la-bestia.jpg" alt="la bella e la bestia" width="259" height="275" />&#8220;L&#8217;incapacità di indignarsi e di reagire con fermezza da voi dimostrata di fronte a un commento volgare, ingiustificato ed estraneo a corretti rapporti personali, ci ha lasciate davvero esterrefatte&#8221;&#8230;  &#8220;Le donne della realtà non sono nella disponibilità del Premier né di chiunque pensi di poterle usare a proprio piacimento. Le donne della realtà vivono, lavorano, soffrono, gioiscono, ma prima di tutto esigono rispetto. Da tutti&#8221;. Alle offese del premier a <strong>Rosy Bindi</strong> risponde una lettera aperta delle <em><strong>Donne della realtà</strong></em> al ministro della Giustizia <strong>Angelino Alfano</strong>, al viceministro alle Infrastrutture <strong>Roberto Castelli</strong>, al presidente dell&#8217;Udc Pier <strong>Ferdinando Casini</strong> e  ai giornalisti <strong>Bruno Vespa</strong> e <strong>Riccardo Barenghi</strong>. <!--more--></p>
<p>Gentili Signori,<br />
vogliamo esprimere il nostro stupore e la nostra indignazione per il silenzio colpevole che è sceso nello studio di Porta a porta, nel corso della trasmissione di mercoledì 7 ottobre, sull&#8217;insulto greve e intollerabile rivolto in diretta dal Presidente del Consiglio all&#8217;onorevole Rosy Bindi come persona prima ancora che come donna.</p>
<p>Siamo un gruppo di giornaliste, convinte che sia necessario riportare sui nostri media un modello di donna più aderente alla realtà, parlare delle italiane che lavorano credendo nei valori dell&#8217;impegno e della professionalità, della cultura e dell&#8217;intelligenza, e non lasciare che le donne siano rappresentate unicamente come persone che preferiscono puntare sulla propria bellezza e sulla disponibilità dell&#8217;uomo potente di turno per fare carriera e ottenere favori. Abbiamo lanciato un appello in questo senso a inizio agosto e lunedì scorso abbiamo tenuto a Milano il primo di una serie di dibattiti sull&#8217;argomento che intendiamo proporre in molte altre città.</p>
<p>L&#8217;incapacità di indignarsi e di reagire con fermezza da voi dimostrata di fronte a un commento volgare, ingiustificato ed estraneo a corretti rapporti personali, ci ha lasciate davvero esterrefatte. L&#8217;indifferenza è il passo ultimo prima dell&#8217;accettazione supina di quella cultura priva dei valori di rispetto e considerazione dell&#8217;altro, e in particolare delle donne, che noi vogliamo denunciare e combattere.</p>
<p>Le donne della realtà non sono nella disponibilità del Premier né di chiunque pensi di poterle usare a proprio piacimento. Le donne della realtà vivono, lavorano, soffrono, gioiscono, ma prima di tutto esigono rispetto. Da tutti.</p>
<p>Paola Ciccioli<br />
Francesca Mineo<br />
Cristina Morini<br />
Letizia Mosca<br />
Daniela Stigliano</p>
<p>Donne della realtà è un gruppo di giornaliste firmatarie di un appello contro modelli femminili distorti e imperanti, anche nei mezzi di informazione.</p>
<p><a href="mailto:donnedellarealta@gmail.com">donnedellarealta@gmail.com</a><br />
Siamo anche su Facebook:  <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=111891668591&#38;ref=search&#38;sid=1522682250.911606205..1">Donne della realtà (gruppo)</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Intervista a Pier Ferdinando Casini]]></title>
<link>http://sottoosservazione.wordpress.com/2009/09/16/intervista-a-pier-ferdinando-casini/</link>
<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 10:18:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>sottoosservazione</dc:creator>
<guid>http://sottoosservazione.wordpress.com/2009/09/16/intervista-a-pier-ferdinando-casini/</guid>
<description><![CDATA[ANTONELLA RAMPINO ROMA Sulla scrivania di Pier Ferdinando Casini c’è un’interrogazione parlamentare ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><img class="alignleft size-full wp-image-6073" title="images" src="http://sottoosservazione.wordpress.com/files/2009/09/images191.jpg" alt="images" width="101" height="131" />ANTONELLA RAMPINO</div>
<div>ROMA<br />
Sulla scrivania di Pier Ferdinando Casini c’è un’interrogazione parlamentare su Khodorkosky, il magnate russo nemico di Putin da anni in catene in Siberia. «I rapporti che intratteniamo con la Russia e con Gheddafi ci allontanano dagli Usa». Ed è solo un assaggio. A tarda sera, in una telefonata a «Porta a Porta» litigherà con Berlusconi che lo accusa di fare la politica dei due forni: «Vuol dire che non faremo alleanze col Pdl alle regionali». Pier Ferdinando Casini non sta sulla riva del fiume, la sua è una politica pensata, e da tempo.<!--more--></p>
<p><strong>Presidente, Fini torna a chiedere a Berlusconi collegialità decisionale, quella che ai suoi tempi si chiamava la «cabina di regia». Lei che li conosce bene, ci dica: come finirà?<br />
</strong>«È tutto un déjà vu. Rispetto il partito di maggioranza relativa, ma il Pdl nasce con un peccato originale: su un predellino, con Berlusconi che intima o con me, o fuori. A Berlusconi si può imputare tutto, ma non di non essere chiaro. Il Pdl è lui».</p>
<p><strong>Fine corsa per Fini?<br />
</strong>«Io apprezzo lo sforzo di Fini. Il suo tentativo è generoso, ma rispetto a qualche anno fa la situazione è peggiorata. Ai miei tempi c’era una vaga idea di collegialità. Oggi il rapporto è tra Berlusconi e Bossi, e basta. Per giunta, più Berlusconi è debole, più Bossi è forte. Detto questo, non penso affatto che Fini sia a fine corsa».</p>
<p><strong>Bossi minaccia le elezioni anticipate: è realistico?<br />
</strong>«Le agita un giorno sì e un giorno no per ricattare con maggior efficacia la politica italiana, ma per spuntare quell’arma è bastato che io dicessi “magari!”, e facessi notare che si sarebbe formato in dieci minuti un nuovo governo. Questo dimostra che ai ricatti di Bossi si può e si deve rispondere con la schiena dritta, sennò alzerà sempre la posta. A meno che la schiena non la si voglia piegare per scelta, come fa Berlusconi, che si sente protetto dalla Lega perfino emotivamente».</p>
<p><strong>Critica durissima. Eppure voi dell’Udc, onorevole Casini, lucrate rendite di posizione. Il governo e la maggioranza si sfilacciano, tengono l’Italia in fibrillazione. Intanto voi crescete, state nel Ppe con Berlusconi, e regione per regione vi alleerete col Pdl per le prossime elezioni.<br />
</strong>«Senta, io sto alla politica. Siamo gli unici ad essere stati ieri all’opposizione di Prodi e oggi di Berlusconi. Altro che partito di potere&#8230; Regione per regione ci alleiamo laddove i programmi dei governatori, e le personalità presentate, hanno un profilo che ci permetta di fare la nostra politica. Col Pdl come con il Pd. Non chiediamo e non abbiamo mai chiesto posti. È nella politica nazionale che le distanze si sono allargate, come dimostra la stessa vicenda Fini-Berlusconi. Quanto alla cosiddetta rendita di posizione, deriva dalla cattiva politica degli altri: non sarà mica colpa nostra&#8230; In realtà la spinta propulsiva di questa maggioranza si è già arenata dopo un anno appena di legislatura: argomenti, polemiche, elezioni evocate sono cose che capitano alla fine, non all’inizio. Comunque, noi non abbiamo fretta, siamo allenati alla lunga distanza. Chi cerca scorciatoie non lavora per un’alternativa che ha invece bisogno di maturare. Anche attraverso l’analisi delle cose non fatte ma proclamate dal governo. Prenda le case di Onna. Tutti contenti che la Croce Rossa e il Trentino le abbiano costruite, ma il resto?».</p>
<p><strong>Il resto?<br />
</strong>«Il catalogo sarebbe lungo&#8230; Prenda l’Alitalia: Berlusconi dice che è una mistificazione sostenere che non funziona, ma gli italiani lo sanno, lo vedono tutti i giorni che non è così. E alla fine si accorgeranno che sono stati sprecati 3-4 miliardi».</p>
<p><strong>Non le secca che per implementare il Grande Centro si debba uccidere una delle poche conquiste di sistema, il bipolarismo?<br />
</strong>«Certo, non è che la cosa mi inorgoglisca. Ma il bipolarismo si sta liquidando da solo perché, lontano dall’essere plasmato sul modello francese o tedesco, si ritrova incardinato su Bossi da una parte e su Di Pietro dall’altro. Il Centro si inserisce inevitabilmente, per creare una nuova politica per le prossime elezioni».</p>
<p><strong>Fini e Rutelli sono venuti al suo congresso, ma la cosa è finita lì.<br />
</strong>«Io rispetto sia Fini che Rutelli. Non tiro per i capelli nessuno. Bisogna finirla. Guardi Luca di Montezemolo: è un amico carissimo, è una persona che stimo e ha responsabilità, ma non la vocazione e la voglia di fare politica. Non si tirano le persone per i capelli, ma gli spazi in politica si occupano. È quel che ha fatto anche Berlusconi, quando è finita la Dc. Il senso di responsabilità, la moderazione, il rifiuto del populismo, il bisogno di una società e di una politica che non istilli veleni e paure del diverso al solo fine di governarle con la demagogia è quel che serve al Paese. Un giorno, una goccia farà traboccare il vaso. E la storia politica del Paese cambierà».</p>
<p><strong>Quale sarà la goccia?<br />
</strong>«Debbono stare attenti con gli attacchi a Fini. La politica che usa il ricatto permanente contro le istituzioni è miope, non può durare. Fini per il Pdl è più eretico di quanto non lo fossi io 5 anni fa. Ma venivo tollerato, oggi c’è l’insofferenza per chi non sta al pensiero unico. Informazione compresa. E Berlusconi che affida a Feltri la propria difesa politica dà una straordinaria prova della propria debolezza».</p>
<p><strong>Per la sua esperienza, la carica di presidente della Camera difende?<br />
</strong>«Abbastanza, sì».</div>
<div><a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200909articoli/47387girata.asp">http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200909articoli/47387girata.asp</a></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Unione Democratici Liberali.]]></title>
<link>http://liberalblog.eu/2009/09/12/unione-democratici-liberali/</link>
<pubDate>Sat, 12 Sep 2009 15:34:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonello Leone</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;insofferenza &#8211; ormai cronica &#8211; di Gianfranco Fini verso Silvio Berlusconi e il b]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">L&#8217;insofferenza &#8211; ormai cronica &#8211; di Gianfranco Fini verso Silvio Berlusconi e il berlusconismo dilagante dentro e fuori il Pdl, l&#8217;azione politica diversiva di Pier Ferdinando Casini attuata al di fuori di questo squallido sistema bipartitico &#8211; o presunto tale &#8211; e la più recente posizione critica di Francesco Rutelli dal partito democratico, ci permette di fare alcune riflessioni di carattere generale sull&#8217;attuale assetto politico nazionale.<!--more--></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Gianfranco Fini</strong> appare sul panorama politico nazionale, quando il Presidente del Consiglio Bettino Craxi nel 1987 decide di incontrarlo (era neosegretario del Msi) per discutere di riforme costituzionali, dopo che il leader socialista aveva dichiarato pubblicamente di sentirsi estraneo alla <em>&#8220;retorica antifascista della Resistenza&#8221;</em>. Da quel momento, Fini attuò una lenta e sistematica revisione ideologica dentro il suo partito. Ma bisogna aspettare gli Anni Novanta ed il crollo del sistema partitico tradizionale per vedere realizzato il vero e autentico sdoganamento della vecchia Destra italiana. Nel 1993 lancia il progetto <em>&#8220;Alleanza Nazionale&#8221;</em>, ma è grazie all&#8217;entrata in politica di Silvio Berlusconi che fornisce la legittimazione politica di Fini e del suo partito, facendolo entrare nella coalizione del &#8220;Buongoverno&#8221;, che poi andrà a vincere le elezioni politiche nel Marzo del 1994, dove il Msi raggiunge il 13,50% di voti. Soltanto l&#8217;anno dopo, a Fiuggi avviene il passaggio definitivo di questo lungo travaglio: il Msi-Dn diventa definitivamente Alleanza Nazionale. Dal 1995 ad oggi, non sono state tutte rose e fiori; la perdita importante per la strada di un elemento fondamentale come il Professor Fisichella, conservatore monarchico, vero ideologo di An, è certamente un passaggio da tenere a mente. Con quella perdita, An decide di fatto di accucciarsi a proposte politiche non di Destra, ma di una aggrovigliata pantomima ideologica, di cui Silvio Berlusconi sarà il burattinaio assoluto. Un&#8217;entità partitica populista, pseudodemocratica e pseudoliberale, che porterà prima con il nome di <em>&#8220;Polo delle Libertà&#8221;</em> e poi di <em>&#8220;Casa delle Libertà&#8221;, </em>per poi generare nell&#8217;attuale accozzaglia senza arte e né parte che ha preso il nome di PDL (Popolo della Libertà).</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Pier Ferdinando Casini</strong> ha avuto, certamente, un percorso politico più omogeneo e più democratico di Fini. Anche lui bolognese, entra da giovane nella Democrazia Cristiana, il più grande partito politico italiano di sempre, dopo tangentopoli e il conseguente annientamento della DC, entra come uno dei ispiratori nel CCD di Martinazzoli ed è proprio in quegli anni che sarà compagno di viaggio dentro il neonato Centro-Destra berlusconiano oltre che della Lega Nord, proprio del Msi di Fini. Con la fusione del Ccd e del Cdu del Professor Buttiglione, nasce l&#8217;UDC. Anche Casini, come Fini, si è contraddistinto in questi anni come persona al di fuori del contesto bipolare prima e bipartitico oggi. Con delle loro marcate visioni politiche sia nel campo economico e in quello internazionale, così come in quello della politica sociale.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Francesco Rutelli</strong>, invece, è romano e proviene da una educazione e formazione politica liberale. Avvicinatosi alla politica con il Partito Radicale di Marco Pannella ha sempre avuto una certa attenzione alle politiche ambientali e, giusto per sottolinearlo, il nonno materno fu proclamato <em>&#8220;Giusto tra le Nazioni&#8221;</em> presso lo Yad Vashem di Gerusalemme per aver salvato la vita ad un ebreo durante l&#8217;occupazione nazista a Roma. Al contrario dei due leader (Fini e Casini) può contare su una importante esperienza politica extrapartitica ed extraparlamentare, essendo stato Sindaco di Roma per due mandati, dove nel primo battè proprio Gianfranco Fini al ballottaggio, diventando così il primo sindaco eletto direttamente dai cittadini, e confermandosi nel 1997 raggiungendo un altro record: conseguì il più alto consenso elettorale dal 1993 ad oggi, con 990.000 voti. La sua esperienza prima con La Margherita e poi con l&#8217;Ulivo e l&#8217;Unione, gli ha permesso di aderire al Partito Democratico, evidenziando le sue posizioni e i suoi ideali che in questi anni non sono mutati per nulla.</p>
<p style="text-align:justify;">Tre leader, tre origini politiche diverse tra loro e per certi versi, contrastanti e opposte, ma tre leader politici che oggi hanno molto più in comune di quanto non si pensi. Tre leader, che se volessero, potrebbero dar vita a quel terzo partito che l&#8217;Italia ha tanto bisogno, unendo le loro esperienze personali in un progetto politico che realizzato avrebbe già un suo popolo, un suo elettorato, anche se non nascerebbe come primo partito del Paese, avrebbe certamente il potere di dare agli italiani un&#8217;alternativa valida a questo sistema così ingessato e così simile al suo interno, dove per molti italiani oramai, che vinca il Pdl o il Pd, non fa alcuna differenza. Unire tre visioni politiche diverse ma non contrarie a priori tra di loro, è certamente l&#8217;unica buona novella che può scaturire da questi ultimi anni di totale abbandono morale ed etico nel fare politica. Unione Democratici Liberali è un nome azzeccato, se quello che si vuole ottenere è un partito politico centrista, democratico e liberale, che sappia conciliare tra laicità e appartenenza religiosa, che sia convinto assertore del parlamentarismo e poco importa se spinto da una cultura semipresidenziale o una presidenziale, e che mai venga meno il suo sostegno all&#8217;integrazione europea e ad una politica interna che porti ad un moderno decentramento amministrativo e si abbandoni l&#8217;idea di un federalismo rozzo e culturalmente anti-italiano. Che sia in grado, finalmente, di portare avanti tutte quelle idee riformatrici che servono all&#8217;Italia per posizionarsi come una grande democrazia occidentale.</p>
<p style="text-align:justify;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Arfè. La morte non spegne un pensiero fecondo]]></title>
<link>http://giuseppearagno.wordpress.com/2009/09/11/arfe-la-morte-non-spegne-un-pensiero-fecondo/</link>
<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 16:33:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>giuseppearagno</dc:creator>
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<description><![CDATA[Spesso, nell&#8217;imbarbarimento di quest&#8217;anno terribile per la democrazia, mi sono tornati i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Spesso, nell&#8217;imbarbarimento di quest&#8217;anno terribile per la democrazia, mi sono tornati in mente Arfè e le nostre ultime conversazioni nel suo studio. Benché vecchio, malato e stanco, Arfè, sapeva guardare ancora avanti e la comprensibile nostalgia per gli anni della giovinezza non lasciava molto spazio all&#8217;avvilimento. Il 13 settembre saranno due anni ma, non so bene perché, tutto mi pare incredibilmente lontano: l&#8217;ombra della sera che giungeva inavvertita, i suoi ricordi, le mie domande e lo sforzo ostinato di leggere il presente alla luce del passato. Non so com&#8217;è andata. Sarà che abbiamo col tempo un rapporto davvero soggettivo, sarà che le sconfitte pesano e rendono tutto più vago e sfumato o che i punti di riferimento contano più di quanto crediamo, d&#8217;un tratto mi accorgo che questi ultimi mesi sono stati per me lunghi come anni. E anni, molti anni, ho la sensazione di aver vissuto da quando Arfè se n&#8217;è andato. Per ricordarlo, nel secondo, mesto anniversario della morte e, allo stesso tempo, per vincere questa sensazione intollerabile d&#8217;una lontananza che assume i connotati dello sconforto e apre la via ad una sorta di resa incondizionata, in questi ultimi giorni mi sono perso tra le carte che di lui conservo. Qui scorrendo, lì ricordando o leggendo, m&#8217;è passato davanti il suo mondo. Ho ritrovato così, con emozione crescente, il dirigente politico che si distinse ai vertici del partito socialista per le doti culturali, la singolare onestà intellettuale e la rigorosa formazione, forgiata a Napoli alla scuola di Croce e affinata nella Firenze degli anni Cinquanta dall&#8217;amicizia e dalla collaborazioni con uomini della statura di Calamadrei, Salvemini, Codignola, Enriques Agnoletti, La Pira e Don Milani. Tra articoli, lettere e annotazioni, ho ritrovato il pensiero lucido e profondo dello storico e la passione del militante, l&#8217;uno complementare all&#8217;altro e, insieme, capaci di cogliere in largo anticipo il naufragio del craxismo, nel limiti di un pragmatismo alieno da preoccupazioni etiche e pronto a sottrarsi al rigore della più autentica tradizione socialista. Mentre le carte scorrevano, in un andirivieni tra passato e presente, una foto di Arfè mi ha sorriso dalla copertina d&#8217;un bel libro fresco di stampa: <em>Il Ponte di Gaetano Arfè 1954-2007</em>, uscito in questi giorni per i tipi del Ponte Editore, per ricordare lo storico, l&#8217;intellettuale e il dirigente politico con l&#8217;aiuto di un gruppo di ingegni scelti &#8211; Enzo Collotti, Donatella Cherubini, Andrea Ricciardi, Andrea Becherucci e Marcello Rossi &#8211; che presentano i suoi numerosi scritti usciti sul &#8220;Ponte&#8221; di Calamandrei. Un libro da leggere, penso, mentre smetto di cercare e, per ricordarlo ai lettori, ricavo dal prezioso volume un articolo molto significativo. E&#8217; l&#8217;Arfè a me forse più familiare, l&#8217;uomo che, di fronte allo sfacelo della vita politica italiana, benché vecchio, non si tira indietro, non rinunzia a lottare e diventa, osserva la Cherubini, &#8220;<em>un libero tiratore</em>&#8220;, come fu Salvemini per gran parte del Novecento. Il grande storico è consapevole che un ciclo si è ormai chiuso, ma rivendica alla sua generazione il nesso profondo tra agire politico e coerenza etica rispetto a un quadro di riferimento costituito da grandi valori. In questo senso, il frequente ricorso a note autobiografiche non è solo la testimonianza viva di un&#8217;esprienza politica, ma una scelta consapevole, per la quale la partecipazione alla guerra di liberazione, il ruolo svolto negli anni decisivi della nascita della repubblica e della ricostituzione delle organizzazioni dei lavoratori, l&#8217;approdo al Parlamento europeo diventano, di per sé, &#8220;fatti della storia&#8221;. Quando Arfè scrive l&#8217;articolo &#8211; siamo nel 2006 &#8211; il berlusconismo ha contagiato da tempo quello che è stato il suo campo. L&#8217;intellettuale rigoroso non si fa illusioni, ma rimane storico e militante e non rincorre l&#8217;inutile e amara soddisfazione di chi ha previsto la tragedia. Ciò che cerca è un obiettivo a cui ancorarsi, una trincea da cui riorganizzare la lotta. Arfè conserva implacabile la sua lucidità, è tagliente e amaro, ma non si lascia andare a uno sterile pessimismo. Con una intuizione che sfiora la premonizione avverte il rischio paradossale di &#8220;<em>un paese a maggioranza laico che finisce sotto la cappa del clericalismo</em>&#8220;. Lo sguardo è acutissimo, la franchezza estrema, la passione immutata e i termini del problema gli appaiono chiari: la &#8220;<em>malapianta del berlusconismo&#8221;</em> va estirpata. Non è solo una dichiarazione d&#8217;intenti. Ci sono strumenti, c&#8217;è ancora un <em>ethos</em> della politica, ci sono i valori e i principi della Costituzione.<br />
L&#8217;uomo non è più con noi, ma la morte non spegne il pensiero fecondo. Tocca a noi far sì che un seme ne germogli. Possiamo e dobbiamo. Arfè ci fu maestro.</p>
<p>Giuseppe Aragno</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Pe</strong><strong>r estirpare la malapianta</strong><br />
Quaderno del Ponte n. 6, giugno 2006</p>
<p>La battaglia per la difesa della costituzione sta arrivando alla sua fase decisiva.<br />
Dopo Caporetto, siamo sulla linea del Piave e c&#8217;è da sperare che tenga. Io credo però che a questo punto giovi, non per cedere al gusto sterile della recriminazione ma per poter riprendere e conservare l&#8217;iniziativa, fermare l&#8217;attenzione su alcune questioni che nel loro susseguirsi e nel loro concatenarsi hanno generato la situazione drammatica, intrisa di grottesco, nella quale ci troviamo.<br />
La prima è che la &#8220;repubblica dei partiti&#8221; è stata investita nella sua fase calante da una sorta di controrivoluzione culturale a dimensione internazionale che ha messo in crisi idealità e principi fin lì generalmente accettati e che erano il retaggio della Resistenza. Il risultato più vistoso è stato il declino della cultura storica e il dilagante prevalere di quella sociologica e, in essa, di quella sua sottospecie che è la politologia, ampollosamente presentata come scienza della politica.<br />
I nostri vecchi ebbero, fin troppo forte, il senso della storia. Comunisti e socialisti, in particolare, ritennero di muoversi sul filo della sua onda lunga, quella partita dalla Rivoluzione di ottobre, e tardarono a rendersi conto &#8211; i comunisti per tempi disastrosamente lunghi &#8211; che l&#8217;onda si era infranta. Non cedettero pero mai all&#8217;illusione che i meccanismi della politica potessero essere modificati secondo moduli scolasticamente inventati o innestandovi pezzi estranei, frutto di tutt&#8217;altre e irriproducibili esperienze.<br />
La &#8220;repubblica dei partiti&#8221; aveva al suo attivo la ricostruzione dell&#8217;Italia dopo la catastrofe, aveva costruito istituzioni democratiche forti del consenso popolare, che avevano resistito alle lacerazioni della guerra fredda, avevano superato la crisi del centrismo, avevano consentito la svolta del centrosinistra e un forte avanzamento sociale e civile della società italiana, nonostante le manovre eversive di ordine interno e internazionale. Suo punto di debolezza rimaneva quello che la presenza di un Partito comunista radicato massicciamente nel paese e dotato di un quadro dirigente capace e autorevole, ma ancora legato per più fili all&#8217;Unione Sovietica, rendeva impraticabili alternative di governo. Il problema di un rinnovamento si poneva in termini di urgenza. Craxi e Berlinguer, fatte salve tutte le differenze e le divergenze, culturali, politiche e temperamentali, lo intuirono ma non riuscirono a risolverlo. Su questa situazione calarono, convergendo, due eventi di natura e dimensioni diverse: la fatidica caduta del muro di Berlino, l&#8217;esplosione di Tangentopoli, dietro la quale era anche la rivolta torbida di una &#8220;società civile&#8221;, in realtà incivile e anarcoide che intendeva abbattere il primato, intriso ormai di arroganza, della politica. Sulle rovine calarono i politologi a insegnare le leggi della politica a un giovane e ambizioso quadro dirigente, provinciale, idealmente e culturalmente indigente, disavvezzo a studiare e a riflettere, avvezzo a nutrirsi degli editoriali e dei pastoni dei maggiori quotidiani italiani.<br />
La polemica contro i vizi della partitocrazia si tradusse, con clamorosa ignoranza della storia, in svalutazione del partito in quanto tale e in esaltazione della cosiddetta società civile, di per sé, nella sua massa, prona a tutti i conformismi e rotta a tutte le corruzioni, quella a cui Berlusconi ha dato organica rappresentanza.<br />
La denuncia della &#8220;obsolescenza delle ideologie&#8221; si risolse in negazione delle idealità che sono state, e restano, nel bene e nel male, fattori attivi di storia; sono state considerate ciarpame le classiche dottrine politiche liberali e socialiste sulle quali si è costruita la civiltà europea e con esse l&#8217;etica che ne promanava.<br />
Si è parlato di bipolarismo e siamo arrivati a un bipolarismo fatto di due coalizioni eterogenee e rissose, una sola delle quali ha il discutibile privilegio di avere un padre-padrone, e nelle quali convivono, accanto a residuati dei partiti storici, modeste compagnie di ventura che non disdegnano il ricatto politico. Gli uni e le altre sono regolamentate da norme rispetto alle quali il centralismo democratico di togliattiana memoria era un modello di rispetto del buon costume politico.<br />
Si è svalutato di fatto il parlamento con una serie di provvedimenti e di regole: la riduzione a una delle preferenze, una riforma elettorale sgangherata e balorda, il limite delle due legislature per i parlamentari che non hanno santi in paradiso &#8211; una per imparare il mestiere, la seconda per dimenticarlo nell&#8217;impegno di procurarsi un&#8217;occupazione alla scadenza del mandato &#8211; mentre manca un corpo di parlamentari di lungo corso che assicuri continuità ed efficacia al lavoro legislativo. Il punto d&#8217;approdo è lo sconcio della nomina dei senatori e dei deputati da parte delle gerarchie partitiche, un ritorno ai tempi della Camera dei fasci e delle corporazioni. I pochi casi di &#8220;primarie&#8221; che si sono registrati sono rimasti casi di folklore politico, direi per nostra fortuna perché temo fortemente che se si fossero diffusi avremmo assistito a episodi assai poco edificanti.<br />
Si è voluta l&#8217;elezione diretta degli amministratori locali e si sono creati centri di potere personale, sottratti a ogni controllo, portati, se non addirittura costretti, a organizzarsi in clientele, aperte in molti casi a infiltrazioni mafiose. Su questo sfasciume istituzionale dovrebbe ergersi un presidente dotato di poteri che non hanno i monarchi.<br />
A creare il terreno idoneo al fiorire e al fruttificare di tante idiozie un contributo importante lo ha dato il cosiddetto revisionismo che ha investito tutti i campi delle scienze umane, ma, con effetti particolarmente vistosi, la storia. Studiosi che hanno violentato la metodologia storica e sciacalli d&#8217;archivio si sono mobilitati perché la pacificazione nazionale divenisse parificazione tra carcerieri e carcerati, assassini e assassinati, torturatori e torturati. Le brecce che l&#8217;offensiva apri anche nel fronte antifascista furono rilevanti. L&#8217;onorevole Violante scopri il patriottismo dei «ragazzi di Salò», senza curarsi di spiegare quale patria questi avessero scelta. Inconscio precursore, un canzonettista napoletano aveva cantato sulle rovine ancora calde della guerra: «Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato, ha dato, dimentichiamo il passato guardando il cielo e il mare». E&#8217; mancato poco che ai combattenti di Salò venisse riconosciuta con apposito provvedimento legislativo la qualifica di combattenti. L&#8217;obiettivo era e resta chiaro: la Costituzione nata dalla Resistenza deve perdere il titolo della sua legittimità storica, la coscienza nazionale repubblicana e democratica deve essere frantumata, la patria deve essere degradata ad azienda. Il federalismo che vanta una mobilissima tradizione nella storia d&#8217;Italia da Carlo Cattaneo a Silvio Trentin e che Spinelli levò a bandiera dell&#8217;Europa unita è divenuto l&#8217;ideologia becera faziosa e razzista di una sparuta minoranza che ha segnato di sé la vita della repubblica berlusconiana.<br />
Corre voce, e anch&#8217;io ci credo, che la democrazia sia un regime carico di difetti ma che finora non ne è stato inventato uno migliore. Ma una democrazia senza partiti non è democrazia, è un regime aperto a tutte le involuzioni plebiscitarie e totalitarie. Non è possibile governare democraticamente un paese moderno senza strumenti di organizzazione e di orientamento delle masse che non siano le antenne televisive, di selezione del quadro dirigente, di controllo dei rappresentanti. E non è possibile inventare i partiti. Nell&#8217;Italia repubblicana essi hanno tratto i loro titoli di legittimità e anche di nobiltà dalla Resistenza che fu integralmente opera loro, ci hanno dato la Costituzione, hanno portato il nostro paese disfatto dal fascismo a essere tra i protagonisti dell&#8217;integrazione europea, hanno isolato e battuto, senza leggi eccezionali, il terrorismo rosso, bianco e nero. Il solo partito inventato, quello di Berlusconi, ha portato nella lotta politica una carica primitiva di spirito illiberale e di velleità eversive dalle quali è stato costretto a prendere le distanze finanche Pier Ferdinando Casini nelle cui vene scorre ancora a un residuo di sangue democristiano.<br />
E qui un monito va rivolto ai sostenitori della nuova invenzione del genio italico. Il partito democratico, che non ha riscontri in Europa, ma ci avvicina al modello americano. Il primo punto è l&#8217;estrema, difficilmente superabile, difficoltà di far convivere nella stessa formazione politica laici e cattolici in una fase in cui le gerarchie vaticane avanzano la pretesa di essere la sola fonte dell&#8217;etica che deve ispirare l&#8217;azione politica nei campi della scuola, della ricerca scientifica, dei rapporti sociali e civili. I cattolici poterono organicamente collaborare coi partiti laici e poi coi socialisti perché i rapporti erano di reciproca autonomia.. Il divorzio e l&#8217;aborto furono possibili, senza traumatiche rotture, perché i democristiani ebbero la possibilità di dire il loro &#8220;no&#8221; e di battersi lealmente e democraticamente nel parlamento e nel paese. All&#8217;interno dello stesso partito un&#8217;intesa sarebbe stata impossibile. Il problema si ripresenterebbe oggi &#8211; se ne vedono già i segni &#8211; e potremmo avere il paradosso di un paese a maggioranza laico che finisce sotto la cappa del clericalismo, grazie al gioco dei compromessi dettati dall&#8217;opportunismo.<br />
Ma c&#8217;è una seconda considerazione da fare. E vero che non è più ipotizzabile un partito che abbia una propria dottrina ufficiale, ma non può avere un avvenire un partito che non abbia una tradizione a cui rifarsi, una cultura alla quale attingere, delle idee-guida alle quali ispirarsi. Il riformismo informe del quale si parla e straparla può coprire qualsiasi realtà, anche il berlusconismo. Un partito d&#8217;avvenire ha bisogno di riprendere e sviluppare tutti i motivi critici nei confronti del sistema nel quale viviamo. Non ci sono provvedimenti di riforma per restituire vivibilità alle metropoli, per sgominare la criminalità divenuta una potenza mondiale, per regolare le migrazioni massicce di dannati della terra, per liberare miliardi di esseri umani dalla fame, dalle malattie, dai genocidi, per porre fine alle guerra e ai terrorismi che esse evocano, per contenere gli sconvolgimenti climatici, per salvare le risorse necessarie alla sopravvivenza dei nostri figli e dei nostri nipoti. Per questo urge una svolta nella concezione della funzione della politica, dei suoi principi, dei suoi valori. Non si può più, come agli albori della rivoluzione industriale, assegnare al mercato il ruolo della divina provvidenza, ipotizzare, in forme adeguate, il ritorno alla legge bronzea del salario &#8211; oggi è il precariato a vita &#8211; per governare il lavoro, ignorare che lo sviluppo, cosi come viene inteso e perseguito, è una minaccia alla vita del pianeta terra.<br />
Ora il referendum è alle porte e bisogna cercare di vincerlo. Non temo i suoi sostenitori, molti dei quali hanno votato l&#8217;affossamento della Costituzione sotto la minaccia dello sferza, pur riconoscendo, come ha detto uno di essi della legge elettorale, che è una «porcata». Temo il disimpegno e anche l&#8217;ignavia di molti dei difensori dell&#8217;attuale Costituzione. Paghi di aver portato al Quirinale Giorgio Napoletano &#8211; vecchio e carissimo amico al quale rivolgo, quale collaboratore (forse il più antico) del «Ponte», l&#8217;augurio fraterno della rivista e mio personale -, Marini a Palazzo Madama e Bertinotti a Montecitorio, i difensori della Costituzione non appaiono impegnati in quel massiccio sforzo di mobilitazione che caratterizzò i grandi referendum della nostra storia, quello per la repubblica, quello per il divorzio, quello per l&#8217;aborto.<br />
Ma quand&#8217;anche la sorte ci arridesse, resta tutto aperto il problema di rinnovare dal profondo la cultura politica del ceto dirigente del nostro paese, di estirpare dalle radici la malapianta del berlusconismo che alligna anche tra le file della nuova maggioranza, di ritornare ai valori e ai principi che la Costituzione ha affermato, per calarli nella realtà italiana ed europea del nostro tempo.</p>
<p>Uscito su &#8220;<a href="http://www.didaweb.net/fuoriregistro/leggi.php?a=13201">Fuoriregistro</a>&#8221; il 12 settembre 2009</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[El Supermán de Italia, pero... ¿cuándo gobierna?]]></title>
<link>http://angelgomezfuentes.wordpress.com/2009/09/10/el-superman-de-italia/</link>
<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 07:56:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>angelgomezfuentes</dc:creator>
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<description><![CDATA[Son alucinantes las revelaciones que el Corriere della Sera hace hoy y ayer sobre Berlusconi: Una tr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Son alucinantes las revelaciones que el Corriere della Sera hace hoy y ayer sobre Berlusconi: Una treintena de jóvenes para 18 guateques erótico-festivos en la residencia romana del primer ministro, le ofreció el empresario Tarantini. Algunas recibían 1.000 euros a cambio de prestaciones sexuales a Berlusconi. Según la investigación judicial, el empresario le dice por teléfono a Berlusconi: &#8220;Hay una rubia que no te puedes perder&#8221;. Obviamente, Tarantini no hacia gratis su trabajo. Claramente  confiesa a los magistrados que organizaba esos encuentros a cambio de favores políticos. Según él, &#8220;la prostitución y la cocaína son los ingredientes para tener éxito en la sociedad”. Abiertamente reconoce que en su villa de Cerdeña, alquilada por 70.000 euros, ofrecía cocaína a los invitados.</p>
<p>  Tras estos escándalos, a uno le viene espontáneamente preguntarse: ¿de dónde saca Berlusconi el tiempo para gobernar? Es verdad que el se autodefine &#8220;superman&#8221;, pero&#8230; Estamos hablando de una treintena de chicas para 18 festines organizador por un empresario advenedizo, pero cabe imaginar que Berlusconi otras relaciones más importantes y con más posibilidades para que le organicen todo tipo de &#8220;guateques&#8221;. En una biografía de Chirac, otro mujeriego, se apuntaba que ambos se habían hecho alguna correría erótico-festiva.</p>
<p> </p>
<p>Con la investigación judicial de Bari se sabe ahora que, para poder acudir a sus fiestas con chicas, Berlusconi tuvo que cancelar compromisos, alguno incluso con el Presidente de la República en el palacio del Quirinale para intercambiar felicitación de Navidad.</p>
<p> <img title="Espresso" src="http://angelgomezfuentes.wordpress.com/files/2009/09/espresso2.jpg" alt="Espresso" width="236" height="298" /><img title="berlusconi besado por dos chicas" src="http://angelgomezfuentes.wordpress.com/files/2009/09/berlusconi-besado-por-dos-chicas.jpg" alt="berlusconi besado por dos chicas" width="180" height="180" /></p>
<p> Ante estos escándalos, y las peleas que Berlusconi mantiene con su cada día menos aliado Gian Franco Fini, muchos se preguntan si no estamos asistiendo al final de una era. Así lo cree, por ejemplo, el líder democristiano Pier Ferdinando Casini, quien afirma: &#8220;Silvio es un peligro es un peligro, es el delirio de uno contra todos&#8221;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[LA CALDA ESTATE DELLA LEGA, NEL PDL MONTA INSOFFERENZA]]></title>
<link>http://pianetaterra.wordpress.com/2009/08/11/la-calda-estate-della-lega-nel-pdl-monta-insofferenza/</link>
<pubDate>Tue, 11 Aug 2009 00:24:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Maurizio Andrea</dc:creator>
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<description><![CDATA[(di Marco Dell&#8217;Omo) LA CALDA ESTATE DELLA LEGA, NEL PDL MONTA INSOFFERENZA In questo articolo ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;">(di <em>Marco Dell&#8217;Omo</em>)<br />
<strong>LA CALDA ESTATE DELLA LEGA, NEL PDL MONTA INSOFFERENZA</strong></p>
<p>In questo articolo di <em>Marco Dell&#8217;Omo</em>, vi propongo quella che è la situazione attuale nel nostro strampalato Paese chiamato Italia:</p>
<p>&#8220;ROMA &#8211; Gabbie salariali, ronde, dialetti, bandiere regionali, missioni militari. E&#8217; la calda estate della Lega Nord, che quest&#8217;anno ha scelto di non andare in vacanza ma di lanciare un&#8217;offensiva a tutto campo, ideando nuove parole d&#8217;ordine e monopolizzando quasi del tutto la scena politica. L&#8217;ultima &#8220;sparata&#8221; del Carroccio domenica notte: per le celebrazioni dei 150 anni dell&#8217;Unità d&#8217;Italia &#8211; ha tuonato Umberto Bossi &#8211; bisognerebbe spendere &#8220;zero&#8221;; al che il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi ha risposto che &#8220;ricordare l&#8217;Unità d&#8217;Italia , rifuggendo da ogni enfasi retorica o da una acritica esaltazione del nostro Risorgimento, dovrebbe essere un interesse e un dovere comune di tutte le forze politiche&#8221;. Ma è dall&#8217;inizio della stagione estiva che la Lega non lascia passare giorno senza che una delle sue proposte non metta in imbarazzo gli alleati e non indigni gli oppositori, tutti comunque costretti a confrontarsi con l&#8217;agenda dettata da Bossi, Calderoli e Maroni. E&#8217; una situazione inedita, perché , rispetto al passato, le parole d&#8217;ordine della lega Nord non sono destinate a restare confinate in eterno nel regno dei desideri: le ronde sono diventate realtà, il reato di clandestinità è in vigore, e il premier Silvio Berlusconi ha dato il suo placet alle gabbie salariali. Segno che, sostiene l&#8217;opposizione, il governo è succube della Lega Nord o addirittura, come ritiene il capogruppo dell&#8217;Idv al Senato Felice Belisario, ne è &#8220;sotto ricatto&#8221;. La situazione, secondo il leader dell&#8217;Udc Pier Ferdinando Casini, ha raggiunto il livello di allarme tale da giustificare una risposta: &#8220;La Lega &#8211; osserva il capo dei centristi &#8211; sta determinando la politica del Governo: tutto quello che fa questa maggioranza, lo fa perché lo vuole la Lega. Bisogna bloccare questa deriva e pensare di più ai problemi degli italiani&#8221;. Secondo una scuola di pensiero non limitata alla sola opposizione, se Berlusconi concede 10, la lega è pronta a chiedere 100. Con l&#8217;obiettivo di darsi un profilo di partito &#8220;di lotta e di governo&#8221; in vista delle elezioni regionali del prossimo anno, quando, sfruttando un eventuale appannamento della popolarità del premier, cercherà di fare il pieno dei voti in tutta la Padania. Ne è convinto, in casa Pdl, l&#8217;ex coordinatore di Forza Italia in Piemonte Maurizio Crosetto: la Lega, sostiene &#8220;alza il prezzo in vista delle regionali&#8221;; ma il pdl , proprio per questo, deve fare &#8220;scelte nazionali&#8221;. Crosetto non esita a bollare come &#8220;ridicole&#8221; le posizioni della Lega sulle bandiere regionali, e anche sulle gabbie salariali dice che la posizione della Lega &#8220;non serve a risolvere i problemi&#8221;. E così lo scontro tra &#8220;nordisti&#8221; e &#8220;sudisti&#8221; del centrodestra agita lo schieramento che sostiene il governo. Il governatore della Sicilia Raffaele Lombardo esprime tutto il suo stupore per il sì di Berlusconi alle gabbie salariali: &#8220;Mi meraviglia questa adesione alla parola d&#8217;ordine della Lega. La parola gabbia evoca il ghetto, la separazione, l&#8217;isolamento dal resto del paese&#8221;, ha detto al Corriere della Sera. Altri segni di crisi sono visibili nell&#8217;insofferenza del sindaco di Roma per le proposte leghiste. Qualche giorno fa la bocciatura delle ronde, ora la risposta a Bossi: &#8220;Roma non è ladrona, questo ritornello è solo deprecabile folklore&#8221;. Nel campo del Pd, Arturo Parisi si batte contro la tentazione di scimmiottare la Lega sperando di prenderle voti: a suo giudizio va respinta &#8220;l&#8217;illusione di quanti dall&#8217;opposizione pensano di battere il leghismo concorrendo sul suo stesso terreno nel nord, nelle regioni rosse o al sud&#8221;.<br />
Fonte: <a href="http://www.ansa.it/" target="_blank">www.ansa.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[L'etica, la politica e il perduto senso del ridicolo]]></title>
<link>http://effepi70.wordpress.com/2009/07/19/letica-la-politica-e-il-perduto-senso-del-ridicolo/</link>
<pubDate>Sun, 19 Jul 2009 14:23:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabrizio Pinna</dc:creator>
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<description><![CDATA[“Le chiacchiere stanno a zero: se il Pd ritiene di censurare Berlusconi per i suoi comportamenti pri]]></description>
<content:encoded><![CDATA[“Le chiacchiere stanno a zero: se il Pd ritiene di censurare Berlusconi per i suoi comportamenti pri]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Analisi "veloce veloce" dei risultati delle Europee]]></title>
<link>http://stefomec.wordpress.com/2009/06/08/analisi-veloce-veloce-dei-risultati-delle-europee/</link>
<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 10:22:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>stefomec</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ok, Berlusconi ha vinto. E questo si sapeva: ma non ha vinto poi così trionfalmente, alimentando le ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ok, <strong>Berlusconi</strong> ha vinto. E questo si sapeva: ma non ha vinto poi così trionfalmente, alimentando le speranze di chi vede in una maggiore &#8220;frammentazione&#8221; della politica un clima tendenzialmente più democratico e non maggioritario fino all&#8217;esasperazione. Il <strong>PD</strong> è felice per un misero 26%, nonostante sia in calo di 7 punti rispetto alle politiche di 1 anno e due mesi fa.</p>
<p>Preoccupano (almeno al sottoscritto, gli altri non saprei), e non poco, le affermazioni della <strong>Lega</strong> (10,4%) e <strong>Italia dei Valori</strong> (8%): i partiti &#8220;di lotta&#8221; rallentano la corsa dell&#8217;Italia verso il disegno bipolare e di fatto fanno capire che quasi un quinto dei votanti ha scelto per un cambiamento. Bene l&#8217;<strong>Unione di Centro</strong>, che migliora seppur di poco la prestazione del 13-14 aprile 2008 con circa il 6,5% dei suffragi.</p>
<p>Un voto di astensionismo, che dice: la gente è stufa di Berlusconi &#8211; ma lo vota comunque per &#8220;ricompensarlo&#8221; di un anno di sostanziale buon Governo, ed è stufa della leadership di Franceschini che comunque può contare su una base di fedelissimi. Non è invece stufa &#8211; la solita gente &#8211; di Bossi e delle manovre contro l&#8217;immigrazione della Lega Nord (e quindi spunta una virata xenofoba degli italiani simile alle idee di Le Pen in Francia) e dell&#8217;opposizione dura e forte di Antonino Di Pietro. Del resto, chi odia il Cavaliere ritrova dei concreti sentimenti di odio solo nell&#8217;Italia dei Valori, che fa dell&#8217;antiberlusconismo l&#8217;unico cavallo di battaglia da anni.</p>
<p>E Casini? Lui si tiene il suo 6%, ed in fondo fa bene: non è un partito allineato ai &#8220;Grandi&#8221;, non fa parte del Governo e ha fatto una campagna che &#8211; salvo per la candidatura di <strong>Emanuele Filiberto di Savoia</strong> (son curioso di vedere se sarà eletto) &#8211; di particolare e visibile aveva ben poco. Eppure ha convinto il 6% degli elettori: gli eredi della DC piacciono, e in futuro ci si potrà allargare. Basta impegnarsi in fondo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Sul voto: affluenza bassina, speranze sottoterra]]></title>
<link>http://stefomec.wordpress.com/2009/06/07/sul-voto-affluenza-bassina-speranze-sottoterra/</link>
<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 08:25:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>stefomec</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ieri ho aperto i seggi, nel senso che sono andato a votare poco dopo le 15. Al mio, di seggio, c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ieri ho aperto i seggi, nel senso che sono andato a votare poco dopo le 15. Al mio, di seggio, c&#8217;era già fila: una decina di persone, che venivano scremate a colpi di &#8220;un uomo e una donna, grazie&#8221;. Poche le attese, molti commenti negativi, nessuno sarebbe infatti in grado di assicurare il bene del cittadino.</p>
<p>Io la mia scelta l&#8217;ho fatta, come vi ho già detto nel post precedente: ho scelto per l&#8217;<strong>Unione di Centro</strong>. Ora non so quanto il mio voto sarà servito all&#8217;affermazione del partito dell&#8217;on. <strong>Pier Ferdinando Casini</strong>, ma spero che il disegno moderato-cristiano-centrista abbia ottenuto buoni consensi. Lo spero per fermare l&#8217;avanzata dei disegni ideologici di Di Pietro e Bossi, nonchè per assestare l&#8217;ennesimo duro colpo alla pessima gestione del Partito Democratico e per ridurre l&#8217;egocentrismo di <strong>Silvio Berlusconi</strong>.</p>
<p>Comunque la popolazione votante non si illude: dura la crisi e troppo morbida la risposta del Governo. Freddi i rapporti sociali e calde le notizie di gossip sul <em>Cavaliere</em>. Ha ragione <strong>Emma Marcegaglia</strong>, presidente di <strong>Confindustria</strong>: &#8220;La ricreazione è finita, si torni a pensare ai problemi del paese&#8221;&#8230;che di problemi, ce ne sono a bizzeffe!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[My endorsement for European elections: Unione di Centro]]></title>
<link>http://stefomec.wordpress.com/2009/06/05/my-endorsement-for-european-elections-unione-di-centro/</link>
<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 14:31:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>stefomec</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nel linguaggio giornalistico-politico, l&#8217;endorsement è la promessa di voto che una persona di ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Nel linguaggio giornalistico-politico, l&#8217;endorsement è la promessa di voto che una persona di particolare fama fa nei confronti di un candidato nelle elezioni. Questo termine lo si sente moltissimo nelle elezioni presidenziali americane, e mai come quest&#8217;anno gli endorsement sono andati quasi esclusivamente ad un candidato (e cioè Obama). Quelle che da noi prendono il via domani alle 15.00 e terminano domenica alle 22 non sono elezioni presidenziali ma europee, servono cioè ad eleggere i 72 europarlamentari che spettano all&#8217;Italia nell&#8217;emiciclo di Bruxelles.</p>
<p>Come neo-18enne, sono chiamato anch&#8217;io, insieme ad una carriolata di milioni di italiani, ad esprimere la mia preferenza. In questo post però voglio rivelare le mie intenzioni di voto: non lo faccio per pubblicità o motivi idioti, ma semplicemente per sancire una spaccatura con le mie convinzioni (quasi)incrollabili verso una particolare parte politica che chi mi conosce sa bene qual&#8217;è.</p>
<p>Ho deciso di dare fiducia all&#8217;<strong>Unione di Centro</strong>, il solitario progetto di <strong>Pier Ferdinando Casini</strong>, già alleato dell&#8217;attuale presidente del Consiglio dei Ministri, <strong>Silvio Berlusconi</strong>. E i motivi sono molteplici:</p>
<ol>
<li><strong>Berlusconi mi ha un po stancato: </strong>troppe polemiche politiche, troppi sotterfugi e troppi pettegolezzi. Da un premier ci si aspetterebbe un comportamento quanto meno decente, e un totale ed esclusivo interesse agli affari della nazione, e non alla Noemi o alla Veronica di turno.</li>
<li><strong>Il PdL e la Lega: </strong>il PdL è un partito che raccoglie i miei valori, ma che è vittima e succube del disegno politico della Lega Nord. La Patria non è fatta solo da Piemonte, Veneto e Lombardia: è fatta da Campania, Calabria, Puglia, Molise e quant&#8217;altro. Non ho mai avuto particolari simpatie per il Sud, o meglio non sarebbe la mia prima scelta casomai dovessi trasferirmi, ma non si può pensare di trascinare fuori dal baratro gli amici e connazionali del Sud con le manovre milanocentriche dei leghisti.</li>
<li><strong>Cattolici, moderati, intelligenti: </strong>la conferenza stampa di Casini in onda ieri sera su Rai Tre mi ha illuminato. Quella del leader dell&#8217;UDC è una politica seria, che approva l&#8217;approvabile e fa ostruzionismo all&#8217;impensabile; una politica che va oltre il semplice guadagno in termini di voti e pensa a come collaborare con le decisioni giuste e come bloccare quelle sbagliate. Una politica centrista, moderata, cattolica e laica al contempo. Tante volte ho pensato a Casini come <strong>un buon candidato alla presidenza della Repubblica</strong>: i suoi detrattori diranno che eleggerlo al Quirinale significherebbe svendere l&#8217;Italia a <strong>Joseph Ratzinger</strong>, ma le idee sono contrastanti, e purché civili possono essere espresse. Per come la vedo io, non sarebbe certo così, anzi.</li>
</ol>
<p>Non farò alcuna campagna elettorale dicendovi: votate questo o non votate quell&#8217;altro. Ognuno voti come vuole, io il mio voto so a chi darlo. Perché c&#8217;è bisogno di meno lustrini e meno gossip, e più determinazione e voglia di fare al Governo, quello Nazionale e quello Europeo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un raggio di sole...per illuminarci dentro]]></title>
<link>http://famiglieditalia.wordpress.com/2009/05/30/un-raggio-di-sole-per-illuminarci-dentro/</link>
<pubDate>Sat, 30 May 2009 06:42:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>umbertonapolitano</dc:creator>
<guid>http://famiglieditalia.wordpress.com/2009/05/30/un-raggio-di-sole-per-illuminarci-dentro/</guid>
<description><![CDATA[Qualche volta un raggio di sole, più forte degli altri, attraversa le nuvole e ci illumina. All]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://images.google.it/imgres?imgurl=http://tkfiles.storage.msn.com/x1pjzF2-RYhxRXI6oAmEaYZHSN6Hu3NJXNMXj0Ig1v5Cj90epvrzOB_gI3247PlRxWLW85GSpLYiXZ5l4U3w_w9G9zNng2A03g1a1aADXwSqEPKOasjaETqpg&#38;imgrefurl=http://piazzatatu.blogspot.com/2008/10/pensiero-stupendo.html&#38;usg=__nnrWa9iGrQdVf0u7QiMFrfK6wi4=&#38;h=450&#38;w=600&#38;sz=27&#38;hl=it&#38;start=1&#38;tbnid=N80NBZzJD6qoqM:&#38;tbnh=101&#38;tbnw=135&#38;prev=/images%3Fq%3Dun%2Braggio%2Bdi%2Bsole%26gbv%3D2%26hl%3Dit%26sa%3DG"><img class="alignleft" style="border:1px solid;" src="http://tbn1.google.com/images?q=tbn:N80NBZzJD6qoqM:http://tkfiles.storage.msn.com/x1pjzF2-RYhxRXI6oAmEaYZHSN6Hu3NJXNMXj0Ig1v5Cj90epvrzOB_gI3247PlRxWLW85GSpLYiXZ5l4U3w_w9G9zNng2A03g1a1aADXwSqEPKOasjaETqpg" alt="" width="135" height="101" /></a><em>Qualche volta un raggio di sole, più forte degli altri, attraversa le nuvole e ci illumina. All&#8217;improvviso, come per incanto, ci sentiamo più forti e pronti a lottare per noi e per i nostri cari e speriamo, dentro di noi, che questa luce e questa forza non svaniscano mai&#8230;<!--more--> E&#8217; in queste occasioni che ci sentiamo più attivamente parte di un universo meraviglioso fatto non solo, per fortuna, di tante situazioni dolorose, ma anche di tante piccole cose quotidiane grandiosamente bellissime, come l&#8217;affetto di un bimbo, lo sguardo di una madre o l&#8217;alito di vento che smuove le foglie di un albero, e, ancor di più, l&#8217;amore in generale, nel senso più profondo della parola, l&#8217;amicizia, la fratellanza, la fede, la carità cristiana, il perdono ed i figli&#8230; sì, soprattutto loro, che vorremmo affidare a questo mondo nella speranza che di noi possano rappresentare la parte migliore e gli ideali più nobili in comunione con il Grande Padre dell&#8217;Universo, che tante volte soffiando proprio fra le nuvole, anche quelle più nere e compatte, ci invia raggi di luce, nella speranza  che ci possano illuminare anche al nostro interno e guidare nella nostra vita quotidiana. </em> <strong>Stefano Micheli </strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><a href="http://images.google.it/imgres?imgurl=http://www.pricesharing.it/wp-content/uploads/Come%2520regalarsi%2520un%2520week-end%2520da%2520sogno%2520a%2520San%2520Valentino%2520senza%2520finire%2520in%2520bolletta.jpg&#38;imgrefurl=http://www.pricesharing.it/attualita/come-regalarsi-un-week-end-da-sogno-a-san-valentino-senza-finire-in-bolletta/&#38;usg=__qveTUYiklqS1h8yAK3hKWgCPdYQ=&#38;h=420&#38;w=560&#38;sz=79&#38;hl=it&#38;start=99&#38;tbnid=dI8BSiobT5gRRM:&#38;tbnh=100&#38;tbnw=133&#38;prev=/images%3Fq%3Dweek%2Bend%26gbv%3D2%26ndsp%3D20%26hl%3Dit%26sa%3DN%26start%3D80"><img class="alignleft" style="border:1px solid;" src="http://tbn1.google.com/images?q=tbn:dI8BSiobT5gRRM:http://www.pricesharing.it/wp-content/uploads/Come%2520regalarsi%2520un%2520week-end%2520da%2520sogno%2520a%2520San%2520Valentino%2520senza%2520finire%2520in%2520bolletta.jpg" alt="" width="133" height="100" /></a>E&#8217; iniziato oggi il terzo ponte primaverile, dopo quelli di Pasqua e del primo maggio. Mai, come questa volta, questi quattro giorni di relax arrivano opportuni e indispensabili. Per i più fortunati sarà anche la possibilità per un assaggio anticipato delle delizie estive,  ma per la maggior parte sarà, in ogni caso, l&#8217;occasione per staccare dalle ultime lordure quotidiane che la politica, colei che dovrebbe salvaguardarci e rassicurarci, è riuscita a regalarci  in abbondanza, senza un attimo di pausa&#8230; senza rispetto alcuno, per noi e per tutti gli attori principali e comprimari di questo gioco assurdo di potere, che di interesse civile ha abbastanza poco e di quello personale trabocca smisuratamente.</p>
<p style="text-align:justify;">Ho volutamente aperto questo articolo proponendo una poesia scritta da un amico, <em>Stefano Micheli</em>, nuovo per me e, spero, per tutti voi. Un amico appena arrivato con il suo bagaglio di vita da aprire e condividere con noi, unendosi a Famiglie d&#8217;Italia nel suo percorso aggregativo, chiarificatore e, soprattutto, propositivo&#8230; Ci ha messo a disposizione il suo &#8221; <strong>raggio di sole </strong>&#8220;, affinché possiamo farlo anche nostro ed offrirlo a chi lo ha smarrito o, ultimamente, non riesce più ad intravvedere. Ed io, grato per il dono, ne approfitto immediatamente per inviarlo, tramite queste righe, ad un po&#8217; di personaggi che ultimamente ci hanno accompagnati più nel male che nel bene&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">&#8230; a <strong>Dario</strong> <strong>Franceschini</strong>, perché lo illumini nel come proporsi in modo sereno  e costruttivo nella conduzione del proprio partito, per ridonargli il ruolo e l&#8217;identità dovuti&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">&#8230; ai suoi alleati,  <strong>Antonio Di Pietro</strong> in primis, perché come tali  lo affianchino in modo positivo e  costruttivo&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">&#8230; a <strong>Marco Pannella</strong>, perché si faccia una ragione che i tempi cambiano, come gli umori e le esigenze&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">&#8230; a<strong> Pier Ferdinando Casini</strong>, affinché scelga la rotta chiara e  giusta che lo aiuti a districarsi dalle incomode acque dell&#8217;attesa  nel posizionamento politico-operativo, di volta in volta&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">&#8230; al condottiero <strong>Umberto</strong> <strong>Bossi</strong>, perché il suo ruolo resti pure  quello del duro e del provocatorio,  ma sempre in modo leale e innovativo&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">&#8230; a <strong>Silvio Berlusconi</strong>, affinché riprenda, se si sente pulito dentro, il cammino del suo compito senza troppo soffermarsi e perdersi in repliche e spiegazioni. Noi italiani vediamo e valutiamo con la nostra intelligenza indipendentemente da tutti quei politici che affermano..<em>. io credo che gli italiani pensino</em>&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">&#8230; <strong>alla  famiglia del Premier</strong>: ai figli, scusandomi a nome di tutte le famiglie, per l&#8217;incapacità ed impossibilità nostra nell&#8217; impedire che essi potessero essere tirati in ballo in modo così irriguardoso e inopportuno, ed alla moglie <strong>Veronica Lario</strong>, nella speranza che un piccolo raggio di sole possa farle riscoprire le cose belle del suo matrimonio e magari farla ritornare sulle sue decisioni&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">&#8230;ed infine a <strong>Letizia Noemi</strong>, perché venga squarciata e scacciata ogni nuvola nera che, impietosamente, ha aggredito la sua giovinezza per gli sporchi interessi di una politica che, non essendo in grado di rinnovarsi, adotta qualsiasi mezzo pur di raggiungere i propri scopi e, per lei&#8230; le scuse di tutti non saranno mai abbastanza.</p>
<p style="text-align:justify;"><em><strong>Umberto Napolitano</strong></em></p>
<p style="text-align:justify;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[DA CHI NON FARESTI EDUCARE I TUOI FIGLI?]]></title>
<link>http://rivistapop.wordpress.com/2009/05/28/da-chi-non-faresti-educare-i-tuoi-figli/</link>
<pubDate>Thu, 28 May 2009 13:10:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>Collettivo Mauro Repetto</dc:creator>
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<description><![CDATA[1. Dario Franceschini 2. Silvio Berlusconi 3. Pier Ferdinando Casini 4. Daniela Santanché 5. I genit]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2><a href="http://rivistapop.wordpress.com/files/2009/05/da_chi_non_faresti_educare_i_tuoi_figli.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2003" title="da_chi_non_faresti_educare_i_tuoi_figli" src="http://rivistapop.wordpress.com/files/2009/05/da_chi_non_faresti_educare_i_tuoi_figli.jpg" alt="da_chi_non_faresti_educare_i_tuoi_figli" width="350" height="268" /></a></h2>
<h2>1. Dario Franceschini</h2>
<h2>2. Silvio Berlusconi</h2>
<div>
<h2>3. Pier Ferdinando Casini</h2>
<h2><span>4. Daniela Santanché</span></h2>
<h2><span>5. I genitori di Noemi Letizia</span></h2>
<h2>6. I capi Ultrà del Milan</h2>
<h2>7. Cristiano Malgioglio</h2>
<h2>8. Cesare Battisti</h2>
<h2>9. Josef Fritzl</h2>
</div>
<div>
<h2>10. Paris Hilton</h2>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I miei bisogni e Pier Ferdinando Casini]]></title>
<link>http://picchiatello.wordpress.com/2009/05/28/i-miei-bisogni-e-pier-ferdinando-casini/</link>
<pubDate>Thu, 28 May 2009 09:57:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>picchiatello</dc:creator>
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<description><![CDATA[Giust&#8217;appunto oggi ero nel mio bagnetto e fare qualche bisogno e sento strillare il telefono d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm4.static.flickr.com/3074/2310185736_2bb4f73e1a.jpg?v=0" alt="" width="333" height="500" /></p>
<p>Giust&#8217;appunto oggi ero nel mio bagnetto e fare qualche bisogno e sento strillare il telefono di casa ; chi sarà mai ?, penso, e&#8217; successo qualcosa di grave ? visto che quasi nessuno ha il mio numero solo parenti ed amici strettissimi&#8230; ..corro a rispondere e sento un disco registrato con su la pubblicità di Ferdi che comincia &#8220;scusa del disturbo ( e de che stavo &#8220;solo&#8221; c&#8230;..o) sono Per Ferdinando Casini &#8221; e qui ho messo giu&#8217; altrimenti potevo veramente farmela sulle mutande per la paura che Ferdi avesse il mio numero&#8230;.</p>
<p>Beata Privacy e si che non sono sulle banche dati commerciali&#8230;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Niente di nuovo sul fronte maggioranza-opposizione]]></title>
<link>http://famiglieditalia.wordpress.com/2009/05/27/niente-di-nuovo-sul-fronte-maggioranza-opposizione/</link>
<pubDate>Wed, 27 May 2009 06:47:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>umbertonapolitano</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ieri sera a Ballarò il dibattito è continuato sui soliti temi relativi al Gossip Silvio Berlusconi-L]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://images.google.it/imgres?imgurl=http://www.lastampa.it/redazione/cmssezioni/spettacoli/200803images/ballaro01g.jpg&#38;imgrefurl=http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/spettacoli/200803articoli/31430girata.asp&#38;usg=__dp0XebMJ_RED1CIahVOxCynTAEM=&#38;h=230&#38;w=300&#38;sz=23&#38;hl=it&#38;start=39&#38;tbnid=fE8ZGzsmmXrGCM:&#38;tbnh=89&#38;tbnw=116&#38;prev=/images%3Fq%3DBallaro%26gbv%3D2%26ndsp%3D20%26hl%3Dit%26sa%3DN%26start%3D20"><img class="alignleft" style="border:1px solid;" src="http://tbn1.google.com/images?q=tbn:fE8ZGzsmmXrGCM:http://www.lastampa.it/redazione/cmssezioni/spettacoli/200803images/ballaro01g.jpg" alt="" width="116" height="89" /></a>Ieri sera a <strong>Ballarò</strong> il dibattito è continuato sui soliti temi relativi al<strong> Gossip Silvio Berlusconi-Letizia Noem</strong>i, con<strong> Dario Franceschini</strong> che, pur ribadendo la sua volontà di volersi misurare con l&#8217;opposizione sui contenuti dei temi politici, ha insistito sui tema  delle 10 domande a Berlusconi in attesa di risposte, appoggiato naturalmente da <strong>Ezio Mauro,</strong> il direttore di Repubblica.<!--more--> <strong>Maurizio Belpietro</strong>, direttore di Panorama, a sua volta ha replicato che lui da giornalista ha un&#8217;infinità di domande rimaste  nel tempo senza risposta, ingaggiando, di conseguenza, una rissa col leader del Pd, quando questi ha ricordato al pubblico che Belpietro lavora per <strong>il Cavaliere</strong>, omettendo, naturalmente, che Mauro, a sua volta, lavora per <strong>Carlo</strong> <strong>De Benedetti</strong>, anti berlusconiano d&#8217;eccellenza. La rissa è poi continuata fra <strong>Sandro Bondi, </strong>il ministro della cultura, noto per la sua &#8221; mitezza &#8221; , ed il direttore di Repubblica, accusato di  &#8221; rimestare nella pattumiera &#8220;, mentre il povero<strong> Marco Pannella</strong>, che si guadagna i passaggi televisivi a forza di scioperi della fame e della sete, cercava di fare da moderatore, pur lasciandosi scappare un simpatico &#8221; faccia da c&#8230; &#8221; nei confronti del suo alleato Franceschini<strong>. </strong>E<strong> Giovanni Floris?</strong>&#8230; Beh, questa volta il conduttore ha dovuto fare gli straordinari per mettere un po&#8217; d&#8217;ordine ad uno spettacolo alquanto squallido e, tutto sommato, privo di contenuti, a parte un timido tentativo di <strong>Raffaele Lombardo</strong>, Presidente della Regione Sicilia, di spiegare i motivi che lo hanno portato all&#8217;azzeramento della propria Giunta. Insomma, niente di nuovo sul fronte maggioranza-opposizione.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://images.google.it/imgres?imgurl=http://parcondicio2008.files.wordpress.com/2008/03/poera-aporta.jpg&#38;imgrefurl=http://parcondicio2008.wordpress.com/2008/03/14/parcondicio2008-a-porta-a-porta-turigliatto-ascolta-fiore-e-sbatte-la-porta/&#38;usg=__VxonuTMVVcBaweZ0lp1VnJD2oo8=&#38;h=326&#38;w=425&#38;sz=83&#38;hl=it&#38;start=6&#38;tbnid=C8UxuAH5TuR0YM:&#38;tbnh=97&#38;tbnw=126&#38;prev=/images%3Fq%3DPorta%2Ba%2Bporta%26gbv%3D2%26hl%3Dit%26sa%3DG"><img class="alignleft" style="border:1px solid;" src="http://tbn1.google.com/images?q=tbn%3AC8UxuAH5TuR0YM%3Ahttp%3A%2F%2Fparcondicio2008.files.wordpress.com%2F2008%2F03%2Fpoera-aporta.jpg&#038;w=126&#038;h=97" alt="" width="126" height="97" /></a>Un po&#8217; meglio è andata a<strong> Porta a Porta</strong>, dove <strong>Bruno Vespa</strong> ha passato una serata abbastanza tranquilla nel dibattito, sui temi della crisi finanziaria e degli interventi adottati e da adottare, fra <strong> Giulio Tremonti </strong>e<strong> Pier Ferdinando Casini</strong>. Il leader dell&#8217;Udc ha svolto il suo ruolo di oppositore con argomentazioni valide ed inerenti e il tutto è proseguito in maniera così serena e civile che, a un certo punto, causa anche l&#8217;ora tarda, confesso di essermi appisolato per qualche istante.</p>
<p style="text-align:justify;">Ho voluto rappresentare due momenti diversi della politica vissuta attraverso gli schermi televisivi: del momento &#8221; agitato &#8221; ho parlato a lungo, di quello &#8221; moderato &#8221; mi sono limitato ad un breve accenno. Cosa significa ciò?&#8230; che<strong> far rumore attira l&#8217;attenzione!</strong> Però, della rissa mi ricordo solo momenti fastidiosi, mentre del dibattito pacato ricordo delle sensazioni e informazioni che mi hanno aiutato a creare ulteriore ordine nell&#8217;ambito delle mie personali scelte ed esigenze politiche che, essendo personali, tengo per me come qualsiasi intelligente cittadino più dedito al concreto che al teorico.</p>
<p style="text-align:justify;"><em><strong>Umberto Napolitano</strong></em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Manifesti elettorali 2009 - Udc]]></title>
<link>http://negroski.wordpress.com/2009/05/26/manifesti-elettorali-2009-udc/</link>
<pubDate>Tue, 26 May 2009 09:16:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>negroski</dc:creator>
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<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[L'Era Glaciale e i suoi ospiti...(01 Maggio 2009)]]></title>
<link>http://secondside.wordpress.com/2009/05/01/lera-glaciale-e-i-suoi-ospiti01-maggio-2009/</link>
<pubDate>Fri, 01 May 2009 17:09:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>pier90</dc:creator>
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<description><![CDATA[Venerdì 1° maggio, alle ore 22.50, va in onda il settimo appuntamento con L’Era Glaciale, il program]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Venerdì 1° maggio, alle ore 22.50,</strong> va in onda il settimo appuntamento con <strong>L’Era Glaciale</strong>, il programma di <strong>Daria Bignardi</strong>.</p>
<p>Gli ospiti della puntata sono: il leader dell’UDC <strong>Pier Ferdinando Casini</strong>,  il calciatore <strong>Rino Gattuso</strong>, centrocampista del Milan e della Nazionale, la giovane conduttrice <strong>Lucilla Agosti</strong>   e l’attore <strong>Alessio Boni</strong>.</p>
<p><strong><em>L’Era Glaciale </em></strong>è un programma di <strong>Daria Bignardi</strong>, la scenografia è di <strong>Francesca Montinaro</strong>, la regia di F<strong>abio Calvi</strong>. La produzione è di <strong>Endemol Italia</strong>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[UDC incepe campania pentru alegerile europene]]></title>
<link>http://alexandrunazare.wordpress.com/2009/04/09/udc-incepe-campania-pentru-alegerile-europene/</link>
<pubDate>Thu, 09 Apr 2009 00:36:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>alexandrunazare</dc:creator>
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<description><![CDATA[Zilele trecute am participat la congresul UDC de la Roma, eveniment de lansare a campaniei pentru al]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a rel="attachment wp-att-171" href="http://alexandrunazare.wordpress.com/2009/04/09/udc-incepe-campania-pentru-alegerile-europene/casini2/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-171" title="casini2" src="http://alexandrunazare.wordpress.com/files/2009/04/casini2.jpg?w=300" alt="casini2" width="300" height="91" /></a>Zilele trecute am participat la congresul <a href="http://www.pierferdinandocasini.it/pfc.home.do">UDC</a> de la Roma, eveniment de lansare a campaniei pentru alegerile europene. Este, cred, al treilea eveniement la care particip la Roma, dupa congresul PPE din 2006 si Internationala Crestin-Democrata din 2007. Mi-a placut foarte mult evenimentul nu numai la nivel de continut ci si ca prezentare. A avut loc pe <em>Via della conciliazione</em>, aproape de Vatican, si a beneficiat de prezenta presedintelui PPE W.Martens si a secretarului general al PPE Antonio Lopez.</p>
<p>E foarte interesant cum UDC incearca sa isi construiasca o identitate de centru, aproape nu a fost discurs important in care sa nu se evidentieze virtutile “centrului” in politica.  Langa podium chiar era amplasat un banner mare pe care scria <em>il vento di centro</em>.  Liderul informal al formatiunii <a href="http://it-it.facebook.com/pages/Pier-Ferdinando-Casini/35596673962">Pier Ferdinando Casini </a>ne explica in timpul pranzului ca desi stanga in Italia este foarte slabita, totusi, UDC reuseste sa rupa voturi mai usor de la stanga decat de la dreapta (monopolizata de Berlusconi).</p>
<p>M-au impresionat organizatiile de tineret ale UDC, (prezente nu numai in sala, ci si prin speech-uri la congres) si maniera relaxata in care s-a desfasurat evenimentul. Indeajuns de oficial si mai putin festivist. Am avut vreme sa merg putin si la Vatican si sa ma plimb cateva ore prin Roma, un oras tumultuous si linistitor in acelasi timp. Nu stiu de ce&#8230; dar duminica am vrut neaparat sa plec dimineata, fiind convins ca nu trebuie sa raman …ca sa aflu a doua zi de cutremurul din Abruzzo. Acolo au murit cinci romani despre care, din pacate, se vorbeste prea putin.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Casini, senza di noi Pdl non ha 51%]]></title>
<link>http://2dei.wordpress.com/2009/03/30/casini-senza-di-noi-pdl-non-ha-51/</link>
<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 18:05:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>leonefragile</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il leader Udc, ecco perche&#8217; Berlusconi ci invita nel partito (ANSA) &#8211; ROMA, 29 MAR ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il leader Udc,  ecco perche&#8217; Berlusconi ci invita nel partito   <img class="section_image_not" src="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/topnews/med/78fe0bc034b6b8de4b283f91a21639e0.jpg" border="0" alt="" hspace="10" align="left" /> (ANSA) &#8211; ROMA, 29 MAR &#8211; &#8221;E&#8217; chiaro perche&#8217; Berlusconi ci  invita nel nuovo partito: vuole arrivare al 51% e sa che  senza di noi non ci arrivera&#8217; mai&#8221;, dice Casini. Il leader Udc Pier Ferdinando Casini, ospite a &#8216;In  mezz&#8217;ora&#8217;, spiega cosi&#8217; le aperture del premier. &#8221;Oggi nel  Pdl &#8211; osserva Casini &#8211; ci sta chi sta sotto il mantello  berlusconiano e non ha idee diverse. Berlusconi ha detto che  le porte del Pdl sono aperte ma chi entra deve accettare  un&#8217;idea di Paese che vede lui ed il popolo. Il resto sono  solo impicci&#8221;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Casini a Repubblica tv "Referendum, non votare"]]></title>
<link>http://2dei.wordpress.com/2009/03/24/casini-a-repubblica-tv-referendum-non-votare/</link>
<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 10:55:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>leonefragile</dc:creator>
<guid>http://2dei.wordpress.com/2009/03/24/casini-a-repubblica-tv-referendum-non-votare/</guid>
<description><![CDATA[ROMA &#8211; Il Pdl? Sarà una grande Forza Italia, il partito del predellino. Il Pd? Non credo in qu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft" src="http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/udc-casini/udc-casini/este_23150308_39490.jpg" alt="Casini a Repubblica tv &#34;Referendum, non votare&#34;" width="230" height="363" /><!-- fine FOTO1 --> <!--end multimedia--> <!-- inizio TESTO --> <strong>ROMA</strong> &#8211; Il Pdl? Sarà una grande Forza Italia, il partito del predellino. Il Pd? Non credo in quel progetto, non potrei mai entrarci. E sul referendum elettorale, l&#8217;invito è: non andate a votare. Pier Ferdinando Casini, leader dell&#8217;Udc, risponde alle domande, quasi duecento, dei lettori di <em>Repubblica. it</em>, durante il videoforum in diretta su Repubblica Tv. A fare le domande, anche Massimo Giannini e il sondaggista Antonio Noto, direttore di <em>Ipr Marketing</em>.</p>
<p>Si parte con lo scioglimento di An e l&#8217;imminente congresso del Popolo delle Libertà. &#8220;Che cosa sia il Pdl è sotto gli occhi di tutti &#8211; dice Casini -. Nasce sotto la leadership indiscussa e totalizzante di Berlusconi. E&#8217; ovvio che quella che si prepara a nascere è una grande Forza Italia allargata, il successo totale e pieno di Berlusconi, quello che ha pensato di realizzare 15 anni fa e che oggi consolida, anche grazie ad Alleanza nazionale. E&#8217; difficile pensare che ci sia pari dignità, è un problema non solo di leadership ma di strutture e di modalità. Questo è il partito del predellino. Allora, come il sottoscritto, qualcuno ironizzò, ma poi si è realizzato questo&#8221;.</p>
<p>Ma se il Pdl non può essere l&#8217;approdo politico dell&#8217;Udc, non lo è nemmeno il Pd. Un ascoltatore chiede se Casini potrebbe essere in futuro il leader del Pd. &#8220;Non potrei essere leader di un progetto politico in cui non credo. Non è che io ho la sindrome della contaminazione &#8211; ha spiegato &#8211; anche se le convergenze in politica sono indispensabili. Ma per fare il leader del Pd bisogna credere a un progetto politico, e io non credo a quello del Pd&#8221;. Ma Casini spezza una lancia a favore di Veltroni. &#8220;Il problema non è stato Veltroni. E&#8217; stato ingiusto e ingeneroso scaricarlo come se lui fosse la causa di tutti i mali. Invece i militanti del Pd dovrebbero ringraziare Veltroni, in fondo ha preso il 33 per cento&#8230; voglio vedere quale leader del Pd prenderà un risultato del genere&#8221;. E a proposito di sondaggi, Casini prevede un buon risultato per l&#8217;Udc, così come per le altre &#8220;terze forze&#8221;: Lega e Italia dei Valori.<br />
<!--inserto--></p>
<p><!--/inserto-->Nel suo rifiuto del bi-partitismo, Casini inserisce anche il no netto al referendum elettorale del prossimo giugno: &#8220;Siamo contrari al contenuto di quel referendum&#8221;. Quindi è un invito ad andare al mare, come quello di Craxi? &#8220;Non per forza al mare&#8230; state anche a casa, ma non andate a votare&#8221; risponde Casini.</p>
<p>Sui temi principali dell&#8217;agenda politica, il leader dell&#8217;Udc conferma la linea di &#8220;opposizione costruttiva&#8221;. Che dirà si o no a seconda delle proposte. Al no netto al federalismo (&#8220;saremo l&#8217;unica forza parlamentare a votare contro&#8221;) si affianca un &#8220;sì forse&#8221; al piano-casa del governo Berlusconi: &#8220;Se è serio, non realizza scempi e permette una riconversione energetica, può essere una cosa che modernizza il Paese, interessante, che rilancia l&#8217;economia. Noi diciamo: portate le carte in Parlamento e vediamo. Noi questo facciamo, quello che interessa al Paese&#8221;.</p>
<p>Un ascoltatore chiede: a quando un leader quarantenne? &#8220;A fine anno &#8211; risponde Casini &#8211; faremo il congresso del partito, della Costituente di centro alla quale stiamo lavorando con Pezzotta, Tabacci, Adornato. La mia idea è di dare proprio a un quarantenne il compito di guidare questo partito&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/udc-casini/udc-casini/udc-casini.html">Repubblica.it</a></p>
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<title><![CDATA[Su, da bravi bambini...]]></title>
<link>http://thesnowdogblog.wordpress.com/2009/03/19/su-da-bravi-bambini/</link>
<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 12:52:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Ted</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sarà capitato anche a voi, oggi, di notare questa campagna pubblicitaria. Un disegno molto semplice,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignright size-medium wp-image-356" title="foto037" src="http://thesnowdogblog.wordpress.com/files/2009/03/foto037.jpg?w=300" alt="foto037" width="300" height="225" />Sarà capitato anche a voi, oggi, di notare questa campagna pubblicitaria. Un disegno molto semplice, un messaggio sintetico.  Ma cosa ci vuole dire veramente il simpatico Pierferdi?</p>
<ol>
<li>Si tratta, dato l&#8217;avvicinarsi della Pasqua, di un messaggio di speranza e pace rivolto a tutti gli uomini e le donne del mondo.</li>
<li>Si tratta di un messaggio rivolto a tutto lo schieramento politico italiano, da destra a sinistra, affinché si mettano da parte le sterili polemiche e  si lavori tutti per il bene del paese in questo periodo di congiuntura economica sfavorevole.</li>
<li>E&#8217; un messaggio rivolto soprattutto a Berlusconi e Franceschini: &#8220;Smettetela di litigare, che altrimenti nessuno mi si fila più&#8221;.</li>
</ol>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[RAI: CASINI, IMMOTIVATO NO A PETRUCCIOLI]]></title>
<link>http://2dei.wordpress.com/2009/03/11/rai-casini-immotivato-no-a-petruccioli/</link>
<pubDate>Wed, 11 Mar 2009 08:02:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>leonefragile</dc:creator>
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<description><![CDATA[Roma, 10 mar. &#8211; (Adnkronos) &#8211; &#8221;Mi auguro che il governo rifletta sul fatto che il ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Roma, 10 mar. &#8211; (Adnkronos) &#8211; &#8221;Mi auguro che il governo rifletta sul fatto che il rifiuto a dare il consenso a Petruccioli e&#8217; immotivato&#8221;. Lo ha detto il leader dell&#8217;Udc Pier Ferdinando Casini a margine di una conferenza stampa sul Comune di Roma. &#8221;Mi auguro &#8211; ha proseguito Casini &#8211; che si possa varare al piu&#8217; presto questa soluzione altrimenti bisognera&#8217; procedere per subordinate ma credo che sia incomprensibile&#8221;. &#8221;Abbiamo operato nelle scorse giornate -ha spiegato il leader dell&#8217;Udc- perche&#8217; la soluzione De Bortoli decollasse. Siamo molto rammaricati del suo rifiuto ma e&#8217; incomprensibile come la scelta di Petruccioli venga osteggiata dal centrodestra. Petruccioli ha presieduto la Rai con profitto, molti uomini del centrodestra hanno dichiarato stima nei suoi confronti. Io non riesco a capire in base a quale logica si possa dire credibilmente no a Petruccioli. E&#8217; una pretesa, un&#8217;arroganza, ma non e&#8217; una valutazione politica serena&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=3.0.3089541028">Adnkronos Politica</a></p>
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