<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>pier-paolo-pasolini &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/pier-paolo-pasolini/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "pier-paolo-pasolini"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Dec 2009 15:54:22 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Pier Paolo Pasolini]]></title>
<link>http://shihzhu.wordpress.com/2009/12/10/pier-paolo-pasolini/</link>
<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 17:10:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>Kanpoj K.</dc:creator>
<guid>http://shihzhu.wordpress.com/2009/12/10/pier-paolo-pasolini/</guid>
<description><![CDATA[Pier Paolo Pasolini He was born on 5 March 1922, Bologna, Emilia-Romagna, Italy  He wrote many poets]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Pier Paolo Pasolini</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://shihzhu.wordpress.com/files/2009/12/pasolini.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-415" title="pasolini" src="http://shihzhu.wordpress.com/files/2009/12/pasolini.jpg?w=241" alt="" width="217" height="270" /></a></p>
<p>He was born on 5 March 1922, Bologna, Emilia-Romagna, Italy  He wrote many poets, essays and novels before he started making film. His first film is Accattone (1961), based on his novel about pimp in the slums of Rome. He we arrested when he make the film Ro.Go.Pa.G. (1963) which claimed to contain a misbelief of god. His next film Il vangelo secondo Matteo (1964) was also a film about god but this time he tried to present the Biblical storty in a totally realistic style. This film later known as one of the most honest portray of Christ film. He produced many great films. He was murdered mysteriously on 2 November 1975 in Italy after completing the film Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975).</p>
<p>His interesting films</p>
<p>Il vangelo secondo Matteo (1964)</p>
<p>Il Decameron (1971)</p>
<p>Il fiore delle mille e una notte (1974)</p>
<p>Giovani mariti (1958)</p>
<p>Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975).</p>
<p><a href="http://shihzhu.wordpress.com/files/2009/12/ilvangelosecondomatteo.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-418" title="ilvangelosecondomatteo" src="http://shihzhu.wordpress.com/files/2009/12/ilvangelosecondomatteo.jpg?w=208" alt="" width="208" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://shihzhu.wordpress.com/files/2009/12/dekameron_il_decameron_1971_dvdrip1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-417" title="dekameron_il_decameron_1971_dvdrip1" src="http://shihzhu.wordpress.com/files/2009/12/dekameron_il_decameron_1971_dvdrip1.jpg?w=211" alt="" width="211" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://shihzhu.wordpress.com/files/2009/12/3889152117_6d1828b89f.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-416" title="3889152117_6d1828b89f" src="http://shihzhu.wordpress.com/files/2009/12/3889152117_6d1828b89f.jpg?w=224" alt="" width="224" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://shihzhu.wordpress.com/files/2009/12/salo-pasolini.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-419" title="salo-pasolini" src="http://shihzhu.wordpress.com/files/2009/12/salo-pasolini.jpg?w=226" alt="" width="226" height="300" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Almanacco del Giorno - 27 Nov. 2009]]></title>
<link>http://nuovayorkoutpost.wordpress.com/2009/11/27/almanacco-del-giorno-27-nov-2009/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 03:40:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Nicola di Bowery</dc:creator>
<guid>http://nuovayorkoutpost.wordpress.com/2009/11/27/almanacco-del-giorno-27-nov-2009/</guid>
<description><![CDATA[Leonardo &#8211; Qualcuno che può capirla Sphere &#8211; Can Video Games Turn You Into a War Crimina]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Leonardo &#8211; Qualcuno che può capirla Sphere &#8211; Can Video Games Turn You Into a War Crimina]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[FACEVO BARBA E CAPELLI ALLA BANDA DELLA MAGLIANA (E A PASOLINI)]]></title>
<link>http://sottoosservazione.wordpress.com/2009/11/27/facevo-barba-e-capelli-alla-banda-della-magliana-e-a-pasolini/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 19:48:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>sottoosservazione</dc:creator>
<guid>http://sottoosservazione.wordpress.com/2009/11/27/facevo-barba-e-capelli-alla-banda-della-magliana-e-a-pasolini/</guid>
<description><![CDATA[PARLA IL BARBIERE DI RENATINO DE PEDIS: VOLEVA LA RIGA A SINISTRA E LASCIAVA DELLE MANCE DA NABABBO ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2><a href="http://sottoosservazione.wordpress.com/files/2009/11/1905.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8699" title="1905" src="http://sottoosservazione.wordpress.com/files/2009/11/1905.jpg" alt="" width="88" height="88" /></a>PARLA IL BARBIERE DI RENATINO DE PEDIS: VOLEVA LA RIGA A SINISTRA E LASCIAVA DELLE MANCE DA NABABBO (E UNA STRISCIA DI COCA) – SU EMANUELA ORLANDI MAI UNA PAROLA, MA IO ANDREI A SANT’APOLLINARE – PASOLINI SFIDÒ LA VIRILITÀ DEL “BRECCOLA”… E VINSE…</h2>
<p><strong>Claudio Marincola per &#8220;<a href="http://www.ilmessaggero.it/">Il Messaggero</a>&#8220;</strong></p>
<p>Del Salone di piazza Trilussa è rimasta solo la vecchia poltrona in ghisa e alluminio. Un pezzo raro, di quelli che ormai si vedono solo in certi film italo-americani. I clienti bussano, e lui li fa accomodare su quella seduta regale, come si farebbe con un vecchio amico. Gente a cui ha visto i capelli crescere e poi imbiancarsi e cadere. Di cui sa vita, morte e miracoli. Si sta lì, si aspetta il proprio turno, si guarda in tv un vecchio telefilm di Zorro.</p>
<p>Funziona così da quando, 8 anni fa, lui e suo fratello, tutti e due barbieri, come padre e nonno del resto, lasciarono il vecchio negozio e continuarono ognuno per proprio conto a lavorare a domicilio. Intorno non c&#8217;è Trastevere, non ci sono i vicoli, gli odori. Ma lo specchio rimanda le stesse immagini rassicuranti. Lui, che ora ha 73 anni e preferisce non leggere il suo nome sul giornale, che taglia i capelli ai clienti, tutti un po&#8217; più vecchi.<!--more--></p>
<p>«Da me venivano in tanti, e non è che mi mettevo a chiedere i documenti. Gente come Renatino De Pedis ma anche come Pierpaolo Pasolini o Bruno Trentin. Renatino lo conoscevo da quando era piccolo. Fui io a battezzarlo a Santa Dorotea. Ero amico dei suoi genitori. Il padre faceva il trasportatore. Uomo onesto. La madre Edda un giorno la portai di corsa in ospedale e d&#8217;allora diventammo amici di famiglia. Ma lei, mi perdoni, come li vuole sti&#8217; capelli?»</p>
<p><strong>Cortissimi, grazie. Metta pure il rasoio a 3 millimetri. E Renatino, il Dandi, come li portava?</strong><br />
«Era un tipo molto preciso, gli piaceva la scriminatura a sinistra e non si lamentava mai. Se trovava la fila non pretendeva d&#8217;essere servito per primo, a differenza di certi prepotenti. I dipendenti si facevano in quattro per servirlo. E lo credo bene: lasciava mance da 5000 lire, 10 volte quello che doveva pagare».</p>
<p><strong>&#8230;e lei sempre lì, discreto. Mai una domanda di troppo.</strong><br />
«Scherziamo? Una mummia. Anche quando s&#8217;alzava dalla poltrona e andava sul retro. Non ho mai controllato cosa facesse ma lo sapevo. Tirava cocaina e lasciava sempre l&#8217;ultima striscia sul tavolo di ceramica. Poi tornava e diceva: &#8220;se qualcuno si vuole servire, prego&#8230;&#8221;»</p>
<p><strong>Si servivano?</strong><br />
«Qualcuno accettava, dipendeva da chi c&#8217;era in quel momento nel negozio».</p>
<p><strong>Mai una parola su Emanuela Orlandi?</strong><br />
«Mai. Ma lì c&#8217;è poco da dire, dipendesse da me andrei a vedere cosa c&#8217;è dentro quella tomba a Sant&#8217;Apollinare».</p>
<p><strong>Ha qualche sospetto?</strong><br />
«No, dicevo per dire. Renatino non parlava mai, mica era scemo! Solo una volta fece un &#8220;pezzo&#8221; fuori dal negozio con Bruno Giordano, il calciatore, l&#8217;ex marito di Sabrina Minardi. Di lei Renatino era innamorato perso. E soprattutto gelosissimo. Sabrina, del resto, era &#8216;na favola, un fiore. &#8220;Lasciale la casa e sparisci&#8221;, urlò a Giordano, affrontandolo a brutto muso. Fu sufficiente».</p>
<p><strong>Venivano anche altri della banda?</strong><br />
«Anni prima, certo. Veniva &#8220;Er Negro&#8221;, Franco Giuseppucci. Lo conoscevo già da ragazzino, da quando lavorava col padre al forno. Anche dopo, quando già maneggiava milioni, continuava a portare la pizza agli impiegati e al direttore della banca di piazza Sonnino. Un soggettone, Franco! La sera andava al Bar Lucchetti, a Sant&#8217;Egidio, a giocare al biliardo. Quando, però, voleva giocare pesante si trasferiva da Marisa, in piazza San Cosimato. Si giocava a zecchinetta.</p>
<p>Una volta Franco restò senza soldi e voleva puntare lo stesso. Gli altri protestarono. E lui: &#8220;Non ve movete, torno subito&#8221;. Tornò dopo 5 minuti con una valigia piena di soldi e li mandò tutti pe&#8217; stracci (con le tasche vuote, ndr). Nel mio salone ne sono passati anche altri: &#8220;Er vòto&#8221;, (Amleto Fabiani,) e quelli dell&#8217;altra banda, &#8220;i pesciaroli&#8221;, da Enrico Proietti (&#8220;Er Cane&#8221;),a Mario Proietti (&#8220;Palle d&#8217;oro&#8221;)&#8230;è passata una vita».</p>
<p><strong>Trentin e Pasolini?</strong><br />
«Il primo era un gran signore. Una volta gli chiesi una raccomandazione per mia figlia, e lui, allora segretario della Cgil, mi rispose: &#8220;Piuttosto chiedimi i soldi, ma questa cosa proprio no&#8221;. Peccato che poi assunsero tutti tranne mia figlia, che, detto tra parentesi, sta ancora a spasso».</p>
<p>«Pasolini era il periodo in cui girava con Maria Callas. Me lo portò Pippo Spoletini, capogruppo comparse e uomo di fiducia di Federico Fellini. Fuori dal negozio si formava la fila. Tutti volevano qualcosa, un lavoro, un posto, una parte in un film. Ai capelli ci teneva, si preoccupava se si sfoltivano o se cambiavano di colore. Mentre glieli tagliavo un giorno venne fuori la storia dell&#8217;omosessualità.</p>
<p>Un cliente gli chiese se conosceva &#8220;Er Breccola&#8221;, uno famoso per la sua, diciamo così, &#8220;virilità&#8221;. Pasolini si disse pronto ad accettare scommesse. So che il giorno dopo si videro in una trattoria in vicolo del Bologna».</p>
<p><strong>Come finì?</strong><br />
«Diciamo che Pasolini vinse ma pagò lo stesso da bere a tutti</p>
<p><a href="http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-11260.htm" target="_blank">Dagospia</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A Tragic Kind of Love]]></title>
<link>http://joshuainwood.wordpress.com/2009/11/27/a-tragic-kind-of-love/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 00:21:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>joshuainwood</dc:creator>
<guid>http://joshuainwood.wordpress.com/2009/11/27/a-tragic-kind-of-love/</guid>
<description><![CDATA[This is the last aria (&#8220;When I Am Laid in Earth&#8221;) from Henry Purcell&#8217;s Baroque ope]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>This is the last aria (&#8220;When I Am Laid in Earth&#8221;) from Henry Purcell&#8217;s Baroque opera <em>Dido and Aeneas, </em>based on the fourth book of Virgil&#8217;s <em>Aeneid</em>,<em> </em>in which Dido, Queen of Carthage, awaits her death while Aeneas leaves to found Rome.  The libretto is by Irish writer Nahum Tate.</p>
<p>Here, soprano Jessye Norman performs Dido&#8217;s lament:<br />
&#8220;Thy Hand, Belinda &#8230; When I Am Laid in Earth&#8221; <a href="http://www.mediafire.com/?yzjnozmytmm">(mp3)</a></p>
<p><img class="alignnone" src="http://stoa.files.wordpress.com/2007/06/dido-and-aeneas.jpg?w=400&#038;h=298" alt="" width="400" height="298" /></p>
<p>Thy hand, Belinda; darkness shades me.<br />
On thy bosom let me rest.<br />
More I would, but Death invades me.<br />
Death is now a welcome guest.</p>
<p>When I am laid, am laid in earth,<br />
May my wrongs create<br />
No trouble, no trouble in thy breast;</p>
<p>When I am laid, am laid in earth,<br />
May my wrongs create<br />
No trouble, no trouble in thy breast;</p>
<p>Remember me, remember me,<br />
But ah! forget my fate.</p>
<p>Remember me,<br />
But ah! forget my fate.</p>
<p>Remember me, remember me,<br />
But ah! forget my fate.</p>
<p>Remember me,<br />
But ah! forget my fate.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/jOIAi2XwuWo&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/jOIAi2XwuWo&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>♥</p>
<p>Written by Frank Domínguez, &#8220;Tu Me Acostumbraste&#8221; has been performed by Andrea Bocelli, Luis Miguel, and other well-known singers.  I chose the version by Chavela Vargas, easily my favorite:</p>
<p>&#8220;Tu Me Acostumbraste&#8221; <a href="http://www.mediafire.com/?dmzm2mqmjik">(mp3)</a></p>
<p><a href="http://joshuainwood.wordpress.com/files/2009/11/chavelavargas.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-494" title="Chavela+Vargas" src="http://joshuainwood.wordpress.com/files/2009/11/chavelavargas.jpg?w=118" alt="" width="118" height="150" /></a></p>
<p>Here is the translation:</p>
<p>You got me used to<br />
All of those things,<br />
And you taught me<br />
How wonderful they are.</p>
<p>Subtly you came to me like a temptation<br />
Filling with anxiety my heart.</p>
<p>I didn&#8217;t understand how love could be<br />
In your strange world,<br />
And because of you I learned.<br />
For that reason I wonder,<br />
Realizing you forgot me.<br />
Why you didn&#8217;t teach me?<br />
How does one live without you?</p>
<p>For that reason I wonder,<br />
Realizing you forgot me.<br />
Why you didn&#8217;t teach me?<br />
How does one live without you?<br />
Why you didn&#8217;t teach me?<br />
How does one live without you?<br />
Why you didn&#8217;t teach me?</p>
<p>♥</p>
<p>Here is a song from the classic American film <em>Journey to the Center of the Earth</em> (1959), for which Bernard Herrmann wrote a tense and dramatic score.  It&#8217;s based on lyrics from the famous poem in Scots by Robert Burns, rewritten and arranged by Sammy Cahn and Jimmy Van Heusen.</p>
<p>Pat Boone sings to Diane Baker: &#8221;My Love Is Like a Red, Red Rose&#8221; <a href="http://www.mediafire.com/?i33hghzmyyt">(mp3)</a></p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.joppeluiten.nl/ALPHABET/247253~Pat-Boone-Posters.jpg" alt="" width="228" height="280" /></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/OVu0EeDdC88&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/OVu0EeDdC88&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>♥</p>
<p>This track is sung by Diamanda Galás, based on Pier Paolo Pasolini&#8217;s poem &#8220;Supplica a Mia Madre.&#8221;  Pasolini is well known mostly as a controversial film director, but his poetry and other writing is equally provocative and important.</p>
<p>Here is the track:<br />
&#8220;Supplica a Mia Madre&#8221; <a href="http://www.mediafire.com/?jjzmnlywb3l">(mp3)</a></p>
<p><img class="alignnone" src="http://i81.servimg.com/u/f81/11/81/87/63/sign_c13.png" alt="" width="300" height="189" /></p>
<p>And the translation:</p>
<p>Prayer to My Mother</p>
<p>It’s so hard to say in a son’s words<br />
what I’m so little like in my heart.</p>
<p>Only you in all the world know what my<br />
heart always held, before any other love.</p>
<p>So, I must tell you something terrible to know:<br />
From within your kindness my anguish grew.</p>
<p>You’re irreplaceable. And because you are,<br />
the life you gave me is condemned to loneliness.</p>
<p>And I don’t want to be alone. I have an infinite<br />
hunger for love, love of bodies without souls.</p>
<p>For the soul is inside you, it is you, but<br />
you’re my mother and your love’s my slavery:</p>
<p>My childhood I lived a slave to this lofty<br />
incurable sense of an immense obligation.</p>
<p>It was the only way to feel life,<br />
the unique form, sole color; now, it’s over.</p>
<p>We survive, in the confusion<br />
of a life reborn outside reason.</p>
<p>I pray you, oh, I pray: Do not hope to die.<br />
I’m here, alone, with you, in a future April….</p>
<p>♥</p>
<p>This is a song written by Des&#8217;ree and Timothy Atack for Baz Luhrmann&#8217;s film <em>Romeo and Juliet</em>.  Des&#8217;ree is a British pop/soul singer known mostly for her hit &#8220;You Gotta Be.&#8221;  &#8220;Kissing You,&#8221; however, showcases her range and vocal talent, which hadn&#8217;t really been heard before in her other work.  Beyonce and Taylor Dayne recorded covers of the song, both with substantial changes and none for the better.</p>
<p>Here is the track:<br />
&#8220;Kissing You&#8221; <a href="http://www.mediafire.com/?am0ybinktza">(mp3)</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[126. Mischsprache]]></title>
<link>http://lyrikzeitung.wordpress.com/2009/11/25/126-mischsprache/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 00:14:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>lyrikzeitung</dc:creator>
<guid>http://lyrikzeitung.wordpress.com/2009/11/25/126-mischsprache/</guid>
<description><![CDATA[Dieser Prozess des Fortschreibens bzw. Umschreibens lässt sich in einer schönen zweisprachigen Ausga]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Dieser Prozess des Fortschreibens bzw. Umschreibens lässt sich in einer schönen zweisprachigen Ausgabe des Urs-Engeler-Verlags nachvollziehen, die überdies den späten Zyklus «Dunckler Enthusiasmo» enthält. Sie gewährt faszinierenden Einblick in die Werkstatt des Dialektdichters Pasolini – und in die des Nachdichters Christian Filips. Um es vorwegzunehmen: Filips ist der immens schwierigen Aufgabe, für das Friaulische einen deutschen Dialekt (aber welchen?) zu wählen, ausgewichen, indem er den Grossteil der Gedichte in ein «vokalgeleitetes Hochdeutsch» übersetzt hat, «das mitunter vielleicht an Hofmannsthal oder Trakl erinnert und an den hohen Ton des Decadentismo gemahnt», einen kleineren Teil aber «in die mystische Innigkeit eines späten Mittelhochdeutschs» bzw. «in das prophetische Deutsch der Bibelübersetzung Martin Luthers». Gewagt ist das allemal, schon weil dadurch die Einheitlichkeit des Pasolinischen Tones verloren geht. Zu fremdartig ist die mittelhochdeutsche Stilisierung, zu wenig verfremdet das Hochdeutsch. Vielleicht hätte es eines Pastiorschen Kunstdialekts bedurft, um dem Original gerecht zu werden. Filips&#8217; zwitterhafte Lösung bleibt ein Angebot der Vorläufigkeit; dennoch ergreift man es gern, zumal es durchaus Reize zu entfalten vermag.</p>
<p>Man mache sich nichts vor: Pasolinis «dunckler Enthusiasmo» liebt das Kryptisch-Hermetische, und dass er sich eines auch für Italienischsprachige fast unverständlichen Dialekts bedient, macht ihn noch dunkler. Doch folge man den liedhaften Intonationen, den «Kinderreimen», den Tanzrhythmen und quasi-liturgischen Aufzählungen, und manches hellt sich auf. Oder konturiert sich durch spätere Varianten. &#8230;</p>
<p>Im italo-friaulischen Zyklus «Dunckler Enthusiasmo» (1973–74) ist manches direkter angesprochen: Italiens faschistische Vergangenheit, «Konformismen», «falsches intellektuelles Gehabe», Resignation. Dass das Räsonnement nicht zum ideologischen Diskurs gerät, dafür sorgt die bewegliche lyrische Mischsprache, die Christian Filips – im Gedicht «Sinn des Beweinens» – folgendermassen wiedergegeben hat: «Han die trostes not? Not zu beweysen? / Was sagen sie das wieder sich vnd wieder? / Die wissen nit, wir wissen nit, die reychen, / die seyn die ersten, die sich frewn // amb wolstandt? Die Modelle des Fortschritts / waren Realität. Ist es vielleicht realistisch, / diese Realität anzunehmen? Ihre Probleme / zu unsern zu machen? (Grünanlage, Gesundheit, // Ausbildung, Altersvorsorge?) Wer hat uns / denn dieses Gemenge beschert? Wieso, // verdammt nochmal, zum Realisten werden / und beitragen zur Lösung dieser Probleme?»</p>
<p>An der schlechten Realität einer konsumorientierten Massengesellschaft war Pier Paolo Pasolini nicht interessiert. Er erträumte sich – kindheitsbesessen – eine bessere Welt für sich und für alle. Seine sensiblen friaulischen Gedichte sind Beweise seiner lebenslänglichen Utopie. / Ilma Rakusa, <a href="http://www.nzz.ch/nachrichten/kultur/medien/sehnsucht_nach_dem_wahren_leben_1.4055455.html" target="_blank">NZZ</a> 24.11.</p>
<p style="padding-left:30px;">Zu Pasolinis Gedichten siehe auch: Schreibheft, Zeitschrift für Literatur, Nr. 73, 2009, 221 S.</p>
<p style="padding-left:30px;"><strong>Dunckler Enthusiasmo – Friulanische Gedichte</strong> <em>Pier Paolo Pasolini</em>. Übersetzt von Christian Filips. Urs Engeler Editor Basel / Weil am Rhein 2009,  322 S., 28 E</p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["Chi nun more se rivede"]]></title>
<link>http://sottoosservazione.wordpress.com/2009/11/24/chi-nun-more-se-rivede/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 19:03:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>sottoosservazione</dc:creator>
<guid>http://sottoosservazione.wordpress.com/2009/11/24/chi-nun-more-se-rivede/</guid>
<description><![CDATA[Dal caso Montesi a Emanuela Orlandi, da Pasolini a Pecorelli, quanti misteri all´ombra del potere ro]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2><a href="http://sottoosservazione.wordpress.com/files/2009/11/images101.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8593" title="images" src="http://sottoosservazione.wordpress.com/files/2009/11/images101.jpg" alt="" width="104" height="104" /></a>Dal caso Montesi a Emanuela Orlandi, da Pasolini a Pecorelli, quanti misteri all´ombra del potere romano &#8211; Così sesso, intrighi e servizi segreti segnano la cronaca nera &#8211; Anche la morte di Brenda sembra presagire una trama di accuse e sospetti &#8211; Bonaventura definì Roma &#8220;la grande meretrice dell´Apocalisse&#8221;…</h2>
<p><strong>Filippo </strong><strong>Ceccarelli </strong>per &#8220;<a href="http://www.repubblica.it/">la Repubblica</a>&#8220;</p>
<p>Finché si scherza, si scherza. Ma prima o poi &#8211; e succede da qualche millennio &#8211; Roma sacrifica sull´altare del potere un´altra delle sue vittime; e dopo la cerimonia, che è cruenta, ma sempre invisibile, dentro i fumi del rogo già pare di scorgere l´immagine della creatura immolata, e con lei i dubbi, i sospetti, le leggende, le accuse, le credenze, i miti, a volte, che ne accompagneranno la più fantasmatica sopravvivenza all´interno del sistema politico, mediatico e cannibalico.</p>
<p>&#8220;Anvedi, porello&#8221;, poveretto, o forse &#8220;porella&#8221;, nel caso di Brenda, commenteranno i romani veraci, quelli che da venerdì mattina guardano l´orologio aspettandosi con impaziente scetticismo l´ingresso in scena dei servizi segreti. Perché non c´è qui fattaccio politico o delitto parapolitico che non contempli l´ombra di qualche spione. Basti pensare che pure nell´omicidio di via Poma, a un certo punto, è spuntato fuori un confidente del Sisde, impegnatissimo ad alzare il polverone.<!--more--></p>
<p>E anche nella storiaccia dell´Olgiata: a parte un certo numero di magheggi finanziari che collegavano certi conti svizzeri con l´onnipresente tangentona Enimont, la povera contessa aveva una relazione con un vicedirettore del servizio di sicurezza il quale in un empito di generosità le aveva regalato una collana con un biglietto che diceva: «Spero che ti ci possa strozzare», o qualcosa del genere, comunque poco simpatico e purtroppo abbastanza preveggente.</p>
<p>Nella città eterna, d´altra parte, i servizi possono entrare nell´almanacco dei delitti anche con ritardo quarantennale. Nel 2001 l´attuale direttore de Il Fatto, Antonio Padellaro, ha scritto un libro, &#8220;Non aprite agli assassini&#8221; (Baldini Castaldi Dalai) in cui il celebre caso Fenaroli (1958), marito condannato per aver strangolato la moglie Maria Martirano per ragioni di interesse, potrebbe invece spiegarsi con un ricatto che il sospetto assassino aveva imbastito ai danni dell´allora presidente della Repubblica Gronchi, roba di finanziamenti dell´Eni di Mattei.</p>
<p>Dell´Eni del resto si era occupato a fondo Pasolini, che ne stava scrivendo in Petrolio, e di stragi. &#8220;Io so&#8221;: così cominciava i suoi articoli corsari. Per cui anche su quell´assassinio, altrimenti giustificato, si proietta il dubbio, si dipana l´incredulità, si nutre il romanzo giallo e quello nero, non di rado a puntate. Il punto di ambiguità è che i cadaveri non parlano, ma spesso e volentieri evocano terribili e plausibili certezze sulla loro fine.</p>
<p>Così quando l´energia del potere si dilata fino a comprendere le debolezze per non dire i vizi dei potenti &#8211; la droga e il sesso &#8211; ecco che lo spettro di una bella ragazza tedesca accoltellata nel 1963, Christa Wanninger, o quello di due giovani trovati morti dieci anni dopo sulle rive del lago di Martignano, la modella Tiffany e il suo amante Carabei, sembrano puntare il dito sulle perversioni altolocate o sul traffico della cocaina, sui ritrovi notturni dei ricchi come il Number One, in entrambi i casi con le dovute e innominabili complicità.</p>
<p>Invocatissimo, a proposito di Brenda e delle possibile conseguenze sulla vita pubblica, è l´affare che nel 1953 prese il nome da Wilma Montesi, la ragazza annegata, e anche lì c´erano le orge, c´era la droga, c´era un mare di chiacchiere, un delicato passaggio politico, un senso diffuso d´impunità.</p>
<p>E tuttavia, ciò che più rimanda al presente è che anche a quei tempi sotto accusa non era una persona, ma un´entità collettiva dissoluta e privilegiata; e che moltissimi erano disposti a credere che i colpevoli fossero da ricercare lì dentro, o lì sotto, comunque in quella che oggi si definisce la casta.</p>
<p>Accadde lo stesso dopo l´uccisione di Mino Pecorelli; o dopo il singolare suicidio del direttore generale delle Partecipazioni Statali, Castellari, trovato morto nel 1993 con un colpo già in testa, ma il cane della pistola sollevato. A pensarci bene, è un´impressione che si conferma anche nei delitti maturati sotto la cupola di San Pietro, la scomparsa di Emanuela Orlandi o la strage delle guardie svizzere: e in tutte e due le occasioni è mancata una parola pura, vera, autentica, sincera e addolorata, mentre abbondavano le versioni più comode e scivolose.</p>
<p>Con il risultato però di sollevare, sia pure per un attimo, la spessa coltre, l´indispensabile velo che nasconde alla vista il volto oscuro del potere, la grande menzogna della sua rispettabilità che in alcune circostanze si dissolve risolvendosi nel suo contrario.A questa trasfigurazione la Città Eterna offre da sempre scenari barocchi, insieme imprevedibili e scontati, carnali e simbolici, grandiosi e miserabili come l´appartamentino bruciacchiato della povera Brenda.</p>
<p>Da Tacito a San Bonaventura, che la identificava con la Grande Meretrice dell´Apocalisse; da Lutero, che la chiamò &#8220;cloaca&#8221;, fino alle cronache di via Due Ponti, Roma stupisce con i suoi sacrifici al Comando, ai suoi peccati, ai suoi scarti. &#8220;Quell´adorabile Roma perversa/ in cui ogni immondizia somiglia/ a un´immondizia diversa&#8221; (Gaio Fratini). Quella Roma in cui ancora usa dire, con sfacciata malinconia: &#8220;Chi nun more se rivede&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-11130.htm" target="_blank">Dagospia</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Wolfgang Schorlau - Das München-Komplott]]></title>
<link>http://elschummi.wordpress.com/2009/11/24/wolfgang-schorlau-das-munchen-komplott-2/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 17:36:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>elschummi</dc:creator>
<guid>http://elschummi.wordpress.com/2009/11/24/wolfgang-schorlau-das-munchen-komplott-2/</guid>
<description><![CDATA[Denglers 5. Fall Wolfgang Schorlau widmed dieses Buch allen aufrichtigen Polizisten und hat auch ein]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Denglers 5. Fall</p>
<p><a title="Das München-Komplott" href="http://www.vorablesen.de/node/112518" target="_blank"><img title="Das München-Komplott" src="http://meinmyblog.files.wordpress.com/2009/11/schorlau_cover_web2_preview1.jpg?w=115&#038;h=153#38;h=153" alt="Wolfgang Schorlau" width="115" height="153" /></a></p>
<p>Wolfgang Schorlau widmed dieses Buch allen aufrichtigen Polizisten und hat auch einen Nachruf auf Pier Paolo Pasolini geschrieben. Ausführliche Informationen zu Pasolini findet man <a title="Pier Paolo Pasolini" href="http://de.wikipedia.org/wiki/Pier_Paolo_Pasolini" target="_blank">hier</a>.</p>
<p>Dengler, ein ehemaliger Zielfahnder des Bundeskriminalamtes (BKA) wird um Mithilfe gebeten, den Fall des Attentates auf das Münchner Oktoberfest auf der <a title="26. Sept. 1980 Attentat Theresienwiese" href="http://de.wikipedia.org/wiki/Oktoberfestattentat" target="_blank">Theresienwiese</a>, vom 26. September 1980, nochmals durchzusehen und neu zu ermitteln. Dengler ist seit über 15 Jahren, nachdem er als Zielfahnder gekündigt hatte, weil er nicht allen nach der Nase reden wollte, als Privatermittler.</p>
<p>Dengler muss sich zunächst erst überlegen, den Fall anzunehmen, denn nachdem er hörte, den Fall zu übernehmen, sind seine Gedanken bei den damaligen Ereignissen. Die Stichflamme, die Totenstille, das anschließende schreckliche Geschreie und die Rufe um Hilfe, sowie die toten Körper, die er gesehen hat. Zerfetzte, schwerst verletzte Opfer, die abgerissenen Körperteile, das ganze Blut, gibt Dengler zu Denken. Soll er annehmen oder nicht.</p>
<p> Um dies zu überlegen, dafür braucht er einige Zeit und trifft sich mit seinen Freunden Mario, den er aus Kindertagen kennt, Martin und Leopold, beide Journalisten. Seine Freunde und er treffen sich öfter in ihrem Stammlokal „basta“. Schlußendlich bestärken ihn seine Freunde, den Fall anzunehmen. Dengler nimmt den Fall an und wird mit neuem Dienstausweis ausgestattet.</p>
<p>Dengler bekommt die Akten zum Nachlesen, Anschauen und Ermitteln…..</p>
<p>Dengler liest 102 Aktenbände über die Ermittlungen des BKA zum Attentat des Münchner-Oktoberfestes auf der Theresienwiese. Dabei liest er Zeugenaussagen, Presseberichte, Polizeibericht, Aufnahmeprotokolle und einiges mehr. Die Aufzählung der einzelnen Berichte wäre zu mühevoll, aufzuschreiben. Daher empfehle ich das Buch wirklich zu lesen, die Spannung steigt ins unermäßliche. Die ganze Tragik bei diesem Kriminalfall steht ausführlich beschrieben.</p>
<p>Bei seinen Ermittlungen fällt Dengler auf, das an diesem Fall etwas nicht stimmen kann und auch die Vermutung, dass es sich um einen Einzeltäter handeln könnte, macht ihn stutzig. Die Ermittlungen ergeben auch, dass viele der Zeugen die damal ausgesagt haben, plötzlich verstorben waren. Obwohl gesund, alle an einer Herzgeschichte gestorben sind. Eine Gruppe von Opfern, die sich mit dem Rechtsanwalt Klampf für eine Wiederaufnahme ihrer damaligen Verletzungen bemühen aber nur 4 überlebt haben, kreuzt den Weg Denglers.</p>
<p>Selbst die Vermutung, die Politik aus dem Jahre 1980 hängt damit zusammen, als Franz Josef <a title="F. J. Strauß" href="http://" target="_blank">Strauß </a>zum Kanzler gewählt werden wollte oder ein geheimes Dokument und sein Anhang aus der US-Armee, dass ausführlich in dem Buch von Wolfgang Schorlau beschrieben ist oder die Zeugenaussagen, die nie zur Sprache bei der Aufklärung des Falles kamen.</p>
<p>Dazu kommt der Einsatz des Verfassungsschutzes der Dengler überwachen soll und Dengler es erfährt und ein geheimes Video auftaucht, das eventuell zur Aufklärung helfen soll.</p>
<p>Ob dieser Fall von Dengler gelöst wurde oder nicht, dies sollte jeder für sich herausfinden und das Buch lesen. Ich möchte da nicht soviel verraten, weil die Spannung sonst verschwindet. Und dieses Buch ist es wert, gelesen zu werden.</p>
<p>Wolfgang Schorlau verweist in seinem Buch auch die Werke von <a title="Berliner Autor Tobias Heymann" href="http://jvbb-online.de/Heymann.1452.0.html" target="_blank">Tobias von Heymann</a> mit dem Buch „Die Oktoberfest-Bombe – München – 26. Sept. 1980 und<a title="Ullrich Chaussy" href="http://ulrichchaussy.mux.de/" target="_blank"> Ullrich Chaussy </a>– „Oktoberfest-Bombe-ungelöst“, auf dessen Hintergründe sein Buch geschrieben ist.</p>
<p>Weitere Informationen gibt es auf der Homepage von <a title="Wolfgang Schorlau" href="http://www.schorlau.de/" target="_blank">Wolfgang Schorlau</a> und <a title="Vorablesen.de" href="http://www.vorablesen.de/" target="_blank">http://www.vorablesen.de/</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rezension zu Wolfgang Schorlau - Das München-Komplott]]></title>
<link>http://meinmyblog.wordpress.com/2009/11/24/rezzension-zu-wolfgang-schorlau-das-munchen-komplott/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 17:27:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>elschummi</dc:creator>
<guid>http://meinmyblog.wordpress.com/2009/11/24/rezzension-zu-wolfgang-schorlau-das-munchen-komplott/</guid>
<description><![CDATA[Attentat auf das Münchner Oktoberfest am 26. Sept. 1980 Wolfgang Schorlau widmed dieses Buch allen a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Attentat auf das Münchner Oktoberfest am 26. Sept. 1980 Wolfgang Schorlau widmed dieses Buch allen a]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Trauma cronico - Noi chi?]]></title>
<link>http://scrittoriprecari.wordpress.com/2009/11/22/trauma-cronico-noi-chi/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 23:01:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>scrittoriprecari</dc:creator>
<guid>http://scrittoriprecari.wordpress.com/2009/11/22/trauma-cronico-noi-chi/</guid>
<description><![CDATA[Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti, proprio perché fosti cosciente, sei incosciente. E s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align:right;"><em><span style="font-size:x-small;">Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti, </span></em></p>
<p style="text-align:right;"><em><span style="font-size:x-small;">proprio perché fosti cosciente, sei incosciente. </span></em></p>
<p style="text-align:right;"><em><span style="font-size:x-small;">E solo perché sei cattolica, non puoi pensare </span></em></p>
<p style="text-align:right;"><em><span style="font-size:x-small;">che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.<br />
</span></em></p>
<p style="text-align:right;"><em><span style="font-size:x-small;"> </span></em></p>
<p style="text-align:right;">
<p style="text-align:right;"><em><span style="font-size:x-small;">Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.</span></em></p>
<p style="text-align:right;">﻿<strong><em> <span style="font-size:x-small;">Pier Paolo Pasolini</span></em></strong></p>
<p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><br />
</span></p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" src="http://files.splinder.com/f01afe310cf0ec86c6e689686b36dc26_medium.jpg" alt="" width="193" height="154" />C&#8217;è una buona nuova per il nostro futuro, di quelle da poter stare sereni: Walter <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_15/torno-a-partecipare-alla-vita-del-pd-aldo-cazzullo_6a99d02e-d1c3-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml?fr=box_primopiano" target="_blank">Veltroni torna alla vita politica</a> del PD.</p>
<p style="text-align:justify;">Quando la scorsa settimana ho saputo di questa notizia mi sono sentito risollevato, finalmente ottimista, pur non negando di essere un po&#8217; preoccupato e dispiaciuto per i bambini africani, quelli che conservano ancora quel pezzo lasciato lì, che aspettano oramai da oltre <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2003/febbraio/05/Veltroni_nel_2011_basta_Campidoglio_co_10_0302053248.shtml" target="_blank">sei anni</a> il nostro Walter nazionale, politico, nonché autore del libro <a href="http://www.ibs.it/code/9788817035545/veltroni-walter/noi.html" target="_blank"><em>NOI</em></a>.</p>
<p style="text-align:justify;">Di certo avrebbe avuto un gran da fare, l&#8217;ex sindaco di Roma, nel continente nero (paraponziponzipò?), avrebbe potuto chessò, come Rimbaud dedicarsi al contrabbando d&#8217;armi, oppure investire in scuole ed ospedali, ma no, meglio l&#8217;appartamento a New York; l&#8217;ex lider del PD è uno che guarda avanti, al futuro.</p>
<p style="text-align:justify;">Però mi chiedo: ma quando parla di <em>noi</em>, di chi parla, il nostro buon Veltroni? E <em>noi</em> che paghiamo 400 euro per una stanza a Roma con estranei, <em>noi</em> che ne guadagniamo 700, <em>noi</em> che non è che viviamo, <em>noi</em> che resistiamo, senza nemmeno la certezza che quei soldi, quel lavoro, ci saranno anche il prossimo mese. E <em>noi</em>?</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Noi </em> che una volta almeno c&#8217;era il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Partito_Comunista_Italiano" target="_blank">Partito Comunista</a>, <em>noi</em> che abbiamo trovato soltanto piccole rifondazioni suicide. <em>Noi</em> che oggi, sebbene avessimo buone ragioni per votare quel che resta dei Comunisti, o Sinistra e Libertà, o PD, o addirittura Di Pietro, abbiamo ottime ragioni per non votare nessuno di questi, per non votare. <em>Noi</em>, senza futuro, che ce lo siamo presi nel culo.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Noi</em> che un figlio come lo manteniamo, <em>noi</em> che una casa come la compriamo. <em>Noi </em>che ci è toccato Berlusconi, <em>noi </em>che se ci è toccato Berlusconi è anche e soprattutto per colpa di <em>quell&#8217;altra parte</em>.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Noi</em> che sappiamo che i D&#8217;Alema, i Bersani, i Veltroni, sono come Berlusconi; sono stati <em>loro</em> a consegnare questa misera Italia nelle mani del Cavaliere e dei suoi accoliti. <em>Noi</em> che siamo incazzati.</p>
<p style="text-align:justify;">Veltroni sì che tornerà di moda, Veltroni piace a tutti, addirittura più di Rutelli, che geloso s&#8217;è creato la sua <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200911articoli/49311girata.asp" target="_blank">alleanza</a> nuova di zecca, strizzando l&#8217;occhietto a <a href="http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_31/casini-rutelli-raddoppio-voti_e97281b0-c625-11de-a5d7-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Casini</a>, e sotto sotto al <a href="http://www.asca.it/copertina-GIUSTIZIA__CASINI_TENTA_LA_MEDIAZIONE_SU_UN_NUOVO_LODO_ALFANO-2120.html" target="_blank">Cavaliere</a>. La politica in Italia, è un tristo funerale che dura da vent&#8217;anni&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Ma non tutti i maiali vengono per cuocere, come dice il proverbio. Per i figli dei maiali, per non farli crescere maleducati, per l&#8217;educazione dei figli c&#8217;è Rai Educational, disponibile per coloro che hanno acquistato un nuovo televisore oppure il tanto pubblicizzato decoder, ovvero la tassa sulle televisioni; che vita sarebbe senza decoder?</p>
<p style="text-align:justify;">E per i figli di nessuno, i figli dei comunisti ad esempio, nel caso non venissero mangiati rimarrebbero dei veri scostumati, mentre i figli degli internauti saranno educati come grillini al grido di “Vaffanculo”&#8230; ah la civiltà italiana, la cultura italiana!</p>
<p style="text-align:justify;">Il futuro è finalmente roseo, anzi no, azzurreo, come quello che trasmette la mia televisione dall&#8217;avvento del digitale terrestre, che poi, ad esser sincero, quell&#8217;azzurro è molto più interessante della maggior parte dei programmi che trasmettevano prima. Bella così, è la televisione, azzurra, trascorrerei ore lì davanti, ma purtroppo o per fortuna ho sempre cose ben più interessanti o divertenti da fare.</p>
<p style="text-align:right;"><a href="http://gianlucaliguori.wordpress.com" target="_blank"><em>Gianluca Liguori</em></a></p>
<p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il PCI ai giovani !!]]></title>
<link>http://cantierepoesia.wordpress.com/2009/11/18/il-pci-ai-giovani/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 07:34:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>bugianen55</dc:creator>
<guid>http://cantierepoesia.wordpress.com/2009/11/18/il-pci-ai-giovani/</guid>
<description><![CDATA[È triste. La polemica contro il PCI andava fatta nella prima metà del decennio passato. Siete in rit]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://i248.photobucket.com/albums/gg188/Vurdak/att_jpg.jpg" alt="" width="356" height="251" /></p>
<p><span style="font-family:Arial,Helvetica;">È triste. La polemica contro</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">il PCI andava fatta nella prima metà</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">del decennio passato. Siete in ritardo, figli.</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">E non ha nessuna importanza se allora non eravate ancora nati&#8230;</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">Adesso i giornalisti di tutto il mondo (compresi</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">quelli delle televisioni)</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">vi leccano (come credo ancora si dica nel linguaggio</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">delle Università) il culo. Io no, amici.</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">Avete facce di figli di papà.</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">Buona razza non mente.</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">Avete lo stesso occhio cattivo.</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">Siete paurosi, incerti, disperati</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">(benissimo) ma sapete anche come essere</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">prepotenti, ricattatori e sicuri:</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">prerogative piccoloborghesi, amici.</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">coi poliziotti,</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">io simpatizzavo coi poliziotti!</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">Perché i poliziotti sono figli di poveri.</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">Vengono da periferie, contadine o urbane che siano.</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">Quanto a me, conosco assai bene</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">il loro modo di esser stati bambini e ragazzi,</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui,</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">a causa della miseria, che non dà autorità.</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">La madre incallita come un facchino, o tenera,</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">per qualche malattia, come un uccellino;</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">i tanti fratelli, la casupola</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">tra gli orti con la salvia rossa (in terreni</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">altrui, lottizzati); i bassi</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">sulle cloache; o gli appartamenti nei grandi</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">caseggiati popolari, ecc. ecc.</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">E poi, guardateli come li vestono: come pagliacci,</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">con quella stoffa ruvida che puzza di rancio</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">fureria e popolo. Peggio di tutto, naturalmente,</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">e lo stato psicologico cui sono ridotti</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">(per una quarantina di mille lire al mese):</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">senza più sorriso,</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">senza più amicizia col mondo,</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">separati,</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">esclusi (in una esclusione che non ha uguali);</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">umiliati dalla perdita della qualità di uomini</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">per quella di poliziotti (l&#8217;essere odiati fa odiare).</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">Hanno vent&#8217;anni, la vostra età, cari e care.</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">Siamo ovviamente d&#8217;accordo contro l&#8217;istituzione della polizia.</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">Ma prendetevela contro la Magistratura, e vedrete!</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">I ragazzi poliziotti</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">che voi per sacro teppismo (di eletta tradizione</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">risorgimentale)</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">di figli di papà, avete bastonato,</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">appartengono all&#8217;altra classe sociale.</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">A Valle Giulia, ieri, si è cosi avuto un frammento</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">di lotta di classe: e voi, amici (benché dalla parte</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">della ragione) eravate i ricchi,</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">mentre i poliziotti (che erano dalla parte</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">del torto) erano i poveri. Bella vittoria, dunque,</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">la vostra! In questi casi,</span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;">ai poliziotti si danno i fiori, amici&#8230;&#8230;&#8230;</span></p>
<p><span style="font-family:Arial,Helvetica;"><strong><span style="color:#ff0000;">PIER PAOLO PASOLINI </span></strong><span style="color:#ff0000;"><span style="color:#000000;">(da &#8220;Scritti corsari&#8221;)</span></span><br />
</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[George Scialabba asks and answers What Intellectuals Are Good For.]]></title>
<link>http://kellylowenstein.wordpress.com/2009/11/17/george-scialabba-asks-and-answers-what-intellectuals-are-good-for/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 20:57:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>jeffkellylowenstein3</dc:creator>
<guid>http://kellylowenstein.wordpress.com/2009/11/17/george-scialabba-asks-and-answers-what-intellectuals-are-good-for/</guid>
<description><![CDATA[George Scialabba will be speaking at Powell&#39;s Bookstore Friday night. It can be hard to write wh]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_2167" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://kellylowenstein.wordpress.com/files/2009/11/george-scialabba.jpg"><img class="size-full wp-image-2167" title="George-Scialabba" src="http://kellylowenstein.wordpress.com/files/2009/11/george-scialabba.jpg" alt="" width="200" height="268" /></a><p class="wp-caption-text">George Scialabba will be speaking at Powell&#39;s Bookstore Friday night. </p></div>
<p>It can be hard to write what is in essence a review of reviews.</p>
<p>Fortunately, <a href="http://www.georgescialabba.net">George Scialabba&#8217;s</a> wit, erudition, political and moral sensibility and sheer depth of knowledge make the task a lot easier.</p>
<p>All are on abundant display in <a href="http://www.amazon.com/What-Intellectuals...Scott.../0978515668 -">What Are Intellectuals Good For?, </a>a collection of pieces Scialabba wrote between 1984 and 2005.</p>
<p>Scialabba <a href="http://www.facebook.com/home.php?#/event.php?eid=187263930497">will be talking about </a>the work on Friday from 7:00 to 9:00 p.m.at <a href="http://powellschicago.com">Powell&#8217;s Bookstore,</a> 2850 N. Lincoln Ave.</p>
<p>Thanks again to uber-connector <a href="http://www.postelservice.com">Danny Postel</a> for getting me a copy of the book.</p>
<p>Scialabba&#8217;s passion for language and bone-deep pleasure in reading shine through each of the 250 pages of this memorable work.  He is unafraid to take on titans of the left, right and formerly left who turned right-read <a href="http://plato.stanford.edu/entries/berlin/">Isaiah Berlin</a>, <a href="http://www.poets.org/marno/">Matthew Arnold </a>and <a href="http://www.hitchensweb.com/">Christopher Hitchens</a>, respectively. </p>
<p>Modest about his own considerable talents, Scialabba is clearly committed to advancing public conversation around key questions of this and other day: what, if anything, does life mean; what is justice; and how do we render truth?</p>
<p>He covers a wide range of disciplines on the journey to consider these questions. </p>
<p>While What Are Intellectuals Good For? is firmly rooted in the humanities, within that space one learns about philosophy, the art of the essay, cultural history, and a twist of sociology and psychology.  Scialabba shows equal facility with fiction and non-fiction work alike, and is catholic-please notice the small c in this word-in his reading.</p>
<p>That said, I felt, and I could be reading too much into this, Scialabba&#8217;s affinity for his ancestral home of Italy.  </p>
<p>I learned about writers like <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Nicola_Chiaromonte">Nicola </a><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Nicola_Chiaromonte">Chiaraomonte</a> and <a href="http://www.nybooks.com/nyrb/authors/7462">Leonardo Sciascia</a>, whom I have not yet read, but whose works I emerged from Scialabba&#8217;s book eager to absorb. His essay about <a href="http://www.kirjasto.sci.fi/pasolini.htm">Pier Paolo Pasolini</a> is similarly heartfelt.  In addition to evaluating individual authors, Scialabba also talks about movements, as he does in an engaging look at the demise of the New York intellectuals.  He brings his formidable evaluative talents to bear in each of these formats.</p>
<p>In some ways, the book reads like a fugue in that specific authors are introduced, their works become the subject of exposition and then kneaded into the fabric of the rest of the work.  Chiaromonte is one example of many of this tendency in the work.  <a href="http://karws.gso.uri.edu/jfk/history/wc_period/reactions_to_warren_report/Reactions_of_left/Bio_of_Macdonald.html">Dwight Macdonald</a>, a hero of Scialabba&#8217;s, is another.  I enjoyed this musical aspect to the book both because it helped me understand how authors&#8217; works reverberated over time and because it gave the pieces a rhythmic sense of connection.</p>
<p>It bears mentioning that Scialabba has done all this work not within the context of the academy, but while working for nearly the past 30 years as a clerical worker at Harvard University, his undergraduate alma mater.  His work, then, is not only a stellar example of civic engagement by a &#8220;layman.&#8221;  Rather, Scialabba shows that, decades before journalism collapsed, he had figured out a way to do the work that he wanted on his terms and get it to a diverse set of audiences. </p>
<p>I have not read all of Scialabba&#8217;s work, so cannot say whether the near dearth of writers of color or examination of authors from Latin America or Asia is a reflection of the choices for this collection or a more general absence in Scialabba&#8217;s reading.  While I did not know exactly what he would say in all instances, I did get a sense over time of standard elements in many Scialabba reviews: a clever opening; some textual exposition; some interweaving of the author&#8217;s personal life or contradictory aspects; a posing of major questions the author&#8217;s work raises; and a concluding thought.  Understanding architecture does not mean diminished pleasure in reading.  If anything, it could be taken as a compliment of the work that I read so many consecutive pieces that their structure felt familiar, and even a tad predictable.  </p>
<p>The massive reading list I got from this book notwithstanding, I plan to be at Friday&#8217;s event and hope a large group turns up to see and learn from this son of East Boston.  Through his work and career path, Scialabba has answered the question he posed in his book&#8217;s title.</p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pier Paolo Pasolini]]></title>
<link>http://viadellebelledonne.wordpress.com/2009/11/17/pier-paolo-pasolini/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 10:48:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>viadellebelledonne</dc:creator>
<guid>http://viadellebelledonne.wordpress.com/2009/11/17/pier-paolo-pasolini/</guid>
<description><![CDATA[Che fui? Che senso ebbe la mia presenza in un tempo che questo film rievoca ormai così tristemente f]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Che fui? Che senso ebbe la mia presenza in un tempo che questo film rievoca ormai così tristemente f]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Os proibidos.]]></title>
<link>http://gorebahia.wordpress.com/2009/11/16/os-proibidos/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 17:17:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>gorebahia</dc:creator>
<guid>http://gorebahia.wordpress.com/2009/11/16/os-proibidos/</guid>
<description><![CDATA[cachorrada. Não entendo as razões pra um filme ser banido ou cortado. Principalmente quando o filme ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_112" class="wp-caption aligncenter" style="width: 470px"><img class="size-full wp-image-112" title="tumblr_koeme5oKKe1qzm2muo1_500" src="http://gorebahia.wordpress.com/files/2009/11/tumblr_koeme5okke1qzm2muo1_500.jpg" alt="tumblr_koeme5oKKe1qzm2muo1_500" width="460" height="269" /><p class="wp-caption-text">cachorrada.</p></div>
<p style="text-align:justify;">Não entendo as razões pra um filme ser banido ou cortado. Principalmente quando o filme tem tantas qualidades quanto <em>Saló ou Os 120 dias de Sodoma</em>, filme dirigido por Pier Paolo Pasolini inspirado por um conto do Marquês de Sade. O diretor transfere a história do conto para a itália de um fascismo decadente, onde basicamente os poderes judiciário, religioso, político e militar se reúnem em uma festa de <em>extravaganza</em> com jovens sequestrados de ambos os sexos. A idéia é a tentativa de &#8220;forçar&#8221; uma libertinagem excessiva naqueles jovens promissores, estimular a falta de qualquer regra ou grilhões sociais e a crua natureza animal. Para ajudá-los na façanha, 3 prostitutas velhas passam o filme todo a descrever momentos particulares de suas vidas, resumidos a relatos sexuais onde o próprio corpo é um mero objeto que pratica atos sem qualquer profundidade &#8211; e isso é para &#8220;estimular&#8221; a libertinagem nos jovens. Filme implícito mas pesado, que, no entanto, é carregado de um intelectualismo incrível. Tudo o que seria feito de forma natural (a descoberta sexual por exemplo), ao ser forçado, perde o sentido e toda vontade se dissipa. Os jovens não conseguem corresponder àquilo que era esperado deles. O filme de Pasolini é esteticamente belo na decadência e se posiciona como teoria, mais que como entretenimento. Nos créditos iniciais, é apresentada inclusive uma <em>bibliografia essenziale</em> para apreciar a obra em sua plenitude:</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;">Roland Barthes &#8211; &#8220;Sade, Fourier, Loyola&#8221;<br />
Maurice Blanchot &#8211; &#8220;Lautréamont et Sade&#8221;<br />
Simone de Beauvoir &#8211; &#8220;Faut &#8211; il Brûler Sade&#8221;<br />
Pierre Klossowski &#8211; &#8220;Sade mon Prochain. Le Philosophe Scélérat&#8221;<br />
Phillippe Sollers &#8211; &#8220;L&#8217;écriture et L&#8217;experience des limites&#8221;</span></p>
<p style="text-align:justify;">Não por acaso o diretor foi encontrado morto logo após o lançamento de seu filme, permanecendo um mistério se o que ocorreu foi ou não um crime político. Embora tenha alcançado o coração de todos os cinéfilos caçadores de pérolas da obscuridade, o filme não éfeito no intuito de ser um exploitation, e não chega nem perto disso; na verdade, não há qualquer prazer ou curiosidade naquilo que vemos, senão que tudo é apresentado de forma humilhante e sem excitação. enquanto um exploitation quer alimentar o interesse do espectador, tanto no choque quanto no gozo, o filme de Pasolini age de maneira contrária, onde todo e qualquer momento que parece iniciar-se em um <em>crescendo</em> é desmoronado através de uma atitude repressora por parte dos 4 poderes. Uma curiosidade é que o filme <em>Anticristo</em> de Lars Von Trier segue uma espécie de roteiro semelhante, dividido em capítulos a primeira vista sem rumo qualquer, mas calcados em temáticas claras voltadas a algum tipo de sofrimento que é sofrido pelos personagens. Mas enquanto Von Trier alimenta suas teorias misóginas, o filme de Pasolini é o grito de desespero preso na garganta de uma humanidade que se perdeu. Esteticamente também, <em>Saló</em> é impecável: apesar dos cenários contados nos dedos, a disposição de figuras humanas fazem de cada cena um quadro renascentista. Perfeição nos mínimos detalhes.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_116" class="wp-caption aligncenter" style="width: 437px"><img class="size-full wp-image-116" title="cannibalholocaustgh-04" src="http://gorebahia.wordpress.com/files/2009/11/cannibalholocaustgh-041.jpg" alt="cannibalholocaustgh-04" width="427" height="234" /><p class="wp-caption-text">banho de lama deixa a pele tão macia!</p></div>
<p style="text-align:justify;">Em um extremo oposto ao idealismo teórico, um filme (também) bem realizado em suas qualidades estéticas e com um roteiro que apela à documentariedade <em>mondo</em>, o (também) proibido e (também) diferente <em>Cannibal Holocaust</em> é &#8220;o&#8221; queridinho dos fãs da subversividade no cinema. Filme que vi já há algum tempo, consegue ser marcante pela exploração de cenas grotescas comumente apresentadas sobre uma ótica culturalista (embora esteja claro, para nós brasileiros, que são absurdos que nada têm a ver com a cultura indígena das tribos da amazônia, que eu saiba pelo menos naqueles idos de 1970). No filme, alguns sanguessugas da indústria cinematográfica decidem produzir um documentário a respeito de uma extremamente violenta tribo indígena da América do Sul, conhecidos por praticarem a antropofagia. O que acaba restando da equipe que viaja para realizar o filme, além de sua ossada (claro), é uma fita de vídeo que mostra o temido ritual antropofágico, espécie de <em>snuff</em> captado pela câmera que cai sobre as folhas secas no momento em que a galera é &#8220;caçada&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">O filme inicia com os produtores assistindo a uma exibição da fita e ficando chocados, ao que se segue uma discussão a respeito do lançamento ou não desse filme, o que chocaria as platéias do mundo inteiro. Claro que, nesse ponto, nós não vemos o que se passa na tela do projetor, apenas a reação dos que assistem. Desse ponto, o filme retorna pra mostrar os dias que a equipe passou na mata amazzônica, e tudo o que eles presenciaram, até por fim serem exibidos a nós as mesmas cenas que os produtores assistiram no início do filme. O <em>snuff</em> exibido, por fim, terminamos de ver a discussão que é gherada na sala de projeção, com a grande questão: &#8220;teremos lucro, mas, o público realmente precisa disto?&#8221; [...] Apesar do roteiro bem calculado, e da crítica que se coloca à indústria cinematográfica do <em>exploitation</em> setentista (irônicamente uma crítica DENTRO de um <em>exploitation</em> setentista), o filme só será lembrado por suas cenas de crueldade com animais, das quais destaco a dolorosa morte lenta de uma tartaruga enorme. Fora isso, temos algumas cenas de doer o saco, como uma mulher amarrada a um tronco (presa pelo crime de traição) levando uma pedra enorme na xoxota, a processo lento; uma sequência de aborto, com uma mulher perto dos 9 meses também amarrada a dois troncos, enquanto outras estão bem ativas na prática de enfiar algum tipo de amaranhado de talos de planta dentro dela &#8211; o feto é retirado e enterrado na lama; e outra cena também percebida aqui como uma crítica, já que perante tanta atrocidade, dois caras da equipe de filmagem pegam uma indiazinha de uns 16 anos e estupram ela brutalmente na lama, em uma completa incapacidade de comoção e numa exposição clara do egoísmo próprio da indústria de cinema da época.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div class="mceTemp" style="text-align:justify;">
<dl class="wp-caption alignleft">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-full wp-image-117" title="c3tras-el-cristal" src="http://gorebahia.wordpress.com/files/2009/11/c3tras-el-cristal.jpg" alt="c3tras-el-cristal" width="250" height="141" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">tirando um cochilo eterno.</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align:justify;">
<dl class="wp-caption aligncenter">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-full wp-image-118" title="cristal1" src="http://gorebahia.wordpress.com/files/2009/11/cristal1.jpg" alt="cristal1" width="231" height="131" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">televisão 24 horas.</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align:justify;">Um outro filme proibido e infelizmente pouco visto é o ótimo <em>Trás El Cristal</em> de Agustí Villaronga, filme espanhol de horror fantástico dos anos 80. Este trata da identidade/subjetividade de uma forma incrível. Um ex-nazista sádico e gay matador de criancinhas está preso a um &#8220;pulmão de aço&#8221; sem o qual não sobreviveria. O garoto contratado para ser enfermeiro é uma vítima sobrevivente que voltou para clamar por vingança. Mas não é só isso. Ele toma por exemplo as aberrações cometidas por seu ex-algoz, e vai aos poucos assumindo a identidade daquele que tanto passou a admirar em sua frieza, e começa a matar diversas crianças também, por estrangulamento, injeção de ar, etc, forçando as mesmas a antes se despirem, cantarem, por aí vai. A filha do ex-nazista, por sua vez, tem admiração por seu atual algoz &#8211; o enfermeiro que dominou sua casa através do medo &#8211; e, por fim, temos uma imagem de como os exemplos que damos tornam possivel a prevalecência comportamentos violentos na história da humanidade. A criança é a metáfora de tudo neste filme. Apesar de sua temática pesada, a cinematografia perpassa Mario Bava, Hitchcock, e um estilo poético <em>campesino</em> próprio do cinema hispânico. Um dos melhores filmes de horror fantástico que já assisti, é indispensável por sua qualidade e mesmo por ser uma obra única dentro do gênero,  incomparável com qualquer outro filme.</p>
<p style="text-align:justify;">Seja por uma característica ou outra, estética ou idealista, nenhum filme deveria ser picotado ou completamente banido de entrar em algum país. Mais uma coisa a se agradacer ao nosso acesso virtual (pobres chineses, isso sim): quando não se encontra na locadora ou em qualquer lugar por qualquer motivo, baixa na net! Quem é contra?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Saul Mendez para o Gore Bahia, 16/11/2009</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Trecho XV - Tread softly (Sarabande)]]></title>
<link>http://osdiasextraordinarios.wordpress.com/2009/11/15/trecho-xv-tread-softly-sarabande/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 08:05:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andante</dc:creator>
<guid>http://osdiasextraordinarios.wordpress.com/2009/11/15/trecho-xv-tread-softly-sarabande/</guid>
<description><![CDATA[Neste mundo, quando não nos queremos mal, amamo-nos todos Italo Svevo Leia O diário dos dias extraor]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:right;"><em>Neste mundo,<br />
quando não nos queremos mal,<br />
amamo-nos todos</em></p>
<p style="text-align:right;">Italo Svevo</p>
<p style="text-align:left;">Leia <strong>O diário dos dias extraordinários</strong> completo</p>
<p style="text-align:left;">acessando o <a href="http://osdiasextraordinarios.wordpress.com/indice/" target="_self">índice</a> disponível no cabeçalho acima.</p>
<p>Obrigado, desfrute!</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/kS8hCuDXLiU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/kS8hCuDXLiU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>&#8211; Nossa! A Noviça Rebelde está de volta!</p>
<p>Mesmo de costas para a porta de entrada, reconheci o sarcasmo endereçado a mim na voz rouca de Ralph recém-chegado, e observei a formação mental que me impedia de esperar qualquer gentileza sua aumentando um tanto mais, no que julguei ser outra grosseria da parte dele&#8230; Mas com Theo a meu lado, sentia-me fortalecido, e a exclamação com que me saudava depois de mais de um ano sem ver-me não me melindrou.</p>
<p>Theo havia voltado a ligar, perguntando se poderia ver-me àquela noite, tendo se dado conta de que eu iria trabalhar no dia seguinte e um simples telefonema não era agradecimento suficiente por meu cuidado e acolhida – Fico feliz se puder te dar um abraço – então combinei de encontra-lo quando ele chegasse ao prédio de Aquiles, o que seria minha deixa para ir-me embora da festa espontânea onde me encontrara como numa câmara de tortura – mas ao contrário, Aquiles insistiu para que Theo subisse quando este tocou o interfone avisando-me para descer. Só ao deparar-se com Theo percebi o quanto Aquiles estava com a vista realmente reduzida, pois como um cego aproximou-se tanto do rosto do rapaz que parecia ia lambe-lo, e depois pediu permissão para tateá-lo, meu jovem amigo rendendo-se com boa vontade e gentileza a nosso anfitrião, que afinal e surpreendentemente sussurrou – Meus queridos&#8230; Enxergar tão pouco neste mundo atualmente tão feio tem sido uma benção, mas às vezes ainda me ocorre de lamentar por ter perdido a vista, como agora&#8230; – não esperava tamanha sinceridade de Aquiles, dirigida somente a mim e meu jovem amigo, mas depois voltando-se para todos os presentes &#8212; Antínoo renasceu, e está entre nós! – ao anúncio retumbante, Theo fez sua entrada triunfal nos braços de Aquiles em nossa reunião de domingo. Permaneceu sempre ao meu lado. Lembrei-me da igreja, e de novo senti que ele parecia não se importar com todos os olhares voltados na sua direção, ainda que o alvejassem com uma confusão de energias, avidez, lascívia, curiosidade, talvez inveja, uma boa dose de agressividade, desconfiança – Theo parecia encapado e protegido, muito centrado e certo de si mesmo nessas ocasiões. Como ele me diria depois, percebia que as pessoas o olhavam com uma carga emocional e de julgamento tão grande, mas sem ultrapassarem sua superfície e aparência, que ele se sentia afinal invisível, intangível, inviolável, sereno e secreto no olho do furacão.</p>
<p>&#8211; Como você está? – retruquei a Ralph, que estava lá para nos desafiar e testar, o antepenúltimo conviva a chegar do total de doze homens que perfariam aquela reunião. Tentei ser educado sem parecer condescendente, seco sem ser brusco, mas os olhos de Ralph já tinham recaído sobre Theo, e sem poder com palavras ou outros sinais precaver daquilo que certamente se abateria sobre o meu jovem amigo, dei-lhe um inacreditável e intencionalmente dolorido beliscão, que então olhou-me completamente surpreso, bufando, murchando a meio caminho o sorriso encantador e inocente que ia desfechar desavisado sobre Ralph, enquanto ouvia:</p>
<p>&#8211; <em>Me</em> Jane&#8230; – Ralph estendeu a mão para Theo beijar, com a atitude de uma <em>drag queen</em> que imitasse a rainha da Inglaterra &#8212;  <em>You</em> Tarzan. Mas também posso ser o Boy&#8230; O que você quiser! – Senti Theo rapidamente retesar-se a meu lado, passando da postura relaxada, aberta e delicada que normalmente tinha, como se o mundo lhe sorrisse sempre, para estar em guarda, como eu tinha pretendido com o beliscão. Talvez com isso tenha tirado a Theo suas melhores armas, a imensa doçura, sinceridade de atenção e perfeita educação que desarmavam qualquer um, quem sabe até Ralph, que no entanto viu-se diante de uma banca examinadora hostil e procurou esmerar-se em sua ironia – A medalha de ouro olímpica é sua, né? – dirigia-se a mim, com perspicácia e muita propriedade criticando minha longa e conhecida carreira de pavão branco e consumidor exibicionista de belos homens e mulheres, enquanto ao mesmo tempo menosprezava Theo, em sua exímia maldade – É o que as garotas bem comportadas recebem lá no convento? Oh! A Erin Brockovich também veio! – exclamou, afastando-se na direção de Helio, que devia levar essa pecha por ser presidente de uma ONG.</p>
<p>Não tive tempo de conversar com Theo para justificar meu beliscão, pois o celular dele tocou e vi-o afastar-se para o canto escuro e vazio do terraço, falando em Italiano. Abençoei Fedora pelo <em>timing</em> perfeito. Fiquei algum tempo no <em>bardo</em> da falta de companhia e assunto, tendo perdido Theo e virando-me para o grupo mais próximo, sem na verdade querer participar da conversa sobre os diversos filmes assistidos naquele final de semana, nenhum deles digno de receber mais de um ou dois minutos de comentários, somente observando meu amigo ao telefone, para quem me encaminhei quando o vi desligar.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-476" title="white peacock contrast" src="http://osdiasextraordinarios.wordpress.com/files/2009/10/white-peacock-contrast.jpg" alt="white peacock contrast" width="460" height="368" /></p>
<p>Theo voltara-se para a noite, dando as costas à festa improvisada. Aproximei-me dele com um arrepio de prazer, confesso, vendo-o vestido com minhas roupas. Encostado à grade, ele tinha fechado os olhos, e decidi fazer o mesmo, imobilizando-me a seu lado, retornando à minha respiração. <em>Inspirando, expirando. Inspirando, expirando</em>. Era sempre bom, como era bom! Prestei atenção à batida do meu coração, que foi desacelerando, aos pensamentos e emoções em ebulição arrefecendo – mas não fui muito longe, e comecei a rir quando senti Theo retribuir-me o beliscão.<br />
&#8211; Por que você fez isso? – ele ria também. Expliquei minha intenção, ao que Theo perguntou – O seu amigo é sempre assim?</p>
<p>Sai-me com um horrendo – Coitado&#8230; &#8212; e ao invés de tentar esclarecer que, com exceção de Aquiles ninguém mais ali era meu amigo, embora conhecesse a maioria há muitos anos, contei-lhe de uma ocasião lá no mosteiro, poucos dias antes da minha partida, quando ao entrar numa sala, um monge conhecido meu, coordenador de trabalho à época, tinha caminhado na minha direção, mirando-me nos olhos, e desferido um tapa tão forte no meu ombro que quase perdi o equilíbrio. Não mais o vi depois disso, e nunca pude esclarecer sua intenção, mas pareceu-me que com aquele tapa ele colocou-me numa postura alerta e defensiva para o que iria em seguida ocorrer – os monges seniores estavam reunidos naquela sala, e passaram a criticar-me duramente por não ter dado conta de atribuições que sequer sabia serem minhas, no tempo em que eu fizera parte do chamado <em>Guest Team</em>, do qual era já o último remanescente, também eu de partida. Não posso afirmar que o monge coordenador do trabalho, tendo antes sido duramente criticado por minhas supostas faltas, desse-me um tapa para vingar-se de mim, pois isso era impensável em nossa prática monástica &#8212; então ocorreu-me que, ao ver-me adentrar a sala com um enorme sorriso franco, sentindo-me doce e sereno depois de um passeio de despedida em companhia de um dos meus melhores amigos para assistir a um poente magnífico, encontrava-me num estado de suave contentamento e abertura &#8212; e no meu entendimento, o monge que muitas vezes me apoiara e até protegera, tinha com o tapa tentado despertar-me e pôr-me em guarda para o massacre da serra elétrica zen que se seguiria.  Ao fim, surpreendeu-me a pergunta de Theo, que parecia seguir raciocínios muito próprios que serviam para me desarmar:</p>
<p>&#8211; Você pensou a mesma coisa quando me viu à sua porta? Coitado&#8230;</p>
<p>Como a pergunta viesse do meu mestre de honestidade, relatei todas as emoções por que passara ao encontra-lo dormindo sobre o meu capacho, sem esconder minha contrariedade, meu asco, a culpa por ter cancelado o almoço com Lissa, sem ocultar nada da minha vivência da onda de Amor, embora não mencionando minha conversa com o passarinho, nem com a senhorinha e seu cachorrinho. Todo o tempo, às nossas costas, identificava claramente a voz contraditoriamente rouquenha porém estridente de Ralph, competindo com o ribombar constante de Aquiles – entretanto, a atenção dedicada de Theo às minhas palavras colocou-me não só num estado de concentração e relaxamento, mas permitiu que um pouco daquela bondade amorosa voltasse a me envolver, sem poder distinguir se era uma reminiscência ou se emanava da presença do deus adolescente à minha frente, que abria um “buraco cósmico” para uma partilha amorosa em plena festa barulhenta.</p>
<p>Theo fez silêncio ao final do meu relato das horas que tínhamos passado juntos porém separados, como ele definira, e de novo virou o corpo, que estivera voltado e inclinado para mim, em direção à noite lá fora. Senti-me valorizado, tão feliz de estar em sua companhia, quando o observei pensativo, absorvendo minha vivência e pesando minhas palavras enquanto olhava a lua cheia. Sem voltar-se na minha direção, pois eu mesmo me pusera a assistir o <em>ballet </em>da lua e alguns fiapos de nuvens pelo céu, ele perguntou:</p>
<p>&#8211; O que você acha que possa ser o amor para a lua?</p>
<p>Morro de susto mas não morro de tédio na tua companhia, pensei mas não disse &#8212; Você tem razão, Theo. Não tem nenhum amor, para a lua. Amor é só um nome, uma idéia, um conceito para expressar uma vivência. O que é a compaixão, para a vastidão de estrelas? Acontece que amor e compaixão talvez sejam os sentimentos mais nobres que possamos cultivar como seres humanos, e é isso o que o amor é. Um presente para a nossa consciência, embora não só. Uma idéia nobilíssima que talvez te inspire a uma prática tanto mais nobre porque, se efetiva, vai beneficiar-te e a todos os demais seres, inclusive a lua, que talvez fique isenta de tentarmos explodi-la, passando a realizar nossos testes atômicos lá, ou por avidez e desespero coloniza-la e fazer dela o lixo que fizemos da Terra. Ou talvez, através do amor, possamos um dia coloniza-la pacificamente, ordenadamente, beneficamente&#8230; Mas você tem razão, tudo isso são idéias ideais. Será que o amor pode ser comunicado ao universo? Eu tenho a impressão que sim, de que o universo é amor, então não há nada a comunicar, somente por escutar&#8230; Mas a lua não deve sentir nenhum amor&#8230; porque não há um pensamento de amor que a lua possa ter&#8230; até porque a lua não passa de uma idéia também&#8230;</p>
<p>&#8211; Você está dizendo que a lua não existe? Que ela é só uma idéia?</p>
<p>&#8211; Estou dizendo as duas coisas que você disse, mas numa só: A lua só existe como idéia.</p>
<p>&#8211; Então eu estou olhando para uma idéia? Aquilo não é a lua?</p>
<p>&#8211; Theo&#8230; Aquilo que você enxerga como lua não é por si mesma a lua. Nesse sentido, não há nenhuma lua. É a sua idéia de lua que torna aquele pedaço de rocha flutuando lá no espaço a lua. A lua não é lua em si mesma. Ou você acha que ela tem uma certidão de nascimento que diz: lua&#8230; – em meio à balburdia da festa, naquele instante ouvi claramente, lá do outro lado do terraço, um cubo de gelo partir-se, dentro de um copo de uísque e da minha consciência &#8212; Nem podemos dizer que ela é um pedaço de rocha flutuando no espaço, pois pedaço, rocha, flutuar e espaço são um encadeamento de idéias somente&#8230;</p>
<p>&#8211; A lua é só uma idéia&#8230; – Theo estava incrédulo.</p>
<p>&#8211; Não, Theo. Ela é o que é. É o que é. Ponto. Olhe bem&#8230; Você acha que ela está cheia hoje? Mas quando foi que ela esteve vazia?</p>
<p>&#8211; Ela está cheia de luz! – ele parecia desapontado comigo.</p>
<p><a href="http://paraserzen.blogspirit.com/archive/2008/08/19/a-lua.html" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-480" title="macaco e lua contraste hard light" src="http://osdiasextraordinarios.wordpress.com/files/2009/11/macaco-e-lua-contraste-hard-light.jpg" alt="macaco e lua contraste hard light" width="460" height="860" /></a></p>
<p>Olhei ao redor em busca de socorro, descobrindo em Theo um bom argumentador, que não oprimia, não brigava, não era agressivo – ao contrário, cedia-me o espaço.</p>
<p>&#8211; Aquilo ali, Theo, o que é?<br />
&#8211; Andante, você não vai me convencer que aquilo ali não é uma mesa&#8230; Ou que mesa é somente uma idéia&#8230;<br />
&#8211; Porque chamamos aquilo de mesa não significa que aquilo seja mesa por si mesma.<br />
&#8211; É claro que sim! Ela foi criada para ser mesa, e não pode ser nenhuma coisa além de mesa.<br />
&#8211; Você pode usar uma mesa com funções que não sejam de mesa&#8230;<br />
&#8212; Claro, você pode se sentar sobre ela, mas isso não faz dela uma cadeira.</p>
<p>&#8211; Theo&#8230; Como você acha que um cupim enxerga a mesa? Como mesa ou um delicioso banquete? Na verdade, nem mesmo como comida, e gostosa ou não, pois não acredito que um cupim tenha esse conceito de alimento&#8230; Ele simplesmente a come, como é da sua natureza. Para uma galinha, aquela mesa é um poleiro, embora poleiro seja um conceito também, outra idéia, assim como a de galinha&#8230; Para uma mosca, é um campo de pouso, embora não haja campo nenhum, nem o pousar, nem mosca ou a classificação de inseto&#8230; &#8212; via a impaciência de Theo aumentar, mas como nas regras do compartilhar que eu tanto prezava, ele me esperava terminar &#8212; Para uma criança, a mesa seria uma cabana&#8230;</p>
<p>&#8211; Nós não somos cupins nem galinhas nem crianças&#8230;</p>
<p>&#8211; Eu sei, Theo, embora uma parte de nós contenha galinhas, crianças e até mesmo cupins&#8230; Os cupins não são cupins, nem as galinhas são galinhas, nem crianças são crianças, portanto cada coisa pode ser o que é, e receber os nomes que lhes damos. Alguma vez na vida você já se deparou com algum objeto que não tinha a menor idéia do que era?</p>
<p>&#8211;  <em>Un dé à coudre </em>– Theo lembrou-se, depois de ter refletido com uma seriedade que me comoveu &#8212; Como se diz em Português? Um dedal&#8230; Achei que fosse um copinho minúsculo para se tomar algum remédio muito poderoso&#8230;<br />
&#8211; E como você ficou sabendo que era um dedal?<br />
&#8211; Minha avó. Estava remexendo nas coisas dela.<br />
&#8211; E quando ela te disse dedal, você entendeu de imediato do que se tratava ou ela precisou demonstrar para você?  &#8212; Theo confirmou, e com um gesto me fez imaginar a avó dele costurando &#8212; E no entanto, como você disse valer para a mesa, o dedal tinha sido fabricado com a intenção de ser dedal desde o início, então como é que você não percebeu o que ele era logo de saída?</p>
<p>&#8211; Porque um dedal não é um dedal? &#8212; Theo experimentou &#8212; Porque o dedal só existe como idéia de dedal?</p>
<p>&#8211; O que é muito importante, fundamental mesmo, para podermos nos comunicar. Se você me dissesse <em>un dé à coudre</em> fora deste contexto, porque falo pouco Francês eu não teria idéia do que é. <em>Ter idéia</em> do que é, é só o que <em>temos</em>. Mas não podemos, ou não precisamos, nos deixar aprisionar pelas idéias. Nem pelas idéias de amor ou de lua. Muita gente vive infeliz e insatisfeita por conta da sua própria idéia estreita do que seja amor. E o amor, seja como idéia ou prática, é tão vasto e todo inclusivo&#8230; <em>Todas as coisas são iluminadas e nos iluminam de volta</em>&#8230; Todas as coisas são livres em sua natureza, e existem para nos libertar&#8230; A liberação vem de todos os lados&#8230; A iluminação nos é dada por todas as coisas&#8230; A vida, Theo, é uma celebração da liberdade, não um réquiem na prisão&#8230; Eu acho isso, eu quero viver assim&#8230; – e ao coro altíssimo de gargalhadas a comando de Ralph, convidei Theo – O que você acha de nos libertarmos disto aqui?</p>
<p>Talvez tenha sido o momento errado para bater em retirada, tendo falado a Theo sobre a liberdade que havia <em>em</em> todas as coisas, e a possibilidade de encontrar-se livre <em>nelas</em>, inclusive numa situação como aquela festa barulhenta &#8212; o que constituía a verdadeira liberdade a meu entender, e não a liberdade apenas relativa que há em se livrar das coisas, como ao afastar-se de uma situação ou pessoa desagradável. A popularidade de Ralph estava no auge, a qual viemos interromper e diminuir com o anúncio de nossa partida. Houve um pequeno coro de decepção em resposta a nossa ida, talvez mais em relação a Theo do que a mim, pensei, e dentro do espírito leviano do momento um amigo exclamou que ainda queria saber da vida no convento, se havia sexo às escondidas, e outro, maliciosamente compreensivo comentou que no meu caso não sairia mais de casa &#8212; nem da cama mais ele sairia – referindo-se à companhia de Theo.</p>
<p>&#8211; Se eu fosse ser monja, não sairia de casa na companhia do Tarzan por medo de parecer ridícula&#8230; – isso veio de Ralph – Ainda mais depois de velha&#8230;</p>
<p>Foi tolice reagir. Identifiquei a raiva quando era ainda um súbito inchar do coração, que se alastrou pelo corpo como um calor e tremor, depois identifiquei a agressão a Theo e a mim nas mesmas palavras, como era da habilidade de Ralph, e sem querer praticar com elas pensando que eram só um som, sem sentido se estivessem sendo ditas numa outra língua, <em>un dé à coudre</em>, e que não podiam nem deviam me atingir a não ser que eu desse poder e sentido a elas&#8230; Em seguida ao meu discurso sobre idéias, perdi todas as minhas chances de permanecer centrado, mesmo com todos os alarmes da plena consciência ligados, e disse, secretamente muito mais para mim mesmo do que para Ralph, mas para todos ouvirem:</p>
<p>&#8211; É muito conveniente enxergar o mundo como se fosse uma janela, e ficar atirando pedras nela. Acontece que o mundo é um espelho, e as pedras acertam você mesmo, e você está desfigurando a sua própria imagem&#8230;</p>
<p>&#8211; Nossa, eeeeeeu faço isso? Que coisa maaaaaais profunda! Eu não seria capaz! – e dirigindo-se a Theo, que tinha cochichado Vamos embora em meu ouvido, tomando-me o braço – Como é que o Tarzan chama a Madre Superiora? De tia?</p>
<p>Estava trêmulo e decepcionado comigo mesmo, no auge do meu inferno de identificar-me com a idéia do meu pobre ego atingido e manchado, machucado e danificado, e Theo pareceu sentir minha fraqueza, meu cansaço e desânimo, pois veio em meu socorro. Grudando às minhas costas, passou um  braço pelo meu peito e outro pelo meu ventre, suave porém dominador, e retrucou desafiador &#8212; Chamo de meu amor&#8230; – senti-me enrubescer, não sem um enorme prazer, ao ouvir aquilo dito diante daquela audiência, enganchado naquele abraço de editorial de moda &#8212; Você sabe o que é isso? Você já teve isso? &#8212; em sucessivos recortes de realidade, Theo e Ralph encaravam-se, e a platéia encarava Theo ou Ralph, e eu encarava a platéia, na qual estava Ralph &#8212; Porque será que eu tenho a impressão de que você não conhece isso? Acho que porque você é tão incoveniente, e não tem respeito nenhum pelas pessoas – senti o coração acelerado de Theo contra meu ombro, e o calor do inferno da raiva e frustração em que ele ardia emanando de seu corpo, os músculos retesados, o ar quente de suas palavras ríspidas roçando meu ouvido. Era sofrido e era sensual. Fiz uma carícia lenta em seu antebraço poderoso, tentando acalma-lo, não sem desfrutar daquele nosso primeiro abraço mais íntimo, dentro do qual me sentia tão pequeno e dominado, um pouco envergonhado, mas também irmanado ao meu querido amigo &#8212; Desculpem se fui grosseiro&#8230; – Theo voltava a ser o príncipe que eu conhecia, dirigindo-se à dez pessoas ao nosso redor, porém reservando para o agressor, a quem encarou &#8212; Me sinto péssimo, rebaixando-me ao seu nível&#8230; – e como Ralph parecesse se preparar para retrucar, Theo sibilou – Se você me chamar de Tarzan de novo, eu te arrebento!</p>
<p>Ralph não disse nada, mas fez um trejeito como se estivesse excitado diante da possibilidade de Theo agredi-lo, e tive certeza de que procurava qualquer coisa horrenda para a provocação final, e o que achou foi &#8212; Eu só queria saber o tamanho&#8230;  – por um instante, pareceu dar-se conta do estrago que pretendia, mas com uma careta descartou qualquer culpa, e apesar de estar por volta dos cinqüenta anos de idade como a maioria ali, comportando-se feito um adolescente e comprando a rinha &#8212; &#8230;e a grossura do cipó com que você vai me bater&#8230;</p>
<div id="attachment_484" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a href="http://www.webislam.com/?idv=491" target="_blank"><img class="size-full wp-image-484" title="elgransilencio2 contrast" src="http://osdiasextraordinarios.wordpress.com/files/2009/11/elgransilencio2-contrast.jpg" alt="elgransilencio2 contrast" width="450" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">clique para assistir o documentário O Grande Silêncio completo e gratuito</p></div>
<p style="text-align:center;">
<p>Começou como um som estranho, quase um soluço. Ainda em cima das palavras de Ralph, Guido murmurou alguma coisa confusa e praticamente inaudível, mas as três pessoas mais próximas viraram-se para ele diante da surpresa de ouvi-lo manifestar-se, e ele enfim ocupou o espaço &#8212; Cala essa boca, Ralph! Senão eu vou embora também – manifestava-se pela primeira vez durante toda a reunião, falando sem olhar ninguém – E não venho mais, quando souber que você vai estar aqui – Guido falava com calma, embora a voz dele tremesse, talvez pelo fato de que raramente fosse ouvida fora de sua própria mente, e soava mais volumosa e muito mais alta do que de costume, tornando-o inseguro. As palavras dele, apesar de mais educadas, tinham assim uma força inédita, e impuseram a toda a roda um silêncio mais pesado do que as palavras mais ríspidas de Theo. Ele foi direto – Quem tem que ir embora é você, Ralph.</p>
<p>Algumas pessoas entreolharam-se, enquanto no silêncio fez-se perfeitamente reconhecível a frase <em>La tisi non le accorda che poche ore</em>, da <em>La Traviata</em>. Finalmente, Aquiles levantou-se e com sua voz impôs-se. Ele sabia o que ninguém mais naquela sala sabia ainda – que o pai de Ralph, com quem nosso amigo nervoso dividia uma vida atribulada e o mesmo e pequeno apartamento, tinha sido internado naquele fim-de-semana e seria submetido a uma cirurgia de alto risco na manhã seguinte. A mãe, com quem ao contrário do pai, Ralph tivera um relacionamento excelente, tinha falecido no ano passado – isto eu também não sabia, pois estivera viajando. Sem irmãos ou outros parentes no Brasil, era provavelmente demasiado para Ralph ver-se na eminência de perder todo o seu núcleo familiar, e sem saber como lidar com o próprio medo e desespero, a agressividade era sua reação impensada – e agora estou me justificando, pois gostaria de ter tido mais compaixão e empatia com ele do que simplesmente tratá-lo como um exercício de aceitação e paciência, no qual saíra derrotado. Mesmo Theo, depois, iria mudar de atitude em relação a ele, compadecido, compreensivo e irmanado em sua perda, envolvendo-o num abraço longo e sincero durante o velório do pai de Ralph – e em outra ocasião pedindo-lhe perdão, assim como quando o ofendera, em alto e bom som e diante de muitas pessoas.</p>
<p>Aquiles levantou-se e com sua voz impôs-se. Ele adorava declamar, e nunca mais ouvi o <em>I Juca Pirama</em> soar tão maravilhoso, vivaz, emocionante, como durante uma certa noite naquela cobertura – tendo se tornado <em>Meninos, eu vi</em>! um de seus bordões preferidos &#8212; mas o que improvisou, em meio a nosso silêncio incômodo, foi mais para suavizar-nos todos, sem a mesma carga trágica dos trechos escolhidos do <em>Pirama</em>, apenas expressando dúvida e desesperança, e como se pedisse clemência, com voz macia e intencionalmente trêmula, declamou o tratado de paz para todos os seres delicadíssimos que somos, vivendo com nossa pele pelo avesso e em carne viva, medos e expectativas como feridas expostas, humildemente contando para sobreviver com uma irrestrita gentileza alheia e talvez a sorte de uma crença ou fé, a gentil fantasia de um amor ideal correndo como sangue por nossas veias, pedindo para não ser machucado, Aquiles transfigurado declamou, em perfeito Inglês para quem pudesse entender, com tão perfeita emoção que tornava-se impraticável não sentir sua interpretação de Yeats:</p>
<p><em>Had I the heavens&#8217; embroidered cloths,<br />
Enwrought with golden and silver light,<br />
The blue and the dim and the dark cloths<br />
Of night and light and the half-light,<br />
I would spread the cloths under your feet:<br />
But I, being poor, have only my dreams;<br />
I have spread my dreams under your feet;<br />
Tread softly because you tread on my dreams.</em></p>
<p>Menos de uma semana de convivência, mas já havia aprendido que os abraços de Theo eram loquazes &#8212; e vi que gostara sinceramente de Aquiles quando com enlevo o envolveu à despedida, como confirmou durante nossa descida no elevador – O seu amigo é maravilhoso! – disse, com a admiração veemente e sonhadora de quem se pegava diante de uma longa estrada rumo a um horizonte amplíssimo, os primeiros passos do menino de 19 anos referindo-se ao homem de setenta anos que já a tinha em grande parte percorrido – e onde Lissa talvez enxergasse um complô, a descoberta de um cliente <em>premium</em> para o garoto de programa ávido, pensei que Theo julgava Aquiles com olhos humanistas, e assim o coroava de êxito. Andante, Theo, Aquiles, Lissa – pareceu-me que o êxito ou fracasso de nossas histórias residia em nossos próprios julgamentos, em relação a nós mesmos, às outras pessoas e a todas as coisas. Tudo, todo o tempo, era uma encruzilhada, diante da qual fazíamos uma escolha, a cada segundo frente a uma nova encruzilhada, fosse outra pessoa ou situação, e a nós próprios, nossas emoções e pensamentos e sensações, encruzilhada após encruzilhada com a escolha correspondente encaminhando-nos para o paraíso ou o inferno, a todo momento, para serem vivenciados <em>aqui e agora mesmo</em>. De uma intricada rede de encruzilhadas diante das quais continuamente optávamos, constituía-se o caminho que percorríamos – e assim, de seu caminho como uma seqüência de encruzilhadas seguidas,  constituía-se cada pessoa &#8212; Lissa, Aquiles, Andante e esse menino maravilhoso, a quem observava com gratidão e admiração pelo espelho do elevador, com nome de Deus.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/-8SDM10wjZ0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/-8SDM10wjZ0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Teorema 1968 [Silvana Mangano] ]]></title>
<link>http://cinemacuts.com/2009/11/14/teorema-1968-silvana-mangano-2/</link>
<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 01:14:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>cinemacuts</dc:creator>
<guid>http://cinemacuts.com/2009/11/14/teorema-1968-silvana-mangano-2/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/7SZbzxpwbok&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/7SZbzxpwbok&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[]]></title>
<link>http://rosabiagi22.wordpress.com/2009/11/10/6/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 00:56:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>rosabiagi22</dc:creator>
<guid>http://rosabiagi22.wordpress.com/2009/11/10/6/</guid>
<description><![CDATA[C’era una volta Pasolini.. Terre Rare sta lavorando a un progetto sulla libertà espressiva. Il rifer]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>C’era una volta Pasolini..</strong></p>
<p>Terre Rare sta lavorando a un progetto sulla libertà espressiva.</p>
<p>Il riferimento alla figura di Pasolini altro non è che una spontanea associazione d’idee. La sua personalità si impone quando si pensa al coraggio della libertà, soprattutto quella scomoda e anticonformista, forma di vita innanzi tutto.</p>
<p>Un tema aperto, nel merito, nella tipologia dei lavori e delle persone che partecipano.<br />
 Si prevede una comunicazione più vasta rispetto a quella della mostra tradizionale.</p>
<p>L’idea  è quella di una sintesi  tra spazi e linguaggi normalmente diversificati e distanti:</p>
<p> <strong>la città, il web, la galleria</strong>;<br />
<strong>e-mail art, street art, mostra.</strong></p>
<p>In concreto:</p>
<p>-nella prima fase i lavori vengono esposti nella città (stickers) e presentati sul web (sito di Terre Rare ed altri spazi)</p>
<p>-nella seconda fase vengono esposti, come un grande puzzle, nella mostra in galleria .</p>
<p> Verrà prodotto un catalogo in forma da definire.(si pensa ad un portfolio e/o a un cd)</p>
<p> <strong>Modalità:</strong></p>
<p><strong> </strong>1-sono invitati a lavorare sul tema artisti di professione, liberi battitori e chiunque si senta “creativamente” coinvolto</p>
<p> 2-le opere viaggiano via mail</p>
<p> 3-ciascun autore può inviare da uno a tre lavori</p>
<p> In riferimento al secondo punto occorre qualche precisazione.</p>
<p> Si pensa principalmente ad espressioni grafico-pittoriche, dal disegno al collage alla fotografia..niente è escluso (immagini con o senza parole, parole con o senza immagini)</p>
<p>Così come non sono escluse opere tridimensionali di piccolo formato, che possono viaggiare nella prima fase come immagini, ed essere poi esposte in mostra nella loro forma originale.</p>
<p> <strong>Un limite è necessario se si parla di dimensioni: non superiori al 18&#215;24, e soprattutto entro i 300 kb </strong><strong>(le immagini di peso superiore non verranno accettate)</strong></p>
<p> <strong>Tempi:</strong></p>
<p> -    invio delle opere entro metà gennaio 2010</p>
<p>-    esposizione nella città e sul web a partire da metà febbraio</p>
<p>-    mostra a Terre Rare a metà marzo</p>
<p> <strong>Indirizzi e persone di riferimento:</strong>  </p>
<p>Terre Rare</p>
<p>(Rosa Biagi, Veronica Guiduzzi)</p>
<p>Tel. 051-221013</p>
<p> Email: <a href="mailto:rosabiagi22@fastwebnet.it">rosabiagi22@fastwebnet.it</a>            <a href="mailto:rosabiagi@terrerare.net">rosabiagi@terrerare.net</a></p>
<p>&#160;</p>
<p><strong>SCHEDA DI PARTECIPAZIONE</strong></p>
<p>DA ALLEGARE A CIASCUNA OPERA</p>
<p> Nome e Cognome(o pseudonimo)    &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p> Città &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230; </p>
<p>Nazione &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230; </p>
<p> Anno di nascita &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p> Professione  &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.</p>
<p> Note a margine ………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………&#8230;.<strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Homenaje de Patti Smith a Pier Paolo Pasolini, 1975]]></title>
<link>http://elversodeluniverso.wordpress.com/2009/11/09/homenaje-de-patti-smith-a-pier-paolo-pasolini-1975/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 15:04:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>elversodeluniverso</dc:creator>
<guid>http://elversodeluniverso.wordpress.com/2009/11/09/homenaje-de-patti-smith-a-pier-paolo-pasolini-1975/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://elversodeluniverso.wordpress.com/files/2009/11/homenaje-de-patti-smith-a-pasolini.jpg" alt="Homenaje de Patti Smith a Pasolini" title="Homenaje de Patti Smith a Pasolini" width="293" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-161" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[33. Dunckler Enthusiasmo in Leipzig]]></title>
<link>http://lyrikzeitung.wordpress.com/2009/11/08/33-dunckler-enthusiasmo-in-leipzig/</link>
<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 20:35:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>lyrikzeitung</dc:creator>
<guid>http://lyrikzeitung.wordpress.com/2009/11/08/33-dunckler-enthusiasmo-in-leipzig/</guid>
<description><![CDATA[Christian Filips liest Pier Paolo Pasolini: Dunckler Enthusiasmo Am Dienstag den 10. November, 20.00]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Christian Filips liest</p>
<p>Pier Paolo Pasolini:</p>
<p>Dunckler Enthusiasmo</p>
<p>Am Dienstag den 10. November, 20.00 Uhr</p>
<p>Im Haus des Buches, Gerichtsweg 28, 04107 Leipzig</p>
<p>Worin liegt der Antrieb zum Schreiben?</p>
<p>Ist die Renaissance des politischen Gedichts seine Reform?</p>
<p>Ist Ketzertum  eine Grundeinstellung?</p>
<p>Dass Kunst zuallererst der Verschönerung der Welt diene, schreibt Nietzsche. Und er meint damit wohl, zumindest sollte er das meinen, dass es einen Punkt gibt, an dem ein ästhetisches Engagement in politisches  umschlägt, umschlagen muss.</p>
<p>Das Paradies wäre die Identität von Gutem und Schönem.</p>
<p>Pasolinis Texte sind von der Sehnsucht nach dem Paradies durchdrungen und gerade deshalb politische Texte.</p>
<p>Edit-Redakteur Jan Kuhlbrodt unterhält sich mit Christian Filips und Konstantin Ames über Pasolini, Dialekt und Dialektik, Kunst und Politik. Filips und Ames werden lesen.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Chi si scandalizza è sempre banale]]></title>
<link>http://andreapomella.wordpress.com/2009/11/07/chi-si-scandalizza-e-sempre-banale/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 12:30:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea Pomella</dc:creator>
<guid>http://andreapomella.wordpress.com/2009/11/07/chi-si-scandalizza-e-sempre-banale/</guid>
<description><![CDATA[Il mese scorso ho letto Il grande silenzio (Laterza), il bel libro-intervista ad Alberto Asor Rosa c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Il mese scorso ho letto Il grande silenzio (Laterza), il bel libro-intervista ad Alberto Asor Rosa c]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pasolini y el fútbol.]]></title>
<link>http://cartasesfericas.wordpress.com/2009/11/06/pasolini-y-el-futbol/</link>
<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 20:39:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>cartasesfericas</dc:creator>
<guid>http://cartasesfericas.wordpress.com/2009/11/06/pasolini-y-el-futbol/</guid>
<description><![CDATA[Pier Paolo Pasolini fue un artista italiano al que siempre acompañó la polémica, un genio que destac]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Pier Paolo Pasolini fue un artista italiano al que siempre acompañó la polémica, un genio que destac]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Guardiola y el sacerdocio dionisiaco ]]></title>
<link>http://papanatismoesferico.wordpress.com/2009/11/06/guardiola-y-el-sacerdocio-dionisiaco/</link>
<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 16:25:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>OBSERVADOR CONSISTENTE</dc:creator>
<guid>http://papanatismoesferico.wordpress.com/2009/11/06/guardiola-y-el-sacerdocio-dionisiaco/</guid>
<description><![CDATA[Josep Maria Fonalleras «Guardiola es un personaje modesto, silencioso y sacerdotal en su conducta fu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Josep Maria Fonalleras «Guardiola es un personaje modesto, silencioso y sacerdotal en su conducta fu]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lo sguardo di Pasolini]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/05/lo-sguardo-di-pasolini/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 14:46:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/11/05/lo-sguardo-di-pasolini/</guid>
<description><![CDATA[Bologna fino al 28/11/2009 Cinema Lumie&#8217;re &#8211; Sala Officinema/Mastroianni (via Azzo Gardi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Bologna fino al 28/11/2009 Cinema Lumie&#8217;re &#8211; Sala Officinema/Mastroianni (via Azzo Gardi]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[81. Pier Paolo Pasolini]]></title>
<link>http://lyrikzeitung.wordpress.com/2009/05/11/81-pier-paolo-pasolini/</link>
<pubDate>Mon, 11 May 2009 19:49:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>lyrikzeitung</dc:creator>
<guid>http://lyrikzeitung.wordpress.com/2009/05/11/81-pier-paolo-pasolini/</guid>
<description><![CDATA[Eine verkehrte Geschichte, eine verdrehte Geschichte, eine verstellte Geschichte: Mehr als drei Jahr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Eine verkehrte Geschichte, eine verdrehte Geschichte, eine verstellte Geschichte: Mehr als drei Jahrzehnte nach dem grausamen und bis heute nicht restlos aufgeklärten Tod des Poeten im Schmutz der vor den Toren Roms gelegenen Hafenstadt Ostia ist sein Name noch immer gegenwärtig. Nicht aber mehr sind es jedoch seine Dichtungen, obwohl sie zum Schönsten gehören, was das vorige Jahrhundert an lyrischer Poesie hervorgebracht hat: &#8220;E quale forza nel voler mutare / il mondo &#8211; questo mondo perduto / in malinconie, in allegrie pasquali&#8230;&#8221; (&#8220;Welche Kraft liegt im Wunsche, / die Welt zu verwandeln, zu erlösen / aus Schwermut zu österlichen Freuden . . . &#8220;).</p>
<p>Man stelle sich einmal vor, von Dante Alighieri sei nur noch das Prosawerk greifbar &#8211; und auch dieses nur unvollständig -, nicht aber mehr das große Versepos der &#8220;Divina Commedia&#8221; und die Lyrik. Im sonst so italienfreudigen Deutschland ist eben dies die desolate Editionslage des Werks von Pier Paolo Pasolini (1922-1975). Hier ist trotz früherer Ausgaben und vorhandener Übersetzungen seit Jahren keine einzige Auswahl oder Sammlung seiner Gedichte im Buchhandel mehr lieferbar, was eine Schande ist, die man gar nicht genug beklagen kann.</p>
<p>Aber auch Italien scheint mit &#8220;il poeta Pasolini&#8221;, wie die Trauerrede des Freundes und Kollegen Alberto Moravia gewiss nicht nur der Alliteration wegen prononcierte &#8211; damals, als Tausende von Menschen dem Sarg mit dem von brutaler Gewalt bis zur Unkenntlichkeit entstellten Leichnam durch die verstopften Straßen der römischen Altstadt folgten -, eine ganze Tradition zu Grabe getragen zu haben: Seit den Tagen Dantes galt ihr der Dichter als eine persona publica, die auf gleicher Augenhöhe mit den Mächtigen an einer öffentlichen politischen Kultur teilhat.</p>
<p>Diese liquidiert und durch die telekratische Seifenoper ersetzt zu haben, ist das Resultat der Ära Berlusconi, die einschneidender und irreversibler noch als die faschistische Ära ist, welche mit Mussolinis Abtritt so rasch zerplatzte, als habe es sie nie gegeben. / VOLKER BREIDECKER, SZ 11.5.</p>
<p>Pier Paolo Pasolini &#8220;Wer ich bin&#8221;. Bis zum 1. Juni im Museum Strauhof, Zürich, Augustinergasse 9; www.strauhof.ch. Anschließend (14.6.- 6.9.) im Centre Dürrenmatt Neuchâtel; danach (17. 9. &#8211; 22.11.) im Literaturhaus und Käthe-Kollwitz-Museum Berlin</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[2. Fall Ezra Pound  ]]></title>
<link>http://lyrikzeitung.wordpress.com/2007/12/01/2767/</link>
<pubDate>Sat, 01 Dec 2007 19:42:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>lyrikzeitung</dc:creator>
<guid>http://lyrikzeitung.wordpress.com/2007/12/01/2767/</guid>
<description><![CDATA[Die neueste Nummer des «Schreibhefts» nimmt sich des Falles Ezra Pound dokumentarisch an. Es bietet ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Die neueste Nummer des «Schreibhefts» nimmt sich des Falles Ezra Pound dokumentarisch an. Es bietet zahlreiche bis heute unbekannte Briefe, Aufzeichnungen, gerade auch zur zeitgenössischen Auseinandersetzung mit diesem Dichter, vor allem während jener Jahre, die er in besagter Verwahrungsanstalt zugebracht hat. Die (übrigens durchweg glänzend übersetzten) Zeugnisse von Charles Olson, William Carlos Williams oder E. E. Cummings, aber auch die Briefe des jungen Marshall McLuhan, der – darin schon ganz Kommunikationspraktiker – Pound dringend anriet, seine Dichtungen auf Tonträger aufzunehmen, bewegen gerade in dieser sinnigen Darstellung (und hilfreichen Kurzkommentierung). Sie sind ideal dazu angetan, ebenso wie das abschliessende grosse Gespräch zwischen Pound und Pier Paolo Pasolini aus dem Jahr 1968, die Beschäftigung mit diesem schillernden Modernisten wiederaufzunehmen. «Spät, sehr spät lernte ich die Traurigkeit kennen», gestand Pound am Ende dieses Interviews. Dank diesem «Schreibheft» erfahren wir mehr über die Gründe dieser Traurigkeit und haben Mühe, dabei nicht melancholisch zu werden. / Rüdiger Görner, NZZ 30.11.</p>
<p>Schreibheft. Zeitschrift für Literatur. Nr. 69, Oktober 2007. Rigodon-Verlag, Essen 2007. E-Mail: Schreibheft@NetCologne.de. 221 S., 12 €.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[93. Selbstverständlich Pound]]></title>
<link>http://lyrikzeitung.wordpress.com/2007/10/18/93-selbstverstandlich-pound/</link>
<pubDate>Thu, 18 Oct 2007 19:37:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>lyrikzeitung</dc:creator>
<guid>http://lyrikzeitung.wordpress.com/2007/10/18/93-selbstverstandlich-pound/</guid>
<description><![CDATA[Ein Meisterstück, ein Geniestreich (könnte man sagen; wenn man das nicht über viele Nummern dieser Z]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ein Meisterstück, ein Geniestreich (könnte man sagen; wenn man das nicht über viele Nummern dieser Zeitschrift sagen könnte). Schreibheft Nr. 69 ist fast vollständig dem Dichter Ezra Pound gewidmet, von dem ein polizeiliches Foto vom 26. Mai 1945 aus Pisa den Titel ziert. Es beginnt mit Traumtexten von Roberto Bolaño, in denen Pound  nicht explizit vorkommt, aber Li Po, Baudelaire, Archilochos, Anaïs Nin (&#8220;Mir träumte von einem Neunundsechziger mit Anaïs Nin auf einer riesigen Basaltplatte&#8221;), Robert Desnos, Roque Dalton und viele andere. Im anschließenden Playboy-Interview gibt Bolaño seine private Hitliste: &#8220;Nicanor Parra steht über allen, auch über Pablo Neruda, Vicente Huidobro und Gabriela Mistral. &#8230; Wäre Joyce anstelle von Eliot, ich wählte Joyce. Wäre Pound anstelle von Eliot, selbstverständlich Pound.&#8221;</p>
<p>Dann ein umfängliches Dossier über Ezra Pound im St. Elizabeths Hospital für kriminelle Geisteskranke mit Gedichten von Lawrence Ferlinghetti, E.E. Cummings, Basil Bunting, Elizabeth Bishop, William Carlos Williams, Kornelijus Platelis, Marcel Beyer, Ulf Stolterfoht und Alban Nikolai Herbst (Ezra Pound im Käfig); Briefwechseln mit H.D., Wyndham Lewis, Marshall McLuhan und E.E. Cummings und Prosabeiträgen u.a. von T.S. Eliot, Charles Olson (&#8220;Hier spricht Yeats&#8221;!), William Carlos Williams, W.H. Auden, George Orwell und Benedikt Ledebur sowie einem Gespräch, das u.a. Pier Paolo Pasolini für das italienische Fernsehen mit Pound führte.</p>
<p>Schließlich visuelle Gedichte des Katalanen Joan Brossa und eine Rezension der Werkausgabe von Rainer M. Gerhardt (dem ersten deutschen Pound-Übersetzer) durch Michael Braun.</p>
<p>Marcel Beyer übersetzt Cummings&#8217; Jugendgedicht &#8220;pound pound pound&#8221; um es zu untersuchen, da es ihn ratlos gemacht habe wie selten ein Gedicht. Den 13 Zeilen des Gedichts läßt er über vier Seiten Kommentar folgen. &#8220;pound pound pound&#8221; , die erste Zeile, enthält eine unübersetzbare Mehrdeutigkeit, da es neben dem Namen (Cummings schrieb grundsätzlich alles klein, auch Eigennamen und das große &#8220;i&#8221;) noch etliche andere Bedeutungen hat, darunter stoßen, stampfen, rammen, hämmern.  Beyer übersetzt: poch, poch, poch. Sein Kommentar dröselt ein weitgespanntes intertextuelles Netz zur englischen Lyriktradition und -moderne auf. Anscheinend ist es eine (&#8220;verquaste&#8221;, Beyer) Auseinandersetzung des ehrgeizigen jungen Dichters mit Pound und Eliot, die ihn nicht als Gleichen unter Gleichen sehen wollten. Was Cummings so verquast andeute, treffe ihn selber, der zu der Zeit noch nicht frei von &#8220;gelegentlichen Trivialitäts- und Kitschattacken&#8221; sei. Das Zitat, das Beyer zum Beleg zitiert, verkürzt er allerdings auf beinah unzulässige Weise: &#8220;man lese etwa sein eigenes Drehorgelgedicht, &#8216;at the head of this street a gasping organ is waving&#8221;, in dem er sich als &#8216;queer monkey with a little oldish  doll-like face&#8217; auf den Leierkasten setzt.&#8221; Nach &#8220;waving&#8221; geht es aber weiter: &#8220;is waving moth-eaten tunes&#8221;. Der Leierkasten schwingt mottenzerfressene Töne. Die muß man wohl in Betracht ziehen oder ins Gehör, nicht? Beyer schließt: &#8220;Von pound pound pound &#8211; das wird niemand bezweifeln &#8211; [tu ich doch auch nicht!] ist es noch ein weiter Weg bis zum selbstgewissen &#8220;crazy jay blue&#8221; (&#8230;), diesem zarten Vogelgruß, den Cummings Ende der fünfziger Jahre dem &#8220;demon&#8221; und &#8220;thief crook cynic&#8221;, dem &#8220;trickstervillain&#8221;, dem &#8220;raucous rogue &#38; vivid voltaire&#8221; , dem &#8220;beautiful anarchist&#8221;, dem alten Blauhäher Ezra Pound senden wird.&#8221;</p>
<p>Wenn ich an dem spannenden, so lesenswerten wie instruktiven Heft etwas zu mäkeln hätte, es wär: daß den übersetzten Gedichten nicht das Original zugesellt wird. Die paar Seiten müßten doch noch drin sein? Die letzte Strophe von William Carlos Williams&#8217; Gedicht &#8220;To my friend Ezra Pound&#8221; übersetzt Norbert Hummelt so:</p>
<p>Dein Englisch<br />
ist nicht eigentümlich genug<br />
Als Autor von Gedichten<br />
erweist du dich als untüchtig, um nicht zu sagen<br />
wucherisch.</p>
<p>Williams&#8217; letztes Wort ist natürlich usurious: Pounds Zauberwort &#8220;usura&#8221;. Das Wort sie sollen lassen stahn.</p>
<p>Hier sozusagen zum Ausgleich Cummings&#8217; Gedicht vom blauen Eichelhäher im Wortlaut:</p>
<p>crazy jay blue)<br />
demon laughshriek<br />
ing at me<br />
your scorn of easily<br />
hatred of timid<br />
&#38; loathing for (dull all<br />
regular righteous<br />
comfortable)unworlds<br />
thief crook cynic<br />
(swimfloatdrifting<br />
fragment of heaven)<br />
trickstervillain<br />
raucous rogue &#38;<br />
vivid voltaire<br />
you beautiful anarchist<br />
(i salute thee</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
