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	<title>politica-italiana &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/politica-italiana/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "politica-italiana"</description>
	<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 21:33:03 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Blog Brevis: Scatole cinesi (e occhiali a fondo di bottiglia)]]></title>
<link>http://serrature.wordpress.com/2009/11/26/blog-brevis-scatole-cinesi-e-occhiali-a-fondo-di-bottiglia/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 21:04:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>Serraturestaff</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non voglio fare l&#8217;eversivo, il giustizialista di turno, per carità (fra l&#8217;altro, non si ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div>Non voglio fare l&#8217;eversivo, il giustizialista di turno, per carità (fra l&#8217;altro, non si capisce come si possano abbinare così frequentemente, come fa Berlusconi, gli aggettivi eversivo e giustizialista), però mi premeva riflettere su un certo osceno spettacolo che ho visto stasera, assistendo ad <a href="http://serrature.wordpress.com/files/2009/11/banca20arner.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-582" title="banca%20arner" src="http://serrature.wordpress.com/files/2009/11/banca20arner.jpg?w=300" alt="" width="300" height="190" /></a>Annozero. Verso la fine della puntata, è andato in onda un servizio sul caso <strong>Eutelia-Agile</strong> (<a title="Links active once published" href="http://www.eulav.net/">http://www.eulav.net/</a> per informazioni), il quale faceva luce su quel sistema, cosiddetto di scatole cinesi, che purtroppo è diventato quasi una prassi nel capitalismo e nell&#8217;industria italiana, e che si basa su <strong>prestanome</strong>, conti off-shore, <strong>evasione fiscale</strong>, occultamento della provenienza del denaro e dei veri proprietari di quel denaro. Nel concreto, la società Agile-Omega conta circa <strong>10mila dipendenti</strong> pur avendo un capitale sociale di soli <strong>96mila euro</strong>. Li ha acquistati, a mezzo cessione di ramo d&#8217;azienda, da Eutelia, che aveva posto le sue attività IT in dismissione, al prezzo di <strong>UN EURO</strong> ciascuno, effettuando un&#8217;operazione chiaramente finalizzata al licenziamento. I lavoratori, che sono tutti laureati ed esperti all&#8217;avanguardia in Italia, si sono così ritrovati senza stipendio da Luglio. Nell&#8217;operazione di indagine a ritroso, ogni azienda si è rivelata di proprietà di qualcun&#8217;altra, per andare a finire in uno <strong>scantinato di Londra</strong> dove avevano sede due società fittizie.<br />
Insomma, una vera e propria truffa, ma che avrebbe dovuto essere tutt&#8217;altro che sconosciuta al superospite <strong>Tremonti</strong>, il quale ha fatto invece mostra di non sapere niente di sistemi di questo genere, quasi fosse uscito dal regno dell&#8217;economia morale e non avesse idea delle porcherie che accadono nella finanza. Le cose sono due: o al ministero del tesoro c&#8217;è un alieno, oppure Giulio mente sapendo di mentire, ed in maniera spudorata pure. Giusto per ricordagli un esempio che dovrebbe conoscere bene: perchè non parlare dei <strong>conti off-shore di Berlusconi</strong>?</div>
<p><em>D.Piselli</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Pillola RU486, lo stop del Senato.]]></title>
<link>http://yespolitical.wordpress.com/2009/11/26/pillola-ru486-lo-stop-del-senato/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 11:48:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>cubicamente</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il Senato chiede lo stop alla RU486 &quot;Prima il parere del Ministero&quot; Ignazio Marino: “Non c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il Senato chiede lo stop alla RU486 &#34;Prima il parere del Ministero&#34;<br />
Ignazio Marino: “Non capisco come una Commissione del Senato che ha compiti legislativi abbia deciso di trasformarsi in uno strumento per giudicare sperimentazioni cliniche già effettuate, i cui risultati sono stati approvati da tempo sia dalla Fda, l’organismo americano di controllo sui farmaci, che dall’Aifa, Agenzia Italiana per il Farmaco, che dall’Emea, agenzia europea dei medicinali . Sulle queste questioni dovremmo seguire le linee delineate dai medici esperti del settore. Comunque è accettabile che si discuta in Senato ma non ostacoliamo né rallentiamo il lavoro svolto finora dall’Agenzia italiana per il farmaco” così il senatore del Pd, Ignazio Marino, commenta le decisioni prese oggi dalla Commissione Sanità al Senato</p>
<p>Riguardo alla riunione del gruppo Pd di domani al Senato, Ignazio Marino aggiunge di augurarsi “una discussione libera e aperta che però faccia emergere la visione unitaria, chiara e condivisa da tutto il gruppo del Pd che rispetti i principi indicati dalla comunità scientifica nazionale e internazionali. Penso che la decione finale su questa delicata scelta delle donne debba maturare unicamente nell’intimo rapporto tra la paziente e il medico”.<br />
<a href="http://www.ignaziomarino.it/sulla-ru486-il-pd-deve-avere-una-posizione-chiara/">http://www.ignaziomarino.it/sulla-ru486-il-pd-deve-avere-una-posizione-chiara/</a><br />
La commissione Sanità del Senato ha approvato, a maggioranza, con i voti favorevoli di Pdl e Lega (13) e quelli contrari (8) del Pd, il documento finale dell&#8217;indagine conoscitiva sulla pillola abortiva RU486 presentato dal presidente e relatore Antonio Tomassini [&#8230;]</p>
<p>l&#8217;interruzione di gravidanza diventerebbe molto più facile rispetto alle procedure previste dalla legge sull&#8217;aborto. Per questo il centrodestra si batte per impedire che venga messa in vendita e per frenarne l&#8217;utilizzo anche nelle strutture ospedaliere. [&#8230;] Sulle ricadute politiche del voto, Tomassini non si sbilancia: &#34;Ora tutto comparirà sui resoconti parlamentari &#8211; ha spiegato &#8211; e sarà inviato agli organi di Governo. Tutto è stato fatto in modo approfondito e imparziale, quindi l&#8217;indagine assume ancora più rilevanza&#34;. La richiesta della Commissione secondo Silvio Viale, il ginecologo torinese che ha sperimentato la RU486, &#34;allinea l&#8217;Italia alle posizioni di Polonia, Malta e Irlanda, dove l&#8217;aborto è vietato. <strong>Sul piano scientifico è il sintomo di come la donna sia sempre più lasciata sola in balia di posizioni antiabortiste che manipolano la scienza per i propri scopi politici</strong>&#34;.</p>
<p><strong>Soddisfazione per lo stop</strong> è stata espressa anche dal presidente dell&#8217;Udc Rocco Buttiglione, dal senatore del PdL Stefano De Lillo, da Arturo Iannaccone, parlamentare e responsabile del dipartimento sanità del Mpa: &#34; E&#8217; evidente che la commercializzazione della pillola è in palese contrasto con la legge 194, che punta a evitare che l&#8217;aborto venga considerato un metodo contraccettivo&#34;. [&#8230;]<br />
presidente dei senatori del PdL, Maurizio Gasparri: &#34;<strong>C&#8217;erano troppi dubbi sulle conseguenze che la pillola avrebbe potuto avere sulla salute delle donne</strong>. E&#8217; assurdo che le opposizioni, accecate dal pregiudizio politico, invece di accogliere con favore la sospensione della pillola pensino a fare demagogia, incuranti degli effetti devastanti che può avere sulle donne. Per noi lo stop è una vittoria di civiltà, una vittoria in difesa della salute&#34;.<br />
[&#8230;]Per il <em>capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro</em>: &#34;Quelle della maggioranza e del governo ancora una volta sono chiacchiere, ci dicano una volta per tutte cosa vogliono fare. Ho l&#8217;impressione che il ministro Sacconi avrebbe potuto sollevare un arbitraggio sulla scorta delle valutazioni dell&#8217;Agenzia europea del farmaco (Emea), invece non l&#8217;ha fatto &#8211; ha aggiunto Finocchiaro -. Non c&#8217;è il coraggio di dire che non vogliono la commercializzazione della pillola&#34;. Per Alessandro Pignatiello, coordinatore della segreteria nazionale del Pdci: &#34;E&#8217; una vergogna, tipica di un regime fondamentalista&#34;.<br />
Fonte La Repubblica <a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/pillola-abortiva/pillola-abortiva/pillola-abortiva.html">http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/pillola-abortiva/pillola-abortiva/pillola-abortiva.html</a></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[ " Berlusconi [[molto presto]] indagato per concorso esterno in associazione mafiosa"]]></title>
<link>http://gabrybabelle.wordpress.com/2009/11/26/berlusconi-molto-presto-indagato-per-concorso-esterno-in-associazione-mafiosa/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 07:45:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>gabrybabelle</dc:creator>
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<description><![CDATA[Questo l&#8217;avvertimento lanciato da il Giornale: «Dalla Sicilia in arrivo un avviso di garanzia ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Questo l&#8217;avvertimento lanciato da il Giornale: «Dalla Sicilia in arrivo un avviso di garanzia ]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Questo è il Potere (chi tira i fili delle marionette nane...)]]></title>
<link>http://gigionetworking.wordpress.com/2009/11/25/questo-e-il-potere-chi-tira-i-fili-delle-marionette-nane/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 21:54:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>Italiano Liberale</dc:creator>
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<description><![CDATA[Questo è il Potere Paolo Barnard &#8211; http://www.paolobarnard.info Eccovi i nomi e cognomi del Po]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Questo è il Potere Paolo Barnard &#8211; http://www.paolobarnard.info Eccovi i nomi e cognomi del Po]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Gli editoriali di 10piegamenti.com: Il funerale di Silvio Berlusconi]]></title>
<link>http://10piegamenti.com/2009/11/25/gli-editoriali-di-10piegamenti-com-il-funerale-di-silvio-berlusconi/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 17:12:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>chriup</dc:creator>
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<description><![CDATA[La stampa nazionale, inizia a porsi dei quesiti su come si articolerà la politica italiana quando l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[La stampa nazionale, inizia a porsi dei quesiti su come si articolerà la politica italiana quando l]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Autodenuncia]]></title>
<link>http://knutwicksell.wordpress.com/2009/11/25/autodenuncia/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 11:18:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Knut Wicksell</dc:creator>
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<description><![CDATA[Carlo De Benedetti va a Oxford a dire che in Italia non c&#8217;è democrazia perchè c&#8217;è un uom]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Carlo De Benedetti <a href="http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefnazionale/View.aspx?ID=2009112414294528-1">va a Oxford</a> a dire che in Italia non c&#8217;è democrazia perchè c&#8217;è un uomo che possiede metà dei mezzi di comunicazione.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Blog Brevis: Le quote rosa all'italiana]]></title>
<link>http://serrature.wordpress.com/2009/11/24/blog-brevis-le-quote-rosa-allitaliana/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 21:50:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>Serraturestaff</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ma c&#8217;è una norma per cui nelle trasmissioni di approfondimento giornalistico bisogna per par c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/3Alm2Qzz2bA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/3Alm2Qzz2bA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></div>
<div>Ma c&#8217;è una norma per cui nelle trasmissioni di approfondimento giornalistico bisogna per par condicio, quote rosa o che vi pare, invitare una giovane bella donna in rappresentanza degli industriali? Stasera su RaiTre va in onda <strong>Ballarò</strong>, e tra i superospiti troviamo questa sedicente <strong><a href="http://serrature.wordpress.com/files/2009/11/450px-luisa_todini.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-568" title="450px-Luisa_Todini" src="http://serrature.wordpress.com/files/2009/11/450px-luisa_todini.jpg?w=225" alt="" width="225" height="300" /></a>Luisa Todini</strong>, imprenditrice delle grandi opere che si dimena sul tema giustizia, pendendo dalle labbra del ministro Alfano con, sullo sfondo, la figura onnipresente di Berlusconi. A parte che ci pare, dall&#8217;unico intervento effettuato, un pesce fuor d&#8217;acqua che non ha la minima idea di dove si trovi, c&#8217;è proprio bisogno di questo qualunquismo televisivo? Abbiamo l&#8217;ennesima <strong>&#8220;giovane&#8221; industriale in ghingheri che spiattella dati copiati a caso</strong>, che difende il Presidente del Consiglio come se fosse il suo maestro dell&#8217;imprenditoria di successo, che parla di leggi, disposizioni e procedimenti di cui non ha capito niente, che lancia proposte fuori di testa senza intuire che si sta palesamente contraddicendo. Un esempio? La critica dei processi per mafia che colpiscono le (poche) aziende rimaste ad investire nel sud. In altre parole, questa Todini ha vagheggiato l&#8217;<strong>inclusione</strong> <strong>del concorso esterno in associazione mafiosa</strong> nel già disgraziato ddl sul processo breve, perchè sennò gli imprenditori vengono colpiti troppo a lungo dalle indagini e non possono programmare economicamente. Mentre ricordo alla signora che secondo i pm vi sono almeno <strong>12 cosche</strong> infiltrate nei lavori della Salerno-Reggio Calabria (cui lei ha fatto riferimento), sapete che ho scoperto? Che tale Carneade dell&#8217;industria era una delle papabili <strong>candidate PdL alla presidenza della Regione Lazio, nonchè parlamentare europea per Forza Italia nel 1994</strong>. Ma senti.</div>
<p><em>D.Piselli</em></p>
<hr />
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lavoro, Staff Leasing - PdCI: "Orrore al Senato, Governo lo riporta in vita. E il posto fisso?" ]]></title>
<link>http://andremusa.wordpress.com/2009/11/24/lavoro-staff-leasing-pdci-orrore-al-senato-governo-lo-riporta-in-vita-e-il-posto-fisso/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 14:36:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>andremusa</dc:creator>
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<description><![CDATA[su www.comunisti-italiani.it           &#8220;Il Governo, in barba a quanto sostenuto dal ministro T]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>su www.comunisti-italiani.it          <img class="alignright" src="http://www.sassuolo2000.it/img/PDCI-280x280.jpg" alt="" width="196" height="196" /></p>
<p><span style="font-family:verdana, arial, helvetica, sans-serif;font-size:x-small;">&#8220;Il Governo, in barba a quanto sostenuto dal ministro Tremonti sul posto fisso, con il disegno di legge 1167, il cui iter comincia oggi al Senato, reintroduce lo staff leasing, vale a dire l&#8217;affitto di manodopera a tempo indeterminato, depotenzia il processo del lavoro, destruttura il mercato del lavoro e aumenta così la precarietà.</span><br />
<span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;">Alla faccia della dignità e dei diritti dei lavoratori. Quanto denunciato dalla Cgil è di una gravità inaudita. E&#8217; l&#8217;ennesima prova del volto classista del Governo, a cui dei diritti dei lavoratori non frega assolutamente nulla&#8221;. E&#8217; quanto afferma Alessandro Pignatiello, coordinatore della segreteria nazionale del PdCI &#8211; Federazione della Sinistra.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[OMICIDIO DI MASSA ? Una giornalista accusa l’OMS e l’ONU di bioterrorismo e dell’intento di provocare un massacro]]></title>
<link>http://gigionetworking.wordpress.com/2009/11/24/omicidio-di-massa-una-giornalista-accusa-l%e2%80%99oms-e-l%e2%80%99onu-di-bioterrorismo-e-dell%e2%80%99intento-di-provocare-un-massacro/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 05:17:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Italiano Liberale</dc:creator>
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<description><![CDATA[OMICIDIO DI MASSA ? DI BARBARA MILTON &#8211; naturalnews.com Una giornalista accusa l’OMS e l’ONU d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[OMICIDIO DI MASSA ? DI BARBARA MILTON &#8211; naturalnews.com Una giornalista accusa l’OMS e l’ONU d]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le risposte dell'IDV alle 10 domande di Micromega]]></title>
<link>http://ammiraglio61.wordpress.com/2009/11/24/le-risposte-dellidv-alle-10-domande-di-micromega/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 22:02:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>ammiraglio61</dc:creator>
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<description><![CDATA[Pubblichiamo le risposte del segretario dell&#8217;Italia dei valori Antonio Di Pietro e del senator]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>Pubblichiamo le risposte del segretario dell&#8217;Italia dei valori Antonio Di Pietro e del senatore Idv Pancho Pardi alle <a title="http://temi.repubblica.it/micromega-online/10-domande-per-i-parlamentari-dell%e2%80%99idv-camera-senato-parlamento-europeo/" href="http://www.facebook.com/note_redirect.php?note_id=184379911266&#38;h=cd7ffa767115af6660d625605425d34a&#38;url=http%3A%2F%2Ftemi.repubblica.it%2Fmicromega-online%2F10-domande-per-i-parlamentari-dell%25e2%2580%2599idv-camera-senato-parlamento-europeo%2F" target="_blank">dieci domande</a> che su questo sito Salvatore Borsellino e Andrea Scanzi hanno rivolto ai parlamentari del partito.</em><em><br />
<!--more--><br />
</em><span style="text-decoration:underline;">Le 5 domande di Salvatore Borsellino:</span></p>
<p><strong>1) Di Pietro ha detto in una intervista che nelle liste di Idv non c&#8217;è un solo caso di incandidabilità, di immoralità e che tutti gli eletti e i candidati hanno il certificato penale al seguito, precisando che si intende per &#8220;immoralità&#8221; l&#8217;essere condannato con sentenza definitiva. Si rende conto l’Idv che, secondo questa lettura, un personaggio come Marcello Dell&#8217;Utri, non ancora condannato in via definitiva, sarebbe da ritenersi candidabile?</strong></p>
<p><strong>DI PIETRO</strong> &#8211; Innanzitutto voglio ringraziare dal più profondo del cuore l’amico Salvatore Borsellino che – con le sue domande – mi onora di interloquire con Lui e con Micromega. Egli e tutti gli amici delle “agende rosse” sanno come noi di Idv teniamo in considerazione e difendiamo a spada tratta la loro ricerca di verità in merito all’omicidio del giudice Paolo Borsellino ed alla malefica trattativa che lo Stato ha portato avanti in quel periodo con la Mafia.<br />
Quanto al merito della domanda, preciso subito che la “sintesi giornalistica” mi attribuisce affermazioni che in verità non corrispondono al mio pensiero e mi scuso se in precedenza non sono stato sufficientemente chiaro. Ribadisco, allora, che una cosa è l’incandidabilità tecnica, altra l’immoralità acquisita di talune candidature.<br />
Non tutti i reati possono essere considerati ostativi per una candidatura: così ad esempio, in caso di condanna per reati di opinione (es. diffamazione, vilipendio) bisogna vedere caso per caso altrimenti finiremmo un domani di non poter candidare neanche coloro che oggi fanno feroce opposizione al Governo Berlusconi (tu stesso Salvatore, me stesso, Travaglio, De Magistris e così via ma penso anche a Gioacchino Genchi che considero un leale servitore dello Stato). Viceversa non si può limitare l’incandidabilità solo alle persone condannate in via definitiva altrimenti dovremmo ammettere le candidature non solo di Dell’Utri (condannato “solo” in primo grado per Mafia) ma anche del sottosegretario Cosentino del PDL o del sen. Tedesco del PD), il che francamente mi sembra francamente inopportuno e fuori luogo. In verità, ci sono alcuni personaggi che – pur avendo essi la “fedina penale” totalmente pulita – io non li candiderei lo stesso sotto il simbolo dell’Italia dei Valori (iscritti alla P2, faccendieri del sottobosco politico, estremisti della violenza, “utilizzatori finali” e così via).<br />
Ho sempre cercato in questi anni di tradurre i predetti concetti in azione concreta per quanto riguarda il partito Italia dei Valori e &#8211; se qualche volta non ci sono riuscito, come in effetti pure mi è capitato &#8211; non è né per malafede né per cattiva volontà, ma semplicemente perché, come tutti, capita anche a me di sbagliare (ed a volte mi sono sbagliato proprio, come per il caso De Gregorio).<br />
Proprio per questa ragione ho accolto e accolgo sempre con favore le segnalazioni che mi vengono fatte – tipo quelle pubblicate da Micromega – in quanto mi permettono di valutare (e rivalutare) meglio la situazione all’interno del partito. L’importante, caro Salvatore, non è pretendere di non sbagliare mai ma di non perseverare nell’errore. Questo principio, ovviamente, vale per me ma deve valere anche per coloro che “fanno le pulci” a Idv, giacchè alcune critiche che sono rimbalzate sulle cronache giornalistiche in questo periodo sono davvero frutto di disinformazione, rancori personali, vittimismo, disfattismo o malcelata voglia di ricerca di visibilità a buon mercato.<br />
<strong>PARDI </strong>- Uso con disagio i termini moralità e immoralità. Introducono un elemento soggettivo in un contesto in cui dovrebbe prevalere la dimensione oggettiva. Si può immaginare senza difficoltà (il pensiero politico ha in questo lunga tradizione) un uomo politico perfetto immoralista nella vita privata e allo stesso tempo capace di condurre nella vita pubblica una coerente azione nell’interesse generale. Al politico si deve chiedere di saper distinguere tra interesse privato e interesse pubblico. Perciò più che di moralità e immoralità parlerei di conflitti d’interesse e conseguenti incompatibilità. In concreto mi sembra anche più facile stabilire se in una qualsiasi ipotetica situazione c’è un conflitto d’interesse, mentre mi troverei in difficoltà a giudicare la moralità di un’azione.<br />
Per decidere sull’ammissibilità di una candidatura la condanna definitiva è elemento solo in apparenza indiscutibile. Senza considerare la possibilità dell’errore giudiziario (anche qui c’è lunga tradizione) resta sempre il fatto che si deve poter distinguere tra le condanne. Reati d’opinione, reati derivati dallo scontro sociale non possono essere addotti come motivo di incandidabilità. Anzi, in certi casi potrebbero addirittura dare forza simbolica alla candidatura.<br />
Né l’assenza di condanna definitiva può giustificare la candidatura di soggetti che per altri motivi, non necessariamente giudiziari, sono incompatibili con l’azione del partito. Nella vita pubblica conta non solo la verità giudiziaria accertata ma anche il giudizio sull’azione degli uomini e sulle loro relazioni abituali: non si può candidare uno speculatore edilizio né un amico di mafiosi.<br />
Oggi va di moda candidare imprenditori. Non si può impedire loro l’esercizio dell’attività politica ma è importante che tutti, essi stessi compresi, sappiano che è più facile che possano trovarsi prima o poi in conflitto d’interessi. Ovviamente un piccolo imprenditore attivo in un settore economico limitato corre meno rischi di un grande imprenditore presente in vasti rami dell’economia. Basta saperlo e trarne le necessarie conseguenze.<br />
Infine un partito che si vuole nuovo e innovatore dovrebbe avere la forza di convincere i suoi parlamentari a rinunciare a candidare parenti e amici stretti. Un eletto in famiglia può bastare. Uno di più sarebbe di troppo.</p>
<p><strong>2) Nella stessa intervista Di Pietro ha affermato che Orazio Schiavone non è &#8220;neanche più condannato&#8221; perché il suo reato, secondo la &#8220;normativa successiva non è più neanche reato&#8221;. Lei ritiene che l’Idv possa candidare persone che hanno commesso reati che tuttavia, grazie alle depenalizzazioni del governo Berlusconi – ad esempio il falso in bilancio – &#8220;non sono più neanche reati&#8221;? Per quanto riguarda Porfidia, Di Pietro dice che non è vero che è indagato per il 416 bis, ma per un &#8220;banalissimo abuso d&#8217;ufficio&#8221; di quando era sindaco. Non pensa che la base di Idv, soprattutto i giovani, vogliano essere rappresentati da persone che non abbiano commesso neanche dei &#8220;banalissimi abusi&#8221;? </strong></p>
<p><strong>DI PIETRO</strong> &#8211; No, non ritengo affatto che “che Idv possa candidare persone che hanno commesso reati che grazie alle depenalizzazioni del Governo Berlusconi, come il falso in bilancio, non sono neanche più reati”! Ma questo non è il caso di Orazio Schiavone. Egli non è stato affatto condannato per un reato poi depenalizzato “dal Governo Berlusconi” (ed in verità non è nemmeno mai stato condannato in via definitiva essendo il procedimento ancora in corso). E’ semplicemente successo che con l’avvento dell’Unione Europea, si riscontrò una differenza fra la legislazione europea e quella italiana in merito all’abilitazione professionale ad esercitare l’attività di dentista da parte dei medici chirurghi. Il dr. Schiavone è un medico chirurgo (iscritto all’Ordine dei medici di Avellino dal 1993 al n.ro 3164) ed ha anche la specializzazione di odontoiatra (essendo iscritto all’Albo degli odontoiatri di Avellino al n.ro 241). Quindi egli poteva e può esercitare legittimamente tale professione (tanto è vero che tiene attualmente anche una rubrica di informazione medica su un qualificato periodico di settore). All’epoca dei fatti, però, in Italia vigeva una legge che prevedeva come necessaria una abilitazione specifica per i medici chirurghi che volessero fare anche i dentisti. Cosa che invece le regole della Comunità europea hanno poi escluso. Oggi la questione è stata superata giacchè la nostra legislazione ha recepito – e non poteva fare altrimenti – quella comunitaria europea. Sono però rimaste in sospeso le posizioni processuali di tutti quei medici – e sono oltre 3.000 (diconsi tremila si badi bene), tra cui Schiavone – che all’epoca vennero denunciate sulla base della legge italiana e senza tener conto della sopravvenuta normativa europea. La questione è comunque superata per il dr. Schiavone che, come detto, avendo egli anche l’abilitazione di odontoiatra, non potrà che essere assolto nel merito. Come si vede la vicenda del dr. Schiavone non c’entra nulla con le “depenalizzazioni del Governo Berlusconi” e non può comportare l’esclusione dal diritto costituzionale di un individuo ad esercitare l’elettorato attivo e passivo, anche perché trattasi di fatti non previsti dalla legge come reati e che comunque il dr. Schiavone non risulta aver commesso.<br />
Quanto alla posizione processuale dell’on.le Amerigo Porfidia, ribadisco innanzitutto che non è vero che egli sia mai stato processato e nemmeno indagato per associazione mafiosa ex art. 416 c.p. Tale affermazione è un’autentica falsità pubblicata a suo tempo da alcuni organi di informazione a cui l’on.le Porfidia ha immediatamente e tempestivamente risposto anche querelando e citando in giudizio per diffamazione gli autori.<br />
L’on.le Porfidia non è nemmeno mai stato indagato – e men che meno condannato – per “abuso d’ufficio” né per alcun altro reato commesso nella sua funzione di Sindaco o Pubblico amministratore. Vi è solo stato, anni addietro, una lite privata per motivi di lavoro con un suo socio sfociato in reciproche denunce, per cui oggi egli si ritrova – a distanza di tanti anni e per inerzia della giustizia – ancora sotto indagine (ripeto, sotto indagini preliminari e mai nemmeno rinviato a giudizio) per il reato di violenza privata ex art. 610 c.p. (così come risulta dal suo certificato dei carichi pendenti).<br />
Ciò nonostante – e proprio per evitare strumentalizzazioni e incomprensioni &#8211; l’on.le Porfidia, non appena usciti gli articoli del Corriere della Sera che nel gennaio del 2009 parlavano della sua posizione processuale (posizione che, ripetesi, nemmeno lui conosceva per non aver mai ricevuto nemmeno mai alcun avviso di garanzia), si è correttamente sospeso dal partito ed è immediatamente uscito dal gruppo parlamentare. Quindi egli, a tutt’oggi, non fa parte di Idv e potrà tonare in squadra solo dopo aver risolto i suoi problemi con la giustizia.<br />
In conclusione né io né Idv né lo stesso on.le Porfidia riteniamo che “i giovani vogliano essere rappresentati da persone che “abbiano commesso banalissimi abusi”. Nel caso di specie però non vi è stata alcuna “condanna” (e nemmeno un avviso di garanzia) e non trattavasi di “abusi di ufficio” e men che meno di associazione mafiosa ed inoltre l’on.le Porfidia è ora sospeso dal partito perché riteniamo che – anche se si tratta di una privatissima vicenda – egli debba prima aspettare il responso dell’Autorità giudiziaria. Sfido qualunque altro partito e qualunque altro parlamentare ad avere la stessa attenzione e sensibilità che abbiamo avuto noi di Idv e lo stesso on.le Porfidia.</p>
<p><strong>PARDI </strong>- Non sono informato sui fatti specifici. Quanto all’interrogativo finale penso di aver già risposto sopra.</p>
<p><strong>3) Di Pietro ha affermato che su 2500 eletti nell&#8217;Idv ci sono appena 32 persone che provengono da esperienze politiche precedenti. La cifra sembra molto bassa, ma se anche fosse, non pensa che sia un problema che queste persone abbiano in parecchi casi una storia caratterizzata da disinvolti salti da uno schieramento all&#8217;altro che dimostrano, se non altro, una spiccata tendenza all&#8217;opportunismo e al trasformismo?</strong></p>
<p><strong>DI PIETRO </strong>- Questa è davvero una domanda che mi sono fatto molte volte ed a cui non è facile dare una risposta. Certo, la questione si potrebbe essere risolta semplicemente e semplicisticamente negando l’iscrizione al partito ed escludendo la candidatura a qualsiasi persona abbia mai fatto politica in precedenza. Ma così facendo faremmo due sbagli.<br />
In primo luogo, metteremmo tutti i politici sullo stesso piano ed invece non è così in quanto ci sono politici che – pur avendo fatto esperienze in altri partiti &#8211; sono delle bravissime persone che hanno fatto bene il loro dovere e sono rimaste con le mani pulite pur operando in partiti e territori poco raccomandabili. Anzi, proprio per questo loro diverso modo di essere e di fare, spesso sono state messe all’angolo dai partiti di provenienza e hanno chiesto a noi ospitalità per continuare ad operare nel loro territorio. Disperdere le loro energie ed escluderli sarebbe un atto di arroganza e di violazione della deontologia politica che un “partito di massa” – come Idv vuole essere – non può commettere.<br />
In secondo luogo, non è affatto vero che qualsiasi persona che non proviene da precedenti esperienze politiche sia sempre meglio di chi ha già fatto politica. Ancora una volta bisogna distinguere da caso a caso, valorizzando le tante professionalità e persone per bene che vogliono affacciarsi per la prima volta alla politica mosse da autentici sentimenti di partecipazione democratica (e tu Salvatore ne saresti un fulgido esempio) e ci sono autentici arrivisti e disfattisti che si spacciano per “migliori” e sono a loro volta solo deprecabili approfittatori e truffatori.<br />
Ciò premesso, è vero: in tutti questi anni di attività politica di Idv, è capitato che sono entrati nel partito persone provenienti da precedenti esperienze politiche e persone che si sono affacciate alla politica per la prima volta. In entrambi i casi, molte volte sono state delle scelte azzeccatissime , alcune altre meno ed alcune pessime.<br />
Così ad esempio Massimo Donadi e Luigi De Magistris, tanto per citare solo alcuni nomi, sono personalità che prima non avevano fatto mai politica e che oggi sono fiori nell’occhiello della politica italiana e punto di riferimento dell’azione politica di Idv. Parimenti, personalità politiche di lungo corso come Leoluca Orlando e Gianni Vattimo &#8211; pur provenienti da altri partiti &#8211; rappresentano un’importante impalcatura di credibilità del nostro partito. Allo stesso modo potrei dire di tanti altri.<br />
Viceversa, abbiamo avuto sia collaudati personaggi politici che neofiti della politica che – a loro volta – ci hanno fatto rimpiangere amaramente di aver dato loro spazio (il caso De Gregorio docet).<br />
Come e cosa fare allora? Non è facile riuscire sempre a far “quadrare il cerchio” ma ci sto faticosamente provando. So che probabilmente mi troverò ancora a sbagliare ma sono convinto della necessità – per la sviluppo e la migliore azione politica di Idv – che è necessario realizzare un “miracoloso mix” tra “vecchi e nuovi” della politica (purchè tutte persone per bene) in modo che esperienza ed innovazione possano creare lo stimolo e le condizioni adatte a raggiungere il risultato.<br />
Accetto quindi le critiche ma invito anche in questo caso a “ricapare il grano dal lollio”, vale a dire a differenziare le critiche positive da quelle solo disfattiste e umorali. Le “critiche positive” (come quelle di Micromega) per me rappresentano uno stimolo a stare ancora più attenti a chi viene imbarcato nella caravella di Idv (e prometto che lo farò con ancor più determinazione già dalle prossime elezioni regionali). Le “critiche negative” sono quelle strumentali avanzate da persone – per lo più sempre le stesse – che, pur di apparire, denigrano gli altri (un po’ come gli spettatori allo stadio che si sentono tutti arbitri della situazione anche quando non capiscono nulla di calcio). Penso, per intenderci, a coloro che reclamano maggiore democrazia e partecipazione all’interno di Idv e poi nemmeno si iscrivono né partecipano alla fase congressuale in atto (come se il partito dovesse riservare loro qualche strapuntino di visibilità solo perché esistono e contestano e non perchè fanno realmente qualcosa di utile per il paese e per il partito).</p>
<p><strong>PARDI</strong> &#8211; Il trasformismo è tradizione costante della politica italiana. Per certi suoi periodi la storiografia ne ha fatto una categoria interpretativa (a cavallo tra otto e novecento c’è perfino un’età del trasformismo).<br />
Di solito i campioni del salto da un partito all’altro giustificano la propria scelta con una ragione di coerenza: è il mondo che è cambiato mentre loro sono rimasti gli stessi. La politica nazionale fornisce un largo repertorio. Rutelli ne è un esempio illuminante. E ci sono socialisti che vantano la loro coerenza di sinistra mentre sostengono Berlusconi. Ma c’è anche un diffuso trasformismo nei comuni, in cui non è difficile trovare anche alleanze impossibili sul piano nazionale (destra e sinistra unite contro il centro).<br />
Più rari sono i casi di chi ammette di aver cambiato idea. Qui di solito interviene la logica opposta: chi non cambia idea dimostra di non saper affrontare il mutamento con la necessaria plasticità. Difficile stabilire a priori se cambiare partito possa essere di per sé un fatto negativo o positivo. Solo la verifica dell’azione successiva di chi ha fatto il salto può dare qualche risposta. Ma mi rendo conto che il rinvio metodico al futuro può apparire evasivo. Quindi per evitare ambiguità sostengo che bisognerebbe evitare di accogliere chi ha fatto molti salti precedenti o chi ne ha fatto anche uno solo passando di colpo da un estremo all’altro degli schieramenti politici, oppure dal partito degli affari al partito senza affari. Chi riuscisse a farsi accogliere dovrebbe dedicare energie al partito senza pretendere cariche per un certo periodo, almeno un anno, e dimostrare con l’azione un esplicito ravvedimento operoso.</p>
<p><strong>4) Nel raduno di Vasto sono intervenuto dicendo che per la prima volta avevo accettato di partecipare ad un raduno nazionale di un partito perché in quel partito mi sentivo a casa mia e con me si sentivano “a casa” i tanti giovani che si riconoscono nel movimento delle &#8220;Agende Rosse&#8221;. Dissi anche che mi sarei sentito a casa mia fino a quando anche quei giovani si fossero sentiti a casa loro. Possiamo sperare, sia io che questi giovani, che il processo in atto per fare veramente diventare Idv il partito della Giustizia, della Legalità, della Società Civile prosegua ed arrivi a compimento in maniera da farci sentire &#8220;definitivamente&#8221; a casa nostra?</strong></p>
<p><strong>DI PIETRO</strong> &#8211; E’ un mio impegno preciso e deciso e – se dovessi fallire – sarò io stesso a togliere le tende e tornarmene al mio paesello. Già le candidature alle ultime elezioni al Parlamento italiano e soprattutto a quelle al Parlamento europeo ed alle recenti elezioni amministrative lo possono dimostrare. Mi creda, caro Borsellino, non c’è un solo partito che più di noi ha aperto le sue liste alla società civile, ove addirittura abbiamo raccolto centinaia e centinaia di curriculum di onorabilissime persone che per la prima volta si affacciavano alla politica e che hanno accettato di candidarsi con noi ed anche di assumere ruoli istituzionali di primissimo piano in pochissimo tempo (come per esempio a Firenze l’assessore Cristina Scaletti, tanto per citarne una per tutte).<br />
Per i giovani, poi, abbiamo previsto un percorso congressuale specifico ed agevolato per entrare a far parte – a tutti i livelli &#8211; della “squadra” del partito e dei ruoli politici all’interno delle istituzioni. Come noto, Idv è in piena fase congressuale per il rinnovo della propria classe dirigente (sul nostro sito internet www.italiadeivalori.it sono riportate tutte le modalità di adesione, partecipazione e candidature) ed i giovani sotto i 35 anni è stato riservato un percorso specifico per ritrovarsi tutti all’interno del Dipartimento “Giovani Idv”, con un proprio Coordinatore nazionale (che entrerà di diritto nell’Esecutivo nazionale di Idv) ed altrettanti territoriali (che pure entreranno di diritto negli Esecutivi regionali e locali del partito). Ad essi sarà pure riservata – a tutti i livelli &#8211; una quota di candidature che loro stessi si sceglieranno.<br />
Insomma, Idv è una casa aperta per i giovani e per la società civile che vogliono affacciarsi alla politica. Anzi è la loro casa. Ovviamente ci vuole anche da parte loro buona volontà, senza arroccarsi su verità precostituite e senza sedersi subito sugli allori, respingendo gli altri solo per non vedersi invaso il proprio terreno di visibilità.</p>
<p><strong>PARDI </strong>- La quarta e la quinta domanda mi appaiono come varianti (la prima più generica, la seconda più specifica) di uno stesso interrogativo. Anzi, rispondere alla seconda soddisfa secondo me anche la prima.<br />
Posso testimoniare per esperienza personale che il fenomeno descritto nella domanda è reale. E’ vero che molti nuovi aderenti vengono scoraggiati dalla rigidità dei vertici locali. E talvolta proprio essere bravi e creativi è motivo che facilita l’esclusione. Il risultato finale di questa prassi è che spesso il partito locale non corrisponde a ciò che il partito nazionale rappresenta. Come si pone rimedio a questa situazione?<br />
Ci sono almeno due vie. La più diretta è l’iscrizione di cospicui gruppi di giovani in grado di incidere nelle votazioni interne ed eventualmente rovesciare le maggioranze preesistenti. E’ il più elementare gioco democratico. Ma se ciò risultasse impossibile per qualche motivo (insufficienza numerica dei gruppi, viscosità delle procedure, ostacoli alla pratica del voto…) c’è sempre la via indiretta: costituire circoli aperti di Idv svincolati dall’autorità dei dirigenti locali, impegnarsi in iniziative di rilievo pubblico e di largo interesse sociale. In questo modo i gruppi attivi potrebbero mostrare una capacità d’azione efficace e convincere il partito nel suo insieme a cambiare strada. Da parte sua, anche i pezzi di partito meno disponibili all’apertura saranno presto costretti a riconoscere che la via del successo elettorale passa soprattutto attraverso la candidatura di giovani (donne e uomini) capaci e costruttivi.</p>
<p><strong>5) Non pensa che sarebbe necessario dare una ulteriore spinta alla &#8220;democratizzazione&#8221; interna arrivando a pensare ad un segretario eletto dalla base attraverso delle &#8220;primarie&#8221;? Negli incontri che faccio in tutte le regioni d&#8217;Italia, per la maggior parte organizzati da giovani, raccolgo un diffuso senso di disagio: molti sono entrati con entusiasmo in Idv ma oggi si sentono scoraggiati perchè non hanno la possibilità, a causa degli ostacoli posti dai dirigenti locali del partito, di tradurre in attività concreta la loro adesione. Non crede che questa situazione possa portare questi giovani ad un passo indietro rispetto alla loro militanza in Idv, e a frenare l’ingresso di tanti altri giovani che potrebbero essere una iniezione di forze nuove, attive e spesso entusiaste?</strong></p>
<p><strong>DI PIETRO</strong> &#8211; Non solo penso che sia giunto il tempo di “democratizzare” il partito ma lo sto già realizzando. Come in tutte le cose, c’è sempre qualcuno che all’inizio di tutto mette la prima pietra. Così ho fatto io. In questi anni – dal 2001 ad oggi – ho cercato di costruire una casa ampia ed aperta a tutti. E’ ovvio che all’inizio non bastano coloro che portano le pietre, c’è bisogno pure di chi li mette in ordine per fare in modo che non crolla tutto. Ho mantenuto perciò la direzione dei lavori nella convinzione che a questo ruolo non potevo sottrarmi visto che ero stato io l’ideatore della casa comune. Oggi posso orgogliosamente dire che siamo al tetto e che la casa è quasi pronta. Sono ben felice quindi che a scegliere l’amministratore siano direttamente i condomini della casa. Abbiamo avviato perciò sin dall’inizio di quest’anno il tesseramento e abbiamo già fissato sia il Congresso nazionale (6 e 7 febbraio 2010 a Roma) che quelli regionali e territoriali (da realizzarsi tutti entro i primi mesi dell’anno prossimo).<br />
Ritengo fondamentale che &#8211; per partecipare alla vita del partito e far sentire la propria voce &#8211; bisogna iscriversi al partito e quindi partecipare alla fase congressuale, proprio come accade in qualsiasi comunità plurale. Se invece si preferisce dar vita ad un adesione più mediata ci si può limitare a votare per la forza politica che propone il programma e l’azione che si ritiene più vicino ai propri ideali. Non ritengo ancora maturo – invece – data la giovane età di Idv e la ancora gracile struttura organizzativa – ricorrere ad indistinte ed informi primarie, con il rischio che strutture organizzate (ad esempio del PDL, della Lega ma anche organizzazioni destabilizzanti create appositamente ad hoc da chi ci vuole male) possano infiltrarsi nelle urne e decidere la distruzione del partito.<br />
Per il resto, hai ancora una volta ragione tu, Salvatore: anche io ho notato che nel territorio ci sono giovani che si avvicinano ad Idv (e di questo ne sono felice) ma a volte trovano ostacoli posti da taluni dirigenti locali del partito (e questo voglio assolutamente evitare). Dobbiamo insieme contrastare queste chiusure preconcette e retrograde prima che creino sfiducia nei giovani. Proprio per questo abbiamo previsto gli appositi Dipartimenti nazionale e territoriali “Giovani Idv”: per far in modo che costoro possano avere direttamente accesso alle strutture del partito e decidere autonomamente il loro futuro politico e le loro attività nel territorio, senza dover sottostare obbligatoriamente ai diktat locali. Ovviamente – e spero tu vorrai convenire con me – anche i Giovani Idv devono rispettare le regole del partito e misurarsi democraticamente con gli altri accettando poi la volontà della maggioranza come si usa in qualsiasi democrazia (perché, non so se te ne sei accorto pure tu Salvatore, ma troppo spesso accade che chi perde o non è soddisfatto finisce sempre per dare la colpa agli altri rifiutandosi di prendersi le proprie).<br />
Comunque, appena completeremo la fase congressuale avremo un Dipartimento Giovani Idv eletto direttamente da tutti i minori di 35 anni che si sono iscritti al partito e da quel momento attiveremo anche un “centralino di pronto intervento Giovani Idv” (telefono, fax email, facebook) in modo da permettere a tutti i Giovani Idv di interloquire direttamente fra loro e di segnalare in tempo reale le cose positive e negative che avvengono nel territorio.</p>
<p><strong>PARDI </strong>- Vedi risposta alla domanda precedente.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Le 5 domande di Andrea Scanzi:<br />
</span><br />
<strong>6) L’Italia dei Valori è diventato il privilegiato approdo di molti delusi da sinistra, più per demeriti altrui che per meriti propri. E’ un partito che usufruisce di voti fluttuanti, radicalizzati ma non radicati. Un voto “in assenza di”: non un’adesione pienamente convinta. Quando scatterà – se scatterà – l’appartenenza?</strong></p>
<p><strong>DI PIETRO</strong> &#8211; In verità l’Italia dei Valori sta diventando un approdo per molti elettori, a prescindere dalla loro iniziale provenienza ideologica. Inoltre in molti e sempre più frequenti casi, Idv rappresenta il “primo approdo” per persone che per la prima volta si affacciano alla politica. Mi riferisco ai giovani di oggi che non hanno vissuto le esperienze politiche e le contrapposizioni ideologiche degli anni 70. Limitare, quindi, i nostri elettori ai soli “delusi da sinistra” rischia di essere una valutazione restrittiva e limitativa.<br />
E poi francamente questa distinzione tra “voto radicato” e “voto fluttuante” va precisato nel suo contenuto. Noi rifiutiamo l’idea che dal cittadino si debba pretendere un “voto a prescindere” a favore di questo o quel partito (nel senso che tutti i comunisti debbano votare Rifondazione e tutti i cattolici l’UDC), senza doversi interrogare prima se le singole persone che sono chiamate a votare meritino il loro voto o meno. Per intenderci, non credo che il Direttore di Micromega – solo perché ideologicamente di sinistra e riformista – debba essere costretto a votare per forza il Partito democratico (ed infatti dubito che l’abbia fatto alle ultime elezioni europee).<br />
Non intendevo &#8211; e non intendo &#8211; realizzare un partito ideologizzato, fine a se stesso, ma un “partito valoriale”. Non ritengo necessario cioè che debba nascere un nuovo partito, portatore di ideologie diverse e contrapposte alle culture liberali, repubblicane, solidali e riformiste esistenti. Vogliamo invece che queste culture – e, soprattutto, gli impegni programmatici e di governo che ne derivano – siano sotto la guida di “persone affidabili”, di persone, cioè, di cui potersi fidare quando l’elettore consegna loro le chiavi della cosa pubblica, persone che stanno al Governo non per farsi gli affari propri o per gestire lobbisticamente il bene pubblico ma per gestire correttamente il programma per cui sono stati votati e le risorse disponibili.<br />
Per “partito valoriale”, quale vuole essere Idv, intendo riferirmi ad un partito che rilancia nell’agone politico alcuni “valori” fondamentali persi di vista dai partiti tradizionali, a cui deve attenersi qualsiasi “public servant”, a prescindere dalla formazione politica di appartenenza. Tra questi valori, abbiamo messo al primo posto la “legalità”, in quanto la riteniamo il presupposto per l’attuazione sostanziale del “principio di uguaglianza”: senza legalità, non c’è libero mercato, né libera concorrenza, né pari dignità individuale, né pari opportunità, né uguaglianza tra le persone e soprattutto non c’è solidarietà (principio, questo, che accomuna tutte le moderne culture democratiche (da quella socialista a quella cristiana).<br />
Insomma, per me l’Italia dei Valori è stato ed è un partito di cui in questo momento storico c’è bisogno per scuotere le coscienze ed invogliare i cittadini a fare “massa critica”, a fare cioè squadra comune a prescindere dalle ideologie di appartenenze per individuare modalità migliori per la scelta della propria classe dirigente, giacchè quella attuale (ed intendo dire non solo quella della Prima Repubblica smascherata da Tangentopoli, ma anche quella successiva ed odierna, che ne è figlia incestuosa) ha stravolto tutti i canoni classici del proprio ruolo, diventando da struttura di servizio per la collettività a strumento di potere per sé e per la propria casta piduista.<br />
Fatte queste premesse, ritengo che il voto all’Italia dei Valori possa ora essere un rassicurante approdo non solo per coloro che finora ci hanno dato “un voto in assenza di” (come con arguzia fa rilevare il dr. Scanzi) ma anche per coloro che vogliono esprimere un vero e proprio “voto di appartenenza”, giacchè ora &#8211; dopo l’iniziale fisiologica fase di assestamento strutturale e programmatico – il nostro partito si è avviato verso una fase congressuale democratica, inserendo nel proprio programma di “alternativa di governo” a quello delle destre berlusconiane un chiaro riferimento di collocazione politica riformista, solidale, repubblicana, laica.</p>
<p><strong>PARDI</strong> &#8211; E’ vero che una parte dell’elettorato di centrosinistra e di sinistra ha votato Idv. Anche l’osservatore più neutro dovrebbe ammettere che Idv si è meritata quei voti con la fermezza l&#8217;intransigenza di fronte all’anomalia italiana. Ma ciò non ha posto riparo al disastro della coalizione. Ha solo contenuto i danni. In effetti la classe dirigente della sinistra ha enfatizzato gli effetti della pessima legge elettorale e ha buttato al macero circa due milioni di voti. A questi va aggiunto circa un altro milione di voti mancanti per l’astensionismo del ceto medio riflessivo deluso dal PD.<br />
Tuttavia un impegno programmatico di Idv, come quello che verrà affermato nel prossimo congresso di febbraio, rivolto con la massima attenzione ai temi sociali più incombenti (lavoro, precarietà, beni comuni, ambiente, energie rinnovabili, scuola, ricerca) potrà modificare indurre l&#8217;elettorato orfano a un voto su cui è stato finora dubbioso.<br />
Quanto al voto fluttuante penso che potrebbe essere una tendenza generale forse irreversibile. Se sarà così è meglio accettare l’idea che nel futuro il senso di appartenenza tenda ad affievolirsi per tutti. Ciò significa che a ogni scadenza elettorale Idv dovrà dare il meglio di sé per convincere di volta in volta il maggior numero di cittadini. Sotto questo profilo, serietà e coerenza nelle scelte, trasparenza e democrazia interna avranno importanza decisiva.</p>
<p><strong>7) L’immagine attuale dell’Italia dei Valori è quella di un partito in cui le personalità maggiori coincidono con Di Pietro e De Magistris: due ex magistrati. E’ normale o piuttosto il segnale che il “giustizialismo” può diventare un assillo, quasi una devianza patologica?<br />
</strong><br />
<strong>DI PIETRO</strong> &#8211; Francamente ritengo improprio ed innaturale considerare una colpa l’essere o l’essere stati magistrati. Men che meno un esempio di “devianza patologica”. Semmai, in uno stato di diritto, non bisognerebbe prendere come esempio e punto di riferimento i delinquenti non quelli che li combattono.<br />
Grazie comunque per la domanda, che mi permette di fare chiarezza su un altro luogo comune che di per sè vuol dire tutto e non significa nulla: il “giustizialismo”. Che vuol dire? A cosa si vuole alludere? Nel nostro paese tale terminologia viene oggi usata per indicare in modo spregiativo un presunto abuso di potere &#8211; da parte dell’Ordine giudiziario ed in particolare dei Pubblici Ministeri (quali appunto io e De Magistris eravamo) &#8211; al fine di distorcere il quadro politico uscito dalle urne. Ma ciò è, in termini di fatto, una falsità assoluta. Io non ho fatto né ho mai pensato di fare le indagini Mani Pulite per colpire questa o quella parte politica. Le ho fatte semplicemente perché avevo scoperto che alcune politici – peraltro, di ogni colore politico &#8211; commettevano dei riprovevoli reati comuni (soprattutto corruzione, concussione, peculato, illecito finanziamento) in concorso con imprenditori e faccendieri corruttori e falsificatori di bilanci. Che c’è di “politico” in questa azione giudiziaria non riesco proprio a capire. Anzi, sì, di politico c’è una cosa (e solo una): la professione ufficiale e di copertura di delinquenti comuni che si facevano chiamare “politici” per meglio nascondere e realizzare la loro attività criminale.<br />
Reclamare, quindi, oggi a gran voce il rispetto della legalità nell’esercizio delle funzioni politiche non è un atto di becero giustizialismo, ma un principio etico e morale – ancor prima che giuridico – a cui tutti coloro che fanno politica devono essere tenuti.<br />
E’ più che normale, poi, che tale richiamo possa provenire anche – ripeto, anche e non solo, perché la legalità è patrocinio di tutti – da due magistrati, come me e De Magistris che – avendo combattuto e contrastato in modo duro e fermo la criminalità presente nelle istituzioni politiche &#8211; sono stati proprio per questo fermati e bloccati nelle loro indagini. Entrambi abbiamo scelto allora di metterci noi stessi a fare politica per raccogliere intorno a noi il consenso di tutti quei cittadini che sono stanchi di subire soprusi e che non vogliono più stare a subire e nemmeno a guardare. Lo abbiamo fatto con assoluta trasparenza e determinazione, dimettendoci dalla Magistratura (anche se con la morte nel cuore, perché per entrambi l’attività di magistrato è stata una missione) ed affrontando l’agone politico con la forza delle nostre idee e la determinazione delle nostre azioni.<br />
Fatte queste premesse, e ribadito che sono fiero di far parte di un partito che ha investito ed investe molte energie su temi come la legalità e la giustizia, oggi con lo stesso orgoglio posso dire che l’elaborazione politica dell’Idv è molto più ampia e di qualità sempre maggiore e spazia dalla tutela dei diritti dei lavoratori (e soprattutto dei disoccupati e dei meno abbienti) alla libertà di impresa trasparente, dall’impegno per la tutela dell’ambiente alla difesa della pluralità dell’informazione. Per una più circostanziata disamina della nostra azione politica rimando al “Programma politico” pubblicato sul mio blog <a title="http://www.antoniodipietro.it" href="http://www.facebook.com/note_redirect.php?note_id=184379911266&#38;h=f75d40eabfc55a55c6554c02c90853d6&#38;url=http%3A%2F%2Fwww.antoniodipietro.it" target="_blank">www.antoniodipietro.it</a></p>
<p><strong>PARDI </strong>- Che le figure di maggiore spicco siano due ex magistrati è certo segno dei tempi. I magistrati abbondano anche negli altri partiti. Perfino nel centrodestra, dove, è ovvio, sono surclassati dagli avvocati. Segno che la politica classica riscuote scarsa fiducia. Ma la sottolineatura mediatica dei due ex magistrati non rende giustizia alle altre personalità presenti nel partito.<br />
Non indulgerei alla vulgata del giustizialismo. Scanzi sa bene che è termine spurio e ambiguo, usato sempre in senso dispregiativo. Non mi ha mai convinto neanche la versione più oggettiva: che le insufficienze della politica avrebbero lasciato spazio alla supplenza della magistratura. Punto di partenza questo per poi sostenere che ormai il potere giudiziario ha soppiantato la legittimità dei governi, come le facce di bronzo del centrodestra ripetono a macchinetta.<br />
Di patologico in Italia c’è assai di più del “giustizialismo”: un monopolista televisivo al vertice del potere politico in grado di inventare a ripetizione leggi che lo salvano dai processi, incensurato a causa di sei successive prescrizioni che lo hanno salvato da condanne per delitti ignominiosi. So che ormai per buona parte della classe dirigente di centrosinistra l’anomalia di cui essa stessa è causa va considerata la normalità. Sarà un assillo ma molti cittadini, solo in parte rappresentati da Idv, non si rassegnano a questa falsa normalità.</p>
<p><strong> <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> La questione morale è centrale nell’Italia dei Valori. L’inchiesta di MicroMega sembra però avere infastidito la nomenclatura. Per chi fa politica come l’Idv sempre sull’orlo del populismo, è costante il rischio che a furia di fare i Robespierre prima o poi spunti un Saint-Just a rubarti scena (e testa). Non è per questo particolarmente sbagliato minimizzare i problemi interni (per quanto inferiori alla media)? Non avvertite l’esigenza di dimostrare che le Sonia Alfano e i Gianni Vattimo non erano specchietti per le allodole?<br />
</strong><br />
<strong>DI PIETRO</strong> &#8211; Siamo fieri che Sonia e Gianni facciano parte della squadra di Idv. Posso assicurare che né io né altri nel partito consideriamo semplici specchietti per le allodole chi, come Alfano, Vattimo e tutti gli altri &#8211; rappresentano Italia dei Valori al Parlamento europeo e partecipano attivamente alla vita del nostro partito.<br />
Inoltre non ho mai minimizzato né intendo minimizzare i “problemi” interni al partito e ringrazio Micromega per averli segnalati. Non intendo, però, neanche fare di tutt’erba un fascio. Intendo distinguere, cioè, tra le giuste segnalazioni che provengono dal territorio da alcune critiche strumentali ed insensate che pure ci sono e che sono spesso portate avanti da persone che non sono in grado di farsi valere di per sé ed allora devono denigrare gli altri per sentirsi qualcuno.<br />
Per questa ragione, ho avviato da tempo una profonda analisi della classe dirigente di Idv che si sta formando nel territorio e la fase congressuale che abbiamo avviato – sia a livello nazionale che territoriale – sarà l’occasione per riqualificare ulteriormente i ruoli e le funzioni. Abbiamo stabilito infatti, che – come primo atto – il prossimo Congresso nazionale Idv (5-6-7 febbraio 2010) approvi il seguente codice etico (che sarà il discrimine non solo per far parte di Italia dei Valori ma anche per essere candidato alle elezioni sia politiche che amministrative nelle nostre liste):</p>
<ol>
<li>Il codice etico dell&#8217;Italia dei Valori, vincola tutti gli iscritti e aderenti non iscritti. Il codice etico vuole realizzare le condizioni di trasparenza, correttezza e lealtà che l&#8217;iscritto e l&#8217;aderente non iscritto, assumono nei confronti della collettività, del Partito, della politica e delle sua articolazioni elettive, di governo e di rappresentanza.</li>
<li>Non possono essere iscritti all&#8217;Italia dei Valori coloro che si trovino nelle condizioni di cui all&#8217;articolo 1 del codice di autoregolamentazione approvato dalla Commissione parlamentare Antimafia nella seduta del 3 aprile 2007 (trasmessa alle presidenze delle Camere il 3 aprile 2007), cui si rinvia espressamente. Non possono altresì essere iscritti, coloro che si trovino nelle condizioni di cui al comma che precede anche relativamente ai reati contro l&#8217;amministrazione della giustizia, contro la pubblica amministrazione, contro la fede pubblica, contro la vita e l&#8217;incolumità personale a titolo doloso, contro il patrimonio, per i delitti di cui all&#8217;articolo 51, commi 3 quater e 3 quinquies del codice di procedura penale, per il delitto di associazione a delinquere, per il delitto di omicidio colposo con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro.</li>
<li>Coloro che si trovino nelle condizioni di cui all&#8217;articolo 2, non possono essere candidati alle elezioni europee, nazionali, regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali, se sussista la condizione suddetta alla data di pubblicazione della convocazione dei comizi elettorali, né possono assumere incarichi assessoriali.</li>
<li>Se la condizione di cui all&#8217;articolo 2, si verifica successivamente alla iscrizione all&#8217;Italia dei Valori, si decade automaticamente dalla stessa.</li>
<li>Se la condizione di cui all&#8217;articolo 2, si verifica successivamente alla elezione a componente di enti di cui all&#8217;articolo 3, l&#8217;eletto si impegna a rassegnare le dimissioni con immediatezza. Analogamente sarà tenuto alle dimissioni, il titolare di incarichi assessoriali.</li>
<li>La disciplina prevista negli articoli che precedono, si applica altresì a tutti gli incarichi, di nomina o designazione politica, ricoperti in enti pubblici o a partecipazione pubblica.</li>
<li>Gli iscritti che siano indagati per taluno dei reati di cui all&#8217;articolo 2 devono comunicare la loro condizione all&#8217;Ufficio di Presidenza e sono, con immediatezza, sospesi dalla iscrizione.</li>
<li>Gli eletti o designati in enti pubblici elettivi di cui all&#8217;articolo 3 nonché chi ricopra gli incarichi di cui all&#8217;articolo 6, devono, con immediatezza, comunicare all&#8217;Ufficio di Presidenza la loro condizione di indagati per i reati di cui all&#8217;articolo 2. L&#8217;Ufficio di Presidenza deciderà, insindacabilmente sulla decadenza, sospensione o revoca dell&#8217;incarico nonché sulle dimissioni, dandone comunicazione all&#8217;interessato perché proceda al compimento dell&#8217;atto di sua spettanza.</li>
<li>L&#8217;iscritto, l&#8217;eletto, l&#8217;incaricato o il designato, devono sottoscrivere, per conoscenza ed accettazione, il codice etico dell&#8217;Italia dei Valori, di cui è parte integrante il codice di autoregolamentazione approvato dalla Commissione Antimafia nella seduta del 3 aprile 2007.</li>
<li>Il codice etico dell&#8217;Italia dei Valori, è allegato allo Statuto Nazionale, ed è vincolante per gli iscritti e per gli aderenti, anche se non formalmente iscritti, al Partito.</li>
<li>Qualora l&#8217;iscritto o l&#8217;aderente non iscritto, non adempia alle dimissioni di cui agli articoli 5 e 6 o non provveda a comunicare la sua condizione ostativa all&#8217;assunzione di cariche elettive, incarichi per nomina o designazione (articoli 3, 5 e 6), l&#8217;Ufficio di Presidenza pronunzia l&#8217;espulsione, la decadenza o la sospensione, con provvedimento motivato che tenga conto della gravità della condotta. Il provvedimento è, con immediatezza, comunicato all&#8217;iscritto o all&#8217;aderente non iscritto.</li>
<li>L&#8217;Ufficio di Presidenza adotta il provvedimento di espulsione, decadenza o sospensione, in tutti gli ulteriori casi in cui ricorrono ragioni di opportunità che rendono evidente l&#8217;incompatibilità con l&#8217;adesione al Partito o di rappresentanza del Partito. Il provvedimento è, con immediatezza, comunicato all&#8217;iscritto o all&#8217;aderente non iscritto.</li>
<li>Il codice etico dell&#8217;Italia dei Valori, può essere integrato o modificato con provvedimento dell&#8217;Ufficio di Presidenza, comunicato all&#8217;Esecutivo Nazionale e pubblicato sul sito del Partito.</li>
<li>Qualsiasi controversia concernente l&#8217;applicazione del codice etico, è di competenza del Collegio Nazionale di Garanzia che procede secondo le norme dello Statuto Nazionale del Partito.</li>
</ol>
<p>Ovviamente, essendo la suddetta stesura una bozza, prima di essere approvato dal Congresso di febbraio prossimo, può ( e deve) essere ancora migliorato ed anzi approfitto dell’occasione per chiedere se c’è qualcuno che abbia qualche altro valido consiglio da darmi. Altrettanto ovviamente, d’ora in poi e sin dalle prossime elezioni regionali mi atterrò – nella individuazione delle candidature – ai criteri ed ai principi previsti dal Codice etico, così come sarà approvato dal Congresso.</p>
<p><strong>PARDI</strong> &#8211; E’ inutile negare che l’inchiesta di MicroMega ha infastidito qualcuno in Idv. Però tanti altri l’hanno accolta come una sollecitazione interessante a ragionare sulla democrazia interna. Come la domanda V di Borsellino rende evidente, la questione non può essere elusa. Non c&#8217;è solo il tema della rigidità nei confronti di chi si avvicina pronto a dedicare al partito la propria energia. C&#8217;è anche una viscosità della struttura verticale. Non pochi dirigenti ai vari livelli tendono a comportarsi come se il carisma si trasmettesse automaticamente per via gerarchica. Promanato dall&#8217;alto verso il basso esso dovrebbe di volta in volta mettere in soggezione i sottoposti e da essi discendere benevolmente a illuminare le basse sfere. Una simile concezione attribuisce a ogni livello gerarchico una sorta di potere incontrollabile sui livelli sottostanti. Il fatto che poi questo potere frazionato possa rivelarsi inesistente, o impotente, aggiunge alla vicenda un carattere di involontaria ironia.<br />
Perciò sarebbe un grave errore se il partito invece di disporsi a un esame sereno delle proprie insufficienze si arroccasse in una difesa sterile della propria condizione attuale. Troncherebbe così i canali di comunicazione con la parte di società più interessata a Idv e a una sua evoluzione creatrice. La profonda serietà del recentissimo esecutivo nazionale fa sperare che si prenda la direzione giusta e in ogni caso non lascia spazio alcuno all’impossibile paragone con la rivoluzione che mangia i suoi figli.</p>
<p><strong>9) Il momento più basso dell’Idv è stato il voto contrario alla Commissione d’Inchiesta sulle mattanze a Bolzaneto e Scuola Diaz, quando il vostro partito era al governo. E’ di queste settimane il calvario di Stefano Cucchi. L’impostazione “poliziottesca” dei quadri dirigenziali dell’Idv (emblematico il caso Giovanni Paladini) può portare a una sottovalutazione di vicende analoghe? La vostra attenzione alla legalità contempla anche il garantismo e il coraggio di non reputare intoccabili magistrati e forze dell’ordine?</strong></p>
<p><strong>DI PIETRO</strong> &#8211; Sono quattro domande in una che non possono essere mischiate e vanno affrontate singolarmente:</p>
<ol>
<li>il voto di Idv alla Commissione di inchiesta per i fatti di Bolzaneto;</li>
<li>il calvario di Stefano Cucchi;</li>
<li>la vicinanza e l’affinità di Idv alle forze dell’ordine;</li>
<li>la posizione di Idv rispetto al ruolo dei magistrati</li>
</ol>
<p>Quanto al primo punto, è davvero riduttivo affermare solo la contrarietà di Idv alla costituzione della Commissione. In realtà Idv non ha sostenuto che non bisognava nominare alcuna commissione ma che bisognava procedere non con una “Commissione parlamentare di inchiesta” ma con una “Commissione parlamentare di indagine”. La differenza è sostanziale: nel primo caso il Parlamento si sostituisce al giudice facendo direttamente l’inchiesta, gli interrogatori, gli accertamenti tecnici, assumendo le testimonianze ed infine emanando una decisione che avrebbe avuto tutti i requisiti sostanziali della “sentenza”. Nel secondo caso invece, il Parlamento sarebbe stato chiamato a dare una valutazione politica del risultato di indagini svolte da altri e significativamente dalla magistratura. Io personalmente preferisco che le indagini e le sentenze le facciano soggetti terzi – i giudici appunto &#8211; invece che affidarli a soggetti di parte (i politici) i quali – come la casistica di tutti i giorni dimostra &#8211; decidono più per partito preso che per riscontri probatori effettivi e certi. E la magistratura ha fatto il suo corso, individuando responsabilità anche ad alto livello e fornendo materiale e documentazione da cui oggi si può fondare un giudizio ben sapendo che trattasi di dati e riscontri acquisiti in modo indipendente. Oggi cioè &#8211; e solo ora che le indagini sono state completate e le decisioni della magistratura prese &#8211; è possibile aprire una Commissione di indagine (a cui, ripeto, sono favorevole) ed acquisire la documentazione e così dare – se si vuole &#8211; una valutazione politica sull’accaduto. Capisco che non tutti possono essere d’accordo su questa mia impostazione che, però segnalo, è di tipo garantista proprio come mi suggerisce di essere chi mi ha posto la domanda. Non voglio nemmeno sostenere che la mia proposta sia o sia stata migliore di altre ma sicuramente è stata dettata da buona fede e ferma volontà di conoscere la verità e quindi prego di rispettarla come io rispetto le proposte degli altri.<br />
Quanto alla terribile morte di Stefano Cucchi, basta sfogliare le pagine di un qualsiasi giornale per prendere atto dell’attenzione da parte dell’Idv nei confronti del caso Cucchi. A memoria cito le iniziative adottate dal Senatore Pedica, gli autorevoli interventi di altri esponenti del nostro partito, i miei interventi parlamentari e quelle di Leoluca Orlando, ed anche la vicinanza dei nostri deputati e senatori alla famiglia Cucchi (la sorella ha potuto assistere personalmente al dibattito in aula al Senato, invitata espressamente da noi). Nel merito, poi, sono fermamente convinto che la morte di Cucchi non sia dipeso né dal caso né dal destino ma da una o più mani omicide (per giunta, appartenenti a persone delle istituzioni). Per questo, ritengo ancor più necessario ed urgente fare chiarezza e mi sembra che la magistratura la stia facendo con grande sollecitudine, se è vero come è vero che le indagini hanno già individuato possibili indagati e già si stanno dirigendo verso l’ipotesi dell’omicidio.<br />
Terza questione, le forze dell’ordine. Sì è vero, Idv è vicino alle forze dell’ordine. Ma questo, in uno stato di diritto ed in un paese civile dovrebbe essere visto come un fiore all’occhiello e non come un “momento basso” dell’azione politica di un partito. Sia chiaro, noi non siamo “manganellari” e non vogliamo dei Rambo che si fanno giustizia da sé (anche per questo siamo contrari alle “ronde” di leghista memoria). Crediamo però che le forze dell’ordine debbano essere munite delle risorse necessarie e dei mezzi opportuni per contrastare al meglio la criminalità organizzata. Crediamo anche &#8211; e ci dispiace che siamo solo noi ad insistere al riguardo – che bisogna “demilitarizzare” &#8211; ovvero togliere le mostrine e il ruolo di “forza militare”– alla Polizia di Stato ed alla Guardia di Finanza. I militari servono per fare la guerra mentre le forze di polizia servono per assicurare giustizia e sicurezza ai cittadini. Soprattutto non devono servire per fare gli autisti e per portare le spigole ai loro generali in vacanza.<br />
Infine la questione dei magistrati e della loro asserita intoccabilità. Non è affatto vero che Idv considera i magistrati “tutti” intoccabili. Io e De Magistris siamo stati “toccati” eccome e solo perché stavamo cercando di fare il nostro dovere contro i potenti di Stato. Non solo toccati ma “morti ammazzati” sono finiti tanti magistrati che hanno fatto il loro dovere.<br />
Intoccabili sono invece coloro che sono contigui al potere (ed anche fra i magistrati ce ne sono, eccome) e soprattutto nessuno “tocca” quei magistrati scansafatiche e “scansa problemi” che per quieto vivere fanno i “notai” dei fascicoli giudiziari invece che i “radiologi” delle inchieste. Per intenderci, noi di Idv non professiamo la intoccabilità di tutti i magistrati in quanto tali, ma non possiamo accettare che eventuali colpe di qualcuno (es. la squallida vicenda del giudice finto malato che andava in barca a vela) vengano prese a pretesto per denigrare tutti, per bloccare la giustizia, per fare leggi ad personam, per assicurare impunità ai potenti etc). Si “tocchino” pure i magistrati che non fanno il loro dovere ma non si tocchi proprio, solo e sempre quelli che il loro dovere lo fanno eccome (anche se dall’altra parte della scrivania c’è un politico o un imprenditore d‘alto bordo). Le nostre battaglie, insomma, non le facciamo solo a difesa della magistratura ma della “giustizia” e non possiamo accettare che si screditino i magistrati solo per impedire che si faccia giustizia.</p>
<p><strong>PARDI </strong>- Il voto contrario alla Commissione d’inchiesta su Scuola Diaz e Bolzaneto è stato un errore, dimostrato dai processi e dalle sentenze in merito. Ancora oggi i rimproveri dei giovani si fanno sentire. Ma anche senza sentenze basterebbero i denti lasciati in terra dalle studentesse tedesche a confermare il giudizio pubblico, anche in Europa.<br />
Sul caso Cucchi non ci sono rischi di sorta. Il partito, con il senatore del Lazio Stefano Pedica, che del resto si considera un moderato, è stato in prima fila fin dall’inizio a sostenere tutte le azioni necessarie all’accertamento della verità. Non credo che d’ora in poi ci saranno sottovalutazioni. E certo il garantismo vero implica che si sappia considerare non intoccabili, quando è necessario, magistrati e forze dell’ordine.</p>
<p><strong>10) L’Italia dei Valori prospera per la risibile debolezza del Pd e perché il bipolarismo italiano è drammaticamente atipico: non centrosinistra e centrodestra, ma berlusconiani e antiberlusconiani. Questa radicalizzazione avvantaggia un partito di lotta come l’Idv: di lotta, ma non di governo. Cosa farà l’Italia dei Valori quando Berlusconi non ci sarà più? Non è un partito che, paradossalmente, per prosperare ha bisogno anzitutto del Nemico?</strong></p>
<p><strong>DI PIETRO</strong> &#8211; L’Italia dei Valori non “prospera”, ma “opera”. Non si sta limitando a fare solo “opposizione”, ma si sta adoperando anche per costruire una “alternativa” di governo con un programma le cui linee essenziali possono essere esaminate sul nostro sito <a title="http://www.italiadeivalori.it" href="http://www.facebook.com/note_redirect.php?note_id=184379911266&#38;h=58eedb90899595340e08f3ef4e99e232&#38;url=http%3A%2F%2Fwww.italiadeivalori.it" target="_blank">www.italiadeivalori.it</a> e che sarà ulteriormente affinato in occasione del nostro Congresso rifondativo del prossimo mese di febbraio.<br />
Siamo un partito d’ispirazione liberale, laica, riformista e repubblicana che ha ricevuto e riceve grande considerazione a livello europeo tanto che è di questi giorni la nomina del nostro on.le Leoluca Orlando a vicepresidente del partito liberaldemocratico europeo (e cioè della terza forza politica europea). Non mi risulta che altri partiti – sulla carta ed a parole molto più blasonati di noi – abbiano mai avuto un simile ruolo e riconoscimento tra le varie famiglie politiche europee.<br />
Certo, oggi facciamo una forte opposizione a Berlusconi. Ne siamo fieri perché riteniamo quest’uomo e la sua politica (degli affari e degli interessi personali) un pericolo per il nostro paese e per la nostra democrazia. Ma siamo fortemente ancorati al sistema bipolare ed in tale ambito ci collochiamo convintamente nel settore di centrosinistra: ovviamente non a prescindere, laddove situazioni locali o personaggi di scarsa considerazione ci suggeriscono di non metterci la faccia.<br />
Idv, peraltro, è già stato partito di governo, un ruolo che deve aver svolto al meglio visto che alle elezioni del 2008 è stata l’unica forza politica dell’ex Unione che ha raddoppiato i suoi voti, mentre gli altri partiti sono crollati. Ma l’Italia dei Valori si è già posta il problema del dopo, che consiste nell’offrire una credibile alternativa di governo. Sappiamo che non fa notizia, ma abbiamo da tempo costituito dei Dipartimenti tematici affidati a tecnici di altissima qualità e preparazione professionale, incaricati di elaborare politiche mirate per i settori fondamentali della società. Così, tanto e solo per citare alcuni esempi, ci siamo dotati di un solido programma economico al quale ha lavorato e continua a lavorare un professionista del calibro di Sandro Trento coordinando un equipe di altri eccellenti economisti; ci siamo appoggiati all’esperienza ed all’aiuto di Maurizio Zipponi per la interlocuzione e la tutela dei lavoratori e dei disoccupati; ci siamo affidati alla capacità elaborativa di Paolo Brutti per studiare le migliori strategie in materia ambientale e di difesa del suolo. E così via.<br />
Insomma ed in conclusione: Idv è un partito che indubbiamente oggi si sente “al fronte”, come lo erano tutti coloro che ai tempi del fascismo facevano resistenza. Ma la nostra aspirazione è quella di ritornare a vivere in un “paese normale”: se ciò potesse accadere – ed un giorno non lontano accadrà &#8211; vorremmo essere ricordati fra coloro che non sono stati a guardare ma ne sono stati protagonisti.</p>
<p><strong>PARDI </strong>- Non darei per scontato che la fine politica di Berlusconi sia imminente e inevitabile. Niente avviene senza impegno attivo. Quindi prima di tutto bisogna fare in modo che Berlusconi venga riconsegnato il prima possibile all’esclusivo godimento dei suoi miliardi. E questo è un compito dell’intera coalizione. In essa Idv può e deve avere la funzione inesauribile di stimolo e di indirizzo. Non solo lotta ma, come abbiamo già deciso a Vasto, costruzione di una reale alternativa di governo. Quando riusciremo nel compito penso che avremo il diritto di goderci il momento: la fine di un’anomalia ignota in tutte le democrazie conosciute.<br />
Ma il centrodestra non scomparirà. Nella politica italiana ci saranno sempre due schieramenti opposti. Nel futuro centrosinistra Idv potrà svolgere il ruolo prezioso di partito riformatore orientato con la massima decisione all’attuazione effettiva degli essenziali principi costituzionali, primo fra tutti l’eguaglianza e le pari opportunità nella competizione sociale.<br />
<em></p>
<p><a rel="nofollow" href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/le-risposte-di-di-pietro-e-pardi-alle-dieci-domande-di-micromega/" target="_blank">http://temi.repubblica.it/micromega-online/le-risposte-di-di-pietro-e-pardi-alle-dieci-domande-di-micromega/</a></em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ci hanno rubato anche l’acqua! Privatizzata, come i Treni e il Telefono, prezzi alle Stelle!]]></title>
<link>http://gigionetworking.wordpress.com/2009/11/23/ci-hanno-rubato-anche-l%e2%80%99acqua-privatizzata-come-i-treni-e-il-telefono-prezzi-alle-stelle/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 21:01:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>Italiano Liberale</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ci hanno rubato anche l’acqua! Marcello Pamio &#8211; 20 novembre 2009 Mercoledì 4 novembre scorso, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Ci hanno rubato anche l’acqua! Marcello Pamio &#8211; 20 novembre 2009 Mercoledì 4 novembre scorso, ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mille piazze per l'Alternativa: il Ni-B-day del PD.]]></title>
<link>http://yespolitical.wordpress.com/2009/11/23/mille-piazze-per-lalternativ-il-ni-b-day-del-pd/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 19:46:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>cubicamente</dc:creator>
<guid>http://yespolitical.wordpress.com/2009/11/23/mille-piazze-per-lalternativ-il-ni-b-day-del-pd/</guid>
<description><![CDATA[Il PD dice no al No-B day del 5 dicembre. Bersani sostiene che il Pd non accetta lezioni di antiberl]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il PD dice no al No-B day del 5 dicembre. Bersani sostiene che il Pd non accetta lezioni di antiberlusconismo da nessuno. La Presidente Bindi afferma di non poter partecipare a manifestazioni organizzate da Di Pietro.</p>
<p>Non hanno capito niente. No-B day è un evento organizzato da bloggers, con un tam tam che è cortocircuitato su Facebook (bé, Bersani non lo ha usato nemmeno per la campagna delle primarie). Di Pietro è arrivato dopo. Ma il PD non ci sta e si auto organizza un Ni-B-day, soprannominato Mille Piazze per l&#8217;alternativa. Coraggiosi, si direbbe. A punto che non hanno trovato altro stratagemma che copiare. Già perché l&#8217;iniziativa di Mille Piazze è stata pensata e organizzata da Pippo Civati ed è stata veicolata attraverso il web, è passata sopra le teste del segretario e della presidente senza che se ne accorgessero &#8211; in veirtà Civati è stato etichettato come movimentista e addirittura gli è stato suggerito di uscire dal partito se non è d&#8217;accordo con la linea politica &#8211; ed ha anche organizzato una data, lo scorso 18 Novembre, contro le leggi ad personam e a favore della Giustizia.</p>
<p>E in cosa consisterebbe il Ni-B-day?</p>
<p style="padding-left:30px;">&#8220;Questa mattina Rosy Bindi ed Enrico Letta, rispettivamente presidente e vicesegretario del Partito democratico, hanno presentato la campagna di mobilitazione che partirà l&#8217;11 e il 12 dicembre e che proseguirà nei mesi successivi, attraverso iniziative messe in campo dai circoli. L&#8217;obiettivo? Delineare «un programma alternativo di governo insieme al popolo delle primarie», ha affermato Rosy Bindi&#8221; (<a href="http://www.unita.it/news/italia/91670/il_pd_chiama_a_raccolta_il_popolo_delle_primarie_mille_piazze_per_lalternativa">l&#8217;Unità</a>).</p>
<p>L&#8217;originale, mi sia consentito il gioco di parole, era decisamente più originale, e forse valeva lo sforzo di farlo proprio, e non di imitarlo:</p>
<p style="padding-left:30px;">&#8220;Per la sua Costituzione, per il rispetto delle leggi. Invito alla mobilitazione. Il Pd ha millemila circoli. Li attivi. Subito, se si può. Anche perché il No-B day si svolgerà il 5 dicembre (a babbo &#8211; e Costituzioni &#8211; morti). Non una sola manifestazione nazionale, ma una bella manifestazione in ogni città d&#8217;Italia. Non è difficile, basta volerlo.<br />
P.S.: in ogni caso, ciascuno può iniziare a pensare alla propria piazza, «di persona, personalmente», invitando il proprio circolo a mobilitarsi.<br />
P.S./2: possiamo farla facile: il 18 alle 18, così tutti se la ricordano (tra l&#8217;altro, l&#8217;art. 18 della Costituzione recita: «I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente&#8230;»). &#8221; ( <a href="http://civati.splinder.com/post/21748891#21748891">Pippo Civati</a>).</p>
<p>Naturalmente il Ni-B-day non parteciperà al No-B-day del 5 dicembre, mentre Mille Piazze per l&#8217;Italia sì &#8211; anche se in ordine sparso.</p>
<p>Nessuno sforzo nemmeno per il logo: questo l&#8217;originale,</p>
<p>&#160;</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 478px"><img title="Mille Piazze per l'Italia" src="http://www.civati.it/millepiazze/millepiazze.jpg" alt="" width="468" height="60" /><p class="wp-caption-text">Mille Piazze per l&#39;Italia</p></div>
<p>&#160;</p>
<p>e questa la copia:</p>
<p>&#160;</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 480px"><img title="Mille Piazze per l'Alternativa" src="http://www.partitodemocratico.it/imagesfe/1000_piazze_copertina32895_img.jpg" alt="" width="470" height="264" /><p class="wp-caption-text">Mille Piazze per l&#39;Alternativa</p></div>
<p>Bersani, il teorico del no all&#8217;antiberlusconismo sciocco, ha pure detto che &#8220;il più antiberlusconiano non è quello che urla di più ma quello che manda a casa Berlusconi”, e allora il No del No-B-day sminuisce in un più mite e meditato Ni-B-day. Essere alternativa, per il segretario, vuol dire mostrarsi capaci di governare e perciò, essere molto somiglianti a chi governa, oggi, può favorire l&#8217;affermarsi di questa convinzione, suo malgrado.</p>
<div id="_mcePaste" style="overflow:hidden;position:absolute;left:-10000px;top:1121px;width:1px;height:1px;"><em>il più antiberlusconiano non è quello che urla di più ma quello che manda a casa <strong>Berlusconi</strong>”</em></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[DAI TETTI AGLI APPELLI SUI GIORNALI, UNA NUOVA SEMANTICA DELLA LOTTA DEL LAVORO SALARIATO. E NOI?]]></title>
<link>http://andriacomunista.wordpress.com/2009/11/23/dai-tetti-agli-appelli-sui-giornali-una-nuova-semantica-della-lotta-del-lavoro-salariato-e-noi/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 15:21:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>andriacomunista</dc:creator>
<guid>http://andriacomunista.wordpress.com/2009/11/23/dai-tetti-agli-appelli-sui-giornali-una-nuova-semantica-della-lotta-del-lavoro-salariato-e-noi/</guid>
<description><![CDATA[Alessandro Squizzato &#8211; Resp. Naz. Lavoro FGCI La mattina del 18 novembre gli operai dello stab]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>Alessandro Squizzato &#8211; Resp. Naz. Lavoro FGCI  </em></p>
<p>La mattina del 18 novembre gli operai dello stabilimento FIAT di Termini Imerese hanno occupato il municipio e hanno simbolicamente eletto uno di loro “sindaco degli operai” per richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla loro trattativa con l’azienda che prevede di chiudere la produzione automobilistica dell’impianto per il 2011 (link).<br />
Lo stesso giorno gli operai della Yamaha invece, che presto saranno lasciati a casa senza uno straccio di ammortizzatore dalla multinazionale giapponese, hanno consegnato alla stampa un appello rivolto a Valentino Rossi, in quanto pilota di punta e simbolo della casa motociclistica: “Adesso aiutaci a salvare il nostro posto di lavoro”, sperando nel “potere dei media” (link).<br />
Ancora più recente il blitz degli operai dell’Alcoa di Cagliari con l’occupazione degli uffici e il “sequestro” de dirigenti pubblicizzato tramite l’invio di un video mms alle agenzie e ad una web tv. (link)<br />
Ormai la casistica inizia ad essere importante: dalla protesta della gru della INNSE, passando per le decine di casi di operai sui tetti di fabbriche e aziende, alla “serrata dei manager”, i consigli comunali occupati, l’occupazione degli uffici dell’Eutelia di Roma (con l’inquietate caso di squadrismo messo in campo dall’ex a.d. Landi) e via elencando fino agli esempi di questi giorni.<br />
Il vero via era stato dato dai “rapimenti simbolici” di manager effettuati in Francia, dopo quei casi lo storico del movimento operaio Eric Hobsbawm con la solita lucidità aveva posto una questione: è nata una nuova forma d’azione operaia? (link)</p>
<p>Pratiche che vanno analizzate prima di tutto in quanto determinate dai tempi, lo spiega bene il passaggio dello stesso Hobsbawm:</p>
<p>‘Al giorno d’oggi i sequestri dei manager sono un’altra forma d’azione. Non credo abbia alcun senso classificarla come ‘primitiva’ o ‘non primitiva’.Si tratta piuttosto di ricercare nuove modalità d’azione che siano efficaci. Devo aggiungere che queste nuove forme d’azione sono ampiamente determinate dalle circostanze. E noi oggi abbiamo delle nuove circostanze che non esistevano in passato perché sappiamo di vivere all’interno di una ‘società mediatica’. Riuscire a dare il massimo di pubblicità alla propria azione, nel breve termine, e trovare un nuovo modo per farlo è una maniera perfettamente razionale di manifestare il proprio punto di vista.’</p>
<p>Almeno nello studio e nella comprensione di quanto sta accadendo insomma credo vada messo da parte l’atteggiamento – decisamente snob – di chi si limita a stigmatizzare la natura non tradizionalmente “sindacale” di queste proteste, per quanto ciò costituisca un problema. Siamo di fronte ad una casistica che va capita e affrontata, a partire dalla presa d’atto della razionalità di fondo che muove delle persone che hanno come unico scopo la difesa delle proprie condizioni di vita, non certo l’estetica o la “rappresentazione del conflitto”.</p>
<p>Per una vera comprensione del fenomeno servono trattazioni ben più accurate e qualificate ma provo a lanciare alcuni spunti.</p>
<p>Le azioni fortemente dimostrative, mediatiche sono certo frutto del forte potere che hanno ormai i media nell’opinione e anche nella mobilitazione pubblica. Basti pensare alla differenza di numeri che stiamo vedendo in questi giorni tra il movimento universitario di un anno fa, raccolto e rilanciato da importanti testate della carta stampata come dai TG, e quello di questi giorni, abbandonato dagli stessi media.</p>
<p>Ma non credo che tutto si limiti alla preminenza del potere mediatico, entra pesantemente in gioco la chiusura o la restrizione, ormai fattiva, di molti canali di lotta e rappresentanza tradizionali.</p>
<p>L’espulsione della vertenzialità e della rappresentanza del lavoro salariato dal Parlamento, coincidente all’espulsione della sinistra e alla professione di a-classismo del PD.</p>
<p>La perdita di potere rappresentativo e di attendibilità dei comunisti e della sinistra.</p>
<p>L’indebolimento dell’efficacia delle vertenze sindacali, causata dalla linea di preclusione di Governo e Confindustria verso la CGIL e connessa a ciò la separazione con CISL e UIL che hanno scelto di fare altro rispetto al tradizionale ruolo sindacale.</p>
<p>E ancora, il lento logorarsi della tradizionale solidarietà operaia e la sempre più diffusa abitudine dei lavoratori di ogni azienda di pensare ai problemi del lavoro come a problemi individuali, al massimo dei lavoratori della stessa azienda. La frammentazione contrattuale che ha incentivato questa deriva, i contratti a termine e le nuova (nemmeno più tanto) figura del lavoratore precario, non sindacalizzato e difficilmente sindacalizzabile.</p>
<p>Il primo grande potere di queste forme di protesta l’abbiamo già visto in atto: l’emulazione. Sono passate poche settimane dal “rapimento” dei manager in Francia alle lotte di casa nostra; queste pratiche rimpallate da un TG a un quotidiano si sono diffuse e ormai salire sui tetti è divenuto un simbolo.</p>
<p>Basta questo? Ovviamente no.</p>
<p>Limitarsi a mettere all’indice i connotati “irrituali”, poco politici delle proteste mediatiche sarebbe stupido ma ciò non toglie che dei problemi ci sono, anche questi forse mutuati dal contesto presente di degenerazione qualitativa della democrazia.</p>
<p>Ad esempio la quasi scomparsa di una compattezza politica delle rivendicazioni e delle lotte, la dinamica populista che mette in relazione operai sull’orlo della disperazione che si rivolgono direttamente ai potenti di turno per avere aiuto. Nel caso della Yamaha persino a un “VIP” dello sport.</p>
<p>Questo non è sempre vero certo, spesso c’è la FIOM o altre categorie sindacali che organizzano, ma non si può certo dire che in tutto ciò la consapevolezza politica goda di buona salute.</p>
<p>Manca un collante politico, ideologico certo ma basterebbe anche solo una proposta alternativa di società, da portare con sé sui tetti o dentro un ufficio occupato. Ma questo è compito della sinistra politica, questo sarebbe compito nostro.</p>
<p>Appunto: noi?</p>
<p>Quale può essere il nostro ruolo in questo contesto, come passare da spettatori – quando non ne siamo coinvolti in prima persona – a partecipi, se non promotori, della lotta di classe e dell’opposizione sociale?</p>
<p>A maggior ragione come giovani militanti, con l’ottica di costruire una sinistra di classe nuova e del presente.</p>
<p>Anche qui è opera ambiziosa dare una visione completa, mi limito ad alcuni stimoli.</p>
<p>Io credo che prima di tutto dovremmo imparare la lezione: vedere, capire e replicare. Anche nell’azione politica la componente mediatica è divenuta troppo importante, di pari passo alla frammentazione sociale che ha reso difficilissimo (soprattutto per i modesti numeri della sinistra) il lavoro sul campo, “porta a porta”. Al secondo (che resta imprescindibile) va quindi aggiunta meglio e di più la capacità di attirare l’attenzione, usare le regole dei media contro il sistema che li produce; la differenza tra la scenata e la rivendicazione la fa la nostra capacità di mettere la visibilità al servizio della lotta politica concreta.</p>
<p>I poteri economici possiedono il mezzo e le redazioni, a noi toccherà – metaforicamente e non – scalare qualche tetto.</p>
<p> In secondo luogo penso sia fondamentale approfondire il nostro ruolo all’interno delle vere e proprie proteste dei lavoratori.</p>
<p>Le nostre scelte politiche e organizzative quali la centralità del tema del lavoro, l&#8217;interpretazione della lotta come scontro di classe, la valorizzazione dei territori devono esprimersi nella necessità di intessere relazioni di solidarietà, vicinanza e sostegno con i lavoratori prima degli “eventi” mediatici.</p>
<p>Quindi essere presenti con la logistica ma anche con una proposta politica alternativa – legata alla proposta di una società alternativa – improntata sull’unità delle rivendicazioni dei lavoratori, da discutere con gli interessati e portata (dove siamo presenti) nelle istituzioni.</p>
<p>Ancora: un’opera di studio e messa a sistema. Se le proteste sono molte e specifiche, occorre osservarne il più possibile per trovare delle trame, per mettere in collegamento, per valorizzarne i punti di contatto e identità. Occorre insomma fare “inchiesta” nel suo significato originale, volta all’azione politica, ma commisurata al presente.</p>
<p>Due azioni, quella della proposta e quella dell’inchiesta, volte all’obbiettivo politico più ambizioso che la FGCI assieme ad altre organizzazioni vicine si è data: unire le lotte. In prima luogo quelle di tutti i tipi di lavoratori e quindi quelle dei lavoratori con quelle degli studenti e con – aggiungerei io – quelle dei cittadini per la qualità democratica del paese. </p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[La vignetta di Stern che tanto fa arrabbiare Silvio...]]></title>
<link>http://elfobruno.wordpress.com/2009/11/23/la-vignetta-di-stern-che-tanto-fa-arrabbiare-silvio/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 09:54:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>elfobruno</dc:creator>
<guid>http://elfobruno.wordpress.com/2009/11/23/la-vignetta-di-stern-che-tanto-fa-arrabbiare-silvio/</guid>
<description><![CDATA[La vignetta del settimanale Stern condensa in una pagina gli ultimi quindici anni di politica italia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://elfobruno.wordpress.com/files/2009/11/stern.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-155" title="stern" src="http://elfobruno.wordpress.com/files/2009/11/stern.jpg?w=207" alt="" width="150" height="217" /></a></p>
<p><a href="http://www.blitzquotidiano.it/wp/wp/wp-content/uploads/2009/11/stern.jpg">La vignetta del settimanale Stern</a> condensa in una pagina gli ultimi quindici anni di politica italiana: una politica segnata da una figura, quella di <span style="color:#003300;">Silvio Berlusconi</span>, che ha concepito e concepisce il governo del paese come escamotage per evitare che venga giudicato, come qualsiasi cittadino di una democrazia.</p>
<p>Questo rende, a ben vedere, il nostro premier non solo un&#8217;anomalia ma anche una sostanziale negazione del <span style="color:#003300;">concetto di uguaglianza</span> che sta alla base di qualsiasi democrazia occidentale.</p>
<p>Da tali considerazioni, si comprende come mai questa vignetta non piaccia agli <a href="http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/la-cella-aspetta-silvio-vignetta-dello-stern-su-berlusconi-fa-infuriare-libero-155667/">organi di stampa vicini al premier</a>: in una <span style="color:#003300;">democratura</span> che si rispetti, mettere in discussione l&#8217;arroganza del potere, elemento basilare affinché la democratura esista, fa arrabbiare la voce del padrone. Ovvero, il padrone stesso.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA["Il vaccino è una truffa", denuncia in parlamento il Ministro della sanità polacco!]]></title>
<link>http://gigionetworking.wordpress.com/2009/11/23/il-vaccino-e-una-truffa-denuncia-in-parlamento-il-ministro-della-sanita-polacco/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 04:46:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Italiano Liberale</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Il vaccino è una truffa&#8220;, denuncia in parlamento il Ministro della sanità polacco! trat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[&#8220;Il vaccino è una truffa&#8220;, denuncia in parlamento il Ministro della sanità polacco! trat]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Cafasso e Brenda, i morti "casuali". La vicenda Marrazzo e i delitti imperfetti.]]></title>
<link>http://yespolitical.wordpress.com/2009/11/22/cafasso-e-brenda-i-morti-casuali-la-vicenda-marrazzo-e-i-delitti-imperfetti/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 19:44:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>cubicamente</dc:creator>
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<description><![CDATA[Cafasso &egrave; balzato agli onori della cronaca come il pusher di Marrazzo, o il pusher dei trans.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Cafasso &#232; balzato agli onori della cronaca come il pusher di Marrazzo, o il pusher dei trans. Peccato che allo scoppiare dello scandalo che ha deposto il governatore del Lazio, Cafasso fosse gi&#224; morto. Di infarto, secondo le prime valutazioni. Pare fosse andato in overdose. Qualcuno ha ipotizzato suoi legami con l&#8217;ndrangheta e la camorra, se non altro per la zona di approvvigionamento: sud del Lazio, zona Fondi. A Fondi opera l&#8217;ndrangheta. Fondi &#232; un centro nevralgico per il mercato ortofrutticolo: vi risiede il secondo pi&#249; grande centro di smistamento di prodotti ortofrutticoli d&#8217;Italia &#8211; l&#8217;altro &#232; in Sicilia. Marrazzo, lo scorso agosto, decise di rimuovere il presidente del Mof (Mercato Orto-Frutticolo) di Fondi, Giuseppe La Rocca. Subito la protesta del presidente della provincia di Latina,Armando Cusani, secondo il quale la sostituzione &#232; una manovrina per accontentare i Comunisti Italiani e &#8211; di fatto &#8211; la prosecuzione della colonizzazione della provincia da parte della rappresentanza istituzionale della regione. La sostituzione &#232; stata considerata &#34;uno smacco per tutta la provincia&#34; &#8211; sono le parole di Cusani &#8211; e male si giudicava l&#8217;intenzione manifestata in Regione di acquistare azioni deli&#8217;Imof, la societ&#224; che gestisce gli immobili del mercato per cui negli anni sono stati spesi 75 miliardi della Cassa Mezzogiorno, una vera macchina mangia soldi statali.<br />Non a caso, a Fondi il consiglio comunale &#232; fortemente influenzato dalla criminalit&#224; organizzata. Anzi, la penetrazione dei clan dell&#8217;ndrangheta &#232; assolutamente certa. Nota a tutti &#232; la vicenda del mancato scioglimento del consiglio comunale nonostante l&#8217;allucinante vicenda che vede coinvolti un ex assessore di Forza Italia, Riccardo Izzi, finito in carcere insieme a diversi dirigenti comunali e a due esponenti della &#8216;ndrangheta &#8211; Venanzio e Carmelo Giovanni Tripodo (reclusi in regime di 41 bis)- che secondo i magistrati antimafia si sono avvalsi delle amicizie politiche e del loro background criminale per imporsi all&#8217;interno del mercato ortofrutticolo di Fondi, stabilirne i prezzi e le condizioni di vendita.<br />E Brenda? Cafasso teneva &#34;per le palle&#34; mezza Roma. Doveva vendere il video di Marrazzo, in fretta, altrimenti lo avrebbero fatto fuori. Poi il video &#232; finito nelle mani dei carabinieri infedeli, di cui Cafasso era informatore. Quei video valevano decine di migliaia di euro. Per Marrazzo si &#232; parlato di cinquantamila. O forse pi&#249;. Brenda disse di averli cancellati. Forse non era roba sua. Forse li ha cancellati, ma chi li aveva richiesti ora li vuole indietro. Sono andati a bussare alla sua porta, oppure no. L&#8217;hanno drogato, derubato del palmare, poi hanno dato fuoco alla sua valigia. Oppure no. La verit&#224; &#232; ancora molto lontana, e per Marrazzo si annunciano nuovi scoop.
<ul class="diigo-linkroll">
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<p class="diigo-link"><a href="http://www.unita.it/news/italia/91567/video_foto_pc_i_segreti_di_brenda" rel="nofollow">Video, foto, pc: i segreti di Brenda &#8211; l&#8217;Unit&#224;.it</a></p>
<ul class="diigo-highlights">
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<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">Per sapere chi ha ucciso Brenda occorre chiedersi, e poi scoprire, a chi dava fastidio, quali segreti custodiva e con chi li condivideva</div>
</p></div>
</li>
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<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">la morte del trans deve essere letta insieme alla vicenda Marrazzo con tutti i suoi protagonisti di prima e seconda fascia, dai trans ai carabinieri, dal pusher Cafasso alla sua novellata videoteca di vip col vizietto dei viados, e anche quelli rimasti solo sullo sfondo, della cui esistenza non c&#8217;&#232; certezza ma una buona probabilit&#224;</div>
</p></div>
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<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">ci sono due cadaveri in questa storia, quello del pusher Cafasso e quello del trans Brenda. Troppi per essere un caso. Sufficienti per uno scenario diabolico</div>
</p></div>
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<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">I fatti messi in fila autorizzano al momento a descrivere almeno due scenari. Il primo &#232; quello pi&#249; semplice, per tutti: una disgrazia, anzi due, rigorosamente slegate una dall&#8217;altra.</div>
</p></div>
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<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">pusher Gianguarino Cafasso, informatore dei carabinieri, regista, o forse no, del video sesso e droga con l&#8217;ex governatore del Lazio Piero Marrazzo</div>
</p></div>
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<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">l&#8217;hanno trovato morto in una stanza d&#8217;albergo la mattina del 12 settembre. Overdose. Infarto.</div>
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<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">Ugualmente sarebbe una &#8220;disgrazia&#8221; anche quella di Brenda, Brendona, nome d&#8217;arte di Wendell Mendes Paes, 32 anni, alta pi&#249; di un metro e novanta, capelli lunghi neri, sesta di seno, mezzo sorriso affilato, modi spicci, quasi aggressivi, rivale di Natalie nel rapporto con Marrazzo, amica di China, un&#8217;altra comparsa nello scandalo del governatore</div>
</p></div>
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<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">Brenda era, racconta qualcuno, disperata e depressa, non s&#8217;era pi&#249; ripresa dopo &#8220;il caso&#8221; e meditava di tornare in Brasile. O di farla finita. Suicidio o morte per asfissia colpa di un incendio partito per caso. E&#8217; lo scenario pi&#249; semplice</div>
</p></div>
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<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">Assai pi&#249; convicente la seconda ipotesi, &#8220;eliminare le tracce&#8221;</div>
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<div class="diigoContentInner">Brenda &#232; stata per un po&#8217; l&#8217;amica di Marrazzo mentre Natalie era in Brasile (primi mesi del 2009) e quando &#232; tornata era gelosa di quel cliente che pagava cos&#236; bene; Brenda aveva girato un video con l&#8217;ex governatore, un gioco a tre, con protagonista anche Michelle, un&#8217;altra trans</div>
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<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">A verbale Brenda parla di &#171;incontri in un appartamento in via Cortina d&#8217;Ampezzo&#187;, di foto e di filmati consenzienti, giochi autorizzati, che per&#242; Brenda ha detto di aver distrutto per paura quando &#232; scoppiato &#8220;il caso&#8221;</div>
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<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">che fine ha fatto quel filmato? Chi ha interesse che se ne perda anche la memoria? E poi, quanti altri filmati esistono in circolazione?</div>
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<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">Cafasso, sempre lui, che in questa storia ritorna con puntualit&#224; inquietante nonostante si sia fatto di tutto per tenerlo lontano, aveva confessato alle croniste di Libero a cui cerc&#242; di vendere il video, &#171;di tenere in mano mezza Roma, i clienti dei trans, un sacco di vip&#187;</div>
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<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">Aggiunse anche di voler guadagnare un sacco di soldi perch&#232; poi se ne voleva andare, &#171;se resto qua mi fanno fuori&#187;</div>
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<p class="diigo-link"><a href="http://www.unita.it/news/italia/91577/marrazzo_colpa_mia_ma_c_complotto" rel="nofollow">Marrazzo: &#171;&#200; colpa mia, ma c&#8217;&#232; complotto&#187; &#8211; l&#8217;Unit&#224;.it</a><span class="diigo-link-opts"> &#8211; <a href="http://www.diigo.com/annotated?uid=399899&#38;url=http%3A%2F%2Fwww.unita.it%2Fnews%2Fitalia%2F91577%2Fmarrazzo_colpa_mia_ma_c_complotto">Annotated</a></span></p>
<ul class="diigo-highlights">
<li>
<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">Le dichiarazioni attribuite a Piero Marrazzo per&#242; vengono dichiarate completamente false dall&#8217;avvocato Luca Petrucci che assiste l&#8217;ex governatore nella vicenda giudiziaria che lo ha coinvolto.        </div>
</p></div>
<ul class="diigo-sticky-notes">
<li><span class="diigo-post-by"> &#8211; Pubblicate dal Corriere della Sera<a href="http://www.diigo.com/user/cubicamente" /></span></li>
</ul>
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<div class="diigoContentInner">&#171;Leggo sul Corriere della Sera e su Repubblica &#8211; ha detto l&#8217;avvocato Petrucci &#8211; presunte dichiarazioni di Piero Marrazzo o di suoi ipotetici amici sulla tragica scomparsa del trans Brenda. Tali dichiarazioni, alcune addirittura virgolettate, e con citazioni di sms, sono false dalla prima all&#8217;ultima parola. Marrazzo pur informato della moglie su quanto accaduto, non ha mai incontrato o parlato con nessuno di questa tragica vicenda. Ho ricevuto mandato di procedere in tutte le sedi giudiziarie e disciplinari per mettere fine a questo scorretto e diffamatorio modo di fare informazione in violazione dei pi&#249; elementari principi di rispetto delle persone e della privacy&#187;.</div>
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</ul>
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</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Il bue e l'asino]]></title>
<link>http://knutwicksell.wordpress.com/2009/11/22/il-bue-e-lasino/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 19:38:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Knut Wicksell</dc:creator>
<guid>http://knutwicksell.wordpress.com/2009/11/22/il-bue-e-lasino/</guid>
<description><![CDATA[Non so se faccia più ridere Pigi Battista che parla di &#8220;Riflusso e fine di un&#8217;epoca]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Non so se faccia più ridere Pigi Battista <a href="http://www.corriere.it/cultura/09_novembre_22/battista_747913ec-d741-11de-a7cd-00144f02aabc.shtml">che parla</a> di &#8220;<em>Riflusso e fine di un&#8217;epoca</em>&#8221; o Eugenio Scalfari <a href="http://www.unita.it/news/italia/91486/franceschini_presenta_il_suo_libro_scintille_fra_scalfari_e_bertinotti">che accusa</a> Pietro Ingrao di non averne mai azzeccata una in politica. Secondo me Scalfari.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Diritti Universali e Politica secondo Gianfranco Fini. Anatomia di un discorso.]]></title>
<link>http://yespolitical.wordpress.com/2009/11/22/diritti-universali-e-politica-secondo-gianfranco-fini-anatomia-di-un-discorso/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 15:36:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>cubicamente</dc:creator>
<guid>http://yespolitical.wordpress.com/2009/11/22/diritti-universali-e-politica-secondo-gianfranco-fini-anatomia-di-un-discorso/</guid>
<description><![CDATA[Colpisce l&#8217;alto profilo politico del discorso di Gianfranco Fini alla Conferenza sui Diritti U]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Colpisce l&#8217;alto profilo politico del discorso di Gianfranco Fini alla Conferenza sui Diritti Umani, tenutasi a Roma lo scorso 20 Novembre. Un discorso fortemente influenzato dal giuspositivismo di Norberto Bobbio &#8211; cita infatti il testo fondamentale in tema di diritti naturali e positivi, &#8216;L&#8217;età dei diritti&#8217; &#8211; attraverso il quale Fini tenta un ragguaglio intorno alla crisi della universalità dei diritti umani e al prevalere del relativismo culturale e della sua idea fondate, ovvero la inconfrontabilità delle culture e la irrimediabile connessione dei diritti alla storia e allo spirito del popolo. E&#8217; chiaro che l&#8217;universalità dei diritti è una idea, è un costrutto; l&#8217;universalità dei diritti dell&#8217;uomo deriva da un fatto storico, inizia a farsi largo nelle menti degli uomini quando qualcuno ha deciso di affermarli solennemente, emergendo alla luce dopo il conflitto e la rivoluzione.<br />
Da allora continuano a emergere nuove istanze, a delinearsi nuovi cataloghi di diritti individuali: se quaranta anni fa, essi emergevano prevalentemente dalla sfera sociale, oggi è nuovamente il campo della sfera privata a chiedere strumenti normativi a tutela della propria facoltà di autodeterminazione. Fini cita ad esempio il caso del fine vita e dei temi &#8216;eticamente sensibili&#8217;: se da un lato la politica è latitante e si è configurato un vuoto normativo che minaccia l&#8217;effettività del diritto di scelta delle cure mediche, dall&#8217;altro il potere politico legislativo non può superare il limite della sfera individuale, quindi deve astenersi dall&#8217;intervenire &#8211; evitando di prefigurarsi come potere totalizzante &#8211; normando solo le modalità di espressione della scelta, prevedendo i casi in cui l&#8217;individuo è nelle condizioni di farlo, ovvero è nella pienezza delle informazioni necessarie, oppure in caso contrario, disponendo chi deve sostituirsi a esso &#8211; famiglia, medico, giudice, stato.</p>
<ul>
<li><a rel="nofollow" href="http://www.ffwebmagazine.it/ffw/page.asp?VisImg=S&#38;Art=2960&#38;Cat=1&#38;I=immagini/Foto%20D-F/dirittiumani3_int.jpg&#38;IdTipo=0&#38;TitoloBlocco=NEWS%20FfMagazine&#38;Codi_Cate_Arti=7">Ffwebmagazine &#8211; I diritti dell&#8217;uomo e il ruolo della legge</a>
<p>Da un punto di vista storico, la democrazia e i diritti umani sono stati sempre considerati come fenomeni distinti, relativi ad aree differenti della sfera politica: la democrazia come una questione che attiene all&#8217;organizzazione del governo, i diritti umani, invece, come un problema relativo alla dignità della persona e alla sua tutela. Quando parliamo di democrazia, abbiamo imparato a pensare soprattutto a questioni di ordine costituzionale e di organizzazione del potere pubblico, quali, ad esempio, la separazione dei poteri, la competizione elettorale, il pluripartitismo e così via. Nel caso, invece, dei diritti umani, <em>quest&#8217;ultimi assumono l&#8217;individuo come punto di riferimento e sono volti a garantire ai singoli le condizioni minime necessarie per una vita libera e dignitosa</em>. <em>Come implica il termine &#8220;umano&#8221;, il riconoscimento di tali diritti è stato sempre inteso in senso universale</em> ed è stato oggetto di apposita regolamentazione internazionale; al contrario, <em>le vicende costituzionali dei singoli governi sono state tradizionalmente considerate come elemento costitutivo della &#8220;sovranità&#8221; di ogni Stato</em>. Queste distinzioni sono state ulteriormente rafforzate da una divisione disciplinare che ha assegnato lo studio della democrazia alla scienza politica e quello dei diritti umani alla legge e allo sviluppo della giurisprudenza: due campi di ricerca che, in molte parti del mondo, a partire da quello anglosassone, hanno avuto scarsa connessione l&#8217;uno con l&#8217;altro. <em>Oggi questa separazione non è più sostenibile se mai lo è stata</em>. Il crollo dei regimi totalitari sotto la pressione popolare ha dimostrato che <em>la democrazia, insieme ai diritti umani, è una aspirazione universale</em>, piuttosto che una complessa formula politica e giuridica. I dati sulle violazioni dei diritti umani perpetrate sotto i regimi dittatoriali, quale sia stata l&#8217;ideologia, hanno dimostrato che il tipo di sistema politico all&#8217;interno di un paese è lungi dall&#8217;essere irrilevante per lo standard dei diritti umani goduti dai suoi cittadini. D<em>a questo punto di vista, pertanto, solo la democrazia è il sistema di governo più idoneo a difendere i diritti umani, dal momento che i principi basilari su cui essa poggia garantiscono, per definizione, il pieno sviluppo di quei diritti che noi chiamiamo &#8220;civili&#8221; e &#8220;politici&#8221;.</em> <strong>Le nuove sfide derivanti dalla &#8220;età dei diritti&#8221; denotano, tuttavia, una irresistibile inclinazione dei diritti fondamentali ad espandersi oltre i confini dei singoli ordinamenti democratici.</strong> Il fenomeno non è nuovo: dopo la seconda guerra mondiale un&#8217;intera stagione politica è stata caratterizzata dal moltiplicarsi degli strumenti internazionali dei diritti umani, dalla Dichiarazione universale dei diritti umani dell&#8217;Onu del 1948, alla Convenzione europea dei diritti e delle libertà fondamentali del 1950, ai Patti sui diritti civili e politici e sui diritti economici, sociali e culturali degli anni &#8216;60, alla Carta &#8211; infine &#8211; dei diritti fondamentali dell&#8217;Unione europea approvata nel 2000. Eppure, negli anni più recenti, i diritti fondamentali sono stati sottoposti a nuove e, in parte, contraddittorie sfide. Da un lato, infatti, <em>vi è una forte accelerazione verso l&#8217;universalizzazione dei diritti fondamentali nel cui nome si discutono questioni come la crescita demografica, l&#8217;immigrazione, le nuove forme di povertà, la tutela dell&#8217;infanzia, la condizione femminile, le scelte di fine vita tra etica e diritto, la moratoria sulla pena di morte, l&#8217;emergenza ambientale, fino ad arrivare alle più disparate forme di rivendicazione individualistica</em>. Dall&#8217;altro lato, invece, paradossalmente, <strong>mai come oggi l&#8217;idea stessa dei diritti umani è stata posta radicalmente in discussione dalle critiche filosofiche post-moderne e relativiste</strong>. <em>L&#8217;avanzare dei diritti umani è stato accompagnato dal dubbio sulla loro universalità</em>, un dubbio che li colpisce alla radice, mettendo in discussione il fatto che essi possano essere riconosciuti ed applicati ovunque. È interessante notare come <strong>lo stesso Norberto Bobbio, che auspicava l&#8217;avanzare dell&#8217;&#8221;età dei diritti&#8221; sul piano universale, denunziasse poi, nel contempo, «l&#8217;illusione del fondamento assoluto» dei diritti fondamentali, dal momento che, cito testualmente, «non si vede come si possa dare un fondamento assoluto a diritti storicamente relativi, variabili di luogo in luogo e di tempo in tempo»</strong>. Nel pensiero di Bobbio è, dunque, racchiusa tutta la profonda tensione interna che spinge per l&#8217;effettivo riconoscimento di diritti universali, ma che, allo stesso tempo, dubita del loro fondamento assoluto. Ben <em>altra cosa, ovviamente, sono le critiche al cosiddetto &#8220;pseudo-universalismo&#8221; dei diritti umani alimentate da alcune tendenze individualiste che, tradendo lo spirito della Dichiarazione universale, hanno iniziato a promuovere una visione dei diritti umani solo parziale, espressione di una cultura incentrata su un individuo isolato ed astratto dalla società, un individuo concentrato su se stesso e totalmente autodeterminato</em>. Al riguardo, se è vero che <strong>il ragionamento di fondo del relativismo culturale ruota intorno all&#8217;affermazione della inconfrontabilità delle culture, non si deve dimenticare che la prospettiva del relativismo culturale si intreccia profondamente con la pretesa dell&#8217;Occidente di essere la cultura dominante e di incarnare il &#8220;<em>telos</em>&#8221; della cultura universale</strong>. Quali possono essere allora le strade per ricomporre questa tensione tra universalità e storicità dei diritti umani? Di fronte alle sfide del multiculturalismo contemporaneo, in cui si incontrano per convivere culture basate su valori a volte inconciliabili, <em>dobbiamo forse arrenderci alla rassegnazione relativista, ampiamente diffusa, che ostacola il riconoscimento dei diritti universali della persona, oppure dobbiamo adoperarci per favorire l&#8217;incontro fra le culture così da costruire un patrimonio umano universale che accomuna tutti gli uomini?</em> La storia, dal canto suo, ha già fornito alcune importanti risposte: <strong>il potenziamento del ruolo internazionale dei diritti umani, la transmigrazione dei concetti costituzionali da un paese all&#8217;altro e da un continente all&#8217;altro, la funzione di garanzia svolta dalle Corti, nazionali ed europee</strong>, dimostrano come vi sia una spinta verso il giusto riconoscimento del valore della persona e della sua libertà di autodeterminarsi. Sotto quest&#8217;ultimo aspetto, è sempre più frequente leggere espressioni come &#8220;i diritti delle generazioni future&#8221;, &#8220;i diritti riproduttivi&#8221;, &#8220;il diritto a morire&#8221;, &#8220;il diritto ad ammalarsi&#8221;, &#8220;il diritto ad avere un figlio&#8221; e così via. <strong>Se nei decenni passati il terreno più fertile per lo sviluppo dei nuovi diritti era quello economico-sociale, oggi i &#8220;nuovi diritti fondamentali&#8221; nascono dall&#8217;esigenza di garantire il diritto al rispetto della vita privata che, a volte, però, tende a trasformarsi in una assoluta &#8220;pretesa&#8221; all&#8217;autodeterminazione e alla libertà individuale.</strong> Se, infatti, all&#8217;origine, tale diritto si configurava come u<em>no spazio privato nei cui confronti non poteva fare irruzione il potere pubblico, attualmente esso esige, invece, che l&#8217;autorità pubblica assicuri il soddisfacimento di desideri ed aspirazioni riguardanti la sfera più personale, riservata ed intima</em>. L&#8217;esito di questa evoluzione è che <strong>si è generata nel tempo una forte confusione, se non addirittura una rischiosa sovrapposizione, tra l&#8217;affermazione dei desideri privati e il riconoscimento dei diritti fondamentali</strong>. Quale punto di equilibrio dobbiamo allora cercare di raggiungere? A questo interrogativo, che racchiude in sé <strong>la questione dei limiti cui è soggetta la libertà di autodeterminazione</strong>, cercherò di rispondere constatando, in primo luogo,     <strong>come uno degli aspetti da sempre più problematici per la tutela dei diritti fondamentali sia rappresentato proprio dal rapporto che intercorre tra il ruolo del potere giudiziario e il ruolo delle istituzioni politiche</strong>. Il progressivo <em>ampliamento del campo di azione del giudice e l&#8217;affermazione di modelli di definizione del diritto in via giurisdizionale diretti a colmare lacune legislative</em> hanno portato, soprattutto nel nostro paese, sia ad <strong>identificare nel diritto giurisprudenziale una nuova via, un &#8220;diritto mite&#8221;, &#8220;flessibile&#8221;, maggiormente in grado di soddisfare le esigenze di tutela dei diritti individuali, sia, al contrario, a denunciare una stagione di latitanza della politica</strong> con conseguente abbandono di questioni delicate e cruciali nelle mani degli stessi giudici. D&#8217;altronde, <strong>se il legislatore non riesce ad intervenire nelle cosiddette materie &#8220;eticamente sensibili&#8221; non può che spettare al giudice la ricerca della soluzione ragionevole applicabile al caso di specie, alla luce del quadro normativo e giurisprudenziale d&#8217;insieme</strong>. Tra le questioni più complesse che ci troviamo, quindi, ad affrontare oggi vi è <em>la crisi degli strumenti tradizionali delle libertà, dei diritti fondamentali e dei diritti umani</em>. <em>La legge, che è stata a lungo lo strumento non solo tecnico, ma anche istituzionale, di progressiva tutela sempre più ampia ed effettiva delle libertà e dei diritti</em>, deve recuperare la sua funzione centrale perché è soltanto attraverso il libero e ampio confronto parlamentare che si può raggiungere un alto livello di mediazione politica e sociale tra le legittime visioni contrapposte. Va da sé, ad esempio, per venire all&#8217;attualità dei nostri giorni, che <em>ogni decisione sulla vita deve essere rigorosamente assunta sulla base dei princìpi costituzionali, tenendo presente però che l&#8217;autodeterminazione non vive in una dimensione astratta e che le condizioni materiali incidono profondamente sui modi di scegliere, di autodeterminarsi delle persone</em>. Per questo, a mio avviso, <strong>il ruolo delle istituzioni deve avere come finalità quella di rendere la decisione effettivamente libera, vale a dire una finalità opposta a quella di espropriare qualcuno della sua sovranità sulla propria vita</strong>. Una componente essenziale dell&#8217;azione pubblica è infatti quella di costruire le condizioni perché l&#8217;autodeterminazione viva nell&#8217;ambiente sociale che la rende libera e che consente poi il pieno esercizio di questo diritto. Questo è un terreno su cui il Parlamento, se vi riesce, può sensatamente riaffermare una sua centralità qualitativa. Questo è quello che chiedono con forza tutti gli italiani al di là di ogni distinzione di parte.</li>
<li>Gianfranco Fini, Presidente della Camera. <em>Intervento pronunciato in occasione della Conferenza sui Diritti umani, Roma,</em> <em>20 novembre 2009<br />
</em></li>
</ul>
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<title><![CDATA[ Il mondo degli uomini senza qualità]]></title>
<link>http://ammiraglio61.wordpress.com/2009/11/22/il-mondo-degli-uomini-senza-qualita/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 12:29:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>ammiraglio61</dc:creator>
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<description><![CDATA[di EUGENIO SCALFARI IL PIU&#8217; bello, il più intenso, pieno di significati che vanno al di là del]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>di EUGENIO SCALFARI</em></p>
<h3><!-- fine FIRMA --><!-- fine SOMMARIO --></h3>
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<div id="testo"><!-- inizio TESTO --> IL PIU&#8217; bello, il più intenso, pieno di significati che vanno al di là dell&#8217;epoca in cui fu scritto è il dialogo di Diderot che si intitola &#8220;Le Neveu de Rameau&#8221;. Il protagonista è un tipo umano che l&#8217;autore delinea in tutte le sue sfumature facendolo parlare di sé per 150 pagine. Non è neppure un dialogo perché l&#8217;interlocutore che formula le domande e che è lo stesso Diderot si limita a sollecitare le risposte. Il protagonista non si fa pregare, è perfettamente consapevole di sé, del suo modo di vivere, dei suoi vizi, della sua intelligenza, della sua disumanità. Anzi: della sua amoralità. Non è immorale ma appunto amorale. Ha perso ogni cognizione della morale, ha cancellato il bene ed il male dal suo orizzonte mentale. I suoi vizi li usa quando sono utili al proprio interesse, altrimenti li tiene a guinzaglio, li reprime. Si maschera. Si presenta al mondo che lo circonda così come il mondo lo vuole. La dominante del suo carattere è l&#8217;utile, l&#8217;utile per sé.<br />
<!--more--><br />
Questo tipo umano, l&#8217;ho già detto, va molto al di là dell&#8217;epoca sua. Infatti è stato più volte raffigurato, con qualche differenza rispetto al prototipo che deriva dalle diversità di scrittura degli autori che sono rimasti affascinati da quel tipo umano che ha fatto della disumanità la sua divisa.Dostoevskij fece qualche cosa di simile scrivendo &#8220;Memorie del sottosuolo&#8221;, dove il personaggio appare ancor più simile al prototipo, ma con un tratto di malvagità in più rispetto all&#8217;originale.</p>
<p>Infine se ne occupò anche Rilke nei suoi &#8220;Quaderni di Malte Laurids Brigge&#8221;, dove racconta che l&#8217;uomo dispone di molti visi. Esiste da qualche parte un deposito di visi. Quando una persona ha consunto il suo viso e desidera indossarne uno nuovo e diverso, va in quel deposito e ne trova uno che meglio si adatti ai suoi desideri e ai suoi bisogni. Alcuni ne cambiano molti nel corso della loro vita; altri ne consumano meno. Altri ancora, ma sono pochi, restano fino alla morte col proprio viso. Non è detto che siano i più fortunati.<br />
<!--inserto--></p>
<div id="testo">Nessuno degli autori di questo genere di letteratura ha però raggiunto l&#8217;eleganza letteraria e la profondità filosofica di Diderot e la ragione credo sia questa: Diderot sapeva che la morale non è scolpita una volta per tutte ma è un prodotto dell&#8217;epoca e quindi relativa. Sapeva anche che l&#8217;uomo ha scoperto il bene e il male nel momento stesso in cui ha perso l&#8217;innocenza in cui vivono tutti gli altri esseri viventi.Il &#8220;Nipote di Rameau&#8221;, così l&#8217;uomo del sottosuolo, si disumanizzano e in questo modo riacquistano l&#8217;innocenza nel senso che perdono la cognizione del bene e del male. Non resta loro che l&#8217;istinto della sopravvivenza ed è questo soltanto che guida i loro comportamenti.
<p>&#160;</p>
<p>Diderot aveva chiarissimi questi elementi conoscitivi ed è questa la ragione per cui il suo dialogo è un pezzo letterario di ineguagliabile potenza espressiva.</p>
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</div>
<div>* * *I miei lettori si domanderanno perché ho citato ancora una volta il &#8220;Neveu de Rameau&#8221; (m&#8217;è accaduto di farlo in altre occasioni) e quale pertinenza esso abbia con l&#8217;attualità della quale dovrei occuparmi.</p>
<p>A parte il fatto che la nostra attualità è da qualche tempo trita e ritrita e non presenta eccezionali novità, sta di fatto che il tipo umano (disumano) delineato da Diderot sta diventando al giorno d&#8217;oggi sempre più numeroso. È un settore della società in crescita esponenziale. Nella classe dirigente, ma anche nei ceti sottostanti. Del resto l&#8217;uomo del sottosuolo non fa parte della classe dirigente se non in funzione servile.<br />
Servile, ma essenziale: ne riecheggia i desideri, ne soddisfa i bisogni, si incarica di condurre a termine le operazioni abiette, è la controfigura dei potenti quando si tratti di questioni troppo delicate e rischiose. Funge anche da buffone di corte; per divertire il suo signore e ricordargli qualche spiacevole verità. Rigoletto è un altro tipico uomo del sottosuolo che però, se offeso nel profondo, riscopre la sua dignità e sa anche vendicarsi. Perciò servirsi senza il senso della misura di personaggi di tal fatta comporta anche qualche pericolo.</p>
<p>Bisognerebbe chiedersi la ragione per cui la popolazione di quel tipo umano (disumano) sia tanto in crescita. La risposta è già stata data molte volte: insicurezza, paura del futuro, ripiegamento sul presente, percezione rachitica della felicità scandita sull&#8217;attimo d&#8217;un presente fuggitivo senza proiezioni verso l&#8217;avvenire, indifferenza diffusa verso la sorte degli altri, gelosia verso le fortune altrui, sopravvalutazione dei meriti propri. Furbizia nell&#8217;elusione delle regole. Cortigianeria. Crollo (apparente) delle ideologie in favore d&#8217;un pragmatismo diventato a sua volta ideologico.</p>
<p>Vi basta? Molti di questi elementi psicologici fanno parte da gran tempo dei connotati italici. Ma in certi segmenti della nostra storia diventano dominanti e questo è uno di quei momenti. Ecco perché quel tipo umano (disumano) è diventato moltitudine. Con qualche picco rappresentativo.</p>
<p>* * *</p>
<p>Voi pensate a Silvio Berlusconi, ma vi sbagliate di grosso. Berlusconi non è un uomo del sottosuolo, al contrario. Ha un senso pronunciatissimo della propria personalità. Non è affatto appiattito sulla felicità presente, anzi ha costruito un impero e una delle sue maggiori preoccupazioni è quella di conservarlo, accrescerlo e capire a chi dovrà lasciarne il controllo dopo di lui.</p>
<p>È vero che ama travestirsi per ottenere il pubblico favore, ma questo è proprio di tutti quelli che fanno politica, anche i migliori. Figuriamoci lui.</p>
<p>Non so neppure se abbia letto il &#8220;Nipote di Rameau&#8221; ma una cosa è certa: Berlusconi ha fatto e fa di tutto per far crescere quella genia, l&#8217;ha chiamata in servizio, la usa, la riempie di benefici, se ne serve come d&#8217;una massa gelatinosa che lo ripara dagli urti esterni, arrotonda gli angoli, devia i colpi e soprattutto fa mostra di credere sempre e dovunque al verbo che emana dalle sue labbra.</p>
<p>Non sto parlando di chi crede veramente in lui. Ce ne sono, avendo bisogno d&#8217;una fede profana l&#8217;hanno trovata e se la tengono stretta. Ma sto parlando della sua truppa, della coorte palatina che lo circonda, lo protegge, esegue i suoi ordini e anticipa i suoi desideri. In quella coorte non c&#8217;è nessuno che crede alle sue parole, ai suoi disegni, alle sue strategie. Sanno che è il più bravo dei comunicatori. Sanno che la loro felicità dipende da lui. Sanno che lui funziona a meraviglia in situazioni di emergenza. Perciò fanno in modo che l&#8217;emergenza ci sia e duri il più possibile. Quando non ci sarà più, saranno tempi duri per lui ma soprattutto per loro.</p>
<p>Vi pare che in un paese normale uno come Schifani diventerebbe presidente del Senato, seconda carica dello Stato? Uno come Gasparri ministro prima e capogruppo dei senatori poi? Uno come Bondi ministro e coordinatore del partito? Con le poesie che scrive? Uno come Minzolini direttore del Tg1? Uno come Tarantini, amico di casa? E uno come Cosentino membro del governo?</p>
<p>Di gente così ce n&#8217;è in tutti i partiti ed anche nel mondo degli affari, ma una concentrazione di talenti analoghi a quelli descritti da Diderot c&#8217;è soltanto<br />
attorno al Cavaliere.</p>
<p>Quelli del suo giro che non hanno analoga caratura non vanno bene per lui. Fini non va bene. Casini non va bene. Tremonti non va bene. Scajola così così. Ma il suo ideale è Belpietro, un alano da riporto. Non so se ne esistono in natura, ma lui lo è ed è prezioso.</p>
<p>* * *</p>
<p>Qualche giorno fa Pierluigi Battista ha scritto un succoso pezzo sul Corriere della Sera dove si domandava: quando Berlusconi non ci sarà più (politicamente s&#8217;intende) che faranno tutti quei giornalisti e uomini politici abituati a vivere parlando male di lui a getto continuo? Per loro saranno guai. Riciclarsi non sarà facile. Dovranno adattarsi ad una difficile vecchiaia quando l&#8217;indignazione moralistica non avrà più corso.</p>
<p>La tesi di Battista non è peregrina. Qualche rischio c&#8217;è, ma è minore di quanto egli pensi. Non so per i politici, ma per i giornalisti. Li conosco meglio e so che molti di loro erano bravi assai prima dell&#8217;era berlusconiana. Vorrei però porre anch&#8217;io una domanda a Battista: che faranno, quando Berlusconi scomparirà, quei giornalisti e politici che si sono specializzati nell&#8217;agitare flabelli al suo passaggio, a inventare false notizie, a deformare quelle vere e soprattutto ad omettere, omettere e ancora una volta omettere? Che faranno i revisionisti di mestiere, gli specializzati a sostenere che il problema è un altro, che le questioni serie sono altre e chi parla male di lui peste lo colga?</p>
<p>E i terzisti, caro Battista? I terzisti avranno ancora qualcosa da scrivere? Vorrei esser tranquillizzato su questo punto. Comunque un posto a tavola non si nega a nessuno che abbia una buona scrittura; c&#8217;è sempre la rubrica di &#8220;Come eravamo&#8221; che può essere un dignitosissimo &#8220;pied-à-terre&#8221; per i terzisti in disarmo.<br />
<!-- do nothing --><br />
<!-- do nothing --> <!-- fine TESTO --> © Riproduzione riservata                           (<em><!-- inizio DATA -->22 novembre 2009<!-- fine DATA --></em>)</p>
</div>
<div><a href="http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/scalfari-editoriali/22novembre/22novembre.html">Fonte</a></div>
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<title><![CDATA[Stronzo è chi stronzo lo fa.]]></title>
<link>http://liberalblog.eu/2009/11/22/stronzo-e-chi-stronzo-lo-fa/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 06:45:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonello Leone</dc:creator>
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<description><![CDATA[Adesso ch l&#8217;ha detto il presidente Fini, non è reato dare dello stronzo ad un politico della L]]></description>
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<title><![CDATA[Sei omosessuale? La Chiesa fa miracoli: in 4 giorni (150 €), tornerai normale, etero.]]></title>
<link>http://pianetaterra.wordpress.com/2009/11/22/sei-omosessuale-la-chiesa-fa-miracoli-in-4-giorni-150-euro-tornerai-normale-etero/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 04:14:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Maurizio Andrea</dc:creator>
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<description><![CDATA[www.pianetaterra.tv in collaborazione con www.gayguy.it Video tratto da www.arcoiris.tv &#8220;L]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/P90zClB7-wc&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/P90zClB7-wc&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><a href="http://www.pianetaterra.tv/" target="_blank"><strong><span style="color:#333399;">www.pianetaterra.tv</span></strong><br />
</a><strong>in collaborazione con</strong><br />
<a href="http://www.gayguy.it/" target="_blank"><span style="color:#333399;"><strong>www.gayguy.it</strong></span><br />
</a><strong>Video tratto da<br />
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</a><br />
&#8220;<strong><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#34206f;">L&#8217;altra inchiesta</span></span></strong>&#8220;<br />
Di <em>Saverio Tommasi</em> e <em>Ornella De Zordo<br />
</em><br />
<strong>&#8220;<span style="text-decoration:underline;">Guarire si deve: Chiesa e omosessualità</span>&#8220;<br />
</strong>La trascrizione del video di <em>Saverio Tommasi</em>:<br />
&#8220;Credo in una Chiesa che si faccia comunità di base, credo nel vangelo, in Gesù rivoluzionario e pacificamente sovversivo. Non credo in un Dio cattivo e vendicativo, che punisce gli uomini e consigli loro il cilicio. Ancora: non credo, soprattutto, che l&#8217;omosessualità sia il progetto del diavolo sulla terra. Ma c&#8217;è chi ci crede, e opera a pieno titolo all&#8217;interno della chiesa cattolica. Chi sono, cosa insegnano, dove professano i fautori dell&#8217;omosessualità come peccato mortale? Sono andato a scoprirlo inventandomi un nome e una storia. Sono partito da alcuni siti internet: www.acquaviva2009.com, narth.com, www.agapo.net, www.lwitalia.com. Le premesse sono chiare &#8220;L&#8217;omosessualità ci consente di evitare di scavare in profondità, oltre la superficialità e le attrazioni ispirare dalla concupiscenza &#8211; e continuerà ad essere così fino a quando avrà l&#8217; &#8220;approvazione&#8221; della legge. &#8211; La verità e che non si è omosessuali, ma eterosessuali latenti. Far uscire la nostra vera identità maschile è possibile: noi ci siamo riusciti e siamo qui per tenderti una mano. &#8211; &#8220;Si può cambiare&#8221; &#8211; Dalla omosessualità si può uscire.&#8221;<br />
Su www.gruppolot.it scopro che organizzano un corso residenziale maschile: quattro giorni tre notti a Botta di Sedrina, in provincia di Bergamo, presso la casa di S. Giuseppe, ospiti di tredici suore. Organizzano quello che chiamano &#8220;terapie riparative&#8221;, e la cosiddetta &#8220;preghiera di guarigione&#8221;.</p>
<p><strong>Decido di andarci, 150 euro non sono molte,</strong> anche se, scoprirò poi, non rilasciano ricevuta.<br />
Ci scambiamo alcune e-mail, io spiego la mia storia, loro mi inviano il modulo di iscrizione:<br />
<strong><span style="color:#442dd2;">SEMINARIO LOT<br />
FORMULAZIONE D&#8217;ISCRIZIONE</span></strong><br />
&#8220;<span style="text-decoration:underline;">Rispondere alle seguenti domande nonestamente e dettagliatamente</span>:<br />
<strong><em>Sei cristiano/a?<br />
Da quanto tempo?<br />
Come sei diventato cristiano?<br />
Cosa ne pensi della preghiera di guarigione resa possibile dallo Spirito Santo?<br />
Hai attualmente una relazione che comporta relazioni sessuali?<br />
Come si manifesta il problema?<br />
Hai già ricevuto aiuto riguardo il tuo problema?<br />
Consulenza/terapia?<br />
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prendi psicofarmaci?&#8221;</em>Seminario &#8220;Lot&#8221;, gruppo &#8220;Lot&#8221;, chi era &#8220;Lot?<br />
</strong>Era il nipote del patriarca <em>Abramo</em>. Abitava a Sodoma. Fu colui che arrivò ad offrire alla folla inferocita le sue due figlie, pur di aver salva la vita dei suoi ospiti. Dicono si trattasse di un paradosso, certo è un paradosso il gruppo cosiddetto &#8220;di guarigione per omosessuali&#8221; in cui mi sono infiltrato: si chiama Gruppo Lot Regina della Pace. Passano alcuni giorni ed ecco ilvolantino che pubblicizza il corso:<br />
&#8220;<em>Non avrai con maschio relazioni come si hanno con una donna: è abominio</em>. (Levitico 18,22)<br />
Per cultura generale possiamo ricordare che Levitico, oltre a essere il libro biblico meno letto, è anche lo stesso dove insieme alla frase &#8220;<em>non giacerai con maschio come con la femmina, poichè è abominio</em>&#8220;, scrive ache che è abominio farsi tatuaggi, o mangiare crostacei, o ancora radersi. Prima di continuare il racconto del viaggio all&#8217;interno del seminario di guarigione vi presento alcune frasi con cui vengono classificate le persone omosessuali. Le frasi sono tratte dalla dalla <span style="text-decoration:underline;">bibliografia ufficiale del corso</span>:<br />
<strong><em>&#8220;Depravato&#8221;<br />
&#8220;pervertito&#8221;<br />
&#8220;inaccettabile&#8221;<br />
&#8220;sesso disordinato&#8221;<br />
&#8220;comportamenti sessuali illeciti&#8221;<br />
&#8220;bambini sessualmente non conformi&#8221;<br />
&#8220;I genitori devono imparare a trasmettere al figlio l&#8217;idea che la sua effeminatezza è inaccettabile&#8221;<br />
&#8220;Il nostro corpo non ci dice forse qualcosa di profondo riguardo al progetto della sessualità umana? Sarebbe normale decidere di bere da una cannuccia infilata, ad esempio, in una narice?&#8221;</em>Dormiamo in stanze separate piccolissime</strong>,<br />
con crocifisso, letto, water ma senza copriwater, per costringerci a pisciare in piedi, perchè pisciare da seduti è da femmine. Viene confermato nella bibliografia ufficiale del corso alla quale si appoggiano. Quando parlano dei <strong>bambini</strong> che loro chiamano &#8220;<strong><span style="text-decoration:underline;">preomosessuali</span></strong>&#8220;, cioè <strong>affetti da GID</strong> <strong>Gender Identity Disorder</strong> (disturbo dell&#8217;identità sessuale), scrivono: &#8220;<em>prendono magari l&#8217;abitudine di urinare da seduto come una bambina</em>&#8220;. Oppure, all&#8217;opposto, la preoccupazione per la bambina <strong>prelesbica</strong>:<br />
&#8220;<em>uno dei segnali che dovrebbero preoccupare maggiormente è il rifiuto di urinare da sedute e la ferma volontà di urinare in piedi</em>&#8220;.<br />
<strong><em>Maschio è bello, maschio è meglio</em></strong>.</p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">Ecco la loro teoria rispetto alle donne</span></strong>:<br />
&#8220;<em>L&#8217;uomo viene creato per primo e la donna per seconda &#8211; In paradiso un ordine del genere preclude la necessità dei ruoli sessuali in sé. L&#8217;uomo e la donna se ne stavano entrambi di fronte a Dio, liberi di trarre pofitto con Dio e reciprocamente, senza prescrizioni di potere. Ma nella caduta, la donna viene ingannata per prima e conduce l&#8217;uomo all&#8217;inganno, un atto che inverte l&#8217;ordine dei sessi stabilito alla creazione. Questo porta alla dura conseguenza di &#8216;Genesi 3,16&#8242;, che stabilisce la leadership maschile e la sottomissione femminile&#8221;- Dio disse ad Adamo di &#8216;dominare&#8217; la donna, come conseguenza della sua disobbedienza (Genesi 3,16)&#8221;. &#8211; C&#8217;è una frase molto semplice che può diventare uno strumento assai utile per i genitori di bambini preomosessuali: &#8220;(nome del bambino), ma quello è un comportamento (o un&#8217;attività o un gesto) da femmine, e tu sei un maschio!&#8221; &#8211; Il primo compito di un uomo e quello di non essere una donna</em>&#8220;.<br />
<strong>Il corso è organizzato da Luca Di Tolve</strong>, <span style="text-decoration:underline;">omosessuale guarito</span>, come si definisce. Sua moglie <em>Terry</em>, Don <em>Maurizio</em> che avrebbe dovuto raggiungerci la domenica e poi non è venuto, e Padre <em>Massimo</em> che invece è rimasto con noi tuti e quattro i giorni. <strong>Padre <em>Massimo</em></strong>, che <strong>nella vita da prete si occupa di demonologia</strong>, cioè è un <strong>esorcista</strong>. <strong><span style="text-decoration:underline;">E questo evidentemente ha molto a che fare con l&#8217;omosessualità</span></strong>, visto che per loro si tratta del progetto del diavolo sulla terra. Le spiegazioni partono dalla Messa:<br />
&#8220;<em>Devo riappropriarmi delle armi di Cristo e ricominciare, non posso accettare che il demonio assuma delle autorità su di me.</em>&#8220;<br />
Il tentatico del lavaggio del cervello continua nei colloqui privati:<br />
&#8220;<em>Mancano dei pezzetti dentro i quali il demonio apre, apre questa via, no? Quando questo diventa tra virgolette satanico, diventat, diventa tra virgolette satanico, cioè contro Dio, diventa satanico cioè contro il concetto di Dio quando la pulsione sessuale, l&#8217;atto, diventa contro Dio, perchè il progetto di Dio non è quello. Perchè poi questa roba qui apre le porte a tutta una perversione di ciò che è la genitalità. L&#8217;omosessualità è una disfunzione cognitiva della percezione di sé.</em>&#8220;<br />
<strong><span style="text-decoration:underline;">E&#8217; la stessa cosa che sostengono nei loro libri</span>:<br />
</strong>&#8220;<em>Gesù chede alla persona vulnerabile rispetto all&#8217;omosessualità: &#8216;Intendi seguire me o le forze mondane e demoniache in competizione per la tua anima?</em>&#8216;&#8221;<br />
<strong>Per convincerci partono dal cinema</strong>: ci mostrano alcune scene dei maggiori film di <em><strong>Pedro Almodovar</strong></em> e <strong>lo condannano</strong>, poi, parlando di <strong><em>Pier Paolo Pasolini</em></strong>, dicono che si, è <strong>morto, ma per colpa dei suoi peccati sessuali</strong>:<br />
&#8220;<em>A furia di andare con questi ragazzini, con tutto quello che ingenerava, apriva un mondo che non era del tutto sano. Il male genera il male, e alla fine ha aperto comunque, capito? Un qualcosa che non&#8230; che non va bene!</em>&#8220;<br />
<strong><span style="text-decoration:underline;">Saverio domanda</span>:<br />
</strong>&#8220;<em>Ma Pasolini secondo te è morto per i peccati sessuali che ha commesso?</em>&#8220;<br />
<strong>Risposta:<br />
</strong>&#8220;<em>E certo secondo te!</em>&#8220;<br />
<strong>L&#8217;omosessualità è stata cancellata dal &#8220;Manuale Diagnostico e statistico delle malattie mentali&#8221; nel 1973,</strong> dall&#8217;<strong>APA</strong>, <strong>associazione Psichiatrica Americana</strong>. Ma questo gruppo (Lot), come altri in Italia, si rifà alle teorie di <em>Joseph Nicolosi</em>, <em>Andrew Comiskey</em>, il gruppo del <em>Living Water</em> in Italia con i loro leader <em>Stefan</em> e <em>Claudio Costa</em>. &#8220;<em>Prevenire è meglio che curare&#8221; &#8211; &#8220;E&#8217; nostra convinzione che l&#8217;umanità debba vivere in conformità con l&#8217;ordine naturale &#8211; Noi crediamo che la complementarietà sessuale e l&#8217;eterosessualità siano il fondamento di questo ordine naturale &#8211; Io parto dalla premessa che tutti gli esseri umani, per loro natura, sono eterosessuali, e che alcuni individui hanno un &#8216;problema&#8217; omosessuale.<br />
Per la precisione, uso il termine omosessuale, come abbreviazione di &#8216;persona eterosessuale con un problema omosessuale&#8217; </em>&#8220;</p>
<p><strong>Al di fuori di ogni teoria psichiatrica</strong> o psicologica abitualmente accettata ecco come si diventerebbe omosessuali secondo le teorie di padre <em>Massimo</em>:<br />
&#8220;<em>Il bambino non ha ancora una genitalità, una reazione di tipo genitale, ok? Ma è confinato nella sua identità, perchè? Perchè la mamma continua a dirgli che papà è stato un bastardo, hai visto forse papà è veramente un pò bastardo perchè ti dice: sabato alle cinque vengo a prenderti e arriva alle otto. Nel momento in cui io mi accorgo che sono un maschietto mi chiedo che colpa ho. Mamma potrebbe prendere il bambino e consolidarlo, potrebbe prendere il bambino e dirgli &#8216;adesso smetti e vai fuori a giocare con i bambini, non voglio più vederti in casa&#8217;. E&#8217; un esercizio educativo fondamentale per salvare il suo bambino, se non lo fa aiuta il bambino ad andare giù. Perché mamma sostanzialmente ha in mente il gruppo delle amiche li insieme a ricamare. Mamma ha in mente questo, poiché mamma ha assunto questo alla sua età, proietta su di te ciò che lei ha vissuto, ma mamma dimentica che li (&#8230;) e che tu non ti chiami Maria, ti chiami Marco, chiaro? Mamma questo lo dimentica: Questo vuoto che mamma mi crea è gravissimo per me! L&#8217;orgasmo è un attimo, ok? Ma il mio ricordo non è un attimo!</em> &#8211; <strong><span style="text-decoration:underline;">PREGHIERA</span></strong>:<br />
<em>&#8216;Dio onnipotene abbia misoricordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna.<br />
<strong>AMEN</strong>!&#8221;<br />
</em><strong><span style="text-decoration:underline;"><strong><strong><span style="text-decoration:underline;"><strong>-  -  -  -  -  -  -  -  -  -  -  -  -  -  -  -  -  -  -  -  -  -  -  -  -  -  -  - </strong></span></strong><br />
</strong></span></strong><a href="http://www.saveriotommasi.it" target="_blank">www.saveriotommasi.it</a><br />
<a href="http://www.perunaltracitta.org/" target="_blank">www.perunaltracitta.org<br />
</a><br />
&#8220;<strong>Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia, il resto è propaganda</strong>&#8220;.<br />
<em>Horacio Verbitsky<br />
</em><span style="color:#008080;"><strong><span style="color:#000000;"><span style="text-decoration:underline;"><strong>-  -  -  -  -  -  -  -  -  -  -  -  -  -  -  -  -  -  -  -  -  -  -  -  -  -  -  - <br />
</strong>Link consigliati</span>:<br />
</span><a href="http://www.gayguy.it/sbattezzo.htm" target="_blank">Sbattezzo, come fare?</a> - <a href="http://www.uaar.it/" target="_blank">UAAR.it</a> - <a href="http://www.fisicamente.net/" target="_blank">Fisicamente.net</a></strong></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Santa di Ché?]]></title>
<link>http://ilderviscio.wordpress.com/2009/11/22/santa-di-che/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 23:05:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stefano</dc:creator>
<guid>http://ilderviscio.wordpress.com/2009/11/22/santa-di-che/</guid>
<description><![CDATA[Le bugie di Daniela Santanché (ma c’era bisogno di dirlo?) Daniela Garnero, separata grazie ad una s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Le bugie di Daniela Santanché (ma c’era bisogno di dirlo?)</strong></p>
<p>Daniela Garnero, separata grazie ad una sentenza della Sacra Rota</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 185px"><img class=" " src="http://iltafano.typepad.com/il_tafano/images/2007/11/10/santanche_statista.jpg" alt="" width="175" height="306" /><p class="wp-caption-text">Daniela Santanché</p></div>
<p>dal chirurgo estetico Paolo Santanché (ma allora perché continua a chiamarsi cosí?), ci riprova. Dopo le buffonate davanti al teatro Ciak di Milano a fine Ramadan, le bugie sulla fatwa nei suoi confronti, si ripresenta quale esperta dell’Islam su canale cinque per insultare, esasperare e provocare la comunità islamica. Che questo squallido personaggio da fumetto venga continuamente riciclato quale “esperto” dell’Islam assieme all’altro pinocchietto Allam non fá nemmeno meraviglia. Non siamo forse nell’Italia del Ministro degli Interni xenofobo? Del Ministro della Difesa ex militante del Fronte della Gioventú e di Topo Gigio testimone del Ministero della Sanitá?<!--more--></p>
<p>Un quadretto di famiglia perfetto.</p>
<p>Smontare di volta in volta il castello di bugie di questi moderni paladini difensori della civiltá occidentale diventa un esercizio noioso tanto banali sono i loro “argomenti”.</p>
<p>Dunque, vediamo cosa c’è nella “nuova” accusa della Garnero/Santanché.</p>
<p>1) Nella societá araba di millequattrocento anni fa, il conteggio degli anni era alquanto approssimativo, specialmente per quanto riguarda l’anagrafe. Gli anni venivano generalmente computati riferendosi ad avvenimenti importanti anziché al conteggio delle lune. Nella biografia del Profeta Mohammed (la pace sia su di Lui) sono ad esempio noti i fatti avvenuti nell’anno dell’elefante, nell’anno dell’Egira o quelli avvenuti nell’anno del lutto.</p>
<p>2) Il matrimonio precoce era alquanto diffuso e, se accettiamo le tradizioni secondo le quali Aisha (la pace sia con Lei) venne sposata all’etá di nove anni, le stesse tradizioni ci tramandano che il matrimonio venne consumato all’etá di quindici, secondo altre tradizioni diciannove, anni.</p>
<p>3) Contrariamente al pensiero moderno dettato da necessitá sociali rispettabilissime, quali la necessitá dell’istruzione, in natura è il mestruo a segnare il confine fra infanzia e maturitá. Vale a dire che in natura, come del resto ancora in molte culture, la ragazza mestruata è matura per il matrimonio.</p>
<p>4) Se ci scandalizziamo di fronte al matrimonio di una ragazza e di un uomo maturo avvenuto millequattrocento anni fa e poi ci schieriamo dalla parte dei protagonisti del gossip odierno al quale partecipa la signora Garnero/Santanché, comproprietaria con Flavio Briatore e Lele Mora del club Billionaire, siamo degli ipocriti.</p>
<p>5) La signora Garnero/Santanché, paladino della difesa dei valori occidentali, avrebbe dovuto, prima di dare fiato alle sue strampalate teorie, studiare non solo il Corano, l’esegesi coranica e la Sīrah Rasūl Allāh, la biografia del Messaggero di Dio, ma anche un po’ dei vangeli della tradizione cristiana. Quando Maria, madre di Gesú (la pace su entrambi) raggiunse l’etá di dodici anni, il sommo sacerdote cercò in un consesso di vedovi il suo futuro marito. La scelta cadde su Giuseppe il falegname che si schernì dicendo: &#8220;Ho già figli e sono vecchio, mentre essa è una fanciulla! Che io non abbia a diventare oggetto di scherno per i figli di Israele!&#8221; (<a href="http://www.intratext.com/IXT/ITA0446/_P8.HTM">Protovangelo di Giacomo, VIII e succ</a>.)</p>
<p>6) Fonti altrettanto importanti della tradizione islamica arrivano a conclusioni diverse da quelle autorevolissime di Buchari e Muslim:</p>
<p>a)         il matrimonio avvenne, secondo la tradizione, nel primo anno dell’Egira (ca. 622 d.C.).  Secondo la tradizione tramandata da Buchari e Muslim, ció avvenne quando Aisha (*) aveva nove anni. La catena di trasmissione (<em>silsila</em>) di questa tradizione peró viene fatta risalire a Hischam ibn Urwa, considerato dagli esegeti “fonte debole” (<em>da&#8217;if)</em>.</p>
<p>b)         Secondo la versione breve di Ibn Hisham della Sirah di Ibn Ishaq, Aisha (*) si convertì   all’Islam poco prima di Omar ibn al-Khattab(*). Questo significa che nel primo anno dell’Egira doveva avere almeno quattordici anni.</p>
<p>c)         Tabari riferisce che Abu Bakr al Siddiq (*) sul punto di emigrare per l’Abissinia, otto anni  prima dell’Egira, si recò da Mutam proponendogli il matrimonio fra Aisha (*) e suo figlio col quale era giá fidanzata. Mutam respinse l’offerta poiché Aisha era giá convertita all’Islam. Se il matrimonio col Profeta (*) fosse avvenuto all’etá di nove anni, al momento del fidanzamento col figlio di Mutam non sarebbe ancora nata.</p>
<p>d)         Tabari scrive anche che tutti e quattro i figli di Abu Bakr al Siddiq (*) nacquero prima dell’avvento dell’Islam, quindi nell’anno dell’Egira Aisha (*) non poteva essere piú giovane di quattordici anni.</p>
<p>e)         Secondo Ibn Hadschar, Fatima (*) era di cinque anni piú grande di Aisha (*). Fatima (*)  nacque quando il Profeta (*) aveva 35 anni. Nell’anno dell’Egira ne aveva 52, vale a dire  che al matrimonio Aisha (*) era quattordicenne.</p>
<p>f)         Secondo numerose fonti, fra le quali Ibn Kathir, Aisha (*) era dieci anni piú giovane della sua sorellastra Asma (*). Ibn Kahtir tramanda che Asma (*) dovette assistere alla morte del proprio figlio nel settantatreesimo anno dell’Egira e morì pochi giorni dopo all’etá di cento anni, per cui nell’anno del matrimonio di Aisha (*) doveva avere 27 o 28 anni e di conseguenza Aisha(*) 17 o 18. Quando andó ad abitare col Profetá (*) doveva quindi averne 19 o forse venti.</p>
<p>g)         Aisha (*) partecipò alla battaglia di Badr nel secondo anno dell’Egira, cioè un anno dopo il matrimonio, soccorrendo i feriti. Secondo Buchari, il Profeta (*) aveva proibito a tutti i minori di quindici anni di partecipare alle battaglie e non c’è motivo di credere che avesse  fatto un’eccezione per sua moglie.</p>
<p>h)         Secondo una testimonianza di Buchari, Aisha (*) avrebbe una volta detto: “Ero una  ragazza (<em>dscharia</em>) quando venne annunciata la sura della Luna”. Questa sura venne  annunciata otto anni prima dell’Egira. Se Aisha (*) fosse stata sposata all’etá di nove anni,  a quel punto avrebbe avuto un anno e avrebbe dovuto usare il termine <em>sabiyya.  </em>Il termine <em>dscharia</em> invece, è riservato alle ragazze fra i sei e i tredici anni. Al matrimonio avrebbe quindi avuto un’etá fra i quattordici e i ventuno anni.</p>
<p>i)          Non esiste nel Corano alcun verso che giustifica il matrimonio di ragazze non mestruate e  ragazzi non ancora sessualmente maturi.</p>
<p>Valeva la pena di raccontarlo?</p>
<p>Spero di sí.</p>
<p>Vogliamo aspettare insieme le teorie del prossimo “esperto” dell’Islam che ci racconterà che la carne di maiale fu vietata perché allora non c’erano i frigoriferi?</p>
<p>E allora aspettiamo, sono curioso di vedere chi arriverá primo al traguardo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Asta per macabri collezionisti: su e-bay sangue e cervello di Mussolini]]></title>
<link>http://loriscosta.wordpress.com/2009/11/21/asta-per-macabri-collezionisti-su-e-bay-sangue-e-cervello-di-mussolini/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 20:57:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>susannacotugno</dc:creator>
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<description><![CDATA[  Sangue e cervello di Benito Mussolini sono stati messi in vendita su e-Bay, con un prezzo di parte]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"> <img src="http://3.bp.blogspot.com/_IgnWv-6sF54/SL5cwqhodbI/AAAAAAAAAAg/Y46cRa2063A/S660/frankenstein%5B1%5D.JPG" alt="" /></p>
<p>Sangue e cervello di Benito Mussolini sono stati messi in vendita su e-Bay, con un prezzo di partenza di 15 mila euro. Sembra che il materiale sia stato rubato dal Policlinico di Milano, dove era custodito a partire dal giorno seguente ai fatti di piazzale Loreto. Nelle ore successive all&#8217;esposizione del cadavere di Mussolini in piazza, infatti, il corpo venne portato in ospedale per l&#8217;autopsia. Alessandra Mussolini, nipote del Duce, appena ricevuta la notizia di tale messa all&#8217;asta su e-bay, corredata da fotografie di frammenti di cervello e sangue di Benito Mussolini, ha immediatamente sporto denuncia presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli per risalire alle responsabilità del trafugamento e bloccarne la vendita. Il sito e-Bay, in ogni caso, ha tenuto a precisare che l&#8217;inserzione è stata prontamente rimossa poche ore dopo la messa online e prima che chiunque avesse fatto alcuna offerta. </p>
<p>Fatto sta che si apre un mistero su questi resti di Mussolini, perchè il Policlinico di Milano, a seguito della notizia diffusa in merito alla vendita online del materiale autoptico, ha dichiarato di non essere mai stato a conoscenza della presenza di tali resti presso l&#8217;ospedale!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Blog Brevis: Parola di imputato]]></title>
<link>http://serrature.wordpress.com/2009/11/23/blog-brevis-parola-di-imputato/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 21:02:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Serraturestaff</dc:creator>
<guid>http://serrature.wordpress.com/2009/11/23/blog-brevis-parola-di-imputato/</guid>
<description><![CDATA[E&#8217; una garanzia chiedere un&#8217;opinione sul &#8220;processo breve&#8221; a gente come Marce]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/MexV4ANuM8o&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/MexV4ANuM8o&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></div>
<div>E&#8217; una garanzia chiedere un&#8217;opinione sul &#8220;processo breve&#8221; a gente come <strong>Marcello Dell&#8217;Utri</strong>, condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa. Direttamente dal Salone del Libro Usato di Milano, il senatore pidiellino ha affermato che &#8220;<em>c&#8217;è tutto da cambiare in <a href="http://serrature.wordpress.com/files/2009/11/dellutri.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-548" title="dell'utri" src="http://serrature.wordpress.com/files/2009/11/dellutri.jpg?w=300" alt="" width="300" height="235" /></a>questa giustizia, anzi ingiustizia</em>&#8220;, ed è quindi passato a criticare le rivelazioni di Massimo Ciancimino. Ma sorge spontanea una domanda: cosa c&#8217;entrano le sue dichiarazioni con il processo breve? E soprattutto, chi se ne frega dell&#8217;opinione di Dell&#8217;Utri, dato che il procedimento che lo vede imputato, sia nella tempistica, sia nel merito, non lo toccherebbe minimamente?<br />
E&#8217; una garanzia chiedere un parere tecnico al ministro della Giustizia <strong>Angelino Alfano</strong>, che oggi si è scagliato contro l&#8217;<strong>Associazione Nazionale Magistrati</strong>, rea a suo dire di inventarsi le statistiche sul disegno di legge firmato da Gasparri. Al dato, fornito dal sindacato delle toghe, che rivela un possibile decadimento del <strong>50%</strong> dei processi pendenti a Roma, Bologna e Torino, e del 30% in altre grandi città, il Guardasigilli ha tuonato: &#8220;<em>Ma stiamo scherzando? Bisogna chiarire i termini, l&#8217;ANM ha preso un clamoroso abbaglio</em>&#8220;. Eppure lui stesso, al momento di rispondere all&#8217;interrogazione parlamentare che gli era stata rivolta, non era stato molto chiaro sulle fonti da cui aveva tratto la miracolosa percentuale dell&#8217; <strong>1%</strong> di prescrizioni.<br />
Insomma, è una garanzia sentir parlare questi personaggi, tutti impegnati a difendere al &#8220;<em>Si salvi chi può</em>&#8221; un <strong>Berlusconi</strong> sempre più cupo e imprevedibile. Un Berlusconi, a dire il vero, che ci ricorda molto da vicino il dittatore nordcoreano <strong>Kim Jong Il</strong>: ombroso, collerico, autoritario, il capo sente avvicinarsi la fine della sua parabola politica, e si slancia, si dimena, si acciglia, per cercare di ricordare, in primo luogo a sè stesso, che la vecchiaia è di là da venire e il potere sta saldo nelle sue mani. Una sorta di <strong>Mazzarò</strong> dei nostri tempi, che grida &#8220;<em>Roba mia, vientene con me</em>!&#8221;, avvinghiato all&#8217;Italia.</div>
<p><em>D.Piselli</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ma è proprio sicuro?]]></title>
<link>http://serrature.wordpress.com/2009/11/21/ma-e-proprio-sicuro/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 21:41:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Serraturestaff</dc:creator>
<guid>http://serrature.wordpress.com/2009/11/21/ma-e-proprio-sicuro/</guid>
<description><![CDATA[Oggi Berlusconi, in visita a Gedda (Arabia Saudita), ha cercato di mettere una pezza alle polemiche ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div>Oggi <strong>Berlusconi</strong>, in visita a <strong>Gedda</strong> (Arabia Saudita), ha cercato di mettere una pezza alle polemiche degli ultimi giorni, anche relative alle assenze, durante le votazioni, di molti parlamentari del PdL. Lo ha fatto, come sempre, a modo suo, utilizzando quel <strong>concetto tutto <a href="http://serrature.wordpress.com/files/2009/11/camera20dei20deputati2020gennaio202008.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-530" title="Camera%20dei%20Deputati%20%20gennaio%202008" src="http://serrature.wordpress.com/files/2009/11/camera20dei20deputati2020gennaio202008.jpg?w=300" alt="" width="300" height="200" /></a>particolare di verità</strong> cui ci ha abituato: &#8220;<em>Qualche volta manchiamo al voto ma solo perché non siamo professionisti della politica e funzionari di partito come quelli della sinistra. Siamo gente che lavora</em>&#8221; ha affermato. Senza ribadire il nostro punto di vista, per il quale lo svolgimento del compito istituzionale dovrebbe essere incompatibile con qualsiasi logica di doppie professioni e attività parallele, ci limitiamo con il post di oggi a ricordare al Presidente del Consiglio, casomai gli fossero sfuggiti, lì sul momento, i nomi dei <span style="text-decoration:underline;">parlamentari del PdL</span> che ricevono lo stipendio <span style="text-decoration:underline;">da più di 4 legislature</span>. Se non sono professionisti, allora che cosa sono questi signori?</div>
<p><strong>TREMAGLIA Mirko</strong> - deputato, dal 1972 (<strong>11 legislature</strong>)<br />
<strong>PISANU Beppe</strong> - senatore, dal 1972 (<strong>10 legislature</strong>)<br />
<strong>LA MALFA Giorgio</strong> - deputato, dal 1972 (10 legislature, adesso gruppo <span style="text-decoration:underline;">Misto</span>)<br />
<strong>BERSELLI Filippo</strong> - senatore, dal 1983 (<strong>8 legislature</strong>)<br />
<strong>COLUCCI Francesco</strong> &#8211; deputato, dal 1972 (8 legislature)<br />
<strong>FINI Gianfranco</strong> &#8211; deputato, dal 1983 (8 legislature) <br />
<strong>MATTEOLI Altero</strong> &#8211; senatore, dal 1983 (8 legislature) <br />
<strong>GRILLO Luigi</strong> &#8211; senatore, dal 1987 (<strong>7 legislature</strong>)<br />
<strong>NANIA Domenico</strong> &#8211; senatore, dal 1987 (7 legislature)<br />
<strong>PONTONE Francesco</strong> &#8211; senatore, dal 1987 (7 legislature)<br />
<strong>CAMBER Giulio</strong> &#8211; senatore, dal 1987 (7 legislature)<br />
<strong>CICCHITTO Fabrizio</strong> &#8211; deputato, dal 1976 (<strong>6 legislature</strong>)<br />
<strong>GASPARRI Maurizio</strong> &#8211; senatore, dal 1992 (6 legislature)<br />
<strong>GIOVANARDI Carlo</strong> &#8211; senatore, dal 1992 (6 legislature)<br />
<strong>LA RUSSA Ignazio</strong> &#8211; deputato, dal 1992 (6 legislature)<br />
<strong>SACCONI Maurizio</strong> &#8211; senatore, dal 1979 (6 legislature)<br />
<strong>VITO Elio</strong> &#8211; deputato, dal 1992 (6 legislature)<br />
<strong>AMORUSO Francesco Maria</strong> &#8211; senatore, dal 1994 (<strong>5 legislature</strong>)<br />
<strong>APREA Valentina</strong> &#8211; deputato, dal 1994 (5 legislature)<br />
<strong>BATTAGLIA Antonio</strong> &#8211; senatore, dal 1994 (5 legislature)<br />
<strong>BENEDETTI VALENTINI Domenico</strong> &#8211; senatore, dal 1994 (5 legislature) <br />
<strong><span style="text-decoration:underline;">BERLUSCONI SILVIO</span></strong> &#8211; deputato, dal 1994 (5 legislature)<br />
<strong>BUTTI Alessio</strong> &#8211; senatore, dal 1992 (5 legislature)<br />
<strong>CICU Salvatore</strong> &#8211; deputato, dal 1994 (5 legislature)<br />
<strong>CONTE Gianfranco</strong> &#8211; deputato, dal 1994 (5 legislature)<br />
<strong>COSTA Rosario Giorgio</strong> &#8211; senatore, dal 1994 (5 legislature)<br />
<strong>CRIMI Rocco</strong> &#8211; deputato, dal 1994 (5 legislature)<br />
<strong>CURSI Cesare</strong> &#8211; senatore, dal 1987 (5 legislature)<br />
<strong>D&#8217;ALI&#8217; Antonio</strong> &#8211; senatore, dal 1994 (5 legislature)<br />
<strong>DE CORATO Riccardo</strong> &#8211; deputato, dal 1994 (5 legislature)<br />
<strong>LA LOGGIA Enrico</strong> &#8211; deputato, dal 1994 (5 legislature)<br />
<strong>LANDOLFI Mario</strong> &#8211; deputato, dal 1994 (5 legislature)<a href="http://serrature.wordpress.com/files/2009/11/14676_landolfi_mario.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-531" title="14676_landolfi_mario" src="http://serrature.wordpress.com/files/2009/11/14676_landolfi_mario.jpg?w=150" alt="" width="150" height="103" /></a><br />
<strong>MANTICA Alfredo</strong> &#8211; senatore, dal 1987 (5 legislature)<br />
<strong>MARTINO Antonio</strong> &#8211; deputato, dal 1994 (5 legislature)<br />
<strong>MASSIDDA Piergiorgio</strong> &#8211; senatore, dal 1994 (5 legislature) <br />
<strong>MAZZOCCHI Antonio</strong> &#8211; deputato, dal 1994 (5 legislature)<br />
<strong>MENIA Roberto</strong> &#8211; deputato, dal 1994 (5 legislature)<br />
<strong>MICCICHE&#8217; Gianfranco</strong> &#8211; deputato, dal 1994 (5 legislature)<br />
<strong>NAPOLI Angela</strong> &#8211; deputato, dal 1994 (5 legislature)<br />
<strong>PATARINO Carmine Santo</strong> &#8211; deputato, dal 1987 (5 legislature)<br />
<strong>PORCU Carmelo</strong> &#8211; deputato, dal 1994 (5 legislature)<br />
<strong>PRESTIGIACOMO Stefania</strong> &#8211; deputato, dal 1994 (5 legislature)<br />
<strong>ROMANI Paolo</strong> &#8211; deputato, dal 1994 (5 legislature)<br />
<strong>ROSSO Roberto</strong> - deputato, dal 1994 (5 legislature)<br />
<strong>SCARPA BONAZZA BUORA Paolo</strong> &#8211; senatore, dal 1994 (5 legislature)<br />
<strong>SILIQUINI Maria Grazia</strong> &#8211; deputato, dal 1994 (5 legislature)<br />
<strong>TORTOLI Roberto</strong> &#8211; deputato, dal 1994 (5 legislature)<br />
<strong>TREMONTI Giulio</strong> &#8211; deputato, dal 1994 (5 legislature)<br />
<strong>VALDUCCI Mario</strong> &#8211; deputato, dal 1994 (5 legislature)<br />
<strong>VENTUCCI Cosimo</strong> &#8211; deputato, dal 1994 (5 legislature)<br />
<strong>ZACCHERA Marco</strong> &#8211; deputato, dal 1994 (5 legislature)<br />
<strong>POLI BORTONE Adriana</strong> &#8211; senatore, dal 1983 (5 legislature, ora gruppo <span style="text-decoration:underline;">Misto</span>)<br />
<strong>ALBERTI CASELLATI Maria Elisabetta</strong> &#8211; senatore, dal 1994 (<strong>4 legislature</strong>)<br />
<strong>ARACU Sabatino</strong> &#8211; deputato, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong>ASCIUTTI Franco</strong> &#8211; senatore, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong>BERRUTI Massimo Maria</strong> &#8211; deputato, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong>BETTAMIO Giampaolo</strong> - senatore, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong>BOCCHINO Italo</strong> &#8211; deputato, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong><a href="http://serrature.wordpress.com/files/2009/11/agf130871630106210147_big1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-533" title="agf130871630106210147_big" src="http://serrature.wordpress.com/files/2009/11/agf130871630106210147_big1.jpg?w=99" alt="" width="99" height="150" /></a>BONAIUTI Paolo Pdl</strong> &#8211; deputato, dal 1996 (4 legislautre)<br />
<strong>BONIVER Margherita</strong> &#8211; deputato, dal 1979 (4 legislature)<br />
<strong>BORNACIN Giorgio</strong> &#8211; senatore, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong>BRUNO Donato</strong> &#8211; deputato, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong>CARUSO Antonino</strong> &#8211; deputato, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong>CASTELLANI Carla</strong> &#8211; deputato, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong>CENTARO Roberto</strong> &#8211; senatore, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong>CESARO Luigi</strong> &#8211; deputato, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong>COLLINO Giovanni</strong> &#8211; senatore, dal 1996 (4 legislature, <span style="text-decoration:underline;">fino al 14 Luglio 2009</span>)<br />
<strong>CONTENTO Manlio</strong> &#8211; deputato, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong>COSENTINO Nicola</strong> &#8211; deputato, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong>CUTRUFO Mauro</strong> &#8211; senatore, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong>DELL&#8217;UTRI Marcello</strong> &#8211; senatore, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong>DINI Lamberto</strong> &#8211; senatore, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong>FERRARA Mario</strong> &#8211; senatore, dal 1994 (4 legislature)<br />
<strong>FIRRARELLO Giuseppe</strong> &#8211; senatore, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong>FOTI Tommaso</strong> &#8211; deputato, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong>GALATI Giuseppe</strong> &#8211; deputato, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong>GIORGETTI Alberto</strong> &#8211; deputato, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong>GIUDICE Gaspare</strong> &#8211; deputato, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong>GIULIANO Pasquale</strong> &#8211; senatore, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong>JANNONE Giorgio</strong> &#8211; deputato, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong>LEONE Antonio</strong> &#8211; deputato, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong>LO PRESTI Antonino</strong> &#8211; deputato, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong>MALAN Lucio</strong> &#8211; senatore, dal 1994 (4 legislature)<br />
<strong>MANTOVANO Alfredo</strong> &#8211; deputato, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong>MIGLIORI Riccardo</strong> &#8211; deputato, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong>NESPOLI Vincenzo</strong> &#8211; senatore, dal 1994 (4 legislature)<br />
<strong>PAROLI Adriano</strong> &#8211; deputato, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong>PASTORE Andrea</strong> &#8211; senatore, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong>PEPE Antonio</strong> &#8211; deputato, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong>PERA Marcello</strong> &#8211; senatore, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong>PIANETTA Enrico</strong> &#8211; deputato, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong>POSSA Guido</strong> &#8211; senatore, dal 1996 (4 legislature)<a href="http://serrature.wordpress.com/files/2009/11/schifani1.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-538" title="schifani" src="http://serrature.wordpress.com/files/2009/11/schifani1.jpg?w=150" alt="" width="150" height="112" /></a><br />
<strong>RAMPONI Luigi</strong> &#8211; senatore, dal 1994 (4 legislature)<br />
<strong>ROTONDI Gianfranco</strong> &#8211; deputato, dal 1994 (4 legislature)<br />
<strong>RUSSO Paolo</strong> &#8211; deputato, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong>SCAJOLA Claudio</strong> &#8211; deputato, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong>SCHIFANI Renato</strong> &#8211; senatore, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong>STAGNO D&#8217;ALCONTRES Francesco</strong> -  deputato, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong>STRADELLA Franco</strong> &#8211; deputato, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong>TOFANI Oreste</strong> &#8211; senatore, dal 1994 (4 legislature)<br />
<strong>TOMASSINI Antonio</strong> &#8211; senatore, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong>VALENTINO Giuseppe</strong> &#8211; senatore, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong>VEGAS Giuseppe</strong> &#8211; deputato, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong>VITALI Luigi</strong> &#8211; deputato, dal 1996 (4 legislature)<br />
<strong>BEVILACQUA Francesco</strong> &#8211; senatore, dal 1996 (4 legislature)</p>
<p>P.S. Siamo felici di comunicarvi che a breve, su <em>Serrature</em>, sarà disponibile l&#8217;intervista al capogruppo IdV alla Camera, l&#8217;On. <strong>Massimo Donadi</strong>.</p>
<p><em>D.Piselli</em></p>
</div>]]></content:encoded>
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