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	<title>politica-societa &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "politica-societa"</description>
	<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 16:34:14 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Malata di Sla abbandonata: vive con l'ossigeno vicino al gas]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/10/21/malata-di-sla-abbandonata-vive-con-lossigeno-vicino-al-gas/</link>
<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 22:30:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
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<description><![CDATA[La denuncia: «Grave che un caso di questa malattia in fase avanzata non sia seguito» La donna vive c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3>La denuncia: «Grave che un caso di questa malattia in fase avanzata non sia seguito»</h3>
<h1></h1>
<h1><span style="color:#ff0000;"><strong>La donna vive con quattro famigliari in meno di 50 metri  quadrati e non ha alcuna assistenza pubblica</strong></span></h1>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>.<br />
</strong></span></p>
<table border="0" width="1" align="left">
<tbody>
<tr>
<td><img title="Maria Di Marcantonio" src="http://www.corriere.it/Media/Foto/2009/10/21/sla_pezzo--180x140.jpg" border="0" alt="Maria Di Marcantonio" width="180" height="140" align="left" /></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color:#ff0000;">Maria Di Marcantonio</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><!-- google_ad_section_end --><span style="color:#ff0000;"><strong></strong><strong> </strong>OSTIA (Roma) </span> &#8211; Un altro caso di vita ai margini della civiltà: abbandono totale, questo reso noto prima di essere conosciuto attraverso una tragedia ormai compiuta, come successo al bambino capoverdiano a Napoli, <strong><a href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/notizie/cronaca/2009/19-ottobre-2009/bambino-morto-madre-fin-vitae-giallo-quartiere-sanita--1601894735633.shtml"><span style="text-decoration:underline;">morto per le esalazioni di un braciere </span></a></strong>in una casa senza elettricità, e senza senso. Qui i protagonisti non sono immigrati: tutti italiani, in cinque &#8211; una donna gravemente malata di Sla, la figlia, il genero e due ragazzini &#8211; in un alloggio popolare di nemmeno 50 metri quadrati e senza la possibilità che la donna malata possa essere spostata perché l&#8217;ambiente è angusto, tanto che è su un letto con la bombola d&#8217;ossigeno a ridosso dei fornelli a gas della cucina, con tutti i pericoli che ne conseguono. La denuncia dello stato di abbandono e di incuria in cui versa la malata di SLA arriva con una nota dell&#8217;associazione <a rel="nofollow" href="http://www.wlavita.org/" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">&#8216;&#8221;Viva la Vita Onlus&#8221;</span></a>.<strong></p>
<p><span style="color:#ff0000;">«PER GLI AIUTI DOBBIAMO ATTENDERE» </span>- </strong>«Abbiamo richiesto un nuovo alloggio e un aiuto dai servizi sociali e la risposta è stata di attendere qualche anno&#8230; io sono ai limiti del crollo», dice Alessandra, la figlia di Maria Di Marcantonio, la sessantenne affetta da SLA. A meno di un anno dalla diagnosi, la signora è già immobile nel suo letto con l&#8217;ossigeno e nutrita per via artificiale. E&#8217; la figlia che gestisce anche l&#8217;alimentazione forzata della donna, con l&#8217;aiuto di un infermiere che passa da casa per cinque minuti al giorno. Non ha la carrozzina elettrica perché inutile &#8211; riferisce ancora l&#8217;associazione -, non riuscirebbe comunque a passare nelle altre stanze ed il bagno per lei è totalmente inaccessibile. Riesce ancora a parlare ma il suo eloquio è divenuto incomprensibile e quando anche la parola l&#8217;abbandonerà del tutto la sua mente sarà totalmente prigioniera in un corpo immobile. Questo l&#8217;accorato appello della figlia Alessandra: «Sono ai limiti delle forze e prossima al crollo psico-fisico. Se non cambierà nulla non so cosa accadrà&#8230; oltre alla fisioterapia e ad un accesso al giorno di pochi minuti di un&#8217;infermiera non abbiamo nulla. Io oramai sono bloccata in casa ad assistere mia madre, non posso allontanarmi neanche un minuto e le notti sono pressoché in bianco. Viviamo con lo stipendio di mio marito che non ci consente, assolutamente, di permetterci una badante. Una mano me la danno i miei figli ma sono minorenni e non posso far pesare su di loro un&#8217;assistenza così gravosa». «L&#8217;anno scorso ho richiesto un nuovo alloggio popolare più grande, almeno adeguato alla condizione di mia madre, non ho ancora ricevuto risposte. La buona notizia è che a gennaio del 2009 i servizi sociali del Comune hanno accettato la domanda per l&#8217;assistenza, ma mi hanno prospettato attese che possono arrivare fino a 3 anni&#8230;». <strong></p>
<p><span style="color:#ff0000;">LA DENUNCIA: «UN CASO DI SLA NON DEVE ESSERE ABBANDONATO»</span> &#8211; </strong> Per Mauro Pichezzi, presidente dell&#8217;associazione Viva la Vita Onlus che riunisce familiari e malati di SLA, «è gravissimo che un caso di SLA in fase avanzata non sia seguito da nessun centro ospedaliero qualificato, ma è ancor più drammatico che la signora sia letteralmente abbandonata a sè stessa». A detta dell&#8217;avv. Chiara Madia, penalista di Viva la Vita Onlus, «ci sono tutti gli estremi per configurare un reato di omissione di atti d&#8217;ufficio nei confronti di chi sarebbe tenuto alla presa in carico della signora, e siamo pronti a procedere per le vie legali».<br />
<strong>21 ottobre 2009</strong></p>
<p>Fonte: <strong><a href="http://www.corriere.it/cronache/09_ottobre_21/malata-sla-abbandono_4c6a5188-be0d-11de-9bc2-00144f02aabc.shtml">il Corriere della Sera</a></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Arrivederci Fernanda!]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/08/18/arrivederci-fernanda/</link>
<pubDate>Tue, 18 Aug 2009 21:19:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
<guid>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/08/18/arrivederci-fernanda/</guid>
<description><![CDATA[Addio a Fernanda Pivano, voce italiana della nuova America Con le sue traduzioni ci ha fatto conosce]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Addio a Fernanda Pivano, voce italiana della nuova America</strong></p>
<h1><span style="color:#ff0000;"><strong>Con le sue traduzioni ci ha fatto conoscere gli autori americani del &#8216;900, da Edgar Lee Masters a Hemingway, dalla «beat generation» a Dylan. Aveva 92 anni</strong></span></h1>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>.<br />
</strong></span></p>
<p><strong></strong><strong><img title="Fernanda Pivano (Ansa)" src="http://www.corriere.it/Media/Foto/2009/08/18/FERNA--180x140.JPG" border="0" alt="Fernanda Pivano (Ansa)" width="180" height="140" align="left" /></strong></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>MILANO </strong></span>- È morta all&#8217;età di 92 anni la scrittrice e giornalista Fernanda Pivano. A lei, nata a Genova nel 1917 ma trasferitasi preso a Torino con la famiglia, si deve la conoscenza in Italia dei grandi autori della letteratura americana. Da Edgar Lee Masters a Hemingway, dai poeti e gli scrittori della «beat generation» a Bob Dylan, i più grandi e rappresentativi autori della nuova America sono stati portati ai lettori italiani dalla sua capacità di interpretare, capire, raccontare e descrivere un mondo ancora sconosciuto al pubblico italiano. Di quasi tutti questi autori, Fernanda Pivano è diventata amica e confidente, riuscendo a trasferire nelle versioni italiane delle loro opere, lo spirito più vicino possibile a quello dell&#8217;originale. Scrittrice e anche giornalista, è stata a lungo collaboratrice del <em>Corriere della Sera</em>, cui ha regalato interventi e scritti di grande. Il<a href="http://www.corriere.it/cultura/09_agosto_18/pivano_corriere_ultimo_a84aabf8-8c1a-11de-a273-00144f02aabc.shtml"> suo ultimo testo scritto per il <em>Corriere</em> in occasione del suo 92 esimo compleanno, il 18 luglio scorso,</a> era una nostalgica ma anche serena riflessione sulla vecchiaia con tanti ricordi degli scrittori conosciuti nella sua vita. La Pivano si è spenta martedì sera in una clinica privata di Milano, dove era ricoverata da tempo. I funerali si svolgeranno probabilmente venerdì prossimo, a Genova.</p>
<p>.</p>
<p><a href="galleriaN(&#34;Cultura&#34;,&#34;2009/08_Agosto/pivano/1&#38;1&#34;);"><img title="Fernanda Pivano " src="http://www.corriere.it/Fotogallery/Tagliate/2009/08_Agosto/18/fer/1--75x60.jpg" border="0" alt="Fernanda Pivano " width="75" height="60" /></a><a href="galleriaN(&#34;Cultura&#34;,&#34;2009/08_Agosto/pivano/1&#38;1&#34;);"><img title="Fernanda Pivano " src="http://www.corriere.it/Fotogallery/Tagliate/2009/08_Agosto/18/fer/2--75x60.jpg" border="0" alt="Fernanda Pivano " width="75" height="60" /></a><a href="galleriaN(&#34;Cultura&#34;,&#34;2009/08_Agosto/pivano/1&#38;1&#34;);"><img title="Fernanda Pivano " src="http://www.corriere.it/Fotogallery/Tagliate/2009/08_Agosto/18/fer/3--75x60.jpg" border="0" alt="Fernanda Pivano " width="75" height="60" /></a><a href="galleriaN(&#34;Cultura&#34;,&#34;2009/08_Agosto/pivano/1&#38;1&#34;);"><img title="Fernanda Pivano " src="http://www.corriere.it/Fotogallery/Tagliate/2009/08_Agosto/18/fer/4--75x60.jpg" border="0" alt="Fernanda Pivano " width="75" height="60" /></a><a href="galleriaN(&#34;Cultura&#34;,&#34;2009/08_Agosto/pivano/1&#38;1&#34;);"><img title="Fernanda Pivano " src="http://www.corriere.it/Fotogallery/Tagliate/2009/08_Agosto/18/fer/5--75x60.jpg" border="0" alt="Fernanda Pivano " width="75" height="60" /></a><a href="galleriaN(&#34;Cultura&#34;,&#34;2009/08_Agosto/pivano/1&#38;1&#34;);"><img title="Fernanda Pivano " src="http://www.corriere.it/Fotogallery/Tagliate/2009/08_Agosto/18/fer/6--75x60.jpg" border="0" alt="Fernanda Pivano " width="75" height="60" /></a><a href="galleriaN(&#34;Cultura&#34;,&#34;2009/08_Agosto/pivano/1&#38;1&#34;);"><img title="Fernanda Pivano " src="http://www.corriere.it/Fotogallery/Tagliate/2009/08_Agosto/18/fer/7--75x60.jpg" border="0" alt="Fernanda Pivano " width="75" height="60" /></a></p>
<p>.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>DALL&#8217;<em>ANTOLOGIA DI SPOON RIVER </em>AL PRIMO VIAGGIO NEGLI STATES</strong> </span>- La prima parziale traduzione della Pivano della<em> Spoon River Anthology </em>di <strong>Edgar Lee Masters</strong> (per Einaudi) risale al 1943. Cinque anni dopo l&#8217;incontro a Cortina con <strong>Ernest Hemingway</strong>, cui la Pivano resterà legata a vita da un rapporto umano e professionale a un tempo. Negli anni seguenti infatti la scrittrice curerà la traduzione dell&#8217;intera opera di Hemingway, intensificando l&#8217;amicizia con lo scrittore americano. Nel 1949 sposa Ettore Sottsass jr, autore delle foto più belle di tanti viaggi indimenticabili e incontri con gli scrittori beat <strong>Allen Ginsberg</strong>, <strong>Jack Kerouac</strong> e <strong>Gregory Corso</strong>, <strong>Lawrence Ferlinghetti</strong>, <strong>Neal Cassidy</strong>. Ciò che nella letteratura americana la attrae di più, rispetto a quella europea, è la «vecchia, tradizionale differenza fra letteratura pragmatistica e letteratura accademica, fra i fatti della vita e una letteratura libresca basata su indagini psicologiche». Così diceva: «Mi hanno attaccata per non aver mai valutato i libri, ma io mi sono limitata ad amarli, non a valutarli: questo lavoro lo lascio ai professori». Nei sei anni che vanno dal 1949 al 1954 la Pivano si dedica alla traduzione dei principali libri di <strong>Francis Scott Fitzgerald</strong> (da <em>Tenera è la notte</em> a <em>Il grande Gatsby)</em>. Il 1956 è l&#8217;anno del primo viaggio negli States.</p>
<p><strong><a href="http://www.corriere.it/cultura/09_agosto_18/multimedia_pivano_490171a2-8c30-11de-a273-00144f02aabc.shtml">Ascolta Fernanda Pivano su pace, guerra e De Andrè </a></strong></p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">BOB DYLAN E CHARLES BUKOWSKI </span>- </strong>Non solo letteratura, però. La Pivano infatti, che nel 1959 scrive la prefazione a «Sulla strada» di Jack Kerouac, cura nel 1972 l&#8217;introduzione alla prima raccolta di testi e traduzioni italiane di <strong>Bob Dylan</strong> «Blues ballate e canzoni». All&#8217;inizio degli anni Ottanta esce la sua intervista a <strong>Charles Bukowski</strong> (<em>Quello che mi importa è grattarmi sotto le ascelle)</em>. La lista degli scrittori americani contemporanei che abbiamo imparato a conoscere grazie al suo contributo è lunga: ci sono gli autori del &#8220;dissenso negro&#8221;, come <strong>Richard Wright</strong>, e quelli del dissenso non violento degli anni Sessanta (Allen Ginsberg, Jack Kerouac, <strong>William Burroughs</strong>, Gregory Corso e Lawrence Ferlinghetti) fino a giovani autori come <strong>Jay McInerney</strong>, <strong>Bret Easton Ellis</strong>, <strong>David Foster</strong> <strong>Wallace</strong>, <strong>Chuck Palahniuk</strong> e <strong>Jonathan Safran Foer</strong>, passando appunto da Charles Bukowski e senza dimenticare la sua amicizia con Hemingway.</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">DE ANDRE&#8217; </span>- </strong>Nel 1995 la Pivano pubblica la raccolta di saggi <em>Amici scrittori. </em>Bisognerà aspettare ancora sette anni per leggere uno scritto su <strong>Fabrizio De Andrè</strong> pubblicato all&#8217;interno del volume <em>De Andrè il corsaro</em> assieme a Michele Serra e a Cesare G. Romana. Diplomata al decimo anno di conservatorio, pianista, la Pivano (che è stata amica di molti musicisti: <strong>Bob Dylan</strong>, <strong>Lou Reed</strong>, <strong>Jovanotti</strong>) instaura proprio con De Andrè un rapporto speciale (lei considerava lui enfaticamente e con affetto il più grande poeta italiano del secolo e gli ha dedicato un testo che ha il titolo di una canzone del cantautore,<em> La guerra di Piero</em>, con interprete Judith Malina). Nel 2005 raccoglie tutti i suoi testi di letteratura, più di 1.500 pagine, in <em>Pagine americane: narrativa e poesia 1943 &#8211; 2005</em> da Frassinelli. Nel 2008 arrivano in libreria i suoi <em>Diari 1917 &#8211; 1971</em>, prima parte della sua autobiografia (Bompiani).</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">L&#8217;AUTOBIOGRAFIA SUL SITO</span> -</strong> Nell&#8217;autobiografia sul <strong><a href="http://www.fernandapivano.it/">sito ufficiale</a></strong> di Fernanda Pivano si legge: «Quando negli anni &#8216;50 Fernanda Pivano si reca per la prima volta negli Stati Uniti è una giovane studiosa innamorata dell&#8217;America di quegli anni e desiderosa di incontrare dal vivo, sul campo, i maestri di una narrativa che in Italia si era appena cominciato a conoscere, grazie a Cesare Pavese ed Elio Vittorini. Immediatamente scopre un mondo, di sogni, ideali, valori, che non si stancherà più di celebrare: dal pacifismo di Norman Mailer, maestro riconosciuto della narrativa americana, amato e contemporaneamente odiato dalla beat generation degli anni sessanta, che a lui e al suo antiimperialismo si rifece, all&#8217;esempio di inesausta sete di nuovo e di autenticità del mito vivente Ernest Hemingway. Dai guru della beat generation Ginsberg, Kerouac, Corso, Ferlinghetti, uomini che in nome di un&#8217;idea di ritorno all&#8217;essenzialità dell&#8217;Uomo, in contrasto con i pregiudizi del consumismo capitalistico, hanno vissuto e scritto senza distinguere fra arte e vita, a Don DeLillo e ai minimalisti. Un nuovo viaggio americano, insomma, fra le contraddizioni e le speranze segrete di quel grande, osannato e temuto paese che è, da sempre, l&#8217;America».</p>
<p>Fonte: <strong><a href="http://www.corriere.it/cultura/09_agosto_18/pivano_morte_7c20f61e-8c19-11de-a273-00144f02aabc.shtml">il Corriere della Sera</a></strong></p>
<h1><strong><span style="color:#ff0000;">MORTA FERNANDA PIVANO</span></strong></h1>
<p>.</p>
<p><img class="section_image_not" src="http://www.ansa.it/webimages/mida/medium/25/414ad3a37e979260811801da933ff15b.jpg" border="0" alt="" hspace="10" align="left" /></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>ROMA </strong></span>- E&#8217; morta questa sera Fernanda Pivano, in una clinica privata di Milano, dove era ricoverata da tempo. I funerali si svolgeranno probabilmente venerdì prossimo, a Genova, dove era nata il 18 luglio 1917. La Pivano aveva da poco compiuto 92 anni e oltre un mese fa aveva consegnato a Bompiani la seconda parte della sua autobiografia.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Fernanda Pivano è stata giornalista, scrittrice, traduttrice e critica musicale al tempo stesso:</strong></span> un&#8217;attività poliedrica che l&#8217;ha portata ad essere testimone di avvenimenti e personaggi letterari profondamente radicati nella cultura del secolo passato. Era nata a Genova il 18 luglio 1917 ed aveva quindi 92 anni appena compiuti. La Pivano è stata una figura di rilievo nella scena culturale italiana, protagonista e testimone dei più interessanti fermenti letterari del secondo novecento, amica, ambasciatrice e complice di autori leggendari, a lei si deve la pubblicazione e la diffusione in Italia degli autori della cosiddetta Beat Generation.<a href="http://www.fernandapivano.it/italiano/index2.htm"></a></p>
<p><a href="http://www.fernandapivano.it/italiano/index2.htm"> <img src="http://www.libri-universitari.it/autori/fernandapivano.jpg" alt="http://www.libri-universitari.it/autori/fernandapivano.jpg" /></a></p>
<p>.<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong>Da Genova si trasferì adolescente</strong></span> con la famiglia a Torino dove frequentò il liceo classico Massimo D&#8217;Azeglio. Nel 1941 si laurea in lettere con una tesi in letteratura americana sul capolavoro di Herman Melville, Moby Dick, che viene premiata dal Centro di Studi Americani di Roma. Nella sua lunga attività la Pivano Nel 1943 pubblica per Einaudi la sua prima traduzione, parziale, della Spoon River Anthology di Edgar Lee Masters, lavoro che segna l&#8217;inizio della carriera letteraria sotto la guida di Cesare Pavese, già suo professore al liceo. Nello stesso anno si laurea in filosofia con Nicola Abbagnano, di cui sarà assistente per diversi anni. Nel 1948 a Cortina Fernanda Pivano incontra Ernest Hemingway con il quale instaura un intenso rapporto professionale e di amicizia. L&#8217;anno successivo la Mondadori pubblica la sua traduzione di &#8216;Addio alle armi&#8217;. Negli anni seguenti curerà la traduzione dell&#8217;intera opera di Hemingway, intensificando l&#8217;amicizia con lo scrittore americano, del quale sarà più volte ospite in Italia, a Cuba e negli Usa. Dal 1949 al &#8216;54 cura per la Mondadori la traduzione dei principali libri di Francis Scott Fitzgerald: &#8221;Tenera è la notte&#8221; (dapprima pubblicata da Einaudi), &#8220;Il grande Gatsby&#8221;, &#8220;Di qua dal paradiso&#8221; e &#8220;Belli e dannati&#8221;. Nel 1956 compie il primo viaggio negli Stati Uniti, che sarà seguito da numerosi altri in America e in vari Paesi (India, Nuova Guinea, Mari del Sud, diversi Paesi orientali e africani). Nel 1959 appare la sua prefazione a &#8220;Sulla strada&#8221; di Jack Kerouac, per la Mondadori. Nel 1964 scrive l&#8217;introduzione a Poesie degli ultimi americani Feltrinelli e nello stesso anno si dedica alla traduzione e cura di Jukebox all&#8217;idrogeno di Allen Ginsberg &#8211; Mondadori. Nel 1972 cura l&#8217;introduzione alla prima raccolta di testi e traduzioni italiane di Bob Dylan &#8220;Blues ballate e canzoni&#8221; &#8211; Newton Compton. Nel 1985 pubblica la biografia di Hemingway, Milano, Rusconi, 1985, che riceve il Premio Comisso nello stesso anno. Nel 1995 pubblica &#8220;Amici scrittori&#8221; &#8211; Mondadori, Raccolta di saggi Nel 2000 pubblica &#8220;I miei quadrifogli&#8221; &#8211; Frassinelli Nel 2002 pubblica uno scritto su Fabrizio De André all&#8217;interno del volume &#8220;De André il corsaro&#8221; assieme a Michele Serra e a Cesare G. Romana. Nel 2005 è la volta di &#8220;I miei amici cantautori&#8221; &#8211; Mondadori, raccolta di saggi e interviste sui poeti della canzone d&#8217;autore e del rock, a cura di Sergio Sacchi e Stefano Senardi e &#8220;Pagine Americane&#8221; &#8211; Frassinelli, raccolta di scritti su narrativa e poesia dal 1943 al 2005. Nel 2006 pubblica &#8220;Spoon River, ciao&#8221; con fotografie di William Willinghton scattate nei luoghi dell&#8217;Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters in Illinois &#8211; Dreams Creek e &#8220;Ho fatto una pace separata&#8221;, &#8211; Dreams Creek. L&#8217;anno scorso ha pubblicato &#8220;Diari (1917.1973)&#8221; a cura di Enrico Rotelli con Mariarosa Bricchi e contributi di Erica Jong, Bret Easton Ellis, Jay McInerney, Gary Fisketjon &#8211; Bompiani e &#8220;Complice la musica&#8221;.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_1645374505.html">ANSA</a></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Primi "bei" risultati del pacchetto sicurezza]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/08/16/primi-bei-risultati-del-pacchetto-sicurezza/</link>
<pubDate>Sat, 15 Aug 2009 23:11:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
<guid>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/08/16/primi-bei-risultati-del-pacchetto-sicurezza/</guid>
<description><![CDATA[TORINO – 14 agosto: Rivolta in corso Brunelleschi . nopacchetto | 14 Agosto, 2009 09:51 Il secondo g]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h1><img src="http://nopacchettosicurezza.noblogs.org/templates/blog_5275/grafica/striscia%20copy.jpg" alt="" width="510" height="107" /><span style="color:#ff0000;"><strong>TORINO – 14 agosto: Rivolta in corso Brunelleschi</strong></span></h1>
<p>.</p>
<p><strong>nopacchetto &#124; 14 Agosto, 2009 09:51</strong></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Il secondo giorno di sciopero della fame al Cpt </strong></span>di corso Brunelleschi è già un giorno di rivolta. Dopo aver rifiutato il cibo a colazione e a pranzo, i reclusi nel pomeriggio cominciano a gridare tutti assieme «libertà! libertà!». Esasperati dalle condizioni di reclusione, preoccupati per la salute di alcuni reclusi svenuti per i primi effetti dello sciopero della fame, in contatto con il centro di via Corelli a Milano in lotta da giorni, resisi conto che l’estensione a 180 giorni di reclusione li colpisce direttamente, rincuorati da un rumoroso presidio improvvisato fuori le mura, dentro cominciano a spaccare il primo ostacolo che li separa dalla libertà: le porte. La polizia, che da ieri gira in tenuta antisommossa, carica. E per ben due volte i reclusi tengono, non fuggono, resistono. Alla terza carica la polizia e i militari riescono a sfondare, e picchiano giù duro. Nel frattempo, il presidio fuori viene disperso da poliziotti e alpini. In serata, la situazione si tranquillizza, e la polizia vuole l’ultima parola, con una specie di perquisa con cani e macchine fotografiche.</p>
<ul>
<li><a href="http://www.autistici.org/macerie/?p=18003" target="_blank"><strong>Ascolta una diretta con un compagno di Torino e una con un recluso di corso Brunelleschi su: http://www.autistici.org/macerie/?p=18003 </strong></a></li>
</ul>
<h1><span style="color:#ff0000;"><strong> TORINO – 14 agosto: Corso Brunelleschi: la Croce Rossa nega l’acqua</strong></span></h1>
<p>.</p>
<p><strong>nopacchetto &#124; 14 Agosto, 2009 15:12</strong></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Poco fa, un ragazzo si è ferito gravemente </strong></span>sbattendo la testa contro la porta, c&#8217;è molto sangue per terra e la Croce Rossa non fa nulla, anzi ride e scherza e manda affanculo i reclusi. In più da questa mattina la Croce Rossa nega l&#8217;acqua a chi è in sciopero della fame: o mangiate e bevete, dicono, oppure nulla.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Vi invitiamo a continuare a telefonare</strong></span> al centro per protestare. C&#8217;è un numero nuovo, rispetto al solito: 0115589918.</p>
<p>E poi i soliti numeri:</p>
<p>0115588778 0115589815</p>
<h1><span style="color:#ff0000;"><strong>MILANO – 14 agosto: Arresti al CIE di via Corelli</strong></span></h1>
<p>.</p>
<p><strong>nopacchetto &#124; 14 Agosto, 2009 15:07</strong></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Ultim’ora dal Centro di via Corelli.</strong></span> La polizia, già ieri sera, ha arrestato 14 dei rivoltosi per resistenza, incendio doloso e per altri capi d’imputazione. Cinque donne &#8211; tutte nigeriane &#8211; e dieci uomini di varia nazionalità. I compagni solidali ieri sera hanno provato a mettersi in mezzo per impedire il trasferimento in carcere degli arrestati, ma purtroppo senza risultati: ora sono in tribunale e sono riusci a vedere e salutare gli arrestati. Le udienze sono in corso.</p>
<p>A presto aggiornamenti.</p>
<p>macerie @ Agosto 14, 2009</p>
<p><a href="http://www.autistici.org/macerie/?p=18033" target="_blank">http://www.autistici.org/macerie/?p=18033 </a></p>
<h1><span style="color:#ff0000;"><strong>MILANO – 13 agosto: Rivolta e repressione in via Corelli</strong></span></h1>
<p>.</p>
<p><strong>nopacchetto &#124; 13 Agosto, 2009 22:01</strong></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Dopo avere scoperto che</strong></span> a moltissimi di loro è stato prorogato il termine di uscita dal Centro di altri due mesi, i reclusi di Corelli hanno dato vita ad una nuova sommossa. In questo momento la polizia in assetto antisommossa sta usando gli idranti e tenta di entrare nelle gabbie. Forse alcune detenute sono state picchiate.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Dopo due tentativi di assalti </strong></span>c’è un momento di calma, poi la battaglia riprende.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Alla fine, la polizia riesce ad entrare nelle camerate,</strong></span> e ritorna “la calma”. Ci sono vari feriti e sostanzialmente non ci sono notizie delle donne: nella loro sezione c’è ancora tensione, sono terrorizzate e hanno paura di parlare. Ascoltate le drammatiche testimonianze che abbiamo raccolto alla fine della battaglia, testimonianze di due reclusi che ora sono rinchiusi in due stanze differenti.</p>
<ul>
<li><a href="http://www.autistici.org/macerie/?p=17913" target="_blank"><strong>ascolta le dirette: http://www.autistici.org/macerie/?p=17913 </strong></a></li>
</ul>
<h1><span style="color:#ff0000;"><strong>ROMA – 12 agosto: L’inferno di Ponte Galeria</strong></span></h1>
<p>.</p>
<p><strong>nopacchetto &#124; 12 Agosto, 2009 14:30</strong></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>E’ sempre tutto esaurito, stracolmo.</strong></span> Non è una sala del cinema dove si vedono sorrisi ed allegria, non è neanche una galera. E’ molto peggio. Un lager al centro d’Italia, nella capitale, “un posto farabutto, una discarica umana, dove ogni diritto è sospeso” disse Peppe Mariani, consigliere Regionale e presidente della Commissione Lavoro e politiche sociali del Lazio in un intervista a “Roma Today”, esprimendosi sul CIE di Ponte Galeria dopo una sua inaspettata visita dentro il centro. Sono affollati all’inverosimile, le famiglie vengono divise e le condizioni di vita sono difficili, troppo difficili per sopportare una vita simile.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Un sopralluogo a sorpresa in qualsiasi CIE d’Italia</strong></span> e si potrebbe scoprirne la zona di orrore, quella della disperazione e della violenza. Tutto ciò a pochi passi dal nostro vivere quotidiano. Qualcuno è scettico e non riesce a credere in ciò che si racconta dei CIE, qualcun altro è indifferente con un cuore di ghiaccio. Spesso le autorità nascondono ciò che succede in quei posti orrendi, senza provare a dimostrare il contrario di ciò che si racconta, perché non ci sono prove per dimostrare l’efficienza dei centri. Tutto finisce in un tombale silenzio. Nessuno vuole far sapere ciò che accade lì dentro, è troppo rischioso, è troppo disumano,”le parole non bastano per descriverla. Si tratta di una struttura vergognosa, tenuta malissimo, sporca, dove l’igiene non esiste, dove il fetore rende l’aria irrespirabile, dove manca l’acqua, dove le persone non vengono assistite da un punto di vista sanitario, dove persino il cibo è scarso. Strutture del genere non dovrebbero esistere in nessuna parte del mondo.” Diceva Peppe Mariani.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>E lì dentro, ci sono donne e uomini che non hanno mai commesso reati,</strong></span> sono in attesa di essere identificati e rispediti da dove sono scappati, per aver subito violenza fisica, economica e morale. Ora, queste persone potranno restare in quei lager fatiscenti anche per sei mesi e non oso immaginare cosa succederà lì dentro. “Mi chiedo: che senso ha una struttura umanitaria come la Cri all’interno del Cie se poi di umanitario lì dentro non c’è niente? L’assistenza sanitaria è inesistente. La struttura per di più costa una barca di soldi, senza produrre niente per la società.” Ribadiva Peppe Mariani.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Spesso ci si sente dire che alcuni settori non sono consentiti neppure al Garante dei detenuti. </strong></span>Ma chi può entrare e cosa nascondono per non portare alla luce del sole i loro segreti? In quelle doppie file di sbarre alte oltre tre metri e dentro stanze come tane per orsi, fatiscenti, urlano gridano e piangono uomini privi della loro libertà. Chi varca quei cancelli non ha i diritti che spettano ai detenuti né la dignità che spetta a ogni essere umano. Ponte Galeria è la sospensione della vita ed ogni detenuto deve sottostare alle regole dei loro carcerieri. “Man mano che giovani e meno giovani, nigeriani e bosniaci, rom e richiedenti asilo, tunisini e est europei ci si facevano incontro per parlare, raccontare, spiegare, chiedere, il funzionario di polizia Baldelli ha cominciato a spingerli, a intimare loro di farsi da parte, ci ha tolto di mano la penna con la quale stavamo prendendo appunti, ha preteso che gli consegnassimo il blocchetto, ci ha spinto verso l’uscita.” è il racconto di alcuni funzionari regionali in visita all’interno del CIE. Sempre questi ultimi raccontano che qualcuno si diverte su di loro, e non mancano toni deridenti “a un giovane che si lamentava di non poter nemmeno comperare un deodorante, Baldelli ha risposto, noi testimoni: Ma a cosa serve a te un deodorante?” racconta Meltingpot nella nota dal titolo “Lo sceriffo di Ponte Galeria”.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Le violenze all’interno dei CIE sono continue,</strong></span> testimoniate da tantissimi fatti di cronaca che raccontano storie raccapriccianti. Qualcuno non riesce a sopportare simili vessazioni e preferisce togliersi la vita piuttosto che consegnarla ogni giorno alle mani di un carceriere. Tutti ricordiamo il suicidio di Mabruka Mimuni, una donna tunisina di 49 anni che era in Italia da 20 anni. La donna il giorno prima alle sue compagne detenute rivelò: “Piuttosto che tornare nel mio Paese mi ammazzo. Mi vergogno troppo per quello che mi è successo”. Poi, di mattina, la scoperta del corpo senza vita. Si era ammazzata impiccandosi con una maglietta nel bagno della sua stanza.“Le condizioni esistenti all’interno dei Centri di identificazione ed espulsione sono incompatibili con i diritti umani. Il suicido della ragazza tunisina conferma questa realtà che ho visto con i miei stessi occhi durante la visita al Cie di Ponte Galeria di qualche mese fa” commentò così la presidente della Commissione Sicurezza e Legalità della Regione Lazio Luisa Laurelli.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Questo è stato uno dei tanti suicidi avvenuti all’interno dei CIE,</strong></span> molti di essi, a causa delle continue percosse che subiscono e della mancata libertà. Giovedì 25 Giugno l’ANSA riportava in una nota un pestaggio da parte delle forze dell’ordine nei confronti di quattro nigeriani, “ospiti” (così li chiamano) del Centro di identificazione ed espulsione. Questo fatto è stato raccontato da un giovane magrebino, anch’egli ospite del centro. I quattro nigeriani, dopo l’episodio, sono stati portati via ancora sanguinanti, senza sapere dove fossero stati trasportati. Ma questa notizia all’opinione pubblica non è arrivata.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Le sparizioni spesso sono denunciate dai migranti,</strong></span> il più delle volte rimangono inascoltate da chi può fare veramente qualcosa di concreto. Solo pochi giorni fa alcuni migranti reclusi nel CIE, hanno denunciato il pestaggio e la sparizione di un loro compagno, telefonando ad una radio, ma nessuna televisione di stato ne ha parlato, continuando a stare in silenzio per colpa di una politica faziosa ed arrogante.Questi abusi dei diritti umani invece, dovrebbero essere da prima pagina e dovrebbero indignare ogni singolo cittadino. Il racconto è apparso nel web da martedì scorso, quando un gruppetto di algerini era stato appena trasferito nel CIE di Roma da Bari. Tra di loro c’era anche un ragazzo gravemente malato di cuore, che durante la notte si lamentava e protestava. Alcuni carcerieri lo hanno portato in infermeria e poi nella cella di sicurezza senza procurargli i farmaci che doveva prendere ogni giorno. Nella cella di sicurezza, lo massacrano di botte per le sue continue lamentele. Durante la notte si sente malissimo, e il malato lascia il Centro a bordo di una ambulanza. La mattina dopo i suoi amici, che stanno raccontando in giro gli avvenimenti della notte, vengono raggruppati e portati via, in “isolamento” nel reparto delle donne. Il CIE è divenuto un contenitore dove infilarci gli immigrati e tutti gli indesiderati, un perfetto lager del XXI secolo. Sporco, stracolmo e violento, senza che mai nessuno si sia degnato di aprire un fascicolo o di effettuare controlli seri e determinati. Chi esce fuori dal lager racconta che sono esperienze dure e rivelatrici, però senza nessuna sorpresa. Luigi Nieri in un articolo ha raccontato ciò che hanno visto i proprio occhi all’interno del CIE, “ un ragazzo brasiliano, nato a Roma, portato qui al compimento del 18° compleanno, che presto sarà spedito in Brasile, un Paese in cui non è mai stato. O quello di una donna maghrebina che, dopo aver scontato la sua pena a Rebibbia, ora è “detenuta” a Ponte Galeria. Ho visto, inoltre, un uomo anziano, in gravi condizioni di salute, sdraiato sul letto. Ogni volta per andare in bagno deve farsi aiutare da quattro persone. Non è questo il luogo in cui deve stare, questa struttura non è attrezzata a offrirgli adeguate cure mediche.”</p>
<p>Andrea Onori su <a href="http://periodicoitaliano.info/2009/08/12/linferno-di-ponte-galeria/" target="_blank">periodico italiano</a></p>
<p><a href="http://piemonte.indymedia.org/attachments/mar2009/1_1.jpg"><img class="summary-image" title="Click on image to see full-sized version" src="http://piemonte.indymedia.org/cache/imagecache/local/attachments/mar2009/460_0___30_0_0_0_0_0_1_1.jpg" alt="sciopero della fame" width="287" height="300" /></a></p>
<p>fonte: <strong><a href="http://nopacchettosicurezza.noblogs.org/">nopacchettosicurezza</a></strong></p>
<p>immagine di <strong><a href="http://piemonte.indymedia.org/article/4464">Indymedia Piemonte</a></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'Italia che sale, nelle 'proteste fai da te']]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/08/15/litalia-che-sale-nelle-proteste-fai-da-te/</link>
<pubDate>Sat, 15 Aug 2009 16:24:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
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<description><![CDATA[. Sale la protesta in vari settori della società italiana. L&#8217;esempio della INNSE rappresenta ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a title="http://italianimbecilli.blogspot.com/" href="http://www.facebook.com/note_redirect.php?note_id=151374871080&#38;h=aadab905059542ef28ee17d95123ab1c&#38;url=http%3A%2F%2Fitalianimbecilli.blogspot.com%2F" target="_blank"><img class="ext_img" src="http://external.ak.fbcdn.net/safe_image.php?d=f41c59103bddaaa1ec29b11823775f1e&#38;url=http%3A%2F%2F4.bp.blogspot.com%2F_VGPMPFSNVDM%2FSobCfWvWpSI%2FAAAAAAAABhY%2F2bFKVL4-JLY%2Fs400%2Fboccioni.jpg" alt="" /></a></p>
<p>.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Sale la protesta in vari settori della società italiana.</strong></span> L&#8217;esempio della INNSE rappresenta &#8216;il metodo&#8217; per dare sfogo a una voglia di protesta diffusa da tempo nel Paese.<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong>Quello che sta avvenendo in Italia</strong></span> è certamente il frutto di anni di politiche scriteriate, acuite -e spesso prodotte- dall&#8217;attuale governo, che hanno condotto la nostra società sulla strada di un impoverimento generale (della Libertà, della democrazia, della coscienza critica, del potere d&#8217;acquisto e anche del lavoro).<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong>Quanto pensate che possa durare un governo </strong></span>che nasconde alla gente le vere priorità del Paese? E quanto potrà durare la fiducia degli italiani nei confronti dei media nazionali che le nascondono?<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong>Gli scricchiolii che si odono oggi, </strong></span>fanno credere che una certa consapevolezza stia riformandosi presso gli italiani, in merito alla loro condizione di sudditi, se non addirittura di cavie. In Italia si assiste ad un&#8217;alzata di testa da parte di quei lavoratori che si vedono negare diritti inviolabili come la libertà di espressione, la casa, il pane e il lavoro.<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong>Se diamo un&#8217;identità a queste proteste, </strong></span>una configurazione sociale, notiamo come queste abbiano carattere autonomo, sganciate da tutele sindacali (assenti, così come una vera opposizione parlamentare). Questo è quello che più dovrebbe far riflettere. Si tratta di proteste autogestite, dove ogni singolo operaio è investito di una responsabilità che riguarda anche il destino dei suoi compagni di lotta. E&#8217; un grande esempio di solidarietà e di civiltà. E&#8217; così che l&#8217;Italia sale verso il ripristino della propria dignità civile.<br />
Non sono pochi gli esempi di autoconsapevolezza e di protesta, oggi, credeteci. I media di regime tacciono, ma intanto anche gli insegnanti sono sul piede di guerra, soprattutto adesso che si avvicina il settembre dei disoccupati e stanno pensando a concrete forme di lotta, lungi dai dibattiti, dalle conferenze, dalle riunioni, dai bla bla. Non è più tempo dei bla bla. A dire il vero, non lo era neanche prima. Non possiamo rivelare adesso ciò che gli insegnanti stanno pianificando, ma il Ministero è avvisato (lo diciamo da qui, visto che dai palazzi Romani vengono spesso a farci visita).<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong>Moltissimi settori della società non sono privi di problemi</strong></span> e, in assenza di un&#8217;azione sindacale, si programma la &#8216;protesta fai da te&#8217; che, come abbiamo visto, paga.<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong>Riguardo all&#8217;azione (assente) dei sindacati, </strong></span>da tempo sosteniamo la necessità di uno sciopero generale, protratto per un lungo periodo. Ogni tanto qualche sindacato (sempre in disaccordo con gli altri, concorrenti) osa annunciare uno scioperello di un&#8217;ora. Ridicolo. Non fai in tempo a scrivere un cartello che devi ritornare in fabbrica, schiavizzato più di prima e doppiamente frustrato.<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong>Ora è tempo dell&#8217;azione concreta</strong></span> e siamo in una fase in cui le isolate realtà in protesta (piccoli focolai, ma energici) possono accendere il grande fuoco. Certo, bisogna fare i conti con un grande ostacolo, cioè la televisione. Tutto ciò che non appare in video non esiste. Perciò invitiamo i giornalisti della carta stampata e della televisione a compiere un sano atto di responsabilità e di dare fondo a tutta la loro dignità professionale, al fine di informare l&#8217;Italia di tutte le proteste presenti oggi e di quelle che verranno. Questo anche per evitare di creare un grave buco informativo, proprio mentre l&#8217;Italia sale&#8230; dal basso: che figura farebbero -ancora- i giornalisti?</p>
<p><strong>Nota</strong><br />
L&#8217;ideologia propagandata dall&#8217;opera pittorica a corredo di questo post non ha alcuna relazione con il nostro testo, ad esclusione del titolo.<br />
Si invitano gli appassionati del copia-incolla di citare sempre la fonte. Grazie</p>
<p>Fonte:<strong> <a href="http://www.facebook.com/note.php?note_id=151374871080&#38;ref=nf">Italiani Imbecilli</a></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fisco, manager e politici evasori in mano alla GdF 570 conti off-shore]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/08/15/fisco-manager-e-politici-evasori-in-mano-alla-gdf-570-conti-off-shore/</link>
<pubDate>Sat, 15 Aug 2009 16:06:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dal fermo del legale dei vip Fabrizio Pessina, le Fiamme Gialle scoprono un elenco di nomi important]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h1><span style="color:#ff0000;"><strong>Dal fermo del legale dei vip Fabrizio Pessina, le Fiamme Gialle scoprono<br />
un elenco di nomi importanti che hanno sottratto soldi allo Stato</strong></span></h1>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>.</strong></span></p>
<p><img src="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/economia/agnelli-margherita-fisco/conti-off-shore/cge_16453544_51000.jpg" alt="Fisco, manager e politici evasori in mano alla GdF 570 conti off-shore" width="230" /></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>.<br />
</strong></span></p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">ROMA</span> -</strong> Quando il 2 febbraio gli uomini della Guardia di Finanza fecero scattare le manette ai polsi dell&#8217;avvocato di Chiasso Fabrizio Pessina, sembrava una delle solite operazioni destinate all&#8217;arresto di un faccendiere o di un &#8220;colletto bianco&#8221;. Con tutti gli elementi del caso: ritorno da una vacanza dal paradiso fiscale di Madeira, bagagli, mazze da golf, aria tonica, e l&#8217;espressione stupita nel trovarsi ad aspettarlo, giunto agli arrivi di Malpensa, la pattuglia delle Fiamme Gialle invece dell&#8217;autista di fiducia.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>A mettere la Procura di Milano sulle tracce di Pessina,</strong></span> 63 anni, noto avvocato di Chiasso, erano state le indagini sulla bonifica dell&#8217;area milanese Montecity, per la costruzione del nuovo quartiere di Santa Giulia, ad opera dell&#8217;imprenditore milanese Giuseppe Grossi. La pista che da settimane le Fiamme Gialle stanno seguendo è quella di un giro di fatture false, attraverso società tedesche compiacenti, e l&#8217;accusa che sta per scattare è quella di presunto riciclaggio di denaro.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Ma c&#8217;è una sorpresa. </strong></span>Nella rete della Guardia di Finanza cade un pesce inaspettato e non previsto: il notebook di Fabrizio Pessina, consulente dei vip e in affari per parecchio tempo con il commercialista Mario Merello, noto anche per essere il marito della cantante Marcella Bella. E&#8217; sul computer dell&#8217;avvocato di Chiasso che, dopo poche ore, si concentrano le attenzioni investigative degli inquirenti ed è da lì che emerge un file assai sospetto: quello relativo ad altrettanti clienti italiani che hanno affidato al professionista i loro soldi da esportare all&#8217;estero. Si tratta di 570 nomi, 70 in più rispetto alla cifra riferita nelle interviste apparse ieri sulla stampa del direttore generale dell&#8217;Agenzia delle Entrate Attilio Befera .</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Fabrizio Pessina,</strong></span> che all&#8217;inizio degli Anni Novanta è stato anche presidente dell&#8217;ordine degli avvocati ticinesi, dopo cinque mesi di carcerazione, il 31 luglio scorso, è stato scarcerato, ma durante la detenzione ha vuotato il sacco. E&#8217; così che le indagini sono andate avanti, arrivando ad una svolta decisiva e permettendo a Procura e Fiamme Gialle di ricostruire l&#8217;intero sistema della &#8220;piattaforma&#8221; da cui i capitali italiani decollavano verso i paradisi fiscali.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>La &#8220;lista dei 570&#8243;,</strong></span> del cui contenuto Repubblica ha avuto una serie di dettagli, è un documento scottante. Assai diverso dai 170 mila nomi in mano all&#8217;Agenzia delle Entrate: in quel caso infatti si tratta di posizioni emerse da un incrocio di banche dati e tutte da verificare. I &#8220;570&#8243; invece sono evasori già identificati e ai quali in queste ore stanno per essere contestati i reati penali di omessa dichiarazione fiscale e di dichiarazione fraudolenta. Reati che non potranno beneficiare dello scudo fiscale che scatterà dal 15 settembre e che esclude la sanatoria per chi ha già un procedimento in corso.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>A quanto risulta nella rete ci sono personaggi molto noti </strong></span>a livello locale: imprenditori, qualche politico, manager di grandi aziende e personaggi del mondo dello spettacolo. Nomi spesso poco conosciuti al grande pubblico ma con soldi veri che avrebbero spedito alle Isole Vergini, In Svizzera, a Gibilterra e nel Liechtenstein. Dove cercarli? Oggi probabilmente a trascorrere il Ferragosto nelle località esclusive, ma sui loro luoghi di provenienza parla chiaro la lista: <strong>200 nomi sarebbero in Lombardia, 100 in Veneto, 48 in Emilia Romagna, circa 10-14 in Lazio, altrettanti in Toscana e Piemonte. </strong>Nel caldo agostano la Guardia di Finanza potrebbe bussare a più di una porta.</p>
<p>ROBERTO PETRINI per <a href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/economia/agnelli-margherita-fisco/conti-off-shore/conti-off-shore.html">la Repubblica</a> – 15 agosto 2009</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Treviso, bimbo napoletano cambia scuola "I miei compagni dicono che puzzo"]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/08/15/treviso-bimbo-napoletano-cambia-scuola-i-miei-compagni-dicono-che-puzzo/</link>
<pubDate>Sat, 15 Aug 2009 15:13:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
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<description><![CDATA[Bullismo in una media: &#8220;Disinfettavano ogni penna che toccavo. Mi chiamavano camorrista&#8221;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h1><span style="color:#ff0000;"><strong>Bullismo in una media: &#8220;Disinfettavano ogni penna che toccavo. Mi chiamavano camorrista&#8221;<br />
Antonio è stato bocciato. La denuncia della madre in tv. Caso fotocopia l&#8217;anno scorso</strong></span></h1>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>.</strong></span></p>
<p><img src="http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/cronaca/treviso-scuola/treviso-scuola/este_21221837_18440.jpg" alt="Treviso, bimbo napoletano cambia scuola &#34;I miei compagni dicono che puzzo&#34;" width="230" /></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>.<br />
</strong></span></p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">TREVISO</span> </strong>- Lo chiamavano &#8220;figlio di camorrista&#8221;. Dicevano che &#8220;puzzava&#8221; perché era &#8220;meridionale&#8221;. In classe i compagni gli cantavano <a href="http://tv.repubblica.it/copertina/se-questo-e-un-parlamentare/34784?video">il coro che l&#8217;eurodeputato Matteo Salvini</a> intonava nelle feste di piazza: &#8220;Senti che puzza, scappano anche i cani. Stanno arrivando i napoletani&#8221;. Il piccolo Antonio è stato bocciato alla prima media di Treviso. Non sopportava che gli altri studenti lo insultassero in quel modo. La mamma non denuncerà la direttrice &#8220;ma in quella scuola mio figlio non andrà più&#8221;.<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong><br />
Ha preferito la tv di Treviso</strong></span> <em>Antenna Tre Nordest</em> alla caserma dei carabinieri, ma le sue parole sono una condanna pesante. &#8220;Hanno sbeffeggiavano mio figlio per mesi. Dicevano che era un camorrista perchè era nato a Napoli. Lo emarginavano neppure fosse un appestato. Disinfettavano le penne dopo che lui le aveva toccate: dicevano che puzzavano. C&#8217;era una situazione per nulla serena e il rendimento di mio figlio ne ha risentito&#8221;. A luglio Antonio è stato bocciato, eppure l&#8217;anno precedente, in quinta elementare, le maestre erano soddisfatte del suo rendimento scolastico, convinte che avrebbe superato le medie brillantemente.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Antonio è un ragazzino timido,</strong></span> più alto dei suoi coetanei; ama leggere e la sua cameretta è piena di peluche. La mamma, separata e d&#8217;origini campane anche lei, è arrivata a Treviso due anni fa per lavorare in una scuola della zona. La città le piace, ma dal prossimo anno, ha deciso di far cambiare istituto a suo figlio: &#8220;In quell&#8217;inferno &#8211; ha detto in tv &#8211; non ce lo mando più&#8221;.<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong><br />
Un caso fotocopia a quello reso pubblico</strong></span> <a href="http://tribunatreviso.gelocal.it/dettaglio/taci-monnezza-bimbo-offeso-perche-di-napoli/1440634">l&#8217;anno scorso sempre nella provincia di Treviso</a> e sempre ai danni di un bambino napoletano. Erano i mesi dell&#8217;emergenza rifiuti in Campania e i bambini della terza elementare di Loria presero di mira un loro compagno di otto anni, d&#8217;origine napoletane, chiamandolo con disprezzo &#8220;monnezza&#8221;. Intervenne il dirigente scolastico e il sindaco fu costretto a chiedere scusa a nome della città.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/cronaca/treviso-scuola/treviso-scuola/treviso-scuola.html">la Repubblica</a></strong> – 21 luglio 2009</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Potenza, Ferragosto di protesta per difendere la Lasme]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/08/15/potenza-ferragosto-di-protesta-per-difendere-la-lasme/</link>
<pubDate>Sat, 15 Aug 2009 12:43:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
<guid>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/08/15/potenza-ferragosto-di-protesta-per-difendere-la-lasme/</guid>
<description><![CDATA[Mentre tutto il paese sarà in vacanza, sabato 15 agosto i lavoratori della Lasme di Melfi presidiera]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#ff0000;"><strong>Mentre tut<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9462" src="http://www.italynews.it/wp-content/uploads/2009/08/fiat_melfi-150x150.gif" alt="fiat_melfi" width="150" height="150" />to il paese sarà in vacanza,</strong></span> sabato 15 agosto i lavoratori della Lasme di Melfi presidieranno i cancelli della fabbrica per chiedere alle istituzioni di fare il possibile per impedire la prossima chiusura dello stabilimento.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>L’azienda dell’indotto Fiat,</strong></span> produttrice di alzacristalli per autovetture, versa in una difficile situazione economica ed ha avviato nei giorni scorsi le procedure di mobilità per i suoi circa 174 lavoratori. La Rsu dello stabilimento ha organizzato un presidio proprio nel giorno di Ferragosto per sostenere i lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro. La manifestazione avrà inizio alle ore 9:30 davanti ai cancelli della fabbrica nell’area industriale di San Nicola di Melfi. Seguiranno gli interventi dei rappresentanti istituzionali, dei sindaci, delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="http://www.italynews.it/notizie-regionali/basilicata/2009/08/14/potenza-ferragosto-davanti-ai-cancelli-per-difendere-la-lasme-9461.html">Italy News</a></strong></p>
<p><strong><em>Intanto, il 12 agosto…</em></strong></p>
<h1><span style="color:#ff0000;"><strong>POTENZA, VERTENZA LASME INCONTRO IN REGIONE</strong></span></h1>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>.<br />
</strong></span></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-20586" title="fiat-rif-melfi" src="http://www.lucanianews24.it/wp-content/uploads/2009/07/fiat-rif-melfi.jpg" alt="" width="300" height="200" /></p>
<p>.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>La Regione Basilicata metterà in campo</strong></span> ogni azione possibile verso l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne e verso i fratelli Pellegri, proprietari della Lasme, per il mantenimento, presso il sito di San Nicola di Melfi, dei volumi di produzione dei sistemi di alzacristalli per auto. E’ quanto emerso, al termine di un incontro definito interlocutorio, con il direttore del personale della Lasme, Marcello Bertocchi al quale hanno partecipato il presidente della Regione Vito De Filippo, l’assessore alle Attività Produttive Gennaro Straziuso, il presidente della Ccipl Giannino Romaniello, il direttore generale del Dipartimento Presidenza della Giunta Angelo Nardozza, il responsabile della Task Force per l’Occupazione Donato Pafundi e il presidente del gruppo consiliare di Forza Italia verso il Pdl in Consiglio regionale, Nicola Pagliuca. In particolare durante l’incontro il direttore del personale della Lasme ha illustrato le motivazioni che hanno indotto l’azienda all’avvio della procedura di mobilità. “Il protrarsi della crisi &#8211; ha detto Bertocchi- è dovuto alla carenza di programmi da parte della Fiat che si renderebbe responsabile di ritardi nel pagamento delle commesse, a fronte di richieste di liquidazione anticipate da parte dei fornitori”.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Il presidente della Regione</strong></span> De Filippo ha evidenziato la necessità di un approfondimento della questione finalizzato non solo ad individuare misure di accompagnamento regionale per l’eventuale nascita di una nuova realtà aziendale, ma anche a verificare la bontà degli elementi di sofferenza denunciati dall’azienda e riferibili anche alla Fiat. “E’ necessario mantenere alta la tensione su questa questione &#8211; ha detto l’assessore Straziuso- elevando la Lasme a simbolo per l’individuazione di una complessiva strategia regionale per le politiche industriali, da applicare in questo particolare momento congiunturale. Serve equilibrio &#8211; ha detto ancora Straziuso &#8211; senza rinunciare e alla determinazione e mobilitazione di tavoli nazionali che non possono rimanere indifferenti a vertenze come questa, che esordiscono in maniera inedita e brutale”. Il consigliere Pagliuca ha infine evidenziato che “la Lames ricade tra le aziende della cinta primaria del sito industriale Sata di Melfi e che i volumi produttivi non sono trasferibili altrove, in quanto facenti parte di uno specifico Contratto di Programma”.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="http://www.lucanianews24.it/?p=21079">Lucanianews24</a></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dalla mia esperienza di nove mesi di militanza al presidio della Innse ]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/08/14/dalla-mia-esperienza-di-nove-mesi-di-militanza-al-presidio-della-innse/</link>
<pubDate>Fri, 14 Aug 2009 10:49:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
<guid>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/08/14/dalla-mia-esperienza-di-nove-mesi-di-militanza-al-presidio-della-innse/</guid>
<description><![CDATA[. di Rudy Mecca Senza dubbio quella della INNSE è stata una lotta esemplare, condotta direttamente d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://gcnordmilano.files.wordpress.com/2008/09/innse.jpg" alt="http://gcnordmilano.files.wordpress.com/2008/09/innse.jpg" /></p>
<p>.</p>
<p><em>di Rudy Mecca</em></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Senza dubbio quella della INNSE</strong></span> è stata una lotta esemplare, condotta direttamente da 50 operai (uno di loro è mancato l&#8217;anno scorso ad Agosto) uniti da un unico scopo: difendere il loro posto di lavoro.<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong>In questi 15 mesi,</strong></span> di cui 3 passati a produrre senza padrone in completa autogestione, con un fatturato di 80 mila euro, ci sono stati svariati tentativi di tagliare le gambe a questa lotta.<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong>Il primo è arrivato a Settembre</strong></span> dell&#8217;anno scorso, quando la polizia ha fatto irruzione nella fabbrica, sgomberando gli operai che stavano lavorando.<br />
Nonostante questo, nessuno si è arreso e hanno subito occupato una parte di quella che era la vecchia portineria della INNSE, organizzandosi in modo che ci fosse sempre qualcuno con dei turni: Mattino, Pomeriggio e Notte, come se stessero lavorando ancora, 24 ore su 24, 7 giorni su 7.<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong>Tutto questo per evitare quello che il proprietario &#8220;rottamaio&#8221; Genta </strong></span>aveva in mente sin dall&#8217; inizio: dopo aver comprato per una miseria la ditta grazie alla legge Prodi, vendere i macchinari per permettere all&#8217; impresa immobiliare AEDES, con la quale aveva contatti stretti (tutto in ambito Lega Nord), di smantellare l&#8217;ultimo capannone produttivo rimasto nella storica zona industriale di Lambrate, che aveva visto pian piano chiudere tutto l&#8217;imponente sito della ex Innocenti!<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong>A questo punto la ditta Ormis di Brescia </strong></span>che aveva le commesse per la INNSE propone di rilevare l&#8217;azienda, ma viene minacciata da alte cariche, visto che si tira indietro dopo poco tempo.</p>
<p><img src="http://tastorosso.files.wordpress.com/2009/02/operai-innse-in-lotta.jpg" alt="http://tastorosso.files.wordpress.com/2009/02/operai-innse-in-lotta.jpg" /></p>
<p>.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Nel frattempo l&#8217;area posta sotto sequestro, </strong></span>non permette a Genta di vendere i macchinari, ma a Febbraio, il rottamaio dopo aver riavuto in mano l&#8217;azienda, si presenta ai cancelli accompagnato dalla polizia in assento antisommossa, con 2 camion per portare via muletti e attrezzatura varia. Ne segue un violento scontro in cui le forze dell&#8217;ordine manganellano senza tanti complimenti gli operai, che però riescono a resistere, grazie anche al supporto dei militanti del presidio e dei ragazzi dei centri sociali.<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong>La lotta si sposta in tribunale,</strong></span> dove sono in corso 2 processi, quello sul sequestro (ripristinato) della fabbrica e quello tra Genta e l&#8217;AEDES per l&#8217;affitto dell&#8217; area, che nel frattempo ha cambiato consiglio d&#8217;Amministrazione (via i suoi amichetti leghisti), fino ad arrivare a qualche giorno fa: Domenica 2 agosto!<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong>Approfittando di una Milano deserta </strong></span>il prefetto ordina lo sgombero del presidio e lo smontaggio dei macchinari che nel frattempo Genta aveva venduto. Un vero e proprio esercito fa irruzione nell&#8217;ex portineria alle 8.30 del mattino, buttando in mezzo alla strada operai e militanti che stavano facendo il turno.<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong>Il giro di telefonate porta</strong></span> nel giro di poche ore circa 200 sostenitori. Viene bloccata la tangenziale est ed è scontro con la polizia.<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong>Lunedì, ci sono momenti di tensione,</strong></span> soprattutto quando una squadra di 40 persone di Genta entra in fabbrica per iniziare lo smontaggio dei macchinari, ma gli operai non ci stanno, e con una bellissima azione collettiva e collegata, il martedì avviene quello che sapete tutti: mentre il presidio distrae i carabinieri 4 operai e 1 delegato sindacale entrano in fabbrica e salgono sul carro ponte a 12 metri di altezza, costringendo il prefetto a bloccare l&#8217;ordinanza di smantellamento.<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong>Passano ore e giorni</strong></span> in cui finalmente si fa viva la FIOM che inizia una serie di incotri tra le istituzioni.<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong>Iniziano a saltare fuori imprenditori disposti all&#8217;acquisto</strong></span> della INNSE, ma la vera svolta arriva venerdì quando il gruppo Camozzi di Brescia (suggerito dal Ministro Letta) dichiara di voler comprare tutto (macchinari, capannoni e forza lavoro). C&#8217;è però un problema: il caro prefetto è andato a sbattere le chiappe al mare.</p>
<p><img src="http://www.euronews.net/wires/ansa/images/re210xqeX_20090810.jpg" alt="http://www.euronews.net/wires/ansa/images/re210xqeX_20090810.jpg" width="501" height="427" /></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Rientrato dopo la manifestazione di una parte del presidio,</strong></span> prima sotto la prefettura e poi per le strade di Milano, si degna di interessarsi alla questione, ma le parti interessate si presentano con tutta calma solo il lunedì 10 Agosto, metre i 5 gruisti sono ormai da 7 giorni sul carro ponte.<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong>La trattativa tra Genta, Camozzi e Aedes dura 2 giorni</strong></span> perchè il rottamaio sa di avere il coltello dalla parte del manico e gioca al rialzo, ma è costretto a cedere quando martedì sera Camozzi gli dà un ultimatum, e infatti pochi minuti prima della mezzanotte firma l&#8217;accordo e si leva definitivamente dalle palle!<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong>Dopo 8 giorni e 7 notti gli eroi della Milano operaia possono scendere:</strong></span> hanno vinto e con loro tutti i compagni che hanno lottato da fuori.<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong>E&#8217; sicuramente una grande festa</strong></span> e personalmente, ho vissuto, una delle emozioni più belle della mia vita, anche se un pizzico di amaro in bocca lo tengo: infatti <strong>il gruppo Camozzi ha chiesto al comune di Milano l&#8217;ampliamento della zona produttiva,</strong> con l&#8217;intenzione di <strong>operare anche nel settore di costruzione delle centrali nucleari </strong>(Infatti l&#8217;INNSE è in grado di produrre le turbine dei reattori).</p>
<p><img style="cursor:0;" src="http://cittastudi.noblogs.org/gallery/4375/copertina_copia2.jpg" alt="http://cittastudi.noblogs.org/gallery/4375/copertina_copia2.jpg" width="402" height="569" /></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Forse è dovuto a questo l&#8217;interesse del governo?</strong></span> Io credo di si, ma questa lotta ha risvegliato molti operai (come quelli della CIM di Marcellina) e questo potrebbe essere di buon auspicio per l&#8217;autunno che verrà (spero il più caldo e il più rosso possibile).</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/fncuoiTwBls&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/fncuoiTwBls&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Fonte: <strong><a href="http://www.facebook.com/note.php?note_id=141778733017&#38;id=191143575704&#38;ref=nf">Facebook &#8211; San Precario</a></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[In memoria di Emanuele Scieri 14-16 agosto 1999-2009]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/08/14/in-memoria-di-emanuele-scieri-14-16-agosto-1999-2009/</link>
<pubDate>Fri, 14 Aug 2009 10:29:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
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<description><![CDATA[. Partì per il militare un giorno di dieci anni fa e a casa non è più tornato, il nonnismo voleva de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://pisainformaflash.comune.pisa.it/media/img/images/1392_Emanuele%20Scieri.jpg" alt="http://pisainformaflash.comune.pisa.it/media/img/images/1392_Emanuele%20Scieri.jpg" /></p>
<p>.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Partì per il militare </strong></span>un giorno di dieci anni fa</p>
<p>e a casa non è più tornato,</p>
<p>il nonnismo voleva denunciare</p>
<p>e per ore (qualcuno lo disse in una telefonata) si trovò ai piedi</p>
<p>di una torretta ad agonizzare!</p>
<p>Morì solo peggio di un cane,</p>
<p>nessuno per tre giorni lo volle cercare.</p>
<p>&#8220;Nessun colpevole&#8221; scrisse la magistratura</p>
<p>militare e ordinaria,</p>
<p>chi (militare) provò a dargli verità e giustizia</p>
<p>passò dodici giorni in carcere e quattro di domiciliari,</p>
<p>trattato da troppi come uno dei peggiori criminali,</p>
<p>con prezzi ingiusti altissimi</p>
<p>pagati per l&#8217;ennesima volta anche dai familiari.</p>
<p>Chi (militare) provò a dargli verità e giustizia</p>
<p>lo assolsero poi innumerevoli volte i tribunali,</p>
<p>nulla però accadde anche</p>
<p>quando la gente comune</p>
<p>e alcuni amministratori</p>
<p>chiesero di riaprire il caso</p>
<p>di quell&#8217;onesto Ragazzo, Avvocato e Paracadutista,</p>
<p>chiesero si cancellasse quella vergogna</p>
<p>di un omicidio senza colpevoli.</p>
<p>Non fu l&#8217;unico Emanuele ad essere lasciato solo,</p>
<p>con la calunnia di essere un drogato,</p>
<p>con la menzogna che si era suicidato!</p>
<p>Anche alla sua famiglia riservarono purtroppo</p>
<p>indifferenza, menzogne e tradimento della loro fiducia nello Stato,</p>
<p>della loro fiducia che il figlio, il fratello non sarebbe stato</p>
<p>lasciato ancora e ancora, per lunghissimi anni,</p>
<p>senza verità, senza giustizia!</p>
<p>Tra promesse non mantenute</p>
<p>e imbarazzati ignobili silenzi</p>
<p>dieci anni sono passati</p>
<p>e una cosa</p>
<p>almeno qualcuno di noi</p>
<p>anche da Lele l&#8217;ha imparata:</p>
<p>il valore della Denuncia,</p>
<p>il valore della Testimonianza.</p>
<p>Stiano certi quindi i colpevoli che non potremo tacere</p>
<p>mai l&#8217;ignobiltà di quello sfregio intollerabile</p>
<p>alla Costituzione del 1948</p>
<p>e continueremo a chiedere che ci dica chi di dovere</p>
<p>i nomi di chi ha ucciso Emanuele e di chi ha eventualmente</p>
<p>coperto quegli assassini.</p>
<p>Possa Emanuele riposare in pace,</p>
<p>noi non lo dimenticheremo mai,</p>
<p>perchè egli vive nel nostro quotidiano impegno,</p>
<p>egli vive in ogni nostro sorriso, egli vive nelle nostri menti</p>
<p>e nelle nostre anime oggi e per sempre!</p>
<p>Sì, dentro ciascuno di noi Emanuele non morirà mai,</p>
<p>sì, dentro i suoi più cari amici di Siracusa (e non solo) Lele VIVE!</p>
<p>Laura</p>
<h1><span style="color:#ff0000;"><strong>Intervista genitori Emanuele Scieri </strong></span></h1>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>.<br />
</strong></span></p>
<p>(da <strong><a href="http://www.iloveserradifalco.com/wp/?p=19777" target="_blank">http://www.iloveserradifalco.com/wp/?p=19777</a>)</strong></p>
<p><img src="http://files.splinder.com/a7f6038929730bf09c7ff9124a2c93da.jpeg" alt="http://files.splinder.com/a7f6038929730bf09c7ff9124a2c93da.jpeg" /></p>
<p>.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>&#8220;Diteci la verità sulla morte di nostro figlio Emanuele&#8221;</strong></span></p>
<p>Inviato da Live Sicilia on lug 27th, 2009 e publicato in Cronaca, sicilia.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>&#8220;Le cicale cantano e poi muoiono.</strong></span> E che vuoi farci tu? Non puoi fermare i giorni. Non puoi bloccare il corso dell’estate&#8221;. E’ la rassegnata filosofia di Angelo, unico tassista di Noto, in viaggio verso la casa e la storia di Emanuele Scieri.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>La villetta degli Scieri è in riva al mare,</strong></span> sul lido della cittadina barocca, pieno come un uovo in un mattino di luglio. Quattro mura sistemate col gusto degli onesti lavoratori che non si sono arricchiti. Lui, papà Corrado, funzionario della dogana, lei, mamma Isabella, professoressa. Angelo guida, costeggiando l’azzurro. E racconta: &#8220;Poverini, come si fa a perdere un figlio così. Nessuno ti dice niente, nessuno ti spiega nulla. Il cuore non può fare pace con se stesso. E’ triste la vita. Si sa, le cicale cantano e poi muoiono&#8221;.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Corrado e Isabella hanno visto il figlio cantare e morire. </strong></span>Il paracadutista Emanuele Scieri è rimasto vittima di qualcosa e di qualcuno nella caserma &#8220;Gamarra&#8221; di Pisa nell’agosto di dieci anni fa. Intorno alla sua fine è fiorito un roveto di omertà, silenzi e omissioni. Uno sfregio che le istituzioni hanno creato e subito. I genitori di Emanuele hanno pubblicato un libro: &#8220;Folgore di morte e di omertà&#8221;. Basterebbe il titolo.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>La vicenda di Emanuele Scieri è incastonata nelle cronache del mistero,</strong></span> si è sedimentata come un cattivo esempio. Scrive il Corriere della Sera, in una puntuale ricostruzione: &#8220;Si potrebbe cominciare da una giornata caldissima, quella del 21 luglio 1999, quando il ragazzo, finito il praticantato in uno studio di Catania, parte per il Car di leva a Scandicci, prima di passare allievo paracadutista a Pisa. Oppure si potrebbe cominciare dalla caserma Gamerra di Pisa e dall’ultima sigaretta, fumata con un commilitone venerdì 13 agosto verso le 22.15 nel vialetto interno lungo il muro di cinta dell’area militare. Si potrebbe cominciare da un ragazzo che cade, dalla vertigine di un ragazzo che cade dall’alto, non si sa quando né come né perché, ma cade, questo è sicuro. Oppure si potrebbe anche cominciare dalla fine, dalle 13.50 del lunedì seguente, quando quattro allievi parà in servizio al magazzino, sotto la stecca del sole vengono investiti da un afrore insopportabile, si avvicinano alla torre per l’asciugatura dei paracadute e ai piedi della scala esterna trovano il cadavere del ragazzo in avanzato stato di decomposizione&#8221;. Il volo di un corpo che si decompone e viene ritrovato giorni dopo. Nessuno ha cercato Emanuele, assente al contrappello del 13 agosto. Che gli è successo? Si parla di suicidio, di un salto volontario dalla torre. Ma un’altra dinamica dei fatti si insinua col sospetto. Forse l’allievo parà è stato vittima di un atto di nonnismo. Ci sono segni di violenza sul suo cadavere. La bufera investe l’allora comandante della Folgore, Enrico Celentano, fresco autore di un volumetto &#8220;Lo Zibaldone&#8221; in cui si immortalano discutibili pratiche di sottobosco militare. E’ una tempesta che non dura. La Procura di Pisa archivia, come la Procura militare di La Spezia, con più di una perplessità. La commissione d’inchiesta sollecitata sul caso non vedrà mai la luce.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Corrado e Isabella non hanno smesso di credere nello Stato. </strong></span>Chiedono che le indagini siano riaperte. Entrambi portano i segni di dieci anni di lutto e di tensione. Corrado Scieri, rispetto alle prime immagini televisive, è più magro. Ha gli occhi infossati. Isabella è forte come suo marito, ma anche i suoi occhi tradiscono l’agitazione. &#8220;Noi non abbiamo mai smesso di sperare – dice Corrado -. Chi sa parli. Sono passati tanti anni, è arrivato il momento di spiegare tutto, di svelare la verità. Per esempio, vogliamo conoscere quella del generale Celentano. Non si è mai fatto sentire in questi anni, nemmeno una parola di cordoglio o di conforto. Perché non prova a squarciare il silenzio?&#8221;. &#8220;La sera prima della sua scomparsa – dice Isabella – abbiamo parlato con Emanuele al telefono, come sempre. Era sereno e tranquillo. Non aveva il timbro di voce di uno che pensa di togliersi la vita poco dopo&#8221;. Perché un atto di nonnismo nei suoi confronti? &#8220;Perché era uno che non sopportava i soprusi – rispondono i genitori -. Perché aveva difeso i suoi commilitoni in più di una occasione. Era laureato in legge, lo chiamavano ‘l’avvocato’. Emanuele era una persona che amava prendere le parti dei più deboli&#8221;. &#8220;Le indagini non sono state condotte con lo scrupolo dovuto – dice Corrado – quando abbiamo chiesto al procuratore di affidare l’inchiesta alla polizia e non ai carabinieri, che dipendono dalla Difesa, lui si è adirato, ha cambiato atteggiamento nei nostri confronti&#8221;. Ancora Corrado: &#8220;C’è un medico militare di Palermo che ha avuto modo di ispezionare il corpo di Emanuele. Ha tentato di mettersi in contatto con noi. Voleva parlarci di alcune stranezze. Poi ha cambiato idea e non si è fatto più vivo&#8221;.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Il Corriere racconta:</strong></span> &#8220;Sono le 22.15 (del 13 agosto) quando Emanuele rientra in caserma e da qui in avanti bisogna affidarsi all’allievo Stefano Viberti, un testimone che verrà definito dai magistrati ‘depositario di verità non rivelate’. Il quale racconterà di aver indugiato sul vialetto della caserma fumando una sigaretta con Emanuele, di essersi spinto con lui fino al magazzino del casermaggio, poco distante dalla torre per l’asciugatura dei paracadute. Alle 22.30 rientra in camerata, mentre Emanuele gli dice che si ferma all’aperto per fare una telefonata con il cellulare (ma dai tabulati telefonici non risulterà nessuna chiamata a quell’ora). Contrappello alle 23.45. L’avvocato Scieri è assente e il suo posto branda è vuoto. Nessuno si prende la briga di andare a cercarlo. Viberti tace ma appare agitato, si affaccia più volte ai finestroni della camerata. Quattro allievi segnalano la stranezza ai caporali, perché conoscendo Lele non riescono a capire la sua assenza. I superiori non se ne preoccupano. Risulterà però che durante il contrappello qualcuno da Pisa ha telefonato all’utenza dell’abitazione di Livorno del generale Enrico Celentano, comandante dei paracadutisti Folgore. Stranezze: chi ha telefonato e perché? Passa la mezzanotte e passa il 14. Un’altra stranezza il giorno di Ferragosto, anzi due: alle 5.30 del mattino il comandante Celentano in persona effettua una ispezione straordinaria all’interno della caserma. Alle 21.30 nuova ispezione straordinaria questa volta del colonnello Pier Angelo Corradi&#8221;.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>In &#8220;Folgore di morte e omertà&#8221;</strong></span>, i genitori di Emanuele scrivono: &#8220;Nostro figlio Emanuele Scieri, partito da Siracusa il 21 luglio 1999 per fare il servizio militare nei parà della caserma Gamarra di Pisa, è tornato a casa un mese dopo chiuso in una bara. Non è morto per una fatalità o per una disgrazia: è stato ammazzato. Ma non si sa da chi. Perché la supercaserma pisana della Folgore, dopo essersi trasformata in un mattatoio, è diventata una centrale di omertà da fare impallidire Cosa nostra. Ancora una volta la giustizia italiana ha dimostrato di essere una pseudogiustizia all’italiana: delitti senza colpevoli, casi irrisolti, archiviazioni invece di verità, fantasmi al posto di imputati, generiche ipotesi invece di accertamenti. E come in altri casi, la vittima, cioè nostro figlio Emanuele, ha perfino rischiato di diventare colpevole, dato che inizialmente si è tentato di metterne in dubbio l’equilibrio psichico e l’integrità morale per rendere credibile la comoda scappatoia del suicidio. Noi genitori di Emanuele siamo ancora qui a reclamare verità e giustizia. Lo facciamo attraverso questo libro, nel quale abbiamo ricostruito tutta la vicenda. Vogliamo sapere chi, in una caserma d’élite della Repubblica, ha ucciso nostro figlio e perché. Abbiamo il diritto di saperlo, sia come genitori sia come cittadini&#8221;.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Spiega Corrado Scieri: </strong></span>&#8220;Non abbiamo mai ricevuto una querela per il nostro libro. Questo significherà qualcosa, o no? Non è mai troppo tardi, rinnovo il mio appello. Chi sa – perché qualcuno sa – deve sapere anche che è arrivato il momento di parlare&#8221;. E’ l’ultima richiesta di un padre e una madre dagli occhi stanchi e dai lineamenti consumati. &#8220;Ma forse chiedere la verità è perfino troppo – dice Isabella -. La verità, da queste parti, si scopre soltanto quando non può fare più male a nessuno&#8221;. E’ la legge di Angelo il tassista, la sua sconsolata filosofia del destino. Niente può impedire all’estate di avanzare e di bruciare la memoria di volti e persone. Di ogni ingiustizia sepolta resta appena un’ombra. Resta il canto delle cicale.</p>
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<p>Fonte: <strong><a href="http://www.facebook.com/note.php?note_id=114211528098&#38;comments">Facebook &#8211; Laura</a></strong></p>
<p><strong>- &#8211; -<br />
</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><em>Del caso di Emanuele avevamo già parlato (<a href="http://solleviamoci.blogspot.com/2007/10/emanuele-scieri-per-non-dimenticare.html">qui</a> ed <a href="../../../../../2007/11/30/emanuele-scieri-cronaca-di-un-incontro/">anche qui</a>) ma si sa, la giustizia in Italia a volte è un po’ sorda&#8230; e invece noi continuiamo a pretenderla. Per <span style="color:#ff0000;">Emanuele,</span> come per <span style="color:#ff0000;">Niki</span>, <span style="color:#ff0000;">Sandro</span>, <span style="color:#ff0000;">Manuel </span>e tutte le altre vittime di “suicidi”  ed “incidenti” vari, mortali e non. elena</em></strong></p>
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<title><![CDATA[La Padania in dialetto...]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/08/14/la-padania-in-dialetto/</link>
<pubDate>Fri, 14 Aug 2009 00:08:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
<guid>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/08/14/la-padania-in-dialetto/</guid>
<description><![CDATA[Grazie a Marco! . http://www.gavavenezia.it/]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h1><span style="color:#ff0000;"><strong>Grazie a Marco!</strong></span></h1>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>.<br />
</strong></span></p>
<p><a id="myphotolink" href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=34376&#38;id=100000010073715"><img src="http://photos-g.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc1/hs131.snc1/5615_102956693047999_100000010073715_81742_3221014_n.jpg" alt="" width="514" height="352" /></a></p>
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</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Nucleare? NO, grazie!]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/08/14/nucleare-no-grazie/</link>
<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 23:27:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
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<description><![CDATA[AVVISO: le immagini di questo articolo sono adatte solo a cuori di pietra. elena NONUKE, LA BATTAGLI]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h1><strong><span style="color:#0000ff;">AVVISO: le immagini di questo articolo sono adatte solo a cuori di pietra. elena</span></strong></h1>
<h1><span style="color:#ff0000;"><strong>NONUKE, LA BATTAGLIA CHE NON MUORE MAI</strong></span></h1>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>.<br />
</strong></span></p>
<h2>Il rifiuto del nucleare come strumento prima militare e poi civile deriva innazitutto dall’impossibilità della gestione del rischio legato ad uno dei principali dei diritti dell’individuo: quello alla salute</h2>
<p>.</p>
<p><img src="http://www.sinistraeliberta.it/wp-content/uploads/2009/08/anti_nucleareese.jpg" border="0" alt="" width="530" /></p>
<p>.</p>
<p><em><strong>Intervista di Alberto Mariani a Dario Fazzi &#8211; Università degli Studi di Bologna*</strong></em></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong><em>Come nasce il movimento anti-nucleare? In che contesto storico-politico? Quali sono inizialmente i punti della contrapposizione?</em></strong></span></p>
<p><strong>Storicamente, le proteste contro l’energia atomica</strong> sono nate con la comparsa dell’idea stessa dell’utilizzabilità di tale forma di energia a fini bellici. Già dentro i laboratori che sperimentarono le prime armi, numerosi scienziati si ribellarono ai risultati del proprio lavoro, per motivi ideologici e, soprattutto, per motivi di coscienza. Dopo un decennio di proteste scientifiche, un decennio nel corso del quale lo sviluppo tecnologico aveva condotto alla costruzione delle armi all’idrogeno, o termonucleari, migliaia di volte più potenti di quelle sganciate in Giappone nel 1945, cominciarono a mobilitarsi anche le prime grandi organizzazioni, i primi veri e propri movimenti popolari in grado di esercitare forti pressioni sui governi. Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna furono gli stati in cui queste proteste raggiunsero il loro primo picco, dall’inizio degli anni Cinquanta fino alla prima metà degli anni Sessanta. La contaminazione di alcuni pescatori giapponesi che si trovavano ad una settantina di miglia dal luogo di esplosione di un test nucleare americano, nel 1954, fece emergere, anche agli occhi del pubblico generale, il problema del <em>fallout</em> radioattivo, prodotto in seguito a tali esperimenti. La contaminazione di alcune partite di latte con lo Stronzio 90, anche questa provocata dai test nucleari, contribuì a diffondere l’allarme in maniera ancora maggiore. Nonostante, a partire dai primi anni Cinquanta, l’amministrazione statunitense avesse cercato di far passare il messaggio degli aspetti positivi contenuti nella produzione di energia nucleare a fini civili, con campagne quali <em>Atoms for Peace</em> o con strumenti di propaganda che andavano dal cinema, ai cartoni animati ai fumetti, le proteste contro il nucleare cominciarono ad assumere un carattere ambientalista, ovvero orientato alla tutela dell’ambiente umano e, per estensione, alla salute umana stessa. Gli appelli della comunità scientifica e le proteste delle organizzazioni contribuirono in maniera sostanziale alla creazione di una vera e propria coscienza orientata contro l’uso delle armi nucleari e, sostanzialmente, contro qualsiasi uso deviato dell’energia nucleare. A partire dalla fine degli anni Settanta e per tutto il decennio successivo, le ondate di protesta hanno seguito il ritmo delle crisi internazionali, facendosi più imponenti nei pericoli di rischio maggiore ed arretrando nei momenti di «distensione».</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong><em>Quali sono gli elementi di continuità e discontinuità  nel rapporto tra nucleare civile e militare?</em></strong></span></p>
<p><strong>Le prime applicazioni dell’energia atomica e nucleari furono militari.</strong> Come spesso accade, le guerre si sono dimostrate un volano per la ricerca scientifica. La Seconda Guerra Mondiale lo fu per le ricerche sull’energia nucleare. La rivelazione al mondo dei progressi compiuti dalla scienza avvenne attraverso lo scoppio delle bombe sul suolo giapponese. Questo, unito con il ruolo di deterrente che le armi nucleari ebbero nel corso della Guerra Fredda, quel ruolo che ne faceva il perno centrale del cosiddetto «equilibrio del terrore», ha, inevitabilmente, condizionato ogni tipo di discussione sull’energia nucleare. Va anche tenuto presente il fatto che, il passo da compiere per trasformare un impianto di produzione di energia nucleare a fini civili, in un laboratorio in cui sperimentare armi di distruzione di massa, non è enorme. I cinque membri del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, l’India, il Pakistan, la Corea del Nord, Israele (pur non avendolo mai ammesso) e l’Iran (in fase di sperimentazione), possiedono armi nucleari derivate da progetti di produzione di energia nucleare a scopi civili. Solo una totale apertura dei paesi ai controlli e alle ispezioni degli organismi internazionali appositamente predisposti, come l’Aiea, può garantire il rispetto delle regole che vietano la proliferazione nucleare. Ma questa sottomissione risulta, in ultima analisi, un atto volontario di nazioni sovrane, con la logica conseguenza che non è possibile avere una garanzia assoluta della non produzione anche a fini militari. Servirebbe pertanto una rottura maggiore, l’estensione di una «<em>nuclear free zone</em>» o il raggiungimento di un mondo totalmente libero dalla minaccia di armi in grado di estinguere la vita sulla terra. Posto che questi risultati continuano a sembrare utopia, l’espansione di una coscienza correttamente informata ed orientata potrebbe costituire il primo passo verso il rifiuto di un rischio che l’umanità non dovrebbe essere disposta ulteriormente a correre. Si tratterebbe, del resto, di semplice razionalità.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong><em>L’anti-nuclearismo oggi tra fantasmi passati e nuove paure: la strategia dei movimenti anti-nucleare come può coltivare la partecipazione popolare e offrire alternative valide al dibattito?</em></strong></span></p>
<p><strong>L’anti-nuclearismo, posto che esista davvero, </strong>non può essere considerato una vera e propria ideologia, quanto piuttosto, come detto in precedenza, la riaffermazione di una coscienza. I movimenti che hanno segnato le proteste contro lo sviluppo dell’energia nucleare e, soprattutto, contro i suoi usi distorti, hanno sempre avuto strategie legate al contesto storico in cui sono nate e si sono evolute. <em>Sane</em> e <em>Cnd</em>, due tra le principali e più antiche organizzazioni anti-nucleari, la prima americana e la seconda britannica, sostenevano battaglie comuni con strategie simili, ma ognuna era legata all’ambiente nazionale nel quale si trovava ad operare. Erano in grado di esercitare pressioni non indifferenti sui rispettivi governi e sulle rispettive opinioni pubbliche nazionali. Esse, inoltre, riuscivano a catalizzare l’interesse della classe media ed a mobilitarla con tecniche innovative ed originali. Oggi, i metodi per influenzare le autorità e l’opinione pubblica sono diversi. La società è sempre più globale e globali divengono anche i metodi della protesta. Cinquant’anni fa l’esigenza primaria era informare la popolazione dei rischi connessi all’energia nucleare. Oggi, si spera, l’esperienza tragicamente accumulata negli anni ha reso la conoscenza di questi rischi un dato noto e diffuso. Molto, invece, resta da fare per sconfiggere quelle «politiche di potenza» che continuano a vedere nel nucleare la soluzione di tutti i mali che affliggono un paese. Il nucleare non è una panacea e bisogna essere consapevoli dei rischi e dei pericoli ad esso connessi. Se la principale responsabilità di chi governa è la tutela dei propri cittadini il nucleare è uno strumento che ancora non funziona. Mantenere il dibattito nei termini di uno scontro pro e contro il nucleare è, inoltre, altrettanto sterile e miope. Esistono strumenti tecnologici e politiche di risparmio energetico in grado di garantire, se adeguatamente sviluppati, il raggiungimento dei risultati che si vorrebbero ottenere investendo in una risorsa che la storia sembra aver già condannato. Più che ingiusto, l’aggettivo che meglio si associa, ancora oggi, al nucleare, sembra essere irrazionale.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong><em>Parlavi di opinione pubblica. Non pensi che in Italia ci troveremo di fronte ad una resistenza contro il nucleare che si baserà  più su rivendicazioni territoriali e campanilistiche, la cosiddetta sindrome nimby, che su una consapevole contrapposizione di natura politico-economica?</em></strong></span></p>
<p><strong>E’ naturale che i fenomeni di protesta partano dai territori colpiti,</strong> quanto si allarghino poi è un fatto che dipende da molteplici fattori, nella maggior parte esogeni. Però non dobbiamo dimenticarci che sebbene qui la protesta possa configurarsi come locale, alla base c’è la rivendicazione di un diritto universale e inalienabile, che è quello alla salute. Questo penso sia il punto permanente del rifiuto al nucleare come strumento prima militare e poi civile: l’impossibilità della gestione, da parte dell’Autorità, del rischio legato ad uno dei principali dei diritti dell’individuo.</p>
<p>*Dario Fazzi &#8211; Dottorando di ricerca in Storia Contemporanea presso l’Università degli Studi di Bologna, con tesi dal titolo «<em>La Pace Calda. La nascita del movimento antinucleare in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, 1957-1963</em>».</p>
<p>Fonte: <strong><a href="http://www.sinistraeliberta.it/nonuke-la-battaglia-che-non-muore-mai/">Sinistra e Libertà</a></strong></p>
<h1><span style="color:#ff0000;">La dittatura del nucleare ed i bambini di Chernobyl</span></h1>
<p><span style="color:#ff0000;">.<br />
</span></p>
<p><em>di Sonia Toni</em></p>
<p><img src="http://www.savetomorrow.org/chernobyl_child1.jpg" alt="http://www.savetomorrow.org/chernobyl_child1.jpg" /></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>E’ di pochi giorni fa la notizia </strong></span>che il progetto riguardante la costruzione di nuove centrali nucleari “di nuova generazione” è stato definitivamente approvato e questo ci dovrebbe riempire il cuore di gioia perché finalmente avremo risolto tutti i problemi della crisi energetica. Le motivazioni che fanno del nucleare una scelta devastante sotto tutti i punti di vista le conoscono ormai anche i bambini ma, dal momento che, repetita juvant, le riporteremo per quelli che erano in altre faccende affaccendati quando le abbiamo descritte.</p>
<p><img src="http://www.corriere.it/gallery/Esteri/2005/07_Luglio/chernobil/1/CHER1.jpg" alt="http://www.corriere.it/gallery/Esteri/2005/07_Luglio/chernobil/1/CHER1.jpg" /></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Nucleare “di nuova generazione”, è soltanto l’ennesima manciata di sabbia </strong></span>gettata negli occhi degli ingenui e dei pigri che non hanno voglia di andare a documentarsi e pensare con la propria testa. E’ una definizione simile a quelle del tipo: benzina verde, carbone pulito, termovalorizzatore, eco-gpl, etc. In pratica, cambiando le parole che definiscono una cosa, gli esperti della comunicazione, ci vogliono far credere che la cosa sia diversa.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>E’ come pensare che una macchina diventi ecologica dipingendola di verde.</strong></span><br />
Il principio, in sé, è di un’idiozia disarmante tuttavia funziona.</p>
<p><img src="http://www.vokruginfo.ru/pixs/9993602671.jpg" alt="http://www.vokruginfo.ru/pixs/9993602671.jpg" /></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>I motivi principali sono quelli che elencherò.</strong></span> A questi se ne possono aggiungere altri che fanno parte del bagaglio culturale di chimici, fisici, medici, economisti e che scrivono anche su La Scienza Verde.<br />
L’uranio che serve per produrre energia in queste centrali, è un elemento che in natura sta già scarseggiando da tempo e questo significa, come minimo, che il suo costo, non potrà che aumentare.</p>
<p><img src="http://www.verdenatura.net/upload/chernobyl.jpg" alt="http://www.verdenatura.net/upload/chernobyl.jpg" /></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Il problema delle scorie non è MAI stato risolto.</strong></span> I siti designati allo stoccaggio dei contenitori delle scorie nucleari sono strapieni; i contenitori dopo anni cominciano inevitabilmente a deteriorarsi con la conseguente fuori uscita di materiale radioattivo, che poi, altrettanto inevitabilmente, finisce nelle falde acquifere, nella terra e nell’aria e quindi sulle nostre tavole, nei nostri polmoni e nel nostro sangue. Iter regolare. Il successo francese del nucleare? In Francia ormai non passa un mese senza che si verifichi un incidente in qualche centrale; certo, loro hanno bell’è risolto il problema delle scorie: le mandano in Africa e chissenefrega. Forse i grandi Bob Geldof, Bono Vox, e compagni che tanto si attivano per l’Africa, dovrebbero cominciare a bacchettare anche Sarkozy perché questa schifezza è senza dubbio peggiore di quella, pur enorme, dei mancati aiuti all’Africa da parte dell’Italia.</p>
<p><img src="http://www.progettohumus.it/include/chernobyl/dintorni/bimbi1/sguardi/57MadreFiglio.jpg" alt="http://www.progettohumus.it/include/chernobyl/dintorni/bimbi1/sguardi/57MadreFiglio.jpg" width="515" height="304" /></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>A chi pensasse che prima o poi queste scorie esauriranno la loro potenzialità radioattiva,</strong></span> ricordiamo che l’urano impiega circa 4,5 miliardi (!!!) di anni SOLO per dimezzare la sua radioattività. Le centrali nucleari “sicure” esisteranno quando l’uomo sarà un essere perfetto; il che potrebbe corrispondere allo stesso tempo di dimezzamento della radioattività dell’uranio.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Acqua. Le centrali nucleari hanno bisogno di una quantità enorme di acqua </strong></span>per raffreddare certi loro meccanismi e sprecare questo bene indispensabile per la vita dell’uomo è un crimine fra i peggiori.<br />
L’economia. Le centrali nucleari costano miliardi di euro e ne richiedono altrettanti per il loro mantenimento. Come sopra citato, l’uranio costerà sempre di più, inoltre nessuno parla mai dello smantellamento delle vecchie centrali; dinosauri che vanno eliminati con costi altissimi.<br />
Democrazia. L’Italia ha già espresso il suo chiaro NO al nucleare attraverso un regolare e democratico referendum. Che succede ora? L’esito dei referendum, per caso, scade?</p>
<p><img src="http://www.verdi-modica.it/wp-content/uploads/2007/07/chernobyl.jpg" alt="http://www.verdi-modica.it/wp-content/uploads/2007/07/chernobyl.jpg" /></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>E i siti saranno considerati “di interesse strategico militare” </strong></span>e quindi verranno mandati i soldati a puntare i fucili su coloro che volessero manifestare, come fatto alla cava di Chiaiano a Napoli.<br />
Cos’è questa, se non dittatura?</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>In alternativa abbiamo il re dell’energia che è il sole,</strong></span> ed è gratis e inesauribile; il vento, idem, l’acqua (fiumi, mari, oceani), la geotermia (calore che proviene dalla terra).</p>
<p><img src="http://www.andreabelvedere.info/uploaded_images/bambini_chernobyl-729135.jpg" alt="http://www.andreabelvedere.info/uploaded_images/bambini_chernobyl-729135.jpg" /></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>E bravi Berlusconi e Sarkozy e un ringraziamento particolare all’on. Casini </strong></span>che, nonostante l’intervento chiarificatore che ha fatto appositamente per lui il Nobel Carlo Rubbia sulla pericolosità del nucleare, ha votato a favore. Ma questa gente, i bambini di Chernobyl, li hanno mai visti?</p>
<p>Fonte: <strong><a href="http://www.scienzaverde.it/index.php?option=com_content&#38;view=article&#38;id=268:la-dittatura-del-nucleare-e-i-bambini-di-chernobyl&#38;catid=54:edizione-n-4-agosto-2009">scienzaverde.it </a></strong></p>
<p>Tratto da <strong><a href="http://www.decrescitafelice.it/?p=576">Decre</a></strong><a href="http://www.decrescitafelice.it/?p=576"><strong><a href="http://www.decrescitafelice.it/?p=576">scita Felice</a></strong></a><a href="http://www.decrescitafelice.it/?p=576"><img src="http://3.bp.blogspot.com/_Pr07hUEoi_8/SaWsVaMitpI/AAAAAAAAI9U/8w-vbfL1oBM/s400/nucleare_nograzie.gif" alt="http://3.bp.blogspot.com/_Pr07hUEoi_8/SaWsVaMitpI/AAAAAAAAI9U/8w-vbfL1oBM/s400/nucleare_nograzie.gif" /></a></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un po' di decrescita...]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/08/14/un-po-di-decrescita/</link>
<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 23:01:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
<guid>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/08/14/un-po-di-decrescita/</guid>
<description><![CDATA[Quale rilancio per l’economia italiana? . di Antonie Fratini Da destra a sinistra il tema del rilanc]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h1><span style="color:#ff0000;">Quale rilancio per l’economia italiana?</span></h1>
<p><span style="color:#ff0000;">.<br />
</span></p>
<p><em>di Antonie Fratini</em></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Da destra a sinistra il tema del rilancio economico domina</strong></span> ormai incontrastato l’odierna politica italiana. “Rilancio” sembra essere diventata le parola d’ordine, la magica chiave che promette di aprire tutte le porte, compresa quella del paradiso! Ma c’è rilancio e rilancio. E a proposito di porte e finestre, inviterei i nostri politici ad essere meno autoreferenziali e a prestare un po’ di attenzione a quel che succede al di là delle proprie frontiere nazionali per verificare la possibilità di altri modelli di sviluppo maggiormente rispettosi delle esigenze della Natura e dell’anima. Un bel esempio di simile scenario è a mio avviso rappresentato dalla politica di rilancio recentemente posta in atto dal governo francese. Mentre il governo Berlusconi si mostra vincolato ad una idea desueta, nonché distruttiva, di modello economico basato sul cemento e che tralascia completamente la valorizzazione delle risorse artistiche e naturalistiche, il governo d’oltre Alpe ha appena stanziato 70 milioni di euro (che nel 2010 diverranno 220 milioni complessivi) per il restauro dei monumenti nazionali, prevedendo una ricaduta economica (grazie anche al prevedibile incremento del turismo) dell’ordine di 21 miliardi di euro e la creazione di oltre 500.000 nuovi posti di lavoro. <a href="http://www.decrescitafelice.it/wp-admin/%28http://www.gouvernement.fr/gouvernement/la-politique-en-faveur-des-monuments-historiques%20%29">(http://www.gouvernement.fr/gouvernement/la-politique-en-faveur-des-monuments-historiques )</a></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Le “grandi opere” in Italia ci sono già.</strong></span> Esse appartengono da secoli al campo artistico e naturalistico, sono di ineguagliabile bellezza, di fortissima attrattiva per il turismo e di straordinaria soddisfazione per l’anima. Perché, quindi, per il proprio rilancio economico l’Italia non gioca le sue carte migliori e non punta a ridiventare il Bel Paese che fu? Perché non prendere esempio dalla vicina Francia che con questa risoluzione rilancia un settore profondamente in crisi come l’economia e al tempo stesso rifà il lifting ai propri monumenti e abbellisce il proprio territorio?</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Dato che quel piano di rilancio prevede anche</strong></span> il miglioramento del dispositivo del mecenatismo, non appare nemmeno esagerato pensare alla possibilità di assistere, da qui al 2010, ad un vero e proprio “secondo rinascimento”. Purtroppo, agli italiani rimane solo la speranza che questa nuova corrente transalpina riesca ad espandersi agli altri paesi dell’Unione, così come il rinascimento italiano seppe all’epoca affermarsi e diffondersi in tutta Europa.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="http://www.decrescitafelice.it/?p=580">Decrescita Felice</a></strong></p>
<h1><span style="color:#ff0000;"><strong>Noi, i moderati</strong></span></h1>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>.<br />
</strong></span></p>
<p><em>di Filippo Schillaci</em></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Ci avete mai fatto caso?</strong></span> Quando nel “loro” mondo, il mondo del cemento, dei soldi, della carriera, delle macellerie, del petrolio, delle guerre, della fame, dell’obesità, della sete e di molto altro ancora, si parla di noi, di coloro che si ostinano a considerare possibile un altro mondo, allora si materializzano, immancabili, termini come radicalismo, estremismo, integralismo, quasi fossimo non so che setta intrisa della più sconsiderata congerie di fanatiche devianze. Loro invece, i sostenitori di quel mondo, amano definirsi moderati, centristi, al più riformisti, amano dare di se stessi l’immagine di persone equilibrate e con la testa sulle spalle.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Vorrei ribaltare i termini della questione. </strong></span>Perché in un sistema che ha perso la misura di se stesso e del proprio rapporto col mondo reale fino a vedersi come la totalità dell’esistente, un sistema ciecamente uscito da ogni orbita possibile e lanciato in una corsa irreversibile attraverso il vuoto, è normale che chi si pone in un atteggiamento di reale moderazione, chi vuole, come scrive Maurizio Pallante, «camminare in punta di piedi sulla Terra», appaia affetto da una posizione eccentrica, fuori norma, e dunque sì: estrema, radicale, integralista.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Ai tempi in cui ero studente universitario</strong></span> udii una conferenza tenuta dai dirigenti di una grossa azienda elettronica. Una frase che ricorreva nei loro discorsi era: «noi vogliamo essere i primi». Fui tentato di domandare loro: Perché? Non lo feci, ma è fin troppo facile immaginare l’inconsistente risposta che avrei ricevuto. In realtà non c’è un perché: la competizione nel loro mondo non è una scelta, è un a priori, è l’unica forma di relazione che essi ormai conoscono, perché è l’unica possibile in un mondo dominato dall’economia, una disciplina che ha ormai cancellato ogni altro ambito del pensare e del fare umano e che nel secondo medioevo la cui strada abbiamo imboccato si avvia ad assumere lo stesso ruolo dogmatico e totalizzante che la teologia ha avuto nel primo. L’economia dunque, e solo essa. Perché solo essa conta. L’economia, ovvero quella disciplina governata dal cosiddetto principio edonistico: ottenere il massimo tornaconto col minor sforzo possibile, essendo ogni altra considerazione di pertinenza di altre discipline, quali l’etica, le scienze sociali, le scienze ambientali. Proprio quelle che l’economia ha ormai spazzato via da ogni prassi quotidiana vedendole solo come bastoni fra le ruote nella corsa senza freni al sempredipiù. E cosa c’è di moderato in questo? Rispetto a quale centro un simile atteggiamento può chiamarsi centrista? Non certo rispetto a quello costituito dalle leggi che regolano il buon funzionamento della biosfera. Da questo punto di vista è proprio un simile atteggiamento ad assumere i connotati del radicalismo, dell’estremismo, dell’integralismo.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Affermare che le industrie </strong></span>belliche, l’allevamento, i trasporti su lunga distanza, il saccheggio delle fonti fossili siano pratiche cui porre drastica fine può apparire frutto di un pensiero inaccettabilmente estremo e radicale. Ma solo dal punto di vista di un pensiero incapace di percepire quanto di inaccettabilmente estremo e radicale vi sia in tali pratiche. Bisogna essere equilibrati, obiettò un membro di Greenpeace cui parlai dell’alimentazione vegetariana come unica ecosostenibile. Certo che bisogna. E quel tipo di alimentazione lo è. Bisogna pur difendere la patria obiettò un intellettuale alla mia difesa del pacifismo. Certo che bisogna, ma cos’è la patria? L’unica patria che un moderato riconoscerà come tale è la biosfera in tutta la sua complessità e molteplicità, e questa patria non si difende a cannonate.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Parlare di una società umana egualitaria</strong></span> nella quale i rapporti fondamentali siano basati sulla cooperazione spontanea non mediata dal denaro può apparire un delirio, ma solo dal punto di vista di una società che è la negazione stessa delle ragioni profonde che spingono l’uomo, e ogni animale sociale, a riunirsi in gruppo, a formare comunità. Riunirsi per competere gli uni con gli altri è una contraddizione in termini, un delirio della ragione, un atto il cui risultato è un’aggregazione artificiale di individui senza coesione, schizofrenicamente sbattuti fra la servitù verso un sistema da cui dipendono in tutto e la diffidenza verso ogni parte di esso, dalle istituzioni, impersonali, irraggiungibili e imperscrutabili, fino al vicino di casa, anch’egli immancabilmente sconosciuto quanto un abitante della Mongolia. Una società umana fondata sulla competizione non può che essere una società di vincitori e vinti, dunque una società gerarchica, una società in cui i rapporti fra le persone sono rapporti di potere. La gerarchia, ovvero quella cosa che, sostituendo l’autorità all’autorevolezza, costituisce la più radicale forma di negazione della dignità umana nella vita di ogni giorno. Cosa c’è di moderato, di equilibrato in un simile tetro formicolare di impotenti solitudini umane?</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Affermare, infine, che la vita umana dipende</strong></span> dal suo armonico mettersi in relazione con le innumerevoli altre forme di vita che popolano la Terra può apparire una radicale negazione della specificità dell’uomo. Ma perché mai affermare una propria specificità implica il negare quelle altrui? Mi viene il dubbio che chi parla di specificità dell’uomo in questi termini intenda in realtà parlare di dominio dell’uomo, uno status di cui molti, allevati nell’integralismo della competizione economicista, sembrano non poter più fare a meno. Una società umana moderata, equilibrata, riconoscerà al contrario con serenità che non può esistere una comunità soltanto umana ma che essa deve essere funzionalmente e armonicamente immersa in un ecosistema, ed è con ciò parte di una comunità più ampia.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Ecco dunque chi sono i moderati, i centristi:</strong></span> noi. Ed ecco dunque chi sono gli estremisti, i radicali: loro. Ecco dunque il nostro vero volto: pacifico, calmo. <strong>La furia lasciamola a loro.</strong> Il nostro no al loro mondo non verrà da uno spirito combattivo ma da una ferma pacatezza, non sarà frutto di rabbia ma di desiderio di quiete. E non per questo sarà meno travolgente, anzi! Perché non c’è nulla di più mortale per il loro mondo che la quiete, nulla di più indesiderabile che l’equilibrio, nulla di più disastroso che la stabilità.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="http://www.decrescitafelice.it/?p=579">Decrescita Felice</a></strong></p>
<p><img src="http://files.meetup.com/300838/logo%20MDF.JPG" alt="http://files.meetup.com/300838/logo%20MDF.JPG" /></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Chiesa Cattolica Italiana è super partes. O no?]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/08/13/la-chiesa-cattolica-italiana-e-super-partes-o-no/</link>
<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 22:53:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
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<description><![CDATA[Solo qualche spunto… poi ognuno rifletta. elena L’Avvenire attacca Berlusconi. Anche il quotidiano d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><em>Solo qualche spunto… poi ognuno rifletta. elena</em></strong></p>
<h1><span style="color:#ff0000;"><strong>L’Avvenire attacca Berlusconi. Anche il quotidiano dei vescovi sarà incluso nella lista della stampa “deviata e deviante”?</strong></span></h1>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>.<br />
</strong></span></p>
<p><em>di Giuseppe Giulietti</em></p>
<p><img src="http://www.attracco.it/STRAP/ceiAttracco.jpg" alt="http://www.attracco.it/STRAP/ceiAttracco.jpg" /></p>
<p>.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>L’<a title="Post marcati con avvenire" href="http://www.blitzquotidiano.it/tag/avvenire/">Avvenire</a>, giornale dei vescovi, </strong></span>è tornato a manifestare dolore e mortificazione per i comportamenti del presidente del Consiglio. Non sta a noi giudicare le ragioni di tanto sconforto, forse si aspettavano di più e di meglio, forse non si erano ben informati quando sarebbe stato opportuno e possibile farlo.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Ci auguriamo solo e lo auguriamo al direttore</strong></span> <a title="Post marcati con dino boffo" href="http://www.blitzquotidiano.it/tag/dino-boffo/">Dino Boffo</a> che l’editoriale di oggi non costi a lui e alla sua redazione l’inserimento nella lista dei giornali deviati e devianti, come già è capitato alla redazione della <a title="Post marcati con repubblica" href="http://www.blitzquotidiano.it/tag/repubblica/">Repubblica</a>, di Famiglia Cristiana, dell’Unità, di <a title="Post marcati con sky" href="http://www.blitzquotidiano.it/tag/sky/">Sky</a>, di tutta la stampa estera e qui ci fermiamo perché probabilmente mentre stiamo scrivendo questa nota l’elenco avrà subito nuove modifiche.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Una sola cosa ci consola</strong></span> che, almeno in questo caso, il presidentissimo non potrà ricorrere alla scomunica perché l’<a title="Post marcati con avvenire" href="http://www.blitzquotidiano.it/tag/avvenire/">Avvenire</a> è il giornale dei vescovi ed il furbissimo “papà della bella famiglia italiana” non è ancora nelle condizioni di chiedere il licenziamento del Papa e magari anche del suo Superiore.</p>
<p><strong>Fonte:</strong> <a href="http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/lavvenire-attacca-berlusconi-anche-il-quotidiano-dei-vescovi-sara-incluso-nella-lista-della-stampa-deviata-e-deviante-78471/">blitz quotidiano</a></p>
<h1><span style="color:#ff0000;"><strong>La spallata di Benedetto XVI al governo Prodi</strong></span></h1>
<p>.</p>
<p><em>di Curzio Maltese</em><strong> </strong></p>
<p><img style="cursor:0;" src="http://casarrubea.files.wordpress.com/2009/04/visita_di_papa_benedetto_xvi_a_genova_-_2008-05-18_-_primo_piano_di_benedetto_xvi.jpg?w=426&#038;h=569" alt="http://casarrubea.files.wordpress.com/2009/04/visita_di_papa_benedetto_xvi_a_genova_-_2008-05-18_-_primo_piano_di_benedetto_xvi.jpg?w=426&#038;h=569" width="426" height="569" /></p>
<p>.</p>
<p><strong> <span style="color:#ff0000;">La vera spallata a Prodi alla fine l&#8217;ha data il Vaticano.</span></strong><br />
Era chiaro da tempo che le gerarchie ecclesiastiche erano scese in campo direttamente contro il centrosinistra e per favorire il ritorno di Berlusconi, elargitore di mille favori alla Chiesa durante il suo quinquennio a Palazzo Chigi. La Chiesa ha agito alla vigilia della crisi come una qualsiasi lobby politica, sia pure extraparlamentare, addirittura extraterritoriale, e con un&#8217;intelligenza politica superiore a quella dei partiti in circolazione.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>La spallata della Chiesa</strong></span> al centrosinistra era partita da lontano. Non c&#8217;è stata settimana, dalla primavera del 2006, in cui il papa o i vescovi non siano entrati in polemica, più o meno diretta, con l&#8217;azione del governo. Ma nell&#8217;ultima settimana si è consumato uno spettacolare attacco su più fronti. Ha cominciato Benedetto XVI, in qualità di vescovo della capitale, con l&#8217;attacco al Veltroni sindaco sul &#8220;degrado di Roma&#8221;.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Ora, è chiaro che l&#8217;uno è &#8220;anche&#8221;</strong> </span>papa e l&#8217;altro è, guarda caso, leader del Pd. Quanto alla predica del papa sui mali di Roma, dagli &#8220;affitti troppo alti&#8221; allo scarso attivismo dell&#8217;amministrazione locale, bisognerebbe aprire un lungo capitolo. L&#8217;Apsa, che gestisce le proprietà ecclesiastiche, è il primo immobiliarista della capitale, con il 22 per cento del patrimonio totale della città: non può fare nulla per calmierare gli affitti?</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">La Chiesa è il primo evasore (legalizzato)</span> </strong>delle tasse romane, con l&#8217;esenzione dall&#8217;Ici, così come è il primo beneficiario delle onerose convenzioni private su sanità e scuola. L&#8217;elenco dei favori che la città di Roma paga alla Chiesa è infinito, dalle forniture d&#8217;acqua ai pass delle automobili per il centro.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Era ben studiato il pretesto</strong> </span>della mancata visita alla Sapienza, dove si capiva benissimo che alla Chiesa non interessava la questione in sé ma lo sfruttamento del caso. La polemica sulla sicurezza non garantita era strumentale. I predecessori di Benedetto XVI sono andati in visita pastorale in Paesi del Terzo mondo ed hanno incontrato folle di milioni di persone, e questo papa ha paura di entrare nell&#8217;Università di Roma? Bisognava trovare il modo di organizzare una manifestazione contro il governo a san Pietro, senza dire che si trattava di politica.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Così è andata,</strong> </span>e nella folla di san Pietro c&#8217;era in prima fila <strong>Clemente Mastella</strong>, il quale proprio in quell&#8217;occasione, per sua ammissione, <strong>decide l&#8217;uscita dalla maggioranza e la comunica subito non a Prodi ma al cardinal Bertone</strong><strong>,</strong> segretario di Stato vaticano.<br />
Nello sfascio della politica, la Chiesa ha deciso di scendere in campo, alla riconquista di un ruolo centrale perso dal tramonto della Dc.<br />
I leader del centrosinistra dovrebbero almeno prenderne atto e studiare qualche contromossa, che non sia il solito inginocchiarsi nella vana speranza di ammansire i vescovi.</p>
<p>fonte: il venerdì, 1 febbraio 2008</p>
<p>tratto da <strong><a href="http://solleviamoci.blogspot.com/2008/02/la-spallata-di-benedetto-xvi-al-governo.html">solleviamoci</a></strong></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1390" title="papascimmia" src="http://lottantanove.files.wordpress.com/2009/08/papascimmia.png?w=512&#038;h=353#38;h=393" alt="papascimmia" width="512" height="353" /></p>
<p>.</p>
<p><strong>Consigli di lettura:</strong></p>
<p><strong><a href="http://neuroniattivi.blogspot.com/2009/08/stato-laico-spagna-italia-100-1.html">Stato laico: Spagna-Italia 100 a 1</a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><a href="http://lottantanove.wordpress.com/2009/08/13/tar-del-laico/">Tar del laico</a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><a href="http://www.gionata.org/notizie/approfondimenti/che-fine-fa-l-8-per-mille-alla-chiesa-cattolica-italiana-alcune-informazioni-poco-note.html">Che fine fa l&#8217;8&#215;1000 alla Chiesa Cattolica Italiana?</a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><a href="http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&#38;id=45674">La pubblicità, &#8220;anima&#8221; del commercio. Bilancio CEI 2008</a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><a href="http://www.abystron.org/expo/italia/2009/chiesa-cattolica/ottopermille.aspx">8&#215;1000: solo un quinto dei soldi va davvero ai poveri</a></strong></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>&#8220;Aborro i preti, esseri autoritari e prepotenti,</strong></span> quando qualcuno mi dice che stiamo andando verso il fascismo, vorrei quasi rispondergli &#8220;Magari!&#8221;, il fascismo è brutto ma passa, invece andiamo incontro a forme di vita clericale, anzi ci siamo dentro, perchè non abbiamo saputo amministrare il nostro libero esame. Abbiamo liquidato la coscienza dandola in appalto al clero; ecco dove nasce il più macroscopico difetto degli italiani: la mancanza di una coscienza morale. Noi non siamo cattolici, siamo cattolici per comodità, abitudine, tradizione non per coscienza.<br />
Il problema di Dio, gli italiani, non se lo pongono, perciò non siamo mai stati una nazione. L&#8217;unico stato che conosciamo è quello pontificio.&#8221; <strong> </strong></p>
<p><strong>Indro Montanelli</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vita da clandestini, «Lavoriamo da due anni nei campi e ora ci considerano dei criminali»]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/08/13/vita-da-clandestini-%c2%ablavoriamo-da-due-anni-nei-campi-e-ora-ci-considerano-dei-criminali%c2%bb/</link>
<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 22:24:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
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<description><![CDATA[. di Maria Lombardi ROMA, 9 agosto &#8211; «E adesso ci tratteranno come criminali solo perché pover]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=2281737&#38;op=1&#38;view=all&#38;subj=133092846196&#38;aid=-1&#38;auser=0&#38;oid=133092846196&#38;id=108393839397"><img src="http://photos-b.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc1/hs164.snc1/6140_113871254397_108393839397_2281737_6529659_n.jpg" alt="" /></a></p>
<p>.</p>
<p><em>di Maria Lombardi</em></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>ROMA, 9 agosto</strong></span> &#8211; «E adesso ci tratteranno come criminali solo perché poveri e deboli. La sofferenza diventa un reato, ma vi pare giusto?». Kamal e Raji, indiani, lavorano come braccianti nei campi intorno ad di Aprilia. Sono entrati in Italia due anni fa con i flussi stagionali, «ma non ci hanno mai messo in regola. Abbiamo speso tutti i nostri soldi per venire qua, ora rischiamo di dover tornare nel nostro paese». Desak, indonesiano, 50 anni, anche lui tra gli invisibili, si chiede che reato sia mai la clandestinità, «non lo è certo per gli uomini giusti», e che colpa ha lui se a Giakarta è stato licenziato dopo 20 anni di lavoro in fabbrica e se in Italia, dopo 18 mesi a fare pulizie, è ancora un irregolare senza speranza? Da ieri commette un reato penale, quello di clandestinità, rischia da 5mila a 10mila euro di multa («e chi la pagherà?»), l’espulsione e se torna in modo irregolare in Italia può essere condannato da uno a 4 anni di carcere.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Kamal, Raji, Desak e un milione di ”ombre”, clandestini e da ieri anche rei. </strong></span>«Più o meno tanti sono i lavoratori irregolari in Italia», calcola Franco Pittau, coordinatore dossier statistico immigrazione della Caritas. «Giovanardi ha stimato in circa 500mila il numero di badanti e colf da mettere in regola. In base alle analisi delle richieste di regolarizzazioni possiamo dire che sono altrettanti i lavoratori degli altri settori privi di documenti». Mezzo milione di ”assistenti familiari” e mezzo milione tra braccianti, muratori, operai e altro ancora. Dal primo settembre i datori di lavoro (sia italiani che stranieri con reddito minimo di 25mila euro se si tratta di famiglia) potranno regolarizzare fino a una colf e due badanti con la ”mini-sanatoria”, pagando 500 euro.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>La condizione è che alla data del 30 giugno </strong></span>le ”assistenti” erano occupate irregolarmente dalle famiglie da almeno tre mesi. Chi presenta documenti falsi rischia fino a 6 anni di carcere. «Ma è già cominciato il mercato delle carte fasulle», racconta Mario Contini, italo-brasiliano, dell’associazione immigrati Pontum. «Tutti gli irregolari cercheranno di farsi assumere come colf e badanti, siano essi muratori o camerieri. Sappiamo che c’è già in giro gente senza scrupoli che sta chiedendo tremila euro per trovare un datore di lavoro e un contratto. Sarà una feria, come nel 2002».</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>E come allora, tanti si aspettano che la sanatoria</strong></span> &#8211; cominciata con le colf &#8211; sia poi estesa ad altre categorie di lavoratori.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Può un provvedimento ”sanare” una categoria e discriminare al contempo tutte le altre? </strong></span>«E’ quello che ci chiedono tutti gli stranieri non in regola &#8211; spiega Contini &#8211; arriverà un’altra sanatoria? Per il momento hanno solo una grande paura. Raccomandiamo a chi è irregolare di uscire solo per lavorare».</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Il reato di clandestinità, «è contrario alla Costituzione»,</strong></span> per Romulo Fabio Salvador, del gruppo consiliare aggiunto per l’Asia in Campidoglio. «I poveri hanno diritto a cercare lavoro altrove. E non è l’unica cosa assurda di questa legge». Per il permesso di soggiorno si pagherà dagli 80 ai 200 euro in più, tassata anche la richiesta di cittadinanza italiana per gli extracomunitari che sposano un italiano (altri 200 euro a tre anni dalle nozze). «Lo Stato ci sta spremendo come limoni, approfitta della nostra debolezza». E ormai «sono sempre meno i datori di lavoro che pagano i contributi, lo fanno gli immigrati pur di tenere il permesso di soggiorno &#8211; aggiunge Contini &#8211; sarà così anche per le colf e le badanti da regolarizzare».</p>
<p>Fonte: <strong><a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=20763&#38;sez=HOME_INITALIA&#38;npl=&#38;desc_sez">il Messaggero</a></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La campagna d'autunno del Cavaliere azzoppato]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/08/13/la-campagna-dautunno-del-cavaliere-azzoppato/</link>
<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 22:20:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
<guid>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/08/13/la-campagna-dautunno-del-cavaliere-azzoppato/</guid>
<description><![CDATA[di GIUSEPPE D&#8217;AVANZO . . // Il Cavaliere, per levarsi dai guai degli scandali politici e sessu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3><em>di GIUSEPPE D&#8217;AVANZO</em></h3>
<p><em>.</em></p>
<p><img src="http://images-srv.leonardo.it/progettiweb/senzanome/blog/berlusconi-sismi.jpg" alt="http://images-srv.leonardo.it/progettiweb/senzanome/blog/berlusconi-sismi.jpg" /></p>
<p>.</p>
<p>// </p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Il Cavaliere, per levarsi dai guai</strong></span> degli scandali politici e sessuali in cui s&#8217;è cacciato da solo, ci ha provato &#8211; prima &#8211; con una comunicazione sovrabbondante, ipertrofica. Televisione, interviste, maquillage familiare con foto a colori del Figlio Marito Padre Nonno così amorevole, così italiano. Non ha funzionato. Le menzogne erano così assordanti che gli sono scoppiate in mano. Cilecca. Dunque, cambio di marcia e di strategia. Il flusso verbale, le patetiche e quotidiane battute sulle minorenni, le grottesche vanterie da &#8220;santo puttaniere&#8221; sono state archiviate e sostituite dal silenzio, autoimposto e imposto. Gioco comodo perché, come ha scritto il Financial Times ieri, &#8220;Berlusconi guida un regime costruito sul suo impero mediatico che include il controllo delle televisioni nella quasi totalità e di buona parte della stampa scritta. Anche la Rai, la tv di Stato, ha evitato di seguire in maniera adeguata il caso di Patrizia D&#8217;Addario sul suo canale principale&#8221;. Ora anche la strategia del silenzio appare inadeguata. E&#8217; utile a nascondere all&#8217;opinione pubblica domestica quanto siano disonorevoli le sue condotte private e vulnerabile il suo agire pubblico.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Oscura la catastrofe della sua reputazione all&#8217;estero,</strong></span> che finisce col travolgere anche la credibilità del Paese tutto intero, ma non muta di un&#8217;acca uno stato delle cose che &#8211; Berlusconi sa &#8211; peggiorerà in autunno.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Ecco perché, prima di dileguarsi</strong></span> per una decina di giorni chi lo sa dove e chi lo sa perché, il premier sta organizzando truppe, generali e piani per la &#8220;campagna di autunno&#8221;. Oggi la crisi di Berlusconi la si può ricostruire così: il capo del governo, nell&#8217;Occidente euroamericano, è un&#8217;anatra zoppa. L&#8217;establishment internazionale attende la sua uscita di scena, prima o poi. Nel cortile di casa non va meglio, nonostante l&#8217;opposizione se ne stia in un angolo a guardarsi l&#8217;ombelico. I comportamenti di Berlusconi hanno pregiudicato molto seriamente la sua influenza nel mondo cattolico e i buoni rapporti con le gerarchie ecclesiastiche. Anche il Papa ha mostrato di condividere le severe critiche dell&#8217;Avvenire e dei vescovi piovute sul capo del premier.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>In autunno, questa scena può diventare ancora più avversa</strong></span> di quanto lo sia oggi. Cominciamo dall&#8217;economia reale. È vero, ci sono micro-segnali di ripresa, ma come spiegano osservatori e protagonisti, &#8220;si stanno accumulando gli effetti di una recessione lunga e i prossimi mesi saranno inevitabilmente critici&#8221; (Corrado Passera). Molte piccole imprese, a settembre, saranno scomparse e con loro decine di migliaia di posti di lavoro. Dal punto di vista personale, per Berlusconi, non va meglio. In settembre, le inchieste di Bari su prostituzione e droga che vedono imputato Gianpaolo Tarantini, il giovane amico del presidente, potrebbero trovare una prima discovery. Potrebbero essere rese pubbliche le conversazioni tra il Cavaliere e il suo ruffiano (anche dieci al giorno). La Consulta potrebbe dichiarare incostituzionale la legge che lo rende immune e consegnarlo di nuovo ai giudici di Milano per la corruzione del testimone David Mills. La nuova legge sulle intercettazioni potrebbe svelare agli italiani come il capo del governo svenda la sicurezza di tutti per proteggere se stesso e i traffici del ceto dirigente legando le mani alla magistratura e imbavagliando la stampa.<br />
.<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong> </strong></span></p>
<p><img src="http://scheggedivetro.blogosfere.it/images/Berlusconi%20mitra.bmp" alt="http://scheggedivetro.blogosfere.it/images/Berlusconi%20mitra.bmp" /></p>
<p>.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Il tableau giustifica le preoccupazioni del Cavaliere.</strong></span> Come scrive Slavoj Zizek, Berlusconi avrà anche &#8220;la maschera da pagliaccio&#8221; ma solo per nascondere &#8220;un potere spietatamente efficiente&#8221; (London Review of Books e Internazionale, 24 luglio). È l&#8217;efficienza di una macchina di potere che il premier vuole mettere a punto prima dell&#8217;autunno. A cominciare da quel segmento che, nella sua avventura politica, è sempre stato decisivo, vitale: la comunicazione. È tutto quel che gli serve, in fondo. Con una comunicazione manipolata e truccata, Berlusconi elimina la verità effettuale delle cose (la crisi economica, l&#8217;immobilismo del governo); incuba le paure del Paese (&#8220;immigrati&#8221;, &#8220;complotto eversivo&#8221;, &#8220;comunisti&#8221;); trasforma l&#8217;ordinario in &#8220;miracolo&#8221; e ogni difficoltà o stallo in &#8220;emergenza nazionale&#8221;; sommerge il Paese di parole inutili e immagini ludiche; tiene gli italiani in uno stato di minorità che impedisce loro di andare, con qualche spirito critico e consapevolezza, oltre le emozioni e l&#8217;immaginazione. È questa difesa mediatica, è questo &#8220;miracolismo mediatico&#8221; che il capo del governo, protetto dal suo conflitto di interessi, vuole consolidare, rendere aggressivo e dominante, più di quanto oggi non lo sia, in attesa di isolare e colpire i suoi avversari o i non conformi con leggi ah hoc, manovre di potere, e magari le mosse di burocrazie sottomesse (Murdoch è soltanto il primo della lista degli &#8220;ostili&#8221;, selezionata nelle riunioni segrete di questi giorni).</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Il Cavaliere militarizza subito il fronte della comunicazione, quindi.</strong></span> Via Mario Giordano, il povero direttore del Giornale assoggettato quanto basta, ma senza alcun peso specifico. Che arrivi Vittorio Feltri da Libero, un &#8220;peso massimo&#8221;. Che Clemente Mimun, direttore del Tg5, si adegui alla bisogna e all&#8217;esempio di Augusto Minzolini, direttore del Tg1. E se non se la sente, che lasci la seggiola a Maurizio Belpietro, quello sì che sa il fatto suo quando si tratta di menar le mani che poi a Panorama si troverà un altro &#8220;picchiatore&#8221; per dirigerlo. È con questo &#8220;pacchetto di mischia&#8221; (Minzolini, Feltri, Belpietro, Mimun) che il capo del governo vuole &#8220;militarizzare&#8221; la comunicazione e deformare il racconto della realtà. Può farlo certo in casa sua in assenza di una legge sul conflitto di interessi, ma è legittimo che lo faccia anche in quella casa di tutti che è il servizio pubblico radiotelevisivo? Può farlo senza che gli organi di garanzia tecnici, politici e istituzionali muovano un ciglio e trovino la forza di profferire parola? Sappiamo che Paolo Garimberti è in Viale Mazzini come &#8220;presidente di garanzia&#8221;, meno si comprende che cosa e chi stia garantendo. <em><strong>Non certo il telespettatore italiano che non ha saputo nulla e nulla saprà di quanto in Italia e all&#8217;estero accade al capo del governo.</strong></em> Sappiamo naturalmente che esiste una &#8220;Commissione parlamentare per l&#8217;indirizzo e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi&#8221;, presieduta da Sergio Zavoli, meno si può dire del suo lavoro di vigilanza, ieri passiva dinanzi alla lottizzazione, oggi taciturna e impotente dinanzi alla &#8220;militarizzazione&#8221; della Rai.</p>
<p>.</p>
<p><img src="http://www.crashdown.it/wp-content/uploads/2009/07/0svBERLUSCONI_wideweb__470x3120.jpg" alt="http://www.crashdown.it/wp-content/uploads/2009/07/0svBERLUSCONI_wideweb__470x3120.jpg" /></p>
<p>.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Siamo così oltre il livello di guardia per un&#8217;ordinata democrazia</strong></span> che forse anche il presidente della Repubblica dovrebbe guardare in questi affari. A meno di non volersi rassegnare, già dall&#8217;autunno, a quella che appare a Mario Perniola la migliore definizione di comunicazione: a tale told by an idiot, full of sound and fury, signifying nothing, &#8220;una storia raccontata da un idiota, piena di rumore e di furore, che non significa niente&#8221; (Macbeth).</p>
<p>Fonte: <strong><a href="http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-18/berlusconi-divorzio-18/berlusconi-divorzio-18.html">la Repubblica</a></strong> – 1 agosto 2009</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gasparri, la “pillola abortiva” e l’Inquisizione.]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/08/13/gasparri-la-%e2%80%9cpillola-abortiva%e2%80%9d-e-l%e2%80%99inquisizione/</link>
<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 18:02:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
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<description><![CDATA[. Da una settimana la Ru486, o “pillola abortiva”, è in commercio. Potrà essere somministrata solame]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://www.ilfoglio.it/media/uploads/ru-486.jpg" alt="http://www.ilfoglio.it/media/uploads/ru-486.jpg" /></p>
<p>.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Da una settim</strong></span><span style="color:#ff0000;"><strong>ana la Ru486, </strong></span>o “pillola abortiva”, è in commercio. Potrà essere somministrata solamente in strutture ospedaliere e fino al quarantanovesimo giorno di gravidanza. Questa la decisione a maggioranza dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco).</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Le polemiche tuttavia non si placano. </strong></span>Dopo le minacce di scomunica da parte dal Vaticano [1], è Maurizio Gasparri a sollevare dubbi circa l’opportunità del suo impiego. In particolare, il Senatore del PDL sostiene che sia <em>necessaria</em> una indagine conoscitiva del Parlamento circa gli effetti del farmaco in Italia e nei Paesi dove è stato precedentemente adottato. Questo poiché “non si può delegare a tecnici privi di legittimazione democratica una decisione che attiene al diritto alla vita” [2].</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Vale la pena spendere due parole</strong></span> sul ragionamento che propone il Senatore Gasparri.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>1. Non serve una indagine conoscitiva </strong></span>del Parlamento Italiano circa l’efficacia del farmaco, né in Italia, né nel resto dei Paesi che l’hanno adottato. Nel primo caso, infatti, le cifre sono queste: 4000 interventi, di cui nel 5,5% dei casi le donne hanno dovuto comunque ricorrere ad aborto chirurgico; il 23% ha provato dolore, il 13% nausea, il 5% diarrea e lo 0,007% ha dovuto sottoporsi a trasfusioni. I dati sono aggiornati al 19 febbraio 2009 e riguardano, si ricordi, una <em>sperimentazione </em>del farmaco [3]. Per quanto riguarda l’efficacia nel resto del mondo, rimando a un mio precedente post, che riporta le cifre comunicate dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) [4].</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Da dove la <em>necessità </em>di una indagine conoscitiva? </strong></span>I risultati sono forse controversi al punto da costringere il Parlamento a dubitare che il trend positivo ottenuto durante la sperimentazione in Italia e dal 1988 a oggi nel resto del mondo si debba invertire? I risultati non sono affatto controversi: nella stragrande maggioranza dei casi il farmaco è efficace e non presenta controindicazioni. A meno che Gasparri non ritenga che il Parlamento non sia soltanto più importante dell’AIFA (colpevole, a suo dire, di “non essere legittimato dai cittadini”), ma della stessa OMS.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>2. Discusso il merito della proposta,</strong></span> proviamo ora a valutarne l’assunzione di fondo. Gasparri procede dalla premessa che l’efficacia di un farmaco debba essere valutata secondo il criterio della maggioranza: efficace è il farmaco che la maggioranza dei cittadini (o meglio: che i <em>rappresentanti parlamentari </em>della maggioranza dei cittadini) ritiene efficace. Altrimenti non si spiegherebbe la lamentazione circa la “mancanza di legittimazione democratica” dei “tecnici” deputati a fare i controlli del caso.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Proviamo a valutare la bontà</strong></span> di questa premessa utilizzando la famosa disputa tra l’eliocentrismo Copernicano-Galileiano e il geocentrismo Tolemaico. Secondo Gasparri, il Sole ruoterebbe ancora intorno alla Terra. Infatti, quale metro avrebbe dovuto adottare la Chiesa di Roma nel valutare l’efficacia della proposta eliocentrica di Galileo? La legittimazione democratica, ovvero il voto della maggioranza. Dubito che nel Seicento la maggioranza della popolazione patteggiasse per Galileo. Dunque la “indagine conoscitiva” del Santo Uffizio avrebbe di certo condotto al rigetto dell’eliocentrismo.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Questo accade quando si utilizza un criterio </strong></span><em><span style="color:#ff0000;"><strong>politico</strong></span> </em>(la maggioranza) per valutare un dato <em>scientifico</em> (l’efficacia di un farmaco), che fortunatamente non abbisogna di alcuna legittimazione della maggioranza: la legittimazione scientifica può avvenire in perfetta solitudine, o in minoranza schiacciante, come nel caso di Galileo. Inutile dunque riempirsi la bocca di demagogia, Senatore Gasparri: la scienza e la democrazia utilizzano criteri diversi, piaccia o meno agli elettori.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Nessuno vuole impedire,</strong></span> sia chiaro, di avere una propria opinione <em>etico-politica </em>sull’uso della “pillola abortiva” a Gasparri come a nessun altro. L’invito è semplicemente a non confondere tale opinione con un dato scientifico.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Non sia mai che qualcuno finisca per confondere</strong></span> il Senatore Gasparri con un novello Inquisitore.</p>
<p>&#8212;</p>
<p>Note:</p>
<p>[1] http://www.corriere.it/cronache/09_luglio_30/pillola_ru486_decisione_aifa_a8d8701a-7d1e-11de-898a-00144f02aabc.shtml</p>
<p>[2] http://www.corriere.it/politica/09_agosto_08/fini_pillola_ru486_9bb77132-8445-11de-bc84-00144f02aabc.shtml</p>
<p>[3] http://terracinasocialforum.wordpress.com/2009/02/19/usate-in-italia-10000-ru486/</p>
<p>[4] http://ilnichilista.wordpress.com/2009/07/30/alcuni-argomenti-a-favore-della-commercializzazione-della-pillola-abortiva/</p>
<p>fonte: <strong><a href="http://ilnichilista.wordpress.com/2009/08/09/gasparri-la-pillola-abortiva-e-linquisizione/">il Nichilista</a></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[L'ultima della Lega Nord sui dialetti «Sottotitolare le fiction più seguite»]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/08/13/lultima-della-lega-nord-sui-dialetti-%c2%absottotitolare-le-fiction-piu-seguite%c2%bb/</link>
<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 17:47:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;idea del ministro per le Politiche agricole, ZAIA Bocchino (Pdl): «Una fesseria». Merlo (Pd)]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3>L&#8217;idea del ministro per le Politiche agricole, ZAIA</h3>
<h1><span style="color:#ff0000;"><strong>Bocchino (Pdl): «Una fesseria». Merlo (Pd): «Ferragosto non è carnevale». Storace (Destra): «Pensi ai campi»</strong></span></h1>
<p>.</p>
<p><span style="font-weight:bold;"><strong><img title="Il ministro per le Politiche agricole Luca Zaia (Emblema)" src="http://www.corriere.it/Hermes%20Foto/2009/08/12/0KNWJYGM--140x180.jpg" border="0" alt="Il ministro per le Politiche agricole Luca Zaia (Emblema)" width="140" height="180" align="left" /></strong></span></p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">MILANO</span> </strong>- «Una fesseria». «Ha confuso Ferragosto con carnevale». «Pensi all&#8217;agricoltura». «Una buffonata». «Passerà il caldo e ritornerà la politica». «Una sciocchezza». «Una provocazione». Sono alcuni dei commenti suscitati dalla proposta del ministro per le Politiche agricole, Luca <strong>Zaia</strong>: «La Lega esorta la Rai a mandare in onda le <em>fiction </em>di grande ascolto in dialetto con i sottotitoli, oppure per chi ha la televisione in digitale, di aggiungere al canale audio anche la versione dialettale. Sarebbe bello se uno dei canali radio fosse interamente dedicato a tutti i dialetti d&#8217;Italia con rigorosa <em>par condicio</em> regionale». A proposito: «fiction e par condicio» in dialetto (magari in trevisano, quello del ministro Zaia) come si dicono?</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>ATTACCO A RAI 3</strong></span> &#8211; «La Rai non fa nulla per promuovere la cultura locale e i risultati sono sotto gli occhi di tutti», ha detto Zaia intervistato a <em>Klauscondicio</em>. «Rai 3 doveva occuparsi della valorizzazione della lingua locale, della storia e della cultura delle diverse realtà regionali ed è invece diventata un canale fortemente ideologizzato che ha altri scopi. Non ci sarebbe nulla di male a presentare un programma in dialetto», prosegue il ministro. «In quei programmi dove si presentano proprio la territorialità e i prodotti tipici, per esempio, i piatti spiegati con l&#8217;idioma locale avrebbero un altro &#8220;gusto&#8221; rispetto all&#8217;italianizzazione dei nomi di quei prodotti. Noi eravamo impegnati a difendere gli interessi del mondo produttivo e lavorativo del Nord. Loro facevano i concorsi alla Rai e la maggioranza dei telegiornalisti e dei presentatori sono romani».</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>REAZIONI </strong></span>- La proposta di Zaia è bocciata in primo luogo dai colleghi di maggioranza del ministro. Italo <strong>Bocchino</strong>, vice presidente dei deputati del Pdl: «È un’autentica fesseria, da catalogare nelle <em>boutade </em>estive della Lega». Fabrizio <strong>Morri</strong>, capogruppo del Pd in commissione di Vigilanza Rai: «Quando il Consiglio dei ministri si terrà in dialetto, con tanto di verbali annessi, si potrà discutere di fiction dialettali». Giorgio <strong>Merlo </strong>(Pd), vice presidente della commissione Vigilanza Rai: «Zaia confonde ferragosto con carnevale». Secondo il segretario nazionale della Destra, Francesco <strong>Storace</strong>, « Zaia farebbe bene a dare uno sguardo più attento a quello che succede nel suo dicastero». Marco <strong>Rizzo</strong>, dei comunisti sinistra popolare: «Le fiction in dialetto sono una buffonata propagandistica». Pancho <strong>Pardi</strong>, capogruppo dell&#8217;Idv alla commissione Vigilanza Rai: «A Zaia dedicheremo la prima pagina del <em>Vernacoliere </em>di questo mese. Se non la capisce, gliela spiegheremo nel suo dialetto» (<em>Il Vernacoliere è un mensile satirico in dialetto livornese, il livornese Carlo Azeglio Ciampi non se ne perdeva un numero neanche quando era al Quirinale, ndr</em>). Lando <strong>Buzzanca</strong>, attore siciliano vicino al centodestra: «Dalla Lega ormai mi aspetto di tutto e di più, sono avvilito. Sono sciocchezze inutili». L&#8217;attrice romana Nancy Brilli: «È una provocazione che non so dove voglia portare. Aspettiamo la prossima puntata».</p>
<p>Fonte: <strong><a href="http://www.corriere.it/politica/09_agosto_12/fiction_dialetto_zaia_a701c358-8710-11de-a53e-00144f02aabc.shtml">il Corriere della Sera</a></strong></p>
<p><em><strong>Povero Garibaldi&#8230; A parte gli scherzi: la prima riflessione che m&#8217;è venuta spontanea è stata che non mi pare un caso che l&#8217;attacco vada a Rai3. E&#8217; vero che questo è il canale regionale, ma non è &#8220;stranamente&#8221; in linea con gli anatemi berlusconiani? Già: io sono troppo perfida. Però io, che sono bergamasca, ho ringraziato il cielo (meglio: chi ci ha pensato) che &#8220;L&#8217;albero degli zoccoli&#8221; fosse sottotitolato: non ci avrei capito alcunché&#8230; e se poi una sera decidessi di sentirmi le poesie di Trilussa (magari recitate da Proietti) che faccio: mi trasferisco a Roma? Ma siamo seri&#8230; elena </strong></em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Virus padani e dioscuri ''a' la carte'': quei colpi all'identita' nazionale ]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/08/13/virus-padani-e-dioscuri-a-la-carte-quei-colpi-allidentita-nazionale/</link>
<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 13:05:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Nicola Tranfaglia &#8211; 12 agosto 2009 Gli ambigui allarmi sull’oblio della ricorrenza del 150°]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>di Nicola Tranfaglia &#8211; 12 agosto 2009</em></p>
<h1><span style="color:#ff0000;"><strong>Gli ambigui allarmi sull’oblio della ricorrenza del 150° e la retorica interessata contro Mani Pulite.<br />
Cronache da una Repubblica sempre più malmessa.</strong></span></h1>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>.</strong></span></p>
<p><img class="jce_tooltip" style="border:1px solid #000000;float:left;width:100px;height:100px;margin:5px;" src="http://www.antimafiaduemila.com/images/stories/personaggi/tranfaglia-nicola-web2.jpg" alt="" width="100" height="100" /><span style="color:#ff0000;"><strong>Il quotidiano più diffuso d’Italia</strong></span> ha mobilitato, per più di una settimana, i suoi strenui dio-scuri, Galli della Loggia e Panebianco, per spargere l’allarme nella superstite opinione pubblica di questo paese, per lanciare un grido d’allarme sulle assai scarse cure della classe dirigente nazionale in vista dei 150 anni dell’Unità d’Italia previsti nel 2011.<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong>C’è da stupirsi del fatto che il governo</strong></span> e la maggioranza attuali si occupino poco della ricorrenza? Direi di no se si pensa che la forza egemonica di questa maggioranza si chiama Lega Nord e in questi anni ha parlato sempre di separazioni e continua a portare avanti una politica che prevede per gli insegnanti la capacità di esser nati in una regione determinata e di parlarne addirittura il dialetto, che vuole le bandiere regionali accanto a quella nazionale e ogni giorno ne inventa una nuova per attuare un federalismo distruttivo e antitetico a quella unità repubblicana che è ancora nei primi articoli della nostra Costituzione. Ma come si è arrivati a una simile situazione? Ad ascoltar quel che scrive Ernesto Galli tutto sarebbe accaduto negli anni novanta e sarebbe colpa dei giudici di Mani Pulite, giacché, con la scomparsa della classe politica della cosiddetta Prima Repubblica, si è dissolta e distrutta la cultura unitaria della storia d’Italia. Spiegazione difettosa di quel che è successo nel nostro paese in quegli anni che non tiene conto di due fattori più importanti: la straordinaria corruzione pubblica in cui era precipitata l’Italia e l’avvento di un uomo, Berlusconi, che dopo lunga preparazione e conquista dei mezzi di comunicazione, grazie all’aiuto di due protagonisti della Repubblica, come Craxi e Andreotti, ha sostituito all’egemonia della sinistra e dei comunisti in particolare, una propria egemonia politica e culturale anzitutto di genere televisivo e, grazie ad essa, ha conquistato la maggioranza dei voti e, per la prima volta, la presidenza del Consiglio.<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong>Ma questa egemonia ha avuto, dall’inizio, due caratteristiche</strong></span> che nel tempo si sono consolidate: quella di portare al potere forze politiche che non avevano partecipato all’Assemblea Costituente del 1946-47 e alla fondazione della Repubblica democratica, di allearsi dall’inizio con una forza, la Lega, che addirittura è sorta come forza antagonista dell’unità nazionale, decisa a combattere per la bandiera padana contro quella tricolore dell’Unità.<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong>Berlusconi, leader dopo Bossi del populismo italiano, </strong></span>ha unificato le forze e i partiti della destra e ha trovato nella Lega Nord la punta di diamante della propria maggioranza. Questo spiega la perdita della memoria unitaria e la disattenzione per la ricorrenza del 2011. Altro che disattenzione. Piuttosto che festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia i leghisti di Maroni e Calderoli preferirebbero celebrare la nascita della Padania e la separazione dal Mezzogiorno e dalle Isole. Ormai le mafie, a guardare i problemi reali dell’Italia di oggi, non stanno soltanto nelle isole e nell’Italia meridionale ma dispongono di basi e sedi di affari e riciclaggio in tutta l’Italia del Centro e del Nord se è vero, come attesta l’Istat, che le mafie sono l’azienda più florida dell’intera penisola. Né si può dire che ne siano esenti le regioni della inesistente Padania. Contraddizione non piccola di questa discussione astratta sull’Italia unita o disunita. Quel che è strano è che intellettuali i quali, un giorno sì e uno no, si riferiscono allo stato liberale e ai grandi monumenti del liberalismo occidentale poi, nel loro giornale, si schierano, pur con qualche formale riserva, dalla parte del populismo autoritario che ormai ci governa tranquillo, senza che il centro-sinistra riesca ancora a maturare insieme un’alternativa di riforme in grado di svegliare gli italiani.</p>
<p>Tratto da: <strong><em><a href="http://www.unita.it/" target="_blank">l&#8217;Unità</a> </em></strong></p>
<p>Fonte: <strong><a href="http://www.antimafiaduemila.com/content/view/18632/">Antimafia Duemila</a></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[CIM: dopo la vittoria dei lavoratori dell'INNSE...]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/08/13/cim-dopo-la-vittoria-dei-lavoratori-dellinnse/</link>
<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 12:58:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
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<description><![CDATA[CIM: Operai su torre di 37 metri, in 3 scendono. &#8220;Positiva la convocazione in prefettura]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h1><strong><span style="color:#ff0000;">CIM: Operai su torre di 37 metri, in 3 scendono. &#8220;Positiva la convocazione in prefettura&#8221;</span></strong></h1>
<p>.</p>
<p><span style="color:#000000;"><strong>Tre dei sette operai che da ieri protestano sulla torre di miscelazione della fabbrica Cim a Marcellina sono scesi. &#8220;Ci è stato chiesto un gesto di buona volontà &#8211; ha spiegato uno di loro &#8211; visto che è stata convocata la riunione in Prefettura&#8221;. A scendere sono stati Enzo, Gianfranco e Luciano, mentre rimangono sulla torre Giulio, Giuliano, Paolo e Luca.</strong></span></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>.</strong></span></p>
<p><img src="http://notizie.tiscali.it/media/09/08/innse_ansa.jpg_370468210.jpg" alt="Un reparto della celere davanti alla Innse Presse di Milano (Ansa)" width="482" height="300" /></p>
<p>.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>&#8220;L&#8217;incontro in prefettura è un buon segnale </strong></span>- ha aggiunto l&#8217;operaio &#8211; ma ora aspettiamo il risultato. Se decidono qualcosa di sostanziale a nostro favore allora scenderemo, altrimenti rimarremo qui a oltranza per salvaguardare il nostro posto di lavoro, non possiamo scendere se non c&#8217;è niente di concreto. Ci daremmo da soli la zappa sui piedi. Anche se con questo caldo è davvero dura rimanere sulla torre&#8221;.</p>
<p><span style="color:#000000;"><strong>Rinviata a giovedì la riunione in Prefettura</strong>.</span></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>La prefettura di Roma ha deciso di posticipare a giovedì mattina </strong></span>la riunione sulla Cim, inizialmente prevista per oggi pomeriggio alle 18, accogliendo la richiesta di rinvio avanzata dal sindaco di Marcellina Alfredo Ricci. &#8220;Il Consiglio comunale &#8211; ha spiegato il sindaco &#8211; è convocato per domani alle 18 e dovrà decidere quale soluzione trovare. Quindi è utile andare in prefettura dopo lo svolgimento della seduta consiliare&#8221;. Concorda anche la proprietà della Cim. &#8220;Giustamente &#8211; ha commentato Massimo Bernardoni &#8211; il sindaco vuole andare in prefettura con il mandato del Consiglio comunale e questo può aiutare a risolvere la situazione&#8221;.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Moderatamente soddisfatti anche i quattro operai sulla torre.</strong></span> &#8220;Ci hanno detto in tutte le salse &#8211; ha detto uno di loro &#8211; che il Consiglio comunale è sovrano. Quindi ci auguriamo che domani venga presa la decisione di annullare il bando di gara e che dopodomani la decisione venga ratificata dalla Prefettura. Vogliamo pensare positivo e se così sarà giovedì scenderemo e faremo i salti di gioia&#8221;.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>La protesta nasce da un contenzioso con il Comune</strong></span> della cittadina che ha scelto di fare un bando pubblico per affittare il terreno dove sorge la Cim, invece di dare seguito a un accordo raggiunto nel 2008 nella prefettura di Roma. Una protesta, quella degli operai della Cim, sulla falsa riga di quella ancora in corso alla Innse: gli operai della fabbrica milanese hanno espresso loro telefonicamente &#8220;solidarieta&#8221;.<br />
<strong><br />
</strong><strong>&#8220;Non ci fidiamo del Comune&#8221;.</strong><br />
<span style="color:#ff0000;"><strong>Il sindaco di Marcellina, Alfredo Ricci, è andato allo stabilimento della Cim. </strong></span>&#8220;È rimasto tre minuti nel piazzale &#8211; ha raccontato uno dei figli dei titolari della ditta, Massimo Bernardoni &#8211; e mi ha spiegato che vuole convocare il Consiglio comunale ed ho replicato che non ne vedo l&#8217;utilità visto che sia noi, sia gli operai, non ci fidiamo del Comune che troppo spesso ha firmato e disatteso gli accordi. Ci sentiamo tutelati solo da un incontro in prefettura. Il sindaco &#8211; ha concluso &#8211; mi ha parlato anche di ammortizzatori sociali, il che vuol dire l&#8217;intenzione di chiudere l&#8217;azienda&#8221;. Il sindaco Ricci ha precisato di non essere andato a parlare con gli operai sulla torre &#8220;poiché &#8211; ha detto &#8211; conosco bene le loro rivendicazioni&#8221;. &#8220;Mi sto attivando per convocare un Consiglio comunale d&#8217;emergenza &#8211; ha aggiunto &#8211; ma non è così facile. Ho anche dato disponibilità a partecipare ad un incontro in prefettura. Ci stiamo muovendo per risolvere la questione ma voglio precisare che il bando di gara è stato pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale tre giorni dopo che ho giurato come sindaco: il 15 giugno c&#8217;è stato il giuramento ed il 19 la pubblicazione, quindi sono decisioni della precedente Giunta&#8221;.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="http://www.mercantedivenezia.org/index.php?option=com_content&#38;view=article&#38;id=3320:positiva-la-convocazione-in-prefetturaq&#38;catid=229:lottearesistenze&#38;Itemid=388">Mercante di Venezia</a></strong> – 12 agosto 2009</p>
<h1><span style="color:#ff0000;">VERTENZA CIM: OPERAIO SI SENTE MALE, PORTATO GIU&#8217; DA TORRE</span></h1>
<p>.</p>
<p><img class="section_image_not" src="http://www.ansa.it/webimages/medium/4308/re213xnbX_20090813.jpg" border="0" alt="" hspace="10" align="left" /></p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">ROMA </span></strong>- Uno dei quattro operai della Cim di Marcellina, alle porte di Roma, che da lunedì protestano sulla torre miscelatrice a 37 metri d&#8217;altezza, si è sentito male la scorsa notte ed è stato fatto scendere. Paolo, di 35 anni, verso le 2 ha cominciato a vomitare forse per un colpo di sole. Le condizioni dell&#8217;operaio, in mattinata, sono comunque migliorate dopo i primi soccorsi e alcune flebo. Quella di oggi, per gli operai e la proprietà della Cim, potrebbe essere la giornata decisiva per la soluzione della vertenza e scongiurare così la chiusura della fabbrica. In mattinata è prevista infatti una riunione in Prefettura per ratificare quanto deciso ieri sera dal consiglio comunale di Marcellina, che ha votato sì per la sospensione in autotutela del bando di gara indetto dalla precedente amministrazione per affittare il sito su cui sorge lo stabilimento.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_1644362350.html">ANSA</a></strong> – 13 agosto 2009</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Uranio impoverito, la voce delle vittime]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/08/13/uranio-impoverito-la-voce-delle-vittime/</link>
<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 12:35:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
<guid>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/08/13/uranio-impoverito-la-voce-delle-vittime/</guid>
<description><![CDATA[di Laura Silvana Battaglia &#8211; 13 agosto 2009 È una delle inchieste più scomode degli ultimi ann]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>di Laura Silvana Battaglia &#8211; 13 agosto 2009</em></p>
<h1><span style="color:#ff0000;"><strong>È una delle inchieste più scomode degli ultimi anni. Scomode perché ci sono di mezzo lo Stato, la Nato, le forze armate e centinaia di militari italiani morti per una strana sindrome, il linfoma di Hodgkin.</strong></span></h1>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>.</strong></span></p>
<p><img style="border:1px solid #000000;float:left;width:100px;height:100px;margin:5px;" title="proiettile-uranio-impoverito-web.jpg" src="http://www.antimafiaduemila.com/images/stories/loghi1/proiettile-uranio-impoverito-web.jpg" alt="proiettile-uranio-impoverito-web.jpg" width="100" height="100" /></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>All’origine di tutto questo</strong></span> ci sarebbe una sostanza chimica chiamata “uranio impoverito”, prodotta dalla fissione nucleare e utilizzata in ambito militare, sulla quale si sono affaccendati e si affaccendano ancora scienziati, studiosi, capi di stato maggiore, marescialli e commissioni parlamentari d’inchiesta (ben due, nel 2004 e 2006) per capire e dimostrare quanto l’esposizione a questa sostanza sia la causa principale delle malattie incurabili che militari e civili hanno contratto nei luoghi in cui è stato accertato il suo impiego: Iraq, Bosnia, Kosovo, Somalia e anche il poligono interforze di Salto di Quirra, in Sardegna. Il punto è che, rispetto a questa questione, si sono affaccendati poco i giornalisti, sia per la difficoltà di procedere fino in fondo con il metodo investigativo, sia perché la materia brucia sulla pelle di molti militari, la maggior parte dei quali già morti. Leonardo Brogioni, Angelo Miotto, Matteo Scanni, tre giornalisti giovani e indipendenti, invece, hanno realizzato <em>L’Italia chiamò</em> (Edizioni Ambiente, pagine 160, euro 16,90; con dvd di 60 minuti), un’inchiesta multimediale, comprensiva di tutti i linguaggi (video, fotografia, audio, scrittura) e, per risalire alla causa, sono partiti dall’effetto: hanno scelto di raccogliere le denunce dei soldati italiani colpiti dalla malattia e di ripercorrere a ritroso le loro vite e la loro attività, incrociando le valutazioni di medici e biologi sulle cartelle cliniche dei pazienti con i dati scientifici internazionali sui rischi da uranio impoverito e con i risultati dei test militari effettuati dagli americani. Il succo della questione – come bene rimarca la prefazione di Maurizio Torrealta, giornalista di Rainews24 – è sdoganare l’espressione “impoverito” per un tipo di uranio che sarebbe lo scarto del procedimento di arricchimento e che, se esploso, libererebbe comunque radioattività in forma di nanoparticelle. Una radioattività così pericolosa da non rendere ragione del termine con cui lo si definisce, se un memorandum segreto del dipartimento della Guerra degli Usa, datato 1943, poi reso noto negli anni Settanta, suggeriva l’uso di armi all’uranio impoverito &#60;&#60;perché in grado di penetrare i vestiti protettivi e la stessa pelle umana, contaminando sangue e polmoni&#62;&#62;. Il 28 marzo 1997 negli Stati Uniti viene pubblicato il rapporto Depleted Uranium che rende conto degli effetti delle armi “non convenzionali” sui veterani nella Guerra del Golfo. Ma nessuna notizia se ne ha in Italia e nulla ne sanno i nostri militari. Fino a che l’elicotterista Domenico Leggiero diventa il rappresentante dell’Osservatorio militare e pubblica per primo dati scomodi per i vertici delle forze armate, numeri che snocciola anche <em>L’Italia chiamò</em>: soldati morti per linfomi riconducibili alla presenza di nanoparticelle nell’organismo: tra 80 e 170. Soldati ammalati: tra 300 e 2540. da questa inchiesta, poi, le stime e le relazioni di causa-effetto tra le omissione dell’Esercito italiano e le confessioni dei nostri militari malati, ogni lettore potrà trarle da sé, perdendosi nella profondità degli occhi di Angelo Ciaccio, il caporalmaggiore di Napoli affetto da leucemia gravissima, una causa di servizio già presentata al ministero della Difesa; o ammirando la dolorosa dignità del padre di Luca Sepe, soldato dell’esercito, morto senza diagnosi certa (si scoprirà poi trattarsi di linfoma di Hodgkin) dopo cento giorni in Kosovo, maneggiando materiali contaminati senza protezioni; o ancora leggendo le speranze possibili nel sorriso sereno di Emerico Laccetti, comandante del Centro emergenza della Croce rossa italiana, sopravvissuto a un tumore mortale, dopo avere dormito in un campo vicino a Tirana, contaminato da bombardamenti americani. Tutti orgogliosi di essere soldati al servizio della patria, tutti indignati per non essere mai stati informati dai loro superiori sulle conseguenze gravissime a cui erano esposti. <em>L’Italia chiamò</em> dimostra con i fatti di non essere un’inchiesta a tesi, come qualcuno potrebbe pensare: piuttosto, aiuta a sollevare il velo giusto su tutte quelle guerre che diciamo giuste.</p>
<p>Tratto da:<strong> <em><a href="http://www.avvenire.it/" target="_blank">Avvenire.it</a></em></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MANULI, NOVICO e le altre. La crisi (degli operai) nascosta dai media]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/08/13/manuli-novico-e-le-altre-la-crisi-degli-operai-nascosta-dai-media/</link>
<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 23:46:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sulla scia del successo ottenuto dagli operai della INNSE, prosegue l&#8217;identikit di un Paese in]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://italianimbecilli.blogspot.com/"><img style="float:left;cursor:pointer;width:315px;height:236px;margin:0 10px 10px 0;" src="http://4.bp.blogspot.com/_VGPMPFSNVDM/SoLqrH4nQTI/AAAAAAAABgo/SdVAHShw3gc/s400/manuli.jpg" border="0" alt="" /></a></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Sulla scia del successo</strong></span> ottenuto dagli operai della INNSE, prosegue l&#8217;identikit di un Paese in crisi. I vertici aziendali, per aggirare la crisi e mantenere alti i loro profitti, non fanno altro che delocalizzare le aziende e licenziare gli operai. Non dobbiamo scordare che sono aziende che hanno beneficiato di contributi pubblici, statali, soldi nostri e che ora, senza pensarci due volte, vendono macchinari e produttività al miglior offerente (spesso la Cina), infischiandosene di chi quelle aziende le ha fatte andare avanti: i lavoratori. I media di regime tacciono.<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong>Così la</strong></span> <a href="http://www.manulistretch.com/it/default.cfm">Manuli</a> del Nucleo industriale di Pozzilli (Isernia) che vuole mettere in cassa integrazione straordinaria 375 lavoratori, senza neppure passare dalla cassa integrazione ordinaria. Questo, nonostante il calo delle commesse sia basso (il 20% in meno). I lavoratori della Manuli sono adesso in presidio permanente davanti ai cancelli (foto) e chiedono almeno la cassa integrazione ordinaria per avere più tempo a disposizione per trovare un altro impiego. La loro proposta iniziale però è un&#8217;altra: utilizzare la spesa della cassa integrazione per riavviare l&#8217;azienda e dare continuità al lavoro degli operai.<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong>Anche la</strong></span> <a href="http://www.novico.it/">NOVICO</a> sta adottando un piano scriteriato e la protesta dei suoi lavoratori sta subendo, dal 2008, una continua censura. L&#8217;azienda si trova ad Ascoli Piceno e produce siringhe. Si vuole appaltare l&#8217;impresa alla Cina e lasciare a casa circa 70 lavoratori che equivalgono ad altrettante famiglie. Questi operai, per ottenere un minimo di visibilità, sono dovuti andare davanti ai cancelli della suddetta Manuli, a protestare insieme agli altri operai del presidio.<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong>In Italia vi sono altre aziende con la stessa situazione,</strong></span> con le stesse mire, ma secondo Tremonti la crisi non c&#8217;è e per Berlusconi la crisi è addirittura psicologica. Ovvio, se la tv non ne parla, il problema non esiste. Parafrasando un certo inno, diremo: per fortuna la rete c&#8217;è!</p>
<p>Fonte:<strong> </strong><a href="http://italianimbecilli.blogspot.com/2009/08/manuli-novico-e-le-altre-la-crisi-degli.html">Italiani Imbecilli</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Reato di clandestinità]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/08/13/reato-di-clandestinita/</link>
<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 23:07:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
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<description><![CDATA[LA STORIA/ Tra gli immigrati del Cie di Roma. L&#8217;allarme del garante: &#8220;Vicini al collasso]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2>LA STORIA/ Tra gli immigrati del Cie di Roma. L&#8217;allarme del garante: &#8220;Vicini al collasso&#8221;<br />
Le testimonianze degli extracomunitari: &#8220;Per sei anni ho lavorato in nero. E ora&#8230;&#8221;</h2>
<h1><span style="color:#ff0000;"><strong>Caldo, disperazione e sporcizia<br />
viaggio nel Centro dei clandestini</strong></span></h1>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>.<br />
</strong></span></p>
<p><em>di RORY CAPPELLI</em></p>
<p>.</p>
<p><img src="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/cronaca/immigrati-10/immigrati-10/stor_16453294_14180.jpg" alt="Caldo, disperazione e sporcizia viaggio nel Centro dei clandestini" width="230" /></p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">ROMA </span>-</strong> &#8220;Vede queste lenzuola? Le vede? Sono di carta. Non le cambiano da venti giorni. E li vede i materassi in terra? Non ci sono reti, noi dormiamo qui. Stiamo così, buttate in terra, senza niente da fare, in mezzo ai rifiuti&#8221;.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>&#8220;Quelli del Centro fanno sempre visitare la prima &#8220;stanza&#8221;</strong></span> che ha l&#8217;aria condizionata e la tv al plasma, ma le altre: guardi. Mi segua, mi segua. Guardi come sono&#8221;. Visita al Cie &#8211; il Centro di Identificazione ed Espulsione di Ponte Galeria, a Roma &#8211; con il senatore del Pd Vincenzo Vita, nella canicola agostana che anche qui, in un&#8217;isola di cemento in mezzo al nulla della Fiera di Roma di questi tempi deserta, batte implacabile. Le &#8220;detenute&#8221; prendono per mano, portano nelle altre &#8220;celle&#8221; di un centro che dovrebbe essere temporaneo, che era stato immaginato come un luogo di transito per un soggiorno di qualche giorno al massimo e che sta diventando sempre più simile a una galera. Con i tempi della galera. Ed è il luogo in cui, all&#8217;indomani dell&#8217;entrata in vigore della legge Maroni che tramuta in reato la clandestinità, i clandestini appunto finiranno in attesa di essere identificati ed espulsi.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Dodici militari dell&#8217;Esercito, due della Finanza, 5 carabinieri e 5 poliziotti, più &#8220;I Croci&#8221;,</strong></span> come &#8220;gli ospiti&#8221; chiamano i volontari e non della Croce Rossa, alcuni inservienti di una ditta esterna che fanno le pulizie e gli addetti del catering: ecco tutto il personale che si occupa di questo centro che pompa dalle casse dello Stato &#8211; dicono alla Croce Rossa &#8211; cinque milioni di euro l&#8217;anno. E che è destinato ad esplodere anche se, come spiega il direttore Ermanno Baldelli, &#8220;noi abbiamo 176 posti letto per le donne, 176 posti letto per gli uomini, un&#8217;ala di 12 posti letto riservata ai transessuali. Più di questi non possiamo accogliere. Oggi ci sono 129 uomini e 112 donne per un totale di 241 persone&#8221;.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Sui numeri c&#8217;è un piccolo giallo. </strong></span>Il garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni l&#8217;altro ieri aveva fatto sapere &#8220;il Cie di Ponte Galeria è al limite del collasso: negli ultimi venti giorni, dopo l&#8217;annuncio dell&#8217;inasprimento delle norme in tema di immigrazione, vi sono state trasferite altre 80 persone, che sono passate da 246 a 319. Alcuni immigrati fermati dalle forze dell&#8217;ordine sono stati addirittura trasferiti, per mancanza di posti, direttamente in carcere&#8221;. Marroni aveva parlato poi di &#8220;situazione esplosiva dovuta al caldo, ai lunghi tempi di attesa per ottenere i colloqui con le ambasciate di origine, alla scarsità di operatori assenti per ferie e al sovraffollamento&#8221;.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Che la situazione sia esplosiva lo si è visto l&#8217;8 agosto</strong></span> &#8211; il giorno di entrata in vigore della legge sulla sicurezza &#8211; al Cie di Gradisca d&#8217;Isonzo (Gorizia): in serata era scoppiata una protesta contro il sovraffollamento, l&#8217;introduzione del reato di clandestinità e l&#8217;allungamento sino a 180 giorni della permanenza nei Cie. 120 immigrati erano saliti sui tetti, dove erano rimasti fino al giorno dopo, quando avevano poi danneggiato l&#8217;impianto elettrico, divelto porte di sicurezza ed estintori, infranto vetri antisfondamento e distrutto distributori automatici di bevande. E ieri la segreteria provinciale del Sap (Sindacato autonomo di Polizia) di Gorizia ha dichiarato che al Cie &#8220;più di qualcosa non funziona. È oggi necessario che gli immigrati vengano sottoposti a normali e elementari restrizioni delle libertà personali per impedire eventi di questo tipo. È finito il tempo del trattenimento in libertà&#8221;.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>La vita al centro si svolge tra tre appuntamenti: </strong></span>alle 8 per la colazione, alle 12 per il pranzo, alle 18 per la cena. In mezzo, il nulla di cemento e sbarre di ferro. Le donne stanno sedute sui materassi buttati all&#8217;aperto, le nigeriane si pettinano i capelli lasciando in terra matasse nere, le clandestine dell&#8217;est fanno gruppo da una parte, si lamentano di non ricevere carta igienica, mentre le moltissime rom raccontano storie tristi. &#8220;Io sono nata qui&#8221; dice Susanna. &#8220;La mia famiglia viene dalla ex Jugoslavia. Ma io sono nata qui. Ho due figli e un marito. Ma non ho documenti. Così adesso sono qua dentro. Dove mi manderanno? Perché non posso avere una nazionalità?&#8221;.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Nel reparto uomini è pieno di amache.</strong></span> Stanno allungate tra una sbarra e l&#8217;altra. Appena vedono gente estranea, al di là delle sbarre, si bloccano, guardano in cagnesco. C&#8217;è un&#8217;aria tesa, elettrica. Poi si mettono in fila per il pranzo: ci sono pochi volontari, non si può mangiare a mensa, ognuno prende il suo contenitore, torna alla sua cella, al suo villaggetto di cemento per mangiare. Anche qui storie strappalacrime, come quella di Mohammed, un egiziano di 30 anni, occhi scuri, barba lunga, una tuta sdrucita addosso: &#8220;Io da quando sono in Italia lavoro, ho sempre lavorato: e sono ormai sei anni. Ma nessuno mi vuole mettere in regola. Mi hanno preso in ospedale, dove ero andato per un&#8217;operazione all&#8217;orecchio, e così com&#8217;ero mi hanno trasferito al Centro: guardi, non mi posso neanche fare la barba. Non mi posso cambiare. Non ho soldi, non ho niente. È umiliante&#8221;.</p>
<p>fonte: <strong><a href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/cronaca/immigrati-10/immigrati-10/immigrati-10.html">la Repubblica</a></strong> – 11 agosto 2009</p>
<h1><span style="color:#ff0000;"><strong>Torino: extracomunitario derubato. Fa arrestare i ladri, denunciato per clandestinità</strong></span></h1>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>.</strong></span></p>
<p><span style="color:#ff0000;"> </span><em>di Giovanni Mazzamati</em></p>
<p><em>.</em></p>
<p><img class="caption" src="http://www.dazebao.org/news/images/stories/fulvio3/extracomunitario.jpg" border="0" alt="" align="left" /><strong><span style="color:#ff0000;">Un bengalese, </span>assalito e derubato da tre romeni, è stato denunciato perché irregolare. Intanto, però, continuano gli arrivi di extracomunitari in Italia, come quello scoperto oggi al porto di Ancona.</strong></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>TORINO</strong></span> – Storie di ordinaria follia: sono quelle che accadono in Italia, a causa dell’introduzione delle norme sull’immigrazione clandestina, che non solo mettono a repentaglio i diritti degli extracomunitari, ma a volte impongono ai danni delle clamorose beffe.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Ne è la prova ciò che è capitato ad un giovane immigrato del Bangladesh, </strong></span>che mentre camminava per le vie di Torino, è stato accerchiato da tre romeni che, puntandogli una bottiglia rotta al collo, si sono fatti consegnare i pochi spicci che aveva. Dopo essere stato aggredito il ragazzo ha chiamato la polizia ed ha fornito tutti i dettagli dell’accaduto, così che per gli agenti non è stato difficile trovare i tre ed arrestarli per furto.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Sembrerebbe una storia a lieto fine, </strong></span>una di quelle che si ha piacere a raccontare per testimoniare come le forze dell’ordine in rappresentanza dello Stato marchino una vicinanza ai cittadini. Tutto a posto, quindi. Ed invece no. Infatti colui che ha subito l’aggressione non è un ragazzo “normale”, ha una macchia. Non sappiamo se sia un malvivente, se abbia precedenti penali o se viva approfittandosi a sua volta degli altri. Non lo sappiamo, ma tanto non importa. Questi, infatti, sono dettagli irrilevanti. Ciò che conta è che è clandestino. L’aspetto che balza subito all’attenzione è che non ha il permesso di soggiorno ed è quindi un cittadino irregolare, un ospite indesiderato e, forse per qualcuno, indesiderabile. Ed allora? La legge è la legge e va applicata, quindi per il giovane non c’è scampo: arresto con conseguente contestazione del reato di clandestinità e l’applicazione di una sanzione amministrativa, che sarà il giudice di pace a quantificare, tra i cinquemila ed i diecimila euro.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>E gli aggressori? </strong></span>Sono romeni e fino a qualche mese fa, fino a che la Romania non è divenuta membro della Comunità Europea, avrebbero rischiato grosso. Contro di loro si accaniva la gente comune, accusandoli di ogni cosa capitasse, coinvolgendo in questa caccia alle streghe anche importanti amministrazioni come quella del Comune di Roma del sindaco Alemanno e del suo predecessore Veltroni. Ora non più, perché la legge, prendendosela con gli extracomunitari, ha fissato nuovi obiettivi, nuovi “nemici”. Per la cronaca i tre sono tutti giovanissimi: Ionel Viorel Ardelanu, 18 anni, Adrian Pedru Lupu e Iulian Constantin Nastasa, entrambi di 20 anni, sono stati arrestati.</p>
<p><strong>La politica del Governo ed in nuovi sbarchi</strong></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Verrebbe però da chiedersi</strong></span> se la politica del pugno duro serva veramente. Oltre a causare paradossi come questo, l’introduzione del reato di clandestinità si ripercuote sugli arrivi diminuendoli? Il Governo, in fase di approvazione della legge sulla sicurezza, ha respinto la richiesta delle opposizioni di sottoporre queste nuove norme a controllo del Parlamento dopo un anno dalla loro entrata in vigore.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Intanto, però, non si placano gli arrivi di immigrati irregolari.</strong></span> Oggi al porto di Ancona ne sono stati scoperti trentotto, stipati in uno spazio angusto ricavato all’interno di un tir che trasportava banane. La Guardia di Finanza ha identificato 20 iracheni, 14 afghani, due palestinesi, un iraniano e un pakistano, nascosti nel mezzo che proveniva dalla Grecia. Dopo aver sopportato condizioni di viaggio disumane, per loro non è scattata la contestazione del reato di clandestinità perché non è applicabile agli stranieri destinatari di provvedimenti di respingimento alle frontiere, ma sono stati affidati al comandante della nave da cui è sbarcato il tir. L’autista del camion, slovacco come la ditta di trasporti per cui lavora, è stato arrestato per favoreggiamento all’immigrazione clandestina e si trova ora in carcere.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.dazebao.org/news/index.php?option=com_content&#38;view=article&#38;id=6000:torino-extracomunitario-derubato-fa-arrestare-i-ladri-denunciato-per-clandestinita&#38;catid=93:giustizia&#38;Itemid=292">Dazebao</a> – 10 agosto 2009</p>
<h1><span style="color:#ff0000;"><strong>Deportati in Grecia altri 40 migranti. Negato ogni diritto di protezione internazionale</strong></span></h1>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>.</strong></span></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=30391519&#38;op=1&#38;view=all&#38;subj=149808491080&#38;aid=-1&#38;auser=0&#38;oid=149808491080&#38;id=1421021640"><img src="http://photos-h.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc1/hs165.snc1/6176_1127732399771_1421021640_30391519_1743761_a.jpg" alt="" /></a></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>.<br />
</strong></span></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Ancona, 11 agosto 2009 </strong></span>- Trentotto migranti rifugiatisi in Italia sono stati fermati ieri dalla Guardia di Finanza di Ancona. Erano nascosti in uno spazio angusto ricavato all&#8217;interno del semirimorchio di un tir che trasportava caschi di banane. Il camion era appena sbarcato dalla motonave Superfast, proveniente dalla Grecia.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Dopo essere stati scoperti,</strong></span> gli stranieri sono stati identificati e respinti immediatamente, affidati al comandante della Superfast.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Dalla Grecia, saranno deportati in Turchia</strong></span> e quindi nei loro Paesi di origine, dove sono in corso tragedie umanitarie. Il gruppo di profughi respinto era composto da 20 iracheni, 14 afghani, due palestinesi, un iraniano e un pakistano. Le autorità hanno effettuato il respingimento senza aver dato ai profughi alcuna possibilità di chiedere asilo politico. Si ricorda che respingimento di rifugiati o richiedenti asilo è tassativamente vietato dagli obblighi internazionali previsti dalla Convenzione sui Rifugiati del 1951 e dal protocollo del 1967, dalla Convenzione Internazionale sui Diritti Civili e Politici, dalla Convenzione Onu contro la Tortura e dalla Convenzione Europea sulla Protezione dei Diritti Umani.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Si ricorda inoltre che la Grecia non rispetta tali Convenzioni, </strong></span>nonostante le abbia sottoscritte e, come giustamente asserisce l&#8217;Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, &#8220;arresta e deporta i migranti, molti dei quali minori, ai quali viene negato qualsiasi accesso alla procedura di asilo, sottoponendoli invece ad internamento ed espulsione in Turchia e quindi nei Paesi di provenienza, dove sono in corso gravi crisi umanitarie&#8221;.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="http://www.facebook.com/note.php?note_id=149808491080&#38;id=1421021640&#38;ref=nf">Facebook</a></strong><strong> </strong></p>
<h1><span style="color:#ff0000;"><strong>Se nascesse oggi…</strong></span></h1>
<p>.</p>
<p><em>di </em><em>Maria Rosaria Baldin</em><strong><em> </em><em>[<a href="http://www.peacelink.it/" target="_blank"><em>Peacelink</em></a>]</em></strong></p>
<p><strong><em>.</em></strong></p>
<p><a href="http://bp3.blogger.com/_0SBPfOyYYdY/R3qEKmq9qtI/AAAAAAAAFu4/Otzw3wwGABc/s1600-h/se+nascesse+oggi.jpg"><img style="display:block;text-align:center;cursor:pointer;margin:0 auto 10px;" src="http://bp3.blogger.com/_0SBPfOyYYdY/R3qEKmq9qtI/AAAAAAAAFu4/Otzw3wwGABc/s400/se+nascesse+oggi.jpg" border="0" alt="" /></a></p>
<p><strong><em><br />
</em></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Se nascesse oggi<br />
troverebbe frontiere chiuse<br />
e polizia armata a<br />
impedirgli l&#8217;ingresso<br />
in un mondo di abbondanza,<br />
impastato di paura e solitudine.<br />
- Non c&#8217;è posto per i poveri nel mondo dei ricchi. </strong></p>
<p><strong>Se nascesse oggi<br />
suo padre pagherebbe il viaggio<br />
con il lavoro di un anno<br />
e i prestiti di qualche parente.<br />
Salirebbero in una carretta del mare<br />
e il falegname dovrebbe reggere il timone. </strong></p>
<p><strong>Se nascesse oggi<br />
vedrebbe la luce in una barca<br />
carica di gente disperata<br />
e all&#8217;arrivo troverebbe ad attenderlo<br />
un Centro di Permanenza Temporaneo. </strong></p>
<p><strong>Se nascesse oggi<br />
sarebbe un piccolo Rom di Tor di Quinto. La baracca<br />
distrutta sistematicamente dalla polizia<br />
e subito ricostruita da chi non ha<br />
null&#8217;altro che la tenace speranza<br />
di un futuro migliore per suo figlio. </strong></p>
<p><strong>Se nascesse oggi<br />
sarebbe figlio di una clandestina<br />
innamorata di un falegname italiano di Caravaggio<br />
che non la può sposare perché<br />
il sindaco non vuole<br />
- i clandestini, si sa, sono tutti delinquenti. </strong></p>
<p><strong>Se nascesse oggi<br />
sarebbe figlio di due neocomunitari<br />
che non potranno avere la residenza<br />
a Cittadella perché la loro misera capanna<br />
non rispetta i requisiti igienico-sanitari richiesti. </strong></p>
<p><strong>Se nascesse oggi<br />
nascerebbe in via Galvani,<br />
nella Zona Industriale di Sandrigo,<br />
paese di 8000 abitanti e dieci banche.<br />
Vedrebbe la luce in una roulotte senza<br />
acqua, luce, gas e riscaldamento<br />
piccolo cittadino Sinto-italiano a cui<br />
non sarà riconosciuta la residenza perché<br />
&#8220;Sono già troppi, non c&#8217;è più posto&#8221;. </strong></p>
<p><strong>Nascerebbe &#8211; e nascerà -<br />
senza essere riconosciuto,<br />
se non da quelli come lui,<br />
come duemila anni fa.<br />
Nessuno gli porterebbe doni perché<br />
&#8220;Abbiamo già i Nostri Poveri,<br />
tanti e arrivati prima di Lui.<br />
- Che aspetti il suo turno, perbacco!&#8221;. </strong></p>
<p><strong>Nascerebbe &#8211; e nascerà -<br />
ultimo fra gli ultimi<br />
a rischiarare testardamente<br />
di inutile, indispensabile Speranza<br />
un&#8217;altra alba che<br />
solo i poveri sapranno vedere.</strong></p>
<p>Fonte: <strong><a href="http://solleviamoci.blogspot.com/2008/01/se-nascesse-oggi.html">solleviamoci</a></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tasse e gabbie]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/08/12/tasse-e-gabbie/</link>
<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 22:39:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
<guid>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/08/12/tasse-e-gabbie/</guid>
<description><![CDATA[Tasse/ Roberto Calderoli a caccia di voti:”Abolire l’Irpef al Nord dove il costo della vita è più al]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h1><span style="color:#ff0000;"><strong>Tasse/ Roberto Calderoli a caccia di voti:”Abolire l’Irpef al Nord dove il costo della vita è più alto”</strong></span></h1>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>.</strong></span></p>
<p><a href="http://www.blitzquotidiano.it/wp/wp/wp-content/uploads/2009/08/calderoli_1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-78225" title="calderoli_1" src="http://www.blitzquotidiano.it/wp/wp/wp-content/uploads/2009/08/calderoli_1-225x300.jpg" alt="calderoli_1" width="225" height="300" /></a></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>“Capisco che siamo ad agosto,</strong></span> ma basta con questa superficialità: nessuno ha parlato di <a title="Post marcati con gabbie salariali" href="http://www.blitzquotidiano.it/tag/gabbie-salariali/">gabbie salariali</a>, semplicemente sostengo una cosa, detta da <a title="Post marcati con berlusconi" href="http://www.blitzquotidiano.it/tag/berlusconi/">Berlusconi</a>, di assoluto buonsenso: le retribuzioni vanno collegate al potere di acquisto. Poi, se uno rifiuta di capire…”. Roberto <a title="Post marcati con calderoli" href="http://www.blitzquotidiano.it/tag/calderoli/">Calderoli</a> rilancia con nuove proposte sulla questione del costo della vita e dei salari: al Sud &#8211; dice il ministro per la semplificazione normativa, intervistato dalla Stampa &#8211; “toglierei subito l’<a title="Post marcati con ires" href="http://www.blitzquotidiano.it/tag/ires/">Ires</a> alle aziende che aprono e creano nuova occupazione. Per un periodo di cinque anni. Dopodiché vedrei se questa fiscalità di vantaggio &#8211; insiste -ha prodotto effetti positivi, come io credo”.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Secondo</strong></span> <a title="Post marcati con calderoli" href="http://www.blitzquotidiano.it/tag/calderoli/">Calderoli</a>, lo Stato non ci rimetterà “perché recuperiamo l’Iva e i contributi di chi oggi lavora in nero, e laggiù ce n’è tanti”. Per il Nord, invece, <a title="Post marcati con calderoli" href="http://www.blitzquotidiano.it/tag/calderoli/">Calderoli</a> pensa a un “intervento sulle imposte dirette, sull’<a title="Post marcati con irpef" href="http://www.blitzquotidiano.it/tag/irpef/">Irpef</a> tanto per capirsi. Si tratterebbe &#8211; spiega il ministro leghista &#8211; di definire l’area esente in base al costo della vita. Dove questo è maggiore, anche l’area cosiddetta ‘no tax’ dovrebbe essere<br />
più ampia. E viceversa”.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Insomma, al Nord si pagherebbero meno tasse</strong></span> e “gli aumenti in busta paga si trasformerebbero in incentivo vero, mentre ora se li mangiano le imposte”. <a title="Post marcati con calderoli" href="http://www.blitzquotidiano.it/tag/calderoli/">Calderoli</a> dice di averne già parlato “con qualche esperto. E ne ho accennato al Grande Capo”, a Umberto <a title="Post marcati con bossi" href="http://www.blitzquotidiano.it/tag/bossi/">Bossi</a>. Non ha ancora sentito però Giulio Tremonti, che forse qualche dubbio potrebbe averlo: ‘Se e’ per questo, vorrei togliere anche il costo del lavoro e gli interessi passivi dall’Irap, così almeno &#8211; scherza <a title="Post marcati con calderoli" href="http://www.blitzquotidiano.it/tag/calderoli/">Calderoli</a> &#8211; mi strozzerò per qualcosa”. In realtà, tutte le polemiche intorno alle proposte del Carroccio sono semplici “tentativi &#8211; taglia corto il ministro &#8211; di creare tensioni tra <a title="Post marcati con berlusconi" href="http://www.blitzquotidiano.it/tag/berlusconi/">Berlusconi</a> e <a title="Post marcati con bossi" href="http://www.blitzquotidiano.it/tag/bossi/">Bossi</a>, di mettere in crisi il governo”.</p>
<p>Fonte:<strong> <a href="http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/tasse-roberto-calderoli-a-caccia-di-votiabolire-lirpef-al-nord-dove-il-costo-della-vita-e-piu-alto-78106/">blitz quotidiano</a></strong></p>
<h1><span style="color:#ff0000;"><strong>Berlusconi, ancora una smentita: “Mai detto si alle gabbie salariali”. Sulla privacy “Merito di essere lasciato in pace”</strong></span></h1>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>.</strong></span></p>
<p><a href="http://www.blitzquotidiano.it/wp/wp/wp-content/uploads/2009/08/berlusconi3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-78147" title="silvio berlusconi" src="http://www.blitzquotidiano.it/wp/wp/wp-content/uploads/2009/08/berlusconi3-300x189.jpg" alt="114925_LB111_AP" width="300" height="189" /></a></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>«Non ho mai parlato</strong></span> di <a title="Post marcati con gabbie salariali" href="http://www.blitzquotidiano.it/tag/gabbie-salariali/">gabbie salariali</a>, è una polemica assurda». Il <a title="Post marcati con presidente del consiglio" href="http://www.blitzquotidiano.it/tag/presidente-del-consiglio/">presidente del Consiglio</a> Silvio <a title="Post marcati con berlusconi" href="http://www.blitzquotidiano.it/tag/berlusconi/">Berlusconi</a> attacca ancora la stampa.  A tre giorni da <a href="http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/berlusconi-il-sud-e-una-nostra-priorita-ma-poi-dice-si-alle-gabbie-salariali-76276/" target="_blank">un’intervista al Mattino di Napoli</a> in cui il <a title="Post marcati con premier" href="http://www.blitzquotidiano.it/tag/premier/">premier</a> aveva parlato di «esigenza di rapportare retribuzione e costo della vita al territorio» arrivano, inevitabili, le precisazioni, stavolta affidate al quotidiano di famiglia Il <a title="Post marcati con giornale" href="http://www.blitzquotidiano.it/tag/giornale/">Giornale</a>.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>«Basterebbe andare a rileggersi le dichiarazioni esatte»</strong></span>, precisa il <a title="Post marcati con premier" href="http://www.blitzquotidiano.it/tag/premier/">premier</a>, per comprendere che «quando ho detto che mi sembra sia giusto discutere di questo rapporto», quello tra salari e territorio,  «mi riferivo semplicemente a qualcosa che già esiste». Ovvero, continua <a title="Post marcati con berlusconi" href="http://www.blitzquotidiano.it/tag/berlusconi/">Berlusconi</a>, «alla contrattazione decentrata, già approvata peraltro dalle categorie sindacali, Cgil esclusa».</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Dal</strong></span> <a title="Post marcati con premier" href="http://www.blitzquotidiano.it/tag/premier/">premier</a>, poi, anche un’autodifesa preventiva: «So anche che adesso diranno che ho fatto retromarcia, che mi sono rimangiato tutto o chissà cos’altro».</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Le dichiarazioni</strong></span> del <a title="Post marcati con premier" href="http://www.blitzquotidiano.it/tag/premier/">premier</a> al <a title="Post marcati con mattino" href="http://www.blitzquotidiano.it/tag/mattino/">Mattino</a>, evidentemente, sono state «fraintese» da tutti i maggiori quotidiani nazionali. Per il Sole 24 ore, ad esempio, era arrivato il «sì di <a title="Post marcati con berlusconi" href="http://www.blitzquotidiano.it/tag/berlusconi/">Berlusconi</a> alle <a title="Post marcati con gabbie salariali" href="http://www.blitzquotidiano.it/tag/gabbie-salariali/">gabbie salariali</a>». Pressoché identica la titolazione di Repubblica. Più cauto, ma sostanzialmente analogo, il taglio del Corriere della Sera, secondo cui il presidente «apre alle richieste della Lega».</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Nell’intervista</strong></span> a Il <a title="Post marcati con giornale" href="http://www.blitzquotidiano.it/tag/giornale/">Giornale</a>, <a title="Post marcati con berlusconi" href="http://www.blitzquotidiano.it/tag/berlusconi/">Berlusconi</a> ha anche puntato il dito contro quelle che giudica ripetute invasioni nella sua vita privata: «Rendiamocene conto, non esiste più il privato, per nessuno. Io, per quanto mi riguarda, ho fatto tanto e continuo a lavorare nell’interesse del Paese. Merito, sinceramente, di essere lasciato un po’ in pace. Basta violare la <a title="Post marcati con privacy" href="http://www.blitzquotidiano.it/tag/privacy/">privacy</a>».</p>
<p>Fonte: <strong><a href="http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/berlusconi-ancora-una-smentita-mai-detto-si-alle-gabbie-salariali-sulla-privacy-merito-di-essere-lasciato-in-pace-78102/">blitz quotidiano</a></strong></p>
<h1><strong><span style="color:#ff0000;">Gabbie salariali, rissa a destra. E si scatena il giro di poltrone</span></strong></h1>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">.<br />
</span></strong></p>
<p><em>di Bianca Di Giovanni</em><em> </em></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>La «questione Sud» posta dal Nord comincia a scoprire i nervi della destra. </strong></span>Ieri, mentre il Pdl tentava di smussare, mitigare, alleggerire il confronto sulle gabbie salariali, aggrappandosi all’intesa appena siglata con le parti sociali (esclusa la Cgil) sul nuovo modello contrattuale, la Lega ha rilanciato. E Berlusconi, come al solito, dice di non essere stato compreso. &#8220;Non ne ho mai parlato. Mi riferivo alla contrattazione decentrata&#8221;. Guglielmo Epifani, leader della Cgil: &#8220;Pronti allo sciopero generale&#8221;.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Uno scintillante Luca Zaia, </strong></span>ministro dell’Agricoltura ma esternatore a tutto campo (ieri lo ha fatto su Rai, gay, dialetti, Fiumicino e mezzogiorno) ha detto chiaro e tondo: «Commisurare i redditi al costo della vita, anche nel Pubblico, costringerà il Mezzogiorno ad imparare a camminare con le proprie gambe». Gabbie a partire dal pubblico impiego. Gli ha dato man forte il capogruppo della Lega alla Camera Roberto Cota. «Altro che polemica agostana &#8211; ha detto &#8211; quello dei salari differenziati è un atto di giustizia per il nord e di rilancio per il sud». Tanto per chiarire il livello dello scontro: ai due esponenti del Carroccio ha dovuto replicare prima Daniele Capezzone, con un comunicato di fuoco, poi il ministro del lavoro Maurizio Sacconi. «Quella di una differenziazione dei salari stabilita “da Roma” per legge &#8211; ha detto il primo &#8211; è un&#8217;idea surreale, che nessuno ha mai preso in considerazione. Lo dico agli amici della Lega, sarebbe una soluzione rigida e centralista».</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>A questo punto di surreale c’è </strong></span>il fatto che Capezzone ha dovuto dire ai leghisti quanto siano centraliste le loro proposte. Ma tant’è. Sacconi ha ribadito il valore della contrattazione decentrata «che si ancora ai risultati d’impresa», ha detto, escludendo le gabbie salariali. Ma la Lega tirerà dritto, in vista delle prossime regionali, quando chiederà più presidenze nella spartizione del potere. Così, la questione Sud si trasformerà fatalmente il questione di poltrone (nella peggiore tradizione). Il premier ci starebbe già pensando.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Riservato lo scranno più alto per se stesso, </strong></span>ha in mente due mosse per tentare di bilanciare l’alleanza verso sud, senza togliere alla Lega la sua centralità. I boatos parlamentari parlano di un prossimo passaggio del ministro Raffaele Fitto al dicastero dello Sviluppo economico. Così, con un balzo, un meridionale si ritroverebbe al centro delle politiche industriali. E questo, nella strategia dei «posti a tavola» ci starebbe.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Anche perché ormai da tempo </strong></span>per Claudio Scajola il premier pensa a un ritorno al partito, dilaniato da mille tensioni. Il ministro ligure non vorrebbe, ma il premier è intenzionato a fare il repulisti nel Pdl (appena fondato). Deve liberarsi di Denis Verdini (l’uomo che gli presentò Gianpaolo Tarantini): troppo tesi i rapporti con i capigruppo. Così, dentro Scajola e magari un altro uomo del Sud, per preparare il terreno delle regionali. Pare si tratti del senatore Guido Viceconte, nato in Basilicata, di cui si ricorda a Palazzo madama la proposta di legge per istituire una nuova provincia, quella di Melfi. Ancora poltrone (nella tradizione). A questo punto la previsione è facile. I problemi del sud resteranno immutati.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>«Dovrebbero semplicemente reintrodurre quello che hanno tolto</strong></span> &#8211; dichiara per il Pd l’onorevole Ludovico Vico &#8211; I fas, il credito d’imposta a sud, i fondi per gli accordi di programma». Ricominciare dal maltolto, invece che dai salari dei lavoratori e dalle stanze del potere.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="http://www.unita.it/news/economia/87270/gabbie_salariali_rissa_a_destra_e_si_scatena_il_giro_di_poltrone">l&#8217;Unità</a></strong><strong><a href="http://www.antimafiaduemila.com/content/view/18624/"></a></strong></p>
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