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	<title>polizze &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/polizze/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "polizze"</description>
	<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 12:01:57 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Giovani e Risparmio: i confronti su supermoney.eu]]></title>
<link>http://compara.wordpress.com/2009/10/26/giovani-e-risparmio-i-confronti-su-supermoney-eu/</link>
<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 16:22:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea Manfredi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nei manuali di diritto si legge che la Repubblica riconosce due titoli di legittimazione della propr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;">Nei manuali di diritto si legge che la Repubblica riconosce due titoli di legittimazione della proprietà, il lavoro e il <strong>risparmio</strong>. Oggi la situazione è un po’ diversa, la società è cambiata. Ad esempio pensiamo al concetto di flessibilizzazione del lavoro, avere garantito il posto fisso sembra quasi un’utopia e ovviamente chi ne subisce maggiormente le conseguenza sono i giovani. Di pochi giorni fa le parole del ministro Tremonti che torna ad affermare l’importanza del posto fisso come ‘base su cui organizzare il progetto di vita e famiglia’. La realtà quotidiana non è semplice da vivere oggi e con la crisi si è sicuramente aggravata. Molti giovani fanno fatica a sostenere le spese di tutti i giorni proprio a causa di una mobilità lavorativa che non consente una previsione certa sul futuro. Ovviamente il <strong>risparmio </strong>in un momento congiunturale così problematico assume una valenza importantissima a maggior ragione <strong>per i più giovani.</strong> In loro aiuto arriva la rete, il sito web <a href="http://www.supermoney.it/">www.supermoney.it</a> consente di risparmiare su molti servizi indispensabili nella quotidianità, grazie al confronto trasparente e imparziale di prezzi e condizioni di una vasta gamma di prodotti offerti da differenti aziende. Si consente così agli utenti di scegliere la soluzione migliore secondo le proprie abitudini di consumo. Molteplici i servizi confrontati: <strong>comunicazioni, finanziamenti, assicurazioni, energia, risparmio, investimenti</strong> e molto altro. Considerevoli i risparmi finali e i vantaggi per i giovani che utilizzano il sito.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Risparmiare si può. Occorre però uno strumento efficace di comparazione online per trovare la soluzione giusta per le proprie esigenze. ]]></title>
<link>http://compara.wordpress.com/2009/10/26/risparmiare-si-puo-occorre-pero-uno-strumento-efficace-di-comparazione-online-per-trovare-la-soluzione-giusta-per-le-proprie-esigenze/</link>
<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 16:15:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea Manfredi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Oggi il tema del risparmio è sempre più attuale e in effetti sono in molti a chiedersi se sia possib]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;">Oggi il tema del <strong>risparmio</strong> è sempre più attuale e in effetti sono in molti a chiedersi se sia possibile ottenere un <strong>vantaggio di prezzo</strong> all’interno della fitta giungla di offerte presenti sul mercato.  Tanti i servizi, tanti gli operatori e tante le tariffe esistenti a seconda delle proprie necessità. Difficile districarsi, perché il rischio è quello di non riuscire a <strong>comparare</strong> efficacemente tutte le possibilità. La rete ci arriva in aiuto.  <a href="http://www.supermoney.eu/">www.supermoney.eu</a> è il primo portale che permette di <strong>confrontare prezzi e condizioni </strong>di<strong> </strong>molteplici servizi: <strong>comunicazioni, finanziamenti, energia, assicurazioni, risparmio, investimento e molto altro</strong>. Non si tratta di un semplice comparatore di prezzi, è molto di più. <a href="http://www.supermoney.eu/">www.supermoney.eu</a> ti consente non solo di <strong>risparmiare</strong> grazie ad un <strong>confronto</strong> <strong>imparziale </strong>dei servizi di più aziende, ma anche di farti scegliere l’offerta più giusta per le tue abitudini di consumo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Conversazione con un associato di Altroconsumo]]></title>
<link>http://confronta.wordpress.com/2009/10/26/conversazione-con-un-associato-di-altroconsumo/</link>
<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 16:06:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea Manfredi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ho potuto parlare con Francesco P. di Altroconsumo e ne ho tratto delle indicazioni utili su come mu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;">Ho potuto parlare con <strong>Francesco P</strong>. di <strong>Altroconsumo</strong> e ne ho tratto delle indicazioni utili su come muoversi sul fronte del risparmio. Alla mia prima domanda: &#8220;Ti trovi bene con l&#8217;Associazione di cui fai parte?&#8221;, così ha risposto: «Si, mi trovo molto bene. In effetti quando ho un problema è sufficiente una semplice chiamata o un&#8217;e-mail. L&#8217;aspetto davvero positivo è il fatto che si ha la possibilità di parlare con <strong>consulenti altamente qualificati</strong> che collaborano attivamente con Altroconsumo. Generalmente viene richiesto di inviare una relazione scritta sulla propria problematica e nel giro di un giorno viene dato un numero di pratica di riferimento. Poco dopo si viene ricontattati per essere concretamente aiutati, con consigli utili sul da farsi. Emotivamente tutto ciò è rassicurante, ti fa capire che il tuo problema è preso in considerazione seriamente e diventa anche il loro» Alla mia seconda domanda riguardo la comparazione via web così ha concluso: «<strong>I portali di confronto di prodotti e servizi sono decisamente utili</strong> per cercare ciò che è più in linea con le proprie esigenze ed evitare brutto sorprese, bisogna saperli utilizzare e cercare l&#8217;informazione giusta al loro interno, altrimenti si rischia di perdersi»</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Conosciamo i derivati? n.1]]></title>
<link>http://nafop.wordpress.com/2009/10/24/conosciamo-i-derivati-n-1/</link>
<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 11:08:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>marco degiorgis</dc:creator>
<guid>http://nafop.wordpress.com/2009/10/24/conosciamo-i-derivati-n-1/</guid>
<description><![CDATA[Inizia oggi una serie di miei contributi che hanno la scopo di informare il lettore sull’argomento d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-full wp-image-1511" title="wallstreet contr" src="http://nafop.wordpress.com/files/2009/10/wallstreet-contr.jpg" alt="wallstreet contr" width="295" height="220" />Inizia oggi una serie di miei contributi che hanno la scopo di informare il lettore sull’argomento <strong>derivati.</strong></p>
<p>I derivati sono considerati dall’opinione pubblica cattivi strumenti finanziari, capaci solamente di arrecare danni. Io li paragono ad un bisturi; cambiano gli effetti a seconda di come lo si usa! se nelle mani di un chirurgo può salvare una vita, può causare invece danni se ad utilizzarlo è uno studente di medicina al primo anno, mentre ancora se lo maneggia una persona senza scrupoli può provocare la morte. Stessa cosa accade per i derivati: sono uno strumento, e uno strumento non è ne buono ne cattivo per sua natura, semmai può essere più  o meno adatto allo scopo e più o meno efficiente. Quindi sta a chi lo utilizza scegliere lo strumento adatto e quello più efficiente. Per ritornare al paragone del bisturi, se lo voglio utilizzare per tagliare una bistecca forse sarà un tantino troppo tagliente.</p>
<p>I derivati sono strumenti efficienti, il problema semmai è l’utilizzo dei medesimi senza criterio e senza conoscere a fondo la materia: purtroppo abbiamo assistito a molti casi di utilizzo inappropriato dello strumento, anche da parte delle pubbliche amministrazioni e delle aziende, che si sono accollati rischi (spesso inconsapevolmente) che non dovrebbero far parte della loro gestione tipica.</p>
<p>Le pagine che seguiranno, oggi e nelle prossime puntate, non vogliono in alcun modo essere una sollecitazione ad utilizzare i derivati, al contrario vogliono rendere un servizio di informazione e di consapevolizzazione del lettore. E’ necessario conoscere a fondo uno strumento finanziario prima di decidere se utilizzarlo o meno.</p>
<p>I <strong>Future</strong> e le <strong>Opzioni</strong> di cui cominciamo ad occuparci oggi, sono tra gli <strong>strumenti finanziari</strong> più affascinanti e coinvolgenti coi quali è possibile raggiungere risultati di grande rilievo.</p>
<p>Attenzione però, perché i <strong>Derivati</strong> sono stati concepiti e creati come <strong>Polizze Assicurative</strong> di copertura del portafoglio e, come tali, hanno insita la componente <strong>“tempo”</strong>.</p>
<p>Non a caso essi si rivolgono a un Mercato che è stato opportunamente definito <strong>“a termine” </strong>e quindi un bel giorno scadono, muoiono e scompaiono per sempre.</p>
<p>Quando si parla di <strong>Future</strong> e di <strong>Opzioni</strong> si deve sempre pensare alla loro <strong>expiration</strong>,<strong> </strong>cioè a  quel prefissato giorno del calendario in cui si tirano le somme dei contratti ancora aperti. Già, perché da lì in poi quegli Strumenti saranno scaduti definitivamente.</p>
<p>Voglio dire che se ci compriamo 1000 Azioni “Canistracci Oil” e decidiamo di tenercele per vent’anni, non succede proprio niente perchè potremo sempre rivenderle quando ci pare e piace. Ma se ci compriamo un Future o un’Opzione, in questo caso dovremo assolutamente tenerci bene in mente la loro <strong>scadenza</strong> e quindi dovremo imparare a muoverci per tempo.</p>
<p>Quindi, prima di cominciare il nostro lavoro, dovremo aver fatto chiarezza dentro di noi ben sapendo che i derivati, per quanto opportunamente gestiti, restano pur sempre delle scommesse e come tali sono accomunabili alle stesse regole dell’azzardo.</p>
<p>Un vantaggio rappresentato dai derivati rispetto all’utilizzo dei singoli titoli azionari è il fatto di poter lavorare sull’indice (un paniere di titoli), che è in grado di ammortizzare gli alti e i bassi delle fluttuazioni azionarie.</p>
<p>Per di più, un altro grande vantaggio dei Mercati a Termine è la <strong>liquidità</strong> degli Strumenti.</p>
<p><em>La liquidità è la possibilità di comprare o di vendere in qualsiasi momento sapendo che esiste sempre una controparte pronta a interagire a prezzi  ragionevoli.</em></p>
<p><em>Se, per esempio, il <strong>Future</strong> vale 28200, si potrà essere sempre certi di poterlo scambiare entro una forchetta 28195/28205 corrispondente ad appena 50 euro.</em></p>
<p>E a questo scopo provvedono i <strong>Market Maker &#8211; </strong>Banche, Intermediari e Istituzioni autorizzate dagli Organi di Borsa – che hanno l’obbligo di presentarsi costantemente sul Mercato.</p>
<p>Già da queste prime battute avrete capito come l’ingranaggio che gira attorno ai Derivati sia sano, serio e controllato: sono gli <strong>Organi di Vigilanza</strong> e la stessa <strong>Borsa Italiana Spa</strong> ad assicurare la regolarità degli scambi e l’efficienza del mercato</p>
<p>Già dalla prossima volta cominceremo a fare conoscere il <strong>Future </strong>alternando le spiegazioni ora in modo tecnico, ora in chiave più discorsiva.</p>
<p>Alla prossima</p>
<p><strong>Marco Degiorgis &#8211; Studio Degiorgis &#8211; <a href="http://www.studiodegiorgis.it">www.studiodegiorgis.it</a> &#8211; Alessandria</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Polizze vita, il Cncu scrive a Tremonti]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/10/06/polizze-vita-il-cncu-scrive-a-tremonti/</link>
<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 14:31:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
<guid>http://paoblog.wordpress.com/2009/10/06/polizze-vita-il-cncu-scrive-a-tremonti/</guid>
<description><![CDATA[Il Cncu ha deciso di scrivere al ministro Tremonti su quanto sta accadendo sul Fondo per le Polizze ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div>Il Cncu ha deciso di scrivere al ministro Tremonti su quanto sta accadendo sul Fondo per le Polizze vita.</div>
<div></div>
<div>Il Fondo, istituito con la Finanziaria del 2006, diretto a risarcire i risparmiatori vittime dei crack finanziari rischia di danneggiare altri consumatori. Perché? Il Ministro dell&#8217;Economia Giulio Tremonti ha ritenuto di dover prendere i soldi per il Fondo dalle polizze vita.</div>
<div>
<div></div>
<div>&#8220;Le polizze vita &#8211; spiega ad <a href="http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=24984">HelpConsumatori </a>Francesco Avallone, vice presidente di Federconsumatori e responsabile del settore credito dell&#8217;associazione &#8211; avevano un anno di prescrizione; dopodiché, se nessuno andava a riscuoterle rimanevano nelle casse delle compagnie assicurative.</div>
<div></div>
<div>La prassi però era, secondo un tacito accordo tra l&#8217;istituto e il cliente, di non applicare la clausola dell&#8217;anno di prescrizione. Questo portava vantaggi sia alla compagnia, che conservava i soldi in cassa, sia al cliente, che cercava di ottenere il rendimento più alto&#8221;.</div>
</div>
<div></div>
<p>Fonte: <a href="http://www.ilsalvagente.it/">www.ilsalvagente.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Consulenza indipendente: da dove iniziare?]]></title>
<link>http://nafop.wordpress.com/2009/10/01/consulenza-indipendente-da-dove-iniziare/</link>
<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 07:59:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stefano Gargano</dc:creator>
<guid>http://nafop.wordpress.com/2009/10/01/consulenza-indipendente-da-dove-iniziare/</guid>
<description><![CDATA[Nell&#8217;avvicinarsi al mondo della consulenza finanziaria indipendente il futuro cliente, spesso ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-full wp-image-1342" title="documenti" src="http://nafop.wordpress.com/files/2009/09/documenti.png" alt="documenti" width="301" height="244" />Nell&#8217;avvicinarsi al mondo della consulenza finanziaria indipendente il futuro cliente, spesso non addetto ai lavori, sente parlare di concetti affascinanti ed a volte anche un po&#8217; impenetrabili: asset allocation, pianificazione, benchmarks&#8230; Sono tutte parti fondamentali della consulenza, e sarà compito del consulente spiegarne il significato e la indubbia utilità. Ma prima di affrontare questi aspetti  occorre risolvere una lunga serie di problemi pratici, semplici, banali: così banali che si rischia di trascurarli.</p>
<p>Molti clienti non sanno nemmeno quanti conti correnti, depositi titoli, gestioni patrimoniali e polizze di vario tipo abbiano al momento. Questo accade particolarmente per i grandi clienti, che dicono frettolosamente &#8220;sì&#8221; al promotore finanziario di turno per liberarsene e tornare al loro lavoro. Accade anche con la fusione di due banche in entrambe le quali il cliente aveva rapporti, o con la scorporazione dei &#8220;private banking&#8221; dalla banca madre. A volte si aggiungono nuovi conti ed i vecchi non vengono estinti, altre volte il loro numero identificativo viene modificato. Il consulente indipendente deve aiutare a individuare e razionalizzare tutti questi rapporti, per eliminare disordine e spese inutili.</p>
<p>Sui rapporti davvero utili che restano dopo la riorganizzazione, occorre poi negoziare con le relative banche tutte le condizioni economiche: spese di tenuta conto, di custodia titoli, commissioni di negoziazione, tassi di interesse&#8230; Il consulente indipendente assiste il cliente nella loro contrattazione, informandolo di quello che può essere il trattamento &#8220;adeguato&#8221; che le sue banche, in relazione alle sue dimensioni, dovrebbero concedergli e valutando l&#8217;opportunità di concentrare ulteriormente i rapporti per ottenere condizioni migliori.</p>
<p>Molti clienti apprezzano anche il servizio di riordino ed archiviazione della loro corrispondenza bancaria: il consulente può organizzare presso il cliente un efficiente archivio, indicandogli per quanto tempo andranno conservati i vari documenti, rendendo immediatamente reperibili le informazioni storiche di qualsiasi investimento ed eliminando, in molti casi, chili di cartaccia inutile.</p>
<p>A questo punto siamo pronti per la consulenza indipendente vera e propria!</p>
<p><strong>Stefano Gargano  &#8211; Gargano CFI -  <a href="http://www.garganocfi.it">www.garganocfi.it</a> &#8211; Torino</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'accusa di Lord Turner ]]></title>
<link>http://nafop.wordpress.com/2009/09/24/laccusa-di-lord-turner/</link>
<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 07:45:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>giorgiocanella</dc:creator>
<guid>http://nafop.wordpress.com/2009/09/24/laccusa-di-lord-turner/</guid>
<description><![CDATA[Il Sole 24 ore di oggi dedica un articolo a Lord Turner, presidente della FSA (autorità di controllo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft" title="Lord Turner" src="http://i.telegraph.co.uk/telegraph/multimedia/archive/01351/lordturner_1351563c.jpg" alt="" width="361" height="225" />Il Sole 24 ore di oggi dedica un articolo a Lord Turner, presidente della FSA (autorità di controllo dei servizi finanziari in UK): Lord Turner accusa, senza mezzi termini, le banche di essere state le artefici della crisi&#8230; oltre a ciò, Lord Turner afferma anche che non tutte le innovazioni finanziarie hanno un valore. Che si condivida o no il pensiero di Lord Turner  riguardo alle cause della crisi è innegabile che,  da diverso tempo ormai, le banche si siano scordate di avere anche un ruolo sociale; purtroppo sono in pochi ad avere il coraggio di ricordarglielo e di rammentarlo anche ai consumatori.</p>
<p>Per quanto mi riguarda  sono assolutamente d&#8217;accordo con pensiero di Lord Turner quando dice che non tutte  le innovazioni finanziarie hanno un valore e aggiungo che lo stesso concetto riguarda anche i prodotti assicurativi; vi ricordate della campagna di &#8220;trasformazione&#8221; della polizze tradizionali e, in particolare, di quelle di rendita  a favore delle polizze unit linked?&#8230; in pratica  il cliente ha rinunciato, spesso  del tutto inconsapevolmente, alle garanzie assicurative  previste dai vecchi contratti , si è accollato il rischio e ha continuato a pagare costi che, dopo la trasformazione, sono divenatati ancor più ingiustificati.</p>
<p>Io mi auguro e auguro a tutti i consumatori che la voce di Lord Turner  non sia una voce isolata e che dalle esternazioni si passi, subito, ad interventi che inducano ad  un VERO cambiamento che, tuttavia, troverà forti resistenze perchè &#8220;le lobbies&#8221;  sono ancora troppo forti&#8230; speriamo che non sia solo una illusione.</p>
<p><strong>Giorgio Canella &#8211; <a href="http://www.giorgiocanella.it">www.giorgiocanella.it</a> &#8211; Padova</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[le esclusioni nelle polizze infortuni]]></title>
<link>http://consulenteassicurativo.net/2009/09/09/le-esclusioni-nelle-polizze-infortuni/</link>
<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 15:16:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>m.bevilacqua</dc:creator>
<guid>http://consulenteassicurativo.net/2009/09/09/le-esclusioni-nelle-polizze-infortuni/</guid>
<description><![CDATA[Quando si sceglie una polizza infortuni è molto importante conoscere le esclusioni che tali polizze ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignright size-full wp-image-176" title="infortunio" src="http://consulenteassicurativo.wordpress.com/files/2009/09/infortunio.gif" alt="infortunio" width="151" height="236" />Quando si sceglie una polizza infortuni è molto importante conoscere le esclusioni che tali polizze prevedono. Di norma vi sono dei rischi che non sono assicurabili ovvero gli infortuni causati da:</p>
<ul style="text-align:justify;">
<li>uso di veicoli in competizioni sportive;</li>
<li>guida di velivoli o aeromobili;</li>
<li>uso, in qualità di passeggero, di velivoli o aeromobili nel corso di voli non operanti da società di trasporto aereo regolare;</li>
<li>guida di veicoli senza patente;</li>
<li>pratica di sport pericolosi;</li>
<li>partecipazione a gare sportive competitive;</li>
<li>ubriachezza, abuso di psicofarmaci o uso di stupefacenti quando ci si trova alla guida di veicoli a motore;</li>
<li>operazioni chirurgiche e cure non rese necessarie dall&#8217;infortunio;</li>
<li>guerra, insurrezione, terremoti, calamità.</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;">Oltre a tali esclusioni generali ed imprescindibili, ogni compagnia a volte ne inserisce delle altre a seconda del prodotto. Per quanto riguarda le esclusioni derivanti dalla pratica di alcuni sport, è da considerare la tipologia (e la pericolosità) dell&#8217;attività in questione affrontando caso per caso la possibilità di eventuali deroghe a fronte di un sovrappremio. </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[sospensione polizza auto]]></title>
<link>http://consulenteassicurativo.net/2009/09/04/sospensione-polizza-auto/</link>
<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 14:38:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>m.bevilacqua</dc:creator>
<guid>http://consulenteassicurativo.net/2009/09/04/sospensione-polizza-auto/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;assicurazione di responsabilità civile è sempre obbligatoria ma non tutti gli automobilisti ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignright size-full wp-image-170" title="Annullare contratto" src="http://consulenteassicurativo.wordpress.com/files/2009/09/annullare-contratto1.jpg" alt="Annullare contratto" width="207" height="207" />L&#8217;assicurazione di responsabilità civile è sempre obbligatoria ma non tutti gli automobilisti usano la propria auto tutti i mesi dell&#8217;anno. La legge italiana prevede quindi la possibilità di sospendere in via temporanea la propria <span style="color:#000000;">polizza assicurativa</span> di responsabilità civile, per un periodo che va <span style="text-decoration:underline;">dai 3 mesi a 1 anno.</span></p>
<p style="text-align:justify;">Quando si sospende il contratto si devono restituire all’assicuratore il contrassegno e il certificato: il veicolo è dunque privo di garanzia e non può circolare.<br />
Quando si richiede la riattivazione, non oltre il termine massimo previsto nel contratto, l’assicuratore consegna nuovamente i documenti assicurativi, posticipa la scadenza della polizza e provvede alla regolazione del premio, anche secondo la tariffa in vigore in quel momento.<br />
Se non si richiede la riattivazione nel termine massimo previsto nel contratto, questo si scioglie e conseguentemente si perde il diritto alla conservazione della classe di merito. (fonte: <a href="http://www.isvap.it:1080/frame/frame.asp?idArea=rcauto">http://www.isvap.it:1080/frame/frame.asp?idArea=rcauto</a>).</p>
<p style="text-align:justify;">ATTENZIONE: non è possibile sospende la polizza nell&#8217;immediatezza della scadenza contrattuale (o della rata), ma è necessario sospenderla in un periodo precedente che va da uno a tre mesi dalla data di scadenza a seconda della compagnia di assicurazione.</p>
<p style="text-align:justify;">Durante il periodo di sospensione il veicolo non può per nessun motivo circolare su strada o anche solo essere parcheggiato in aree pubbliche. Nel caso di violazione, la multa è la stessa che si avrebbe nel caso di circolazione con veicolo non assicurato (714 euro). Infine, la polizza non può essere sospesa se il veicolo assicurato è in leasing o finanziamento.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[quota 1000!!!]]></title>
<link>http://consulenteassicurativo.net/2009/09/03/quota-1000/</link>
<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 14:48:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>m.bevilacqua</dc:creator>
<guid>http://consulenteassicurativo.net/2009/09/03/quota-1000/</guid>
<description><![CDATA[Oggi, dopo due mesi e mezzo dall&#8217;apertura del blog, è stato raggiunto (e superato) il traguard]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignright size-full wp-image-166" title="torta" src="http://consulenteassicurativo.wordpress.com/files/2009/09/torta1.jpg" alt="torta" width="151" height="163" />Oggi, dopo due mesi e mezzo dall&#8217;apertura del blog, è stato raggiunto (e superato) il traguardo dei 1000 accessi!!! Scrivo queste brevi righe per ringraziare tutti quelli che mi hanno fatto visita, a chi mi ha scritto stimolando l&#8217;approfondimento di diversi argomenti e la preparazione del sottoscritto, a chi mi ha dato fiducia dandomi la possibilità di gestire le proprie polizze e stipularne di nuove seguendo i miei consigli. Grazie veramente a tutti! Continuate così!!! Prossimo traguardo.. 10.000!!!!</p>
<p style="text-align:justify;">GRAZIEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Superenalotto e consulenza indipendente agli investimenti]]></title>
<link>http://nafop.wordpress.com/2009/08/27/superenalotto-e-consulenza-indipendente-agli-investimenti/</link>
<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 14:05:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>marco degiorgis</dc:creator>
<guid>http://nafop.wordpress.com/2009/08/27/superenalotto-e-consulenza-indipendente-agli-investimenti/</guid>
<description><![CDATA[Fonte: www.ludicer.it Durante la pausa, qualche fortunato abitante del pianeta ha azzeccato il sei d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="wp-caption alignleft" style="width: 180px"><img title="Gastone" src="http://www.ludicer.it/immagini/topolino/i-portafortunadiGastone.gif" alt="Fonte: www.ludicer.it" width="170" height="253" /><p class="wp-caption-text">Fonte: www.ludicer.it</p></div>
<p>Durante la pausa, qualche fortunato abitante del pianeta ha azzeccato il sei del Superenalotto, portandosi a casa 147,8 milioni di euro!!! Una bella somma!!!</p>
<p>Posso immaginare la confusione che ti regna in testa (mi permetti di darti del tu e di chiamarti d’ora in poi Gastone, come il cugino fortunato di Paperino?), e la circospezione che dovrai usare per evitare che orde di sciacalli si fiondino sulla vincita, con mille richieste di sovvenzioni, prestiti, elargizioni e proposte di investimento.</p>
<p>Vorrei ricordarti, Gastone, che è consentito dal nostro ordinamento delegare qualcuno al ritiro della vincita, precauzione quanto mai auspicabile per evitare che troppi avvoltoi inizino a volteggiare. Questo qualcuno può essere un professionista oppure un istituto bancario, e l’incarico sottintende un compenso percentuale e assoluta discrezione da parte dell’incaricato. Se questa discrezione è assicurata dai professionisti per deontologia professionale, codice etico, obbligo di riservatezza e così via, dubito che possa essere altrettanto certa nel caso dell’intervento della banca, che deve diffondere, almeno ad un certo numero di persone, i dati del nuovo multi milionario, per poter sbrigare tutte le pratiche burocratiche del caso.</p>
<p>Una volta riscossa la vincita, inizieranno i dubbi su cosa farne.</p>
<p>Vabbè, qualche sfizio te lo vorrai togliere, Gastone? Attenzione a non strafare, però!</p>
<p>Ad un certo punto, caro Gastone, dovrai iniziare a pensare sul serio a come impiegare la fortuna piovuta dal cielo: posso quindi raccontarti come mi muoverei se fossi il tuo consulente?</p>
<p>Partiamo dalla riscossione; affidarsi ad un professionista è una scelta saggia al fine di assicurarsi l’anonimato. A questo proposito, anche per la futura gestione del patrimonio, non sarebbe male affidarsi (o costituire) ad una società fiduciaria che risulti nominalmente intestataria del patrimonio, fungendo da barriera ad eventuali insidiose richieste. Insisto su questo punto, perché dando retta al parente bisognoso e all’amico con la grande idea, si finisce ben presto in braghe di tela!</p>
<p>Poi si tratta di capire un paio di cose; cosa ne vuoi fare della somma (Hai figli cui vuoi lasciare una cospicua eredità? Vuoi spendere e spandere per il resto della tua vita? C’è un progetto che ti sta a cuore? Vuoi fare beneficenza?) e quanto denaro sei disposto a perdere nel corso del tempo. Dico a perdere, perché a guadagnarne tutti sono propensi (ed è l’altro lato della medaglia, quello che tutti guardano), meno a perderne. La massima perdita ammissibile è il rischio che sei disposto a tollerare investendo il tuo denaro. Voilà.</p>
<p>E’ importante tracciare una rotta da seguire, per sapere come investire…</p>
<p>Eretti questi due pilastri della pianificazione finanziaria, cosa fare e quanto rischiare, e basandomi su questi, inizierei a valutare le diverse possibilità di investimento, a costruire insomma il piano finanziario.</p>
<p>Potrebbe non essere una cattiva idea costituire un fondo d’investimento ad hoc, con cui gestire la totalità del capitale. Bisognerebbe valutarne i costi. Tenendo presente che al cospetto di una simile somma vien difficile immaginare investimenti eccessivamente rischiosi (un normale titolo di Stato che portasse a casa il 3% annuo netto significherebbero oltre 4 milioni di Euro di interessi l’anno!!!), si tratterebbe di calibrare un rendimento in grado almeno di pareggiare l’erosione del capitale dovuta all’inflazione e alle tue “spesucce”. Su questa base si potranno poi andare a costruire le strategie d’investimento più adatte, Gastone. Eviterei in ogni caso investimenti eccessivamente rischiosi o azzardati, soprattutto se riguardano la costituzione di NewCo dal futuro incerto. Una parte potrebbe essere investita in immobili, valutandone le caratteristiche e le spese di manutenzione e ristrutturazione, e potrebbe essere creata una società immobiliare che gestisca questo aspetto.</p>
<p>Da evitare polizze, unit linked, index linked, con un capitale di questa portata ti puoi costruire tutti gli investimenti a capitale protetto che vuoi. Se ti piace rischiare un po’, posso selezionarti qualche azione con dei fondamentali promettenti e puntare su quelle.</p>
<p>Insomma, diversificando ed evitando di buttare soldi in commissioni inutili si possono raggiungere tutti i traguardi che desideri. E ricordati che dovrai pagarmi per la mia consulenza (in genere una percentuale sul patrimonio gestito, ma in questo caso ci metteremmo sicuramente d’accordo!) ma che in cambio vedrai curare professionalmente ed esclusivamente il tuo interesse, non quello di qualche intermediario finanziario.</p>
<p>PS: mi è giunta notizia che hai incaricato una banca milanese di riscuotere la somma. Sei ancora in tempo per chiedere consulenze disinteressate ed indipendenti! Dai, Gastone!</p>
<p><strong>Marco Degiorgis &#8211; Studio Degiorgis &#8211; <a href="http://www.studiodegiorgis.it">www.studiodegiorgis.it</a> &#8211; Alessandria</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[RC professionale veterinari]]></title>
<link>http://veterinariaonline.wordpress.com/2009/08/24/rc-professionale-veterinari/</link>
<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 14:16:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>veterinariaonline</dc:creator>
<guid>http://veterinariaonline.wordpress.com/2009/08/24/rc-professionale-veterinari/</guid>
<description><![CDATA[Broker On Line in collaborazione con Federfauna, la Confederazione Europea delle Associazioni di All]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Broker On Line in collaborazione con Federfauna, la Confederazione Europea delle Associazioni di Allevatori, Commercianti e Detentori di Animali, ha predisposto questa nuovissima convenzione rivolta a tutti i Medici Veterinari che copre la <strong>Responsabilità Civile e Professionale</strong> con un massimale di 1.000.000,00 €, la <strong>Tutela Legale</strong> e gli <strong>Infortuni</strong> ad un costo bassissimo.</p>
<p>Le tre garanzie possono essere selezionate anche singolarmente e per poter sottoscrivere queste polizze bisogna semplicemente essere <strong>Associati Federfauna</strong> avendo sottoscritto la tessera annuale al costo di 30 € che prevede questa Convenzione Assicurativa.</p>
<p style="text-align:center;">Maggiori informazioni e preventivo sul sito di Broker On Line:<br />
<a href="http://www.brokeronline.it/Brol/Polizze.nsf/0/0DD3A0BD0413EFE6C12575E4003384CE?OpenDocument" target="_blank">Convenzione Assicurative per i Veterinari</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Assicurazione cane e gatto]]></title>
<link>http://veterinariaonline.wordpress.com/2009/08/24/assicurazione-cane-e-gatto/</link>
<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 12:27:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>veterinariaonline</dc:creator>
<guid>http://veterinariaonline.wordpress.com/2009/08/24/assicurazione-cane-e-gatto/</guid>
<description><![CDATA[Cane Coccolato e Salute Gatti La polizza sanitaria per i nostri amici a quattro zampe Le polizza ass]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3 style="text-align:center;">Cane Coccolato e Salute Gatti<br />
La polizza sanitaria per i nostri amici a quattro zampe</h3>
<p style="text-align:left;">Le polizza assicurative “Cane coccolato” e &#8220;Salute Gatti&#8221; di Broker On Line, sono due prodotti assicurativi studiati appositamente per sostenere le spese veterinarie dei nostri amici a quattro zampe.</p>
<p>Queste polizze coprono le spese veterinarie in seguito di infortunio e/o malattia in caso di intervento chirurgico in clinica veterinaria o presso un ambulatorio.</p>
<p>Le visite pre e post ricovero e le spese mediche in clinica ed in ambulatorio.</p>
<p>Il rimborso spese di pensione e custodia ed inoltre le spese legali per un massimo di  5.000,00 €, in caso di danni subiti o provocati dall’animale assicurato. Compreso nella polizza assicurativa, un servizio di informazioni attivo 24 ore su 24.</p>
<p>In aggiunta a tutto ciò è previsto il pacchetto garanzie “Rimborso costo”, attualmente solo per cani e gatti con pedigree; una ulteriore copertura assicurativa per il vostro amico in caso di Morte da Incidente o Malattia o in caso di Smarrimento.</p>
<p>Inoltre, in caso di Annullamento Viaggio nel caso si verifichino una delle seguenti circostanze imprevedibili e non preesistenti al momento della stipula della polizza ed al momento della prenotazione del viaggio:</p>
<ul>
<li> lo smarrimento od il furto dell’animale</li>
<li>un intervento chirurgico salvavita per infortunio o malattia subito dall’animale</li>
</ul>
<p style="text-align:left;">La Società rimborsa sino ad un massimo del 50% della somma assicurata per la garanzia “Rimborso delle spese acquisto in caso di morte” e “Rimborso in caso di acquisto in caso di Furto o Smarrimento”.</p>
<h3 style="text-align:center;">Cane coccolato e Salute Gatti sono un prodotto Broker On Line</h3>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-283" title="Broker On Line - L'assicurazione per animali" src="http://veterinariaonline.wordpress.com/files/2009/08/brokeronline2.jpg" alt="Broker On Line - L'assicurazione per animali" width="212" height="42" /><br />
Informazioni sulla assicurazione per le spese veterinarie:<br />
<a href="http://www.brokeronline.it/Brol/Polizze.nsf/0/C11D6352282D8AE6C1257351002BBD4A?OpenDocument" target="_blank">Cani</a> -  <a href="http://www.brokeronline.it/Brol/Polizze.nsf/0/65F3B71810FE0644C1256FC00038DAA0?OpenDocument" target="_blank">Gatti</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Decreto Bersani]]></title>
<link>http://consulenteassicurativo.net/2009/08/06/decreto-bersani/</link>
<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 15:25:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>m.bevilacqua</dc:creator>
<guid>http://consulenteassicurativo.net/2009/08/06/decreto-bersani/</guid>
<description><![CDATA[AGEVOLAZIONE DELLA CLASSE BONUS/MALUS RC AUTO → un consumatore che stipula un nuovo contratto Rc Aut]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignright size-full wp-image-128" title="tagliodollari" src="http://consulenteassicurativo.wordpress.com/files/2009/08/tagliodollari.gif" alt="tagliodollari" width="157" height="194" /></p>
<p>AGEVOLAZIONE DELLA CLASSE BONUS/MALUS RC AUTO</p>
<p style="text-align:justify;">→ un consumatore che stipula un nuovo contratto Rc Auto per un ulteriore veicolo acquistato della medesima tipologia (automobile con automobile, motorino con motorino), anche di proprietà di un familiare convivente, ha diritto all’assegnazione della classe di merito risultante dall’ultimo attestato di rischio sul veicolo già assicurato.</p>
<p style="text-align:justify;">→ l’attestato di rischio conserva la sua validità fino a 5 anni, anche in caso di interruzione dell’uso del veicolo.</p>
<p style="text-align:justify;">→ in caso di sinistro l’impresa di assicurazione non può variare in senso sfavorevole all’automobilista la classe di merito fino a quando non sarà accertata l’effettiva responsabilità. Nei casi in cui non sia possibile accertare la responsabilità principale, si prevede il computo pro quota in relazione del numero dei conducenti coinvolti nel sinistro ai fini della eventuale variazione di classe.</p>
<p style="text-align:justify;">→ le compagnie di assicurazione devono comunicare tempestivamente tutti i casi di variazione peggiorativa della classe di merito degli automobilisti, in ossequio ai principi di trasparenza e di pubblicità alla nuova normativa. Per i vecchi contratti, l’adeguamento dovrà comunque avvenire entro il 1° gennaio 2008].</p>
<p style="text-align:justify;">• STOP AL VINCOLO DI DURATA DECENNALE PER POLIZZE RAMO DANNI</p>
<p style="text-align:justify;">→ Le compagnie di assicurazioni non potranno più offrire polizze pluriennali con il vincolo decennale di durata, come attualmente previsto dal Codice Civile. Il contraente avrà la possibilità di disdire il contratto, di anno in anno, senza costi. In sostanza il consumatore, di fronte ad eventuali condizioni più vantaggiose da parte di altre compagnie, sarà libero di chiudere il contratto prima della scadenza finale prevista originariamente e quindi scegliere liberamente. In questo modo il governo pone rimedio ad una anomalia tutta italiana che ha prodotto effetti negativi sulla concorrenza del settore. [Per i contratti stipulati prima dell’entrata in vigore della legge di conversione del decreto la facoltà di recesso può essere esercitata soltanto dopo il terzo anno di vigenza del contratto.] (fonte: <a href="http://www.sviluppoeconomico.gov.it">www.sviluppoeconomico.gov.it</a>)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Attestato di rischio]]></title>
<link>http://consulenteassicurativo.net/2009/07/29/attestato-di-rischio/</link>
<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 10:21:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>m.bevilacqua</dc:creator>
<guid>http://consulenteassicurativo.net/2009/07/29/attestato-di-rischio/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;attestato di rischio (anche detto ATR) è il documento che certifica la nostra storia assicur]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignright size-full wp-image-119" title="attestato di rischio" src="http://consulenteassicurativo.wordpress.com/files/2009/07/attestato-di-rischio2.jpg" alt="attestato di rischio" width="176" height="150" />L&#8217;attestato di rischio (anche detto ATR) è il documento che certifica la nostra storia assicurativa nel campo della responsabilità civile. In esso è indicato il numero dei sinistri denunciati negli ultimi cinque anni e la classe di merito a cui deve essere assegnato l’assicurato per l’anno successivo. L&#8217;attestato deve essere inviato dalla compagnia assicurativa al domicilio dell&#8217;assicurato almeno 30 giorni prima della scadenza della polizza.</p>
<p>Oltre all&#8217;assegnazione della classe di merito l’attestato di rischio deve contenere:</p>
<ul>
<li>la denominazione dell’assicuratore</li>
<li>il nome del contraente</li>
<li>il numero del contratto</li>
<li>la formula tariffaria</li>
<li>la data di scadenza della polizza</li>
<li>la firma dell’assicuratore</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;">I sinistri sono sia quelli denunciati e pagati dall&#8217;assicurazione sia quelli posti a riserva quelli cioè non ancora pagati. Qualora poi un sinistro posto a riserva non abbia alcun seguito e, quindi, la compagnia non abbia pagato alcunché, per l&#8217;anno successivo l&#8217;assicurato dovrà essere assegnato alla classe di merito cui avrebbe avuto diritto se il sinistro non fosse avvenuto, restituendogli anche la differenza di premio pagata in più.</p>
<p style="text-align:justify;">I sinistri pagati sono ora suddivisi in sinistri con responsabilità principale (pari o superiore al 51%) e sinistri con responsabilità paritaria. Per questi ultimi viene indicata anche la percentuale di responsabilità: il malus non scatterà fino a che la somma di tali percentuali nel quinquennio presente nell&#8217;attestato di rischio non raggiunga almeno il 51%. (fonte: <a href="http://www.altroconsumo.it">www.altroconsumo.it</a>)</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;attestato di rischio vale 3 mesi ma dura in effetti 5 anni, con le nuove regole del Codice delle assicurazioni. Questo vuol dire che per conservare la stessa classe di merito, bisogna assicurarsi entro 3 mesi dalla sua consegna. Se però si fa passare un anno o più, si può ancora godere della stessa classe di merito, a patto di firmare la dichiarazione di non aver circolato in auto dopo la scadenza del contratto di assicurazione.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I conflitti d'interesse di banche e assicurazioni e l'asimmetria informativa]]></title>
<link>http://nafop.wordpress.com/2009/07/17/i-conflitti-dinteresse-nel-campo-bancarioassicurativo-e-lasimmetria-informativa/</link>
<pubDate>Fri, 17 Jul 2009 10:19:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>giuseppeandreoli</dc:creator>
<guid>http://nafop.wordpress.com/2009/07/17/i-conflitti-dinteresse-nel-campo-bancarioassicurativo-e-lasimmetria-informativa/</guid>
<description><![CDATA[Da alcuni anni a questa parte, soprattutto dopo i casi di default  Argentina/Parmalat/Cirio, capita ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-medium wp-image-455" title="enthusiasm2" src="http://nafop.wordpress.com/files/2009/07/enthusiasm2.jpg?w=201" alt="enthusiasm2" width="201" height="300" />Da alcuni anni a questa parte, soprattutto dopo i casi di default  Argentina/Parmalat/Cirio, capita spesso di sentir parlare di conflitti d’interesse delle banche che si configurerebbero allorquando le stesse, si apprestano a consigliare ai loro clienti, tutta una serie di prodotti finanziari o di bancassicurazione.</p>
<p>La maggior parte dei risparmiatori (ma anche degli addetti al settore) ritiene che ciò consista  tuttalpiù nel proporre in modo sistematico prodotti di casa propria o del gruppo, o, in alternativa prodotti a più alto valore aggiunto (= più costosi e meno efficienti per chi li compra) a causa del fatto che esistono forti pressioni al fine del raggiungimento dei budget di vendita assegnati.</p>
<p>Potrebbe risultare inoltre abbastanza evidente la forzatura in caso di collocamento di obbligazioni o polizze Index Linked, specialmente di tipo strutturato, non necessariamente di casa propria, emesse a 100 per poi ritrovarle quotate a 94, perché in realtà quello è il loro prezzo, al netto dei vari costi (basterebbe acquistarle sul mercato e non in sottoscrizione).</p>
<p>Oppure, nella peggiore delle ipotesi, balza alla mente il conflitto nel consigliare, come nei casi pratici sopra esposti,  strumenti finanziari come le obbligazioni, in diretta contropartita con il cliente, al fine di “piazzare” titoli illiquidi o a rischio tossicità. Va detto che ciò accadeva specialmente in passato, poi Bankitalia ha impresso qualche giro di vite.</p>
<p>In realtà, a ben guardare, esistono molti altri momenti di conflitti d’interesse che si possono innescare nel rapporto banca-cliente. In questo articolo vorrei  ricordarne solo un altro, riconducibile ancora una volta alla gestione dei risparmi, che tocca un tema infinitamente più rilevante in termini di danno arrecato ai risparmiatori, rispetto a quelli già citati, che tutto sommato risultano più banali (ma anche più ovvi, considerato che non si tratta affatto di una specificità del mondo della finanza):</p>
<p><strong>L’OFFERTA PRO-CICLICA</strong></p>
<p>Questa annosa e scottante questione, che è stata già tirata in ballo più volte anche da Marco Liera sull’inserto Plus del Sole 24 Ore, si riferisce al fatto che l’offerta di prodotti rischiosi, cioè legati ai mercati azionari, è storicamente massima in prossimità del raggiungimento dei picchi degli indici  borsistici  e minima dopo i crolli dei mercati.</p>
<p>In altre parole significa che quando le azioni sono alle stelle e gli investitori hanno una bassa percezione del rischio (rischio che però in quel momento è enorme), le banche tendono ad assecondare, se non  addirittura ad esasperare questo noto elemento di finanza comportamentale, proponendo prodotti ad alto contenuto azionario, in quanto, vengono ovviamente accettati di buon grado.</p>
<p>Per contro, quando interviene il panico, il rischio è minimo ma la percezione è massima e gli investitori, sempre in virtù dello stesso principio comportamentale, passano le notti insonni,  allora ecco pronto un ottimo sonnifero: una &#8220;bella&#8221;  polizza Unit Linked che promette di stoppare le perdite e nel contempo mantenere aperto il campo ai  rimbalzi.  Si da il caso che però la struttura dei costi di questi prodotti è tale che non potrà, di certo, permetterete di recuperare alcunchè.  Insomma, come dire cornuti e mazziati.</p>
<p>Quindi, a questo punto la domanda è:  come fare ad ovviare a tutto ciò?  Bè va detto innanzitutto che ancor prima del problema conflitto d’interesse che ripeto, non è certo una prerogativa solo bancaria, esiste a monte una problematica ancor più scottante che crea il terreno fertile affinché  possano prosperare tali conflitti:</p>
<p><strong> L’ASIMMETRIA INFORMATIVA</strong></p>
<p>Che cos’è?  Consiste nel fatto che normalmente il venditore (visto che è il suo lavoro) conosce meglio non solo il prodotto ma più in generale la materia ed il mercato, rispetto a chi sta dall’altra parte e cioè il compratore.  Questo consente al primo, se sa fare il suo mestiere, di poter “intortare” il secondo come e quando vuole.</p>
<p>Naturalmente questo non presuppone affatto la malafede: molto spesso, anzi quasi sempre, gli addetti alle vendite sono a loro volta vittime più o meno inconsapevoli dello stesso problema nei confronti dei loro manager, che come ben sappiamo, sono molto più interessati a “fare i numeri e farli subito” piuttosto che ricercare la soddisfazione duratura del cliente (e del venditore). Infatti, non a caso, si sente parlare sempre più spesso e non solo nel mondo finanziario di “mal di budget”.</p>
<p>Un esempio concreto di asimmetria informativa potrebbe essere questo:  se si decide di acquistare un’auto e ci si reca da un concessionario solo partendo dal marchio, senza aver ben chiaro il modello, la cilindrata, il tipo di alimentazione, la versione, gli optional necessari, e il prezzo (non quello di Quattroruote, ma quello praticato dai concorrenti), sarà ben difficile che si possa immaginare di fare un affare. Ma qualcuno che l’affare lo fa, ci sarà sempre.  A nostre spese.</p>
<p><strong>Giuseppe Andreoli &#8211; <a href="http://mercatoliberomantova.blogspot.com/">Studio Andreoli &#38; Taccuso</a> &#8211; Mantova</strong></p>
<p><strong>gandreoli.ifa@gmail.com<br />
</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MAL DI BUDGET E LA VERA CONSULENZA INDIPENDENTE]]></title>
<link>http://nafop.wordpress.com/2009/07/16/mal-di-budget-e-la-vera-consulenza-indipendente/</link>
<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 08:22:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonietta De Vito</dc:creator>
<guid>http://nafop.wordpress.com/2009/07/16/mal-di-budget-e-la-vera-consulenza-indipendente/</guid>
<description><![CDATA[Vorrei porre l’accento su due articoli pubblicati su “PLUS24”, inserto de “Il Sole 24 Ore”. Il primo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-full wp-image-449" title="Il cavaliere contro il dragone" src="http://nafop.wordpress.com/files/2009/07/drago-e-cavaliere.jpg" alt="Il cavaliere contro il dragone" width="308" height="372" />Vorrei porre l’accento su due articoli pubblicati su “PLUS24”, inserto de “Il Sole 24 Ore”.</p>
<p>Il primo è datato 27 giugno 2009. L’incipit è questo: “Sono un direttore di banca e ho letto con grande piacere il risultato della ricerca pubblicata su “Plus24” del 30 maggio scorso, che a mio avviso può sintetizzarsi così: la vendita di prodotti è fatta soltanto ed esclusivamente in funzione delle commissioni di upfront che gli stessi generano. E questo alla faccia del soddisfare le esigenze del cliente, della Mifid e così via dicendo.”</p>
<p>L’articolo prosegue con la descrizione dell’inquietudine che questo direttore di banca vive. Si trova infatti di fronte ad una doppia strada: seguire le indicazioni della banca, pensando “soltanto ai budget” e non curandosi “del domani e del rispetto del cliente”, o “consigliare ogni cliente con la giusta interpretazione delle sue esigenze”, senza dover pagare “un prezzo altissimo in termini di serenità personale e qualità della giornata lavorativa” per aver fatto “acquistare un Cct al posto di una polizza index linked”, sicuramente non remunerativo per l’istituto come la seconda!</p>
<p>Il secondo articolo, pubblicato in data 11 luglio 2009, non è altro che la risposta al primo da parte di un “vecchio bancario” – così si firma l’autore dello stesso e recita così:</p>
<p>“Caro bancario in crisi, … , sono un tuo collega con più capelli bianchi di te e quindi mi ritengo nella posizione di dare una risposta abbastanza certa al tuo angosciante interrogativo: ovverosia se il lavoro del bancario deve essere soltanto quello di venditore oppure se potrà mai assurgere al ruolo più nobile di consulente. Ebbene caro giovane collega, non farti illusione alcuna: il tuo ruolo sarà sempre e soltanto quello di venditore di prodotti della tua banca e su questa capacità sarai valutato.</p>
<p>Già alla metà degli anni ‘80, in piena era dei “Bot people”, noi sportellisti eravamo spronati dalla direzione a far sottoscrivere ai clienti i libretti della casa, meno vantaggiosi, piuttosto che i famigerati, ma molto redditizi titoli di Stato. E per riuscire nella difficile impresa si usavano tutte le armi: addirittura dovevamo lasciar intendere che lo Stato italiano sarebbe fallito di li a poco mentre le banche e i loro depositi avrebbero prosperato in tutta sicurezza.</p>
<p>Come vedi già molti anni fa in banca si raccontavano molte cose nelle quali si credeva veramente.</p>
<p>D’altra parte non vedo perché dovrebbe essere diverso: le banche sono imprese come le altre e ovviamente tendono alla produzione del massimo utile. Non credo che nel salone di un concessionario il venditore ti consigli l’auto di una marca diversa. Ma allora da cosa nasce il tuo grido di dolore, povero bancario in crisi? Forse da aspettative deluse. Ma allora i colpevoli sono scuola e università che hanno creato falsi miti: quando in banca entravano più ragionieri che dottori forse i sogni di gloria erano molto inferiori e quindi minori le delusioni. E per aprire gli occhi ai giovani diciamo che oggi in banca tutti, dal cassiere all’amministratore delegato, fanno prevalentemente lo stesso mestiere: quello di vendere i servizi della propria azienda.</p>
<p>O forse la tua angoscia nasce dal constatare un comportamento costantemente illecito nell’esercizio della legittima attività di vendita: e allora il problema è più importante e riguarda seriamente tutti noi in veste di cittadini.</p>
<p>Perché a certe banche è consentito perseverare in comportamenti scorretti? Perché tutti gli scandali finanziari degli ultimi anni finiscono sempre in una bolla di sapone?Perché un dirigente bancario, che ha alleggerito un povero pensionato, rimane a piede libero? Perché le norme per regolamentare il sistema (vedi la recente Mifid) sono totalmente contorte che sembrano fatte apposta per essere mal interpretate e quindi mai applicate?</p>
<p>Anche per questi quesiti credo di avere una risposta, giovane collega: perché il potere finanziario è forte e a esso si è attaccata tutta la società politica, produttiva e consumatrice. Tutti noi abbiamo contribuito a far nascere l’ “onnipotente” dragone. Ti sembra il finale di una eroica saga cavalleresca? Beh, non è sicuramente così nobile, ma è la realtà. Tu, in quanto vassallo di questo impero, puoi serenamente approfittare del ruolo (fin che dura) e pagare tranquillo le rate mensili del tuo mutuo oppure, se preferisci per le tue ambizioni, saltare fuori.</p>
<p>Alternative in banca non ne hai e non ne avrai mai.”</p>
<p>L’articolo è tristemente mordente e, ahimè, veritiero. Non solo, all’ultimo periodo aggiungo che le alternative non esistono né in banca, né nel mondo della promozione finanziaria, come in quello delle compagnie assicurative.</p>
<p>Purtroppo, sino a quando l’attività della consulenza sarà legata a quella della vendita, il cliente sarà costretto a subire le scelte che qualcuno altro farà al suo posto in nome del budget.</p>
<p>La storia – mi riferisco alla “saga cavalleresca” – non è certo a lieto fine per il dipendente di banca. Per il cliente invece c’è una via d’uscita che solo lui può mettere in atto: se avrà la volontà e la cura di rivolgersi ad un consulente finanziario indipendente, figura “super partes”, assolutamente al di fuori di ogni possibile conflitto d’interesse, toccherà con mano che si può essere <em>salvaguardati </em>e <em>tutelati, </em>anche se l’intero sistema non è stato ancora messo a punto!</p>
<p><strong>Antonietta De Vito &#8211; <a href="http://www.studio-dolzadevito.it">Studio Dolza &#38; De Vito</a> &#8211; Torino<br />
</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Invalidità Permanente]]></title>
<link>http://consulenteassicurativo.net/2009/07/15/invalidita-permanente/</link>
<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 14:46:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>m.bevilacqua</dc:creator>
<guid>http://consulenteassicurativo.net/2009/07/15/invalidita-permanente/</guid>
<description><![CDATA[A livello assicurativo l&#8217;invalidità permanente viene definita come la &#8220;perdita definitiv]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignright size-full wp-image-69" title="ip2" src="http://consulenteassicurativo.wordpress.com/files/2009/07/ip2.jpg" alt="ip2" width="154" height="152" />A livello assicurativo l&#8217;invalidità permanente viene definita come la &#8220;perdita definitiva e irrimediabile della capacità a un qualsiasi lavoro proficuo, indipendentemente dalle attività professionali svolte&#8221;. Tale definizione è molto importante poichè non attribuisce particolare rilevanza all&#8217;incidenza che alcune invalidità possono avere su determinate attività (si pensi alle mani per un pianista o per un chirurgo).</p>
<p style="text-align:justify;">Per quanto riguarda il calcolo dell&#8217;indennizzo, vengono utilizzate due tipologie di tabelle: ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici &#8211; <a href="http://www.ania.it">www.ania.it</a>) e INAIL (Istituto Nazionale per l&#8217;Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro &#8211; <a href="http://www.inail.it">www.inail.it</a>).</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;importo dell&#8217;indennizzo viene calcolato in base alle somme assicurate e alla tabella a cui fa riferimento il contratto. Facciamo un esempio: se assicuro una somma pari a € 100.000 e subisco un infortunio permanente per il quale la tabella ANIA prevede una riduzione del 18% (ad esempio al pollice), avrò diritto al 18% della somma assicurata (in questo caso 100.000 €) ovvero 18.000 €. Qualora il grado di invalidità permanente risulti superiore al 60%, la compagnia liquida l&#8217;intera somma assicurata.</p>
<p style="text-align:justify;">Da prestare attenzione alle varie franchigie che i diversi contratti possono prevedere (in questo ramo l&#8217;offerta è dei più ricchi quanto a forme di garanzia). Di norma la franchigia è <span style="text-decoration:underline;">assoluta</span>, ovvero è stabilito che non vengono indennizzati i postumi di lesioni inferiori a una certa percentuale, oppure può essere <span style="text-decoration:underline;">relativa</span> cioè presente fino ad un determinato grado di invalidità per poi sparire e corrispondere l&#8217;intero indennizzo, a partire cioè dal primo punto di invalidità permanente. </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Risparmio gestito e investimenti vari: un problema etico e culturale (parte 2a)]]></title>
<link>http://nafop.wordpress.com/2009/07/14/risparmio-gestito-e-investimenti-vari-un-problema-etico-e-culturale-parte-2a/</link>
<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 07:47:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>robertocappiello</dc:creator>
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<description><![CDATA[Seconda parte La prima considerazione è che, contrariamente a quanto hanno scritto i giornali, la fu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><img class="alignright size-medium wp-image-410" title="la &#34;bolla&#34;" src="http://nafop.wordpress.com/files/2009/07/bolla.jpg?w=300" alt="la &#34;bolla&#34;" width="395" height="263" />Seconda parte</strong></p>
<p><strong>La prima considerazione</strong> è che, contrariamente a quanto hanno scritto i giornali, la fuga dei risparmiatori italiani dai fondi comuni di investimento non è dovuta alla penalizzazione del sistema di tassazione dei fondi italiani, bensì alle politiche di gestione delle banche e delle reti di vendita che hanno indirizzato i risparmiatori verso polizze assicurative e obbligazioni bancarie (prodotti con più alti margini di profitto e minore assistenza post vendita).</p>
<p>La conferma la si può trovare nelle conclusioni del Rapporto del luglio 2008 del Gruppo di lavoro sui fondi comuni italiani, promosso dalla Banca D&#8217;Italia con la partecipazione di rappresentanti del Ministero dell&#8217;Economia e delle finanze, della Consob e dell&#8217;industria, in particolare vi si legge: “Dopo essere cresciuti a un ritmo molto sostenuto nella seconda metà degli anni novanta, dall’inizio di questo decennio i fondi comuni italiani hanno registrato un persistente deflusso netto di risparmio: tra il 2000 e il 2007 i riscatti di quote hanno sopravanzato le sottoscrizioni per 153 miliardi, restando cospicui anche nei primi mesi del 2008; <strong>il patrimonio gestito si è nel complesso ridotto di oltre un terzo.</strong> L’ampia contrazione dei fondi comuni italiani è stata solo in parte compensata dalla crescente diffusione nel nostro Paese di fondi comuni esteri.</p>
<p>Il ridimensionamento del settore è un caso unico tra i principali paesi europei. La quota di mercato dei fondi comuni di diritto italiano in Europa è scesa dal 12 al 4 per cento. <strong>Nel portafoglio delle famiglie italiane tra il 2000 e il 2006 il peso dei fondi comuni (italiani ed esteri) si è ridotto di quasi 9 punti percentuali, all’8 per cento; sono nel contempo aumentati i pesi delle polizze assicurative e della raccolta bancaria (di circa 6 e 3 punti percentuali, rispettivamente).</strong></p>
<p>Numerosi sono i fattori che hanno contribuito alla crisi del settore: asimmetrie regolamentari in materia di trasparenza e di regole di comportamento dei soggetti collocatori, che svantaggiano i fondi comuni rispetto, principalmente, alle polizze assicurativo-finanziarie e alle obbligazioni bancarie; l’assetto dell’industria, imperniato sull’integrazione verticale tra produzione e distribuzione, in cui le reti bancarie e assicurative svolgono un ruolo dominante in forza del fatto che esse sono il canale pressoché esclusivo per la vendita al pubblico di prodotti finanziari; infine, un regime fiscale che penalizza i fondi italiani rispetto a quelli esteri. <span style="text-decoration:underline;">Queste caratteristiche dell’industria italiana del risparmio gestito, unitamente alla scarsa assistenza fornita ai clienti nelle scelte di investimento, hanno fatto sì che, da un lato, le SGR non abbiano avuto incentivi a innovare e migliorare i prodotti, dall’altro, la distribuzione abbia privilegiato prodotti meno trasparenti, che richiedono un minore impegno di gestione postvendita nelle relazioni con i clienti</span>.</p>
<p>Tale scenario rende necessari interventi incisivi e tempestivi da parte sia delle Autorità di settore sia delle società di gestione del risparmio e dei relativi gruppi di appartenenza.”</p>
<p><strong>La seconda considerazione</strong> è che se siamo finiti in questa situazione la colpa non è solo dell&#8217;industria del risparmio gestito (banche, assicurazioni, promotori finanziari ecc), è anche delle autorità di vigilanza che si sono limitate a registrare l&#8217;andamento del mercato piuttosto che prevenire ed impedire comportamenti scorretti dovuti all&#8217;asimmetria informativa che caratterizza il settore, ed è anche dei risparmiatori che si sono lasciati prendere la mano in momenti di euforia dei mercati.</p>
<p>Quella che ha riguardato il mercato del risparmio gestito in Italia è stata una vera e propria sbronza seguita alle novità introdotte dalla Legge n.1 del 2 gennaio 1991 (nascita delle SIM e dell&#8217;Albo dei Promotori Finanziari) e agli eventi che hanno preceduto l&#8217;entrata dell&#8217;Italia nella comunità economica europea.</p>
<p>Il processo di convergenza verso l&#8217;euro ha determinato il passaggio da una situazione di alti tassi e di alta inflazione ad una di bassi tassi e bassa inflazione. Una vera e propria rivoluzione che ha fatto perdere di vista il mercato dei titoli di Stato che ormai davano rendimenti risicati rispetto a quelli a cui tutti eravamo abituati, anche se in termini reali era cambiato poco. Da li vi è stato un graduale travaso di risparmio dai titoli di stato ai fondi comuni di investimento, ai famosi reverse floater e altre diavolerie finanziarie che hanno riservato tantissime delusioni e perdite ai loro sottoscrittori. Il crescente travaso di capitali verso gli investimenti azionari sia direttamente che tramite i fondi, unitamente ad una congiuntura favorevole dei mercati dovuta anche ai bassi tassi di interesse che favorivano gli indebitamenti, ha condotto gli ingenui, sprovveduti ed inesperti risparmiatori italiani verso la prima grande bolla speculativa degli ultimi anni del ventesimo secolo, la bolla Hi-tech e dei mercati azionari, a “piedi uniti”.</p>
<p><strong>Prosegue nella prossima puntata</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Consulente finanziario indipendente: quanto costa non fidarsi di questa figura!]]></title>
<link>http://nafop.wordpress.com/2009/07/13/consulente-finanziario-indipendente-quanto-costa-non-fidarsi-di-questa-figura/</link>
<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 14:13:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Massimiliano Siviero</dc:creator>
<guid>http://nafop.wordpress.com/2009/07/13/consulente-finanziario-indipendente-quanto-costa-non-fidarsi-di-questa-figura/</guid>
<description><![CDATA[fonte: www.qlmed.org I risparmiatori sottoposti alle diverse pressioni sul mercato da parte dei vend]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 297px"><img title="Fiducia" src="http://www.qlmed.org/Corso/borreani/fiducia.jpg" alt="fonte: www.qlmed.org" width="287" height="300" /><p class="wp-caption-text">fonte: www.qlmed.org</p></div>
<p>I risparmiatori sottoposti alle diverse pressioni sul mercato da parte dei venditori di prodotti finanziari (fondi comuni di investimento, gestioni patrimoniali, polizze assicurative index linked e unit linked) possono riuscire a difendersi con difficoltà.</p>
<p>I prospetti informativi, se consegnati, sono di difficile lettura e spesso le sorprese inaspettate sono dietro l’angolo.</p>
<p>I costi degli investimenti finanziari relativamente ai prodotti del risparmio gestito sono spesso elevati, con un TER (Total Expense Ratio) che in taluni casi può arrivare anche al 3,50% medio l’anno e oltre. Questi sono, in percentuale, mancati guadagni per gli investitori, percentuali di abbattimento dei rendimenti che i prodotti dovrebbero far ottenere. Se poi aggiungiamo le commissioni di negoziazione che sono trattenute sul patrimonio del fondo e altre spese è facile comprendere come il gestore debba essere molto bravo per riuscire a battere il Benchmark, quando c’è. Ebbene sì, quando c’è. Perché non sempre il Benchmark è dichiarato. E se non è dichiarato, difficilmente il gestore può essere valutato. A partire dal 2007 la Consob, poi, ha tolto l’obbligo per i fondi di pubblicare sulla stampa i rendimenti dei fondi confrontandoli con i relativi Benchmark. Inoltre, la Consob nel 2005 ha introdotto l’obbligo per i fondi di diritto italiano di indicare i Benchmark Total Return e non Price per i fondi azionari a capitalizzazione dei proventi. Peccato che rimane la libertà per i fondi esteri (lussemburghesi, irlandesi) di applicare o meno questa normativa. Quindi, aumenta sempre di più l’opacità per i risparmiatori per quanto riguarda la capacità di valutare un fondo e stabilire quanto gli convenga o meno rimanere in posizione.</p>
<p>In questa &#8220;giungla di conflitti di interessi&#8221;, solo il consulente finanziario indipendente ha davvero a cuore gli interessi del cliente. Ma come possiamo definire questo conflitto di interesse?<!--[if !mso]&#62; &#60;!  v\:* {behavior:url(#default#VML);} o\:* {behavior:url(#default#VML);} p\:* {behavior:url(#default#VML);} .shape {behavior:url(#default#VML);} v\:textbox {display:none;} --> <!--[endif]--><!--[if !ppt]--><!-- .O 	{color:black;} a:link 	{color:#9EB3F8 !important;} a:active 	{color:#F6F682 !important;} a:visited 	{color:#33CC33 !important;} --><!-- .sld 	{left:0px !important; 	width:6.0in !important; 	height:4.5in !important; 	font-size:103% !important;} --><!--[endif]--></p>
<div><span style="font-family:&#34;font-size:108%;color:#0c33ad;"><strong><em>Si verifica un </em></strong></span><span style="font-family:&#34;font-size:108%;color:red;"><strong><em>conflitto di interessi</em></strong></span><span style="font-family:&#34;font-size:108%;color:#0c33ad;"><strong><em> quando viene affidata una responsabilità decisionale ad un soggetto che abbia </em></strong></span><span style="font-family:&#34;font-size:108%;color:#0c33ad;"><strong><em>interessi personali o professionali in conflitto con l’imparzialità richiesta da tale responsabilità, che può venire </em></strong></span><span style="font-family:&#34;font-size:108%;color:#0c33ad;"><strong><em>meno visti i propri interessi in causa.</em></strong></span></div>
<div><span style="font-family:&#34;font-size:108%;color:#0c33ad;"><strong><em><br />
</em></strong></span></div>
<p>Il consulente finanziario indipendente:</p>
<ol>
<li>non riceve alcuna provvigione dalle società che emettono i prodotti</li>
<li>non riceve i soldi da “gestire” da parte del cliente</li>
<li>non richiede alcun cambiamento rispetto all’attuale banca del risparmiatore cliente</li>
</ol>
<p>Il consulente finanziario indipendente è “il commercialista finanziario” del cliente. Il commercialista, come è noto, fa gli interessi del cliente e non ha alcuna società che paghi il commercialista per fargli seguire delle strade poco vantaggiose per il  al cliente.</p>
<p>Invece, i bancari, i promotori finanziari, i dipendenti postali, gli assicuratori, sono tutti venditori, che fanno altresì un lavoro altamente professionale ma, ahimé, in conflitto di interesse.</p>
<div>Chiaro no? Ma qual è attualmente la difficoltà maggiore per i risparmiatori riscontrata sul mercato? In primis, la difficoltà nel venire a conoscenza dell’esistenza della professione del consulente finanziario indipendente. Inoltre, anche quando il risparmiatore viene a conoscenza dell’esistenza di tale professionista, l’acquisizione della fiducia da parte del cliente risulta molto difficile. Nonostante la crisi e i mancati rendimenti per i risparmiatori, la fiducia di questi continua ad essere molto forte nei confronti dei soggetti in conflitto di interesse. Il consulente finanziario indipendente non avendo un marchio e spesso nemmeno una sede operativa all’altezza di quelle dei professionisti che tipicamente operano in conflitto di interessi, risulta essere meno credibile, affidabile.</div>
<div>In effetti, al momento non esiste ancora l’albo dei consulenti (la cui creazione viene continuamente rimandata e al momento è fissata al 31/12/2009) ma esiste un’associazione di categoria (NAFOP, www.nafop.org) che garantisce e certifica la qualità e l’affidabilità del consulente, quindi le sue competenze e la sua indipendenza.</div>
<div>Ci sono molti modi per risparmiare i costi inutili dei prodotti presenti nel portafoglio del cliente e non si tratta di piccoli importi.</div>
<div>Quanto costa il non fidarsi del consulente finanziario indipendente e continuare a fidarsi degli interlocutori tipici presenti sul mercato per quanto riguarda i propri investimenti?</div>
<div>Vieni a scoprirlo!!!</div>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Direct Line: Sconti alle coppie, anche omosessuali]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/07/07/direct-line-sconti-alle-coppie-anche-omosessuali/</link>
<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 11:55:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
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<description><![CDATA[Direct line premia tutte le coppie, anche omosessuali, aldilà di ogni pregiudizio, con uno sconto ex]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Direct line premia tutte le coppie, </strong>anche omosessuali, aldilà di ogni pregiudizio, con uno sconto extra del 20%. Una promozione valida per sposati e conviventi che scelgono Direct Line. La compagnia online di assicurazione auto ha lanciato l&#8217;iniziativa dedicata a tutti coloro che in fase di preventivo dichiarano il proprio stato sentimentale, sia esso etero o omosessuale, riservando uno sconto extra del 20% sulle sue tariffe a tutti gli sposati o conviventi, senza distinzione di sesso.</p>
<div id="rectangle right"><!-- OAS AD '180x150'begin --> <!-- OAS AD '180x150' end --></div>
<p>La campagna pubblicitaria lanciata da Direct Line per promuovere la nuova tariffa punta a comunicare lo sconto in modo del tutto nuovo, utilizzando il tema dell’amore in modo provocatorio e ironico.</p>
<p>«Aldilà di ogni pregiudizio, la coppia sposata o convivente presenta statisticamente un profilo di rischio più basso rispetto ai single», commenta Barbara Panzeri, direttore marketing di Direct Line, «sia essa etero o omosessuale. Lo sconto extra che Direct Line propone ha una doppia valenza: da una parte comunicare agli automobilisti italiani che guidare con prudenza giova non solo alla salute ma anche al portafogli, dall’altra lanciare un segnale a tutti coloro che ancora discriminano le coppie gay, gesto alquanto anacronistico alle soglie del 2010».</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.corriere.it/">www.corriere.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Valore a nuovo - valore commerciale]]></title>
<link>http://consulenteassicurativo.net/2009/07/06/valore-a-nuovo-valore-commerciale/</link>
<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 16:56:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>m.bevilacqua</dc:creator>
<guid>http://consulenteassicurativo.net/2009/07/06/valore-a-nuovo-valore-commerciale/</guid>
<description><![CDATA[Quando acquistate garanzie aggiuntive alla vostra polizza auto (ad es. incendio, collisione, kasko e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignright size-full wp-image-54" title="auto a nuovo" src="http://consulenteassicurativo.wordpress.com/files/2009/07/auto-a-nuovo.jpg" alt="auto a nuovo" width="141" height="95" /></p>
<p style="text-align:justify;">Quando acquistate garanzie aggiuntive alla vostra polizza auto (ad es. incendio, collisione, kasko etc..), fate molta attenzione se le garanzie sono prestate a &#8220;valore a nuovo&#8221; o &#8220;a valore commerciale&#8221;. Nel primo caso, percepibile soprattutto nei casi di danno parziale, l&#8217;indennizzo dovuto è pari alla spesa sostenuta per la riparazione del danno. Nel secondo caso invece al costo della riparazione viene detratta una percentuale di &#8220;degrado&#8221; che rappresenta il deprezzamento per la normale usura del veicolo: in tal caso quindi la differenza tra il pezzo sostituito e il pezzo nuovo rimarrà a carico dell&#8217;assicurato.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rc auto, Ania: prezzi in calo dell'8,3% dal 2005?]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/07/02/rc-auto-ania-prezzi-in-calo-dell83-dal-2005/</link>
<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 14:21:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
<guid>http://paoblog.wordpress.com/2009/07/02/rc-auto-ania-prezzi-in-calo-dell83-dal-2005/</guid>
<description><![CDATA[Nota di Pao: Si e No. Ovvero tecnicamente parlando, ho riscontrato che le polizze auto tutto sommato]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Nota di Pao:</strong> Si e No. Ovvero tecnicamente parlando, ho riscontrato che le polizze auto tutto sommato hanno una leggera diminuzione, ma il vero problema, poi, sono certe attività di marketing, come racconto qui: <a href="http://paoblog.wordpress.com/2009/05/06/il-mistero-della-polizza-auto/" target="_blank">http://paoblog.wordpress.com/2009/05/06/il-mistero-della-polizza-auto/</a></p>
<p>°°°</p>
<p><strong>-3,6% nel 2008 e calo nel 2009. Per le associazioni le polizze crescono del 5%.</strong></p>
<p><!-- AUTORE -->Per l’Ania (l’Associazione nazionale fra le imprese assicurative) le assicurazioni auto sono costate meno negli ultimi 4 anni, con un crollo nel 2008 e una diminuzione prevista per il 2009. Per il Codacons, associazione dei consumatori, non è così. I dati sono stati diffusi oggi dall’Associazione nazionale fra le imprese assicurative in occasione del rapporto annuale, e chiariscono che il prezzo medio di polizza Rc auto si è ridotto dal 2005 di ben l’8,3%. In particolare, sottolinea l&#8217;Ania, il calo è stato pari all&#8217;1,5% nel 2005, allo 0,8% nel 2006, 2,7% nel 2007 e 3,6% nel 2008. E in più, ancora una buona notizia, continueranno a scendere anche nel 2009: dopo il calo del 5,2% nel primo trimestre su base annua, è prevista una diminuzione per l&#8217;intero anno compresa tra l&#8217;1% e il 2%.</p>
<h4>L’assessore dei consumatori del Lazio: poca chiarezza nei dati</h4>
<p>Dati positivi, ma che non convincono le associazioni dei consumatori, come l’assessore alla Tutela dei consumatori della Regione Lazio Vincenzo Maruccio.<br />
“C’è molta poca chiarezza nei dati diffusi oggi dall’Ania – dichiara l’assessore – che parlano di un calo delle tariffe Rc auto, mentre quello che viviamo tutti i giorni sulla nostra pelle è ben distante da questo ottimismo e più si avvicina alla stima effettuata dalle associazioni dei consumatori, tutte concordi nel parlare di un aumento considerevole dei premi Rc auto.</p>
<h4>Con la reintroduzione delle polizze pluriennali un passo indietro</h4>
<p>“Mi dispiace notare, inoltre, come a fronte di un aumento delle polizze non corrisponda un miglioramento dei servizi a tutela degli utenti e un investimento maggiore sulla sicurezza, con il nostro Paese che si pone, secondo i dati Ania, all’undicesimo posto in Europa per morti da incidenti stradali. Non solo, con l’introduzione della polizza pluriennale si torna a vecchie pratiche assicurative che pensavamo di esserci lasciati alle spalle.<br />
Adesso – conclude Maruccio – occorre invertire la rotta e mettere il cittadini al centro di ogni scelta: garantire il consumatore con tariffe chiare ed effettivamente concorrenziali, prevedere un piano di controllo frodi e porre in essere politiche di sicurezza stradale”.</p>
<h4>Il Codacons: nessun calo, anzi polizze più care del 5%</h4>
<p>Se i dati dell’Ania chiariscono insomma che per l’Rc auto gli italiani hanno speso e spenderanno sempre meno, il Codacons non ci sta, e lancia un durissimo attacco all’Associazione e alle imprese assicuratrici. “Contestiamo con fermezza i dati diffusi oggi dall’Ania – afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – I prezzi delle polizze non accennano a calare, anzi crescono al ritmo del 5% annuo, e solo negli ultimi 10 anni le tariffe rc auto sono aumentate del 145%. Le situazioni più critiche riguardano soprattutto i neopatentati e il sud Italia, dove in molte zone assicurare un motociclo costa più del mezzo stesso”.</p>
<h4>Dove sono i soldi dell’Ania per la sicurezza stradale?</h4>
<p>L’associazione dei consumatori punta oggi il dito anche su un altro aspetto: la Fondazione Ania per la Sicurezza Stradale.<br />
“Vogliamo sapere – spiega Rienzi – dove vanno a finire e come sono impiegati i soldi diretti a tale Fondazione, e quali risultati sono stati raggiunti sul fronte della sicurezza stradale. Siamo convinti che sarebbe meglio utilizzare i fondi dell’ente per far scendere le tariffe rc auto e determinare così un vantaggio concreto e tangibile per i cittadini”.<br />
Proprio sui soldi della Fondazione Ania per la sicurezza stradale e sulle nomine dei rappresentanti dei consumatori negli organi dell’ente, il Codacons ha inviato pochi giorni fa un esposto all’Antitrust, e riferirà il prossimo 9 luglio al seminario sulle assicurazioni che si terrà alla Camera dei Deputati.</p>
<h4>Adiconsum: più trasparenza su polizze vita</h4>
<p>Nel dibattito con l’Ania interviene anche Adiconsum, che chiede sulle polizze vita un maggiore impegno sulla trasparenza nonché maggiori investimenti da parte delle compagnie per la prevenzione dei sinistri.<br />
Sulle polizze Index, quelle collegate all&#8217;andamento di uno o più indici azionari, rese famose in seguito al crack di Lehman Brothers, Adiconsum sostiene poi che le soluzioni per i risparmiatori restano ancora troppo limitate.</p>
<h4>Polizze per il rischio sismico? No, meglio il pubblico</h4>
<p>Sulla proposta di una polizza obbligatoria sul rischio sismico e calamità naturali che ha animato l’assemblea, Adiconsum esprime la propria contrarietà, definendola “né più né meno una nuova tassa”.<br />
“Ci chiediamo chi assicurerebbe le case costruite nell’area vesuviana o le case di molti centri storici che per essere messe in sicurezza dovrebbero essere abbattute e poi ricostruite”, chiarisce l’associazione dei consumatori.<br />
Che ribadisce: “Non è con il ‘privato’ che si risolvono questi problemi. Se deve essere obbligatoria meglio che resti un contributo fiscale almeno rimarrebbe priva di ulteriori imposte e tasse e di tutti i relativi oneri che vanno a favore delle compagnie di assicurazione”.<br />
Adiconsum conclude giudicando positiva la proposta del presidente dell’Isvap di un tavolo tecnico per mettere a fuoco i vari problemi e proseguire nell’azione di riforma del settore assicurativo.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ilsalvagente.it/">www.ilsalvagente.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[COME SCEGLIERE LA POLIZZA GIUSTA]]></title>
<link>http://consulenteassicurativo.net/2009/06/26/come-scegliere-la-polizza-giusta/</link>
<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 17:00:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>m.bevilacqua</dc:creator>
<guid>http://consulenteassicurativo.net/2009/06/26/come-scegliere-la-polizza-giusta/</guid>
<description><![CDATA[Nel momento in cui scegliamo di stipulare una polizza assicurativa con una determinata compagnia non]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignright size-full wp-image-31" title="Scelta Polizza" src="http://consulenteassicurativo.wordpress.com/files/2009/06/scelta-polizza.jpg" alt="Scelta Polizza" width="250" height="220" /></p>
<p style="text-align:justify;">Nel momento in cui scegliamo di stipulare una polizza assicurativa con una determinata compagnia <span style="text-decoration:underline;"><strong>non guardiamo solo al prezzo</strong></span>, leggiamo e consideriamo anche le garanzie. Infatti è fondamentale esaminare le garanzie contenute per poter valutare il rapporto qualita&#8217;/prezzo.</p>
<p style="text-align:justify;">In particolare è importante tenere in considerazione:</p>
<li><span>il <span style="text-decoration:underline;">massimale assicurativo</span> che per legge non puo&#8217; essere inferiore ad 774,685 euro, ma che puo&#8217; essere aumentato su richiesta del cliente (entro l’11 dicembre 2009 l<span style="color:black;">e coperture minime andranno alzate ad almeno 2,5 milioni di euro, e poi, entro l’11 giugno 2012, l’adeguamento dovrà essere totale con l’importo che arriverà a 5 milioni di euro);</span></span></li>
<li><span><span style="color:black;"> </span></span><span><span style="color:black;"><span>le <span style="text-decoration:underline;">clausole di franchigia</span> con le quali la compagnia pone a carico dell&#8217;assicurato il risarcimento del danno derivante da sinistri, fino ad una certa cifra;</span></span></span></li>
<li><span><span style="color:black;"><span> </span></span></span><span><span style="color:black;"><span><span>le <span style="text-decoration:underline;">clausole di esclusione e rivalsa</span> con le quali la compagnia puo&#8217; chiederci il rimborso di quanto pagato per i danni derivanti da un incidente (es. quando il titolare della polizza ha la patente scaduta o l&#8217;automobile non e&#8217; stata revisionata o in caso di guida in stato di ebrezza, ecc.).</span></span></span></span></li>
<li><span><span style="color:black;"><span><span>Eventuali limitazioni tra cui quella del &#8220;conducente esclusivo&#8221;;</span></span></span></span></li>
<li><span><span style="color:black;"><span><span><span>Le eventuali garanzie aggiuntive che restano di nostra scelta (furto, incendio, assistenza, ecc.), con relative condizioni e clausole.</span></span></span></span></span></li>
<p style="text-align:justify;"><span><span style="color:black;"><span><span><span>E&#8217; fondamentale, a mio avviso, affidarsi ad una compagnia economicamente stabile e presente sul mercato da diversi anni.</span></span></span></span></span><span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Polizze assicurative: bene il servizio Isvap on-line ]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/06/24/polizze-assicurative-bene-il-servizio-isvap-on-line/</link>
<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 05:10:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[“Bene l’iniziativa attuata dall’Isvap che aiuta il consumatore ad orientarsi sulla scelta della poli]]></description>
<content:encoded><![CDATA[“Bene l’iniziativa attuata dall’Isvap che aiuta il consumatore ad orientarsi sulla scelta della poli]]></content:encoded>
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