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	<title>poverta &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/poverta/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "poverta"</description>
	<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 12:29:37 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Quasi sempre]]></title>
<link>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2010/01/16/quasi-sempre/</link>
<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 19:00:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabrizio centofanti</dc:creator>
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<description><![CDATA[da qui Sono serbi, senegalesi, rumeni; vengono da tutto il mondo, ma la fisionomia è comune: il dolo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/K3zT4egNVxQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/K3zT4egNVxQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>da <a href="http://www.youtube.com/watch?v=K3zT4egNVxQ">qui</a></p>
<p>Sono serbi, senegalesi, rumeni; vengono da tutto il mondo, ma la fisionomia è comune: il dolore, le privazioni, la rabbia, solcano il viso con linee omogenee, segni inferti dall&#8217;ingiustizia umana. Chiedo loro il nome, il paese d&#8217;origine, le peripezie dell&#8217;ultimo periodo; qualche notizia sui parenti, l&#8217;abitazione, se ce l&#8217;hanno: molti dormono in pineta, o all&#8217;ostello della Caritas. Li sostengo come è possibile a una parrocchia di periferia. Siamo sempre in cerca di un lavoro, ma spesso la gente è diffidente: rumeni e albanesi incutono timore, per gli africani si ha paura dell&#8217;igiene. Procediamo disperatamente, a tentoni, fiutando l&#8217;aria, informandoci nei modi più inconsueti. Anche un titolo di <a href="http://www.repubblica.it/economia/2010/01/14/news/i_lavoridel_futuro_normal_0_14-1951538/">articolo</a> può attirare l&#8217;attenzione, salvo accorgersi che non serve a nulla, come spesso, anzi, quasi sempre accade.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Prescindo (un post più inutile degli altri)]]></title>
<link>http://ilfinegiustificailme.wordpress.com/2010/01/16/a-prescindere-un-post-piu-inutile-degli-altri/</link>
<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 08:40:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcozifgim</dc:creator>
<guid>http://ilfinegiustificailme.wordpress.com/2010/01/16/a-prescindere-un-post-piu-inutile-degli-altri/</guid>
<description><![CDATA[Echeggia, nei bollettini d&#8217;informazione e nei commenti più disparati, la condizione di povertà]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Echeggia, nei bollettini d&#8217;informazione e nei commenti più disparati, la condizione di povertà di Haiti <em>prima del sisma</em>. Francamente, non so che senso possa avere continuare a ribadire questo aspetto, se escludo la comprensibile necessità psicologica di combattere, con i meccanismi irrazionali di una disperata incredulità, l&#8217;angosciante sensazione di impotenza che può cogliere chi osserva determinati eventi.<br />
Se un terremoto di analoga intensità fosse avvenuto, che so, a Zurigo, ritengo che l&#8217;essere benestanti sarebbe una consolazione molto relativa, per le persone direttamente colpite nell&#8217;integrità del proprio fisico e dei propri affetti.<br />
Certo, possiamo imprecare contro la sorte cinica e crudele che si accanisce su popolazioni già provate; tuttavia, la realtà paradossale (e nel contempo terribile) è che probabilmente gli haitiani stessi, in questo momento, non si sa cosa darebbero per tornare alle medesime condizioni che vivevano martedì scorso.<br />
E non un nulla di più.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[The Lusetti Family by Paul Strand]]></title>
<link>http://pegappp.wordpress.com/2009/12/26/the-lusetti-family-by-paul-strand/</link>
<pubDate>Sat, 26 Dec 2009 05:39:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>pegappp</dc:creator>
<guid>http://pegappp.wordpress.com/2009/12/26/the-lusetti-family-by-paul-strand/</guid>
<description><![CDATA[  The Lusetti Family, Luzzara, Italy 1953 - Paul Strand - Copyright ©Aperture Foundation, Paul Stran]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p> </p>
<div id="attachment_1404" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://pegappp.wordpress.com/files/2009/12/strand_family_1.jpg"><img class="size-full wp-image-1404    " title="Lusetti Family -  Paul Strand" src="http://pegappp.wordpress.com/files/2009/12/strand_family_1.jpg" alt="" width="400" height="310" /></a><p class="wp-caption-text">The Lusetti Family, Luzzara, Italy 1953 - Paul Strand - Copyright ©Aperture Foundation, Paul Strand Archive </p></div>
<p>Adoro questa foto.</p>
<p>Paul Strand la scattò durante un suo periodo di permanenza in Italia.<br />
Erano gli anni del dopoguerra e Strand stava lavorando con Cesare Zavattini ad un progetto che sarebbe diventato il libro &#8220;Un Paese&#8221;.</p>
<p>L&#8217;immagine è apparentemente semplice, ma fin dalla prima volta che l&#8217;ho vista mi è apparsa come un capolavoro di intensità e composizione, un ritratto fotografico straordinario anche per la storia che racconta.</p>
<p>La scena ritrae un gruppo di persone che stanno nei pressi di quella che si intuisce essere la loro casa.<br />
Dalle condizioni dell&#8217;edificio e dai tanti particolari che si possono notare nell&#8217;aspetto e nell&#8217;abbigliamento, non è difficile dedurre che si tratta di persone piuttosto povere. L&#8217;Italia usciva dall&#8217;abisso della seconda guerra mondiale e questa era una condizione molto comune in quel periodo.</p>
<p>Anche se aiutati dal titolo dell&#8217;opera, è intensa la sensazione che i cinque uomini ritratti siano fratelli e l&#8217;anziana donna la loro madre, figura molto forte accentuata dalla posizione quasi centrale nella composizione.<br />
La matriarca è vestita in modo austero, è abbastanza immediato pensare che si tratti di una vedova. Sono passati già alcuni anni, ma la probabile perdita del marito durante la guerra è una tragedia che sembra quasi permeare il bianco e nero di questa bellissima immagine.</p>
<p>Accanto a lei quello che, almeno a me, appare come il maggiore dei fratelli, colui che in qualche modo ha preso il posto del padre nella vita della famiglia. E&#8217; l&#8217;unico del gruppo ad essere messo di fianco, appoggiato allo stipite, la testa leggermente piegata in avanti, quasi ad esprimere impercettibilmente il peso delle responsabilità della sua posizione nella famiglia.</p>
<p>La composizione è magistrale.<br />
Il modulo circolare raggiato della ruota della bicicletta è ripreso dall&#8217;elemento posto sopra la porta e da quello che probabilmente è un mobile con specchio semicircolare posto nello scuro della stanza all&#8217;interno.<br />
Le teste delle persone si trovano tutte su livelli diversi ed i loro sguardi, non indirizzati all&#8217;obiettivo, danno vita a piccoli rivoli di curiosità nell&#8217;osservatore. Cosa starà guardando per esempio l&#8217;uomo in piedi all&#8217;estrema sinistra ? E suo fratello seduto accanto che guarda deciso verso destra ?</p>
<p>E&#8217; facile farsi trasportare da una foto come questa ed appassionarsi, chiedersi com&#8217;era la vita di questi Italiani del primo dopoguerra; immaginare, guardandoli in questa foto, i caratteri e le relazioni tra questi fratelli.</p>
<p>Si, è una foto che adoro.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La povertà è un privilegio?]]></title>
<link>http://giardinaggioirregolare.wordpress.com/2009/12/01/la-poverta-e-un-privilegio/</link>
<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 06:00:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Lidia Zitara</dc:creator>
<guid>http://giardinaggioirregolare.wordpress.com/2009/12/01/la-poverta-e-un-privilegio/</guid>
<description><![CDATA[Il frigo è troppo fresco, non c’è niente sul mio desco. I ripiani tutti vuoti, peggio che gli Zopilo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_1147" class="wp-caption aligncenter" style="width: 235px"><a href="http://giardinaggioirregolare.wordpress.com/files/2009/11/poverta.jpg"><img src="http://giardinaggioirregolare.wordpress.com/files/2009/11/poverta.jpg?w=225" alt="Il frigo è troppo fresco" title="Il frigo è troppo fresco" width="225" height="300" class="size-medium wp-image-1147" /></a><p class="wp-caption-text">Il frigo è troppo fresco,  non c’è niente sul mio desco.  I ripiani tutti vuoti,  peggio che gli Zopiloti. Con il gatto tutto rotto, filo via col fagotto.  Non ci torno a casa mia,  e mi perdo per la via.</p></div>
<p>I commenti a questo messaggio mi hanno letteralmente stupita: un vero e proprio regolamento di conti tra classi sociali. Come scrisse Pierre Bourdieu nel suo mai tanto celebrato <em>La distinzione, critica sociale del gusto</em>, non c&#8217;è nulla che divida le persone come il loro stile di vita.<br />
A parte la deriva linguistica che in molti -con un fremito di perbenismo- troveranno inaccettabile (dovuta peraltro unicamente all&#8217;intrusione di Andrea che voleva solo regolare un suo conto personale) e che per sè è del tutto ininfluente se non per collocare una persona in un determinato ceto socio-culturale, ciò che rimane del discorso è l&#8217;inconscio rifiuto da parte della classe media dell&#8217;accettazione della povertà altrui come funzionale al proprio benessere, e il rifiuto dei ceti sociali con basso potere d&#8217;acquisto ma alto capitale culturale a lasciarsi diseredare da tutte le funzioni sociali e politiche, tra cui la produzione d&#8217;arte (o di politica).<br />
Dinamica dei campi pura e semplice, condita da qualche colorita metafora, giustificata o se non altro giustificabile, dato il clima natalizio incombente.</p>
<p>Ciò che volevo mettere sul tappeto, e che solo Trem ha capito, e anche forse solo in parte, è che per molti versi non poter consumare è un privilegio, ma per molti altri no (e li ho anche spiegati: non poter viaggiare, confrontarsi, vedere posti, opere d&#8217;arte ecc). Difatti c&#8217;è un bel punto interrogativo nel titolo, cosa di cui nessuno sembra essersi accorto.<br />
Ciò di cui mi sarebbe piaciuto discutere sarebbe stato quando, come e perchè ciò che apparentemente è una privazione a volte diventa un privilegio, cioè quando ci si riconosce in qualcuno o qualcosa, che possiamo fare nostro, diventandone contemporaneamente parte. E questo sia da un punto di vista sociale, umano, che estetico, giardinesco. Ed è il riconoscimento nell&#8217;altro da sè che genera bellezza. Nient&#8217;altro che questo.<br />
La povertà è un privilegio anche quando nella ristrettezza più totale, è maggiorato il piacere del dono. Ma possibile, signori, che nessuno abbia letto &#8220;Se questo è un uomo&#8221; o &#8220;Il diario di Anna Frank&#8221;?<br />
La libertà della mente non coincide certo con quella fisica, altrimenti Steven Hawking penserebbe solo a come ingoiare, non al quinto postulato di Euclide.<br />
Purtroppo -come capita sempre a me- è finita a tric e trac e castagnole.<br />
Pazienza, la fortuna non è mai dalla mia. </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Afghanistan, la guerra per la pace di Obama.]]></title>
<link>http://yespolitical.wordpress.com/2009/11/30/afghanistan-la-guerra-per-la-pace-di-obama/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 21:37:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>cubicamente</dc:creator>
<guid>http://yespolitical.wordpress.com/2009/11/30/afghanistan-la-guerra-per-la-pace-di-obama/</guid>
<description><![CDATA[Altri soldati per l&#8217;Afghanistan. Trentamila americani. Obama ne dar&agrave; l&#8217;annuncio d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Altri soldati per l&#8217;Afghanistan. Trentamila americani. Obama ne dar&#224; l&#8217;annuncio domani. Toccher&#224; il minimo nell&#8217;indice di gradimento, si presume. Ma questo &#232; il meno peggio. Obama non riesce a uscire dal pantano afgano. Il paradosso &#232; che non riesce a fare la pace. Lui, il nobel per la pace. Il problema &#232; che gli USA si giocano il prestigio internazionale e la leadership della Nato. Uno smacco uscire da Kabul ammettendo la sconfitta. Sarebbe troppo in una stagione che vede il dollaro in crisi, insidiato dallo Yuan Renminbi, la moneta cinese, candidata a sostituirsi ad esso nelle transazioni internazionali. Un paese, gli USA, con la povert&#224; in crescita &#8211; un bambino su quattro mangia con i buoni pasto, 36 milioni le persone al di sotto della soglia di sussistenza, ovvero chi ha un reddito del 130% inferiore della soglia di povert&#224; che assegna il diritto agli SNAP, Supplemental Nutrition Assistance Program, una somma pari a 500-580 dollari la settimana. In Missouri, in 21 contee, la met&#224; dei bambini usa gli SNAP per sopravvivere (fonte <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200911articoli/49881girata.asp">La Stampa</a>).<br />Cosa succeder&#224; quando non ci sar&#224; altra scelta che ammettere la sconfitta in Afghanistan e pi&#249; di 120mila soldati torneranno in patria da perdenti, loro, l&#8217;esercito pi&#249; tecnologico del mondo? E cosa diranno i media quando apparir&#224; chiaro anche al medio cittadino americano che a Kabul non si &#232; esportata la democrazia, bens&#236; solo corruzione e malaffare? Che diranno quando apprenderanno che Al Qaeda non esiste pi&#249; da anni e invece la guerra &#232; proseguita senza senso per nove anni inutilmente, solo per scongiurare la figuraccia?
<ul class="diigo-linkroll">
<li>
<p class="diigo-link"><a href="http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=29177" rel="nofollow">Impossibile ormai portare democrazia in Afghanistan. Si resta per l&#8217;unit&#224; della Nato, Massimo Fini</a></p>
<p class="diigo-tags"><a href="http://www.diigo.com/cloud/cubicamente" style="color:rgb(0,0,0)!important;text-decoration:none!important;">tags</a>: <a href="http://www.diigo.com/user/cubicamente/no_tag">no_tag</a></p>
<ul class="diigo-highlights">
<li>
<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">Gli americani manderanno altri 30mila soldati in Afghanistan. Agli alleati europei ne sono stati richiesti 5.000.</div>
</p></div>
</li>
<li>
<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">queste cifre, che vanno sommate agli 80mila uomini attualmente in Afghanistan, dicono che c&#8217;&#232; qualcosa che non quadra</div>
</p></div>
</li>
<li>
<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">Che ci sia bisogno di un esercito di 120-130 mila soldati, armati con i mezzi pi&#249; sofisticati, per battere quello che dovrebbe essere un manipolo di terroristi non &#232; credibile. E infatti in Afghanistan noi non stiamo facendo la guerra alla mitica Al Quaeda (che secondo il pm Armando Spataro, che da anni si occupa di terrorismo internazionale, non esiste pi&#249; come organizzazione), stiamo facendo la guerra agli afgani.</div>
</p></div>
</li>
<li>
<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">N&#232; vi stiamo portando la democrazia, obiettivo cui ormai abbiamo rinunciato da tempo, perch&#233; la struttura sociale di quel Paese organizzato in clan tribali secondo divisioni etniche, non permette l&#8217;esistenza di una democrazia come la si intende in Occidente.</div>
</p></div>
</li>
<li>
<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">gli Stati Uniti, dopo aver commesso l&#8217;errore di entrare in quel Paese, non possono uscirne senza aver almeno dato, l&#8217;impressione di aver ottenuto qualche risultato, pena &#34;perdere la faccia&#34;, i loro alleati non possono perdere il prestigio che riverbera su di loro dell&#8217;essere impegnati col Paese pi&#249; potente del mondo</div>
</p></div>
</li>
<li>
<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">E cos&#236; per ragioni di &#34;faccia&#34; e di &#34;prestigio&#34; continuiamo ad ammazzare</div>
</p></div>
</li>
<li>
<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">Gente che vive a 5000 chilometri di distanza, che non ci ha fatto nulla di male e che mai che ne farebbe se non pretendessimo di stargli sulla testa</div>
</p></div>
</li>
<li>
<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">se la Nato perde in Afghanistan si sfalda</div>
</p></div>
</li>
<li>
<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">quello che &#232; peggio per gli americani sarebbe sicuramente un grave danno, non &#232; detto che non sia invece un vantaggio per europei</div>
</p></div>
</li>
<li>
<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">La Nato &#232; stata, ed &#232; infatti, lo strumento con cui gli americani tengono da pi&#249; di mezzo secolo l&#8217;Europa in uno stato di sudditanza, militare, politica, economica e alla fine, anche culturale. Forse &#232; venuta l&#8217;ora, per l&#8217;Europa, di liberarsi dell&#8217;ingombrante &#34;amico americano&#34;</div>
</p></div>
</li>
<li>
<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">cerchiamo di vederla anche, per una volta, con quelli afgani. L&#8217;occupazione occidentale &#232; stata molto pi&#249; devastante di quella sovietica. Perch&#233; i russi si limitarono ad occupare quel Paese ma non pretesero di cambiarne le strutture sociali, istituzionali, di &#34;conquistare i cuori e le menti&#34; degli afgani.</div>
</p></div>
</li>
<li>
<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">abbiamo preteso di portarvi la &#34;civilt&#224;&#34;. La nostra. Distruggendo quella altrui</div>
</p></div>
</li>
<li>
<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">la sola cosa che siamo riusciti a esportare in Afghanistan &#232; il nostro marciume morale</div>
</p></div>
</li>
</ul>
</li>
<li>
<p class="diigo-link"><a href="http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=29115" rel="nofollow">Il Nobel per la Pace ha deciso l&#8217;escalation militare, Gianluca Bifolchi</a></p>
<p class="diigo-tags"><a href="http://www.diigo.com/cloud/cubicamente" style="color:rgb(0,0,0)!important;text-decoration:none!important;">tags</a>: <a href="http://www.diigo.com/user/cubicamente/no_tag">no_tag</a></p>
<ul class="diigo-highlights">
<li>
<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">Chiss&#224; se al comitato per il Nobel di Oslo sono almeno un po&#8217; imbarazzati per la decisione del loro laureato di quest&#8217;anno, Barack Obama, di inviare altri 30/34 mila soldati in Afghanistan, in una tipica escalation in stile Vietnam. Per di pi&#249; con il pi&#249; ridicolo dei pretesti: &#8220;Finire il lavoro con Al Qaeda&#8221;.</div>
</p></div>
</li>
<li>
<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">Al Quaeda non significa nulla dal punto di vista militare sullo scenario Afghano-Pakistano, e la retorica degli obiettivi presidenziali non ha la minima pezza d&#8217;appoggio nell&#8217;opinione degli analisti.</div>
</p></div>
</li>
</ul>
</li>
<li>
<p class="diigo-link"><a href="http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=29119" rel="nofollow">Alla fine Obama ha deciso: al fronte altri 34mila soldati Usa per contenere l&#8217;avanzata dei talebani, Enrico Piovesana</a></p>
<p class="diigo-tags"><a href="http://www.diigo.com/cloud/cubicamente" style="color:rgb(0,0,0)!important;text-decoration:none!important;">tags</a>: <a href="http://www.diigo.com/user/cubicamente/no_tag">no_tag</a></p>
<ul class="diigo-highlights">
<li>
<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">Alla fine Obama ha deciso: al fronte altri 34mila soldati Usa per contenere l&#8217;avanzata dei talebani, contro i quali Washington sta segretamente assoldando anche milizie tribali pashtun</div>
</p></div>
</li>
<li>
<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">Dopo aver convocato, luned&#236; sera alla Casa Bianca, l&#8217;ennesimo consiglio di guerra, il premio Nobel per la pace Barack Obama ha deciso di inviare in Afghanistan altri 34mila soldati statunitensi</div>
</p></div>
</li>
<li>
<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">L&#8217;annuncio verr&#224; dato pubblicamente marted&#236; primo dicembre.</div>
</p></div>
</li>
<li>
<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">Ignorando le posizioni del suo vice Joe Biden e della maggioranza del Partito Democratico &#8211; convinti che un&#8217;escalation militare in Afghanistan non giovi alla sicurezza nazionale e alla lotta al terrorismo &#8211; il presidente Obama ha quindi accolto quasi in pieno la richiesta del generale Stanley McCrystal</div>
</p></div>
</li>
<li>
<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner"><strong>Pi&#249; truppe anche dagli alleati europei. </strong>La decisione di Obama, che porta a centomila il numero dei soldati Usa impegnati sul fronte afgano, obbliga anche gli alleati europei, impegnati con 36mila uomini, a fare di pi&#249;. <br />        Il 3 dicembre i ministri degli Esteri della Nato si incontreranno a Bruxelles per decidere quanti altri soldati mandare in guerra.</div>
</p></div>
</li>
<li>
<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner"><strong>Rinforzi oggi per andarsene domani. </strong>L&#8217;invio di massicci rinforzi che Obama sta per annunciare &#232; solo apparentemente in contrasto con la nuova strategia di &#8216;exit strategy&#8217; decisa dalla Casa Bianca e dalla Nato. Una strategia che prevede la progressiva &#8216;afganizzazione&#8217; del conflitto, lasciando alle forze afgane il compito di fronteggiare i talebani</div>
</p></div>
</li>
<li>
<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner"><strong>Milizie pashtun al soldo degli Usa.</strong> La strategia Usa procede su un doppio binario: invio di rinforzi e parallela preparazione delle forze afgane. Forze regolari &#8211; esercito e polizia che si intende potenziare dagli attuali 180 uomini a 400 mila &#8211; ma sopratutto milizie irregolari private</div>
</p></div>
</li>
<li>
<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">Questo &#8216;secondo binario&#8217; &#232; tenuto segreto, vista la sua palese contraddizione con i passati programmi di disarmo delle milizie dei signori della guerra &#8211; programmi costati miliardi di dollari alla comunit&#224; internazionale &#8211; e considerato il suo inevitabile effetto: quello di lasciare in eredit&#224; all&#8217;Afghanistan, dopo anni di occupazione militare, una guerra civile foraggiata dall&#8217;Occidente. Di questo programma segreto, fortemente voluto dal generale McCrystal, sono trapelate solo poche informazioni sulla stampa.</div>
</p></div>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
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</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[LIGURIA - SAVONA, IN SALA ROSSA UN DIBATTITO SU “SICUREZZA E POVERTÀ”]]></title>
<link>http://papaboys.wordpress.com/2009/11/28/liguria-savona-in-sala-rossa-un-dibattito-su-%e2%80%9csicurezza-e-poverta%e2%80%9d/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 16:23:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>papaboys</dc:creator>
<guid>http://papaboys.wordpress.com/2009/11/28/liguria-savona-in-sala-rossa-un-dibattito-su-%e2%80%9csicurezza-e-poverta%e2%80%9d/</guid>
<description><![CDATA[SAVONA &#8211; Sicurezza e povertà. Si discuterà di queste due problematiche nell’incontro promosso ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[SAVONA &#8211; Sicurezza e povertà. Si discuterà di queste due problematiche nell’incontro promosso ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Benevento attraverso gli occhi di una piccola parrocchia. Messaggio D'Oggi del 26 novembre 2009]]></title>
<link>http://simoneaversano.wordpress.com/2009/11/27/benevento-attraverso-gli-occhi-di-una-piccola-parrocchia-messaggio-doggi-del-26-novembre-2009/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 20:05:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>Simone Aversano</dc:creator>
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<description><![CDATA[Cliccate sulle immagini per ingrandirle (26 novembre 2009)]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Cliccate sulle immagini per ingrandirle (26 novembre 2009)]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Occhio alla crisi...]]></title>
<link>http://romak.wordpress.com/2009/11/27/occhio-alla-crisi/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 18:09:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>romak</dc:creator>
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<description><![CDATA[Vi segnalo questo articolo molto interessante di un blog che apprezzo moltissimo. Leggetelo (e magar]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.flickr.com/photos/your_teacher/1040476355/"><a href="http://www.flickr.com/photos/your_teacher/1040476355/"><img class="alignnone size-full wp-image-119" title="Eat Money di waɪ.ti@flickr" src="http://romak.wordpress.com/files/2009/11/1040476355_7e5132414c2.jpg" alt="" width="450" height="399" /></a><br />
</a></p>
<p>Vi segnalo <a href="http://lagrandecrisi2009.blogspot.com/2009/11/per-un-attimo-si-alza-il-velo.html">questo</a> articolo molto interessante di un blog che apprezzo moltissimo.</p>
<p>Leggetelo (e magari leggete anche qualche articolo passato e futuro&#8230;) e meditate sul velo&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Modena sempre piú povera?]]></title>
<link>http://dabaki.wordpress.com/2009/11/27/modena-sempre-piu-povera/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 08:57:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>dabaki</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8230; é una domanda che da un po&#8217; di tempo mi assale. Modena si sa impoverendo? Forse non é ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#8230; é una domanda che da un po&#8217; di tempo mi assale. Modena si sa impoverendo?<br />
Forse non é cosí; forse sta crescendo il divario tra molto ricchi e poveri con la conseguente e graduale scomparsa del ceto medio, un po&#8217; come accade in tutte le grandi cittá italiane e del mondo.</p>
<p>Modena sta crescendo molto in popolazione, o almeno mi sembra coniderando le tante abitazioni nuove che &#8220;crescono&#8221; qua e lá come funghi. Di certo non sta a me dare dati certi su queste cose ma mi pare evidente, per alcune situazioni che ho vissuto recentemente, che la povertá sia aumentata qui nel modenese.</p>
<p>Proprio stamattina, mente guardavo fuori dalla finestra del campus universitario ancore semi deserto perché erano solo le 8, vedo un signore sulla sessantina aggirarsi in bicicletta per il pachetto del campus. Subito ho pensato ad uno spacciatore&#8230;ma osservandolo meglio mi sono accorto che raccoglieva da terra qualcosa (forse noci) le schiacciava contro un tronco di un albero e le mangiava. Mi é venuto subito da pensare fosse un senzatetto o qualcosa del genere poi tra me  e me ho pensato di non trarre conclusioni affrettate. In seguito, osservandolo dall&#8217;alto della mia postazione di lavoro, l&#8217;ho visto anche rovistare tra  rifiuti per cui ho dedotto che avesse problemi economici.<br />
Questa persona é solo una di tante che bazzicano il campus universitario durante il giorno. Alcuni chiedono qualche spicciolo, altri in campio di un aiuto nel trasportare gli scatolon della buonristoro e delle altre ditte delle macchinette chiedono un tramezzino o un panino di quelli in scadenza ecc ecc&#8230;</p>
<p>E&#8217; davvero terribile la situazione di questa cittá considerata tra l&#8217;altro una delle piú ricche e produttive d&#8217;Italia&#8230;non oso pensare a quanta gente sta male nel resto del paese&#8230;.mi auguro che possano accadere cambiamenti positivi per il paese e per tutte le persone che stanno male.</p>
</div>]]></content:encoded>
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