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	<title>preti-sposati &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/preti-sposati/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "preti-sposati"</description>
	<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 09:33:28 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Canti liturgici]]></title>
<link>http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2008/06/23/canti-liturgici/</link>
<pubDate>Mon, 23 Jun 2008 08:11:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilmondodigalatea</dc:creator>
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<description><![CDATA[Per una nuova direttiva del Vescovo, nella Diocesi di Padova d’ora in poi alle funzioni Il Signore è]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Per una nuova direttiva del Vescovo, nella Diocesi di Padova d’ora in poi alle funzioni <em>Il Signore è il mio Pastore (</em><a href="../2008/06/23/canti-liturgici/" target="_blank">Visualizza articolo</a>) sarà sostituita da <em>E qui comando io, e questa è casa mia.</em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span><span style='text-align:left;display:block;'><p><object type='application/x-shockwave-flash' data='http://wordpress.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' width='290' height='24' id='audioplayer1'><param name='movie' value='http://wordpress.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' /><param name='FlashVars' value='&amp;bg=0xf8f8f8&amp;leftbg=0xeeeeee&amp;lefticon=0x666666&amp;rightbg=0xcccccc&amp;rightbghover=0x999999&amp;righticon=0x666666&amp;righticonhover=0xffffff&amp;text=0x666666&amp;slider=0x666666&amp;track=0xFFFFFF&amp;border=0x666666&amp;loader=0x9FFFB8&amp;soundFile=http%3A%2F%2Fgalatea.vaglio.googlepages.com%2FQuicomandoio.mp3' /><param name='quality' value='high' /><param name='menu' value='false' /><param name='bgcolor' value='#FFFFFF' /></object></p></span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Gb, primo matrimonio tra preti gay]]></title>
<link>http://movimentolaico.wordpress.com/2008/06/15/gb-primo-matrimonio-tra-preti-gay/</link>
<pubDate>Sun, 15 Jun 2008 13:29:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>zarathustra86</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ma è battaglia fra liberali e ortodossi   In Gran Bretagna è stato celebrato il primo matrimonio con]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2 class="blu">Ma è battaglia fra liberali e ortodossi</h2>
<p> </p>
<p>In Gran Bretagna è stato celebrato il primo matrimonio con rito tradizionale fra preti omosessuali. La funzione è stata officiata nella Chiesa anglicana di San Bartolomeo il Grande, a Londra, una delle più antiche del Regno, senza neppure che il vescovo ne fosse a conoscenza. L&#8217;unione dei due religiosi, Peter Cowell e David Lord, e del clero omosessuale, rischia di portare una scissione tra gli anglicani di tutto il mondo.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>La prima celebrazione del matrimonio fra gay, con tanto di liturgia tradizionale, letture, canti ed eucaristia, che segue la &#8220;benedizione&#8221; di alcuni preti liberali a coppie omosessuali, ha sollevato una forte reazione da parte della corrente più conservatrice ai vertici della Church of England. Questa ora minaccia una scissione a livello internazionale proprio sulla questione del clero omosessuale. Il matrimonio svoltosi il mese scorso, fra l&#8217;altro nella stessa chiesa in cui è stato ambientato il film &#8220;Quattro Matrimoni e un Funerale&#8221;, sottolinea il Sunday Telegraph, infrange le regole della chiesa anglicana.</p>
<p>Ad insorgere sono stati soprattutto i conservatori ma anche i liberale della comunità anglicana. Il reverendissimo Henry Orombi, archivescovo dell&#8217;Uganda, ha definito la cerimonia &#8220;blasfema&#8221;, chiedendo all&#8217;arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, di intervenire con fermezza per evitare che la Chiesa anglicana si &#8220;disintegri&#8221;. Il vescovo di Winchester Michael Scott-Joynt ha dichiarato che un simile atto contravviene a tutte le principali regole della Chiesa e &#8220;alimenterà le divisioni all&#8217;interno della comunione anglicana&#8221;.</p>
<p>Il matrimonio potrebbe anche risollevare la guerra sul clero omosessuale sorta nel 2003 in seno alla Chiesa britannica, quando Jeffrey John, un religioso gay che era stato nominato vescovo di Reading fu costretto alle dimissioni proprio per aver esternato la sua omosessualità.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Anche in Zambia i preti sposati si organizzano in chiesa]]></title>
<link>http://butindaro.wordpress.com/2007/12/30/anche-in-zambia-i-preti-sposati-si-organizzano-in-chiesa/</link>
<pubDate>Sun, 30 Dec 2007 16:14:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>illuminato</dc:creator>
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<description><![CDATA[di RED La notizia gira già da qualche giorno sulla stampa estera ma in Italia nessuno ne parla. In Z]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>di RED</em></p>
<p>La notizia gira già da qualche giorno sulla stampa estera ma in Italia nessuno ne parla. In Zambia un prete sposato Luciano Mbewe è stato eletto vescovo dalla neonata &#8220;Chiesa Cattolica Nazionale dello Zambia&#8221; (Catholic Apostolic National Church of Zambia). Su tale chiesa non è stato possibile ottenere alcuna informazione da parte della Conferenza Episcolape dello Zambia (ZEC) che, secondo il suo portavoce Paul Samasumo, se ne occuperà il prossimo mese. La scomunica sembra scontata anche perchè Luciano Mbewe fa parte di Married Priest Now, la prelatura personale di mons. Milingo.<br />
Da notare che la Radio Vaticana ha riportato la notizia il giorno 27 ma lo ha fatto solo nella edizione in tedesco, mentre nulla è stato scritto nella edizione in italiano.<br />
Nei prossimi giorni daremo più notizie in merito.</p>
<p>Sabato, 29 dicembre 2007</p>
<p>Fonte : <a href="http://www.ildialogo.org/pretisposati/zambia29122007.htm">ildialogo.org</a></p>
<p><a href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fbutindaro.wordpress.com%2F2007%2F12%2F30%2Fanche-in-zambia-i-preti-sposati-si-organizzano-in-chiesa%2F&#38;linkname=Anche%20in%20Zambia%20i%20preti%20sposati%20si%20organizzano%20in%20chiesa"><img src="http://static.addtoany.com/buttons/share_save_256_24.png" alt="Share" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Milingo in pellegrinaggio dal Papa per l'Immacolata]]></title>
<link>http://indipendenteonline.wordpress.com/2007/10/04/milingo-in-pellegrinaggio-dal-papa-per-limmacolata/</link>
<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 14:37:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Lorenzo Grossini</dc:creator>
<guid>http://indipendenteonline.wordpress.com/2007/10/04/milingo-in-pellegrinaggio-dal-papa-per-limmacolata/</guid>
<description><![CDATA[Monsignor Milingo vuole portare tutti i preti sposati sotto le finestre del Papa. Il giorno del “pel]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://img514.imageshack.us/img514/963/milingohq9.jpg" align="left" height="178" hspace="5" width="155" />Monsignor <a href="http://spiritualseeds.wordpress.com/2007/02/14/missing-milingo/">Milingo</a> vuole portare tutti i preti sposati sotto le finestre del Papa. Il giorno del “pellegrinaggio” è già fissato: l’8 dicembre. Il luogo anche: la piazza dedicata a San Pietro, «il primo Papa sposato della storia», come è scritto nella lettera che l’ex arcivescovo di Lusaka, scomunicato un anno fa, ha cominciato a far circolare. Emmanuel Milingo invita i sacerdoti sposati a non avere paura ricordando a ogni destinatario della lettera che «tu sei sacerdote per sempre ». Poi fa un lungo elenco di quello che sta succedendo nel mondo cattolico dove «mancano sacerdoti e a quelli che si sono sposati è impedito di svolgere la loro missione». Ecco i dati di Milingo. In Olanda sono 200 le parrocchie che – dal 2000 – sono state chiuse per la mancanza di sacerdoti. Le autorità religiose hanno fatto di tutto: <!--more-->hanno proposto di celebrare la messa scegliendo una guida tra i fedeli per pronunciare le parole dell’Eucarestia, ma senza successo. <em>In Brasile sono 14mila i sacerdoti sposati </em>che non possono più servire nelle parrocchie perché sono stati sospesi, scomunicati o interdetti. Nel Paese mancano anche cappellani militari e non ci sono sacerdoti in ospedali, scuole e parrocchie di campagna. Cinque milioni di cattolici in Australia si sono rivolti alla Conferenza episcopale chiedendo di concedere ai futuri preti la possibilità di sposarsi e di riammettere al loro lavoro nelle parrocchie i sacerdoti che lo hanno fatto. Secondo quanto scrive Milingo, nella prossima visita ad limina di novembre dei vescovi australiani in Vaticano, l’appello sarà consegnato al Papa. In Sudafrica, infine, <em>il Consiglio pastorale diocesano ha presentato all’unanimità la richiesta di rendere il celibato una libera scelta</em>. <a href="http://www.haisentito.it/articolo/le-promesse-di-milingo-a-moana-pozzi-per-guarirla-dal-male/5941/">Milingo</a> rivolge poi «un appello speciale a tutti sacerdoti sposati italiani affinché partecipino». Se il “pellegrinaggio” è previsto per l’8 dicembre, festa dell’Immacolata, già il 6 e il 7 ci saranno incontri, sempre a Roma, con chiese di altri riti, come vetero cattolici, luterani, anglicani, ortodossi. Emmanuel Milingo, che il 27 maggio del 2001 sposò la coreana Maria Sung, conclude la sua lettera ricordando che «la sofferenza causata dal celibato è stata enorme» e rilancia la sua sfida: <em>«Noi desideriamo ardentemente avere preti cattolici sposati come accade nelle altre chiese per rendere testimonianza del sacerdozio originale di San Pietro, nostro patrono e nostro primo Papa sposato».</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Considerazioni sull'ordinazione presbiterale dei Diaconi Permanenti]]></title>
<link>http://dongastone.wordpress.com/2004/04/10/jesus0404/</link>
<pubDate>Sat, 10 Apr 2004 13:32:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>emanuelepreda</dc:creator>
<guid>http://dongastone.wordpress.com/2004/04/10/jesus0404/</guid>
<description><![CDATA[Lettera inviata al direttore della rivista &#8220;Jesus&#8221; Ho letto con interesse e, credo costr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Lettera inviata al direttore della rivista &#8220;Jesus&#8221;</p>
<p><font face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif" size="3"> Ho letto              con interesse e, credo costruttiva curiosità, il dossier relativo              alla situazione italiana (e mondiale) del Clero, su Jesus 4 aprile              2004. Mi pare doverosa la ricerca avviata dalla CEI (ma mi piacerebbe              che interessasse tutti preti italiani) e il commento ad essa, operato              dalla rivista, nella speranza che </font><!--more--><font face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif" size="3">non si fermi lì, ma segua              l’esempio delle risposte alla lettera dell’On. Monaco ai Vescovi.<br />
Trovo, nella rivista, una diagnosi, abbastanza attenta sul problema,              ma scarsa visione profetica sul domani: significativi sono i puntini              di sospensione del titolo, prima della parola “domani” che è              invece a mio giudizio, il vero problema e problema urgente.<br />
Azzardo con umiltà e trepidazione, ma anche con evangelica              parresia, qualche pensiero, a volte sotto forma di interrogazione              retorica, non tanto su “ieri e oggi”, quanto su “domani” e &#8230;soprattutto              domani. Perché ritengo che le cose debbano essere previste,              preparate per tempo, senza rimandarle, senza poco utili rimpianti,              lentamente sperimentate, magari per luoghi singoli e, naturalmente,              sempre fidando nell’azione misteriosa e imprevedibile dello Spirito              Santo e nella preghiera, senza trascurare il dialogo tra le varie              componenti della Chiesa e la ricerca storica e profetica.<br />
Ecco le riflessioni che espongo con ordine numerandole:<br />
1. sappiamo che l’età media attuale del clero italiano è              di anni 59,5, che i preti stranieri in Italia stanno diminuendo con              accelerazione, che è presumibile che fra vent’anni i preti              in Italia saranno circa 25mila (contro i 33mila di oggi), che le vocazioni              sacerdotali calano sempre più, che la maggior parte di esse              sono vocazioni adulte, che buona parte dei seminari cosiddetti “minori”              sono spariti (a Bologna, 4 seminaristi fino ai 15 anni contro gli              oltre 200 degli anni trenta)<br />
Situazione a dir poco allarmante, salva la fede nello Spirito Santo.<br />
2. E’ vero o no, che senza l’Eucarestia non c’è la Chiesa?              E’ vero o no, che l’Eucarestia non si celebra senza la presenza e              presidenza del Vescovo o del Presbitero? Ne deriva di conseguenza              che il mai sufficientemente auspicato e proposto coinvolgimento dei              laici in tutti gli aspetti della vita ecclesiale non risolve il problema              della scarsità del clero.<br />
3. E’ un falso problema l’eventuale soppressione tout-court del celibato              ecclesiastico, che resta un carisma importante nella Chiesa. I giovani              che si sentono disposti al servizio sacerdotale fin da una ragionevole              giovinezza, possono e forse debbono essere invitati ad accettare la              legge del celibato per tutta la vita.<br />
4. A proposito del celibato va precisato però che il famoso              can. 33 del Concilio di Elvira, sec. IV, recita esattamente così:              “si è d’accordo sul divieto completo che vale per i Vescovi,              i Sacerdoti e i Diaconi, ossia per tutti i chierici che sono impegnati              nel servizio dell’altare, che devono astenersi dalle loro mogli e              non generare figli: chi ha fatto questo, deve essere escluso dallo              stato clericale” (cfr: Card. Stickler, “Il celibato ecclesiastico”,              Ed.Vat., pag. 14). Lo stesso qualificato autore, nella pagina seguente,              scrive testualmente: “&#8230;molti, se non la maggior parte, dei Chierici              maggiori della Chiesa spagnola di allora, erano viri probati, vale              a dire uomini sposati prima della loro ordinazione a Diaconi, Sacerdoti,              Vescovi. Essi però erano obbligati, dopo aver ricevuto l’Ordine              Sacro, ad una completa rinuncia di ogni ulteriore uso del matrimonio,              di osservare cioè completa continenza. “Continenza” non è              “celibato”, il quale verrà imposto più tardi ai Chierici              come legge ecclesiastica.<br />
5. Non mi impegno, perché non sono un esperto, nella questione              se, nella nuova legge evangelica, esista incompatibilità tra              l’uso del matrimonio e il servizio di presidenza eucaristica. Le norme              sulla “purezza legale” dell’A.T. non rientreranno per caso in quelle              che l’Apostolo Paolo dichiara decadute? E che dire degli sposi che              si accostano all’Eucarestia nonostante l’uso del matrimonio? E’ importante              certamente la tradizione celibataria della Chiesa romana ma, senza              togliere il valore del carisma per chi la vuol vivere in pieno, non              si può forse ipotizzare qualcosa di diverso, sotto l’impulso              della Storia e del sensus fidelium per l’ammissione al presbiterato              di “viri probati”? E non gioverebbe forse una eventuale nuova legislazione              della Chiesa Cattolica alla soluzione del problema ecumenico con la              Chiesa Ortodossa?<br />
6. Il problema vero è proprio la suddetta ipotesi: l’ammissione              al presbiterato dei suddetti “viri probati”. Quali “viri” più              “probati” delle centinaia di diaconi permanenti dopo il Concilio?              Non si troverebbe tra loro chi accettasse di giungere al sacerdozio?              Non è frutto dell’azione dello Spirito la riscoperta conciliare              del diaconato permanente, nonostante la più o meno radicale              opposizione di parte dei padri conciliari? Non si dica che un diacono              permanente, di per sè, non possa ascendere ad un gradino ulteriore              della scala dell’Ordine Sacro, quando per secoli lo stesso vescovo              di Roma era scelto fra i diaconi romani. Con un breve tempo di preparazione              (uno o due anni) un diacono permanente, dopo i tre anni della preparazione              al diaconato, potrebbe completare la sua formazione spirituale e teologica.<br />
7. Inoltre, un diacono permanente, con una moglie saggia, già              coinvolta nella scelta e nell’esercizio del diaconato, giunto alla              fascia di età dei 45-55 anni, non avrebbe presumibilmente problemi              di famiglia o di educazione dei figli, tali da impedirgli, come prete,              di servire la Chiesa a tempo pieno (o quasi) e non solo in città,              per l’eventuale scuola dei figli, ma anche fuori città, soprattutto              oggi che la gente cerca di evadere dai centri troppo abitati, e non              mancano i servizi e le comodità per una vita conveniente anche              in campagna e montagna. Così, anche questi eventuali “viri              probati-preti” potrebbero essere a disposizione dei Vescovi per le              necessità della diocesi.<br />
8. Ma si possono lasciare vuote – mi chiedo – parrocchie magari piccole,              chiese chiuse tutta la settimana, tranne un’ora domenicale per una              Messa, a volte troppo veloce, senza ulteriore rapporto con la gente,              coi malati, coi fanciulli? Domanda grave: le cosiddette “unità              pastorali”, più o meno giuridicamente costituite, risolvono              il problema in prospettiva futura o non sono piuttosto come “turare              dei buchi”, al dire di don Maurilio Guasto a proposito dell’utilizzo              dei preti stranieri? E i preti, più o meno giovani, come Don              Claudio Pavesio per sua testimonianza, ai quali sono affidate due              o tre parrocchie, con 5 messe da celebrare fra il sabato e la domenica,              quanto potranno durare senza esaurirsi fisicamente o psicologicamente?<br />
9. Ci potrà essere domani, eventualmente, difficoltà              di rapporti fra giovani preti celibatari e “viri probati-preti”! Preti              di serie A e preti di serie B! Preti giovani, presunti affermati teologi              o biblisti, e preti più anziani, meno preparati? Ma chi è              mai preparato in tutto! Personalmente ho avuto sette vice-parroci,              giovani, nella grande comunità bolognese che ho guidato per              quarant’anni. C’è sempre stato e c’è tuttora fra noi              un bellissimo rapporto fraterno. E’ questione di “testa”, di vera              fraternità, carità e umiltà che non dovrebbero              mai mancare in un cristiano, nonché in un prete.<br />
10. E una moglie saggia, anch’essa “mulier probata” (&#8230;e perché              no, domani “diaconessa”), che non è un peso o una remora, ma              un grande aiuto pastorale?</font></p>
<p><font face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif" size="3">E’ tutta              utopia? Può darsi. Lo Spirito Santo si può anche servire              delle utopie e degli scarti fra i suoi servitori. Ha tanta fantasia              lo Spirito Santo: così ho imparato dai miei Vescovi: Lercaro,              Poma e Biffi.<br />
Ma bisogna prevedere, prepararsi, studiare le cose, credere nella              riscoperta del diaconato permanente come esigenza storica della Chiesa,              che ha sempre provveduto alle esigenze dei momenti, del “Kairos” (vedi              i cosiddetti “sette diaconi” degli Atti degli Apostoli). Non serve              soltanto piangere sul latte versato!<br />
Basta così: Dio mi perdoni l’ardire nello scrivere queste cose,              soprattutto perché sono un prete vecchio (81 anni) e &#8230;quasi              disoccupato.</font></p>
<p>Don Gastone              De Maria</p>
</div>]]></content:encoded>
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