<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>priebke &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/priebke/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "priebke"</description>
	<pubDate>Fri, 25 Dec 2009 20:42:42 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Priebke, Franzoni, Fioravanti e Pacciani assessori: manifesti provocazione a Roma  ]]></title>
<link>http://wildgretapolitics.wordpress.com/2009/09/29/priebke-franzoni-fioravanti-e-pacciani-assessori-manifesti-provocazione-a-roma/</link>
<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 23:17:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>wildgreta</dc:creator>
<guid>http://wildgretapolitics.wordpress.com/2009/09/29/priebke-franzoni-fioravanti-e-pacciani-assessori-manifesti-provocazione-a-roma/</guid>
<description><![CDATA[I manifesti comparsi in alcune zone di Roma, composti da quattro fotografie: Erich Priebke indicato ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[I manifesti comparsi in alcune zone di Roma, composti da quattro fotografie: Erich Priebke indicato ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MANIFESTI A ROMA: PRIEBKE E PACCIANI DIVENTANO ASSESSORI]]></title>
<link>http://insiemearoma.wordpress.com/2009/09/29/manifesti-a-roma-priebke-e-pacciani-diventano-assessori/</link>
<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 15:54:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>insiemearoma</dc:creator>
<guid>http://insiemearoma.wordpress.com/2009/09/29/manifesti-a-roma-priebke-e-pacciani-diventano-assessori/</guid>
<description><![CDATA[Numerosi manifesti, solo apparentemente del comune di Roma, che potrebbero ingannare i cittadini per]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Numerosi manifesti, solo apparentemente del comune di Roma, che potrebbero ingannare i cittadini per]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[il 25 aprile]]></title>
<link>http://pagineonlife.wordpress.com/2009/04/20/il-25-aprile/</link>
<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 21:56:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>pagineonlife</dc:creator>
<guid>http://pagineonlife.wordpress.com/2009/04/20/il-25-aprile/</guid>
<description><![CDATA[A pochi giorni dal 25 aprile mi va di ricordare una persona che non c&#8217;è più. Si chiamava Enric]]></description>
<content:encoded><![CDATA[A pochi giorni dal 25 aprile mi va di ricordare una persona che non c&#8217;è più. Si chiamava Enric]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fini, l'antifascismo e Priebke]]></title>
<link>http://traccetrasparenti.wordpress.com/2008/09/13/fini-e-lantifascismo/</link>
<pubDate>Sat, 13 Sep 2008 18:12:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>mariopesce</dc:creator>
<guid>http://traccetrasparenti.wordpress.com/2008/09/13/fini-e-lantifascismo/</guid>
<description><![CDATA[Ho appena sentito Fini dire che in Italia è sempre mancata una destra che si riconoscesse esplicitam]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ho appena sentito Fini dire che in Italia è sempre mancata una destra che si riconoscesse esplicitamente nei valori dell&#8217;antifascismo.</p>
<p>Qualcuno si è accorto che così tra le righe ha anche ammesso che in Italia non c&#8217;è mai stata una destra che non fosse FASCISTA?</p>
<p>Come non mi sembra che nessuno si sia neanche accorto che Priebke è stato, con naturalezza e (naturalmente) per un atto umanitario, INVITATO COME GIUDICE AD UN CONCORSO DI BELLEZZA (ariana?)</p>
<p>dal Corriere.it: <em>&#8220;E dietro le miss in costume sgambato, signore e signori, sul maxi schermo appare lui: Erik Priebke, presidente onorario della giuria di Star of the year, concorso per miss riservato alle bellezze della Ciociaria, età compresa tra 14 e 28 anni. Camicia bianca, poltrona di pelle e libreria sullo sfondo, uno sguardo che sembra pure allegro: «Mi avrebbe fatto piacere intervenire di persona—dice— e ringrazio gli organizzatori per l’invito che considero un atto umanitario». Sì, perché l’ex capitano delle Ss condannato all’ergastolo per la strage delle Fosse ardeatine, 335 persone ammazzate con un colpo in testa una dopo l’altra, doveva essere presente in carne ed ossa qui al Tramp&#8217;s Hotel di Gallinaro. Ma il giudice di sorveglianza gli ha negato il permesso e lui non ha potuto lasciare gli arresti domiciliari di Roma.&#8221;</em></p>
<p>Ma si sa, dire queste cose è di cattivo gusto, roba da pignoli, da pedanti&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[un paio di cose]]></title>
<link>http://megasuperiorgold.wordpress.com/2008/09/12/un-paio-di-cose/</link>
<pubDate>Fri, 12 Sep 2008 17:46:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>megasuperiorgold</dc:creator>
<guid>http://megasuperiorgold.wordpress.com/2008/09/12/un-paio-di-cose/</guid>
<description><![CDATA[- una legge sulla prostituzione che colpisce le persone deboli, le persone sfruttate, e lascia il te]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>- una legge sulla prostituzione che colpisce le persone deboli, le persone sfruttate, e lascia il tempo di scappare chi costringe e violenta.<br />
solo una domanda: una ragazza costretta a prostituirsi, dopo aver scontato delle ore, giorni, o anni in carcere, troverà mai lavoro da un&#8217;altra parte?</p>
<p>- un concorso di bellezza, che già non brillerà per menti geniali di suo, a frosinone ha invitato in qualità di presidente onorario della giuria <span style="color:#0000ff;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Erich_Priebke">Erich Priebke</a><span style="color:#000000;">, Nazista, Ex SS, uno dei responsabili dell&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eccidio_delle_Fosse_Ardeatine">Eccidio delle Fosse Ardeatine</a>. Nonostante il parere contrario del tribunale che ha vietato la partecipazione dal vivo del nostro amico, l&#8217;organizzatore, tal claudio marini, ha voluto lo stesso la partecipazione di una così importante e carismatica figura da organizzare una videoconferenza. Nessun commento. Spero solo che qualcuno si alzi e ed esca dalla sala in quel momento. </span></span></p>
<p>E ora musica&#8230;</p>
<p>gran disco, particolarissimo, divertente.Gran tiro.</p>
<p>In seguito magari ne parlerò innalzandomi da questi monosillabi.</p>
<p>Glasvegas &#8211; Geraldine</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/AQRKY016xkM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/AQRKY016xkM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>ora guinness</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il giurato Priebke...]]></title>
<link>http://eyesuponitaly.wordpress.com/2008/05/14/20/</link>
<pubDate>Wed, 14 May 2008 17:37:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>eyesuponitaly</dc:creator>
<guid>http://eyesuponitaly.wordpress.com/2008/05/14/20/</guid>
<description><![CDATA[Erich Priebke è stato un capitano delle SS ed è stato uno degli artefici della strage delle Fosse Ar]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Erich Priebke è stato un capitano delle SS ed è stato uno degli artefici della strage delle Fosse Ar]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Star of Year e il dramma del guadagno]]></title>
<link>http://sarodist.wordpress.com/2008/05/10/star-of-year-e-il-dramma-del-guadagno/</link>
<pubDate>Sat, 10 May 2008 11:43:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>asparagi</dc:creator>
<guid>http://sarodist.wordpress.com/2008/05/10/star-of-year-e-il-dramma-del-guadagno/</guid>
<description><![CDATA[Che la Bellezza ed il Bello siano entità effimere è l&#8217;ennesima &#8220;sciocchezza&#8221;, bana]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Che la Bellezza ed il Bello siano entità effimere è l&#8217;ennesima &#8220;sciocchezza&#8221;, bana]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nicola Tommasoli non ce l'ha fatta. Muore a 29 anni, pestato da cinque skinheads ]]></title>
<link>http://andreasferrella.wordpress.com/2008/05/06/nicola-tommasoli-non-ce-lha-fatta-muore-a-29-anni-pestato-da-cinque-skinheads/</link>
<pubDate>Tue, 06 May 2008 21:25:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea Sferrella</dc:creator>
<guid>http://andreasferrella.wordpress.com/2008/05/06/nicola-tommasoli-non-ce-lha-fatta-muore-a-29-anni-pestato-da-cinque-skinheads/</guid>
<description><![CDATA[  L&#8217;informazione dovrebbe occuparsi di raccontare i fatti e non le opinioni. Il problema è che]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"> </p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://andreasferrella.wordpress.com/files/2008/05/20050410_croci_celtiche_ap_400x2621.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-69 aligncenter" src="http://andreasferrella.wordpress.com/files/2008/05/20050410_croci_celtiche_ap_400x2621.jpg" alt="" width="448" height="293" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">L&#8217;informazione dovrebbe occuparsi di raccontare i fatti e non le opinioni. Il problema è che spesso i fatti coincidono con le opinioni. Se è il libero cittadino Gianfranco Fini ad accostare un morto ammazzato  a una bandiera bruciata, si tratta di opinione personale, deplorevole, inappropriata, inconcepibile e assurda, ma comunque libera di esistere. Se invece è il Presidente della Camera a parlare, allora le sue parole non sono più mere opinioni da sconsiderato, le sue dichiarazioni diventano un fatto, un fatto da raccontare.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Nicola Tommasoli è stato ucciso per non aver offerto una sigaretta. Ucciso da quattro skinheads. Ucciso. Ammazzato. Massacrato.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Secondo Fini le contestazioni dei centri sociali alla fiera del libro di Torino sono cosa ben più grave di un ragazzo ammazzato. Perché in quelle contestazioni antisioniste, secondo il leader di An si nasconde l&#8217;ombra dell&#8217;antisemitismo e lui è uno che di antisemitismo se ne intende. L&#8217;uccisione di Nicola, invece, non ha nulla a che vedere con la politica e l&#8217;ideologia. Erano soltanto cinque bravi ragazzi neofascisti, cinque ragazzi di &#8220;buona famiglia&#8221;, come oggi rivendicano a gran voce quelli della &#8220;Verona bene&#8221;. Dunque è stato solo un episodio, la politica non c&#8217;entra nulla.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">La politica invece c&#8217;entra, c&#8217;entra dal momento in cui si lascia che la libertà di espressione e di associazione diventi un pretesto per scatenare la violenza sugli inermi, sugli oppressi e sui diversi. La politica c&#8217;entra perché è la politica la causa di tutto ciò, i cinque aggressori appartengono a gruppi di estrema destra, molto spesso liquidati come un fenomeno poco rilevante, forse addirittura protetti, certamente non nuovi a certi atti di infamia. C&#8217;entra perché è dalla politica che devono arrivare le risposte concrete. Troppo facile utilizzare il pretesto della sicurezza, che poi è una questione di percezione, per fini elettorali. Troppo facile scagliarsi con gli immigrati, facendo coincidere i singoli casi delittuosi, pur cospicui, alla totalità dei comportamenti. Qui il problema riguarda l&#8217;uso sistematico della violenza negli ambienti di estrema destra, riguarda il fenomeno del branco, come vero e proprio centro aggregatore di personalità deboli e distorte, che nel branco trovano potere, identificazione e consacrazione. Giovani, a volte giovanissimi armati di caschi e coltelli, si affrontano senza timori,  nell&#8217;indifferenza dello stato e della società civile. Le strada è il loro colosseo, un&#8217;arena dove combattere una guerra in nome di un&#8217;ideale distorto, inneggiando a Priebke, alla repubblica di Salò, al Führer. La strada è il teatro della loro guerra e una guerra che si rispetti non deve mancare del suo elemento probatorio, la presenza dei morti, dei caduti.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Nicola Tommasoli muore a ventinove anni perché lo stato, la politica e la società tutta, non sono stati in grado di proteggerlo, di garantire alla comunità gli strumenti culturali per decifrare la realtà e fare i conti con la storia, muore perché lo stato non è stato in grado di rendersi conto che quei cinque non erano affatto &#8220;ragazzi di buona famiglia&#8221;. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Dunque l&#8217;informazione dovrebbe separare i fatti dalle opinioni. Nicola Tommasoli è morto la prima volta ammazzato da cinque fascisti nella notte del primo maggio per non aver ceduto una sigaretta ed è morto una seconda volta ammazzato da una dichiarazione assurda, quasi spettrale. Una dichiarazione di un uomo di stato. Adesso  silenzio e  cordoglio.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[UN FASCISTA ALL'ISTITUTO PER LA RESISTENZA DI VERONA. VERGOGNA! ]]></title>
<link>http://ale1980italy.wordpress.com/2007/07/22/un-fascista-allistituto-per-la-resistenza-di-verona-vergogna/</link>
<pubDate>Sun, 22 Jul 2007 06:24:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessio in Asia</dc:creator>
<guid>http://ale1980italy.wordpress.com/2007/07/22/un-fascista-allistituto-per-la-resistenza-di-verona-vergogna/</guid>
<description><![CDATA[UN FASCISTA ALL&#8217;ISTITUTO PER LA RESISTENZA DI VERONA. VERGOGNA! Udite, udite, cari lettori del]]></description>
<content:encoded><![CDATA[UN FASCISTA ALL&#8217;ISTITUTO PER LA RESISTENZA DI VERONA. VERGOGNA! Udite, udite, cari lettori del]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Forever young...]]></title>
<link>http://adbonsai.wordpress.com/2007/06/13/forever-young/</link>
<pubDate>Wed, 13 Jun 2007 13:54:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>adbonsai</dc:creator>
<guid>http://adbonsai.wordpress.com/2007/06/13/forever-young/</guid>
<description><![CDATA[Allergeni di PaleoZotico Che mente deve avere, questo Priebke! E che fisico (anche se era ai domicil]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="right"><i>Allergeni</i><br />
<b>di PaleoZotico </b></p>
<p>Che mente deve avere, questo <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=3185&#38;sez=HOME_INITALIA">Priebke</a>! E che fisico (anche se era ai domiciliari per motivi di salute)! Uno, a 93 anni, ancora tanto in gamba da essere richiesto espressamente come collaboratore dal (suo) avvocato!  E così, ogni giorno, l&#8217;arzillo e buon vecchietto potrà lasciare la propria abitazione per lavorare nello studio del legale di fiducia.</p>
<p>Chiaro esempio di come, in Italia, se uno ha voglia di lavorare non ci sono <i>lacci e lacciuoli</i> che tengano&#8230;</p>
<p>E cosa farà quest&#8217;uomo di specchiate virtù? Non risulta abbia una laurea in Legge, nè possiamo pensare venga adibito a mansioni di segreteria: vuoi che sappia usare il Pc?</p>
<p>Visti i trascorsi, allora, forse serviva qualcuno per il recupero crediti&#8230;ci pensate:</p>
<p>&#8220;Sono il capitano Erik Priebke, delle SS! La prego di pagare le parcelle del mio principale: non vorrei dover ricorrere a metodi poco simpatici&#8230;ci siamo capiti, no?&#8221;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quando la memoria uccide la ricerca storica]]></title>
<link>http://insorgenze.wordpress.com/2008/07/17/quando-la-memoria-uccide-la-ricerca-storica/</link>
<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 18:56:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>insorgenze</dc:creator>
<guid>http://insorgenze.wordpress.com/2008/07/17/quando-la-memoria-uccide-la-ricerca-storica/</guid>
<description><![CDATA[LIbri – Enzo Traverso, Il passato: modi d&#8217;impiego. Storia, memoria, politica, Ombrecorte, Vero]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>LIbri – Enzo Traverso,  <em>Il passato: modi d&#8217;impiego. Storia, memoria, politica</em>, Ombrecorte, Verona 2006</strong></p>
<p><strong>di Paolo Persichetti</strong></p>
<p><strong><em>Liberazione</em> 17 luglio 2008</strong></p>
<p><a href="http://insorgenze.files.wordpress.com/2008/09/9788887009897.jpeg"><img class="size-full wp-image-250 alignright" title="9788887009897" src="http://insorgenze.wordpress.com/files/2008/09/9788887009897.jpeg" alt="" width="150" height="248" /></a></p>
<p>Se la storia comincia la dove finisce la memoria, come sosteneva Maurice Halbwachs, uno dei massimi studiosi della memoria sociale; se ciò che distingue la storia dalla memoria è proprio quel processo che consente il passaggio dalla storia<em> in me</em> alla storia <em>in sé</em>, il recente riemergere impetuoso di memorie passate con il loro seguito di rugosi risentimenti e la ricerca di &#8220;connessione sentimentale&#8221; con l&#8217;opinione pubblica non giova granché alla ricerca storica. I momenti più controversi di questa guerra della memoria restano la guerra civile del 1943-45 (ne parla Filippo Focardi in,<em> La guerra della memoria. La Resistenza nel dibattito politico italiano dal 1945 a oggi</em>, Laterza 2005) e quella di minore intensità ma prolungata per oltre un decennio che ha solcato gli anni 70.<br />
Quando la memoria non riesce più a fare posto alla storia sopraggiunge un &#8220;tempo compresso&#8221; che rifiuta di farsi tempo passato. E la presentificazione del passato facilita l&#8217;azione delle memorie artefatte che diventano in questo modo prismi di lettura deformanti. Così vicissitudini parziali rocambolescamente conservate nel presente, ricostruzioni ex-post modellate col senno del poi o la menzogna del dopo, dirigono lo sguardo che portiamo su ciò che ci precede. Prestando attenzione allo sguardo che il vicino porta sul lontano, Marc Bloch invitava a capovolgere l&#8217;idea di un presente in lotta perenne per divincolarsi dalle eredità dei tempi andati. È il passato ad essere il più delle volte ostaggio di ciò che viene dopo. Se c&#8217;è oggi un&#8217;epoca prigioniera del presente, questa riguarda in particolare gli anni 70.<br />
Fabbricato ormai dai poteri pubblici e amplificato dai media, il ricordo spettrale di quel decennio prende forma attraverso solenni rituali commemorativi che cadenzano il cerimoniale istituzionale. Una memoria in bianco e nero che evoca immagini sbiadite di violenza politica e cancella i colori vivi della storia. Ma se all&#8217;oblio dei fatti sociali si sovrappone la memoria penale, il risultato non può che essere il ritratto di una memoria avvinta dall&#8217;emozione e assorbita dalla sofferenza, eco di un dolore a senso unico che confonde surrettiziamente episodi storici contrapposti. Una ossessione memoriale finalizzata alla creazione di una nuova topolatria: il culto di luoghi e momenti sapientemente selezionati per rappresentare il sacrificio versato ai valori legittimi. La memoria assume così le sembianze del morto che agguanta il vivo, del vampiro che succhia la vita futura. Emanate le sentenze, sepolti nelle galere o ripresi dall&#8217;esilio gli insorti, deplorati i morti di una parte e decorati quelli dell&#8217;altra, elevate le lapidi e innalzati i monumenti, ribattezzate le vie, ai soggetti vivi della storia si sostituiscono i testimoni risentiti della memoria. Eppure, scriveva Ernest Renan, «una nazione non è fatta solamente di memoria ma anche d&#8217;oblio», quell&#8217;oblio che aiuta poi a riscoprire e ricostruire, soprattutto ad andare avanti. Utile in proposito la riflessione di Gabriele Ranzato, <em>Il passato di bronzo. L&#8217;eredità della guerra civile nella Spagna democratica</em> (Laterza 2006) nella quale si sostiene che lunghi momenti di oblio e una conoscenza degli eventi passati meno carica di sentimenti di rivalsa e di ogni altra passione distruttiva può aiutare il superamento di conflitti fratricidi.<br />
In realtà l&#8217;apparizione della memoria nel dibattito storiografico è piuttosto recente. È quanto ha spiegato Enzo Traverso nel suo, <em>Il passato: modi d&#8217;impiego. Storia, memoria, politica</em> (tradotto da G. Morosato per Ombrecorte, Verona 2006 e pubblicato a Parigi nel 2005). La memoria, dunque, non solo ha poca storia ma è soprattutto una cattiva storia dove il ricordo è l&#8217;imballaggio e l&#8217;oblio il contenuto. Nonostante ciò, ha più successo perché appare meno arida e più umana, testimonianza diretta, integrale e genuina. Non c&#8217;è competizione tra ciò che si presenta come il realmente vissuto rispetto al pensato del discorso storico.<br />
Eppure nessun passato si trasforma immediatamente in memoria. Permane sempre il filtro del tempo che trasceglie. La memoria è più che mai una delle forme in cui si declina l&#8217;uso pubblico della storia attraverso pratiche ritualizzate che mirano a rinforzare la coesione sociale, a dare legittimazione alle istituzioni e inculcare quei valori che ad esse sono più graditi. In altre parole la memoria tende a divenire un vettore di religione civile. E lo dimostra il fatto che la visibilità e il riconoscimento di una memoria dipende più che mai dalla forza di coloro che la portano. Ci sono &#8220;memorie forti&#8221; che si contrappongono a &#8220;memorie deboli&#8221;, stigmatizzate dal discorso dominante.<br />
Walter Benjamin spiegava questa ossessione memoriale con la sopraggiunta incapacità della società novecentesca a trasmettere l&#8217;esperienza. Uno dei tratti tipici della modernità sarebbe stato proprio l&#8217;affermazione dell&#8217;esperienza vissuta a svantaggio di quella tramandata. Caratteristica che ha aperto la strada all&#8217;epoca del testimone, attore centrale della memoria, nuovo protagonista del racconto storico. Non a caso nasce la storia orale e una diversa attenzione è riposta alla dimensione del mentale, agli aspetti culturali e immateriali, prima trascurati al punto da non lasciare spazio alla soggettività di chi fa la storia. Gli uomini e le donne erano e restavano masse anonime. Semplice numero, statistica che non permetteva ai subalterni di emergere come soggetti narranti. Le classi laboriose rimanevano alla fine dei popoli senza storia perché senza parola. Lavori come <em>La formazione della classe operaia inglese</em> di Edward P. Thompson, <em>La storia della follia nell&#8217;età classica</em> di Michel Foucault, <em>La notte dei proletari </em>di Jacques Rancière, <em>Il Formaggio e i vermi</em> di Carlo Ginzburg, ridanno finalmente voce ai subalterni, ne ricostruiscono l&#8217;universo, offrono loro il proscenio rubato della Storia.<br />
Eppure questo passo in avanti si trasforma, paradossalmente, nella premessa di un brusco salto indietro quando capostipite emblematico del testimone diventa il reduce dei campi nazisti col peso del suo ricordo sconvolgente, espressione di un vissuto eticamente insostenibile e che fa di Auschwitz lo zoccolo della memoria collettiva dell&#8217;Occidente.<br />
A questo punto l&#8217;identificazione del testimone con la vittima totale è pressoché inevitabile. Tutti gli altri perdono gradualmente legittimità narrante. Da allora è testimone solo chi ritiene d&#8217;aver subito, o vede riconosciuta, una violazione dei diritti umani, categoria che alla fine spoliticizza la natura di molti conflitti trasformandoli unicamente in uno scontro tra bene e male. La prima conseguenza è la scomparsa dei Resistenti, cioè proprio di chi ha combattuto il fascismo e lottato contro gli aguzzini dei campi di sterminio (il fatto che fossero soltanto dei giovani ebrei romani a protestare sotto l&#8217;abitazione di Priebke, uno dei nazisti responsabili del massacro delle Fosse Ardeatine che in maggioranza ha visto uccisi comunisti e antifascisti, dovrebbe far riflettere). Ma poi quest&#8217;amnesia tocca anche tutte le successive figure partigiane, guerrigliere, militanti, rivoluzionarie.<br />
Sprovvisti dello statuto di vittime, vinti e subalterni spariscono nuovamente dalla storia, eclissati e inghiottiti dall&#8217;oblio. Sembra, infatti, che per poter lasciare traccia resti solo la triste via della competizione vittimaria, il festival del risentimento che offre in palio la palma della vittima dominante a discapito di quella soccombente, quasi a voler sancire che se non c&#8217;è vittima non c&#8217;è storia. Che al posto della storia ci sono soltanto crimini.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
