<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>prodi &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/prodi/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "prodi"</description>
	<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 22:44:01 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Turpiloqui o linguaggio diretto?]]></title>
<link>http://chicchediriso.wordpress.com/2009/11/25/turpiloqui-o-linguaggio-diretto/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 07:00:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>bugianen55</dc:creator>
<guid>http://chicchediriso.wordpress.com/2009/11/25/turpiloqui-o-linguaggio-diretto/</guid>
<description><![CDATA[   Turpiloquio o linguaggio diretto? Non ho mai sentito la parola “stronzo” pronunciata così tante v]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a href="http://chicchediriso.wordpress.com/files/2009/11/bambino1.jpg"><img class="size-full wp-image-242  aligncenter" title="Bambino" src="http://chicchediriso.wordpress.com/files/2009/11/bambino1.jpg" alt="" width="335" height="223" /></a> </p>
<p style="text-align:justify;"> Turpiloquio o linguaggio diretto? Non ho mai sentito la parola “stronzo” pronunciata così tante volte in una serata sola sui vari telegiornali. Molti si domanderanno: c’è da meravigliarsi? Direi di no, tutto sommato, ormai siamo abituati ai vari stronzi in video e in voce,  a mezzo busto,  all’americana, in campo lungo, in primo piano. La parolaccia è entrata nella televisione e nella politica con l’intento di definire in modo immediato e diretto un concetto che in altri tempi veniva edulcorato con frasi che si perdevano nell’aria.  Togliatti per dare dell’ignorante a De Gasperi disse che questi era un uomo di  “non cultura”. Anche Almirante usò la parola “ignorante” durante una Tribuna politica ma aggiunse che il giornalista era ignorante perché ignorava e così non venne “censurato”. Di tempo ne è passato da quando il linguaggio era il “politichese”, quello delle “convergenze parallele”… ma quando mai due convergenze possono essere anche parallele? Era un linguaggio di tipo democristiano per non far capire niente o perché non c’era niente da dire.  Indro Montanelli insieme a un suo collaboratore compose un quadro di parole e verbi usati dai politici che si incrociavano e potevano essere letti di seguito in orizzontale,  in verticale e in diagonale partendo da qualsiasi rigo o da qualsiasi angolo. Venivano fuori tutte frasi (indecifrabili) che poi erano nel linguaggio della politica dell’epoca. Con l’avvento della Seconda Repubblica le cose sono cambiate e il linguaggio è diventato comprensibile a tutti o quasi. Non che la sostanza dei fatti sia modificata, solo che prima le stangate le sentivi ma non le capivi, dopo le sentivi e le capivi. Un bel passo avanti. Eccoci ai giorni nostri con una salva di espressioni dirette dal vaffa di Prodi allo sputtanamento citato da Berlusconi, che non risparmiò il “coglioni” agli elettori della Sinistra,  e qui mi domando se il capo del governo lo sia solo per i non coglioni. Considerate le leggine “ad personam” del Cavaliere, si potrebbe dedurre che anche gli elettori della maggioranza sono dei “coglioni”!  Fini, il Michael Jackson della politica italiana, quando passa davanti allo specchio ha dei sussulti e ci mette qualche secondo prima di riconoscersi. In una scuola della periferia romana si è calato nei panni del popolo e ha dato dello “stronzo” a chiunque dica che gli extracomunitari sono dei diversi. Non avevamo bisogno della sua conferma. Un passaggio “farneticante” c’è stato quando ha detto agli studenti che qualora si sentissero dire che sono diversi, loro devono pensare di dire la parola “stronzo” che poi ci pensa lui a dirla, “così siamo pari”!!! Pari  in che senso? A Fini ma che stai a dì? Ma ve lo figurate Fini che riceve migliaia di messaggi di denuncia ogni giorno e poi provvede a somministrare la magica parolina a tutti gli xenofobi di turno? Calderoli che non è un tenerone ha subito provveduto a mandargliene uno anche se in maniera soft (e non è poco per uno come lui, il padano).  Ma non c’è da scandalizzarsi, in Parlamento è la parola più pronunciata a destra e a sinistra. Una cosa è certa: gli italiani sono trattati tutti e indistintamente da coglioni o stronzi e in quanto tali sono rappresentati dagli stessi.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;"><strong>Claudio Pompi</strong></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Bei tempi]]></title>
<link>http://ilmetapapero.wordpress.com/2009/11/23/bei-tempi/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 13:37:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilmetapapero</dc:creator>
<guid>http://ilmetapapero.wordpress.com/2009/11/23/bei-tempi/</guid>
<description><![CDATA[B. che invoca la dialettica interna, Rotondi contro la pausa pranzo. Sembrano tornati i bei tempi de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>B. che invoca <a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/politica/maggioranza/contrasti-interni/contrasti-interni.html">la dialettica interna</a>, Rotondi <a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/economia/pausa-pranzo/pausa-pranzo/pausa-pranzo.html">contro la pausa pranzo</a>.</p>
<p>Sembrano tornati i bei tempi del governo Prodi</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Puntini sulle "i" di "privatizzazioni"]]></title>
<link>http://atlantix.wordpress.com/2009/11/21/puntini-sulle-i-di-privatizzazioni/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 19:53:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>lodger</dc:creator>
<guid>http://atlantix.wordpress.com/2009/11/21/puntini-sulle-i-di-privatizzazioni/</guid>
<description><![CDATA[La privatizzazione dell&#8217;acqua (meglio: dei servizi di distribuzione) fu un&#8217;idea dei gove]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La privatizzazione dell&#8217;acqua (meglio: dei servizi di distribuzione) fu un&#8217;idea dei governi di sinistra. Ora, vai a capire se fu Prodi, D&#8217;Alema o Amato. Ma fu uno di loro, non Berlusconi, a far partire questo treno con la scusa di &#8220;adeguarsi all&#8217;Europa&#8221;. I dettagli a breve su questo blog.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Te lo dico io chi &egrave; la Ashton]]></title>
<link>http://ilpandadevemorire.wordpress.com/2009/11/20/te-lo-dico-io-chi-la-ashton/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 18:27:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilpandadevemorire</dc:creator>
<guid>http://ilpandadevemorire.wordpress.com/2009/11/20/te-lo-dico-io-chi-la-ashton/</guid>
<description><![CDATA[Una roba veloce, che sono di corsa. D&#8217;Alema, da grande, voleva fare il ministro degli Esteri E]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Una roba veloce, che sono di corsa.</p>
<p>D&#8217;Alema, da grande, voleva fare il ministro degli Esteri Europeo, ma l&#8217;Europa  Unita ha preferito dare il posto alla britannica Catherine Ashton.</p>
<p>Prodi ha dichiarato: &#8220;Ashton? Non so chi sia&#8221;<br />
Probabilmente ha mentito senza sapere di mentire, nel senso che sa benissimo chi è ma gliel&#8217;hanno domandato nel bel mezzo di un pisolino; appena ha aperto gli occhi ha biascicato un mezzo &#8220;Tesoro&#8230; caffè&#8230;&#8221;, poi ha realizzato la situazione e si è dato un contegno ma il cervello stava ancora scaldando le candelette e proprio non s&#8217;è ricordato della sciura in questione.</p>
<p>Casomai mi sbagliassi e Prodi, davvero, non sapesse chi sia &#8217;sta Ashton, glielo dico io.</p>
<p>Catherine &#8220;Carneade&#8221; Ashton <strong>non è mai</strong> stata ministro nel suo paese e questa potrebbe essere la prova che non conta un cazzo, per il semplice motivo che se gli Inglesi hanno un cavallino vincente, lo fanno correre a casa loro e non gli fanno buttare via il fiato per l&#8217;Europa.</p>
<p><strong>Non ha mai</strong> avuto cariche di rilievo in Europa, e questa potrebbe essere la prova che l&#8217;hanno battezzata &#8220;un ronzino&#8221; anche a Bruxelles, al punto di mettere lei, una Carfagna con la faccia di Rosy Bindi, in un posto dove non conta chi ci sta, tanto la politica estera europea la decidono a Londra, Parigi e Berlino.</p>
<p>Però, caro <em>Ronf Ronf Romano</em>, Catherine Ashton <strong>non è mai</strong> stata nel Parlamento Italiano negli ultimi trentanni &#8211; <em>gli anni delle più grosse ruberie </em>- proclamandosi candida come un giglio e senza fiatare su corruzione o finanziamenti occulti ai partiti ed ai politici.</p>
<p><strong>Non ha mai</strong> deciso le nomine dei massimi dirigenti del sistema delle Coop italiane, nomine che le permetterebbero di gestire svariati miliardi.<br />
Parlando in euri, of course&#8230;</p>
<p><strong>Non ha mai</strong> avuto mafiosi come finanziatori dei suoi incontri-ricevimenti  pre-elettorali.</p>
<p><strong>Non è mai</strong> stata beccata al telefono con Fassino a festeggiare l&#8217;acquisizione fraudolenta di una banca.</p>
<p><strong>Non ha mai</strong> mandato al confino professionale <em>My Darling Clementine</em> Forleo<em>,</em> che su quelle telefonate stava indagando.</p>
<p>A questo punto, mi sembra assolutamente marginale il fatto che Catherine Ashton <strong>non ha mai</strong> considerato, fino a ventanni fa, la defunta Unione Sovietica come il paradiso del proletariato e fulgido esempio di democrazia in senso letterale, cioè di potere al popolo.</p>
<p>Infine -e questo dovrebbe rinfrescarti la memoria- <strong>non te l&#8217;ha mai</strong> picchiato nello sgnau quando eri Presidente del Consiglio, per ciularti il posto.</p>
<p>Adesso, babbanazzo, ti ricordi chi è &#8217;sta Ashton?</p>
<p>Dottordivago</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[IL DALAI LAMA?  E CHI E'?]]></title>
<link>http://speradisole.wordpress.com/2009/11/18/il-dalai-lama-e-chi-e/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 18:24:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>speradisole</dc:creator>
<guid>http://speradisole.wordpress.com/2009/11/18/il-dalai-lama-e-chi-e/</guid>
<description><![CDATA[IL DALAI LAMA, PREMIO NOBEL PER LA PACE Il Dalai Lama, è a Roma. Palazzo Chigi non lo riceve. Berlus]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3 style="text-align:center;">IL DALAI LAMA, PREMIO NOBEL PER LA PACE</h3>
<p><strong><a href="http://speradisole.wordpress.com/files/2009/11/dalai-lama1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2826" title="dalai-lama1" src="http://speradisole.wordpress.com/files/2009/11/dalai-lama1.jpg?w=121" alt="" width="121" height="150" /></a>Il Dalai Lama, è a Roma. Palazzo Chigi non lo riceve. Berlusconi non ha tempo deve intrattenere ancora Gheddafi.</strong></p>
<p><strong>Quando c&#8217;era Prodi al governo ed il Dalai Lama venne in visita in Italia, fu ricevuto per conto del governo dal sottosegretario agli esteri Gianni Vernetti.</strong></p>
<p><strong>I dirigenti, capi e capetti del centrodestra, allora all&#8217;opposizione, fecero a gara per fare dichiarazioni altisonanti, che andavano da &#8220;vergogna&#8221; a   &#8220;se fossimo noi al governo&#8221;. Tutti Cicchitto, Gasparri, la Boniver, Bondi, e chi ne ha più ne metta, gridarono allo scandalo.</strong></p>
<p><strong>Ora al governo ci sono, il Dalai Lama è a Roma, ma non si sognano neppure di riceverlo a Palazzo Chigi.</strong></p>
<p><strong>Tutti sono troppo impegnati e pensare alla risoluzione dei problemi di Berlusconi, nessuno ha tempo, per ricevere il premio nobel per la pace e leader spirituale, il Dalai Lama, neppure Frattini, quello che si crede bello, ha aperto le porte della Farnesina.</strong></p>
<p><strong>Come mai la tv non ce lo dice e non fa sfilare l&#8217;opposizione, come ai tempi di Prodi,  perchè esprima la sua indignazione per il comportamento &#8220;smemorato&#8221; del premier?</strong></p>
<p><strong>Il Vespone nazionale nel suo terribile salotto bianco, preferisce invitare un camorrista come Cosentino, dargli voce perchè si faccia pubblicità e dica la sua verità e non ha tempo neppure lui di ospitare il Dalai Lama. No, non ha tempo, preferisce ospitare &#8220;i cani&#8221;, sì proprio gli animali.</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Si cercano obiezioni]]></title>
<link>http://ospiteinquietante.wordpress.com/2009/11/11/si-cercano-obiezioni/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 16:15:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>matteocarati</dc:creator>
<guid>http://ospiteinquietante.wordpress.com/2009/11/11/si-cercano-obiezioni/</guid>
<description><![CDATA[Dal blog di Pippo Civati: Che poi se uno ci pensa, siamo passati dall&#8217;autocritica all&#8217;au]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Dal blog di Pippo Civati:</p>
<blockquote><p>Che poi se uno ci pensa, siamo passati dall&#8217;autocritica all&#8217;autoassoluzione. Che negli ultimi vent&#8217;anni, la sinistra &#8211; nelle sue varie edizioni &#8211; ha perso quasi sempre (1994, 2001, 2008), vinto (1996) e pareggiato (2006) soltanto in una occasione. Che dopo la svolta della Bolognina, è nata la Cosa, poi abbiamo fatto l&#8217;Ulivo e presentato Prodi, poi abbiamo fatto la Cosa 2 e abbiamo mezzo smontato l&#8217;Ulivo, facendo cadere Prodi, poi abbiamo ri-fatto l&#8217;Ulivo (ma solo alla Camera, perché al Senato andavano bene i vecchi simboli), abbiamo quindi ri-presentato Prodi, poi l&#8217;abbiamo fatto ri-cadere. Nel frattempo, e in una paradossale ma evidentissima contraddizione proprio con il governo Prodi (che sarebbe di lì a poco esplosa), abbiamo fatto il Pd. Vent&#8217;anni di dibattito, di corsi e ricorsi, di andate e ritorni, di folgoranti fughe in avanti (poche) e mesti passi indietro (moltissimi). Nel frattempo il Paese si specchiava nel ritratto allucinato del nostro Dorian B, senza rendersi conto che stava terribilmente invecchiando (il Paese, non Dorian B). Ieri a <em>Repubblica Tv,</em> ci si chiedeva se non avessimo fatto troppo in fretta il Pd (giuro), ci si dichiarava contenti di noi stessi (giuro <em>bis</em>), si parlava di rivoluzione copernicana (Bellarmino, però, se la ride). La verità è che abbiamo perso. E dal punto di vista culturale ancora di più. E che il gruppo dirigente è cambiato pochissimo, nelle persone, nelle parole, nei riti. Mentre discutevamo di noi (altro che Copernico), il mondo intorno cambiava in modo vertiginoso. E noi non ce ne siamo accorti granché, tutti presi da appassionanti discussioni: tipo quella sul <a href="http://archiviostorico.corriere.it/1992/giugno/17/insostenibile_leggerezza_PDS_co_0_92061717520.shtml" target="_blank">partito leggero</a>. Oggi si chiamerebbe liquido. Già.</p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["Obama ha messo il mondo e l'orologio a zero"]]></title>
<link>http://loriscosta.wordpress.com/2009/11/09/obama-ha-messo-il-mondo-e-lorologio-a-zero/</link>
<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 22:13:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>loriscosta</dc:creator>
<guid>http://loriscosta.wordpress.com/2009/11/09/obama-ha-messo-il-mondo-e-lorologio-a-zero/</guid>
<description><![CDATA[Bologna, 8 nov. &#8211; (Adnkronos) &#8211; O l&#8217;Europa torna ad avere un ruolo da protagonista]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/obama-is-new-green.jpg" alt="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/obama-is-new-green.jpg" /></p>
<p>Bologna, 8 nov. &#8211; (Adnkronos) &#8211; O l&#8217;Europa torna ad avere un ruolo da protagonista nel panorama politico mondiale, oppure quel che ci aspetta sono soltanto &#8220;cattivissime soprese&#8221;. E&#8217; quanto ha sostenuto l&#8217;ex premier, Romano Prodi, intervenendo a conclusione dell&#8217;incontro che si e&#8217; tenuto oggi a Bologna dal titolo &#8216;Quando inizio&#8217; un&#8217;altra storia. Riflessioni a 20 anni dalla caduta del muro di Berlino&#8217;. &#8220;Siamo di fronte a una situazione drammatica per l&#8217;Europa: Obama ha messo il mondo e l&#8217;orologio a zero. Per gli Stati Uniti &#8211; ha osservato Prodi &#8211; la Cina e l&#8217;Europa sono uguali. Non c&#8217;e&#8217; piu&#8217; la preferenza europea&#8221;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La guerra civile fredda]]></title>
<link>http://lamentelibera.wordpress.com/2009/11/04/la-guerra-civile-fredda/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 09:52:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>alfonzino</dc:creator>
<guid>http://lamentelibera.wordpress.com/2009/11/04/la-guerra-civile-fredda/</guid>
<description><![CDATA[Esce oggi “La Guerra Civile Fredda” di Daniele Luttazzi – Feltrinelli editore. Di Daniele Luttazzi L]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Esce oggi “La Guerra Civile Fredda” di Daniele Luttazzi – Feltrinelli editore. Di Daniele Luttazzi L]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[UN PERSONAGGIO CHE NON CAPISCO, OVVERO SIMONIA DI STATO]]></title>
<link>http://speradisole.wordpress.com/2009/10/30/un-personaggio-che-non-capisco-ovvero-simonia-di-stato/</link>
<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 15:54:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>speradisole</dc:creator>
<guid>http://speradisole.wordpress.com/2009/10/30/un-personaggio-che-non-capisco-ovvero-simonia-di-stato/</guid>
<description><![CDATA[IL CARDINALE TARCISIO BERTONE, OVVERO SIMONIA DI STATO Nominato da papa Benedetto XVI Segretario di ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;"><strong>IL CARDINALE TARCISIO BERTONE, OVVERO SIMONIA DI STATO</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1892" title="Card_%20Tarcisio%20Bertone" src="http://speradisole.wordpress.com/files/2009/10/card_20tarcisio20bertone.jpg?w=139" alt="Card_%20Tarcisio%20Bertone" width="139" height="150" />Nominato da papa Benedetto XVI Segretario di Stato, il 15 settembre 2006.</p>
<p>Con questa nomina rappresenta lo Stato del Vaticano all&#8217;estero, è il Ministro degli Esteri del Papa.</p>
<p>E&#8217; un peronaggio strano e sinceramente non lo capisco e forse per questo mi piace proprio poco. Soprattutto per l&#8217;amore che questa persona nutre verso Berlusconi.</p>
<p>E&#8217; un suo fan lo si vede e cerca in tutti i modi di favorire sia la sua persona che i suoi incontri con papa.</p>
<p>I motivi sono chiarissimi tenersi buono Berlusconi, per avere molti finanziamenti per le opere della chiesa: scuole, ospedali, case di riposo, alberghi, conventi, chiese, duomi, basiliche, case abitabili, affitti, case per le giovani, asili, scuole materne, collegi, biblioteche, librerie, case per carcerati, musei, ecc.</p>
<p>In effetti sono molti gli interessi della chiesa nel nostro paese ed alcuni sono  importanti e suppliscono, in certi casi, l&#8217;inefficienza dello stato, come, per esempio, nel volontariato, nella cura delle mense e dei dormitori per i poveri, nelle case che ospitano i famigliari dei ricoverati.</p>
<p>Mi chiedo come mai tanto affetto per Berlusconi e tanta repulsione per Prodi, che pure era cattolico praticante, non divorziato, e rappresentava nella sua normalità, la maggior parte dei cattolici.</p>
<p>Qui invece vedo un attaccamento diverso, alcuni esempi che mi hanno lasciata perplessa.</p>
<p>* dopo tutto lo scandalo delle &#8220;accompagnatrici&#8221; di lusso nella Villa di Sardegna, a Palazzo Grazioli, sulle sue barche ed aerei (anche quelli di Stato), il cardinale vuole a tutti i costi incontrare Berlusconi, all&#8217;Aquila in occasione della personanza celestiniana. Vuole, secondo me, far vedere a tutti gli italiani che Berlusconi è sì un peccatore, ma che la chiesa perdona i peccatori (giustamente). Il tentativo fallisce, forse più per convenienza politica che per convinzione. Non ne vedono l&#8217;opportunità, perchè molti cattolici si sarebbero indignati.</p>
<p>* il tentativo riuscito, di incontrarsi &#8220;casualmente&#8221; all&#8217;aereoporto di Ciampino. Per far sì che l&#8217;incontro abbia successo e che appaia casuale, il papa cambia aeroporto. Non è mai partito da Ciampino, ma stavolta sì e così l&#8217;incontro avviene. Il cardinale e Berlusconi si fanno fotografare ilari, col sorriso stampato, felici appunto dell&#8217;incontro che sigilla e rimette sui giusti binari, i  rapporti col Vaticano. Vedete, dice Berlusconi, col papa tutto è a posto. Lo scopo di Bertone è riuscito.</p>
<p>* il 7 di novembre in occasione dell&#8217;apertura di una mostra a Palazzo Venezia intitolata &#8220;Il potere e la grazia&#8221;, il cardinale, ovviamente invita Berlusconi, per tagliare con lui, il nastro dell&#8217;inaugurazione. Berlusconi arriva, per altro maleducatamente con quasi un&#8217;ora di ritardo, mentre il cardinale, fisso come un palo aspetta paziente. I due finalmente si rivedono e sorridenti come pasque, tagliano il nastro. Tutto a posto i rapporti tra Berlusconi ed il Vaticano sono ora più efficaci che mai.</p>
<p>Ma i cattolici, quelli che non si lasciano imbambolare dalle tv berlusconiane, quelli che ragionano un po&#8217; e pensano un po&#8217; di più che dicono? Perchè stanno zitti? Perchè consentono che si massacri anche la stampa cattolica come &#8220;Famiglia Cristiana&#8221; e l&#8217;Avvenire pur di dar ragione a Berlusconi e ai suoi accoliti?</p>
<p>Fino a che punto ci si può prostituire ai soldi per avere soldi!  E&#8217; una vera e proprie simonia di Stato. E&#8217; un atteggiamento che non capisco, che non condivido e che mi offende, in una chiesa che dovrebbe essere ispirata al Vangelo di Cristo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le sfide per Bersani: lavoro, democrazia e vera opposizione]]></title>
<link>http://gcenna.wordpress.com/2009/10/29/le-sfide-per-bersani-lavoro-democrazia-e-vera-opposizione/</link>
<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 15:49:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>prcarmerina</dc:creator>
<guid>http://gcenna.wordpress.com/2009/10/29/le-sfide-per-bersani-lavoro-democrazia-e-vera-opposizione/</guid>
<description><![CDATA[di Alberto Burgio e Claudio Grassi su esserecomunisti.it del 29/10/2009 Al termine di una estenuante]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em><img class="alignleft" title="bersani" src="http://claudiocaprara.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/38949/bersani%20con%20sigaro.jpg" alt="" width="276" height="450" />di Alberto Burgio e Claudio Grassi su esserecomunisti.it del 29/10/2009</em></p>
<p>Al termine di una estenuante maratona congressuale, il Partito democratico ha scelto il segretario che lo guiderà in questi tempi difficili. Da osservatori esterni ma non indifferenti, salutiamo l’elezione di Pierluigi Bersani prendendo atto che le sue prime dichiarazioni mandano definitivamente in archivio la prima stagione del Pd. Quella legata al nome di Walter Veltroni, all’“inciucio” con Berlusconi sulla legge elettorale che aprì il bombardamento sul governo Prodi e decretò la fine anticipata della scorsa legislatura, all’avventurismo dell’autosufficienza (il patetico yes, we can), all’inconsistenza dell’opposizione al governo della destra, sancito dal crollo dei consensi (–7%) alle ultime europee. Il nuovo segretario sembra riconoscere il cumulo di errori commessi dal primo leader del partito e non corretti dal secondo. Ha giocato tutta la corsa alla successione su un’esplicita presa di distanza dal mito dell’autosufficienza. Ha promesso di parlare «con tutti i partiti all’opposizione del centrodestra». Ha persino definito «una grande cavolata» l’aver contribuito, nel 2007, alla elezione di Veltroni. Bene. Ma ci sono almeno due modi diversi di impostare il tema delle alleanze, una volta chiarito che l’autosufficienza porta dritti alla sconfitta.<!--more--><br />
Si può ragionare in termini puramente aritmetici. Posto che da soli (o con la sola Italia dei Valori) non si vince, occorre sommare forze diverse. Dispiace, sarebbe preferibile non esservi costretti e potere far da soli, ma la politica è l’arte del possibile, non quella dei miracoli. È necessario prendere atto della situazione e fare di necessità virtù.<br />
Questa impostazione è impeccabile, realistica e razionale. Sembra tuttavia alquanto riduttiva. I voti, il giudizio degli elettori e i loro orientamenti politici non sono solo vincoli, di cui tenere conto opportunisticamente, in una logica ragionieristica. Sono prima di tutto ingredienti della composizione politica del Paese. Che un politico di grandi ambizioni dovrebbe considerare in positivo, riconoscendovi un fattore costitutivo del «blocco storico» da rappresentare e, possibilmente, espandere. Dietro quei voti che si intendono riconquistare ci sono ragioni, interessi, bisogni e progetti. Ci sono culture politiche, idee e valori. Un leader che abbia chiara la necessità di ricostituire un insieme di forze capace di conquistare la maggioranza dei consensi deve sapervi scorgere anche una ricchezza e una potenzialità, non soltanto un problema.<br />
In altre parole, il primo banco di prova che attende il nuovo segretario del Pd consiste nella riconsiderazione critica della teleologia (e della teologia) maggioritarista. Lo schema culturale del maggioritario è povero e tendenzialmente autoritario. Di fronte alla pluralità, reagisce semplificando e imponendo aut-aut. Di fronte alla differenza, replica – da posizioni di forza – programmando «riduzioni a uno». Il guaio non è soltanto che così si perdono pezzi ed elezioni (soprattutto se non si dispone di grandi ricchezze per corrompere e di grandi apparati mediatici per manipolare e convincere). È che, a forza di rifiutarsi autisticamente di ascoltare le critiche altrui e di dialogare con le altrui ragioni, ci si impoverisce. Uscire davvero dal miserrimo schema veltroniano non significa costruire alleanze a suon di mediazioni e compromessi, ma impegnarsi affinché tutte le posizioni politiche che articolano lo schieramento dell’opposizione politica e sociale alla destra possano esprimersi e concorrere a rovesciare l’attuale quadro politico.<br />
Detto questo, si è tuttavia solo all’inizio. L’ideologia maggioritarista è un architrave della cosiddetta «seconda Repubblica». È stata un cardine delle riforme istituzionali degli anni Novanta che hanno modificato in profondità il sistema politico italiano nel segno della personalizzazione della lotta politica, introducendo elementi di «federalismo» e presidenzialismo e ponendo ai margini le assemblee elettive (non solo il Parlamento nazionale, ma anche i Consigli territoriali). Dopo quindici-vent’anni è tempo di bilanci, e il nuovo segretario del Pd dovrebbe avere la forza e l’onestà intellettuale di comprenderlo.<br />
All’inizio, quella stagione di riforme promise mari e monti. Stando ai suoi fautori, la transizione al «nuovo» (al sistema bipolare-semipresidenziale) avrebbe dovuto coniugare democrazia e governabilità, implementando la sovranità degli elettori ed esaltando l’efficienza del sistema. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Gli elettori hanno ridottissimi margini di scelta, soprattutto per via delle soglie di sbarramento e della logica del «voto utile» (che lede il diritto alla rappresentanza, violando il principio di eguaglianza sancito dalla Costituzione). E il confronto politico è degenerato in una rissa senza fine che alimenta pulsioni anti-politiche, minaccia l’autonomia dei poteri costituzionali e degli organi di garanzia, mette a repentaglio l’unità stessa del Paese e lascia drammaticamente irrisolti veri problemi del Paese. Si chieda a mente serena, l’on. Bersani, se il Paese stia meglio o peggio che negli anni Ottanta. Si domandi se il tratto di strada percorso in questi vent’anni abbia aumentato o ridotto le risorse del Paese, il suo capitale umano, il suo tasso di giustizia sociale, le sue concrete chances di sviluppo. E si interroghi sul ruolo svolto dalle forze del centrosinistra in una stagione di riforme che avrebbe dovuto imprimere una spinta nel segno della modernità e della democrazia.<br />
La questione non riguarda soltanto il terreno istituzionale. Sull’onda delle riforme che hanno trasformato il sistema politico, hanno avuto corso in questi quindici anni processi che hanno cambiato il sistema produttivo, il mercato del lavoro e l’intera geografia sociale italiana. Questi processi si chiamano: concertazione, privatizzazioni e liberalizzazioni, flessibilità e delocalizzazione, e, non da ultimo, «risanamento della finanza pubblica». Anche su questo terreno, vinta la corsa alla segreteria, il nuovo leader del Pd dovrebbe aprire una riflessione sobria e libera da pregiudizi. Tanto più che ha subito assicurato di considerare la difesa del lavoro un tema prioritario del proprio impegno, il che – se le parole hanno un senso – dovrebbe significare il ripudio di un’altra brillante trovata veltroniana: l’equidistanza tra padroni e operai, equiparati sotto la generica etichetta di «produttori».<br />
A che punto siamo arrivati grazie a queste «riforme» modernizzatici, che avrebbero dovuto dare slancio al sistema produttivo e promuovere una maggiore giustizia sociale? Limitiamoci a pochi dati di fatto attestati dalle statistiche ufficiali.<br />
L’Italia è al penultimo posto nella classifica europea delle retribuzioni del lavoro dipendente e in vetta alla classifica della disuguaglianza. Le privatizzazioni hanno prodotto una oligarchia intoccabile di super-ricchi e coinvolto beni e servizi di prima necessità, ledendo i diritti di cittadinanza. Le pensioni dei lavoratori a tempo indeterminato hanno perso in media il 30% del potere d’acquisto (per quelle dei precari mancano dati aggregati, ma la perdita è almeno doppia). Per oltre 4 milioni di persone (in particolare giovani, donne e migranti) la flessibilità si è tradotta in sotto-occupazione e lavoro nero, precarietà, dequalificazione e povertà. Ricevendo continui incentivi pubblici (da ultimo, con la scusa delle misure anti-crisi) e potendo fare profitti col taglio dei «costi del lavoro», le imprese non hanno investito in ricerca e innovazione. La rinuncia dello Stato a qualsiasi ruolo di direzione e programmazione dello sviluppo si è tradotta nell’assenza di politica industriale e questa, a sua volta, nel declino dell’apparato produttivo nazionale.<br />
Negli ultimi quindici anni – prima dell’esplosione della crisi – il Pil è rimasto al palo. Il potere contrattuale del sindacato non è mai stato così basso (come mostra anche la drammatica caduta della sicurezza sul lavoro). La democrazia sindacale è una chimera, mentre è in corso lo smantellamento del contratto nazionale di lavoro. Il cosiddetto «risanamento» si è tradotto in drastici tagli alla spesa sociale (mentre la spesa per le armi e le missioni «di pace» sui fronti di guerra non si tocca, anzi continua ad aumentare) e in una accresciuta pressione fiscale sul lavoro dipendente (in un Paese in cui capitale e lavoro autonomo sottraggono al fisco oltre 250 miliardi di euro l’anno). E forse tutto ciò ha qualcosa a che vedere col dilagare del razzismo e dell’intolleranza, con la reviviscenza dello squadrismo fascista e lo spostarsi a destra di vasti settori del mondo lavoro e della stessa classe operaia.<br />
Non ci illudiamo che l’on. Bersani sottoscriverebbe anche le virgole di questa sintesi. Ma le sue linee di fondo, che si limitano a riportare semplici evidenze, dovrebbe condividerle, poiché solo riconoscendo l’insostenibile condizione del lavoro potrebbe spiegarsi come mai le forze del centrosinistra hanno via via dissipato un grande patrimonio di consensi e non siano mai state capaci di conservare la maggioranza dopo aver vinto, più o meno fortunosamente, le elezioni. Non si tratta di difendere convinzioni e partiti presi. Si tratta di capire che cosa è accaduto, in un non più breve lasso di tempo, in Italia e in Europa, dove le forze socialdemocratiche hanno praticato politiche neoliberiste rinunciando alla difesa del lavoro dipendente. Si tratta di riflettere criticamente su una linea politica che, ancora negli ultimi anni, ha privilegiato gli interessi dell’impresa e della finanza speculativa, finendo col riconsegnare il Paese, per la terza volta, a una destra reazionaria, decisa a sovvertire il quadro costituzionale e a blindare la subordinazione delle classi lavoratrici.<br />
Saprà l’on. Bersani dar corso alla riflessione seria e spregiudicata che lo attende? Stiamo a vedere. Intanto, ci permettiamo di rivolgergli una proposta e un piccolo suggerimento.<br />
Gli proponiamo in primo luogo di marcare l’assunzione dell’importante incarico al quale è stato chiamato promuovendo una grande mobilitazione per il lavoro e contro i licenziamenti, per il reddito di chi è colpito dalla crisi e contro il governo e la sua sciagurata politica economica. A questa iniziativa, che potrebbe culminare in una grande manifestazione di popolo e mostrare al Paese che esiste ancora un enorme potenziale di lotta per la difesa dei diritti del lavoro e della Costituzione, parteciperebbero con ogni probabilità tutte le forze politiche e sociali avverse alla destra, che oggi stentano a trovare denominatori comuni per mettere a valore la propria forza d’urto.<br />
Poi, visto che la politica è fatta anche di simboli, ci permettiamo di suggerire al nuovo segretario del Pd un piccolo gesto che parlerebbe in modo chiaro non solo alle lavoratrici e ai lavoratori che egli dichiara di voler tutelare, ma anche all’insieme della cittadinanza, spaventata per la continua emorragia di diritti e di garanzie. Trovi cinque minuti per una telefonata di felicitazioni e chiami Dante De Angelis, il macchinista licenziato da Trenitalia per aver denunciato i gravi problemi di sicurezza che affliggono le ferrovie italiane da quando anch’esse sono gestite come un’azienda privata, tesa a far soldi piuttosto che a fornire un servizio pubblico. Gli telefoni per rallegrarsi con lui della sentenza che lo ha reintegrato sul posto di lavoro riconoscendo la fondatezza della sua denuncia e dando torto all’azienda. Mostri concretamente di avere capito davvero che una battaglia di opposizione alla destra passa in primo luogo per una precisa scelta di campo a favore del lavoro e dei diritti sociali.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Shooting Silvio? Pentìti mai!]]></title>
<link>http://contentistheking.wordpress.com/2009/10/29/shooting-silvio-berlusconi-omicidio/</link>
<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 11:03:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stefano Ciavatta</dc:creator>
<guid>http://contentistheking.wordpress.com/2009/10/29/shooting-silvio-berlusconi-omicidio/</guid>
<description><![CDATA[Shooting Silvio? Pentìti mai. Scrittori intellettuali e produttori cinematografici che in questi ann]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-818" title="hoammazzatob" src="http://contentistheking.wordpress.com/files/2009/10/hoammazzatob.jpg?w=300" alt="hoammazzatob" width="300" height="166" /></p>
<p style="text-align:justify;">Shooting Silvio? Pentìti mai. Scrittori intellettuali e produttori cinematografici che in questi anni hanno raccontato la morte del Presidente del Consiglio, con titolo espliciti, difendono la loro libertà artistica, ognuno con motivi diversi. E in alcuni casi, il movente è anche la sinistra, anzi la cattiva sinistra. Quasi tutti i progetti sono del 2005. Tranne uno: Ho ammazzato Berlusconi di Daniele Giometto e Gian Luca Rossi (tratto da un romanzo), del 2006, precedente al fiml di Bernardo Carboni.</p>
<p style="text-align:justify;">
Fantapolitica senza successo, però. Finito nel 2006, il film ha avuto problemi di distribuzione, almeno in Italia mentre è circolato nei circuiti dei festival indipendenti. Lo ha prodotto Caterina Rogani per la Collepardo. «Da Rai e Mediaset abbiamo avuto solo porte sbattute in faccia perché “non rientrava nella linea editoriale”», racconta. E il Mibac? «Lo ha riconosciuto come film di interesse culturale ma senza farlo rientrare nei finanziamenti. Il che però comporta la garanzia della distribuzione nelle sale d&#8217;essai. Ma poi ci hanno negato anche questo, accampando altri motivi. Dopo il ricorso al Tar, verrà rivalutato in commissione, convocata dal direttore. Ma è troppo tardi. Non andrà più nelle sale».</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">Oggi lo rifarebbe? «Sì ma solo in via sperimentale, con contributi volontari, ho finito di pagare gli oneri sociali 6 mesi fa. Anche Feltrinelli non ci ha voluto incontrare. Ma per noi è stato un dovere civile partecipare a una critica alla classe politica, sullo smarrimento di sinistra e dell’elettorato. Si parla anche dell’ex sindaco di Napoli, Bassolino». Stesso titolo? «Avrei voluto chiamarlo, Ops! Ho ammazzato Berlusconi, perché la morte è accidentale, è una storia un po’ acida, ma non irriverente, nè cattiva. Se non è fasulla, la satira è corrosiva. Però conserva una rabbia nei confronti di Berlusconi. La cattiva politica è berlusconiana, ma sta anche nella sinistra da cui ci si sente feriti». Qualche antiberlusconiano doc ha protestato per il film? «Nessuno».</p>
<p style="text-align:justify;">Il libro di partenza, L&#8217;omicidio Berlusconi (Edizioni Clandestine, 2005) per l&#8217;autore Salieri è «un successo da 50 mila copie e ogni anno continua a vendere. Se lo rifarei? Sì perché è una critica a una sinistra che non c’è, mentre quelli come Berlusconi esisteranno sempre. Ho scritto la storia di un giovane insegnante deluso, la moglie lo scopre a votare Forza Italia e reagisce come fosse un tradimento. Esce con la macchina e ha un incidente. La sera dopo, scioccato, il marito investe Berlusconi in maniera accidentale. Una versione difficile da sostenere, e allora si accusa, finendo per convincersi dell’uccisione. Si condanna come intellettuale per il suo qualunquismo». Ripeterebbe anche il titolo così esplicito? «Ormai mi chiamano anche dagli Usa per chiedermi un parere sulle elezioni. Da noi c&#8217;è stato qualche travisamento: nel libro muore un cinese e il Corriere pensava fosse Cofferati. Repubblica mi ha difeso dall’attacco dell’Osservatore romano, ma entrambi i giornali non avevano letto il libro&#8230;». Una demonizzazione? «Ad una presentazione del libro, la Guzzanti venne fingendosi Berlusconi, poi più nulla. Mi ha chiamato La7 ma non se n’è fatto niente, forse per autocensura. Speravo che Santoro mi chiamasse&#8230;».</p>
<p style="text-align:justify;">Anche Raul Montanari rifarebbe tutto. Ne La verità bugiarda (Baldini Castoldi Dalai, 2005) racconta narra l’omicidio del Cavaliere in piazza Duomo a Milano. «Lo rifarei, per un motivo molto semplice, che non c&#8217;entra nulla con l&#8217;odio e che l&#8217;assassinio ha un senso di pietà verso la vittima. È il più classico dei cesaricidi, in una Milano caotica. Rivendico una autonomia letteraria».</p>
<p style="text-align:justify;">In Kill? di Roberto Vacca (Marsilio, 2005), il premier si salva. Ma le motivazioni non gli fanno onore: «È il diario di una persona che ha deciso di uccidere Berlusconi. Alla fine sta lì pronto col fucile, e poi non spara». Perchè? «Perché gli viene in mente la storia di Donald Downes dell&#8217;Oss, sbarcato a Salerno. Vede il re d&#8217;Italia comprare le uova a minor prezzo e lo indica ai partigiani. “È uno stronzo” dice Donald, “No, non lo è &#8211; risponde il partigiano &#8211; è una cimice. È troppo piccolo, non gli sparo”». Come è andato il libro? «L’editore non l’ha lanciato, ma ha venduto 6/7mila copie».</p>
<p style="text-align:justify;">Per Giuseppe Caruso, gionalista, autore di Chi ha ucciso Silvio Berlusconi (Ponte alle Grazie, 2005): «Rifarei il libro, giunto alla quinta edizione, e anche il titolo perché Berlusconi si è confermato come il rappresentante del sistema. Sull&#8217;omicidio premeditato, più che alle Br, penso a Gaetano Bresci. Non si può negare il fatto che Berlusconi attiri su di sé molto odio. Ma uccidere Prodi era la stessa cosa». E il 2005 si conferma una pessima annata per Silvio, anche nei sogni dei creatori di storie.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rutelli con Casini, in 25 pronti a seguirlo]]></title>
<link>http://andreasferrella.wordpress.com/2009/10/27/rutelli-con-casini-in-25-pronti-a-seguirlo/</link>
<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 10:02:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea Sferrella</dc:creator>
<guid>http://andreasferrella.wordpress.com/2009/10/27/rutelli-con-casini-in-25-pronti-a-seguirlo/</guid>
<description><![CDATA[  Cvd, la tanto attesa &#8211; e più volte annunciata &#8211; uscita di Rutelli dal Partito democrat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:center;"><a rel="attachment wp-att-1618" href="http://andreasferrella.wordpress.com/2009/10/27/rutelli-con-casini-in-25-pronti-a-seguirlo/rutelli/"><img class="aligncenter size-full wp-image-1618" title="rutelli" src="http://andreasferrella.wordpress.com/files/2009/10/rutelli.jpg" alt="rutelli" width="450" height="343" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Cvd, la tanto attesa &#8211; e più volte annunciata &#8211; uscita di Rutelli dal Partito democratico sembra avere le ore contate. L&#8217;ex ministro ha dichiarato di essere pronto ad andare con Casini qualora ce ne fossero le condizioni, ossia “non subito e non da solo”. In realtà la questione è seria – la Binetti sarebbe il capofila di venticinque parlamentari pronti al salto &#8211; e la possibile scissione sarà probabilmente la prima grana da affrontare per il nuovo segretario. Pardon la seconda, visto che Antonello Soro – capogruppo del Pd alla Camera – non sembrerebbe intenzionato ad abbandonare la poltrona lasciando spazio agli “uomini del segretario”.</p>
<p style="text-align:justify;">Altro nodo da sciogliere per Bersani è quello della presidenza; indiscrezioni parlano di un possibile ritorno di Romano Prodi – che potrebbe rappresentare una garanzia per la componente moderata – ma il professore non sarebbe interessato e se il no dovesse essere definitivo si tornerebbe alla carta Rosy Bindi.</p>
<p style="text-align:justify;">Insomma, passata la sbornia della festa Bersani si trova a fare i conti con la realtà di un partito complicato e ancora da costruire. Il nuovo segretario ha tutto l&#8217;interesse a mostrarsi come guida ferma di un gruppo unito, ancor di più nel momento in cui il governo comincia a scricchiolare per via delle cannonate di Tremonti.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le mie prime Primarie]]></title>
<link>http://gianlucaolivero.wordpress.com/2009/10/26/le-mie-prime-primarie/</link>
<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 17:21:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Gianluca Olivero</dc:creator>
<guid>http://gianlucaolivero.wordpress.com/2009/10/26/le-mie-prime-primarie/</guid>
<description><![CDATA[                       Bersani vincente 1 a 1. Due euro per poter votare il segretario. Venghino, si]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;">           <img src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2008/05/pd.jpg" alt="" width="253" height="199" /></p>
<p>            Bersani vincente 1 a 1. Due euro per poter votare il segretario. Venghino, signori, venghino. Noi, sì, noi “ci teniamo”.</p>
<p>            E, come da prognostici, Bersani eletto con più del cinquanta per cento dei voti.</p>
<p>            Non sto parlando dell’ultima fiera del più sperduto paesino del cuneese, non sto parlando della sagra del marrone e della salsiccia e della corsa dei muli con le relative scommesse. Punto un covone di grano su Bersani! No, Franceschini mi sembra di una stoffa migliore…</p>
<p>            Sto parlando, invece, ed è triste dirlo, del Partito democratico, del principale “azionista” dell’opposizione italiana al governo in carica. Sto parlando della votazione del segretario che dovrà ristrutturare un’organizzazione allo sbando per costruire una valida alternativa da opporre allo strapotere berlusconiano.</p>
<p>            Dopo un congresso al limite fra il comico ed il farsesco, in cui si sono scelti candidati nominati dall’alto a dispetto dell’aggettivo “democratico” cui si richiama il partito, è iniziata la campagna elettorale. E che divertimento! Dibattiti all’americana trasmessi su reti che frequentano i soliti quattro gatti ( e forse, in questo caso, anche qualche cane…), comizi roboanti, partitelle a bocce, manifestazioni solidali condite con calzini turchesi…</p>
<p>            Poi, il 25 ottobre. Elezioni primarie. Duemilionicinquecentomila votanti. Ciascuno dona almeno due euro per poter votare. I conti sono presto fatti. Soldi che si aggiungono ai rimborsi elettorali. Ah, il costo della democrazia!</p>
<p>            E, come previsto, vittoria schiacciante di Pier Luigi Bersani. Un uomo tutto d’un pezzo, che ho potuto apprezzare durante il suo ministero nel governo Prodi-bis. Un uomo che sicuramente saprà ristrutturare il partito, essendo un vero uomo di partito, che crede nel partito e nel suo apparato.</p>
<p>            Sono convinto che riuscirà a far uscire il PD da questa sua penuria di voti, ma soprattutto sono contento di non dover più sentire quell’antiberlusconismo e quel buonismo che ha guidato la stagione veltroniana e, poi, quella del democristiano Franceschini.</p>
<p>            Finalmente, dopo un ventennio in cui i post-comunisti erano guidati da democristiani, ora un pidiessino vero alla guida del piddì.</p>
<p>            Ma, devo confessarlo, nonostante tutte le mie critiche alle modalità con cui è stato eletta la segreteria, io alle primarie sono andato a votare. Sì, ho sborsato quei due euro, ho rinunciato ad un caffè per scegliere “l’alternativa”. E ho votato e fatto votare Ignazio Marino.</p>
<p>            Ignazio, quel chirurgo, quel razionalista sostenitore di uno Stato veramente laico e di un liberalismo sociale che molto si avvicina alle mie idee di liberalsocialista. Ignazio, l’unica novità in un partito che dovrebbe essere progressista e che invece si impone come il più conservatore, il più tradizionalista (persin più dei leghisti…), il più dogmatico. Sono contento di averlo votato, pur sapendo che non sarebbe mai stato eletto e che, nel giro di pochi mesi, la sua voce, fastidiosa per alcuni, sarebbe stata emarginata. Ho diciassette anni e queste sono le prime elezioni a cui ho votato. Marino è il primo nome su cui ho messo una croce. Ma non me ne pento…</p>
<p> </p>
<p>Vorrei concludere, com’è doveroso, con un augurio al nuovo segretario. Auguri, Pier Luigi, auguri di cuore. Che la tua segreteria sia fruttuosa, che il tuo operato riesca a far uscire la politica italiana da una stagione d’odio e di insulti per avviarci ad un periodo di concordia, di dialogo e, soprattutto, di riforme. Condivise.</p>
<p>Un monito, poi: non cadere nella trappola del populismo, del pressapochismo, del giustizialismo alla Di Pietro; adoperati invece per trasformare il PD in un partito socialdemocratico alla stregua di tutti i principali paesi europei. L’Italia non potrà che guadagnarci. Buon lavoro!</p>
<p>Viva l’Italia,</p>
<p>                                                         Gianluca Olivero</p>
<p> </p>
<p>P.S.: ci tengo, da liberale, libertario e anche un po’ libertino, ad esprimere tutta la mia solidarietà a Marrazzo, su cui in questi giorni si sta scatenando una vera e propria campagna d’odio. Un’indecente campagna d’odio. Della serie “moralizziamo il moralista”, come solo in un Paese malato può succedere. Non mollare, Piero!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Sintesi di Biani...]]></title>
<link>http://gcenna.wordpress.com/2009/10/24/la-sintesi-di-biani-16/</link>
<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 23:01:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>prcarmerina</dc:creator>
<guid>http://gcenna.wordpress.com/2009/10/24/la-sintesi-di-biani-16/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter" title="sintesibiani" src="http://farm3.static.flickr.com/2764/4033767729_036ce76328_o.gif" alt="" width="580" height="726" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mi manda Raitre]]></title>
<link>http://prcvomeroarenella.wordpress.com/2009/10/24/trans-de-vie/</link>
<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 18:23:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>pgall</dc:creator>
<guid>http://prcvomeroarenella.wordpress.com/2009/10/24/trans-de-vie/</guid>
<description><![CDATA[La partita che si è conclusa con la cosiddetta autosospensione di Piero Marrazzo dalla carica di pre]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">La partita che si è conclusa con la cosiddetta autosospensione di Piero Marrazzo dalla carica di presidente del Lazio contiene alcuni significati rilevanti.</p>
<p style="text-align:justify;">Primo: quando un governante non riesce a rendere conto dei propri comportamenti ai cittadini deve dimettersi. Marrazzo dopo le incongruenze emerse sui giornali tra le sue dichiarazioni e il resoconto dell&#8217;inchiesta lo ha fatto, Berlusconi si contraddice tutti i giorni ma è ancora lì.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.verdinrete.it/rieti/regionali2005/marrazzo.jpg" alt="" width="395" height="148" /><!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">Secondo: le dimissioni sono una via obbligata anche quando il governante è ricattabile: Marrazzo ha sbagliato a non denunciare immediatamente il brutto pasticcio in cui si era cacciato e ora ne paga le conseguenze, Berlusconi dopo che era noto a tutti che frequentava delle cosiddette &#8220;escort&#8221; ha tirato diritto. Marco Travaglio sul Fatto fa notare che con l&#8217;arresto dei ricattatori il tema della ricattabilità non sussiste più perché tutte le costrizioni all&#8217;azione di governo sono state rimosse (http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578). Ma Giuseppe D&#8217;Avanzo su Repubblica  (27 ottobre) osserva che Berlusconi era stato informato del filmato offerto alla redazione di &#8220;Chi&#8221; e aveva invitato Marrazzo a pagare i ricattatori, non a denunciare tutto ai magistrati. Così se non si fosse saputo nulla dei video il capo del Governo avrebbe posseduto un&#8217;arma di pressione formidabile da usare al momento opportuno. Marrazzo su tutto questo è stato reticente.</p>
<p style="text-align:justify;">Terzo: Marrazzo non ha rispettato il vincolo che lo lega alla moglie e ha tradito la fiducia che lei e le figlie avevano in lui; ma anche queste circostanze &#8211; si potrebbe obiettare che sono affari privati &#8211; ne distruggono la credibilità pubblica. Così per Berlusconi, e si suppone che i due adulteri abbiano pareggiato i conti degli elettori, cattolici, benpensanti o altro, disgustati.</p>
<p style="text-align:justify;">Quarto: finora non risulta che Marrazzo abbia abusato del suo potere in modo violento per avere relazioni intime, anche se nella fattispecie non stiamo parlando di donne, né ha fatto loro alcuna promessa di carriera politica o professionale. Mentre la polemica che ha investito Berlusconi è iniziata proprio con la candidatura di alcune cosiddette &#8220;veline&#8221; per poi scoprire che erano state candidate anche delle cosiddette &#8220;escort&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">La questione va al di là della liberalità e della tolleranza del centro-sinistra, proprio la settimana scorsa si è discusso a lungo di omofobia. Nel centro-destra, invece, come ha osservato Massimo D&#8217;Alema tempo fa, è curioso che gli stessi che fanno leggi contro la prostituzione poi frequentino proprio prostitute. Ecco, per cominciare a ragionare sul serio bisognerebbe far notare che il problema di Marrazzo non sono i suoi comportamenti sessuali né se e chi paga per avere compagnie intime: per esempio l&#8217;orientamento sessuale di Nichi Vendola  è noto e nessuno ne può fare oggetto di speculazioni politiche, mentre la questione di gran lunga più importante è che non giustificare i propri comportamenti di fronte all&#8217;opinione pubblica e essere ricattabili e non avere una morale limpida e abusare del proprio potere non consente di governare con efficacia.</p>
<p style="text-align:justify;">La carriera politica di Marrazzo è finita. La propaganda ideologica che il capo del Governo può mettere in atto perché controlla o possiede sei reti televisive ha fatto penetrare nel senso comune profondo degli italiani che i governanti di centro-sinistra o sono dei santi (Prodi) o vanno coi trans (Sircana e Marrazzo), mentre quelli di centro-destra saranno un po&#8217; mascalzoni, ma almeno vanno con le donne, come dire che per ora detengono il monopolio della virilità. In tempi di identità fluttuanti e troppo semplificate e paura di migranti troppo prolifici è un punto a favore, finché dura questo tipo di vantaggio.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma non è detto: essersi dimessi subito è anche il segnale di una cultura di governo alternativa dove una singola persona che detiene il potere non è mai insostituibile e il suo ruolo può essere bilanciato con altri contrappesi.</p>
<p style="text-align:justify;">Bastera?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[&quot;Uccidiamo Berlusconi&quot;, ma anche Virgola, Costantino, Prodi, Franceschini...]]></title>
<link>http://yourspeakerscorner.wordpress.com/2009/10/22/uccidiamo-berlusconi-ma-anche-virgola-costantino-prodi-franceschini/</link>
<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 07:35:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Francesco</dc:creator>
<guid>http://yourspeakerscorner.wordpress.com/2009/10/22/uccidiamo-berlusconi-ma-anche-virgola-costantino-prodi-franceschini/</guid>
<description><![CDATA[Tanta polemica e tanto stupore sta suscitando nell&#8217;opinione pubblica un gruppo del social netw]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://yourspeakerscorner.wordpress.com/files/2009/10/uccidiamo_berlusconi_482_370468210.jpg"><img class="alignleft" style="border:0 none;margin-left:10px;margin-right:10px;" src="http://yourspeakerscorner.wordpress.com/files/2009/10/uccidiamo_berlusconi_482_370468210.jpg?w=241" border="0" alt="" width="241" height="150" /></a>Tanta polemica e tanto stupore sta suscitando nell&#8217;opinione pubblica un gruppo del social network Facebook titolato &#8220;Uccidiamo Berlusconi&#8221;.<br />
Il gruppo conta più di 14.000 iscritti che si scambiano battute, più o meno opportune, sul presidente Berlusconi, scivolando alle volte in toni inquietanti e grotteschi.<br />
L&#8217;amministratore del gruppo sostiene si tratti solo di un&#8217;iniziativa goliardica, ma la stampa e il governo non sembrano dargli ascolto.  Sui giornali si moltiplicano allarmati editoriali sul pericolo della deriva antipolitica di cui internet è catalizzatore e di cui simili gruppi sono l&#8217;espressione. I titoli delle testate parlano di minacce via web al premier e riportano alcuni degli interventi degli iscritti (&#8220;Se mi date 500.000 euro lo faccio io&#8221;).<br />
Intanto la procura di Roma apre un fascicolo a riguardo, su invito del ministro di Grazia e Giustizia Alfano, sulla base che chi invita all&#8217;odio commette reato penale.</p>
<p>Il regolamento di Facebook vieta espressamente di istituire gruppi mirati all&#8217;odio di una persona o gruppi di persone, vietando allo stesso tempo ogni forma di intimidazione o minaccia attraverso le proprie pagine. Il controllo sui gruppi e sulle pagine non è, però, così rigoroso da impedire il sorgere di iniziative discutibili.</p>
<p>Lo spirito di provocazione estrema basata su temi come morte e odio è piuttosto diffuso sul social netwok. Se si digita &#8220;uccidiamo&#8221; sul motore di ricerca interno e si seleziona il filtro &#8220;gruppi&#8221; escono fuori più di 500 risultati. Invitano a disfarsi di innumerevoli personaggi, reali o di finzione. Si va dal tronista Costantino, alla cantante Arisa, dal giornalista Mughini a personaggi dei cartoni animati, fino a numerosi calciatori, come Nedved, Loria, Burdisso. C&#8217;è anche un &#8220;Uccidiamo Bassolino&#8221;. Osservazioni simili si possono fare digitando la parola &#8220;Uccidete&#8221;, ma è più interessante provare a inserire nomi dei leader del centro sinistra, per vedere cosa viene fuori. <!--more--></p>
<p><a href="http://profile.ak.fbcdn.net/object3/1425/91/s16674339986_296.jpg"><img class="alignleft" style="border:0 none;margin-left:10px;margin-right:10px;" src="http://profile.ak.fbcdn.net/object3/1425/91/s16674339986_296.jpg" border="0" alt="" width="100" height="150" /></a>Cercando Romano Prodi, ad esempio, vengono fuori gruppi come&#8221;Chi vuole decapitare Romano Prodi (Er Mortazza)&#8221;, &#8220;E&#8217; sparito Romano Prodi, gaudemus&#8221;,  &#8220;Romano Prodi fai schifo&#8221;, &#8220;Ma perchè Romano Prodi esiste?&#8221;, &#8220;X tutti quelli che vorrebbero ammazzare Romano Prodi&#8221;, &#8220;Romano Prodi la vera causa dell&#8217;influenza suina&#8221;, più una serie piuttosto lunga di generici gruppi d&#8217;odio, in barba al regolamento Facebook (e al codice penale, secondo Alfano).<br />
Passiamo a Dario Franceschini e iniziamo con &#8220;Dario Franceschini sparati&#8221;, &#8220;Quelli che non sopportano Franceschini&#8221;, &#8220;Doniamo un neurone a Franceschini&#8221;, &#8220;Dario Fraceschini Nobel per la coglionaggine 2010&#8243;, più altri generici gruppi che istigano all&#8217;odio.<br />
E&#8217; il turno di Veltroni, e troviamo &#8220;Veltroni bugiardo&#8221; e &#8220;Veltroni buffone&#8221;, &#8220;Walter Veltroni ci hai rotto i coglioni&#8221;,  svariati gruppi che lo invitano ad andare in Africa, oltre ai soliti che istigano all&#8217;odio.<br />
Veniamo a D&#8217;Alema e troviamo &#8220;Dio prenditi D&#8217;Alema e ridacci Berlinguer&#8221;, &#8220;Quelli che&#8230;D&#8217;Alema hai rotto il cazzo&#8221;, &#8220;D&#8217;Alema vieni un pò qua che te la do io la scossa&#8221; (con immagine di sedia elettrica), &#8220;Questo gruppo è dedicato a tutti coloro k voglio a d&#8217;Alema morto!&#8221;  più gli immancabili gruppi d&#8217;odio.</p>
<p><!--more-->continua a leggere</p>
<p><a href="http://profile.ak.fbcdn.net/object3/1571/89/n37139961006_1391.jpg"><img class="alignright" style="border:0 none;margin-left:10px;margin-right:10px;" src="http://profile.ak.fbcdn.net/object3/1571/89/n37139961006_1391.jpg" border="0" alt="" width="200" height="131" /></a>Estendendo il campo a Di Pietro, troviamo, insieme agli immancabili gruppi d&#8217;odio, un notevole &#8220;Antonio Di Pietro ce l&#8217;ha piccolo&#8221;, &#8220;Di Pietro is mad&#8221; (con annessa foto ritoccata con baffetto hitleriano e svastica al vento), e un paio di &#8220;Rimandiamo Di Pietro a fare il contadino&#8221;.<br />
Facendo un &#8220;esperimento storico&#8221;, digitando Mussolini nel motore di ricerca vengono fuori infinità di pagine celebrative del Duce e del Ventennio,  in violazione della cosiddetta Legge Scelba sul reato di apologia di fascismo.<br />
Spostandoci su scenari più ampi, e su un&#8217;altra piattaforma, su <a href="http://www.youtube.com/results?search_query=obama+anticristo&#38;page=&#38;utm_source=opensearch" target="blank">Youtube</a> circolano numerosi video che sostengono, sulla base di riferimenti biblici, che il presidente Usa Barack Obama altri non sarebbe che l&#8217;Anticristo.</p>
<p>Che cosa vuol dire questo? Vuol dire che Facebook, e la rete più in generale, fa come il miele con le mosche, attirando però gli imbecilli. Imbecilli nel senso vero del termine, dal latino &#8220;In-baculum&#8221;, sprovvisto di bastone. Sprovvisto di appoggio, quindi, ma anche di un mezzo con cui colpire in caso di necessità.  Simili iniziative sono solo il megafono di parole che altrimenti finirebbero al vento, difficilmente sono espressione di problemi e pensieri reali.</p>
<p style="text-align:left;"><a href="http://yourspeakerscorner.wordpress.com/files/2009/10/fb.jpg"><img class="aligncenter" style="border:0 none;" src="http://yourspeakerscorner.wordpress.com/files/2009/10/fb.jpg?w=280" border="0" alt="" width="280" height="105" /></a></p>
<p style="text-align:left;"><a href="http://yourspeakerscorner.wordpress.com/files/2009/10/fb.jpg"></a>La politica e i media tendono ad offrire una visione parziale delle nuove realtà del web, forse non comprendendole del tutto, o forse essendo interessati a rappresentarle sotto una luce negativa.<br />
Il fatto che 14.000 persone si iscrivano ad un gruppo Facebook che inviti ad uccidere Berlusconi (uccisione simbolica, come liberazione dal suo governo, non come eliminazione fisica) non può costituire notizia di telegiornale, conoscendo le dinamiche dei social network. Iscriversi a gruppi o eventi su queste piattaforme non costa molto più di un semplice click, e nella stragrande maggioranza dei casi, dopo pochi giorni gli iscritti dimenticano anche di aver dato la loro adesione a simili iniziative.</p>
<p>C&#8217;è da osservare che nessuno dei gruppi citati sopra raggiunge la stessa cifra di quello su Berlusconi, ma questo è spiegabile alla luce di due fattori, interrelati tra loro: Facebook è un fenomeno relativamente nuovo, che in Italia ha conosciuto una vera e propria impennata di iscrizioni nel corso del 2008. Essendo Berlusconi al potere attira inevitabilmente maggior attenzione rispetto ad altri leader, a maggior ragione su un mezzo popolare e populista come Facebook. Una posizione di rilievo catalizza inevitabilmente attenzioni, critiche e deliri. La presidenza del consiglio non sfugge a questa regola generale.</p>
<p>Ci sarebbe un discorso più ampio da fare,  riguardo alla gestione che Facebook fa delle pagine ideate dagli iscritti. A livello di regolamento, le limitazioni sono espresse chiaramente, ma nella prassi le violazioni si moltiplicano e vengono frenate solo su segnalazione degli utenti. Questo può far riflettere sulla mancanza di controllo che il network offre, e sul cattivo uso della libertà offerta che viene fatto, che si trasforma continuamente in licenza, per riprendere schemi teorici del passato.<br />
L&#8217;attenzione che sta attirando il gruppo anti Berlusconi potrebbe offrire l&#8217;occasione per muovere delle critiche strutturali a Facebook, sulla gestione dei dati personali, della proprietà intellettuale e sui pericolosi fraintendimenti che possono sorgere in tema di libertà di espressione.<br />
Inquadrato in quest&#8217;ottica il discorso assume la giusta prospettiva e può essere affrontato, e risolto, nel modo più opportuno.<br />
Ma non sembra esserci un interesse in questo senso.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Altri guai per la famiglia Mastella. Coincidenze?]]></title>
<link>http://neclord1000.wordpress.com/2009/10/21/altri-guai-per-la-famiglia-mastella-coincidenze/</link>
<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 11:33:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>Diego Tomasoni</dc:creator>
<guid>http://neclord1000.wordpress.com/2009/10/21/altri-guai-per-la-famiglia-mastella-coincidenze/</guid>
<description><![CDATA[Fonte: Dirittodicritica.com Il comico Maurizio Crozza esclamava poche settimane fa nel suo tradizion]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Fonte: Dirittodicritica.com Il comico Maurizio Crozza esclamava poche settimane fa nel suo tradizion]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mitrokhin, Scaramella e l’arte della polpetta]]></title>
<link>http://discutere.wordpress.com/2009/10/20/mitrokhin-scaramella-e-l%e2%80%99arte-della-polpetta/</link>
<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 09:51:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>discutere</dc:creator>
<guid>http://discutere.wordpress.com/2009/10/20/mitrokhin-scaramella-e-l%e2%80%99arte-della-polpetta/</guid>
<description><![CDATA[I rapporti su Prodi “manipolato dagli 007 russi” e quelli sui capitali di D’Alema: tutti falsi I dos]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><em>I rapporti su Prodi “manipolato dagli 007 russi” e quelli sui capitali di D’Alema: tutti falsi</em></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">I dossier farlocchi e taroccati sul passato “filosovietico” dei comunisti hanno, di solito, un difetto (dal punto di vista del committente). Il fatto è che molte delle spie sovietiche superstiti adesso fanno parte dell’establishment della nuova Russia, dominata, come si sa, da un ex capo del Kgb, Vladimir Putin, quello che ha regalato a Berlusconi l’ormai famoso lettone di palazzo Grazioli. Particolare che sfuggì all’ex presidente forzista della defunta commissione Mitrokhin, Paolo Guzzanti, che proprio per questo non è più nelle grazie di Berlusconi.</p>
<p style="text-align:justify;">Eppure con sulfureo zelo aveva raccolto dal suo consulente di fiducia, Mario  Scaramella, uno schedone su Romano Prodi che iniziava così: &#8220;Dopo controlli incrociati, molto approfonditi del dossier su Romano Prodi, può essere affermato (e ulteriormente corredato di dettagli) quanto segue.</p>
<p style="text-align:justify;">1) È molto improbabile che RP abbia mai consapevolmente o deliberatamente collaborato con i servizi di intelligence dell&#8217;Urss/Russi e vi sono molte indicazioni attendibili al riguardo.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">2) Ugualmente ben fondata è la forte impressione che RP fosse o ancora sia ben manipolato dal Kgb e da coloro che gli  sono succeduti in Russia attraverso i suoi stretti contatti personali o di amicizia, o di affari, o politici &#8211; a cominciare almeno dai tempi del sequestro di Aldo Moro – (…) RP aveva tutti gli argomenti per capire di essere stato manipolato ripetutamente da parte dell&#8217;Urss-Russia, ma non ha fatto nulla per fare in modo di mettere fine a ciò ed evitare che la cosa continuasse.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">3) Le seguenti personalità appartenenti al più stretto entourage di RP dovrebbero essere sospettate di saldi legami non solo con il Kgb, ma anche adesso con l&#8217;Svr (controspionaggio militare) e diversi gruppi &#8220;siloviki&#8221; (patrioti) in Russia, che collaborano con il Svr…”. Seguivano i nomi dei funzionari che “dovrebbero essere sospettati”.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Scaramella fu arrestato il 24 dicembre 2006 per traffico d&#8217;armi e calunnia, patteggiò la pena a quattro anni e fu scarcerato per l&#8217;indulto. Avendo scontato un anno e 4 mesi di carcere ha chiuso i conti. Assieme a Guzzanti denunciò alcuni tentativi di avvelenamento commissionati da Putin.</p>
<p style="text-align:justify;">Non bastassero questi foschi pasticci, ci sono almeno due episodi della “Mitrokhin” che dovrebbero consigliare a Berlusconi e sodali di andarci piano con il dossieraggio.</p>
<p style="text-align:justify;">Come è noto, Vasilij Mitrokhin non era un agente segreto. Ma un archivista del primo direttorato del Kgb di Mosca, che occupava il tempo nel ricopiare, sino al 1984, anno del pensionamento , notizie contenute nei faldoni del servizio segreto, poi passate agli inglesi. E il contenuto dei suoi appunti originali è riversato in 261 report in lingua inglese a loro volta trasmessi in Italia con il contagocce dal servizio inglese, l’MI6 ; ma solo uno – uno! &#8211; di questi report, il 237, fu ritenuto pericoloso per la sicurezza e riguardava la localizzazione delle ricetrasmittenti distribuite in Italia e in Europa dai sovietici.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel Report &#8211; ahi, ahi, ahi, il povero Mike avrebbe detto &#8211; c’è scritto che Il tempo, il quotidiano romano da sempre su posizioni di centrodestra, nel 1974 era “usato dal Kgb”. Ma a quei tempi Il tempo non era diretto da Gianni Letta? Che rispose: “Non c’è limite alla fantasia”.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma nel capitolo sui finanziamenti sovietici al Pci, i commissari della destra furono travolti da un vero boomerang. Interrogato sull’attività dell’ex tesoriere comunista Renato Pollini, fatto oggetto di un dossieraggio su un presunto “vorticoso movimento di capitali” l’allora premier Massimo  D’Alema lasciò agli atti della commissione Guzzanti un illuminante siparietto: &#8220;… la magistratura appurò che tutta la documentazione relativa a questo preteso vorticoso movimento di capitali era stata falsificata.&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;">Pollini e gli altri furono prosciolti. Aggiungo un particolare divertente. Risultò che l’unica società off-shore che avesse trasferito denaro da questa banca di Malta, la Mid Med Overseas Bank, verso banche italiane era una società denominata Arcobaleno, controllata dalla Fininvest”.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p><em><strong>(Vincenzo Vasile, Il Fatto, 20-10-2009)</strong></em></p>
<p><em>(c) Il Fatto Quotidiano</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[È questo che volete?]]></title>
<link>http://pnpermarino.wordpress.com/2009/10/19/e-questo-che-volete/</link>
<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 08:35:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Admin</dc:creator>
<guid>http://pnpermarino.wordpress.com/2009/10/19/e-questo-che-volete/</guid>
<description><![CDATA[Fioroni dice che «Se vincerà Bersani, come faranno quelli come me a restare nel partito di D’Alema? ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="background-color:#ffffff;">Fioroni <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200910articoli/48444girata.asp" target="_blank">dice</a> che «Se vincerà Bersani, come faranno quelli come me a restare nel partito di D’Alema? Io non so se ci saranno le condizioni&#8230;», Rutelli da mesi dice che non ne può più ma intanto non se ne va, e a quanto pare ha in animo di dar vita ad un movimento assieme a Fioroni &#8211; «Il 30% dei tesserati del Pd sta con me» &#8211; non per candidarsi alle elezioni ma per l&#8217;alternativa al centrosinistra attuale.<br />
L&#8217;opinione di ognuno è libera e quindi non metto becco, ma tant&#8217;è&#8230;</span></p>
<p>E se vincesse Bersani?</p>
<p>Sulla coesione del PD, Pierluigi Castagnetti ha detto che «in Bersani prevarrà la “rotondità”, la capacità di unire e dunque creerà le migliori condizioni per la futura convivenza». Forse un Dio esiste! Ma anche no&#8230; quindi non ci resta che andare al dopo.<br />
La Bindi non vuole fare il capogruppo perché tiene di più alla carica di vice-presidente della Camera, per cui la palla passa &#8211; e come non poteva essere &#8211; a Franceschini, mentre, udite udite, la presidenza del Partito Democratico ha una rosa di candidati da fiore all&#8217;occhiello: Romano Prodi, Carlo Azeglio Ciampi, Oscar Luigi Scalfaro.</p>
<p>Di una cosa mi duole: è mai possibile che nessuno pensa che la vera arma del Partito Democratico contro la Destra sia l&#8217;unione e non la deflagrazione verso nuovi partiti/movimenti? È mai possibile che le parole di Ignazio Marino per un partito unito e fuori dalle correnti passino inosservate fino a tal punto? Non pretendo che vinca Marino, ma almeno che si prenda un minimo insegnamento delle cose che ha detto in questa campagna elettorale: sia in Convenzione che nel confronto, tutti e tre i candidati <strong>hanno parlato chiaramente di un PD forte e unito</strong>, vogliamo dirlo anche ai parlamentari che ci sostengono per piacere!!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tassi di crescita economia Italiana 1996-2009]]></title>
<link>http://newpolis.wordpress.com/2009/10/17/tassi-di-crescita-economia-italiana-1996-2009/</link>
<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 15:25:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>haker47info</dc:creator>
<guid>http://newpolis.wordpress.com/2009/10/17/tassi-di-crescita-economia-italiana-1996-2009/</guid>
<description><![CDATA[by NewPolis 1996 +1.1% (Dini, Prodi) 1997 +1.9% (Prodi)  1998 +1.4% (Prodi, D&#8217;Alema) 1999 +1.5]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="mceTemp mceIEcenter"><img class="size-full wp-image-453" title="Gra" src="http://newpolis.wordpress.com/files/2009/10/grafico-cresicta-economica-1996-20081.jpg" alt="by NewPolis" width="500" height="295" />
<dl class="wp-caption aligncenter">
<dt class="wp-caption-dt">by NewPolis</dt>
</dl>
</div>
<p>1996 +1.1% (Dini, Prodi)<br />
1997 +1.9% (Prodi) <br />
1998 +1.4% (Prodi, D&#8217;Alema)<br />
1999 +1.5% (D&#8217;Alema)<br />
2000 +3.7% (D&#8217;Alema, Amato)<br />
2001 +1.8% (Amato, Berlusconi)<br />
2002 +0.5% (Berlusconi)<br />
2003 +0.0% (Berlusconi)<br />
2004 +1.5% (Berlusconi)                                                                                                                                                                                           2005 +0.7% (Berlusconi)<br />
2006 +2.0% (Berlusconi, Prodi)<br />
2007 +1.6% (Prodi)<br />
2008 -1.1% (Berlusconi)<br />
2009 -5.5% (Berlusconi)</p>
<p>Fonte: Fondo Monetario Internazionale</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La CAV e il Cav, ovvero Galan e il Veneto tradito.]]></title>
<link>http://giovdemroncade.wordpress.com/2009/10/16/galan-cav/</link>
<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 16:14:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>enricodesi</dc:creator>
<guid>http://giovdemroncade.wordpress.com/2009/10/16/galan-cav/</guid>
<description><![CDATA[Venezia, 2 Ottobre &#8211; Dice Galan &#8216;Il vero capolavoro di forza e diplomazia compiuto in qu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Venezia, 2 Ottobre &#8211; Dice Galan &#8216;Il vero capolavoro di forza e diplomazia compiuto in qu]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Svegliati Italia]]></title>
<link>http://silviodixit.wordpress.com/2009/10/14/svegliati-italia/</link>
<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 14:51:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>mauchi</dc:creator>
<guid>http://silviodixit.wordpress.com/2009/10/14/svegliati-italia/</guid>
<description><![CDATA[Intervenendo alla presentazione a Villa Madama dell&#8217;iniziativa &#8220;Due Hub&#8221;, il Nostr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Intervenendo alla presentazione a Villa Madama dell&#8217;iniziativa &#8220;Due Hub&#8221;, il Nostro, poiché l&#8217;Italia ha un gap infrastrutturale drammatico, ha ufficialmente annunciato <b><i>«A dicembre-gennaio cominceremo a realizzare un&#8217;altra importante costruzione per la Sicilia, una regione che dobbiamo rendere italiana al cento per cento. Mi riferisco al ponte sullo Stretto di Messina»</i></b>.<br />Ha anche ricordato che l&#8217;Italia ha <i><b>«&#8230; condizioni negative, è un&#8217;eredità con cui dobbiamo fare i conti».</b></i> Eredità lasciata anche dai governi che l&#8217;hanno precededuto:</p>
<p><u><font color="#3333ff">Silvio Berlusconi&#160;&#160; 10/05/1994 &#8211; 17/01/1995 durata gg.&#160;&#160;&#160; 252</font><br /></u>Lamberto Dini&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; 17/01/1995 &#8211; 17/05/1996 durata gg.&#160; &#160; 486<br />Romano Prodi&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; 17/05/1996 &#8211; 21/10/1998 durata gg.&#160; &#160; 887<br />Massimo D&#8217;Alema 21/10/1998 &#8211; 25/04/2000 durata gg.&#160;&#160;&#160; 552<br />Giuliano Amato&#160;&#160;&#160; 25/04/2000 &#8211; 11/06/2001 durata gg.&#160;&#160;&#160; 412<br /><font color="#3333ff"><u>Silvio Berlusconi&#160;&#160; 11/06/2001 &#8211; 17/05/2006 durata gg.&#160; 1801</u></font><br />Romano Prodi&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; 17/05/2006 &#8211; 08/05/2008 durata gg.&#160;&#160;&#160; 722<br /><font color="#3333ff"><u>Silvio Berlusconi&#160;&#160; 08/05/2008 &#8211; in carica&#160;&#160;&#160;&#160; (ad oggi)gg.&#160;&#160; 524</u></font></p>
<p>In percentuale dal 10/05/1994 sono stati Presidenti del Consiglio:<br /><b>Silvio Berlusconi&#160; 46%</b><br />Romano Prodi&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; 28%<br />Massimo D&#8217;Alema&#160;&#160; 10%<br />Lamberto Dini&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; &#160;&#160; 9%<br />Giuliano Amato&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; 7%</p>
<p>Comincia a suonare un po strano, come il miglior Presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni che ha rappresentato il paese per il 46% del tempo degli ultimi 15 anni ancora oggi scagli accusi ai suoi predecessori, visto che il rappresentante più partecipe è lui stesso</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/economia/infrastrutture/infrastrutture/infrastrutture.html">da &#8216;la repubblica.it&#8217; del 14-10-2009</a></p>
<p>
<div class="zemanta-pixie"><img class="zemanta-pixie-img" alt="" src="http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=5a5de22d-00b4-840d-a976-b5002649b738" /></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cantiere Pd: aspettando il 25 ottobre]]></title>
<link>http://famiglieditalia.wordpress.com/2009/10/12/cantiere-pd-aspettando-il-25-ottobre/</link>
<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 07:06:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>umbertonapolitano</dc:creator>
<guid>http://famiglieditalia.wordpress.com/2009/10/12/cantiere-pd-aspettando-il-25-ottobre/</guid>
<description><![CDATA[E&#8217; iniziata ieri a Roma ufficialmente la campagna all&#8217;interno del Pd per l&#8217;elezion]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://famiglieditalia.wordpress.com/files/2009/10/bersani-franceschini-marino1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3724" title="bersani-franceschini-marino" src="http://famiglieditalia.wordpress.com/files/2009/10/bersani-franceschini-marino1.jpg" alt="bersani-franceschini-marino" width="420" height="200" /></a><a href="http://famiglieditalia.wordpress.com/files/2009/10/bersani-franceschini-marino.jpg"></a></p>
<p style="text-align:justify;">E&#8217; iniziata ieri a Roma ufficialmente la campagna all&#8217;interno del <strong>Pd</strong> per l&#8217;elezione del nuovo segretario; campagna che vedrà i suoi due momenti più importanti il <strong>16 ottobre</strong>, il giorno prescelto per il match televisivo fra i tre aspiranti  ed il <strong>25 ottobre</strong>, data  stabilita per le primarie: <strong>Bersani, Marino e Franceschini&#8230;</strong> tre uomini al confronto per un solo posto, quello del condottiero che avrà il compito di chiudere un cantiere aperto il <strong>14 ottobre 2007</strong> grazie ad  un&#8217;intuizione di <strong>Michele  Salvati</strong>, sostenuta da <strong>Prodi</strong> ed attuata da <strong>Veltroni</strong>, ma non ancora giunto al suo reale compimento.<!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">Il Partito democratico nacque dall&#8217;incontro di gruppi provenienti dai due principali partiti politici della storia della nostra Repubblica: il Partito Comunista Italiano e la Democrazia Cristiana, ereditandone la cultura socialdemocratica e quella cristiano-sociale, con l&#8217;aggiunta di qualche riminiscenza di alcune sensibilità democratiche-socialiste, socio-liberali ed ambientaliste. Insomma, l&#8217;attuazione del grande progetto, o compromesso storico, a suo tempo tanto agognato dal compianto <strong>Aldo Moro</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://images.google.it/imgres?imgurl=http://www.ottavianesi.it/wp-content/immagini/Bersani.jpg&#38;imgrefurl=http://www.ottavianesi.it/2009/09/21/nel-pd-ottavianese-bersani-e-lasso-piglia-tutto/&#38;usg=__I_YEUTvXZY2wxPHCwYNTLSVDcHo=&#38;h=377&#38;w=500&#38;sz=30&#38;hl=it&#38;start=2&#38;tbnid=UgQNBN77h5MHaM:&#38;tbnh=98&#38;tbnw=130&#38;prev=/images%3Fq%3DBersani%2BFranceschini%2BMarino%26gbv%3D2%26hl%3Dit%26safe%3Doff%26sa%3DG"><img class="alignleft" style="border-bottom:1px solid;border-left:1px solid;border-top:1px solid;border-right:1px solid;" src="http://t1.gstatic.com/images?q=tbn:UgQNBN77h5MHaM:http://www.ottavianesi.it/wp-content/immagini/Bersani.jpg" alt="" width="130" height="98" /></a>Ritornando alla giornata di ieri, vorrei riassumere il succo degli interventi dei tre antagonisti rimasti in lizza per l&#8217;ambito incarico ed impegnativo compito. Userò una scaletta di presentazione esattamente opposta a quella &#8221; andata in onda &#8221; ieri, cominciando proprio da colui che ha concluso&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ignazio Marino: i</strong>l Pd, ha esordito, deve saper aprire le porte alle &#8221;<strong>energie della sinistra, alle forze socialiste, ambientaliste, radicali&#8221;</strong>.  Il Partito per proporsi come alternativa credibile alla destra non può puntare alla <strong>&#8220;</strong> <strong>vecchia Unione &#8220;</strong> che, secondo lui, sarebbe &#8221; <strong>indigesta agli elettori</strong> &#8220;, ma, riprendendo esattamente le sue parole&#8230; &#8221; deve recuperare chi si e&#8217; allontanato e chi se ne e&#8217; andato , accogliere più liberamente tutte le energie della sinistra e democratiche, le forze socialiste, ambientaliste e radicali. Costruire con loro un partito aperto, largo, con dentro posizioni più radicali e più moderate, e trovare la sintesi delle scelte praticando la democrazia partecipata, chiamando gli iscritti e i militanti alla responsabilità del confronto e della decisione&#8221;&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;"><em><strong>Commento</strong>: boh, secondo me, un bel cocktail per puntare esattamente a ciò a cui afferma di non voler puntare, ovvero alla &#8221; vecchia Unione &#8220;&#8230;</em></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Dario Franceschini</strong>: &#8220;&#8230; Oggi siamo un partito, nel senso più autentico della parola. Partito non è una parola di cui vergognarsi. È una parola che trasmette forza, che trasmette energia. L&#8217;onore e l&#8217;orgoglio più grande è essere stati chiamati a servire il proprio partito quando tutto sembra perduto. Quello è il momento in cui fare un passo avanti per dire sono qua, ci proverò e ce la faremo a salvare il nostro partito&#8221;&#8230; quindi ha proseguito attaccando l&#8217;operatività del governo colpevole di aver occultato la crisi senza adottare misure per contrastarla, senza dimenticarsi la solita frecciata a <strong>Berlusconi</strong>, definito &#8221; <strong>ominicchio </strong>&#8221; per il caso&#8221; <strong>Rosi Bindi</strong> &#8220;, non per  &#8221; antiberlusconismo &#8220;, ma &#8220; per dire la verità &#8220;&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;"><em><strong>Commento</strong>: boh, secondo me, niente di nuovo all&#8217;orizzonte&#8230;</em></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Pier Luigi Bersani</strong>: &#8220;Adesso abbiamo tre cose da fare- dice- rinnovare e rafforzare noi stessi, <strong>riaprire il cantiere dell&#8217;Ulivo</strong> con movimenti politici e civici disposti al dialogo con noi; lavorare per un quadro ampio di alleanze politiche. Noi - aggiunge - non vogliamo fare da soli né ci immaginiamo da soli nel futuro. Penso anzi che dobbiamo proporre già con il nostro congresso ampie alleanze democratiche e di progresso per le prossime elezioni regionali<strong>&#8220;&#8230; </strong>&#8220;Nel Paese è aperta una grande questione sociale alla quale dobbiamo dare voce, per ragioni di giustizia,  giungere ad una politica di apertura con un profilo nostro, senza trattini o divisione dei compiti, con un nostro modo di rivolgerci a tutta l&#8217;area del centrosinistra e a quella parte dei ceti popolari che fino a qui hanno guardato a destra&#8221;&#8230; <strong>questo è il nostro mestiere</strong>. &#8220;</p>
<p style="text-align:justify;"><em><strong>Commento</strong>: beh, un discorso  onesto e coerente, senza bisogno di occultare, mascherandolo con abiti nuovi, il ripristino di un vecchio progetto in qualche modo vincente, quale fu a suo tempo l&#8217;Unione&#8230; il coraggio di riappropriarsi della propria identità senza vergognarsi e &#8230; di dire le cose come effettivamente sono.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><em>Umberto Napolitano</em></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><em><a title="Il sito ufficiale di Famiglie d’Italia" rel="me" href="http://www.famiglieditalia.it/" target="_blank"><img title="Il sito ufficiale di Famiglie d’Italia" src="http://www.umbertonapolitano.com/famiglie.gif" alt="Famiglie d’Italia" /></a> – click on -</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Comunicazione giornaliera ( fino alla noia e fin che dura l’emergenza) per tutti coloro che potrebbero aderire: </em></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://famiglieditalia.wordpress.com/2009/09/15/2009/09/14/2009/09/13/2009/09/11/2009/09/10/2009/09/09/2009/09/07/2009/08/16/2009/08/14/2009/08/13/2009/08/10/2009/08/08/2009/08/07/2009/08/01/2009/07/31/2009/07/30/2009/07/29/2009/07/28/2009/07/26/2009/07/25/2009/07/24/2009/07/22/2009/07/21/2009/07/20/adottiamo-una-famiglia-in-difficolta-offrendole-una-spesa-al-mese/www.fisac.it/immagini/TRIVENETO/solidarieta%2520001.jpg&#38;h=253&#38;w=272&#38;q=solidariet%C3%A0&#38;babsrc=home"><img class="alignleft" src="http://images.google.com/images?q=tbn:0E5HEX_Xx9YuXM:www.fisac.it/immagini/TRIVENETO/solidarieta%2520001.jpg" alt="{img_a}" width="113" height="105" /></a>… <strong>Adottiamo una famiglia in difficoltà… </strong>è un’iniziativa che invita<strong> </strong>ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. <strong>State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” </strong>è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediatico<strong>, </strong>ma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…<strong> grazie!</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[PROGRAM STUDI STIKes MUHAMMADIYAH CIAMIS]]></title>
<link>http://stikesmuhammadiyahciamis.wordpress.com/2009/10/11/program-studi-stikes-muhammadiyah-ciamis/</link>
<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 18:39:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>stikesmuhammadiyahciamis</dc:creator>
<guid>http://stikesmuhammadiyahciamis.wordpress.com/2009/10/11/program-studi-stikes-muhammadiyah-ciamis/</guid>
<description><![CDATA[D3 KEBIDANAN D3 KEPERWATAN D3 FARMASI D3 ANALIS KESEHATAN S1 KEPERAWATAN]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>D3 KEBIDANAN</p>
<p>D3 KEPERWATAN</p>
<p>D3 FARMASI</p>
<p>D3 ANALIS KESEHATAN</p>
<p>S1 KEPERAWATAN</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tutti per uno, uno per tutti]]></title>
<link>http://giampierofichera.wordpress.com/2009/10/11/tutti-per-uno/</link>
<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 13:09:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Knockout</dc:creator>
<guid>http://giampierofichera.wordpress.com/2009/10/11/tutti-per-uno/</guid>
<description><![CDATA[In questi ultimi giorni, su giornali e TV, si sono susseguiti dibattiti e discussioni su Grillo e su]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;line-height:17px;font:12px Arial;color:#5e5e5f;margin:0;">
<p style="text-align:justify;line-height:17px;font:12px Arial;color:#5e5e5f;margin:0;">
<p style="text-align:justify;line-height:17px;font:12px Arial;color:#5e5e5f;margin:0;">
<p style="text-align:justify;line-height:17px;font:12px Arial;color:#5e5e5f;margin:0;">
<p style="text-align:justify;line-height:17px;font:12px Arial;color:#5e5e5f;margin:0;">
<p style="text-align:justify;line-height:17px;font:12px Arial;color:#5e5e5f;margin:0;"><span style="letter-spacing:0;"><span style="color:#000000;"><img class="alignright size-full wp-image-308" title="muskettie" src="http://giampierofichera.wordpress.com/files/2009/10/muskettie.jpg" alt="muskettie" width="122" height="99" />In questi ultimi giorni, su giornali e TV, si sono susseguiti dibattiti e discussioni su Grillo e sul “movimento” che spontaneamente si è creato. Soloni, politicanti e affini non hanno fatto altro che dare addosso a Grillo, ma soprattutto a quel che rappresenta: l’esasperazione dei cittadini. Guai se la “malattia” dovesse estendersi, si rischierebbe una sommossa popolare anti-regime. E quindi tutti a sminuire, dileggiare, minimizzare e addirittura a ipotizzare scenari terroristici, come ha fatto il Direttore del Tg2 Mazza, che testualmente ha dichiarato: “cosa accadrebbe se un mattino, un brutto mattino, qualcuno, ascoltati quegli insulti, quelle male parole contro Tizio o contro Caio, premesse un grilletto all&#8217;improvviso?&#8221; .</span></span></p>
<p style="text-align:justify;line-height:17px;font:12px Arial;color:#5e5e5f;margin:0;"><span style="letter-spacing:0;"><span style="color:#000000;">Pensate che Mazza si dimetterà o sarò indotto a dimettersi, dopo tale gratuita e grave affermazione ? Per carità queste gentili illuminate affermazioni non hanno nulla a che vedere con quella mala parola “Vaffanculo”. Mazza sarà addirittura promosso a Presidente della RAI : c’è bisogno di gente intelligente e fidata alla guida della TV di Stato.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;line-height:17px;font:12px Arial;color:#5e5e5f;margin:0;"><span style="letter-spacing:0;"><span style="color:#000000;">Nessuno che abbia fatto autocritica o mea culpa, nessuno, soprattutto a livello governativo, che recependo il messaggio abbia dato concreti segni di tagli a sperperi e privilegi. Nessuno che abbia accennato a concreti interventi per la moralizzazione della gestione della Cosa Pubblica. Nessuno che abbia solo pensato di ridimensionare gli stipendi dei manager di Stato che, pur non facendo nulla o male, guadagnano dai 2 ai 5 milioni di € l’anno.Nessuno che abbia programmato chiari e forti segni di intervento per liberare , soprattutto il Sud, dal cancro della camorra e della mafia. </span></span></p>
<p style="text-align:justify;line-height:17px;font:12px Arial;color:#5e5e5f;min-height:14px;margin:0;"><span style="letter-spacing:0;"><span style="color:#000000;"> </span></span></p>
<p style="text-align:justify;line-height:17px;font:12px Arial;color:#5e5e5f;margin:0;"><span style="letter-spacing:0;"><span style="color:#000000;">Nessuno che si sia vergognato.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;line-height:17px;font:12px Arial;color:#5e5e5f;min-height:14px;margin:0;"><span style="letter-spacing:0;"><span style="color:#000000;"> </span></span></p>
<p style="text-align:justify;line-height:17px;font:12px Arial;color:#5e5e5f;margin:0;"><span style="letter-spacing:0;"><span style="color:#000000;">Nulla di nulla. Solo improperi.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;line-height:17px;font:12px Arial;color:#5e5e5f;margin:0;"><span style="letter-spacing:0;"><span style="color:#000000;">In Ballarò il direttore del Corriere della Sera Mieli ha affermato che è giusto tenersi questi politici, perchè di meglio non ci potrebbe essere, e giusti i loro “stipendi” concepiti in senso anti corruzione!! Salari imponenti onde evitare tentazioni improprie.Alla proposta, l’unica, di una imprenditrice (mi sembra Toldini) di abolire le Province si è scatenato il putiferio: i politicanti presenti sdegnatamente hanno ridicolizzato la proposta in quanto risibile il risparmio conseguenziale “&#8230;cosa vuole che siano 8-9 miliardi e poi tutto il personale dove andrebbe&#8230;”. Intanto mentre Tremonti e Maroni parlavano di aria fritta, Letta e Di Pietro discutevano sulle primarie e sull’importanza dell’elezione diretta del leader del futuro PD.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;line-height:17px;font:12px Arial;color:#5e5e5f;margin:0;"><span style="letter-spacing:0;"><span style="color:#000000;">Insomma è evidente che questo “segnale” pur essendo stato “avvertito” dalla nostra classetta politica e da tutti quelli che ne sono collusi e complici, deve essere svilito e ridicolizzato, fino a farlo morire sul nascere perchè potenzialmente pericoloso.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;line-height:17px;font:12px Arial;color:#5e5e5f;margin:0;"><span style="letter-spacing:0;"><span style="color:#000000;">Il nostro buon padre di famiglia Prodi, nell’anfiteatrino del politicantume italico di proprietà del Gran Prosseneta per tutte le stagioni Vespa, ha affermato che il Popolo italiano non è certo migliore della sua classe politica. Affermazione gravissima per un Capo di Governo. Tuttavia ponendo che possa essere anche vero certo non giustifica o assolve il marciume del Palazzo.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;line-height:17px;font:12px Arial;color:#5e5e5f;margin:0;"><span style="letter-spacing:0;"><span style="color:#000000;">Il Palazzo, caro Presidente, dovrebbe fungere da ESEMPIO. Dal Palazzo dovrebbe trasudare moralità ed onestà e non, invece,  arroganza, indifferenza, inefficienza  ed avidità.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;line-height:17px;font:12px Arial;color:#5e5e5f;min-height:14px;margin:0;"><span style="letter-spacing:0;"><span style="color:#000000;"> </span></span></p>
<p style="text-align:justify;line-height:17px;font:12px Arial;color:#5e5e5f;margin:0;"><span style="letter-spacing:0;"><span style="color:#000000;">☼ 20 settembre 2007</span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
