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	<title>proposte-didattiche &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/proposte-didattiche/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "proposte-didattiche"</description>
	<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 03:10:31 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Etnografia ed Emotività]]></title>
<link>http://riccardoesposito.wordpress.com/2008/06/30/etnografia-ed-emotivita/</link>
<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 17:54:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>Riccardo Esposito</dc:creator>
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<description><![CDATA[Riccardo Esposito &#8211; “Etnografie ed emotività” è il titolo della nostra proposta didattica che ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="justify">Riccardo Esposito &#8211; “Etnografie ed emotività” è il titolo della nostra proposta didattica che si prefigge di affrontare uno dei nodi problematici dell’etnografia contemporanea, ovvero il ruolo dell’emotività rispetto la ricerca etnografica stessa. Nello svolgimento del nostro programma, infatti, cercheremo di individuare ed analizzare l&#8217;alterazione del percorso metodologico (delle sue certezze, della sua linearità) nel momento in cui, a causa di un elemento inatteso e attraverso le diverse emotività scaturite sul campo, ha subìto un processo di destabilizzazione. La nostra attenzione si concentrerà in particolar modo sul il contributo interpretativo che la prospettiva soggettiva del ricercatole, alterata dall’abbandono del posizionamento iniziale, ha donato all’intero lavoro di ricerca nel momento in cui ha affrontato il processo di riposizionamento all&#8217;interno dell&#8217;esperienza etnografica.</p>
<p align="justify"><!--more-->Arrivati a Garças: prima mistura di emozioni che andavano dalla felicità al timore &#8211; un timore positivo, quel classico sentimento che si prova nel momento in cui, nel buio più totale del cerrado, un buio che sinceramente non avevo mai visto,ci si trova di fronte a qualcosa che si rispetta ed ammira allo stesso tempo. (…) Le mie nozioni a proposito dei Bororo, e più in particolare rispetto all’intera esperienza etnografica in Mato Grosso, mi indicavano un percorso sì complicato e di non facile decifrazione, ma che insieme ai miei compagni di viaggio potevo intraprendere senza particolari difficoltà. I nostri referenti all’interno del villaggio erano presenti nel momento del nostro arrivo ed avevamo acquistato il dono (qui ora lo chiamo così) per essere accettati all’interno dell’aldeia: tutto ciò mi tranquillizzava e lasciava l’illusione di poter lavorare con serenità al nostro breve, ma intenso, progetto etnografico sull’auto ed etero – autorappresentazione.</p>
<p align="justify">Marçiano (indios ventenne conosciuto in aldeia) ci consiglia di spostarci al fiume: stringiamo amicizia con lui ma non capiamo il perché di questo consiglio. Avevamo portato i doni ma i Bororo sembravano non propensi ad accettarci. Abbiamo passato un intero giorno completamente isolati, relegati nella nostra abitazione a venti metri dal centro del villaggio. Venti metri che sembravano cento chilometri; o meglio, io li percepivo così. Per me quella distanza relativamente minima rappresentava un abisso, soprattutto alla luce delle enigmatiche parole quasi minacciose di alcuni Bororo rispetto alla nostra possibilità di svolgere attività di campo, completamente discordanti da quelle di Josè Carlos. Non riuscivo a capire cosa era andato storto, e quel timore iniziale – mistura di rispetto e ammirazione – si era trasformato in spaesamento. Non paura – classica e genuina che scaturisce nel momento in cui ti trovi di fronte qualcosa di pericoloso – e neanche angoscia – non ero nella condizione di chi è tormentato da un pensiero opprimente – ma semplicemente incapacità di inquadrare il reale svolgimento delle vicende in cui vivevo. Non capivo il perché di quel divieto e mi rendevo conto che non avevo né gli strumenti per risolvere l’incognita né la possibilità di ignorarla.</p>
<p align="justify">Nel pomeriggio del nostro terzo giorno, praticamente a ventiquattro ore dal nostro esilio, Josè Carlos, Apollonio ed Emilio (rispettivamente maestro dei canti, capo politico e responsabile della salute del villaggio) vennero presso il nostro alloggio e ci spiegarono che, essendo capitati a ridosso di un funerale, dovevamo presentare un altro dono: 50 reais. (…) Da quel momento in poi non abbiamo avuto più alcun rifiuto e/o difficoltà. A quel punto in me era scomparso quel timore spaesante con il quale avevo convissuto per un giorno intero: avevo capito che il tutto era finalizzato ad un’ulteriore richiesta, ma di certo i miei sentimenti non erano simili a quelli che ho provato durante la prima metà del secondo giorno, né tantomeno lontanamente paragonabili a quelli della notte del nostro arrivo. Adesso ero tranquillo, sì, avevo capito il motivo del loro comportamento, ma la mia posizione era mutata e mi sentivo inquieto. Né intimorito ne tantomeno spaesato: il mio sguardo stava acquisendo una prospettiva critica nei confronti di una serie di meccanismi politici non semplici da cogliere e sui quali credo che non potrò mai mettere un sigillo di assoluta verità.</p>
<p align="justify"><span style="color:#ffffff;"><br />
</span>
</p>
<p align="justify">
<p style="text-align:center;"><!-- SlideShare error: doc is missing or has illegal characters /[^-_a-zA-Z0-9]/ --></p>
<p style="text-align:center;">Slide versione <a title="Libreria Issuu di Riccardo Esposito" href="http://issuu.com/ilongot/docs/etnografia">Issuu</a></p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/X3ahR728M8w&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/X3ahR728M8w&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span><br />
<a href="http://www.zon-a.com/metazona3/index.php?option=com_content&#38;task=view&#38;id=61&#38;Itemid=19"></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Frammenti Etnografici]]></title>
<link>http://riccardoesposito.wordpress.com/2008/06/30/frammenti-etnografici/</link>
<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 17:30:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>Riccardo Esposito</dc:creator>
<guid>http://riccardoesposito.wordpress.com/2008/06/30/frammenti-etnografici/</guid>
<description><![CDATA[Riccardo Esposito &#8211; Dieci studenti/etnografi nel Mato Grosso, Brasile, ospiti presso l’aldeia ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="justify">Riccardo Esposito &#8211; Dieci studenti/etnografi nel Mato Grosso, Brasile, ospiti presso l’aldeia Bororo di Garças per mettere in pratica quanto imparato sulle “sudate carte”. È questo il progetto elaborato dal prof. Massimo Canevacci – cattedra di Antropologia Culturale, facoltà di Scienze della Comunicazione, La Sapienza Università di Roma –, un’ idea che prende le basi dalle sue recenti ricerche aventi per oggetto la cultura Bororo e linfa vitale ne “La linea di Polvere: i miei tropici tra mutamento e autorappresentazione”. Infatti, l’opera di Canevacci ha fornito un esempio su come si può realizzare una ricerca etnografica che trovi una posizione – ovviamente mai definitiva – sia rispetto ai problemi teorici dell’antropologia contemporanea, che alle modalità di scrittura etnografica. Il lavoro svolto dal gruppo di dieci studenti selezionati si propone come un’ innovazione della didattica universitaria, e opera su due livelli: l’uscita dalle “mura” della facoltà per apprendere l’antropologia (e non solo) direttamente sul campo e l’elaborazione dell’esperienza etnografica attraverso diversi linguaggi. L’ iniziativa, in sintesi, mira a mettere in discussione la gerarchia del sapere caratteristica dell’università tradizionale, proponendo una dialettica sempre viva tra docenti e studenti.</p>
<p align="justify">Riccardo Esposito &#8211; Leggi l&#8217;articolo su <a title="La rivista di Scienze della Comunicazione, La Sapienza" href="http://www.mediazone.info/site/it-IT/ATTUALITA/Attualita/frammentietnografici.html" target="_blank" rel="nofollow">Mediazone</a></p>
<div id="attachment_47" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-47" style="border:0 none;" title="La locandina del seminario Frammenti Etnografici" src="http://riccardoesposito.wordpress.com/files/2008/07/frammenti-etnografici.jpg" alt="Locandina Frammenti Etnografici" width="400" height="280" /><p class="wp-caption-text">Locandina e Programma</p></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Punti di vista a confronto (in costruzione)]]></title>
<link>http://immaginefonte.wordpress.com/?p=30</link>
<pubDate>Wed, 16 Apr 2008 15:33:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>amedeosavoia</dc:creator>
<guid>http://immaginefonte.wordpress.com/?p=30</guid>
<description><![CDATA[Questi sono i titoli di apertura di due quotidiani nazionali italiani del 16 aprile 2008 libero 16 a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Questi sono i titoli di apertura di due quotidiani nazionali italiani del 16 aprile 2008</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://lh4.ggpht.com/amedeosa/SAX1XOtGURI/AAAAAAAAAD8/zBTtxxtSyFI/unit%C3%A0.jpg" alt="L'Unità 16 aprile 2008" width="384" height="205" /></p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">libero 16 aprile 2008</p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">
<p>Siamo due giorni dopo le elezioni politiche del 13-14 aprile 2008.</p>
<p>Chi le ha vinte?  Cerca informazioni su questo evento.</p>
<p>Problema: i due titoli parlano dello stesso fatto?</p>
<p>Verifica la storia e l&#8217;orientamento politico delle due testate.</p>
<p>Modi per farlo:</p>
<ul>
<li> leggi la presentazione dei due quotidiani su Wikipedia:</li>
</ul>
<p><img src="/Documents%20and%20Settings/A0006/Desktop/080416primapagina/unita01rs5.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L%27Unit%C3%A0_%28quotidiano%29"><img src="http://img337.imageshack.us/img337/8262/unita01rs5.jpg" alt="" width="129" height="165" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Libero_%28quotidiano%29"><img src="http://www.spotanatomy.info/media/libero.jpg" alt="" width="118" height="171" /></a></p>
<ul>
<li>leggi le rispettive edizioni on line: <a href="http://www.unita.it/">L&#8217;Unità</a> e <a href="http://www.libero-news.it/libero/index.jsp">Libero</a></li>
</ul>
<p>Paradosso sfiorato:</p>
<p>Questi due quotidiani alla fine del 2007 per poco non sono diventati dello stesso editore, la famiglia Angelucci.</p>
<p><img src="/DOCUME~1/A0006/IMPOST~1/Temp/moz-screenshot.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.claudiocaprara.it/mediamanager/sys.user/38949/La%20Famiglia%20Angelucci.jpg" alt="" width="245" height="143" /></p>
<p>Chi è la famiglia Angelucci?  Cerca informazioni.</p>
<p>Vedi in questa sequenza di immagini altri titoli di apertura di alcuni quotidiani italiani del 16 aprile 2008 e, applicando lo stesso metodo di ricerca, prova a spiegare la loro diversità.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://picasaweb.google.com/amedeosa/PrimaPaginaDel16Aprile2008"><img src="http://lh4.ggpht.com/amedeosa/SAX1WOtGUPI/AAAAAAAAABw/ts4QT6nAl3Y/collage.jpg" alt="" width="188" height="170" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Caducità]]></title>
<link>http://immaginefonte.wordpress.com/?p=40</link>
<pubDate>Wed, 16 Apr 2008 15:08:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>claudiamoratti</dc:creator>
<guid>http://immaginefonte.wordpress.com/?p=40</guid>
<description><![CDATA[Si sta come d&#8217;autunno sugli alberi le foglie (&#8220;Soldati&#8221; di Giuseppe Ungaretti ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;"><img style="vertical-align:baseline;" src="http://lh3.ggpht.com/claudia.moratti/SAX1SpTLvDI/AAAAAAAAABo/aN4eG5s_CkM/collage.jpg?imgmax=640" alt="Soldati" width="211" height="361" /></p>
<p><em>Si sta come<br />
d&#8217;autunno<br />
sugli alberi<br />
le foglie</em></p>
<p>(&#8220;<em>Soldati</em>&#8221; di Giuseppe Ungaretti &#8211; <a title="1918" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1918">1918</a>)</p>
<p>Ti propongo la sovrapposizione di due immagini: un paesaggio autunnale e dei soldati in marcia (in particolare si tratta della cattura di <a title="Battisti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cesare_Battisti">Cesare Battisti</a>). Di seguito puoi leggere la poesia &#8220;Soldati&#8221; di Giuseppe Ungaretti.</p>
<p>Qual è la metafora che racconta questa composizione?</p>
<p>Esegui un tema ispirandoti anche agli eventi storici.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le centrali idroelettriche]]></title>
<link>http://immaginefonte.wordpress.com/2008/04/16/39/</link>
<pubDate>Wed, 16 Apr 2008 14:49:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>topidooo</dc:creator>
<guid>http://immaginefonte.wordpress.com/2008/04/16/39/</guid>
<description><![CDATA[Insieme alle centrali termoelettriche sono state le prime tipologie di centrali in uso. Il principio]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="text-decoration:underline;color:#551a8b;"><a title="origini del sistema elettrico" href="http://picasaweb.google.com/topidooo/OriginiDelSistemaElettricoAMilano"><img src="http://immaginefonte.files.wordpress.com/2008/04/centrale.jpg" alt="Centrale idroelettrica" /></a></span></p>
<p>Insieme alle centrali termoelettriche sono state le prime tipologie di centrali in uso. Il principio di funzionamento delle centrali idroelettriche si basa sull&#8217;utilizzo dell&#8217;acqua, o meglio della sua energia cinetica, al fine di produrre energia elettrica. Le centrali idroelettriche si suddividono in due tipologie:</p>
<ul>
<li><strong>Centrali ad acqua fluente</strong><br />
Tali centrali sfruttano l&#8217;energia cinetica delle acque fluviali (energia idroelettrica), convogliate in particolari turbine elettriche messe in rotazione dal flusso dell&#8217;acqua. Collegate all&#8217;albero rotante delle turbine vi sono gli alternatori che trasformano l&#8217;energia meccanica di rotazione in energia elettrica.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Centrali a caduta</strong><br />
Tali centrali sfruttano l&#8217;energia potenziale di notevoli masse d&#8217;acque poste ad altezza maggiore rispetto a quella di presa (si parla in tal caso di &#8216;invaso&#8217;, o naturale o artificiale creato tramite dighe). L&#8217;energia potenziale dell&#8217;acqua viene trasformata in energia cinetica facendo confluire l&#8217;acqua in condotte forzate nelle quali l&#8217;acqua raggiunge notevoli velocità. L&#8217;acqua viene poi fatta confluire come nel caso precedente in turbine collegate ad alternatori producendo così energia.</li>
</ul>
<p><strong>L&#8217;impatto ambientale</strong> delle centrali idroelettriche è molto minore di quello delle centrali termoelettriche, per via dell&#8217;assenza di fumi, e riguarda soprattutto il diverso regime delle acque da esse sfruttate: l&#8217;estrazione di energia cinetica rallenta il corso d&#8217;acqua, aumentando la velocità di sedimentazione; nel caso di centrali a caduta è necessario mettere in conto le opere idrauliche necessarie (dighe e condotte). La parte maggiore dell&#8217;impatto ambientale si verifica durante la costruzione, a causa degli sbancamenti e delle grandi opere necessarie per realizzare gli invasi ed il sistema di condotte forzate. Le centrali idroelettriche possono avere potenze che vanno da alcuni MW (centrali fluviali) alle decine o centinaia di MW per le grandi centrali a caduta.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'indifferenza? Non ci interessa!]]></title>
<link>http://immaginefonte.wordpress.com/2008/04/16/lindifferenza-non-ci-interessa/</link>
<pubDate>Wed, 16 Apr 2008 14:47:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>oliverhardy</dc:creator>
<guid>http://immaginefonte.wordpress.com/2008/04/16/lindifferenza-non-ci-interessa/</guid>
<description><![CDATA[La contabilità dei morti ormai non la tiene più nessuno. Tanto non fanno rumore, nemmeno notizia. E ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img style="vertical-align:middle;" src="http://lh3.ggpht.com/riccigl/SAX1Sk1zbHI/AAAAAAAAAB4/YV3_JYiIzlA/darfur34.jpg?imgmax=800" alt="" width="400" height="300" /></p>
<p style="text-align:left;">La <strong>contabilità</strong> dei morti ormai non la tiene più nessuno. Tanto non fanno rumore, nemmeno notizia. E per questo non scuotono le <strong>coscienze</strong> di nessuno.</p>
<p style="text-align:left;">Una foto raccapricciante è una foto raccapricciante.</p>
<p style="text-align:center;"><span style="text-decoration:underline;color:#0000ee;"><img src="http://immaginefonte.files.wordpress.com/2008/04/dar3.jpg?w=467&#038;h=247" alt="Morte nell'indifferenza" width="467" height="247" /></span></p>
<p style="text-align:left;">Basta girare pagina e la foto <strong>non c&#8217;è più.</strong></p>
<p style="text-align:left;">In <a title="Mappa del Sudan" href="http://lh4.ggpht.com/riccigl/SAX1R01zbGI/AAAAAAAAABs/6PQwmPRGDn0/s144/sudan.jpg" target="_blank">Sudan</a> gli esseri umani che hanno perso la vita nella totale indifferenza del mondo ammontano ormai a svariate centinaia di migliaia: una catastrofe umanitaria alla quale i potenti della terra non sono riusciti a porre un freno.</p>
<p style="text-align:left;">Ma là dove la politica ha fallito, piccoli, ma significativi successi li hanno ottenuti alcuni artisti statunitensi, uno scrittore, <a href="http://lh4.ggpht.com/riccigl/SAX1V01zbMI/AAAAAAAAACg/JqwnnhEh9Sk/s144/2.%20dave%20eggers.jpg" target="_blank">Dave Eggers</a>, un regista, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Steven_Spielberg" target="_blank">Steven Spielberg</a>, e un&#8217;attrice, <a href="http://www.miafarrow.org/" target="_blank">Mia Farrow</a>.</p>
<p style="text-align:left;">Il primo ha sposato la causa sudanese il giorno in cui ha ricevuto una mail da un profugo sopravvissuto ad anni di angherie e violenze, <a href="http://lh5.ggpht.com/riccigl/SAX1WE1zbOI/AAAAAAAAACw/2iibx_AmPdM/s144/Achak-Deng.jpg" target="_blank">Valentino Achac Deng</a>.</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://immaginefonte.files.wordpress.com/2008/04/collage2.jpg?w=470&#038;h=275" alt="Romanzo " width="470" height="275" /></p>
<p style="text-align:left;">E ha deciso di fare ciò che era nelle sue possibilità, ovvero trasferire la <a href="http://www.youtube.com/watch?v=2V7MeewG_MU" target="_blank">terribile esperienza</a> di Valentino in uno straordinario romanzo, intitolato <a href="http://lh5.ggpht.com/riccigl/SAX1WE1zbNI/AAAAAAAAACo/BwunPMkLpo4/s144/2006_10_arts_eggers.jpg" target="_blank">&#8220;Erano solo ragazzi in cammino&#8221;</a>.</p>
<p style="text-align:left;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Strumenti di persuasione]]></title>
<link>http://immaginefonte.wordpress.com/2008/04/16/34/</link>
<pubDate>Wed, 16 Apr 2008 14:46:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>ro61</dc:creator>
<guid>http://immaginefonte.wordpress.com/2008/04/16/34/</guid>
<description><![CDATA[Il fascismo fu caratterizzato da una grande capacità comunicativa, la &#8220;propaganda&#8221; appun]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il fascismo fu caratterizzato da una grande capacità comunicativa, la &#8220;propaganda&#8221; appunto, attraverso la quale fu stabilito un controllo totale sull&#8217;informazione e la cultura.</p>
<p>Tramite la propaganda che effettuò un controllo politico su tutti i mezzi di comunicazione, avvenne il processo di fascistizzazione del paese, con lo scopo di orientare l’opinione pubblica, di caricarla, comunicando l&#8217;esaltazione della missione nazionale. I messaggi furono rivolti a tutte le categorie della società italiana e vennero diffusi incessantemente attraverso la radio, la stampa e il cinema. Non solo, la stampa toccò anche momenti ludici, come possono essere i giochi con le carte. Ne venne commercializzato un tipo di mazzo composto da quaranta carte simili a quelle cosiddette napoletane. L&#8217;unica differenza stava nel fatto che al posto dei quattro semi classici (fiori, picche, cuori e quadri o bastoni, coppe, denari e mazze) vi sono i simboli del fascio, del gladio, dell&#8217;aquila, e della M (iniziale del cognome del duce).</p>
<p>Nell&#8217;immagine sottostante si possono vedere alcune carte da gioco con protagonisti e simboli della Guerra d&#8217;Africa. Cliccando sull&#8217;immagine si possono vedere anche alcuni altri esempi della propaganda fascista.</p>
<p style="text-align:center;"><span style="text-decoration:underline;color:#551a8b;"><a title="propaganda fascista" href="http://picasaweb.google.com/roberta.demarchi/PropagandaFascista"><img src="http://lh5.ggpht.com/roberta.demarchi/SAX1Tctm7oI/AAAAAAAAACU/SfDyKXwi4YU/collage.jpg?imgmax=800" alt="" width="470" height="376" /></a></span></p>
<p><a rel="attachment wp-att-38" href="http://immaginefonte.wordpress.com/2008/04/16/34/per-lonore/"><br />
</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Oggi Cucino Io]]></title>
<link>http://lecascine.wordpress.com/2007/09/27/oggi-cucino-io/</link>
<pubDate>Thu, 27 Sep 2007 11:32:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>giov4nni</dc:creator>
<guid>http://lecascine.wordpress.com/2007/09/27/oggi-cucino-io/</guid>
<description><![CDATA[Percorso per secondo ciclo di scuole primarie e secondarie di primo grado Tra le nostre proposte non]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="left"><em>Percorso per secondo ciclo di scuole primarie e secondarie di primo grado </em></p>
<p>Tra le nostre proposte non potevamo non offrire anche questa opportunità: diventare chef per un giorno. Imparare a leggere,  interpretare e realizzare ricette semplici, come pizze, merendine genuine, spiedini di frutta e tanto altro&#8230;il tutto da gustare in compagnia.</p>
<p><strong>Durata</strong><br />
- intera giornata<br />
- mezza giornata</p>
<p><strong>Costo</strong><br />
10 euro per l’intera giornata<br />
8 euro per mezza giornata</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Esplorare]]></title>
<link>http://lecascine.wordpress.com/2007/09/27/esplorare/</link>
<pubDate>Thu, 27 Sep 2007 10:31:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>giov4nni</dc:creator>
<guid>http://lecascine.wordpress.com/2007/09/27/esplorare/</guid>
<description><![CDATA[Percorso per scuola dell&#8217;infanzia Campi, animali, frutti, semi, piante, profumi e sapori: un m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="left"><em>Percorso per scuola dell&#8217;infanzia</em></p>
<p>Campi, animali, frutti, semi, piante, profumi e sapori: un mondo nuovo tutto da esplorare. Giochi di squadra e laboratori variamente articolati permettono ai bambini di fare esperienze semplici e significative col complesso mondo della produzione dei principali ingredienti della nostra tavola.</p>
<p><strong>Durata</strong><br />
- intera giornata<br />
- mezza giornata</p>
<p><strong>Costo</strong><br />
10 euro per l&#8217;intera giornata<br />
5 euro per mezza giornata</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lévi - Strauss e i Tristi Tropici]]></title>
<link>http://riccardoesposito.wordpress.com/2008/06/30/levi-strauss/</link>
<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 08:27:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Riccardo Esposito</dc:creator>
<guid>http://riccardoesposito.wordpress.com/2008/06/30/levi-strauss/</guid>
<description><![CDATA[Riccardo Esposito &#8211; Solitamente la figura di Claude Lévi – Strauss (le sue opere e la sua scuo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="justify">Riccardo Esposito &#8211; Solitamente la figura di Claude Lévi – Strauss (le sue opere e la sua scuola di pensiero) viene immediatamente affiancata al ramo strutturalista dell’antropologia; in alcuni casi lo studioso francese viene addirittura definito il “padre dell’antropologia strutturale”. Per comprendere i motivi che hanno portato l’opinione scientifica e non ad attribuirgli questo grado, riteniamo utile approfondire quelle che sono le sue influenze epistemologiche e, soprattutto, il concetto stesso di struttura sul quale poi baserà l’intero apparato teorico che prenderà il nome di “Antropologia Strutturale”. Il percorso formativo di Lévi – Strauss non può essere considerato lineare e, soprattutto, non propriamente diretto verso l’approfondimento delle scienze etnografiche. In effetti, lo stesso Lévi – Strauss sottolinea il suo essere un autodidatta dell’etnografia, e di essersi distaccato dalle fumose nozioni metafisiche della sociologia positivista di Compte e Durkheim proprio per ottenere un contatto più ravvicinato con la realtà empirica e la diversità culturale (Comba, 2000:20). Un desiderio che gli è stato esaudito dall’antropologia anglo – americana.</p>
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