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	<title>psicologo &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/psicologo/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "psicologo"</description>
	<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 03:39:54 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Consulta de psicología. Psicologo online.]]></title>
<link>http://artedeseduccion.wordpress.com/2009/12/23/consulta-de-psicologia-psicologo-online/</link>
<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 21:06:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>El Violinista</dc:creator>
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<description><![CDATA[- Consulta de Psicología online, AQUÍ.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#ffffff;">-</span><br />
<strong><span style="color:#ff0000;">Consulta de Psicología online</span></strong>, <a href="http://artedeseduccion.wordpress.com/consulta-privada/">AQUÍ</a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gli ERRORI e le DIFFICOLTA’ in una partita di Tennis.]]></title>
<link>http://gianniberni.wordpress.com/2009/11/30/gli-errori-e-le-difficolta%e2%80%99-in-una-partita-di-tennis/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 15:14:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>gianni</dc:creator>
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<description><![CDATA[                                    A tutti i livelli,&#8230;il Tennis è  uno sport &#8220;frustrant]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>                                    A tutti i livelli,&#8230;<a href="http://gianniberni.wordpress.com/files/2009/11/images.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1155" title="images" src="http://gianniberni.wordpress.com/files/2009/11/images.jpg" alt="" width="109" height="128" /></a>il Tennis è  uno sport &#8220;frustrante&#8221;. </p>
<p>In ogni match dobbiamo convivere con <strong>molte difficoltà</strong> e contemporaneamente “fare i conti” con <strong>il numero di errori</strong> che faremo.</p>
<p>Gli errori ci sono,&#8230;c&#8217; è poco da fare&#8230;.talvolta succede di sbagliare anche colpi molto facili &#8230;..e poi che dire delle &#8221;cattive giornate&#8221; quando il numero di errori può essere anche altissimo&#8230;</p>
<p>A tutto ciò aggiungiamo <strong>l’avversario</strong> che quando vive momenti di grazia&#8230;.ci prende pure a “pallate” o, al contrario, non sbaglia una palla nonostante siamo noi&#8230; che cerchiamo “giocate” vincenti da tutte le zone del campo&#8230; </p>
<p>Possono esserci inoltre <strong>altre difficoltà</strong> da affrontare: l’arbitro (o l’arbitraggio del nostro avversario) che “sbaglia” a nostro sfavore,&#8230;il vento che ci disturba e non ci permette di esprimere ciò che sappiamo fare…e così via…</p>
<p>Questo semplice ragionamento credo vada sempre messo in risalto in maniera da sviluppare un&#8217; adeguata <strong>&#8220;gestione</strong> <strong>delle situazioni&#8221;</strong> e di conseguenza,  limitare al massimo episodi di rabbia eccessiva o, al contrario, episodi di “fuga” dal match con scuse e giustificazioni varie. </p>
<p>E&#8217; necessario cioè, arrivare ad <strong>accettare </strong>che durante un match faremo degli errori&#8230; che <strong>sicuramente</strong> qualcosa non andrà come vorremmo&#8230;.che più il livello di gioco si alzerà, più ci sarà equilibrio e più difficoltà incontreremo&#8230;che dovremo &#8220;essere bravi&#8221;<strong> a reagire</strong> adeguandoci alle varie situazioni senza lamentarci o piangerci addosso&#8230; &#8230;<strong>accettare insomma che&#8230;.. FUNZIONA COSI&#8217;!!</strong></p>
<p>Saper <strong>gestire le frustrazioni</strong> dovute agli errori e convivere con <strong>l&#8217;incertezza delle situazioni</strong> sono condizioni necessarie per salire di livello&#8230; le <strong>qualità di un buon tennista</strong> si valutano da come ottiene “rendimento” quando sta giocando male….nei momenti dove  tutto funziona alla “perfezione”,….chiunque può riuscire ad esprimersi bene&#8230;</p>
<p>Purtroppo invece capita, soprattutto a livello giovanile, di vedere ragazzini “talentuosi” che invece di affrontare le situazioni di difficoltà con <strong>coraggio, responsabilità e determinazione,</strong> cadono nella trappola  della  rabbia incontrollata, della commiserazione e delle “scuse”.  </p>
<p>Che fare in questi casi?</p>
<p>Credo che non esista una &#8220;ricetta&#8221; unica per tutti, sarà però importante trovare al più presto i &#8221;meccanismi&#8221; per aiutare i nostri ragazzi&#8230;. &#8221;<strong>a mettersi in gioco”</strong> &#8230;.senza accettare da loro alibi e giustificazioni che rimandano solo i problemi a quando “saranno più grandi”&#8230; .a quando magari dovranno affrontare l&#8217;incertezza e la possibilità di commettere errori ad un esame universitario o ad un primo colloquio di lavoro&#8230;</p>
<p><strong>Concludo con parole di </strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Michael_Jordan"><strong>Michael Jordan</strong>  </a>dalle quali penso,&#8230;. possiamo trarre &#8220;ispirazione&#8221; sia come giocatori di tennis, sia come genitori, insegnanti o istruttori sportivi:</p>
<p><em>“<strong> </strong>Avrò segnato 11 volte canestri vincenti sulla sirena e altre 17 volte a meno di 10 secondi dalla fine, ma nella mia carriera <strong>ho sbagliato</strong> più di 9000 tiri.  </em><em><strong>Ho perso</strong> quasi trecento partite.  26 volte i miei compagni di squadra mi hanno affidato <strong>il tiro decisivo ed io l&#8217;ho sbagliato</strong>.  </em><em>Nella vita <strong>ho fallito</strong> molte volte<strong> </strong></em><em><strong>ed è per questo </strong>che alla fine<strong> &#8230;.HO VINTO TUTTO&#8230;.”</strong></em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Depressione post parto per 100 mila italiane l'anno]]></title>
<link>http://termoli.wordpress.com/2009/11/27/depressione-post-parto-per-100-mila-italiane-lanno/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 17:50:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Achab</dc:creator>
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<description><![CDATA[Roma, 23 nov. (Adnkronos Salute) &#8211; La depressione post partum colpisce ogni anno 100 mila ital]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Roma, 23 nov. (Adnkronos Salute) &#8211; La depressione post partum colpisce ogni anno 100 mila ital]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ipnosi...no magia!!]]></title>
<link>http://stressami.wordpress.com/2009/11/24/ipnosi-no-magia/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 07:00:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>stressami</dc:creator>
<guid>http://stressami.wordpress.com/2009/11/24/ipnosi-no-magia/</guid>
<description><![CDATA[L’ipnosi non è magia, non si tratta di un incantesimo col quale si riesce a far fare all’altro ciò c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-full wp-image-686" title="ipnosi..no magia" src="http://stressami.wordpress.com/files/2009/10/ipnosi-no-magia.jpg" alt="ipnosi..no magia" width="100" height="75" />L’<strong>ipnosi </strong>non è magia, non si tratta di un incantesimo col quale si riesce a far fare all’altro ciò che l’ipnotista comanda!!</p>
<p><em>NON FUNZIONA COSI’!!!</em></p>
<p>L’<strong>ipnosi </strong>consiste nella capacità di indurre o di auto-indursi <strong>un’alterazione dello stato di coscienza</strong>, ossia di entrare in quello che viene definito lo <em><strong>“stato di trance”.</strong></em></p>
<p>In questo stato veniamo a contatto col nostro<strong> inconscio</strong>, ci liberiamo quindi di quella “lucidità” che in uno stato di <strong>veglia </strong>non ci permette di <strong>lasciarci andare</strong> ai contenuti più nascosti della nostra <strong>mente</strong>.</p>
<p>L<strong>’ipnoterapeuta</strong>, che deve necessariamente essere uno<strong> psicologo</strong>, <em>non è un mago</em>, ma ha come obiettivo primario quello di aiutare la persona a risolvere un suo <strong>problema </strong>attraverso l’utilizzo di uno strumento che trasmette <strong>calma e benessere</strong>.</p>
<p>L’<strong>ipnosi </strong>non è fatta di forzature, lo <strong>psicologo </strong>non può imporre di far fare all’altro nulla di quello che lo turbi, che non rientri nel suo modo di pensare!!</p>
<p><em>Non vengono impartiti ordini autoritari!!!</em></p>
<p>Al contrario invece l’<strong>ipnosi </strong>si rivela uno strumento estremamente efficace contro tanti <strong>disturbi,</strong> tra cui quelli psico-somatici. Ad esempio è in grado di far superare <strong>fobie specifiche</strong>, come quelle per i ragni, per i luoghi chiusi, o <strong>problemi di origine sessuale</strong>, come eiaculazione precoce e altro.</p>
<p>Uno studio americano aveva sostenuto come un seduta di <strong>ipnosi </strong>prima di un <strong>interventi chirurgici</strong> fosse in grado di rendere l’operazione meno dolorosa e <strong>meno traumatica</strong> possibile per il paziente.</p>
<p>L’<strong>ipnosi </strong>porta il malato in una <strong>condizione di benessere</strong> stimolandolo ad evocare <strong>situazioni piacevoli</strong> che vanno a incidere sulla diminuzione della percezione di<strong> dolore</strong> al risveglio dall’anestesia.</p>
<p>L’<strong>ipnosi </strong>aiuta ad affrontare meglio il<strong> parto,</strong> insegna alle gestanti a gestire meglio il dolore sia durante che dopo il <strong>travaglio</strong>. Non va certo ad incidere sulla dimunzione reale del <strong>dolore </strong>quanto però sulla <strong>percezione </strong>di questo aiutando la donna a stare meglio fisicamente ma anche e soprattutto psicologicamente.</p>
<p>In generale l’<strong>ipnosi </strong>aiuta a <strong>liberarsi dalle cattive abitudini,</strong> come la fame nervosa, il vizio del fumo, aiutando la persona a sentirsi meglio e a conoscersi di più. Per saperne di più <a href="mailto:stressami@gmail.it" target="_self">contattaci</a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mi primera vez... con la psicologa...]]></title>
<link>http://loquevesesloquesoy.wordpress.com/2009/11/23/mi-primera-vez-con-la-psicologa/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 03:01:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Beauty Queen</dc:creator>
<guid>http://loquevesesloquesoy.wordpress.com/2009/11/23/mi-primera-vez-con-la-psicologa/</guid>
<description><![CDATA[En mi primer post donde me di la bienvenida a mi misma y a ustedes que siguen a esta loca en su anda]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://loquevesesloquesoy.wordpress.com/files/2009/11/1psico.gif"><img class="aligncenter size-medium wp-image-38" title="1psico" src="http://loquevesesloquesoy.wordpress.com/files/2009/11/1psico.gif?w=300" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">En mi primer post donde me di la bienvenida a mi misma y a ustedes que siguen a esta loca en su andar, comenté que escribiría de cómo es una visita con el psicólogo y pues ahí va muy a mi manera…</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Hace algunos años… “x” situación de una amiga de esta y otras vidas “la brujita” como de repente le digo cayó por primera vez con nuestro “Angel” (así le llamaré a mi terapeuta porque así la veo) me empezó a contar del porqué había llegado a ella, cómo había sido al principio y después muy respetable dejó de comentarlo porque necesitaba su espacio para poder digerir todo lo que estaba viviendo, yo debo confesar que no lograba entender al 100% todo el cambio que ella vivía pero lo respetaba, nunca la juzgué por llegar a ese punto, comencé a ver su cambio para bien con sus respectivas subidas y bajadas, le agradezco que me hizo partícipe de algunos momentos que vivió y estar con ella… después del tiempo necesario la vi libre de varias telarañas que traía y la vi feliz y llegaron cosas extremadamente buenas sin buscarlas… me encantó y di gracias a Dios porque la vi salir triunfante de esa batalla…</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Así fue como yo me empecé a involucrar en este “mundo” por así llamarlo de alguna manera, pero mi historia es la siguiente…</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Cuando yo todavía estaba en la universidad como a la mitad me empezó a llamar la atención la onda de la psicología, me entraba la curiosidad de algún día visitar a un psicólogo solo para que me dijera cómo era, que tan loca pudiera estar y que me describiera…(eso siempre me ha gustado que me digan cómo soy o como creen que soy), esa era la idea que yo tenía. En un momento pensé en estudiar una maestría acerca de esto pero me di cuenta que no era de “lo estudio y ya” sino que se necesitaba muchas cosas más y pues nunca avancé en eso… tal vez algún día lo haga, es de las cosas que le quiero dar check en esta vida.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Ya en tiempos más cercanos y con una vida “estable” por así decirlo y en una zona de confort en la cual nada se movía, todo era plano, no había emoción, no había adrenalina, no había peligro, no había nada nuevo, no había algo que me motivara sino que yo iba por la vida para adelante a dónde yo creía o a dónde indicaba que todo debía de ser.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Yo como lo comenté soy hija única y los que lo sean pueden entender que a nosotros en ese status no nos limitan nada, todo lo que queremos se nos da, si no nos lo dan lo tomamos o encontramos la manera para que se hagan o se den las cosas tal cual las “necesitamos”, no nos ponen frenos, no conocemos el sentido de frustración.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>En base a eso llego a mi vida una situación que para mí era nueva pero nada agradable y que no sabía cómo tomarla o cómo hacerle para llevarla bien, la cuestión era que NO SABIA COMPARTIR! No quería compartir ALGO que para mí ERA MIO SOLAMENTE, porqué tenía que compartir algo con alguien más? Si era mío! (nadie me lo dio, solo me lo agencié y el sentido de pertenencia uuuta era cañón).</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Y hablo de todo en general… no compartir situaciones, trabajo, actividades, personas, amigos, familia, pareja, mis cosas, lo que me pasaba… etc! Simplemente NO me daba la gana, era todo mío! Y llega algo que hace que tengo que compartir y no hay marcha atrás TENGO QUE! No puedo decir que no, no podía hacer algo para que no fuera así, simplemente la situación estaba y tenía que “adaptarme”.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Cuando se me fue presentada la situación mi primera reacción ahora que la analizo es que fue un mega berrinche, un mega pancho! Y era algo que yo no conocía porque nuuunca lo había vivido, era una sensación de angustia, de miedo, de llorar de coraje, de tristeza, de que mi mundo iba a cambiar, yo misma me hacia mis telenovelas … cuando me entraba el lado racional me calmaba y me decía “mija! Ubícate no pasa nada! Todo tiene que ser para bien y tienes que verle el lado positivo de compartir, no cambiará nada o si cambia será para bien, aunque sea incierto, saldrá todo bien”</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Claaaro eso me decía, pero en un par de minutos y terminando de decirlo me entraba el llanto del berrinche, era un llanto ahogado por las noches con la única confesora que era mi almohada… hasta que no pude mas y una tarde del otoño estando mi brujita cerca no pude más y le tuve que contar, necesitaba sacar todo lo que sentía porque ya no era sano para mi, llorar por las noches y en el día no ha pasado nada, se me olvidaba la situación y todo feliz pero apenas me acordaba o la vivía y de nuevo! </em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Al principio yo misma trate de sobre llevarlo y terapearme sola pero no pude! Era insano para mí! No era feliz, no me gustaba llorar, no me gustaba hacer berrinche y sentir ese sentido de frustración de no poder hacer nada…</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Mi brujita me dijo que porque no iba con “ella” que tal vez me podía servir para ayudarme en todo lo que estaba sintiendo y sentí una desesperación inmensa de ir a la de ya! </em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Ese es el primer paso… Darte cuenta que necesitas ayuda de alguien más para poder sacar lo que te aqueja que te hace daño, tienes a tus amigos o familia pero no serán objetivos en cualquier situación, no necesitas a alguien que te diga “tienes la razón”, necesitas a alguien que vea las cosas desde afuera y que no le afecte ni a él o a ella el decirte estás mal o por aquí no es la manera… y es cuando yo me di cuenta que necesitaba de alguien que me dijera, que me orientara porque estaba así, me di cuenta que era el momento de hacerle mi primera visita a la psicóloga…</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>La sensación que tuve fue rara, fue de nervios, fue de incertidumbre desde que tomé el teléfono y marcar a la oficina para sacar una cita, fue un recorrer de electricidad por todo mi cuerpo, un frio que me heló todo mi ser porque no sabía a qué mundo nuevo me iba a enfrentar… el mundo de mi misma ante mi propio espejo. </em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Me dieron mi cita 2 semanas después que hablé, se me hicieron eeeternas! Un día antes, ya quería que fuera el día siguiente a las 7pm… creo que no dormí, al día siguiente ni comí, solo contaba las horas y los minutos para salir del trabajo y dirigirme a esa cita con el destino…</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Dieron las 6.30pm y tomé rumbo hacia su consultorio, en verdad me imaginaba tirada en un diván con las piernas y manos cruzadas y diciendo lo que sentía o me pasaba y ella sentada con un cuaderno anotando o haciendo figuras, con lentes y diciéndome “que más?” o “te entiendo” y diciéndome estás loca y esperando cobrar el $ de la consulta…</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Que idea tan mas equivocada tenía o era como yo concebía… </em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Llegué a la recepción… tengo cita con “….” Y me dijeron “si gustas esperar porque todavía no termina” y fueron los minutos maaas largos de la historia para mi, estaba nerviosa, estuve a punto de salir de ahí, mis palpitaciones estaban cual vaca a punto de morir jajaja, recuerdo empecé a mandar mensaje a mi brujita de cómo me sentía, me trato de calmar y creo que lo logro en una mínima parte porque yo era un manojo de nerviosss…</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Y que viene la frase “gustas pasar?” estuve a punto de salir de ahí! Pero me armé de valor y me pasé al consultorio… </em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Lo primero que vi… fue que no había diván ni tenía lentes jejeje, si había sillones con haaarto cojín, una caja de kleneex (por aquello de la lloradera, aunque me dije a mi misma que no lo haría), un ventilador, unos cuadros, un reloj, ventanas, una planta y una personita con una sonrisa de ángel que me abría la puerta…</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Me acomodé en el sillón que mas me apeteció, tomé 2 o 3 cojines como para tomar valor, me ofrecieron café para lo cual dije casi gritando que si! Me dijo que podía fumar (bendita sea! Sino creo que me volvería más loca) y empezó la historia…</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Le dije de dónde venía (es decir quién me había recomendado), perfectamente ubicó a mi brujita! Y no recuerdo la frase exacta pero era para iniciar el porqué había llegado ahí…</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>… empecé a contarle lo que anteriormente comenté de mi sentido de NO COMPARTIR, que fue la gota que derramó el vaso y así como se derramó mi vaso mis lagrimas comenzaron a derramarse inevitablemente, no a grito pero no las podía controlar, necesitaba sacar todo lo que sentía! Entre el cigarrillo, el café, el kleneex y su tranquilidad ayudó a calmarme, no sentí noción del tiempo solo dije todo lo que traía…</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Debo decir que en ese momento “ella” ya no era una extraña, me sentía en un ambiente inmerso de confianza y tranquilidad para sacar todo lo que sentía dentro…</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Esperaba un “como te sientes”, “te entiendo”, “que mas” frases típicas que nos presentan en las películas pero oh sorpresa! No fue así, encontré una persona la cual brindaba una tranquilidad, palabras de aliento, ciertas frases de acuerdo a mi situación para ir desenmarañando mi telaraña y darme cuenta en ese instante que la razón por la cual yo fui no era la principal! Sino que todo se deriva desde que uno nace, que viene desde que llegué a este mundo, a mi entorno en el que me crecí, mi familia, mi educación, mi forma de sentir y de vivir… y el entender de dónde nacía todo lo que sentía en ese momento.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Poco a poco me fui tranquilizando, sintiendo un aligeramiento de carga que no podía explicar, terminando la sesión de más de hora y media (porque no tienen reloj ni es exacto de “se termino tu tiempo”), la abracé, me agendó mi siguiente cita y salí de ahí sintiendo una emoción, quitándome “peso de encima”, con ganas de que ya fuera la otra cita, salí con un brío y una sensación que es difícil de explicar pero quien lo ha vivido sabe a qué me refiero… es una sensación de bienestar.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Obviamente me dejó tarea (si como en la escuela) para ir descifrando de dónde venía yo, mi tarea fue hacer mi árbol genealógico todo lo que me acordara y a la siguiente sesión lo fuimos descifrando y nos dimos cuenta que yo soy regida por 2 personas, 2 grandes mujeres con sus defectos y virtudes, mi ángel y mi diablo que me equilibran… mi abuela y mi bisabuela…</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>2 mujeres que salieron triunfantes, que cada una con su forma de vida muuuy diferente salieron adelante con sus familias, vengo de un matriarcado pero cañón! Y ellas rigen aunque no estuve con ellas mucho tiempo pero me influyen para dónde voy o lo que hago o dejo de hacer… así como en las caricaturas que el ángel se pelea con el diablillo o te dicen al oído así me visualice y lo sigo haciendo…jejeje</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Prosiguieron las sesiones de la misma manera… cigarrillo, plática, café, maravillosos descubrimientos y a veces salían cosas nuevas que yo desconocía… MI MIEDO!</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Miedo a qué? A todo! A los cambios principalmente, a que si algo se salía de “como debía de ser según yo” pues hacía todo un caos, me entraba una friquiadez pero maaal… miedo a la muerte, miedo a estar sola, miedo a muchas cosas… me preocupaba por un futuro que ni siquiera sabía si llegaría.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Un tip que me dio y que lo sigo haciendo y que tal vez si a ustedes les pasa es muy bueno es que si estamos en una situación no agradable o algo que nos aqueja es tomarnos 5 minutos de relajamiento, ejercicios de respiración y ponernos un poco de agua en la frente y vaya que me resultó!</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Cada que terminaba una sesión salía con esa misma sensación de libertad, otras de “ah cabrón!” de sorpresa de lo que había descubierto, y siempre invariablemente me recomendaba un libro al terminar mi sesión el cual me ayudaba y agradecía!</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Debo decir que no todo era color de rosa, eso sí! Siempre salía de mis sesiones libre cual viento pero en 2 o 3 ocasiones a los 3 días me pegaban los cuestionamientos para mí misma, que quería de la vida? Era feliz? Estaba donde realmente yo quería estar? No sé, muchas cosas las cuales me hundía en un pozo al que no le veía la luz, había veces que no tenía ganas de nada, nada me motivaba, quería estar sola, no quería hablar, no quería ver a nadie, nada me llenaba, me ponía como en un estado de enojamiento conmigo misma por no saber porqué estaba así y porque no podía salir.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Creo que el periodo más largo de estar así fueron 2 semanas de estar “muerta en vida” así me sentía y era justo antes de mi cumpleaños 27, a mí siempre me ha gustado hacer algo en mi cumple, salir con las amigas, festejar con la familia, con la pareja cuando la he tenido, es decir celebrar! Y esa vez no tenía ganas de nada! Quería que solo pasara el día cual “x” lo sentía, pero gracias a Dios un día antes tuve mi cita y oh bendición! Fue mi mejor regalo ya que entendí porque me sentía así, regresaron mis ganas de vivir, de festejar con mi gente! Y salir a dar brincos en la lluvia! (porque estaba lloviendo no que estuviera loca bueeeno…. Jejeje)</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>A este “angelito” desde un inicio yo le conté que tenía muchas ganas de llegar a mis 28’s que no sabía ni el porqué, pero ese número me atraía demasiado! Me dijo que igual algo venía (no sé si ya lo veía venir, aunque yo digo que si, tiene algo o mucho de bruja) y pues que me estaba preparando físicamente (porque me puse a dieta y hacia ejercicio) y mentalmente (porque estaba yendo con ella)… pero que igual algo venía… que me preparara…</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Lo que había perdido en esas 2 semanas o de hecho en varios años de mi vida… fue mi chispa! Sip la chispa adecuada (como la canción) para hacer las cosas que me gustan y ser tal cual soy porque llegué a reprimir como soy en verdad por la apariencia o porque así se dieron las cosas y no es culpa de nadie más la única responsable era yo…</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Una cita que me marcó mucho fue la antepenúltima en la cual me recomendó el Zahir de Paulo Coelho (o como se escriba) y por alguna razón no lo encontraba en las librerías, hasta que una personita muy especial (que después le dedicare un post) me lo encontró en audio-libro y lo agradecí enormemente…</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Peeero oh sorpresa! No podía avanzar, lo oía pero no lo escuchaba, había algo que no me dejaba entenderlo, incluso mi ipod se rehusaba porque siempre todos los días que lo quería escuchar se regresaba a dónde mismo, como si estuviera rayado pero no era así… entendí que era señal que no era mi momento para leerlo o escucharlo y lo dejé por la paz hasta que se diera el momento adecuado…</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Empecé poco a poco y no supe realmente cuando, pero empecé a ser de nuevo yo… la relajienta, la que le gusta la fiesta, que le gusta bailar, que le gusta decir lo que piensa aunque a los demás no les parezca, a decir las cosas que antes me causaban cierto tabú, es decir… todo lo que yo pensaba y quería en ese momento de mi vida… a algunas personas les pareció raro, otras lo celebraron y yo seguía mi camino…</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Deje de ir con mi “ángel” un par de meses, porque? Porque me sentía “bien” y no tenía que tema tocar con ella, un buen día me lancé de road trip con mi amiguis Ginger que vaya que me sirvió y que ahí encontré el Zahir en libro! Señal acaso que debía de leerlo ya? Pues sip regresando del viaje lo empecé a leer el cual lo terminé en 2 días, lo digerí taaan bien que yo misma me sorprendí… era mi tiempo! Era el tiempo de decidir…</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Me aleje un par de semanas de todo lo que estaba a mi alrededor para analizar lo que tenía, lo que vivía y lo que sentía y también ese periodo sucedieron otras cosas alternas que “ayudaron” a definir más las cosas, a construir un puente nuevo al lado contrario del sol… hacía la luna… donde creo está mi lugar, dónde puedo soñar, donde me puede cobijar y a la vez me da luz para seguir…</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>El golpe fue duro… porque? El darme cuenta de que muchas cosas, situaciones, personas, forma de ser no encajaban conmigo ya, que simplemente venía siguiendo la corriente del agua pero sin un rumbo fijo, las pensé 2, 3 hasta 4 veces hasta que un buen día como lo dije “me levanté del lado correcto de la cama, con mi chispa que había recuperado por fin! Y decidida a tomar las riendas de mi vida y a ejecutar acciones que no pensé ni por un momento pasarían en mi vida”.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Debo decir que no fue muy grato, si me causo dolor “dejar ir” pero a la vez no sentirme culpable, ni el 100% responsable de las consecuencias, si de las acciones pero tenía que hacerlo…</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Ya tenía mis decisiones tomadas, me sentía muy bien y empecé a compartirlas y mis hermanas cercanas casi me dan un zape y me dicen “vaya! Ya era hora! Jeje” pero tooodo a su tiempo!</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Obviamente faltaba alguien a quién comunicarle él COMO me sentía y como me veía… un buen día hablé para hacer cita con “mi ángel” y cosas del destino… me tocó al día siguiente…</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Entré y me estaba recibiendo con sus alas abiertas y diciéndome “cuéntamelo todo ya!” ella sabía que algo había cambiado… y le empecé a contar todo lo que me había pasado en el tiempo que no fui, que había leído el libro por fin y las decisiones que había tomado y lo que quería para mí en ese momento… no sé cómo me vería pero se paro y me abrazó y diciéndome “estas dada de alta!” </em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>No pude contener las lagrimas pero esa vez fueron de felicidad! No podía creer que me diera de alta, pensé que todavía me faltaban mas sesiones pero no! Por fin había encontrado lo que había perdido… a mi misma!</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Me dijo cosas lindas como que me veía totalmente diferente, irradiando una luz blanca de tranquilidad y paz, que no podía otra cosa más que celebrar y que todo el trabajo había sido mío, que mis caídas, mis levantadas, mi esfuerzo era producto de las ganas que tenía de vivir la vida! Porque llegué siendo una joven de 27 con una mente de 70 y me veía por fin una joven de próximos 28’s viviendo sus próximos 28’s…</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Nos dimos un abrazo, me sentí INMENSAMENTE FELIZ que no lo podía ocultar, me dio de alta, no me dio diploma que lo abale jejeje pero es cierto! Fui dada de alta en un periodo de año y medio con solo 6 sesiones&#8230;</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Salí de por la puerta que me vio entrar alguna vez con la cabeza agachada pero esta vez me veía con la cabeza muy en alto y con todas las ganas del mundo de vivir la vida que tengo!</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>…</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Tal vez me desvié en algunos puntos pero fue mi experiencia con mi psicóloga y debo decir que ha sido de las MEJORES en mi vida! No me arrepiento ni un instante de ir, de que gracias a ella y a mi esfuerzo ahora estoy muy plena…</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Mucha gente juzga y te creen loco por ir con un psicólogo y juuuuran que nunca irán y conozco uno que otro caso que así lo externó y ahora están a un paso que los den de alta y están felices! Sé que no es algo que puedas comentar en una plática cualquiera, ni a cualquier persona, uno lo comparte con la gente que cree que lo puede entender.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Yo no tuve problema alguno para decirlo, al contrario me gustaba decirlo jejeje y cuando he podido y veo que alguien lo pudiera necesitar lo comento, no para convencerlo solo para que lo tomen como una alternativa pero UNO es el que decide cuándo…</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Como ella me dijo al inicio… “no te quito tu locura, te ayudo para que vivas feliz con tu locura” y vaya que lo hizo!</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Dios te bendiga mi adorada Angelita  por estar ahí cuando más lo necesité y por supuesto que un día te visitare no para consulta (espero! Jejeje) pero si para saludarte y para agradecerte por siempre lo que hiciste en mi vida…</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>…</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Sigo loca pero feliz! Jejeje  </em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Presentando Autocoaching® en ICF Madrid]]></title>
<link>http://autocoaching.wordpress.com/2009/11/22/presentando-autocoaching%c2%ae-en-icf-madrid/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 21:32:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>pedroamador</dc:creator>
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<description><![CDATA[Después del pasado congreso de coaching en Barcelona, del que ya compartiremos algunas imágenes en p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Después del pasado congreso de coaching en Barcelona, del que ya compartiremos algunas imágenes en próximas entradas, os indicamos que este miércoles 25 de noviembre existirá la oportunidad de asistir a la presentación de la metodología Autocoaching® en ICF Madrid. Será de 7PM a 9PM en la calle Almagro nº3, 6º planta (Madrid). Es gratuita para los socios de ICF y tan sólo 20€ para los no socios. Os incluimos más información en la imagen adjunta (confirmar en el correo info@icf-es.com). ¡Os esperamos!</p>
<p><a href="http://autocoaching.wordpress.com/files/2009/11/2009_11_conferenciaicfmadrid.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-770" title="Conferencia ICF Madrid" src="http://autocoaching.wordpress.com/files/2009/11/2009_11_conferenciaicfmadrid.jpg" alt="" width="544" height="294" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[1507.  Jueves, 19 noviembre, 2009]]></title>
<link>http://peluche.wordpress.com/2009/11/19/1507-jueves-19-noviembre-2009/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 09:09:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>peluche</dc:creator>
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<description><![CDATA[Capítulo Milésimo quingentésimo séptimo: “Mucho “todos somos iguales”, mucho “todos somos iguales”, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="font-style:italic;">Capítulo Milésimo quingentésimo séptimo:   “Mucho “todos somos iguales”, mucho “todos somos iguales”, pero luego llega un negro, se baja los pantalones y te deja por mentiroso”. (Pedro H. 27 años, operario) </span></p>
<p>Acostumbrados a que los hombres se vanaglorien de sus (presuntas) cuestiones<span style="font-style:italic;"> genitocoitales</span>, pocas veces hablamos de lo que les gusta presumir en otros temas igual de importantes para la fisiología humana. Reunión de tíos, siempre hay uno que sale del retrete fanfarroneado “<span style="font-style:italic;">buffff que a gusto he quedado, eso sí, no entréis en por lo menos una hora</span>”. Algo que no impedirá –más bien animará- a otro de lo reunidos a salir corriendo para meter la cabeza y sacarla echando pestes diciendo &#8211; mientras sacude la mano- &#8220;<span style="font-style:italic;">¡hala, qué cabrón&#8230; comerá flores pero caga mierda!</span>&#8220;</p>
<p>En esto, las mujeres, por mucho que se empeñen en ser iguales, todavía no han conseguido llegar a un grado de sofisticación semejante.</p>
<div style="text-align:center;"><img src="http://peluche.wordpress.com/files/2009/11/slidemen.gif" border="0" alt="" /></div>
<p><a href="http://peluche.bitacoras.com/" target="_blank"><em>&#8230; corsé</em></a></p>
<p><em>Todos los &#8220;capítulos&#8221; de &#8220;<a href="http://peluche.blogspot.com/">tantos hombres y tan poco tiempo</a>&#8220;</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Enojo]]></title>
<link>http://psicologopage.wordpress.com/2009/11/16/enojo/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 18:06:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>psicologopage</dc:creator>
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<description><![CDATA[El enojo es una emoción normal que experimentamos generalmente todos los seres humanos y que se da e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>El enojo es una emoción normal que experimentamos generalmente todos los seres humanos y que se da en situaciones ante las que nos sentimos amenazados, creemos que podemos sufrir daños, pensamos que nos han lastimado, o nos frustramos. Pero esto puede llegar a transformarse en una emoción destructiva si se siente con demasiada intensidad o se expresa de manera inapropiada, lastimándonos, lastimando al otro verbal o físicamente y dañando objetos. <a title="www.licenciadalarroca.com.ar" href="http://www.licenciadalarroca.com.ar" target="_blank">psicologo</a> Respuestas de este tipo traen aparejadas consecuencias altamente negativas para nuestra salud física y mental, conflictos en las relaciones interpersonales que incluso pueden acarrear posibles problemas legales y financieros.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Bulimia y anorexia]]></title>
<link>http://psicologopage.wordpress.com/2009/11/16/bulimia-y-anorexia/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 17:56:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>psicologopage</dc:creator>
<guid>http://psicologopage.wordpress.com/2009/11/16/bulimia-y-anorexia/</guid>
<description><![CDATA[Al pensar en bulimia y anorexia automáticamente nos remitimos a los conceptos de “obsesión por la im]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Al pensar en bulimia y anorexia automáticamente nos remitimos a los conceptos de “obsesión por la imagen”, “complejos” o “disconformidad corporal”. Se sabe que ambas enfermedades son clasificadas dentro de los denominados “desordenes de alimentación”. <a title="www.licenciadalarroca.com.ar" href="http://www.licenciadalarroca.com.ar" target="_blank">psicologo</a> Se ha dicho reiteradas veces que también son desencadenadas por problemas emocionales y de adaptación al medio.  El hecho es que tanto anoréxicas como bulímicas han existido siempre, la diferencia esta en que actualmente  vivimos en un mundo donde las patologías son mas emergentes o mas “comunes” que en otras épocas.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere]]></title>
<link>http://crescereleggendo.wordpress.com/2009/11/16/gli-uomini-vengono-da-marte-le-donne-da-venere/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 07:30:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>crescereleggendo</dc:creator>
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<description><![CDATA[“..il vero amore non implica la perfezione, anzi fiorisce sulle imperfezioni.. il dialogo è il colla]]></description>
<content:encoded><![CDATA[“..il vero amore non implica la perfezione, anzi fiorisce sulle imperfezioni.. il dialogo è il colla]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[UNA MADRE "ALTERNATIVA" SI RACCONTA]]></title>
<link>http://autismoincazziamoci.org/2009/11/14/una-madre-alternativa-si-racconta/</link>
<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 13:27:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Autismo Incazziamoci</dc:creator>
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<description><![CDATA[Pubblichiamo qui la testimonianza di una madre &#8220;non ortodossa&#8221;. La testimonianza è impor]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><img class="alignright size-full wp-image-1884" title=" " src="http://incazzatautismo.wordpress.com/files/2009/11/36060-trattamento_cog-sfull.png" alt=" " width="233" height="234" />Pubblichiamo qui la testimonianza di una madre &#8220;non ortodossa&#8221;. La testimonianza è importante e forte. Condivido in pieno l&#8217;indice puntato sulle responsabilità molto gravi e imperdonabili della <em>&#8220;scienza ufficiale&#8221;</em>. (G.P.)</strong></p>
<p>Salve, scusate se non scrivo troppo bene e se non interverrò a eventuali commenti a queste righe, ma <strong>internet ruba minuti preziosi che una mamma come me non può permettersi di perdere</strong>.<br />
Ho scoperto da poco questo sito, non ho letto tutto e forse la mia considerazione è troppo affrettata, ma <strong>mi sembra che voi ce l’abbiate troppo con certi personaggi</strong> (che &#8211; dopotutto &#8211; i genitori che ci credono e che se lo possono permettere, scelgono liberamente, sotto la propria responsabilità) e troppo poco con gli altri, quelli istituzionali, che invece hanno precise responsabilità sociali e che  rappresentano la tappa obbligata di chi non ha tanti soldi.<br />
<strong>Non parlo solo di lunghe liste d’attesa e di terapie insufficienti; parlo di ignoranza, ignoranza pura (da capre) e di negligenza.<br />
</strong>Noi la diagnosi l’abbiamo avuta tardi, dopo che mio figlio era “seguito” da un anno e mezzo in un distretto ASL per <strong>ritardo di linguaggio</strong> (mi ero presentata “spontaneamente” al dipartimento materno-infantile, fiduciosa nel servizio pubblico, senza esserci stata inviata da pediatra o asilo nido). <strong>Per scrupolo, dopo tanti mesi che lo “sblocco” non arrivava, avevo consultato il primario NPI di un noto ospedale, in libera professione ovviamente, perché i soldi non piacciono solo a Verzella e Montinari.</strong><br />
Dopo venti minuti di osservazione e parcella esosa, questo luminare mi aveva detto che mio figlio <strong>no, non era autistico</strong>…  anche perché <strong>lo sanno tutti che gli autistici non sono affettuosi con i genitori!</strong><br />
Poi una <strong>nota neurologa</strong> di un altro ospedale, dopo un estenuante day hospital di tanti giorni e tanti begli esamini rimborsati dal SSN, mi aveva detto che mio figlio (pur non essendo epilettico) <strong>doveva assolutamente iniziare una terapia con un antiepilettico (utilizzato da molti adulti come antidepressivo)</strong> perché certamente con quello avrebbe iniziato a parlare, e <span style="color:#ff6600;"><strong>avrebbe finalmente smesso di essere un cattivo esempio per il fratellino</strong></span>.<br />
<strong>Il povero piccolo</strong> &#8211; infatti &#8211; <strong>prima o poi sarebbe stato danneggiato dall’iperattività dello sventurato fratello maggiore</strong> che però &#8211; badate bene! &#8211; non era autistico (<span style="color:#0000ff;"><strong>“smettiamola di vedere l’autismo dappertutto!!!!”</strong></span>).</p>
<p>Alla fine, la diagnosi maledetta me la sono fatta da sola, in pochi minuti, su <strong><span style="color:#ff6600;">Emergenzautismo</span></strong> (<strong><a href="http://www.emergenzautismo.org/content/category/15/41/59/" target="_blank">riconosci tuo figlio</a></strong>). Però il <strong><span style="color:#333333;">DAN</span></strong> mi faceva paura, mi sembrava una setta, e da brava non mi sono fatta abbindolare, anzi mi sono rifatta convincere da chi ci seguiva che mio figlio non era autistico. Già, perchè internet è pericoloso, fuorviante, e <strong>bisogna evitare le autodiagnosi</strong> (ma accidenti, che sfiga, ci avevo azzeccato!); inoltre ci sono in giro dei soggetti che cercano dei falsi autistici, per poter poi dire di averli guariti.<br />
Dunque sono passati altri mesi, niente farmaco antiepilettico (per fortuna!) ma <strong>quelle 2-3 sedutine alla settimana di logopedia e psicomotricità proprio non mi convincevano</strong> (ma del resto <strong><span style="color:#ff6600;">non si poteva stressare troppo quel povero bimbo, che già andava a scuola!!!</span></strong>).</p>
<p>Non riuscivo a togliermi i <span style="color:#333333;"><strong>DAN</strong></span> e l’ <span style="text-decoration:underline;"><a href="http://www.autism.com/translations/it/it_atec.htm" target="_blank"><strong><span style="color:#333333;">ATEC</span></strong></a></span> dalla testa e così sono tornata dal luminare a chiedere spiegazioni (lui invece mi ha chiesto altri 150 euro).<br />
“<strong><span style="color:#ff6600;">Se proprio vuole, signora, per sua tranquillità, si possono fare i test</span></strong>”.<br />
Uno giovane sguattero psicologo, collaboratore a contratto, si è messo all’opera per 3-4 mattine. Il responso è stato evidente.<br />
<span style="color:#ff6600;"><strong>“Mi spiace, fatevi aiutare da qualcuno per superare il trauma”</strong></span>.<br />
Abbiamo saputo che ci sono anche associazioni di genitori, quelle serie (non quegli invasati su internet!) che per 25 euro ti fanno una tesserina per avere uno sconticino sull’ippoterapia.</p>
<p>Sono seguite altre conferme della diagnosi: <strong>eh sì, quelli di prima si erano sbagliati, o forse era troppo presto per dirlo, o forse non volevano dirlo perché tanto è uguale, tanto non si può uscirne, tanto dobbiamo continuare a fare quello che stiamo facendo.</strong><br />
E <strong><span style="color:#0000ff;">assolutamente niente ABA (tantomeno a scuola) perchè è un metodo troppo duro</span></strong>, che <strong><span style="color:#000000;">va bene per le scimmie</span></strong>, che fa diventare dei soldatini, che impedisce la spontaneità, che serve per i casi gravi e non c’entra con mio figlio.<br />
Ultima cosa: <strong>“mi raccomando, lasciare stare gli apprendisti stregoni, perchè solo noi possiamo trattare l’autismo”</strong>.</p>
<p><strong>DONATELLA</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Subjetividad]]></title>
<link>http://psicologopage.wordpress.com/2009/11/13/subjetividad/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 18:31:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>psicologopage</dc:creator>
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<description><![CDATA[Hoy, los sujetos refutan las maneras en que ha sido modelada su subjetividad, refutan las técnicas a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Hoy, los sujetos refutan las maneras en que ha sido modelada su subjetividad<strong></strong>, refutan las técnicas aplicadas sobre sí, el trabajo impuesto por la cultura para hacer de ellos sujetos en un doble sentido: sujetado a otro, y sujetados a sí mismos por la conciencia y el conocimiento de sí. <a title="www.licenciadalarroca.com.ar" href="http://www.licenciadalarroca.com.ar" target="_blank">psicologo</a></p>
<p>La resistencia hace su aparición, en cuanto que la relación del sujeto consigo mismo se constituye en uno de esos nudos resistentes. Esa fuerza, capaz de transformarse en energía para afectar el afuera, encuentra la forma de afectarse a sí misma, en un continuo enfrentamiento, diálogo, pacto y lucha entre las partes que constituyen eso que se denominó como interior del sujeto.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Anorgasmia]]></title>
<link>http://psicologopage.wordpress.com/2009/11/13/anorgasmia/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 18:24:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>psicologopage</dc:creator>
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<description><![CDATA[La anorgasmia es una disfunción sexual que presentan las mujeres y que se puede dar en forma primari]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La anorgasmia es una disfunción sexual que presentan las mujeres y que se puede dar en forma primaria  cuando nunca la mujer ha tenido en su vida sexual antes orgasmos, para pasar luego a la fase anorgásmica y secundaria. <a title="www.licenciadalarroca.com.ar" href="http://www.licenciadalarroca.com.ar" target="_blank">psicologo </a>La llamada segunda fase sucede cuando en algún momento de la vida,  luego de haber experimentado el orgasmo en su vida sexual, comienza a sentir la falta de éste.  Para que sea una anorgasmia, debe esto ser recurrente y prolongarse durante un tiempo, considerándoselo entonces como una disfunción.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[“El chupete electrónico de la televisión se está transformando en el chupete electrónico de Internet”]]></title>
<link>http://mimundoenlared.wordpress.com/2009/11/11/%e2%80%9cel-chupete-electronico-de-la-television-se-esta-transformando-en-el-chupete-electronico-de-internet%e2%80%9d/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 21:46:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>mimundoenlared</dc:creator>
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<description><![CDATA[Facebook, Twitter, MySpace y muchas otras son las redes sociales a las que se les atribuyen muchas v]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><em><span style="font-family:Tahoma;">Facebook, Twitter, MySpace y muchas otras son las redes sociales a las que se les atribuyen muchas virtudes y defectos. Pero, ¿qué piensa un psicólogo del uso que se les da?</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:Tahoma;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-60" title="José Fernández, psicólogo." src="http://mimundoenlared.wordpress.com/files/2009/11/dsc02305talaaaaaaaaaaan1.jpg?w=131" alt="José Fernández, psicólogo." width="131" height="150" />Las redes sociales son la nueva moda. La nueva forma de comunicación a distancia, cada vez más floreciente. El mundialmente conocido Facebook cuenta con 300 millones de usuarios, y su dueño Mark Zuckerberg publicó en su <span style="text-decoration:underline;"><a title="Blog de Facebook" href="http://blog.facebook.com/">blog</a></span> que si bien es un número grande, ellos lo ven sólo como un comienzo en su meta de conectar a todos.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:Tahoma;">Mucho se habla de ellas, algunos lo hacen sobre sus beneficios, otros sobre las desventajas. Pero, ¿Cuáles son las motivaciones psicológicas para ser parte de una red social?, ¿por qué representan tal atracción? Acerca de esto hablamos con José Fernández, licenciado en Psicología y profesor en la <a title="Escuela de Ciencias de la Información" href="http://www.eci.unc.edu.ar"><span style="text-decoration:underline;">Escuela</span><span style="text-decoration:underline;"> de Ciencias de la Información</span></a> de la <a title="Universidad Nacional de Córdoba" href="http://www.unc.edu.ar/"><span style="text-decoration:underline;">Universidad</span><span style="text-decoration:underline;"> Nacional</span><span style="text-decoration:underline;"> de Córdoba</span></a>.<!--more--></span><span style="font-size:11pt;font-family:Tahoma;">Dentro de su consultorio hay una luz es tenue genera un ambiente de intimidad. Él muy tranquilo prende un pucho y nos hace señas para comenzar. Primero lo primero, ¿Qué dice de nosotros usar estas redes?, por lo que le preguntamos si la sociedad como conjunto puede ser analizada por ello. “La sociedad puede ser analizada con distintos termómetros”, nos dice. A lo que luego agregó que adhiere a la idea de un autor español que pensando en el boom de Gran Hermano, se preguntó sobre la capacidad de la gente para votar luego de ver eso, comenta que es lo mismo en el caso de Tinelli. Además él tiene el convencimiento de que los consumos definen quien sos como persona y como sociedad. “Yo no sé si todos los que usan Facebook votan” &#8211; aclara – “pero muchos de ellos votan, definen los destinos de una nación”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:Tahoma;">Ahora queremos saber más, <strong>¿Qué problemas pueden traer las redes sociales?</strong> Se lleva el cigarrillo a la boca mientras lo piensa. Finalmente, nos dice que es algo parecido, “similar”, a lo que genera la televisión. “El joven se acerca al fenómeno de Internet de forma muy pasiva y esa es la cosa más peligrosa que hay. Es decir, vos podes tomar y construir o solamente tomar, copiar y pegar”, nos explica. Luego añade: “El chupete electrónico la de televisión se está transformando en el chupete electrónico de Internet”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:Tahoma;">Enumera también otros puntos por los cuales hay que tener cuidado, desde la trata de personas y secuestros hasta la prostitución infantil, por ejemplo. Nos cuenta que por su profesión conoce a la gente, que hay de todo, y que cuando abrimos un Facebook, nos abrimos a los buenos y a los malos. Pero aclara para terminar su respuesta: “Todo tiene sus virtudes y sus defectos, sus ventajas y desventajas”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:11pt;font-family:Tahoma;">Adictos a comunicar</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:Tahoma;">“¡Qué pregunta!”, exclama cuando nos referimos a por qué son tan adictivas, “La adictividad creo que estaría dada a la comunicación”. Hace referencia entonces, a la película “<span style="text-decoration:underline;"><a title="Náufrago" href="http://www.decine21.com/peliculas/naufrago-2522">Náufrago</a></span>”, donde el personaje termina hablando con una pelota, “Wilson”, recuerda y sonríe. Luego continúa, nos dice que la comunicación es esencial para el hombre y que éste es sólo un nuevo modo de comunicarse.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:Tahoma;">Tal como en sus clases, actúa un poco para hacerlo más divertido y comprensible: “Cuando te dicen <em>“¡Hola! Qué linda, ¿Cómo andas? Qué bonita”</em>, que sé yo todo el verso que te tiran, están reconociéndote como sujeto importante.” Señala que el hombre necesita el reconocimiento del otro para formar su imagen de sí mismo, sobre todo el adolescente. Para él, la red social cubriría un papel similar al del grupo de amigos. Hay otro que te reconoce, te acepta, y en parte, conforma tu identidad.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:Tahoma;">Le hacemos otra pregunta. Nos responde que la “necesidad” de poner lo que hacés a cada minuto, de subir las fotos más lindas en las que salís todo arreglado, es en realidad una necesidad de exhibirse, de que el otro se interese. “La foto es un sustituto virtual, y una forma de poner esta soy yo”, sostiene.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:Tahoma;">¿Pero por qué buscamos ese sustituto virtual? Es imposible no preguntarle <strong>¿Por qué se prefiere este tipo de comunicación frente a la de cara a cara?</strong> Él opina que es por la desinhibición que se produce en los usuarios de cualquier edad.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:Tahoma;">“Los más jóvenes se encontraron diciendo cosas de grandes y los grandes diciendo cosas de chicos” – nos cuenta &#8211; “uno larga cualquiera”. Nos indica además que la moda juega un papel importante en esto. Dice al respecto que la aceptación dentro de los grupos pasa por similitudes, y hoy está de moda aceptarse de ese modo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:Tahoma;">Indagamos si las redes sociales nacieron por un problema social de base. “Si lo ves desde un punto de vista absolutamente macroscópico, así como que te parás en la luna y mirás la tierra, el fenómeno de la incomunicación cara a cara es cada vez más creciente”, afirma. Agrega que desde chiquitos se enseña a competir. Primero fue en la escuela por las notas y después se expandió a todos los ámbitos. De ahí el individualismo y el aislamiento de las personas. Coincidió con nosotros, la competencia por quien tiene más amigos en las redes sociales – aunque sean completos desconocidos en la vida personal – es por eso mismo. “Por supuesto, si yo tengo mil amigos soy mucho más que vos que tenés tres”, dijo con una sonrisa dibujada en su cara.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:Tahoma;">En estas redes, hay muchos niños involucrados, queremos saber como los afectará eso más adelante. El psicólogo aclara que no le gusta la futurología, pero sí se anima a decirnos que eso no depende tanto del acceso, sino de la orientación, referencias y criterios que le brinden sus padres. Aprovecha la oportunidad y remata: “A ver, un adulto que no vea Tinelli”. Nos reímos con él.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:Tahoma;">Desde la ventana de su consultorio se ve como el virulento viento azota al solitario árbol del patio. La preocupación cruza sus ojos así que sabemos que es tiempo de terminar. Pero antes del final disparamos la última pregunta. <strong>¿En las universidades argentinas se habla del tema?</strong> Él no lo sabe, pero cree que debería hablarse. “Habría que hablar de las nuevas tecnologías de las comunicaciones, que ese es el gran tema, porque esto es un apéndice”, y eso sí se está trabajando concluyó. Su auto está afuera y pronosticaron tormenta, tiene que correr a guardarlo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:11pt;font-family:Tahoma;">Por Estefanía Hermida</span></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Nuestra formación de Autocoaching® homologada por la prestigiosa ICF]]></title>
<link>http://autocoaching.wordpress.com/2009/11/10/nuestra-formacion-de-autocoaching%c2%ae-homologada-por-la-prestigiosa-icf/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 20:24:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>pedroamador</dc:creator>
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<description><![CDATA[Hemos homologado nuestra formación de 4 ó 8 horas con la prestigiosa ICF (Internation Coach Federati]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Hemos homologado nuestra formación de 4 ó 8 horas con la <a title="ICF Formación" href="http://www.coachfederation.org/research-education/coach-training-programs/tpss/" target="_blank">prestigiosa ICF</a> (Internation Coach Federation) para estar así avalados por una institución internacional que nos obliga a mantener nuestro algo nivel de exigencia. Toda la información sobre la formación de <a title="Autocoaching - La mejor web para iniciarse en el coaching." href="http://www.autocoaching.info/servicios/formacion.html" target="_blank">Autocoaching®</a> se puede obtener en un <a title="Dossier de formación" href="http://www.autocoaching.info/descargar-el-archivo-dossier-formacion-autocoaching.html" target="_blank">dossier aquí</a>.</p>
<p>Os recordamo que la próxima semana estaremos en la<a title="Jornadas de ICF España" href="http://www.jornadascoaching.org/" target="_blank"> VI jornadas de coaching en Barcelona</a>, y será un placer atenderos personalmente.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-765" title="Detalle acreditación" src="http://autocoaching.wordpress.com/files/2009/11/2009_11_acreditacion-icf1.jpg" alt="Detalle acreditación" width="544" height="494" /></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Eres mi Obsesión]]></title>
<link>http://comollegueaqui.wordpress.com/2009/11/10/eres-mi-obsesion-2/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 15:22:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Flower Power</dc:creator>
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<description><![CDATA[¿Alguna vez se obsesionaron por alguien? Creanme que después de aquel noviazgo fallido lo que menos ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="size-medium wp-image-30 alignright" title="obsession" src="http://comollegueaqui.wordpress.com/files/2009/11/obsession.jpg?w=229" alt="obsession" width="229" height="300" /></p>
<p>¿Alguna vez se obsesionaron por alguien? Creanme que después de aquel noviazgo fallido lo que menos quería era que alguien se obsesionara por mi. Pero al parecer yo les quitaba el sueño no a una sinó a dos personas&#8230;</p>
<p>No voy a usar los nombres verdaderos esta vez pero digamos que el primero se llamaba Ezequiel, amigo de años, nos conocíamos desde los 16. Se le había dado por estudiar psicología y estaba en esa época Freudiana de analizar y relacionar todo con el sexo.</p>
<p>El otro digamos que se llamaba Luis, abogado, amigo de otro amigo, recién empezaba a juntarse con mi grupo de amigos.</p>
<p>Bien, empecemos por el psicólogo. En esa época yo iba bastante a su casa ya que el tocaba el piano y yo cantaba y teníamos pensado preparar unos temas. El acostumbraba a llamarme por alguna cosa que no entendía de inglés pero en algún momento todo se descontroló.</p>
<p>Una vez en su casa, en la que vivía con sus padres y hermanos, estabamos viendo una peli con el hermano. En un momento el hermano se fue y entonces él quiso tocarme donde no debe. Le saqué la mano y me dice que igual tenía novia, que estaba saliendo con una chica de la facultad pero que a sus padres no les gustaba mucho porque ela tenía una hija. ¿Y yo que tenía que ver en todo esto?</p>
<p>Cuando fuimos a llevar a la novia del hermano y el hermano y la novia se bajaron del auto, intentó tocarme de nuevo. Demás está decir que se acabaron las reuniones en su casa aunque se me hizo medio complicado ir inventando excusas para no ir. Era amiga de la familia de años y muchas veces la que me invitaba a cenar era su mamá. </p>
<p>Dejé de ir pero igual él siguió llamandome por teléfono ¡TODOS LOS SANTOS DÍAS! y su no estaba en casa llamaba a mi celular. &#8220;Hola, vos sabés lo que siginifica x palabra&#8221; y me decía alguna palabra extraña en inglés. Cuando le decía que no sabía me decía &#8220;pero vos sos traductora&#8221;. Soy traductora pero no diccionario ambulante y para colmo en ese momento estaba preparando mis últimos finales para recibirme de intérprete y no tenía tiempo para eso. Al final tuve que cambiar mi número de celular y un amigo en común tuvo que tener una amable charla con el del tipo &#8220;o la dejás en paz o te rompo la cara&#8221;.</p>
<p>Igual seguía llamando a casa, una vez llamó para preguntarme que podía hacer con su novia porque su madre no la quería, yo le dije que tenía que hablarlo con sus padres y que si él realmente la quería ellos tendrían que entender. y me agradece y me dice que había dejado su teléfono con el manos libres para que su madre escuchara. Finalmente por suerte su madre se enteró de todo y lo obligó a dejarme en paz.</p>
<p>Pero esto no es lo más loco de la historia. Después de que él se casó con esta chica y tuvo un hijo y eran todos felices. Un amigo en común quiso que él se uniera la las reuniones del grupo y el le dijo que no porque estaba yo y que eso le iba a traer problemas porque <strong>YO estaba obsesionada con Él</strong>. Si, así como lo escuchan, todo ese tiempo en que me llamaba a toda hora era porque <strong>YO estaba obsesionada con Él</strong> y no a la inversa. Nadie de nuestros amigos por suerte cree esa historia y no entienden realmente que le pasa en la cabeza a este chico conmigo. Después de tanto tiempo yo creo que se inventó una historia para darle celos a su novia y termino creyéndose su propia historia. ¿ustedes que opinan?</p>
<p>Pasemos al abogado. Al mismo tiempo en el que yo estaba intentando despegarme del psicólogo obsesionado teníamos un amigo abogado que no estaba pasando por un buen momento personal, se sentía sólo y tenía algunos problemas en casa con sus padres también. Lo único que yo hice fue prestarle mi oreja y escuchar sus problemas como buena amiga. Lo malo es que él pensó que salir conmigo era la solución a sus males pero yo no lo veía de ese modo, no sentía más que aprecio por Luis. Apesar de eso el insistía y encima sentía profundos celos por Ezequiel porque yo iba a su casa etc. Luego de hablar por horas crei que Luis había entendido que yo era su amiga pero que no era la chica para él pero una semana después recibo una laaaargaaa carta en la que me decía todo lo que yo significaba y cuanto me amaba aunque entendía si yo no lo quería igual. Decidí hacer caso omiso de la carta y el dejó de reunirse con el grupo por lo que no nos vimos como por un año.</p>
<p>Por suerte el tiempo me dio la razón y el se puso de novio con una chica y es feliz. Nos encontramos cada tanto por ahí, por la calle o en el tren. Creo que decirle que no fue una de las pocas decisiones sabias de mi vida.</p>
<p>Ahora, ¿pensaban que lo del psicólogo se había terminado? pues no&#8230;</p>
<p>En algún momento del 2003 suena el teléfono en casa. Era Ezequiel. Resulta que me dice que había dejado la psicología y estaba estudiando el profesorado de inglés porque &#8220;siempre había querido ser como yo&#8221; (musica de psicosis de fondo por favor) y esperaba que le diera algunos consejo de como empezar a dar clases en empresas. Creo que esperaba que yo le pudiera conseguir trabajo pero imaginensé que con sus antecedentes yo no se lo iba a recomendar a nadie. Y por suerte por ahora, aunque el mundo de la enseñanza del inglés es bastante pequeño,no he vuelto a saber de él.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Depresión]]></title>
<link>http://psicologopage.wordpress.com/2009/11/09/depresion/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 20:35:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>psicologopage</dc:creator>
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<description><![CDATA[El trauma que predispone a un individuo a la depresión es la pérdida de amor. Todos necesitamos vínc]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>El trauma que predispone a un individuo a la depresión es la pérdida de amor. Todos necesitamos vínculos afectivos para sostener la excitabilidad de nuestros cuerpos. <a title="www.licenciadalarroca.com.ar" href="http://www.licenciadalarroca.com.ar" target="_blank">psicologo</a> La causa básica de la depresión es la inhibición de los  sentimientos de temor, tristeza, ira. La supresión de éstos y la tensión que ello genera reducen la motilidad del cuerpo, ocasionando a la reducción de la vitalidad.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Psicología laboral]]></title>
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<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 20:22:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>psicologopage</dc:creator>
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<description><![CDATA[La psicología se ocupa del estudio de la conducta humana, su eje de investigación se centra en un as]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La psicología se ocupa del estudio de la conducta humana, su eje de investigación se centra en un aspecto muy particular, el hacer. <a title="www.licenciadalarroca.com.ar" href="http://www.licenciadalarroca.com.ar" target="_blank">psicologo</a> Podemos definir a la psicología laborar como una ciencia aplicada, de carácter social que, haciendo eje en el hombre en su medio laboral, intenta dar cuenta de los procesos psicológicos que se desencadenan en la interdependencia.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Psicología ]]></title>
<link>http://psicologopage.wordpress.com/2009/11/08/psicologia-3/</link>
<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 16:51:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>psicologopage</dc:creator>
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<description><![CDATA[La Psicología se encarga del estudio científico del comportamiento y la experiencia, de cómo los ser]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La Psicología se encarga del estudio científico del comportamiento y la experiencia, de cómo los seres humanos y los animales sienten, piensan, aprenden y conocen para lograr adaptarse al medio circundante.<a title="www.licenciadalarroca.com.ar" href="http://www.licenciadalarroca.com.ar" target="_blank"> psicologo </a>La psicología moderna se ha dedicado en el tiempo a recoger hechos sobre el comportamiento y la experiencia, a organizarlos sistemáticamente, elaborando teorías que los expliquen.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Antidepresivos]]></title>
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<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 16:43:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>psicologopage</dc:creator>
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<description><![CDATA[Los antidepresivos son medicamentos nutilizados en el tratamiento de las depresiones mayores y menor]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Los antidepresivos son medicamentos nutilizados en el tratamiento de las depresiones mayores y menores. Se dividen en tres clases: los inhibidores de la monoaminooxidasa, los tricíclicos, y los antidepresivos de segunda generación, que actúan sobre la recaptación de los tres principales neurotransmisores que intervienen en la depresión: la serotonina, la dopamina y la noradrenalina. Los inhibidores selectivos de la recaptación de la serotonina, son los fármacos más recetados en la psiquiatría moderna. <a title="www.licenciadalarroca.com.ar" href="http://www.licenciadalarroca.com.ar" target="_blank">psicologo</a> La mayoría de los antidepresivos son eficaces también en el tratamiento del estrés y los trastornos de ansiedad, frecuentemente asociados a muchas depresiones, aunque no implican una solución inmediata o mágica.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Psicología y campos de aplicación]]></title>
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<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 20:31:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>psicologopage</dc:creator>
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<description><![CDATA[Este profesional se desempeña -de acuerdo con su formación- en campos como el diagnóstico, la evalua]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="font-family:Arial;font-size:small;"><span style="font-family:Arial;font-size:small;">Este profesional se desempeña -de acuerdo con su formación- en campos como el diagnóstico, la evaluación y selección, la prevención, orientación y asesoría y la intervención psicológica. (tratamiento, psicoterapia, corrección , rehabilitación ). <a title="www.licenciadalarroca.com.ar" href="http://www.licenciadalarroca.com.ar" target="_blank">psicologo</a></p>
<p>El desarrollo de la ciencia y su concreción en problemas prácticos va generando una demanda cada vez mayor de este tipo de profesional, incrementándose así las esferas donde puede trabajar, entre las que podesmos mencionar: la salud, la educación, las instituciones y organizaciones laborales, las instituciones culturales, recreativas y la educación superior.</p>
<p></span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sociedad y educación]]></title>
<link>http://psicologopage.wordpress.com/2009/11/06/sociedad-y-educacion/</link>
<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 20:24:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>psicologopage</dc:creator>
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<description><![CDATA[Actualmente, los psicólogos de la educación reconocen que no existe un cauce en el desarrollo y el a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Actualmente, los psicólogos de la educación reconocen que no existe un cauce en el desarrollo y el aprendizaje que pueda considerarse “natural”, universal como producto directo de la pertenencia a un medio de aprendizaje “normal”, ajeno a las demandas, valores y prácticas sociales que se plantean desde sociedad y cultura concretas. <a title="www.licenciadalarroca.com.ar" href="http://www.licenciadalarroca.com.ar" target="_blank">psicologo</a> Los psicólogos de la educación tienen que reconocer que es la sociedad la que configura las prácticas que moldean a la infancia, y que la acción educativa constituye el motor que promueve el desarrollo de la persona. Por consiguiente, los procesos formativos para la intervención y la investigación en Psicología de la Educación requieren virar hacia un enfoque integrador.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Psicologíay educación]]></title>
<link>http://psicologopage.wordpress.com/2009/11/02/psicologiay-educacion/</link>
<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 23:40:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>psicologopage</dc:creator>
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<description><![CDATA[&nbsp; El Licenciado en Psicología se caracteriza por ser un profesional con perspectiva científica ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#160;</p>
<p>El Licenciado en Psicología se caracteriza por ser un profesional con perspectiva científica y competencias técnicas que le permiten realizar la evaluación psicológica, el diseño y la aplicación de programas de intervención psicológica orientados a la solución de problemas en los ámbitos de la salud, educación y las organizaciones. <a title="www.licenciadalarroca.com.ar" href="http://www.licenciadalarroca.com.ar" target="_blank">psicologo</a></p>
<p>El Psicólogo/a de la Educación es el profesional de la psicología cuyo objetivo de trabajo se encarga de la reflexión e intervención sobre el comportamiento humano, en situaciones educativas, a partir del desarrollo de las capacidades de las personas, grupos e instituciones.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Atención psicológica]]></title>
<link>http://psicologopage.wordpress.com/2009/11/02/atencion-psicologica/</link>
<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 23:32:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>psicologopage</dc:creator>
<guid>http://psicologopage.wordpress.com/2009/11/02/atencion-psicologica/</guid>
<description><![CDATA[Cuando una persona acude a un psicoterapeuta es porque no se siente del todo bien consigo misma o co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Cuando una persona acude a un psicoterapeuta es porque no se siente del todo bien consigo misma o con los demás, y porque sufre más que lo inevitable (en la vida hay sufrimientos que no pueden evitarse). Entonces no basta recordar, es necesario re-elaborar para dejar de repetir. <a title="www.licenciadalarroca.com.ar" href="http://www.licenciadalarroca.com.ar" target="_blank">psicologo</a> No podemos cambiar el pasado, pero sí la idea que nos hemos hecho de él y, más importante aún, nuestro presente y nuestro futuro, nuestra posición ante nuestra propia vida (que es la que nos produce ese exceso de sufrimiento) y nuestra realidad.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

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