<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>psicoterapia &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/psicoterapia/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "psicoterapia"</description>
	<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 15:29:40 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[CHE COSA E' LA CONSULENZA FILOSOFICA?]]></title>
<link>http://consulenzafilosoficamilano.wordpress.com/2009/11/21/consulenza-filosofica/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 22:00:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>In breve</dc:creator>
<guid>http://consulenzafilosoficamilano.wordpress.com/2009/11/21/consulenza-filosofica/</guid>
<description><![CDATA[Bella domanda! perchè sicuramente c’è molta confusione in merito: che cosa è una consulenza filosofi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Bella domanda! perchè sicuramente c’è molta confusione in merito: che cosa è una consulenza filosofica e come si distingue da una psicoterapia? La confusione deriva dal fatto che a volte si occupano di problemi simili e forse anche dal fatto che la consulenza filosofica sia storicamente nata come alternativa alla psicoterapia… questioni vecchie ma che lasciano il segno. </strong><strong>Quindi aggiorniamo: di che cosa si occupa la consulenza filosofica e con quali metodi?<em><!--more--></em></strong></p>
<p>Esistono molte linee, ma preferisco generalizzare per arrivare al punto.</p>
<p>Ognuno di noi si muove nella vita in base a una propria <em><strong>visione del mondo</strong></em> che include che cosa sia per lui importante o meno, quali siano i suoi progetti e la sua idea di una vita felice e realizzata, come debbano essere i rapporti di amicizia e di coppia, che cosa ci si debba aspettare dal lavoro e dal riconoscimento e così via…</p>
<p>Se guardiamo bene queste sono esattamente delle <em><strong>posizioni filosofiche personali</strong></em> :  in parte sono acquisite dall’ambiente che ci ha formato e in parte sono il prodotto di una riflessione personale basata sull’esperienza.</p>
<p>Questo complesso di valutazioni e di convinzioni che di fatto <em><strong>orienta ogni scelta e ogni reazione di fronte agli eventi della vita </strong>è</em> ben difficilmente  frutto di una riflessione consapevole: il più delle volte è il risultato di un assorbimento passivo di credenze dell’ambiente, di modalità di comportamento e di reazione acquisite per imitazione, di pregiudizi ereditati e mai ridiscussi, di esperienze personali che si riferivano a una certa situazione e poi sono state generalizzate, di conclusioni affrettate e mai riaggiornate etc…</p>
<p>Il nostro sistema mentale giustamente <em><strong>manda in automatico </strong></em>molte operazioni che un tempo venivano eseguite i modo cosciente perché questo rappresenta un enorme risparmio energetico. Lo sanno tutti quelli che hanno imparato a guidare un’auto: all’inizio sembrava un’impresa quasi impossibile controllare contemporaneamente la strada, lo specchietto, il volante, l’acceleratore, il cambio, la frizione, i freni…. Dopo qualche anno si chiacchiera amabilmente e si riesce persino ad accalorarsi in una discussione mantenendo un perfetto controllo della guida: buona parte delle operazioni necessarie sono andate in automatico.</p>
<p>Ma questo succede anche a livello mentale: molto di quello che abbiamo appreso in un modo o nell’altro ormai è entrato in automatico. Ma riferendosi alla gestione della propria vita non sempre le <em><strong>vecchie modalità di pensiero</strong></em> rimangono ottimali nel lungo periodo perché il funzionamento stesso dell’auto cambia: quello che era adeguato a cinque anni non lo è più a trenta o a settanta….</p>
<p>Che cosa succede quando abbiamo un <em><strong>problema  nella vita</strong></em>?</p>
<p>Può darsi che sia veramente qualcosa che non avevamo mai avuto occasione di sperimentare prima, ma questo fa parte del normale processo di apprendimento: ci si presenta qualcosa di ignoto e in qualche modo impariamo a gestirlo, dopo di ché lo classifichiamo come cosa imparata. In questo senso un problema è una <em><strong>situazione molto transitoria</strong></em> tra il momento in cui si è già presentata la domanda e il momento in cui abbiamo già trovato la risposta (che per definizione c’è): come a scuola quando ci davano un problema di matematica e dovevano procedere con risoluzione e risposta.</p>
<p>Ma non è questo che di solito chiamiamo un ‘problema’ nella vita. Comunemente ci riferiamo al perdurare a lungo della una situazione in cui la domanda si è già posta e <em><strong>la soluzione non arriva</strong></em>. E perché non arriva ? Spesso è proprio il modo concettuale in cui ci poniamo il problema ciò che ci preclude l’arrivare a una soluzione, oppure si tratta del metodo applicato, o addirittura del fatto che non era un problema nel senso che non aveva una soluzione….</p>
<p><em><strong>Di questo si occupa la consulenza filosofica</strong></em>: di chiarire meglio la struttura del problema, i metodi di soluzione che sono stati applicati e quelli possibili. Sembra molto astratto?  Non lo è per nulla.</p>
<p>Si parla di problematizzare un problema e sembra un termine molto cervellotico, ma in realtà significa semplicemente indagare come ce lo si è posto, quale rete di significati e di convinzioni implicite si sono sottese, che cosa lo ha intricato tanto da renderlo irrisolvibile…</p>
<p>La consulenza filosofica in un certo senso aiuta a fare ordine:  quando le personali <em><strong>visioni del mondo non si rivelano più adatte</strong></em> a garantirci un andamento fluido nella vita è spesso perché contengono delle contraddizioni, delle associazioni incongrue o delle generalizzazioni inappropriate, dei passaggi illogici o dei conflitti tra valori diversi all’interno della stessa visione: chiarendoli diventa più facile riprendere la propria strada…</p>
<p>La consulenza filosofica non dà delle soluzioni nel senso che non dà consigli su che cosa fare rispetto a un certo problema né suggerisce come comportarsi, ma chiarendo la struttura del problema stesso aiuta a <em><strong>trovare le proprie e personali soluzioni</strong></em>. </p>
<p><strong>Paola Santagostino     </strong><a href="http://www.pensieroecorpo.it"><strong>www.pensieroecorpo.it</strong></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[CONSULENZA FILOSOFICA E PSICOSOMATICA]]></title>
<link>http://consulenzafilosoficamilano.wordpress.com/2009/11/21/consulenza-filosofica-e-psicosomatica/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 21:00:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>In breve</dc:creator>
<guid>http://consulenzafilosoficamilano.wordpress.com/2009/11/21/consulenza-filosofica-e-psicosomatica/</guid>
<description><![CDATA[Che cosa c&#8217;è in comune? Secondo me molto, anche se per capirlo bisogna addentrarsi un po’ nel ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Che cosa c&#8217;è in comune? Secondo me molto, anche se per capirlo bisogna addentrarsi un po’ nel discorso altrimenti a prima occhiata potrebbe sembrare che si occupino di ambiti del tutto diversi e con modalità che non hanno niente in comune…</strong><strong>Innanzitutto che cosa è la consulenza filosofica?</strong> <!--more-->Ci sono molte linee e nemmeno omogenee tra loro, per cui ne dò una definizione piuttosto allargata: si occupa di discutere le visioni del mondo, le scale di valori, le modalità di formare e costruire idee e convinzioni, li criteri con cui si operano le scelte e via dicendo, tramite una serie di colloqui che si dipanano a partire dal tema/problema presentato dal cliente e ne approfondiscono  e sviluppano i risvolti. Non si occupa di risolvere un problema, ma di aiutare a comprenderlo meglio in modo che il cliente stesso possa trovare le sue risposte.</p>
<p>E <strong>che cosa è la psicosomatica</strong>? Qui andiamo ancora peggio: le linee sono tante che non si assomigliano neppure… Ma anche qui possiamo darne una versione molto allargata: si occupa di comprendere il senso della malattia nel contesto complessivo della vita del paziente.</p>
<p> Già da queste poche (e discutibili) definizioni si capisce che cosa ci possa essere in comune: entrambe si fondano sulla comprensione di quanto sta accadendo a un <strong>essere umano considerato nel suo complesso</strong>.</p>
<p>Una persona non è <strong>corpo o mente</strong> ma entrambe le cose simultaneamente e il suo particolare modo di essere al mondo include sia come sta fisicamente che come pensa e come sente, che rapporti ha con gli altri, che tipo di vita sta facendo etc.</p>
<p>Quando si percepisce uno <strong>stato di malessere</strong> questo coinvolge sempre, anche se in proporzioni diverse corpo  sentimenti  pensieri e relazioni  e per comprendere veramente il significato di quel che sta accadendo non si possono frammentare i vari aspetti come se si trattasse di territori isolati e indipendenti l’uno dall’altro.</p>
<p>Certamente consulenza filosofica e psicosomatica si muovono con <strong>metodologie diverse</strong>: la consulenza usa esclusivamente il dialogo come proprio strumento e si muove sulla linea di una analisi critica di quanto viene detto, così come viene detto, senza presupporre significati diversi che non siano autoevidenti. E’ proprio sulla congruenza dei concetti, e del legami tra di essi, che essa sviluppa il suo percorso. La psicosomatica invece fa riferimento a degli impianti teorici che prevedono un significato simbolico o inconscio degli organi e dei sintomi: il funzionamento organico non è di per sé presente alla coscienza. E spesso non usa solo il dialogo per operare e interviene anche direttamente sul corpo.</p>
<p>Ma nella pratica di una <strong>seduta di colloquio</strong> psicosomatico o filosofico i confini si fanno più sottili: lì non c’è comunque il corpo-oggetto dell’indagine medica.</p>
<p>C’è un &#8220;<strong><em> </em>corpo di cui si parla</strong>&#8221; che è un prodotto mentale intessuto di vissuti e di ricordi, di desideri e associazioni, un corpo di cui si dice attraverso concetti convinzioni e credenze che hanno più a che fare con la filosofia che con la medicina.</p>
<p>E c’è  anche un &#8221; <strong>corpo che parla da solo</strong><em>&#8220;</em>  lì direttamente attraverso la mimica i gesti il tono di voce e le espressioni fisiche di emozione&#8230;</p>
<p>E c’è un <strong>linguaggio come mezzo</strong><em> </em><strong>di comunicazione</strong> che è sia linguaggio verbale intessuto di concetti, sia linguaggio metaforico fatto di immagini che spesso si riferiscono a esperienze fisiche, sia linguaggio del corpo che conferma o sconferma quanto dichiarato.</p>
<p>Le convergenze nei colloqui della psicosomatica e della consulenza filosofica si manifestano forse con una certa <strong>sfasatura di tempi</strong>: il paziente che arriva in terapia psicosomatica con una malattia porta tutta l’urgenza del dolore fisico e si aspetta una soluzione. Ma via via che il significato del suo disturbo si fa più chiaro e che la sintomatologia recede, emerge una problematica che lo riguarda come persona intera. E’ a questo punto  la discussione in entrambi gli ambiti si fa più simile e la filosofica mostra il suo valore d’esperienza nell’affrontare i temi esistenziali.</p>
<p>In termini di <strong>vita comune</strong> proviamo a riflettere un attimo su quanto un certo modo di pensare informi di sé ogni altro aspetto dell’esistenza:  le reazioni agli eventi, il modo di porsi nelle relazioni, i progetti di vita, le azioni e le valutazioni… Ridiscutere le nostre forme di pensiero è un&#8217;operazione di vasta portata che ha effetti in ogni campo dell’esistenza e possiamo facilmente ipotizzare che abbia un ‘effetto’ anche sul funzionamento del corpo.</p>
<p> Ma non è questo possibile ‘effetto’ che ora ho in mente, mi sto chiedendo qualcosa di più vasto e cioè se le nostre ‘forme’ stabili di pensiero, i modelli di pensiero che usiamo abitualmente, potrebbero essere letti essi stessi come degli schemi simbolici in diretta relazione con le grandi funzioni del corpo…</p>
<p><strong>Paola Santagostino             </strong><a href="http://www.pensieroecorpo.it"><strong>www.pensieroecorpo.it</strong></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[UN CASO DI CONSULENZA FILOSOFICA]]></title>
<link>http://consulenzafilosoficamilano.wordpress.com/2009/11/21/un-caso-di-consulenza-filosofica/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 23:00:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>In breve</dc:creator>
<guid>http://consulenzafilosoficamilano.wordpress.com/2009/11/21/un-caso-di-consulenza-filosofica/</guid>
<description><![CDATA[Una buona maniera per capire come funziona una consulenza filosofica è vedere  gli esempi degli auto]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Una buona maniera per capire come funziona una consulenza filosofica è vedere  gli esempi degli autori. Riporto il caso di una persona che si sentiva personalmente colpevole per esser stata rapinata. Sembra strano? No, non lo è affatto se si capisce la sua logica</strong>. <!--more-->Questo caso di studio è lungo: se avete la pazienza di leggere…. L’ha pubblicato Peter Raabe nel suo libro ‘Teoria e pratica della consulenza filosofica’ Apogeo e per  gentile concessione dell’editore  posso riferirne.</p>
<p>Clarence si trovava in uno stato di <strong>grande angoscia</strong> quando ha chiesto aiuto: era un uomo di venticinque anni, indiano ma adottato da una famiglia di bianchi, e fin dall’età di dodici anni aveva vissuto in centri di detenzione, carceri e strada, facendo abuso di <strong>alcool e droga</strong>.</p>
<p>A vent’anni era già arrivato alla conclusione che la sua vita era destinata a un <strong>completo fallimento</strong>. Ma poi aveva ritrovato sé stesso avvicinandosi allo Spirito An­cestrale del suo popolo nativo: aveva smesso di drogarsi, era tornato a studiare al college e aveva un lavoro. Leggendo gli scritti new age si era convinto che la guarigione dalla tossicodipendenza lo avesse riportato al suo ruolo predestinato nel grande schema co­smico della vita.</p>
<p><strong>Ma una sera tutto precipitò</strong>: stava tornando dal cinema insieme a un amico giovanissimo quando hanno preso una scor­ciatoia e sono stati aggrediti da due uomini armati che li hanno picchiati e gli hanno rubato soldi e vestiti.</p>
<p>Di ritorno a casa Clarence era distrutto e cercando di dare un senso all’accaduto era giunto alla conclusione che quanto successo era segno della <strong>giustizia divina</strong> che gli faceva pagare la sua vita passata di rapinatore: si trattava del karma per cui tutto ciò che fai prima o poi ti ritorna  indietro….</p>
<p>Ma Cla­rence non capiva perché Dio avesse deciso di punirlo proprio adesso che <strong>aveva cambiato vita</strong>:  se uscire dall’alcol e dalla droga non bastava a estinguere il suo de­bito passato allora tutti i suoi sforzi erano stati vani e non c’era più un senso nella sua vita: così ricadde nella tossicodipendenza. Venne ricoverato in un centro di disintossicazione dove per ironia della sorte si applicava il metodo dei dodici passi che si basa sulla fiducia nel potere divino…. Giusto quello su cui ormai aveva grossi dubbi.</p>
<p><strong>Il dialogo passo per passo</strong></p>
<p>Dice Raabe : iniziai la seduta con dolcezza chiedendogli che cosa provava, mi disse che biasimava se stesso e si sentiva molto male in particolar modo per quel che era successo al suo giovane amico.</p>
<p>Gli domandai<strong> “ Come pensi che sia Dio?”</strong> e rispose: <strong>“Come un padre amorevole</strong> che è in ogni luogo: qualcu­no che veglia su di te e ha a cuore il tuo benessere”.</p>
<p><strong> “Perché pensi che un padre amorevole vorrebbe ripagare della stessa moneta suo figlio</strong> per qualcosa che ha fatto in passato  e per giunta della quale sta provando a fare ammenda?”</p>
<p>Disse che non aveva alcun senso che Dio si comportasse in questo modo e che secondo lui non agiva proprio così.</p>
<p>Gli chiesi perché il suo amico fosse stato coinvolto nella rapina se questa era una punizione divina rivolta a  lui . E  rispose che anche questo non aveva senso perché il ragazzo non era in nessun  modo responsabile di quel che lui aveva fatto nel suo passato.</p>
<p>Gli chiesi: <strong>“Quando eri un rapinatore, Dio come ti faceva sapere chi rapinare?”</strong> e Clarence rispose di aver sempre deciso da solo: Dio non aveva niente a che fare con le sue scelte.</p>
<p>Allora domandai: “Ma se non ha mai influenzato la tua scelta delle vittime quando eri un rapinatore <strong>perché Dio avrebbe dovuto indirizzare altri rapinatori a scegliere te </strong>e il tuo giovane amico come vittime?”.</p>
<p>E fu d’accordo che  probabilmente Dio non aveva niente a che fare con tutto ciò.</p>
<p>Suggerii che forse il suo pensiero riguardo al coinvolgimento di Dio nella rapina non era molto coerente, e che magari era arrivato a conclusioni troppo affrettate sulla rapi­na come disegno divino ed come effetto karmico. Clarence fu d’accordo che non avevano molta logica.”</p>
<p><strong>Badare alle emozioni</strong></p>
<p>Dice Raabe: “ Però avevo lo spiacevole sospetto che Clarence lo dicesse senza con­vinzione: mi parve distratto, come se ci fossero altre <strong>questioni non dette</strong> e importanti che lo preoccupavano. Non ero certo che il nostro ragionamento filosofico fosse riu­scito a togliergli la sensazione che Dio lo avesse punito per ciò che aveva fatto in passato.</p>
<p>Mi venne in mente che forse io e Clarence stavamo guardando la ra­pina da punti di vista diversi e decisi di portare l’ attenzione sulla fon­damentale questione della responsabilità.</p>
<p>Gli chiesi: “Se Dio non è responsabile della tua aggressione, <strong>di chi pensi sia la colpa di ciò che è accaduto?</strong> Chi è responsabile della rapina?” .“Beh&#8230; Dio in un certo senso”  “Ma avevi detto che Dio non ha bisogno di pareggiare i conti con la gente”. “No infatti, credo che il responsabile sia la vita&#8230;. Cioè  suppongo. Vedi, non lo so. Le cose accadono. Dovrei conoscere meglio quel che so: è un mio difetto, no?”</p>
<p>Feci la stessa domanda in un modo diverso: “Intendo dire: <strong>chi è responsabile di averti effettivamente aggredito?</strong>”.“Credo che le cose accadano: è una sorta di karma. Non so. La mia colpa era di essere là fuori”.</p>
<p>Gli chiesi per la terza volta: “Ma <strong>chi è responsabile di averti picchiato</strong> <strong>e derubato</strong> quella sera quando uscisti dal cinema?” Final­mente rispose: “Oh, capisco ciò che vuoi dire. Sono loro! I tipi che ci hanno aggredito sono i responsabili”. “Perché?” chiesi. “<strong>Perché l’hanno fatto</strong>: è stata una loro decisione, hanno deciso di farlo, proprio come facevo io”.</p>
<p><strong>L&#8217;effetto</strong></p>
<p>Scoppiò a ridere. Pensava che fosse buffo non averlo visto prima. Non si era accorto di una cosa così banalmente ovvia: “<strong>Loro sono responsabili per averci picchiato, non io!</strong>”  Rise ancora e disse di aver sprecato un’intera settimana a chiedersi perché Dio lo avesse punito e a cercar di capire in che modo il suo essere stato un drogato e un alcolizzato avesse giustificato la situazione&#8230; Non si era reso conto di <strong>non essere stato colpevole</strong>.</p>
<p>Poi la conversazione continuò riferendosi a come si operano le scelte e come si possono <strong>evitare le  disgrazie</strong>.</p>
<p>Dice Raabe che proseguì facendogli delle domande sulla sua autonomia: gli chiese <strong>come sceglieva le sue vittime quando era un rapinatore</strong>, che criterio usava? E chiese se chi aveva assalito lui e il suo giovane amico poteva aver usato gli stessi criteri&#8230;. Clarence pensava che potevano esserci delle affinità: lui indossava una giacca di pelle costosa e che portava scarpe di pregio e anche l’amico indossava indumenti fir­mati da capo a piedi. Il fatto che uscissero da un teatro poteva aver indotto i rapinatori a pensare che avessero parechio denaro in tasca e la giovane età dell’amico faceva supporre che avrebbe offerto poca resistenza. Tutto considerato erano delle vittime ideali: ogni rapinatore sarebbe stato felice di incontrarli in una strada buia.</p>
<p>Quando tornò la settimana successiva Clarence era <strong>sereno e rilassato</strong>: disse di sentirsi a suo agio pensando a Dio co­me a una guida positiva nella sua vita piuttosto che come a un pa­dre vendicativo. Tutto aveva più senso adesso e per il momento non sentiva bisogno di altra consulenza.</p>
<p>Ritengo che questo sia un bellissimo esempio di come <strong>rivedere dei collegamenti poco logici e ridiscutere le responsabilità possa cambiare le emozioni,</strong> la valutazione di sé e delle proprie prospettive di vita….  Le emozioni che proviamo sono dovute ad associazioni mentali e giudizi di valore che spesso non abbiamo veramente considerato e discusso, ma che hanno una influenza determinante e portano a conseguenze significative….</p>
<p>Il caso riportato <strong>è di Peter Raabe</strong>, pubblicato insieme a molti altri casi interessanti nel manuale “Teoria e pratica della consulenza filosofica” edito da Apogeo nel 2006  e ringrazio l&#8217;Editore per la gentile concessione d&#8217;uso:     <a href="http://www.pratichefilosofiche.com/catalogo/">http://www.pratichefilosofiche.com/catalogo/</a></p>
<p><strong>Paola Santagostino    </strong><a href="http://www.pensieroecorpo.it"><strong>www.pensieroecorpo.it</strong></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[CORSI DI PSICOLOGIA]]></title>
<link>http://paolasantagostino.wordpress.com/2009/11/20/corsi-di-psicologia/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 16:32:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paola Santagostino</dc:creator>
<guid>http://paolasantagostino.wordpress.com/2009/11/20/corsi-di-psicologia/</guid>
<description><![CDATA[  COME LIBERARSI DALL&#8217;ANSIA un nuovo corso di due giornate a Milano sabato e domenica Capita a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong></strong> </p>
<p><strong>COME LIBERARSI DALL&#8217;ANSIA</strong></p>
<p><strong>un nuovo corso di due giornate a Milano</strong></p>
<p><strong>sabato e domenica</strong></p>
<p>Capita a tutti di attraversare dei momenti di crisi e di sentirsi assalire da <strong>ansia e panico</strong>: problemi affettivi o lavorativi, disturbi fisici….. e tanto malessere addosso! Che cosa puoi fare in quei momenti per aiutarti un po&#8217; anche da solo a superarli? Ci sono delle tecniche molto semplici e ad ‘uso immediato’ per cominciare subito a dare una bella svolta alla situazione, basta conoscerle!</p>
<p>Ti propongo due giornate in cui potrai imparare tante tecniche per affrontare i  momenti difficili senza farti prendere dall&#8217;ansia o dallo scoraggiamento e per trovare invece delle soluzioni creative ai problemi. Facciamo delle difficoltà un’occasione per cambiar le cose in meglio!</p>
<p><strong>Per tutte le informazioni su questo corso</strong> puoi scrivere a:  <strong><a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a></strong>   oppure telefonate allo 02 6555635.</p>
<p>Per consultate le <strong>DATE AGGIORNATE</strong> dei corsi e leggere molti articoli sul tema vai a :   <strong><a href="http://www.pensieroecorpo.it">www.pensieroecorpo.it</a></strong></p>
<p><strong>Se desideri una risposta a un tuo problema personale contattami pure e ti risponderò privatamente.</strong></p>
<p>_______________________________________________________________________</p>
<p><strong>GUARIRE CON UNA FIABA</strong></p>
<p><strong>un nuovo corso di due giornate a Milano</strong></p>
<p><strong>sabato e domenica.</strong></p>
<p> Hai mai pensato che anche inventare una fiaba ti possa aiutare a superare una malattia fisica o a risolvere un problema affettivo? Ebbene può! In questo corso puoi imparare a utilizzare anche le fiabe per aiutarti a guarire da tanti piccoli disturbi sia fisici che affettivi.</p>
<p>Ma soprattutto ti metto in mano <strong>uno strumento semplice e anche gradevole</strong> che poi potrai utilizzare su di te quando vorrai: per risolvere dei problemi certo, ma anche solo per conoscerti meglio e per mantenere viva la tua creatività.</p>
<p><strong>Per maggiori informazioni su questo corso</strong> puoi scrivere a : <strong><a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a></strong>    o telefonare direttamente allo 02 6555635.</p>
<p>Per consultate le <strong>DATE AGGIORNATE</strong> dei corsi e  leggere molti articoli sul tema vai a :  <a href="http://www.pensieroecorpo.it"><strong>www.pensieroecorpo.it</strong></a></p>
<p> <strong>Se desideri una risposta a un tuo problema personale</strong> contattami pure e ti risponderò privatamente.</p>
<p>_______________________________________________________________________</p>
<p><strong>PERCHE&#8217; CI AMMALIAMO?</strong></p>
<p><strong>un nuovo corso a Milano</strong></p>
<p><strong>sabato e domenica.</strong></p>
<p>Siamo tutti un po’ stressati in questa città! La tensione continua, i problemi che si accumulano, la solitudine e le relazioni che non funzionano… E il nostro corpo esprime tutto questo disagio ammalandosi. Ci sono le medicine certo, ma qualche volta ci accorgiamo da soli che non è tanto il fisico che non funziona, quanto che risente della situazione generale che stiamo vivendo. E allora che cosa fare per stare meglio?</p>
<p>Questo corso serve a comprendere il significato della malattia e con questo <strong>facilitare la guarigione</strong>: Perché ci ammaliamo? Che cosa sta esprimendo il nostro corpo? Perché adesso e perché proprio con quel disturbo? Parleremo di molti disturbi ampiamente diffusi: mal di testa e mal di stomaco, coliti, asma, psoriasi, caduta dei capelli, problemi di peso, disturbi del ciclo mestruale e molto altro. Capire la malattia è una strada per guarirla: le forze per ritornare in salute sono dentro di noi ma a volte occorre dargli una mano a mettersi in moto!</p>
<p><strong>Per maggiori informazioni su questo corso</strong> puoi scrivere a <strong><a href="mailto:contatto@paolasantagostino.it">contatto@paolasantagostino.it</a>   </strong>o telefonate allo 02 6555635.</p>
<p>Per consultate le <strong>DATE AGGIORNATE</strong> dei corsi e  leggere molti articoli sul tema vai a :</p>
<p> <strong><a href="http://www.pensieroecorpo.it">www.pensieroecorpo.it</a></strong></p>
<p><strong>Se desideri una risposta a un tuo problema personale</strong> contattami pure e ti risponderò privatamente _________________________________________________________________________</p>
<p><strong>I PROGRAMMI DETTAGLIATI DEI CORSI</strong> SI TROVANO NELLE PAGINE A LATO</p>
<p><strong>LE DATE AGGIORNATE</strong> SI TROVANO SU : <a href="http://www.pensieroecorpo.it"><strong>www.pensieroecorpo.it</strong></a></p>
<p> __________________________________________________________________</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Analisi di un Io-terremotato]]></title>
<link>http://associazionevado.wordpress.com/2009/11/19/analisi-di-un-io-terremotato/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 20:40:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>angelchiar</dc:creator>
<guid>http://associazionevado.wordpress.com/2009/11/19/analisi-di-un-io-terremotato/</guid>
<description><![CDATA[Ciao carissimi amici di V.A.DO.!! Un&#8217;amica psicologa, che ha lavorato nei campi di accoglienza]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ciao carissimi amici di V.A.DO.!! Un&#8217;amica psicologa, che ha lavorato nei campi di accoglienza in corso dell’emergenza sisma, persona capace, sensibile e preparata, ha pubblicato un pezzo davvero significativo sul vissuto di quei giorni… lo segnaliamo perché la lettura entra dentro la testa e l’anima di chi ha filmato, in diretta, quella difficile esperienza. Non fatevi impressionare dal titolone è davvero bello!</p>
<p><a title="Analisi di un Io-terremotato" href="http://www.psychomedia.it/pm/modpsy/emergency/masi.htm" target="_blank">Analisi di un Io-terremotato, ad uso di psicoterapeuti psicoanalitici che vogliano attrezzarsi per &#8220;partire&#8221; come volontari per un&#8217;Emergenza</a> &#8211; Francesca Masi</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Psicologia Torino - Cosa fa lo psicoterapeuta? ]]></title>
<link>http://legalefiscale.wordpress.com/?p=131</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 14:04:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>legalefiscale</dc:creator>
<guid>http://legalefiscale.wordpress.com/?p=131</guid>
<description><![CDATA[Orientarsi nel mare delle tecniche e teoria &#8220;psi&#8221; (psicologia, psicoterapia, psicoanalis]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Orientarsi nel mare delle tecniche e teoria &#8220;psi&#8221; (psicologia, psicoterapia, psicoanalisi, ecc.), ognuna con le sue scuole e orientamenti teorici, risulta a volte complesso per chi non sia dotato di una &#8220;bussola&#8221; che fornisca almeno i punti cardinali che permettono una agile navigazione.</p>
<p><a title="Psicologi Torino" href="http://www.psicologiatorino.it/index.php?option=com_content&#38;task=blogcategory&#38;id=21&#38;Itemid=40" target="_self">Continua qui</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Erika Debelli - Psicologa e Psicoterapeuta]]></title>
<link>http://legalefiscale.wordpress.com/2009/11/18/erika-debelli-psicologa-e-psicoterapeuta/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 13:54:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>legalefiscale</dc:creator>
<guid>http://legalefiscale.wordpress.com/2009/11/18/erika-debelli-psicologa-e-psicoterapeuta/</guid>
<description><![CDATA[Erika Debelli, psicologa e psicoterapeuta vive e lavora a Torino. Opera presso il Centro di Psicolog]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Erika Debelli, psicologa e psicoterapeuta vive e lavora a Torino.</p>
<p>Opera presso il <a title="Erika Debelli Psicologa Psicoterapeuta" href="http://www.psicologiatorino.it/index.php?option=com_content&#38;task=view&#38;id=79&#38;Itemid=40" target="_self">Centro di Psicologia e Psicoterapia</a> presso il quale collabora.</p>
<p>Socio aderente all&#8217;Istituto di Psicoterapia Psicoanalitica di Torino.</p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Esses livros dentro da gente.]]></title>
<link>http://officinadamente.wordpress.com/2009/11/18/esses-livros-dentro-da-gente/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 08:00:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>officinadamente</dc:creator>
<guid>http://officinadamente.wordpress.com/2009/11/18/esses-livros-dentro-da-gente/</guid>
<description><![CDATA[Esses livros dentro da gente. Stela Maris Rezende Tem que ter paixão por palavras. . . Tem que saber]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h1 align="center">Esses livros dentro da gente.</h1>
<p align="right"><em>Stela Maris Rezende</em></p>
<p><b>Tem que ter paixão por palavras. . .</b>     <br />Tem que saber o código lingüístico, a gramática, a sistemática, a esporádica e as regras. Para ter a liberdade e o jogo de desobedecer, de subverter, brincar, desadormecer a linguagem. . .     <br /><b>Tem que ser fiel a si mesmo.</b>     <br />E ter humildade. Para entender o momento em que a sua forçca se perdeu. Nessas horas, o melhor é sofrer bem sofrida a sua tristeza.     <br />Sofrer sem martírio, sofrer com toda a dignidade. . .     <br />Escrever é também não saber escrever sempre.     <br />É errar a mão várias vezes. É enfiar os pés pelas mãos, ontem, hoje e amanhã. Mas não pare nunca de ler as mãos. Aprenda a aprender.     <br /><b>Tem que gostar de aprender</b></p>
<p align="right"><strong><em></em></strong></p>
<p style="text-align:right;"><img class="alignnone" height="81" alt="" src="http://www.officinadamente.com.br/blog/Imagens/Teresa_footer.JPG" width="500" /></p>
<p class="MsoNormal" align="center"><strong>Você tem algo a dizer ? Quer ampliar o debate ? Comentários são bem vindos.</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un giorno questo libro ti sarà utile]]></title>
<link>http://narrativamente.com/2009/11/17/un-giorno-questo-libro-ti-sara-utile/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 11:37:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>diegodot</dc:creator>
<guid>http://narrativamente.com/2009/11/17/un-giorno-questo-libro-ti-sara-utile/</guid>
<description><![CDATA[Esistono titoli che valgono più dei testi che nascondono e viceversa. Altre volte un titolo, come un]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://narrativamente.wordpress.com/files/2009/11/dolore1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24" title="dolore" src="http://narrativamente.wordpress.com/files/2009/11/dolore1.jpg" alt="" width="200" height="312" /></a>Esistono titoli che valgono più dei testi che nascondono e viceversa. Altre volte un titolo, come un nome, è un presagio, altre volte un&#8217;azzeccata scelta di marketing, altre volte ancora – come questa – un segreto che ci viene rivelato (come se già non lo sapessimo, ci verrebbe da dire). Quel che importa è che un giorno questo dolore ci sarà utile.</p>
<p>&#160;</p>
<p>Certamente, soffrire fortifica e nella sofferenza l&#8217;uomo si ritrova. Certo vivere fa paura, e le scelte, soprattutto, destano molte preoccupazioni. Quando si hanno diciotto anni, poi, con una famiglia alle spalle che preme per garantire un futuro serio e solido al figlio, tutto diventa più difficile. L&#8217;angoscia della decisione, l&#8217;enigma del bivio, il crocicchio coscienziale che assilla adolescenti e meno giovani.</p>
<p>&#160;</p>
<p>James ha 18 anni, vive a New York e forse è gay. Dopo la scuola, lavora un poco – non che ci si molto da fare – nella galleria d&#8217;arte della madre. Il pezzo forte in vendita è un’emblematica pattumiera di un artista giapponese che vuole rimanere anonimo; che vuole, al posto del nome, uno spazio bianco e non il classico &#8216;Anonimo&#8217;, o un enigmatico &#8216;Artista senza nome&#8217;, perché di fatto, questi sono nomi. Un secchio che potrebbe essere chiamato oggetto diegetico, ovvero una cosa funzionale nel cui interno si nasconde l&#8217;enigma del discorso. La pattumiera è un&#8217;opera d&#8217;arte, un luogo, cioè, in cui l&#8217;uomo coglie l&#8217;essenza della vita. Cosa c&#8217;è dentro questo secchio per la teoria estetico-ermeneutica? La verità. In pratica? Immondizie: pannolini, preservativi, cartacce che i clienti della galleria – scambiando l&#8217;opera d&#8217;arte per quello che è in realtà – abbandonano sul fondo di un semplice cestino (è come fare pipì nell&#8217;orinatoio<em> </em>di Duchamp). Così accade la magia ermeneutica: la cosa quotidiana diviene simbolo di una realtà più ampia che si trasforma in verità. La pattumiera, invece, è quello che è, un cilindro in cui si butta via roba vecchia. In fondo al secchio c&#8217;è una nuova piattezza, la mancanza di profondità, che è l&#8217;aspetto più orrendo e sublime di tutta la nostra epoca contemporanea, postmoderna, se vogliamo. E James combatte proprio col declino degli a/effetti.</p>
<p>&#160;</p>
<p>James vorrebbe vivere da artista, leggere, pensare, vorrebbe vivere un po&#8217; come un&#8217;opera d&#8217;arte se il senso dell&#8217;estetismo avesse ancor&#8217;oggi un briciolo di realtà.  Ma la vita è proprio come la pattumiera del giapponese.</p>
<p>&#160;</p>
<p>James non trova simpatici i suoi coetanei, con i quali ha condiviso gran parte della sua vita, e preferisce coltivare in pace le sue attività preferite: la lettura e la solitudine; indeciso circa il suo futuro accademico, incapace di convincere i genitori delle sue scelte, non riesce nemmeno a convincere se stesso. Nonostante ciò, alla fine, tutto va come deve andare.</p>
<p>&#160;</p>
<p>Il romanzo non risparmia commenti grotteschi sulla società americana ed affronta ora direttamente, ora implicitamente, argomenti difficili come l&#8217;11 settembre o l&#8217;omosessualità. È proprio l’11 settembre, infatti, a rivelarsi come perno narrativo attorno al quale si costruiscono le scelte del protagonista. Anche l’ironia in tutto il romanzo è forte: a proposito dell’incertezza sessuale del giovane James, il padre, durante un pranzo, ritiene opportuno dare dei consigli al figlio: « &#8211; Avresti dovuto ordinare anche una bistecca, &#8211; ha detto &#8211; non la pasta da sola. È poco virile. &#8211; Me lo ricorderò &#8211; ho risposto. &#8211; Non credo &#8211; ha fatto. &#8211; E a proposito, già che siamo in argomento, vorrei chiederti una cosa. &#8211; Che cosa? &#8211; Sei gay? &#8211; Eh? &#8211; ho fatto. &#8211; Perché me lo chiedi? &#8211; Be&#8217;, voglio saperlo, no? &#8211; Perché? È prevista una nuova detrazione sulle tasse?».</p>
<p>&#160;</p>
<p>Nemmeno la psicoterapia è risparmiata: «Quella sera mia madre è andata da Hilda Temple, la sua <em>life coach</em>. Per molti anni era stata in terapia dagli psicologi (gli ultimi due da uno psicoanalista vero e proprio), ma poco prima di incontrare Rogers aveva deciso che le terapie tradizionali “con una come lei non funzionano”, per cui aveva cominciato con l&#8217; “allenatore dell&#8217;anima”».</p>
<p>&#160;</p>
<p>Dietro questo giovane Holden c&#8217;è sua nonna, amata con stupore, che lo aiuta a decifrare enigmi apparentemente irrisolvibili: affetti, amori, amicizie, sessi, presenze ed assenze. Tutta l&#8217;eredità di questa vecchia signora si traduce così in un adagio quasi silenico: «Hai agito. Stupidamente, ma hai agito, e questo è importante». Già, l&#8217;importante è agire, non importa come. Ma bisogna tenere a mente il consiglio che proprio James fornisce, quando non vuole buttare, liquidare, quei ricordi che la nonna gli ha lasciato: «Come faccio a sapere cosa vorrò nella vita? Come faccio a sapere cosa mi servirà?».</p>
<p>&#160;</p>
<p>P. Cameron, <em>Un giorno questo dolore ti sarà utile</em>, Adelphi, 2008.</p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[O Egoísmo e o Egocentrismo]]></title>
<link>http://cogumelinha.wordpress.com/2009/11/15/o-egoismo-e-o-egocentrismo/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 08:28:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>cogumelinha</dc:creator>
<guid>http://cogumelinha.wordpress.com/2009/11/15/o-egoismo-e-o-egocentrismo/</guid>
<description><![CDATA[Eu li há uns dias atrás um post que falava sobre a morte (sobre ela: posteriormente). Nele, era abor]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Eu li há uns dias atrás um post que falava sobre a <a title="burstingVOID" href="http://burstingvoid.blogspot.com/2009/06/morte.html" target="_blank">morte</a> (sobre ela: posteriormente). Nele, era abordado o fato do egoísmo ser razão fundamental das pessoas que choram a perda. As pessoas que perderam choram porque gostariam de TER novamente a presença física da pessoa que se foi. É verdade. Aí lembrei-me de que as atitudes egoístas são coisas que mais me intrigam e me fazem sentir mal no processo da minha vida. </p>
<p>Fiz psicoterapia por muito tempo da minha vida, na tentativa de superar algumas dificuldades que fazem parte de mim. Aprendi a fazer exercícios que analisam e combatem a tristeza e outras coisas mais. No começo era legal, dava certo meio certo, mas depois parecia que não tinha adiantado. Depois de parar a terapia, parei para pensar do porquê do resultado não ser o esperado. Pá, dito e feito: a terapia enfatizava desde o início o egocentrismo. Claro que não da forma mais pesada, mas era essencial que eu me tornasse o centro da minha vida para parar de sofrer. Enfatizava-se o fato de que eu deveria me colocar sem dó como o centro, a pessoa mais importante da minha vida. Só que eu não sei fazer isso. É parte do meu ser que as outras pessoas (família, amigos, namorado) sejam colocados sempre à frente. Sofro com isso? Sim, mas decidi não mudar porque, para a minha vida, o egocentrismo é errado. Talvez a pessoa egocêntrica viva melhor (não se coloca na pele dos outros, não sofre pelo fato do resto do mundo ser como é, não pensa que tem gente passando fome), com menos sofrimentos externos. Quem nunca conheceu aquele(a) babaca? Que diz que o dele(a) ele(a) garante e que &#8220;tá-pouco-se-fodendo&#8221; (e ainda acha lindo falar assim&#8230;). Pois é &#8211; e tem tantos indivíduos assim&#8230; </p>
<p>Aí, giro mais um pouco nos pensamentos e penso sobre a prática do altruísmo. Na teoria é muito bonito. Só que, seria o altruísmo uma forma também egoísta do ser, para que ele &#8211; o altruísta &#8211; tenha a sensação de bem-estar ao praticar um ato altruísta? Exemplo: eu compro uma coxinha para o mendigo que tem fome. Eu dou-lhe a coxinha e fico feliz por ver a felicidade dele. Pratiquei, inconscientemente, um ato egoísta. Talvez o então o altruísmo não seja o oposto do egoísmo, mas sim, um egoísmo que também faz o outro ficar bem. Nossa&#8230; Sei lá &#8211; me assustei agora! </p>
<p>* O egoísmo e o egocentrismo estão ligados intimamente. O egocentrismo é característica natural do ser humano nos seus primeiros anos de vida: recebe toda a atenção do mundo, tudo gira em torno dele. Seus pais vivem por ele. Aí a pessoa cresce e tem atitudes extremamente egoístas para tentar voltar ao egocentrismo inicial da vida &#8211; mas agora, como a vida social é ativa e ninguém deveria ser centro, ela age egoisticamente na tentativa de ser centro. O egocêntrico pratica o egoísmo, mas o ato egoísta por der gerido de alguém que, não necessariamente, é egocêntrico.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[El peligro está donde usted lo vé]]></title>
<link>http://neuropsicologia21.wordpress.com/2009/11/15/peligro/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 00:12:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Dr. Sergio Lotauro</dc:creator>
<guid>http://neuropsicologia21.wordpress.com/2009/11/15/peligro/</guid>
<description><![CDATA[Todos los seres humanos se enfrentan a decenas de problemas todos los días, a lo largo de su ciclo v]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://neuropsicologia21.wordpress.com/files/2009/11/ans2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-65" title="peligro" src="http://neuropsicologia21.wordpress.com/files/2009/11/ans2.jpg?w=150" alt="" width="150" height="100" /></a>Todos los seres humanos se enfrentan a decenas de problemas todos los días, a lo largo de su ciclo vital. Estos problemas son inherentes a la vida misma, no pueden evitarse; sin embargo, no todas las personas reaccionan ante las dificultades de la misma manera.</p>
<p><a href="http://neuropsicologia21.wordpress.com/files/2009/11/peligro5.pdf">Leer artículo completo en PDF &#62;&#62;</a></p>
<p><a href="http://www.lotauro.com.ar"></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Baixa Auto estima? Sai desse corpo que não te pertence!]]></title>
<link>http://gabizinhaguedes.wordpress.com/2009/11/14/baixa-auto-estima-sai-desse-corpo-que-nao-te-pertence/</link>
<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 13:23:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>gabizinhaguedes</dc:creator>
<guid>http://gabizinhaguedes.wordpress.com/2009/11/14/baixa-auto-estima-sai-desse-corpo-que-nao-te-pertence/</guid>
<description><![CDATA[Tava passeando pelo site www.mulheraovolante.com.br quando de repente me deparei com um artigo muito]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em><span style="color:#008080;">Tava passeando pelo site www.mulheraovolante.com.br quando de repente me deparei com um artigo muito legal que está diretamente ligado ao assunto que eu tratei no meu post anterior, então vou copiar aqui as dicas do Alessandro Viana (o autor) para dividir com meus caros leitores. </span></em></p>
<p><em><span style="color:#008080;">&#8221; Uma das queixas mais comuns dos meus pacientes são os conflitos internos e os relacionamentos causados pelo sentimento de inferioridade. Quantas pessoas não se sentem inferiores aos seus colegas de trabalho? Não buscam uma promoção por não se sentirem capazes? Não terminam um relacionamento destrutivo, por acreditarem que não conseguirão ninguém para suprir a falta? Estão sempre se comparando ao irmão, irmã, vizinho, tendo a certeza que o outro é sempre mais? Outros deixam de trabalhar, sair, viver, tudo porque se sentem inferiores. Cansado de ver esse tipo de sofrimento, sugiro algumas dicas de como expulsá-lo.</span></em><span class="txt3"> </span></p>
<div class="txt3 "><em><span style="color:#008080;">- Evite comparações. Ficar se comparando com os outros não o fará se sentir melhor, pois as pessoas são diferentes, possuem necessidades individuais, desejos, aptidões e históricos de vidas diferentes que interferem diretamente na personalidade.</span></em><em><span style="color:#008080;"> </span></em><em><span style="color:#008080;"> </span></em></div>
<div class="txt3 "><em><span style="color:#008080;">- Valorize sempre suas conquistas! Pare de supervalorizar o que o outro tem ou faz e desvalorizar as próprias conquistas. Às vezes uma conquista nossa que achamos banal pode ser fantástica aos olhos dos outros.</span></em><em><span style="color:#008080;"> </span></em><em><span style="color:#008080;"> </span></em></div>
<div class="txt3 "><em><span style="color:#008080;">- Compreenda seu histórico de vida e a origem de seu sentimento de inferioridade. Por qual motivo se sente inferior? Não desista, compreenda suas dificuldades e procure enfrentar.</span></em><em><span style="color:#008080;"> </span></em><em><span style="color:#008080;"> </span></em></div>
<div class="txt3 "><em><span style="color:#008080;">- Enfrente seu medo. É importante lidar e enfrentar o medo que as pessoas ou situações provocam e compreender que a percepção de si mesmo está baseada na conseqüência de fatos que já passaram. Cada medo enfrentado nos torna mais fortes</span></em><em><span style="color:#008080;"> </span></em><em><span style="color:#008080;"> </span></em></div>
<div class="txt3 "><em><span style="color:#008080;">- Reconheça suas qualidades. Perceba que seu valor enquanto pessoa não pode e nem deve ser baseado na maneira como foi tratado, ainda que isso tenha durado toda sua vida. Não permita mais ser desrespeitado, maltratado, humilhado. Só entram em nossa casa quando permitimos, da mesma forma que só fazem conosco o que deixamos.</span></em></div>
<div class="txt3 "><em><span style="color:#008080;">- Identifique suas necessidades. O que você espera receber dos outros pode ser aquilo que não recebeu quando criança de seus pais. Não espere receber dos outros o que só você mesmo pode se dar. Tente premiar-se ao invés de esperar o movimento alheio.</span></em><em><span style="color:#008080;"> </span></em><em><span style="color:#008080;"> </span></em></div>
<div class="txt3 "><em><span style="color:#008080;">- Observe e procure compreender cada um de seus sentimentos. Perceba quando sentir inveja, ciúmes, necessidade de poder ou superioridade. Esses sentimentos podem estar ocultando e compensando um sentimento de inferioridade.</span></em><em><span style="color:#008080;"> </span></em><em> </em></div>
<div class="txt3 "><em><span style="color:#008080;">- Aprenda com os erros e não fique se punindo por ter errado, nem se acomode às situações. Mude o que deseja. Só não erra quem não está vivo!</span></em><em> </em><em> </em></div>
<div class="txt3 "><em><span style="color:#008080;">- Faça psicoterapia. O autoconhecimento obtido através do processo da psicoterapia poderá fazer com que reconheça seus reais valores e liberte-se do complexo de inferioridade que o acorrenta e aprisiona.</span></em><em><span style="color:#008080;"><br />
</span></em></div>
<div class="txt3 ">
<p><em><span style="color:#008080;">-Você nunca poderá mudar seu passado, mas pode e é responsável por mudar seu presente.</span></em></p>
<p><em> </em><em><span style="color:#008080;">E a última e mais importante: Tá esperando o que para ser feliz?&#8221;</span></em><em><span style="color:#008080;">XoXo,</span></em></p>
<p><em><span style="color:#008080;">Gabriela Guedes!</span></em></p>
</div>
<p>&#160;</p>
<div id="_mcePaste" style="overflow:hidden;position:absolute;left:-10000px;top:0;width:1px;height:1px;"><span class="txt3">
<p>&#160;</p>
<div class="txt3 ">
<p>Uma das queixas mais comuns dos meus pacientes são os conflitos internos e os relacionamentos causados pelo sentimento de inferioridade. Quantas pessoas não se sentem inferiores aos seus colegas de trabalho? Não buscam uma promoção por não se sentirem capazes? Não terminam um relacionamento destrutivo, por acreditarem que não conseguirão ninguém para suprir a falta? Estão sempre se comparando ao irmão, irmã, vizinho, tendo a certeza que o outro é sempre mais? Outros deixam de trabalhar, sair, viver, tudo porque se sentem inferiores. Cansado de ver esse tipo de sofrimento, sugiro algumas dicas de como expulsá-lo.<br />
- Evite comparações. Ficar se comparando com os outros não o fará se sentir melhor, pois as pessoas são diferentes, possuem necessidades individuais, desejos, aptidões e históricos de vidas diferentes que interferem diretamente na personalidade.<br />
- Valorize sempre suas conquistas! Pare de supervalorizar o que o outro tem ou faz e desvalorizar as próprias conquistas. Às vezes uma conquista nossa que achamos banal pode ser fantástica aos olhos dos outros.<br />
- Compreenda seu histórico de vida e a origem de seu sentimento de inferioridade. Por qual motivo se sente inferior? Não desista, compreenda suas dificuldades e procure enfrentar.<br />
- Enfrente seu medo. É importante lidar e enfrentar o medo que as pessoas ou situações provocam e compreender que a percepção de si mesmo está baseada na conseqüência de fatos que já passaram. Cada medo enfrentado nos torna mais fortes<br />
- Reconheça suas qualidades. Perceba que seu valor enquanto pessoa não pode e nem deve ser baseado na maneira como foi tratado, ainda que isso tenha durado toda sua vida. Não permita mais ser desrespeitado, maltratado, humilhado. Só entram em nossa casa quando permitimos, da mesma forma que só fazem conosco o que deixamos.<br />
- Identifique suas necessidades. O que você espera receber dos outros pode ser aquilo que não recebeu quando criança de seus pais. Não espere receber dos outros o que só você mesmo pode se dar. Tente premiar-se ao invés de esperar o movimento alheio.<br />
- Observe e procure compreender cada um de seus sentimentos. Perceba quando sentir inveja, ciúmes, necessidade de poder ou superioridade. Esses sentimentos podem estar ocultando e compensando um sentimento de inferioridade.<br />
- Aprenda com os erros e não fique se punindo por ter errado, nem se acomode às situações. Mude o que deseja. Só não erra quem não está vivo!<br />
- Faça psicoterapia. O autoconhecimento obtido através do processo da psicoterapia poderá fazer com que reconheça seus reais valores e liberte-se do complexo de inferioridade que o acorrenta e aprisiona.<br />
-Você nunca poderá mudar seu passado, mas pode e é responsável por mudar seu presente.<br />
E a última e mais importante: Tá esperando o que para ser feliz?</p>
</div>
<p>&#160;</p>
<p></span></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I Encontro de Gestalt-Terapia - O ser no mundo através da expressão]]></title>
<link>http://muralpsicologia.wordpress.com/2009/11/13/i-encontro-de-gestalt-terapia-o-ser-no-mundo-atraves-da-expressao/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 02:06:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>raelmello</dc:creator>
<guid>http://muralpsicologia.wordpress.com/2009/11/13/i-encontro-de-gestalt-terapia-o-ser-no-mundo-atraves-da-expressao/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp; Mais informações: www.gestaltpr.com.br]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-214" title="I encontro de gestalt-terapia o ser no mundo atraves da expressao" src="http://muralpsicologia.wordpress.com/files/2009/11/i-encontro-de-gestalt-terapia-o-ser-no-mundo-atraves-da-expressao.jpg" alt="I encontro de gestalt-terapia o ser no mundo atraves da expressao" width="504" height="713" /></p>
<p>&#160;</p>
<p>Mais informações:</p>
<p>www.gestaltpr.com.br</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Bullismo: Vittime e aggressori]]></title>
<link>http://psicologo-prato.com/2009/11/12/bullismo-vittime-e-aggressori/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 14:45:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>elcolombre</dc:creator>
<guid>http://psicologo-prato.com/2009/11/12/bullismo-vittime-e-aggressori/</guid>
<description><![CDATA[Le azioni del bullo possono essere molteplici come le analisi che se ne possono fare. Azioni individ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-full wp-image-286" title="imagedispatcher-1.php" src="http://psicologiaprato.wordpress.com/files/2009/11/imagedispatcher-1-php.jpeg" alt="imagedispatcher-1.php" width="455" height="339" /><br />
Le azioni del bullo possono essere molteplici come le analisi che se ne possono fare.</p>
<p>Azioni individuali o collettive di tipo:<br />
* fisico: prendere a pugni o calci, prendere o maltrattare gli oggetti personali della vittima;</p>
<p>* verbale: insultare, deridere, offendere;</p>
<p>* indirette: fare pettegolezzi, isolare dal gruppo.</p>
<p>Dura nel tempo (settimane o mesi) e la vittima è impossibilitata a difendersi.<br />
Il bullismo può essere attuato da un singolo individuo o da un gruppo e la vittima può essere, a sua volta, un singolo individuo o un gruppo. Si può distinguere una forma di bullismo diretto, che si manifesta in attacchi relativamente aperti nei confronti della vittima, e di bullismo indiretto, caratterizzato da una forma di isolamento sociale ed in una intenzionale esclusione dal gruppo.  E&#8217; possibile affermare che la scuola sia senza dubbio il luogo in cui questi comportamenti si manifestano con maggiore frequenza, soprattutto durante i momenti di ricreazione, e nell&#8217; uscita da scuola. Proprio a causa di ciò, le vittime dei bulli spesso rifiutono di andare a scuola. Rimproverati e rimproverandosi continuamente di &#8220;attirare&#8221; le prepotenze dei loro compagni, perdono sicurezza e autostima. Questo disagio può influire sulla loro concentrazione e sul loro apprendimento. Spesso ragazzi con sintomi da stress, mal di stomaco e mal di testa, incubi o attacchi d&#8217;ansia, o che marinano la scuola o, peggio ancora, hanno il timore di lasciare la sicurezza della propria casa, sono le vittime prescelte dal bullo. Le conseguenze di tale situazione sono spesso gravi e possono provocare strascichi anche in età di molto successive a quelle del sopruso stesso.nGeneralmente le vittime sono più deboli fisicamente della media dei ragazzi. Anche l&#8217;aspetto fisico (ad esempio l&#8217;obesità) può giocare un ruolo nella designazione della vittima, anche se non è determinante.</p>
<p>Le vittime sono, per lo più, soggetti sensibili e calmi, anche se al contempo sono ansiosi ed insicuri. Se attaccati, reagiscono chiudendosi in se stessi o, se si tratta di bambini piccoli, piangendo. Talvolta soffrono anche di scarsa autostima ed hanno un&#8217;opinione negativa di sé e della propria situazione. Le vittime sono caratterizzate da un modello reattivo ansioso o sottomesso, associato, soprattutto se maschi, ad una debolezza fisica, modello che viene rinforzato negativamente dalle conseguenze dei comportamenti sopraffattori. Tali conseguenze sono sempre a svantaggio della vittima perché non possiede le abilità per affrontare la situazione o, se le possiede, le padroneggia in maniera inefficace. Solitamente le vittime vivono a scuola una condizione di solitudine, di isolamento e di abbandono. Manifestano particolari preoccupazioni riguardo al proprio corpo: hanno paura di farsi male, sono incapaci nelle attività di gioco o sportive, sono abitualmente non aggressivi e non prendono in giro i compagni, ma hanno difficoltà ad affermare se stessi nel gruppo dei coetanei. Il rendimento scolastico è di vario tipo e tende a peggiorare nella scuola media. Queste caratteristiche sono tipiche delle vittime definite passive o sottomesse, che segnalano agli altri l&#8217;insicurezza, l&#8217;incapacità, l&#8217;impossibilità o difficoltà di reagire di fronte agli insulti ricevuti; così le ripetute aggressioni non fanno altro che peggiorare questo quadro di incertezza sulle proprie capacità.</p>
<p>La caratteristica più evidente del comportamento da bullo è chiaramente quella dell&#8217;aggressività rivolta verso i compagni, ma molto spesso anche verso i genitori e gli insegnanti. I bulli hanno un forte bisogno di dominare gli altri e si dimostrano spesso impulsivi. Vantano spesso la loro superiorità, vera o presunta, si arrabbiano facilmente e presentano una bassa tolleranza alla frustrazione. Manifestano grosse difficoltà nel rispettare le regole e nel tollerare le contrarietà e i ritardi. Tentano a volte di trarre vantaggio anche utilizzando l&#8217;inganno. Si dimostrano molto abili nelle attività sportive e di gioco e sanno trarsi d&#8217;impaccio anche nelle situazioni difficili. Al contrario di ciò che generalmente si pensa, non presentano ansia o insicurezze. Sono caratterizzati quindi da un modello reattivo-aggressivo associato, se maschi, alla forza fisica che, suscitando popolarità, tende ad auto-rinforzarsi negativamente raggiungendo i propri obiettivi. I bulli hanno generalmente un atteggiamento positivo verso l&#8217;utilizzo di mezzi violenti per ottenere i propri scopi e mostrano una buona considerazione di se stessi. Il rendimento scolastico è vario ma tende ad abbassarsi con l&#8217;aumentare dell&#8217;età e, parallelamente a questa, si manifesta un atteggiamento negativo verso la scuola. L&#8217;atteggiamento aggressivo prevaricatore di questi giovani sembra essere correlato con una maggiore possibilità, nelle età successive, ad essere coinvolti in altri comportamenti problematici, quali la criminalità o l&#8217;abuso da alcool o da sostanze. All&#8217;interno del gruppo vi possono essere i cosiddetti bulli passivi, ovvero i seguaci o sobillatori che non partecipano attivamente agli episodi di bullismo. È frequente che questi ragazzi provengano da condizioni familiari educativamente inadeguate, il che potrebbe provocare un certo grado di ostilità verso l&#8217;ambiente. Questo fatto spiegherebbe in parte la soddisfazione di vedere soffrire i loro compagni. Questo tipo di atteggiamento è rinforzato spesso da un accresciuto prestigio.</p>
<p>Esiste un&#8217; &#8220;incrocio&#8221; tra vittima e bullo: le vittime provocatrici, caratterizzate da una combinazione di modalità di reazione ansiose e aggressive. Possono essere iperattivi, inquieti e offensivi. Tendono a controbattere e possono essere sgraditi anche agli adulti. Hanno la tendenza a prevaricare i compagni più deboli. Non è raro che il loro comportamento provochi reazioni negative da parte di molti compagni o di tutta la classe. Questo tipo di vittima è meno frequente rispetto alle precedenti e le vittime del primo tipo risultato maggiormente esposte a rischio di depressione. Le vittime presentano sin dall&#8217;infanzia un atteggiamento prudente e una forte sensibilità.</p>
<p>Condizioni che favoriscono il fenomeno</p>
<p>Vari studi hanno evidenziato alcuni fattori che sembrano essere alla base del comportamento aggressivo. Sicuramente un ruolo importante è da attribuire al temperamento del bambino. Un atteggiamento negativo di fondo, caratterizzato da mancanza di calore e di coinvolgimento, da parte delle persone che si prendono cura del bambino in tenera età, è un ulteriore fattore importante nello sviluppo di modalità aggressive nella relazione con gli altri. Anche l&#8217;eccessiva permissività e tolleranza verso l&#8217;aggressività manifestata verso i coetanei e i fratelli crea le condizioni per lo sviluppo di una modalità aggressiva stabile. Un ruolo importante è ricoperto anche dal modello genitoriale nel gestire il potere. L&#8217;uso eccessivo di punizioni fisiche porta il bambino ad utilizzarle come strumento per far rispettare le proprie regole. E&#8217; importante che siano espresse le regole da rispettare e da seguire ma non è educativo ricorrere soltanto alla punizione fisica. Queste non sono sicuramente le uniche cause del fenomeno, anzi, si può dire che esso è inserito in un reticolo di fattori concatenati tra loro. È, comunque, certo che le condotte inadeguate si verifichino, con maggior probabilità quando i genitori non sono a conoscenza di ciò che fanno i figli o quando non hanno saputo fornire adeguatamente i limiti oltre i quali certi comportamenti non sono consentiti. Gli stili educativi rappresentano infatti un fattore cruciale per lo sviluppo o meno delle condotte inadeguate. È interessante sottolineare come il grado di istruzione dei genitori, il livello socio-economico non sembrano essere correlate con le condotte aggressive dei figli. A livello sociale si è visto come anche i fattori di gruppo favoriscano questi episodi. All&#8217;interno del gruppo c&#8217;è un indebolimento del controllo e dell&#8217;inibizione delle condotte negative e si sviluppa una riduzione della responsabilità individuale. Questi fattori fanno sì che in presenza di ragazzi aggressivi anche coloro che generalmente non lo sono lo possano diventare. Per evitare che un bambino ansioso e insicuro diventi una vittima è importante che i genitori lo aiutino a trovare una migliore autostima, una maggiore autonomia e gli forniscano degli strumenti adeguati per affermarsi nel gruppo dei coetanei.</p>
<p>La prevenzione del bullismo</p>
<p>Risulta poco utile agire sul disturbo e sulla psicopatologia ormai conclamata. La specificità di un intervento preventivo è rivolto a tutti gli alunni e non direttamente ai &#8220;bulli&#8221; e alle loro vittime, perché, al fine di un cambiamento stabile e duraturo, risulta maggiormente efficace agire sull&#8217; intero sistema di appartenenza degli studenti. È importante sottolineare questo punto perché, come indicato in letteratura, è inefficace l&#8217;intervento psicologico individuale sul &#8220;bullo&#8221;. Infatti il &#8220;bullo&#8221; non è motivato al cambiamento in quanto le sue azioni non sono percepite da lui come un problema, e queste sono un problema soltanto per la vittima, gli insegnanti e il contesto. L&#8217;intervento diretto sulla vittima, pur efficace a fini individuali, non lo è per quanto riguarda la riduzione del fenomeno del &#8220;bullismo&#8221;. Quella vittima cesserà di essere tale e il bullo ne cercherà presto un&#8217;altra nel medesimo contesto. Quindi, la prevenzione deve interessare gli alunni, gli insegnanti e i genitori. Questi possono farsi carico dei problemi attivando una programmazione contro le prepotenze e promuovendo interventi tesi a costruire una cultura del rispetto e della solidarietà tra gli alunni e tra alunni ed insegnanti. Si è evidenziato che l&#8217;intervento con bambini e ragazzi, deve essere preventivo rispetto a segnali più o meno sommersi del disagio e rispetto alle fisiologiche crisi evolutive. Per questi motivi è necessario attuare un programma di intervento pluriennale di carattere preventivo e diretto al gruppo classe/scuola. E&#8217; utile sottolineare che per rendere efficace e duraturo questo tipo di prevenzione, è necessario che gli insegnanti, gli educatori e le famiglie collaborino, come modelli e come soggetti promotori di modalità adeguate di interazione, affinché l&#8217;esempio possa essere acquisito e diventare uno stile di vita per i ragazzi. Il compito degli insegnanti è quindi quello di intervenire precocemente finché permangono le condizioni per modificare gli atteggiamenti inadeguati. Per migliorare la collaborazione con le famiglie è importante che si spieghi anche ai genitori che i loro figli possono assumere diversi atteggiamenti a seconda degli ambienti in cui si trovano. Questo è utile per prevenire la sorpresa delle famiglie nello scoprire modalità di comportamento differenti a casa e a scuola.</p>
<p>BULLISMO FEMMINILE</p>
<p>Può verificarsi anche il così detto &#8220;bullismo femminile&#8221;. Esso viene poco considerato perchè molto meno vistoso rispetto a quello maschile, ma a causa di ciò più subdolo. Esso si manifesta meno &#8220;fisicamente&#8221; e di più &#8220;verbalmente&#8221; ed &#8220;indirettamente&#8221;. Di solito  colei che infierisce s&#8217;atteggia ad &#8220;ape regina&#8221; e si circonda di altre api isolando chi non le è gradita. mette in atto nei confronti dell&#8217; &#8220;esclusa&#8221; un vero e proprio comportamento persecutorio fatto di pettegolezzi e falsità infondate. Per la vittima diventa difficile chiedere aiuto, perchè il comportamento bullistico e poco evidente e si tende ad attribuire l&#8217;isolamento della vittima ad una sua eventuale timidezza. Si può facilmente immaginare quali possano essere gli esiti per la propria autostima, esiti che possono anche comportare quei disturbi del comportamento alimentare tanto frequenti fra le ragazze.</p>
<p>Di seguito viene riportato un test (che in quanto strumento autocompilabile non possiede l&#8217;attendibilità dei test più rigorosi) per ottenere una generale indicazione ripsetto all&#8217;essere &#8220;vittima&#8221; di un &#8220;bullo&#8221;.</p>
<p>1 Si diverte a tormentarti ? V F<br />
2 Gli piace prenderti in giro o deriderti i? V F<br />
3 Considera divertente vederti sbagliare o farti male ? V F<br />
4 Sottrae o danneggia oggetti che ti appartenengono ? V F<br />
5 Si arrabbia spesso con te ? V F<br />
6 Ti accusa per le cose che gli vanno male ? V F<br />
7 E&#8217; vendicativo nei tuoi confronti se gli ha fatto qualcosa di spiacevole? V F<br />
8 Quando gioca o fa una partita con te vuole essere sempre il vincitore? V F<br />
9 Ricorre a minacce o ricatti per ottenere quello che vuole ? V F<br />
Se hai risposto Vero ad almeno 3 delle domande è molto probabile che tu sia vittima di un bullo, e le indicazioni seguenti potranno esserti utili.</p>
<p>Qualche utile consiglio per i più piccoli.</p>
<p>E&#8217; accaduto che qualcuno ha fatto il prepotente con te o con qualche tuo amico? Forse sarà successo. Viene chiamato bullo chi fa il prepotente o cerca di fare del male ad altri sia con le parole che con le azioni.</p>
<p>Hai di fronte un bullo se qualcuno:</p>
<p>1. E&#8217; aggressivo nei tuoi confronti picchiandoti, sputandoti, ti dà dei morsi, prende le tue cose.<br />
2. Ti insulta, ti fa fare cose che tu non vorresti fare, ti fa sentire uno stupido, ti fa stare male<br />
3. Ti provoca, ti scrive biglietti offensivi, mette in giro bugie su di te<br />
4. Cerca di convincere anche i tuoi amici a isolarti e prenderti in giro<br />
5. Minaccia di picchiare te o qualcuno a cui vuoi bene<br />
Il bullo cerca di usare la violenza per avere quello che vuole, cercando una &#8220;vittima&#8221; che non riesce a difendersi da solo o che considera &#8220;inferiore&#8221; a lui.<br />
Il bullo può essere qualcuno della tua scuola, o qualcuno che consideravi un amico.<br />
L&#8217; intenzione del bullo è quella di spaventare, di mettere paura, perché in questo modo si sente grande e forte, vuole che gli altri pensino che è potente, che ha successo, che tiene tutto e tutti sotto controllo. In realtà spesso è una persona che non ha nessuna di queste &#8220;qualità&#8221;, anzi cerca di nascondere i suoi &#8220;difetti&#8221;.</p>
<p>Gli effetti del bullismo<br />
Quando qualcuno fa il prepotente con te e ti fa stare male, potresti sentirti:</p>
<p>Di valere poco o niente, triste o arrabbiato, senza voglia di giocare o di uscire, con poco appetito o molto appetito<br />
Ti senti male come quando hai la nausea con mal di testa e mal di stomaco,<br />
senza desiderio di andare a scuola<br />
Ecco che cosa devi fare se qualcuno fà il bullo nei tuoi confronti:<br />
Cerca di farti vedere calmo e tranquillo, senza arrabiarti o aver paura, anche se lo sei.<br />
Cerca di evitare cose che non desideri fare<br />
Non pensare a quello che ti dice, anzi, pensa bene di te<br />
Cerca di capire quando è preferibile andare via, evitando il bullo<br />
Se non puoi evitarlo, di fronte alla sua violenza verbale, usa l&#8217;ironia (ti grida &#8220;Sei grasso come un maiale&#8221;. Replica &#8220;Ti sbagli, assomiglio più ad una Balena&#8221;)<br />
Se ti senti un po&#8217; solo cerca di farti nuovi amici, con loro sarà diverso<br />
Racconta a qualcuno di cui ti fidi quello che sta succedendo (un insegnante, un amico più grande di te, i tuoi genitori).<br />
Non avere paura di dirgli quello che succede, non è colpa tua! Parlare con chi ti può aiutare è il modo migliore per risolvere la situazione<br />
Non pensare che dicendolo a qualcuno andrai incontro a problemi peggiori, se chiedi aiuto allora non sei più da solo e potete pensare insieme a come risolvere questo problema<br />
Spiega chiaramente che la situazione ti crea dei problemi e che per te è importante che venga fatto qualcosa.<br />
Continua a parlare di quello che accade finché non otterrai qualche cambiamento.<br />
Non accettare che qualcuno sia aggressivo con te! Non è facile fermarlo ma neanche impossibile.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[O caminho do desejo à bem-aventurança.]]></title>
<link>http://officinadamente.wordpress.com/2009/11/11/o-caminho-do-desejo-bem-aventurana/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 09:00:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>officinadamente</dc:creator>
<guid>http://officinadamente.wordpress.com/2009/11/11/o-caminho-do-desejo-bem-aventurana/</guid>
<description><![CDATA[Certa vez Roberto Crema nos contou a estória de um rabino que chega à sinagoga e diz: &quot;Tenho du]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="justify">Certa vez Roberto Crema nos contou a estória de um rabino que chega à sinagoga e diz: &#34;Tenho duas notícias a lhes anunciar, uma boa e uma ruim. Vou começar pela ruim. O teto da sinagoga vai desabar logo, logo. Mas há também uma boa notícia. É que temos fundos suficientes para reconstruí-lo&#34;. Todos ficam contentes ao escutar esta boa-nova e alguém pergunta onde está o dinheiro. O rabino responde: &#34;No bolso de vocês!&#34;</p>
<p align="right"><em>Jean Ives Leloup &#8211; Livro das Bem-Aventuranças e do Pai Nosso</em></p>
<p>&#160;</p>
<p>Quando atentamos para o processo de aprender, o aprendizado se torna mais fácil.</p>
<p align="right"><em>D. Trinidad Hunt</em></p>
<p align="right"><strong><em></em></strong></p>
<p style="text-align:right;"><img class="alignnone" height="81" alt="" src="http://www.officinadamente.com.br/blog/Imagens/Teresa_footer.JPG" width="500" /></p>
<p class="MsoNormal" align="center"><strong>Você tem algo a dizer ? Quer ampliar o debate ? Comentários são bem vindos.</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Verso il concetto di "Regie Terapeutiche"]]></title>
<link>http://studiotrevisani.wordpress.com/2009/11/10/verso-il-concetto-di-regie-terapeutiche/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 08:50:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>studiotrevisani</dc:creator>
<guid>http://studiotrevisani.wordpress.com/2009/11/10/verso-il-concetto-di-regie-terapeutiche/</guid>
<description><![CDATA[Regie terapeutiche Dal volume di Trevisani, Daniele (2007), Regie di Cambiamento. Approcci integrati]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Regie terapeutiche Dal volume di Trevisani, Daniele (2007), Regie di Cambiamento. Approcci integrati]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[avere un figlio autistico e sentirsi impotenti]]></title>
<link>http://autismoincazziamoci.org/2009/11/09/sentirsi-impotenti/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 20:58:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>Autismo Incazziamoci</dc:creator>
<guid>http://autismoincazziamoci.org/2009/11/09/sentirsi-impotenti/</guid>
<description><![CDATA[Sono la mamma di Chicco, 5 anni, e di altri tre figli neurotipici. La nostra famiglia è in ballo da ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignright size-full wp-image-1858" title=" " src="http://incazzatautismo.wordpress.com/files/2009/11/untitled.gif" alt=" " width="236" height="222" />Sono la mamma di Chicco, 5 anni, e di altri tre figli neurotipici.<br />
La nostra famiglia è in ballo da 2 anni con tutto il carrozzone del mondo autistico.<br />
Abbiamo iniziato subito la psicomotricità, dopo tante insistenze e telefonate all&#8217;ASL che continuava a tenerci in perenne lista d&#8217;attesa. Poi è venuto il momento di andare a scuola e &#8211; naturalmente &#8211; ci siamo imbattuti in insegnanti della scuola dell&#8217;infanzia che non avevano mai visto un bambino come Chicco e che &#8211; quindi &#8211; erano impreparate e incapace di darci indicazioni precise circa i suoi problemi.<br />
Ho torturato la scuola per far dare a Chicco una educatrice per  4 ore. Subito dopo, però, ci siamo resi conto che 4 ore non bastavano, perché non era una semplice immaturità, ma c&#8217;erano problemi molto gravi<br />
Allora mi hanno parlato di Stella Maris, di Mestre (dove sembra che ci sia  un luminare)&#8230; fino ad arrivare ad un centro privato: è in questo centro privato che -  dopo varie osservazioni &#8211; hanno detto che la diagnosi era proprio quella, non c&#8217;erano dubbi. <strong>Autismo</strong>.<br />
<strong>&#8220;Cosa dobbiamo fare, adesso?&#8221; </strong>abbiamo chiesto.<br />
<strong>&#8220;E&#8217; presto per la psicoterapia</strong>&#8220;<br />
&#8220;Cosa dobbiamo fare?&#8221;<br />
&#8220;Continuare con la psicomotricità&#8230; tanto&#8230;&#8221;</p>
<p>Nelle notti insonni, ho letto su internet di <strong>bambini guariti</strong>. Ho deciso di provare.<br />
<strong>Dopo la prima visita, costata  300 euro, siamo tornati a casa con tante speranze.</strong><br />
Avevamo speso tutto quello che potevamo, trascurando &#8211; di fatto &#8211; gli altri tre figli. Chicco, però, non voleva mangiare nulla della dieta, vomitava gli integratori e diventava sempre più nervoso. Noi, esasperati, abbiamo sospeso tutto, con tanti dubbi e rimorsi.<br />
Mio marito ha perso il lavoro e abbiamo dovuto arrabbattarci per andare avanti, abbiamo dovuto navigare (con 4 figli) tra <strong>ristrettezze economiche </strong>pesanti. <strong>Anche volendo seguire la dieta, non ce la potevamo fare.</strong></p>
<p>La ciliegina sulla torta è arrivata poche settimane fa. Tramite una mamma il cui figlio frequenta la stessa scuola di Chicco, ho avuto il numero di una bimba autistica, coetanea di mio figlio, che fa <strong>ABA da 2 anni proprio vicino a casa nostra</strong>.<br />
La mamma di questa bambina mi ha spiegato tutto, mi ha dato degli indirizzi, continuando a benedire la terapista e la scuola frequentata dalla figlia. L&#8217;unico <strong>NEO </strong>e&#8217; il costo: lei spende 1.500 euro al mese, più le  terapie a casa, piu&#8217; il supervisor.<br />
Mi dicono che la famiglia in questione è molto facoltosa e che non ha problemi finanziari. Allora penso che <strong>noi &#8211; famiglia con 4 bimbi &#8211; nonostante tanto sacrificio e amore,  non possiamo arrivare a curare Chicco,  perchè non abbiamo abbastanza soldi.</strong><br />
Ci sentiamo impotenti e arrabbiati: anzi incazzati!</p>
<p>Scusate lo sfogo. Saluti<br />
<strong><br />
ANGY</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Due storie psicodinamiche: Busto Arsizio 2009]]></title>
<link>http://autismoincazziamoci.org/2009/11/08/storiepsicodinamiche/</link>
<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 23:02:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>Autismo Incazziamoci</dc:creator>
<guid>http://autismoincazziamoci.org/2009/11/08/storiepsicodinamiche/</guid>
<description><![CDATA[1) Un combattivo genitore di Busto Arsizio mi racconta: &#8220;Ho organizzato un  Convegno sull]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#ff6600;"><strong><img class="alignright size-medium wp-image-1848" title=" " src="http://incazzatautismo.wordpress.com/files/2009/11/untitled.png?w=254" alt=" " width="254" height="300" />1) </strong></span>Un combattivo genitore di Busto Arsizio mi racconta:<br />
&#8220;Ho organizzato un  Convegno sull&#8217;Autismo a Busto Arsizio. Questo convegno si farà a marzo&#8221;<br />
&#8220;Bene!&#8221; faccio &#8220;Qui a Busto ci vuole, visto come sono combinati  i nostri medici&#8221;<br />
&#8220;Mi hanno detto che &#8211; per poter organizzare un convegno &#8211; devo costituire una associazione. Allora sono andato a parlare con una grande associazione, che inizia per A e finisce per S, molto potente sul territorio, dicendo: <strong>Voi mi date il nome e io faccio una sezione dell&#8217;associazione dedicata solo all&#8217;autismo</strong>&#8220;.<br />
&#8220;E allora?&#8221;<br />
&#8220;Allora questi dell&#8217;associazione mi hanno fatto parlare con una neuropsichiatra&#8230; Mica con una vecchia: una di trentadue anni&#8221;<br />
&#8220;E lei?&#8221;<br />
&#8220;Mi ha chiesto: <strong>lei è il padre di una persona autistica</strong>?&#8221;<br />
&#8220;E tu?&#8221;<br />
&#8220;Ho risposto di sì. Ho detto che mio figlio ha tredici anni&#8221;<br />
&#8220;La neuropsichiatra trentaduenne ha detto: <strong>qual è la diagnosi di suo figlio</strong>?&#8221;<br />
&#8220;E tu?&#8221;<br />
&#8220;<strong>Autismo infantile</strong>, ho risposto. <strong>Dove ha fatto la diagnosi?</strong> Ha insistito la neuropsichiatra. <strong>A Bosisio Parini</strong>, ho detto&#8221;<br />
&#8220;E poi che è successo?&#8221;<br />
&#8220;La neuropsichiatra ha detto: <strong>ma è una diagnosi sicura? Non potrebbe essere psicosi?</strong>&#8220;.</p>
<p><span style="color:#ff6600;"><strong>2)</strong></span> <span style="color:#000000;">Nella sede di un&#8217;altra associazione (anche questa inizia per A e finisce per S), sempre a Busto Arsizio, un ragazzo autistico &#8211; bisettimanalmente &#8211; entrava nello studio della psicologa di riferimento e ne usciva dopo 45 minuti. In tutto questo tempo, nessuna restituzione da parte di nessuno di quanto avveniva in quella stanza, né i genitori potevano vedere quello che accadeva attraverso lo specchio unidirezionale, perché evidentemente <strong>lo specchio unidirezionale è una invenzione troppo moderna per essere utilizzata da certi centri che si permettono di trattare l&#8217;autismo</strong>.</span></p>
<p>A fine anno, finalmente, c&#8217;è stato un colloquio tra la psicologa e la madre.</p>
<p>&#8220;Dottoressa, come va la terapia?&#8221;<br />
&#8220;Finalmente ieri si è alzato dal tappeto su cui è rimasto seduto tutto il tempo, dall&#8217;inizio del trattamento, e si è avvicinato a me di qualche passo&#8221;<br />
&#8220;Che?&#8221;<br />
&#8220;<strong>Si è alzato dal tappeto</strong>. Si è mosso. Era rimasto, dall&#8217;inizio del percorso terapeutico &#8211; da settembre fino a giugno &#8211; sempre seduto su quel tappeto, immobile e perso nel vuoto&#8221;<br />
&#8220;E lei non faceva nulla?&#8221;<br />
&#8220;<strong>Io dovevo aspettare che lui uscisse dal suo guscio</strong>. Ieri finalmente l&#8217;ha fatto: è andato oltre il suo cervello primitivo e ha osato una timida apertura verso di me. Naturalmente, <strong>c&#8217;è ancora molto da lavorare</strong>&#8220;</p>
<p><em><strong>GIANNI PAPA</strong></em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Songs of Love: canções personalizadas para crianças em tratamento.]]></title>
<link>http://psisaber.wordpress.com/2009/11/08/songs-of-love-cancoes-personalizadas-para-criancas-em-tratamento/</link>
<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 22:43:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>homoloquax</dc:creator>
<guid>http://psisaber.wordpress.com/2009/11/08/songs-of-love-cancoes-personalizadas-para-criancas-em-tratamento/</guid>
<description><![CDATA[Quem nunca quis ter uma música que falasse de si? O músico John Beltzer teve, assim, uma idéia de qu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Quem nunca quis ter uma música que falasse de si? O músico John Beltzer teve, assim, uma idéia de que você vai gostar muito.</p>
<p style="text-align:justify;">O <a href="http://www.songsoflove.org.br/index.html">Songs of Love</a> é uma organização sem fins lucrativos dedicada a produzir músicas personalizadas para crianças e adolescentes que sofrem de doenças graves.</p>
<p style="text-align:justify;">Eles entrevistam a criança e fazem uma música única, especialmente para ela.</p>
<p style="text-align:justify;">Ouça algumas das canções no <a href="http://www.myspace.com/songsoflovebrasil">MySpace</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">A música traz coisas sobre como ela é, do que ela gosta, traz o nome dela, dos amigos, parentes, bichos de estimação ou do que ela quiser. Por fim, a criança recebe um CD também personalizado com sua canção.</p>
<p style="text-align:justify;">A música, feita especialmente para ela ajuda a superar o medo e a angústia provenientes de tratamentos e internações dolorosos.</p>
<p style="text-align:justify;">As músicas são oferecidas grátis. A organização depende de doações de empresas e pessoas para oferecer seus serviços e atender a cada vez mais crianças em todo o Brasil.</p>
<p style="text-align:justify;">Além de doar, você pode fazer parte da equipe de compositores da <a href="http://www.songsoflove.org.br/compositores.html">Songs of Love</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">Se você não sabe compor, certamente pode ajudar de alguma outra forma. Entre em contato e <a href="http://www.songsoflove.org.br/como_ajudar.html">saiba como</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">Sinceramente, estou admirado por ver que o espaço para patrocinadores oficiais, na barra lateral do site, ainda está vazio.</p>
<p style="text-align:justify;">A Songs of Love Foundation alcançou a marca de 20.000 músicas/crianças beneficiadas em 2009. Está presente nos principais hospitais pediátricos do país e conta com mais de 200 compositores espalhados pelos Estados Unidos fazendo músicas em diversos idiomas. Conta com mais de 300 pessoas que trabalham como voluntários, entre músicos, advogados e profissionais liberais.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/OoVl2jUrH2Y&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/OoVl2jUrH2Y&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:justify;">Fonte <a href="http://livroseafins.com/">Livros &#38; Afins</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[INTELIGÊNCIA EMOCIONAL]]></title>
<link>http://clinicapsicodramatica.wordpress.com/2009/11/07/inteligencia-emocional-2/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 23:02:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>jairacoutinho</dc:creator>
<guid>http://clinicapsicodramatica.wordpress.com/2009/11/07/inteligencia-emocional-2/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/0o-SOKdPn0c&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/0o-SOKdPn0c&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[PSICOMOTRICIDADE]]></title>
<link>http://caentrenos.wordpress.com/2009/11/05/psicomotricidade/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 15:23:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Consultório de Psicologia Clínica</dc:creator>
<guid>http://caentrenos.wordpress.com/2009/11/05/psicomotricidade/</guid>
<description><![CDATA[Tisa Paloma Longo Psicóloga CRP 08\11412 Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamental Especialista em Psi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Tisa Paloma Longo Psicóloga CRP 08\11412 Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamental Especialista em Psi]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Meditación y psicoterapia y con Antonia del Olmo expresión con "Gestos para la unidad" en el Centro Abierto Tomillo. La escuela para el desarrollo del potencial humano]]></title>
<link>http://centroabierto.wordpress.com/2009/11/05/meditacion-y-psicoterapia-y-con-antonia-del-olmo-expresion-con-gestos-para-la-unidad-en-el-centro-abierto-tomillo-la-escuela-para-el-desarrollo-del-potencial-humano/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 13:42:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Centro Abierto</dc:creator>
<guid>http://centroabierto.wordpress.com/2009/11/05/meditacion-y-psicoterapia-y-con-antonia-del-olmo-expresion-con-gestos-para-la-unidad-en-el-centro-abierto-tomillo-la-escuela-para-el-desarrollo-del-potencial-humano/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp; Meditación y psicoterapia , un camino para despertar al presente. La práctica de la meditació]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-full wp-image-479" title="meditacion actividades otoño 2009 centro abierto" src="http://centroabierto.wordpress.com/files/2009/09/meditacion-actividades-otono-2009-centro-abierto.jpg" alt="meditacion actividades otoño 2009 centro abierto" width="259" height="278" /></p>
<p>&#160;</p>
<p><a title="Contenido de la sección" href="http://wp.me/PAxWc-5R" target="_blank">Meditación y psicoterapia</a> , un camino para despertar al presente. La práctica de la meditación se desvela como la <strong>apertura de un camino hacia la felicidad interna</strong>, plena,  verdadera. A las<strong> 17h del día 6 de noviembre </strong>tienes la oportunidad de iniciar este curso para el <strong>desarrollo humano </strong>en el Centro Abierto.</p>
<p><a title="Contenido del curso" href="http://wp.me/PAxWc-ak" target="_blank">Gestos para la unidad</a> es el título del curso de formación impartido por <strong>Antonio del Olmo </strong>sobre expesión corporal. Un <strong>curso</strong> de amplio contenido y de<strong> formación</strong>, basado en <strong>siete enfoques esenciales </strong>del mapa energético corporal.</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nueva entrada]]></title>
<link>http://masconciencia.wordpress.com/2009/11/05/nueva-entrada/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 12:18:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>José Gómez</dc:creator>
<guid>http://masconciencia.wordpress.com/2009/11/05/nueva-entrada/</guid>
<description><![CDATA[Texto de la nueva entrada.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Texto de la nueva entrada.]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[TEATRO PEDAGÓGICO (GRUPO DE ADOLESCENTES)]]></title>
<link>http://clinicapsicodramatica.wordpress.com/2009/11/04/teatro-pedagogico-grupo-de-adolescentes/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 20:40:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>jairacoutinho</dc:creator>
<guid>http://clinicapsicodramatica.wordpress.com/2009/11/04/teatro-pedagogico-grupo-de-adolescentes/</guid>
<description><![CDATA[  PROJETO :  TEATRO      PEDAGÓGICO (GRUPO DE ADOLESCENTES)   PÚBLICO ALVO:                    Estud]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-full wp-image-76" title="teatro_mascaras" src="http://clinicapsicodramatica.wordpress.com/files/2009/11/teatro_mascaras1.jpg" alt="teatro_mascaras" width="400" height="263" /></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>PROJETO :  TEATRO      PEDAGÓGICO</strong></p>
<p><strong>(GRUPO DE ADOLESCENTES)</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>PÚBLICO ALVO: </strong>              </p>
<p>    Estudantes, adolescentes.</p>
<p>         <strong>APRESENTAÇÃO:</strong></p>
<p>              O adolescente, de um modo geral, fala pouco de suas dificuldades pessoais. Se tentamos lhes fazer perguntas sobre como estão se sentindo, sobre quais conflitos de sua vida íntima, a maioria não responde ou tende a não nos levar a sério, respondendo com gozações e brincadeiras, dada a dificuldade que têm de diretamente abordar seus assuntos íntimos e pessoais.</p>
<p>     Portanto, o Jogo Dramático ( técnicas de teatro) deve ser usado como uma forma de criar condições de trabalho em campo mais “relaxado”, não censurado, numa situação menos conflitiva, mais preservada e, conseqüentemente, mais fácil de ser alcançada.</p>
<p><strong>OBJETIVOS:</strong></p>
<p>         &#8211; Estimulá-los a elaborar conflitos e ansiedades.</p>
<p>         &#8211; Orientá-los para que descubram suas potencialidades e que as mesmas não são estáticas, mas modificam-se no transcurso da vida.</p>
<p>         -Trabalhar temas que aparecem mais freqüentemente nos grupos jovens, como; competição, autoridade, limites de um modo geral, agressividade, relacionamento familiar, dificuldades escolares, sexualidade , utilização de drogas e projetos de vida futura.</p>
<p><strong>METODOLOGIA:</strong></p>
<p>         &#8211; Role-playing ( treinamento de papéis)</p>
<p>         &#8211; Jogos dramáticos</p>
<p>         &#8211; Jornal Vivo &#8211; o tema é encontrado a partir de jornais , revistas , textos, etc.</p>
<p>         -  Teatro Espontâneo &#8211; O grupo busca através de técnicas de aquecimento o tema condutor do espetáculo.</p>
<p>          -Sociodrama – o grupo vivencia o presente sociocultural da comunidade numa experiência de criação coletiva.</p>
<p>- Teatro do Oprimido- através de uma situação em que haja Oprimido X  Opressor , após a dramatização o grupo tenta chegar a um consenso.</p>
<p>- Retramatização- trabalho coletivo onde irão elaborar textos e dramatizá-los</p>
<p>-Meditação</p>
<p>-Arte Terapia</p>
<p>         <strong>METAS:</strong></p>
<p>                  Contribuir para a melhoria das condições emocionais dos estudantes , visando sua participação no mundo cultural, político e de produção econômica.</p>
<p>         <strong>CARGA HORÁRIA :</strong> 2 horas semanais</p>
<p>                                  <strong>JAIRA COUTINHO</strong></p>
<p><strong>                         PSICÓLOGA –PSICODRAMATISTA –CRP-3950</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong><strong></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
