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	<title>punti-di-vista &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/punti-di-vista/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "punti-di-vista"</description>
	<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 15:02:51 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Dipende tutto dai punti di vista]]></title>
<link>http://zagial.wordpress.com/2009/11/27/dipende-tutto-dai-punti-di-vista/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 15:19:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Enrico</dc:creator>
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<description><![CDATA[Buon week end!! &nbsp;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="display:block;width:425px;margin:0 auto;"> <embed src='http://widgets.vodpod.com/w/video_embed/Groupvideo.4034375' type='application/x-shockwave-flash' AllowScriptAccess='always' pluginspage='http://www.macromedia.com/go/getflashplayer' wmode='transparent' flashvars='' /> </span></p>
<p>Buon week end!! <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><span style="display:block;width:425px;margin:0 auto;"></p>
<div style="font-size:10px;"></div>
<p>&#160;</p>
<p></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[La ressa e la sopravvivenza]]></title>
<link>http://cresciteundoblog.wordpress.com/2009/11/26/la-ressa-e-la-sopravvivenza/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 11:59:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>martino</dc:creator>
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<description><![CDATA[Lo so che le cose sono più complesse di quanto si riesca a pensare. So come sia difficile avvicinare]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Lo so che le cose sono più complesse di quanto si riesca a pensare. So come sia difficile avvicinare]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[900211525111]]></title>
<link>http://isilenti.wordpress.com/2009/11/25/900211525111/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 10:41:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>willoworld</dc:creator>
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<description><![CDATA[L’inganno lo puoi svelare soltanto facendo un passo di lato. Il treno prosegue la sua corsa, lanciat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://isilenti.wordpress.com/files/2009/11/treno.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-4032" title="Treno" src="http://isilenti.wordpress.com/files/2009/11/treno.jpg" alt="" width="406" height="268" /></a></p>
<p>L’inganno lo puoi svelare soltanto facendo un passo di lato.<br />
Il treno prosegue la sua corsa, lanciato a cento all’ora su un tracciato ciclico; la valle, il mare, le praterie, la città e poi di nuovo la valle. Non te ne accorgi che stai girando introno perché quando guardi dal finestrino il paesaggio sembra sempre cambiare. Non ti soffermi sui dettagli, che immancabilmente ritornano, uno dopo l’altro.<br />
Con il treno in corsa fare un passo di lato significa abbandonarsi ad una caduta azzardata. Puoi trovare dell’erba soffice sulla quale rotolare, oppure speroni rocciosi sui quali sfracellarti. Eppure il gioco può valere la candela.<br />
Ti rialzi tramortito, dolorante per le contusioni, polveroso ed arruffato. Osservi il treno che continua la sua corsa e finalmente ti soffermi sul paesaggio. C’è un edificio in lontananza, un vecchio fienile e la fattoria di un contadino. C’è anche un fuoco che arde. Te ne accorgi dal fumo che fuoriesce dal comignolo. Forse c’è anche un bicchiere di vino che ti aspetta…<br />
Di quello buono.</p>
<p style="text-align:right;"><a href="http://isilenti.wordpress.com/category/plcct/" target="_blank">PICCOLE LETTURE CON CARNE DI CUORE TRITATA</a></p>
<p style="text-align:right;"><em>Foto di: http://www.flickr.com/photos/drumsnwhistles/</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[arcobaleno cercasi]]></title>
<link>http://lauracarpi.wordpress.com/2009/11/23/arcobaleno-cercasi/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 11:47:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>laurin42</dc:creator>
<guid>http://lauracarpi.wordpress.com/2009/11/23/arcobaleno-cercasi/</guid>
<description><![CDATA[di chi è l&#8217;arco baleno ? “ Grande arco a volte visibile nel cielo dovuto alla rifrazione, rifl]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h1>di chi è l&#8217;<span style="color:#ff0000;">a</span><span style="color:#ff6600;">r</span><span style="color:#ffff00;">c</span><span style="color:#99cc00;">o</span><span style="color:#339966;"> </span><span style="color:#339966;">b</span><span style="color:#008080;">a</span><span style="color:#00ffff;">le</span><span style="color:#0000ff;">n</span><span style="color:#333399;">o</span> ?</h1>
<p><strong><em>“ Grande arco a volte visibile nel cielo dovuto alla rifrazione, riflessione e dispersione dei raggi solari nelle goccioline di pioggia; presenta i colori dello spettro solare con il violetto all&#8217;interno e il rosso all&#8217;esterno .”</em></strong></p>
<p><strong><em><a href="http://lauracarpi.wordpress.com/files/2009/11/arcobaleno-1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-272" title="arcobaleno-1" src="http://lauracarpi.wordpress.com/files/2009/11/arcobaleno-1.jpg?w=266" alt="" width="266" height="300" /></a><br />
</em></strong></p>
<h5><em>Questa è la definizione del fenomeno ottico che chiamiamo arcobaleno. Sono tante le leggende e le storie raccontate dai nonni sul punto magico in cui nasce l&#8217;arcobaleno.</em><em>Infatti l&#8217;immagine più diffusa di un arcobaleno è una specie di arco multicolore che unisce la terra con il cielo.</em><em> </em></h5>
<h5><em>E viene subito voglia di correre fino a trovare l&#8217;inizio di questo ponte prima che scompaia, come se ci fosse una sola, unica e irripetibile possibilità  di trovarlo e scoprire &#8230;..Le aspettative sono molteplici, chi dice che ci potrebbe essere una pentola colma d&#8217;oro, chi l&#8217;indicazione di un tesoro sepolto, chi una finestra che consente di vedere fino all&#8217;altra parte del globo, chi un angelo pronto a farti raggiungere il cielo più veloce di uno sputnik, chi l&#8217;entrata del paradiso terrestre&#8230;.  Sono sogni, sono fantasie, sono speranze che ci spingono a desiderare qualcosa che ci manca e che vorremmo raggiungere. E spesso non sappiamo bene cosa</em></h5>
<h5><em>Corri, corri,.. verso una immagine irreale del tuo obbiettivo&#8230; e più corri e più si allontana&#8230;anzi non trovi più nemmeno l&#8217;arcobaleno, perchè durante la tua corsa è svanito e tu non te ne sei accorto, concentrato come eri a fare in fretta, ad arrivare primo&#8230; E dopotutto&#8230; ti sei chiesto prima di partire se quell&#8217;arcobaleno era lì per te?</em></h5>
<p><em><!--more--><br />
</em></p>
<h5><em>Rifletti sulla tua vita: vai sempre di corsa&#8230;l&#8217;importante è andare&#8230;certo una strada c&#8217;è, la percorri da quando sei nato&#8230;</em></h5>
<h5><em>Ed è proprio la tua strada o è di qualcuno altro.?.. Sei tu che hai tracciato il suo percorso&#8230;dritta qui&#8230;due curve là&#8230;più salite o più discese, dipende dal punto in cui stai ?&#8230;</em></h5>
<h5><em>Ti sei mai chiesto di quale colore è? E soprattutto dove arriva&#8230;Sei soddisfatto del percorso&#8230; Forse lo saresti di più, se sapessi dove stai andando&#8230;</em></h5>
<h5><em>Diceva mia nonna “</em><em> chi ben comincia è alla metà dell&#8217;opera ”</em></h5>
<h5><em><span style="color:#ff0000;">Quando</span> l&#8217;opera, l&#8217;obbiettivo, è ben chiaro, allora puoi incominciare e ti riesce facile trovare tutto ciò che ti serve per raggiungerlo.</em></h5>
<h5><em><span style="color:#008080;">Quando</span> l&#8217;obbiettivo è il risultato di una spinta ad andare oltre verso il futuro, allora ti riesce facile trovare la via per raggiungerlo.</em></h5>
<h5><em><span style="color:#00ff00;">Quando</span> hai trovato la via la progetti dritta e tutta in piano, perchè complicarla se l&#8217;obbiettivo è bene  in vista.</em></h5>
<h5><em><span style="color:#ff00ff;">Quando</span> hai scelto la via, la colori dei tuoi interessi, delle tue spinte emotive, dei valori in cui credi, della tua voglia di fare, della tua capacità di amare ciò che fai, che sei&#8230;</em></h5>
<h5><em>Crea tu stesso un arcobaleno ricco di sfumature in una armonia di luci dell&#8217;iride che è solo tua&#8230;vuoi iniziare dal rosso&#8230; o dall&#8217;indaco&#8230;. Allora è semplice trovare il punto dove nasce, è il punto dove ti trovi ora, in questo momento della tua vita, quando ti accorgi di te stesso </em></h5>
<h5><em><span style="color:#993366;">Quando </span>ti accorgi di te stesso, ti accorgi di quante risorse hai a tua disposizione, di quante capacità ti sei già arricchito, di quanti desideri puoi ancora esprimere&#8230;<a href="http://lauracarpi.wordpress.com/files/2009/11/arcobalenodisegno-3.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-278" title="arcobalenodisegno-3" src="http://lauracarpi.wordpress.com/files/2009/11/arcobalenodisegno-3.jpg?w=147" alt="" width="147" height="150" /></a></em></h5>
<h5><em>Eccola la tua pentola magica! E, se guardi bene fino in fondo, quanto altro puoi trovare di te stesso!</em></h5>
<h5><em>Allora!&#8230;Che aspetti?</em></h5>
<h3><em>Crea il tuo arcobaleno e&#8230;<span style="color:#ff0000;">.Vai</span>! <span style="color:#3366ff;">Vai!</span> <span style="color:#008000;">Vai!</span></em></h3>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Chi è il "vero" programmatore?]]></title>
<link>http://opuntia.biz/2009/11/22/chi-e-il-vero-programmatore/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 11:53:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>0disse0</dc:creator>
<guid>http://opuntia.biz/2009/11/22/chi-e-il-vero-programmatore/</guid>
<description><![CDATA[Sulla mailing list dello staff del portale dei consulenti informatici (www.consulenti-ict.it) si sta]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Sulla mailing list dello staff del portale dei consulenti informatici (<a href="http://www.consulenti-ict.it">www.consulenti-ict.it</a>) si sta discutendo in questi giorni sulle categorie che rappresentano gli informatici.</p>
<p>Ho già assistito in passato a questo genere di diatriba, è una fase importante della crescita di qualsiasi comunità di &#8220;informatici&#8221;.<br />
Questa volta mi sembra ci siano tutti i presupposti per superare lo stallo &#8220;sul sesso degli angeli&#8221;.</p>
<p>Io mi definisco un &#8220;sistemista&#8221;. Secondo Wikipedia, il sistemista (in informatica) &#8220;è un tecnico che si occupa della manutenzione (ma anche della progettazione e dell&#8217;aggiornamento) di sistemi informatici. Il ruolo del sistemista è quello di gestire il buon governo dell&#8217;hardware e del software affinché essi funzionino in modo corretto, ovvero, affinché le macchine ed i programmi possano erogare il servizio come è stato pensato dal programmatore.&#8221;</p>
<p>Già, il &#8220;programmatore&#8221;&#8230; chi è veramente il programmatore?</p>
<p>Per me il programmatore, quello vero, è quella persona, non importa il suo titolo di studio o la sua età o il sesso, che è tutt&#8217;uno con la macchina al punto da conoscerla spesso meglio dei suoi stessi progettisti.</p>
<p>Il vero programmatore disprezzerebbe gli strumenti di programmazione come tool grafici o IDE (darebbe letteralmente fuoco alla scatola di Visual Basic di Microsoft, ad esempio&#8230;), o linguaggi diversi da assembler o linguaggio macchina.</p>
<p>Il vero programmatore, per converso, disprezzerebbe i programmatori normali che hanno bisogno di linguaggi di programmazione facili da comprendere, di strumenti software facili da usare, di documentazione e di sistemi di controllo degli errori, di copie di backup, di messaggi di errori e warning descrittivi e precisi.</p>
<p>D&#8217;accordo, oggi non è sempre possibile pensare al programmatore in questo modo, ma ho trovato molto interessante la pagina che Massimo Iannuzzi (aka MessaGGiero) ha dedicato allo &#8220;studio&#8221; della figura del programmatore.</p>
<p>Sono pienamente d&#8217;accordo, quando delineando i 4 profili &#8220;base&#8221; del programmatore scrive:</p>
<p>1 &#8211; Programmatore comune, impiegato in enti statali. Questa è la fortuna massima che può capitare ad un programmatore!! Senza offesa per chi veramente lavora nel settore specificato, ma la maggioranza di questi figuri vive una pacchia totale. Spesso non capiscono nulla d&#8217;informatica ma si trovano li ,e non si sa per quale Santo, a fare il programmatore esperto dispensando caXXXte a propulsione e programmando a maggio le ferie per giugno del prossimo anno. Non dico più nulla sulla categoria, per non attirare su di me le loro bestemmie che sicuramente sapranno lanciare in modo accurato. Questa è una categoria che vive sul lavoro dei Programmatori &#8220;consulenti&#8221; impiegato del filone al punto 4 assoldati nelle varie commesse iperpagate dagli enti pubblici che pur avendo le loro squadre di programmatori (i figuri di cui parliamo) non riescono a portare avanti il lavoro.</p>
<p>Come dargli torto quando più avanti dice:</p>
<p>4 &#8211; Programmatore &#8220;consulente&#8221; impiegato presso un&#8217;azienda di consulenze settore privato. Questo è un&#8217;altra categoria di poveri diavoli che lavora tante ore per pochi euro. Ed è questa la categoria di cui faccio parte io. Questa però è una categoria infame, abituata alla sopravvivenza giornaliera nella jungla.<br />
Riprendendo un vecchio detto e modificandolo ad hoc direi :&#8221;Meglio un morto in casa che un consulente all&#8217;ingresso&#8221;. I consulenti come me, che lavorano presso il cliente, si ritrovano tra l&#8217;incudine e il martello.Da una parte c&#8217;è l&#8217;azienda &#8220;che se ne frega di noi&#8221;, dimenticandosi della nostra esistenza, fino a che portiamo soldi. Nel momento in cui, la commessa finisce o magari cambiano gli scenari non certamente perchè il consulente non abbia ottemperato ai suoi obblighi con il massimo dello zelo, anzi il più delle volte sono gli stessi che informano anche d&#8217;eventuali mancanze di risorse sui progetti, aprendo la strada ad azioni commerciali, ma perchè la situazione politico-commerciale è per qualche modo mutata, allora diventiamo un problema, un costo insostenibile, non tenendo conto che, fino al giorno prima, portavano soldi freschi. Da quel momento allora ognuno inizia a pregare il proprio Santo Patrono poiché il proprio postodi lavoro va messo in discussione. Questa categoria è costretta a vivere da sciacallo depredando se possibile le commesse altrui per garantirsi ancora continuità lavorativa. Anche in questo settore la maggioranza delle persone sono impiegate con contratti a termine sottopagati.</p>
<p>La memoria va ad alcuni anni fa, quando ho constatato di persona proprio questo atteggiamento da parte di un mio ex datore di lavoro che si faceva passare per &#8220;esperto informatico&#8221; solo perché indossava la giacca, la cravatta e appendeva una laurea alla parete&#8230; </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ma i numeri di telefono brevi sono davvero utili ?]]></title>
<link>http://opuntia.biz/2009/11/22/ma-i-numeri-di-telefono-brevi-sono-davvero-utili/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 11:51:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>0disse0</dc:creator>
<guid>http://opuntia.biz/2009/11/22/ma-i-numeri-di-telefono-brevi-sono-davvero-utili/</guid>
<description><![CDATA[Negli Stati Uniti le interfacce CAD-2-CAD offrono ai centri di raccolta delle chiamate la possibilit]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Negli Stati Uniti le interfacce CAD-2-CAD offrono ai centri di raccolta delle chiamate la possibilità di condividere informazioni simultaneamente durante l&#8217;attività di protezione civile (basti pensare al famoso numero 911).</p>
<p>Inoltre permettono di ridurre le discrepanze tra le comunicazioni a voce inviate per radio o pervenute per telefono.</p>
<p>Possono connettere anche i centri chiamata pubblici con compagnie di soccorso private (servizio ambulanze ad esempio, impresa municipale per il gas o l&#8217;acquedotto, eccetera), allarmi centralizzati, società di vigilanza, trasporti, volontariato.</p>
<p>Anche in Italia si è compresa l&#8217;importanza della condivisione veloce di informazioni attendibili e il mercato inizia a proporre soluzioni interoperabili a basso costo d&#8217;implementazione, specie per il settore della Pubblica Sicurezza e della Protezione Civile.</p>
<p>Ciò nonostante non sono ancora molto diffusi concreti progetti di integrazione proprio nel settore dove se ne beneficerebbe maggiormente: la protezione civile.</p>
<p>Ciascun Ente, dai Vigili del Fuoco alla Polizia, si preoccupa di ottimizzare le infrastrutture tenendo conto delle proprie esigenze. È ancora prematuro pensare ad una chiamata di emergenza che perviene ad un numero unico nazionale e che venga smistata al più vicino mezzo di soccorso disponibile a prescindere da quale Ente lo gestisca.</p>
<p>Solitamente si riscontrano persino differenze infrastrutturali nei sistemi di comunicazione con conseguente ostacolo alla loro integrazione. Una maggiore attenzione alle caratteristiche minime di interoperabilità, fermo restando la possibilità di optare per fornitori diversi, contribuirebbe anche ad un&#8217;ottimizzazione della spesa pubblica.</p>
<p>La definizione “vendor-indipendent” di un protocollo di scambio delle informazioni, del resto, si armonizzerebbe con le altre direttive governative in materia di “accesso e tutela delle informazioni”.</p>
<p>Negli U.S.A. nel 2000 è stato lanciato il programma APCO36, finalizzato a standardizzare i protocolli di trasferimento dati fra sistemi CAD, tenendo conto della necessità di ciascun Ente di gestire in autonomia la propria rete. L&#8217;orientamento è quello di utilizzare proprio XML, una tecnologia originariamente pensata per Internet.</p>
<p>Le interfacce base sviluppate fin&#8217;ora offrono una modalità per sottoporre una segnalazione di incidente, monitorare lo stato di impiego delle unità e costituire uno storico dei messaggi transitati sulla rete (telefonate, conversazioni radio, email, dispacci, eccetera).</p>
<p>La parte più significativa di un sistema di comunicazione interoperabile è, infatti, la chiara definizione di “cosa” va conservato e “cosa” va condiviso, per evitare il sovraccarico e la ridondanza.</p>
<p>Le moderne radio digitali consentono ai vari gruppi di utilizzatori di incrementare la loro efficienza, la produttività, l&#8217;affidabilità, la velocità e la precisione. Esse aggiungono intelligenza alle tradizionali reti radio nate per la trasmissione di messaggi vocali. Gli utenti della rete digitale possono anche accedere a database per la consultazione di dati su persone e fatti o visionare schemi di infrastrutture e impianti industriali; oppure ancora interrogare sensori remoti, pilotare sistemi di controllo o gestire gruppi di utenti eterogenei in condizioni di necessaria cooperazione.</p>
<p>La sfida è quindi integrare queste applicazioni con i sistemi esistenti, proteggendo gli investimenti e favorendo una migrazione graduale. In alcuni casi alcune tipologie di utenti richiedono applicazioni comuni, in altri casi occorrono personalizzazioni specifiche. In entrambi i casi, va mantenuta la semplicità di utilizzo da parte degli utenti.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'importanza di una buona password ...]]></title>
<link>http://opuntia.biz/2009/11/22/limportanza-di-una-buona-password/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 11:48:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>0disse0</dc:creator>
<guid>http://opuntia.biz/2009/11/22/limportanza-di-una-buona-password/</guid>
<description><![CDATA[Affrontando il discorso della &#8220;strong user athentication&#8221; in buona parte delle organizza]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Affrontando il discorso della &#8220;strong user athentication&#8221; in buona parte delle organizzazioni il vero problema non è dare un &#8220;oggetto&#8221; per l&#8217;autenticazione, di qualunque genere, alle persone, ma gestirlo adeguatamente.</p>
<p>Quando lavoravo in Aeronautica Militare (in un reparto operativo interforze NATO) questo aspetto era gestito veramente bene.</p>
<p>Il primo giorno di lavoro, venni fotografato e venne prodotto una specie di tesserino aziendale. Con quel tesserino accedevi ai tornelli, accedevi alle stazioni di lavoro e agli altri sistemi, in funzione del ruolo e del livello di &#8220;segretezza&#8221; che era stato assegnato.</p>
<p>Accedevi a certe cose e non ad altre. Sempre in funzione del ruolo e del livello, potevi aprire i tornelli solo della tua sede, di altre sedi, accedevi ai sistemi in orario di lavoro oppure 7&#215;24.</p>
<p>Se per qualunque motivo perdevi il tesserino potevi chiamare un numero verde 7&#215;24 da qualunque parte del pianeta e farlo invalidare.</p>
<p>Appena tornavi in sede te ne facevano un altro.</p>
<p>Quando me ne andai, prima invalidarono il tesserino e poi fui accompagnato a prendere le mie cose personali.</p>
<p>Le organizzazioni &#8220;statali&#8221; italiane, annaspano fra vincoli di bilancio, paletti legislativi, sindacati retrogradi e limiti culturali di certi dirigenti incapaci di gestire in modo corretto la sicurezza.</p>
<p>Dirigenti (e funzionari) che sulla carta risultano &#8220;guru della sicurezza e delle procedure IT&#8221;, e per questo sono profumatamente pagati con uno stipendio sicuro ogni fine mese, cascasse il mondo&#8230; già fanno fatica a gestire un account con userid/password tradizionali.</p>
<p>Quante volte, durante l&#8217;implementazione di un sistema per la gestione del protocollo informatico mi è capitato di constatare che il Personale non sa che una persona c&#8217;è. Se lo sa non ha chiaro cosa faccia e a che titolo. Se cambia ruolo o se ne va il Personale è l&#8217;ultimo a saperlo. Anche se lo sa, HR ed IT non si parlano ed account di persone andate da anni sono ancora attivi.</p>
<p>Molto spesso il punto debole della catena della sicurezza è il fattore umano.</p>
<p>Quotidianamente mi capita di dover spiegare l&#8217;importanza della creazione di una buona password ai miei clienti. Ho deciso così di scrivere queste quattro parole, semplici semplici, nell&#8217;interesse di tutti, principalmente il mio in qualità di contribuente, prima ancora che potenziale fornitore di &#8220;soluzioni&#8221;.</p>
<p>Altrettanto spesso mi sento ripetere che password &#8220;complicate&#8221; sono difficili, giustamente, da ricordare, e si opta per le solite scappatoie: nome del figlio, moglie, amante, magari con l&#8217;aggiunta di una data di nascita, così si ha il palliativo di avere creato una &#8220;password difficile&#8221;.</p>
<p>Utenti &#8220;evoluti&#8221; fanno uso di programmi di dubbia provenienza che permettono di gestire portafogli di password, ma occorre sempre avere 5 o sei chili di &#8220;personal computer&#8221; appresso per recuperare quella che ci serve.</p>
<p>A tutti coloro che hanno qualche difficoltà a creare una password sufficientemente sicura suggerisco di utilizzare un metodo abbastanza semplice quanto efficace.</p>
<p>In crittografia, un cifrario a sostituzione è un sistema che utilizza un alfabeto per il testo in chiaro e una permutazione dello stesso per il testo cifrato.</p>
<p>La permutazione utilizzata costituisce la chiave del sistema. Durante la cifratura, ad ogni lettera del testo in chiaro viene associata la corrispondente lettera dell&#8217;alfabeto permutato.</p>
<p>Su Internet si trova facilmente il sito <a href="http://www.passwordchart.com/">http://www.passwordchart.com/</a> che offre un sistema per generare password sicure basato su un meccanismo di codifica mediante una tabella.</p>
<p>Innanzitutto bisogna impostare la chiave casuale iniziale, con la quale creare la tabella di riferimento, può essere qualsiasi parola facile da ricordare.</p>
<p>Ad ogni lettera dell’alfabeto saranno associate lettere e/o numeri e/o simboli. Poi basta inserire la propria password che sarà convertita utilizzando la tabella. Il risultato sarà una password abbastanza sicura.</p>
<p>Un sistema semplice, che non salva dati e che funziona anche senza avere un computer a disposizione, visto che è possibile stampare la tabellina di riferimento e usarla per &#8220;costruire&#8221; al volo la password che ci serve, partendo dalla nostra parola chiave.</p>
<p>Anche questa soluzione, ovvio, ha i suoi punti deboli, ma è certamente più efficace di qualsiasi post-it con password aleatorie. Altrimenti potete fare come ho visto fare&#8230; scrivete nome utente e password (di root) su un bel foglio A4 e lasciatelo proprio dinnanzi al computer da proteggere&#8230; nessuno crederà che si possa essere tanto idioti da<br />
lasciare le credenziali di accesso della macchina proprio lì (o forse no ?) &#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Telelavoro in Italia]]></title>
<link>http://opuntia.biz/2009/11/22/telelavoro-in-italia/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 11:46:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>0disse0</dc:creator>
<guid>http://opuntia.biz/2009/11/22/telelavoro-in-italia/</guid>
<description><![CDATA[Stiamo vivendo un momento di crisi dovuta, principalmente, ad incapacità altrui e alla miopia di chi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Stiamo vivendo un momento di crisi dovuta, principalmente, ad incapacità altrui e alla miopia di chi ci governa. La crisi investe soprattutto il mondo del lavoro, specie quello legato alle tecnologie dell&#8217;informazione.</p>
<p>Da una discussione sul gruppo LinkedIn, collegato al nostro portale dei professionisti ICT (<a href="http://www.consulenti-ict.it/" target="_blank">www.consulenti-ict.it</a>), aperta da Ruggiero Lauria e che per la verità era già argomento di molte email scambiate tra me e <a href="http://www.consulenti-ict.it/staff/userprofile/RodolfoGiometti" target="_blank">Rodolfo Giometti</a>, è nata l&#8217;idea di produrre un approfondimento.</p>
<p>Ritengo sia molto interessante studiare il fenomeno (nuovo per l&#8217;Italia) quale è il telelavoro, che, per le ragioni appena accennate, impone una ridefinizione dei ruoli nelle aziende.</p>
<p>In ambito giuridico mette in discussione categorie ormai consolidate e rende problematica l&#8217;applicabilità di tutele prima acquisite pacificamente da ogni tipo di lavoratore. Il mio approccio alla questione è prettamente sociologico, auspicando che qualche lettore possa contribuire seriamente anche sugli aspetti giuridici del telelavoro. Deve essere chiaro che il telelavoro è una forma di lavoro, non è &#8220;un altro tipo&#8221; di lavoro, meno importante. È l&#8217;inevitabile conseguenza dell&#8217;attuale congiuntura socio-economica.</p>
<p>Non essendo un esperto in materia ho iniziato a collezionare informazioni tramite Google. In Italia risulta che siano circa 800.000 le persone che in qualche modo svolgono telelavoro. Rientrano in questo conteggio soprattutto gli operatori di call center, ma nel mucchio ci stanno anche giornalisti, impiegati della pubblica amministrazione e &#8220;esperti di sistemi informativii&#8221;, come il sottoscritto. </p>
<p>Si tratta comunque di un numero molto basso rispetto agli altri paesi europei, ad esempio in Finlandia e Svezia un lavoratore su quattro, in media, telelavora, mentre in Inghilterra e Germania una persona su cinque. Eppure l&#8217;Unione Europea favorisce questa modalità di lavoro e dal 2002, anno in cui è stato raggiunto un accordo quadro sul telelavoro, fa pressione sui Paesi membri affinché lo diffondano.</p>
<p>In Italia sembra che l&#8217;intoppo stia nel &#8220;come&#8221; gestire il telelavoratore dal punto di vista giuridico e sindacale. La scusa ufficiale, da parte dei sindacati è che occorre dare al telelavoratore le stesse garanzie che hanno i lavoratori in un ufficio tradizionale. Qualcuno più astuto aggiunge che telelavorare comporta l&#8217;alienazione sociale.</p>
<p>In verità io a casa mia posso incontrare chi voglio e quando esco di casa incontro chi mi pare e piace, non vedo perché qualche &#8220;volpe&#8221; del sindacato debba per forza costringermi a socializzare solo quando sono in un ufficio&#8230; Certo, il rischio di imbattermi in qualche attivista che mi propone l&#8217;ennesima iscrizione all&#8217;ennesimo sindacato che non mi tutelerà quando ne avrò bisogno è minore, se telelavoro.</p>
<p>In generale, poi, al datore di lavoro non piace il fatto che un suo dipendente non sia presente fisicamente perché non è possibile controllarlo, vedere che cosa sta facendo. In Italia siamo ancora ancorati al modello gerarchico &#8211; fordista, del lavoro. È opinione dominante che il lavoratore, se sta al suo posto di lavoro, produce di più e meglio. Ho i miei dubbi e penso che i log di molti &#8220;proxy server&#8221; aziendali e della pubblica amministrazione potrebbero dimostrare il contrario&#8230;</p>
<p>Quindi, per ora, il telelavoro è prevalentemente considerato un lavoro di serie B e spesso viene offerto alle donne in maternità o ai portatori di handicap, di fatto meno agevolati nell&#8217;accesso alle strutture pubbliche e aziendali. Meno portatori di handicap si lamentano di non riuscire a muoversi come gli spetterebbe di diritto, e meno &#8220;problemi&#8221; hanno queste volpi della politica sociale ed economica, ci vuole poco a giungere a questa conclusione.</p>
<p>Un telelavoratore non &#8220;incide&#8221; sui costi di affitto dei locali, sul consumo dell&#8217;energia elettrica e in generale, sulle infrastrutture di mobilità urbana ed extraurbana. Ciò nonostante il telelavoro non viene considerato come un&#8217;opportunità in più per ridurre i costi senza licenziare. E, nonostante alcuni sindacalisti dicano il contrario, senza riuscire a provarlo, risparmia persino il lavoratore. È vero, egli sostiene i costi dell&#8217;energia elettrica e degli &#8220;spazi&#8221;, ma sono costi che comunque incidono meno, in generale, rispetto a quelli della benzina e della manutenzione dell&#8217;automobile, oppure del tempo sprecato ad aspettare un autobus pubblico.</p>
<p>British Telecom, per fare un esempio, dopo dieci anni di telelavoro ha risparmiato 300 milioni di euro di spesa per gli immobili e 1.800 anni di tempi di trasferta per il personale.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Karmic è un fallimento? No!]]></title>
<link>http://ubuntupiu1.wordpress.com/2009/11/16/karmic-e-un-fallimento-no/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 22:39:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>airport93</dc:creator>
<guid>http://ubuntupiu1.wordpress.com/2009/11/16/karmic-e-un-fallimento-no/</guid>
<description><![CDATA[Questa è la traduzione in italiano di un articolo di OMG! UBUNTU! sul perché il koala sarebbe tutt]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Questa è la traduzione in italiano di un articolo di OMG! UBUNTU! sul perché il koala sarebbe tutt&#8217;altro che un fallimento:</p>
<p style="text-align:center;"><em><strong>Karmic è il vista di ubuntu?</strong></em></p>
<p><em>Guardando le notizie sui siti di tecnologia si potrebbe pensare ciò:</em></p>
<ul>
<li><em>Hey Ubuntu, Smettila Di Mostrare Linux Così Male &#8211; Linux-mag.com</em></li>
<li><em>I primi installatori distrutti da Ubuntu Karmic Koala &#8211; theregister.co.uk</em></li>
<li><em>Karmic Koala mostra un karma cattivo &#8211; TG Daily</em></li>
<li><em>Karma negativo per i koala di linux &#8211; blogs.telegraph.co.uk</em></li>
</ul>
<p><em>E su UbuntuForums le cose sembrano più drammatiche, con thread dopo thread, pagina dopo pagina di persone che screditano Karmic:</em></p>
<ul>
<li><em>Karmic = Vista di Ubuntu [thread che ha ispirato questo post!]</em></li>
<li><em>Qualcuno felice con karmic?</em></li>
<li><em>Non effettuate l&#8217;aggiornamento a Karmic</em></li>
<li><em>State lontani dalla 9.10!!!</em></li>
<li><em>Deluso [da karmic]</em></li>
<li><em>Peggiore upgrade di sempre</em></li>
</ul>
<p><em>Naturalmente, coloro per i quali le cose sono state poco piacevoli saranno molto più rumorosi rispetto a coloro che hanno avuto pochissimi, se ne hanno avuti, problemi.</em></p>
<p><em><strong>Problemi</strong><br />
Quali sono i problemi che suscitano questo scalpore? I problemi più frequenti che la gente ha avuto con karmic sono i seguenti:</em></p>
<ul>
<li><em>Problemi grafici &#8211; Principalmente, sembra, con quelli che utilizzano driver ATI</em></li>
<li><em>Schermi con sfarfallio</em></li>
<li><em>Schermi della morte</em></li>
<li><em>X non parte</em></li>
<li><em>La crittografia non funziona</em></li>
<li><em>Aggiornamento da Jaunty provoca problemi / errori / fallisce</em></li>
<li><em><strong>(aggiunta mia)</strong> Problemi con i modem USB</em></li>
</ul>
<p><em>Molti di questi problemi sono probabilmente specifici dell&#8217;hardware &#8211; Ubuntu non ha alcun controllo sui driver di terze parti se non provare di assicurarsi che funzionino bene o fare dei tweak al sistema attorno a questi per essere sicuri che lo facciano.</em></p>
<p><em>È giusto, però, dire che Karmic arriva con qualche bug più del solito. Questo è un onore e un onere delle nuove tecnologie presenti in karmic che sono nuove e ampiamente non testate in un ambiente mainstream.</em></p>
<p><em>Karmic arriva con più di 40 bug conosciuti. Questi includono:</em></p>
<ul>
<li><em>I dispositivi USB non lavorano su netbook MSI Wind, più grafica tremolante</em></li>
<li><em>Ibernazione non disponibile con il partizionamento automatico</em></li>
<li><em> Sistema non si avvia con il file system ext4 convertito</em></li>
<li><em> Crash del server X quando si utilizza una tavoletta Wacom</em></li>
</ul>
<p><em>Se la gente sta usando una versione normale e non si aspetta bug o regressioni allora veramente dovrebbe restare alle release LTS &#8211; che sono lì per questo. Non è possibile usare le ultime applicazioni e gli ultimi aggiornamenti senza aspettarsi qualche bug qua e là.</em></p>
<p><em>E &#8216;anche abbastanza frettoloso il criticare una release dopo una settimana per bug che ha. I bug devono essere trovati prima che possano essere risolti!</em></p>
<p><em><strong>Quindi quanti utenti hanno avuto problemi?</strong><br />
In uno spesso citato sondaggio sulla UbuntuForums quasi il 35% degli utenti hanno avuto gravi problemi durante l&#8217;installazione/aggiornamento a karmic che devono ancora a risolvere, il 33% hanno avuto problemi che sono stati in grado di fissare e il 32% con ha avuto problemi!</em></p>
<p><em>Questo sondaggio è distribuito molto equamente tra impeccabile e orribile, ma il 35% delle persone che utilizzano Karmic e non possono risolvere i loro problemi/sistemi danneggiati è una cifra scioccante.</em></p>
<p><em>Ma lo è?</em></p>
<p><em><strong>Non diversa da Jaunty, meglio di Intrepid</strong><br />
Nello stesso sondaggio condotto tempo addietro al rilascio di Jaunty, qual&#8217;era la percentuale di persone che avevano problemi irreparabili? Quasi il 33%.</em></p>
<p><em>Il numero di persone per le quali l&#8217;installazione è stata impeccabile? 30%.</em></p>
<p><em>Quelli in mezzo? Quasi il 37%.</em></p>
<p><em>Se poi andiamo ancora più indietro e guardare Intrepid dal confronto Karmic sembra un clamoroso successo!</em></p>
<p><em>* Ottimo: 21%<br />
* Alcuni problemi: il 35%<br />
* Terribile: 44%</em></p>
<p><em>Che cosa possiamo concludere da tutto ciò?</em></p>
<p><em><strong>Aspettative = Fallite</strong><br />
Ubuntu è praticamente, senza dubbio, la più grande e più popolare versione di Linux. Ha una comunità appassionata, popolare e rumorosa.</em></p>
<p><em>Per un sacco di utenti di Ubuntu ogni release successiva del sistema si suppone che sia l&#8217;ultima, più grande e più bella da usare. Aspettano nuove applicazioni, nuove funzionalità e un ambiente ancora più stabile. Questa non è proprio la realtà delle versioni di Ubuntu &#8211; non si tratta di Windows in cui hai un grande aggiornamento ogni qualche anno, questi sono aggiornamenti incrementali ogni 6 mesi. Non possono portare rivoluzioni ogni volta e questo delude le aspettative di un sacco di utenti casuali e questo si manifesta in una delusione e piccoli problemi banali esplodono come giganti difetti irrisolvibili.</em></p>
<p><em>Karmic Koala non è mai stato proclamato di essere una release rivoluzionaria, ma era chiaro sin dall&#8217;inizio che un mucchio di nuove tecnologie sarebbero state inserite in essa. La matematica non è fatta solo da alcuni.</em></p>
<p><em>Complimenti dove sono doverosi<br />
Detto ciò, Karmic Koala è una pietra miliare ai miei occhi. Non è nient&#8217;altro che stabile, di facile utilizzo e &#8211; forse più importante &#8211; è una gioia usarlo.</em></p>
<p><em>C&#8217;è stata anche una considerevole quantità di copertura mediatica positiva per Karmic Koala:</em></p>
<ul>
<li><em>5 motivi per cui Ubuntu 9.10 è migliore di Windows 7 &#8211; ComputerWorld</em></li>
<li><em>Ubuntu 9.10 testdrive &#8211; 8 / 10 &#8211; TheInquirer</em></li>
<li><em>Karmic Review 4 / 5 &#8211; DesktopLinuxReview</em></li>
</ul>
<p><em>Coloro i quali non hanno avuto una navigazione tranquilla devono solo ricordarsi di segnalare il bug, andare sul Forum di Ubuntu e cercare aiuto e non considerare i vostri problemi irreparabili a causa della frustrazione &#8211; sono cose che succedono!</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[sai di essere una stella?]]></title>
<link>http://lauracarpi.wordpress.com/2009/11/14/sai-di-essere-una-stella/</link>
<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 17:09:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>laurin42</dc:creator>
<guid>http://lauracarpi.wordpress.com/2009/11/14/sai-di-essere-una-stella/</guid>
<description><![CDATA[io sono una stella, tu sei una stella, noi siamo tante stelle&#8230;. Sei sdraiat  su un bellissimo ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2><strong><em><span style="color:#0000ff;">io sono una stella, tu sei una stella, noi siamo tante stelle&#8230;.</span></em></strong></h2>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-224" title="50715" src="http://lauracarpi.wordpress.com/files/2009/11/507151.jpg" alt="50715" width="500" height="280" /></p>
<h4>Sei sdraiat  su un bellissimo prato.. tranquill&#8230; e rilassat&#8230; senti l’erba sotto il tuo corpo&#8230;, odi un cinguettio di uccellini&#8230;. guardi il cielo &#8230; é di un azzurro intenso&#8230;. e splende il sole&#8230;..<br />
Continua a guardare &#8230;a lungo&#8230;.intensamente&#8230; Ancora più intensamente&#8230;..<br />
Puoi vedere minuscoli globi tracciare segni strani e imprevedibili &#8230;nel Cielo&#8230; nell’aria&#8230;intorno a te<br />
Sono minuscole sfere bianche&#8230; talvolta con un puntino scuro al centro&#8230; compaiono&#8230; scompaiono&#8230;..lasciano una breve scia&#8230; e scompaiono di nuovo per riapparire subito più in là&#8230;.<br />
Continua ad osservare &#8230;puoi fare caso a come tutto lo spazio davanti ai tuoi occhi pulsa di globi che danzano ad un ritmo sincronizzato&#8230;<br />
Sono luminosi&#8230; c’é il sole &#8230;. si muovono rapidamente e continuamente&#8230;.<br />
Ora.. porta lo sguardo sulle cime degli alberi che si stagliano contro il cielo&#8230;. c’é un alone verde intorno alle foglie&#8230; In questo alone non ci sono i minuscoli globi luminosi&#8230; e se guardi ancora più attentamente.. ne vedi entrare alcuni e poi scomparire&#8230;<br />
Sembra che l’aura degli alberi assorba i piccoli globi&#8230;.<br />
<span style="color:#0000ff;">E’ ENERGIA&#8230; E’ l’ ENERGIA DEL CAMPO MAGNETICO UNIVERSALE</span> &#8230;&#8230;<br />
alla quale tutto ciò che é manifesto attinge&#8230;</h4>
<h4>Ce ne é per tutti.. e l’energia viene prodotta incessantemente&#8230; come una cornucopia&#8230;<br />
Rimane sempre abbondante.. per quanto vi si attinga&#8230; E’ L’ ENERGIA DI DIO&#8230;</h4>
<h4>Ora &#8230;tu&#8230; che sai di essere immerso in questo mare di energia&#8230; come un pesciolino nel suo plancton&#8230;Nel suo nutrimento&#8230; <span style="color:#0000ff;">SAI DI ESSERE ENERGIA</span>&#8230;<br />
L’energia é dentro di te&#8230; é una piccola scintilla.. ma per il tuo microcosmo é Dio&#8230;<br />
E’ una stella..<span style="color:#0000ff;"> LA TUA ESSENZA</span>&#8230;.<br />
Esiste al di fuori del Tempo e dello Spazio&#8230;al di là di ogni incarnazione&#8230;<br />
E’ ciò che’ sei in questa vita.. che eri prima di questa vita&#8230; ciò che continuerai ad essere dopo questa vita&#8230;<br />
E’ diversa&#8230;.unica&#8230;irripetibile&#8230; é la parte di Dio in te&#8230; tu sei unico nel TUTTO e&#8230;il TUTTO &#8230;.sei TU<br />
Attraverso LA<span style="color:#0000ff;"> TUA STELLA</span> ti connetti automaticamente alla fonte divina.. vale a dire all’Amore e alla Conoscenza..</h4>
<h4>L’AMORE  é la forza motivante che crea continuamente&#8230; e spinge a creare&#8230;<br />
<span style="color:#0000ff;">PER IMPARARE&#8230;. PER EVOLVERSI</span>&#8230; e Tu ne fai parte&#8230;</h4>
<p><!--more--></p>
<h4><em>Come fai a farlo?</em><br />
Tutto ciò che desideri  e che fai ha origine dalla<span style="color:#0000ff;"> TUA STELLA</span>..<br />
ALLORA&#8230;. VIA &#8230;&#8230;. <span style="color:#0000ff;">MANIFESTA LA TUA INTENZIONE</span>!<br />
Una linea dorata che dall’universo va dritta al nucleo della Terra&#8230;<br />
GIÙ &#8230; GIÙ&#8230; GIÙ&#8230;.fino a sentirne il suono&#8230;..<br />
Scegli la tua nota carica dell’energia vitale!<br />
E’ una palla rossa dorata.. E UNO!<br />
Poi vai su per la linea di luce ..SU&#8217;..SU&#8217;&#8230;SU&#8217;&#8230;e &#8230;..DUE!<br />
Una nuvola azzurra di emozioni e desideri che ti faranno ricordare&#8230;.<br />
Ancora PIÙ’ SU&#8217;&#8230;..PIÙ’ SU&#8217;&#8230; e TRE!<br />
Un cono bianco rovesciato dai bordi violacei..<br />
Qui é lo <span style="color:#0000ff;">SCOPO</span> della tua attuale incarnazione.. la lezione che vuoi apprendere in questa vita.. il tuo desiderio più profondo&#8230;</h4>
<h4>La TUA linea di<span style="color:#0000ff;"> INTENZIONE </span>é dritta e forte.. Sei allineato con la<span style="color:#0000ff;"> VOLONTÀ</span> divina&#8230;<br />
La Volontà di Dio e la tua sono la stessa nel Piano&#8230;<br />
Ora vuoi <span style="color:#0000ff;">IMPARARE</span>&#8230;</h4>
<h4><em>Come fai a farlo?</em><br />
Progetta il <span style="color:#0000ff;">TUO CAMPO ENERGETICO</span>&#8230;<br />
prima la forma .. come un grande uovo dorato&#8230; e dentro? A cosa ti puoi ispirare?<br />
Hai a disposizione tutta l’energia che ti serve &#8230;<br />
qui una che pulsa velocemente&#8230;<br />
là una che forma nuvole variopinte&#8230;<br />
là una densa a e fluttuante&#8230;<br />
là una vuota cobalto&#8230;<br />
Una per ogni esperienza!..<br />
E’ l’Energia Divina: scegli secondo la tua Intenzione!<br />
La forma del<span style="color:#0000ff;"> TUO PROGETTO</span> é vibrante.. luminosa.. colorata..<br />
Basteranno sette qualità?<br />
A Qualcuno dovrai pure modellarti!<br />
Ma tu vuoi imparare.. fare esperienza.. evolverti&#8230;</h4>
<h4><em>Come fai a farlo?</em></h4>
<h4>Attraverso la MATERIA&#8230; nello stato più denso dell’energia..<br />
POP&#8230;..POP&#8230;..PIP&#8230; POP POP&#8230;..PIP&#8230;.. Milioni di cellule&#8230;.. POP&#8230;POP&#8230;.<br />
nel tuo progetto nascono&#8230;.crescono&#8230; si aggregano&#8230;.<br />
SI!&#8230;SI!&#8230;.SI!&#8230;.. Ecco che sei&#8230;. ti senti in carne e ossa&#8230;<br />
Sei la manifestazione della<span style="color:#0000ff;"> TUA SCINTILLA</span>.. secondo la <span style="color:#0000ff;">TUA INTENZIONE ed il TUO PROGETTO</span>!</h4>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-230" title="-1" src="http://lauracarpi.wordpress.com/files/2009/11/1.png" alt="-1" width="393" height="266" /></p>
<h3>Ora puoi   <span style="color:#339966;">ANDARE</span>&#8230;   <span style="color:#ff9900;">IMPARARE</span>&#8230;<span style="color:#0000ff;"> EVOLVERTI !</span></h3>
<h3><span style="color:#0000ff;">E&#8230; RICORDATI CHI SEI !</span></h3>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[6 cappelli per pensare]]></title>
<link>http://idamastromarino.wordpress.com/2009/11/12/6-cappelli-per-pensare/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 21:19:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>idamastromarino</dc:creator>
<guid>http://idamastromarino.wordpress.com/2009/11/12/6-cappelli-per-pensare/</guid>
<description><![CDATA[E’ un metodo per stimolare la creatività, con il pensiero laterale o divergente, ideato da Edward De]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-36" title="mandala fuoco" src="http://idamastromarino.wordpress.com/files/2009/04/mandalafuoco.jpg?w=150" alt="mandala fuoco" width="150" height="147" />E’ un metodo per stimolare la <em><strong><span style="color:#ffff00;">creatività,</span></strong></em> con il <strong><em><span style="color:#339966;">pensiero laterale o divergente</span></em></strong>, ideato da Edward De Bono. Dà spazio a tutti i tipi di pensiero che l’essere umano non è consapevole di possedere, spingendo all’uso delle facoltà che  non si usano.</p>
<p>Nelle relazioni con gli altri, capita a tutti di <strong><em><span style="color:#ff0000;">fossilizzarsi su </span></em><em><span style="color:#ff0000;"><span style="color:#ff0000;">un</span> solo punto di vista</span></em>,</strong> oppure di sovrapporre diversi tipi di pensiero, generando confusione e difficoltà di confronto.       Ogni tipo di pensiero non è né negativo né positivo in sé, semplicemente esiste. Un pessimista, che vede sempre tutto nero, distrugge ogni fiducia in un’idea nascente ma può anche evidenziare gli aspetti rischiosi di un progetto.</p>
<p>Le <strong><span style="color:#ff00ff;"><em>emozioni</em> </span></strong>possono arricchire di significati un’idea ma anche inquinarla: considerate inferiori e perciò mai ammesse ai “tavoli degli adulti”, se restano inascoltate, compresse, trovano poi dei modi plateali e distruttivi per manifestarsi.</p>
<p>Con il sistema dei <strong><em><span style="color:#ff6600;"><span style="color:#0000ff;">cappelli colorati</span><span style="color:#0000ff;">,</span></span></em></strong> da indossare assumendo in sé il <span style="color:#0000ff;"><strong><em>pensiero corrispondente,</em></strong></span> si scoprono i diversi aspetti del nostro modo di affrontare la vita, quelli che non usiamo mai e quelli che usiamo sempre, si  riesce a distinguerli e a dirigerli, come un direttore fa con i suoi orchestrali.  Con il gesto teatrale di indossare cappelli di colori diversi, ogni tipo di pensiero ha il suo spazio legittimo di espressione, accettato e riconosciuto dal gruppo, come una <em><strong><span style="color:#ff0000;">maschera</span></strong> </em>mette al riparo dal ruolo che s’interpreta. Costruite dei cappelli colorati, anche con dei semplici cartoncini avvolti a cono. Indossate a turno il cappello di un colore e valutate la situazione in oggetto, stando ben<strong> </strong>attenti ad usare,<strong> <span style="color:#ff6600;"><em>con quel cappello, solo e soltanto quel tipo di punto di vista</em></span></strong>.</p>
<p>•<strong> <span style="color:#ffffff;">Cappello bianco</span><span style="color:#ffffff;">:</span></strong> richiede l’esclusiva valutazione dei fatti, l’assunzione di un punto di vista neutrale. Nessuno ha idee prefabbricate: con il cappello bianco si assumono informazioni, parlano i dati, le cifre, con assoluta precisione e imparzialità.</p>
<p>•	<span style="color:#ff0000;"><strong>Cappello rosso</strong></span>:  è l’atteggiamento opposto, è il momento di lasciare liberi presentimenti, intuizioni, impressioni. Con il cappello rosso non abbiamo alcun bisogno di giustificazioni, ragioni e motivi per ciò che sentiamo: emozioni, sentimenti, irrazionale vanno legittimati e resi visibili.</p>
<p>•	<strong>Cappello nero</strong>: qui s’indossa la logica negativa, il giudizio critico.  Il cappello nero consente di esprimere un punto di vista pessimistico, distruttivo. È il momento di evidenziare gli errori, i rischi di un’idea, di porsi  domande negative.</p>
<p>•	<strong><span style="color:#ffff00;">Cappello giallo:</span></strong> rappresenta il pensiero positivo, fattivo, costruttivo, che mette in luce i vantaggi di un’idea. Con il cappello giallo si fanno proposte, suggerimenti, si immaginano nuovi scenari per il futuro, si garantiscono efficacia e innovazione: non c’è creatività senza ottimismo.</p>
<p>•	<span style="color:#00ff00;"><strong>Cappello verde:</strong></span> apre la mente a nuove idee, concetti, concezioni, crea deliberatamente, cercando cambiamenti e nuovi approcci ai problemi. È il cappello della creatività, porta a muoversi invece di giudicare, a considerare l’idea come ponte, propulsore, per qualcos’altro. Qui  si indossa la logica dell’assurdo, della provocazione a caso, del cambio di maschera.</p>
<p>•	<span style="color:#0000ff;"><strong>Cappello Blu</strong></span>: è il momento di pensare col pensiero, di organizzare il pensiero. Il cappello blu è il direttore d’orchestra, richiede il controllo degli altri cappelli, per la sintesi di tutti i punti di vista, definisce il problema, compila un programma, un quadro complessivo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Perchè comprate il vino? ]]></title>
<link>http://cascinatollu.it/2009/11/09/perche-comprate-il-vino/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 11:14:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>cascinatollu</dc:creator>
<guid>http://cascinatollu.it/2009/11/09/perche-comprate-il-vino/</guid>
<description><![CDATA[Sembra una domanda stupida, molti diranno per berlo&#8230;ma nonè quella la risposta che vado cercan]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Sembra una domanda stupida, molti diranno per berlo&#8230;ma nonè quella la risposta che vado cercando, anzi.</p>
<p>Strano, perchè parlando giorno per giorno del mestiere che più mi piace (che non è riduttivamente il vignaiolo, ma anche il cantiniere e il venditore di vino, quest&#8217;ultimo perchè può trasmettere ciò che è dietro alle sue bottiglie) dovrebbe essere quella la risposta che si va cercando (impossibile non dirlo a chi come me il vino non lo fa solo per berselo ma per venderlo&#8230;)</p>
<p>Bene, ma il senso della domanda è più ampio, e va letto come &#8220;cosa è che ti fa scegliere quel vino&#8221;.</p>
<p>Io mi rendo conto, quando sto dall&#8217;altra parte, quella di chi il vino lo beve o lo compra, che ci sono due possibilità: o cerchi un vino con determinate caratteristiche o ascolti quello che ha da dirti il produttore.</p>
<p> Io ho scelto la seconda strada, e vi garantisco sto facendo esperienza davvero interessanti, perchè grazie alla sapienza di alcuni mi sento più sereno nell&#8217;affrontare quel mondo così complesso che è il vino.</p>
<p>E poi, vuoi mettere: se hai qualche domanda molto meglio conoscere chi il vino lo ha fatto a cosa s&#8217;è ispirato&#8230;.O no?</p>
<p>Perchè questo? Semplice, stavo parlando un attimo fa (da li mi è nata la domanda) con un responsabile vendite che mi diceva &#8220;la grafica e tutte le costruzioni? Non servono a vendere, la gente non compra per quello&#8221;. Affermazione che non confuto e vi propongo.</p>
<p>P.S.: ah, rispetto al mio precedente post vi dico io abbandonerei la logistica, perchè ho scoperto che ci sono persone più capaci di me a gestirla&#8230;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[strega o dea ? non solo Halloween...]]></title>
<link>http://lauracarpi.wordpress.com/2009/11/05/strega-o-dea-non-solo-halloween/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 18:57:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>laurin42</dc:creator>
<guid>http://lauracarpi.wordpress.com/2009/11/05/strega-o-dea-non-solo-halloween/</guid>
<description><![CDATA[STREGA O DEA ? Non solo HALLOWEEN  &#8230;. Nella cultura celtica,come in quella gaelica, la donna è]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h1><span style="color:#ff00ff;"><em>STREGA O DEA ?</em></span></h1>
<h2><span style="color:#0000ff;">Non solo HALLOWEEN  &#8230;.</span></h2>
<h4>Nella cultura celtica,come in quella gaelica, la donna è stata sempre considerata  figura importante e determinante nel sostegno e nella conduzione del clan e della comunità.<br />
A volte alla pari dell&#8217;uomo.<br />
Le donne celte e le gaeliche erano addette alla cura dei malati, avevano conoscenze di medicina erboristica ed avevano perfino il potere della chirurgia.<br />
In alcune culture nordiche la medicina era addirittura competenza esclusiva delle femmine del clan.<br />
Colei che raccoglieva, seccava ed estraeva principi vitali dalle erbe era considerata creatura soprannaturale e degna del rispetto e spesso della venerazione del gruppo.<br />
Il ruolo della wicca era quello di curare e guarire, e questo era considerato una facoltà divina.<br />
.<br />
( E&#8217; facile associarlo poi alla stregoneria )</h4>
<h4>Eventi divini venivano considerati anche i cicli della natura ed in una società ancora rurale era  di vitale importanza prevederli e celebrarli con rituali propiziatori.<br />
La donna sacra, la wicca  diviene artefice di sopravvivenza per il gruppo.<br />
Ella cura la preparazione dei riti propiziatori per avere la benevolenza della Dea Madre.   Ella ha la facoltà di interpretarne i segni per la divinazione.<br />
Ella è una guida spirituale, la sua magia è indirizzare le vite degli altri.<br />
La wicca non è, come la strix latina, a contatto con i demoni, ma è la figlia eletta della Dea.</h4>
<h4>( E&#8217; facile associarla poi alla stregoneria )<img class="aligncenter size-full wp-image-206" title="silmaril" src="http://lauracarpi.wordpress.com/files/2009/11/silmaril2.jpg" alt="silmaril" width="261" height="504" /></h4>
<p><!--more--></p>
<h4>Tutti questi riti pagani, passati nella cultura mediterranea dominata dalle fedi monoteiste, sono stati  in seguito interpretati come eventi di stregoneria malefica e, ritenuti manifestazioni del “ diavolo”, condannati all&#8217;estinzione attraverso la purificazione con il  Fuoco.Molti dei riti celtici legati alla wicca sono arrivati fino a noi attraverso i secoli e oggi la religione wiccan si sta diffondendo tra le donne, soprattutto nei paesi di lingua inglese.<img class="aligncenter size-medium wp-image-207" title="halloween" src="http://lauracarpi.wordpress.com/files/2009/11/halloween2.jpg?w=300" alt="halloween" width="300" height="234" /></h4>
<h4>Un momento importante delle celebrazioni celtiche magiche era proprio il passaggio tra il 31 ottobre ed il 1 novembre,quella notte che la cultura anglosassone ha trasformato nella festa di Hallowe&#8217;en, All Hallow&#8217; Eve, cioè vigilia di Ognissanti.</h4>
<h4>In realtà questa era la festa più importante di tutto il calendario celtico che si svolgeva secondo i ritmi della natura e delle stagioni, Samhain , la notte più lunga e buia dell&#8217;anno con cui ha inizio anche la metà oscura dell&#8217;anno.</h4>
<h4>Era la celebrazione di Samhair, divinità che rappresentava la notte e la morte insieme.<br />
Tutte le gesta epiche e le grandi battaglie della mitologia celtica e gaelica,dall&#8217;Irlanda alla Scozia al Galles si svolgono nella notte di Samhair.<br />
In quella notte iniziava l&#8217;epoca del lungo buio invernale, segnava la fine dei raccolti e della pastorizia: le nebbie gelide scendevano sulle highlands, la luce del sole riscaldava solo per poche ore.<br />
La gente dei clan si stringeva vicino ai focolari a narrare di gesta e leggende e ,secondo la regola della wiccan, le leggi che governavano la vita erano sospese.<br />
Samhair chiamava a sé, in quella notte, le anime dei morti e queste solo in questa occasione avevano la possibilità di entrare nel corpo di un vivente e riappropriarsi della vita.</h4>
<h4>Il mattino seguente veniva acceso un grande fuoco al centro del villaggio o del castello, e quel fuoco rappresentava il nuovo scorrere delle stagione e della vita verso la primavera.</h4>
<h4><span style="color:#ff00ff;">Simboli</span>: intagliate, mele , spirali continue che indicano l’infinità del ripetersi dei cicli, falò, candele alla finestra.<br />
<span style="color:#00ff00;">Erbe </span>: Rape, Ghianda, quercia, mele, cedro giallo, salvia, foglie secche, noci.<br />
<span style="color:#ff6600;">Decorazioni </span>: zucche intagliate, ghirlande di fettine di mele, ghirlande di foglie secche da appendere alla porta o al muro, melograni.<br />
<span style="color:#800080;">Candele</span>: Arancione verde nero bianco.<br />
<span style="color:#3366ff;">Incenso</span>: mirra, patchouli, cannella, aghi di pino</h4>
<h2><span style="color:#ff00ff;"><em>Letture:</em></span></h2>
<h4>sul movimento neopagano :<br />
“La danza a spirale” di Starhawk -  Macroedizioni<br />
“La quinta cosa sacra” della stessa autrice<br />
per approfondire:<br />
“ La Dea bianca “ di Robert Graves &#8211; Adelphi<br />
“ When God was a Woman” di Merlin Stone – Mariner Books</h4>
<h4>Illustrazione di Olivia Del Bufalo</h4>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[365/25 - glass magic]]></title>
<link>http://0630pm.wordpress.com/2009/11/05/36525-glass-magic/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 12:43:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>woo</dc:creator>
<guid>http://0630pm.wordpress.com/2009/11/05/36525-glass-magic/</guid>
<description><![CDATA[guardare il mondo sotto punti di vista insoliti, permette di fare scoperte inattese, stupirsi e stup]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div style="text-align:left;padding:3px;"><a title="photo sharing" href="http://www.flickr.com/photos/woo_s_not_a_china_girl/4077829646/"><img style="border:solid 0 #000000;" src="http://farm3.static.flickr.com/2438/4077829646_081edf6fd9.jpg" alt="" /></a></div>
<p>guardare il mondo sotto punti di vista insoliti, permette di fare scoperte inattese, stupirsi e stupire&#8230;</p>
<p>This work is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/">Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 3.0 Unported License</a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Incongruenze]]></title>
<link>http://cresciteundoblog.wordpress.com/2009/10/31/incongruenze/</link>
<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 17:36:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>martino</dc:creator>
<guid>http://cresciteundoblog.wordpress.com/2009/10/31/incongruenze/</guid>
<description><![CDATA[Il governatore di Bankitalia Mario Draghi sollecita un innalzamento dell’età pensionabile mentre per]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Il governatore di Bankitalia Mario Draghi sollecita un innalzamento dell’età pensionabile mentre per]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I Tre punti di vista]]></title>
<link>http://pegappp.wordpress.com/2009/10/29/tre-punti-di-vista/</link>
<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 04:25:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>pegappp</dc:creator>
<guid>http://pegappp.wordpress.com/2009/10/29/tre-punti-di-vista/</guid>
<description><![CDATA[Dissenso generazionale &#8211; Copyright 2009 Pega Art ain&#8217;t easy&#8230; but autocritic is way]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><dl class="wp-caption alignnone">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://farm4.static.flickr.com/3163/3024996884_3ccb82d3f3.jpg"><img title="Dissenso generazionale - Copyright 2009 Pega" src="http://farm4.static.flickr.com/3163/3024996884_3ccb82d3f3.jpg" alt="Dissenso generazionale - Copyright 2009 Pega" width="500" height="334" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Dissenso generazionale &#8211; Copyright 2009 Pega</dd>
</dl>
<div class="mceTemp"><em>Art ain&#8217;t easy&#8230; but autocritic is way harder&#8230;</em></div>
<div class="mceTemp">Come riuscire ad essere costruttivamente autocritici ?</div>
<p>&#8212;</p>
<div class="mceTemp">Ragionando sul valore comunicativo ed emotivo che si può attribuire ad una propria fotografia in modo indipendente dall&#8217;opinione degli altri, mi sono trovato a pensare a che processo seguire per dare un giudizio artistico il più possibile &#8220;meditato&#8221; su alcuni miei scatti.</div>
<div class="mceTemp">Il fine di questa sorta di &#8220;valutazione&#8221; è quello di sviluppare un maggiore senso critico nello scegliere a quali foto dedicare maggiore attenzione in termini di trattamento e successiva eventuale stampa o pubblicazione su web.</div>
<div class="mceTemp">Non mi è risultata cosa facile perchè, ovviamente, essendone io il creatore tendo naturalmente a dare alla foto una interpretazione ed un valore che non sono per niente assoluti o forse nemmeno condivisibili con gli altri.</div>
<div class="mceTemp">Ho comunque provato a raffinare un semplice criterio che si basa sul fondamento che la foto deve essere interessante e &#8220;funzionare&#8221;, da tre punti di vista.</div>
<p><strong>Tre pilastri che &#8220;sostegono&#8221; la foto.</strong></p>
<p><strong>Il primo</strong> è il punto di vista del fotografo stesso. Se non sono soddisfatto io della foto è inutile andare avanti. Devo sentire che in qualche modo l&#8217;immagine ha per me un significato, mi trasmette qualcosa, insomma &#8220;funziona&#8221;.<br />
Il mio punto di vista di osservatore del soggetto ripreso deve essere soddisfatto in termini estetici, tecnici ed emotivi.</p>
<p><strong>Il secondo</strong> punto di vista è quello del soggetto ritratto. A qualcuno potrà sembrare un&#8217;assurdità specie nel caso dei soggetti inanimati, ma la mia tendenza è quella di personificare comunque il soggetto ed immaginarne il punto di vista come elemento fotografato. Spesso si sente dire che in fotografia il fotografo guarda il soggetto attraverso l&#8217;obiettivo ma il soggetto guarda il fotografo attraverso la stessa lente. E&#8217; proprio questo che intendo. In qualche modo ci deve essere una reciprocità. Una storia sostenibile e percepibile, che renda il punto di vista del soggetto interessante e caratterizzante questo aspetto della foto.</p>
<p><strong>Terzo</strong> ed ultimo punto è quello dell&#8217;osservatore, del fruitore della foto&#8230; del pubblico insomma.<br />
Dal suo punto di vista l&#8217;osservatore finale cosa troverà nella foto ? Se la foto ha un senso solo per i primi due elementi di questa analisi ma non per il terzo, la foto non funziona comunque. E&#8217; il caso di scatti che hanno un grande significato emotivo per chi li ha scattati ma nessun messaggio per un estraneo che vede quella foto.</p>
<p>Tutto questo è una mia visione personale, una sorta di processo di valutazione che prova ad essere, se non oggettivo, almeno bilanciato e rispettoso di quelli, che nella mia idea, sono gli altri soggetti coinvolti.</p>
<p>Non nascondo che esiste in me la curiosità di sapere quali invece sono i processi che altri seguono per fare una simile valutazione. Quindi, rifacendomi ad un precedente post, non escluderei che la mia domanda ad un fotografo che stimo, nell&#8217;ipotesi provocatoria di poterne fare una soltanto, potrebbe essere proprio :  &#8220;come valuti il valore artistico e comunicativo di una tua foto&#8221; ?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Can you change your mind?]]></title>
<link>http://beinjawddl.wordpress.com/2009/10/26/can-you-change-your-mind/</link>
<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 10:11:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>beinjawddl</dc:creator>
<guid>http://beinjawddl.wordpress.com/2009/10/26/can-you-change-your-mind/</guid>
<description><![CDATA[Non ci avevo pensato. Non avevo considerato questa possibilità, anche quella di raccontare quest]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Non ci avevo pensato. Non avevo considerato questa possibilità, anche quella di raccontare quest&#8217;episodio attraverso questo canale (grazie Mat).</p>
<p>Ma è proprio di questo che parlerò. È un loop ormai. È la risposta ad ogni cosa che mi circonda. È la possibilità dietro l&#8217;angolo, quella che non avrei mai considerato, immaginato.</p>
<p>Rientrata dalle vacanze, in un momento un po&#8217; cupo, in una mattina in cui avevo un po&#8217; di cose a cui pensare e nessuna di queste mi portava verso un concatenarsi positivo, i miei occhi caddero e si illuminarono su una frase di un&#8217;affissione: &#8220;Le cose possono cambiare&#8221;.</p>
<p>Già, non mi sarei mai immaginata di accettare un consiglio dalla pubblicità del catalogo Ikea.<br />
Da lì un motto, per me e per altri amici: “Le cose possono cambiare, lo dice anche il catalogo Ikea”.<br />
Forse per gli altri solo una frase su cui sorridere, per me una profonda rivelazione.</p>
<p>Non avendo intenzione di rifare tutti i mobili di casa, la riflessione ha riguardato questioni a me più vicine.<br />
Durante questo tempo però, non avevo ancora trovato un&#8217;applicabilità di questa teoria, pur credendoci e confidando in essa fiduciosamente, ma come accade per quel numero che non cancelli, ero consapevole che sarebbe tornata utile in tempi brevi. E così è stato.</p>
<p>È capitato.<br />
“Come? Cosa? Ah e me lo dici così? Quindi così cambia tutto&#8230;”<br />
Questo il fatto: un paio di numerini e ora hai davanti una persona astrologicamente diversa, in un certo senso quella che speravi.</p>
<p>La domanda a questo punto è: ma ciò che speravo non era forse quello che avevo già sotto i miei occhi ma non avevo mai considerato?<br />
Ho voluto vedere solo una parte del tutto. La vera conoscenza era già nelle cose. Bastava cambiare prospettiva.<br />
In questo caso il &#8220;meno&#8221; matematico funziona in termini positivi: spostando il minuendo il risultato cambia. Aggiunge elementi.</p>
<p>Si può davvero cambiare, anche grazie a un piccolo dettaglio, si tratta di sfumature, in grado di renderci la vita più morbida e armonica.</p>
<p>L’entità di ciò che ci si aspetta ha la sua importanza. Le cose infatti possono essere grandi o piccole, spesso attendiamo che grandi eventi ci cambino la vita.<br />
La cosa ironica è che avviene più spesso il contrario, basta sapere apprezzare le piccole cose, le piccole svolte e sorprese di ogni giorno per mettere in moto grandi cambiamenti, anche con il tempo.</p>
<p>La frase quindi alla luce di questi pensieri la arricchirei così: le cose possono cambiare, dipende da voi.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-233" title="catalogo-ikea" src="http://beinjawddl.wordpress.com/files/2009/10/catalogo-ikea.jpg" alt="catalogo-ikea" width="300" height="359" /></p>
<p>Ps: Piccola news, anche Ikea ha deciso di cambiare &#8220;carattere&#8221;, purtroppo questa sua scelta non sembra sia stata condivisa e apprezzata dai suoi clienti/seguaci. A questo punto potrei lanciare una mini-provocazione: i cambiamenti sono tutti validi? Quanto può incidere il parere degli altri sulle nostre decisioni?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dei delitti, delle pene, dell’ansia tropicale e dell’ansia da prestazione]]></title>
<link>http://milanovalencia.wordpress.com/2009/10/26/dei-delitti-delle-pene-dell%e2%80%99ansia-tropicale-e-dell%e2%80%99ansia-da-prestazione/</link>
<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 08:49:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>MI VA</dc:creator>
<guid>http://milanovalencia.wordpress.com/2009/10/26/dei-delitti-delle-pene-dell%e2%80%99ansia-tropicale-e-dell%e2%80%99ansia-da-prestazione/</guid>
<description><![CDATA[Another Slippery Slope, photo by ElectriqueKingdom Potrei venire accusata di disfattismo, di rinunci]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h6 class="flickr-frame" style="text-align:center;"><a title="photo sharing" href="http://www.flickr.com/photos/4500boy/3812098924/"><img class="flickr-photo" src="http://farm3.static.flickr.com/2544/3812098924_3082c54661.jpg" alt="" /></a></h6>
<h6 style="text-align:center;"><span class="flickr-caption"><a href="http://www.flickr.com/photos/4500boy/3812098924/"><em>Another Slippery Slope</em></a><em>, photo by </em><a href="http://www.flickr.com/people/4500boy/"><em>ElectriqueKingdom</em></a></span></h6>
<address>Potrei venire accusata di disfattismo, di rinuncia, di volontà molla come un budino.</address>
<address>I giorni sono duri come una bistecca appena levata dal congelatore eppure il sole lì fuori potrebbe anche accelerare lo scongelamento.</address>
<address>Questo è un paesaccio. Un paese di disinformati presuntuosi, di poltroni divoratori di pastasciutta, di pedissequi ricalcatori ai vetri.</address>
<address>Ricordo che alle scuole medie i pomeriggi in cui avevo geografia, mi aiutavo con i fogli sovrapposti sul vetro per recuperare le forme strampalate di nazioni frastagliate, lontane e fredde.</address>
<address>È un paese di belle promesse, di belle prospettive, di bei monumenti, di bello.</address>
<address>Di begli stronzi a pascolare con i nostri soldi dentro ad auto blu, di belle donne comprate e di belle speranze tritate in uno sminuzzacarte.</address>
<address>Di leggi che annullano le successive, di elasticità pari alle fettucce dei mutandoni di lana.</address>
<address>Rigidi per natura e morbidi per necessità, ma non virtuosa.</address>
<address>Posti di lavoro venduti come spezie in un mercato nemmeno tanto bello, venduti a brutti ceffi da battitori all’asta ubriachi.</address>
<address>Malcostume. Prostitute e favori. La cosa pubblica svenduta per un paio di servizietti.</address>
<address>E la crisi, gli ammortizzatori, gli investimenti che non si fanno con una cecità pari a quella di un tasso che esca alla luce del sole.</address>
<address>E poi arriva la ruota della fortuna o la roulette russa. Il posto ti resta o lo perdi?</address>
<address>E con quello che hai riuscirai a non sentirti una fetecchia tale da non riconoscere il tuo volto la mattina allo specchio, con tutti gli anni in fila davanti ai tuoi occhi che cosi tutti insieme non li avevi mai visti?</address>
<address>Non mi sento una rinunciataria se desidero andare via da questo posto.</address>
<address>Non mi sentirei sconfitta se avessi la possibilità reale di raccattare quelle due cose che ho e andare altrove, dove per esempio una persona conta più del peduncolo di uno spillo e dove costruiscono le strade per far muovere la gente e non promettono ponti e tagli dell’irap.</address>
<address>Che poi l’irap promettono di fargli il funerale da quando è nata e le corone sono state acquistate ormai da tempo, come da tempo sono pronti i coccodrilli per andreotti e invece scopriamo che vive e lotta in mezzo a noi, assieme a totò riina e bernardo provenzano.</address>
<address>E quasi viene da pensare in certi giorni che ce la si potrebbe fare, anche se non siamo del piddì.</address>
<address>Perchè al mattino scopriamo che tremilioni di cristiani hanno versato due euro per dire che vogliono un segretario dell’opposizione. Che lo vogliono. Che vogliono opposizione. Che non si nascondono.</address>
<address>Sei milioni di euro per non morire.</address>
<address>Mentre molti resistono con duecento euro al mese. E muoiono soli. Senza suina e senza pallottole.</address>
<address>Molti resistono anche senza nessuno che dia loro dignità, che li riconosca.</address>
<address>Molti di noi sono invisibili. Vivono in questo paese senza avere il tempo di lasciare la loro ombra, nemmeno una cicca di sigaretta che dimostri che son passati di lì.</address>
<address>Viaggiano leggeri.</address>
<address>Molti di noi vorrebbero andarsene, non perché si arrendono, ma perché vorrebbero andare in un luogo dove poter tornare a vivere.</address>
<address>Dove poter sentire ancora che essere italiani sia annusare il film di tornatore e ricordare quello che non sono più.</address>
<address>(E.)</address>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[gAttoLogia]]></title>
<link>http://lauracarpi.wordpress.com/2009/10/24/gattologia/</link>
<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 17:05:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>laurin42</dc:creator>
<guid>http://lauracarpi.wordpress.com/2009/10/24/gattologia/</guid>
<description><![CDATA[Un gatto non è “solo un gatto”. Un gatto è un Gatto! Io penso che chi dice che i gatti sono tutti ug]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h4><img class="alignleft size-full wp-image-160" title="gatto" src="http://lauracarpi.wordpress.com/files/2009/10/gatto.jpg" alt="gatto" width="156" height="97" /></h4>
<h3>Un gatto non è “solo un gatto”.</h3>
<h3>Un gatto è un Gatto!</h3>
<p><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-169" title="Artu'2" src="http://lauracarpi.wordpress.com/files/2009/10/artu21.jpg?w=150" alt="Artu'2" width="217" height="207" /></p>
<h4>Io penso che chi dice che i gatti sono tutti uguali non vuole vedere oltre.</h4>
<h4>Quando un gatto che sta dormendo al tuo passaggio socchiude un occhio, ti sta dicendo: ancora qui sei? che aspetti ad evolverti?</h4>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-170" title="roofCat2" src="http://lauracarpi.wordpress.com/files/2009/10/roofcat2.jpg?w=300" alt="roofCat2" width="300" height="185" /></p>
<h4>Quando un gatto ti fissa con gli occhi spalancati, magari piegando la testa da un lato, sorpreso, ti sta dicendo:  pensi davvero di saperne più di me?</h4>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-172" title="pippo2" src="http://lauracarpi.wordpress.com/files/2009/10/pippo2.jpg?w=300" alt="pippo2" width="300" height="199" /></p>
<h4>Quando un gatto alza gli occhi dalla dovuta pappa per guardarti, ti sta dicendo: come osi disturbarmi! Credi di essermi superiore? Pedala!</h4>
<h4><img class="aligncenter size-medium wp-image-166" title="artu copia" src="http://lauracarpi.wordpress.com/files/2009/10/artu-copia1.jpg?w=300" alt="artu copia" width="300" height="203" /><br />
Quando un gatto ti sbadiglia in faccia ti sta dicendo: Uffa!&#8230;con questo essere umano c&#8217;è poco da fare&#8230; speriamo in un altra vita!</h4>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-167" title="charlotte2" src="http://lauracarpi.wordpress.com/files/2009/10/charlotte2.jpg?w=300" alt="charlotte2" width="300" height="199" /></p>
<h4>Quando un gatto ti fa le fusa e stringe i suoi occhi come lamelle di luce, ti sta dicendo: mrrr..mrrr&#8230; prova a guardare oltre&#8230;.fammi questo piacere&#8230;prova &#8230;.mrrr..mrrr&#8230;..</h4>
<p><!--more--></p>
<h4>Ogni gatto ha un suo modo personale di comunicare.<br />
Tutti  gatti considerano l&#8217;essere umano uno dei tanti elementi della catena nell&#8217;Evoluzione del Tutto.<br />
Sono istintivamente consapevoli  che più l&#8217;uomo espande la sua coscienza più aumenterà  anche quella delle altre specie in tutto l&#8217;universo.<br />
E sia ben chiaro, che comunque, si tratta di specie ben distinte, eh! &#8230;e ciascuna ha i suoi modi e i suoi tempi&#8230;e soprattutto la sua dignità!<br />
Certo loro , i gatti, danno un grande contributo, anche se talvolta si spazientiscono&#8230;<br />
Questi esseri umani si danno tante arie perchè usano la mente&#8230;il più delle volte a sproposito,eh&#8230;ci vuole pazienza &#8230;dopo tutto il tempo è una loro mania&#8230;<br />
I gatti vivono alla giornata nell&#8217;eterno presente, un giorno qui. un giorno là, dove c&#8217;è cibo<br />
e ti trattano con amore.<br />
Loro percepiscono l&#8217;energia, anzi la vedono e valutano se tu li ami ed hai delle possibilità di andare oltre. Allora ne vale la pena, stanno con te.</h4>
<h4><img class="aligncenter size-medium wp-image-174" title="gattonero1" src="http://lauracarpi.wordpress.com/files/2009/10/gattonero1.jpg?w=300" alt="gattonero1" width="300" height="199" /><br />
Un gatto, il tuo gatto, è un confortevole simbolo di saggezza e autonomia.<br />
Lui ti sta vicino quando tu hai bisogno di lui e delle sue coccole.<br />
Lui può fare a meno di te, tu no: è il tuo più amorevole compagno di viaggio.</h4>
<h4>E lo è stato per tanti esseri umani, venerato come una emanazione divina, simbolo di lealtà e coraggio, custode di segreti e tesori, fonte di ispirazione per artisti e scrittori e poeti!</h4>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La metafora del pedone]]></title>
<link>http://nododigordio.wordpress.com/2009/10/20/la-metafora-del-pedone/</link>
<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 19:34:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>tourniquet84</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non è difficile accostare la vita ad un cammino: lo fanno le religioni, lo fanno i filosofi, e lo fa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft" title="Candia Road" src="http://farm4.static.flickr.com/3154/2649123883_47e6df161a_m.jpg" alt="" width="240" height="180" />Non è difficile accostare la vita ad un cammino: lo fanno le religioni, lo fanno i filosofi, e lo facciamo un po&#8217; tutti nel nostro piccolo. A questo punto, però, mi piacerebbe fare un piccolo &#8220;zoom&#8221;.</p>
<p>Come ho già detto precedentemente, traggo molto spesso spunto dalle piccole cose che mi succedono nella vita per poi rifletterci su. E di nuovo, puntuale come un orologio, e casuale come una pura coincidenza, ho avuto una sorta di illuminazione. Mercoledì 14 ottobre. <!--more-->Cammino velocemente per andare al lavoro in una traversa di Corso Galileo Ferraris, per andare in Corso Turati, con l&#8217;iPod nelle orecchie che pompa musica galvanizzante, in grado di darmi maggior sicurezza nel passo. Arrivo all&#8217;altezza di Corso Re Umberto: c&#8217;è un attraversamento pedonale, non regolato da semaforo. In attesa di passare, sulle strisce, una signora con una borsa della spesa. Cosa ci facesse con una borsa della spesa già piena a quell&#8217;ora, non lo so; la cosa interessante è che non accennava minimamente ad attraversare, nonostante fosse la sua intenzione, e le auto non rallentavano neanche un po&#8217;.</p>
<p>Io sono arrivato all&#8217;attraversamento pedonale, ho guardato a sinistra e ho avanzato. Le auto hanno rallentato e sono passato; lo stesso è accaduto nell&#8217;altra metà delle strisce con le auto provenienti da destra. La signora, dietro di me, ha attraversato anche lei.</p>
<p>Mi sono preso il diritto di precedenza che mi spettava. Niente di eccezionale. Eppure incredibilmente assurdo in Italia. Solo il giorno prima era stata <a href="http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_13/camera-esame-testo-omofobia_1261190c-b806-11de-9cba-00144f02aabc.shtml" target="_blank">bocciata la norma sull&#8217;omofobia</a>, tanto per fare un esempio di diritti negati. Allora a quel punto, senza sentirmi un&#8217;eroe per aver consentito alla signora di attraversare, ho invece riflettuto sulle somiglianze tra il cittadino e il pedone.</p>
<p>Il cittadino-pedone deve attraversare la strada, compiere scelte, in continuazione. Il modo in cui lo fa però è determinante, e ha effetto su tanti altri cittadini. Se tentenna prima di farlo, le auto ne approfitteranno per non dare la precedenza, ed evitare di fermarsi; le stesse auto, se hanno molte di queste occasioni, prenderanno questa cattiva abitudine di non fermarsi, e se non ci scappa il morto, comunque il cittadino dovrà per forza aspettare molto prima di poter attraversare.</p>
<p>Se invece il pedone prende coraggio e comincia ad attraversare, conscio del proprio diritto e rischiando però che le auto non si fermino, otterrà un effetto opposto: se gli autisti sono persone civili, si fermeranno, e lasceranno attraversare i pedoni, creando un circolo virtuoso di comportamenti corretti. Questi però presuppongono due cose: 1) che gli automobilisti siano appunto persone civili e che rispettino le regole comuni, e 2) che i pedoni stessi siano consapevoli anche dei limiti dei loro diritti, senza ad esempio pretendere di attraversare la strada dove non ci sono strisce, eccetera.</p>
<p>Tutta questa pappardella di pseudo-banalità per dire che probabilmente noi cittadini stiamo perdendo la coscienza dei diritti/doveri che abbiamo, e che forse dovremmo trovare la forza di attraversare anche se arrivano le auto a forte velocità; non farci spaventare da chi ha motori rombanti e si sente padrone della strada. Rischiare, perchè nella vita tutti abbiamo la precedenza, e da lì non si scappa.</p>
<p>Ho attraversato (inconsapevolmente forse) la strada con questo spirito: è un mio diritto, e guardo i musi delle auto in arrivo con distacco e un po&#8217; di arroganza; mi sono sentito forte, e ogni giorno questo è l&#8217;atteggiamento. Poi, la strada finisce e arrivo a lavoro.</p>
<p>Foto &#124; <a href="http://www.flickr.com/photos/francescoferro/2649123883/" target="_blank">FrancescoFerro</a></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[LIBRarsi]]></title>
<link>http://lauracarpi.wordpress.com/2009/10/18/librarsi/</link>
<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 16:06:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>laurin42</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ebbene si! Lo ammetto&#8230;Sono una appassionata lettrice che contribuisce ad aumentare le statisti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-full wp-image-137" title="biblo" src="http://lauracarpi.wordpress.com/files/2009/10/biblo.jpg" alt="biblo" width="118" height="73" /></p>
<h4>Ebbene si! Lo ammetto&#8230;Sono una appassionata lettrice  che contribuisce ad aumentare le statistiche di chi legge fino a, nientepopòdimenochè.  dieci libri e più in un anno..</h4>
<h4>E questo da quando ho ricordo di me bambina, nascosta dai rami fitti dei bambù del giardino della nonna, con un mio inseparabile libro tra le mani&#8230;<br />
Mia madre diceva che avrebbe potuto offrirmi l&#8217;elenco del telefono e io avrei trovato un motivo interessante per leggerlo&#8230;( senza che qualcuno si offenda, non è forse un insieme di personaggi che può far pensare all&#8217;Antologia di Spoon River ?)  ( dipende dall&#8217;immaginazione del lettore)</h4>
<h4>Per me un libro non è un oggetto, è un soggetto che ha un anima e una intenzione.<br />
Come se l&#8217;autore si fosse messo in contatto con me e ne sentissi la presenza.<br />
Un amico discreto, espone i suoi punti di vista e non si aspetta risposte. Come un amico leale.<br />
E se interrompo la lettura e passo ad altro non se ne ha a male.<br />
Per me è  come conversare con  un amico che mi suggerisce immagini, che mi rievoca musiche e canzoni, che mi provoca sentimenti ed emozioni, che mi stimola a fare esperienze, ed aumenta la conoscenza di me e del mondo.<br />
I libri fanno parte della mia vita: posso tranquillamente legare un libro ad ogni esperienza che ricordo, ad un periodo particolare di riflessione o di crescita.</h4>
<h4>Certi libri mi hanno suggerito soluzioni alternative a certe mie scelte e li ho letti “ per caso”&#8230;Giorni fa ho addirittura trovato un libretto di astrologia del periodo dada in una scatola di libri usati dal giornalaio&#8230;” per caso”&#8230;</h4>
<h4>Potrei fare un elenco di libri e autori che hanno contribuito al mio percorso personale&#8230;<br />
Potrei suggerire libri e autori che ritengo adatti a soddisfare certi interessi&#8230;<br />
Potrei&#8230; e sarebbe una bella noia! Che noia, che barba!</h4>
<h4>Del resto dice Confucio:<em>”Se ascolto, dimentico ;se vedo, ricordo; se faccio, capisco..”</em></h4>
<h4>E non è forse compiere azioni letterarie navigare tra i blog, leggere gli articoli, e comunicare con parole e immagini e filmati? (dirai tu)  Io dico che oggi è possibile persino scaricarsi ebooks e che molti autori fanno già questa scelta!<br />
E stare a tu per tu con un libro o con un ebook per me è sempre un momento magico&#8230;</h4>
<h3><span style="color:#ff0000;"><strong>Provaci!!!</strong></span></h3>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[guardi le STELLE due]]></title>
<link>http://lauracarpi.wordpress.com/2009/10/16/guardi-le-stelle-due/</link>
<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 18:11:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>laurin42</dc:creator>
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<description><![CDATA[Noi prima immaginavamo di essere racchiusi da un cielo stellato invece negli ultimi decenni , nell’u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h4>Noi prima immaginavamo di essere racchiusi da un cielo stellato invece negli ultimi decenni , nell’ultimo secolo,sappiamo che siamo all’interno di un organismo stellare di centinaia di miliardi di soli  che chiamiamo galassia e che ci sono centinaia di  miliardi di galassie che vivono e ruotano nel cielo.</h4>
<h4>Quindi contemplare tutto questo ci pone di fronte al grande mistero della piccolezza della nostra umanità e allo stesso tempo della grandezza che ci circonda</h4>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-154" title="sinfoniacopia4 copia" src="http://lauracarpi.wordpress.com/files/2009/10/sinfoniacopia4-copia1.jpg" alt="sinfoniacopia4 copia" width="350" height="270" /></p>
<h4>Infatti l’osservazione e lo studio del cielo è incominciato proprio  quando l’essere umano. nella sua evoluzione, ha assunto la posizione eretta ed ha cercato nelle stelle le spiegazioni ai cicli della natura e la provenienza degli elementi indispensabili  alla sua sopravvivenza.</h4>
<p><!--more--></p>
<h4>Il fuoco , l’acqua,  la terra l’aria sono state considerati manifestazioni di divinità celesti tanto lontane nello spazio e nel tempo, da venerare o da combattere, comunque incomprensibili e imprevedibili.</h4>
<h4>Del resto l’uomo, ai tempi di Atlantide, vede se stesso come uno dei tanti elementi della manifestazione, ed è in relazione e in equilibrio  con il tutto.</h4>
<h4>La Magia di Atlantide è questa simbiosi con gli elementi che determinano cielo e terra e la vita stessa e il controllo e l’uso era possibile a tutti.</h4>
<h4>Appena l’uomo distingue se stesso dal resto della manifestazione e sviluppa la mente</h4>
<h4>le dimensioni del cielo e degli astri gli appaiono soprannaturali, da venerare e da combattere e gli elementi, delle forze potenti da cui difendersi.</h4>
<h4>Quando il Sole e la Luna vengono celebrati come divinità sorgono le dinastie Solari e Lunari e l’umanità si avvia verso l’affermazione della diversità con la supremazia di un popolo sull’altro.<br />
Già dai tempi  lontani dei Celti , Rama, il sacerdote druido che ha portato il culto del fuoco fino nelle indie, fondando la religione brahmanica, nel cielo si leggono i destini dei popoli, riconoscendo in agglomerati di stelle, i simboli delle umane virtù .</h4>
<h4>Più tardi gli egiziani costruiscono le piramidi, le gigantesche tombe dei faraoni orientate in modo che da certi cunicoli interni alle costruzioni, i faraoni, incarnazioni del dio Osiride, possano tornare alle loro origini nella costellazione riflessa, dimora del dio stesso.</h4>
<h4>In Cina sia le città imperiali che le pagode sacre, e oggi le abitazioni di lusso, sono da sempre rigorosamente orientate sull’asse sud/nord indicato dalle stelle.</h4>
<h4>Mosè nel suo viaggio con il popolo ebraico verso la terra promessa, è guidato da simboliche manifestazioni di fuoco che avvengono secondo le indicazioni delle costellazioni.<br />
Mosè insegna ai suoi discepoli la sua concezione dell’universo e delle origini.</h4>
<h4>L’Olimpo greco e romano è costituito da divinità con i nomi dei pianeti, Saturno, Urano, Plutone, Mercurio, Vulcano, Marte, Venere, e i discendenti di questi dei molto coinvolti con l’umanità, sono guidati da forze diversificate che si ispirano alle stelle.</h4>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rotolando verso Sud...]]></title>
<link>http://koalaclick.wordpress.com/2009/10/13/rotolando-verso-sud/</link>
<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 12:42:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>koalanation</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;&#8230;ogni uomo e&#8217; solo quello che scoprirà inseguendo le distanze dentro se Quante de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-35" title="Rotolando verso sud" src="http://koalaclick.wordpress.com/files/2009/10/mg_43961.jpg" alt="Rotolando verso sud" width="760" height="507" /><br />
&#8220;&#8230;ogni uomo e&#8217; solo quello che<br />
scoprirà inseguendo le distanze dentro se<br />
Quante deviazioni<br />
quali direzioni e quali no?<br />
prima di restare in equilibrio per un po&#8217;&#8230;&#8221;<br />
(Rotolando verso sud &#8211; Negrita)</p>
</blockquote>
<p>Punti di vista. Oggi è discesa.<br />
Lunga e dolce , poi una curva &#8230; l&#8217;ignoto !<br />
Luci e ombre sulla strada della vita .<br />
Una macchia d&#8217;olio da cui guardarsi. Un albero che indica la via .<br />
Nuvoloni sulla testa . Raggi di sole all&#8217;orizzonte che infondono speranza.</p>
<p>se vi è piaciuta questa foto forse potreste gradire anche :<a href="http://iamthemirror.wordpress.com/2009/09/14/il-viaggio/" target="_blank">http://iamthemirror.wordpress.com/2009/09/14/il-viaggio/</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[astropsicobiblogattologia uno]]></title>
<link>http://lauracarpi.wordpress.com/2009/10/11/astropsicobiblogattologia-uno/</link>
<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 14:47:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>laurin42</dc:creator>
<guid>http://lauracarpi.wordpress.com/2009/10/11/astropsicobiblogattologia-uno/</guid>
<description><![CDATA[****************************************************************************************************]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><br />
*******************************************************************************************************<br />
Che vuole che le dica, signora mia, &#8230;come sto? E come posso stare con questo Saturno che sta lì&#8230;mi succede di tutto&#8230;fino a che non se ne va&#8230;posso stare bene ? lo dice l&#8217;amica mia, lei se ne intende&#8230;lei sa cosa dicono  le stelle&#8230;è astrologa ”<br />
**************************************************************************************************************<br />
Ma può essere mai che un pianeta sia lì per farmi stare male?<br />
Un pianeta contribuisce all&#8217;evoluzione, trasmette Energia specializzata quando e quanto serve, secondo le necessità del singolo e del Disegno Universale dell&#8217;Evoluzione.<br />
L&#8217;Energia tutto pervade e tutto genera: il suo scopo  è risvegliare la Coscienza delle Cause in ogni essere manifesto.<br />
Il suo sistema è  Amore verso ogni sua creatura e passa attraverso i pianeti.<br />
Il Disegno è la Carta del Cielo del singolo, la sua Dichiarazione di intenti per ogni incarnazione, lo scopo di questa vita e le esperienze che vuole fare per perseguirlo.<br />
Tutto si muove e muta, secondo l&#8217;essere umano il Cielo è sempre lì e i pianeti sono compagni di viaggio nell&#8217;evoluzione.<br />
Forniscono l&#8217;energia adatta  a spingerlo verso lo scopo ed a  sostenerlo nella scelta delle esperienze,in questa vita e in ogni  vita del Karma.<br />
L&#8217;esperienza è una mia scelta, la faccio per conoscere sempre più me stessa, le mie risorse, i miei desideri più profondi, il mio approccio con la realtà esterna e con il prossimo.<br />
Io e solo io sono responsabile delle  scelte che determinano le mie esperienze.<br />
Mi lascio guidare dall&#8217;Energia e nell&#8217;Energia trovo ogni mezzo per stare bene, nel corpo e nello spirito.<br />
********************************************************************************************<br />
La mia scelta l&#8217;ho fatta quando ho deciso di incarnarmi per l&#8217;ennesima volta e  voglio avere esperienza di tutti i punti della sfera del mio karma.<br />
Ho stilato una carta di intenti, la carta del mio cielo natale: ho deciso il luogo, il contesto, i genitori, i compagni di viaggio e i  campi di esperienza.<br />
Le energie delle stelle si sono sistemate al loro posto per darmi le spinte al momento giusto, come fanno per ciascun essere umano per la legge dell&#8217;Evoluzione.<br />
Come sempre mi sono data l&#8217;obbiettivo per questa vita, e mi propongo di  identificarlo e perseguirlo.<br />
Come faccio a farlo? Cercando il contatto ogni momento con la mia parte profonda e fidandomi   delle intuizioni che ascolto. Quindi essendo me stessa. Solo io posso tracciare il percorso del mio cammino. Guardando sempre avanti, guardando sempre oltre.<br />
Attraverso l&#8217;astrologia posso aiutare gli altri a trovare se stessi e la loro visione in questa vita.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Paolo Borsellino/Berlusconi/Dell'Utri/Cuffaro/Andreotti, punti di vista]]></title>
<link>http://ifarabutti.wordpress.com/2009/10/07/paolo-borsellinoberlusconidellutricuffaroandreotti-punti-di-vista/</link>
<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 16:22:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>ifarabutti</dc:creator>
<guid>http://ifarabutti.wordpress.com/2009/10/07/paolo-borsellinoberlusconidellutricuffaroandreotti-punti-di-vista/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/quzLhuX2zR4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/quzLhuX2zR4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
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