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	<title>quaestioni &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "quaestioni"</description>
	<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 16:15:08 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Irriducibili legami nascosti]]></title>
<link>http://delvisibile.wordpress.com/2008/04/23/irriducibili-legami-nascosti/</link>
<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 23:13:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>lc</dc:creator>
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<description><![CDATA[In questo periodo sto preparando dei testi su Maria per alcuni incontri. E sto trascurando il blog. ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>In questo periodo sto preparando dei testi su Maria per alcuni incontri. E sto trascurando il blog. Mi prendo allora una pausa dagli argomenti abituali e rilancio un intervento, di Claude Geffré OP, <a href="http://www.giuseppebarbaglio.it/convegno2008/Il%20paradosso%20dell'incarnazione%20Geffr%C3%A8.pdf" target="_blank"><em>Il paradosso dell&#8217;incarnazione di fronte al pluralismo religioso</em>.</a> In fondo ho aggiunto anche alcune mie domande.</p>
<p>In sintesi, Claude Geffré si chiede cosa comporti <em>&#8220;prendere sul serio gli elementi di grazia e di verità (Nostra aetate) presenti nelle altre religioni del mondo. [...] Sin dalle origini cristiane, la chiesa confessa Gesù come Cristo. Ciò significa che Gesù ci ha rivelato l’amore universale di Dio per tutti gli uomini e tutte le donne non solamente tramite il suo messaggio, ma per mezzo e nella sua umanità concreta. Questa identificazione di Dio come mistero trascendente a partire dall’umanità di Gesù di Nazaret è il tratto distintivo del Cristianesimo. Secondo l’affermazione assai realista di Paolo: “in Lui abita corporalmente tutta la pienezza della divinità” (Col. 2,9).<br />
Gesù si rivela a noi come la figura dell’amore assoluto di Dio. Ma Dio non può manifestarsi agli<br />
uomini che in termini non divini, cioè nell’umanità di un uomo particolare. Noi confessiamo che la<br />
pienezza di Dio abita in Gesù. Ma questa identificazione ci rinvia al mistero stesso di Dio che<br />
sfugge ad ogni identificazione. Secondo la nostra maniera umana di conoscere, l’umanità<br />
particolare di Gesù non può essere la traduzione adeguata delle ricchezze contenute nella pienezza<br />
del mistero di Cristo. È un altro modo di esprimere l’indicazione di Calcedonia: ‘senza confusione<br />
né separazione’.<br />
Così, in coerenza con la visione tradizionale dei Padri della Chiesa è permesso di considerare<br />
l’economia del Verbo incarnato come il sacramento di un’economia più vasta, quella del Verbo<br />
eterno di Dio che coincide con la storia religiosa dell’umanità.<br />
[...]<br />
Gesù non è quindi esclusivo di altre figure storiche che identificano in modo diverso la realtà ultima dell’universo.<br />
[...]<br />
La verità cristiana non è né esclusiva e neppure inclusiva di ogni altra verità di ordine religioso. Essa è singolare e relativa alla parte di verità di cui le altre religioni possono essere portatrici.<br />
[...]<br />
Ciò significa suggerire che i semi di verità e di bontà disseminati nelle altre religioni possono essere<br />
la manifestazione dello Spirito di Cristo sempre all’opera nella storia e nel cuore degli uomini. È<br />
dunque abusivo parlare di valori implicitamente cristiani secondo la semplice logica della<br />
preparazione e del compimento. Preferisco invece parlare di valori cristici. Con ciò intendo germi o<br />
semi di verità, di bontà e anche di santità che hanno un legame nascosto con la cristianità di ogni<br />
essere umano per il fatto stesso che egli è creato non solo ad immagine di Dio, ma ad immagine di<br />
Cristo come nuovo Adamo. E proprio nella loro stessa differenza essi troveranno il loro<br />
compimento nell’ultimo giorno in Gesù Cristo, anche se non trovano la loro esplicitazione nel<br />
Cristianesimo storico&#8221;</em>.</p>
<p>Ci sono alcune cose che non capisco (nel senso che sono domande vere, cariche di pregiudizio ma non retoriche).</p>
<p>- &#8220;L’umanità particolare di Gesù non può essere la traduzione adeguata delle ricchezze contenute nella pienezza del mistero di Cristo&#8221;: io invece pensavo di sì. Che il Figlio fosse il v<em>erbum abbreviatum</em> ovvero la rappresentazione del Padre irrappresentabile. Che se lì dimora la pienezza della divinità, lo scarto fosse nostro, e non di Gesù, della nostra conoscenza (scarto che del resto manifesta innanzi a ogni singolarità). E che comunque fosse il segno della nostra grandezza (per come siamo chiamati a sondare e a rispondere a questo mistero d&#8217;amore) e della nostra miseria (per come rimaniamo distanti dall&#8217;esaurirne la ricchezza di significato).</p>
<p>- Come faccio a riconoscere i semi di verità e bontà nelle altre religioni? Quale criterio veriditativo? Non è necessario riconoscere un proprio sistema di riferimento presupposto? Non è più onesto parlare di verità e bontà <em>in semi</em> ovvero in potenza, che quindi esistono ma ancora in attesa di trovare la causalità adeguata e sufficiente per portarli a compimento e perfezione? E se ci sono semi di bontà e verità <em>irriducibili </em>(così li definisce Geffré)<em> </em>alla rivelazione in base a cosa ne affermiamo la derivazione dallo Spirito? Parlare in questi termini di <em>legami nascosti</em> non rischia introdurre una forma di equivocismo nell&#8217;annuncio cristiano?</p>
<p>- Se il cristianesimo è stato cristianità, se ha assunto forma particolare di alcune culture, questo non significa che la fede cristiana sia una cultura. La fede cristiana e l&#8217;intelligenza cristiana non si esauriscono nelle diverse culture che si succedono. E se il pericolo è l&#8217;autoritarismo che la cristianità ha assunto in certi periodi della storia, perché allontanarne il rischio indebolendo la figura di Cristo?</p>
<p>- Se la pienezza della verità tutta intera non ce l&#8217;abbiamo ancora ma è stata  annunciata da Gesù, non è il caso proprio per questo di essere fedeli a quel poco che &#8220;già&#8221; sappiamo e abbiamo capito (che, per quanto poco, consiste almeno in quel poco necessario per scorgere semi di verità e bontà)? Il non ancora non è da attendere? o è da inseguire ponendosi in atteggiamento <em>relativo</em> a tutto quanto sa di nuovo, di religioso, di corretto?</p>
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