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	<title>recensioni &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/recensioni/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "recensioni"</description>
	<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 00:28:43 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Le profezie dal 1999 eclissi dell'11 agosto e i 3 pianeti generazionali che hanno fatto pasticci sociali]]></title>
<link>http://meryluiseastrologa.wordpress.com/2009/12/06/le-profezie-dal-1999-eclissi-dell11-agosto-e-i-3-pianeti-generazionali-che-hanno-fatto-pasticci-sociali/</link>
<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 14:28:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Meryluise Astrologa</dc:creator>
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<description><![CDATA[ Le profezie dal 1999 eclissi dell&#8217;11 agosto e i 3 pianeti generazionali che hanno fatto pasti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#ff0000;"> </span><span style="color:#ff0000;">L<strong>e profezie dal 1999 eclissi dell&#8217;11 agosto e i 3 pianeti generazionali che hanno fatto pasticci sociali </strong>mercoledì 14 ottobre 2009 alle ore 12.19 FB </span><span style="color:#ff0000;"> </span> </p>
<p><span style="color:#ff0000;"></p>
<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://meryluiseastrologa.wordpress.com/files/2009/12/hubblecard004_5x7.jpg"><img class="size-medium wp-image-448" title="Buone feste e fortuna  dalla galassia solare da e a Meryluise Astrologa" src="http://meryluiseastrologa.wordpress.com/files/2009/12/hubblecard004_5x7.jpg?w=217" alt="Buone feste e fortuna  dalla galassia solare da e a Meryluise Astrologa" width="491" height="346" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Buone feste e fortuna dalla galassia solare da e a Meryluise Astrologa</dd>
</dl>
<p><img src="http://www.vivara.it/ecli.jpg" border="0" alt="" width="514" height="306" /> </p>
<p>Le profezie dal 1999 eclissi dell&#8217;11 agosto e i 3 pianeti generazionali che hanno fatto pasticci sociali  <span style="color:#ff0000;">mercoledì 14 ottobre 2009 alle ore 12.19 FB</span> <span style="color:#008080;"><strong>Chi voglia più meno credere all&#8217;Astrologia come forma di grafico</strong> <strong>di propensione scritto dai mutamenti socio culturali</strong> in conformità agli assunti e ai corollari emersi durante questi ultimi 10 anni potrà valutarne l&#8217;attendibilità più o meno confacente alle sue idee e ai suoi dettami personali</span>. </p>
<p><span style="color:#0000ff;">Non possiedo ne risposte univoche ne assolutistiche concernenti l&#8217;andamento socio politico configuratosi nell&#8217;ultimo decennio</span>, ma mi permetto di valutarne gli effetti prodotti misurandoli con il metro della mia conoscenza dei significati intrisechi ed estrinsechi dei pianeti archetipali c.d. transpersonali o meglio generazionali. <span style="color:#333399;">Sotto esame i 3 pianeti di ultima generazione di avvistamento, Urano,Nettuno e Plutone, come Deii greci Ouranus, Poseidon,Hades. </span>  <span style="color:#800000;">Andiamo a ritroso, 1999 11 AGOSTO Pianeti e Luminari coinvolti sulla grande croce dei segni fissi</span>.  </p>
<p> <span style="color:#ff9900;"><strong>Devo puntualizzare per i non addetti ai lavori che lo Zodiaco c.d. tropicale, quindi lo Zodiaco astrologico che fonda la sua ripartizione in dodici settori secondo  canoni prestabiliti di inizio e fine del cerchio zodiacale, viene suddiviso in 12 spicchi di 30 gradi</strong> </span>ciascuno  territoriali e stagionali facendo sempre partire il primo spicchio dalla data dell&#8217;equinozio terrestre di primavera che si forma il 21 marzo nel c.d. punto gamma nel segno dell&#8217;Ariete, dando inzio alla stagione primaverile.  </p>
<p> <span style="color:#0000ff;">Anche se questo equinozio primaverile nello spazio stellare inizia circa un mese prima, questo è dovuto alla famosa precessione degli equinozi, ma siccome nell&#8217;intero globo terrestre la primavera è ancora datata 21 marzo l&#8217;Astrologia ha adeguato il computo del trascorrere del tempo stagionale uniformandosi alla prassi generale</span> e guardando quindi ai pianeti che si configurano in cielo da un punto di vista geocentrico, apportando dei correttivi ai calcoli sui paralleli celesti partendo pur sempre dal tempo siderale per la proiezione in cielo dei pianeti.  </p>
<p> <span style="color:#ff00ff;">Il nostro cerchio zodiacale terrestre tiene conto delle quattro stagioni e all&#8217;interno della suddivisione stagionale si vengono a formare 4 macrospicchi di 90 gradi ciascuno, si chiamano segni cardinali quelli posti all&#8217;inizio di una stagione Ariete per la primavera, Cancer per l&#8217;estate, Bilancia per l&#8217;autunno e Capricorno per l&#8217;inverno, mentre si chiamano segni fissi quelli posti al consolidamento della stagione in cui sono ubicati</span>, il Toro come segno stabilizzatore della stagione primaverile, il Leone per  l&#8217;estate, lo Scorpione per l&#8217;Autunno e l&#8217;Aquario per l&#8217;inverno, si chiamano mobili o muteoli i segni zodiacali preposti al cambiamento di stagione, Gemelli  per la primavera estate, la Vergine per l&#8217;estate e l&#8217;autunno, il Sagittario per l&#8217;autunno e inverno, i Pesci per l&#8217;inverno e primavera.  </p>
<p> <span style="color:#000080;"><strong>Quindi nel aver spiegato cosa vogliano dire i segni in rapporto alla loro tipologia stagionale ,ora sarà più chiaro capire che quando dei pianeti influiscono vistosamente su una delle quadruplicazioni stanno lanciando un segnale ben chiaro che se si vuole  interpretare potrebbe portare a migliorare  gli accadimenti.</strong></span>  </p>
<p> <span style="color:#808080;"><strong>Essendosi  formata una configurazione planetaria pericolosa o quantomeno bloccante nei segni stabilizzatori è proprio la stabilità l&#8217;elemento che è venuto meno negli ultimi anni.</strong></span>  </p>
<p><span style="color:#0000ff;">Urano in Aquario a 14 gradi e più Saturno in Toro a 16 gradi Marte in Scorpione a 16 gradi eclissi Sole e Luna in Leone Sole a 18 Luna a 17 gradi , case coinvolte La decima in Leone, La seconda in Scorpione, l&#8217;ottava in Toro e la quarta in Aquario</span>.  </p>
<p> <span style="color:#ff6600;"><strong>Tutti questi pianeti in quadratura, quindi per l&#8217;Astrologia un blocco di energia ,in più tutti in moto retrogrado, tranne i due Luminari, e opposizione Mercurio Nettuno , Mercurio in Leone e Nettuno in Aquario. </strong></span>  </p>
<p> <span style="color:#0000ff;">Facciamo il punto astrologico.</span> </p>
<p><span style="color:#333399;">Saturno in ottavo campo in Toro opposto a Marte in Scorpione in secondo settore, asse sessuale e finanziario,asse riproduttivo e asse ereditario e genetico, nonchè patrimoni acquisiti, politica,assicurazioni,prostituzione,prese di potere, terrorismo, sopprusi,prevaricazioni, seconda casa retta nell&#8217; oroscopo zodiacale stagionale da Venere,Giove,Luna, ottava casa retta da Plutone Marte Mercurio. </span>  <span style="color:#3366ff;">Saturno cristallizza ,ritarda, blocca, ostacola, limita, divora, pietrifica fa morire, rende vedovanza, intristisce, immobilizza,evira,spodesta,falcia, cre astinenza dalla sessualità corporea,sterilizza. Saturno in Toro regno del corpo del reddito della sensualità in vista del suo opposto finanze ridotte soprattutto da grosse lotte di potere per l&#8217;acquisizione di fette di patrimoni altrui in maniera violenta e prevaricatrice,crollo di valori monetari mobili,piccoli commercianti che spariscono, boom grande distrubuzione, mercati finanziari allo sbando, perversioni </span>sessuali e sesso mercificato, caduta di ideali e proposte politiche dettate dalla prepotenza, Saturno contro Marte in Scorpione, governatore del segno, un Marte di difesa che assale i patrimoni in modo subdolo e nascosto, spionaggio, telecamere,scandali, verità nascoste, cosche mafiose, associazioni occulte, mercatidi droga, di pornografia, tasse e spese in deficit Uno scontro fra due realtà opposte ma confluenti, vecchi poteri che rivogliono egemonia politica, finanziamenti di armamenti, tutto fatto con occulte intenzioni.  </p>
<p> <span style="color:#008000;"><strong>Veniamo ora all&#8217;eclissi avviene nel segno del Leone segno in cui il Sole fa da maestro, quindi un segno aperto, solare ,vistoso, offuscato dalla Luna, in questo caso Ecate, simbolo di bivio, di scelte da effettuare, di luce nelle tenebre, di accompagnatrice di anime, soglia tra la morale e la magia, tra l&#8217;occulto e la manifestazione. </strong></span>  </p>
<p> <span style="color:#333399;">Eclissi quadrata a Marte e Saturno rispettivamente in Scorpione e Toro, quindi offuscamento della chiarezza, occultamento dell&#8217;energia, vitalità repressa, sottile schiavitù finanziaria, dvertimento abbandonato, grave crisi di valori ,finanze allo sbando, predominio di caste imprenditoriali sovvertitrici dell&#8217;ordine naturale di espansione, espansione territoriale coercitiva, idee bloccate, creatività bloccata, crisi di profitti leciti, avanzamento di società che fondano i loro profitti su guerre e malavita, settore finanziario gestito da mani malavitose, avanzamento di vizi morali, schiavitù celata, comando da parte di società finanziarie private, rivoluzione informatica. </span>  </p>
<p> <span style="color:#666699;">Veniamo a Urano in Aquario, nel quarto settore, settore deputato alla difesa della patria, della famiglia, del territorio, dei valori del passato, dei ricordi, della maternità, del nadir. Urano nel proprio segno, Urano il freddo tecnocrate che guarda al pianeta terra a Gea come oggetto sessuale</span>, Urano che non vuole produrre frutti, Urano che congela il proprio seme prodotto confinandolo nel Tartaro, il deserto, Urano che non vuole che Venere nasca e non vuole neppure che la terra dia frutti nuovi e innovativi, Urano contro il Sole e Luna in Leone contro Marte in Scorpione e contro soprattutto l&#8217;altro pianeta reggente l&#8217;Aquario Saturno in Toro.  </p>
<p><span style="color:#ff6600;"><strong>Rivoluzione improvvisa dei valori finanziari e patrimoniali ottenuti dal passato, vecchie Nazioni e vecchie tradizioni economiche messe al bando, la tecnologia che avanza come macchina propensa all&#8217;annientamento della scalata al successo di chi vuole farcela da solo, muore il piccolo commercio, muoiono i valori di conservazione delle identità, tutto a vantaggio di pochi gruppi di famiglia che </strong></span>detengono il potere ,si sovverte l&#8217;ordine, mascherate in pubblico sulle religioni, il quarto settore è anche quello religioso come domicilio delle Chiese, quarto settore deputato all&#8217;infanzia, moti di ribellione dettati da irresponsabilità e da il nuovo che avanza in modo infantile, senza un programma senza un realistico piano costruttivo, Urano la macchina Saturno la realtà, il progresso di Venere, la nascita di una nuova visione venusiana, nel regno del Toro, l&#8217;amore per la terra, il possesso dell&#8217;agricoltura, la voglia di pace e tranquillità finanziaria, il corpo come espressione di godimento sensoriale, l&#8217;amore per il piacere,il risveglio della natura, l&#8217;amore per la terra, la difesa del territorio.  </p>
<p> <span style="color:#008080;"><strong>TUTTO QUESTO MESSO IN DISCUSSIONE </strong></span>, <span style="color:#0000ff;">abbiamo poi assistito a distanza di due anni e un mese all&#8217;attacco alle torri gemelle , alle guerre, all&#8217;informatizzazione prevaricante, all&#8217;amore distrutto, agli ideali calpestati. Veniamo sempre in vista dell&#8217;11 agosto 1999 </span>a Nettuno in Aquario opposto a Mercurio in Leone, metamorfosi ,confusione, ideali, romanticismo, contro intelletto, pensiero, comunicazione, dialogo etc&#8230;  </p>
<p><span style="color:#ff6600;">Caduta di Nettuno in Aquario, valori che si rivoluzionano al fine di far valere le fantasie sessuali e perverse, accettazione delle devianze sessuali, nuove religioni e nuova spiritualità dettate dalla moda, studio e approfondimenti specialistici confusi</span>, metamorfosi della coscienza individuale attraverso il bere droghe e psicofarmaci, accettazione di nuove forme di vita familiare allargate a gruppi e associazioni fantasiose. Veniamo ora all&#8217;analisi dei contesti sociali delinatesi dal 2003 a oggi .  </p>
<p><strong><span style="color:#339966;">Urano entra in Pesci pianeta che è in caduta in questo segno, vuol dire che mal esprime le valenze positive e gli attibuti propizi a cui il pianeta nella sua espressione migliore porterebbe a realizzare. </span></strong>  </p>
<p> <span style="color:#333399;">Nettuno entrato già da anni in Aquario ha fatto vedere e dimostrato quanto questo paineta abbia danneggiato e portato alla confusione generale l&#8217;intero sistema di idee e di progetti, Nettuno in Aquario è in caduta, porta a galla valori sommersi e idee che nulla hanno a che vedere con realtà terrestri e neppure extra terrestri, fa perdere proprio il senso della realtà, della verità, porta menzogna e abbagli proprio dietro slogan e pubblicità che nulla hanno </span>a che fare con il senso di responsabilità e di intelligenza a cui una società civile deve tendere, emersione di personalità inconsistenti, illusione di parole e fatti non aderenti ai dettami della terra, associazioni finalizzate a creare ipnotiche dipendenze da guru e credenze inverosimili, boom di illusioni per il successo immediato e improvviso ,consacrato attraverso la televisione.  </p>
<p><span style="color:#008080;">Miti e personaggi fantoccio che emergono dal nulla, corsi di due e o tre giorni per attestazioni di certificati in discipline orientali che ingrossano le tasche dei guru, ipnosi collettiva su archetipi di rassicurazioni fantoccio, dilagare delle sostanze tossicodipendenti, dilagare dell&#8217;alcool, etc&#8230; </span>  </p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Rapporti amorosi nati attraverso le chat fasulli, dialoghi mistificatori, tecnologie fasulle, gruppi di opinione fasulli, immagine personale truccata da lifting, da false sicurezze e umanità fantoccio dietro leadership altrettanto fatiscente. </strong></span>  </p>
<p><span style="color:#008080;"><strong>Il Leone è il segno dei leaders se Nettuno ,pianeta in esaltazione, naviga contro, i leader e la politica stessa, assume natura nettuniana opposta, ossia falsità. Nettuno in Aquario contro l&#8217;oro del Leone diviene oro falso. </strong></span>  </p>
<p><span style="color:#0000ff;"><strong>Veniamo al mio pianeta Pluto, declassato poi riportato a classificazione di pianeta nano, dal 1995 fino al 2008 in Sagittario, anche in questo caso in caduta, effetti scellerati del pianeta nel regno di Giove, abbiamo assistito a forme di spionaggio proprio da parte degli organi preposti alla tutela legale</strong></span>, dilagare delle telecamere, anche nei gabinetti, vai a fare la pipì in un luogo aperto al pubblico vieni video sorvegliato, vai a fare la spesa vieni video sorvegliato, vai in macchina vieni video sorvegliato, ecopass etc..  </p>
<p><span style="color:#ffcc00;"><strong>Ma&#8230;.esiste la legge sulla privacy, basta però che acconsenti al trattamento dei tuoi dati che tutte le banche dati legate a quel circuito ne vengano a conoscenza, spionaggio da parte di individui nei siti che non palesano i volti, sostituzioni di persona tramite foto etc</strong></span>&#8230;, dilagare di forme di magia al fine di punire il c.d. avversario, ingiurie, maleducazione, leggi calpestate, omosessualità che dilaga, masturbazioni telefoniche, sesso veloce rapido e senza un domani, difesa dei più deboli che diventano detentori del potere di ingiuriarti etc&#8230;  </p>
<p> <span style="color:#ff00ff;">BELLA SOCIETà se voi ci state bene io no Meryluise Astrologa </span>  </p>
<p> <span style="color:#ff00ff;">Assetto stabile quando^???<a href="http://www.addthis.com/bookmark.php?v=250&#38;pub=meryluiseastrologa"><img src="http://s7.addthis.com/static/btn/v2/lg-share-en.gif" alt="Bookmark and Share" width="125" height="16" /></a></span>  </p>
<p> <span style="color:#ff0000;"><img src="http://feeds.feedburner.com/wordpress/IYau.2.gif" alt="Meryluise Astrologa's Blog" /><a href="http://feeds.feedburner.com/~r/Acqua-sulla-lunalaquoWordPresscomTagFeed/~6/2" target="_blank"><img src="http://feeds.feedburner.com/Acqua-sulla-lunalaquoWordPresscomTagFeed.2.gif" alt="acqua-sulla-luna « WordPress.com Tag Feed" /></a><a href="http://feeds.feedburner.com/~r/wordpress/rSHm/~6/3" target="_blank"><img src="http://feeds.feedburner.com/wordpress/rSHm.3.gif" alt="Meryluise Astrologa's Blog" /></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~r/Astrologia-grecalaquoWordPresscomTagFeed/~6/1" target="_blank"><img src="http://feeds.feedburner.com/Astrologia-grecalaquoWordPresscomTagFeed.1.gif" alt="astrologia-greca « WordPress.com Tag Feed" /></a>  <a href="http://meryluiseastrologa.files.wordpress.com/2009/12/391877main_filament_both_ed_4002.jpg"></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~r/wordpress/GpkZ/~6/1" target="_blank"><img src="http://feeds.feedburner.com/wordpress/GpkZ.1.gif" alt="Commenti per Meryluise Astrologa's Blog" /></a><a href="http://feeds.feedburner.com/~r/Astrologia-grecalaquoWordPresscomTagFeed/~6/1" target="_blank"></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~r/CommentiAAllattenzioneDelProgettoActionForWomen/~6/2" target="_blank"><img src="http://feeds.feedburner.com/CommentiAAllattenzioneDelProgettoActionForWomen.2.gif" alt="Commenti a: ALL’ATTENZIONE DEL PROGETTO ACTION FOR WOMEN" /></a>  <a href="http://meryluiseastrologa.files.wordpress.com/2009/12/391877main_filament_both_ed_4002.jpg"><img title="391877main_Filament_both_ed_400" src="http://meryluiseastrologa.files.wordpress.com/2009/12/391877main_filament_both_ed_4002.jpg?w=167&#038;h=87#38;h=206" alt="" width="167" height="87" /></a><img src="http://faq.files.wordpress.com/2006/12/somerights20.png" alt="cc -Some rights" /><a href="http://meryluiseastrologa.wordpress.com/"><img title="copyright simbol" src="http://www.contrib.andrew.cmu.edu/~ktv/Copyright-symbol.jpg" alt="" width="37" height="38" /></a>  </p>
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<title><![CDATA[“Antimondo”, di Tomasz Różycki]]></title>
<link>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2009/12/04/%e2%80%9cantimondo%e2%80%9d-di-tomasz-rozycki/</link>
<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 11:00:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>giovanniag</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Giovanni Agnoloni È da poco uscita, in un ben curato volumetto delle Edizioni della Meridiana, la]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/files/2009/12/rozycki4.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-27315" title="rozycki" src="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/files/2009/12/rozycki4.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p>di <strong>Giovanni Agnoloni</strong></p>
<p>È da poco uscita, in un ben curato volumetto delle <strong>Edizioni della Meridiana</strong>, la raccolta poetica <strong><em>“Antimondo” </em></strong>di un autore polacco, che nel suo paese è già emerso come una delle figure di maggior spicco dello scenario letterario. Sto parlando di <strong>Tomasz Różycki</strong> (nella foto), nato a Opole, in Slesia, nel 1970.</p>
<p>Curatore dell’opera è <strong>Leonardo Masi</strong>, docente di Lingua e Letteratura Polacca presso l’Università di Firenze, che è anche, insieme ad <strong>Alessandro Ajres</strong>, il traduttore dei testi, presentati in polacco e in italiano. Come già avevo avuto modo di leggere in un articolo di Masi dal titolo “Segni nella nebbia – Appunti sulla poesia di Tomasz Różycki”, pubblicato su <strong>“Hebenon&#8221;</strong>, sono vari e profondi gli spunti da prendere in considerazione, nell’opera di questo giovane ma pregevolissimo poeta.<!--more--></p>
<p>Innanzitutto il suo percorso di artista. Różycki ha esordito nel 1997, e da allora ad oggi ha pubblicato diversi libri di poesia:<em>Vaterland</em> (del 1997), <em>Anima</em> (1999), <em>Chata umaita</em> (“Capanna decorata”, 2001), <em>Świat i antyświat</em> (“Mondo e antimondo”, 2003), che poi sono riuscite nella raccolta <em>Wiersze</em> (“Poesie”). La consacrazione, tuttavia, si è avuta con <em>Dwanaście stacji</em>(“Dodici stazioni”), opera per la quale l’autore ha ricevuto un prestigioso premio letterario, il Premio Kościelski. In seguito è uscita la sua raccolta <em>Kolonie.</em></p>
<p>Come Leonardo Masi sottolinea nel suo articolo e nell’introduzione all’edizione italiana – la prima antologia delle sue poesie nel nostro paese – il titolo “<em>Antimondo”</em> è stato scelto per riassumere un concetto, o forse una sensazione di fondo della sua opera: l’uscita dai margini soffocanti della vita evidente e consueta, e l’accesso a una dimensione nascosta, che Różycki, nella poesia <em>Primo ipotico</em>, ben definisce come le cose che accadono “tra Dio e il pavimento”, e che si manifestano soprattutto al mattino, tra il sonno e la veglia. In questa fessura onirica, che altrove egli chiama “buco”, lo sguardo intravede un panorama di percezioni che sfuggono ai limiti del reale, per accedere a una dimensione di energia o di spirito, luogo di fuga, telos dell’anima. Nella poesia Il buco – appunto – leggiamo:</p>
<p>È un buco al margine del cielo tra le nubi.<br />
Se ti alzi per guardare da vicino<br />
puoi vedere per un attimo quel mondo<br />
la città, il plumbeo fiume, quella gente</p>
<p>nella stanza. Ma che vorranno dire quelle carte,<br />
quel casino, quel caffè e quelle cicche sul tavolo?<br />
Chi è mai quella donna che ti imita nel corpo<br />
così bene e quell’uomo accanto a lei</p>
<p>che mi fa il verso? Cos’è quel confuso guardare,<br />
quel vestirsi febbrile, quei capelli arruffati<br />
e quel tremito leggero nella mano?<br />
quel muto cenno delle labbra verso noi</p>
<p>quel parlare improvviso, quel chiamare?<br />
E quel dito enorme nel momento decisivo<br />
che lo chiude?</p>
<p>Sono versi di una profondità archetipica, che colgono la stasi nel presente di una città, Opole, che l’autore sembra vivere come una prigione, e in fondo è essa stessa un non-luogo, in quanto divenuta polacca dopo la seconda guerra mondiale – prima era tedesca – e popolata dai polacchi che vivevano in Ucraina, in città come Leopoli – territori che nel frattempo erano stati occupati dall’Unione Sovietica. Da qui un senso di spaesamento e di fuga verso un <em>oltre</em> che si manifesta come un’epifania, e che mostra la propria vita al di là di un confine ideale collocato oniricamente nel cielo. E il ricorrere di domande sul <em>significato</em> dei dettagli, dal caffè alle cicche, dal “plumbeo fiume” alla gente, che nella ripetitività quotidiana finiscono per diventare elementi di una “ipnosi di mondo” dalla quale ci si può salvare, appunto, solo rifugiandosi in un <em>“antimondo”</em>. Un <em>oltre</em> di fantasia, dunque, per una Fuga che però – e questo mi tocca nel vivo, da studioso di Tolkien – sa anche di sia pur momentaneo Ristoro, se non di una Consolazione vera e propria. Non sembra, infatti, in questo orizzonte, esserci posto per un’autentica liberazione, se non in potenza: è come se essa fosse una figura fotografata eternamente sui blocchi di partenza, un attimo prima dello scatto da cui comincerà (<em>se</em> comincerà) la vera vita. C’è tanto di Polonia, in tutto questo: dalle atmosfere delle sue piccole città all’eco di schiavitù, prima nazista e poi comunista, che sembra aleggiare ancora sulla tristezza stanca di certi sguardi, nonostante l’energia montante della modernità. Penso ai versi di Lingue, dove si legge:</p>
<p>Sporca vigilia di primavera in una sporca città,<br />
come se la nebbia avesse riscoperto strade e pergolati. È<br />
una notte particolare: ho parlato a lungo con il sogno,<br />
il sogno ha parlato con me in triplice lingua,</p>
<p>mi ha portato in alto e mi ha mostrato la città,<br />
un labirinto con al centro una bestia. Nei casermoni<br />
dormono già, dalla bocca aperta si affaccia l’anima,<br />
un’acre nube di vodka. Nei condomini dormono,</p>
<p>i bambini si mettono in viaggio, le donne aspettano<br />
i loro mariti, dalla bocca aperta hanno accesso<br />
il diavolo e Dio, anche l’amore nasce dalla bocca,<br />
la morte vi entra quieta come un gas tossico,</p>
<p>col respiro esce l’anima e gira a tentoni<br />
nei corridoi, toglie ragnatele dai muri. Questo<br />
sarà tuo, ha detto e se ne è andato. Apro gli occhi<br />
e taccio, taccio, nella bocca tengo un filo.</p>
<p>Ancora il sogno, dunque, ma anche il senso dell’inadeguatezza, in ultima analisi, delle parole, perché la risposta è prima dell’articolazione fonemica, nel suono stesso come elemento di fuoriuscita dalla ripetitività alienante del reale. In <em>Kolonie </em>emerge proprio questo aspetto (come Masi sottolinea, una frase significativa del poeta è: “la lingua decisamente / sente il sapore, ma a disposizione ha solo / metafore vuote”), e si ritorna alle vibrazioni di base, ai suoni dei bambini – evocati anche dal titolo, che si riferisce alle colonie infantili.</p>
<p>E se il suono è vibrazione, è anche un’eco della fondamentale vibrazione cosmica, quella dell’amore, che si manifesta forse come l’unica via per percorrere il pertugio – verrebbe da dire la “natural burella” – che può condurre nell’<em>oltre</em> a lungo auspicato, verso quella Consolazione che pare sempre sfuggire. Se la poesia guida verso questa dimensione, con l’assurda forza trainante dell’ispirazione, solo l’amore può però completare questo percorso.</p>
<p>È in una delle liriche più belle di Różycki, <em>Secondo ipotico</em>, che ciò emerge con maggior chiarezza.</p>
<p>Se è per amore, ci verrà perdonato,<br />
resteranno dopo di noi letti sfatti e città<br />
iniziate, tende schiuse, oggetti appena<br />
sfiorati e un po’ di stoviglie sporche. Se è per amore,</p>
<p>non resterà dopo di noi il vuoto, c’è una tale innata<br />
discordanza grammaticale, il vuoto non può abitare<br />
in luoghi segnati dai nostri corpi, usciranno<br />
da essi piuttosto bambini, paesi e tutti i colori.</p>
<p>Se è per amore, dalla nostra parte ci saranno animali,<br />
cani abbandonati. Loro ci perdoneranno l’immobilità<br />
e lo sguardo perso in qualche punto in noi. Saremo sdraiati<br />
e ci cammineranno sopra giorni e correnti. Costruiranno su di noi</p>
<p>una città e liberi elettroni si affolleranno su di noi, ronzeranno,<br />
e i sogni, i sogni saranno nostri per sempre</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.19: Fratture dell’inconscio. Antonio Spagnuolo, "Fratture da comporre".]]></title>
<link>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2009/12/03/quel-che-resta-del-verso-n-19-fratture-dell%e2%80%99inconscio-antonio-spagnuolo-fratture-da-comporre/</link>
<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 11:00:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>giuseppepanella</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il titolo di questa rassegna deriva direttamente da quello di un grande romanzo (Quel che resta del ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em><a href="http://retroguardia2.wordpress.com/files/2009/09/antonio-spagnuolo-fratture-da-comporre.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2486" title="Antonio Spagnuolo-Fratture da comporre" src="http://retroguardia2.wordpress.com/files/2009/09/antonio-spagnuolo-fratture-da-comporre.jpg" alt="Antonio Spagnuolo-Fratture da comporre" width="200" height="289" /></a>Il titolo di questa rassegna deriva direttamente da quello di un grande romanzo</em> (Quel che resta del giorno<em>) di uno scrittore giapponese che vive in Inghilterra, Kazuo Ishiguro. Come si legge in questo poderoso testo narrativo, quel che conta è potere e volere tornare ad apprezzare quel che resta di qualcosa che è ormai passato. Se il Novecento italiano, nonostante prove pregevoli e spesso straordinarie, è stato sostanzialmente il secolo della poesia, oggi di quella grande stagione inaugurata dall’ermetismo (e proseguita con il neorealismo e l’impegno sociale e poi con la riscoperta del quotidiano e ancora con la “parola innamorata” via e via nel corso degli anni, tra avanguardie le più varie e altrettanto variegate restaurazioni) non resta più molto. Ma ci sono indubbiamente ancora tanti poeti da leggere e di cui rendere conto (senza trascurare un buon numero di scrittori di poesia “dimenticati” che meritano di essere riportati alla memoria di chi potrebbe ancora trovare diletto e interesse nel leggerli). Rendere conto di qualcuno di essi potrà servire a capire che cosa resta della poesia oggi e che valore si può attribuire al suo tentativo di resistere e perseverare nel tempo (invece che scomparire)… </em><strong>(G.P.)</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>di <strong><a href="http://retroguardia2.wordpress.com/category/panella-giuseppe/">Giuseppe Panella</a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Fratture dell’inconscio. Antonio Spagnuolo, <em>Fratture da comporre</em>, Napoli, Kairos Edizioni, 2009</strong></p>
<p>Non so se Antonio Spagnuolo eserciti ancora la professione di medico cardiologo in quel di Napoli. So che l’ha esercitata a lungo senza che lo distogliere dall’altro suo “mestiere” di editore di poesia (perché quello di poeta, di per sé, non è un mestiere, si sa).</p>
<p>Il titolo stesso della raccolta ultima di Spagnuolo evoca l’attività principale dell’ortopedico (<em>ricomporre fratture pregresse</em>) dove, tuttavia, l’ortopedia è metafora lampante e ossessiva della scrittura poetica.</p>
<p><!--more--></p>
<p><strong>«* 57.</strong> Come faremo a supporre ancora / un verso, un segno, una parola, / dopo il tremore e l’inganno, / questo groviglio di rumori che imperversa, / improvvisa babele che stronca, / o di soppiatto blocca ogni andare, / chiude un tempo ben fisso nella sera, / ove conclude in fretta ogni voce, / breve amarezza di un retaggio. / Fratture da comporre, / le mie ultime promesse, / da conservare negli spazi di un’unghia, / e chiudere nell’infinito sospetto / dell’illusione» (p. 80).</p>
<p>E’ l’ultimo componimento della raccolta – un testo da cui emerge (in parte) il senso dell’operazione poliritmica e polisemantica di Spagnolo.</p>
<p>Le “fratture da comporre” sono evidentemente quelle tra l’espressione letteraria del verso e la sua dimensione inconscia (o perlomeno inconsapevole) che la produce e la spinge facendone espandere il significante fino a raggiungere la dimensione del significato. Tale è l’obiettivo che il desiderio di chi scrive vorrebbe produrre (o almeno così pare). Le parole della poesia vorrebbero essere la realizzazione autentica e deliberatamente compiuta della volontà consapevole del poeta – ma questo è poi realmente possibile? I rumori predominano tuttavia, la babele delle voci, le pulsioni che emergono impediscono il comporsi armonico e organico delle parole in versi che escludano o espellano ciò che armonioso (e tradizionalmente bello) non è. Di conseguenza, il lavoro del poeta è proprio quello del bravo e paziente ortopedico che con cura e passione rimette insieme ciò che si è rotto, devastato, “stroncato” dal divampare esterno dell’inganno linguistico o del segnale confuso che l’inconscio emette. Ma tutto questo risulta solo una possibilità eventuale, il frutto del “retaggio” poetico e della tradizione che lo sostiene, non di uno sforzo consapevole diretto al chiarimento delle finalità della scrittura o alla caduta delle illusione sulla sua origine – la prospettiva rimane pur sempre quella ristretta di un rapporto tra ciò che si conosce (i propri segni esposti) e ciò che si produce (la “conclusione affrettata della sera”), i limitati “spazi di un’unghia” che si rompe proprio nel tentativo di aggrapparsi alla propria volontà dimidiata.</p>
<p>La poesia è tutto questo per Spagnuolo: rumore e silenzio, parola piena e frammento di voce emersa dalle profondità dell’inconscio, tentativo di ricomposizione sulla base di un progetto di cui si riconosce la non-affidabilità in tempi breve (anche se “l’amarezza” è “breve”, è breve anche la conclusione cui si può aspirare).</p>
<p>Le aspirazioni della poesia sono però difficili da nascondere, nonostante la volontà di produrre un “effetto di copertura” che ne impedisca il tracimare. Essa vorrebbe tutto il tempo della mente per sé, vorrebbe imporsi come la dimensione principe dell’espressività del soggetto poetante:</p>
<p><strong>«* 9.</strong> In ogni luogo nascondo le eresie: / trascurate beffe fra gli interstizi di pareti, / accarezzate e consunte dall’improvvisa sparizione. / In queste stanze riducono minacciose doppiezze / le tue carezze, perse e bagnate nello sbocciare / di quella fame mentale che trattiene / regole e simmetrie. / Tra l’alba e la brina una fuga acceca ed inganna / il verde di radici dissepolte, / nel crepuscolo invece con tutte le forze del sonno / restiamo immobili all’amore che deride / le doppiezze del sogno. / Forse tacendo una volta per tutte la poesia / attingerà al mistero del divieto con parole disperse, / forse alla furia distruttiva della propria coscienza» (p. 17).</p>
<p>La poesia è una pratica “eretica” e, come tutte le eresie, va praticata in segreto mentre all’esterno si osserva una sorta di nicodemismo semi-confessato. La pratica della scrittura resta un’attività intermedia (avviene negli “interstizi”, infatti) ed è il frutto della “doppiezza” di chi scrive.</p>
<p>Si tratta di una “doppiezza” che non è tanto dovuta alla sua ipocrisia quando al vivere da poeta tra due mondi: quello conscio delle stanze diurne e quello inconscio che si affaccia e si scioglie tra “l’alba e la brina”. La sconfitta delle “doppiezze”, tuttavia, è affidata alla potenza del desiderio che, mediante l’amore, travolge le barriere del sogno e rende ciò che è sepolto al suo interno (le “radici dissepolte”) capace di emergere al di là delle sue difese sotterranee. La poesia si propone di superare il divieto opposto ad essa dalla censura del SuperIo e si dispone, in tal modo, a superarlo recuperando ciò che è possibile al di sotto della soglia della coscienza che funge da barriera all’espansione del piacere. L’amore si rivela, in questo modo, come la forza capace di far esplodere la “verde miccia” della vitalità feconda e affettiva (per dirla con un celebre verso di Dylan Thomas da <em>Death shall have no</em> <em>dominion</em>).</p>
<p>Il mondo della “doppiezza” si vede, dunque, oscurata dalla capacità obliqua della parola poetica si definirsi come l’orizzonte di riferimento di ogni esperienza esistenziale che voglia dirsi tale.</p>
<p>Lo stesso progetto appare in un’altra poesia, la numero <strong>*3</strong>:</p>
<p>«Troppo volte ho giocato variazioni, / troppe volte ho strappato il sorriso, / che le tue indulgenze distoglievano / al mio passo stanco, o per tradire / le fantasie di una mascella incustodita. / L’abbandono per svago della pelle / sospendeva alle mani / sbalzi di stagioni, / intorno a quei lembi lenti / nel tuo solfeggio, / quasi sempre complice dei colori. / Trattenevi lo sguardo, / quando altri rumori strapazzavano le parole / per non dire che t’amo» (p. 7).</p>
<p>Nell’analisi di questo testo la sfida ermeneutica è alta e la scrittura si rivelerebbe di complessità forse eccessivamente ardua se non fosse per quel “sorriso” che campeggia nel secondo verso e che conferma la natura ironica e “doppia” della riflessione poetica di Spagnolo.</p>
<p>Così le “variazioni” altro non sono che la capacità della scrittura di passare dall’una all’altra parte della coscienza alla ricerca di una dimensione condivisa dell’esistenza, una “stagione” in cui musica, colore ed espressione verbale si assommano e si giustappongono. Il “sorriso” che disvela questo progetto armonizzatore è la cifra di una proposta di poesia che vuole fare da ponte tra ciò che si mostra a ciò che è nascosto sottocoperta e che si rivela per sprazzi nei sogni e nelle avventure liriche delle parole preparate per descriverli e decrittarli. Per Spagnolo, alla fin fine, quel che conta è ciò che riesce a strappare all’oblio mediante il sondaggio inesausto di ciò che rimane del suo destino di poeta.</p>
<p style="text-align:left;"> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Simone Perotti, “Adesso basta”]]></title>
<link>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2009/12/03/simone-perotti-%e2%80%9cadesso-basta%e2%80%9d/</link>
<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 07:00:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>francesco sasso</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Francesco Sasso Simone Perotti, un tempo dirigente e capo ufficio stampa di aziende multinazional]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a href="http://retroguardia2.wordpress.com/files/2009/11/simone-perotti-adesso-basta.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2777" title="Simone Perotti, Adesso basta" src="http://retroguardia2.wordpress.com/files/2009/11/simone-perotti-adesso-basta.jpg" alt="" width="200" height="308" /></a></p>
<p>di <strong><a href="http://retroguardia2.wordpress.com/category/appunti-di-lettura/">Francesco Sasso</a></strong></p>
<p>Simone Perotti, un tempo dirigente e capo ufficio stampa di aziende multinazionali, è oggi uno scrittore (Bompiani) e skipper di quarantatré anni. Un anno e mezzo fa, dopo lunga riflessione, decide per un cambiamento radicale della propria vita. Poco prima era uno “arrivato”: ottima posizione lavorativa, stipendio alto, spese in conto all’azienda, viaggi, amicizie influenti ecc. Una vita lavorativa frenetica e frizzante. Eppure Perotti si rende conto che la vita che conduce è un binario morto e che, per essere uomo libero, avrebbe dovuto rinunciare alla carriera prima che fosse troppo tardi. Decise così di aderire al downshifting (“scalare marcia, rallentare il ritmo”) e di raccontare questa sua esperienza nel libro <em>Adesso basta</em>.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Che cos’è il downshifting? Partiamo dal presupposto che «il lavoro non è un fine, ma uno strumento. Lo strumento per acquistare i denari necessari per vivere, oppure per coltivare i propri interessi, o per compiersi come uomini attivi». (pag. 26)</p>
<p>Il lavoro, quindi, dovrebbe essere lo strumento per vivere bene, in armonia con le proprie emozioni e i propri sentimenti.</p>
<p>Naturalmente non è così per tutti. Molti uomini lavorano dieci-dodici ore al giorno per poter acquistare oggetti superflui (l’ultimo gadget tecnologico), cimeli di vacua potenza (auto di lusso, ristoranti raffinati). Per alcuni questa vita è il meglio che si possa desiderare. Per altri no. Ed è a questi che l’autore si rivolge, suggerendo loro di analizzare attentamente la propria vita per poi migliorarla.</p>
<p>Downshifting è un percorso. Vuol dire scegliere di consumare meno, di autoridursi il salario lavorando meno ore:</p>
<p>«Per quanto mi riguarda, il downshifting è però qualcosa di più di un abbassamento del salario in cambio di maggiore tempo libero. Si tratta di un cambio di vita netto, sia verso se stessi, sia verso il mondo dei consumi, per accedere alla più grande delle avventure umane, la più misconosciuta dal sistema imperante, quella di cui ogni uomo sano sente con spasmodica urgenza il bisogno: la libertà. Essere liberi, oggi, nel sistema occidentale, può rivelarsi estremamente difficile» (pag. 29)</p>
<p>Schematizzando: «abbattimento dei costi d’esercizio della nostra vita. Aumento del livello di risparmio. Creazione delle condizioni economiche necessarie a smettere col nostro lavoro tradizionale» (pag. 123). Insomma liberarsi <em>da</em> per diventare liberi <em>di</em>. E qui bisogna avere le idee chiare.</p>
<p>Perciò l’autore richiama il lettore alla propria responsabilità personale: smettere di lamentarsi e decidere di lavorare sodo per realizzare le proprie aspirazioni. Imparare a vedere la propria vita come qualcosa di modellabile. Detta così pare di avere fra le mani il solito manuale sull’ottimismo fai-da-te. Ma non è così.</p>
<p>Simone Perotti non ha una ricetta buona per tutti né regole rigide da propinare al lettore. Semplicemente racconta la sua esperienza di uomo che decide un giorno di abbandonare una carriera per abbracciarne un’altra, all’insegna della lentezza, di rapporti autentici con chi vive accanto a noi, lontano dai condizionamenti di una società dei consumi, coltivando “il senso della realtà”, rifiutando il conformismo.</p>
<p>Purtroppo il discorso del manuale/testimonianza di Simone Perotti si muove all’interno dei meccanismi che regolano la vita di un dirigente di una grande azienda:</p>
<p>«Naturalmente questo libro è rivolto ai milioni di uomini e donne che guadagnano bene o benissimo, che sono schiavi ma non pensano a vie di fuga per riacquistare la libertà». (pag.151)</p>
<p>Sicché da <em>Adesso basta</em> emerge un ritratto crudo della società economica italiana oggi. Perotti racconta come, ad esempio, in questi mesi molte aziende, con la scusa della crisi, hanno colto l’occasione per ristrutturarsi, cioè licenziando senza essere veramente in difficoltà.</p>
<p>Ancora più interessante, a parer mio, la descrizione che l’autore fa della sua generazione (fra i trentacinque e i cinquanta anni). E qui Simone Perotti sembra suggerire al lettore che dinnanzi ad un’epoca nuova, dobbiamo cercare risposte nuove. E’, in fondo, l’invito a aderire alla nostra epoca senza farci imprigionare e in piena coscienza.</p>
<p><em>Adesso basta</em>, letto come libro che conferma la necessità di abbandonare il regime consumistico in cui viviamo, può essere un’occasione di riflessione per milioni di situazioni umane che nulla hanno a che vedere con la vita del dirigente o del commerciante di successo.</p>
<p><strong>f.s.</strong></p>
<h6>[Simone Perotti, <em>Adesso basta</em>, Chiarelettere, 2009, 195 pp., € 14,00]</h6>
<p><span id="_marker"> </span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["Ri-Africa"]]></title>
<link>http://specchioincerto.wordpress.com/2009/12/02/ri-africa/</link>
<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 18:59:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>Rosa Maria Puglisi</dc:creator>
<guid>http://specchioincerto.wordpress.com/2009/12/02/ri-africa/</guid>
<description><![CDATA[© Claudia Romiti. &quot;Ri-Africa&quot;, 2009 Fino all&#8217;8 dicembre sarà possibile visitare, pre]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_1443" class="wp-caption aligncenter" style="width: 549px"><img class="size-full wp-image-1443 " title="nuovasequenza" src="http://specchioincerto.wordpress.com/files/2009/12/nuovasequenza.jpg" alt="" width="539" height="111" /><p class="wp-caption-text">© Claudia Romiti. &#34;Ri-Africa&#34;, 2009</p></div>
<p>Fino all&#8217;8 dicembre sarà possibile visitare, presso l&#8217;<em>ex Manifattura Tabacchi di Lucca</em> (Piazzale G. Verdi), &#8220;Ri-Africa&#8221;, mostra fotografica che presenta il progetto con il quale <a href="http://specchioincerto.wordpress.com/attraverso-lo-specchio/claudia-romiti/" target="_blank">Claudia Romiti</a> si è guadagnata, nell&#8217;ambito del <a href="http://www.ldpf.it/" target="_blank">Lucca Digital Photo Festival,</a> il premio destinato ai talenti emergenti della fotografia (<a href="http://specchioincerto.wordpress.com/2009/10/09/claudia-romiti-vince-al-luccadigitalphoto-contest/" target="_blank">vedi articolo</a>).</p>
<p>In mostra una selezione del lavoro, costituito da una quarantina d&#8217;immagini per lo più a colori (che i visitatori possono ammirare tutte in uno slide-show) attraverso le quali la fotografa ci offre una sua rilettura affatto nuova del tema dell&#8217;immigrazione. Nuova perché del tutto scevra della consueta retorica riproposta in tutte le possibili versioni da reportage che hanno sfinito lo spettatore, il quale ormai si limita a subirne ogni ulteriore riedizione in maniera del tutto acritica.</p>
<p>Così, se altrove la figura dell&#8217;immigrato è immancabilmente trattata come quella di un disperato &#8211; la cui vita è nel migliore dei casi raccontata in chiave pietistica, nel peggiore in una forma che rasenta un vojerismo che si pasce delle disgrazie altrui &#8211; qui ne abbiamo invece una visione limpida e serena; oggettiva per un verso, ma al contempo totalmente simbolica ed universale.</p>
<p>L&#8217;idea semplice, ma tutt&#8217;altro che banale, è quella di far sfilare dinnanzi ai nostri occhi degli individui, che si recano a lavorare.</p>
<p>Niente di drammatico in tutto ciò: non c&#8217;è tristezza nè fatica, non c&#8217;è soprattutto svilimento della loro dignità. Procedono quietamente, pieni di quelle cianfrusaglie colorate che faranno felici i loro acquirenti: si tratta, infatti, dei cosiddetti &#8220;Vucumprà&#8221;, una categoria che per anni   ha incarnato l&#8217;idea del migrante africano agli occhi un tempo bonari degli Italiani, oggi più spesso sospettosi.</p>
<p>Gli scatti si ripetono simili eppure diversissimi, riprendendo sul medesimo sfondo una sorta di processione, fatta da questi lavoratori, che paiono sbucare tutti dallo stesso paesaggio: un paesaggio, la cui spoglia vuotezza l&#8217;autrice riduce ad un bianco e nero senza tempo, ad indicare che il problema dell&#8217;immigrazione dall&#8217;Africa ha radici lontane nel passato, e  che questo rituale del recarsi a lavoro in terra straniera rappresenta un ennesimo ritorno, che riporta tutto ad una dimensione di corsi e ricorsi storici.</p>
<p>A seconda dello sguardo con cui si avvicina a queste immagini cicliche e raffinate al livello formale, probabilmente qualcuno vedrà a stento gli uomini e vorrà gustarsi soprattutto  il ritmo e i colori dell&#8217;insieme. Forse qualcun altro non riuscirà affatto a vedere degli individui, ma vedrà solo la maschera sociale da poveracci che è stata loro cucita addosso dai benpensanti.</p>
<p>Ognuna di queste fotografie è, però, un ritratto e costituisce il tassello di una storia complessa, ricca di sottili sfumature.</p>
<div id="attachment_1446" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><a href="http://specchioincerto.wordpress.com/files/2009/12/1.jpg"><img class="size-full wp-image-1446 " title="1" src="http://specchioincerto.wordpress.com/files/2009/12/1.jpg" alt="" width="450" height="298" /></a><p class="wp-caption-text">© Claudia Romiti. &#34;Ri-Africa&#34;, 2009</p></div>
<div id="attachment_1448" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><a href="http://specchioincerto.wordpress.com/files/2009/12/2.jpg"><img class="size-full wp-image-1448 " title="2" src="http://specchioincerto.wordpress.com/files/2009/12/2.jpg" alt="" width="450" height="298" /></a><p class="wp-caption-text">© Claudia Romiti. &#34;Ri-Africa&#34;, 2009</p></div>
<div id="attachment_1449" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><a href="http://specchioincerto.wordpress.com/files/2009/12/3.jpg"><img class="size-full wp-image-1449" title="3" src="http://specchioincerto.wordpress.com/files/2009/12/3.jpg" alt="" width="450" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">© Claudia Romiti. &#34;Ri-Africa&#34;, 2009</p></div>
<div id="attachment_1450" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><a href="http://specchioincerto.wordpress.com/files/2009/12/4.jpg"><img class="size-full wp-image-1450" title="4" src="http://specchioincerto.wordpress.com/files/2009/12/4.jpg" alt="" width="450" height="298" /></a><p class="wp-caption-text">© Claudia Romiti. &#34;Ri-Africa&#34;, 2009</p></div>
<div id="attachment_1451" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><a href="http://specchioincerto.wordpress.com/files/2009/12/5.jpg"><img class="size-full wp-image-1451" title="5" src="http://specchioincerto.wordpress.com/files/2009/12/5.jpg" alt="" width="450" height="298" /></a><p class="wp-caption-text">© Claudia Romiti. &#34;Ri-Africa&#34;, 2009</p></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quel cigno di Leda nel candido apparire della profezia Maya nella pittura di Leonardo e Michelangelo]]></title>
<link>http://meryluiseastrologa.wordpress.com/2009/12/02/quel-cigno-di-leda-nel-candido-apparire-della-profezia-maya-nella-pittura-di-leonardo-e-michelangelo/</link>
<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 17:11:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>Meryluise Astrologa</dc:creator>
<guid>http://meryluiseastrologa.wordpress.com/2009/12/02/quel-cigno-di-leda-nel-candido-apparire-della-profezia-maya-nella-pittura-di-leonardo-e-michelangelo/</guid>
<description><![CDATA[IL CIGNO DI LEDA LA PROFEZIA MAIA DI UNA DATA CHE IN LOGICA NON RIPRODUCE NIENTE MA CHE LETTA 20.12.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#99cc00;">IL CIGNO DI LEDA LA PROFEZIA MAIA DI UNA DATA CHE IN LOGICA NON RIPRODUCE NIENTE MA CHE LETTA 20.12.2012  potrebbe spiegare  la nascita gemellare e la genetica antica.Tenendo presente che Mercurio nasce da Maia</span></p>
<p><a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/6/67/Leda.jpg"><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/6/67/Leda.jpg" alt="File:Leda.jpg" width="400" height="300" /></a></p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>Michelangelo</strong></span></p>
<p><span style="color:#008000;">Spero  che in molti  conoscano la storia del cigno di Leda i protagonisti sono Zeus Aphrodite e la madre dei Gemelli  Dioscuri Castore e Polluce Leda.</span></p>
<p><span style="color:#008080;">Nel mito di Leda moglie del re di Sparta Tindaro si fa confluire la nascita della genia umana, dove Zeus invaghitosi di Leda si fa aiutare da Aphrodite per riuscire a possederla con un travestimento rassicurante per Leda ,il cigno animale sacro ad Aphrodite.</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">Leda vedendo il cigno non avrebbe  avuto diffidenza e quindi si sarebbe fatta  avvicinare senza opporre resistenza</span>.</p>
<p><span style="color:#3366ff;">Questo raggiro, ad opera di Zeus, diede vita ad una visione cosmogenia alquanto inusuale, la leggenda fa da sfondo alla possibile nascita  della Terra che nelle sembianze di Leda e del cigno afrodisiaco danno vita ai primi esseri umani a sembianze divine.</span></p>
<p><span style="color:#993300;">Nel mio precedente articolo su Aphrodite avevo sottilineato come la stessa simbolo della creazione dell&#8217;essere umano fosse l&#8217;Adamo divino e come la stessa Aphrodite potesse porre le basi per la creazione dell&#8217;umanità  e quindi dell&#8217;Adamo terrestre,con il coinvolgimento sensoriale e sessuale simboli tipicamente umani.</span></p>
<p><span style="color:#808000;">Essendo una Dea Aphrodite deve essere supportata dalla materialità terrestre proprio da un ventre generatore geo complice, infondendo nella gravidanza di Leda il germe sia immortale che quello mortale, come parti della stessa unità.</span></p>
<p><span style="color:#cc99ff;">Ecco quindi che Zeus si fa aiutare dalla mitica bellezza e dalla Dea primigena per poter dar vita  al progetto venusiano, la creazione dell&#8217;uomo oltre Urano e la sua Deo machina.</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">Zeus seduce Leda, la moglie del Re di Sparta ,e la feconda come cigno, ma nella stessa notte Leda ,dopo aver  fatto all&#8217;amore con Zeus,fa l&#8217;amore anche con Tindaro, il marito, e da li&#8217; che si genera poi una commistione e confusione sulle nascite future di 4 gemelli, due immortali Elena e Polluce, concepiti con Zeus, e gli altri due mortali, Castore e Clitermestra concepiti con Tindaro.</span></p>
<p><span style="color:#008080;">Elena è la famosa Elena di Troia , ma questa è un&#8217;altra storia, la nascita plurima e particolare di due femmine e di due maschi dà origine ad una dualità impressa nell&#8217;animo umano, ossia la parte divina e la parte terrestre apparentemente uguali, apparentemente simili essendo nati da un&#8217;unica madre, apparentemente generati nel matrimonio come forma legale di istituzionalità</span></p>
<p><span style="color:#008080;">Inoltre i quattro Gemelli crescono insieme, e Castore e Polluce non hanno alcuna rivalità tra loro anzi divengono inseparabili e uniti anche nell&#8217;amore reciproco e  nella loro affinità.</span></p>
<p><span style="color:#666699;">Quindi originariamente la parte divina e la parte animale dell&#8217;uomo non aveva conflitti esistenziali anzi si coniugava e si univa alla costruzione dell&#8217;unità cosmica proiettandola nell&#8217;immagine estetica identica.</span></p>
<p><span style="color:#ff6600;">La  scissione della spiritualità non trova assonanza nel mito di Leda quantomeno nella verifica concreta   della fratellanza universale espressa dai due Gemelli Dioscuri , dando  vita  alla compiutezza  che ciò che è  diviso sostanzialmente è unito  almeno nelle sembianze  dell&#8217;immagine,è quello che nella Bibbia viene enunciato  come&#8230;. e creò l&#8217;uomo a sua immagine e somiglianza.</span></p>
<p><span style="color:#ff0000;">Immagine e somiglianza sia femminile che maschile, plasmata e fatta  corpo dalla fecondazione di due uova , uova  cosmiche, uova venusiane, uova inviate dallo spazio, uova piovute dal cielo, uova germinate  dal simbolo di un uccello, che rappresenta qualcosa che viene portato dall&#8217;alto e che proviene dall&#8217;etere,dallo spazio,dal cielo.</span></p>
<p><strong><span style="color:#003366;">Ali, uova, donne e gemellaggio fanno capire come nel mito di Leda abbiano avuto senso le supposizioni dei greci che una volta che il  pianeta Venere nel simbolo di Aphrodite,  formatasi dalla caduta in mare di un oggetto di fuoco, come il fallo  di Urano sanguinante e quindi di colore rosso, abbia fermentato nel mare per impatto di caduta, provocato da un arnese a forma di falce, che fa presupporre che mentre nasceva Venus vi fosse la Luna con la sua falce in cielo, quindi la Luna come portatrice di nascita e di annuncio celeste, l&#8217;astro notturno</span></strong>.</p>
<p><span style="color:#3366ff;">Quella mezza Luna fu poi impressa e donata alla prima genia terrestre nel simbolismo dei Gemelli costellazione governata da Hermes, che guarda caso ha come simbolo il cerchio con la croce di Venere sormontato da una mezza Luna.</span></p>
<p><span style="color:#339966;">Mercurio,Ermes, figlio di Zeus e di Maia, è l&#8217;allegoria del  famoso androgino che in un connubbio di forze solari e lunari  guarda alla vicina Venere o Aphrodite come al pianeta apportatore di corporea sovranità terrestre,  togliendole quella  parte notturna e  celestiale, e imprimendole caratterstiche di ragione e illuminazione  chiare  come la luce  solare governatrice  della Terra.</span></p>
<p><span style="color:#ff6600;"><span style="color:#ff9900;">La </span> reggenza in Terra è determinata e resa sovrana da Aphrodite la quale dona il suo specchio, altro simbolo al mito deputato, con l&#8217;avvento della sua genia nei Gemelli, ora Giove, meglio Zeus, essendo  un pianeta troppo lontano  dalla terra si deve  affidare ad Aphrodite ,per far nascere una figliolanza degna di essere chiamata  divina.</span></p>
<p><span style="color:#008000;">Senza la sensualità e la bellezza dell&#8217;atto divino che giunge improvviso non si possono avere esseri umani degni di essere chiamati ad essere rappresentazione di immagine della cosmogonia e del creato.</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">Gemelli identici ma  diversi nella loro sopravvivenza assumono le sembianze di Aphrodite e del sistema  solare grazie alla venuta  di qualcosa portato dal lontano spazio gioviale  con l&#8217;ausilio del pianeta Venere.</span></p>
<p><span style="color:#3366ff;">Il  tramite tra Zeus e Aphrodite  è  Hermes  che funge  da ponte galattico tra i due pianeti.</span></p>
<p><span style="color:#33cccc;">La leggenda vuole poi che Castore, il gemello mortale, sia ucciso in un combattimento e che Polluce  chieda a Zeus di farlo morire per star unito al fratello morto, Zeus esaudisce questo desiderio e immortala i due Gemelli nella costellazione omonima, dove però Polluce essendo  immortale è la stella più luminosa.</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">La leggenda narra  anche che essendo Polluce immortale doveva trascorre  un giorno nell&#8217;Ade e un giorno in superficie perchè non poteva morire.</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">L&#8217;unità con il divino con la nostra parte di spiritualità si realizza nel mito di Leda .</span></p>
<p><span style="color:#ff6600;">Proseguirò questo esame del mito cercando insieme a voi di vederne i risvolti anche mercuriali dello stesso ,tenendo presente la profezia dei Maia, il quale nome deriva per l&#8217;appunto dalla madre di Hermes.</span></p>
<p><span style="color:#ff9900;">Dico solo che essendo il calendario Maia e la loro conoscenza della suddivisione del tempo  e dello spazio basato anche sulla  sapienza  delo zero come calcolo numerico,  questo popolo astronomico nella data del 21 12 2012 nulla poteva presargire di catastrofico in quanto superava  la stessa  disposizione della suddivisione che gli stessi matematici maia adottavano.</span></p>
<p><span style="color:#339966;">Numerologicamente e per la legge dello speculum ha più senso  la data 20.12.2012 che letta da destra  a sinistra e viceversa , da sempre la stessa visione anche se  diviene 21.02.2102 che letta da destra a sinistra riporta ad essere 20.12.2012 il 21.02 potrebbe essere  letto secondo la precessione degli equinozi l&#8217;inizio dell&#8217;equinozio di primavera nel segno zodiacale dei Pesci che inizia per l&#8217;appunto il giorno 21 febbraio al verificarsi della concidenza numerica del 2102, stando ai movimenti della precessione  potrebbe essere proprio intorno a quella data  la  verifica terrestre  della nuova Eras dell&#8217;Aquario come costellazione.</span></p>
<p><span style="color:#33cccc;">Si noti che le costellazioni non coincidono con i segni zodiacali in vista della precessione e dei calcoli siderali che vengono presi a risultato per le angolature celesti mentre l&#8217;Astrologia si fonda su calcoli presi dalle stagioni tropicali facendoli sempre coincidere con la data di inizio dell&#8217;equinozio di primavera nel segno dell&#8217;Ariete il  21 marzo.</span></p>
<p><span style="color:#808000;">Accenniamo ora attraverso l&#8217;inno di Omero dedicato ad Hermes  l&#8217;equivalenza della sua nascita così ben descritta da Omero&#8230;</span></p>
<p><em><span style="color:#ff9900;"><strong>…quando fu attuato il disegno del grande Zeus<br />
E per lei la decima luna si stabilì nel cielo<br />
Il dio portò alla luce il fanciullo, e la sua opera fu palese;<br />
Allora generò un figlio dalle molte arti, dalla mente sottile,<br />
Predone, ladro di buoi, ispiratore di sogni,<br />
Vigile nella notte, che sta in agguato alle porte…<br />
Nato all&#8217;aurora, a mezzogiorno suonava la lira,<br />
Dopo il tramonto rubò la vacche di Apollo arciere,<br />
Nel giorno in cui lo generò Maia veneranda…<br />
Egli quando balzò fuori dal grembo immortale della madre,<br />
Non giacque a lungo inerte nella sacra culla</strong></span>…</em></p>
<p><span style="color:#008000;">La nascita di Hermes è avvenuta ad opera di Maia, una delle Pleiadi, figlia del Titano Atlante, il sorreggitore della Terra</span>.</p>
<p><span style="color:#3366ff;">Hermes il Dio dei poeti, protettore  degli armenti,protettore dei ladri,ispiratore dei poeti, colui che interpreta e sa dare logos ai messaggi occulti,lo scopritore dei misteri,l&#8217;ermeneuta, colui che attraverso i simboli e le parole sa dar vita alla chiarezza dei messaggi che provengono dal cielo, Hermes lo  psicopompo, l&#8217;unico che insieme a Persephone e Hades può varcare la soglia degli inferi e ritornare alla Luce, Hermes suonatore e inventore della lira, domatore di cavalli, corridore, alato dalla testa ai piedi, infatti ha un copricapo con le ali e i sandali alati.</span></p>
<p><span style="color:#ff00ff;">Hermes lo sportivo, Hermes il precoce, Hermes  che porta notizie, Hermes legato  al mito di Apollo e di Delphi,Hermes il medico con il suo caduceo bastone su cui sono attorcigliati due serpenti.</span></p>
<p><span style="color:#99cc00;">Hermes è il pianeta Mercurio , pianeta più vicino al Sole, quello che ha la chiarezza divina della nostra stella madre, riconosciuto nella creatività artistica e nella sua mobilità rende la persona nata  sotto la sua egida estremamente eclettica e mentalmente fervida</span>.</p>
<p><span style="color:#33cccc;">Il poeta deve avere un Mercurio astrologico ben posizionato nel quadro astrale ed esserne portatore della sua ermeneutica.</span></p>
<p><span style="color:#008000;">In linea di massima chi è un comunicatore deve avere la protezione di Hermes ed essere consacrato dalla sua benevolenza, non solo, anche chi voglia trattare arti esoteriche o decifrare enigmi e rebus deve avere nel suo quadro astrale di nascita il pianeta Mercurio in posizione dominante.</span></p>
<p><span style="color:#3366ff;">Chi è dedito al commercio, agli affari e anche al gioco, deve avere un buon Mercurio.</span></p>
<p><span style="color:#3366ff;">Torniamo alla madre di Hermes Maia, e ai Maya e alla loro venerazione per il pianeta Venere e alla loro attitudine all&#8217;astronomia e alla matematica e quindi al computo del tempo e alle datazioni dello scorrere dello stesso.</span></p>
<p><span style="color:#3366ff;">I Maya facevano risalire la nascita della loro civiltà al pianeta Venere e  computavano i cicli della sopravvivenza  del mondo secondo delle datazioni ben precise ,ad ogni nuovo ciclo  che iniziava, facevano coincidere grandi cambiamenti soprattutto climatici, evocando e riassumendo ciò che antiche leggende riportavano  sempre come epoche in cui scompare qualcosa e si formano nuove etnie e conformazioni geografiche, come per  altri abitanti della terra anche i Maya conoscevano  la fine di una civiltà altamente tecnocratica  sparita ed inghiottita </span><span style="color:#993300;">dalle acque, il mito di Atlantide.</span></p>
<p><span style="color:#33cccc;">Questa è un piccola e concisa spiegazione della civiltà Maya che calcolava il tempo suddividendo l&#8217;anno in 18 mesi di 20  giorni   a cui  sommavano 5 giorni aggiuntivi relativi  all&#8217;approssimazione temporale misurata  secondo la rotazione della Terra intorno  al Sole, e già questo  ci spiega  come conoscessero la particolarità di un sistema planetario eliocentrico, inoltre avevano considerato importante sommare all&#8217;anno terrestre anche la rotazione del pianeta Venere rispetto al Sole e alla visibilità dello stesso pianeta rispetto alla prospettiva terrestre, calcolando il ciclo di rotazione che Venere compie intorno al Sole pari a circa 224,40 giorni, quindi ogni circa 580 giorni il Sole ,la Terra e Venere ,si incontravano ipoteticamente alla fine del   ciclo di rotazione dei due pianeti, visibilmente evidenziato  dall&#8217; elongazione di Venere rispetto alla Terra .</span></p>
<p><span style="color:#008080;">Maia ninfa divina nata da Atlante, etimologicamente ad Atlante se togliamo la lettera e finale e aggiungiamo la radice ide abbiamo la parola Atlantide.</span></p>
<p><span style="color:#000080;">Maia madre di un Dio precoce svelto e capace di svelare i misteri più arcani, un Dio  solare e neutro nella sua essenza, un Dio gemellare simile ad Apollo per alcune prerogative di potere.</span></p>
<p><span style="color:#339966;">Mercurio dotato di ali a cui i Maya davano il significato  di un uccello piumato dal corpo per metà serpente, quel serpente del caduceo Mercuriale e quelle ali dei calzari e del copricapo di Hermes.</span></p>
<p><span style="color:#008080;">Bene per  adesso fermiamoci qui e poi proseguiremo nel ragionamento </span><span style="color:#993300;">mercuriale</span>.</p>
<p><a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/d/d1/Pleiades_Elihu_Vedder.jpg"><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/d/d1/Pleiades_Elihu_Vedder.jpg" alt="File:Pleiades Elihu Vedder.jpg" width="650" height="416" /></a></p>
<p><span style="color:#ff6600;">Tratteremo il tema dello specchio,di Maia di Aphrodite e di Hermes prossimamente.Le ninfe le sette sorelle le Pleiadi</span></p>
<p>Commenti per articolo ACTION FOR WOMEN</p>
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<title><![CDATA[Lettere a una sconosciuta]]></title>
<link>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2009/12/02/lettere-a-una-sconosciuta/</link>
<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 11:00:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>giovanniag</dc:creator>
<guid>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2009/12/02/lettere-a-una-sconosciuta/</guid>
<description><![CDATA[Articolo di Alberto Pezzini C’est difficile, la vie. Mais moi je connais bien le perils de mer. E’ d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Articolo di <strong>Alberto Pezzini</strong></p>
<p><em>C’est difficile, la vie. Mais moi je connais bien le perils de mer</em>.<em> </em>E’ difficile la vita. Ma io conosco bene i pericoli del mare. Questo, a pag. 23 de <strong>Lettres à l’inconnue (Lettere a una sconosciuta), Bompiani 2009, </strong>pagg. 29 (nella traduzione di Sergio Claudio Perroni) <strong>Antoine De Saint – Exupéry</strong> rivela a una ragazza di ventitré anni di cui si era innamorato. L’ultimo anno della sua vita. Quello appena prima di<strong> </strong>scomparire. Il carteggio, con i disegni dell’autore, anticipa ciò che sarebbe occorso a De Saint. In quel volo misterioso conclusosi all’incirca sopra la Baia degli Angeli, al largo di Marsiglia.<!--more--></p>
<p>Nel maggio del 1943, dopo che già aveva scritto <em>Il Piccolo Principe</em> negli Stati Uniti (tanto da pubblicarlo per la prima volta in inglese), l’aviatore si era recato ad Algeri per tornare all’azione militare insieme al suo gruppo di ricongiungimento, il gruppo di ricognizione aerea 2/33. Su di un treno che lo conduceva da Orano ad Algeri conobbe la ragazza, anni ventitré, sposata, ufficiale e autista di ambulanza della Croce Rossa. Se ne innamorò da subito. Come un giovane. Aveva vent’anni più di lei e una vita alle spalle di radi amori, ma fortissimi, con un senso di solitudine addosso come un vento del deserto. <span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><em>Á</em></span><em> propos</em> di solitudine è bello pensare che proprio lei, la signora del silenzio, gli abbia nutrito gli scritti. Erri De Luca pensa che la solitudine sia la proteina dello scrivere.</p>
<p>Le poche lettere che vengono oggi pubblicate (in Francia sono uscite per i tipi della Gallimard l’anno scorso) rivelano la fucina del Piccolo Principe. E danno la possibilità a noi lettori di avere almeno una <em>chance</em> da spendere in quel mistero che è stata la sua morte <em>per scomparsa</em>.</p>
<p>Il cadavere non è mai stato ritrovato. E’ stato trovato un bracciale, in argento, dove stava inciso il nome della moglie e il nome della squadriglia. L’aereo è stato ritrovato intorno al 2003, e un ufficiale tedesco ha rivelato – dopo sessantaquattro anni – di essere stato lui ad abbattere nella notte del 31 luglio del 1944 l’aereo di De Saint, che volava indisturbato sopra il Mediterraneo, tremila metri sotto di lui. Quel tedesco aveva circa ventiquattro anni ed era un ammiratore della sua vittima, visto che aveva già scritto <em>Corriere del Sud</em> (1928) e <em>Volo di Notte</em> (1931). Manuali per aviatori ardenti.</p>
<p>De Saint aveva già dato moltissimo in quella vita sempre passata in aria, tra le nuvole. Il suo nomignolo da ragazzo, Pizzicalaluna, gli era rimasto appiccicato addosso. La sua volontà di restare un bambino lo aveva reso un prigioniero forzato delle nuvole. “<em>Quando diventi adulto, resti solo al mondo… L’unica cosa che mi dispiace veramente è quella di essere cresciuto</em>”, questo è quanto scriveva alla madre, adorata, che lo aveva cresciuto a carezze, favole e umanità.</p>
<p>“<em>Pensavo che in amore si va lontano quanto nel sonno. Volevo farla viaggiare nell’amore. Ero un po’ il capitano che porta il suo vascello lì dove non deve, in mezzo alle stelle, ero un po’ come il pastore che mangia la sua pecora. Ero un po’ uno scassinatore di sonno”.</em></p>
<p>De Saint aveva scritto, non a caso, il suo primo racconto e lo aveva pubblicato nel 1926 con il titolo <em>L’Aviatore</em>. Poi era diventato una star della linea di collegamento Tolosa – Dakar, con la compagnia Latécoère, prima dell’Air France. Portava la posta, e quindi aveva un compito fondamentale nella vita delle persone, perché contribuiva a tenerle &#8216;aggrappolate&#8217; con le parole. Dentro l’aereo si portava sentimenti, denaro, decisioni politiche, tutta una ridda di voci silenziose che viaggiavano vicino a lui. Di notte.</p>
<p>“<em>Ho scorrazzato a lungo per il mondo. Ho sofferto spesso la sete, il freddo e la paura. Ho sofferto spesso. E ho fatto spesso razzie, saltato muri, rubato frutti dagli alberi, passeggiato sotto le stelle con l’amore. E quella sera ero come un vecchio ed esperto capitano a bordo di un piccolissimo vascello… Bisognava rendergli dolce, sino all’arrivo del giorno, la traversata della notte, come quella del mare</em>”.</p>
<p>Il mare, il mare e sempre il mare torna dentro i suoi scritti, dentro queste lettere così intime, significanti. De Saint ebbe una carriera di aviatore brillante e spezzata però da innumerevoli incidenti. Il suo fu un volo di farfalla, quasi, un po’ spezzettato, irregolare. Quando volò per l’ultima volta, aveva probabilmente ringraziato la guerra per avergli restituito la possibilità di volare. Nel 1939 era stato dichiarato non idoneo per ritornare al volo. Il Piccolo Principe si fa mordere da un serpente giallo, spesso come un dito. “<em>Cadde dolcemente come cade un albero</em>”, senza neppure un rumore sulla sabbia. Non gridò.</p>
<p>In vita, quella terrena, De Saint ebbe, come antidoto alla maturità, al fatto di dover diventare adulto, l’aria. Le nuvole, il cielo, il mare di notte furono tutta la sua casa. Dalla sera del 31 luglio del 1944, ebbe come capanna quella del mare, più difficile, ma che conosceva bene. Va detto, infatti, che soltanto i pesci, i pescatori, i folli e i bambini conoscono e hanno carezze dal mare come nessun altro. L’aereo ritrovato aveva montate mitragliatrici, e non le cineprese per la ricognizione. Ci piace pensare che sia ritornato da dove era venuto, dal mondo eterno dei bambini ( che forse è in fondo al mare), dove le cose accadono comunque (la vita è difficile per tutti), ma si resta sempre piccoli, perché <em>sai bene che le favole sono l’unica verità della vita</em>.</p>
<p><em>Tutti i grandi sono stati bambini una volta (Ma pochi di essi se ne ricordano).</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[STORIA CONTEMPORANEA n.23: Fotografia come narrazione. Stefano Bottini]]></title>
<link>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2009/12/01/storia-contemporanea-n-23-fotografia-come-narrazione-stefano-bottini/</link>
<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 11:00:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>giuseppepanella</dc:creator>
<guid>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2009/12/01/storia-contemporanea-n-23-fotografia-come-narrazione-stefano-bottini/</guid>
<description><![CDATA[Negli anni tra il 1896 e il 1901 (rispettivamente nel 1896, 1897, 1899 e 1901), Anatole France scris]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>Negli anni tra il 1896 e il 1901 (rispettivamente nel 1896, 1897, 1899 e 1901), Anatole France scrisse quattro brevi volumi narrativi (ma dal taglio saggistico e spesso erudito) che intitolò alla fine</em> <strong>Storia contemporanea</strong><em>. In essi, attraverso delle scene di vita privata e pubblica del suo tempo, ricostruì in maniera straordinariamente efficace le vicende politiche, culturali, sociali, religiose e di costume del tempo suo. In particolare, i due ultimi romanzi del ciclo presentano riflessioni importanti e provocatorie su quello che si convenne, fin da subito, definire l’</em>affaire<em><strong> </strong>Dreyfus. Intitolando</em><strong> Storia contemporanea</strong> <em>questa mia breve serie a seguire di recensioni di romanzi contemporanei, vorrei avere l’ambizione di fare lo stesso percorso e di realizzare lo stesso obiettivo di Anatole France utilizzando, però, l’arma a me più adatta della critica letteraria e verificando la qualità della scrittura di alcuni testi narrativi che mi sembrano più significativi, alla fine, per ricomporre un quadro complessivo (anche se, per necessità di cose, mai esaustivo) del presente italiano attraverso le pagine dei suoi scrittori contemporanei</em>.<strong> (G.P)</strong></p>
<p>______________________________</p>
<p>di <strong><a href="http://retroguardia2.wordpress.com/category/panella-giuseppe/">Giuseppe Panella</a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Fotografia come narrazione. Stefano Bottini, <em>Riflessioni illuminate (foto mai viste)</em>, Perugia, Percorsi d’Arte, 2008; <em>Luce e riflesso. Un altro mondo tutto da scoprire</em>, Perugia, Percorsi d’Arte, 2007; <em>Scarzuola. Il sogno alchemico di Tomaso Buzzi</em>, Perugia, Percorsi d’Arte, 2007.</strong></p>
<p>A parte i soliti Leonardo da Vinci, Gerolamo Cardano, Giambattista Della Porta (e Giacomo Battista Beccaria che si firma latinamente il Beccarius e che scopre l’azione del nitrato d’argento sulla luce nel 1757), l’inventore della fotografia è probabilmente Joseph-Nicéphore Niepce che nel 1822 (circa) fotografa una <em>Tavola apparecchiata</em>. E’ una fotografia che vista oggi sembra più un quadro o un’acquaforte che una vera e propria riproduzione di un’immagine reale. Ma è Louis-Jacques-Mandé Daguerre a risultare più noto di lui grazie alla macchina che ha costruito e che ha battezzato dagherrotipo. Il 7 gennaio 1839, il fisico e astronomo François Arago annuncia all’Accademia delle Scienze francesi la nascita della nuova invenzione con queste parole:</p>
<p>«Il signor Daguerre ha scoperto schermi speciali sui quali l’immagine ottica lascia un’impronta perfetta, schermi dove tutto quello che l’immagine conteneva viene riprodotto nei più minuti particolari con esattezza e finezza incomparabili»(1).</p>
<p><!--more--></p>
<p>Il giudizio straordinariamente positivo di Arago farà scuola e il merito dell’invenzione della fotografia sarà da allora sempre riportabile all’impresa artistica di Daguerre dato che per ora solo di arte si tratta e la sua monetizzazione appare difficile (tanto è vero che a Da guerre e Niepce per andare avanti nelle loro ricerche furono concesse delle pensioni statali su intervento dello stesso Arago). Ma il nuovo mezzo espressivo piace fino a un certo punto a pittori e ad artisti – Baudelaire ne rimarrà turbato negativamente al punto da definire il gusto tutto moderno per esso come di un attaccamento di tipo idolatrico al “vero” naturale dietro cui sarebbe possibile leggere un “amore dell’osceno” e un irrimediabile “impoverimento del genio artistico”.</p>
<p>Il fatto è che le prime fotografie erano assai diverse da quelle anche solo di fine secolo: in esse la rappresentazione dei soggetti sarebbe ancora unica e particolare. Citando una foto di Kafka ancora ragazzino e cercando di analizzare la tristezza dolorosa e stinta di quella sua rappresentazione “dal vero”, Walter Benjamin enuncia nel 1931 la sua celebre teoria dell’<em>auraticità </em>perduta dell’opera d’arte:</p>
<p>«Nella sua sconfinata tristezza, questa immagine è un <em>pendant</em> delle prime fotografie, nelle quali gli uomini non guardavano ancora il mondo da tanto isolamento, così smarriti, come il ragazzino. Erano circondati da un’aura, da un <em>medium</em>, il quale conferiva al loro sguardo, che vi penetrava, la pienezza e la sicurezza. E anche qui si scopre immediatamente l’equivalente tecnico; esso consiste nell’assoluta continuità tra la luce più chiara e l’ombra più fonda»(2).</p>
<p>Benjamin poi continua nella sua analisi di questo tema:</p>
<p>«Specie certe fotografie di gruppo conservano un alato senso di comunità, che compare per breve tempo sulla lastra prima di scomparire nella <em>fotografia originale</em>. Si tratta di quella bella e significativa aureola, che a volte viene delimitata dalla forma, ormai passata di moda, dell’ovale. Perciò insistere sulla <em>perfezione artistica</em> o sul <em>buon gusto</em> significa fraintendere questi incunaboli della fotografia. Quelle immagini sono nate in ambienti in cui, per il cliente, la persona del fotografo incarnava un tecnico di recentissima scuola, e per il fotografo, d’altra parte, il cliente era un appartenente a una classe in ascesa, avvolto da un’aura che si annidava fin dentro le pieghe della sua giacchetta o della <em>lavallière</em>. Perché quell’aura non è il mero risultato di una macchina fotografica elementare. Piuttosto, in quei primordi, l’oggetto e la tecnica hanno una corrispondenza nettissima, netta quanto la separazione che interviene nel successivo periodo di decadenza» (3).</p>
<p>Quando si parla della fotografia è pressoché inevitabile parlare di <em>aura</em> o di rapporto tra realtà sociale ed avvento della nuova forma artistica seguendo la linea tracciata da Walter Benjamin. Lo studioso tedesco si riferiva alle fotografie scattate nei primordi di quell’arte, eppure le sue considerazioni conservano un valore euristico anche per le foto di oggi.</p>
<p>Allo stesso modo non si può evitare il confronto con la modalità soggettiva di posizionamento nei confronti della fotografia assunta da Roland Barthes.</p>
<p>In <em>La camera chiara</em> (che è del 1980), lo scrittore francese enuncia delle tesi che vanno molto al di là del suo gusto puramente soggettivo e della sua visione personale delle opere dei fotografi del passato. Come lui stesso ammette all’inizio della sua riflessione:</p>
<p>«Decisi allora di assumere come guida della mia nuova analisi l’attrattiva che provavo per certe fotografie: di quella seduzione, almeno, potevo dirmi sicuro. Come chiamarla? Fascinazione? No. La tale fotografia che io distinguo dalle altre e che amo non ha nulla del punto lucente che oscilla davanti agli occhi e che fa dondolare la testa; ciò che essa produce in me è esattamente il contrario dell’ebetudine; essa è piuttosto un’agitazione interiore, una festa, un lavorio se vogliamo, la pressione dell’indicibile che vuole esprimersi. E allora? Chiamarla interesse? E’ poco; per enumerare le ragioni diverse che ci possono spingere a provare interesse per una data fotografia, non ho bisogno d’interrogare la mia emozione; si può: sia desiderare l’oggetto, il paesaggio, il corpo che essa raffigura; sia amare o aver amato l’essere che essa ci fa riconoscere; sia restare meravigliati da ciò che si vede; sia ammirare o mettere in discussione la prova del fotografo, ecc.; questi interessi sono però vaghi, eterogenei; la tale foto può soddisfare uno di essi e interessarmi solo superficialmente; e se invece la talaltra m’interessa profondamente, allora vorrei sapere che cosa, in quella foto, fa fare <em>tilt</em> dentro di me. Mi pareva così che la parola più giusta per designare (provvisoriamente) l’attrattiva che certe foto esercitano su di me fosse la parola <em>avventura</em>. La tale foto mi <em>avviene</em>, la talaltra no»(4).</p>
<p>La fotografia simula un evento che potrebbe anche non accadere ma che, fissato sulla pellicola, si sporge verso il soggetto che la guarda e che da esso è attratto irresistibilmente. Ma questo moto verso l’occhio che guarda è legato comunque a delle regolazioni dello sguardo che, sia pure soggettive quanto si vuole, hanno dei nomi e delle forme. Scrive Barthes di seguito:</p>
<p>«Ciò che io provo per queste fotografie procede da un effetto <em>medio</em>, quasi da un addestramento. Io non riuscivo a trovare, in francese, una parola che semplicemente esprimesse quella specie di interesse umano; ma in latino, credo, questa parola esiste: è <em>studium</em>, che non significa, per lo meno come prima accezione, “lo studio”, bensì l’applicazione a una cosa, il gusto per qualcuno, una sorta d’interessamento, sollecito, certo, ma senza particolare intensità. E’ attraverso lo <em>studium</em> che io m’interesso a molte fotografie, sia che le recepisca come testimonianze politiche, sia che le gusti come buoni quadri storici; infatti, è culturalmente (questa connotazione è presente nello <em>studium</em>) che io partecipo alle figure, alle espressioni, ai gesti, allo scenario, alle azioni. Il secondo elemento viene a infrangere (o a scandire) lo <em>studium.</em> Questa volta, non sono io che vado in cerca di lui (dato che investo della mia superiore coscienza il campo dello <em>studium</em>), ma è lui che, partendo dalla scena, come una freccia, mi trafigge. In latino, per designare questa ferita, questa puntura, questo segno provocato da uno strumento aguzzo, esiste una parola; tale parola farebbe ancora meglio al caso mio in quanto le foto di cui parlo sono in effetti come punteggiate, talora addirittura maculate, di questi punti sensibili; quei segni, quelle ferite sono effettivamente dei punti. Chiamerò quindi questo secondo elemento che viene a disturbare lo <em>studium</em>, <em>punctum</em>; infatti, <em>punctum</em> è anche: puntura, piccolo buco, macchiolina, piccolo taglio – e anche impresa aleatoria. Il <em>punctum</em> di una fotografia è quella fatalità che, in essa, <em>mi punge</em> (ma anche mi ferisce, mi ghermisce)»(5).</p>
<p>Nonostante l’importanza di queste due proposte di lettura dello statuto estetico della fotografia, eppure qualcosa sembra sfuggire. Non si può certo dimenticare o trascurare la dimensione sociale del mezzo fotografico (e la molteplicità di “pezzi unici” riproducibili all’infinito che essa produce) come pure non si può fare a meno di considerare la qualità tutta soggettiva dello sguardo che con la riproduzione meccanica si confronta trasformandola in qualcosa di reale e relazionabile con la coscienza spettatrice di chi ne osserva il risultato finito. Ma forse uno spunto (che viene sempre da Benjamin) può soccorrere in questo frangente. Recensendo un libro divenuto ormai classico sulla storia della fotografia nella Francia del diciannovesimo secolo di Gisèle Freund, lo studioso berlinese scrive:</p>
<p>«Il problema se la fotografia sia un’arte era allora dibattuto con l’appassionata partecipazione di un Lamartine, di Delacroix, di Baudelaire mentre non era sollevata la questione preliminare: se con l’invenzione della fotografia non sia cambiato il carattere dell’arte nel suo complesso»(6).</p>
<p>Che poi, in effetti, risulta la questione più stringente. In che modo la fotografia (e poi il cinema e oggi Internet e il web telematico) hanno cambiato il corso dell’arte? Senza questi mezzi audiovisivi di comunicazione di massa, anzi, la creatività artistica sarebbe ancora possibile? E’ il problema che la lettura e la visione della fotografia di Stefano Bottini impone.</p>
<p>Per interpretare la sua opera, le categorie estetiche di Benjamin (la perdita dell’aura) e quelle di Roland Barthes (lo <em>studium</em>, il <em>punctum</em>) sembrano venire meno. C’è bisogno di qualcos’altro – che credo si possa identificare con la capacità narrativa che le sue fotografie possiedono.</p>
<p>Ognuna delle rappresentazioni del reale che Bottini produce sono sempre un viaggio: attraverso la Storia come avviene nel caso del sogno della Scarzuola di Tomaso Buzzi che voleva riprodurre in pietra i sogni che scandiscono la <em>Hypnoerotomachia Poliphili</em> attribuito a Francesco Colonna oppure attraverso la realtà del presente come avviene in molti dei testi accolti nelle due raccolte del 2008. In <em>Luce e riflesso</em>, ad esempio, il gioco delle trasparenze e delle translucidità è tutto al servizio della narrazione dei luoghi descritti nelle fotografie e, come scrive Marco Nicoletti, da sempre fedele analista delle operazioni artistiche tentate da Bottini, il rapporto tra luce e ombra risulta fondamentale. Inoltre, dice sempre Nicoletti:</p>
<p>«L’andare oltre la forma illusoria Bottini lo ha già tentato, in tempi vicini, con le sue inquadrature “impossibili” – strade, monumenti, particolari d’architettura e del paesaggio ripresi con tagli diagonali, inquadrature sbilenche, punti di vista impensabili – per esprimere le infinite possibilità della percezione visiva, come porte per accedere ai variegati stati della realtà. Nel tentativo di far emergere la reale “animazione” delle cose, oltre alle pietre storiche e ai giardini dell’anima, Bottini usa anche gli oggetti della modernità e quindi le carrozzerie lucenti delle auto, le vetrine dei negozi, tutto ciò che è lustro, l’acciaio, il vetro, tutto ciò che, accarezzato dalla luce, produce il mistero dell’immagine riflessa: ecco un altro aspetto della realtà. Misconosciuto»(7).</p>
<p>Nicoletti si accorge subito che quella che interessa Bottini non è la bellezza o la complicazione della fotografia ma la sua capacità di comunicare delle emozioni raccontando ciò che la foto contiene e amplifica fino all’esplosione di senso che la sorregge.</p>
<p>Ma è nell’antologia del 2008 (<em>Riflessioni illuminate. Foto mai viste</em>) che l’arte luministica di Bottini si fonde con la sua vocazione al racconto di ciò che la sua macchina fotografica illumina e conserva rendendo duratura la forza pittorica della luce che mantiene e preserva.</p>
<p>Senza forse sentire il bisogno di scomodare il principio costruzionistico delle immagini mentali dovuto a Seymopur Papert (come fa pur con intelligenza e delicatezza ermeneutica il neurofisiologo delle forme Franco Federici[8]), è inevitabile pensare alla dimensione non naturalmente evidente della fotografia di Bottini. Le sue foto sono artifici concettuali nei quali la luce viene utilizzata per trovare e conoscere i lati insoliti dell’immagine riflessa nelle lenti della sua macchina fotografica.</p>
<p>E’ lui stesso, oltretutto, a confessare le sue fonti di ispirazione: il Surrealismo, da un lato, e la Metafisica pittorica di Giorgio De Chirico, dall’altra.</p>
<p>Il Surrealismo come dimensione generale che abbracciava la pratica sovversiva di tutte le arti del suo tempo, peraltro, e il suo fondatore e ideatore André Breton è stato il primo dei grandi movimenti dell’avanguardia storica a usare la fotografia all’interno delle proprie produzioni letterarie (che cosa sarebbero <em>Nadja</em> del 1928 e <em>L’amour fou</em> del 1937 dello stesso Breton senza le foto che li costellano e sono, in realtà, parte integrante del testo narrativo?). Per il Surrealismo la fotografia (come il cinema) era una delle folgorazioni emergenti dall’inconscio in grado di guidare la ricerca artistica verso il suo destino.</p>
<p>Nella dimensione raggiunta dalla migliore produzione pittorica di De Chirico, peraltro, il sogno e la prospezione astratta della descrizione visiva rivelano l’altra faccia del mondo che si ritrova sempre davanti ad ognuno, il luogo in cui la <em>Stimmung </em>predomina sulla qualità effettuale della realtà così come tutti si costringono a vederla.</p>
<p>Per questo motivo, sia il Surrealismo che De Chirico permettono a Bottini di cercare la coniugazione “impossibile” tra reale e immaginario, tra ciò che non c’è e ciò che si può ritrovare nel mondo circostante. Come dichiara lo stesso Bottini:</p>
<p>«Come in sogno, nel Surrealismo, si realizzano visioni impossibili nonostante gli oggetti, le cose e le persone immaginate spesso siano vere e riconoscibili, così le cerco nel mondo reale, non nell’ovvietà del visibile, ma nel ‘rimbalzo’ dell’immagine su qualsiasi superficie che la possa riflettere. Per tale motivo nell’universo dei fenomeni mi sforzo di scovare visioni dove si sposino icone riconoscibili e situazioni d’ambiente deformate in un mondo che sa di onirico. Per la Metafisica, attraverso le mie conoscenze, m’intriga la purezza della forma nello spazio di quelle strutture ben definite che ricordano gli archetipi basilari della nostra cultura classica; dettagli che ritengo originali, non banali, perché uniti a conoscenze architettoniche e artistiche. La forma domina su tutto: incontaminata, datata e non, la sua essenza per lo più derivata dal mondo classico che io posso solo ritrarre in foto dopo averla ben apprezzata e soppesata. Ecco quindi che Creatività è un termine ampio ma per me ben definito dove l‘immagine è utilizzata come linguaggio maturo per dare continuità al discorso artistico»(9).</p>
<p>La devozione alla forma e la trasgressione che lo porta ad ampliarne i confini serrati mediante l’uso di una prospettiva straniante conferiscono alle fotografie di Bottini la loro caratteristica di viaggio e di avventura dello sguardo. Grazie ad essa, l’operazione artistica del fotografo si configura non come un sovrappiù di artificiosità e di pesantezza innaturale ma come un tentativo di dare forza e solidità concettuale a immagini che ne escono trasfigurate e come ri-montate quasi fossero appartenenti a un “mondo altro” (come la pipa o le figure che presidiano i quadri di Magritte non sono <em>soltanto</em> quello che mostrano a prima vista <em>ma anche</em> il loro doppio o il loro contrario allucinato).</p>
<p>______________________________</p>
<h3>NOTE</h3>
<p>(1) Riportato in J.-A. KEIM, <em>Breve storia della fotografia</em>, trad. it. di L. Lovisetti Fuà, Torino, Einaudi, 1976, p. 10.</p>
<p>(2) W. BENJAMIN, “Piccola storia della fotografia” in <em>L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica</em>, trad. it. di E. Filippini, Torino, Einaudi, 1966<sup>4</sup>, p. 67.</p>
<p>(3) W. BENJAMIN, “Piccola storia della fotografia” in <em>L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica</em> cit. , p. 68</p>
<p>(4) R. BARTHES, <em>La camera chiara</em>, trad. it. di R. Guidieri, Torino, Einaudi, 1980, pp. 20-21.</p>
<p>(5) R. BARTHES, <em>La camera chiara</em> cit. , pp. 27-28.</p>
<p>(6) W. BENJAMIN, <em>Critiche e recensioni</em>, trad. it. di A. Marietti Solmi, Torino, Einaudi, 1979, p. 308.</p>
<p>(7) M. NICOLETTI, “Visioni oltre la barriera del reale” in <em>Luce e riflesso. Un altro mondo tutto da scoprire</em>, Perugia, Percorsi d’Arte, 2008, p. 18.</p>
<p>(8) Come, infatti, scrive F. FEDERICI, “Fenomenologia dell’immaginazione”, in <em>Riflessioni illuminate. Foto mai viste</em>, Perugina, Percorsi, d’Arte, 2008, p. 27: “Le immagini che propone Stefano Bottini rimandano al Principio di Papert in riferimento alla percezione: gli stadi essenziali per lo sviluppo di un’immagine ricavata secondo il suono di luce e riflesso rimandano non al semplice uso di nuove abilità ma piuttosto all’acquisizione di <em>nuovi metodi d’uso delle forme</em> per implementare e connotare ciò che già di ognuna di esse conosciamo. In definitiva non si tratta soltanto di dare valore connotativo a immagini-concetto, ma di sviluppare su di esse processi mentali che coniugano non soltanto le forme ma il pensiero e la coscienza delle cose, sviluppandole e collegandole contestualmente“.</p>
<p>(9) S. BOTTINI, “Creatività tra Surrealismo e Metafisica” in <em>Riflessioni illuminate. Foto mai viste</em> cit. , p. 8.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA["Si può fare", capolavoro taciuto]]></title>
<link>http://sinistrata.wordpress.com/2009/11/30/si-puo-fare-capolavoro-taciuto/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 18:47:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>sinistrata</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sembra un film caratterizzato da un&#8217;infinita tristezza, eppure se si ha la pazienza di guardar]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/fm9eZtn5XUQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/fm9eZtn5XUQ&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:justify;">Sembra un film caratterizzato da un&#8217;infinita tristezza, eppure se si ha la pazienza di guardarlo per i primi 15 minuti si scopre un mondo di dolci sorrisi, e sonanti risate. <em>Si può fare </em>é un capolavoro moderno,un ritorno al neorealismo in veste nuova. Lello, sindacalista troppo moderno, e fidanzato troppo antico, si trova improvvisamente catapultato in una realtà parallela: quella dei matti usciti dal manicomio, grazie alla Legge Basaglia del 1978.<br />
<a href="http://www.linkstreaming.com/si-puo-fare-dvd-rip.html">Si può Fare </a>(qui in streaming) risulta in definitiva essere intelligente e divertente allo stesso tempo.<br />
Adatto a tutti coloro che vogliono riflettere con leggerezza su argomenti raramente portati al grande pubblico.<br />
Un Claudio Bisio eccezionale, dimostra ancora una volta la sua grandezza nell&#8217;interpretare ruoli drammatici, così bene come quelli comici.</p>
<p style="text-align:justify;">I pazzi, i matti, i folli, questo universo parallelo così lontano da noi, eppure così estremamente simile alle nostre inquietudini, ai nostri pensieri taciuti, ai nostri sentimenti soffocati, alle nostre paure e paranoie, sono qui raccontati con uno sguardo nuovo, attraverso un punto di vsta intelligente e divertente, finalmente come persone, esseri umani, spesso resi folli da coloro che li circondano o da quel senso comune chiamato società civile.</p>
<p style="text-align:justify;">Certamente, da vedere.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Il Rinascimento? Tutto partì dal viaggio di un esploratore cinese]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/30/il-rinascimento-tutto-parti-dal-viaggio-di-un-esploratore-cinese/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 15:55:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ad innescare il Rinascimento fu la flotta dell’ammiraglio cinese Zheng He, salpata alla volta dell’E]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Ad innescare il Rinascimento fu la flotta dell’ammiraglio cinese Zheng He, salpata alla volta dell’E]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Colpevole di vivere: amore e morte in “Diceria dell'Untore” al Teatro Verga di Catania]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/30/colpevole-di-vivere-amore-e-morte-in-%e2%80%9cdiceria-delluntore%e2%80%9d-al-teatro-verga-di-catania/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 13:33:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Antonella Sturiale Lo dobbiamo proprio ammettere: non ci siamo nemmeno accorti che il sipario, do]]></description>
<content:encoded><![CDATA[di Antonella Sturiale Lo dobbiamo proprio ammettere: non ci siamo nemmeno accorti che il sipario, do]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Best Computer Virus Protection Recensioni]]></title>
<link>http://elidaslokes.wordpress.com/2009/11/30/best-computer-virus-protection-recensioni/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 11:30:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>elidaslokes</dc:creator>
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<description><![CDATA[Se siete alla ricerca di una certa protezione da virus informatici di qualità recensioni allora siet]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p> Se siete alla ricerca di una certa protezione da virus <b>informatici</b> di qualità recensioni allora siete venuti nel posto giusto, come in questo articolo voglio condividere una recensione personale di quello che credo sia il migliore virus <b>informatici</b> available.Now di protezione del software se si ricerca la frase &#34;migliori recensioni di protezione da virus <b>informatici</b> &#34;, quindi vi ritroverete con un paio di milioni di risultati, di cui tutte le recensioni che affermano che il loro prodotto è il best.So la domanda è allora perché dovreste credereme? Alla fine della giornata si può leggere quanto si vuole, ma è in ultima analisi, andando a venire verso il basso per i quali il virus applicazione <b>informatica</b> di protezione funziona al meglio il proprio sistema operativo in termini di salvaguardia e rimuovere efficacemente le infezioni. </p>
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</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[[Musica] "Il campo dei Ribelli"]]></title>
<link>http://parsifalparsifal.wordpress.com/2009/11/30/contea-il-campo-dei-ribelli/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 11:28:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>parsifalparsifal</dc:creator>
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<description><![CDATA[Rupe Tarpea Produzioni Gruppo: Contea Nome cd: Il campo dei Ribelli Etichetta: Rupe Tarpea Produzion]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_117" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://parsifalparsifal.wordpress.com/files/2009/11/contea-campo-dei-ribelli.jpg"><img class="size-full wp-image-117" title="Contea - Campo dei Ribelli" src="http://parsifalparsifal.wordpress.com/files/2009/11/contea-campo-dei-ribelli.jpg" alt="" width="400" height="400" /></a><p class="wp-caption-text">Rupe Tarpea Produzioni</p></div>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:justify;"><strong>Gruppo: </strong>Contea<br />
<strong>Nome cd: </strong>Il campo dei Ribelli<br />
<strong>Etichetta: </strong>Rupe Tarpea Produzioni<br />
<strong>Anno: </strong>2004<br />
<strong>Numero brani: </strong>30</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;Il campo dei Ribelli&#8221; è un capolavoro che porta la firma di Francesco Mancinelli e del suo gruppo musicale, i &#8220;Contea&#8221;. Il nome del gruppo è certamente un tributo a J.R.R. Tolkien e al suo libro <em>&#8220;Il Signore degli Anelli&#8221;</em>, dove la terra del popolo Hobbit si chiamava appunto Contea. Francesco Mancinelli appartiene al panorama della cosiddetta <em>Musica Alternativa</em> italiana, una manifestazione musicale tutta <em>&#8220;underground&#8221;</em> che riunisce artisti di estrazione politica proveniente dal Fascismo. La stessa Musica Alternativa, si affermò pienamente negli anni Settanta come tentativo, da parte dei giovani del Msi o della Destra Extraparlamentare, di &#8220;uscire dal ghetto&#8221;, in quanto confinati dal benpensiero e da accordi quali lo stesso Arco Costituzionale. Un tentativo di uscire dalla confinazione ma di affermarsi ad ogni modo come risposta ed alternativa a un sistema socio- istituzionale di cui oggi siamo figli. Fra i tanti filoni musicali che si possono osservare nella Musica Alternativa, possiamo dire che i Contea si inseriscono benissimo in quello popolare &#8211; tradizionale e il presente cd ce lo dimostra. Una prima registrazione risale al 1993 per Rupe Tarpea Produzioni, mentre è del 2004 l&#8217;ultimo riarrangiamento di una qualità musicale ottima. &#8220;I<span style="color:#000000;">l campo dei Ribelli&#8221; è un&#8217;opera controrivoluzionaria e spieg<span style="color:#000000;">heremo subito il perché. Innanzitutto perché l&#8217;obiettivo della produzione è quello di</span> <em><span style="color:#000000;">ridare            legittimità e riconoscimento storico al “Sole dei Vinti”</span><span style="color:#000000;">,            scardinare </span>quindi quel processo ambiguo e manicheo della storiografia            ufficiale che da sempre ha emendato dai libri di scuola  i testimoni            “della nobiltà della sconfitta”</em>.<br />
Dunque, come viene ben spiegato nel prologo, si parla proprio di <em>uomini che non vollero abdicare nonostante gli eventi irreversibili</em>, che, in sostanza, qualificano la cosiddetta <em>Rivoluzione</em>. Uomini che <em>probabilmente non erano fino in fondo coscienti di ciò che stava accadendo</em>, ma che agirono per un legame, per una fedeltà, per una lealtà a chi rendeva loro degni e felici. Il cd è composto di 30 tracce di cui, in maniera alterna, ognuna è l&#8217;anticipazione culturale della successiva: ogni evento, ogni pezzo di storia cantato da una canzone è anticipato da una premessa che spiega il motivo dell&#8217;interesse suscitato.<br />
Sono storie di gente semplice, che reagì. La ControRivoluzione è una sintesi di Reazione nei confronti di una distruzione, di un atto che distrugge un patrimonio caro e utile al presente. Che senso ha credersi e dirsi cattolici, difendendone i valori fino a reagire nei confronti di chi vuole togliere il Crocifisso dai luoghi pubblici, in nome di un ateo ideale astratto, se Cristo morto in quella croce non rappresenta per noi un&#8217;utilità nel vivere ora, adesso, e non è un semplice (seppur magnificente) personaggio di duemila anni fa?<br />
Il contadino della Vandea, il brigante della Campania, pur non essendo perfettamente coscienti di ciò che accadeva negli alti palazzi di Parigi o di Roma, capirono ed intuivano che gente esterna ad essi volevano togliere loro ciò a cui più tenevano, che si trattava della Fede, della loro Terra, dei loro figli.</span></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial,Helvetica;">1. Prologo (Butterfly)<br />
2. Il cardo e la croce (March of the King of Laols)<br />
3. The March of King of Laols<br />
4. Ye Jacobites by name<br />
5. L’esilio (Skye boat song)<br />
6. Skye boat song<br />
7. Fazzoletti rossi (Ca ira)<br />
8. Vandea (Massimo Morsello)<br />
9. Guerra di Popolo (Crested Hens)<br />
10. La Vandeana (Pino Tosca)<br />
11. La Chouannerie (Tri Martolod)<br />
12. La Blanche Hermine (Gilles Servat)<br />
13. Insorgenze in Italia (Tarantella Lucana)<br />
14. Inno Sanfedista<br />
15. L’insorgenza Tirolese (Zu Mantua in Banden)<br />
16. Oltre il confine (270 bis)<br />
17. I Paladini della Reazione (sonata)<br />
18. Brigante se more<br />
19. Alfiere (la fleur d’amour)<br />
20. Canto del Servo Pastore (F. De André)<br />
21. Il brigante catollico<br />
22. Vulesse addiventare<br />
23. Indiani e briganti (Lamento for Hwen Rua O’Neall)<br />
24. Fiume Sand Creek (F. De André)<br />
25. La Guerra Civile Russa (Banshee)<br />
26. Ataman<br />
27. Bestie Uomini e Dei (Ljuba Braci Ljuba)<br />
28. Canto della Russia Bianca<br />
29. Epilogo<br />
30. Sulla strada (Compagnia dell’Anello)</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L' anticasta - Marco Boschini e Michele Dotti - Ed. EMI ]]></title>
<link>http://omicciolimirko.wordpress.com/2009/11/30/anticasta/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 11:05:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>mirko omiccioli</dc:creator>
<guid>http://omicciolimirko.wordpress.com/2009/11/30/anticasta/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp;    Finalmente un libro positivo e propositivo: a furia di leggere e parlare di cose che non v]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#160;</p>
<p style="text-align:center;"><a rel="attachment wp-att-405" href="http://omicciolimirko.wordpress.com/2009/11/30/anticasta/lanticasta/"><img class="aligncenter size-large wp-image-405" title="l'anticasta - L'Italia che funziona" src="http://omicciolimirko.wordpress.com/files/2009/11/lanticasta.gif?w=160" alt="" width="160" height="222" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">   Finalmente un libro positivo e propositivo: a furia di leggere e parlare di cose che non vanno nel nostro Paese si rischia di farsi un fegato così&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">   Scritto da Marco Boschini e Michele Dotti con gli interventi di personaggi quali Maurizio Pallante, Jacopo Fo, Francesco Gesualdi, Alex Zanotelli ed altri, &#8220;L&#8217;Anticasta&#8221; propone esempi di comunità locali che hanno deciso di rimboccarsi le maniche e fare qualcosa per fare funzionare meglio le loro cose e, di conseguenza, il Paese. Partendo dal basso, con umiltà, senza proclami in pompa magna, senza sprecare soldi e risorse, e con tanta voglia di fare.</p>
<p style="text-align:justify;">   Il titolo del libro fa chiaramente il verso al ben più famoso e coraggioso &#8220;La Casta&#8221;, dal quale è poi nato un prolifico filone di libri denuncia dai titoli talvolta somiglianti. Per fortuna in Italia esistono tante persone oneste che si battono tutti i giorni per migliorare le cose, dimostrando con i fatti che questo è possibile, basta volerlo, a partire anche dalle piccole cose di tutti i giorni.Termini come sobrietà, decrescita, minore consumo e rispetto delle risorse possono andare a braccetto e non sono affatto nemiche del progresso (che non vuol dire crescita a tutti i costi, attenzione!).</p>
<p style="text-align:justify;">   L&#8217; Anticasta è scritto in maniera semplice e chiara, ma mai banale. E&#8217; anche denso di idee, concetti ed ESEMPI illuminanti proposti di chi si sta muovendo, facendo nomi e congnomi, per cui oltre alla teoria c&#8217;è pure la pratica. Lo si potrebbe considerare un manuale della buona amministrazione e magari regalarlo a sindaci ed assessoridei nostri Comuni; chissà che non possa dare loro qualche ideuzza&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">  In allegato al libro c&#8217;è anche un DVD contenente interviste e filmati, così da poter vedere e sentire quello che è stato letto nel libro. Più di così!</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;">&#8220;Un libro per quanti sognano ancora</p>
<p style="text-align:justify;">di cambiare il Paese,</p>
<p style="text-align:justify;">piuttosto che</p>
<p style="text-align:justify;">cambiare Paese.&#8221;</p>
</blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Punto di vista...: Racconti di Natale ( Charles Dickens )]]></title>
<link>http://southernspirit.wordpress.com/2009/11/30/punto-di-vista-racconti-di-natale-charles-dickens/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 10:21:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>Max</dc:creator>
<guid>http://southernspirit.wordpress.com/2009/11/30/punto-di-vista-racconti-di-natale-charles-dickens/</guid>
<description><![CDATA[Punto di vista&#8230;: Racconti di Natale ( Charles Dickens ) &nbsp; &nbsp;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2 style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://2.bp.blogspot.com/_G4jcCd3fljY/SxOT-kuWB8I/AAAAAAAAAaY/P96udaT7_Tw/s320/Dickens.JPG" alt="" width="240" height="320" /></h2>
<h2 style="text-align:center;"><strong><em><a href="http://dreamax65.blogspot.com/2009/11/racconti-di-natale-charles-dickens.html">Punto di vista&#8230;: Racconti di Natale ( Charles Dickens )</a></em></strong></h2>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Intervista al TGCOM]]></title>
<link>http://delazzaro.wordpress.com/2009/11/30/intervista-al-tgcom/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 09:38:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>paolo de lazzaro</dc:creator>
<guid>http://delazzaro.wordpress.com/2009/11/30/intervista-al-tgcom/</guid>
<description><![CDATA[Grazie a Daniela Parente qualche giorno fa sono stato intervistato da Lucia Bucolo del TGCOM. L’inte]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.video.mediaset.it/mplayer.html?sito=tgcom&#38;data=2009/11/23&#38;id=33084"><img class="alignright size-full wp-image-274" title="Intervista al TGCOM" src="http://delazzaro.wordpress.com/files/2009/11/tgcom.jpg" alt="" width="220" height="170" /></a>Grazie a Daniela Parente qualche giorno fa sono stato intervistato da Lucia Bucolo del TGCOM. <a title="Intervista di Paolo De Lazzaro al TGCOM" href="http://www.video.mediaset.it/mplayer.html?sito=tgcom&#38;data=2009/11/23&#38;id=33084">L’intervista</a> era in diretta per il telegiornale in streaming sul web  ma ora è disponibile in forma di pillola nella sezione “Libri”, accompagnata da una breve <a title="&#34;Quello che manca&#34; su TGCOM" href="http://www.tgcom.mediaset.it/libri/articoli/articolo466855.shtml" target="_blank">recensione</a>. Forse ero un po&#8217; emozionato ma poi, sempre forse, mi sono un po&#8217; sciolto. Non ricordo con precisione e atutt&#8217;oggi non sono ancora riuscito a rivedermi&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Donne in Jazz 2009 a Frascati: 4° appuntamento]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/30/donne-in-jazz-2009-a-frascati-4%c2%b0-appuntamento/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 09:32:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
<guid>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/30/donne-in-jazz-2009-a-frascati-4%c2%b0-appuntamento/</guid>
<description><![CDATA[di Daniela Domenici Ha avuto luogo ieri pomeriggio presso l’Auditorium Scuderie Aldobrandini a Frasc]]></description>
<content:encoded><![CDATA[di Daniela Domenici Ha avuto luogo ieri pomeriggio presso l’Auditorium Scuderie Aldobrandini a Frasc]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dio nella letteratura e nella poesia]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/30/dio-nella-letteratura-e-nella-poesia/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 08:11:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/11/30/dio-nella-letteratura-e-nella-poesia/</guid>
<description><![CDATA[Roma 10 dicembre alle ore 18.00 Lumsa, via di Porta Castello  44,   Robert Schneider, l&#8217;autore]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;"><a href="http://fidest.wordpress.com/files/2009/11/l_apocalisse_2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-21975" title="l_apocalisse_2" src="http://fidest.wordpress.com/files/2009/11/l_apocalisse_2.jpg" alt="" width="142" height="218" /></a>Roma 10 dicembre alle ore 18.00 Lumsa, via di Porta Castello  44,   Robert Schneider, l&#8217;autore di Kristus e di L&#8217;Apocalisse prende parte all&#8217;incontro &#8220;Dio nella letteratura e nella poesia&#8221; con Ferruccio Parazzoli, Davide Rondoni e Alessandro Zaccuri, alla  Robert Schneider è nato a Bregenz, in Austria, nel 1961. Ha studiato composizione, storia dell&#8217;arte e teatro a Vienna. Il suo primo romanzo, Schlafes Bruder (apparso in Italia col titolo Le voci del mondo), fu pubblicato nel 1992 e divenne immediatamente un successo internazionale, tradotto in 25 lingue. Schneider ha ricevuto numerosi premi, tra cui il Premio Grinzane Cavour e il Prix Médicis. Con Neri Pozza ha pubblicato Kristus, il suo quinto romanzo apparso nel 2006, e L&#8217;Apocalisse (2009). (Robert Schneider L&#8217;Apocalisse  EAN 978-88-545-0291-8 Pagine 288 Euro 17,50 I Narratori delle Tavole Neri Pozza). (l’apocalisse)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Premio Giovanni Maria Pace 2008]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/30/premio-giovanni-maria-pace-2008/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 06:48:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/11/30/premio-giovanni-maria-pace-2008/</guid>
<description><![CDATA[Trieste 2 dicembre 2009 alle 17.00 al Teatro Miela Piazza Luigi Amedeo Duca degli Abruzzi, 3 Cerimon]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Trieste 2 dicembre 2009 alle 17.00 al Teatro Miela Piazza Luigi Amedeo Duca degli Abruzzi, 3 Cerimonia di premiazione premio Giovanni Maria Pace 2008 La Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste e illycaffè sono lieti di invitarla alla cerimonia di premiazione della VII edizione del Premio Giovanni Maria Pace per il miglior libro italiano di divulgazione scientifica. Interverranno gli autori dei tre libri finalisti: Enrico Bellone, autore di Molte Nature (Cortina editore), Vittorio Girotto, co-autore di Nati per credere (Codice edizioni) e Fabio Toscano, autore de Il fisico che visse due volte (Sironi editore). Durante la manifestazione, sarà assegnato anche il Premio illy Leggi la scienza per la migliore recensione dei libri finalisti, scritta da studenti delle scuole superiori della Provincia di Trieste. Il giornalista Roberto Morelli, direttore di Cultura del caffè della illycaffè e della Fondazione &#8220;Ernesto Illy&#8221;, presenterà l’evento. La proclamazione del vincitore sarà accompagnata da momenti di cabaret scientifico a cura della squadra del Pupkin Kabarett del Teatro Miela</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ho creduto nei khmer rossi ]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/30/ho-creduto-nei-khmer-rossi/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 06:17:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/11/30/ho-creduto-nei-khmer-rossi/</guid>
<description><![CDATA[&lt;&lt;Ripensamento di un&#8217;illusione&gt;&gt; di Hoeung Ong Thong (presentazione di Renzo Foa, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">&#60;&#60;Ripensamento di un&#8217;illusione&#62;&#62; di Hoeung Ong Thong (presentazione di Renzo Foa, Guerini e Associati, 2004, pp.235, euro 20.00). Nell&#8217; aprile 1975, quando i khmer rossi presero il potere a Phnom Penh, Ong Thong Hoeung, studente cambogiano trasferitosi in Francia, fu uno di quegli intellettuali che salutarono con entusiasmo la rivoluzione e che fecero ritorno nel paese di origine con la volontà di riportarlo alla pace e alla prosperità. Un viaggio nato dalla speranza nella ricostruzione, che si trasformò ben presto in un incubo.<br />
Ong Thong Hoeung è nato in Cambogia nel 1945 da una famiglia appartenente alla classe media. Nel 1965 giunge a Parigi per seguire gli studi di economia politica. Nel 1970, dopo il colpo di stato del generale Lon Nol, entra a far parte del Fronte Nazionale Unito della Kampuchea. Rientrato nel suo paese nel 1976, è imprigionato nei &#60;&#60;campi di rieducazione&#62;&#62; fino alla sconfitta dei khmer rossi. Durante questo periodo vengono uccisi due terzi della sua famiglia. Dal 1982 vive in Belgio.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Editoria: Franz Elter]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/30/editoria-franz-elter/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 05:31:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/11/30/editoria-franz-elter/</guid>
<description><![CDATA[Introduzione di Stuart Woolf Profilo biografico di Paolo Momigliano Levi Cantagalli 2009 (264 pagine]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Introduzione di Stuart Woolf Profilo biografico di Paolo Momigliano Levi Cantagalli 2009 (264 pagine euro 25). Edito a cura dell’Associazione dei Musei di Cogne, il volume è dedicato a una figura di primo piano della storia italiana e valdostana della prima metà del Novecento. Quella di Franz Elter è una personalità complessa, eccentrica, anticonformista, per certi aspetti bizzarra e stravagante. L’ampio profilo biografico tracciato da Paolo Momigliano Levi e l’approfondimento storico di Stuart Woolf, offrono una testimonianza a tutto tondo sulle vicende storiche e i processi economici che hanno segnato la Valle d’Aosta, e sul forte contributo offerto dall’ingegno di Franz Elter. Di origine lussemburghese, professionista nel settore minerario, direttore della Miniera di Cogne, partigiano, geologo, artista, appassionato delle sue montagne e della lettura, dai suoi scritti emerge l’essenza di una concezione profonda della vita, in cui religione, etica, cultura e politica sono fattori strettamente interdipendenti, non solo per la crescita dell’individuo, ma dell’intera società in cui vive. Elter dedicherà i suoi ultimi anni all’approfondimento delle riflessioni di sempre, alla pittura e al disegno. Termina la sua esistenza coerentemente come è vissuto, “nella certezza che qualcosa di noi sopravvive, se nella vita abbiamo saputo gettare dei ponti”.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Facebook  Fansens Fantasy , le tre F ,Meryluise Astrologa ]]></title>
<link>http://meryluiseastrologa.wordpress.com/2009/11/30/facebook-fansens-fantasy-le-tre-f-meryluise-astrologa/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 04:07:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Meryluise Astrologa</dc:creator>
<guid>http://meryluiseastrologa.wordpress.com/2009/11/30/facebook-fansens-fantasy-le-tre-f-meryluise-astrologa/</guid>
<description><![CDATA[Facebook  Fansens Fantasy le tre F di Meryluise Astrologa SO CHE SONO MORTALE E DI ESSERE LA CREATUR]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2><span style="color:#ff6600;">Facebook  Fansens Fantasy le tre F di Meryluise Astrologa </span></h2>
<p><span style="color:#0000ff;">SO CHE SONO MORTALE E DI ESSERE LA CREATURA DI UN GIORNO; MA QUANDO SCRUTO GLI INNUMEREVOLI CERCHI RUOTANTI DELLE STELLE, I MIEI PIEDI NON TOCCANO PIU&#8217; LA TERRA E, FIANCO A FIANCO DELLO STESSO ZEUS, MI SAZIO DI AMBROSIA, IL CIBO DEGLI DEI&#8221;.(Claudio Tolomeo</span>)</p>
<p><a title="VIDEOAFFARI" href="http://www.facebook.com/pages/Milan-Italy/VIDEOAFFARI/147331667609" target="_TOP"><img src="http://badge.facebook.com/badge/147331667609.1920.2138854674.png" alt="" width="185" height="287" /></a> <img src="http://www.facebook.com/badge.php?&#38;items[]=badge_page_name&#38;items[]=badge_page_status&#38;items[]=badge_page_pic&#38;items[]=badge_fans_count&#38;layout=vert&#38;id=47470524447&#38;format=png" alt="" width="162" height="288" />  </p>
<div><span style="color:#ff6600;">L<strong>A FATA E L&#8217;OMINO  SONO  DUE VIDEOS potete vederli su Facebook ,L&#8217;ORO  è L&#8217; ICONA di una MIA NOTA</strong></span></div>
<h3><a title="Clicca per riprodurre il video"></a><img src="http://vthumb.ak.fbcdn.net/vthumb-ak-sf2p/v10821/138/122/1396122875/t1396122875_1117598225593_2053.jpg" alt="" width="166" height="120" /><a title="Clicca per riprodurre il video"><img src="http://vthumb.ak.fbcdn.net/vthumb-ak-sf2p/v10821/138/122/1396122875/t1396122875_1132732523941_2247.jpg" alt="" width="160" height="120" /></a><img src="http://photos-f.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc1/hs230.snc1/7719_1129711488417_1396122875_30307912_2639531_s.jpg" alt="" width="130" height="119" /><a title="VIDEOAFFARI" href="http://www.facebook.com/pages/Milan-Italy/VIDEOAFFARI/147331667609" target="_TOP"></a></h3>
<h2>Badge di Facebook</h2>
<h2><em><span style="color:#0000ff;"><img src="http://www.facebook.com/badge.php?&#38;items[]=badge_page_name&#38;items[]=badge_page_status&#38;items[]=badge_page_pic&#38;items[]=badge_fans_count&#38;layout=vert&#38;id=47470524447&#38;format=png" alt="" width="205" height="269" /></span></em></h2>
<h2><em><span style="color:#0000ff;">meryluise astrologia look,previsionale,bellezza,curativa,abitativa ha 95 fan</span></em></h2>
<h2><em><span style="color:#0000ff;"><img src="http://vthumb.ak.fbcdn.net/vthumb-ak-sf2p/v10821/138/122/1396122875/t1396122875_1132732523941_2247.jpg" alt="" width="359" height="230" /></span></em></h2>
<p><span style="color:#0000ff;">SO CHE SONO MORTALE E DI ESSERE LA CREATURA DI UN GIORNO; MA QUANDO SCRUTO GLI INNUMEREVOLI CERCHI RUOTANTI DELLE STELLE, I MIEI PIEDI NON TOCCANO PIU&#8217; LA TERRA E, FIANCO A FIANCO DELLO STESSO ZEUS, MI SAZIO DI AMBROSIA, IL CIBO DEGLI DEI&#8221;.(Claudio Tolomeo</span>)                                                                                                                                                                         <em>                                               <a href="http://meryluiseastrologa.wordpress.com/files/2009/11/leda.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-400" title="leda" src="http://meryluiseastrologa.wordpress.com/files/2009/11/leda.jpg?w=300" alt="" width="555" height="986" /></a></em></p>
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<div><a title="VIDEOAFFARI" href="http://www.facebook.com/pages/Milan-Italy/VIDEOAFFARI/147331667609" target="_TOP">VIDEOAFFARI</a><br />
<a title="VIDEOAFFARI" href="http://www.facebook.com/pages/Milan-Italy/VIDEOAFFARI/147331667609" target="_TOP"><img src="http://badge.facebook.com/badge/147331667609.1920.2138854674.png" alt="" width="120" height="197" /></a><a title="Clicca per riprodurre il video"><img src="http://vthumb.ak.fbcdn.net/vthumb-ak-sf2p/v10821/138/122/1396122875/t1396122875_1132732523941_2247.jpg" alt="" width="399" height="188" /></a></div>
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<div id="so_video_4b1503b50f26344a37c5d_holder"><a title="Clicca per riprodurre il video"></a></div>
<div><img src="http://vthumb.ak.fbcdn.net/vthumb-ak-sf2p/v10821/138/122/1396122875/t1396122875_1132732523941_2247.jpg" alt="" width="130" height="98" /><img src="http://vthumb.ak.fbcdn.net/vthumb-ak-sf2p/v10821/138/122/1396122875/t1396122875_1132732523941_2247.jpg" alt="" width="130" height="98" /><img src="http://vthumb.ak.fbcdn.net/vthumb-ak-sf2p/v10821/138/122/1396122875/t1396122875_1132732523941_2247.jpg" alt="" width="130" height="98" /></div>
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<div><a href="http://www.facebook.com/video/video.php?v=1132732523941&#38;ref=mf">NOTTE MAGICA DEI DESIDERI NUOVO ANNO CELTICO HALLOWEEN [HQ]</a></div>
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<div>Durata:2:44</div>
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<p> <span style="color:#0000ff;">E&#8217; un video per tutti per grandi e per piccini ,è magia Magia della terra che rinasce atraverso le Fate, ho scritto e declamato parole per un buon futuro per chi lo guarda e lo condivide. c&#8217; &#8216;è una MUSICA mAGICA MEDIOEVALE MOLTO BELLA, da Fata Meryluise Astrologa Buon Anno a chi lo guarderà. Non costa nul&#8230;la provarcii accresce. AVEVANO RAGIONE I CELTI L&#8217;ANNO NUOVO E&#8217; QUANDO IL SEME RINASCE A NUOVA VITA&#8230;IN AUTUNNO INOLTRATO IN LINEA ALTERNATIVA QUANDO GERMOGLIA A PRIMAVERA. RINASCITA PER CHI LO GUARDA RINASCITA RINASCITA.</span> <span style="color:#0000ff;">Durata:2:44</span></p>
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<p><img src="http://feeds.feedburner.com/AstrologiaScuolaMeryluiseAstrologasBlog.1.gif" alt="Astrologia Scuola Meryluise Astrologa's Blog" />  <img src="http://feeds.feedburner.com/wordpress/IYau.2.gif" alt="Meryluise Astrologa's Blog" /> </p>
</div>
</ul>
<p><a href="http://feeds.feedburner.com/~r/Acqua-sulla-lunalaquoWordPresscomTagFeed/~6/2" target="_blank"><img src="http://feeds.feedburner.com/Acqua-sulla-lunalaquoWordPresscomTagFeed.2.gif" alt="acqua-sulla-luna « WordPress.com Tag Feed" /></a><a href="http://feeds.feedburner.com/~r/wordpress/rSHm/~6/3" target="_blank"><img src="http://feeds.feedburner.com/wordpress/rSHm.3.gif" alt="Meryluise Astrologa's Blog" /></a> <a href="http://meryluiseastrologa.wordpress.com/">http://meryluiseastrologa.wordpress.com/</a></p>
<div>  <img src="http://faq.files.wordpress.com/2006/12/somerights20.png" alt="cc -Some rights" /></div>
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<dl class="wp-caption alignnone">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://meryluiseastrologa.wordpress.com/files/2009/11/hs-2009-25-a-web_print-universo.jpg"><img class="size-medium wp-image-402" title="hs-2009-_print universo" src="http://meryluiseastrologa.wordpress.com/files/2009/11/hs-2009-25-a-web_print-universo.jpg?w=240" alt="nasa esa" width="448" height="594" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">hs-2009-_print universo</dd>
</dl>
<p>    <img src="http://www.ninolabarbera.it/Opere/nascita-venere/03-nascita-venere.jpg" alt="Dipinto La nascita di Venere" width="445" height="267" /></p>
</div>
<p>                                                                                                        <a href="http://feeds.feedburner.com/~r/wordpress/GpkZ/~6/1" target="_blank"><img src="http://feeds.feedburner.com/wordpress/GpkZ.1.gif" alt="Commenti per Meryluise Astrologa's Blog" /></a>                                                                      </p>
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</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[LA LUNGA NOTTE DELL'IGUANA a 5 euro!!!!! ]]></title>
<link>http://editriceffequ.wordpress.com/2009/11/01/la-lunga-notte-delliguana-a-5-euro/</link>
<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 19:02:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>editriceeffequ</dc:creator>
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<description><![CDATA[11.01.07 Il fanta thriller di Riccardo Bruni in super offerta per un periodo limitato Promozione str]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><table>
<tbody>
<tr>
<td><strong><span style="color:#800000;">11.01.07</span></strong></td>
</tr>
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<td></td>
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<td><strong><em>Il fanta thriller di Riccardo Bruni in super offerta per un periodo limitato</em></strong></td>
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<td></td>
</tr>
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<td style="text-align:justify;">Promozione straordinaria per il romanzo d&#8217;esordio di Rriccardo Bruni. La promozione è legata all&#8217;evento TEEN AGER IN NERO, una grande sorpresa per tutti gli internauti innamorati del nostro sito. Sulla promozione non vogliamo ancora dirvi nulla per non rovinarvi la sorpresa. Ancora qualche giorno di pazienza&#8230; da lunedì tutti i dettagli saranno online. Sul romanzo di Riccardo, invece, andate un po&#8217; a leggere <strong><a href="//www.chronica.it/content/libri/200603/libri200603_03.php');void(0);">qui</a></strong> l&#8217;autorevole parere di Chronica!</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[CAMPUS racconta Simone Sarasso]]></title>
<link>http://editriceffequ.wordpress.com/2009/11/01/campus-racconta-simone-sarasso/</link>
<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 18:55:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>editriceeffequ</dc:creator>
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<description><![CDATA[04.01.07 SIMONE SARASSO: UNO SCRITTORE AL CONFINE di Elisabetta Priotti Una vita dalle molte sfaccet]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><table>
<tbody>
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<td><strong><span style="color:#800000;">04.01.07</span></strong></td>
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<td></td>
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<td><em><strong>SIMONE SARASSO: UNO SCRITTORE AL CONFINE di Elisabetta Priotti</strong></em></td>
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<td></td>
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<p style="text-align:justify;">Una vita dalle molte sfaccettature, quella di Simone Sarasso, 28 anni, autore di Confine di Stato, uscito per la piccola casa editrice toscana Effequ e da poco acquistato da Marsilio Editore (la nuova edizione è prevista per giugno 2007). “Dopo la laurea in filosofia a Vercelli nel 2003”, racconta Simone, “ho iniziato a lavorare come insegnante di sostegno in un asilo, con bambini da tre a sei anni”. Salvo approdare alla letteratura, la sua passione di sempre. “Sono arrivato alla scrittura in un modo abbastanza rocambolesco: appena laureato ho cominciato a mandare in giro curricula, ma dalle case editrici era difficile avere risposte. Dopo il diniego di ben 650 aziende, invece del classico CV ho mandato una lettera un po’ sopra le righe, dicendo: “Ho fatto un sacco di lavori, dal baby sitter allo sguattero nei bar. Quello che mi piace fare, fondamentalmente, è leggere. Siccome voi stampate i libri e ricevete una tonnellata di manoscritti, io potrei leggerli per voi (e magari potreste pure pagarmi).” Che Sarasso non sia uno che scherza, lo si capisce dalla lettura del suo romanzo: una ricostruzione in chiave thriller dei misteri di un Paese (l’Italia) che non riesce ad approdare alla piena legalità e in cui la rispettabilità del Potere è raggiunta con una lunga sequenza di nefandezze. Sotto l’apparente leggerezza, l’intento è quello di offrire uno spunto di riflessione.</p>
<p><strong>Elisabetta Priotti</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Fernandel su "Confine di Stato"]]></title>
<link>http://editriceffequ.wordpress.com/2009/11/01/fernandel-su-confine-di-stato/</link>
<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 18:39:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>editriceeffequ</dc:creator>
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<description><![CDATA[23.11.06 Una lusighiera recensione di Gianluca Mercadante sul romanzo d&#8217;esordio di Sarasso L’I]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><table>
<tbody>
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<td><strong><span style="color:#800000;">23.11.06</span></strong></td>
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<td><em><strong>Una lusighiera recensione di Gianluca Mercadante sul romanzo d&#8217;esordio di Sarasso</strong></em></td>
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<td style="text-align:justify;">L’Italia brucia. La superficie che mollemente ancora ricopre un intero Paese, celando sotto di essa nefandezze politiche, economiche e sociali compiute praticamente alla luce del sole &#8211; democraticamente si potrebbe anche dire -, in qualche punto è sfuggita al controllo dei fuochisti. Si è cotta un tantino troppo, quella superficie, e allora si sgretola, si spacca, sprizza tizzoni ardenti. Come il libro di Simone Sarasso. Un giovane scrittore che, invece di guardarsi l’ombelico e tanto per cambiare espone poi con enfasi le proprie masturbazioni esistenziali ai lettori, prova a ricostruire con fedeltà una Storia d’Italia che nella fiction trasforma in un’avventura da film: non mancano infatti spie, intrighi internazionali, momenti cruciali del nostro passato “ufficiale”. Scritto a metà strada fra cinema e narrativa tout court, “Confine di Stato” è l’esordio fulminante di un narratore stanco di chiedere perché e ricevere le risposte che cerca ai telegiornali. Tira le fila dell’intera vicenda (che si annuncia essere una trilogia) il personaggio di Andrea Sterling. Salvato dal manicomio nell’immediato Dopoguerra e addestrato dai Servizi Segreti fino a farne una spia, una macchina di morte, un guerrigliero cinico e astuto, Sterling attraversa almeno trent’anni di storia italiana e si trova coinvolto, in primissima fila, nella trama di chi, bene o male, l’Italia la sta facendo. O meglio: la sta forgiando. Non per salvare una Repubblica, non per difendere ideali che sono costati la vita a qualcuno, ma per controllare e distribuire fette di potere. “La guerra” si legge nel libro “non si fa con le pistole. La guerra si fa con le spie”. Sarasso indaga la fine di Mattei, la morte di Feltrinelli, le bombe del ’69, con l’occhio dell’intellettuale, con lo sguardo disincantato di colui che “sa” e bontà sua non fa il poliziotto o il giudice, per tanto al di là delle prove concrete può pensare liberamente (diritto sempre più raro, fra l’altro) e puntare il dito a modo suo, teorizzando qualcosa che potrebbe perfino risultare plausibile. E la tesi di Sarasso plausibile purtroppo lo è. Eccome. “Confine di Stato” presenta inoltre qualche ironica e assai ben elaborata chicca grafica al suo interno, ad esempio la carrellata dei titoli di testa, coi personaggi del libro disegnati a fumetti e tanto di titolone, o il trailer del libro, facilmente rintracciabile nei contenuti extra, siccome la confezione del volume è graficamente e concettualmente ispirata a un dvd. Troppa carne al fuoco, bisogna ammettere, considerata soprattutto anche l’intervista finale all’autore, ma tutto sommato il tentativo di Sarasso nell’insieme è talmente pregevole, e così elegante, che gli si perdonano volentieri eccessi e lacune. Almeno stavolta.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>]]></content:encoded>
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