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	<title>redipuglia-prima-vittoria-in-a1 &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "redipuglia-prima-vittoria-in-a1"</description>
	<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 16:42:12 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[IBL, il pagellone della settimana: Carrozza (1000 valide in carriera) da 10 ma il suo Rimini è da 1, troppo talento sprecato]]></title>
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<pubDate>Mon, 02 Jun 2008 00:17:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Maurizio Roveri</dc:creator>
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<description><![CDATA[di MAURIZIO ROVERI DIECI – A Gigi Carrozza e alle 1000 battute valide d’una bellissima carriera. Le ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>di MAURIZIO ROVERI</strong></p>
<p><strong>DIECI </strong>– A <strong>Gigi Carrozza</strong> e alle 1000 battute valide d’una bellissima carriera. Le ha raggiunte fabbricando un doppio, su un lancio di Betto, al secondo inning di gara 3 fra Rimini e Bologna. E nel successivo turno in battuta, è andato ancora a segno confezionando il singolo per la valida numero 2001. Un giorno speciale, il 31 maggio 2008, per questo veterano che sui diamanti della serie A sta facendosi apprezzare da un ventennio. Debuttò nella stagione 1989. E’ entrato nel “club dei 1000”, e di questo ristretto circolo di campioni (capeggiato da Roberto De Franceschi) è giusto che Carrozza faccia parte. Per la professionalità, per la correttezza, per lo stile che hanno accompagnato tutta la sua carriera.<!--more--></p>
<p>Viaggia verso i 39 anni (è nato il 17 giugno 1969) ed aveva iniziato con qualche affanno la sua diciannovesima stagione (6 su 29, dopo nove giornate), tanto da far avanzare qualche dubbio. Ma poi ha recuperato riflessi e ritmo. Tornando ad essere il Gigi Carrozza di sempre: prezioso, puntuale, incisivo. Ha chiuso, ad esempio, il girone d’andata con un eloquente 6 su 11 nel trittico contro la capolista Fortitudo. Se nella Telemarket irrequieta (e un po’ frustrata) di queste settimane, avessero tutti la sua professionalità…</p>
<p>Io Gigi Carrozza l’ho visto arrivare a Bologna nella primavera del 1989, era un ragazzetto di ancora diciott’anni, l’espressione un po’ smarrita di chi lascia casa per la prima volta (e la sua Matino era molto molto lontana). Lo tesserò Roberto Lambertini, presidente delle Calze Verdi Casalecchio. Ebbe una felice intuizione nel puntare su quel ragazzo pugliese, timido timido, ma che girava bene la mazza ed aveva una buona impostazione da catcher. Lambertini, pur di averlo a Bologna, andò direttamente a casa sua, a Matino (così mi pare) e convinse i genitori. Quel trasferimento in Emilia è stata una grande fortuna per Luigi Carrozza. Si fece vedere, si fece apprezzare, si fece conoscere in serie A. Cosicché, nella stagione successiva, la lunga mano di un club potente come Parma (ancora targata World Vision) arrivò a portarlo via alle Calzeverdi. Che non era certamente in grado di poter competere sul piano economico con l’importante società ducale. L’avventura di Carrozza a Parma cominciò in apertura degli anni novanta. Fino al 1999. E sono state stagioni ruggenti. In quel periodo straordinario di Parma, Gigi ha vinto 4 scudetti e 4 Coppe dei Campioni. Nel box di battuta era tempestoso: in occasione delle semifinali del 1995 il campione pugliese fece registrare un formidabile 812 di slugging, nel 1996 realizzò una stagione da 71 battute valide, nel ’97 disputò una regular season da 402 di media battuta. Dopo il fantastico decennio parmense, Gigi Carrozza ha indossato le casacche del Grosseto (2000), della Fortitudo Bologna (2001), di Reggio Emilia (2003), del Rho (2004), del Modena (2005) e dal 2006 è in Romagna, al servizio dei Pirati, con i quali ha vinto il titolo nel 2006.<br />
I “numeri” di Carrozza in carriera: 874 partite, 1001 battute valide, 640 punti battuti a casa.<br />
Carrozza è il prodotto di una “scuola” importante, quella di Matino: la cittadina salentina, che ha lanciato anche Andrea Castrì, è da una trentina d’anni la culla del baseball pugliese. Nel prossimo agosto Matino sarà la capitale del baseball giovanile perché qui verrà organizzato un importante torneo internazionale.</p>
<p><strong>NOVE</strong> – Ai <strong>Rangers Redipuglia</strong>. Ma perché un 9? vi chiederete: hanno perso in casa due partite su tre nel confronto-salvezza con il Godo… Sì, ma la prima storica vittoria di Redipuglia nella massima serie (quella di sabato notte su diamante di Buttrio, lanciatore vincente Cossar) va celebrata. Va sottolineata. E’ il rispetto che merita la gente che fondò questa società, nel 1971, a Fogliano Redipuglia. E’ il rispetto che merita Paolo Tonzar, il presidente che quest’anno ha portato il club giuliano per la primissima volta in A1. Una sola vittoria, venti sconfitte, al termine del girone d’andata. La squadra ci mette il cuore. Indipendentemente da quel che sarà il risultato finale della stagione, c’è in questa zona un patrimonio ben più importante: la passione, l’entusiasmo, la voglia di fare e di costruire, il pubblico. E’ un territorio, quello del Friuli Venezia Giulia, dove si fa tanto baseball: Redipuglia, Buttrio, Ronchi dei Legionari (che anni indimenticabili, quelli dei Black Panthers targati Cuminicucine, con campioni come Carlos Guzman, Dario Bazzarini, Fiorenzo Gobet), e piccoli attivissimi centri come Staranzano, Cervignano, Castions delle Mura, S.Giorgio di Nogaro. Senza dimenticare Trieste, una società storica come l’Alpina, ora New Alpina e dedicata alla valorizzazione del vivaio. E’ un territorio importante per il baseball italiano. E va coltivato, valorizzato. Merita ci sia una “squadra della regione”, a far da traino, da vetrina, in A1. Si può fare. Non è detto che Redipuglia debba retrocedere. La mia idea è che la FIBS dovrebbe allargare l’Italian Baseball League 2009 a dieci squadre. Per un campionato più ampio. Rimarrebbe il Friuli Venezia Giulia. Poi, può darsi che dalla A2 risalga il Piemonte con l’Avigliana. E se un giorno Milano…</p>
<p><strong>OTTO</strong> – Alla capolista Fortitudo Bologna che ha espugnato due volte la Casa dei Pirati, concludendo il suo “super” girone d’andata con 18 vittorie e appena 3 sconfitte. E’ la Fortitudo del fuoricampista Richard Austin, che capeggia la graduatoria degli homerun avendo fatto volare la “Wilson” per 5 volte oltre la recinzione, ed è leader anche dei punti battuti a casa (25). E’ la Fortitudo di Fabio Betto, l’unico lanciatore di tutta la IBL ad aver vinto 5 partite (ed è bello che questa performance sia di un italiano). E’ la Fortitudo di Rayner Bautista, bravissimo interbase ma anche efficacissimo battitore: primo per punti segnati (24), primo per numero di battute valide (37), primo nel totale basi (57). E’ la Fortitudo di Cody Cillo (4 vittorie, 0 sconfitte, media pgl 0.70) e del suo rilievo Chris George l’unico lanciatore che non ha concesso alcun punto (0 di pgl in 20 riprese lanciate).<br />
Girone d’andata straordinario per la compatta squadra di Marco Nanni. Però, quei 7 errori difensivi commessi nelle due partite di sabato scorso a Rimini non mi sono piaciuti. Attenzione ai cali di concentrazione e d’intensità: in questo campionato non sono permessi.</p>
<p><strong>SETTE </strong>– Al Cariparma, sette vittorie nelle ultime nove partite. Ha sconfitto due volte i campioni d’Italia del Montepaschi Grosseto nello scorso fine settimana. Una squadra in evidente crescita, che si è assestata con l’arrivo dell’ottimo pitcher portoricano Hector Mercado (il cui arrivo ha dato tranquillità a Romero, rilievo vincente in gara1) e con il recupero di Roberto Corradini. Ora il Cariparma di Gerali comincia ad avere una precisa fisionomia. Di questo gruppo, che ha energia e fisicità, il leader è diventato Leonardo Zileri, un campione italiano. Batte 345, ha una percentuale slugging di 560. E 47 il totale delle basi conquistate. Parma è anche la squadra dove sta emergendo Riccardo Bertagnon: lui e un Pascual Matos che comincia a prendere confidenza con il campionato italiano sono stati decisivi per ribaltare gara3 all’ultimo attacco. In una situazone di 2 out, Bertagnon e Matos hanno firmato due singoli consecutivi contro il closer maremmano Giananneschi.</p>
<p><strong>SEI</strong> – Al <strong>Godo</strong> che, andando a vincere due partite su tre in casa del Redipuglia (gara1 a Ronchi dei Legionari e gara2 il sabato pomeriggio a Buttrio), ha compiuto un prezioso passo avanti verso una nuova permanenza nella massima serie.</p>
<p><strong>CINQUE </strong>– Al <strong>“mistero” De Santis</strong>. Riccardo non gioca. E le voci sul conto del suo braccio… si sprecano. C’è chi dice che non ha niente di preoccupante e che, insomma, sarebbe lui a non saper convivere con un po’di dolore. Da altre parti si parla di un ispessimento al tendine del gomito, e addirittura di un possibile intervento chirurgico. Le voci girano, vengono anche ingigantite, De Santis è fermo e il Grosseto fra poco perderà Lucati e Panerati che se ne andranno in USA. Che accadrà? Mistero.</p>
<p><strong>QUATTRO</strong> – A <strong>Lino Luciani</strong>, lanciatore del Godo, che nel big inning da 6 punti del Redipuglia sabato notte concede 3 singoli e 2 fuoricampo. Sei punti subiti, con 2 out. Davvero una serataccia per Lino: in 3.2 riprese, 10 valide concesse e 8 punti subiti (tutti pgl).</p>
<p><strong>TRE </strong>– Al <strong>Nettuno</strong> di gara3, quella perduta contro il San Marino. E’ vero che la squadra di Bagialemani era orfana di Frank Menechino (che per problemi fisici ha rinunciato a proseguire la stagione), è vero che mancava pure Peppe Mazzanti che è l’uomo-chiave dell’attacco nettunese, tuttavia un gruppo di consistenti battitori com’è quello della Danesi non può produrre soltanto 2 battute valide in 9 inning. E sul proprio campo. Contro lanciatori decorosissimi, ma… non dei fenomeni, come Tonellato, Martignoni e Nyari.</p>
<p><strong>DUE </strong>– A <strong>Danilo Sanchez</strong>, catcher del Godo, uno straniero che batte (?) 196. E che si è fatto rubare 14 basi in 15 partite.</p>
<p><strong>UNO</strong> – Alla <strong>Telemarket Rimini</strong>. Fa rabbia vedere così indietro in classifica (10 vittorie e 11 sconfitte), e così scomposta, una squadra attrezzata per un campionato di ben altro spessore. Troppo talento sprecato. Il problema è che il Rimini non è ancora squadra. Non fa gruppo. Discussioni, litigi, anche nel dugout. Si tira avanti con prodezze individuali. Peccato, perché questa sarebbe una squadra di valore. Non ha il fuoricampista, però c’è tanta gente che la mazza la sa girare bene. Filippo Crociati, ad esempio, sta proponendo un campionato superlativo. Non ci sono buoni equilibri nella squadra, soprattutto a livello difensivo, come indicano i 38 errori commessi in 21 partite.</p>
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