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	<title>riccardo-rasman &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/riccardo-rasman/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "riccardo-rasman"</description>
	<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 20:58:53 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Allouin Orror Sciò]]></title>
<link>http://lameduck.wordpress.com/2009/10/30/allouin-orror-scio/</link>
<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 21:20:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>lameduck</dc:creator>
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<description><![CDATA[Guardala in grande Non lasciatevi fuorviare dal tono satirico e burlesco della vignetta. Il divertim]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://farm3.static.flickr.com/2551/4059038922_b88bc61688_o.jpg"><img alt="" src="http://farm3.static.flickr.com/2551/4059038922_b88bc61688_o.jpg" border="0" /></a><span style="font-style:italic;font-weight:bold;">Guardala </span><a style="font-style:italic;font-weight:bold;" href="http://www.flickr.com/photos/97998875@N00/4059038922/sizes/o/">in grande</a>
<div>
<div>Non lasciatevi fuorviare dal tono satirico e burlesco della vignetta. Il divertimento per oggi finisce lì. Da questa riga in giù si parlerà di cose tragiche.<br />Halloween non è mai capitato più a fagiolo di quest&#8217;anno. Di orrori, questo scorcio di ottobre ce ne sta offrendo tanti.</p>
<p>L&#8217;orrore della <span style="font-weight:bold;">crisi economica</span> che è come l&#8217;influenza, non si sa se c&#8217;è veramente o è solo una scusa per vendere vaccini e licenziare persone che non si saprebbe altrimenti come eliminare dal ciclo produttivo per risparmiare sui costi (ed aumentare i profitti?)<br />&#8220;C&#8217;è la crisi, trovati un altro lavoro&#8221; è la frase che sempre più gente si sente dire. Vera o non vera la motivazione, è l&#8217;alibi perfetto. L&#8217;Irap? Ma certo. Tagliatela solo a chi non licenzia e dimezzatela a chi addirittura assume. Non ci vuole Einstein.<br />La crisi c&#8217;è ma non per tutti, colpisce duro solo alcuni settori. Non è generalizzata altrimenti Berlusconi non direbbe che è già alle spalle. Lui, a parte le multe da pagare, va a gonfie vele.<br />La crisi è alle spalle si, ma dei lavoratori, pronta ad inchiappettarli.</p>
<p>A proposito di crisi, operai ed orrore. L&#8217;orrido ministro Scajola è in visita all&#8217;Atitech.<br />
<blockquote><a style="font-style:italic;" href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/economia/2009/27-ottobre-2009/scajola-contestato-dipendente-atitechvoi-politici-vi-arricchite-stronzo-1601924352032.shtml"><span style="font-weight:bold;">Scajola</span></a><span style="font-style:italic;"> si stava intrattenendo con alcuni operai quando è stato contestato da uno di questi. «Tanto sappiamo come finisce &#8211; ha inveito il dipendente &#8211; che voi politici vi arricchite e che gli imprenditori si arricchiscono». «Perchè generalizza?», è stata risposta del ministro.- «Perchè tutti? È come se io dicessi che sono tutti <span style="font-weight:bold;">stronzi come lei</span>. Ma non lo dirò».</span></p></blockquote>
<p>Anche spiritoso, chi l&#8217;avrebbe mai detto?</p>
<p>Orrore e Arroganza. L&#8217;arroganza del potere. &#8220;Lei non sa chi sono io&#8221;. &#8220;Io sono io e voi&#8230;&#8221; Così se la cavò <a href="http://www.repubblica.it/interstitial/interstitial1764696.html"><span style="font-weight:bold;">un politico</span></a> pizzicato nella zona dei trans a Roma. Pare di centrodestra quindi sfalsante la leggenda metropolitana del maschio destro che va solo a donne con la vagina autentica originale in vera pelle.</p>
<p>L&#8217;orrore è la Camorra. A Napoli, nei Quartieri Spagnoli, un&#8217;<a href="http://tv.repubblica.it/copertina/cos%C3%AC-uccide-la-camorra/38501?video"><span style="font-weight:bold;">esecuzione</span></a> nell&#8217;indifferenza generale diventa un video tra i più cliccati. Un morto sparato a terra e la gente che continua a grattare il gratta-e-vinci. Non solo &#8216;o cazzo nun vo&#8217; penzieri.</p>
<p>L&#8217;orrore è un ragazzo morto per pochi grammi di droga, <a href="http://www.leggonline.it/articolo.php?id=32545"><span style="font-weight:bold;">Stefano Cucchi</span></a>. Morto come <a href="http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/"><span style="font-weight:bold;">Federico Aldrovandi</span></a> e <a href="http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2009/03/dalli-al-matto.html"><span style="font-weight:bold;">Riccardo Rasman</span></a>. Morto in carcere in un paese dove ufficialmente non c&#8217;è la pena di morte. Trattato post-mortem senza un briciolo di pietà &#8211; come fecero con Carlo Giuliani, massacrato in Piazza Alimonda, dal popolo dei <span style="font-weight:bold;">borghesi sempre più piccoli</span>, questi mostri merdosi senz&#8217;anima che scrivono sui forum, vantandosene: &#8220;<a href="http://roma.repubblica.it/dettaglio-inviato?idarticolo=reproma_1764495&#38;idmessaggio=1583451#commentatutti"><span style="font-weight:bold;">Quante storie per un balordo</span></a>. <span style="font-weight:bold;">Non era un bravo ragazzo padre di famiglia</span>&#8220;.<br />Un altro ministro orrorifico del &#8220;Silvio Horror Picture Show&#8221;, La Russa, dice a proposito del caso Cucchi che <span style="font-weight:bold;">&#8220;lui non c&#8217;era ma sicuramente le forze dell&#8217;ordine si sono comportate bene.&#8221;</span> In che paese siamo finiti, se perfino <a href="http://www.asca.it/news-CASO_CUCCHI__FIORE_%28FN%29__LA_RUSSA_HA_DONO_ONNISCENZA-871060-ORA-.html"><span style="font-weight:bold;">Roberto Fiore</span></a> ammette che l&#8217;onniscente ministro &#8220;ha perso un&#8217;occasione per stare zitto&#8221;?</p>
<p>E&#8217; lo stesso orrore del <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=77193&#38;sez=HOME_ROMA"><span style="font-weight:bold;">paesello</span></a> che si stringe attorno ad un gruppetto di <span style="font-weight:bold;">stupratori, quelli si bravi ragazzi di famiglia</span>, e crocifigge la vittima che <a href="http://www.viterbooggi.org/index.php?tipo=contenuto&#38;ID=11461&#38;categoria=Stupro%20di%20Montalto.%20Rissa%20in%20diretta%20su%20%22Domenica%20Cinque%22%20%28GUARDA%20I%20VIDEO%29"><span style="font-weight:bold;">&#8220;sicuramente ci stava&#8221;</span></a>. Come no, una gang-bang è il sogno di ogni ragazza.</p>
<p>Oppure è l&#8217;orrore del <a href="http://milano.repubblica.it/dettaglio/melzo-in-tre-chiedono-di-abortire-il-primario-urla-in-corsia:-assassine/1761756"><span style="font-weight:bold;">medico baciapile</span></a> che si permette di dare delle assassine a donne che hanno deciso di abortire avvalendosi di una legge nazionale. Dello Stato italiano, non della Repubblica Cattolica Fondamentalista d&#8217;Italia.</p>
<p>Eccoli i veri mostri di Halloween, altro che zombie, mummie e vampiri in maschera.</div>
<div></div>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[LICENZA DI UCCIDERE]]></title>
<link>http://liberthalia.wordpress.com/2009/07/16/licenza-di-uccidere/</link>
<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 14:15:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sendivogius</dc:creator>
<guid>http://liberthalia.wordpress.com/2009/07/16/licenza-di-uccidere/</guid>
<description><![CDATA[ Il ‘cretino’ con la pistola   “Sono un cretino, non un Rambo. Sono solo una persona che ha creduto ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2 style="text-align:justify;"><span style="color:#ffcc99;"> Il ‘cretino’ con la pistola</span></h2>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><em>  “Sono un cretino, non un Rambo. Sono solo una persona che ha creduto di fare il suo dovere. Non ho mai preso la mira, lo ripeterò sempre. Non sono un pazzo che rischia di colpire un&#8217;auto di passaggio: c&#8217;era un&#8217;autostrada di mezzo. I giornali mi avevano già condannato: in questo paese non c&#8217;è giustizia. Sono i prepotenti, i forti, quelli che sanno parlare bene, sanno raccontarti e rigirarti, ad avere la meglio. Non gli ignoranti morti di fame come me. Le persone oneste che hanno rispettato le leggi non valgono niente. Antipatica la mia voce, il mio accento meridionale e anche il mio cognome, Spaccarotella. Tutti hanno visto in me l&#8217;uomo forte che &#8217;spacca&#8217;, che uccide. Invece io sono un padre, un marito e un figlio”<br />
</em>  <span style="color:#ffcc99;">(Luigi Spaccarotella)</span></h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">Nella sua nota auto-assolutoria, l’agente Spaccarotella ha dimenticato di aggiungere l’unica cosa che conti davvero… una condanna per omicidio (colposo)</span> “aggravato dalla previsione dell’evento”<span style="color:#888888;">.</span><br />
<span style="color:#888888;">Tecnicamente, Luigi Spaccarotella è un <span style="color:#ffffff;">‘assassino’</span>. Ma lui, al massimo, si reputa un</span> “cretino”<span style="color:#888888;">: </span><span style="color:#888888;">un tipo un po’ imbranato che ha combinato una marachella. Nella fattispecie, ha solo sparato in testa ad un ragazzo di venticinque anni (<em>un pericoloso Ultras! Un terrorista</em>!).<br />
Per la ‘Giustizia’ italiana, la vita umana ha un valore variabile… molto dipende dall’abito che indossi. Meglio se si tratta di una divisa. Per esempio, la vita di <span style="color:#ffcc99;">Gabriele Sandri </span>(ammazzato l’11 Novembre 2007) vale <span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#ffffff;">6 anni</span></span>, certamente non di carcere giacché le uniche sbarre, che l’eroico Spaccaretella vedrà, sono quelle della porta girevole dietro la quale si fa ritrarre nella foto.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-790" title="Luigi Spaccarotella" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/07/luigi-spaccarotella.jpg" alt="Luigi Spaccarotella" width="220" height="300" /></span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">Una porta girevole come quella dei tribunali, da dove entri ed esci come se nulla fosse, collezionando pene senza certezza, con la stessa efficacia delle “grida” manzoniane.<br />
Quello che più irrita, nella sua stucchevole indisponenza, non è il fatto che il sig. Spaccarotella, agente della Polstrada, abbia impugnato l’arma d’ordinanza con entrambe le mani per prendere meglio la mira, come dichiarato da ben <span style="text-decoration:underline;">5 testimoni oculari sotto giuramento</span>.<br />
Non è il fatto che gli altri tre colleghi dell’agente imputato, presenti sul posto, non abbiano invece visto o sentito nulla.<br />
A sconcertare, non è il fatto che i bossoli esplosi siano immediatamente scomparsi dalla ‘scena del crimine’, eliminando un prezioso elemento probatorio a riprova che Spaccarotella ha sparato due volte. Dunque, l’agente non ha esploso un solo colpo di avvertimento in aria, come invece sosteneva prima della deposizione dei testimoni. Questo proiettile, per misteriose e imperscrutabili Leggi della Fisica (conosciute solo dai legali del poliziotto) avrebbe dovuto compiere un tortuoso giro parabolico, avvitandosi in una spirale, fino a colpire l’auto sulla quale viaggiava lo sfortunato Sandri, a causa di strane deviazioni aeree.<br />
A irritare, non sono la miriade di versioni contraddittorie depositate dalla difesa: Spaccarotella è inciampato ed ha sparato accidentalmente (sembra che tra il personale in servizio armato ci siano seri problemi di deambulazione!). Successivamente deve averci ripensato, sostenendo in aula di:</span></h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;">“<em>aver alzato istintivamente il braccio ed è partito un colpo</em>”</h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">All’inizio, ad alzarsi è stato un braccio solo, finché (“<em>forse</em>”) si è aggiunto anche l’altro. E il colpo è esploso involontariamente, mentre correva, perché lui neanche lo sapeva di impugnare la pistola:</span></h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;">“<em>Non mi sono reso conto di avere la pistola in mano mentre correvo. Ho fatto un gesto come per indicare, come per dire &#8217;sti stronzi&#8230; e ho sentito il botto</em>”</h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">Anzi no! Luigi Spaccarotella ha sparato da fermo, ma senza prendere la mira:</span></h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;">“<em>Ho visto che erano saliti in macchina e mi sono fermato. Poi ho fatto un gesto come per indicarli. Mi sono reso conto di aver sparato quando ho sentito il colpo</em>”</h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">Evidentemente, l’agente Spaccarotella deve essere affetto da una insolita forma di sonnambulismo diurno: estrae la sua Beretta dalla fondina; libera la levetta della ‘sicura’; arma il ‘carrello’, facendo scivolare il colpo in canna; alza il ‘cane’ della pistola e invece di tenere il dito indice disteso con prudenza lungo il ‘ponticello’ dell’arma (come da regolamento), lo lascia poggiato sul grilletto finché, incidentalmente, preme e spara.<br />
Però lui di tutto questo non si è mai accorto: sono azioni avvenute a sua insaputa.<br />
Aggiunge poi che lui non è che abbia una grande mira, perché al poligono ci va poco e non si è tenuto al passo coi “tiri di mantenimento”. Per questo estrae la pistola con tanta facilità.<br />
Tuttavia, nei momenti di lucidità, qualcuno deve avergli fatto notare che chi spara da un lato all’altro di una carreggiata autostradale, lungo quattro corsie a scorrimento di traffico veloce, <span style="text-decoration:underline;">poteva ammazzare chiunque</span>. Immaginate se avesse colpito l’autista di un autoarticolato, col TIR che continuava la sua corsa senza guidatore&#8230;<br />
Allora, il nostro prode agente di Polstrada cambia di nuovo versione e, con la coerenza che lo distingue, dichiara:</span></h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;">“<em>Non ho mai preso la mira, lo ripeterò sempre. Non sono un pazzo che rischia di colpire un&#8217;auto di passaggio: c&#8217;era un&#8217;autostrada di mezzo</em>”</h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">E che caspita! Aggiungiamo noi.<br />
No, quello che più indispone sono le esternazioni pubbliche di Luigi Spaccarotella, di uno che per tutta la durata del processo si è avvalso della <span style="color:#ffcc99;">“facoltà di non rispondere”</span>!<br />
È l’insulso vittimismo all’insegna di un meridionalismo d’accatto che disgusta di più: la falsa retorica del “morto di fame”, l’immancabile manfrina del solito ‘<em>sbirro</em>’ sottopagato, il piagnisteo del povero &#8216;<em>terruncello</em>&#8216; perseguitato dal ‘sistema’ (del quale Spaccarotella è parte integrante)&#8230;</span></h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;">“<em>In questo paese non c’è giustizia</em>”</h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">Vero! Infatti, non appena la Corte d’Assise di Arezzo ha letto la sentenza, il martire Spaccarotella sbotta:</span></h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;">“<em>Ho pianto di gioia</em>”</h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">Perché evidentemente era molto deluso dalla sentenza. Tant’è che subito dopo precisa:</span></h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;">“<em>Ho fatto bene a credere nella giustizia</em>”</h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">E con generosità dedica anche un nobile pensierino per la vittima (e per sé stesso):</span></h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;">“<em>Io e Sandri siamo due poveracci coinvolti in una cosa più grande di noi. Lui è morto e ha avuto la peggio e io sono qui ad assumermi le mie responsabilità</em>”</h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">Anche se, attualmente, il sig. Spaccarotella, dopo la sospensione dal servizio, è afflitto da ben altre preoccupazioni:</span></h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;">“<em>Ora il mio stipendio è dimezzato e non arrivo a mille euro. Ho dovuto vendere la casa perché non riuscivo a pagare il mutuo. Ne cercheremo un&#8217;altra, magari in affitto</em>”</h3>
<p style="text-align:justify;"> </p>
</blockquote>
<h2 style="text-align:justify;"> <span style="color:#ffcc99;">INCIDENTI DI PERCORSO</span></h2>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">Per fortuna, il nostro eroe tornerà presto a indossare la divisa, ed impugnare la pistola, al servizio di noi tutti. Alla fine, tutto è bene ciò che finisce bene. In fondo, si è trattato di un piccolo inconveniente del mestiere. Cose che capitano… <br />
<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-789" title="aldrovandi01G" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/07/aldrovandi01g1.jpg?w=150" alt="aldrovandi01G" width="150" height="115" /> Come a<span style="color:#ffcc99;"> Ferrara, il 25 Luglio 2005</span>, quando quattro agenti di polizia bastonano a morte un 18enne, <span style="color:#ffcc99;">Federico Aldrovrandi </span>(<em>un drogato! Un teppista impasticcato!</em>), con tale violenza da riuscire a spezzare perfino un <span style="text-decoration:underline;">paio di manganelli</span> contro il corpo inerme del ragazzo moribondo e&#8230; ammanettato! <br />
Osservate il giovane Federico, prima e dopo il <em>trattamento</em>: una reazione assolutamente giustificata dall&#8217;imponenza fisica e dalla notoria pericolosità sociale del ragazzo incensurato. Per una questione di rispetto, la fotografia la trovate confinata in una apposita sezione del sito <a href="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/07/aldrovandi-dopo-lincontro-con-la-polizia.jpg" target="_blank"><span style="color:#ff0000;">[qui]</span></a>.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;"> </span><span style="color:#888888;">L’assassinio di Aldrovandi, per lo Stato, vale una condanna a <span style="color:#ffcc99;"><span style="text-decoration:underline;">3 anni e 6 mesi</span> “per eccesso colposo in omicidio colposo”</span> (alla quale dovranno essere applicati  i benefici dell’indulto), a carico degli agenti di PS: <span style="color:#ffffff;">Paolo Forlani, Monica Segatto, Enzo Pontani, Luca Pollastri</span>, i quali dal servizio attivo non sono mai stati sospesi. E infatti pare fossero al G-8 de L’Aquila per mansioni di ‘ordine pubblico’. Perciò, mi raccomando! Se li incontrate per strada, non chiamateli <span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#ffcc99;">ASSASSINI</span></span>. Potreste essere puniti ai sensi dell’ <span style="color:#ffcc99;">Art. 341-bis</span> del Codice Penale, per &#8220;offesa a pubblico ufficiale&#8221; (reato appena ripristinato):</span></h3>
<blockquote>
<h4 style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;"><span style="color:#ffffff;">“Chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone, offende l’onore ed il prestigio di un pubblico ufficiale mentre compie un atto d’ufficio ed a causa o nell’esercizio delle sue funzioni è punito con la</span> <span style="color:#ffcc99;"><span style="text-decoration:underline;">reclusione fino a tre anni</span></span><span style="color:#ffffff;">.</span><br />
    <span style="color:#ffffff;">La pena è aumentata se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato. Se la verità del fatto è provata o se per esso l’ufficiale a cui il fatto è attribuito è condannato dopo l’attribuzione del fatto medesimo, l’autore dell’offesa non è punibile.<br />
    Ove l’imputato, prima del giudizio, abbia riparato interamente il danno, mediante risarcimento di esso sia nei confronti della persona offesa sia nei confronti dell’ente di appartenenza della medesima, il reato è estinto”</span></span></h4>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;"><img class="alignleft size-full wp-image-784" title="Riccardo Rasman" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/07/riccardo-rasman.jpg" alt="Riccardo Rasman" width="182" height="213" />  Come a <span style="color:#ffcc99;">Trieste, il 27 Ottobre 2006</span>, quando il 34enne <span style="color:#ffcc99;">Riccardo Rasman</span> (<em>Un matto! Uno schizzato!</em>) viene aggredito e massacrato nel suo monolocale, da altri quattro agenti di PS in ‘visita di cortesia’ a domicilio. Su Rasman, ci si è accaniti con tutta la violenza con la quale i vigliacchi, solitamente, si accaniscono contro  i più deboli. </span><span style="color:#888888;">(A proposito di Riccardo, potete leggere <span style="color:#ff0000;"><a href="http://www.reti-invisibili.net/retinvisibili/articles/art_13824.html" target="_blank"><span style="color:#ff0000;">qui</span></a></span>, anche <span style="color:#ff0000;"><a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2008/07/002703.html" target="_blank"><span style="color:#ff0000;">qui</span></a></span> e perfino <span style="color:#ff0000;"><a href="http://www.beppegrillo.it/2008/07/in_morte_di_ric/index.html#comments" target="_blank"><span style="color:#ff0000;">qui</span></a></span>). <span style="color:#888888;">Coloro, che invece delle parole preferiscono la realtà  cruda e  brutale delle  immagini, possono  cliccare questo <span style="color:#ff0000;"><span style="text-decoration:underline;"><a href="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/07/la-morte-di-rasman.jpg" target="_blank">link</a></span></span>.</span><span style="color:#ff0000;"><br />
</span>Il processo per l’omicidio Rasman (una battaglia solitaria portata avanti dagli anziani genitori) si è concluso con una condanna definita “storica” dei tre poliziotti imputati: <span style="color:#ffcc99;"><span style="text-decoration:underline;">6 mesi con la condizionale</span></span>, la non menzione della pena, nessun provvedimento disciplinare.<br />
Appunto, una <span style="color:#ffcc99;">“condanna storica”</span>. Giustizia è fatta </span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;"><img class="alignright size-full wp-image-786" title="Aldo Bianzino" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/07/aldo-bianzino.jpg" alt="Aldo Bianzino" width="181" height="213" />Come nelle campagne perugine, il <span style="color:#ffcc99;">12 Ottobre 2007</span>, quando il 44enne <span style="color:#ffcc99;">Aldo Bianzino</span> (<em>un fricchettone! Un fattone</em>!) viene arrestato per possesso di marijuana. Tradotto nel carcere di Capanne (PG), ne uscirà cadavere il giorno dopo.<br />
Se volete saperne di più, potente intanto leggere<span style="color:#ff0000;"> <a href="http://www.beppegrillo.it/2007/11/cristo_si_e_fer.html" target="_blank"><span style="color:#ff0000;">qui</span></a><span style="color:#ff0000;"> </span></span>e ancora <span style="color:#ff0000;"><a href="http://selvaggia-mente.blogspot.com/2008/06/aldo-bianzino-ucciso-in-un-carcere.html" target="_blank"><span style="color:#ff0000;">qui</span></a></span>.<br />
Per la morte di Bianzino non pagherà nessuno, giacché in vita è rimasto solo il figliolo di 16 anni che certo non può permettersi le spese legali di un processo. E visti poi i risultati…</span></h3>
<h2 style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;"> <span style="color:#ffcc99;">REPETITA IUVANT</span></span></h2>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#ffffff;">“Dall&#8217;inizio del mio mandato, mi sto adoperando per approfondire, e anche correggere, tutte le modalità di intervento ‘in piazza’ anche avviando la costituzione della prima scuola di polizia per la tutela dell&#8217;ordine pubblico che sarà inaugurata il prossimo 3 dicembre [2008]. Abbiamo ai vertici dei reparti, investigativi e operativi in genere, persone pulite. Dal luglio dello scorso anno [2007], io sono il loro garante e mi assumo, come ho già fatto, la responsabilità per gli errori che possano commettere. Sto scrivendo l&#8217;ultimo capitolo della mia storia professionale e non lo macchierò certo per reticenza, per viltà o per convenienza.”</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#ffcc99;">Antonio Manganelli.<br />
<em>Capo della Polizia<br />
</em><span style="text-decoration:underline;">16 Novembre 2008</span></span></h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">Ma che belle parole!</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"> </h3>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[LA QUESTIONE DELLA GIUSTIZIA]]></title>
<link>http://jabez65.com/2009/05/04/la-questione-della-giustizia/</link>
<pubDate>Mon, 04 May 2009 21:16:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>jabez65</dc:creator>
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<description><![CDATA[(Fonte: comitato Giuseppe Coletti.blogspot.com) Quando un cielo è molto bello si dice “sembra dipint]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>(Fonte: <a href="http://comitatogiuseppecoletti.blogspot.com/">comitato Giuseppe Coletti.blogspot.com</a>)</p>
<p>Quando un cielo è molto bello si dice “sembra dipinto”. Quando qualcosa è stupefacente si dice “sembra un film”.<br />
Nella nostra vita confondiamo spesso realtà e finzione.<br />
E’ difficile riconoscere la realtà delle cose perché nella mente abbiamo linguaggi codificati da una cultura poco variegata.<br />
Faccio un esempio: se un uomo si dimostra coraggioso e sprezzante del pericolo a volte si dice “Ha fatto un’americanata”. Forse perché abbiamo la mente piena di film come Independence Day o Alien o Predator dove l’eroe non muore mai e non ha paura di nulla. Dove l’eroe ha qualità fuori dal comune, come Superman o Mc Guyver. Non pensiamo a Martin Luther King, che aveva le stesse qualità, era americano ed era anche reale!<br />
Un uomo che corteggia troppe donne diventa un Don Giovanni, prodotto teatrale-musicale.<br />
Due giovani di una coppia molto affiatata vengono chiamati Giulietta e Romeo.<br />
Nella nostra cultura non ci sono stereotipi del genitore che perde ingiustamente un figlio.<br />
Intendo, con ingiustamente, una di quelle morti repentine causate dal <span style="color:#ffcc99;">c<strong>rollo di una scuola</strong></span></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://2.bp.blogspot.com/_Bu3NXADAiWM/SSiZOdfOFgI/AAAAAAAAB7A/czznkDBybW4/s400/20.JPG" alt="" width="400" height="257" /></p>
<p><span style="color:#ffcc99;"><strong>o da un autista ubriaco</strong></span></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/cronaca/auto-contro-muro/auto-contro-muro/ansa_11404102_21220.jpg" alt="" width="280" height="210" /></p>
<p><span style="color:#ffcc99;"><strong>o dal macchinario impazzito di una fabbrica</strong></span>.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.wuz.it/ansa/la/16/2008-04-16_116210980.jpg" alt="" width="280" height="220" /><br />
(Per un genitore tutte le morti sono ingiuste, ma adesso voglio concentrarmi su queste tipologie di decessi)<br />
Non c’è nella nostra cultura la figura del genitore che perde un figlio. Il film di Nanni Moretti non ha colmato la lacuna. Forse cento film potrebbero spiegarli alle menti poco fini… Forse…<br />
Quando vediamo in televisione padri e madri a cui è morto il figlio, che sanno o immaginano di chi è la colpa, e li vediamo chiedere “<strong>Giustizia, giustizia</strong>”, rimaniamo senza parole.<br />
<span style="color:#ff6600;"><strong>Non li capiamo. Chiedono “Giustizia” in maniera veemente quando il processo è appena iniziato o quando si sta per concludere</strong></span>. Quando si stanno ancora facendo le indagini e quando “chi di dovere” sta facendo il proprio mestiere. O almeno, a noi sembra così.<br />
<strong>Giustizia</strong>…<br />
Conosciamo Rambo. Conosciamo i personaggi di Quentin Tarantino. Conosciamo Amleto.</p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#ff6600;"><strong>Ma quella non è Giustizia. Quella si chiama vendetta</strong></span>.</p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:left;">Queste persone non vogliono vedere il responsabile in galera per andarlo a trovare tutti i giorni, per trent’anni, e ridergli in faccia.<br />
Queste persone vedono assassini e colpevoli camminare per le strade dei loro minuscoli paesini e non si appostano dietro l’angolo con un coltello in mano né gli rigano la macchina né rapiscono i loro figli. La Giustizia la cercano ma non la fanno da sé.<br />
E allora che cosa vogliono queste persone? <strong>Soldi</strong>?<br />
<span style="color:#ff6600;"><em>I</em><em> soldi sono per le persone felici. Chi ha perso una persona amata non sarà mai felice come era prima</em></span>.<br />
I soldi aiutano, ma questa gente, questi parenti e amici, non perdono tempo dietro a processi sempre meno giusti per dei soldi. I soldi sono tutti uguali, la persona morta era unica.<br />
Questa gente difende un sepolcro. Sono i nuovi Templari.<br />
Difendono quella parte di anima dove giace il loro caro perché troppe persone glielo vogliono portare via. Un’altra volta.<br />
Quando muore qualcuno, è sempre colpa sua.<br />
Invece di parlare dei colpevoli, la Voce del Popolo enfatizza le cose negative che il morto ha fatto e non potrà fare più.<br />
Cose negative vere o presunte.<br />
Come negli anni Settanta si mettevano sotto processo le <span style="color:#ff6600;">donne stuprate</span> con domande come “<em><strong>Perché indossavi la gonna? Perché hai accettato un passaggio dal collega di lavoro? Perché attraversavi il parco a mezzanotte?</strong></em>”, così, nel Duemila, in Italia, il deceduto viene accusato di tutto.</p>
<p style="text-align:left;"><strong><span style="color:#ff6600;"><img class="alignleft" src="http://www.corriereromano.it/public/img_vanessa01g.jpg" alt="" width="146" height="113" />Vanessa Russo</span>, la ragazza uccisa da un colpo di ombrello nella metropolitana di Roma, fu accusata di essere un’attacca-brighe.</strong></p>
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<p style="text-align:left;"><strong> <span style="color:#ff6600;"><img class="alignleft" src="http://lindaserra.files.wordpress.com/2008/07/normale_ry8qk6bj20071111_sandri.jpg?w=148&#038;h=130" alt="" width="148" height="130" />Gabriele Sandri</span>, ragazzo ucciso da una pallottola mentre dormiva nella sua auto ferma in un autogrill, fu accusato di andare allo stadio con spranghe nel portabagagli.</strong></p>
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<p style="text-align:left;"><strong> <span style="color:#ff6600;"><img class="alignleft" src="http://www.tlaxcala.es/images/gal_4038.jpg" alt="" width="151" height="121" />Riccardo Rasman</span>, ragazzo con problemi psichici, ucciso dalle botte di alcuni poliziotti, è stato accusato di attentare alla vita dei passanti lanciando dei petardi dal balcone.<br />
</strong></p>
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<p style="text-align:left;"><strong><img class="alignleft" src="http://www.tlaxcala.es/images/gal_4034.jpg" alt="" width="152" height="229" />Di <span style="color:#ff6600;">Federico Aldovrandi</span>, ucciso da altri poliziotti a soli diciotto anni, hanno detto che era un drogato.</strong></p>
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<p style="text-align:left;"><strong> <img class="alignleft" src="http://www.cadutisullavoro.it/sacrario/foto/00249.jpg" alt="" width="151" height="143" />Mio fratello, <span style="color:#ff6600;">Anthony Forsythe</span>, travolto da un treno mentre interveniva per un problema elettrico vicino la stazione di Torricola, è stato accusato di essere avventato, inadeguato, incosciente, menefreghista, talmente idiota da passeggiare lungo il binario nonostante sapesse (ma lo sapeva davvero?) dell’arrivo prossimo di un treno</strong>.</p>
<p style="text-align:left;">La Legge deve essere al di sopra delle chiacchiere. Ma spesso non è così.<br />
Un delinquente (o uno scemo) fanno meno pena, sono meno difendibili.<br />
Quei padri, madri, mogli, mariti, fratelli, sorelle invocano la Giustizia <span style="text-decoration:underline;"><strong>perché le chiacchiere gli sgretolano il ricordo del loro caro sotto gli occhi</strong></span>.<br />
Il tempo distrugge il loro corpo senza vita, le menzogne ne divorano il ricordo.<br />
Chi ha un’urna cineraria non la espone al vento.<br />
Invece colleghi, giudici, magistrati, giornalisti senza scrupoli, alcuni politici, molti colpevoli, prendono quell’urna dalle mani di chi vuole custodirla e la aprono e lasciano che la cenere sia dispersa.<br />
Nulla. Non vogliono far rimanere nulla. Chi può difendere quello che non c’è più?<br />
A chi interessa difendere il nulla?<br />
Le persone da me elencate erano tutte innocenti.<br />
Mia madre ha sognato Anthony che le chiedeva:<br />
&#60;&#60; Diglielo che sono innocente.&#62;&#62;<br />
Così, lo dico a voi: <span style="color:#800000;"><strong>mio fratello non era un incosciente. Non fischiettava di fronte al pericolo. Non correva in autostrada a 160 Km/h. Non si drogava. Non beveva. Non disprezzava i suoi colleghi né i suoi superiori. Rispettava la sua vita come quella degli altri</strong></span>.<br />
<strong>La morte può averlo cambiato, ma il suo ricordo no, non cambierà.<br />
Io lo so e voglio che la Giustizia lo dica a tutti quelli che sostengono il contrario.</strong></p>
<p>Eileen M. Forsythe</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Breve riflessione sulla giustizia]]></title>
<link>http://zakunin.wordpress.com/2009/01/30/breve-riflessione-sulla-giustizia/</link>
<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 16:41:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>zakunin</dc:creator>
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<description><![CDATA[Si è conclusa ieri la vicenda giudiziaria di Riccardo Rasman (vedi Riccardo Rasman), giovane utente ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Si è conclusa ieri la vicenda giudiziaria di Riccardo Rasman (vedi <a href="http://zakunin.wordpress.com/2008/07/04/riccardo-rasman/" target="_blank">Riccardo Rasman</a>), giovane utente psichiatrico assassinato dalla polizia. La sentenza infligge pene da tre a sei mesi per 3 degli imputati e concede l&#8217;assoluzione ad un quarto.</p>
<div id="attachment_237" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-237" title="dredd" src="http://zakunin.wordpress.com/files/2009/01/dredd.jpg?w=300" alt="dredd" width="300" height="202" /><p class="wp-caption-text">quando il poliziotto è anche giudice e boia</p></div>
<p>Potrei ampliare la discussione con acute osservazioni sul nostro sistema giudiziario, con appassionate disamine sulla violenza insita in corpi istituzionali quale quello della polizia, con attente dissertazioni sull&#8217;incapacità comunicativa tra istituzioni e così via.</p>
<p>Non lo farò, semplicemente perchè questa è l&#8217;ennesima dimostrazione di come il diritto sia una faccenda umana mentre la giustizia sia cosa squisitamente divina. E che speranza può riporre nella giustizia un ateo come me?</p>
<p>Che Riccardo riposi in pace.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Riccardo Rasman, che lo Stato uccise due volte]]></title>
<link>http://inquietologo.wordpress.com/2008/07/24/riccardo-rasman-che-lo-stato-uccise-due-volte/</link>
<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 12:31:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>inquietologo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Era afflitto da “sindrome schizofrenica paranoide”, che lo aveva colpito dopo il servizio militare n]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Era afflitto da “sindrome schizofrenica paranoide”, che lo aveva colpito dopo il servizio militare nell’aeronautica, e gli scherzi feroci a cui era stato sottoposto dai commilitoni. Da quel momento nutrì un timore folle verso chiunque indossasse una divisa. A posteriori, potremmo dire che aveva ragione.<br />
Era seguito dai servizi psichiatrici, ma viveva solo, tanto si sapeva che non era pericoloso. Il 27 ottobre 2006 è stato massacrato e fatto morire da quattro agenti di polizia, tre uomini e una donna. Per “asfissia da posizione”, come nel caso di <a href="http://it.youtube.com/watch?v=dCk2i4h0GS0">Federico Aldrovandi</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/5amVivEJj4Q&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/5amVivEJj4Q&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/iMQL75yUIuk&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/iMQL75yUIuk&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Uso improprio di sonniferi]]></title>
<link>http://intenso73.wordpress.com/2008/07/22/uso-improprio-di-sonniferi/</link>
<pubDate>Tue, 22 Jul 2008 16:31:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>Intenso73</dc:creator>
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<description><![CDATA[Beh l&#8217;Inno del Mameli non è che sia questa grande opera, e l&#8217;Umberto Bossi non è sta gra]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-466" title="Roma" src="http://intenso73.wordpress.com/files/2008/09/roma.jpg" alt="" width="130" height="102" /><br />
Beh l&#8217;Inno del Mameli non è che sia questa grande opera, e l&#8217;Umberto Bossi non è sta grand&#8217;eccellenza in fatto di cultura, la risposta di Fini &#8220;Non insulti il tricolore&#8221; è ovvia, e ovvia pure la risposta del capo dello stato, tanto olezzante di abuso di sonniferi. Sta di fatto che forse è meglio parlar di qualcos&#8217;altro.<br />
Tipo la <a href="http://www.independent.co.uk/news/world/europe/the-picture-that-shames-italy-873743.html" target="_blank">prima pagina</a> non fuoriluogo che il tabloid britannico The Independent ha dedicato al fatto delle due bimbe Rom annegate nel mare vicino Napoli: deposte temporaneamente sulla spiaggia coperte da un telo mentre tutt&#8217;attorno gente utilizza la spiaggia come se nulla fosse; rispetto che non si sa cosa sia, inzomma.</p>
<div id="attachment_467" class="wp-caption aligncenter" style="width: 250px"><a rel="lightbox" href="http://intenso73.wordpress.com/files/2008/09/independent.jpg"><img class="size-medium wp-image-467" title="Independent" src="http://intenso73.wordpress.com/files/2008/09/independent-240x300.jpg" alt="&#34;Siamo proprio Itagliani&#34;" width="240" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">&#34;Siamo proprio Itagliani&#34;</p></div>
<p>Ma si potrebbe anche accennare al fermo del vecchio e indimenticato <strong>Karadzic</strong>, accusato di crimini contro l&#8217;umanità e che si spera sarà giudicato da una giustizia che fa rima con Verità non con Vendetta; curioso notare come millantasse il praticare attualmente &#8220;Medicina alternativa&#8221;: se proprio vogliamo essere alternativi&#8230;<br />
E merita anche un accenno ad <a href="http://www.ilgazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Main&#38;Codice=3857899&#38;Data=2008-7-22&#38;Pagina=5" target="_blank">un articolo</a> comparso sul quotidiano del nord-est Il Gazzettino, a proposito della ragazzina morta dopo aver assunto una dose di <span style="text-decoration:line-through;">ecstasy</span> <strong>merda chimica</strong>, che se non la pigli non sei figo e poi dai tanto è come il fumo, non succede nulla; l&#8217;articolo parla di qualcosa che sicuramente sarà uno scherzo (spero): le amiche della defunta avevano fatto la colletta per comprare la dose.<br />
E se vogliamo aggiungere carne al fuoco, c&#8217;e&#8217; anche <a href="http://altoadige.repubblica.it/dettaglio/Caccia-al-cervo-in-centro-feriti-due-passanti/1490777" target="_blank">un cervo</a> che, abbandonati i boschi per scendere fra la &#8220;civiltà&#8221;, probabilmente impaurito ha causato un po di scompiglio nella città di Bolzano, e per risolvere la situazione gli è stato dato un sonnifero definitivo, mandandolo all&#8217;altro mondo; il sonnifero temporaneo era finito? come? non c&#8217;era tempo? ha assalito persone ed era pericoloso e la prima cosa capitata in mano erano armi da fuoco? (che notoriamente danno alla testa, a volte).<br />
Ricorda un poco la storia di <a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2008/07/002703.html" target="_blank">Riccardo Rasman</a>, bravo e buono, dall&#8217;atteggiamento frainteso, anche per lui sonnifero definitivo.<br />
Eccesso di legittima difesa per chi ha tolto la vita?<br />
Vabbè vah, intanto a Bolzano si passa anche il tempo a scandalizzarsi per una rana crocifissa, un opera esposta al Museion, che sarebbe &#8216;blasfema&#8217; nei confronti del cattolicesimo e da togliere prima dell&#8217;arrivo del santissimo padre il 28 luglio; a parte che la croce, prima d&#8217;esser un simbolo cristiano, era usata per uccidere la gente ed ai credenti praticanti potrebbe anche non fare &#8220;ne&#8217; caldo ne&#8217; freddo&#8221;, è innegabile che la rana esposta non costi nulla, il soggiorno del papa in alto adige si.<br />
E io pago (cit. Totò)<br />
Fratelli d&#8217;Itaglia, basta parlare per oggi.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Licenza di uccidere]]></title>
<link>http://negroski.wordpress.com/2008/07/04/licenza-di-uccidere/</link>
<pubDate>Fri, 04 Jul 2008 13:34:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>negroski</dc:creator>
<guid>http://negroski.wordpress.com/2008/07/04/licenza-di-uccidere/</guid>
<description><![CDATA[E un pacchetto sicurezza che ci difenda dalla forze dell&#8217;ordine? Dopo la Diaz, Federico Aldrov]]></description>
<content:encoded><![CDATA[E un pacchetto sicurezza che ci difenda dalla forze dell&#8217;ordine? Dopo la Diaz, Federico Aldrov]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Il destino di Rasman]]></title>
<link>http://antoniovergara.wordpress.com/2008/07/04/il-destino-di-rasman/</link>
<pubDate>Fri, 04 Jul 2008 10:28:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonio Vergara</dc:creator>
<guid>http://antoniovergara.wordpress.com/2008/07/04/il-destino-di-rasman/</guid>
<description><![CDATA[Ci sono storie e storie, e ogni storia ha il suo destino. C’è per esempio la storia di un ragazzo ri]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://antoniovergara.files.wordpress.com/2008/07/soleeclissealex2qo1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2491" src="http://antoniovergara.wordpress.com/files/2008/07/soleeclissealex2qo1.jpg?w=300" alt="" width="300" height="289" /></a></p>
<p>Ci sono storie e storie, e ogni storia ha il suo destino. C’è per esempio la storia di un ragazzo rimasto invalido dopo le torture nonniste subite sotto la naia. Una storia di sofferenza e stenti, disagio e timori, finita con altrettanta violenza. Riccardo Rasman, 34 anni residente a Trieste, aveva lanciato dei petardi e per questo gli agenti della squadra mobile lo avevano arrestato, ammanettandolo come si suol fare con le mani dietro la schiena e legandogli i piedi col fil di ferro. Il destino che tornava a funestare il corpo di Riccardo volle che quell’ultima “violenza” gli fosse mortale. Dopo anni di nebbie e misteri, <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_luglio_04/soffocato_trisete_giallo_mottola_63d67314-4989-11dd-9284-00144f02aabc.shtml" target="_blank">le indagini hanno ipotizzato una grave imperizia degli agenti</a>, che ha indotto il povero Riccardo a morire per “asfissia da posizione”. Ci sarà forse da espletare un processo per mettere definitivamente la parola fine su questa strana storia, ma l’unica cosa certa è che ognuno ha il suo destino</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[gli cercarono l'anima a forza di botte]]></title>
<link>http://discanto.wordpress.com/2008/07/04/gli-cercarono-lanima-a-forza-di-botte/</link>
<pubDate>Fri, 04 Jul 2008 10:06:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio</dc:creator>
<guid>http://discanto.wordpress.com/2008/07/04/gli-cercarono-lanima-a-forza-di-botte/</guid>
<description><![CDATA[Il 27 ottobre del 2006 Riccardo Rasman, una volta aspirante meccanico, ridotto a invalido dopo sette]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote><p>Il 27 ottobre del 2006 Riccardo Rasman, una volta aspirante meccanico, ridotto a invalido dopo sette mesi in Aeronautica, tira petardi dal balcone perché è felice: ha trovato lavoro come netturbino. Una dirimpettaia avverte la polizia e il copione si ripete. Gli agenti sfondano la porta, Riccardo reagisce. Nessuno aspetta di sapere se per caso ha qualche problema psichico. Quando si appura che è in cura in un centro di salute mentale, è già troppo tardi: dopo botte, manette e rantolii, Riccardo smette di respirare, forse terrorizzato anche dalle uniformi, secondo la sorella. In cucina un biglietto, scritto prima dell&#8217;irruzione: «Mi sono calmato, per favore non fatemi del male</p></blockquote>
<p>dal <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_luglio_04/soffocato_trisete_giallo_mottola_63d67314-4989-11dd-9284-00144f02aabc.shtml">Corriere.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
