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	<title>rifkin &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/rifkin/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "rifkin"</description>
	<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 17:30:21 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Evangelische Kirche - eine Nonprofit-Organisation?]]></title>
<link>http://youththeology.wordpress.com/2009/03/18/evangelische-kirche-eine-nonprofit-organisation/</link>
<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 07:50:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>sofa111</dc:creator>
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<description><![CDATA[In der Schweiz finanziert sich die Evangelisch-reformierte Kirche &#8211; welche den Status einer öf]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>In der Schweiz finanziert sich die Evangelisch-reformierte Kirche &#8211; welche den Status einer öffentlich-rechtlichen Institution hat &#8211; in den meisten Kantonen durch Steuergelder. Damit ist sie nicht eine NPO wie ein gemeinnütziger Verein, der gar keine oder nur geringe finanzielle Einnahmen hat. Die evangelische Landeskirche in der Schweiz ist also keine NPO im herkömmlichen Sinne und doch eine NPO.</p>
<p>Gründe dafür meines Erachtens: Sie gehört zum dritten ökonomischen Sektor (nach<a href="http://youththeology.wordpress.com/files/2009/03/kirche_spiegel1.jpg"><img class="size-medium wp-image-228 alignright" title="00002725.JPG" src="http://youththeology.wordpress.com/files/2009/03/kirche_spiegel1.jpg?w=200" alt="00002725.JPG" width="200" height="300" /></a> Rifkin), also zum nicht profitorientierten, sozialwirtschaftlichen Sektor, mit sowohl bezahlten als auch ehrenamtlichen Arbeitsplätzen. Ihre Ziele und Aufgaben passen genau in die Beschreibung von Rifkin</p>
<ul>
<li>Brutkasten für neue Ideen</li>
<li>Foren, auf denen soziale Missstände angeprangert werden</li>
<li>sie helfen den Armen und Hilflosen</li>
<li>hier lernt man die Spielregeln der Demokratie</li>
<li>hier sucht man Gesellschaft und findet Freunde</li>
<li>hier gibt es Raum und Zeit für spirituelle Erfahrungen</li>
<li>hier gibt es Gelegenheiten, die weltlichen Belange des Alltagslebens hinter sich zu lassen</li>
</ul>
<p>Dazu kämpf sie mit allen Problemen, welche &#8220;normale&#8221; NPOs auch haben:<!--more--></p>
<ul>
<li>komplexes, mehrdimensionales Zielsystem</li>
<li>fehlender Wettbewerb</li>
<li>divergierende Interessen und Konflikte</li>
<li>Milizsystem vs. Profisystem</li>
<li>Zentralismus vs. Föderalismus</li>
</ul>
<p>Natürlich gibt es auch klare Unterschiede zu NPOs: NPOs haben eine stärkere Hierarchie als die evangelisch-reformierte Kirche mit klareren Strukturen. Ein Autor (J. Kunz) schreibt: <em>&#8220;Neben relativ gut einzuordnenen Gruppen existieren verschiedene Organisationen, denen aufgrund sehr heterogener Angebote kein Typ zugeordnet werden kann. Hauptbeispiel sind besonders die grossen Landeskirchen, welche über ein derart breites Portfolio von Leistungen und Finanzierungsströme verfügen, dass eine Einordnung in einer bestimmten Kategorie nur schwerlich gelingt.&#8221;</em></p>
<p>Trotzdem sind die Kirchen in den meisten Abhandlungen über NPOs oder über deren Management nicht mit einem Wort erwähnt. Die Gründe dafür sind mir nicht ganz einsichtig: Entweder ist es ein weit verbreitetes Nichtwissen oder ein bewusstes Beiseite-lassen eines wichtigen NPO-Zweiges aus ideologischen Gründen.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La terza rivoluzione industriale è energia open source]]></title>
<link>http://antennaeurope.wordpress.com/2009/03/18/la-terza-rivoluzione-industriale-e-energia-open-source/</link>
<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 06:10:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>altotas</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;La terza rivoluzione industriale avrà la sua piena e completa attuazione, per la prima volta ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#8220;La terza rivoluzione industriale avrà la sua piena e completa attuazione, per la prima volta al mondo, in Sicilia&#8221;. Lo ha sostenuto l&#8217;economista americano Jeremy Rifkin, noto per libri come &#8220;Economia all&#8217;idrogeno&#8221; e &#8220;Il sogno europeo&#8221; e presidente della Foundation on Economic Trends, uno dei pensatori di più forte avanguardia nella costruzione di un nuovo scenario sostenibile per il XXI secolo.<!--more--></p>
<p>L&#8217;argomento di Rifkin è forte, ribalta i luoghi comuni.  Preferire l&#8217;eolico e il solare al nucleare significa andare in controtendenza rispetto all&#8217;assetto francese cui aderisce attualmente l&#8217;Italia.  Malgrado ciò, i detrattori non hanno perso la battuta per affermare che l&#8217;operazione è soltanto un ornamento di facciata.  Può darsi che sia anche questo, in parte, ma vale la pena di ascoltare cosa dice Rifkin.</p>
<p>Le conferenze tenute a Palermo il 13 marzo e a Catania il 15 hanno dato fondamento a questa affermazione mediante un&#8217;inquadratura dei cicli dell&#8217;economia che il mondo ha conosciuto, dalla rivoluzione agricola che ha determinato l&#8217;inizio della scrittura e quindi della storia, alla rivoluzione industriale che ha trovato il suo elemento essenziale nel vapore prima e nel petrolio poi.</p>
<p>Rifkin non esita ad affermare che la seconda rivoluzione industriale, il ciclo del petrolio, è ormai finito.  Così come sostiene con chiarezza che l&#8217;innovazione tecnologica di internet è una rivoluzione incompiuta se non accompagnata da una rivoluzione sul piano dell&#8217;energia.</p>
<p>Il punto decisivo è dato dal fatto che l&#8217;idea di Rifkin è orientata a un sistema che non parte dalla proprietà oligopolistica o monopolistica dell&#8217;energia (come è stato fino ad oggi con il petrolio, che ha determinato un&#8217;economia imperialista di sfruttamento) ma assume come condizione di partenza fonti di energia che sono diffuse e rinnovabili, come sono appunto il vento e il sole.  Le nuove tecnologie permettono di rimediare al principale limite di queste fonti energetiche che è quello di non essere sempre disponibili: un semplice processo chimico di elettrolisi permette di conservarle sotto forma di idrogeno.  In questo modo si crea un ciclo energetico pulito, cristallino, il cui prodotto residuale è acqua, soltanto acqua.  Questo è il segreto dell&#8217;idrogeno.</p>
<p>C&#8217;è una bella differenza rispetto al nucleare, se pensiamo che in quel caso il problema del prodotto residuale è quello di scorie radioattive.  Prima di affermare che l&#8217;operazione Rifkin è una operazione di facciata, faremmo bene a riflettere su questo punto, e anche sul fatto che Rifkin ha rivisto e completato il Pears (Piano energetico e ambientale della Regione Siciliana).</p>
<p>Il sistema mediante il quale si può diventare partecipi di questa &#8220;terza rivoluzione industriale&#8221; è entrare in rete con tutti i produttori di energia sostenibile.  Né più e né meno di un sistema internet open source, dove tutti sono al tempo stesso produttori e consumatori.</p>
<p>Se le imprese siciliane pubbliche e private entrano in questo sistema mondiale  si potrà creare sul territorio questo nuovo tipo di tecnologie per crearle, distribuirle, integrarle.  L&#8217;idea è già uscita dalla condizione potenziale, ed entrerà in fase operativa con il G8 ambiente di Siracusa, ai primi di maggio, con l&#8217;attenzione propulsiva di Angela Merkel, capo del governo tedesco.</p>
<p>Questo modello energetico è un modello open source, è cioè distribuito perchè permette a tutti i siciliani di diventare produttori della propria energia, e ciò significa anche riconversione e riqualificazione professionale per portare nel territorio produttori di fotovoltaico, il grande solare termodinamico, il piccolo eolico verticale, le reti intelligenti, i sistemi di rete, i sistemi a idrogeno le costruzioni a energia positiva, e tutto ciò significa nuove professioni, nuove opportunità di lavoro su grande scala.</p>
<p>Se questo, sia pure in sintesi, è lo schema di riferimento di Rifkin e del Pears (Piano energetico e ambientale della Regione Siciliana), quali sono i problemi?  Su questo, sono costretto a ripensare a un&#8217;avventura nel territorio siciliano, di cui resta un documento di programmazione.  Studiando il sistema degli Erei, quel lembo di Sicilia che raccoglie le terre a ovest dell&#8217;Etna, i punti di contatto marginale tra la provincia di Catania e quella di Enna, eravamo andati in una proiezione di programmazione che sarebbe stata perfettamente pronta per integrarsi nel Pears come modello.  Avevamo anche ottenuto attenzione di finanziatori esterni pronti ad avviare impianti di energia sostenibile, e il documento di programmazione immaginava anche di trasformare il parco tematico di Regalbuto in una unità didattica per spiegare sotto forma di gioco il ciclo dell&#8217;energia sostenibile.  L&#8217;esito è stato quello di produrre un numero eccezionale di conferenze stampa e articoli sulla cronaca locale.</p>
<p>Come sempre, il rischio maggiore che incontrano le idee semplici e geniali &#8211; come l&#8217;economia all&#8217;idrogeno di Rifkin &#8211; è di rimanere nel limbo di una condizione astratta, mentre a terra ciò che accade è il solito accavallarsi di beghe di bottega che alla fine snaturano o rendono impossibile qualsiasi manifestazione concreta di intelligenza.  Speriamo che il Pears sia un&#8217;eccezione sulla quale ci sia una diversa attenzione, un differente orientamento.  Magari, un approccio open source.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Catena vs ecosistema]]></title>
<link>http://scoprendoweb2.wordpress.com/2009/03/16/catena-vs-ecosistema/</link>
<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 19:58:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Giuseppe Futia</dc:creator>
<guid>http://scoprendoweb2.wordpress.com/2009/03/16/catena-vs-ecosistema/</guid>
<description><![CDATA[Basterebbe riflettere singolarmente sui concetti di &#8220;catena&#8221; ed &#8220;ecosistema&#8221;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://global.wonderware.com/SiteCollectionImages/Support/Tech%20Support%20Ecosystem_Main.png" alt="" width="325" height="312" /></p>
<p>Basterebbe riflettere singolarmente sui concetti di &#8220;catena&#8221; ed &#8220;ecosistema&#8221; per poter comprendere la trasformazione attualmente in atto nei diversi settori di produzione, in particolare in quello dei media.</p>
<p>La catena rappresenta una struttura costituita da una successione di elementi, collegati fra di loro in maniera lineare. Ciascuna microstruttura si fa carico di una piccola parte del lavoro, favorendo in tal senso una scomposizione della complessità del sistema.</p>
<p>Entriamo però nel dettaglio. In ambito economico, la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Catena_del_valore" target="_blank">catena</a> del valore consiste in un modello che permette di descrivere la struttura di una organizzazione come un <strong>insieme limitato di processi</strong>. L&#8217;insieme complessivo di tali processi, in base alla propria efficienza, produrrà un <strong>risparmio per il consumatore finale</strong>. La catena del  valore permette infatti di considerare l&#8217;impresa come un sistema di attività  generatrici del valore, inteso come il prezzo che il consumatore è disposto a  pagare per il prodotto che soddisfa pienamente i propri bisogni.</p>
<p>L&#8217;opera di ciascuna impresa è quella di ottimizzare al massimo la catena del valore, al fine di diminuire i costi e sbaragliare la concorrenza. Le singole azioni che attuano, però, non determinano una crescita del valore del sistema-mercato entro cui sono inserite.</p>
<p>Lasciamo per un attimo da parte quanto detto fin&#8217;ora in relazione alla catena, e concentriamoci sul significato del termine ecosistema. Esso definisce una struttura in cui viene a crearsi un&#8217; interdipendenza più o meno stretta tra i vari elementi di un sistema. Nella sostanza, la nascita o lo sviluppo di un mercato, molto più che in precedenza, <strong>traina con sé nuovi mercati che crescono a loro volta</strong>, determinando una crescita complessiva del sistema stesso:</p>
<p style="padding-left:210px;">Jeremy Rifkin all&#8217;interno del libro <em>L’era dell’accesso </em>( Mondadori 2000) ha messo in luce con efficacia questo aspetto. Non è raro ormai assistere al regalo o alla vendita sotto costo di prodotti (quali cellulari, decoder televisivi, software, ecc.) che permettono di vendere in seguito al cliente i servizi sempre più sofisticati (e costosi) che li accompagnano. Alcuni settori importanti dell’economia poi (quali quelli legati al turismo, all’intrattenimento, al benessere della persona, alla realizzazione di centri commerciali e residenziali) si caratterizzano sempre meno per il valore in sé dei beni materiali in essi coinvolti e sempre più per la capacità (immateriale) di vendere tramite tali beni uno “stile di vita” (che costituisce il vero valore aggiunto dei beni venduti). Da questo punto di vista è fuorviante la distinzione che qualcuno ancora traccia tra old e new economy. Tutta l’economia è destinata a cambiare, anche se alcuni settori sono stati toccati prima di altri dalla rivoluzione in atto (tratto da:<a class="l" href="http://www.google.com/url?sa=t&#38;source=web&#38;ct=res&#38;cd=1&#38;url=http%3A%2F%2Fwww.unibs.it%2Fon-line%2Fdss%2FHome%2FPersonale%2FPersonaleDocente%2Fdocumento1259.html&#38;ei=_q6-SfevENm0jAfa29GQCA&#38;usg=AFQjCNEAVQGg-v5QnZfyZEvMl6xxFhVqfA&#38;sig2=I_4ebtesSbkAQmBGbtJYnQ"><em> La new economy</em> : <em>una economia informazionale</em>, <em>reticolare e globale</em></a>).</p>
<p>Questi argomenti sono stati trattati da<a href="http://www.glgroup.com/Council-Member/Roberto-Saracco-4176.html" target="_blank"> Roberto Saracco</a> (Director- Long Term Research,  							                        <span class="org">TELECOM ITALIA), all&#8217;interno del seminario &#8220;Evoluzione tecnologica nel settore media e impatto sul business&#8221;, tenuto presso la facoltà di Ingegneria del Cinema e dei Mezzi di Comunicazione.<br />
</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Venerdì 13 marzo presentazione del PERS a Palermo]]></title>
<link>http://medielettra.wordpress.com/2009/03/10/venerdi-13-marzo-presentazione-del-pers-a-palermo/</link>
<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 10:56:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>PippoFerrante</dc:creator>
<guid>http://medielettra.wordpress.com/2009/03/10/venerdi-13-marzo-presentazione-del-pers-a-palermo/</guid>
<description><![CDATA[Venerdì mattina, alle ore 9.30, presso l&#8217;Aula Magna della Facoltà di ingegneria di Palermo, ci]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Venerdì mattina, alle ore 9.30, presso l&#8217;Aula Magna della <a href="http://www.ingegneria.unipa.it/mio/index.php" target="_blank">Facoltà di ingegneria di Palermo</a>, ci sarà la presentazione del Piano Energetico Regionale Siciliano, da parte delle Autorità Istituzionali pubbliche ed Universitarie. Interessante, riteniamo, sia la lezione che terrà <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jeremy_Rifkin" target="_blank">Jeremy Rifkin</a> su,  quello che lui ritine sia in corso, la terza rivoluzione industriale quella dell&#8217;Energia e di un <a href="http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/ambiente/rifkin-idorgeno-italia/rifkin-energia/rifkin-energia.html" target="_blank">modello </a>di sviluppo democratico.</p>
<p>Noi ci saremo, se volete ci incontreremo.</p>
<p><strong>AGGIORNAMENTO</strong>: potete vedere e sentire la Lectio Magistralis di Rifkin da  MediTV, <a href="http://www.siciliainformazioni.com" target="_blank">qui</a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il noleggio batte la proprietà]]></title>
<link>http://amelyablog.wordpress.com/2009/02/28/il-noleggio-batte-la-proprieta/</link>
<pubDate>Fri, 27 Feb 2009 22:08:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>paolosub</dc:creator>
<guid>http://amelyablog.wordpress.com/2009/02/28/il-noleggio-batte-la-proprieta/</guid>
<description><![CDATA[Possedere le cose non ha più senso, scrive Kevin Kelly, uno dei fondatori della rivista di culto Wir]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Possedere le cose non ha più senso, scrive Kevin Kelly, uno dei fondatori della rivista di culto Wir]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[GEO GRAFIA di EGO?]]></title>
<link>http://cartesensibili.wordpress.com/2009/01/31/geo-grafia-di-ego/</link>
<pubDate>Sat, 31 Jan 2009 12:47:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
<guid>http://cartesensibili.wordpress.com/2009/01/31/geo-grafia-di-ego/</guid>
<description><![CDATA[© R. Magritte- Le Chateau des Pyrènèes&#8221;- 1959, olio su tela, 200,3&#215;145 cm, Gerusalemme, I]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p class="contextTitleClosed"><span style="color:#0000ff;"><strong></strong><strong>©</strong></span><span style="color:#0000ff;"><em> R. Magritte- Le Chateau des Pyrènèes&#8221;- 1959, olio su tela, 200,3&#215;145 cm, Gerusalemme, Israel Museum, dono Harry Torczyner</em></span></p>
<p><a href="http://cartesensibili.files.wordpress.com/2009/01/il_castello_dei_pirenei1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1466" title="il_castello_dei_pirenei1" src="http://cartesensibili.wordpress.com/files/2009/01/il_castello_dei_pirenei1.jpg" alt="il_castello_dei_pirenei1" width="363" height="560" /></a></p>
<p>Sebastiano Malamocco, curatore di GeograficaMENTE offre questi due articoli su cui riflettere.</p>
<p>Geomondo -Rifkin: “Obama è la svolta, ma serve una rivoluzione ecologista” &#8211; (la geografia dovrà essere motore di innovazione).</p>
<p>Riportiamo qui un articolo, ripreso dal Corriere della Sera, su una delle prime iniziative di Barack Obama di svolta nella politica ecologista americana (finora del tutto assente).  Obama ha ordinato all’Agenzia per la protezione dell’Ambiente di riesaminare la richiesta della California e di altri 13 Stati di imporre limiti più severi di quelli federali alle emissioni nocive delle automobili (l’Amministrazione Bush aveva bocciato questa proposta).     Subito dopo quest’articolo vi proponiamo un’intervista a Jeremy Rifkin che, in pratica, dice che è il momento per “andare oltre”: cioè prospettare quella “terza rivoluzione industriale” che lui propugna per la salvezza del mondo e dei suoi abitanti.   E’ interessante la lettura che, nei suoi scritti, Rifkin dà dello sviluppo nei secoli, nei millenni: secondo lui c’è sempre stata una stretta connessione tra cambiamento nei REGIMI ENERGETICI e COMUNICAZIONE. <!--more-->Nell’era antica il regime IRRIGUO (dell’acqua) nei primi sistemi agricoli della Mesopotamia e poi dell’Egitto si connette naturalmente all’inizio della comunicazione scritta (dell’invenzione della SCRITTURA). Così nell’era moderna l’energia del VAPORE (prima rivoluzione industriale) si connette nella “comunicazione” con l’invenzione della STAMPA. Da fine 19° secolo il PETROLIO e il motore a scoppio (seconda rivoluzione industriale) ha bisogno di “altra comunicazione”, e ci sarà il TELEGRAFO, il telefono, la radio, la televisione, la calcolatrice…. e ora, a partire dagli anni ‘90 del 900, la comunicazione è rappresentata dal personal computer, da INTERNET, dal world wide web, dalla telecomunicazione senza fili….. ma manca completamente una nuovo regime energetico adatto ai tempi (il petrolio fa parte dell’era precedente). Per Rifkin l’energia che serve al nuovo sistema comunicativo non può che essere quella delle ENERGIE DA FONTI RINNOVABILI…  ecco, Rifkin, parla di “terza rivoluzione industriale”, ed è molto interessante ed importante quello che va proponendo (riportato nell’intervista qui di seguito), affinché il “progetto Obama” possa avere successo.  Cogliere l’essenza del cambiamento sarà un compito anche del progetto culturale e scientifico che la Geografia deve saper proporre nell’ambito delle sue competenze. Eco-Obama: meno petrolio, più auto «verdi»  da “Il Corriere della Sera del 27/1 «Puntiamo all’ indipendenza energetica». Limiti più severi alle emissioni di gas Via libera agli Stati «virtuosi», California in testa, che Bush aveva fermato. Schwarzenegger: vittoria storica  Barack Obama dà un primo colpo di piccone a un’ altra eredità dell’Amministrazione Bush. Il presidente americano ha ordinato ieri all’Agenzia per la protezione dell’Ambiente di riesaminare la richiesta della California e di altri 13 Stati di imporre limiti più severi di quelli federali alle emissioni nocive delle automobili, per combattere più efficacemente l’ effetto serra.  Obama ha anche dato mandato al Dipartimento dei Trasporti di stilare nuove regole che aumentino gli standard di efficienza nei consumi di carburante di auto e autocarri leggeri.  Obiettivo dichiarato di queste misure: «abbandonare la dipendenza dal petrolio straniero, costruendo allo stesso tempo una nuova economia energetica che creerà milioni di posti di lavoro». «Il governo federale &#8211; ha detto il presidente &#8211; deve lavorare con e non contro gli Stati per ridurre le emissioni di gas serra. I giorni in cui Washington puntava i piedi sono finiti. La mia Amministrazione non negherà i fatti, ma si lascerà guidare da loro».  Nel 2007 l’Amministrazione Bush aveva negato alla California l’ autorizzazione a fare da battistrada in tema di politica ambientale, imponendo criteri di efficienza nei consumi di carburante, tali da assicurare una riduzione del 30 per cento alle emissioni sulle nuove auto entro il 2016.  Se questa fosse concessa, altri 13 Stati si sono già detti pronti e potrebbero seguirne l’ esempio. Confermando l’ approccio gradualistico di Obama, l’ ordine di riesame dato all’Agenzia per la protezione dell’ambiente non significa l’ immediato rovesciamento della politica di Bush, ma il presidente ha fatto capire chiaramente che l’ esito della revisione sarà un segnale verde: «La California &#8211; ha detto Obama &#8211; ci ha mostrato con coraggio e unità bipartisan la strada verso standard ambientali da Ventunesimo secolo».  Gli Stati interessati hanno salutato l’annuncio con soddisfazione: «Con questo annuncio è chiaro che l’ ambiente ora ha un grande alleato alla Casa Bianca», ha detto il governatore della California, Arnold Schwarzenegger, che ha definito l’iniziativa di Obama «una vittoria storica». L’ altra decisione riguarda la legge approvata dal Congresso nel 2007, che impone alle nuove auto e autocarri leggeri un consumo di almeno 35 miglia per gallone di benzina entro il 2020, un miglioramento del 40% rispetto a oggi.  Ma l’Amministrazione Bush non aveva mai preparato i regolamenti esecutivi. Obama ha ordinato al ministero dei Trasporti che i nuovi criteri siano operativi dal 2011.  Allo stesso tempo, il presidente ha promesso una consultazione più vasta con l’ industria automobilistica, già in crisi e opposta ai nuovi standard che comporterebbero miliardi di dollari in costi aggiuntivi. «Il nostro obiettivo &#8211; ha spiegato Obama &#8211; non è appesantire un settore già pieno di problemi, ma aiutarli a prepararsi per il futuro». L’Amministrazione intende infatti legare gli aiuti federali a Detroit proprio allo sviluppo e costruzione di auto più pulite. Il messaggio di Obama sull’ambiente non è stato solo rivolto agli Stati Uniti. «Noi agiremo e renderemo chiaro al mondo che intendiamo guidare la battaglia per proteggere il clima e la nostra sicurezza. Ma anche il mondo deve agire. C’è bisogno di una coalizione globale», ha detto il presidente.  Una conferma della nuova determinazione americana è la nomina da parte del segretario di Stato, Hillary Clinton, di un inviato speciale per i cambiamenti climatici: è Todd Stern, che sotto Bill Clinton negoziò per gli Usa il Protocollo di Kyoto.  Paolo Valentino Rifkin: “E’ una svolta, ma non basta, serve una rivoluzione ecologista”  da la Repubblica del 27-1-09  Jeremy Rifkin, presidente della Foundation on Economic Trends, tra i massimi esperti di energie rinnovabili accoglie con prudenza l’annuncio di Obama: “Solo l’inizio di una trasformazione epocale”  “È un primo passo, un passo nella direzione giusta. Ma attenzione agli entusiasmi troppo facili: per vincere la sfida che abbiamo di fronte, per rallentare il cambiamento climatico rendendolo compatibile con la sopravvivenza della nostra società, bisogna fare di più”. Jeremy Rifkin, il presidente della Foundation on Economic Trends, accoglie con prudente soddisfazione l’annuncio della nuova politica energetica di Obama. Il cambio di rotta è netto. Dopo otto anni di presidenza Bush si volta pagina. “Non ho dubbi sui disastri ambientali determinati dalla presidenza Bush.    Adesso effettivamente quella pagina è stata voltata. Però bisogna andare avanti, bisogna sfogliare altre pagine per arrivare a concludere il processo di trasformazione epocale di cui vediamo solo l’inizio”. È quello che lei chiama la terza rivoluzione industriale, un processo lento. Non si rischia di smarrirne il filo conduttore? “Non è che l’elettricità ha sostituito il vapore da un giorno all’altro: sono cambiamenti epocali che procedono in maniera irregolare, con accelerazioni rapide in un’area e arretramenti in un’altra”. Quali dovrebbero essere i prossimi passi della Casa Bianca per sostenere questo processo di cambiamento? “Oltre alle centrali elettriche bisogna puntare sugli altri due pilastri della terza rivoluzione industriale. Prima di tutto intervenire sugli edifici non solo per limitare gli sprechi ma per compiere un salto tecnologico più impegnativo. Case e uffici devono produrre energia, non consumarla. Ormai la tecnologia per arrivare a questo risultato è a portata di mano: coibentazione, pannelli solari che avvolgono l’edificio, geotermia, energia dai rifiuti e anche il mini-eolico faranno sì che le case si trasformino in micro centrali elettriche”. Il terzo pilastro? “È la conseguenza logica del precedente. Il sistema che ho descritto ha una geometria profondamente diversa dall’attuale albero di distribuzione dell’energia elettrica, che segue il vecchio modello basato su alcuni grandi rami e i capillari a scendere. Nascerà l’internet dell’energia: una rete elettrica interattiva e decentrata, capace di leggere l’offerta e i bisogni che vengono da ogni punto creando in ogni momento la migliore sinergia possibile. È un modello più affidabile perché riduce i rischi di black out, più sicuro perché l’energia è prodotta sul posto, più democratico perché sostituisce il potere di pochi con il contributo di milioni di persone”. Per arrivare a questo salto bisogna però rendere più convenienti le fonti rinnovabili: è quello a cui punta Obama. “E infatti l’annuncio della Casa Bianca è un’ottima notizia. Ma, ripeto, è solo la premessa per un cambiamento che dovrà essere molto più radicale: senza la visione d’assieme, senza la capacità di pensare a lungo termine, il rilancio delle fonti rinnovabili rischia di restare privo di solide basi”. Lei sarà sabato prossimo a Bologna per chiudere il festival dell’urbanistica presentando il manifesto per l’architettura del prossimo millennio. Sarà tutto centrato sulla questione energetica? “Certamente. Oggi gli edifici consumano tra il 30 e il 40 per cento del totale dell’energia utilizzata, e producono un’equivalente percentuale di gas serra. Immaginare una trasformazione come quella che ho descritto vuol dire abbracciare un concetto di architettura nuovo e rivoluzionario. Se a questi elementi aggiungiamo l’uso dell’idrogeno come contenitore flessibile per l’energia prodotta dalle fonti rinnovabili, otteniamo il quadro di una società post-anidride carbonica in cui vivere sarà molto più piacevole. Ed è anche il solo modello capace di rimettere in moto il sistema economico che si è inceppato”.</p>
<p>ANTONIO CIANCIULLO</p>
<p>Sito di riferimento:</p>
<p>http://geograficamente.wordpress.com/</p>
<p><a href="http://geograficamente.files.wordpress.com/2007/12/geograficamente_wp_header1.jpg"><img class="alignnone" src="http://geograficamente.files.wordpress.com/2007/12/geograficamente_wp_header1.jpg?w=206&#038;h=54" alt="" width="206" height="54" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rifkin su Obama]]></title>
<link>http://nmenicon.wordpress.com/2009/01/29/rifkin-su-obama/</link>
<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 22:45:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>nmenicon</dc:creator>
<guid>http://nmenicon.wordpress.com/2009/01/29/rifkin-su-obama/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;È un primo passo, un passo nella direzione giusta. Ma attenzione agli entusiasmi troppo facil]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote><p>&#8220;È un primo passo, un passo nella direzione giusta. Ma attenzione agli entusiasmi troppo facili: per vincere la sfida che abbiamo di fronte, per rallentare il cambiamento climatico rendendolo compatibile con la sopravvivenza della nostra società, bisogna fare di più&#8221; (J.Rifkin &#8211; Repubblica 27/01/09)</p></blockquote>
<p>Rifkin indica nella nuova politica energetica presentata da Obama un passo, seppur parziale ed iniziale,  nella direzione corretta ma mette in guardia sul fatto che è solo una prima svolta e ne serviranno molte altre.</p>
<p>Credo che sia molto interessante il concetto presentato dal presidente della <a href="http://www.foet.org/" target="_blank">Foundation on Economic Trends</a> di <em><span style="color:#ff0000;"><strong>terza rivoluzione industriale</strong></span></em> caratterizzata da tre pilastri:</p>
<ul>
<li>puntare sulle centrali elettriche in alternativa a tutti i mezzi di produzione di energia altamente inquinanti (<em>nda e qui ci metto anche il nuovo nucleare a meno che qualcuno voglia dimostrare che le scorie potranno essere portate facilmente su qualche asteroide in giro per lo spazio</em>);</li>
<li>case e uffici <strong>DEVONO</strong> produrre energia, non consumarla. La tecnologia per arrivare a questo risultato è a portata di mano: coibentazione, pannelli solari che avvolgono l&#8217;edificio, geotermia, energia dai rifiuti e anche il mini-eolico faranno sì che le case si trasformino in micro centrali elettriche. (<em>nda non vedo perchè non debbano essere approvate regole che obblighino tutti gli edifici pubblici a diventare auto-sufficienti</em>);</li>
<li>le <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Smart_grid" target="_blank"><strong>smart-grids </strong></a>ovvero, come la definisce Rifkin, l&#8217;<strong>internet dell&#8217;energia</strong>: una rete elettrica interattiva e decentrata, capace di leggere l&#8217;offerta e i bisogni che vengono da ogni punto creando in ogni momento la migliore sinergia possibile.</li>
</ul>
<p>Insomma visto così le premesse ci sono, ognuno dovrà diventare un produttore di energia pulita, siamo milioni, possiamo riuscirci!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Einstein Letter to Shepard Rifkin on Isareli Terrorists]]></title>
<link>http://united4justice.wordpress.com/2009/11/19/einstein-letter-to-shepard-rifkin-on-isareli-terrorists/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 16:25:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>united4justice</dc:creator>
<guid>http://united4justice.wordpress.com/2009/11/19/einstein-letter-to-shepard-rifkin-on-isareli-terrorists/</guid>
<description><![CDATA[One of the best minds in history, a great physicists and a Jew himself,Albert Einstein criticized th]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>One of the best minds in history, a great physicists and a Jew himself,Albert Einstein criticized the creation of  Israel by Zionist terrorists and called it a possible reason for future catastrophe for Jews.</p>
<p>Many Jews who believed in Orthodox Judaism also oppose the state of Israel and consider Zionism as anti-Semitic.<br />
Below is the letter by Einstein to Shepard Rifkin on Israeli Terrorists.</p>
<p><a href="http://united4justice.wordpress.com/files/2009/11/letter-by-einstein.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-732" title="Letter by Einstein" src="http://united4justice.wordpress.com/files/2009/11/letter-by-einstein.jpg?w=230" alt="" width="230" height="300" /></a></p>
<p><span style="font-family:Verdana,Arial;font-size:x-small;"> The letter was written on 10th April after the massacre of Arabs at Deir Yassin by the Stern Gang terrorists or </span><span style="font-family:Verdana,Arial;font-size:x-small;">Lohamei Herut Yisrael (</span><span style="font-family:Verdana,Arial;font-size:x-small;">LEHI) meaning fighters for the freedom of Israel.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana,Arial;font-size:x-small;">The Stern Gang terrorists were supported by </span><span style="font-family:Verdana,Arial;font-size:x-small;">American Friends of the Fighters for the Freedom of Israel and Mr. Shepard Rifkin was the executive director after the UN Partition of Palestine and prior to the creation of Israel in May 1948.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana,Arial;font-size:x-small;"><br />
</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["Terra Reloaded" a Villafranca!]]></title>
<link>http://pervillafranca.wordpress.com/2009/10/05/terra-reloaded-a-villafranca/</link>
<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 07:08:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>saravallan</dc:creator>
<guid>http://pervillafranca.wordpress.com/2009/10/05/terra-reloaded-a-villafranca/</guid>
<description><![CDATA[Si celebra oggi il Blog Action Day 2009, la giornata dedicata ad un tema specifico che coinvolge tut]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#ff0000;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Si celebra oggi il </strong><a style="color:#2244bb;" href="http://www.blogactionday.org/" target="_blank"><strong>Blog Action Day 2009</strong></a><strong>, la giornata dedicata ad un tema specifico che coinvolge tutti i blogger della rete: l’iniziativa di quest’anno è dedicata ai cambiamenti climatici.</strong></span></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/3CnIJ19EVMo&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/3CnIJ19EVMo&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><strong><a href="http://pervillafranca.wordpress.com/files/2009/10/terra-reloaded3.jpg" target="_blank">SCARICATE IL VOLANTINO</a> E DIFFONDETE! VI ASPETTIAMO NUMEROSI!</strong></p>
<p>Beppe Grillo ha viaggiato dalla California a New York, da Bruxelles a Berlino ad intervistare i più grandi pensatori di questo mondo secondo gli ambientalisti. In collaborazione con Greenpeace, Beppe ha realizzato un documentario: <strong>Terra Reloaded</strong>.</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Stiglitz" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Stiglitz</strong></span></a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jeremy_Rifkin" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Rifkin</strong></span></a>, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mathis_Wackernagel" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Wackernagel</strong></span></a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lester_R._Brown" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Brown</strong></span></a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wolfgang_Sachs" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Sachs</strong></span></a>, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Michael_Pollan" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Pollan</strong></span></a> ci spiegano come è realmente la situazione ambientale del nostro pianeta e a cosa sta andando incontro l&#8217;umanità da oggi al 2050 (parliamo della nostra generazione!), ma soprattutto in quale direzione dobbiamo puntare tutti i nostri sforzi, sia come cittadini sia come governi.</p>
<p>Il Gruppo degli <a href="http://beppegrillo.meetup.com/482/" target="_blank">Amici di Beppe Grillo di Villafranca</a> ha il piacere di  presentare in prima visione per il Veneto questo spettacolare documentario il <strong>15 Ottobre 2009</strong> presso l&#8217;aula magna <strong>Istituto</strong> <strong>Anti di Villafranca</strong> <strong><a href="http://maps.google.it/maps?hl=it&#38;q=via+magenta+7+villafranca+di+verona&#38;ie=UTF8&#38;hq=&#38;hnear=Via+Magenta,+7,+37069+Villafranca+di+Verona+Verona,+Veneto&#38;z=16">via Magenta n° 7</a></strong> <strong>alle ore 20:30</strong>.</p>
<p>Alla serata parteciperà anche il gruppo locale Greenpeace di Verona.</p>
<p>Ringraziamo il preside dell&#8217;Istituto Anti di Villafranca per l&#8217;ospitatilità.</p>
<p>Vi aspettiamo!</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/RbIHre7-Omo&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/RbIHre7-Omo&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I professionisti una net elite che cambia l'economia]]></title>
<link>http://dottorantonioromano.wordpress.com/2009/10/03/i-professionisti-una-net-elite-che-cambia-leconomia/</link>
<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 14:55:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>dottorantonioromano</dc:creator>
<guid>http://dottorantonioromano.wordpress.com/2009/10/03/i-professionisti-una-net-elite-che-cambia-leconomia/</guid>
<description><![CDATA[Al seguente link http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Italia/2009/commenti-sole-24-ore]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Al seguente link</p>
<p><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Italia/2009/commenti-sole-24-ore/3-ottobre-2009/professionisti-net-elite.shtml?uuid=89ef5b68-aff1-11de-8481-cd283fb0b2c0&#38;DocRulesView=Libero">http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Italia/2009/commenti-sole-24-ore/3-ottobre-2009/professionisti-net-elite.shtml?uuid=89ef5b68-aff1-11de-8481-cd283fb0b2c0&#38;DocRulesView=Libero</a></p>
<p>un interessante articolo di Carlo Carboni sul mondo delle professioni in Italia.<!--more--></p>
<p>Esistono molte figure professionali regolate da ordini professionali che tutelano più l&#8217;appartenenza che il merito, ed esistono professionisti giovani spesso troppo schiacciati dai professionisti anziani per quel che riguarda le prospettive di carriera e la gestione della clientela.</p>
<p>Di contro esistono delle esigenze nuove da parte delle imprese committenti che non riescono ad essere soddisfatte per l&#8217;assenza di professionisti capaci di svolgere delle mansioni ad alto valore aggiunto. Questo perchè molti giovani preferiscono intraprendere professioni consolidate piuttosto che inventarsene di nuove.</p>
<p>Molti mi chiederanno: in quali settori esistono nuove opportunità per i professionisti?</p>
<p>Voglio citare soltanto il marketing internazionale, il supporto alle vendite, le vendite internazionali, il settore della qualità della vita.</p>
<p>Che dire? Che i giovani hanno ragione nel dire che l&#8217;accesso alle professioni è chiuso, ma hanno torto nel non sforzarsi di pensare a nuovi modelli che rappresentino per i giovani di oggi e per quelli di domani una possibilità di riscatto sociale e di presenza stabile e ben remunerata nel mercato del lavoro.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La voiture, archétype des mutations économiques]]></title>
<link>http://lastexittomymind.wordpress.com/2009/07/30/la-voiture-archetype-des-mutations-economiques/</link>
<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 14:25:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>peetpistol</dc:creator>
<guid>http://lastexittomymind.wordpress.com/2009/07/30/la-voiture-archetype-des-mutations-economiques/</guid>
<description><![CDATA[Location, franchise de magasins, abonnement au téléphone portable, à Internet…, nous assistons depui]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Location, franchise de magasins, abonnement au téléphone portable, à Internet…, nous assistons depuis plusieurs dizaines d’années à une mutation du capitalisme avec un passage sous jacent d’une économie basée sur la propriété à une économie basée sur l’accès.</strong></p>
<p>En effet, depuis les années 60-70 et l’avènement de la consommation de masse il était primordial d’être propriétaire. <a href="http://www.lexinter.net/JF/economie_de_marche.htm">Le capitalisme était basé sur la notion de propriété</a> sur laquelle pouvait se reposer le marché qui est un lieu d’échange de biens de service. Or par définition on ne peut échanger que ce que l’on possède. De plus, ce mode de consommation induisait une forte notion de reconnaissance sociale, notion indispensable dans la construction de son image et de sa place dans la société.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Or comme l’indique <a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Jeremy_Rifkin">Jeremy Rifkin</a> dans son livre <a href="http://www.amazon.fr/L%C3%A2ge-lacc%C3%A8s-nouvelle-culture-capitalisme/dp/2707146080">l’âge de l’accès</a> « <strong>Le rôle de la propriété est en train de subir une transformation radicale</strong> » avec l’avènement des nouvelles technologies de l’information et des réseaux. <strong>Dans une économie de réseaux l’important n’est plus de posséder mais d’accéder</strong>. Aujourd’hui, l’explosion des technologies de l’information et de la communication est à l’origine d’une mutation sans précédent : les marchés laissent la place aux réseaux, les biens aux services, les vendeurs aux prestataires et les acheteurs aux utilisateurs.</p>
<p><strong>Mais revenons un petit peu en arrière pour resituer ces mutations.</strong></p>
<p>Si le modèle actuellement dominant est l’économie de marché <strong>il n’en a pas toujours été ainsi.</strong> En effet, au <strong>XIXème</strong> siècle l’économie était avant tout fixée sur <strong>la sphère domestique</strong>, très liée à son précepte étymologique (<a href="http://fr.wiktionary.org/wiki/%C3%A9conomie">économie = la loi de la maisonnée</a>). A cette époque, il n’y avait pas de marché structuré et tout ce que l’on produisait servait avant tout à la consommation personnelle (pain, vêtements…).</p>
<p>C’est à la suite de la révolution industrielle et du passage au <strong>XXème siècle que la sphère du marché à pris le pas sur la sphère domestique</strong> avec un changement de <a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Paradigme">paradigme</a> quant à la notion de statut social qui ne tient plus alors à la quantité de biens que l’on peut produire chez soi mais à la quantité de ces biens que l’on peut acquérir sur le marché.</p>
<p><strong>Au XXIème siècle une nouvelle étape est en train d’être franchie avec le passage de l’économie de marché (et donc de la propriété) à l’économie de l’accès</strong>. En effet, l’important aujourd’hui n’est plus tant de posséder un bien que d’y avoir accès quand on en a la nécessité.</p>
<p><strong>On assiste donc actuellement à un phénomène de « désappropriation » des biens ainsi qu’a leur « dématérialisation ».</strong></p>
<p>Si la notion de « dématérialisation » est aisée à percevoir depuis Internet avec la transformation des CD en MP3, du courrier en email ou encore des journaux en sites d’informations, la notion de « désappropriation » est par contre plus floue car elle ne change pas la nature des biens que nous utilisons mais seulement leur possession. <strong>La voiture électrique en est l’exemple le plus parlant à mon sens.</strong></p>
<p><strong>Le projet le plus avancé en la matière est celui de </strong><a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Shai_Agassi"><strong>Shai Agassi</strong></a><strong> et de son </strong><a href="http://www.lexpansion.com/economie/actualite-high-tech/better-place-va-vendre-du-kilometre-electrique-au-detail_180045.html"><strong>Better Place Project</strong></a> (<a title="Shai Agassi's bold plan for electric cars" href="http://www.ted.com/index.php/talks/shai_agassi_on_electric_cars.html#" target="_blank">voir vidéo sous-titrée ici</a>) qui se propose de construire des réseaux de recharge électrique dans de nombreux pays (<a title="Better Place arrive en France" href="http://www.naturavox.fr/Voiture-electrique-Better-Place-et-sa-station-de-recharge-arrive-en-France.html" target="_blank">dont la France</a>).</p>
<p><img title="Project Better Place" src="http://terraverde.files.wordpress.com/2008/12/projectbetterplace1.jpg?w=500&#038;h=280" alt="Project Better Place" width="500" height="280" /></p>
<p>Le principal point à retenir dans ce nouveau business model est que la batterie n’appartiendra pas au client.</p>
<p><strong>A l’instar des abonnements téléphonique, la batterie et la voiture seront subventionnées</strong> (comme pour les téléphones portables) par les fabricants de voitures et le prestataire de service (ici Better Place). Ainsi <strong>on ne paiera que la consommation électrique effective de la batterie</strong>, on paiera à la mesure de ce que l’on conduit. <a href="http://eco.rue89.com/2009/01/28/pourquoi-les-lames-de-rasoir-coutent-elles-aussi-cher">C’est le principe du rasoir et des lames cher à Gilette ou des cartouches d’encre cher à Hewlett Packard.</a></p>
<p>On se rend compte avec cet exemple que nous sommes bien sur le point de rentrer de plein pied dans l’économie de l’accès puisque même <strong>la voiture, archétype de la société de consommation et de l’économie basée sur la propriété, est en passe de ne devenir qu’un service comme un autre.</strong></p>
<p>La révolution industrielle du début du XXème siècle avait apporté l’économie de la propriété avec la <a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Ford_T">Ford T</a> comme fer de lance, le XXIème siècle apporte l’économie de l’accès avec la voiture électrique « sponsorisée » où l’on ne paye que ce que l’on utilise.</p>
<p><strong>C’est maintenant plus de l’accès que de la propriété que dépendra désormais notre statut social.</strong></p>
<p><strong>Prochain Post :</strong></p>
<p>La banalisation de la culture par le marché entraînera la perte de ces deux univers.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il marketing della reputazione: Gli Affidabili.it]]></title>
<link>http://webspecialist.wordpress.com/2009/07/09/il-marketing-della-reputazione-gli-affidabili-it/</link>
<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 06:54:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Gianluigi Zarantonello</dc:creator>
<guid>http://webspecialist.wordpress.com/2009/07/09/il-marketing-della-reputazione-gli-affidabili-it/</guid>
<description><![CDATA[Chi ha avuto modo di leggere da un po&#8217; di tempo questo mio blog sa quanto mi siano cari i temi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Chi ha avuto modo di leggere da un po&#8217; di tempo questo mio blog sa quanto mi siano cari i temi della<strong> <a href="http://webspecialist.wordpress.com/2008/11/24/sai-che-cosa-si-dice-di-te-in-rete-limportanza-del-monitoraggio/" target="_self">reputazione online</a></strong> e del <strong>corretto uso del <a href="http://webspecialist.wordpress.com/2006/11/06/che-cosa-vuol-dire-davvero-fare-network/" target="_self">networking </a>come strumento di crescita per il business.</strong></p>
<p>Per questo ho guardato con molto piacere e grande simpatia la partenza del <strong>progetto di <a href="http://www.gliaffidabili.it" target="_blank">www.gliaffidabili.it</a></strong>, un sito dove il <strong>rating dei servizi e dei professionisti </strong>presenti è dato dalla loro <strong>reputazione basata sui feedback degli altri utenti.</strong></p>
<p><strong><img class="alignleft" style="border:2px solid black;margin:2px 4px;" title="AFFIDABILI" src="http://3.bp.blogspot.com/_DEmpkdhvPqw/SAk9vqGtgwI/AAAAAAAAA0c/yP03EkpVXCg/s320/www_gliaffidabili_it.jpg" alt="" width="320" height="205" /></strong>Si tratta di un meccanismo che nel mondo anglossassone viene definito con il termine raccomendation, che da noi evoca raccomandazione nella sua accezione negativa, mentre in realtà è <strong>qualcosa di analogo alle reviews di prodotti che sono uno dei plus nella scelta di un prodotto online</strong>.</p>
<p>Visto però che siamo<strong> in un&#8217;ottica web 2.0</strong> queste recensioni si accompagnano alla vera star della nuova rete: <strong>la persona.</strong></p>
<p>E&#8217; qualcosa di diverso dal passaparola, come bene evidenziato in <a href="http://www.online-marketing.it/social-marketing/2009/economia-della-reputazione/" target="_blank">un suo post da Valeria Rubino</a>, che cita <strong><a href="http://www.ethicaleconomy.com/" target="_blank">Adam Arvidsson</a></strong>: “la prossima economia sarà un’economia etica non più basata sul lavoro, come è stata l’ultima economia capitalistica, ma sull’abilità di costruire relazioni sociali eticamente significative”.</p>
<p>Noterete l&#8217;assonanza con una frase di<strong> Rifkin</strong> che cito spesso e che uno slogan usato appropiatamente dal network relazionale <a href="http://www.connecting-managers.com/" target="_blank"><strong>Connecting-Managers</strong></a>: &#8220;Il reale valore nel terzo millennio delle aziende e dei manager che le dirigono, non sarà il fatturato che essi producono, bensì il numero e la qualità delle relazioni da essi instaurati con i propri target interlocutori e di riferimento interni ed esterni&#8221;.</p>
<p style="text-align:center;">
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><img title="GRAFO" src="http://www.fmsasg.com/SocialNetworkAnalysis/SocialNetworkAnalysis_Graph.gif" alt="Un grafo di social network analysis, fonte http://www.fmsasg.com" width="480" height="495" /><p class="wp-caption-text">Un grafo di social network analysis, fonte http://www.fmsasg.com</p></div>
<p>La cosa che però va evidenziata, e in questo i fondatori di Gli Affidabili sembrano avere le idee chiare, è la <strong>dimensione etica</strong>: non si tratta di un accumulo di review più o meno significative scritte su commisione nè di un meccanismo di solo passaparola.</p>
<p><strong>Le relazioni e la reputazione si costruiscono infatti nel tempo, come qualunque <a href="http://webspecialist.wordpress.com/2008/01/10/le-relazioni-sono-il-nuovo-vantaggio-competitivo/" target="_self">vantaggio competitivo</a></strong>, ma si possono <strong>danneggiare in un attimo</strong> con comportamenti scorretti.</p>
<p>Qulcuno dirà che questa è filosofi, invece si tratta di <strong>razionalità economica</strong>: il valorie aggiunto della reputazione diventa il <strong>driver motivazionale per la partecipazione ad una transazione</strong>, gli attori se traditi porterenno il mercato a scambiare altrove.<br />
In più <strong>chi favorisce la creazione e la gestione delle comunità che creano questo capitale di scambio, creano a loro volta valore (economico). </strong></p>
<p>E allora, vi sentite pronti ad iscrivervi a <a href="http://www.gliaffidabili.it" target="_blank">Gli Affidabili</a> e mettere alla prova la vostra reputazione?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'alternativa energetica secondo Harvard University]]></title>
<link>http://pocodetto.wordpress.com/2009/06/24/lalternativa-energetica-secondo-harvard-university/</link>
<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 15:18:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>pocodetto</dc:creator>
<guid>http://pocodetto.wordpress.com/2009/06/24/lalternativa-energetica-secondo-harvard-university/</guid>
<description><![CDATA[Secondo la un gruppo di ricercatori della Harvard University con eolico ben posizionato si può arriv]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.addthis.com/bookmark.php?v=20"><img src="http://s7.addthis.com/static/btn/lg-share-en.gif" width="125" height="16" alt="Bookmark and Share"></a></p>
<p>Secondo la un gruppo di ricercatori della Harvard University con eolico ben posizionato si può arrivare a produrre 40 volte il consumo energetico mondiale attuale, considerando una operatività del 20% sulla loro potenziale capacità (fonte <a href="http://notizie.tiscali.it/articoli/scienza/09/06/eolico_potrebbe_generare_energia_tutto_mondo_555.html">tiscali</a>).<br />
Per quanto riguarda l&#8217;immagazzinamento dell&#8217;energia per quando non c&#8217;è vento o quando c&#8217;è più richiesta, il problema è solo di come fare, ci sono tanti modi, un modo possibile, come suggerisce anche Rifkin in (Economia all&#8217;idrogeno) usare l&#8217;energia in surplus per produrre idrogeno dall&#8217;acqua.<br />
I nostri governanti dovrebbero leggere più spesso le news su internet, forse ne trarrebbero idee interessanti, finché leggeranno solo i giornali di stato nulla si muoverà.</p>
<p>Intanto &#8230; <a href="http://parlamento.openpolis.it">teniamoli d&#8217;occhio</a> <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  </p>
<p>Saluti a tutti.</p>
<p><a href="http://www.addthis.com/bookmark.php?v=20"><img src="http://s7.addthis.com/static/btn/lg-share-en.gif" width="125" height="16" alt="Bookmark and Share"></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La vostra prossima automobile]]></title>
<link>http://ilprogettoarancione.wordpress.com/2009/05/16/la-vostra-prossima-automobile/</link>
<pubDate>Sat, 16 May 2009 15:30:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilprogettoarancione</dc:creator>
<guid>http://ilprogettoarancione.wordpress.com/2009/05/16/la-vostra-prossima-automobile/</guid>
<description><![CDATA[Questo è probabilmente il momento migliore per cambiare auto. Da Gennaio sono disponbili gli incenti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		P.western { font-family: "Bitstream Vera Sans", sans-serif } 		P.cjk { font-size: 10pt } 		H1 { margin-bottom: 0.21cm } 		H1.western { font-family: "Bitstream Vera Sans", sans-serif; font-size: 12pt } 		H1.cjk { font-family: "HG Mincho Light J"; font-size: 16pt } 		H1.ctl { font-family: "Lucidasans"; font-size: 16pt } --></p>
<p class="western">Questo è probabilmente il momento migliore per cambiare auto. Da Gennaio sono disponbili gli incentivi del governo per la rottamazione delle vecchie auto e, come d&#8217;abitudine, l&#8217;arrivo dell&#8217;estate e la prevedibile stasi del mercato spinge le aziende produttrici a premere sulla leva degli sconti. Tra ecoincentivi e sconti del produttore non è difficile superare i 3000 euro di risparmio su un&#8217;auto che ne può costare tra i 12 ed i 15.000. Difficile resistere.</p>
<p class="western">Ma quale auto comprerete?</p>
<p class="western">Le uniche auto su cui sono applicabili gli ecoincentivi sono le Euro 4 che producono meno di 140 gr/km di CO2 cioè, in buona sostanza, dei 1100 &#8211; 1300 cm3 a benzina o poco di diverso. In alternativa, c&#8217;è il GPL (od il metano). In altri termini, ancora oggi stiamo discutendo di automobili che differiscono da quelle degli anni &#8216;60 e &#8216;70 quasi solo per la stilizzazione della carozzeria e per la presenza del condizionatore.</p>
<p class="western">Dov&#8217;è andata a finire tutta l&#8217;innovazione che ci era stata promessa in termini di consumi e di inquinamento? Dove sono le auto elettriche? Dov&#8217;è andato a finire il nostro futuro?</p>
<h1 class="western">Un futuro possibile</h1>
<p class="western">Il problema è che da circa 40 anni si continua ad aspettare un futuro che non è possibile. Alcune tecnologie che sono state fatte balenare davanti agli occhi dei consumatori e dei politici in questi decenni non hanno mai avuto la benchè minima possibilità di raggiungere il mercato. Molte di esse non ce l&#8217;hanno nemmeno ora. Si tratta, in buona sostanza, di specchietti per le allodole: qualcosa che viene sfruttato per soddisfare la fame di novità del mercato, per sopire le cattive coscienze ecologiste di molti utenti e spingerli a comprare, nell&#8217;attesa, l&#8217;ennesima incarnazione di un oggetto che risale ingegneristicamente agli anni &#8216;50.</p>
<h1 class="western">Le auto elettriche</h1>
<p class="western">Una di queste tecnologie è l&#8217;auto elettrica (più esattamente, lo è stata finora, come vedremo in seguito). Ciò che uccide sul nascere questa tecnologia è scarsa capacità delle batterie coniugata con un lungo tempo di ricarica.</p>
<p class="western">Se si vuole fare un viaggio di, diciamo, 600 km, bisogna lasciare l&#8217;auto in carica tutta la notte perchè, diversamente, la prima fermata al distributore durerebbe altre otto ore. Inoltre, anche per avere questa autonomia è necessario rassegnarsi ad una di queste due soluzioni:</p>
<ol>
<li>
<p class="western">Portarsi appresso alcuni quintali di batterie 	al piombo, che costano poco ma pesano una follia e sono pericolose 	(per via dell&#8217;acido che contengono).</p>
</li>
<li>
<p class="western">Pagare una follia per delle batterie al 	litio, molto più leggere e sicure ma dai prezzi ancora 	inavvicinabili.</p>
</li>
</ol>
<p class="western">Non stupisce quindi che le auto elettriche non abbiano mai avuto un reale successo di mercato.</p>
<p class="western">Questa situazione potrebbe cambiare grazie ad un brevetto dell&#8217;MIT di Boston che promette di ridurre in maniera spettacolare i tempi di ricarica delle pile al litio. Uno strato di fosfato di Litio, depositato sull&#8217;anodo, rende possibile ricaricare da 0 al 100% una pila da telefono in 5 – 10 secondi e le batterie di un&#8217;auto elettrica in uno o due minuti. Capite bene che questo cambia le carte in tavola: diventa possibile partire con un&#8217;auto che ha pochissime batterie a bordo (e quindi costa enormemente di meno, pesa molto meno e consuma molto meno) e fare “il pieno” in pochi minuti ogni volta che è necessario, esattamente come avviene con molte piccole auto da città.</p>
<p class="western">Anche con questa innovazione resta però un problema irrisolvibile: non c&#8217;è Litio per tutti. Già adesso il Litio è estremamente costoso perchè viene usato massicciamente per i telefoni cellulari ed i laptop. Se dovesse trovare questa nuova utilizzazione sulle auto, il suo prezzo andrebbe immediatamente alle stelle. Si stima infatti che sull&#8217;intero pianeta ci sia abbastanza Litio solo per coprire le esigenze di qualche milione di auto, cioè più o meno quelle usate in una parte dell&#8217;europa. Il resto del mondo resterebbe comunque a secco.</p>
<h1 class="western">L&#8217;idrogeno</h1>
<p class="western">Un&#8217;altro specchietto per le allodole è rappresentato dall&#8217;idrogeno, così caldamente consigliato da jeremy Rifkin. Nel caso dell&#8217;idrogeno i problemi sono due: la siua estrema pericolosità ed il peso dell&#8217;impianto.</p>
<p class="western">Riguardo alla pericolosità bisogna chiarire un punto: la miscela idrogeno/aria è una miscela esplosiva per quasi tutte le concentrazioni di idrogeno ed ha una temperatura di innesco di meno di 200 °C. In altri termini, quando si forma una miscela aria/idrogeno, per innescare un incendio basta anche la minima scintilla elettrostatica od una semplice piastra metallica surriscaldata, come l&#8217;involucro esterno della marmitta catalitica. Quando la miscela si incendia, la fiamma si propaga al suo interno a decine di km/sec, provocando una violenta onda d&#8217;urto. Cioè, esplode.</p>
<p class="western">Il livello di rischio non è assolutamente simile a quello a cui si espongono i conducenti di auto a GPL od a Metano, come si vorrebe far credere: è molto, molto più alto, sia come probabilità di incidente che come possibili conseguenze dell&#8217;incidente stesso.</p>
<p class="western">Molto semplicemente, l&#8217;idrogeno non è roba da usare per questo tipo di applicazioni. Il caso del dirigibile Hindemburg dovrebbe bastare come dimostrazione.</p>
<p class="western">A parte questo, l&#8217;impianto è simile, come pesi e come ingombri, ad un normale impianto a GPL e quindi non è proprio entusiasmante.</p>
<h1 class="western">Le pile a combustibile</h1>
<p class="western">Un&#8217;altra tecnologia che difficilmente potrà arrivare sul mercato a breve sono le pile a combustibile. Ne ho parlato qualche mese fa in questo articolo:</p>
<p class="western"><a href="http://alessandrobottoni.wordpress.com/2008/10/14/pile-a-combustibile/">http://alessandrobottoni.wordpress.com/2008/10/14/pile-a-combustibile/</a></p>
<p class="western">Pile di questo tipo vengono usate sui sottomarini (non nucleari) sin dagli anni &#8216;50 e sono sempore state una continua fonte di problemi e di delusioni. La ragione di tutto questo è che hanno una diabolica tendenza ad intasarsi con i residui di comustione per cui la loro efficienza cala rapidamente fino a renderle inusabili.</p>
<p class="western">Sono ormai almeno 40 anni che si studia il modo di applicarle all&#8217;autotrazione ma, come si può vedere, non si è ancora trovata una vera soluzione. Nulla fa pensare che la si troverà in futuro (a meno di sconvolgimenti tecnologici attualmente imprevedibili).</p>
<h1 class="western">Auto a basso e bassissimo consumo</h1>
<p class="western">L&#8217;opera di “oscuramento” che viene messa in atto dalle case produttrici con queste promesse serve in realtà a mascherare la soluzione ovvia ai nostri problemi di trasporto.</p>
<p class="western">Per consumare meno e per muoversi meglio, in città e fuori, sono necessarie delle automobili più piccole e leggere. Delle auto completamente diverse da quelle attuali. In particolare, sarebbero necessarie delle auto monoposto e biposto pensate in modo specifico per il “commuting” (insomma: “per andare a lavorare”). Questo perchè l&#8217;auto viene usata per il 90% del suo tempo con uan sola persona a bordo e per il 97% del suo tempo con non più di due persone a bordo.</p>
<p class="western">Passare da un&#8217;auto a quattro posti, che pesa tra i 700 ed i 1500 kg, ad una automobile biposto (magari biposto in tandem) che ne pesa tra il 300 ed i 400, vuol dire consumare circa la metà (oltre che ingombrare la metà nel traffico e nei parcheggi). Questo perchè il peso è di gran lunga il principale fattore che incide sul consumo fino a velocità di 90 – 100 km/h.</p>
<p class="western">Se poi si pensa ad un&#8217;auto monoposto, pensata in modo specifico per il commuting, si può arrivare a consumare da uno a tre litri di carburante per cento km. Insomma, come un motorino.</p>
<p class="western">Date un&#8217;occhiata alla BMW CLEVER, per esempio:</p>
<p class="western"><a href="http://carscoop.blogspot.com/2006/04/bmw-clever-concept_20.html">http://carscoop.blogspot.com/2006/04/bmw-clever-concept_20.html</a></p>
<p class="western"><a href="http://www.autoblog.it/post/3557/bmw-clever-concept">http://www.autoblog.it/post/3557/bmw-clever-concept</a></p>
<p class="western">Con consumi così bassi non avrebbe più nessun senso pensare ad altre tecnologie. Si potrebbe anche adottare con tranquillità un carburante derivato da qualche vegetale senza rischiare seriamente di affamare mezzo pianeta. Con consumi pari al 20% di quelli attuali, tutte le carte in tavola cambierebbero peso e posizione.</p>
<h1 class="western">Allora, perchè no?</h1>
<p class="western">Le ragioni per cui non si torna con i piedi per terra, e non si propongono soluzioni immediate e concrete ai problemi di trasporto, sono piuttosto ovvie:</p>
<ol>
<li>
<p class="western">Non fanno sognare il cliente. Niente 	biturbo-multi-questo-inter-quell&#8217;altro. Solo un banale veicolo, 	leggero e spartano.</p>
</li>
<li>
<p class="western">Non fanno certo sognare i petrolieri (che 	sono azionaisti anche delle industrie dell&#8217;auto, ovviamente)</p>
</li>
<li>
<p class="western">Non servono ai fini elettorali. Chi voterebbe 	mai uno che ti vuole rispedire sulla Panda prima versione?</p>
</li>
</ol>
<p class="western">E quindi la vostra prossima auto sarà una Grande Punto o qualcosa di simile. A benzina, GPL o Metano, questo lo potete scegliere.</p>
<p class="western">
<p class="western">
<p class="western" align="right">Alessandro Bottoni</p>
<p class="western" align="right"><a href="mailto:info@alessandrobottoni.it">info@alessandrobottoni.it</a></p>
<p class="western" align="right"><a href="http://www.alessandrobottoni.it/">www.alessandrobottoni.it</a></p>
<p class="western" align="left">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La vostra prossima automobile]]></title>
<link>http://alessandrobottoni.wordpress.com/2009/05/16/la-vostra-prossima-automobile/</link>
<pubDate>Sat, 16 May 2009 15:27:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>alessandrobottoni</dc:creator>
<guid>http://alessandrobottoni.wordpress.com/2009/05/16/la-vostra-prossima-automobile/</guid>
<description><![CDATA[Questo è probabilmente il momento migliore per cambiare auto. Da Gennaio sono disponbili gli incenti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Questo è probabilmente il momento migliore per cambiare auto. Da Gennaio sono disponbili gli incenti]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Per fare un albero ci vuole un seme, per fondere un nucleo ci vuole Berlusconi]]></title>
<link>http://ambire.wordpress.com/2009/05/15/per-fare-un-albero-ci-vuole-un-seme-per-fondere-un-nucleo-ci-vuole-berlusconi/</link>
<pubDate>Fri, 15 May 2009 10:10:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>marta mainini</dc:creator>
<guid>http://ambire.wordpress.com/2009/05/15/per-fare-un-albero-ci-vuole-un-seme-per-fondere-un-nucleo-ci-vuole-berlusconi/</guid>
<description><![CDATA[Anche dopo il tragico terremoto in Abruzzo il nostro Governo si ostina a non riconosce il pericolo s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Anche dopo il tragico terremoto in Abruzzo il nostro Governo si ostina a non riconosce il pericolo sismico in territorio italiano, dissotterrando il nucleare: il 12 maggio il Senato ha approvato il ritorno all’energia atomica in Italia.<br />
Come se non bastasse il ritorno al nucleare in sè, le procedure per la costruzione delle centrali potranno pure essere velocizzate, “grazie” alla previsione di un’unica autorizzazione in grado, solo secondo alcuni, di sostituire tutte le altre licenze e nulla osta (tranne Via e Vas – valutazione di impatto ambientale e valutazione ambientale strategica), (<a href="http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/ambiente/nucleare3/via-nucleare/via-nucleare.html">cfr. Repubblica</a>).</p>
<p>Jeremy Rifkin, famoso esperto di green economy, si è da poco espresso  sull’effettivo contributo che l’energia nucleare porterebbe di fatto all’economia italiana, e non solo; trovate un articolo a ciò dedicato <a href="http://ambire.wordpress.com/2009/04/09/possiamo-cambiare-il-passato/">qui</a>.</p>
<p>Per il resto che dire..  concludiamo ricordando le  legittime riflessioni mosse da Roberto della Seta:  “non è chiaro infatti chi debba individuare i siti delle nuove centrali e c&#8217;è il rischio che questo compito spetterà alle grandi imprese dell&#8217;energia, e ciò potrà avvenire anche contro il parere delle Regioni in presenza del principio del potere sostitutivo del governo in mancanza di intesa con gli enti locali(<a href="http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/ambiente/nucleare3/via-nucleare/via-nucleare.html">cfr. Repubblica</a>).</p>
<p>Ora, io mi chiedo, ma tutti quelli che appoggiano il Governo attuale, e quindi il ritorno al nucleare,  tra tutte queste persone,dico, ci sarà qualcuno che ha dei figli, una moglie, un marito, un compagno di vita, degli affetti veri… ma chi augurerebbe ai propri cari di vivere di fianco ad una centrale nucleare, o in prossimità di un sito di stoccaggio di scorie pericolose? E secondo voi, dove verranno costruite queste centrali? Di fianco alla villa del Presidente del Consiglio in Sardegna?</p>
<p>Soprattutto considerando come vengono fatte e gestite le scelte in Italia, ricordando giusto per un secondo i grandi costruttori e le loro città di sabbia, di cui l’Abruzzo è solo un esempio (come scritto da <a href="http://www.rinopruiti.it/dblog/articolo.asp?articolo=1224">Saviano</a>).. Ma chi si fida?</p>
<p>Invece di fossilizzarsi su fonti di energia che possano incrementare i nostri consumi, perché non provare, anche in nome del risparmio, a proporre un cambiamento degli stili di vita in un’ottica di sostenibilità sociale e ambientale? Che ne so, magari promuovendo, in un Paese come l’Italia, l’eolico e il solare… E poi in fondo, chiediamoci se abbiamo davvero bisogno di impiegare tutta questa energia per produrre cose che non servono a nessuno, se non ai visi ringiovaniti di pochi.</p>
<p>marta.mainini@amb-ire.com </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Intervista a Carlo Formenti]]></title>
<link>http://malesangue.wordpress.com/2009/05/08/intervista-a-carlo-formenti/</link>
<pubDate>Fri, 08 May 2009 12:17:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>MMo</dc:creator>
<guid>http://malesangue.wordpress.com/2009/05/08/intervista-a-carlo-formenti/</guid>
<description><![CDATA[[disponibile anche QUI] Il protagonista di questa chiacchierata via mail ha avuto l’indubbio fegato ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!--[if gte mso 9]&#62;  Normal 0 14   &#60;![endif]--></p>
<p class="MsoBodyText">
<p class="MsoBodyText">
<p class="MsoBodyText">
<p class="MsoBodyText">
<p class="MsoBodyText"><span style="font-weight:normal;">[disponibile anche <a href="http://www.rivistainutile.it/files/af02b420c45bba320023a7cfb4e80b4e-147.html" target="_blank">QUI</a>]</span></p>
<p class="MsoBodyText"><span style="font-weight:normal;">Il protagonista di questa chiacchierata via mail ha avuto l’indubbio fegato di concorrere a far laureare il sottoscritto. A parte questopiccolo neo, Carlo Formenti è docente di <em>Teoria e tecnica dei nuovi media</em> presso l’Università del Salento e giornalista (Corriere della Sera, Sole 24 Ore). Tra le sue ultime pubblicazioni, <em><a href="http://www.ibs.it/code/9788860301659/formenti-carlo/cybersoviet-utopie-postdemocratiche-e.html">Cybersoviet. Utopie Postdemocratiche e nuovi media</a></em>, in cui si affronta il tema della reale democraticità della rete. Diciamo pure che l’eccitazione della prima ora è passata, per molti: non a caso, uno dei passaggi più interessanti di quanto segue è a proposito della capacità di organizzarci, noi tutti bellimbusti della rete, anche fuori da Internet (detto in soldoni). Tutti i libri (anche i racconti di fantascienza) del professor Formenti sono disponibili <a href="http://www.ibs.it/ser/serfat.asp?site=libri&#38;xy=carlo+formenti">qui</a>. Il suo blog, invece, è <a href="http://www.pazlab.net/formenti/">qui</a>. Ah, e sul finale d’intervista: tra nemmeno cinque anni <em>sentirete</em> gli aggiornamenti di status di Facebook o di chissà quale altra diavoleria direttamente nella vostra testa, mentre state camminando per strada. Scommettiamo?</span></p>
<p class="MsoBodyText"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoBodyText"><strong><!--more-->Cosa cambia dopo la sentenza Pirate Bay? Sul suo blog lei parla di educazione alla condivisione e di intelligenza collettiva: la condanna dei “pirati svedesi” non cambierà le abitudini degli utenti, ormai a loro agio con Creative Commons e copyleft in genere?</strong></p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">Nessuna sentenza può<span> </span>invertire il flusso del tempo. Le tecnologie digitali hanno irreversibilmente cambiato le modalità di fruizione della musica, dei video, delle notizie e di tutti gli altri prodotti dell’industria culturale; i vecchi modelli di business, fondati sulla vendita di copie di un’opera originale realizzata con forti investimenti economici, sono morti e sepolti.<span> </span>Questo lo sanno anche i discografici, le major di Hollywood e gli editori, ma non rinunciano ugualmente a condurre una battaglia di retroguardia per limitare i danni e guadagnare il tempo necessario a riconvertire le loro strutture produttive e distributive.<span> </span></p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoBodyText"><strong>A proposito di educazione e di etica su Internet: a che punto è la consapevolezza dei prosumer (produttori+consumatori)? A volte ho l’impressione che, comunque, non si tratti sempre di produttori ma di semplici divulgatori di materiale preesistente, per la maggior parte (ammesso che la creazione implichi di creare qualcosa dal nulla). In un gioco che consente alle multinazionali che gestiscono i nostri contenuti di studiare e, all’occorrenza, sfruttare economicamente un gusto, uno stile o un prodotto da lanciare sul mercato. Esagero?</strong></p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">No, la sua è una fotografia abbastanza fedele di quanto sta avvenendo. La creatività collettiva degli utenti che distribuiscono “contenuti autoprodotti” è, in larga misura, espressione di un lavoro di “re mixing” degli stessi prodotti dell’industria culturale, che serve a quest’ultima per analizzare gusti e tendenze, studiare nuovi prodotti, servire sempre meglio le nicchie di un consumo che è sempre meno di massa e sempre più distribuito lungo le frazioni di un mercato “a coda lunga”. Come ho già più volte sostenuto, le tecnologie del Web 2.0 sono l’anticamera di nuove forme di sfruttamento capitalistico di un’intelligenza collettiva che, almeno a tutt’oggi, non appare dotata di consapevolezza politica né, tanto meno, degli strumenti organizzativi per far valere i propri interessi.</p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoBodyText"><strong>A questo punto la mia domanda è: più che di violazione di privacy a proposito di social network, non si dovrebbe parlare di “autoviolazione” della privacy? La maggior parte dei miei amici su Facebook condivide spesso contenuti persino intimi, Internet viene usata quasi come una vetrina in cui mettersi in mostra (mi viene in mente la teoria dei tipi proteiformi di Rifkin: attori in grado di assumere più maschere contemporaneamente, in sostanza diversi da ciò che si è fuori dal virtuale).</strong></p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">Indubbiamente le pulsioni esibizioniste che alimentano certi comportamenti degli utenti (soprattutto i più giovani) dei social network offrono ottime opportunità alle società che gestiscono queste piattaforme; anche se non sembra che siano ancora riuscite a convertire in profitti questa disponibilità a esporsi dei loro utenti.</p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoBodyText"><strong>Tornando al diritto d’autore: quanto è credibile il nuovo Youtube che applica con ambigua severità il copyright restrittivo e allontana contenuti ritenuti offensivi?</strong></p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">Più che la “censura”, a colpire nella nuova strategia adottata da Youtube, sono gli accordi con le major di Hollywood per distribuire film e serie tv “gratuite” (ma piene di spot: in pratica è un rimodulazione del modello di business della tv generalista adattato all’erta della web tv). Credo che sia l’inizio di una trasformazione destinata a rendere sempre più marginale il carattere “democratico” del network.</p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoBodyText"><strong>Domanda dozzinale e facilona: a che punto è l’ibridazione uomo-macchina raccontata, tra gli altri, dallo scrittore James Ballard scomparso qualche giorno fa?</strong></p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">Si sta spostando sempre di più dalla dimensione del cyborg (la macchina che veste un corpo umano come in <em>Terminator</em>, o l’uomo che usa parti di ricambio meccaniche, come in <em>Robocop</em>) a quella della ibridazione fra mente e software: avremo presto forme di telepatia e telecinesi assistite dal computer.</p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nuova rivoluzione industriale]]></title>
<link>http://janejacobs.wordpress.com/2009/04/20/la-prossima-rivoluzione-industriale/</link>
<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 12:43:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>janejacobs</dc:creator>
<guid>http://janejacobs.wordpress.com/2009/04/20/la-prossima-rivoluzione-industriale/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[We Simplify Access]]></title>
<link>http://pthoniel.wordpress.com/2009/04/04/we-simplify-access/</link>
<pubDate>Sat, 04 Apr 2009 16:44:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>pthoniel</dc:creator>
<guid>http://pthoniel.wordpress.com/2009/04/04/we-simplify-access/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;ouvrage de Jeremy Rifkin, &#8220;L&#8217;âge de l&#8217;accès&#8221; paru en 2001 m&#8217;av]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>L&#8217;ouvrage de Jeremy Rifkin, &#8220;L&#8217;âge de l&#8217;accès&#8221; paru en 2001 m&#8217;avait particulièrement marqué. Pour faire simple (ce qui est l&#8217;objet de ce blog) :<br />
Nous passons :<br />
1/ de l&#8217;ère de la propriété à l&#8217;âge de l&#8217;accès<br />
2/ des marchés aux réseaux<br />
3/ à une économie de plus en plus dématérialisée<br />
4/ à une économie de plus en plus orientée sur les services<br />
5/ à la marchandisation des rapports humains</p>
<p>Quelques exemples : on n&#8217;achète plus de Cd mais on a accès à une infinité de musiques à télécharger (légalement ou pas), on a accès à plus d&#8217;informations (sans acheter de journaux), on se rencontre sur internet, on passe des vacances de rêve dans de multiples endroits grâce au Time Share, on a accès à des vélos et bientôt des voitures pour circuler en ville, etc&#8230;</p>
<p>Tout cela accéléré par l&#8217;accès à internet qui met en relation des consommateurs aux besoins individualisés face à des fournisseurs de produits et services qui doivent proposer des solutions sur mesure.</p>
<p>L&#8217;enjeu est de mettre en relation les 2, ce que fait admirablement Google. Je tape une requête et Google m&#8217;oriente sur les sites ou les pages les plus pertinentes.</p>
<p>Reste aux acteurs économiques à se placer habilement sur ce nouveau marché de l&#8217;accès.<br />
215 millions de sites sur la toile<br />
40 milliards de pages indexées par Google<br />
Et 99% des internautes qui ne vont pas au-delà de la 3° page de recherche sur Google.<br />
D&#8217;où l&#8217;importance d&#8217;émerger au bon endroit (c&#8217;est à dire quand les internautes cherchent un produit ou un service qui correspond à mon offre).</p>
<p>Combat de titans ? David contre Goliath pour les PME face aux multinationales ?<br />
La bonne nouvelle, c&#8217;est que les PME, les offres &#8220;niches&#8221; ont toute leurs chances d&#8217;émerger sur la toile pour s&#8217;adresser au &#8220;bon&#8221; prospect ou consommateur, et à un coût marketing trés compétitif. Adieu le mass market, vive le 1 to 1 ! Et vive les PME qui innovent&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nucleare: Secondo Rifkin l'energia dell'atomo sarà un fallimento ]]></title>
<link>http://centrostudikairos.wordpress.com/2009/04/03/nucleare-secondo-rifkin-lenergia-dellatomo-sara-un-fallimento/</link>
<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 09:29:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>centrostudikairos</dc:creator>
<guid>http://centrostudikairos.wordpress.com/2009/04/03/nucleare-secondo-rifkin-lenergia-dellatomo-sara-un-fallimento/</guid>
<description><![CDATA[Secondo l&#8217;economista Jeremy Rifkin la soluzione dei nostri problemi energetici non sta nel nuc]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Secondo l&#8217;economista Jeremy Rifkin la soluzione dei nostri problemi energetici non sta nel nuc]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Nachfrage]]></title>
<link>http://richtersblog.wordpress.com/2009/03/31/nachfrage/</link>
<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 14:31:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Jo Richter</dc:creator>
<guid>http://richtersblog.wordpress.com/2009/03/31/nachfrage/</guid>
<description><![CDATA[Mehrfachantworten und eigene Ergänzungen sind möglich, ebenso die mehrfache Stimmabgabe: View This P]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Mehrfachantworten und eigene Ergänzungen sind möglich,<br />
ebenso die mehrfache Stimmabgabe:</p>
<a name="pd_a_1505108"></a><div class="PDS_Poll" id="PDI_container1505108" style="display:inline-block;"></div><script type="text/javascript" language="javascript" charset="utf-8" src="http://static.polldaddy.com/p/1505108.js"></script>
		<noscript>
		<a href="http://answers.polldaddy.com/poll/1505108/">View This Poll</a><br/><span style="font-size:10px;"><a href="http://www.polldaddy.com">online surveys</a></span>
		</noscript>
<p>Vor oder nach der Stimmabgabe einfach auf &#8220;View Results&#8221; klicken.</p>
<p>Leider werden die anderslautenden Antworten nicht aufgeführt, weshalb ich dazu einlade, sie zusätzlich als Kommentar zu posten.<br />
Transhumanistische Antworten (&#8220;Ist die Wiege einer neuen Zivilisation&#8221;)<br />
und fatalistische Entgegnungen (&#8220;Ist sowieso beim nächsten Sonnensturm vorbei&#8221;)<br />
sowie ästhetisierende Betrachtungsweisen (&#8220;Öffnet/Schließt Wahrnehmungsräume&#8221;),<br />
ja, vor allem unerwartete Reaktionen sind hier, wie bei allen Umfragen,<br />
das Salz in der Suppe.</p>
<p>Einige Links:</p>
<p><a href="http://www.ocf.berkeley.edu/~stoll/">Clifford Stoll und die Medienkritik</a></p>
<p><a href="http://www.livinginternet.com/i/ii_mcluhan.htm">Marshall McLuhan und das globale Dorf</a></p>
<p><a href="http://de.wikipedia.org/wiki/Proteische_Pers%C3%B6nlichkeit">Jeremy Rifkin und die proteische Persönlichkeit</a></p>
<p><a href="http://www.perlentaucher.de/buch/29414.html">Bernard Stieglers Wertekritik</a></p>
<p><a href="http://www.culture.hu-berlin.de/sp/WS_00_01/wired/oeffentlich/NewFiles/chattenprivat.html">Privatsphäre im Internet</a></p>
<p><a href="http://www.insna.org/">Zur Theorie der sozialen Netzwerke</a></p>
<p>Nietzsche und Baumann sind bereits in der Seitenleiste verlinkt.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Mega centrale solare a Palermo]]></title>
<link>http://janejacobs.wordpress.com/2009/03/18/mega-centrale-solare-a-palermo/</link>
<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 20:55:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>janejacobs</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il guru dell&#8217;energia alternativa Rifkin si e&#8217; presenato a Palermo per discutere di un me]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Il guru dell&#8217;energia alternativa Rifkin si e&#8217; presenato a Palermo per discutere di un me]]></content:encoded>
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