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	<title>riflessioni &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/riflessioni/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "riflessioni"</description>
	<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 00:10:24 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Scripta Brevis [7]]]></title>
<link>http://hoshina.wordpress.com/2009/11/30/scripta-brevis-7/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 21:30:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>Hoshi</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8221; Gli anni che vanno dai 25 ai 30, sono i più difficili, con o senza figli, in coppia o single]]></description>
<content:encoded><![CDATA[&#8221; Gli anni che vanno dai 25 ai 30, sono i più difficili, con o senza figli, in coppia o single]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Anzi, ero una scimmia]]></title>
<link>http://lagiraffessa.wordpress.com/2009/11/30/anzi-ero-una-scimmia/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 21:27:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>la giraffessa</dc:creator>
<guid>http://lagiraffessa.wordpress.com/2009/11/30/anzi-ero-una-scimmia/</guid>
<description><![CDATA[Ecco, l’ultimo post non si poteva proprio leggere, era senza capo né coda, si prestava poi a varie l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ecco, l’ultimo post non si poteva proprio leggere, era senza capo né coda, si prestava poi a varie letture esilaranti. Eliminato, via!</p>
<p>Posso fare di meglio, m’impegno.</p>
<p>&#160;</p>
<p>Posso raccontarvi del mio istinto di animale bizzarro, che spunta fuori ogni volta che cambia il tempo.</p>
<p>Oggi che tirava parecchio vento, non avevo nemmeno lontanamente pensato potesse piovere. Lo dovevo capire però dal mio stato psichico: nervi tesi come corde di violino, qualsiasi cosa mi dava fastidio, ero impaziente. Tutti segnali del mio istinto che &#8211; puntualmente, mi capita quasi sempre – mi dovrebbero avvisare che pioverà. Davvero signori miei, divento nervosa come una scimmia urlatrice e isterica. Ma ogni volta dimentico come interpretare questi sintomi.</p>
<p>La mia spiegazione è che il mio istinto animale – memore della vita precedente di bipede atelide, <strong><a href="http://tinyurl.com/nw73b2">http://tinyurl.com/nw73b2</a></strong><strong> </strong>– si risveglia per allertarmi e sollecitarmi a trovare rifugio. In effetti, ODIO camminare sotto la pioggia. Altro che <em>singing in the rain</em>. Col cavolo! Mi è successo spesso di affrettarmi a tornare a casa senza saperne il motivo. Poco dopo, cominciava a piovere. Liberi di crederci o meno, ma è così.</p>
<p>D’altronde, come diceva il mio caro <em>T. Gautier </em>(abbiate pazienza, in francese era scritto divinamente, ma lo devo tradurre): “Voi non l’avreste creduto, e tuttavia nulla è più vero di questo, secondo l’abitudine delle cose inverosimili”.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Berlusconi al dittatore Lukashenko: il popolo ti ama... (?!?!?)]]></title>
<link>http://candidonews.wordpress.com/2009/11/30/berlusconi-al-dittatore-lukashenko-il-popolo-ti-ama/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 21:12:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>candidonews</dc:creator>
<guid>http://candidonews.wordpress.com/2009/11/30/berlusconi-al-dittatore-lukashenko-il-popolo-ti-ama/</guid>
<description><![CDATA[Che dire, quest&#8217;uomo non fa che stupire. Ogni qualvolta sembra aver toccato il fondo in fatto ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><em><span style="color:#000080;">Che dire, quest&#8217;uomo non fa che stupire. Ogni qualvolta sembra aver toccato il fondo in fatto di vergogna, scende di un ulteriore gradino. Per carità la politica è pragmatismo. Anche i leader democratici come Obama,Merkel e Zapatero devono fare i conti con le relazioni internazionali e quindi con paesi non propriamente democratici, in primis la Cina. Un conto è la ragion di stato, un conto è osannare dei dittatori, come ultimamente fa il nostro (vostro) Premier. Prima nega le stragi in Cecenia per fare un favore a Putin, poi fa amicizia con Gheddafi, ora sdogana (unico leader occidentale) il dittatore bielorusso Lukashenko. </span></em></p>
<p style="text-align:justify;"><em><span style="color:#000080;">Continuo a pensare che in noi italiani ci sia qualcosa di sbagliato. Se un uomo (Berlusconi) è benvisto dai dittatori (Gheddafi, Lukashenko,Putin) e malvisto o appena sopportato dai leader occidentali (Obama, Sarkozy, Merkel, Zapatero etc) nessuno degli elettori conservatori di questo paese si pone un interrogativo, una domanda&#8230;. no è?</span></em></p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<h1 style="text-align:center;"><a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_30/berlusconi-viaggi-bonino-polemiche_24e2af82-ddd1-11de-a61b-00144f02aabc.shtml">Berlusconi a Lukashenko: il popolo ti ama</a></h1>
<p>ROMA &#8211; L’amore del popolo bielorusso per il presidente Aleksandr Lukashenko si vede «dai risultati elettorali che sono sotto gli occhi di tutti». Così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, primo leader occidentale da quindici anni a questa parte a mettere piede a Minsk, ha ringraziato il Capo di Stato bielorusso per anni isolato dalla comunità internazionale anche per il sospetto di brogli nelle elezioni. «Grazie anche alla sua gente, che so che la ama: e questo è dimostrato dai risultati delle elezioni che sono sotto gli occhi di tutti» ha detto il premier italiano rivolgendosi al leader bielorusso in conferenza stampa.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/esteri/berlusconi-bielorussia/berlusconi-bielorussia/ansa_17338644_24520.jpg" alt="" width="230" height="186" /></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm4.static.flickr.com/3329/3511836709_84deb82a25_o.jpg" alt="" width="432" height="288" /></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://zamparini.files.wordpress.com/2009/09/berlusconi_gheddafi_grandi_amici.jpg?w=483&#038;h=343" alt="" width="483" height="343" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[&quot;Figlio mio, lascia questo Paese&quot;]]></title>
<link>http://babilonia.wordpress.com/2009/11/30/figlio-mio-lascia-questo-paese/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 21:05:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>enrico r.</dc:creator>
<guid>http://babilonia.wordpress.com/2009/11/30/figlio-mio-lascia-questo-paese/</guid>
<description><![CDATA[Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'></p>
<blockquote><p align="justify"><em>Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio.</em> (<a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/celli-lettera/celli-lettera/celli-lettera.html"><strong>continua</strong></a>)</p>
</blockquote>
<p align="justify">PIER LUIGI CELLI è stato direttore generale della Rai. Attualmente è direttore generale della Libera Università internazionale degli studi sociali, Luiss Guido Carli. </p>
<p align="justify">C’è una grande verità in quello che scrive, ma non posso non pensare ad un altro figlio, magari quello del bidello della scuola. Che lettera riceverebbe?</p>
<p align="justify">
<div class="wlWriterSmartContent" id="scid:0767317B-992E-4b12-91E0-4F059A8CECA8:0890e33f-4272-41cb-8f1d-8732e25d46d0" style="display:inline;float:none;margin:0;padding:0;">Technorati tags: <a href="http://technorati.com/tags/padri" rel="tag">padri</a>, <a href="http://technorati.com/tags/figli" rel="tag">figli</a>, <a href="http://technorati.com/tags/scuola" rel="tag">scuola</a>, <a href="http://technorati.com/tags/opportunit%c3%a0" rel="tag">opportunit&#224;</a>, <a href="http://technorati.com/tags/ricchezza" rel="tag">ricchezza</a>, <a href="http://technorati.com/tags/povert%c3%a0" rel="tag">povert&#224;</a>, <a href="http://technorati.com/tags/lavoro" rel="tag">lavoro</a>, <a href="http://technorati.com/tags/possibilit%c3%a0" rel="tag">possibilit&#224;</a></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Come avrei potuto votare alle primarie? Lettera di un iscritto]]></title>
<link>http://legmantova.wordpress.com/2009/11/30/come-avrei-potuto-votare-alle-primarie-lettera-di-un-iscritto/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 20:43:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Admin</dc:creator>
<guid>http://legmantova.wordpress.com/2009/11/30/come-avrei-potuto-votare-alle-primarie-lettera-di-un-iscritto/</guid>
<description><![CDATA[Pubblichiamo una corrispondenza fra un iscritto LeG_MN e il Coordinatore. Che mi chiedi? Come avrei ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>Pubblichiamo una corrispondenza fra un iscritto LeG_MN e il Coordinatore</em>.</p>
<p><span style="font-family:Arial;font-size:small;">Che mi chiedi? <strong>Come avrei potuto votare  alle primarie?</strong> Sai che questa discussione mi appassiona. Cercherò dunque di  essere breve, anche se probabilmente non mi riuscirà di  trattenermi.</span></p>
<div><span style="font-family:Arial;font-size:small;"> Ho organizzato a Virglio il Comitato per Prodi  alle prime primarie del Paese. Si trattava allora dell&#8217;unico comitato per Prodi  presente in tutto il territorio mantovano. Fu allora e rimane a tutt&#8217;oggi  l&#8217;unico tentativo (riuscito) nel mio Comune di far cooperare (anche  finanziariamente) in un unico progetto DS, Margherita e Socialisti.</span></div>
<div><span style="font-family:Arial;font-size:small;"><strong>Allora si trattava però di eleggere il candidato  della sinistra (tutta) per il governo del Paese. Come in America. Le primarie  successive sono servite a eleggere il segretario di un partito, e la cosa mi  pare diversa</strong>.</span></div>
<div><span style="font-family:Arial;font-size:small;">Già allora ho potuto constatare in sede di  votazione come ovunque le schede elettorali potessero essere fotocopiate con disinvoltura, come  gli euro donati scomparissero misteriosamente dalle casse della federazione  provinciale e come i dati raccolti (nome, indirizzo, telefono,&#8230;) fossero  gelosamente custoditi dai DS nazionali e non venissero rivelati a nessuno nemmeno su  esplicita richiesta dei partiti con i quali collaboravano (vedi gli appelli  inascoltati della Margherita).</span></div>
<div><span style="font-family:Arial;font-size:small;"> Aggiungo un altra considerazione non meno  importante: <strong>le primarie per Prodi stabilivano un candidato premier</strong> e lo  individuavano in colui che avesse raccolto più voti di tutti. <strong>Le primarie per  Veltroni/Bersani, svolgendosi all&#8217;interno di uno <img class="alignleft" style="margin:7px 10px;" src="http://www.dioblog.it/wp-content/upload/2007/09/pronta.gif" alt="" width="270" height="386" />stesso partito, servivano a  eleggere i rappresentanti di lista, non i candidati segretario</strong>.</span></div>
<div><span style="font-family:Arial;font-size:small;">Vorrei essere il più chiaro possibile: chi ha  votato alle ultime primarie non ha avuto la facoltà di scegliere  Marini/Bersani/Franceschini, ma una delle liste disponibili. <span style="text-decoration:underline;">Organizzare la  votazione per liste ha favorito accordi politici fra i dirigenti e disperso  la sovranità (se sovranità c&#8217;era) dell&#8217;elettore</span>.</span></div>
<div><span style="font-family:Arial;font-size:small;">Cerco di essere più esplicito: i votanti alle  primarie a Mantova hanno eletto: Fontanili, Brioni, Bellodi, Santachiara,  Forattini, Zani e Gualtieri nell&#8217;assemblea nazionale (3 bersaniani, 3  franceschiniani); inoltre hanno eletto Pavesi, Tavernari, Camocardi, Giusti, Trazzi, Gazzoni, I. Formigoni, Blasevich, Dian, Martelli,  Zanella, Marconcini, Petrella, Mazali, Benaglia, Benatti, Stancari, Oselini,  Galli e Salvarani all&#8217;assemblea regionale (11 Bers, 6, Franc, 3  Marini).</span></div>
<div><span style="font-family:Arial;font-size:small;">Come noti, nessun elettore ha scelto nè Marini, nè  Bersani, nè Franceschini. Ciò vuol dire che in sede di assemblea, i nomi sopra  citati potranno scegliere a proprio piacimento per chi votare. <strong>La lista di  appartenenza non è infatti una discriminante</strong>.</span></div>
<div><span style="font-family:Arial;font-size:small;">A ciò si aggiungano alcuni giochetti. A titolo di  esempio, <span style="text-decoration:underline;">a un franceschiniano di seconda linea conveniva candidarsi con Marino  per sperare di essere eletto</span>.</span></div>
<div><span style="font-family:Arial;font-size:small;">Inoltre, sai bene che se a Mantova ci sono i  camocardiani e i carriani (permettimi il paradigma, cerco di chiarire il concetto in modo semplice), una volta che questi prendono parte all&#8217;assemblea  nazionale non diventano franceschiniani e bersaniani ma restano camocardiani e  carriani. Normale che sia così.</span></div>
<div><span style="font-family:Arial;font-size:small;">Non</span><span style="font-family:Arial;font-size:x-small;"> mi dilungo poi  sui <strong>brogli pre, durante e post primarie </strong>perchè questa lettera rischierebbe di  diventare davvero indigesta.</span></div>
<div><span style="font-family:Arial;font-size:small;">Perciò, no. <strong>Non ho votato alle primarie del PD. Si  aggiunga inoltre che non sono un elettore del PD</strong>.</span></div>
<div><span style="font-family:Arial;font-size:small;">I quasi 3 milioni di voti serviranno molto, come mi  chiedi tu. Sono un sacco di soldi. Purtroppo <span style="text-decoration:underline;">non andrà un solo euro ai circoli  territoriali</span>. Inoltre sono un grande database di dati sensibili per il controllo  del voto, utilissimi anche in altre situazioni. Ci sono molte possibilità  d&#8217;impiego in questo senso.</span></div>
<div><span style="font-family:Arial;font-size:small;">Un partito d&#8217;opposizione forte? <strong>Da quando Bersani è  stato eletto</strong> (pressochè da quest&#8217;estate, ricordi? <a title="PD a Mantova" href="http://legmantova.wordpress.com/2009/07/31/il-pd-a-mantova-un-problema-di-struttura/" target="_self">Ho pubblicato un post</a> proprio  su Leg_MN&#8230;), <strong>non lo si sente più</strong>. A tal proposito, un assise nazionale formata  da camocardiani, carriani e vattelapeschiani non può essere unitaria e tantomeno  può produrre una forte segreteria d&#8217;opposizione.</span></div>
<h3><span style="font-family:Arial;font-size:small;">Non spero in questo PD, spero nella sua  base.</span></h3>
<div><span style="font-family:Arial;font-size:small;">Conosco la base e so che è disposta ai più grandi  sacrifici per restare disciplinata all&#8217;interno di un grande partito. Il Partito  di massa ha lasciato in eredità <span style="text-decoration:underline;">la consapevolezza che la forza viene  dall&#8217;unione</span>. Non abbandoneranno il PD nemmeno se questo inciuciasse apertamente  con Berlusconi.</span></div>
<div><span style="font-family:Arial;font-size:small;">Ma l&#8217;esperienza del PCI e della DC si sta  dissolvendo con l&#8217;avanzare delle generazioni. Ora è molto più concepibile  l&#8217;astensione. </span></div>
<div><span style="font-family:Arial;font-size:small;"><strong>Da che i partiti hanno cessato di avere una  prospettiva ideale, hanno estromesso l&#8217;etica dalla politica</strong>.</span><span style="font-family:Arial;font-size:x-small;"><img class="alignright" style="margin-left:10px;margin-right:10px;" src="http://www.flashmotus.it/images/2008/02/uolterueltroni.jpg" alt="" width="240" height="216" /></span></div>
<div><span style="font-family:Arial;font-size:small;">In tal senso, il confronto con il giudizio popolare  non è più rilevante.</span></div>
<div><span style="font-family:Arial;font-size:small;">La reificazione del cittadino si è concretizzata  nel diventare un punto percentuale di una logica di strategia politica. Si  vincono le elezioni non in base a un progetto politico, ma in base alla capacità  di modellare il consenso popolare attraverso i mezzi di comunicazione.<strong> Il voto è  un&#8217;esperienza di marketing</strong>. Come tale, si basa sull&#8217;individuazione delle  aspettative di un votante medio. Il problema della scienza statistica rimane  quello di concentrarsi sulle esigenze di un cittadino medio, che nei fatti è  proprio l&#8217;unico che non c&#8217;è.</span></div>
<div><span style="font-family:Arial;font-size:small;"><br />
</span></div>
<div><span style="font-family:Arial;font-size:small;">Anche chi crede che la politica abbia una natura  realista e cinica, dovrebbe comprendere che il modo migliore per vincere è  partire da un partito unito e forte. In alternativa, ci terremo un Paese  ingovernabile dove non è possibile promuovere alcuna stabile  riforma.</span></div>
<div><span style="font-family:Arial;font-size:small;">Concludo qui, anche perchè sono stato non prolisso  ma torrenziale direi.</span></div>
<div><span style="font-family:Arial;font-size:small;">I miei più cari saluti,</span></div>
<div><span style="font-family:Arial;font-size:small;">a presto,</span></div>
<div><span style="font-family:Arial;font-size:small;">grazie ancora per quel che fai.</span></div>
<div><span style="font-family:Arial;font-size:small;">Fabio Di Benedetto</span></div>
<div><span style="font-family:Arial;font-size:small;"><img class="aligncenter" src="http://img50.imageshack.us/img50/7451/chinonmivuolerm6.jpg" alt="" width="576" height="230" /><br />
</span></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un paese senza futuro]]></title>
<link>http://niccoloquerci.wordpress.com/2009/11/30/un-paese-senza-futuro/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 20:07:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>niccoloquerci</dc:creator>
<guid>http://niccoloquerci.wordpress.com/2009/11/30/un-paese-senza-futuro/</guid>
<description><![CDATA[Oggi su Repubblica ho letto questa bellissima lettera di Pier Luigi Celli,direttore generale dell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Oggi su Repubblica ho letto questa bellissima lettera di Pier Luigi Celli,direttore generale dell&#8217;Università Luiss di Roma</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/celli-lettera/celli-lettera/celli-lettera.html">http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/celli-lettera/celli-lettera/celli-lettera.html</a></p>
<p>Non posso che essere d&#8217;accordo con le parole che,un padre prima che un importante esponente del mondo universitario,ha voluto rendere pubbliche.Celli ha a mio parere portato alla ribalta un tema che in Italia non è mai stato seriamente all&#8217;ordine del giorno:il futuro delle nuove generazioni. Ore e ore di trasmissioni televisive sono dedicate a trans(Vespa ora ha il plastico della casa di Brenda&#8230;si salvi chi può),culi di veline e sparate di Berlusconi ma nessuno parla di scuola,università o disagio giovanile.Ma valiamo davvero così poco per la nostra classe dirigente&#8230;quelli che alla fine sono i nostri &#8220;genitori&#8221;?ma in Italia i figli non erano &#8220;piez&#8217;è core&#8221;?Eppure ci ritroviamo una classe politica che quando deve trovare fondi per ripianare i buchi nel bilancio causati dai propri errori taglia su scuola e università&#8230;caso unico in Europa e nel mondo occidentale dove anzi i fondi per l&#8217;Università vengono aumentati.Ci parlano del merito con il pass per il mondo del lavoro ma poi scopriamo che per emergere il merito è l&#8217;ultimo dei requisiti.Ci descrivono come una generazione non interessata alla cultura ma loro per promuoverla mettono prezzi da capogiro per mostre e musei.Per loro noi siamo quelli che guardano &#8220;Amici&#8221; e che si impasticcano la sera in discoteca&#8230;.si ricordano di noi(a volte) quando ci sono le elezioni mostrandosi moderni usando la rete e facendo qualche vana promessa&#8230;ci pensano stupidi candidando nelle loro liste giovani solo nell&#8217;età(ma già vecchi nella mente) che in Parlamento eseguiranno i loro ordini e non difenderanno i nostri diritti.Piangono quando i più meritevoli fra di noi hanno successo all&#8217;estero ma non fanno nulla per trattenerci..le priorità sono altre.E allora saranno altre anche le strade che decideremo di prendere&#8230;a costo di farci dare degli anti-patriottici dal solone di turno.Siamo i campioni del mondo,abbiamo la pasta e la pizza&#8230;ma adesso come adesso siamo un paese senza futuro.</p>
<p>&#160;</p>
<p>Nico</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Berlusconi e i tentacoli della "piovra"]]></title>
<link>http://simoneaversano.wordpress.com/2009/11/30/berlusconi-e-i-tentacoli-della-piovra/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 19:55:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Simone Aversano</dc:creator>
<guid>http://simoneaversano.wordpress.com/2009/11/30/berlusconi-e-i-tentacoli-della-piovra/</guid>
<description><![CDATA[di Simone Aversano (Caffè News Magazine) Il Premier Silvio Berlusconi scherza, arrivato all’aeroport]]></description>
<content:encoded><![CDATA[di Simone Aversano (Caffè News Magazine) Il Premier Silvio Berlusconi scherza, arrivato all’aeroport]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Perfezione]]></title>
<link>http://nonsapreiqualmettere.wordpress.com/2009/11/30/perfezione/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 19:22:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>nonsapreiqualmettere</dc:creator>
<guid>http://nonsapreiqualmettere.wordpress.com/2009/11/30/perfezione/</guid>
<description><![CDATA[Come definiresti il concetto di &#8220;perfezione&#8221;? Non so darne una precisa indicazione, ma n]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Come definiresti il concetto di &#8220;perfezione&#8221;? Non so darne una precisa indicazione, ma nel tentativo mi farei aiutare dall&#8217; immagine della stessa dalla realtà nella quale si concretizza. Problema: non esiste un&#8217;immagine di perfezione. Noi umani non possiamo nemmeno assaggiare quella dolcezza per un semplicissimo motivo: nel momento stesso in cui poniamo la perfezione come un traguardo, la facciamo diventare un limite. Non possiamo superare quel limite? Logicamente diremmo &#8220;NO&#8221; poichè supereremmo la perfezione stessa. Fin quì ho detto banalità, ma allora cos&#8217;è la perfezione? A mio parere è la realizzazione al massimo grado delle potenzialità di una persona, quando uno dà tutto ciò che ha per un obbiettivo. Da ciò si può dedurre che io non pongo la perfezione nel risultato, ma nel processo per raggiungerlo. In questo modo tutti abbiamo la possibilità di essere perfetti, basta volerlo e prodigarsi nell&#8217;ottenerlo. Nulla di più.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le donne non fanno la guerra]]></title>
<link>http://ospiteinquietante.wordpress.com/2009/11/30/le-donne-non-fanno-la-guerra/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 16:57:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>matteocarati</dc:creator>
<guid>http://ospiteinquietante.wordpress.com/2009/11/30/le-donne-non-fanno-la-guerra/</guid>
<description><![CDATA[Una riflessione acuta e sottile dalla Direttrice dell&#8217;Unità, Concita De Gregorio, sui maschi e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Una riflessione acuta e sottile dalla Direttrice dell&#8217;Unità, Concita De Gregorio, sui maschi e la cultura maschilsta. <a href="http://concita.blog.unita.it//Nei_panni_degli_altri_780.shtml">Qui</a> potete trovare il testo completo.</p>
<blockquote><p>Manca completamente la censura sociale del comportamento violento. Manca la disapprovazione collettiva del bullismo, del machismo. La censura reciproca: nessuno ferma un ragazzo che dà fastidio a una ragazza per strada perché se lo fa gli altri lo indicano come omosessuale. Mancano padri che non siano fieri delle conquiste seriali dei figli maschi. Mancano madri che sappiano essere meno indulgenti con loro. Mancano leggi che suscitino questi sentimenti, che li ergano a norma. Leggi anche disuguali se disuguali sono le condizioni di partenza. Ci sono paesi in cui un gesto violento se compiuto da un uomo su una donna è punito più severamente: si chiama uguaglianza sostanziale, ripristina la disuguaglianza di partenza. Manca il rispetto che si deve a chi subisce. Manca la capacità di mettersi nei panni dell&#8217;altro, dell&#8217;altra. Se vince la cultura dei &#8220;vincenti&#8221; le donne perderanno. Non fanno la guerra, in genere. È una perdita di tempo: hanno altro da fare.</p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[a-social ]]></title>
<link>http://portaparallela.wordpress.com/2009/11/30/a-social-network/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 16:35:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>PortaParallela</dc:creator>
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<description><![CDATA[figure immaginarie, rappresentazioni artificiali basate sulla vanità : belle immagini di sè stessi c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>figure immaginarie, rappresentazioni artificiali basate sulla vanità : belle immagini di sè stessi con tanto di elenco annesso , stili di vita costruiti a partire dalle strategie di marketing , di gusti e preferenze , alla ricerca di una qualsiasi approvazione . mirate campagne di mercato per promuovere la tua persona , mentre la versione aggiornata dei nostri pensieri , del nostro futuro , è già pronta nelle redazioni dei telegiornali .</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ai Poeti]]></title>
<link>http://pensieroarte.wordpress.com/2009/11/30/ai-poeti/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 15:34:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>Gaetano Facincani</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non sono pochi coloro per i quali la poesia rappresenta soltanto un&#8217;inutile perdita di tempo, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Non sono pochi coloro per i quali la poesia rappresenta soltanto un&#8217;inutile perdita di tempo, ]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[DIRITTI DELL'ASSERTIVITA' ovvero: CARTA DEI DIRITTI DELLA PERSONA]]></title>
<link>http://perennementesloggata.wordpress.com/2009/11/30/diritti-dellassertivita-ovvero-carta-dei-diritti-della-persona/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 15:20:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>Perennemente Sloggata</dc:creator>
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<description><![CDATA[Letto su web (dovrebbe essere un documento più o meno ufficiale in psicologia), non posso che concor]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;">Letto su web (dovrebbe essere un documento più o meno ufficiale in psicologia), non posso che concordare. L&#8217;importante è non abusarne e non nascondersi dietro questo. Insomma, siamo intelligenti e possiamo farne il giusto uso.</span></p>
<p>CARTA DEI DIRITTI DELLA PERSONA</p>
<p>1 ho diritto di chiedere ciò che voglio<br />
2 ho il diritto di dire di no a richieste e domande che non posso esaudire<br />
3 ho il diritto di esprimere tutte le mie emozioni, positive o negative<br />
4 ho il diritto di cambiare idea<br />
5 ho il diritto di sbagliare e non devo essere perfetto, diritto di imparare dai propri errori (apprendimento per tentativi ed errori)<br />
6 ho il diritto di perseguire i miei valori e ciò in cui credo<br />
7 ho il diritto di non essere responsabile per azioni, sentimenti o comportamenti degli altri<br />
8 ho il diritto di aspettarmi onestà da parte degli altri<br />
9 ho il diritto di adirarmi con le persone che amo<br />
10 ho il diritto di essere me stesso e di essere unico/diverso<br />
11 ho il diritto di dire &#8220;non lo so&#8221; (sapere di non sapere)<br />
12 ho il diritto di non dovermi scursare e giustificare per il mio comportamento adducendo ragioni o scuse (rispetto di se)<br />
13 ho il diritto di AVERE IL MIO TEMPO E I MIEI SPAZI PERSONALI<br />
14 ho il diritto di essere allegro<br />
15 ho il diritto di cambiare e di crescere<br />
16 ho il diritto di essere trattato con DIGNITA&#8217; e RISPETTO<br />
17 ho il diritto di essere felice<br />
18 ho il diritto di dire &#8220;non mi interessa&#8221; quando gli altri mi vogliono coinvolgere nelle loro iniziative. <span style="text-decoration:underline;">Chi è portato ad assecondare gli interessi degli altri dimenticando sè stesso, vede con il tempo sbiadire la sua personalità</span><em> </em>(libertà di scelta)<br />
19 ho il diritto di giudicare da me il mio comportamento ed assumermi le responsabilità delle conseguenze (autonomia di giudizio)<br />
20 ho il diritto di decidere se occuparmi dei problemi altrui, evitare di assumermi responsabilità al posto di quelli che si rifiutano di prendersele (giustizia distributiva)<br />
21 diritto di non farmi coinvolgere dalla benevolenza che gli altri mi mostrano quando mi offrono o chiedono qualcosa (autonomia emotiva)<br />
22 ho il diritto di essere illogico nelle mie scelte (spontaneità e fantasia)<br />
23 ho il diritto di dire non capisco a chi non dice chiaramento cosa si aspetta da me (autonomia nei punti di vista)</p>
<p>Se noi e i nostri cari seguissimo attentamente queste regole di AUTO-RISPETTO probabilmente molti problemi si avvierebbero alla soluzione&#8230; e molti rapporti forse si troncherebbero se dall&#8217;altra parte si trovassero persone non intelligenti e rispettose del prossimo</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Le famose dieci domande. De La Padania.]]></title>
<link>http://discutere.wordpress.com/2009/11/30/le-famose-dieci-domande-de-la-padania/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 15:07:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>discutere</dc:creator>
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<description><![CDATA[Basta. Basta con questa indicibile manfrina messa in piedi dai mezzi di comunicazione di massa sulle]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Basta. Basta con questa indicibile manfrina messa in piedi dai mezzi di comunicazione di massa sulle vicende giudiziarie &#8211; specialmente quelle palermitane &#8211; di Silvio Berlusconi. È arrivata l&#8217;ora delle certezze definitive. Di seguito presento al signor Berlusconi una serie di domande invitandolo pubblicamente a rispondere nel merito con cristallina chiarezza affinché una volta per tutte sia lui in prima persona a dimostrare &#8211; se ne è capace &#8211; che con Cosa Nostra non ha e non ha mai avuto nulla a che fare. A scanso di equivoci e strumentalizzazioni, già da ora &#8211; signor Berlusconi &#8211; le annuncio che nessuna delle notizie sul suo conto che leggerà in questo articolo è frutto di &#8220;pentimenti&#8221;, e nessuna delle domande che le sto per porre si basa o prende spunto anche fosse in modo marginale dalle parole dei cosiddetti &#8220;pentiti&#8221;. Tutto al contrario, esse si basano su personali indagini e su documenti amministrativi che in ogni momento &#8211; se lo riterrà &#8211; potrò inviarle perché si sinceri della loro autenticità. Detto questo, prego, legga, e mi sappia poi dire.Partiamo da lontano, perché lontano inizia la sua storia imprenditoriale, signor Berlusconi.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Primo quesito:</strong></span> lei certamente ricorda che il 26 settembre 1968 la sua società &#8211; l&#8217;Edilnord Sas &#8211; acquistò dal conte Bonzi l&#8217;intera area dove di lì a breve lei costruirà il quartiere di Milano2. Lei pagò l&#8217;area circa 4.250 lire al metro quadrato, per un totale di oltre 3 miliardi. Questa somma, nel 1968 quando lei aveva appena 32 anni e nessun patrimonio familiare alle spalle, è di enorme portata. Oggi, tabelle Istat alla mano, equivarrebbe a 38 miliardi, 739 milioni e spiccioli. Dopo l&#8217;acquisto &#8211; intendo dire nei mesi successivi &#8211; lei aprì un gigantesco cantiere edilizio, il cui costo arriverà a sfiorare 500 milioni al giorno, che in circa 4-5 anni porterà all&#8217;edificazione di Milano2 così come è oggi. Ecco la prima domanda: signor Berlusconi, a lei, quando aveva 32 anni, gli oltre 30 miliardi per comprare l&#8217;area, chi li diede? Inoltre: che garanzie offrì e a chi per ricevere tale ingentissimo credito? In ultimo: il denaro per avviare e portare a conclusione il super-cantiere, chi glielo fornì? Vede, se lei non chiarisce questi punti, si è autorizzati a credere che le due misteriose finanziarie svizzere amministrate dall&#8217;avvocato di Lugano Renzo Rezzonico &#8220;sue finanziatrici&#8221;, così come altre finanziarie elvetiche che entreranno in scena al suo fianco e che tra poco incontreremo, sono paraventi dietro i quali si sono nascosti soggetti tutt&#8217;altro che raccomandabili. Sì, perché &#8211; mi creda signor Berlusconi &#8211; nel 1998, oggi, se lei chiarisse una volta per tutte, con nomi e cognomi, chi le prestò tale gigantesca fortuna facendo con questo crollare ogni genere di sospetto e insinuazione sul suo conto, nessuno e dico nessuno si alzerebbe per criticarla sostenendo che lei operò con capitali sfuggiti, per esempio, al fisco italiano e riparati in Svizzera, poi rientrati in Italia grazie alla sua attività imprenditoriale. Sarei il primo ad applaudirla, signor Berlusconi, se la realtà fosse questa. Se invece di denaro frutto di attività illecite, si trattò di risparmi onestamente guadagnati e quindi sottratti dai rispettivi proprietari al fisco assassino italiota che grazie a lei ridiventarono investimenti, lei sarebbe da osannare. Parli, signor Berlusconi, faccia i nomi e il castello di accuse di riciclaggio cadrà di schianto.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Secondo quesito:</strong></span> il 22 maggio 1974 &#8211; certamente lo ricorda, signor Berlusconi &#8211; la sua società &#8220;Edilnord Centri Residenziali Sas&#8221; compì un aumento di capitale che così arrivò a 600 milioni (4,8 miliardi di oggi, fonte Istat). Il 22 luglio 1975 la medesima società eseguì un altro aumento di capitale passando dai suddetti 600 milioni a 2 miliardi (14 miliardi di oggi, fonte Istat). Anche in questo caso, vorrei sapere da dove e da chi sono arrivati queste forti somme di denaro in contanti.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;"><strong> </strong></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Terzo quesito:</strong></span> il 2 febbraio 1973 lei fondò un&#8217;altra società, la Italcantieri Srl. Il 18 luglio 1975 questa sua piccola impresa diventò una Spa con un aumento di capitale a 500 milioni. In seguito, quei 500 milioni diventeranno 2 miliardi e lei farà in modo di emettere anche un prestito obbligazionario per altri 2 miliardi. Signor Berlusconi, anche in questo caso le chiedo: il denaro in contanti per queste forti operazioni finanziarie, chi glielo diede? Fuori i nomi.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Quarto quesito:</strong></span> lei non può essersi scordato che il 15 settembre 1977 la sua società Edilnord cedette alla neo-costituita &#8220;Milano2 Spa&#8221; tutto il costruito del nuovo quartiere residenziale nel Comune di Segrate battezzato &#8220;Milano2&#8243; più alcune aree ancora da edificare di quell&#8217;immenso terreno che lei comperò nel &#8216;68 per l&#8217;equivalente di più di 32 miliardi in contanti. Tuttavia quel 15 settembre di tanti anni fa, accadde un altro fatto: lei, signor Berlusconi, decise il contemporaneo cambiamento di nome della società acquirente. Infatti l&#8217;impresa Milano2 Spa iniziò a chiamarsi così proprio da quella data. Il giorno della sua fondazione a Roma, il 16 settembre 1974, la futura Milano2 Spa &#8211; come lei senza dubbio rammenta &#8211; viceversa rispondeva al nome di Immobiliare San Martino Spa, &#8220;forte&#8221; di un capitale di lire 1 (un) milione, il cui amministratore era Marcello Dell&#8217;Utri. Lo stesso Dell&#8217;Utri che lei, signor Berlusconi, sostiene fosse a quell&#8217;epoca un «mio semplice segretario personale». Sempre il 15 settembre 1977, quel milione venne portato a 500 e la sede trasferita da Roma a Segrate. Il 19 luglio 1978, i 500 milioni diventeranno 2 miliardi di capitale sociale. Ecco, anche in questo caso, vorrei sapere dove ha preso e chi le ha fornito tanto denaro contante e in base a quali garanzie.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Quinto quesito:</strong></span> signor Berlusconi, il cuore del suo impero, la notissima Fininvest, certamente ricorda che nacque in due tappe. Partiamo dalle seconda: l&#8217;8 giugno 1978 lei fondò a Roma la &#8220;Finanziaria d&#8217;Investimento Srl&#8221; &#8211; in sigla Fininvest &#8211; dotandola di un capitale di 20 milioni e di un amministratore che rispondeva al nome di Umberto Previti, padre del noto Cesare di questi tempi grami (per lui). Il 30 giugno 1978 il capitale sociale di questa sua creatura venne portato a 50 milioni, il 7 dicembre 1978 a 18 miliardi, che al valore d&#8217;oggi sarebbero 81 miliardi, 167 milioni e 400 mila lire. In 6 mesi, quindi, lei passò dall&#8217;avere avuto in tasca 20 milioni per fondare la Fininvest Srl a Roma, a 18 miliardi. Fra l&#8217;altro, come lei certamente ricorda, la società in questo periodo non possedeva alcun dipendente. Nel luglio del 1979 la Fininvest Srl, con tutti quei soldi in cassa, venne trasferita a Milano. Poco prima, il 26 gennaio 1979 era stata &#8220;fusa&#8221; con un&#8217;altra sua società dall&#8217;identico nome, signor Berlusconi: la Fininvest Spa di Milano. Questa società fu la prima delle due tappe fondamentali di cui dicevo poc&#8217;anzi alla base dell&#8217;edificazione del suo impero, e in realtà di milanese aveva ben poco, come lei ben sa. Infatti la Fininvest Spa venne anch&#8217;essa fondata a Roma il 21 marzo del 1975 come Srl, l&#8217;11 novembre dello stesso anno trasformata in Spa con 2 miliardi di capitale, e quindi trasferita nel capoluogo lombardo. Tutte operazioni, queste, che pensò, decise e attuò proprio lei, signor Berlusconi.Dopo la fusione, ricorda?, il capitale sociale verrà ulteriormente aumentato a 52 miliardi (al valore dell&#8217;epoca, equivalenti a più di 166 miliardi di oggi, fonte Istat). Bene, fermiamoci qui. Signor Berlusconi, i 17 miliardi e 980 milioni di differenza della Fininvest Srl di Roma (anno 1978) chi glieli fornì? Vorrei conoscere nomi e cognomi di questi suoi munifici amici e anche il contenuto delle garanzie che lei, signor Berlusconi, offrì loro. Lo stesso dicasi per l&#8217;aumento, di poco successivo, a 52 miliardi. Naturalmente le chiedo anche notizie sull&#8217;origine dei fondi, altri 2 miliardi, della &#8220;gemella&#8221; Fininvest Spa di Milano che lei fondò nel 1975, anno pessimo per ciò che attiene al credito bancario e ancor peggio per i fondamentali dell&#8217;economia del Paese.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Sesto quesito:</strong></span> lei, signor Berlusconi, almeno una volta in passato tentò di chiarire il motivo dell&#8217;esistenza delle 22 (ma c&#8217;è chi scrive, come Giovanni Ruggeri, autore di &#8220;Berlusconi, gli affari del Presidente&#8221; siano molte di più, addirittura 38) &#8220;Holding Italiane&#8221; che detengono tuttora il capitale della Fininvest, esattamente l&#8217;elenco che inizia con Holding Italiana Prima e termina con Holding Italiana Ventiduesima. Lei sostenne che la ragione di tale castello societario sta nell&#8217;aver inventato un meccanismo per pagare meno tasse allo Stato. Così pure, signor Berlusconi, lei ha dichiarato che l&#8217;inventore del marchingegno finanziario, che ripeto detiene &#8211; sono sue parole &#8211; l&#8217;intero capitale del Gruppo, fu Umberto Previti e l&#8217;unico scopo per il quale l&#8217;inventò consisteva &#8211; e consiste tutt&#8217;oggi &#8211; nell&#8217;aver abbattuto di una considerevole percentuale le tasse, ovvero il bottino del rapinoso fisco italiota ai suoi danni, con un meccanismo assolutamente legale. Queste, mi corregga se sbaglio, furono le ragioni che addusse a suo tempo, signor Berlusconi, per spiegare il motivo per cui il capitale della Fininvest è suddiviso così. È una motivazione, però, che a molti appare quanto meno curiosa, se raffrontata &#8211; ad esempio &#8211; con l&#8217;assetto patrimoniale di un altro big dell&#8217;imprenditoria nazionale, Giovanni Agnelli, che viceversa ha optato da molti anni per una trasparentissima società in accomandita per detenere e definire i propri beni e quote del Gruppo Fiat. In sostanza lei, signor Berlusconi, più volte ha ribadito che &#8220;dietro&#8221; le 22 Holding c&#8217;è soltanto la sua persona e la sua famiglia. Non avrò mai più motivo di dubitare di questa sua affermazione quando lei spiegherà con assoluta chiarezza le ragioni di una sua scelta a dir poco stupefacente. Questa: c&#8217;è un indirizzo &#8211; a Milano &#8211; che lei, signor Berlusconi conosce molto bene. Si tratta di via Sant&#8217;Orsola 3, pieno centro cittadino. A questo indirizzo nel 1978 nacque una società fiduciaria &#8211; ovvero dedita alla gestione di patrimoni altrui &#8211; denominata Par.Ma.Fid.A fondarla furono due commercialisti, Roberto Massimo Filippa e Michela Patrizia Natalini. Detto questo, certo rammenta, signor Berlusconi, che importanti quote di diverse delle suddette 22 Holding verranno da lei intestate proprio alla Par. Ma.Fid. Esattamente il 10 % della Holding Italiana Seconda, Terza, Quarta, Quinta, Ventunesima e Ventiduesima, più il 49% della Holding Italiana Prima, la quale &#8211; in un perfetto gioco di scatole cinesi &#8211; a sua volta detiene il 100% del capitale della Holding Italiana Sesta e Settima e il 51% della Holding Italiana Ventiduesima. Vede, signor Berlusconi, dovrebbe chiarirmi per conto di chi la Par.Ma.Fid. gestirà questa grande fetta del Gruppo Fininvest e perché lei decise di affidare proprio a questa società tale immensa fortuna. Infatti lei &#8211; che è un attento lettore di giornali e ha a sua disposizione un ferratissimo nonché informatissimo staff di legali civilisti e penalisti &#8211; non può non sapere che la Par.Ma.Fid. è la medesima società fiduciaria che ha gestito &#8211; esattamente nello stesso periodo &#8211; tutti i beni di Antonio Virgilio, finanziere di Cosa Nostra e grande riciclatore di capitali per conto dei clan di Giuseppe e Alfredo Bono, Salvatore Enea, Gaetano Fidanzati, Gaetano Carollo, Carmelo Gaeta e altri boss &#8211; di area corleonese e non &#8211; operanti a Milano nel traffico di stupefacenti a livello mondiale e nei sequestri di persona. Quindi, signor Berlusconi, a chi finivano gli utili della Fininvest relativi alle quote delle Holding in mano alla Par.Ma.Fid.? Per conto di chi la Par.Ma.Fid. incassava i dividendi e gestiva le quote in suo possesso? Chi erano &#8211; mi passi il termine &#8211; i suoi &#8220;soci&#8221;, signor Berlusconi, nascosti dietro lo schermo anonimo della fiduciaria di via Sant&#8217;Orsola civico 3? Capisce che in assenza di una sua precisa quanto chiarificatrice risposta che faccia apparire il volto &#8211; o i volti &#8211; di coloro che per anni incasseranno fior di quattrini grazie alla Par.Ma.Fid., ovvero alle quote della Fininvest detenute dalla Par.Ma.Fid. non si sa per conto di chi, sono autorizzato a pensare che costoro non fossero estranei all&#8217;altro &#8220;giro&#8221; di clienti contemporaneamente gestiti da questa fiduciaria, clienti i cui nomi rimandano direttamente ai vertici di Cosa Nostra.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Settimo quesito:</strong></span> è universalmente noto che lei, signor Berlusconi, come imprenditore è &#8220;nato col mattone&#8221; per poi approdare alla televisione. Proprio sull&#8217;edificazione del network tivù è incentrato questo punto. Lei, signor Berlusconi, certamente ricorda che sul finire del 1979 diede incarico ad Adriano Galliani di girare l&#8217;Italia ad acquistare frequenze tivù. Lo scopo &#8211; del tutto evidente &#8211; fu quello di costituire una rete di emittenti sotto il suo controllo, signor Berlusconi, in modo da poter trasmettere programmi, ma soprattutto pubblicità, che così sarebbe stata &#8220;nazionale&#8221; e non più locale. La differenza dal punto di vista dei fatturati pubblicitari, ovviamente, era enorme. Fu un piano perfetto. Se non che, Adriano Galliani invece di buttarsi a capofitto nell&#8217;acquisto di emittenti al Nord, iniziò dal Sud e precisamente dalla Sicilia, dove entrò in società con i fratelli Inzaranto di Misilmeri (frazione di Palermo) nella loro Retesicilia Srl, che dal 13 novembre 1980 vedrà nel proprio consiglio di amministrazione Galliani in persona a fianco di Antonio Inzaranto. Ora lei, signor Berlusconi, da imprenditore avveduto qual è, non può non avere preso informazioni all&#8217;epoca sui suoi nuovi soci palermitani, personaggi molto noti da quelle parti per ben altre questioni, oltre la tivù. Infatti Giuseppe Inzaranto, fratello di Antonio nonché suo partner, è marito della nipote prediletta di Tommaso Buscetta. No, sia chiaro, non mi riferisco al &#8220;pentito Buscetta&#8221; del 1984, ma al super boss che nel &#8216;79 è ancora braccio destro di Pippo Calò e amico intimo di Stefano Bontate, il capo dei capi della mafia siciliana. Quindi, signor Berlusconi, perché entrò in affari &#8211; tramite Adriano Galliani &#8211; con gente di questa risma? C&#8217;è da notare, oltre tutto, che i fratelli Inzaranto sono di Misilmeri. Le dice niente, signor Berlusconi, questo nome? Guardi che glielo sto chiedendo con grande serietà. Infatti proprio di Misilmeri sono originari i soci siciliani della nobile famiglia Rasini che assieme alla famiglia Azzaretto &#8211; nativa di Misilmeri, appunto &#8211; fondò nel 1955 la banca di Piazza Mercanti, la Banca Rasini. Giuseppe Azzaretto e suo figlio, Dario Azzaretto, sono persone delle quali lei, signor Berlusconi, con ogni probabilità sentiva parlare addirittura in casa da suo padre. Gli Azzaretto erano &#8211; con i Rasini &#8211; i diretti superiori di suo padre Luigi, signor Berlusconi. Gli Azzaretto di Misilmeri davano ordini a suo padre, signor Berlusconi, che per molti anni fu loro procuratore, il primo procuratore della Banca Rasini. Certo non le vengo a chiedere con quali capitali &#8211; e di chi &#8211; Giuseppe Azzaretto riuscì ad affiancarsi nel 1955 ai potenti Rasini di Milano, tenuto conto che Misilmeri è tutt&#8217;oggi una tragica periferia della peggiore Palermo, però che a lei Misilmeri possa risultare del tutto sconosciuta, mi appare inverosimile. Ora le ripeto la domanda: si informò sulla &#8220;serietà&#8221; e la &#8220;moralità&#8221; dei nuovi soci &#8211; il clan Inzaranto &#8211; quando tra il 1979 e l&#8217;80 diverranno parte fondamentale della sua rete tivù nazionale?</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Ottavo quesito:</strong></span> certo a lei, signor Berlusconi, il nome della società Immobiliare Romana Paltano non può risultare sconosciuto. È impossibile non ricordi che nel 1974 la suddetta, 12 milioni di capitale, finì sotto il suo controllo amministrata da Marcello Dell&#8217;Utri, perché proprio sui terreni di questa società lei darà corso all&#8217;iniziativa edilizia denominata Milano3. Così pure ricorderà che nel 1976 l&#8217;esiguo capitale di 12 milioni aumenterà a 500, e che il 12 maggio del 1977 salirà ulteriormente a 1 (un) miliardo, e che cambierà anche la sua denominazione in Cantieri Riuniti Milanesi Spa. Come al solito, vengo subito al dunque: anche in questo ennesimo caso, chi le fornì, signor Berlusconi, questi forti capitali per aumentare la portata finanziaria di quella che era una modestissima impresa del valore di soli 12 milioni quando la acquistò?</p>
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<p style="text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Nono quesito:</strong></span> lei, signor Berlusconi, certamente rammenta che il 4 maggio 1977 a Roma fondò l&#8217;Immobiliare Idra col capitale di 1 (un) milione. Questa società, che oggi possiede beni immobili pregiatissimi in Sardegna, l&#8217;anno successivo &#8211; era il 1978 &#8211; aumentò il proprio capitale a 900 milioni. Signor Berlusconi, da dove arrivarono gli 899 milioni (4 miliardi e 45 milioni d&#8217;oggi, fonte Istat) che fecero la differenza?</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Decimo quesito:</strong></span> signor Berlusconi, in più occasioni lei ha usato per mettere in porto affari di vario genere &#8211; l&#8217;acquisto dell&#8217;attaccante Lentini dal Torino Calcio, ad esempio &#8211; la finanziaria di Chiasso denominata Fimo. Anche in questo caso, come nel precedente riferito alla Par.Ma. Fid., lei ha scelto una società fiduciaria &#8211; questa volta domiciliata in Svizzera &#8211; al cui riguardo le cronache giudiziarie si erano largamente espresse. Tenuto conto della potenza dello staff informativo che la circonda, signor Berlusconi, mi appare del tutto inverosimile che lei non abbia saputo, circa la Fimo di Chiasso, che è stata per lungo tempo il canale privilegiato di riciclaggio usato da Giuseppe Lottusi, arrestato il 15 novembre del 1991 mentre &#8220;esportava&#8221; forti capitali della temibile cosca palermitana dei Madonia. Così pure non le sarà sfuggito che Lottusi venne condannato a 20 anni di reclusione per quei reati. Tuttora è in carcere a scontare la pena. Ebbene, signor Berlusconi, se quel gangster finì in galera il 15 novembre del &#8216;91, nella primavera del 1992 &#8211; cioè pochi mesi dopo quel fatto che campeggiò con dovizia di particolari, anche circa la Fimo, sulle prime pagine di tutti i giornali &#8211; il suo Milan &#8220;pagò&#8221; una forte somma &#8220;in nero&#8221; &#8211; estero su estero &#8211; per la cessione di Gianluigi Lentini, e usò per la transazione proprio la screditatissima Fimo, fiduciaria di narcotrafficanti internazionali. Perché, signor Berlusconi?Ecco, queste sono le domande. Risponda, signor Berlusconi. Presto. Come ha visto, di &#8220;pentiti&#8221; veri o presunti non c&#8217;è traccia negli 11 quesiti. Semmai c&#8217;è il profumo di centinaia di miliardi che tra il 1968 e il 1979 finirono nelle sue mani, signor Berlusconi. E tuttora non si sa da dove arrivarono. Poiché c&#8217;è chi l&#8217;accusa che quell&#8217;oceano di quattrini provenne dalle casse di Cosa Nostra e sta indagando proprio su questo, prego, schianti ogni possibile infamia dicendo semplicemente la verità. Punto per punto, nome per nome. È un&#8217;occasione d&#8217;oro per farla finita una volta per tutte. Sappia che d&#8217;ora in poi il silenzio non le è più consentito né come imprenditore, né come politico, né come uomo.</p>
<p><em>Le suddette domande non sono state poste da La Repubblica o qualche altro giornale &#8220;dei soliti comunisti&#8221; o &#8220;del gruppo editoriale nemico&#8221;. Prima, molto prima, anche La Padania si poneva e poneva una serie di domande a Silvio Berlusconi, condite da alcune simpatiche immagini come questa:</em></p>
<p><img src="http://www.gattoantonio.it/images/berlusconipadania.jpg" alt="" width="382" height="492" /></p>
<p><em>Le domande sopra esposte le hanno poste nell&#8217;edizione del giorno 8 Luglio 1998. Poi, hanno desistito&#8230; chissà perchè&#8230;.<br />
</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Palmipedone #52 --- Pep(p)eroni Pizza---]]></title>
<link>http://ilainwonderland.wordpress.com/2009/11/30/palmipedone-52-pepperoni-pizza/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 14:16:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Ila in Wonderland</dc:creator>
<guid>http://ilainwonderland.wordpress.com/2009/11/30/palmipedone-52-pepperoni-pizza/</guid>
<description><![CDATA[Tra le domande che affollano la mia confusa esistenza, di quelle che, a dir la verità , non hanno pr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Tra le domande che affollano la mia confusa esistenza, di quelle che, a dir la verità , non hanno proprio tanto senso, che è da stupidi stare lì a pensarci cinque minuti, figuriamoci di più, e nonostante questo continui a portele, se non proprio in maniera continuativa almeno ad intervalli regolari, e quando ti capita assilli pure le persone che ti circondano, alle quali sinceramente non gliene potrebbe fregare di meno, ma nella maggior parte dei casi se proprio non ti danno spago, almeno fanno finta di non volerti mandare a qual paese (anche se poi qualcuno ti ci manda  e forse fa bene, quando ci vuole ci vuole) c&#8217;è la seguente (pausa per riprendere fiato):</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;<em>Perché agli Americani piace tanto la pizza coi peperoni?</em>&#8220;</p>
<p style="text-align:justify;">Ieri sera guardavo NICS  e c&#8217;era uno scambio di battute del tipo:<br />
-Ti piace la pizza?<br />
-Sì, molto.<br />
-Anche a me, soprattutto quella coi peperoni.</p>
<p style="text-align:justify;">E mi sono ricordata che già un&#8217;altra volta <em>quella</em> domanda aveva fatto capolino nella mia mente, perché, vabbè che la bile di un fegato made in USA può far digerire qualsiasi cosa, ma la pizza coi peperoni è veramente troppo, mi torna su al solo pensiero, anche se oggi ho mangiato i pomodori. &#8220;Pepperoni Pizza&#8221; è anche un cheat per Age Of Empires che permette di ottenere 1000 unità di cibo <em>a buffo</em>, scoperta fatta sempre ieri sera (via msn) grazie ad una mia improvvisa capacità di multitasking e alla (folle) complicità di un amico paziente.</p>
<p style="text-align:justify;">E poco fa un&#8217;altra scoperta. Sconvolgente.</p>
<p style="text-align:justify;">La &#8220;Pepperoni Pizza&#8221; è in realtà la pizza con il salame, essendo il &#8220;Pepperoni&#8221; una speciale varietà di salume piccante e non l&#8217;ortaggio; è un po&#8217; tipo la nostra Pizza alla Diavola, per intenderci. E ha quest&#8217;aspetto:</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" title="Pepperoni pizza" src="http://sunsetpizza.googlepages.com/PepperoniPizza.jpg/PepperoniPizza-full.jpg" alt="" width="317" height="310" />decisamente eloquente.</p>
<p style="text-align:justify;">E decisamente più invitante (almeno per me) della pizza ai peperoni. Ché poi, si sa, i gusti son gusti.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Se è tutto un partire]]></title>
<link>http://dopolapioggia.wordpress.com/2009/11/30/se-e-tutto-un-partire/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 13:49:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>sarasx</dc:creator>
<guid>http://dopolapioggia.wordpress.com/2009/11/30/se-e-tutto-un-partire/</guid>
<description><![CDATA[Che mondo. Io ho già scritto qui come la penso, ma oggi mi tocca ritornarci. Mi tocca perchè se un p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Che mondo. Io ho già scritto qui come la penso, ma oggi mi tocca ritornarci. Mi tocca perchè se un p]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Aldo]]></title>
<link>http://semplicementestella.wordpress.com/2009/11/30/aldo/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 13:02:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stella Maria</dc:creator>
<guid>http://semplicementestella.wordpress.com/2009/11/30/aldo/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp; L’uomo ha creato muri, muri di cemento, muri di carta , muri spirituali, muri, muri, muri ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#160;</p>
<p><a href="http://semplicementestella.wordpress.com/files/2009/11/sole1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-293" title="sole" src="http://semplicementestella.wordpress.com/files/2009/11/sole1.jpg?w=235" alt="" width="235" height="300" /></a></p>
<p>L’uomo ha creato muri, muri di cemento, muri di carta , muri spirituali, muri, muri, muri &#8230; in cui cerca di confinare tutto ciò che non vuole affrontare, che gli disturba la vista, che gli ricorda di avere un cuore. Non c’è separazione, non c’è divisione, non c’è confine fra uomo e Dio e fra uomo e uomo ma l’uomo divide e separa, chiude e crea tante piccole scatole in cui spesso la luce non arriva. Ma c’è una Luce paziente, pronta a infiltrarsi in ogni crepa, ogni spiraglio, anche nel più piccolo forellino perché tutto è luce e la luce non può essere oscurata a lungo.</p>
<p>Aldo conosce quella Luce, ne ha visto appena il fulgore nel suo Domma e ora in un altro uomo e in quanti con lui scambiano un sorriso, una parola. Forse per questo il duro marmo del portico, il freddo di notti piene di vento, la pioggia o il sole sono il suo porto sicuro, il suo mondo, la sua casa, perché da lì può vedere il raggio della &#8220;sua&#8221; luce che un giorno lo avvolgerà con tutto il suo <strong><em><a title="splendore" href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2009/11/29/da-parte-a-parte-stazione-de-angeli/">splendore.</a></em></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il sabato del villaggio]]></title>
<link>http://narelen.wordpress.com/2009/11/30/il-sabato-del-villaggio/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 11:33:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>Narelen</dc:creator>
<guid>http://narelen.wordpress.com/2009/11/30/il-sabato-del-villaggio/</guid>
<description><![CDATA[Ci sono delle poesie che abbiamo imparato a memoria alle scuole medie, e che forse proprio per quell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ci sono delle poesie che abbiamo imparato a memoria alle scuole medie, e che forse proprio per quell&#8217;imposizione non abbiamo mai ascoltato veramente, limitandoci alla preoccupazione di saperle ripetere alla perfezione davanti ai professori. Eppure, queste poesie rimangono con noi per tutta la vita, e spuntano fuori a commentare momenti della nostra esistenza quando meno ce lo aspettiamo, cogliendo perfettamente degli stati d&#8217;animo in cui ci troviamo a galleggiare. Ed è questa la grandezza dei poeti migliori.</p>
<p>Questa é una delle poesie che negli ultimi tempi mi torna in mente più spesso, soprattutto per quanto riguarda alcuni suoi versi: c&#8217;é una tale verità in quello che esprime da lasciare stupefatti. Se non fosse che ormai i ritmi moderni sono cambiati, e che la domenica non ha quasi più significato. Ma non è tanto questione di domenica, quanto di vigilia di un giorno in cui si può fare a meno di pensare alle occupazioni quotidiane, a quello che si deve fare perché la necessità te lo impone, e non il piacere. Vale la pena di ripensare a questa poesia, insomma. Eccovela.</p>
<p>IL SABATO DEL VILLAGGIO (G. Leopardi, <em>Canti</em>)</p>
<p>La donzelletta vien dalla campagna,<br />
In sul calar del sole,<br />
Col suo fascio dell&#8217;erba; e reca in mano<br />
Un mazzolin di rose e di viole,<br />
Onde, siccome suole,<br />
Ornare ella si appresta<br />
Dimani, al dì di festa, il petto e il crine.<br />
Siede con le vicine<br />
Su la scala a filar la vecchierella,<br />
Incontro là dove si perde il giorno;<br />
E novellando vien del suo buon tempo,<br />
Quando ai dì della festa ella si ornava,<br />
Ed ancor sana e snella<br />
Solea danzar la sera intra di quei<br />
Ch&#8217;ebbe compagni dell&#8217;età più bella.<br />
Già tutta l&#8217;aria imbruna,<br />
Torna azzurro il sereno, e tornan l&#8217;ombre<br />
Giù da&#8217; colli e da&#8217; tetti,<br />
Al biancheggiar della recente luna.<br />
Or la squilla dà segno<br />
Della festa che viene;<br />
Ed a quel suon diresti<br />
Che il cor si riconforta.<br />
I fanciulli gridando<br />
Su la piazzuola in frotta,<br />
E qua e là saltando,<br />
Fanno un lieto romore:<br />
E intanto riede alla sua parca mensa,<br />
Fischiando, il zappatore,<br />
E seco pensa al dì del suo riposo.</p>
<p>Poi quando intorno è spenta ogni altra face,<br />
E tutto l&#8217;altro tace,<br />
Odi il martel picchiare, odi la sega<br />
Del legnaiuol, che veglia<br />
Nella chiusa bottega alla lucerna,<br />
E s&#8217;affretta, e s&#8217;adopra<br />
Di fornir l&#8217;opra anzi il chiarir dell&#8217;alba.</p>
<p>Questo di sette è il più gradito giorno,<br />
Pien di speme e di gioia:<br />
Diman tristezza e noia<br />
Recheran l&#8217;ore, ed al travaglio usato<br />
Ciascuno in suo pensier farà ritorno.</p>
<p>Garzoncello scherzoso,<br />
Cotesta età fiorita<br />
E&#8217; come un giorno d&#8217;allegrezza pieno,<br />
Giorno chiaro, sereno,<br />
Che precorre alla festa di tua vita.<br />
Godi, fanciullo mio; stato soave,<br />
Stagion lieta è cotesta.<br />
Altro dirti non vo&#8217;; ma la tua festa<br />
Ch&#8217;anco tardi a venir non ti sia grave.</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[l'italia cattolica]]></title>
<link>http://unamanosullacoscienza.wordpress.com/2009/11/30/litalia-cattolica/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 10:22:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>sonosoloio</dc:creator>
<guid>http://unamanosullacoscienza.wordpress.com/2009/11/30/litalia-cattolica/</guid>
<description><![CDATA[ma certo. ma preoccupiamoci di mettere il crocifisso ovunque anziché dei vecchietti che ogni giorno ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>ma certo. ma preoccupiamoci di mettere il <a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/esteri/svizzera-referendum/svizzera-referendum/svizzera-referendum.html">crocifisso</a> ovunque anziché dei vecchietti che ogni giorno rovistano nei cassonetti in cerca di quello che la pensione non riesce a dargli.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La grande cacciata. Conosciamo meglio Flavio Tosi (12)]]></title>
<link>http://progettoverona.wordpress.com/2009/11/30/la-grande-cacciata-conosciamo-meglio-flavio-tosi-12/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 08:00:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>progettoverona</dc:creator>
<guid>http://progettoverona.wordpress.com/2009/11/30/la-grande-cacciata-conosciamo-meglio-flavio-tosi-12/</guid>
<description><![CDATA[Lotta agli accattoni. Intervengono due Vescovi. Nello stesso numero de “L’Arena” in cui si annuncia ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><strong> </strong><strong>Lotta agli accattoni. Intervengono due Vescovi.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Nello stesso numero de “L’Arena” in cui si annuncia l’ordinanza anti accattoni del sindaco Tosi, si legge un’ampia intervista al <strong>vescovo di Verona Giuseppe Zenti</strong>:</p>
<p style="text-align:justify;">“Cristo chiede di essere attenti alle condizioni sotto il limite della dignità umana; una società civile e religiosa ha il dovere di intervenire in modo corretto per riportarle sopra questa soglia. La presenza di persone costrette a chiedere l’elemosina è sintomo di una società malata, che deve trovare i mezzi affinché una persona non tocchi una simile abiezione.<!--more--> L’accattonaggio, anche se praticato da persone in condizioni di povertà estrema, è in sè una piaga sociale; non è degno di un cittadino: va impedito garantendo alle persone che lo praticano, spesso minori, modalità di vita grazie alle quali possano rapportarsi con la società non da accattoni, ma da cittadini. Spesso il povero che allunga la mano è diretto da delinquenti o da un mondo di adulti che sfrutta le persone indifese, di fronte alle quali è facile commuoversi. Ma i problemi non possono essere risolti con un soldino. Vanno colpiti con determinazione i responsabili che sfruttano dietro le quinte la piaga; non chi domanda soldi che, se punito, viene penalizzato per colpe che forse non ha. Certo è più facile prendersela con chi è sul marciapiede. Sono le radici dell’albero che vanno recise perché non producano più cattivi frutti.</p>
<p style="text-align:justify;">La gente non deve impietosirsi di fronte a chi chiede l’elemosina per la strada; non deve dare nulla a chi chiede l’elemosina davanti alla chiesa, per scoraggiare l’accattonaggio che diventa professione. Non significa voltarsi dall’altra parte, ma indirizzare i poveri alla Caritas. A Verona un pane e un tetto ci sono. Nomadi, clandestini e accattoni sono persone e vanno trattate come tali, garantendo la loro dignità. L’obiettivo è una vita sociale a dimensione d’uomo, in un clima di rispetto per tutti e sanando gli squilibri economici, sociali, culturali. Non si può pretendere che chi, a causa di speculazioni folli, si vede progressivamente retrocedere, stia anche fermo e zitto”.</p>
<p style="text-align:justify;">Una voce a livello universale: quella del <strong>cardinale Renato Martino</strong>, presidente di Migrantes e di Giustizia e Pace (Corriere Sera,8-8-08):</p>
<p style="text-align:justify;">“E’ necessario combattere il racket dell’elemosina senza ledere il diritto di chiedere aiuto. Le situazioni sono varie: c’è il povero che non ha accesso al soccorso istituzionale perché senza documenti; c’è chi per una sua situazione personale lo rifiuta e cerca aiuto nelle strade; c’è quello al quale il soccorso non basta. Una soluzione è difficile: si sconfigge una povertà e ne nasce un’altra. Proibire l’accattonaggio però serve a nascondere il bisogno invece di rispondere a esso. Chiedere l’elemosina in strada è diritto umano fondamentale quando si è alla fame e al freddo: è il diritto del vero povero a cercare come può un pezzo di pane, a chiedere aiuto, a fare appello al prossimo. E’ doveroso perseguire il profittatore, il racket, ma se proibiamo l’elemosina ci neghiamo il soccorso da uomo a uomo, senza incidere sulle cause del fenomeno. Non giudico i singoli provvedimenti, ma reputo inaccettabile la proibizione dell’elemosina in generale. Ci vedo la tentazione di chiudere gli occhi davanti al bisogno e di guardare dall’altra parte. Le autorità dovrebbero aiutare la popolazione a cogliere la portata del bisogno non ancora coperto o raggiunto da forme di previdenza sociale. Se, in una città o in un quartiere, si arriva al limite che persone, per sopravvivere, hanno bisogno di rovistare nei rifiuti vuol dire che in essa è a rischio molto di più dell’igiene ambientale. Però, se non si riesce a prevenire il fenomeno, si rispetti almeno quella dolorosa necessità di rovistare tra le immondizie”.</p>
<p style="text-align:justify;">Due posizioni contemporaneamente simili e diverse, da leggere con attenzione.</p>
<p style="text-align:justify;">Ci chiediamo se l’Amministrazione di Verona si è posta di fronte alla complessità del problema o se ha deciso di non vedere e di limitarsi a cacciare chi dà fastidio e importuna, senza sapere dove va.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[LA LETTERA - "Figlio mio, lascia questo Paese"]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/11/30/la-lettera-figlio-mio-lascia-questo-paese/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 07:05:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
<guid>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/11/30/la-lettera-figlio-mio-lascia-questo-paese/</guid>
<description><![CDATA[LA LETTERA. Il direttore generale della Luiss: &#8220;Avremmo voluto che l&#8217;Italia fosse divers]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2><img src="http://www.radiocitta.net/newsrc/upload/emigranti.jpg" alt="http://www.radiocitta.net/newsrc/upload/emigranti.jpg" /></h2>
<h2>LA LETTERA. Il direttore generale della Luiss:</h2>
<h1><span style="color:#ea0000;"><strong>&#8220;Avremmo voluto che l&#8217;Italia fosse diversa e abbiamo fallito&#8221;</strong></span></h1>
<p>.</p>
<h3>di <span style="color:#ea0000;">PIER LUIGI CELLI</span></h3>
<p><em></em><em>.</em></p>
<p>Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio.</p>
<p>Puoi solo immaginare la sofferenza con cui ti dico queste cose e la preoccupazione per un futuro che finirà con lo spezzare le dolci consuetudini del nostro vivere uniti, come è avvenuto per tutti questi lunghi anni. Ma non posso, onestamente, nascondere quello che ho lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per sapere quanto sia forte il tuo senso di giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e meno buoni che siano. E, ancora, l&#8217;idea che lo studio duro sia la sola strada per renderti credibile e affidabile nel lavoro che incontrerai.<br />
Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l&#8217;affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza.</p>
<p>Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all&#8217;attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai. E&#8217; anche un Paese in cui, per viaggiare, devi augurarti che l&#8217;Alitalia non si metta in testa di fare l&#8217;azienda seria chiedendo ai suoi dipendenti il rispetto dell&#8217;orario, perché allora ti potrebbe capitare di vederti annullare ogni volo per giorni interi, passando il tuo tempo in attesa di una informazione (o di una scusa) che non arriverà. E d&#8217;altra parte, come potrebbe essere diversamente, se questo è l&#8217;unico Paese in cui una compagnia aerea di Stato, tecnicamente fallita per non aver saputo stare sul mercato, è stata privatizzata regalandole il Monopolio, e così costringendo i suoi vertici alla paralisi di fronte a dipendenti che non crederanno mai più di essere a rischio.<br />
<!--inserto--></p>
<div><!-- OAS AD 'Middle' - da inserire per 200x200 --> <!--script language="javascript" type="text/javascript"&#62;OAS_RICH('Middle');&#60;/script--> </div>
<p><!--/inserto--><br />
Credimi, se ti guardi intorno e se giri un po&#8217;, non troverai molte ragioni per rincuorarti. Incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari il taxista, si vede premiato &#8211; per ragioni intuibili &#8211; con un Consiglio di Amministrazione, o non sapendo nulla di elettricità, gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una Multiutility. Non varrà nulla avere la fedina immacolata, se ci sono ragioni sufficienti che lavorano su altri terreni, in grado di spingerti a incarichi delicati, magari critici per i destini industriali del Paese. Questo è un Paese in cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti; figurarsi se si vorrà tirare indietro pensando che non gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione, a qualsiasi incarico. Potrei continuare all&#8217;infinito, annoiandoti e deprimendomi.</p>
<p>Per questo, col cuore che soffre più che mai, il mio consiglio è che tu, finiti i tuoi studi, prenda la strada dell&#8217;estero. Scegli di andare dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati. Probabilmente non sarà tutto oro, questo no. Capiterà anche che, spesso, ti prenderà la nostalgia del tuo Paese e, mi auguro, anche dei tuoi vecchi. E tu cercherai di venirci a patti, per fare quello per cui ti sei preparato per anni.</p>
<p>Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché.</p>
<p>Adesso che ti ho detto quanto avrei voluto evitare con tutte le mie forze, io lo so, lo prevedo, quello che vorresti rispondermi. Ti conosco e ti voglio bene anche per questo. Mi dirai che è tutto vero, che le cose stanno proprio così, che anche a te fanno schifo, ma che tu, proprio per questo, non gliela darai vinta. Tutto qui. E non so, credimi, se preoccuparmi di più per questa tua ostinazione, o rallegrarmi per aver trovato il modo di non deludermi, assecondando le mie amarezze.</p>
<p>Preparati comunque a soffrire.</p>
<p>Con affetto,<br />
tuo padre<br />
.</p>
<p><!-- do nothing --><strong><em>L&#8217;autore è stato direttore generale della Rai. Attualmente è direttore generale della Libera Università internazionale degli studi sociali, Luiss Guido Carli.</em></strong></p>
<p><!-- do nothing --> <!-- fine TESTO -->(<em><!-- inizio DATA -->30 novembre 2009<!-- fine DATA --></em>)</p>
<p>.</p>
<p>fonte: <a href="http://http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/celli-lettera/celli-lettera/celli-lettera.html?rss" target="_blank">http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/celli-lettera/celli-lettera/celli-lettera.html?rss</a></p>
<p>&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["oui"]]></title>
<link>http://giorgiabenazzo.wordpress.com/2009/11/30/oui/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 00:22:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>G.</dc:creator>
<guid>http://giorgiabenazzo.wordpress.com/2009/11/30/oui/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;oui&#8221; Make up e Fotografia_Giorgia Benazzo Bellezza e Carisma_Martina Francesca Albertin]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a href="http://giorgiabenazzo.wordpress.com/files/2009/11/oui.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-654" title="oui" src="http://giorgiabenazzo.wordpress.com/files/2009/11/oui.jpg" alt="" width="497" height="372" /></a><br />
<span style="color:#ff9900;">&#8220;oui&#8221;<br />
Make up e Fotografia_Giorgia Benazzo<br />
Bellezza e Carisma_Martina Francesca Albertini<br />
[un grazie particolare ad una persona bella,<br />
nel senso più esteso del<span style="color:#ff9900;"> termine</span></span><span style="color:#ff9900;">]</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Parallele]]></title>
<link>http://nelsoncocker.wordpress.com/2009/11/30/parallele/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 23:20:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>nelsoncocker</dc:creator>
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<description><![CDATA[&nbsp; Tra l&#8217;altro&#8230; tu non fai entrare il mio cane in casa tua, perchè io dovrei far ent]]></description>
<content:encoded><![CDATA[&nbsp; Tra l&#8217;altro&#8230; tu non fai entrare il mio cane in casa tua, perchè io dovrei far ent]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Berlusconi e i tentacoli della "piovra"]]></title>
<link>http://caffenews.wordpress.com/2009/11/30/berlusconi-e-i-tentacoli-della-piovra/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 23:01:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>Simone Aversano</dc:creator>
<guid>http://caffenews.wordpress.com/2009/11/30/berlusconi-e-i-tentacoli-della-piovra/</guid>
<description><![CDATA[La strage di Capaci Il Premier Silvio Berlusconi scherza, arrivato all&#8217;aeroporto di Olbia lo s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[La strage di Capaci Il Premier Silvio Berlusconi scherza, arrivato all&#8217;aeroporto di Olbia lo s]]></content:encoded>
</item>

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