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	<title>ritanna-armeni &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/ritanna-armeni/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "ritanna-armeni"</description>
	<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 05:02:09 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[A Villa Torlonia il libro dell'ex direttore della Stampa]]></title>
<link>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/05/23/a-villa-torlonia-il-libro-dellex-direttore-della-stampa/</link>
<pubDate>Sat, 23 May 2009 10:37:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Radiocucaio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Fonte: &#8220;Il Tempo&#8220; Dai baci nascosti tra la figlia del Duce, Edda, e il partigiano comuni]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Fonte: &#8220;<a href="http://iltempo.ilsole24ore.com/roma/2009/05/23/1027682-sorgi_andare_braccetto_almirante_bertinotti.shtml" target="_blank">Il Tempo</a>&#8220;</p>
<p>Dai baci nascosti tra la figlia del Duce, Edda, e il partigiano comunista Leonida Buongiorno alla passeggiata a braccetto tra Assunta Almirante e Lella Bertinotti nel parco di Villa Torlonia. Che le cose siano molto cambiate, dopo 60 anni, nei rapporti tra destra e sinistra, lo testimonia l&#8217;affettuosa uscita delle due ladies da quella che fu la residenza di Mussolini, dove l&#8217;altra sera l&#8217;ex direttore della Stampa Marcello Sorgi ha presentato il suo libro «Edda Ciano e il comunista». C&#8217;era una volta un amore impossibile e tormentato, ha raccontato davanti ad una nutrita platea di ascoltatori: l&#8217;amore nato sull&#8217;isola di Lipari, alla fine della seconda guerra mondiale, tra la vedova di Galeazzo Ciano e l&#8217;affascinante militante comunista Leonida. Una storia segreta di passione che non poteva non attirare la platea dei giorni migliori, con tanto di sorpresa finale dell&#8217;arrivo di Claudio Baglioni. A parlare del racconto, con l&#8217;introduzione da Umberto Croppi, sono stati Carlo Rossella, Pietrangelo Buttafuoco, Ritanna Armeni e un Walter Veltroni tornato alla passione dei libri. In sala spiccava un accaldatissimo Enrico Mentana con le maniche della camicia rimboccate, accompagnato dalla sua Michela Rocco di Torrepadula. Poi, attenti ad ascoltare i particolari dell&#8217;intreccio politico-amoroso, Maria Pia Fanfani, Ugo Brachetti Peretti con Isabella Borromeo, Sandra Carraro, Rossana Letta con Francesca Malagò, Maria Pace Odescalchi, Rosi Greco, Jas Gawronski, Camilla Morabito, Mario D&#8217;Urso.</p>
<p><em>Valerio Bonolo</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Claudio Baglioni alla presentazione dell'ultimo libro di Marcello Sorgi]]></title>
<link>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/05/21/claudio-baglioni-alla-presentazione-dellultimo-libro-di-marcello-sorgi/</link>
<pubDate>Thu, 21 May 2009 20:12:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>Senzamusica</dc:creator>
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<description><![CDATA[FONTE Clicca per vedere le foto Per la prima volta un libro viene presentato a Villa Torlonia. Sì, p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.dagospia.com/rubrica-6/cafonalino/articolo-6274/1.htm" target="_blank">FONTE</a></p>
<div id="attachment_11517" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://www.fotografieneltempo.net/portal/thumbnails.php?album=158" target="_blank"><img class="size-full wp-image-11517" title="Claudio Baglioni" src="http://smnewsblog.wordpress.com/files/2009/05/22442m.jpg" alt="Claudio Baglioni" width="200" height="133" /></a><p class="wp-caption-text">Clicca per vedere le foto</p></div>
<p>Per la prima volta un libro viene presentato a Villa Torlonia. Sì, proprio nella casa dove visse Mussolini, in Via Nomentana. Tra le mura e i giardini dove si festeggiò il matrimonio tra Edda e Galeazzo Ciano. E il libro parla proprio della figlia del Duce: si tratta di &#8220;Edda e il Comunista&#8221;, l&#8217;ultima fatica di Marcello Sorgi, edito da Rizzoli.</p>
<p>Presentano Walter Veltroni, Carlito Rossella, Pietrangelo Buttafuoco, Ritanna Armeni e Umberto Croppi. Spira quell&#8217;aria romana, consociativa, inciuciona, che ai milanesi non entra nella capa. Tanto che alla fine dell&#8217;happening Donna Assunta Almirante se ne andrà a braccetto con Lella Berty Nights, che le ha offerto un passaggio in macchina: ed ecco che rosso e nero si fondono in rosa fumetto.</p>
<p><!--more-->Durante la presentazione Carlito Rossella si ricorda di essere presidente della Medusa e viene preso da un guizzo: non sarebbe male fare una fiction sugli amori di Edda Ciano, e magari ambientarla proprio alle Isole Eolie, dove la &#8220;fascistissima&#8221; Edda amò il comunista e partigiano Leonida Buongiorno.</p>
<p>Ovviamente Carlito ha già un&#8217;idea di chi potrebbe essere la protagonista, che guarda caso è seduta in sala. Ma è Michela Rocca di Torrepadula, la moglie di Enrico Mentana, alla quale forse per curare antiche ferite (gli diede dello &#8220;stronzo&#8221; in tv, chez Chiambretti), propone la parte della vedova Ciano, per il suo &#8220;fisico androgino, lo sguardo inquieto e l&#8217;intelligenza fulminante&#8221;.</p>
<p>Entusiasta del progetto è sicuramente Rossana Letta, moglie dell&#8217;amministratore di Medusa, che seduta in seconda fila di fianco a Francesca Malagò, annuisce più volte.<br />
Walterloo interpreta la storia a modo suo: ecco che l&#8217;amore rosso-nero che nel 1945 è andato in scena a Lipari viene letto come una possibilità di incontrarsi, di parlare, la possibilità che da un&#8217;amore possa nascere un progetto politico. Chiaramente l&#8217;ex segretario del Pd fa suo il passato per fantasticare sul presente, per immaginarsi e sperare che l&#8217;incontro, prima o poi, avverrà tra maggioranza e opposizione, Pdl e Pd. Ma forse è un po&#8217; tardi Walter&#8230;</p>
<p>È sempre Walterloo che, appena sceso dal palco, viene intercettato dall&#8217;onnipotente Gifuni. L&#8217;ex segretario ciampista del Quirinale ci tiene molto a parlare della linea Scalfaro per il referendum di giugno, quello architettato dalla sinistra per dare le chiavi del paese a Berlusconi: astenersi, astenersi, astenersi.</p>
<p>Veltroni però, che da quando si è chiamato fuori dal tritacarne &#8220;democratico&#8221; evidentemente ci tiene alla tranquillità, preferisce molto di più dedicarsi al vero problema che lo assilla negli ultimi giorni: il cambio Ranieri-Ferrara sulla panchina della Juve. Discussione sulla quale finalmente Waterloo riesce a trovare la quadra, ma bisogna anche dire che i suoi interlocutori sono i figli di Marcello Sorgi, ultrà juventini sfegatati.</p>
<p>Ringalluzzito dalla performance oratoria, Walterloo va a fare i complimenti a Mentana. 4 edizioni in 4 giorni di &#8220;Pasticciaccio&#8221; non sono un dato da trascurare. Siamo al livello di / kili in una settimana di dieta.</p>
<p>La più ammirata è Isabella Borromeo, chicchissima e audace, tanto da entrare nel &#8220;tempio&#8221; del fascismo in camicia rossa. Sandra Carraro si aggira e saluta con il libro in mano. Ogni tanto si ferma a guardare la copertina, sembra perplessa, fino a che: Eureka! Nella foto Edda Ciano sembra vestita Prada&#8230;</p>
<p><strong>A fine serata arriva anche Claudio Baglioni, con il fiatone. È appena uscito dal teatro di Piazzale Clodio, dov&#8217;è andato a vedere Fiorello, ma questo grande grandissimo amore rosso-nero non se lo poteva perdere.</strong> Ci sono anche Maria Pia Fanfani, Bertynights, Rosi Greco con Muc (al posto di Alain), Jas Gawronski, Camilla Morabito, e Emilio Carelli (che il 2 Giugno festeggerà a casa sua la nascita dei due gemelli).</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sulla pelle di Eluana]]></title>
<link>http://simonamaggiorelli.wordpress.com/2009/02/08/sulla-pelle-di-eluana/</link>
<pubDate>Sun, 08 Feb 2009 09:51:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Simona Maggiorelli</dc:creator>
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<description><![CDATA[Beppino Englaro: «Ho perso mia figlia diciassette anni fa». In libreria il nuovo libro di Maurizio M]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-257" title="083161uw-ansa" src="http://simonamaggiorelli.wordpress.com/files/2009/01/083161uw-ansa.jpg?w=197" alt="083161uw-ansa" width="197" height="300" />Beppino Englaro: «Ho perso mia figlia diciassette anni fa». In libreria il nuovo libro di Maurizio Mori ripercorre un caso di violenza di “governo”.</strong></em></p>
<p><strong><span style="color:#800000;">di Simona Maggiorelli</span></strong></p>
<p>«Ho perso mia figlia diciassette anni fa». In questa frase di Beppino Englaro è riassunta tutta la schietta e dolorosa verità sulla vicenda di Eluana, da parte di chi l’ha davvero amata. Splendida ragazza piena di energia che, in una notte di inverno e ghiaccio di molti anni fa, è rimasta vittima di un incidente d’auto. Da allora è in clinica, in uno stato vegetativo permanente, alimentata e idratata artificialmente.Ill suo corpo di giovane donna biologicamente resiste, ma Eluana non c’è più, la sua corteccia cerebrale distrutta e, dicono i maggiori esperti internazionali, è escluso che la sua realtà mentale funzioni. Il che vuol dire, purtroppo, nessuna possibilità di affetti, immagini, pensieri.<br />
In una realtà così compromessa nonc&#8217;è possibilità di avere rapporto con gli altri esseri umani. Ma come ribadisce utilmente il presidente della consulta di bioetica, il docente dell’università di Torino, Maurizio Mori nel suo nuovo libro Il caso Eluana Englaro, appena uscito per Pendagron (con una toccante introduzione di Peppino Englaro), Eluana aveva detto e ripetuto a più persone, quando stava bene e in più di un’occasione, che mai avrebbe voluto sopravvivere così, da cadavere riscaldato dalle macchine, come era accaduto a un suo caro amico che, dopo i tentativi medici di rianimarlo, era disgraziatamente caduto in stato vegetativo. Ma su questo pensiero vivo della ragazza, testimoniato da familiari e amici, la politica italiana si è scagliata. Con cieco e furibondo accanimento. Fino alla decisione del ministro Maurizio Sacconi espressa il mese scorso in una circolare (e denunciata dall’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca) di bloccare la proposta della struttura ospedaliera di Udine che si era detta disponibile ad accogliere Eluana Englaro per rispettare le sue volontà. E questo da parte del ministro Sacconi, in aperto conflitto con la Costituzione italiana ma anche con la decisione della Corte di appello di Milano che già molti mesi aveva dato ragione agli Englaro.<img class="alignright size-full wp-image-258" title="9788883427022" src="http://simonamaggiorelli.wordpress.com/files/2009/01/9788883427022.jpg" alt="9788883427022" width="150" height="233" /> Una sentenza ribatita dalla Cassazione che anche Berlusconi all&#8217;inizio di febbraio osteggia, ipotizzando un disegno di legge sul testamento biologico da far approvare direttamente in sede di Commissione sanità al Senato. Raccapriccianti le parole del premier che, in sprezzo totale della realtà in cui si trova Eluana (ostaggio di medici e infermieri che le somministrano farmaci con un sondino naso-gastrico, che la nutrono artificialmente e la svuotano) arriva a dire che Eluana è una donna che ha perfino il ciclo e potrebbe avere figli. Insomma, dopo che il presidente della Lombardia Formigoni ha avuto il coraggio di dire che quella di Eluana è una vita piena, con il premier siamo alla necrofilia. Quale idea di vita umana emerge dai discorsi di Berlusconi? Quale immagine e identità di donna?</p>
<p>Nel coro di chi si prodiga per fare disinformazione non può mancare, ovviamente, il sottosegretario Eugenia Roccella (già autrice di libri antiscientifici sulla Ru486), che contro ogni evidenza medica dice: &#8220;Eluana deglutisce, ha mangiato yogurt e ogni giorno le suore la portano a fare un giro in giardino&#8221;. Un autorevole medico trapiantista come Ignazio Marino, che ha lunga esperienza di casi di coma e stato vegetativo dice invece che Eluana può solo deglutire la saliva. Forse 16 anni fa fu nutrita da sua madre, ma da allora ha bisogno del sondino naso gastrico. &#8220;Se qualcuno le desse un panino &#8211; sottolinea Marino &#8211; morirebbe di polmonite perché il cibo non le andrebbe nello stomaco, ma nei polmoni&#8221;. Ma il conduttore Bruno Vespa nel suo Porta a Porta e sorprendentemente non poche altre testate giornalistiche continuano a fare del terrorismo dicendo che interrompere le terapie vorrebbe dire far morire Eluana di fame e di sete. Ancora Marino: &#8220;I pazienti in stato vegetativo permanente non provano dolore, tanto che non si somministrano loro quotidianamente anti-dolorifici&#8221;. Ma è drammaticamente inascoltato. Anche dalla sua parte politica, il Partito democratico.</p>
<p>&#8220;L&#8217;unica persona che non sa che in Italia c&#8217;eè un &#8216;caso Eluana&#8217;, e&#8217; proprio la ragazza che non sa neanche di esistere e dove sta: certo che e&#8217; viva ma grazie al supporto dei macchinari, e potrebbe continuare a vivere per anni, ma e&#8217; senza coscienza, senza relazioni con gli altri, senza emozioni e percezioni, senza attivita&#8217; motorie&#8221;. Così il neurologo Carlo Alberto Defanti,  che da 16 anni la segue. Il medico denuncia che tante affermazioni di politici sono &#8220;fuori luogo&#8221; e &#8220;giocano con il caso Eluana in maniera del tutto disonesta&#8221;. Ma il neurologo aggiunge: &#8220;essendo un medico ho un codice deontologico da rispettare e una privacy del paziente da tutelare sempre. L&#8217;unica cosa che posso dire è che si pensa che Eluana sia quella che appare nelle foto, purtroppo non è più così da tempo&#8221;.  Il volto e gli occhi e il volto perdono ogni espressione quando si siano perse  in maniera irreversibile tutte le funzioni cerebrali come in questo caso.  &#8220;Non c&#8217;è coscienza,  motilità e  capacità di relazionarsi con gli altri. Non ci può essere  sensibilita&#8217; e percezione quando si sia persa l&#8217; attività cerebrale&#8221;.</p>
<p>L&#8217;obiettivo di questa maggioranza di centro destra, dunque ne potremmo dedurre, è solo quello di continuare a strumentalizzare il caso di Eluana  per far passare rapidamente una legge sul testamento biologico che, sul modello del testo unico presentato da Calabrò, neghi qualunque diritto di autodeterminazione delle persone. La legge vuoluta da questa maggioranza non solo  rimetterebbe le decisioni del paziente nelle mani del medico, ma accetterebbe la possibilità per il paziente di esprimersi solo sulla terapia da seguire e non sulla decisione se vivere o morire.  E derubricando l&#8217;alimentazione e l&#8217;idratazione artificiale dai trattamenti medici impedisce al paziente la possibilità di rifiutarli. Intanto e, giustamente, forse anche in reazione a questo annuncio del governo, sul web continuano a crescere le adesioni alla proposta del senatore del Pd e chirurgo Ignazio Marino, che nella scorsa legislatura si è battuto coraggiosamente per una giusta legge sul testamento biologico. A oggi sono più di 50.000 adesioni per la sua proposta che mette al primo posto la volontà del malato in accordo con l’articolo 32 della nostra  Costituzione. Fra i primi firmatari figurano l’oncologo ed ex ministro della Salute Umberto Veronesi, il premio Nobel Rita Levi Montalcini, il farmacologo e direttore dell’Istituto Mario Negri, Silvio Garattini (è possibile firmare l’appello sul sito www.ignaziomarino.it). Sotto Montecitorio intanto, l’associazione Luca Coscioni, con  i Radicali e  insieme a loro parte dell&#8217;opposizione di sinistra, protesta perché ciascuno possa decidere autonomamente del proprio destino, senza che altri &#8211; come troppo spesso accade e immotivatamente &#8211; possano decidere sulla propria pelle.  <span style="color:#000080;"><strong>Left -Avvenimenti 02/09 e aggiunte</strong></span></p>
<p><span style="font-family:Traditional Arabic;"><span style="font-size:medium;"><span style="color:#800000;"><strong>Quelle brutte menzogne su  Eluana</strong></span><br />
</span></span></p>
<p><span style="font-family:Traditional Arabic;"><span style="font-size:medium;">Bisogna tornare ai tempi della legge 40/2004 per ritrovare un così feroce attacco ai diritti e alla dignità della persona, alla libertà di scelta dell&#8217;individuo. Un attacco di una gravità inaudita perché sferrato dalle massime cariche di governo. In totale sprezzo della Costituzione. Lo hanno rilevato tutti i più autorevoli giuristi da Rodotà a Zagrebelsky, a Onida. Nonostante le parole del presidente della Repubblica, che si è mosso da garante dei principi di laicità della Carta, il Vaticano, grazie a questa genuflessa maggioranza di centrodestra, l&#8217;ha fatta da padrone bombardando lettori e ascoltatori di messaggi assolutamente distorti sul caso Englaro. Abbiamo ascoltato di tutto: che Eluana sorrideva, che mangiava yogurt, che grazie alle suore faceva passeggiate in giardino&#8230; Nonostante che il neurologo curante di Eluana, Carlo Alberto Defanti (e con lui tutti i maggiori esperti) dicesse che quando si è in uno stato vegetativo permanente, come lo era lei, non si ha più nessuna attività mentale, nessuna percezione, nessuna sensazione. Niente immagini, niente pensieri, nessuna possibilità di relazionarsi con gli altri. Perché lo stato vegetativo permanente &#8211; come è tornato a spiegare Defanti al convegno </span><span style="font-size:medium;"><em>Verità e menzogne su &#8220;eutanasia&#8221;Coscioni, Welby,Englaro</em></span><span style="font-size:medium;"> che si è tenuto a Roma il 14 febbraio &#8211; è cosa diversa dal coma e  dallo stato minimo di coscienza. Dopo 17 anni anni di stato vegetativo i danni cerebrali che Eluana aveva subito erano tali che non c&#8217;era alcuna possibilità di “risveglio”. Ma perfino la Rai ha preferito lasciare ampio spazio e senza contraddittorio ai discorsi di religiosi di ogni ordine e grado. Ora lo ricostruisce efficacemente un video di spezzoni tv confezionato dal Centro d&#8217;ascolto. Così dopo giorni e giorni dell&#8217;offensivo rumore creato dalle esternazioni del Premier e dei suoi ministri, dopo aver letto su testate come </span><span style="font-size:medium;"><em>Il Corsera</em></span><span style="font-size:medium;"> titoli aberranti come “Il decreto salva Eluana”, per disintossicarsi la mente fa bene ripercorrere la storia vera di Eluana attraverso le pagine del libro di Maurizio Mori, </span><span style="font-size:medium;"><em>Il caso Englaro, la porta Pia del vitalismo ippocratico</em></span><span style="font-size:medium;"> (Pendragon). Il filosofo e presidente della Consulta di Bioetica, con una puntuale disamina, smaschera le molte falsità uscite in tutti questi anni sui giornali. Ma ancor di più fa bene tornare alla voce schietta di Beppino Englaro che nel libro </span><span style="font-size:medium;"><em>Eluana, la libertà e la vita</em></span><span style="font-size:medium;"> (Rizzoli) ci consegna, non solo una straordinaria testimonianza di coraggio e di resistenza umana, ma anche un o strumento “politico” utile a ogni cittadino che voglia vedere riconosciuto il proprio diritto di poter scegliere sulla propria vita come è scritto nella Costituzione.  Simona Maggiorelli,  17 febbraio 2009</span></span></p>
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<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><br />
</span></span></p>
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<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><strong><span style="color:#993300;">Nasce l&#8217;associazione per Eluana</span><br />
</strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;">
<p style="margin-bottom:0;font-weight:normal;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;">Beppino Englaro: “L&#8217;esperienza che ho fatto con mia figlia voglio metterla al servizio del Paese”<br />
</span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;"></span></p>
<p><span style="color:#993300;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;">di Simona Maggiorelli</span></span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:small;"><img class="alignleft size-full wp-image-991" title="cover-eluana1" src="http://simonamaggiorelli.wordpress.com/files/2009/02/cover-eluana1.jpg" alt="cover-eluana1" width="194" height="270" />«Se il cervello è morto, lo è l’individuo» ha detto più volte il senatore del Pd Ignazio Marino. «Nel ’68, con i primi interventi di bypass, si fermava il cuore, si operava e lo si faceva ripartire; allora &#8211; ha spiegato &#8211; si è capito che la fine della vita non corrispondeva all’arresto del cuore, bensì al danno irreversibile al cervello, la morte cerebrale». Da quelle esperienze, come è noto, nacquero i criteri di Harvard, adottati internazionalmente e su cui si è basato lo sviluppo dei trapianti. Da parte sua, l’ex ministro della Salute, l’oncologo Umberto Veronesi ha dichiarato: «Quando non c’è più attività cerebrale, non c’è più nulla di quello che caratterizza la nostra vita umana: non c’è più pensiero, né memoria, né emozioni. E questo non l’ho stabilito io, ma il famoso protocollo di Harvard». Affermazioni importanti, ma che appaiono tristemente inascoltate anche da quel Pd con cui i due scienziati si sono schierati. E se l’opposizione politica in Parlamento è venuta meno al suo compito sui temi che riguardano la fine della vita, l’informazione ha fatto anche peggio. Basta pensare alle deliranti descrizioni dello stato di salute di Eluana Englaro diffuse nei mesi scorsi dai maggiori media nazionali. Per reagire a tutto ciò la neonata associazione-fondazione Per Eluana si è data alcuni compiti: fare chiarezza, facendo piazza pulita di tutti quei miti pseudoscientifici su risvegli (impossibili) quando le funzioni cerebrali siano irrimediabilmente compromesse. Dare strumenti ai cittadini per poter decidere su quali terapie accettare o rifiutare in caso di malattia incurabile. Offrire informazioni su come, in termini di legge, far valere la propria volontà, quando poi non si fosse più capaci di intendere e di volere. L’associazione fondata da Englaro, insomma, parte dai problemi concreti. E questo mentre il Parlamento si appresta a varare una legge sul testamento biologico basata sull’assunto teologico che la vita è un bene indisponibile. «La nostra associazione &#8211; ha ribadito Beppino Englaro presentando l’iniziativa il 17 marzo a palazzo Madama &#8211; è nata per mettere a disposizione di tutti le informazioni scientifiche e giuridiche che abbiamo dovuto acquisire per far rispettare la volontà di mia figlia». Come Englaro scrive nel libro Eluana, la libertà e la vita (Rizzoli) «Eluana era un purosangue, una ragazza vitale che già giovanissima aveva realizzato la sua indipendenza. Non avrebbe mai accettato di sopravvivere a se stessa, come mera vita biologica. Eppure a questo è stata obbligata». Perciò trasformare l’esperienza dolorosa che ha segnato la sua famiglia in strumenti di autodeterminazione per tutti è oggi l’obiettivo principale di Englaro. E per questo la sua coraggiosa battaglia civile non si ferma. Anche se smentisce ogni voce di prossima candidatura. «Per Eluana- dice &#8211; è un’associazione libera, autonoma, sganciata dai partiti. Uno strumento in primo luogo per fare informazione scientifica». Non a caso nel comitato scientifico dell’associazione spiccano nomi come quello del neurologo Carlo Alberto Defanti che ha seguito Eluana per quindici anni. «All’opinione pubblica di  questo Paese &#8211; prosegue Englaro &#8211; sono sottratte conoscenze scientifiche, in particolare riguardo allo stato vegetativo permanente, che non esiste in natura, ma può essere l’esito infausto di iter rianimativi». «Sospendere l’idratazione e l’alimentazione artificiale in questo caso non ha nulla a che fare con l’eutanasia» ribadisce Englaro che, anche dopo  aver viste le sue ragioni riconosciute dalla Corte suprema della Cassazione, ha dovuto difendersi per via legali dalle accuse di “assassinio” avanzate dal ministro della Sanità del Vaticano, Barragan, ma anche dalle accuse pronunciate da esponenti del centrodestra nel Parlamento. Fino all’inqualificabile “fuoco amico” arrivato da chi si dice progressista. Torna in mente, in proposito, un editoriale di Ritanna Armeni, che a fine febbraio sul Riformista invocava: “Beppino, si fermi” «in nome di un presunto decoro e di un &#8211; a suo dire &#8211; doveroso silenzio dopo la morte di Eluana»</span></span></p>
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<p><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:x-small;"><br />
</span></span></p>
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<p style="margin-bottom:.13cm;" align="left"><span style="color:#000080;"><em><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><span style="font-size:small;"><span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;">da left-avvenimenti del 20 marzo 2009 </span></span></span></span></em></span></p>
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<item>
<title><![CDATA[Sono il Fantasma Formaggino]]></title>
<link>http://prcvomeroarenella.wordpress.com/2009/01/10/sono-il-fantasma-formaggino/</link>
<pubDate>Sat, 10 Jan 2009 09:30:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>pgall</dc:creator>
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<description><![CDATA[Un mondo intero crolla intorno a chi lo aveva preso per realtà. Con il compimento della vicenda di P]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Un mondo intero crolla intorno a chi lo aveva preso per realtà. Con il compimento della vicenda di Piero Sansonetti, che da lunedì non sarà più direttore di Liberazione, una parte della minoranza di Rifondazione se ne andrà, un&#8217;altra resterà di retroguardia con il compito di raccattare voti e posti alle prossime elezioni per poi andarsene, e entra in lizza, finalmente, Fausto Bertinotti (Repubblica e manifesto di oggi, 10 gennaio 2008).</p>
<p style="text-align:justify;">Non rinnoverà la tessera di Rifondazione, condivide parola per parola l&#8217;intervista di Franco Giordano a &#8220;Repubblica&#8221; (iscrivendosi anche lui al catalogo di miserie della sinistra italiana), dice a Paolo Ferrero che questa non è più la Rifondazione che avevano costruito insieme. Di sicuro questa non è più la Rifondazione che Fausto Bertinotti stava costruendo a propria immagine e somiglianza passando sulla testa di qualche decina di migliaia di iscritti che non erano d&#8217;accordo.</p>
<p style="text-align:justify;">Mentre avvengono di tali sconvolgimenti, vorremmo ritornare indietro a dieci giorni fa e offrire il giusto tributo alla creatività con cui due persone hanno saputo interpretare la crisi del Prc.</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--> Infatti non tutti sanno che a dare il segnale della fine di Rifondazione comunista sono stati giusto alla fine del 2008 Ritanna Armeni, con un articolo uscito sul Riformista il 30 dicembre (titolo: «De profundis. Rifondazione comunista è morta»), e Nichi Vendola il giorno dopo con un’intervista al Corriere della sera («Vendola: Rifondazione? Casa di spettri»).</p>
<p style="text-align:justify;">Ritanna Armeni, che donna indimenticabile. Avesse mai azzeccato una risposta a tono, una sola, a Giuliano Ferrara quando conducevano assieme “Otto e mezzo” su “La7”. Ma forse il suo era un atteggiamento femminista non-violento, mentre a noi che siamo violenti, anzi dei veri e propri animali, è sembrato che le mancassero argomenti da contrapporre.</p>
<p style="text-align:justify;">Nichi Vendola, il rivoluzionario gentile. Rossana Rossanda ha riconosciuto la enorme sensibilità del suo documento congressuale procurandogli un bel po&#8217; di voti al congresso. Noi invece conoscevamo i suoi sottoscrittori e  le loro vicende politiche individuali, e ne abbiamo concluso che era un&#8217;autobiografia tramutata in copertura ideologica, in separazione tra quello che uno pensa e quello che uno fa. Del resto questo stesso modo di dire, e Nichi Vendola ci scuserà se lo traduciamo in modo così povero, lo abbiamo preso dal suo ricchissimo repertorio, quando dopo la scissione col PdCI del 1998 tacciò di doppiezza quelli che se ne erano andati.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Questi fantasmi</strong></p>
<p style="text-align:justify;">A parte i titoli, che nella loro sequenza e per la concomitanza con la fine dell’anno hanno indotto tra di noi anche i meno propensi alla superstizione a fare gli scongiuri, la “morte” evocata dalla Armeni e da Vendola non va sottovalutata. Per questo uno degli ectoplasmi chiamati in causa vorrebbe dire la sua.</p>
<p style="text-align:justify;">Il male incurabile non sta, come Armeni e Vendola sostengono, in un partito ripiegato su se stesso a cercare la propria identità. Si trattasse di questo, la situazione sarebbe migliore. Il fatto è che quella che è stata sconfitta è la loro idea di forza politica di sinistra, non in quanto troppo innovativa, ma perché è diventata talmente grande la distanza tra le loro parole e le cose come stanno  che le prime ne sono uscite troppo contraddette per essere prese ancora sul serio. Forse, nonostante tutto, il progetto di fare di Rifondazione comunista un partito al servizio della classe operaia non è ancora morto e tante divisioni sono dovute soprattutto alla difficoltà di rimettersi a fare politica una volta conquistata la maggioranza. E qui veniamo agli spettri.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Le minoranze del Prc in questi anni hanno organizzato convegni e si sono dotate di riviste, ma questo è solo diritto di tribuna. Non è mai stato consentito loro di incidere nelle decisioni del partito. L’esempio più chiaro, lo ripeteremo sempre, è non aver preteso nell’accordo elettorale con Prodi dei vincoli programmatici, ed esserci accontentati di un ministero del tutto interno allo schema di gestione della complessità sostenuto da Ds e Dl. Che le minoranze rimaste cocciutamente nel partito, e parte della sua vecchia maggioranza si siano costituite in antitesi, dotandosi solo di idee schematiche e forse povere – come dicono i loro critici – è il risultato di anni di decisionismo, durante i quali per contare qualcosa bisognava rinunciare alle proprie idee e andare con la maggioranza e trasformarsi in opportunisti; altrimenti per fare politica non restava che andarsene: così il partito ha rinunciato alla sua funzione di luogo di educazione alla democrazia.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Da Berlino alla Transilvania</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Di queste due interviste colpiscono anche alcune frottole. Per la Armeni le grandi innovazioni introdotte da Bertinotti (apertura al movimento no global, riconoscimento degli orrori del socialismo realizzato, non violenza sempre e comunque) sono state spazzate via. Abbiamo qualche ragione per credere che Paolo Ferrero e soprattutto <a href="http://ramonmantovani.wordpress.com/2009/01/11/rifondazione-comunista-fu-vinta-e-vincera/#comments">Ramon Mantovani</a> possano sostenere esattamente il contrario, se non altro per le loro storie politiche, che danno una misura che Rifondazione Comunista è un partito pluralista. Ma loro sono spettri, come noi.</p>
<p style="text-align:justify;">Vendola è molto secco e drastico: «Ferrero – dice – vuole un giornale fatto come si sarebbe fatto nell&#8217;altro millennio», e – eccoli qua, gli spettri –, «un partito che considera esagerato riflettere sui diritti dei trans e preferirebbe interrogarsi sulle ragioni del crollo del Muro di Berlino, come dire? non è già più un partito, ma una casa piena di spettri».</p>
<p style="text-align:justify;">Ma come fa Nichi Vendola a fingere di non sapere che di Muro di Berlino in questo partito non si è mai voluto parlare seriamente, come del resto di marxismo, al punto da ritenere fondato che non lo si sia voluto fare per rimuovere i problemi che l’uno come l’altro si portano dietro, e forse anche per il timore di provocare rotture, separazioni, guasti nelle relazioni internazionali, col risultato che siamo privi di una cultura storica dotata di qualche consistenza. E&#8217; il nostro partito in quanto luogo di dibattito storico-politico a essere stato lasciato allo stato di ectoplasma da chi lo ha governato finora.</p>
<p style="text-align:justify;">E non c&#8217;è niente di male a parlare dei trans. Ma mettere sulla copertina di &#8220;Liberazione&#8221; Luxuria che vince l’Isola dei Famosi è stata una scemenza, un modo per dire che in fondo della crisi mondiale ce ne freghiamo, che è più importante quello che la tv trasforma in spettacolo, trans compresi. Invece conta il resto, e cioè che da diversi anni ci facciamo carico noi di rappresentare loro e tutti quelli che si battono perché le scelte sessuali che non seguono la morale clericale non subiscano discriminazioni. Tra i sostenitori della Mozione 1 (Ferrero-Grassi), del resto, qualche omosessuale dichiarato c&#8217;è. Probabilmente Nichi Vendola, in vista della nascita del nuovo partito di sinistra, vuole garantirsi il voto di tutta la categoria, e così la Armeni quando nel suo De Profundis parla delle femministe.</p>
<p style="text-align:justify;">Da questi compagni che se ne vanno ci divide, e ormai non ci sono più possibilità di ricomposizione, il fatto che mettono i diritti civili prima di ogni altra cosa, il che gli fa occupare, conviene ricordarlo ancora, una casella già fissata nello schema di governo delle società complesse prefigurato dal Pd (importato e vecchio di una trentina d’anni), mentre per noi conta la lotta dei lavoratori salariati, rispetto alla quale si definiscono  i diritti civili di tutti gli altri. Noi spettri ci serviamo della critica dell&#8217;economia politica per rendere solida l&#8217;alternativa di società alla quale voi avete rinunciato.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Se siamo antiquati, del secolo scorso, è perché da quando è stato sciolto il PCI nessuna compagine politica ha rappresentato più i salariati con la stessa forza. Siamo fantasmi di diciotto anni fa e non vediamo l&#8217;ora di reincarnarci in un corpo giovane e bello. E attenzione, specie le compagne. Qualcuno di noi è anche un po’ vampiro e non vede l’ora di assestare qualche morso come si deve. Slurp.</p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12pt;line-height:115%;font-family:&#34;"><br />
</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Grazia, Graziella e grazie al...]]></title>
<link>http://negroski.wordpress.com/2008/05/24/grazia-graziella-e-grazie-al/</link>
<pubDate>Sat, 24 May 2008 15:09:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>negroski</dc:creator>
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<description><![CDATA[Tutta la verità, nient&#8217;altro che la verità: Samuele è stato ucciso da un ologramma alieno ubri]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Tutta la verità, nient&#8217;altro che la verità: Samuele è stato ucciso da un ologramma alieno ubri]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Nchè?]]></title>
<link>http://nevevalenti.wordpress.com/2008/04/10/nche/</link>
<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 08:03:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>nevevalenti</dc:creator>
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<description><![CDATA[Daniela Santanchè, novembre 2007: &#8216;Non siamo un partito moderato, siamo un partito incazzato, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-151" src="http://nevevalenti.wordpress.com/files/2008/04/_santanche_nche.jpg" alt="" width="200" height="300" /></p>
<p>Daniela Santanchè, novembre 2007:<br />
<em>&#8216;Non siamo un partito moderato, siamo un partito incazzato, con la bava alla bocca&#8217;</em>.</p>
<p>Non mi piace la violenza. Penso che se mostri la forza, istighi alla forza e comunque prima o poi trovi uno che di forza ne ha di più che ti prende a calci come tu hai preso a calci gli altri.<br />
I violenti di solito a questo rispondono <em>&#8216;è la legge della giungla&#8217;</em>. Ma qui non siamo in una giungla, e anche se fosse, ci siamo per colpa di gente che ragiona come voi.<br />
Porto rispetto a chi ha avuto il coraggio di presentare una donna come candidato premier per questo malandato Paese, ma se questi coraggiosi sono orgogliosi di avere la <em>&#8216;bava alla bocca&#8217;</em>, non serve a niente.</p>
<p>Daniela Santanchè, aprile 2008:<br />
<em>&#8216;Noi donne avremo ottenuto la parità solo quando riusciremo a mettere una cretina in un posto di potere&#8217;</em>.</p>
<p>Ritanna Armeni ha invitato le donne della sinistra a darle un&#8217;occhiata perché <em>&#8216;forse c&#8217;è qualcosa da imparare da una femminista di destra&#8217;</em>. Io che non sono nessuno, invece, non capisco questo gioco al ribasso. Voglio sapere perché il simbolo per il raggiungimento della parità con l&#8217;uomo debba essere rappresentato dal raggiungere i suoi livelli peggiori.</p>
<p>Articoli:<br />
<a title="http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/politica/verso-elezioni19/santanche-bettute/santanche-bettute.html" href="http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/politica/verso-elezioni19/santanche-bettute/santanche-bettute.html" target="_blank">http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/politica/verso-elezioni19/santanche-bettute/santanche-bettute.html</a><br />
<a title="http://www.corriere.it/politica/07_novembre_12/santanche_destra_storace.shtml" href="http://www.corriere.it/politica/07_novembre_12/santanche_destra_storace.shtml" target="_blank">http://www.corriere.it/politica/07_novembre_12/santanche_destra_storace.shtml</a></p>
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