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	<title>rivolta &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/rivolta/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "rivolta"</description>
	<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 07:36:13 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Milano, il call center non paga gli stipendi. Rivolta e vittoria]]></title>
<link>http://eatoniano.wordpress.com/2009/11/28/milano-il-call-center-non-paga-gli-stipendi-rivolta-e-vittoria/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 00:11:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Albatro</dc:creator>
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<description><![CDATA[Roberto Farneti 26/11/2009, Lotte LIBERAZIONE I lavoratori più bravi dei sindacati. Accade a Milano,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;"><a href="http://eatoniano.wordpress.com/files/2009/11/bracciodiferro.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-26" style="margin:5px 10px;" title="bracciodiferro" src="http://eatoniano.wordpress.com/files/2009/11/bracciodiferro.jpg?w=150" alt="" width="150" height="112" /></a>Roberto Farneti       26/11/2009, Lotte LIBERAZIONE</p>
<p style="text-align:justify;">I lavoratori più bravi dei sindacati. Accade a Milano, dove la rivolta spontanea dei 600 dipendenti di Omnia Service Center (Osc) contro i continui ritardi nel pagamento degli stipendi, si è conclusa in modo vittorioso nel giro di due giorni. La minaccia del blocco del lavoro a oltranza e la scelta dell’assemblea di gestire in prima persona la trattativa con l’azienda hanno indotto Alessandro Gili – l’unico membro del consiglio di amministrazione della Voi City srl (azionista unico di Osc) ancora in carica dopo le improvvise dimissioni di Valentina Serri e Matteo Ferrari – a scendere a patti. I lavoratori sono così riusciti a strappare all’azienda impegni precisi: il pagamento di tutti gli stipendi di ottobre il 30 novembre e di tutti quelli di novembre il 15 dicembre.<!--more--><br />
«Sono stati i lavoratori di loro spontanea volontà, stufi di essere presi in giro, a prendere in mano la situazione», racconta l’avvocato Massimo Laratro, dell’associazione sindacale Bios, colui che, a livello legale, segue questa vertenza per conto degli ex dipendenti Wind del call center di Sesto San Giovanni (Milano), 275 lavoratori esternalizzati in Osc nel 2007.<br />
Oltre ai contratti con aziende del settore telefonico – ma anche con banche – per dare informazioni telefoniche ai clienti, Omnia Service offre anche servizi di carattere amministrativo. Per otto ore di lavoro su diversi turni, i lavoratori sono retribuiti la miseria di 800 euro al mese. Nel 2007 il lavoro non mancava, ma gli errori del management e una gestione delle risorse poco trasparente hanno via via aggravato la situazione del gruppo.<br />
A dicembre 2008 inizia il calvario: sotto Natale, l’azienda comunica che il pagamento delle tredicesime sarebbe slittato ai primi di gennaio. Dal gennaio 2009 il ritardo nel pagamento degli stipendi diventa sistematico, con i lavoratori costretti ad aspettare il venti del mese successivo, se non addirittura la fine di quel mese, per vedere i propri soldi. La situazione precipita quando ad agosto la Consob, l’organo di vigilanza della Borsa, impugna davanti al Tribunale di Milano il bilancio del 2007. A quel punto – siamo a settembre 2009 – la Osc decide di farsi comprare da una società chiamata Alba Rental srl, costituita da due dipendenti della stessa Omina Network spa. Nel frattempo i lavoratori non hanno ancora ricevuto le retribuzioni di luglio e agosto.<br />
I primi a muoversi sono gli ex Wind, che scrivono alla Wind, debitore in solido a norma di legge. La mossa sembra funzionare, perché il giorno dopo – siamo a fine settembre – Osc paga a tutti le retribuzioni arretrate non corrisposte. Due dei lavoratori che avevano firmato la lettera a Wind vengono però sospesi per alcuni giorni dal lavoro.<br />
A distanza di circa un mese Alba Rental scompare di scena per essere sostituita da un’altra società sconosciuta e costituita dai medesimi soci: Voi City. Il ritardo nel pagamento delle retribuzioni però continua. Fino a tre giorni fa, quando i lavoratori decidono l’interruzione del lavoro e all’unisono scendono nel cortile bloccando il direttore del personale Dr. Puttu, pretendendo un immediato incontro con Gili. Alla richiesta di Puttu di fare un incontro con le rappresentanze sindacali i lavoratori si dimostrano decisi nel chiedere la presenza del manager davanti alla assemblea plenaria. Una scelta che si rivelerà vincente.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I campi mangiati dai capannoni - Lodi e Pavia in cerca di un'anima: speciale di Repubblica]]></title>
<link>http://briciolecaotiche.wordpress.com/2009/11/27/i-campi-mangiati-dai-capannoni-lodi-e-pavia-in-cerca-di-unanima-speciale-di-repubblica/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 10:36:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>michelemerola</dc:creator>
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<description><![CDATA[Repubblica di domenica scorsa ha pubblicato uno speciale molto interessante su Lodigiano e Pavese, i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#008000;"><a href="http://briciolecaotiche.wordpress.com/files/2009/11/adda.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2219" title="adda" src="http://briciolecaotiche.wordpress.com/files/2009/11/adda.jpg?w=150" alt="" width="150" height="101" /></a>Repubblica di domenica scorsa ha pubblicato uno sp<span style="color:#008000;">eciale </span></span><span style="color:#008000;">molto interessante </span><span style="color:#008000;"><span style="color:#008000;">su L</span>odigiano e Pavese, in particolare sull’annoso tema del consum<span style="color:#008000;">o di suolo e della cementificazione. </span></span><span style="color:#008000;">Si parla anche del ricorso al Tar contro il Business Park, del nuovo Piano di Governo del Territorio di Lodi e c’è una breve dichiarazione del sindaco di Lodi.</span><br />
<span style="color:#008000;"> Il titolo dell&#8217;articolo principale è già molto significativo: <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/11/22/campi-mangiati-dai-capannoni-lodi-pavia.html">“I campi mangiati dai capannoni Lodi e Pavia in cerca di un&#8217;anima”</a>.<br />
Copio sotto l’articolo principale e l’intervista a Cristina Treu, docente del Politecnico, che dice <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/11/22/svendono-terreni-per-far-quadrare-conti.html">“Svendono i terreni per far quadrare i conti”</a>. </span><br />
<span style="color:#008000;">Segnalo che nello speciale ci sono anche un articolo sulle <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/11/22/derby-tre-in-70-km-ma-la.html">3 squadre di basket</a> (Pavia, Vigevano e Casalpusterlengo – questo è per Max, Cristiano e tutti i patiti di basket!) e <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/11/22/ottimismo-di-gerry-scotti-le-mie.html">un’intervista a Gerry Scotti</a> che è di Miradolo.<br />
Ps: la foto è tratta <a href="http://www.parcoaddasud.it">dal sito del Parco Adda Sud</a>.</span></p>
<p>Repubblica — 22 novembre 2009   pagina 1213   sezione: MILANO<br />
<em>La Broni-Mortara e il Business Park le prossime ferite all&#8217;antico tessuto di marcite e risaie della Bassa.<br />
I comitati in rivota e i municipi provano a ripensare l&#8217;espansione, ma forse è troppo tardi</em><br />
<strong>I campi mangiati dai capannoni Lodi e Pavia in cerca di un’anima</strong><br />
<em>Record nel consumo di suolo, ma ora i Comuni frenano</em></p>
<p>A Lodi e Pavia, dove l’industria sta diventando un lontano ricordo e si devono fare i conti quotidiani con i posti di lavoro persi, si sta rischiando di svendere il territorio. Autostrade, centri commerciali, lunghe file di capannoni, poli logistici. E poi case, ville, villette a schiera, se possibile condomini e uffici stanno prendendo il posto di campi, prati, coltivazioni, marcite. In cerca di un’anima, le due province sorelle non hanno ancora capito quale sia la loro strada.<br />
Pavia ha la prospettiva, in teoria già nel 2013, di un altro, lunghissimo, nastro di asfalto che porterà tir, smog, campagne devastate. O almeno così vedono gli ambientalisti il progetto ormai approvato dell’autostrada BroniPavia-Mortara. L’altro, di incubo, era quello dei 250mila metri quadrati di territorio consumato, 90mila di superficie edificata, del centro commerciale (il più grande d’Europa si diceva) che la multinazionale Sonae avrebbe voluto costruire a Borgarello, a due passi dal monumento della Certosa di Pavia. Una ferita, ma migliaia di posti di lavoro potenziali in un territorio con una cassa integrazione a quota più 400 per cento. Se Pavia piange, Lodi non ride con una cassa in salita del 350 per cento. Eppure, è solo di qualche mese fa il ricorso al Tar contro la variante urbanistica per la realizzazione del Business Park, progetto che consumerebbe quasi 400mila metri quadrati di terreno agricolo tra Lodi e San Martino in Strada.<br />
Pavia e Lodi del resto condividono, secondo una ricerca del Politecnico di Milano, il record di consumo di territorio agricolo pro capite: 13,4 metri quadrati all’anno per abitante a Pavia, prima in Lombardia, e 10,1 a Lodi, terza e preceduta solo da Mantova (13,1), con una media regionale di 4,7 metri quadrati. E nel Lodigiano come nel Pavese (che però ha realtà diverse con Lomellina e Oltrepo) non si tratta soltanto di autostrade, centri commerciali e logistica, ma anche delle scelte fatte da molti sindaci. Scrive lo storico Giorgio Boatti: «Ogni Comune si fa puntiglio di estendere le zone urbanizzate, di consentire voraci lottizzazioni, di far nascere nel tempo più breve interi quartieri: il risultato è che vi sono settori cittadini, a Pavia, e paesi, nei dintorni del capoluogo, che nel giro del prossimo quinquennio aspirano ad avere il trenta, cinquanta per cento di popolazione in più. Con tutti i conseguenti squilibri che ne deriveranno». E basta andare nella zona &#8220;calda&#8221; tra Pavese, sud Milano e Lodi, per scoprire che alcuni di questi paesi stanno perdendo la loro identità: case su case, villettea schiera, piccoli centri per la logistica, supermercati, e poi mini tangenziali per far arrivare residenti e clienti. Parcheggi enormi. Anche i Comuni e le Province, che pure hanno autorizzato e ancora vorrebbero autorizzare espansioni e cemento, provano a tirare il freno. Tant’è che proprio il sindaco di Lodi, Lorenzo Guerini, presentando il Piano di governo del territorio, aveva sottolineato come gli obiettivi del Pgt «si collocano all’interno di una scelta precisa, quella volta a limitare il consumo del suolo», che «sarà comunque pressoché integralmente legato a trasformazioni per gli ambiti produttivi mentre per le trasformazione residenziali verranno privilegiati ambiti relativi ad aree dismesse».<br />
Eppure, viaggiando lungo queste due province, i cantieri ormai non si contano più, e leggendo i vecchi piani regolatorio le varianti appena approvate, si registra come la voglia di mattone, e di consumo di territorio, sia infinita. Lo si scopre in una cittadina qual è Voghera, 40mila abitanti, che si lecca le ferite della deindustrializzazione, che fa i conti con le decine di casse integrazione e che poi con il &#8220;Parco Baratta&#8221;, approva una lottizzazione da un migliaio di appartamenti per circa quasi tremila nuovi abitanti. D’altro canto, dove fuggono via le industrie e dove il terziario avanzato non decolla, non resta molto per offrire lavoro. Il business dei rifiuti, per dirne una: e così a Senna Lodigiana il comitato &#8220;Per continuare a vivere&#8221; si rivolge al ministro per l’Ambiente Stefania Prestigiacomo perché blocchi l’arrivo della discarica da un 1,5 milioni di metri cubi di capienza in località Bellaguarda. Mentre a Casei Gerola, morto lo zuccherificio dell’Italia Zuccheri che occupò oltre 150 dipendenti, dopo la bonifica (altro business) si pensa a un outlet del prodotto tipico con annesso centro commerciale. A due passi dal casello autostradale della Milano-Genova. Strade e centri commerciali. Il futuro, a Pavia e Lodi, è davvero solo questo? &#8211; <em><br />
FILIBERTO MAIDA</em></p>
<p><em>Cristina Treu, del Politecnico: &#8220;È sopravvivenza contabile”</em><br />
<strong>Svendono i terreni per far quadrare i conti</strong><br />
Maria Cristina Treu insegna Progettazione urbanistica al Politecnico di Milano. Conosce a fondo i piani territoriali di Comuni e Province come Pavia e Lodi. E dice: «La svendita del territorio e il consumo del suolo non sono solo la reazione alla deindustrializzazione, sono una sorta di autodifesa da parte dei Comuni, di istinto di sopravvivenza contabile».<br />
<strong>Che cosa intende dire? </strong><br />
«Gli oneri delle lottizzazioni di case e terziario servono ai Comuni per le spese ordinarie, per tirare avanti e far quadrare i bilanci, in particolare ora che è stata abolita l’Ici. In Lombardia ci sono 1.547 Comuni, il 94 per cento dei quali ha meno di 5mila abitanti, e proprio questi hanno fatto registrare il maggiore aumento della popolazione dal 2001 a oggi».<br />
<strong>È una soluzione per non aumentare le tasse. </strong><br />
«Abbiamo fatto uno studio recentissimo. Ci dice che su una lottizzazione di circa 20mila metri quadrati, mediamente, in gettito di contributi diretti o in opere, un’amministrazione è in grado di garantirsi la sopravvivenza per 5 anni, ossia la durata del mandato di un sindaco. E sa cosa ci restano dopo i 5 anni? I costi di manutenzione. E c’è un problema in più».<br />
<strong>Un altro? </strong><br />
«Gran parte delle opere a scomputo oneri sono strade e rotatorie, che non solo costano per la manutenzione ma che se non curate a dovere diventano anche un pericolo. I dati ci dicono che la maggiore incidentalità non è sulle grandi arterie, ma sulla piccola rete viaria di competenza di Province e Comuni».<br />
<strong>C’è qualche soluzione praticabile? </strong><br />
«Penso che, invece di abolire le Province, che per zone come Pavia e Lodi non sono enti inutili, sarebbe il caso di unire i Comuni. In Provincia di Lodi, per dirne una, c’è Maccastorna, che ha 45 abitanti. Ha un senso?».<br />
<em>(f. m.)</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La rivolta sbagliata di Jan il Pesce.]]></title>
<link>http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/2009/11/26/la-rivolta-sbagliata/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 03:11:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessandro Raveggi</dc:creator>
<guid>http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/2009/11/26/la-rivolta-sbagliata/</guid>
<description><![CDATA[Questo è un estratto del romanzo. Punto e basta. Parla di quando le cose, nell&#8217;avventura, comi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h5><strong><em><a href="http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/files/2009/11/riot-bastille-after-sarkozys-election-1-daniel-meyer1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1002" title="riot bastille after sarkozy's election 1 - Daniel Meyer" src="http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/files/2009/11/riot-bastille-after-sarkozys-election-1-daniel-meyer1.jpg?w=150" alt="" width="150" height="100" /></a>Questo è un estratto del romanzo. Punto e basta. Parla di quando le cose, nell&#8217;avventura, cominciano a capovolgersi, il Pianeta rivoltato negli abissi. La rivolta di Jan il Pesce, a Berlino.</em></strong></h5>
<p>&#160;</p>
<p><strong><em><br />
</em></strong></p>
<p><strong>II. </strong></p>
<p>Ognuno sembra scagliarsi selvaggio sul proprio oggetto idiosincratico della teoria che si è architettato in testa. Le ragazze più giovani, alcune delle quali indossano pesanti anfibi militari, hanno la testa mezza rasata e il seno compatto sotto il mento, decapitano i tritoni che stanno attorno alla struttura smeraldina a cono rovesciato, ringhiando e azzuffandosi l&#8217;una contro l&#8217;altra ad unghiate e calci. Squillano in derapate prolungate. I ragazzi, la maggioranza dei quali indossano invece già i goggles col gorgo acquistati assieme alle magliette prima dello spettacolo d&#8217;inaugurazione, orinano a gambe larghe spudoratamente nei buchi degli zampilli delle fontane, saltano ululando con tutto il peso possibile del corpo, fino a spezzare in due le onde sporte come trampolini arricciati. Danno anche fuoco ai supporti della pedana centrale fino a farla franare di sotto, dove, scoperto il trucco, sganasciano anche il meccanismo di entrata, la carrucola e le altre catene, l&#8217;attrezzo dal quale avrebbe dovuto spuntare in trionfo il loro eroe, salendo su da quel cono rovesciato come da un vulcano sottomarino, con le pistole spara-coriandoli argentati già pronte a azionarsi in circolo per nutrire l&#8217;enfasi dello svelamento.<!--more--></p>
<p>Alcuni degli avventori prendono spunto dalle fiammelle degli accendini di quelli, e bruciano le magliette con il logo di Jan il Pesce del Nordsee, lanciandole in aria arrotolate come rificolone finite male. Qualcuno si aiuta con un coltellino svizzero, per sfigurare le cascatelle in geroglifici incomprensibili e dà gomitate ai pochi addetti rimasti strenuamente, che cercano di salvare il salvabile, almeno della struttura portante, dopo essersi fatti sei e passa ore di montaggio. Una donna pare che stia letteralmente mangiando i connotati ad uno degli addetti, mentre un tizio un po&#8217; losco col cappello di lana le fa delle foto, e fa foto a tutti i fattacci violenti, come soddisfatto. Qualche anziano più pragmatico cerca inviperito, con la bava alla bocca e i pugni alzati, la cabina di pilotaggio, per trovare i veri colpevoli di questa grave mancanza. Se ne sono andati.</p>
<p>Mentre altri, ben poco accorti, impiegati statali sull&#8217;orlo della pensione, stanno tirando via i cavi dell&#8217;impianto ancora acceso sotto la pioggerella -ci mancava solo quella per indispettirli- che sta gocciolando, alimentando la follia nel proprio fastidio metodico. Due neri si aggrappano alle orecchie l&#8217;uno dell&#8217;altro e si gridano contro, valzerando assieme da una parte all&#8217;altra, e schivando il baldacchino delle bevute, che si scompone sulla calca in modo ignobile, spezzandosi sulle schiene della gente e vomitando il suo contenuto, le sue salse e i suoi liquidi rossi e bianchi.</p>
<p>«Ti dico, imbecille, che è pesce dalla testa in giù» dice uno di quei neri che balla con l&#8217;altro.</p>
<p>«No, imbecille, è dalla testa in su.»</p>
<p>«È pur sempre un essere razionale.»</p>
<p>«E secondo te come cammina? In punta di pinna, cretino, il tuo essere razionale?»</p>
<p>Sono la manifestazione conglomerata che non si può staccare la spina di netto quando l&#8217;immaginario nelle teste muove appena i suoi ingranaggi, bisogna oliarlo fino in fondo per non rischiare che si congestioni e spezzi, raffreddandosi in una scepsi efferata.</p>
<p>La folla ha un colore grigio da ratto, opaco, fangoso. Le sole cose che scintillano muovendosi sono le braccia che si fanno strada sfarfallando a vuoto e impugnando armi bianche di fortuna: pinne, pesci spada, code, cavallucci marini usati a mo&#8217; di boomerang. Oltre a quello scintillio, si notano le confezioni di plastica degli hamburger di frutti di mare compressi che volano. Alcuni gruppi si coagulano con la faccia segnata dal sangue attorno a degli obiettivi sporgenti, per poi uniformarsi e perdersi nel caso grigio scuro. Nel clangore delle voci si spegne, ruttando, la musica da colonna sonora, oramai passata in secondo piano, con l&#8217;epica anfibia recitata con un leggero effetto di gorgheggio marino, che impasta un cassa-rullante basilare, sgranato e riverberato, in un flanger strozzato.</p>
<p><em>Tutti, proprio tutti, vogliono respirare sott&#8217;acqua&#8230;</em></p>
<p>Solo dei bebè che si gingillano appollaiati alle braccia dei genitori, i quali, mantenendosi ai margini, scagliano coi piedi solo lattine contro la stessa folla indistinta dal proprio obbiettivo, sembrano accorgersene. Pur non piangendo d&#8217;orrore per il boato animalesco persistente di quella piazza sfigurata, corrugano le sopracciglia rosa. E ancora di più, sviluppando una faccia adulta da comico contrariato dalla risposta fredda della platea, fanno stillare qualche lacrima di rabbia, quando quattro camionette blindate inchiodano all&#8217;unisono dietro di loro e fanno sobbalzare i genitori.</p>
<p>Celermente, aprendo i portelloni e balzando fuori, gli antisommossa raccolgono i manganelli in aria, cominciano a sventolarli arrampicandosi sulla folla, camminandoci sopra a balzi famelici e strattonando via alcune persone che stanno sradicando delle anfore.</p>
<p>Uno dei responsabili tra gli antisommossa, quello vestito più leggero in una divisa color ramarro, non con tutto l&#8217;armamentario, e l&#8217;elmetto tirato su, mentre dà deboli botte di routine qua e là a casaccio, invoca invano gli organizzatori, con gesti da guardalinee che non vengono raccolti da alcuno sguardo. Un suo subalterno si ferma con la verga nodosa e sbianca a pochi centimetri della faccia di un bebè, che esplode come una mina incontenibile. Il subalterno cerca di raccattarne i pezzi, quando viene colpito sulla schiena da un pezzo di onda-scivolo e si accascia, mentre una donna itterica grida vittoria, salterellando in circolo e alzando il dito medio d&#8217;entrambe le mani.</p>
<p>Il colore torvo degli antisommossa si è aggiunto come del bruciato rassegato al grigio fluido del pubblico, tracimato dopo la delusione di non aver visto il motivo della loro presenza emergere dalle profondità del palco con la sua forza redentrice.</p>
<p>«Mi spiegate che diavolo è successo qui?» fa il responsabile degli antisommossa.</p>
<p>Un incaricato del Nordsee, contrito e minuscolo, lo prende finalmente da una parte, tirandolo giù dall&#8217;agglomerato di persone sul quale il poliziotto sta ritto come un trionfatore che ha perso la bussola, ma deve far vedere che è tutto sotto controllo. A testa bassa, l&#8217;incaricato, come se volesse essere battezzato dal manganello, attacca una serie di spiegazioni, lamentando la fuga degli organizzatori dello spettacolo d&#8217;inaugurazione della nuova mascotte del Nordsee. Non proprio una mascotte, gli spiega.</p>
<p>«Come sarebbe a dire che devo immaginarmi il Concilio di Nicea?» sbotta allibito il capitano degli antisommossa.</p>
<p>«Mi faccia vedere intanto i permessi per la distribuzione del cibo» aggiunge, seguendo con gli occhi il volo a colombella di un pezzo d&#8217;hamburger impregnato barbaramente di ketchup.</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Noterella 2 - UN RACCONTO DI FANTAPOLITICA. O NO?]]></title>
<link>http://mariotirino.wordpress.com/2009/11/25/noterella-2-un-racconto-di-fantapolitica-o-no/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 17:57:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>mariotirino</dc:creator>
<guid>http://mariotirino.wordpress.com/2009/11/25/noterella-2-un-racconto-di-fantapolitica-o-no/</guid>
<description><![CDATA[di Mario Tirino Gli assalti cominciarono di notte. Una fila spessa di corpi, uomini e donne, per lo ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:right;"><a href="http://mariotirino.wordpress.com/files/2009/11/manifestazione_aq.jpg"><img class="size-medium wp-image-33 aligncenter" title="Folla" src="http://mariotirino.wordpress.com/files/2009/11/manifestazione_aq.jpg?w=300" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<h2 style="text-align:right;">di <span style="color:#00ccff;">Mario Tirino</span></h2>
<p>Gli assalti cominciarono di notte.</p>
<p>Una fila spessa di corpi, uomini e donne, per lo più quarantenni. <strong>Facce scavate dalla fatica</strong>, occhi arrossati da notti insonni.</p>
<p>La guardia sonnecchiava nel gabbiotto, un occhio stanco ogni tanto gettato sulle videochat porno di un canale locale.</p>
<p>L&#8217;umidità di novembre e la puzza di liquami tossici. Il distretto industriale di una popolosa regione. Guidata da <strong>un presidente amico dei clan</strong> che, alle ultime elezioni, era passato di una spanna sull&#8217;avversario, sostenuto da clan nemici.</p>
<p>Un rumore sordo squarciò la noia e il silenzio della notte. La prima pietra scosse la guardia che si affacciò pistola in mano.</p>
<p>Quando si vide incontro quella massa, si paralizzò.</p>
<p>La fila attraversò il piazzale semi-illuminato come un treno, come <strong>uscita dalle visioni di un Pellizza da Volpedo 2.0</strong>.</p>
<p>Le mazze distrussero i vetri dell&#8217;Iper in un frastuono di allarmi, svegliando tutti i paesini dei dintorni.</p>
<p>La notizia viaggiò velocissima su <strong>Hack, la nuova Rete clandestina</strong> erede di Internet, chiusa con decreto ufficiale un anno prima.</p>
<p>L&#8217;enorme parcheggio si riempì in breve di poveri, italiani e stranieri, impiegati e operai.</p>
<p>La baraonda di auto, braccia, cibi e merci, vetri in frantumi, risse, sangue, violenze di ogni tipo, si replicò subito, un&#8217;ora dopo, in un altro centro commerciale, poi in un altro. E un altro ancora, sino a invadere l&#8217;intera Penisola da Lampedusa a Bolzano.</p>
<p>Due giorni dopo, a bordo di un lussuoso jet privato,  il <strong>Presidente Generale</strong> fuggì alle Bahamas.</p>
<p><strong>L&#8217;inizio della Guerra Civile</strong>.</p>
<p>Italia, 2013.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Evasioni e lotte in Francia contro i C.I.E.]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/11/23/evasioni-e-lotte-in-francia-contro-i-c-i-e/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 08:55:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.net/2009/11/23/evasioni-e-lotte-in-francia-contro-i-c-i-e/</guid>
<description><![CDATA[Evasioni senza frontiere dal sito &#8220;MACERIE&#8221; &nbsp; Preso da http://mpcinque.splinder.com]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2><a title="Permalink: Evasioni senza frontiere" rel="bookmark" href="http://www.autistici.org/macerie/?p=22803">Evasioni senza frontiere </a><span style="font-weight:normal;">dal sito &#8220;<a href="http://www.autistici.org/macerie/">MACERIE</a>&#8221;
<p>&#160;</p>
<p></span></h2>
<div id="attachment_4004" class="wp-caption alignright" style="width: 238px"><a href="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/a73ee88f7bbb8be684683077401b0071.jpeg"><img class="size-full wp-image-4004 " title="a73ee88f7bbb8be684683077401b0071" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/a73ee88f7bbb8be684683077401b0071.jpeg" alt="" width="228" height="315" /></a><p class="wp-caption-text">Preso da http://mpcinque.splinder.com/</p></div>
<p> Intanto, un lancio d’agenzia dalla Francia:<br />
<em>«Otto stranieri in situazione irregolare sono evasi nella notte tra giovedì e venerdì dal Centro di Detenzione Amministrativa di Palaiseau, in Essonne. Dopo mezzanotte, sono riusciti a scappare dal primo piano, da dove sono scesi grazie ad un lenzuolo, dopo aver smontato le griglie di una finestra. Si tratterebbe di due rumeni, due marocchini, tre algerini e un burkinabé. Secondo una fonte vicina all’amministrazione, il responsabile del Centro avrebbe allertato molto recentemente la Prefettura in merito alla sicurezza del centro, chiedendo di effettuare lavori di ammodernamento.»</em></p>
<p>E poi, visto che ci siamo,  vi pubblichiamo qui sotto la versione elettronica di un opuscole che sta circolando oltralpe e che racconta delle lotte intorno ai Centri di lassù durante l’ultima estate. Alcuni passaggi riguardano proprio gli interventi negli aeroporti, che qui in Italia mancano del tutto. Chi mastica un po’ il francese, dunque, gli dia una occhiata.<br />
<a href="http://www.autistici.org/macerie/wp-content/uploads/brochure-fermeture-retention1.pdf" target="_blank">Récits de révoltes et de solidarité</a></p>
<p style="text-align:right;">       macerie @ Novembre 22, 2009</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[25/11 Giornata internazionale contro la violenza sulle donne: TUTT@ DAVANTI AI C.I.E.]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/11/21/2511-giornata-internazionale-contro-la-violenza-sulle-donne-tutt-davanti-ai-c-i-e/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 13:52:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.net/2009/11/21/2511-giornata-internazionale-contro-la-violenza-sulle-donne-tutt-davanti-ai-c-i-e/</guid>
<description><![CDATA[NELLA TUA CITTÀ C&#8217;È UN LAGER È IL CIE (centro di identificazione ed espulsione) DI PONTE GALER]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;">NELLA TUA CITTÀ C&#8217;È UN LAGER<br />
<span style="color:#ff0000;">È IL CIE (centro di identificazione ed espulsione) DI PONTE GALERIA</span></span></p>
<p style="text-align:center;"><strong>  NOI NON SIAMO COMPLICI!<a href="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/119068-bannerpiccolo.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3978" title="119068-bannerPiccolo" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/119068-bannerpiccolo.jpg" alt="" width="154" height="129" /></a></strong></p>
<p>SIAMO TUTTE CON JOY<br />
LA DONNA CHE HA DENUNCIATO IL TENTATIVO DI STUPRO<br />
DA PARTE DEL SUO CARCERIERE NEL CIE DI MILANO</p>
<p>NON VOGLIAMO ESSERE COMPLICI DI UNA VIOLENZA LEGALIZZATA<br />
NON VOGLIAMO ESSERE COMPLICI DI UNA LEGGE RAZZISTA FATTA IN NOME DELLE DONNE<br />
NON VOGLIAMO ESSERE COMPLICI DI UN SISTEMA CHE CONSIDERA LE PERSONE IMMIGRATE COME DEI CRIMINALI SOLO PERCHÉ NON HANNO I DOCUMENTI<br />
 NON C&#8217;È RISPOSTA ALLA VIOLENZA CHE NON SIA AUTODETERMINAZIONE:<br />
L&#8217;AUTODETERMINAZIONE DI UNA È L&#8217;AUTODETERMINAZIONE DI TUTTE</p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;"><strong> MERCOLEDÌ 25 NOVEMBRE 2009</strong></span><strong><br />
</strong><span style="color:#ff0000;"><strong> GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE<br />
</strong></span> <strong> PRESIDIO ITINERANTE DI DONNE,<br />
FEMMINISTE E LESBICHE, MIGRANTI E AUTOCTONE<br />
VERSO IL CIE DI PONTE GALERIA</strong></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;"> alle 16:00</span>: appuntamento alla stazione Ostiense<br />
per un volantinaggio sul treno che porta verso il Cie<br />
<span style="color:#ff0000;"> dalle 17:00</span>: presidio davanti al Cie di Ponte Galeria<br />
(via Gaetano Rolli Lorenzini angolo via Cesare Chiodi)<br />
musica e parole, voci, denunce e testimonianze di femministe e lesbiche</p>
<p style="text-align:center;"><strong><em><span style="color:#ff0000;"> CONTRO LA VIOLENZA SESSISTA E RAZZISTA,<br />
NOI SIAMO TUTTE CON JOY E HELLEN!</span></em></strong><br />
<a href="http://noinonsiamocomplici.noblogs.org/">http://noinonsiamocomplici.noblogs.org</a></p>
<p style="text-align:left;">Nella tua città c&#8217;è un lager. Alle porte di Roma, tra il Parco Leonardo e la Fiera di Roma, c&#8217;è il centro di identificazione ed espulsione (Cie, ex Cpt) di Ponte Galeria, dove vengono rinchiuse, in condizioni disumane, le persone immigrate prive di documenti o che hanno perso il lavoro. Con l&#8217;approvazione del “pacchetto sicurezza” e il prolungamento della detenzione fino a sei mesi, lo stato vorrebbe privare le persone immigrate di ogni dignità e costringerle a vivere in un regime di violenza quotidiana e legalizzata. Nel corso dell&#8217;estate, sono scoppiate numerose rivolte, da Lampedusa a Gradisca. Noi ci sentiamo vicine e vogliamo sostenere le lotte delle recluse e dei reclusi contro questi “lager della democrazia”. In particolare vogliamo farvi conoscere la forza e l&#8217;autodeterminazione di Joy.<a href="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/140001-nei-cie-si-stupra.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3979" title="140001-nei cie si stupra" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/140001-nei-cie-si-stupra.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a></p>
<p>Martedì 13 ottobre si è chiuso il processo di primo grado contro i reclusi e le recluse accusate dalla Croce Rossa di aver dato vita, ad agosto, alla rivolta contro l’approvazione del pacchetto sicurezza nel Cie di via Corelli a Milano. Nel corso del processo una di queste donne, Joy, ha denunciato in aula di aver subito un tentativo di stupro da parte dell’ispettore-capo di polizia Vittorio Addesso e di essersi salvata solo grazie all’aiuto della sua compagna di cella, Hellen. Inoltre, entrambe hanno raccontato che, durante la rivolta, con altre recluse, sono state trascinate seminude in una stanza senza telecamere, ammanettate e fatte inginocchiare, per essere poi picchiate selvaggiamente prima di essere portate in carcere. Dopo essere state condannate a sei mesi di carcere per la rivolta, ora Joy e Hellen rischiano un processo per calunnia, per aver denunciato la violenza subita.<br />
 Sappiamo bene che questo non è un caso isolato: i ricatti sessuali, le molestie, le violenze e gli stupri sono una realtà che le donne migranti subiscono quotidianamente nei Cie, ma le loro voci sono ridotte al silenzio perché i guardiani, protetti dalla complicità della Croce rossa, in quanto rappresentanti dell&#8217;istituzione, si sentono liberi di abusare delle recluse.<br />
Sappiamo bene quanto sia aggravante essere prigioniera e donna: la violenza che si consuma nei luoghi di detenzione ad opera dei carcerieri, che viene sistematicamente occultata, si manifesta anche e soprattutto attraverso forme di violenza sessuale sulle prigioniere donne: perchè la violenza maschile sulle donne è un fatto culturale, e si basa sulla sopraffazione che sfocia nell&#8217;abuso del corpo e nell&#8217;offesa della mente. <a href="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/dum_aborto_abortiamoli.gif"><img class="alignright size-full wp-image-3980" title="dum_aborto_abortiamoli" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/dum_aborto_abortiamoli.gif" alt="" width="230" height="90" /></a></p>
<p>Per questo pensiamo che sia importante sostenere Joy e Hellen, assieme a tutte le migranti che hanno avuto – e che avranno in futuro – il coraggio di ribellarsi ai loro carcerieri.<br />
 Per questo il 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, assieme ad altre compagne femministe e lesbiche che si stanno mobilitando in diverse città, saremo a Ponte Galeria. Per affermare che noi non vogliamo essere complici, né delle campagne mediatiche costruite sull’equazione razzista “clandestino uguale stupratore”, né delle leggi razziste, securitarie e repressive varate in nostro nome; per gridare che tutti i centri di detenzione per migranti devono essere chiusi; per dire che rifiutiamo ogni forma di controllo e ogni tentativo di usare i nostri corpi per giustificare gli stereotipi e le violenze razziste e sessiste.<br />
 Ma soprattutto saremo lì per esprimere la nostra solidarietà a tutte le recluse e i reclusi nei Cie e per far sentire a Joy e Hellen che non sono sole, che il loro gesto rappresenta un atto estremamente significativo di resistenza e di autodeterminazione, che rovescia il ruolo di vittima assegnato alle donne immigrate, dando forza a tutte le lotte e i percorsi contro la violenza sulle donne, dentro e fuori dai Cie.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Chiuso il C.I.E. di Caltanissetta: solo la lotta paga!]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/11/20/chiuso-il-c-i-e-di-caltanissetta-solo-la-lotta-paga/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 16:36:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.net/2009/11/20/chiuso-il-c-i-e-di-caltanissetta-solo-la-lotta-paga/</guid>
<description><![CDATA[È stato chiuso il centro di identificazione ed espulsione (Cie) di Pian del Lago a Caltanissetta, in]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/centriespulsione.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3969" title="centriespulsione" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/centriespulsione.jpg" alt="" width="240" height="215" /></a>È stato chiuso il centro di identificazione ed espulsione (Cie) di Pian del Lago a Caltanissetta, in Sicilia, dopo che la protesta dei migranti detenuti all’interno ha danneggiato in modo grave le strutture. Lo ha confermato alla MISNA la prefettura di Caltanissetta, che non ha però fornito ulteriori particolari. Secondo i media locali, Sabato 14 Novembre un gruppo di migranti esasperati avrebbe tentato di forzare i cancelli laterali del Cie per tentare la fuga; in seguito all’intervento delle forze di polizia e dell’esercito per evitare un’evasione degli ‘ospiti’, si sarebbero verificati disordini e alcuni migranti avrebbero appiccato il fuoco ai materassi e ad altri oggetti bruciando le camerate. All’interno del Cie, riferiscono i media locali, c’erano 94 persone; coloro che avevano inoltrato una domanda di asilo sono stati trasferiti nel centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) contiguo al Cie, gli altri, la maggioranza, sono stati trasferiti in vari CIE in diverse regioni d’Italia. Commentando la vicenda, Fulvio Vassallo Paleologo, giurista e membro del consiglio direttivo dell’Asgi (Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione), afferma che “quanto succede oggi nei Cie italiani (rivolte analoghe si erano verificata poche settimane fa anche nei Cie a Trapani, Roma, Torino, Milano, e ancora a Gradisca d’Isonzo, Brindisi, Bari e Modena), è conseguenza della scelta aberrante del governo che ha portato a sei mesi il tempo massimo di detenzione amministrativa: l’entrata in vigore delle nuove norme ha fatto esplodere i Cie in tutta Italia, non solo con rivolte e tentativi di fuga, ma anche con numerosi atti di autolesionismo e persino suicidi, mentre come confermano i dati diffusi dal ministero dell’interno, il numero degli immigrati effettivamente espulsi dall’Italia non è aumentato per niente rispetto al periodo precedente nel quale la permanenza nei Cie era limitata a due mesi”. [MV], MISNA</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dalla Grecia... con molto "furore"]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/11/06/dalla-grecia-con-molto-furore/</link>
<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 14:58:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.net/2009/11/06/dalla-grecia-con-molto-furore/</guid>
<description><![CDATA[Aria sempre più che calda nell&#8217;Ellade. La Grecia, e non solo la capitale Atene, continuano a d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><span style="font-weight:normal;"><a href="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/610x-2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3834" title="GREECE-UNREST/" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/610x-2.jpg" alt="GREECE-UNREST/" width="427" height="505" /></a>Aria sempre più che calda nell&#8217;Ellade.<br />
La Grecia, e non solo la capitale Atene, continuano a disseminare il territorio di attacchi alla polizia, attentati dinamitardi ed incendiari, manifestazioni, scioperi e occupazioni di scuole e facoltà universitarie.</span></strong></p>
<p>L&#8217;ala più dura dell&#8217;anno rivoltoso, il massiccio movimento anarchico non sembra lasciarsi fermare dalle pesanti intimidazioni del nuovo governo e oggi rivendica l&#8217;attentato di ieri mattina contro gli uffici del partito di estrema sinistra Syriza.  La rivendicazione riporta una firma tutta nuova &#8220;Incendiari dell&#8217;isteria e del terrore&#8221;, che dichiarano nel comunicato di aver voluto colpire quel partito per denunciarne l&#8217;evidente condotta antirivoluzionaria e che l&#8217;azione era stata compiuta con ordigni a gas proprio &#8220;per non mettere in pericolo la vita delle persone&#8221; ma solo per far arrivare chiaro il messaggio.</p>
<p>Ieri invece di cose ne son successe diverse ad Atene, Salonicco e anche ad Heraklion, principale città dell&#8217;isola di Creta (dove sono state incendiate diverse auto della regione) . A Salonicco 5 uomini armati hanno sparato all&#8217;alba contro agenti della polizia : una pattuglia li aveva sorpresi armati di fucile su due auto, non si capisce se hanno intercettato una rapina o se fosse un&#8217;azione di uno dei gruppi armati attivi ormai nel paese. Solamente pochi giorni fa un commissariato di Atene era stato assaltato da un gruppo armato e 6 agenti erano rimasti feriti.</p>
<p>E siamo sempre più vicini al 17 novembre, anniversario della rivolta studentesca contro i colonnelli del 1973 e al 6 dicembre, primo anniversario dell&#8217;uccisione di <a href="http://baruda.net/2008/12/07/andreas-grigoropolous/">Aleksis</a></p>
<p style="text-align:left;"><a href="http://baruda.net/category/attualita/atene/">Qui</a> tutti gli aggiornamenti fatti su Atene nell&#8217;arco di quest&#8217;anno<br />
<strong><span style="color:#ff0000;">MPATSI GOURUNIA DOLOFONOI<br />
</span></strong> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Grecia: la polizia comunica di non voler arrestare studenti]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/11/04/grecia-la-polizia-comunica-di-non-voler-arrestare-studenti/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 17:41:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.net/2009/11/04/grecia-la-polizia-comunica-di-non-voler-arrestare-studenti/</guid>
<description><![CDATA[Aggiornavo ieri con la notizia che la procura di Salonicco aveva chiesto alla polizia la possibilità]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Aggiornavo ieri con la notizia che la procura di Salonicco aveva chiesto alla polizia la possibilità di aprire indagini, con una pena fino a 5 anni di carcere, contro studenti coinvolti in occupazioni di licei e facoltà universitarie. Una richiesta non da poco in un paese in cui vige una legge che mantiene a distanza le forze dell&#8217;ordine da qualunque edificio scolastico ed universitario: quello che è ormai chiamato l&#8217; &#8220;asilo universitario&#8221; è stato strappato con la rivolta studentesca contro i colonnelli del 1973 ed ha sempre permesso al movimento studentesco ateniese di rifugiarsi all&#8217;interno delle città universitarie e delle facoltà occupate in caso di bisogno.</p>
<div id="attachment_3800" class="wp-caption alignright" style="width: 498px"><a href="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/610x.jpg"><img class="size-full wp-image-3800 " title="GREECE-IMMIGRATION-PROTEST-CLASHES" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/610x.jpg" alt="GREECE-IMMIGRATION-PROTEST-CLASHES" width="488" height="324" /></a><p class="wp-caption-text">;-) Foto di Aris Messinis, AFP</p></div>
<p>E&#8217; una legge che negli anni è stata ripetutamente attaccata ma mai sconfitta, tanto che ha permesso alla &#8220;rivolta di dicembre&#8221; dello scorso anno, di durare 3 settimane senza sosta, grazie alle occupazioni degli atenei. Poli liberi e liberati, gli atenei sono stati luoghi di assemblee e incontri, le gremite aule in costante riunione giorno e notte hanno alimentato le manifestazioni e la voglia di resistere e contrattaccare i burattini che fuori fremevano per caricare, sparare e intossicare l&#8217;aria circostante. Sono stati luoghi di dibattito e socialità, luoghi di mense sempre aperte e sempre in funzione, di farmacie più fornite delle vere farmacie, sono state laboratorio di assalti e fughe, di speranze e lacrime.<br />
E ovviamente il Pasok vuole provare ad eliminare il problema dalla base: togliendo l&#8217;asilo. Permettendo alla polizia di entrare.</p>
<p>Da poco però un&#8217;Ansa ci dice che  <em><span style="color:#888888;"> La polizia di Salonicco si rifiuta di arrestare gli studenti che occupano decine di scuole e facoltà universitarie, malgrado l&#8217;ordinanza della procura della città, per timore che ciò scateni pericolose reazioni in un momento di sensibile tensione sociale. È quanto indicano esponenti del sindacato degli insegnanti (Olme) che appoggiano la posizione assunta dagli agenti. Tues Metafidis, dirigente dell&#8217;Olme, citato dai media, ha spiegato che la polizia ritiene che un suo intervento «infiammerebbe la situazione provocando imprevedibili reazioni» da parte dei giovani, che già hanno manifestato il mese scorso ad Atene contro la crisi del sistema scolastico e i tentativi di riforma privatistica delle università. E dal movimento studentesco sono anche giunti segnali di appoggio agli anarchici contro gli arresti e le retate poliziesche. Ieri il procuratore capo del tribunale di prima istanza di Salonicco, Dimitri Papageorgiou, aveva chiesto alla polizia di aprire inchieste, arrestare e deferire alla magistratura gli studenti coinvolti nell&#8217;occupazione di scuole e facoltà universitarie qualora venga impedito lo svolgimento dell&#8217;attività docente. L«incriminazione potrebbe costare ai giovani sino a 5 anni di carcere. La decisione del procuratore, criticata dalle organizzazioni dei genitori e degli insegnanti, rischiava di aprire la porta ad iniziative simili anche ad Atene dove sono in atto numerose occupazioni, scolastiche. Nei giorni scorsi attacchi con bombe molotov erano stati compiuti da sconosciuti contro le storiche occupazioni anarchiche ateniesi in via Lela Karagianni e a Villa Amalias che vanno avanti da una ventina d&#8217;anni. Gli squatter hanno accusato dell&#8217;attacco forze »parafasciste« nel quadro della »strategia repressiva« del nuovo ministro per l&#8217;ordine pubblico Michalis Chrisochoidis</span></em></p>
<p><span style="color:#000000;">Già a caldo, lo scorso natale, alcuni soldati diffondevano <a href="http://baruda.net/2008/12/23/due-comunicati-importanti-da-atenebuona-lettura/">questo comunicato</a></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Continui attacchi contro le occupazioni di Atene]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/11/03/continui-attacchi-contro-le-occupazioni-di-atene/</link>
<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 10:49:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.net/2009/11/03/continui-attacchi-contro-le-occupazioni-di-atene/</guid>
<description><![CDATA[Solidarietà ai compagni anarchici greci! Da tre giorni ormai, oltre ai continui attacchi della poliz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Solidarietà ai compagni anarchici greci!<br />
Da tre giorni ormai, oltre ai continui attacchi della polizia che da un anno tartassino i militanti che portarono avanti la rivolta dello scorso dicembre, si sono aggiunti anche continui attacchi incendiari contro le occupazioni anarchiche. Questa notte il secondo episodio in tre giorni, contro una delle occupazioni storiche della capitale Atene, Villa Amalias occupata dal 1990. E&#8217; un&#8217;occupazione abituata a resistere, visto che molte volte in questi quasi vent&#8217;anni è stata sgomberata e poi successivamente rioccupata. Anche questa notte l&#8217;attacco incendiario è avvenuto con il lancio di due molotov da parte di due sconosciuti: fortunatamente il principio di incendio è stato velocemente spento senza recare danni o conseguenze.</p>
<div id="attachment_3791" class="wp-caption alignright" style="width: 498px"><a href="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/610x-1.jpg"><img class="size-full wp-image-3791 " title="GREECE-VIOLENCE-IMMIGRATION" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/11/610x-1.jpg" alt="GREECE-VIOLENCE-IMMIGRATION" width="488" height="324" /></a><p class="wp-caption-text">AFP Photo _Atene Maggio2009: un&#39;occupazione di migranti viene attaccata da un gruppo neonazista</p></div>
<p>L&#8217;altro ieri era stato colpito lo squat di Lelas Karagiannis, anche questo storico insediamento visto che è occupato dal 1988: in questo caso, come nell&#8217;ultimo, l&#8217;attacco doveva essere portato a termine con il lancio di una serie di molotov, ma il tempestivo intervento degli occupanti ha messo rapidamente in fuga gli aggressori, che hanno lasciato una sacca con due molotov pronte per essere lanciate.</p>
<p>Nel frattempo il passaggio dei poteri dalla destra di Karamanlis alla fantomatica sinistra di Papandreou continua a far passi da gigante: la repressione è aumentata vertiginosamente. Continue sono le retate nei quartieri solitamente frequentati da studenti, anarchici e da operai; continue le perquisizioni e i tentativi di bloccare qualunque iniziativa, anche le presentazioni dei libri. Ora si aggiunge anche la richiesta della procura di Salonicco di aprire inchieste e deferire quindi alla magistratura tutti gli studenti coinvolti nelle occupazioni di scuole superiori e facoltà universitarie. L&#8217;ordinanza vorrebbe punire i &#8220;responsabili&#8221; con pene che arrivano ai 5 anni di carcere: tutte le associazioni di insegnanti e genitori si sono immediatamente mostrate contrarie a simili provvedimenti. Provvedimenti che potrebbero rapidamente estendersi anche nella capitale, che è in pieno autunno caldo, con decine di scuole ed atenei in mobilitazione.</p>
<p style="text-align:center;">Dicembre si avvicina&#8230;in Grecia fa sempre più caldo</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Denominazione di Origine Proletaria]]></title>
<link>http://peolaborghese.wordpress.com/2009/10/30/denominazione-di-origine-proletaria/</link>
<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 16:00:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Dott.ssa Peola Borghese</dc:creator>
<guid>http://peolaborghese.wordpress.com/2009/10/30/denominazione-di-origine-proletaria/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp; Cosa scrivevo un anno fa 365 giorni fa ero in piazza, di fronte al ministero della Pubblica I]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#160;</p>
<div id="attachment_180" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://casapiddu.wordpress.com/2008/10/30/manna-li-meglio-grilli/"><img class="size-medium wp-image-180" title="rivolta casapiddu" src="http://peolaborghese.wordpress.com/files/2009/10/immagine-4.png?w=300" alt="rivolta casapiddu" width="300" height="196" /></a><p class="wp-caption-text">Cosa scrivevo un anno fa</p></div>
<p>365 giorni fa <a href="http://casapiddu.wordpress.com/2008/10/30/manna-li-meglio-grilli/">ero in piazza</a>, di fronte al ministero della Pubblica Istruzione, in mezzo ad un mare di gente, la fantomatica Onda. Oggi sono davanti a uno che parla di consorzi Dop e Igp, prosciutti di Norcia e differenza tra fieno di pianura e di collina. Chissà dove ho sbagliato.</p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[i fatti e le parole, i corsi e i ricorsi, tutto torna 2]]></title>
<link>http://paoladifraia.wordpress.com/2009/10/17/i-fatti-e-le-parole-i-corsi-e-i-ricorsi-tutto-torna-2/</link>
<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 18:06:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoladifraia</dc:creator>
<guid>http://paoladifraia.wordpress.com/2009/10/17/i-fatti-e-le-parole-i-corsi-e-i-ricorsi-tutto-torna-2/</guid>
<description><![CDATA[Ho già sostenuto  ad es. qui, che le persone hanno perso la capacità di indignarsi e che potrebbero ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ho già sostenuto  ad es. <a href="http://paoladifraia.wordpress.com/?s=affacciarsi+al+balcone+di+verona" target="_blank">qui</a>, che le persone hanno perso la capacità di indignarsi e che potrebbero davvero essere pronte a tutto se provi a portar loro via un parcheggio o che farebbero qualsiasi cosa al motto di più parcheggio per tutti.</p>
<p>Incredibilmente, nella settimana appena trascorsa, con l&#8217;impossibilità di parcheggiare in piazza Grazioli, abbiamo assistito ad una veemente serie di invettive contro il premier degli abitanti della zona.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dell'insurrezione....]]></title>
<link>http://cayest.wordpress.com/2009/10/15/dellinsurrezione/</link>
<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 14:27:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Gabriele Simmini</dc:creator>
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<description><![CDATA[Vagavo a stenti passi sulla strada ciottolosa e ruvida&#8230; &#8220;se un giorno ti ricorderai di m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Vagavo a stenti passi sulla strada ciottolosa e ruvida&#8230; &#8220;se un giorno ti ricorderai di m]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Il riformista Karroubi rinviato a giudizio]]></title>
<link>http://balente.wordpress.com/2009/10/13/il-riformista-karroubi-rinviato-a-giudizio/</link>
<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 14:55:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Balente</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il tribunale di Teheran ha rinviato a giudizio Mehdi Karroubi, uno dei due candidati riformisti scon]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Il tribunale di Teheran ha rinviato a giudizio Mehdi Karroubi, uno dei due candidati riformisti scon]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Iran: condanne a morte per proteste dopo il voto]]></title>
<link>http://briciolecaotiche.wordpress.com/2009/10/12/iran-condanne-a-morte-per-proteste-dopo-il-voto/</link>
<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 15:03:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>michelemerola</dc:creator>
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<description><![CDATA[Qui sul blog avevo abbastanza seguito le vicende (risultati, proteste e repressione) seguite alle ul]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2016" title="iran" src="http://briciolecaotiche.wordpress.com/files/2009/10/iran.jpg?w=150" alt="iran" width="150" height="91" /><span style="color:#339966;">Qui <a href="http://briciolecaotiche.wordpress.com/2009/06/18/sull%E2%80%99iran/">sul blog</a> avevo abbastanza seguito le vicende (risultati, proteste e repressione) seguite alle ultime votazione in Iran. Adesso arrivano notizie delle prime condanne a morte di alcuni manifestanti.<br />
Nel frattempo <a href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/esteri/iran-8/condanna-morte-opposizione/condanna-morte-opposizione.html">le condanne aumentano</a>: un&#8217;altra oggi dopo le prime 3 di qualche giorno fa.<br />
Anche su <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/18240/Iran%2C+prima+condanna+a+morte+per+le+proteste+post-elettorali">PeaceReporter</a>.<br />
<span style="color:#339966;">e da <a href="http://www.internazionale.it/home/?p=7450">www.internazionale.it</a> </span><br />
<span style="color:#000000;"><strong>Iran: condannati a morte tre manifestanti.</strong><br />
Isna, un&#8217;agenzia di stampa semiufficiale iraniana, ha diffuso la notizia della condanna a morte per tre uomini che avevano partecipato alle proteste successive alle elezioni del 12 giugno scorso in Iran. Due di loro sembrano essere attivisti di un gruppo che vorrebbe restaurare la monarchia, il terzo apparterrebbe a un gruppo sospettato di voler sovvertire il governo. La stessa agenzia afferma che si è concluso il processo anche per altri 18 manifestanti.</span></span></p>
<p><span style="color:#000000;">Da <a href="http://www.nytimes.com/">THE NEW YORK TIMES</a>, Stati Uniti<br />
</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Iran: w Ahmadinejad, м Moussavi]]></title>
<link>http://leveritanascoste.wordpress.com/2009/10/07/iran-w-ahmadinejad-%d0%bc-moussavi/</link>
<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 06:27:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>petweir</dc:creator>
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<description><![CDATA[Migliaia di persone hanno festeggiato nel centro di Teheran la vittoria di Mahmoud Ahmadinejad alle ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-22" title="rivolta_iran1" src="http://leveritanascoste.wordpress.com/files/2009/10/rivolta_iran1.jpg?w=119" alt="rivolta_iran1" width="119" height="150" /></p>
<p style="margin-left:0;margin-right:0;text-align:justify;"><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">Migliaia di persone hanno festeggiato nel centro di Teheran la vittoria di Mahmoud </span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">Ahmadinejad</span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;"> alle presidenziali</span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;"> del 12 giugno</span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">. Il raduno è avvenuto mentre non si sono del tutto placate le proteste dell&#8217;opposizione che denunciano brogli elettorali. Il candidato sconfitto, il moderato </span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">Mir-Hossein</span></span> <span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">Moussavi</span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">, ha chiesto l&#8217;annullamento del voto. Ma il presidente riconfermato, nella sua prima conferenza stampa, ha detto che le elezioni sono state «libere» e corrette. <!--more--></span></span></p>
<p style="margin-left:0;margin-right:0;text-align:justify;"><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">Dopo qualche settimana di calma apparente, le proteste hanno invaso di nuovo le strade di Teheran. Proteste contro il presidente Mahmoud </span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">Ahmadinejad</span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">, proteste contro delle elezioni </span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">considerate </span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">&#8220;truffa&#8221;, proteste che hanno approfittato della festività di Al </span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">Quds</span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">, nell&#8217;ultimo venerdì del mese di Ramadan, in cui gli iraniani esprimono la loro solidarietà alla causa palestinese, per avere più visibilità. E allora nel giorno in cui </span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">Ahmadinejad</span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;"> ha tuonato di nuovo contro Israele e ha negato di nuovo l&#8217;Olocausto, che per il presidente iraniano non è altro che «una bugia che è servita per la creazione dello Stato ebraico», i riformisti hanno occupato strade e piazze a decine di migliaia, urlando il loro dissenso contro un governo che ritengono illegittimo e gridando slogan in sostegno dei loro leader, </span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">Mehdi</span></span> <span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">Karroubi</span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;"> e </span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">Mir-Hossein</span></span> <span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">Moussavi</span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">.</span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;"><br />
</span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">Una manifestazione che era nata pacifica, ma che si è infiammata quando l&#8217;ex presidente riformista Mohammad </span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">Khatami</span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;"> è stato aggredito da alcuni sostenitori di </span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">Ahmadinejad</span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">, che gli hanno gettato a terra il turbante e lacerato gli abiti, costringendolo a lasciare la piazza. Soccorso e difeso dai suoi seguaci, </span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">Khatami</span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;"> è riuscito infine ad allontanarsi illeso. Non così moltissimi simpatizzanti dell&#8217;opposizione, aggrediti non soltanto dagli avversari, ma spesso persino dalla polizia. Esasperati dai pestaggi e dalle cariche, nel centro cittadino un gruppo di manifestanti ha risposto a sassate e appiccato il fuoco a veicoli in sosta e cassonetti dell&#8217;immondizia. Non si sa invece se alle proteste abbia potuto partecipare </span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">Moussavi</span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">. Sulla presenza dello sfidante alle scorse presidenziali si è aperto infatti un piccolo giallo: l&#8217;agenzia di stampa </span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">Irna</span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;"> ha scritto che il leader ribelle ha dovuto allontanarsi dalla </span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">corteo</span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;"> dopo che la sua auto era stata circondata da aggressori, mentre i blogger riferiscono che le autorità gli abbiano direttamente impedito di uscire di casa per unirsi ai manifestanti.</span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;"><br />
</span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">Già, perché assieme alle proteste è tornato anche il tam-tam su Internet, specialmente attraverso i social network, che aveva caratterizzato i giorni immediatamente successivi alle elezioni. Proprio da </span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">Twitter</span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;"> sono arrivate la maggior </span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">parte delle notizie, come quella che ha spiegato che le strade della capitale iraniana sono state pattugliate dai </span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">basiji</span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">, i paramilitari vicini al governo, fin dalle prime ore del mattino.</span></span></p>
<p style="margin-left:0;margin-right:0;text-align:justify;"><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">Al termine degli scontri, durante cui sono stati arrestati almeno dieci manifestanti, i </span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">basiji</span></span><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;"> hanno sparato gas lacrimogeni per disperdere la folla, ferendo almeno due persone.</span></span></p>
<p style="margin-left:0;margin-right:0;text-align:justify;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">Nel frattempo, secondo fonti di </span></span><span style="font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">Peace</span></span><span style="font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;"> Reporter, i giovani rimasti a terra nelle manifestazioni di sabato sarebbero 5 e non solamente 3. Le vittime sono 2 ragazze, </span></span><span style="font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">Fatemeh</span></span><span style="font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;"> Barati e </span></span><span style="font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">Mobina</span></span> <span style="font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">Ehterami</span></span><span style="font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">, e 3 ragazzi, </span></span><span style="font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">Kasra</span></span> <span style="font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">Sharafi</span></span><span style="font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">, </span></span><span style="font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">Kambiz</span></span> <span style="font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">Shoaei</span></span><span style="font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;"> e </span></span><span style="font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">Mohsen</span></span><span style="font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;"> Imani. Inoltre, come protesta contro l&#8217;attacco della polizia contro il campus dell&#8217;università di Teheran, avvenuto la notte scorsa, un centinaio di professori universitari hanno dato le dimissioni.</span></span></p>
<p style="margin-left:0;margin-right:0;text-align:justify;"><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-left:0;margin-right:0;text-align:justify;"><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-left:0;margin-right:0;text-align:justify;"><span style="color:#000000;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">Il sito Mowjcamp.com ha infine denunciato l’esistenza di un piano per arrestare i due leader dell&#8217;opposizione riformista. </span></span></p>
<p style="margin-left:0;margin-right:0;text-align:justify;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">La realtà dell&#8217;Iran, quindi anche e direttamente delle agitate mobilitazioni post-voto, non è assolutamente esente da contraddizioni e complessità, da elementi su cui interrogarsi a fondo, per capire la prospettiva verso cui sta andando il paese persiano.</span></span></p>
<p style="margin-left:0;margin-right:0;text-align:justify;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">Occorrerebbe intercettare la reale natura di una discesa in piazza di migliaia di uomini e donne, considerando anche il contesto in cui tutto questo si sta svolgendo, se e quale ruolo andranno ad assumere i riformisti, quali le attenzioni e le influenze che interesseranno i paesi stranieri.</span></span></p>
<p style="margin-left:0;margin-right:0;text-align:justify;">
<p style="margin-left:0;margin-right:0;text-align:justify;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;">Federica Spotti<br />
</span></span></p>
<p style="margin-left:0;margin-right:0;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span style="font-size:medium;"> </span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ancora con il diario dai CIE]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/10/06/ancora-con-il-diario-dai-cie/</link>
<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 08:59:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.net/2009/10/06/ancora-con-il-diario-dai-cie/</guid>
<description><![CDATA[Sciopero della fame oggi al Cie di corso Brunelleschi a Torino. Quasi tutti i reclusi hanno rifiutat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">Sciopero della fame oggi al Cie di corso Brunelleschi a <strong>Torino</strong>. Quasi tutti i reclusi hanno rifiutato la colazione questa mattina e intendono proseguire almeno per tutta la giornata. Un recluso è in sciopero addirittura da sei giorni. Nel frattempo, continuano gli atti di autolesionismo e le denunce di condizioni di vita insopportabili, minacce, maltrattamenti continui e pestaggi brutali da parte dei militari. I reclusi sono molto determinati e consapevoli che in tutti gli altri Cie la situazione è calda.<a rel="attachment wp-att-3600" href="http://baruda.net/2009/10/06/ancora-con-il-diario-dai-cie/pinar/"><img class="alignright size-full wp-image-3600" title="pinar" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/10/pinar.jpg" alt="pinar" width="312" height="312" /></a></p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">Ieri c’è stata una protesta molto forte al Cie di <strong>Crotone</strong>, cominciata con grida e battitura delle sbarre. Quando è intervenuta la polizia i reclusi hanno spaccato i mobili per difendersi. E quando la polizia è riuscita a portarsi via due ragazzi, l’effetto è stato quello di prolungare la protesta fino al loro rilascio. Alla fine, nonostante fosse domenica, sono arrivati di corsa quelli dell’Ufficio Immigrazione della Questura, con la promessa di fare il possibile per migliorare la situazione e<a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;text-decoration:none;color:#123456;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://fortresseurope.blogspot.com/2009/10/proteste-al-cie-di-crotone-immigrati.html" target="_blank"> sbrigare le pratiche di chi può essere rilasciato</a>.</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">A <strong>Brindisi</strong>, invece, otto reclusi se ne sono andati dal Centro. <a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;text-decoration:none;color:#123456;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.autistici.org/macerie/?p=18683">È la seconda fuga da quando,</a>questa estate, il Cie di Restinco è stato riaperto per “accogliere” i reduci della sommossa di Milano. I prigionieri sono fuggiti alle cinque del mattino, ma le guardie si sono rese conto della loro assenza solo alle otto: auguriamo loro buon viaggio. Ora dentro al Centro sono rimasti soltanto in quindici, ed otto di loro - <a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;text-decoration:none;color:#123456;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.autistici.org/macerie/?p=20623">come ricorderete </a>- sono in sciopero della fame e della sete dalla settimana scorsa.</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">A <strong>Roma</strong> la situazione è più tranquilla, a parte quattro rimpatri oggi all’alba e qualche scarcerazione in mattinata. Alcuni consiglieri regionali stanno facendo una visita dentro le gabbie e i detenuti hanno raccontato loro del <a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;text-decoration:none;color:#123456;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.autistici.org/macerie/?p=20683">pestaggio</a> contro l’aspirante evaso di tre giorni fa: vedremo cosa dichiareranno i politici una volta usciti. Ieri sera le voci di alcuni reclusi sono finite nei titoli di testa del Tg3, insieme all’annuncio dello sciopero della fame… della settimana passata.<br />
 </p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;text-align:right;font-size:14px;color:#111111;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">macerie @ Ottobre 5, 2009</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[In Italia da decenni: tra le sbarre dei CIE]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/10/05/in-italia-da-decenni-tra-le-sbarre-dei-cie/</link>
<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 10:03:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.net/2009/10/05/in-italia-da-decenni-tra-le-sbarre-dei-cie/</guid>
<description><![CDATA[PRENDO UNA SERIE DI STORIE DAL SITO FORTRESS EUROPE. SONO STORIE MOLTO DIVERSE TRA LORO; AD UNIRLE E]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>PRENDO UNA SERIE DI STORIE DAL SITO<a href="http://fortresseurope.blogspot.com/"> FORTRESS EUROPE</a>. SONO STORIE MOLTO DIVERSE TRA LORO; AD UNIRLE E&#8217; LA DETENZIONE E IL FATTO CHE SONO QUASI TUTTI &#8220;ITALIANI&#8221; DA DECENNI O PARECCHI ANNI.<br />
LA VERGOGNA DI QUESTO PAESE PASSA ATTRAVERSO LE STORIE DI CHI VIVE TRA LE GABBIE.<br />
CHISSA&#8217; SE I PARTECIPANTI ALLA MANIFESTAZIONE DI PIAZZA DEL POPOLO HANNO MAI DEDICATO UN MINUTO DELLA LORO VITA A TUTTO CIO&#8217;, INVECE DI LEGGERE IL TUTTOLOGO SAVIANO CHE PIANGE I CADUTI DEL SUD, QUELLI DELLA FOLGORE.</p>
<p><em>C’erano una volta gli sbarchi. E chi non faceva domanda d’asilo veniva smistato nei centri di identificazione e espulsione (Cie) d’Italia in attesa del rimpatrio o del rilascio con un ordine di allontanamento. Ma adesso che gli sbarchi sono diminuiti del 90% negli ultimi cinque mesi (dati del Viminale), chi è che finisce dentro i Cie? Per scoprirlo stiamo girando i Cie di tutta Italia. Cominciando da quello di Roma, a </em><a style="color:#5588aa;text-decoration:none;" href="http://fortresseurope.blogspot.com/2009/09/photogallery-centro-di-identificazione.html"><em>Ponte Galeria</em></a><em>.<br />
</em></p>
<div id="attachment_3595" class="wp-caption alignright" style="width: 522px"><a rel="attachment wp-att-3595" href="http://baruda.net/2009/10/05/in-italia-da-decenni-tra-le-sbarre-dei-cie/gabrieledelgrande_pontegaleria/"><em><img class="size-full wp-image-3595 " title="GabrieledelGrande_PonteGaleria" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/10/gabrieledelgrande_pontegaleria.jpg" alt="foto di Gabriele del Grande _Ponte Galeria_" width="512" height="384" /></em></a><p class="wp-caption-text">foto di Gabriele del Grande _Ponte Galeria_</p></div>
<p><em>Lì abbiamo scoperto che, oltre a un terzo circa di ex detenuti trasferiti direttamente dal carcere, le vittime del giro di vite sulla clandestinità sono soprattutto “italiani”. </em><span style="font-weight:bold;"><em>Italiani tra virgolette</em></span><em>, perché non hanno la cittadinanza, ma in Italia vivono da quindici, venti o trent’anni. Gente che ha avuto il permesso di soggiorno con le sanatorie del ‘93 e del ‘95, e che il permesso se l’è visto ritirare per scadenza termini, essendosi trovato senza datore di lavoro al momento del rinnovo. In vent’anni però in Italia uno si costruisce una vita. E allora c’è chi fuori ha moglie e bambini piccoli. Ci sono famiglie che rischiano di essere spezzate in due. In nome della sicurezza degli </em><span style="font-weight:bold;"><em>italianisenzavirgolette</em></span><em>. Drammi che hanno portato alcuni a tentare il suicidio, bevendo la candeggina o tagliandosi i polsi. Oppure a imbottirsi di psicofarmaci per non impazzire. Fortress Europe ha raccolto per voi le loro storie. Ogni giorno ve ne racconteremo una</em></p>
<p> </p>
<p><em>- Quando gli azzurri di Bearzot vinsero i mondiali di calcio del 1982 in Spagna, Z. Jacob viveva in Italia già da due anni. Era arrivato all&#8217;età di 19 anni, nel 1980, dal Camerun. Negli ultimi tempi a Roma lavorava al locale </em><span style="font-weight:bold;"><em>Jogodo</em></span><em>, in via di Torre spaccata 127. Tutto in nero perché non aveva il permesso di soggiorno. Gli era scaduto durante la lunga convalescenza seguita a un grave incidente stradale di cui porta ancora le cicatrici sul cranio. A Roma aveva anche un magazzino di strumenti musicali. Li affittava per serate e </em><span style="font-weight:bold;"><em>concerti </em></span><em>per guadagnarsi la vita. E aveva addirittura una associazione culturale, registrata a nome della moglie, l’associazione “Black and White”. La </em><span style="font-weight:bold;"><em>moglie </em></span><em>già. Perché dopo 29 anni in Italia uno ha tutta la vita nel nostro paese. Jacob oltre alla moglie ha un figlio. Un </em><span style="font-weight:bold;"><em>bambino </em></span><em>di 10 anni, a cui ancora la madre non ha spiegato dove sia finito il papà da quando lo ha fermato la polizia, lo scorso 31 agosto, per un banale controllo dei documenti. Rinchiuso da 29 giorni al centro di identificazione e espulsione di Ponte Galeria, a Roma, Jacob adesso teme il rimpatrio. Soprattutto per la sorte della sua famiglia e del figlio.</p>
<p>C’è un altro particolare </em><span style="font-weight:bold;"><em>tragicomico</em></span><em>. Il 18 aprile del 2009, quattro mesi prima di essere fermato dalla polizia e portato al Cie per essere espulso, il signor Jacob aveva partecipato a Frascati a una giornata di studi sui diritti umani, intitolata “Dai prigionieri di guerra ai nuovi privati della libertà”. Mi mostra l’attestato di partecipazione. C’è scritto il suo nome. Indovinate chi organizzava l’evento? La </em><span style="font-weight:bold;"><em>Croce rossa</em></span><em> italiana. Gli stessi che ora gestiscono la sua di privazione della libertà, all&#8217;interno del Centro di identificazione e espulsione di Ponte Galeria, dove ha già passato 33 giorni e da dove rischia di essere rimpatriato quanto prima.</em></p>
<p><em><a rel="attachment wp-att-3596" href="http://baruda.net/2009/10/05/in-italia-da-decenni-tra-le-sbarre-dei-cie/immagine-7-49d9e304b8c7a/"><img class="alignleft size-full wp-image-3596" title="immagine-7-49d9e304b8c7a" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/10/immagine-7-49d9e304b8c7a.png" alt="immagine-7-49d9e304b8c7a" width="436" height="324" /></a>- Su un piazzale di cemento sono piantate le sbarre di ferro alte quattro metri che delimitano i moduli della sezione femminile del Centro di identificazione e espulsione di Ponte Galeria, a Roma. I posti a disposizione sono 172, sei per ogni camerata. Di notte i cancelli di ogni modulo si chiudono. Nella prima sezione ci sono le ragazze nigeriane, molte sono vittime del racket della prostituzione. Più avanti si trova la sezione delle cinesi. Massaggiatrici da spiaggia e madri di famiglia detenute in nome della sicurezza degli italiani. H. è una di loro. È dentro da 45 giorni. Ma nella sua stanza ci sono quattro donne che sono qui da più di 60 giorni e chiedono che cosa sarà di loro con questa nuova legge. “</em><span style="font-style:italic;"><em>Dopo tle mesi fai come passo</em></span><em>” dice nel poco italiano che conosce. Accanto a lei, si alza dal letto, dove era seduta sulle lenzuola di carta stropicciate, Sunchi. Lei vive a Roma da sei anni. È una dottoressa di medicina tradizionale cinese. A Roma si guadagnava da vivere con l’agopuntura e i massaggi, in un appartamento a Piazza Vittorio. Ha 53 anni. La polizia l’ha fermata due mesi fa a Fregene, sulla spiaggia, mentre faceva </em><span style="font-weight:bold;"><em>massaggi</em></span><em> ai bagnanti. In Cina ha un figlio di 25 anni, che si sta per laureare a Pechino. Tra sette giorni scadono i primi due mesi del trattenimento. Ancora non ha ricevuto la notifica della proroga del trattenimento, che potrebbe durare fino a sei mesi secondo le nuove disposizioni. Tuttavia è quasi sicura che non sarà rimpatriata. E come lei le altre donne. Un ispettore di polizia del Cie conferma. L’</em><span style="font-weight:bold;"><em>ambasciata cinese</em></span><em> non collabora con le identificazioni. Insomma, sei mesi di detenzione e poi tutto ricomincia come prima. Sunchi lo sa. E per questo – tramite amici che ha fuori – sta continuando a pagare l’</em><span style="font-weight:bold;"><em>affitto</em></span><em> del suo posto letto in un appartamento sulla Casilina.</p>
<p>C. segue la nostra conversazione. Non vuole che scriva il suo nome, ma ci tiene a far sapere la sua storia. Perché è una di quelle storie che non possono essere taciute. Questa donna di 42 anni vive in Italia dal 1999. E non è da sola. A Forlì la aspettano</em><span style="font-weight:bold;"><em> il marito e i due figli</em></span><em>, di 18 e 19 anni. Il suo permesso di soggiorno è scaduto tre anni fa, perché non aveva un contratto di lavoro al momento del rinnovo. Ha provato anche a metterci un avvocato, ma sono stati soldi sprecati. L’hanno fermata a Forlì durante un banale controllo dei documenti, lo scorso 13 agosto. Da allora sente i suoi figli soltanto al </em><span style="font-weight:bold;"><em>telefono</em></span><em>. Soltanto tra quattro mesi potrà riabbracciarli e tornare al lavoro, nella fabbrica dove era impiegata in nero.</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Tanti auguri al PASOK ... non li invidio molto! ;-)]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/10/05/tanti-auguri-al-pasok-non-li-invidio-molto/</link>
<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 08:01:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[In Grecia vince il PASOK di Papandreou con una maggioranza non da poco. Quando penso al PASOK mi vie]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>In Grecia vince il PASOK di Papandreou con una maggioranza non da poco.<br />
<a rel="attachment wp-att-3588" href="http://baruda.net/2009/10/05/tanti-auguri-al-pasok-non-li-invidio-molto/greece-police-gunfire-4/"><img class="aligncenter size-full wp-image-3588" title="GREECE POLICE GUNFIRE" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/10/24.jpg" alt="GREECE POLICE GUNFIRE" width="500" height="338" /></a>Quando penso al PASOK mi viene in mente quella salitina, a pochi passi da Exarchia, dove c&#8217;è la loro sede principale.<br />
Nelle giornate di <a href="http://baruda.net/2009/01/27/il-rivoltoso-vento-greco-da-peacereporter/">dicembre</a> era probabilmente il luogo più blindato, quello attorno a cui i MAT provocavano continuamente pattugliando i marciapiedi con le loro ridicole divise e quella tonnellata di armamenti <a href="http://baruda.net/2008/12/21/natale-asfissiante/">chimici</a> a testa. Era anche il luogo attorno a cui l&#8217;attenzione di quel massiccio e incazzato movimento era sempre alta, sempre pronti ad attaccarla alla prima distrazione dei burattini verdi e blu.<br />
E&#8217; stato poi, il Pasok, nei mesi successivi, oggetto di quasi tutti gli attentati avvenuti tra Atene e <a href="http://baruda.net/2009/09/02/ancora-attentati-ad-atene-e-salonicco/">Salonicco</a><br />
Repubblica ce la spaccia come la nuova speranza per la sinistra europea&#8230; noi sappiamo bene che sarà ancor più dura di prima.</p>
<div id="attachment_3590" class="wp-caption aligncenter" style="width: 665px"><a rel="attachment wp-att-3590" href="http://baruda.net/2009/10/05/tanti-auguri-al-pasok-non-li-invidio-molto/christmas_atene/"><img class="size-full wp-image-3590" title="christmas_atene" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/10/christmas_atene.jpg" alt="Lo scorso dicembre, ad Atene... augurando al PASOK un &#34;caldo natale&#34; già da ora" width="655" height="448" /></a><p class="wp-caption-text">Lo scorso dicembre, ad Atene... augurando al PASOK un &#34;caldo natale&#34; già da ora</p></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Torino, Parigi, Teramo... dal sito Macerie]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/10/02/torino-parigi-teramo-dal-sito-macerie/</link>
<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 09:24:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[Giusto all’ora di pranzo di giovedì, una decina di antirazzisti è entrata nella mensa del Politecnic]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Giusto all’ora di pranzo di giovedì, una decina di antirazzisti è entrata nella mensa del <strong>Politecnico di Torino,</strong> esponendo uno striscione con la scritta “La Sodexho ingrassa sui lager” e distribuendo volantini ai presenti. Studenti, cassiere e cuochi sono così stati informati che <a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;text-decoration:none;color:#123456;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.sodexo.com/" target="_blank">la grande multinazionale del catering Sodexho</a>, oltre a gestire questa mensa, ha anche l’appalto per la fornitura dei pasti ai reclusi dei Centri di identificazione ed espulsione di via Corelli a Milano e di Roma Ponte Galeria.<br />
<a rel="attachment wp-att-3576" href="http://baruda.net/2009/10/02/torino-parigi-teramo-dal-sito-macerie/buongiorno-sodexho/"><img class="alignright size-full wp-image-3576" title="buongiorno-sodexho" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/10/buongiorno-sodexho.jpg" alt="buongiorno-sodexho" width="536" height="757" /></a>Reclusi che da sempre si lamentano per <a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;text-decoration:none;color:#123456;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.autistici.org/macerie/?p=19323">la pessima qualità del cibo</a> e per la presenza di vermi e scarafaggi cotti. Reclusi che spesso, come da quattro giorni proprio al Cie di Roma, sono <a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;text-decoration:none;color:#123456;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.autistici.org/macerie/?p=20403">in sciopero della fame</a> contro le condizioni di detenzione e contro l’estensione a sei mesi del tempo massimo di permanenza, per la libertà. Reclusi che spesso si ribellano e distruggono questi lager, come hanno fatto i quattordici rivoltosi di via Corelli, sotto <a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;text-decoration:none;color:#123456;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.autistici.org/macerie/?p=20443">processo per la grande rivolta dell’agosto scorso</a>. Reclusi che spesso evadono da quelle gabbie, <a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;text-decoration:none;color:#123456;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.autistici.org/macerie/?p=20393">come è successo al Cie di Torino</a> nella notte tra domenica e lunedì. Detto questo, il gruppetto si è dileguato prima dell’arrivo della polizia, chiamata da un’inviperita funzionaria amministrativa della Sodexho.</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">Scarica, stampa e diffondi <a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;text-decoration:none;color:#123456;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.autistici.org/macerie/wp-content/uploads/buongiorno-sodexho.pdf">il comunicato della Sodexho</a> e <a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;text-decoration:none;color:#123456;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.autistici.org/macerie/wp-content/uploads/menu-sodexho.pdf" target="_blank">il menu della giornata</a>.</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">A <strong>Parigi</strong>, invece, martedì sera una decina di solidali si sono auto-invitati a due dibattiti inseriti nel <em>forum degli istituti culturali stranieri </em>il cui tema di quest’anno è, pensate un po’ che pretese, “Sublimiamo le frontiere”. Il loro intento era quello di ricordare al pubblico dell’Istituto culturale olandese e di quello italiano che la parola stessa “frontiera” fa rima con controlli, lager, prigionia e morte per milioni di persone. Soprattutto ora, dentro alla moderna Europa di Schengen. Bisogna dire che l’accoglienza del pubblico che assisteva alla conferenza all’Istituto culturale olandese non è stata particolarmente calorosa: i presenti sul posto hanno cominciato molto presto a dare in escandescenze ed insultare i contestatori, e i volantini sono stati distribuiti e letti nonostante il loro gesticolare e il loro baccano. Al contrario, all’Istituto culturale italiano l’accoglienza è stata molto più cortese e comprensiva: i contestatori hanno letto la testimonianza di <a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;text-decoration:none;color:#123456;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.autistici.org/macerie/?p=18803">un recluso di Ponte Galeria</a> ed hanno reso edotto il pubblico su quest’ultimo mese e mezzo di rivolte nei Centri italiani e del processo in corso contro i 14 di Corelli. “Sopprimiamo le frontiere” &#8211; così terminava il volantino distribuito in entrambe le occasioni.<a rel="attachment wp-att-3577" href="http://baruda.net/2009/10/02/torino-parigi-teramo-dal-sito-macerie/menu-sodexho/"><img class="alignright size-full wp-image-3577" title="menu-sodexho" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/10/menu-sodexho.jpg" alt="menu-sodexho" width="476" height="673" /></a></p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">A<strong> Teramo,</strong> invece, nella notte tra martedì e mercoledì sono stati imbrattati due mezzi della Misericordia. I quotidiani locali riportano le due scritte che sarebbero state vergate con lo spray nero sui portelloni: “Assassini” e “Complici dei lager”. La Digos, come al solito, indaga, e sospetta che a muovere gli autori delle scritte sia il disprezzo verso <a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;text-decoration:none;color:#123456;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.autistici.org/macerie/?p=19863">l’istituzione della Misericordia</a> che, come sapete, gestisce i Cie di Bologna e Modena.</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;text-align:right;font-size:14px;color:#111111;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">macerie @ Ottobre 1, 2009</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Olderic - Live @ Altavoz Opening - Rivolta Venice ,26.9.2009]]></title>
<link>http://partiesandnightlife.wordpress.com/2009/09/30/olderic-live-altavoz-opening-rivolta-venice-26-9-2009/</link>
<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 13:40:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>ys</dc:creator>
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<description><![CDATA[Olderic &#8211; Live @ Altavoz Opening &#8211; Rivolta Venice Mirror]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="separator" style="clear:both;text-align:center;"><a href="http://partiesandnightlife.wordpress.com/files/2009/09/26-09-2009.gif" style="margin-left:1em;margin-right:1em;"><img border="0" src="http://partiesandnightlife.wordpress.com/files/2009/09/26-09-2009.gif?w=214" /></a></div>
<p><a name='more'></a></p>
<p><a href="http://ul.to/bs37ik">Olderic &#8211; Live @ Altavoz Opening &#8211; Rivolta Venice</a></p>
<p><a href="http://depositfiles.com/files/vcus2scte">Mirror</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Espulso Miguel: prosegue lo sciopero della fame a Ponte Galeria]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/09/30/espulso-miguel-prosegue-lo-sciopero-della-fame-a-ponte-galeria/</link>
<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 10:42:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[Questa mattina, alle 7, Miguel è stato svegliato dai poliziotti dell’ufficio immigrazione del Cie di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="margin-top:15px;margin-bottom:15px;font-family:verdana, arial, sans-serif;font-size:12px;line-height:18px;color:#333333;">Questa mattina, alle 7, Miguel è stato svegliato dai poliziotti dell’ufficio immigrazione del Cie di Ponte Galeria. L’hanno accompagnato nel loro ufficio e gli hanno annunciato che è arrivata l’ora della deportazione. Ora è in viaggio verso l’aeoporto. Non sappiamo se questa svolta nella sua storia sia il normale avanzare della macchina delle espulsioni oppure una rappresaglia contro la sua voglia di lottare ed una intimidazione rivolta anche a tutti i suoi compagni del Centro che da due giorni stanno scioperando.<a rel="attachment wp-att-3563" href="http://baruda.net/2009/09/30/espulso-miguel-prosegue-lo-sciopero-della-fame-a-ponte-galeria/460_0___30_0_0_0_0_0_1_1/"><img class="alignright size-full wp-image-3563" title="460_0___30_0_0_0_0_0_1_1" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/09/460_0___30_0_0_0_0_0_1_1.jpg" alt="460_0___30_0_0_0_0_0_1_1" width="287" height="300" /></a></p>
<p style="margin-top:15px;margin-bottom:15px;font-family:verdana, arial, sans-serif;font-size:12px;line-height:18px;color:#333333;">A proposito, lo sciopero della fame. Durante tutta la giornata di ieri lo sciopero è proseguito compatto: solo alcuni abbandoni, ma il grosso dei reclusi dell’area maschile ha continuato nella protesta. In tre sono svenuti per la spossatezza, due nel pomeriggio e uno la sera. In tutti e tre i casi i loro compagni hanno dovuto urlare a lungo per farli soccorrere, ed un poliziotto si è prodotto in una di quelle scene delle quali soltanto i portatori di divisa riescono ad essere protagonisti: si è avvicinato alle gabbie mentre dentro la gente urlava disperata, con il ragazzo svenuto in mezzo, ed ha cominciato a sputare oltre le sbarre, verso i reclusi, borbottando qualcosa. <br />
Poi la situazione è diventata ancora più tesa, nel tardo pomeriggio. Alle gabbie si sono presentati alcuni dei funzionari che governano il Centro (sicuramente il capo della polizia e quello della Croce Rossa, più altri ancora) per parlamentare con i reclusi. Quando hanno appreso che la rivendicazione principale della protesta è l’abolizione della norma del “pacchetto sicurezza” che ha allungato a sei mesi i tempi di trattenimento hanno risposto che non è cosa di loro competenza e che avrebbero potuto soltanto fare qualcosa per migliorare un po’ le condizioni di vita. Hanno anche affermato che avrebbero fatto tacere la protesta “con le buone o con le cattive”. Durante tutto il colloquio almeno tre pulman dell’antisommossa sono entrati nel Centro, a dare forza alle parole dei funzionari. Intorno alle 19,30, i funzionari se ne sono andati e i reparti della celere si sono ritirati. Al posto loro, però, sono entrati in campo i fabbri che &#8211; almeno fino alle undici di sera &#8211; hanno lavorato per rafforzare le gabbie: nuovi lucchetti per tutti.</p>
<p style="margin-top:15px;margin-bottom:15px;font-family:verdana, arial, sans-serif;font-size:12px;line-height:18px;color:#333333;">Ascolta la testimonianza raccolta da Radio Blackout su <a style="color:#666666;text-decoration:none;" title="http://www.autistici.org/macerie/?p=20363" rel="nofollow" href="http://www.autistici.org/macerie/?p=20363">http://www.autistici.org/macerie/?p=20363</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Immagini del dopo pestaggio: Cie di Gradisca]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/09/26/immagini-del-dopo-pestaggio-cie-di-gradisca/</link>
<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 11:02:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.net/2009/09/26/immagini-del-dopo-pestaggio-cie-di-gradisca/</guid>
<description><![CDATA[«Ci furono tempi felici in cui si poteva scegliere liberamente: meglio morti che schiavi, meglio mor]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>«Ci furono tempi felici in cui si poteva scegliere liberamente: meglio morti che schiavi, meglio morire in piedi che vivere in ginocchio. E ci furono tempi infami in cui intellettuali rincretiniti hanno dichiarato che la vita è il sommo dei beni. Oggi sono arrivati i tempi terribili in cui ogni giorno si dimostra che la morte dà inizio al suo governo del terrore esattamente quando la vita è diventata il sommo bene; che chi preferisce <em>vivere </em>in ginocchio, <em>muore </em>in ginocchio; che nessuno può essere ucciso più facilmente di uno schiavo. Noi viventi dobbiamo imparare che non si può nemmeno vivere in ginocchio, che non si diventa immortali se si corre dietro alla vita, e che, se non si vuole più morire per nulla, si muore nonostante non si sia fatto nulla.»</p>
<p align="right">H.A., 1942<br />
<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/YxAi65bgheA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/YxAi65bgheA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:left;"> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lettera a Maroni dalla redazione di Macerie e nuova trasmissione su Radio Onda Rossa: CONTRO I LAGER DI STATO]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/09/26/lettera-a-maroni-dalla-redazione-di-macerie/</link>
<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 09:17:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[Prendo questa lettera, per intero, dal sito Macerie. Sito che questo blog &#8220;frequenta&#8221; co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;"><em><strong>Prendo </strong></em><a href="http://www.autistici.org/macerie/?p=20083#more-20083"><em><strong>questa lettera</strong></em></a><em><strong>, per intero, dal sito </strong></em><a href="http://www.autistici.org/macerie/"><em><strong>Macerie</strong></em></a><em><strong>. Sito che questo blog &#8220;frequenta&#8221; costantemente per il suo ottimo lavoro virtuale e reale che fa sui Cie, i Centri di Identificazione ed Espulsione per migranti. I nostri lager, per dirla in parole più semplici, quelli che dall&#8217;approvazione del &#8220;pacchetto sicurezza&#8221; del ministro Maroni stanno scoppiando, in una rivolta dopo l&#8217;altra. Sedate tutte nello stesso identico modo, dalla polizia e dall&#8217;incredibile &#8220;buon lavoro&#8221; della Croce Rossa.<br />
Due redattori di Macerie sono sotto processo: un processo da tenere molto sotto controllo.<br />
Con gli occhi ben aperti. <br />
<a rel="attachment wp-att-3548" href="http://baruda.net/2009/09/26/lettera-a-maroni-dalla-redazione-di-macerie/logo2-2/"><img class="alignleft size-full wp-image-3548" title="logo2" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/09/logo2.gif" alt="logo2" width="232" height="80" /></a>Metto anche il <a href="http://www.autistici.org/ondarossa/archivio/silenzioassordante/090925_silenzioassordante.mp3">link</a> della registrazione della prima puntata di una nuova trasmissione su <a href="http://ondarossa.info">Radio Onda Rossa</a>. <span style="color:#ff0000;">&#8220;Silenzio assordante&#8221;</span>, questo il nome della trasmissione, è un occhio puntato sui Centri di Identificazione ed Espulsione, un microfono aperto per i migranti dentro e fuori i lager di stato.<br />
Va in onda <span style="color:#ff0000;">ogni venerdì pomeriggio dalle 16 alle 17</span> sugli 87.900 FM per ROMA e provincia o sul <a href="http://ondarossa.info">sito</a>, in streaming.</strong></em></p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">Signor Ministro,</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">Non sa più che pesci prendere, vero? È chiaro che la società che Lei pretende di controllare Le sta scoppiando tra le mani. Lo vede con i Suoi stessi occhi, e lo vediamo anche noi. Da qualunque parte la si guardi, la situazione è fuori controllo, e più Lei ripete i suoi «tutto va bene» sorridendo teso alla televisione, più alle sue spalle si vede il fumo delle macerie che sale.<br />
<a rel="attachment wp-att-3545" href="http://baruda.net/2009/09/26/lettera-a-maroni-dalla-redazione-di-macerie/sorvegliateci/"><img class="alignright size-full wp-image-3545" title="sorvegliateci" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/09/sorvegliateci.jpg" alt="sorvegliateci" width="480" height="236" /></a>Signor Ministro, è inutile nasconderlo. Se i padroni alla fine ingrassano come sempre, gli sfruttati sono ormai finiti talmente sul lastrico da essere disposti a far letteralmente di tutto. In primavera un gruppo di disoccupati napoletani è arrivato a dar fuoco ad un autobus per protesta, ed ora non si conta più la gente arrampicata sui tetti dei capannoni e dei monumenti. E se un mattino all’alba sgomberate decine di famiglie da una casa occupata abusivamente, la sera stessa ne avete altre dieci a cui pensare. E tutto questo, per un semplice posto di lavoro o per una casa, mica per la giustizia o per un mondo migliore. Si figuri, signor Ministro.Guardiamoci in faccia e diciamoci la verità: a parte parlare ossessivamente di sicurezza, Lei e i Suoi colleghi non sapete che pesci prendere. E dire che le state provando proprio tutte, ma i risultati sono quelli che sono. Basta vedere il gran casino che ha provocato l’approvazione del Suo amato “pacchetto sicurezza”. I Centri di Identificazione ed Espulsione per “clandestini” stanno letteralmente scoppiando: di rabbia, non di reclusi, giacché da quando sono state introdotte le nuove norme la macchina delle espulsioni è inceppata e funziona più lentamente di prima. Persino i poliziotti di guardia e i crocerossini si lamentano di Lei, signor Ministro. Ma questo non le importa, «non c’è nessuna emergenza», perché Lei si consola con le immagini dei barconi respinti in Libia. E questo la fa sentire importante, la fa sentire potente, signor Ministro. E le ronde che Lei tanto ha voluto si risolvono in pagliacciate scortatissime dalla Sua polizia, che brontola per dover far da balia a questi gendarmi dilettanti, quando non finiscono in rissa con chi di squadracce in giro non ne vuole vedere neanche l’ombra. E sono sempre i Suoi prodi ad aver la peggio. Per non parlare poi del “reato di clandestinità” di Sua invenzione, che sta intasando i Tribunali e non lascia ai Giudici neanche più il tempo per condannare a mesi o anni di galera chi ruba un pezzo di formaggio al supermercato. Dall’aeroporto di Kabul fino a Porta Palazzo, non si può certo dire che Lei e il Suo governo stiate vincendo su tutti i fronti. Ma i morti e i feriti vi rimarranno sulla coscienza per sempre.</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">No, Signor ministro, così proprio non va, se è davvero l’Ordine che Lei vuole gestire. Se invece, così come pare a molti, è solo il Potere che Le interessa, allora bisogna dire che Lei e i suoi compari siete stati bravi a conquistarlo. Saperlo mantenere, questo Potere, è tutt’altra cosa. O potreste ritrovarvi un bel giorno a regnare sul nulla. <a rel="attachment wp-att-3546" href="http://baruda.net/2009/09/26/lettera-a-maroni-dalla-redazione-di-macerie/matteotti-finale-49c26e63277a1/"><img class="alignleft size-full wp-image-3546" title="matteotti-finale-49c26e63277a1" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/09/matteotti-finale-49c26e63277a1.jpg" alt="matteotti-finale-49c26e63277a1" width="413" height="354" /></a>Ma sappiamo anche qual è il vostro asso nella manica, la risorsa estrema, l’ultima carta da giocare. Che è poi il progetto politico preciso Suo e del movimento che Lei così degnamente rappresenta: scatenare una guerra civile permanente, che possa permetterLe di organizzare le masse in schiere pronte ad obbedire ai Suoi ordini con fervore e dedizione totali, assoluti. Pronte a tutto, pronte anche ad uccidere e stuprare in nome di un Capo e di una etnia, di una lingua o di una religione. Voi dite Padania, noi capiamo Bosnia. Voi dite Italia, noi capiamo Jugoslavia. Bisogna anche dire che in questo ambizioso progetto Lei non è affatto solo, signor Ministro. Non è lavoro da cospiratori questo, non ci sono trame segrete. C’è pure il rischio che Lei stia proprio “dalla parte della Storia” e del suo flusso osceno. Quando le macchine dentro alle fabbriche si fermano e sembrano non voler ripartire; quando i campi sono bruciati da guerre, pesticidi e carestie, le città devastate dagli affari delle Società per Azioni; quando la gente scappa e scappa in massa e valica le frontiere in lunghe file disperate; quando i Figli del mondo sono troppi, troppo rumorosi e troppo <em>inutili</em>; quando tutto si mescola e si confonde &#8211; allora quello stesso Capitale che in altri tempi si concede delle brevi e circoscritte apparenze di benevolenza tira fuori i denti e si prepara al totalitarismo. Servendosi proprio di uomini come Lei.</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">E, a proposito di uomini, signor Ministro, c’è ancora uno scoglio da superare prima di raggiungere il Suo ultimo obiettivo. Per rendere accettabile, desiderabile, buono e giusto l’incubo che state preparando, e di cui ci state facendo assaggiare qualcosa di più di un’anteprima, non basta la semplice propaganda, per quanto martellante e ossessiva. No, signor Ministro, Lei ha bisogno di una vera e propria mutazione antropologica, di un <em>uomo nuovo</em>. Di un uomo su cui la coscienza dell’ingiustizia scivoli via senza lasciare tracce, in cui la capacità di sentire su di sé le sofferenze altrui &#8211; da alcuni chiamata<em> com-passione</em> - sia un ricordo lontano. Un uomo che non individui come tali i sentimenti più odiosi e meschini, che non senta il bisogno di nasconderli o per lo meno di giustificarli ideologicamente, ma che li viva, al contrario, come la più placida delle normalità. Un uomo che, insomma, renda<em>antiquata</em> anche l’ultima delle prerogative che un tempo erano proprie degli umani: l’ipocrisia.</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">Esagerazioni farneticanti? No, signor Ministro, se Lei pensa a quell’informatico leghista di Gallarate, amico del figlio stupido del suo Capo, che trovava, e immaginiamo trovi tuttora divertente giocare su internet a respingere barconi di “clandestini”. Mentre lei lo faceva sul serio, e donne, uomini e bambini morivano disidratati, affogati o torturati in Libia: essenzialmente assassinati da Lei, signor Ministro. Ecco, quell’informatico di Gallarate è proprio il prototipo dell’uomo nuovo che Lei sta costruendo. L’uomo che ride di fronte alla morte di gente che non ha mai neanche visto e che nulla gli ha fatto. <a rel="attachment wp-att-3547" href="http://baruda.net/2009/09/26/lettera-a-maroni-dalla-redazione-di-macerie/migranti_sicurezza/"><img class="alignright size-full wp-image-3547" title="migranti_sicurezza" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/09/migranti_sicurezza.jpg" alt="migranti_sicurezza" width="400" height="267" /></a>Una persona orribile, senza ombra di dubbio, una persona orribile proprio come Lei, signor Ministro, talmente orribile che l’ultimo dei papponi della Pellerina sembra San Francesco in confronto. Ed è proprio per non soccombere di fronte a questo orrore, di fronte a questo baratro in cui precipitano gli ultimi residui di umanità che qualcuno, noi compresi, ha deciso di reagire, di rispondere, e di risponderLe.</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">Veniamo a noi, dunque, signor Ministro, a tutti noi che ci ostiniamo a non soccombere, e che per questo continuiamo a ribellarci, testardi, inguaribili guastafeste, una piccola parte di questo mondo che esplode, piccola ma non per questo disposta a rassegnarsi. Ebbene, come Lei saprà di sicuro, il Suo pupillo Spartaco Mortola &#8211; noto nel mondo intero per l’<em>affaire</em> delle molotov alla Diaz ed ora vicequestore qui a Torino &#8211; ha chiesto che si applichi a due di noi la misura di prevenzione della “sorveglianza speciale”. Se i Giudici di Torino lo riterranno opportuno, per quattro anni i due non potranno incontrarsi tra loro, non potranno uscire da Torino e neanche di casa la sera, non potranno partecipare a manifestazioni né chiacchierare per strada con gente di cui non possano certificare una fedina penale intonsa. Un bel castigo, non c’è che dire, un castigo per tutte quelle malefatte che la Sua polizia sostiene abbiano commesso e per le quali la magistratura non ha voluto o potuto infliggere condanne adeguate. Su questa lunghissima teoria di episodi che vengono loro contestati ci lasci dire solo questo, signor Ministro. Ad alcuni di questi i due hanno partecipato effettivamente, di altri invece ne ignoravano persino l’esistenza, ad altri ancora avrebbero partecipato volentieri. Perché di fronte all’accusa di essere stati in mezzo ad una folla che tenta di liberare dalle mani dei carabinieri un senza-documenti destinato alle gabbie di un Cie, nessun uomo che ama la libertà può dire null’altro che: «avrei voluto esserci anche io, se solo avessi saputo».</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">E qual è lo scopo di questo castigo chiamato “sorveglianza speciale”, Signor ministro? Spaventare, senza dubbio. E spaventare chi? Spaventare innanzitutto i due per i quali è stata richiesta la misura di prevenzione, con la minaccia di finire in galera se persistono nel vivere come hanno scelto di vivere. Spaventare i loro compagni, affinché la smettano di rompere i coglioni a Lei e a quelli come Lei. E spaventare, soprattutto, tutti quei pezzi di società, e sono tanti, che rischiano di intralciare il Suo progetto, affinché non si sognino neppure di poter alzare la testa e guardarLa dritto in faccia con tutto il disprezzo che Lei senza dubbio merita. E infatti, se pensiamo proprio a questi pezzi di società, scopriamo che la sorveglianza che la Sua polizia intende applicare a due di noi non è poi tanto <em>speciale</em>, comparata con i provvedimenti restrittivi che oramai è diventato <em>normale</em> applicare: agli stranieri, agli ultras, ai terremotati abruzzesi, per fare solo qualche esempio di tutti quei <em>campi</em> (siano essi campi di concentramento, campi da calcio o campi della Protezione Civile) in cui sperimentare meccanismi e dispositivi di compressione della libertà nel nome di una vera o presunta emergenza da agitare.</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">Ebbene, signor Ministro, si figuri se degli anarchici, che trovano intollerabile che la libertà degli altri sia messa in discussione, sono disposti a tollerare simili limitazioni della propria, di libertà. Si figuri se chi già di solito non è ben disposto a sottostare ai provvedimenti dell’Autorità può sottostare a misure come quelle che la Questura vorrebbe predisporre con il benestare del Tribunale. Si figuri se chi è abituato a non voltarsi dall’altra parte di fronte all’abisso dell’orrore a cui Lei e i Suoi simili ci costringono ogni giorno può aver paura di un simile provvedimento. Si figuri, signor Ministro, se qualcuno può smetterla proprio adesso che il mondo esplode e Lei non sa più che pesci pigliare. Noi no, no di certo.</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">                        La redazione di <em>macerie (e storie di Torino)</em></p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;"><em><span style="color:#003366;">(Dopo una prima udienza a giugno, il processo per la sorveglianza speciale a due redattori di macerie continuerà giovedì 1 ottobre. Se volete, potete scrivere a Maroni per dirgli quel che pensate di lui, usando queste cartoline: </span><a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;vertical-align:baseline;text-decoration:none;margin:0;padding:0;" title="Sorvegliateci i Maroni, cartoline fronte" href="http://www.autistici.org/macerie/wp-content/uploads/cartoline-maroni-fronte.pdf" target="_blank"><span style="color:#003366;">fronte</span></a><span style="color:#003366;"> e  </span><a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;vertical-align:baseline;text-decoration:none;margin:0;padding:0;" title="Sorvegliateci i Maroni, cartoline retro" href="http://www.autistici.org/macerie/wp-content/uploads/cartoline-maroni-retro.pdf" target="_blank"><span style="color:#003366;">retro</span></a><span style="color:#003366;">)</span><br />
</em></p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;text-align:right;font-size:14px;color:#111111;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">macerie @ Settembre 25, 2009</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I feriti della rivolta di Gradisca]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/09/24/i-feriti-della-rivolta-di-gradisca/</link>
<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 10:05:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.net/2009/09/24/i-feriti-della-rivolta-di-gradisca/</guid>
<description><![CDATA[Ancora un po’ di immagini che testimoniano dei pestaggi nel Cie di Gradisca d’Isonzo di lunedì matti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;"><a rel="attachment wp-att-3497" href="http://baruda.net/2009/09/24/i-feriti-della-rivolta-di-gradisca/montaggio/"><img class="aligncenter size-full wp-image-3497" title="montaggio" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/09/montaggio.jpg" alt="montaggio" width="357" height="120" /></a>Ancora un po’ di immagini che testimoniano dei <a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;text-decoration:none;color:#345678;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.autistici.org/macerie/?p=19743">pestaggi nel Cie di Gradisca d’Isonzo</a> di lunedì mattina. Tra i feriti c’è chi ha avuto 60 punti di sutura, e in tanti denunciano la complicità del personale medico del Centro con la polizia. Ma non solo: i reclusi denunciano anche la sparizione di denaro e di altri oggetti (in particolar modo lettori mp3) durante la perquisizione che ha preceduto il massacro. La polizia sta cercando di insabbiare la vicenda, ricatta i feriti per evitare che questi denuncino i poliziotti e, per spezzare la resistenza, questa mattina ha trasferito una dozzina di prigionieri a Milano, in via Corelli. Come potete sentire dalla diretta che pubblichiamo qui sotto, però, la voglia di farsi sentire, dentro, è ancora alta. Sta a noi aiutarli.</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">Ascolta la diretta con un recluso di Gradisca d’Isonzo:</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;"><a href="http://www.autistici.org/macerie/?p=19923">http://www.autistici.org/macerie/?p=19923</a></p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">Sulla rivolta di Gradisca del 21 settembre leggi anche:</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;"><a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;text-decoration:none;color:#345678;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://baruda.net/2009/09/21/rivolta-al-c-i-e-di-gradisca/">Rivolta al Cie di Gradisca</a></p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">Sui pestaggi dentro ai Cie leggi anche:</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;"><a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;text-decoration:none;color:#123456;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.autistici.org/macerie/?p=19533">Il tram</a></p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">E sui furti nei Centri:</p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;"><a style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-size:100%;font-family:inherit;vertical-align:baseline;text-decoration:none;color:#123456;border:0 initial initial;margin:0;padding:0;" href="http://www.autistici.org/macerie/?p=18923">Sciopero della fame e della sete a Ponte Galeria</p>
<div id="attachment_3498" class="wp-caption aligncenter" style="width: 650px"><a rel="attachment wp-att-3498" href="http://baruda.net/2009/09/24/i-feriti-della-rivolta-di-gradisca/gradisca-ferito/"><img class="size-full wp-image-3498" title="gradisca-ferito" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/09/gradisca-ferito.jpg" alt="ospedale di Goriza, due giorni fa" width="640" height="480" /></a><p class="wp-caption-text">ospedale di Goriza, due giorni fa</p></div>
<p> </a></p>
<p style="outline-width:0;outline-style:initial;outline-color:initial;font-weight:normal;font-style:normal;font-family:inherit;vertical-align:baseline;line-height:150%;text-align:right;font-size:14px;color:#111111;border:0 initial initial;margin:0 0 10px;padding:0;">macerie @ Settembre 23, 2009</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
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