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	<title>roberto-benigni &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/roberto-benigni/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "roberto-benigni"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Dec 2009 11:09:35 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[DAS LEBEN]]></title>
<link>http://angeloconcuore.wordpress.com/2009/11/29/das-leben/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 18:57:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>angeloconcuore</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Das Leben ist schön. Sterben mag ich nicht. Sterben ist das Letzte, was ich in meinem Leben t]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><span style="color:#000000;"><strong>&#8220;Das Leben ist schön. Sterben mag ich<br />
nicht. Sterben ist das Letzte, was ich in<br />
meinem Leben tun werde.&#8221;</strong><br />
</span><br />
<span style="color:#000000;">(Roberto Benigni &#8211; italienischer Filmregisseur u.a. 6 Oskars für &#8220;Das Leben ist schön!&#8221;)</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Omul care știe să deseneze o fereastră]]></title>
<link>http://madrizen.wordpress.com/2009/11/28/fereastra/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 17:00:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Zenu</dc:creator>
<guid>http://madrizen.wordpress.com/2009/11/28/fereastra/</guid>
<description><![CDATA[Jim Jarmusch este autorul prolific al unui șir interminabil de pelicule bune. Ca regulă ele nu fac m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Jim Jarmusch este autorul prolific al unui șir interminabil de pelicule bune. Ca regulă ele nu fac m]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sandro Bondi vs Roberto Saviano]]></title>
<link>http://ferdori.wordpress.com/2009/11/23/sandro-bondi-vs-roberto-saviano/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 18:22:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>ferdori</dc:creator>
<guid>http://ferdori.wordpress.com/2009/11/23/sandro-bondi-vs-roberto-saviano/</guid>
<description><![CDATA[Anche a me è capitato, come ormai penso a tutti quanti, di leggere la lettera aperta che Roberto Sav]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://ferdori.wordpress.com/files/2009/11/bondi.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-562" title="bondi" src="http://ferdori.wordpress.com/files/2009/11/bondi.jpg?w=117" alt="" width="117" height="150" /></a><a href="http://ferdori.wordpress.com/files/2009/11/saviano1.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-563" title="saviano" src="http://ferdori.wordpress.com/files/2009/11/saviano1.jpg?w=146" alt="" width="117" height="150" /></a>Anche a me è capitato, come ormai penso a tutti quanti, di leggere la lettera aperta che Roberto Saviano ha scritto al premier Berlusconi sabato 14 novembre.</p>
<p style="text-align:justify;">In un primo momento non pensavo ci fosse poi molto da dire sull’argomento. Si poteva forse essere favorevoli o contrari, ma sostanzialmente non credevo, così come non credo neppure oggi, che nessun appello del genere potesse fare cambiare indirizzo politico al governo Berlusconi, in special modo quando si tratta di normative che, una volta approvate, vanno a coinvolgere il premier personalmente.<!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">Come sempre accade in questi casi è subito partita la diatriba tra pro e contro, cosa che rischia di portare ad uno schieramento in stile ultras che allontanerebbe l’oggetto della discussione dallo specifico, ovvero il contenuto della lettera.</p>
<p style="text-align:justify;">Infatti si sono subito accese le polemiche all’interno dei blog e dei forum tra i sostenitori di Saviano ed i suoi critici; in altra sede ero intervenuto per richiamare l’attenzione sul contenuto della lettera, mentre interesse di molti era proprio quello di spostare la discussione sullo scrittore e non su quanto da lui espresso.</p>
<p style="text-align:justify;">Oggi le cose sono cambiate notevolmente: è stato messo in piedi un appello sotto forma di raccolta firme online, arrivate nel momento in cui scrivo alla bella cifra di 346.965 sottoscrittori;  oggi si sono aggiunti tra gli altri anche Roberto Benigni e Nicoletta Braschi.</p>
<p style="text-align:justify;">Si è aperto un ulteriore dibattito sull’opportunità di questa “petizione” e soprattutto c’è stata una lettera che Sandro Bondi, ministro della Cultura, ha scritto a Roberto Saviano in risposta a quella da lui indirizzata al premier.</p>
<p style="text-align:justify;">La lettera è di facile reperibilità e quindi non serve riportarla, mi preme invece dire alcune mie impressioni al riguardo.</p>
<p style="text-align:justify;">Innanzitutto devo dire che Bondi, come sempre, è molto abile con le parole. Dice tante cose nella sua lunga lettera, senza però andare molto sul concreto.</p>
<p style="text-align:justify;">Se la si legge con attenzione e la si analizza, si riconosce immediatamente quello stile inconfondibile che ha il ministro: parla sempre del suo interlocutore, lo apprezza, lo stima, lo elogia. Gli dice quanto sia stato bravo e coraggioso nel fare ciò che ha fatto.</p>
<p style="text-align:justify;">Lo ammira per “le sue qualità artistiche e la sua tempra morale”, poi continua con un lungo elenco di complimenti per arrivare verso la fine del discorso a richiamare, sempre sottovoce, l’attenzione di Saviano a non farsi coinvolgere in questioni politiche, proprio lui che è in buona fede, proprio lui che in fondo è un entusiasta.</p>
<p style="text-align:justify;">Faccia attenzione, si raccomanda, perché il panorama politico è pieno di avvoltoi pronti a piombare su quei personaggi puri di spirito, come appunto il buon Saviano, e a coinvolgerli loro malgrado in lotte politiche, trascinandoli per la giacca verso il proprio schieramento.</p>
<p style="text-align:justify;">Lui soffre molto, il povero Bondi, per tutte queste esagerazioni che incattiviscono la politica.</p>
<p style="text-align:justify;">E poi ancora si lancia in elogi sulla recente trasmissione televisiva per arrivare ad una piccola stoccata con l’invito a pensare ad altre vie di espressione per sfuggire al demone della politica e della cultura di parte.</p>
<p style="text-align:justify;">La lettera prosegue fino a completo compimento con un alternarsi di elogi e di sincere raccomandazioni e speranze affinchè l’intellettuale non incappi nello schierarsi politicamente con notevole danno per il nostro Paese.</p>
<p style="text-align:justify;">E’, come dicevo, il solito Bondi.</p>
<p style="text-align:justify;">Anche questa volta ha parlato solo degli altri e si è preoccupato per la loro salvezza, come un semplice, povero, piccolo parroco di campagna.</p>
<p style="text-align:justify;">E anche questa volta ha evitato furbescamente di andare sui contenuti, ha detto perché Saviano non avrebbe dovuto scriverla, ma:</p>
<p style="text-align:justify;">- non ha detto perché la lettera di Saviano secondo lui è sbagliata,</p>
<p style="text-align:justify;">- non ha detto perché la riforma del cosiddetto processo breve secondo lui sarebbe una buona riforma,</p>
<p style="text-align:justify;">- non ha detto perché evita di fare le stesse raccomandazioni a quegli intellettuali che si esprimono a favore dei provvedimenti del governo ( in questi casi la sua sofferenza è già più sopportabile ), ma forse in questo può essere giustificato dal fatto che quasi solo i militanti sostengono quelle posizioni.</p>
<p style="text-align:justify;">Insomma Bondi parla parla senza mai entrare nell’argomento specifico, rimane sempre sull’ideologico e sull’astratto.</p>
<p style="text-align:justify;">A mio parere il vero Problema Italiano è proprio questo.</p>
<p style="text-align:justify;">Da noi accade che quando si muove una critica ad un provvedimento del governo o ad una sua proposta di legge, subito si viene tacciati di anti-italianità, oppure se si critica quanto detto da un esponente della CEI o del Vaticano si viene subito chiamati “senza Dio”.</p>
<p style="text-align:justify;">Il problema è che questo modo di fare si è diffuso ormai anche nella vita di tutti i giorni.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel lavoro, nella scuola, nella società. Non siamo più liberi di fare una critica che subito si viene accusati di essere contro qualcosa o qualcuno.</p>
<p style="text-align:justify;">Questo modo di fare ha come risultato il fatto che chi non è abbastanza forte o non sente di avere le spalle coperte, finisce col tacere.</p>
<p style="text-align:justify;">La risposta di Roberto Saviano è una grande risposta, indipendentemente dal fatto che si sia d’accordo o meno con le posizioni assunte.</p>
<p style="text-align:justify;">Oltre agli ovvi ringraziamenti per la stima e per le belle parole del ministro, Saviano punta l’attenzione sul fatto che ognuno debba sentirsi nella libertà di poter esprimere il proprio parere, senza prevaricazioni di sorta.</p>
<p style="text-align:justify;">Ricorda che in occasione del premio Scholl ricevuto qualche giorno fa in Germania ( invito alla visione del film “La Rosa Bianca” per capire di cosa si tratti ) gli sono state rivolte preoccupazioni sulla libertà di stampa in Italia.</p>
<p style="text-align:justify;">Ringrazia dell’apprezzamento da parte di Bondi, della trasmissione “Che tempo che fa”.</p>
<p style="text-align:justify;">Fa notare come proprio quella trasmissione, così come oggi la sua persona, sia stata oggetto di richiami ( in alcuni casi vere e proprie accuse ) al non schierarsi.</p>
<p style="text-align:justify;">“Sono convinto” dice Saviano “che a volte non si possa stare zitti. Che bisogna prendere posizione al costo di schierarsi. E schierarsi non significa ideologicamente”.</p>
<p style="text-align:justify;">Ognuno deve avere la possibilità, in alcuni casi c’è proprio il dovere, di dire la propria opinione, senza che questa venga presa come uno schierarsi per forza. In questo caso Saviano ribadisce con forza la posizione assunta  e ne spiega i motivi, a differenza di Bondi che in entra mai nel merito della questione.</p>
<p style="text-align:justify;">Io ho spesso utilizzato il termine ultras per esprimere a quale livello di discussione si sia arrivati, Saviano parla di contrapposizione tra contrade; in pratica è lo stesso concetto.</p>
<p style="text-align:justify;">Poche volte si entra nello specifico e quasi sempre si rimane nell’ideologico.</p>
<p style="text-align:justify;">Anche nei confronti televisivi ( per molti cittadini l’unica fonte di informazione ) chi si oppone alle posizioni del governo spesso commette l’errore di farsi trascinare in discussioni in puro stile contradaiolo e finisce per fare il gioco dell’avversario. Si dovrebbe essere pronti a riportare l’attenzione sull’oggetto della discussione e lasciare perdere le provocazioni; purtroppo i politici sono espressione della società e come spesso succede nelle discussioni da salotto, si comincia con una cosa e poi in breve tempo si finisce col litigare per tutt’altro.</p>
<p style="text-align:justify;">Ben vengano quindi coloro i quali rispondono brevemente alle provocazioni e concentrano la sostanza del discorso sulle cose concrete.</p>
<p style="text-align:justify;">Basta mettere a confronto le due lettere, Bondi e  Saviano, e contare il numero di esempi concreti e quello delle posizioni politiche o ideologiche presenti in ciascuna, per avere una visione chiara della situazione.</p>
<p style="text-align:justify;">Saviano soprattutto rivendica il diritto che ognuno deve avere di poter esprimere la propria opinione su ogni argomento. L’unico vincolo, come dice la Costituzione, è il rispetto delle leggi.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel pieno rispetto delle leggi ognuno può dire e pensarla come vuole ed è un dovere morale non tacere quando c’è qualcosa che non funziona o che limita la libertà degli altri.</p>
<p style="text-align:justify;">Anche questo fa parte di quel diritto alla felicità per il quale nella trasmissione dell’altro giorno sono stati ricordati tanti personaggi.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Grave of the Fireflies; a "Holocaust Movie".]]></title>
<link>http://geekorner.wordpress.com/2009/11/23/grave-of-the-fireflies-a-holocaust-movie/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 11:59:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Guy</dc:creator>
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<description><![CDATA[I&#8217;ve watched Grave of the Fireflies a couple of years ago, and to be honest, I totally didn]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="zemanta-img zemanta-action-dragged" style="display:block;margin:1em;">
<div>
<dl class="wp-caption alignright">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Image:Grave_of_the_Fireflies_DVDcover.jpg"><img title="Grave of the Fireflies" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/thumb/6/68/Grave_of_the_Fireflies_DVDcover.jpg/300px-Grave_of_the_Fireflies_DVDcover.jpg" alt="Grave of the Fireflies" width="300" height="424" /></a></dt>
</div>
<p>I&#8217;ve watched <a class="zem_slink" title="Grave of the Fireflies" rel="wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Grave_of_the_Fireflies">Grave of the Fireflies</a> a couple of years ago, and to be honest, I <em>totally</em> didn&#8217;t expect what I got. I was watching it with a friend with whom I&#8217;d been watching a movie every two weeks, I had this anime movie DVD at home, so I brought it along. What I received was a heavy story, a depressing story, in anime form.</p>
<p>For those who do not know, I hail from Israel, and the state religion is Judaism. One of the dates commemorated in Israel is the <a class="zem_slink" title="The Holocaust" rel="wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_Holocaust">Holocaust</a> (and Bravery) Memorial Day, which is held each year a week before Independence Day. As a student in the Israeli school system, we&#8217;d get taught over the issue every year, at least during our younger years, and talk of the Holocaust permeated much of the public discussion in Israel, always in the background.</p>
<p>More than that, aside from the memorial day, when <em>all</em> TV broadcast were dedicated to the issue, we&#8217;d get films related to the issue at other times of the year. As such, when I say &#8220;Holocaust movie&#8221;, there&#8217;s a certain meaning to it.</p>
<p>Yesterday I&#8217;ve happened to watch a documentary film about the survivors of <a class="zem_slink" title="Atomic bombings of Hiroshima and Nagasaki" rel="wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Atomic_bombings_of_Hiroshima_and_Nagasaki">Hiroshima and Nagasaki</a>&#8217;s atomic bombing, but this post was coming for some time anyway.</p>
<p><!--more--></p>
<p>When I call Grave of the Fireflies a Holocaust movie, I take it to mean that it has certain qualities, and if I spoil the movie a bit, then at least you&#8217;ll be prepared for what you will come to face in it.</p>
<p>This is not a war story, but a story about the indirect casaulties of war, it is a story of oppression, of children who lose their parents and must make do, in a society that does not have the resources to take care of them. You are faced with the seeming cruelty of their relatives, but you are forced to consider whether they are truly inhuman, or merely are trying to do their best in an impossible situation where their best, or anyone&#8217;s, is far from enough.</p>
<p>You will see children die, and it will be obvious to you that had someone made some sort of compromise, in attitude, in honour, some sort of compromise, they would have survived. It would be obvious to you but it would not necessarily be true.</p>
<p>This is a &#8220;Holocaust Movie&#8221;, even though you do not have some third party who is oppressing the characters directly, robbing them of their faculties. This is a &#8220;Holocaust Movie&#8221;, even though it does not take part in Europe and that the characters are not Jewish. This is a Holocaust Movie in its feel, in its gravitas. This is a Holocaust movie in the same way that <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_Pianist_(2002_film)">The Pianist</a> is, and <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Roberto_Benigni">Roberto Benigni</a>&#8217;s <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Life_Is_Beautiful">Life is Beautiful</a> are; they do not focus on the war, but on abject poverty, despair, and the smaller people&#8217;s attempts to live in such a climate.</p>
<p>I wonder if any movies were made about the great exodus people had made during The <a class="zem_slink" title="Great Depression in the United States" rel="wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Great_Depression_in_the_United_States">Great Depression in the United States</a>, and how similar a story that would be. Minus the war-torn bodies, of course.</p>
<p>A note, I am not sure if this is how it was originally made, or if the DVD was reconstructed from quite an old VHS Tape, but the animation quality in the movie is quite sub-par, though it may be a conscious choice.</p>
<p>I will not grade this movie, I&#8217;ll just tell you that it is good, and that you shouldn&#8217;t watch it unless you come prepared for a heavy, somber film. Forget that it&#8217;s anime, because that&#8217;d just throw you off.</p>
<p><strong>Edit:</strong> I am not willing to entertain political discussions here, especially not ones where hate speech of pseudo hate-speech is uttered against any group. The reason I brought back my upbringing is because I wanted to give context to my experience watching this film, and my experience with &#8220;Holocaust movies&#8221;, which do not have to deal with the Holocaust, per se. I reserve the right to remove and modify any and all offending comments, and if that makes me a fascist dictator, well, it&#8217;s my blog.</p>
<div class="zemanta-pixie" style="margin-top:10px;height:15px;"><a class="zemanta-pixie-a" title="Reblog this post [with Zemanta]" href="http://reblog.zemanta.com/zemified/294a396f-7705-42e8-aee3-188ed92bf28f/"><img class="zemanta-pixie-img" style="float:right;" src="http://img.zemanta.com/reblog_e.png?x-id=294a396f-7705-42e8-aee3-188ed92bf28f" alt="Reblog this post [with Zemanta]" /></a></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Down by Law (1986)]]></title>
<link>http://sofreelygiven.wordpress.com/2009/11/16/down-by-law/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 19:57:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>sofreelygiven</dc:creator>
<guid>http://sofreelygiven.wordpress.com/2009/11/16/down-by-law/</guid>
<description><![CDATA[Written and directed by Jim Jarmusch.  Starring Roberto Benigni as an Italian tourist, Tom Waits as ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Written and directed by Jim Jarmusch.  Starring Roberto Benigni as an Italian tourist, Tom Waits as an unemployed disc jockey and John Lurie as a small-time pimp. Also stars Nicoletta Braschi and Ellen Barkin.  Songs by Tom Waits.  Cinematography by Robby Muller.</p>
<p>It&#8217;s not where you start&#8211;it&#8217;s where you start again.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/MFuKK0jPigU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/MFuKK0jPigU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Vita é Bella (1997)]]></title>
<link>http://mylifeinreverse.wordpress.com/2009/11/12/la-vita-e-bella-1997/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 12:58:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Dr. Borstel</dc:creator>
<guid>http://mylifeinreverse.wordpress.com/2009/11/12/la-vita-e-bella-1997/</guid>
<description><![CDATA[Als Guido (Roberto Benigni) im Rom der dreißiger Jahre auf Dora trifft, ist es für ihn Liebe auf den]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://mylifeinreverse.wordpress.com/files/2009/11/la-vita-e-bella.jpg"><img src="http://mylifeinreverse.wordpress.com/files/2009/11/la-vita-e-bella.jpg" alt="La Vita é Bella" title="La Vita é Bella" width="480" height="286" class="aligncenter size-full wp-image-1359" /></a></p>
<p>Als Guido (Roberto Benigni) im Rom der dreißiger Jahre auf Dora trifft, ist es für ihn Liebe auf den ersten Blick. Von da an hat er nur noch Augen für seine &#8220;geliebte Prinzessin&#8221;, umwirbt sie auf so verrückte wie einfallsreiche Art und Weise und schafft es schießlich, ihr Herz zu gewinnen und sie vor einer arrangierten Heirat zu bewahren. Schließlich heiraten sie selbst und bekommen sogar einen Sohn, als das Glück der beiden ein jähes Ende findet: Als Bürger jüdischer Herkunft werden Guido und sein Sohn Giosué während des Zweiten Weltkrieges in ein Konzentrationslager abtransportiert. Guido tut dort sein Möglichstes, um Giosué vor der Hölle des KZs zu bewahren &#8230;</p>
<p><!--more-->Nachdem ich von <a href="http://mylifeinreverse.wordpress.com/2009/11/01/schindlers-list-1993/">Schindler&#8217;s List</a> so fasziniert wie schockiert war, hatte <a href="http://pixipu.wordpress.com/">Isabel</a> mich auf einen weiteren wunderbaren Film zum Thema hingewiesen, merci beaucoup! &#8220;La Vita é Bella&#8221;, zu Deutsch &#8220;Das Leben ist schön&#8221;, ist zu gleichen Teilen Drama wie Komödie, obgleich es naturgemäßg schwerfällt, dieser Thematik etwas lustiges abzugewinnen; nichtsdestotrotz, die erste Hälfte des Films ist einfach erfrischend komisch. Sie erzählt von der Ankunft Guidos und seines Freundes Ferruccios in Rom, wo letzterer als Schriftsteller anerkannt werden will, während Guido davon träumt, eine eigene Buchhandlung zu eröffnen. Bis dahin arbeitet er als Kellner, um sich über Wasser zu halten.</p>
<p>Dora dagegen ist Italienerin und Tochter aus gutem Hause; sie arbeitet als Lehrerin und fürchtet sich vor ihrer anstehenden Heirat. Guido gelingt es mit seinem natürlichen Charme und seinem Humor schnell, sie für sich zu gewinnen, und bis zu dem Zeitpunkt, da beide in eine gemeinsame Zukunft durchbrennen, hat der Zuschauer eine wunderschöne Romanze gesehen, die mehr als nur zum Schmunzeln einläd. Dann überspringt der Film einige Jahre, und die entspannte Atmosphäre der Dreißiger, in denen Guido nichtsdestoweniger vor Schikanen der italienischen Faschisten nicht verschont geblieben war, schlägt um in ein Klima der Angst. Guido, mittlerweile Buchhändler, wird als Jude in ein deutsches Konzentrationslager abtransportiert, sein Sohn und sein Onkel mit ihm. Da Dora nicht willens ist, sich von ihrer Familie zu trennen, besteht sie darauf, ebenfalls in dem Transport mitzufahren.</p>
<p>Guido, der eher um Giosué besorgt ist als um sich selbst, gelingt es, seinem Sohn glaubhaft zu vermitteln, der Aufenthalt im KZ stelle für die Gefangenen ein Spiel da, in dem es darum ginge, möglichst viele Punkte zu machen; dem Sieger winke ein echter Panzer &#8211; das, was Giosué sich am meisten wünscht. Trotz seiner schlechter werdenden körperlichen Verfassung behält Guido diese Fassade bei, um seinen Sohn nicht zu verschrecken, was bei den Mitgefangenen Befremden auslöst. Als sich der Krieg dem Ende zuneigt, wird die Lage für die Insassen zunehmend gefährlicher &#8230;</p>
<p>Gerade diese Farce macht den Film so besonders, denn sie begegnet einem schrecklichen Thema mit einer spielerischen, nahezu kindgerechten Feinfühligkeit und Verspieltheit, die oft genug geradezu grotesk anmutet. Dass dieser Balanceakt überhaupt funktioniert, ist einzig und allein Roberto Benigni zu verdanken, der neben seiner Rolle als Guido, für die er unter anderem mit dem Oscar aufgezeichnet wurde, auch das Drehbuch schrieb und die Regie übernahm. Ich kann mich nicht erinnern, jemals einen Schauspieler mit einer dermaßen überwältigenden Spielfreude am Werk gesehen zu haben. Benigni, der im Drehbuch zum Teil Erlebnisse seines Vaters verarbeitet hat, lebt sich so sehr in seine Rolle hinein, dass es geradezu ein Vergnügen ist, ihm zuzusehen; ich möchte so weit gehen und sagen, es ist eine der besten Performances eines Schauspielers, die ich je die Freude hatte sehen zu dürfen.</p>
<p>Obgleich auch &#8220;La Vita é Bella&#8221; schockiert, liegen seine Stärken anders gestaffelt als die von &#8220;Schindler&#8217;s List&#8221;, weshalb beide Filme, wenngleich thematisch ähnlich, schwer zu vergleichen sind. Beide setzen sich in jedem Fall auf eine wahnsinnig intensive Art mit dem Schrecken des Faschismus auseinander, auch wenn die Filme sich dem Thema auf unterschiedliche Art und Weise nähern. Böse Zungen könnten Benignis &#8220;La Bella é Vita&#8221; unterstellen, der Autor wisse nicht, wohin er mit seinem Script wolle: Holocaustdrama oder romantische Komödie. Fakt ist aber, beide Genres fügen sich auf eine Weise ineinander, die ich so nicht für möglich gehalten hätte. Bravourös.</p>
<p>Wertung: 9 / 10</p>
<p>(Einen Trailer gibt&#8217;s nicht; der deutsche ist nämlich ziemlicher Mist, bloß nicht anschauen, und den italienischen versteht vermutlich niemand.)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[DAY 27: NOVEMBER 11th 2009]]></title>
<link>http://365flicks.wordpress.com/2009/11/11/day-27-november-11th-2009/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 22:57:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>ashscores</dc:creator>
<guid>http://365flicks.wordpress.com/2009/11/11/day-27-november-11th-2009/</guid>
<description><![CDATA[CLICK FOR TRAILER What? DJ Zack and pimp Jack end up in prison for being too laid-back to avoid bein]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=EcSxhjH0pwA"><img class="aligncenter" src="http://globalfilmfestival.blogs.wm.edu/files/2008/12/down_by_law8.jpg" alt="" width="348" height="490" /></a>CLICK FOR TRAILER</em></p>
<p style="text-align:center;"><strong><em>What?</em></strong></p>
<p>DJ Zack and pimp Jack end up in prison for being too laid-back to avoid being framed for crimes they didn&#8217;t commit. They end up sharing a cell with eccentric Italian optimist Roberto, whose limited command of the English language is both entertaining and infuriating  but rather more useful to them is the fact that Roberto knows an escape route.</p>
<p style="text-align:center;"><strong><em>Where?</em></strong></p>
<p>At home.</p>
<p style="text-align:center;"><strong><em>With?</em></strong></p>
<p>On my own.</p>
<p style="text-align:center;"><strong><em>Why?</em></strong></p>
<p>I claim to love film, yet there are so many films by so many acclaimed directors that I haven&#8217;t invested the time into checking out. This is part of the reason why I started this blog and one director stood head and shoulders above the others when it came to checking out his back catalogue. My only experience of Jim Jarmusch was the incredible &#8216;Ghost Dog&#8217; a film that hooked me from the opening scene and soon became a personal all time favourite. Yet I never delved into Jarmusch&#8217;s filmography but now is the time to make amends starting with &#8216;Down By Law&#8217; which I was recommended I start with due to it being a melting pot of Jarmusch&#8217;s themes and quirks.</p>
<p>&#8216;Ghost Dog&#8217; set a high bar, I&#8217;m hoping consistency is a key theme of Jarmusch&#8230;</p>
<p style="text-align:center;"><strong><em>Worth It?</em></strong></p>
<p>Fantastic stuff, a really really great movie. Intentional or not, I got an &#8216;Of Mice and Men&#8217; feel from it and if I was told that it was an adaptation of an American literary classic, I wouldn&#8217;t have argued against it.</p>
<p>Tom Waits oozes cool as Zack but it&#8217;s Roberto Benigni&#8217;s Roberto who steals the film as an Italian with a slight grasp of the english language with the best of intentions despite his past and present situations. He provides several of the laughs and also some fairly poignant moments too, but never falling into the sappy trap.</p>
<p>I highly recommend this for Sunday afternoon viewing on a cold day, so basically this weekend. Get on it, and get on Jarmusch if you haven&#8217;t, I know I will be watching another in the not so distant future.</p>
<p><strong>8/10</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Inglourious Basterds.]]></title>
<link>http://foldermanila.wordpress.com/2009/11/03/inglourious-basterds/</link>
<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 21:14:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>foldermanila</dc:creator>
<guid>http://foldermanila.wordpress.com/2009/11/03/inglourious-basterds/</guid>
<description><![CDATA[(comentarios para escrituraletoria.blogspot.com de la genial y polémica Miriam Jerade) I Considero ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>(comentarios para escrituraletoria.blogspot.com de la genial y polémica Miriam Jerade)<img class="aligncenter size-full wp-image-49" title="inglourious-basterds" src="http://foldermanila.wordpress.com/files/2009/11/inglourious-basterds.jpg" alt="inglourious-basterds" width="500" height="340" /></p>
<p>I</p>
<p>Considero &#8220;Bastardos sin gloria&#8221; como la mejor película del año y una de mis favoritas de todos los tiempos.</p>
<p>La vi con emoción, y la podría ver varias veces más. Tarantino es uno de mis directores consentidos, aunque me decepcionó con “Jackie Brown” y “Death proof”.</p>
<p>Las cintas de Tarantino me han dejado una marca: como el silbido de “Kill Bill”, en estos días retumba recurrentemente en mi cabeza el “au revoir Shoshana!!”.</p>
<p>Hay otras películas con la temática de la Segunda Guerra Mundial que, por el contrario, quiero olvidar para siempre; por ejemplo “La vida es bella” del abominable Roberto Benigni, que provocó que cada que escucho “buon giorno principessa” me dan náuseas de tanta cursilería.</p>
<p>Este año también vi el filme mexicano “Corazón del tiempo”, una fábula de propaganda del EZLN; los diálogos son inverosímiles, la historia absurda, y principalmente, ostenta una clara, abierta y beligerante postura política. Es una ficción con “compromiso” y “mensaje” sobre un hecho real y actual. No comparto casi nada con los postulados de los zapatistas (creo en la justicia social, pero no en la vía armada) y menos con los del guionista/productor de la cinta (Hermann Bellinghausen) más sin embargo, la película me encantó: los actores son formidables (y entrañables), la historia de amor es conmovedora, la realización es buena, sin dejar de mencionar que la banda sonora es bellísima.</p>
<p>Puedes estar de acuerdo o no con la ideología del realizador, o con los intereses que enarbola, pero el valor del cine, y del arte en general, pertenece a otro ámbito. Una película como obra, no vale por su ideología sino por otros elementos. Por ejemplo, considero que el “Acorazado Potemkin” es propaganda estalinista, pero es una magnífica película.</p>
<p>No coincido con los postulados básicos de “Bastardos sin gloria”, es decir la venganza, el ojo por ojo, el militarismo, crueldad, etc., pero no me preocupa, porque se trata de una ficción, sátira de humor negro y parodia cruda. Tampoco comparto la discriminación racial en “Memín Pinguin”, ni la violencia familiar que ejerce su mamá -pegándole con un palo con clavo cuando se porta mal- pero realmente disfruto releer de vez en cuando mi colección. El “Memín Pinguin” es, para muchos pensadores, un clásico de la cultura popular mexicana.</p>
<p>Y si me pusiera riguroso, pues varias películas que me parecen maravillosas, están plagadas de postulados reprobables (traición, violencia, intriga, venganza, etc.).</p>
<p>II</p>
<p>Hay quienes afirman que cuando Tarantino vino a Morelia, dijo en una entrevista que tiene “origen judío” (aunque luego corrigen y dicen “remoto origen judío”).</p>
<p>No dudo que Tarantino tenga ancestros judíos, al igual que un gran porcentaje de mexicanos que provenimos de mezclas con judíos españoles conversos (por la buena o por la mala), yo hasta hace poco me sentía purhépecha “puro”, pero eso no existe. No creo que su “parte judía” haya influido mucho en la idea de la película, pero sí su intima amistad con Eli Roth, quien interpreta a Donny Donowitz, el “Oso judío” y que además dirigió el filme ficticio del ficticio Goebbels, “El orgullo de la nación” que se proyecta en el cine en llamas (o sea una película dentro de otra película). Este actor y director judío también realizó la famosa violenta cinta “Hostel” (con postulados muy “reprobables”, por cierto).</p>
<p>Creo que Tarantino es muy claro en este tema: “los judíos siempre salen como jodidos, ahora van a salir de cabrones”, punto. Cuando vi “Eréndira Ikikunari” (no confundir con la otra “Eréndira” de R. Guerra 1982) la verdad es que sí disfruté cuando mis antiguos purhépechas se echaron algunos conquistadores.</p>
<p>Algo con lo que nunca voy a estar de acuerdo es con algunos críticos de la película que plantean directa o indirectamente la idea del “complot judío”. Incluso hay quienes relacionan la venganza de Shoshana con la “venganza judía”, hablar de un poder judío en Hollywood y las bombas de racimo en los campos de refugiados palestinos es tan entrampado como cuando un articulista acusó una extraña relación Madoff-Mossad-Israel-Bancos judíos-bombazo en la India. Cuando leo “complot judío de Hollywood” me viene a la mente Mel Gibson, y bueno, Mel Gibson es el antisemita Mel Gibson,</p>
<p>Afirmar que “Bastardos sin gloria” es parte de una estrategia de “propaganda judía” de Hollywood es absurdo; con Tarantino, todos son objeto de burla, todos son parodiados:</p>
<p> -           Los ingleses: (curiosamente la única parte donde habla Churchill es sobre los judíos y Hollywood), ¿qué tal el inglés cliché hablando sobre el whisky antes de morir?</p>
<p>-           Los gringos: Pitt hace de antihéroe, una parodia de Lee Marvin, un ignorante soldado.</p>
<p>-           Los judíos: ¿qué tal los ridículos integrantes de la pandilla de Bastardos sin gloria? No son precisamente guapos, inteligentes ni heroicos.</p>
<p>-           Los franceses: me encanta cuando se muestra que no todos fueron partisanos, que hubieron muchos colaboracionistas, muchas chavas que se ligaron invasores, muchos que entregaron a sus compañeritos de clase; eso es algo que los franceses todavía no terminan de digerir.</p>
<p>-           Obviamente los alemanes: donde Landa es el personaje principal, refinado y brutal. Interesante es el tema de la insubordinación y resistencia al régimen. Por supuesto que prefiero a “Hugo Stiglitz” que a Tom Cruise en “Valkiria”.</p>
<p>Un punto muy interesante es la estrategia de Landa de querer quedar en el lado de los ganadores: muchos nazis vivieron como reyes en Estados Unidos y otros países occidentales, y murieron de viejos, a pesar de haber sido unos ojetes. Me viene a la mente Von Braun, que fue el principal precursor de la carrera al espacio y la llegada a la Luna.</p>
<p>Me gusta esta perspectiva, de algún modo, que no hay blanco y negro, sino muchos grises. He visto muchas películas acerca de mexicanos indocumentados que sufren violencia y discriminación en Estados Unidos, pero ninguna sobre indocumentados centroamericanos en México, que la pasan incluso peor.</p>
<p>Y qué mejor si se presenta de manera fresca, vi hace tiempo un documental llamado “Sobibor” sobre unos presos de un campo de concentración que se organizaron para darle en la madre a los alemanes, pero la película es larga y tediosa.</p>
<p>III</p>
<p>“Bastardos sin gloria” es un homenaje al cine desde el cine, tan bien lograda como “La rosa púrpura del Cairo” de Woody Allen.</p>
<p> Tarantino homenajea:</p>
<p>-nombrando a un personaje como un director mexicano, Hugo Stiglitz;</p>
<p>-citando a directores como Leni Riefenstahl (por cierto, excelente cineasta más allá de ser una nazi, que hizo la película oficial de las Olimpiadas de Berlín, el “Triunfo de la voluntad”);</p>
<p>-colocando escenas de la película ficticia de propaganda “El orgullo de la Nación”,</p>
<p>-exaltando a Shoshana y su sala de cine como vehículo de venganza,</p>
<p>-todo el cine del Espaguetti western</p>
<p>-parafraseando, como se ha mencionado, a la italiana “Quel maledetto treno blindato” (“Inglorious bastards” en inglés).</p>
<p>IV</p>
<p>Me parecen graciosos los videos musicales de raperos gringos, donde los negros son millonarios, y donde los blancos son el chofer, el jardinero y el mayordomo. Después me imagino que los raperos no leen Archie o Richie Rich, sino un “Memín Pinguín” modificado, que se madrea a los blancos.</p>
<p> Me gustaría que el “aparato” maléfico michoacano utilizara al cine “como herramienta de manipulación” y se realizaran filmes donde los purhépechas le ganan a los españoles. Y por fin, los purhépechas “dominen” el mundo.</p>
<p>Fuera de broma, creo que hablando del Medio Oriente y el cine, hay muchos temas que casi se nos pasan por desapercibidos. Si pudiera pedir una película, sería una que muestre cómo Siria, Jordania y Líbano han tratado tan mal a sus hermanos palestinos; que nos cuente las historias donde árabes han matado árabes; que descubra el pecado cometieron los palestinos para ser rechazados por quienes deberían ser sus principales aliados.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Vita e' Bella]]></title>
<link>http://destinedwanderer.wordpress.com/2009/10/26/la-vita-e-bella/</link>
<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 13:39:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>destinedwanderer</dc:creator>
<guid>http://destinedwanderer.wordpress.com/2009/10/26/la-vita-e-bella/</guid>
<description><![CDATA[The fetish for the search of drama films that will make me cry brings me to La Vita e&#8217; Bella (]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>The fetish for the search of drama films that will make me cry brings me to La Vita e&#8217; Bella (or Life is Beautiful) which was both directed and starred by Roberto Benigni, including Nicoletta Braschi and Giorgio Cantarini.</p>
<p><img src="/DOCUME%7E1/MARYLAND/LOCALS%7E1/Temp/moz-screenshot.png" alt="" /><img src="/DOCUME%7E1/MARYLAND/LOCALS%7E1/Temp/moz-screenshot-1.png" alt="" /><img class="alignright" src="http://ihome.ust.hk/~msss/movieclub/images/lifeis.jpg" alt="" width="400" height="568" /></p>
<p>War films never really fail to make me cry and that&#8217;s one of the best things about it. They capture the heart and emotion. The film started much like a romantic comedy with Bernini&#8217;s character, Guido, trying to make Dora (Nicoletta Braschi) fall in love with him with the use of his funny schemes. Of course, he succeeded with it. In the beginning too, I have no idea of what was going to happen. I mean, yeah Life is beautiful but what about? Not until on the birthday of their son, Joshua, both Guido and him along with Uncle Leo were forced to be sent to concentration camps for Jews. And that&#8217;s where again, Guido developed a plan that will help him save his son.</p>
<p>This film is really touching. And it succeeded in bringing tears (hurrah for that). I have really liked the part when Guido would try to send Dora (who, even though she is not a Jew, also insist on going to the concentration camp) his and his son&#8217;s love even though there&#8217;s like a big wall that separates them. That was really good and loving of him.</p>
<p>No wonder it won a lot of film awards including Benigni&#8217;s Oscar for Best Actor.</p>
<p>Again, I have to search for drama films to watch.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il governo e il corpo-rativismo]]></title>
<link>http://laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/2009/10/25/il-governo-e-il-corpo-rativismo/</link>
<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 19:18:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>francacorradini</dc:creator>
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<description><![CDATA[La stitichezza si accompagna sovente all&#8217;avarizia, all&#8217;introversione, alla malinconia, a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/files/2009/10/image00121.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3351" title="image001(2)" src="http://laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/files/2009/10/image00121.jpg" alt="image001(2)" width="404" height="303" /></a>La stitichezza si accompagna sovente all&#8217;avarizia, all&#8217;introversione, alla malinconia, alla reticenza verbale, mentre la scioltezza di corpo si associa più facilmente alla generosità, all&#8217;estroversione, all&#8217;allegria, alla loquacità. Non a caso, all’inizio della sua brillante carriera il comico Roberto Benigni scrisse e dedicò un surreale inno al corpo sciolto intitolato, per l&#8217;appunto, <em>&#8220;L&#8217;inno del corpo sciolto&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">Chi è sciolto di corpo è sciolto di mente e di spirito, ma è sciolto anche con il linguaggio. Chi evacua facilmente e frequentemente l&#8217;intestino è una persona ironica e spiritosa, che usa con facilità le parole ed è in grado di cogliere i concetti più sottili e raffinati.</p>
<p style="text-align:justify;">A proposito di corpo sciolto vorrei soffermarmi sul tema del corpo-rativismo.</p>
<p style="text-align:justify;">Qualche noto esponente governativo, facendo riferimento alle vertenze sorte nella scuola, ha rimproverato gli insegnanti di condurre una &#8220;battaglia corporativa&#8221;. Ebbene, se per costoro il posto di lavoro, i diritti e le regole sindacali sono una questione corporativa, è probabile che abbiano un urgente bisogno di un potente lassativo, non tanto per sciogliere e svuotare l&#8217;intestino, quanto per liberare la mente dai troppi pregiudizi e luoghi comuni che provocano la stitichezza e l&#8217;impaccio del pensiero.</p>
<p style="text-align:justify;">E&#8217; alquanto probabile che costoro confondano il <em>&#8220;corporativismo&#8221; </em>con lo<em> &#8220;spirito di corpo&#8221;</em>, e con ciò intendo dire che il loro spirito è stitico ed impacciato, ossia incapace di <em>&#8220;andare di corpo&#8221;</em>, allo stesso modo in cui il loro corpo è stitico ed impacciato, nel senso che è incapace di spirito, cioè di essere spiritoso, sciolto, ironico ed arguto.</p>
<p style="text-align:justify;">A voler essere precisi anche sul piano lessicale, il vero corporativismo corrisponde ad un atteggiamento sistematico volto a conservare e perpetuare i privilegi esclusivi della propria categoria professionale.</p>
<p style="text-align:justify;">Mi chiedo: è <em>&#8220;corporativismo&#8221;</em> anche l&#8217;ostinata lotta di chi vuole salvaguardare la propria salute fisica o tutelare l&#8217;integrità del proprio ambiente e del proprio territorio? Secondo tale logica la dura vertenza condotta, ad esempio, dagli abitanti della Val di Susa contro l&#8217;alta velocità sarebbe una <em>&#8220;battaglia corporativa&#8221;</em>? E altrettanto corporativi sarebbero gli scioperi e le lotte sostenute dagli operai per difendere i propri posti di lavoro contro la crisi economica e i licenziamenti di massa? Certamente, mi sembrano battaglie assolutamente giuste e dignitose, sacrosante e necessarie.</p>
<p style="text-align:justify;">Probabilmente si crede che il <em>&#8220;corporativismo&#8221;</em> degli insegnanti costituisca una tendenza conservatrice e piccolo-borghese, ossia classista ed opportunistica, in quanto finalizzata esclusivamente alla preservazione dei privilegi economici (ma quali sono questi privilegi?) di una sola categoria professionale, cioè il corpo docente. Al contrario, il <em>&#8220;corporativismo&#8221;</em> degli operai avrebbe maggior dignità e valore in quanto potrebbe trasformarsi (ma in virtù di quale meccanismo o processo?) nella lotta di classe.</p>
<p style="text-align:justify;">Pertanto, il corporativismo operaio corrisponderebbe all&#8217;operaismo rivoluzionario, alla lotta di classe contro il capitalismo, spettante alle masse operaie. Di conseguenza, la lotta di classe sarebbe il risultato di un processo storico determinato dalle tendenze economiche, sindacali e politiche di origine operaia? Non mi pare proprio. Basta vedere come vota una parte cospicua degli operai nel nostro Paese.</p>
<p style="text-align:justify;">Riassumendo in breve il pensiero stitico ed impacciato di taluni esponenti governativi <em>&#8220;anti-statalisti&#8221;</em>, questo sarebbe il loro schema di ragionamento <em>&#8220;anti-corpo-rativista&#8221;</em>:</p>
<p style="text-align:justify;">- corporativismo operaio = lotta di classe rivoluzionaria;</p>
<p style="text-align:justify;">- corporativismo degli insegnanti = tendenza egoistica e classista in difesa dei propri privilegi economico-professionali = opportunismo piccolo-borghese.</p>
<p style="text-align:justify;">Complimenti, dunque, ai suddetti ministri, che dimostrano di non possedere idee molto chiare e molto sciolte, ossia hanno poche idee, oltretutto confuse. Suggerirei di assumere un efficace lassativo per sciogliere il loro pensiero dai tanti impacci mentali che ne impediscono le capacità di analisi e di ragionamento. Ovviamente non alludo ai metodi purgativi di stampo fascista, in modo particolare alle soluzioni a base di olio di ricino adottate da quel regime politico dittatoriale che, per un ventennio, ha dispensato <em>&#8220;purghe&#8221;</em> in tutta Italia, non certo per sciogliere o liberare la mente degli italiani. Anzi!</p>
<p style="text-align:justify;">Concludo dicendo che una coscienza di classe matura anche attraverso battaglie che sorgono inizialmente come <em>&#8220;corporative&#8221;</em>, laddove una mente originariamente corporativistica riesce a liberarsi, ad acquisire e ad esprimere una crescente capacità di analisi e di critica della società nel suo insieme. Il salto di qualità politico-intellettuale avviene nel momento in cui da uno stato di <em>&#8220;autocoscienza individuale&#8221;</em>, il soggetto si evolve verso un livello superiore di <em>&#8220;autocoscienza universale&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">Mi accorgo di essere diventato un pò troppo astruso e complicato, per cui i poveri esponenti del governo potrebbero sentirsi ancora più ingolfati nel loro cervello oltremodo stitico ed impacciato.</p>
<p style="text-align:right;"><strong>Lucio Garofalo</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il conto della serva (fatto col padrone)]]></title>
<link>http://pizzeriaitalia.wordpress.com/2009/10/24/il-conto-della-serva-fatto-col-padrone/</link>
<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 17:02:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>vuerre</dc:creator>
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<description><![CDATA[il Corriere pubblica un&#8217;intervista a Bruno vespa che disquisice sui contratti con la RAI: il s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>il Corriere <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_ottobre_24/bruno-vespa-contratto-compenso-giovani-santoro_0cceebce-c06a-11de-9fa6-00144f02aabc.shtml" target="_blank">pubblica</a> un&#8217;intervista a Bruno vespa che disquisice sui contratti con la RAI: il suo, minacciato di tagli, e quelli altrui. Con alcune considerazioni in merito agli introiti pubblicitari:</p>
<blockquote><p>Le prime cento mi vengono pagate 11.878,50 euro lordi ciascuna, le ulteriori quaranta 10.329,14 euro lordi. Totale 1.601.016,40.<br />
Col nuovo contratto le pri­me cento puntate verrebbero 13.000,00 euro lordi ciascuna, le ulteriori quaranta 12.000,00 euro lordi ciascuna. Totale 1.780.000.<br />
Differenza tra vecchio e nuovo contratto 178.963,40 euro lordi all’anno. L’11,18% in più.</p></blockquote>
<p>e poi fa due conti &#8211; in tasca sua ed altrui&#8230;</p>
<blockquote><p>«Giusto che si tenga conto della difficile situazione. Ma contano anche i risultati. &#8216;Porta a porta&#8217; ha un costo bassissimo: 45 mila euro per puntata &#8216;chiavi in mano&#8217;, è fermo da anni, grazie al rigore amministrativo di Claudio Donat Cattin e di Giovanna Montanari. Per 140 puntate fa 6 milioni 300 mila euro. Roberto Benigni vendette 12 puntate di seconda serata della Divina Commedia registrate in pubblico a Firenze (quindi già ammortizzate) per 400 mila euro l’una (totale 4.800.000 euro). Gli ascolti furono più bassi di &#8216;Porta a porta&#8217;, ma nessuno battè ciglio. Certo, l’arte costa&#8230;»</p>
<p>«La Sipra vende i nostri spot a 30 mila euro l’uno. Se ne trasmettono otto. Vogliamo essere prudenti? Facciamo il calcolo su sei. In un anno sono 25 milioni 900 mila euro. Meno il costo della trasmissione, restano quasi 20 milioni di euro di guadagno all’anno per la Rai. Facciamo un pubblico confronto con gli altri, conti alla mano, e tiriamo le somme. Mi dispiacerebbe se questo confronto non fosse fatto dal Consiglio Rai che certo dispone (o potrebbe disporre, solo che lo volesse) di tanti documenti che io non ho&#8230; »</p></blockquote>
<p>Il ragionamento ha una sua indiscutibile logica&#8230; e &#8211; con quel che si sente di soldi sprecati &#8211; dare 1.780.000,00 euro (lordi) a Vespa, con quei ritorni (ed un impegno non indifferente) non mi pare una follia. Se si pagano le <a href="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/2009/02/17/sanremo-ecco-quanto-costano-gli-ospiti/" target="_blank"><strong>ospitate</strong></a> a San Remo a botte da centinaia di migliaia di euro l&#8217;una&#8230;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Italian Classics]]></title>
<link>http://monicasuma.wordpress.com/2009/10/24/italian-classics/</link>
<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 05:51:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>monicasuma</dc:creator>
<guid>http://monicasuma.wordpress.com/2009/10/24/italian-classics/</guid>
<description><![CDATA[Although I am a big fan of French movies, these are some amazing MUST &#8211; SEE Italian classics I]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Although I am a big fan of French movies, these are some amazing MUST &#8211; SEE Italian classics I]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Recomendado #3]]></title>
<link>http://heavymetaldosenhor.wordpress.com/2009/10/22/recomendado-3/</link>
<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 03:10:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>Heavy Metal do Senhor!</dc:creator>
<guid>http://heavymetaldosenhor.wordpress.com/2009/10/22/recomendado-3/</guid>
<description><![CDATA[Daqui a pouco, no Telecine Cult.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter" src="http://globalfilmfestival.blogs.wm.edu/files/2008/12/down_by_law8.jpg" alt="" width="348" height="490" /></p>
<p>Daqui a pouco, no Telecine Cult.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cinema on-campus: 'Il mostro']]></title>
<link>http://sullivandaniel.wordpress.com/2009/10/13/cinema-on-campus-il-mostro/</link>
<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 18:51:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Dan Sullivan</dc:creator>
<guid>http://sullivandaniel.wordpress.com/2009/10/13/cinema-on-campus-il-mostro/</guid>
<description><![CDATA[Let&#8217;s chalk this one up to my unprecedented obliviousness: UW&#8217;s  La cineteca italiana wi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Let&#8217;s chalk this one up to my unprecedented obliviousness: UW&#8217;s  La cineteca italiana will be screening Roberto Benigni&#8217;s serial killer farce <a href="http://www.imdb.com/title/tt0110570/"><em>Il mostro</em> (1994)</a> tomorrow night at 6:00PM in the Sewell Social Sciences Building (1180 Observatory Dr., Room 6104).</p>
<p>Though I&#8217;ve never attended any of La cineteca italiana&#8217;s screenings, they do host them every Wednesday night, so it&#8217;s almost certainly worth checking out at some point. <em>Il mostro</em> is notable for having been the highest grossing Italian production ever until Benigni topped himself in 1997 with <em>La vita è bella</em>. I&#8217;ve found Benigni to be very annoying in pretty much everything I&#8217;ve seen him in&#8212;with the exception of Jim Jarmusch&#8217;s <em>Coffee and Cigarettes</em>, in which he wasn&#8217;t really given the time necessary to get on my nerves&#8212;but then again, I haven&#8217;t seen <em>Il mostro</em>.</p>
<p>Glancing at La cineteca italiana&#8217;s schedule, it appears they&#8217;ve got a few gems lined up, so I guess I&#8217;ll have to keep an eye on &#8216;em in the weeks to come.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Permanent Vacation]]></title>
<link>http://miguelvaca.wordpress.com/2009/10/09/permanent-vacation/</link>
<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 04:50:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>miguelvaca</dc:creator>
<guid>http://miguelvaca.wordpress.com/2009/10/09/permanent-vacation/</guid>
<description><![CDATA[Estoy un poquito desilusionado. Permanent Vacation, la primera peli de Jim Jarmusch de 1980 no me gu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="font:14px Verdana;min-height:17px;margin:0;"><img class="aligncenter size-full wp-image-335" title="Permanent Vacation" src="http://miguelvaca.wordpress.com/files/2009/10/25zgf48.jpg" alt="Permanent Vacation" width="500" height="735" /></p>
<p style="font:14px Verdana;min-height:17px;margin:0;">
<p style="font:14px Verdana;margin:0;">Estoy un poquito desilusionado. <em>Permanent Vacation</em>, la primera peli de <em>Jim Jarmusch</em> de 1980 no me gustó para nada. Es como esas obras de arte que uno intenta entender pero siente que es un artista dándoselas de intelectual y que no hay mucho más que entender que algo aburrido y chato.</p>
<p style="font:14px Verdana;min-height:17px;margin:0;">
<p style="font:14px Verdana;margin:0;">Si, de pronto es demasiado fuerte y estoy juzgando demasiado estricto a <em>Jarmusch</em> a sabiendas que era la primera peli y que otros en el pasado también me han dejado como con ganas de más.</p>
<p style="font:14px Verdana;min-height:17px;margin:0;">
<p style="font:14px Verdana;margin:0;">Errores en la edición, en el audio, en las actuaciones y en lo plano de los dialogos me hartaron. El esfuerzo de verme el final no fue congraciado, muy por el contrario fue bastante simplón. Tratar de exlicar que &#8220;la soledad grabada en una ciudad tan movida como Nueva York es síndrome de la juventud que sólo siente que existe ella y sus amigos&#8221; me parece un argumento forzado.</p>
<p style="font:14px Verdana;min-height:17px;margin:0;">
<p style="font:14px Verdana;margin:0;">Lo único que rescato es que la peli me dejó pensar y elucubrar cuál podría ser el actor o los actores fetiche de <em>Jim Jarmusch</em> en su obra; en principio podría ser <em>John Lurie </em>que actuó en esta y <em>Stranger than Paradise</em>, <em>Isaac de Bankolé</em> que actuó en dos, <em>Roberto Benigni</em> que actuó en tres o podría ser <em>Bill Murray</em> que también actuó en tres y ahora en <em>The Limits of Control</em> que estrena este año. Pero no, la pareja de personajes que siempre acompañan las pelis de <em>Jarmusch</em> son los cigarrillos y las tazas de café bien oscuro.</p>
<p style="font:14px Verdana;min-height:17px;margin:0;">
<p style="font:14px Verdana;margin:0;">No recomiendo esta peli a personas de concentración baja, impacientes o demasiado perfeccionistas. Prefiero compartirla con esnobistas, intelectualoides e incluso con paternalistas sobreprotectores que entienden la ingenuidad e inmadurez de <em>Jarmusch</em> en esta peli como algo tierno y filológico en su corpus cinematográfico.</p>
<p style="font:14px Verdana;min-height:17px;margin:0;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La terribile piaga della Calabria? Venditti. Parola di Johnny Stecchino!]]></title>
<link>http://malarablog.wordpress.com/2009/10/08/la-terribile-piaga-della-calabria-antonello-venditti-parola-di-johnny-stecchino/</link>
<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 09:13:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>Domenico Malara</dc:creator>
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<description><![CDATA[Altro che Alta Marea, Antonello Venditti ha provocato un vero e proprio maremoto. La sua sparata, de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Altro che Alta Marea, <strong>Antonello Venditti</strong> ha provocato un vero e proprio maremoto. La sua sparata, decisamente infelice, sulla<strong> Calabria</strong> (<em>«Dio, ma perché hai creato la Calabria? In Calabria non c’è niente, proprio niente; speriamo che si faccia il ponte di Messina, così almeno in Calabria ci sarà qualcosa»</em>) durante un concerto nel 2008 in Sicilia, ha messo <strong>in subbuglio un&#8217;intera regione</strong>. Tutti indignati, organi si stampa, politici, comuni cittadini. <strong>La protesta è arrivata anche su facebook</strong>, con decine, centinaia, di messaggi e gruppi contro il cantautore romano.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/CJSWH7cf_QU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/CJSWH7cf_QU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:justify;">Tutti a chiedere la sua testa, a <strong>pretendere pubbliche scuse</strong>, con la solita processione dei politici di turno che<strong> fanno a gara a chi s&#8217;indigna di più</strong>. Insomma, non c&#8217;è lodo Alfano che tenga, per i calabresi <strong>il vero caso nazionale è Antonello Venditti</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Premetto subito che sono calabrese anch&#8217;io e  che <strong>il cantautore romano ha assolutamente sbagliato</strong> a pronunciare quelle parole, però mi chiedo: <strong>perché con la stessa rabbia</strong> con la quale i calabresi pretendono le scuse da Venditti <strong>non si scagliano contro la classe politica</strong>, a tuti i livelli, che ha governato e governa questa regione? Politici che <strong>molto più di Venditti ogni giorno offendono e infangano la nostra terra</strong>? Perché per le morti assurde negli ospedali calabresi, per la <strong>disoccupazione</strong>, per le <strong>navi dei veleni</strong> inabissate nei nostri mari, per il totale controllo del territorio da parte della <strong>&#8216;ndrangheta</strong>, nessuno dice niente o invoca le scuse di chi ci governa?</p>
<p style="text-align:justify;">La verità è che <strong>siamo orgogliosi di essere calabresi</strong> solo quando vince la Reggina, quando passeggiamo sul <strong>Lungomare</strong> di Reggio, quando la Calabria trionfa a  <strong>miss Italia</strong> o la Gregoraci sposa Briatore, quando Gattuso alza al cielo la <strong>Coppa del Mondo</strong>. Ci sentiamo orgogliosi di essere calabresi solo per la bellezza del nostro mare e per il clima mite. Salvo poi indignarci per la <strong>sparata infelice di un cantante</strong>. È un po&#8217; come nel film &#8220;Johnny Stecchino&#8221;, quando Benigni arriva a Palermo e lo zio gli elenca le piaghe della Sicilia: l&#8217;Etna, la siccità, il traffico. La piaga che affligge la Calabria, invece, sembra essere Venditti, non un classe <strong>classe politica indegna,</strong> dalla quale nessuno ha mai preteso scuse!</p>
<p style="text-align:justify;">Dedicata alla Calabria:</p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/eoiUOqk6auY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/eoiUOqk6auY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://oknotizie.virgilio.it/info/590418d88a871553/la_terribile_piaga_della_calabria_antonello_venditti._parola_di_johnny_stecchino_.html" target="_blank"><img title="votami-su-oknotizie" src="../files/2008/11/votami-su-oknotizie.gif" alt="votami-su-oknotizie" width="440" height="45" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La vida es bella]]></title>
<link>http://cinefagusmaximus.wordpress.com/2009/10/06/la-vida-es-bella/</link>
<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 19:51:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>cinefagusmaximus</dc:creator>
<guid>http://cinefagusmaximus.wordpress.com/2009/10/06/la-vida-es-bella/</guid>
<description><![CDATA[Título: La vida es bella Título original: La vita è bella País: Italia Estreno en USA: 23/10/1998 Es]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-810" title="la vida es bella" src="http://cinefagusmaximus.wordpress.com/files/2009/10/la-vida-es-bella.jpg" alt="la vida es bella" width="300" height="431" /></p>
<p>Título: La vida es bella<br />
Título original: La vita è bella<br />
País: Italia<br />
Estreno en USA: 23/10/1998<br />
Estreno en España: 26/02/1999<br />
Productora: Miramax International / Mario &#38; Vittorio Cecchi Gori Melampo Cinematografica<br />
Director: Roberto Benigni<br />
Guión: Roberto Benigni y Vicenzo Cerami<br />
Reparto: Roberto Benigni, Nicoletta Braschi, Giorgio Cantarini, Marisa Paredes, Giustino Durano, Horst Buchholz<br />
<strong> </strong></p>
<p><strong>Sinopsis:</strong></p>
<p>Unos años antes de que comience la Segunda Guerra Mundial, un joven llamado Guido llega a un pequeño pueblo de la Toscana italiana con la intención de abrir una librería. Allí conocerá a Dora, la prometida del fascista Ferruccio, con la que conseguirá casarse y tener un hijo. Con la llegada de la guerra los tres serán internados en una campo de concentración donde Guido hará lo imposible para hacer creer a su hijo que la terrible situación que están padeciendo es tan sólo un juego.</p>
<p><strong>Opinión:</strong></p>
<p>Chaplin estaría orgulloso. Y es que aquí su discípulo mas aventajado se marco un señor peliculón, de esos que quedan grabados a fuego en el imaginario colectivo, siendo todavía recordados lustros después sin perder un ápice de su frescura y grandeza. Y es que esta fabula moral sobre el poder de la risa y la imaginación frente al terror y al miedo sigue provocando tanto carcajadas como estremecimientos a partes iguales, con el nazismo y el holocausto como telón de fondo.</p>
<div id="attachment_812" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-812" title="la vida es bella2" src="http://cinefagusmaximus.wordpress.com/files/2009/10/la-vida-es-bella2.jpg" alt="El amor lo puede todo" width="400" height="269" /><p class="wp-caption-text">El amor lo puede todo</p></div>
<p>Como maestro de ceremonias esta un inconmensurable Roberto Benigni, que en un alarde de tremenda creatividad simplemente lo borda en todas las facetas en las que interviene en el film, en la que es sin duda la película italiana de la década. Y es que este largometraje es un regalo para los sentidos, tanto visual como sonoramente, solo escuchad la soberbia banda sonora de Nicola Piovani. Destacar asimismo el impresionante reparto, que clava las interpretaciones de manera magistral.</p>
<div id="attachment_813" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-813" title="la vida es bella1" src="http://cinefagusmaximus.wordpress.com/files/2009/10/la-vida-es-bella1.jpg" alt="El humor frente al horror" width="400" height="300" /><p class="wp-caption-text">El humor frente al horror</p></div>
<p>Una tragicomedia emotiva y conmovedora que te hará reflexionar, reír y llorar. ¿Se puede pedir mas?</p>
<p><strong>Puntuación:</strong></p>
<p>9 / 10</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[<i>The Tiger and the Snow</i> (2005)]]></title>
<link>http://latkovic.wordpress.com/2009/10/02/the-tiger-and-the-snow-2005/</link>
<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 19:02:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Nicholas Latkovic</dc:creator>
<guid>http://latkovic.wordpress.com/2009/10/02/the-tiger-and-the-snow-2005/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Night on Earth]]></title>
<link>http://miguelvaca.wordpress.com/2009/10/01/night-on-earth/</link>
<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 19:33:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>miguelvaca</dc:creator>
<guid>http://miguelvaca.wordpress.com/2009/10/01/night-on-earth/</guid>
<description><![CDATA[Night on Earth es la cuarta peli de Jim Jarmusch que fue realizada en 1991. Anoche me la ví en DVD, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="line-height:19px;font:14px Verdana;min-height:17px;margin:0 0 13px;"><img class="aligncenter size-full wp-image-286" title="Night on Earth" src="http://miguelvaca.wordpress.com/files/2009/10/night-on-earth.jpg" alt="Night on Earth" width="348" height="490" /><br />
<em></em></p>
<p style="line-height:19px;font:14px Verdana;margin:0 0 13px;"><em>Night on Earth</em> es la cuarta peli de <em>Jim Jarmusch</em> que fue realizada en 1991. Anoche me la ví en DVD, después que me llegaran en versión <em>Criterion Collection</em>, esta y otra más.</p>
<p style="line-height:19px;font:14px Verdana;margin:0 0 13px;">De no ser por los costos de producción para montar las filmaciones en Los Angeles, Nueva York, París, Roma y Helsinki se podría decir que es una peli de corte serie B de bajo presupuesto. Es de saber que muchos de los actores que trabajan con <em>Jarmusch</em> no necesarimente cobran sus astronómicos sueldos cuando trabajan al lado de él y por eso podemos encontrar en esta peli a <em>Gena Rowlands, Winona Ryder</em> o el mismo Roberto<em> Benigni</em>. Aparte de ellos se puede reconocer a <em>Giancarlo Esposito</em> (<em>Do The Right Thing</em>), <em>Armin Mueller-Stahl</em> (<em>Eastern Promises</em>), <em>Isaach De Bankolé</em> (<em>Casino Royale</em>) y <em>Béatrice Dalle</em> (la bellísima Betty Blue) lo que la cataloga de una como una peli independiente (indie).</p>
<p style="line-height:19px;font:14px Verdana;margin:0 0 13px;"><em>Jarmusch</em> nos tiene acostumbrados a una sensibilidad filosófica por la humanidad y los interrogantes existencialistas que esta se hace. Esta peli no es la excepción, cinco taxistas exploran sus planes de vida, sus principios fundamentales, sus morbos, sus miedos, sus rabias, sus creencias y nos esplican que el mundo no es diferente para nadie, que tan sólo somos seres que aleatoriamente fuimos repartidos en un uso horario específico.</p>
<p style="line-height:19px;font:14px Verdana;margin:0 0 13px;">Muy parecido a <em>Wenders</em>, <em>Jarmusch</em> está cautivo por la escencia humana posmodernista y en ese juego involucró maravillosamente a Tom Waitts con sus letras y su música. Qué bien que suena ese circo y qué bien que la música aglutina todas las ciudades en sus historias.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Üstün Irk Safsatası!]]></title>
<link>http://eskrimaktuel.com/2009/09/30/ustun-irk-safsatasi/</link>
<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 21:41:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>sporgunlugu</dc:creator>
<guid>http://eskrimaktuel.com/2009/09/30/ustun-irk-safsatasi/</guid>
<description><![CDATA[Bugün başkanımız Müminhan Bilgin&#8217;in Hitler, Mussolini, biraz da  Mahmut Esat Bozkurt türü Türk]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Bugün başkanımız Müminhan Bilgin&#8217;in Hitler, Mussolini, biraz da  Mahmut Esat Bozkurt türü Türk]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Chiude Grazia Neri. Il fotogiornalismo non scatta più]]></title>
<link>http://contentistheking.wordpress.com/2009/09/23/grazia-ner/</link>
<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 14:07:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stefano Ciavatta</dc:creator>
<guid>http://contentistheking.wordpress.com/2009/09/23/grazia-ner/</guid>
<description><![CDATA[Agenzia storica. Una fine repentina dentro una crisi prevedibile. In digitale una foto vale meno: ni]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Agenzia storica. Una fine repentina dentro una crisi prevedibile. In digitale una foto vale meno: niente credits, archivi online in saldo, immagini gratis dal web dove la stampa non investe. Il mercato non può più legarsi solo all&#8217;editoria. Meglio realtà piccole o contenuti multimediali</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-851" title="grazia_neri_ruy_teixeira" src="http://contentistheking.wordpress.com/files/2009/09/grazia_neri_ruy_teixeira.jpg?w=280" alt="grazia_neri_ruy_teixeira" width="280" height="300" /></p>
<p style="text-align:justify;">Non è bastata l’autorevolezza della prima della classe. Si pensava che pur nella difficoltà generali dei media, una realtà così solidamente radicata nel mercato del fotogiornalismo e dell&#8217;editoria come Grazia Neri potesse reggere meglio delle piccole realtà che sembravano più esposte. E invece per la celebre agenzia è tempo di chiudere. A nulla sono serviti i classici tagli di ridimensionamento.<br />
Era nata nel 1966 e soltanto un anno dopo, la fotografa milanese ricevette da Hubert Henrotte la proposta di rappresentare in Italia la neonata agenzia Gamma. Un’occasione sfruttata appieno, fino a diventare un punto di riferimento per agenzie e fotografi di tutto il mondo. La liquidazione annunciata dal figlio Michele Neri, da un anno a capo dell’azienda. Dichiarazioni dolenti e impietose: «Sono stato costretto perché le perdite avevano superato il capitale sociale. I giornali hanno tagliato drasticamente la spesa per le fotografie, hanno imposto una riduzione dei prezzi del 25-30%, un numero crescente di immagini utilizzate sono gratuite o scaricate da siti a costi molto bassi. Rispetto al mercato attuale probabilmente la nostra struttura è troppo grande. Per qualche anno abbiamo creduto che le testate online potessero sostituire il fatturato perso con la carta. Ma non è stato così: anche i siti cercano di spendere il meno possibile».</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--><br />
Nel caso di Grazia Neri la crisi del settore ha spinto una situazione prevedibile verso una repentina caduta, e questo aumenta il dispiacere tra i fotografi dell’agenzia e i colleghi. Per il giovane leccese Andrea Frazzetta è «un brutto segno per tutti, epocale, se ne sono accorti anche i concorrenti. Era l&#8217;agenzia italiana per eccellenza, e Grazia una grandissima talent scout».</p>
<p style="text-align:justify;">Per Alberto Giuliani, classe 1975, da 14 anni con Grazia Neri, di recente scelto da Saviano per raccontare il suo nuovo libro a Massenzio, «la notizia della liquidazione non lascia molto spazio a un possibile prosieguo. In tempo di crisi pubblicitaria, una struttura cresciuta floridamente neglianni 80/90 era un colosso troppo grande e costoso per essere rivolto solo al business dell’editoria. Non si è potuto tagliare altrimenti per via di vincoli sindacali».</p>
<p style="text-align:justify;">Come si sopravvive alla crisi? «Chi ha differenziato il proprio business o piccole strutture come l&#8217;americana Seven, diretta concorrente di Magnum con soli 10 fotografi, e tre dipendenti. E non le decine di Grazia Neri. Sono molte le agenzie in questa situazione». E il web che voce ha in capitolo? «Siamo in una fase di transizione.Tutti lo indicano come il futuro della rinascita ma nessuno ci investe. I gruppi editoriali non danno budget. Così ci si deve reinventare con contenuti multimediali. Non a caso il Washington Post sponsorizza Mediastorm».</p>
<p style="text-align:justify;">Il fotogiornalismo amatoriale dei lettori vi danneggia? «Penalizza il giornalismo in generale. Ma non confondiamolo con la morte di Saddam ripresa da una telecamera o le foto di Abu Ghraib. È l&#8217;approfondimento che manca. Il problema sta a monte, i giornali non hanno un’idea». Quali sono i fronti aperti con i media? «Quella per i credits è una lotta antichissima. Non si capisce il perchè, forse disattenzione rispetto al valore della fotografia. Altrove foto e contenuti sono equiparati. Per le agenzie fotografiche l&#8217;Italia è il terzo mercato al mondo. Ora si crea un buco che verrà colmato in parte dai diretti concorrenti, ma la perdita è anche culturale, emotiva».</p>
<p style="text-align:justify;">Getty e Corbis hanno cambiato il mercato? «Forse glielo hanno lasciato cambiare. Chi come Grazia Neri aveva dalla sua la forza autoriale non ha investito su quello, semmai si è adattata. Sono dei colossi, ma non mi stupirei se domani sparissero, nel senso che non ho chiaro quanto realmente grande sia il loro business. Sicuramente sono influenti sulle immagini di stock e archivio, facendo offerte e abbassando i prezzi. Fino a 5/6 anni fa, 250 euro, oggi con loro la si paga 20. Una volta si diceva che l’archivio è la pensione dei fotografi. Oggi no. Aveva ragione poco tempo fa il direttore della Magnum che in una lettera si rivolgeva ai suoi: “Facciamoci venire un’idea. Se fino ad oggi il Time di turno non ha preso le immagini da Flickr è solo perché non si ha la certezza che quella foto sia stata scattata in quel posto e a quell’ora”. Ma oggi con il sistema Gps sulle foto, queste garanzie ci sono».</p>
<p style="text-align:justify;">Anche chi scattava prima dei tempi del Gps, come Mimmo Chianura, fotografo della Agf, autore del celebre scatto di Benigni che solleva Berlinguer, non si stupisce della chiusura di Grazia Neri: «La crisi dell&#8217;agenzia è una delle conseguenze più evidenti del mercato. Grazia Neri era grande e solida, ma l’editoria resta in crisi e i servizi fotografici non si vendono. Sento voci di colleghi preoccupati perché le difficoltà dell&#8217;agenzia già si fanno sentire sulla propria agenda. I giornali chiudono, i mensili che fecero la gloria del fotoreportage, come Epoca e Life non ci sono più. La foto viene destinata ai siti, e quindi la sua vita vale di meno».</p>
<p style="text-align:justify;">Lavorare in piccolo è una salvezza? «Sono un libero professionista che si appoggia alla Agf. Apparteneva alla moglie di Scalfari, siamo piccoli, 5 fotografi e pochi dipendenti. In riunione ce lo siamo detti: più sei grande oggi più è un azzardo. Noi siamo strangolati dai crediti perché ci pagano a sei mesi. L’uso del digitale ci ha agevolato, possiamo mandare subito una foto ovunque in tutto il mondo, ci permette di scavalcare limiti tecnici che sembravano invalicabili. Ma per contro, la foto vale meno. In un pomeriggio la foto di una conferenza diventa vecchia, una volta poteva durare anche giorni. Il web ha pure comportato un ribasso dei prezzi. Non c&#8217;è più un giusto prezzo».</p>
<p style="text-align:justify;">C&#8217;è anche chi ne approfitta gratis: «È diventato facile anche rubarle. Passiamo il tempo a navigare per controllare i furti. E basta un click per far sparire le prove. Una volta mentre eravamo al telefono per segnalare la cosa, hanno tolto al volo la foto incriminata. E poi ci sono i giornali, che sollecitano i lettori a mandare le loro foto amatoriali, e le agenzie spregiudicate. Corbis sembra un supermercato con gli sconti 3&#215;2i. Sono stato a casa di Mandela, Gandhi e Khomeini, oggi già mi stuferei. Ma per noi fotografi di cronaca politica la verità è “aridatece er puzzone: tutti ci siamo lamentati della fine dei partiti, ma al tempo dell&#8217;elezione di De Mita, tornai con 83 rullini, c&#8217;erano 500 delegati da fotografare. Oggi ai congressi c&#8217;è solo il leader e basta».</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La tienda de los horrores - El niño con el pijama de rayas]]></title>
<link>http://39escalones.wordpress.com/2009/09/19/la-tienda-de-los-horrores-el-nino-con-el-pijama-de-rayas/</link>
<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 00:01:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>39escalones</dc:creator>
<guid>http://39escalones.wordpress.com/2009/09/19/la-tienda-de-los-horrores-el-nino-con-el-pijama-de-rayas/</guid>
<description><![CDATA[De entrada no hay nada excesivamente llamativo, ni para bien ni para mal, en esta película de Mark H]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://39escalones.wordpress.com/files/2009/09/rayas.jpg" alt="rayas" title="rayas" width="468" height="309" class="aligncenter size-full wp-image-3445" /></p>
<p>De entrada no hay nada excesivamente llamativo, ni para bien ni para mal, en esta película de Mark Herman que adapta la novela juvenil, insistimos, juvenil, de John Boyne, una de las películas más vistas de 2008. Nada destaca por sí mismo como excelente o brillante, ni lenguaje visual ni labor de dirección ni interpretaciones ni guión ni nada de nada, aunque tampoco cabe decir que sean un horror. Son, más bien, correctos, sin fantasía, pero apañados. Sin embargo, por el contrario, la película en conjunto sí resulta horrorosa, lamentable, repulsiva, moralmente repugnante, rozando la más asquerosa pornografía sentimental, apelando al vómito. Por supuesto, no esperamos que el espectador que se haya dejado llevar por las lágrimas teledirigidas que constituyen el único <em>leit motiv</em> de la cinta entienda o comparta, ni siquiera que lo intente, la línea argumental de este artículo: ahí radica el poder de la sedación mental o, más bien, sentimental, como es el caso.</p>
<p>Tenemos una historia con infinitas y prometedoras posibilidades llevada indefectiblemente por el camino del más baboso edulcorante: un niño alemán (Asa Butterfield), hijo de un oficial nazi (David Thewlis), y que además de hacerse antipático debe de ser imbécil perdido porque no entiende una palabra de la máquina de muerte que hay a su alrededor, se ha trasladado junto con el resto de su familia, formada además por su madre y su hermana, a una casa de campo (nunca mejor dicho) dejando atrás a sus amigos y su lujosa casa de Berlín. Allí no tiene amigos y pasa los días intentando inventar juegos que le terminan aburriendo, hasta que conoce a Shmuel, un chico de su misma edad que vive al otro lado del alambre de espino que separa la casa de papaíto nazi de lo que el niño toma por una &#8220;granja&#8221;, en la que los centenares de personas que la habitan van en pijama, fíjate tú, la indumentaria habitual en las granjas. Bruno, que así se llama el nene, se hace amigo del chaval permanentemente recién levantado, le lleva comida (sin que el hecho de que crea que es una granja le haga pensar que le sobran los víveres, por ejemplo) y pasa las horas jugando con él, eso sí, uno a cada lado de la alambrada. Lo cual no les impide, llegado el caso, incluso cavar un agujero para pasar de un lado a otro, sin que haya guardas que se lo impidan. Los guardias están oportunamente ausentes de este lado del campo, cerrado con alambrada y no con el cemento y hormigón que era habitual para evitar fugas precisamente, pero es que tampoco los judíos se dan cuenta de que un lado entero del campo está desprovisto de vigilancia y que pueden escapar como si fuera el desfile del orgullo gay, con banda y todo&#8230; Paralelamente, su hermana mayor se va poco a poco haciendo una nazi de lo más fanática mientras su madre, que por lo visto desde 1933 estaba en la higuera y de quien está claro que Bruno ha heredado la idiotez, se entera ahora de que su marido colabora en el exterminio de millones de personas, con lo que se avecina una ¡¡ crisis matrimonial !! de aúpa. Y así las cosas, con el padre hecho todo un criminal, la hermana deseando tirarse a cualquiera que lleve el uniforme de la raza aria, y la madre cayéndose del guindo y viendo que su niño se hace amigo de los judíos, una equivocación, un inocente juego infantil, termina llevando a Bruno a colocarse un pijama y pasar por prisionero del campo, compartiendo el final previsto para los &#8220;granjeros&#8221; mientras el resto de su familia lo busca a grito pelado y, oh maravillosa catarsis, terminan comprendiendo la naturaleza hedionda y salvaje de la solución final ideada por los nazis cuando les toca a ellos padecer sus efectos. Repugnante.<br />
<!--more--></p>
<p>Una vez más, en la perpetua ansia de &#8220;facilitar&#8221; la digestión de hechos que son imposibles de digerir (de ahí la esencia de su naturaleza inhumana y la inexistencia de justificación o comprensión alguna), un merluzo nos vende un holocausto devaluado, minimizado, trivializado, convertido en la tragedia ficticia de una familia alemana y pasando de puntillas, como mero acompañamiento, por la cruda realidad de más de seis millones y pico de seres humanos. Una vez más nos quieren vender la moto de un ser puramente inocente en plena vorágine de miseria y destrucción, como si todavía creyéramos en las almas puras, en ángeles asexuados o en el ratoncito Pérez. Es el camino que nos aguarda desde que Steven Spielberg estropeara su, por otro lado magnífica, <em>La lista de Schindler</em>, con la parte final de la película, en especial con ese añadido en color, pero, sobre todo, desde esa infamia de Roberto Benigni llamada <em>La vida es bella</em>, muestra de la cobardía moral a la que se es capaz de llegar con el fin de provocar el llanto fácil del público y recaudar un buen dinero en taquilla con un derroche incontrolable de almíbar y ninguna vergüenza. Una vez más se quiere infantilizar al espectador, entregado en su mayor parte a una novela juvenil, ofreciéndole versiones parciales, azucaradas, desprovistas de retratos explícitos de la humana basura moral en aras de una imposible y falsa inocencia, de la mayor tragedia, o una de las mayores, vivida por la humanidad. En un extremo diametralmente opuesto, afortunadamente, nos sigue quedando <em>Alemania, año cero</em>, la obra maestra de Roberto Rossellini filmada nada más terminar la guerra mundial entre las ruinas del mismísimo Berlín, que muestra sin paliativos, sin anestesia, la cruda verdad de acontecimientos tan dolorosos y traumáticos para la colectividad hasta el punto de provocar dolor en el público, haciéndonos sentir una empatía irresistible, automática, por el niño protagonista de porvenir tan incierto, expuesto a toda maldad, a toda perversión, y capaz a su vez de todas ellas con tal de conseguir su objetivo único: sobrevivir. Qué valiente hubiera sido que Herman hiciera la película que debía haber hecho, que se saltara la letra del libro (por una vez que un libro debe ser pervertido en una adaptación al cine nadie se ha atrevido a dar el paso que era justo y necesario), que mostrara el horror desnudo, la maldad intrínseca de los seres humanos, de todos ellos, también de quienes fueron víctimas, haciendo que los propios judíos, o mejor, que incluso el propio Shmuel fuera quien, consciente del final que les aguardaba (en su falta de perspicacia es tan cretino como el niño alemán o peor incluso, dado que él sí sabe que donde &#8220;vive&#8221; no es una granja&#8230;), hubiera forzado a Bruno a compartir su destino, que lo hubiera introducido en el campo a sabiendas con el fin de vengarse de su captor, de quien ha dictado para él un futuro de muerte. Qué valiente, qué grande, qué soberbia hubiera sido una película en la que los prisioneros del campo hubieran contenido un punto de maldad tal, o de humanidad, de odio, de rencor, de venganza. Qué bien hubiera resultado si se hubiera mostrado la temprana adopción por parte de Bruno de los postulados racistas y asesinos de su padre y del resto de nazis, como un Hitler en miniatura, que a medida que fuera creciendo fuera conteniendo en su ser todo el irracional odio, todo el instinto asesino de sus correligionarios, en lugar de este mundo feliz para imbéciles que nos quieren hacer creer.</p>
<p>Pero no, eso estropearía la única finalidad de la cinta: hacernos llorar con la caprichosa casualidad que lleva a Bruno a compartir el final de Shmuel y con la desgracia de esa familia que, no olvidemos, pertenece a las altas esferas nazis. Cobardía, mugre, repulsión, superficialidad nauseabunda, falta de escrúpulos, bobada enlatada en marketing y almíbar, perversión moral que, para más inri, tiene como objeto al público juvenil, al que se supone que hay que contribuir a formar. El futuro que nos espera, cine de paños calientes para la masa, de emociones vacías, forzadas, edulcoradas, prefabricadas, para historias que jamás deberían emocionar, sino indignar, apelar a las tripas del espectador, no a su corazoncito y a sus buenos sentimientos de domingo por la mañana. Uno de los mayores ejercicios de hipocresía, de falsedad, de perversión, de los últimos tiempos. Volvamos a Rossellini, por favor, o a <a href="http://39escalones.wordpress.com/2007/05/28/cine-para-pensar-shoah/"><em>Shoah</em></a>. Lo demás, mero engañabobos.</p>
<p>Acusados: todos<br />
Atenuantes: la película, en sí misma, no está mal hecha ni mal interpretada<br />
Agravantes: su perversión y repugnancia moral<br />
Sentencia: culpables<br />
Condena: un tiro de mierda para cada uno</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[lecţia italiană despre oi şi dovleci]]></title>
<link>http://voroncas.wordpress.com/2009/09/09/lectia-italiana-despre-oi-si-dovleci/</link>
<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 11:52:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>voroncas</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;night on earth&#8221; (1991) al lui jarmusch mi-a placut atat de mult si-n asa fel, incat mi-]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-647" title="nightonearth" src="http://voroncas.wordpress.com/files/2009/09/nightonearth.jpg?w=213" alt="nightonearth" width="240" height="320" />&#8220;night on earth&#8221; (1991) al lui jarmusch mi-a placut atat de mult si-n asa fel, incat mi-e foarte lene sa scriu despre el.</p>
<p style="text-align:justify;">cam in acelasi timp, undeva dupa miezul noptii, in los angeles, new york, paris, roma si helsinki, niste oameni se urca in cate un taxi si cate o poveste &#8211; sceneta &#8211; &#8216;vignetta&#8217; incepe sa se deruleze in mare stil. unde marele stil vine in primul rand din limbaj. din adecvarea perfecta a discursului (si a placerii lui, in mod clar) la personajul lui. cursa din roma, unde taximetristul e jucat perfect de roberto benigni (regizorul lui &#8220;la vita e bella&#8221;, pe care tot vreau sa-l vad si care tot ramane amanat), e o mica nebunie absurda, scoasa parca din fellini, plus inca ceva; climax curat. practic, am ras cu-gura-pana-la-urechi, avand in minte si scene din &#8220;amarcord&#8221;. clientul este un preot &#8211; ce altceva? -, iar taximetristul gaseste oportun si absolut necesar sa i se confeseze in timpul cursei. si-ntr-ale coloratului erotism. (de altfel, oile sunt deja consacrate de abilitatile lor in starnirea pasiunilor ravasitoare. cu blana lor moale si calda, cu privirea blanda&#8230; si woody allen o marturiseste.) as fi vrut, desigur, sa bag link spre scena cu pricina, dar stric toata aventura.</p>
<p style="text-align:justify;">altfel, nici intalnirile din celelalte orase nu duc lipsa de absurd si umor, in diferite doze si ipostaze.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[How pure fun breaks down seriousness 'nd misunderstandings]]></title>
<link>http://radhagarima.wordpress.com/2009/09/08/how-pure-fun-breaks-down-seriousness-nd-misunderstandings/</link>
<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 04:25:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>radha</dc:creator>
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<description><![CDATA[This is fabulous. It is the very first thing why i like China. But not only. This is an example for ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[This is fabulous. It is the very first thing why i like China. But not only. This is an example for ]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Chi siete? Cosa portate? Quanti siete? Un fiorino...]]></title>
<link>http://zebrabianconera10.wordpress.com/2009/09/06/chi-siete-cosa-volete-un-fiorino/</link>
<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 11:06:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>zebrabianconera10</dc:creator>
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<description><![CDATA[Con l&#8217;augurio di una buona (e serena) domenica a tutti Dopo il commento di Ale (20.16), ho dec]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/OXO9ztpq4EA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/OXO9ztpq4EA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Con l&#8217;augurio di una buona (e serena) domenica a tutti <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Dopo il commento di Ale (20.16), ho deciso di aggiungere questo video <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/AI96e1vGvpk&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/AI96e1vGvpk&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
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