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	<title>romeni &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/romeni/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "romeni"</description>
	<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 11:38:47 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Massimo Cacciari: conoscenza della Romania da rafforzare]]></title>
<link>http://firiweb.wordpress.com/2009/11/30/massimo-cacciari-conoscenza-della-romania-da-rafforzare/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 18:35:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>FIRI</dc:creator>
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<description><![CDATA[“Amando da tempo tanti esponenti artistici, poetici e filosofici romeni, per me è quasi naturale sen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><em>“Amando da tempo tanti esponenti artistici, poetici e filosofici romeni, per me è quasi naturale sentirvi a casa e sentirmi a casa da voi”. </em>Massimo Cacciari</p>
<p style="text-align:justify;">In occasione della Festa Nazionale della Romania che si celebra il 1 dicembre, il Teatro La Fenice di Venezia ha ospitato il 22 novembre un concerto straordinario organizzato dall’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia (Irccu). Per l’occasione dell’evento, la direttrice dell&#8217;Istituto, Monica Joiţa, ha consegnato al sindaco Massimo Cacciari l’Ordine Nazionale al Merito in Grado di Grande Ufficiale, conferitogli, su proposta del presidente dell’Istituto Culturale Romeno, Horia-Roman Patapievici, dal capo dello stato romeno Traian Basescu “in segno di riconoscimento per i suoi meriti speciali nella promozione e lo sviluppo delle relazioni culturali romeno-italiane, per la promozione dell’immagine reale della Romania e per il sostegno ai romeni in Italia”.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1084" title="cacciari" src="http://firiweb.wordpress.com/files/2009/11/cacciari.jpg?w=109" alt="" width="109" height="150" /></p>
<p style="text-align:justify;">Il concerto è stato registrato e diffuso da Rai Radio, Radio Romania ed EBU (European Broadcasting Union).<br />
Il programma del concerto ha incluso lavori di Beethoven, Mozart, Rossini, Verdi, Puccini, Nicolae Kirculescu, George Enescu, Ciprian Porumbescu ed Eduard Caudella. Solisti del concerto sono stati il soprano Leontina Văduva, il violinista Alexandru Tomescu, che ha suonato uno Stradivari, e il pianista Horia Mihail, accompagnati dall’Orchestra del Teatro La Fenice, diretta dal maestro Andrea Battistoni.</p>
<p style="text-align:justify;">Nell’intervista concessa in occasione dell’evento alla Radio Romania Internazionale, Massimo Cacciari ha ricordato l’importanza degli scambi culturali italo-romeni in epoca moderna, soprattutto durante il Risorgimento (quest’anno si compiono 130 anni di relazioni diplomatiche tra i due Paesi) e nel primo Novecento, dichiarandoo che “è impensabile lo sviluppo di una cultura umanistica italiana, latina, senza il rapporto e l’apporto della cultura romena”. Soprattutto ora, da quando la Romania è all’interno della Unione Europea, ha aggiunto il filosofo, i legami tra l’Italia e la Romania vanno ribaditi e rafforzati in tutta la loro importanza”.</p>
<p style="text-align:justify;">Cacciari ha anche ricordato i problemi reali di comprensione, integrazione e la collaborazione tra la società italiana e i popoli di altra cultura o nazionalità, dichiarando che che “bisogna fare di tutto affinché all’immagine sbagliata, all’immagine stereotipa della cultura, del popolo e della nazione romena, si sostituisca l’immagine reale, cioè di un grande Paese, di un grande Paese necessario alla cultura europea &#8211; e quindi alla stessa comunità economica e politica europea , e quindi, farlo conoscere sempre di più, farlo apprezzare sempre di più nei suoi effettivi valori”.</p>
<p style="text-align:justify;">Uno sforzo comune da fare, in cui bisogna affidarsi sempre di più alle nuove generazioni: “è su di loro che dobbiamo sperare”.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Fonte: </em><em><a href="http://www.rri.ro/">www.rri.ro</a>. <span style="font-style:normal;"><em>L&#8217;intervista  radiofonica a Massimo Cacciari  può essere ascoltata </em><a href="http://www.rri.ro/art.shtml?lang=8&#38;sec=137&#38;art=27036"><em>qui</em></a><em>. Un articolo correlato, sul <a href="http://www.icr.ro/venezia/eventi/il-sindaco-di-venezia-sara-insignito-dell-ordine-di-romania-al-merito-in-grado-di-grande-ufficiale.html">sito web dell&#8217;Istituto Romeno di Venezia</a></em><em>. </em></span></em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Perde il controllo dell'auto, uccide una 14enne]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/30/perde-il-controllo-dellauto-uccide-una-14enne/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 07:27:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nota di Pao: Tralascio tutta una serie di osservazioni, ma non il fatto che la ragazzina sia stata s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Nota di Pao:</strong> Tralascio tutta una serie di osservazioni, ma non il fatto che la ragazzina sia stata sbalzata dal lunotto posteriore. L&#8217;uso delle cinture di sicurezza posteriori è sempre sottovalutato.</p>
<p>Vedi: <a href="http://paoblog.wordpress.com/2009/01/29/cinture-di-sicurezza-posteriori/" target="_blank">http://paoblog.wordpress.com/2009/01/29/cinture-di-sicurezza-posteriori/</a></p>
<p>°°°</p>
<p>Ha perso il controllo della Yundai coupé ed è finito fuoristrada. Ma quando si è accorto che la ragazzina 14enne che era in auto con lui era morta, è fuggito insieme al passeggero seduto davanti. Il quarto ragazzo nell&#8217;auto, un 21enne è rimasto ferito gravemente.</p>
<p>L&#8217;incidente è avvenuto la scorsa notte, alle 2, al chilometro 46 della via Casilina, tra Colleferro e Valmontone, in provincia di Roma. I quattro, tutti romeni, erano di ritorno da una festa di compleanno. A causare l&#8217;incidente, con tutta probabilità, la forte velocità con cui il guidatore della Yundai coupé, ubriaco, ha preso una curva. L&#8217;auto ha perso aderenza al terreno ha sbandato, sbattendo da un ciglio all&#8217;altro della strada ripetutamente, e poi è finita in una cunetta. La 14enne è stata sbalzata fuori dall&#8217;abitacolo, dal lunotto posteriore.</p>
<p>Presi dalla paura, i due romeni, entrambi incensurati e che lavorano a Valmontone come manovali edili, sono scappati. Ma poco dopo sono stati fermati e arrestati per omicidio colposo e omissione di soccorso. Ora si trovano nel carcere di Velletri. Il conducente è anche accusato di guida in stato di ebbrezza.</p>
<p><strong>Quando alcune ore dopo</strong> l&#8217;incidente <strong>è stato sottoposto al test dell&#8217;etilometro</strong>, il tasso alcolico<strong> risultava a 0,70</strong> quando il limite di legge è 0,50. I quattro erano amici. Il giovane ferito è stato trasferito nell&#8217;ospedale San Giovanni a Roma. I medici si sono riservati la prognosi.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.corriere.it/">www.corriere.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vot presidential in Romania- elezioni presidenziali romene]]></title>
<link>http://antonia1971.wordpress.com/2009/11/23/vot-presidential-in-romania-elezioni-presidenziali-romene/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 21:30:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>antonia1971</dc:creator>
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<description><![CDATA[Mai bine zis, ne-vot. Ma consider o patrioata, dar nu in sensul demagogic sau militant. Apreciez mul]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Mai bine zis, ne-vot.</p>
<p>Ma consider o patrioata, dar nu in sensul demagogic sau militant. Apreciez mult traditiile noastre, istoria, cultura&#8230; sunt mandra ca sunt romanca, si nu o ascund nimanui, nici chiar celor care, fara sa ne cunoasca, sau judecand dupa un singur eveniment izolat, ne critica.</p>
<p>Nu sunt, insa, o sentimentala.  De exemplu, nu cred in utilitatea unor actiuni cu rezultat dubios. Cand nu sunt convinsa, ma informez, si, mai mult decat parerea celorlalti, conteaza datele pe care le obtin.</p>
<p>Ma refer la votul de ieri, 22 noiembrie. Ar fi trebuit sa votez.  Sunt departe de tara. Nu stiu prea bine ce se intampla acolo. Am cules, de aceea, informatii din presa, incepand din iunie. Am ajuns la concluzia ca nici unul dintre candidatii cu reale sanse de a fi ales  nu reprezinta sansa Romaniei de a-si reveni cel putin la limitele decentei.  Nu vreau sa intru in amanunte &#8211; ajunge sa spun ca inainte de alegerile pentru Parlamentul European aveam un favorit. Stiam ca nu este &#8220;fara pata si prihana&#8221;, dar parea unicul sincer. Dupa acrobatiile pentru a legitima o persoana care nu avea dreptul de a fi aleasa, am obosit sa consider ca favoritul meu este haituit si calomniat de presa, ci sa cred ca, poate, nu sunt toate doar calomnii.</p>
<p>Am decis sa nu-mi mai fie rusine de indecizia mea, la fel cum am hotarat sa fac din tristetea si descurajarea mea un stindard.</p>
<p>Criza din Romania nu este economica. Este culturala, sociala, politica si abea apoi economica.  Repet, iubesc Romania. Las, insa, votul celor care cred ca alegerile pot schimba ceva. Pentru ca avem nevoie de schimbari! Asa nu se mai poate! Desigur, voi respecta rezultatul urnelor, oricare ar fi el. Dar sa nu-mi ceara nimeni sa sper intr-un viitor mai bun. Nu exista conditiile necesare.</p>
<p>Saracii de noi&#8230;  Cine stie catre ce port, sau prapastie, ne indreptam!</p>
<p>Piuttosto, non-voto.</p>
<p>Penso di essere una patriota, ma non militante o per scopi demagogici. Apprezzo le nostre tradizioni, la storia, la cultura &#8230; sono fiera di essere romena, e non l&#8217;ho nascondo a nessuno, neanche a quelli che non ci conoscono o giudicano da un singolo evento isolato, e ci criticano. </p>
<p>Non sono, tuttavia, una sentimentale. Per esempio, non credono nella utilità di un intervento con risultati discutibili. Quando non è sicuro, mi informo, e, più di chiedere il parere degli altri, credo ai dati e ai fatti. </p>
<p>Mi riferisco al voto di ieri, 22 novembre. Avrei dovuto votare. Sono lontana dal paese. Non so bene cosa succede. Ho raccolto, quindi, dati a mezzo stampa, a partire dal mese di giugno. Sono giunta alla conclusione che nessuno dei candidati, con reali possibilità di essere eletti non fa il caso della Romania per recuperare almeno i limiti della decenza. Non voglio entrare negli dettagli - basta a dire che prima di elezioni del Parlamento europeo aveva un favorito. Io non l&#8217;ho consideravo  &#8220;senza macchia&#8221;, ma sembrava  l&#8217;unico onesto. Dopo le acrobazie per legittimare una persona che non aveva diritto di essere eletta, sono stanca di pensare che il mio preferito è cacciato e calunniato dai media, ma sono arrivata a  pensare che forse non tutte sono solo calunnie.</p>
<p>Ho deciso di non vergognarmi della mia indecisione, così come ho deciso di farmi una bandiera della  tristezza e lo scoraggiamento.</p>
<p>La crisi in Romania non è economica. E &#8216;culturale, sociale, politico ed economico. Ancora una volta, io amo la Romania. Lascio, tuttavia, il voto a chi crede che le elezioni possano cambiare qualcosa. Perchè abbiamo bisogno di cambiare! Così non si può andare avanti! Ovviamente, io rispetto il risultato dei sondaggi, qualunque esso sià. Ma non mi si chieda nessuna speranza in un futuro migliore. Non ci sono le premesse.</p>
<p>Poveri noi &#8230; Chissa verso quale porto, o dirupo, stiamo andando?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Libertà di espressione o tutela della persona?]]></title>
<link>http://anarchia99.wordpress.com/2009/11/23/liberta-di-espressione-o-tutela-della-persona/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 17:12:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>anarchia99</dc:creator>
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<description><![CDATA[«La Mussolini, una troia che vuole ammazzare tutti i romeni» Il prossimo weekend dovrebbe uscire il ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="wp-caption alignleft" style="width: 380px"><a href="http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/09_novembre_11/procacci_francesca_polemica-1601995039812.shtml" target="_blank"><img class="  " title="«La Mussolini, una troia che vuole ammazzare tutti i romeni»" src="http://www.ilmessaggero.it/MsgrNews/HIGH/20091112_mussolini.jpg" alt="Francesca" width="370" height="274" /></a><p class="wp-caption-text">«La Mussolini, una troia che vuole ammazzare tutti i romeni»</p></div>
<p>Il prossimo weekend dovrebbe uscire il film <em><strong>Francesca</strong></em> del regista rumeno Paunescu, prodotto dalla Fandango, in cui ci si riferisce all&#8217;on. <strong><em>Alessandra Mussolini</em></strong> con le seguenti parole: <strong><em>&#8220;La Mussolini, una troia che vuole ammazzare tutti i romeni&#8221;</em></strong>.</p>
<p>Ovviamente l&#8217;on.Mussolini ha esposto immediatamente denuncia sulla questione, ma il giudice (<strong><em>Luciana Sangiovanni</em></strong>, stesso giudice che respinde l&#8217;istanza di Berlusconi nei confronti di Travaglio e Veltri) ha respinto la richiesta della Mussolini dicendo che &#8220;<em>la mia (dell&#8217;on.Mussolini) domanda non possa essere accolta perchè andrebbe tutelato, prima che il mio diritto a non essere diffamata, il diritto di critica del regista romeno di manifestare liberamente il proprio pensiero attraverso la realizzazione di un film!&#8221;</em></p>
<p>In pratica per il giudice si può offendere una persona purchè lo si faccia in un&#8217;opera d&#8217;ingegno. Così la Mussolini ha promesso che se il film dovesse uscire senza alcun tipo di censura sulla frase incriminata, risponderà a tono in <em>rima baciata</em> al giudice Sangiovanni.</p>
<p>Ma dove finisce la libertà di espressione e inizia la tutela della persona?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Morta la trans Brenda]]></title>
<link>http://landward.wordpress.com/2009/11/20/morta-la-trans-brenda/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 11:44:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mainland</dc:creator>
<guid>http://landward.wordpress.com/2009/11/20/morta-la-trans-brenda/</guid>
<description><![CDATA[Il cadavere del trans Brenda, che era coinvolta nella vicenda Marrazzo, è stato trovato stamani carb]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://landward.wordpress.com/files/2009/11/marrazzo_trans_brenda.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-34" title="marrazzo_trans_brenda" src="http://landward.wordpress.com/files/2009/11/marrazzo_trans_brenda.jpg?w=150" alt="" width="150" height="112" /></a>Il cadavere del trans Brenda, che era coinvolta nella vicenda Marrazzo, è stato trovato stamani carbonizzato in un appartamento in via Due Ponti a Roma.<br />
I vigili del fuoco sono stati allarmati per un incendio che si è sviluppato all&#8217;interno dei seminterrati di una palazzina in via Due Ponti alle 4:16 della notte scorsa. Sopraggiunti sul luogo alle 4:33 hanno trovato il corpo della transessuale ormai carbonizzato dentro il suo appartamento. Immediato l&#8217;intervento della polizia scientifica. La trans brasiliana implicata nel caso che ha portato alle dimissioni di Piero Marrazzo per i rapporti che avrebbe intrattenuto con lui, nell&#8217;ambito dell&#8217; inchiesta sul presunto ricatto ai danni dell&#8217;ex presidente della Regione Lazio il 2 novembre scorso. Era stata ascoltata in procura a Roma, come testimone, di fronte al procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal sostituto Rodolfo Sabelli, si era parlato anche dell&#8217;esistenza di un secondo video in cui apparirebbe Marrazzo e del quale hanno fatto cenno alcuni transessuali.<br />
Dall’Ansa si apprende che la procura indagherà per omicidio volontario nel quadro degli accertamenti sulla morte del transessuale Blenda. Nell&#8217;abitazione di via Due Ponti c&#8217;é stato stamattina un sopralluogo: erano presenti i due procuratori sopra citati, titolari dell&#8217;inchiesta sul caso Marrazzo, il procuratore aggiunto Filippo Laviani, cui sono delegati i casi di omicidio, ed il sostituto Pierluigi Cipolla, magistrato di turno.<br />
Gli agenti della polizia scientifica della Questura di Roma sono impegnati all&#8217;interno dell&#8217;appartamento nelle indagini. Da un primo esame esterno del cadavere non ci sarebbero segni di violenza. La vittima era seminuda. Accanto al corpo è stata trovata una bottiglia di whisky e poco distante due valigie già pronte. La trans potrebbe essere morta per soffocamento da fumo. Secondo quanto si apprende da fonti investigative, l&#8217;appartamento sarebbe composto da un unico locale, con un soppalco. E proprio sopra il soppalco, riversa in terra, sarebbe stata rinvenuta Brenda, seminuda. Nella piccola casa, invasa dal fumo, gli investigatori avrebbero trovato tutto in ordine.<br />
<em> &#8220;L&#8217;hanno ammazzata, non so chi. Stava male psicologicamente, voleva tornare in Brasile: ora devono trovare chi ha fatto tutto questo&#8221;</em>. Visibilmente scossa, Barbara, un transessuale brasiliano amico di Brenda, parla del trans trovata morta questa mattina. <em>&#8220;Ieri con Brenda ci siamo incontrati in un parcheggio, abbiamo bevuto un bicchiere di Ballantines, poi lo abbiamo lasciato in casa a vedere la televisione”</em>. Il trans brasiliano ha affermato inoltre che <em>&#8220;né Polizia né Carabinieri hanno fatto nulla&#8221;</em> spiegando che <em>&#8220;tutti i trans che abitano in questa zona sono a rischio di morte, abbiamo molta paura dei romeni&#8221;</em>. Brenda era stata coinvolta il 9 novembre scorso in una rissa con alcuni stranieri dell&#8217;est Europa avvenuta in una strada della zona Cassia. Brenda fu trovata in terra con alcune escoriazioni e in forte stato di alterazione emotiva da una pattuglia dei carabinieri chiamata da un passante. Il transessuale, che urlava frasi sconnesse ed era ubriaco, denunciò di essere stato derubato di borsa e cellulare. I militari dopo che il transessuale cercò di procurarsi delle lesioni battendo la testa ripetutamente contro un&#8217;auto, l&#8217;accompagnarono in ospedale, a Villa San Pietro per essere medicato. Anche lì Brenda diede in escandescenza e cercò di ferire un medico con una forbice. Questa mattina alcuni transessuali che si erano radunati sotto la casa di Brenda hanno dichiarato agli investigatori che aveva più volte, nel corso del tempo, annunciato propositi suicidi.<br />
Fabrizio Corona si è espresso su quanto accaduto a via Due Ponti stamani, <em>&#8221;non si può morire di gossip, anche se il gossip oggi e&#8217; diventata un&#8217;arma molto pesante&#8221;</em>. All&#8217;uscita dall&#8217;aula dove si svolge il processo che lo vede imputato per estorsione e tentata estorsione ai danni di alcuni Vip, Corona ha sostenuto con i cronisti che <em>&#8216;&#8217;sotto il caso Marrazzo ci sono cose molto pesanti&#8221;</em>. Secondo Corona, nel mondo del gossip oggi <em>&#8221;c&#8217;e&#8217; del materiale che può fare molto male&#8221;</em>.<br />
Insomma una brutta vicenda, in una società malata che non fa fatica a riprendersi, ma sembra fare di tutto per rimanere tale. Mi domando perché queste prostitute o trans che siano, sono esenti dal pagare le tasse. Che sia o no un lavoro moralmente sbagliato, non significa che non sia un lavoro! Loro danno un servizio o prestazione in cambio di denaro. Io nella mia attività rendo un servizio e pago le tasse, perché loro no? Sarebbe ora che qualcuno ci spiegasse le ragioni, sarebbe ora che qualcuno incominciasse a togliere queste persone dalla strada, che non fanno altro che inquinare l’ambiente, mostrando la loro indecenza priva di moralità. Ma i vostri figli quando vedono queste donne o uomini che siano, cosa vi domandano? Cosa gli passerà nella mente?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dal PIR, voto di protesta alle presidenziali in Romania]]></title>
<link>http://firiweb.wordpress.com/2009/11/19/dal-pir-voto-di-protesta-alle-presidenziali-in-romania/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 20:19:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>FIRI</dc:creator>
<guid>http://firiweb.wordpress.com/2009/11/19/dal-pir-voto-di-protesta-alle-presidenziali-in-romania/</guid>
<description><![CDATA[Il PIR propone di votare scheda bianca alle presidenziali in Romania. Intervista a Giancarlo Germani]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><strong><em>Il PIR propone di votare scheda bianca alle presidenziali in Romania. Intervista a Giancarlo Germani, presidente del Partito “Identità Romena”</em></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align:justify;">(FIRI, 19 nov. 2009, Roma)</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Ha fatto molto scalpore, nel mondo della diaspora romena, la notizia del neonato MRE &#8211; Movimento dei Romeni d&#8217;Europa, di cui, data la composizione eterogenea (associazioni e partiti veri e propri tra cui il Pir) e l’assenza di uno Statuto o di altri elementi precisi, non è chiaro se si tratta di un movimento politico o no. Anche perché la prima iniziativa è stata quella di invitare i romeni a votare scheda bianca per protestare contro tutti i candidati iscritti in corsa per le elezioni presidenziali di domenica prossima. Perché la scheda bianca?</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1043" src="http://firiweb.wordpress.com/files/2009/11/pir1.jpg?w=150" alt="" width="150" height="150" /></em></p>
<p style="text-align:justify;">Il Mre è nato riprendendo una idea del Segretario del Pir Mihai Muntean, di creare un <em>brand</em> sotto il quale riunire tutte le organizzazioni romene. Pur avendo all&#8217;interno alcuni Partiti espressioni delle comunità di residenza come Il Pir in Italia ed il Pirum in Spagna, il Mre non fà politica ma è un contenitore delle varie componenti delle comunità romene le quali continuano a fare in piena libertà ed autonomia quello che facevano ed hanno fatto prima la legate adesso da un simbolo e da una idea di unità e di collaborazione tra di loro. I partiti romeni, tutti, chi più chi meno, non hanno mai avuto una politica seria verso la diaspora. Perciò, le organizzazioni della diaspora europea che hanno fondato il Mre hanno deciso che era ora di lanciare un segnale forte sia alle comunità della diaspora che ai politici romeni: così non si può andare avanti.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>La scheda bianca, strumento per capitalizzare il malcontento?</em></p>
<p style="text-align:justify;">No, il voto in bianco è uno strumento di protesta ed è l&#8217;unica arma che i milioni di romeni emigrati per necessità hanno per tentare di instaurare quel dialogo serio e vero con le istituzioni romene che è sin qui sempre mancato.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Ma allora le associazioni, per esempio, cosa devono pensare di un movimento della diaspora avviato da due Partiti, che si dice apolitico ma che di fatto è anche politico?</em></p>
<p style="text-align:justify;">Molte organizzazioni dei romeni all’estero sono a parole apolitiche, ma soltanto perché sono controllate dai partiti romeni o per vendersi meglio al miglior offerente di volta in volta.</p>
<p style="text-align:justify;">A Roma abbiamo avuto associazioni che non solo hanno fatto campagna per i partiti romeni ma qualcuno anche per tre partiti alla volta. E spesso sono proprio quelle associazioni o quei personaggi che hanno disertato manifestazioni organizzate dal Pir perché loro &#8220;non fanno politica&#8221;, io aggiungerei che non la fanno alla luce del sole.</p>
<p style="text-align:justify;">E&#8217; di questa politica apolitica che bisogna avere paura, non di quella fatta da chi come il Pir od il Pirum ha nell’interesse delle rispettive comunità l&#8217;unica sua stella polare.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Certo. Ma si sa che i partiti, non solo in Italia o in Romania, hanno la tentazione “naturale” di controllare le associazioni e queste a loro volta hanno spesso bisogno di aiuto istituzionale o politico per raggiungere le gli obiettivi. I confini tra associazionismo e politica non sono chiari a molti, perché mentre i partiti sono delle associazioni, non tutte le associazioni sono partiti o entità con finalità politiche. </em><em>E quindi, per tornare al Movimento, quali sono le finalità che si prefigge?</em></p>
<p style="text-align:justify;">Lo scopo del Mre è quello di promuovere, attraverso la collaborazione di tutte le organizzazioni romene della diaspora e quest’ombrello comune costituito dal Mre in tutta Europa (per ora Spagna, Italia, Portogallo, Austria, Serbia, Germania, Moldova) l&#8217;immagine della Romania, il sentimento di unità e di appartenenza comune sia verso le comunità romene che verso l&#8217;esterno, favorendo contatti e scambi di informazione, di esperienze e la possibilità di costruire progetti comuni tra i vari membri del Mre.</p>
<p style="text-align:justify;">Praticamente ci proponiamo di rendere l&#8217;associazionismo romeno meno individualista e velleitario costruendo ponti e contatti sinora inesistenti, e siamo fieri di averlo fatto senza alcun aiuto esterno e quindi senza alcuna ingerenza.</p>
<p style="text-align:justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Si fa spesso appello all’unità dei romeni, non solo in Italia dove la situazione è degenerata, ma in generale nella diaspora. Ma l’ottenimento di un diritto individuale dev’essere condizionato dalla “unità” di un gruppo etnico o sociale? Se un tifoso laziale è insultato o picchiato in quanto tale, deve prima contribuire all’unità della tifoseria laziale per sperare di avere riconosciuti i diritti individuali davanti alla legge? E tale contributo, da chi sarà valutato e con quali criteri?</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align:justify;">E&#8217; chiaro che i romeni possono tranquillamente entrare nelle organizzazioni italiane, sia sociali che politiche, come alcuni hanno già fatto ed intraprendere un loro cammino individuale che è perfettamente legittimo.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma è altrettanto chiaro che qualche candidato romeno, per esempio eletto in Italia nel Pdl o nel Pd, non potrà aiutare la propria comunità perché sarà una goccia romena in un mare di italiani che hanno altri interessi da tutelare.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>“Goccia romena in un mare di italiani”: ma così la faccenda non è affrontata in termini etnici?</em></p>
<p style="text-align:justify;">No, non è affrontata in termini etnici, è affrontata in termini reali, l&#8217;individuo singolo ha molte meno difese di un gruppo di individui che hanno delle origini e degli interessi in comune e che dovrebbero solidarizzare tra di loro. Sinora queste componenti sono in larga parte mancate nella immigrazione romena che non a caso è la meno rispettata sotto ogni punto di vista.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;unità della comunità romena conviene ai romeni, perché uno, due, tre non contano nulla, già 300-400.000 persone legate dal vincolo della comune nazionalità e dalla comunità di intenti di inserirsi con dignità e coscienza nella società italiana come individui ma anche come comunità socio-culturale, possono contare ed ottenere molto di più.</p>
<p style="text-align:justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Perché possono contare e ottenere molto di più?</em><em> </em></p>
<p style="text-align:justify;">Perché un tifoso che và allo stadio da solo e isolato rischia di prendere le botte da tutti (e questo è quello che è successo ai romeni in Italia sinora), mentre un tifoso che si organizza ed appartiene ad un gruppo organizzato è più sicuro, ottiene delle agevolazioni, sui trasporti, sui biglietti etc.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>L’idea è molto chiara. D&#8217;ora in poi, con la nascita del Mre, le energie del Pir dove saranno concentrate di più: sulla diaspora, sulla Romania, sull’Italia?</em></p>
<p style="text-align:justify;">Per noi il Mre è un brand che cerca di raccogliere più organizzazioni della stesa comunità sotto una bandiera comune e per uno scopo comune sul quale sarebbe assurdo dividersi se non ci si fosse già divisi troppe volte. Il Mre è la prova che si può dialogare e costruire qualcosa insieme, anche se per ora è necessario scegliersi i compagni di viaggio perché non tutti hanno gli stessi intenti, c&#8217;è chi vuole dividere e frammentare a tutti i costi per motivi politici. Non è un caso che il Mre sia nato da organizzazioni libere da ogni condizionamento da Bucarest… a buon intenditor poche parole.</p>
<p style="text-align:justify;">***</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Un breve video con recenti considerazioni dell&#8217;avv. Germani sul Pir, la diaspora e le elezioni in Romania può essere visionato al link </em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=w8iRSIK39Lk"><em>http://www.youtube.com/watch?v=w8iRSIK39Lk</em></a></p>
<p style="text-align:justify;"><em><br />
</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em><br />
</em></p>
<p style="text-align:justify;">
<p><em> </em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Radu Gabrea vince al LIFF]]></title>
<link>http://firiweb.wordpress.com/2009/11/18/radu-gabrea-vince-al-liff/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 09:22:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>FIRI</dc:creator>
<guid>http://firiweb.wordpress.com/2009/11/18/radu-gabrea-vince-al-liff/</guid>
<description><![CDATA[Il film su Curzio Malaparte, premiato al festival di cinema di Bari Anita Bernacchia/FIRI, 17 nov. 2]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><em>Il film su Curzio Malaparte, premiato al festival di cinema di Bari</em></p>
<p style="text-align:justify;">Anita Bernacchia/FIRI, 17 nov. 2009</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1033" src="http://firiweb.wordpress.com/files/2009/11/liff20091.jpg?w=150" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p style="text-align:justify;">Il regista romeno Radu Gabrea ha vinto il premio per la miglior regia alla settima edizione del LIFF (Levante International Film Festival) di Bari, sezione “Custom”, con il lungometraggio <em>Călătoria lui Gruber/Il viaggio di Gruber</em>. Il film, già presentato con successo a Chicago, Atlanta, Philadelphia, Washington, Toronto, Vancouver, Buenos Aires, Gerusalemme, si aggiudica il trofeo Titus, una statuetta dalle sembianze di gorilla, omaggio del festival a questa specie in via di estinzione, celebrata nel 2009 “Anno del gorilla” dell&#8217;UNESCO.</p>
<p style="text-align:justify;">Quest&#8217;anno LIFF ha visto la partecipazione di registi e film da 31 paesi del mondo. Il cinema romeno è stato rappresentato, oltre che da Radu Gabrea, da Alexandru Solomon con <em>Apocalipsa după şoferi/L&#8217;Apocalisse secondo gli automobilisti</em>) concorrente nella sezione “Investigation”. Fuori concorso sono stati presentati, inoltre, il documentario <em>Război pe calea undelor/Onde fredde </em>(Solomon),  <em>În căutarea lui Schwartz/Alla ricerca </em><em>d</em><em>i Schwartz</em> e <em>Cocoşul decapitat/Il gallo decapitato </em>(Gabrea).</p>
<p style="text-align:justify;">Il festival LIFF ha visto trionfare nella sezione “Experience” il lungometraggio tedesco <em>Absurdistan </em>di Veit Helmer, alla sezione “Custom” il cortometraggio di animazione sloveno <em>Cikorja an&#8217; kafe<strong>/</strong>Cicoria e caffè </em>di Dusan Kastelic, e alla sezione “Investigation” il documentario messicano <em>Entrevista con la tierra/Intervista con la terra</em>, di Nicolás Pereda.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Il viaggio di Gruber</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Il lungometraggio di Gabrea, girato a Iaşi e Bucarest, per un budget investito di 750.000 Euro, è stato scritto da Răzvan Rădulescu e Alexandru Baciu, grandi sceneggiatori del cinema romeno contemporaneo, e si ispira alla visita dello scrittore e giornalista italiano Curzio Malaparte a Iaşi, in Romania, sullo sfondo della Seconda Guerra Mondiale.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel giugno 1941, Malaparte, sulla strada verso il fronte russo, si ferma a Iaşi, alla ricerca di un medico specialista ebreo. Solo Josef Gruber, infatti, può guarirlo dalla grave allergia da cui è affetto.</p>
<p style="text-align:justify;">Quell&#8217;estate, quando le truppe romene e tedesche muovono guerra alla Russia sovietica, a Iaşi, all&#8217;epoca importante centro culturale ebraico della Romania, si consuma un atroce massacro. Oltre 5000 ebrei vengono trucidati nel cortile della Questura, mentre altre migliaia vengono caricate in vagoni merci ermeticamente chiusi e lasciati preda del caldo torrido, finché la maggior parte non soccombe.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1027" title="viaggio di gruber" src="http://firiweb.wordpress.com/files/2009/11/gruber_lg.jpg?w=150" alt="" width="150" height="87" /> Per lunghi anni, i tragici eventi di  Iaşi e i tremendi treni della morte sono stati negati, o preda di presentazioni distorte, o semplicemente nascosti dalla storia ufficiale romena. Curzio Malaparte, allora corrispondente per <em>Il</em> <em>Corriere della Sera</em>, fu il primo a parlare al mondo dei tragici eventi di  Iaşi, in un capitolo del suo romanzo <em>Kaputt.</em> Il film di Radu Gabrea è il primo lungometraggio ad affrontare questa pagina di storia romena ancora sepolta.</p>
<p style="text-align:justify;">“Radu Gabrea – che ha vissuto gli eventi descritti nel film – ritorna alla ribalta della cinematografia romena con questo film sobrio e sconvolgente, che evita ogni tipo di “melodrammatizzazione”. [...] Un film che ti apre gli occhi, da vedere assolutamente.” (Alex Leo Șerban)</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Trailer ed altre info sul film, <a href="http://firiweb.wordpress.com/2009/09/04/“il-viaggio-di-gruber”-film-su-curzio-malaparte-lanciato-oggi-in-romania/">nel post del 4 settembre scorso</a>.</em></p>
<p style="text-align:justify;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[1989 - prima e dopo nel cinema romeno]]></title>
<link>http://firiweb.wordpress.com/2009/11/14/1989-prima-e-dopo-nel-cinema-romeno/</link>
<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 08:40:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>FIRI</dc:creator>
<guid>http://firiweb.wordpress.com/2009/11/14/1989-prima-e-dopo-nel-cinema-romeno/</guid>
<description><![CDATA[L’Accademia di Romania a Roma presenta dal 16 al 18 novembre 2009, la rassegna cinematografica “1989]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">L’Accademia di Romania a Roma presenta <strong>dal 16 al 18</strong> novembre 2009, la <strong>rassegna</strong> cinematografica “1989 – prima e dopo nella cinematografia romena”.</p>
<p style="text-align:justify;">Roma, <strong>Cinema Nuovo Olimpia</strong>, Via in Lucina 16/g (centro storico). Ingresso Gratuito.</p>
<p style="text-align:justify;">Il fatidico dicembre 1989, momento di radicale cambiamento della Romania contemporanea, potrà essere rivisitato nelle sue molteplici valenze attraverso gli occhi della nuova generazione di registi romeni: collasso di un sistema (come in <em>La carta sarà blu </em>di Radu Muntean o in <em>Come ho trascorso la fine del mond</em>o di Cătălin Mitulescu), momento di risveglio delle coscienze (nei due documentari di Alexandru Solomon, <em>La grande rapina comunista</em> e <em>Onde fredde</em>, ma ancor di più in <em>Racconti dell’età dell’or</em>o e <em>4 mesi – 3 settimane – 2 giorni</em>, la pellicola di Cristian Mungiu premiata a Cannes), inizio e leitmotiv dei nuovi tempi (come in <em>California Dreamin’</em> di Cristian Nemescu e in <em>A est di Bucarest</em> di Corneliu Porumboiu).</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://firiweb.wordpress.com/files/2009/11/eta-delloro.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1019" title="epoca de aur" src="http://firiweb.wordpress.com/files/2009/11/eta-delloro.jpg?w=105" alt="epoca de aur" width="105" height="150" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Introdurrà la rassegna un intervento di Veronica Lazar, attrice romena di teatro e cinema, presidente della fondazione artistica Itaro Arte, illustrato dalla proiezione di <em>Mettiamocela tutta!</em>, cortometraggio realizzato da Stefan Gladin nel 1991 con materiali d’archivio del Sahia Film Studio di Bucarest.</p>
<p style="text-align:justify;">I film sono doppiati o sottotitolati in lingua italiana. Accesso libero fino ad esaurimento posti.</p>
<p style="text-align:justify;">Fonte, info e <strong>programmazione</strong>: <a href="http://www.circuitocinema.com/component/content/article/1-film-in-sala/99-1989-prima-e-dopo-nella-cinematografia-romena.html"><strong>Cinema Nuovo Olimpia</strong></a>.</p>
<p style="text-align:justify;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Francesca arriva nelle sale italiane senza "ritocchi"]]></title>
<link>http://firiweb.wordpress.com/2009/11/13/francesca-arriva-nelle-sale-italiane-senza-ritocchi/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 14:33:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>FIRI</dc:creator>
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<description><![CDATA[13 nov. 2009, FIRI/Corriere della Sera Due anni dopo il caso Mailat, &#8220;risolto&#8221; sul piano]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">13 nov. 2009, FIRI/Corriere della Sera</p>
<p style="text-align:justify;">Due anni dopo il caso Mailat, &#8220;risolto&#8221; sul piano giudiziario con una sentenza aspra, costruita su molti indizi e poche prove, in un clima sociale dove si è diffusa ormai una &#8220;xenofobia strisciante&#8221;, come lo stesso presidente della Camera, Fini, ha ammesso nel suo  intervento alla presentazione del rapporto 2009 Caritas-Migrantes, il caso del film &#8220;Francesca&#8221; torna a far parlare e, soprattutto, potrà essere visto nelle sale italiane senza &#8220;interventi estetici&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;Il giudice Luciana Sangiovanni del Tribunale Civile di Roma&#8221;, scrive Stefania Ulivi sul <a href="http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/09_novembre_11/procacci_francesca_polemica-1601995039812.shtml">Corriere della Sera</a>, &#8220;ha rigettato la richiesta d&#8217;urgenza ex art. 700 che l&#8217;onorevole Mussolini aveva presentato per impedire l&#8217;uscita della pellicola del romeno Bobby Paunescu. La richiesta era stata motivata da una frase ritenuta offensiva all&#8217;inizio del film.&#8221; La frase incriminata, ormai notoria, è una battuta pronunciata da uno dei protagonisti del film (&#8220;La Mussolini, una troia che vuole ammazzare tutti i romeni&#8221;), considerato diffamatoria dall&#8217;onorevole per via dell&#8217;aggettivo in questione. &#8221;Il bello&#8221;, aveva  commentato Domenico Procacci della Fandango, &#8220;è che la seconda parte della frase, il &#8216;vuole ammazzare&#8217; non ha scandalizzato nessuno neppure lei, eppure rivela qualcosa di molto negativo&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Non va infine trascurata la posizione del regista Bobby Paunescu, che ha dichiarato al Corriere: &#8220;Quello che mi ha sconcertato è stata l’anarchia delle reazioni in entrambi i Paesi: in Italia, dove si è scatenata una comprensibile e generalizzata caccia all’untore, e in Romania, dove il bisogno collettivo di lavarsi la coscienza si è risolto associando Mailat con il suo essere rom, confermando il pregiudizio xenofobo e il falso ideologico di cui soffre buona parte della popolazione romena: i romeni sono buoni, gli zingari sono cattivi&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Il regista romeno ha sottolineato come la battuta della discordia sia in effetti &#8220;la voce della strada: ho cercato onestà ed equilibrio nel rappresentare le reazioni della società rumena, che per la maggioranza ama l’Italia, considerandola la Terra Promessa. E&#8217; una minoranza, a sua volta razzista, quella che vi accusa di razzismo. La voce della strada è razzista perché reagisce a quel che sente in tv, per bocca dei politici, come la Mussolini e il sindaco di Verona che divengono la voce dell’intero Paese&#8221;.<br />
La giornalista Stefania Ulivi ricorda che &#8220;In <em>Francesca</em><em> </em>, in verità, Paunescu (che ha vissuto a lungo a Milano) non fa sconti ai rumeni, rappresentati in maniera tutt&#8217;altro che edulcorata. «In Romania» spiega «il razzismo è allo stesso livello che in Italia, e il film lo mostra molto chiaramente»&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/wQHPSEZAw1A&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/wQHPSEZAw1A&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Contro l'espulsione etnica di massa dei Rom romeni di Cosenza.]]></title>
<link>http://raggia.wordpress.com/2009/11/06/861/</link>
<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 08:36:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>Raggia</dc:creator>
<guid>http://raggia.wordpress.com/2009/11/06/861/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;Associazione culturale multietnica &#8220;La Kasbah&#8221; di Cosenza affronta con molto cor]]></description>
<content:encoded><![CDATA[L&#8217;Associazione culturale multietnica &#8220;La Kasbah&#8221; di Cosenza affronta con molto cor]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Elezioni presidenziali]]></title>
<link>http://antonia1971.wordpress.com/2009/11/02/elezioni-presidenziali/</link>
<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 14:27:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>antonia1971</dc:creator>
<guid>http://antonia1971.wordpress.com/2009/11/02/elezioni-presidenziali/</guid>
<description><![CDATA[Il giorno 22 novembre si voterà nel sedio del Consolato Generale della Romania a Bologna per l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il giorno 22 novembre si voterà nel sedio del Consolato Generale della Romania a Bologna per l&#8217;elezione del Presidente della Romania!</p>
<p>Pe 22 noiembrie se voteaza la sediul Consulatului General al Romaniei la Bologna pentru alegerea Presedintelui Romaniei!</p>
<p>Via Guelfa, 9 &#8211; dietro Esselunga San Vitale.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Massimo Gramellini - i bravi romeni scappano inorriditi]]></title>
<link>http://gendusosindaco.wordpress.com/2009/10/31/massimo-gramellini-i-bravi-romeni-scappano-inorriditi/</link>
<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 09:52:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>ALMA</dc:creator>
<guid>http://gendusosindaco.wordpress.com/2009/10/31/massimo-gramellini-i-bravi-romeni-scappano-inorriditi/</guid>
<description><![CDATA[Si chiama Jon è un muratore bravissimo, dedito al lavoro e alla sua famiglia con due figlie adolesce]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#0000ff;"> <span style="font-size:large;"><br />
Si chiama <strong>Jon</strong> è un muratore bravissimo, dedito al lavoro e alla sua famiglia con due figlie adolescenti.<span style="color:#000000;"> <span style="font-size:large;"> Bravissimo nel fare i muri a secco, mi ringraziava con molto calore perché alla fine del lavoro lo pagavo.<br />
Mi diceva che in Italia è difficile farsi pagare e che deve ricevere ancora diverse migliaia di euro da italiani doc.<br />
<span style="color:#0000ff;"> <span style="font-size:large;"><br />
Si chiama Tudor, eccezionale in campagna, saliva sugli alberi per potare che sembrava uno scoiattolo,<span style="color:#000000;"> <span style="font-size:large;"> abile in tutto, ottimo meccanico, ottimo muratore, un genio della manualità. Mi diceva che quando aveva 14 anni cercava cose rotte per strada le aggiustava e le rivendeva. Mi ha detto che, prima di tornare in Romania, è contento di aver conosciuto una famiglia italiana per bene.<br />
A mezzogiorno, durante la sosta, mangiavamo assieme e sia Tudor che Jon ogni giorno si facevano il segno di croce alla maniera ortodossa.<br />
Ora sono in Romania, hanno una loro piccola azienda che li sostiene senza arricchirli.<br />
Dall&#8217;Italia sono scappati inorriditi, senza aver ricevuto i soldi per il loro lavoro.<br />
Mi hanno invitato, li andrò a trovare per stare nuovamente con loro, mangiare insieme a loro, insieme a persone perbene.<br />
Magari gli italiani fossero come loro!</p>
<p><span style="color:#ff0000;"> <span style="font-size:large;"><br />
Era da un pò che Gramellini mancava sul blog. </p>
<p><img src="http://www.lastampa.it/common/images/lastampatop.gif" alt="" /><br />
<img src="http://farm4.static.flickr.com/3369/3407614824_de62d9c4f3.jpg?v=0" alt="" /></p>
<p><span style="color:#000000;"> <span style="font-size:large;"><br />
All’alba l’operaio disoccupato Mircea Ungureanu ha riempito due valigie con tutta la sua vita, è montato su un treno ed è partito. Per la Romania. Pare che il suo viaggio all’incontrario faccia tendenza. In queste settimane c’è un fiume di messicani che lasciano l’America, di africani che abbandonano l’Europa, di ragazzi dell’Est che smettono di cercare l’Ovest a Ovest. Non è un sogno a occhi aperti di Borghezio. Se ne tornano davvero a casa loro, dove il lavoro manca come qui, ma almeno ci sono gli affetti e gli affitti: meno cari.<br />
I nostalgici della razza indigena hanno ben poco da esultare. Intanto ad andarsene sono quelli per bene: spacciatori e papponi non conoscono la cassa integrazione. E poi il controesodo rischia di produrre sconquassi nella nostra società piena di rughe. Proprio su «La Stampa» di ieri Luigi La Spina commentava gli esiti di una ricerca: senza l’afflusso degli stranieri, fra quindici anni la generazione più numerosa di torinesi sarà rappresentata dagli ultra-settantacinquenni. Con tutto il rispetto e i migliori auguri di lunga vita, come potrà un manipolo di giovani sottopagati mantenere legioni di anziani in pensione? Serve una politica per la famiglia e serve soprattutto un massaggio alle teste, dato che nessun popolo smette di fare figli perché non ha soldi (altrimenti gli italiani sarebbero estinti da secoli). Smette perché non crede più nel futuro. E, mentre noi ci massaggiamo, qualcuno corra in stazione a chiamare indietro Mircea, casomai avesse perso il treno.</span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[STORIE D' EUROPA  |   Quanto è difficile fare i portoghesi in Europa]]></title>
<link>http://skapegoat.wordpress.com/2009/10/15/storie-d-europa-quanto-e-difficile-fare-i-portoghesi-in-europa/</link>
<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 15:27:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>sidistef</dc:creator>
<guid>http://skapegoat.wordpress.com/2009/10/15/storie-d-europa-quanto-e-difficile-fare-i-portoghesi-in-europa/</guid>
<description><![CDATA[    Dentro la nostra Europa e fuori dalla Televisione c&#39;è anche questo, se lo teniamo fuori non ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><strong><span style="color:#800080;"> </span></strong></div>
<div><strong><span style="color:#800080;"></span></strong></div>
<p> </p>
<p><strong><span style="color:#800080;"></p>
<div id="attachment_1209" class="wp-caption alignleft" style="width: 336px"><a href="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/10/roma-012.jpg"><img class="size-medium wp-image-1209" title="roma 012" src="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/10/roma-012.jpg?w=300" alt="Dentro la nostra Europa e fuori dalla Televisione c'è anche questo, se lo teniamo fuori non c'è nessun allargamento    FOTO di Aldo Ciummo, Roma, 2008" width="326" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">Dentro la nostra Europa e fuori dalla Televisione c&#39;è anche questo, se lo teniamo fuori non c&#39;è nessun allargamento FOTO   di Aldo Ciummo (Roma)</p></div>
<p>L&#8217;Europa sta traendo linfa dall&#8217;apertura, al suo interno come oltre i suoi confini, ma per diventare europei occorre molto tempo, e perchè venga riconosciuto, a volte anche molto di più</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p></span></strong></p>
<p> </p>
<p>Aurora De Freitas ha oggi 65 anni, 41 li ha spesi combattendo per i diritti dei suoi connazionali immigrati in Francia, non immigrati da terre lontanissime, afflitte da guerre o carestie, ma da un paese europeo, il Portogallo. Ieri l&#8217;Europa l&#8217;ha premiata per questo, con un premio che suona un pò come un simbolo stakanovista prestato al capitale, The Single Market Award, attribuito dalla Ue a una persona o organizzazione che ha migliorato con la propria azione il mercato interno, De Freitas forse lo ha fatto, ma soprattutto ha aiutato il volto sociale e autogestito dell&#8217;altra Europa, aiutando i cittadini portoghesi fin da quando questi non erano cittadini comunitari o lo erano con un sospetto di inadeguatezza sulle spalle, come i romeni e i bulgari oggi, come tutti quelli che, diceva Pasolini nel &#8220;Caos&#8221;, nelle sue rubriche, hanno la pelle e il volto bruciati dal sole delle epoche contadine, dal mestiere di vivere.<br />
 <br />
E&#8217; singolare che solo una parte del proprio impegno venga ricosciuta a questa persona, la parte che ha migliorato le relazioni commerciali, solo la punta dell&#8217;iceberg in una società dove il contributo dell&#8217;attivismo dal basso da parte degli immigrati e delle comunità locali nelle province, nelle periferie, è il motore di quella integrazione reciproca che sta dipingendo l&#8217;Europa di oggi e che costruirà quella di domani, con la lenta apertura alle culture anche più lontane che continuamente si innestano in quelle di approdo, all&#8217;Esquilino come nelle banlieues parigine. Ed è limitativo riconoscere lo sforzo di una vita &#8220;politica&#8221; nel senso più significativo del termine, soltanto a chi oramai ha assunto già da ventitrè anni la patente di europeo.<br />
 <br />
Ma questa storia, la storia di una donna che trova lavoro come operaia e cucitrice a sedici anni, che a ventiquattro si trasferisce in Francia dove per altri diciotto anni sarà una extracomunitaria soggetta a tutta la precarietà con il suo corollario di permessi e di sfruttamento del lavoro, ma dedicherà tutto il suo tempo libero ad assistere gli altri immigrati del suo paese, il Portogallo, andando a lavorare all&#8217;alba per avere poi il tempo di confrontarsi con le istituzioni, fa pensare a molte altre storie velate dalla distrazione dell&#8217;efficenza contemporanea e dalla patinatura della comunicazione-spettacolo. Anche perchè come accade oggi con ungheresi e slovacchi, questa storia non è finita con l&#8217;accesso alla Ue. Ancora nel 2004 Aurora ha dovuto intraprendere una campagna per rendere più facile per la comunità portoghese avere la residenza in Francia, e lo stato da cui proviene è un membro della comunità fin dal 1986 ! Quanti anni ci vorranno perchè i cittadini dei Balcani siano considerati alla pari degli europei dei membri &#8220;doc&#8221; e quanti ce ne vorranno ancora perchè la società europea riconosca gli immigrati anche dagli altri continenti come persone e non soltanto come numeri destinati ad alimentare il mercato?<br />
 <br />
Il premio che Aurora De Freitas ha ricevuto è un premio, è scritto nel riconoscimento, ai cittadini che hanno compreso che lottare per i diritti all&#8217;interno di questo mercato è qualcosa per cui vale la pena di spendersi. &#8220;Faccio queste cose perchè non mi piace vedere la gente soffrire&#8221; ha dichiarato Aurora nel ricevere il Single Market Award, probabilmente sono tanti gli immigrati interni, comunitari e non, che la pensano come lei. Il migliore riconoscimento per loro sarebbe un&#8217; Europa che non li vede soltanto come un grande mercato.<br />
 <br />
 <br />
<strong>Aldo Ciummo</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La forza dello spirito nell'epoca dei totalitarismi. Simposio su Vladimir Ghika]]></title>
<link>http://firiweb.wordpress.com/2009/10/14/la-forza-dello-spirito-nellepoca-dei-totalitarismi-simposio-su-vladimir-ghika/</link>
<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 13:00:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>FIRI</dc:creator>
<guid>http://firiweb.wordpress.com/2009/10/14/la-forza-dello-spirito-nellepoca-dei-totalitarismi-simposio-su-vladimir-ghika/</guid>
<description><![CDATA[La forza dello spirito nell&#8217;epoca dei totalitarismi. Vladimir Ghika, un modello contemporaneo ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><strong>La forza dello spirito nell&#8217;epoca dei totalitarismi. Vladimir Ghika, un modello contemporaneo</strong></p>
<p style="text-align:justify;">- Simposio in occasione dei 20 anni dalla caduta della cortina di ferro in Europa -</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Accademia di Romania, </strong>venerdì<strong> 16 ottobre </strong>2oo9, ore<strong> 18. </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-920" src="http://firiweb.wordpress.com/files/2009/10/ghika1.jpg?w=99" alt="" width="99" height="150" /></strong></p>
<p style="text-align:justify;">Il simposio si propone di evocare la figura del Mons. <a href="http://ro.wikipedia.org/wiki/Vladimir_Ghica">Vladimir Ghika </a>(1873-1954), nipote dell&#8217;ultimo principe della Moldavia, sacerdote, direttore spirituale, scienziato e diplomatico romeno, martire della fede negli anni del terrore stalinista. Vi partecipano personalità di prestigio del mondo culturale e politico italiano e alcuni specialisti le cui ricerche hanno portato ad importanti scoperte documentarie. Gli organizzatori propongono un dibattito attorno a queste testimonianze su una delle figure più importanti della Romania del Novecento, la cui causa di beatificazione è in corso presso la Congregazione vaticana per le Cause dei Santi.</p>
<p style="text-align:justify;">Indirizzi di saluto:<br />
Prof. Mihai Bărbulescu, Direttore dell’Accademia di Romania<br />
S.E. Răzvan Rusu, Ambasciatore di Romania in Italia<br />
S.E. Marius Lazurcă, Ambasciatore di Romania presso la Santa Sede</p>
<p style="text-align:justify;">Intervengono:<br />
On. Rocco Buttiglione, vicepresidente della Camera dei Deputati<br />
Prof. Andrea Riccardi, Comunità di Sant’Egidio<br />
Prof. Andrei Brezianu, Churchill College, Cambridge University<br />
Anca Berlogea, regista, presidente Signis Romania.</p>
<p style="text-align:justify;">Seguirà la proiezione del documentario di <em>Lettere a mio fratello in esilio. L’epoca stalinista in Romania</em> (regia Anca Berlogea, produzione Signis Romania / KTO, 2009), film basato sulla corrispondenza inedita tra Vladimir e Dimitrie Ghika, un sacerdote e un diplomatico, due fratelli separati dalla Cortina di Ferro.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div class="mceTemp" style="text-align:justify;">
<dl class="wp-caption alignleft">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/ro/e/e8/Intr-un_grup_de_prieteni_si_credinciosi_printre_care_filosoful_Jacques_Maritain_si_sotia_sa_Raisa_%28primii_doi_din_stanga%29.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-922" title="ghika maritain" src="http://firiweb.wordpress.com/files/2009/10/ghika-maritain1.jpg?w=129" alt="Mons. Ghika con un gruppo di amici tra cui il filosofo Jacques Maritain e la moglie Raisa (a sinistra)." width="129" height="150" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Mons. Ghika con un gruppo di amici tra cui il filosofo Jacques Maritain e la moglie Raisa (a sinistra).</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align:justify;">L’evento è organizzato dall’Ambasciata di Romania in Italia in collaborazione con l’Accademia di Romania, la Comunità di Sant’Egidio e l’ICR di Bucarest.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[CATANIA: ANZIANA VIOLENTATA IN CASA DA DUE ROMENI]]></title>
<link>http://mirabilissimo100.wordpress.com/2009/10/12/catania-anziana-violentata-in-casa-da-due-romeni/</link>
<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 00:28:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>mirabilissimo100</dc:creator>
<guid>http://mirabilissimo100.wordpress.com/2009/10/12/catania-anziana-violentata-in-casa-da-due-romeni/</guid>
<description><![CDATA[Catania, anziana violentata in casa Arrestati dai cc due ragazzi romeni   Due romeni sono stati ferm]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div>Catania, anziana violentata in casa<br />
Arrestati dai cc due ragazzi romeni</div>
<div> </div>
<div>
<div id="box_testo"><span id="ctl00_cph_lblTesto"><em>Due romeni sono stati fermati dai carabinieri della compagnia di Caltagirone con l&#8217;accusa di essere gli autori della rapina e dello stupro ai danni della pensionata. Sono Vasile Borgovan, di 29 anni, e Nicolae Ghinea, di 22, che hanno confessato</em></p>
<p>Il provvedimento restrittivo, per sequestro di persona, lesioni, rapina e violenza sessuale, è stato emesso dalla Procura della Repubblica di Caltagirone. La vittima, nonostante le condizioni di salute, ha abbracciato il maresciallo dei carabinieri che le ha detto dell&#8217;arresto. I due romeni intorno alla mezzanotte si sarebbero recati a casa della vittima ritenendo che l&#8217;abitazione fosse vuota. Accortisi che la donna era a letto, l&#8217;avrebbero aggredita a calci e pugni, poi l&#8217;avrebbero legata e violentata. Successivamente si sarebbero impossessati di pochi euro, di oggetti d&#8217;oro e dell&#8217;auto della donna. La vittima è ora ricoverata nell&#8217;Ospedale di Caltagirone, dove i medici l&#8217;hanno giudicata guaribile in 45 giorni. Ai due romeni i militari sono giunti grazie alla descrizione fatta dalla pensionata. I due sono stati fermati in una abitazione di Grammichele, dove è stata anche trovata la refurtiva.</p>
<p></span><strong>Sabato 10 ottobre 2009 15.59</strong></p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong><a href="http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/149196">http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/149196</a></strong></p>
</div>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Al rogo i Rumeni]]></title>
<link>http://siamorumeni.wordpress.com/2009/10/11/al-rogo-i-rumeni/</link>
<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 03:15:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>ktalin00b</dc:creator>
<guid>http://siamorumeni.wordpress.com/2009/10/11/al-rogo-i-rumeni/</guid>
<description><![CDATA[Rubano, Stuprano e Uccidono per pochi soldi, non lavorano e non pagano le tasse&#8230; Sono questi i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em><strong>Rubano, Stuprano e Uccidono per pochi soldi, non lavorano e non pagano le tasse&#8230;</strong></em></p>
<p><em>Sono questi i titoli dei gironali ormai, sono questi i modi in cui un cittadino della comunità europea viene rappresentato in Italia. Non più come persona, ma trattata da animale. </em></p>
<p>Fino a dove si arriverà? Fino a quando si continuerà a dare la colpa ai <strong>rUmeni</strong> ?</p>
<p>Quando comincerete a fare la differenza fra ROM e Rumeno? Quando i diritti umani saranno messi in prattica? Quando potrò trovarmi un lavoro e farlo a testa alta, senza quella fottutissima paura che mi perseguita, senza la coscienza che mi dice &#8220;<em>Attento a non sbagliare, sei Rumeno, ti butterano fuori al primo colpo</em>&#8220;, Quando?</p>
<p>Quando capirete che state sbagliando, che faccendo ciò non fatte altro che tornare indietro ai tempi del fascismo, dittatura, indietro a quei tempi quando i corpi di quelli che non erano di razza &#8220;Arianna&#8221; venivano buttati in fosse comuni?</p>
<p>Quando smettero di leggere su annunci di lavoro e di affito &#8220;<strong>NO RUMENI</strong>&#8220;, quando?</p>
<p><em>Passerà ancora tanto tempo prima che voi riusciate a fare la differenza tra</em> <strong>Rom e Rumeno</strong>?</p>
<p>Passerà ancora tanto tempo prima che mi possa avvicinare a una signora per aiutarla ad oltrepassare la strada senza che qualcuno chiami i carabinieri pensando che io la voglia derubarla?</p>
<p>Passerà ancora tanto tempo prima che la gente smetta di utilizzare la frase <strong>Rumeno di Merda</strong> ?</p>
<p>Continuo a chiedermi quando, ma sopratutto chi, sarà in grado di rispondermi alle domande.</p>
<p>Tempo fa eravamo fratelli, siamo diventati cugini e di seguito nemici che lottano su due fronti diversi.</p>
<p>Ignoranza e disinformazione e il nostro nemico comune&#8230; perchè non continuare a combattere come una volta?</p>
<p>Perchè non più sullo stesso fronte?</p>
<p>E<em>ra Rumeno dicono sui giornali, anche se sulla carta d&#8217;identità era scritto</em> &#8221; <strong>Nato a: Polo SUD</strong> &#8220;</p>
<p><strong>CI STATE CONFONDENDO CON I <span style="text-decoration:line-through;">ROM</span> SOLO PERCHE&#8217; IL NOSTRO PAESE SI CHIAMA <em>ROMANIA</em></strong>.</p>
<p>NON SIAMO PIù D&#8217;ACCORDO, FACCIAMO LA DIFFERENZA&#8230;</p>
<p>SIAMO <strong>RUM</strong>ENI NOI.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Passeggiata poetica per Venezia con Ruxandra Cesereanu]]></title>
<link>http://firiweb.wordpress.com/2009/10/07/passeggiata-poetica-per-venezia-con-ruxandra-cesereanu/</link>
<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 09:44:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>FIRI</dc:creator>
<guid>http://firiweb.wordpress.com/2009/10/07/passeggiata-poetica-per-venezia-con-ruxandra-cesereanu/</guid>
<description><![CDATA[Sabato, 10 ottobre, dalle ore 18:00, l’Associazione culturale NUBE (Nuova Biblioteca Europea) e l’As]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><strong>Sabato, 10 ottobre</strong>, dalle ore <strong>18:00</strong>, l’Associazione culturale NUBE (Nuova Biblioteca Europea) e l’Associazione culturale MigraMente &#8211; Centro per il Dialogo Interculturale di Padova, in partenariato con l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, invitano il pubblico italiano ad una <strong>passeggiata per Venezia</strong>, guidati dalla poetessa romena <strong>Ruxandra Ceserean</strong><strong>u.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-870" src="http://firiweb.wordpress.com/files/2009/10/ruxandra1.jpg" alt="" width="76" height="75" /></strong></p>
<p style="text-align:justify;">L’itinerario percorrerà i ponti e i campi veneziani che hanno ispirato i suoi poemi raccolti nel volume <em>Venezia con vene violette</em>, tradotti da Giovanni Magliocco e ispirati alla figura di una celebre cortigiana, La Malcontenta. Con partenza di fronte all&#8217;Istituto romeno (Canaregio 2214), il progetto proposto da Ruxandra Cesereanu &#8211; una vera e propria <em>jam session</em> stradale &#8211; seguirà l&#8217;itinerario: Campo Santa Fosca – Campo Santissimi Apostoli – Campo Santissimi Giovanni e Paolo – Campo Santa Maria Formosa – Campo San Bartolomeo – Campo San Giacomo di Rialto – Campo San Giacomo dell&#8217;Orio – Fondamenta Santa Lucia (Ferrovia).</p>
<p style="text-align:justify;">Ad ogni fermata, nei vari <em>campi</em>, le poesie saranno lette in lingua romena e italiana.</p>
<p style="text-align:justify;">Per Ruxandra Cesereanu, Venezia rappresenta non tanto la città simbolica di San Marco, quanto un profumo archetipico, un’Atlantide capovolta. È la città che esercita un’attrazione fatale grazie ai palazzi che si rispecchiano nei canali, alle donne misteriose, ai locali sotterranei.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-875" src="http://firiweb.wordpress.com/files/2009/10/venedig-netz.jpg?w=150" alt="" width="150" height="92" /></p>
<p style="text-align:justify;">L’appuntamento di Venezia sarà preceduto dalla partecipazione di Ruxandra Cesereanu all&#8217;evento di Perugia intitolato &#8220;Leggere e scrivere tra più culture: libri e biblioteche dell&#8217;Unione Europea&#8221;, che si svolgerà il 9 e il 10 ottobre, dove sarà anche designato il vincitore del Premio letterario &#8220;<a href="http://www.insulaeuropea.eu/">Insula Europea</a>&#8220;, destinato a giovani scrittori dell&#8217;Unione Europea.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ruxandra_Cesereanu">Ruxandra Cesereanu</a><strong>, </strong>scrittrice e docente di letteratura comparata, si è laureata  nel 1985 all’Università di Cluj con una tesi su Mihai Eminescu, conseguendo nel 1997 il dottorato sull’universo concentrazionario comunista. Collaboratrice e redattrice di varie riviste culturali negli anni ‘90. Vincitrice di molti premi, ha fatto molti viaggi di ricerca e di scrittura all’estero. Tra le numerose raccolte di poesia si ricordando: <em>Il giardino delle delizie</em> (1993), <em>Caduta sopra la città</em> (1994), <em>L&#8217;Oceano schizoide </em>(1998), <em>La Donna-crociato</em> (1999), Venezia <em>con vene violette. Le lettere di una cortigiana</em> (2002), <em>Kore-Persefone </em>(2004). È autrice anche di saggi ma anche di testi narrativi come <em>Viaggio attraverso gli specchi </em>(1989) e <em>I Purgatori</em> (1997).</p>
<p style="text-align:right;">Info: 347-5277142.</p>
<p><tt></tt></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dracula is dead]]></title>
<link>http://firiweb.wordpress.com/2009/09/26/dracula-is-dead/</link>
<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 12:48:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>FIRI</dc:creator>
<guid>http://firiweb.wordpress.com/2009/09/26/dracula-is-dead/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;Dracula è morto&#8221;: un libro sulla Romania di oggi, a 20 anni dalla caduta del Muro di Be]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><em>&#8220;Dracula è morto&#8221;: un libro sulla Romania di oggi, a 20 anni dalla caduta del Muro di Berlino, scritto dall&#8217;ex ambasciatore SUA a Bucarest, Jim Rosapepe insieme alla moglie Sheilah Kast. </em></p>
<p style="line-height:15px;text-align:justify;margin:.6em 0 .3em;padding:0;"><strong>DRACULA IS DEAD</strong><br style="margin:0;padding:0;" /><strong>How Romanians Survived Communism, Ended it, and Emerged <em><strong><span style="font-style:normal;">Since 1989</span> </strong></em>as the New Italy</strong></p>
<p style="line-height:15px;text-align:justify;margin:.6em 0 .3em;padding:0;"><em>By Sheilah Kast and Jim Rosapepe</em></p>
<p style="line-height:15px;text-align:justify;margin:.6em 0 .3em;padding:0;"><em>Published by Bancroft Press, Publication date: November 2009</em></p>
<p style="line-height:15px;text-align:justify;margin:.6em 0 .3em;padding:0;"><em>400 pages, 32 black-and-white photographs, 8 maps, $25.95 hardcover</em></p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-818" src="http://firiweb.wordpress.com/files/2009/09/jim_sheilah.jpg?w=150" alt="" width="150" height="99" /></p>
<p style="text-align:justify;">Il libro “Dracula is dead” (Dracula è morto) sarà lanciato il 9 novembre, ricorrenza della caduta del muro di Berlino, in America e in Romania. Scritto dai coniugi Sheilah Kast e Jim Rosapepe (ex ambasciatore degli Stati Uniti in Romania negli anni 1998-2001), il volume, strutturato in 14 capitoli, è una pubblicazione ben documentata e insieme facile da leggere; un libro che narra una Romania positiva, i suoi valori, la sua gente. Gli autori hanno visitato approfonditamente numerose regioni e città del Paese per avere la massima precisione delle informazioni.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_817" class="wp-caption alignleft" style="width: 190px"><img class="size-full wp-image-817" src="http://firiweb.wordpress.com/files/2009/09/revolutia1.jpg" alt="Fine del regime comunista di Ceausescu (dicembre del 1989)" width="180" height="110" /><p class="wp-caption-text">Fine del regime comunista di Ceausescu (dicembre del 1989)</p></div>
<p style="text-align:justify;">“Poiché abbiamo viaggiato così tanto attraverso la Romania e poiché adesso sappiamo che questo Paese non è solo Bucarest, abbiamo strutturato il libro a partire dai nostri viaggi. Come tutti gli americani, siamo stati affascinati dai racconti del periodo comunista – cosa andava, cosa non andava, perché alcuni hanno lasciato la Romania in quei 42 anni e perché altri vi sono rimasti anche se avrebbero potuto lasciarlo, come alcuni si ricordano con orrore di quel periodo mentre altri hanno ricordi mescolati”.</p>
<p style="text-align:justify;">Daniela Vitelaru</p>
<p style="text-align:justify;">Più info sul libro e gli autori sul sito web: <a href="http://www.draculaisdead.com/">www.draculaisdead.com/</a></p>
<p style="text-align:justify;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Trilogia sull'operaio - Misericordia]]></title>
<link>http://scrittoriprecari.wordpress.com/2009/07/22/trilogia-sulloperaio-misericordia/</link>
<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 00:02:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>scrittoriprecari</dc:creator>
<guid>http://scrittoriprecari.wordpress.com/2009/07/22/trilogia-sulloperaio-misericordia/</guid>
<description><![CDATA[L’ambiente, intorno a me, era illuminato appena. Questo faceva sembrare tutto un poco più cupo e mis]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;">L’ambiente, intorno a me, era illuminato  appena. Questo faceva sembrare tutto un poco più cupo e misterioso.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Il mio lavoro era semplice.</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Si  trattava di sgomberare l’intero sotterraneo di un palazzo.</p>
<p style="margin-bottom:0;">I sei livelli sopra di me erano uffici di una banca.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Per decenni quel sotterraneo era rimasto in disuso, utilizzato  solo come magazzino per qualche vecchio mobile, materiale di scarto derivato dalla costruzione dell’edificio stesso e ciarpame vario.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Ma con l’arrivo di un nuovo direttore, si era deciso ad un ampliamento di organico e alla conseguente ristrutturazione di quel gigantesco ambiente da adibire a nuovi uffici.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Queste cose me le aveva spiegate Ennio.</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Ennio era il capo.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Un uomo di mezza età che aveva chiamato una decina di disperati per quel lavoro faticoso e mal retribuito.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Stette a  guardarci per un paio d’ore.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Quando fu sicuro di aver trovato gli uomini giusti si assentò, ritornando poi a sprazzi per impartire qualche ordine ad ognuno.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Era abbastanza grasso ed unto per fare schifo.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Anche se in realtà non conosceva nessuno di noi si permetteva di mandarci a fanculo e fare  battute di bassa lega.</p>
<p style="margin-bottom:0;">La fede d’oro, che portava sull’anulare sinistro, dimostrava che era sposato ed ipotizzava che quell’uomo fosse stato in grado di riprodursi.</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Il sotterraneo era un luogo malsano.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Non c’era pavimentazione ma uno strato spesso di polvere rossastra. Materiale di scarto edile, appunto. Una polvere fine che si sollevava ad ogni passo.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Avevo già fatto lavori del genere in momenti come quello. Cioè quando ero a corto di soldi.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Proprio per via della mia esperienza, avevo pensato bene di portare con me  una maschera antigas che avevo avuto in dotazione  da un capo molto più affabile di Ennio, una volta che avevo fatto un lavoro simile.</p>
<p style="margin-bottom:0;">La mia maschera antigas era un attrezzo di gomma e plastica con due filtri sulla parte anteriore che depuravano l’aria che respiravo fermando i vapori e le polveri nocive  e dando alla respirazione il rumore sibilante di un soffio costante. Sulle mani avevo dei guanti pesanti di cuoio ma il resto del mio corpo non era protetto e alla pelle tesa e sudata delle mie braccia, si attaccava sporcizia volatile dal colore scuro.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Un paio  di altri operai italiani avevano portato con loro delle maschere. Un altro aveva legato un fazzoletto alla la faccia illudendosi così di salvarsi l’apparato respiratorio.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Gli altri operai, probabilmente romeni, non usavano nessuna protezione. Respiravano, lavoravano e sputavano catarro nero di tanto in tanto.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Caricavamo su un camion quello che portavamo fuori. Il tutto poi, sarebbe andato a finire in discarica.</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Ero nel lato più buio del locale.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Seguivo con lo sguardo lo svilupparsi sempre più oscuro  del luogo dove mi trovavo. Per capire dove mettere i piedi.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Vidi a terra qualcosa.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Due gambette scheletrite e piegate.</p>
<p style="margin-bottom:0;">L’impressione fu immediata. Un feto.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Mi avvicinai per constatare quella che poteva essere  la scoperta più macabra della mia vita.</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Era un gatto morto.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Non so dirlo con certezza, naturalmente, ma credo che fosse rimasto lì da più di un decennio.</p>
<p style="margin-bottom:0;">I vermi avevano terminato il loro lavoro da tempo.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Ciocche di pelo grigie erano rimaste alternate sul corpo che per la maggiore era coperto da una patina bianca abbastanza spessa, forse muffa.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Il pelo era rimasto quasi per intero sulla testa.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Mi colpì come quel muso avesse ancora, nonostante tutto, l’espressione tipica del gatto.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Sembrava, a vederlo, che fosse morto serenamente.</p>
<p style="margin-bottom:0;">In piccole parti, sul collo, era sopravvissuta una pelle dall’apparenza indurita. Una cotenna di muscoli fibrosi.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Finii il mio lavoro in quel punto, in compagnia di quel micio che mi guardava senza occhi.</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Forse non era il caso di lasciarlo lì.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Forse avrei dovuto seppellirlo.</p>
<p style="margin-bottom:0;">E perché non metterlo in un sacco e buttarlo semplicemente?</p>
<p style="margin-bottom:0;">Il feto che avevo creduto di vedere. Quello si avrebbe meritato una sepoltura.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Mettersi a scavare per un gatto vissuto chissà quanti anni prima.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Valeva la pena?</p>
<p style="margin-bottom:0;">Avevo sentito dire che non c’è anima negli animali.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Erano in tanti a sostenerlo. Lo dicevano anche i preti.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Alla luce di ciò quel gatto era degno di andare a finire nella mondezza, insieme al resto.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Era però da un bel po’ di tempo che non credevo più ai preti.</p>
<p style="margin-bottom:0;">E mi solleticava maggiormente l’idea misericordiosa di porre un semplice rispetto per quel che non era più. Senza distinzione di specie.</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Lo lasciai lì.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Avevo ancora molto da fare ed il sudore mi accecava gli occhi.</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Passarono le ore e continuai il mio operato, impegnando ancora la testa in ragionamenti che sarebbe meglio lasciar  tacere.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Non era facile infilarsi nelle maglie  delle domande e dei dubbi e contemporaneamente far bene il proprio lavoro.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Ma vi riuscii.</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Tutto il sotterraneo era sgombro.</p>
<p style="margin-bottom:0;">A terra, rimanevano solo piccoli frammenti di vetro, plastica ed altro.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Ennio era soddisfatto.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Gli chiesi :” E adesso? Come andranno avanti i lavori?”</p>
<p style="margin-bottom:0;">Mi rispose secco:”Domani arrivano con un paio di  bobcat che appiattiranno il  suolo, in modo da inglobare in esso  quei pezzetti che noi abbiamo lasciato. Poi ci sarà la gettata di cemento che coprirà tutto!”</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Dopo le parole di Ennio mi rimisi la maschera, presi una pala e rientrai nel sotterraneo.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Ne riuscii poco dopo con adagiati sul palmo di quella vanga, i resti di un  gatto morto.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Poi presi a scavare in un’aiuola.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Era tardi e gli uffici erano chiusi ormai.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Nessuno mi avrebbe visto e avrebbe avuto a protestare su quello che stavo facendo.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Depositai il gatto sul fondo della buca e ricoprii il tutto.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Ennio ed uno dei romeni, mi osservavano parlando e ridacchiando.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Poi presi i soldi che mi spettavano e me ne andai.</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;text-align:right;"><em>Luca Piccolino</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[1° Luglio: Primo incontro Italia Lavoro-Associazionismo dei lavoratori rumeni in Italia]]></title>
<link>http://futuroinsieme.wordpress.com/2009/07/02/1%c2%b0-luglio-incontro-italia-lavoro-lassociazionismo-dei-lavoratori-rumeni-in-italia/</link>
<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 18:34:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>futuroinsieme</dc:creator>
<guid>http://futuroinsieme.wordpress.com/2009/07/02/1%c2%b0-luglio-incontro-italia-lavoro-lassociazionismo-dei-lavoratori-rumeni-in-italia/</guid>
<description><![CDATA[Ieri, 1° Luglio, alle ore 11:00, ha avuto luogo a Roma, in Via Guidubaldo del Monte, 60 &#8211; sede]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://futuroinsieme.wordpress.com/files/2009/05/logo.png" alt="logo" title="logo" width="124" height="100" class="alignleft size-full wp-image-670" /><br />
Ieri,  1° Luglio, alle ore 11:00, ha avuto luogo a Roma, in Via Guidubaldo del Monte, 60 &#8211; sede di Italia Lavoro -, la prima riunione tra <a href="http://www.italialavoro.it/">Italia Lavoro</a>, Agenzia tecnica del Ministero del Lavoro e della Salute e delle Politiche Sociali, e rappresentanti di alcune ASSOCIAZIONI DEI ROMENI IN ITALIA,  fondatrici e non della <a href="http://www.faritalia.org">F.A.R.I., Federazione delle Associazioni dei Romeni in Italia</a>.</p>
<p>Il Coordinatore del progetto su <em>immigrazione e mobilità internazionale del lavoro </em>, Federico Lazzarini, ha avviato e commentato i seguenti punti, presentando:<br />
<strong>- <a href="http://www.italialavoro.it">Italia Lavoro</a><br />
- Aree strategiche di Italia Lavoro<br />
- Area Immigrazione e Mobilità Internazionale<br />
- Immigrazione in Italia<br />
- Nazionalità maggiormente presenti in Italia<br />
- Italia/Area Geografiche: Imprese con titolari stranieri<br />
- Imprenditori stranieri: Paesi di Provenienza</strong><br />
<strong><br />
- Obiettivi generali</strong><em><br />
 1). Sviluppare un rapporto di cooperazione con l’associazionismo, funzionale a sostenere una maggiore partecipazione dei romeni in Italia alle opportunità occupazionali offerte dal mercato del lavoro e alla fruizione dei servizi promossi per fronteggiare la crisi;<br />
2). Promuovere e supportare un maggiore coinvolgimento delle Imprese create da cittadini romeni (23.554, il 14,27% dell&#8217;imprenditoria non italiana &#8211; Fonte: Elaborazioni Caritas/Migrantes e CNA su dati Unioncamere, 30/06/08) anche in una prospettiva  di solidarietà, nella gestione degli incentivi e delle misure anticrisi.</em><br />
<strong><br />
- Le Criticità</strong><br />
<em>Il livello di informazioni erogate ai cittadini romeni è considerato “insufficiente”. Ciò comporta dirette ricadute negative sulla vita privata e professionale dei cittadini romeni residenti in Italia.<br />
Un quadro simile è ipotizzabile anche sul fronte delle Imprese italiane, o comunque una parte di esse, che molto spesso non riescono a ricevere l’adeguata informazione su temi specifici, come incentivi e strumenti di sostegno.</em></p>
<p><strong>- Linee di Intervento</strong><br />
<em>Fornire informazioni sull’accesso agli incentivi e a forme di sostegno per i cittadini romeni, attraverso il supporto della Federazioni delle Associazioni dei Romeni in Italia, la comunità maggiormente presente in Italia. </em><br />
<strong><br />
- Proposte di Italia Lavoro</strong><br />
<em>Italia Lavoro attiverà un piano di comunicazione che prevede:<br />
- Formazione dei dirigenti/responsabili delle Associazioni dei romeni su specifiche tematiche afferenti l’obiettivo generale;<br />
- Organizzazione di <strong>workshops</strong> sui territori;<br />
- Elaborazione/distribuzione di una <strong>Newsletter</strong> diffusa a livello nazionale, sulle questioni legate al tema  delle politiche migratorie e di specifici interventi di Italia Lavoro;<br />
- Distribuzione di una <strong>brochure</strong> ed altri strumenti/ materiali  informativi, attraverso le rappresentanze territoriali delle associazioni dei romeni.</em></p>
<p>Subito dopo la presentazione di Federico Lazzarini si è aperto il dibattito. Hanno preso la parola <strong>Eugen Terteleac</strong>, Presidente dell&#8217;ARI, Associazione dei Romeni in Italia di Roma, <strong>Dana Mihalache</strong>, Presidente dell&#8217;Associazione „Spirit Românesc”, <strong>Gina Dumitriu,</strong> Presidente dell&#8217;Associazione &#8220;Floarea albastra&#8221; (FIBLU onlus) di Terni, <strong>Avv. Monica A. Marinescu</strong>, consigliere della FARI ed esperta di diritto commerciale e del lavoro con studi legali in Italia ed in Romania, <strong>Cristina Molnar</strong>, Presidente dell&#8217;Associazione &#8220;Dacia&#8221; di Livorno, <strong>Daniel Grigoriu</strong>, consigliere dell&#8217;Associazione Socio-Culturale italo-romena &#8220;Carpatica&#8221;, <strong>Prof.ssa Tatiana Ciobanu</strong>, Presidente dell&#8217;Associazione dei Moldavi in Italia, <strong>Dana Panichi Parfeni,</strong> Presidente dell&#8217;Associazione &#8220;Romeni d&#8217;Abruzzo&#8221; di Teramo, <strong>delegati delle Associazioni</strong>: &#8220;Romania chiama Parma&#8221; di Parma, &#8220;Concordia&#8221; di Catania, &#8220;Ciprian Porumbescu&#8221; di Palermo, ma anche imprenditori e semplici lavoratori, come ad es. <strong>Lucian Mititelu, Lucian Chirnoaga </strong>e.a.</p>
<p>Ha aperto la seconda parte dei lavori, nel pomeriggio, <strong>Simona C. Farcas</strong>, Presidente dell&#8217;Associazione <a href="http://www.irfionlus.org">IRFI onlus &#8220;Italia Romania Futuro Insieme&#8221;</a>, che ha presentato la <strong>struttura della FARI, Federazione delle Associazioni dei Romeni in Italia &#8211; <em>ombrello</em> dell&#8217;associzionismo di origine romena in Italia -, lo scopo statutario, i vari settori operativi e il suo ruolo di intermediazione associativa</strong>, concludendo con queste parole: “<strong>La forza è l&#8217;unione del bene</strong>”.</p>
<p><strong>Possiamo davvero farcela insieme. </strong>Attraverso un impegno concreto da parte delle Associazioni nella comunità atto a migliorare la conoscenza dei romeni in Italia; riaffermare i valori storici e culturali che ci uniscono; trasmettere, attraverso questo tipo di azioni, un segnale unitario di una comunità numerosa, ma soprattutto responsabile, in grado di proporre e promuovere valori positivi, affermando fortemente il desiderio di una migliore integrazione e convivenza con la società italiana pur mantenendo i valori della nostra identità, ben al di là dell&#8217;opera negativa di sparute minoranze.<br />
<strong></p>
<p>Dal dibattito, in conclusione, è emerso che Italia Lavoro e la Federazione/Associazioni intendono sottoscrivere un protocollo di intesa sulle attività da svolgere.</strong><br />
<em><br />
A cura di Simona C. Farcas</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ITALIA LAVORO INCONTRA L'ASSOCIAZIONE IRFI]]></title>
<link>http://futuroinsieme.wordpress.com/2009/06/30/italia-lavoro-incontra-lassociazionismo-romeno-in-italia/</link>
<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 22:46:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>futuroinsieme</dc:creator>
<guid>http://futuroinsieme.wordpress.com/2009/06/30/italia-lavoro-incontra-lassociazionismo-romeno-in-italia/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;L&#8217;Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.&#8221; (Art. 1 &#8211; Costi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>&#8220;L&#8217;Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.&#8221;</em><br />
(Art. 1 &#8211; Costituzione della Repubblica Italiana)</p>
<p>L&#8217;11 giugno scorso ho partecipato ad una prima riunione con i responsabili dell&#8217;<em>Area immigrazione e mobilità internazionale del lavoro</em>, un progetto dell&#8217;Agenzia tecnica del Ministero del Lavoro e della Salute e delle Politiche Sociali, <strong><a href="http://www.italialavoro.it">Italia Lavoro</a></strong>, di Roma. All&#8217;incontro ero in veste di Presidente dell&#8217;Associazione IRFI (Italia Romania Futuro Insieme), che è struttura componente e fondatrice della FARI (Federazione delle Associazioni dei Romeni in Italia), di cui sono stata nominata Presidente del Consiglio Federale. Cos&#8217;è successo?<br />
Proverò a dare alcuni flash sull&#8217;incontro&#8230;</p>
<p>Il responsabile del progetto, F. L., apre la riunione descrivendomi sinteticamente gli obiettivi di Italia Lavoro e le principali linee d’intervento, con particolare riferimento ai progetti sulle politiche attive del lavoro e alle azioni di assistenza tecnica (Regioni, Province).</p>
<p>F.L., prosegue affermando che IL è oggi chiamata, all’interno di un quadro complessivo  che vede una netta tendenza ad erogare sostegni economici ai singoli e alle Imprese, a monitorare/implementare questa linea d’intervento.</p>
<p>Esempio ne è quanto si sta facendo in questi giorni proprio in Romania, andando a verificare quali soggetti o strutture potrebbero intervenire in un quadro complessivo di interventi.</p>
<p>F. L., in linea conseguenzialmente logica con quanto detto, arriva al possibile ruolo dell’IRFI e delle Associazioni. In altri termini, perché Italia Lavoro, sta avviando questo lavoro di prima relazione con l’universo dell’Associazionismo dei migranti?</p>
<p>Perché esiste la ragionevole consapevolezza che:<br />
- il livello informativo (generale e specifico) erogato ai cittadini migranti, sia complessivamente insufficiente, con dirette ricadute sulla qualità della loro esistenza privata e professionale in Italia<br />
- è ipotizzabile che le stesse Imprese italiane, o comunque una parte di esse, non possano usufruire di un’adeguata informativa, su specifici ambiti correlata al tema, ad esempio, quello degli incentivi per le Imprese. Insomma, spesso risulta difficile parlare ai singoli e alle Imprese.</p>
<p>Da qui, prosegue F. L., l’auspicio di un coinvolgimento dell’Associazionismo dei migranti, che attraverso una serie di strumenti e azioni (p.e. predisposizione e diffusione di materiali informativi, riunioni sul territorio sia con le Imprese, sia con le varie Associazioni), possa contribuire in termini fattivi, all’implementazione quantitativa e qualitativa, delle informazioni, soprattutto rispetto all’esigenza di agire anticipatamente, sulle uscite dal mercato del lavoro</p>
<p>Io, come Presidente dell’Associazione IRFI onlus, ma soprattutto, in qualità di “referente privilegiata&#8221; (così sono stata definita dagli adetti ai lavori), confermo che, in effetti, le informazioni arrivano ai cittadini romeni “poco e male”, e quindi un’azione forte sarebbe assolutamente condivisa, non solo dall’IRFI, ma anche da altre similari strutture.</p>
<p><strong>Impegni per il futuro prossimo</strong><br />
In questo contesto, come primo passo si è stabilito di organizzare un primo incontro con l&#8217;Associazionismo romeno in Italia insieme alla FARI, il 1 luglio 2009.<br />
Saranno presenti i responsabili (o i delegati) delle 15 organizzazioni più rappresentative dell’Associazionismo dei cittadini romeni in Italia, ma anche esponenti del mondo dell&#8217;imprenditoria romena e del lavoro in Italia.</p>
<p>L’obiettivo sarà quello di provare a strutturare una rete di rapporti istituzionali &#8211; operativi, potenzialmente coinvolgibili nel più generale processo di razionalizzazione/implementazione  delle azioni di promozione e informazione su alcuni temi strettamente correlati alla presenza immigrata in Italia Lavoro S.p.A.</p>
<p>Simona C. Farcas</p>
<p><em><a href="http://futuroinsieme.wordpress.com/2009/07/02/1%c2%b0-luglio-incontro-italia-lavoro-lassociazionismo-dei-lavoratori-rumeni-in-italia/">Continua&#8230;.</a><br />
</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Due operai morti soli e lasciati appesi per due ore...nel bel paese]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/06/29/due-operai-morti-soli-e-lasciati-appesi-per-due-ore-nel-bel-paese/</link>
<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 18:22:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
<guid>http://baruda.net/2009/06/29/due-operai-morti-soli-e-lasciati-appesi-per-due-ore-nel-bel-paese/</guid>
<description><![CDATA[Sono stati due ore appesi sopra la piattaforma mobile sulla quale stavano lavorando. I corpi erano r]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="font:12px Helvetica;margin:0;">Sono stati due ore appesi sopra la piattaforma mobile sulla quale stavano lavorando. <a rel="attachment wp-att-2901" href="http://baruda.net/2009/06/29/due-operai-morti-soli-e-lasciati-appesi-per-due-ore-nel-bel-paese/centro2/"><img class="alignright size-full wp-image-2901" title="centro2" src="http://baruda.wordpress.com/files/2009/06/centro2.jpg" alt="centro2" width="354" height="296" /></a></p>
<p style="font:12px Helvetica;margin:0;">I corpi erano riversi nel cestello elevatore a 6 metri d&#8217;altezza e a dare l&#8217;allarme è stato un contadino alla guida di un trattore, che li ha visti.</p>
<p style="font:12px Helvetica;margin:0;">La dinamica dell&#8217;incidente mortale è tremenda.</p>
<p style="font:12px Helvetica;margin:0;">Dopo la pausa pranzo i due trentenni, entrambi romeni e residenti a Broni (PV), sono saliti nuovamente sul cestello elevatore manovrato da una piattaforma: erano impegnati nella ristrutturazione di un tetto di una cascina. </p>
<p style="font:12px Helvetica;margin:0;">La piattaforma deve aver urtato i cavi dell&#8217;alta tensione e la violentissima scarica ha ucciso entrambi gli operai, probabilmente sul colpo. L&#8217;ora dell&#8217;incidente è stata ricostruita proprio in base alla corrente elettrica che proprio alle 13,30 è saltata in tutta la zona: la corrente viene ripristinata immediatamente, senza che scatti alcun allarme, probabilmente perchè il peso dei due corpi e la scarica aveva spostato il cestello dai cavi.</p>
<p style="font:12px Helvetica;margin:0;">Altri due operai uccisi. </p>
<p style="font:12px Helvetica;margin:0;">Possibile lavorare a 6 metri d&#8217;altezza, in piena estate, alle 13,30 senza che nessuno sia a terra?</p>
<p style="font:12px Helvetica;margin:0;">Possibile morire così soli?</p>
<p style="font:12px Helvetica;margin:0;"> </p>
<p style="font:12px Helvetica;margin:0;">Poi nel frattempo <em>un operaio di 46 anni è morto nel pomeriggio ad Anagni, in provincia di Frosinone, in seguito a un incidente sul lavoro avvenuto alla Siderpali, una fabbrica che produce pali di vari materiali. La dinamica dell&#8217;incidente è ancora al vaglio dei carabinieri. Non si sa se l&#8217;operaio deceduto, Nazzareno Monti, sia stato colpito da un palo o da altro. Quando sono arrivati gli operatori del 118 l&#8217;operaio era già morto. Nazzareno Monti, originario di Anagni, viveva a Valmontone, in provincia di Roma. </em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Intervista a Juan José]]></title>
<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/06/25/inetrvista-a-juan-jose/</link>
<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 10:56:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>round robin</dc:creator>
<guid>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/06/25/inetrvista-a-juan-jose/</guid>
<description><![CDATA[Mediatore culturale  che ha lavorato con i rom di Conil Ho intervistato il giovanissimo Juan José. L]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><em><strong>Mediatore culturale  che ha lavorato con i rom di Conil</strong></em></p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:justify;">Ho intervistato il giovanissimo Juan José. Lavorava fino a pochi giorni fa come mediatore culturale, si occupava del collettivo dei rom, per conto del Comune di Conil de la Frontera. È stato costretto a lasciare per terminare la facoltà di magistero: “Me encanta la profesión de maestro y también el trabajo de  mediator cultural.”<br />
Prima di passare all’intervista sulla sua esperienza con i rom (i “gitani romeni”, di recentissima immigrazione) che vivono a Conil, ricapitolo per il lettore qualche informazione che ho fornito in articoli precedenti.<br />
Romeni immigrati in Spagna negli ultimi anni, fra cui moltissimi rom: 800.000<br />
Numero gitani precedentemente residenti in Spagna: fra 500.000 e  700.000; 250.000 solo in Andalusia.<br />
Conil de la Frontera: pueblo andaluso di 20.000 abitanti, fra cui un numero cospicuo di gitani giunti con precedenti immigrazioni.</p>
<p style="text-align:justify;">M.L. – Quanti sono a Conil i romeni? E di questi quanti sono rom?<br />
J.J.- Il 95 per cento degli immigrati dalla Romania sono rom. Finora hanno chiesto la residenza nel Comune di Conil 63 uomini, 73 donne (compresi anche bambini e bambine). Quelli con cui ho lavorato sono 45  uomini, tra 0 e 60 anni, e 60 donne, tra 0 e 75 anni. Ce ne sono molti non registrati: non conoscono ancora i loro diritti e si spostano in cerca di opportunità migliori di vita.<br />
M.L. – Quando sono arrivati?<br />
J.J. – Da non più di cinque anni, molti più di recente.<!--more--><br />
M.L. –  Dice Gamella [è un antropologo di cui ho parlato in articoli precedenti] che quasi tutti questi rom, immigrati di recente, hanno in mente di tornare in Romania, quando potranno. Tu sai qualcosa di questo?<br />
J.J. – Se hanno quest’intenzione a me non lo raccontano. O meglio, una sola famiglia ha dichiarato di voler tornare. Vengono qui perché – dicono – la vita in Romania è molto cara, insostenibile per loro, in relazione a quel che riescono a guadagnare lì.<br />
M.L. – Che fai con loro? Di che cosa ti occupi?<br />
J.J. – La prima cosa che faccio è cercare di convincerli che possono chiedere la residenza in Spagna come cittadini europei: se hanno la residenza e prendono il DNI [documento nazionale d’identità], hanno pieni diritti.<br />
M.L. – Come vivono? Che lavori fanno?<br />
J.J.- Gli uomini lavorano per lo più in campagna, in agricoltura; ma anche nell’edilizia – che ora però è abbastanza ferma per la crisi -; in ristoranti e bar; in parcheggi, nei chiringuitos [bar che vengono montati nella buona stagione sulla spiaggia].  Le donne vanno a fare le pulizie domestiche o ad accudire gli anziani.<br />
M.L. – E quanto prendono per questi lavori?<br />
J.J. – Per accudire una persona anziana, 5 o 6 ore al giorno per 6 giorni alla settimana – in genere si tratta di lavoro nero, non gli fanno il contratto regolare – prendono tra gli 800 e i 900 euro al mese.<br />
M.L. – Ho letto nel libro di un’antropologa che insegna nell’università di una città vicina a Milano [Pavia] di qualche caso rarissimo di zingare italiane che vanno a fare le pulizie a casa di signore: 10 euro al giorno, per diverse ore di lavoro…<br />
J.J. – Davvero? Qui in verità c’è un caso così, uno solo, di una famiglia rom, a cui un tizio proprietario di molte case in campagna ne ha data in affitto una, che si trova in condizioni terribili: è un rudere, acqua corrente sporca, una fossa biologica scoperta che emana cattivo odore. E questo signore sfrutta la famiglia rom, li fa lavorare con compensi bassissimi, perché dice che devono pagargli l’affitto. Ho cercato di convincerli a denunciarlo, ma hanno una grande paura di quel che potrebbe capitargli se lo facessero, il tipo deve averli terrorizzati, e non si decidono.<br />
M.L. – Ci sono anche dei tipi così… con una mentalità propria del tempo di Franco, vero? Vecchi padroni terrieri, rozzi, reazionari e avari. Qualcuno l’ho conosciuto anch’io.<br />
J.J.- Sì che ci sono.<br />
M.L. – C’è razzismo nei confronti dei rom?<br />
J.J.- Sì che c’è. La stampa e la televisione ne hanno la responsabilità. Perché parlano degli immigrati come se ci fossero immigrati di prima categoria e immigrati di categorie più basse…<br />
M.L. – E chi sarebbero quelli di prima categoria?<br />
J.J. – Per esempio, i marocchini.<br />
M.L. – Ma quali sono i pregiudizi contro i rom?<br />
J.J. – Dicono che sono ladri. Sporadicamente hanno rubacchiato nei supermercati, per mangiare. L’anno scorso è nata una strana voce, non so chi l’abbia messa in giro: che rubavano i bambini. Poi d’improvviso è cessata, oggi nessuno più ci pensa.<br />
M.L. – Beh, in Italia, moltissime persone sono convinte di questo [gli racconto di casi risalenti press’a poco all’ultimo anno: i giornali scrivono che una zingara ha cercato di rubare un bambino, che la madre o qualche altra donna ha dato l’allarme; poi la notizia sparisce e solo chi ha la costanza di cercare, scopre in internet e raramente in pagine interne degli stessi giornali che la zingara non è stata neppure denunciata, che non c’era nulla di vero]. C’è paura che i rom violentino ragazze, che facciano del male a spagnoli?<br />
J.J. – No no, questo no. Se mai, litigano anche forte fra loro: a volte litigi notturni. Il razzismo che c’è tuttora da parte degli spagnoli nei loro confronti si esprime in modo non violento e loro non sono considerati pericolosi. Alla feria del Colorado [il Colorado è una frazione di Conil lontana qualche chilometro dal pueblo], quest’anno, si vedevano rom che vendevano le loro cose accanto alle persone del posto, e andavano d’accordo, si aiutavano, non c’erano gesti di insofferenza. A proposito dei litigi fra loro, capita che quando una famiglia si sente offesa da un’altra, esiga che quest’ultima paghi il perdono. Una famiglia romaní ha dovuto andarsene da Conil per questo: non aveva soldi per pagare il perdono a un’altra.<br />
M.L. –  Ma lo decide qualcuno? C’è un’autorità interna alla comunità dei rom?<br />
J.J.- Non lo so, le loro comunità sono state certamente disfatte dal movimento migratorio. Può darsi che qualche anziano abbia particolare influenza in queste cose.<br />
M.L. – Dove vivono?<br />
J.J.- Per lo più in case in campagna. Però ora 5 famiglie (press’a poco 20 persone) abitano in case affittate nel pueblo, in genere vanno d’accordo con i vicini che, conoscendoli direttamente e facendoci amicizia, superano molti pregiudizi. C’è stato solo un caso di litigio, cui è seguita una denuncia: un medico si è arrabbiato con una famiglia perché di notte facevano festa.<br />
Poi ci sono 2 famiglie (9 persone) che stanno occupando, proprio in questi giorni, una specie di rimessa vuota, un garage, sempre in campagna. Intorno c’è della terra che il vecchio padrone aveva venduto a un’immobiliare. Sono andato a chiedere a quelli dell’immobiliare che intenzioni avessero. Hanno detto che fino a che non vendono quella terra, li lasciano stare, non hanno voluto dire altro.<br />
M.L. – E i bambini?<br />
J.J. – La scuola è il problema maggiore. Ci sono 21 bambini che vanno alla scuola di base [in Spagna corrisponde alle elementari più un pezzo di medie italiane e dura 7 anni]. Hanno molti problemi con la lingua. Li si mette nella classe corrispondente alla loro età, molte volte però devono ripetere. È presto per dire se si riuscirà a recuperarli pienamente. Bisogna aspettare e vedere.<br />
M.L. – Hanno insegnanti di appoggio? Quanti bambini ci sono in una classe?<br />
J.J. – Hanno insegnanti d’appoggio, ma per troppo poco tempo. I bambini di una classe della scuola di base dovrebbero essere 20, qualche volta però se ne aggiungono uno o due.<br />
M.L. – Con i gitani che sono in Spagna da più tempo, che rapporti hanno i rom?<br />
J.J. – Nessun rapporto.<br />
M.L. – Ma come fate a comunicare, visto che parlano un’altra lingua?<br />
J.J. – Quelli che come me lavorano con gli immigrati ricevono dalla Comunità dell’Andalusia un telefono che fa la traduzione simultanea in diverse lingue, anche in romaní. Però i rom non vogliono usare questo strumento: dopo due mesi che sono qui, in ciascun gruppo familiare c’è almeno uno di loro che riesce a comunicare benissimo in castigliano. Soprattutto le donne. Sono quelle che se la sbrigano con tutto: con i servizi sociali, con la Caritas, con la scuola dei bambini, con tutte le istituzioni. Sono molto sveglie e attive. Imparano presto a ottenere tutto ciò che possono dai servizi sociali.<br />
M.L. –  La signora anziana che chiede l’elemosina di fronte all’Eroski [è un grande supermercato] è una di loro? Porta in mano un cartello in cui sono elencate tante di quelle disgrazie… ci ho fatto amicizia, ha un bel viso, sorridente. Non ha proprio l’aria di una colpita da tragedie familiari.<br />
J.J. – Sì, fa parte di una delle due famiglie che stanno in questi giorni occupando il garage in campagna. Naturalmente non è vero quello che sta scritto sul cartello. Ne fanno tanti, di cartelli così. Hanno una tale capacità di inventarsi la vita…</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:right;">Maria Laura Bufano</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[C'è o non c'è un pauroso deficit di democrazia in Italia?]]></title>
<link>http://futuroinsieme.wordpress.com/2009/06/13/pauroso-deficit-di-democrazia-in-italia/</link>
<pubDate>Sat, 13 Jun 2009 14:57:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>futuroinsieme</dc:creator>
<guid>http://futuroinsieme.wordpress.com/2009/06/13/pauroso-deficit-di-democrazia-in-italia/</guid>
<description><![CDATA[Se la &#8220;Open Society Institute di George Soros è sempre più preoccupata per la situazione dei d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://futuroinsieme.wordpress.com/files/2009/06/dirittiumani1.jpg" alt="dirittiumani1" title="dirittiumani1" width="116" height="107" class="alignleft size-full wp-image-695" /><br />
Se la &#8220;<a href="http://www.soros.org/">Open Society Institute </a>di George Soros è sempre più preoccupata per la situazione dei diritti umani in Italia&#8221;, come leggiamo in un comunicato, figurarsi noi di <em>futuro insieme</em>, che, accanto a giornalisti romeni, da qualche tempo, incessantemente, stiamo tirando segnali d&#8217;allarme in ogni direzione! Magari questa volta qualcuno ci ascolterà&#8230;</p>
<p>Sono stata invitata ad esprimere il mio punto di vista durante un incontro organizzato a Roma con una delegazione della Fondazione Soros su <strong>atteggiamenti del governo italiano che possono definirsi razzisti e xenofobi nei confronti di cittadini romeni</strong>, su atteggiamenti del governo che possono definirsi razzisti e xenofobi nei confronti delle minoranze (compresi i Rom e altri), su criminalizzazione delle violazioni di legge in materia di immigrazione e, in generale, il ricorso alla penalizzazione di violazioni amministrative per i romeni.<br />
L&#8217;aumento della percentuale di popolazione carceraria romena in attesa di processo, e la lunghezza dei procedimenti in materia penale e civile e dei suoi effetti sul diritto ad un processo equo, sono temi che verranno trattati da un avvocato romeno.<br />
Tutto questo in un contesto in cui l&#8217;opinione pubblica in modo efficace è formata attraverso la televisione, che è o di Stato o sotto il controllo della società di proprietà dal primo ministro in qualità di privato.<br />
Il problema della sistematica non applicazione da parte dell&#8217;Italia delle sentenze della corte europea dei diritti dellì&#8217;uomo (e in parte anche della Corte di Giustizia europea), le cui centinaia di sentenze contro l&#8217;Italia rimangono completamente disattese.</p>
<p>L&#8217;Open Society, in consultazione con i propri contatti in Europa e di Washington, hanno individuato il prossimo vertice del G8 come un importante momento di visibilità per questi potenziali problemi, e hanno organizzato una missione in Italia, per incontrare gli esperti ed alcuni altri, tra cui rappresentanti di associazioni dei romeni in Italia, che possono fornire informazioni ed idee su questi temi, e di aiutare le imbarcazioni di una strategia per portare questi problemi in primo piano l&#8217;attenzione del pubblico internazionale.</p>
<p>Tra i romeni in Italia, mi sento in dovere di ricordare qui il grosso contributo di <a href="http://andiradiu.wordpress.com/2009/06/12/81-de-cazuri-declarate-de-xenofobie-si-rasism-indreptate-impotriva-romanilor/">Andi Radiu </a>, giornalista di Gazeta Romaneasca e corrispondente di Evenimentul Zilei, che sul suo<a href="http://andiradiu.wordpress.com"> blog </a>e su <a href="http://www.realitateadinitalia.com/">Realitatea din Italia </a>sta pubblicando dati importanti e utili per questo prezioso incontro.</p>
<p><strong>Se siete a conoscenza di cittadini europei che hanno subìto ingiustizie di ogni genere in Italia o avete qualcosa da dire a proposito dei temi sopra elencati, siete pregati di scrivere a</strong> simona.farcas@ymail.com </p>
<p>Grazie.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

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