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	<title>salvatore-vassallo &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/salvatore-vassallo/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "salvatore-vassallo"</description>
	<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 06:27:02 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Vassallo: i DS e il tesoretto delle Fondazioni]]></title>
<link>http://channelman.wordpress.com/2009/10/17/vassallo-i-ds-e-il-tesoretto-delle-fondazioni/</link>
<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 07:46:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>channelman</dc:creator>
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<description><![CDATA[Crede che si ponga un problema per gli aderenti al Pd? «Sì, perché sono indotti a chiedersi se le pr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Crede che si ponga un problema per gli aderenti al Pd? «Sì, perché sono indotti a chiedersi se le pr]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Proposte di legge sull'università. Cosa bolle in pentola? i testi delle proposte]]></title>
<link>http://cislunibo.wordpress.com/2009/06/04/modica-proposta-di-legge-sulluniversita/</link>
<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 11:48:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>cislunibo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Qui potete trovare una versione recentissima della bozza &#8220;non ufficiale&#8221; di legge sulla ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Qui potete trovare una versione recentissima della <a href="http://cislunibo.wordpress.com/files/2009/06/allegato-2-ddl-gov-informale.pdf">bozza &#8220;non ufficiale&#8221; di legge</a> sulla riforma universitaria che si suppone <strong>il Governo</strong> varerà a breve.</p>
<p style="text-align:justify;">Luciano Modica del <strong>Partito Democratico</strong> ha presentato il 22 maggio una proposta di legge di riforma dell&#8217;Università. <a href="http://cislunibo.wordpress.com/files/2009/06/allegato-1-prog-pd.pdf">Qui potete trovare il testo del disegno di legge.</a></p>
<p style="text-align:justify;">Per chi fosse interessato a un dibattito su queste tematiche<strong>, Luciano Modica</strong> e  <strong>Salvatore Vassallo</strong>, entrambi firmatari della proposta PD, saranno disponibili per un incontro<strong> </strong>sul tema <strong></strong><a href="http://cislunibo.wordpress.com/files/2009/06/universita_080609.doc"><strong>Riforma della governance e del reclutamento</strong></a> con i colleghi dell&#8217;Università di Bologna <strong>lunedì 8 giugno dalle 10:00 alle 13:30 presso la Sala Silentium del Quartiere San Vitale</strong> (Vicolo Bolognetti, 2 &#8211; Bologna).</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Appello per Michele Nicoletti]]></title>
<link>http://channelman.wordpress.com/2009/06/02/appello-per-michele-nicoletti/</link>
<pubDate>Tue, 02 Jun 2009 01:34:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>channelman</dc:creator>
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<description><![CDATA[Perché abbiamo bisogno di una affermazione di Michele Nicoletti al Parlamento Europeo    In un momen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Perché abbiamo bisogno di una affermazione di Michele Nicoletti al Parlamento Europeo    In un momen]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Il cammino riprende. Una nota di Salvatore Vassallo]]></title>
<link>http://amarevignola.wordpress.com/2009/03/01/il-cammino-riprende-una-nota-di-salvatore-vassallo/</link>
<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 22:47:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea Paltrinieri</dc:creator>
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<description><![CDATA[Veltroni con le sue dimissioni ha messo tutti di fronte alle nostre responsabilità. Il progetto del ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Veltroni con le sue dimissioni ha messo tutti di fronte alle nostre responsabilità. Il progetto del PD poteva naufragare, all’indomani delle elezioni europee, insieme con la sua leadership, dilaniato tra la spinta a farne un tradizionale “partito (democratico) di sinistra” ed altre nostalgie centriste. Facendosi da parte, ha imposto a tutti di dire, in maniera esplicita, dove vogliono andare.<!--more--><br />
I primi salutari e concreti effetti dello shock sono stati il clima preoccupato ma concorde che si è respirato durante l’Assemblea di sabato scorso alla Fiera di Roma, il confronto serio e civile che si è svolto intorno alle due opzioni: convenzione e primarie subito oppure elezione in assemblea di un nuovo segretario con mandato fino ad ottobre.<br />
Personalmente ho sostenuto la prima opzione, pur riconoscendo che i tempi stretti avrebbero causato qualche forzatura data la coincidenza tra “congresso”, amministrative ed europee, pur vedendo l’asimmetria che si sarebbe verificata tra chi, come i dalemiani di ReD, aveva già un candidato in Bersani (che ha tuttavia rinunciato anche stavolta a farsi avanti) a chi avrebbe dovuto cercarlo. Preso atto che è largamente prevalsa la seconda opzione, ho votato senza dubbi per Franceschini. Dario consente al PD di mantenere la rotta e si è impegnato a farlo. Con l’intervento finale di sabato scorso, la bella scelta simbolica di giurare sulla Costituzione a Ferrara, le posizioni pubbliche dei giorni successivi su testamento biologico ed election day, sta dando prova di capacità di leadership forse sottovalutate, aiutato anche dal silenzio, per ora, dei professionisti della polemica interna (un altro effetto benefico dello shock provocato da Walter). Le scelte sulla composizione degli organismi dirigenti del resto sono state guidate, con tutta evidenza, dall’obiettivo di attenuare le diffidenze delle varie anime e articolazioni del partito.</p>
<p><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/03/sl-01.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1606" title="sl-01" src="http://amarevignola.wordpress.com/files/2009/03/sl-01.jpg?w=300" alt="sl-01" width="300" height="91" /></a>In cammino continua, dunque, almeno fino a quando rimarranno fermi gli obiettivi per i quali il PD è stato fondato. L’impegno per costruire un partito plurale, capace di elaborare, laicamente, attraverso il dialogo razionale, il pensiero nuovo che serve per affrontare i dilemmi etici inediti posti dall’evoluzione tecnologica in campo medico (e non solo). Un partito meno oligarchico di quelli ereditati dal secolo scorso, in cui gli incarichi sono contendibili, che sa aprirsi alla partecipazione di tutti i suoi elettori per la scelta dei candidati alle principali cariche di governo, dell’indirizzo politico e la leadership nazionale. Un partito capace di proporre un programma di riforme per modernizzare l’Italia, come quello esposto nel discorso del Lingotto, superando pigrizie e conservatorismi tipici tanto della destra quanto della sinistra. L’impegno per un “nuovo bipolarismo”, per un centrosinistra meno frammentato, reso più forte dalla presenza di un grande partito di massa quale il PD vuole e può essere.<br />
Per il momento non mi scoraggio, e inviterei a fare altrettanto. Nemmeno mi dilungo perché mi ritrovo del tutto nella riflessione, a cui rinvio, che ha proposto Giorgio Tonini in una riunione pubblica, tra parlamentari del PD, tenuta mercoledì durante la pausa pranzo (<strong><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2009/03/toninig-26feb2009.pdf">ecco il testo in pdf</a></strong>). Credo sia stata una iniziativa utile e che avrà un seguito.</p>
<p>Salvatore Vassallo, docente di Scienza della politica e parlamentare PD</p>
<p><a href="http://www.salvatorevassallo.it/" target="_blank">http://www.salvatorevassallo.it/</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Vignola e Spilamberto: nuovi segretari del PD. Una riflessione]]></title>
<link>http://amarevignola.wordpress.com/2008/10/12/vignola-e-spilamberto-nuovi-segretari-del-pd-una-riflessione/</link>
<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 17:25:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea Paltrinieri</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sabato 11 ottobre si è svolta a Vignola l’assemblea del Partito Democratico, convocata per l’elezion]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Sabato 11 ottobre si è svolta a Vignola l’assemblea del Partito Democratico, convocata per l’elezione del nuovo segretario, dopo le dimissioni (per motivi familiari e lavorativi) di Vera Ricci. Dopo un percorso articolato, sia l’esecutivo, sia il Comitato Direttivo hanno avanzato la proposta di una candidatura unitaria: quella di <strong>Giancarlo Gasparini</strong>, pediatra ed attuale capogruppo del PD in consiglio comunale a Vignola. Giancarlo è stato eletto (a voto segreto) con 52 voti, su 55 partecipanti al voto (3 gli astenuti). Nello stesso fine settimana anche a Spilamberto il Partito Democratico è stato chiamato ad eleggere il nuovo segretario. In quel caso i candidati erano due: Marco Villa, 22 anni, studente e Daniela Barozzi, insegnante ed  assessore all’Istruzione a Spilamberto. Alla chiusura delle urne, alle 12 di domenica 12 ottobre, <strong>Daniela Barozzi</strong> è risultata eletta con il 65,1% dei voti (125 su 192 votanti). <!--more-->Daniela Barozzi ha proposto la sua candidatura in una fase avanzata del percorso, quando sembrava che a Spilamberto dovesse esserci un’unica candidatura, quella di Marco Villa. Proprio questa situazione ha spinto Daniela a candidarsi, come ha ricordato in una sua lettera, per essere coerente con le proprie convinzioni: quelle che si richiamano ad un’idea di partito in cui la democrazia (interna) si intreccia con l’apertura della competizione, nel tentativo, ogni volta, di mobilitare le energie migliori. Ciò significa, come scrive Daniela, “elezioni formali (scrutinio segreto, procedure trasparenti) e con più di una candidatura”. Un meccanismo, questo, di “selezione” del segretario di partito profondamente diverso dalla tradizionale prassi della <em>cooptazione</em>. E questa innovazione non è casuale. Ma risponde ad una precisa visione che il Partito democratico ha assunto, sia a livello nazionale che a livello locale: <em>leadership </em>forti ma <em>contendibili</em>, per usare l’efficace formula coniata da Salvatore Vassallo. Ad entrambi, Giancarlo e Daniela, vanno gli auguri di buon lavoro. Auguri che è bene accompagnare con qualche riflessione.</p>
<div id="attachment_650" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2008/10/altan_sul_partito_democratico.jpg"><img class="size-full wp-image-650" title="altan_sul_partito_democratico" src="http://amarevignola.wordpress.com/files/2008/10/altan_sul_partito_democratico.jpg" alt="Una vignetta di Altan sul Partito Democratico (vogliamo davvero che cresca forte)" width="300" height="372" /></a><p class="wp-caption-text">Una vignetta di Altan sul Partito Democratico (vogliamo davvero che cresca forte)</p></div>
<p>La costituzione di un nuovo partito non è mai operazione semplice, risentendo anche di spinte non convergenti  sia in merito alle politiche (i contenuti), sia in merito all’organizzazione partitica (il contenitore) – per richiamare una nota coppia concettuale usata da Michele Salvati (<a href="http://www.mulino.it/edizioni/volumi/scheda_volume.php?vista=scheda&#38;ISBNART=09664" target="_blank"><strong>vedi</strong></a>). In questo contesto mi interessa sviluppare la riflessione sul contenitore, ovvero circa il modo in cui stiamo provando ad organizzare ed a far funzionare il partito. Questione che interessa pochissimo all’esterno, ma che non può assolutamente essere accantonata, visto che dal modo di funzionare del Partito Democratico consegue la minore o maggiore capacità di “efficacia politica” (con riferimento alle principali <em>funzioni </em>proprie dei partiti: selezionare una classe dirigente all’altezza, sviluppare politiche rispondenti al bisogno del paese, influire nella formazione dell’agenda politica e sollecitare il consenso degli elettori). Troppo spesso, anche all’interno del nuovo partito, il “ceto politico” di più lunga esperienza dimentica che il PD è nato non solo per creare un più forte soggetto “riformista”, ma anche per provare a superare i “limiti” dei vecchi partiti: difficoltà ad intercettare nuovi aderenti e difficoltà a misurarsi con i problemi più diffusamente percepiti dalla società. Nei primi mesi di vita il PD, almeno in provincia di Modena, ha conseguito un lusinghiero risultato proprio rispetto alla capacità di apertura e di inclusione di nuove persone: il 30% degli aderenti è infatti costituito da persone che per la prima volta si iscrivono ad un partito. Sin qui, dunque, il PD ha saputo intercettare quella disponibilità, ancora sufficientemente diffusa, di una parte non piccola di cittadini ad impegnarsi in politica nell’ambito di un partito – un tipo di “organizzazione politica” che certo non ha goduto negli anni, né gode tuttora, di larga considerazione e stima. Questo è il punto. Bisogna che, con grande onestà intellettuale, riconosciamo che la forma partito non ha goduto di apprezzamento anche perché afflitta da alcuni evidenti mali, le cui manifestazioni più fastidiose sono state denunciate da tempo anche da una letteratura divenuta di massa (“la casta” &#38; C.). E bisogna che, con altrettanta onestà intellettuale, arriviamo a riconoscere che non si tratta solo di “mali” nazionali, ma che una loro qualche declinazione è presente, a volte, anche a livello locale. Se dunque vogliamo essere coerenti con l’intento della fondazione del Partito Democratico, ma, soprattutto, se vogliamo davvero essere credibili quando parliamo del PD come di un “partito nuovo” – ed in tal modo <em>continuare </em>ad esercitare <em>appeal </em>– abbiamo il dovere di perseguire e proseguire un’opera di innovazione del fare politica. Chi vuole recuperare la piena consapevolezza del compito che sta davanti al Partito Democratico – sul fronte, appunto, dell’organizzazione del partito e dei suoi rapporti con la società – farebbe bene a rileggersi la relazione tenuta da Salvatore Vassallo al convegno di Orvieto del 6-7 ottobre 2006 (<strong><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2008/10/sv-pd-orvieto.pdf">apri il pdf</a></strong>). Alcune citazioni danno il senso della direzione di marcia: “richiamare alla partecipazione politica quei tanti cittadini italiani che da tempo non sono più attratti, o si sentono addirittura respinti, dalle tradizionali strutture di partito” (p.2). I più di 3 milioni di cittadini che il 16 ottobre del 2005 hanno partecipato alle primarie per la scelta del <em>leader </em>della coalizione (Romano Prodi) ed i 3,5 milioni di cittadini che due anni dopo, il 14 ottobre 2007, hanno partecipato alle primarie per la scelta del segretario nazionale del PD (Walter Veltroni) testimoniano che, a determinate condizioni, nella società italiana c’è ancora disponibilità alla mobilitazione politica. Per questo, osserva Vassallo, “il Partito Democratico deve avere, nella sua forma organizzativa, porte aperte e canali larghi per la partecipazione.” (p.3) Arrivando così ad una conclusione che occorre sempre tenere a mente: “il disegno organizzativo [del PD] dovrebbe rendere massimi, nelle forme oggi possibili, i valori della <em>partecipazione</em>, del <em>pluralismo </em>e della <em>capacità di governo</em>.” (p.3) Che cosa significa esattamente ciò? Senza voler qui entrare nei dettagli ci si può limitare a dire che ogni atto concreto di questo partito, spesso finalizzato ad obiettivi di breve termine, deve anche risultare coerente ad obiettivi di medio-lungo termine: quelli di far crescere una cultura politica ed una prassi organizzativa che promuova <em>più partecipazione</em>, <em>valorizzi il pluralismo interno </em>come elemento di ricchezza, <em>rafforzi la capacità di governo</em> (ovvero di pensare e poi realizzare politiche efficaci). La cosa significativa che è successa in questi mesi è che questa visione non è risultata propria solo del “cittadino” e scienziato della politica Salvatore Vassallo, ma, tramite l’elezione di Walter Veltroni a <em>leader </em>del PD, con il metodo delle primarie, essa è divenuta elemento fondativo di questo nuovo partito. Scrive Veltroni nel suo “manifesto” <em>La nuova stagione</em> (<a href="http://rizzoli.rcslibri.corriere.it/rizzoli/libro/1987_la_nuova_stagione_veltroni.html" target="_blank"><strong>vedi</strong></a>): “Il PD al quale penso è un partito che intende mettere al servizio di un incisivo programma riformatore tutta la forza della partecipazione democratica, la mobilitazione delle energie intellettuali e morali, civili e politiche, delle quali dispone una società viva come quella italiana.” (p.25) Ed ancora: “Per questo il Partito Democratico dovrà essere un partito davvero nuovo. (…) [Ovvero] come una istituzione civile, che svolge una funzione pubblica e che come tale appartiene a tutti i cittadini che intendono abitarlo.” (p.26) Il compito di far sì che questa visione non sia solo retorica – rischio sempre presente – è particolarmente impegnativo. Ad oggi il PD ha compiuto atti importanti (spesso non adeguatamente valorizzati dai suoi stessi iscritti e militanti). Ma ci sono ancora adempimenti ugualmente importanti rispetto a cui siamo in mezzo al guado. Bisogna dunque lavorare con determinazione per evitare il rischio di riproporre modalità consolidate (ma obsolete) di funzionamento, salvando l&#8217;eredità migliore delle forme precedenti di organizzazione politica. Anche per questo gli auguri di buon lavoro a Daniela e Giancarlo sono davvero sentiti.</p>
<p><em>Ho trattato della nascita del PD di Vignola e della competizione per l&#8217;elezione del segretario del febbraio 2008, che mi ha visto coinvolto, in alcuni post (<strong><a href="http://amarevignola.wordpress.com/2008/01/21/perche-mi-candido-a-coordinatore-del-circolo-del-pd-di-vignola/" target="_self">vedi1</a></strong>, <a href="http://amarevignola.wordpress.com/2008/01/31/il-pd-a-vignola-un-partito-coraggioso/" target="_self"><strong>vedi2</strong></a>, <a href="http://amarevignola.wordpress.com/2008/02/10/cara-vera-buon-lavoro/" target="_self"><strong>vedi3</strong></a>).</em></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Teca del Mediterraneo: "L’organizzazione della conoscenza fra identità e multiculturalità"]]></title>
<link>http://culturalheritage.wordpress.com/2008/07/10/teca-del-mediterraneo-l%e2%80%99organizzazione-della-conoscenza-fra-identita-e-multiculturalita/</link>
<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 14:53:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>shaitan</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dopo due mesi ritorno, spero con continuità, ad aggiornare il blog. Ho avuto la fortuna e il piacere]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Dopo due mesi ritorno, spero con continuità, ad aggiornare il blog. Ho avuto la fortuna e il piacere]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Salvatore Vassallo a Vignola]]></title>
<link>http://amarevignola.wordpress.com/2008/04/01/salvatore-vassallo-a-vignola/</link>
<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 17:59:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea Paltrinieri</dc:creator>
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<description><![CDATA[Martedì 8 aprile 2008 alle ore 20.30 presso il Teatro Cantelli di Vignola (visualizza su Google maps]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Martedì 8 aprile 2008 alle ore 20.30 presso il Teatro Cantelli di Vignola</strong> (<a href="http://maps.google.it/maps/ms?f=q&#38;hl=it&#38;geocode=&#38;ie=UTF8&#38;msa=0&#38;msid=115201308056424755547.000449becf6dea10800d9&#38;ll=44.481136,11.01006&#38;spn=0.013687,0.028625&#38;z=15&#38;iwloc=000449bed30b0bf3811ce" target="_blank"><strong>visualizza su Google maps</strong></a>) il Circolo del PD di Vignola ha organizzato un incontro con Salvatore Vassallo. Vassallo sarà intervistato da Francesco Galli, componente del Comitato direttivo e giornalista di TRC, sul tema <em>“Partito Democratico: uno shock di innovazione per la politica italiana?”</em> (scarica il <strong><a title="Volantino" href="http://amarevignola.wordpress.com/files/2008/04/volantino-vassallo-vignola.pdf">volantino in formato pdf</a></strong>). Docente di Scienza Politica e Politica Comparata all’Università di Bologna (<a href="http://www.dosp.unibo.it/vassallo/" target="_blank"><strong>vedi</strong></a>), Vassallo è candidato alla Camera dei Deputati per il Partito Democratico. <!--more-->E’ da tempo una delle voci più autorevoli sull’organizzazione del nuovo partito – suo l’intervento su <em>La forma organizzativa Un nuovo partito, e un partito nuovo</em>, al seminario di Orvieto il 6 ottobre 2006. Ha presieduto la Commissione nazionale del Partito Democratico incaricata di redigere lo statuto del partito. E’ commentatore politico per il <em>Corriere della Sera</em>.</p>
<p align="center"><a title="Salvatore Vassallo" href="http://amarevignola.wordpress.com/files/2008/04/vassallo.jpg"><img src="http://amarevignola.wordpress.com/files/2008/04/vassallo.jpg" alt="Salvatore Vassallo" /></a></p>
<p>Vorrei evidenziare alcuni motivi di interesse della figura e delle idee di Vassallo. Per i “militanti” o gli elettori del PD un chiaro motivo di interesse sta nel suo impegno alla ricerca di nuove soluzioni organizzative e procedurali rispetto a quelle che sin qui hanno caratterizzato i partiti italiani (ed in primo luogo DS e Margherita). L’invito ad usare di più i “gazebo” e dunque a stare di più in mezzo alla gente, facilitando così la possibilità di consultare anche i  soli “simpatizzanti” (non iscritti), è un chiaro antidoto alla progressiva chiusura e difficoltà di rinnovamento dei partiti tradizionali. La ricerca di nuove modalità di partecipazione, ad esempio mediante l’utilizzo di Internet, emerge anche nel suo intervento al convegno “<em>Per riformare la politica, davvero</em>” – di cui uno stralcio è stato pubblicato su <em>Europa </em>del 10 ottobre 2007 (<strong><a title="europa" href="http://amarevignola.wordpress.com/files/2008/04/vassallo-10ott2007.pdf">vedi</a></strong>). Ma se i “contenitori” (i partiti) ed i “contenuti” (i programmi) non sono indipendenti, allora si può riconoscere che solo “contenitori” innovativi (innanzitutto nelle modalità di rapporto con gli elettori, nella selezione della propria classe dirigente, nelle procedure della democrazia interna) hanno maggiori <em>chances </em>di elaborare in modo tempestivo programmi in grado di rispondere ai problemi della società e di formulare politiche efficaci perché non ideologiche (e questo ha un nesso forte con l’idea di un partito “a vocazione maggioritaria” – un tema che riecheggia in questo intervento di Vassallo sui Radicali nel PD apparso sul <em>Corriere della Sera</em> del 27 febbraio 2008; <strong><a title="vedi" href="http://amarevignola.wordpress.com/files/2008/04/vassallo-27feb2008.pdf">vedi</a></strong>). Si giustifica così il titolo dell’iniziativa. Lo <em>shock </em>di innovazione che il PD sta introducendo nel sistema politico italiano, nella misura in cui riguarda sia le caratteristiche del nuovo partito, sia la visione di fondo che esso propone (maggiore capacità di governo, una democrazia che decide – anche perché non più ingabbiata da una coalizione troppo larga, il completo abbandono di ogni ideologia), è testimonianza della capacità di interpretare e dare risposta ad un bisogno profondo di questo paese: quello di imprimere nuovo dinamismo alla società ed alla cultura (non solo all’economia!). E questo è invece un tema che interessa ogni cittadino (indipendentemente dalla sua “vicinanza” al PD): si può fare? Io penso di sì. Per usare l&#8217;efficace immagine di Bersani: &#8220;Noi possiamo essere la palla di neve che provoca la valanga&#8221; (<a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&#38;currentArticle=HMFU6" target="_blank"><strong>vedi</strong></a>).</p>
</div>]]></content:encoded>
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