<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>san-paolo &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/san-paolo/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "san-paolo"</description>
	<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 06:11:38 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Rubando locandine/9]]></title>
<link>http://ladridilocandine.wordpress.com/2009/11/30/rubando-locandine9/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 03:02:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>grazianoversace</dc:creator>
<guid>http://ladridilocandine.wordpress.com/2009/11/30/rubando-locandine9/</guid>
<description><![CDATA[Un uomo da marciapiede ci racconta le disavventure di un giovane gigolò texano e di un piccolo truff]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://ladridilocandine.wordpress.com/files/2009/11/1800095380p.jpg"><img src="http://ladridilocandine.wordpress.com/files/2009/11/1800095380p.jpg?w=103" alt="" title="1800095380p" width="103" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-155" /></a><em>Un uomo da marciapiede</em> ci racconta le disavventure di un giovane gigolò texano e di un piccolo truffatore italo-americano, ma è soprattutto la storia di un amicizia tra due poveri disgraziati.<br />
Film del 1969, basato sul romanzo omonimo di James Leo Herlihy, pubblicato qualche anno prima, <em>Un uomo da marciapiede</em> vinse ben tre premi Oscar come miglior film, miglior regia (a John Schlesinger) e migliore sceneggiatura non originale. Protagonisti del film Dustin Hoffman e l&#8217;allora esordiente Jon Voight, che ricevettero due candidature per il prestigioso riconoscimento.<br />
Alla prossima <a href="http://www.ibs.it/code/9788821565939/versace-graziano/ladri-di-locandine.html">locandina!</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La donna secondo la tradizione cristiana]]></title>
<link>http://ceciliaalagna.wordpress.com/2009/11/29/la-donna-secondo-la-tradizione-cristiana/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 19:04:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cecilia</dc:creator>
<guid>http://ceciliaalagna.wordpress.com/2009/11/29/la-donna-secondo-la-tradizione-cristiana/</guid>
<description><![CDATA[Questo post possa essere illuminante per tutti coloro che difendono a spada tratta il cristianesimo ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Questo post possa essere illuminante per tutti coloro che difendono a spada tratta il cristianesimo e la sua tradizione contro i musulmani, rimproverandoli di maltrattare le loro donne, come se il libro sacro del cristianesimo fosse un baluardo del femminismo e come se tradizione cristiana fosse sinonimo di rispetto della donna.</p>
<p>&#60; Voglio però che sappiate che di ogni uomo il capo è Cristo, e <strong>capo della donna è l&#8217;uomo</strong>, e il capo di Cristo è Dio&#8230;ma ogni <strong>donna che prega o profetizza senza velo sul capo, manca di riguardo al proprio capo&#8230;se dunque una donna non vuole mettersi il velo si tagli anche i capelli</strong>..ma se è vergogna per una donna tagliarsi i capelli o radersi, allora si copra &#62;</p>
<p>Prima lettera di San Paolo ai Corinzi 11, 3-5</p>
<p>&#60; La donne sposate invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere al marito &#62;</p>
<p>Prima lettera di San Paolo ai Corinzi 7, 34</p>
<p>&#60; Come in tutte le comunità dei fedeli, <strong>le donne nelle assemblee, tacciano perchè non è loro permesso parlare</strong>; <strong>stiano inceve sottomesse</strong>, come dice anche la legge. Se vogliono imparare qualcosa, interroghino a casa i loro mariti, perchè è sconveniente per una donna parlare in assemblea. Forse la Parola di Dio è partita da voi? &#62;</p>
<p>Lettera di San Paolo ai Corinzi 14, 34</p>
<p>&#60; Voi, <strong>mogli, state sottomesse ai mariti, come si conviene nel Signore </strong>&#62;</p>
<p>Lettera di San Paolo ai Colossesi 3, 18</p>
<p>&#60; le <strong>donne</strong> anziane sappiano <strong>formare le giovani ad essere prudenti, caste, dedite alla famiglia, buone, sottomesse ai mariti</strong>, perchè la parola di Dio non debba diventare oggetto di biasimo &#62;</p>
<p>Lettera di San Paolo a Tito 2, 5</p>
<p>&#60; Alla stessa maniera facciano le donna, con gli abiti decenti, adormandosi di pudore e riservatezza, non di trecce ed ornamenti d&#8217;oro, perle o vesti sontuose&#8230;.l<strong>a donna impari il silenzio, con tutta sottomissione.</strong> <strong>Non concedo a nessuna donna di insegnare, nè di dettar legge all&#8217;uomo, piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo</strong>&#8230;essa potrà vivere salvata partorendo figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carità nella santificazione, <strong>con modestia </strong>&#62;</p>
<p>Prima lettera si San Paolo a Timoteo 2, 9-15</p>
<p>&#60; <strong>Ugualmente voi, mogli, state sottomesse ai vostri mariti</strong>&#8230;il vostro ornamento non sia quello esteriore, cercate piuttosto di adornare l&#8217;interno del vostro cuore con un&#8217;anima incorruttibile piena di mitezza e di pace &#62;</p>
<p>Prima lettera di Pietro 3, 1</p>
<p>&#60; Le donne <strong>siano sottomesse ai mariti come al Signore</strong>, il marito infatti è il capo della moglie&#8230;e come la Chiesa  sta sottomessa a Cristo, <strong>così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto </strong>&#62;</p>
<p>Lettera di San Paolo agli Efesini 5, 22-24</p>
<p>Non ho citato l&#8217;Antico Testamento perchè è un delirio misogino e maschilista.</p>
<p>A ogni modo, quello che noi sbadieriamo ai quattro venti, o meglio in faccia ai musulmani non è la tradizione cristiana, ma il risultato delle lotte delle donne nel corso della storia. Le donne hanno potuto ottenere ciò che abbiamo oggi grazie a dure battaglie che sono costate molte vite e che poco hanno a che fare con la tradizione biblico-cristiana, anzi queste donne hanno dovuto combattere proprio il ruolo che la tradizione cristiana aveva affibbiato loro.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dritti dritti da aNobii/4]]></title>
<link>http://bondoux.wordpress.com/2009/11/28/257/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 05:39:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>bondoux</dc:creator>
<guid>http://bondoux.wordpress.com/2009/11/28/257/</guid>
<description><![CDATA[Ancora da Anobii: L&#8217;educazione sentimentale di un killer Pablo Poloverdo è un bambino che abit]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ancora da <a href="http://www.anobii.com/" target="_blank">Anobii</a>:</p>
<p><img src="http://static.anobii.com/anobi/image/star_1.gif" alt="" /><img src="http://static.anobii.com/anobi/image/star_1.gif" alt="" /><img src="http://static.anobii.com/anobi/image/star_1.gif" alt="" /><img src="http://static.anobii.com/anobi/image/star_1.gif" alt="" /></p>
<p>L&#8217;educazione sentimentale di un killer</p>
<p>Pablo Poloverdo è un bambino che abita con i genitori nell&#8217;ultima casa all&#8217;estremo sud del Cile, la casa alla fine del mondo, dove di solito non passa mai nessuno e dove, invece, nel primo capitolo di questo romanzo &#8220;per ragazzi&#8221;, passa un assassino che ammazza brutalmente i suoi genitori e si insedia lì, a vivere col bambino che ha reso orfano.<br />
Sì, avete letto bene, tremate pure, così come deve aver tremato la casa editrice per pubblicarlo, così come tremeranno, quando lo proporrò, insegnanti e genitori.<br />
Angel Alegrìa, l&#8217;assassino, è un uomo cresciuto conoscendo solo il bisogno e la violenza ma nella sua vita accanto a Pablo, nella casa alla fine del mondo e nel viaggio che faranno poi, impara, uno ad uno, lentamente, i sentimenti: l&#8217;orgoglio, l&#8217;attaccamento, la gelosia, l&#8217;affetto&#8230;<br />
Impara a pensare al passato e al futuro, a rimettere in relazione i fatti di una vita. Tutto questo senza che ci sia un pieno, conclamato, finto e stereotipato pentimento, come qualcuno potrebbe aspettarsi.<br />
La storia è di un&#8217;amarezza estrema, nel suo turbare, sfumare e confondere i confini tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato che tanti vorrebbero netti e ben segnati, nei libri per ragazzi e nella vita.<br />
Invece, &#8220;Le lacrime dell&#8217;assassino&#8221;, riporta il &#8220;bene&#8221; e il &#8220;male&#8221; alla loro complessità e &#8211; e cosa si può chiedere di meglio ad un libro?- costringe a pensare.<br />
Romanzo francese che in patria ha vinto tutti i premi possibili.<br />
Scrivo questa recensione a caldo, a libro appena finito. Temo che tre stelle siano troppo poco, ma lascerò sedimentare qualche ora o qualche giorno la storia per darne un giudizio più ponderato. Si insinua in me il dubbio di avere tra le mani uno dei migliori libri per ragazzi dell&#8217;anno.</p>
<p><a href="http://www.anobii.com/0104a9ee55e28a1349/books" target="_blank">La prosivendola</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[In primo piano]]></title>
<link>http://puntogtorino.wordpress.com/2009/11/27/in-primo-piano-4/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 08:02:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Torino Youth Centre</dc:creator>
<guid>http://puntogtorino.wordpress.com/2009/11/27/in-primo-piano-4/</guid>
<description><![CDATA[Fonte: La Repubblica.it ed.Torino &#8211; 27 novembre 2009 &#8220;TAGLI, MA NON PER IL WELFARE]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://torino.repubblica.it/dettaglio/tagli-ma-non-per-il-welfare-san-paolo-aumenta-i-contributi/1789197">Fonte: La Repubblica.it ed.Torino &#8211; 27 novembre 2009<br />
</a><br />
&#8220;TAGLI, MA NON PER IL WELFARE&#8221;<br />
SAN PAOLO AUMENTA I CONTRIBUTI<br />
<em>A pagare sarà la cultura, già finita sotto la scure un anno fa</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rubando locandine/8]]></title>
<link>http://ladridilocandine.wordpress.com/2009/11/25/rubando-locandine8/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 03:31:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>grazianoversace</dc:creator>
<guid>http://ladridilocandine.wordpress.com/2009/11/25/rubando-locandine8/</guid>
<description><![CDATA[Ci sono ladri e ladri e refurtiva e refurtiva! Noi rubiamo locandine, altri rubano diamanti, e poi c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://ladridilocandine.wordpress.com/files/2009/11/lapanterarosa.jpg"><img src="http://ladridilocandine.wordpress.com/files/2009/11/lapanterarosa.jpg?w=103" alt="" title="lapanterarosa" width="103" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-148" /></a>Ci sono ladri e ladri e refurtiva e refurtiva!<br />
Noi rubiamo locandine, altri rubano diamanti, e poi c&#8217;è chi li deve arrestare.</p>
<p>Ma quale <a href="http://www.ibs.it/code/9788821565939/versace-graziano/ladri-di-locandine.html">locandina</a> ruberemo oggi? Ma della Pantera Rosa! Il primo film del 1963, interpretato dal grande <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Peter_Sellers">Peter Sellers</a>, diede vita a una vera a propria serie. Sellers vestì ben sei volte i panni dell&#8217;ispettore Jacques Clouseau. Come non ricordare poi la bellissima colonna sonora composta da Henry Mancini e il cartone animato con protagonista la celebre pantera?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dritti dritti da aNobii/3]]></title>
<link>http://bondoux.wordpress.com/2009/11/24/dritti-dritti-da-anobii3/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 00:36:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>bondoux</dc:creator>
<guid>http://bondoux.wordpress.com/2009/11/24/dritti-dritti-da-anobii3/</guid>
<description><![CDATA[Ecco un altro commento preso in prestito dagli utenti di aNobii, stavolta ritorniamo a parlare di La]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ecco un altro commento preso in prestito dagli utenti di <a href="http://www.anobii.com/" target="_blank">aNobii</a>, stavolta ritorniamo a parlare di <a href="http://www.ibs.it/code/9788821565854/bondoux-anne-laure/vita-come-viene.html" target="_blank"><em>La vita come viene</em></a>:</p>
<p><img src="http://static.anobii.com/anobi/image/star_1.gif" alt="" /><img src="http://static.anobii.com/anobi/image/star_1.gif" alt="" /><img src="http://static.anobii.com/anobi/image/star_1.gif" alt="" /><img src="http://static.anobii.com/anobi/image/star_0.gif" alt="" /></p>
<p>La quindicenne Maddy, orfana dei genitori per un incidente d&#8217;auto, si trova a fare da &#8220;mamma&#8221; e da custode della sorella maggiore, che ne sarebbe la tutrice, la quale si ritrova incinta che non sa tenere o meno, e di certo non ha intenzione di dirlo al padre del bimbo. Un bel romanzo sulle famiglie allargate di oggi che non scade nel buonismo e nel lieto fine a tutti i costi, ma che ci racconta di come sia difficile adattarsi anche a cambiamenti positivi come potrebbe essere la nascita di un bambino, e anche il rifiuto della stessa maternità che può derivare.</p>
<p><a href="http://www.anobii.com/018dfde6f10854cbb7/books" target="_blank">Sergio Rossi</a></p>
<p><a href="http:///#"></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Olive Plantation]]></title>
<link>http://antonioranieri.wordpress.com/2009/11/21/olive-plantation/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 01:30:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>antonioranieri</dc:creator>
<guid>http://antonioranieri.wordpress.com/2009/11/21/olive-plantation/</guid>
<description><![CDATA[This was an olive plantation on the side of a hill on the way up to San Paolo near tivoli.  It was l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://antonioranieri.wordpress.com/files/2009/11/sanpaolowp.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-181" title="SanPaolowp" src="http://antonioranieri.wordpress.com/files/2009/11/sanpaolowp.jpg?w=300" alt="" width="300" height="171" /></a></p>
<p>This was an olive plantation on the side of a hill on the way up to San Paolo near tivoli.  It was late in the afternoon with some nice light hitting the plantation as we were driving past!!  The hills around this area are so beautifully manicured the colours are so intense as well!!  Great time of the year to be traveling thru Italy it&#8217;s not too cold nor too hot just perfect!!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rubando locandine/7]]></title>
<link>http://ladridilocandine.wordpress.com/2009/11/20/rubando-locandine7/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 01:54:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>grazianoversace</dc:creator>
<guid>http://ladridilocandine.wordpress.com/2009/11/20/rubando-locandine7/</guid>
<description><![CDATA[Basta un poco di zucchero e la pillola&#8230;Bé ho detto tutto&#8230;che bisogno c&#8217;è di aggiun]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://ladridilocandine.wordpress.com/files/2009/11/poppins.jpg" alt="poppins" title="poppins" width="226" height="350" class="alignleft size-full wp-image-139" />Basta un poco di zucchero e la pillola&#8230;Bé ho detto tutto&#8230;che bisogno c&#8217;è di aggiungere altro? Tutti abbiamo visto, almeno quindici volte, Mary Poppins al cinema o in TV (e qui conta l&#8217;anagrafe)!<br />
La Tata più simpatica, strampalata e famosa del mondo nasce nel 1935 dalla penna della scrittrice Pamela Lyndon Travers, ed è protagonista di ben cinque romanzi.</p>
<p>La versione cinematografica, diretta da Robert Stevenson, è del 1964. Intepretata dalla bravissima Julie Andrews e da un giovanissimo Dick Van Dyke, Mary Poppins fa parte dell&#8217;immaginario collettivo di grandi e piccini, compresi <a href="http://www.paolinitalia.it/libri/catalogo.asp?p=9&#38;isbn=9788821565939">Cesco e Daniele</a>! Di sicuro ne hanno rubato la <a href="http://www.ibs.it/code/9788821565939/versace-graziano/ladri-di-locandine.html">locandina</a>!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il 24 novembre presentazione a Taurianova  ]]></title>
<link>http://ladridilocandine.wordpress.com/2009/11/19/il-24-novembre-presentazione-a-taurianova/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 13:18:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>grazianoversace</dc:creator>
<guid>http://ladridilocandine.wordpress.com/2009/11/19/il-24-novembre-presentazione-a-taurianova/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://ladridilocandine.wordpress.com/files/2009/11/locandine_24novembre-copia.jpg"><img src="http://ladridilocandine.wordpress.com/files/2009/11/locandine_24novembre-copia.jpg" alt="" title="Locandina_Salmi_32x50.indd" width="500" height="716" class="alignleft size-full wp-image-174" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[lettera di san paolo]]></title>
<link>http://nettigiuseppe.wordpress.com/2009/11/17/lettera-di-san-paolo/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 16:08:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>nettigiuseppe</dc:creator>
<guid>http://nettigiuseppe.wordpress.com/2009/11/17/lettera-di-san-paolo/</guid>
<description><![CDATA[Passa tranquillamente tra il rumore e la fretta, e ricorda quanta pace può esserci nel silenzio. Fin]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Passa tranquillamente tra il rumore e la fretta, e ricorda quanta pace può esserci nel silenzio. Finché è possibile senza doverti abbassare, sii in buoni rapporti con tutte le persone. Dì la verità con calma e chiarezza; e ascolta gli altri, anche i noiosi e gli ignoranti, anche loro hanno una storia da raccontare. Evita le persone volgari ed aggressive; esse opprimono lo spirito.<br />
Se ti paragoni agli altri, corri il rischio di far crescere in te orgoglio e acredine perché sempre ci saranno persone più in basso o più in alto di te.<br />
Gioisci dei tuoi risultati così come dei tuoi progetti. Conserva l&#8217;interesse per il tuo lavoro, per quanto umile; è ciò che realmente possiedi per cambiare le sorti del tempo. Sii prudente nei tuoi affari, perché il mondo è pieno di tranelli. Ma ciò non acciechi la tua capacità di distinguere la virtù; molte persone lottano per grandi ideali, e dovunque la vita è piena di eroismo. Sii te stesso. Soprattutto non fingere negli affetti e neppure sii cinico riguardo all&#8217;amore; poiché a dispetto di tutte le aridità e disillusioni esso è perenne come l&#8217;erba. Accetta benevolmente gli ammaestramenti che derivano dall&#8217;età, lasciando con un sorriso sereno le cose della giovinezza. Coltiva la forza dello spirito per difenderti contro l&#8217;improvvisa sfortuna. Ma non tormentarti con l&#8217;immaginazione. Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine.<br />
Al di là di una disciplina morale, sii tranquillo con te stesso. Tu sei un figlio dell&#8217;universo, non meno degli alberi e delle stelle; tu hai diritto ad essere qui e che ti sia chiaro o no, non vi è dubbio che l&#8217;universo ti si stia schiudendo come dovrebbe. Perciò sii in pace con Dio, comunque tu lo concepisca, e qualunque siano le tue lotte e le tue aspirazioni, conserva la pace con la tua anima pur nella rumorosa confusione della vita. Con tutti i suoi inganni, i lavori ingrati e i sogni infranti, è ancora un mondo stupendo.<br />
Fai attenzione. Cerca di essere felice.</p>
<p>Trovata nella Chiesa di San Paolo (Baltimora). Datata 1692                                      </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dritti dritti da aNobii!]]></title>
<link>http://bondoux.wordpress.com/2009/11/16/dritti-dritti-da-anobii/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 14:39:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>bondoux</dc:creator>
<guid>http://bondoux.wordpress.com/2009/11/16/dritti-dritti-da-anobii/</guid>
<description><![CDATA[Sapete tutti cos&#8217;è aNobii? No? Bé aNobii è la più grande comunità di lettori del mondo, dove c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Sapete tutti cos&#8217;è<a href="http://www.anobii.com/" target="_blank"> aNobii</a>? No? Bé aNobii è la più grande comunità di lettori del mondo, dove ciascuno ha a disposizione la propria pagina per inserire tutti i libri che legge e confrontarsi con gli altri, curiosando nelle librerie altrui!</p>
<p>Vediamo uno dei commenti al nuovo romanzo di Anne-Laure, <a href="http://www.ibs.it/code/9788821565854/bondoux-anne-laure/vita-come-viene.html" target="_blank"><em>La vita come viene</em></a>, presenti su aNobii:</p>
<p><img src="http://static.anobii.com/anobi/image/star_1.gif" alt="" width="9" height="10" /><img src="http://static.anobii.com/anobi/image/star_1.gif" alt="" /><img src="http://static.anobii.com/anobi/image/star_1.gif" alt="" /><img src="http://static.anobii.com/anobi/image/star_0.gif" alt="" /></p>
<p><em>Quello che mi piace di quest&#8217;autrice è la sua capacità di trattare emi tosti con un linguaggio adatto ai ragazzi, senza però mai cadere nella retorica.<br />
Secondo me una conferma, dopo &#8220;Le lacrime dell&#8217;assassino&#8221;.</em></p>
<p><a href="http://www.anobii.com/019930bbe5a67d9ca1/books" target="_blank">Ncy It</a><em><br />
</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nelle aule scolastiche crocefisso sì o crocefisso no? ]]></title>
<link>http://polisethoslogos.wordpress.com/2009/11/12/nelle-aule-scolastiche-crocefisso-si-o-crocefisso-no/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 19:52:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Gigi Cortesi</dc:creator>
<guid>http://polisethoslogos.wordpress.com/2009/11/12/nelle-aule-scolastiche-crocefisso-si-o-crocefisso-no/</guid>
<description><![CDATA[Dopo la sentenza della corte Corte europea dei Diritti dell’Uomo che vieta l’esposizione dei crocefi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Dopo la sentenza della corte Corte europea dei Diritti dell’Uomo che vieta l’esposizione dei crocefissi nelle aule e dopo tutto il polverone che questa sentenza ha suscitato, mi si chiede di esprimere il mio parere. Ci provo.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">In molte case mobili, soprammobili o quadri appesi sono lì da anni, di loro non ci si accorge più: li si vede, senza più guardarli o accorgersi di vederli. Capita soprattutto in case, nelle quali un po&#8217; tutti gli oggetti non hanno né identità, né storia, né – per quanto è possibile riferire questa attribuzione a un oggetto – anima. In altre case gli oggetti hanno invece una loro vita, rinviano a momenti significativi; di quei significati sono &#8211; più che la memoria &#8211; il riaprirsi della presenza e la promessa-premessa della ripresa e del gusto di ciò che rappresentano. Dipende dal voltaggio relazionale della casa in cui si è; da quanto in quella casa ci si parla, ci si incontra, ci si attende, ci si ascolta, ci si lascia per-sonare dalla e nella diversità dell&#8217;altro; dipende da quanto in quella casa sappiano e possano vivere il simbolo, la ripresa, il rinvio, l&#8217;oltre, il già e il non ancora, l&#8217;immanenza trascendente e la trascendenza immanente; dipende da quanto in quella casa possono e sanno con-vivere la continuità, il con-fluire del giorno e della notte, il con-fine tra la veglia e il sonno, il con-fermarsi del lavoro e della festa, il fecondo ricambio tra la sistole del ritorno e la diastole dell&#8217;andare al mondo, l&#8217;equilibrio non spaesante tra l&#8217;essere e l&#8217;esserci, l&#8217;arricchirsi reciproco di Tu e Io, di diversità e identità. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Pensando a tanto diverso destino degli oggetti e delle abitazioni, mi chiedo non se sia legittimo o meno appendere crocefissi a una parete, ma quale casa sia quella nella quale sta o non sta il crocefisso. Se si tratta di una casa senza parola e senza storia, il crocefisso rischia di essere una cosa tra le cose, a propria volta anonima e senza vita, vuota reliquia del niente e dell&#8217;angoscia, capitata lì per avventura o per convenienza, per convenzione o per conformismo, per mimetismo, per esorcismo magico, per scaramanzia infantile o per quelle strane paratassi kitsch che fanno degli oggetti l&#8217;entropia e la discarica dei significati. Se al contrario la casa è abitata dal senso e dai significati, il crocefisso può e sa rinviare, inter-rogare, pro-vocare, per-sonare di pre-senza e forse di nome, fino a in-dicare nell&#8217;oggetto il Crocefisso Gesù, quasi a poterlo chiamare per nome e ascoltarlo nell&#8217;affanno. Ma allora, forse, in questa ultima casa, questo oggetto non è neppure necessario, perché altri ben più visibili ed efficaci sono lì i segni della pre-senza e della azione di Gesù; ci si riconosce di Gesù e in Gesù non appendendo crocefissi, ma amandosi come Lui ci ha amato, fino a potere morire per l&#8217;altro e – cosa per certi aspetti ancora più impegnativa ed entusiasmante – continuando a vivere per l&#8217;altro e nella gioia dell&#8217;altro e della sua alterità vivificante. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Se poi, invece di una casa, si tratta di una scuola, mi chiedo prima di tutto che senso abbia la parola “scuola” per le persone che la frequentano. Se scuola, come suggerisce il significato greco del termine <em>scholè</em>, è il luogo e il tempo della libertà ( <em>scholè</em> ha lo stesso significato del latino <em>otium</em> , indica il “tempo libero”, cioè quello che del lavoro dovrebbe essere lo scopo e il fine, il senso e il significato più umani) e quindi della identificazione più vera, allora, mi pare, pro-porre (cioè “porre lì davanti a tutti”) il crocefisso è azione ancora più ardua. Mi viene in mente quanto accadde a Paolo di Tarso quando pro-pose Cristo Crocefisso e Risorto ai filosofi di Atene. Venne scacciato e deriso non perché avesse parlato del Risorto, ma proprio perché aveva pro-posto il Crocefisso. Eppure quella era senza dubbio la “scuola” più qualificata di allora; per giunta Paolo, prima ancora che ad allievi, stava parlando a raffinatissimi docenti, i migliori; inoltre, ben più ardito di quanto facciano i gestori delle nostre scuole, aveva pro-posto non uno o più crocefissi, ma il Crocefisso; ancora di più, a differenza di quanto succede oggi nelle nostre aule, Paolo aveva posto il Crocefisso non alle spalle dei docenti, ma davanti a loro; non appendendo oggetti alle pareti, ma cercando di in-segnare le menti e le anime, i cuori e le esistenze.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Forse, però, con l&#8217;irruenza da convertito e da neofita che spesso gli era propria, Paolo sbagliava. Forse non teneva conto che Gesù, dopo la propria risurrezione, ben difficilmente si fa ri-conoscere di faccia; sì, certo, lo aveva fatto con lui, disarcionandolo da cavallo, lo aveva fatto con la Maddalena davanti al sepolcro, lo aveva fatto con gli apostoli nel Cenacolo; ma erano eccezioni nel comportamento di Gesù Risorto: di solito Lui usava farsi ri-conoscere di spalle, cioè quando già se ne era andato, proprio come accadde ai discepoli sulla strada di Emmaus. Se neppure da Risorto Gesù usa e osa pro-porsi di faccia, come mai noi ci ostiniamo a volerlo pro-porre da Crocefisso o addirittura come crocefisso appeso in un&#8217;aula, alle spalle di docenti che quasi mai si accorgono di vederlo, davanti ad allievi che spesso fanno già fatica a vedere il “prof” che si trovano lì davanti? Poveri allievi, come fanno a vedere in quel crocefisso appeso il Cristo, se neppure vedono quel povero cristo di docente, che viene loro pro-posto spesso come precario, sottopagato, magari impreparato e sfigato? E come fanno, per esempio, gli allievi di una “scuola cattolica” a vedere in quel crocefisso appeso il Cristo povero e sofferente, quando nella stragrande maggioranza di quelle aule (anche le aule saranno “cattoliche”?) non ci sono né allievi poveri, né allievi handicappati, né allievi ufficialmente sofferenti o troppo diversi? Pro-porre il crocefisso in tali contesti non rischia di attribuire all&#8217;oggetto una valenza magica, quasi che l&#8217;oggetto fosse esso importante ed efficace, fosse &#8211; forse ancora più banalmente – l&#8217;alibi del vuoto, l&#8217;esorcismo dell&#8217;infedeltà a Gesù, la maschera della falsa identità? Il crocefisso appeso non rischia allora di essere soltanto la bandiera di un potere, l&#8217;affermazione di una territorialità comunque occupata, la cifra di una ideologia altrimenti ingiustificabile, che usa il crocefisso senza alla fine neppure più vederlo? </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Certo, l&#8217;essere umano ha bisogno anche di segni. Ciascuno di noi ha spesso accanto a sé fotografie delle persone amate. Ciascuno di noi ha bisogno di infantili richiami, che aiutino l&#8217;occhio. Ma per tutto ciò non c&#8217;è bisogno di ufficialità, di riconoscimenti statali, di leggi e norme più o meno imposte, di aule statali o non statali.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Mi stupisce la semplice pregnanza del segno della croce, fatto con convinzione e affetto veri sul proprio corpo vivente. Nel segno della croce il Crocefisso è corpo in-segnato dal gesto e abitato dalla parola che dice e in-dica la Trinità, quasi a dire che, mentre si fa il segno della croce, è come se tornasse a incarnarsi Gesù, diventando corpo e al tempo stesso annunciando divinità e Trinita. Nel segno della croce non possono non con-vivere tre realtà: Gesù, la pienezza relazionale di Dio (questo è la Trinità), il corpo di chi facendo il gesto si fa egli stesso croce e Trinità. Il segno della croce è gesto e parola che, prima di segnare, in-segna (cioè “segna dentro”) di Gesù e di Trinità il corpo di chi lo compie. Non ci si può in-segnare di croce senza in-segnarsi di Trinità. Il segno della croce non è solo il presenziarsi della morte di Gesù in croce, ma – in quanto annuncio della pienezza trinitaria – è anche e già il riscatto della croce, cioè è già la Risurrezione che vince la morte. In-segnarsi soltanto di croce sarebbe follia, masochismo, riduzione di Gesù a esclusiva morta umanità.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Gesù crocefisso ha senso solo in Gesù risorto. È questa la presenza vera di Gesù, per chi lo voglia davvero vicino. È Giuda a vedere Gesù soltanto come crocefisso. Ma, allora Gesù può essere solo induzione al tradimento o istigazione al suicidio, non importa se vicino al Calvario o davanti alla parete di un&#8217;aula. Quanti di quelli che vogliono appendere crocefissi nelle aule sanno che, se in loro abita lo spirito miope di Giuda, forse stanno magari tradendo o inducendo al tradimento, suicidandosi o istigando al suicidio? </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Il Crocefisso è la presenza mortale della ferita. E la ferita, anche quella non mortale, può da sola essere mera esibizione, insuperato dolore, radicale oscenità. La ferita da sola grida, è disumana. Perché torni a essere umanità e senso, la ferita va e-laborata (chiede cioè che non ci si fermi a essa, ma da essa partano il lavoro, il travaglio, la fatica della ricerca e della attribuzione di senso: la ferita, perché sia umana, va com-presa, con-tenuta, assistita nella morte che essa è o può essere, de-posta dalla morte a cui può e sa portare, at-tesa dopo quella morte nella quale può cadere (bene sanno i francesi quanto la ferita possa essere un <em>tomber</em>). Solo così la ferita può essere signi-ficata e costituirsi come senso signi-ficato. Solo allora può diventare segno e identità umani. Tommaso riconosce Gesù dalla ferita, mettendo il dito nella ferita. Però il Gesù di Tommaso è non il Crocefisso, ma il Risorto. Solo nella risurrezione trovano senso e significato il Crocefisso e le sue ferite. Altrimenti restano assurdità, follia; mentre possono essere, come bene scopre Tommaso, la prova della identità e del riconoscimento. Da risorti ci riconosceremo proprio grazie alle nostre ferite elaborate e risorte. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Ci sono persone, che, proprio in nome del loro essere o dirsi cristiani, vogliono il crocefisso appeso, perché – sostengono &#8211; rappresenta la nostra cultura e la nostra storia. Non penso proprio che dovrebbero esistere culture cristiane, civiltà cristiane, storie cristiane, scuole, cristiane, leggi cristiane, aule cristiane, pareti cristiane, chiodi cristiani; meno che meno penso che dovrebbero esistere culture cattoliche, civiltà cattoliche, storie cattoliche, scuole, cattoliche, leggi cattoliche, aule cattoliche, pareti cattoliche, chiodi cattolici. Mi fa male che a pensarla così siano persone in buona fede, addirittura pastori o sacerdoti o vescovi. Mi sembra che in siffatto modo non si capisca molto né della fede né della laicità. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Sarebbe come se io dicessi che, siccome sono innamorato, debbano esistere culture innamorate, civiltà innamorate, storie innamorate, scuole, innamorate, leggi innamorate, aule innamorate, pareti innamorate, chiodi innamorati. D&#8217;accordo, essere innamorato è bellissimo, è forse lo stato di grazia più esaltante che un essere umano possa vivere, ma non mi autorizza a chiamare innamorato tutto ciò che guardo e vedo. A essere innamorato è il mio sguardo, non gli oggetti che il mio sguardo guarda e vede. Posso io guardare <em>da innamorato</em> (ed è bellissimo) il mondo, <em>da innamorato</em> vivere la mia cultura, partecipare alla mia civiltà, impegnarmi nella costruzione della storia, apprendere o insegnare in una scuola, legiferare per il mio paese o rispettarne le leggi, frequentare aule, costruire pareti, piantare chiodi. Ma il fatto che io guardi e viva <em>da innamorato</em> non rende innamorato ciò che faccio o l&#8217;oggetto che tocco o le persone che frequento. Né, ancora di meno, mi autorizza a pretendere che le cose che faccio, gli oggetti che tocco e le persone che frequento debbano per forza essere innamorati. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Ecco, io penso che come l&#8217;amore può fare vivere <em>da innamorati</em>, così la fede può fare vivere <em>da innamorati</em> di Gesù e della sua Risurrezione. Solo così si può anche accettare, non certo amare, la croce, se è vero come è vero che Gesù stesso nell&#8217;orto degli ulivi pregò che stesse lontana e sul Calvario, mentre la stava vivendo, si sentì – Lui Dio e Figlio del Padre – abbandonato dal Padre. Ma accettare la croce <em>da innamorato </em>di Gesù e della sua Risurrezione non penso proprio abbia molto a che fare con i crocefissi appesi e con le pareti delle aule, statali o non statali che siano</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">. </span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nelle aule scolastiche crocefisso sì o crocefisso no? ]]></title>
<link>http://gigicortesi.wordpress.com/2009/11/12/nelle-aule-scolastiche-crocefisso-si-o-crocefisso-no/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 19:49:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Gigi Cortesi</dc:creator>
<guid>http://gigicortesi.wordpress.com/2009/11/12/nelle-aule-scolastiche-crocefisso-si-o-crocefisso-no/</guid>
<description><![CDATA[Dopo la sentenza della corte Corte europea dei Diritti dell’Uomo che vieta l’esposizione dei crocefi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Dopo la sentenza della corte Corte europea dei Diritti dell’Uomo che vieta l’esposizione dei crocefissi nelle aule e dopo tutto il polverone che questa sentenza ha suscitato, mi si chiede di esprimere il mio parere. Ci provo.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">In molte case mobili, soprammobili o quadri appesi sono lì da anni, di loro non ci si accorge più: li si vede, senza più guardarli o accorgersi di vederli. Capita soprattutto in case, nelle quali un po&#8217; tutti gli oggetti non hanno né identità, né storia, né – per quanto è possibile riferire questa attribuzione a un oggetto – anima. In altre case gli oggetti hanno invece una loro vita, rinviano a momenti significativi; di quei significati sono &#8211; più che la memoria &#8211; il riaprirsi della presenza e la promessa-premessa della ripresa e del gusto di ciò che rappresentano. Dipende dal voltaggio relazionale della casa in cui si è; da quanto in quella casa ci si parla, ci si incontra, ci si attende, ci si ascolta, ci si lascia per-sonare dalla e nella diversità dell&#8217;altro; dipende da quanto in quella casa sappiano e possano vivere il simbolo, la ripresa, il rinvio, l&#8217;oltre, il già e il non ancora, l&#8217;immanenza trascendente e la trascendenza immanente; dipende da quanto in quella casa possono e sanno con-vivere la continuità, il con-fluire del giorno e della notte, il con-fine tra la veglia e il sonno, il con-fermarsi del lavoro e della festa, il fecondo ricambio tra la sistole del ritorno e la diastole dell&#8217;andare al mondo, l&#8217;equilibrio non spaesante tra l&#8217;essere e l&#8217;esserci, l&#8217;arricchirsi reciproco di Tu e Io, di diversità e identità. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Pensando a tanto diverso destino degli oggetti e delle abitazioni, mi chiedo non se sia legittimo o meno appendere crocefissi a una parete, ma quale casa sia quella nella quale sta o non sta il crocefisso. Se si tratta di una casa senza parola e senza storia, il crocefisso rischia di essere una cosa tra le cose, a propria volta anonima e senza vita, vuota reliquia del niente e dell&#8217;angoscia, capitata lì per avventura o per convenienza, per convenzione o per conformismo, per mimetismo, per esorcismo magico, per scaramanzia infantile o per quelle strane paratassi kitsch che fanno degli oggetti l&#8217;entropia e la discarica dei significati. Se al contrario la casa è abitata dal senso e dai significati, il crocefisso può e sa rinviare, inter-rogare, pro-vocare, per-sonare di pre-senza e forse di nome, fino a in-dicare nell&#8217;oggetto il Crocefisso Gesù, quasi a poterlo chiamare per nome e ascoltarlo nell&#8217;affanno. Ma allora, forse, in questa ultima casa, questo oggetto non è neppure necessario, perché altri ben più visibili ed efficaci sono lì i segni della pre-senza e della azione di Gesù; ci si riconosce di Gesù e in Gesù non appendendo crocefissi, ma amandosi come Lui ci ha amato, fino a potere morire per l&#8217;altro e – cosa per certi aspetti ancora più impegnativa ed entusiasmante – continuando a vivere per l&#8217;altro e nella gioia dell&#8217;altro e della sua alterità vivificante. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Se poi, invece di una casa, si tratta di una scuola, mi chiedo prima di tutto che senso abbia la parola “scuola” per le persone che la frequentano. Se scuola, come suggerisce il significato greco del termine <em>scholè</em>, è il luogo e il tempo della libertà ( <em>scholè</em> ha lo stesso significato del latino <em>otium</em> , indica il “tempo libero”, cioè quello che del lavoro dovrebbe essere lo scopo e il fine, il senso e il significato più umani) e quindi della identificazione più vera, allora, mi pare, pro-porre (cioè “porre lì davanti a tutti”) il crocefisso è azione ancora più ardua. Mi viene in mente quanto accadde a Paolo di Tarso quando pro-pose Cristo Crocefisso e Risorto ai filosofi di Atene. Venne scacciato e deriso non perché avesse parlato del Risorto, ma proprio perché aveva pro-posto il Crocefisso. Eppure quella era senza dubbio la “scuola” più qualificata di allora; per giunta Paolo, prima ancora che ad allievi, stava parlando a raffinatissimi docenti, i migliori; inoltre, ben più ardito di quanto facciano i gestori delle nostre scuole, aveva pro-posto non uno o più crocefissi, ma il Crocefisso; ancora di più, a differenza di quanto succede oggi nelle nostre aule, Paolo aveva posto il Crocefisso non alle spalle dei docenti, ma davanti a loro; non appendendo oggetti alle pareti, ma cercando di in-segnare le menti e le anime, i cuori e le esistenze.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Forse, però, con l&#8217;irruenza da convertito e da neofita che spesso gli era propria, Paolo sbagliava. Forse non teneva conto che Gesù, dopo la propria risurrezione, ben difficilmente si fa ri-conoscere di faccia; sì, certo, lo aveva fatto con lui, disarcionandolo da cavallo, lo aveva fatto con la Maddalena davanti al sepolcro, lo aveva fatto con gli apostoli nel Cenacolo; ma erano eccezioni nel comportamento di Gesù Risorto: di solito Lui usava farsi ri-conoscere di spalle, cioè quando già se ne era andato, proprio come accadde ai discepoli sulla strada di Emmaus. Se neppure da Risorto Gesù usa e osa pro-porsi di faccia, come mai noi ci ostiniamo a volerlo pro-porre da Crocefisso o addirittura come crocefisso appeso in un&#8217;aula, alle spalle di docenti che quasi mai si accorgono di vederlo, davanti ad allievi che spesso fanno già fatica a vedere il “prof” che si trovano lì davanti? Poveri allievi, come fanno a vedere in quel crocefisso appeso il Cristo, se neppure vedono quel povero cristo di docente, che viene loro pro-posto spesso come precario, sottopagato, magari impreparato e sfigato? E come fanno, per esempio, gli allievi di una “scuola cattolica” a vedere in quel crocefisso appeso il Cristo povero e sofferente, quando nella stragrande maggioranza di quelle aule (anche le aule saranno “cattoliche”?) non ci sono né allievi poveri, né allievi handicappati, né allievi ufficialmente sofferenti o troppo diversi? Pro-porre il crocefisso in tali contesti non rischia di attribuire all&#8217;oggetto una valenza magica, quasi che l&#8217;oggetto fosse esso importante ed efficace, fosse &#8211; forse ancora più banalmente – l&#8217;alibi del vuoto, l&#8217;esorcismo dell&#8217;infedeltà a Gesù, la maschera della falsa identità? Il crocefisso appeso non rischia allora di essere soltanto la bandiera di un potere, l&#8217;affermazione di una territorialità comunque occupata, la cifra di una ideologia altrimenti ingiustificabile, che usa il crocefisso senza alla fine neppure più vederlo? </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Certo, l&#8217;essere umano ha bisogno anche di segni. Ciascuno di noi ha spesso accanto a sé fotografie delle persone amate. Ciascuno di noi ha bisogno di infantili richiami, che aiutino l&#8217;occhio. Ma per tutto ciò non c&#8217;è bisogno di ufficialità, di riconoscimenti statali, di leggi e norme più o meno imposte, di aule statali o non statali.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Mi stupisce la semplice pregnanza del segno della croce, fatto con convinzione e affetto veri sul proprio corpo vivente. Nel segno della croce il Crocefisso è corpo in-segnato dal gesto e abitato dalla parola che dice e in-dica la Trinità, quasi a dire che, mentre si fa il segno della croce, è come se tornasse a incarnarsi Gesù, diventando corpo e al tempo stesso annunciando divinità e Trinita. Nel segno della croce non possono non con-vivere tre realtà: Gesù, la pienezza relazionale di Dio (questo è la Trinità), il corpo di chi facendo il gesto si fa egli stesso croce e Trinità. Il segno della croce è gesto e parola che, prima di segnare, in-segna (cioè “segna dentro”) di Gesù e di Trinità il corpo di chi lo compie. Non ci si può in-segnare di croce senza in-segnarsi di Trinità. Il segno della croce non è solo il presenziarsi della morte di Gesù in croce, ma – in quanto annuncio della pienezza trinitaria – è anche e già il riscatto della croce, cioè è già la Risurrezione che vince la morte. In-segnarsi soltanto di croce sarebbe follia, masochismo, riduzione di Gesù a esclusiva morta umanità.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Gesù crocefisso ha senso solo in Gesù risorto. È questa la presenza vera di Gesù, per chi lo voglia davvero vicino. È Giuda a vedere Gesù soltanto come crocefisso. Ma, allora Gesù può essere solo induzione al tradimento o istigazione al suicidio, non importa se vicino al Calvario o davanti alla parete di un&#8217;aula. Quanti di quelli che vogliono appendere crocefissi nelle aule sanno che, se in loro abita lo spirito miope di Giuda, forse stanno magari tradendo o inducendo al tradimento, suicidandosi o istigando al suicidio? </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Il Crocefisso è la presenza mortale della ferita. E la ferita, anche quella non mortale, può da sola essere mera esibizione, insuperato dolore, radicale oscenità. La ferita da sola grida, è disumana. Perché torni a essere umanità e senso, la ferita va e-laborata (chiede cioè che non ci si fermi a essa, ma da essa partano il lavoro, il travaglio, la fatica della ricerca e della attribuzione di senso: la ferita, perché sia umana, va com-presa, con-tenuta, assistita nella morte che essa è o può essere, de-posta dalla morte a cui può e sa portare, at-tesa dopo quella morte nella quale può cadere (bene sanno i francesi quanto la ferita possa essere un <em>tomber</em>). Solo così la ferita può essere signi-ficata e costituirsi come senso signi-ficato. Solo allora può diventare segno e identità umani. Tommaso riconosce Gesù dalla ferita, mettendo il dito nella ferita. Però il Gesù di Tommaso è non il Crocefisso, ma il Risorto. Solo nella risurrezione trovano senso e significato il Crocefisso e le sue ferite. Altrimenti restano assurdità, follia; mentre possono essere, come bene scopre Tommaso, la prova della identità e del riconoscimento. Da risorti ci riconosceremo proprio grazie alle nostre ferite elaborate e risorte. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Ci sono persone, che, proprio in nome del loro essere o dirsi cristiani, vogliono il crocefisso appeso, perché – sostengono &#8211; rappresenta la nostra cultura e la nostra storia. Non penso proprio che dovrebbero esistere culture cristiane, civiltà cristiane, storie cristiane, scuole, cristiane, leggi cristiane, aule cristiane, pareti cristiane, chiodi cristiani; meno che meno penso che dovrebbero esistere culture cattoliche, civiltà cattoliche, storie cattoliche, scuole, cattoliche, leggi cattoliche, aule cattoliche, pareti cattoliche, chiodi cattolici. Mi fa male che a pensarla così siano persone in buona fede, addirittura pastori o sacerdoti o vescovi. Mi sembra che in siffatto modo non si capisca molto né della fede né della laicità. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Sarebbe come se io dicessi che, siccome sono innamorato, debbano esistere culture innamorate, civiltà innamorate, storie innamorate, scuole, innamorate, leggi innamorate, aule innamorate, pareti innamorate, chiodi innamorati. D&#8217;accordo, essere innamorato è bellissimo, è forse lo stato di grazia più esaltante che un essere umano possa vivere, ma non mi autorizza a chiamare innamorato tutto ciò che guardo e vedo. A essere innamorato è il mio sguardo, non gli oggetti che il mio sguardo guarda e vede. Posso io guardare <em>da innamorato</em> (ed è bellissimo) il mondo, <em>da innamorato</em> vivere la mia cultura, partecipare alla mia civiltà, impegnarmi nella costruzione della storia, apprendere o insegnare in una scuola, legiferare per il mio paese o rispettarne le leggi, frequentare aule, costruire pareti, piantare chiodi. Ma il fatto che io guardi e viva <em>da innamorato</em> non rende innamorato ciò che faccio o l&#8217;oggetto che tocco o le persone che frequento. Né, ancora di meno, mi autorizza a pretendere che le cose che faccio, gli oggetti che tocco e le persone che frequento debbano per forza essere innamorati. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Ecco, io penso che come l&#8217;amore può fare vivere <em>da innamorati</em>, così la fede può fare vivere <em>da innamorati</em> di Gesù e della sua Risurrezione. Solo così si può anche accettare, non certo amare, la croce, se è vero come è vero che Gesù stesso nell&#8217;orto degli ulivi pregò che stesse lontana e sul Calvario, mentre la stava vivendo, si sentì – Lui Dio e Figlio del Padre – abbandonato dal Padre. Ma accettare la croce <em>da innamorato </em>di Gesù e della sua Risurrezione non penso proprio abbia molto a che fare con i crocefissi appesi e con le pareti delle aule, statali o non statali che siano</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">.</span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Metodica delle cose inutili - Ancora sulla psicologia e le pratiche spirituali]]></title>
<link>http://scrittoriprecari.wordpress.com/2009/11/12/metodica-delle-cose-inutili-ancora-sulla-psicologia-e-le-pratiche-spirituali/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 06:45:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>scrittoriprecari</dc:creator>
<guid>http://scrittoriprecari.wordpress.com/2009/11/12/metodica-delle-cose-inutili-ancora-sulla-psicologia-e-le-pratiche-spirituali/</guid>
<description><![CDATA[Ancora sulla psicologia e le pratiche spirituali. Questo numero della nostra rubrica insiste ancora ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><strong>Ancora sulla psicologia e le pratiche spirituali.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">Questo numero della nostra rubrica insiste ancora sul tema dell’uso della psicologia e della pratica spirituale: ognuno è libero di trarre da questa insistenza una sua personale considerazione sulla centralità di queste due branche del mercato nelle nostre esistenze. </span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">Ed è proprio questa centralità che ci impone di scegliere bene, tra le tante offerte, quella migliore, la più adatta, dico, a praticare l’inutilità, ad essere inutili. Queste poche note varranno come un semplice e agile vademecum.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">Diffidate gente (questo vale sempre) dalla complessità; la complessità ingolfa l’immaginazione, e quindi fa cultura; e la cultura gonfia, come dice San Paolo: e questo è peccato. E, allora, la prima cosa che dovrete fare nel diventare clienti di uno psicologo o di un maestro spirituale è che la sua dottrina operi innanzitutto su un candido semplificatore appiattimento della vostra compagine esistenziale. Qualcuno vorrebbe farvi cadere in mille lacci; qualcuno vi verrà prima o poi a raccontare che l’anima nessuno può dire che esista, ma nessuno può dire che non faccia per intero tutta la nostra vita. Quale astruseria! È più facile e chiaro dire che l’anima esiste punto e basta (come nella storia del rabbino che incontra un suo collega e gli dice che Dio gli ha parlato; il secondo rabbino non gli crede, gli chiede di dimostraglielo se non vuole passare per mendace. Ma il primo se la cava benone: Dio non parlerebbe mai a un bugiardo). Imponendoci che l’anima esiste punto e basta otteniamo un risultato importante (si chiama <em>concretismo)</em>: l’unica domanda successiva possibile è: allora dov’è l’anima? La risposta più semplice che sia stata trovata è: dentro. Tagliare l’anima da dove è sempre stata, fuori, nel mondo (<em>anima mundi)</em> viene comodo alla nostra causa perché riporta tutto al privato, in greco <em>idios</em>, da cui idiota: e voglio vedere qualcuno dirmi che essere idioti e inutili non sia la stessa cosa. A quel punto noi abbiamo l’anima che è una cosa che abbiamo dentro, al buio, chiusa. E al buio, e poi col fatto che siamo idioti, non riusciamo più a distinguerla dallo spirito, non sappiamo vederla differenziata nei sui vari aspetti, nelle sue infinite anime (ci fanno pena i poveri neoplatonici con le loro demonologie).</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">Allora badate bene che il vostro psicologo o il vostro maestro vi dica che dentro avete qualcosa (spirito, anima, <em>prana</em>, energia, superpoteri) che non si capisce bene cosa sia, ma che, per essere tenuta stantia dentro, e poi dentro un idiota, è malata. E qui dobbiamo passare al secondo punto fondamentale: se uno è malato va curato. Così dobbiamo ragionare. </span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">Una volta se uno era cieco lo mettevano a fare il poeta, tipo Omero, o, fino a sessant’anni fa in Giappone, lo sciamano (lo Stato totalitario nipponico si è efficientemente liberato da questo retrivo retaggio: ora i ciechi fanno i barboni). Uno che è malato va curato. Cosa otteniamo con questo? Che l’uomo, per dire, è all’ottanta per cento fatto di acqua, e il resto sono cattivi pensieri, sogni conturbanti, strane fantasie, ansie, manie, paranoie: ci curiamo, leviamo le ansie e le paranoie, e cosa otteniamo? Diventiamo delle bottiglie d’acqua.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">E così la sera torniamo a casa, dopo esserci mondati dai peccati lì dallo psicologo o dal guru, nella nostra casa privata, come degli idioti; ci poggiamo sul nostro tavolino come una bottiglia, e possiamo constatare di essere puri e calmi, anche se questa casa non la pagherò mai, anche se non ho un lavoro fisso, anche se  per me non ha un vero senso vivere e non mi fa neanche più effetto che stanno massacrando di botte sotto casa mia degli emigrati. </span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">Tanto è sotto, è fuori, dove non ho più anima.</span></span></p>
<p style="text-align:right;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;"><a href="http://www.paradisodegliorchi.com/cgi-bin/pagina.pl?Tipo=redazione" target="_blank"><em>Pier Paolo Di Mino</em></a><br />
</span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[The Daily Habit: World News]]></title>
<link>http://the115.wordpress.com/2009/11/11/the-daily-habit-world-news-33/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 02:34:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>the115</dc:creator>
<guid>http://the115.wordpress.com/2009/11/11/the-daily-habit-world-news-33/</guid>
<description><![CDATA[Blackout in Brazil http://news.yahoo.com/s/afp/20091111/wl_afp/brazilenergyblackout]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://d.yimg.com/a/p/afp/20091111/capt.photo_1257932250647-7-0.jpg?x=213&#38;y=142&#38;xc=1&#38;yc=1&#38;wc=409&#38;hc=273&#38;q=85&#38;sig=S_BkxQwgVsrXC7Dd_jV8Tw--" alt="Brazil vows to find cause of huge blackout" width="213" height="142" /></p>
<p><span style="color:#ffcc99;">Blackout in Brazil</span></p>
<p><span style="color:#ffcc99;"><a href="http://news.yahoo.com/s/afp/20091111/wl_afp/brazilenergyblackout"><span style="color:#ffffff;">http://news.yahoo.com/s/afp/20091111/wl_afp/brazilenergyblackout</span></a></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[2Cor 6 - apertura del cuore o Beliar?]]></title>
<link>http://serpentario.wordpress.com/2009/11/11/2cor-6-apertura-del-cuore-o-beliar/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 21:36:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>M. Begato</dc:creator>
<guid>http://serpentario.wordpress.com/2009/11/11/2cor-6-apertura-del-cuore-o-beliar/</guid>
<description><![CDATA[Breve meditazione matutina: La nostra bocca vi ha parlato francamente; il nostro cuore si è del tutt]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Breve meditazione <em>matutina</em>:</p>
<p><em>La nostra bocca vi ha parlato francamente; il nostro cuore si è del tutto aperto per voi. In noi certo non siete allo stretto; è nei vostri cuori che siete allo stretto. Io parlo come a figli: rendeteci il contraccambio, apritevi anche voi!<br />
Non lasciatevi legare al giogo estraneo dei non credenti. Quale rapporto infatti può esservi tra giustizia e iniquità, tra luce e tenebre? Quale intesa fra Cristo e Beliar, o quale collaborazione fra credente e non credente?</em> (2Cor 6, 11-15)</p>
<p> A parte la sempre peggiore traduzione CEI (fatta in ossequio ai puristi dell&#8217;esegesi e in spregio alle masse di lettori medi, finanche normali)</p>
<p> Il messaggio di Paolo è chiaro: tutto parte dal nostro cuore e nel nostro cuore muove il primo passo. Ma lì nulla si ferma.<br />
Segue la scelta: la scelta per chi ci ha preceduti sacrificandosi per noi, Paolo certo, ma prima di tutti il Cristo, e quindi la Chiesa.<br />
Oppure la scelta che ci strozza nei nostri cuori, che ci appende al collo il giogo dei non credenti (nella duplice forma: della legge senza libertà, o dello spirito libertino travolto dal male), che ci conduce ai piedi di Beliar.</p>
<p>Sembrava cosa da meno, il cuore. E invece eccolo tinnulo districarsi tra l&#8217;abrraccio di Cristo e lo schianto di Beliar.</p>
<p>Volete sapere a che punto siamo? Semplice, basta rispondere all&#8217;ultimo dei quesiti: quale collaborazione tra credente e non credente?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ladri di trailer/5]]></title>
<link>http://ladridilocandine.wordpress.com/2009/11/11/ladri-di-trailer5/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 09:06:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>grazianoversace</dc:creator>
<guid>http://ladridilocandine.wordpress.com/2009/11/11/ladri-di-trailer5/</guid>
<description><![CDATA[Oggi un omaggio al cinema italiano con due film del grande Vittorio De Sica. Bé da chi pensavate ave]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Oggi un omaggio al cinema italiano con due film del grande Vittorio De Sica. Bé da chi pensavate avesse tratto ispirazione <a href="http://www.paolinitalia.it/libri/catalogo.asp?p=9&#38;isbn=9788821565939"><em>Ladri di locandine</em></a>?</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/FZm7WuIVPtM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/FZm7WuIVPtM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/ucgM8tXn8_U&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/ucgM8tXn8_U&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Composers Realize "Nothing Has Ever Happened"]]></title>
<link>http://dadanewsdaily.wordpress.com/2009/11/10/nothing-ever-happened/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 21:24:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>dadanewsdaily</dc:creator>
<guid>http://dadanewsdaily.wordpress.com/2009/11/10/nothing-ever-happened/</guid>
<description><![CDATA[by Martin Sinclair One by one, President Barack Obama told investors that it&#8217;s too hot in thei]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em><a rel="attachment wp-att-964" href="http://dadanewsdaily.wordpress.com/2009/11/10/nothing-ever-happened/do-you-realize/"><img class="alignnone size-full wp-image-964" title="John Cage at the moment he realized nothing has ever happened" src="http://dadanewsdaily.wordpress.com/files/2009/11/do-you-realize.jpg" alt="John Cage at the moment he realized nothing has ever happened" width="500" height="304" /></a></em></p>
<p><em>by Martin Sinclair</em></p>
<p>One by one, President Barack Obama told investors that it&#8217;s too hot in their heads. How could it off, too? Besides, here Geisy Arruda, a day after posting a news agency, it&#8217;s a Democrat-backed health care bill that says they did this for a presentation.</p>
<p>Gotti has pleaded innocent to music executives and Michael Jackson, who suffers from the jury absent, screaming out of the dollar has heard anything directly from 3.49 percent drop in the legacy of Rome. Recorded in an Italian Catholic media, attention around the hedge funds are now in Ethiopia on weaker dollar against Cao.</p>
<p>Cao, a Vietnamese-American, represents a maid in his vote, but he provided no legal standing to Katherine Jackson&#8217;s estate, was not guilty of the e-mails that were violated by the courtroom jurors.</p>
<p>It drove higher Monday when the composers and musicians realized nothing has ever happened. Vice Dean Ellis Brown didn&#8217;t say if or when 8.3 percent, to be safe, guarantees educational rather than 20 years as music composed by Joe Jackson suffers from the singer&#8217;s will.<!--more--></p>
<p>The Alma Mater — a Democrat-backed health care bill, says he denounced the pope&#8217;s voice of seminars as &#8220;adequate resources to the composers&#8221; and were taken out to help cover her a $1,700 monthly Social Security payment in Latin.</p>
<p>Part of the New Jersey in Rio, it&#8217;s time in London at a statement Tuesday was not in the San Paolo, around the university explain why it would be met with the 13 people in stocks and attempted murder trial of weak markets that began deliberating on Tuesday. Carnesi assailed Alite&#8217;s credibility, calling him &#8220;now?&#8221;</p>
<p>In corporate news, bond insurer will hold a priest and nearly 10 minutes of Geffen Records in a profound effect on testimony by JPMorgan Chase &#38; Poor&#8217;s 500 index of Tinton Falls, who he claims is his favorite composer.</p>
<p>Benedict XVI sings a spiritual message left for what they considered along with that is not a bishop in Ethiopia on Tuesday, a fantastic inspiration that rose 39 cents, or less risk today after posting a rescue buyout by Joe Jackson&#8217;s new ways of his son&#8217;s estate.</p>
<p>Joe Jackson to be that Gotti has done, we know that he denounced the appointment of modern music executive John Junior Gotti yelled at him, &#8220;You&#8217;re punk, you&#8217;re a full scholarship.&#8221;</p>
<p><em><a href="mailto:dadanewsdaily@gmail.com">dadanewsdaily@gmail.com</a> </em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ITALIA TV. A San Paolo la "Mostra strumenti musicali".]]></title>
<link>http://italiatv.wordpress.com/2009/11/10/italia-tv-a-san-paolo-la-mostra-strumenti-musicali/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 14:48:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>ITALIA TV - Notiziario per lo sviluppo economico</dc:creator>
<guid>http://italiatv.wordpress.com/2009/11/10/italia-tv-a-san-paolo-la-mostra-strumenti-musicali/</guid>
<description><![CDATA[(italiatv.it)  Da oggi fino al 14 novembre si svolge a San Paolo la &#8220;Mostra strumenti musicali]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-669" title="dario pettinelli italia tv" src="http://italiatv.wordpress.com/files/2009/11/violino.jpg" alt="dario pettinelli italia tv" width="270" height="125" />(italiatv.it)  Da oggi fino al 14 novembre si svolge a San Paolo la &#8220;Mostra strumenti musicali&#8221; con una serie di attività collaterali che consentono di concentrare l&#8217;attenzione degli operatori specializzati e degli utenti sulle peculiarità dello strumento italiano. L&#8217;ICE programma per le 41 aziende partecipanti incontri commerciali con operatori locali potenzialmente interessati alla produzione italiana, selezionati tra importatori, distributori, negozi al dettaglio, associazioni, scuole di musica e conservatori. L&#8217;iniziativa rientra nel Progetto Interregionale più ampio che copre oltre il Brasile anche il Canada e il Giappone e ha una durata di tre anni.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ladri di trailer/4]]></title>
<link>http://ladridilocandine.wordpress.com/2009/11/07/rubando-trailer4/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 02:59:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>grazianoversace</dc:creator>
<guid>http://ladridilocandine.wordpress.com/2009/11/07/rubando-trailer4/</guid>
<description><![CDATA[Oggi Ladri di locandine ruba un trailer in francese, si tratta di Fantomas &#8216;70, di cui abbiamo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Oggi <a href="http://www.paolinitalia.it/libri/catalogo.asp?p=9&#38;isbn=9788821565939"><em>Ladri di locandine</em></a> ruba un trailer in francese, si tratta di Fantomas &#8216;70, di cui abbiamo scritto in un <a href="http://ladridilocandine.wordpress.com/2009/10/17/rubando-le-locandine3/">post</a> pubblicato non molto tempo fa.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/yRyE3gtp9h0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/yRyE3gtp9h0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cosa legge Anne-Laure/1]]></title>
<link>http://bondoux.wordpress.com/2009/11/05/cosa-legge-anne-laure1/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 04:47:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>bondoux</dc:creator>
<guid>http://bondoux.wordpress.com/2009/11/05/cosa-legge-anne-laure1/</guid>
<description><![CDATA[Sbirciamo tra le letture di Anne-Laure.  Oggi ci propone Memorie di una ragazza per bene di Simone d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Sbirciamo tra le letture di Anne-Laure.  Oggi ci propone <em>Memorie di una ragazza per bene </em>di Simone de Beauvoir.</p>
<p>Questa estate, nella biblioteca di una casa di campagna, ho trovato per caso <em>Una morte dolcissima</em> e questa lettura mi ha toccata ed intrigata. Vi si prevedevano le relazioni complesse dell&#8217;autore con la propria madre, un passato pesante di silenzio e di incomprensione. Ho dunque ripreso il filo al suo inizio. La scrittura di Simone de Beauvoir è così precisa, così intelligente da rendervi a sua volta intelligenti. Sono rimasta affascinata  lungo tutte le sue memorie dal percorso di questa bambina che diventa adolescente e donna, dalla sua forza, in un universo sociale così tanto soffocante e costrittivo. È il resoconto di una nascita, di una liberazione, di una rinascita al mondo, alla vita, alla filosofia, la costruzione di un individuo analizzata passo per passo e resa in maniera notevole.  Ignoro se questa lettura mi avrebbe così tanto colpito nell&#8217;adolescenza, ma forse  sì, per via dei  picchi di dolore e d&#8217;esaltazione, di questa oscillazione permanente tra scoraggiamento e avidità di  futuro, che sono certamente molto universali. Ho avuto voglia di  annotare alcune frasi, colpita dalla loro precisione. Ecco a caso: &#8220;Il mondo attorno a me era  una presenza enorme, confusa. Andavo a grande passo, sfiorata dal suo alito spesso. Mi dicevo che tutto sommato era interessante vivere&#8221;,  questo libro è un incontro importante.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Madonna o Satana: il catèchon (III)]]></title>
<link>http://serpentario.wordpress.com/2009/11/04/madonna-o-satana-il-catechon-iii/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 13:02:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>M. Begato</dc:creator>
<guid>http://serpentario.wordpress.com/2009/11/04/madonna-o-satana-il-catechon-iii/</guid>
<description><![CDATA[M. Blondet, Gli Adelphi della dissoluzione, ed. Ares un testo in grado di cambiare la percezione del]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>M. Blondet, <em>Gli Adelphi della dissoluzione</em>, ed. Ares<br />
un testo in grado di cambiare la percezione del presente, senza peraltro causare dipendenza.</p>
<p>La tesi generale e più importante &#8211; peraltro sottoscritta da Introvigne (cf. Avvenire, 17 dicembre 1994) &#8211; è che la nostra epoca sia caraterizzata da un revival neo-gnostico di tipo iniziatico ed occultista, dilagante presso le elites, e dalla matrice pregnamente anticlericale.<br />
Nello specifico Blondet va a scovare qualche setta tra le pagine dei libri dell&#8217;editrice Adelphi.</p>
<p>Tutto il testo è un esempio di demonologia applicata le cui istruzioni potrebbero servire a tutti.</p>
<p>Da esso traggo pezzi di prefazione, coi quali vado a chiudere la &#8211; dicamo &#8211; trilogia sul tema &#8220;Madonna e Satana&#8221;.</p>
<p>Blondet inizia da un&#8217;intervista a Cacciari. Un perfetto gnostico, come pressochè tutti i suoi colleghi del san Raffaele. L&#8217;intervista gravita attorno al tema dell&#8217;etica.<br />
Sostiene Cacciari: &#8220;<em>Ethos non indicava comportamenti soggettivi, indicava la &#8220;dimora&#8221; l&#8217;abitare in cui ogni uomo si trova alla nascita&#8230;non era più o meno etico per sua sceltà o volontà. Egli apparteneva a un&#8217;ethos</em>&#8221; (pp. 6-7). Ma duemila anni fa è avvenuta la frattura &#8220;<em>Il cristianesimo è stato diormpente rispetto ad ogni ethos&#8230;il cristiano non ha casa o è a casa sua dovunque&#8230;il cristianesimo non ha più radici in costumi tradizionali&#8230;si rivela essenzialmente sovversivo dell&#8217;Antichità</em>&#8220;. Per Cacciari questo inaugura la libertà dell&#8217;uomo, ma una libertà tragica e volta allla continua prevaricazione, sovversione e destituzione: una corsa verso l&#8217;abisso. Il cristianesimo è dunque responsabile del disordine attuale crescente. Ma Cacciari intuisce anche l&#8217;esistenza di un ancora al male, un freno dato dalla Chiesa, la quale assume su di sè non solo lo spirito evangelizzatore di origine giudaica, ma anche il polso castigatore e civilizzatore di tempra romana. Questo è il catèchon. &#8220;<em>Il papa deve smettere di fare il katéchon</em>!&#8221; esclama Cacciari.</p>
<p>Due di chiarimento:<br />
La prima su Cacciari. Cacciari è filosofo, per questo non può accettare la rivelazione sul peccato originale e sulla redenzione, per questo ai suoi occhi una libertà personale può essere solo monodirezionale. Se Cacciari fosse un mero illuminista direbbe tutta positiva questa libertà. Invece Cacciari le vede in negativo. Tutta. Salvo riconoscere il senso di un katéchon. Che però è un termine rivelato. Da qui ben traluce lo gnosticismo del filosofo. In un miscuglio di fideismi e riflessioni, aperte inderogabilmente al tema dell&#8217;emergere del potere occulto.<br />
La seconda sul katéchon. Katéchon significa &#8220;ciò che trattiene&#8221;. Ed è ciò che deve trattenere la manifestazione dell&#8217;Anticristo. Lo dice san Paolo nella II ai Tessalonicesi (2, 6 ss.). Finchè ci sarà il katéchon l&#8217;Anticristo non potrà manifestarsi. Viceversa l&#8217;anticristo prenderà il dominio. L&#8217;identificazione del katéchon è dubbia, ma i più additano &#8211; come anticipato &#8211; il ruolo di nuova Roma, cioè di impero teso a inglobare tutti senza discriminazioni aprioristiche, nonché di agente civilizzatore legato all&#8217;applicazione del diritto.</p>
<p>Ed eccoci a noi. Abbiamo visto fin qui con che facilità si confondano i ruoli della Madonna e di Satana. Tessalonicesi e Apocalisse mostrano che con la medesima facilità si confonderanno Cristo e l&#8217;Anticristo. L&#8217;uomo è fragile e abbisogna di sano discernimento.<br />
Il katéchon è lo strumento eccellente per tale discernimento: è la barriera di fatto, l&#8217;argine che salva, il fondamento che sostiene. Contro di esso da sempre si levano voci suadenti: &#8220;Cristo ci ha dato la libertà, perchè volete imporci le vostre leggi? Il vangelo è Cristo, il resto è spurio residuo di Roma!&#8221; Sono le voci degli eretici di ogni epoca, se ci badate. Coloro contro cui l&#8217;Inquisizione ha sempre potentemente agito. Sono i bestemmiatori dello Spirito: coloro cioè che confondono la Madonna e il Diavolo, il Paracleto e Lucifero, Cristo e l&#8217;Anticristo.</p>
<p>Dio non è un oggetto. A questo grido la Chiesa del &#8216;900 sta buttando a mare un bimillennio di sicurezze: metafisica, definizioni chiare, liturgie funzionali, lotta al male e al mondo, resistenza nel katéchon.<br />
Nulla pare dissuaderla dallo sfacelo. I suoi mentori attuali ne vedono già una gnostica liberazione spirituale dalle prigioni di carne &#8211; Bianchi, Martini, Quinzio, Mancuso,&#8230;</p>
<p>Intanto Cacciari-Blondet ricorda come, a prescindere dal katéchon ecclesiastico, il potere mondiale stia già smantellando i residui di ethos extra-cristiani: &#8220;<em>I pellerossa erano radicati nel loro ethos, e l&#8217;Americano vedeva nel loro ethos un sistema di non-libertà. Lo sterminio delle società sacrali, degli ethoi tradizionali, è prescritto dal liberalismo per il &#8220;bene&#8221; stesso dell&#8217;uomo</em>&#8220;. Così l&#8217;ethos Giapponese fu stroncato dalle atomiche, i totalitarismi europei &#8220;<em>forme di neo-paganesimo che cercavano di collegare la società a un ethos</em>&#8221; piegati dalla guerra mondiale, Vietnam, Somalia, il Golfo egualmente piagati. E oggi, possiamo ben aggiungere, tutto il medioriente in modo esplicito, africa e sudamerica in modo meno reclamizzato, e il suolo &#8220;occidentale&#8221; trafitto al suo interno nei valori limite (di ieri: Satrasburgo contro i crocifissi nelle scuole). Il katéchon appunto.<br />
Dunque fuori dalla Chiesa stanno demolendo gli ethoi tradizionali, mentre nei luoghi &#8216;contaminati&#8217; dalla Chiesa stanno rimuovendo il katéchon: per farlo però devono trovare traditori (magari in buona fede) che gli aprano dall&#8217;interno dei baluardi romani.</p>
<p>Eravamo partiti da Huysmans e socii, ma abbiamo scoperto che è un fatto che riguarda pure noi, e da vicino. Molto da vicino. Forse a breve toccherà a noi scegliere. A quali spiriti dedicarci. Ognuno per sè. La Chiesa per tutti?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ladri di trailer/3]]></title>
<link>http://ladridilocandine.wordpress.com/2009/11/04/ladri-di-trailer3/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 03:42:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>grazianoversace</dc:creator>
<guid>http://ladridilocandine.wordpress.com/2009/11/04/ladri-di-trailer3/</guid>
<description><![CDATA[Terzo appuntamento con Ladri di trailer la versione &#8220;moderna&#8221; di ladri di locandine, ed ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Terzo appuntamento con <em>Ladri di trailer</em> la versione &#8220;moderna&#8221; di  <a href="http://www.paolinitalia.it/libri/catalogo.asp?p=9&#38;isbn=9788821565939">ladri di locandine</a>, ed ecco una della coppie più famose della storia del cinema italiano:<br />
<em>Lo chiamavano Trinità</em> di Enzo Barboni del 1970 e<br />
<em>&#8230;continuavano a chiamarlo Trinità</em> sempre di Enzo Barboni del 1971.<br />
<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/RAeTL6tvIaA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/RAeTL6tvIaA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/U_A0VbpxjXA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/U_A0VbpxjXA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[San Paolo, complimenti al Barueri ]]></title>
<link>http://calciotradotto.wordpress.com/2009/11/03/san-paolo-complimenti-al-barueri/</link>
<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 10:00:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>calciotradotto</dc:creator>
<guid>http://calciotradotto.wordpress.com/2009/11/03/san-paolo-complimenti-al-barueri/</guid>
<description><![CDATA[San Paolo di nuovo primo I são-paulinos riconoscono di essere stati messi in difficoltà da un buon a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_974" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-974" title="immagine dal sito ufficiale del San Paolo" src="http://calciotradotto.wordpress.com/files/2009/11/immagine-dal-sito-ufficiale-del-san-paolo.jpg?w=300" alt="San Paolo di nuovo primo" width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">San Paolo di nuovo primo</p></div>
<p><em>I são-paulinos riconoscono di essere stati messi in difficoltà da un buon avversario<br />
</em></p>
<p>Anche prima che iniziasse la partita i giocatori del San Paolo sapevano cha avrebbero lottato contro un avversario temibile, che ha buoni giocatori e una grande organizzazione in campo. E dopo l’incontro questa previsione dei <em>tricolores</em> ha trovato conferma dato che il Barueri ha perso di un solo gol e ha oltretutto comandato il gioco per lunghi tratti.</p>
<p>Il tecnico Ricardo Gomes ha voluto esaltare il lavoro svolto dalla squadra allenata da Luis Carlos Goiano: &#8220;Tutti i giocatori del Barueri hanno buona tecnica e si dispongono benissimo in campo. Si è rivelata una partita difficile,” ha affermato l’allenatore <em>são-paulino</em>.</p>
<p>&#8220;E’ la squadra che ha interrotto la serie di vittorie del Flamengo. A centrocampo si muovono bene e mantengono il controllo della palla. Hanno fatto molto bene oggi (sabato, NdT). Oltre a essere una forte squadra, sono anche un grande gruppo,” ha aggiunto.</p>
<p>Anche il portiere Rogério Ceni ha individuato diversi punti forti della squadra della provincia di San Paolo. Secondo il capitano <em>tricolor</em>, l’avversario di stasera ha giocato addirittura meglio di quanto abbiano fatto sempre contro il San Paolo rivali di nome come l’Internacional.</p>
<p>&#8220;Il Barueri potrebbe stare fra i primi sei in classifica, essere meglio posizionato. Ci ha complicato le cose più di quanto avesse fatto l’Inter giovedì (…). Ce l’ha messa tutta e tutti i suoi uomini hanno giocato al massimo.”</p>
<p><em>servizio del sito ufficiale del San Paolo</em></p>
<p>http://www.saopaulofc.net/v4/noticias2NOVO2.asp?PLC_map_001_c=02.01&#38;PLC_cng_ukey=40117230236FTP1JZY</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Corinthians, Ronaldo: “Abbiamo giocato meglio durante tutta la partita” ]]></title>
<link>http://calciotradotto.wordpress.com/2009/11/02/corinthians-ronaldo-%e2%80%9cabbiamo-giocato-meglio-per-tutta-la-partita%e2%80%9d/</link>
<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 10:00:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>calciotradotto</dc:creator>
<guid>http://calciotradotto.wordpress.com/2009/11/02/corinthians-ronaldo-%e2%80%9cabbiamo-giocato-meglio-per-tutta-la-partita%e2%80%9d/</guid>
<description><![CDATA[altri due gol di Ronaldo al Palmeiras I derby fra Corinthians e Palmeiras che si giocano al Presiden]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_967" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-967" title="immagine da GoogleOleOle" src="http://calciotradotto.wordpress.com/files/2009/11/immagine-da-googleoleole.jpg?w=300" alt="altri due gol di Ronaldo al Palmeiras" width="300" height="234" /><p class="wp-caption-text">altri due gol di Ronaldo al Palmeiras</p></div>
<p>I derby fra Corinthians e Palmeiras che si giocano al Presidente Prudente sono sempre speciali per Ronaldo. Nel primo di quest’anno, valevole per il Paulistão (il campionato statale, NdT), il Fenomeno aveva segnato il suo primo gol con la maglia bianconera; nel secondo, valevole invece per il Brasileirão, il numero 9 era dovuto uscire per la frattura a una mano.</p>
<p>Questa volta la stella ha portato due volte in vantaggio il Corinthians ma gli avversari sono riusciti a pareggiare. Questo risultato, a detta di Ronaldo, non ha rispecchiato l’andamento del confronto. “Sostengo che non sia giusto [il risultato], siamo stati nettamente superiori durante tutto l’arco della partita. Loro sono avanti in classifica ed erano primi in campionato (con questo risultato il Palmeiras è tornato nuovamente in vetta, ma insieme al San Paolo, NdT) quindi meritano rispetto, ma hanno fatto i due gol su palla ferma e non c’è dubbio alcuno che il Corinthians abbia giocato meglio,” ha commentato.</p>
<p><em>servizio del sito ufficiale del Corinthians</em></p>
<p>http://www.corinthians.com.br/site/noticias/2009/11/01as18h29-id7095-fomos+melhores+no+jogo+todo+diz+ronaldo.shtml</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
