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	<title>sandro-veronesi &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "sandro-veronesi"</description>
	<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 15:42:00 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[A scuola di scrittura con Sandro Veronesi (II parte)]]></title>
<link>http://minimaetmoralia.minimumfax.com/2009/11/30/a-scuola-di-scrittura-con-sandro-veronesi-ii-parte/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 09:07:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>minimaetmoralia</dc:creator>
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<description><![CDATA[La seconda parte dell&#8217;intervento che Sandro Veronesi ha tenuto durante un corso di scrittura c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="justify">
<i>La seconda parte dell&#8217;intervento che <b>Sandro Veronesi</B> ha tenuto durante un corso di scrittura creativa organizzato dalla casa editrice minimum fax</i>.</p>
<p>di <b>Sandro Veronesi</B></p>
<p>Il corso è un’occasione per sbarazzarvi di cosa lo sapete solo voi perché quello che viene qua a parlare non lo sa.<br />
Sa che c’è un ingombro in ognuno di voi ma non sa quale, è l’occasione di farvi attraversare il più possibile da un flusso che è il flusso di questa persona che è venuta qua a dirvi delle cose. Magari viene qua a dirvi come bisogna mettere il punto e virgola. Potrei stare due ore a parlare del punto e virgola. E voi potreste annoiarvi, sbagliando. Perché io anche c’ho i miei ingombri, io anche piglio una strada che è quella che posso prendere. Però non è che se sto due ore a parlarvi del punto e virgola – ripeto: cosa che ho anche fatto, ci ho scritto un saggio sopra, sicché non sto scherzando – lo faccio per farvi del male, per farvi pensare che avete buttato i soldi, se li avete spesi, che avete speso per iscrivervi a ‘sta cosa. Perché in due ore qualunque sia il pretesto, una persona che viene ascoltata è molto probabile, statisticamente, che vi dica la cosa che avevate bisogno di sentirvi dire quel giorno. Non deve essere così fondamentale, né che vi cambi la vita per sempre però limitatamente a quell’esperienza, a quelle due ore, a quell’ora e mezza, la pagnotta, questo, anche parlandovi per un ora e mezzo del punto e virgola, se la guadagna. E voi ovviamente dovete accorgervene perché se invece sono io che mi devo preoccupare – voi siete pochi – ma ci sono delle scuole di scrittura dove ci sono 20-25-30 allievi – se io mi devo preoccupare di dire a ognuno di voi e fare con ognuno di voi la cosa risolutiva che vi sblocca e che vi dà&#8230; e no, non funziona, no.<br />
<!--more--><br />
Allora è vero quello che dicono i dilettanti e cioè che non si insegna a scrivere, che non si impara a scrivere, il che non è vero. È vero il contrario: si impara a scrivere e si insegna a scrivere. Si insegna tutto. E chi insegna non è detto che debba essere più bravo di quello che impara. Solo che chi insegna fa il suo e chi impara fa il suo. Se chi impara fa il suo, già siamo a metà dell’opera. Spesso chi impara non fa abbastanza la sua parte. Può benissimo capitare che noi ci vediamo al bar e chiacchieriamo e i ruoli non sono questi, ma qui sono questi, e questa che è un’impostazione di fondo che investe, come vi ho detto, fin dall’inizio, addirittura la natura della vostra passione, se è una natura professionistica o dilettantistica. E non c’è nulla di male se fosse dilettantistica. Non è che uno dive dire: eh, vabbè, io sono dilettante. No perché bisogna capire anche con quanta drammaticità uno si è posto o si è trovato addosso senza averlo nemmeno mai deciso l’obiettivo di scrivere e dunque di essere letto, e dunque di essere giudicato, possibilmente in modo favorevole, dagli altri. Bisogna vedere com’è nata ‘sta cosa. Bisogna vedere, appunto, quanti cazzi amari ci vogliono perché uno dica, vabbè, ritiro la bandierina dello scrittore, perché c’ho un problema troppo grosso adesso, e perché poi non posso, perché la mafia letteraria è troppo forte. Se invece ti va bene, con quello stesso atteggiamento che in un’opzione sfortunata ti farebbe arrendere di fronte alle difficoltà, siccome le difficoltà non ci sono, tu puoi andare, navigare, essere uno scrittore felicissimo. Felicissimo proprio nel senso del gesto. Io ne conosco – non mi chiedete nomi perché non li faccio – però io li conosco gli scrittori dilettanti, fortunati adesso, in un bel momento, ma sono persone che nel momento della difficoltà invece che smettere rincarano la dose e si fottono. Non hanno la difficoltà: buon per loro. Conosco altri scrittori, meno famosi forse di quelli dilettanti, che però si sono resi subito conto che qualunque cosa consegua alla tua vita quotidiana che finisce dentro la scrittura va vagliata e lavorata molto prima. Perché se tu hai un rapporto familiare, è ovvio che questo rapporto familiare finisce per formare quello che scriverai. Il disagio, quello che non funziona nel tuo rapporto familiare, con i tuoi genitori, con tua moglie, con i tuoi figli, finirà per formare in un modo o nell’altro quello che scrivi. Però c’è il rischio che dopo tu trasferisci sulla scrittura la soluzione del rapporto familiare. Se ti va bene il libro, perché lo pubblichi, perché viene anche apprezzato, rischi di non considerare più un problema familiare quello che è diventato addirittura la chiave del tuo successo. Ecco, allora: un professionista questo sbaglio non lo deve fare, perché è troppo fragile, lo capite, troppo fragile quello che costruisci. Ti appoggi su un problema, lo trasformi in soluzione senza avere toccato il problema, semplicemente perché nel contesto del tinello è un problema, nel contesto del romanzo non è più un problema, ma addirittura ti dicono bravo. Però sempre un problema c’è. Ci sono dei momenti in cui le cose sono veramente merdose, c’è poco da fare. Tanto più la pressione che viene dagli altri si fa forte e dolorosa, tanto più uno si deve dedicare ad arginare quella pressione. Perché se quella pressione uno si limita a deviarla sulla scrittura fa un gesto da dilettante. Ti affidi allo sbaraglio delle cose. Ora io non so quanti di voi vanno a fare la spesa al supermercato. Ci andate? Come vai a fare la spesa te? Dimmi come fai la spesa? Fai la lista della spesa.<br />
<b>studente</B>: no.<br />
Vabbè. Che fai?<br />
<b>studente</B>: mah, prendo i prodotti. Generalmente poi alla fine diventa una cosa metodica, perché in linea di massima prendo sempre le stesse cose. Poi magari dai uno sguardo, c’è qualcosa in offerta speciale, dici, oggi, vabbè, mi concedo questo, lo metti là nel cestino, ma alla fine, non lo so, fai bene o male un resoconto di quello che ti può servire. Perché io ci vado due-tre volte a settimana a fare la spesa, quindi&#8230;<br />
Però non fai la lista della spesa.<br />
<b>studente</B>: non faccio la lista della spesa.<br />
Vai sempre nello stesso posto?<br />
<b>studente</b>: in linea di massima sì.<br />
E però se ci sono le offerte speciali, le prendi, qualche volta.<br />
<b>studente</B>: sì.<br />
Allora, se io ti faccio su una lavagna che non c’è, ma ve la immaginate facilmente, ascisse e ordinate, c’è un 10%, c’è proprio una specie di curva gaussiana nel primo 10, da 0 a 100, nel primo 10 siamo nella parte bassissima della campana gaussiana. Poi c’è un 80 alto e poi c’è un 10. Allora che succede qui? Te sei qui, alla fine del primo 10, cioè te sei un pollo quando vai a fare la spesa. Ti pigliano. Coi tre per due. Ti chiappano. L’hai detto: poi me lo concedo&#8230; Ma te eri partito per comprarti delle cose che ti servivano e in parte quelle cose le hanno decise altri.<br />
<b>studente</B>: le spiego, il discorso è un altro. Ogni supermercato ha la sua dinamica, nel senso che ogni volta che vai a fare la spesa sai che troverai un tipo di pasta in offerta, un tipo di caffè in offerta, eccetera. Tu alla fine raggiri loro, nel senso che tu, comprando le offerte che loro ti propongono, ti pigli le cose che ti servono al prezzo che vuoi tu.<br />
Vabbè, diciamo allora che tu sei nella parte dal 20 al 90, quelli che fanno la spesa a ragion veduta. Però, la maggior parte delle persone che conosco io, compreso me, stanno qua, nel primo 10. Sono veramente grilli nell’uragano, fuscelli al vento. Poi c’è l’ultimo 10, conosco una persona, un ingegnere che c’ha la pianta del supermercato e prevede prima – sa tutto, dove sono i reparti – prevede prima il percorso che farà.<br />
<b>studente</B>: ma esce una volta a settimana dal manicomio?<br />
Sì, gli levano la camicia di forza e parte. Lui sta là. Sta nella cosa maniacale. Quindi non si accorge che c’è un’offerta vantaggiosissima, perché lui già ha deciso, la spesa l’ha già fatta a tavolino. Deve solo eseguire un gesto, risparmia tempo e tutto quanto, però se quel giorno imprevedibilmente c’è una roba che te la tirano dietro, lui non ci passa e non lo sa.<br />
<b>studente</B>: al contrario di una signora con il volantino che alle otto di mattina sta là perché inizia l’offerta.<br />
Succede anche questo. Tu hai detto una parola, hai detto, c’è una <i>metodica</I> che compensa la tua sprovvedutezza, – sei tu contro i geni del marketing, quindi è chiaro che sei sotto –la metodica ti dà un po’ di chance di resistere. Però la maggior parte delle persone che conosco io, degli artisti che conosco io stanno qua. Se scrivessero i romanzi come fanno la spesa&#8230; non andrebbe bene. Possono permettersi di far la spesa a cazzo. Perché così è fare la spesa a cazzo, come la faccio io, ma non possono permettersi lo stesso atteggiamento quando fanno un quadro se sono pittori o un romanzo se sono scrittori. La <i>metodica</I> se la devono inventare. Pure se sono le persone più scombinate di questo mondo quando sono a fare la cosa di cui sono professionisti, la cosa che potrebbero anche insegnare, lì la gaussiana si deve trovare al punto alto, non al punto basso. Perché se te fai un romanzo come fai la spesa, puoi essere Rimbaud, puoi essere Pynchon, ma non viene. Io quando vado a far la spesa non faccio altro che dare il mio contributo a linee produttive e di marketing di questi cazzoni che decidono come devo far la spesa io. Perché io non lo decido. Io sono in preda, in altre parole, all’ingombro che mi impedisce di prendere sul serio, come va preso, l’impegno di fare la spesa. È buona cosa farsi una lista, la lista della spesa.<br />
<b>studente</B>: però anche i tetragoni della spesa sono passati attraverso la fase della sprovvedutezza.<br />
Certo. Certo. Io non ti contraddico, per carità. Il problema è che nel momento in cui voi andate a un corso di <i>fare la spesa</I>, i famosi corsi creativi di <i>fare la spesa creativa</I>, vi insegnano a usare un criterio, poi dopo il criterio ve lo dovete scegliere voi. Però ci vuole un criterio. Io vado a fare la spesa quando non ho niente in casa, questo è il problema, che torno e non ho risolto i problemi che hanno determinato la vuotezza del mio frigorifero, perché non ho usato un criterio, perché non ho metodica, perché non ho esperienza e non ho intenzione di averla. Perché se avessi intenzione di averla, e l’avrò, perché cambiando vita dovrò anche avere una metodica nel fare la spesa, io dico, vabbè, all’inizio mi piglieranno, mi pizzicheranno, per 2, 3, 4 mesi con le offerte speciali di zerbini&#8230; mi ritrovo uno zerbino, ma io non lo volevo, uno zerbino&#8230; ma era in offerta, l’ho comprato, non so dove metterlo&#8230; per un po’ ci casco, ma dopo, io so di cosa ho bisogno, so di quanti soldi dispongo, so di quanto tempo dispongo.<br />
Però se uno va al supermercato con la stessa frequenza con cui andrebbe alle bottegucce sotto casa, sarebbe meglio che al supermercato ci andasse una volta a settimana e basta, e portasse via tutto quello che gli servirà durante la settimana salvo le cose fresche che si comprano sotto casa.<br />
Se voi scriveste come fate la spesa, ci sarebbe veramente <i>d’andà alla scuola della spesa</I>: lesson one. Perché di fare la spesa a cazzo potete anche permettervelo sebbene poi dopo tra gli ingombri ci saranno anche quelli economici, no? Che uno dice, però io devo guadagnare&#8230; e non pensate che magari quando andate là a fare la spesa buttate via ‘sti soldi che poi dopo non sapete come fare a guadagnare e che per guadagnarli dovete abbandonare la scrittura e questa è una buona scusa per dire, che cazzo, eh, vedi, però, non ci riesco. Cioè fare la spesa comunque bisogna farla bene. Il messaggio è questo. O la spesa la fa qualcun altro, con i soldi suoi. Però ora non funziona nemmeno più con i genitori. Ai miei tempi funzionava ancora, erano buoni tempi per rimanere il più possibile a carico dei genitori, ma ora già voialtri siete di una generazione in cui vi mandano fuori presto&#8230;<br />
<b>studente</B>: magari.<br />
Non vi mandano? E allora questa è una grande risorsa, quella di non doversi preoccupare &#8230;<br />
Il dilettante, siamo sempre lì, vuole andare a vivere da solo. Il professionista dice no, io sto scrivendo un romanzo, poi quando avrò pubblicato il romanzo vado a cercare di vivere da solo, il lavoro, l’affitto, dopo m’incasino. Se vado a vivere da solo adesso, già faccio fatica così&#8230; certo non c’ho la mia casa, c’ho la mia cameretta come quando avevo 14 anni, però, ‘sti cazzi, al supermercato ci va la mi’ mamma, insomma, di queste cose qua non me ne devo preoccupare. E è vero che viviamo in una società che ti spinge a considerare fico l’essere autonomi, e in un certo senso, alla fine di un percorso corretto, è fico essere autonomi, è necessario. Però è anche vero che se per te è molto più importante scrivere il romanzo e pubblicarlo che essere fico, perché comunque non puoi essere fico se non finisci ‘sto romanzo, allora stai a casa dei genitori. Ma chi te lo fa fare di andar via? Dice, ma non vado d’accordo&#8230; Ma vacci d’accordo, fa tutto parte del tuo lavoro per il romanzo, perché se no, allora vedi, c’hai i cazzi con i genitori, devi andar via, non c’hai i soldi, devi far la spesa, ti spennano, lo zerbino&#8230;</p>
<p>Vedete, io è questo che dicevo, tutta questa roba qua poi va a finire – voi non volevate parlar di questo – ma va a finire che rispunta anche nelle cose che scrivete perché vi porta via tempo, vi porta via soldi, vi porta via risorse, sono maniere con le quali voi affrontate la pressione che vi dà la vita e poi l’unico modo per digerirle, tutte queste cazzate, perché son cazzate, per non aver avuto il coraggio di dire: io sto scrivendo il romanzo. Non mi rompete i coglioni finché non ho finito questa missione non ce n’è per nessuno. Io son nato qua e resto qua in camera e mi date da mangiare come prima.</p>
<p><b>studente</B>: Quando ti sei accorto di essere diventato un professionista?<br />
Per me&#8230; la cosa più audace che ho fatto io, naturalmente non la vedevo così all’epoca, quindi è uno sguardo retrospettivo&#8230; è stato dopo la bocciatura del mio secondo romanzo scritto e presentato. Perché io m’ero preso del tempo dopo finito di laurearmi a Firenze in architettura, con anche una fortuna, cioè possibilità di lavoro subito&#8230; via da lì, a Roma, parassita più che potevo, scrivo, scrivo, scrivo e alla fine ce la farò. Primo romanzo, segato. Era ancora un residuo della vita, l’errore di portarsi appresso il manoscritto di quando eri giovane. La vuoi picchiare la capata? Va bene, capata. Allora, se ne fa un altro da capo, pirpim, purupum, parapà&#8230; BOM anche quello me lo rifiutano. Passato un anno io ne scrivo un altro. Lì è stato il momento – perché lì veramente puzzavo come il pesce marcio – perché ero proprio veramente&#8230; non guadagnavo una lira. M’ero distanziato dalle possibilità di guadagnare. M’ero distanziato anche da casa mia quindi non è che direttamente io pesassi sui miei genitori o almeno non sembrava, certamente poi è ovvio che in un modo o nell’altro ti aiutano. Però io cercavo di essere parassita di persone nuove, qui a Roma. Quindi io andavo a cena&#8230; non lo sapevano, ma tutte le sere andavo a cena da qualcuno, nessuno sapeva che questo era sistematico da parte mia, quindi tutti pensavano d’invitarmi a cena, così, invece io mi procacciavo tutti i giorni queste cose qua, un po’ perché non c’avevo i soldi, ma un po’ perché non c’avevo il tempo né la voglia d’andar al supermercato per fami gli spaghetti a casa mia&#8230; via gli spaghetti. Io devo scrivere ‘sto romanzo, se no qua mi tocca tornare a fare l’architetto. Allora il momento è stato quando la seconda bocciatura era già passata, volendo essere un dilettante, come scusa&#8230; per dire, io c’ho provato, cazzo, me n’hanno bocciati due ‘sti stronzi, mafiosi, son tutti che se non conosci quello&#8230; vaffanculo vado a fare l’architetto, sono imbufalito col mondo. E poi a scrivere il sabato e la domenica e riprovarci magari negli anni, lì invece fu proprio il caso di dire, no, porca troia, a me mi ci devon portar via col cellulare&#8230;. [risate] ora son qua e sto qua, e che cazzo! E ci riproviamo. E alla terza è andata. Però è lì che inconsciamente io ho stabilito, dovendomi sbilanciare, io sono un professionista, non sono un dilettante, non è che adesso il problema è che siccome non m’è andata bene, non me l’hanno accettato&#8230; il giocatore di poker professionista&#8230; badate che questi sono i modelli&#8230; il giocatore di poker professionista gioca tutte le sere. Te giochi una volta. Il professionista gioca tutte le sere. Quindi il professionista regge il bluff. Perché, ok, m’hai inculato, m’hai portato via 10 milioni in una botta sola, ma io domani rigioco, io me lo potevo permettere di vedere. Perché metti caso che bluffavi, mi pigliavo i 10 milioni miei. E vabbè, oggi ho perso, ma siccome gioco 360 giorni l’anno, è il mio mestiere, so come fare adesso per rientrare di questi 10 milioni che ho perso da te. L’altro che gioca forte, che è anche molto bravo, ma gioca una volta a settimana perché poi c’ha i bambini, la moglie, le cose, ecc. ecc., è cera nelle mani del professionista. Alla fine dell’anno quello che gioca per divertimento ci perde e quello che gioca per lavoro ci vince, per forza, è giusto. La sua forza sta nel fatto che lui lo fa tutti i giorni. Quando lo lascia la donna, c’ha un lutto, lo massacrano di botte, gli rubano la macchina, smette di giocare, finché non si rimette da ‘sta botta. Perché andare a giocare vulnerabile, nel fisico o nel morale, non se lo può permettere. Non è che dice, vabbè non voglio pensarci vado a giocare. Perché lì ti fanno ancora più male.<br />
Se non sei lucido, se non sei forte, se non sei in grado di controllare quel poco che si può controllare, sia nel gioco d’azzardo che nella letteratura &#8230; perché ‘sto mito del controllo è un’altra cazzata, si controlla proprio poco. Però quel poco, dico io, cerchiamo di controllarlo. Se poi quel poco che si può controllare ce lo giochiamo con i problemi, dopo alla fine non controlli nulla. Però il professionista, sempre tra virgolette, nell’accezione che abbiamo impostato, sa, almeno sa, che lui tutti i giorni si espone a questo imprevisto che è la scrittura. Controlla quello che può controllare – è detto nel Corano: prega Allah, ma lega il tuo cammello. Ecco: te leghi il cammello, tutti i giorni, e preghi Allah, e qualcosa succede. Quando non puoi più permetterti nemmeno di legare il cammello perché rischi di legarlo male perché sei distratto, perché sei prostrato, perché sei frustrato&#8230; quando arrivi lì vai da tizio e dici, mi tieni il cammello, per piacere, perché io ho paura che non lo so più nemmeno legare…è meglio aspettare…</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A scuola di scrittura con Sandro Veronesi (I parte)]]></title>
<link>http://minimaetmoralia.minimumfax.com/2009/11/27/a-scuola-di-scrittura-con-sandro-veronesi-i-parte/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 09:39:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>minimaetmoralia</dc:creator>
<guid>http://minimaetmoralia.minimumfax.com/2009/11/27/a-scuola-di-scrittura-con-sandro-veronesi-i-parte/</guid>
<description><![CDATA[Solo per voi, cari lettori di minima&amp;moralia, abbiamo rispolverato questa lezione di Sandro Vero]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="justify">
<i>Solo per voi, cari lettori di minima&#38;moralia, abbiamo rispolverato questa lezione di <b>Sandro Veronesi</B> tenuta qualche anno fa al corso di scrittura creativa organizzato dalla casa editrice minimum fax. Il trucco, per far fruttare l&#8217;investimento (di denaro e aspettative) che richiede un corso di scrittura, o scuole di questo tipo, dice Veronesi, è mantenere la mente il più possibile neutrale, e liberarsi dagli ingombri. Noi vi auguriamo una buona lettura e vi consigliamo di non perdere la seconda parte</I>. </p>
<p>di <b>Sandro Veronesi</B></p>
<p>Il problema di questi&#8230;chiamiamoli corsi, più o meno strutturati, è sempre il rapporto che si determina tra chi viene a parlare e chi va ad ascoltare. C’è tutta una teoria secondo la quale questi corsi sono inutili perché non si può imparare e non si può insegnare (a scrivere) ma molto dipende dall’atteggiamento di chi viene. Io lo so per esperienza. E mi sono reso conto che la qualità di un corso, di un seminario, di una serie di seminari su questo argomento è in primo luogo determinata dal progetto, da chi ci partecipa, dalla qualità degli interventi, ma anche dalla qualità dell’attenzione di chi partecipa. Perché capita di rado nella vita di passare due ore a parlare di cose che ci interessano tutti quanti qui presenti come la letteratura. Non lo fa la televisione, non lo fa la radio, non lo fa nessuno. Tendenzialmente nelle conversazioni private in terrazza se ne parla, ma non per due ore.</p>
<p>Mi sono reso conto molte volte che il cosiddetto allievo di questi corsi viene con un <i>ingombro</i> che è determinato dalla più che legittima aspirazione a dare visibilità al proprio lavoro. Un lavoro che già c’è, che già va avanti, magari da un po’ di tempo. Già uno è fortunato a vivere a Roma, per esempio, perché a Roma, in un modo più o meno istituzionale, si possono generare quelle condizioni per essere coinvolti a vario livello, con interlocutori credibili in progetti come questo. A Prato, dove son cresciuto io: niente. Uno scrittore in carne e ossa l’ho visto a Roma. Poi c’erano i corsi, ma chi li fa? Lì ci sono le sovvenzioni, il comune, la regione, però è roba da sottobosco, si sa, e per disperazione uno ci può andare. Ma è chiaro che non producono nulla. Sono solo utilizzo di danaro (anche poco), quelle rotelline che fanno funzionare gli apparati burocratici degli assessorati. Però in una città come Roma, in città con un po’ più di fervore, sono occasioni importanti.<br />
<!--more--><br />
Però c’è un atteggiamento <i>ingombrante</I> di tutto ciò che è venuto prima di quest’esperienza per uno dei cosiddetti allievi. Questa è una delle ragioni degli insuccessi dei corsi e dei seminari di scrittura: l’ingombro che ognuno porta e quindi la fatica che fanno a passare certe cose, che in realtà servono per bombardare uno stato di fatto. Uno stato di fatto vi ha portato qua ed evidentemente è legato alla vostra aspirazione a scrivere e a pubblicare.<br />
Che però, per l’appunto, si è determinato in assenza di questa esperienza. Naturalmente, io vengo qui, faccio un intervento solo e questo non può cambiare le cose. Però, ho intenzione di dare una serie di testimonianze, in fondo, nella speranza che queste attivino anche dei cortocircuiti di natura forse anche piacevole lì per lì.</p>
<p>Io alla Scuola Holden di Torino – dove ho insegnato e dove ancora ogni tanto insegno – avevo questa classe di ragazzi che stavano lì due anni (è un master) e li conoscevo, e costruivo via via un rapporto, e mi allargavo anche un po’ nella gestione delle ore. Un giorno mi misi lì a distruggere sistematicamente <i>Smoke</i> perché non mi era piaciuto, non mi era piaciuto strutturalmente. E naturalmente i ragazzi, non per piaggeria, ma per il semplice fatto che seguivo delle correnti, dei corsi, che avevo già preventivamente percorso con altri argomenti, mi seguivano nella distruzione di questo film che in quel momento era uscito e sembrava molto trendy. E poi Paul Auster– parlo di tanti anni fa – era l’autore di culto per tutti quanti. E io, soddisfatto di questa mia azione di demolizione di un film, un potenziale brutto modello che rischiava invece di sedurre molti di questi studenti che erano già sedotti da Paul Auster, finisco. Dopo di me c’è una lezione di Bergonzoni e io rimango perché mi piace Bergonzoni anche se non ci si ricorda mai di quello che ha detto. Andai a bere il caffè, rientrai a lezione iniziata e lui stava facendo un peana di <i>Smoke</I>. Stava ricostruendo tutto quello che io avevo distrutto, da tutta un’altra parte e questi ragazzi erano a loro volta molto attratti da questa ricostruzione di <i>Smoke</I>. L’avessimo fatto apposta non ci sarebbe venuta così&#8230; Allora io ho detto: questa è una buona scuola. [...] È stato un caso, ma una scuola che determina questi casi mette in condizione chi ci si è iscritto a ragionare con la propria testa. [...] La diversità delle voci è uno stimolo fondamentale perché le persone si distanzino dall’ingombro che le ha portate lì. Il caso della Holden, dove sono più compatti, più schiacciati, verso i 22-24 anni, è un insieme di problemi personali: che cazzo faccio con la mia famiglia, con l’università, la finisco, non la finisco&#8230; sono molto omogenei su questo genere di ingombro, che però è un ingombro, no? In altri casi quell’ingombro non c’è perché sono più grandi, però più grandi significa più ingombro: per i cazzi personali, perché stai scrivendo da tot anni e a parte certe pubblicazioni, così, al volo, su riviste&#8230; uno comincia anche a sentire un senso di frustrazione e questo può incarognire la qualità dell’attenzione perché poi può capitare che passi di lì (non c’è bisogno di Bergonzoni) chiunque per dare un contributo. E se viene ascoltato con la mente pulita può dire quella frase chiave (è molto probabile che la dica) per la penetrazione – questa volta veramente efficace &#8211; nel garbuglio che ti ha frenato.</p>
<p>Perché c’è poco da fare: siccome non c’è nessun’altra maniera di concepire il lavoro che non sia scrivere&#8230;non c’è un altro modo per pubblicare libri che non sia scrivere, uno deve scrivere, ok?&#8230; vabbè, fai il corso, fai il seminario, vai alle presentazioni, vai alle lezioni dei grandi scrittori, partecipi a delle cose, magari tangenti tipo, non so, produzioni teatrali e cose del genere, però poi si deve scrivere. La cosa fondamentale che anche un corso di scrittura alla fine può fare è rafforzare l’apparato che tiene su la scrittura, che è la mente, la sensibilità. Cioè ripulirlo anche un po’ da quegli ingombri, da quelle calcificazioni che spesso mutilano la capacità. E questo vale sia per chi non ha pubblicato niente sia per chi ha pubblicato venti libri. Insomma, il problema è che tu hai un potenziale, non conosci qual è il limite di questo potenziale, puoi aver avuto più o meno fortuna, più o meno incoraggiamenti, ma poi finisci sempre per andare in crisi.</p>
<p>Sei in crisi all’inizio quando scrivi e non pubblichi, poi sei felice perché t’hanno pubblicato, poi sei di nuovo in crisi perché t’hanno pubblicato ma non ti caca nessuno, poi sei di nuovo felice perché ti hanno cacato, poi sei infelice perché non sai più che cazzo scrivere te. Sei felice perché hai avuto un grandissimo successo e poi sei infelice perché non riesci a concepire di essertelo meritato. Io conosco gente che al primo libro, PUM, ha fatto un botto vero, tipo, non so, Brizzi e che poi è andato in crisi. Perché sono persone intelligenti, perché visto che ce la cerchiamo con il lumicino le ragioni per soffrire, ecco, quella è una buona ragione per soffrire. [...] Quindi alla fine non si scappa, il problema è sempre lo stesso: liberarsi di quell’ingombro lì. Perché l’ingombro ce l’hai. Hai avuto fortuna? Quella fortuna è un ingombro. Hai avuto scalogna? Quella scalogna è un ingombro. Non hai tempo per scrivere perché devi lavorare perché non c’hai i soldi? Quello è un ingombro. Però, lì non ci sono corsi che ti insegnino come fare. Sei tu che devi farlo. È proprio una questione di forza e di peso specifico che si dà allo scrivere rispetto alle altre cose. Se si concepisce che quelle altre cose, gravi, serie quanto si vuole, sono in grado di impedirti di scrivere, di impedirti di pubblicare, sei bello che fottuto. Non devono essere in grado di impedirti niente, queste cose. Le cose condizioneranno, condizioneranno il tuo modo di scrivere, magari anche quello che scrivi. Però questo è un equilibrio, diciamo un’alchimia mentale, direi anche di spirito, che potete controllare soltanto voi. Non è possibile&#8230;non ci sono strumenti, ecco, strumenti che vi possano essere dati per controllare queste cose se non c’è prima la profonda convinzione che quello è il lavoro principale dello scrittore, cioè tenere pulito il proprio potenziale. Tutti gli ingombri, che, ripeto, sono più che legittimi – la donna v’ha lasciato, i cazzi, i soldi, la monnezza, quello che volete – però se comincia questa roba a intaccare la vostra capacità di avvicinarvi al limite, di spingervi verso il vostro limite, sono scuse, sono ottime scuse per non farcela, per dire: vabbè, <i>a me m’ha rovinato ‘a guera</I>, come diceva Sordi. Tutti quanti abbiamo una guerra che ci può rovinare, non è una buona ragione. E da qui consegue quella che forse è l’unica massima che io mi sento di&#8230; qui come davanti a cento persone&#8230; mi sento di prendermi la responsabilità di pronunciare.</p>
<p>Anche perché io mi appoggio su una sponda forte che è Carmelo Bene, il quale diceva, per il suo specifico, di volta in volta scagliandosi sulla partner, sull’attrice che lavorava con lui&#8230; Nello specifico era Elisabetta Pozzi (ma lo faceva con tutte) perché nell’<i>Adelchi</I>, Elisabetta Pozzi, Ermengarda, recita a memoria. Era nel camerino tutto sudato, incazzato come una biscia, e diceva: i dilettanti recitano a memoria, i professionisti leggono. Poi aggiungeva anche, diciamo, epiteti. Però voi capite bene che quella roba lì è immediatamente comprensibile, io capisco immediatamente che ha ragione. Però non ci sarei mai arrivato a formularla in quel modo. La differenza fra Elisabetta Pozzi e Carmelo Bene nello stesso <i>Adelchi</I> era quella tra il <i>professionista</I> e il <i>dilettante</I>. </p>
<p>Io mi sento di poter dire che quando soffrono, i professionisti, smettono di scrivere, e i dilettanti si mettono a scrivere. Ovviamente alle volte ci son momentacci in cui si produce proprio un vento contro, doloroso. Allora lì il professionista – e non vuol dire che il professionista viene pagato, il professionista alla fine verrà pagato, per forza: è un professionista – ma il professionista questa cosa non la tocca: questa roba è la mia vita , è la mia professione addirittura, se perdo questo perdo tutto. Il professionista lì si ferma, lotta con questo vento, risolve, per quel che può, o vi è travolto, se non riesce a risolvere i problemi, poi, dopo, quando questo momentaccio è passato, scrive. Il dilettante, invece, BUM, subito prende questo flusso di merda che gli arriva addosso, e, per terapia, per consolarsi, per reggere meglio l’urto e illudendosi addirittura che questo nobiliti il suo gesto, scrive. In quel modo tu dài un imprinting alla tua natura di scrittore che non ti rappresenta. E ti porti appresso, anzi addirittura ci lavori&#8230;è come lavorare con una penna con un macigno sopra e scrivere con ‘sto macigno. Ti porti dietro questo ingombro addirittura nella pagina, addirittura dai alla pagina che scrivi, e che chissà perché io dovrei leggere, gli dai addirittura il compito di guarirti, di farti star meglio, di lenire il tuo dolore, alla scrittura o all’arte, diciamo, terapeutica. L&#8217;arte terapeutica c&#8217;è: è per i dilettanti, quelli che oggi lo fanno e domani non possono più farlo perché hanno vinto il concorso alle poste e non possono più scrivere, più recitare, più dipingere. Allora sì: scrivete quando state male. Se il vostro approccio alla letteratura è di tipo dilettantistico, ma ripeto&#8230; ci sono dei dilettanti straordinari in questo senso qua, proprio per la freschezza, la prontezza con cui trasferiscono nella loro arte quello che stanno vivendo. Il professionista si protegge, perché si deve proteggere, perché è oggi, è domani, dopodomani, è sempre. Non puoi permetterti di caricare su un momento molto difficile tutto lo stress che consegue a un lavoro letterario. Perché, ok, scrivi, ti alleggerisci del peso perché l’hai trasformato in scrittura, l’hai trasformato in una storia, ti sei preso le tue rivincite, hai mescolato le cose – come diceva Sartre: «la letteratura è dove chi perde vince» – chi perde vince, e uno già sta meglio. Te lo puoi permettere dopo quello che stavi passando mentre scrivevi, quello che stai forse ancora passando, con un speranza aggrappata a questo manoscritto – te la puoi permettere tutta l’altra merda che ti arriva per il fatto che hai scritto? O ti spazza via?</p>
<p>E adesso? Siamo sempre lì: perché io dovrei leggere quello che hai scritto? Perché la gente dovrebbe correre in libreria a leggere quello che avete scritto anche ove ve l’abbiano pubblicato? Allora lì sono botte vere. Perché uno non si è protetto. Ma addirittura proprio nel momento vulnerabile, nel momento di maggiore difficoltà è andato a rischiare su una cosa dove si sente ancora più male. Perché si sente più male. Allora bisogna che dentro di voi – se non ve l’hanno detto ve lo dico io, (se v’hanno detto il contrario bene, farà l’effetto Bergonzoni) – bisogna che voi ve lo diciate se il vostro approccio alla letteratura è di tipo dilettantistico o professionistico, nel senso che ho detto io. Poi, ci sono dei dilettanti che guadagnano molto di più dei professionisti, non è una questione di soldi. Se mi avete inteso, è una questione di approccio. Cioè, uno che dice «io sono professionista e dunque leggo, l’<i>Adelchi</I> lo leggo. Ma che cazzo me l’imparo tutto a memoria. Lo leggo! Non sono gli strumenti del mestiere, la memoria, la mnemonica&#8230; sta scritto là. Perché devo riportare a memoria una cosa che sta scritta lì? Io leggo, perché sono un professionista, perché la battuta non la perderò mai se io la leggo». Anche solo per questo, mentre te puoi essere bravo quanto ti pare, ma c’hai i cazzi tuoi; vuoto, non ti viene la battuta. E allora c’è il mestiere, quell’altro ti dà la battuta, ti aiutano i guitti, la compagnia cantante, tutti insieme affiatati. Il cazzo! Quello è l’<i>Adelchi</I>. Elisabetta Pozzi non poteva leggere, non accanto a Carmelo Bene. Veniva spazzata via. Lei doveva sfaccendare, almeno quello, perché lui essendo handicappato, praticamente morto, non poteva muoversi, allora tutto quello che non poteva fare Carmelo lo faceva lei. Ma lei era dilettante. Eppure si tratta di una delle attrici di teatro più affermate. Non è certamente in cerca di lavoro Elisabetta Pozzi, ma di fronte a Carmelo Bene, su un testo come l’<i>Adelchi</I>, lì viene fuori la natura del tuo rapporto con, in quel caso, appunto, il teatro. Stai a fare <i>Adelchi</I>, l’<i>Adelchi</I> l’ha scritto Alessandro Manzoni, sta scritto su un libro che si chiama <i>Adelchi</I>, Carmelo Bene legge e te no, non te la senti.</p>
<p><b>uno studente</B>: Gassman non leggeva, magari. In un caso del genere Gassman non avrebbe letto.<br />
Sì, però te sei con Carmelo Bene che legge. Non è una follia. No! Se il tuo mentore, in questo caso Gassman, ti dice <i>non leggere</I> allora non leggi. Ma se quello ti dice <i>leggi</I> e te non te la senti, lui ha tutto il diritto di dire: dunque, la differenza tra me e lei è che lei è una dilettante e allora recita a memoria. Qui non è la stessa cosa.</p>
<p>È noto che la letteratura, la poesia, trattano il dolore, lo trattano, lo penetrano, lo affrontano, lo rappresentano, a volte addirittura lo spiegano. Ci sono sofferenze che vengono capite leggendo certi libri e mentre le vivi non le capisci. E mentre le leggi dentro dei libri che spesso per questo sono chiamati classici ti viene chiaro perché. Perché il risultato di queste operazioni umane è la sofferenza. Quando le vivi non lo capisci. Quindi la sofferenza, il dolore, sono materia prima, sono risultato, sono prodotto. È proprio una specie di ciclo che parte dalla sofferenza e arriva alla sofferenza, con i personaggi che soffrono, con l’autore che soffre insieme ai personaggi, per i cazzi suoi, per i cazzi dei personaggi, perché si deve immedesimare, perché deve comunque immaginarle certe sofferenze se non le ha vissute. Allora, siccome ci leggiamo tante sofferenze, scrivere perché si soffre, addirittura aumentare la dose, buttarsi lì perché è un momentaccio, è molto rischioso, e un professionista questo rischio non lo corre. Il professionista sta zitto, sta fermo, e cerca di risolvere le cose, almeno alcune delle cose, che gli fanno soffiar contro tutto ‘sto vento. Perché poi quando prendo la penna in mano non voglio il macigno, perché poi quella roba condiziona, non c’è niente da fare.</p>
<p>Certo, però da quello si parte e si parte veramente se si è allievi. Voi siete davanti a uno che ha avuto più fortuna di voi, che è andato più avanti di voi, ha avuto più esperienza di voi, ha lasciato lo stato dilettantistico obbligatorio dell’inizio, si è scontrato con questo dilemma: ma sono un dilettante o sono un professionista? E sono cazzi suoi, va avanti – mentendo a se stesso o no, sono sempre cazzi suoi – però poi lui passa di lì, viene lì e dice delle cose. Se voi foste capaci di essere così sgombri davanti a chiunque allora a quel punto veramente il primo stronzo che viene qua vi può giovare, può farvi assimilare le cose che vi ha detto. Esattamente come sono state assimilate le cose che io ho detto contro Smoke e cioè con la capacità di ripristinarle due ore dopo, subito, perché passa un altro stronzo che dice il contrario. Cioè dare neutralità alla vostra mente, allora queste esperienze servono. Servono molto di più di quanto non si pensi e non tanto perché vi danno la possibilità di approcciare un certo ambiente.</p>
<p><i>Continua</I></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Iniezione letale]]></title>
<link>http://lideablog.wordpress.com/2009/11/03/iniezione-letale/</link>
<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 14:50:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>lideablog</dc:creator>
<guid>http://lideablog.wordpress.com/2009/11/03/iniezione-letale/</guid>
<description><![CDATA[Iniezione letale INIEZIONE LETALE di Jim Nisbet ed. Fanucci Traduzione di Olivia Crosio Partiamo cal]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 256px"><a href="http://www.ruid.com/photos/medium/67984-shy73tswtx5mk19s7wzd.jpg"><img alt="" src="http://www.ruid.com/photos/medium/67984-shy73tswtx5mk19s7wzd.jpg" width="246" height="375" /></a><p class="wp-caption-text">Iniezione letale</p></div><br />
<strong><a href="http://www.fanucci.it/libro.php?id=880">INIEZIONE LETALE</a><br />
di <a href="http://noirconeville.com/">Jim Nisbet</a><br />
ed. <a href="http://www.fanucci.it/index.html">Fanucci</a><br />
Traduzione di <a href="http://www.arr-literary-agency.com/it/autori_dettaglio.php?id=19&#38;hash=191a459ac35132d8c709d05db7d30638">Olivia Crosio</a></strong></p>
<p>Partiamo calmi, non usiamo paroloni: le prime 57 pagine di questo romanzo sono una delle migliori cose scritte che io abbia mai letto in vita mia. </p>
<p>Nonostante il tema della pena di morte sia tutt’altro che alieno sia al cinema sia alla letteratura, più o meno di genere, l’apertura di “Iniezione letale”, libro del 1987 firmato da Jim Nisbet, è qualcosa di sconvolgente, è un pugno sui denti per chiunque accetti l’idea che tale suprema punizione non è qualcosa di letterario, bensì una quotidiana realtà in molti Paesi del nostro pianeta, a partire da quel “regno delle libertà” che sono gli Stati Uniti d’America. È difficile, anzi credo sia impossibile rimanere indifferenti di fronte alla terribilmente magnifica descrizione che Nisbet fa delle ultime ore di Bobby Mencken, un ex tossico nero accusato di aver freddato una donna durante una rapina a un market notturno. Non è importante che voi siate pro o contro la pena di morte, così come non ha alcuna importanza, almeno in queste prime 57 fatidiche pagine, sapere se il condannato sia realmente colpevole oppure innocente. Quello che conta è che qui siamo di fronte alla messa in scena della morte di un uomo, nonostante tutti gli errori che egli abbia potuto commettere e gli abissi in cui la sua condotta l’abbia portato.</p>
<p>Non può rimanere indifferente a tutto ciò una persona come il dottor Royce, un medico a cui la vita ha già più volte sputato in faccia e a cui tutti i suoi anni di università altro non servono che a disinfettare la vena di un paziente al quale, da lì a pochi minuti, verrà iniettata una miscela letale di schifezze varie e assortite. Soprattutto se, appena prima di morire, questo stesso paziente ti confessa che lui è innocente dandoti un bacio sulla bocca. Inizia così per Royce una discesa negli inferi tra gli strati più sordidi di una società americana in cui non esiste il Bene e il Male, o almeno una loro divisione manichea, e in cui l’amore viene declinato attraverso accenti per noi incomprensibili o l’amicizia perde qualsiasi significato che ci possa suonare familiare per perdersi nella rincorsa della prossima dose di eroina. </p>
<p>Nisbet in duecento pagine descrive in modo magistrale le cloache figlie della droga e dell’assenza di speranza che avevo riscontrato precedentemente con tale potenza e drammatica precisione solo in <a href="http://lideablog.wordpress.com/2009/08/14/il-caso-sbagliato-di-james-crumley/"><strong>“Il caso sbagliato”</strong></a> di James Crumley, libro del 1975. È quindi sorprendente scoprire come in un romanzo piuttosto breve si possano in definitiva trovare temi tanto profondi e complessi, articolati mediante poche pagine costruite grazie ad una asciuttezza e a una concisione che raramente ho notato in altri autori e romanzi. Nisbet ha un grandissimo rispetto per la parola scritta e il suo utilizzo, è forse per questa ragione che non spreca mai una sillaba che sia una, tutto è ridotto all’essenziale, i dialoghi sono secchi ma allo stesso tempo avvolgenti, la lettura coinvolgente e, come detto sopra, a tratti estremamente dolorosa, sicuramente mai indifferente. </p>
<p>“Iniezione letale” rappresenta tutto ciò che dovrebbe essere l’arte: la continua rielaborazione di concetti a noi familiari, addirittura spesso abusati, talmente quotidiani da passare inosservati alla nostra attenzione. Riflettiamoci un attimo. Alla fine la trama di questo romanzo potrebbe essere così riassunta: un condannato a morte che si dichiara innocente e un idealista del cazzo che gli crede e si mette in macchina per dimostrare che i giudici si sono sbagliati, che la pena di morte fa schifo e che siamo un po’ tutti dei fascisti figli di puttana, mentre l’autore è un progressista illuminato che ha capito tutto. Insomma, un bella trama da romanzetto di serie C. Invece, questa stessa trama passata per la penna di Nisbet ha dato vita a qualcosa di più grande, a pagine di autentica, altissima letteratura mascherata da romanzo di genere, noir, hard boiled o quello che volete voi. Siamo qui di fronte ad alcuni dei temi eterni che nascono con l’Uomo e che con lui moriranno: il delitto e il castigo, il peccato e la redenzione, la realtà e la sua rappresentazione, la sostanza e l’apparenza. </p>
<p>La possibilità di scegliere che senso dare alla propria vita e che direzione farle prendere. Sempre e comunque.   </p>
<p><a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/07/16/quando-il-noir-letteratura-nisbet-scrittore-falegname.html"><strong>CLICCANDO QUI</strong></a> potete leggere gran parte dell&#8217;introduzione di &#8220;Iniezione letale&#8221; pubblicata su Repubblica.it e firmata da Sandro Veronesi. </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Musicultura, l'edizione 2010 si terrà dal 19 al 21 giugno. Iscrizioni aperte sino al 31 ottobre.]]></title>
<link>http://euromusica.wordpress.com/2009/10/23/musicultura-ledizione-2010-si-terra-dal-19-al-21-giugno-iscrizioni-aperte-sino-al-31-ottobre/</link>
<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 05:33:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>emanuele75</dc:creator>
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<description><![CDATA[Fissate le date per l&#8217;edizione 2010 di Musicultura, il festival nazionale della canzone popola]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="size-full wp-image-3979 alignleft" style="border:black 1px solid;margin:10px;" title="Logo%20%20Musicultura%20SITO" src="http://euromusica.wordpress.com/files/2009/10/logo2020musicultura20sito.png" alt="Logo%20%20Musicultura%20SITO" width="210" height="210" />Fissate le date per l&#8217;edizione 2010 di <strong>Musicultura</strong>, il festival nazionale della canzone popolare e d&#8217;autore che si svolge all&#8217;arena <strong>Sferisterio di Macerata</strong>. L&#8217;appuntamento con la ventunesima edizione è per il <strong>19, 20 e 21 giugno</strong>: si sceglierà il cantante o il gruppo che seguirà nell&#8217;albo d&#8217;oro <strong>Giovanni Block</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Intanto è prossima la scadenza del bando di concorso, chi è interessato ha tempo fino al prossimo 31 ottobre per iscriversi.Per partecipare al concorso occorre avere compiuto diciotto anni (non c’è nessun tetto di età) e inviare due canzoni di cui si sia oltre che interpreti autori o coautori.</p>
<p style="text-align:justify;">Non esistono sbarramenti rispetto ai generi; qualità, autenticità ed originalità costituiscono i fondamentali criteri di selezione delle proposte. Il regolamento e il modulo d’iscrizione sono disponibili sul<a href="http://www.musicultura.it" target="_blank"> sito ufficiale </a>della rassegna. Al vincitore andrà un premio di 20mila euro.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel corso delle serate finali del festival saranno inoltre assegnate la <strong>Targa della Critica</strong> (5.000,00 euro) e i premi per la migliore musica, il miglior testo, la migliore interpretazione, del valore di 2.500,00 euro ciascuno.</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">Sono tanti gli artisti che nel concorso di Musicultura hanno trovato un valido banco di prova e un trampolino di lancio. Ad esempio, <strong>Simone Cristicchi, Povia, Pacifico, Gian Maria Testa, Amalia Grè, Max Manfredi, Patrizia Laquidara, Giuseppe Anastasi, Maria Grazia Verasani, Giua  </strong>e an<strong>che Elisa Rossi, Chiarastella</strong> e buona ultima <strong>Sofia,</strong> tutte e tre passate ad <strong>X Factor</strong> (l&#8217;ultima era a Musicultura col suo gruppo Greewnwich)</p>
<p style="text-align:justify;">Tutte le canzoni inviate saranno ascoltate, tutti i partecipanti riceveranno una risposta scritta accompagnata da una dettagliata scheda di commento.I cinquanta concorrenti ritenuti più meritevoli verranno convocati a Macerata tra gennaio e febbraio 2010, lì sosterranno un’accurata audizione live. Al termine di questa fase <strong>Musicultura</strong> proclamerà i sedici finalisti, i loro brani faranno parte del CD compilation della XXI edizione.</p>
<p style="text-align:justify;">La designazione degli otto vincitori dipenderà dalle preferenze del pubblico di <strong>Radio Uno Rai</strong> – che potrà votare le canzoni finaliste, appositamente programmate da quella che si conferma la prima emittente radiofonica italiana – e dalle scelte del Comitato Artistico di Garanzia, composta da: <strong>Claudio Baglioni, Edoardo Bennato, Luca Carboni, Ennio Cavalli, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Lucio Dalla, Teresa De Sio, Tiziano Ferro, Giorgia, Dacia Maraini,Alda Merini, Gino Paoli, Vasco Rossi, Teresa Salgueiro, Michele Serra, Daniele Silvestri, Ornella Vanoni, Roberto Vecchioni</strong>, <strong>Sandro Veronesi, Antonello Venditti. </strong></p>
<p style="text-align:justify;">Con loro, per la prima volta anche il maestro del cinema Ettore Scola, i cantautori <strong>Cristiano De Andrè e Paola Turci</strong>, la poetessa libanese Joumana Haddad, il poeta-performer Lello Voce.  Questo blog come al solito seguirà con grande attenzione la rassegna.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Musicultura: scade il 31 ottobre il termine per iscriversi alla XXI edizione]]></title>
<link>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/10/19/musicultura-scade-il-31-ottobre-il-termine-per-iscriversi-alla-xxi-edizione/</link>
<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 10:24:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>granduomo</dc:creator>
<guid>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/10/19/musicultura-scade-il-31-ottobre-il-termine-per-iscriversi-alla-xxi-edizione/</guid>
<description><![CDATA[Fonte Le serate finali del festival si terranno il 18 – 19 – 20 giugno 2010 all’Arena Sferisterio di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://festival.blogosfere.it/2009/10/musicultura-scade-il-31-ottobre-il-termine-per-iscriversi-alla-xxi-edizione-le-serate-finali-del-fes.html" target="_blank">Fonte</a></p>
<p><img title="Sferisterio (Macerata)" src="http://smnewsblog.wordpress.com/files/2009/10/sferisteriomacerata-thumb.jpg" alt="Sferisterio (Macerata)" width="450" /></p>
<p><strong>Le serate finali del festival si terranno il 18 – 19 – 20 giugno 2010 all’Arena Sferisterio di Macerata.</strong></p>
<p>Sono state fissate le date di svolgimento della XXI edizione di Musicultura . Le serate finali del festival si terranno il 18 – 19 – 20 giugno all’Arena Sferisterio di Macerata.<br />
Intanto è prossima la scadenza del bando di concorso, chi è interessato ha tempo fino al prossimo 31 ottobre per iscriversi.<br />
Sono tanti gli artisti che nel concorso di Musicultura hanno trovato un valido banco di prova e un trampolino di lancio.<br />
Ad esempio, Simone Cristicchi, Povia, Pacifico, Gian Maria Testa, Amalia Grè, Max Manfredi, Patrizia Laquidara, Giuseppe Anastasi, Maria Grazia Verasani, Giua &#8230;<br />
Tutte le canzoni inviate saranno ascoltate, tutti i partecipanti riceveranno una risposta scritta accompagnata da una dettagliata scheda di commento.<br />
I cinquanta concorrenti ritenuti più meritevoli verranno convocati a Macerata tra gennaio e febbraio 2010, lì sosterranno un’accurata audizione live. Al termine di questa fase Musicultura proclamerà i sedici finalisti, i loro brani faranno parte del CD compilation della XXI edizione.<br />
La designazione degli otto vincitori dipenderà dalle preferenze del pubblico di Radio Uno Rai – che potrà votare le canzoni finaliste, appositamente programmate da quella che si conferma la prima emittente radiofonica italiana – e dalle scelte del Comitato Artistico di Garanzia, così composto: <strong>Claudio Baglioni</strong>, Edoardo Bennato, Luca Carboni, Ennio Cavalli, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Lucio Dalla, Teresa De Sio, Tiziano Ferro, Giorgia, Dacia Maraini, Alda Merini, Gino Paoli, Vasco Rossi, Teresa Salgueiro, Michele Serra, Daniele Silvestri, Ornella Vanoni, Roberto Vecchioni, Sandro Veronesi, Antonello Venditti.<!--more--><br />
Con loro, per la prima volta anche il maestro del cinema Ettore Scola, i cantautori Cristiano De Andrè e Paola Turci, la poetessa libanese Joumana Haddad, il poeta-performer Lello Voce. Per partecipare al concorso occorre avere compiuto diciotto anni (non c’è nessun tetto di età) e inviare due canzoni di cui si sia oltre che interpreti autori o coautori.<br />
Non esistono sbarramenti rispetto ai generi; qualità, autenticità ed originalità costituiscono i fondamentali criteri di selezione delle proposte. Il regolamento e il modulo d’iscrizione sono disponibili sul sito <a href="http://www.musicultura.it" target="_blank">www.musicultura.it</a>.<br />
Al vincitore assoluto andranno in premio 20.000,00 euro. Nel corso delle serate finali del festival, che si svolgeranno il 18 – 19 – 20 giugno 2010 presso l’Arena Sferisterio di Macerata, saranno inoltre assegnate la Targa della Critica (5.000,00 euro) e i premi per la migliore musica, il miglior testo, la migliore interpretazione, del valore di 2.500,00 euro ciascuno.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Musicultura: Festival della Canzone Popolare e d'Autore - XXI edizione]]></title>
<link>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/10/02/musicultura-festival-della-canzone-popolare-e-dautore-xxi-edizione/</link>
<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 20:33:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>Radiocucaio</dc:creator>
<guid>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/10/02/musicultura-festival-della-canzone-popolare-e-dautore-xxi-edizione/</guid>
<description><![CDATA[Fonte: &#8220;teatroespettacolo&#8220; L’Associazione MUSICULTURA (di seguito per brevita&#8217; det]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Fonte: &#8220;<a href="http://www.teatroespettacolo.org/20091002/concorso---musicultura-festival-della-canzone-popolare-e-d-autore--xxi-edizione--.htm" target="_blank">teatroespettacolo</a>&#8220;</p>
<p>L’Associazione MUSICULTURA (di seguito per brevita&#8217; detta anche Musicultura), con sede in Recanati (MC), Corso Persiani n.° 36, bandisce il Concorso &#8220;Musicultura: Festival della Canzone Popolare e d’Autore – XXI edizione&#8221; (di seguito per brevita&#8217; detto alternativamente il Concorso).</p>
<p>Il Concorso ha come fine la presentazione e relativa promozione al pubblico ed agli addetti ai lavori delle tendenze in atto nell’ambito della canzone popolare e d’autore, senza preclusioni relative ai generi musicali, attraverso la selezione di canzoni e dei rispettivi autori-interpreti. <!--more--></p>
<p>Sono ammessi a partecipare tutti gli artisti singoli o costituiti in gruppo i quali inviino due canzoni interpretate da loro stessi, purché siano autori o coautori delle canzoni. Nel caso che essi siano coautori dovranno essere autori esclusivi della parte musicale o del testo letterario, oppure coautori di entrambe le parti citate. Nel caso di gruppi musicali la richiesta di partecipazione dovra&#8217; essere avanzata da un solo rappresentante, a cio&#8217; espressamente delegato dal gruppo stesso, e dovrà contenere l’esatta denominazione del gruppo e le generalita&#8217; dei suoi componenti fissi. Ai fini della verifica del requisito di autori o coautori, come sopraindicato, l’intero collettivo che compone il gruppo viene considerato alla stessa stregua del partecipante singolo. Gli artisti partecipanti possono: a) non essere iscritti alla SIAE; b) essere legati da impegni contrattuali discografici e/o editoriali, purché non in contrasto col presente regolamento. I concorrenti devono avere compiuto il 18° anno di eta&#8217; alla data del 31/10/2009.</p>
<p>Le due canzoni dovranno avere, a pena di inammissibilita&#8217; o di esclusione, le seguenti caratteristiche:<br />
- Non essere pubblicate sino al momento della scelta dei 16 finalisti come da art. 10 (salvo il caso di pubblicazioni effettuate in un numero limitato di copie);<br />
- Essere redatte in lingua italiana e/o in dialetto (nel caso di concorrenti con cittadinanza diversa da quella italiana, Musicultura si riserva la facolta&#8217; di accettare brani redatti nella lingua della nazione di appartenenza);<br />
- Avere la durata di esecuzione non superiore a quattro minuti.<br />
- Non contenere elementi che violino la legge ed i diritti di terzi.<br />
- Non contenere messaggi pubblicitari a favore di persone, prodotti o servizi.</p>
<p>Le domande di iscrizione dovranno essere spedite, a pena di esclusione, all’ASSOCIAZIONE MUSICULTURA, Corso Persiani n.° 36 &#8211; 62019 Recanati (Mc) &#8211; tel. 071/7574320-1 entro e non oltre il giorno 31/10/2009. L’invio delle domande dovra&#8217; avvenire a mezzo raccomandata A.R. o tramite corriere; fara&#8217; fede dell’avvenuta spedizione in tempo utile il timbro postale della data di spedizione. In caso di consegna a mano da parte del concorrente, la stessa dovraÌ avvenire entro le ore 18.00 del 30/10/2009. Musicultura rilascerà, su richiesta dell’interessato, specifica ricevuta dell’avvenuto ricevimento.</p>
<p>Ad ogni domanda dovranno essere allegati, a pena di esclusione, tutti i seguenti documenti:<br />
- N. 3 (tre) copie dattiloscritte del testo letterario di ognuna delle due canzoni, sottoscritte dall&#8217;autore e/o dagli autori, nonché dall’autore e/o dagli autori della parte musicale (non è necessario l’invio della partitura musicale);<br />
- N. 3 (tre) CD contenenti i provini delle due canzoni eseguite dall&#8217;interprete anche con l&#8217;accompagnamento di un solo strumento;<br />
- N. 3 (tre) copie del &#8220;curriculum vitae&#8221; del partecipante (singolo o gruppo);<br />
- Fotocopia del bollettino di c/c postale che attesti l&#8217;avvenuto versamento di € 80,00 (ottanta) per gli artisti solisti e di € 120,00 (centoventi) per i gruppi musicali quale quota associativa come socio sostenitore per l’anno 2009/2010 intestato a Associazione MUSICULTURA. Il numero di c/c postale e&#8217; 85016004. La tessera associativa sara&#8217; recapitata per posta, unitamente all’esito della partecipazione al Concorso;<br />
- La domanda di partecipazione debitamente compilata;<br />
- Indicazione del numero e della data del deposito SIAE delle due canzoni, qualora esso sia avvenuto.<br />
- E&#8217; facolta&#8217; dei concorrenti inviare altro materiale (fotografico, video, audio…) inerente la loro attivitaÌ artistica.</p>
<p>La documentazione ed il materiale tecnico inviati a Musicultura non verranno restituiti e Musicultura avra&#8217; facolta&#8217; di macerare tutto il materiale alla fine dello svolgimento della presente edizione del Concorso.</p>
<p>Musicultura selezionera&#8217;, tra tutti gli autori-interpreti regolarmente iscritti al Concorso, una prima rosa di concorrenti (40 – 60 circa), che saranno convocati per sostenere audizioni dal vivo, secondo le modalita&#8217; specificate nel successivo art. 9. A tutti i partecipanti esclusi dalla suddetta rosa Musicultura si impegna a comunicare per iscritto l’esito della loro partecipazione, nonché a fornire una scheda di valutazione, redatta a cura di Musicultura stessa, relativa al brano ritenuto da quest’ultima piu&#8217; rappresentativo tra i due inviati.</p>
<p>Le audizioni dal vivo si terranno presumibilmente nel mese di febbraio 2010. I concorrenti selezionati verranno convocati (a mezzo telefax e/o e-mail comunicati dai concorrenti) almeno una settimana prima della data fissata per lo svolgimento dell’audizione. L’assenza di un concorrente nel giorno e nell’ora stabiliti per l’audizione potra&#8217; comportare la sua esclusione dal Concorso. Musicultura provvedera&#8217; a mettere a disposizione per lo svolgimento delle audizioni un luogo idoneo e la strumentazione tecnica necessaria. Detta strumentazione tecnica sara&#8217; standard e verra&#8217; preventivamente comunicata ai concorrenti selezionati. L’audizione consistera&#8217; nell’esecuzione live di massimo tre brani del repertorio originale di ciascuno dei concorrenti e nello svolgimento di un breve colloquio con la commissione artistica di Musicultura. Le spese di viaggio e di soggiorno dei concorrenti convocati saranno a loro carico.</p>
<p>Al termine delle audizioni Musicultura scegliera&#8217; n° 16 (sedici) finalisti e i relativi brani (uno per ciascun finalista) che parteciperanno alla fase successiva del concorso. Musicultura si riserva la facolta&#8217; di selezionare fino a 4 (quattro) finalisti attraverso iniziative speciali, con modalita&#8217; che saranno comunicate a mezzo stampa e sul sito <a href="http://www.musicultura.it">www.musicultura.it</a> . I finalisti saranno ufficialmente presentati nel corso di una serata spettacolo nell’ambito della quale ciascun finalista si esibirà proponendo dal vivo il brano con cui sarà stato selezionato.</p>
<p>I finalisti saranno avvisati a mezzo telegramma e/o e-mail agli indirizzi da questi comunicati a Musicultura. Per partecipare alla fase successiva ciascun finalista dovra&#8217; consegnare entro dieci giorni dalla data del ricevimento del telegramma e/o della e-mail un master professionale realizzato a proprie spese del brano selezionato.</p>
<p>Musicultura utilizzera&#8217; i suddetti master per realizzare a proprie spese il CD compilation della XXI Edizione del Concorso che saraÌ distribuito sul territorio nazionale, nonché al fine dell’inserimento dei file audio dei relativi brani all’interno del sito Internet di Musicultura in modalità streaming. I finalisti si impegnano pertanto a concedere tali master in licenza non esclusiva a Musicultura per tali scopi dietro una percentuale di cointeressenza sulle vendite da convenire.</p>
<p>I sedici finalisti si impegnano a sottoscrivere una dichiarazione in cui affermano di non avere nulla in contrario e nulla a pretendere a che Musicultura &#8211; e/o le emittenti radiofoniche, televisive e i siti web coinvolti nell’esecuzione del Concorso &#8211; diffondano le rispettive canzoni per via telematica, radiodiffusione, televisione ed utilizzino e pubblichino la loro immagine per iniziative aventi carattere promo-pubblicitario tra cui, a titolo esemplificativo ma non tassativo: premi, operazioni di patrocinio, sponsorizzazioni, merchandising, ecc. I finalisti dichiarano inoltre sin d’ora la loro disponibilita&#8217; a che Musicultura registri e riversi le canzoni in concorso su fonogrammi di qualsiasi tipo, con possibilitaÌ di duplicazione e di messa in commercio.</p>
<p>I sedici finalisti verranno sottoposti al vaglio del Comitato Artistico di Garanzia &#8211; in questa XXI edizione composto da Claudio Baglioni, Edoardo Bennato, Luca Carboni, Ennio Cavalli, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Lucio Dalla, Cristiano De Andrè, Teresa De Sio, Tiziano Ferro, Giorgia, Joumana Haddad, Dacia Maraini, Alda Merini, Gino Paoli, Vasco Rossi, Teresa Salgueiro, Ettore Scola, Michele Serra, Daniele Silvestri, Paola Turci, Ornella Vanoni, Roberto Vecchioni, Sandro Veronesi, Antonello Venditti, Lello Voce – che a suo insindacabile giudizio designeraÌ almeno cinque degli otto vincitori. Gli ulteriori vincitori risulteranno da altri percorsi di selezione, che coinvolgeranno gli ascoltatori di Radio 1 Rai ed eventuali altre fasce di pubblico. Musicultura provvederà a rendere note con dovuto anticipo le modalita&#8217; di selezione nell’ambito dei suddetti percorsi.</p>
<p>Gli otto vincitori si esibiranno dal vivo nelle serate finali del Concorso, presumibilmente nel mese di giugno 2010, ovvero in altra data tempestivamente comunicata da Musicultura e scelta discrezionalmente da quest’ultima. Nel caso che due o piuÌ percorsi di selezione dei finalisti portino all’indicazione di uno stesso vincitore, Musicultura designera&#8217; a suo insindacabile giudizio tra i finalisti rimasti esclusi dalla rosa dei vincitori il/i sostituto/i al fine di rispettare il numero di otto vincitori.</p>
<p>Musicultura non e&#8217; responsabile di eventuali disguidi, guasti, smarrimenti o simili inconvenienti (quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, disfunzioni dei meccanismi di voto telefonico, o telematico), o qualsiasi altro inconveniente che possa derivare dall’esecuzione delle procedure di selezione.</p>
<p>Gli otto vincitori si esibiranno dal vivo nel corso delle serate finali del Concorso e presenteranno il brano selezionato (oltre a eventuali altri contributi secondo modalitaÌ decise insindacabilmente dalla direzione artistica di Musicultura).</p>
<p>Nell’ambito delle serate finali, Musicultura proclamera&#8217; il vincitore assoluto della XXI Edizione del Concorso in base al risultato del voto del pubblico. Il voto del pubblico potra&#8217; essere, a insindacabile scelta di Musicultura &#8211; che verra&#8217; comunque preventivamente comunicata unitamente alle modalita&#8217; e al regolamento di voto -, o il solo voto del pubblico presente nel corso delle serate finali o, in caso di diretta televisiva e/o radiofonica e/o telematica, il voto espresso dal pubblico presente, piu&#8217; quello del pubblico televisivo e/o radiofonico e/o telematico, espresso mediante televoto e/o decoder e/o SMS e/o per via telematica. Al vincitore assoluto andranno i 20.000,00 (ventimila) Euro del primo premio assoluto. Nell’ambito delle serate finali, saranno inoltre assegnati i 5.000,00 (cinquemila) Euro della Targa della Critica e i seguenti ulteriori riconoscimenti: a) per il miglior testo (€ 2.500,00); b) per la migliore musica (€ 2.500,00); c) per il migliore progetto discografico (€ 2.500,00).</p>
<p>Le spese di soggiorno degli otto vincitori invitati a partecipare alle serate finali e quelle dei loro musicisti al seguito, che li accompagneranno nell’esibizione live, purché preventivamente determinate ed autorizzate da Musicultura, saranno sostenute da quest’ultima.</p>
<p>Per informazioni sul Regolamento completo: <a href="http://www.musicultura.it">www.musicultura.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Popolano delle Libertà]]></title>
<link>http://liberthalia.wordpress.com/2009/09/20/il-popolano-delle-liberta/</link>
<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 16:58:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sendivogius</dc:creator>
<guid>http://liberthalia.wordpress.com/2009/09/20/il-popolano-delle-liberta/</guid>
<description><![CDATA[È emblematico come il socialismo italiano, prima di estinguersi, abbia generato le tre grandi ‘anoma]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#c0c0c0;">È emblematico come il socialismo italiano, prima di estinguersi, abbia generato le tre grandi ‘anomalie’ della storia nazionale: Mussolini; Craxi; Berlusconi.<br />
Il <span style="text-decoration:underline;">craxismo</span>, ancorché fenomeno politico affetto da cleptomania acuta, si è rivelato soprattutto un caso clinico di natura psicopatologica. Questa almeno è la sensazione che emerge con forza ogni volta si osservano i nostalgici sopravvissuti craxiani: Maurizio Cicchitto, Silvio Berlusconi, Gaetano Quagliariello, Giulio Tremonti, Maurizio Sacconi, <span style="color:#ffcc99;">Renato Brunetta</span>&#8230;</span></h5>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1023" title="01 - RenatoBrunetta" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/09/01-renatobrunetta1.jpg?w=127" alt="01 - RenatoBrunetta" width="127" height="300" /> Analizzare il prodigio Brunetta è tempo perso. Delinearne un profilo è fatica sprecata: l’impossibile ricerca di uno spessore umano e morale nell’incontenibile spocchia del borioso personaggio.<br />
Un’opera inutile che vale meno di tre soldi.<br />
Del resto, non si potrebbe fare torto peggiore al verace <em>ministro per caso</em>, nel commentare i contenuti delle sue performance chiacchierine, alla ricerca di una qualche valenza culturale.<br />
Per farvi un’idea, potete leggere <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/09/12/attacco-giudici-scuola-banche-brunetta-italia-sporca.html" target="_blank"><span style="color:#ff0000;">qui</span></a>.<br />
Il ruspante Renatino odia <em>culturame </em>e <em>intellettualizzazioni</em>. Lui è <span style="color:#ffcc99;">l’omino della folla</span>: ama la provocazione triviale&#8230; il motteggio insolente&#8230; che piace tanto alla famosa <em>ggente</em>. All’eloquio elegante preferisce il turpiloquio indecente dei bassifondi politici ai quali appartiene a pieno titolo.<br />
Le sue esternazioni hanno la consistenza molliccia delle deiezioni canine, improvvidamente appiccicate alla suola di una scarpa da tennis. Meno le si rimestano e meglio è!<br />
La risposta migliore ai deliri ministeriali è nella penna di <span style="color:#ffcc99;">Sandro Veronesi</span>:</span></h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;">Ci sono due cose da dire dopo la piazzata di Renato Brunetta contro il &#8220;culturame parassita&#8221;. La prima è di carattere generale, la seconda è peculiare del personaggio. In termini generali si deve osservare che, di pari passo con il disfacimento dell&#8217;immagine tranquillizzante che Berlusconi aveva costruito di sé, molti dei suoi feldmarescialli stanno gettando la maschera per rivelare la propria mentalità fascista. Può risultare sorprendente solo per coloro che hanno sottovalutato la resistibile ascesa al potere dell&#8217; attuale nomenklatura, ma il retaggio fascista continua ad alimentare buona parte della politica di governo, incardinato su due perni storici della demagogia populista: l&#8217; anticomunismo e lo sprezzo per la cultura. Come testimoniato dalla composizione dell&#8217; attuale governo, chiunque può far strada nella politica berlusconiana se si arrocca su uno di questi due baluardi &#8211; meglio ancora se su entrambi coniugati insieme. Non importa quanto deserto di titoli sia un curriculum, né conta la nullità del pensiero che si è in grado di ricamarci attorno: la professione di odio contro la cultura continua a pagare. Il ricorso al linguaggio sprezzante, dunque, quelle parole come &#8220;culturame&#8221;, appunto, &#8220;parassiti&#8221;, &#8220;disfattismo&#8221; eccetera, non è casuale: così come il capo sta apertamente rivelando (o non sta più riuscendo a celare) la propria vocazione alla tirannia, i suoi fedelissimi stanno abbandonando qualunque sforzo anche linguistico di mostrarsi democratici e moderati. Così, insieme alla caccia all&#8217; omosessuale (o dobbiamo chiamarlo pederasta?), alla &#8220;faccetta nera&#8221;, al rom e al sindacalista, fatalmente si è aperta anche quella all&#8217; intellettuale. Quanto poco, in realtà, possano esser pericolosi gli intellettuali con un popolo che è riuscito a ignorare Pasolini e Don Milani, costoro non lo sanno; vivendo nel perenne complesso d&#8217; inferiorità tipico per l&#8217; appunto dei fascisti, essi si danno pena di attaccarli, e la cosa pericolosa ovviamente non è l&#8217; attacco personale (anzi, quello potrebbe essere perfino un bene, perché parecchi di loro continuavano a dormire), bensì il ripugnante assunto sulla groppa del quale l&#8217; attacco viene fatto galoppare verso l&#8217; opinione pubblica, per il quale la cultura è di per sé parassitaria, nociva e sovversiva. La seconda cosa da dire, quella peculiare al personaggio, è che, per parlar semplice come piace a lui, e usare un&#8217; espressione cara alla mia povera mamma, ancora una volta Brunetta &#8220;ha dato la piega al kipfel&#8221;: cioè, ancora una volta ha dato un contributo nullo alla sua armata, caricando a testa bassa dove già erano passati i carri armati. La sua esortazione a Bondi a tagliare i finanziamenti ai parassiti dello spettacolo, infatti, arriva quando questi finanziamenti, in un solo anno, sono già stati tagliati del 30% &#8211; ad opera non certo di Bondi, ovviamente, ma dell&#8217; unico ministro attivo di questo governo, cioè Tremonti. Ancora una volta, dunque, il ringhio di Brunetta va considerato come uno spruzzo di veleno ornamentale &#8211; una piantina carnivora sul davanzale -, a retroguardia di un&#8217; azione politica sempre più pericolosa, schizofrenica e liberticida che i grandi hanno avviato da un pezzo, mentre i piccini giocavano coi tornelli.<br />
 <span style="color:#c0c0c0;">(<a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/09/14/quel-disprezzo-antico-per-la-cultura.html" target="_blank"><span style="color:#ff0000;">“Quel disprezzo antico per la cultura”</span></a> &#8211; 14/09/09)</span></h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1024" title="02 - Brunetta" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/09/02-brunetta.jpg?w=255" alt="02 - Brunetta" width="255" height="300" />“<em>Mi meraviglio della vostra meraviglia.<br />
Io parlo anche il linguaggio del popolo</em>”<br />
<span style="color:#999999;">Che tipo di gente frequenti è noto, ma di quale “popolo” parli il Brunetta ringhioso è meglio non sapere&#8230; Forse perché scambia la feccia per plebe; la meschineria per schiettezza. Confonde, come se fosse una genuina denuncia, il livore rabbioso e vendicativo che gli consuma le viscere.<br />
Si compiace il raffinato ministro, applaudito da quel suo <em>popolo</em> che si riempie in continuazione la bocca con la parola <em>Libertà</em> soltanto per ciancicarla e sputarla lontano, ormai vuota ed inutile, dopo averne succhiato via sapore e significato.<br />
Brunetta si crede ‘popolare’ e si comporta da villano, convinto che sia la stessa cosa. Se continua così, tra poco lo vedremo cimentarsi in gare di rutti insieme ai suoi degni estimatori. E si meraviglia dell’indignazione altrui&#8230; Sforna insulti a ciclo continuo, ma si offende se poi lo chiamano <span style="color:#ffcc99;">“energumeno tascabile”</span>. Evidentemente l’offesa prevede diritti di esclusiva.<br />
<img class="alignright size-medium wp-image-1025" title="03" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/09/031.jpg?w=300" alt="03" width="300" height="219" />Se proprio non siete d’accordo col rancoroso ministro, potete anche <span style="color:#ff0000;">‘<em><a href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-29/brunetta-sinistra/brunetta-sinistra.html" target="_blank"><span style="color:#ff0000;">andare a morire ammazzati</span></a></em>’</span>.<br />
</span>“È un’espressione romanesca” <span style="color:#999999;">specifica il Piccolino. E si sa: i romani hanno una predisposizione tutta particolare per l’invettiva feroce, con una perversa inclinazione a irridere vizi e deformità&#8230; Un po’ come dire ad un &#8216;<em>nano de merda</em>&#8216; che è &#8216;<em>alto mezzo cazzo</em>&#8216; alludendo simpaticamente alla sua statura. Magari aggiungendo, in omaggio alla prestanza, che è pure &#8216;<em>bbrutto ‘n culo</em>&#8216;. Sono soltanto <span style="color:#ffcc99;">iperboli popolaresche</span>&#8230; non vanno mica prese alla lettera! Si tratta infatti di osservazioni cortesi, espresse in quel linguaggio colorito di cui Brunetta è prof. emerito. Simpatico quanto può esserlo una ciste sullo scroto. Piacevole come un grappolo di emorroidi. È l’irriverente paggetto promosso marchese dal sovrano divertito. E come il Marchese del Grillo spalleggiato dai suoi bravacci d’osteria può fare ciò che vuole e dire strafottente: “<span style="color:#ffcc99;"><em>Me dispiace! Ma io son io e voi nun siete un cazzo</em></span>”.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-1026" title="RENATO BRUNETTA CON LA SCORTA" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/09/04-brunetta1.jpg" alt="RENATO BRUNETTA CON LA SCORTA" width="450" height="301" />Sarebbe fin troppo facile ironizzare sull’altezza e l’aspetto fisico di Renatino, lo scaricatore mignon provvisoriamente prestato alla Funzione Pubblica.<br />
Certo avremmo potuto esprimere considerazioni più elevate, in uno stile certamente più sobrio, ma correvamo il rischio di essere troppo sofisticati per il Brunetta-pensiero. Così invece il ‘popolo’ capisce meglio.<br />
<img class="alignright size-medium wp-image-1027" title="grrrrr" src="http://liberthalia.wordpress.com/files/2009/09/grrrrr1.jpg?w=300" alt="grrrrr" width="300" height="203" />Per farci perdonare, vogliamo lasciare una dedica all’onorevole ministro&#8230; Considerando i suoi gusti semplici, e visto che predilige il ‘lirismo’ <em>romano</em>, abbiamo scelto gli epigrammi di <span style="color:#ffcc99;">Marziale</span>: “L’ideale per gente che non amava affaticarsi con gravose letture, per una società brillante più per censo che per impegno e cultura, relativamente compatta, incline quindi alla malignità e alle chiacchiera” (Cesare Vivaldi).<br />
Speriamo il ministro apprezzi le nostre traduzioni. In caso, può sempre chiedere consiglio al poeta Bondi.<br />
Inizialmente avevamo scelto un componimento breve, che ben sintetizza i rapporti che intercorrono tra servo e padrone&#8230;</span></h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;">“<em>Faccia e bocca ti lecca il cagnetto.<br />
Non mi meraviglio: ad un cane piace mangiare la merda</em>”<br />
 <span style="color:#c0c0c0;">(Marziale. <em>Liber</em> I; <em>Ep</em>. LXXXIII)</span></h3>
</blockquote>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#999999;">Poi però abbiamo trovato qualcosa di più aulico:</span></h3>
<blockquote>
<h3 style="text-align:justify;">“<em>Quando le tue guance erano appena ricoperte con una lanugine incerta,<br />
la tua linguaccia leccava dabbasso.<br />
Da quando la tua faccia trista da miserabile fa schifo pure ai beccamorti<br />
e disgusta persino i boia,<br />
usi la bocca in altro modo e preso da un livore spropositato<br />
latri contro qualsiasi nome ti viene a tiro.<br />
Che la tua lingua tossica possa riappiccicarsi agli inguini quanto prima:<br />
infatti era più pura quando leccava</em>”<br />
<span style="color:#c0c0c0;"> (Marziale. <em>Liber</em> II;<em> Ep</em>. LXI)</span></h3>
</blockquote>
<p style="text-align:right;"><a href="http://liberthalia.wordpress.com" target="_blank"><span style="color:#ff0000;"><strong>Homepage</strong></span></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MUSICULTURA: APERTE LE ISCRIZIONI PER L'EDIZIONE DEL 2010]]></title>
<link>http://ancorassieme.wordpress.com/2009/08/24/musicultura-aperte-le-iscrizioni-per-ledizione-del-2010/</link>
<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 17:37:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>ancorassieme.net</dc:creator>
<guid>http://ancorassieme.wordpress.com/2009/08/24/musicultura-aperte-le-iscrizioni-per-ledizione-del-2010/</guid>
<description><![CDATA[(AGI) &#8211; Macerata, 24 ago. &#8211; Appena mandata in archivio l&#8217;edizione del ventennale, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[(AGI) &#8211; Macerata, 24 ago. &#8211; Appena mandata in archivio l&#8217;edizione del ventennale, ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Musicultura: nuovo bando di concorso, aperte le iscrizioni]]></title>
<link>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/07/24/musicultura-nuovo-bando-di-concorso-aperte-le-iscrizioni/</link>
<pubDate>Fri, 24 Jul 2009 17:59:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Radiocucaio</dc:creator>
<guid>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/07/24/musicultura-nuovo-bando-di-concorso-aperte-le-iscrizioni/</guid>
<description><![CDATA[Fonte: &#8220;vivereitalia.eu&#8220; Aperte le iscrizioni al concorso della 21ma edizione di Musicul]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Fonte: &#8220;<a href="http://www.vivereitalia.eu/index.php?page=articolo&#38;articolo_id=207999" target="_blank">vivereitalia.eu</a>&#8220;</p>
<p><em>Aperte le iscrizioni al concorso della 21ma edizione di Musicultura, il festival della canzone popolare e d’autore che si terrà a Macerata nel mese di giugno 2010.</em></p>
<p>Saranno il pubblico e un prestigioso Comitato Artistico di Garanzia a scegliere gli otto vincitori che saliranno sul palco dell’Arena Sferisterio: a uno soltanto andrà il premio finale “Ubi – Banca Popolare di Ancona” di 20.000,00 euro. <!--more--></p>
<p>Giudici delle canzoni finaliste saranno importanti esponenti del mondo della musica, della parola e anche del cinema: Claudio Baglioni, Edoardo Bennato, Luca Carboni, Ennio Cavalli, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Lucio Dalla, Teresa De Sio, Tiziano Ferro, Giorgia, Dacia Maraini, Alda Merini, Gino Paoli, Vasco Rossi, Teresa Salgueiro, Michele Serra, Daniele Silvestri, Ornella Vanoni, Roberto Vecchioni, Sandro Veronesi, Antonello Venditti e da quest’anno anche la poetessa araba Joumana Haddad, il regista Ettore Scola, Paola Turci, il poeta e performer Lello Voce e Cristiano De Andrè. Non a caso, primo firmatario di questo Comitato Artistico di Garanzia fu, insieme al poeta Giorgio Caproni, Fabrizio De Andrè.</p>
<p>Il concorso non ha preclusioni o sbarramenti di genere. Freschezza e qualità delle idee (musicali e testuali), personalità, piglio interpretativo sono dunque il terreno su cui da un lato ci si misura, dall’altro si esplora l’autenticità di progetti artistici che possono divenire le nuove proposte della musica italiana.</p>
<p>Partecipare è facile: basta avere compiuto diciotto anni (non c’è nessun tetto di età) e inviare due canzoni di cui si sia oltre che interpreti autori o coautori, insieme all’apposita scheda di iscrizione disponibile con il regolamento sul sito <a href="http://www.musicultura.it">www.musicultura.it</a>, alla documentazione ivi richiesta e alla fotocopia del versamento della quota associativa (di 80 euro per gli artisti solisti e di 120 euro per i gruppi musicali).</p>
<p>I due brani non devono essere stati ancora pubblicati, ma non sono di ostacolo eventuali vincoli discografico-editoriali già in essere, purché non in contrasto con il regolamento.</p>
<p>Dopo l’iniziale selezione ad opera di Musicultura (le iscrizioni sono in media 700 all’anno) circa 50 concorrenti saranno convocati a Macerata per sostenere un’accurata audizione dal vivo, aperta al pubblico. A tutti i partecipanti esclusi Musicultura comunica per iscritto l’esito della loro partecipazione e fornisce una scheda di valutazione relativa al brano ritenuto più rappresentativo tra i due inviati.</p>
<p>Al termine delle audizioni, verranno scelti sedici finalisti. I loro brani andranno a comporre il Cd Compilation “Musicultura 2010”, saranno trasmessi sulle frequenze di Radio Uno Rai e accederanno alla fase successiva del concorso, dove entreranno in azione il Comitato Artistico di Garanzia e il pubblico.</p>
<p>Otto saranno alla fine i vincitori che si esibiranno all’Arena Sferisterio di Macerata (giugno 2010), dove condivideranno la scena con colleghi illustri sia italiani che internazionali. Al vincitore assoluto andrà il “Premio Banca Popolare di Ancona” di € 20.000. Altri importanti riconoscimenti sono la Targa della Critica (€ 5.000), i Premi Afi, Siae e Unimarche (ciascuno di 2.500,00 euro) rispettivamente per “il miglior progetto discografico”, “la migliore musica”, “il migliore testo”, per un monte premi totale di 32.500 euro.</p>
<p>C’è tempo fino al 31 ottobre 2009 per iscriversi. Per informazioni e bando di concorso: <a href="http://www.musicultura.it">www.musicultura.it</a> – <a href="mailto:musicultura@musicultura.it">musicultura@musicultura.it</a> &#8211; tel. 071/7574320.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Caos Calmo]]></title>
<link>http://thomassuinot.wordpress.com/2009/06/24/critique-caos-calmo-nanni-moretti-antonello-grimaldi-isabelle-ferrari-sexe/</link>
<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 09:58:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Thomas Suinot</dc:creator>
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<description><![CDATA[■ À l&#8217;occasion de la sortie en DVD, la semaine dernière, du film Caos Calmo, voici ma critique]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">■ À l&#8217;occasion de la sortie en DVD, la semaine dernière, du film <em>Caos Calmo</em>, voici ma critique publiée sur <a href="http://boxmovies.20minutes-blogs.fr/archive/2008/12/21/caos-calmo.html" target="_blank"><em>Box(e) movies</em></a>.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1205" src="http://thomassuinot.wordpress.com/files/2009/06/image-1.png?w=185" alt="" width="185" height="300" /></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Caos Calmo</em> est un grand film. Un grand film poignant et poétique. L&#8217;histoire de cet homme, Pietro, qui se retrouve &#8220;seul&#8221;, avec sa fille de 10 ans, après le décès soudain de sa femme nous touche, mais sans tomber dans un pathos extrême, et pourtant logique. Et cela grâce à l&#8217;immense talent de Nanni Moretti qui, paradoxalement à son statut de veuf, est enclos à une absence totale d&#8217;émotions, tout du moins de &#8220;crise&#8221; et de &#8220;tristesse&#8221;. C&#8217;est là la première force et originalité du film, de ce pari risqué, néanmoins réussi.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1215" src="http://thomassuinot.wordpress.com/files/2009/06/18997518_w434_h_q80.jpg" alt="" width="434" height="289" /><em>Pietro, veuf étrangement calme (Nanni Moretti)</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">Par la suite, l&#8217;histoire développe l&#8217;évolution de ce deuil peu commun et, surtout, la nouvelle relation qui naît entre un père peut-être trop absent et sa fille, peut-être pas tant que ça en manque de (re)pères. Cette raison de vivre semble nouvelle pour Pietro, comme si le paternel prenait -enfin- conscience de ce qui lui était cher, et que le reste, travail, argent, loisirs, n&#8217;avait -finalement- guère d&#8217;importance. Certes cela peut paraître un poil trop cliché, trop facile même, mais pourtant ça marche grâce à la mise en scène fluide d&#8217;Antonello Grimaldi, et la performance de Moretti bien sûr. Dont on attend, avec lui, cet éclat en sanglot, celui qui viendra briser ce &#8220;chaos calme&#8221; qui règne dans son corps.</p>
<p style="text-align:center;"><em><strong>&#8220;Et la magie opère, le spectateur suit ce petit bout de vie de personnages attachants avec plaisir et émotion&#8221;</strong></em></p>
<p style="text-align:justify;">On pense donc qu&#8217;on va accompagner la nouvelle vie de Pietro entre son bureau, sa maison et ses nouvelles responsabilités envers sa fille. Finalement on ne va le suivre qu&#8217;autour d&#8217;un endroit unique et insolite : un petit parc situé en face de l&#8217;école de la petite Claudia, sa fille (subtile et douce Blu Di Martino). À partir de là, un défilé de personnages secondaires va rendre visite à Pietro et se confier à lui. Certains leur parlent de leur incompréhension face à cette situation, comme ses collègues (Berling, Podalydes&#8230;) et sa famille, (son frère et sa belle-sœur, excellents Alessandro Gassman et Valeria Golino). De parfaits inconnus sont aussi de passage autour de Pietro (un handicapé mental, une joggeuse&#8230; (SPOIL : Et même Roman Polanski)) et vont devenir des pièces maîtresses dans cette nouvelle bulle de vie.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1206" src="http://thomassuinot.wordpress.com/files/2009/06/18918115_w434_h_q80.jpg" alt="" width="434" height="289" /><em>Pietro et son frère, sur le fameux banc du parc (Nanni Moretti et Alessandro Gassman)</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">Et la magie opère, le spectateur suit ce petit bout de vie de personnages attachants avec plaisir et émotion, le tout ponctué par une sublime musique composée par Paolo Buonvino, qui avait déjà officié sur <em>Napoléon (et moi), Leçons d&#8217;amour à l&#8217;Italienne, Romanzo criminale,</em> et <em>Souviens-toi de moi</em>, entre autre. Ces chansons enivrantes accompagnent mélancoliquement la nouvelle vie de Pietro. Le morceau P<em>yramid Song</em>, de Radiohead, envoûte encore plus le spectateur lors d&#8217;une séquence mémorable, lorsque la douleur se présentera enfin&#8230;</p>
<p style="text-align:center;"><em><strong>&#8220;Pietro est avant tout un humain, il a besoin de sexe, de toucher un corps, de faire l&#8217;amour, de jouir&#8221;</strong></em></p>
<p style="text-align:justify;">La fameuse scène de sexe (avec la magnifique Isabella Ferrari), crue et sauvage, qui vient casser tout ce qui avait été instauré dans le film, permet de montrer avec habilité, à nouveau le côté humain de Pietro. Car si ce contraste brutal survient vers la fin du film ce n&#8217;est pas vraiment pour nous faire croire que Pietro a fait son deuil et qu&#8217;il peut passer à autre chose. Non, Pietro est avant tout un humain, il a besoin de sexe, de toucher un corps, de faire l&#8217;amour, de jouir. Pense-t-il encore à sa femme ? Y a t-il, de toute façon, déjà pensé autant avant qu&#8217;elle soit morte ? Au spectateur de trouver sa propre réponse.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1207" src="http://thomassuinot.wordpress.com/files/2009/06/18918118_w434_h_q80.jpg" alt="" width="434" height="289" /><em>Pietro et la belle Eleonora (Nanni Moretti et Isabelle Ferrari)</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">Parmi tous les personnages qui tournent autour de la vie de Pietro, autour de son banc, dans ce petit parc face à l&#8217;école de sa fille, finalement ce sont deux femmes, inconnues, qui deviendront les plus importantes. L&#8217;une, accompagnée de son chien, sera un peu comme le spectateur, intriguée face à cet homme seul, un peu bizarre et que tout le monde embrasse. (SPOIL L&#8217;autre, celle avec qui il aura ce rapport sexuel violent, est, paradoxalement, la femme qu&#8217;il aura sauvé d&#8217;une noyade au début du film, au moment où son épouse meurt&#8230;)</p>
<p style="text-align:center;"><em><strong>&#8220;Un grand film poignant&#8221;</strong></em></p>
<p style="text-align:justify;">Le seul défaut du film serait peut-être sa longueur. Car en plus d&#8217;un rythme déjà lent, ce qui n&#8217;avantage pas le spectateur, le film est long, un peu moins de deux heures. Un montage plus court, moins dense aurait été apprécié. Mais peut-être qu&#8217;ainsi le long-métrage nous paraît plus réaliste. Comme l&#8217;ont souligné certains médias, si Moretti avait lui-même mis en scène cette histoire, tiré d&#8217;un roman éponyme de Sandro Veronesi, peut-être que <em>Caos Calmo</em> aurait séduit davantage de monde.</p>
<p style="text-align:justify;">Peu importe, il n&#8217;en reste pas moins un grand film poignant.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1208" src="http://thomassuinot.wordpress.com/files/2009/06/18997514_w434_h_q80.jpg" alt="" width="434" height="289" /></p>
<p style="text-align:justify;">■ <strong>À propos de cette critique :</strong> Je l&#8217;aime beaucoup ! Ce qui est plutôt rare&#8230; En effet je trouve qu&#8217;elle se lit &#8220;bien&#8221;, qu&#8217;il y a une linéarité claire et agréable, l&#8217;ensemble est &#8220;fluide&#8221;. Tous les éléments sont là : le casting, l&#8217;histoire, les bonnes choses, les moins bonnes, la musique, etc. Je n&#8217;ai pas parlé de la photographie du film car elle reste très basique. Le texte est sensiblement différent que celui déjà en ligne sur <a href="http://boxmovies.20minutes-blogs.fr/archive/2008/12/21/caos-calmo.html" target="_blank"><em>Box(e) movies</em></a>, quelques modifications mineures, pour plus de clarté. Bref un film coup de cœur qui vous bouleverse pas mal après la projection. Je vous invite à lire la critique de Mathieu Stosse, toujours sur <a href="http://boxmovies.20minutes-blogs.fr/archive/2008/12/21/caos-calmo.html" target="_blank"><em>Box(e) movies</em></a>, qui lui n&#8217;a pas aimé du tout, quel homme insensible !</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Parte la Controra di Musicultura 2009]]></title>
<link>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/06/23/parte-la-controra-di-musicultura-2009/</link>
<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 17:19:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>Radiocucaio</dc:creator>
<guid>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/06/23/parte-la-controra-di-musicultura-2009/</guid>
<description><![CDATA[FONTE La Controra di Musicultura , l’agenda di appuntamenti collaterali al Festival, si apre con un ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.vivereitalia.eu/index.php?page=articolo&#38;articolo_id=204665" target="_blank">FONTE</a></p>
<p>La Controra di Musicultura , l’agenda di appuntamenti collaterali al Festival, si apre con un omaggio ad un grande protagonista della musica e della poesia italiana, Piero Ciampi.<br />
A ricordare i versi e le melodie del cantautore livornese saranno i Maledettidettimale nello spettacolo “ Canzoni e racconti su Piero Ciampi”, ad ingresso gratuito, previsto per mercoledì 24 giugno, alle 19.00, nel Cortile del Palazzo Municipale. Maledettidettimale è il nome di un gruppo nato dall’incontro di artisti provenienti da esperienze legate al mondo della musica classica, etnica e jazz, ma è anche il titolo dello spettacolo che verrà presentato mercoledì a Macerata.</p>
<p><!--more--> <br />
Il seminario – concerto, un tributo alla musica e ai versi di Piero Ciampi e Vladimir Vysotsky, debutta due anni fa nella casa circondariale di Latina. Dato l’interesse suscitato nei confronti dell’opera di Ciampi, il gruppo decide di ideare e realizzare uno spettacolo di musica, danza e poesia. Ne nasce, grazie al contributo di Artedanza di Macerata, un vero e proprio omaggio al poeta, messo in scena per la prima volta nell’aprile di quest’anno al teatro Lauro Rossi.<br />
A La Controra, il quartetto, composto da Roberto D’Erme, voce, Massimo Gentile, fisarmonica, Enrico De Angelis e Ugo Marcheselli, voci narranti e grandi conoscitori del poeta Ciampi, presenterà lo spettacolo “Canzoni e racconti su Piero Ciampi” in una versione intimista, eseguita con stile quasi essenziale, per dare maggior rilievo alla grandezza dell’opera ciampiana. In questo primo giorno di apertura del festival, il 24 giugno, si terrà anche, alle ore 22.00, in piazza Cesare Battisti a Macerata il concerto degli otto vincitori della XX edizione di Musicultura, con Gianmaurizio Foderaro, voce storica di Radio Uno Rai, nelle vesti di conduttore della serata.<br />
Questi i nomi degli artisti in gara e i titoli delle canzoni selezionate: Paola Angeli (Bologna) con “Il Corpo di Venere ”, Giovanni Block (Napoli) con “L’Aquilone”, Cordepazze (Palermo) con “ Sono morto da 5 minuti”, Manupuma and The Bulletz (Milano) con “Charleston”, Naif (Quart-Ao) con “ Io sono il mare”, Jacopo Ratini (Roma) con “Studiare, lavoro, pensione e poi muoio”, Paolo Simoni (Comacchio-Fe) con “Fiori su sassi”, Carmine Torchia (Sersale-Cz) con “Quest’amore”. Gli otto artisti si contenderanno, sul palco dell’Arena Sferisterio, il titolo di vincitore assoluto (scelto sommando il voto ponderato del pubblico in sala e il televoto da casa).<br />
In palio ci sono 20.000,00 euro del “Premio Ubi – Banca Popolare di Ancona”. Verranno attribuiti anche altri significativi riconoscimenti: la Targa della critica (5.000,00 euro) in collaborazione con la Camera di Commercio di Macerata; il Premio Unimarche “per il miglior testo”, il Premio Afi “alla migliore interpretazione e al miglior progetto discografico” e il Premio Siae “per la migliore musica” (del valore di 2.500,00 euro ciascuno).<br />
Questi nuovi talenti della canzone popolare e d&#8217;autore sono stati decretati dopo una lunga selezione così articolata: due vincitori sono stati scelti dagli ascoltatori di Radio Uno Rai, uno dai visitatori del sito della Gazzetta dello Sport, <a href="http://www.gazzetta.it">www.gazzetta.it</a> , mentre gli altri cinque sono stati proclamati dal Comitato Artistico di Garanzia, composto quest’anno da Claudio Baglioni, Edoardo Bennato, Luca Carboni, Ennio Cavalli, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Niccolò Fabi, Lucio Dalla, Teresa De Sio, Tiziano Ferro, Giorgia, Mariangela Gualtieri, Vivian Lamarque, Dacia Maraini, Alda Merini, Gino Paoli, Vasco Rossi, Teresa Salgueiro, Michele Serra, Daniele Silvestri, Ornella Vanoni, Roberto Vecchioni, Sandro Veronesi, Antonello Venditti.<br />
Un lungo percorso iniziato proprio da Macerata con la convocazione alle Audizioni Live al Teatro della Società Filarmonica e che ora si chiude di nuovo qui, in piazza Cesare Battisti prima del gran finale all’Arena Sferisterio il 26, 27 e 28 giugno.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.vivereitalia.eu/upload/2009_06/32538_8vincitoriCesanelliS.jpg" alt="" width="432" height="248" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Incontro e litigio con l'autore non più buonista]]></title>
<link>http://sottoosservazione.wordpress.com/2009/06/22/incontro-e-litigio-con-lautore-non-piu-buonista/</link>
<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 17:21:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>sottoosservazione</dc:creator>
<guid>http://sottoosservazione.wordpress.com/2009/06/22/incontro-e-litigio-con-lautore-non-piu-buonista/</guid>
<description><![CDATA[Scene da Trastevere.  La sala buia della libreria è stracolma, lo scrittore presenta un video, il pu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2><img class="alignleft size-full wp-image-2642" title="images" src="http://sottoosservazione.wordpress.com/files/2009/06/images270.jpg" alt="images" width="116" height="150" />Scene da Trastevere.  La sala buia della libreria è stracolma, lo scrittore presenta un video, il pubblico non gradisce, rumoreggia, finché una signora esplode in un«Basta oh, c&#8217;hai rotto er cazzo». Apriti cielo. Inizia la tenzone che qui si racconta, con citazioni di Carmelo Bene, inviti ad andarsene e outing anti-veltroniano</h2>
<p> </p>
<h4>Qualche tempo fa, lo scrittore Sandro Veronesi è tornato a Roma, per parlare del nuovo romanzo che sta scrivendo. Una storia di follia e solitudine. Il titolo del romanzo, provvisorio, è “XY” e racconta di un evento che sconvolge un paese delle montagne trentine: tutti i suoi abitanti impazziscono, tranne il prete che, assieme alla psicologa della Asl, prova a mettere ordine tra i montanari. La libreria scelta è la Bibli, a Trastevere, di cui Veronesi è stato un assiduo frequentatore.<!--more--></h4>
<h4>
La sala delle presentazioni è stracolma, ci saranno un centinaio di persone: Veronesi è uno scrittore piuttosto schivo, ora che è tornato nella sua Prato si vede ancora di meno nella Roma post-Veltroni. Non capita spesso, inoltre, che gli scrittori parlino dei romanzi cui stanno lavorando. Ha accettato l’invito dalla fondazione Bellonci, per il premio Strega che ha vinto tre anni fa con “Caos calmo”. È da due anni che prova a scrivere il romanzo nuovo, non è sicuro di farcela. Perché condividere questi dubbi con un pubblico di sconosciuti?</p>
<p>Attorno alle 10 la sala è buia, al centro c’è Veronesi, le bisacce notturne sotto gli occhi. Ha davanti a sé il suo pc, sul tavolo c’è vino e taralli, per tutti. Uno schermo alle spalle, ai lati le casse. È una specie di riproduzione del suo studio, lo studio dove scrive. Immagini e musica che vede e ascolta per ispirarsi. O sopportare la mancanza di ispirazione. Tutto attorno, come in un caffè letterario, il pubblico è agglutinato a dei tavolini dotati di candela, per rischiare il buio da proiezione. Il video mostra un angolo di strada, presumibilmente americano, il cui grigio metropolitano è graffiato dal giallo dei taxi, che disegnano scie colorate sui pixel dello schermo. È l’affaccio di una finestra, da cui esce una musica dolente, da adolescente chiuso in gabbia.</p>
<p>Il pubblico non gradisce. Prende a rumoreggiare a pochi minuti dalla proiezione. In sala si levano fischi, qualche buuu prende vigore, finché una voce di donna, sguaiata, urla, squarciando il buio, in ostentato romanesco: «Basta oh, c’hai rotto er cazzo!». Apriti cielo. Da quel momento Veronesi non parlerà solo del nuovo romanzo, dei suoi dubbi di scrittore, ma dell’estetica sociale del dissenso, della letteratura come esclusione e delusione di gusti e aspettative. Il pubblico, di contro, mescolerà interventi &#8211; anche deliranti &#8211; sul romanzo in fieri a discussioni trascendentali sul perché e il percome uno scrittore deve trattare un suo lettore. A tratti, si sfiora la riunione condominiale. Il titolo del libro che sta scrivendo, spiega Veronesi, è “XY” perché rappresenta le ascisse e le ordinate della vita: scienza e fede. «Ho scelto il punto di vista di un prete perché è un eterno adolescente, perché un prete secolare, rispetto a un ayatollah, è uno che mette sempre un po’ in discussione le sue certezze… Quando deve aiutare i suoi compaesani, capisce che non è un problema semplicemente spirituale,. Allora chiede aiuto alla scienza, va allo sportello dall’Asl e arriva una donna, giovane, psicologa. Lui racconta in prima persona al passato, gli eventi di cui è stato testimone, lei invece, in prima persona ma al tempo presente, racconta la solitudine di questo prete, che è la bellezza che sto inseguendo. Il prete racconta la vicenda, il suo racconto è storico, quello della donna è isterico…». Rumoreggia la platea, soprattutto femminile e femminista, a tratti isterica, come la signora del c’hai rotto il cazzo &#8211; «lo dice anche l’etimo che i racconti delle donne sono isterici».</p>
<p>Se fosse un film, racconta Veronesi, sarebbe “Balla coi lupi”, perché la bellezza che insegue è la solitudine del bastare a sé stessi. Come Kevin Costner che balla da solo, con i lupi, senza sapere di essere visto dagli indiani. Se il protagonista di “XY” è un prete, la parte del lupo, cioè del testimone, la fa la psicologa della Asl. Se fosse una canzone, il nuovo libro sarebbe “Tunnel of love”, di Bruce Springsteen, perché il protagonista scopre di essere un duro. Se fosse un video, sarebbe “Back in New York” dei Genesis, suonata e filmata da Jeff Buckley. Veronesi ha mostrato un clip che impazza su YouTube e che riproduce un suono sporco, come la strada grigia graffiata dal giallo dei taxi e dalla voce del musicista. Se fosse un libro, sarebbe un libro di Stephen King. Lo confermano le prime righe del romanzo che a fine serata Veronesi regala al pubblico, strappando quell’applauso che a lungo gli era stato negato. Questo incontro, se fosse un film, sarebbe un mix di “Shining”, con Veronesi sopra le righe, e “Misery non deve morire”, per l’ostinazione della lettrice.<br />
Le presentazioni di libri, d’altronde, sono sempre più un’occasione sociale di ritrovo per quanti la legge Basaglia lascia a piede libero. Prendete un autore noto, un buffet gratuito, e certe librerie diventano piccoli circoli di auto-ascolto, riunioni di alcolisti anonimi, dove al posto di fare domande agli altri si racconta la propria storia. «Oh, siete sicuri di essere nel posto giusto», esordisce Veronesi alla fine della proiezione del video contestato. «Perché questo è lo studio di uno scrittore, che è un posto palloso. Io ho portato le cose che mi garbano, se vi rompono il cazzo, come ha detto qualcuno, non so…». Una signora, piuttosto magrolina, minaccia di andarsene. Veronesi la incoraggia, con successo. Proclama, soddisfatto e un po’ cafone. «Avanti, s’è liberato un posto». Lei se ne va, torna per prendere la giacca, qualcuno le chiede di rimanere, ma niente da fare.</p>
<p>Un’altra signora protesta con Veronesi, dice di conoscere l’altra, che è una persona sensibile, che ha problemi. Veronesi non si regola e ribatte: «Se mi dite che è una persona con problemi mentali allora chiedo scusa, non ho abolito io la legge Basaglia… se invece è la prima volta che le succede ha sbagliato lei è comunque c’è sempre il pronto soccorso, dove sarà probabilmente andata… io accetto da 25 anni le critiche ai libri, ma questo non l’ho ancora scritto, vengo qui per condividere con voi il mio studio, i miei timori, e al secondo minuto di un video che amo, di un artista che è morto e non può difendersi, ci si mette a dire c’hai rotto il cazzo… Se la si butta in caciara io non mi tiro indietro, sono della scuola di Carmelo Bene. Comunque è sempre così: quando qualcuno paga si gusta lo spettacolo, quando non paga si incazza sempre… ahò, c’è pure da mangiare qui, vi rimborso il biglietto del tram se volete».<br />
In effetti, sembra una conferenza stampa di Carmelo Bene. In realtà è il primo degli appuntamenti di Scrittori in corso, organizzati dalla fondazione Strega e gestiti dall’ottimo responsabile della fondazione Bellonci, Stefano Petrocchi &#8211; che in sala se la ride, volete mettere la noia del Ninfeo con queste baruffe? &#8211; e in questo caso in collaborazione con Mario Desiati, giovane editor Fandango cui Veronesi ha promesso tre libri più uno, dopo aver lasciato la Bompiani di Elisabetta Sgarbi.<br />
Veronesi ne approfitta anche, in una specie di outing psico-politico, per rompere ufficialmente con quel buonismo veltroniano che gli hanno sempre appicciato (quelli che non lo conoscono per nulla, perché il carattere toscanaccio non è mai stato un mistero). «La prima reazione &#8211; dice in riferimento all’incidente con la lettrice &#8211; era di tirare una testata alla signora, poi magari scoppiava in rissa perché qualcuno dice che le donne non si toccano… comunque anch’io mi sono rotto er cazzo, con quelli che pensano che sono un buonista solo perché sono amico di Veltroni».</p>
<p>Ma il litigio con la lettrice svela, come un lapsus, la poetica di Veronesi. Lui “sente” quello che scrive. Non ascolta, semplicemente, il gusto dei lettori. Non si conforma, non si trasforma o sintonizza. Non è Baricco, per semplificare e rimanere in casa Fandango. Baricco alla Holden o in tv fa lo scrittore spettacolare. Veronesi no. «Non sono come quelli scrittori che si sentono sul palco e alzano la testa a vedere la folla, come un musicista. Io sono come il protagonista di quel video che vi ha fatto schifo, che è Jeff Buckley, che interpreta un brano dei Genesis, è un adolescente che suona la chitarra nella sua stanza, il video mostra una strada, sempre e solo una strada: scrivere è un po’ così, focalizzare su una cosa sola». Chiarisce. «Io non scrivo libri fighetti, non faccio cose costruite con professionalità. Quello che faccio può generare dissenso… certo &#8211; e inizia a tornare sulla donna del c’hai rotto il cazzo &#8211; questo video non è fighetto, non è mai passato su Mtv, ma è cliccatissimo su YouTube. YouTube è pieno di video e storie così, di gente che sta nella sua stanza e suona la chitarra, guarda fuori e fissa un solo punto. È la solitudine che è al centro del mio romanzo, è la solitudine dello scrittore. La solitudine disperata è la condizione per scrivere. La compagnia è bella, ma non si scrive, è una sospensione dal lavoro». A meno che non si faccia lo sceneggiatore. «Francesco Piccolo, per esempio &#8211; aggiunge Veronesi &#8211; lui se la gode, scrive in compagnia, da sceneggiatore cazzeggia, ride e intanto lavora. Io sono una pippa come sceneggiatore».</p>
<p>La differenza tra scrivere un romanzo e girare un film? Per Sandro Veronesi è soprattutto nel rapporto con i personaggi-attori. «I miei personaggi vengono e impongono la loro voce, io posso al massimo cancellarli, se non mi garbano, ma devo comunque far parlare loro, soprattutto se si scrive in prima persona. Vivo una schizofrenia naturale, con loro. Non sono io che mi riconosco in loro, ma loro in me. Come dice James Gardner… &#8211; pausa &#8211; letto da Carver &#8211; anche se forse l’ha detto Stevenson». Risate, timide, ma diffuse. Un film è diverso. È più superficiale, continua Veronesi. «Mio fratello, Giovanni, non capisce il rapporto che ho con i miei personaggi. Lui gli attori li tratta malissimo. Ricordo che quando diresse Harvey Keitel, che per me era un mito, sul set stavo tutto il tempo ad adorarlo. E lui l’ha disprezzato, e ha fatto benissimo. L’attore arriva alle registrazioni con il suo coach, una donnona con l’aria antipatica. È tutto vestito da cowboy. Chiede a mio fratello: “Io da dove vengo?” Io da dove vengo? Che cazzo vuol dire? Mio fratello gli dice che lui viene da una strada piena di cacche, le ha schivate tutte tranne una, che ha calpestato. Ecco, gli dice, come dice a tutti, tu vieni dall’aver calpestato una cacca». Non sia mai. Dal pubblico, un signore con un dolcevita, accusa: «Lei sta dileggiando il metodo dell’Actor’s studio». Sta scambiando forse certe commedie italiane per Bergman? «Un conto è il teatro &#8211; conclude Veronesi &#8211; ma il cinema è superficiale, e mio fratello sa quanto è superficiale. È così superficiale, il cinema, che una linguaccia può essere più espressiva. L’Actor’s studio sicuramente ha fatto ottimi attori… però anche danni. Oh, il figlio di Marlon Brando si è suicidato…».<br />
La serata volge al termine, stremato, Veronesi accende il pc, perché gli organizzatori gli chiedono di leggere qualche riga. Generosamente, sceglie l’incipit. «Borgo San Giuda non era nemmeno più un paese, era un villaggio. 74 case di cui due in realtà abbandonate, un bar, uno spaccio per gli alimentari e la chiesa con la sua canonica, spropositata rispetto al resto. Niente giornalaio, niente da bere, niente pronto soccorso, niente scuola elementare. Per tutto questo e per gli altri frutti della civiltà bisognava andare a Serpentina, oltre il bosco, oppure a Doloroso, a Maccanera, a Gobbabarzagli a Fondo, a Dogana Nuova o addirittura più giù. Però c’era un fabbro, che faceva i chiodi a mano che sembrava Mangiafuoco e un cimitero con oltre 300 tombe. Vivere lì non aveva senso, ma ci vivevano in 50, 49 per la precisione da quando era morto il vecchio. Era un borgo che non esisteva quasi e nessuno riuscirà mai a capire perché quello che è successo sia successo proprio lì».</h4>
<p>Luca Mastrantonio</p>
<p><a href="http://www.ilriformista.it/stories/Culture/70007/">http://www.ilriformista.it/stories/Culture/70007/</a></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Giovanni Block eletto vincitore di Musicultura]]></title>
<link>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/06/11/giovanni-block-eletto-vincitore-di-musicultura/</link>
<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 08:21:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>SMNews</dc:creator>
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<description><![CDATA[FONTE Napoli – Arriva da Napoli, Giovanni Block che, con il brano &#8220;L&#8217;Aquilone&#8221; è s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.casertanews.it/public/articoli/200906/art_20090611075044.htm" target="_blank">FONTE</a></p>
<p>Napoli – Arriva da Napoli, Giovanni Block che, con il brano &#8220;L&#8217;Aquilone&#8221; è stato eletto vincitore di Musicultura dopo una articolata e meticolosa selezione iniziata otto mesi fa con l&#8217;esame dei 1400 brani in gara, nell&#8217;ambito di una manifestazione, che, in vent&#8217;anni, ha sempre cercato di mantenere intatta un&#8217;attenzione particolare alla musica di qualità e alle realtà artistiche più innovative. Giovanni Block è stato scelto dal Comitato Artistico di Garanzia, che composto per questa edizione da <strong>Claudio Baglioni</strong>, Edoardo Bennato, Luca Carboni, Ennio Cavalli, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Niccolò Fabi, Lucio Dalla, Teresa De Sio, Tiziano Ferro, Giorgia, Mariangela Gualtieri, Vivian Lamarque, Dacia Maraini, Alda Merini, Gino Paoli, Vasco Rossi, Teresa Salgueiro, Michele Serra, Daniele Silvestri, Ornella Vanoni, Roberto Vecchioni, Sandro Veronesi, Antonello Venditti ha selezionato ben 5 degli 8 vincitori del festival. Gli altri tre sono stai scelti nel seguente modo: due dal televoto su Radio Uno Rai, uno dalla Gazzetta dello Sport.</p>
<p><!--more-->Tutti si esibiranno durante le tre serate finali, il 26, 27, 28 giugno presso L&#8217;Arena Sferisterio di Macerata per rincorrere l&#8217;ambito &#8220;Premio BPA-Banca Popolare di Ancona&#8221; del valore di 20.000 euro, che andrà all&#8217;artista più votato dal pubblico.<br />
Giovanni Block (Napoli) si esibirà sabato 27 giugno insieme a Irene Grandi, Lello Voce, Paola Turci, Simone Cristicchi e il Coro dei Minatori di Santa Fiora, La Leggenda New Trolls e Donovan<br />
Venerdì 26 giugno sul palco insieme ai concorrenti ci saranno insieme ai seguenti ospiti: Vinicio Capossela, Beatrice Antolini, Gocoo, Joumana Haddad e Banco del Mutuo Soccorso.<br />
Per domenica 28 giugno, la finalissima del concorso, in programma Matthew Lee, Cristiano De André, Sergio Zavoli, Alice e PFM-Premiata Forneria Marconi. Gli 8 vincitori saranno protagonisti del concerto di apertura della XX edizione del Festival, mercoledì 24 giugno, in piazza Battisti, alle ore 22.00. Per informazioni: <a href="http://www.musicultura.it" target="_blank">www.musicultura.it</a> &#8211; Tel. 0733.408297 &#8211; <a href="mailto:info.biglietteria@musicultura.it">info.biglietteria@musicultura.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Coming Soon: June]]></title>
<link>http://sexy-gypsy.com/2009/05/27/coming-soon-june/</link>
<pubDate>Wed, 27 May 2009 11:54:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>greatwhitegypsy</dc:creator>
<guid>http://sexy-gypsy.com/2009/05/27/coming-soon-june/</guid>
<description><![CDATA[by The Great White Gypsy Away We Go – Directed by Sam Mendes, Written by Dave Eggers and Vendela Vid]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>by The Great White Gypsy</em></p>
<p><em><img class="aligncenter size-medium wp-image-1045" title="away_we_go" src="http://sexygypsy.wordpress.com/files/2009/05/away_we_go.jpg?w=194" alt="away_we_go" width="194" height="300" /><br />
</em></p>
<p><strong>Away We Go – Directed by <a href="http://www.imdb.com/name/nm0005222/">Sam Mendes</a>, Written by <a href="http://www.amazon.com/s/ref=nb_ss_b?url=search-alias%3Dstripbooks&#38;field-keywords=dave+eggers&#38;x=0&#38;y=0">Dave Eggers</a> and <a href="http://www.amazon.com/s/ref=nb_ss_b?url=search-alias%3Dstripbooks&#38;field-keywords=vendela+vida&#38;x=0&#38;y=0">Vendela Vida</a></strong><br />
About a couple expecting a child that travels around the country looking for a place to start their family.  I’m still reeling from Mendes’s snubbing at the Oscars last year, and this comes out too soon for a shot in 2010, but he’s a great director, and Eggers is one of my favorite authors.  The cast looks great, the tone seems heartfelt, and the music already sounds great.  I can’t wait for it.<br />
<em> <a href="http://www.imdb.com/name/nm1024677/">John Krasinski</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0748973/">Maya Rudolph</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0001573/">Catherine O’Hara</a>,<a href="http://www.imdb.com/name/nm0001099/"> Jeff Daniels</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0005049/">Allison Janney</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0300712/">Jim Gaffigan,</a> <a href="http://www.imdb.com/name/nm0350454/">Maggie Gyllenhaal</a></em><br />
June 5</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1046" title="downloading_nancy" src="http://sexygypsy.wordpress.com/files/2009/05/downloading_nancy.jpg?w=201" alt="downloading_nancy" width="201" height="300" /></p>
<p><strong>Downloading Nancy – Directed by <a href="http://www.imdb.com/name/nm0719307/">Johan Renck</a>, Written by <a href="http://www.imdb.com/name/nm1626458/">Pamela Cuming</a> and <a href="http://www.imdb.com/name/nm1625192/">Lee Ross</a></strong><br />
Maria Bello plays a depressed, self-destructive housewife who meets a man in a chat room, and asks him to kill her.  Then they fall in love.  Then her husband beats the hell out of him.  The uncensored preview looks raw and emotional, but it has the potential to be lame.  First feature film for both writer and director.<br />
<em> <a href="http://www.imdb.com/name/nm0004742/">Maria Bello</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0001722/">Rufus Sewell</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0000574/">Jason Patrick</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0000312/">Amy Brenneman</a></em><br />
June 5</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1047" title="tetro" src="http://sexygypsy.wordpress.com/files/2009/05/tetro.jpg?w=202" alt="tetro" width="202" height="300" /></p>
<p><strong>Tetro – Written and Directed by <a href="http://www.imdb.com/name/nm0000338/">Francis Ford Coppola</a></strong><br />
Apparently, this is Coppola’s first original screenplay since 1974’s <a href="http://www.imdb.com/title/tt0071360/">The Conversation</a>.  It involves an Argentinean-Italian family dealing with the past, and brothers dealing with their creative passions.  Vincent Gallo isn’t the most reputable actor.  Actually, if you’ve never heard of <a href="http://www.imdb.com/title/tt0118789/">Buffalo 66</a>, then you’ve only seen him for a quick second in <a href="http://www.imdb.com/title/tt0099685/">Goodfellas</a>.  Coppola is a huge name, with a long career.  However, this film opened to very negative reviews at <a href="http://www.festival-cannes.fr/en.html">Cannes</a>.  Haven’t decided yet.<br />
<em> <a href="http://www.imdb.com/name/nm0001252/">Vincent Gallo</a></em><br />
June 11</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1061" title="lip_poster_jason_final_vill" src="http://sexygypsy.wordpress.com/files/2009/05/lip_poster_jason_final_vill.jpg?w=200" alt="lip_poster_jason_final_vill" width="200" height="300" /></p>
<p><strong>The Last International Playboy – Directed by <a href="http://www.imdb.com/name/nm2661821/">Steve Clark</a>, Written by Steve Clark and <a href="http://www.imdb.com/name/nm2659289/">Thomas Moffett</a></strong><br />
If you actually recognize Jason Behr, you’re one of six people who ever watched the show <a href="http://www.imdb.com/title/tt0201391/">Roswell</a>.  This time he plays Jack Frost (…subtle), a heartbreaker and womanizer dealing with his mother’s suicide.  He learns that the only woman he’s ever really loved is getting married, and his life starts to spiral out of control.  He turns to his friends for advice, the most meaningful of which comes from his 11-year-old neighbor.  Could be a bullshit chick flick, could be a respectable indie drama.<br />
<em> <a href="http://www.imdb.com/name/nm0004736/">Jason Behr</a></em><br />
June 12</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1048" title="jobtitle_1Sht_JOBNO" src="http://sexygypsy.wordpress.com/files/2009/05/moon.jpg?w=201" alt="jobtitle_1Sht_JOBNO" width="201" height="300" /></p>
<p><strong>Moon – Directed by <a href="http://www.imdb.com/name/nm1512910/">Duncan Jones</a>, Written by Duncan Jones and <a href="http://www.imdb.com/name/nm2914162/">Nathan Parker</a></strong><br />
Great Sci-Fi films are few and far between.  <a href="http://www.imdb.com/title/tt0448134/">Sunshine</a> was amazing, but most of them suck.  Moon looks like a cross between <a href="http://www.imdb.com/title/tt0069293/">Solaris (the original)</a> and <a href="http://www.imdb.com/title/tt0062622/">2001: A Space Odyssey</a>.  Sam Rockwell plays an astronaut on the moon doing energy research alone with his talking computer (Kevin Spacey).  Then he starts seeing and hearing weird stuff, and thinks he’s losing his mind.  Could be like <a href="http://www.imdb.com/title/tt0307479/">Solaris (the remake)</a> or <a href="http://www.imdb.com/title/tt0183523/">Mission to Mars</a>, but it could also rival Sunshine.  I’m excited.<br />
<em> <a href="http://www.imdb.com/name/nm0005377/">Sam Rockwell</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0000228/">Kevin Spacey</a></em><br />
June 12</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1049" title="taking_of_pelham_one_two_three" src="http://sexygypsy.wordpress.com/files/2009/05/taking_of_pelham_one_two_three.jpg?w=201" alt="taking_of_pelham_one_two_three" width="201" height="300" /></p>
<p><strong>The Taking of Pelham 1 2 3 – Directed by <a href="http://www.imdb.com/name/nm0001716/">Tony Scott</a>, Written by <a href="http://www.imdb.com/name/nm0001338/">Brian Helgeland</a></strong><br />
Remake of a <a href="http://www.imdb.com/title/tt0072251/">1974 heist movie</a> starring <a href="http://www.imdb.com/name/nm0000527/">Walter Matthau</a> and <a href="http://www.imdb.com/name/nm0001727/">Robert Shaw</a>, the new one stars Denzel Washington and John Travolta.  Same basic story, a subway car is hijacked, and a civil servant must negotiate the demands.  The original was pretty damn good, but Travolta’s character looks like a <a href="http://www.imdb.com/title/tt0486946/">Wild Hogs</a>/<a href="http://www.imdb.com/title/tt0244244/">Swordfish</a> hybrid.  Tony Scott’s had some low points the last few years (<a href="http://www.imdb.com/title/tt0421054/">Domino</a>, <a href="http://www.imdb.com/title/tt0266987/">Spy Game</a>), but his last two teamings with Denzel were <a href="http://www.imdb.com/title/tt0453467/">Deja Vu</a> and <a href="http://www.imdb.com/title/tt0328107/">Man on Fire</a>, which were badass.<br />
<em> <a href="http://www.imdb.com/name/nm0000243/">Denzel Washington</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0000237/">John Travolta</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0350079/">Luis Guzman</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0001806/">John Turturro</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0001254/">James Gandolfini</a></em><br />
June 12</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1050" title="R_MPAA_RATING_Black" src="http://sexygypsy.wordpress.com/files/2009/05/nine_ninety_nine.jpg?w=205" alt="R_MPAA_RATING_Black" width="205" height="300" /></p>
<p><strong>$9.99 – Directed by <a href="http://www.imdb.com/name/nm1038127/">Tatia Rosenthal</a>, Written by <a href="http://www.imdb.com/name/nm0449316/">Etgar Keret</a></strong><br />
I know when you see stop motion animation with accents, you automatically think <a href="http://www.imdb.com/title/tt0312004/">Wallace and Gromit</a> (…or not), but after an overdose of Oscar animated shorts and <a href="http://www.imdb.com/name/nm0687739/">Bill Plympton</a>, I’m willing to give this one a shot.  About a bunch of people living in an apartment complex in Australia searching for the meaning of life.  Don’t judge me.<br />
<em> <a href="http://www.imdb.com/name/nm0001691/">Geoffrey Rush</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0001439/">Anthony LaPaglia</a>,<a href="http://www.imdb.com/name/nm0249291/"> Joel Edgerton</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0440286/">Claudia Karvan</a></em><br />
June 19</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1051" title="transformers_revenge_of_the_fallen" src="http://sexygypsy.wordpress.com/files/2009/05/transformers_revenge_of_the_fallen.jpg?w=202" alt="transformers_revenge_of_the_fallen" width="202" height="300" /></p>
<p><strong>Transformers: Revenge of the Fallen – Directed by <a href="http://www.imdb.com/name/nm0000881/">Michael Bay</a>, Written by <a href="http://www.imdb.com/name/nm0472567/">Ehren Kruger</a> and <a href="http://www.imdb.com/name/nm0649460/">Roberto Orci</a></strong><br />
Yes, we all know that Michael Bay is pretty much a joke.  But the Transformers kick ass, Megan Fox is really hot, and the first one was really cool.  The second one brings back all our favorite Decepticons and Autobots, (even Jazz, the only one to die in the first one…you know, the only one who sounded black?).  Hey, it’s summer, time for effects and explosions.  It’s Michael Bay season.<br />
<em> <a href="http://www.imdb.com/name/nm0479471/">Shia LaBeouf</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm1083271/">Megan Fox</a>,<a href="http://www.imdb.com/name/nm0241049/"> Josh Duhamel</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0879085/">Tyrese</a>,<a href="http://www.imdb.com/name/nm0001806/"> John Turturro</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0915989/">Hugo Weaving</a></em><br />
June 24</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1052" title="hurt_locker_ver3" src="http://sexygypsy.wordpress.com/files/2009/05/hurt_locker_ver3.jpg?w=193" alt="hurt_locker_ver3" width="193" height="300" /></p>
<p><strong>The Hurt Locker – Directed by <a href="http://www.imdb.com/name/nm0000941/">Kathryn Bigelow</a>, Written by <a href="http://www.imdb.com/name/nm1676793/">Mark Boal</a></strong><br />
Every time I see Jeremy Renner, I think of <a href="http://www.imdb.com/title/tt0257076/">S.W.A.T.</a>, which isn’t a good thing.  However, The Hurt Locker is much more serious.  It is about an army bomb squad in Iraq, and the crazy shit they have to deal with every day.  This has the potential to be another <a href="http://www.imdb.com/title/tt0431197/">The Kingdom</a>, meaning it will be really cool, but completely overlooked by the majority of moviegoers.  Bigelow directed <a href="http://www.imdb.com/title/tt0102685/">Point Break</a>, <a href="http://www.imdb.com/title/tt0099160/">Blue Steel</a>, and <a href="http://www.imdb.com/title/tt0267626/">K-19: The Widowmaker</a>, so she’s kinda one of the guys.  Boal wrote the screenplay for<a href="http://www.imdb.com/title/tt0478134/"> In the Valley of Elah</a>.  I just hope it’s not as disappointing as <a href="http://www.imdb.com/title/tt0489281/">Stop-Loss</a>, but it’s MTV free, so I’m optimistic.<br />
<em> <a href="http://www.imdb.com/name/nm0719637/">Jeremy Renner</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm1107001/">Anthony Mackie</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm1310016/">Brian Geraghty</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0001602/">Guy Pearce</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0000146/">Ralph Fiennes</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0001556/">David Morse</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm1431940/">Evangeline Lilly</a></em><br />
June 26</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1053" title="life_is_hot_in_cracktown" src="http://sexygypsy.wordpress.com/files/2009/05/life_is_hot_in_cracktown.jpg?w=203" alt="life_is_hot_in_cracktown" width="203" height="300" /></p>
<p><strong>Life is Hot in Cracktown – Written and Directed by <a href="http://www.imdb.com/name/nm0320546/">Buddy Giovinazzo</a></strong><br />
Brandon Routh is a crackhead? Shannyn Sossamon and Lara Flynn Boyle are hoe-bags?  Are we sure this isn’t a documentary?  Giovinazzo also wrote this <a href="http://www.amazon.com/Life-Hot-Cracktown-Giovinazzi/dp/1560250542/ref=sr_1_1?ie=UTF8&#38;s=books&#38;qid=1243458159&#38;sr=1-1">novel</a> about several different people living in drug-infested urban areas.  Feels like a much grittier version of <a href="http://www.imdb.com/title/tt0375679/">Crash</a>, but could just be another urban flop.  Kerry Washington is hot.<br />
<em> <a href="http://www.imdb.com/name/nm0746125/">Brandon Routh</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0913488/">Kerry Washington</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0815370/">Shannyn Sossamon</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0005272/">Thomas Ian Nicholas</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0001223/">Lara Flynn Boyle</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0001152/">Illeana Douglas</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0753526/">RZA</a></em><br />
June 26</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1054" title="caos_calmo" src="http://sexygypsy.wordpress.com/files/2009/05/caos_calmo.jpg?w=223" alt="caos_calmo" width="223" height="300" /></p>
<p><strong>Quiet Chaos – Directed by <a href="http://www.imdb.com/name/nm0342096/">Antonio Luigi Grimaldi</a>, Written by <a href="http://www.imdb.com/name/nm0604335/">Nanni Moretti</a> and <a href="http://www.imdb.com/name/nm0894788/">Sandro Veronesi</a></strong><br />
Italian film about a man who saves two women from drowning, then returns home to find his wife has died.  Lost in his bewildered emotional state, he sits outside his daughter’s school all day every day, interacting with the people in the area.  Grimaldi hasn’t done much outside of Italian TV, but Moretti is apparently a big deal as an actor, writer, and director in Italy.<br />
<em> <a href="http://www.imdb.com/name/nm0604335/">Nanni Moretti</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0000420/">Valeria Golino</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0309348/">Alessandro Gassman</a></em><br />
June 26</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1055" title="soraya-poster" src="http://sexygypsy.wordpress.com/files/2009/05/soraya-poster.jpg?w=206" alt="soraya-poster" width="206" height="300" /></p>
<p><strong>The Stoning of Soraya M. – Directed by <a href="http://www.imdb.com/name/nm0637493/">Cyrus Nowrasteh</a>, Written by <a href="http://www.imdb.com/name/nm0637492/">Betsy Griffin Nowrasteh</a> and Cyrus Nowrasteh</strong><br />
James Caviezel (<a href="http://www.imdb.com/title/tt0335345/">Passion of the Christ</a>) stars as a man driving through 1986 Iran when his car breaks down.  He begins talking with Shohreh Aghdashloo (<a href="http://www.imdb.com/title/tt0315983/">House of Sand and Fog</a>), who tells him a story about her niece, who was executed on erroneous charges by the community.  The story may be small, but the scope strikes me as amazingly broad.  Themes of mob mentality, justice, women’s rights, and cultural pressures.  Nowrasteh is new to the game, but Aghdashloo’s an Oscar nominee who’s been in everything.  Looking forward to it.<br />
<em> <a href="http://www.imdb.com/name/nm0001029/">James Caviezel</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0013037/">Shohreh Aghdashloo</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm2236560/">Mozhan Marno</a></em><br />
June 26</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1056" title="surveillance_ver2" src="http://sexygypsy.wordpress.com/files/2009/05/surveillance_ver2.jpg?w=220" alt="surveillance_ver2" width="220" height="300" /></p>
<p><strong>Surveillance – Directed by<a href="http://www.imdb.com/name/nm0528337/"> Jennifer Chambers Lynch</a>, Written by Jennifer Chambers Lynch and <a href="http://www.imdb.com/name/nm1092088/">Kent Harper</a></strong><br />
Serial Killer flick meets<a href="http://www.imdb.com/title/tt0042876/"> Rashomon</a> in Lynch’s second film, about three eyewitnesses being interviewed by the FBI concerning a series of shootings they all saw, but each account is different.  Jennifer appears to be daddy’s little girl already, and <a href="http://www.imdb.com/name/nm0000186/">David Lynch</a> is executive producing, so be prepared for a serious mind-fuck.  I have goose bumps.<br />
<em> <a href="http://www.imdb.com/name/nm0000566/">Julia Ormond</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0000597/">Bill Pullman</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm1169819/">Pell James</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm1364532/">Ryan Simpkins</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0829390/">French Stewart</a></em><br />
June 26</p>
<p><strong>KEEP YOUR EYES OPEN</strong></p>
<p>Every month I do my research on upcoming projects, and every month the list seems to get longer.  With each Coming Soon, however, I must leave out interesting films because either I can’t find a release date, or it’s already out, or the dates are conflicting on different sites.  Well from now on, I’m just going to tell you about all these cool movies anyways.  Some of them won’t be released in the US until possibly next year, if they ever come to a theater near you at all.  Some of them may already be on DVD.  Just keep your eyes open.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1059" title="10884337_gal" src="http://sexygypsy.wordpress.com/files/2009/05/10884337_gal.jpg?w=211" alt="10884337_gal" width="211" height="300" /></p>
<p><strong>I Come with the Rain – Written and Directed by <a href="http://www.imdb.com/name/nm0870843/">Tran Anh Hung</a></strong><br />
Josh Hartnett gets a bum wrap, but he’s been in some cool movies (<a href="http://www.imdb.com/title/tt0425210/">Lucky # Slevin</a>, <a href="http://www.imdb.com/title/tt0389722/">30 Days of Night</a>, <a href="http://www.imdb.com/title/tt0265086/">Black Hawk Down</a>).  In this one, he’s the token white guy.  He plays a cop-turned-P.I. who left the force after killing a serial killer he was fixated with.  He travels to Tokyo to find the son of a billionaire, and the lines between reality and fantasy, and good and evil are blurred.  Vietnamese writer/director Tran hasn’t done much, and the 5-minute-long promo trailer kind of gives up the whole movie, but it has a lot of potential.<br />
<em><a href="http://www.imdb.com/name/nm0001326/"> Josh Hartnett</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0000480/">Elias Koteas</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0496932/">Byung-hun Lee</a></em><br />
June 6 (Japan)</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1057" title="countess" src="http://sexygypsy.wordpress.com/files/2009/05/countess.jpg?w=202" alt="countess" width="202" height="300" /></p>
<p><strong>The Countess – Written and Directed by <a href="http://www.imdb.com/name/nm0000365/">Julie Delpy</a></strong><br />
Julie Delpy (actress in <a href="http://www.imdb.com/title/tt0485851/">The Air I Breathe</a>, <a href="http://www.imdb.com/title/tt0112471/">Before Sunrise</a>, <a href="http://www.imdb.com/title/tt0841044/">2 Days in Paris</a>) tackles her second project as a director with the story of <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Countess_Bathory">Hungarian Countess Bathory</a>, who thought the key to maintaining her beauty was to bathe in the blood of a young virgin every night (more proof that virginity is harmful to your health).  Doesn’t have a US release date yet, but it’s already been to a couple European festivals, so look for it on DVD soon.<br />
<em> <a href="http://www.imdb.com/name/nm0000365/#actress">Julie Delpy</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0000458/">William Hurt</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0117709/">Daniel Bruhl</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm1671512/">Anamaria Marinca</a></em><br />
June 25 (Germany)</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1058" title="fireflies_in_the_garden" src="http://sexygypsy.wordpress.com/files/2009/05/fireflies_in_the_garden.jpg?w=201" alt="fireflies_in_the_garden" width="201" height="300" /></p>
<p><strong>Fireflies in the Garden – Written and Directed by <a href="http://www.imdb.com/name/nm1433720/">Dennis Lee</a></strong><br />
Based on a <a href="http://www.amazon.com/s/ref=nb_ss_b?url=search-alias%3Dstripbooks&#38;field-keywords=robert+frost&#38;x=0&#38;y=0">Robert Frost</a> poem, this is the story of a family dealing with emotional turmoil and internal conflict in the aftermath of a sudden tragedy.  The cast alone is worth checking this movie out (when is the last time Julia Roberts and Willem Dafoe were in the same movie?)  This has been released in every other freaking country, so I may be really late.  Check imdb, or your local Blockbuster.<br />
<em> <a href="http://www.imdb.com/name/nm0005351/">Ryan Reynolds</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0000353/">Willem Dafoe</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0001833/">Emily Watson</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0005251/">Carrie-Anne Moss</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0000210/">Julia Roberts</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0344435/">Ioan Gruffudd</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0659363/">Hayden Panettiere</a></em><br />
May 29 (UK), possible June 26 release in US.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1060" title="private_lives_of_pippa_lee" src="http://sexygypsy.wordpress.com/files/2009/05/private_lives_of_pippa_lee.jpg?w=201" alt="private_lives_of_pippa_lee" width="201" height="300" /></p>
<p><strong>The Private Lives of Pippa Lee – Written and Directed by <a href="http://www.imdb.com/name/nm0589182/">Rebecca Miller</a></strong><br />
Robin Wright Penn plays a loving wife and mother who, at age 50, starts to unravel when her much older husband (Alan Arkin) wants to move to a retirement community.  She must look into and deal with the wild behavior and harsh realities of her past, and still hold on to her present.  Miller wrote <a href="http://www.imdb.com/title/tt0377107/">Proof</a>, and directed <a href="http://www.imdb.com/title/tt0357110/">The Ballad of Jack and Rose</a>, and this looks like a slight departure for Arkin as an actor.  It could be another <a href="http://www.imdb.com/title/tt0815178/">The Life Before Her Eyes</a>, or it could be really freaking good.  Also, I’m in love with Monica Bellucci.  There, I said it.<br />
<em> <a href="http://www.imdb.com/name/nm0000705/">Robin Wright Penn</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0000273/">Alan Arkin</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0000206/">Keanu Reeves</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0000194/">Julianne Moore</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0000213/">Winona Ryder</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0004742/">Maria Bello</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0000899/">Monica Bellucci</a>, <a href="http://www.imdb.com/name/nm0515116/">Blake Lively</a></em><br />
July 10 (UK)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Musicultura: il cantautore calabrese Torchia in finale]]></title>
<link>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/05/27/musicultura-il-cantautore-calabrese-torchia-in-finale/</link>
<pubDate>Tue, 26 May 2009 22:06:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>Radiocucaio</dc:creator>
<guid>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/05/27/musicultura-il-cantautore-calabrese-torchia-in-finale/</guid>
<description><![CDATA[FONTE CATANZARO. Carmine Torchia, cantautore di Sersale, in gara per la XX edizione di Musicultura, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.giornaledicalabria.it/index.php?section=news&#38;idNotizia=2254" target="_blank">FONTE</a></p>
<p>CATANZARO. Carmine Torchia, cantautore di Sersale, in gara per la XX edizione di Musicultura, dopo aver superato anche la seminifinale della gara radiofonica nella settimana dal 9 al 15 maggio, passa direttamente alla settima settimana, quella decisiva, dal 23 al 29 maggio, alla fine della quale (l’esito dipenderà per il 20% anche dai giurati delle Università di Macerata e Camerino) si saprà se il cantautore di Catanzaro sarà tra i vincitori del festival che si esibiranno alle serate finali del festival, il 26, 27, 28 giugno presso l’Arena Sferisterio di Macerata insieme ad artisti prestigiosi come Alice, Beatrice Antolini, Simone Cristicchi, i Gocoo Joumana Haddad, La Leggenda News Trolls, Paola Turci, Vinicio Capossela e tanti altri. Già da sabato 23 maggio, alle 13.50 Gianmaurizio Foderaro e Carlotta Tedeschi hanno presentato la canzone, “Quest’amore” di Carmine Torchia, e la stanno trasmettendo per farle votare dal pubblico da lunedì 25 e fino a venerdì 29 maggio alle 15.24, insieme a quella degli altri tre artisti finalisti: Hellosocrate (Civitavecchia-Rm), Manupuma&#38;TheBulletz (Milano) e Jacopo Ratini (Roma).</p>
<p><!--more-->Si può votare 24 ore su 24, dalle 13.50 del sabato alle 19.00 del venerdì, chiamando da rete fissa il numero 894.794 seguito dal codice abbinato ad ogni artista (Carmine Torchia 10, Manupuma&#38;TheBulletz 20, Hellosocrate 30, Jacopo Ratini 40) o da telefono mobile il numero 899.03.03.00, digitando il codice di voto solo dopo le indicazioni della voce elettronica. Sarà possibile votare 24 ore su 24, dalle ore 13.50 del sabato alle 19.00 del venerdì. Il costo della chiamata è di 60 centesimi da telefono fisso e di 1 euro da telefono mobile. Gli altri sei artisti vincitori: uno, Le Cordepazze (Palermo), è già stato scelto dai lettori de La Gazzetta dello Sport su <a href="http://www.gazzetta.it" target="_blank">www.gazzetta.it</a> e cinque saranno decretati dal giudizio del Comitato Artistico di Garanzia, composto da Claudio Baglioni, Edoardo Bennato, Luca Carboni, Ennio Cavalli, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Niccolò Fabi, Lucio Dalla, Teresa De Sio, Tiziano Ferro, Giorgia, Mariangela Gualtieri, Vivian Lamarque, Dacia Maraini, Alda Merini, Gino Paoli, Vasco Rossi, Teresa Salgueiro, Michele Serra, Daniele Silvestri, Ornella Vanoni, Roberto Vecchioni, Sandro Veronesi e Antonello Venditti. Sul palco dell’Arena Sferisterio a giugno il pubblico decreterà infine il vincitore assoluto che si meriterà il Premio “Ubi &#8211; Banca Popolare di Ancona”, del valore di 20.000,00 euro. Nel corso delle serate finali saranno inoltre assegnati anche la Targa della Critica (5.000,00 euro) e i Premi di (2.500,00 euro ciascuno) rispettivamente per la migliore interpretazione, la migliore musica, e il miglior testo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Si esibiranno alle serate finali del festival MUSICULTURA 2009]]></title>
<link>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/05/20/si-esibiranno-alle-serate-finali-del-festival-musicultura-2009/</link>
<pubDate>Wed, 20 May 2009 12:11:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>Roberta</dc:creator>
<guid>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/05/20/si-esibiranno-alle-serate-finali-del-festival-musicultura-2009/</guid>
<description><![CDATA[FONTE All’Arena Sferisterio il 26, 27, 28 giugno per concorrere al premio finale Banca Popolare di A]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://festival.blogosfere.it/2009/05/musicultura-2009-le-cordepazze-tra-gli-8-vincitori-il-gruppo-siciliano-con-il-brano-sono-morto-da-5.html" target="_blank">FONTE</a></p>
<p><strong>All’Arena Sferisterio il 26, 27, 28 giugno per concorrere al premio finale Banca Popolare di Ancona di 20.000 euro</strong></p>
<p>I lettori della Gazzetta dello Sport hanno fatto la loro scelta e hanno decretato che Le Cordepazze potranno esibirsi con il brano “Sono morto da 5 minuti” all’Arena Sferisterio di Macerata. Mentre gli altri finalisti non sanno ancora quale sarà il loro destino, perché in attesa dell’esito della gara radiofonica su Radio Uno Rai – che sceglierà 2 vincitori – e del giudizio del Comitato Artistico di Garanzia – a cui spetterà di selezionare 5 vincitori –, il gruppo palermitano può tirare un sospiro di sollievo prima delle serate finali del festival il 26, 27, 28 giugno, quando il pubblico sceglierà un vincitore assoluto a cui andrà il Premio della Banca Popolare di Ancora di 20.000 euro.</p>
<p><!--more-->Alfonso Moscato (voce e chitarra), Michele Segretario (fender rhodes, organo hammond, sintetizzatori) Vincenzo Lo Franco (batteria e percussioni) Francesco Incandela (violino) e Davide Severino (tromba) hanno scelto come nome del loro gruppo, Cordepazze, per omaggiare il loro conterraneo Pirandello, delineando così la loro linea artistica, caratterizzata da testi pungenti, da comica irriverenza e sonorità accattivanti che arrivano facilmente agli ascoltatori. Sarà stato questo elogio della pazzia, cioè di quella dimensione che Pirandello considerava come parte costitutiva della mente umana, ad attirare l’attenzione dei visitatori di www.gazzetta.it che hanno potuto ascoltare tutte le canzoni dei 16 finalisti, facendo convergere la loro preferenza sull’estroso brano “Sono morto da 5 minuti”.</p>
<p>La Gazzetta dello Sport è stato uno dei canali a disposizione per scegliere i vincitori del festival e dal 4 al 15 maggio ha ospitato su www.gazzetta.it le schede e le canzoni dei 16 finalisti , tra cui gli affezionati del quotidiano rosa più importante d’Europa hanno potuto manifestare la loro scelta. Nel frattempo anche su Radio Uno Rai si è giunti alla penultima settimana di gara e già alla fine di maggio sapremo come hanno votato i radioascoltatori. Agli sgoccioli anche il verdetto del Comitato Artistico di Garanzia, i cui membri, <strong>Claudio Baglioni</strong>, Edoardo Bennato, Luca Carboni, Ennio Cavalli, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Niccolò Fabi, Lucio Dalla, Teresa De Sio, Tiziano Ferro, Giorgia, Mariangela Gualtieri, Vivian Lamarque, Dacia Maraini, Alda Merini, Gino Paoli, Vasco Rossi, Teresa Salgueiro, Michele Serra, Daniele Silvestri, Ornella Vanoni, Roberto Vecchioni, Sandro Veronesi, Antonello Venditti, stanno esprimendo i loro giudizi sui finalisti.</p>
<p>Il brano delle Cordepazze “Sono morto da 5 minuti” è incluso, assieme a quello degli altri finalisti, nel Cd compilation “Musicultura 2009 ” che, prodotto in collaborazione con la Camera di Commercio di Macerata e distribuito da Venus Dischi, è uscito lo scorso 15 maggio in tutti i negozi di dischi e in tutti punti vendita Fnac e Feltrinelli d’Italia. Per chi fosse curioso di conoscere il brano del gruppo palermitano può anche accedere su <a href="http://www.downlovers.it">www.downlovers.it</a>  per un download legale e gratuito.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Hellosocrate e Simoni premiati dal voto popolare]]></title>
<link>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/05/04/hellosocrate-e-simoni-premiati-dal-voto-popolare/</link>
<pubDate>Mon, 04 May 2009 14:46:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>SMNews</dc:creator>
<guid>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/05/04/hellosocrate-e-simoni-premiati-dal-voto-popolare/</guid>
<description><![CDATA[FONTE MUSICULTURA SU RADIO UNO RAI Conclusa la terza settimana di programmazione delle canzoni final]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/macerata/2009/05/04/172448-hellosocrate_simoni.shtml" target="_blank">FONTE</a></p>
<p><strong>MUSICULTURA SU RADIO UNO RAI</strong><br />
<em>Conclusa la terza settimana di programmazione delle canzoni finaliste di Musicultura che lottano per arrivare all&#8217;appuntamento di giugno allo Sferisterio</em></p>
<p><strong>Macerata, 4 maggio 2009</strong> &#8211; Conclusa la terza settimana di programmazione delle canzoni finaliste di Musicultura che lottano per arrivare all&#8217;appuntamento di giugno allo Sferisterio. Si sono sfidati: Paola Angeli con il pezzo &#8216;Il corpo di Venere&#8217;, Giovanni Block con &#8216;L’Aquilone&#8217;, gli Hellosocrate con &#8216;0 (Zero)&#8217;, e Paolo Simoni con &#8216;Fiori su sassi&#8217;. Paola Angeli ha ottenuto il 4,1% dei voti, Giovanni Block il 25,62, gli Hellosocrate il 40,95% e Paolo Simoni il 29,33%. Sono dunque gli Hellosocrate e Paolo Simoni che riascolteremo sempre su Radio Uno Rai anche nella settimana dal 16 al 22 maggio.</p>
<p>Paola Angeli e Giovanni Block sono però ancora in gara grazie al giudizio del Comitato Artistico. Composto da <strong>Claudio Baglioni</strong>, Edoardo Bennato, Luca Carboni, Ennio Cavalli, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Niccolò Fabi, Lucio Dalla, Teresa De Sio, Tiziano Ferro, Giorgia, Mariangela Gualtieri, Vivian Lamarque, Dacia Maraini, Alda Merini, Gino Paoli, Vasco Rossi, Teresa Salgueiro, Michele Serra, Daniele Silvestri, Ornella Vanoni, Roberto Vecchioni, Sandro Veronesi e Antonello Venditti, il Comitato sceglierà cinque dei brani in concorso da portare allo Sferisterio di Macerata per la 20a edizione di Musicultura (26, 27 e 28 giugno) al termine della quale sarà assegnato il premio finale &#8216;Banca Popolare di Ancona&#8217; di 20,000 euro.</p>
<p><!--more-->L’ascolto su Radio Uno Rai dei finalisti di Musicultura 2009 per la scelta di due vincitori continua con la quarta settimana, quella che va dal 2 all’ 8 maggio, in cui si stanno sfidando altri quattro artisti. Questi i finalisti che possiamo riascoltare e votare questa settimana, chiamando da rete fissa il numero 894.794, seguito dal codice abbinato a ciascun artista, o da rete mobile 899.03.03.00, digitando il codice di voto solo dopo le indicazioni della voce elettronica: Gregor Ferretti, &#8216;Portuale&#8217; (10), I Gatti Mèzzi, &#8216;Tragedia dell’estate&#8217; (20), Erica Mou &#8216;Oltre&#8217; (30), Jacopo Ratini, &#8216;Studiare, lavoro, pensione e poi muoio&#8217; (40).</p>
<p>Presentate sabato scorso alle ore 13.50 da Gianmaurizio Foderaro e Carlotta Tedeschi, in concomitanza dell’apertura del televoto, le canzoni potranno essere ascoltate fino a venerdì, nello spazio quotidiano dedicato a Musicultura, alle ore 17.25. Il televoto proseguirà fino alle 19.00 di venerdì. Si può votare 24 ore su 24. Il costo della chiamata è di 60 centesimi da telefono fisso e di 1 euro da telefono mobile.</p>
<p>Solo due artisti accederanno al turno successivo e avranno ancora il loro brano trasmesso nelle seguenti settimane di programmazione. Alla fine di sette settimane solo due artisti verranno decretati vincitori e potranno esibirsi all’Arena Sferisterio di Macerata il 26, 27, 28 giugno.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Musicultura: Conclusa la prima settimana di voto]]></title>
<link>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/04/21/musicultura-conclusa-la-prima-settimana-di-voto/</link>
<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 15:30:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Radiocucaio</dc:creator>
<guid>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/04/21/musicultura-conclusa-la-prima-settimana-di-voto/</guid>
<description><![CDATA[Fonte Macerata, 21 aprile 2009 &#8211; Si è conslusa la prima settimana della programmazione di Radi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/macerata/2009/04/21/166572-conclusa_prima_settimana_voto.shtml" target="_blank">Fonte</a></p>
<p>Macerata, 21 aprile 2009 &#8211; Si è conslusa la prima settimana della programmazione di Radio Uno Rai dedicata al Musicultura Festival, che offre ai suoi ascoltatori la possibilità di conoscere i sedici talenti della musica d’autore italiana e di votarli.</p>
<p>Ed è terminata quindi la prima tranche radiofonica ha visto protagonisti: Cordepazze con il brano &#8216;Sono morto da cinque minuti&#8217;, Naif con &#8216;Io sono il mare&#8217;, SUPERLOWed con &#8216;Commedia (le risate!)&#8217; e Carmine Torchia con &#8216;Quest’amore&#8217;. A Cordepazze è andato il 31,74% delle preferenze del pubblico, a Naif il 10,76%, ai SUPERLOWed il 25,77%, e a Carmine Torchia il 31, 73%. A passare il turno sono stati perciò Cordepazze e Carmine Torchia, i cui brani andranno di nuovo al televoto e saranno trasmessi ancora da Radio Uno Rai nella settimana dal 9 al 15 maggio.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Per SUPERLOWed e Naif la gara resta comunque ancora aperta, grazie al voto online che partirà a maggio sul sito della Gazzetta dello Sport e che decreterà uno degli otto vincitori finali, e al giudizio del Comitato artistico. Composto da Claudio Baglioni, Edoardo Bennato, Luca Carboni, Ennio Cavalli, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Niccolò Fabi, Lucio Dalla, Teresa De Sio, Tiziano Ferro, Giorgia, Mariangela Gualtieri, Vivian Lamarque, Dacia Maraini, Alda Merini, Gino Paoli, Vasco Rossi, Teresa Salgueiro, Michele Serra, Daniele Silvestri, Ornella Vanoni, Roberto Vecchioni, Sandro Veronesi e Antonello Venditti, il Comitato sceglierà infatti cinque dei brani in concorso da portare allo Sferisterio di Macerata per la 20esima edizione di Musicultura (26, 27 e 28 giugno) al termine della quale sarà assegnato il premio finale &#8216;Banca Popolare di Ancona&#8217; di 20mila euro.</p>
<p>La promozione e la selezione dei brani finalisti di Musicultura 2009 su Radio Uno Rai continua anche in questi giorni con una nuova settimana di gara. Da sabato scorso fino a venerdì prossimo il canale radiofonico più ascoltato d’Italia sta trasmettendo quattro nuove proposte del festival che il pubblico può votare con il televoto settimanale. Questi i finalisti da ascoltare e votare questa settimana: Le Core (Gubbio, Pg), &#8216;La valigia dello straniero&#8217; (codice di televoto da rete fissa 894.794.10, da rete mobile 899.03.03.00), Alessandro Mannarino (Roma), &#8216;Il Bar della Rabbia&#8217; (894.794.20 &#8211; 899.03.03.00), Manupuma&#38;TheBulletz (Milano), &#8216;Charleston&#8217; (894.794.30 &#8211; 899.03.03.00), VersoEst (Roma), &#8216;Zero in condotta (Sui fatti di Genova)&#8217; (894.794.40 &#8211; 899.03.03.00).</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I finalisti di Musicultura si sfidano su Radio Uno]]></title>
<link>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/04/03/i-finalisti-di-musicultura-si-sfidano-su-radio-uno/</link>
<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 18:10:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>SMNews</dc:creator>
<guid>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/04/03/i-finalisti-di-musicultura-si-sfidano-su-radio-uno/</guid>
<description><![CDATA[FONTE FESTIVAL CANORO Da domani partirà uno spazio quotidiano dedicato alla manifestazione canora. I]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/macerata/2009/04/03/162836-finalisti_musicultura.shtml" target="_blank">FONTE</a></p>
<p><strong>FESTIVAL CANORO</strong></p>
<p><em>Da domani partirà uno spazio quotidiano dedicato alla manifestazione canora. Il sabato alle 13.50 e dal lunedì al venerdì alle 17.25. Verranno presentate e trasmesse le canzoni dei 16 artisti rimasti che saranno votate dal pubblico</em></p>
<p>Macerata, 3 aprile 2009 &#8211; Il Musicultura Festival è ancora nelle sue fasi di preparazione in vista delle finali di giugno, ma ha già raggiunto un risalto nazionale. Da domani, infatti, partirà uno spazio quotidiano dedicato alla manifestazione canora, all’interno del palinsesto di Radio Uno Rai. Il sabato alle 13.50, Gianmaurizio Foderaro e Carlotta Tedeschi introdurranno le 16 canzoni finaliste che poi verranno trasmesse dal lunedì al venerdì alle 17.25.</p>
<p>Ogni settimana, per sette settimane, verranno presentati quattro brani in gara, che il pubblico potrà votare tramite televoto, chiamando da rete fissa il numero 894.794 seguito dal codice (10, 20, 30 o 40) a cui sarà abbinato ciascun artista, oppure, da telefono mobile, il numero 899.03.03.00, seguendo poi le indicazioni di voto della voce elettronica.<br />
Si parte domani alle 13.50, con l’apertura del televoto e la presentazione dei primi quattro finalisti: Cordepazze (codice televoto 10), Naif (20), SUPERLOWed (30), Carmine Torchia (40). Sarà possibile votare 24 ore su 24, dalle ore 13.50 del sabato alle 19.00 del venerdì. Il costo della chiamata è di 60 centesimi da telefono fisso e di 1 euro da telefono mobile.</p>
<p><!--more-->Dall’11 al 17 aprile andranno invece in onda Le Core, Mannarino, Manapuma &#38; The Bulletz e VersoEst. Dal 18 al 23 aprile: Paola Angeli, Giovanni Block, Hellosocrate, Paolo Simoni; e dal 24 aprile al 1 maggio Gregor Ferretti, I Gatti Mézzi, Erica Mou e Jacopo Ratini. Dei gara quattro artisti in gara ogni settimana, i due più votati accedono al turno successivo, fino alla designazione delle due nomination che, grazie a Radio Uno e ai suoi ascoltatori, entrano di diritto nella rosa degli otto vincitori che accederanno alle serate finali di Musicultura, potranno salire sul palco dello Sferisterio e contendersi il Premio Ubi Banca Popolare di 20.000 euro.</p>
<p>&#8220;Radio Uno Rai – ha commentato Foderaro, voce storica della radio &#8211; vuole accendere i riflettori sulla musica di qualità. Musicultura è un bellissima vetrina, un viaggio che permette a questi artisti di farsi conoscere, di farsi apprezzare, che dura un intero anno e si conclude con il Musicultura Tour nei teatri. E’ una formula che funziona, ascoltata dal pubblico con interesse”, anche perché, ha aggiunto Carlotta Tedeschi, capo redattrice cultura e spettacoli GR, “di Musicultura non se ne può fare a meno”.</p>
<p>Parallelamente alla gara radiofonica, partirà nelle prossime settimane il secondo canale di voto per il pubblico che potrà eleggere un terzo vincitore online sul sito de La Gazzetta dello Sport, mentre sono già stati spediti i cd ai giurati del Comitato Artistico di Garanzia, che eleggerà cinque degli otto vincitori di Musicultura 2009: <strong>Claudio Baglioni</strong>, Edoardo Bennato, Luca Carboni, Ennio Cavalli, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Niccolò Fabi, Lucio Dalla, Teresa De Sio, Tiziano Ferro, Giorgia, Mariangela Gualtieri, Vivian Lamarque, Dacia Maraini, Alda Merini, Gino Paoli, Vasco Rossi, Teresa Salgueiro, Michele Serra, Daniele Silvestri, Ornella Vanoni, Roberto Vecchioni, Sandro Veronesi e Antonello Venditti.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Musicultura 2009: successo per il concerto di anteprima. Scattano le finali]]></title>
<link>http://euromusica.wordpress.com/2009/03/28/musicultura-2009-successo-per-il-concerto-di-anteprima-scattano-le-finali/</link>
<pubDate>Sat, 28 Mar 2009 07:43:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>emanuele75</dc:creator>
<guid>http://euromusica.wordpress.com/2009/03/28/musicultura-2009-successo-per-il-concerto-di-anteprima-scattano-le-finali/</guid>
<description><![CDATA[Paola Turci con il direttore artistico della manifestazione, Piero Cesanelli IMPORTANTE: VOTA LA CAN]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_2121" class="wp-caption alignleft" style="width: 178px"><img class="size-medium wp-image-2121  " style="border:black 1px solid;margin:10px;" title="mail" src="http://euromusica.wordpress.com/files/2009/03/mail.jpg?w=300" alt="Paola Turci con il direttore artistico della manifestazione, Piero Cesanelli" width="168" height="112" /><p class="wp-caption-text">Paola Turci con il direttore artistico della manifestazione, Piero Cesanelli</p></div>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#ff0000;">IMPORTANTE: VOTA LA CANZONE PIU&#8217;BELLA D&#8217;EUROPA! </span></strong><a href="http://euromusica.wordpress.com/2009/03/26/leurofestival-2009-viaggia-sul-web-votate-la-vostra-canzone-preferita/" target="_blank"><strong><span style="color:#ff0000;">CLICCA QUI</span></strong></a></p>
<p style="text-align:justify;">Successo per il concerto di anteprima della ventesima edizione di <strong>Musicultura,</strong> il festival della canzone popolare e d&#8217;autore. Al teatro comunale di Camerino si sono esibiti i sedici finalisti, presentando un brano a testa, quelli che poi saranno inseriti nella compilation tradizionale della manifestazione.</p>
<p style="text-align:justify;">Sedici canzoni di raffinata originalità e qualità hanno dato vita la sera del 25 marzo ad un concerto live &#8211; organizzato in collaborazione con l&#8217;ateneo camerte &#8211; unico e irripetibile, in cui il pubblico non ha fatto mancare il suo affetto, rendendo gremito il teatro e acclamando i sedici artisti e i brani con cui presto raggiungeranno il grande pubblico:</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;Il Corpo di Venere&#8221; di Paola Angeli (Bologna)<br />
&#8220;L&#8217;aquilone&#8221; di Giovanni Block (Napoli)<br />
&#8220;Sono morto da 5 minuti&#8221; delle Cordepazze (Palermo)<br />
&#8220;Portuale&#8221; di Gregor Ferretti (Porto Fuori &#8211; Ra)<br />
&#8220;Tragedia dell&#8217;estate&#8221; de I Gatti Mézzi (Pisa)<br />
&#8220;0 (Zero)&#8221; degli Hellosocrate (Civitavecchia &#8211; Rm)<br />
&#8220;La valigia dello straniero&#8221; delle Le Core (Gubbio &#8211; Pg)<br />
&#8220;Il Bar della rabbia&#8221; di Alessandro Mannarino (Roma)<br />
&#8220;Charleston&#8221; dei Manupuma And The Bulletz (Milano)<br />
&#8220;Oltre&#8221; di Erica Mou (Bisceglie &#8211; Ba)<br />
&#8220;Io sono il mare&#8221; di Naif (Quart &#8211; Ao)<br />
&#8220;Studiare, lavoro, pensione e puoi muoio&#8221; di Jacopo Ratini (Roma)<br />
&#8220;Fiori su sassi&#8221; di Paolo Simoni (Comacchio &#8211; Fe)<br />
&#8220;Commedia (Le risate!)&#8221; dei SUPERLOWed (Somma Vesuviana &#8211; Na)<br />
&#8220;Quest&#8217;amore&#8221; di Carmine Torchia (Sersale &#8211; Cz)<br />
&#8220;Zero in condotta (Sui fatti di Genova)&#8221; dei VersoEst (Roma)</p>
<p style="text-align:justify;">Entusiasta delle canzoni <strong>Paola Turci</strong>, madrina di <strong>Anteprima Musicultura</strong>, &#8220;<em>una musicista</em> &#8211; come l&#8217;ha definita il direttore Artistico di Musicultura <strong>Piero Cesanelli</strong> &#8211; <em>che ha sempre cercato una strada e un percorso artistico, accettando le difficoltà conseguenti una scelta di questo tipo, puntando a un prodotto intelligente, mai banale</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;<em>Non nascondo l&#8217;emozione di essere qui</em> &#8211; ha raccontato la cantante -<em> e di ritrovarmi di fronte a tante belle persone e tanti musicisti. Non bisogna pensare che un cantante famoso si senta sempre importante, sempre al di sopra degli altri, io invece sono ammirata da questa realtà, da come Musicultura sia riuscita a esprimere la qualità di un confronto fra artisti, musicisti.<br />
Ed è vero, non ci può essere competizione nell&#8217;arte, ci vuole l&#8217;espressione del nostro talento, e se guardiamo alle classifiche non lo esprimeremo mai. Questo è il nostro compito, ed esprimere brani propri non è un dettaglio, ma fa la differenza. Quindi veramente auguri di cuore a tutti i cantanti. Tenetevi stretto l&#8217;amore per la musica</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong> VIA AL CONCORSO -</strong> Comincia adesso la fase finale che porterà ad otto vincitori. I canali per ascoltare e votare le canzoni sono due realtà prestigiose, due media partner nazionali importanti:<strong> Rai Uno Rai</strong> e, novità 2009, <strong>La Gazzetta dello Sport,</strong> la quale sarà al fianco del festival ospitando sul proprio sito internet <a href="http://www.gazzetta.it">www.gazzetta.it</a>  il voto online che porterà alla scelta di uno degli otto vincitori che si esibiranno alle serate finali allo<strong> Sferisterio di Macerata</strong> il <strong>26, 27 e 28 giugno</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Altri due vincitori saranno invece scelti da <strong>Radio Uno Rai</strong>, che dal 6 aprile, per sette settimane, dedicherà niente meno che una rubrica quotidiana alle canzoni finalisti e al festival, sottoponendole così al parere del pubblico che le voterà da casa tramite televoto, e a quello della giuria di studenti Unimarche.</p>
<p style="text-align:justify;">I restanti 5 vincitori saranno infine selezionati dal prestigioso Comitato Artistico di Garanzia: <strong>Claudio Baglioni, Edoardo Bennato, Luca Carboni, Ennio Cavalli, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Niccolò Fabi, Lucio Dalla, Teresa De Sio, Tiziano Ferro, Giorgia, Mariangela Gualtieri, Vivian Lamarque, Dacia Maraini, Alda Merini, Gino Paoli, Vasco Rossi, Teresa Salgueiro, Michele Serra, Daniele Silvestri, Ornella Vanoni, Roberto Vecchioni, Sandro Veronesi e Antonello Venditti</strong> riceveranno il cd con le 16 canzoni e da queste sceglieranno tre nomi ciascuno, per una classifica che decreterò gli altri cinque vincitori.</p>
<p style="text-align:justify;">Da questo articolato iter di voto, saranno otto i finalisti che verranno eletti come vincitori e potranno esibirsi insieme ai grandi nomi della canzone italiana e internazionale <strong>all&#8217;Arena Sferisterio di Macerata</strong> durante le tre serate conclusive della <strong>XX edizione di Musicultura</strong>, fissate per il <strong>26, 27, 28 giugno 2009</strong>.  Solo uno sarà decretato dal pubblico come il vincitore assoluto</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Anteprima Musicultura 2009: la primavera della musica italiana]]></title>
<link>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/03/27/anteprima-musicultura-2009-la-primavera-della-musica-italiana/</link>
<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 16:02:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>Radiocucaio</dc:creator>
<guid>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/03/27/anteprima-musicultura-2009-la-primavera-della-musica-italiana/</guid>
<description><![CDATA[Fonte Musicultura presenta le sedici proposte in gara e una vitalità unica in Italia, grazie anche a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://www.livecity.it/2009/03/26/anteprima-musicultura-2009-la-primavera-della-musica-italiana/" target="_blank">Fonte</a></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Musicultura </strong>presenta le sedici proposte in gara e una vitalità unica in Italia, grazie anche a <strong>Radio Uno Rai</strong> e alla <strong>Gazzetta dello Sport. </strong>I sedici finalisti sono già richiestissimi dagli italiani all’estero di Raitalia Radio. <strong>Paola Turci</strong>, special guest della serata-concerto tenutasi al <em>Teatro Marchetti di Camerino, mercoledì 25 Marzo 2009</em>, dichiara<em>: </em>“Tenetevi stretto l’amore per la musica”. Ora pubblico e Comitato Artistico andranno al voto per stabilire gli otto vincitori che accederanno alle serate finali del <em>26, 27, 28 giugno all’Arena Sferisterio di Macerata.</em> Uno solo sarà il vincitore del premio finale “Ubi – Banca Popolare di Ancona” del valore di 20.000 euro.</p>
<p style="text-align:justify;"><a id="more-4405"><!--more--></a></p>
<p style="text-align:justify;"> LA SERATA</p>
<p style="text-align:justify;">“Siamo veramente riusciti ad assemblare le canzoni dei generi più diversi. Ogni sensibilità troverà il suo punto di riferimento. Va anche sottolineato come tutti gli artisti abbiano scelto la linea della sapienza e dell’eleganza, quella di sottrarre anziché aggiungere dando vita ad esempi di una musica di grande modernità e raffinatezza”, dichiara <strong>Piero Cesanelli</strong>, Direttore Artistico di Musicultura.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel panorama sempre più debole della musica live italiana, si afferma con forza, energia e vitalità la primavera di <strong>Musicultura 2009</strong>: è iniziata con una <em>serata live al Teatro Marchetti di Camerino</em>, che ha visto ospite d’eccezione <strong>Paola Turci</strong>, una nuova stagione di Musicultura, con le sedici proposte finaliste scelte dopo un lungo percorso di selezione, cominciato con 1400 brani iscritti al bando di concorso e proseguito con le Audizioni Live.</p>
<p style="text-align:justify;">Sedici canzoni di raffinata originalità e qualità hanno dato vita <em>la sera del 25 marzo</em> ad un concerto live – organizzato in collaborazione con l’ateneo camerte &#8211; unico e irripetibile, in cui il pubblico non ha fatto mancare il suo affetto, rendendo gremito il teatro e acclamando i sedici artisti e i brani con cui presto raggiungeranno il grande pubblico: <em>“Il Corpo di Venere” </em>di <strong>Paola Angeli </strong>(Bologna); <em>“L’aquilone”</em> di <strong>Giovanni Block</strong> (Napoli); <em>“Sono morto da 5 minuti”</em> delle <strong>Cordepazze</strong> (Palermo); <em>“Portuale”</em> di <strong>Gregor Ferretti</strong> (Porto Fuori – Ra); <em>“Tragedia dell’estate”</em> de <strong>I Gatti Mézzi</strong> (Pisa); <em>“0 (Zero)”</em> degli <strong>Hellosocrate</strong> (Civitavecchia – Rm); <em>“La valigia dello straniero”</em> delle <strong>Le Core </strong>(Gubbio – Pg); <em>“Il Bar della rabbia”</em> di <strong>Alessandro Mannarino</strong> (Roma); <em>“Charleston”</em> dei <strong>Manupuma And The Bulletz</strong> (Milano); <em>“Oltre”</em> di <strong>Erica Mou </strong>(Bisceglie – Ba); <em>“Io sono il mare”</em> di <strong>Naif</strong> (Quart – Ao); <em>“Studiare, lavoro, pensione e puoi muoio”</em> di <strong>Jacopo Ratini</strong> (Roma); <em>“Fiori su sassi”</em> di <strong>Paolo Simoni</strong> (Comacchio – Fe); <em>“Commedia (Le risate!)”</em> dei <strong>SUPERLOWed </strong>(Somma Vesuviana – Na); <em>“Quest’amore”</em> di <strong>Carmine Torchia</strong> (Sersale – Cz) e <em>“Zero in condotta (Sui fatti di Genova)</em>” dei <strong>VersoEst </strong>(Roma).</p>
<p style="text-align:justify;">Entusiasta delle canzoni <strong>Paola Turci,</strong> madrina di Anteprima Musicultura, “una musicista – come l’ha definita il direttore Artistico di Musicultura <strong>Piero Cesanelli</strong> (<em>foto turci_cesanelli in basso</em>) &#8211; che ha sempre cercato una strada e un percorso artistico, accettando le difficoltà conseguenti una scelta di questo tipo, puntando a un prodotto intelligente, mai banale”. “Non nascondo l’emozione di essere qui – ha raccontato la Turci &#8211; e di ritrovarmi di fronte a tante belle persone e tanti musicisti. Non bisogna pensare che un cantante famoso si senta sempre importante, sempre al di sopra degli altri, io invece sono ammirata da questa realtà, da come Musicultura sia riuscita a esprimere la qualità di un confronto fra artisti, musicisti. Ed è vero, non ci può essere competizione nell’arte, ci vuole l’espressione del nostro talento, e se guardiamo alle classifiche non lo esprimeremo mai. Questo è il nostro compito, ed esprimere brani propri non è un dettaglio, ma fa la differenza. Quindi veramente auguri di cuore a tutti i cantanti. Tenetevi stretto l’amore per la musica”.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm4.static.flickr.com/3465/3388986891_8547beae4f.jpg?v=0" alt="" width="400" height="266" /></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>IL CONCORSO: COMITATO E PUBBLICO AL VOTO</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Dopo l’“Anteprima Musicultura” a Camerino, inizierà <strong>la lunga e attenta fase di ascolto da parte del Comitato Artistico di Garanzia e del </strong><strong>pubblico</strong>, che decreteranno <em>gli 8 vincitori della ventesima edizione del festival</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">I canali per ascoltare e votare le canzoni sono due realtà prestigiose, due media partner nazionali importanti: <strong>Rai Uno Rai</strong> e, novità 2009, <strong>La Gazzetta dello Sport</strong>, la quale sarà al fianco del festival ospitando sul proprio sito internet <strong><a href="http://www.gazzetta.it/" target="_blank">http://www.gazzetta.it/</a></strong> (numero 3 in Italia per contatti) il voto online che porterà alla scelta di <em>uno degli otto vincitori che si esibiranno alle serate finali allo Sferisterio di Macerata il 26, 27 e 28 giugno</em>.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Altri due vincitori</em> saranno invece scelti da <strong>Radio Uno Rai</strong>, che <em>dal 6 aprile, per sette settimane</em>, dedicherà niente meno che <strong>una rubrica quotidiana alle canzoni finalisti e al festival</strong>, sottoponendole così <em>al parere del pubblico che le voterà da casa tramite televoto, e a quello della giuria di studenti Unimarche.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>I restanti 5 vincitori </em>saranno infine selezionati dal prestigioso <strong>Comitato Artistico di Garanzia</strong>: <strong>Claudio Baglioni</strong>, Edoardo Bennato, Luca Carboni, Ennio Cavalli, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Niccolò Fabi, Lucio Dalla, Teresa De Sio, Tiziano Ferro, Giorgia, Mariangela Gualtieri, Vivian Lamarque, Dacia Maraini, Alda Merini, Gino Paoli, Vasco Rossi, Teresa Salgueiro, Michele Serra, Daniele Silvestri, Ornella Vanoni, Roberto Vecchioni, Sandro Veronesi e Antonello Venditti riceveranno infatti il cd compilation e, tra le sedici canzoni, segnaleranno le loro tre preferenze, con le quali verrà promossa una graduatoria dei sedici. I primi 5 potranno esibirsi sul palco dello Sferisterio di Macerata per la 20° edizione di Musicultura. La classifica, frutto dei voti del Comitato, farà di riferimento qualora uno o più artisti dovessero risultare vincitori in più di un canale di votazione.</p>
<p style="text-align:justify;">Da questo articolato iter di voto, saranno <strong>otto i finalisti </strong>che verranno eletti come vincitori e potranno esibirsi insieme ai grandi nomi della canzone italiana e internazionale all’<em>Arena Sferisterio di Macerata durante le tre serate conclusive della XX edizione di Musicultura, fissate per il 26, 27, 28 giugno 2009.</em> Solo uno sarà decretato dal pubblico come il <strong>vincitore assoluto</strong> e si aggiudicherà il <em>Premio “Ubi &#8211; Banca Popolare di Ancona”, del valore di € 20.000,00 euro</em>. Nel corso delle serate finali saranno inoltre assegnati anche la <em>Targa della Critica (€ 5.000,00 euro)</em> e i <em>Premi Imaie, Siae e Unimarche (ciascuno di 2.500,00 euro)</em> rispettivamente per <strong>la migliore interpretazione, la migliore musica e il miglior testo.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>MUSICULTURA: PRIMAVERA DELLA MUSICA ITALIANA</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Nel corso della conferenza stampa di <strong>Anteprima Musicultura</strong> che si è tenuta<em> Mercoledì 25 marzo nel Palazzo Ducale di Camerino</em>, è stata presentata la nuova programmazione che <strong>Radio Uno Rai</strong> dedicherà ai finalisti, e uno nuovo media partner: la <strong>Gazzetta dello Sport.</strong> Il quotidiano rosa, il giornale sportivo più venduto in Europa, il cui sito web è tra i tre più visitati in Italia, è sceso ufficialmente in campo al fianco di Musicultura per promuovere il volto salubre della musica italiana: quello che, nel cammino verso la notorietà e l’affermazione personale e artistica, sceglie di perseguire la strada della qualità.</p>
<p style="text-align:justify;">“Noi siamo felici di essere media partner di Musicultura – ha raccontato la giornalista de La Gazzetta <strong>Tiziana Bottazzo</strong> in conferenza stampa &#8211; Entreremo in campo a Maggio annunciando la volata finale, dopodiché entrerà in ballo il nostro sito internet, nel quale i nostri utenti avranno modo di votare i 16 finalisti e scegliere fra di loro uno degli otto vincitori che si esibiranno nelle serate finali di Giugno, allo Sferisterio”.</p>
<p style="text-align:justify;">Anche per quanto riguarda <strong>Radio Uno Rai </strong>davvero sorprendente è lo spazio che l’emittente radiofonica più ascoltata d’Italia ha deciso di dedicare ai sedici brani finalisti di Musicultura, ancora sconosciuti al grande pubblico: <em>a partire dal 6 aprile per sette settimane, sei giorni a settimana, la Rai dedicherà una fascia quotidiana ai concorrenti di Musicultura.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Gianmaurizio Foderaro</strong>, voce storica di Radio Uno e conduttore dell’Anteprima Musicultura a Camerino insieme a <strong>Carlotta Tedeschi</strong>, ha voluto sottolineare quella di Musicultura sia una “formula che funziona, che ha il coraggio di provare cose nuove, mai sentite”, definendo quella di Radio Uno “una scelta che poche altre radio avrebbero avuto il coraggio di fare. Questo perché Radio Uno vuole portare alla ribalta la musica di qualità, non per forza famosa. E Musicultura è la dimostrazione di come non tutti i giovani artisti per farsi conoscere hanno bisogno di partecipare a trasmissioni televisive in cui si è sottoposti alla luce dei riflettori e al giudizio di giudici di gara estrosi”. Per Carlotta Tedeschi di “Musicultura non se ne può fare a meno. Quest’anno avremo una fascia dalle 17.25 alle 17.30 che sarà dedicata esclusivamente alla manifestazione” così da poter far conoscere gli artisti in maniera più ampia e approfondita.</p>
<p style="text-align:justify;">Affianco a <strong>Radio Uno Rai </strong>e alla <strong>Gazzetta dello Sport</strong>, i cui ascoltatori e lettori saranno impegnati nella <em>scelta degli otto vincitori che suoneranno alle serate finali allo Sferisterio grazie al televoto e al voto online</em>, ci sarà anche <strong>Raitalia Radio</strong>, che <em>esporterà in tutto il mondo la musica dei sedici finalisti</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">“E’ un fatto strabiliante quanto seguito abbiano all’estero le canzoni di Musicultura che trasmetto sul mio programma – ha raccontato <strong>Antonella Sciocchetti</strong> nel corso della conferenza stampa di Anteprima Musicultura &#8211; Pensate che gli italiani in America, talmente colpiti dalla qualità dei pezzi dell’edizione 2008, già alla fine dell’anno mi hanno chiesto quando avrebbero potuto ascoltare i brani della nuova edizione”.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>In concomitanza con la gara</em>, uscirà nei negozi di dischi di tutta Italia il <strong>Cd compilation 2009</strong>, che raccoglierà i sedici brani in concorso. La distribuzione sarà curata da <em>Venus Dischi.</em></p>
<p style="text-align:justify;">Con queste premesse, alle soglie del suo ventesimo compleanno, <strong>Musicultura </strong>sembra dunque più in forma che mai: pronta a proporre al grande pubblico una nuova primavera per la musica italiana.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[DANIELE DEL GIUDICE NON VINCERA' PIU' IL PREMIO STREGA]]></title>
<link>http://rivistapop.wordpress.com/2009/03/18/daniele-del-giudice-non-vincera-piu-il-premio-strega/</link>
<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 12:38:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>Collettivo Mauro Repetto</dc:creator>
<guid>http://rivistapop.wordpress.com/2009/03/18/daniele-del-giudice-non-vincera-piu-il-premio-strega/</guid>
<description><![CDATA[Io il Premio Strega non lo vincerò mai, ma Daniele Del Giudice nemmeno. Non quest&#8217;anno. Avevan]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://rivistapop.files.wordpress.com/2009/03/daniele_del_giudice_non_vincera_piu_il_premio_strega.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1508" title="daniele_del_giudice_non_vincera_piu_il_premio_strega" src="http://rivistapop.wordpress.com/files/2009/03/daniele_del_giudice_non_vincera_piu_il_premio_strega.jpg" alt="daniele_del_giudice_non_vincera_piu_il_premio_strega" width="250" height="399" /></a>Io il Premio Strega non lo vincerò mai, ma <strong>Daniele Del Giudice</strong> nemmeno. Non quest&#8217;anno. Avevano già preparato la <strong>fascetta</strong>. Di un bel rosso acceso. Il libro di Daniele Del Giudice era pronto per iniziare la sua seconda vita. Come ogni libro che si aggiudica il <strong>Premio Strega</strong>. L’unico premio letterario italiano che ha un fortissimo impatto <strong>commerciale</strong>. Gli altri premi fanno solo prestigio, fanno mensola. Invece il Premio Strega cazzo ti fa vendere un bordello di copie. Giordano era un <strong>esordiente </strong>ed è stato in classifica per mesi.  Il libro di Del Giudice la sua bella ristampa forse forse l’avrà ugualmente perché i <strong>rumors </strong>sulla sua possibile candidatura allo Strega e le polemiche che sono seguite hanno sortito un bell’effetto pubblicitario. Parliamoci chiaro: prima lo conoscevano in pochi. Però alla fine forse Del Giudice non vincerà. Perché se vincesse qualcuno potrebbe dire: “Ma allora è vero che comanda Mondadori”. E se io fossi Daniele Del Giudice probabilmente in questo momento sarei molto incazzata. Si consoli pensando a <strong>Mario Luzi</strong>. Perché sono scoppiate le polemiche? Lasciamo perdere il discorso sul Premio Strega che non è più situazione <strong>culturale </strong>ma solo commerciale. Il problema è che qualcuno si è rotto i coglioni che a vincere e quindi a guadagnare siano sempre gli stessi. Dopo <strong>Veronesi </strong>e Giordano, Del Giudice della consociata Einaudi sarebbe stato il terzo vincitore consecutivo del gruppo di Segrate. Un po’ troppo. <strong>Tullio De Mauro</strong>, presidente della fondazione Bellonci che controlla lo Strega, si difende proclamando la <strong>limpidezza </strong>del Premio. A me sembra di aver sentito già da qualche parte queste polemiche. Un mio amico tifoso di calcio mi ha suggerito che questi discorsi assomigliano molto a quelli di “calciopoli”.</p>
<p><strong>Tullio De Mauro</strong>: «Non c&#8217; è nessun <strong>vincitore designato</strong>. Come è possibile dare per certo oggi un vincitore quando ancora non sono state presentate le candidature? Secondo il regolamento, vanno presentate entro la mezzanotte del 30 aprile, quindi ci sono ancora circa 50 giorni».</p>
<p><strong>Luigi Spagnol</strong>, gruppo editoriale Mauri Spagnol (Longanesi, Guanda, Corbaccio, Garzanti, Vallardi, Salani): «È un problema che abbiamo da sempre se si pensa che in 62 anni abbiamo avuto solo due vincitori: <strong>Garzanti </strong>con Claudio Magris e Longanesi con Pietro Citati. Sembra <strong>impossibile</strong> che al di sotto di quelle vette non si possa andare, mentre altri editori lo Strega lo vincono con un esordiente».</p>
<p><strong>Elido Fazi</strong>: ««un premio taroccato, distrutto dalle pressioni delle case editrici che hanno persone controllabili tra i giurati. Io stesso sono tra i 400 Amici della domenica e spesso ho dovuto difendermi da chi veniva letteralmente ad <strong>estorcermi </strong>la scheda. A volte l&#8217; ho anche data».</p>
<p>Ancora Fazi: «Se a Segrate hanno fatto una riunione e hanno deciso che vogliono vincere lo Strega, non c&#8217; è niente da fare. Lo vinceranno».   E se lo vincesse la <strong>Mazzantini</strong>? Sempre Mondadori. E poi chi glielo dice a Del Giudice?</p>
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