<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>sbagli &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/sbagli/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "sbagli"</description>
	<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 13:41:13 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[ho regalato gli sbagli tuoi.]]></title>
<link>http://aptero.wordpress.com/2009/11/20/ho-regalato-gli-sbagli-tuoi/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 00:35:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>aptero</dc:creator>
<guid>http://aptero.wordpress.com/2009/11/20/ho-regalato-gli-sbagli-tuoi/</guid>
<description><![CDATA[gesti di fretta giù, sotto il portone, davanti a quel numero 4 che non appartiene a nessuno e si tro]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>gesti di fretta giù, sotto il portone, davanti a quel numero 4 che non appartiene a nessuno e si trova palcoscenico rubato di vita vera, fatta d&#8217;ansie e di parole. fatta di bugie istintive.<br />
ma lui si sente tanto protagonista, mentre sfoggia quello sguardo vuoto, appoggiandosi addosso al portone di cedro.<br />
&#8220;dimmi che ho sbagliato, voglio che tu mi faccia sentire umano, stupido,<br />
piccolo<br />
piccolo.<br />
stanotte avrei voglia di essere in un paese sconosciuto, solo con me stesso, e sentire nostalgia, tanta da non capir più niente.<br />
invece qui è un circo di cattive intenzioni, e tu pazza continui a darmi retta, a seguirmi, e non capisci il male che ti fai.&#8221;<br />
un sottile disappunto s&#8217;infila in testa e fa male. la gestualità fa da sè, colma buchi verbali ingombranti. si aggiusta il colletto della camicia fissando il vuoto, ed ogni dannato gesto sembra studiato, ricercato, inserito al posto giusto, nel momento giusto.<br />
lei è in tormento, calde sono le tempie e freddi i polsi. c&#8217;è un&#8217;aria pungente fuori, tra le vie di questo quartiere, intorno alle auto, addosso ai cappotti dei passanti, sempre più sporadici via via che le ore si distendono e ci si abitua al buio.<br />
la fissa negli occhi.<br />
&#8220;dimmi che vuoi solo me. dillo e me ne vado.&#8221;<br />
&#8220;tu non capisci&#8221;<br />
arriva qualcuno, sul marciapiede. potresti contarne i passi, da quanto sono pesanti. è ubriaco. potrebbe benissimo essere chiunque, alla fine della giornata peggiore della sua vita. si trascina i piedi, ha delle scarpe marroni, e stanno consumando i pantaloni di velluto.<br />
s&#8217;infila tra di loro, con quella lentezza che da&#8217; il sonno alcolico, e lui sente qualcosa, quell&#8217;uomo ha uno sguardo vuoto, vuoto come il suo.<br />
gli sale il terrore, avvolto nel silenzio, come salirebbe il vomito.<br />
e se fosse sul treno per l&#8217;inferno?, se si stesse spegnendo da solo?.<br />
poi gli cade lo sguardo sui piedi di lei. ha delle scarpe nere, col tacco. le caviglie sono scoperte, nude, e di colpo, senza possibilità di ribellione, gli torna la scintilla.<br />
ritorna lo show, ritorna il desiderio che martella ritmato e scioglie ogni cosa, come lava incandescente.<br />
che sia ingenuità cercata o mera furbizia, il pericolo è scampato.</p>
<p>la vita è fatta di un attimo, basta un momento per perdersi in se stessi, e non trovarsi più.<br />
<strong><br />
<span style="color:#000080;">a</span>ptero.</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[✍ La villeggiatura]]></title>
<link>http://giampierofichera.wordpress.com/2009/10/26/%e2%9c%8d-la-villeggiatura/</link>
<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 14:04:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Knockout</dc:creator>
<guid>http://giampierofichera.wordpress.com/2009/10/26/%e2%9c%8d-la-villeggiatura/</guid>
<description><![CDATA[“Gianniiii….Gianniiii…Gianniiii”, urlava l’omino. Il treno avanzava lemme sul binario 12 sferraglian]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-443" title="treno" src="http://giampierofichera.wordpress.com/files/2009/10/treno.jpg?w=150" alt="treno" width="150" height="112" /></p>
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;font-size:14px;">“Gianniiii….Gianniiii…Gianniiii”, urlava l’omino. </span></p>
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="font-size:14px;font-style:normal;font-weight:400;line-height:17px;opacity:1;"><span style="color:#000000;">Il treno avanzava lemme sul binario 12 sferragliando e lui, praticamente per metà fuori dal finestrino, continuava a  squarciagolare quel nome appena memorizzato.<br />
</span></span></p>
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="font-size:14px;font-style:normal;font-weight:400;line-height:17px;opacity:1;"><span style="color:#000000;">Giuseppe, pratico della stazione e dei suoi addetti, lo aveva poco prima corrotto con mille lire affinché, salendo sul treno appena prima dell’ingresso nel terminale, potesse “bloccare” sei posti in II classe del diretto per Reggio Calabria.<br />
</span></span></p>
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="font-size:14px;font-style:normal;font-weight:400;line-height:17px;opacity:1;"><span style="color:#000000;">La folla di partenti era notevole e, se non avesse avuto quell’idea, Giuseppe e la sua famiglia probabilmente avrebbero viaggiato in piedi. E per sette ore non sarebbe stato affatto piacevole, considerando anche i bagagli , la calca  e l’afa.<br />
</span></span></p>
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="font-size:14px;font-style:normal;font-weight:400;line-height:17px;opacity:1;"><span style="color:#000000;">Il caldo era opprimente, quel 31 luglio la temperatura aveva toccato i 36° e la città sfollava. La villeggiatura incombeva nelle abitudini italiane dell’epoca e Giuseppe, nonostante il non brillante portafoglio, si accingeva ad onorare la tradizione per l’ennesima volta.<br />
</span></span></p>
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="font-size:14px;font-style:normal;font-weight:400;line-height:17px;opacity:1;"><span style="color:#000000;">Gianni, il figlio più piccolo, adorava i treni. Ed era attratto dalla possanza delle locomotrici e dal fascino dei wagon-lits. Ma soprattutto vedeva nel treno il mezzo, il carrier per la realizzazione dei suoi sogni. Col treno, pensava, un giorno avrebbe viaggiato in lungo e in largo e col treno avrebbe finalmente lasciato quella città che amava-odiava per trasferirsi. Milano, Roma o Torino o Firenze o Venezia  avrebbero accolto l’ormai adulto Gianni per proiettarlo in una dimensione nuova, evoluta e piena di sorprese (naturalmente tutte positive).<br />
</span></span></p>
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="font-size:14px;font-style:normal;font-weight:400;line-height:17px;opacity:1;"><span style="color:#000000;">Quando poteva, il ragazzo passava ore nella stazione centrale, girovagando senza meta, divertendosi ad osservare i volti dei viaggiatori, ad indovinare cosa facessero, dove andassero o,attraverso le loro espressioni, captare i loro pensieri. Scrutava con attenzione e competenza locomotori e vagoni. Talvolta saliva, non senza paura, nei vagoni dei treni in sosta  e scorrazzava fra i sedili di legno della III classe o fra quelli meno spartani della II. In prima classe c’era mai stato perché, di solito, il personale del treno era quasi sempre nei pressi.</span></span></p>
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="font-size:14px;font-style:normal;font-weight:400;line-height:17px;opacity:1;"><span style="color:#000000;">Anche la navi e il porto non gli dispiacevano, tuttavia non riusciva a capire perché gli mettessero tristezza. In fondo entrambi non erano che posti dove la gente arriva e parte, dove un mucchio di persone si incrocia, si incontra, piange o ride, lascia  qualcosa o qualcuno, spera . Sebbene al porto ci fossero vettori di sogni ancora più grossi, verso mete ancora più distanti, verso l’ignoto, Gianni alla fine si accontentava di fantasticare in modo sobrio, senza esagerare.<br />
</span></span></p>
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="font-size:14px;font-style:normal;font-weight:400;line-height:17px;opacity:1;"><span style="color:#000000;">Lo stridio dei freni lo colse di sorpresa e muovendosi con un attimo di ritardo fu letteralmente sommerso dalla folla protesa alla caccia del posto.<br />
</span></span></p>
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="font-size:14px;font-style:normal;font-weight:400;line-height:17px;opacity:1;"><span style="color:#000000;">Dopo spintoni, gomitate e sudore finalmente il gruppo “Giuseppe” raggiunse gli agognati posti e, una volta sistemati, attese impaziente il fischio della partenza.<br />
</span></span></p>
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="font-size:14px;font-style:normal;font-weight:400;line-height:17px;opacity:1;"><span style="color:#000000;">Carmela sebbene fosse ancora mattino e il treno ancora fermo, prese la borsa con le vettovaglie ed iniziò ad invogliare, con insistenza, i figli a fare colazione. Enormi panini imbottiti erano stipati, numerosi, in quella borsa. Che Carmela aveva riempito sin dall’alba. Sin dall’alba la brava donna aveva preparato colazioni, valigie e tutto ciò che serviva per quel lungo  periodo di vacanza. Sebbene sapesse che, in fondo, avrebbe fatto le stesse identiche cose che faceva da sempre, pur gravate dall’assenza dei comforts di casa propria. Ma era contenta lo stesso. Sia perchè ritornava nella sua terra,  sia perché avrebbe rivisto la figlia ormai lì sistemata da tempo, sia perchè quel mese di mare avrebbe fatto solo bene  alla salute dei figli e sia perché tutto sommato comunque sarebbe stato un diversivo.<br />
</span></span></p>
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="font-size:14px;font-style:normal;font-weight:400;line-height:17px;opacity:1;"><span style="color:#000000;">Giuseppe fumava nervosamente: ogni qual volta doveva intraprendere un viaggio era per lui un stress. Un turbamento profondo delle sue abitudini che lo sconvolgeva e che gli faceva affrontare queste esperienze con riluttanza. Non vedeva l’ora  che il treno partisse ma forse, soprattutto, non vedeva l’ora che tutto finisse.<br />
</span></span></p>
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="font-size:14px;font-style:normal;font-weight:400;line-height:17px;opacity:1;"><span style="color:#000000;">Rossella era triste. La vacanza per lei significava lasciare per un mese il suo fidanzatino. E ciò la rattristava, appunto, non poco. Sebbene amasse il mare e avesse voglia di vacanza, la nostalgia della sua metà prevaleva nettamente. Per trenta lunghissimi giorni non avrebbe visto il suo bel Roberto, per trenta lunghissimi giorni avrebbe sofferto sperando di poter accorciare il tempo.<br />
</span></span></p>
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="font-size:14px;font-style:normal;font-weight:400;line-height:17px;opacity:1;"><span style="color:#000000;">Domenico era immerso nella lettura e sembrava insofferente al fumo del padre, alle insistenze gastronomiche della madre e al magone della sorella. Ogni tanto lanciava uno sguardo dal finestrino per poi rituffarsi nel suo libro.<br />
</span></span></p>
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="font-size:14px;font-style:normal;font-weight:400;line-height:17px;opacity:1;"><span style="color:#000000;">Eduardo era imperscrutabile. Il suo volto serioso non lasciava trasparire emozioni. Di tanto in tanto si alzava e si affacciava dal finestrino del corridoio. Sebbene fosse un ragazzino, aveva il cipiglio e il comportamento di un adulto.<br />
</span></span></p>
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="font-size:14px;font-style:normal;font-weight:400;line-height:17px;opacity:1;"><span style="color:#000000;">Gianni divorava “Topolino” . Se ne era portati una scorta. Molti li aveva già letti, ma amava rileggerli, immergersi più volte nel mondo della fantasia, dei sogni.  Ogni tanto alzava lo sguardo nella speranza di udire l’agognato fischio. In preda all’impazienza decise di accettare l’offerta materna e, così, cominciò a sbocconcellare un bel panino col pomodoro.<br />
</span></span></p>
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="font-size:14px;font-style:normal;font-weight:400;line-height:17px;opacity:1;"><span style="color:#000000;">Ma aveva appena addentato la preda che il treno sobbalzò e si mosse.<br />
</span></span></p>
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="font-size:14px;font-style:normal;font-weight:400;line-height:17px;opacity:1;"><span style="color:#000000;">Il fischio non ci fu o non lo sentirono e una gioia immane pervase Gianni stressato e caricato emotivamente dalla lunga e inaspettata attesa.<br />
</span></span></p>
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="font-size:14px;font-style:normal;font-weight:400;line-height:17px;opacity:1;"><span style="color:#000000;">Il treno avanzava prendendo velocità e sobbalzando sugli scambi che, numerosi, intersecano i binari nei pressi dell’ingresso/uscita della stazione mentre i nostri con le teste sporgenti dai finestrini godevano del vento che, con veemenza crescente, schiaffeggiava i loro volti accaldati e madidi di sudore. </span></span></p>
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="font-size:14px;font-style:normal;font-weight:400;line-height:17px;opacity:1;"><span style="color:#000000;"><br />
</span></span></p>
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;">
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="font-size:14px;font-style:normal;font-weight:400;line-height:17px;opacity:1;"><span style="color:#000000;">Quarantacinque anni dopo, Gianni vagava senza meta tra la folla di viaggiatori e sfaccendati che gremivano la stazione. Aveva trascorso l&#8217;intera giornata camminando. Nella speranza che la confusione, la gente, le vetrine, il vento, il sole potessero in qualche modo distrarlo, ricaricarlo. Invece sembrava avessero finito di sfinirlo. Era stanco, esausto. E non solo fisicamente. La sua mente era svuotata di ogni cosa, soprattutto dei sogni. Ciò che lo aveva sorretto sin da bambino. Ormai non sognava più. O meglio era rimasto un ultimo sogno in fondo al sacco. Trovare la pace.</span></span></p>
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;">
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="font-size:14px;font-style:normal;font-weight:400;line-height:17px;opacity:1;"><span style="color:#000000;"><br />
</span></span></p>
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;">
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="font-size:14px;font-style:normal;font-weight:400;line-height:17px;opacity:1;"><span style="color:#000000;">Quasi senza rendersene conto si trovò , dopo tanto girovagare, alla stazione dei treni. Era cambiata poco da allora. Sempre lercia e puzzolente. Sempre il solito zoo che accoglieva diseredati, disadattati, delinquenti, accattoni, battone e papponi. Ora maggiorati dall&#8217;infiltrazione straniera. E l&#8217;inconscio lo condusse al binario 12. Anche lui immutabile, lercio e arrugginito come  allora. </span></span></p>
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="font-size:14px;font-style:normal;font-weight:400;line-height:17px;opacity:1;"><span style="color:#000000;">La voce gracchiante dell&#8217;altoparlante annunciò l&#8217;arrivo di un convoglio. E la testona del locomotore apparve lemme in cima al binario. Ma nessuno gridava. Non ce n&#8217;era più bisogno. I giochi erano fatti.</span></span></p>
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;">
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="font-size:14px;font-style:normal;font-weight:400;line-height:17px;opacity:1;"><span style="color:#000000;"><br />
</span></span></p>
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;">
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="font-size:14px;font-style:normal;font-weight:400;line-height:17px;opacity:1;"><span style="color:#000000;">Quell&#8217;omino che a squarciagola pronunciava il suo nome, quasi buttandosi dal finestrino, voleva in realtà ammonirlo: &#8220;Gianniiiii&#8230;.Gianniiiiii&#8230;&#8230;. attento, stai per sbagliare tutto, cambia treno, cambia sogni o lo fai ora o mai più&#8230;..Gianniiiiiiiiiiiii puoi ancora salvarti ! &#8221; </span></span></p>
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="font-size:14px;font-style:normal;font-weight:400;line-height:17px;opacity:1;"><span style="color:#000000;">Ma Gianni non poteva capire, allora. E il guaio che non lo aveva capito nemmeno in seguito, ostinandosi a prendere sempre lo stesso treno. Che non portava da nessuna parte. Se non ad un binario morto. Ed ora, solo ora, quarantacinque anni dopo, si rendeva conto di esserci arrivato al binario morto. E gli ultimi metri di percorso li stava sciupando tra inutili recriminazioni e rimpianti.</span></span></p>
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;">
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="font-size:14px;font-style:normal;font-weight:400;line-height:17px;opacity:1;"><span style="color:#000000;"><br />
</span></span></p>
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;">
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="font-size:14px;font-style:normal;font-weight:400;line-height:17px;opacity:1;"><span style="color:#000000;">Aveva  sprecato energie vitali e tempo irrecuperabile per agguantare, nudo alla meta, sogni che erano fuori della sua portata o fuori tempo. E ormai non sapeva distinguere più nemmeno il bene dal male.</span></span></p>
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;">
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="font-size:14px;font-style:normal;font-weight:400;line-height:17px;opacity:1;"><span style="color:#000000;"><br />
</span></span></p>
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;">
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="font-size:14px;font-style:normal;font-weight:400;line-height:17px;opacity:1;"><span style="color:#000000;">Aveva trascurato, sottovalutato le opportunità che gli si erano presentate, cieco ed testardamente proteso verso la debacle. </span></span></p>
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;">
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="font-size:14px;font-style:normal;font-weight:400;line-height:17px;opacity:1;"><span style="color:#000000;"><br />
</span></span></p>
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;">
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="font-size:14px;font-style:normal;font-weight:400;line-height:17px;opacity:1;"><span style="color:#000000;">Era riuscito persino a fare del male a se stesso. A fare cose contro la sua vocina interna che gli diceva : &#8220;non lo fare, non lo sai fare, non ti conviene, lascia stare&#8221;. Una vera schizofrenia. E ora non sapeva nemmeno chi fosse o fosse stato.</span></span></p>
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;">
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="font-size:14px;font-style:normal;font-weight:400;line-height:17px;opacity:1;"><span style="color:#000000;"><br />
</span></span></p>
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;">
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="font-size:14px;font-style:normal;font-weight:400;line-height:17px;opacity:1;"><span style="color:#000000;">Ad uno ad uno aveva perduto tutti gli affetti: la morte, le incomprensioni e le ingerenze nefaste a cui nessuno aveva saputo porre rimedio, ergere barriere, avevano decimato la sua famiglia ed era rimasto solo. Quel treno che era partito quarantacinque anni prima carico di affetto, speranze, sogni , allegria e spensieratezza aveva lasciato ad ogni fermata qualcuno. E ora sbuffando rientrava , dopo l&#8217;ultimo viaggio, per fermarsi per sempre con l&#8217;unico passeggero rimasto senza essere andato da nessuna parte.</span></span></p>
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="font-size:14px;font-style:normal;font-weight:400;line-height:17px;opacity:1;"><span style="color:#000000;"><br />
</span></span></p>
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;">
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="font-size:14px;font-style:normal;font-weight:400;line-height:17px;opacity:1;"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Georgia;font-size:xx-small;">☼ 20 febbraio- 26 ottobre 2009</span></span></span></p>
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;">
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="font-size:14px;font-style:normal;font-weight:400;line-height:17px;opacity:1;"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Georgia;font-size:xx-small;"><strong>☂ ogni riferimento a persone o fatti è puramente casuale</strong></span></span></span></p>
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;">
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;font-size:medium;"><br />
</span></p>
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;">
<p style="color:#ffffff;font-family:ArialMT, Arial, sans-serif;font-size:15px;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:400;letter-spacing:0;line-height:17px;opacity:1;padding-bottom:0;padding-top:0;text-align:justify;text-decoration:none;text-indent:0;text-transform:none;margin:0;"><span style="color:#000000;font-size:medium;"><br />
</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Molengai non sbaglia mai, neppure quando sbaglia]]></title>
<link>http://molengai2.wordpress.com/2009/10/21/molengai-non-sbaglia-mai-neppure-quando-sbaglia/</link>
<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 16:55:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>molengai</dc:creator>
<guid>http://molengai2.wordpress.com/2009/10/21/molengai-non-sbaglia-mai-neppure-quando-sbaglia/</guid>
<description><![CDATA[Mia sorella mi ha chiesto di farle una ricarica telefonica così sono andato dal tabaccaio vicino cas]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Mia sorella mi ha chiesto di farle una ricarica telefonica così sono andato dal tabaccaio vicino casa a farla<br />
una volta inserito il numero e data la conferma riguardo il numero e vedo che è sbagliato<br />
purtroppo non ho potuto fermare l&#8217;operazione quindi mi è toccato fare una nuova ricarica stavolta controllando attentamente che il numero fosse giusto<br />
quando sono tornato a casa mi sono accorto che i due scontrini della ricarica erano identici<br />
in pratica ho ricaricato due volte mia sorella ed avevo letto male il primo numero credendolo sbagliato<br />
insomma credevo di aver sbagliato ed invece ho fatto giusto<br />
dopotutto dovevo ricordarmi che Molengai non sbaglia mai</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Wrong]]></title>
<link>http://giampierofichera.wordpress.com/2009/10/18/wrong/</link>
<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 15:18:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>Knockout</dc:creator>
<guid>http://giampierofichera.wordpress.com/2009/10/18/wrong/</guid>
<description><![CDATA[Quando qualche tempo fa i Depeche Mode, noto gruppo musicale, hanno pubblicato Wrong non ho potuto f]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-373" title="wrong" src="http://giampierofichera.wordpress.com/files/2009/10/wrong1.jpg?w=150" alt="wrong" width="150" height="97" /></p>
<p>Quando qualche tempo fa i Depeche Mode, noto gruppo musicale, hanno pubblicato Wrong non ho potuto fare a meno non solo di apprezzarla tanto e non solo sul piano strettamente melodico, musicale.</p>
<p>Riporto una breve sintesi del testo, in italiano, e mi spiace non poter inserire il pezzo (come potevo fare col vecchio blog) per motivi di spazio:</p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#0000ff;">&#8220;Sono nato con il segno sbagliato<br />
nella casa sbagliata<br />
con l’ascendenza sbagliata<br />
ho preso la strada sbagliata<br />
che portava a tendenze sbagliate<br />
ero nel posto sbagliato al momento sbagliato<br />
per la ragione errata e la rima sbagliata<br />
nel giorno sbagliato della settimana sbagliata<br />
ho usato il metodo sbagliato con la tecnica sbagliata&#8221;</span></p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Insomma l&#8217;ho sentita mia, profondamente. Vista la caterva di sbagli colossali che hanno caratterizzato la mia esistenza. E che sto continuando a fare. E che sto pagando. Come giusto che sia.</span></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Georgia;font-size:xx-small;"><span>☼ 14 marzo 2009</span></span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[IMPOSSIBILE DIMENTICARE..... CHI TI HA CAMBIATO LA VITA. GIOVANNI PAOLO DAL CIELO PREGA PER NOI!]]></title>
<link>http://papaboys.wordpress.com/2009/10/16/impossibile-dimenticare-chi-ti-ha-cambiato-la-vita-giovanni-paolo-dal-cielo-prega-per-noi/</link>
<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 14:40:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>papaboys</dc:creator>
<guid>http://papaboys.wordpress.com/2009/10/16/impossibile-dimenticare-chi-ti-ha-cambiato-la-vita-giovanni-paolo-dal-cielo-prega-per-noi/</guid>
<description><![CDATA[ROMA &#8211; Come dimenticarti? Hai cambiato la vita di molti di noi; hai dato la possibilità di met]]></description>
<content:encoded><![CDATA[ROMA &#8211; Come dimenticarti? Hai cambiato la vita di molti di noi; hai dato la possibilità di met]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ignoranza]]></title>
<link>http://cipensodopo.wordpress.com/2009/08/06/ignoranza/</link>
<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 18:15:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alberto</dc:creator>
<guid>http://cipensodopo.wordpress.com/2009/08/06/ignoranza/</guid>
<description><![CDATA[O punto la torcia verso il soffitto, restando chinato e tachicardico per via dei ragni O la punto ve]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote><p>O punto la torcia verso il soffitto, restando chinato e tachicardico per via dei ragni</p>
<p>O la punto verso i piedi, potendo così camminare tranquillo e ignorante</p></blockquote>
<p style="text-align:right;"><em>(nel cunicolo di un&#8217;opera dalle parti di Paluzza, Carnia)</em></p>
<p>Beata ignoranza. A trarre le somme degli sbagli commessi posso rallegrami pensando di averne fatti meno di altri. Meno di coloro che, ancora più allegri, ne hanno fatti di più senza saperne.</p>
<p>Per contro, il porsi verso il futuro con il per niente lungimirante sorriso ebete tipico di quest&#8217;ultimi lascia spazio solo al vuoto spinto, mentre i miei castelli per aria, per quanto paurosamente instabili, mi permettono di poter guardare avanti. E farmi beffa di chi è cieco dei propri errori.</p>
<p>Fingersi meno allegri per dare e darsi l&#8217;impressione di aver ragionato non funziona.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Puertas cerradas]]></title>
<link>http://metedurasdepata.wordpress.com/2009/07/20/puertas-cerradas/</link>
<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 16:43:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>metedurasdepata</dc:creator>
<guid>http://metedurasdepata.wordpress.com/2009/07/20/puertas-cerradas/</guid>
<description><![CDATA[Don&#8217;t speak to me this way Don&#8217;t ever let me say Don&#8217;t leave me again [x2] I never]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/alWhPIjTmtY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/alWhPIjTmtY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><em>Don&#8217;t speak to me this way<br />
Don&#8217;t ever let me say<br />
Don&#8217;t leave me again [x2]<br />
I never felt this loss before<br />
And the world is closing doors<br />
I never wanted anything more<br />
[x2]<br />
Don&#8217;t hug me this way<br />
Don&#8217;t touch me this way<br />
Don&#8217;t hug me again [x2]<br />
Don&#8217;t hug me this way<br />
Don&#8217;t touch me this way<br />
Don&#8217;t hug me this again [x2]<br />
I never felt this loss before<br />
And the world is closing doors<br />
I never wanted anything more<br />
Don&#8217;t let me make the same mistake again<br />
Please, don&#8217;t let me make the same mistake again<br />
Don&#8217;t let me make the same mistake again<br />
I never felt this loss before<br />
And the world is closing doors<br />
I never wanted anything more<br />
Please, Don&#8217;t let me make the same mistake again [x2  <strong>(&#8220;Mistake&#8221; &#8211; Moby)</strong></em></p>
<p> </p>
<p>Una delle cose più comuni agli esseri umani è che si sbaglino.</p>
<p>Sbaglino strada, numero di telefono, persona</p>
<p>moglie, marito</p>
<p>un acquisto qualunque</p>
<p>una previsione qualunque.</p>
<p>Sbaglino un tuffo, una gara, una partita, un gol</p>
<p>il momento per parlare</p>
<p>o per stare zitti.</p>
<p>Sbaglino domanda, risposta, conti, parole</p>
<p>opere, opinioni.</p>
<p>Sbaglino scelte.</p>
<p>E  non per questo</p>
<p>non perché lo sappiano e se ne rendano conto</p>
<p>dei propri sbagli stupidi</p>
<p>e di quelli, innumerevoli,</p>
<p>innumerevoli refusi,</p>
<p>altrui</p>
<p>non per questo smetteranno di commetterli.</p>
<p>Inconsapevolmente</p>
<p>o consapevolmente,</p>
<p>peccano </p>
<p>di ottimismo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[wordcampeggio milanese #44 pubblicità non troppo utile]]></title>
<link>http://molengai2.wordpress.com/2009/05/25/wordcampeggio-milanese-44-pubblicita-non-troppo-utile/</link>
<pubDate>Mon, 25 May 2009 09:53:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>molengai</dc:creator>
<guid>http://molengai2.wordpress.com/2009/05/25/wordcampeggio-milanese-44-pubblicita-non-troppo-utile/</guid>
<description><![CDATA[trovarsi questi biglietti nella stazione di Milano Cadorna sembra un pò fuori luogo ce n&#8217;erano]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>trovarsi questi biglietti nella stazione di Milano Cadorna sembra un pò fuori luogo<br />
<img src="http://molengai2.wordpress.com/files/2009/05/immag0161.jpg" alt="Immag016" title="Immag016" width="450" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-9294" /><br />
<img src="http://molengai2.wordpress.com/files/2009/05/immag0172.jpg" alt="Immag017" title="Immag017" width="450" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-9295" /><br />
ce n&#8217;erano tantissimi e tutti su monumenti e locali romani<br />
<img src="http://molengai2.wordpress.com/files/2009/05/immag010.jpg" alt="Immag010" title="Immag010" width="450" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-9296" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Frasi da calendario: aprile 2009]]></title>
<link>http://andreaibbamonni.wordpress.com/2009/05/04/frasi-da-calendario-aprile-2009/</link>
<pubDate>Mon, 04 May 2009 07:26:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea Ibba Monni</dc:creator>
<guid>http://andreaibbamonni.wordpress.com/2009/05/04/frasi-da-calendario-aprile-2009/</guid>
<description><![CDATA[APRILE 2009 Quinto Potere: &#8220;Si, l&#8217;ha detto Barbara D&#8217;Urso, è vero&#8221; Fagiolino]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:center;"><strong>APRILE 2009</strong></p>
<p>Quinto Potere: &#8220;Si, l&#8217;ha detto Barbara D&#8217;Urso, è vero&#8221; Fagiolino</p>
<p>Le idee un po&#8217; confuse: &#8220;Una Ferrari che sfreccia i cavalli&#8221; sempre Fagiolino</p>
<p>&#8220;A me piacciono anche quelli duri&#8221; Jack, anche?</p>
<p>Lobbies lavorative &#8220;Sono nel branco della medicina&#8221; Jack</p>
<p>Medicina: &#8220;Le malattie trasmittibili&#8221; Wallace che cazzo dici?</p>
<p>Porno1: &#8220;Sei senza barba, tutto scappellato!&#8221; Fly</p>
<p>Porno2: &#8220;Minca, sono una porca!&#8221; Fly pop porno</p>
<p>Modelli di vita: &#8220;Dandy voglio essere il tuo culo&#8221; Julia Mela quando ha saputo che puffo scout mi ha sculacciato</p>
<p>Dalla Germania da 30anni: &#8220;Sono serviti e riferiti&#8221; Karen Walker colpisce ancora</p>
<p>Lealtà: &#8220;Non mi voglio sfruttare a tuo vantaggio&#8221; Ga&#8217;</p>
<p>Ludicamente: &#8220;Prima ho fatto un&#8217;impastatura del gioco&#8221; Silvia Baloobananina</p>
<p>Scrivendo metà delle farsi di cui sopra sul calendario: &#8220;Oggi dovete farmi finire il dizionario! Il vocabolario! E vabbè ci siamo capiti&#8221; Io.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[idee stroncate]]></title>
<link>http://lucarubini.wordpress.com/2009/03/17/idee-stroncate/</link>
<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 23:08:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>=Luca=</dc:creator>
<guid>http://lucarubini.wordpress.com/2009/03/17/idee-stroncate/</guid>
<description><![CDATA[tratta da flickr.com dall&#39;album di &quot;gippi52&quot; geniale&#8230; era un&#8217;idea stupenda]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="font-weight:bold;"></p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 450px"><img title="http://farm3.static.flickr.com/2386/2278216122_a369ee8233.jpg?v=0" src="http://farm3.static.flickr.com/2386/2278216122_a369ee8233.jpg?v=0" alt="tratta da flickr.com dallalbum di gippi52" width="440" height="330" /><p class="wp-caption-text">tratta da flickr.com dall&#39;album di &#34;gippi52&#34;</p></div>
<p>geniale</span>&#8230; era un&#8217;idea stupenda! stava in piedi. Nessun punto <span style="font-weight:bold;">debole</span>&#8230; <span style="font-weight:bold;">tutto</span> tornava, <span style="font-weight:bold;">tutto</span> quadrava, nemmeno una pecca! poi però che ti<span style="font-weight:bold;"> succede</span>, che non c&#8217;è più alcun motivo per farla&#8230;salta tutto! e la tua <span style="font-weight:bold;">idea</span>, che rimane geniale va a farsi benedire! E tu te ne rimani lì con le mani in mano e la <span style="font-weight:bold;">paura</span> che alla fine siam tutti nessuno nelle mani del <span style="font-weight:bold;">domani</span>. Solo che ti rattrista pensare quanto impegno ci metti e quanto poi le cose vanno<span style="font-weight:bold;"> male</span>&#8230;</p>
<p><span style="font-weight:bold;">non </span>importa&#8230; è che sempre di corsa poi ti scordi quello che devi fare!non c&#8217;hi più ragione di <span style="font-weight:bold;">memoria.</span>..non sai perchè vieni, dove vai e a votle chi sei. I problemi di sicuro non si risolvono mai dall&#8217;oggi al <span style="font-weight:bold;">domani</span>. Però saltano fuori all&#8217;improviso&#8230; e tu cosa fai?<span style="font-weight:bold;"> arginarli.</span>.. e poi <span style="font-weight:bold;">risolverli</span>, piano piano, uno a uno! come srotolare una <span style="font-weight:bold;">matassa</span>, segui un capo del filo&#8230; ma nella vita non lo vogliamo avere tutto questo <span style="font-weight:bold;">tempo</span>. O non ce l&#8217;abbiamo proprio&#8230;.</p>
<p>Era disarmante vedere questa <span style="font-weight:bold;">realtà.</span>.. queste persone che ti <span style="font-weight:bold;">sorridono</span>, ma quando poi la mano la devi <span style="font-weight:bold;">tendere</span>&#8230; beh allora là si che diventa difficile. non sai cosa quando e che <span style="font-weight:bold;">fare</span>&#8230; mai! Ti ritrovi in un deserto di belle parole e poca <span style="font-weight:bold;">sostanza</span>. Poi vedi gli altri che passano, che stanno sul <span style="font-weight:bold;">treno</span> e che se ne vanno lontani&#8230; così ti devi <span style="font-weight:bold;">adattare</span> alla zona in cui ti trovi e incominciare il <span style="font-weight:bold;">cammino</span>, trovandoti nuovi compagni&#8230;alla meta si <span style="font-weight:bold;">arriva</span>! poi scopri che tempo dopo ad uno ad uno son <span style="font-weight:bold;">quasi </span>tutti <span style="font-weight:bold;">caduti </span>e tutti si son trovati soli&#8230; ma ce l&#8217;hanno fatta! e non è mai <span style="font-weight:bold;">facile</span>&#8230;</p>
<p><span style="font-style:italic;">&#8220;&#8230;bello non ti passa più, te la sei voluta tu&#8230;.&#8221;</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[lezioni]]></title>
<link>http://lucarubini.wordpress.com/2009/03/15/lezioni/</link>
<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 22:54:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>=Luca=</dc:creator>
<guid>http://lucarubini.wordpress.com/2009/03/15/lezioni/</guid>
<description><![CDATA[tratto da flickr.com dall&#39;album di &quot;paveita&quot; vabbè&#8230; certo non muore mai nessuno!]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="wp-caption aligncenter" style="width: 476px"><img title="http://farm4.static.flickr.com/3027/2960312135_d0494ebaa3.jpg?v=0" src="http://farm4.static.flickr.com/3027/2960312135_d0494ebaa3.jpg?v=0" alt="tratto da flickr.com dallalbum di paveita" width="466" height="311" /><p class="wp-caption-text">tratto da flickr.com dall&#39;album di &#34;paveita&#34;</p></div>
<p>vabbè&#8230; certo non muore mai <span style="font-weight:bold;">nessuno</span>! anzi alla fine sono tutti fessi e se la filano! così tu rimani con il non sapere che fare, cosa dire e quando <span style="font-weight:bold;">andartene</span>! perhcè se ora ti muovi fai la figura dell&#8217;<span style="font-weight:bold;">idiota</span>! dovevi farlo prima, ma non ti sembrava il caso. Ora non puoi&#8230; dovrai <span style="font-weight:bold;">aspettare</span>! E&#8217; solo che alle volte mi sento <span style="font-weight:bold;">intrappolato</span> nella mia stessa vita, e ci capita di dare dei<span style="font-weight:bold;"> confini</span> troppo stretti o troppo larghi e poi non ritrovarci più! non stare bene con le nostre stesse regole! che dobbiamo cambiare, ridefinire! E&#8217; facile all&#8217;inizio stare fermi a  guardare, poi agire e <span style="font-weight:bold;">capire</span> dove abbiamo sbagliato! la verità è che la vera <span style="font-weight:bold;">genialità</span> sta nel non commettere di nuovo l&#8217;errore <span style="font-weight:bold;">simile</span>, non lo stesso!</p>
<p>così a caso&#8230; quando meno te lo aspetti. Quando le cose vanno così e tu non l&#8217;avresti <span style="font-weight:bold;">mai</span> detto! quando dovevi usare la logica, ma non ci hai nemmeno <span style="font-weight:bold;">pensato</span>! E finisci in una situazione che è quella che forse avresti <span style="font-weight:bold;">desiderato</span>, ma tanto sapevi che non poteva mai <span style="font-weight:bold;">accadere</span>. così te ne stai tranquillo e ti godi quel presente che fugge, va e poi <span style="font-weight:bold;">ritorna</span>!<br />
<br /> <span style="font-weight:bold;">ricadute</span>, capitano&#8230; siamo uomini, deboli e di bassa tempra morale<span style="font-style:italic;">(qualunque cosa voglia dire)</span>. E&#8217; che è nella nostra stessa <span style="font-weight:bold;">natura</span> il fatto di non imaprare&#8230; o imparare a metà, oggi un po&#8217; più di<span style="font-weight:bold;"> ieri</span>, ma mai abbastanza per <span style="font-weight:bold;">domani</span>! Fermiamoci e cerchiamo di capire cosa stiamo facendo! Ognuno di noi vive <span style="font-weight:bold;">giornate</span> stupende e altre che vorrebbe buttare nel cesso. Ma sono <span style="font-weight:bold;">giorni </span>forti, giorni che ti cambiano&#8230;invece quelli che ti <span style="font-weight:bold;">ammazzano</span> davvero, che ti svuotano dentro sono quelli neutri, dove nulal cambia e<span style="font-weight:bold;"> nulla </span>accade, se non il lento e <span style="font-weight:bold;">inesorabile</span> susseguirsi della giornata!</p>
<p><span style="font-style:italic;">&#8220;&#8230;ma è paradossale non ci vengo, mamma quanti dischi che vendereanno se mi spengo&#8230;&#8221;</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Una sana iniezione di lucidità.]]></title>
<link>http://lhaudian.wordpress.com/2009/03/12/una-sana-iniezione-di-lucidita/</link>
<pubDate>Thu, 12 Mar 2009 19:40:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>lhaudian</dc:creator>
<guid>http://lhaudian.wordpress.com/2009/03/12/una-sana-iniezione-di-lucidita/</guid>
<description><![CDATA[Che poi lo sai che sbagli. Sbagli sbagli. E due cose sbagliate non ne fanno una cosa giusta. Semmai ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Che poi lo sai che sbagli. Sbagli sbagli. E due cose sbagliate non ne fanno una cosa giusta. Semmai due sbagli opposti e contrari. Ma due sbagli opposti e contrari non esistono se non nella tua mente bacata e malata. Non è lo sbaglio in se che mi da fastidio, tutti sbagliano. E&#8217; il meccanismo che il tuo cervello [che in questo momento stai odiando] costruisce attorno allo sbaglio.</p>
<p>Cervello di Lhaudian: Hazhazhuazhuazhu ma quanto è imbecille XXX. Non vede che l&#8217;errore è marchiano?</p>
<p>Cervello di Lhaudian dopo un intervallo t: Si si è proprio imbecille XXX.</p>
<p>Cervello di Lhaudian dopo un intervallo t1: Vabbe facciamo così, tanto non posso sbagliare come XXX.</p>
<p>Cervello di Lhaudian dopo un intervallo t2: Ma cazzo! Ma come hai fatto a sbagliare? Peggio di XXX! Con te non ci parlo più!</p>
<p>Ti rendi conto che il mondo è fatto di esempi e che tu, si proprio tu, hai fatto i compiti a casa senza averli studiati. Masochista e anche pirla.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Post (re)fuso]]></title>
<link>http://sancla.wordpress.com/2009/02/22/post-refus/</link>
<pubDate>Sun, 22 Feb 2009 18:43:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>simple</dc:creator>
<guid>http://sancla.wordpress.com/2009/02/22/post-refus/</guid>
<description><![CDATA[Un errore sa mostrare, indicare, chiarire, perfino illuminare e in questo modo ti costringe a guarda]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Un errore sa mostrare, indicare, chiarire, perfino illuminare e in questo modo ti costringe a guardare.</p>
<p style="text-align:justify;">Allora non c&#8217;è altra scelta che darsi da fare, smettere di preoccuparsi per occuparsi di lui, che non è altro che il segno che siamo in movimento, che andiamo che qualcosa facciamo e se facciamo commettiamo -errori- ma se ci mettiamo impegno riusciamo anche a togliere quello che non serve per ad arrivare alla sostanza e a volte perfino a una conclusione.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[«Quando l'amore si spegne...» - Storia di Dario Santoro]]></title>
<link>http://dueperuno.wordpress.com/2009/02/20/quando-lamore-si-spegne-storia-di-dario/</link>
<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 11:45:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>dueperuno</dc:creator>
<guid>http://dueperuno.wordpress.com/2009/02/20/quando-lamore-si-spegne-storia-di-dario/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;ospite di oggi è Dario! Ascolta per intero la sua storia su CRC Dario racconta una storia un]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://dueperuno.wordpress.com"><img src="http://dueperuno.wordpress.com/files/2009/03/banner_home.gif" alt="banner_home" title="banner_home" width="40" height="20" class="aligncenter size-full wp-image-423" /></a></p>
<p><span style="color:#993366;">L&#8217;ospite di oggi è <span style="color:#ff0000;"><strong>Dario</strong></span>! Ascolta per intero la sua storia su <strong><a href="http://www.crc.fm/podcast/xml/dueperuno.xml">CRC</a></strong></span></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-337" title="sandra_dario_marzia" src="http://dueperuno.wordpress.com/files/2009/02/sandra_dario_marzia.jpg" alt="sandra_dario_marzia" width="270" height="210" /></p>
<p><span style="color:#993366;">Dario racconta una storia un po&#8217; particolare&#8230;</span></p>
<p><span style="color:#993366;">Nasce in una famiglia evangelica; da ragazzino vive una <strong>bella e toccante esperienza</strong> durante un campeggio estivo: lì <strong>conosce Dio</strong> e, pur giovanissimo, inizia una relazione con lui&#8230;</span></p>
<p><span style="color:#993366;">È molto preso da questa relazione con Dio, quotidiana, personale e molto importante.</span></p>
<p><span style="color:#993366;">A diciannove anni Dario parte per il <strong>militare</strong> e si trova a vivere in un mondo molto diverso da quello in cui aveva vissuto fino ad allora e ad avere una <strong>libertà decisionale</strong> come non aveva mai avuto. </span></p>
<p><span style="color:#993366;">Purtroppo non riesce a gestire al meglio la sua libertà e il suo comportamento, i pensieri e i desideri cominciano a prendere una piega ben differente, e man mano <strong>il suo grande amore per Dio comincia ad affievolirsi</strong>.</span></p>
<p><span style="color:#993366;">La vita in caserma piace al nostro amico, che decide di fare carriera all&#8217;interno dell&#8217;<strong>Esercito</strong>. Viene trasferito di caserma e da lì a poco si accorge di aver fatto una scelta sbagliata; soprattutto gli spiace aver preso una decisione così importante senza chiedere consiglio a Dio, così come aveva sempre fatto dal giorno di quell&#8217;incontro particolare al campeggio&#8230;</span></p>
<p><span style="color:#993366;">La sua <strong>infedeltà</strong>, il suo non aver considerato la <strong>volontà di Dio</strong>, rende la vita di Dario difficile negli anni successivi, perché da una parte vorrebbe continuare a vivere come desidera, nonostante la scelta fatta, dall&#8217;altra vorrebbe tornare a essere il ragazzo di prima, quello che aveva una bella relazione con Dio, che gli dava ampio spazio e ascoltava i suoi consigli.</span></p>
<p><span style="color:#993366;">Quando è in famiglia, Dario indossa la <strong>maschera del bravo ragazzo credente</strong>, gentile, assennato e fedele, ma appena è lontano si comporta molto diversamente.</span></p>
<p><span style="color:#993366;">Questa <strong>dicotomia</strong> lo fa soffrire e per due anni, ogni giorno, Dario scrive nel suo diario <strong>&#8220;Domani cambio, domani smetto&#8221;</strong>, ma non riusciva a smettere di vivere in quel modo ipocrita davanti a Dio, alla sua famiglia, alla chiesa.</span></p>
<p><span style="color:#993366;">Un giorno Dario dice davvero <strong>basta</strong> e cerca nuovamente Dio, ma con un senso di sfida, perché desidera un rapporto nuovo, più maturo e consapevole, una <strong>&#8220;prova&#8221;</strong> personale della sua esistenza e non qualcosa di riportato da altri. Così si rivolge a Dio: «Signore, io inizierò a leggere la <strong>Bibbia</strong>, ma se prima che io mi addormenti non sentirò un tuo chiaro messaggio allora <strong>ti abbandonerò</strong> per sempre&#8230;».</span></p>
<p><span style="color:#993366;">Ecco che Dio spinge Dario a leggere Efesini 4:17 <em>&#8220;&#8230;non comportatevi più come si comportano i pagani nella vanità dei loro pensieri&#8221;</em>; a quel punto i <strong>dubbi</strong> di Dario svaniscono e una <strong>pace sorprendente</strong> riempie il suo cuore&#8230;</span></p>
<p><span style="color:#993366;">Dario non era stato fedele a Dio e al suo grande amore, ma Dio sì: <em>&#8220;Se siamo infedeli, Egli rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso&#8221;(II Timoteo 2:13). </em>L&#8217;amore di Dario che si era affievolito anni prima si è riacceso ed è più forte che mai; <strong>Dio non aspettava altro che il suo ritorno</strong>.</span></p>
<p><span style="color:#993366;"><strong>Dio è così</strong>: aspetta sempre, molto pazientemente, che noi <strong>afferriamo la sua mano tesa</strong> e se ci allontaniamo ci aspetta, anche se passa molto tempo. E il suo amore per noi non cessa mai&#8230; <span style="color:#0000ff;"><strong>Non ci credi? Provalo!</strong></span></span></p>
<p><span style="color:#993366;">Puoi sentire la storia di Dario quando vuoi! Ascoltala in <strong>podcast</strong></span> <span style="color:#ff9900;"><strong><a href="http://www.crc.fm/podcast/xml/dueperuno.xml">QUI</a></strong></span></p>
<p><a href="http://dueperuno.wordpress.com/"><span style="color:#ff0000;"><strong><span style="color:#ff6600;">HOME</span></strong></span></a></p>
<p><a href="http://www.wikio.it/vote" target="_tab"><img src="http://www.wikio.it/shared/img/vote/wikio4.gif" alt="" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Facebook ammette i propri sbagli e prega gli utenti di non cancellarsi]]></title>
<link>http://gianmichele.wordpress.com/2009/02/20/facebook-ammette-i-propri-sbagli-e-prega-gli-utenti-di-non-cancellarsi/</link>
<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 08:02:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>gianmichele</dc:creator>
<guid>http://gianmichele.wordpress.com/2009/02/20/facebook-ammette-i-propri-sbagli-e-prega-gli-utenti-di-non-cancellarsi/</guid>
<description><![CDATA[Con il recente aggiornamento dei “Termini e condizioni d’uso” di Facebook non veniva di fatto più ri]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Con il recente aggiornamento dei “Termini e condizioni d’uso” di Facebook non veniva di fatto più ri]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Architettura e felicità, Alain de Botton- di Valeria Surico ]]></title>
<link>http://cartesensibili.wordpress.com/2009/01/21/architettura-e-felicita-alain-de-botton-di-valeria-surico/</link>
<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 13:23:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
<guid>http://cartesensibili.wordpress.com/2009/01/21/architettura-e-felicita-alain-de-botton-di-valeria-surico/</guid>
<description><![CDATA[copertina Adria Fruitos L&#8217;ultima fatica letteraria di Alain de Botton, Architettura e felicità]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>copertina Adria Fruitos</em></p>
<p><a href="http://www.palimpalem.com/3/adria_fruitos/userfiles/maqueta1.jpg"><img class="alignnone" src="http://www.palimpalem.com/3/adria_fruitos/userfiles/maqueta1.jpg" alt="" width="180" height="228" /></a><a href="http://www.palimpalem.com/3/adria_fruitos/userfiles/maqueta.jpg"><img class="alignnone" src="http://www.palimpalem.com/3/adria_fruitos/userfiles/maqueta.jpg" alt="" width="178" height="228" /></a></p>
<p>L&#8217;ultima fatica letteraria di <strong>Alain de Botton, Architettura e felicità</strong>, indaga un aspetto centrale dell&#8217;esistenza di tutti gli esseri umani: le case, le città, la geografia dei luoghi che abitiamo e in cui ci muoviamo, la necessità che abbiamo di sentirli belli e accoglienti. E lo fa partendo da alcune semplici domande: Che cosa rende una casa bella? E perché ciò che per alcuni è bello, per altri è invece inguardabile? Ed è ragionevole passare parte del proprio tempo a cercare di rendere più belli i luoghi in cui viviamo? E, soprattutto, i luoghi, gli edifici, le stanze e gli uffici possono renderci più o meno felici?<!--more--></p>
<p>Se riteniamo che la qualità dell’ambiente in cui viviamo sia fondamentale per il nostro benessere, non possiamo non interrogarci sul rapporto tra architettura e felicità. Ma da dove cominciare? Oggi, a differenza dei secoli passati, siamo consapevoli dell’impossibilità di individuare una misura del bello assoluta e riproponibile all’infinito, senza tener conto delle tradizioni locali e della sensibilità dei committenti. Se le ville palladiane rappresentano un ineguagliato modello di equilibrio architettonico, una recente villa costruita a Londra secondo gli stessi canoni suscita più sconcerto che ammirazione. E non erano affatto contenti i signori Savoye, per cui Le Corbusier progettò la famosa villa di Poissy: il capolavoro dell’architetto modernista si rivelò ben presto inabitabile.<br />
Attraverso una ricca casistica e insieme facendo ricorso alla verve del narratore, De Botton indaga, nella molteplicità delle sue sfaccettature, l’influenza del design sull’essere umano, design che suscita sensazioni e riflessioni, modifica l’umore, fornisce stimoli al miglioramento. Imparando a ritrovare in edifici e oggetti doti e qualità presenti anche nell’uomo avremo dunque l’occasione di conoscere meglio noi stessi. È questa, dopotutto, la fonte della vera felicità.</p>
<p>Alain de Botton presenta il suo ultimo libro dicendo che rappresenta &#8220;un mio piccolo contributo per rendere il mondo più bello&#8221; e arriva a dire che &#8220;lo stile rappresenta tutto ciò che ci manca, ciò cui aspiriamo per essere completi e felici». &#8220;L’architettura ci circonda sempre, se la capiamo — dice il 37enne autore — potremo trovare la vita più interessante. Il mio libro cerca di dire quale architettura è buona e quale cattiva. In molte città del mondo si vedono infatti troppe cose sbagliate, basta passare 10 minuti a Milano o Londra per capire quanti disastri architettonici ci circondano, io mi chiedo semplicemente il perché e cerco delle risposte». Infatti Alain de Botton ritiene che Milano manchi di pianificazione: &#8220;Ci sono begli edifici, ma sono sparsi, non c’è omogeneità&#8221;.</p>
<p>The Indipendent del libro scrive: &#8220;C’è un che di straordinario in Alain de Botton. Combatte la guerra contro il conformismo con armi e tattiche tutte sue: è erudito ma non minaccioso, ha curiosità e sensibilità. Guida il lettore verso la piena comprensione delle cose, miscelando la giusta dose di forza espressiva e moderazione. Architettura e felicità possiede tutti gli elementi di questa formula vincente.&#8221;</p>
<p>ALAIN DE BOTTON</p>
<p>Figlio del finanziere e collezionista d&#8217;arte Gilbert de Botton e della sua prima moglie Jacqueline Burgauer. Secondo un&#8217;intervista del maggio 2006 al quotidiano The Australian , i suoi genitori facevano parte di una piccola comunità di ebrei svizzeri. Ha passato i primi dodici anni della sua vita in Svizzera, dove ha imparato il francese e il tedesco. La sua famiglia si trasferì poi a Londra. Ha studiato a Cambridge e ha completato i suoi studi di filosofia al King&#8217;s College di Londra.</p>
<p>Il suo primo romanzo, <em>Esercizi d&#8217;amore</em>, fu pubblicato con il consenso della critica nel 1993. Ma la popolarità arrivò solo con la sua prima opera non di fantasia, <em>Come Proust può cambiarvi la vita</em>, basata sulla vita e l&#8217;opera di Marcel Proust.</p>
<p>Oggi le sue opere sono molto lette, sebbene considerate in modo diverso dalla critica. Alcuni lo vedono come un Montaigne dei nostri giorni, che ci fornisce verità generali ma importanti; altri giudicano il suo lavoro una serie di banalità camuffate da saggezza.</p>
<p>Possiede anche una casa di produzione propria, la Seneca Productions, che regolarmente produce documentari basati sulle sue opere.</p>
<p>Attualmente vive a Londra con la moglie Charlotte de Botton (sposata nel 2003) e i loro figli. Scrive con regolarità per diversi giornali inglesi e viaggia per dare conferenze sui suoi libri.</p>
<p>OPERE PUBBLICATE</p>
<ul type="disc">
<li class="MsoNormal"><em><span style="color:black;">Esercizi      d&#8217;amore</span></em><span style="color:black;"> (<em>Essays in Love</em>) (1993)</span></li>
<li class="MsoNormal"><span style="color:#000000;"><span style="color:#000000;"><em><span style="color:black;">Il piacere di      soffrire</span></em><span style="color:black;"> </span>(<em>The Romantic      Movement</em>) (1994)</span></span></li>
<li class="MsoNormal"><em>Cos&#8217;è una ragazza</em> (<em>Kiss      &#38; Tell</em>) (1998)</li>
<li class="MsoNormal"><em><span lang="EN-GB">Come Marcel Proust può cambiarvi la vita</span></em><span lang="EN-GB"> (<em>How Proust Can Change Your      Life</em>)(1997)</span></li>
<li class="MsoNormal"><em>Le consolazioni della      filosofia</em> (<em>The Consolations of Philosophy</em>) (2000)</li>
<li class="MsoNormal"><em>L&#8217;arte di viaggiare</em> (<em>The Art of Travel</em>) (2002)</li>
<li class="MsoNormal"><em>L&#8217;importanza di essere      amati</em> (<em>Status Anxiety</em>) (2004)</li>
<li class="MsoNormal"><em>Architettura e felicità</em> (<em>The Architecture of Happiness</em>) (2006)</li>
</ul>
<p>NOTE A PROPOSITO DI VALERIA SURICO: -&#8221; Sono nata a milano nel dicembre del 1971, e sono laureata in architettura. Amo i libri di un amore viscerale che si manifesta nel leggerli e rileggerli voracemente, possederli, annusarli, toccarli, fare le orecchie per ricordarmi a che pagina sono arrivata e scrivere sulla terza di copertina il mio nome e il mese e l&#8217;anno in cui l&#8217;ho letto. Per me lavorare tra i libri è un privilegio raro &#8230; per il mio conto corrente non è esattamente una passeggiata di salute&#8221;.</p>
<p>riferimento alla recensione:  http://bloglibri.hoepli.it/</p>
<p>&#8230; E forse questi, i luoghi felici di architetture domestiche, hanno l&#8217;esatta misura che si addice al piede, allo sguardo, al battito,al respiro.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/2_P1weKXhi4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/2_P1weKXhi4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><span>Il Salento nell&#8217;obiettivo di Gianfranco Budano -musica di René Aubry </span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[doppio errore]]></title>
<link>http://molengai2.wordpress.com/2008/11/09/doppio-errore/</link>
<pubDate>Sun, 09 Nov 2008 11:40:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>molengai</dc:creator>
<guid>http://molengai2.wordpress.com/2008/11/09/doppio-errore/</guid>
<description><![CDATA[un amico di famiglia è venuto a fare stamani gli auguri di compleanno a mia sorella a parte il fatto]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>un amico di famiglia è venuto a fare stamani gli auguri di compleanno a mia sorella</p>
<p>a parte il fatto che ha sbagliato in buona fede la data credendo che oggi fosse il dieci ha commesso un errore ben più evidente</p>
<p>ha cercato mia sorella alle dieci del mattino di domenica</p>
<p>illuso</p>
<p>prima di mezzogiorno e mezzo è improbabile se non impossibile vederla alzata</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un anno dopo, due anni prima]]></title>
<link>http://devilsarcade.wordpress.com/2008/10/23/un-anno-dopo-due-anni-prima/</link>
<pubDate>Thu, 23 Oct 2008 17:56:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>pessimotempismo</dc:creator>
<guid>http://devilsarcade.wordpress.com/2008/10/23/un-anno-dopo-due-anni-prima/</guid>
<description><![CDATA[C’è un verso nella nuova canzone di Bruce Springsteen, data alla colonna sonora del prossimo The wre]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><!--[if gte mso 9]&#62;  Normal 0 14   false false false        MicrosoftInternetExplorer4  &#60;![endif]--><a href="http://devilsarcade.wordpress.com/files/2008/10/thewrestlerfirstlookthumbnail.jpg"><img class="size-medium wp-image-33 alignleft" title="thewrestlerfirstlookthumbnail" src="http://devilsarcade.wordpress.com/files/2008/10/thewrestlerfirstlookthumbnail.jpg?w=300" alt="" width="274" height="204" /></a><br />
<span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">C’è un verso nella <a href="http://www.youtube.com/watch?v=4OSvJvSwmd4">nuova canzone di Bruce Springsteen</a>, data alla colonna sonora del prossimo <a href="http://www.spietati.it/archivio/recensioni/rece-2008-2009/w/wrestler.htm"><em>The wrestler</em></a>, che dice: <em>“</em></span><em><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">These things that have comforted me, I drive away”</span></em><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">. Queste parole sono l’ultimo pretesto che mi costringe a guardarmi allo specchio, dopo che da un po’ ormai ho perso l’abitudine di farlo… ben lieto di schivare la pessima immagine che c’è dentro. </span><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Pessima rispetto a quella che era prima; non so come dirlo, a volte mi sento vinto dalla voluttà di sprecare il poco di buono che avevo conquistato fino a poco tempo fa insistendo in comportamenti sconsiderati che mi pento subito di aver fatto. A costo di sacrifici avevo raggiunto una forma che non avevo avuto mai prima di allora; con un po’ di impegno e un ottimo maestro avevo ottenuto dei buoni risultati sulla chitarra. E ora… ho mollato lo strumento non sapendo far altro che struggermi dal desiderio di riprenderlo, ho abbandonato sfinito la dieta incapace di controllarmi e facendomi divorare dai sensi di colpa. “<a href="http://www.brucespringsteen.net/songs/OneStepUp.html">One step up, two steps back</a>”, per dirla ancora con il Boss, </span></p>
<p style="text-align:justify;"><em><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">“</span></em><em><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">When I look at myself I don&#8217;t see<br />
The man I wanted to be<br />
Somewhere along the line I slipped off track<br />
I&#8217;m caught movin&#8217; one step up and two steps back”</span></em></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">So troppo bene con la ragione che quello che sto facendo è stupido e autolesionista, ma pure non riesco a</span><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"> trattenermi… a volte, non riesco a trattenermi dal voler fare quello che è sbagliato. Mi ero detto: anche se non riesco più ad andare avanti, almeno non tornare indietro. Cosa mi è successo? Perchè la mia volontà non riesce ad essere costante? Perché non riesco a credere in me? Perché vivere nello sconforto, perché desiderare di non essere io, perché soffrire? Perché non accettarsi, perché trascurarsi? Perché farsi del male? Perché essere schiavi di se stessi, di ciò che in se stessi è cattiva abitudine, sbagliata, illusoria? Che cosa in se stessi è sbagliato? Perché la negatività, perché non la positività? Dov’è lo sbaglio, dov’è che falla il ragionamento? Dio, mi gira la testa.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[sbagli]]></title>
<link>http://molengai2.wordpress.com/2008/10/15/sbagli/</link>
<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 17:44:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>molengai</dc:creator>
<guid>http://molengai2.wordpress.com/2008/10/15/sbagli/</guid>
<description><![CDATA[non mio, ma di qualcuno uno degli utenti oggi doveva incontrare una sua amica ma l&#8217;appuntament]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>non mio, ma di qualcuno<br />
uno degli utenti oggi doveva incontrare una sua amica<br />
ma l&#8217;appuntamento è saltato perché avevano detto all&#8217;amica la data sbagliata<br />
ed ho dovuto consolare io l&#8217;utente spiegandogli a fatica che l&#8217;errore non era colpa sua</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[sbagliare forse no...]]></title>
<link>http://molengai2.wordpress.com/2008/09/12/sbagliare-forse-no/</link>
<pubDate>Fri, 12 Sep 2008 17:30:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>molengai</dc:creator>
<guid>http://molengai2.wordpress.com/2008/09/12/sbagliare-forse-no/</guid>
<description><![CDATA[ma qualcosa fuori luogo la faccio anche io]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>ma qualcosa fuori luogo la faccio anche io<br />
 <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' /> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
