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	<title>sbocchi-professionali &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/sbocchi-professionali/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "sbocchi-professionali"</description>
	<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 06:59:51 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Professione RP.  (l’essere), il fare, il sapere, il saper fare]]></title>
<link>http://uniferpi.wordpress.com/2008/12/05/professione-rp-l%e2%80%99essere-il-fare-il-sapere-il-saper-fare/</link>
<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 22:56:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>angyferra</dc:creator>
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<description><![CDATA[Cosa significa essere relatori pubblici? È una domanda che prima o poi ci poniamo tutti, prima da st]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/oODisCdWnf8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/oODisCdWnf8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><strong>Cosa significa essere relatori pubblici?</strong> È una domanda che prima o poi ci poniamo tutti, prima da studenti cioè da “professionisti in divenire” (o in sviluppo) e poi come professionisti a tutti gli effetti. Questa stessa domanda ha fatto da filo conduttore alla sessione pomeridiana del <a href="http://ferpi.it/ferpi/novita/notizie_ferpi/notizie_ferpi/il-futuro-delle-relazioni-pubbliche/notizia_ferpi/38752/11">simposio che ha celebrato i primi dieci anni</a> del Corso di Laurea in Relazioni Pubbliche dell’Università di Udine a Gorizia.</p>
<p>È toccato alla professoressa <a href="http://marcorizzo82.blip.tv/file/1519936">Renata Kodilja</a>, docente di Psicologia delle relazioni, membro del direttivo Ferpi con delega ai rapporti con Uniferpi e al progetto Mentore, aprire la discussione dal tema: “<em>Professione RP. Il fare, il sapere, il saper fare. Testimonianze dal mondo delle professioni</em>.” [sul sito di Ferpi, trovate il <a href="http://ferpi.it/ferpi/novita/notizie_ferpi/notizie_ferpi/il-futuro-delle-relazioni-pubbliche/notizia_ferpi/38752/11">resoconto completo</a> dell’evento con tutti i <strong>video</strong> degli interventi].</p>
<p><strong><!--more-->Dalla sessione è emerso che essere un relatore pubblico implica aver acquisito delle competenze</strong> mediante dei percorsi formativi &#8211; che si compiono all’università e anche sul campo (attraverso tirocini ed esperienze di lavoro) &#8211; che forniscono strumenti metodologici e pratici (la famosa “cassetta degli attrezzi”) utili per compiere ulteriori approfondimenti specifici. Questi possono aprire, un domani, numerose porte verso la professione desiderata.</p>
<p><strong>A sostenere questa visione c&#8217;era anche una nostra “vecchia” conoscenza</strong>, Marco Bardus, socio Uniferpi e laureato in Relazioni Pubbliche a Gorizia ora dottorando in comunicazione sanitaria nella Facoltà di scienze della comunicazione all’Università della Svizzera Italiana di Lugano. Nel suo intervento Marco ha voluto proporre una riflessione sul tema “essere, fare, sapere e saper fare RP”, offrendo spunti per orientarsi nel mondo del lavoro e nella professione delle Relazioni Pubbliche, ed elencando anche alcuni dei possibili sbocchi professionali che offre il Corso di Laurea.</p>
<p>Secondo Marco, per capire ciò che si vorrebbe fare “da grandi” occorre porsi alcune semplici, ma fondamentali, domande, riassumibili così:</p>
<blockquote>
<ul>
<li><strong>Chi siete? (l’essere)<br />
</strong></li>
<li><strong>Che cosa fate?</strong> Che cosa portate? (il saper fare e il “bagaglio” del sapere)</li>
<li>Sì, ma <strong>quanti siete</strong>? (quante sono le diverse competenze o specializzazioni di ciascuno)</li>
</ul>
<p>[E' una parafrasi del passaggio del film “Non ci resta che piangere” con Roberto Benigni e il compianto Massimo Troisi ripreso in questo post]</p></blockquote>
<p><strong>Quando si sta per arrivare alla laurea (poco prima e poco dopo, in effetti), si arriva davanti a un bivio, a una scelta</strong>. E sono qui che nascono i dubbi. Il quesito esistenziale diventa quindi “scegliere la professione in base ai principi della ragione o in funzione dell’istinto?</p>
<p><!-- SlideShare error: doc is missing or has illegal characters /[^-_a-zA-Z0-9]/ --></p>
<p><strong>Come consiglia Marco, la soluzione ideale è trovare un giusto compromesso</strong> tra i due elementi, cioè “cercare di scegliere tenendo presente i nostri obiettivi, passioni e interessi, ma con un occhio di riguardo anche verso la fattibilità pratica e la realizzabilità degli stessi obiettivi&#8221;. Un’ulteriore consiglio è riguardo la capacità di promuoversi (<em>selfbranding</em>), approccio che può aiutare a presentarsi nella maniera più adatta alle organizzazioni dove si vorrebbe andare a lavorare, per esempio. “Altra cosa importante &#8211; ha spiegato Marco &#8211; è capire che cosa potremmo portare di nostro in quell’organizzazione o, in altre parole, perché dovrebbero assumerci”.</p>
<p>Senza compiere un lavoro di riflessione su sé stessi (chiedendosi le fatidiche domande) si rischia di perdere l&#8217;orientamento. Ma niente paura, le soluzioni ci sono! Si possono <a href="http://www.ferpi.it">trovare</a> <a href="http://uniferpi.wordpress.com">anche</a> <a href="http://maggieks.wordpress.com/2008/11/11/so-you-want-to-be-in-pr/">online</a>.</p>
<p><strong>Infatti, citando un post sul blog della PR canadese <a href="http://maggieks.wordpress.com/about-maggie/">Maggie Kerr-Southin</a>, Marco ha elencato</strong> le “carte” fondamentali che i futuri professionisti dovrebbero tenere in mano per giocarsi al meglio il proprio futuro:</p>
<ul>
<li>studiare e avere un titolo di studio,</li>
<li>leggere, leggere, leggere,</li>
<li>mantenersi informati e in costante aggiornamento (Lifelong learning),</li>
<li>essere “spugne” per il sapere e cercare di apprendere nozioni negli ambiti più disparati</li>
<li>far parte di un’associazione professionale.</li>
</ul>
<p><strong>Occorre inoltre saper affinare le tecniche d’ascolto</strong>, essere flessibili, negoziatori, per poter creare fiducia e ottimizzare la qualità delle relazioni.</p>
<p>Secondo voi come relatori pubblici in erba quali sarebbero le conoscenze e le competenze di base che dovreste sviluppare per la vostra crescita professionale e culturale?</p>
<p>Che cosa state o stanno già facendo a riguardo? Come la pensate voi?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I giovani e la professione di Relazioni Pubbliche]]></title>
<link>http://uniferpi.wordpress.com/2008/04/06/i-giovani-e-la-professione-di-relazioni-pubbliche/</link>
<pubDate>Sun, 06 Apr 2008 19:18:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Grazia</dc:creator>
<guid>http://uniferpi.wordpress.com/2008/04/06/i-giovani-e-la-professione-di-relazioni-pubbliche/</guid>
<description><![CDATA[Al corso di laurea in Relazioni Pubbliche e Pubblicità all&#8217;Università IULM di Milano si iscriv]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://www.comunicarti.com/uploads/media/42-15212262.jpg" alt="" width="199" height="311" /></p>
<p>Al corso di laurea in Relazioni Pubbliche e Pubblicità all&#8217;Università <a href="http://uniferpi.wordpress.com/wp-admin/www.iulm.it" target="_blank">IULM</a> di Milano si iscrivono circa 600 studenti l&#8217;anno, che diventano 1800 in 3 anni. Il numero degli studenti iscritti a Uniferpi provenienti dal corso di laurea in RPP della IULM è di circa 30. 30 su 1800 è una proporzione davvero allertante.</p>
<p><!--more-->Ho fatto alcune considerazioni sulle possibili motivazioni e cause di questa realtà: Uniferpi poco vicina ai ragazzi (ma Sarah invia a cadenza periodica un aggiornamento su cosa si è fatto, si è detto, sulle possibilità offerte dall&#8217;associazione), Uniferpi non pratica ma solo astratta (ma organizziamo comunque aperitivi/incontri nel tentativo di far capire che non si tratta solo di tenere una lezione in aula, ma di entrare a far parte di un gruppo). E se non fosse solo merito/colpa di Uniferpi?</p>
<p>Quando sono entrata in questa Università avevo il pallino della pubblicità. Considerando che la prima lezione alla IULM a cui ho partecipato è stata una lezione del Prof. Marco Lombardi potete ben capire il perchè di questa mia attrazione profonda. In seguito ho seguito il corso del <a href="http://uniferpi.wordpress.com/wp-admin/www.emanueleinvernizzi.it" target="_blank">Prof. Emanuele Invernizzi</a> ed è un po&#8217; tutto cambiato. Ho iniziato a sviluppare un interesse profondo per questo strano mondo delle relazioni pubbliche. Però ci ho messo un po&#8217; di tempo per capire cosa mi interessava e cosa no. Guardo gli studenti del primo anno e molti di loro non sanno cosa siano le relazioni pubbliche nel concreto, non hanno consapevolezza degli strumenti e delle opportunità. E&#8217; forse in questo che dobbiamo lavorare? Offrire la possibilità di partecipare a un mondo complesso come quello delle Relazioni Pubbliche richiede la capacità di saper coinvolgere. E per poter coinvolgere, almeno secondo il mio modesto parere, occorre essere chiari, concreti, pratici. Il coinvolgimento necessita di conoscenza.</p>
<p>Mercoledi 9 Aprile si terrà alle ore 12.00 in <a href="http://www.iulm.it/default.aspx?idPage=982" target="_blank">aula Marconi</a> alla IULM di Milano un incontro dal titolo &#8220;I giovani e la professione di Relazioni Pubbliche&#8221; a cura del Prof. Invernizzi. Parteciperemo io e il Dott. Daniele Rosa, Direttore Corporate Communication Bayer Italia. Può essere una buona occasione per togliere di mezzo dubbi e perplessità, per discutere senza timori su cosa davvero vogliamo fare da grandi.</p>
<p>Avete domande da porre? Io vi faccio volentieri da strumento, veicolo di quesiti e dubbi.</p>
<p>Mi impegno in ogni caso a riportarvi quanto emergerà dall&#8217;incontro e dal confronto subito dopo l&#8217;evento!</p>
</div>]]></content:encoded>
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