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	<title>schemi-dellombra &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/schemi-dellombra/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "schemi-dellombra"</description>
	<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 23:41:34 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[da "Schemi dell'ombra"]]></title>
<link>http://leserpent.wordpress.com/2008/09/23/da-schemi-dellombra-26/</link>
<pubDate>Tue, 23 Sep 2008 06:01:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>federico federici</dc:creator>
<guid>http://leserpent.wordpress.com/2008/09/23/da-schemi-dellombra-26/</guid>
<description><![CDATA[Colle del Melogno, 22 settembre 2008 &nbsp; &nbsp; È un’altra natura, doppia, l’ombra apparsa ai mur]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="right"><em>Colle del Melogno, 22 settembre 2008</em></p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p>È un’altra natura, doppia, l’ombra<br />
apparsa ai muri, corre dentro il vuoto,<br />
sotto, sino al fianco nero del mondo,<br />
quello in cui si regge perpendicolare il peso.<br />
Senza frantumarsi va a sparire<br />
nel luogo accidentato dove s’incammina,<br />
lungo righe e segni, polveri, caratteri minuti<br />
d’alfabeto, disunisce i numeri, gli interi,<br />
taglia in due le cifre ai primi, lascia i resti.<br />
Non ha fine il modo in cui si radica e distrugge<br />
lentamente le pareti della casa: scopre tralci<br />
sempreverdi rampicanti, le radici sbriciolano<br />
arti e denti. Hai l’idea che tutto si ricolmi<br />
d’ombra in fondo, i paesi e i laghi e che ciò<br />
nutra la terra e che a rompersi la pietra<br />
scoppi in un lamento il mondo, torni<br />
il pianto delle cose che ha ingoiato il fiume. </p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[]]></title>
<link>http://leserpent.wordpress.com/2008/08/11/762/</link>
<pubDate>Mon, 11 Aug 2008 22:55:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>federico federici</dc:creator>
<guid>http://leserpent.wordpress.com/2008/08/11/762/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;ultima resistenza che un individuo oppone per la propria libertà è il corpo, quando, vicino ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="justify">L&#8217;ultima resistenza che un individuo oppone per la propria libertà è il corpo, quando, vicino al passo, tiene ritto il collo e alto lo sguardo. Nessuno può sostituirsi in quel frangente a un altro. Non c’è difesa: né comprensione o perdono. Ci  spingeremo a tanto?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[da "Schemi dell'ombra"]]></title>
<link>http://leserpent.wordpress.com/2008/07/27/da-schemi-dellombra-22/</link>
<pubDate>Sun, 27 Jul 2008 09:04:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>federico federici</dc:creator>
<guid>http://leserpent.wordpress.com/2008/07/27/da-schemi-dellombra-22/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp; Filicudi, 22 luglio 2008 &nbsp; &nbsp; Ora entriamo nello stridere, la pietra nella pietra, u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="justify">&#160;</p>
<p align="right"><em>Filicudi, 22 luglio 2008</em></p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p>Ora entriamo nello stridere, la pietra nella pietra,<br />
una vena tenera di luce sulla terra, per la schiena,<br />
dove ci sfigura a strappi l’ombra dentro il sole,<br />
grumi e polvere disposti in assolata erba, per velocità<br />
dell’aria, circondati nell’infinitesimo dai pollini,<br />
caduti, sparsi in un’astratta migrazione, le cose<br />
tratte a volo sulle cose attraverso il vuoto, chiusi<br />
ancora un po’ luminescenti, entro il cerchio fatto<br />
con la voce.</p>
<p align="justify">&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[da "Schemi dell'ombra"]]></title>
<link>http://leserpent.wordpress.com/2008/07/18/da-schemi-dellombra-21/</link>
<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 08:10:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>federico federici</dc:creator>
<guid>http://leserpent.wordpress.com/2008/07/18/da-schemi-dellombra-21/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp; Taormina, 17 luglio 2008 &nbsp; &nbsp; Nella tua prima morte, nel controllo del respiro che t]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="justify">&#160;</p>
<p align="right"><em>Taormina, 17 luglio 2008</em></p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p>Nella tua prima morte, nel controllo del respiro che ti fa tremare,<br />
mentre dietro gli occhi scivolano i segni delle cose nelle mani,<br />
ti riporti dentro il mondo, nulla lasci di compiuto: tutti i pezzi,<br />
i nomi ingoi, i frantumi e le parole, aspirate le vocali, mezze<br />
consonanti tra labiali strette e brevi, resistendo al pianto<br />
tra i singhiozzi, di nascosto, coprendoti col viso sulle mani,<br />
deridi la visione del dolore, l’altezza della croce, prendi<br />
in bocca e tiri via gli spaghi dalle cuciture, disfi corpo e vesti,<br />
come tocca solo fare bene ai morti per essere invisibili. Se<br />
preso da una voglia forte di sapere, frugherà qualcuno<br />
nelle tue viscere scoperte prima di sparire, lì ritroverà le cose<br />
come sono state, come tu le hai sapute sempre senza dirlo,<br />
ricresciute piano sul midollo, fili d’erbe lungo i fiumi e pietre.</p>
<p align="justify">&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[da "Schemi dell'ombra"]]></title>
<link>http://leserpent.wordpress.com/2008/07/10/da-schemi-dellombra-20/</link>
<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 07:04:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>federico federici</dc:creator>
<guid>http://leserpent.wordpress.com/2008/07/10/da-schemi-dellombra-20/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp; 9 luglio 2008 &nbsp; &nbsp; Cade il vuoto in mezzo alle sottili impronte, la replica dei mort]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="justify">&#160;</p>
<p align="right"><i>9 luglio 2008</i></p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p>Cade il vuoto in mezzo alle sottili impronte,<br />
la replica dei morti sulla patina di polvere<br />
dove si ricoprono dal fuoco, neri, nell’estraneità<br />
dal mondo, portano ancora i loro nomi e i nostri<br />
in gola, i nodi tra i capelli. Discutono il dominio<br />
della notte, le parole si distendono tra i corpi.<br />
Le palpebre, scarnite dalla luce, scintillano<br />
su gusci d’ossa strenuamente, dove hanno appreso<br />
senza chiudersi a morire, a non chiedere più l’aria,<br />
il fiato, dove sulla pietra stride alle radici l’albero<br />
cresciuto troppo stretto ai muri. L’acqua<br />
luminosamente accoglie secche elitre d’insetti –<br />
la memoria vuota, il solco al fiume pietre.</p>
<p align="justify">&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[da "Schemi dell'ombra"]]></title>
<link>http://leserpent.wordpress.com/2008/06/27/da-schemi-dellombra-19/</link>
<pubDate>Fri, 27 Jun 2008 09:16:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>federico federici</dc:creator>
<guid>http://leserpent.wordpress.com/2008/06/27/da-schemi-dellombra-19/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp; 22 giugno 2008 &nbsp; &nbsp; La memoria nella stanza è salva tra i lenzuoli caldi ancora, ben]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="justify">&#160;</p>
<p align="right"><i>22 giugno 2008</i></p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p>La memoria nella stanza è salva tra i lenzuoli<br />
caldi ancora, bene ripiegati sotto le coperte ai bordi,<br />
dove non fa grinze il copriletto, si allineano le scarpe<br />
alla parete, la sedia contro l’anta dell’armadio, tutto<br />
per non far cadere nulla, uscire dai cassetti chiusi<br />
e la finestra, confondersi di nuovo tra gli oggetti.<br />
La maniglia sulla porta trattenuta male dallo spago<br />
cede. Resta disgraziata la ripetizione delle cose,<br />
non c’è più conforto dove non si dubita di niente,<br />
dove si riguarda a turno dalla propria parte e<br />
poco distante, con la misteriosa vanità degli occhi,<br />
accecati dalla luce ancor più grande in cielo: ecco<br />
il mondo qui che ti raggiunge con la sua voglia<br />
di morte e che arriva a te seduto ad aspettarlo<br />
di nascosto s’illumina ai tuoi piedi da quello spiraglio.</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[da "Schemi dell'ombra"]]></title>
<link>http://leserpent.wordpress.com/2008/06/17/da-schemi-dellombra-18/</link>
<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 10:51:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>federico federici</dc:creator>
<guid>http://leserpent.wordpress.com/2008/06/17/da-schemi-dellombra-18/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp; 17 giugno 2008 &nbsp; &nbsp; Solo nell’eco dei corsi vuoti, controcorrente calmati dal vento ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="justify">&#160;</p>
<p align="right"><i>17 giugno 2008</i></p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p>Solo nell’eco dei corsi vuoti, controcorrente calmati dal vento<br />
o passati alla sabbia, soffia più l’ombra, esausta si riavvicina a terra<br />
dov’era caduta, fruscia attraverso le orecchie la piena arsa<br />
nell’ora bella del sole. Come dal sonno penetrano gli occhi,<br />
certi che tutto finisca perdendosi la luce, sgretola l’onda dei fiumi<br />
da questo lato la pietra, quello da dove si ascoltano le cose.<br />
In una sola oscurità le ossa e la polvere tremano dentro la terra,<br />
si disfa sulle radici il mondo degli alberi chini a un peso d’acqua,<br />
evita l’ombra il corpo, porta via i nidi sopra le siepi senza fiatare.<br />
S’apre dai fianchi asciutti questa montagna, nel battito dei suoi silenzi<br />
uscito da una oscurità vuota in cui s’alzi improvvisa la voce,<br />
pare una disabitata stanza dagli anni, in cui si porga da un vaso la rosa.</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[da "Schemi dell'ombra"]]></title>
<link>http://leserpent.wordpress.com/2008/06/12/da-schemi-dellombra-17/</link>
<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 08:53:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>federico federici</dc:creator>
<guid>http://leserpent.wordpress.com/2008/06/12/da-schemi-dellombra-17/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp; 10 giugno 2008 &nbsp; &nbsp; Questa carne intorno al corpo, forse la tua immagine o la somigl]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="justify">&#160;</p>
<p align="right"><i>10 giugno 2008</i></p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p>Questa carne intorno al corpo, forse la tua immagine<br />
o la somiglianza sino in fondo esigua all’ideale di te stesso,<br />
è <em>tuo corpo</em>, l’altra opera di te che si avvicina a vivere<br />
da una distanza, quella in cui dai forma alla parola,<br />
al tenero bisbiglio d’alfabeto che riguarda il mondo,<br />
dove esci al fiato della storia che l’annichilisce presto,<br />
a un reticolo di voci e gesti avanzati più per discendenza<br />
d’ombra e da qui alla fine ben tracciati sull’enigma,<br />
che raccoglie tutte le domande, la sostanza tutta<br />
in un unico dolore che appartiene al corpo.</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[da "Schemi dell'ombra"]]></title>
<link>http://leserpent.wordpress.com/2008/06/10/da-schemi-dellombra-16/</link>
<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 05:38:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>federico federici</dc:creator>
<guid>http://leserpent.wordpress.com/2008/06/10/da-schemi-dellombra-16/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp; 9 giugno 2008 &nbsp; &nbsp; Vive e morte insieme sono le cose in un atto solamente, date nel ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="justify">&#160;</p>
<p align="right"><i>9 giugno 2008</i></p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p>Vive e morte insieme sono le cose<br />
in un atto solamente, date nel visibile degli occhi,<br />
identiche alla luce intermittente del fanale<br />
sopra l’acqua, nella oscurità che completa il cielo.<br />
È di questo che si riempiono fessure e tagli,<br />
di riflessi. La luce altera il mondo, disabita gli strappi<br />
in superficie, le lacerazioni, i nitidi contorni molto lunghi<br />
dove scivola la mano, gli antri, le perforazioni agli occhi<br />
e le altre dove stringono le fibre e i nervi, si sollevano grandissimi<br />
silenzi, resiste l’atto a compiersi: la mano spinge l’altra<br />
mano, scopre il vuoto sfregando sulla fronte la memoria,<br />
pulendosi dal viso i fili d’acqua, dà lo spazio ad altre morti.</p>
<p align="justify">&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[da "Schemi dell'ombra"]]></title>
<link>http://leserpent.wordpress.com/2008/05/27/da-schemi-dellombra-13/</link>
<pubDate>Tue, 27 May 2008 04:12:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>federico federici</dc:creator>
<guid>http://leserpent.wordpress.com/2008/05/27/da-schemi-dellombra-13/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp; per morire a te serve un corpo &nbsp; ?cosa serve a questa mano per commisurare l’ombra ricop]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="justify">&#160;</p>
<p align="right"><em>per morire<br />
a te serve un corpo</em></p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p>?cosa serve a questa mano<br />
per commisurare l’ombra<br />
ricoprirla tutta da una parte<br />
dove perde anche la propria,<br />
quasi più mortale, dove a tutto<br />
sottostà la scura mappa di quei nomi<br />
propri in uno schema d’unghie<br />
e terra tra le frange degli occhi,<br />
trattenuti in un sussurro, un filo<br />
alla memoria, occultati e vicini<br />
e tra i vivi dove forse anche tu<br />
ritornerai dal centro, scuro,<br />
annodandoti in centimetri<br />
di nervi, fiori, e radici nei capelli e<br />
tra labirinti finalmente aperti, tremando,<br />
in-vertebrato tra regioni fitte d’aria.</p>
<p>Vedi, solo in fondo al loro nome<br />
dove non le puoi toccare, ancora<br />
queste cose, le cose sono poi divise.</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[da "Schemi dell'ombra"]]></title>
<link>http://leserpent.wordpress.com/2008/04/17/da-schemi-dellombra-11/</link>
<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 14:29:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>federico federici</dc:creator>
<guid>http://leserpent.wordpress.com/2008/04/17/da-schemi-dellombra-11/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp; 17 aprile 2008 &nbsp; Perché darsi tanta pena il mondo e le cose, d’esser qui, nell’esistente]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="justify">&#160;</p>
<p align="right"><i>17 aprile 2008</i></p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p>Perché darsi tanta pena il mondo e le cose, d’esser qui,<br />
nell’esistente, forse poco meno che umane, oppresse<br />
in un’angoscia che le perde, riflesse silenziosamente,<br />
sempre in gioco con la morte. Questa parte dello specchio<br />
dove sfregano le mani per raggiungersi di nuovo e da questa,<br />
dove tutto è scritto tra due morti, qua e là dal corpo,<br />
si affaticano gli sguardi nella propria immagine<br />
che prende vastità di tempo e spazio. Immagina<br />
che sia lo spazio il tuo polso fermo sopra il piano,<br />
sia la parete sopra cui ribattono i sussulti prima che finisca<br />
il tempo. Si dovrebbe essere morti già da molto allora<br />
per riflettere chiaramente piccole cose semplici,<br />
essere di quei morti però senza l’ombra che li fa tremare<br />
più, di continuo indietro, nel vivente transitorio<br />
appena un filo d’aria li richiama, un respiro li trattiene<br />
in un po’ di luce. Davvero ci si sentirebbe forti nel rumore<br />
secco d’erba  sotto i piedi, forti da non trattenersi nella pietra<br />
che richiude l’ombra al passo rotolando, riportando la memoria<br />
sulla strada. Tutta quella vita conosciuta altrimenti<br />
incommensurabile e inascoltata che per apprensioni<br />
retrocede sino a dove si era stati un tempo, per rientrarvi,<br />
risucchiata come un’acqua, un’ombra dalla luce, tra due fili,<br />
male trattenuta dalle dita, i rami, i muri nel confino di una casa.</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[da "Schemi dell'ombra"]]></title>
<link>http://leserpent.wordpress.com/2008/04/12/da-schemi-dellombra-10/</link>
<pubDate>Sat, 12 Apr 2008 05:19:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>federico federici</dc:creator>
<guid>http://leserpent.wordpress.com/2008/04/12/da-schemi-dellombra-10/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp; 5 aprile 2008 &nbsp; &nbsp; Fa difetto alla speranza conoscere davvero il mondo e per scalini]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="justify">&#160;</p>
<p align="right"><i>5 aprile 2008</i></p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p>Fa difetto alla speranza conoscere davvero il mondo<br />
e per scalini caduto nel silenzio, senza legature<br />
altre, separato al resto, afflitto, con l’orecchio teso<br />
un metro sopra l’acqua, cogli tenero quel suono,<br />
l’elitra che frulla l’aria nei riflessi sopra la fontana.<br />
Quaggiù tagliano le unghie l’erba, piange sovente<br />
la lingua, volano gli sciami, hanno breve storia<br />
sulla polvere gli insetti, pieni d’una irrequietezza incerta.</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[da "Schemi dell'ombra"]]></title>
<link>http://leserpent.wordpress.com/2008/04/06/da-schemi-dellombra-8/</link>
<pubDate>Sun, 06 Apr 2008 09:17:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>federico federici</dc:creator>
<guid>http://leserpent.wordpress.com/2008/04/06/da-schemi-dellombra-8/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp; Paris, 31 marzo 2008 &nbsp; &nbsp; Come mai si arriva o come non trovare dove basse, dopo que]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="justify">&#160;</p>
<p align="right"><i>Paris, 31 marzo 2008</i></p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p>Come mai si arriva o come non trovare<br />
dove basse, dopo quel tumulto dell’inizio,<br />
dicono le voci tutte insieme un nome a consolarsi,<br />
accorciandosi nel fiato, tratte nel declivio,<br />
adunate nello stesso punto verso mare<br />
con un passo che le tiene unite. Dopo<br />
come presi in reti, in schemi, immischiati,<br />
in solchi, in un’interiorità profonda, nuovi o<br />
antichi, in porti immaginari, due a due dirimpetto<br />
ai lati stretti lungo fiumi aridi, tracciati dove solo<br />
più trascorrono le lingue male udite dei naufragi,<br />
posano quei volti dal sorriso incerto, che li spezza in due<br />
altre parti divise, due ciascuno gli occhi a lato sopra<br />
un proprio mondo, vòlti a una luce occulta, diramata<br />
in un certo modo prossima alla terra.</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[da "Schemi dell'ombra"]]></title>
<link>http://leserpent.wordpress.com/2008/02/06/da-schemi-dellombra-6/</link>
<pubDate>Wed, 06 Feb 2008 05:39:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>federico federici</dc:creator>
<guid>http://leserpent.wordpress.com/2008/02/06/da-schemi-dellombra-6/</guid>
<description><![CDATA[6 febbraio 2008 &nbsp; Dopo ti porteranno a peso con tutta la tua gente intorno, l’àgape festosa, l’]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="right"><i>6 febbraio 2008</i></p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p>Dopo ti porteranno a peso con tutta la tua gente intorno,<br />
l’àgape festosa, l’eco delle scarpe in un giardino di fiori,<br />
verso un altro angolo del mondo che non sapevi,<br />
dove la tua ombra si stacca dalla porta e prosegue sola,<br />
come un vivo al guado nel transito di un fiume sa<br />
che deve chiudere la strada. Darai le spalle, a tutti sembrerà<br />
che anzi si allontani solo una immagine di te, per  non tremare<br />
oltre, qui, cieca e scivolata dalla luce, caduta tanto silenziosamente<br />
che parrà che sia da quella parte il luogo dove andare tutti<br />
insieme a ritrovarsi, liberandosi le mani al giogo d’ombra<br />
dentro la corrente bassa che portandoci si spegne.</p>
<p align="justify">&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[da "Schemi dell'ombra"]]></title>
<link>http://leserpent.wordpress.com/2008/01/06/da-schemi-dellombra-3/</link>
<pubDate>Sun, 06 Jan 2008 10:28:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>federico federici</dc:creator>
<guid>http://leserpent.wordpress.com/2008/01/06/da-schemi-dellombra-3/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp; Ansbach, 30 dicembre 2007 &nbsp; &nbsp; Dietro queste crepe sta una luce sola, attraverso la ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="justify">&#160;</p>
<p align="right"><i>Ansbach, 30 dicembre 2007</i></p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p>Dietro queste crepe sta una luce sola,<br />
attraverso la disabitata trasparenza,<br />
che unisce gli alberi e le case<br />
in un paese solo, nell’interiorità del mondo<br />
inavvertita agli occhi, posata fuori sulle cose<br />
che le fa tremare appena e non possono<br />
riflettersi così precisamente, solo stare,<br />
disperando, mute o vacillanti<br />
splendori in superficie.</p>
<p align="justify">&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La lingua plurale del senso - Antonio DIAVOLI]]></title>
<link>http://rebstein.wordpress.com/2007/11/22/la-lingua-plurale-del-senso-antonio-diavoli/</link>
<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 11:00:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>francescomarotta</dc:creator>
<guid>http://rebstein.wordpress.com/2007/11/22/la-lingua-plurale-del-senso-antonio-diavoli/</guid>
<description><![CDATA[(Federico Federici, L&#8217;alfabeto tradotto, 2007) da Schemi dell&#8217;ombra 16 settembre 2007 Le]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://rebstein.wordpress.com/files/2007/11/federico-federici-lalfabeto-tradotto-2007.jpg" title="federico-federici-lalfabeto-tradotto-2007.jpg"><img width="423" src="http://rebstein.wordpress.com/files/2007/11/federico-federici-lalfabeto-tradotto-2007.jpg" alt="federico-federici-lalfabeto-tradotto-2007.jpg" height="343" style="width:337px;height:268px;" /></a><br />
(<strong>Federico Federici</strong>, <em>L&#8217;alfabeto tradotto</em>, 2007)</p>
<p>da <em>Schemi dell&#8217;ombra</em></p>
<p align="right"><em>16 settembre 2007</em></p>
<p>Le cose nei loro nomi invisibili sono il mondo</p>
<p>muto, una cosa sola in esso, il mondo all&#8217;oscuro</p>
<p>di tutto, compreso solo al fuoco che divora di continuo<br />
<!--more--><br />
per non farselo sfuggire inerte, di nuovo</p>
<p>oblio continuo delle cose, il mondo,</p>
<p>una dopo l&#8217;altra, la distanza che disabita</p>
<p>le dita, questo è scritto:</p>
<p>uno spazio chiuso, una scatola o</p>
<p>un vuoto che non ha pareti, dove imprime</p>
<p>in un attimo il soffio la voce, sino a sconfinare;</p>
<p>il pensiero primo è l&#8217;eco, che ritorna</p>
<p>tutto, anche il cielo, anche da una superficie</p>
<p>d&#8217;acqua ferma. Tremano le cose, e la voce</p>
<p>che le fa tremare &#8211; il nome le ferma,</p>
<p>il nome dato toglie le cose al mondo -</p>
<p>non le fa riflettere. Rimangono negli occhi.</p>
<p align="right">&#160;</p>
<p align="right"><em>23 settembre 2007</em></p>
<p>È strana la luce in cui sostano le cose ancora</p>
<p>prima di scoprirsi muovendo a lato, staccandosi</p>
<p>da un estremo all&#8217;altro, discorrendo, ricoprendosi</p>
<p>di crepe, contravvenendo, cadendo risonanti in cavità</p>
<p>di buio, che gli occhi non hanno mai visto, facendo</p>
<p>tremare lo spazio, sommessamente, come sapessero</p>
<p>in fondo la tenebra occulta che le riempie, in ogni taglio</p>
<p>infiltrata ad orlo di luce, dove poco più chiarita</p>
<p>affiora agli occhi, preme lo sguardo, senza liberarsi.</p>
<p align="right">&#160;</p>
<p align="right"><em>24 settembre 2007</em></p>
<p>L&#8217;oblio, il dormiente, l&#8217;avvicendarsi, il moto</p>
<p>scuro nelle palpebre per anni accorda</p>
<p>ogni sera un sonno senza avvenimenti,</p>
<p>mentre atteso il volto sovrasta pagine di luce,</p>
<p>getta un grido sopra sepolture. La scomposta</p>
<p>grandine di mano a mano cade, ferma sopra tutto,</p>
<p>lo fa risuonare picchiandolo da fuori, un giorno</p>
<p>e l&#8217;altro, nel vuoto di materia, la cui grigia</p>
<p>immobilità veste rosa e pietra. Strepita</p>
<p>in un&#8217;alterità che non ha esiti la voce</p>
<p>si raduna solo fiato sopra l&#8217;erba.</p>
<p><a href="http://rebstein.wordpress.com/files/2007/11/federico-federici-attraverso-prima-luce-2007.jpg" title="federico-federici-attraverso-prima-luce-2007.jpg"><img src="http://rebstein.wordpress.com/files/2007/11/federico-federici-attraverso-prima-luce-2007.thumbnail.jpg" alt="federico-federici-attraverso-prima-luce-2007.jpg" /></a></p>
<p align="right">&#160;</p>
<p><strong>***</strong></p>
<p align="right">&#160;</p>
<p>da <em>L&#8217;emisfero sinistro</em></p>
<p><strong>*</strong></p>
<p>copri sotto il piede la terra</p>
<p>un&#8217;ombra per dire come</p>
<p>sparirai facendo un passo avanti</p>
<p align="right">&#160;</p>
<p>resti a forza del peso</p>
<p>nel rumore che assorbe le ossa</p>
<p>tra i movimenti sprecati di sempre</p>
<p>per riportarti al punto di prima</p>
<p><strong>*</strong></p>
<p align="right"><em>a Olivia Trummer</em></p>
<p>ti nascondi tra gli orari,</p>
<p>gli spartiti volatili di luci,</p>
<p>le mappe &#8211; macchie sopra i tovaglioli,</p>
<p>tra gli anagrammi dei nomi,</p>
<p>le cifre dei binari, le potenze</p>
<p>sulle lampadine, le alternate</p>
<p>degli scambi, le portate</p>
<p>di carichi e ascensori, tutte</p>
<p>le misure insieme scrivono</p>
<p>i tuoi anni: da lì</p>
<p>entri negli occhi, digiti</p>
<p>il tuo codice di unghie,</p>
<p>fai la spia tra le meningi,</p>
<p>ti aggiungi alla memoria</p>
<p>come una qualsiasi cosa</p>
<p>dimenticata di dire</p>
<p><strong>*</strong></p>
<p>per ogni centimetro tagliato</p>
<p>ai tuoi capelli perdi una memoria,</p>
<p>molti mesi caduti:</p>
<p>non torneresti indietro a contarli,</p>
<p>secoli di pioggia sui pavimenti</p>
<p>spazzati, annidati dentro</p>
<p>pieghe, fili di luce nei muri</p>
<p>il più invisibile segno alle morti</p>
<p><a href="http://rebstein.wordpress.com/files/2007/11/federico-federici-il-calco-del-luogo-2007.jpg" title="federico-federici-il-calco-del-luogo-2007.jpg"><img src="http://rebstein.wordpress.com/files/2007/11/federico-federici-il-calco-del-luogo-2007.thumbnail.jpg" alt="federico-federici-il-calco-del-luogo-2007.jpg" /></a></p>
<p align="right">&#160;</p>
<p><strong>***</strong></p>
<p align="right">&#160;</p>
<p>da <em>Canto Fermo</em></p>
<p align="right">&#160;</p>
<p><strong>I.</strong></p>
<p>l&#8217;acqua anticamente <em>ou les nouveaux nuages</em></p>
<p>o l&#8217;ubiquità dei cieli in terra, l&#8217;esile figura</p>
<p>dolce dei giardini, prediletta nella rosa,</p>
<p>si frantuma prima di toccare il punto</p>
<p>in basso &#8211; la radice il pianto -, la perfetta</p>
<p>lingua qui incontrata senza mai che fosse</p>
<p>vista, passa silenziosa al fiume accanto</p>
<p>ai sassi e graziosa d&#8217;ombre, tenera di grazia</p>
<p>per opera buona e sconosciuta voce senza</p>
<p>l&#8217;oro in bocca, s&#8217;addice all&#8217;avvenire, séguita</p>
<p>perduta a vista se anche poco in <em>Aprile</em> piove</p>
<p><strong>XV.</strong></p>
<p>per me che ti seguivo in disparte</p>
<p>continua la mattina l&#8217;aria mossa,</p>
<p>giunge a leggére vele come ai cornicioni.</p>
<p>voce che sparisce ai vetri dice:</p>
<p>viso, mano a mano amata.</p>
<p>per trovare casa cade al centro della pietra.</p>
<p><strong>XVI.</strong></p>
<p>mette radici, l&#8217;erba, si oscura</p>
<p>in forme preme sotto la pietra,</p>
<p>in un centimetro incide il suolo,</p>
<p>così che penetra nelle pareti</p>
<p>il filo del tempo, la gola, chiara</p>
<p>e vocale, la lingua chiusa nell&#8217;ombra,</p>
<p>trema, appena spinta di fuori, fiorisce.</p>
<p><a href="http://rebstein.wordpress.com/files/2007/11/federico-federici-canti-pietrificati-2007.jpg" title="federico-federici-canti-pietrificati-2007.jpg"><img src="http://rebstein.wordpress.com/files/2007/11/federico-federici-canti-pietrificati-2007.thumbnail.jpg" alt="federico-federici-canti-pietrificati-2007.jpg" /></a></p>
<p align="right">&#160;</p>
<p><strong>***</strong></p>
<p align="right">&#160;</p>
<p>da <em>Lumina (appunti di)</em></p>
<p><strong>*</strong></p>
<p>ho riempito di calcoli un quaderno, i fratti con gli interi,</p>
<p>il riporto, a mano, dietro, ogni pagina girata, cominciando</p>
<p>un numero sempre gigantesco, più che sfigurava</p>
<p>dando fiato nei prodotti, sottraendo le sue divisioni,</p>
<p>addizionando i resti e via dicendo, tanto che sarebbe stato</p>
<p>presto necessario, bello teso, un filo a legarli tutti insieme</p>
<p>quei frantumi decimali, l&#8217;alta dimensioni di decine, centinaia,</p>
<p>le migliaia accavallate una all&#8217;altra, l&#8217;uno appresso al due,</p>
<p>poi di nuovo, cambiandosi le parti, il due dall&#8217;uno &#8211; non</p>
<p>è fotogenico altro numero che il primo</p>
<p align="right">&#160;</p>
<p>non so esattamente cosa cominciai contando:</p>
<p>di colpo &#8211; so &#8211; mi volsi al mucchio della cenere</p>
<p>lì sul davanzale e lì iniziai per calcolare, tanto</p>
<p>per iniziar qualcosa, a dire, ad operare con maniera</p>
<p>e con fermezza; ora, da nulla che era, questa pur</p>
<p>grandezza inconcludente mi ha incantato, tutta</p>
<p>scritta, misurata in un quaderno, è dove sta più</p>
<p>piena, rasa, gonfia in tutte le sue qualità, bene</p>
<p>riprodotta nel continuo movimento delle dita</p>
<p><a href="http://rebstein.wordpress.com/files/2007/11/federico-federici-atraversamenti-2007.jpg" title="federico-federici-atraversamenti-2007.jpg"><img src="http://rebstein.wordpress.com/files/2007/11/federico-federici-atraversamenti-2007.thumbnail.jpg" alt="federico-federici-atraversamenti-2007.jpg" /></a></p>
<p align="right">&#160;</p>
<p><strong>***</strong></p>
<p align="right">&#160;</p>
<p>da <em>Unter Struktur</em></p>
<p><strong>*</strong></p>
<p>Im Luftzug der Nerven Zuflucht</p>
<p>steht und als Lurch zu beginnen</p>
<p>um unsichtbar zu sein.</p>
<p align="right">&#160;</p>
<p>Was ist es sonst als feine Risse</p>
<p>zwischen Namen und Dingen</p>
<p>auf ein paar Wellenlängen</p>
<p>auf Karten verzeichnet,</p>
<p>also besser Zahlen zu lesen</p>
<p>während du dich flüstern hörst</p>
<p>um die Mauern, nachts.</p>
<p align="right">&#160;</p>
<p>Dass es die Worte sind, die dich</p>
<p>abschirmen vor des Tages Licht.</p>
<p><strong>*</strong></p>
<p>Aus der Sicht eines Bildes wäre Ich was?</p>
<p>Nur die beiden Apfelhälften?</p>
<p>Und nichts macht so einsam wie das Wort</p>
<p>«Wirklichkeit» und «geschenkt».</p>
<p>Ich war dabei.</p>
<p><a href="http://rebstein.wordpress.com/files/2007/11/federico-federici-la-quadratura-del-tempo-2007.jpg" title="federico-federici-la-quadratura-del-tempo-2007.jpg"><img src="http://rebstein.wordpress.com/files/2007/11/federico-federici-la-quadratura-del-tempo-2007.thumbnail.jpg" alt="federico-federici-la-quadratura-del-tempo-2007.jpg" /></a></p>
<p align="right">&#160;</p>
<p><strong>***</strong></p>
<p align="right">&#160;</p>
<p>da <em>Extra Password</em></p>
<p><strong>X.</strong> <em>scarecrow peasant</em></p>
<p>so the light paralysed</p>
<p>his fist across the dark,</p>
<p>the resonating light</p>
<p>at a certain angle from</p>
<p>within his throat, the bare-flailed</p>
<p>tongue, graft to all the languages,</p>
<p>damping down to words</p>
<p>founded in one own breathing,</p>
<p>the leaped up shouts</p>
<p>spread out air-hooped lips</p>
<p>like noise in gears of spikes</p>
<p align="right">&#160;</p>
<p>the straw body on its stilts</p>
<p>watches wide stretches of hills,</p>
<p>fields, islands of birds,</p>
<p>dumb dusky landfalls</p>
<p align="right">&#160;</p>
<p>after thousands of collisions</p>
<p>leave the winds a wake</p>
<p>upon the awns, warm</p>
<p>ash of fire-flies</p>
<p><strong>XV.</strong> <em>undoing</em></p>
<p align="right"><em>Canterbury</em>, 06.11.07</p>
<p>you lie beneath the names</p>
<p>which are those given to the fugitive ones</p>
<p>the strict idyll of voices</p>
<p>all at once rejected in a cry</p>
<p>beyond end-zone bars,</p>
<p>movable like the full treasure of stars,</p>
<p>the boiled peels mystery,</p>
<p>the fishbone in the plate</p>
<p>after candle-light dinners,</p>
<p>the airless feather of the wing,</p>
<p>the dead cat claw lost</p>
<p>in the cracks of walls</p>
<p align="right">&#160;</p>
<p>it&#8217;s a rare fact indeed that death</p>
<p>absorbs the light, the nerves</p>
<p>and everything, dragging through the exit</p>
<p align="right">&#160;</p>
<p>the one remarkable scene</p>
<p>is that uneasy scratch of all the voices</p>
<p>at intervals, across many pleated sheets of dust</p>
<p align="right">&#160;</p>
<p>the silent grass psalm undoes</p>
<p>you with a certain method</p>
<p><a href="http://rebstein.wordpress.com/files/2007/11/federico-federici-una-delle-notti-ultime-2006.jpg" title="federico-federici-una-delle-notti-ultime-2006.jpg"><img src="http://rebstein.wordpress.com/files/2007/11/federico-federici-una-delle-notti-ultime-2006.thumbnail.jpg" alt="federico-federici-una-delle-notti-ultime-2006.jpg" /></a></p>
<p><strong>***</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[da “Schemi dell’ombra”]]></title>
<link>http://leserpent.wordpress.com/2007/10/10/da-%e2%80%9cschemi-dell%e2%80%99ombra%e2%80%9d-2/</link>
<pubDate>Wed, 10 Oct 2007 18:25:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>federico federici</dc:creator>
<guid>http://leserpent.wordpress.com/2007/10/10/da-%e2%80%9cschemi-dell%e2%80%99ombra%e2%80%9d-2/</guid>
<description><![CDATA[10 ottobre 2007 &nbsp; Il fiume soltanto trattiene più il suo ritorno: per aprirsi la via crepita pr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="right"><em>10 ottobre 2007</em></p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p>Il fiume soltanto trattiene più il suo ritorno:<br />
per aprirsi la via crepita prima alle pietre,<br />
ciò che lo fa tremare inavvertitamente.<br />
Il suo corpo la sua stessa voce<br />
caduta da tutte le parti non dà<br />
più forma ai mari.</p>
<p>L’esercizio dell’ombra in occhi<br />
colmi di sabbia, piano perduta<br />
l’immagine propria rimasta sul greto<br />
a nascondere i passi dal movimento,<br />
tutte le sue infinite morti sospese,<br />
affondate in secoli d’acque<br />
correnti sabbiose su sfondi di prato,<br />
di bosco, duri da non lasciare<br />
altro segno negli occhi, altre voci poi<br />
da quella dentro cui ti parli.</p>
<p align="justify">&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[da "Schemi dell'ombra"]]></title>
<link>http://leserpent.wordpress.com/2007/09/25/da-schemi-dellombra/</link>
<pubDate>Tue, 25 Sep 2007 06:23:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>federico federici</dc:creator>
<guid>http://leserpent.wordpress.com/2007/09/25/da-schemi-dellombra/</guid>
<description><![CDATA[24 Settembre 2007 &nbsp; &nbsp; L’oblio, il dormiente, l’avvicendarsi, il moto scuro nelle palpebre ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="right"><em>24 Settembre 2007</em></p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p>L’oblio, il dormiente, l’avvicendarsi, il moto<br />
scuro nelle palpebre per anni accorda<br />
ogni sera un sonno senza avvenimenti,<br />
mentre atteso il volto sovrasta pagine di luce,<br />
getta un grido sopra sepolture. La scomposta<br />
grandine di mano a mano cade, ferma sopra tutto,<br />
lo fa risuonare picchiandolo da fuori, un giorno<br />
e l’altro, nel vuoto di materia, la cui grigia<br />
immobilità veste rosa e pietra. Strepita<br />
in un’alterità che non ha esiti la voce<br />
si raduna solo fiato sopra l’erba.</p>
<p align="justify">&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[da “Schemi dell’ombra”]]></title>
<link>http://leserpent.wordpress.com/2007/09/23/da-%e2%80%9cschemi-dell%e2%80%99ombra%e2%80%9d/</link>
<pubDate>Sun, 23 Sep 2007 07:40:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>federico federici</dc:creator>
<guid>http://leserpent.wordpress.com/2007/09/23/da-%e2%80%9cschemi-dell%e2%80%99ombra%e2%80%9d/</guid>
<description><![CDATA[23 Settembre 2007 &nbsp; &nbsp; È strana la luce in cui sostano le cose ancora prima di scoprirsi mu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="right"><em>23 Settembre 2007</em></p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p>È strana la luce in cui sostano le cose ancora<br />
prima di scoprirsi muovendo a lato, staccandosi<br />
da un estremo all’altro, discorrendo, ricoprendosi<br />
di crepe, contravvenendo, cadendo risonanti in cavità<br />
di buio, che gli occhi non hanno mai visto, facendo<br />
tremare lo spazio, sommessamente, come sapessero<br />
in fondo la tenebra occulta che le riempie, in ogni taglio<br />
infiltrata ad orlo di luce, dove poco più chiarita<br />
affiora agli occhi, preme lo sguardo, senza liberarsi.</p>
<p align="justify">&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[da "Schemi dell'ombra" ]]></title>
<link>http://leserpent.wordpress.com/2007/09/17/schemi-dellombra-17-settembre/</link>
<pubDate>Mon, 17 Sep 2007 12:40:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>federico federici</dc:creator>
<guid>http://leserpent.wordpress.com/2007/09/17/schemi-dellombra-17-settembre/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp; 17 Settembre 2007 &nbsp; &nbsp; Le cose nei loro nomi invisibili sono il mondo muto, una cosa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="justify">&#160;</p>
<p align="right"><em>17 Settembre 2007</em></p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p>Le cose nei loro nomi invisibili sono il mondo<br />
muto, una cosa sola in esso, il mondo all’oscuro<br />
di tutto, compreso solo al fuoco che divora di continuo<br />
per non farselo sfuggire inerte, di nuovo<br />
oblio continuo delle cose, il mondo,<br />
una dopo l’altra, la distanza che disabita<br />
le dita, questo è scritto:<br />
uno spazio chiuso, una scatola o<br />
un vuoto che non ha pareti, dove imprime<br />
in un attimo il soffio la voce, sino a sconfinare;<br />
il pensiero primo è l’eco, che ritorna<br />
tutto, anche il cielo, anche da una superficie<br />
d’acqua ferma. Tremano le cose, e la voce<br />
che le fa tremare – il nome le ferma,<br />
il nome dato toglie le cose al mondo –<br />
non le fa riflettere. Rimangono negli occhi.</p>
<p align="justify">&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
