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	<title>senso &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/senso/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "senso"</description>
	<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 12:45:11 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[More Senso]]></title>
<link>http://carolynchan.wordpress.com/2010/01/24/more-senso/</link>
<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 10:13:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Carolyn Chan</dc:creator>
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<description><![CDATA[After a wonderful dinner last Thursday at Senso for the first time, we found out that they do a Sund]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft" title="veal milanese" src="http://media.mmgcommunity.topscms.com/images/67/bb/be8c1c3b4b1c9d7bed66593772e1.jpeg" alt="" width="382" height="300" />After a wonderful dinner last Thursday at <a href="http://carolynchan.wordpress.com/2010/01/21/sensational-senso/">Senso</a> for the first time, we found out that they do a Sunday brunch and were eager to give it a try.</p>
<p>In the middle of the Singapore daytime heat, I was hoping we weren&#8217;t going to eat in their lovely courtyard (I&#8217;ll keep that for evenings), and thankfully, we were seated inside with blessed airconditioning.  In fact, no-one was sat outside, and that made the ambiance of the inside, cosy and bustling.</p>
<p>The brunch at Senso consists of buffet-style antipasto, entree, dessert and cheeses and you order pastas and meat/fish from a menu on the table.</p>
<p>The antipasto I could quite easily have stuck to.  Nothing fancy, but good cold meats, bruschetta with olive tapenade, marinaded vegetables.  The entrees were roasted pig hock, and a &#8220;pork sausage&#8221; (that was all they could tell us but it was a very &#8220;meaty&#8221; sausage with a different texture to what I think of associated with sausages.  It had a very soft consistency almost like black pudding) that was so full of flavour.  A good selection of cheeses were available &#8211; the usual suspects &#8211; goat, brie, camembert, parmesan, gorgonzola, and a washed rind &#8211; which was so soft it was practically melting on the table and for desserts there was a selection of just-on-the-right-side-of-set panna cotta, wonderfully light tira misu and an apple tart on an almond meal base.  There was also a coffee mousse, which I thought was a bit repetitive of the coffee-infused tira misu but nonetheless was light and creamy.</p>
<p>Our table ordered a sample of all four pastas.  As usual, all four came out solid.  The pastas were just cooked to al dente, tossed in basil pestos, olive pestos, bell pepper and tomato sauces.</p>
<p>By this stage we were all too full to even sample all four of the meats and fish dishes, but we caved and ordered the veal milanese which was the standout for the day.  Lightly crumbed and pan-fried, it was so tender it practically melted in your mouth, and the squeeze of lemon cut through the oil with refreshing zing.</p>
<p>The ever-attentive waitstaff were on hand to top up our glasses of prosecco and help out in any way they could.  With the outstanding food and service, Senso is quickly going to become my staple Italian.</p>
<p>Senso Ristorante &#38; Bar<br />
21 Club Street<br />
Singapore 069410<br />
Tel : 6224 3534</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Per un'etica condivisa]]></title>
<link>http://lonelywalker.wordpress.com/2010/01/15/etica-condivisa/</link>
<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 23:05:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stef</dc:creator>
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<description><![CDATA[Agnostici e atei non credono in Dio, non si sentono coinvolti da questa presenza perché non la sento]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote><p>Agnostici e atei non credono in Dio, non si sentono coinvolti da questa presenza perché non la sentono reale, ma sono consapevoli che invece le religioni che professano Dio fanno parte della storia umana, della società, del mondo. Come essi non trovano ragioni per credere, altri invece le trovano e sono felici: gli uni pensano che questo mondo basti loro, gli altri sono soddisfatti di avere la fede. Ma proprio questo fa dire che l&#8217;umanità è una, che di essa fanno parte religione ed irreligione e che, comunque, in essa è possibile, per credenti e non credenti, la via della spiritualità.</p>
<p>Spiritualità non intesa in stretto senso religioso, ma come vita interiore profonda, come fedeltà-impegno nelle vicende umane, come ricerca di un servizio agli altri, attenta alla dimensione estetica e alla creazione di bellezza nei rapporti umani. Spiritualità, soprattutto, come antidoto al nichilismo che è lo scivolo verso la barbarie: nichilismo che credenti e non credenti dovrebbero temere maggiormente nella sua forza di negazione di ogni progetto, di ogni principio etico, di ogni ideologia.</p>
<p>Purtroppo questo nichilismo viene sovente definito relativismo, finendo per confondere il linguaggio del dialogo e del confronto e portando all&#8217;incomprensione reciproca. Ed è lo stesso nichilismo che, paradossalmente, può assumere la forma del fanatismo in cui ci sono certezze assolute, dogmatismi, intolleranza che accecano fino a rendere una persona disposta a morire e a far morire.</p>
<p>No al nichilismo, dunque, ma allora emerge l&#8217;urgenza di riconoscere la presenza di una spiritualità anche negli atei e negli agnostici, capaci di mostrare  che, se anche Dio non esiste, non per questo ci si può permettere tutto: persone che sanno scegliere cosa fare in base ai principi etici di cui l&#8217;uomo in quanto tale è capace. [...] Si tratta, per tutti, di essere fedeli alla terra, fedeli all&#8217;uomo, vivendo e agendo umanamente, credendo all&#8217;<em>amore, </em>parola si abusata oggi e sovente svuotata di significato, ma parola unica che resta nella grammatica umana universale per esprimere il &#8220;luogo&#8221; cui l&#8217;essere umano si sente chiamato.</p></blockquote>
<p>Un <a href="http://www.ibs.it/code/9788806197988/bianchi-enzo/per-un'etica-condivisa.html" target="_blank">libricino</a> regalato per Natale, una lettura semplice ma profonda. Soprattutto, una lettura necessaria, stimolante e provocante. Il discorso di <a href="http://www.monasterodibose.it/index.php/content/view/30/105/lang,it/" target="_blank">Bianchi</a> è lucido e perfettamente calzante per il periodo che viviamo: una stagione &#8220;cattiva&#8221;, come la definisce lui, dove troppo spesso sembrano prevalere negli uomini i sentimenti peggiori. La soluzione potrebbe essere allora riscoprire le proprie radici, riaccendere la propria spiritualità, scacciare il nichilismo latente del nostro tempo.</p>
<p>Perché solo con la condivisione ed il dialogo possiamo sperare di remare nella giusta direzione. Che qualcuno chiamerebbe &#8220;sviluppo integrale di ogni uomo e di tutto l&#8217;uomo&#8221;. Parole che non necessitano citazioni per essere condivise.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I Giorni del Libero Mercatino]]></title>
<link>http://lonelywalker.wordpress.com/2009/12/22/giorni_libero_mercatino/</link>
<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 22:24:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stef</dc:creator>
<guid>http://lonelywalker.wordpress.com/2009/12/22/giorni_libero_mercatino/</guid>
<description><![CDATA[Muoversi durante il ponte di Sant’Ambrogio è un’idea quantomeno discutibile: a seconda della meta e ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Muoversi durante il ponte di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sant'Ambrogio" target="_blank">Sant’Ambrogio</a> è un’idea quantomeno discutibile: a seconda della meta e della stagione, il viaggio può trasformarsi in tragedia o in commedia, ovvero in un miscuglio delle due con trama incerta. Se poi il luogo prescelto è l’Alto Adige e il periodo è quello natalizio, c’è la garanzia di vivere un tranquillo ponte di epica passione. Nel male come nel bene.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/sgirolimetto/4197776514/in/set-72157622906001035/"><img class="alignnone" src="http://farm3.static.flickr.com/2607/4197776514_374051f437.jpg" alt="" width="500" height="319" /></a></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/sgirolimetto/4197776514/in/set-72157622906001035/"></a>Avvento e Natale in queste valli più o meno famose sono oggi sinonimo di turismo, turisti e <a href="http://www.suedtirol.info/Guida_Alto_Adige/Mercatini_di_Natale/Mercatini_di_Natale.html" target="_blank">mercatini natalizi</a>. Scarso spazio viene riservato ai valori profondi, familiari e sociali, delle settimane sempre più fredde di Dicembre, che culminano finalmente con le feste più attese dell’anno. O almeno così sembra ad un primo sguardo: code di auto e bus, treni stracolmi, centinaia di migliaia di visitatori per milioni di accoppiate vincenti vin brulé – strudel.</p>
<p>In tutte le principali località si svolgono gli ormai tradizionali mercatini di Natale, anche se in realtà non possono vantare una lunga storia. A Bolzano abbiamo il più grande, Bressanone e Merano ne allestiscono altri molto frequentati e pure in vari paesi minori, come Sarentino o Vipiteno, si snodano fra le vecchie vie piccoli e raccolti mercatini. Inoltre per il ponte di Sant’Ambrogio, che in queste valli si accompagna all’<a href="http://ilnostronatale.altervista.org/trudy/nikolaus.htm" target="_blank">antica festa</a> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/San_Nicola_di_Bari" target="_blank">Sankt Nikolaus</a>, quasi ogni borgo organizza celebrazioni e ritrovi, eventi in piazza e piccoli baracchini (ma di lusso) dove servire specialità e brindare con una tazza blu di vino caldo profumato alla cannella.</p>
<p>Un festeggiare di grande successo, dal punto di vista commerciale. Senza dubbio le organizzazioni locali hanno saputo costruire con vantaggio negli anni, fino ad attirare in queste regioni nordiche un pubblico sempre più vasto ed eterogeneo. Un vantaggio però che non premia tutti allo stesso modo: ci sono quelli che in quattro settimane fanno la fortuna di un intero anno, e quelli che devono sopportare clienti tanto curiosi quanto poco inclini all’acquisto.</p>
<p>Nel mescolarsi di tutte queste genti, viene naturale chiedersi se le città nel complesso, ma anche la regione tutta, tragga ormai un genuino vantaggio dalle orde di turisti in visita. Per citare alcuni degli ovvi problemi, troppo spesso sottovalutati con sciocca miopia: congestione e inquinamento, riduzione della qualità ricettiva, diminuzione della qualità della vita per i residenti, massificazione della destinazione col rischio di perdere quell’immagine di unicità ed esclusività indispensabile per sostenerne l’attrattività.</p>
<p>C’è chi <a href="http://terrealte.blogspot.com/2009/12/gemellaggi.html" target="_blank">ne ha parlato</a> in modo compente (e giustamente appassionato): l’Alto Adige sta scherzando col fuoco del suo stesso successo. Fino a quando sarà capace di domarlo, nessuno può dirlo. Potrebbe anche darsi che ci si trovi già oltre il confine, quella sottile linea rossa tra valorizzazione di un territorio e frettolosa/pericolosa svendita dello stesso. Spostarsi a Bolzano il 6 Dicembre era (a dir poco) una tragedia, i dolci e le bevande (mal) gustate nella calca andavano di traverso e le (difficili) chiacchiere con gli amici in visita avevano il tono di una commedia nera.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://farm3.static.flickr.com/2568/4197021289_8b334622e1.jpg" alt="" width="500" height="319" /><img class="alignnone" src="http://farm3.static.flickr.com/2792/4197772252_93e0ece6f9.jpg" alt="" width="500" height="334" /></p>
<p>Sono le regole del Libero Mercato (meglio: del Libero Mercatino Natalizio), qualcuno potrebbe argomentare, soddisfatto del tornaconto personale, concreto o presunto. Allora si mette in vetrina il meglio dell’Alto Adige e si fa dell’accoglienza, della tradizione, dell’ambiente i propri punti forti e imprescindibili? Qualche dubbio sorge. Ai mercatini troppo spesso speck, strudel e glühwein (= vin brulé) sono prodotti mediocri dal facile smercio: un ottimo guadagno per i forti gruppi che ne controllano produzione e distribuzione di massa. Le casette natalizie ospitano ben poche produzioni locali, tradizionali e artigiane, preferendo vecchi espedienti per cogliere al volo i sornioni turisti e spennarli di qualche euro. L’ambiente resta sullo sfondo, ancora magnifico visto dalle lontane vie della città (per chi lo nota). Ma nelle pieghe delle montagne si incidono ferite sempre più dolorose che, per quanto ancora poco visibili, sviliscono il motivo stesso per cui questa terra è tanto ricercata.</p>
<p>Non credo che i Giorni del Libero Mercatino faranno la vera fortuna del territorio altoatesino. Non sappiamo a quale curva del sentiero ci troviamo e se ancora conserviamo abbastanza fiato per proseguire senza cadere rocambolescamente. Gli esempi di valli in forte declino o già moribonde, un tempo ridenti stazioni turistiche sia estive che invernali, sono numerose in tutto l’arco alpino e anche oltre. Mentre già si affacciano sulla scena leopardi delle nevi e lupi dell’est con una carica sempre più travolgente.</p>
<p>Mi viene in mente lo spettacolo “<a href="http://www.jolefilm.it/files/index.cfm?id_rst=90" target="_blank">Miserabili</a>” di Marco Paolini con i <a href="http://www.mercantidiliquore.it/" target="_blank">Mercanti di Liquore</a>, che qualche anno fa avevo visto a Milano e poi riascoltato tante volte in disco (e <a href="http://www.la7.it/news/dettaglio_video.asp?id_video=32795&#38;cat=spettacolo" target="_blank">trasmesso</a> anche da La7): un lavoro artigianale e genuino, decisamente ruspante. Nella bella canzone di chiusura dell’album (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=clVtEeMzLrM" target="_blank">Liberomercato</a>) si parla dell’incontro tra democrazia e libero mercato… una relazione dall’esito incerto, ma fondamentale. Forse solo un senso partecipativo della libertà individuale potrebbe cambiare la qualità della vita, privata come sociale, anche nel proprio territorio.</p>
<p>In Alto Adige ci sono segni positivi e motivi di ottimismo, non scontati e ancora troppo nascosti. A Sarentino il mercatino è piccolo e raccolto, l’atmosfera è accogliente (gemütlich), i prodotti sono locali e artigianali. Tutto questo ha un prezzo: richiede voglia di cercare e scoprire, uscendo dai pacchetti preconfezionati del turismo di massa. L’intera <a href="http://www.sarntal.com/it/" target="_blank">Val Sarentino</a> racchiude innumerevoli gemme e una sola visita non può bastare: formaggi e speck <em>da sballo</em> (@elisamarco) in originali malghe, minuscole saune con profumi di pino mugo, remote pareti di montagne ottime per sciare in pace, realtà famigliari che condividono la propria tavola semplice e genuina.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/sgirolimetto/4197767954/in/set-72157622906001035/"><img class="alignnone" style="margin:0;" src="http://farm3.static.flickr.com/2495/4197767954_39e5ef514c_b.jpg" alt="" width="472" height="717" /></a></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/sgirolimetto/4197767954/in/set-72157622906001035/"></a>La ricerca è come una salita, che all’inizio ci domina minacciosa, e alla fine ci ricompensa generosamente. Dall’alto di un giogo alpino, così vicino agli alberghi di lusso eppure così lontano nella foresta dimenticata, si può ritrovare una dimensione umana che stiamo lentamente perdendo. Tra un estremo e l’altro, tra la massa impazzita e il silenzio immobile del gelo invernale, esistono tanti livelli intermedi fatti di momenti belli e memorabili. Una cena in compagnia in un antico maso condotto dal polso sicuro di una giovane altoatesina; una serena giornata di dure salite in sci e discese profumate nei vapori dell’acqua; il caldo di casa tra musica e coinquilini per un allegro brindisi natalizio; il fresco mattutino ed il canto raccolto della Chiesa in celebrazione; quel minuto di silenzio fra le impronte profonde nella neve fresca, cercando di rintracciare il passato ma scoprendosi, con stupore, di essere già un passo oltre.</p>
<p>_</p>
<p><em>Per qualche altra foto dei Giorni del Libero Mercatino, </em><a href="http://www.flickr.com/photos/sgirolimetto/sets/72157622906001035/" target="_blank"><span style="text-decoration:none;"><em>clicca qui</em></span></a><em>.</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[CDA: Jan Albu]]></title>
<link>http://sssfinxxx.wordpress.com/2009/12/01/cda-jan-albu/</link>
<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 01:16:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>sssfinxxx</dc:creator>
<guid>http://sssfinxxx.wordpress.com/2009/12/01/cda-jan-albu/</guid>
<description><![CDATA[Jan Albu:  &#8220;Pe scurt, viaţa de pictor nu-i uşoară&#8221;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Jan Albu:  &#8220;Pe scurt, viaţa de pictor nu-i uşoară&#8221;]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Fuori Stagione: Stoanerne Mandln, Törggelen e Biolife]]></title>
<link>http://lonelywalker.wordpress.com/2009/11/26/fuori-stagione/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 23:40:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stef</dc:creator>
<guid>http://lonelywalker.wordpress.com/2009/11/26/fuori-stagione/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;ultimo weekend è passato all&#8217;insegna delle esperienze più diverse, il tutto in un clim]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>L&#8217;ultimo weekend è passato all&#8217;insegna delle esperienze più diverse, il tutto in un clima a dir poco bollente, per la stagione. Siamo a fine novembre ed il cielo azzurro, condito da temperature miti anche in quota, fanno credere a tutti gli animali della terra che sia venuto già il momento di metter via i piumini.</p>
<p>Non sarà così e presto o tardi l&#8217;inverno salirà sul palco per il suo solito monologo &#8211; e tutti lo stiamo aspettando! Ma intanto questa piacevole coda autunnale apre possibilità inattese per escursioni fuori porta ed esperienze tra passato e presente. Ogni cosa sembra a modo suo fuori stagione, e intendo dimostrarlo <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-218" style="margin:2px;" title="Stoanerne Mandln" src="http://lonelywalker.wordpress.com/files/2009/11/img_0333.jpg?w=500" alt="" width="500" height="375" /></p>
<p>Sabato mattina, con <a href="http://bioramanatura.com/" target="_blank">il mio fratellone</a> in trasferta a Bolzano per un frugale (mica troppo) fine settimana, abbiamo optato per una camminata mattutina: meta gli <a href="http://terrealte.blogspot.com/2007/08/gli-stoanerne-mandln-sarentino-e-la.html" target="_blank">Stoanerne Mandln</a>, una dolce cima di 2000 m tra la Val Sarentino e la Valle dell&#8217;Adige, dove qualche sconosciuto ha pensato bene di metter su (letteralmente) centinaia di ometti di pietra. Ignoro il motivo, ma il luogo è davvero suggestivo, in particolare se unito al panorama circostante. Non potevamo che stupirci però dei 12 gradi alle ore 11: maglietta e pantaloncini erano fuori programma, oltre che fuori stagione.</p>
<p>Dopo un pomeriggio di <a href="http://www.sportler.com/sportlerShop/prodotto/home/la-sportiva-trango-alp-gtx_9787644" target="_blank">acquisti sportivi</a> e cuori di castagna (<a href="http://www.hotelcitta.info/it/a-tavola/bar-cafe.html" target="_blank">Kastanienherz</a>) un po&#8217; Lost in traslation (niente Scarlett, purtroppo), abbiamo fatto gruppo con coinquilino e fidanzata per un Törggelen nella Val Isarco. Si tratta di una <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Törggelen" target="_blank">festa tipica</a>, di una cena conviviale in cui ci si raccoglie intorno ad un tavolo per condividere piatti tradizionali poveri ma sostanziosi, bere vino fatto in casa, pagare una stupidata e cercare di tornare a casa interi. Oggi come oggi nel periodo autunnale praticamente ogni ristorante e Gasthof propone menu su questo tema, ma tante e troppe sono le fregature per turisti. Grazie invece alle sapienti segnalazioni di amici locali, il nostro Törggelen al <a href="http://www.gallorosso.it/it/mescite-contadine/ricerca-mescite-contadine/dettaglio/winklerhof-villandro+3718.html" target="_blank">Winklerhof</a> è stato un concerto di sapori, uno spettacolo per i sensi, un&#8217;esperienza di genuina tradizione offerta e condivisa con gli ospiti del maso. Un piccolo grande gioiello quello che racchiude Villandro, un luogo tra i pochi dove poter apprezzare le radici profonde di una cultura. Lontano dalla massa, dai falsi proclami e dalle insipide tentazioni di molte tavole. Fuori stagione per definizione &#8211; e quindi ancora più apprezzato.</p>
<p>Domenica, non sazi e ancora in salute, abbiamo speso la giornata a <a href="http://www.fierabolzano.it/biolife2009/" target="_blank">Biolife</a>, fiera del Biologico e di quello che gli gira attorno. Inutile dire che per mio fratello era un appuntamento &#8220;obbligatorio&#8221;. Ma anche il sottoscritto ha avuto la sua buona fetta di divertimento, almeno fino a quando un numero esagerato di visitatori ha invaso la fiera cercando soprattutto di mangiare a scrocco. Le cause vanno rintracciate anche, bisogna dirlo, nella scelta di affiancare la <a href="http://www.fierabolzano.it/autunno2009/" target="_blank">Fiera d&#8217;Autunno</a> con quella sul bio: così i locali erano pieni e tutti potranno dire che è stato un successo. La qualità però, anche in questo caso, non va nella stessa direzione della quantità (anzi). E&#8217; stata dura cercare di incontrare davvero alcuni produttori per stringere la mano a chi fa vera agricoltura e vero allevamento, a chi ci da pane speck mele rape zucche miele olio castagne&#8230; riconnettendoci con la natura nel gusto. Un piccolo sforzo ricompensato da volti e prodotti di stagione, decisamente stagionati e fuori stagione/moda, che vedranno forse un giorno tempi migliori. Come meritano.</p>
<p>Si rientra in settimana con tanti impegni sul tavolo ed esperienze nello zaino. Mi sento sempre, dopo queste giornate alternative e alternate a settimane lavorative, un po&#8217; massaia e un po&#8217; esploratore., un po&#8217; studente e un po&#8217; impiegato, un po&#8217; vagabondo e un po&#8217; tradizionalista. Insomma un po&#8217; fuori, almeno rispetto alla stagione contemporanea.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La socievolezza delle reti socievoli. Roba seria.]]></title>
<link>http://incertezzacreativa.wordpress.com/2009/11/22/la-socievolezza-delle-reti-socievoli-roba-seria/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 10:46:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>lgemini</dc:creator>
<guid>http://incertezzacreativa.wordpress.com/2009/11/22/la-socievolezza-delle-reti-socievoli-roba-seria/</guid>
<description><![CDATA[Che anche l&#8217;accademia, sì lo so è parola trombona, serva a qualcosa per parlare di qualcosa ch]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://incertezzacreativa.wordpress.com/files/2009/11/bacgroundretisoc.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-955" title="bacgroundretisoc" src="http://incertezzacreativa.wordpress.com/files/2009/11/bacgroundretisoc.jpg?w=300" alt="" width="300" height="229" /></a></p>
<p>Che anche l&#8217;accademia, sì lo so è parola trombona, serva a qualcosa per parlare di qualcosa che ha a che fare con delle dinamiche evolutive che passano altrove mi sembra il risultato principale del convegno che abbiamo chiuso venerdì 20 alle 18.30. Che a modo suo continua nelle mail che riceviamo, nei commenti su FB, FF, ecc. ma che soprattutto è stato dimostrato dalla presenza spontanea e interessata delle persone e degli studenti. Ma lo abbiamo capito: il faccia a faccia non scompare declinando piuttosto in altre forme della socievolezza.</p>
<p>Sì perché se dalla mirabile lezione &#8211; non saprei come altro chiamarla &#8211; di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Jedlowski">Paolo Jedlowski </a>capiamo l&#8217;irrinunciabilità della teoria e delle comparazioni di contesto (storiche anche e chi c&#8217;era non dimenticherà il riferimento ai caffè ottomani e allo <a href="http://search.trendistic.com/retisocievoli/_at-2009-11-20-08h-utc">adda bengalese</a>) per inquadrare il fenomeno che stiamo osservando e cioè il social web. Se quindi la socievolezza già nella lettura di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Georg_Simmel">Simmel</a> si è sviluppata come forma pura senza un fine al di fuori di sé se non il piacere dell’associarsi fine a se stesso è anche vero che senza esserne la base di sviluppo la socievolezza è tracimata nella sfera pubblica, cioè in un contesto emergente dalle argomentazioni su contenuti ritenuti di interesse generale. Un quadro in cui si possono osservare non solo le tendenze di razionalizzazione strumentale del moderno ma le controtendenze &#8220;dal basso&#8221; che la stessa modernità ha prodotto nei suoi &#8220;luoghi terzi&#8221;. E&#8217; da qui allora che le riflessioni più esplicitamente centrate sulla dimensione mediologica di <a href="http://www.mediazone.info/site/it-IT/AUTORI/AUTORI/marinelli.html">Alberto Marinelli</a> e di <a href="http://mediamondo.wordpress.com/2009/11/19/quando-la-rete-diventa-pop/">Giovanni</a> trovano degli ancoraggi per me particolarmente interessanti. Cose di cui parliamo parecchio e che Giovanni sa mettere sul piatto molto bene: cambiamento del senso di posizione nella comunicazione, contingenza e rinvio sono le parole chiave (per me). La nostra disponbilità alla comunicazione, più o meno consapevole, è il modo per incarnare la contingenza e rendere le coscienze &#8220;sempre più&#8221; base riproduttiva della comunicazione e del senso sistemico, sociale, centrato sul rinvio e sulla logiche della differenza senza valore. Eccerto (per dirla alla <a href="http://www.bookcafe.net/blog/fuffa.cfm">GG</a>) se la base della socievolezza è la forma e non il contenuto&#8230; Eppure io mi dico che da qualche parte l&#8217;urgenza, umana, di elaborare l&#8217;esperienza e il legame sociale a partire dal valore della differenza ci deve essere. Chissà dov&#8217;è? Nelle opzioni di privacy? Nelle scelte di condividere solo certe cose? Nella capacità di distinguere livelli di friendship? Nella pertinenza degli argomenti che si trattano? Nella competenza? A qualcosa ci pensa l&#8217;arte, ma è un altro discorso&#8230;</p>
<p>I contributi dei workshop, troppi e troppo interessanti per elencarli qui, mi rimandano a una questione, discussa a caldo con <a href="http://almed.unicatt.it/it/docenti/nicoletta_vittadini">Nicoletta</a>, di ordine metodologico e teorico. La ricerca serve, e molto, affinare le metodologie anche perché abbiamo a disposizione un fenomeno che si dà lì &#8211; ricercabile, scalabile, ecc. &#8211; come dato da costruire e interpretare in maniera assolutamente inedita. Quello che serve però è capire bene l&#8217;oggetto, farsi la domanda giusta. E noi forse ci stiamo chiedendo ancora quale sia la domanda. Una sfida da raccogliere.</p>
<p>La dimensione social del convegno? Niente male per me. Grazie a tutti. Bravi tutti <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>E comunque ho sentito la mancanza di alcune persone (professori, colleghi, amici) che se ci fossero state avrebbero fatto una differenza (di valore).</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Con questi sensi... (sguardi autunnali)]]></title>
<link>http://lonelywalker.wordpress.com/2009/11/18/con-questi-sensi_sguardi-autunnali/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 23:03:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stef</dc:creator>
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<description><![CDATA[Mi chiedo sempre quale ruolo giochino i nostri sensi nelle esperienze che viviamo. Il mio sguardo no]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Mi chiedo sempre quale ruolo giochino i nostri sensi nelle esperienze che viviamo. Il mio sguardo non sarà mai lo stesso del tuo: i miei occhi vedono colori d&#8217;autunno lentamente cancellati da basse nuvole che avvolgono la terra. Ed un nuovo ambiente ancora tutto da esplorare.</p>
<p>Ma tu vedi forse altre immagini, vivi altre emozioni positive e negative. L&#8217;autunno è un magnifico contenitore per ogni sentimento, dal classico melancolico della nebbia umida, all&#8217;irriverente allegria di un cielo liberato dal vento freddo. E così ognuno può vivere la propria storia, in modo sempre originale e unico.</p>
<p style="text-align:left;"><a href="http://www.flickr.com/photos/sgirolimetto/4086059786/"><img class="aligncenter" style="margin:3px;" src="http://farm3.static.flickr.com/2519/4086059786_54c31c804f.jpg" alt="" width="500" height="250" /></a>In queste sere ho voglia di fare la conserva con i frutti delle ultime settimane: mi immergo in lunghe riflessioni senza avere un obiettivo. Ed ecco qua la mia composta di impressioni&#8230;</p>
<p>* Bolzano vista dalla ripida strada sul fianco del Talvera, una conca produttiva chiusa fra filari secolari e frutteti carichi d&#8217;oro<br />
* Il primo Törggelen nel piccolo maso sopra Chiusa, un Johannserhof con stube, cucina e gestori d&#8217;altri tempi<br />
* Lentamente il pavimento della nuova camera si asciuga, pronta ad accogliermi mentre fuori il cielo è cupo e minaccioso<br />
* Il mattino sereno e glaciale sul Corno del Renon, quando una rollade fatta in casa e la vista mozzafiato non hanno prezzo<br />
* La vecchia lavatrice che rotola nel container, segnando il cambiamento nella vita semplice di un piccolo appartamento<br />
* Entrare in ufficio tanto presto e uscirne così tardi da non sentire il tempo durante ed apprezzare le energie spese<br />
* I miei occhi sulla D200 mentre viene ritirata, quelle due lenti immobili e fredde che mi rivolgono un ultimo sguardo di addio<br />
* Quel tratto di strada che collega lavori e vite, ricordi e imprese, passato e novità, ma che resta sempre sé stessa<br />
* Cogliere le mele più preziose e buone dal ramo vivo della pianta, pagarle anzi riceverle in dono e condividerle con gli altri<br />
* Gustare una colazione fuori orario in solitudine, dove un tempo fiumi di parole avevano animato la propria esistenza<br />
* Trovare i negozi chiusi, scovare nuovi prodotti e cacciare senza tregua i migliori pani della regione<br />
* Il lungo Talvera ed il lungo Isarco con la nuova MTB, imbottito nella nuova giacca, verso il nuovo lavoro<br />
* Provare pessime castagne in piazza, sorseggiare scarsi drink in bar deserti, ritrovarsi a casa per quattro belle chiacchiere<br />
* Il film sui folli sportivi, dove le immagini meravigliose non dovrebbero giustificare tutto, ed il docufilm dove nulla è scusato<br />
* Provare a seguire la prof austriaca mentre cerca di aiutarti ad imparare una nuova lingua con la poesia di Goethe<br />
* La piscina piena alle 7 meno un quarto del lunedì mattina e del venerdì mattina, come se qualcuno non lavorasse<br />
* Le strette di mano dure, le strette di mano molli, le strette di mano viscide, le strette di mano distratte<br />
* La città che sconfina nei vitigni, i vitigni che scollinano tra tornanti di strada e paesi, i paesi che celano café da passione<br />
* Le canzoni di Matt Costa a creare la colonna sonora di giorni sempre diversi e stimolanti: the hypochondriac blues<br />
* La pasta a sei mani, con una dozzina di ingredienti, i primi del mese per celebrare una nuova convivenza<br />
* Gli occhi, di ogni colore e profondità, che ancora si vorrebbe evitare pur di non vederci riflesso il proprio animo<br />
* Ciò che è giusto e ciò che era inevitabile; e tutta la fatica, ma anche la bellezza, che ci mettiamo nel capirlo ed accettarlo<br />
* Le connessioni che saltano regalandoci una pausa pranzo senza paragoni, tanto improvvisata quanto gustosa<br />
* La voce bassa, imprevedibile e grintosa che intona le canzoni dei Wilco da un piccolo palco in legno nel cuore di Milano<br />
* La ciambellona ed il caffé americano sul muretto del metrò, prima di salutarsi dopo un grande weekend di festa<br />
* Passare ore a sistemare la propria dimora, prima di coricarsi e non riuscire a dormire per i tanti pensieri in testa<br />
* L&#8217;ape di mattina, l&#8217;ape di pomeriggio, l&#8217;ape di sera: tanti amici da rivedere, sperando di avere tempo e cuore per ognuno<br />
* I mille progetti e la voglia di fare che muovono la ruota del mulino &#8211; con la certezza che già ora è una bella avventura<br />
* Il libro che finisce e lascia la voglia di continuare a sapere, vale tutti i libri letti controvoglia che si dimenticano subito<br />
* Accorgersi che la canzone lentamente si spegne, riprenderla fischiettando, e tenere il fiato sull&#8217;ultima nota&#8230;</p>
<p>E&#8217; un segno. Il barattolo è pieno e speriamo che duri almeno qualche tempo: l&#8217;inverno è lungo e ancora deve iniziare. Sicuramente avrò energia nella riserva per tenermi in carica. Pronto a riprendere la strada, secondo il mio costume, come recita il nome del blog.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Líderes: o Senso de Urgência da Sustentabilidade ]]></title>
<link>http://4good.wordpress.com/2009/11/17/lideres-o-senso-de-urgencia-da-sustentabilidade/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 16:17:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>equipedom</dc:creator>
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<description><![CDATA[Em seu segundo livro “Desafios da Sustentabilidade: uma ruptura urgente”, Fernando Almeida, presiden]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Em seu segundo livro “Desafios da Sustentabilidade: uma ruptura urgente”, Fernando Almeida, presidente executivo do Conselho Empresarial Brasileiro para o Desenvolvimento Sustentável (CEBDS), chama atenção para o que chama de “O círculo virtuoso da transformação”, um roteiro de atitudes como “estabelecendo o senso de urgência”, “formando uma coalizão líder”, “formulando a visão”, “divulgando a nova visão”, ou “empoderando outros atores para que ajam de acordo com a nova visão”.</p>
<p>Para ele, “Quem tem que estar envolvido com essas questões é o presidente, perpassando esses conceitos e práticas para todas as instâncias hierárquicas da empresa. Criar uma diretoria de meio-ambiente ou de sustentabilidade, como se fosse um gueto, não vai funcionar”.</p>
<p>No fundo, não se trata de quanto deve ser investido por cada empresa. 1% do lucro pode ser muito ou pouco. A aferição se o percentual é ou não suficiente, se é razoável ou não, deve estar baseada nos resultados e, principalmente, no setor de atuação da empresa e no seu perfil operacional.</p>
<p>Com qualquer investimento, o pay-off aparece com resultados práticos no final do dia. Se houver mudanças positivas das dimensões social e ambiental pelo menos regionalmente, sua aplicação foi positiva, independentemente do percentual. Se uma empresa aplica 1% do seu lucro em educação ambiental, mas se esse investimento não tiver produzindo resultados, ele se torna inócuo.</p>
<p>Obviamente, alguns mercados e segmentos são marcados por serem potencialmente mais agressivos ao meio-ambiente (como papel e celulose, petroquímico, siderúrgico, dentre outros). Outros carregam o fardo de serem potencialmente mais agressivos à sociedade, como farmacêutico, saúde, educação e financeiro. E é claro quanto mais potencialmente agressivos forem ao meio-ambiente e à sociedade, mais sujeitos a monitorias, fiscalizações, pressões, regulamentações e legislações contrárias a estes riscos estarão, sejam estas do Governo, de ONGs, de Sindicatos, de Associações Setoriais, da Mídia ou do Consumidor-Cidadão.</p>
<p>Os grandes holofotes devem estar voltados à criação de novas lideranças, aos líderes em sustentabilidade. Foi com esse intuito também que nasceu um projeto apoiado pela ONU para criar, em todo o mundo, até 2015, um milhão de líderes globalmente responsáveis. O relatório produzido pelo grupo aponta os quatro principais desafios dos novos líderes: “Primeiro, eles devem pensar e agir em um contexto global. Em segundo lugar, devem ampliar seu propósito corporativo para que reflita sua prestação de contas para a sociedade do mundo inteiro. Em terceiro, devem colocar a ética no centro de seus pensamentos, palavras e ações. Em quarto, eles – e todas as escolas de negócio e centros de educação para a liderança – devem transformar a educação de executivos para dar à responsabilidade corporativa global a centralidade que ela merece”. Desta forma, consegue-se envolver as instituições de ensino na tarefa de fomentar o desenvolvimento de líderes empresariais cuja atuação vá além das regulamentações internacionais, legislações locais, enfim, mudar os currículos tradicionais de escolas e universidades.</p>
<p>Líderes tomadores de decisão, capazes de projetar cenários que antecipem um futuro provável, tanto pela dimensão econômica, como social e ambiental devem ser potencializados imediatamente. Aqui está o senso de urgência da sustentabilidade.</p>
<p>A perspectiva empresarial tradicional restringe o escopo de análise de risco a fatores locais que ameaçam a integridade dos ativos corporativos mais tangíveis, tais como mão-de-obra, estoques e equipamentos essenciais ao processo produtivo, gravitando em áreas como saúde e segurança ou ainda na forma tradicional de incêndios e enchentes que podem danificar a infra-estrutura da empresa e seu entorno.</p>
<p>No contexto da sustentabilidade, essa visão tradicional deve ser ampliada para os mega-riscos. Os mega-riscos estão no campo da intangibilidade ou da tendência de médio-longo prazo, sejam eles locais ou globais, e apresentam-se de muitas formas, como instabilidade política social, proteção da marca e reputação, sabotagem, pandemias, terrorismo, corrupção, aquecimento global, escassez de água, entre outras.</p>
<p>As características de causa e efeito dos mega-riscos são holísticas, sistêmicas e de longo prazo. Em tese, todos nós deveríamos, como empresários, executivos, trabalhadores, políticos, cidadãos e consumidores estarmos atentos a eles e trabalhar para identificá-los, mitigá-los e controlá-los. Entretanto, esta tarefa é ainda inglória, pois faltam líderes e políticas de consenso amplamente adotadas pelos diversos players e partes interessadas em cada tema-ameaça da sustentabilidade, seja social, seja ambiental.</p>
<p>Dentre estes consensos, estão questões como o Protocolo de Kyoto, as Metas do Milênio e os Princípios do Equador, que deveriam ser amplamente adotados por todos, o que não ocorre.</p>
<p>Para disso se explica porque, dentre outros fatores, o ser-humano não foi treinado para prestar atenção a riscos de médio-longo prazo, porque são teoricamente pouco materiais.</p>
<p>Entretanto, enfrentá-los é preciso. A agenda para “erradicá-los” coincide com a agenda da sustentabilidade, devendo estar conectada à indução de uma boa e transparente articulação no mundo tripolar (empresas, governos e sociedade civil organizada), valorizando sempre o diálogo com stakeholders. O resto da receita deve incluir o pensar no impensável, procurando sempre a antecipação para mudar os cenários de risco. Tarefa difícil, para poucos líderes. Mas desde quando salvar o mundo é missão trivial?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Il senso dell'umorismo del mio vicino di casa]]></title>
<link>http://cavolidibruxelles.wordpress.com/2009/11/15/il-senso-dellumorismo-del-mio-vicino-di-casa/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 16:45:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>cavolidibruxelles</dc:creator>
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<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-medium wp-image-138" title="IMG_1172" src="http://cavolidibruxelles.wordpress.com/files/2009/11/img_1172.jpg?w=225" alt="IMG_1172" width="225" height="300" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Breaking Walls. Dopo il muro di Berlino anche Milano dà spazio alla sua  street art ]]></title>
<link>http://milanoincontemporanea.wordpress.com/2009/11/12/breaking-walls-dopo-il-muro-di-berlino-anche-milano-da-spazio-alla-sua-street-art/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 15:36:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>milanoincontemporanea</dc:creator>
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<description><![CDATA[Finiti i festeggiamenti per i 20 anni dalla caduta del muro di Berlino restano le impressioni, le st]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-full wp-image-86" title="Muro-di-berlino-milano" src="http://milanoincontemporanea.wordpress.com/files/2009/11/muro-di-berlino-milano.jpg" alt="Muro-di-berlino-milano" width="500" height="324" /></p>
<p>Finiti i festeggiamenti per i <strong>20 anni dalla caduta del <a href="http://it.wordpress.com/tag/muro-di-berlino/" target="_self">muro di Berlino</a></strong> restano le impressioni, le storie e la creatività che sgorga dalla riflessioni su un tema tanto contemporaneo, anche fra noi giovani. Soprattutto se si parla di <strong>Muri a Milano</strong>.</p>
<p>E&#8217; solo di pochi giorni fa la notizia che il <strong>Sindaco Moratti </strong>avrebbe rotto il muro di reticenza contro la <strong><a href="http://milanoincontemporanea.wordpress.com/tag/street-art/" target="_self">street art</a></strong>, per concedere ai <strong>writers milanesi</strong> un proprio spazio di espressione &#8211; il ponte della Ghisolfa &#8211; per contribuire (addirittura!) al miglioramento dell&#8217;estetica della città.</p>
<p>Da qui è nata &#8220;<strong><a href="http://milanoincontemporanea.wordpress.com/tag/breaking-walls/" target="_self">Breaking Walls</a></strong>&#8220;, la <strong>rassegna di arte murale</strong> che dalla <strong>Loggia dei Mercanti </strong>fino alla <strong>Fondazione Matalon</strong> intende raccontare la storia dei murales, da quelli sul lato ovest del muro -ora  perduti e di cui rimangono le immagini dell&#8217;<strong>Archivio Alinari</strong> &#8211; alle <strong>performance contemporanee di alcuni ragazzi amanti di bombolette e colore.<!--more--></strong></p>
<p>In particolare, alla Fondazione Matalon di Foro Bonaparte segnalo la <strong>collettiva di 10 artisti italiani </strong>che sono stati scelti per interpretare <strong>su tela il proprio punto di vista sulla storia del muro di Berlino</strong>.Per chi se ne intendesse, i nomi esposti sono quelli di <strong>Airone, Mambo, KayOne, Rendo, Mr. Wany, Senso, Erics, El Gato Chimneay, Raptuz </strong>e<strong> Sea Creative</strong>.<br />
Faccio mia la frase del Sindaco Moratti, sperando che ci creda davvero anche lei:</p>
<blockquote><p><strong><em>«l´arte è solo se libera e creativa. E tutti questi sono artisti che interpretano anche la contemporaneità», </em></strong></p></blockquote>
<p>e vi avviso che il <strong>12 dicembre, negl</strong>i <strong>spazi accanto alla Fondazione, </strong>accadrà<strong> </strong><strong>una performance di live painting,</strong> così da far conoscere le tecniche e i materiali usati non solo in <strong><em><a href="http://milanoincontemporanea.wordpress.com/tag/breaking-walls/" target="_self">Breaking Walls</a></em></strong> ma in <strong>t</strong><strong>utta la Street Art</strong>.</p>
<p><em><a href="http://www.murodiberlino.alinari.it/Upload.aspx" target="_blank">Breaking Walls<br />
</a></em>Fondazione Luciana Matalon &#8211; Fondazione Foro Buonaparte, 67<br />
Dal 02/12/2009 al 19/12/2009</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ero, sono, sarò]]></title>
<link>http://apolide.wordpress.com/2009/11/12/ero-sono-saro/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 12:00:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>apolide</dc:creator>
<guid>http://apolide.wordpress.com/2009/11/12/ero-sono-saro/</guid>
<description><![CDATA[Ero balzo di vita che lacerava il prato quando ricadeva dall&#8217;azzurro lontano Ero piano inclina]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2701" title="Ero, sono, sarò. Passato, presente e futuro della mia vita" src="http://apolide.wordpress.com/files/2009/11/ero-sono-saro-passato-presente-e-futuro-della-m-ia-vita.jpg" alt="Ero, sono, sarò. Passato, presente e futuro della mia vita" width="475" height="362" /></p>
<p style="text-align:center;">Ero balzo di vita<br />
che lacerava il prato<br />
quando ricadeva<br />
dall&#8217;azzurro lontano</p>
<p style="text-align:center;">Ero piano inclinato<br />
ripido da salire,<br />
se madido di pioggia,<br />
o intriso di fango</p>
<p style="text-align:center;">Ero percorsi obliqui, centrifuga fuga, evasione emozionale, giro di giostra che torna, e torna di nuovo</p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">***</p>
<p style="text-align:center;">Sono punta di matita<br />
che si spezza sul foglio<br />
perché non sa evocare<br />
il dolore alle spalle</p>
<p style="text-align:center;">Sono giorni bradi,<br />
a portare un granello<br />
a riporlo, geloso<br />
nella scatola del ricordo</p>
<p style="text-align:center;">Sono dono silenzioso, gioia di un progresso,  ricerca paziente, regalo di me, di me ancora troppo egoista</p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">***</p>
<p style="text-align:center;">Sarò calma e pace<br />
e le bianche cicatrici<br />
saranno mie medaglie<br />
adornanti il petto</p>
<p style="text-align:center;">Sarò  calice colmo<br />
di ogni trascorso<br />
sarò onda che vibra<br />
su frequenza sottile</p>
<p style="text-align:center;">Sarò la mia verità,  più luminosa della vostra, guerra, fatta per gioco, e gioco, preso sul serio, per conoscere il senso</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nero ]]></title>
<link>http://narrareimproprio.wordpress.com/2009/11/08/nero/</link>
<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 15:13:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Carlo</dc:creator>
<guid>http://narrareimproprio.wordpress.com/2009/11/08/nero/</guid>
<description><![CDATA[Cos&#8217;è che scava nei lunghi pomeriggi invernali il nero che nascondiamo così abilmente? La noia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Cos&#8217;è che scava nei lunghi pomeriggi invernali il nero che nascondiamo così abilmente? La noia, le lunghe ore senza scopo che scorrono, una uguale all&#8217;altra, trascinando la mattina in notte e la domenica in lunedì? La solitudine di sentirsi tagliati fuori da chissà quale festa scintillante alla quale non siamo mai invitati, troppo vecchi o troppo giovani, o troppo di sinistra o di destra? Il sentirsi in faccia gli occhi di chi si aspetta così tanto da noi: risposte giuste, scelte importanti, azioni irriprovevoli?</p>
<p>O sono i piccoli spruzzi di ormoni che il nostro cervello sbaglia a ordinare alle sue fabbriche viscerali? Un ondeggiare leggero nella penna di chi scrive quanta endorfina e ci si ritrova a guardare al mondo come a un aprile crudele. Così leggeri, vacui, i nostri pensieri, che non hanno vita propria, ma che obbediscono alla chimica che ci reagisce dentro.</p>
<p>O siamo noi? Forti di volontà e libera scelta che non si accontenta di essere quello che è. Come se il senso delle cose fosse qualcosa che sta dentro, un nocciolo di pesca da trovare sotto la buccia della realtà?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[1 Novembre 2009 - per Alda Merini]]></title>
<link>http://ilsecondopasso.wordpress.com/2009/11/05/1-novembre-2009-per-alda-merini/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 11:34:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>ajayer</dc:creator>
<guid>http://ilsecondopasso.wordpress.com/2009/11/05/1-novembre-2009-per-alda-merini/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/19mhjcuPhqI&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/19mhjcuPhqI&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["Ed ecco donde deriva l’esclusione cui questa società incivile ci condanna indistintamente"]]></title>
<link>http://vocedelsilenzio.wordpress.com/2009/10/30/ed-ecco-donde-deriva-l%e2%80%99esclusione-cui-questa-societa-incivile/</link>
<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 10:44:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>alex61268</dc:creator>
<guid>http://vocedelsilenzio.wordpress.com/2009/10/30/ed-ecco-donde-deriva-l%e2%80%99esclusione-cui-questa-societa-incivile/</guid>
<description><![CDATA[“Anch’io sono una trans: cosa pensate che possa provare nel leggere certi giudizi negli articoli di ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>“Anch’io sono una trans: cosa pensate che possa provare nel leggere certi giudizi negli articoli di giornale? Come pensate che possa reagire avendo avuto da questa vicenda la conferma che la vergogna per un uomo sarebbe quella di avere per amica una trans, non tanto di pagarla per certe prestazioni ? Questo sistema infernale ancora una volta mi ha dimostrato che le belle parole di accoglienza e rispetto nei confronti delle donne come me, sono per l’appunto solo parole: all’atto pratico v’è solo disprezzo. E’ inutile negarlo, i media in questi giorni mi hanno detto chiaro e tondo che noi trans siamo sull’ultimo gradino della scala sociale, e chi viene sorpreso in nostra compagnia è un uomo rovinato, col marchio dell’infamia, marchio che – se è famoso – si porterà dietro tutta la vita. Ecco quello che pensa questa società malata. Che orrore, che squallore, che tenebre. Ed ecco donde deriva l’esclusione cui questa società incivile ci condanna indistintamente. Io, per esempio, avrei tutte le carte in regola per balzare positivamente agli onori della cronaca, come si dice; ma io sono una trans, e di quelle come me si deve parlare solo in occasioni scabrose, per vellicare i deviati istinti morbosi di chi è depravato per davvero, cioè l’uomo medio (e mediocre).”</p>
<p>Queste righe sono tratte dal sito web dell’omonimo mensile Micromega e l’articolo da cui provengono ed ivi pubblicato s’intitola “Con gli occhi di un trans”: voglio iniziare così questa breve riflessione su di una condizione psicosociale  che “subiamo” (più o meno consapevolmente) ogni giorno.  Le parole sopra riportate sono in relazione a quanto accaduto recentemente nel nostro panorama politico e più esattamente sono riferite al “caso Marrazzo”. Ho volutamente riportato la voce di chi sta, nel caso in questione, “al di là della barricata”  per cercare un onesto confronto con un lato di questa umanità che spesso è vittima di giudizi rilasciati a cuor leggero, senza nemmeno pensare cosa accade nell’animo di chi li riceve. Nelle parole della trans leggo molta amarezza, dolore e sconforto, quasi rassegnazione ad un sistema che schiaccia, che impone regole atroci e sottomette alla bestialità istintuale alcune categorie ritenute “ultimo gradino della scala sociale”.</p>
<p>Sono parole che pesano, che fanno male… che narrano di una “società malata” (come lei stessa dice) forse vittima di sé stessa e dei suoi pregiudizi, parla di una società squallida dove l’esclusione diviene elemento vitale per la sua stessa esistenza e chi osa rompere queste regole assurde viene marchiato per sempre d’infamia. Il brano riportato termina con una denuncia piuttosto preoccupante: l’uomo medio è un mediocre, privo di una qualsiasi forma di controllo nei confronti dei propri istinti che divengono morbosi e, addirittura, deviati tanto da giudicare molto più osceno l’aver a che fare con una trans che pagare per una prestazione sessuale, salvo poi ritrovarsi la notte, tutti in coda con le proprie auto, sui viali della prostituzione.</p>
<p>Lasciamo perdere, per un sol attimo, sia la politica (sempre più decadente e lontana dalla popolazione che, invece, dovrebbe rappresentare) che l’episodio (triste) occorso a Marrazzo: in troppi ne stanno facendo man bassa per stimolare prime pagine di giornali e gossip morbosi che incrementano auditel ed altro; chiediamoci, invece, da dove giunge tutta questa “onda destabilizzante” che ha portato la nostra comunità sociale in questa condizione di squallido stupore nello scoprirsi così “bassa” e priva di un vero Senso etico. Nietzsche, con la sua filosofia, ci ricorda che il nichilismo (la negazione di ogni principio o valore in sé, la volontà del nulla) identifica l’essenza della crisi sociale nella quale decadimento e confusione divengono motori primari di ogni azione collettiva. Questa sorta di “patologia” esistenziale comporta un annullamento della volontà sino a perdere il senso ultimo dell’esistenza, disgregando, chi la subisce, in pezzi talmente piccoli da non potersi ricomporre mai più. E questo sta accadendo adesso.</p>
<p>Non mi schiero né dalla parte della trans, né dalla parte opposta di coloro che giudicano la sua sessualità una malattia (anche se, ovviamente, ho una mia personale opinione); voglio solo portare l’attenzione su uno degli indesiderati nuclei sociali che hanno animato (e che purtroppo animano) tutta la questione: l’egoismo. Proprio come Nietzsche illustra, il nichilismo che sta colpendo duro la nostra umanità, è alimentato dall’imperante egoismo che sta facendo della mercificazione (soprattutto spinta dai mass media) un elemento primario nella vita di ognuno, tanto che ogni individuo diventa sia compratore che venditore di sé stesso al medesimo tempo. Tutto questo avviene tramite un’esteriorità spinta all’estremo (che rifugge dal concetto di Bellezza) ed una serie di orpelli esistenziali che si possono “acquistare”, realizzando un possesso effimero e da difendere a tutti i costi, pena l’esclusione dal sistema che classifica ed impone concetti etologici ben lontani dalla cooperazione vitale, ma emblemi del potere dell’egoismo, capace di far brillare le sciocchezze: novello re Mida di scatole vuote.</p>
<p>La cultura, in tal modo, è divenuta “nozionismo”, belle sezioni imparate a memoria per far bella figura o per passare l’esame e dimenticarle per lasciar posto ad altre nozioni; una volta terminato il ciclo, però, non resta niente ed il banale esercizio mnemonico-neuronale, benché salutare per le terminazioni sinaptiche, diventa distruttivo per il cuore sociale perché elemento di un’azione tesa non alla fattiva cooperazione, ma alla egocentrica capacità dell’apparire senza dimostrar mai valore alcuno, dell’aprir bocca prima e dimostrare di saper usare la parola poi. In mezzo a questi paradossi, divenuti regola, ci si perde nel vuoto esistenziale ed accade ad ogni uomo, indipendentemente dalla situazione economica in cui si trova; egli non si rende più conto di esistere, smette di ricercare il Senso di Sé e della sua Vita ed aderisce a questi diffusi modelli di “bestialità umana” nei quali trova una scorciatoia ai suoi dubbi ed un potente anestetico per i suoi dolori.</p>
<p>Nel nome del “diritto alla felicità”, noi uccidiamo la ragione, immaginando che la “felicità” stessa sia una merce e, talvolta, pure a buon prezzo (per la quale basta apparire e non essere); così agisce la massificazione che utilizza la droga per inebetire, il sesso come salvagente nell’oceano del nulla  e la violenza, senza motivo e spropositata, come sfogo di quelle energie represse che non sono più utilizzate per creare, per comprendere e costruire. Forse è proprio in questo modo che l’uomo medio è divenuto mediocre, che la società è stata invasa dalla nebbia dello squallore e che i nostri giovani sono confusi e senza spinta creativa per il futuro, il nostro futuro; condizione, questa, a cui neanche la scuola può rimediare, non sapendo fornire le risposte alle tante domande  che una mente curiosa può sollecitare. Questa è la “vera condanna” della società incivile, questo è il “sistema infernale” a cui ogni diversità è sottoposta e tali ragioni sono la causa prima della malattia sociale alla quale si riferisce lo scritto iniziale.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-13" title="Diversità... ?" src="http://vocedelsilenzio.wordpress.com/files/2009/10/transgender_movie400.jpg" alt="transgender_movie400" width="400" height="300" /></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Sul dolore]]></title>
<link>http://prismi.wordpress.com/2009/10/23/742/</link>
<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 15:06:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo Masini</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il dolore e la sofferenza sono esperienze comuni, precoci, diffuse. Non c&#8217;è nessuno, credo, ch]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Il dolore e la sofferenza sono esperienze comuni, precoci, diffuse. Non c&#8217;è nessuno, credo, ch]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Painting on display at Museum of the Horse]]></title>
<link>http://terrimiller.wordpress.com/2009/10/19/painting-on-display-at-museum-of-the-horse/</link>
<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 05:57:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>terrimiller</dc:creator>
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<description><![CDATA[Just Grab Mane My painting, &#8220;Just Grab Mane&#8221; was accepted into the 2009 American Academy]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_1028" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><img class="size-thumbnail wp-image-1028" title="JustGrabMane" src="http://terrimiller.wordpress.com/files/2009/10/justgrabmane.jpg?w=400" alt="Just Grab Mane" width="400" height="320" /><p class="wp-caption-text">Just Grab Mane</p></div>
<p>My painting, &#8220;Just Grab Mane&#8221; was accepted into the 2009 American Academy of Equine Arts show at the Museum of the Horse in Lexington, KY.</p>
<p>Over 600 entries were received, and only 80 display spaces available, so I am honored and thrilled to be included in the show! You&#8217;ll find the complete show roster at the<a title="AAEA website" href="http://www.aaea.net/" target="_blank"> AAEA website</a>. The show runs through November, so stop in to the museum when you&#8217;re at the Kentucky Horse Park.</p>
<p>The oil painting is 24&#8243;x30&#8243; on Senso Linen (it&#8217;s clear-primed, which means that the rich color of the raw linen shows through the transparent gesso) and it&#8217;s part of a series of &#8220;water lesson&#8221; paintings that I&#8217;ve been working on. This was inspired by all those ponies who taught us how to ride: this one knows more than his rider about how to deal with jumping into water. He has the situation completely under control, so he&#8217;s told his kid, &#8220;just grab mane and I&#8217;ll take care of everything else.&#8221;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Alla ricerca di un senso]]></title>
<link>http://filippobonadiman.wordpress.com/2009/10/18/alla-ricerca-di-un-senso/</link>
<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 17:24:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>Filippo Bonadiman</dc:creator>
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<description><![CDATA[Tenta di scrivere alla rinfusa parole che inseguono nelle frasi una punteggiatura che non esiste. A ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Tenta di scrivere alla rinfusa parole che inseguono nelle frasi una punteggiatura che non esiste. A volte tagliate da virgole, oppure da nomi strani &#8220;virgolettati&#8221;, verbi inventati che formano azioni, deliranti, in un universo di possibilità, giochi di intrinseca potenza, dove è chi scrive l&#8217;artista, chi plasma e sceglie la giusta tonalità da dare al tutto.</p>
<p>Al di fuori il pubblico osserva allibito e a volte trattiene il fiato perché non ci si può fermare neanche per sospirare visto che non arriva la pausa che or però vi concedo.</p>
<p>Ripresi?</p>
<p>Trovate il vero. Il bello leggete. Di ogni parola comprendete il significato. Più volte leggete e alla prima impressione non ci si deve fermare che sarebbe come non aver letto, come passare in un campo senza guardarlo, senza accorgersi che è pieno di fiori, dai quali si sprigiona una bellezza che il primo passaggio ci ha fatto ignorare, sui quali svolazzano farfalle curiose e api laboriose. Ci stavamo perdendo un prato meraviglioso. Un minuto in più solo per poter vedere questo.</p>
<p>L&#8217;attenzione per cogliere il senso. In un punto o in una virgola non sta ciò che si vuol dire. Completano la frase e ne danno musicalità. Perfezionano la scrittura, elevano lo scrittore se codesto la usa con maestria. Indirizzano il lettore verso un significato, che si vuol dare. Plasmano, attraverso contorti utilizzi, una frase di elevata, quanto perfetta, complessità. Ma può anche essere fluida e semplice senza tanti fraseggi.</p>
<p>Insomma è tutto e niente la scrittura. A noi sta darle un senso.</p>
<p><em>scritto il 2 agosto 2009</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fellatio]]></title>
<link>http://rimardita.wordpress.com/2009/10/13/fellatio/</link>
<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 20:36:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>abraxas</dc:creator>
<guid>http://rimardita.wordpress.com/2009/10/13/fellatio/</guid>
<description><![CDATA[Non vuoi un diamante Non vuoi un topazio Vuoi soltanto fellatio Che tu sia per la roma Che tu sia pe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Non vuoi un diamante<br />
Non vuoi un topazio<br />
Vuoi soltanto fellatio</p>
<p>Che tu sia per la roma<br />
Che tu sia per la lazio<br />
Vuoi soltanto fellatio</p>
<p>Con lo stomaco vuoto<br />
Con lo stomaco sazio<br />
Vuoi soltanto fellazio</p>
<p>Quando sei sulla terra<br />
Quando sei nello spazio<br />
Vuoi soltanto fellatio</p>
<p>Non c&#8217;e&#8217; alcun senso<br />
Non c&#8217;e&#8217; alcuna ratio<br />
Vuoi soltanto fellatio</p>
<p>Philophilus Metaphisikus</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
