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	<title>sguardo &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/sguardo/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "sguardo"</description>
	<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 01:42:32 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Fashion 2009 - 11]]></title>
<link>http://alessandrogaziano.wordpress.com/2009/11/30/fashion-2009-11/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 07:03:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>alventicello</dc:creator>
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<description><![CDATA[Continuo con la serie di primi piani. -]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Continuo con la serie di primi piani.</p>
<p>-</p>
<p style="text-align:center;"><a title="gat-88 di Alessandro Gaziano, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/venticello/4144278609/"><img class="aligncenter" src="http://farm3.static.flickr.com/2724/4144278609_47cb481792.jpg" alt="gat-88" width="325" height="500" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Luci.]]></title>
<link>http://osare.wordpress.com/2009/11/29/luci/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 11:55:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>osare</dc:creator>
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<description><![CDATA[“Sipario.” Si accendono come lucciole, non ai bordi delle strade ma ai bordi del cielo: simili nelle]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://osare.wordpress.com/files/2009/11/4086553179_10d595d9d4.jpg"><img class="alignleft size-medium  wp-image-35" style="border:2px solid black;margin-left:2px;margin-right:2px;" title="4086553179_10d595d9d4" src="http://osare.wordpress.com/files/2009/11/4086553179_10d595d9d4.jpg?w=300" alt="" width="300" height="200" /></a>“Sipario.”<br />
Si accendono come lucciole, non ai bordi delle strade ma ai bordi del cielo: simili nelle speranze.<br />
Sono stelle che cancellano le stelle, nascondono la Luna e negano chi siamo.<br />
Non ucciderò l’oscurità intorno a me, intorno a te.<br />
Avvolgi come la notte, nera come la morte; calda come venire al mondo, passionale come restarci.<br />
Strage di respiri, uno dopo l’altro sul tuo collo incontrano la morte. Impresa di sguardi, sopravvivono all’incanto del tuo corpo.<br />
Gelosia di quell’amore che non può lasciarsi alla follia.<br />
Diamanti creati da baci bagnati, cristalli eterni solo per pochi secondi.<br />
Sei l’anima della mia anima, lo specchio del mio sguardo e la pelle sotto le mie dita.<br />
Vali una vita: ce l’hai in mano.<br />
“Applausi”<br />
Nessun dorme: copioni improvvisati. Armonia dei sensi: perfezione dei dannati.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cronache dalla fine del mondo /3 - Lo sguardo del mago]]></title>
<link>http://oldendailylog.wordpress.com/2009/11/29/cronache-dalla-fine-del-mondo-3/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 23:22:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paul Olden</dc:creator>
<guid>http://oldendailylog.wordpress.com/2009/11/29/cronache-dalla-fine-del-mondo-3/</guid>
<description><![CDATA[Lo stronzo astioso arrivò davanti alla pizzeria. Fermò la macchina di punta, dritta contro la porta ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Lo stronzo astioso arrivò davanti alla pizzeria. Fermò la macchina di punta, dritta contro la porta d&#8217;ingresso. Guardando dritto avanti a sè, come in una trance scaturita dall&#8217;odio, fece rombare tre volte il motore. Poi fece scendere la moglie, o compagna che fosse.<br />
Lo stronzo fece una rapida retromarcia, poi una manovra, poi un&#8217;altra manovra, e ripartì a razzo, circumnavigando la pizzeria. Si ritrovò di nuovo davanti alla porta d&#8217;ingresso, ma stavolta messo di fianco. Sgasò ancora. E ancora.<!--more--></p>
<p>Fu a quel punto che incrociammo gli sguardi. Lo sguardo di uno stronzo astioso e il mio si scontrarono come protoni nell&#8217;acceleratore del CERN. Con gli occhi della mente vidi nascere particelle infinitesimali d&#8217;energia, leggermente luminescenti e a carica negativa. Poi, le particelle evaporarono.<br />
Lo stronzo gridò qualcosa al bambino che era seduto sul sedile posteriore. Il bambino tacque. Io guadai di nuovo. Scaturirono altre particelle. Lui iniziò a picchettare sul volante con le dita della mano. Sembrò prendere un respiro, poi iniziò a guardarmi di sottecchi. Distolsi lo sguardo e camminai più avanti, lungo il marciapiede fino a giungere davanti al muso della sua macchina blu scuro.</p>
<p>Realizzai che mi ero ficcato dentro ad un gigantesco campo negativo. Non era la prima volta che incontravo uno stronzo astioso, ma questo esemplare era particolare: generava cortocircuiti nella mia mente. Scacciai il pensiero, e ripresi a camminare.<br />
Poco dopo, però, non potei fare a meno di voltarmi: il mio autocontrollo era in ritirata.<br />
Lo fissai ancora. Lui, attraverso il finestrino dell&#8217;auto, sostenne il mio sguardo per interminabili secondi.<br />
Fu subito dopo quella lunga occhiata che il cofano della sua macchina iniziò a fumare. Tentò di partire, gracchiando la marcia. L&#8217;auto si imballò e sussultò goffamente, senza però spegnersi del tutto. Il fumo che furiusciva da cofano aumentava rapidamente di intensità e si potevano vedere piccole fiammelle.<br />
Lo stronzo trasalì. Aprì la portiera, uscì dalla macchina e fece segno di scendere alla donna e al bambino. Bestemmiò in diversi modi coloriti. Poi tornò a fissarmi, come ringhiando.<br />
Non riuscii a trattenere un accenno di sorriso, che lui sicuramente interpretò come un ghigno sadico.</p>
<p>Proprio mentre stavo per chiedere se aveva bisogno di aiuto notai i suoi capelli prendere improvvisamente fuoco. Il calore era diventato insopportabile.<br />
In quel momento mi accorsi che le suole delle mie scarpe si stavano sciogliendo, impastandosi con l&#8217;asfalto. Gli urli dello stronzo astioso che ardeva come una torcia umana mi giungevano come da un&#8217;altra stanza: ormai ero in uno stato confusionale prossimo alla paranoia.<br />
Pochi secondi dopo la temperatura dell&#8217;aria raggiunse i trecentodieci gradi. Dello stronzo astioso non c&#8217;era più traccia. E non c&#8217;era più alcuna traccia di me.</p>
<p>In fondo, fui contento che la mia vita fosse finita in bellezza: il giorno della mia morte avevo vissuto l&#8217;elettrizzante sensazione di essere un mago dallo sguardo inceneritore.<br />
Nessuno avrebbe mai saputo che non le cose non stavano affatto così, anche perchè nessuna forma di vita animale  o vegetale sopravvisse al trasporto del Pianeta Terra verso quel tranquillo punto della galassia Alpha Centauri dove è situato il Grande Reattore Sociale Intergalattico che fornisce energia costante e a basso costo a più di cinquemila pianeti abitati  facenti parte dell&#8217;universo civilizzato. Con un pianeta perfettamente rispondente allo Standard dei Carburanti Autorizzati come la Terra, sì possono rifornire almeno trecento pianeti civili per una unità-anno convenzionale, producendo pochissime scorie inquinanti.</p>
<p>Ed è assoluitamente chiaro che questo ottimo risultato energetico val bene il sacrificio di quelle piccole, insignificanti forme di vita primordiale che lo abitavano prima che la crosta fosse purificata a caldo.</p>
<p><em><strong>Paul Olden</strong></em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[berenkuil #4]]></title>
<link>http://coincidentalimages.wordpress.com/2009/11/26/berenkuil-4/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 09:14:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>coincidentalimages</dc:creator>
<guid>http://coincidentalimages.wordpress.com/2009/11/26/berenkuil-4/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp; berenkuil #4, originally uploaded by coincidentalimages. Eindhoven, Nederland, nov2009 cmos 1]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div style="text-align:center;padding:3px;"><a title="photo sharing" href="http://www.flickr.com/photos/30362578@N08/4135705510/" target="_blank"><img style="border:solid 2px #000000;" src="http://farm3.static.flickr.com/2689/4135705510_6aec03e266.jpg" alt="" /></a>
<p>&#160;</p>
<p><span style="font-size:.8em;margin-top:0;"><a href="http://www.flickr.com/photos/30362578@N08/4135705510/">berenkuil #4</a>, originally uploaded by <a href="http://www.flickr.com/people/30362578@N08/">coincidentalimages</a>.</span></p>
</div>
<p>Eindhoven, Nederland, nov2009<br />
cmos 1.6x, iso 100, 50mm f2.8 1/160s &#38; 46mm f2.8 1/60s, Gimp postprocessing<br />
Berenkuil (<a href="http://maps.google.com/maps?f=q&#38;source=s_q&#38;hl=en&#38;geocode=&#38;q=eindhoven+berenkuil&#38;sll=51.447256,5.500728&#38;sspn=0.00214,0.006314&#38;ie=UTF8&#38;hq=&#38;hnear=Berenkuil&#38;ll=51.44716,5.500809&#38;spn=0.001063,0.003157&#38;t=h&#38;z=19&#38;layer=c&#38;cbll=51.44716,5.500809&#38;panoid=XKaAHd2y08Oc34zGr0yEFQ&#38;cbp=12,253.29,,0,5" target="_blank">google maps</a>)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nebulosa]]></title>
<link>http://unaltradonna.wordpress.com/2009/11/26/nebulose/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 22:31:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>unaltradonna</dc:creator>
<guid>http://unaltradonna.wordpress.com/2009/11/26/nebulose/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;Volevo a ogni costo ricordarmi il suo corpo, dai capelli alle dita dei piedi. Riuscivo a vede]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://unaltradonna.wordpress.com/files/2009/11/laura-albano_uomo1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-215" title="laura albano_uomo1" src="http://unaltradonna.wordpress.com/files/2009/11/laura-albano_uomo1.jpg" alt="" width="450" height="321" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#993300;">&#8220;Volevo a ogni costo ricordarmi il suo corpo, dai capelli alle dita dei piedi. Riuscivo a vedere con chiarezza i suoi occhi verdi, il movimento della ciocca che aveva sulla fronte, la curva  delle spalle. Sentivo i suoi denti, l&#8217;interno della sua bocca, la forma delle cosce, la grana della sua pelle.&#8221; (Annie Ernaux, &#8220;Passione Semplice&#8221;)</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;">In questi giorni in rete ci si interroga molto sulla rappresentazione dell&#8217;uomo come oggetto del desiderio femminile, e sul fatto che questa sia ancora tutta da scrivere. E,  per molte donne,  ancora da chiarirsi.</p>
<p style="text-align:justify;">Il luogo comune vuole che  l&#8217;uomo guardi per guardare, la donna per farsi guardare.</p>
<p style="text-align:justify;">Io credo che la donna semplicemente debba imparare a  guardare, e vedere, oltre lo specchio dello sguardo altrui.</p>
<p><a href="http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=3279&#38;IDCategoria=58">(qui una mostra di qualche anno fa)</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Parliamo di grandi fotografi: Mimmo Jodice]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/25/parliamo-di-grandi-fotografi-mimmo-jodice/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 18:57:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/11/25/parliamo-di-grandi-fotografi-mimmo-jodice/</guid>
<description><![CDATA[Castellanza (Va) 26 novembre ‘09 – ore 21,15Villa Pomini – Via Don Luigi Testori 14 –– ingresso Libe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;"><a href="http://fidest.wordpress.com/files/2009/11/per-mail-paesaggio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21650" title="PER MAIL PAESAGGIO" src="http://fidest.wordpress.com/files/2009/11/per-mail-paesaggio.jpg?w=300" alt="" width="233" height="154" /></a>Castellanza (Va) 26 novembre ‘09 – ore 21,15Villa Pomini – Via Don Luigi Testori 14 –– ingresso Libero Relatore Claudio Argentiero &#8211; Commento con proiezione. Mimmo Jodice è considerato uno dei più grandi autori della fotografia italiana. Il suo lavoro gioca sulla dicotomia tra realtà e immaginazione, sviluppata attraverso una lunga ricerca sulla memoria che prende spunto dalla sua Napoli e dalle origini mediterranee. Nelle sue immagini si ha la sensazione che il tempo sembra essersi fermato: i resti archeologici vivono una nuova dimensione attraverso lo sguardo di Jodice, come anche gli antichi volti scolpiti nella pietra, che assumono nuove fisionomie, oniriche e immaginarie. Un autore dalle grandi potenzialità espressive che si è imposto a livello internazionale, scrivendo una pagina importante della fotografia italiana nel mondo. La conversazione sarà accompagnata da una proiezione. Paesaggio: Visioni e interpretazioni è il titolo della mostra dei partecipanti al corso di paesaggio organizzato dall’A.F.I. e condotto da Claudio Argentiero. Un omaggio agli autori che dimostrando interesse, condivisione e partecipazione, hanno sviluppato una ricerca che fa emergere uno stile riconoscibile. Gli autori in mostra: Matteo Coltro, Laura Mazza, Enrico Doppietti, Carlo Boschetto, Menegazzi Paolo, Milanesi Marco, Milanesi Mauro, Riccardo Geroli, Bertani Andrea, Galli Domenico, Giorgio Colognesi. Immagini che svelano situazioni che una osservazione disattenta non riesce ad afferrare, offrendo diversi punti di vista che si differenziano per la forma espressiva e la sensibilità individuale, svincolandosi da una visione prettamente documentaristica, per ampliare il concetto della rappresentazione emotiva, che si fa percezione, narrazione e memoria. (per mail paesaggio)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'arpa]]></title>
<link>http://petalidirose.wordpress.com/2009/11/24/larpa/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 20:52:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>Romina</dc:creator>
<guid>http://petalidirose.wordpress.com/2009/11/24/larpa/</guid>
<description><![CDATA[Sulla terra non c&#8217;è un&#8217;arpa che possa vibrare in sintonia coi miei pensieri: è la notte ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://petalidirose.wordpress.com/files/2009/11/notte.jpg"><img src="http://petalidirose.wordpress.com/files/2009/11/notte.jpg" alt="" title="notte" width="500" height="375" class="alignnone size-full wp-image-200" /></a><br />
Sulla  terra  non  c&#8217;è  un&#8217;arpa  che  possa<br />
vibrare  in  sintonia  coi  miei  pensieri:<br />
è  la  notte  che  scende  solitaria,<br />
è  il  vento  che  si  strugge  di  lamento,<br />
fra  le  piante  sussurra  e  dentro  l&#8217;aria<br />
parole  di  mestizia  e  di  tormento.<br />
Insieme  intonano  uno  strano  canto<br />
vano  timore  ed  insensata  pena.<br />
Sedevo  in  solitudine  cantavo<br />
arie  antiche  struggenti  e  melodiose;<br />
erano  quelle  note  dolorose<br />
e  anche  il  mio  cuore  si  bagnò  di  pianto.<br />
Ad  asciugar  le  lacrime  mi  volsi<br />
e  per  caso  il  mio  sguardo  incontrò  il  cielo:<br />
freddo  e  grigio  mi  parve, plumbeo  velo.</p>
<p>Di  <strong>Charlotte  Brontë</strong><br />
(Tratta  da  Anne, Charlotte, Emily  Brontë, <em>Poesie</em>, Milano, Oscar  Mondadori, edizione  2004)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Uno sguardo]]></title>
<link>http://violaceo.wordpress.com/2009/11/21/uno-sguardo/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 21:50:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>violaceo</dc:creator>
<guid>http://violaceo.wordpress.com/2009/11/21/uno-sguardo/</guid>
<description><![CDATA[Oggi, prima di tuffarmi nella bolgia del supermercato  (reparti alimentari e pulizie),  ho deciso di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Oggi, prima di tuffarmi nella bolgia del supermercato  (reparti alimentari e pulizie),  ho deciso di passare davanti agli scaffali della libreria, dove ho scovato un bellissimo volumetto della Taschen dedicato agli autoritratti. Ho incontrato subito questa immagine che mi ha molto colpito.</p>
<p>La storia associata al quadro e all&#8217;autore è triste, terribile ed inquietante:  guerra, discriminazione, fuga, prigionia e morte.</p>
<p>Davanti allo sguardo di quest&#8217;uomo mi sono sentito scosso e vulnerabile. Si chiamava Felix Nussbaum.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://violaceo.wordpress.com/files/2009/11/fn.jpg" alt="" width="405" height="477" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fashion 2009 - 10]]></title>
<link>http://alessandrogaziano.wordpress.com/2009/11/21/fashion-2009-10/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 13:57:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>alventicello</dc:creator>
<guid>http://alessandrogaziano.wordpress.com/2009/11/21/fashion-2009-10/</guid>
<description><![CDATA[Primo piano stretto. Elaborazione in bn parziale. -]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Primo piano stretto.</p>
<p>Elaborazione in bn parziale.</p>
<p>-</p>
<p style="text-align:center;"><a title="gat-59 di Alessandro Gaziano, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/venticello/4119502392/"><img class="aligncenter" src="http://farm3.static.flickr.com/2749/4119502392_aa9099c8e3.jpg" alt="gat-59" width="325" height="500" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fashion 2009 - 9]]></title>
<link>http://alessandrogaziano.wordpress.com/2009/11/20/fashion-2009-9/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 07:19:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>alventicello</dc:creator>
<guid>http://alessandrogaziano.wordpress.com/2009/11/20/fashion-2009-9/</guid>
<description><![CDATA[Primo piano verticale. Cercando il bianco intorno. -]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Primo piano verticale.</p>
<p>Cercando il bianco intorno.</p>
<p>-</p>
<p style="text-align:center;"><a title="gat-48 di Alessandro Gaziano, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/venticello/4117516587/"><img class="aligncenter" src="http://farm3.static.flickr.com/2596/4117516587_d4940b7a03.jpg" alt="gat-48" width="325" height="500" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fashion 2009 - 8]]></title>
<link>http://alessandrogaziano.wordpress.com/2009/11/15/fashion-2009-8/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 08:04:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>alventicello</dc:creator>
<guid>http://alessandrogaziano.wordpress.com/2009/11/15/fashion-2009-8/</guid>
<description><![CDATA[Taglio diverso. Post su volto e sfondo. -]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Taglio diverso.</p>
<p>Post su volto e sfondo.</p>
<p>-</p>
<p style="text-align:center;"><a title="gat-32 di Alessandro Gaziano, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/venticello/4095095964/"><img class="aligncenter" src="http://farm3.static.flickr.com/2538/4095095964_785ef02fc6.jpg" alt="gat-32" width="325" height="500" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Uno sguardo da vicino a diversi tipi di virus informatici]]></title>
<link>http://elidaslokes.wordpress.com/2009/11/12/uno-sguardo-da-vicino-a-diversi-tipi-di-virus-informatici/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 19:30:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>elidaslokes</dc:creator>
<guid>http://elidaslokes.wordpress.com/2009/11/12/uno-sguardo-da-vicino-a-diversi-tipi-di-virus-informatici/</guid>
<description><![CDATA[I computer sono ovunque, ma sono anche vulnerabili a una serie di minacce. La minaccia più grande si]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p> I computer sono ovunque, ma sono anche vulnerabili a una serie di minacce. La minaccia più grande sistema di <b>computer</b> è il virus terribile. </p>
<p> Un virus <b>informatico</b> è un codice maligno che sostanzialmente ha la capacità di provocare il caos in un certo numero di modi. Esso può funzionare con la distruzione dei dati e dei programmi sui sistemi interessati. Si può registrare sequenze di tasti, al fine di ottenere informazioni sensibili come le password. </p>
<p> Diversi tipi di <b>virus</b> sono noti per essere in <strong>Web mondo selvaggio</strong> in qualsiasi momento. Ecco uno sguardo ad alcuni dei alcuni dei più comuni tipi di virus. </p>
<p> <strong>Macro virus</strong> </p>
<p> Questi sono conosciuto per essere il virus più diffuso in parte a causa della popolarità dei programmi per i quali macro scritte. Inoltre, essendo indipendente dalla piattaforma aggiunge anche la minaccia globale rappresentata da questi virus. In realtà i virus di macro sono già noti per avere causato un danno molto più di qualsiasi altro tipo di note&#62; computer virus. </p>
<p> <strong>Rete virus</strong> </p>
<p> Ancora una volta, questi sono anche un tipo molto diffuso di virus. Questi virus si trovano nelle reti locali e che sono noti per diffondere con le risorse condivise di rete. In realtà sono così pericolosi che, se entrano in una rete LAN, si può anche soffocare l&#39;intera larghezza di banda della rete LAN che significa che facendo qualsiasi tipo di lavoro sulla rete diventa un compito estremamente lenta e dolorosa. Comunemente noto virus di rete e include SQLSlammerNimda. </p>
<p> <strong>Logic Bombs</strong> </p>
<p> Ancora un altro tipo di virus <b>informatici.</b> Essi possono essere inseriti in un programma per <b>computer.</b> La bomba logica è attivato quando tutte le funzioni del programma di accoglienza o qualsiasi altro programma viene utilizzato. Casi più comuni di bombe logiche sono noti per avere innescato a una determinata data, in genere il April Fools Day o su Venerdì 13 (una data considerata sfortunato in un certo numero di paesi di tutto il mondo). Le bombe logiche possono anche eliminare i file, seattivato. </p>
<p> <strong>Companion virus</strong> </p>
<p> Companion virus sono noti per essere efficaci su MS-DOS i sistemi basati solo e, pertanto, tutte le versioni di Windows 9X Microsoft sono influenzate anche da esso. Questa è ovviamente una minaccia molto più piccolo di quanto non lo sia. Questo virus è conosciuto per creare nuovi file con estensione. Com, anche se vi sono alcune segnalazioni di esso che è in grado di creare file EXE. Come Windows XP, (il sistema operativo più comune) non si basa su DOS, la minaccia di questi virus èplacarsi. </p>
<p> <strong>Boot Sector Virus</strong> </p>
<p> Un altro tipo di virus molto brutto è il settore di avvio del virus. Questi virus sono in grado di danneggiare il disco rigido per sé, perché risiedono nel Settore Zero e sono in grado di attaccare il Master Boot Record del disco. Questi virus generalmente utilizzati per diffondere le unità floppy e hanno iniziato a diminuire, come l&#39;utilizzo di unità floppy si è placata. </p>
<p> Quasi tutti i diversi tipi di <b>virus</b> può essere rimosso utilizzandobuon anti virus software è quindi sempre consigliabile che si dovrebbe avere uno installato e aggiornato nel <b>computer.</b> </p>
<p>See Also :  <a href="http://dewalt-powertools.co.cc" rel="dofollow" title="">Dewalt</a>  <a href="http://sunglassesmen.co.cc" rel="dofollow" title="">sun</a>  <a href="http://cristinas4health.wordpress.com" rel="dofollow" title="Cristinas talk about health">Cristinas talk about health</a> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Della s-confinata intesa: Il Giardino di limoni di Eran Riklis]]></title>
<link>http://cinefilab.wordpress.com/2009/11/11/della-s/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 17:55:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>Giovanni Scarafile</dc:creator>
<guid>http://cinefilab.wordpress.com/2009/11/11/della-s/</guid>
<description><![CDATA[Il Giardino di limoni del regista israeliano Eran Riklis, vincitore del Premio del Pubblico al Festi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il <em>Giardino di limoni</em> del regista israeliano Eran Riklis, vincitore del Premio del Pubblico al Festival di Berlino 2008, è basato su una storia vera il cui inizio è segnato dalla rottura di un equilibrio. La residenza scelta dal ministro della difesa israeliano Israel Navon confina con un giardino di limoni, coltivato da Salma Zidane, una giovane vedova palestinese. Per la donna, il giardino è non solo fonte di sostentamento, ma anche elemento che innesta la storia personale su una particolare porzione di terra. Tuttavia, anche le motivazioni di ordine spirituale non rivestono alcun interesse di fronte alla possibilità, paventata dalla sicurezza israeliana, che il giardino sia eventualmente utilizzato come base per un attacco terroristico. Per scongiurare una tale possibilità, viene ingiunto a Salma di tagliare gli alberi del suo giardino. Quale sarà la reazione di Salma? Quale la reazione del ministro e della moglie del ministro, Mira, di fronte alla resistenza di Salma? Come reagiranno le comunità arabe ed israeliana di fronte allo snodarsi di una vicenda che attraversa trasversalmente molti ambiti, da quello sociale a quello politico a quello più squisitamente attinente alla vita delle persone coinvolte? Così come per realizzare un film, il regista può scegliere tra una miriade di approcci specifici, allo stesso modo recensire un film può realizzarsi per il tramite di lenti differenti. Il <em>Giardino di limoni </em>è stato, in alcuni casi, assunto come emblema dello scontro tra due popoli; oppure, come paradigma dell’irriducibilità del confronto tra il genere femminile e la presunta modalità predatoria d’essere del genere maschile. Non si può dire che simili approcci siano errati, anche se è vero che esistono modalità di riferimento che, in un certo senso, <em>vedono</em> meglio. «La grandezza estetica – scriveva Baumgarten nel §217 dell’<em>Aesthetica – </em>richiede che i pensieri siano proporzionati e adeguati ai loro oggetti». Che cosa implica questa ‘proporzionalità’ tra oggetti e pensieri quand’essa sia riferita al film di cui stiamo parlando. Proviamo a cercare la risposta <em>entrando</em> nel film. Il film di Eran Riklis ruota intorno a quattro figure: la già citata Salma Zidane (interpretata da Hiam Abbass), la moglie del ministro Mira Navon (interpretata da Rona Lipaz-Michael), il ministro Israel Navon (Doron Tavory) e l’avvocato palestinese Abu Hussam (Tarik Kopty). Salma, la donna araba è avvicinata da Abu Hussam, un avvocato che sembra farsi carico della sua vicenda e con cui si stabilisce una timida intesa sentimentale. Ben presto, però, la donna si accorgerà di essere divenuta, suo malgrado, un emblema, icona inconsapevole di uno scontro politico. Mira, la moglie del ministro, riesce ad accorgersi del disagio di Salma. I suoi occhi cioè hanno ancora <em>spazio per vedere</em>. Gradualmente, la vicenda patìta da Salma entra a far parte della vita di Mira. Gli occhi di Salma diventano gli occhi di Mira. La donna ebrea rivela il coraggio di vivere non una disponibilità generica e parziale nei confronti dell’altro, ma di assumere la visione dell’altro. Mira inizia, con un nuovo sguardo, a guardare il mondo con gli occhi di Salma fino al punto di sentirsi estranea al mondo in cui era incardinata. Come definire, come rendere predicabile, questo particolare e tanto invisibile quanto pervasivo contatto tra le due donne, è la vera questione cui il film è dedicato.<em> Il giardino di limoni </em>di Riklis cioè<em> </em>ci parla proprio della possibilità che tra due esseri umani si stabilisca un’intesa, prescindendo dal radicamento all’interno di un confine, assunto come una separazione. Una particolare intesa, dicevamo. Quali sono le condizioni di possibilità di un tale accadimento?<em> Éntasis, </em>la radice greca del sostantivo intesa, significa ‘fatica, sforzo’. Contestualmente, in ogni <em>intendere </em>si coglie il dinamismo proprio di un tendere (<em>tendere</em>) verso (<em>in</em>). Quando ci si interroghi sulle condizioni di possibilità di un tale accadimento, si deve allora dire che l’intesa vera e propria si realizza a partire dalla rinuncia all’inamovibilità; quando si è disponibili non soltanto ad accogliere ed ascoltare l’altro, ma a vedere con i suoi occhi quanto di più caro abbiamo. Si può allora far ritorno alla domanda suggerita dalle parole di Baumgarten che riferivano di una consonanza tra oggetti e pensieri quale condizione della «grandezza estetica». È proprio la specificità dell’intesa tra le due donne a dirci che il modo migliore per riferire del film <em>Il Giardino di limoni </em>è quello che assume, sul piano formale, quanto sostenuto dal punto di vista narrativo ed espresso dal punto di vista filmico. Non allora una lettura che si radichi nello scontro politico tra arabi ed ebrei nè tanto meno una lettura che si radichi nello scontro di genere tra maschile e femminile. Entrambi gli approcci sono insufficienti proprio nella loro evidente incapacità di superare un radicamento dentro schemi precostituiti che le due donne sono invece in grado di superare. È ciò che lo stesso Baumgarten, nel §104 della stessa opera definiva «uno stile di pensiero naturale», ovvero un modo di pensare che sia «proporzionato alle forze naturali dell’anima che si propone di pensare e a quelle degli oggetti». L’intesa sconfinata tra le due donne si produce nel superamento di ogni precostituito confine. Saremo in grado non solo di attivare le appropriate categorie per interpretare il film, ma anche di far diventare prassi quanto suggerito in quella sconfinata intesa?</p>
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</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fashion 2009 - 6]]></title>
<link>http://alessandrogaziano.wordpress.com/2009/11/09/fashion-2009-5-2/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 06:57:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>alventicello</dc:creator>
<guid>http://alessandrogaziano.wordpress.com/2009/11/09/fashion-2009-5-2/</guid>
<description><![CDATA[Primo piano stretto. Cercando di evidenziare in tutti i modi lo sguardo e gli occhi della modella. -]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Primo piano stretto.</p>
<p>Cercando di evidenziare in tutti i modi lo sguardo e gli occhi della modella.</p>
<p>-</p>
<p style="text-align:center;"><a title="gat-33 di Alessandro Gaziano, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/venticello/4086435146/"><img class="aligncenter" src="http://farm3.static.flickr.com/2729/4086435146_3cd396938f.jpg" alt="gat-33" width="500" height="375" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fashion 2009 - 5]]></title>
<link>http://alessandrogaziano.wordpress.com/2009/11/05/fashion-2009-5/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 21:17:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>alventicello</dc:creator>
<guid>http://alessandrogaziano.wordpress.com/2009/11/05/fashion-2009-5/</guid>
<description><![CDATA[Scatto all&#8217;interno, con luce naturale. Niente Flash. -]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Scatto all&#8217;interno, con luce naturale.</p>
<p>Niente Flash.</p>
<p>-</p>
<p style="text-align:center;"><a title="gat-20 di Alessandro Gaziano, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/venticello/4074910894/"><img class="aligncenter" src="http://farm3.static.flickr.com/2777/4074910894_871ff225d0.jpg" alt="gat-20" width="325" height="500" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fashion 2009 - 3]]></title>
<link>http://alessandrogaziano.wordpress.com/2009/10/30/fashion-2009-3/</link>
<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 07:59:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>alventicello</dc:creator>
<guid>http://alessandrogaziano.wordpress.com/2009/10/30/fashion-2009-3/</guid>
<description><![CDATA[Nuovi scatti. Provando e riprovando nuove soluzioni. -]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Nuovi scatti.</p>
<p>Provando e riprovando nuove soluzioni.</p>
<p>-</p>
<p style="text-align:center;"><a title="gat-09 di Alessandro Gaziano, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/venticello/4057928578/"><img class="aligncenter" src="http://farm3.static.flickr.com/2469/4057928578_e17da540f7.jpg" alt="gat-09" width="325" height="500" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dimmi]]></title>
<link>http://fernirosso.wordpress.com/2009/10/29/dimmi-3/</link>
<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 19:25:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
<guid>http://fernirosso.wordpress.com/2009/10/29/dimmi-3/</guid>
<description><![CDATA[dimmi dai dimmi eh dimmi! che colore ha il tuo vuoto    quello spazio che vedo dentro lo sguardo qua]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/JqjnOXErM5A&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/JqjnOXErM5A&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>dimmi dai dimmi</p>
<p>eh dimmi!</p>
<p>che colore ha</p>
<p>il tuo vuoto    quello spazio che vedo</p>
<p>dentro lo sguardo quando liberi le tue tigri in fondo al pozzo</p>
<p>nel rigo trasparente della finestra</p>
<p>in quell&#8217;agguato segna(la)to dal vapore dei respiri e</p>
<p>non vedi.</p>
<p>Sì non vedi</p>
<p>è inutile che menti.</p>
<p>Dai dimmi dai</p>
<p>dimmi cosa senti</p>
<p>quando nessuno ti chiama e niente ti sfiora la mente</p>
<p>in quale continente abiti e cosa ti sta vicino</p>
<p>così vicino che tutto</p>
<p>tutto il resto è come non ci fosse</p>
<p>come se tutti fossero scomparsi e  tu</p>
<p>chissà dove sei</p>
<p>tu, che non guardi e non vedi e non senti</p>
<p>tu, in quali fessure del cuore</p>
<p>che batte senza frenare il tempo</p>
<p>ti sei messo a fare lo sgambetto alle cose.</p>
<p>Dimmi, dimmi prima che sia sera</p>
<p>e mi addormenti in questi spazi di parole senza risposta.</p>
<p>Tu</p>
<p>alla finestra</p>
<p>sei altrove.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Frontier, giochi di luci e immagini sull’Isola Tiberina]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/10/28/frontier-giochi-di-luci-e-immagini-sull%e2%80%99isola-tiberina/</link>
<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 09:29:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
<guid>http://paoblog.wordpress.com/2009/10/28/frontier-giochi-di-luci-e-immagini-sull%e2%80%99isola-tiberina/</guid>
<description><![CDATA[Si chiama Frontier ed è l’ultima ardita istallazione dell’artista californiano Doug Aitken realizzat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-medium wp-image-14274" title="logo francesco" src="http://paoblog.wordpress.com/files/2009/10/logo-francesco.jpg?w=300" alt="logo francesco" width="300" height="151" /></p>
<p>Si chiama Frontier ed è l’ultima ardita istallazione dell’artista californiano Doug Aitken realizzata per Enel Contemporanea sull’Isola Tiberina nel pieno centro di Roma.</p>
<p>Si tratta di una struttura architettonica bianca in puro stile ‘minimal’ munita di piccole finestre laterali e a cielo aperto. E se il cielo è quello della Città Eterna diventa sicuramente un valore aggiunto.</p>
<p>Frontier è concepita come una ideale Energy Room: l’installazione prevede, infatti, una serie di video e immagini visibili a 360°, anche dall’alto, all’interno e all’esterno dello spazio architettonico accessibile ai visitatori.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15536" title="Doug-Aitken-isola-tiberina-roma" src="http://paoblog.wordpress.com/files/2009/10/doug-aitken-isola-tiberina-roma.jpg" alt="Doug-Aitken-isola-tiberina-roma" width="295" height="197" /></p>
<p>Le video-proiezioni sono tratte da un filmato girato tra Roma, Los Angeles, Israele e il Sudafrica e interpretato dal pittore americano Ed Ruscha.</p>
<p>Senza una vera e propria trama né filo conduttore, il video consiste nello spostamento delle immagini tra le pareti della struttura architettonica tale da produrre una sensazione di vero e proprio spaesamento. I lati dell’edificio sono trasformati in schermo e l’occhio è portato a inseguire ogni minimo spostamento visivo. Lo sguardo, così, dovrà essere sempre concentrato mentre l’udito è sollecitato dai suoni e dalla loro diversa provenienza.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15537" title="Enel-Contemporanea-2009-sull-Isola-Tiberina-di-Roma-in-mostra-l-opera-di-Doug-Aitken-fino-al-23-Novembre" src="http://paoblog.wordpress.com/files/2009/10/enel-contemporanea-2009-sull-isola-tiberina-di-roma-in-mostra-l-opera-di-doug-aitken-fino-al-23-novembre.jpg" alt="Enel-Contemporanea-2009-sull-Isola-Tiberina-di-Roma-in-mostra-l-opera-di-Doug-Aitken-fino-al-23-Novembre" width="247" height="200" /></p>
<p>A rendere la situazione per lo spettatore ancor più sensazionale, soprattutto, è la possibilità di fruire l’opera camminando all’interno dell’edificio, inseguendo le immagini in movimento. Situazione, questa, che necessita di attenzione particolare, perché lo spettatore è totalmente coinvolto e con lui la città intorno con i propri rumori, fonti di luce e i fari delle automobili che passano sul sovrastante Ponte Fabricio mescolandosi alle luci del video.</p>
<p>L’istallazione è visitabile, con ingresso libero, presso l’Isola Tiberina dal 23 ottobre fino al prossimo 23 novembre. Quindi verrà donata allo spazio museale romano Macro entrando a far parte della collezione permanente.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-15538" title="Isola_Tiberina" src="http://paoblog.wordpress.com/files/2009/10/isola_tiberina.jpg?w=300" alt="Isola_Tiberina" width="300" height="223" /></p>
<p>Articolo correlato: <a href="http://www.wired.it/magazine/archivio/2009/09/play/doug-aitken-un-mondo-che-non-dorme-mai.aspx" target="_blank">http://www.wired.it/magazine/archivio/2009/09/play/doug-aitken-un-mondo-che-non-dorme-mai.aspx</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gibellina classe 1968/69]]></title>
<link>http://ttworkshop.wordpress.com/2009/10/26/gibellina-classe-196869/</link>
<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 10:15:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>ttworkshop</dc:creator>
<guid>http://ttworkshop.wordpress.com/2009/10/26/gibellina-classe-196869/</guid>
<description><![CDATA[di Andrea Botto (partecipante invitato) C’è chi ha parlato dell’artista paragonandolo ad un sismogra]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>di Andrea Botto (partecipante invitato)</p>
<p>C’è chi ha parlato dell’artista paragonandolo ad un sismografo, perchè in prima linea a cogliere ogni minimo cambiamento che accade intorno a lui.<br />
Ho pensato molto a questa definizione nei giorni che ho trascorso nella valle del Belice in Sicilia, sconvolta da un terremoto nella notte tra il 14 e 15 gennaio 1968, che portò morte e distruzione in buona parte dei centri abitati.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-467" href="http://ttworkshop.wordpress.com/2009/10/26/gibellina-classe-196869/gibellina68%c2%a9abotto/"><img class="alignnone size-full wp-image-467" title="gibellina68©abotto" src="http://ttworkshop.wordpress.com/files/2009/10/gibellina68c2a9abotto1.jpg" alt="gibellina68©abotto" width="320" height="399" /></a></p>
<p><!--more-->Di quel terribile evento rimangono oggi tracce evidenti nel paesaggio e nella memoria delle persone più anziane, che vivono in luoghi diversi, in paesi ricostruiti anche a molti chilometri di distanza da quelli che ora sono solo dei ruderi, destinati probabilmente a scomparire, se non verranno curati, recuperati o consegnati alla memoria in forma di sacrari, come nel caso del Cretto di Burri a Gibellina vecchia.<br />
Il paesaggio è come un teatro dove accadono delle cose, ognuna delle quali lascia un segno, un sedimento, a volte invisibile.<br />
E per ogni accadimento esistono sempre un prima e un dopo. Ho scelto di fotografare i nati nei mesi immediatamente successivi al sisma, oggi quarantenni; i primi che, pur non avendo vissuto l’evento, ne hanno subito le conseguenze, perchè cresciuti nelle baracche e poi portati nelle nuove città. I primi a non poter raccontare il passato, se non attraverso il ricordo dei genitori.</p>
<p>“ Un uomo privo della memoria è in balia di un’esistenza illusoria.”<br />
Andrej Tarkovskij, Scolpire il tempo<br />
<a href="http://www.andreabotto.it/" target="_blank"><br />
</a>download pdf: <a rel="attachment wp-att-470" href="http://ttworkshop.wordpress.com/2009/10/26/gibellina-classe-196869/bottottwp/">BottoTTWP</a><a href="http://www.andreabotto.it/" target="_blank"><br />
www.andreabotto.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Inedito Luigi Bressan- cinque poesie e un racconto]]></title>
<link>http://cartesensibili.wordpress.com/2009/10/22/inedito-gigi-bressan-cinque-poesie-e-un-racconto/</link>
<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 12:00:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
<guid>http://cartesensibili.wordpress.com/2009/10/22/inedito-gigi-bressan-cinque-poesie-e-un-racconto/</guid>
<description><![CDATA[E ho sentito una specie di euforia, qualcosa che mi soffiava in corpo  come fa il vento in novembre ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>E ho sentito una specie di euforia, qualcosa che mi soffiava in corpo  come fa il vento in novembre e qualche raffica di scirocco nella bella stagione. Gli estremi mi accoglievano, durante la lettura, vivendo l&#8217;uno con l&#8217;altro e addirittura nell&#8217;altro. Era come avere occhi molto grandi e una curva all&#8217;altezza del ricordo, mentre delinea l&#8217;orizzonte del cuore e lo innarca nella mente, la barca dei segni, riuscendo ad emergere.</p>
<p><em>&#8220;Our truest life is when we are in dreams awake.&#8221;<br />
Henry David Thoreau</em></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/AsdkMW82Pus&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/AsdkMW82Pus&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><strong>Canto di zoccoli breve</strong></p>
<p>.</p>
<p>Ci vorrebbe un’aria grande</p>
<p>per l’incipit     un’alta intonazione</p>
<p>ma il luogo è un centro balneare</p>
<p>una platea ampia d’assenze<!--more--></p>
<p>sola folla i palazzi alle spalle</p>
<p>mentitori di tenui tinte</p>
<p>.</p>
<p>Settembre muore il sole ride</p>
<p>.</p>
<p>Per viali per aiuole brevemente</p>
<p>lascio lo sguardo sorprendersi di vuoti</p>
<p>muovo qualche passo dietro un refolo basso</p>
<p>che rotola freddo</p>
<p>.</p>
<p>Sono venuto senza vedermi</p>
<p>a esporre alla spiaggia il corpo macchiato</p>
<p>a rabbrividire di candida luce</p>
<p>.</p>
<p>Il mare affonda lame</p>
<p>nella rena tagliata</p>
<p>.</p>
<p>In lontananza appaiono</p>
<p>scompaiono sagome d’aborigeni</p>
<p>le segue forse questo beduino</p>
<p>rappreso dall’aria con l’avanzo</p>
<p>di tre tappeti e due teli da bagno</p>
<p>che lo figurano un prelato</p>
<p>mentre si lascia cadere sfinito</p>
<p>nasconde la faccia nella teca delle mani</p>
<p>diventa un fardello funerario</p>
<p>per rinascere al viaggio</p>
<p>.</p>
<p>Qual vento si torce tra noi?</p>
<p>.</p>
<p>In sogno percorriamo a ritroso</p>
<p>ciascuno il cammino dell’altro</p>
<p>fino ai cent’anni e cento</p>
<p>così evitiamo d’ammazzarci</p>
<p>.</p>
<p>Ma è troppo dispendioso l’argomento</p>
<p>già mi confondo a cercare di spiegarmi</p>
<p>ciò ch’è avvenuto nel contempo:</p>
<p>là tra le case là dietro</p>
<p>un canto di zoccoli breve</p>
<p>un legno femminile leggero</p>
<p>si porta via un’eco di voce</p>
<p>*</p>
<p><strong>La cocca rosa</strong></p>
<p>.</p>
<p>Pesa a Settentrione</p>
<p>un Tardo Cinquecento veneziano</p>
<p>tutto abbracciato alla sua carne</p>
<p>.</p>
<p>Non è che un burlato sentore d’inverno</p>
<p>.</p>
<p>remoto ancora      ma quei roghi</p>
<p>di pestilenze ardono e consumano</p>
<p>tra le carcasse dei secoli fumando</p>
<p>lungo le carovaniere dei TIR</p>
<p>come spopolavano i fondachi d’Oriente</p>
<p>.</p>
<p>Al balzo di campane e sirene si scende</p>
<p>a pian terreno di questo mattino</p>
<p>svegliato per fughe     in fronte il vecchio viale</p>
<p>suda di piova e fatica notturna</p>
<p>rotto nelle sue piaghe dalla luce</p>
<p>.</p>
<p>La zingara matriarca sbuca a procacciare</p>
<p>- il collo levato a varcare i cancelli</p>
<p>spavalda come cresta di gallina</p>
<p>una cocca rosa pende sui capelli -</p>
<p>.</p>
<p>ma è tutto una rovina il dismesso ospedale</p>
<p>e addosso agli alloggi dei dragoni</p>
<p>- era delle taccole il segnale -</p>
<p>in bocca alle finestre diramano le acacie</p>
<p>*</p>
<p><strong>Il dattilo</strong></p>
<p>.</p>
<p>Lungo la nobile muraglia</p>
<p>il mattino è notturno</p>
<p>un sogno verde lo rincalza</p>
<p>.</p>
<p>Anche il respiro è d’ombra</p>
<p>su da un’ansia d’orizzonte</p>
<p>a riannodare incerti passi</p>
<p>.</p>
<p>Solitario si disegna un noce</p>
<p>un dattilo rilascia le sue coccole</p>
<p>.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/DLr1oWjIC44&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/DLr1oWjIC44&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>.</p>
<p><strong>Novembre</strong></p>
<p>.</p>
<p>Non cessa il parlottìo del giorno</p>
<p>chissà se dello stesso trapestìo</p>
<p>che viene dalla nebbia dei Santi</p>
<p>che varca nella chiesa dal portale</p>
<p>spalancato per l’unzione dei cardini</p>
<p>.</p>
<p>Escono sconnessi fiati d’oranti</p>
<p>Si passa senza lasciare orma</p>
<p>.</p>
<p>Sale dal cavedio del palazzo accanto</p>
<p>la nenia della <em>ragazza delle scale</em></p>
<p>già s’inoltra col peso del secchio</p>
<p>nel giardino rinselvatichito</p>
<p>tra alte erbe ha adocchiato</p>
<p>nel fogliame secco grattare enormi ricci</p>
<p>.</p>
<p><em>Non faranno in tempo</em> dice   <em>quest’anno</em></p>
<p><em>a crearsi intorno la palla di fieno</em></p>
<p><em>*</em></p>
<p><strong>Il racconto</strong></p>
<p>.</p>
<p><em>Ho amato i piedi della bella</em></p>
<p><em>per capriccio deformi e ricovrati</em></p>
<p><em>nella fossa dell’inguine</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Ho amato in lei tutti i piedi</em></p>
<p><em>quelli tornati alla mossa del fango</em></p>
<p><em>ali slogate ali cadute </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>i chiodi arrugginiti nel sangue</em></p>
<p><em>più forti del dolore dell’urlo</em></p>
<p><em>spine più selvagge del nitrito</em></p>
<p>.</p>
<p>Il pellegrino stringe il suo racconto:</p>
<p><em>un giorno contratto in un istante</em></p>
<p><em>Dio mi ha perdonato per sempre</em></p>
<p><em>*</em></p>
<p><strong>Il favo</strong></p>
<p>A tavola gira vino dolce. Me ne danno a bere e ribere. Si mangia carne arrostita e si ride. Voci di donne e di ragazzi si mescolano e disegnano facce ai vetri aperti e nell’aria che brilla, al settembre pieno di sole. Mi alzo col sorriso tatuato che non mi vuole riposare e giro con gli occhi e con la stanza, cammino verso l’ombra della siesta guadando un lab-lap tra spruzzi di grida. Salgo la scala nella foschia del sudore, scende attraversandomi un profumo di rose. Sbando nella camera dei miei (dove saranno?), entro nel silenzio chiuso, segreto, che viene colto da un brivido, mi lascio cadere nella grande nuvola bianca. Odora di bucato e di sonni e sogni e amplessi lavati. Dormi dormi.</p>
<p>Non ho più tredici anni, ne ho diciotto come Angiolina, la porterò via a Gusto quando lei verrà a sbaciucchiarmi come un eterno bambino, le farò sentire come ferve la mia pelle su tutto il corpo, l’abbraccerò al collo e ai fianchi e cadremo insieme frugandoci e ridendo. Dimenticherà gli sguardi di lui e i fianchi che si toccano quando camminano vicini. Farà per me quel gesto di spostare all’indietro i lunghi boccoli biondi col capo filato dalla mano, seduta sulla panca in giardino abbandonerà le braccia sulla gonna affondata tra le ginocchia appoggiandosi indietro al ruvido vecchio melo per liberare lo sguardo tra i rami e l’azzurro.</p>
<p>Dormire di giorno è morire due volte. Mi risveglio che ho di nuovo tredici anni. Il pomeriggio ha spento una luce, un cerchio d’ombra mi stringe le tempie, sento friggere l’aria come per minuscole ustioni, ronzano scuri garbugli.</p>
<p>Ancora disteso mi rivolto sull’orlo del letto con la testa che sporge: da una fessura dell’assito germogliano voli frequenti, spicciano fuori api, soffiate d’api.</p>
<p>In piedi nella stanza alveare giro su me stesso come smarrito in mezzo a un frutteto in piena fioritura. Corro a dare la notizia.</p>
<p>Adesso intorno all’alcova un andirivieni di voci allegre e stonate, di curiosi e burloni che si parano agitando le braccia, si lascia dietro un’aria di sgombero. Dal trambusto emerge una certezza: si dovrà ricorrere al cugino Felice, che se gli rivolgi una parola la ripete canticchiando senza guardarti in faccia e, navigando nel mondo dei suoi gesti misurati ed esatti, conclude nel plauso ogni intervento idraulico, meccanico, elettrico o da esperto contadino apicoltore, com’è il caso. Qualcuno già cavalca una bicicletta a chiamarlo.</p>
<p>Scendo allo strato terreno della famiglia dispersa, tra tavoli mezzo sparecchiati, bucce e bicchieri con impronte di labbra.</p>
<p>Si gironzola. Angiolina sta assorta là in alto sul mio male nascosto, la bocca socchiusa come per un bacio, abbandonata al suo sogno.</p>
<p>Felice, padrone del tempo, compare con la sua orchestra sul palco ancora illuminato del tramonto . Lo precedono in camera, lo seguono. Largo, largo. S’inginocchia in mezzo al turbinìo, schioda un’asse e la rivolta: ecco la bestia, semiaddormentata, semidesta, adagiata fra una trave e l’altra nel suo morbo che si rapprende e pullula. Accanto il cugino si va ricoprendo di pustole alate, si mimetizza con l’animale, come uno sciamano ne assume la voce, ondeggia e incanta, nel mentre ha lasciato in disparte un’arnia vuota, una bella casetta d’illusioni. Immerge adagio le mani nel brulicante contagio, trasfigurato in una sagoma arcaica che attinge l’esca magica del fuoco, ne estrae la grande generatrice, la regina, il suo addome morboso e lo trasferisce nella nuova dimora. Abbandonate il campo, profani.</p>
<p>Da basso ci spartiamo i resti del giorno, nel chiarore cieco, non c’è quasi più nulla di cui ubriacarsi.</p>
<p>Qualcuno vuole sapere come mai, come mai è potuto accadere. Felice cala lì una spiegazione, mordendo il grappolo d’uva strappato alla pergola: una trave lasciata a filo di muro, rosicchiata dal tempo e dall’umidità diventa una porta segreta per il solaio. Risale solitario e ricompare con la sua nuova arnia chiusa, decorato da qualche pecchia ritardataria: potete dare l’assalto al favo!</p>
<p>E infatti corriamo a staccare pezzi di cera come da una pagnotta fresca, alzando le braccia per sottrarre la preda agli opportunisti, impiastricciandoci del miele, che cola fino ai gomiti, la faccia, i vestiti di una giornata dispersa. Va giù nella gola, nelle sacche della notte dove, ormai orbi, danziamo con le nostre ombre.</p>
<p>*   *   *</p>
<p><strong><em>Nota relativa all&#8217;autore:</em></strong></p>
<p>Luigi Bressan è nato ad Agna (Pd) nel 1941 e vive a Codroipo (Ud), dove ha insegnato  materie letterarie e latino nel liceo scientifico. Ha pubblicato alcune opere di poesia nel dialetto del suo paese d’origine:</p>
<p>- El canto del tilio (Campanotto, Udine, 1986 – Premio S.Vito al Tagliamento);</p>
<p>- El zharvelo e le mosche (Boetti &#38; C., Mondovì, 1990; pref. Di Giovanni Tesio);</p>
<p>- Che‘fa la vita fadiga (Edizioni del Leone, Spinea, Venezia, 1992);</p>
<p>- Maraeja (Poesia in piego n° 26 – Grafiche Campioli-Monterotondo, 1992);</p>
<p>- Data (Biblioteca Cominiana, Padova, 1994; pref. Di Luciana Borsetto);</p>
<p>- Vose par S. (Collana “La barca di Babele”, Meduno, 2000; pref. Di Franco Loi –     Premio Lanciano)</p>
<p>E in italiano:</p>
<p>- Quando sarà stato l’addio?, Il Ponte del Sale, Rovigo, 2007.</p>
<p>E’ presente in varie antologie, tra cui:</p>
<p>- Via Terra, a cura di A. Serrao, Campanotto, Udine, 1992;</p>
<p>- Nuovi Poeti Italiani, a cura di Franco Loi, Einaudi, Torino, 2004.</p>
<p>Ha collaborato al volume Da Rimbaud a Rimbaud (Il Ponte del Sale, Rovigo, 2004);</p>
<p>a La Bella Scola (a cura di Marco Munaro, Ivi, 2003) con una lettura del canto sesto dell’Inferno; inoltre ad alcune riviste di poesia (Lengua, Diverse Lingue, Il Belli, Tratti, EnnErre) Ha fatto parte della redazione della rivista di letterature dialettali Diverse Lingue. Ha diretto la collana di poesia La Barca di Babele per il Circolo culturale di Meduno.</p>
<p>Della sua poesia si sono occupati, tra gli altri, Franco Loi, Giovanni Tesio, Franco Brevini, Achille Serrao, Gianni D’Elia, Anna De Simone, Maurizio Casagrande, Nelvia Di Monte, Sebastiano Aglieco.</p>
<p><em><br />
</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Animali: Dramatic Chipmunk]]></title>
<link>http://ginakande.wordpress.com/2009/10/21/animali-dramatic-chipmunk/</link>
<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 10:02:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>ginakande</dc:creator>
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<description><![CDATA[Questo animaletto è ormai leggenda&#8230;vi propongo l&#8217;originale e in più alcune divertenti va]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Questo animaletto è ormai leggenda&#8230;vi propongo l&#8217;originale e in più alcune divertenti variazioni!!!</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/a1Y73sPHKxw&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/a1Y73sPHKxw&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/jVtYlaqkY-s&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/jVtYlaqkY-s&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><strong>Ringrazio i Weezer per la segnalazione!</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[F1]]></title>
<link>http://alessandrogaziano.wordpress.com/2009/10/21/f1/</link>
<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 06:40:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>alventicello</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non stiamo certo parlando di macchine Nuovi scatti per un lavoro di archivio storico. Luce ambiente,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Non stiamo certo parlando di macchine <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Nuovi scatti per un lavoro di archivio storico. Luce ambiente, senza flash, il tono caldo è dato da una lampada recuperata nella location.</p>
<p>-</p>
<p style="text-align:center;"><a title="gat-08 di Alessandro Gaziano, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/venticello/4030754285/"><img class="aligncenter" src="http://farm3.static.flickr.com/2804/4030754285_613b47dd01.jpg" alt="gat-08" width="325" height="500" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sergio Leone: uno sguardo inedito]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/10/20/sergio-leone-uno-sguardo-inedito/</link>
<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 22:05:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/10/20/sergio-leone-uno-sguardo-inedito/</guid>
<description><![CDATA[Roma Dal 29 ottobre 2009 al 30 gennaio 2010 Viale Palmiro Togliatti, 2  orario 11.00 -19.30 Mostra f]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Roma Dal 29 ottobre 2009 al 30 gennaio 2010 Viale Palmiro Togliatti, 2  orario 11.00 -19.30 Mostra fotografica a Cinecittàdue Arte Contemporanea Ingresso libero  Le celebrazioni ad ottant’anni dalla nascita e a vent’anni dalla scomparsa di Sergio Leone continuano nello spazio espositivo di Cinecittàdue Arte Contemporanea, con un’esposizione curata da Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna, e prodotta da Cinecittàdue Arte Contemporanea. Una mostra fotografica in uno dei luoghi simbolo del grande Maestro. Un viaggio attraverso gli scatti più celebri e significativi per ricordare, immersi nel suo mondo, Sergio Leone, una tra le personalità più rappresentative del cinema italiano e mondiale. Cento fotografie di grande qualità scattate da Angelo Novi, provenienti dal ‘Fondo Novi’  dell’Archivio fotografico della Cineteca di Bologna, saranno esposte nel loro magico bianco &#38; nero, in formato 50x 70. Il progetto di allestimento è dello Studio Purini &#8211; Thermes. Una mostra ‘tradizionale’ se comparata a quella presentata all’Auditorium per il Festival Internazionale del Cinema di Roma, dove in quel caso l’immaterialità dell’allestimento ha giocato sulla relazionalità fra lo spazio e le immagini scorrevoli. Qui si ritorna al ‘tradizionale’ per chi ama soffermarsi davanti ad un’immagine, carpire i segreti tecnici ed estetici adottati dall’autore-fotografo, lasciarsi affascinare dal glamour e dalla bellezza dei volti degli interpreti dei film, colti sempre dall’occhio elegante di Angelo Novi.  Sono immagini inedite sia perché molte di esse sono esposte per la prima volta sia, soprattutto, perché contengono piccoli segreti, piccoli particolari difficilmente percepibili dalle immagini in movimento e che solamente la stampa, ottima, della fotografia, riesce ad indicare con precisione, diventando quindi una straordinaria fonte di informazione intorno al cinema e ai suoi protagonisti.  Le immagini di Angelo Novi appartengono a pieno titolo all’età d’oro della storia della fotografia e Novi, che lavora sul set di un altro artista, pare essere in perfetta sintonia con Sergio Leone. Quei piccoli particolari che lui ha saputo vedere e restituire durante il lavoro sul set, diventano ora racconto espressivo e dunque importanti contributi per ampliare la conoscenza dell’opera del grande regista.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Autunno. Stagione delle metafore]]></title>
<link>http://andreamacco.wordpress.com/2009/10/19/autunno-stagione-delle-metafore/</link>
<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 09:05:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea "feynman82"</dc:creator>
<guid>http://andreamacco.wordpress.com/2009/10/19/autunno-stagione-delle-metafore/</guid>
<description><![CDATA[Autunno. Già lo sentimmo venire nel vento d&#8217;agosto, nelle pioggie di settembre torrenziali e p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><em><span style="color:#ff6600;">Autunno. Già lo sentimmo venire<br />
nel vento d&#8217;agosto,<br />
nelle pioggie di settembre<br />
torrenziali e piangenti<br />
e un brivido percorse la terra<br />
che ora, nuda e triste,<br />
accoglie un sole smarrito.<br />
Ora passa e declina,<br />
in quest&#8217;autunno che incede<br />
con lentezza indicibile,<br />
il miglior tempo della nostra vita<br />
e lungamente ci dice addio.</span></em></p>
<p style="text-align:center;"><em><span style="color:#800000;">(Vincenzo Cardarelli)</span></em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="size-medium wp-image-1294  aligncenter" title="foglie d'autunno - foto A.Macco" src="http://andreamacco.wordpress.com/files/2009/10/foglieautunno.jpg?w=300" alt="foglie d'autunno - foto A.Macco" width="300" height="203" /></p>
<p style="text-align:justify;">Autunno, da sempre la stagione più ricca di sorprendenti colori. La stagione stessa ti sorprende, giornate fredde ma terse e giornate cupe e uggiose, in cui le fronde sono sbattute dal vento come l&#8217;anima sembra essere sbattuta, talvolta, dagli eventi della vita.<br />
Nell&#8217;autunno Cardarelli coglie una metafora della vita che si spegne; personalmente ci vedo il continuo mutare dell&#8217;animo umano che, errabondo, cerca nuovi colori, nuovi venti per placare la sua inquietudine.<br />
L&#8217;aria tersa è come se suggerisse agli occhi dell&#8217;anima di guardare lontano e poi ancora più lontano&#8230; il freddo che come un brivido percorre la terra è come se invitasse a godere del calore delle persone che si hanno vicine, della presenza dell&#8217;amico che riscalda, degli affetti che puri e gioiosi ci fanno riscoprire in una risata la gioia di vivere, e non di morire.</p>
<p style="text-align:left;">Andrea</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fissione]]></title>
<link>http://chirurgiagrafica.wordpress.com/2009/10/18/fissione/</link>
<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 22:33:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>Chirurgo Grafico</dc:creator>
<guid>http://chirurgiagrafica.wordpress.com/2009/10/18/fissione/</guid>
<description><![CDATA[Foto originale: http://ssshue.deviantart.com/art/Me-Stock-Image-140717288]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'>
<p>Foto originale: <a href="http://ssshue.deviantart.com/art/Me-Stock-Image-140717288">http://ssshue.deviantart.com/art/Me-Stock-Image-140717288</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
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