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	<title>silvio-berlusconi &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/silvio-berlusconi/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "silvio-berlusconi"</description>
	<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 19:05:45 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Regalbuto: Partito Democratico Ultima Chiamata!]]></title>
<link>http://regalbuto.wordpress.com/2009/11/26/regalbuto-partito-democratico-ultima-chiamata/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 19:00:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>charry</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non è vero che a sinistra si litiga sempre. A differenza del partito di Berlusconi nel Pd il dialogo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Non è vero che a sinistra si litiga sempre. A differenza del partito di Berlusconi nel Pd il dialogo]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Nessun Governo nella storia della Repubblica è riuscito fare un così straordinario salto mortale all'indietro come quello guidato da Silvio Berlusconi. E' sparito tutto, pure il bonus famiglia; sono sparite anche quelle poche centinaia di euro che l'esecutivo regalava ai bambini appena nati. Al Senato è stata smontata pezzo per pezzo la famiglia italiana, presa a schiaffi dal Governo e dalla sua maggioranza dopo esser già stata messa duramente alla prova dalla crisi economica]]></title>
<link>http://vitaliquida.wordpress.com/2009/11/26/nessun-governo-nella-storia-della-repubblica-e-riuscito-fare-un-cosi-straordinario-salto-mortale-allindietro-come-quello-guidato-da-silvio-berlusconi-e-sparito-tutto-pure-il-bonus-famiglia-sono/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 18:56:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>colas</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Il problema &#8211; ha detto Franco Frattini &#8211; è come evitare esternazioni che potrebbe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://vitaliquida.wordpress.com/files/2009/11/tremonti1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-410" title="tremonti1" src="http://vitaliquida.wordpress.com/files/2009/11/tremonti1.jpg" alt="" width="500" height="361" /></a>&#8220;Il problema &#8211; ha detto Franco Frattini &#8211; è come evitare esternazioni che potrebbero avere negli organi di partito il luogo migliore per esprimere opinioni. Certo, se un ministro se la prende col titolare dell&#8217;Economia all&#8217;inizio della discussione sulla Finanziaria, non è un bel vedere&#8221;. Ma Frattini si sbaglia perché il problema non è questo!</p>
<p><strong>In molti si sono chiesti cosa c’è dietro l’attacco di Renato Brunetta</strong> a Giulio Tremonti. Qualcuno ha ipotizzato l’epilogo di una querelle personale lunga almeno un decennio, altri hanno ipotizzato il movimento della punta di un iceberg, il “partito della spesa”, ovvero la maggioranza dei ministri del Governo che continuano a vedersi cassare dal titolare dell’economia ogni timido tentativo di ipotizzare investimenti, altri ancora, infine, hanno supposto un oscuro complotto per ridimensionare le mire di Giulio Tremonti nella lotta per la successione.</p>
<p><strong>Brunetta non è particolarmente coraggioso</strong>, è intelligente, furbo, preparato, ma senza una “copertura” non sarebbe mai andato allo sbaraglio. Certo, lui che ha passato tante notti sulle sudate carte, che si considera di poco al di sopra della genialità, che si ritiene capace di governare qualsiasi situazione, non deve avere apprezzato troppo l’ascesa di un “commercialista furbetto” al rango di ministro dell’economia. Ma purtroppo per lui l’altro si è portato in dote qualcosa di molto più importante della capacità di reggere il dicastero economico, ovvero la garanzia di un accordo di ferro con la Lega Nord. Bossi ha ragioni da vendere quando, tra il serio ed il faceto, ricorda che senza la Lega non ci sarebbe nessun governo Berlusconi. Insomma Brunetta non ama Tremonti, ma non si sarebbe mai esposto così tanto se non avesse avuto la certezza di cadere in piedi. Non c’è dubbio che molti ministri hanno mal digerito la politica di tagliare tutto il possibile. Si racconta di sfoghi fatti a latere delle riunioni del Consiglio dei ministri, di esternazioni disperate manifestate direttamente al “capo”, di litigate furiose tra le ministre e l’ineffabile Giulio. Brunetta non può essere estraneo a questo clima di tensione, anzi deve esserci stato dentro fino al collo, deve averlo elaborato e deve averne tratto considerazioni. Tuttavia nessuno lo ha nominato “portavoce” del malcontento che serpeggia tra i ministri in carica. La sua è stata una scelta apparentemente solitaria.</p>
<p><strong>Nei fatti Brunetta ha capito una cosa che appare poco chiara solo a chi crede ancora in Babbo Natale</strong>. Giulio Tremonti ha fatto incazzare il capo. La richiesta di un appoggio esplicito di Umberto Bossi per pretendere (senza successo) l’imprimatur di numero due del governo non è piaciuta molto, ma soprattutto – in questo momento di difficoltà politica – non è piaciuto il gioco delle tre carte di cui il titolare dell’economia sembra servirsi per nascondere i miliardi. Ma come – avrà pensato Mister B – invece di bruciare tutto il possibile per dimostrare agli italiani che il peggio è passato, Giulio continua a farci tirare la cinghia? I consiglieri del capo, a digiuno di conoscenze economiche, ma molto ferrati in mediologia (la magica scienza per conquistare consensi), lo vanno ripetendo da mesi “serve più coraggio!”. Mister B, che di solito dei consiglieri se ne frega beatamente, deve aver iniziato a prendere in considerazione lamentele e critiche. D’altra parte – ormai è certo – il “furbetto” le poche risorse disponibili le nasconde anche a lui! C’è Natale in arrivo e sarà il secondo Natale di ristrettezze e di rinunce per gli italiani. E Mister B, in debito d’ossigeno per la mancanza di una exit strategy per le traversie personali e giudiziarie che lo perseguitano da aprile, ha bisogno urgente di vendere un Paese felice. Ecco dunque spiegato il mistero.</p>
<p><strong>Brunetta si è fatto interprete di un sentimento di sfiducia</strong> nei confronti del commercialista che scrive libri senza nemmeno accorgersi di essere in debito intellettuale nei confronti di intellettuali del calibro di Jaques Attali e di Jeremy Rifkin, covato niente popò di meno che dal capo in persona. Tant’è che alla fine il capo lo ha ripreso, ma solo per dirgli che i panni sporchi si lavano in famiglia. Ovvero all’interno del PdL.</p>
<p><strong>Nel partito del Presidente c’è un altro economista</strong> che rappresenta molto meglio di Renato Brunetta le preoccupazioni della nascente “nuova destra” italiana. Si chiama Mario Baldassarri ed è attualmente il presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato. Ho scritto “attualmente” perché i soliti bene informati preconizzano una imminente entrata nel Governo. Collocato in un’area intermedia, ovvero non troppo lontano da Gianfranco Fini, ma nemmeno tutto dalla parte del Presidente della Camera, esprime critiche decisamente più sensate ed articolate di quelle fatte da Brunetta all’operato di Giulio Tremonti, tanto che Giulio lo ha classificato tra i guaritori che sanno produrre unicamente ricette magiche e lo ha chiamato il dottor Stranamorte.</p>
<p><strong>Mario Baldassarri fa parte di un gruppo di senatori</strong>, per lo più provenienti da Alleanza Nazionale, ma non solo, che assieme all’astro nascente della destra romana, Andrea Augello, hanno costituito una agguerrita componente. In attesa degli eventi che verranno. Dicevo che le critiche di Baldassarri sono sensate, o almeno lo sono per una certa destra. Tremonti ha chiesto ed ottenuto che venissero respinte in toto le richieste articolate dal presidente della Commissione Finanze e Tesoro della Senato, ovvero il mini taglio dell’Irap per le imprese sotto i cinquanta dipendenti, la cedolare secca del 30 per cento sugli affitti, la deduzione dell’Irpef in favore delle famiglie. Ma la partita non sembra finirà così. Ora la finanziaria passerà alla Camera e là potrebbe esserci qualche spina nascosta tra i fiori.</p>
<p><strong>Intanto il settimanale Famiglia Cristiana ha scritto</strong>: “<em>Nessun Governo nella storia della Repubblica è riuscito fare un così straordinario salto mortale all&#8217;indietro come quello guidato da Silvio Berlusconi. E&#8217; sparito tutto, pure il bonus famiglia; sono sparite anche quelle poche centinaia di euro che l&#8217;esecutivo regalava ai bambini appena nati. Al Senato è stata smontata pezzo per pezzo la famiglia italiana, presa a schiaffi dal Governo e dalla sua maggioranza dopo esser già stata messa duramente alla prova dalla crisi economica</em>”.</p>
<p>Non credo che la “caciara” montata attorno all’uso della pillola RU486 basteranno a placare quel complesso ed articolato mondo collocato tra Famiglia Cristiana e l’Avvenire.</p>
<p>by Colas</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'ultima trovata della mafia]]></title>
<link>http://lottantanove.wordpress.com/2009/11/26/lultima-trovata-della-mafia/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 18:41:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>L&#39;89</dc:creator>
<guid>http://lottantanove.wordpress.com/2009/11/26/lultima-trovata-della-mafia/</guid>
<description><![CDATA[Articolo di Ungormìte &#8220;E&#8217; in atto un tentativo di far cadere il governo condotto dalla m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Articolo di <strong>Ungormìte</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><a href="http://lottantanove.wordpress.com/files/2009/11/il-giornale-25-nov.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-2015" title="il giornale 25 nov" src="http://lottantanove.wordpress.com/files/2009/11/il-giornale-25-nov.png" alt="" width="600" height="306" /></a></strong></p>
<p>&#8220;<em>E&#8217; in atto un tentativo di far cadere il governo condotto dalla magistratura che ha preso una deriva eversiva. Un tentativo che porta il Paese sull&#8217;orlo della guerra civile</em>&#8220;. S.B, <strong>26 Novembre 2009, 19:30</strong> [<a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/berlusconi-varie-3/berlusconi-su-magistratura/berlusconi-su-magistratura.html">leggi tutto</a>]</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">Spatuzzi da spazzare. </span></strong><br />
E Sputazzi di qua, <strong>Spatuzza </strong>per il<strong> 4</strong>. E il <strong>5 </strong>tutti a Roma, e vabè, e il concorso esterno in associazione mafiosa. La pensiamo tutti uguale, pretendiamo uno, dieci passi indietro da parte di <strong>B</strong>. Solo: solo che non li farà mai. Fosse anche accusato e indagato per <strong>reati di mafia</strong>, mettesse anche in pericolo la faccia già color fango (merda) del nostro paese <strong>all&#8217;estero</strong>. Poniamo che la gente già sappia e, arrivata la <strong>conferma tribunalizia</strong>, se ne impippi.</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">Quattro gatti. </span></strong><br />
Si, perchè non è affatto difficile pensare che la gente, di collusioni politica-mala nelle alte sfere, ne sappia già. O se le immagini. E&#8217; quel grumo di società civile, quei <strong>4 milioni </strong>di cui sentivo dire di recente essere la fetta di <strong>popolazione informata</strong>, quella dei <strong>teatri</strong>, quella dei <strong>giornali</strong>, dei <strong>programmi d&#8217;approfondimento</strong>, dei <strong>cinema</strong>. Quelli: 4 milioni di persone si porranno il problema. O meglio, ne trarranno nuovo fuoco. Gli altri no.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Uber-Silvio<br />
</strong></span>Io vi sfido a chiedere, domandare in giro e farsi un pò il polso della strada. &#8220;E quindi?&#8221;, &#8220;Non è vero&#8221;, &#8220;Lo fanno tutti&#8221;. Ci si mettano, peraltro, i titoli di <a href="http://www.ilgiornale.it/">alcuni quotidiani</a> (come dire) irresponsabili (?). &#8220;<strong>L&#8217;ultima trovata dell&#8217;antimafia</strong>&#8220;. Che &#8211; e non ci sono scuse &#8211; ammetterete essere una gran bella traiettoria secante, indelebile. C&#8217;è un &#8220;<strong>noi</strong>&#8220;, un &#8220;<strong>Silvio</strong>&#8220;, un &#8220;<strong>Iper-Silvio</strong>&#8221; mosso come pluralità del pubblico gaudente al governo, e c&#8217;è un&#8217;&#8221;<strong>antimafia</strong>&#8220;. L&#8217;antimafia che trama e s&#8217;interpella, che chiede a pentiti e congiura nell&#8217;ombra. L&#8217;occhiello del <strong>Giornale</strong> che v&#8217;ho presentato è vecchio di 2 giorni, nel silenzio tombale del circondario. Ed è pesante.</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">Anti-Anti = pro?</span></strong><br />
Pesante come visione ideologica e dicotomica della sfera pubblica: <strong><em>Noi</em></strong> contro <strong><em>l&#8217;antimafia</em></strong>. E ora si provi a dirmi che il contrario di questa non sia altro che la stessa senza il prefisso-negazione. Inutile: &#8220;se capita resto in sella&#8221;, penserà facendo, &#8220;se resto in sella nessuno crederà ai teoremi della magistratura, alle accuse dei pentiti, alle notizie che pretendono di essere pesanti&#8221;. Niente di nuovo o d&#8217;inventato, sia chiaro. <strong>15 anni</strong> di illusionismo professionale bastano e soverchiano.</p>
<p><em><span style="color:#888888;"><strong><span style="color:#ff0000;">Un finale da caimano.</span></strong><br />
Un uomo di potere </span><strong><span style="color:#888888;">messo all&#8217;angolo</span></strong><span style="color:#888888;">, stravolto dalla </span><strong><span style="color:#888888;">rabbia</span></strong><span style="color:#888888;">, deciso a trasformare la sua probabile sconfitta con una tragedia nazionale. [...] Silvio Berlusconi </span><strong><span style="color:#888888;">ha smesso da tempo di parlare di politica</span></strong><span style="color:#888888;">, ha abbandonato il discorso agli altri, come se su quel terreno non si aspettasse più di convincere nessuno, per fare appello alla sola emozione. Anzi, a un&#8217;emozione sola, la paura. In questo è ancora bravo. Anche quando non aveva nulla da dire ai cervelli, e gli è capitato spesso, il Cavaliere è sempre riuscito a comunicare di viscere ciò che sentiva nel profondo. È il suo talento maggiore. [...]</span></em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em><span style="color:#c0c0c0;"><span style="color:#999999;">Da qualche mese Berlusconi è in preda a una</span> </span><strong><span style="color:#888888;">sconfinata paura</span></strong><span style="color:#888888;">, all&#8217;angoscia di perdere, a una sensazione di </span><strong><span style="color:#888888;">fallimento e impotenza</span></strong><span style="color:#888888;">. Reagisce come può un immenso narciso, con la </span><strong><span style="color:#888888;">negazione, la rabbia, l&#8217;insulto</span></strong><span style="color:#888888;">. Il populismo finisce sempre con il disprezzo per il popolo. Ma questo ha in corpo l&#8217;ultimo Berlusconi e questo soltanto riesce a esprimere, in ogni occasione, anche quando si sforza di sorridere, di recuperare in extremis l&#8217;immagine sognante, il sorriso, le promesse. Il dito puntato sullo spettatore alla fine dell&#8217;appello, dopo aver promesso l&#8217;abolizione dell&#8217;Ici e </span><strong><span style="color:#888888;">chissà cos&#8217;altro</span></strong><span style="color:#888888;">, voleva essere un gesto di sicurezza e fiducia. E invece è suonato allo spettatore per quello che era: una minaccia. [...] Allora è tornato al </span><strong><span style="color:#888888;">vecchio repertorio, le toghe rosse, il complotto del mondo intero, i brogli elettorali, il comunismo</span></strong><span style="color:#888888;">.</span><strong><span style="color:#888888;"> Nessuno però più ascolta le parole, neppure i suoi elettori. Tutti guardano l&#8217;espressione, il volto, i gesti, e colgono il messaggio di paura</span></strong><span style="color:#888888;">.<br />
<span style="color:#000000;font-style:normal;">Curzio Maltese, <a href="http://www.repubblica.it/2006/04/sezioni/politica/elezioni-2006-4/finale-caimano/finale-caimano.html">Repubblica</a>, <strong>7 Aprile 2006.</strong></span></span></em></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<div dir="ltr"><span style="font-weight:normal;">Comprenez-vous?<br />
<em><strong>U</strong><span style="color:#339966;"><strong>&#8216; </strong></span></em></span></div>
<div dir="ltr"><em><span style="font-style:normal;"><span style="font-weight:normal;"><span style="color:#000000;"><br />
[<a href="http://oknotizie.virgilio.it/info/29544a4836bb5aef/berlusconi_si_va_alla_guerra_civile_._e_il_giornale_se_la_prende_con_l_antimafia..html">vota </a>l'articolo su <strong><span style="color:#99cc00;">Ok</span></strong><span style="color:#ff6600;"><strong>No</strong></span>tizie]</p>
<p></span></span></span></em></div>
<div dir="ltr"><em><span style="color:#339966;"><a href="http://lottantanove.wordpress.com/files/2009/11/telelungo15.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-2014" title="telelungo" src="http://lottantanove.wordpress.com/files/2009/11/telelungo15.gif" alt="" width="294" height="71" /><br />
</a></span></em></div>
<div><span style="font-size:x-large;"><br />
<a href="http://lottantanove.wordpress.com/2009/11/25/la-russa-in-random-chiediamo-allairc-di-fare-chiarezza/"><img class="alignnone size-full wp-image-2022" title="larussa-aric" src="http://lottantanove.wordpress.com/files/2009/11/larussa-aric.png" alt="" width="294" height="73" /></a></span></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Uccidiamo politicamente Mariano Apicella]]></title>
<link>http://bastonate.wordpress.com/2009/11/26/uccidiamo-politicamente-mariano-apicella/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 18:01:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>kekko</dc:creator>
<guid>http://bastonate.wordpress.com/2009/11/26/uccidiamo-politicamente-mariano-apicella/</guid>
<description><![CDATA[Intanto Berlusconi è la rockstar dell&#8217;anno, e su questo non ci piove. Feste, casini, Casini, g]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://bastonate.wordpress.com/files/2009/11/img_58061.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-699" title="IMG_5806" src="http://bastonate.wordpress.com/files/2009/11/img_58061.jpg" alt="" width="600" height="337" /></a></p>
<p>Intanto Berlusconi <strong>è</strong> la rockstar dell&#8217;anno, e su questo non ci piove. Feste, casini, Casini, gente oscura, droghe, ragazze, strafottenza, <em>io non pago</em>, ragazzine e quant&#8217;altro. Apicella come chitarrista fa schifo, ma la rockstar dell&#8217;anno, in attesa di rockstar che suonino rock, è Berlusconi.</p>
<p>Naturalmente a nessuno gli frega un cazzo di chi è o non è una rockstar fino a che non arriva il numero di <strong>Rolling Stone</strong> di dicembre. Il senso della cosa è che nessuno ha più voglia di vivere il sogno del debosciato strapieno di soldi per interposta persona, e come cosa ha un senso -naturalmente. La maggior parte di noi ci prova ancora, tassativamente attraverso la pedestre idea di un gruppo musicale -invece di iniziare a comprare titoli ed ingrossare il capitale l&#8217;uccello e il giro di alleanze. Sia quel che sia di questi giorni è uso comune piazzare un bello sgambetto <em>bloggy </em>alla malsana idea di Rolling Stone, colpevole -a quanto pare- di avere preso un simbolo estremamente facile e bistrattato e averlo buttato in copertina per vendere più copie, manifestando implicito apprezzamento per la figura del presidente del Consiglio.</p>
<ul>
<li><em>Ma vedi che la cover l&#8217;ha fatto quello che faceva i manifesti di Obama, ma vedi che strappa la bandiera italiana.</em></li>
<li><em><span style="color:#888888;">Sì ma vedi che le TV e i giornali oggi ne han parlato in senso positivo.</span></em></li>
<li><em>Ma vedi che gli articoli dentro sono molto critici.</em></li>
<li><em><span style="color:#888888;">Ma vedi che non tutti li leggono, alcuni guardano solo la copertina</span></em></li>
</ul>
<p>(il tasso di analfabeti tra gli elettori del PdL è incredibile, usano questa tecnica ipnotica che ti spinge a mettere la croce sul simbolo più azzurro che c&#8217;è, NdR)<br />
eccetera</p>
<p>Ora, lungi da noi gente dura glorificare Rolling Stone (non mi sta sui coglioni, ma non lo leggo). Il punto è che sembra roba cucita addosso a questa sorta di antagonismo peloso e slavato su cui manco Serj Tankian riuscirebbe a farci su un pezzo. La questione cardine della vicenda è puramente semantica: <em>ROCKSTAR</em> è una parola di fortissimo impatto emotivo, richiama un immaginario positivo e sinistrorso in sè -e non per quello che racconta. Son parole che contengono un giudizio morale di serie, tipo <em>ninfomane</em> o <em>bidimensionale</em> o <em>tweepopper</em> o <em>pedofilo</em>. Ecco, voglio dire, in giro sarà pieno di pedofili non praticanti, non fanno male a nessuno e si limitano a masturbarsi violentemente in camera loro pensando al culo del figlio di mia cugina (sette anni, grazie per la domanda). Il problema della copertina, fatto salvo che ho dovuto comprare una copia e leggere i pezzi dentro (che sono diocristo perfino <em>scritti bene</em>. un autentico affronto per la critica rock contemporanea) è l&#8217;associazione in sè, <strong>Silvio Berlusconi Rockstar </strong>sbattuto in copertina senza nessun <em>LOAL</em> a caratteri cubitali come disclaimer. Con tutto il culo che s&#8217;è fatto per stare sui coglioni ai punkabbestia. Eccetera. E poi insomma, ogni volta che lo nomini mette altri due voti in cassa, gli fai campagna elettorale solo a mettere il suo nome in copertina (tipo Voldemort, ma nel caso Harry Potter sarebbe femmina e bionda). Comunque noi qui ci sentiamo di rassicurare gli scettici in merito alla cosa peggiore che potrebbe succedere da oggi in poi: Berlusconi e Apicella <strong>non</strong> suoneranno da headliner al prossimo Heineken Jammin&#8217;. Contenti?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tanto per cambiare...]]></title>
<link>http://democraticallyspeaking.wordpress.com/2009/11/26/tanto-per-cambiare-2/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 15:28:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>elianigris</dc:creator>
<guid>http://democraticallyspeaking.wordpress.com/2009/11/26/tanto-per-cambiare-2/</guid>
<description><![CDATA[Il decreto Pisanu impedisce sostanzialmente la proliferazione di wi-fi area in Italia ed e` stato pr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il decreto Pisanu impedisce sostanzialmente la proliferazione di wi-fi area in Italia ed e` stato prorogato sia da Prodi che da Berlusconi, adesso che il governo sta discutendo di prorogarne l&#8217;esistenza facciamoci sentire:</p>
<p>&#160;</p>
<blockquote><p><strong>LA CARTA DEI CENTO PER IL LIBERO WI-FI<br />
</strong><br />
Il 31 dicembre 2009 sono in scadenza alcune disposizioni del cosiddetto Decreto Pisanu (”Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale”) che assoggettano la concessione dell’accesso a Internet nei pubblici esercizi a una serie di obblighi quali la richiesta di una speciale licenza al questore.</p>
<p>Lo stesso Decreto, inoltre, obbliga i gestori di tutti gli esercizi pubblici che offrono accesso a Internet all’identificazione degli utenti tramite documento d’identità .</p>
<p>Queste norme furono introdotte per decreto pochi giorni dopo gli attentati terroristici di Londra del luglio 2005, senza alcuna analisi d’impatto economico-sociale e senza discussione pubblica. Doveva essere provvisoria, ed è infatti già scaduta due volte (fine 2007 e fine 2008) ma è stata due volte prorogata.</p>
<p>Si tratta di norme che non hanno alcun corrispettivo in nessun Paese democratico; nemmeno il Patriot Act USA, approvato dopo l’11 settembre 2001, prevede l’identificazione di chi si connette a Internet da una postazione pubblica.</p>
<p>Tra gli effetti di queste norme, ce n’è uno in particolare: il freno alla diffusione di Internet via Wi-Fi, cioè senza fili. Gli oneri causati dall’obbligo di identificare i fruitori del servizio sono infatti un gigantesco disincentivo a creare reti wireless aperte.</p>
<p>Non a caso l’Italia ha 4,806 accessi WiFi mentre in Francia ce ne sono cinque volte di più.</p>
<p>Questa legge ha assestato un colpo durissimo alle potenzialità di crescita tecnologica e culturale di un paese già in ritardo su tutti gli indici internazionali della connettività a Internet.</p>
<p>Nel mondo la Rete si apre sempre di più, grazie alle tecnologie wireless e ai tanti punti di accesso condivisi liberamente da privati, da istituzioni e da locali pubblici: in Italia invece abbiamo imposto lucchetti e procedure artificiali, contrarie alla sua immediatezza ed efficacia e onerose anche da un punto di vista economico.</p>
<p>Questa politica rappresenta una limitazione nei fatti al diritto dei cittadini all’accesso alla Rete e un ostacolo per la crescita civile, democratica, scientifica ed economica del nostro Paese.</p>
<p>Per questo, in vista della nuova scadenza del 31 dicembre, chiediamo al governo e al parlamento di non prorogare l’efficacia delle disposizioni del Decreto Pisanu in scadenza e di abrogare la previsione relativa all’obbligo di identificazione degli utenti contribuendo così a promuovere la diffusione della Rete senza fili per tutti.</p></blockquote>
<p><a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/11/26/la-carta-dei-cento-per-il-libero-wi-fi/">Qui</a> l&#8217;articolo dell&#8217;Espresso che spiega tutto.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[[COPERTINA ROLLING STONE: PARLANO I COLLABORATORI pt. 2]]]></title>
<link>http://blaluca.wordpress.com/2009/11/26/copertina-rolling-stone-parlano-i-collaboratori-pt-2/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 15:21:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>blaluca</dc:creator>
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<description><![CDATA[Post in progress sulla faccenda Rolling Stone/Berlusconi (vedi la prima parte) dopo l&#8217;elezione]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Post in progress sulla faccenda Rolling Stone/Berlusconi (vedi <a href="http://blaluca.wordpress.com/2009/11/26/copertina-rolling-stone-parlano-i-collaboratori-pt-1/">la prima parte</a>) dopo l&#8217;elezione del Nostro a Rockstar dell&#8217;anno. Arrivano altre risposte di collaboratori della rivista.</span></p>
<div id="attachment_1543" class="wp-caption aligncenter" style="width: 404px"><a href="http://blaluca.wordpress.com/files/2009/11/silvio_rock1.jpg"><img class="size-full wp-image-1543" title="silvio_rock" src="http://blaluca.wordpress.com/files/2009/11/silvio_rock1.jpg" alt="" width="394" height="462" /></a><p class="wp-caption-text">La copertina di Rolling Stone</p></div>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"> FEDERICO SCOPPIO<br />
<strong>Da quanto tempo e quanto scrivi su Rolling Stone?</strong><br />
Dal 2006, condivido con Corrado Beldì una pagina di recensioni, chiamata Chiccherie. Fino ad un paio di anni fa tenevo una mini rubrica dal titolo Stasera Jazz. A volte scrivo anche interviste più o meno lunghe. Comunque sono presente su tutti i numeri.<br />
<strong>Cosa pensi della copertina dedicata a ‘Berlusconi Rockstar dell’anno’?</strong><br />
E&#8217; la presa di coscienza del potere mediatico dell&#8217;icona, condivido la scelta, anzi, è proprio la consapevolezza del lavoro &#8211; che personalmente definisco una gran paraculata &#8211; di Berlusconi. Ma lui lo ha saputo fare.<br />
Credo sia interessante soprattutto capire qual è il nuovo modo in cui si manifesta il divismo. E’ plausibile che nelle società tradizionali ci fosse un’identificazione forte con soggetti divistici che raccoglievano reputazione, simpatia e rappresentatività sociale, in particolar modo in società con cultura bassa e media. La vera sorpresa è il modo di interpetazione di oggi del concetto di divo, le modalità in cui l’esaltazione dei divi si manifesta.<br />
Nasce un problema interpretativo piuttosto forte, la risposta che non può essere conclusiva, ma la mia tesi è che probabilmente la rinnovata forza di alcuni divi del mondo dello spettacolo dipenda da due circostanze:<br />
-       La crisi sociale dei valori, lo slittamento del senso, le sabbie mobili della vita pubblica, l’indebolimento delle immagini della politica e della cultura tradizionale, che sommate favoriscono la ricerca di punti di riferimento altrove, in quell’area che la sociologia chiamava area della neutralizzazione, nell’ambito della quale si discuteva di miti che non dividevano politicamente le persone. Per molti lo sport rappresenta esattamente l’opposto rispetto alla politica, è l’immagine della riunificazione della politica, a volta anche la tv. Quindi una crisi, attuale e fulminante, soprattutto una crisi percettiva di cui ancora non si ha chiara idea è la prima modalità. E Berlusconi si è appropriato programmaticamente del mondo dello sport, tramite il calcio e il Milan, e della tv tramite Fininvest e Mediaset.<br />
-       La polarizzazione culturale di questo paese, che è un vero problema, perché nel tempo moderno si assiste ad un arricchimento culturale di molte persone, soprattutto giovani, nonostante sia un arricchimento più diversificato rispetto al passato. E’ positivo ma rischia di polarizzare coloro i quali sono estranei a questo fenomeno, e cioè i monomediali, i teledipendenti, non ce ne sono molti, ma sono spesso collegati alla stessa corte statistica e quindi finiscono per essere l’area di pesca del divismo di tipo sportivo e dello spettacolo. Che, insieme a quello della politica, rimangono i settori dove i miti si creano ed esplodono.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lodo Alfano e processo breve: la farsa della giustizia di classe]]></title>
<link>http://insorgenze.wordpress.com/2009/11/26/lodo-alfano-e-processo-breve-la-farsa-della-giustizia-di-classe/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 13:26:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>insorgenze</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il risvolto di una giustizia di classe che protegge i più forti è la persecuzione di classe verso i ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2><span style="color:#993300;">Il risvolto di una giustizia di classe che protegge i più forti è la persecuzione di classe verso i più deboli.</span><span style="color:#993300;"> Quella che fomenta i giustizialisti di destra, come la Lega, gli ex di An, Di Pietro, Travaglio e che lascia i<span style="color:#993300;">ndifferenti i giustizialisti idealisti di sinistra</span></span><span style="color:#993300;">, poi ci sono le amebe intellettuali come Saviano</span></h2>
<p>Paolo Persichetti<br />
<em><span style="color:#ff0000;">Liberazione</span></em> 26 novembre 2009</p>
<p><a href="http://insorgenze.wordpress.com/files/2009/11/9788874521005g.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4285" title="9788874521005g" src="http://insorgenze.wordpress.com/files/2009/11/9788874521005g.jpg" alt="" width="200" height="289" /></a>Nessuna revisione per il concorso esterno in associazione mafiosa sarebbe in vista. E’ quanto ha fatto sapere il governo per bocca del guardasigilli Angelino Alfano, interpellato da alcuni giornalisti al termine di un’audizione presso la commissione parlamentare d’inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti. Dunque, non sarebbero vere le voci, riprese ieri da alcuni quotidiani, che riferivano di uno studio in corso, da parte del governo, sulla «tipizzazione» del “concorso esterno”. Un reato giurisprudenziale. Vera e propria bestemmia, secondo la tradizione del diritto romano che sancisce l’impossibilità di crimini e pene senza legge certa e scritta. I decenni di eccezione giudiziaria hanno però introdotto la consuetudine anglosassone, facendo del giudice non più la «voce della legge» ma un legislatore. Diverse commissioni, presiedute da Grosso, Nordio e poi Pisapia, avevano proposto di sanare il vuoto legislativo tipicizzando in modo certo i comportamenti da sanzionare. Paradossalmente la destra, forcaiola per natura, non volle approvare una riforma che moderava in parte le pene. La sinistra, giustizialista per vocazione, non fu da meno. E così, davanti alla sacrosanta bocciatura del “lodo Alfano” da parte della Consulta, lo scettro della politica, in particolare della politica d’opposizione, è tornato nelle mani della magistratura. Un fatto quasi inevitabile in una situazione che vede il sistema politico ridotto ad una condizione sempre più evanescente di fronte ad un ipertrofico esecutivo e un peso esterno, che non è più del sociale ma delle lobbies. Di fronte al proliferare della decretazione d’urgenza, addirittura di decreti correttivi d’altri decreti, strumenti privi di qualsiasi fondamento costituzionale, di una produzione legislativa ispirata nella quasi totalità dagli uffici della presidenza del consiglio, con un’aula parlamentare che ha addirittura subito l’onta della sospensione a causa dell’assenza di copertura di bilancio per le leggi in discussione, con una opposizione ridotta alla consistenza di un ectoplasma, la politica la fanno i gruppi editoriali e finanziari che hanno mezzi per condizionare l’opinione, i poteri economici e gli apparati, tra cui eccelle per funzioni, la magistratura. Non tutta, perché in massima parte resta, per natura quasi antropologica, filogovernativa; ma una parte che agisce da efficace minoranza attiva.  E così ci siamo ritrovati alla situazione di partenza, all’eterna supplenza giudiziaria che ha aperto la via del potere alle destre e ha gettato l’Italia nel pozzo nero del populismo penale e giustizialista. Sono ritornati in primo piano le inchieste e i processi contro Berlusconi, la creazione del suo impero economico e il suo sistema di potere. Le indagini sul funzionamento di Mediaset, i fondi neri, i giochi finanziari e di bilancio, la corruzione via l’avvocato Mills, e poi le inchieste siciliane e fiorentine, rilanciate dalle ultime dichiarazioni di alcuni pentiti di mafia che hanno consentito di riaprire filoni d’indagine arenati. Spatuzza e Grigoli, due collaboratori di giustizia, sono tornati a parlare del ruolo di Dell’Utri e dei rapporti con i Graviano, famiglia mafiosa trasferitasi al nord. In particolare è molto attesa la deposizione del prossimo 4 dicembre del pentito Spatuzza. Forse troppo attesa dagli spalti giustizialisti che, incapaci di arrivarci con la politica, sognano un Berlusconi finalmente infilzato dalle inchieste e messo definitivamente fuori gioco.<br />
La vecchia scorciatoia giudiziaria torna dunque d’attualità e chi ne soffre di più è ovviamente un’idea di politica carica di progetti, partecipazione e idee. Tutto muore dietro la passione giudiziaria, si fa claque di tribunale, bava da tricoteuses. In un clima del genere non è possibile nemmeno la più timida delle strategie riformiste. Solo ordine, legalità, tribunali, toghe, processi, condanne, odio, risentimento, carceri che però si riempiono solo di poveri cristi. E su questo terreno cresce l’intolleranza, il razzismo, si allungano le radici di una svolta reazionaria delle mentalità che fa egemonia. Berlusconi reagisce tirando fuori dal cilindro, di volta in volta, una soluzione legislativa che pari il colpo (il processo breve è solo l&#8217;ultima trovata in ordine di tempo), stravolgendo qualsiasi idea progettuale di riforma del codice penale e di procedura, ridicolizzando il garantismo e rilanciando alla grande la sfacciata rivendicazione di una giustizia di classe, della legge come scudo dei potenti. Il risvolto di una giustizia di classe che protegge i più forti è la persecuzione di classe verso i più deboli. Quella che fomenta i giustizialisti di destra, come la Lega, gli ex di An e Di Pietro, e che lascia indifferenti i giustizialisti idealisti di sinistra.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Link<br />
</strong><a href="../2009/11/24/processo-breve-amnistia-per-soli-ricchi/">Processo breve: amnistia per soli ricchi</a><br />
<a href="../2009/11/01/2009/08/01/cronache-carcerarie/">Cronache carcerarie </a><br />
<a href="../2009/08/06/populismo-penale/">Populismo penale</a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="../2009/08/06/2008/07/13/curare-e-punire/">Ho paura dunque esisto<br />
</a><a href="../2009/08/06/2008/10/21/dipietrismo-malattia-senile-del-comunismo/">Dipietrismo: malattia senile del comunismo?</a><br />
<a href="../2009/08/06/2008/10/21/giustizia-o-giustizialismo-dilemma-nella-sinistra/">Giustizia o giustizialismo, dilemma nella sinistra</a><br />
<a href="../2009/08/06/2009/07/02/2008/07/13/il-populismo-penale-una-malattia-democratica">Il populismo penale una malattia democratica</a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="../2009/08/06/2009/07/02/2008/07/13/il-governo-della-paura/">Il governo della paura </a><br />
<a href="../2009/08/06/2009/07/02/2008/07/13/genesi-del-populismo-penale-e-nuova-ideologia-vittimaria/">Genesi del populismo penale e nuova ideologia vittimaria</a><br />
<a href="../2009/08/06/2009/07/02/2008/07/13/populismo-penale-una-declinazione-del-neoliberismo/">Populismo penale, una declinazione del neoliberismo</a></p>
<p style="text-align:center;"><a title="Sprigionare società" href="../2009/08/06/2009/07/30/page/2009/04/23/2005/09/01/sprigionare-la-societa/">Sprigionare la società</a><br />
<a title="Desincarcerer la société" href="../2009/08/06/2009/07/30/page/2009/04/23/2005/09/01/desincarcerer-la-societe/">Desincarcerer la société</a><br />
<a title="Gli spettri del 41 bis" href="../2009/08/06/2009/07/30/page/2009/04/23/2002/10/28/carcere-gli-spettri-del-41-bis/"> Carcere, gli spettri del 41 bis</a><a href="../2009/08/06/2009/08/12/carceri-facili-dopo-le-proteste-torna-in-carcere-aggirate-le-garanzie-processuali/"><br />
</a><a href="../2009/08/06/2009/08/12/2009/08/06/2008/07/13/curare-e-punire/"><br />
</a></p>
<p><a href="../2009/08/06/2009/08/12/2009/08/06/2008/07/13/curare-e-punire/"><br />
</a></p>
<p style="text-align:center;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rockstar do ano.]]></title>
<link>http://heavymetaldosenhor.wordpress.com/2009/11/26/rockstar-do-ano/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 13:25:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>Heavy Metal do Senhor!</dc:creator>
<guid>http://heavymetaldosenhor.wordpress.com/2009/11/26/rockstar-do-ano/</guid>
<description><![CDATA[&quot;Pós-Party lá em casa, hein?&quot; IMAGINA se a moda pega no Brasil.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="wp-caption aligncenter" style="width: 290px"><img src="http://odia.terra.com.br/portal/mundo/fotos/09/11/23_berlusconi_280x340.jpg" alt="" width="280" height="340" /><p class="wp-caption-text">&#34;Pós-Party lá em casa, hein?&#34;</p></div>
<p>IMAGINA se a <a href="http://odia.terra.com.br/portal/mundo/html/2009/11/berlusconi_e_eleito_estrela_do_rock_do_ano_pela_rolling_stone_italia_48031.html">moda</a> pega no Brasil.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[[COPERTINA ROLLING STONE: PARLANO I COLLABORATORI pt. 1]]]></title>
<link>http://blaluca.wordpress.com/2009/11/26/copertina-rolling-stone-parlano-i-collaboratori-pt-1/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 13:21:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>blaluca</dc:creator>
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<description><![CDATA[Un giornalista free-lance, per quanto collabori regolarmente con una testata, non sempre può trovars]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Un giornalista free-lance, per quanto collabori regolarmente con una testata, non sempre può trovarsi d’accordo con la linea editoriale della stessa; ovvio.<br />
La redazione, si è letto, era d&#8217;accordo all&#8217;unanimità; ma come vedono i collaboratori di Rolling Stone Italia la faccenda &#8216;Berlusconi Rockstar dell&#8217;anno&#8217; e il clamore creato dagli altri media sulla copertina (di Shepard Fairey) ancora prima dell&#8217;uscita del numero? Ne ho contattati una decina. Finora hanno reagito in cinque, ma non tutti, per varie ragioni, hanno voluto rispondere. Sperando che questo post (vedi titolo) sia la prima parte di un confronto (indiretto) sulla faccenda, ecco cosa ha risposto chi ha risposto.</span></p>
<div id="attachment_1528" class="wp-caption aligncenter" style="width: 404px"><a href="http://blaluca.wordpress.com/files/2009/11/silvio_rock.jpg"><img class="size-full wp-image-1528" title="silvio_rock" src="http://blaluca.wordpress.com/files/2009/11/silvio_rock.jpg" alt="" width="394" height="462" /></a><p class="wp-caption-text">La copertina di Rolling Stone</p></div>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">FILIPPO CASACCIA<br />
<strong>Da quanto tempo e quanto scrivi su Rolling Stone?</strong><br />
Dal secondo numero curo la rubrica Hard Rock Cafone e saltuariamente ho scritto qualche pezzo lungo, qualche intervista, qualche recensione.<br />
<strong>Cosa pensi della copertina dedicata a &#8216;Berlusconi Rockstar dell&#8217;anno&#8217;?</strong><br />
Tragicamente azzeccata! Ha fatto molto scalpore anche perché alcuni, a destra e sinistra, l&#8217;hanno presa come un omaggio, con le conseguenti reazioni esaltate o indignate. A questo ci siamo ridotti: basterebbe leggere la rivista (e non solo l&#8217;ultimo numero!) o semplicemente vedere come è stato ritratto. Il problema vero è che Berlusconi ha tolto agli italiani anche il senso dell&#8217;ironia. E se non ti schieri esplicitamente rischi di essere frainteso.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">CHIARA MEATTELLI<br />
<strong>Da quanto tempo e quanto scrivi su Rolling Stone?</strong><br />
Il primo pezzo l&#8217;ho scritto a giugno 2007, se ben ricordo. Ogni quanto scrivo varia: ci sono numeri in cui pubblico anche tre pezzi, altri zero. Questo mese è uscita un&#8217;intervista a Sean Lennon.<br />
<strong>Cosa pensi della copertina dedicata a &#8216;Berlusconi Rockstar dell&#8217;anno&#8217;?</strong><br />
A questa domanda ho risposto nell&#8217;ultimo post del mio <a href="http://thebrixtownmassacre.wordpress.com/">blog Brixtown</a> (vedi <a href="http://thebrixtownmassacre.wordpress.com/2009/11/24/intelligente-provocazione-o-elogia-di-un-genio-del-male/">qui</a>): penso sia una provocazione da un punto di vista coraggiosa da un altro poco fantasiosa. Alla luce dei nuovi eventi, non riesco più a trovare il lato ironico sul &#8220;fenomeno Berlusconi&#8221;. Credo che questa provocazione abbia ottenuto il risultato opposto a quello sperato e che, di fatto, gli abbia conferito l&#8217;ennesima vittoria.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">EMILIANO COLASANTI<br />
<strong>Da quanto tempo e quanto scrivi su Rolling Stone?</strong><br />
Da cinque minuti e mezzo. Però mi sembra un bel numero per esordire!<br />
<strong>Cosa pensi della copertina dedicata a &#8216;Berlusconi Rockstar dell&#8217;anno&#8217;?</strong><br />
Penso che sia stata un&#8217;operazione riuscita, visto l&#8217;impatto che questa ha avuto sulla gente e i media in genere. Al tempo stesso sono rimasto abbastanza colpito dal clamore e soprattutto dalle polemiche. Non è la prima volta che vedo copertine del genere su un giornale musicale (che poi Rolling Stone per me non è solo un giornale musicale,  ma forse più un &#8220;maschile&#8221; con dentro molta musica): anche l&#8217;edizione americana ne ha fatte a centinaia e qui da noi c&#8217;è Il Mucchio che ha tutta una storia di copertine provocatorie. Quello che colpisce è la potenza di fuoco di Rolling Stone. Se il Mucchio mette in copertina il Papa con in mano la testa di Veltroni, al più arrivano denunce. RS, anche e soprattutto per il marchio che rappresenta, ha una capacità davvero impressionante di arrivare a tutti, finendo per generare anche qualche fraintendimento.<br />
Io non riesco a guardare questa vicenda con uno sguardo &#8220;politico&#8221;, mi colpisce di più l&#8217;aspetto prettamente giornalistico: con le fanzine di Silvio a fare la corsa per spacciare la copertina come una nuova bandiera e gli altri (blogger, lettori, chiunque) a indignarsi per partito preso, senza aver dato uno sguardo al contenuto, ma solo sulla spinta di quello che arrivava dai telegiornali. Di fatto anche la gente più sveglia, illuminata, colta, è caduta nel tranello che da sempre permette al berlusconismo di essere una cultura egemone e &#8211; ahinoi &#8211; vincente. In questo paese c&#8217;è chi legge della D&#8217;Addario e pensa che Berlusconi sia un grande e che faccia bene a scoparsele tutte, e si vede che nel 2009 per qualcuno la parola &#8220;rockstar&#8221; ha ancora un valore che io credevo abbastanza superato e vecchio. Il dibattito intorno a questa parolina mi ha fatto un po&#8217; sorridere e anche un po&#8217; tristezza, e sinceramente non credo che i supporter del Capo andranno in massa in edicola per comprare RS. Se ne torneranno a casa con la loro copia di Libero e con l&#8217;idea che Berlusconi sia un figo pazzesco. Ma questo accade ogni santo giorno, qualsiasi cosa succeda.<br />
In cuor mio posso solo sperare in un mondo in cui copie e grandi numeri si spostino grazie a una foto di Bradford Cox in copertina, ma non è così. Per cui viva le provocazioni. Anche quelle &#8220;sul filo&#8221;. Soprattutto se sono ragionate e pensate come questa, ed è meglio far parlare per un Berlusconi ambiguo in copertina che per i testicoli di Omar Pedrini all&#8217;interno.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">MICHELE WAD CAPOROSSO<br />
<strong>Da quanto tempo e quanto scrivi su Rolling Stone?</strong><br />
Da prima che nascessi.<br />
<strong>Cosa pensi della copertina dedicata a &#8216;Berlusconi Rockstar dell&#8217;anno&#8217;?</strong><br />
Uno schiaffo in faccia che tutti avrebbero voluto poter dare, ma non tutti hanno i giusti calli alle mani per poterlo fare.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La meglio democrazia]]></title>
<link>http://zamax.wordpress.com/2009/11/26/la-meglio-democrazia/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 12:43:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Zamax</dc:creator>
<guid>http://zamax.wordpress.com/2009/11/26/la-meglio-democrazia/</guid>
<description><![CDATA[Non ho mai fatto della democrazia il mio vitello d’oro. Quindi non mi scandalizzo se a qualcuno puzz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-2794" title="Giornalettismo" src="http://zamax.wordpress.com/files/2009/08/giornalettismo.jpg" alt="" width="150" height="44" />Non ho mai fatto della democrazia il mio vitello d’oro. Quindi non mi scandalizzo se a qualcuno puzza questo barbaro condominio politico che la modernità impone a belli e brutti, a colti e bruti, e perfino a maschi e femmine. E trans. Con l’articolo maschile o femminile. Gradirei, però, che coloro che da qualche tempo arricciano il naso di fronte al pargolo, a quanto pare mostruoso, generato da questo coito universale, cominciassero a parlar schietto e non deviassero il corso della ragione, per spiegar le magagne, verso le zone pericolose dell’antropologia e magari della genetica. Non lo possono fare; parlar schietto, voglio dire; avendola adorata, la democrazia; e fatta adorare al popolo.</p>
<p style="text-align:justify;">La democrazia per funzionare e per essere salda ha bisogno di una vasta logistica materiale ed immateriale, creata ed intessuta pezzo per pezzo per lunghissima pezza nella società. Si può anzi dire che prima di diventare forma di una società, essa debba vivere nei costumi di un popolo. In quell’auspicabile e raro caso la democrazia trionfa attraverso una rivoluzione incruenta che altro non fa che ratificare e ordinare i cambiamenti prima sotterranei e poi sempre più manifesti che insensibilmente ma profondamente hanno attraversato per secoli la società. Non è un caso, per restare in un contesto europeo, che proprio là dove questa metamorfosi dallo stato aristocratico a quello democratico è avvenuta senza troppe scosse telluriche, come in Gran Bretagna, la “forma” democratica conviva ancora con re, regine, pari e parrucche; mentre là dove la democrazia ha trionfato violentemente dentro un corpo acerbo, come in Francia e poi nel continente, la sua carica universalistica abbia annichilito ogni vestigia del passato. E in ogni caso l’avanzata tumultuosa della democrazia moderna è stata caratterizzata fin quasi all’altro ieri dal lungo tirocinio del suffragio ristretto, che ritagliava, per intima necessità in tempi ufficialmente non aristocratici ma nei costumi non ancora interamente democratici &#8211; come provano abbondantemente i collassi novecenteschi &#8211; aristocrazie di fatto nel corpo della nazione, col nome fittizio di “classi dirigenti”. E non è un caso, però, che proprio nell’Europa continentale, e più largamente nell’Occidente non anglosassone &#8211; e massime disgraziatamente in Italia, sembrerebbe &#8211; una volta portato a termine questo infinito apprendistato, anche in tempi di suffragio universale rifiorisca periodicamente il mito delle “classi dirigenti”. Cos’è, oggi, questa nostalgia canaglia delle “classi dirigenti” nel nostro paese, se non l’inconfessato desiderio di una democrazia sotto la tutela di una casta di bramini? Beninteso, nel nome della democrazia? Dai montagnardi che sognano un Comitato di Salute Pubblica a “controllo della legalità”; al Partito della Società Civile che mira a guidare, intimidendolo, il paese in forza di qualche centinaio di migliaia di firme di gente “qualificata”; ai vecchi arnesi di una spompata aristocrazia di denari che vorrebbe arruffianarsi anche l’Italia Futura facendo l’occhiolino al politicamente corretto; ai liberali di molta illiberale intransigenza e poco giudizio che oramai sperano solo in un agente esogeno sul quale saltare in groppa?</p>
<p style="text-align:justify;">E’ tutto un gran sospirare, un gran sbuffare spazientito contro questa umanità maledetta che misteriosamente popola la nostra penisola. Uno scherzo di natura che nemmeno l’acribia dello storico ormai riesce a giustificare. Curioso che gente che pratica con generoso esibizionismo la religione della razionalità e che agita ogni santo giorno in faccia al volgo la retorica “dei fatti e dei numeri” arrivi poi a tali astrochiromantiche conclusioni. Non c’è proprio speranza. Un deserto mai visto, nel tempo e nello spazio. Di questo dotto e tranquillo isterismo, dello stesso livello scientifico dei trattati sul buon tempo antico, che farà sorridere qualcuno fra qualche anno e moltissimi fra qualche decennio, nei giorni scorsi abbiamo avuto illustri esempi. Per <a href="http://www.corriere.it/editoriali/09_novembre_21/sartori-senza-ideali-molta-ruberia_2e7084c8-d667-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml">Giovanni Sartori</a>, firma del Corriere della Sera, dal crollo delle ideologie è stata purtroppo travolta anche quella tensione ideale che vivifica la democrazia, e la insana e sfibrante bonaccia che oggi paralizzerebbe moralmente l’Italia ne sarebbe testimone. Per la sacerdotessa della Stampa, <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&#38;ID_articolo=6646&#38;ID_sezione=&#38;sezione">Barbara Spinelli</a>, che vorrebbe ipnotizzarci con le spire suggestive delle citazioni colte intrecciate con quelle allusive dei riferimenti ai fatti di cronaca, viviamo tempi particolari, e particolarmente da noi, chiaro; momenti che secernono veleni. Il peggio di sé non poteva darlo che l’inevitabile <a href="http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/scalfari-editoriali/22novembre/22novembre.html">Eugenio Scalfari</a>, che su Repubblica, portandosi dietro quale pezza d’appoggio un’opera di Diderot &#8211; se non l’avete capito uno dei precursori del suo genio &#8211; s’imbarca in un microsaggio di sbrigativa sociologia razzial-progressista, in stile diciamo <em>giorgiobocchesco</em>, sulla natura della truppa berlusconiana. Così parla l’oracolo, prima di accennare ad alcuni casi individuali particolarmente disgraziati, come <em>“l’Alano da riporto” </em>Belpietro (un cane grosso e minaccioso, sembra di capire, senza la maestà e la nobiltà di un <em>cane</em> di razza: divertente, se fossi il direttore di Libero mi farei incidere questa lusinghiera definizione come esergo su un medaglione sotto il proprio profilo, come un imperatore romano):</p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;">“A parte il fatto che la nostra attualità è da qualche tempo trita e ritrita e non presenta eccezionali novità, sta di fatto che il tipo umano <strong>(disumano)</strong> [mio neretto, N.d.Z] delineato da Diderot sta diventando al giorno d&#8217;oggi sempre più numeroso. È un settore della società in crescita esponenziale. Nella classe dirigente, ma anche nei ceti sottostanti. Del resto l&#8217;uomo del sottosuolo non fa parte della classe dirigente se non in funzione servile. Servile, ma essenziale: ne riecheggia i desideri, ne soddisfa i bisogni, si incarica di condurre a termine le operazioni abiette, è la controfigura dei potenti quando si tratti di questioni troppo delicate e rischiose. Funge anche da buffone di corte; per divertire il suo signore e ricordargli qualche spiacevole verità.(…) Bisognerebbe chiedersi la ragione per cui la popolazione di quel tipo umano <strong>(disumano)</strong> [mio neretto, N.d.Z] sia tanto in crescita. La risposta è già stata data molte volte: insicurezza, paura del futuro, ripiegamento sul presente, percezione rachitica della felicità scandita sull&#8217;attimo d&#8217;un presente fuggitivo senza proiezioni verso l&#8217;avvenire, indifferenza diffusa verso la sorte degli altri, gelosia verso le fortune altrui, sopravvalutazione dei meriti propri. Furbizia nell&#8217;elusione delle regole. Cortigianeria. Crollo (apparente) delle ideologie in favore d&#8217;un pragmatismo diventato a sua volta ideologico. Vi basta? Molti di questi elementi psicologici fanno parte da gran tempo dei <strong>connotati italici</strong> [mio neretto, N.d.Z]. Ma in certi segmenti della nostra storia diventano dominanti e questo è uno di quei momenti. Ecco perché quel tipo umano <strong>(disumano)</strong> [mio neretto, N.d.Z] è diventato moltitudine.”</p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;">Senza voler essere troppo indulgenti verso il miserabile consesso della schiatta italica, direi però che è il momento di darsi una calmata. Se la <em>conditio sine qua non</em> per essere ammessi nella cerchia delle persone equilibrate e raziocinanti è di riconoscere che in Italia siamo alle soglie di una dittatura, o quasi &#8211; la qual cosa fa ridere chi abbia ancora la testa sulle spalle &#8211; è chiaro come la paranoia antiberlusconiana, che è il riflesso della cattiva coscienza della <em>meglio Italia</em>, arrivi a scambiare per sintomi mortali ed eccezionali cose vecchie come il mondo. Anch’io nel mio ragionamento mi porto dietro una pezza d’appoggio. In una lettera a Louis de Kergolay del 25 ottobre 1842, Alexis de Tocqueville, sempre lui (e che ci possiamo fare se vide meglio degli altri?), scriveva:</p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;">Hai mai letto la storia d’Inghilterra successiva alla rivoluzione del 1688? Sono attualmente impegnato in questa lettura e vi trovo un grande piacere, anche se lo storico Smollet è il più pedante che esiste sulla terra. Dopo questa lettura comincio a credere che giudichiamo talvolta con troppa severità il nostro paese e i nostri tempi. Spesso riteniamo caratteristici di noi e della nostra epoca delle storture, delle debolezze e dei vizi che invece sono inerenti alla forma stessa delle nostre istituzioni e alla loro particolare azione sulla parte corrotta del cuore umano. Il ruolo che giocano le passioni egoistiche, la venalità, l’assenza di principi, la versatilità delle opinioni, la demoralizzazione e la corruzione quasi costante degli uomini politici in questa storia costituzionale d’Inghilterra è immenso. La potenze degli intrighi individuali, la piccolezza e particolare meschinità delle passioni creano infinite possibilità, in un’epoca di calma in cui gli eventi sono incapaci di produrre grandi sforzi e di mettere in luce grandi personalità. Se si penetra in questi dettagli, è difficile poi credere che, nel mezzo di queste miserie e di tutti questi vizi in qualche modo incoraggiati dal meccanismo delle libere istituzioni, la nazione possa intraprendere e realizzare le cose prodigiose che ha fatto nel mondo nel corso di questo secolo.</p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.giornalettismo.com/archives/42823/la-meglio-democrazia/">[pubblicato su Giornalettismo.com]</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[2012: proprio la fine del mondo]]></title>
<link>http://elfobruno.wordpress.com/2009/11/26/2012-proprio-la-fine-del-mondo/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 08:50:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>elfobruno</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ieri sera sono andato a vedere 2012. Confesso di averlo fatto per tre motivi fondamentali: gli effet]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone" src="http://www.aceshowbiz.com/images/news/00021385.jpg" alt="" width="200" height="139" /></p>
<p>Ieri sera sono andato a vedere <em>2012</em>. Confesso di averlo fatto per tre motivi fondamentali: gli <span style="color:#3366ff;">effetti speciali</span>, per il <span style="color:#3366ff;">crollo della cupola di San Pietro</span> e perché quella cupola, mi era stato detto, crolla proprio <span style="color:#3366ff;">sulla testa del premier italiano</span>. Le aspettative sono state tutte ampiamente soddisfatte. Gli effetti speciali ti tolgono il fiato e ti incollano al maxischermo per oltre due ore, di fila. Il premier potevano renderlo più somigliante, invece era solo un ometto isterico con un alto senso del dovere che mal si adatta, isteria a parte, alla realtà politica locale. Ma tant&#8217;è.</p>
<p>Al di là del mio sadismo, il film è interessante, fermo restando che sempre di boiata trattasi, per una serie di questioni. Vediamole.<em></em></p>
<p><em></em><strong>L&#8217;immaginario catastrofista. </strong><em>2012</em> è un polpettone americano con tutti i crismi, che richiama tutto il <span style="color:#3366ff;">filone catastrofista</span> degli ultimi cinquant&#8217;anni. Si passa dai classici <em>Terremoto</em> a <em>L&#8217;inferno di Cristallo</em>, fino a coinvolgere i più recenti e disgraziati <em>Dante&#8217;s Peak</em>, <em>Deep impact</em>, <em>The core</em> e tutto ciò che prevede(va) l&#8217;apocalisse a cui gli americani avrebbero trovato adeguata soluzione. Infiniti i richiami a <em>Titanic</em>, dove mancano Jack e Rose, ma in compenso abbiamo una simpatica coppia di vecchietti che, lungi da ogni omosessualità latente, si ritrovano uniti al momento della fine.</p>
<p><strong>L&#8217;immaginario politico.</strong> Il presidente degli USA è nero. Il premier tedesco è una donna. Il capo di stato russo non parla una mazza di inglese. Tutto molto realistico, a ben vedere. <span style="color:#3366ff;">L&#8217;Italia viene trattata un po&#8217; male</span>, ma giustamente se vogliamo. Viene dipinta come serva del potere papale fino all&#8217;ultimo e, durante un summit d&#8217;emergenza, sarà la Merkel – o presunta tale – a parlare anche a nome dell&#8217;Italia. La nostra credibilità si deve registrare anche da piccoli fatti come questo. Nell&#8217;immaginario dello spettatore di americanate similari, l&#8217;Italia non conta un cazzo. Il regista lo sa e gli serve quest&#8217;evidenza tra un inseguimento di macchine e un&#8217;eruzione devastante. Tutto come da copione, insomma.</p>
<p><strong>La figura del premier italiano. </strong>Come ho già detto è un isterico. Appare due volte e l&#8217;unica volta in cui parla eccelle per arroganza. Dopo di che si fa intendere che non si metterà in salvo per essere accanto al suo popolo nel momento della fine, <span style="color:#3366ff;">accanto al papa, a pregare</span>. Quando questo viene detto, la sala di solito reagisce con fragorose risate. Berlusconiani a parte che si mettono ad applaudire. Questo dà la misura di quanto siano cretini gli elettori del PdL per due buone ragioni. La prima: quel film non rappresenta Silvio, ma l&#8217;imbecillità italiana. La seconda, qualora lo rappresentasse, Berlusconi sarebbe uno dei primi a salire sulle navi della salvezza dei potenti. Ed è proprio questo carattere del premier italiano proposto dal film che lo rende una pellicola di fantascienza.</p>
<p><strong>La real-politik.</strong> I politici vengono rappresentati come laidi vermi o come eroi. Ne escono bene lo pseudo-Obama e la pseudo-Merkel. Malissimo il russo e l&#8217;italiano (chissà perché). I cinesi sono visti come i soliti stronzi fascio-comunisti. E poi c&#8217;è la figura del segretario di-non-si-è-ben-capito-cosa americano, che assomiglia a <span style="color:#3366ff;">Brunetta</span> quasi in tutto e per tutto. Tracotante come il nostro ministro della pubblica amministrazione e ugualmente amabile, ne differisce solo per l&#8217;altezza. Per il resto hanno la stessa faccia. E non solo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[qua 'ndo sia ma]]></title>
<link>http://premens.wordpress.com/2009/11/26/qua-ndo-sia-ma/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 08:08:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>premens</dc:creator>
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<description><![CDATA[&nbsp; a volte, si fanno cose come dire&#8230;?]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/SzrEfkjdzgw&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/SzrEfkjdzgw&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>&#160;</p>
<p style="text-align:right;">a volte, si fanno cose come dire&#8230;?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ " Berlusconi [[molto presto]] indagato per concorso esterno in associazione mafiosa"]]></title>
<link>http://gabrybabelle.wordpress.com/2009/11/26/berlusconi-molto-presto-indagato-per-concorso-esterno-in-associazione-mafiosa/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 07:45:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>gabrybabelle</dc:creator>
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<description><![CDATA[Questo l&#8217;avvertimento lanciato da il Giornale: «Dalla Sicilia in arrivo un avviso di garanzia ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Questo l&#8217;avvertimento lanciato da il Giornale: «Dalla Sicilia in arrivo un avviso di garanzia ]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Berlusconi ha un solo interlocutore: Il popolo]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/26/berlusconi-ha-un-solo-interlocutore-il-popolo/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 07:23:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Se davvero il Presidente del Consiglio vuole parlare agli italiani la sede giusta è il Parlam]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">&#8220;Se davvero il Presidente del Consiglio vuole parlare agli italiani la sede giusta è il Parlamento” lo dichiara in una nota l’on. Americo Porfidia “Questo Governo – continua il deputato – è sempre più l’ancella del premier, tutto proteso a proteggere il proprio capo dai naturali vincoli costituzionali e legali. Dopo l’inevitabile bocciatura del lodo Alfano, dimenticando i molteplici problemi del paese, primo fra tutti la crisi economica e le migliaia di lavoratori impegnati nella drammatica difesa del posto di lavoro, l’agenda politica ripone al centro del dibattito la riforma della Giustizia, l’ennesima legge ad personam che ha l’unico e dichiarato scopo di salvare Berlusconi dai processi che lo vedono coinvolto, con l’inconveniente di mettere a rischio, secondo l’Anm la metà dei processi. In questo contesto il Presidente del Consiglio, in perfetto stile populista si dice pronto a parlare direttamente agli italiani, probabilmente inscenando un nuovo monologo televisivo”.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Un acconto di moralità (della politica).]]></title>
<link>http://ilnichilista.wordpress.com/2009/11/25/un-acconto-di-moralita-della-politica/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 18:40:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Chiusi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ricapitoliamo. Prima sostengono che taglieranno l&#8217;Irap (ma solo per gli acconti). Poi, in un b]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#0000ee;text-decoration:underline;"><a href="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/immagine-192.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1281" title="Immagine 19" src="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/immagine-192.png?w=300" alt="" width="300" height="195" /></a><br />
</span></p>
<p>Ricapitoliamo.</p>
<p>Prima sostengono che taglieranno l&#8217;<strong>Irap</strong> (ma solo per gli <a href="http://it.biz.yahoo.com/12112009/58/decreto-taglio-acconti-ires-irap-irpef-per-3-5-mld.html">acconti</a>). Poi, in un burrascoso (e per certi versi <a href="http://ilnichilista.wordpress.com/2009/11/13/tre-amici-al-bar/">misterioso</a>) consiglio dei ministri, si decide che a venire tagliato sarà l&#8217;Ire (e cioè l&#8217;<strong>Irpef</strong>).</p>
<p>Pochi giorni dopo, scopriamo che, &#8220;al di là del taglio dell&#8217;acconto che il governo ha fatto con il decreto legge <em>ad hoc</em>&#8220;, <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_25/fini-no-fiducia-su-maxiemendamento-nuovo_5043a124-d9d3-11de-a7cd-00144f02aabc.shtml">non ci sarà</a> <strong>né l&#8217;uno né l&#8217;altro</strong>.  </p>
<p><span style="color:#0000ee;text-decoration:underline;"><a href="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/noirap.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1277" title="noirap" src="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/noirap.jpg" alt="" width="389" height="32" /></a><br />
</span></p>
<p>E sì che il <a href="http://www.ilpopolodellaliberta.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf">programma del PDL</a>, e al punto <strong>primo</strong>, recitava:</p>
<p><a href="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/immagine-182.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-1278" title="Immagine 18" src="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/immagine-182.png" alt="" width="489" height="158" /></a><a href="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/immagine-174.png"></a></p>
<p><a href="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/immagine-174.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-1279" title="Immagine 17" src="http://ilnichilista.wordpress.com/files/2009/11/immagine-174.png" alt="" width="542" height="48" /></a></p>
<p>E&#8217; questa, Presidente, la sua idea di &#8220;<strong>moralità della politica</strong>&#8221; (leggi: <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=81305&#38;sez=HOME_INITALIA">mantenere le promesse</a>)? </p>
<p>Forse ne è un acconto.</p>
<p><span style="color:#0000ee;text-decoration:underline;"><br />
</span></p>
<p><span style="color:#0000ee;text-decoration:underline;"><br />
</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Yes, we can!]]></title>
<link>http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/11/25/yes-we-can/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 18:22:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>byebyeunclesam</dc:creator>
<guid>http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/11/25/yes-we-can/</guid>
<description><![CDATA[Roma, 25 novembre &#8211; Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha incontrato oggi il Segr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Roma, 25 novembre &#8211; Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha incontrato oggi il Segretario Generale della NATO, Anders Fogh Rasmussen. Al colloquio erano presenti anche il Ministro degli esteri, Franco Frattini, il Ministro della difesa, Ignazio La Russa, ed il Sottosegretario di Stato, Gianni Letta.<br />
&#8221;Nel corso della cordiale conversazione &#8211; informa un comunicato di Palazzo Chigi &#8211; sono stati passati in rassegna i temi prioritari dell&#8217;agenda dell&#8217;Alleanza Atlantica e, segnatamente, la missione ISAF in Afghanistan, le relazioni NATO-Russia e il dibattito sul nuovo concetto strategico dell&#8217;Alleanza. Il Segretario Generale ha ringraziato il Presidente del Consiglio per l&#8217;ampio impegno profuso dall&#8217;Italia nei diversi teatri operativi in cui è impegnata la NATO. <span style="color:#ff0000;">Il Presidente Berlusconi, che era reduce da una conversazione telefonica con il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, ha riconfermato il forte sostegno dell&#8217;Italia alla NATO.</span><br />
Un approfondimento particolare è stato svolto sulla situazione in Afghanistan, dove è stata registrata un&#8217;ampia convergenza di vedute sulla necessità di un nuovo approccio operativo sul terreno, sull&#8217;esigenza di aumentare l&#8217;impegno nel settore civile e nell&#8217;addestramento delle forze di sicurezza e di polizia afgane e, infine, sull&#8217;aspettativa che il nuovo Governo afgano sia all&#8217;altezza delle importanti sfide che attendono il Paese&#8221;.<br />
(ASCA)</p>
<p><strong><em>&#8220;La credibilità del nostro Paese&#8221;</em></strong><br />
Roma, 26 novembre &#8211; L&#8217;eventualità di una strategia che prevede l&#8217;aumento delle truppe in Afghanistan verrà &#8221;ragionata e presentata in Parlamento&#8221; e &#8221;Berlusconi parlerà con Bossi e con gli altri ministri interessati. E&#8217; una linea che tutto il governo condividerà&#8221;.<br />
A dichiararlo il ministro degli Esteri, Franco Frattini, a margine di una conferenza stampa alla Farnesina. Alla domanda di un giornalista che gli chiedeva se anche il leader della Lega accetterà, nonostante le reticenze passate, la possibilità di inviare ulteriori soldati italiani in Afghanistan, il capo della diplomazia ha ribadito che la strategia sarà una linea &#8221;che tutti potranno condividere&#8221; perché &#8216;&#8217;si tratta della credibilità del nostro Paese&#8221;.<br />
(ASCA)</p>
<p><em>Potranno o dovranno?</em><em>&#8230; servi si nasce</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gli editoriali di 10piegamenti.com: Il funerale di Silvio Berlusconi]]></title>
<link>http://10piegamenti.com/2009/11/25/gli-editoriali-di-10piegamenti-com-il-funerale-di-silvio-berlusconi/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 17:12:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>chriup</dc:creator>
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<description><![CDATA[La stampa nazionale, inizia a porsi dei quesiti su come si articolerà la politica italiana quando l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[La stampa nazionale, inizia a porsi dei quesiti su come si articolerà la politica italiana quando l]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Energia Tivoli prova]]></title>
<link>http://leatest.wordpress.com/2009/11/25/energia-tivoli-prova/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 16:42:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>lea</dc:creator>
<guid>http://leatest.wordpress.com/2009/11/25/energia-tivoli-prova/</guid>
<description><![CDATA[ldsafhlkjlkf lksajdfl jalsdjf lsadjlf salkdjf lsadjfljsad lfjslakd jflsadjlfj]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>ldsafhlkjlkf lksajdfl jalsdjf lsadjlf salkdjf lsadjfljsad lfjslakd jflsadjlfj</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Confusione "sinistra" sull'omofobia - Carfagna: Gay, Transessuali, Clandestini ... ? - "è cosa nostra !!!"]]></title>
<link>http://termoli.wordpress.com/2009/11/25/confusione-sinistra-sullomofobia-carfagna-gay-transessuali-clandestini-e-cosa-nostra/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 14:20:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>Achab</dc:creator>
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<description><![CDATA[La sinistra non molla i trans &amp; C. ma tutto questo è &#8230; cosa nostra!]]></description>
<content:encoded><![CDATA[La sinistra non molla i trans &amp; C. ma tutto questo è &#8230; cosa nostra!]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[PROVE TECNICHE DI REGIME. 2]]></title>
<link>http://ferrucci.wordpress.com/2009/11/25/prove-tecniche-di-regime-2/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 10:26:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>p. ferrucci</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dunque, s&#8217;è detto che Silvio Berlusconi, otto anni fa, riuscì a unire nella Casa delle Libertà]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://ferrucci.wordpress.com/files/2009/11/berlusconi.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1399" title="berlusconi" src="http://ferrucci.wordpress.com/files/2009/11/berlusconi.jpg?w=300" alt="" width="240" height="168" /></a></p>
<p><span style="color:#000000;">Dunque, s&#8217;è detto che Silvio Berlusconi, otto anni fa, riuscì a unire nella Casa delle Libertà tutte le forze del centrodestra, vincendo le elezioni. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nicola_Tranfaglia" target="_blank">Nicola Tranfaglia</a>, nell&#8217;articolo del giugno 2002 su <a href="http://www.larivistadeilibri.it/" target="_blank"><em>la Rivista dei Libri</em></a>, mise giustamente al primo posto questo fattore.</span></p>
<blockquote><p><span style="font-family:georgia;color:#000000;">Ma sarebbe un errore attribuire, come fanno ancora alcuni osservatori, la vittoria del Cavaliere soltanto a una questione di ingegneria elettorale o anche all&#8217;indubbio dominio mediatico di cui il leader di Forza Italia si è giovato, grazie alla televisione (le tre reti Mediaset e una della Rai) e ai numerosi giornali (tra cui il <em>Corriere della Sera</em> e <em>Panorama</em>) che lo hanno sostenuto durante la lunghissima campagna elettorale. Le ragioni del suo successo riposano su un processo compiuto di egemonia culturale nella società (attraverso il controllo della cultura di massa) fondato su un modello complessivo che la destra è riuscita in questi anni a imporre agli italiani, soprattutto attraverso lo strumento televisivo, e che poggia su un&#8217;idea di modernizzazione &#8220;all&#8217;americana&#8221;. La sinistra non ha contrastato abbastanza il diffondersi di questo modello e, amio avviso, non ha saputo contrapporne uno alternativo.</span></p></blockquote>
<p><span style="color:#000000;">Un &#8220;processo compiuto di <strong>egemonia culturale</strong>&#8220;, questa è la chiave. Significa che la vecchia solida egemonia culturale della sinistra, di cui si è sempre dibattuto, venne sconfitta otto anni fa, anche se ha continuato ad &#8220;<a href="http://www.dizi.it/anfanare" target="_blank">anfanare</a>&#8221; fino a oggi. E la sinistra, che certo non poteva contrastare questo modello (come avrebbe potuto? Con una rivoluzione e conseguente dittatura del proletariato?), non ha saputo fare l&#8217;unica cosa che doveva: <em>contrapporne uno alternativo</em>. Quel che penso in proposito, in forma sintetica e approssimativa, l&#8217;ho scritto <a href="http://ferrucci.wordpress.com/2009/10/12/la-malvagita-del-banale/" target="_blank">qui</a>: la malvagità del banale è il frutto di questa modernizzazione.<!--more--><br />
Continua Tranfaglia:</span></p>
<blockquote><p><span style="font-family:georgia;color:#000000;">Si tratta di una modernizzazione fortemente individualistica, che punta sul denaro e sul successo come elementi fondanti e che privilegia il destino dell&#8217;individuo-produttore rispetto a ogni altro valore collettivo. Alla caduta delle ideologia tradizionali (a cominciare da quella della realizzazione di una società socialista) si è sostituita una nuova ideologia basata su una concezione delle libertà individuali slegata da ogni concetto di solidarietà sociale, fortemente contraria a ogni intervento dello stato, e che ha i suoi capisaldi reali in una sorta di sacro egoismo della persona e di sostanziale darwinismo sociale.</span></p></blockquote>
<p><span style="color:#000000;">Il <em>sacro egoismo della persona</em>: un concetto antico e ben noto, da cui pochi sono immuni, ammettiamolo. Ma è il farne cultura dominante che non funziona, nel senso anche solo puramente meccanico. Una macchina con un difetto, un difetto importante, non può funzionar bene.</span></p>
<p style="text-align:right;"><em><span style="font-size:90%;">(continua)</span></em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La maschera è stata gettata. Il gregge alzerà la testa?]]></title>
<link>http://svevanet.wordpress.com/2009/11/25/la-maschera-e-stata-gettata-il-gregge-alzera-la-testa/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 10:22:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>svevanet</dc:creator>
<guid>http://svevanet.wordpress.com/2009/11/25/la-maschera-e-stata-gettata-il-gregge-alzera-la-testa/</guid>
<description><![CDATA[Cari svevanettiani, vi rimando al link di un accurato articolo scritto dalla collega di Repubblica.i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Cari svevanettiani, vi rimando al link di un accurato articolo scritto dalla collega di Repubblica.i]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA['A Famigghia]]></title>
<link>http://pooritalia.wordpress.com/2009/11/25/a-famigghia/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 09:06:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>ul_fabius</dc:creator>
<guid>http://pooritalia.wordpress.com/2009/11/25/a-famigghia/</guid>
<description><![CDATA[D&#8217;altra parte Lui ha sempre detto di difendere &#8220;la famiglia tradizionale&#8221;.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://3.bp.blogspot.com/_C4DXxFVN1C0/SiPHv0Dq24I/AAAAAAAAA1k/Gn8feBDwMv8/s400/il-papino.jpg" alt="" /><br />
D&#8217;altra parte Lui ha sempre detto di difendere &#8220;la famiglia tradizionale&#8221;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Papi, l'eroina che declama l'indecenza]]></title>
<link>http://malarablog.wordpress.com/2009/11/25/papi-leroina-che-declama-lindecenza/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 09:05:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>Domenico Malara</dc:creator>
<guid>http://malarablog.wordpress.com/2009/11/25/papi-leroina-che-declama-lindecenza/</guid>
<description><![CDATA[di Domenico Malara per Il Clandestino Benvenuti nell’Italia dei Papi. Dopo Papa Benedetto, Papi Silv]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">di Domenico Malara per <em>Il Clandestino</em></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://malarablog.wordpress.com/files/2009/11/angelo-izzo-e-donatella-papi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3516" title="angelo-izzo-e-donatella-papi" src="http://malarablog.wordpress.com/files/2009/11/angelo-izzo-e-donatella-papi.jpg" alt="" width="266" height="208" /></a>Benvenuti <strong>nell’Italia dei Papi</strong>. Dopo Papa Benedetto, Papi Silvio ed Enrico Papi, <strong>ecco spuntare  dal nulla Donatella Papi</strong>, pigmaliona e <strong>auto-promessa sposa del reo confesso  pluriomicida del Circeo Angelo Izzo</strong>. Come se già non bastassero i casini  del Marrazzo-gate, di papponi e trans morti in circostanze poco chiare  (è così che si dice nell’Italia dei misteri, vero?), ad allietare  il Belpaese in questo <strong>calderone di trash che più trash non si può</strong>,  arriva lei: l’eroina buona dei fumetti che declama a reti quasi unificate  l&#8217;umanità e l&#8217;innocenza di un pluriomicida, promettendosi sua sposa.</p>
<p style="text-align:justify;">È bastato l’<strong>annuncio-shock</strong> di questa 52enne giornalista romana per scatenare il putiferio in rete,  complici anche le sue discusse ospitate nei salotti de “L’Italia  sul due” e “Domenica cinque”. D’altronde è ormai risaputo:  <strong>quando il trash chiama la tv risponde</strong>. E intanto su facebook spopolano,  neanche a dirlo, i primi gruppi anti-Papi: “Donatella Papi vergognati”,  “Donatella Papi in manicomio”, “Chiudiamo Donatella Papi in una  casa di cura” sono tra i più, per così dire, ecumenici, nati per  manifestare rabbia e sdegno nei confronti della Papi.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>La protesta monta ancora di  più nella bloggosfera</strong>.<em> «Un infotainment davvero disgustoso</em> –  scrive Valentina Donatiello sul suo blog parlando della puntata di &#8220;Mattino  cinque” –. <em>Penso che non si possa dare spazio ad un’esaltata che  si ostina a dire che Angelo Izzo, uno dei fautori della strage del Circeo,  sia innocente»</em>. Così come Massimo Falcioni che dal suo spazio indignato  scrive: <em>«Provo pena per i familiari delle vittime, per i parenti di  Donatella Colasanti, per la sorella della povera Lopez, che muore di  dolore ogni volta che qualche mostruoso personaggio sfrutta questa storia  analizzandola dalla prospettiva del carnefice. La tv non può permettersi  certe cadute di stile. L’auditel va in secondo piano, qui c’è la  memoria di quattro innocenti da rispettare, c’è la dignità di tanti  parenti da tutelare e soprattutto c’è un’etica che ogni tanto andrebbe  rispolverata»</em>.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Storia vera o montatura</strong> architettata  dalla premiata ditta Papi-Izzo al solo scopo di avere <strong>un quarto d’ora  di celebrità</strong>? Lo scopriremo solo vivendo. A proposito di bufale. <strong>Provate  a collegarvi al sito di news</strong> diretto da Donatella Papi (<a href="http://www.comincialitalia.net/" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">www.comincialitalia.net</span></a>) ed eccovi comparire un <strong>inquietante  messaggio</strong>: “La visita del sito può danneggiare il computer”. Sarà  un caso?</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://oknotizie.virgilio.it/info/754880e15d596e/papi_l_eroina_che_declama_l_indecenza._e_anche_il_suo_sito_e_farlocco._provare_per_credere_.html" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-1424" title="votami-su-oknotizie" src="http://malarablog.wordpress.com/files/2008/11/votami-su-oknotizie.gif" alt="" width="440" height="45" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[E poi dicono...]]></title>
<link>http://lerane.wordpress.com/2009/11/25/e-poi-dicono/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 07:34:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>lerane</dc:creator>
<guid>http://lerane.wordpress.com/2009/11/25/e-poi-dicono/</guid>
<description><![CDATA[E poi dicono che il Parlamento non fa leggi ad personam, che il processo breve è interesse degli ita]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>E poi dicono che il Parlamento non fa leggi <em>ad personam</em>, che il processo breve è interesse degli italiani, che la riforma della giustizia non viaggia <a href="http://lerane.wordpress.com/files/2009/11/alfano-berlusconi.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1339" title="alfano berlusconi" src="http://lerane.wordpress.com/files/2009/11/alfano-berlusconi.jpg?w=300" alt="" width="300" height="217" /></a>parallela alle vicende del premier&#8230; Al Senato è appena approdato il disegno di legge sul processo breve e sapete come gli esponenti di Pdl e Lega hanno titolato il nuovo testo normativo? &#8220;<strong>Misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi</strong>&#8220;. Per la tutela del cittadino, appunto. Di uno solo!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[beer-l'us/con(i) - anArcolic beer pharm]]></title>
<link>http://premens.wordpress.com/2009/11/25/beer-lusconi-anarcolic-beer-pharm/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 07:03:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>premens</dc:creator>
<guid>http://premens.wordpress.com/2009/11/25/beer-lusconi-anarcolic-beer-pharm/</guid>
<description><![CDATA[Nella vita possiamo avere tutto, ma siamo destinati a perdere ogni cosa. Tutto, meno ciò che abbiamo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Nella vita possiamo avere tutto, ma siamo destinati a perdere ogni cosa. Tutto, meno ciò che abbiamo dato spontaneamente. Solo la generosità e l&#8217;amore ci salveranno. Che cos&#8217;è l&#8217;amore? Innanzitutto, il desiderio di non esser superiori agli altri e di far ciò che ci spetta.</p>
<p style="text-align:right;">(juan roman sender)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

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