<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>societa-e-religione &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/societa-e-religione/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "societa-e-religione"</description>
	<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 20:15:32 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Il papa ai giovani dell'Angola "non abbiate paura del matrimonio"]]></title>
<link>http://giovannipaolo.wordpress.com/2009/03/21/il-papa-ai-giovani-dellangola-non-abbiate-paura-del-matrimonio/</link>
<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 23:52:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>lolek74</dc:creator>
<guid>http://giovannipaolo.wordpress.com/2009/03/21/il-papa-ai-giovani-dellangola-non-abbiate-paura-del-matrimonio/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;Giovani non abbiate paura di prendere decisioni definitive. La generosita&#8217; non vi manca]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#8220;Giovani non abbiate paura di prendere decisioni definitive. La generosita&#8217; non vi manca ma di fronte al rischio di impegnarsi per tutta la vita, sia nel matrimonio che in una vita di speciale consacrazione, provate sgomento&#8221;. Benedetto XVI si e&#8217; rivolto cosi&#8217; alla folla immensa di giovani che gremivano lo stadio di Luanda per l&#8217;incontro di questa sera. E ha prestato la sua voce alle loro inquietudini: &#8220;potro&#8217; disporre in questo momento &#8211; si e&#8217; chiesto a nome dei ragazzi &#8211; della mia vita intera ignorando gli imprevisti che essa mi riserva? Non sara&#8217; che io, con una decisione definitiva, mi gioco la mia liberta&#8217; e mi lego con le mie stesse mani? Tali &#8211; ha detto &#8211; sono i dubbi che vi assalgono e l&#8217;attuale cultura individualistica e edonista li esaspera. Ma quando il giovane non si decide, corre il rischio di restare un eterno bambino. Io vi dico: coraggio, osate decisioni definitive, perche&#8217; in verita&#8217; queste sono le sole che non distruggono la liberta&#8217;, ma ne creano la giusta direzione, consentendo di andare avanti e di raggiungere qualcosa di grande nella vita&#8221;. Per Papa Ratzinger, infatti, &#8220;non c&#8217;e&#8217; dubbio che la vita ha valore soltanto se avete il coraggio dell&#8217;avventura, la fiducia che il Signore non vi lascera&#8217; mai soli&#8221;. &#8220;Gioventu&#8217; angolana &#8211; ha esortato Benedetto XVI &#8211; libera dentro di te lo Spirito Santo, la forza dall&#8217;Alto. Con fiducia in questa forza, fai come Gesu&#8217;, rischia questo salto per cosi&#8217; dire nel definitivo e, con cio&#8217;, offri una possibilita&#8217; alla vita&#8221;. &#8220;La cultura sociale dominante &#8211; ha ammesso il Pontefice parlando ancora allo stadio gremito &#8211; non vi aiuta a vivere la Parola di Gesu&#8217; e neppure il dono di voi stessi a cui Egli vi invita secondo il disegno del Padre&#8221;, ma &#8220;la forza si trova dentro di voi&#8221;. Secondo il Papa, se i ragazzi, prima da soli e poi in piccoli gruppi, decideranno di impegnarsi a una vita secondo il Vangelo in vista del matrimonio (o del sacerdozio) &#8220;verranno a crearsi delle isole, delle oasi e poi grandi superfici di cultura cristiana, in cui diventera&#8217; visibile quella citta&#8217; santa che scende dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. Questa &#8211; ha concluso &#8211; e&#8217; la vita che merita di essere vissuta e che di cuore vi auguro: viva la gioventu&#8217; di Angola&#8221;. (fonte agi)</p>
<p><strong>Ratzinger </strong>ha lanciato un forte richiamo alla Chiesa africana affinchè s’impegni a combattere la stregoneria e il pregiudizio diffusi fra la popolazione. Il messaggio è arrivato nel corso della messa celebrata alla Chiesa di Sao Paulo con i vescovi, i sacerdoti, i religiosi e le religiose, i movimenti ecclesiali ed i catechisti dell’Angola e Sao Tomè. &#8220;Oggi spetta a voi, fratelli e sorelle, sulla scia di quegli eroici e santi messaggeri di Dio &#8211; ha detto il Papa con riferimento ai precedenti storici cristiani del Paese &#8211; offrire Cristo risorto ai vostri concittadini. Tanti di loro vivono nella paura degli spiriti, dei poteri nefasti da cui si credono minacciati; disorientati, arrivano al punto di condannare bambini della strada e anche i più anziani, perchè, dicono, sono stregoni&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;Chi può recarsi </strong>da loro ad annunziare che Cristo ha vinto la morte e tutti quegli oscuri poteri? Qualcuno obietta: ‘Perchè non li lasciamo in pace? Essi hanno la loro verità; e noi, la nostra. Cerchiamo di convivere pacificamente, lasciando ognuno com’è, perchè realizzi nel modo migliore la propria autenticità&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;Ma &#8211; ha aggiunto &#8211; </strong>se noi siamo convinti e abbiamo fatto l’esperienza che, senza Cristo, la vita è incompleta, le manca una realtà &#8211; anzi la realtà fondamentale -, dobbiamo essere convinti anche del fatto che non facciamo ingiustizia a nessuno se gli presentiamo Cristo e gli diamo la possibilità di trovare, in questo modo, anche la sua vera autenticità, la gioia di avere trovato la vita. Anzi, dobbiamo farlo, è un obbligo nostro offrire a tutti questa possibilità di raggiungere la vita eterna&#8221;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Benedetto XVI: il preservativo non elimina l'AIDS]]></title>
<link>http://giovannipaolo.wordpress.com/2009/03/17/benedeto-xvi-il-preservativo-non-elimina-laids/</link>
<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 16:46:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>lolek74</dc:creator>
<guid>http://giovannipaolo.wordpress.com/2009/03/17/benedeto-xvi-il-preservativo-non-elimina-laids/</guid>
<description><![CDATA[Papa Benedetto XVI, parlando con i giornalisti a bordo dell&#8217;aereo diretto in Africa, ha detto ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Papa Benedetto XVI, parlando con i giornalisti a bordo dell&#8217;aereo diretto in Africa, ha detto che distribuire i preservativi non e&#8217; la soluzione per combattere l&#8217;Aids, &#8220;una tragedia che non puo&#8217; essere risolta solo con il denaro&#8221; ha detto, &#8220;ne&#8217; attraverso la distribuzione di preservativi che persino aggravano il problema&#8221;.  La soluzione, ha sostenuto, e&#8217; in un &#8220;risveglio spirituale e umano&#8221; e &#8220;soffrendo con i sofferenti&#8221;. L&#8217;Africa sub-sahariana, dove il Papa va in visita, e&#8217; la regione al mondo piu&#8217; colpita dall&#8217;Aids e nel 2007 si sono registrati in Africa meridionale il 35 per cento dei casi di contagio e il 38 per cento dei decessi.</p>
<p>Benedetto XVI ha poi negato di sentirsi &#8220;solo&#8221; dopo la polemica scoppiata in seguito alla revoca della scomunica ai vescovi lefebvriani.  &#8220;In verita&#8217;, il mito della solitudine mi fa sorridere&#8221;, ha affermato smentendo il fatto di essersi sentito isolato. &#8220;Ogni giorno incontro molte persone, sono circondato da amici, la solitudine non esiste&#8221;, ha aggiunto.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>per ridurre il contagio dell&#8221;HIV la Chiesa propone l&#8217;astensione dai rapporti sessuali al di fuori del matrimonio come alternativa alla diffusione dei preservativi.<br />
In una prospettiva laica e razionale occorre però valutare se le soluzioni siano di aiuto a risolvere i problemi e per quanto possa rispettare l&#8217;idea di castità della Chiesa, essa al momento non è una risposta praticabile alla diffusione dell&#8217;AIDS , tantomeno in un continente come l&#8217;Africa in cui il concetto di fertilità ha grande rilevanza e non è circoscritta ai modelli di famiglia di tipo cattolico ortodosso.<br />
Detto ciò la prospettiva del papa di un umanesimo alternativo al materialismo imperante può fornire spunti di riflessione molto utili. benedetto XVI in perfetta coerenza con quanto diceva Giovanni Paolo II si è concentrato sul problema della povertà delle popolazioni africane e sullo sfruttamento in cui esse versano da parte del&#8217; Nord ricco. Un messaggio che può essere recepito anche da chi si muove su valori diversi da quelli religiosi: non si può pretendere di d&#8217;inondare l&#8217;Africa di preservativi, se con una mentalità di tipo neo coloniale si continua ad utilizzare quel continente come terreno di caccia di materie prime, senza proporre modelli di sviluppo, non calati dall&#8217;alto che rispettino la cultura e la dignità degli africani.<br />
Dietro le guerre, le epidemie, e le miserie del continente Nero c&#8217;è sempre l&#8217;avidità dei paesi industrializzati. Inutile pensare all&#8217;emergere di provvidenziali sensi di colpa . Ma vogliamo davvero ridurre tutti i problemi africani al condom?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Don Primo Mazzolari: le celebrazioni per i 50 anni dalla morte]]></title>
<link>http://giovannipaolo.wordpress.com/2009/03/04/don-primo-mazzolari-le-celebrazioni-per-i-50-anni-dalla-morte/</link>
<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 15:31:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>lolek74</dc:creator>
<guid>http://giovannipaolo.wordpress.com/2009/03/04/don-primo-mazzolari-le-celebrazioni-per-i-50-anni-dalla-morte/</guid>
<description><![CDATA[Milano, 4 mar. (Adnkronos)- &#8220;Una figura straordinaria di cui la Lombardia e&#8217; orgogliosa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Milano, 4 mar. (Adnkronos)- &#8220;Una figura straordinaria di cui la Lombardia e&#8217; orgogliosa&#8221;. Cosi&#8217; il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni ha presentato le celebrazioni in occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Don Primo Mazzolari. Le celebrazioni inizieranno il 14 aprile a Bozzolo, il Comune del mantovano dove Don Mazzolari e&#8217; stato parroco per oltre vent&#8217;anni per proseguire con una messa il 19 aprile celebrata dall&#8217;Arcivescovo di Milano, Cardinale Dionigi Tettamanzi. Per tutto il 2009, e anche nella prima parte del 2010, ci saranno iniziative per ricordare la figura di Don Mazzolari.  &#8220;La Regione Lombardia ha aderito con Comitato d&#8217;Onore delle celebrazioni garantendo il Patronato ed un sostegno economico per ricordare una figura carismatica protagonista della lotta contro le ingiustizie sociali -aggiunge Formigoni- a fianco dei bisognosi. Fu spesso censurato dalla dittatura fascista e, purtroppo, non sempre apprezzato dalla gerarchia ecclesiastica. Il pensiero di Don Primo ha provocato divisioni nella Chiesa eppure lui, pur continuando a tener vive le sue idee. non venne mai meno all&#8217;obbedienza&#8221;.  &#8220;Questa fedelta&#8217; gli e&#8217; valsa, anche se a distanza di anni, l&#8217;ammirazione -conclude Formigoni- di Paolo VI che ha detto: &#8216;lui aveva il passo troppo lungo e noi si stentava a stargli dietro. Cosi&#8217; ha sofferto lui e abbiamo sofferto anche noi. Questo e&#8217; il destino dei profeti&#8217;&#8221;.</p>
<p>Nato al Boschetto, una frazione di Cremona, nel 1890, da  famiglia di origini contadine, Mazzolari si trasferi&#8217; nel  1900 a Verolanuova (Bs). Tornato in seminario a Cremona, don  Primo da sacerdote fu prima a Spinadesco (Cr) per poi andare  presso la sua parrocchia natale a S. Maria del Boschetto.</p>
<p>Negli anni della Prima guerra mondiale subi&#8217; la perdita del  fratello, caduto sul Monte Sabotino. Dal 1920 fu a Bozzolo  (Mn) e poi a Cicognara.</p>
<p>Antifascista, scrisse una serie di testi oggi ripubblicati a  cura della Fondazione don Primo Mazzolari.       Le iniziative per il cinquantesimo prenderanno il via il  19 aprile, anniversario della morte di don Primo, con una  messa solenne celebrata nella Chiesa di San Pietro a Bozzolo  dall&#8217;arcivescovo di Milano, mons. Dionigi Tettamanzi.</p>
<p>Seguiranno concerti, convegni sul mondo dei media (don Primo  intui&#8217; da antesignano il valore della comunicazione), annulli  filatelici, rassegne d&#8217;arte. Le celebrazioni proseguiranno  anche nel 2010 con un convegno a Milano su &#8216;Esperienze del  cattolicesimo italiano tra il pre-Concilio e il Concilio  Vaticano II&#8217;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Benedetto XVI: priorità tutelare i lavoratori]]></title>
<link>http://giovannipaolo.wordpress.com/2009/03/01/benedetto-xvi-priorita-tutelare-i-lavoratori/</link>
<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 15:03:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>lolek74</dc:creator>
<guid>http://giovannipaolo.wordpress.com/2009/03/01/benedetto-xvi-priorita-tutelare-i-lavoratori/</guid>
<description><![CDATA[(ANSA) &#8211; CITTA&#8217; DEL VATICANO, 1 MAR &#8211; Di fronte alla crisi, il Papa esorta le auto]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>(ANSA) &#8211; CITTA&#8217; DEL VATICANO, 1 MAR &#8211; Di fronte alla crisi, il Papa esorta le autorita&#8217; politiche,civili e gli imprenditori a tutelare come &#8216;priorita&#8217; i lavoratori. Benedetto XVI ha parlato all&#8217;Angelus della crisi che rischia di travolgere l&#8217;Italia con disoccupazione e chiusure di aziende. &#8216;Saluto &#8211; ha detto &#8211; i lavoratori dello stabilimento Fiat di Pomigliano D&#8217;Arco, venuti a manifestare la loro preoccupazione per il futuro&#8217;. &#8216;Penso anche &#8211; ha aggiunto &#8211; ad altre situazioni ugualmente difficili&#8217; in Italia e altrove. Papa Ratzinger ha esortato poi i fedeli cattolici a non sottovalutare il ruolo degli angeli e, anzi, si e&#8217; raccomandato di invocarli spesso. &#8216;Domandiamo loro, in particolare quest&#8217;oggi, di vegliare su di me e sui collaboratori della Curia romana che questo pomeriggio, come ogni anno inizieremo la settimana degli Esercizi spirituali&#8217;, ha detto. Il Pontefice ha ricordato come gli angeli, nel Vangelo, servissero Gesu&#8217;; &#8216;essi sono il contrappunto di Satana&#8217;. &#8216;In tutto l&#8217;Antico testamento &#8211; ha spiegato &#8211; troviamo queste figure che, nel nome di Dio,aiutano e guidano gli uomini&#8217;. &#8216;Cari fratelli e sorelle &#8211; ha detto rivolgendosi alle migliaia di persone che lo ascoltavano in piazza San Pietro &#8211; toglieremmo una parte notevole del Vangelo, se lasciassimo da parte questi esseri inviati da Dio&#8217;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Vaticano prende le distanze dal vescovo antironde]]></title>
<link>http://giovannipaolo.wordpress.com/2009/02/22/il-vaticano-prende-le-distanze-dal-vescovo-antironde/</link>
<pubDate>Sun, 22 Feb 2009 18:16:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>lolek74</dc:creator>
<guid>http://giovannipaolo.wordpress.com/2009/02/22/il-vaticano-prende-le-distanze-dal-vescovo-antironde/</guid>
<description><![CDATA[CITTA&#8217; DEL VATICANO &#8211; I titoli dei mass media sul &#8220;no&#8221; del Vaticano alle ron]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>CITTA&#8217; DEL VATICANO &#8211; I titoli dei mass media sul &#8220;no&#8221; del Vaticano alle ronde anti-stupro hanno fatto sobbalzare più di una persona da una parte e dall&#8217;altra del Tevere. Tanto che oggi il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha precisato che &#8220;la Santa Sede, nei suoi organi rappresentativi, manifesta rispetto verso le autorità civili, che nella loro legittima autonomia hanno il diritto e il dovere di provvedere al bene comune&#8221;.</p>
<p>Ieri mons. Agostino Marchetto, segretario del Pontificio Consiglio per i Migranti, aveva criticato il decreto governativo, osservando che in tal modo l&#8217;Italia rischia di abdicare allo Stato di diritto. Il presule parlava a titolo personale, ma, dato il suo ruolo di Curia, le sue affermazioni erano suonate come un giudizio che esprimeva una posizione condivisa nella Chiesa.<!--more--></p>
<p>&#8220;Non di rado &#8211; si è lamentato oggi padre Lombardi &#8211; i mezzi di informazione attribuiscono al &#8216;Vaticano&#8217;, intendendo con ciò la Santa Sede, commenti e punti di vista che non possono esserle automaticamente attribuiti&#8221;. Più tardi, ufficiosamente, dal Palazzo Apostolico hanno fatto sapere che la precisazione del portavoce non riguarda solo le dichiarazioni di mons. Marchetto, ma più in generale una serie di pronunciamenti, anche molto autorevoli, che tuttavia sono stati talvolta identificati con il Vaticano come entità complessiva.</p>
<p>Si va dal caso Englaro e dai giudizi di alcuni presuli e cardinali sulla mancata firma da parte del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al decreto per tenere in vita Eluana, fino ai consigli e agli ammonimenti dispensati da diversi porporati di Curia al presidente degli Stati Uniti Barack Obama o al governo Zapatero.</p>
<p>Talvolta, la confusione avviene anche con l&#8217;Osservatore Romano. Così succede che, da Sanremo, Paolo Bonolis risponda al &#8216;Vaticano&#8217;, mentre le critiche al festival sono arrivate dal quotidiano della Sede Apostolica. Tornando al fronte della sicurezza, la Chiesa cattolica sembra aver scelto di attestarsi su una linea attendista. Se il Vaticano non vuole &#8220;interferire&#8221; con il governo, anche la Cei aspetta &#8220;le ronde&#8221; alla prova dei fatti.</p>
<p>&#8220;Bisognerà vedere i risultati&#8221;, ha sintetizzato l&#8217;arcivescovo di Genova e presidente dell&#8217;episcopato italiano, card. Angelo Bagnasco, a margine dell&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno giudiziario del Tribunale Ecclesiastico ligure. Qualunque intervento comunque, ha aggiunto il porporato, dovrà essere fatto &#8220;nel rispetto certamente della nostra tradizione di solidarietà, ma anche del diritto e della legalità &#8220;. In un editoriale dal titolo &#8220;Entusiasmo proprio no. Proviamo a sperimentarle&#8221;, il quotidiano cattolico Avvenire ha spiegato che &#8220;non è un momento di festa quello che vede allestire rimedi &#8217;speciali&#8217; alla paura&#8221;. Tuttavia, aggiunge l&#8217;articolo, &#8220;via, respiriamo&#8221; perché &#8220;si temeva peggio in tema di sceriffato di massa&#8221;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La CEI contro la tassa sul permesso di soggiorno agli immigrati]]></title>
<link>http://giovannipaolo.wordpress.com/2009/01/14/la-cei-contro-la-tassa-sul-permesso-di-soggiorno-agli-immigrati/</link>
<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 19:16:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>lolek74</dc:creator>
<guid>http://giovannipaolo.wordpress.com/2009/01/14/la-cei-contro-la-tassa-sul-permesso-di-soggiorno-agli-immigrati/</guid>
<description><![CDATA[Citta&#8217; del Vaticano, 14 gen. (Adnkronos) &#8211; &#8220;La nostra posizione e&#8217; quella di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Citta&#8217; del Vaticano, 14 gen. (Adnkronos) &#8211; &#8220;La nostra posizione e&#8217; quella di chi ritiene inaccettabile una tassa che e&#8217; meglio definire balzello&#8221;. E&#8217; quanto ha detto don Gianromano Gnesotto, responsabile migranti e profughi della Fondazione Migrantes della Cei nel corso della presentazione del messaggio per la Giornata mondiale delle migrazioni che si celebra domenica prossima. &#8220;Fantasie di questo genere -ha aggiunto don Gnesotto- che penalizzano ulteriormente gli immigrati ci sembrano una caduta e un passo indietro rispetto a politiche di integrazione che devono invece avere una mentalita&#8217; aperta e intelligente in grado di mettere in atto politiche adeguate&#8221;.</p>
<p>Pronta è arrivato la replica del ministro dell&#8217;Interno Maroni: <span>&#8221; Resto francamente meravigliato&#8221; da queste polemiche che, &#8220;però, non ci toccano minimamente perché stiamo facendo quanto hanno fatto da tempo i Paesi europei&#8221;</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il papa chiede un nuovo spirito per affrontare la crisi economica]]></title>
<link>http://giovannipaolo.wordpress.com/2009/01/01/315/</link>
<pubDate>Thu, 01 Jan 2009 19:17:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>lolek74</dc:creator>
<guid>http://giovannipaolo.wordpress.com/2009/01/01/315/</guid>
<description><![CDATA[CITTA&#8217; DEL VATICANO &#8211; Incertezze, preoccupazioni, timori, ombre: il 2009 nasce nel segno]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>CITTA&#8217; DEL VATICANO &#8211; Incertezze, preoccupazioni, timori, ombre: il 2009 nasce nel segno di una crisi economica globale che &#8221;va letta in profondita&#8221; e che richiede una revisione radicale del &#8221;modello dominante di sviluppo&#8221;. Papa Benedetto XVI &#8211; intervenuto pubblicamente per tre volte, nel passaggio tra il vecchio e il nuovo anno &#8211; ha ammonito la comunita&#8217; internazionale e la finanza mondiale a non ricorrere a &#8221;rattoppi&#8221;.</p>
<p>Servono &#8221;la solidarieta&#8217; e la sobrieta&#8217; di tutti&#8221; &#8211; ha chiesto &#8211; per combattere una poverta&#8217; che genera sempre piu&#8217; ingiustizia, diseguaglianze e minacce per la pace. Ieri nei Vespri e nel ringraziamento del Te Deum, oggi nella solenne messa cantata delle 10:00 del mattino in San Pietro e , infine, nell&#8217;Angelus di mezzogiorno recitato dal suo appartamento sulla piazza vaticana, Papa Ratziger ha seguito un unico filo conduttore, quello del futuro difficile e incerto che si apre per l&#8217;umanita&#8217;. Nel susseguirsi di cerimonie lunghe e faticose, Benedetto XVI non ha mai perso il suo piglio e il vigore delle sue argomentazioni intellettuali e teologiche. <!--more--></p>
<p>La Chiesa cattolica &#8211; ha assicurato nell&#8217;Angelus &#8211; e&#8217; disposta ad offrire il suo contributo alle organizzazioni internazionali &#8221;per la promozione di un ordine internazionale degno dell&#8217;uomo&#8221;. Tuttavia, ha avvertito, la &#8221;crisi va letta in profondita&#8217;, come un sintomo grave che richiede di intervenire sulle cause&#8221;. &#8221;Non basta, come direbbe Gesu&#8217;, porre rattoppi nuovi &#8211; ha argomentato il pontefice &#8211; su un vestito vecchio. Mettere i poveri al primo posto significa passare decisamente a quella solidarieta&#8217; globale che gia&#8217; Giovanni Paolo II aveva indicato come necessaria, concertando le potenzialita&#8217; del mercato con quelle della societa&#8217; civile&#8221;, ha spiegato Ratzinger. Nella precedente messa di stamane in San Pietro, davanti agli ambasciatori di quasi tutto il mondo accreditati in Vaticano, il Papa ha sottolineato la necessita&#8217; di affrontare l&#8217;attuale crisi economica con una risposta di lungo respiro, ovvero &#8221;una revisione profonda del modello di sviluppo dominante&#8221;.</p>
<p>Lo esigono &#8211; ha spiegato &#8211; &#8221;le difficolta&#8217; finanziarie immediate, lo stato di salute ecologica del Pianeta e,sopratutto, la crisi culturale e morale, i cui sintomi da tempo sono evidenti in ogni parte del mondo&#8221;. Ieri sera nel Te Deum, aveva evitato qualsiasi trionfalismo di fine anno.</p>
<p>&#8221;Anche se all&#8217;orizzonte vanno disegnandosi non poche ombre sul nostro futuro, non dobbiamo avere paura&#8221;, aveva tuttavia esortato. Nelle cerimonie delle ultime 24 ore, il Papa si e&#8217; spesso riferito al suo messaggio &#8221;Combattere la poverta&#8217;, costruire la pace&#8221;, scritto e pubblicato alcune settimane fa in vista della 42/esima giornata della pace, che la Chiesa cattolica celebra oggi in coincidenza con la festivita&#8217; liturgica di Maria Santissima Madre.</p>
<p>Le parole di Benedetto XVI hanno immediatamente incassato i consensi bipartisan del mondo politico italiano, nonche&#8217; delle tante organizzazioni cattoliche impegnate nel volontariato a favore dei piu&#8217; poveri. Tra i primi a complimentarsi, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, a cui, peraltro, Ratzinger ha rivolto pubblici auguri dopo la preghiera dell&#8217;Angelus.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Papa auspica riduzione del lavoro precario]]></title>
<link>http://giovannipaolo.wordpress.com/2008/12/28/il-papa-auspica-riduzione-del-lavoro-precario/</link>
<pubDate>Sun, 28 Dec 2008 17:43:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>lolek74</dc:creator>
<guid>http://giovannipaolo.wordpress.com/2008/12/28/il-papa-auspica-riduzione-del-lavoro-precario/</guid>
<description><![CDATA[(ANSA) CITTA&#8217; DEL VATICANO &#8211; Il Papa ha espresso &#8220;preoccupazione per l&#8217;aumen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>(ANSA) CITTA&#8217; DEL VATICANO &#8211; Il Papa ha espresso &#8220;preoccupazione per l&#8217;aumento di forme di lavoro precario&#8221; e ha fatto &#8220;appello affinché le condizioni lavorative siano sempre dignitose per tutti&#8221;. Lo ha detto dopo l&#8217;Angelus, ricordando come nella notte di Natale del &#8216;68 Paolo VI celebro&#8217; la messa nello stabilimento Ilva di Taranto, dove oggi il vescovo commemora quell&#8217;avvenimento.<!--more--></p>
<p><strong>A NATALE AMPLIFICATO DOLORE DELLE FERITE FAMILIARI</strong><br />
CITTA&#8217; DEL VATICANO &#8211; A Natale, che è &#8220;per eccellenza festa della famiglia&#8221; riunendosi per i &#8220;pasti festivi, gli auguri e lo scambio di doni&#8221; si vivono circostanze in cui, osserva il Papa, &#8220;il disagio e il dolore causati da certe ferite familiari vengono amplificati&#8221;. Benedetto XVI lo ha detto prima dell&#8217;Angelus dalla finestra del suo studio su piazza San Pietro e poco prima di collegarsi con Madrid, dove la Chiesa spagnola celebra la giornata della famiglia. Papa Ratzinger ha dunque osservato che &#8220;&#8230;il Natale è per eccellenza la festa della famiglia. Lo dimostrano &#8211; ha detto &#8211; tante tradizioni e consuetudini sociali, specialmente l&#8217;usanza di riunirsi insieme, in famiglia appunto, per i pasti festivi e per gli auguri e lo scambio dei doni; e, come non rilevare che in queste circostanze, &#8211; si è chiesto &#8211; il disagio e il dolore causati da certe ferite familiari vengono amplificati?&#8221;</p>
<p><strong>FAMIGLIA MODELLO DI AMORE, SOLIDARIETA&#8217;,VALORI SOCIALI </strong><br />
CITTA&#8217; DEL VATICANO &#8211; La famiglia di Gesù, modello per tutte le famiglie cristiane, è &#8220;modello di amore coniugale, di collaborazione, di sacrificio, di affidamento alla divina Provvidenza, di laboriosità e solidarietà, insomma, &#8211; commenta il Papa &#8211; di tutti quei valori che la famiglia custodisce e promuove, contribuendo in modo primario a formare il tessuto di ogni società&#8221;. Benedetto XVI lo ha detto prima dell&#8217;Angelus e prima di rivolgere un saluto ai partecipanti alla giornata della famiglia, organizzata a Madrid dalla chiesa spagnola. E&#8217; attivo un collegamento televisivo tra piazza San Pietro e Madrid.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Per Natale, festa dei bambini Papa Ratzinger rivolge il suo pensiero ai più sfortunati]]></title>
<link>http://giovannipaolo.wordpress.com/2008/12/25/per-natale-festa-dei-bambini-papa-ratzinger-rivolge-il-suo-pensiero-ai-piua-sfortunati/</link>
<pubDate>Thu, 25 Dec 2008 11:25:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>lolek74</dc:creator>
<guid>http://giovannipaolo.wordpress.com/2008/12/25/per-natale-festa-dei-bambini-papa-ratzinger-rivolge-il-suo-pensiero-ai-piua-sfortunati/</guid>
<description><![CDATA[Il Natale è la festa dei bambini. Ed è ai più sfortunati tra i bambini, gli ultimi, gli sfruttati, i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il Natale è la festa dei bambini. Ed è ai più sfortunati tra i bambini, gli ultimi, gli sfruttati, i maltrattati dalla crudeltà e dall&#8217;avidità degli adulti, che Benedetto XVI ha rivolto il suo pensiero nel passaggio più coinvolgente dell&#8217;omelia da lui pronunciata per la Messa di Mezzanotte.</p>
<p><em>Su ogni bambino c’è il riverbero del bambino di Betlemme. Ogni bambino chiede il nostro amore. Pensiamo pertanto in questa notte in modo particolare anche a quei bambini ai quali è rifiutato l’amore dei genitori. Ai bambini di strada che non hanno il dono di un focolare domestico. Ai bambini che vengono brutalmente usati come soldati e resi strumenti della violenza, invece di poter essere portatori della riconciliazione e della pace. Ai bambini che mediante l’industria della pornografia e di tutte le altre forme abominevoli di abuso vengono feriti fin nel profondo della loro anima. Il Bambino di Betlemme è un nuovo appello rivolto a noi, di fare tutto il possibile affinché finisca la tribolazione di questi bambini; di fare tutto il possibile affinché la luce di Betlemme tocchi i cuori degli uomini. Soltanto attraverso la conversione dei cuori, soltanto attraverso un cambiamento nell’intimo dell’uomo può essere superata la causa di tutto questo male, può essere vinto il potere del maligno. Solo se cambiano gli uomini, cambia il mondo e, per cambiare, gli uomini hanno bisogno della luce proveniente da Dio, di quella luce che in modo così inaspettato è entrata nella nostra notte.</em></p>
<p>Per molti bambini Natale non è una festa. Anche in questo giorno viene negato loro il diritto all&#8217;infanzia. Ed è un dovere di ogni uomo uomo di buona volontà fare di tutto perchè queste ingiustizie vengano eliminate. Il Natale impone questa riflessione: cosa fare per portare nel mondo la luce di Betlemme?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vaticano: "in Spagna esiste uno Stato onnipotente"]]></title>
<link>http://giovannipaolo.wordpress.com/2008/12/18/vaticano-in-spagna-esiste-uno-stato-onnipotente/</link>
<pubDate>Thu, 18 Dec 2008 17:34:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>lolek74</dc:creator>
<guid>http://giovannipaolo.wordpress.com/2008/12/18/vaticano-in-spagna-esiste-uno-stato-onnipotente/</guid>
<description><![CDATA[(AGI) &#8211; CdV, 18 dic. &#8211; &#8220;In tutta Europa si sta introducendo la categoria della cos]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>(AGI) &#8211; CdV, 18 dic. &#8211; &#8220;In tutta Europa si sta introducendo la categoria della cosiddetta biopolitica. Lo Stato cioe&#8217; entra sempre piu&#8217; nella vita personale di ognuno: obbliga le famiglie a scegliere determinate scuole con determinate materie, non d&#8217;istruzione ma d&#8217;indottrinamento&#8221;. Lo denuncia mons. <a href="http://www.catholic-hierarchy.org/bishop/bamato.html" target="_blank">Angelo Amato</a>, prefetto della <a href="http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/csaints/index_it.htm">Congregazione per le cause dei santi</a>, affermando che &#8220;avanza la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Statolatria" target="_blank">statolatria</a>, che, apparentemente eliminata, rientra dalla finestra&#8221;. Per Amato l&#8217;esempio piu&#8217; evidente di questo fenomeno e&#8217; la Spagna, dove pero&#8217; &#8220;la Chiesa e&#8217; molto reattiva, sta reagendo molto bene con grande dignita&#8217; e grande fermezza a un&#8217;intrusione statale assolutamente illegittima sul tema dell&#8217;educazione dei propri giovani&#8221;.<!--more--><br />
&#8220;Fortunatamente &#8211; afferma &#8211; possiamo contare su una Chiesa spagnola che ha approfondito seriamente il problema e ha dato una risposta pubblica e chiara, in base al principio cattolico della difesa della liberta&#8217; religiosa e dei principi della dignita&#8217; della vita e di ogni persona&#8221;. Per mons. Amato, anche il nostro Paese non e&#8217; indenne. Oggi, rileva nell&#8217;intervista a &#8220;Il Consulente&#8221;, periodico del Gruppo Re, &#8220;la persecuzione anticristiana non avviene solo fuori d&#8217;Italia: anche in Italia accade, attraverso norme di legge, sentenze della magistratura, comportamenti irridenti il Vangelo, il Santo Padre, la Chiesa, la dottrina cattolica&#8221;. E&#8217; evidentemente piu&#8217; drammatica la situazione in India, dove &#8220;la tanto decantata &#8216;tolleranza&#8217; della cosiddetta mens religiosa indiana (che non e&#8217; solo induista) e&#8217; diventata intollerante&#8221; perche&#8217; &#8220;la tolleranza, quando si confronta con altri dall&#8217;identita&#8217; religiosa molto vitale e non assorbibile, diventa intollerante&#8221;. Ed e&#8217; per questo, sottolinea l&#8217;arcivescovo Amato, che &#8220;i cristiani sono perseguitati in alcuni Stati indiani&#8221;. Infine, la liberta&#8217; religiosa e&#8217; negata in molti paesi arabi. Mentre &#8220;noi qui facciamo il dialogo spesso &#8211; lamenta l&#8217;arcivescovo salesiano &#8211; i cristiani che soffrono in quella parte del mondo ci dicono: &#8216;quello e&#8217; un dialogo de bureau, d&#8217;ufficio e non ha nessuna ripercussione nella pratica, perche&#8217; noi continuiamo a essere perseguitati, a dover vivere come fantasmi&#8221;. Secondo mons.<br />
Amato, gia&#8217; collaboratore diretto di Joseph Ratzinger alla Congregazione della dottrina della Fede, &#8220;il dialogo interreligioso, piu&#8217; che su questioni teologiche, dovrebbe puntare sulle rivendicazioni fondamentali di ogni persona umana, sulla sua dignita&#8217;, la sua liberta&#8217; religiosa, la liberta&#8217; di poter anche manifestare pubblicamente la propria fede senza ostacoli&#8221;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Benedetto XVI: "La crisi può aiutarci a scoprire il vero significato del Natale"]]></title>
<link>http://giovannipaolo.wordpress.com/2008/12/17/benedetto-xvi-la-crisi-puo-aiutarci-a-scoprire-il-vero-significato-del-natale/</link>
<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 14:20:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>lolek74</dc:creator>
<guid>http://giovannipaolo.wordpress.com/2008/12/17/benedetto-xvi-la-crisi-puo-aiutarci-a-scoprire-il-vero-significato-del-natale/</guid>
<description><![CDATA[(ASCA) &#8211; Citta&#8217; del Vaticano, 17 dic &#8211; Il Natale, &#8216;&#8217;sotto la spinta di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>(ASCA) &#8211; Citta&#8217; del Vaticano, 17 dic &#8211; Il Natale, &#8216;&#8217;sotto la  spinta di un consumismo edonista&#8221;, rischia di perdere &#8221;il  suo significato spirituale per ridursi a mera occasione  commerciale di acquisti e scambi di doni&#8221;; ma oggi, la crisi  economica che in tutto il mondo coinvolge moltissime famiglie  puo&#8217; essere &#8221;uno stimolo a riscoprire il calore della  semplicita&#8217;, dell&#8217;amicizia e della solidarieta&#8217;, valori  tipici del Natale&#8221;: lo ha detto durante l&#8217;udienza generale  del mercoledi&#8217;, papa Benedetto XVI, in una catechesi dedicata  al senso del Natale, che &#8216;&#8217;spogliato delle incrostazioni  consumistiche e materialistiche, puo&#8217; diventare un&#8217;occasione  per accogliere, come regalo personale, il messaggio di  speranza che promana dal mistero della nascita di Cristo&#8221;.<!--more--></p>
<p>&#8221;A Natale &#8211; ha proseguito papa Ratzinger &#8211; non ci  limitiamo a commemorare la nascita di un grande personaggio;  non celebriamo semplicemente ed in astratto il mistero della  nascita dell&#8217;uomo o in generale il mistero della vita; tanto  meno festeggiamo l&#8217;inizio della nuova stagione. A Natale  ricordiamo qualcosa di assai concreto ed importante per gli  uomini, qualcosa di essenziale per la fede cristiana, una  verita&#8217; che san Giovanni riassume in queste poche parole:  &#8221;il Verbo si e&#8217; fatto carne&#8221;&#8217;.</p>
<p>Per il pontefice, l&#8217;incontro &#8221;con un neonato che vagisce  in una misera grotta&#8221; puo&#8217; essere l&#8217;occasione per ricordare  i tanti bambini &#8221;che ancora oggi vengono alla luce in una  grande poverta&#8217; in molte regioni del mondo, ai neonati non  accolti e rifiutati, a quelli che non riescono a sopravvivere  per carenza di cure e di attenzioni, alle famiglie che  vorrebbero la gioia di un figlio e non vedono colmata questa  loro attesa&#8221;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il papa si pronuncia contro le spese militari]]></title>
<link>http://giovannipaolo.wordpress.com/2008/12/11/il-papa-si-pronuncia-contro-le-spese-militari-e/</link>
<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 14:11:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>lolek74</dc:creator>
<guid>http://giovannipaolo.wordpress.com/2008/12/11/il-papa-si-pronuncia-contro-le-spese-militari-e/</guid>
<description><![CDATA[(ASCA) &#8211; Citta&#8217; del Vaticano, 11 dic &#8211; &#8221;Suscita preoccupazione l&#8217;attua]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>(ASCA) &#8211; Citta&#8217; del Vaticano, 11 dic &#8211; &#8221;Suscita  preoccupazione l&#8217;attuale livello globale di spesa militare&#8221;:  lo afferma, nel messaggio per la Giornata mondiale della  pace, papa Benedetto XVI. Per il pontefice, nel mondo risorse  &#8221;vengono di fatto distolte dai progetti di sviluppo dei  popoli, specialmente di quelli piu&#8217; poveri e bisognosi di  aiuto&#8221;. &#8221;E questo &#8211; ha aggiunto &#8211; va contro quanto afferma  la stessa Carta delle Nazioni Unite, che impegna la comunita&#8217;  internazionale, e gli Stati in particolare, a &#8216;promuovere lo  stabilimento ed il mantenimento della pace e della sicurezza  internazionale col minimo dispendio delle risorse umane ed  economiche mondiali per gli armamenti&#8221;&#8217;. <!--more--></p>
<p>Di qui il richiamo agli Stati ad &#8221;una seria riflessione  sulle piu&#8217; profonde ragioni dei conflitti, spesso accesi  dall&#8217;ingiustizia, e a provvedervi con una coraggiosa  autocritica&#8221;. Un miglioramento dei rapporti &#8221;dovrebbe  consentire una riduzione delle spese per gli armamenti&#8221; e  quindi tradursi in &#8221;un impegno per la pace all&#8217;interno della  famiglia umana&#8221; attraverso risorse da destinare a progetti  di sviluppo.</p>
<p>Inoltre, sottolinea papa Ratzinger, &#8221;un eccessivo  accrescimento della spesa militare rischia di accelerare una  corsa agli armamenti che provoca sacche di sottosviluppo e di  disperazione, trasformandosi cosi&#8217; paradossalmente in fattore  di instabilita&#8217;, di tensione e di conflitti&#8221;.</p>
<p>E&#8217; impossibile  combattere l&#8217;Aids &#8216;&#8217;se non si affrontano le problematiche  morali con cui la diffusione del virus e&#8217; collegata&#8221;, e  questo malgrado il fatto che alcuni dei Paesi dove il virus  e&#8217; piu&#8217; diffuso, in cambio degli aiuti da parte dei Paesi  ricchi, &#8221;debbano subire i ricatti di chi condiziona gli  aiuti economici all&#8217;attuazione di politiche contrarie alla  vita&#8221;. Lo ha denunciato questa mattina papa Benedetto XVI,  nel testo del messaggio per la giornata mondiale della pace,  che si celebrera&#8217; il 1* gennaio 2009 e porta il titolo  &#8221;Combattere la poverta&#8217;, costruire la pace&#8221;.</p>
<p>Per il pontefice le malattie pandemiche, quali &#8221;la  malaria, la tubercolosi e l&#8217;AIDS influiscono grandemente sul  peggioramento delle condizioni generali del Paese&#8221;.</p>
<p>Tuttavia, aggiunge, &#8221;i tentativi di frenare le conseguenze  di queste malattie sulla popolazione non sempre raggiungono  risultati significativi&#8221; e &#8221;capita che i Paesi vittime di  alcune di tali pandemie, per farvi fronte, debbano subire i  ricatti di chi condiziona gli aiuti economici all&#8217;attuazione  di politiche contrarie alla vita&#8221;.</p>
<p>Invece, per papa Ratzinger, sara&#8217; impossibile combattere  l&#8217;AIDS &#8216;&#8217;se non si affrontano le problematiche morali con cui  la diffusione del virus e&#8217; collegata&#8221;. La ricetta per  vincere il virus consiste quindi nel &#8221;farsi carico di  campagne che educhino specialmente i giovani a una  sessualita&#8217; pienamente rispondente alla dignita&#8217; della  persona&#8221;, perche&#8217; &#8221;iniziative poste in atto in tal senso  hanno gia dato frutti significativi, facendo diminuire la  diffusione dell&#8217;AIDS&#8221;; poi, &#8221;occorre mettere a disposizione  anche dei popoli poveri le medicine e le cure necessarie&#8221;,  il che &#8216;&#8217;suppone una decisa promozione della ricerca medica e  delle innovazioni terapeutiche&#8221;.</p>
<p>Infine, il papa lancia un appello a favore dei farmaci  generici per combattere le grandi malattie del nostro tempo:  in alcuni casi, afferma infatti, serve &#8221;un&#8217;applicazione  flessibile delle regole internazionali di protezione della  proprieta&#8217; intellettuale, cosi&#8217; da garantire a tutti le cure  sanitarie di base&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/index_it.htm" target="_blank">APPENDICE: IL TESTO INTEGRALE DEL MESSAGGIO</a></p>
<p><img src="http://www.vatican.va/img/vuoto.gif" alt="" width="10" /></p>
<p align="center"><span style="color:#663300;"> MESSAGGIO DI SUA SANTITÀ <strong><br />
<span style="font-size:medium;">BENEDETTO XVI</span><br />
</strong>PER LA CELEBRAZIONE DELLA <strong><br />
GIORNATA MONDIALE DELLA PACE </strong></span></p>
<p align="center"><strong><span style="color:#663300;">1° GENNAIO 200</span></strong><span style="color:#663300;"><strong>9</strong></span></p>
<p align="center">
<p align="center"><strong>COMBATTERE LA POVERTÀ, COSTRUIRE LA PACE</strong></p>
<p align="center">
<p>1. Anche all&#8217;inizio di questo nuovo anno desidero far giungere a tutti il mio  augurio di pace ed invitare, con questo mio Messaggio, a riflettere sul tema: <em> Combattere la povertà, costruire la pace.</em> Già il mio venerato predecessore  Giovanni Paolo II, nel  <a href="http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/messages/peace/documents/hf_jp-ii_mes_08121992_xxvi-world-day-for-peace_it.html">Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 1993</a>,  aveva sottolineato le ripercussioni negative che la situazione di povertà di  intere popolazioni finisce per avere sulla pace. Di fatto, la povertà risulta  sovente tra i fattori che favoriscono o aggravano i conflitti, anche armati. A  loro volta, questi ultimi alimentano tragiche situazioni di povertà. «  S&#8217;afferma&#8230; e diventa sempre più grave nel mondo – scriveva Giovanni Paolo II  – un&#8217;altra seria minaccia per la pace: molte persone, anzi, intere popolazioni  vivono oggi in condizioni di estrema povertà. La disparità tra ricchi e poveri  s&#8217;è fatta più evidente, anche nelle nazioni economicamente più sviluppate. Si  tratta di un problema che s&#8217;impone alla coscienza dell&#8217;umanità, giacché le  condizioni in cui versa un gran numero di persone sono tali da offenderne la  nativa dignità e da compromettere, conseguentemente, l&#8217;autentico ed armonico  progresso della comunità mondiale » [<a name="_ftnref1" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html#_ftn1">1</a>].</p>
<p>2. In questo contesto, combattere la povertà implica<em> un&#8217;attenta  considerazione del complesso fenomeno della globalizzazione</em>. Tale  considerazione è importante già dal punto di vista metodologico, perché  suggerisce di utilizzare il frutto delle ricerche condotte dagli economisti e  sociologi su tanti aspetti della povertà. Il richiamo alla globalizzazione  dovrebbe, però, rivestire anche un significato spirituale e morale, sollecitando  a guardare ai poveri nella consapevole prospettiva di essere tutti partecipi di  un unico progetto divino, quello della vocazione a costituire un&#8217;unica famiglia  in cui tutti – individui, popoli e nazioni – regolino i loro comportamenti  improntandoli ai principi di fraternità e di responsabilità.</p>
<p>In tale prospettiva occorre avere, della povertà, una visione ampia ed  articolata. Se la povertà fosse solo materiale, le scienze sociali che ci  aiutano a misurare i fenomeni sulla base di dati di tipo soprattutto  quantitativo, sarebbero sufficienti ad illuminarne le principali  caratteristiche. Sappiamo, però, che esistono povertà immateriali, che non sono  diretta e automatica conseguenza di carenze materiali. Ad esempio, nelle società  ricche e progredite esistono fenomeni di<em> emarginazione, povertà relazionale,  morale e spirituale</em>: si tratta di persone interiormente disorientate, che  vivono diverse forme di disagio nonostante il benessere economico. Penso, da una  parte, a quello che viene chiamato il « sottosviluppo morale » [<a name="_ftnref2" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html#_ftn2">2</a>] e,  dall&#8217;altra, alle conseguenze negative del « supersviluppo » [<a name="_ftnref3" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html#_ftn3">3</a>].  Non dimentico poi che, nelle società cosiddette « povere », la crescita  economica è spesso frenata da <em>impedimenti culturali</em>, che non consentono  un adeguato utilizzo delle risorse. Resta comunque vero che ogni forma di  povertà imposta ha alla propria radice il mancato rispetto della trascendente  dignità della persona umana. Quando l&#8217;uomo non viene considerato  nell&#8217;integralità della sua vocazione e non si rispettano le esigenze di una vera  « ecologia umana » [<a name="_ftnref4" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html#_ftn4">4</a>], si scatenano anche le dinamiche perverse della povertà, com&#8217;è evidente in  alcuni ambiti sui quali soffermerò brevemente la mia attenzione.</p>
<p><strong><em>Povertà e implicazioni morali</em></strong></p>
<p>3. La povertà viene spesso correlata, come a propria causa, allo<em> sviluppo  demografico</em>. In conseguenza di ciò, sono in atto campagne di riduzione delle  nascite, condotte a livello internazionale, anche con metodi non rispettosi né  della dignità della donna né del diritto dei coniugi a scegliere  responsabilmente il numero dei figli [<a name="_ftnref5" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html#_ftn5">5</a>]  e spesso, cosa anche più grave, non rispettosi neppure del diritto alla  vita. Lo sterminio di milioni di bambini non nati, in nome della lotta alla  povertà, costituisce in realtà l&#8217;eliminazione dei più poveri tra gli esseri  umani. A fronte di ciò resta il fatto che, nel 1981, circa il 40% della  popolazione mondiale era al di sotto della linea di povertà assoluta, mentre  oggi tale percentuale è sostanzialmente dimezzata, e sono uscite dalla povertà  popolazioni caratterizzate, peraltro, da un notevole incremento demografico. Il  dato ora rilevato pone in evidenza che le risorse per risolvere il problema  della povertà ci sarebbero, anche in presenza di una crescita della popolazione.  Né va dimenticato che, dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi, la  popolazione sulla terra è cresciuta di quattro miliardi e, in larga misura, tale  fenomeno riguarda Paesi che di recente si sono affacciati sulla scena  internazionale come nuove potenze economiche e hanno conosciuto un rapido  sviluppo proprio grazie all&#8217;elevato numero dei loro abitanti. Inoltre, tra le  Nazioni maggiormente sviluppate quelle con gli indici di natalità maggiori  godono di migliori potenzialità di sviluppo. In altri termini, la popolazione  sta confermandosi come una ricchezza e non come un fattore di povertà.</p>
<p>4. Un altro ambito di preoccupazione sono le <em>malattie pandemiche</em> quali,  ad esempio, la malaria, la tubercolosi e l&#8217;AIDS, che, nella misura in cui  colpiscono i settori produttivi della popolazione, influiscono grandemente sul  peggioramento delle condizioni generali del Paese. I tentativi di frenare le  conseguenze di queste malattie sulla popolazione non sempre raggiungono  risultati significativi. Capita, inoltre, che i Paesi vittime di alcune di tali  pandemie, per farvi fronte, debbano subire i ricatti di chi condiziona gli aiuti  economici all&#8217;attuazione di politiche contrarie alla vita. È soprattutto  difficile combattere l&#8217;AIDS, drammatica causa di povertà, se non si affrontano  le problematiche morali con cui la diffusione del virus è collegata. Occorre  innanzitutto farsi carico di campagne che educhino specialmente i giovani a una  sessualità pienamente rispondente alla dignità della persona; iniziative poste  in atto in tal senso hanno gia dato frutti significativi, facendo diminuire la  diffusione dell&#8217;AIDS. Occorre poi mettere a disposizione anche dei popoli poveri  le medicine e le cure necessarie; ciò suppone una decisa promozione della  ricerca medica e delle innovazioni terapeutiche nonché, quando sia necessario,  un&#8217;applicazione flessibile delle regole internazionali di protezione della  proprietà intellettuale, così da garantire a tutti le cure sanitarie di base.</p>
<p>5. Un terzo ambito, oggetto di attenzione nei programmi di lotta alla povertà e  che ne mostra l&#8217;intrinseca dimensione morale, è<em> la povertà dei bambini</em>.  Quando la povertà colpisce una famiglia, i bambini ne risultano le vittime più  vulnerabili: quasi la metà di coloro che vivono in povertà assoluta oggi è  rappresentata da bambini. Considerare la povertà ponendosi dalla parte dei  bambini induce a ritenere prioritari quegli obiettivi che li interessano più  direttamente come, ad esempio, la cura delle madri, l&#8217;impegno educativo,  l&#8217;accesso ai vaccini, alle cure mediche e all&#8217;acqua potabile, la salvaguardia  dell&#8217;ambiente e, soprattutto, l&#8217;impegno a difesa della famiglia e della  stabilità delle relazioni al suo interno. Quando la famiglia si indebolisce i  danni ricadono inevitabilmente sui bambini. Ove non è tutelata la dignità della  donna e della mamma, a risentirne sono ancora principalmente i figli.</p>
<p>6. Un quarto ambito che, dal punto di vista morale, merita particolare  attenzione è la<em> relazione esistente tra disarmo e sviluppo</em>. Suscita  preoccupazione l&#8217;attuale livello globale di spesa militare. Come ho già avuto  modo di sottolineare, capita che « le ingenti risorse materiali e umane  impiegate per le spese militari e per gli armamenti vengono di fatto distolte  dai progetti di sviluppo dei popoli, specialmente di quelli più poveri e  bisognosi di aiuto. E questo va contro quanto afferma la stessa<em> Carta delle  Nazioni Unite</em>, che impegna la comunità internazionale, e gli Stati in  particolare, a “promuovere lo stabilimento ed il mantenimento della pace e della  sicurezza internazionale col minimo dispendio delle risorse umane ed economiche  mondiali per gli armamenti” (art. 26) » [<a name="_ftnref6" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html#_ftn6">6</a>].</p>
<p>Questo stato di cose non facilita, anzi ostacola seriamente il raggiungimento  dei grandi obiettivi di sviluppo della comunità internazionale<em>. </em>Inoltre,  un eccessivo accrescimento della spesa militare rischia di accelerare una corsa  agli armamenti che provoca sacche di sottosviluppo e di disperazione,  trasformandosi così paradossalmente in fattore di instabilità, di tensione e di  conflitti. Come ha sapientemente affermato il mio venerato Predecessore Paolo  VI, « lo sviluppo è il nuovo nome della pace » [<a name="_ftnref7" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html#_ftn7">7</a>]. Gli Stati sono pertanto chiamati ad una seria riflessione sulle più  profonde ragioni dei conflitti, spesso accesi dall&#8217;ingiustizia, e a provvedervi  con una coraggiosa autocritica. Se si giungerà ad un miglioramento dei rapporti,  ciò dovrebbe consentire una riduzione delle spese per gli armamenti. Le risorse  risparmiate potranno essere destinate a progetti di sviluppo delle persone e dei  popoli più poveri e bisognosi: l&#8217;impegno profuso in tal senso è un impegno per  la pace all&#8217;interno della famiglia umana.</p>
<p>7. Un quinto ambito relativo alla lotta alla povertà materiale riguarda l&#8217;<em>attuale  crisi alimentare</em>, che mette a repentaglio il soddisfacimento dei bisogni di  base. Tale crisi è caratterizzata non tanto da insufficienza di cibo, quanto da  difficoltà di accesso ad esso e da fenomeni speculativi e quindi da carenza di  un assetto di istituzioni politiche ed economiche in grado di fronteggiare le  necessità e le emergenze. La malnutrizione può anche provocare gravi danni  psicofisici alle popolazioni, privando molte persone delle energie necessarie  per uscire, senza speciali aiuti, dalla loro situazione di povertà. E questo  contribuisce ad allargare la forbice delle disuguaglianze, provocando reazioni  che rischiano di diventare violente. I dati sull&#8217;andamento della povertà  relativa negli ultimi decenni indicano tutti un aumento del divario tra ricchi e  poveri. Cause principali di tale fenomeno sono senza dubbio, da una parte, il  cambiamento tecnologico, i cui benefici si concentrano nella fascia più alta  della distribuzione del reddito e, dall&#8217;altra, la dinamica dei prezzi dei  prodotti industriali, che crescono molto più velocemente dei prezzi dei prodotti  agricoli e delle materie prime in possesso dei Paesi più poveri. Capita così che  la maggior parte della popolazione dei Paesi più poveri soffra di una doppia  marginalizzazione, in termini sia di redditi più bassi sia di prezzi più alti.</p>
<p><strong><em>Lotta alla povertà e solidarietà globale</em></strong></p>
<p>8. Una delle strade maestre per costruire la pace è una globalizzazione  finalizzata agli interessi della grande famiglia umana [<a name="_ftnref8" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html#_ftn8">8</a>].  Per governare la globalizzazione occorre però una forte<em> solidarietà  globale</em> [<a name="_ftnref9" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html#_ftn9">9</a>] tra Paesi ricchi e Paesi poveri, nonché all&#8217;interno dei singoli Paesi,  anche se ricchi. È necessario un « codice etico comune » [<a name="_ftnref10" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html#_ftn10">10</a>], le cui norme non abbiano solo un carattere convenzionale, ma siano  radicate nella legge naturale inscritta dal Creatore nella coscienza di ogni  essere umano (cfr <a href="http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PWZ.HTM"> <em>Rm</em> 2,14-15</a>). Non avverte forse ciascuno di noi  nell&#8217;intimo della coscienza l&#8217;appello a recare il proprio contributo al bene  comune e alla pace sociale? La globalizzazione elimina certe barriere, ma ciò  non significa che non ne possa costruire di nuove; avvicina i popoli, ma la  vicinanza spaziale e temporale non crea di per sé le condizioni per una vera  comunione e un&#8217;autentica pace. La marginalizzazione dei poveri del pianeta può  trovare validi strumenti di riscatto nella globalizzazione solo se ogni uomo si  sentirà personalmente ferito dalle ingiustizie esistenti nel mondo e dalle  violazioni dei diritti umani ad esse connesse. La Chiesa, che è « segno e  strumento dell&#8217;intima unione con Dio e dell&#8217;unità di tutto il genere umano », [<a name="_ftnref11" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html#_ftn11">11</a>] continuerà ad offrire il suo contributo affinché siano superate le  ingiustizie e le incomprensioni e si giunga a costruire un mondo più pacifico e  solidale.</p>
<p>9. Nel campo del <em>commercio internazionale</em> e delle<em> transazioni  finanziarie</em>, sono oggi in atto processi che permettono di integrare  positivamente le economie, contribuendo al miglioramento delle condizioni  generali; ma ci sono anche processi di senso opposto, che dividono e  marginalizzano i popoli, creando pericolose premesse per guerre e conflitti. Nei  decenni successivi alla seconda guerra mondiale, il commercio internazionale di  beni e di servizi è cresciuto in modo straordinariamente rapido, con un  dinamismo senza precedenti nella storia. Gran parte del commercio mondiale ha  interessato i Paesi di antica industrializzazione, con la significativa aggiunta  di molti Paesi emergenti, diventati rilevanti. Ci sono però altri Paesi a basso  reddito, che risultano ancora gravemente marginalizzati rispetto ai flussi  commerciali. La loro crescita ha risentito negativamente del rapido declino,  registrato negli ultimi decenni, dei prezzi dei prodotti primari, che  costituiscono la quasi totalità delle loro esportazioni. In questi Paesi, per la  gran parte africani, la dipendenza dalle esportazioni di prodotti primari  continua a costituire un potente fattore di rischio. Vorrei qui rinnovare un  appello perché tutti i Paesi abbiano le stesse possibilità di accesso al mercato  mondiale, evitando esclusioni e marginalizzazioni.</p>
<p>10. Una riflessione simile può essere fatta per la finanza, che concerne uno  degli aspetti primari del fenomeno della globalizzazione, grazie allo sviluppo  dell&#8217;elettronica e alle politiche di liberalizzazione dei flussi di denaro tra i  diversi Paesi. La funzione oggettivamente più importante della finanza, quella  cioè di sostenere nel lungo termine la possibilità di investimenti e quindi di  sviluppo, si dimostra oggi quanto mai fragile: essa subisce i contraccolpi  negativi di un sistema di scambi finanziari – a livello nazionale e globale &#8211;  basati su una logica di brevissimo termine, che persegue l&#8217;incremento del valore  delle attività finanziarie e si concentra nella gestione tecnica delle diverse  forme di rischio. Anche la recente crisi dimostra come l&#8217;attività finanziaria  sia a volte guidata da logiche puramente autoreferenziali e prive della  considerazione, a lungo termine, del bene comune. L&#8217;appiattimento degli  obiettivi degli operatori finanziari globali sul brevissimo termine riduce la  capacità della finanza di svolgere la sua funzione di ponte tra il presente e il  futuro, a sostegno della creazione di nuove opportunità di produzione e di  lavoro nel lungo periodo. Una finanza appiattita sul breve e brevissimo termine  diviene pericolosa per tutti, anche per chi riesce a beneficiarne durante le  fasi di euforia finanziaria [<a name="_ftnref12" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html#_ftn12">12</a>].</p>
<p>11. Da tutto ciò emerge che la lotta alla povertà richiede una cooperazione sia  sul piano economico che su quello giuridico che permetta alla comunità  internazionale e in particolare ai Paesi poveri di individuare ed attuare  soluzioni coordinate per affrontare i suddetti problemi realizzando un efficace  quadro giuridico per l&#8217;economia. Richiede inoltre incentivi alla creazione di  istituzioni efficienti e partecipate, come pure sostegni per lottare contro la  criminalità e per promuovere una cultura della legalità. D&#8217;altra parte, non si  può negare che le politiche marcatamente assistenzialiste siano all&#8217;origine di  molti fallimenti nell&#8217;aiuto ai Paesi poveri. Investire nella formazione delle  persone e sviluppare in modo integrato una specifica cultura dell&#8217;iniziativa  sembra attualmente il vero progetto a medio e lungo termine. Se le attività  economiche hanno bisogno, per svilupparsi, di un contesto favorevole, ciò non  significa che l&#8217;attenzione debba essere distolta dai problemi del reddito.  Sebbene si sia opportunamente sottolineato che l&#8217;aumento del reddito<em> pro  capite </em>non può costituire in assoluto il fine dell&#8217;azione  politico-economica, non si deve però dimenticare che esso rappresenta uno  strumento importante per raggiungere l&#8217;obiettivo della lotta alla fame e alla  povertà assoluta. Da questo punto di vista va sgomberato il campo dall&#8217;illusione  che una politica di pura ridistribuzione della ricchezza esistente possa  risolvere il problema in maniera definitiva. In un&#8217;economia moderna, infatti, il  valore della ricchezza dipende in misura determinante dalla capacità di creare  reddito presente e futuro. La creazione di valore risulta perciò un vincolo  ineludibile, di cui si deve tener conto se si vuole lottare contro la povertà  materiale in modo efficace e duraturo.</p>
<p>12. Mettere i poveri al primo posto comporta, infine, che si riservi uno spazio  adeguato a una <em>corretta logica economica</em> da parte degli attori del  mercato internazionale, ad una<em> corretta logica politica </em>da parte degli  attori istituzionali e ad una <em>corretta logica partecipativa </em>capace di  valorizzare la società civile locale e internazionale. Gli stessi organismi  internazionali riconoscono oggi la preziosità e il vantaggio delle iniziative  economiche della società civile o delle amministrazioni locali per la promozione  del riscatto e dell&#8217;inclusione nella società di quelle fasce della popolazione  che sono spesso al di sotto della soglia di povertà estrema e sono al tempo  stesso difficilmente raggiungibili dagli aiuti ufficiali. La storia dello  sviluppo economico del XX secolo insegna che buone politiche di sviluppo sono  affidate alla responsabilità degli uomini e alla creazione di positive sinergie  tra mercati, società civile e Stati. In particolare, la società civile assume un  ruolo cruciale in ogni processo di sviluppo, poiché lo sviluppo è essenzialmente  un fenomeno culturale e la cultura nasce e si sviluppa nei luoghi del civile  [<a name="_ftnref13" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html#_ftn13">13</a>].</p>
<p>13. Come ebbe ad affermare il mio venerato Predecessore Giovanni Paolo II, la  globalizzazione « si presenta con una spiccata caratteristica di ambivalenza » [<a name="_ftnref14" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html#_ftn14">14</a>]  e quindi va governata con oculata saggezza. Rientra in questa forma di  saggezza il tenere primariamente in conto le esigenze dei poveri della terra,  superando lo scandalo della sproporzione esistente tra i problemi della povertà  e le misure che gli uomini predispongono per affrontarli. La sproporzione è di  ordine sia culturale e politico che spirituale e morale. Ci si arresta infatti  spesso alle cause superficiali e strumentali della povertà, senza raggiungere  quelle che albergano nel cuore umano, come l&#8217;avidità e la ristrettezza di  orizzonti. I problemi dello sviluppo, degli aiuti e della cooperazione  internazionale vengono affrontati talora senza un vero coinvolgimento delle  persone, ma come questioni tecniche, che si esauriscono nella predisposizione di  strutture, nella messa a punto di accordi tariffari, nello stanziamento di  anonimi finanziamenti. La lotta alla povertà ha invece bisogno di uomini e donne  che vivano in profondità la fraternità e siano capaci di accompagnare persone,  famiglie e comunità in percorsi di autentico sviluppo umano.</p>
<p><strong><em>Conclusione</em></strong></p>
<p>14. Nell&#8217;Enciclica <em> <a href="http://www.vatican.va/edocs/ITA1214/_INDEX.HTM">Centesimus annus</a></em>, Giovanni Paolo II ammoniva circa la  necessità di « abbandonare la mentalità che considera i poveri – persone e  popoli – come un fardello e come fastidiosi importuni, che pretendono di  consumare quanto altri hanno prodotto ». « I poveri – egli scriveva &#8211; chiedono  il diritto di partecipare al godimento dei beni materiali e di mettere a frutto  la loro capacità di lavoro, creando così un mondo più giusto e per tutti più  prospero » [<a name="_ftnref15" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html#_ftn15">15</a>]. Nell&#8217;attuale mondo globale è sempre più evidente che si costruisce la pace  solo se si assicura a tutti la possibilità di una crescita ragionevole: le  distorsioni di sistemi ingiusti, infatti, prima o poi, presentano il conto a  tutti. Solo la stoltezza può quindi indurre a costruire una casa dorata, ma con  attorno il deserto o il degrado. La globalizzazione da sola è incapace di  costruire la pace e, in molti casi, anzi, crea divisioni e conflitti. Essa  rivela piuttosto un bisogno: quello di essere orientata verso un obiettivo di  profonda solidarietà che miri al bene di ognuno e di tutti. In questo senso, la  globalizzazione va vista come un&#8217;occasione propizia per realizzare qualcosa di  importante nella lotta alla povertà e per mettere a disposizione della giustizia  e della pace risorse finora impensabili.</p>
<p>15. Da sempre la dottrina sociale della Chiesa si è interessata dei poveri. Ai  tempi dell&#8217;Enciclica <em> <a href="http://www.vatican.va/holy_father/leo_xiii/encyclicals/documents/hf_l-xiii_enc_15051891_rerum-novarum_it.html">Rerum novarum</a></em> essi erano costituiti soprattutto  dagli operai della nuova società industriale; nel magistero sociale di  <a href="http://www.vatican.va/holy_father/pius_xi/index_it.htm">Pio XI</a>,  di <a href="http://www.vatican.va/holy_father/pius_xii/index_it.htm">Pio XII</a>, di  <a href="http://www.vatican.va/holy_father/john_xxiii/index_it.htm">Giovanni XXIII</a>, di  <a href="http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/index_it.htm">Paolo VI</a> e di  <a href="http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/index_it.htm">Giovanni Paolo II</a> sono state  messe in luce nuove povertà man mano che l&#8217;orizzonte della questione sociale si  allargava, fino ad assumere dimensioni mondiali [<a name="_ftnref16" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html#_ftn16">16</a>].  Questo allargamento della questione sociale alla globalità va considerato  nel senso non solo di un&#8217;estensione quantitativa, ma anche di un approfondimento  qualitativo sull&#8217;uomo e sui bisogni della famiglia umana. Per questo la Chiesa,  mentre segue con attenzione gli attuali fenomeni della globalizzazione e la loro  incidenza sulle povertà umane, indica i nuovi aspetti della questione sociale,  non solo in estensione, ma anche in profondità, in quanto concernenti l&#8217;identità  dell&#8217;uomo e il suo rapporto con Dio. Sono principi di dottrina sociale che  tendono a chiarire i nessi tra povertà e globalizzazione e ad orientare l&#8217;azione  verso la costruzione della pace. Tra questi principi è il caso di ricordare qui,  in modo particolare, l&#8217;« amore preferenziale per i poveri » [<a name="_ftnref17" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html#_ftn17">17</a>],  alla luce del primato della carità, testimoniato da tutta la tradizione  cristiana, a cominciare da quella della Chiesa delle origini (cfr<em> <a href="http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PW9.HTM">At</a></em><a href="http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PW9.HTM"> 4,32-36</a>; <a href="http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PXT.HTM"> <em>1 Cor</em> 16,1</a>; 2<em> Cor</em> <a href="http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PY1.HTM">8</a>-<a href="http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PY2.HTM">9</a>;<em> <a href="http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PY8.HTM">Gal</a></em><a href="http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PY8.HTM"> 2,10</a>).</p>
<p>« Ciascuno faccia la parte che gli spetta e non indugi », scriveva nel 1891  Leone XIII, aggiungendo: « Quanto alla Chiesa, essa non lascerà mancare mai e in  nessun modo l&#8217;opera sua » [<a name="_ftnref18" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html#_ftn18">18</a>].  Questa consapevolezza accompagna anche oggi l&#8217;azione della Chiesa verso i  poveri, nei quali vede Cristo [<a name="_ftnref19" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html#_ftn19">19</a>], sentendo risuonare costantemente nel suo cuore il mandato del Principe  della pace agli Apostoli: « <em>Vos date illis manducare </em>– date loro voi  stessi da mangiare » (<a href="http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PV5.HTM"><em>Lc</em> 9,13</a>). Fedele a quest&#8217;invito del suo Signore, la  Comunità cristiana non mancherà pertanto di assicurare all&#8217;intera famiglia umana  il proprio sostegno negli slanci di solidarietà creativa non solo per elargire  il superfluo, ma soprattutto per cambiare « gli stili di vita, i modelli di  produzione e di consumo, le strutture consolidate di potere che oggi reggono le  società » [<a name="_ftnref20" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html#_ftn20">20</a>]. Ad ogni discepolo di Cristo, come anche ad ogni persona di buona volontà,  rivolgo pertanto all&#8217;inizio di un nuovo anno il caldo invito ad allargare il  cuore verso le necessità dei poveri e a fare quanto è concretamente possibile  per venire in loro soccorso. Resta infatti incontestabilmente vero l&#8217;assioma  secondo cui « combattere la povertà è costruire la pace ».</p>
<p><em>Dal Vaticano, 8 Dicembre 2008</em></p>
<p align="center"><strong>BENEDICTUS PP. XVI</strong></p>
<hr />
<p align="center">
<p>[<a name="_ftn1" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html#_ftnref1">1</a>] <em> <a href="http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/messages/peace/documents/hf_jp-ii_mes_08121992_xxvi-world-day-for-peace_it.html">Messaggio per  la Giornata Mondiale della Pace</a>, </em>1.</p>
<p>[<a name="_ftn2" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html#_ftnref2">2</a>] Paolo VI, Lett. enc. <em> <a href="http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/encyclicals/documents/hf_p-vi_enc_26031967_populorum_it.html">Populorum progressio</a></em>, 19.</p>
<p>[<a name="_ftn3" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html#_ftnref3">3</a>] Giovanni Paolo II, Lett. enc.<em> <a href="http://www.vatican.va/edocs/ITA1224/__P4.HTM">Sollicitudo rei socialis</a></em>, 28.</p>
<p>[<a name="_ftn4" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html#_ftnref4">4</a>] Giovanni Paolo II, Lett. enc. <em> <a href="http://www.vatican.va/edocs/ITA1214/__P5.HTM">Centesimus annus</a></em>, 38.</p>
<p>[<a name="_ftn5" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html#_ftnref5">5</a>] Cfr Paolo VI, Lett. enc.<em> <a href="http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/encyclicals/documents/hf_p-vi_enc_26031967_populorum_it.html">Populorum progressio</a></em>, 37; Giovanni Paolo II,  Lett. enc.<em> <a href="http://www.vatican.va/edocs/ITA1224/__P3.HTM">Sollicitudo rei socialis</a></em>, 25.</p>
<p>[<a name="_ftn6" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html#_ftnref6">6</a>] Benedetto XVI,<em> <a href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/letters/2008/documents/hf_ben-xvi_let_20080410_pc-justice-peace_it.html">Lettera</a></em><a href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/letters/2008/documents/hf_ben-xvi_let_20080410_pc-justice-peace_it.html"> al Cardinale Renato Raffaele Martino in  occasione del Seminario internazionale organizzato dal Pontificio Consiglio  della Giustizia e della Pace sul tema « <em>Disarmo, sviluppo e pace. Prospettive  per un disarmo integrale</em> », 10 aprile 2008</a>:<em> L&#8217;Osservatore Romano</em>,  13.4.2008, p. 8.</p>
<p>[<a name="_ftn7" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html#_ftnref7">7</a>] Lett. enc.<em> <a href="http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/encyclicals/documents/hf_p-vi_enc_26031967_populorum_it.html">Populorum progressio</a></em>, 87.</p>
<p>[<a name="_ftn8" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html#_ftnref8">8</a>] Cfr Giovanni Paolo II, Lett. enc. <em> <a href="http://www.vatican.va/edocs/ITA1214/__P7.HTM">Centesimus annus</a></em>, 58.</p>
<p>[<a name="_ftn9" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html#_ftnref9">9</a>] Cfr Giovanni Paolo II,<em> <a href="http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/2002/april/documents/hf_jp-ii_spe_20020427_acli_it.html">Discorso </a> </em> <a href="http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/2002/april/documents/hf_jp-ii_spe_20020427_acli_it.html">all&#8217;Udienza alle Acli, 27 aprile 2002</a>,  4:<em> Insegnamenti di Giovanni Paolo II</em>, XXV, 1 [2002], 637.</p>
<p>[<a name="_ftn10" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html#_ftnref10">10</a>] Giovanni Paolo II,<em> <a href="http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/2001/documents/hf_jp-ii_spe_20010427_pc-social-sciences_it.html">Discorso </a> </em> <a href="http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/2001/documents/hf_jp-ii_spe_20010427_pc-social-sciences_it.html">all&#8217;Assemblea Plenaria della Pontificia  Accademia delle Scienze sociali, 27 aprile 2001</a>, 4:<em> Insegnamenti di Giovanni  Paolo II</em>, XXIV, 1 [2001], 802.</p>
<p>[<a name="_ftn11" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html#_ftnref11">11</a>] Conc. Ecum. Vat. II, Cost. dogm. <em> <a href="http://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19641121_lumen-gentium_it.html">Lumen gentium</a></em>, 1.</p>
<p>[<a name="_ftn12" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html#_ftnref12">12</a>] Cfr Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, <em> <a href="http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_it.html">Compendio della  dottrina sociale della Chiesa</a></em>, 368.</p>
<p>[<a name="_ftn13" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html#_ftnref13">13</a>] Cfr <em>ibid.</em>, 356.</p>
<p>[<a name="_ftn14" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html#_ftnref14">14</a>]  <a href="http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/2000/apr-jun/documents/hf_jp-ii_spe_20000502_workers-audience_it.html">Discorso nell&#8217;Udienza a Dirigenti di sindacati di lavoratori e di grandi  società, 2 maggio 2000</a>, 3:<em> Insegnamenti di Giovanni Paolo II</em>, XXIII, 1  [2000], 726.</p>
<p>[<a name="_ftn15" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html#_ftnref15">15</a>] N. 28.</p>
<p>[<a name="_ftn16" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html#_ftnref16">16</a>] Cfr Paolo VI, Lett. enc.<em> <a href="http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/encyclicals/documents/hf_p-vi_enc_26031967_populorum_it.html">Populorum progressio</a>, </em>3.</p>
<p>[<a name="_ftn17" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html#_ftnref17">17</a>] Giovanni Paolo II, Lett. enc. <em> <a href="http://www.vatican.va/edocs/ITA1224/__P6.HTM">Sollicitudo rei socialis</a></em>, 42; cfr Idem,  Lett. enc.<em> <a href="http://www.vatican.va/edocs/ITA1214/__P7.HTM">Centesimus annus</a></em>, 57.</p>
<p>[<a name="_ftn18" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html#_ftnref18">18</a>] Lett. enc.<em> <a href="http://www.vatican.va/holy_father/leo_xiii/encyclicals/documents/hf_l-xiii_enc_15051891_rerum-novarum_it.html">Rerum novarum</a></em>, 45.</p>
<p>[<a name="_ftn19" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html#_ftnref19">19</a>] Cfr Giovanni Paolo II, Lett. enc. <em> <a href="http://www.vatican.va/edocs/ITA1214/__P7.HTM">Centesimus annus</a></em>, 58.</p>
<p>[<a name="_ftn20" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html#_ftnref20">20</a>] <em>Ibid.</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Famiglia Cristiana contro la moratoria leghista di nuove moschee]]></title>
<link>http://giovannipaolo.wordpress.com/2008/12/10/famiglia-cristiana-contro-la-moratoria-leghista-di-nuove-moschee/</link>
<pubDate>Wed, 10 Dec 2008 14:12:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>lolek74</dc:creator>
<guid>http://giovannipaolo.wordpress.com/2008/12/10/famiglia-cristiana-contro-la-moratoria-leghista-di-nuove-moschee/</guid>
<description><![CDATA[Il settimanale cattolico Famiglia Cristiana si dichiara contro la proposta leghista di una moratoria]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il settimanale cattolico Famiglia Cristiana si dichiara contro la proposta leghista di una moratoria  che blocchi la costruzione di nuove moschee. La tesi della rivista dei paolini è che bisogna fare in modo che le moschee siano luogo di culto e non luogo di propaganda di idee integraliste. Ed è lo Stato ad avere il compito di assicurare che le moschee svolgano la loro corretta funzione. Bloccarne la costruzione significherebbe costringere i musulmani a una sorta di clandestinità e questo favorirebbe il diffondersi di idee estemistiche.</p>
<p><a href="http://www.stpauls.it/fc/0850fc/0850fc03.htm" target="_blank">Riporto alcuni passi significativi dell&#8217;editoriale di FC</a></p>
<p><span style="font-family:arial;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">La Lega va all’ultima     crociata e propone una moratoria &#8220;sine die&#8221; sulla costruzione di     nuove moschee in Italia. L’idea nasce dall’equazione: musulmani uguale     terroristi. Anzi, emigrati uguale musulmani e, quindi, terroristi. Così, si     propone la moratoria per le moschee, sperando d’estenderla agli immigrati.     I sondaggi danno ragione alla Lega: l’84 per cento degli italiani è d’accordo     (Sky Tg24). E c’è da crederlo, la paura fa tanto! (&#8230;.)</span></span></span></p>
<p><span style="font-family:arial;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">In Italia ci sono un milione e 600 mila musulmani, che     sono un terzo degli immigrati: quindi, non vale l’equazione musulmani     uguale immigrati. E non tutti sono praticanti. Perché dovrebbero diventare     terroristi quelli che frequentano i luoghi di culto e non gli altri? La     realtà è un’altra. Bloccare le moschee rassicura la popolazione, trova     consenso, ma non è detto che sia efficace.<!--more--></span></span></span></p>
<p><span style="font-family:arial;"><span style="font-family:Arial;"> <strong> </strong></span></span><span style="font-family:arial;"><span style="font-family:Arial;"><strong><span style="font-size:x-small;">La Santa Sede e la Cei hanno osservato che le moschee     devono essere luoghi di culto </span></strong><span style="font-size:x-small;">e non acquistare     &#8220;altri volti&#8221;. Se diventano altro, è lo Stato che deve vigilare,     perché ha gli strumenti per farlo.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family:arial;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Eppure, se si garantisce la libertà religiosa e la     costruzione di moschee, l’operazione trasparenza riuscirà. Se si spingono     i musulmani alla clandestinità, si favoriscono le frange più radicali ed     estremiste. La Francia l’ha capito da tempo, e fa sottoscrivere i progetti     di nuove moschee da tutte le associazioni musulmane. Anche in Italia le     moschee, se inserite nel territorio e rispettose delle leggi, favorirebbero     la crescita di un Islam italiano moderato.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family:arial;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Compito dello Stato è evitare che le religioni siano     usate come armi nella lotta di civiltà; dovere di tutti è far sì che     ciascuno professi la sua fede in libertà, in pace e in luoghi di culto     degni di questo nome.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family:arial;"><span style="font-family:Arial;"> </span></span><span style="font-family:arial;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Dopo i gravi attentati del terrorismo islamico in Spagna e     Gran Bretagna, nessuno ha chiesto di chiudere le moschee o di sospenderne la     costruzione. Così come in Italia, nessuno s’è mai sognato di impedire     manifestazioni &#8220;pseudoreligiose&#8221; inneggianti al dio Po e agli dei     del pantheon celtico.</span></span><span lang="IT"><span style="font-family:Arial;font-size:x-small;"> </span></span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Papa Ratzinger "Chiesa sentinella dei diritti umani"]]></title>
<link>http://giovannipaolo.wordpress.com/2008/12/07/papa-ratzinger-chiesa-sentinella-dei-diritti-umani/</link>
<pubDate>Sun, 07 Dec 2008 21:27:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>lolek74</dc:creator>
<guid>http://giovannipaolo.wordpress.com/2008/12/07/papa-ratzinger-chiesa-sentinella-dei-diritti-umani/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;La Chiesa è sentinella dei diritti violati. Una sentinella per le popolazioni sfinite dalla m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#8220;La Chiesa è sentinella dei diritti violati. Una sentinella per le popolazioni sfinite dalla miseria e dalla fame, per le schiere dei profughi, per quanti patiscono gravi e sistematiche violazioni dei loro diritti.&#8221; Così si è espresso papa Ratzinger durante l&#8217;Angelus. Nessun riferimento esplicito alla querelle sulla mancata sottoscrizione da parte del Vaticano della dichiarazione ONU sulla depenalizzazione dell&#8217;omosessaulità. Ma la frase sembra voler riaffermare la posizione di paladina di difesa  dei diritti umani della Santa Sede. Di diritti umani parla il Papa però, non di diritti civili a cui si sono spesso richiamati in questi giorni i critici del Vaticano.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Vaticano e la dichiarazione ONU sull'omosessualità tra ragioni della scelta e dubbi cristiani ]]></title>
<link>http://giovannipaolo.wordpress.com/2008/12/06/il-vaticano-e-la-dichiarazione-onu-sullomosessualita-tra-ragioni-della-scelta-e-dubbi-cristiani/</link>
<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 11:24:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>lolek74</dc:creator>
<guid>http://giovannipaolo.wordpress.com/2008/12/06/il-vaticano-e-la-dichiarazione-onu-sullomosessualita-tra-ragioni-della-scelta-e-dubbi-cristiani/</guid>
<description><![CDATA[Ho letto il testo della dichiarazione sulla depenalizzazione dell&#8217;omosessualità presntata all]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ho letto  il testo della dichiarazione sulla depenalizzazione dell&#8217;omosessualità presntata all&#8217;ONU dalla Francia a nome dell&#8217;UE.  Il punto che mi sembra possa essere in contrasto con la visione dottrinale cattolica è il seguente ( evidenziata in grasssetto</p>
<ol>
<li>Condanniamo tutte le violazioni dei diritti umani basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere ovunque avvengano ed in particolare la loro penalizzazione attraverso la pena di morte, le esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, la pratica della tortura, altre pene o trattamenti crudeli, inumani e degradanti, l’arresto o la detenzione arbitrarie e <strong>la privazione dei diritti economici, sociali e culturali, </strong>compreso il diritto alla salute;</li>
</ol>
<p>L&#8217;affermazione di contrarietà alla privazione dei diritti economici, sociali e culturali è effettivamente generica. Ove si comprendessero tra i diritti sociali anche qullo al riconoscimento delle unioni tra omosessuali  tale dichiarazione si potrebbe prestare  ad un interpretazione di condanna di quei paesi che invece riconoscono preminenza al ruolo della famiglia tradizionale.<br />
Ove si interpretassero come diritti economici anche il riconoscimento della parità di diritti nell&#8217;assegnazione di provvidenze come gli assegni familiari e le case popolare questo potrebbe portata alla riduzione di questo tipo di risorse destinate alle famiglie tradizionali che subirebbero la concorreza di queste nuove unioni.</p>
<p>Detto questo, e pur comprendendo le legittime preoccupazioni della Santa Sede ritengo che la decisione di non sottoscrivere quella dichiarazione sia stata un  errore. Perché in questo modo il Vaticano ha gettato il bambino con l&#8217;acqua sporca. Il testo incriminato è obiettivamente ambiguo ma proprio per questo si prestava a una battaglia che poteva essere condotta anche firmando quel testo che invece in altri punti contiene affermazioni chiare e del tutto condivisibili riguardanti il rifiuto di considerare l&#8217;omosessualità come causa di maltrattamento, incarceramento,  condanna penale e più in generale elemento che possa limitare il godimento per l&#8217;individuo dei suoi diritti civili e politici</p>
<p><em><strong>APPENDICE</strong></em><br />
<strong>il testo integrale della dichiarazione</strong></p>
<ol>
<li>Riaffermiamo il principio di universalità dei diritti umani, così come sancito nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo di cui quest’anno si celebra il 60esimo anniversario e che all’articolo 1 proclama che “tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti”;</li>
<li>Riaffermiamo che ogni individuo ha diritto a godere dei diritti umani senza distinzioni di alcun tipo, per ragioni di razza, di colore, di sesso,<!--more--> di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione, così come stabilito nell’Articolo 2 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e nell’articolo 2 del Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali e nell’articolo 26 del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici;</li>
<li>Riaffermiamo il principio di non-discriminazione che richiede che i diritti umani siano estesi a tutti gli esseri umani indipendentemente dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere;</li>
<li>Siamo profondamente preoccupati per le violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali basate sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere;</li>
<li>Siamo anche preoccupati che le persone di tutti i paesi del mondo siano oggetto di violenze, persecuzioni, discriminazioni, esclusioni, stigmatizzationi e pregiudizi a causa del loro orientamento sessuale o della loro identità di genere e che queste pratiche minino la loro integrità e dignità;</li>
<li>Condanniamo tutte le violazioni dei diritti umani basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere ovunque avvengano ed in particolare la loro penalizzazione attraverso la pena di morte, le esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, la pratica della tortura, altre pene o trattamenti crudeli, inumani e degradanti, l’arresto o la detenzione arbitrarie e la privazione dei diritti economici, sociali e culturali, compreso il diritto alla salute;</li>
<li>Richiamiamo la dichiarazione del 2006 emessa di fronte al Consiglio per i Diritti Umani da 54 paesi, per richiedere al presidente del Consiglio di fornire un’occasione per discutere di queste violazioni durante un’appropriata futura sessione del Consiglio;</li>
<li>Accogliamo con favore l’attenzione conferita attraverso speciali procedure a questi temi dal Consiglio dei Diritti Umani e dai soggetti del trattato e li incoraggiamo a continuare a considerare, nell’esercizio dei loro mandati, le violazioni dei diritti umani basate sull’orientamento sessuale;</li>
<li>Accogliamo l’adozione della Risoluzione AG/RES. 2435 (XXXVIII-O/08) su “Diritti umani, Orientamento Sessuale e Identità di Genere” dell’Assemblea Generale dell’Organizzazione degli Stati Americani, emessa durante la 38esima sessione, il 3 giugno 2008;</li>
<li>Richiamiamo tutti gli stati e i maggiori organismi per la protezione dei diritti umani ad impegnarsi a promuovere e proteggere i diritti umani di tutte le persone, indipendentemente dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere;</li>
<li>Esortiamo gli Stati a prendere tutte le misure necessarie, in particolare legislative o amministrative, per assicurare che l’orientamento sessuale o l’identità di genere non possano essere, in nessuna circostanza, la base per l’attuazione di pene criminali, in particolare di esecuzioni, arresti o detenzioni;</li>
<li>Esortiamo gli Stati ad assicurare che le violazioni dei diritti umani legate all’ orientamento sessuale o all’identità di genere siano investigate e che gli autori siano perseguiti e tenuti a renderne conto in termini giudiziari;</li>
<li>Esortiamo gli Stati ad assicurare un’adeguata protezione ai difensori dei diritti umani e a rimuovere gli ostacoli che impediscono loro di portare avanti il loro lavoro relativamente alla tutela dei diritti umani e alla lotta alle discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere.</li>
</ol>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Benedetto XVI torna a difendere Pio XII. E condanna gli attentati a Mumbai]]></title>
<link>http://giovannipaolo.wordpress.com/2008/11/30/benedetto-xvi-torna-a-difendere-pio-xii-e-condanna-gli-attentati-a-mumbai/</link>
<pubDate>Sun, 30 Nov 2008 13:36:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>lolek74</dc:creator>
<guid>http://giovannipaolo.wordpress.com/2008/11/30/benedetto-xvi-torna-a-difendere-pio-xii-e-condanna-gli-attentati-a-mumbai/</guid>
<description><![CDATA[Roma, 30 nov. &#8211; (Adnkronos) &#8211; &#8221;Non potrà mai essere cancellato il gesto generoso d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Roma, 30 nov. &#8211; (Adnkronos) &#8211; &#8221;Non potrà mai essere cancellato il gesto generoso del mio predecessore <span class="span" style="font-weight:bold;">Pio XII </span>che <span class="span" style="font-weight:bold;">corse immediatamente a consolare la popolazione tra le macerie ancora fumanti</span>&#8221;. Benedetto XVI <span class="span" style="font-style:italic;">(nella foto)</span> celebrando la messa nella Basilica di San Lorenzo fuori le Mura ricorda così la storica visita di papa Pacelli durante la guerra.</p>
<p>&#8221;Ricorre quest&#8217;anno il 50esimo anniversario della morte del servo di Dio Pio XII &#8211; ha aggiunto &#8211; e questo ci richiama alla memoria un evento particolarmente drammatico del secondo conflitto mondiale, quando il 19 luglio 1943 un violento bombardamento seminò morte e distruzione nel quartiere di San Lorenzo&#8221;.</p>
<p>Il Pontefice ha poi rivolto un pensiero anche ad Alcide <span class="span" style="font-weight:bold;">De Gasperi</span>, ex leader democristiano sepolto nella Basilica di San Lorenzo. &#8221;<span class="span" style="font-weight:bold;">Fu una guida saggia ed equilibrata per l&#8217;Italia negli anni difficili del dopoguerra </span>e &#8211; ha sottolineato il Papa &#8211; insigne statista capace di guardare all&#8217;Europa con una visione cristiana&#8221;.</p>
<p>Durante l&#8217;Angelus, pronunciato come di consueto dal palazzo Apostolico in Vaticano, il Pontefice, ha poi ricordato come &#8221;il Signore viene continuamente nella nostra vita&#8221;. Dunque è quanto mai opportuno l&#8217;appello di Gesù, che in questa prima Domenica ci viene riproposto con forza: &#8216;<span class="span" style="font-weight:bold;">Vegliate</span>&#8221;&#8217;. Perché &#8221;<span class="span" style="font-weight:bold;">ciascuno, nell&#8217;ora che solo Dio conosce, sarà chiamato a rendere conto della propria esistenza</span>&#8221;.<!--more--></p>
<p>Quindi Ratzinger ha invitato i fedeli a &#8221;riflettere sulla dimensione del tempo&#8221;. &#8221;Tutti diciamo che &#8216;ci manca il tempo&#8217;, perché il ritmo della vita quotidiana è diventato per tutti frenetico. Anche a tale riguardo la Chiesa ha una &#8216;buona notizia&#8217; da portare: <span class="span" style="font-weight:bold;">Dio ci dona il suo tempo</span>. Noi abbiamo sempre poco tempo; specialmente per il Signore non sappiamo o, talvolta, non vogliamo trovarlo. Ebbene, Dio ha tempo per noi&#8221;.</p>
<p>&#8221;Questa è la prima cosa che l&#8217;inizio di un anno liturgico ci fa riscoprire con meraviglia sempre nuova &#8211; ha continuato il Papa &#8211; Sì: Dio ci dona il suo tempo, perché è entrato nella storia con la sua parola e le sue opere di salvezza, per aprirla all&#8217;eterno, per farla diventare storia di alleanza. In questa prospettiva, <span class="span" style="font-weight:bold;">il tempo è già in se stesso un segno fondamentale dell&#8217;amore di Dio</span>: un dono che l&#8217;uomo, come ogni altra cosa, e&#8217; in grado di valorizzare o, al contrario, di sciupare; di cogliere nel suo significato, o di trascurare con ottusa superficialita&#8221;&#8217;.</p>
<p>Benedetto XVI ha voluto pregare oggi &#8220;per le numerose vittime sia dei brutali attacchi terroristici di Mumbai, in India, sia degli scontri scoppiati a Jos, in Nigeria, come pure per i feriti e quanti, in qualsiasi modo, sono stati colpiti&#8221;. &#8220;Diverse &#8211; ha detto dopo la preghiera dell&#8217;Angelus &#8211; sono le cause e le circostanze di quei tragici avvenimenti, ma comuni devono essere l&#8217;orrore e la deplorazione per l&#8217;esplosione di tanta crudele e insensata violenza&#8221;.<br />
&#8220;Chiediamo al Signore &#8211; ha concluso &#8211; di toccare il cuore di coloro che si illudono che questa sia la via per risolvere i problemi locali o internazionali e sentiamoci tutti spronati a dare esempio di mitezza e di amore per costruire una societa&#8217; degna di Dio e dell&#8217;uomo&#8221;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La fobia della croce e la debole laicità]]></title>
<link>http://giovannipaolo.wordpress.com/2008/11/25/la-fobia-della-croce-e-la-debole-laicita/</link>
<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 23:45:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>lolek74</dc:creator>
<guid>http://giovannipaolo.wordpress.com/2008/11/25/la-fobia-della-croce-e-la-debole-laicita/</guid>
<description><![CDATA[C&#8217; è un giudice in Spagna che ha paura del crocefisso. Solo così si può spiegare la decisione ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft" style="margin:1px;" src="http://www.corriere.it/Media/Foto/2008/11/23/croci_b1--180x140.jpg" alt="" width="180" height="140" />C&#8217; è un giudice in Spagna che ha paura del crocefisso. Solo così si può spiegare <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_novembre_23/crocefisso_spagna_scuola_a9fcf022-b971-11dd-aa17-00144f02aabc.shtml?fr=box_primopiano">la decisione di un giudice di Valladolid che ha ordinato che venga tolto dalle aule di una scuola i crocefissi.</a> E&#8217; la debolezza della motivazione a lasciarmi sbigottito: occorre infatti evitare la sensazione che lo Stato è più vicino» alla religione cattolica rispetto ad altre confessioni. La decisione è la prima del genere nella storia della Spagna. Dunque Gesù in croce minaccia l&#8217;autorità dello Stato. Nulla di nuovo: anche duemila anni fa un falegname venne messo in croce perchè la sua buona novella minava l&#8217;autorità costituita. Suo malgrado beninteso: perhè Gesù aveva chiaramente detto che il suo regno non era di questo mondo e che bisognava rispettare l&#8217;autorità terrena ( dare a Cesare quel che è di Cesare).  Ancora una volta il simbolo dell&#8217;essere indifeso viene avvertito come minaccioso dal potere  terreno. O meglio  da quel potere che non avendo una vera autorità deve almeno tutelarne una debole apparenza.  Ed ecco emergere la vera ratio del provvedimento: non  la tutela della laicità in sé , ma appunto la sensazione ( l&#8217;apparenza appunto) che dietro questa decisione si voglia tutelare l&#8217;eguaglianza delle religioni di fronte allo Stato. La laicità sana, quella che valorizza il diritto di tutte le idee religiose ( e non religiose) ad esprimersi non ha nulla da temere da un pezzo di legno che raffigura un uomo messo in croce.  Semmai concede anche alle altre religioni e ai loro simboli la possibilità di manifestarsi nella loro essenza culturale. E&#8217; molto più facile invece fare tabula rasa della religione a scuola. Ma agendo in questo modo si fallisce perchè si nega alla fonte il confronto tra differenti espressioni che dovrebbe essere esaltato dalle istituzioni scolastiche. La laicità nella concezione del giudice spagnolo si trasforma in autoritarismo e in questo modo nega se stessa, mostrandosi in tutta la sua intrinseca debolezza.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gramsci si convertì in punto di morte?]]></title>
<link>http://giovannipaolo.wordpress.com/2008/11/25/gramsci-si-converti-in-punto-di-morte/</link>
<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 18:46:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>lolek74</dc:creator>
<guid>http://giovannipaolo.wordpress.com/2008/11/25/gramsci-si-converti-in-punto-di-morte/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;I documenti editi e inediti sulle ultime ore e sulla morte di Antonio Gramsci sono tanti e da]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#8220;I documenti editi e inediti sulle ultime ore e sulla morte di Antonio Gramsci sono tanti e da nessuno di questi emerge la tesi della sua conversione: ovviamente non sarebbe uno scandalo, né cambierebbe alcun ché. Dico solo, semplicemente, che si tratta di un fatto che non trova alcun riscontro documentato&#8221;.</p>
<p>Beppe Vacca, filosofo, ex parlamentare comunista e presidente della Fondazione Istituto Gramsci, commenta così la tesi sostenuta da mons. Luigi De Magistris, propenitenziere emerito del Vaticano e conterraneo di Gramsci, secondo cui il fondatore del Pci, in punto di morte trovò la fede e ricevette i sacramenti cristiani. &#8220;Ci sono alcune lettere di Tania a Sraffa che descrivono dettagliatamente gli ultimi giorni di malattia e la morte di Gramsci in cui non troviamo nulla al riguardo. Non ne parla nemmeno una del fratello Carlo a Togliatti, in cui si legge della volontà di Gramsci di essere cremato. Cosa che inizialmente trovò qualche ostacolo perché non era credente e perché il regime fascista temeva manifestazioni di piazza, essendo la vigilia del primo maggio.</p>
<p>Documenti di polizia non fanno alcun cenno di un suo avvicinamento alla fede, in più &#8211; prosegue Vacca &#8211; ci sono alcune lettere, ancora inedite perché raccolte da poco tempo, in cui Tatiana scrive con grande regolarità ai familiari sugli ultimi giorni di Gramsci. Si tratta di confidenze strettamente familiari in cui sarebbe emersa una notizia di tale portata&#8221;. Vacca, ad ogni modo, evita con cura di aprire alcun fronte polemico con il monsignore: &#8220;Non conosco De Magistris. Ricordo solo che non è la prima volta che ne sento parlare. Già in passato, 30 o 40 anni dopo la morte di Gramsci, un&#8217;anziana suora riferì di una sua conversione. Ripeto, non vi troverei nulla di scandaloso. Dico solo che dalle fonti d&#8217;archivio, dai tanti documenti a disposizione degli studiosi e da alcune lettere ancora inedite, tutto ciò non trova alcun riscontro&#8221;. (ANSA)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Benedetto XVI: no al dialogo interreligioso, si a al dialogo inter culturale]]></title>
<link>http://giovannipaolo.wordpress.com/2008/11/23/benedetto-xvi-no-al-dialogo-interreligioso-si-a-al-dialogo-inter-culturale/</link>
<pubDate>Sun, 23 Nov 2008 12:37:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>lolek74</dc:creator>
<guid>http://giovannipaolo.wordpress.com/2008/11/23/benedetto-xvi-no-al-dialogo-interreligioso-si-a-al-dialogo-inter-culturale/</guid>
<description><![CDATA[( adn kronos) Il dialogo interreligioso in senso stretto non è possibile, è invece praticabile il di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span class="span" style="font-weight:bold;">( adn kronos) Il dialogo interreligioso in senso stretto non è possibile</span>, è invece praticabile il dialogo fra culture che sottendono una decisione religiosa di fondo. In quest&#8217;ambito anche &#8221;una mutua correzione e un arricchimento vicendevole sono possibili e necessari&#8221;. E&#8217; quanto scrive <span class="span" style="font-weight:bold;">Benedetto XVI</span> nella lettera inviata al filosofo <span class="span" style="font-weight:bold;">Marcello Pera</span>, gia&#8217; presidente del Senato ed esponente politico del centrodestra, in occasione del libro di Pera di prossima uscita per Mondadori, dal titolo: &#8221;Perché dobbiamo dirci cristiani&#8221;.</p>
<p>La lettera del Pontefice -pubblicata oggi dal Corriere della Sera- è all&#8217;interno del volume. Nel testo il Papa sembra ribadire con chiarezza i termini entro il i quali può svolgersi un dialogo fra religioni differenti, su un piano che esclude la teologia e le rispettive fedi, e che si può svolgere su un piano strettamente culturale.</p>
<p>DI SEGUITO PUBBLICO IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA</p>
<p>Caro Senatore Pera, in questi giorni ho potuto leggere il Suo nuovo libro Perché dobbiamo dirci cristiani. Era per me una lettura affascinante. Con una conoscenza stupenda delle fonti e con una logica cogente Ella analizza l’essenza del liberalismo a partire dai suoi fondamenti, mostrando che all’essenza del liberalismo appartiene il suo radicamento nell’immagine cristiana di Dio: la sua relazione con Dio di cui l’uomo è immagine e da cui abbiamo ricevuto il dono della libertà. Con una logica inconfutabile Ella fa vedere che il liberalismo perde la sua base e distrugge se stesso se abbandona questo suo fondamento. Non meno impressionato sono stato dalla Sua analisi della libertà e dall’analisi della multiculturalità in cui Ella mostra la contraddittorietà interna di questo concetto e quindi la sua impossibilità politica e culturale. Di importanza fondamentale è la Sua analisi di ciò che possono essere l’Europa e una Costituzione europea in cui l’Europa non si trasformi in una realtà cosmopolita, ma trovi, a partire dal suo fondamento cristiano-liberale, la sua propria identità. Particolarmente significativa è per me anche la Sua analisi dei concetti di dialogo interreligioso e interculturale. <!--more--></p>
<div id="rectangle right" class="right"><!-- OAS AD '180x150'begin --><br />
OAS_AD(&#8216;Bottom1&#8242;);</p>
<p>&#60;!&#8211;</p>
<p>// * variabili flash da modificare * //</p>
<p>file_swfBottom1 = &#8220;NuovaAuto_180&#215;150.swf&#8221;; // nome file swf da caricare</p>
<p>widthBottom1 = 180; // larghezza immagine<br />
heightBottom1 = 150; // altezza immagine</p>
<p>// * fine parte modificabile * //</p>
<p>if(!document.body)<br />
document.write(&#8220;&#60;html&#62;&#60;body&#62;&#8221;);<br />
OASd = document;<br />
var plug = false;<br />
var flashVersion = -1;<br />
var minFlashVersion = 6;<br />
if(navigator.plugins != null &#38;&#38; navigator.plugins.length &#62; 0){flashVersion =(navigator.plugins["Shockwave Flash 2.0"] &#124;&#124; navigator.plugins["Shockwave Flash"]) ? navigator.plugins["Shockwave Flash" +(navigator.plugins["Shockwave Flash 2.0"] ? &#8221; 2.0&#8243; : &#8220;&#8221;)].description.split(&#8221; &#8220;)[2].split(&#8220;.&#8221;)[0] : -1;<br />
plug = flashVersion &#62;= minFlashVersion;}<br />
else if(navigator.userAgent.toLowerCase().indexOf(&#8220;webtv/2.6&#8243;) != -1){flashVersion = 4;plug = flashVersion &#62;= minFlashVersion;}<br />
else if(navigator.userAgent.toLowerCase().indexOf(&#8220;webtv/2.5&#8243;) != -1){flashVersion = 3;plug = flashVersion &#62;= minFlashVersion;}<br />
else if(navigator.userAgent.toLowerCase().indexOf(&#8220;webtv&#8221;) != -1){flashVersion = 2;plug = flashVersion &#62;= minFlashVersion;}<br />
else if((navigator.appVersion.indexOf(&#8220;MSIE&#8221;) != -1) &#38;&#38;(navigator.appVersion.toLowerCase().indexOf(&#8220;win&#8221;) != -1) &#38;&#38;(navigator.userAgent.indexOf(&#8220;Opera&#8221;) == -1)){var oasobj;<br />
var exc;<br />
try{oasobj = new ActiveXObject(&#8220;ShockwaveFlash.ShockwaveFlash.7&#8243;);<br />
flashVersion = oasobj.GetVariable(&#8220;$version&#8221;);} catch(exc){try{oasobj = new ActiveXObject(&#8220;ShockwaveFlash.ShockwaveFlash.6&#8243;);<br />
version = &#8220;WIN 6,0,21,0&#8243;;<br />
oasobj.AllowScriptAccess = &#8220;always&#8221;;<br />
flashVersion = oasobj.GetVariable(&#8220;$version&#8221;);} catch(exc){try{oasobj = new ActiveXObject(&#8220;ShockwaveFlash.ShockwaveFlash.3&#8243;);<br />
flashVersion = oasobj.GetVariable(&#8220;$version&#8221;);} catch(exc){try{oasobj = new ActiveXObject(&#8220;ShockwaveFlash.ShockwaveFlash.3&#8243;);<br />
flashVersion = &#8220;WIN 3,0,18,0&#8243;;} catch(exc){try{oasobj = new ActiveXObject(&#8220;ShockwaveFlash.ShockwaveFlash&#8221;);<br />
flashVersion = &#8220;WIN 2,0,0,11&#8243;;} catch(exc){flashVersion = -1;}}}}}<br />
plug =(flashVersion != -1)? flashVersion.split(&#8221; &#8220;)[1].split(&#8220;,&#8221;)[0] &#62;= minFlashVersion : false;}</p>
<p>if(plug)<br />
{<br />
document.write(&#8220;&#60;div id=\&#8221;FinContentBottom11\&#8221;&#62;&#60;/div&#62;&#8221;);<br />
function loadFlashBottom11(){<br />
if(navigator.userAgent.indexOf(&#8220;MSIE&#8221;) != -1 &#38;&#38; navigator.userAgent.indexOf(&#8220;Opera&#8221;) == -1){</p>
<p>if (extFlashBottom11.readyState == &#8220;complete&#8221;)<br />
{<br />
FlashObject(&#8220;http://a248.e.akamai.net/6/592/1130/1225108244/oas.rcsadv.it/0/RCS/RD-AUTO02_COR_HP_RCT_011108//&#8221;+file_swfBottom1+&#8221;?clickTAG=http://oas.rcsadv.it/5c/corriere.it/pp/libri/2016936743/Bottom1/RCS/RD-AUTO02_COR_HP_RCT_011108/NuovaAuto_180&#215;150_nov.html/34653065353138653439323833376230?kw1=value1&#38;kw2=value2&#8243;, &#8220;OAS_AD_Bottom1&#8243;, &#8220;width=&#8221;+widthBottom1+&#8221; height=&#8221;+heightBottom1, &#8220;&#8221;, &#8220;clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000&#8243; ,&#8221;6&#8243;, &#8220;FinContentBottom11&#8243;);<br />
extFlashBottom11.onreadystatechange = &#8220;&#8221;;<br />
}</p>
<p>extFlashBottom11.onreadystatechange = loadFlashBottom11;<br />
}<br />
else<br />
{<br />
OASfp=&#8221; Menu=FALSE swModifyReport=TRUE width=&#8221; +widthBottom1 + &#8220;height=&#8221;+heightBottom1;<br />
OASd.write(&#8220;&#60;object id=\&#8221;techsource_Bottom1\&#8221; classid=\&#8221;clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000\&#8221; codebase=\&#8221;http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=3,0,0,0\&#8221;"+OASfp+&#8221;&#62;&#8221;);<br />
OASd.write(&#8220;&#60;param name=src value=\&#8221;http://a248.e.akamai.net/6/592/1130/1225108244/oas.rcsadv.it/0/RCS/RD-AUTO02_COR_HP_RCT_011108//&#8221;+file_swfBottom1+&#8221;\&#8221;&#62;&#60;param name=quality value=autohigh&#62;&#60;param name=loop value=true&#62;&#60;param name=play value=true&#62;&#60;param name=menu value=false&#62;&#60;param name=wmode&#62;&#60;param name=FlashVars value=\&#8221;clickTAG=http://oas.rcsadv.it/5c/corriere.it/pp/libri/2016936743/Bottom1/RCS/RD-AUTO02_COR_HP_RCT_011108/NuovaAuto_180&#215;150_nov.html/34653065353138653439323833376230?kw1=value1&#38;kw2=value2\&#8221;&#62;&#8221;);<br />
OASd.write(&#8220;&#60;embed src=\&#8221;http://a248.e.akamai.net/6/592/1130/1225108244/oas.rcsadv.it/0/RCS/RD-AUTO02_COR_HP_RCT_011108//&#8221;+file_swfBottom1+&#8221;\&#8221;"+OASfp+&#8221;pluginspage=\&#8221;http://www.macromedia.com/shockwave\&#8221; type=\&#8221;application/x-shockwave-flash\&#8221; width=&#8221;+widthBottom1+&#8221; height=&#8221;+heightBottom1+&#8221; PLAY=true LOOP=true QUALITY=autohigh FlashVars=\&#8221;clickTAG=http://oas.rcsadv.it/5c/corriere.it/pp/libri/2016936743/Bottom1/RCS/RD-AUTO02_COR_HP_RCT_011108/NuovaAuto_180&#215;150_nov.html/34653065353138653439323833376230?kw1=value1&#38;kw2=value2\&#8221;&#62;&#8221;);<br />
OASd.write(&#8220;&#60;/embed&#62;&#60;/object&#62;&#8221;);<br />
}</p>
<p>}<br />
loadFlashBottom11();<br />
}</p>
<p>if(!document.body)<br />
document.write(&#8220;&#60;/body&#62;&#60;/html&#62;&#8221;);<br />
//&#8211;&#62;<br />
<!-- OAS AD '180x150' end --></div>
<p>Ella spiega con grande chiarezza che un dialogo interreligioso nel senso stretto della parola non è possibile, mentre urge tanto più il dialogo interculturale che approfondisce le conseguenze culturali della decisione religiosa di fondo. Mentre su quest’ultima un vero dialogo non è possibile senza mettere fra parentesi la propria fede, occorre affrontare nel confronto pubblico le conseguenze culturali delle decisioni religiose di fondo. Qui il dialogo e una mutua correzione e un arricchimento vicendevole sono possibili e necessari. Del contributo circa il significato di tutto questo per la crisi contemporanea dell’etica trovo importante ciò che Ella dice sulla parabola dell’etica liberale. Ella mostra che il liberalismo, senza cessare di essere liberalismoma, al contrario, per essere fedele a se stesso, può collegarsi con una dottrina del bene, in particolare quella cristiana che gli è congenere, offrendo così veramente un contributo al superamento della crisi. Con la sua sobria razionalità, la sua ampia informazione filosofica e la forza della sua argomentazione, il presente libro è, a mio parere, di fondamentale importanza in quest’ora dell’Europa e del mondo. Spero che trovi larga accoglienza e aiuti a dare al dibattito politico, al di là dei problemi urgenti, quella profondità senza la quale non possiamo superare la sfida del nostro momento storico. Grato per la Sua opera Le auguro di cuore la benedizione di Dio.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Filippine: i vescovi si oppongono a legge sugli anticocezionali]]></title>
<link>http://giovannipaolo.wordpress.com/2008/11/20/filippine-i-vescovi-si-oppongono-a-legge-sugli-anticocezionali/</link>
<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 16:27:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>lolek74</dc:creator>
<guid>http://giovannipaolo.wordpress.com/2008/11/20/filippine-i-vescovi-si-oppongono-a-legge-sugli-anticocezionali/</guid>
<description><![CDATA[I vescovi cattolici delle Filippine si oppongono a una proposta di legge sulla pianificazione famili]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>I vescovi cattolici delle Filippine si oppongono a una proposta di legge sulla pianificazione familiare che promuove il contraccettivo. la proposta approvata lo scorso messe dalla Commissione salute della Camera chiede  tra l&#8217;altro, che negli ospedali pubblici vengano forniti preservativi e che venga insegnata l&#8217;educazione sessuale nelle scuole elementari. la Conferenza dei vescovi chiede che la disposizione sui contraccettivi venga eliminata dalla legge e che i valori religiosi siano inclusi nell&#8217;educazione sessuale. I vescovi intendono anche proporre una legge alternativa che penalizzi i negozi che vendono contracettivi da banco ( senza bisogno di ricetta medica), inclusi i condom.</p>
<p>Nelle Filippine la vendita dei contracettivi è lecita, non l&#8217;aborto.</p>
<p><a href="http://www.iht.com/articles/ap/2008/11/20/asia/AS-Philippines-Contraceptives.php" target="_blank">LEGGI LA NOTIZIA ( HERALD TRIBUNE)</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Leonardo Boff critica Ratzinger]]></title>
<link>http://giovannipaolo.wordpress.com/2008/11/02/leonardo-boff-critica-ratzinger/</link>
<pubDate>Sun, 02 Nov 2008 12:40:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>lolek74</dc:creator>
<guid>http://giovannipaolo.wordpress.com/2008/11/02/leonardo-boff-critica-ratzinger/</guid>
<description><![CDATA[Leonardo Boff, l&#8217;ex esponente della teologia della liberazione,  è fortemente critico nei conf]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Leonardo Boff, l&#8217;ex esponente della teologia della liberazione,  è fortemente critico nei confronti di papa Ratzinger</p>
<p>&#8220;Un vero pastore sa che la barca di Pietro non corre il rischio di affondare anche se affronta il mare aperto perché è assistita dallo Spirito Santo. Invece questo Papa non è un pastore, è solo un professore&#8221;, afferma Boff in un intervista pubblicata sull&#8221;Espresso&#8217; in edicola questa settimana.</p>
<p>&#8220;Si preoccupa di fare ogni genere di appunto critico alla modernità, ma non ha irradiazione spirituale, non ha carisma, non mostra il cristianesimo come una cosa buona, una fonte di gioia per l&#8217;umanità. In una parola, non fa la cosa più evangelica, quella che Ernst Bloch riteneva la più importante per ogni religione: suscitare speranza. Una Chiesa così, che non è fonte di fiducia nella vita e nel futuro, tutta ripiegata su se stessa, sulla propria identità e sul potere sacrale della gerarchia, completamente paralizzata dalla paura di ciò che sta &#8216;fuori&#8217;, non è più una Chiesa. E&#8217; una &#8216;ecclesiola&#8217;, una piccola chiesa, con forti tendenze fondamentaliste&#8221;.</p>
<p>Boff ricorda Ratzinger quando era suo professore di teologia a Monaco di Baviera. &#8220;Era un teologo brillante e aperto che noi studenti ascoltavamo con entusiasmo&#8221;, afferma. &#8220;Ma è sempre stata una persona estremamente timida e i timidi non sanno gestire il potere. Inoltre, da professore è diventato subito cardinale, senza fare mai il parroco né il vescovo. E questo non l&#8217;ha aiutato&#8221;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Vaticano ribadisce il suo no ai preti gay]]></title>
<link>http://giovannipaolo.wordpress.com/2008/10/30/il-vaticano-ribadisce-il-suo-no-ai-preti-gay/</link>
<pubDate>Thu, 30 Oct 2008 17:52:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>lolek74</dc:creator>
<guid>http://giovannipaolo.wordpress.com/2008/10/30/il-vaticano-ribadisce-il-suo-no-ai-preti-gay/</guid>
<description><![CDATA[Il Vaticano non cambia la sua linea sul sacerdozio: no ai preti gay. Lo ribadisce il documento ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il Vaticano non cambia la sua linea sul sacerdozio: no ai preti gay. Lo ribadisce il documento &#8220;Orientamenti per l&#8217;utilizzo delle competenze psicologiche nell&#8217;ammissione e nella formazione dei candidati al sacerdozio&#8221;. ll cammino formativo, dice il documento, dovrà essere interrotto se, nonostante il sostegno psicologico, il candidato non fosse in grado di affrontare &#8220;le proprie gravi immaturità&#8221;, vale a dire &#8220;forti dipendenze affettive, notevole mancanza di libertà nelle relazioni, eccessiva rigidità di carattere, mancanza di lealtà, identità sessuale incerta, tendenze omosessuali fortemente radicate&#8221;.</p>
<p>Viene poi evidenziato che &#8220;non basta accertarsi delle capacità di astenersi dall&#8217;esercizio della genitalità, ma è necessario anche valutare l&#8217;orientamento sessuale&#8221;.</p>
<p>FONTE.: REUTERS</p>
<p>Di seguito pubblichiamo il testo del documento:</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p><em><strong>Per la piena maturità dei preti di domani </strong></em></p>
<p>I. <strong>La Chiesa e il discernimento vocazionale </strong></p>
<p>1. &#8220;Ogni vocazione cristiana viene da Dio, è dono di Dio. Essa però non viene mai elargita fuori o indipendentemente dalla Chiesa, ma passa sempre nella Chiesa e mediante la Chiesa (&#8230;) luminoso e vivo riflesso del mistero della Trinità santissima&#8221; (1).<br />
La Chiesa, &#8220;generatrice ed educatrice di vocazioni&#8221; (2), ha il compito di discernere la vocazione e l&#8217;idoneità dei candidati al ministero sacerdotale. Infatti, &#8220;la chiamata interiore dello Spirito Santo ha bisogno di essere riconosciuta come autentica chiamata dal vescovo&#8221; (3).<br />
Nel promuovere tale discernimento e nell&#8217;intera formazione al ministero, la Chiesa è mossa da una duplice attenzione: salvaguardare il bene della propria missione e, allo stesso tempo, quello dei candidati. Come ogni vocazione cristiana, la vocazione al sacerdozio, infatti, unitamente alla dimensione cristologica, ha un&#8217;essenziale dimensione ecclesiale: &#8220;non solo essa deriva &#8220;dalla&#8221; Chiesa e dalla sua mediazione, non solo si fa riconoscere e si compie &#8220;nella&#8221; Chiesa, ma si configura &#8211; nel fondamentale servizio a Dio &#8211; anche e necessariamente come servizio &#8220;alla&#8221; Chiesa. La vocazione cristiana, in ogni sua forma, è un dono destinato all&#8217;edificazione della Chiesa, alla crescita del Regno di Dio nel mondo&#8221; (4).<!--more--><br />
Quindi, il bene della Chiesa e quello del candidato non sono tra loro contrapposti, bensì convergenti. I responsabili della formazione sono impegnati ad armonizzarli tra loro, considerandoli sempre simultaneamente nella loro dinamica interdipendenza: è, questo, un aspetto essenziale della grande responsabilità del loro servizio alla Chiesa e alle persone (5).<br />
2. Il ministero sacerdotale, inteso e vissuto come conformazione a Cristo Sposo, Buon Pastore, richiede doti nonché virtù morali e teologali, sostenute da equilibrio umano e psichico, particolarmente affettivo, così da permettere al soggetto di essere adeguatamente predisposto a una donazione di sé veramente libera nella relazione con i fedeli in una vita celibataria (6).<br />
Trattando delle diverse dimensioni della formazione sacerdotale &#8211; umana, spirituale, intellettuale, pastorale &#8211; l&#8217;Esortazione apostolica post-sinodale Pastores dabo vobis, prima di soffermarsi su quella spirituale, &#8220;elemento di massima importanza nell&#8217;educazione sacerdotale&#8221; (7), rileva che la dimensione umana è il fondamento dell&#8217;intera formazione. Essa elenca una serie di virtù umane e di capacità relazionali che sono richieste al sacerdote affinché la sua personalità sia &#8220;ponte e non ostacolo per gli altri nell&#8217;incontro con Gesù Cristo Redentore dell&#8217;uomo&#8221; (8). Esse vanno dall&#8217;equilibrio generale della personalità alla capacità di portare il peso delle responsabilità pastorali, dalla conoscenza profonda dell&#8217;animo umano al senso della giustizia e della lealtà (9).<br />
Alcune di queste qualità meritano particolare attenzione: il senso positivo e stabile della propria identità virile e la capacità di relazionarsi in modo maturo con altre persone o gruppi di persone; un solido senso di appartenenza, fondamento della futura comunione con il presbiterio e di una responsabile collaborazione al ministero del vescovo (10); la libertà di entusiasmarsi per grandi ideali e la coerenza nel realizzarli nell&#8217;azione d&#8217;ogni giorno; il coraggio di prendere decisioni e di restarvi fedeli; la conoscenza di sé, delle proprie doti e limiti integrandoli in una visione positiva di sé di fronte a Dio; la capacità di correggersi; il gusto per la bellezza intesa come &#8220;splendore di verità&#8221; e l&#8217;arte di riconoscerla; la fiducia che nasce dalla stima per l&#8217;altro e che porta all&#8217;accoglienza; la capacità del candidato di integrare, secondo la visione cristiana, la propria sessualità, anche in considerazione dell&#8217;obbligo del celibato (11).<br />
Tali disposizioni interiori devono essere plasmate nel cammino di formazione del futuro presbitero, il quale, uomo di Dio e della Chiesa, è chiamato a edificare la comunità ecclesiale. Egli, innamorato dell&#8217;Eterno, è proteso all&#8217;autentica e integrale valorizzazione dell&#8217;uomo e a vivere sempre più la ricchezza della propria affettività nel dono di sé al Dio uno e trino e ai fratelli, particolarmente a quelli che soffrono.<br />
Si tratta, ovviamente, di obiettivi che si possono raggiungere soltanto attraverso la diuturna corrispondenza del candidato all&#8217;opera della grazia in lui e che sono acquisiti con un graduale, lungo e non sempre lineare cammino di formazione (12).<br />
Consapevole del mirabile e impegnativo intreccio delle dinamiche umane e spirituali nella vocazione, il candidato non può che trarre vantaggio da un attento e responsabile discernimento vocazionale, teso a individuare cammini personalizzati di formazione e a superare con gradualità eventuali carenze sul piano spirituale e umano. È dovere della Chiesa fornire ai candidati un&#8217;efficace integrazione delle dimensioni umana e morale, alla luce della dimensione spirituale a cui esse si aprono e in cui si completano (13).</p>
<p>II. <strong>Preparazione dei formatori</strong></p>
<p>3. Ogni formatore dovrebbe essere buon conoscitore della persona umana, dei suoi ritmi di crescita, delle sue potenzialità e debolezze e del suo modo di vivere il rapporto con Dio. Per questo, è auspicabile che i vescovi, fruendo di esperienze, di programmi e di istituzioni ben collaudate, provvedano a una idonea preparazione dei formatori nella pedagogia vocazionale, secondo le indicazioni già emanate dalla Congregazione per l&#8217;Educazione Cattolica (14).<br />
I formatori hanno bisogno di adeguata preparazione per operare un discernimento che permetta, nel pieno rispetto della dottrina della Chiesa circa la vocazione sacerdotale, sia di decidere in modo ragionevolmente sicuro in ordine all&#8217;ammissione in seminario o alla casa di formazione del clero religioso, ovvero alla dimissione da essi per motivi di non idoneità, sia di accompagnare il candidato verso l&#8217;acquisizione di quelle virtù morali e teologali necessarie per vivere in coerenza e libertà interiore la donazione totale della propria vita per essere &#8220;servitore della Chiesa comunione&#8221; (15).<br />
4. Il documento Orientamenti educativi per la formazione al celibato sacerdotale, di questa Congregazione per l&#8217;Educazione Cattolica, riconosce che &#8220;gli errori di discernimento delle vocazioni non sono rari, e troppe inettitudini psichiche, più o meno patologiche, si rendono manifeste soltanto dopo l&#8217;ordinazione sacerdotale. Il discernerle in tempo permetterà di evitare tanti drammi&#8221; (16).<br />
Ciò esige che ogni formatore abbia la sensibilità e la preparazione psicologica adeguate (17) per essere in grado, per quanto possibile, di percepire le reali motivazioni del candidato, di discernere gli ostacoli nell&#8217;integrazione tra maturità umana e cristiana e le eventuali psicopatologie. Egli deve ponderare accuratamente e con molta prudenza la storia del candidato. Da sola, però, essa non può costituire il criterio decisivo, sufficiente per giudicare l&#8217;ammissione o la dimissione dalla formazione. Il formatore deve saper valutare sia la persona nella sua globalità e progressività di sviluppo &#8211; con i suoi punti di forza e i suoi punti deboli &#8211; sia la consapevolezza che essa ha dei suoi problemi, sia la sua capacità di controllare responsabilmente e liberamente il proprio comportamento.<br />
Per questo, ogni formatore va preparato, anche con adeguati corsi specifici, alla più profonda comprensione della persona umana e delle esigenze della sua formazione al ministero ordinato. A tale scopo, molto utili possono essere gli incontri di confronto e chiarificazione con esperti in scienze psicologiche su alcune specifiche tematiche.</p>
<p>III. <strong>Contributo della psicologia al discernimento e alla formazione</strong></p>
<p>5. In quanto frutto di un particolare dono di Dio, la vocazione al sacerdozio e il suo discernimento esulano dalle strette competenze della psicologia. Tuttavia, per una valutazione più sicura della situazione psichica del candidato, delle sue attitudini umane a rispondere alla chiamata divina, e per un ulteriore aiuto nella sua crescita umana, in alcuni casi può essere utile il ricorso a esperti nelle scienze psicologiche. Essi possono offrire ai formatori non solo un parere circa la diagnosi e l&#8217;eventuale terapia di disturbi psichici, ma anche un contributo nel sostegno allo sviluppo delle qualità umane e relazionali richieste dall&#8217;esercizio del ministero (18), suggerendo utili itinerari da seguire per favorire una risposta vocazionale più libera.<br />
Anche la formazione al sacerdozio deve fare i conti sia con le molteplici manifestazioni di quello squilibrio che è radicato nel cuore dell&#8217;uomo (19) &#8211; e che ha una sua particolare manifestazione nelle contraddizioni tra l&#8217;ideale di oblatività, cui coscientemente il candidato aspira, e la sua vita concreta &#8211; sia con le difficoltà proprie di un progressivo sviluppo delle virtù umane e relazionali. L&#8217;aiuto del padre spirituale e del confessore è fondamentale e imprescindibile per superarle con la grazia di Dio. In alcuni casi, tuttavia, lo sviluppo di queste qualità umane e relazionali può essere ostacolato da particolari ferite del passato non ancora risolte.<br />
Infatti, coloro che oggi chiedono di entrare in seminario riflettono, in modo più o meno accentuato, il disagio di un&#8217;emergente mentalità caratterizzata da consumismo, da instabilità nelle relazioni familiari e sociali, da relativismo morale, da visioni errate della sessualità, da precarietà delle scelte, da una sistematica opera di negazione dei valori, soprattutto da parte dei mass-media.<br />
Tra i candidati si possono trovare alcuni che provengono da particolari esperienze &#8211; umane, familiari, professionali, intellettuali, affettive &#8211; che in vario modo hanno lasciato ferite non ancora guarite e che provocano disturbi, sconosciuti nella loro reale portata allo stesso candidato e spesso da lui attribuiti erroneamente a cause esterne a sé, senza avere, quindi, la possibilità di affrontarli adeguatamente (20).<br />
È evidente che tutto ciò può condizionare la capacità di progredire nel cammino formativo verso il sacerdozio.<br />
Si casus ferat (21) &#8211; ossia nei casi eccezionali che presentano particolari difficoltà &#8211; il ricorso a esperti nelle scienze psicologiche, sia prima dell&#8217;ammissione al seminario sia durante il cammino formativo, può aiutare il candidato nel superamento di quelle ferite, in vista di una sempre più stabile e profonda interiorizzazione dello stile di vita di Gesù Buon Pastore, Capo e Sposo della Chiesa (22).<br />
Per una corretta valutazione della personalità del candidato, l&#8217;esperto potrà fare ricorso sia a interviste, sia a test, da attuare sempre con il previo, esplicito, informato e libero consenso del candidato (23).<br />
Consideratane la particolare delicatezza, dovrà essere evitato l&#8217;uso di specialistiche tecniche psicologiche o psicoterapeutiche da parte dei formatori.<br />
6. È utile che il rettore e gli altri formatori possano contare sulla collaborazione di esperti nelle scienze psicologiche, che comunque non possono fare parte dell&#8217;équipe dei formatori. Essi dovranno aver acquisito competenza specifica in campo vocazionale e, alla professionalità, unire la sapienza dello Spirito.<br />
Nella scelta degli esperti cui fare ricorso per la consulenza psicologica, per garantire meglio l&#8217;integrazione con la formazione morale e spirituale, evitando deleterie confusioni o contrapposizioni, si tenga presente che essi, oltre a distinguersi per la loro solida maturità umana e spirituale, devono ispirarsi a un&#8217;antropologia che condivida apertamente la concezione cristiana circa la persona umana, la sessualità, la vocazione al sacerdozio e al celibato, così che il loro intervento tenga conto del mistero dell&#8217;uomo nel suo personale dialogo con Dio, secondo la visione della Chiesa.<br />
Là ove non fossero disponibili tali esperti, si provveda alla loro specifica preparazione (24).<br />
L&#8217;ausilio delle scienze psicologiche deve integrarsi nel quadro della globale formazione del candidato, così da non ostacolare, ma da assicurare in modo particolare la salvaguardia del valore irrinunciabile dell&#8217;accompagnamento spirituale, il cui compito è di mantenere orientato il candidato alla verità del ministero ordinato, secondo la visione della Chiesa. Il clima di fede, di preghiera, di meditazione della Parola di Dio, di studio della teologia e di vita comunitaria &#8211; fondamentale per la maturazione di una generosa risposta alla vocazione ricevuta da Dio &#8211; permetterà al candidato una corretta comprensione del significato e l&#8217;integrazione del ricorso alle competenze psicologiche nel suo cammino vocazionale.<br />
7. Il ricorso agli esperti nelle scienze psicologiche dovrà essere regolato nei diversi Paesi dalle rispettive Rationes institutionis sacerdotalis e nei singoli seminari dagli ordinari o superiori maggiori competenti, con fedeltà e coerenza ai princìpi e alle direttive del presente documento.</p>
<p>a. <strong>Discernimento iniziale</strong></p>
<p>8. È necessario, fin dal momento in cui il candidato si presenta per essere accolto in seminario, che il formatore possa conoscerne accuratamente la personalità, le attitudini, le disposizioni, le risorse, le potenzialità e i diversi eventuali tipi di ferite, valutandone la natura e l&#8217;intensità.<br />
Non bisogna dimenticare la possibile tendenza di alcuni candidati a minimizzare o a negare le proprie debolezze: essi non parlano ai formatori di alcune loro gravi difficoltà, temendo di poter non essere capiti e di non essere accettati. Coltivano così attese poco realistiche nei confronti del proprio futuro. Al contrario, vi sono candidati che tendono a enfatizzare le loro difficoltà, considerandole ostacolo insormontabile per il cammino vocazionale.<br />
Il discernimento tempestivo degli eventuali problemi che ostacolassero il cammino vocazionale &#8211; quali l&#8217;eccessiva dipendenza affettiva, l&#8217;aggressività sproporzionata, l&#8217;insufficiente capacità di essere fedele agli impegni assunti e di stabilire rapporti sereni di apertura, fiducia e collaborazione fraterna e con l&#8217;autorità, l&#8217;identità sessuale confusa o non ancora ben definita &#8211; non può che essere di grande beneficio per la persona, per le istituzioni vocazionali e per la Chiesa.<br />
Nella fase del discernimento iniziale, l&#8217;aiuto di esperti nelle scienze psicologiche può essere necessario anzitutto a livello propriamente diagnostico, qualora ci fosse il dubbio di presenza di disturbi psichici. Se si constatasse la necessità di una terapia, dovrebbe essere attuata prima dell&#8217;ammissione al seminario o alla casa di formazione.<br />
L&#8217;aiuto degli esperti può essere utile ai formatori anche per delineare un cammino formativo personalizzato secondo le specifiche esigenze del candidato.<br />
Nella valutazione della possibilità di vivere, in fedeltà e gioia, il carisma del celibato, quale dono totale della propria vita a immagine di Cristo Capo e Pastore della Chiesa, si tenga presente che non basta accertarsi della capacità di astenersi dall&#8217;esercizio della genitalità, ma è necessario anche valutare l&#8217;orientamento sessuale, secondo le indicazioni emanate da questa Congregazione (25). La castità per il Regno, infatti, è molto di più della semplice mancanza di relazioni sessuali.<br />
Alla luce delle finalità indicate, la consultazione psicologica può in alcuni casi risultare utile.</p>
<p>b. <strong>Formazione successiva</strong></p>
<p>9. Nel periodo della formazione, il ricorso a esperti nelle scienze psicologiche, oltre a rispondere alle necessità generate da eventuali crisi, può essere utile a sostenere il candidato nel suo cammino verso un più sicuro possesso delle virtù umane e morali; può fornire al candidato una più profonda conoscenza della propria personalità e può contribuire a superare, o a rendere meno rigide, le resistenze psichiche alle proposte formative.<br />
Una maggiore padronanza, non solo delle proprie debolezze, ma anche delle proprie forze umane e spirituali (26), permette di donarsi con la dovuta consapevolezza e libertà a Dio, nella responsabilità verso se stessi e verso la Chiesa.<br />
Non si sottovaluti, tuttavia, il fatto che la maturità cristiana e vocazionale raggiungibile, grazie anche all&#8217;aiuto delle competenze psicologiche, benché illuminate e integrate dai dati dell&#8217;antropologia della vocazione cristiana, e quindi della grazia, non sarà mai esente da difficoltà e tensioni che richiedono disciplina interiore, spirito di sacrificio, accettazione della fatica e della croce (27), e affidamento all&#8217;aiuto insostituibile della grazia (28).</p>
<p>10. Il cammino formativo dovrà essere interrotto nel caso in cui il candidato, nonostante il suo impegno, il sostegno dello psicologo o la psicoterapia, continuasse a manifestare incapacità ad affrontare realisticamente, sia pure con la gradualità di ogni crescita umana, le proprie gravi immaturità (forti dipendenze affettive, notevole mancanza di libertà nelle relazioni, eccessiva rigidità di carattere, mancanza di lealtà, identità sessuale incerta, tendenze omosessuali fortemente radicate, e così via).<br />
Lo stesso deve valere anche nel caso in cui risultasse evidente la difficoltà a vivere la castità nel celibato, vissuto come un obbligo così pesante da compromettere l&#8217;equilibrio affettivo e relazionale.</p>
<p>IV. <strong>La richiesta di indagini specialistiche e il rispetto dell&#8217;intimità del candidato</strong></p>
<p>11. Spetta alla Chiesa scegliere le persone che ritiene adatte al ministero pastorale ed è suo diritto e dovere verificare la presenza delle qualità richieste in coloro che essa ammette al ministero sacro (29).<br />
Il canone 1051 1 del Codice di Diritto Canonico prevede che per lo scrutinio delle qualità richieste in vista dell&#8217;ordinazione si provveda, tra l&#8217;altro, all&#8217;indagine sullo stato di salute fisica e psichica del candidato (30).<br />
Il canone 1052 stabilisce che il vescovo, per poter procedere all&#8217;ordinazione, deve avere la certezza morale sull&#8217;idoneità del candidato, &#8220;provata con argomenti positivi&#8221; ( 1) e che, nel caso di un dubbio fondato, non deve procedere all&#8217;ordinazione (cfr. 3).<br />
Da ciò deriva che la Chiesa ha il diritto di verificare, anche con il ricorso alla scienza medica e psicologica, l&#8217;idoneità dei futuri presbiteri. Infatti, è proprio del vescovo o del superiore competente non solo sottoporre a esame l&#8217;idoneità del candidato, ma anche riconoscerla. Il candidato al presbiterato non può imporre le proprie personali condizioni, ma deve accettare con umiltà e gratitudine le norme e le condizioni che la Chiesa stessa, per la sua parte di responsabilità, pone (31). Per cui, in casi di dubbio circa l&#8217;idoneità, l&#8217;ammissione al seminario o alla casa di formazione sarà possibile, talvolta, soltanto dopo una valutazione psicologica della personalità.<br />
12. Il diritto e il dovere dell&#8217;istituzione formativa di acquisire le conoscenze necessarie per un giudizio prudenzialmente certo sull&#8217;idoneità del candidato non possono ledere il diritto alla buona fama di cui la persona gode, né il diritto a difendere la propria intimità, come prescritto dal canone 220 del Codice di Diritto Canonico. Ciò significa che si potrà procedere alla consulenza psicologica solo con il previo, esplicito, informato e libero consenso del candidato.<br />
I formatori assicurino un&#8217;atmosfera di fiducia, così che il candidato possa aprirsi e partecipare con convinzione all&#8217;opera di discernimento e di accompagnamento, offrendo &#8220;la sua personale convinta e cordiale collaborazione&#8221; (32). A lui è richiesta un&#8217;apertura sincera e fiduciosa con i propri formatori. Solo facendosi sinceramente conoscere da loro può essere aiutato in quel cammino spirituale che egli stesso cerca entrando in seminario.<br />
Importanti, e spesso determinanti per superare eventuali incomprensioni, saranno sia il clima educativo tra alunni e formatori &#8211; contrassegnato da apertura e trasparenza &#8211; sia le motivazioni e le modalità con cui i formatori presenteranno al candidato il suggerimento di una consulenza psicologica.<br />
Si eviti l&#8217;impressione che tale suggerimento significhi preludio di un&#8217;inevitabile dimissione dal seminario o dalla casa di formazione.<br />
Il candidato potrà rivolgersi liberamente o a un esperto, scelto tra quelli indicati dai formatori, oppure a uno scelto da lui stesso e accettato da loro.<br />
Secondo le possibilità, dovrebbe essere sempre garantita ai candidati una libera scelta tra vari esperti che abbiano i requisiti indicati (33).<br />
Qualora il candidato, davanti a una richiesta motivata da parte dei formatori, rifiutasse di accedere a una consulenza psicologica, essi non forzeranno in alcun modo la sua volontà e procederanno prudentemente nell&#8217;opera di discernimento con le conoscenze di cui dispongono, tenendo conto del citato canone 1052 1.</p>
<p>V. <strong>Il rapporto dei responsabili della formazione con l&#8217;esperto</strong></p>
<p>a. <strong>I responsabili del foro esterno</strong></p>
<p>13. In spirito di fiducia reciproca e collaborazione alla propria formazione, il candidato potrà essere invitato a dare liberamente il proprio consenso scritto affinché l&#8217;esperto nelle scienze psicologiche, tenuto al segreto professionale, possa comunicare gli esiti della consultazione ai formatori, da lui stesso indicati. Essi si serviranno delle informazioni, in tal modo acquisite, per elaborare un quadro generale della personalità del candidato e per trarre le opportune indicazioni in vista del suo ulteriore cammino formativo o dell&#8217;ammissione all&#8217;ordinazione.<br />
Onde proteggere, nel presente e nel futuro, l&#8217;intimità e la buona fama del candidato si presti particolare cura affinché le esternazioni dell&#8217;esperto siano accessibili esclusivamente ai responsabili della formazione, con il preciso e vincolante divieto di farne uso diverso da quello proprio del discernimento vocazionale e della formazione del candidato.</p>
<p>b. <strong>Carattere specifico della direzione spirituale</strong></p>
<p>14. Al padre spirituale spetta un compito non lieve nel discernimento della vocazione, sia pure nell&#8217;ambito della coscienza.<br />
Fermo restando che la direzione spirituale non può in alcun modo essere scambiata per o sostituita da forme di analisi o di aiuto psicologico e che la vita spirituale di per sé favorisce una crescita nelle virtù umane, se non ci sono blocchi di natura psicologica (34), il padre spirituale può trovarsi, per chiarire dubbi altrimenti non risolvibili, nella necessità di suggerire una consulenza psicologica, senza comunque mai imporla, onde procedere con maggior sicurezza nel discernimento e nell&#8217;accompagnamento spirituale (35).<br />
Nel caso di una richiesta di consulenza psicologica da parte del padre spirituale, è auspicabile che il candidato, oltre a rendere edotto lo stesso padre spirituale dei risultati della consultazione, informi altresì il formatore di foro esterno, specialmente se lo stesso padre spirituale lo avrà invitato a questo.<br />
Qualora il padre spirituale ritenga utile acquisire direttamente lui stesso informazioni dal consulente, proceda secondo quanto indicato al numero 13 per i formatori di foro esterno.<br />
Dai risultati della consulenza psicologica il padre spirituale trarrà le indicazioni opportune per il discernimento di sua competenza e per i consigli da dare al candidato, anche in ordine al proseguimento o meno del cammino formativo.</p>
<p>c. <strong>Aiuto dell&#8217;esperto al candidato e ai formatori</strong></p>
<p>15. L&#8217;esperto &#8211; in quanto richiesto &#8211; aiuterà il candidato a raggiungere una maggiore conoscenza di sé, delle proprie potenzialità e vulnerabilità. Lo aiuterà anche a confrontare gli ideali vocazionali proclamati con la propria personalità, onde stimolare una adesione personale, libera e consapevole alla propria formazione. Sarà compito dell&#8217;esperto fornire al candidato le opportune indicazioni sulle difficoltà che egli sta sperimentando e sulle loro possibili conseguenze per la sua vita e per il suo futuro ministero sacerdotale.<br />
Effettuata l&#8217;indagine, tenendo conto anche delle indicazioni offertegli dai formatori, l&#8217;esperto, solo con il previo consenso scritto del candidato, darà loro il suo contributo per comprendere il tipo di personalità e le problematiche che il soggetto sta affrontando o deve affrontare.<br />
Egli indicherà anche, secondo la sua valutazione e le proprie competenze, le prevedibili possibilità di crescita della personalità del candidato. Suggerirà, inoltre, se necessario, forme o itinerari di sostegno psicologico.</p>
<p>VI. <strong>Le persone dimesse o che liberamente hanno lasciato seminari o case di formazione</strong></p>
<p>16. È contrario alle norme della Chiesa ammettere al seminario o alla casa di formazione persone già uscite o, a maggior ragione, dimesse da altri seminari o da case di formazione, senza assumere prima le dovute informazioni dai loro rispettivi vescovi o superiori maggiori, soprattutto circa le cause della dimissione o dell&#8217;uscita (36).<br />
È preciso dovere dei precedenti formatori fornire informazioni esatte ai nuovi formatori.<br />
Si presti particolare attenzione al fatto che spesso i candidati lasciano l&#8217;istituzione educativa di spontanea volontà per prevenire una dimissione forzata.<br />
Nel caso di passaggio ad altro seminario o casa di formazione, il candidato deve informare i nuovi formatori della consultazione psicologica precedentemente effettuata. Solo con il libero consenso scritto del candidato, i nuovi formatori potranno avere accesso alle comunicazioni dell&#8217;esperto che aveva effettuato la consultazione.<br />
Nel caso si ritenga di poter accogliere in seminario un candidato che, dopo la precedente dimissione, si sia sottoposto a trattamento psicologico, si verifichi prima, per quanto è possibile, con accuratezza la sua condizione psichica, assumendo, tra l&#8217;altro, dopo aver ottenuto il suo libero consenso scritto, le dovute informazioni presso l&#8217;esperto che lo ha accompagnato.<br />
Nel caso in cui un candidato chiede il passaggio a un altro seminario o casa di formazione dopo essere ricorso a un esperto in psicologia, senza voler accettare che la perizia sia a disposizione dei nuovi formatori, si tenga presente che l&#8217;idoneità del candidato deve essere provata con argomenti positivi, a norma del citato canone 1052, e quindi deve essere escluso ogni ragionevole dubbio.</p>
<p><strong>Conclusione</strong></p>
<p>17. Tutti coloro che, a vario titolo, sono coinvolti nella formazione offrano la loro convinta collaborazione, nel rispetto delle specifiche competenze di ciascuno, affinché il discernimento e l&#8217;accompagnamento vocazionale dei candidati siano adatti a &#8220;portare al sacerdozio solo coloro che sono stati chiamati e di portarli adeguatamente formati, ossia con una risposta cosciente e libera di adesione e di coinvolgimento di tutta la loro persona a Gesù Cristo che chiama all&#8217;intimità di vita con lui e alla condivisione della sua missione di salvezza&#8221; (37).<br />
Il Sommo Pontefice Benedetto XVI, nel corso dell&#8217;udienza concessa il 13 giugno 2008 al sottoscritto cardinale prefetto, ha approvato il presente documento e ne ha autorizzato la pubblicazione.</p>
<p>Roma, 29 giugno 2008, solennità dei santi Pietro e Paolo, Apostoli.</p>
<p>Zenon cardinale Grocholewski<br />
Prefetto della Congregazione per l&#8217;Educazione Cattolica</p>
<p>Jean-Louis Bruguès<br />
Arcivescovo Segretario della Congregazione</p>
<p><strong>Note</strong></p>
<p>1) Giovanni Paolo II, Esortazione apostolica post-sinodale Pastores dabo vobis (25 marzo 1992), n. 35b-c: Acta Apostolicae Sedis, 84 (1992), 714.<br />
2) Ibidem, n. 35d:  Acta Apostolicae Sedis, 84 (1992), 715.<br />
3) Ibidem, n. 65d:  Acta Apostolicae Sedis, 84 (1992), 771.<br />
4) Ibidem, n. 35e:  Acta Apostolicae Sedis, 84 (1992), 715.<br />
5) Cfr. ibidem, nn. 66-67:  Acta Apostolicae Sedis, 84 (1992), 772-775.<br />
6) Di tali condizioni viene data una descrizione molto ampia in Pastores dabo vobis, nn. 43-44: Acta Apostolicae Sedis, 84 (1992), 731-736; cfr. Codex Iuris Canonici, canoni 1029 e 1041, 1.<br />
7) In quanto essa, &#8220;per ogni presbitero (&#8230;) costituisce il cuore che unifica e vivifica il suo essere prete e il suo fare il prete&#8221;: Pastores dabo vobis, n. 45c: Acta Apostolicae Sedis, 84 (1992), 737.<br />
 <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> Pastores dabo vobis, n. 43:  Acta Apostolicae Sedis, 84 (1992), 731-733.<br />
9) Cfr. ibidem; cfr. anche concilio Ecumenico Vaticano II, Decreto sulla formazione sacerdotale Optatam totius (28 ottobre 1965), n. 11: Acta Apostolicae Sedis, 58 (1966), 720-721; Decreto sul ministero e la vita dei presbiteri Presbyterorum ordinis (7 dicembre 1965), n. 3: Acta Apostolicae Sedis, 58 (1966), 993-995; Congregazione per l&#8217;Educazione Cattolica, Ratio fundamentalis institutionis sacerdotalis (19 marzo 1985), n. 51.<br />
10) Cfr. Pastores dabo vobis, n. 17:  Acta Apostolicae Sedis, 84 (1992), 682-684.<br />
11) Paolo VI, nella Lettera enciclica Sacerdotalis cælibatus (24 giugno 1967), tratta esplicitamente di questa necessaria capacità del candidato al sacerdozio ai nn. 63-64: Acta Apostolicae Sedis, 59 (1967), 682-683. Egli conclude al n. 64: &#8220;Una vita così totalmente e delicatamente impegnata nell&#8217;intimo e all&#8217;esterno, come quella del sacerdote celibe, esclude, infatti, soggetti di insufficiente equilibrio psicofisico e morale, né si deve pretendere che la grazia supplisca in ciò la natura&#8221;. Cfr. anche Pastores dabo vobis, n. 44: Acta Apostolicae Sedis, 84 (1992), 733-736.<br />
Nel percorso evolutivo assume un&#8217;importanza speciale la maturità affettiva, un ambito dello sviluppo che richiede, oggi più di ieri, una particolare attenzione. &#8220;Si cresce nella maturità affettiva quando il cuore aderisce a Dio. Cristo ha bisogno di sacerdoti che siano maturi, virili, capaci di coltivare un&#8217;autentica paternità spirituale. Perché ciò accada, serve l&#8217;onestà con se stessi, l&#8217;apertura verso il direttore spirituale e la fiducia nella divina misericordia&#8221;, Benedetto XVI, &#8220;Discorso ai sacerdoti e ai religiosi nella Cattedrale di Varsavia&#8221; (25 maggio 2006), in: &#8220;L&#8217;Osservatore Romano&#8221; (26-27 maggio 2006), p. 7. Cfr. Pontificia Opera per le Vocazioni Ecclesiastiche, Nuove vocazioni per una nuova Europa, Documento finale del Congresso sulle Vocazioni al sacerdozio e alla Vita consacrata in Europa (Roma, 5-10 maggio 1997), a cura delle Congregazioni per l&#8217;Educazione Cattolica, per le Chiese Orientali, per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica (6 gennaio 1998), n. 37, pp. 111-120.<br />
13) Cfr. Pastores dabo vobis, n. 45a:  Acta Apostolicae Sedis, 84 (1992), 736.<br />
14) Cfr. Congregazione per l&#8217;Educazione Cattolica, Direttive sulla preparazione degli educatori nei Seminari (4 novembre 1993), nn. 36 e 57-59; cfr. soprattutto Optatam totius, n. 5: Acta Apostolicae Sedis, 58 (1966), 716-717.<br />
15) Pastores dabo vobis, n. 16e:  Acta Apostolicae Sedis, 84 (1992), 682.<br />
16) Congregazione per l&#8217;Educazione Cattolica, Orientamenti educativi per la formazione al celibato sacerdotale (11 aprile 1974), n. 38.<br />
17) Cfr. Pastores dabo vobis, n. 66c: Acta Apostolicae Sedis, 84 (1992), 773; Direttive sulla preparazione degli educatori nei Seminari, n. 57-59.<br />
18) Cfr. Optatam totius, n. 11:  Acta Apostolicae Sedis, 58 (1966), 720-721.<br />
19) Cfr. concilio Ecumenico Vaticano II, Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo Gaudium et spes (7 dicembre 1965), n. 10: Acta Apostolicae Sedis, 58 (1966), 1032-1033.<br />
20) Per meglio comprendere queste affermazioni, è opportuno fare riferimento alle seguenti affermazioni di Giovanni Paolo II: &#8220;L&#8217;uomo, dunque, porta in sé il germe della vita eterna e la vocazione a far propri i valori trascendentali; egli, però, resta interiormente vulnerabile e drammaticamente esposto al rischio di fallire la propria vocazione, a causa di resistenze e difficoltà che egli incontra nel suo cammino esistenziale sia a livello conscio, ove è chiamata in causa la responsabilità morale, sia a livello subconscio, e ciò sia nella sua vita psichica ordinaria, che in quella segnata da lievi o moderate psicopatologie, che non influiscono sostanzialmente sulla libertà della persona di tendere agli ideali trascendenti, responsabilmente scelti&#8221; (Allocuzione alla Rota Romana (25 gennaio 1988): Acta Apostolicae Sedis, 80 (1988), 1181).<br />
21) Cfr. Ratio fundamentalis institutionis sacerdotalis, n. 39; Congregazione per i vescovi, Direttorio per il ministero pastorale dei vescovi Apostolorum Successores (22 febbraio 2004), n. 88.<br />
22) Cfr. Pastores dabo vobis, n. 29d:  Acta Apostolicae Sedis, 84 (1992), 704.<br />
23) Cfr. Congregazione per i Religiosi e gli Istituti Secolari, Istruzione sull&#8217;aggiornamento della formazione alla vita religiosa (6 gennaio 1969), n. 11 iii: Acta Apostolicae Sedis, 61 (1969), 113.<br />
24) Cfr. Giovanni Paolo II: &#8220;Sarà opportuno curare la preparazione di esperti psicologi i quali, al buon livello scientifico, uniscano una comprensione profonda della concezione cristiana circa la vita e la vocazione al sacerdozio, così da essere in grado di fornire supporti efficaci alla necessaria integrazione tra la dimensione umana e quella soprannaturale&#8221;. (&#8220;Discorso ai partecipanti alla Sessione Plenaria della Congregazione per l&#8217;Educazione Cattolica&#8221; 4 febbraio 2002, n. 2: Acta Apostolicae Sedis, 94, 2002, 465).<br />
25) Cfr. Congregazione per l&#8217;Educazione Cattolica, Istruzione circa i criteri di discernimento vocazionale riguardo alle persone con tendenze omosessuali in vista della loro ammissione al seminario e agli Ordini Sacri (4 novembre 2005): Acta Apostolicae Sedis, 97 (2005), 1007-1013.<br />
26) Cfr. Orientamenti educativi per la formazione al celibato sacerdotale, n. 38.<br />
27) Cfr. Pastores dabo vobis, n. 48d:  Acta Apostolicae Sedis, 84 (1992), 744.<br />
28) Cfr. 2 Corinzi, 12, 7-10.<br />
29) Cfr. Codex Iuris Canonici, canoni 1025, 1051 e 1052; Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Carta circular Entre las más delicadas a los excelentísimos y reverendísimos señores obispos diocesanos y demás ordinarios canónicamente facultados para llamar a las sagradas ordenes, sobre los escrutinios acerca de la idoneidad de los candidatos (10 novembre 1997): Notitiae 33 (1997), pp. 495-506.<br />
30) Cfr. Codex Iuris Canonici, canoni  1029,  1031 1 e 1041, 1;  Ratio fundamentalis institutionis sacerdotalis, n. 39.<br />
31) Cfr. Pastores dabo vobis, n. 35g:  Acta Apostolicae Sedis, 84 (1992), 715.<br />
32) Ibidem, n. 69b:  Acta Apostolicae Sedis, 84 (1992), 778.<br />
33) Cfr. n. 6 di questo documento.<br />
34) Cfr. nota n. 20.<br />
35) Cfr. Pastores dabo vobis, n. 40c:  Acta Apostolicae Sedis, 84 (1992), 725.<br />
36) Cfr. Codex Iuris Canonici, canone 241, 3; Congregazione per l&#8217;Educazione Cattolica, Istruzione alle Conferenze Episcopali circa l&#8217;ammissione in Seminario di candidati provenienti da altri Seminari o Famiglie religiose (8 marzo 1996).<br />
37) Pastores dabo vobis, n. 42c:  Acta Apostolicae Sedis, 84 (1992), 730.</p>
<p>(©L&#8217;Osservatore Romano &#8211; 31 ottobre 2008)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Vaticano ( attraverso l'ORP) assume dipendenti in nero]]></title>
<link>http://giovannipaolo.wordpress.com/2008/10/29/il-vaticano-attraverso-lorp-assume-dipendenti-in-nero/</link>
<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 00:00:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>lolek74</dc:creator>
<guid>http://giovannipaolo.wordpress.com/2008/10/29/il-vaticano-attraverso-lorp-assume-dipendenti-in-nero/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;opera Romana Pellegrinaggi assume in nero personale per gli autobus che fanno il tour turist]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>L&#8217;opera Romana Pellegrinaggi assume in nero personale per gli autobus che fanno il tour turistico di Roma. La sconcertante notizia è stata data dalle Iene durante <a href="http://www.video.mediaset.it/video.html?sito=iene&#38;data=2008/10/28&#38;id=4985&#38;categoria=puntata&#38;from=iene" target="_blank">un servizio per la puntata</a> del 28 ottobre. Hostess e personale addetto alla vendita biglietti venivano assunti senza che venissero loro corrisposti i contributi previdenziali e senza assistenza sanitaria e assicurativa contro gli infortuni. Come si <a href="http://www.orpnet.org/Home.asp" target="_blank">legge dal loro sito Internet</a> <span class="Testo">l&#8217;Opera Romana Pellegrinaggi è un&#8217;attività istituzionale del Vicariato di Roma, Organo della Santa Sede, alle dirette dipendenze del Cardinale Vicario del Papa.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Famiglia Cristiana critica la riforma Gelmini]]></title>
<link>http://giovannipaolo.wordpress.com/2008/10/28/famiglia-cristiana-critica-la-riforma-gelmini/</link>
<pubDate>Tue, 28 Oct 2008 17:50:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>lolek74</dc:creator>
<guid>http://giovannipaolo.wordpress.com/2008/10/28/famiglia-cristiana-critica-la-riforma-gelmini/</guid>
<description><![CDATA[Il popolare settimanale dei paolini non usa mezze misure nel criticare i provvedimenti del governo s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il popolare settimanale dei paolini <a href="http://www.sanpaolo.org/fc/0844fc/0844fc03.htm" target="_blank">non usa mezze misure nel criticare </a>i provvedimenti del governo su scuola e università: non si tratta di una riforma ma d tagli di spesa. E  studenti e professori hanno ragione a protestare. L&#8217;unica soluzione è quella di prendere atto dell&#8217;errore e ritirare il decreto. Ecco alcuni tra i passi più significativi dell&#8217;editoriale di FC:</p>
<p><em>Studenti e professori hanno seri motivi per protestare. E non per il voto     in condotta o il grembiulino (che possono anche andar bene), ma per i tagli     indiscriminati che «colpiscono il cuore pulsante di una nazione»</em></p>
<p><em>Non si garantisce così il diritto allo studio: prima si decide e poi,     travolti dalle proteste, s’abbozza una farsa di dialogo. Il bene della     scuola (ma anche del Paese) richiede la sospensione o il ritiro del decreto     Gelmini. Per senso di responsabilità; l’ostinazione, infatti, è segno di     debolezza. Né si potrà pensare di ricorrere a vie autoritarie o a forze di     polizia. Un Paese che guarda al futuro investe nella scuola e nella     formazione, razionalizzando la spesa, eliminando sprechi, privilegi e &#8220;baronìe&#8221;,     nonché le &#8220;allegre e disinvolte gestioni&#8221;.</em></p>
<p><em>Tremonti ha dettato la linea, la volenterosa Gelmini è andata allo     sbaraglio, spacciando per riforma la scure sulla scuola. Nessun Governo era     giunto a tanto, anche se i vari ministri dovevano sempre chiedere in     ginocchio le briciole al Tesoro. Oggi l’università italiana ha una     &#8220;produttività&#8221; pessima, ha il record mondiale dei fuori corso, la     metà delle matricole non arriva alla laurea. Per i dottorati di ricerca     stiamo peggio della Grecia: 16 ogni mille abitanti (in Francia sono 76 e in     Germania addirittura 81). <!--more--><br />
</em></p>
<p><em><strong>Che contributo si può dare alla formazione del capitale umano tra     resistenze e tagli </strong>di bilancio? Pochi sanno che lo stipendio dei     professori universitari non è regolato da contratto nazionale ma, come per     magistrati e parlamentari, aumenta automaticamente ogni due anni, senza     controllo. Gli stipendi si portano via l’88 per cento del Fondo dello     Stato alle università. Percentuale destinata a salire con i tagli, con     grave danno a didattica e ricerca. La riforma dell’istruzione la chiedono     tutti. Nessuno, però, la ritiene una &#8220;priorità&#8221;. Si procede solo     con slogan nelle piazze e improvvisazioni politiche.</em></p>
<p>jkkk<em><br />
</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[famiglia cristiana critica il Governo sulla violenza negli stadi]]></title>
<link>http://giovannipaolo.wordpress.com/2008/09/11/famiglia-cristiana-critica-il-governo-sulla-violenza-negli-stadi/</link>
<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 13:24:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>lolek74</dc:creator>
<guid>http://giovannipaolo.wordpress.com/2008/09/11/famiglia-cristiana-critica-il-governo-sulla-violenza-negli-stadi/</guid>
<description><![CDATA[Famiglia cristiana torna a criticare il governo. Dopo averlo accusato di razzismo in merito alla dec]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft" src="http://www.sanpaolo.org/fc/0837fc/images/fc37cop.jpg" alt="" width="151" height="191" />Famiglia cristiana torna a criticare il governo. Dopo averlo accusato di razzismo in merito alla decisione di prendere le impronte digitali ai rom ora il settimanale dei pailoni si scaglia contro l&#8217;esecutivo reo di essere troppo debole nei confronti della violenza degli ultras del calcio.  Un atteggiamento tanto più grave se si tiene conto che Berlusconi ha impostato  la sua campagna elettorale puntando molto sul tema della sicurezza. da qui la critica di Famiglia Cristiana che imputa al governo un doppio metro di condotta: essere &#8220;<em>forti e arroganti con i deboli     (rom e immigrati), e pavidi e impotenti con chi tiene in scacco lo Stato e     detta le sue leggi in vaste zone del Sud (vedi camorra, ’ndrangheta e     mafia</em>).&#8221; Questo nonostante i numeri della stagione calcistica 2007-2008 siano chiari: 144     incontri con incidenti, 161 feriti tra i tifosi, 200 tra le forze dell’ordine,     292 arresti, 999 denunce. Ma guai a chiamarla emergenza! Il giocattolo     calcio non si tocca, neppure se il capitano della Nazionale campione del     mondo, Fabio Cannavaro, dice: «Io oggi non porterei i miei figli in uno     stadio italiano».</p>
<p><a href="http://www.sanpaolo.org/fc/0837fc/0837fc05.htm" target="_blank">LEGGI L&#8217;ARTICOLO COMPLETO DI FAMIGLIA CRISTIANA</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
