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	<title>socrate &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/socrate/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "socrate"</description>
	<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 14:03:45 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA["FILOSOFIA PER DISOCCUPATI"]]></title>
<link>http://vogliamolavorare.wordpress.com/2009/11/23/filosofia-per-disoccupati/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 09:44:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>stefi76</dc:creator>
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<description><![CDATA[FILOSOFIA PER DISOCCUPATI LA CONSOLAZIONE DEI PROBLEMI DEL LAVORO DA SOCRATE A SCHOPENAUER Jean Loui]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p lang="it-IT"><strong><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><a href="http://vogliamolavorare.wordpress.com/files/2009/11/copertina_libro.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-36" style="margin-left:10px;margin-right:10px;" title="copertina_libro" src="http://vogliamolavorare.wordpress.com/files/2009/11/copertina_libro.jpg?w=106" alt="copertina_libro_filosofia_per_disoccupati" width="115" height="161" /></a></span></strong><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p><strong>FILOSOFIA PER DISOCCUPATI<br />
LA CONSOLAZIONE DEI PROBLEMI DEL LAVORO DA SOCRATE A SCHOPENAUER<br />
Jean Louis Cianni, Ed. Rizzoli</strong></p>
<p>Quando per la prima volta notai questo libro, due anni fa sullo scaffale di una libreria del centro di Torino, decisi di comprarlo subito: il suo titolo e soprattutto il sottotitolo mi avevano fatto pensare che fosse adatto alla situazione in cui mi trovavo: chissà, forse mi poteva aiutare veramente, anche se la filosofia, penso a causa di una pessima insegnante avuta al liceo, mi aveva sempre fatto venire il mal di testa e non ero mai riuscita a capire quale funzione potesse avere nella vita pratica.</p>
<p>Il libro però, per vari motivi, dallo scaffale  della libreria è passato al mio e lì è rimasto per un anno e mezzo circa. Poi la disoccupazione, puntuale come un&#8217;influenza invernale, è ritornata e guardando da lontano la copertina di quel libro mi sono detta che forse leggerlo mi avrebbe aiutato, anche se continuavo a chiedermi come avrebbe potuto farlo la filosofia, materia che mi sembrava così lontana dal mondo di noi comuni mortali. Leggendo il libro ti accorgi che invece la filosofia  non è poi tanto distante dalla vita quotidiana e dai suoi problemi e che questa materia, che durante il nostro percorso di studi ci è sembrata così astrusa, è in realtà più pratica di quanto si pensi.</p>
<p>Jean-Louis Cianni, l&#8217;autore del libro, non parla dall&#8217;alto di una cattedra o di una scrivania. Ha vissuto sulla propria pelle la piaga della disoccupazione. Dopo aver lavorato per anni come direttore della comunicazione per una compagnia aerea, si ritrova senza un lavoro, in uno stato di abbandono: “Credo che la disoccupazione sia una prova particolare, in cui si sperimenta la morte dell&#8217;identità sociale per revoca del riconoscimento degli altri. Si soffre di abbandono. […] Chi cerca un lavoro non è uno scansafatiche né un approfittatore, è prima di tutto un uomo solo, all&#8217;interno di una specie che dovrebbe vivere in comunità. Ero un morto a metà, ero un morto vivente, ma non volevo morire. Dovevo reagire.”</p>
<p>Queste parole mi hanno colpito e hanno centrato in pieno la situazione in cui ogni disoccupato viene a trovarsi; anche io mi sentivo e mi sento così e anche io volevo reagire. Ora, ero curiosa di sapere come avrebbe reagito quest&#8217;uomo.<br />
La filosofia è stata la sua reazione e la sua terapia: “Un mattino più difficile degli altri sono andato verso la mia biblioteca di ex studente di filosofia. Mi guidava un&#8217; intuizione: pensatori della sopportazione e della resistenza a ogni colpo del destino, gli stoici mi aiutarono ad affrontarela mia interminabile prova.” Nelle sue letture J.L. Cianni ha riscoperto la funzione consolatrice della filosofia e le sue meditazioni hanno preso vita attraverso la scrittura. I tredici capitoli del libro sono tredici meditazioni con le quali il nostro autore e collega di sventura ci fa viaggiare attraverso il pensiero di alcuni  filosofi, dall&#8217;antichità all&#8217;epoca moderna, applicando il loro modo di vedere la vita, e quindi di viverla, ai problemi, alle incognite e alle incertezze che la società in cui stiamo vivendo ci “regala” giorno dopo giorno.</p>
<p>Per l&#8217;autore la filosofia diventa “un kit di sopravvivenza”: iniziare a parlare della fine della vita di ogni filosofo (come la situazione di morte  in cui si trovava l&#8217;autore) per passare ai loro pensieri e quindi alla loro concezione della vita e alla vita stessa. La lettura di questo libro sarà utile e consolatoria per chi è disoccupato come Jean-Louis Cianni e come, ahimè, moltissimi di noi, ma anche a chi vive momenti difficili: “Ecco quanto qui è offerto e dedicato a tutti coloro che stanno cercando un lavoro e, piu in generale, a tutti coloro che chiedono di tornare al mondo di prova. Che possano trovare la via della loro risurrezione filosofica!”</p>
<p>Buona Lettura a tutti i disoccupati, i precari e non!!<br />
Stefania</p>
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<title><![CDATA[L’art de se prendre un râteau – Préambule théorique]]></title>
<link>http://lhommedelannee.wordpress.com/2009/11/16/l%e2%80%99art-de-se-prendre-un-rateau-%e2%80%93-preambule-theorique/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 22:37:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>maxmanz</dc:creator>
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<description><![CDATA[J’en discutais hier encore avec moi-même et nous sommes tombés d’accord assez vite : se prendre un r]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>J’en discutais hier encore avec moi-même et nous sommes tombés d’accord assez vite : se prendre un râteau est injustement perçu comme un échec.</p>
<p>Or un beau râteau, incisif, sévère, accompli par une partenaire habituée et talentueuse, laisse à l’heureux élu qui le reçoit un souvenir éternel, lui fournit matière à réflexion pour la vie et le fait avancer dans l’intime connaissance qu’il a de lui-même. Socrate ainsi avait pour habitude de se prendre un râteau chaque matin. Enfin c’est ce qui se dit…</p>
<p>Contrairement à la tentative de séduction réussie, qui flatte l’ego aussi vainement que brièvement, la râteau pris de face, sans esquive, en restant bien stable sur ses appuis, fournit une satisfaction durable : joie d’avoir fait preuve de courage en essayant ; joie de ne pas avoir tué le désir en faisant l’erreur de l’assouvir ; joie de pouvoir réessayer demain…</p>
<p>L’homme a une maîtrise instinctive du râteau, qu’il se prend au collège avec une facilité désarmante, trouvant les mots justes, les gestes adéquats, les stratégies gagnantes… Malheureusement, l’expérience et les conseils mal avisés des amis lui font perdre au fil des ans ce talent naturel. Et des professionnels du râteau deviennent sous ce joug conformiste des gros relous en couple.</p>
<p>Or moi je dis non. Je dis retrouvons le collégien enfoui en nous qui trépigne à l’idée de faire des siennes. Je dis n’ayons pas peur du râteau, louons le râteau, osons le râteau, accueillons-le dans la joie, la ferveur et l’autosatisfaction.</p>
<p>Chaque râteau est une fête et doit le rester.</p>
<p>Grosse teuf cette semaine, où je vous aiderai à devenir des râteliers professionnels.</p>
<p>Prochain post : le râteau sur Facebook.</p>
<p>P.S : il est évident que les exemples qui suivront ne seront en aucun cas tirés de mon expérience personnelle, puisque, comme chacun sait, les râteaux, c’est moi qui les mets et c’est Paris Hilton qui les prend.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[socrate..filosofie..barfa...]]></title>
<link>http://panacosmin.wordpress.com/2009/11/15/socrate-filosofie-barfa/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 13:40:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cosmin Pana</dc:creator>
<guid>http://panacosmin.wordpress.com/2009/11/15/socrate-filosofie-barfa/</guid>
<description><![CDATA[In Grecia antica Socrate(469- 399 DC), era foarte mult laudat pentru intelepciunea lui. Intr-o zi, m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>In Grecia antica Socrate(469- 399 DC), era foarte mult laudat pentru</p>
<p>        intelepciunea lui.</p>
<p>        Intr-o zi, marele filozof s-a intalnit intamplator cu o cunostinta care</p>
<p>        alerga spre el agitat si care i-a spus:</p>
<p>        &#8216;Socrate, stii ce-am auzit tocmai acum, despre unul dintre studentii tai?&#8217;</p>
<p>        &#8216;Stai o clipa,&#8217; ii replica Socrate. &#8216;Inainte sa-mi spui, as vrea sa treci<br />
       printr-un mic test. Se numeste Testul celor Trei.&#8217;</p>
<p>        &#8216;Trei?&#8217;</p>
<p>        &#8216;Asa este,&#8217; a continuat Socrate. &#8216;Inainte sa-mi vorbesti despre studentul<br />
       meu, sa stam putin si sa testam ce ai de gand sa-mi spui.</p>
<p>        Primul test este cel al Adevarului. Esti absolute sigur ca ceea ce vrei</p>
<p>        sa-mi spui este adevarat?&#8217;</p>
<p>        &#8216;Nu,&#8217; spuse omul. &#8216;De fapt doar am auzit despre el.&#8217;</p>
<p>        &#8216;E-n regula,&#8217; zise Socrate. &#8216;Asadar, in realitate, tu nu stii daca este</p>
<p>        adevarat sau nu.</p>
<p>        Acum sa incercam testul al doilea, testul Binelui. Ceea ce vrei sa-mi spui<br />
       despre studentul meu este ceva de bine?&#8217;</p>
<p>        &#8216;Nu, dimpotriva.. .&#8217;</p>
<p>        &#8216;Deci,&#8217; a continuat Socrate, &#8216;vrei sa-mi spui ceva rau despre el, cu toate<br />
       ca nu esti sigur ca este adevarat?&#8217;</p>
<p>        Omul a dat din umeri, putin stanjenit.</p>
<p>        Socrate a continuat. &#8216;Totusi mai poti trece testul, pentru ca exista a</p>
<p>        treia proba-filtrul Folosintei. Ceea ce vrei sa-mi spui despre<br />
       studentul<br />
        meu imi este de folos?&#8217;<br />
        &#8216;Nu, nu chiar&#8230;&#8217;</p>
<p>        &#8216;Ei bine,&#8217; a conchis Socrate, &#8216;daca ceea ce vrei sa-mi spui nu este<br />
       nici<br />
        Adevarat, nici de Bine, nici macar de Folos, atunci de ce sa-mi mai spui?&#8217;</p>
<p>        Omul era invins si s-a rusinat.</p>
<p>        Si astfel Socrate nu a aflat niciodata ca nevasta-sa il insela cu</p>
<p>        studentul respectiv !!!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'odio per gli anni '70 e la retorica dei "calli"]]></title>
<link>http://baruda.net/2009/11/15/lodio-per-gli-anni-70-e-la-retorica-dei-calli/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 12:22:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[C&#8217;è una categoria di questo blog a cui tengo molto.  E&#8217; quella dedicata ai compagni ucci]]></description>
<content:encoded><![CDATA[C&#8217;è una categoria di questo blog a cui tengo molto.  E&#8217; quella dedicata ai compagni ucci]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'invettiva di Socrate]]></title>
<link>http://mariodomina.wordpress.com/2009/11/11/linvettiva-di-socrate/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 09:10:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>md</dc:creator>
<guid>http://mariodomina.wordpress.com/2009/11/11/linvettiva-di-socrate/</guid>
<description><![CDATA[Io accuso l&#8217;intera comunità degli adulti di avere corrotto sistematicamente l&#8217;infanzia e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a href="http://mariodomina.wordpress.com/files/2009/11/socrate-attaaaaack.jpg"><img class="size-medium wp-image-3718 aligncenter" title="Socrate! (Attaaaaack!)" src="http://mariodomina.wordpress.com/files/2009/11/socrate-attaaaaack.jpg?w=300" alt="Socrate! (Attaaaaack!)" width="300" height="297" /></a><br />
<em><strong> Io accuso</strong></em></p>
<p style="text-align:center;"><em>l&#8217;intera comunità degli adulti</em><br />
di avere corrotto sistematicamente l&#8217;infanzia e la fanciullezza. Di averne deturpato il volto, il senso, la bellezza. Di averne distrutto la poesia, la meraviglia, la novità.</p>
<p style="text-align:center;"><em>Accuso i genitori e le famiglie</em><br />
di aver permesso che i loro figli nascessero in una società marcia, sudicia e profondamente immorale. Li accuso di aver messo al mondo i loro figli per lo più a casaccio. Li accuso di non averli amati a sufficienza, di averli lasciati in balìa del mondo, di non aver saputo resistere all&#8217;istinto riproduttivo.</p>
<p style="text-align:center;"><em>Accuso gli imprenditori, i pubblicitari, il sistema economico</em><br />
di avere mercificato le anime, le menti e i corpi fin nella culla. Di avere insozzato i bambini con il loro denaro, il loro desiderio di accumulo, la loro sporcizia consumistica. Di avere avvelenato l&#8217;aria, la terra, l&#8217;acqua, gli ambienti e i mondi delle future generazioni, dichiarando loro una vera e propria guerra preventiva.</p>
<p style="text-align:center;"><em>Accuso l&#8217;intero sistema</em></p>
<p style="text-align:center;"><em></em><!--more--></p>
<p style="text-align:center;">di avere adultizzato e sessualizzato i ragazzi (mentre giovanilizzava i vecchi), di averli indotti a crescere troppo presto così da consumare di più, di averli fatti diventare dei tubi desideranti e digerenti, di averli svuotati di ogni senso e significato, di averli indotti fin da subito a scimmiottare, a riprodurre e a moltiplicare il peggio di se stesso.</p>
<p style="text-align:center;"><em>Accuso la televisione</em><br />
di essere stata la cassa di risonanza principale di tutta questa merda. Di avere diffuso e promosso la pornografia generalizzata, di avere omologato tutto e tutti, di avere banalizzato la vita, la gioia, il dolore, la morte. Di avere distrutto il principio di realtà, amplificato i peggiori istinti, costruito recinti deculturalizzati per polli d&#8217;allevamento.</p>
<p style="text-align:center;"><em>Accuso i giornalisti</em><br />
di avere architettato una campagna criminalizzatrice contro gli adolescenti. Di averne costruito l&#8217;immagine unica di bulli, teppaglia, marmaglia, greggi e gregari, automi senza pensiero e senza spina dorsale, così da dare compimento al lavoro del sistema autorealizzando una pseudoverità.</p>
<p style="text-align:center;"><em>Accuso la scuola, gli insegnanti, gli educatori</em><br />
di avere gettato la spugna, di non aver fatto opposizione, di essere stati impotenti e inadeguati. Di avere lasciato che si dissolvesse l&#8217;ultima briciola della loro autorevolezza.</p>
<p style="text-align:center;"><em>Accuso la classe politica</em><br />
di essere inerte, incapace, inetta, corrotta, dannosa, capace solo di perpetuare se stessa e il proprio schifoso sistema di potere.</p>
<p style="text-align:center;"><em>Accuso questo governo</em><br />
di essere uno degli attori principali del processo in corso.<br />
Lo accuso per avermi accusato di essere il corruttore della gioventù, per avere sistematicamente falsificato la realtà e coperto le vere responsabilità.</p>
<p style="text-align:center;"><em>Accuso anche me stesso</em><br />
per avere rinunciato, per essermi fatto prendere dal vortice del disincanto e della disillusione, per avere bevuto l&#8217;amaro calice del veleno preferendo alla battaglia una dignitosa e pacifica ritirata, sacrificando il noi e la giustizia sull&#8217;altare dell&#8217;io e della libertà.</p>
<p style="text-align:center;">Sarei tentato, infine, di accusare<br />
<em>gli stessi bambini, i ragazzi, gli adolescenti e i giovani</em><br />
per non avere sufficiente fegato e coraggio, né sufficienti mezzi, che permettano loro di mandare tutti affanculo e di far saltare per aria il lurido sistema che li ha corrotti e rovinati per sempre.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Carlo Giovanardi e Ilaria, sorella di Stefano Cucchi. Creonte e Antigone - 10/11/'09]]></title>
<link>http://polisethoslogos.wordpress.com/2009/11/10/carlo-giovanardi-e-ilaria-sorella-di-stefano-cucchi-antigone-e-creonte-101109/</link>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 11:52:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>Gigi Cortesi</dc:creator>
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<description><![CDATA[È grande e bella Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano Cucchi. È come Antigone. Vuole dare senso al f]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">È grande e bella Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano Cucchi. È come Antigone. Vuole dare senso al fratello, deporre dalla croce il suo cadavere devastato e darlo al diritto del senso e al senso del diritto. Come Antigone, ci dice che la morte non può né deve essere l&#8217;assoluto: ogni uomo ha diritto alla dignità, fosse pure la dignità della morte e nella morte. Solo così la morte non è l&#8217;assoluto della fine e la fine dell&#8217;assoluto. Solo così l&#8217;uomo è lui il fine; è lui ad abitare l&#8217;assoluto, atteso e accolto dall&#8217;assoluto. Se manca il riconoscimento di questo diritto, ogni legge della città è prevaricante, violenta, onnipotente e prepotente come sanno esserlo le leggi dell&#8217;impotenza e della barbarie. In questo Antigone è come Socrate: afferma che ogni piccola legge umana trova radice e dignità soltanto se, come suo simbolo, rinvia alla grande Legge, all&#8217;assoluto che sta dopo la morte e che, perciò, dà senso alla morte, significandola come apertura a quel senso e quei significati per i quali si può vivere e per i quali si deve sapere anche morire.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">È misero e microscopico Carlo Giovanardi. È come Creonte. Vuole che la morte si fermi alla constatazione della debolezza e del limite, ne sia la sanzione e la legittimazione. Che diritti può avere un “drogato”, un “anoressico”? Forse non è neppure un uomo: se lo è, la sua umanità può essere soltanto archiviata come umanità sbagliata e abortita, colpevole di sé stessa, obbligata a morire, coperta da una compassione incapace di pietà, negata da silenzi senza verità, inquinati dalla contraddizione, dal dubbio, da probabili e necessarie omertà. Creonte è l&#8217;uomo delle piccole minuscole leggi, quelle che pretendono di dire, anche nella morte, soprattutto nella morte provocata, chi è uomo e chi non lo è. È l&#8217;antica tremenda presunzione dei fascismi e dei nazismi: solo qualcuno è uomo, solo qualcuno ha diritti, solo qualcuno è “normale”, cioè degno della norma e della legge. Gli altri, prima o dopo tutti gli altri, sono degni solo della legge che uccide, che ha bisogno di massacrare anche i cadaveri e di continuare a uccidere chi è già ucciso. Gli altri, prima o poi tutti gli altri, possono e devono soltanto essere schiacciati da leggi sempre più ingiuste, prevaricati da leggi che hanno bisogno di potenti protetti, di aguzzini legittimati, di picchiatori tutelati, di monarchi imbalsamati.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">È il solito vecchio stantio artificio dei fascismi e dei nazismi: avere bisogno della morte, agire la morte, produrre la morte, identificandola come ineluttabile e forse provvidenziale sterminio del “debole” e del non “normale”. Chi non può costruire, alla fine uccide, deve uccidere, non può non uccidere, perché l&#8217;uomo o lo affermi tutto e senza condizione oppure, prima o poi, lo uccidi, devi ucciderlo, non puoi non ucciderlo. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">È la pazzia di tutti i Creonte della storia. Hanno bisogno di dissociarsi: di dirsi umani quando uccidono l&#8217;uomo; di difendere le pareti e i crocefissi, mentre crocefiggono e distruggono.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Antigone venne a propria volta condannata, colpevole soltanto di avere voluto seppellire il proprio fratello, togliendone le spoglie all&#8217;aria e agli animali, immergendolo nel battesimo materno della terra e della eternità. Da Creonte venne condannata a essere sepolta viva. Come il fratello viene ucciso da una morte senza morte, così la sorella viene uccisa da una vita senza vita, E a uccidere è sempre un potere senza potere, il potere idiota e omicida dei Creonte e dei Giovanardi.</span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La parte del filosofo]]></title>
<link>http://lamorale.wordpress.com/2009/11/07/la-parte-del-filosofo/</link>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 08:47:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alex</dc:creator>
<guid>http://lamorale.wordpress.com/2009/11/07/la-parte-del-filosofo/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;]clicca per ingrandire (Riporto direttamente la traduzione mia, parlano Socrate e Callicle) S]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_1136" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px">&#8220;]<a href="http://lamorale.wordpress.com/files/2009/11/plato_i_sin_akademi_av_carl_johan_wahlbom_ur_svenska_familj-journalen.png"><img class="size-medium wp-image-1136 " title="Platone e l'Accademia (Carl Johan Wahlbom) [fonte: Wikipedia.it - Platone]" src="http://lamorale.wordpress.com/files/2009/11/plato_i_sin_akademi_av_carl_johan_wahlbom_ur_svenska_familj-journalen.png?w=300" alt="Platone e l'Accademia (Carl Johan Wahlbom) [fonte: Wikipedia.it - Platone]" width="300" height="248" /></a><p class="wp-caption-text">clicca per ingrandire</p></div>
<p style="text-align:center;">(Riporto <a title="guardate chi ha &#34;riscoperto&#34; questo brano perduto" href="http://consc.net/misc/dialogue.html" target="_blank">direttamente la traduzione</a> mia, parlano Socrate e Callicle)</p>
<blockquote><p>S &#8211; Non è vero, Callicle, che il tutto è più grande della parte?</p>
<p>C &#8211; Senza dubbio.</p>
<p>S &#8211; E che la parte è più piccola del tutto?</p>
<p>C &#8211; Sicuramente.</p>
<p>S &#8211; Ma se la parte è più piccola del tutto, allora il tutto è più largo della parte?</p>
<p>C &#8211; Credo di sì.</p>
<p>S &#8211; E se il tutto è più grande della parte, allora la parte è più piccola del tutto?</p>
<p>C &#8211; Certamente.</p>
<p>S &#8211; Davvero è così certo? Riesci a concepire una parte che può contenere il tutto?</p>
<p>C &#8211; Proprio no.</p>
<p>S &#8211; Ma riesci a concepire un tutto che contiene una parte?</p>
<p>C &#8211; Sicuramente.</p>
<p>S &#8211; E il tutto, che costituisce la parte, è più grande di quella?</p>
<p>C &#8211; Si.</p>
<p>S &#8211; Ne segue che i filosofi dovrebbero guidare lo Stato.</p>
<p>C &#8211; E come fa a seguire questo?</p>
<p>S &#8211; Non ci può essere dubbio. Ricominciamo. Il tutto è più grande della parte&#8230;</p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Fragilité du Dialogue dans une société compétitive]]></title>
<link>http://philomontreal.wordpress.com/2009/10/27/la-fragilite-du-dialogue-dans-une-societe-competitive/</link>
<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 00:11:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>namontreal</dc:creator>
<guid>http://philomontreal.wordpress.com/2009/10/27/la-fragilite-du-dialogue-dans-une-societe-competitive/</guid>
<description><![CDATA[Que faire de la fragilité dans une société compétitive? Tel était le thème du colloque international]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p class="bodytextmed"><span style="color:#808080;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;" lang="FR-CA">Que faire de la fragilité dans une société compétitive? Tel était le thème du colloque international de théologie et de spiritualité, qui se tenait le 17 octobre, à l’Université Laval, sous l’égide de la revue La Chair et le Souffle.<br />
</span></span><span style="color:#808080;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;" lang="FR-CA"><br />
L’un des conférenciers invité, a proposé une réflexion fort lucide sur la fragilité du dialogue dans uns société compétitive. S’inspirant de Platon, Jean-François Malherbe a souligné des pré-requis sans lesquels le dialogue semble improbable. Selon lui, Socrate serait à la source de la première théorie du dialogue.</span></span></p>
<p class="bodytextmed"><span style="color:#808080;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;" lang="FR-CA">Reprenant habilement des extraits du Gorgias dans lesquels Socrate parle du dialogue lui-même, ou la communication entre deux intelligences, Malherbe résume en sept points ces conditions du dialogue que notre société semble fragiliser.<br />
</span></span><span style="color:#808080;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;" lang="FR-CA"><br />
<strong>Le dialogue :</strong><br />
</span></span></p>
<ol>
<li>
<p class="MsoNormal"><span style="color:#808080;"><br />
<span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;" lang="FR-CA">Est une recherche commune entre deux être authentiques.<br />
</span></span></p>
</li>
<li>
<p class="MsoNormal"><span style="color:#808080;"><br />
<span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;" lang="FR-CA">Suppose la bienveillance mutuelle.<br />
</span></span></p>
</li>
<li>
<p class="MsoNormal"><span style="color:#808080;"><br />
<span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;" lang="FR-CA">Implique que chacun parle à son tour et ne se défile pas. Remarque : Notre société privilégie le pouvoir lui-même que l’autorité morale. Il en résulte une tendance dans le discours à négliger la cohérence et la sincérité pour chercher d’avantage ce qu’il faut dire pour plaire ou pour obtenir ce qu’on désire.<br />
</span></span></p>
</li>
<li>
<p class="MsoNormal"><span style="color:#808080;"><br />
<span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;" lang="FR-CA">Consiste à chercher un accord. Vraisemblablement, on chemine en se mettant d’accord sur nos points précis de désaccord. Intolérante à la fragilité, la société obsédée par la recherche d’une vérité politiquement correcte, nationalisable et exportable, cherche des accords prématurés en survalorisant le consensus.<br />
</span></span></p>
</li>
<li>
<p class="MsoNormal"><span style="color:#808080;"><br />
<span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;" lang="FR-CA">N’est possible qu’entre des experts, au sens Socratique. C&#8217;est-à-dire des gens lucides sur la valeur et les limites de leurs propres connaissances.<br />
</span></span></p>
</li>
<li>
<p class="MsoNormal"><span style="color:#808080;"><br />
<span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;" lang="FR-CA">Avance par la réfutation plus que par la confirmation. La pensée unique inhibe la recherche. Or pour accepter de voir ses opinions réfutées, fragilisées, l’individu doit avoir suffisamment d’humilité pour ne pas s’identifier totalement à ses opinions.<br />
</span></span></p>
</li>
<li>
<p class="MsoNormal"><span style="color:#808080;"><br />
<span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;" lang="FR-CA">N’est possible qu’entre personnes qui préfèrent subir l’injustice plutôt que de la commettre. Le dialogue exige le pardon immédiat des propos qui nous auraient offensés. Sans cette vertu, la contre-attaque romprait le charme et la communication tomberait au niveau animal de la lutte pour la survie des personnalités.</span></span></p>
</li>
</ol>
<p class="MsoNormal"><span style="color:#808080;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;" lang="FR-CA">Le dialogue apparait donc comme un chemin fragile. Pour parcourir ce chemin, l’égo doit accepter volontairement d’assumer sa propre fragilité.<br />
</span></span><span style="color:#808080;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;" lang="FR-CA"><br />
Paradoxalement, il faut pour cela que l’individu ait une certaine force intérieure, comme une confiance favorisée par sa propre authenticité. Sans cette force intérieure qui n’exclut pas la fragilité, les hommes manipulent, dominent ou se soumettent; mais jamais ne dialoguent.</span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:xx-small;color:#808080;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;" lang="FR-CA">-Youri Pinard<br />
</span></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cea Mai Frumoasa Istorie a Fericirii]]></title>
<link>http://tiberiuorasanu.wordpress.com/2009/10/22/cea-mai-frumoasa-istorie-a-fericirii/</link>
<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 16:34:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>tiberiuorasanu</dc:creator>
<guid>http://tiberiuorasanu.wordpress.com/2009/10/22/cea-mai-frumoasa-istorie-a-fericirii/</guid>
<description><![CDATA[Anul trecut, la Editura ART, a aparut o alta carte splendida, “Cea mai frumoasa istorie a fericirii”]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Anul trecut, la Editura ART, a aparut o alta carte splendida, “Cea mai frumoasa istorie a fericirii”. Cartea este scrisa sub forma unor dialoguri, sustinute de <strong>Alice Germain</strong> cu trei personalitati diferite. “<em>In acest dialog pe trei voci,  fericirea isi spune povestea de la nasterea sa, in filosofia Greciei antice, pina la afirmarea ei politica in 1789, trecind prin reprezentarea ei paradiziaca in sinul credintei crestine. Daca filosofia isi propune sa gindeasca fericirea, istoria ii urmareste evolutia, ‘<span style="text-decoration:underline;">secularizarea</span>’ progresiva si pregnanta tot mai mare in societatea contemporana. <strong>Andre Comte – Sponville</strong>, filosof care a consacrat numeroase lucrari ideii de fericire, povesteste cum din Antichitate, destinul fericirii a fost impletit cu cel al filosofiei. <strong>Jean Delumeau</strong>, profesor onorific la Colege de France, specialist inistoria mentalitatilor religioase, arata cum fericirea a luat in Occidentul crestin forma unui paradis menit sa ne consoleze de toate spaimele omenesti si sa ne induca speranta unei bucurii vesnice<strong>. Arlette Farge</strong>, director de cercetare la CNRS, istoric, specialista in comportamentele populare din sec. al XVIII-lea, descrie placerile Secolului Luminilor, secol al voluptatii si explica in ce mod a devenit fericirea un scop politic, o cautare colectiva, in sinul unei Republici de cetateni luminati</em>” spune Alice Germain in prolog. cartea incearca sa raspunda la intrebari pe care ni le punem cu totii, implicit sau explicit, mai des sau mai rar, dar intrebari care nu ocolesc viata nici-unuia dinte noi. “<strong><em>Care este sursa fericirii</em></strong><em>? Un obiect (banii ?), un loc (paradisul ?), un moment (<strong>un miine luminos</strong> ?), o persoana (Dumnezeu, ceilalti, noi insine ?) &#8230; Reusita, iubirea, sanatatea, placerile, frumusetea</em> ? Despre asta este vorba in carte. Fiecare dintre noi are propriul sau imaginar al fericirii, populat in cele mai diverse moduri. Aspiratiile noastre diverg sau converg in doze diferite de la om la om. De-asta si suntem atit de diferiti; si de-asta si drumurile noastre catre ideea proprie de fericire, sint atit de intens personale.</p>
<p>1) LA ORIGINILE INTELEPCIUNII. “<em>La inceput a fost <strong>Socrate; </strong>si cu el, primii pasi ai filosofiei, pentru care singurul element de interes, unicul obiect este omul, cu viata, originea, destinul si &#8230;fericirea lui</em>”. Da fapt, filosofie a existat cu mult inaintea lui Socrate. Meritul sau este de a fi deplasat centrul de greutate al filosofiei de la intrebari de genul ‘ce este fiinta’ sau ‘ce este natura’ la celebrul ‘cunoaste-te pe tine insuti’. – Spune A.C. – Sponville : “<em>A te cunoaste pe tine insuti nu inseamna a te contempla narcisist. Inseamna a cauta sa stii ce esti, dar si ce trebuie sa fii; inseamna a te intreba cum sa gindesti, cum sa traiesti, cum sa fii fericit</em>”. Ne miscam in principal pe doua coordonate : intre hedonism si stoicism; cautind in grade diferite calea de mijloc de ansamblu, proprie fiecaruia dintre noi. “<span style="text-decoration:underline;">Suporta si abtine-te</span>” spun stoicii. Usor de spus, foarte greu de facut. “<span style="text-decoration:underline;">Sa te bucuri cit mai mult cu putinta, dorind cit mai putin cu putinta</span>” spun adeptii lui <strong>Epicur</strong>. Pare ceva mai simplu, dar de fapt, este la fel de greu. Nu toti stim sa ne bucuram  de ceea ce merita cu adevarat. Avem scari de valori complet diferite. Tocmai de aceea <strong>Aristotel</strong> constata ca “pentru a fi fericiti<strong>, trebuie sa fim virtuosi, liberi, sa ne luam viata in miini</strong>, dar ca in acelasi timp <strong>avem nevoie ca patria noastra sa nu fie impilata sau sfisiata de razboaie civile”.</strong></p>
<p> Trebuie sa-mi fac o autocritica severa.Am calomniat bietele vrabii. Nici vorba sa fie mofturoase sau satule. Din timp in timp, isi face aparitia un cotoi, care se ascunde dupa niste ghivece mari cu plante ornamentale si sta la pinda pofticios! Ce sa fac eu in cazul asta ? Bineinteles, nimic. Vrabiile mele sint de fapt vrabiile cerului, iar motanul, nu se stie al cui e. Acesta nu-i razboiul meu. Este razboiul firii, impus de bunul Dumnezeu.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Journée Mondiale de la philosophie 2008 – un succès.]]></title>
<link>http://philomontreal.wordpress.com/2009/10/20/journee-mondiale-de-la-philosophie-2008-%e2%80%93-un-succes/</link>
<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 00:33:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>namontreal</dc:creator>
<guid>http://philomontreal.wordpress.com/2009/10/20/journee-mondiale-de-la-philosophie-2008-%e2%80%93-un-succes/</guid>
<description><![CDATA[C&#8217;est dans la magnifique salle de spectacle de l&#8217;ancienne Gare Dalhousie qu&#8217;a été ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>C&#8217;est dans la magnifique salle de spectacle de l&#8217;ancienne Gare Dalhousie qu&#8217;a été célébrée cette année la Journée Mondiale de la Philosophie à Montréal. </p>
<p>L&#8217;activité organisée par Nouvelle Acropole était des plus originales puisque des philosophes montréalais se sont prêtés au jeu d&#8217;incarner cinq des philosophes les plus célèbres de l&#8217;histoire. </p>
<p>Socrate, Platon, Confucius, Hypatie et H.P. Blavatsky étaient donc réunis à un même panel pour répondre aux questions du public. Le thème des questions portait sur l&#8217;âme. </p>
<p>Dans une ambiance à la fois agréable et profonde, les cinq philosophes ont exprimé, chacun à leur façon, l&#8217;unique sagesse vers laquelle tous tendent. La qualité des questions et des réponses était d&#8217;un très fort niveau, les philosophes se surpassant pour faire vibrer l&#8217;âme de chaque personne du public.</p>
<p>Les montréalais présents ont vécu un après-midi hors du commun. Un participant a d&#8217;ailleurs déclaré au micro « Merci aux organisateurs de cette journée de nous redonner la vie, pour une fois ». Cela témoigne de la qualité de l&#8217;organisation et surtout de la profondeur des discussions et des échanges de cette journée mémorable. </p>
<p>Pendant les pauses, chacun a pu visiter les kiosques des divers organismes à vocation philosophiques qui étaient présents. Il y avait le kiosque de formation à la peinture classique, le kiosque sur la philosophie de l&#8217;eau, celui du Groupe d&#8217;Écologie Active (GEA), celui de Nouvelle Acropole et celui de l&#8217;atelier d&#8217;art Artemisa. </p>
<p>Pour ceux et celles qui n&#8217;ont pas pu être sur place mais qui sont intéressés par les questions sur l&#8217;âme, il y a eu récemment trois entrevues radiophoniques sur le sujet. Ces entrevues sont disponibles pour écoute sur cette site, côté francophone :</p>
<p>http://www.journeedelaphilosophie.ca/  (français)</p>
<p>Cette activité de la Journée de la Philosophie n&#8217;aura duré que de trop courtes heures. Trop courtes pour célébrer toute l&#8217;envergure de la sagesse. Il serait dommage de se dire &#8220;à l&#8217;an prochain&#8221;… car pourquoi attendre toute une année? </p>
<p>Qui nous dit qu&#8217;entre-temps, les forces de dispersion ne nous auront pas définitivement éloignés de la possibilité d&#8217;une rencontre avec l&#8217;âme? </p>
<p>Pour respecter la sagesse populaire, &#8220;il vaut mieux battre le fer quand il est chaud&#8221; et planifier dès maintenant son inscription à une formation philosophique hebdomadaire, accessible à tous et inspirante à l&#8217;année longue. Pour plus de détails sur la formation philosophique:</p>
<p>http://www.acropole.ca/philo/default.htm</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pascoli, il mare, il ponte]]></title>
<link>http://wilmoboraso.wordpress.com/2009/10/18/pascoli-il-mare-il-ponte/</link>
<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 22:31:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>wilmo e franco boraso</dc:creator>
<guid>http://wilmoboraso.wordpress.com/2009/10/18/pascoli-il-mare-il-ponte/</guid>
<description><![CDATA[Giovanni Pascoli, Mare M’affaccio alla finestra e vedo il mare: vanno le stelle, tremolano l’onde. V]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Giovanni Pascoli, Mare M’affaccio alla finestra e vedo il mare: vanno le stelle, tremolano l’onde. V]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Consulenza filosofica individuale]]></title>
<link>http://nuovafrontiera2025.wordpress.com/2009/10/16/consulenza-filosofica-individuale/</link>
<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 03:00:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Jonathan</dc:creator>
<guid>http://nuovafrontiera2025.wordpress.com/2009/10/16/consulenza-filosofica-individuale/</guid>
<description><![CDATA[Consulenza filosofica sano confronto con il mondo reale. A proposito di questa figura professionale ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div align="justify"><b><img style="max-width:800px;float:left;margin-top:10px;margin-bottom:10px;margin-right:10px;" src="http://lagiulsss.altervista.org/_altervista_ht/bcio_amore_psiche.jpg" height="284" width="213" />Consulenza</b> filosofica sano confronto con il mondo reale.</div>
<p>A proposito di questa <b>figura professionale</b> <a href="http://miojob.repubblica.it/notizie-e-servizi/notizie/dettaglio/consulente-filosofico-cercasi-arriva-il-professionista-del-dialogo/3239876?ref=rephpsp3">Pietro Scarnera</a> scrive una sintesi che fotografa nel passato recente lo stato dell&#8217;arte di questa nuova professione.
<div align="justify">
<blockquote>“Ma i clienti del consulente filosofico non sono solo singoli individui<br />che desiderano indagare su se stessi – precisa Pollastri –. <b>Le<br />competenze del filosofo</b> possono essere molto utili anche per le<br />aziende: <b>non è un caso che chi lavora negli uffici del personale o<br />nella formazione sia spesso un laureato in filosofia</b>”. <a href="http://miojob.repubblica.it/notizie-e-servizi/notizie/dettaglio/consulente-filosofico-cercasi-arriva-il-professionista-del-dialogo/3239876?ref=rephpsp3">Repubblica</a></p></blockquote>
</div>
<p><b><br />Filosofica</b>
<div align="justify">
<blockquote><i>La consulenza filosofica recupera quindi la tradizione più “pratica” della filosofia, quella che discende da Socrate ed Epicuro.</i></p></blockquote>
</div>
<p>curiosa la definizione di consulente filosofico che racchiude in sé una caratterizzazione:</p>
<div align="justify">
<blockquote><i><b>Il consulente filosofico è un filosofo</b> che, dopo la sua formazione<br />superiore in filosofia e la sua pratica della ricerca filosofica anche<br />in ambito teoretico, abbia anche conseguito una <b>formazione specifica</b><br />nell’ambito della <b>pratica filosofica</b>, che lo abbia reso capace di<br />affrontare con atteggiamento filosofico anche dialoghi vertenti su<br />problemi concreti e quotidiani ed in presenza di dialoganti non esperti<br />di filosofia.</i> <i>(<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Consulenza_filosofica">wiki</a>)</i></p></blockquote>
</div>
<p><b>Individuale</b><br />È una forma particolare di una pratica che è <b>anche </b>fruibile nella dimensione collettiva, di gruppo, aziendale.</p>
<p><b>Consulenza filosofica individuale</b><br />Tavola rotonda dalle 10.00 alle 11.30 Via Carlo Rolando, 15<br />Genova 31 Ottobre 2009<br /><b><a href="http://nuovafrontiera2025.wordpress.com/2009/10/13/pratiche-filosofiche-a-confronto/">Pratiche filosofiche a confronto</a> (AIP)</b><b> (CRIF) (PHRONESIS)</b></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Histoire des trois passoires]]></title>
<link>http://filamots.wordpress.com/2009/10/14/istoire-des-trois-passoires/</link>
<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 20:59:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>filamots</dc:creator>
<guid>http://filamots.wordpress.com/2009/10/14/istoire-des-trois-passoires/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;histoire des trois passoires. Socrate avait, dans la Grèce antique, une haute opinion de la ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" style="width:320px;" src="http://img20.imageshack.us/img20/6655/a061.jpg" alt="" /></p>
<h2><span style="color:#000080;">L&#8217;histoire des trois passoires. </span></h2>
<p>Socrate avait, dans la Grèce antique, une haute opinion de la sagesse. Quelqu&#8217;un vient un jour trouver le grand philosophe et lui dit :</p>
<p>&#8220;Sais-tu ce que je viens d&#8217;apprendre sur ton ami?</p>
<p>- Un instant, répondit Socrate. Avant que tu me racontes, j&#8217;aimerais te faire passer un test,   celui des 3 passoires :</p>
<p>- Les 3 passoires ?</p>
<p>Mais oui, reprit Socrate. Avant de me raconter toutes sortes de choses de choses sur les autres, il est bon de prendre le temps de filtrer ce que l&#8217;on aimerait dire.</p>
<p>C&#8217;est ce que j&#8217;appelle le test des 3 passoires.</p>
<p>La première passoire est celle de la vérité. As-tu vérifié si ce que tu veux me dire est vrai?</p>
<p>- Non. J&#8217;en ai simplement entendu parler&#8230;</p>
<p>- Très bien. Tu ne sais donc pas si c&#8217;est la vérité.</p>
<p>Essayons de filtrer autrement en utilisant une deuxième passoire, celle de la bonté. Ce que tu veux m&#8217;apprendre sur mon ami, est-ce quelque chose de bon ?</p>
<p>- Ah non ! Au contraire.</p>
<p>- Donc, continua Socrate, tu veux me raconter de mauvaises choses sur lui et tu n&#8217;es même pas certain si elles sont vraies. Tu peux peut-être encore passer le test, car il reste une passoire, celle de l&#8217;utilité. Est-il utile que tu m&#8217;apprennes ce que mon ami aurait fait ?</p>
<p>- Non. Pas vraiment.</p>
<p>Alors, conclut Socrate, si ce que tu as à me raconter n&#8217;est ni vrai, ni bien, ni utile, pourquoi vouloir me le dire ?&#8221;</p>
<p>(Texte trouvé sur la toile)</p>
<p>L&#8217;image provient du site : <a href="http://www.silvercollection.it/passoireathe.html"> http://www.silvercollection.it/passoireathe.html</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Giacomo Leopardi, Canto notturno di un pastore errante dell’Asia]]></title>
<link>http://wilmoboraso.wordpress.com/2009/10/11/giacomo-leopardi-canto-notturno-di-un-pastore-errante-dell%e2%80%99asia/</link>
<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 20:38:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>wilmo e franco boraso</dc:creator>
<guid>http://wilmoboraso.wordpress.com/2009/10/11/giacomo-leopardi-canto-notturno-di-un-pastore-errante-dell%e2%80%99asia/</guid>
<description><![CDATA[Giacomo Leopardi, Canto notturno di un pastore errante dell&#8217;Asia Versi 1-38 Che fai tu, luna, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Giacomo Leopardi, Canto notturno di un pastore errante dell&#8217;Asia Versi 1-38 Che fai tu, luna, ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Watiti et gros minet 2]]></title>
<link>http://leblavog.wordpress.com/2009/10/01/watiti-et-gros-minet-2-maska-se-voile-la-face/</link>
<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 10:25:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>leblavog</dc:creator>
<guid>http://leblavog.wordpress.com/2009/10/01/watiti-et-gros-minet-2-maska-se-voile-la-face/</guid>
<description><![CDATA[Démon -bravo Dry, avec le son &#8220;ça vient d’où&#8221; tu reprends le digne flambeau de Click pa ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img alt="" src="http://chabanesrecords.perso.sfr.fr/_images_/Dry-Out2.jpg" class="aligncenter" width="240" height="236" /></p>
<p>Démon -bravo Dry, avec le son &#8220;ça vient d’où&#8221; tu reprends le digne flambeau de Click pa et Intouchable Clique. Tu as réussi là où j&#8217;ai échoué.<br />
Dry -Mais t&#8217;as pas fait de son de ce genre sur ton album<br />
Démon -Voilà<br />
Dry – sinon bravo pour ton flow sur les raisons de la colère, c’est mieux que sur tout ton solo.<br />
Démon – du coup on a qu’à reposer des couplets<br />
Wilox &#8211; mais nous on était prévu pour poser autant que vous sur le son à la base<br />
Dinka – ba oui&#8230;<br />
Dry – écoutez, on est sur un wati bon feeling là, alors vous vous posez sur un coin de wati beat libre et vous vous démerdez.</p>
<p>Mais entre temps Maska se plante, au lieu d&#8217;appeler James Masters il appelle Kery James.</p>
<p>Kery &#8211; Tu m&#8217;as appelé Dry ? Tu veux que je fasse un feat ?<br />
Dry -Euh, non merci. Si je voulais enculer les mouches sur mon album, j&#8217;aurais demandé à Lefa&#8230;<br />
Lefa -Mais tu m&#8217;as dit que&#8230;<br />
Dry -Toi tu calmes tout de suite, pour qui jacassa, leur bouche se froissa. Je dois déjà enculer toute la justice Française qui veut m&#8217;empêcher d&#8217;aimer. J&#8217;ai pas le temps d&#8217;enculer les mouches.</p>
<p>(Autant dire que Mooch de Frenezik qui était venu en studio faire écouter des prods est rassuré de savoir qu&#8217;on a pas le temps de l&#8217;enculer. Parce que jusqu&#8217;ici personne ne lui avait demandé son avis)</p>
<p>Maska -Pourquoi je peux pas être sur le son, akhi ?<br />
Dry -Écoute, il te manque un petit quelque chose&#8230;<br />
Maska -De la mélanine c&#8217;est ça, akhi ? Me mens pas, je sais que c&#8217;est ça, akhi. Je sais que c&#8217;est la mélanine qui me manque, j&#8217;ai refait le test encore je suis négatif akhi<br />
Dry -Non, c&#8217;est pas ça. Disons qu&#8217;il te manque le mojo, tu vois ?<br />
Maska -Où est-ce que je peux me procurer du mojo, akhi ?<br />
Dry-&#8230; Ben je sais pas, t’as qu’à chercher sur internet, on trouve tout là dessus.<br />
Maska -Si on trouve de tout, j’ai qu’à chercher de la mélanine sur internet, non akhi ?<br />
Dry -Cherche déjà le mojo, sale taré.</p>
<p><img alt="" src="http://a9.idata.over-blog.com/101x106/0/41/69/60/Retro/maskass_choix.jpg" title="sacré maska" class="aligncenter" width="101" height="100" /></p>
<p>Mais Maska se plante, au lieu de commander du mojo, il appelle Mojo de Morgan Héritage qui vient spécialement de Jamaïque.<br />
Dry -Mais c’est quoi ça gros ?<br />
Maska -Bah c’est le mojo, maintenant je peux kicker sur le son, akhi ?<br />
Mojo -Bob Marley !<br />
Dry -Mais c’est pas ça le mojo dont je te parlais&#8230;<br />
Mojo -Usain Bolt !<br />
Maska -C’est tout ce que j’ai trouvé, akhi.<br />
Mojo -Ganjaman !<br />
Dry -Cela dit il a l’air super sympa et cinglé, je vais faire un son avec lui.<br />
Mojo -Buju Banton !<br />
Maska -Alors je peux être sur l’album, akhi ?<br />
Mojo -Reggae boyz !<br />
Dry -Non, toujours pas. Wati barre toi maintenant.<br />
Mojo -Kofi Kingston !<br />
Maska -Je savais bien que j’aurais dû chercher de la mélanine directement, akhi.</p>
<p>Mais Maska se plante, au lieu de commander de la mélanine, il appelle Mélanie qui radine direct en se grattant les couilles. et là, c’est la boulette. hohoho.</p>
<p><img alt="" src="http://pix.motivatedphotos.com/2008/6/29/633503712484404492-mojo.jpg" class="aligncenter" width="440" height="312" /></p>
<p>Diams -Y a comme un goût de pop pop dans la place. Tu m’as appelé Dry ? Tu veux que je fasse un feat sur ton album ? C’est trop d’honneur ! J’adore Intouchable ! Vous êtes trop les meilleurs, comment je vous kiffe de trop ! Vous faites partie de mon répertoire ! Moi aussi la nuit je ne dors plus !Vous êtes trop les meilleurs ! Je comprends pas que vous soyez pas plus connus. Alors on décolle ouais ouais ?!<br />
Dry -Euh&#8230; Wati bon bah d’accord&#8230; Mais si tu nous aimes tant, un jour faudra que ce soit toi qui nous invite sur un de tes albums disque de diamants.<br />
Diams -J’y pense jamais.<br />
Dry -&#8230;<br />
Lefa – bon nous on y va akhi, à plus.<br />
diams &#8211; c&#8217;est qui akhi ? la meuf d&#8217;akh ?<br />
lefa &#8211; wati bordel&#8230;<br />
Diams -Oh attends ! Attends ! Attends ! J’ai une idée, j’ai une idée, c’est trop super ! ouais ouais ouais ouais ouais ! On pourrait faire un truc où toi tu serais moi et moi je serais toi ! Ouais ouais ouais ! c’est trop super !!!! Wouhou !!! Je forcerai trop sur ma voix pour faire style je suis un bonhomme !!<br />
Dry -Ouais enfin force pas trop, Tu parles déjà comme un bonhomme. ça ferait surenchère et on y croirait pas trop.<br />
Diams -Ok ! Ok ! Ok ! Mais je vais quand même le faire !! Wouhou !! C’est trop super !!</p>
<p>Devant l’enthousiasme de cette femme qui parle tout le temps, Dry n’ose pas dire non. À noter que sans en rajouter, Dry est bien plus crédible en michto de 15 ans et demi qui boit en boite que Diams en petit con de 17 ans&#8230; Un comble.</p>
<p>Diams -Alors ? T’as vu ? T’as vu ? C’était trop top génial ! On leur a donné ce qu’ils voulaient entendre à tous ces enculés d’auditeurs de merde !<br />
Dry -Mmm&#8230; Mouais&#8230; Pas convaincu là tout de suite&#8230;<br />
Diams -Alors on en refait ! On en refait ! On en refait !! Je vais taper un deuxième couplet de fou !! Top la foliiiiiiiiiiiiiie !!!!<br />
Dry -Merde&#8230;</p>
<p><img alt="" src="http://www.mobifrance.com/img/pdanews2006/diams.jpg" title="quand on sait pas se servir dun micro, on sait pas se servir dun téléphone non plus" class="aligncenter" width="300" height="309" /></p>
<p><a href="http://www.booska-p.com/video-dry-sexion-d-assaut-freestyle-radio-v586.html">dry &#38; sexion d&#8217;assaut &#8211; wati freestyle</a><br />
<a href="http://www.zshare.net/audio/665690515039ab9b/">dry &#8211; ça vient d&#8217;où</a><br />
<a href="http://www.zshare.net/audio/665690525435665a/">dry, demon one, wilox, dinka &#8211; les raisons de la colère</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Despre barfa... si importanta ei :))]]></title>
<link>http://diversediversificate.wordpress.com/2009/09/30/despre-barfa-si-importanta-ei/</link>
<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 16:57:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>oanaclara32</dc:creator>
<guid>http://diversediversificate.wordpress.com/2009/09/30/despre-barfa-si-importanta-ei/</guid>
<description><![CDATA[    In Grecia antica Socrate(469-399 DC), era foarte mult laudat pentru intelepciunea lui. Intr-o zi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[    In Grecia antica Socrate(469-399 DC), era foarte mult laudat pentru intelepciunea lui. Intr-o zi]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Despre vorbe fara rost - o parabola socratica]]></title>
<link>http://danutm.wordpress.com/2009/09/28/despre-vorbe-fara-rost-o-parabola-socratica/</link>
<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 18:00:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>DanutM</dc:creator>
<guid>http://danutm.wordpress.com/2009/09/28/despre-vorbe-fara-rost-o-parabola-socratica/</guid>
<description><![CDATA[Rafael &#8211; Scoala din Atena &#8211; detaliu, Socrate Intr-o zi, Socrate s-a intalnit intamplator]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a rel="attachment wp-att-5738" href="http://danutm.wordpress.com/2009/09/28/despre-vorbe-fara-rost-o-parabola-socratica/rafael-scoala-din-atena-detaliu-socrate/"><img class="alignnone size-medium wp-image-5738" title="Rafael - Scoala din Atena - detaliu, Socrate" src="http://danutm.wordpress.com/files/2009/09/rafael-scoala-din-atena-detaliu-socrate.jpg?w=300" alt="Rafael - Scoala din Atena - detaliu, Socrate" width="300" height="218" /></a><br />
<span style="color:#000080;">Rafael &#8211; Scoala din Atena &#8211; detaliu, Socrate</span></p>
<p>Intr-o zi, Socrate s-a intalnit intamplator cu cineva, care i-a spus:<br />
&#8220;Socrate, stii ce-am auzit tocmai acum despre unul dintre cunoscutii tai?&#8221;<br />
&#8220;Stai o clipa, replica Socrate. Inainte sa-mi spui, as vrea sa treci print-un mic test format din trei parti.&#8221;<br />
&#8220;Un test intreit?&#8221;<br />
&#8220;Da, a continuat Socrate. <!--more-->Inainte sa-mi vorbesti despre cunoscutul meu, haide sa testam ceea ce ai de gand sa-mi spui. Primul test este acela al adevarului. Esti absolut sigur ca ceea ce vrei sa-mi spui este adevarat?&#8221;<br />
&#8220;Nu, spuse omul. De fapt doar am auzit<br />
&#8220;In regula, zise Socrate. Asadar, in realitate, tu nu stii daca este adevarat sau nu.<br />
Acum, sa incercam testul al doilea, cel al binelui. Este ceea ce vrei sa-mi spui despre cunoscutul meu ceva de bine?&#8221;<br />
&#8220;Nu, dimpotriva.. .&#8221; <br />
&#8220;Deci, a continuat Socrate, vrei sa-mi spui ceva rau despre el, cu toate ca nu esti sigur ca este adevarat?&#8221;<br />
Omul a dat din umeri, putin stanjenit si Socrate a continuat:<br />
&#8220;Exista o a treia proba &#8211; testul utilitatii. Imi este de folos ceea ce vrei sa-mi spui despre el?&#8221;<br />
&#8220;Nu, nu chiar&#8230;&#8221;<br />
&#8220;Ei bine, a conchis Socrate, daca ceea ce vrei sa-mi spui nu stii daca e adevarat, nu este de bine, si nici nu-mi este macar de folos, atunci, de ce sa-mi spui?&#8221;<br />
<span style="color:#000080;"><br />
(Este foarte posibil ca aceasta parabola sa fie apocrifa. N-am verificat. Ea este insa relevanta pentru ceea ce se intimpla curent in blogosfera, inclusiv cea evanghelica. Cine are urechi de auzit, sa auda!)</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Testul lui Socrate....poveste adevărată]]></title>
<link>http://cristianstavriu.wordpress.com/2009/09/28/testul-lui-socrate-poveste-adevarata/</link>
<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 06:44:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>cristianstavriu</dc:creator>
<guid>http://cristianstavriu.wordpress.com/2009/09/28/testul-lui-socrate-poveste-adevarata/</guid>
<description><![CDATA[Cele trei filtre! &#8211; Socrate În Grecia antică Socrate (469-399 î.Hr.), era foarte mult lăudat p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignleft">
<dt class="wp-caption-dt"><img title="socrate" src="http://cristianstavriu.wordpress.com/files/2009/09/socrate.jpg" alt="Cele trei filtre! - Socrate" width="261" height="221" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Cele trei filtre! &#8211; Socrate</dd>
</dl>
<p>În Grecia antică Socrate (469-399 î.Hr.), era foarte mult lăudat pentru înțelepciunea lui.  <br />
Într-o zi,  marele filozof s-a întalnit întâmplător cu o cunoștință care alerga spre el agitat și care i-a spus: <strong><br />
&#8220;Socrate, stii ce-am auzit tocmai acum, despre unul dintre studenții tăi?&#8221; </strong><br />
&#8220;Stai o clipă,&#8221; îi replică Socrate. &#8220;Înainte să-mi spui, aș vrea să treci printr-un mic test. Se numește <strong>Testul celor Trei.&#8221;</strong><br />
&#8220;Trei?&#8221;<br />
&#8220;Așa este,&#8221; a continuat Socrate. &#8220;Înainte să-mi vorbești despre studentul meu, să stăm puțin și să testăm ce ai de gând să-mi spui.<br />
Primul test este cel al Adevărului. <strong>Ești absolut sigur că ceea ce vrei</strong> <strong>să-mi spui este adevărat?&#8221;</strong><br />
&#8220;Nu,&#8221; spuse omul. &#8220;De fapt doar am auzit despre el.&#8221;<br />
&#8220;E-n regula,&#8221; zise Socrate. &#8220;Așadar, în realitate, tu nu știi dacă este adevărat sau nu.<br />
Acum să încercăm testul al doilea, testul Binelui.<strong><br />
Ceea ce vrei să-mi spui despre studentul meu este ceva de bine?&#8221;</strong><br />
&#8220;Nu, dimpotrivă&#8230;&#8221;<br />
&#8220;Deci,&#8221; a continuat Socrate, &#8220;vrei să-mi spui ceva rău despre el, cu toate că nu ești sigur că este adevărat?&#8221;<br />
Omul a dat din umeri, puțin stânjenit.<br />
Socrate a continuat. &#8220;Totuși mai poți trece testul, pentru că există a treia probă &#8211; filtrul Folosintei. <strong><br />
Ceea ce vrei să-mi spui despre studentul meu îmi este  de folos?&#8221; </strong><br />
&#8220;Nu, nu chiar&#8230;&#8221;<br />
&#8220;Ei bine,&#8221; a conchis Socrate, &#8220;dacă ceea ce vrei să-mi spui nu este nici Adevărat, nici de Bine, nici  măcar de Folos, atunci de ce să-mi mai spui?&#8221;<br />
Omul era învins și s-a rușinat.</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[i tre setacci]]></title>
<link>http://icervelli.wordpress.com/2009/09/27/i-tre-setacci-2/</link>
<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 14:12:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>ettoreilmerluzzo</dc:creator>
<guid>http://icervelli.wordpress.com/2009/09/27/i-tre-setacci-2/</guid>
<description><![CDATA[Un giorno un uomo andò a trovare il filosofo Socrate e gli disse: -   Ascolta Socrate, devo racconta]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Un giorno un uomo andò a trovare il filosofo Socrate e gli disse:</p>
<p>-   Ascolta Socrate, devo raccontarti quello che ha fatto un tuo amico.</p>
<p>-   Ti interrompo subito, &#8211; rispose Socrate &#8211; Hai filtrato quello che mi devi dire attraverso tre setacci?</p>
<p>Poi, visto che l’uomo lo guardava perplesso, aggiunse:</p>
<p>-   Prima di parlare bisogna sempre passare quello che si vuole dire attraverso tre setacci. Il primo è quello della verità: hai verificato che quello che stai per dire sia vero?</p>
<p>-   No, l’ho sentito dire e…</p>
<p>-   Bene! Suppongo che tu l’abbia fatto passare almeno attraverso il secondo setaccio, quello della bontà. Ciò che mi vuoi raccontare è qualcosa di buono?</p>
<p>L’uomo esitò e poi rispose:</p>
<p>-   No, purtroppo non è una cosa bella, anzi…</p>
<p>-   Mmm!- disse il filosofo &#8211; Vediamo comunque il terzo setaccio: è utile che tu mi racconti questa cosa?</p>
<p>-   Utile? Non esattamente…</p>
<p>-  Allora se quello che hai da dirmi non è né vero, né buono, né utile, preferisco non saperlo. E ti consiglio di dimenticarlo anche tu…<img class="alignright size-medium wp-image-691" title="busto socrate bn blog" src="http://icervelli.wordpress.com/files/2009/09/busto-socrate-bn-blog.jpg?w=300" alt="busto socrate bn blog" width="300" height="225" /></p>
<p><em> </em><strong><em>I tre setacci</em></strong> in Storie per apprendisti saggi</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vi racconterò quello che sull'amore mi disse un giorno una donna]]></title>
<link>http://lamontagnaincantata.wordpress.com/2009/09/25/vi-raccontero-quello-che-sullamore-mi-disse-un-giorno-una-donna/</link>
<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 09:30:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>ange</dc:creator>
<guid>http://lamontagnaincantata.wordpress.com/2009/09/25/vi-raccontero-quello-che-sullamore-mi-disse-un-giorno-una-donna/</guid>
<description><![CDATA[Anzitutto è sempre povero e tutt&#8217;altro che delicato e bello, come i più se lo figurano; anzi è]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Anzitutto è sempre povero e tutt&#8217;altro che delicato e bello, come i più se lo figurano; anzi è]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Socrate e il congresso del PD]]></title>
<link>http://pdobama.wordpress.com/2009/09/20/socrate-e-il-congresso-del-pd/</link>
<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 21:19:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>redazionepdobama</dc:creator>
<guid>http://pdobama.wordpress.com/2009/09/20/socrate-e-il-congresso-del-pd/</guid>
<description><![CDATA[di Pippo Civati Pierluigi Bersani sostiene che si debba guardare ai 150 anni di storia che ci hanno ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:right;">di <a href="http://civati.splinder.com/post/21348076/%26amp%3Bnbsp%3BSocrate+e+il+Congres" target="_blank">Pippo Civati</a></p>
<p>Pierluigi Bersani sostiene che si debba guardare ai 150 anni di storia che ci hanno preceduto, per comprendere qual è la missione del Pd. Siccome sono megalomane, rilancio e guardo a quasi 2500 anni fa. A quel tempo, un antico sostenitore della mozione Marino, piccolo e minoritario (e anche <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Simposio_%28dialogo%29#Alcibiade:_.C2.ABSocrate_.C3.A8_un_sileno.C2.BB">bruttino</a> di aspetto), che fece una brutta ma autorevole fine (per colpa delle correnti e delle <em>lobby </em>del potere costituito del tempo, che lo accusarono di corrompere i giovani e di non rispettare gli dèi della città, guarda un po&#8217;), era uso soprattutto a far domande. Si chiamava <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Socrate">Socrate</a>. &#8220;Sapeva di non sapere&#8221; e però gli premeva arrivare a conclusioni precise e chiare, senza tanti giri di parole. Per questo, e a volte con qualche malizia, chiedeva a Franceschini qual era la sua posizione sui diritti civili: «che cos&#8217;è, Dario, il testamento biologico?». A Bersani si rivolgeva, poi, con una punta di veleno scorpionino, per chiedergli che cosa pensasse delle politiche energetiche: «che cos&#8217;è, Pigi, il nucleare?». Erano i famosi dialoghi, in cui Socrate interveniva brevemente e con un po&#8217; di ironia, che servivano a precisare le cose, come sostenevo <a href="http://civati.splinder.com/post/20918380">qui</a>. Fare le domande, è importante. Trovare le sedi dove confrontarsi, in un partito politico, lo è altrettanto. Individuare i limiti e le contraddizioni e le ragioni dei nostri errori, lo è ancora di più. Socrate amava il confronto tra addetti ai lavori, all&#8217;interno dei circoli, per dire così, ma amava anche la conversazione nelle piazze e nelle strade di Atene. Ecco, un piccolo messaggio per le primarie. Non solo nell&#8217;Attica.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dieci lezioni in dieci anni]]></title>
<link>http://panettore.wordpress.com/2009/09/20/dieci-lezioni-in-dieci-anni/</link>
<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 15:57:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>panettore</dc:creator>
<guid>http://panettore.wordpress.com/2009/09/20/dieci-lezioni-in-dieci-anni/</guid>
<description><![CDATA[Esattamente dieci anni fa, lasciavo definitivamente Taranto per trasferirmi a Milano. Sono stati die]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Esattamente dieci anni fa, lasciavo definitivamente Taranto per trasferirmi a Milano. Sono stati dieci anni di divertimenti, risate, partite del Milan, di viaggi e traslochi in più continenti, come molti di voi sanno per averli anche vissuti con me in prima persona. Ma quello che forse ha più caratterizzato questi dieci anni nel bene e nel male &#8211; e chissà quanto volontariamente &#8211; è stato lo studio. E allora, cosa so sul funzionamento dell&#8217;economia dopo dieci anni sui libri? Queste sono le dieci principali lezioni che ho imparato, o forse quelle che mi piacciono di più:</p>
<p><!--more--></p>
<ol>
<li>L&#8217;homo oeconomicus (sia esso consumatore, imprenditore, burocrate, politico, elettore, ecc.) è razionale: sulla base delle informazioni a sua disposizione, prende delle decisioni per massimizzare il proprio personale benessere. In questo io ci ho sempre visto un fondamento “socratico” dell&#8217;economia politica: il comportamento più sbagliato può (e deve) essere spiegato come ignoranza, mancanza di informazione su cosa sia il bene, ma non come irrazionalità pura e semplice.</li>
<li>La razionalità dell&#8217;homo oeconomicus è intertemporale: le decisioni di consumo e risparmio, così come di produzione e investimento, non tengono mai conto solo della situazione contingente, ma anche e soprattutto della ricchezza che una persona può accumulare lungo tutto l&#8217;arco della propria vita. In questo c&#8217;è una critica a tutte quelle politiche economiche che ritengono che per uscire da un periodo di crisi siano necessarie azioni temporanee di supporto all&#8217;economia: un qualsiasi trasferimento di risorse ai cittadini non aumenterà mai uno-a-uno il loro consumo o la loro produzione, perché una parte &#8211; probabilmente la maggiore &#8211; verrà comunque messa da parte per il futuro (ma c&#8217;è un grosso “però” nel punto successivo).</li>
<li>L&#8217;homo oeconomicus risponde agli incentivi: è possibile spingere gli individui a comportarsi in un certo modo quando la loro ignoranza li porta a compiere decisioni che possono rivelarsi sbagliate. Piccolo fondamentale esempio è la struttura salariale delle imprese: perché i manager sono pagati così tanto? Perchè gli imprenditori non riescono a monitorare perfettamente il lavoro dei propri dipendenti, quindi stabiliscono salari alti di modo da trasmettere il seguente messaggio: io non ti posso osservare, ma se ti comporti bene potrai far carriera e guadagnare molto di più. Gli incentivi possono servire anche a uscire dalla recessione: la politica più efficace durante una crisi economica è la riduzione delle tasse sul lavoro, che spinge gli agenti a lavorare e produrre di più.</li>
<li>L&#8217;homo oeconomicus non vive isolato dai suoi simili, ma li incontra nel mercato, e l&#8217;equilibrio tra i desideri di consumatori e produttori è stabilito dal libero sistema dei prezzi. Questo è secondo me la lezione più importante che ho imparato, la base di tutto quello che ho fatto in questi dieci anni: se gli agenti sono razionali e i mercati sono funzionanti, i prezzi di mercato garantiscono che l&#8217;allocazione delle risorse che si viene a creare è efficiente nel senso di Pareto, cioè non è possibile migliorare la condizione di uno senza peggiorare quella di qualcun altro. Quello appena enunciato è il cosiddetto “Primo Teorema dell&#8217;Economia del Benessere”, e suggerisce il ruolo dello Stato nell&#8217;economia come semplice regolatore e garante della funzionalità del mercato. Se lo Stato si sostituisce al mercato e definisce i prezzi in qualche altra maniera, la conseguente distorsione genererà troppa domanda e/o troppa offerta di un bene, a discapito del benessere di tutti. Ma c&#8217;è di più, c&#8217;è il “Secondo Teorema”: esso parte dall&#8217;esistenza di un multiplicità di equilibri Pareto-efficienti, in particolare caratterizzati da maggiore o minore disuguaglianza. Ebbene, il Secondo Teorema afferma che lo Stato può modificare l&#8217;allocazione iniziale delle risorse tra tutti gli agenti e lasciare che il mercato funzioni da solo: qualsiasi equilibrio tra quelli disponibili potrà in questo modo essere raggiunto. Ecco quindi il vero ruolo “politico” dello Stato: decidere quale tra gli equilibri disponibili è desiderabile, e garantire un&#8217;allocazione iniziale delle risorse &#8211; “l&#8217;uguaglianza dei punti di partenza” &#8211; che permetta al al mercato di raggiungere tale equilibrio in totale libertà.</li>
<li>I mercati sono efficienti: i prezzi racchiudono tutta l&#8217;informazione pubblica disponibile in un determinato momento. Conseguenza di tale affermazione, come molti studiosi ricordano per controbattere le correnti critiche alla teoria economica <em>mainstream</em>, è che è impossibile prevedere un crollo del mercato. Facciamo un esempio: immaginiamo che oggi io abbia un titolo di borsa di valore 100, e che tutti sappiano con assoluta certezza che domani ci sarà un crollo, e tale titolo varrà zero. Cosa devo fare? Beh, cercherò di venderlo. Ma siccome per fare ciò ho bisogno di un compratore, l&#8217;unico prezzo di mercato sarà qualcosa di molto vicino a zero: tale è infatti il prezzo che mi offriranno, perché sarà comunque meglio di quello che avrò domani se mantengo il titolo in portafoglio. In conclusione, il prezzo crollerà istantaneamente. La conseguenza paradossale di una previsione assolutamente certa è che essa risulta assolutamente sbagliata!</li>
<li>L&#8217;analisi macroeconomica si basa sull&#8217;<em>Individualismo Metodologico</em>: se l&#8217;obiettivo della politica economica è quello di portare vantaggio a ogni singolo cittadino, non si può non avere come base di partenza lo stesso singolo cittadino. La macroeconomia non può quindi che essere aggregazione di comportamenti individuali, in aperto contrasto con le teorie keynesiane che ahimè ancora oggi si insegnano nelle università italiane. Insieme all&#8217;Individualismo Metodologico, il secondo pilastro della macroeconomia è la matematica. Questo non perché a noi economisti giovani e vecchi piaccia essere formali e scrivere in un linguaggio criptico, ma perché ci aiuta a essere logici e garantisce che le nostre conclusioni derivino direttamente dalle ipotesi che abbiamo fatto.</li>
<li>Le tasse sul capitale devono essere zero: un&#8217;economica efficiente non può essere garantita dalla presenza di tali tasse, che distorcono l&#8217;allocazione intertemporale delle risorse. D&#8217;altro lato, le tasse sul consumo, purché fisse nel tempo, possono garantire gli stessi introiti senza creare distorsioni.</li>
<li>La discrezionalità delle istituzioni economiche genera inefficienza: una banca centrale senza regole precise stamperà troppa moneta e di conseguenza ci sarà troppa inflazione; un governo senza limitazioni alzerà troppo le tasse.</li>
<li>La disoccupazione non è frutto di un mercato del lavoro non funzionante, ma logica e necessaria conseguenza del suo continuo movimento. Ciononostante, al netto delle normali fluttuazioni dell&#8217;economia, essa si può ridurre in vari modi: attuando politiche economiche che favoriscano la riallocazione dei lavoratori, incentivando la ricerca attiva di un nuovo lavoro da parte dei disoccupati, riducendo il potere di veto dei sindacati.</li>
<li>La Teoria della Crescita è il più grande “baco” dell&#8217;economia politica: mille teorie, spesso contrastanti, mille rilevazioni empiriche, ma nessun consenso su come una nazione si possa sviluppare. A mio parere, ciò che la scienza economica può dare è solo una serie di suggerimenti, di indicazioni basate sull&#8217;esperienza pratica più che sull&#8217;analisi: garantire libertà ed efficienza dei mercati, controllare l&#8217;inflazione, eliminare le tasse sui capitali e stabilizzare tutte le altre sono secondo me le più importanti.</li>
</ol>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[U medicu pietusu faci a piaga verminusa]]></title>
<link>http://mimmasuraci.wordpress.com/2009/09/02/u-medicu-pietusu-faci-a-piaga-verminusa/</link>
<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 08:17:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>mimmasuraci</dc:creator>
<guid>http://mimmasuraci.wordpress.com/2009/09/02/u-medicu-pietusu-faci-a-piaga-verminusa/</guid>
<description><![CDATA[Bologna come Messina, Vibo come Torino, Firenze come Catanzaro,Lucca, Parma piuttosto che Palermo o ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://i27.tinypic.com/262bk0y.jpg" alt="http://i27.tinypic.com/262bk0y.jpg" width="239" height="239" />Bologna come Messina, Vibo come Torino, Firenze come Catanzaro,Lucca, Parma piuttosto che Palermo o Catania : la malasanità in Italia è  a macchia di leopardo, non conosce meridiani e paralleli  geografici  e politici. Facile scagliarsi contro il Sud quasi fosse il ricettacolo di tutti i mali, mentre gli episodi incresciosi e tragici che avvengono al Nord hanno un&#8217;eco sicuramente meno sonora.Bisogna tenere presente anche il fatto che   una informazione rapida e globale come quella attuale  amplifica il fenomeno, ma non si può ignorare il grave aspetto che riguarda il sistema di superficialità e approssimazione che si sta stabilizzando ormai da diversi decenni nel nostro Paese. Principale responsabile, secondo me, è la scuola, scaduta via via nel tempo  a livelli vergognosi; basta leggere &#8221; Asini calzati e vestiti&#8221; di un addetto ai lavori come Roberto Alonge  che ne fa un&#8217;analisi spietata e quantomai obiettiva. E&#8217; difficile però percepire il nesso tra il sistema scolastico e la decadenza sociale, dove l&#8217;ignoranza regna sovrana. Quando frana una strada, crolla una casa, muoiono persone per mancanza di cure o per terapie sbaglaite si fa presto ad aprire una, dieci, cento, mille inchieste, che lasciano il tempo che trovano, per cui difficilmente si individuano i responsabili che rimangono impuniti, mentre le persone continuano a morire e i disastri a verificarsi. Se si vuole affrontare il problema in maniera seria, si dovrebbe cercare la causa,cioè l&#8217;origine delle anomalie. E ribadisco, a mio avviso, il &#8220;peccato originale&#8221; consiste in un sistema scolastico  fatiscente, anche se mi rendo conto che è difficile intervenire in maniera importante. I politici di turno dovrebbero forse avere il coraggio e l&#8217; audacia di chiudere completamente la scuola italiana, dall&#8217; asilo all&#8217; università, investire sulla preparazione seria di docenti per dieci buoni anni e poi rifondare il settore mettendo al primo posto l&#8217; allievo. Contemporaneamente bisognerebbe rivedere i sistemi dei libri di testo, che, a mio parere, dovrebbero essere eliminati. Il libro di testo non fa cultura  e nemmeno istruzione. Non è necessario avere testi enciclopedici sempre rinnovati che finiscono per confondere i ragazzi e però alimentano un giro d&#8217;affari enorme a spese delle famiglie. L&#8217; insegnamento dovrebbe essere considerato una missione tesa alla preparazione delle generazioni del domani, i docenti dovrebbero essere sollevati da molti adempimenti amministrativi e burocratici, che non servono a niente, e  passare più tempo con gli studenti cercando di  far emergere le potenzialità di ognuno secondo la scuola maieutica di Socrate.Perchè i rimedi devono curare il male non i sintomi, senza pietà , che è un&#8217;altra cosa, altrimenti si  producono vermi non persone , come dice il proverbio &#8220;u medicu pietusu faci a piaga verminusa&#8221;</p>
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<title><![CDATA["Si je veux réussir à accompagner un être..."]]></title>
<link>http://anarchieevangelique.wordpress.com/2009/08/25/si-je-veux-reussir-a-accompagner-un-etre/</link>
<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 11:28:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Laurent l&#39;un</dc:creator>
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<description><![CDATA[Si je veux réussir à accompagner un être vers un but précis je dois le chercher là où il est et comm]]></description>
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