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	<title>solitudini &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/solitudini/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "solitudini"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Dec 2009 14:21:28 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Nord , Sud , Ovest , Est ]]></title>
<link>http://koalaclick.wordpress.com/2009/11/19/nord-sud-ovest-est/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 13:00:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>koalanation</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;&#8230;testate contro il muro o preferisci uscire? da questa apatia generazionale del cazzo a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-117" title="DSC_0106_010MODpiccola" src="http://koalaclick.wordpress.com/files/2009/11/dsc_0106_010modpiccola.jpg" alt="DSC_0106_010MODpiccola" width="754" height="500" /></p>
</blockquote>
<blockquote><p><span style="color:#00ccff;">&#8220;&#8230;testate contro il muro o preferisci uscire?<br />
da questa apatia generazionale del cazzo<br />
alimentata a strisce per meglio scappare da una realtà di fatto?<br />
Che cosa vedi? Mia giovane mente assiderata<br />
con mille amici su myspace e un&#8217;altra cena in solitaria</span></p>
<p><span style="color:#00ccff;">E non sento più l&#8217;effetto che fa<br />
GUARDO LA CITTA&#8217; DALL&#8217;ALTO<br />
mentre i mostri arrivano&#8230; &#8220;</span></p></blockquote>
<blockquote><p><span style="color:#00ccff;">(Il mostro &#8211; Linea 77)</span></p></blockquote>
<p>Solitudini da scontare<br />
Diversità da accettare<br />
Addii necessari</p>
<p>Ma è SCELTA .</p>
<p>Scelgo l&#8217; ESSENZA , lascio ad altri l&#8217;APPARENZA !</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Viola d'Inverno]]></title>
<link>http://signorinavale.wordpress.com/2009/11/05/viola-dinverno/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 13:38:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>signorinavale</dc:creator>
<guid>http://signorinavale.wordpress.com/2009/11/05/viola-dinverno/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/Y7WkjfypI98&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/Y7WkjfypI98&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Distrazione distratta]]></title>
<link>http://emmedigi.wordpress.com/2009/10/31/distrazione-distratta/</link>
<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 03:31:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mario</dc:creator>
<guid>http://emmedigi.wordpress.com/2009/10/31/distrazione-distratta/</guid>
<description><![CDATA[La sua memoria gli faceva strani scherzi. Si ricordava di quando scriveva su fogli a quadretti, con ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[La sua memoria gli faceva strani scherzi. Si ricordava di quando scriveva su fogli a quadretti, con ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[il tuo disordine]]></title>
<link>http://pessimesempio.wordpress.com/2009/10/30/il-tuo-disordine/</link>
<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 15:43:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>pessima</dc:creator>
<guid>http://pessimesempio.wordpress.com/2009/10/30/il-tuo-disordine/</guid>
<description><![CDATA[Sento il tuo disordine e lo comparo al mio. C&#8217;è somiglianza. C&#8217;è lo stesso slabbro di fe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote><p>Sento il tuo disordine</p>
<p>e lo comparo al mio. C&#8217;è</p>
<p>somiglianza. C&#8217;è lo stesso slabbro</p>
<p>di ferite identiche. C&#8217;è tutta la voglia</p>
<p>di un passo largo in una terra</p>
<p>sgombra che non troviamo.</p>
<p>Sento il tuo respiro schiacciato</p>
<p>lo sento somigliante</p>
<p>ti sento piano morire</p>
<p>come me che non controllo</p>
<p>l&#8217;accensione del sangue.</p>
<p>&#160;</p>
<p>Anch&#8217;io cerco una libertà che mi</p>
<p>sbandieri, una falcata</p>
<p>perfetta, uno stacco d&#8217;uccello</p>
<p>dal suo ramo, quando si butta</p>
<p>improvviso e poi plana.</p></blockquote>
<p>(Mariangela Gualtieri, Senza polvere senza peso, Einaudi 206)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Solitudini]]></title>
<link>http://signorinavale.wordpress.com/2009/10/26/solitudini/</link>
<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 22:21:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>signorinavale</dc:creator>
<guid>http://signorinavale.wordpress.com/2009/10/26/solitudini/</guid>
<description><![CDATA[Buonasera Mondo. Voglio solo lasciarti qualche pensiero notturno, ora. Sono rientrata venerdì dal co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Buonasera Mondo.</p>
<p style="text-align:justify;">Voglio solo lasciarti qualche pensiero notturno, ora. Sono rientrata venerdì dal corso per diventare grandi nella metropoli e, in effetti, un pochino lo sono diventata. In chiusura, venerdì sera, il formatore ha detto una dei quelle frasi retoriche che però fanno effetto <em>Non occorre essere grandi per cominciare, ma occorre cominciare per fare una grande cosa. Alla vostra grande occasione</em>. E a me è venuto da piangere, ma non una delle mie solite crisi isteriche da psicolabile, dopo, sul taxi che tagliava sgarbato una tranquilla Milano prefestiva, ho sentito la certezza, erano lacrime di gioia, perchè, dopo tanto, ho capito di potercela fare, che, forse, ero brava davvero. Questo non è il mio sogno, ma è una vita bella.</p>
<p style="text-align:justify;">Poi sono tornata, serena, alla mia piccina città. Un sabato circandata dalle mie amiche. Risate, drink, tacchi alti, sorrisi sinceri, la discoteca del cuore. Un <em>incontro un po&#8217; troppo forte</em>, come è stato definito. La paura di una possibile dipendenza. Palpebre che sbattono piano assordate dal rumore del cuore.</p>
<p style="text-align:justify;">Va tutto <em>davvero</em> bene.</p>
<p style="text-align:justify;">Vorrei solo poterlo condividere con un abbraccio che mi aspetta la sera, che abbia voglia di portarmi al cinema e che non si stanchi mai di vedermi sorridere. Che domani ricordi il profumo di cui la notte si nutre.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:right;"><strong>Le Grandi Solitudini</strong></p>
<p style="text-align:right;">Sempre così suonano tutti i bicchieri<br />
Poi le donne e gli amici si vestono in fretta e io gli ascolto i motori<br />
<em>Se ne vanno lasciando il silenzio tra la cenere di un venerdì<br />
Mezzanotte tra i piatti di carta e la bottiglia di gin<br />
Si può morire così sbranati dal desiderio</em><br />
In questa notte d&#8217;estate che esplode di luci e ci incanta il pensiero<br />
Il mio sole è lontano ma sì ogni sole si accende da qui<br />
Di fedele mi restano gli occhi e questa camicia che ho<br />
Le grandi solitudini ci fanno così ruvidi<br />
<em><strong>E staccano i telefoni, tu chiama col cuore se vuoi</strong></em><br />
<em>E immagino quel brivido quando torno a vivere negli angoli di un corpo diverso dal mio</em><br />
E il giorno scivola via la faccia sul marciapiedi<br />
Siamo navi partenti ma quale bandiera siamo sempre stranieri<br />
Ma balliamo da soli lo stesso aspettando il miraggio di un sì<br />
Ci va bene un amore anche espresso solo scaldato così<br />
<em>Le grandi solitudini se arrivano a sfiorarsi, lo so<br />
Si spogliano in un attimo e via<br />
Daremo fuoco a questa signora la notte<br />
Che esplode dentro all&#8217;anima qui e ci scrive la storia di noi</em><br />
Siamo un passo di tango, di samba, un fandango, uno sputo d&#8217;eroi<br />
<em>Ma fingiamo di amare lo stesso, anche un&#8217;ombra che passi di qui<br />
Nascondendo in un grumo di sesso di un vuoto pieno di sì<br />
</em><br />
Le grandi solitudini ci fanno così ruvidi<br />
Ma siamo teneri, lo so, dimenticati però<br />
Le grandi solitudini se arrivano a toccarsi lo sai<br />
<em><strong>Non bastano i telefoni del mondo per dire tutto di noi<br />
</strong></em>Tutto di noi.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[stare soli]]></title>
<link>http://pessimesempio.wordpress.com/2009/10/18/stare-soli/</link>
<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 17:27:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>pessima</dc:creator>
<guid>http://pessimesempio.wordpress.com/2009/10/18/stare-soli/</guid>
<description><![CDATA[Devo fare una premessa, me ne sono accorta quando già avevo messo in onda questo post, che ho scritt]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#888888;">Devo fare una premessa, me ne sono accorta quando già avevo messo in onda questo post, che ho scritto ieri sera. La premessa è che non sono affatto triste, almeno per ora, a meno che non sopravvenga, la tristezza, stanotte, o domattina, quando mi alzo nel buio e comincio a fare tutte le cose che di solito si fanno prima di uscire per andare a lavorare. Non sono triste, eppure ieri mi sono sentita sola e per qualche minuto ne ho anche sofferto un po&#8217;, ho provato forse imbarazzo per questa condizione, ho sentito che ero un po&#8217; diversa da quelli che stavano intorno a me proprio per questa mia sensazione di solitudine. Così.<br />
</span></p>
<p>Ci sono dei momenti in cui mi sento sola. Quando percepisco questa condizione nella sua interezza sono di solito  in mezzo a tanta gente che si è ritrovata per scelta comune in qualche luogo, una piazza, un teatro, un cinema. Come il viaggiatore solitario di Tondelli, mi accorgo che al contrario di loro io<strong><em> sono sola</em></strong>.</p>
<p>Nel momento in cui vorrei condividere le scelte, nel momento in cui vorrei che queste scelte apparissero pubblicamente, in cui vorrei mostrami per quello che sono e per quello che sento. E invece <em><strong>appaio sola</strong></em>, perché <em><strong>sono sola</strong></em>. E in questo snaturo me stessa, proprio quando, essendo sola, potrei essere davvero ciò che sono.</p>
<p>Ci si sente spaesati, all&#8217;inizio, ad essere soli in un luogo dove la gente si incontra, si parla, si bacia e si abbraccia e tu che sei andata lì per le loro stesse ragioni- almeno così credi, che i motivi che vi hanno portato lì, tutti voi, siamo gli stessi- non hai nessuno da baciare, da guardare, con cui parlare, da salutare. Un&#8217;amica, un amore.<em><strong> Sei sola </strong></em>e ti sembra in quell&#8217; istante che questa sia la tua condizione, eterna e inevitabile. E in quel momento ti sembra che questa sia la verità e che intorno a te si sia formata come una pellicola che avvolge la tua persona, una specie di capsula di plastica o di vetro, invisibile, che però ti isola dagli altri, impedisce un reale contatto dei corpi. Dentro questa capsula che gli altri non vedono e dentro la quale ti sei improvvisamente ritrovata quasi senza saperlo, ogni volta come se fosse la prima volta, galleggi come dentro un liquido un po&#8217; denso, non è acqua, potrebbe essere una specie di gel, non appiccicoso, però, ti permette un movimento fluido, naturale, direi, se non fosse per la percezione che hai di un certo qual rallentamento dei tuoi gesti e delle tue parole, ma sei convinta che tutto questo sia un sentimento solo tuo e che in realtà nessuno che ti guardi o ti ascolti, ammesso che ci sia qualcuno che lo faccia, ti dici da dentro la capsula, noti niente di strano, o forse no,qualcosa notano, perché ti sembra che alcuni ti guardino,a volte in modo leggermente diverso dal normale, come se provassero una sorta di sospetto, a cui non riescono a dare consistenza, il sospetto che tu non voglia vederli o sentirli. E in realtà è così, perché pensi che non hai proprio voglia di vedere o di sentire nessuno, perché nessuno tanto è capace di stare a sentirti e che in realtà tu non hai niente da dire in questo momento, ti dici da dentro la capsula.</p>
<p>Credo che questa sia per me la sensazione della solitudine, cioè quando capisci che non hai davvero nessuna voglia di stare così e magari ti aggrappi ancora, nel tentativo di non soffrire troppo, all&#8217;estremo sogno di un nuovo grande amore all&#8217; improvviso, uno sguardo che incroci il tuo e rompa la capsula e faccia uscire tutto quel gel che avvolge il tuo corpo. Poi torni a casa e magari non ci pensi più, fino alla prossima volta, fino a quando non ti sentirai di nuovo avvolta  e capirai ancora, di nuovo, di essere sola.</p>
<blockquote><p><em><br />
</em></p></blockquote>
<blockquote><p><em> </em></p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[donne]]></title>
<link>http://willyco.wordpress.com/2009/09/26/la-differenza/</link>
<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 22:40:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>willyco</dc:creator>
<guid>http://willyco.wordpress.com/2009/09/26/la-differenza/</guid>
<description><![CDATA[De Andrè, Battisti, donne, amori e solitudini giovanili,  tristezze, farabutti, escort, commozione e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#993300;">De Andrè, Battisti, donne, amori e solitudini giovanili,  tristezze, farabutti, escort, commozione e tenerezza senza tempo, lacrime senili, inutilità, passioni, certezze, realtà, sogni e risvegli: oggi. </span></p>
<p><span style="color:#993300;">Come nebbie in cui rintanare la rabbia che dice: <em>finirà, certo che finirà, ma cosa sarà rimasto?</em></span></p>
<p> </p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/Ga5TIZuPJQc&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/Ga5TIZuPJQc&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<div>ANCHE PER TE</div>
<p>(Battisti-Mogol)</p>
<div>Per te che è ancora notte e già prepari il tuo caffé<br />
che ti vesti senza più guardar lo specchio dietro te<br />
che poi entri in chiesa e preghi piano<br />
e intanto pensi al mondo ormai per te così lontano.<br />
Per te che di mattina torni a casa tua perché<br />
per strada più nessuno ha freddo e cerca più di te<br />
per te che metti i soldi accanto a lui che dorme<br />
e aggiungi ancora un po&#8217; d&#8217;amore a chi non sa che farne.<br />
Anche per te vorrei morire ed io morir non so<br />
anche per te darei qualcosa che non ho<br />
e così, e così, e così<br />
io resto qui<br />
a darle i miei pensieri,<br />
a darle quel che ieri<br />
avrei affidato al vento cercando di raggiungere chi&#8230;<br />
al vento avrebbe detto sì.<br />
Per te che di mattina svegli il tuo bambino e poi<br />
lo vesti e lo accompagni a scuola e al tuo lavoro vai<br />
per te che un errore ti è costato tanto<br />
che tremi nel guardare un uomo e vivi di rimpianto.<br />
Anche per te vorrei morire ed io morir non so<br />
anche per te darei qualcosa che non ho<br />
e così, e così, e così<br />
io resto qui<br />
a darle i miei pensieri,<br />
a darle quel che ieri<br />
avrei affidato al vento cercando di raggiungere chi&#8230;<br />
al vento avrebbe detto sì.</div>
<p><span style="color:#993300;"> </span></p>
<p><span style="color:#993300;"> </span></p>
<p><em><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/EEH7bSeSL84&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/EEH7bSeSL84&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Via del Campo (Fabrizio De Andrè)</em></p>
<p>Via del Campo c&#8217;è una graziosa<br />
gli occhi grandi color di foglia<br />
tutta notte sta sulla soglia<br />
vende a tutti la stessa rosa.</p>
<p>Via del Campo c&#8217;è una bambina<br />
con le labbra color rugiada<br />
gli occhi grigi come la strada<br />
nascon fiori dove cammina.</p>
<p>Via del Campo c&#8217;è una puttana<br />
gli occhi grandi color di foglia<br />
se di amarla ti vien la voglia<br />
basta prenderla per la mano</p>
<p>e ti sembra di andar lontano<br />
lei ti guarda con un sorriso<br />
non credevi che il paradiso<br />
fosse solo lì al primo piano.</p>
<p>Via del Campo ci va un illuso<br />
a pregarla di maritare<br />
a vederla salir le scale<br />
fino a quando il balcone ha chiuso.</p>
<p>Ama e ridi se amor risponde<br />
piangi forte se non ti sente<br />
dai diamanti non nasce niente<br />
dal letame nascono i fior<br />
dai diamanti non nasce niente<br />
dal letame nascono i fior.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dove sei?]]></title>
<link>http://paroleinconsistenti.wordpress.com/2009/09/18/dove-sei/</link>
<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 20:33:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>unosconosciuto</dc:creator>
<guid>http://paroleinconsistenti.wordpress.com/2009/09/18/dove-sei/</guid>
<description><![CDATA[Ci siamo persi. Come tanti anni fa. Come quando ridendo mi dicesti che saresti partita per andare vi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ci siamo persi. Come tanti anni fa. Come quando ridendo mi dicesti che saresti partita per andare via da qui. Ti ricordi? Non avevo ancora capito tutte le cose che non ti piacciono. Tutte le cose che non vuoi. Ci siamo persi. Come quando la luce del frigo di notte, sembra una stella cometa che ci porterà lontano. E invece siamo sempre qui. Tu parti, ma torni sempre. E qui per me non cambia mai niente. Ho arrotolato i sogni e li ho messi sotto il letto, per evitare che camminandoci su, tutti possano rovinarli. Come tappeti un giorno li srotoleremo facendo finta che siano nuovi e adatti per nuovi progetti. Le tue gambe lisce. La tua schiena sudata. Perché questa vita è toccata proprio a me? mi chiedi. Perché te la sei costruita tu così. Perché non hai avuto la possibilità di costruirtela migliore. Le tue gambe bianche. Non compreremo mai più mobili con i cassetti. E intanto, mentre  tutto il resto del mondo si illumina con le luci al neon io ti vorrei regalare un pacco di candele, ma non le vendono più. E siamo costretti ad aspettare i compleanni per far finta di essere romantici. E siamo costretti a non sentirci soli davanti alle spiagge vuote. Davanti alle rivoluzioni in giacca e cravatta. “Cambieremo il mondo”. Cambieremo vestito. Cambieremo canale. Dove sei? Ora che mi manchi, dove sei? Ora che qui ho bisogno di te, sei come un dio. Dove sei?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Luci]]></title>
<link>http://paroleinconsistenti.wordpress.com/2009/09/17/luci/</link>
<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 23:16:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>unosconosciuto</dc:creator>
<guid>http://paroleinconsistenti.wordpress.com/2009/09/17/luci/</guid>
<description><![CDATA[I coriandoli avvolti nella polvere, li useremo come letto. Perché inseguiamo l&#8217;idea di umiltà ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>I coriandoli avvolti nella polvere, li useremo come letto. Perché inseguiamo l&#8217;idea di umiltà di persone che non conosciamo. Gli eroi muoiono. Gli dei muoiono. Gli ideali muoiono. Le risate sono eterne. Seduti sotto lampioni spenti, tra le urla strazianti, che avrei avuto nella testa anche senza te. Perché non so suonare la chitarra, perché sono timido. Perché ci sono  miliardi di motivi e ci ritroviamo sempre con lavori di merda. Negli angoli di strada sperando che un cantante, un attore o chissà quale dio sia meglio di noi. Sperando che almeno loro siano riusciti ad essere degli esempi, quando in realtà gli esempi siamo noi. Tra le notti passate ad ascoltare la tua voce raccontare fatti dei quali non ci ricorderemo mai. Con i tuoi lavori saltuari, con i pensionati che come guardie giurate si danno il cambio negli angoli delle strade di periferia. I cantieri abbandonati. I tralicci che per gli uccelli sono molto più simili ad alberi di quanto non lo siano per noi. E un po&#8217; mi dispiace che non mi guardi mentre mi addormento sulle rovine di una civiltà.<br />
Tanto tu non mi credi più quando ti dico che dovremo sorbirci un&#8217;altra dittatura, perché le parole non le ascolta più nessuno. Tanto tu non mi credi più quando ti dico che dovremo sorbirci un&#8217;altra acconciatura, un nuovo paio di pantaloni. Ti ripeto che la dittatura c&#8217;è quando non puoi più ribellarti.  Ribellati a questo capitalismo. I coriandoli avvolti nella polvere, li useremo come letto, per dormire   e dimenticarci la finta rivoluzione del 68, della finta caduta del muro di Berlino, delle finte democrazie e della finta cultura che piano piano si spegne, come le lucciole di Pasolini. Lentamente si allontanano dai bordi delle città, perché non hanno più spazio e poi spariscono. Ma tanto basta accendere la luce. click</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pagine accartocciate]]></title>
<link>http://paroleinconsistenti.wordpress.com/2009/09/15/pagine-accartocciate/</link>
<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 16:27:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>unosconosciuto</dc:creator>
<guid>http://paroleinconsistenti.wordpress.com/2009/09/15/pagine-accartocciate/</guid>
<description><![CDATA[Con una camicia rossa strappata sul gomito sinistro, seduto su un marciapiede, lasciò scorrere via l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Con una camicia rossa strappata sul gomito sinistro, seduto su un marciapiede, lasciò scorrere via le pagine accartocciate, nel rivolo d&#8217;acqua creato dalla pioggia. Il sole e l&#8217;arcobaleno lasciavano intravedere l&#8217;azzurro scuro, della sera che calava, sulla sua testa. L&#8217;ombra della luna in cielo e la chiara luce del sole, pronto a sparire tra i palazzi a forma di orizzonte, avrebbero fatto da contorno alla sua più importante scelta. Alla scelta che avrebbe modificato l&#8217;intero corso della sua vita. Strappò ancora una pagina da quel vecchio libro ingiallito rubato dalla sua stanza d&#8217;albergo e la lasciò cadere nel rivolo che andava lentamente esaurendosi. La vide allontanarsi. Avrebbe scelto, ancora una volta. Ridendo. Perché nonostante fosse la scelta più importante della sua vita, non avrebbe potuto influenzare in nessun modo la sua esistenza. In nessun modo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Impassibile]]></title>
<link>http://paroleinconsistenti.wordpress.com/2009/09/08/impassibile/</link>
<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 11:08:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>unosconosciuto</dc:creator>
<guid>http://paroleinconsistenti.wordpress.com/2009/09/08/impassibile/</guid>
<description><![CDATA[“ci sono istanti in cui vivere è una merda”. E continui a decorare futuri già morti, facendo finta d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>“ci sono istanti in cui vivere è una merda”. E continui a decorare futuri già morti, facendo finta di essere qualcosa, di esserlo stato. E ti guardi intorno cercando una scoperta, cercando novità, e ti guardi intorno cercando la realtà che suona indiscriminata e lacerante. “Ci sono istanti in cui vivere è una merda” e sarai lì a goderteli. E puoi pensare ad altro, puoi scappare da ogni parte, inventarti un lavoro e credere che sia davvero gratificante farti schiavizzare da uno stronzo qualsiasi perché forse un giorno lo stronzo diventerai tu. E due settimane di ferie l&#8217;anno ti basteranno. “Ci sono istanti in cui vivere è una merda” e non c&#8217;è niente che tu possa fare per migliorare il fatto che quegli istanti sono gli unici attimi di lucidità. </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Guardiamoli da lontano]]></title>
<link>http://paroleinconsistenti.wordpress.com/2009/08/26/guardiamoli-da-lontano/</link>
<pubDate>Wed, 26 Aug 2009 18:20:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>unosconosciuto</dc:creator>
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<description><![CDATA[Lasciateli morire. Lasciateli affogare. Le urla vengono da nord. Le urla vengono anche da sud. Distr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Lasciateli morire. Lasciateli affogare. Le urla vengono da nord. Le urla vengono anche da sud. Distratti dai nostri infimi bisogni li lasciamo pisciare sui nostri sogni. Non riesco più a vedere. Respingi che sarai respinto.<br />
Abbandonateli. Tanto se muoiono in mare, nessuno mai lo verrà a sapere. Ma è tutta una nazione? Tutta tutta? Anche sino al tacco? Con le isole comprese? Che esagerazione. </p>
<p>Accendiamo un cero.  Stasera faremo un bel falò di stranieri. Illumineremo il cielo. Stasera metteremo una bella canzone e canteremo intorno al fuoco. </p>
<p>Noi guardiamo, dall&#8217;una alle due, poi cambiamo e il problema nazionale sarà il divorzio di  un non ancora morto, sul secondo canale.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Unghie]]></title>
<link>http://paroleinconsistenti.wordpress.com/2009/08/22/unghie/</link>
<pubDate>Sat, 22 Aug 2009 12:32:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>unosconosciuto</dc:creator>
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<description><![CDATA[Prese lo smalto tra le mani e iniziò a passarselo sulle unghie. Dipinse la sua mano come fosse una t]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Prese lo smalto tra le mani e iniziò a passarselo sulle unghie. Dipinse la sua mano come fosse una tela e iniziò a sventolarla. L&#8217;odore fastidioso di quel colore conquistava l&#8217;aria e le mie narici. “ci sono posti nel mondo dove le donne hanno un prezzo. Io non voglio mai più fare sesso nella mia vita”<br />
le dita sventolavano quasi come se le unghie dipinte di bianco fossero delle piccole bandiere in segno di resa. Le parole quasi non avessero peso volavano da un continente all&#8217;altro. La sconfitta è una forma di tranquillità e può essere perseguita.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[vacanze]]></title>
<link>http://pessimesempio.wordpress.com/2009/08/10/vacanze-3/</link>
<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 13:20:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>pessima</dc:creator>
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<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://pessimesempio.wordpress.com/files/2009/08/celentino-04.jpg" alt="Celentino 04" title="Celentino 04" width="374" height="500" class="aligncenter size-full wp-image-2329" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Raffaele]]></title>
<link>http://emmedigi.wordpress.com/2009/07/31/raffaele/</link>
<pubDate>Fri, 31 Jul 2009 04:56:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mario</dc:creator>
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<description><![CDATA[Era piombato nella sua vita, quell’uomo che sembrava avere una storia da raccontare. Aveva corso sem]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Era piombato nella sua vita, quell’uomo che sembrava avere una storia da raccontare. Aveva corso sem]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Di quei fantasmi]]></title>
<link>http://emmedigi.wordpress.com/2009/07/25/di-quei-fantasmi/</link>
<pubDate>Sat, 25 Jul 2009 05:39:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mario</dc:creator>
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<description><![CDATA[«NON SI PUO’ FERMARE IL TEMPO». La casa affacciata su Rio dei Meloni. La barca si dondolava pigra. L]]></description>
<content:encoded><![CDATA[«NON SI PUO’ FERMARE IL TEMPO». La casa affacciata su Rio dei Meloni. La barca si dondolava pigra. L]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Revolver ]]></title>
<link>http://paroleinconsistenti.wordpress.com/2009/07/08/revolver/</link>
<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 19:37:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>unosconosciuto</dc:creator>
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<description><![CDATA[Anche ieri sera era giunto il momento di mettersi a letto. Dopo una giornata stancante, diventa una ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Anche ieri sera era giunto il momento di mettersi a letto. Dopo una giornata stancante, diventa una delle cose più belle. Inizi a sperarci già dal pomeriggio. Ieri però era diverso. era una serata calda. E avevo voglia. Quindi perché non farlo. Mi sentivo pronta. Non era la prima volta, ma non so mai se sarà l&#8217;ultima. Infatti ne esco sempre come una persona nuova. È fantastico. Dovreste provarlo.<br />
Ora vi racconto cosa ho fatto: aprii il cassetto e la presi, era fredda, come sempre. La poggiai su letto vicino ai miei fianchi e iniziai ad accarezzarmi. La mia mano sfiorò la pelle delicata come solo la mano di una ragazza può essere. Mi sfilai i pantaloncini e gli slip, mi tolsi il reggiseno, in quel letto ora ero nuda e la mia mano accarezzava la pelle come fosse la cosa più delicata del mondo. Ormai ero eccitata, non avevo più voglia di aspettare. La presi e la caricai con un proiettile solo. Feci girare il tamburo e la feci entrare, la pistola era dentro di me e la muovevo lentamente. Era una sensazione bellissima, muoverla piano, la pistola mi stava facendo godere lentamente. Continuai così per poco ancora, non ci volle molto, la temperatura stava aumentando, in quel letto c&#8217;ero solo io, nuda, e tutto il calore che bagnava le lenzuola, il mio sudore colava sulla pelle. La muovevo ancora lentamente. Stavo venendo. E stavo venendo come non mi capitava da tempo. Da tanto tempo e la pistola era ancora dentro di me.</p>
<p>Click</p>
<p>provare la paura di morire mentre vieni, è la cosa più bella che si possa sentire, anche questa volta sono stata fortunata. Chissà come andrà la prossima. Chissà quanto godrò la prossima. Chissà se avrete mai il coraggio di farlo anche voi. </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[il banco da sé]]></title>
<link>http://pessimesempio.wordpress.com/2009/07/01/il-banco-da-se/</link>
<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 15:57:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>pessima</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il vecchio e distinto signore, antico amico di famiglia, piccolo e magro, con i capelli bianchi tira]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il vecchio e distinto signore, antico amico di famiglia, piccolo e magro, con i capelli bianchi tirati indietro, dalla brillantina, penso che immaginai allora, ci aprì la porta della sua casa in via San Zanobi. Era all&#8217;ultimo piano di una piccola palazzina lunga e stretta, nella strada che dal mercato di S.Lorenzo si dirige parallela, insieme ad altre, in direzione della vecchia porta S.Gallo, quella che in un tempo, molto remoto, separava la città di Firenze dal contado.</p>
<p>Fumava Pall Mall al mentolo, per l&#8217;odore che spandevano e l&#8217;aroma, penso che immaginai allora, ma fanno male al cuore, mi disse, e dalle finestre del suo appartamento si vedevano i tetti della città, come essere a Parigi, penso che immaginai allora. Nessuno in quella stanza, nessuno di noi sapeva allora quello che pochi anni dopo sarebbe stato il suo futuro e tutti ridevano, con quel riso delle persone per bene che si incontrano in un salotto, penso che immaginai allora sentendomi differente.</p>
<p>Faceva collezione di vasi Gallé, che trovava nei mercatini a Parigi e ci raccontò di uno scolaro elementare di Portoferraio, a cui era stato dettato un esercizio di composizione, <em>Il baco da seta</em>, e che scrisse del suo stare da solo nel banco in classe, <em>il banco da sé</em>.</p>
<p>Ho sempre pensato alla terribile, pensai allora, solitudine di quel bambino, negli anni.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Magliette scolorite]]></title>
<link>http://paroleinconsistenti.wordpress.com/2009/06/18/magliette-scolorite/</link>
<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 22:53:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>unosconosciuto</dc:creator>
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<description><![CDATA[Tutto questo odio ci conquisterà prima o poi. Mi dicevi queste parole. Tra il nero del caffè e il gi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Tutto questo odio ci conquisterà prima o poi. Mi dicevi queste parole. Tra il nero del caffè e il giallo dello zucchero di canna. L&#8217;ho immaginato così. Come una infinita valanga di un nulla invisibile, chiamato odio, che dal basso piano piano sale. Attraversando scarpe e piedi, pantaloni e gambe, piano, lentamente, sale e arriva sin dentro la testa. Ed è molto più forte di noi. E ci sconfiggerà, perchè siamo troppo educati per difenderci. Siamo troppo educati per rispondere. E non abbiamo nemmeno i vestiti adatti per farlo. Le tue magliette consumate non ti difenderanno abbastanza, mi dicevi. E avevi ragione. Sono stato sconfitto. Ma non mi arrendo ancora. Indosserò un&#8217;altra maglietta scolorita, un altro pantalone strappato e continuerò a voler dare l&#8217;esempio. Continuerò ad avvoltolarmi nella mia morale. Continuerò a non dirti cosa devi fare, ma ti farò vedere che un altro modo è possibile.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[solitudini]]></title>
<link>http://paroleinconsistenti.wordpress.com/2009/06/17/solitudini/</link>
<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 17:23:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>unosconosciuto</dc:creator>
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<description><![CDATA[Perchè non ho saputo dar forma ad altro che non fosse il mio senso di sconfitta. Perchè accarezzando]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Perchè non ho saputo dar forma ad altro che non fosse il mio senso di sconfitta. Perchè accarezzando i tuoi capelli, mi sono sentito bene, ma non riesco ad illuminare. Continuo a dar vita solo alla mia voglia di non correggere. E voglio continuare a confondere la mia solitudine alla tua. Vorrei intrecciarle e mischiarle. Ma dal momento in cui sono nato, sono stato sconfitto. Da sempre ho perso, perchè sono nato in questo spazio e in questo tempo, e non mi resta che adattarmi. Che imparare a perdere. Ed è regalandoti la mia solitudine che riesco a farlo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[DIRE FARE MAI BACIARE LETTERARE TESTAMENTARE]]></title>
<link>http://cartesensibili.wordpress.com/2009/05/17/dire-fare-mai-baciare-letterare-testamentare/</link>
<pubDate>Sun, 17 May 2009 08:27:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
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<description><![CDATA[Guardare sfiorare o sfiorire sforare forse sferruzzare intorno alla parola i segni maglie da guerra ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/F8AVUbQ15oY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/F8AVUbQ15oY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Guardare sfiorare o sfiorire sforare forse</p>
<p>sferruzzare</p>
<p>intorno alla parola i segni</p>
<p>maglie da guerra e maniglie da presa</p>
<p>manipolare o monopolizzare lo sguardo</p>
<p>tenerlo attaccato alla realtà delle cose</p>
<p>&#8230;</p>
<p>ma dove stanno</p>
<p>le cose</p>
<p>le case</p>
<p>bruciate</p>
<p>le sacche di memoria</p>
<p>il fumo di chi ha incenerito il passato</p>
<p>e aspetta di veder crescere il futuro</p>
<p>per potarlo e farne legna</p>
<p>da ardere anch&#8217;essa ascoltando</p>
<p>un crepitio sommesso o la sommossa.</p>
<p>Parole in chiave di volta</p>
<p>in volta     parole in codice   cifrari di  parole</p>
<p>zeri  che con-figurano  le nostre solitudini.</p>
<p>.</p>
<p><em>f.f</em></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/8DvoRHkdo4U&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/8DvoRHkdo4U&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><span>voce e poesia tratte da www.cepollaro.it</span></p>
<p><span>editing a cura di fabiandirosa</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[solitudini e altro:l'altro mo(n)do in cui viviamo]]></title>
<link>http://cartesensibili.wordpress.com/2009/04/29/solitudini-e-altrolaltro-mondo-in-cui-viviamo/</link>
<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 21:27:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
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<description><![CDATA[Qui si nasce e ancorati qui si muore il posto è lo stesso questa composta di terra e di cielo una ra]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/R-uOz6a1iI4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/R-uOz6a1iI4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Qui</p>
<p>si nasce e ancorati qui</p>
<p>si muore</p>
<p>il posto è lo stesso</p>
<p>questa composta</p>
<p>di terra e di cielo</p>
<p>una raccolta di memorie e bugie<!--more--></p>
<p>ossari di candide giornate     manguste</p>
<p>barattate con i sogni e i sortilegi del caso</p>
<p>la sfortuna d&#8217;essere nati  qui o la fortuna d&#8217;essere usciti là  nei regni</p>
<p>oltre il  paradiso o dentro l&#8217;inferno      video-game-ti</p>
<p>a dritta dell&#8217;africa a occidente dell&#8217;india</p>
<p>a nord dell&#8217;angola a sud della bosnia</p>
<p>e ancora in tutti i crociati</p>
<p>arsenali della guerra che sbandiera menzogne dorate</p>
<p>come pane da mangiare e ricchezza da rubare</p>
<p>dalla pancia sverginata del pianeta</p>
<p>nel ventre dello stupro di cento mille celle</p>
<p>migliaia di femmine che  rimpiazzano altre</p>
<p>ingovernabili orribili creature</p>
<p>torturate dalla stortura di pensieri velenosi</p>
<p>terremotate ideologie fasulle</p>
<p>iniettate a colpi di democratica tirannide.</p>
<p>L&#8217;indulgenza plenaria ai propri debiti</p>
<p>l&#8217;indecenza di credersi potenti</p>
<p>qui</p>
<p>su questo affollato innocente pianeta dove si può</p>
<p>solo essere pleuri</p>
<p>un respiro che dura l&#8217;attimo</p>
<p>per vedere lo specchio di se stessi in quello di un altro.</p>
<p>.</p>
<p>Inedito<strong> fernanda ferraresso</strong></p>
<p>*</p>
<p><strong>Solitudes and other: another wor(l)d  in which we live</strong></p>
<p>We were born</p>
<p>here</p>
<p>and will die</p>
<p>anchored here</p>
<p>the place is the same</p>
<p>this compound</p>
<p>of earth and sky</p>
<p>a collection of memories and lies</p>
<p>charnel-house of snow-white days      mongooses</p>
<p>exchanged with the dreams and witchcrafts of case</p>
<p>the misfortune of being born here or the fortune of coming out in the realms</p>
<p>beyond paradise or inside hell     video-game-tes</p>
<p>on the right of africa west of india</p>
<p>north of angola and south of bosnia</p>
<p>and again in all the crossed</p>
<p>arsenals of the war making a show of golden lies</p>
<p>as bread to eat and riches to steal</p>
<p>from the deflowered womb of the planet</p>
<p>within the rape of hundreds thousands cells</p>
<p>thousands of females replacing others</p>
<p>ungovernable dreadful creatures</p>
<p>tortured by the wrong of poisoned thoughts</p>
<p>earth-quaked false ideologies</p>
<p>injected by blows of democratic tyranny.</p>
<p>The plenary indulgence of one’s debts</p>
<p>the indecency of thinking oneself powerful</p>
<p>here</p>
<p>on this crowded innocent planet where</p>
<p>it’s only possible</p>
<p>to be pleurae</p>
<p>a breath lasting the moment</p>
<p>to see the mirror of oneself in that on the other.</p>
<p>.</p>
<p>translation by <strong>Rose Bazzoli</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ballata muta]]></title>
<link>http://emmedigi.wordpress.com/2009/04/21/ballata-muta/</link>
<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 06:35:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mario</dc:creator>
<guid>http://emmedigi.wordpress.com/2009/04/21/ballata-muta/</guid>
<description><![CDATA[Lasciami essere la mia malinconia. Lasciami essere. Lasciami questi occhi. E i tuoi; per vedere. E p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Lasciami essere la mia malinconia. Lasciami essere. Lasciami questi occhi. E i tuoi; per vedere. E p]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La meridiana dei giorni]]></title>
<link>http://emmedigi.wordpress.com/2009/04/12/la-meridiana-dei-giorni/</link>
<pubDate>Sun, 12 Apr 2009 05:33:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mario</dc:creator>
<guid>http://emmedigi.wordpress.com/2009/04/12/la-meridiana-dei-giorni/</guid>
<description><![CDATA[Lascio il giorno dietro le persiane, questo come gli altri; li lascio tutti, senza nemmeno sollevarl]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Lascio il giorno dietro le persiane, questo come gli altri; li lascio tutti, senza nemmeno sollevarl]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[del palombaro]]></title>
<link>http://pessimesempio.wordpress.com/2009/02/13/del-palombaro/</link>
<pubDate>Fri, 13 Feb 2009 15:32:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>pessima</dc:creator>
<guid>http://pessimesempio.wordpress.com/2009/02/13/del-palombaro/</guid>
<description><![CDATA[Del palombaro ammiro il suo affondare lento chiude gli occhi per non aver paura sente il freddo into]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Del palombaro ammiro il suo affondare lento<br />
chiude gli occhi per non aver paura<br />
sente il freddo intorno<br />
va giù pesante<br />
attaccato ad un filo<br />
vede passare i pesci e le meduse</p>
<p>sente l&#8217;umido nella carne</p>
<p>affonda</p>
<p>il palombaro non ha paura di morire<br />
sennò non andrebbe in fondo al mare<br />
buio<br />
va giù lento<br />
l&#8217;acqua gli si apre intorno<br />
gli fa spazio<br />
come a un sasso che cala</p>
<p>quando tocca la sabbia del fondo</p>
<p>rimbalza</p>
<p>una nuvola di polvere si alza<br />
segnala il suo arrivo<br />
e il palombaro lento s&#8217;incammina</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
