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	<title>speranza &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/speranza/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "speranza"</description>
	<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 09:31:56 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Regione: immigrazione, l'accoglienza del Don Bosco]]></title>
<link>http://immigratoamico.wordpress.com/2009/11/30/regione-immigrazione-laccoglienza-del-don-bosco/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 17:21:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>immigratoamico</dc:creator>
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<description><![CDATA[Conferenza stampa, domani, alle 12, nell&#8217; auditorium della Regione Liguria, della Parrocchia S]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Conferenza stampa, domani, alle 12, nell&#8217; auditorium della Regione Liguria, della Parrocchia S.G. Bosco e S. Gaetano, che presenterà il progetto “Mondo Senza Frontiere. Solo l’integrazione crea sicurezza”, sostenuto dalla Regione Liguria. Parteciperanno Don Remo Ricci, direttore del Don Bosco E L’assessore regionale al Lavoro e alle Politiche dell’Immigrazione, Enrico Vesco, che presenteranno le iniziative per facilitare una positiva integrazione per centinaia di stranieri presenti a Genova.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[IMMIGRAZIONE: PRESENTATO A PERUGIA DOCUMENTARIO CARITAS]]></title>
<link>http://immigratoamico.wordpress.com/2009/11/30/immigrazione-presentato-a-perugia-documentario-caritas/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 16:35:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>immigratoamico</dc:creator>
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<description><![CDATA[Quattro famiglie immigrate in Italia, provenienti da Ecuador, Nigeria e Marocco, con le loro storie ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Quattro famiglie immigrate in Italia, provenienti da Ecuador, Nigeria e Marocco, con le loro storie ed esperienze in una terra straniera, viste anche attraverso le immagini di vita quotidiana, le voci, i volti, le aspettative e le difficolta&#8217; di adolescenti, giovanissimi e genitori: e&#8217; questo il filo conduttore di &#8220;Noi siamo qui &#8211; Conversazioni con quattro famiglie immigrate&#8221;, il documentario prodotto dalla Caritas di Citta&#8217; di Castello con il sostegno della Regione Umbria e presentato stamani a Perugia. All&#8217;incontro, nel corso del quale sono state proiettate parti dei 45 minuti della pellicola, erano presenti, tra gli altri, l&#8217;autore-regista Saulo Scopa, l&#8217;assessore alla Cultura della Regione Umbria Silvano Rometti e il vicesindaco di Citta&#8217; di Castello Luciano Bacchetta. Il lavoro, che privilegia il momento del colloquio a quello dell&#8217;intervista, oltre che &#8220;toccare&#8221; un tema di stringente attualita&#8217; culturale e politica, e&#8217; stato realizzato in occasione della &#8220;Festa dei Popoli 2009&#8243; ed e&#8217; &#8220;un ulteriore tassello &#8211; ha sottolineato l&#8217;assessore regionale Rometti &#8211; nella costruzione di legami sempre piu&#8217; forti e integrati tra culture differenti. La Regione, in questo settore, con il passaggio dalla prima alla seconda generazione di immigrati, sta sviluppando politiche a tutto campo. Indietro non si torna. L&#8217;Italia sara&#8217; sempre di piu&#8217; anche casa loro&#8221;. I figli degli immigrati, prosegue Rometti &#8220;sono distanti da una cultura (quella dei genitori) che sembra non sia loro, inevitabilmente poliglotti, con occhi proiettati verso un futuro che riflette i sogni dei loro coetanei italiani (fare il calciatore, viaggiare), con lo sguardo che diversamente dai loro padri e dalle loro madri non e&#8217; rivolto all&#8217;indietro&#8221;. &#8220;In casa sono Brahim, fuori sono Abramo ma io resto sempre me stesso&#8221;, afferma il ventenne marocchino che ha vissuto gran parte della propria vita in Italia, mentre il piccolo nigeriano dimostra di aver &#8220;acquisito&#8221; anche i pregiudizi del suo nuovo Paese, quando, spiega alla madre, di non voler tornare in Africa &#8220;perche&#8217; ci sono i coccodrilli e manca la luce&#8221;. L&#8217;ultima immagine e&#8217; per la bambina ecuadoregna che guarda fuori dal finestrino del treno: uno sguardo intriso di nostalgia e speranza, attraverso paesaggi (s)conosciuti verso un futuro o, forse, verso un ritorno al passato. Secondo l&#8217;assessore di Citta&#8217; di Castello Luciano Bacchetta, &#8220;l&#8217;opera, di grande spessore umano e culturale, e&#8217; un&#8217;occasione preziosa perche&#8217; sapra&#8217; dare segnali di buona convivenza tra popoli ed etnie, proprio come e&#8217; avvenuto in Alto Tevere, dove la cittadinanza e&#8217; molto eterogenea&#8221;. </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["GESU' E' CARNE COME NOI, E ROCCIA COME DIO": BENEDETTO XVI RICORDA NELL'ANGELUS LA SPERANZA]]></title>
<link>http://papaboys.wordpress.com/2009/11/30/gesu-e-carne-come-noi-e-roccia-come-dio-benedetto-xvi-ricorda-nellangelus-la-speranza/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 15:49:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>papaboys</dc:creator>
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<description><![CDATA[CITTA&#8217; DEL VATICANO &#8211; E’ tempo di Avvento: siamo invitati ad andare incontro a Cristo, p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[CITTA&#8217; DEL VATICANO &#8211; E’ tempo di Avvento: siamo invitati ad andare incontro a Cristo, p]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[365 giorni d'inizio d'estate]]></title>
<link>http://paolasinclair.wordpress.com/2009/11/30/365-giorni-dinizio-destate/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 07:28:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>apparentemente</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ho passato da poco i 40 anni, vivo a Milano e  sono una donna dalle forme mediterranee, diciamo alme]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ho passato da poco i 40 anni, vivo a Milano e  sono una donna dalle forme mediterranee, diciamo almeno quanto due donne mediterranee.</p>
<p>Certo, c&#8217;è molto altro di me, ma alla mia  morfologia penso spesso ed è una componente importante della mia persona,  al pari di un braccio o una gamba. Una presenza costante nella mia vita,  come un&#8217;ombra  trabordante, oltre  i confini di me stessa.</p>
<p>Ma non parlerò di questo, o meglio non solo. Mi piacerebbe usare questo spazio come un lunghissimo ponte tibetano che avrei potuto tendere a molte persone , in primo luogo a me stessa.</p>
<p>E così provo  a fare.</p>
<p>Senza vittimismo, senza autoindulgenza spero, e con un piccola concessione: 365 giorni di buoni propositi,  uno al giorno, piccoli miglioramenti desiderati, come quelle cose che vorresti fare il primo dell&#8217;anno e per tutto l&#8217;anno,  o prima o dopo l&#8217;estate. Ecco, come se fossero 365 giorni di inizio d&#8217;estate.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[from the bottom]]></title>
<link>http://acidjuicy.wordpress.com/2009/11/29/from-the-bottom/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 00:30:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>acidjuicy</dc:creator>
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<description><![CDATA[che sia come una sera di quasi tre anni fa chiusi in bagno noi tre a piangere e confessare paure ass]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>che sia come una sera di quasi tre anni fa</p>
<p>chiusi in bagno noi tre</p>
<p>a piangere e confessare paure assurde</p>
<p>vere ancora oggi.</p>
<p>un nuovo temporale o un uragano?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A Lorenza]]></title>
<link>http://fernirosso.wordpress.com/2009/11/28/a-lorenza-28-novembre-2009/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 16:00:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
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<description><![CDATA[Alfvet- flickr In un vaso di luce i semi delle mie poche parole di terra la radice del mio bene la c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>Alfvet- flickr</em></p>
<div>
<dl>
<dt> <img src="http://farm4.static.flickr.com/3439/3995095240_9fa0c4dbf2.jpg" alt="http://farm4.static.flickr.com/3439/3995095240_9fa0c4dbf2.jpg" width="370" height="305" /></dt>
</dl>
</div>
<p>In un vaso di luce</p>
<p>i semi delle mie poche parole di terra</p>
<p>la radice del mio bene</p>
<p>la contagiosa leggerezza per ridere</p>
<p>anche di quei pesi che vorrebbero</p>
<p>sommergerti</p>
<p>chiuderti il sorriso dentro un nodo senza speranza.</p>
<p>Così accosto il mio passo al tuo</p>
<p>che corre</p>
<p>oltre i recinti dell&#8217;età e costruisce prati</p>
<p>toccando con il pollice la tela dei giorni.</p>
<p>Oggi</p>
<p>che segni un nuovo anno tra i tanti disegni dei tuoi percorsi</p>
<p>sei la solita ragazza coi pensieri tessuti di azzurro e nuvole</p>
<p>con le mani intinte nei sogni</p>
<p>e nell&#8217;anfora segreta</p>
<p>canta le mille corse del vento</p>
<p>tra folate vive di ricordi.</p>
<p>.</p>
<p><em>Buon compleanno Lori </em></p>
<p><em>ferni- 28 novembre 2009</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[“Welcome” guida la carica dei film sui clandestini Lindon: “Anche un artista può cambiare il mondo”]]></title>
<link>http://immigratoamico.wordpress.com/2009/11/28/immigrati-papa-i-figli-hanno-diritto-a-scuola-2/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 13:42:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>immigratoamico</dc:creator>
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<description><![CDATA[PARIGI Non c’è tempo da perdere, è importante fare oltre che pensare, e ognuno può dare il suo contr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>PARIGI<br />
Non c’è tempo da perdere, è importante fare oltre che pensare, e ognuno può dare il suo contributo, da politico, da uomo della strada, da artista: «Nei prossimi anni &#8211; dice Philippe Lioret, autore del film-caso Welcome -, un miliardo di emigranti sarà sulle strade del mondo, ci aspetta una rivoluzione mondiale. La gente è poco informata, e in Francia l’unica legge che abbiamo contribuisce a peggiorare la situazione». Come in Italia chi aiuta i «sans papier» è considerato complice di reato, la carità è perseguibile a norma di legge, e se succede, come nel film, che un insegnante di nuoto decida di accogliere in casa un giovane clandestino, le forze dell’ordine intervengono per punire sia l’uno che l’altro: «Appena sono arrivato a Calais &#8211; racconta Vincent Lindon, protagonista di «Welcome» -, il regista mi ha portato al “Quai de la soupe”, una specie di osteria dove i rifugiati vanno a mangiare. Uscendo, abbiamo dato un passaggio a tre di loro. Pur vivendo in uno stato di assoluta povertà, tutti e tre sorridevano. Si sono fatti lasciare in un posto deserto, simile a un’enorme discarica, senza edifici, senza anima viva. Siamo rimasti in silenzio, la situazione parlava da sè. Il giorno dopo abbiamo iniziato le riprese».  Le parole sono state necessarie dopo, quando Welcome è uscito in Francia, incassando quasi venti milioni di euro e scatenando accesi dibattiti. Lioret ha paragonato «quello che accade oggi a Calais a ciò che è accaduto in Francia durante l’occupazione tedesca. Oggi aiutare un clandestino è come aver nascosto un ebreo nel ‘43, si rischia il carcere». Il Ministro per l’Immigrazione Eric Besson ha detto che il confronto è inaccettabile, ma è un fatto che, in base a un articolo della legge voluta da Sarkozy, in Francia sia stata messa sotto inchiesta l’organizzazione umanitaria Emmaus fondata dall’Abbé Pierre: «Per cambiare la legge bisogna aspettare che cambi il governo &#8211; dice Lindon -, nel frattempo è necessario affrontare la questione, troppe persone vivono in una situazione di enorme sofferenza, dobbiamo trovare la maniera per accoglierle nel modo migliore».  E’ incredibile, osserva l’attore, «viviamo tutti immersi nel paradosso. C’è una parte del mondo, la nostra, in cui si parla di diete dalla mattina alla sera, ci si lamenta del fatto che mangiamo troppo e dell’obesità che aumenta. Poi ce n’è un’altra in cui i bambini muoiono di fame ogni giorno. Non si può più andare avanti in questo modo». L’11 dicembre il film (distribuito da Teodora) arriva in Italia, preceduto da un’anteprima (l’1) cui prenderà parte la portavoce dell’Alto Commissariato Onu per i rifugiati Laura Boldrini: «Oggi il cinema può essere molto importante &#8211; continua Lindon -, così come lo è tutta l’arte. La gente è infinitamente più sveglia di quanto si vuol far credere. Certo, vivo a Parigi, sono attore, ho una vita borghese, ma almeno, raccontando la storia di Welcome, ho fatto qualcosa. C’è anche chi è nella mia stessa condizione e non fa niente». Un film, sostiene Lioret, può essere più utile di un documentario: «Ne vediamo tanti, e i tg sono pieni di notizie e storie come la nostra. Però, per identificarsi, il pubblico ha bisogno di personaggi e di emozioni».  Lindon ce l’ha messa tutta. Se Welcome arriva dritto al cuore e alla mente di chi lo vede è merito anche del suo protagonista, Simon, tenero e rude, l’aria stropicciata di un uomo che diventa padre sul campo, la forza temeraria di chi sa combattere per amore: «Quando avevo 25 anni ero convinto che quest’epoca sarebbe stata meravigliosa, che il razzismo sarebbe sparito, insieme alle guerre di religione. E invece eccoci qui, costretti a muoverci in un sistema sclerotizzato, convenzionale, senza libertà d’espressione, soffocato dalla mondializzazione». I film possono essere un campanello per scuotere le coscienze. Di immigrazione, ricorda Lindon, hanno parlato altri autori, importanti come Costa-Gavras. Per lui, ex-giornalista e nipote di Jérôme Lindon (fondatore della casa editrice «Editions de Minuit») l’esperienza di «Welcome» è partita dall’istinto: «Mi propongono un film al giorno, cerco sempre di evitare le cose facili. Non ascolto nessuno, niente consigli, faccio solo quello che sento di voler fare». Poi sorride: «Una volta Lino Ventura aveva detto che per lui scegliere un film significava accettare rischi, esattamente come con le donne. Potrei dire la stessa cosa».</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Difficoltà a restare incinta e a tenere la gravidanza (da La tenerezza dell'eros)]]></title>
<link>http://gigicortesi.wordpress.com/2009/11/27/difficolta-a-concepire-e-a-tenere-la-gravidanza-da-la-tenerezza-delleros/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 20:51:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Gigi Cortesi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Rita1 non riusciva a rimanere incinta. Per anni si era sottoposta all’inseminazione artificiale, ma ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;">Rita</span></span><sup><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;"><a name="sdfootnote1anc" href="http://gigicortesi.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote1sym"><sup>1</sup></a></span></span></sup><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;"> non riusciva a rimanere incinta. Per anni si era sottoposta all’inseminazione artificiale, ma regolarmente aveva ogni volta perduto il bambino dopo pochi giorni, con grave frustrazione assommata alla lunga sequela di visite e visite e alla lacerante esperienza della laparotomia. Il marito di Rita, un uomo con un Sé poco confermato</span></span><sup><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;"><a name="sdfootnote2anc" href="http://gigicortesi.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote2sym"><sup>2</sup></a></span></span></sup><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;"> e una autostima non molto adeguata, intratteneva con la moglie una relazione giocata solo sulla paura di perderla e sul controllo, non tale cioè da avviare un dialogo che potesse aiutarli in funzione strutturante e identificativa e tale da dare profondità a entrambi. La struttura di personalità di Rita presentava, d’altro lato, una certa dose di rabbia isterica aggravata da alcuni nodi di area psicotica dovuti a forti carenze nella relazione con una madre</span></span><sup><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;"><a name="sdfootnote3anc" href="http://gigicortesi.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote3sym"><sup>3</sup></a></span></span></sup><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;"> non molto adeguata e incapace di contenere emotivamente e affettivamente la figlia.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;">Rita a livello inconscio profondo presentava una percezione del Sé corporeo come di un’unica vaga e indistinta cavità, percezione tale da darle, sempre a livello profondo e inconscio, la percezione di una altrettanto vaga e indistinta sovrapponibilità dei tre orifizi (bocca, vagina, ano), che fungevano d’accesso o d’uscita nei confronti di quell’unica cavità. Non a caso Rita parlava molto e a getto immediato e continuo, del tutto incapace di tenere un segreto, un’emozione; mangiava in fretta; defecava subito e spesso, vittima di una “colite cronica”; e, come si è detto, abortiva ripetutamente, a pochi giorni dal concepimento. Era come se l’unica vaga e indistinta cavità, che a livello profondo costituiva il suo Sé corporeo, non potesse contenere né segreti e parole, né feci, né frutti di concepimento; era come se da parte di tutti e tre gli orifizi fosse impossibile trattenere i contenuti. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;">Con questa donna i medici da una decina d’anni imperversavano fino, da ultimo, a giungere a prognosi del tutto negative e sconfortanti circa la possibilità di portare a termine una gravidanza, non vedendo, a mio parere, che la vera radice del problema di Rita era non medica o fisica, ma psicologica e relazionale. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;">Bastò infatti una psicoterapia di pochi mesi, che abituasse Rita a sapere tacere, unendo il gusto del silenzio a quello della parola (sapere tacere o anche soltanto sapere rinviare nel tempo una comunicazione fu per lei una enorme, decisiva conquista), avviandola a una più equilibrata e più consaputa gestione relazionale della sua bocca e della sua comunicazione verbale. Fondamentale fu per lei la prescrizione di non dire nulla ad alcuno del contenuto delle sedute, in particolare al marito, che, controllante, voleva sapere ogni cosa, e alla sorella, suo vero e proprio </span></span><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;"><em>alter ego</em></span></span><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;">. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;">Rita scoprì il gusto di “tenersi dentro”</span></span><sup><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;"><a name="sdfootnote4anc" href="http://gigicortesi.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote4sym"><sup>4</sup></a></span></span></sup><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;"> qualcosa, tenendolo almeno per un po’ tutto per sé, senza buttarlo </span></span><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;"><em>fuori</em></span></span><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;"> subito; scoprì il gusto di potere elaborare </span></span><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;"><em>dentro</em></span></span><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;"> di sé le cose che “si teneva dentro”, di poterci ragionare su per una settimana intera prima di poterne riparlare con me in seduta. Questo le diede il gusto della propria intelligenza e della propria ragione e soprattutto le diede la percezione e il vissuto in un primo tempo della seduta terapeutica e in un secondo tempo di sé stessa come di una </span></span><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;"><em>cavità</em></span></span><span style="font-family:Garamond, serif;"><span style="font-size:small;"> definita, trasformante, piacevolmente elaborante, capace di “tenere dentro” e di “fare proprio”. Corollario non insignificante, il marito dovette, a sua volta, imparare a elaborare nuove tecniche relazionali con la moglie, cominciando a sostituire gli abituali interrogatori controllanti con approcci più rispettosi e più capaci di attenzione e ascolto, più mirati a cogliere le intenzioni di Rita che a carpirne le informazioni (in parallelo la psicoterapia lavorò sull’autostima del marito, così da portarlo a viversi come persona interessante, tale da non essere obbligato a controllare Rita, temendo di perderla). Dopo solo quattro o cinque sedute Rita cominciò, guarda caso, a mangiare con più gusto, sedendosi con calma a tavola e prendendo piacere dai cibi e dalla compagnia del marito; la colite poi quasi magicamente sparì del tutto, alla faccia della sua dichiarata “cronicità”. Cinque mesi dopo Rita era incinta, non più timorosa di perdere la gravidanza, ma piacevolmente presa da questa sua esperienza, curiosa di questo suo “tenere dentro”, come se si trattasse del suo primo vero concepimento e della sua prima vera gravidanza. Dopo nove mesi esatti dal concepimento è nata Giada, una bellissima bambina dagli occhi di cerbiatto. </span></span></p>
<div id="sdfootnote1">
<p><span style="font-family:Garamond, serif;"><a name="sdfootnote1sym" href="http://gigicortesi.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote1anc">1</a> È figlia primogenita, con una sorella di poco più giovane.</span></p>
</div>
<div id="sdfootnote2">
<p><span style="font-family:Garamond, serif;"><a name="sdfootnote2sym" href="http://gigicortesi.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote2anc">2</a> Si tratta di Vincenzo, un secondogenito concepito non molto volentieri dalla madre, quando il fratello primogenito non aveva ancora compiuto l’anno; pochi mesi dopo la nascita di Vincenzo, venne poi concepito il terzogenito. Come si può notare anche solo da questa rapida sequenza di concepimenti e di nascite, per Vincenzo non ci fu molta possibilità di essere oggetto della attenzione e dell’abbraccio materni: la madre appoggiava il biberon sul cuscino, così che Vincenzo doveva da solo arrangiarsi a succhiare senza che nessuno lo abbracciasse e sostenesse sia lui che il suo biberon.</span></p>
</div>
<div id="sdfootnote3">
<p><span style="font-family:Garamond, serif;"><a name="sdfootnote3sym" href="http://gigicortesi.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote3anc">3</a> La madre di Rita fu una bambina poco amata e guardata e, come spesso capita alle figlie poco amate e guardate, fu vittima di un abuso in età preadolescenziale, di cui nessuno si preoccupò e che solo la terapia in atto fece emergere dal buio dei ricordi; con entrambe le figlie ebbe scarsa capacità di contenimento e di empatia; non a caso, quando l’unica sorella di Rita da bimba venne a sua volta abusata, non ne parlò con il marito e si limitò a inviare la figlia solo un paio di volte da un sedicente psicologo, senza peraltro dirgli il perché gli inviava la figlia.</span></p>
</div>
<div id="sdfootnote4">
<p><span style="font-family:Garamond, serif;"><a name="sdfootnote4sym" href="http://gigicortesi.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote4anc">4</a> Giocai molto, nel corso della psicoterapia, sull’uso di questa espressione, rinforzandola spesso con gesti delle braccia e delle mani che contribuissero a dare l’idea visiva del contenere, dell’avvolgere; accompagnavo spesso la parola al disegno, facendo, come se fosse per caso, cerchi sul foglio che stava sul tavolo tra me e Rita, cerchi sempre più grandi e dalla circonferenza sempre bene marcata. Le parole, le espressioni e i gesti, se bene posti e riproposti, hanno un forte valore strutturante, sinesteticamente poi interrogano più livelli coscienziali e percettivi.</span></p>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Immigrazione, Gentile: in Puglia livelli accoglienza unici]]></title>
<link>http://immigratoamico.wordpress.com/2009/11/27/immigrazione-gentile-in-puglia-livelli-accoglienza-unici/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 16:55:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>immigratoamico</dc:creator>
<guid>http://immigratoamico.wordpress.com/2009/11/27/immigrazione-gentile-in-puglia-livelli-accoglienza-unici/</guid>
<description><![CDATA[Per l&#8217;assessore alla Solidarietà della Regione Puglia, Elena Gentile, la legge sull&#8217;immi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Per l&#8217;assessore alla Solidarietà della Regione Puglia, Elena Gentile, la legge sull&#8217;immigrazione approvata martedì dal Consiglio regionale pugliese, &#8216;è una legge importante, costruita per realizzare in Puglia livelli di accoglienza unici nel panorama nazionale: possiamo &#8211; afferma &#8211; permetterci di dirlo&#8217;. Gentile ne ha parlato stamane intervenendo alla presentazione del Forum sulle città interculturali, in programma a Bari il prossimo 11 dicembre. Per l&#8217;occasione, sarà lanciata la campagna &#8216;Dite no alla discriminazione&#8217; del Consiglio d&#8217;Europa che celebra nel capoluogo pugliese i 60 anni dalla sua nascita. Questo Forum, per Gentile, &#8216;incorona in qualche maniera il lavoro fatto in questi anni, un lavoro minuzioso di rete per approvare una legge che peraltro mette a valore le tante esperieze concrete che il territorio ha promosso grazie alla felice interazione fra le associazioni degli immigrati e per gli immigrati&#8217;. L&#8217;assessore ha poi ricordato le esperienze dei &#8216;centri interculturali, degli alberghi diffusi nella provincia di Foggia con gli ambulatori dedicati&#8217;. Una maniera concreta &#8211; ha rilevato &#8211; di rispettare i diritti di &#8216;coloro i quali giungono nella nostra regione e che costituiscono il vero della nostra economia. Penso all&#8217;economia agricola ma anche alle migliaia di donne e uomini che in Puglia sono impegnati nel lavoro di cura e assistenza&#8217; .</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[IMMIGRATI: VATICANO,'TRISTEZZA' E 'DOLORE' PER WHITE CHRISTMAS COCCAGLIO ]]></title>
<link>http://immigratoamico.wordpress.com/2009/11/27/immigrati-vaticanotristezza-e-dolore-per-white-christmas-coccaglio/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 16:35:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>immigratoamico</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8221;Tristezza&#8221; e &#8221;dolore&#8221; sono stati espressi oggi dai responsabili del &#8216;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#8221;Tristezza&#8221; e &#8221;dolore&#8221; sono stati espressi oggi dai responsabili del &#8216;ministero&#8217; vaticano dell&#8217;immigrazione per l&#8217;iniziativa del comune leghista di Coccaglio condurre un &#8216;censimento&#8217; degli immigrati irregolari in vista del Natale. Ad una conferenza stampa in Vaticano, mons. Antonio Maria Veglio&#8217; e mons. Agostino Marchetto, rispettivamente presidente e segretario del Pontificio consiglio per la pastorale di migranti e degli itineranti, hanno risposto alle domande dei giornalisti sull&#8217;operazione, denominata &#8216;White Christmas&#8217;: &#8221;Il bianco Natale e&#8217; una canzone sulla neve, e&#8217; molto triste quel che si legge&#8221;, ha detto mons. Veglio&#8217;. &#8221;E&#8217; una vicenda dolorosa &#8211; ha aggiunto mons. Marchetto &#8211; Il Natale celebra il mistero dell&#8217;annunciazione alla Vergine e chiama all&#8217;accoglienza di Gesu&#8217; Bambino. Anche Gesu&#8217;, come dice il Papa nel suo messaggio, era un rifugiato in Egitto&#8221;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Immigrati, Papa: "I figli hanno diritto a scuola"]]></title>
<link>http://immigratoamico.wordpress.com/2009/11/27/immigrati-papa-i-figli-hanno-diritto-a-scuola/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 16:22:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>immigratoamico</dc:creator>
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<description><![CDATA[Roma &#8211; Ai figli degli immigrati &#8220;sia data la possibilità della frequenza scolastica e de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Roma &#8211;  Ai figli degli immigrati &#8220;sia data la possibilità della frequenza scolastica e del successivo inserimento nel mondo del lavoro&#8221;. Lo chiede il Papa nel messaggio per la Giornata del Migrante e del Rifugiato che si terrà il prossimo 17 gennaio 2010 ed avrà per tema &#8220;I migranti e i rifugiati minorenni&#8221;. Per Benedetto XVI, inoltre, deve essere &#8220;facilitata l’integrazione sociale grazie a opportune strutture formative e sociali&#8221;. &#8220;Un aspetto tipico della migrazione minorile &#8211; rileva &#8211; è costituito dalla situazione dei ragazzi nati nei paesi ospitanti oppure da quella dei figli che non vivono con i genitori emigrati dopo la loro nascita, ma li raggiungono successivamente. Questi adolescenti fanno parte di due culture con i vantaggi e le problematiche connesse alla loro duplice appartenenza, condizione questa che tuttavia può offrire l’opportunità di sperimentare la ricchezza dell’incontro tra differenti tradizioni culturali&#8221;. &#8220;Non si dimentichi mai &#8211; afferma &#8211; che l’adolescenza rappresenta una tappa fondamentale per la formazione dell’essere umano&#8221;.  Rispettare sempre i diritti umani &#8220;Il migrante è una persona umana con diritti fondamentali inalienabili da rispettare sempre e da tutti&#8221;. Lo riafferma Benedetto XVI che torna su questo aspetto trattao nell’enciclica &#8220;Caritas in veritate&#8221; per rilevare quanto il fenomeno &#8220;impressiona per il numero di persone coinvolte, per le problematiche sociali, economiche, politiche, culturali e religiose che solleva, per le sfide drammatiche che pone alle comunità nazionali e a quella internazionale&#8221;. &#8220;La celebrazione della Giornata del Migrante e del Rifugiato &#8211; che si terrà il prossimo 17 gennaio &#8211; mi offre nuovamente l’occasione di manifestare la costante sollecitudine che la Chiesa nutre verso coloro che vivono, in vari modi, l’esperienza dell’emigrazione&#8221;, scrive il Pontefice annunciando il tema che ha scelto per la Giornata del 2010: &#8220;I migranti e i rifugiati minorenni&#8221;. Si tratta, spiega il Pontefice, di &#8220;un aspetto che i cristiani valutano con grande attenzione, memori del monito di Cristo, il quale nel giudizio finale considererà riferito a Lui stesso tutto ciò che è stato fatto o negato a uno solo di questi più piccoli&#8221;. &#8220;E &#8211; si chiede Papa Ratzinger &#8211; come non considerare tra i più piccoli anche i minori migranti e rifugiati? Gesù stesso &#8211; infatti &#8211; da bambino ha vissuto l’esperienza del migrante perchè, come narra il Vangelo, per sfuggire alle minacce di Erode dovette rifugiarsi in Egitto insieme a Giuseppe e Maria&#8221;. No al rimpatrio dei minori Le norme internazionali stabiliscono che &#8220;un minore non accompagnato non può essere rimpatriato&#8221;. Lo ricorda il presidente del Pontificio Consiglio per la pastorale dei migranti, mons. Antonio Maria Vegliò, che presentando il Messaggio del Papa sulla condizione dei bambini immigrati o rifugiati, denuncia che &#8220;purtroppo tale diritto, come molti altri, non è sempre rispettato&#8221;. Il capodicastero sottolinea le &#8220;ragioni più specifiche&#8221; che condannano i minorenni alla clandestinità, &#8220;come per esempio nel caso di difficoltà, o impossibilità, di accedere al Paese di destinazione desiderato. Ciò spinge &#8211; spiega &#8211; i minorenni, o i loro genitori, a tentare l’immigrazione irregolare. In questi casi, i genitori, a volte l’intera famiglia, pongono tutte le loro speranze nella riuscita del minore che emigra, il che si trasforma in un forte peso psicologico per il ragazzo che non vuole deluderli. Perciò egli è pronto a subire ingiustizie, violenze e maltrattamenti pur di ottenere il permesso di soggiorno, forse una formazione scolastica, e soprattutto un lavoro per poter aiutare la famiglia di origine, che tanto ha ’investitò su di lui&#8221;. Da parte sua, il segretario del dicastero, arcivescovo Agostino Marchetto, rileva che &#8220;i minori non accompagnati e quelli separati dalle loro famiglie molto spesso vivono ancora in ambienti a rischio di abusi e di sfruttamento, come per la tratta di esseri umani o il reclutamento per fini militari&#8221;. E &#8220;con profonda pena&#8221; osserva che &#8220;i membri della società civile agiscono e reagiscono secondo stereotipi, preconcetti e pregiudizi all’arrivo dei rifugiati, mentre le politiche ufficiali guardano al miglior interesse del minorenne&#8221;. &#8220;Questo comportamento di discriminazione, xenofobia e finanche razzismo va affrontato &#8211; suggerisce &#8211; con politiche atte a salvaguardare, rinforzare e proteggere i diritti dei rifugiati e delle persone sfollate all’interno del proprio paese&#8221;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Non è necessario vederci chiaro]]></title>
<link>http://ilfinegiustificailme.wordpress.com/2009/11/27/non-e-necessario-vederci-chiaro/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 13:45:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcozifgim</dc:creator>
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<description><![CDATA[Orbene, ci sono i soliti scettici ai quali non va giù che una persona più sfortunata di loro possa e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Orbene, ci sono i soliti <a href="http://www.randi.org/site/index.php/swift-blog/783-this-cruel-farce-has-to-stop.html" target="_blank">scettici</a> ai quali non va giù che una persona più sfortunata di loro possa essersi ripresa dopo 23 anni, seppur parzialmente, dalle conseguenze di un grave incidente.<br />
L&#8217;assurda obiezione al fatto che l&#8217;uomo, <a href="http://www.corriere.it/salute/09_novembre_24/paziente-cosciente-23-anni-coma_9de9d174-d8e7-11de-a7cd-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Rom Houben</a>, sia in grado di comunicare con apprezzabile destrezza consiste nel far presente che &#8211; <a href="http://tinyurl.com/ye9d9lp" target="_self">in questo video</a> &#8211; il suo digitare la tastiera avviene mentre tiene gli occhi chiusi.<br />
Ah sì? E, allora, che dire di <a href="http://www.youtube.com/watch?v=GO_hiihnkA4" target="_blank">questo</a>? O di <a href="http://www.youtube.com/watch?v=wDZFf0pm0SE" target="_blank">questo</a>?</p>
<h5>(<a href="http://bioetiche.blogspot.com/2009/11/un-po-di-scetticismo-sul-caso-di-rom.html" target="_blank">hat-tip Bioetiche</a>)</h5>
<p style="text-align:justify;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[father and daughter]]></title>
<link>http://virytum.wordpress.com/2009/11/26/101/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 09:47:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>virytum</dc:creator>
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<description><![CDATA[insomma na cosina leggera!]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/QE2Yh90ZeC0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/QE2Yh90ZeC0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>insomma na cosina leggera!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Camera 217]]></title>
<link>http://spaziocorrente.wordpress.com/2009/11/26/camera-217/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 06:55:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>spaziocorrente</dc:creator>
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<description><![CDATA[Solo, in una camera d’albergo che non contiene niente del mio modo d’essere abituale, ma nello stess]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Solo, in una camera d’albergo che non contiene niente del mio modo d’essere abituale, ma nello stesso tempo trattiene tutto quello che io sono.<br />
Il lungo e stretto corridoio illumina le porte chiuse, distinguibili solo da un numero ed è strano pensare che ne potrò aprire solo una, come se le altre fossero solo porte vuote o inesistenti. Dietro agli altri numeri rimangono storie sigillate che non saprò mai, che non si apriranno mai al mio conoscere.<br />
Camera 217. Accendo la luce e lascio che la porta sia un confine tra la mia stanza ed il mondo fuori.<br />
Sdraiato sul letto mi riposo dal lungo viaggio e mentre scrivo, in realtà mi accorgo che nulla di ciò che mi circonda svela la storia di chi è già passato, di chi fra queste mura ha lasciato il suo respiro. Una stanza che non ha impronte, come si conviene, ma che mescola e disperde i pensieri con il rumore della strada.<br />
Il senso del provvisorio, della precaria essenza della vita, del viaggiare con un piccolo bagaglio che non rechi peso inutile ma contenga l’indispensabile per non perdersi e proseguire. Questa è la sensazione che stasera sto vivendo in questa camera d’albergo, dove ogni parola appartiene ad un’altra lingua, dove la consuetudine della giornata è per me una novità.<br />
In tutto questo inafferrabile senso di estraneità, affiora la bellezza della curiosità, del sentire e toccare con mano realtà che non mi appartengono, ma non per idee che non si condividono, ma solamente per la logica delle distanze fisiche, che differenziano al primo sguardo e poi avvicinano se ne comprendi il giusto valore.<br />
Fuori in questa notte fredda c’è la luna che veglia sul mio sonno, quella stessa luna che osservo in ogni luogo, confermandomi che la distanza vera è solo un illusione se lo spirito è consapevole che non esistono distanze che non si possano colmare.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A-dio.]]></title>
<link>http://labellezzaeunaferita.wordpress.com/2009/11/26/a-dio/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 05:54:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>johnmaynard</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il tempo umano, essendo speranza, è apertura su un aldilà, è per essenza a-dio, da cui deriva il suo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://labellezzaeunaferita.wordpress.com/files/2009/11/image005.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1194" title="image005" src="http://labellezzaeunaferita.wordpress.com/files/2009/11/image005.jpg?w=168" alt="" width="168" height="300" /></a></p>
<p>Il tempo umano, essendo speranza, è apertura su un aldilà, è per essenza a-dio, da cui deriva il suo carattere tragico, ma anche messianico.</p>
<p>Fabrice Hadjadj, <em>Farcela con la morte</em>, Cittadella 2009</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Prima conferenza regionale sull'immigrazione ]]></title>
<link>http://immigratoamico.wordpress.com/2009/11/25/prima-conferenza-regionale-sullimmigrazione/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 16:42:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>immigratoamico</dc:creator>
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<description><![CDATA[Due giorni in cui si parlerà di immigrazione, diritti, accoglienza ed integrazione. A Cosenza ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Due giorni in cui si parlerà di immigrazione, diritti, accoglienza ed integrazione. A Cosenza &#8211; informa una nota dell&#8217;ufficio stampa della Giunta regionale &#8211; martedì 1 e mercoledì 2 dicembre, si terrà &#8221;Migranti&#8217; la prima conferenza regionale sull&#8217;immigrazione, promossa dalla Regione Calabria che conferma il suo impegno a favore di una gestione solidale, lungimirante e produttiva del fenomeno migratorio. Il Salone degli Specchi del Palazzo della Provincia e la Casa delle Culture ospiteranno l&#8217;iniziativa, fortemente voluta dal Presidente della Regione, Agazio Loiero, e dall&#8217;Assessore alle Politiche sociali, Mario Maiolo. L&#8217;iniziativa sarà presentata ufficialmente lunedì 30 Novembre alle ore 12, nella Casa delle Culture a Cosenza, nel corso di una conferenza stampa.<br />
Nei due giorni di incontri si parlerà di prospettive dell&#8217;immigrazione, della situazione dei rifugiati e dei richiedenti asilo, di mediazione culturale e processi d&#8217;integrazione, con interventi e dibattiti che vedranno protagonisti amministratori, operatori sociali, esperti, rappresentanti delle istituzioni, della Chiesa e delle forze sociali. Previsti, fra gli altri, gli interventi del Presidente della Regione, Agazio Loiero, dell&#8217;Assessore alle Politiche sociali Mario Maiolo e del Presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio. Al centro della discussione, ovviamente, la legge regionale in materia di richiedenti asilo e rifugiati che ha suscitato l&#8217;attenzione e l&#8217;apprezzamento delle istituzioni nazionali e internazionali per la modernità e la capacità di fondere l&#8217;anima solidaristica con una gestione pragmatica e positiva del fenomeno. &#8221;Un&#8217;iniziativa importante &#8211; ha dichiarato l&#8217;Assessore Maiolo &#8211; che testimonia l&#8217;attenzione speciale da parte della Regione nei confronti di un tema cruciale per il nostro presente e per il futuro. Questi due giorni serviranno a fare il punto sullo stato delle cose in Calabria, che in tema di immigrazione si è dotata di una legge davvero lungimirante, ed a discutere di ciò che ancora si può e si deve fare&#8217;. </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Binario parallelo . . .]]></title>
<link>http://ilpiccolo.wordpress.com/2009/11/25/binario-parallelo/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 15:47:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilpiccolo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ma prima di tutto questo . . . vi perseguiteranno . . . (Lc 21,12-19) Siamo uniti a Lui in tutto . .]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><span><a name="vangelo"></a></span><strong><a name="vangelo"><span><img class="alignleft" title="binari paralleli" src="http://farm3.static.flickr.com/2613/4123483774_40e256e8c6_m.jpg" alt="" width="186" height="240" />Ma prima di tutto questo . . . vi perseguiteranno . . .</span></a></strong><span><a name="vangelo"><span><strong> </strong>(Lc 21,12-19)</span></a></span></p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:left;"><span><span>Siamo uniti a Lui in tutto . . .</span></span></p>
<p style="text-align:left;"><span><span>Se vogliamo seguirlo dobbiamo essere consapevoli che la Sua strada prevede queste cose . . .</span></span></p>
<p style="text-align:left;"><span><span>Sarà perchè l&#8217;Amore vero non pensa a se stesso ma essere Cristiani vuol dire viaggiare sul binario parallelo a quello di Gesù dove la Croce diventa per noi una stazione ferroviaria d&#8217;obbligo che non si può saltare o deviare . . .</span></span></p>
<p style="text-align:left;"><span><span>Immaginate un padre invece di aiutare il proprio bimbo a superare gli ostacoli gli insegnasse a evitarli . . . quel bimbo non crescerebbe mai . . . per questo anche noi se non accettiamo che essere seguaci di Gesù è  essere segno di contraddizione non cresceremo mai nella Fede e nella Carità e non riporremo mai la Speranza in Lui!</span></span></p>
<p style="text-align:left;"><span><span>Mi chiederete . . .</span></span></p>
<p style="text-align:left;"><span><span>Quando faccio piccoli deragli oppure sbaglio direzione?</span></span></p>
<p style="text-align:left;"><span><span>Beh . . . se sbaglio direzione ma ho fissa la mèta di certo farò di tutto per avvicinarmi ad essa . . . se abbiamo sempre lo sguardo teso verso la Croce possiamo anche sbagliare (perchè siamo Uomini) . . . ma nello stesso tempo ritornare in carreggiata . . .<br />
</span></span></p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Questa notte niente prosa]]></title>
<link>http://linguaverde.wordpress.com/2009/11/25/questa-notte-niente-prosa/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 04:58:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>linguaverde</dc:creator>
<guid>http://linguaverde.wordpress.com/2009/11/25/questa-notte-niente-prosa/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp; .. Come quando la caccia nei boschi e nei campi incalza nella lotta e nei suoni di corno, cos]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#160;</p>
<p><span style="color:#ffffff;">..</span></p>
<p>Come quando la caccia nei boschi e nei campi</p>
<p>incalza nella lotta e nei suoni di corno,</p>
<p>così una fame di cose senza speranza bracca</p>
<p>i nostri spiriti per tutta la vita.</p>
<p>&#160;</p>
<p><span style="color:#ffffff;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.. </span> <a href="http://linguaverde.wordpress.com/files/2009/11/mp.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-415 alignnone" title="mp" src="http://linguaverde.wordpress.com/files/2009/11/mp.jpg?w=60" alt="" width="60" height="58" /></a></p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p>Il boato del mare ci pervade addolorati, pieni</p>
<p>di desiderio senza oggetto,</p>
<p>il boato del mare e il raggio di luna bianco</p>
<p>e il rosseggiare del fuoco.</p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p>Chi mi parla di ragione, adesso?</p>
<p>Sarebbe stata una gioia più grande</p>
<p>essere morti nelle braccia di Cleopatra</p>
<p>che essere vivi, stanotte.</p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p>Robert Louis Stevenson</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Confessioni di un prete ]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/25/confessioni-di-un-prete/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 04:47:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/11/25/confessioni-di-un-prete/</guid>
<description><![CDATA[A uomini e donne, credenti e non, in tempi difficili Incontri quotidiani, curiosi a volte ma anche p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[A uomini e donne, credenti e non, in tempi difficili Incontri quotidiani, curiosi a volte ma anche p]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[E l'esistenza comincia ora a prendere forma]]></title>
<link>http://flowingink.wordpress.com/2009/11/24/e-lesistenza-comincia-ora-a-prendere-forma/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 00:39:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>flowingink</dc:creator>
<guid>http://flowingink.wordpress.com/2009/11/24/e-lesistenza-comincia-ora-a-prendere-forma/</guid>
<description><![CDATA[Titolo preso in prestito da una canzone dei Bluvertigo, &#8220;Vertigoblu&#8221;, che nonostante a m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Titolo preso in prestito da una canzone dei Bluvertigo, &#8220;Vertigoblu&#8221;, che nonostante a mio parere sia una delle loro canzoni meno interessanti e più banali dal punto di vista del testo adoro musicalmente:</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/_Uz3UuZ-0-k&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/_Uz3UuZ-0-k&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>In ogni caso, questa canzone di per sè non c&#8217;entra un cacchio con questo post nè tantomeno col suo mood. Il titolo l&#8217;ho messo perchè penso che, al di la dall&#8217;istruzione e dalla formazione professionale e da tutto il resto, l&#8217;università darà modo a me e a chi mi sta intorno di aprirsi un po&#8217; la mente. Faccio questo discorso perchè sono appena tornato da un&#8217;allegra serata con i miei amici, cibo da McDonalds (che schifo) e in giro a sbevazzare&#8230;siamo andati a casa di un mio amico, mio conterraneo, che ad un certo punto della serata mi chiede di punto in bianco se preferirei avere un figlio omosessuale o drogato&#8230;beh, è una domanda strana e un po&#8217; scontata da fare ad un bisessuale, ma lui non lo sa e quindi rispondo di buon grado che senza dubbio preferirei che fosse omosessuale, perchè in questo caso non farebbe del male nè a se nè agli altri, in fondo sarei sempre suo padre e non mi cambierebbe nulla con chi andasse a letto. Lui mi risponde che in realtà cambierebbe&#8230;cambierebbe perchè ne andrebbe del NOME della famiglia, della REPUTAZIONE. Io queste cose non riesco a sentirle. Non più, almeno. Sono concetti che avevano un senso fino a qualche decennio fa, ma che ora come ora si trovano ad essere assolutamente e completamente fuori luogo. Sono cose che gli ho detto e ripetuto più e più volte, senza sortire alcun effetto. Intorno a me, silenzio, tranne che da una mia amica che mi ha appoggiato. Io non capisco perchè ci sia ancora così tanta reticenza nell&#8217;accettare una normalità del genere, perchè non sia concepibile che una persona possa amare una persona dello stesso sesso. Probabilmente sono io stesso vittima di questo pregiudizio dal momento che mi riesce impossibile di aprirmi liberamente con chi mi sta intorno, ma se c&#8217;è una cosa di cui sono certo è di non essere un&#8217;aberrazione. Io spero che quest&#8217;esperienza, quella universitaria, contribuisca a far &#8220;prendere forma all&#8217;esistenza&#8221;, a far aprire gli occhi sul mondo e su ciò che è in realtà con la sua varietà a coloro che li hanno chiusi per abitudine o comodità, a chi ce li ha bendati dai sudari dell&#8217;ignoranza o della ristrettezza mentale, o ancora, e soprattutto, da chi li serra volontariamente, per sfuggire e negare qualcosa che non riescono ad accettare.</p>
<p>Ora, dopo questo post strappalacrime e in fondo grondande luoghi comuni e retorica da ogni poro (ma, posso assicurarvi, scritto di getto e realmente sentito), vado a letto. Cià!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Poesia]]></title>
<link>http://vitappunti.wordpress.com/2009/11/23/poesia/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 19:30:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>patridall</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sorrido lentamente per non offuscare il tuo vivere impetuoso sonnacchio all&#8217;ombra del faggio o]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://vitappunti.wordpress.com/files/2009/11/sibillini-lago-pilato-005-2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-582" title="sibillini-lago-pilato-005-2" src="http://vitappunti.wordpress.com/files/2009/11/sibillini-lago-pilato-005-2.jpg" alt="" width="497" height="320" /></a></p>
<p><!--more--></p>
<h3><span style="color:#99cc00;">Sorrido<br />
lentamente<br />
per non offuscare<br />
il tuo vivere impetuoso<br />
sonnacchio<br />
all&#8217;ombra del faggio<br />
osservando<br />
pacata<br />
dettagli all&#8217;orizzonte</p>
<p>si svela<br />
senza fretta<br />
senza incanto<br />
il monte e la sua valle<br />
circondata<br />
ornata e descritta<br />
da un lago senza età</p>
<p>si parla di vita<br />
e si vive di parole.</p>
<p>Poesia.</span></h3>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[DESIDERIO, CONOSCENZA E AMORE. MI STO CERCANDO, MA NON MI TROVO... SCUSATE PER LO SFOGO....]]></title>
<link>http://papaboys.wordpress.com/2009/11/23/desiderio-conoscenza-e-amore-mi-sto-cercando-ma-non-mi-trovo-scusate-per-lo-sfogo/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 17:00:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>papaboys</dc:creator>
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<description><![CDATA[RIFLESSIONE &#8211; Mi sto cercando, ma non mi trovo. Sbaglio ogni giorno eppure non faccio nulla pe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[RIFLESSIONE &#8211; Mi sto cercando, ma non mi trovo. Sbaglio ogni giorno eppure non faccio nulla pe]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[BENEDETTO XVI AGLI ARTISTI: CIÒ DI CUI IL MONDO HA BISOGNO È LA BELLEZZA. SPECIALE SULL'INCONTRO]]></title>
<link>http://papaboys.wordpress.com/2009/11/23/benedetto-xvi-agli-artisti-cio-di-cui-il-mondo-ha-bisogno-e-la-bellezza-speciale-sullincontro/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 16:15:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>papaboys</dc:creator>
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<description><![CDATA[CITTA&#8217; DEL VATICANO &#8211; La bellezza è ciò di cui hanno realmente bisogno gli uomini e le d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[CITTA&#8217; DEL VATICANO &#8211; La bellezza è ciò di cui hanno realmente bisogno gli uomini e le d]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[CRISTO È UN RE CHE DOMINA CON L'AMORE, SPIEGA IL PAPA. NON SI IMPONE, MA RISPETTA LA LIBERTÀ ]]></title>
<link>http://papaboys.wordpress.com/2009/11/23/cristo-e-un-re-che-domina-con-lamore-spiega-il-papa-non-si-impone-ma-rispetta-la-liberta/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 16:00:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>papaboys</dc:creator>
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<description><![CDATA[CITTA&#8217; DEL VATICANO &#8211; Cristo è un Re che domina con l&#8217;amore, senza imporsi ma risp]]></description>
<content:encoded><![CDATA[CITTA&#8217; DEL VATICANO &#8211; Cristo è un Re che domina con l&#8217;amore, senza imporsi ma risp]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Giornata grigia]]></title>
<link>http://stellasolitaria.wordpress.com/2009/11/23/giornata-grigia/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 12:33:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Monica</dc:creator>
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<description><![CDATA[Oggi è una giornata grigia. Grigio il cielo. Grige le nuvole nel cielo. Grigia l&#8217;aria che entr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Oggi è una giornata grigia.</p>
<p style="text-align:justify;">Grigio il cielo. Grige le nuvole nel cielo. Grigia l&#8217;aria che entra, fresca, dalla finestra.</p>
<p style="text-align:justify;">Grigi i volti dei camionisti che sfrecciano sulla provinciale davanti ai miei occhi. Io seduta alla mia grigia scrivania. </p>
<p style="text-align:justify;">Oggi è una giornata grigia, ma diversa da ogni altra giornata grigia.</p>
<p style="text-align:justify;">Nulla è uguale a qualcos&#8217;altro. Nulla è la fotocopia grigia di un&#8217;emozione. Le emozioni sono sempre a colori.</p>
<p style="text-align:justify;">Il cielo grigio di oggi ha sfumature diverse e magiche, che ieri, forse, non ero riuscita a percepire. I miei occhi oggi non sono gli occhi di ieri e sicuramente nemmeno quelli di domani.</p>
<p style="text-align:justify;">In questa giornata grigia i miei pensieri colorati.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
