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	<title>sprechi &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/sprechi/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "sprechi"</description>
	<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 19:37:51 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Bossi Barbarossa e gli sprechi]]></title>
<link>http://laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/2009/11/30/bossi-barbarossa-e-gli-sprechi/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 19:45:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>mediolungo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Io ho sempre appoggiato  la Lega, più con la ragione che con l&#8217;istinto ,  odiandone certi cont]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/files/2009/11/bossibarbarossa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3682" title="BossiBarbarossa" src="http://laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/files/2009/11/bossibarbarossa.jpg" alt="" width="321" height="432" /></a>Io ho sempre appoggiato  la <strong>Lega</strong>, più con la ragione che con l&#8217;istinto ,  odiandone certi contenuti un pò stomachevoli provenienti dallo strato sociale più profondo.</p>
<p style="text-align:justify;">L’idea di Bossi negli anni ’90 di tagliare le unghie allo statalismo, di piantarla con gli sprechi di Roma ladrona, di far metabolizzare al popolo italiano la <strong>bellezza e la estrema giustizia di rendere prossime le tasse al territorio di appartenenza </strong>è una genialità politica che ormai fa parte della storia.</p>
<p style="text-align:justify;">Ed anche un certo <strong>politicamente scorretto atteggiamento verbale e sostanziale verso l’immigrazion</strong>e è secondo me ormai giustamente sedimentato in tutto il popolo italiano: a che servono le lacrime di coccodrillo sui morti nei barconi quando tu non crei una logica idea di filtro tra le richieste e le possibilità reali di accoglienza?</p>
<p style="text-align:justify;">Avere una identità locale e nazionale forte e coesa permette di accogliere, svicolare nel buonismo e nella indeterminazione dei popoli ha come esito il sopruso sul popolo più debole e con la identità più vaga, il nostro.</p>
<p style="text-align:justify;">La chiesa faccia il proprio mestiere ma noi siamo liberi di decidere lo sviluppo in casa nostra senza farcelo imporre dall’esterno.</p>
<p style="text-align:justify;">Certo non ho mai sopportato – forse perché per metà  sono meridionale &#8211;  il razzismo endemico in alcuni suoi dirigenti locali e nazionali: dalle sparate di Gentilini e Borghezio alle ultime scenette di Matteo Salvini sulla metropolitana ed i posti a sedere.</p>
<p style="text-align:justify;">In conclusione mi darete atto di non ver pregiudizi  se decido di affermare, come faccio qui,  che l’atteggiamento della lega verso la cultura e l’arte è da veri parvenue , da barbari impenitenti a cui non frega nulla di niente.</p>
<p style="text-align:justify;">Sicchè quando qualcuno di loro se ne occupa finisce per assomigliare a quei ladroni di Roma che bombardavamo di  insulti vedendoli  ingrassare con sprechi, favori e nepotismo.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel fallimentare film &#8220;<strong>Barbarossa</strong>&#8220;, finanziato dalla Rai, Bossi recita il ruolo di un nobile lombardo. Ma come : Barbarossa padano, canone italiano?</p>
<p style="text-align:justify;">Io rammento bene la giusta campagna della destra e del Giornale  in favore dell’<strong>abolizione del canone Rai</strong>. Si diceva fosse un odioso balzello utile soltanto a pagare lo stipendio dei giornalisti comunisti.</p>
<p style="text-align:justify;">Ed  allora? L’idea era buona , ma  riconfermabile anche oggi ,  visti i milioni di euro elargiti  per finanziare la barzelletta cinematografica sul Barbarossa voluta dal Bossi. Che dire poi del milione  virgola seicentomila  euro all’anno che dovrebbe essere pagato per rinnovare il contratto a Bruno Vespa? Secondo il Corriere della sera questo sarebbe solo il minimo sindacale, a cui poi si aggiungerebbero dei bonus per eventuali altri lavoretti e partecipazioni a programmi tv.</p>
<p style="text-align:justify;">Il maggiordomo di tutti i regimi democristiani prenderebbe  circa 133 mila euro al mese. Attendo di conoscere che ne pensa  Libero e il Giornale dello stipendio di Vespa. Aspetto titoloni e denunce in prima pagina.</p>
<p style="text-align:justify;">Insomma attendo di veder rappresentate le <strong>mie istanze liberali </strong>sempre e comunque: mi rifiuto di vedermi irrigimentato in un esercito padronale che deve nascondere o omettere le verità perché così conviene al capo. Questo modo di agire è uno dei motivi per cui fin da piccolo ho avuto in odio i comunisti e le sinistra in generale: bisognava essere uniti contro il nemico e si doveva <em>per il partito</em> anche dir menzogne o cambiare idea.</p>
<p style="text-align:justify;">Contrordine compagni vi ricordate ?</p>
<p style="text-align:justify;">Quindi capirete che è connaturata in me la ripulsa verso le guerre di religione fideistiche e non sarà certo questa deriva alla feltri e belpietro a farmi cambiare idea.</p>
<p style="text-align:justify;">No al canone, no a Barbarossa sprecone , niente aumenti a Bruno Vespa, le guerre di religione fatevele fra di voi.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Alfredo Cantera </strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La pausa pranzo degli onorevoli costa 10 milioni]]></title>
<link>http://bloccoumbria.wordpress.com/2009/11/26/la-pausa-pranzo-degli-onorevoli-costa-10-milioni/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 10:25:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>terninonconforme</dc:creator>
<guid>http://bloccoumbria.wordpress.com/2009/11/26/la-pausa-pranzo-degli-onorevoli-costa-10-milioni/</guid>
<description><![CDATA[di Gianni Pennacchi FONTE: www.ilgiornale.it Sarà un riflesso condizionato, l’ancestrale paura della]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><em>di Gianni Pennacchi</em></p>
<pre style="text-align:center;">FONTE: <a href="http://www.ilgiornale.it">www.ilgiornale.it</a></pre>
<p style="text-align:justify;">
Sarà un riflesso condizionato, l’ancestrale paura della fame, ma improvvisamente il ristorante della Camera s’è affollato. Da un paio di giorni, da quando il ministro Gianfranco Rotondi se ne è uscito con la provocatoria proposta di chiudere tutti i ristoranti della politica, buvette, self-service e bar d’ogni grandezza: pranzare costa e rallenta il lavoro, si dà il meglio di sé producendo al massimo proprio in quelle ore in cui invece si stacca per il classico spaghettino o un toast, prendiamo esempio dagli americani. E come se il pericolo fosse reale, oddio qui ci cade addosso anche il Ramadan perpetuo, gli onorevoli fanno scorta di grassi.</p>
<p style="text-align:justify;">La cassa registra un aumento di coperti, a pranzo. Segno tangibile che il ventre del Palazzo è rimasto toccato, non solo metaforicamente. Il presidente Fini tace sulla questione, ma i suoi ricordano che da sempre salta il pranzo senza concedersi nemmeno un tramezzino, «fa una ricca colazione al mattino e tira avanti sino a sera, ma pranza solo per necessità ufficiali». Però la sortita di Rotondi preoccupa, se persino una magrezza esemplare come Gabriella Carlucci lamenta: «Almeno la buvette, no. Io m’accontento di poco, ma per lavorare ho bisogno di uno yogurt e di una banana». Anche Gabriele Albonetti, non potendo sottrarsi al ruolo di questore, drizza le antenne e reagisce scherzando: «Ma sì, chiudiamo tutto e teniamo i deputati a stecchetto, si risparmiano un sacco di soldi. Mettiamo una macchinetta a gettoni, per merendine e bibite: anzi, la mettiamo nel cortile, così quando piove chi vuol mangiare soffrirà anche il freddo e la pioggia».</p>
<p style="text-align:justify;">Sì, sofferenza e risparmio&#8230; Non per dire, ma sapete quanti ristoranti ci sono in Parlamento? Ben sei. Più due buvette, svariati bar e baretti di ardua conta perché non c’è palazzo o dependance che non abbia almeno una mescita. Se tale ambaradan di mangiare e bere è poco o troppo per una tribù di 950 rappresentanti della nazione, più 3.000 dipendenti e 300 giornalisti, fatevelo dire da un nutrizionista. Ma sapete quanto spendono Camera e Senato per i servizi di ristorazione? Una decina di milioni d’euro l’anno, 20 miliardi delle vecchie lire. In cibo, alcolici e bevande varie, posate e servizi beninteso, senza contare il personale addetto, camerieri, banconisti, capi e cucinieri. Se al conto si aggiungono anche gli stipendi del settore, si va tranquillamente oltre i 20 milioni d’euro.</p>
<p style="text-align:justify;">Ormai la tendenza generale è quella di appaltare i servizi di ristorazione, ma una buona fetta di gestione interna si conserva. E in verità, c’è da aggiungere che almeno Montecitorio incassa più di qualche spicciolo, perché in entrata segna 1 milione e 100mila dalla ristorazione, accanto a 600mila di spesa per alimentari, 5 milioni e 200mila di spesa per la ristorazione gestita da terzi, e 200mila per la ristorazione esterna nella verifica dei risultati elettorali. Palazzo Madama invece, nel bilancio di quest’anno segna soltanto 1 milione 434mila di spesa per la ristorazione dei senatori e 1 milione 345mila per quella del personale, più 20mila euro in posate e stoviglie. Misteri dei bilanci, ma sembra strano che al Senato si mangi gratis&#8230; Dei ristoranti, volete sapere? Sono aperti anche la sera, pur se i parlamentari cenano a Palazzo molto meno di un tempo. A Montecitorio c’è un ristorante elegante per gli onorevoli, con una sala «veloce» dove 8 coperti sono riservati ai giornalisti. Poi un self-service al piano sotto l’aula aperto a tutti gli addetti, un altro ristorante a Palazzo Marini, e un quarto all’ultimo piano di San Macuto, con terrazza e vista sulla cupola del Pantheon, aperto anche a quelli del Senato. È molto frequentato d’estate, perché a dispetto di quel che vorrebbe Rotondi, nella pausa pranzo anche gli occhi vogliono sfamarsi. Al Senato c’è un ristorante molto raffinato (qui i cronisti hanno diritto a 12 posti), ottimi vini e gran cucina, per il quale i palati raffinati stan soffrendo essendo in cambio di gestione.<br />
Più il self-service per i dipendenti. Totale generale 6, che salirebbe a 7 se le Belle arti e le polemiche non avessero bloccato il roof garden super vip che la gestione senatoriale precedente a quella del presidente Schifani stava impiantando sul palazzo della biblioteca.<br />
Delle buvette e degli svariati quanto onorevoli bar s’è detto e scritto sin troppo, quel che è singolare però &#8211; specie in questi tempi di antidoping e impronte digitali &#8211; è che non si prenda esempio dagli autogrill, vietando almeno la mescita di alcolici quando c’è seduta. Perché «forchettoni» come si diceva un tempo può anche andar bene, ma almeno sobri.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Concept]]></title>
<link>http://cpaecogroup.wordpress.com/2009/11/25/concept/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 17:40:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>cpaecogroup</dc:creator>
<guid>http://cpaecogroup.wordpress.com/2009/11/25/concept/</guid>
<description><![CDATA[Sistema centralizzato composto da rilevatori sistemati nelle prese e da un dispositivo a interfaccia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align:justify;">Sistema centralizzato composto da rilevatori sistemati nelle prese e da un dispositivo a interfaccia che viene utilizzato dall&#8217;utenza domestica nello spazio della casa.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Serve a ridurre gli sprechi energetici dovuti agli apparecchi lasciati in stand by e a creare consapevolezza nell&#8217;utente.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">I dispositivi rilevano se c&#8217;è un abbassamento di energia nelle prese. Se l&#8217;energia non aumenta entro un determinato tempo, il dispositivo interrompe il passaggio dell&#8217;energia elettrica. Se l&#8217;utente vuole riattivare l&#8217;energia, deve riattivare il dispositivo.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Nel momento in cui interrompe il flusso di energia  e quando viene riattivato, manda un segnale alla centralina. La centralina memorizza l&#8217;effettivo risparmio e lo elabora graficamente nel display.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Le informazioni basilari che appariranno sul display sono: data, ora, consumo monetario/energetico di ogni presa e quello generale. L&#8217;alimentazione della centralina avviene tramite un pannello solare e applicato ad esso, c&#8217;è un accumulatore che permette il perenne utilizzo del sistema.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Benchmarking]]></title>
<link>http://cpaecogroup.wordpress.com/2009/11/25/benchmarking/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 09:03:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>cpaecogroup</dc:creator>
<guid>http://cpaecogroup.wordpress.com/2009/11/25/benchmarking/</guid>
<description><![CDATA[OGGETTO: PANNELLO RIFLETTENTE L&#8217;artefatto è finalizzato ad un risparmio energetico rilevante, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div style="text-align:center;"><strong><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Georgia,&#38;"><img class="aligncenter size-full wp-image-86" title="Bench" src="http://cpaecogroup.wordpress.com/files/2009/11/bench.jpg" alt="" width="305" height="461" /></span></span></strong></div>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color:#000000;">OGGETTO: PANNELLO RIFLETTENTE</span></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#000000;"><img class="aligncenter" title="Pannello termoriflettente" src="http://cpaecogroup.wordpress.com/files/2009/11/pannello-termoriflettente.jpg" alt="" width="220" height="289" /></span></strong></p>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Georgia,&#38;">L&#8217;artefatto è finalizzato ad un risparmio energetico rilevante, tramite una facile applicazione. Si colloca tra parete e termosifone <span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;">ed è realizzato sulle misure di ciascun termosifone, quindi non è necessario smontare nulla, e pertanto ha un impatto estetico molto gradevole. </span><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;">Il materiale è isolante (schiuma di polietilene con ritardante antifiamma) e rivestito di un sottile strato di alluminio termoriflettente. Tra le funzioni del pannello:</span></span></span></div>
<div><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Georgia,&#38;"><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;"><span style="color:#000000;"> </span></span></span></span></div>
<div style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;"><span style="color:#000000;">- isola il radiatore dalla parete di appoggio;<br />
- evita dispersioni all&#8217;esterno;<br />
- riflette nel vostro ambiente tutto il calore disponibile;<br />
- permette di riscaldare più velocemente ogni stanza;<br />
- mantiene più a lungo il calore negli ambienti dopo lo spegnimento dei termosifoni.</span></span></div>
<p><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;"><span style="color:#000000;"> </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;"><strong><span style="color:#000000;">OGGETTO: ECO DOCCIA</span></strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;"><strong><span style="color:#000000;"><img class="size-full wp-image-56  aligncenter" title="Eco-doccia" src="http://cpaecogroup.wordpress.com/files/2009/11/eco-doccia1.jpg" alt="" width="226" height="220" /></span></strong></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Risparmiare l’acqua per la doccia depurando quella già utilizzata grazie all’impiego delle piante. Questo il concept elaborato da Jun Yasumoto, Vincent Vandenbrouk, Olivier Pigasse e Alban Le Henry per ridurre il dispendio di acqua nell’ambiente bagno. Il tutto utilizzando pochissima energia e producendo ossigeno grazie alla crescita del verde.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">L’acqua sporca viene infatti convogliata in un sistema idraulico che entra a contatto con le piante -gigli acquatici e giunchi- avviando un processo di fito-depurazione. Molti i passaggi del filtraggio: la sabbia dove sono piantati i giunchi effettua una prima, grossolana pulizia, a cui segue quella effettuata dai diversi tipi di radice, ognuna delle quali può rimuovere componenti diverse, ad esempio i metalli pesanti e i batteri.</span></p>
<p><strong><span style="color:#000000;">OGGETTO: LAVATRICE SENZ&#8217;ACQUA</span></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#000000;"><img class="aligncenter size-full wp-image-63" title="lavatrice senza acqua" src="http://cpaecogroup.wordpress.com/files/2009/11/lavatrice-senza-acqua1.jpg" alt="" width="400" height="447" /></span></strong></p>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">L’invenzione si deve ad un ricercatore dell’Università di Leeds, che ha inventato la prima lavatrice senz’acqua, che lava ed elimina lo sporco dai capi attraverso l’uso di polimeri in polvere. Senza l’impiego d’acqua, nè la necessità d’impiegare l’asciugatrice poichè i panni sono asciutti, i capi sono lindi e puliti.</span></div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">La tecnologia che sta dietro all’invenzione è stata brevettata dal professor Stephen Burkinshaw della Scuola di Design che ha poi dato vita alla Xeros ltd, uno spin off che migliora la tecnologia.</span></div>
<div style="text-align:justify;">
<div>
<div><span style="color:#000000;">L’intero processo di lavaggio della lavatrice senz’acqua usa solo il 2% dell’acqua richiesta oggi da un normale ciclo di lavaggio in lavatrice, ovvero circa 700 ml per un carico normale, più una manciata di polimeri in granuli. La ricetta e la formula del granulato che deterge i capi è segreta, ma i granuli stessi sono riciclabili e possono essere riusati più volte.</span></div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">La lavatrice senz’acqua potrebbe rivoluzionare il modo di provvedere al bucato in tutto il mondo, ma soprattutto potrebbe già essere impiegata in fase di test nei paesi braccati dalla siccità come l’Australia. In ogni caso, si pensa di immeterla sul mercato britannico dal 2009, e sperare che l’impiego della lavatrice senz’acqua possa presto entrare nella filiera industriale.</span></div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;"><br />
</span></div>
<div style="text-align:left;"><strong><span style="color:#000000;"> </span></strong></div>
<div style="text-align:left;"><strong><span style="color:#000000;"> </span></strong></div>
<div style="text-align:left;"><strong><span style="color:#000000;"> </span></strong></div>
<div style="text-align:left;"><strong><span style="color:#000000;">OGGETTO: DOMOTICA</span></strong></div>
<div style="text-align:left;"><strong><span style="color:#000000;"> </span></strong></div>
<div style="text-align:center;"><a href="http://cpaecogroup.wordpress.com/files/2009/11/domotica.jpg"><span style="color:#000000;"><img class="aligncenter size-full wp-image-66" title="Domotica" src="http://cpaecogroup.wordpress.com/files/2009/11/domotica.jpg" alt="" width="500" height="410" /></span></a></div>
</div>
</div>
<address><span style="color:#ff0000;"><a href="http://www.vividomotica.it/demo.html" target="_blank"><span style="color:#000000;">(Clicca qui per saperne di piu)</span></a></span></address>
<address><span style="color:#000000;"> </span></address>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Ridurre gli sprechi energetici, risparmiare tempo e denaro, gestire molte incombenze domestiche senza sforzo, sentirsi più sicuri: in una parola domotica, ossia l&#8217;insieme di conoscenze e tecnologie che migliorano la qualità della vita.<br />
Nello specifico gli impianti elettrici di ultima generazione si occupano dell&#8217;automazione dei dispositivi elettronici e meccanici della casa, dagli elettrodomestici ai serramenti, dal climatizzatore all&#8217;irrigazione, dalla videosorveglianza al riscaldamento.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Fino a poco tempo fa era impossibile rinunciare al metano, oggi si può avere acqua calda e riscaldamento, sfruttando fonti rinnovabili e senza produrre emissioni dannose per l&#8217;ambiente. Ma non è tutto. Gli impianti domotici consentono di ottimizzare al meglio le risorse e contribuiscono a ridurre gli sprechi a tutto vantaggio di bollette meno salate.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Le persone che vivono in una casa domotica sanno che svolgere tante incombenze domestiche in poco tempo, semplicemente premendo il tasto di un telecomando, non è uno slogan, ma una scelta intelligente che sfrutta la tecnologia per avere maggior tempo libero.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Grazie alla gestione centralizzata di molti dispositivi elettrici e meccanici della casa è possibile accendere le luci, alzare la temperatura e abbassare le tapparelle con un solo gesto, senza sforzo e ovunque. Sì, è proprio così: anche con un cellulare si possono dare “ordini” alla casa (per esempio di accendere il forno), controllare se è tutto a posto ed essere avvertiti in caso di guasto o pericolo.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#000000;"> </span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#000000;">OGGETTO: ENERGY JOULE</span></strong></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://cpaecogroup.wordpress.com/files/2009/11/energy-joule.png"><span style="color:#000000;"><img class="size-full wp-image-68  aligncenter" title="Energy Joule" src="http://cpaecogroup.wordpress.com/files/2009/11/energy-joule.png" alt="" width="360" height="198" /></span></a></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Energy joule è un artefatto applicabile in qualsiasi ambiente domestico/ rileva attraverso dei colori se l&#8217;elettricità che si sta utilizzando ha un costo elevato oppure meno, attraverso il cambiamento cromatico. Si occupa della misurazione del dispendio di elettricità. Contribuisce al risparmio energetico e permette di avere la consapevolezza di quali siano le tecnologie che comportano un elevato/ridotto tasso di consumo energetico, grazie alla semplicità della comunicazione iconografica.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">OGGETTO: PRESE SIPRO</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#000000;"><img class="size-full wp-image-76  aligncenter" title="Prese Sipro" src="http://cpaecogroup.wordpress.com/files/2009/11/prese-sipro1.jpg" alt="" width="90" height="124" /></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Il sistema di limitazione dei carichi elettrici (Limitatore Carichi) permette di limitare automaticamente il massimo consumo di energia elettrica del vostro impianto domestico, controllando il consumo degli elettrodomestici principali e riducendo la probabilità di far intervenire la limitazione del contatore Elettrico/Elettronico dell’abitazione.<br />
Il sistema è in grado di disattivare/riattivare automaticamente i carichi, attraverso l’utilizzo di prese intelligenti, una presa Master ed una presa Slave.<br />
Quando il carico presente sulla presa Master consuma più di 1 kW, viene disattivato il carico sulla presa Slave. Quando il carico sulla presa Master riduce il proprio consumo verrà automaticamente riattivato il carico sulla presa Slave.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#000000;">OGGETTO: RIDUTTORE ACQUA</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;"> <span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/8TVYtGyXBuE&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/8TVYtGyXBuE&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;"> </span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#000000;">OGGETTO: PANNELLO RADIANTE</span></strong></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#000000;"><img class="size-full wp-image-74  aligncenter" title="Pannello radiante" src="http://cpaecogroup.wordpress.com/files/2009/11/pannello-radiante.jpg" alt="" width="136" height="315" /></span></p>
<p style="text-align:justify;">Impianto di riscaldamento sotto il pavimento, costituito da un sistema di pannelli radianti. L’intero impianto viene alimentato da una caldaia a condensazione, le spese della cui installazione sono ad oggi detraibili fiscalmente fino al 55%. L’installazione di questi pannelli elimina completamente la necessità degli attuali termosifoni, un grosso vantaggio anche in termini di arredamento, e mentre ad oggi, nei sistemi di riscaldamento attuali la temperatura dell’acqua varia tra i 70-80 gradi, con i pannelli posati a pavimento, il riscaldamento dell’ambiente è uniforme e richiede una temperatura dell’acqua nell’impianto di solo 30-40 gradi.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;"><br />
</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;"> </span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#000000;">OGGETTO: GREENKITCHEN</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://cpaecogroup.wordpress.com/files/2009/11/green-kitchen.jpg"><span style="color:#000000;"><img class="aligncenter size-full wp-image-77" title="Green kitchen" src="http://cpaecogroup.wordpress.com/files/2009/11/green-kitchen.jpg" alt="" width="500" height="375" /></span></a></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Greenkitchen appare simile in tutto e per tutto ad una cucina “tradizionale”. E’ la tecnologia eco-integrata che è alla base del concept che la differenzia consentendo di recuperare fino al 60% di acqua e calore prodotti dagli elettrodomestici per alimentarne altri e permettendo di risparmiare e riutilizzare una maggiore quantità di energia.permette di recuperare il calore prodotto dal compressore del frigorifero per produrre acqua calda per la lavastoviglie. I sensori di torbidità dell’acqua rilevano il livello di sporco nel lavello per evitare di sprecare acqua. Quando si fa scorrere l’acqua in attesa che si scaldi, l’acqua fredda pulita viene recuperata in uno speciale serbatoio per poterla riutilizzare, dopo trattamento antibatterico, per annaffiare le piante, per le pulizie di casa o nel ciclo di lavaggio della lavastoviglie.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#000000;">OGGETTO: SOLARFRIDGE</span></strong></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#000000;"><img class="size-full wp-image-78  aligncenter" title="Solarfridge" src="http://cpaecogroup.wordpress.com/files/2009/11/solarfridge.jpg" alt="" width="308" height="220" /></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Il primo frigorifero completamente sostenibile, portatile e a energia solare, un prototipo che è stato già testato in Namibia e che presto verrà immesso sul mercato internazionale. E’ portatile, comodo da usare, e semplice nella sua idea, si ricarica automaticamente, non ha bisogno di corrente elettrica, l’idea è di perfezionarlo.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Obiettivi]]></title>
<link>http://cpaecogroup.wordpress.com/2009/11/25/obiettivi/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 08:54:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>cpaecogroup</dc:creator>
<guid>http://cpaecogroup.wordpress.com/2009/11/25/obiettivi/</guid>
<description><![CDATA[Obiettivi Scopi perseguiti: diminuizione dei costi energetici dovuti agli sprechi. Sfide: progettare]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2 style="text-align:center;"><strong>Obiettivi</strong></h2>
<p style="text-align:center;"><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-102" title="Obiettivo blog" src="http://cpaecogroup.wordpress.com/files/2009/11/obiettivo-blog.png" alt="" width="456" height="373" /> </strong></p>
<ul>
<li><strong>Scopi perseguiti: </strong>diminuizione dei costi energetici dovuti agli sprechi.</li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align:justify;"><strong>Sfide:</strong> progettare un sistema sulla base del principio di automazione che renda più confortevole, economico e usabile l&#8217;ambiente domestico.</li>
<li style="text-align:justify;"><strong>Vincoli: </strong>Abbattere i costi economici del sistema e i probabili vincoli tecnologici.</li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align:justify;"><strong>Utenti di riferimento: </strong>I cittadini che hanno un abitazione nella città di Sassari.</li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align:justify;"><strong>Eventuali enti pubblici coinvolti:</strong> Impresa semi-pubblica.</li>
</ul>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Requisiti del sistema]]></title>
<link>http://cpaecogroup.wordpress.com/2009/11/24/requisiti-del-sistema/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 17:47:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>cpaecogroup</dc:creator>
<guid>http://cpaecogroup.wordpress.com/2009/11/24/requisiti-del-sistema/</guid>
<description><![CDATA[Requisiti del sistema Lista attività Spegnere tutti gli apparecchi in stand-by inutilizzati per tot ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2 style="text-align:center;"><strong><span style="color:#888888;">Requisiti del sistema </span></strong></h2>
<p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#888888;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color:#888888;">Lista attività</span></strong></p>
<ul>
<li style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">Spegnere tutti gli apparecchi in stand-by inutilizzati per tot tempo</span></li>
<li style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;">Ridurre flusso e temperatura dell’acqua quando necessario (lavaggio denti, piatti ecc.)</span></li>
<li><span style="color:#888888;">Assicurarsi che rubinetti siano chiusi bene</span></li>
<li><span style="color:#888888;">Assicurarsi che le luci siano spente in assenza dell’utenza</span></li>
<li><span style="color:#888888;">Regolazione gas</span></li>
<li><span style="color:#888888;">Spegnere lo scaldabagno acceso per periodi superiori alle 48 ore</span></li>
<li><span style="color:#888888;">Regolare il risparmio energetico in base alla presenza o all’assenza dell’utenza</span></li>
<li><span style="color:#888888;">Verificare i consumi e renderli visibili in termini monetari. Avvisare in caso di spreco eccessivo</span></li>
<li><span style="color:#888888;">Facilitare l’usabilità degli elettrodomestici</span></li>
</ul>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#888888;"> </span></p>
<p><strong><span style="color:#888888;">Funzionalità necessarie e opzionali</span></strong></p>
<ul>
<li><span style="color:#888888;">Programmi in base alle abitudini dell’utenza</span></li>
<li><span style="color:#888888;">Rilevi i consumi e avvisi</span></li>
<li><span style="color:#888888;">Espliciti il denaro speso nei consumi</span></li>
<li><span style="color:#888888;">Velocizzi la comprensione tra sistema e utente</span></li>
</ul>
<p><strong><span style="color:#888888;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color:#888888;">Caratteristiche dell’ambiente in cui sarà usato il sistema (fisico o virtuale)</span></strong></p>
<ul>
<li><span style="color:#888888;">Casa indipendente o appartamento condominiale</span></li>
<li><span style="color:#888888;">Presenza di elettrodomestici:</span></li>
<li><span style="color:#888888;">Scalda-bagno</span></li>
<li><span style="color:#888888;">Lavatrice</span></li>
<li><span style="color:#888888;">Televisore</span></li>
<li><span style="color:#888888;">Apparecchi riproduzione audio-video</span></li>
<li><span style="color:#888888;">Pc</span></li>
<li><span style="color:#888888;">Lampadine</span></li>
<li><span style="color:#888888;">Carica-batterie</span></li>
<li><span style="color:#888888;">Forno elettrico</span></li>
<li><span style="color:#888888;">Frigo</span></li>
<li><span style="color:#888888;">Stufa elettrica</span></li>
<li><span style="color:#888888;">Condizionatore</span></li>
</ul>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La finanza allegra di Veneto Acque ]]></title>
<link>http://provinciapd.wordpress.com/2009/11/20/la-finanza-allegra-di-veneto-acque/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 10:02:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>provinciapd</dc:creator>
<guid>http://provinciapd.wordpress.com/2009/11/20/la-finanza-allegra-di-veneto-acque/</guid>
<description><![CDATA[VENEZIA. Si riuniscono stamattina, con un ordine del giorno da carbonari, che non dice nulla delle l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><a href="http://provinciapd.wordpress.com/files/2009/11/venetoacque.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-312" title="venetoacque" src="http://provinciapd.wordpress.com/files/2009/11/venetoacque.jpg" alt="" width="450" height="279" /></a>VENEZIA. </strong><strong>Si riuniscono stamattina, con un ordine del giorno da carbonari, che non dice nulla delle loro reali intenzioni: attribuirsi nuove competenze all’insaputa del Consiglio regionale, che è l’ente di riferimento. E aumentarsi gli stipendi con i soldi di chi paga le tasse.<!--more--><br />
</strong> Ragazzi &#8211; si saranno detti &#8211; qui il momento è difficile, la grana scarseggia, se non ci diamo una mano tra di noi, nessuno ci aiuta. Sono i componenti del consiglio di amministrazione di Veneto Acque, società al 100% della Regione Veneto, più nota quando si chiamava Delta Po ed era presieduta da Alberto Mario Zamorani, uno dei primi arrestati di Tangentopoli, assieme a Franco Cremonese, allora presidente della giunta veneta con cui la Delta Po aveva appena sottoscritto una commessa da 206 miliardi di lire per ristrutturare gli acquedotti del Polesine. Era il 1992 e Zamorani, uscendo dal carcere, informava i giornalisti: «I giudici sanno tutto, ci saranno altri mille arresti». Se non andiamo errati sono stati di più.<br />
 Da allora molta acqua è passata sotto i ponti e dentro i tubi delle condotte. La Delta Po si è trascinata piena di buchi più degli acquedotti che doveva ristrutturare fino al ’98 quando la giunta Galan ripianò i debiti comprandola con 34 miliardi di lire, più altri 6 di capitalizzazione, stanziati con la legge regionale 12 del 10 aprile 1998 che all’articolo 3 prevedeva: «partecipazione degli enti locali». Invece nessuna quota fino ad oggi è stata ceduta, Veneto Acque è al 100% di proprietà della Regione Veneto, l’unica cosa che ha perso per strada è il secondo nome Delta Po. La sede è rimasta in via Sansovino 7 a Mestre. La società continua ad occuparsi di grandi lavori, di condotte, di coordinamento tra le società di gestione degli acquedotti (supposto che esista). Quanto tempo richiede questo lavoro ai componenti del Cda? Non si direbbe da fare l’una di notte in ufficio, visto che l’attuale presidente Raffaele Speranzon, astro nascente di An a Venezia, può contemporaneamente svolgere le incombenze di assessore provinciale alla cultura e allo sport. E’ vero che Speranzon è giovane e aitante per lo sport praticato e soprattutto “tifato” ma ha anche il suo daffare a gestire un collegamento in facebook dai millanta contatti, per via del gossip che gli hanno costruito intorno, sulla base del semplice fatto che gli capita di passeggiare a Cortina o a Roma con Manuela Arcuri. E lui a negare.<br />
 Finora per la presidenza di Veneto Acque Speranzon ha dovuto accontentarsi di un gettone di presenza. Lo stesso il vicepresidente e i consiglieri. Poteva andare avanti così? L’assemblea convocata oggi alle 11,30 è autorizzata a modificare l’articolo 17 dello statuto introducendo «un emolumento» che resta di dimensioni ignote ai contribuenti (perché dovrebbero essere così scemi da dircelo?), a discrezione degli stessi beneficiari.<br />
 Cose che si apprendono dalla lettura di una delibera votata martedì scorso dalla giunta Galan, su proposta dell’assessore Isi Coppola, anche lei Pdl con ascendente An. La delibera si fa notare per il pudore con cui tratta l’argomento quattrini: neanche un riferimento acrobatico, solo il numero dell’articolo da modificare (!).<br />
 Molti dettagli invece sulle nuove competenze che Veneto Acque intende accollarsi: bonifica di siti inquinati, indagini ambientali, pronto intervento. Ovvio che bisognava reclutare un direttore generale, prima inesistente. A che stipendio? E chi lo sa.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pubblica Amministrazione: 82 licenziati nel 2008]]></title>
<link>http://nove2nove1.wordpress.com/2009/11/16/pubblica-amministrazione-82-licenziati-nel-2008/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 11:56:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>nove2nove1</dc:creator>
<guid>http://nove2nove1.wordpress.com/2009/11/16/pubblica-amministrazione-82-licenziati-nel-2008/</guid>
<description><![CDATA[La guerra contro inefficienze e sprechi ha fatto le sue vittime. I licenziati si sarebbero macchiati]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La guerra contro inefficienze e sprechi ha fatto le sue vittime. I licenziati si sarebbero macchiati di gravi inadempienze. In aumento esposti dei cittadini. Il dato proviene dalla relazione del Ministero della Pubblica Amministrazione.</p>
<p><a title="Licenziamenti pubblica amministrazione" href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2009/11/15/visualizza_new.html_1617613137.html">Qui</a> il link all&#8217;articolo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[E semmu de zena... II]]></title>
<link>http://latverians.wordpress.com/2009/11/15/e-semmu-de-zena-ii/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 10:05:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>hipurforderai</dc:creator>
<guid>http://latverians.wordpress.com/2009/11/15/e-semmu-de-zena-ii/</guid>
<description><![CDATA[Ritorno a parlare di fumetti e risparmio, e ricado nell’argomento sempre a proposito di collane di v]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ritorno a parlare di fumetti e risparmio, e <a href="http://latverians.wordpress.com/2009/09/21/e-semmu-de-zena-e-semmu-da-fuxe%e2%80%a6/">ricado nell’argomento</a> sempre a proposito di collane di volumoni da edicola.</p>
<p><div id="attachment_761" class="wp-caption alignleft" style="width: 109px"><img class="size-thumbnail wp-image-761" title="giobatta" src="http://latverians.wordpress.com/files/2009/09/giobatta1.jpg?w=99" alt="Giobatta is not amused" width="99" height="150" /><p class="wp-caption-text">Giobatta is not amused</p></div><br />
Questo volta a far girare il belino a me e al povero Giobatta è il recente (lo trovate ancora in edicola fino a domenica, ma io lo lascerei li) “Wolverine the end”.<br />
Lunedì scorso dovendo fare un viaggio in treno di un’ora buona sia ad andare che a tornare (i regionali in Liguria ci mettono quel tempo a fare trenta chilometri. Hai voluto vivere sul mare? E ora dov’è il tuo Dio?), ho deciso così di sperperare questi 10 euri per prendere il volume uscito per “Supereroi le grandi saghe”, serie che ha regalato per ora grandi gioie a noi fumettofili (su tutte <a href="http://store.corriere.it/prodotto/GY40490032-C200/1/Fumetti/Elenco/Super-eroi-le-grandi-saghe/Eterni-di-kirby.html">“Gli eterni” di Kirby a 9,99 euro</a>, roba da masturbarsi mentri pretendi il centesimo di resto dall’edicolante), ma che ha anche proposto delle grandi schifezze (tra le prime uscite c&#8217;era &#8220;One more day&#8221;&#8230;).</p>
<p>Il volume dedicato a “Wolverine the end” non mi attirava per niente, del resto supponevo quello che sarebbe stato l’esito di quest’acquisto: trovarmi a leggere una cagata pazzesca.<br />
Volete sapere altro? Ci ho già buttato 9 euro e 99, non ci perdo altro tempo, è una cagata pazzesca.<img src="http://latverians.wordpress.com/files/2009/11/gy404_977182492825290034ms.jpg" alt="GY404_977182492825290034ms" title="GY404_977182492825290034ms" width="98" height="150" class="alignright size-full wp-image-1332" /></p>
<p>Però in fondo al volume c’erano anche “Hulk, the end” (media-leggibile) e, più che altro, “Punisher – the end”, gran bella storia, come al solito, di Garth Ennis dedicata a Frank Castle.</p>
<p>Dove voglio arrivare?<br />
Se volete leggere una bellissima storia ma pagandola quella cifra e trovandovi in mano anche un bel po’ di pagine che non sarebbero buone manco per accendere un camino, fatelo.<br />
Sennò aspettate che mi venga la voglia di andarlo a vendere a qualche mercante di fumetti usati, in maniera da pagarlo una cifra più che accettabile.<br />
E non penso di essere l’unico che a metà volume valutava già questa opzione.</p>
<p>Oppure se volete leggere una bella storia del Punisher di Ennis in questo periodo dovrebbero ristampare <a href="http://www.capitanfumetto.com/product.php~idx~~~860~~THE+PUNISHER+GARTH+ENNIS+COLLECTION+6+UNA+BANDA+DI+IDIOTI~.html">“Una banda d’idioti”</a>, la mia storia preferita della sua gestione del personaggio, in cui Frank Castle umilia Wolverine, l’Uomo ragno e Devil.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sanità Lazio ]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/06/sanita-lazio/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 23:17:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
<guid>http://fidest.wordpress.com/2009/11/06/sanita-lazio/</guid>
<description><![CDATA[Roma. «Non ci si può ancorare a falsi appigli e rimandare ulteriormente il riordino della rete osped]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Roma. «Non ci si può ancorare a falsi appigli e rimandare ulteriormente il riordino della rete ospedaliera che deve essere parte integrante del Piano sanitario del Lazio, senza il quale è carta straccia». E’ quanto dichiara Luigi Celori, Presidente della Commissione per la Riforma del Sistema sanitario della Regione. «I cittadini – continua – non possono continuare a pagare gli esosi conti della sanità regionale, frutto della mala gestione di anni da parte del centrosinistra. E’ necessario un cambio di rotta. E’ tempo di agire e di fare le scelte giuste. Occorre tagliare gli sprechi, investire sulla prevenzione, valorizzazione i medici di famiglia, informatizzare le prestazioni sanitarie».  «Chiediamo – conclude Celori – più trasparenza per una sanità finalmente diversa di cui possano realmente beneficiare i cittadini».</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Blog Brevis: Riqualificarsi 2 - Weatherstripping]]></title>
<link>http://serrature.wordpress.com/2009/11/04/blog-brevis-riqualificarsi-2-weatherstripping/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 18:31:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Serraturestaff</dc:creator>
<guid>http://serrature.wordpress.com/2009/11/04/blog-brevis-riqualificarsi-2-weatherstripping/</guid>
<description><![CDATA[Parliamo oggi di weatherstripping, per completare il percorso che abbiamo iniziato l&#8217;altro ier]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/Z1B9RweERt4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/Z1B9RweERt4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Parliamo oggi di <strong>weatherstripping</strong>, per completare il percorso che abbiamo iniziato l&#8217;altro ieri con la <strong>coibentazione</strong>, al fine di illustrare le operazioni più importanti di <span style="text-decoration:underline;">weatherization</span> da applicare alla vostra abitazione.</p>
<p><strong>Weatherstripping</strong> è, tecnicamente, la pratica di isolamento e sigillatura che si applica a parti mobili della casa, quali ad esempio porte e finestre, tramite l&#8217;inserimento di materiale rigido e resistente alla frizione, al passaggio, agli urti ed agli agenti atmosferici. In poche parole, queste &#8220;strisce&#8221; isola<img class="alignleft size-medium wp-image-306" title="y1pTgDbrHV0f4nTRbqf-_1ngTGe_wbZx30D8Y1nrKfT1n1cFIUsh2v0hg7voOuA4FtGfuJWixV0OWY" src="http://serrature.wordpress.com/files/2009/11/y1ptgdbrhv0f4ntrbqf-_1ngtge_wbzx30d8y1nrkft1n1cfiush2v0hg7vooua4ftgfujwixv0owy.jpg?w=225" alt="y1pTgDbrHV0f4nTRbqf-_1ngTGe_wbZx30D8Y1nrKfT1n1cFIUsh2v0hg7voOuA4FtGfuJWixV0OWY" width="225" height="300" />nti (<em>strip</em>, appunto) devono garantire la mobilità degli infissi ma allo stesso tempo difendere efficacemente l&#8217;abitazione dalle fuoriuscite di calore. Prima di entrare nel dettaglio, ecco alcuni accorgimenti necessari:<br />
<strong>1</strong> &#8211; Applicare il <strong>weatherstripping</strong> su superfici <strong>pulite e asciutte.</strong><br />
<strong>2</strong> &#8211; <strong>Misurare</strong> con attenzione la superficie interessata per evitare sprechi.<br />
<strong>3</strong> &#8211; Applicare il materiale in modo che aderisca il più possibile.</p>
<p>Esaminiamo adesso i materiali più utilizzati:<br />
<strong>1</strong> &#8211; <strong>Feltro</strong>. Può essere rinforzato da una striscia di metallo. Va incollato o spillato alla superficie. <span style="text-decoration:underline;">Usi migliori</span>: stipiti <span style="text-decoration:underline;">Costo</span>: basso <span style="text-decoration:underline;">Vantaggi</span>: facile da applicare <span style="text-decoration:underline;">Svantaggi</span>: molto visibile, bassa durabilità, non efficace contro il flusso d&#8217;aria, poco resistente.<br />
<strong>2</strong> &#8211; <strong>Sigillatura a tensione.</strong> Strisce autoadesive (plastica, bronzo o alluminio) applicate in modo da chiudere lo spazio tra i due lati della fessura. <span style="text-decoration:underline;">Usi migliori</span>: finestre scorrevoli o doppio-strato <span style="text-decoration:underline;">Costo</span>: varia con i materiali <span style="text-decoration:underline;">Vantaggi</span>: durevole, invisibile <span style="text-decoration:underline;">Svantaggi</span>: può essere difficile da applicare (gli angoli devono aderire bene), il bronzo deve essere inchiodato, può aumentare la resistenza allo scorrimento.<br />
<strong>3 </strong>- <strong>Schiuma rinforzata</strong>. Schiuma solida a cella-chiusa applicata a strisce di metallo. <span style="text-decoration:underline;">Usi migliori</span>: base delle porte, base o cima delle finestre. Costo: relativamente basso <span style="text-decoration:underline;">Vantaggi</span>: rigida, molto efficace <span style="text-decoration:underline;">Svantaggi</span>: difficile da installare, visibile, la sua produzione causa emissioni di <strong>GAS SERRA</strong>.<br />
<strong>4 </strong>- <strong>Nastro</strong>. Gomma EDPM, schiuma non porosa. <span style="text-decoration:underline;">Usi migliori</span>: angoli, buchi irregolari, telai di porte, soffitte <span style="text-decoration:underline;">Costo</span>: basso <span style="text-decoration:underline;">Vantaggi</span>: facile da applicare, può essere rinforzato <span style="text-decoration:underline;">Svantaggi</span>: visibile, non molto resistente nè durevole.<br />
<strong>5</strong> &#8211; <strong>Vinile.</strong> Guarnizione flessibile o rigida (rinforzata con strisce di metallo o legno). <span style="text-decoration:underline;">Usi migliori</span>: vedi <em>schiuma rinforzata</em> <span style="text-decoration:underline;">Costo</span>: medio-basso <span style="text-decoration:underline;">Vantaggi</span>: vari colori, facile da installare, modificabile. <span style="text-decoration:underline;">Svantaggi</span>: visibile.<br />
<strong>6</strong> - <strong>Sigillatura magnetica</strong> simile alle guarnizioni da frigorifero. <span style="text-decoration:underline;">Usi migliori</span>: porte, finestre scorrevoli e doppio-strato <span style="text-decoration:underline;">Costo</span>: alto <span style="text-decoration:underline;">Vantaggi</span>: molto efficace contro il passaggio d&#8217;aria.<br />
<strong>7 </strong>- <strong>Gomma tubolare e vinile</strong>. Porte e finestre premono sulla striscia, sigillando le fessure. <span style="text-decoration:underline;">Usi migliori</span>: porte <span style="text-decoration:underline;">Costo</span>: medio-alto <span style="text-decoration:underline;">Vantaggi</span>: efficace Svantaggi: difficile da applicare.<br />
<strong>8 </strong>- <strong>Silicone rinforzato</strong>. Guarnizione tubolare rinforzato da striscia di metallo.<br />
<span style="text-decoration:underline;">Usi migliori</span>: stipiti e finestre <span style="text-decoration:underline;">Costo</span>: medio-alto <span style="text-decoration:underline;">Vantaggi</span>: efficace <span style="text-decoration:underline;">Svantaggi</span>: difficile da applicare.<br />
<strong>9</strong> &#8211; <strong>Gradino</strong>. Inserto di alluminio e vinile. <span style="text-decoration:underline;">Usi migliori</span>: sotto le porte <span style="text-decoration:underline;">Costo</span>: medio-alto <span style="text-decoration:underline;">Vantaggi</span>: durevole, impermeabile, non inficia l&#8217;apertura <span style="text-decoration:underline;">Svantaggi</span>: abbastanza difficile da applicare, costoso.<br />
<strong>10</strong> &#8211; <strong>Soglia di alluminio con bulbo in vinile</strong>. <span style="text-decoration:underline;">Usi migliori</span>: soglie di porte <span style="text-decoration:underline;">Costo</span>: medio alto <span style="text-decoration:underline;">Vantaggi</span>: misure variabili <span style="text-decoration:underline;">Svantaggi</span>: costoso, si deteriora.<br />
<strong>11</strong> &#8211; <strong>Strisce di metallo a incastro</strong>. <span style="text-decoration:underline;">Usi migliori</span>: perimetri di porte <span style="text-decoration:underline;">Costo</span>: alto <span style="text-decoration:underline;">Vantaggi</span>: sigillante eccezionale <span style="text-decoration:underline;">Svantaggi</span>: installazione professionale.</p>
<p>Speriamo di avere aiutato la vostra comprensione e di avervi interessato alle pratiche di <strong>weatherization</strong>. A presto per nuovi approfondimenti sul tema!</p>
<p><em>D.Piselli</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Zygmunt Bauman - Consumo, dunque sono]]></title>
<link>http://omicciolimirko.wordpress.com/2009/11/03/consumodunquesono/</link>
<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 22:40:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>mirko omiccioli</dc:creator>
<guid>http://omicciolimirko.wordpress.com/2009/11/03/consumodunquesono/</guid>
<description><![CDATA[    Questo libro di Zygmunt Bauman, occorre dirlo subito, non è facile da leggere. Bauman non è un d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div style="text-align:center;"><a rel="attachment wp-att-373" href="http://omicciolimirko.wordpress.com/2009/11/03/consumodunquesono/consumodunquesono/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-373" title="consumo dunque sono" src="http://omicciolimirko.wordpress.com/files/2009/11/consumodunquesono.jpg?w=104" alt="consumo dunque sono" width="104" height="160" /></a></div>
<div style="text-align:justify;"><span style="font-size:medium;"> </span></div>
<p style="text-align:justify;">  Questo libro di Zygmunt Bauman, occorre dirlo subito, non è facile da leggere. Bauman non è un divulgatore ma un filosofo, il quale espone quì i suoi concetti utilizzando un linguaggio che necessita di una buona masticazione prima della digestione, nonchè una buona quantità di &#8220;armi culturali&#8221; da parte del lettore. Numerosissime sono le citazioni e le fonti che vengono menzionate, usando sempre un linguaggio forbito ed elaborato.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">  Ma quando si mette a fare esempi pratici e &#8220;ridiscende tra di noi&#8221; è semplicemente fulminante.</p>
<p style="text-align:justify;">  Due dei concetti più interessanti che vengono a più riprese ribaditi dall&#8217;autore sono quelli del tempo &#8220;puntinizzato&#8221; e della mercificazione di ogni cosa, persino dei sentimenti e di noi stessi.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">  Con la &#8220;puntinizzazione del tempo si intende il concetto di pensare solo ed esclusivamente al presente, considerando il passato come un inutile fardello di cui liberarsi ed il futuro come una cosa che praticamente non c&#8217;è e quindi non vale la pena di programmare nulla a lungo termine. Si vive praticamente in un insieme di brevi istanti quasi staccati tra di loro, come fossero appunto tanti piccoli o piccolissimi &#8220;presenti&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">  Ecco quindi perché tutto ciò che è vecchio, sia esso una persona che un esperienza lavorativa o un oggetto, deve essere scartato poiché inutile ed anzi d&#8217;ostacolo al pieno godimento del presente. Ecco quindi perché nel lavoro, nella vita di tutti i giorni e nei rapporti con le altre persone non si fa più nulla o quasi in previsione di un futuro anche vicino, perché esso non esiste: tutt&#8217; al più può essere pensato come un &#8220;presente&#8221; che sta arrivando. Tanto più il tempo viene spezzato in &#8220;puntini&#8221; via via più brevi, tanto più la nostra condotta di vita diviene frenetica. Nei rapporti sociali si guarda solo alla quantità e non alla qualità, tenendosi in perenne contatto con una marea di interlocutori ma senza avere un vero rapporto di amore od amicizia con nessuno di essi (meno social network e più serate nei pub con gli amici, date retta!)</p>
<p style="text-align:justify;">  Il concetto di mercificazione è più comprensibile, ma in ogni modo consiste nel voler considerare alla stessa stregua di una qualsiasi merce QUALSIASI cosa che noi abbiamo o possiamo offrire, sia essa la nostra capacità lavorativa, la nostra personalità, il nostro corpo o i nostri sentimenti. Ci mettiamo sul mercato e pur di guadagnare soldi offriamo tutto di noi. Una volta c&#8217;era (e pure oggi) la pornografia &#8220;classica&#8221;, ora c&#8217;è la &#8220;pornografia dei sentimenti&#8221;: Panni sporchi che si lavano in pubblico pur di avere il nostro quarto d&#8217;ora di celebrità, &#8220;Grandi Fratelli&#8221; di tutto. Oppure si cerca l&#8217;anima gemella nel cyberspazio, ché tanto se non ti piace puoi sempre scollegarti e chi si è visto si è visto, senza quasi considerare che l&#8217;altro interlocutore è un essere umano e non un video o una bella foto. Sentimenti in vendita. Facile così&#8230; quasi avessimo paura di vedere una persona faccia a faccia, perchè mentre tu la guardi e la studi, questa sta facendo lo stesso con te e ciò ti mette a disagio, disabituati come siamo ormai a normali e reali rapporti interpersonali. Si cerca il tipo fatto così e cosà, che corrisponda alle tue esigenze (come un prodotto da prendere al supermercato), e ci stai insieme fino a quando ti va. Una volta <em>consumato</em> il rapporto ed essendosi tolti tutte le soddisfazioni, si prende e si cambia, come un&#8217;auto o un telefonino che non piacciono più.</p>
<p style="text-align:justify;">  Per concludere, questo di Zygmunt Bauman non di rado risulta duro da leggere, ma riserva molte piacevoli sorprese, e sfogliandolo con calma lascia il segno oltre ad offrire numerosissimi spunti di riflessione.</p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;"><em>Consumiamo ogni giorno senza pensare,</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>senza accorgerci che il consumo sta consumando noi</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>e la sostanza del nostro desiderio.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>E&#8217; una guerra silenziosa e la stiamo perdendo</em>.</p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le attività extra-scolastiche]]></title>
<link>http://lillaverdeazzurro.wordpress.com/2009/11/01/le-attivita-extra-scolastiche/</link>
<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 20:56:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Penny</dc:creator>
<guid>http://lillaverdeazzurro.wordpress.com/2009/11/01/le-attivita-extra-scolastiche/</guid>
<description><![CDATA[Io sarò una futura mamma degenere o pigra, lo ammetto, ma proprio non capisco il motivo che spinga m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Io sarò una futura mamma degenere o pigra, lo ammetto, ma proprio non capisco il motivo che spinga molti genitori ad iscrivere i propri figli a un sacco di attività extra-scolastiche. E magari poi hanno il coraggio di lamentarsi che i bambini hanno troppo da studiare! Oggi tutti i bambini che conosco fanno <em>almeno</em> un&#8217;attività, poi ci sono gli sfortunati che ne fanno due o addirittura tre o quattro. Io penso che sia giusto dare ai propri figli l&#8217;opportunità di fare cose al di fuori dello studio e per questo motivo è probabile che un bambino proverà diverse attività prima di scegliere quella che gli piace. Poi, si sa, i bambini cambiano gusti e magari da un anno all&#8217;altro dimenticano ciò che fino a qualche tempo prima era una passione. E lo sport è sempre una bella cosa. Però, però&#8230; ci sono un po&#8217; <em>troppi</em> bambini che fanno <em>troppe</em> cose: siamo sicuri che ci vadano perché interessati, o invece sono i genitori che hanno piacere a mandare Carlotta a danza, Filippo a equitazione, Lavinia a nuoto sincronizzato? A me sembra che nella nostra complicata settimana lavorativo-scolastica sia già difficile inserire un&#8217;attività, figuriamoci 2 o 3! A che pro, poi? Facendo troppe cose, non si fa bene niente. <strong>Mamme stressate</strong>: sempre di corsa tra la scuola di danza di una e la piscina, tra la scuola e l&#8217;asilo. <strong>Macchine in giro a produrre inquinamento</strong>, perché si viaggia con bambini pluri-zainettati con i libri di scuola, la merenda, la borsa di danza, quella di nuoto, la cartella di disegno. <strong>Bambin</strong>i che, nonostante queste attività motorie, sono più <strong>cicciottelli</strong> di noi che semplicemente camminavamo, correvamo e andavamo in bicicletta. E poi, questi bambini, sono <strong>trasformati anzitempo in piccoli adulti</strong> con una serie di doveri: dalla mattina al pomeriggio, a scuola. Poi le attività. Poi i compiti. E quando giocano? E quando si rilassano? La cosa che poi mi colpisce è che nessuna mamma ammette che il proprio figlio va malvolentieri a queste attività. Sembra quasi un fallimento personale, uno smacco. C&#8217;è la gara a chi ha il figlio più bravo e più bello. Persone noiose hanno finalmente qualcosa di cui parlare perché possono raccontare della gara di nuoto o del saggio di danza. Io ho visto dei saggi di danza: poche bambine ballavano. Le altre si muovevano legnosamente fuori tempo. Va be&#8217;, direte voi, una mica ci va per diventare ballerina, ci va per divertirsi e fare movimento. E&#8217; vero, però tutto questo pullulare di scuole di danza a me fa solo pensare a un allevamento intensivo di veline sculettanti, proprio perché le bambine non imparano a ballare <em>qualcosa</em> (valzer, tango, cha-cha-cha, quel che volete) ma imparano a ballare &#8220;danza moderna&#8221; ovvero a sculettare a ritmo di musica e a muoversi (nel migliore dei casi) sensualmente a un&#8217;età secondo me poco consona per queste cose. E così ho un&#8217;amica che manda la figlia a danza, musica, catechismo e nuoto, impegnandole tutti i pomeriggi e costringendola a una vita stressante da piccola adulta, sballottata di qui e di là (perché poi ovviamente la madre non è a casa per poterla scarrozzare). Quando la figlia si è dichiarata stufa dell&#8217;inutile corso di danza, la mamma si è prodigata per convincerla a continuare. Se poi penso allo spreco di soldi di queste cose, vado in bestia. E&#8217; un insulto alla miseria fare cose inutili, controvoglia, solo per farsi vedere! O per soddisfare le aspirazioni frustrate dei genitori!</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ovviamente, il discorso non si applica a quei bambini che davvero vogliono nuotare o ballare o sciare o imparare a suonare</strong>. <strong>Ma quanti sono, veramente?</strong> E come mai sono diventate di moda cose come la danza, che di sport ha veramente ben poco e serve solo a far arricchire sedicenti insegnanti?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Storture]]></title>
<link>http://twittolo.wordpress.com/2009/10/31/storture/</link>
<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 19:55:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>twittolo</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Pranzo da record per il patron del Chelsea, Roman Abramovich, che in un ristorante italiano d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[&#8220;Pranzo da record per il patron del Chelsea, Roman Abramovich, che in un ristorante italiano d]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Verso una sanità sempre più elettronica]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/10/18/verso-una-sanita-sempre-piu-elettronica/</link>
<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 05:18:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Tra qualche settimana l&#8217;invio dei certificati di malattia, nel pubblico e nel privato, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">&#8220;Tra qualche settimana l&#8217;invio dei certificati di malattia, nel pubblico e nel privato, si potrà fare solo per via elettronica&#8221;. Lo annuncia il ministro per la Pubblica amministrazione e l&#8217;innovazione, Renato Brunetta, intervenuto all&#8217;università Cattolica di Roma per l&#8217;incontro &#8220;Nel cuore della realtà, conversazioni in Cattolica&#8221;. &#8220;Se riuscirà a fare una sanità elettronica &#8211; spiega il ministro &#8211; avremo risparmi tra il 15 e il 30%, ovvero 20-30 miliardi di euro da reinvestire. Basti pensare &#8211; conclude &#8211; a tutti gli sprechi, gli abusi e le frodi nelle prescrizioni dei medicinali&#8221;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[9° Funzionamento attuale dell’Economia]]></title>
<link>http://sardegnasalutoallavittoria.wordpress.com/2009/10/17/funzionamento-attuale-dell%e2%80%99economia/</link>
<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 20:32:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Roberto Seri</dc:creator>
<guid>http://sardegnasalutoallavittoria.wordpress.com/2009/10/17/funzionamento-attuale-dell%e2%80%99economia/</guid>
<description><![CDATA[1)     Situazione attuale In Sardegna abbiamo una società in difficoltà economica; i cittadini soffr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>1)     Situazione attuale</p>
<p>In Sar<img class="alignright size-full wp-image-56" title="thumbnail.aspx (36)" src="http://sardegnasalutoallavittoria.wordpress.com/files/2009/10/thumbnail-aspx-36.jpg" alt="thumbnail.aspx (36)" width="160" height="120" />degna abbiamo una società in difficoltà economica; i cittadini soffrono sempre più di questa situazione, peggio che nel resto della penisola.</p>
<p>La prima cosa da fare per ridare dignità alla Sardegna è il lavoro, tutti devono poter lavorare, poiché il lavoro valorizza, integra nella comunità e rende autosufficiente i cittadini.</p>
<p>Iniziamo a dare un lavoro “<strong>vero</strong>” a tutti; poi l’impiego idoneo ad ogni persona.</p>
<p>2)     Sistema pubblico</p>
<p>In questo momento il sistema pubblico, basta vedere tutte le iniziative dove era presente la Regione, è fallito miseramente.</p>
<p>Devo subito premettere che se fino adesso le varie aziende Regionali sono state un <em>FLOP</em>, semplicemente perché con il clientelismo, assenza di figure di spicco, inefficienze, inconsistenza di piani operativi di sviluppo imprenditoriale e totale mancanza di integrazione nel tessuto imprenditoriale locale, non si hanno risultati.</p>
<p>Gli sprechi, le consulenze, l’acquisto da terzi di prodotti o servizi a quotazioni fuori mercato, hanno fatto il resto.</p>
<p>Il sistema ha corrotto anche la manodopera, perché accettare lo stipendio e fingere di lavorare in apparati inutili è dannoso tanto agli altri (chi paga) che a se stessi, poiché si diventa superbi e superflui.</p>
<p>Sono necessarie figure che mettono al primo posto gli interessi della comunità al proprio tornaconto.</p>
<p>3)     Sistema privato</p>
<p>Il pubblico ha fallito; il privato non ha fatto meglio.</p>
<p>I privati, stimolati dalla sola speculazione, si sono attivati negli anni precedenti con improbabili aziende, la maggior parte delle quali mal dimensionate e strutturate e soprattutto fatte pagare troppo allo Stato.</p>
<p>Tutte le varie leggi di settore non hanno creato economia; solo flussi di cassa, il business era creare l’azienda, non mandarla avanti.</p>
<p>Le risorse limitate vanno sapute spendere, non possiamo pagare dei prodotti o dei servizi più del doppio il valore di mercato, si deve acquistare invece ad un prezzo più basso del mercato, almeno del 20% tramite gruppi di acquisto.</p>
<p>4)     Possibilità</p>
<p>La Sardegna per confrontarsi con il resto del paese ha bisogno di creare, oltre a quelle esistenti, una serie di aziende nei vari settori strategici della nostra economia, con una partecipazione paritaria Regione &#8211; Privati.</p>
<p>Questo modo di pensare viene dopo anni di convincimento che con il <img class="aligncenter size-full wp-image-93" title="thumbnail.aspx (64)" src="http://sardegnasalutoallavittoria.wordpress.com/files/2009/10/thumbnail-aspx-64.jpg" alt="thumbnail.aspx (64)" width="160" height="115" /><img class="alignleft size-full wp-image-94" title="thumbnail.aspx (92)" src="http://sardegnasalutoallavittoria.wordpress.com/files/2009/10/thumbnail-aspx-92.jpg" alt="thumbnail.aspx (92)" width="160" height="122" /> si trovava la soluzione a tutti i mali, nella realtà è quello che gli ha ampliati.</p>
<p>In una realtà come la Sardegna, non essendoci un tessuto sociale ed imprenditoriale tale da aggregare facilmente le persone, le competenze e le tante piccole produzioni, occorre l’intervento del buon padre di famiglia, la Regione; quest’ultima deve unirsi con i propri figli, le aziende, creare il sistema per farli lavorare insieme, lasciarli la gestione, ma controllarne il funzionamento.</p>
<p>Precisiamo che per la gestione privata e il controllo regionale, servono persone sopra le parti, moralmente ineccepibili, inclini a sostituire l’interesse collettivo con il proprio tornaconto.</p>
<p>Non è un’utopia, è successo in passato, altrimenti devo credere che l’uomo nasce disonesto e non si trovino persone sopra le parti.</p>
<p>Il riferimento come modello è Alberto Beneduce, grandissimo personaggio dell’economia Italiana degli anni trenta; pur essendo di idee contrarie al primo ministro di allora, quest’ultimo ne valorizza le capacità, dimostrandoli fiducia.</p>
<p>La creazione principale fu l’<em>I.R.I.</em> dove solamente la politica clientelare degli anni 70 riuscì a corrompere e far cadere in un oblio senza fine.</p>
<p>Non voglio fare nessun ragionamento retorico, ma la storia và studiata per capire meglio il n<img class="aligncenter size-full wp-image-95" title="thumbnail.aspx (95)" src="http://sardegnasalutoallavittoria.wordpress.com/files/2009/10/thumbnail-aspx-95.jpg" alt="thumbnail.aspx (95)" width="160" height="122" />ostro tempo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un'amara ragione]]></title>
<link>http://maxminiatisindacodifirenze.wordpress.com/2009/10/16/amara-ragione/</link>
<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 10:20:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Massimiliano Miniati</dc:creator>
<guid>http://maxminiatisindacodifirenze.wordpress.com/2009/10/16/amara-ragione/</guid>
<description><![CDATA[Vorrei poter aggiungere delle parole, ma l&#8217;articolo parla da solo. Qui la nostra risposta data]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Vorrei poter aggiungere delle parole, ma l&#8217;articolo parla da solo. Qui la nostra risposta data]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[No, non siamo un paese minimamente serio]]></title>
<link>http://pizzeriaitalia.wordpress.com/2009/10/15/no-non-siamo-un-paese-minimamente-serio/</link>
<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 07:32:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>pizzeriaitalia</dc:creator>
<guid>http://pizzeriaitalia.wordpress.com/2009/10/15/no-non-siamo-un-paese-minimamente-serio/</guid>
<description><![CDATA[Anche Bari pronta per l&#8217;Olimpiade Prima c&#8217;erano Roma e Venezia, poi martedì si è aggiunt]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Anche Bari pronta per l&#8217;Olimpiade</strong></p>
<p>Prima c&#8217;erano Roma e Venezia, poi martedì si è aggiunta Palermo. Ora l&#8217;assessore allo Sport del capoluogo pugliese ha annunciato la prossima candidatura. La quarta dunque per l&#8217;Italia.</p>
<p>via <a href="http://www.corriere.it/">Corriere della Sera</a>.</p>
<p><strong><span style="color:#d4340c;">Update</span></strong>: Gian Antonio Stella si <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_ottobre_15/stella-olimpiade_c88dbf02-b95d-11de-880c-00144f02aabc.shtml" target="_blank">pronuncia</a>, a modo suo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ho fatto splash! (un buco nell'acqua)]]></title>
<link>http://pizzeriaitalia.wordpress.com/2009/10/13/ho-fatto-splash-un-buco-nellacqua/</link>
<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 21:07:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>pizzeriaitalia</dc:creator>
<guid>http://pizzeriaitalia.wordpress.com/2009/10/13/ho-fatto-splash-un-buco-nellacqua/</guid>
<description><![CDATA[Sul sito de &#8220;Le Iene&#8221; dovrebbe arrivare a breve il servizio andato in onda stasera sui ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Sul sito de &#8220;<a href="http://www.iene.mediaset.it/" target="_blank">Le Iene</a>&#8221; dovrebbe arrivare a breve il servizio andato in onda stasera sui &#8220;<em>problemi</em>&#8221; relativi ai Mondiali di Nuoto di Roma 2009.</p>
<p>Moolto interessante.</p>
<p><span style="color:#d20318;"><strong>Update</strong></span>: ecco il <a href="http://www.video.mediaset.it/mplayer.html?sito=iene&#38;data=2009/10/13&#38;id=5390&#38;from=iene" target="_blank">link</a> al servizio (&#8220;<em>&#8230;e s e mi riprendi&#8230; ti spacco la faccia!&#8221;</em>). Davvero appare meravigliosa la faccia tosta con cui certi soggetti agiscano con fare da truffatori di mezza tacca e come, peggio ancora, tutto avvenga nella più totale indifferenza di chi sarebbe preposto al controllo su come il denaro pubblico viene speso. Trovo intollerabile che la mia I.C.I., la mia IRPEF, le mie addizionali locali finiscano in tali scempi.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Servizi pubblici, la mappa degli sprechi]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/10/13/servizi-pubblici-la-mappa-degli-sprechi/</link>
<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 09:59:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
<guid>http://paoblog.wordpress.com/2009/10/13/servizi-pubblici-la-mappa-degli-sprechi/</guid>
<description><![CDATA[A Brescia i rifiuti si bruciano per produrre energia elettrica e calo­re mentre a Roma finiscono qua]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>A Brescia i rifiuti si bruciano per produrre energia elettrica e calo­re mentre a Roma finiscono qua­si tutti in discarica. </strong></p>
<p><strong>Ma basta a spiegare perché i romani pagano per i servizi di igiene urbana due volte e mezzo più dei bresciani?</strong></p>
<p>Proprio così: una famiglia di tre persone con un’abitazione di 80 me­tri quadrati spende 276 euro a Roma e 112 a Brescia. Un abisso, spia di una situazione as­surda nella quale si trovano tutti i servi­zi pubblici locali in Italia. Controllati dal­la politica, spesso fonte di sprechi e inef­ficienze, prosperano al riparo della con­correnza. <strong>Patologie certamente molto meno gravi al Nord che al Sud</strong>, dove la cronaca ci ha consegnato <strong>casi incredibili</strong> come quello dell’<strong>Amia</strong>, l’azienda munici­palizzata dei rifiuti di <strong>Palermo sprofon­data in una voragine finanziaria</strong> così grande (<strong>120 milioni di euro</strong>) che la pro­cura della Repubblica ne ha chiesto il fal­limento.</p>
<p>Comunque diffuse e soprattut­to per nulla a buon mercato. Un dettagliatissimo dossier della Con­fartigianato dimostra che nei cinque an­ni compresi fra il luglio del 2004 e il lu­glio del 2009 le tariffe dei servizi pubbli­ci locali, calcolate escludendo quelle di gas e luce esposte alla volatilità dei prez­zi, sono aumentate in Italia del 28%. Con­siderando una inflazione cumulata del 10,4%, il rincaro reale è stato del 17,6%. Mica male.</p>
<p>Tanto più considerando che la crescita del 28% va confrontata con un aumento del 16,8%, cioè oltre 11 punti inferiore, registrato per le stesse tariffe nell’area dell’euro. In cinque anni il co­sto dell’acqua potabile italiana è salito di un terzo: +33,4%. La tassa sui rifiuti è lie­vitata invece del 29,6% mentre i biglietti di autobus e metropolitane sono rincara­ti del 24,6%.</p>
<p>Ma quando manca la concorrenza può succedere. E questa è esattamente la situazione nella quale operano le 951 aziende italiane di servizi pubblici loca­li. Occupano 171.464 addetti e nel 2008 hanno fatturato 39,3 miliardi. La gradua­toria per fatturato mette in cima il gas (25,4%), seguito dall’acqua (17,3%), il trasporto pubblico (17,1%), l’energia elettrica (13,4%), poi le farmacie e le ca­se popolari. Enormi sono le differenze fra Nord e Sud.</p>
<p><strong>Le imprese settentrionali hanno chiuso il bilancio 2007 con un utile me­dio di 369 mila euro. Quelle meridionali con una perdita media di 251 mila euro</strong>. Fra il 2003 e il 2007, al Nord l’utile me­dio per impresa si è accresciuto del 159% mentre al Sud la perdita media si è ampliata del 18,5%. Nello stesso periodo <strong>le imprese settentrionali hanno ridotto il costo del lavoro del 5,8%, quelle meri­dionali l’hanno aumentato del 14,6%. </strong></p>
<p><strong>Co­me se non bastasse, la paga degli ammi­nistratori è mediamente più alta nel Mezzogiorno</strong>. Nelle isole lo stipendio medio di un amministratore delegato raggiunge 73.537 euro, contro 52.716 eu­ro nel Sud «continentale», 40.363 euro al Centro e 44.559 euro al Nord. Senza però, come sarebbe logico, che a retribu­zioni più elevate corrisponda una mag­giore efficienza.</p>
<p>Illuminanti sono i numeri di una ta­bella contenuta nel dossier della Confar­tigianato ottenuti incrociando i dati rela­tivi al «costo di cittadinanza» del mini­stero dello Sviluppo con le informazioni dell’Unioncamere. Confrontando il co­sto dei servizi pubblici locali in 14 città, si scopre che la più cara è Cagliari, ma soltanto perché nel capoluogo della Sar­degna c’è un serio problema di approvvi­gionamento del gas.</p>
<p>Se si tiene conto di questo fatto, allora è Palermo che batte tutti: 2.581 euro pro capite. All’ultimo posto c’è Trieste, con 2.111 euro, appena al di sotto di Milano e Venezia (2.114) e ben distanziata da Roma (2.345). Diffe­renze apparentemente marginali: fra Pa­lermo e Milano passa il 22%. Ma che di­ventano gigantesche rapportandole alla ricchezza prodotta nelle diverse città. I 2.581 euro di Palermo rappresentano in­fatti il 14,6% del Prodotto interno lordo pro capite dei palermitani, mentre i 2.114 di Milano non sono che il 5,3% del pil pro capite dei milanesi.</p>
<p><strong>Ne consegue che a Palermo il costo dei servizi pubbli­ci locali è quasi triplo rispetto a Milano.</strong> Il costo pro capite per la sola spazzatura è in Sicilia superiore del 32% a quello del­la Lombardia. Se in Provincia di Trento la raccolta differenziata raggiunge il 56,1% (oltre il doppio di una media na­zionale attestata su un deprimente 27,5%) e in Lombardia è al 44,5%, in Sici­lia non si va oltre il 6,1%. Il Nord ha un tasso di raccolta differenziata del 42,4%, quasi quattro volte quello del Sud ( 11,6%).</p>
<p>Dai dati del ministero dei Trasporti e dell’Istat la Confartigianato ricava poi che il costo medio per chilometro per­corso delle società di trasporto pubblico locale oscilla da un minimo di 1,72 euro del Molise a 3,03 per la Toscana, 4,09 per la Lombardia, 4,78 per la Sicilia e ben 7,06 euro della Campania. Regione dove si registrerebbe, sempre secondo queste elaborazioni, la minore percor­renza media annua per autista: 18.920 chilometri, contro 21.830 in Sicilia, 26.418 in Lombardia e 42.624 in Emilia Romagna.</p>
<p>E la situazione cambia di po­co anche considerando che a Napoli i mezzi pubblici sono più lenti che a Bolo­gna (12,5 chilometri l’ora contro 15,1). Non può che risentirne il livello di soddi­sfazione della clientela. Generalmente basso secondo l’Istat (nella media nazio­nale si dichiara soddisfatto il 50,9%), per alcuni fattori come la pulizia precipita addirittura.</p>
<p>Fra il 2001 e il 2007 il nume­ro di passeggeri che si è dichiarato soddi­sfatto dell’igiene delle vetture è sceso dal 50,8% al 44,1%. Con le solite grandi differenze territoriali. Se nel Nord Est il gradimento si aggira intorno al 60% dei clienti, e in Valle d’Aosta tocca l’83,8%, in Sicilia si ferma al 27,7%. E non va mol­to meglio in Campania, con il 32,9%.</p>
<p><strong>E veniamo alla illuminazione pubbli­ca.</strong> La fondazione Civicum ha analizzato cinque aziende che gestiscono questo servizio in diverse città. Il risultato, rife­rito al 2007, è che <strong>la quota di lampade spente</strong> varia dallo <strong>0,02% per l’Aem di Mi­lano</strong> allo 0,27% per Iride di Torino, allo 0,7% per Acea Napoli, al 5,6% per Asm Brescia, <strong>al 6% dell’Acea di Roma</strong>. Per l’azienda capitolina si registrava anche il tempo più lungo per la sostituzione del­le lampade spente: 9 giorni e mezzo in media.</p>
<p>Nel 2008, infine, le interruzioni di elet­tricità, che avevano segnalato un miglio­ramento negli anni precedenti, sono di nuovo peggiorate toccando in media gli 88 minuti l’anno. Anche in questo caso con grandi differenze. Ai 122 minuti per­si nel Sud fanno riscontro i 72 del Nord e i 65 del Centro. La regione dove si so­no registrate più interruzioni, tuttavia, è settentrionale: il Piemonte, con 201 mi­nuti. Più che in Sicilia (197) e Calabria (132). Blackout che sarebbero costati al­le piccole e medie imprese fatturato per un miliardo e 88 milioni di euro.</p>
<p><!-- google_ad_section_end --><a href="http://www.corriere.it/quotidiano/archivio/sergio_rizzo.shtml">Sergio Rizzo </a></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.corriere.it/">www.corriere.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Avanti così... :(]]></title>
<link>http://fra1027.wordpress.com/2009/09/26/avanti-cosi/</link>
<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 10:53:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>fra1027</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il «tesoretto del Parlamento», per usare la definizione data dal Sole24ore lo scorso maggio, avrebbe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote><p><em>Il <strong>«tesoretto del Parlamento»</strong>, per usare la definizione data dal Sole24ore lo scorso maggio, avrebbe quindi raggiunto, secondo gli ultimissimi calcoli, circa <strong>490 milioni</strong>. <u>Il doppio dei fondi occorrenti per rimettere in piedi le strut­ture universitarie dell’Aquila e pagare le rette di tutti gli studenti.</u></em></p></blockquote>
<p><a href="http://www.corriere.it/politica/09_settembre_26/rizzo_stella_i_costosi_asciugamani_di_palazzo_madama_a58268b8-aa5e-11de-a0d4-00144f02aabc.shtml"> Continuano gli sprechi anche durante crisi economica e terremoto </a>e nel frattempo si scopre pure il &#8220;tesoretto&#8221;. Delusione, amara delusione.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[COME RIDURRE GLI SPRECHI D' ACQUA]]></title>
<link>http://hackerdelladomenica.wordpress.com/2009/09/24/come-ridurre-gli-sprechi-d-acqua/</link>
<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 10:44:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>cescoiena</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;acqua potabile è un bene fondamentale per la vita che sta diventando una risorsa sempre più ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://hackerdelladomenica.wordpress.com/files/2009/09/come_risparmiare_acqua1.jpg" alt="Come_risparmiare_acqua" title="Come_risparmiare_acqua" width="405" height="310" class="alignnone size-full wp-image-766" /><br />
<strong><br />
L&#8217;acqua potabile</strong> è un bene fondamentale per la vita che sta diventando una risorsa sempre più scarsa in molte parti del mondo. Imparare a non sprecare acqua appare quindi sempre più una nozione fondamentale per la salute comune, senza tralasciare il lato economico della cosa con un costo inferiore da sostenere come diretta conseguenza.<br />
Ecco alcuni <strong>semplici consigli</strong> per ridurre lo spreco d&#8217;acqua quotidiano:</p>
<p>Possiamo provare ad applicare, per esempio, dei <strong>miscelatori d&#8217;aria</strong> nei rubinetti e o nelle docce, in modo da ridurre il consumo d&#8217;acqua in maniera &#8220;invisibile&#8221; senza modificare le proprie abitudini. In effetti non è altro che un piccolo accorgimento che permette, miscelando appunto acqua ed aria, un dimezzamento delle risorse utilizzate. Dobbiamo semplicemente ricordarci che da un rubinetto aperto escono <strong>12 litri di acqua al minuto</strong>.<br />
e che con un rubinetto che perde possiamo arrivare a sprecare dai 30 ai 100 litri di acqua ogni giorno.</p>
<p><strong>IN CUCINA</strong><br />
Non dobbiamo mai lavare le stoviglie sotto l&#8217;acqua corrente ma riempiendo una bacinella dove sciacquarli ed aprire il rubinetto solo in quest&#8217; ultimo caso.</p>
<p><strong>IN BAGNO</strong><br />
Il consumo <strong>dello sciacquone del water</strong> non è trascurabile: ogni getto utilizza circa 10 litri d&#8217;acqua. Per ridurlo possiamo riporre nella cassetta una bottiglia di plastica da un litro piena d&#8217;acqua, togliendo anticipatamente l&#8217; etichetta e assicurandoci di chiudere il tappo ermeticamente, oppure installando un sistema con doppio pulsante di scarico (molte delle nuove abitazioni ne sono già dotate) e regolando il galleggiante dello sciacquone ad una capacità minore di acqua.<br />
Appare importante <strong>lavarsi i denti</strong> evitando di lasciare il rubinetto dell&#8217;acqua aperto, in quanto possiamo utilizzare il getto solo per bagnare lo spazzolino e al momento del risciacquo.<br />
Inoltre è sempre preferibile <strong>farsi una doccia</strong> rispetto ad un bagno nella vasca: nel secondo caso il consumo richiesto è di circa 100 litri, mentre nel primo riusciamo anche a dimezzarne la quantità.<br />
Durante la rasatura riempiamo il lavello d&#8217;acqua invece di farla scorrere. Per pulire il viso dalla schiuma da barba è sufficiente aprire il rubinetto solo alla fine.<br />
<strong>La lavatrice</strong> consuma molta acqua (80 &#8211; 120 litri) indipendentemente dal carico di panni quindi va sempre utilizzata a pieno carico, diminuendo così la frequenza dei lavaggi. Il risparmio arriva anche a 8.000 litri di acqua all&#8217;anno.<br />
Vogliamo spendere due parole anche su gli elettrodomestici di classe A che consumano spesso la metà dell&#8217; acqua (e della corrente elettrica) di quelli tradizionali.<br />
In media la lavatrice consuma quasi la metà dell&#8217;acqua (80 l.) con il lavaggio a 30° rispetto a quello a 90°; molti detersivi sono comunque efficaci sotto ai 60°.</p>
<p><strong>ALL&#8217; ESTERNO</strong><br />
Per <strong>annaffiare le piante del terrazzo</strong> o del giardino sfruttiamo l&#8217;acqua che usiamo per lavare la frutta o la verdura, raccogliendola in una bacinella. Inoltre questa operazione va effettuata nel primo mattino o nel tardo pomeriggio in modo da ridurre la quantità d’acqua sprecata con l’evaporazione.<br />
Dobbiamo anche che è inutile bagnare le foglie ma sempre le piante alla base dato che l&#8217;acqua deve assorbita dal terreno e dalle radici. Regoliamo poi il getto in base alla rapidità con cui il suolo assorbe l&#8217;acqua evitando così zone di ristagno.<br />
Potrebbe essere intelligente scegliere <strong>un terreno ricco di materie organiche</strong> in modo da trattenere l&#8217;acqua più a lungo dando tempo alla radice di assorbirla. Perfetto in questo senso il compost: sicuramente economico e ricavabile facilmente dal nostro giardino con poca fatica.</p>
<p>E <strong>il lavaggio dell&#8217; auto</strong> quanta acqua richiede ?<br />
Beh per un utilizzo di 30 minuti, arriviamo circa a 150 litri di consumo.<br />
Allo stesso modo del lavaggio dei piatti anche qui possiamo dotarci di un secchio per evitare sprechi inutili e risparmiare fino all&#8217; 80% d&#8217;acqua potabile.</p>
<p>Potrebbe essere una buona idea anche incanalare verso recipienti esterni <strong>l&#8217;acqua piovana</strong>, disponendo così di una scorta pulita e assolutamente gratuita.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Abolite l'elenco telefonico, costa 5 milioni di alberi l'anno]]></title>
<link>http://feelandtrust.wordpress.com/2009/09/11/abolite-lelenco-telefonico-costa-5-milioni-di-alberi-lanno/</link>
<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 12:33:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>darmel</dc:creator>
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<description><![CDATA[Elenchi telefonici? No, grazie. A chiederlo è il popolo di internet che, tramite una protesta verde ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Elenchi telefonici? No, grazie. A chiederlo è il popolo di internet che, tramite una protesta verde ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mario Giordano - Attenti ai buoni]]></title>
<link>http://omicciolimirko.wordpress.com/2009/09/10/attentiaibuoni/</link>
<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 23:41:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>mirko omiccioli</dc:creator>
<guid>http://omicciolimirko.wordpress.com/2009/09/10/attentiaibuoni/</guid>
<description><![CDATA[Mrio Giordano - Attenti ai buoni - Oscar Mondadori Ovvero: truffe e bugie nascoste dietro la solidar]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="mceTemp mceIEcenter">
<div id="attachment_341" class="wp-caption aligncenter" style="width: 170px"><a rel="attachment wp-att-341" href="http://omicciolimirko.wordpress.com/2009/09/10/attentiaibuoni/attenti-ai-buoni-4/"><img class="size-large wp-image-341" title="attenti ai buoni" src="http://omicciolimirko.wordpress.com/files/2009/09/attenti-ai-buoni3.jpg?w=160" alt="Mrio Giordano - Attenti ai buoni - Oscar Mondadori" width="160" height="247" /></a><p class="wp-caption-text">Mrio Giordano - Attenti ai buoni - Oscar Mondadori</p></div>
<p>Ovvero: truffe e bugie nascoste dietro la solidarietà</p></div>
<p style="text-align:center;"> </p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:justify;">  Già il titolo di questo libro di Mario Giordano spiega abbondantemente il contenuto ed il tenore di questo spinosissimo e “fastidioso” volume, che pur essendo stato pubblicato dalla Mondatori come “best seller”, non è che si trovi tanto facilmente in libreria…</p>
<p style="text-align:justify;">  Si fa tanto parlare di beneficenza, di aiutare i bisognosi, ma a quanto pare spesso le pur buone intenzioni si scontrano contro stupide burocrazie, oppure succede che la montagna partorisca il classico topolino, specialmente quando si organizzano feste o eventi modani costosissimi, al punto che alla fine ne rimane ben poco per i bisognosi.</p>
<p style="text-align:justify;">  E’ un vero e proprio libro denuncia che fa nomi e cognomi, senza vergognarsi di citare personaggi famosi, organizzazioni nazionali ed internazionali e perfino governi. Fra operazioni Arcobaleno, concerti e feste mondane per beneficenza ce n’è per tutti, senza tralasciare nemmeno le piccole truffe di tutti i giorni, tipo quelli che ti vendono penne per la strada a dieci euro l’una.</p>
<p style="text-align:justify;">  Mario Giordano svela i trucchi usati, a partire dalla piccola elemosina per strada alle grandi operazioni internazionali. A fine libro (pagg. 210/211) viene proposto una specie di decalogo della beneficenza, che riassumendo  consiglia di non fidarsi tanto dei nomi troppo noti perché spesso ci sono organizzazioni piccole ed efficientissime, al contrario di altre pubbliche che sprecano risorse inutilmente; non fidarsi troppo di coloro che cavalcano l’onda emotiva del disastro del momento per raccogliere montagne di soldi senza poi saperne cosa fare; fare molta attenzione a coloro che chiedono aiuti per strada ed evitare come la peste coloro che sfruttano attività benefiche per propri tornaconti politici o personali; stare alla larga da coloro che ti affogano di paroloni tecnici in grandi quantità (se hai davvero un’idea buona la puoi spiegare in poche parole), o che perdono tempo e denaro in oceaniche riunioni o sfilate di moda (con quello che costano) invece di tirarsi su le maniche. Finalmente qualcuno che ha il coraggio di sfatare l’ipocrita tabù secondo il quale la beneficenza non si tocca. Per fortuna ci sono anche tantissime persone che si impegnano davvero, e il libro viene dedicato particolarmente a loro, ma in genere la situazione presentata è piuttosto nebulosa, per usare un eufemismo. Nel pieno rispetto (citando il libro) di coloro che il bene lo fanno davvero, con quotidiana e silenziosa generosità, senza volersi atteggiare a salvatori o eroi.  Quasi commovente è il capitolo dedicato alla madre dell’autore, descritta come una donna che per tutta la vita non ha fatto altro che aiutare chi ne aveva e ne ha bisogno, fossero questi parenti o vicini di casa o semplicemente conoscenti, anche quando magari alcuni di loro non se lo sarebbero meritato.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

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