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	<title>squadra-mobile &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "squadra-mobile"</description>
	<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 13:07:44 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Uccisa Brenda, la trans del caso Marrazzo]]></title>
<link>http://10piegamenti.com/2009/11/20/uccisa-brenda-la-trans-del-caso-marrazzo/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 13:09:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>chriup</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il corpo della transessuale Brenda, coinvolta nella vicenda di Piero Marrazzo, è stato trovato carbo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Il corpo della transessuale Brenda, coinvolta nella vicenda di Piero Marrazzo, è stato trovato carbo]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[<b>“SONO STATI DELLE SAETTE, NON DEI FALCHI”</b>]]></title>
<link>http://avvenimentiibleimagazine.wordpress.com/2009/09/16/%e2%80%9csono-stati-delle-saette-non-dei-falchi%e2%80%9d/</link>
<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 18:24:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>avvenimentiibleimagazine</dc:creator>
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<description><![CDATA[Roma: operazione della polizia: arrestati tre albanesi di Rossella Smiraglia Parla la vittima del fu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><b><i>Roma: operazione della polizia: arrestati tre albanesi</i></b></p>
<p>di <i>Rossella Smiraglia</i></p>
<p></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/avvenimentiiblei_magazine/3926824344/" title="refurtiva di Avvenimenti Iblei Magazine, su Flickr"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3530/3926824344_93d580be68_m.jpg" width="240" height="160" align="left" hspace="4" alt="refurtiva" /></a>     Parla la vittima del furto avvenuto la scorsa notte alle 4,30 mentre era in casa con marito:<br />
“Sono stati delle saette, non avrei mai immaginato che in poche ore avrei ritrovato i miei gioielli, e che i ladri fossero arrestati in così poco tempo”.</p>
<p>Gli agenti della Squadra Mobile hanno arrestato questa mattina tre uomini albanesi per la rapina in un appartamento in via della Camilluccia, avvenuta alle 4,30 di questa notte.<br />
I ladri si sono intrufolati nell’appartamento della signora Maria Rosaria entrando dalla finestra della cucina, mentre la signora era nella sua camera da letto a guardare la televisione. Il marito dormiva, e nemmeno il domestico ha sentito l’arrivo dei ladri.<br />
I due hanno minacciato la donna con dei coltelli presi dalla cucina esortandola a parlare a voce bassa ed a consegnare loro tutti i gioielli.<br />
<!--more--><br />
Maria Rosaria, una energica donna di 70 anni, ha raccontato quanto accaduto durante la notte con estrema precisione, durante la conferenza stampa tenutasi nella tarda mattinata presso la Questura Centrale di Roma.<br />
I ladri sono entrati nella sua camera e subito le hanno chiesto della cassaforte, inizialmente lei ha negato che ci fosse ma i due sono andati dritti all’anta dell’armadio dove era nascosta la cassaforte contenente numerosi gioielli di fattura non comune, uno dei due più minaccioso l’ha minacciata dicendo: “ti taglio mano”; l’altro le diceva di stare tranquilla quindi gli ha aperto la cassaforte. Dopo aver preso il contenuto della cassaforte sono andati via uscendo dalla porta.</p>
<p>La vittima anche se provata da tante emozioni ha tenuto i nervi saldi, ed ha ripetutamente elogiato l’operato della Polizia, non solo per la rapidità con cui hanno trovato i ladri e la refurtiva ma soprattutto per la grande umanità dimostratale dagli uomini della Squadra Mobile.</p>
<p>Il Capo della Mobile, Vittorio Rizzi, ha spiegato che l’arresto e il recupero della refurtiva è avvenuto nell’ambito di una operazione più ampia. Erano già da tempo sulle tracce degli albanesi, sono stati arrestati tre uomini, gli agenti hanno visto entrare nell’appartamento ritenuto la base logistica della banda uno dei tre che è entrato con le chiavi dove sono stati ritrovati i gioelli della signora Maria Rosaria insieme ad altri ogetti. Un particolare sottolineato dal dott. Rizzi, è che tra la rapina e l’arresto sono passate poco più di due ore e nonostante questa rapidità da uno degli anelli era stata già smontata la pietra, segno della grande organizzazione della banda.<br />
Il questore ha invitato a visitare il sito della Polizia <a href="http://www.poliziadistato.it" target="_blank">www.poliziadistato.it</a> dove è possibile visionare altri oggetti della refurtiva che ancora non sono stati riconosciuti e ritirati dai leggittimi proprietari.</p>
<p>Non è stato possibile conoscere altri particolari dell’operazione perché ci sono altre indagini in corso, si ritiene che esistano altri componenti della banda di topi d’appartamento, che hanno colpito ripetutamente nella zona di Cortina d’Ampezzo e di via Camilluccia negli ultimi mesi.</p>
<p>Come a detto la signora Maria Rosaria “più che dei falchi sono stati delle saette… è importante sottolinearlo per dare fiducia alle persone” nella speranza che la giustizia facia il suo corso fino in fondo, e che non venga vanificato lo splendido lavoro della Polizia da leggi che permettono ai malviventi di tornare in libertà due giorni dopo l’arresto.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[<b>Confermato l’arresto di Luca Bianchini. Il Professore Picozzi spiega la tipologia di stupratore seriale</b>]]></title>
<link>http://avvenimentiibleimagazine.wordpress.com/2009/07/14/confermato-l%e2%80%99arresto-di-luca-bianchini-il-professore-picozzi-spiega-la-tipologia-di-stupratore-seriale/</link>
<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 23:07:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>avvenimentiibleimagazine</dc:creator>
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<description><![CDATA[Roma 13 luglio 2009 &#8211; L’uomo accusato degli stupri delle ultime settimane a Roma, Luca Bianchi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Roma 13 luglio 2009 &#8211;  L’uomo accusato degli stupri delle ultime settimane a Roma, Luca Bianchini, resta in carcere.<br />
L’indagine della Squadra Mobile della Questura di Roma ha consentito di individuare ed arrestare in tempi brevi l’uomo che, da Regina Coeli, continua a  dichiararsi innocente.<br />
Questa mattina, presso la questura di Roma, gli Agenti hanno mostrato il materiale sequestrato nell’appartamento di Bianchini: numerose candele, bambole di cera (trafitte da spilli), due coltelli avvolti nel nastro adesivo dello stesso tipo usato per immobilizzare le vittime, svariati dvd di film di stupri, e delle bottiglie di succo di frutta contenenti un preparato, insieme a delle istruzioni per riti magici; e sul comodino, il libro del noto criminologo Massimo Picozzi.<br />
<!--more--><br />
Proprio il professore Picozzi ha incontrato oggi, nella Sala Conferenze della Questura, gli investigatori della squadra mobile e i giornalisti spiegando il modus operandi dello stupratore seriale e di come la collaborazione tra le varie competenze di psicologi e investigatori sia stata determinante per restringere il campo dei sospettati, individuando la tipologia dello stupratore seriale dai racconti delle vittime e dal comportamento dello stupratore.</p>
<p>Gli stupratori seriali si dividono i due categorie: quelli “egoisti” che vedono la vittima come un oggetto da colpire, a cui fare del male; e quelli “ altruisti”che cercano di rassicurare la vittima, cercando di metterla a proprio agio, vogliono che la vittima sia partecipe, e difficilmente usano un’arma, ha spiegato il professore.<br />
In ogni caso lo stupratore cerca conferma della sua virilità. Nella sua mente, continua Picozzi, lo stupratore immagina la scena, mette in atto delle fantasie che ha elaborato, talvolta con l’ausilio di film, e quando la violenza non va esattamente come l’ha immaginata “l’altruista” desiste dai suoi propositi. Un altro elemnto fondamentale di questa categoria di stupratori, è quella di individuare le vittime in donne sole o accompagnate da bambini piccoli, evita quindi di entrare in contatto con un adulto, e per questo di solito le violenze si attuano all’aperto.<br />
Secondo il professore, non si può parlare di personalità multipla, come si è sentito dire da quache parte, nè l’infermità mentale  può essere una scorciatoia. </p>
<p>Anche se non è ancora possibile tracciare un profilo del soggetto, si può certamente dire che lo stupratore seriale ha una scarsa autostima ed è frequente che cerchi di aumentare la potenza sessuale, quando è consapevole della sua incapactà, con pozioni o riti. Non è capace di avere una relazione paritaria. E’ una persona mediamente intelligente. </p>
<p>Alla domanda di un cronista su cosa pensasse della castrazione chimica, il prof. Picozzi ha risposto spiegando che il caso di uno stupratore “egoista” va trattato in modo diverso da quello “altruista”, se l’intenzione è quella di fare del male, può essere utile la castrazione chimica; mentre nel caso di un “altruista” la violenza parte dalla immaginazione, in questo caso la castrazione chimica non sarebbe efficace. </p>
<p>Oggi grazie alla cooperazione tra investigatori, psicologi e criminologi la squadra del questore Rizzi ha messo fine ad un incubo che terrorizzava le donne della capitale.<br />
Gli stupratori seriali sono più di quanti si possa immaginare, perchè accade spesso che per questo tipo di reati ci sia una certa reticenza da parte delle vittime a denunciare. E’ necessario ricordare che chi ha usato violenza sessuale, molto probabilmente reitera il delitto.</p>
<p>  Nel ’97 Bianchi fu assolto per infermità mentale dall’accusa di  aggressione a sfondo sessuale di una vicna, e rilasciato perché ritenuto non socialmente pericoloso. Probabilmente non è stato tenuto abbastanza a lungo sotto osservazione, da patologie del genere non si guarisce in pochi mesi.<br />
Solo il processo e i magistrati potranno dichiarare o meno la colpevolezza di Bianchini, ma il test del DNA è una prova schiacciante che lo lega a tre scene del delitto. </p>
<p>L’uomo è detenuto attualmente in carcere dove è sorvegliato 24 ore su 24, a causa delle dichiarazioni rilasciate attraverso il suo legale di volersi togliere la vita, cosa che tra i detenuti è abbastanza frequente.</p>
<p>di <i>Rossella Smiraglia</i></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cinquemila volantini "pro Linares" - intimidazioni ai GC a Trapani ]]></title>
<link>http://gcenna.wordpress.com/2009/06/30/cinquemila-volantini-pro-linares-intimidazioni-ai-gc-a-trapani/</link>
<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 00:30:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>prcarmerina</dc:creator>
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<description><![CDATA[Cinquemila volantini con scritto «Più Linares, meno mafiosi» per manifestare l’appoggio morale al ca]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Cinquemila volantini con scritto «Più Linares, meno mafiosi» per manifestare l’appoggio morale al capo della squadra mobile di Trapani Giuseppe Linares.<br />
I giovani comunisti di Trapani del circolo “Mauro Rostagno” li hanno appesi nella notte tra venerdì e sabato per le vie del centro storico, in senso provocatorio a ciò che è apparso scritto lungo l’autostrada A29, una minaccia di stampo mafioso rivolta proprio a Linares.<!--more-->“L&#8217;iniziativa è naturalmente simbolica – sostiene il portavoce Francesco Bellina &#8211; e vuole manifestare lo sdegno dei cittadini onesti a seguito delle minacce nei confronti del dott. Linares”.<br />
Ma l’idea di Bellina e dei suoi sembra non essere stata gradita da alcuni malandrini, che hanno insultato e minacciato i giovani comunisti proprio durante l’affissione di alcuni ciclostilati nella zona dell’ex ospedale.<br />
“Ci hanno preso in giro – aggiunge Bellina – con insulti e minacce. In particolare uno di loro, si è avvicinato a noi con un oggetto che ci è sembrato un coltello, intimandoci di smetterla di appendere i volantini.<br />
È incredibile come, in una circostanza in cui ci si sarebbe dovuti stringere tutti attorno contro la mafia, ci sia ancora gente che non ha realmente cognizione di cosa sia. Volevamo opporci ad una minaccia e ci ritroviamo minacciati”.</p>
<p>Antonino Maltese &#8211; La Sicilia, 28 Giugno 2009</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[<b>La girandola delle minacce</b>]]></title>
<link>http://avvenimentiibleimagazine.wordpress.com/2009/06/05/la-girandola-delle-minacce/</link>
<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 22:42:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>avvenimentiibleimagazine</dc:creator>
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<description><![CDATA[MINACCE DI MORTE A BENNARDO RAIMONDI, VITTIMA DI USURA CHE HA DENUNCIATO GLI USURAI E VUOLE VENDERE ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><i>MINACCE DI MORTE A BENNARDO RAIMONDI, VITTIMA DI USURA CHE HA DENUNCIATO GLI USURAI E VUOLE VENDERE UN RENE, E AL GIORNALISTA MICHELE GUCCIONE CHE HA LANCIATO IL CASO</i></p>
<p>
Palermo, 4 giugno 2009 – Minacce di morte a Bennardo Raimondi, l’artigiano di Palermo vittima di usura, rimasto solo dopo avere denunciato i “cravattari”, che vuole vendere un rene per curare il figlio disabile, e al cronista de “La Sicilia” Michele Guccione, addetto stampa di Confindustria Sicilia, che da direttore del settimanale gratuito “nell’attesa&#8230;” ha lanciato a marzo il “caso Raimondi”.<br />
Ignoti hanno disegnato davanti alla casa di Raimondi, in via della Mimosa (ex Fondo Caruso, zona Borgo Molara) la sagoma di un cadavere (tipica dei rilievi della Scientifica) con a fianco le sagome di una pistola e di un coltello; sotto c’è la scritta “welcome to Fondo Caruso 41” più una scritta cancellata, e a seguire il chiaro nome “Michele”.<br />
Sul muro perimetrale della casa sono state disegnate una pistola e una bomba. Del fatto si occupa la Squadra Mobile.<br />
Ne ha dato notizia l’avv. Alfredo Galasso che, dopo il clamore nazionale suscitato da quegli articoli, ha deciso di assistere gratuitamente Raimondi chiedendo recentemente alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo la prosecuzione delle indagini contro gli usurai, per ottenere il riconoscimento di Raimondi quale vittima di usura e il suo accesso ai benefici di legge.<br />
<!--more--><br />
Bennardo Raimondi, che aveva dovuto chiudere l’azienda e da allora si arrangia come può, grazie all’appello di marzo ha ottenuto tanta solidarietà e qualche aiuto economico.<br />
« L’odioso avvertimento inviato a Bennardo Raimondi e al nostro Direttore Michele Guccione è l’ennesimo atto di intimidazione nei confronti di chi desidera solo lavorare onestamente in una terra fin troppo funestata da gravi episodi di violenza. Solo pochi giorni fa la Palermo pulita (per fortuna, la stragrande maggioranza della popolazione) ha ricordato l’assassinio di due paladini della giustizia, immolatisi nella lotta alla mafia, segno evidente di una volontà precisa, quella, cioè, di volersi scrollare dalle spalle il pesante giogo di un odioso retaggio di soprusi e violenze che hanno impedito alla nostra terra di crescere » &#8211; si legge in un comunicato stampa diffuso dall&#8217;associazione &#8220;Nell&#8217;attesa&#8221;, a firma del presidente Sergio Fabra.<br />
« Il giornale “nell’attesa…”, da sempre schierato a difesa di quei valori di onestà, e integrità morale indispensabile corollario per una società pulita e operosa, esprime piena solidarietà a Bennardo Raimondi e a Michele Guccione in questo difficile momento e invita gli inquirenti a far piena luce sul grave episodio, assicurando gli autori alla giustizia ».<br />
Sulle minacce di morte all’artigiano vittima di usura Bennardo Raimondi, che ha addirittura dovuto annunciare di vendere un rene per curare il figlio disabile, e al giornalista Michele Guccione che ha portato il caso all’attenzione di tutti, è intervenuto Giuseppe Catanzaro, vicepresidente di Confindustria Sicilia:<br />
“E’ un fatto gravissimo e inaudito, che condanniamo fermamente. Ci sentiamo, anche sul piano affettivo, vicini al nostro addetto stampa Michele Guccione e all’imprenditore Raimondi che, adempiendo ad un atto di civiltà, ha denunciato gli usurai.<br />
In una Sicilia che vuole crescere nella normalità &#8211; come testimonia l’impegno dell’Avv. Galasso che  assiste gratuitamente Raimondi, che nella vita è stato poco fortunato &#8211; dobbiamo registrare l’opera di chi desidera far regredire la Sicilia con un’azione di inaudita crudeltà: volere impedire con le minacce ad un uomo, ridotto in miseria dall’usura, non solo di denunciare, ma anche di tentare di risalire la  china e di garantire la salute al proprio figlio disabile. Ciò non merita commenti : è un gesto vile.<br />
E’ intollerabile registrare che ad un giornalista che ha portato all’attenzione di tutti il grave disagio di una vittima dell’usura si tenta di presentare il conto con una intimidazione.<br />
A tutti i giornalisti che, come Guccione per la circostanza, si adoperano per raccontare i fatti e sostenere le vittime di reato, va il  nostro incitamento a continuare perché sono una preziosa risorsa per il nostro futuro, che può e deve essere  migliore.<br />
Siamo certi che Raimondi e Guccione non saranno lasciati soli e che pochi balordi non la spunteranno nel tentare di incutere paura in chi denuncia o, ancora  peggio,  nel  tentare di zittire chi da giornalista opera per concorrere a creare le condizioni per un sano sviluppo nella normalità.<br />
Sull&#8217;accaduto è intervenuta anche la redazione palermitana de La Sicilia: « Le minacce subite da Michele Guccione, con il quale lavoriamo fianco a fianco tutti i giorni, colpiscono tutti noi della redazione palermitana del quotidiano “La Sicilia”.<br />
Il macabro messaggio indirizzato a Guccione, che ha raccolto il grido d&#8217;allarme di Bennardo Raimondi, in preda alla disperazione e, provocatoriamente, pronto a vendere anche un rene, è l&#8217;ulteriore dimostrazione di quanto sia difficile a Palermo e in Sicilia fare il nostro mestiere. Un motivo in più per tenere la schiena dritta e non lasciarsi intimidire da chicchessia. Le minacce non possono non turbare chi li ha ricevute, ma anche tutti coloro che si battono per una società libera e senza l&#8217;oppressione della criminalità organizzata ».</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Stupro della Caffarella, Loyos picchiato dalla polizia per confessare il falso]]></title>
<link>http://insorgenze.wordpress.com/2009/04/30/stupro-della-caffarella-loyos-picchiato-dalla-polizia-per-confessare-il-falso/</link>
<pubDate>Thu, 30 Apr 2009 09:14:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>insorgenze</dc:creator>
<guid>http://insorgenze.wordpress.com/2009/04/30/stupro-della-caffarella-loyos-picchiato-dalla-polizia-per-confessare-il-falso/</guid>
<description><![CDATA[Confessione forzata, scrivono i giudici: «Loyos (il “biondino&#8221;) non si era inventato le percos]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2><span style="color:#993300;"><strong>Confessione forzata, scrivono i giudici: «Loyos (il “biondino&#8221;) non si era inventato le percosse. Tracce sul suo corpo. La smentita delle forze di polizia non ha alcun valore probatorio</strong></span></h2>
<p>Anita Cenci<br />
<span style="color:#ff0000;"><em>Liberazione</em></span> 30 aprile 2009</p>
<p>Ora lo riconoscono anche i giudici. Per fargli confessare ciò che non aveva fatto, cioè lo stupro della Caffarella, Alexandru Izstoika Loyos è stato sottoposto a percosse. È questo il succo delle motivazioni dell’ordinanza con la quale il 27 marzo scorso il tribunale del riesame di Roma l’aveva scarcerato, ritenendo infondata l’accusa di calunnia e autocalunnia. La notizia è stata <img class="alignright size-full wp-image-2737" title="9AE9B3534FA3179945A8233C4A435A" src="http://insorgenze.wordpress.com/files/2009/04/9ae9b3534fa3179945a8233c4a435a1.jpg" alt="9AE9B3534FA3179945A8233C4A435A" width="344" height="250" />accolta nell’indifferenza generale, appena poche righe nella cronaca locale. Loyos era quello che i giornali hanno etichettato come il “biondino”. Spersonalizzato e mostrificato insieme a Karl Racs, anche lui subito soprannominato “faccia da pugile”. I due, secondo la questura e la procura, avevano aggredito una coppia di fidanzatini minorenni nel parco della Caffarella, stuprando brutalmente la fanciulla. In realtà i responsabili di quello scempio erano altri, a loro volta cittadini romeni che nei giorni precedenti avevano commesso diverse aggressioni contro coppiette nella stessa zona, seminando una quantità incredibile d’indizi. Un’indagine più accorta avrebbe trovato subito quelle tracce e scoperto agevolmente i veri colpevoli. Invece le cose sono andate diversamente. La politica ha interferito pesantemente nell’inchiesta. Un ennesimo decreto sicurezza è stato varato dopo una violenta campagna allarmistica. Servivano subito due colpevoli. Loyos e Racs erano stati fotosegnalati dalla polizia dopo un altro stupro, avvenuto il 21 gennaio precedente, in un luogo poco distante dal loro accampamento di fortuna. Insomma erano i capri espiatori perfetti. L’adolescente aggredita non mise molto a indicare il viso del biondino. Seguendo una classica tecnica a imbuto gli erano state mostrate un numero limitato di foto. Nonostante ciò aveva designato un’altra persona. Solo in seconda battuta “riconosce” Loyos. La polizia lo trova subito. Erano le 18 circa del 17 febbraio. 8 ore dopo (alle 2 di notte) confessa davanti al pm: «L’abbiamo violentata per sfregio…». Chiama in causa anche l’amico Racs. Pochi giorni dopo ritratta, spiegando di aver subito violente percosse. Nessuno lo ascolta. In questura sono occupati a smaltire la sbornia della conferenza stampa trionfale dei giorni precedenti. I giornali dipingono agiografici ritratti. Il questore non sta nella pelle: «Un lavoro di pura investigazione, d’intuito e senza l’aiuto di supporti tecnici. Da veri poliziotti». Gli fa eco il capo della Mobile Vittorio Rizzi: «Finalmente non sarò più il nipote di Vincenzo Parisi» (capo della polizia dal 1987 al 1994).<br />
Ma a rovinare la festa, e le carriere, arrivano i test del dna. Le tracce dello stupro non appartengono ai due. In questura fanno muro, «bastava quello che ci aveva riferito Isztoika per sbatterlo in galera», risponde con arroganza il questore. Ma il punto è proprio questo, Loyos aveva riferito solo dettagli ripresi dalla prima versione dei fatti fornita dalla minorenne. Una ricostruzione modificata pochi giorni dopo dal fidanzato. Insomma era stato “indottrinato”.<br />
Ma perché l’aveva fatto? La risposta viene oggi dalle 12 pagine redatte del tribunale della libertà. Secondo i giudici Loyos «ha illustrato in modo sufficientemente articolato le specifiche modalità con le quali sarebbe stato sottoposto a “pressione” dagli inquirenti romeni per ottenere la sua confessione», mentre «nessuna valenza probatoria può attribuirsi alle assicurazioni provenienti da entrambe le polizie, circa il mancato ricorso a mezzi di coercizione fisica e/o psicologica durante l’interrogatorio». Sul giovane &#8211; scrivono i giudici &#8211; è stata riscontrata «qualche “traccia” corporea, seppur lieve (“un rossore cutaneo sotto l’ascella”, sul referto medico d’ingresso al carcere si è evidenziata una “lieve escoriazione all’orecchio sinistro”)». Quel che è accaduto nelle stanze della questura nella tarda serata del 17 febbraio assomiglia molto alla situazione raccontata da Gianrico Carofiglio in un piccolo libricino d&#8217;appena 40 pagine, <em>Il paradosso del poliziotto</em>: «Il lavoro dell&#8217;investigatore, poliziotto o pubblico ministero, si colloca su una linea di confiine. Da un lato ci sono delle regole, non necessariamente giuridiche, che spesso, in modo consapevole o inconsapevvole, vengono violate. Ma senza regole  non c’è nessuna differenza fra guardia e ladro, tutto si riduce a una pura questione di rapporti di forza. Dall&#8217;altro lato c&#8217;è la tendenza, che abbiamo tutti, a dare giudizi morali sul comportamento altrui. Questa tendenza è ancora peggiore di quella a violare le regole. I peggiori investigatori &#8211; quelli che fanno gli errori più gravi e devastanti &#8211; si trovano nella categoria dei moralisti[...] la tendenza a formulare giudizi morali offusca l&#8217;intuito investigativo e la comprensione del crimine. E a volte maschera aspetti inconfessabili della personalità di chi li formula, per esempio un&#8217;attrazione torbida e non controllabile verso alcune delle cose orribili di cui dobbiamo occuparci».</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Link<br />
</strong><a href="http://roma.indymedia.org/node/13038">L&#8217;uso politico dello stupratore </a><br />
<a href="../2009/04/29/stupro-caffarella-la-fabbrica-dei-mostri/">La fabbrica dei mostri </a><a href="../2009/03/28/stupro-caffarella-racs-innocente-e-senza-lavoro/"><br />
Racs innocente e senza lavoro </a><a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-1/"><br />
</a><a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-1/"> </a><a href="../2009/03/25/caffarella-luso-politico-dello-stupro/">Cosa si nasconde dietro la confessione di Loyos? </a><a href="../2009/03/24/stupro-caffarella/"><br />
Stupro del Quartaccio, scarcerato Racs </a><br />
<a href="../2009/03/18/2009/03/24/stupro-caffarella/">Stupro della Caffarella </a><br />
<a href="../2009/03/18/caffarella-luso-politico-dello-stupro-11/">Negativi i test del Dna fatti in Romania </a><strong><br />
</strong><a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-8/">Racs non c&#8217;entra </a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-delo-stupro-7/">Non sono colpevoli ma restano in carcere </a><a href="../2009/03/24/stupro-caffarella/"><br />
</a><a href="../2009/03/15/caffarella-luso-politico-dello-stupro-9/">Parlano i conoscenti di Racs </a><a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-1/"><br />
</a><a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-1/"> </a><a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-6/">La difesa di Racs denuncia maltrattamenti </a><br />
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<a href="../2009/03/15/caffarella-luso-politico-dello-stupro-5/">Tante botte per trovare prove che non ci sono </a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-4/">Quando il teorema vince sulle prove </a><br />
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Quartaccio-Caffarella, l&#8217;uso politico dello stupro </a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Stupro Caffarella: Racs innocente e senza lavoro 16]]></title>
<link>http://insorgenze.wordpress.com/2009/03/28/stupro-caffarella-racs-innocente-e-senza-lavoro/</link>
<pubDate>Sat, 28 Mar 2009 19:06:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>insorgenze</dc:creator>
<guid>http://insorgenze.wordpress.com/2009/03/28/stupro-caffarella-racs-innocente-e-senza-lavoro/</guid>
<description><![CDATA[Prima il carcere e ora il razzismo Paolo Persichetti Liberazione 29 marzo 2009 È durato il tempo di ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Prima il carcere e ora il razzismo</strong></p>
<p>Paolo Persichetti<em><br />
Liberazione</em> 29 marzo 2009</p>
<p>È durato il tempo di una fiaba la promessa di lavoro per Karol Racs, il romeno innocente marchiato col soprannome di “faccia da pugile”, accusato senza uno straccio di prova d’essere stato uno degli stupratori della Caffarella e poi a catena di una seconda violenza sessuale, finché il dna ha detto che gli autori erano altri. Lui aveva sempre negato, indicando persone e luoghi dove aveva passato la serata. Ma le sue parole erano scivolate via come il vento. Non solo non lo credevano ma nemmeno lo ascoltavano. Invece l’hanno preso a botte. Sta scritto nei referti medici stilati all’ingresso in carcere. Tutti sanno cosa è veramente successo. Nelle redazioni e in tribunale la voce corre. I dettagli passano di bocca in bocca. Ma nessuno pronuncia la parola giusta, quell’unica parola che direbbe tutto e spiegherebbe tante altre cose, per esempio la confessione estorta all’altro protagonista della vicenda, Alexandru Loyos Isztoika, il “biondino”. Quella parola che nemmeno esiste nel nostro codice penale. Fatto quasi unico: il reato di tortura non c’è, non perché non esiste il comportamento criminale che lo caratterizza ma perché manca la qualificazione giuridica che lo definisce. Come a dire che la “banca rotta fraudolenta” non esiste, non perché gli imprenditori non scappano con il malloppo ma perché non è previsto il reato che la persegue. Giochi di prestigio, assoluzioni preventive degli apparati.<br />
Racs, dunque, doveva essere il perfetto colpevole con quella faccia lombrosiana segnata da una vita difficile. Orfanatrofio, lavori umili, espedienti, mai reati però. Anonimo tra gli anonimi che affollano le file degli umiliati e offesi. All’uscita dal carcere l’hanno rimesso a nuovo: vestiti, una Mercedes ad aspettarlo, albergo e ristorante per una settimana. Era l’accordo che il suo avvocato gli aveva garantito per l’esclusiva concessa a <em>Porta a porta</em>. Lì, spaesato più che protagonista, aveva fatto da comparsa alla cerimonia buonista del risarcimento pubblico, ma poi la serata ha preso un’altra piega. Nel parlamentino di Vespa nessuna domanda sulle percosse e solite passerelle per i politici di turno. Il Sindaco Alemanno ha mostrato una sola preoccupazione: onorare l’azione di quella polizia che in questa vicenda ha fatto solo disastri, sommando sofferenza a dolore, moltiplicando le vittime e lasciandosi quasi sfuggire i colpevoli. La deputata Livia Turco del Pd invece si è domandata dove fosse il punto d’equilibrio tra riconoscimento della sofferenza della vittima e garanzie giuridiche per chi finisce sotto accusa. Come se le due cose fossero incompatibili, come se evitare il coinvolgimento d’innocenti fosse un insulto e non un modo per dare giustizia alla vittima. Parole che hanno reso più chiare le ragioni del silenzio della sinistra in questa vicenda dominata dalle destre, moderate ed estreme, con il decreto sicurezza, le ronde, lo squadrismo, l’odio e il razzismo più sfrenati. La sinistra si è arresa da tempo: di fronte alla vittima ha rinunciato alla presunzione d’innocenza. Il paradigma vittimario dilaga, obnubila. Proposta come esperienza unica e incomparabile, la sofferenza della vittima strumentalizzata politicamente assume una visione assoluta, fino a rivendicare una sorta di monopolio del dolore, un’esclusiva narcisistica e perciò concorrenziale verso le altre vittime, fino al negazionismo altrui. Da qui l’edificazione di una scala di valori che paradossalmente preclude l’altro: la vittima ritenuta immeritevole e socialmente debole. Rinchiuso nella torre d’avorio del proprio dolore, il punto di vista vittimario diventato marketing politico si è trasformato in una tirannia che semina ingiustizie, legittima abusi e fomenta il populismo penale.<br />
E così Racs, vittima negata di tutta la vicenda, ha fatto la fine di Cenerentola: allo scadere della mezzanotte il sogno di una vita normale è svanito. Le diverse offerte di lavoro si sono liquefatte. In particolare quella di Filippo La Mantia, lo chef che aprirà ad aprile un ristorante nel centro di Roma. Il cuoco, che anni fa subì un’ingiusta detenzione, ha dovuto fare retromarcia di fronte alle proteste e alle minacce ricevute. Tre cameriere si sono licenziate appena saputo dell’arrivo del romeno. Una ditta di facchinaggio ha protestato, sostenendo che c’erano italiani che avevano più diritti. Dall’estero un’agenzia turistica ha fatto sapere che non avrebbe più inviato clienti se Racs fosse stato assunto. Razzismo dilagante? Qualcosa di più e di peggio. Ormai lo spettacolo della cronaca nera annichilisce, spinge a barricarsi in casa, votare i politici che chiedono “legge e ordine”, odiare chi sta peggio e adulare chi domina.</p>
<p>Link<br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-1/">Quartaccio-Caffarella, l&#8217;uso politico dello stupro 1</a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-2/">È razzismo parlare di Dna romeno 2</a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-3/">L&#8217;inchiesta sprofonda 3</a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-4/">Quando il teorema vince sulle prove 4</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-luso-politico-dello-stupro-5/">Tante botte per trovare prove che non ci sono 5</a><br />
<a href="../2009/03/15/stupro-caffarella-luso-politico-dello-stupro-6/">Non esiste il cromosoma romeno 6</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-e-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-5/">L&#8217;accanimento giudiziario 7</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-6/">La difesa di Racs denuncia maltrattamenti 8</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-luso-politico-dello-stupro-9/">Parlano i conoscenti di Racs 9</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-delo-stupro-7/">Non sono colpevoli ma restano in carcere 10</a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-8/">Racs non c&#8217;entra 11</a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/18/caffarella-luso-politico-dello-stupro-11/">Negativi i test del Dna fatti in Romania 12</a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/24/stupro-caffarella/">Stupro della Caffarella 13</a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/24/quartaccio-luso-politico-dello-stupro/">Stupro del Quartaccio, scarcerato Racs 14</a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/25/caffarella-luso-politico-dello-stupro/">Cosa si nasconde dietro la confessione di Loyos? 15</a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/04/29/stupro-caffarella-la-fabbrica-dei-mostri/">La fabbrica dei mostri 17</a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/04/30/stupro-della-caffarella-loyos-picchiato-dalla-polizia-per-confessare-il-falso/">Loyos picchiato dalla polizia per confessare il falso 18</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Stupro della Caffarella: cosa si nasconde dietro la “confessione" di Loyos? 15]]></title>
<link>http://insorgenze.wordpress.com/2009/03/25/caffarella-luso-politico-dello-stupro/</link>
<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 06:00:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>insorgenze</dc:creator>
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<description><![CDATA[Cosa si nasconde dietro la confessione-ritrattazione di Loyos? Per la difesa ci furono “pressioni fi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3><strong>Cosa si nasconde dietro la confessione-ritrattazione di Loyos? Per la difesa ci furono “pressioni fisiche&#8221; (tortura), per la procura quelle ammissioni dimostravano che Loyos e Gavrilia (uno degli stupratori) si erano conosciuti in carcere nel 2007<br />
</strong></h3>
<p>Anita Cenci<br />
<em>Liberazione</em> 25 marzo 2009</p>
<p>Secondo il pm Vincenzo Barba esisterebbero dei legami tra Alexandru Loyos Isztoika, il “biondino” che aveva inizialmente confessato (ma subito ritrattato) lo stupro della Caffarella, per essere finalmente scagionato dal test del dna, e Oltean Gavrilia, che una volta incastrato dalla prova biologica ha ammesso la violenza commessa insieme al connazionale Jean Alexandru Ionut.<br />
Il pubblico ministero ha depositato una certificazione dell’amministrazione penitenziaria nella quale si comprova la contemporanea presenza dei due nel carcere di Regina Coeli in due diverse circostanze. È quanto si è appreso ieri al termine dell’udienza del tribunale del riesame, chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di scarcerazione di Loyos per l’accusa di calunnia, autocalunnia e diffamazione scaturita dalla sua ritrattazione. Il collegio, presieduto da Antonio Lo Surdo, si è riservato. Molto probabilmente la decisione arriverà nella giornata di oggi. La difesa ha ribadito che la confessione, avvenuta in piena notte, sarebbe stata estorta al giovane dopo un trattamento molto brusco, mentre l’assenza di segni evidenti sul corpo non sarebbe di per sé un argomento valido per sostanziare il reato di calunnia. Esiste un ampio ventaglio di pressioni fisiche, anche di elevata intensità, capace di non lasciare tracce lampanti. Al momento della ritrattazione, Loyos mostrava solo dei rossori al livello delle ascelle, mentre Racs era stato refertato all’ingresso in carcere. Insomma qualcosa d’anormale è certamente successo nelle ore immediatamente successive all’arresto dei due, sotto la pressione politico-mediatica del momento. Qualcosa che se trovasse conferma assumerebbe estrema rilevanza anche per l’enorme esposizione politica assunta da tutta la vicenda. Lo stupro di san Valentino è stato il cavallo di Troia che ha consentito il varo dell’ennesima svolta sicuritaria, la legalizzazione delle ronde, una nuova ondata di sgomberi e odio xenofobo con ripetuti pestaggi di lavoratori immigrati. Una spedizione punitiva contro lavoratori romeni avvenne in margine ad un corteo di Forza nuova nelle ore successive allo stupro. Attorno alla vera storia della confessione-ritrattazione di Loyos si gioca dunque una partita importante, non solo giudiziaria ma anche politica.<br />
Per questo questura e procura non arretrano di un millimetro, intenzionate ad allontanare ogni sospetto sul loro operato e dimostrare che l’arresto di Loyos non era poi del tutto infondato. Il pubblico ministero ha ripetuto che Loyos, con la sua “confessione”, intendeva proteggere la fuga dei suoi complici. Se così fosse, sia Gavrilia che Ionut non ne hanno minimamente approfittato, commettendo al contrario solo errori e ingenuità.<br />
E poi, il fatto che il “biondino” e Gavrilia si siano trovati nello stesso carcere per 48 ore, dal 25 al 27 settembre 2007, e per 8 giorni dal 12 al 20 ottobre successivo, non dimostra automaticamente che abbiano avuto modo di conoscersi. La prima volta erano addirittura in piani diversi. I «nuovi giunti», spiegano da Regina Coeli, passano sempre alcuni giorni in isolamento. La circostanza, benché meriti d’essere approfondita, allo stato resta soltanto una mera supposizione non corroborata da prove.</p>
<p>Link<br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-1/">Quartaccio-Caffarella, l&#8217;uso politico dello stupro 1</a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-2/">È razzismo parlare di Dna romeno 2</a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-3/">L&#8217;inchiesta sprofonda 3</a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-4/">Quando il teorema vince sulle prove 4</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-luso-politico-dello-stupro-5/">Tante botte per trovare prove che non ci sono 5</a><br />
<a href="../2009/03/15/stupro-caffarella-luso-politico-dello-stupro-6/">Non esiste il cromosoma romeno 6</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-e-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-5/">L&#8217;accanimento giudiziario 7</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-6/">La difesa di Racs denuncia maltrattamenti 8</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-luso-politico-dello-stupro-9/">Parlano i conoscenti di Racs 9</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-delo-stupro-7/">Non sono colpevoli ma restano in carcere 10</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-8/">Racs non c&#8217;entra 11</a><br />
<a href="../2009/03/18/caffarella-luso-politico-dello-stupro-11/">Negativi i test del Dna fatti in Romania 12</a><br />
<a href="../2009/03/24/stupro-caffarella/">Stupro della Caffarella 13</a><br />
<a href="../2009/03/24/quartaccio-luso-politico-dello-stupro/">Stupro del Quartaccio, scarcerato Racs 14</a><br />
<a href="../2009/03/28/stupro-caffarella-racs-innocente-e-senza-lavoro/">Racs innocente e senza lavoro 16</a><br />
<a href="../2009/04/29/stupro-caffarella-la-fabbrica-dei-mostri/">La fabbrica dei mostri 17</a><br />
<a href="../2009/04/30/stupro-della-caffarella-loyos-picchiato-dalla-polizia-per-confessare-il-falso/">Loyos picchiato dalla polizia per confessare il falso 18</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Stupro del Quartaccio, scarcerato Racs 14]]></title>
<link>http://insorgenze.wordpress.com/2009/03/24/quartaccio-luso-politico-dello-stupro/</link>
<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 18:01:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>insorgenze</dc:creator>
<guid>http://insorgenze.wordpress.com/2009/03/24/quartaccio-luso-politico-dello-stupro/</guid>
<description><![CDATA[Scarcerato Karol Racs Crolla anche la seconda accusa Confessano i due veri autori dello stupro incas]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2><strong>Scarcerato Karol Racs<br />
Crolla anche la seconda accusa<br />
Confessano i due veri autori dello stupro incastrati dal dna</strong></h2>
<p>Anita Cenci<br />
<em>Liberazione</em> 24 marzo 2009</p>
<p>Karol Racz ha lasciato ieri sera il carcere di Regina Coeli. È caduta così anche la seconda accusa nei confronti del romeno già scagionato l’11 marzo scorso dalla violenza carnale commessa contro una minorenne il giorno di san Valentino nel parco romano della Caffarella.<br />
Il tribunale del Riesame di Roma, presieduto da Giuseppe D’Arma, ha esaminato la nuova richiesta di scarcerazione per l’altra accusa che pesava nei suoi confronti, l’aggressione sessuale su una donna di 41 anni consumata la sera del 21 gennaio nel quartiere del Quartaccio, una zona di Primavalle nella periferia nord della capitale. Questa seconda imputazione era giunta all’apice della brutale campagna mediatica che aveva messo alla gogna Racz, insieme al suo coimputato Loyos Isztoika, decretati colpevoli dello stupro della Caffarella anzitempo. I due episodi erano tenuti insieme dal «teorema incolpativo» messo in piedi dalla questura e dalla procura, dopo aver abilmente pilotato testimoni facilmente suggestionabili e vittime e comprensibilmente confuse e sotto choc. I due ragazzi oggetto dell’aggressione – avevano scritto i giudici in sede di tribunale del Riesame – «hanno generato un quadro rappresentativo destrutturato, disomogeneo e contraddittorio».<br />
Il tribunale ha deciso di rimettere in libertà Racz, nonostante il pm nel corso dell’udienza avesse richiesto la conferma del provvedimento restrittivo. Ma, contro l’accanimento persecutorio della procura, pesava come una montagna il risultato negativo dell’esame dna (come per l’episodio della Caffarella), il riconoscimento incerto realizzato dalla vittima in sede d’incidente probatorio, incertezza ribadita dalla donna in più di una occasione e poi l’alibi stesso fornito dal romeno, come nel caso della Caffarella. Alibi, va detto, mai tenuti nella giusta considerazione dagli inquirenti perché a fornirli erano persone ospiti nei campi rom della zona di Torrevecchia. Alcuni di loro, appositamente riuniti dalla polizia in una sala d’attesa della questura, erano stati intercettati con la speranza di coglierli in flagranza di falsa testimonianza mentre insieme, pensavano gli investigatori, sicuramente avrebbero concordato una versione di comodo che scagionasse il loro conoscente. Invece dicevano il vero. Un comportamento, quello degli investigatori e della procura, che in tutta questa vicenda ha dato più volte prova di un aperto pregiudizio.<br />
Sempre ieri, gli altri due romeni risultati positivi al test del dna, arrestati venerdì 20 marzo con l’accusa d’essere i veri stupratori della Caffarella, hanno confessato la loro partecipazione all’aggressione nel corso dell’interrogatorio di garanzia tenuto di fronte al pm e al gip. I due, Alexandru Jean Ionut, 18 anni, e Oltean Gavrilia, 28 anni, già detenuti per altre rapine contro delle coppiette, realizzate in un altro parco della capitale limitrofo a quello della Caffarella, nei giorni immediatamente successivi allo stupro, hanno affermato – ha spiegato il pm Vincenzo Barba – «di avere appreso dell’arresto di Loyos Isztoika e Racz dai giornali escludendo però di averli mai conosciuti o frequentati».<br />
Insomma della prima inchiesta non resta nulla, se non molta cattiva coscienza e tanta disonestà intellettuale, come quella dimostrata dal questore Giuseppe Caruso che dopo la svolta nelle indagini, riprese da zero e finalmente condotte con criteri investigativi seri, non più obnubilati dalla necessità di offrire in fretta dei colpevoli alle richieste pressanti della politica, ancora sabato scorso si dichiarava convinto «che ci sia un legame diretto o indiretto» tra Loyos (il biondino) e i due nuovi arrestati. «È il filo che stiamo cercando di scoprire», ha aggiunto. Eppure, sempre il Riesame aveva liquidato l’autoconfessione di Loyos con parole inequivocabili: «Una trama che declina uno stato d’intrinseca inaffidabilità (&#8230;) d’infedeltà storico-rappresentativa», in quanto «è proprio la qualità soggettiva del dichiarante a deprivare il suo narrato della presunzione relativa di affidabilità e a influenzare il meccanismo ricostruttivo».<br />
Ora che i presunti responsabili dello stupro sono stati assicurati alla giustizia e l’inchiesta sembra avviata su binari più consoni del rispetto del codice di procedura (con la rinuncia a far sfilare davanti ai media dei trofei da caccia), molti vorrebbero sapere come è stata estorta la confessione di Loyos, come è stato possibile che gli sia stato fatto dire «lo abbiamo fatto per dispetto», quando non aveva commesso nulla del genere.<br />
Anche se le reazioni delle istituzioni vanno in tutt’altra direzione e difficilmente si arriverà a fare piena luce. Il sindaco di Roma Alemanno si è subito complimentato con la questura «per la tenacia e la determinazione» dimostrata.<br />
E mentre le indagini sui nuovi inquisiti si allargano per verificare se Gavrilia, come ha sostenuto il suo coimputato più giovane, si sia macchiato di un altro stupro (di cui andava vantandosi) avvenuto nel mese di luglio 2008 nella zona del Pigneto, oggi si terrà l’udienza del Riesame per Loyos Isztoika ancora detenuto con l’accusa di calunnia, autocalunnia e diffamazione per una violenza che non ha mai commesso.<br />
Intanto ieri sera all’uscita dal carcere del suo assistito, l’avvocato La Marca ha lanciato un appello: «Karol è un bravo pasticcere, se c’è qualche fornaio o pasticcere pronto a offrire un lavoro si faccia avanti».</p>
<p>Link<br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-1/">Quartaccio-Caffarella, l&#8217;uso politico dello stupro 1</a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-2/">È razzismo parlare di Dna romeno 2</a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-3/">L&#8217;inchiesta sprofonda 3</a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-4/">Quando il teorema vince sulle prove 4</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-luso-politico-dello-stupro-5/">Tante botte per trovare prove che non ci sono 5</a><br />
<a href="../2009/03/15/stupro-caffarella-luso-politico-dello-stupro-6/">Non esiste il cromosoma romeno 6</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-e-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-5/">L&#8217;accanimento giudiziario 7</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-6/">La difesa di Racs denuncia maltrattamenti 8</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-luso-politico-dello-stupro-9/">Parlano i conoscenti di Racs 9</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-delo-stupro-7/">Non sono colpevoli ma restano in carcere 10</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-8/">Racs non c&#8217;entra 11</a><br />
<a href="../2009/03/18/caffarella-luso-politico-dello-stupro-11/">Negativi i test del Dna fatti in Romania 12</a><br />
<a href="../2009/03/24/stupro-caffarella/">Stupro della Caffarella 13</a><br />
<a href="../2009/03/25/caffarella-luso-politico-dello-stupro/">Cosa si nasconde dietro la confessione di Loyos? 15</a><br />
<a href="../2009/03/28/stupro-caffarella-racs-innocente-e-senza-lavoro/">Racs innocente e senza lavoro 16</a><br />
<a href="../2009/04/29/stupro-caffarella-la-fabbrica-dei-mostri/">La fabbrica dei mostri 17</a><br />
<a href="../2009/04/30/stupro-della-caffarella-loyos-picchiato-dalla-polizia-per-confessare-il-falso/">Loyos picchiato dalla polizia per confessare il falso 18</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Stupro Caffarella 13]]></title>
<link>http://insorgenze.wordpress.com/2009/03/24/stupro-caffarella/</link>
<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 12:23:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>insorgenze</dc:creator>
<guid>http://insorgenze.wordpress.com/2009/03/24/stupro-caffarella/</guid>
<description><![CDATA[Dimmi come parli&#8230; di Klaus Mondrian Liberazione 15 marzo 2009 Il questore Giuseppe Caruso “Dim]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Dimmi come parli&#8230;</strong></p>
<p>di Klaus Mondrian<em><br />
Liberazione </em>15 marzo 2009</p>
<p style="text-align:left;"><strong>Il questore Giuseppe Caruso</strong></p>
<p style="text-align:left;"><strong>“Dimostreremo che i due romeni sono coinvolti nello stupro della Caffarella&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align:left;"><strong><em>È vero, il dna dimostra che non sono stati loro.<br />
È vero, le vittime li avevano riconosciuti pur non essendo stati loro.</em></strong><em><strong><br />
È vero, il reato in italiano si chiama stupro e non stuprom.<br />
Ma bisogna essere ottimisti: non è vero ciò che è vero, ma è vero ciò che piace!<br />
Lo dice anche il proverbio: tutte le strade portano a rom</strong></em></p>
<p style="text-align:left;">Link<br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-1/">Quartaccio-Caffarella, l&#8217;uso politico dello stupro 1</a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-2/">È razzismo parlare di Dna romeno 2</a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-3/">L&#8217;inchiesta sprofonda 3</a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-4/">Quando il teorema vince sulle prove 4</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-luso-politico-dello-stupro-5/">Tante botte per trovare prove che non ci sono 5</a><br />
<a href="../2009/03/15/stupro-caffarella-luso-politico-dello-stupro-6/">Non esiste il cromosoma romeno 6</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-e-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-5/">L&#8217;accanimento giudiziario 7</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-6/">La difesa di Racs denuncia maltrattamenti 8</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-luso-politico-dello-stupro-9/">Parlano i conoscenti di Racs 9</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-delo-stupro-7/">Non sono colpevoli ma restano in carcere 10</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-8/">Racs non c&#8217;entra 11</a><br />
<a href="../2009/03/18/caffarella-luso-politico-dello-stupro-11/">Negativi i test del Dna fatti in Romania 12</a><br />
<a href="../2009/03/24/quartaccio-luso-politico-dello-stupro/">Stupro del Quartaccio, scarcerato Racs 14</a><br />
<a href="../2009/03/25/caffarella-luso-politico-dello-stupro/">Cosa si nasconde dietro la confessione di Loyos? 15</a><br />
<a href="../2009/03/28/stupro-caffarella-racs-innocente-e-senza-lavoro/">Racs innocente e senza lavoro 16</a><br />
<a href="../2009/04/29/stupro-caffarella-la-fabbrica-dei-mostri/">La fabbrica dei mostri 17</a><br />
<a href="../2009/04/30/stupro-della-caffarella-loyos-picchiato-dalla-polizia-per-confessare-il-falso/">Loyos picchiato dalla polizia per confessare il falso 18</a></p>
<p style="text-align:left;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Caffarella e Quartaccio: l'uso politico dello stupro]]></title>
<link>http://insorgenze.wordpress.com/2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-1/</link>
<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 11:50:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>insorgenze</dc:creator>
<guid>http://insorgenze.wordpress.com/2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-1/</guid>
<description><![CDATA[La cronaca è da sempre un interessante rivelatore sociale. La cronaca nera lo è ancor più da quando ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#800000;"><strong>La cronaca è da sempre un interessante rivelatore sociale. La cronaca nera lo è ancor più da quando la politica ha fatto della paura, dell&#8217;insicurezza fisica, della criminalità, uno strumento di governo. Si è già osservato come il termine “insicurezza” abbia lentamente mutato senso venendo ad indicare non più il timore verso un futuro incerto, legato all&#8217;aumento del costo della vita, alla precarietà sociale, all&#8217;impossibilità di crescere in modo decente i propri figli assicurando loro una istruzione pubblica, degli studi superiori efficaci e magari un percorso universitario, alla difficoltà di pagare l&#8217;affitto o il mutuo, al carovita, bollette, benzina, abbigliamento, alla quasi impossibilità di uscire la sera per andare a mangiare una pizza, bere un bicchiere, vedere un film, ascoltare un concerto, guardare uno spettacolo teatrale. L&#8217;insicurezza di cui si parla non riguarda la fragilità dei posti di lavoro, i salari che perdono sistematicamente potere d&#8217;acquisto, i ticket sulle medicine e le cure ospedaliere, gli assegni sociali che un tempo aiutavano ed ora sono scomparsi con lo sfaldamento del welfare. L&#8217;insicurezza che preoccupa non riguarda la mancanza di nuovi posti di lavoro o l&#8217;offerta sul mercato di lavori a bassa remunerazione, senza garanzie, senza contributi, senza diritti sindacali, copertura malattie, pensione. L&#8217;insicurezza che ossessiona non si rivolge ad un futuro dove la pensione sarà sempre più un miraggio e avremo una società di persone anziane ridotte alla povertà. No, per fare schermo a tutto ciò si diffonde un&#8217;ansia da insicurezza costruita sulla base di continui allarmi sociali dovuti a una presunta crescita della criminalità, anche se poi ciò non corrisponde al vero. Rapine e omicidi sono in calo, come le aggressioni, tuttavia la percezione sociale del rischio criminalità è in continuo aumento grazie ad un&#8217;informazione ipertrofica che amplifica e spettacolarizza i fatti di cronaca nera fino a renderli totalizzanti.<br />
La cronaca nera è un rivelatore delle trasformazioni della politica, dei suoi linguaggi, delle strategie messe in campo. Negli ultimi anni il tema degli stupri, delle aggressioni sessuali legate strumentalmente alla figura dello straniero, dell&#8217;immigrato clandestino, sono diventati argomenti centrali del marketing politico e dell&#8217;immaginario sociale. Il caso Reggiani, la donna uccisa per aver resistito a una rapina trasformatasi in violenza sessuale, lo stupro di una turista olandese in un casale abbandonato del Portuense, nelle periferia nord-est della capitale, lo stupro di Guidonia sempre a ridosso di Roma, episodi che hanno visto responsabili degli immigrati dell&#8217;est europeo, hanno creato un terreno fertile, intanto per coprire le centinaia di altre violenza quotidiane realizzate da italiani contro donne (italiane e straniere), il più delle volte in famiglia, in luoghi ritenuti sicuri, affidabili, per poi scatenare campagne xenofobe, di odio puro.</strong><strong> Il tema della sicurezza è stato il leitmotiv che ha aiutato la vittoria del candidato Alemanno al posto di sindaco di Roma; la brutale violenza della Caffarella contro una minorenne è servita al governo per varare l&#8217;ennesimo pacchetto sicurezza.<br />
Per questa ragione abbiamo deciso di pubblicare una serie di post con articoli di commento e cronaca sulle indagini che hanno interessato lo stupro della Caffarella e del Quartaccio (Primavalle). Le due vicende, molto probabilmente senza alcun legame tra loro, sono un esempio di prim&#8217;ordine per comprendere l&#8217;uso politico che di questi episodi è stato fatto, nonché per cogliere l&#8217;azione condotta da una molteplicità di attori intervenuti nelle due vicende: investigatori della squadra mobile, questore, polizia romena, ministero degli Interni, sindaco, gruppi politici della destra radicale, media.</strong></span></p>
<div id="attachment_1801" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-1801" title="thumbnail_24940" src="http://insorgenze.wordpress.com/files/2009/03/thumbnail_24940.jpg" alt="thumbnail_24940" width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">Vittorio Rizzi, capo della squadra mobile durante la trionfale conferenza stampa in cui annuncia la cattura dei due responsabili dello stupro alla Caffarella, scagionati poi dal Dna</p></div>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:center;"><strong>*    *   *   *</strong></p>
<h2><span style="color:#333300;"><strong>Giustizia: non è stato &#8220;disguido&#8221;, ma imbroglio quasi perfetto</strong></span></h2>
<p>Lucia Annunziata<em><br />
<strong>La Stampa</strong></em>, 5 marzo 2009</p>
<p style="text-align:left;">Francamente non so se bisogna benedire o maledire quello che è successo. Sia ben chiaro: la scoperta che i due immigrati romeni accusati di essere i colpevoli dello stupro della Caffarella in realtà non lo sono, è un vero e proprio schiaffo alla nostra coscienza nazionale.<br />
Vogliamo davvero lasciar passare questo episodio come un ennesimo &#8220;disguido&#8221; delle Istituzioni del nostro Bel Paese, o vogliamo fermarci un attimo a chiederci come sia stato possibile, e chi ne sia responsabile? Perché, prima ancora che si sappia bene quel che è accaduto, una cosa è certa: questo è un tipico caso in cui almeno un responsabile va trovato e deve pagare.<br />
Vediamo intanto perché la vicenda Caffarella si presenta come più grave dei pur molti errori simili. Le indagini italiane non sono un esempio di efficacia. Questa affermazione si fa molto spesso a proposito di iniziative &#8220;audaci&#8221; da parte di magistrati che indagano sulla politica. In questi casi, c’è un’attenzione quasi parossistica al tema da parte sia dei giornali che del Parlamento.<br />
La verità però è che le indagini italiane sono ampiamente carenti anche quando si tratta di crimini comuni. La prova? La confusione e le lungaggini in cui si sono insabbiati alcuni grandi delitti, quasi tutti dati per altro come &#8220;chiariti&#8221;: ci trasciniamo ancora fra il pigiama e gli zoccoli di Anna Maria Franzoni nella villetta di Cogne, fra il computer e i pedali della bici di Alberto Stasi, fra le tracce di Amanda e Raffaele sul reggipetto di Meredith.<br />
Quasi tutti i maggiori delitti del Paese, anche quelli non politici, periodicamente rigurgitano una nuova prova persa, avvilita, trascurata o smarrita. Ad esempio, <em>Profondo Nero</em>, un recente libro di Giuseppe Bianco e Sandra Rizza (ed. Chiarelettere) riapre l’inchiesta sull’assassinio di Pasolini, collegandolo alla morte di Mattei e del giornalista De Mauro, proprio in base a nuove testimonianze.<br />
A differenza dei casi che riguardano la politica, però, gli italiani non sembrano indignarsi troppo degli errori nelle indagini di &#8220;nera&#8221;. Anzi: la confusione è diventata una sorta di nuovo genere di &#8220;soap&#8221; giornalistica che si sviluppa nel tempo e con grande godimento di tutti. Lo stupro della Caffarella presenta una forte novità, figlia di questi nostri tempi: è un fatto di violenza, dunque di nera, che assume però una fortissima valenza sociale per il contesto in cui avviene. Un caso &#8220;transgender&#8221; che scavalca le tradizionali distinzioni fra cronaca e politica.<br />
Della delicatezza della situazione siamo stati consapevoli tutti fin dal primo momento. E ci siamo fidati. Fidati, sì. Perché in Italia, nonostante si ami dilaniarsi su tutto fra Guelfi e Ghibellini, resiste una profonda fiducia nelle nostre istituzioni. Ogni volta è come se fosse la prima, per la nostra opinione pubblica. Ci siamo tanto fidati che quando la polizia ci ha presentato i suoi mirabolanti risultati, nessuno di noi ha sollevato un dubbio. Nonostante le Amande, gli Alberti, le Annamarie e gli Azouz, abbiamo applaudito e gridato al miracolo. Se non è fiducia nelle istituzioni questa!<br />
Poi le smentite, e infine la certezza dell’errore. E non si sa se benedire il disvelamento, o se maledire la nostra stupidità collettiva. Tutti convinti da parole come &#8220;materiale organico&#8221; e &#8220;Dna&#8221;, nonché ammiratori del metodo. La polizia ha avuto anche l’impudenza di presentarci (in una conferenza stampa!) il racconto di un’inchiesta esemplare, svolta in collaborazione internazionale con la polizia romena, con foto e pedinamenti, il metodo tradizionale. Approfittando così (tanto per colorare di più la valenza politica del risultato) per dare una bastonata polemica all’uso delle intercettazioni.<br />
Ora, di fronte alle smentite, si dice: &#8220;La politica ha messo fretta&#8221;. Ma non è questo lo scandalo: la politica fa sempre fretta, ha sempre bisogno di presentare, usare, mangiare. Scandalosa è l’incoscienza dei corpi dello Stato che hanno accettato questa fretta. E scandaloso è soprattutto il risultato: l’intero Paese si è visto condurre per il naso verso una direzione che conferma il razzismo più frettoloso e più rozzo. Cui nessuno è riuscito a sottrarsi, nemmeno i democratici più convinti.<br />
Qualcuno dei nostri lettori potrebbe alzare la mano e porre una domanda molto opportuna: ma voi giornalisti? Perché anche voi vi siete accucciati? È un rimprovero giusto. Troppo spesso noi giornalisti facciamo da acritica cassa di risonanza delle indagini. Una responsabilità che ci è stata già rinfacciata. E che ci prendiamo.<br />
Ma come dubitare di un teatrino perfetto, come quello messo in piedi dalle nostre istituzioni? Siamo di fronte a una vera e propria frode. Qualcuno deve pagare per il clima che l’episodio lascia in tutto il Paese, di amaro in bocca e di sgomento.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Link</strong><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-2/">È razzismo parlare di dna romeno </a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-3/">L&#8217;inchiesta sprofonda </a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-4/">Quando il teorema vince sulle prove </a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-luso-politico-dello-stupro-5/">Tante botte per trovare prove che non ci sono </a><br />
<a href="../2009/03/15/stupro-caffarella-luso-politico-dello-stupro-6/">Non esiste il cromosoma romeno </a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-e-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-5/">L&#8217;accanimento giudiziario </a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-6/">La difesa di Racs denuncia maltrattamenti </a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-luso-politico-dello-stupro-9/">Parlano i conoscenti di Racs </a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-delo-stupro-7/">Non sono colpevoli ma restano in carcere </a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-8/">Racs non c&#8217;entra </a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/18/caffarella-luso-politico-dello-stupro-11/">Negativi i test del dna fatti in Romania </a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/24/stupro-caffarella/">Stupro della Caffarella </a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/24/quartaccio-luso-politico-dello-stupro/">Stupro del Quartaccio, scarcerato Racs </a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/25/caffarella-luso-politico-dello-stupro/">Cosa si nasconde dietro la confessione di Loyos? </a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/28/stupro-caffarella-racs-innocente-e-senza-lavoro/">Racs innocente e senza lavoro </a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/04/29/stupro-caffarella-la-fabbrica-dei-mostri/">La fabbrica dei mostri </a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/04/30/stupro-della-caffarella-loyos-picchiato-dalla-polizia-per-confessare-il-falso/">Loyos picchiato dalla polizia per confessare il falso </a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Stupro della Caffarella: è razzismo parlare di dna romeno 2]]></title>
<link>http://insorgenze.wordpress.com/2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-2/</link>
<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 11:48:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>insorgenze</dc:creator>
<guid>http://insorgenze.wordpress.com/2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-2/</guid>
<description><![CDATA[Ditemi voi se non è razzismo parlare di “dna romeno” Piero Sansonetti Il Riformista, 6 marzo 2009 Es]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h1><strong>Ditemi voi se non è razzismo parlare<br />
di “dna romeno”</strong></h1>
<p>Piero Sansonetti</p>
<p><em>Il Riformista</em>, 6 marzo 2009</p>
<p>Esagero quando dico che il razzismo, in Italia, è un male che sta dilagando? E quando dico che una parte della stampa favorisce questo dilagare? Mi pare di no. Provo a dimostrarvelo. Ieri due giornali conservatori &#8211; <em>Libero</em> e il <em>Giornate</em> &#8211; hanno polemizzato contro chi nei giorni scorsi si era un po’ indignato per la vicenda dei due giovani romeni accusati dello stupro della Caffarella (linciati dai mass media e poi scagionati dalla prova del Dna). In particolare i due giornali criticavano un mio articolo, pubblicato ieri l’altro sul Riformista nel quale sostenevo due tesi. La prima è che le Tv e i giornali italiani hanno il linciaggio facile. Basta una parola della polizia o una soffiata di un giudice per emanare la sentenza di condanna ed espone l’imputato al pubblico ludibrio. La seconda tesi è che nel nostro Paese sta montando il pregiudizio razzista. La base del pregiudizio è evidente in molti giudizi e cronache sugli accusati dello stupro alla Caffarella. Si è arrivati a parlare di un cromosoma Y che identificherebbe la nazionalità romena. Il concetto è chiaro: hanno un patrimonio genetico diverso dal nostro. Dunque, sono una razza. Quando dico &#8220;pregiudizio razzista&#8221; mi riferisco a quell’idea secondo la quale esistono alcuni gruppi etnici, o popoli, o nazionalità, &#8220;portati&#8221; per propria natura al delitto, o a un particolare tipo di delitto. Sostenevo che questo pregiudizio è la base, il pilastro del razzismo, dai secoli dei secoli (gli ebrei complottano, gli zingari rubano i bambini, i romeni stuprano, i neri sono forti e violenti, etc.); ed è la struttura ideologica sulla quale poi crescono le degenerazioni più feroci (l’antisemitismo, il Ku Klux Klan, o addirittura il nazismo). Michele Brambilla, sul <em>Giornale</em>, mi fa una contestazione ragionevole. Dice: attenti a non confondere forcaiolismo e razzismo. Giusto, ha ragione, sono due fenomeni diversi. Anche se spesso &#8211; ma non sempre &#8211; tendono a sovrapporsi, o ad allearsi. Dice Brambilla: i giornali hanno sbattuto in prima pagina mostri romeni, ma anche mostri italiani o di altri paesi, e li hanno spolpati ben bene prima che giungesse l’assoluzione. E poi non hanno di sicuro dedicato all’assoluzione lo stesso spazio e la stessa enfasi dedicata alle accuse e alle notizie infamanti (e false). Condivido l’obiezione, ma credo che non mi riguardi: ho scritto migliaia e migliaia di righe contro il forcaiolismo, anche contro quello che se la prende coi potenti, e appena qualche giorno fa &#8211; abbastanza isolato &#8211; mi sono schierato, proprio dalle colonne del Rifonnista, a favore della legge che vieta la pubblicazione delle intercettazioni. Fausto Carioti, su <em>Libero</em>, fa invece un ragionamento diverso, e mi offre un argomento formidabile per rispondere a Brambilla del <em>Giornale</em>. Non posso che dire a Brambilla: leggiti l’articolo di Carioti e poi dimmi se non pare anche a te che il razzismo stia dilagando sui nostri giornali. Cosa scrive Carioti? Diciamo che anche lui ha qualche dubbio sulla colpevolezza dei due romeni. Ma non ha dubbi &#8211; sembra di capire, o comunque ne ha pochissimi &#8211; sulla colpevolezza &#8220;dei romeni&#8221;. In che senso? Dovrei copiare quasi tutto l’articolo per farvi capire bene il ragionamento, ma mi limito a trascriverne la frase chiave: &#8220;Gli investigatori hanno svolto un esame genetico sperimentale sul cromosoma &#8220;Y&#8221; degli aggressori (della ragazza della Caffarella, ndr). I dati ottenuti confermano che, molto probabilmente, costoro appartengono all’etnia romena&#8221;. Non mi sembra che questa affermazione abbia bisogno di spiegazioni. Vuol dire questo: i romeni hanno un patrimonio genetico diverso da quello nostro, di noi &#8220;bianchi&#8221;. Sono una razza. Ecco, questa è esattamente la base teorica del razzismo. Cos’è il razzismo? La teoria secondo la quale gli esseri umani non sono tutti uguali, ma sono divisi in razze &#8211; e naturalmente se le razze sono diverse ce ne saranno di superiori e di inferiori &#8211; e queste razze, sulla base della loro diversità biologica hanno anche diversità comportamentali. Dopo la tragedia del fascismo e del nazismo (e l’orrore del manifesto della razza, pubblicato in Italia nel 1939) il razzismo, nel nostro paese, sembrava sostanzialmente sconfitto. Anche perché la scienza aveva accertato e solennemente dichiarato che le razze non esistono. Oggi, purtroppo &#8211; è questo l’allarme che lanciavo col mio articolo &#8211; il razzismo sta riprendendo piede. Io non uso più questo termine, come facevo 10 anni fa, come insulto. Il razzismo, secondo me, è così diffuso nell’opinione pubblica, da essere diventato un punto dì vista. Anche se infondato, anche se antiscientifico, anche se davvero pericolosissimo, è un punto di vista che ad esempio il collega Carioti rivendica puntigliosamente nel suo articolo. Articolo che, con una vecchia battuta, può essere riassunto così: &#8220;Non sono io razzista, sono loro che sono rumeni!&#8221;.</p>
<p>Link<br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-1/">Quartaccio-Caffarella, l&#8217;uso politico dello stupro 1</a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-3/">L&#8217;inchiesta sprofonda 3</a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-4/">Quando il teorema vince sulle prove 4</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-luso-politico-dello-stupro-5/">Tante botte per trovare prove che non ci sono 5</a><br />
<a href="../2009/03/15/stupro-caffarella-luso-politico-dello-stupro-6/">Non esiste il cromosoma romeno 6</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-e-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-5/">L&#8217;accanimento giudiziario 7</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-6/">La difesa di Racs denuncia maltrattamenti 8</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-luso-politico-dello-stupro-9/">Parlano i conoscenti di Racs 9</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-delo-stupro-7/">Non sono colpevoli ma restano in carcere 10</a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-8/">Racs non c&#8217;entra 11</a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/18/caffarella-luso-politico-dello-stupro-11/">Negativi i test del Dna fatti in Romania 12</a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/24/stupro-caffarella/">Stupro della Caffarella 13</a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/24/quartaccio-luso-politico-dello-stupro/">Stupro del Quartaccio, scarcerato Racs 14</a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/25/caffarella-luso-politico-dello-stupro/">Cosa si nasconde dietro la confessione di Loyos? 15</a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/28/stupro-caffarella-racs-innocente-e-senza-lavoro/">Racs innocente e senza lavoro 16</a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/04/29/stupro-caffarella-la-fabbrica-dei-mostri/">La fabbrica dei mostri 17</a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/04/30/stupro-della-caffarella-loyos-picchiato-dalla-polizia-per-confessare-il-falso/">Loyos picchiato dalla polizia per confessare il falso 18</a></p>
<p><a href="http://insorgenze.wordpress.com/2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-3/"><strong><br />
</strong></a><strong><a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-3/"><strong> </strong></a></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Stupri della Caffarella e Quartaccio: l'inchiesta sprofonda 3]]></title>
<link>http://insorgenze.wordpress.com/2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-3/</link>
<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 11:47:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>insorgenze</dc:creator>
<guid>http://insorgenze.wordpress.com/2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-3/</guid>
<description><![CDATA[L’indagine crolla, la Questura sbanda Anita Cenci Liberazione, 3 marzo 2009 Clamoroso colpo di scena]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h1><strong>L’indagine crolla, la Questura sbanda</strong></h1>
<p><strong>Anita Cenci </strong></p>
<p><strong><em>Liberazione</em>, 3 marzo 2009</strong></p>
<p>Clamoroso colpo di scena nelle indagini sullo stupro della Caffarella. I profili genetici dei due romeni accusati di essere gli autori della rapina del 14 febbraio scorso, sfociata poi in una brutale violenza carnale, non sarebbero sovrapponibili a quelli trovati sul corpo e gli abiti della minorenne vittima dell’aggressione. La notizia resa nota ieri rischia di far crollare il castello accusatorio, un po’ troppo affrettato, messo in piedi dagli uomini della squadra mobile della Capitale diretti da Vittorio Rizzi, tanto più che le analisi sono state condotte nei laboratori della Criminalpol del Tuscolano, dunque fatte in casa.<br />
La procura ha disposto nuovi accertamenti dopo aver appreso i risultati delle prime analisi. La preoccupazione a San Vitale è palpabile. L’ansia è alle stelle e la pressione sui tecnici di laboratorio della scientifica enorme. Se i nuovi esami dovessero confermare quanto già emerso: cioè che il dna di Karol Racz, il bassino descritto con un «naso da pugile» e la pelle scura, arrestato in un campo nomadi di Livorno, non avrebbe «alcuna somiglianza» con il profilo genetico individuato sui tamponi; e se quello dell’altro romeno, il biondino con gli occhi azzurri, Alexandru Isztoika, fermato a Primavalle, continuasse a mantenere soltanto «alcune analogie» con le tracce di liquido seminale ritrovate sulla vittima, saremmo di fronte ad uno sconcertante buco nell’acqua. Anche perché a moltiplicare dubbi e sospetti sulle modalità e risultati dell’inchiesta sopraggiungono nuovi elementi. Col passar dei giorni, infatti, sono venuti a mancare altri decisivi i riscontri probatori, come la mappatura del traffico telefonico, un’ossessione di Rizzi. I telefonini personali dei due inquisiti, non quelli derubati ai due ragazzi e mai ritrovati, all’ora dello stupro non risultano agganciati ai ripetitori telefonici presenti nella zona della Caffarella. Le tracce rinvenute dicono che quei telefonini si trovavano ognuno in zone di- verse della città. Per chi è convinto della colpevolezza dei due romeni, ovviamente ciò potrebbe spiegarsi con la volontà di precostituirsi un alibi. Ma i due sbandati che vivevano in a sinistra Alexandru Isztoika, a destra Karol Racz  a sinistra Alexandru Isztoika, a destra Karol Racz  una piccolabaraccopoli nella periferia nord di Roma, a ridosso del quartiere del Quartaccio, zona con grossi problemi di disagio e degrado sociale, non sembrano tipo così ingegnosi. E poi bisognerebbe ancora trovare i presunti complici. In ogni caso due coincidenze a discarico sono già troppe per un’inchiesta venduta all’opinione pubblica come un grande successo. «Un lavoro fatto in strada. Di pura investigazione, d’intuito e senza l’aiuto di supporti tecnici. Un lavoro da veri poliziotti», aveva spiegato raggiante il questore Giuseppe Caruso. Un intuito forse troppo politicamente in sintonia con i desiderata del sindaco Alemanno e la voglia della città di trovare subito i due mostri. Nell’immediatezza del fatto, il comune avviò subito operazioni di sgombero e controlli in vari insediamenti sul litorale, ad Acilia, Casalotti, Dragona, Ladispoli, Settebagni. Oltre 200 carabinieri furono impiegati in azioni di rastrellamento e identificazione delle comunità Rom. Decisiva per la cattura dei due romeni era stata la loro rassomiglianza con gli identikit realizzati con la collaborazione della quindicenne aggredita. Arrestato nel pomeriggio del 17 febbraio dagli uomini del commissariato di Primavalle, il ventenne pastore con i capelli biondi era già stato monitorato subito dopo lo stupro del 21 gennaio al Quartaccio. Che su di lui fossero subito caduti i sospetti degli inquirenti lo lascerebbe supporre anche l’apparizione di una sua foto prima dell’arresto su un free pressdella Capitale. Isztoika confessò la notte successiva ma di fronte al gip, tre giorni dopo, ritrattò ogni cosa asserendo di aver subito in questura pressioni fortissime. Razc ha invece negato tutto e pochi giorni fa quattro persone (dei rom che vivono nel campo di Torrevecchia dove aveva lavorato) si sono presentate in questura per confermare il suo alibi. Intanto è stato riconosciuto «senza esitazione» dalla donna violentata in via Andersen. Una identificazione che però potrebbe essere contestata a causa dall’inquinamento mediatico dovuto alla diffusione della sua immagine prima della ricognizione con la vittima. Resta, infine, un altro dubbio: inizialmente si era detto che a uno degli autori della violenza mancavano quattro dita. Poi, dopo gli arresti dei due romeni, il monco è scomparso. Troppe imprecisioni per dei mostri annunciati con troppa fretta. «Finalmente non sarò più il nipote di Vincenzo Parisi» (capo della polizia dal 1987 al 1994) aveva detto Vittorio Rizzi nel corso di una trionfale conferenza stampa. Se il dna non dovesse aiutarlo, continuerà ad esserlo ancora per molto tempo.</p>
<p><strong>Anita Cenci<br />
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<p><strong><em>Liberazione</em> 4 marzo 2009</strong></p>
<p>L’inchiesta sullo stupro alla Caffarella sprofonda. Ieri è stata la giornata della difesa. I legali dei due romeni accusati della brutale aggressione avvenuta il giorno di san Valentino si sono rivolti al tribunale del riesame per chiedere la revoca dell’arresto. L’istanza verrà esaminata lunedì 9 marzo. Lorenzo La Marca, avvocato di Karl Racz, il romeno arrestato nel campo nomadi di Livorno, ha tenuto una conferenza stampa molto polemica nei confronti degli inquirenti che stanno conducendo l’inchiesta. «Durante la testimonianza, la ragazza che ha subito lo stupro &#8211; ha spiegato il legale &#8211; ha individuato una persona diversa dal mio assistito». La Marca è un fiume in piena, e trattiene a fatica la sua indignazione, «se la Procura della Repubblica ha deciso di non indagare quest’altra persona avrà avuto le sue ragioni. Non sono in condizioni di sapere perché non siano state svolte indagini nei confronti delle persone identificate fotograficamente dalle parti offese. Il verbale è chiaro, ci sono nome e cognome e fotografia di un’altra persona». In effetti, sembra che soltanto dopo la chiamata di correo fatta dal connazionale di Racz, il «biondino con gli occhi chiari», la quindicenne abbia cominciato ad indicarlo come l’altro possibile aggressore.  Nella richiesta di scarcerazione il legale ha sottolineato le numerose discordanze presenti nelle circa 400 pagine degli atti depositati in questi giorni. Nell’incartamento mancano ancora le audizioni dei testimoni a discarico, indicati da Racz per confermare il proprio alibi. Nel primo interrogatorio, il romeno aveva indicato il nome di alcuni suoi connazionali con i quali si sarebbe trovato nella parte opposta della città all’ora dell’aggressione. Per quanto riguarda l’esame del Dna che scagiona il suo assistito, il difensore ha sottolineato come l’analisi sia stata molto accurata, utilizzando tamponi, abiti, cicche, fazzoletti, tracce di sangue e impronte digitali trovate sul luogo della violenza e addosso alle vittime. Inoltre l’identikit realizzato sulla base delle indicazioni fornite dalla ragazza, «contiene caratteristiche fisiognomiche diverse da quelle del mio assistito che raggiunge appena il metro e sessanta, è stempiato e non assomiglia assolutamente a un pugile. Mentre lo l&#8217;arresto di Karol Racz  l&#8217;arresto di Karol Racz  stupratore ha altre fattezze, è descritto come una persona alta circa un metro e settantacinque, con capelli scuri e folti e con un viso da pugile». Infine, conclude il penalista, «la coppietta riferisce che gli aggressori comunicavano tra loro in buon italiano, mentre il mio cliente non parla la nostra lingua. Oggi, infatti, ho chiesto al Gip di poter incontrare Racz con un interprete proprio perché non riusciamo a comunicare». Insomma l’inchiesta fa acqua da tutte le parti e colerà a picco se presto non arriveranno novità dai nuovi accertamenti disposti dalla procura, affidati questa volta a un biologo esterno. Bisognerà vigilare perché la difesa non ha i mezzi per designare periti di parte. A mettere ulteriormente in crisi l’impianto accusatorio sono state anche le impronte digitali, non attribuibili agli indagati, rilevate sulle sim card dei telefonini delle vittime e che gli aggressori avevano gettato sul luogo della violenza. A confortare gli inquirenti resta il riconoscimento molto deciso di Isztoika, fatto dalla quindicenne, e la confessione che questi ha reso in questura durante la notte &#8211; a detta della polizia &#8211; ricca di dettagli difficili da inventare. Ma il biondino ha ritrattato davanti al Gup sostenendo di aver subito fortissime pressioni e minacce. In questura rispondono che la sua deposizione è videofilmata, tant’è che si sta prendendo in considerazione l’ipotesi di una denuncia per calunnia. Resta tuttavia da chiarire cosa è accaduto prima che Isztoika comparisse davanti al pm. Pare che sia stato per molte ore in mano ai poliziotti romeni chiamati in rinforzo. Insomma, in questura mettono le mani avanti e fanno sapere che i due romeni erano sprovvisti di cellulari, per questo non vi sarebbero tracce nelle celle della Caffarella. In realtà, Isztoika ne possedeva uno ma non l’aveva con sé perché scarico e senza credito.  Resta la sensazione di un’indagine conclusa con troppa fretta, attraversata da un pregiudizio investigativo che ha viziato tutti i passaggi dell’inchiesta. Per giunta, il capo della mobile, Vittorio Rizzi, non è nuovo a errori del genere. Già in passato aveva costruito inchieste sulla base di riconoscimenti fatti da testi suggestionati, fragili, forzati e privi di riscontri fattuali. arrestiL’ansia di successo e una sorta di sudditanza verso i desiderata della politica, in questo caso la pulsione xenofoba della destra contro romeni e comunità Rom, hanno spinto a scovare quelli che alla fine potrebbero risultare soltanto dei facili, troppo facili, capri espiatori.  <em>Delitti imperfetti </em>è il titolo di un libro scritto da Luciano Garofalo, responsabile del Ris di Parma, da cui è stata tratta l’omonima serie televisiva giunta alla sua quinta edizione. Versione nostrana della serie cult americana Csi. «In realtà, nessun delitto è perfetto, c’è sempre una traccia», dice il protagonista. Forse è venuta l’ora di pensare la stessa cosa anche per chi fa le indagini. Nessuna inchiesta è perfetta.</p>
<p>Link<br />
Link<br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-1/">Quartaccio-Caffarella, l&#8217;uso politico dello stupro 1</a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-2/">È razzismo parlare di Dna romeno 2</a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-4/">Quando il teorema vince sulle prove 4</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-luso-politico-dello-stupro-5/">Tante botte per trovare prove che non ci sono 5</a><br />
<a href="../2009/03/15/stupro-caffarella-luso-politico-dello-stupro-6/">Non esiste il cromosoma romeno 6</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-e-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-5/">L&#8217;accanimento giudiziario 7</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-6/">La difesa di Racs denuncia maltrattamenti 8</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-luso-politico-dello-stupro-9/">Parlano i conoscenti di Racs 9</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-delo-stupro-7/">Non sono colpevoli ma restano in carcere 10</a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-8/">Racs non c&#8217;entra 11</a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/18/caffarella-luso-politico-dello-stupro-11/">Negativi i test del Dna fatti in Romania 12</a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/24/stupro-caffarella/">Stupro della Caffarella 13</a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/24/quartaccio-luso-politico-dello-stupro/">Stupro del Quartaccio, scarcerato Racs 14</a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/25/caffarella-luso-politico-dello-stupro/">Cosa si nasconde dietro la confessione di Loyos? 15</a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/28/stupro-caffarella-racs-innocente-e-senza-lavoro/">Racs innocente e senza lavoro 16</a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/04/29/stupro-caffarella-la-fabbrica-dei-mostri/">La fabbrica dei mostri 17</a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/04/30/stupro-della-caffarella-loyos-picchiato-dalla-polizia-per-confessare-il-falso/">Loyos picchiato dalla polizia per confessare il falso 18</a></p>
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<title><![CDATA[Stupro della Caffarella e Quartaccio: l'accanimento giudiziario]]></title>
<link>http://insorgenze.wordpress.com/2009/03/15/caffarella-e-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-5/</link>
<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 11:41:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>insorgenze</dc:creator>
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<description><![CDATA[Stupri, Racz: ecco i miei alibi ma il giudice conferma il carcere Dopo l&#8217;esito negativo dei nu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2><span style="color:#003300;"><strong>Stupri, Racz: ecco i miei alibi ma il giudice conferma il carcere<br />
Dopo l&#8217;esito negativo dei nuovi test, nomi e circostanze lo scaggionerebbero dalle violenze di Primavalle e della Caffarella</strong></span></h2>
<p><strong> </strong>Anita Cenci<br />
<span style="color:#ff0000;"><em>Liberazione</em></span> 7 marzo 2009</p>
<p>Dopo che il Dna ha messo alla berlina le indagini della mobile romana sullo stupro della Caffarella, la magistratura continua ad accanirsi, in particolare contro uno dei due cittadini romeni accusati fino ad oggi senza prove.<br />
Nonostante la donna di 41 anni stuprata la sera del 21 gennaio scorso in viale Andersen, nel quartiere del Quartaccio, periferia nord di Roma, non fosse più tanto sicura di aver riconosciuto in Karol Racs uno dei suoi aggressori, la Gip Silvia Castagnoli ha emesso nei suoi confronti una seconda ordinanza di custodia cautelare. Dopo un primo riconoscimento abbastanza indeciso, avvenuto in sede d’incidente probatorio, in cui la donna fortemente provata l’aveva indicato tra molte esitazioni, la vittima della violenza era tornata sulle sue affermazioni prima su un quotidiano e poi nel corso del programma <em>Anno zero</em>. «Era buio, avevano il cappuccio. Non sono più tanto sicura». Il ripensamento si è fatto strada, una volta divenuta di dominio pubblico la notizia che il test del Dna scagionava la responsabilità di Racs nello stupro della Caffarella. L’incidente probatorio si era invece svolto in gran segreto proprio nei giorni in cui maggiore era la pressione mediatica nei confronti del romeno, indicato assieme al suo connazionale Alexandru Loyos Isztoika come uno dei responsabili della brutale violenza sessuale. L’avvocato difensore ha precisato che la donna «non ha riconosciuto Racs, ma ha solo detto che assomiglia a uno dei suoi aggressori». Molti precedenti dimostrano che un’identificazione così fragile difficilmente può reggere in sede di confronto dibattimentale, anche perché l’immagine del romeno ha subito un inquinamento mediatico irreparabile dopo essere stata diffusa per giorni e giorni su tutti i media come l’icona del mostro. La decisione del Gip lascia ancora più sconcertati perché l’incerto riconoscimento, come è già accaduto per la vicenda della Caffarella, non ha trovato altre conferme. Il Dna recuperato dalle tracce biologiche dello stupro al Quartaccio non coincide con quello di Racs. Insomma nonostante le prove oggettive lo scagionino di nuovo, il romeno non solo resta incriminato ma non esce dal carcere. È questa la giustizia di chi vuole la certezza della pena al posto della certezza del colpevole. C’è qualcuno, in procura o in questura, che non vuole abbandonare la pista romena e riaprire le indagini a 360 gradi. Il pregiudizio raziale, la colpa d’autore, sembrano ispirare le indagini. Questo sospetto trova conferma anche dalla notizia che alcuni investigatori sono volati in Romania per verificare la coincidenza del cromosoma y, isolato in alcune tracce organiche repertate nello stupro della Caffarella, con quelle di un romeno rinchiuso nelle carceri del suo paese. Chi ha lasciato trapelare l’indiscrezione suggerisce che questa pista può condurre ad un suo familiare in libertà, di cui si dovrebbe verificare l’alibi. Ma per avere valore di prova, la sequenza del Dna deve essere completa, non parziale. Questa storia del cromosoma sembra l’ennesima bufola. Ed in questa inchiesta ce ne sono state davvero troppe, come quella sulla traccia genetica che avrebbe consentito l’identificazione razziale degli stupratori. Oppure si tratta di un diversivo per non perdere la faccia e diffondere una finta impressione di azione investigativa. In queste ore la questura ha anche avviato un’offensiva mediatica, facendo visionare ad alcuni giornali amici le immagini videoregistrate della confessione, poi ritrattata, di Isztoika. Un tentativo di restaurare la propria immagine per dimostrare la buona fede di fronte alla «forza emotivamente suggestiva» delle autoaccuse del “biondino”, tanto naturale e convincente sarebbe apparsa ai loro occhi la sua deposizione. Si tratta di un film di 45 minuti, a quanto pare molto diverso dal caso di Marta Russo, l’inchiesta in cui fece scalpore il video che mostrava le pressioni su una teste affinché confermasse le tesi dell’accusa. Chi ha visto le immagini afferma che Isztoika parla in modo disteso e fluido, senza apparenti timori. Addirittura entrerebbe nei dettagli dello scempio con distratta indifferenza. Ciò tuttavia non fuga i dubbi sull’autenticità delle dichiarazioni. Solo degli esperti dell’analisi comportamentale e del linguaggio potrebbero fornire un giudizio competente su quelle immagini. Restano irrisolte le domande su quanto è accaduto prima; e non appaiono ancora con nettezza prove che in quella deposizione vengano davvero fornite circostanze ancora ignote alle indagini. Il mistero permane. Piuttosto una domanda: ma perché l’immagine di Isztoika era nell’album di 12 foto che venne subito mostrato alla ragazza violentata? A che titolo era tra i primi sospettati?</p>
<p><span style="color:#993300;"><strong><br />
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<h2><span style="color:#993300;"><strong> Napolitano: «Lo stupro è un&#8217;infamia, la nazionalità non conta»</strong></span></h2>
<h2><span style="color:#993300;"><strong> Caffarella, ora cercano cinque pastori Rom</strong></span></h2>
<p>Anita Cenci<em><br />
<span style="color:#ff0000;">Liberazione</span></em> 8 marzo 2009</p>
<p>In un discorso tenuto ieri al Quirinale, durante la celebrazione della Giornata internazionale della donna, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha affermato che la «vergogna e l&#8217;infamia delle violenze, gli stupri, le forme di molestia, vessazione e persecuzione nei confronti delle donne» sono «l&#8217;ombra più pesante di tutte» nel cammino che il genere femminile ha avviato verso la piena parità.<br />
Napolitano ha precisato che «non fa differenza» la nazionalità delle vittime come degli aggressori. Parole che assumono un significato molto particolare all&#8217;indomani del clamoroso flop nelle indagini sugli stupri del 21 gennaio e del 14 febbraio, avvenuti al Quartaccio e nel parco della Caffarella, due località periferiche della capitale. La ferma condanna verso queste odiose violenze risuona nelle parole del presidente della Repubblica anche come un monito contro ogni possibile deriva razzista e xenofoba nella società come nelle istituzioni, soprattutto se dedite alla tutela dell&#8217;ordine pubblico. A tale proposito, Napolitano ha ricordato come il fascismo privò le donne «dei fondamentali ed elementari diritti e le costrinse, se ebree, con le infami leggi razziali» ad abbandonare le scuole pubbliche.<br />
Le indagini sullo stupro della Caffarella non fanno discutere solo i Palazzi delle istituzioni, dove un&#8217;improvvisa conversione per le garanzie ha spinto diversi politici della destra a rettificare le entusiastiche dichiarazioni diffuse dopo la notizia della cattura dei due cittadini romeni accusati dello stupro: «Le indagini servono per trovare i colpevoli, non a tenere in carcere gli innocenti» (Alemanno), «la sola chiamata di correità non è sufficiente per fondare un&#8217;accusa» (La Russa), «se cambia il quadro investigativo, vanno scarcerati» (Mantovano).<br />
La vicenda ha rischiato di diventare anche un caso diplomatico. Un quotidiano romeno, <em>Evenimentul Zilei</em>, ha dato voce ai malumori della polizia locale che non sembra aver gradito le ricostruzioni delle indagini fatte trapelare dagli ambienti della squadra mobile romana, in particolare dell&#8217;interrogatorio di Alexandru Isztoika. Dubbi erano emersi su cosa avessero detto al &#8220;biondino&#8221; gli uomini di Bucarest, durante le otto ore passate in questura. In un retroscena molto compiacente, apparso nei giorni scorsi su un quotidiano della Capitale, lo stesso capo della mobile, Vittorio Rizzi, aveva messo le mani avanti chiedendosi cosa fosse successo nell&#8217;unica ora in cui aveva lasciato la questura, dopo due giorni insonni. Una maniera poco elegante di scaricare eventuali responsabilità sui suoi uomini.<br />
Per tutta risposta, due degli investigatori arrivati da Bucarest accusano i colleghi italiani di «aver avuto troppa fretta», di «trionfalismo ingiustificato» al momento degli arresti e rigettano il sospetto «di aver fatto pressioni fisiche o psicologiche su Alexandru Isztoika», per spingerlo a confessare. L&#8217;irritazione è tale che il capo della polizia, Antonio Manganelli, e il suo omologo romeno, Toba Petre, sono dovuti intervenire per spegnere il principio d&#8217;incendio.<br />
Sul fronte delle indagini si registra la missione in Romania dei nostri funzionari, alla ricerca delle tracce del famoso cromosoma y. Più che una pista indiziaria, una scommessa costruita sul raffronto tra le tracce biologiche rinvenute alla Caffarella e la banca dati del Dna della polizia romena. L&#8217;operazione avrebbe portato ad individuare una similitudine con il cromosoma y di un detenuto condannato per stupro, rinchiuso nelle carceri romene da tempo. I poliziotti hanno ricostruito i suoi legami di parentela. Si tratterebbe di 5 pastori nomadi che vivrebbero nella regione della Moldavia ma che per il momento non sono stati rintracciati. La polizia vorrebbe verificare i loro alibi e confrontare il loro Dna. Solo una sequenza completa avrebbe infatti valore di prova. Secondo il giornale Adevarul, che ha diffuso la notizia, non vi sarebbe comunque alcun legame tra questa famiglia e Alexandru Isztoika.<br />
Riemergono anche altre piste, come quella di Ciprian Chiosci, 22 anni, di Botosani, l&#8217;uomo senza tre dita entrato e subito uscito dale indagini. Chiosci fu la prima persona riconosciuta in una foto dall&#8217;adolescente violentata alla Caffarella. Un&#8217;informativa della polizia di Bucarest precisò che l&#8217;uomo era partito da Roma il 12 febbraio, due giorni prima dello stupro, con un pullman dalla Stazione Tiburtina. Ora sembra che la circostanza sia nuovamente da verificare, come il fatto che Isztoika lo conoscesse. Voci, indiscrezioni, brusii che si rincorrono. Nulla di veramente certo, se non che gli investigatori non schiodano dalla pista dell&#8217;est.<br />
Intanto i due fidanzatini della Caffarella, nonostante il Dna smentisca il loro riconoscimento, sarebbero pronti a riconfermarlo nel corso di un incidente probatorio, già sollecitato dal loro avvocato, Teresa Manente, legale di &#8220;Differenza donna&#8221;. Se accolta, la richiesta darebbe luogo ad una situazione surreale: il nuovo riconoscimento avrebbe valore di prova processuale ma sarebbe smentito dal dna.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Link</strong><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-1/">Quartaccio-Caffarella, l&#8217;uso politico dello stupro </a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-2/">È razzismo parlare di Dna romeno </a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-3/">L&#8217;inchiesta sprofonda </a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-4/">Quando il teorema vince sulle prove </a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-luso-politico-dello-stupro-5/">Tante botte per trovare prove che non ci sono </a><br />
<a href="../2009/03/15/stupro-caffarella-luso-politico-dello-stupro-6/">Non esiste il cromosoma romeno </a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-6/">La difesa di Racs denuncia maltrattamenti </a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-luso-politico-dello-stupro-9/">Parlano i conoscenti di Racs </a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-delo-stupro-7/">Non sono colpevoli ma restano in carcere </a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-8/">Racs non c&#8217;entra </a><br />
<a href="../2009/03/18/caffarella-luso-politico-dello-stupro-11/">Negativi i test del Dna fatti in Romania </a><br />
<a href="../2009/03/24/stupro-caffarella/">Stupro della Caffarella </a><br />
<a href="../2009/03/24/quartaccio-luso-politico-dello-stupro/">Stupro del Quartaccio, scarcerato Racs </a><br />
<a href="../2009/03/25/caffarella-luso-politico-dello-stupro/">Cosa si nasconde dietro la confessione di Loyos? </a><br />
<a href="../2009/03/28/stupro-caffarella-racs-innocente-e-senza-lavoro/">Racs innocente e senza lavoro </a><br />
<a href="../2009/04/29/stupro-caffarella-la-fabbrica-dei-mostri/">La fabbrica dei mostri </a><br />
<a href="../2009/04/30/stupro-della-caffarella-loyos-picchiato-dalla-polizia-per-confessare-il-falso/">Loyos picchiato dalla polizia per confessare il falso </a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://insorgenze.wordpress.com/2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-6/"><strong><em><br />
</em></strong></a><strong><em><a href="http://insorgenze.wordpress.com/2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-6/"><strong><em> </em></strong></a></em></strong></p>
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<title><![CDATA[ARRESTATO DALLA SQUADRA MOBILE DI CASERTA SPACCIATORE IN TRASFERTA]]></title>
<link>http://primapaginacasertana.wordpress.com/2009/03/08/arrestato-dalla-squadra-mobile-di-caserta-spacciatore-in-trasferta/</link>
<pubDate>Sun, 08 Mar 2009 09:43:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>avv. Antonio Gaudiano</dc:creator>
<guid>http://primapaginacasertana.wordpress.com/2009/03/08/arrestato-dalla-squadra-mobile-di-caserta-spacciatore-in-trasferta/</guid>
<description><![CDATA[Caserta &#8211; Nel tardo pomeriggio di ieri, nell’ambito dei servizi predisposti per contrastare lo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Caserta &#8211; Nel tardo pomeriggio di ieri, nell’ambito dei servizi predisposti per contrastare lo]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Camorra, Polizia arresta latitante clan scissionisti nel cassinate ]]></title>
<link>http://ammazzatecituttifr.wordpress.com/2008/07/30/camorra-polizia-arresta-latitante-clan-scissionisti-nel-cassinate/</link>
<pubDate>Wed, 30 Jul 2008 14:54:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonio Iafano</dc:creator>
<guid>http://ammazzatecituttifr.wordpress.com/2008/07/30/camorra-polizia-arresta-latitante-clan-scissionisti-nel-cassinate/</guid>
<description><![CDATA[Operazione della Squadra Mobile di Cassino in collaborazione con la Questura di Frosinone Cerullo, i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><em>Operazione della Squadra Mobile di Cassino in collaborazione con la Questura di Frosinone</em></div>
<p>Cerullo, in fuga dal maggio scorso, era già sfuggito ad un arresto a Scampia, in cui erano finiti in manette altri affiliati</p>
<div class="storyText">Frosinone, 30 lug. &#8211; (Adnkronos) &#8211; E&#8217; stato arrestato stamani dalla squadra mobile di Cassino, in collaborazione con la questura di Frosinone, il latitante Riccardo Cerullo, 41 anni, appartenente al clan camorristico degli scissionisti. L&#8217;uomo si nascondeva in campagna, a Pignataro Interamna, nel cassinate.</p>
<p>Alle cinque del mattino la polizia ha circondato la zona dove si nascondeva Riccardo Cerullo, condannato in via defintiva per traffico e spaccio di stupefacenti. Sul posto sono intervenuti gli uomini del commissariato di Cassino, coordinati dal dottor Cristiano Tatarelli, la squadra mobile di Frosinone agli ordine del vicequestore Carlo Bianchi e agenti del commissariato di Formia. Il ricercato ha tentato la fuga per i boschi, ma non e&#8217; sfuggito alla cattura. Ad emettere l&#8217;ordine di arresto, il gip della Dda di Napoli.</p>
<p>Cerullo, latitante dal maggio scorso, era gia&#8217; sfuggito ad un arresto nel quartiere napoletano di Scampia, in cui erano finiti in manette altri affiliati al clan degli scissionisti. Attualmente e&#8217; detenuto nel carcere di Cassino.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/Campania.php?id=1.0.2378248323">http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/Campania.php?id=1.0.2378248323</a></div>
<div class="storyText"><a href="http://www.la7.it/news/dettaglio_video.asp?id_video=15449&#38;cat=cronaca">http://www.la7.it/news/dettaglio_video.asp?id_video=15449&#38;cat=cronaca</a></div>
<div class="storyText"><a href="http://www.ansa.it/site/notizie/regioni/lazio/news/2008-07-30_130198914.html">http://www.ansa.it/site/notizie/regioni/lazio/news/2008-07-30_130198914.html</a></div>
<div class="storyText"><a href="http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_3239749.html?ref=hpsbdx4">http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_3239749.html?ref=hpsbdx4</a></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Caffarella: negativi i test del Dna fatti in Romania 12]]></title>
<link>http://insorgenze.wordpress.com/2009/03/18/caffarella-luso-politico-dello-stupro-11/</link>
<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 18:09:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>insorgenze</dc:creator>
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<description><![CDATA[Tutti negativi i test del Dna fatti in Romania, si indaga sui telefonini ritrovati Anita Cenci Liber]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Tutti negativi i test del Dna fatti in Romania, si indaga sui telefonini ritrovati</strong></p>
<p>Anita Cenci</p>
<p><em>Liberazione</em> 18 marzo 2009</p>
<p>Evapora definitivamente l&#8217;indagine che ha portato all&#8217;arresto di Karol Racs e Alexandru Loyos Isztoika, i due romeni accusati del brutale stupro avvenuto il giorno di san Valentino nel parco romano della Caffarella.<br />
Ve la ricordate la storia del cromosoma Y? Uno dei tanti depistaggi investigativi che hanno segnato questa vicenda?<br />
Erano i giorni in cui i test del dna scagionavano Racs e Isztoika. Le indagini si trovavano sotto schiaffo e allora qualcuno venne in soccorso dicendo che attraverso un esame genetico sperimentale, si era riusciti a identificare l&#8217;etnia romena degli aggressori. Un modo per dire che i poliziotti avevano solo preso i romeni sbagliati. La dottrina giuridica chiama questo tipo di responsabilità: &#8220;colpa d&#8217;autore&#8221;, una colpa per il modo d&#8217;esser della persona non per quello che avrebbe eventualmente commesso. In realtà, i tecnici della polizia scientifica avevano rilevato delle coincidenze con il cromosoma Y di Jon F., 25 anni, detenuto già prima della violenza nella prigione di Bucarest. Gli esperti azzardarono un&#8217;idea: poiché il cromosoma Y è ereditario occorreva verificare il dna degli altri maschi della sua famiglia.<br />
Vi ricordate poi dell&#8217;uomo senza tre dita? Quel Ciprian C., il primo che fu riconosciuto nell&#8217;album fotografico mostrato all&#8217;adolescente violentata? Di lui si disse di tutto: che aveva un alibi poi divenuto incerto; che era un informatore della polizia, per questo protetto; che era introvabile. E vi ricordate dei pastori nomadi, i parenti del &#8220;biondino&#8221; Isztoika, il clan sperduto nei villaggi dell&#8217;est romeno, anche loro in fuga, forse?<br />
Insieme fanno una lista di 22 persone, tutte ricercate per essere sottoposte al test del dna. Ebbene attraverso una rogatoria internazionale, gli esami sono arrivati e l&#8217;esito è risultato inesorabilmente negativo. Nessuno di loro c&#8217;entra con lo stupro della Caffarella.<br />
Ora vi ricordate delle parole del questore Giuseppe Caruso dopo il riesame? «Le evidenze probatorie restano tutte», e più in là, «bastava quello che ci aveva detto Isztoika per sbatterlo dentro». Ora invece sappiamo che la confessione del &#8220;biondino&#8221;, poi ritrattata, fa acqua da tutte le parti. Il fidanzatino dell&#8217;adolescente violentata ha dato tre versioni diverse dei fatti. Isztoika fu indottrinato, a suon di botte, sulla prima. Da qui le discrepanze con quanto precisato, ma solo dopo, dal giovane aggredito.<br />
Lentamente stanno emergendo anche le prime indiscrezioni sul &#8220;trattamento&#8221; subito dai due romeni. Chi le ha ascoltate, dice che assomigliano molto ai protocolli d&#8217;interrogatorio in uso nei territori di guerra.  Mentre le indagini, a un mese di distanza dalla violenza, sembrano imboccare per la prima volta una pista seria, quella che ha portato al ritrovamento dei due telefonini rubati durante lo stupro, molte domande attendono risposta. Chi e perché ha &#8220;forzato&#8221; le indagini in una determinata direzione fin dalle prime ore? Pressioni della politica? Oppure eccessiva voglia da parte di alcuni funzionari di compiacere certi pregiudizi ideologici dell&#8217;attuale maggioranza? Eccesso di onnipotenza? Ora gli investigatori hanno tutto l&#8217;interesse a far fruttare la nuova pista dei cellulari tornati a funzionare dopo un silenzio durato settimane. La traccia dei numeri imei ha portato subito a identificare i nuovi possessori, uno in Italia e l&#8217;altro in Romania. I due sono estranei alla violenza ed hanno acquistato gli apparecchi da un ambulante in un mercato di Boccea. Questi, a sua volta, li aveva ricevuti da un&#8217;altra persona di cui la polizia conosce già l&#8217;identità. Residente nella borgata Finocchio, l&#8217;uomo per il momento è irreperibile. È soltanto il ricettatore? Solo ripercorrendo l&#8217;intero percorso fatto dai due telefoni, si verrà a capo della domanda.<br />
Lunedì prossimo è prevista l&#8217;udienza del tribunale del riesame che dovrà pronunciarsi sulla seconda richiesta di scarcerazione presentata dal difensore di Racs. Questa volta verranno esaminate le accuse per lo stupro del Quartaccio. Dopo un riconoscimento incerto della vittima, anche qui l&#8217;esame del dna ha scagionato il romeno. C&#8217;è chi ha scritto che i due se fossero stati romani, invece che romeni, sarebbero già fuori. La decisione è importante anche perché, molto probabilmente, l&#8217;incipit che ha fuorviato le indagini sulla Caffarella nasce da lì, da chi non ha mai tolto gli occhi dal gruppo di romeni e rom di Primavalle, monitorati fin dai giorni che seguirono il primo stupro di via Andersen, al Quartaccio. È lì che furono individuati i colpevoli più facili, quelli politicamente più fruibili per la campagna politica che si scatenò immediatamente dopo e portò all&#8217;ennesimo decreto sicurezza.</p>
<p>Link<br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-1/">Quartaccio-Caffarella, l&#8217;uso politico dello stupro 1</a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-2/">È razzismo parlare di Dna romeno 2</a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-3/">L&#8217;inchiesta sprofonda 3</a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-4/">Quando il teorema vince sulle prove 4</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-luso-politico-dello-stupro-5/">Tante botte per trovare prove che non ci sono 5</a><br />
<a href="../2009/03/15/stupro-caffarella-luso-politico-dello-stupro-6/">Non esiste il cromosoma romeno 6</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-e-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-5/">L&#8217;accanimento giudiziario 7</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-6/">La difesa di Racs denuncia maltrattamenti 8</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-luso-politico-dello-stupro-9/">Parlano i conoscenti di Racs 9</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-delo-stupro-7/">Non sono colpevoli ma restano in carcere 10</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-8/">Racs non c&#8217;entra 11</a><br />
<a href="../2009/03/24/stupro-caffarella/">Stupro della Caffarella 13</a><br />
<a href="../2009/03/24/quartaccio-luso-politico-dello-stupro/">Stupro del Quartaccio, scarcerato Racs 14</a><br />
<a href="../2009/03/25/caffarella-luso-politico-dello-stupro/">Cosa si nasconde dietro la confessione di Loyos? 15</a><br />
<a href="../2009/03/28/stupro-caffarella-racs-innocente-e-senza-lavoro/">Racs innocente e senza lavoro 16</a><br />
<a href="../2009/04/29/stupro-caffarella-la-fabbrica-dei-mostri/">La fabbrica dei mostri 17</a><br />
<a href="../2009/04/30/stupro-della-caffarella-loyos-picchiato-dalla-polizia-per-confessare-il-falso/">Loyos picchiato dalla polizia per confessare il falso 18</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Stupro della Caffarella: quando il teorema vince sulle prove]]></title>
<link>http://insorgenze.wordpress.com/2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-4/</link>
<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 11:46:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>insorgenze</dc:creator>
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<description><![CDATA[Quando il teorema vince sulle prove Anita Cenci Liberazione 5 marzo 2009 «La politica ha messo frett]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h1><span style="color:#800000;"><strong>Quando il teorema vince sulle prove</strong></span></h1>
<p>Anita Cenci<em><br />
<span style="color:#ff0000;">Liberazione</span></em> 5 marzo 2009</p>
<p>«La politica ha messo fretta». Achille Serra, una lunga esperienza in polizia, riassume cosi le disastrose indagini sullo stupro della Caffarella. Un giudizio ancor più netto quando scende sul piano tecnico: «mi sembra che l’accertamento scientifico sia stato sottovalutato a favore del riconoscimento fotografico». Ma forse occorre fare un passo indietro per capire cosa sia successo nell’inchiesta che ha portato all’arresto di Alexandru Isztoika e Karol Racs, i due romeni poi scagionati dalla prova del Dna.<br />
Il 30 ottobre 2007, Nikolay Mailat, un cittadino romeno di 24 anni che viveva in un tugurio sulle rive del Tevere, nei pressi della stazione di Tor di Quinto, violenta e uccide Giovanna Reggiani. L’episodio dà il via a una lunga campagna sulla sicurezza. Il marketing della paura alimenterà tutta la successiva campagna elettorale. A Roma, il sindaco Veltroni avvia gli sgomberi degli insediamenti abusivi dove trovano riparo migranti provenienti dall’est europeo. Il governo di centrosinistra vara un primo decreto sicurezza carezzando l’idea che la destra possa essere sconfitta sul suo stesso terreno. Nel frattempo i cittadini romeni e tra loro i paria Rom vengono additati al pubblico ludibrio. Nonostante le statistiche ufficiali dicano che soltanto lo 0,27% di loro violi la legge, diventa senso comune associarli ai crimini peggiori. La psicosi dello zingaro aggressore, violentatore e ladro di bambini si diffonde. In diversi angoli d’Italia, madri di famiglia denunciano tentativi di rapimento dei loro bambini da parte di nomadi, anche se tutto crolla di fronte ai primi riscontri. Queste leggende metropolitane alzano un muro di odio verso la comunità romena, quella che ha rimpiazzato nella gerarchia del disprezzo i polacchi di una volta, i magrebini e gli albanesi venuti dopo. Ora tocca a loro, gli ultimi in ordine d’arrivo.<br />
Arriviamo così all’inizio di quest’anno. La destra governa indisturbata, l’opposizione quasi non c’è più e quella che si fa sentire è ancora più forcaiola del governo. A Roma Alemanno è diventato sindaco con la promessa di ridare sicurezza alla città. Un ministro del suo stesso partito ha messo i militari a presidiare semafori e strisce pedonali. Non servono a nulla ma abituano l’occhio alle mimetiche e alle armi spianate. Il messaggio è chiaro: «Siamo in guerra». Gli stupri però non calano. Non scendono quelli commessi da italiani: padri, fidanzati e mariti nel chiuso poco rassicurante delle mura domestiche (quasi il 60,9%). I media però continuano a parlare soltanto di quelli che vedono coinvolti cittadini stranieri. Un altro stupro, al Quartaccio, nella periferia nord della Capitale crea il panico. Si pensa subito a due stranieri «dell’est con la pelle scura». Un eufemismo per dire «zingari romeni». Lì vicino ci sono delle capanne tirate su tra cespugli e fango. Chi vi trova riparo è identificato e fotosegnalato. Tra loro anche i due accusati dello stupro alla Caffarella. Probabilmente l’errore che ha viziato l’indagine nasce qui. La polizia ha cercato ciò che la politica voleva che si trovasse. Subito dopo la stupro, il sindaco Alemanno dichiara: «Ho parlato col questore, sono due persone con accento dell’est, di carnagione scura, probabilmente rom», e di seguito «domani ci saranno degli sgomberi a sorpresa». Indagini e politica, un intreccio fatale. La giovane vittima parla di un tipo dai capelli chiari. Le mostrano delle foto in cui appare Isztoika. Non è strano?<br />
Aveva piccoli precedenti per furto, non per reati sessuali e viveva all’altro capo della città. Se si cerca un biondo tra i fotosegnalati romeni il campo si restringe inevitabilmente, ma anche la percentuale di errore si moltiplica enormemente. Ciò si spiega soltanto con la convinzione che i romeni identificati nelle baracche del Quartaccio fossero coinvolti nello stupro di via Andersen. Insomma le indagini hanno imboccato subito una direzione univoca, perché così volevano le pressioni della politica.<br />
Ma al primo errore se ne sono aggiunti altri: quella «confessione» di Isztoika, risultato di una percorso che il comunicato congiunto emesso ieri sera da questura e procura non chiarisce affatto. Vecchia storia quella delle confessioni rese dagli indagati. Difficile da estirpare dalla cultura questurina che continua a considerarle ancora – nonostante le nuove tecniche investigative – la prova più suggestiva. L’inquisito resta il cuore dell’inchiesta e del giudizio. <em>L’animale confessante </em>è volentieri ritenuto la fonte stessa della prova, – come ammette il giurista Franco Cordero nella suo Procedura penale. Certo, «essendo rare le effusioni spontanee, bisogna stimolarle: gli inquisitori manipolano anime. L’opera richiede un ambiente, luoghi chiusi; presto appare diverso da com’era fuori, irriconoscibile; gli shock da tortura incidono meno del lavoro profondo. Quando sia infrollito al punto giusto, un niente lo smuove».<br />
Prima della confessione davanti alla videocamera cosa è successo? È vero o no che un poliziotto romeno si è occupato del biondino? In alcuni retroscena riportati dalla stampa, fonti anonime parlano di un incontro di almeno un’ora, dove si è parlato solo in romeno e che avrebbe scosso profondamente il giovane, spingendolo ad autoaccusarsi. Per gli inquirenti Isztoika sarebbe a conoscenza dei fatti (ma fornisce solo elementi già noti all’indagine) perché copre qualcuno. Al punto da rischiare una condanna pesantissima? Non è illogico?<br />
Infine, perché non attendere le risultanze scientifiche prima di lasciarsi sfuggire quel «meno uno»? Forse la troppa ansia di successo, la voglia di dire «da oggi non sono più il nipote di Vincenzo Parisi» (capo della Polizia alla fine degli anni 80), come dichiarato dal capo della mobile dopo la cattura dei due romeni, hanno giocato un brutto scherzo alla verità. Gli stupratori sono ancora in giro.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Link</strong><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-1/">Quartaccio-Caffarella, l&#8217;uso politico dello stupro </a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-2/">È razzismo parlare di Dna romeno </a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-3/">L&#8217;inchiesta sprofonda </a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-luso-politico-dello-stupro-5/">Tante botte per trovare prove che non ci sono </a><br />
<a href="../2009/03/15/stupro-caffarella-luso-politico-dello-stupro-6/">Non esiste il cromosoma romeno </a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-e-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-5/">L&#8217;accanimento giudiziario </a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-6/">La difesa di Racs denuncia maltrattamenti </a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-luso-politico-dello-stupro-9/">Parlano i conoscenti di Racs </a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-delo-stupro-7/">Non sono colpevoli ma restano in carcere </a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-8/">Racs non c&#8217;entra </a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/18/caffarella-luso-politico-dello-stupro-11/">Negativi i test del dna fatti in Romania </a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/24/stupro-caffarella/">Stupro della Caffarella </a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/24/quartaccio-luso-politico-dello-stupro/">Stupro del Quartaccio, scarcerato Racs </a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/25/caffarella-luso-politico-dello-stupro/">Cosa si nasconde dietro la confessione di Loyos? </a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/28/stupro-caffarella-racs-innocente-e-senza-lavoro/">Racs innocente e senza lavoro </a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/04/29/stupro-caffarella-la-fabbrica-dei-mostri/">La fabbrica dei mostri </a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/04/30/stupro-della-caffarella-loyos-picchiato-dalla-polizia-per-confessare-il-falso/">Loyos picchiato dalla polizia per confessare il falso </a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Stupro della Caffarella: tante botte per trovare prove che non ci sono 5]]></title>
<link>http://insorgenze.wordpress.com/2009/03/15/caffarella-luso-politico-dello-stupro-5/</link>
<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 11:44:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>insorgenze</dc:creator>
<guid>http://insorgenze.wordpress.com/2009/03/15/caffarella-luso-politico-dello-stupro-5/</guid>
<description><![CDATA[Stupro Caffarella, nuove analisi: «Il dna non è dei romeni arrestati». Intanto uno dei due, Karol Ra]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3><strong>Stupro Caffarella, nuove analisi: «Il dna non è dei romeni arrestati».<strong> Intanto</strong> uno dei due, Karol Racs denuncia maltrattamenti appena arrestato a Livorno e poi in Questura a Roma<em><br />
</em></strong></h3>
<p><strong><em> </em></strong>Anita Cenci<br />
<em>Liberazione</em> 6 marzo 2009</p>
<p>I nuovi test sulla comparazione del Dna, realizzati dal laboratorio dell’università di Roma diretto dalla professoressa Carla Vecchiotti, hanno confermato ancora una volta che le tracce biologiche rinvenute dopo lo stupro della Caffarella non appartengono a Alexandru Isztoika e Karol Racs, i due cittadini romeni accusati della brutale violenza.<br />
Le situazione si aggrava per la squadra mobile e la procura di Roma che l’altro ieri hanno diffuso un comunicato congiunto nel quale, in sostanza, fanno quadrato attorno alle indagini fino ad ora svolte. Per il questore Giuseppe Caruso, che ha parlato anche a nome dei magistrati, «l’impianto accusatorio non cambia di una virgola».<br />
Ma dire che nulla cambia giacché tutto si è svolto secondo le regole, non aggiunge prove a quelle che già mancano. Per giunta questa ricostruzione è contestata dai due imputati, che hanno dichiarato ai parlamentari in visita nelle loro celle di aver subito violenze perché confessassero. «La notte che sono venuti a prendermi &#8211; ha raccontato Racs -, sono entrati i poliziotti romeni e mi hanno riempito di botte. Poi sono arrivati quelli italiani, e giù altre botte. Mi hanno trasferito a Roma, e gli investigatori mi hanno picchiato di nuovo». All’arrivo in carcere pare che fosse accompagnato da un verbale di pronto soccorso ed fosse pieno di contusioni.<br />
Ora, nonostante il doppio esame del Dna li abbia scagionati, i due rimarranno comunque sotto custodia cautelare. Anche se lunedì prossimo il tribunale del riesame dovesse accogliere per entrambi la richiesta di scarcerazione avanzata dagli avvocati, procura e questura avrebbero comunque trovato il modo di mantenerli in detenzione.<br />
Dal 5 marzo scorso, infatti, Racs è incriminato anche per la violenza sessuale compiuta su una donna, la sera del 21 gennaio in via Andersen, al Quartaccio. Il bassino stempiato che è entrato nella vicenda della Caffarella solo perché tirato in ballo dal suo connazionale, si è ritrovato travolto da una catena di sospetti nonostante la giovane vittima della violenza e il suo fidanzatino avessero inizialmente indicato un’altra persona e fornito un identikit completamente diverso dalla sua figura. Un micidiale dispositivo inquisitorio dove l’accusa ha trovato forza unicamente perché supportata da una seconda e così via. Una di quelle situazioni kafkiane in cui le smentite, piuttosto che indurre un po’ di buon senso, indispettiscono ancora di più chi muove le accuse. Il rischio è che la verità venga sacrificata di fronte alla necessità di tutelare la credibilità dell’autorità.<br />
Intanto un nuovo colpo alle indagini è arrivato anche dalla donna di 41 anni, vittima dello stupro del Quartaccio, che ieri non ha confermato l’identificazione avvenuta durante l’incidente probatorio. «Era buio, avevano il cappuccio», ha detto la donna al Messaggero . La sensazione è che anche in questo caso Racs non c’entri nulla, ma sia stato coinvolto a causa di una potente suggestione mediatica che l’ha trasformato in un mostro da sbattere in prima pagina.<br />
Più complicata è la posizione di Isztoika, il «biondino», a causa della sua confessione. Secondo gli investigatori non vi sarebbe nessun conflitto tra le «parole» e le «risultanze» scientifiche oggettive (il Dna), perché Isztoika avrebbe dimostrato di conoscere dettagli ancora ignoti alle indagini prima di esser ascoltato e solo successivamente verificate.<br />
Per la polizia, anche se non fosse l’autore diretto del fatto, sarebbe comunque a conoscenza di come si è svolto e di chi l’avrebbe commesso. Per questo sarebbe pronta per lui, e per Racs, una nuova imputazione di favoreggiamento, oltre che di calunnia (per aver detto di aver subito violenze) e autocalunnia (per essersi accusato dello stupro).<br />
Isztoika invece ribadisce che la confessione gli è stata estorta e il suo contenuto suggerito in dettaglio dai poliziotti romeni. Resta da capire se davvero egli abbia riferito circostanze ignote fino a quel momento. Lo varebbe fatto durante la videoregistrazione? Oppure prima? Vanno verificate anche le dichiarazioni di Racs, riportate da alcuni quotidiani, e nella quali spiega le confessione del suo coimputato perché: «terrorizzato da due romeni molto potenti, forse coinvolti nella vicenda».<br />
Insomma le voci si accavallano e gli inquirenti, dietro la difesa delle loro indagini, sembrano in realtà confusi. Un cappotto con tracce di sangue, “dimenticato” nel bar dove i due fidanzatini erano stati soccorsi, è stato recuperato per essere sottoposto ad analisi. La sequenza del Dna di uno degli aggressori avrebbe trovato una parziale corrispondenza con quella di un altro cittadino romeno, in carcere nel suo paese da mesi.<br />
Nel frattempo l’ingrato mondo della politica, quei partigiani della tolleranza zero che avevano in precedenza osannato gli investigatori, ora scaricano su di loro il flop di una politica “razzista” della sicurezza che crea invece insicurezza, perché la gente ha capito che alla fine i veri stupratori sono fuori. Il sindaco Alemanno, che si era precipitato ad indicare negli immigrati delle est i naturali colpevoli, ora dice che non vuole innocenti in carcere. Indagini e politica, un intreccio fatale. In questura avranno capito la lezione?</p>
<h3><strong>È sempre giallo sui due rumeni arrestati<br />
Il Dna non c’è, ma per gli inquirenti: «L’accusa regge»</strong></h3>
<p>Stefano Galieni</p>
<p><em>Liberazione</em> 5 marzo 2009</p>
<p>La Procura della Repubblica di Roma e la questura, con  un comunicato congiunto, hanno confermato l’impianto accusatorio nei confronti  dei due cittadini rumeni accusati dello stupro ai danni di una ragazzina,  la sera del 14 febbraio a Roma. Il fatto che dai primi riscontri il Dna  dei due risulti incompatibile e che le prove a carico sembrino sgretolarsi  giorno dopo giorno, non sembra portare verso la ricerca di altre piste  per assicurare alla giustizia i responsabili di questo odioso delitto.   Mihai Muntean è segretario generale del Partito dei rumeni in Italia (8.000  iscritti che in questo periodo stanno aumentando considerevolmente), con  contatti in tutti i Comuni in cui è forte la concentrazione rumena. Si  sente nell’occhio del ciclone e non accetta che la sua comunità passi per  essere composta da delinquenti e stupratori. «L’accanimento è iniziato  con l’atroce omicidio della signora Reggiani &#8211; racconta &#8211; I reati sono  diventati un pretesto per accanirsi contro una comunità composta per la  maggior parte da lavoratori che pagano le tasse e vogliono vivere in pace,  rispettando le leggi. Ma si è deciso di fare campagna politica e informativa  facendo leva sulla sensibilità delle persone, arrivando a confermare l’equazione  immigrato=delinquente». Mihai denuncia come su questo si sia costruito  un “capitale elettorale” e si sia creata una tensione difficile da smorzare,  in cui crescono il sospetto e la paura reciproca, ma anche veri e propri  gravi e mai sufficientemente condannati episodi di xenofobia e di razzismo:  «Hanno incendiato negozi gestiti da rumeni, sono stati picchiati cittadini  inermi e si è arrivati ad emanare un decreto assurdo come quello sulle  ronde che a mio avviso rappresentano una vera e propria dichiarazione di  impotenza e di fallimento da parte dello stato». Sono in molti nella sua  comunità a denunciare l’inutilità e la pericolosità delle ronde nate su  questa isteria generale, sono molti a dire che aumentano il senso di criminalizzazione  di una intera comunità, ad accorgersi di come le istituzioni che dovrebbero  rassicurare l’opinione pubblica, scelgano di sostituire le forze dell’ordine  demandate alla prevenzione e alla repressione dei reati con dei pensionati.  E’ infuriata anche Halina Harja, giornalista di “Realitatea tv”, una emittente  in lingua molto seguita in Italia: «Non mi sembra normale o giusto organizzare  una conferenza stampa, come ha fatto la questura di Roma, all’inizio e  non alla chiusura delle indagini, sbattendo i “mostri rumeni in prima pagina”.  Si è violata la fondamentale presunzione di innocenza, potevano aspettare  l’esito degli esami e dei riscontri. Ma non è la prima volta che accade:  nel settembre del 2007 due fratelli rumeni vennero arrestati per lo stupro  di una donna a Torino. Dopo tre mesi di carcere sono stati prosciolti,  anche allora l’esame del Dna provò che erano innocenti. La corte di appello  ha condannato lo Stato italiano ad un risarcimento per ingiusta detenzione  dei due, ma questa notizia è finita in un trafiletto nascosto fra le tante  notizie mentre all’atto dell’arresto i giornali avevano parlato ampiamente  del caso». Tanto Mihai quanto Halina sono allarmati degli effetti concreti  di questa campagna mediatica e politica contro i rumeni: dicono che diventa  sempre più difficile per i propri concittadini trovare casa in affitto,  un lavoro, mantenere relazioni stabili con gli italiani con cui invece  c’è storicamente una vicinanza storica, culturale e linguistica. Oltre  200 anni fa si andava in Romania per cercare fortuna e molti italiani rimasero  lì, tanto che i discendenti sono considerati minoranza linguistica a cui  garantire diritti fra cui un deputato in parlamento. Ma questo si dimentica,  come si dimenticano, è ancora Mihai a ricordarlo, i tanti e biunivoci rapporti  di partenariato economico: imprenditori italiani che hanno delocalizzato  la propria produzione in Romania, e imprenditori rumeni che si stanno affermando  in Italia. Ma questi non fanno notizia, di loro non si parla.  Colpa anche  del fatto che la comunità rumena è ancora frammentata e cerca scarsamente  di essere presente sia politicamente che per riacquisire spazio nell’informazione.  «Io mi chiedo perché siamo arrivati ad una legge fatta di due pesi e due  misure &#8211; domanda retoricamente Sebastian Zlotea, del Prc &#8211; Certi reati  vanno puniti con severità estrema indipendentemente dal paese di provenienza  di chi li commette. Ma in Italia non solo questo non vale più, ma se è  un mio connazionale a commettere un reato perché la responsabilità deve  ricadere sull’intera comunità?». I tre concordano sulla necessità che la  comunità rumena sia maggiormente presente nella politica e nella società,  anche visto l’avvicinarsi di scadenze elettorali. Ma intanto oggi ci potrebbero  essere due innocenti in galera e due stupratori liberi, non importa di  quale nazionalità, in grado di ripetere il reato.</p>
<p>Link<br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-1/">Quartaccio-Caffarella, l&#8217;uso politico dello stupro 1</a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-2/">È razzismo parlare di Dna romeno 2</a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-3/">L&#8217;inchiesta sprofonda 3</a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-4/">Quando il teorema vince sulle prove 4</a><br />
<a href="../2009/03/15/stupro-caffarella-luso-politico-dello-stupro-6/">Non esiste il cromosoma romeno 6</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-e-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-5/">L&#8217;accanimento giudiziario 7</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-6/">La difesa di Racs denuncia maltrattamenti 8</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-luso-politico-dello-stupro-9/">Parlano i conoscenti di Racs 9</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-delo-stupro-7/">Non sono colpevoli ma restano in carcere 10</a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-8/">Racs non c&#8217;entra 11</a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/18/caffarella-luso-politico-dello-stupro-11/">Negativi i test del Dna fatti in Romania 12</a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/24/stupro-caffarella/">Stupro della Caffarella 13</a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/24/quartaccio-luso-politico-dello-stupro/">Stupro del Quartaccio, scarcerato Racs 14</a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/25/caffarella-luso-politico-dello-stupro/">Cosa si nasconde dietro la confessione di Loyos? 15</a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/28/stupro-caffarella-racs-innocente-e-senza-lavoro/">Racs innocente e senza lavoro 16</a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/04/29/stupro-caffarella-la-fabbrica-dei-mostri/">La fabbrica dei mostri 17</a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/04/30/stupro-della-caffarella-loyos-picchiato-dalla-polizia-per-confessare-il-falso/">Loyos picchiato dalla polizia per confessare il falso 18</a></p>
<p><strong><a href="http://insorgenze.wordpress.com/2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-4/"><strong><br />
</strong></a></strong><strong><a href="http://insorgenze.wordpress.com/2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-4/"><strong> </strong></a></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Stupro della Caffarella: non esiste il cromosoma romeno 6]]></title>
<link>http://insorgenze.wordpress.com/2009/03/15/stupro-caffarella-luso-politico-dello-stupro-6/</link>
<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 11:43:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>insorgenze</dc:creator>
<guid>http://insorgenze.wordpress.com/2009/03/15/stupro-caffarella-luso-politico-dello-stupro-6/</guid>
<description><![CDATA[Emiliano Guardina genetista Università Tor Vergata (Roma) «Il cromosoma y non è sufficiente per trac]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2><strong>Emiliano Guardina genetista Università Tor Vergata (Roma)<br />
«Il cromosoma y non è sufficiente per tracciare un profilo genetico»</strong></h2>
<p>Stefano Galieni</p>
<p><em>Liberazione</em> 7 marzo 2009</p>
<p>Da molto tempo, di fronte a omicidi efferati o a reati predatori come gli stupri, si scatena l’uso spettacolarizzante della genetica come disciplina in grado di comprovare definitivamente la colpevolezza o l’innocenza di chi è indagato. Ultimo, in ordine di tempo, il caso della brutale violenza inflitta ad una minorenne a Roma il 14 febbraio scorso.<br />
Emiliano Guardina, genetista presso l’Università di Tor Vergata di Roma, spiega: «Le analisi del Dna si basano sulla comparazione di specifichesequenze variabili nella popolazione. Ognuno di noi ha specifiche variabili, analizzandone un certo numero (15 o 16) è possibile evidenziarne una per ogni individuo. Il profilo che se ne ricava è unico e deve combaciare perfettamente con quello di chi è accusato».</p>
<p><strong>C’è chi ha parlato di Dna che si sono mischiati<br />
e di cromosoma y identificativo. Che significa?</strong><br />
Nel caso di violenze in cui i reperti sono presi da tamponi vaginali, il materiale esaminato è misto (vittima e aggressori) allora è utile isolare il cromosoma y – esclusivamente maschile – per ricavare un profilo dell’aggressore. Il cromosoma non è discriminativo ma è parentale.</p>
<p><strong>Ma il cromosoma y è sufficiente per tracciare un profilo genetico?</strong><br />
Assolutamente no. Serve l’intero profilo che deve comprendere anche gli altri cromosomi e l’intera sequenza genetica. Nei<br />
paesi in cui in seguito a matrimoni sono le donne ad andare a vivere nella località in cui vivono gli uomini, il cromosoma y non migra, spesso è simile per molti individui. Se io vado a vivere da mia moglie a Milano, sposto il mio cromosoma a Milano e la variabilità è ridotta ma il cromosoma y di per se non è identificativo né può portare come unica prova ad un legame di parentela.</p>
<p><strong>E pensare che c’è stato anche chi ha scritto di Dna diversi in base alla provenienza nazionale.</strong><br />
Non esistono varianti genetiche esclusive di singole entità geografiche. Posso dire che certe sequenze sono più frequenti in Spagna piuttosto che in Italia ma non posso e non debbo utilizzare questo come prova identificativa. So che esistono probabilità ma nessun elemento certo. Senza dimenticare che la specie umana è sopravvissuta solo grazie alla capacità di migrare, di mescolare i propri patrimoni genetici in maniera tale da sopravvivere in qualsiasi condizione. Pensi che una autorità riconosciuta come la Società Americana di Genetica Umana si è sentita in dovere di dire che certe ricerche che pretendono di trovare le proprie origini nel tempoattraverso una analisi del profilo genetico, non hanno alcun valore.<strong> </strong>Eppure c’è ancora chi crede questo.</p>
<p><strong>Beh c’è anche chi utilizza la genetica per definire la predisposizione a comportamenti specifici.</strong><br />
Mi scusi per il termine ma questa è una cazzata. C’è una distanza siderale fra il comportamento individuale e il patrimonio genetico, ogni ricerca lo conferma ma basti pensare alla differenza che c’è fra gemelli monozigoti per capirlo. Solo<br />
che le persone vorrebbero una certezza rassicurante come questa, sapere che un tale gruppo nazionale ha lo stupro nel Dna, per potersela prendere con il gruppo.</p>
<p><strong>Si, l’unica certezza è che lo stupratore è uomo?</strong><br />
Si perché prevalgono approcci riduzionismi che non possono trovare voce nel terzo millennio. Eppure quanti plastici di Bruno Vespa continuo a vedere, quante spiegazioni contorte. Basterebbe dire che il dna è democratico non differenzia bianchi e neri, uomini e donne. Ma stiamo tornando alle teorie lombrosiane.</p>
<p><strong>Si sopravvaluta la genetica forense?</strong><br />
Chi la esercita è molto prudente e prima di affermare con certezza che il Dna di un sospettato è quello rinvenuto sul luogo di un delitto ci pensa bene. Tutto deve combaciare anche se siamo in grado di recuperare l’intero profilo da una sola cellula. Ma non la si può considerare come unica prova per il castello accusatorio. Si rischiano errori e quando abbiamo dubbi sulla perfetta comparazione del profilo noi non ci permettiamo di emettere verdetti certi.</p>
<p>Link<br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-1/">Quartaccio-Caffarella, l&#8217;uso politico dello stupro 1</a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-2/">È razzismo parlare di Dna romeno 2</a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-3/">L&#8217;inchiesta sprofonda 3</a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-4/">Quando il teorema vince sulle prove 4</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-luso-politico-dello-stupro-5/">Tante botte per trovare prove che non ci sono 5</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-e-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-5/">L&#8217;accanimento giudiziario 7</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-6/">La difesa di Racs denuncia maltrattamenti 8</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-luso-politico-dello-stupro-9/">Parlano i conoscenti di Racs 9</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-delo-stupro-7/">Non sono colpevoli ma restano in carcere 10</a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-8/">Racs non c&#8217;entra 11</a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/18/caffarella-luso-politico-dello-stupro-11/">Negativi i test del Dna fatti in Romania 12</a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/24/stupro-caffarella/">Stupro della Caffarella 13</a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/24/quartaccio-luso-politico-dello-stupro/">Stupro del Quartaccio, scarcerato Racs 14</a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/25/caffarella-luso-politico-dello-stupro/">Cosa si nasconde dietro la confessione di Loyos? 15</a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/03/28/stupro-caffarella-racs-innocente-e-senza-lavoro/">Racs innocente e senza lavoro 16</a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/04/29/stupro-caffarella-la-fabbrica-dei-mostri/">La fabbrica dei mostri 17</a><br />
<a href="//insorgenze.wordpress.com/2009/04/30/stupro-della-caffarella-loyos-picchiato-dalla-polizia-per-confessare-il-falso/">Loyos picchiato dalla polizia per confessare il falso 18</a></p>
<p><strong><a href="http://insorgenze.wordpress.com/2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-4/"><strong><br />
</strong></a></strong><strong><a href="http://insorgenze.wordpress.com/2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-4/"><strong> </strong></a></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Stupro della Caffarella: la difesa di Racs chiede la scarcerazione e denuncia maltrattamenti 8]]></title>
<link>http://insorgenze.wordpress.com/2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-6/</link>
<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 11:40:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>insorgenze</dc:creator>
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<description><![CDATA[L’avvocato chiede il ricovero: «Racs ferito al timpano» La procura: «c’è un nuovo teste». La difesa ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2><strong>L’avvocato chiede il ricovero: «Racs ferito al timpano»</strong><strong><br />
La procura: «c’è un nuovo teste»</strong><strong>. La difesa vuole la scarcerazione</strong><strong><br />
Oggi la decisione del tribunale<br />
</strong></h2>
<p>Anita Cenci</p>
<p><em>Liberazione </em>9 marzo 2009</p>
<p>È prevista per oggi la decisione del Tribunale del riesame che ieri ha esaminato la richiesta di revoca della custodia cautelare presentata dai difensori di Karol Racz e Alexandru Isztoika, i due romeni accusati dello stupro nel parco romano della Caffarella. L’udienza si è aperta con un colpo di scena: l’avvocato La Marca, difensore di Racz, ha depositato una richiesta di ricovero per il suo assistito. «Nel corso del colloquio in carcere – ha spiegato – Racs mi ha informato di avere problemi all’udito e toccandosi l’orecchio sinistro si è macchiato le dita di sangue». Il legale ha chiesto il ricovero per accertare le cause, eventualmente traumatiche, della patologia e affrontare le cure necessarie. La circostanza getta nuove ombre sulle ore che hanno seguito l’arresto dei due romeni. Secondo l’avvocato,  Isztoika, il “biondino” che  prima ha confessato e poi ritrattato, sarebbe stato «indottrinato» sulla base della versione dei fatti riportata nella querela dell’adolescente aggredita. Dinamica che però sarebbe stata successivamente modificata, almeno in parte, dal fidanzatino.<br />
La procura ha risposto versando nel fascicolo alcune intercettazioni ambientali, realizzate in Questura nei confronti di un gruppo di testimoni citati da Racz per confermare il suo alibi. Si tratta di alcuni ospiti del campo nomadi di Torrevecchia che, con modalità quanto mai discutibili, mentre erano in attesa di deporre sono state appositamente raggruppate in una stanza e microfonate. Un atteggiamento che comprova il pregiudizio discriminatorio della polizia nei confronti dei Rom considerati a priori dei mentitori. Paradossalmente, però, dalle loro conversazioni potrebbero emergere ulteriori elementi favorevoli all’indagato.<br />
Lo stupro della Caffarella da orribile fatto di cronaca si è trasformato in un’inchiesta dalle risonanze politiche molto delicate. L’episodio ha dato il là al decreto sicurezza del governo e al varo delle ronde. Una definitiva smentita della pista romena creerebbe seri imbarazzi ai palazzi della politica che su questo episodio ha investito molto. La ricerca di un responsabile del fallimento potrebbe allora scaricarsi verso il basso come una reazione a catena. I livelli gerarchici inferiori, Questura e squadra mobile, sentono questa pressione che mette a rischio brillanti carriere dopo gli affrettati trionfalismi delle prime ore. Forse sta qui una delle ragioni che spingono la procura ad appiattirsi completamente sulla linea investigativa tenuta dalla polizia. Sembra quasi di assistere a un esperimento anzitempo della riforma che dovrebbe trasformare il pm nel notaio delle forze dell’ordine. Non ha suscitato sorprese, dunque, il rinnovo dalla custodia cautelare chiesto dal pm, Vincenzo Barba: «in prima istanza come autori materiali dello stupro», nonostante il dna lo abbia già escluso. Conferma dell’incriminazione dovuta al fatto che non tutte le analisi sono state ancora esperite; «In subordine come concorrenti morali», poiché in ogni caso i due avrebbero assistito al fatto. Un nuovo teste, infatti, avrebbe riconosciuto i due mentre si aggiravano nel parco in un orario compatibile con la violenza. Si tratterebbe di un medico che intorno alle 17,30 faceva jogging e avrebbe incrociato i due vicino agli attrezzi ginnici che arredano la Caffarella, notando in particolare l’assenza di incisivi in uno di loro. Circostanza già contestata a Racs per lo stupro del Quartaccio. Ma il riconoscimento, avvenuto nei giorni successivi all’arresto, anche in questo caso sarebbe viziato dal rullo compressore mediatico che per settimane ha sparato il volto dei due romeni come quello dei colpevoli, prima che l’esame del Dna cambiasse tutto. Non solo, ma il medico precisa li avrebbe visti «da soli», come d’altronde hanno sempre dichiarato i giovani aggrediti. Circostanza che contrasta con le ultime ipotesi investigative. Se erano soli, non possono essere stati loro perché il dna li scagiona. Ma se erano più di due, come ora sostiene la polizia, allora non torna la versione del teste. Le prove non sono giochi di prestigio.</p>
<p>Link<br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-1/">Quartaccio-Caffarella, l&#8217;uso politico dello stupro 1</a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-2/">È razzismo parlare di Dna romeno 2</a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-3/">L&#8217;inchiesta sprofonda 3</a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-4/">Quando il teorema vince sulle prove 4</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-luso-politico-dello-stupro-5/">Tante botte per trovare prove che non ci sono 5</a><br />
<a href="../2009/03/15/stupro-caffarella-luso-politico-dello-stupro-6/">Non esiste il cromosoma romeno 6</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-e-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-5/">L&#8217;accanimento giudiziario 7</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-luso-politico-dello-stupro-9/">Parlano i conoscenti di Racs 9</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-delo-stupro-7/">Non sono colpevoli ma restano in carcere 10</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-8/">Racs non c&#8217;entra 11</a><br />
<a href="../2009/03/18/caffarella-luso-politico-dello-stupro-11/">Negativi i test del Dna fatti in Romania 12</a><br />
<a href="../2009/03/24/stupro-caffarella/">Stupro della Caffarella 13</a><br />
<a href="../2009/03/24/quartaccio-luso-politico-dello-stupro/">Stupro del Quartaccio, scarcerato Racs 14</a><br />
<a href="../2009/03/25/caffarella-luso-politico-dello-stupro/">Cosa si nasconde dietro la confessione di Loyos? 15</a><br />
<a href="../2009/03/28/stupro-caffarella-racs-innocente-e-senza-lavoro/">Racs innocente e senza lavoro 16</a><br />
<a href="../2009/04/29/stupro-caffarella-la-fabbrica-dei-mostri/">La fabbrica dei mostri 17</a><br />
<a href="../2009/04/30/stupro-della-caffarella-loyos-picchiato-dalla-polizia-per-confessare-il-falso/">Loyos picchiato dalla polizia per confessare il falso 18</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Stupri della Caffarella e Quartaccio: parlano i conoscenti di Racs 9]]></title>
<link>http://insorgenze.wordpress.com/2009/03/15/caffarella-luso-politico-dello-stupro-9/</link>
<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 11:39:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>insorgenze</dc:creator>
<guid>http://insorgenze.wordpress.com/2009/03/15/caffarella-luso-politico-dello-stupro-9/</guid>
<description><![CDATA[Parlano gli amici di Karol Racz accusato di stupro: «Non è un bruto. Non ha mai infastidito il campo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3><strong>Parlano gli amici di Karol Racz accusato di stupro: «Non è un bruto. Non ha mai infastidito il campo»</strong></h3>
<p>Stefano Galieni</p>
<p><em>Liberazione </em>10 marzo 2009</p>
<p>«Cerchi gli “zingari”? Dopo quella strada». Chi fornisce  l’indicazione non nasconde disprezzo. Roma, Via Cesare Lombroso, a ridosso  dell’ex ospedale psichiatrico del S. Maria della Pietà. Una salitella   alla cui sinistra si erge un cancello. Poi una sbarra per i veicoli, un  gabbiotto per gli operatori dell’Arci Solidarietà e alcuni prefabbricati  in un area recintata e cementata. Uno spazio pulito e tenuto dignitosamente,  era qui che Karol Racz, il ragazzo definito dai media e dalla questura  “faccia da pugile” si guadagnava da vivere fino al suo arresto, per lo  stupro nel parco della Caffarella e per un’altra violenza subita da una  donna del vicino quartiere di Primavalle. Ma come vacilla il materiale  probatorio che lo accusava, così il racconto di chi lo ha conosciuto sgretola  l’immagine del bruto che ne è stata fatta. «Qui lo chiamavamo tutti Carlo  – racconta Michele, mani callose e volto aperto – da almeno sette mesi  veniva a darci una mano per pulire il campo e non ha mai infastidito nessuno.  Si guadagnava pochi euro portando via l’immondizia o dando una mano quando  andavamo a raccogliere ferro e metallo da vendere, ma era anche bravo come  muratore e come piastrellista. A volte gli davo anche un panino con la  carne. Non ce lo vedo a fare quelle cose di cui è accusato». Anche altri  hanno voglia di parlare, raccontano di un uomo timido e dalla voce bassa,  che aveva anche paura a guardare le donne del campo, un lavoratore umile  che conosceva appena poche parole di italiano. «Viveva con gli altri rumeni  della zona, nelle baracche – interviene un ragazzo – siamo tutti bosniaci,  di Mostar, siamo senza documenti ma i nostri figli sono nati qui e vanno  a scuola senza problemi. La nostra vita è dura, quella dei rumeni anche  peggiore». «Dopo la violenza di Primavalle – dice una donna – hanno bruciato  le baracche dei rumeni senza neanche dargli il tempo per prendersi coperte  e vestiti. Stavano morendo di freddo, siamo stati noi a dargli le nostre  coperte». Molte sono le donne che lo difendono: «Lo lasciavamo anche da  solo con le nostre figlie adolescenti – raccontano &#8211; ti pare che se avesse  dato fastidio a qualcuna lo avremmo fatto entrare qui?».  Il solo fatto  che abbiano dato lavoro a Carlo (Karol) ha rovinato l’economia di sussistenza  di queste famiglie, inserite in un campo attrezzato. La maggior parte degli  adulti raccoglie e ricicla metalli, la domenica hanno messo in piedi un  mercatino dell’usato dove rivendono gli oggetti gettati dalla nostra opulenza,  i giovani si cercano con difficoltà un lavoro più stabile ma non è facile.  «Per l’Italia siamo un problema del governo bosniaco, i bosniaci non ci  riconoscono e ci rimandano all’Italia, come se fossimo palline da ping  pong – dice Michele. Di fatto anche se siamo qui da tanti anni e se i  nostri figli sono nati in questo campo di concentramento, noi non esistiamo,  non abbiamo diritti. Spesso ci fermano, ci tengono in questura senza motivo».  Si avvicina Viktor (nome di fantasia), un ragazzone vestito alla moda,  capelli col gel e volto maturo: «Io sto con una ragazza italiana, vorremmo  farci un futuro insieme, una famiglia, ma non possiamo. Avevo trovato lavoro  in un forno, mi alzavo alle cinque ogni giorno ma ero contento. Poi la  polizia mi ha chiesto i documenti ed hanno consigliato al proprietario  del forno di non farmi lavorare. Ora sono disoccupato. Ma che vogliono?  Che a rubare ci vada per forza?». Anche lui si ricorda bene di Carlo: «era  gentile e aveva paura anche dei bambini. Con noi stava bene gli davamo  lavoro, da mangiare e anche da vestirsi. Se la sono presa con lui perché  è debole, è povero ed è rumeno». Ma è ancora Michele ad interromperlo:  «Scrivi cosa ne pensiamo. Scrivi che chi ha distrutto la vita di quella  ragazzina non si farebbe certo vedere da queste parti. Saremo i primi a  denunciarlo, chiunque fosse stato».  Ma intanto i rom di via Lombroso pagano  gli effetti della campagna negativa nei loro confronti: c’è chi li guarda  con maggior disprezzo, chi ne ha paura o chi, più semplicemente non li  fa più lavorare. In fondo al piazzale che delimita il campo c’è forse la  persona che conosce meglio Carlo, si è lasciato intervistare in tv per  dire che non credeva alla sua colpevolezza e ora non vuole più parlare  con nessuno. Ci raccontano suoi amici che non ha più pace, aveva accesso  ad una discarica e ad altri posti in cui trovare metalli da vendere e partiva  ogni giorno presto con il suo furgone. Ora non lo fanno più avvicinare,  come se portasse addosso un marchio di complicità. Non poter lavorare significa  passare la fame, campare rovistando anche fra l’immondizia. È arrabbiato  per essersi esposto e ora non si fida, vuole che la gente dimentichi la  sua faccia e maledice il giorno in cui non si è fatto gli affari suoi.   E anche se questa storia si concluderà con l’assoluzione di Carlo, il  dubbio nei suoi confronti e di chi lo ha conosciuto resterà a lungo. Nessuna  autorità, tanto lesta a sbattere il mostro in prima pagina, si porrà il  problema di scusarsi né di far avere uno straccio di documento di identità  a chi pretende il diritto di vivere meglio.</p>
<p>Link<br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-1/">Quartaccio-Caffarella, l&#8217;uso politico dello stupro 1</a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-2/">È razzismo parlare di Dna romeno 2</a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-3/">L&#8217;inchiesta sprofonda 3</a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-4/">Quando il teorema vince sulle prove 4</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-luso-politico-dello-stupro-5/">Tante botte per trovare prove che non ci sono 5</a><br />
<a href="../2009/03/15/stupro-caffarella-luso-politico-dello-stupro-6/">Non esiste il cromosoma romeno 6</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-e-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-5/">L&#8217;accanimento giudiziario 7</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-6/">La difesa di Racs denuncia maltrattamenti 8</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-delo-stupro-7/">Non sono colpevoli ma restano in carcere 10</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-8/">Racs non c&#8217;entra 11</a><br />
<a href="../2009/03/18/caffarella-luso-politico-dello-stupro-11/">Negativi i test del Dna fatti in Romania 12</a><br />
<a href="../2009/03/24/stupro-caffarella/">Stupro della Caffarella 13</a><br />
<a href="../2009/03/24/quartaccio-luso-politico-dello-stupro/">Stupro del Quartaccio, scarcerato Racs 14</a><br />
<a href="../2009/03/25/caffarella-luso-politico-dello-stupro/">Cosa si nasconde dietro la confessione di Loyos? 15</a><br />
<a href="../2009/03/28/stupro-caffarella-racs-innocente-e-senza-lavoro/">Racs innocente e senza lavoro 16</a><br />
<a href="../2009/04/29/stupro-caffarella-la-fabbrica-dei-mostri/">La fabbrica dei mostri 17</a><br />
<a href="../2009/04/30/stupro-della-caffarella-loyos-picchiato-dalla-polizia-per-confessare-il-falso/">Loyos picchiato dalla polizia per confessare il falso 18</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Stupro della Caffarella: non sono colpevoli ma restano in carcere 10 ]]></title>
<link>http://insorgenze.wordpress.com/2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-delo-stupro-7/</link>
<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 11:38:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>insorgenze</dc:creator>
<guid>http://insorgenze.wordpress.com/2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-delo-stupro-7/</guid>
<description><![CDATA[Il Riesame: non sono i colpevoli, revocati gli arresti ma i due romeni restano in carcere per altri ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2><strong>Il Riesame: non sono i colpevoli, </strong><strong>revocati gli arresti ma i due romeni restano in carcere per altri reati: Racs per lo stupro di Primavalle, Loyos per calunnia</strong></h2>
<p><strong> </strong><br />
Anita Cenci<br />
<em>Liberazione </em> 11 marzo 2009</p>
<p>Alla fine di una lunga camera di consiglio, il tribunale del riesame di Roma ha revocato nella serata di ieri la custodia cautelare per Alexandru Loyos Isztoika e Karol Racz, i due cittadini romeni accusati dello stupro di un&#8217;adolescente e dell&#8217;aggressione del fidanzatino la sera del 14 febbraio scorso nel parco romano della Caffarella. Nel dispositivo si legge che il collegio, presieduto da Francesco Taurisano, «annulla l&#8217;ordinanza in epigrafe disponendo l&#8217;immediata liberazione degli indagati se non detenuti per altro». I due, però, restano ancora in carcere. Investigatori e inquirenti di fronte ai primi scricchiolii dell&#8217;inchiesta si erano subito premuniti predisponendo un castello d&#8217;accuse supplementare che consentisse comunque la permanenza in stato di detenzione dei due. Racz perché sospettato di un&#8217;altra violenza sessuale, avvenuta il 21 gennaio al Quartaccio, un altro quartiere della capitale. Accusa che a questo punto è destinata a crollare. Anche qui, infatti, la mancata identificazione del suo dna nei reperti biologici della violenza non consente di sostenere a lungo un&#8217;accusa fondata unicamente su riconoscimento dalle caratteristiche molto fragili, e che non risponde nemmeno alla descrizione dell&#8217;aggressore fatta dalla vittima.<br />
Loyos, il biondino, invece si è visto notificare, pochi minuti dopo la decisione del riesame, un&#8217;ordinanza di custodia cautelare per calunnia e autocalunnia. Provvedimento emesso dal gip Guglielmo Muntoni, su richiesta del pm Vincenzo Barba (lo stesso che ha diretto le indagini sulla Caffarella) per le affermazioni contenute nella confessione e poi nella ritrattazione. Secondo l&#8217;articolo 368 del codice penale, infatti, «Chiunque, con denunzia, querela, richiesta o istanza, anche se anonima o sotto falso nome, diretta all&#8217;autorità giudiziaria o ad un&#8217;altra autorità che a quella abbia obbligo di riferirne, incolpa di un reato taluno che egli sa innocente, ovvero simula a carico di lui le tracce di un reato», incorre nel reato di calunnia.<br />
Crolla così l&#8217;impianto accusatorio messo in piedi dalla questura e fin troppo acriticamente sostenuto dalla procura che aveva chiesto nell&#8217;udienza di lunedì la conferma dell&#8217;ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip Valerio Savio il 20 febbraio. Accolte invece le tesi esposte dalla difesa dei due stranieri. Le motivazioni del riesame non sono state ancora rese note ma è presumibile che il collegio abbia fondato la propria decisione in base alle risultanze fornite dalle analisi del dna fatte dalla polizia scientifica. I reperti raccolti avevano rilevato la presenza di due profili diversi dall&#8217;impronta genetica dei due romeni arrestati. L&#8217;evidenza scientifica ha dunque premiato sui riconoscimenti foto-segnaletici, da sempre incerti e suggestionabili e sulle parole, quando queste non sono supportate da riscontri esterni verificati. In effetti, l&#8217;adolescente era molto ferma nel riconoscimento del &#8220;biondino&#8221;, anche se in un primo momento aveva indicato un&#8217;altra persona, quel Ciprian Chiosci, il &#8220;monco&#8221;, subito scagionato dalla polizia romena (pare sia un suo informatore) e sul quale sono poi tornati a gravitare nuovi sospetti. &#8220;Identificazione&#8221; smentita dal dna.<br />
Gli investigatori hanno cercato in tutti i modi di confermare la presenza sul teatro della violenza dei due romeni, anche solo come semplici spettatori, pali, favoreggiatori, avanzando l&#8217;ipotesi della «banda di balordi». Ma anche qui, fino ad ora, si sono dovuti scontrare con il muro delle evidenze probatorie: i dati scientifici raccolti non comprovano altre presenze oltre a quella delle due vittime e dei due aggressori. Allo stesso modo le testimonianze dei due ragazzi, e quella del superteste, il medico tirato fuori come un asso nella manica durante il riesame, ribadiscono che sul luogo sono state viste soltanto «due persone», che seppure vengono identificate nelle foto segnaletiche, non assomigliano alle descrizioni fornite negli identikit. Un classico delle inchieste in cui la presenza di un forte intervento mediatico inquina le immagini dei sospetti, le proietta fino a moltiplicarne le apparizioni in ogni angolo di strada.<br />
Inevitabilmente l&#8217;inchiesta dovrà ripartire da capo e soprattutto dovranno chiarirsi alcuni aspetti ancora oscuri: cosa è accaduto in questura nelle prime ore dell&#8217;arresto dei due romeni?<br />
Racz è stato refertato all&#8217;ingresso in carcere. Ha chiari segni di percosse che la polizia giustifica con il &#8220;tentativo di resistenza&#8221; messo in atto. Isztoika nel verbale della ritrattazione sostiene di essere stato pestato dalla polizia romena affinché si autoaccusasse dello stupro. Infine quella conferenza stampa trionfalistica in questura, quelle interviste sui giornali che tiravano la volata al governo, che in quelle ore si accingeva a varare un nuovo pacchetto sicurezza con tanto di ronde, restano una pagina vergognosa compiuta, ancora una volta, sul corpo di una giovane donna.</p>
<p>Link<br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-1/">Quartaccio-Caffarella, l&#8217;uso politico dello stupro 1</a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-2/">È razzismo parlare di Dna romeno 2</a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-3/">L&#8217;inchiesta sprofonda 3</a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-4/">Quando il teorema vince sulle prove 4</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-luso-politico-dello-stupro-5/">Tante botte per trovare prove che non ci sono 5</a><br />
<a href="../2009/03/15/stupro-caffarella-luso-politico-dello-stupro-6/">Non esiste il cromosoma romeno 6</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-e-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-5/">L&#8217;accanimento giudiziario 7</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-6/">La difesa di Racs denuncia maltrattamenti 8</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-luso-politico-dello-stupro-9/">Parlano i conoscenti di Racs 9</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-8/">Racs non c&#8217;entra 11</a><br />
<a href="../2009/03/18/caffarella-luso-politico-dello-stupro-11/">Negativi i test del Dna fatti in Romania 12</a><br />
<a href="../2009/03/24/stupro-caffarella/">Stupro della Caffarella 13</a><br />
<a href="../2009/03/24/quartaccio-luso-politico-dello-stupro/">Stupro del Quartaccio, scarcerato Racs 14</a><br />
<a href="../2009/03/25/caffarella-luso-politico-dello-stupro/">Cosa si nasconde dietro la confessione di Loyos? 15</a><br />
<a href="../2009/03/28/stupro-caffarella-racs-innocente-e-senza-lavoro/">Racs innocente e senza lavoro 16</a><br />
<a href="../2009/04/29/stupro-caffarella-la-fabbrica-dei-mostri/">La fabbrica dei mostri 17</a><br />
<a href="../2009/04/30/stupro-della-caffarella-loyos-picchiato-dalla-polizia-per-confessare-il-falso/">Loyos picchiato dalla polizia per confessare il falso 18</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Stupro al Quartaccio: Racs non c'entra 11]]></title>
<link>http://insorgenze.wordpress.com/2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-8/</link>
<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 11:37:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>insorgenze</dc:creator>
<guid>http://insorgenze.wordpress.com/2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-8/</guid>
<description><![CDATA[Stupri, il romeno Racz non c&#8217;entra. Il dna lo scagiona anche dalla violenza al Quartaccio. Buf]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2><strong>Stupri, il romeno Racz non c&#8217;entra. Il dna lo scagiona anche dalla violenza al Quartaccio. Bufera sulla questura per le immagini dell&#8217;interrogatorio di Isztoika diffuse in tv.<br />
Alfano: «Valuteremo con gli uffici»</strong></h2>
<p>Anita Cenci<br />
<em>Liberazione </em>13 marzo 2009</p>
<p>Il dna ha colpito ancora. Se non è il colpo di grazia per le indagini condotte dalla squadra mobile romana sugli stupri della Caffarella e del Quartaccio, poco ci manca. Le analisi condotte nei laboratori della polizia scientifica hanno scagionato Karol Racs anche dalla violenza sessuale compiuta la sera del 21 gennaio scorso, nel quartiere del Quartaccio, periferia nord-ovest della Capitale.<br />
Gli esperti della polizia hanno stabilito che le tracce genetiche rinvenute sulla donna aggredita non sono riconducibili a quelle del romeno, già discolpato per la violenza della Caffarella. L&#8217;indiscrezione circolava da tempo ma ora mancano solo i timbri per la sua ufficializzazione.<br />
Forte della notizia, il suo avvocato ha presentato ricorso al tribunale del riesame sollecitando la revoca della custodia cautelare anche per questa seconda accusa, sopravvenuta dopo l&#8217;incriminazione per la violenza della Caffarella. La sequenza temporale in questa vicenda è molto importante, infatti questa &#8220;accusa corollario&#8221; è scaturita nei giorni in cui affioravano le prime indiscrezioni sulla mancata coincidenza del dna di Racs e del suo connazionale Isztoika, con quello dei violentatori della Caffarella. Così, dopo settimane di stallo, l&#8217;inchiesta del Quartaccio subì un&#8217;improvvisa accelerazione. Una «ricognizione» sulla persona di Racs venne realizzata in sede d&#8217;incidente probatorio. A dire il vero, il riconoscimento apparve subito forzato. Una furberia investigativa giocata tutta sulla forte sugestionabilità della donna traumatizzata dalla violenza. L&#8217;identificazione apparve viziata dall&#8217;inquinamento mediatico che l&#8217;immagine mostrificata del romeno aveva subito nei giorni precedenti. Ancora una volta, però, la prova scientifica ha fatto emergere le magagne che spesso nascondono i vecchi artifici investigativi. La donna, per altro, era subito tornata sulle sue dichiarazioni appena saputo che il dna aveva dimostrato l&#8217;estraneità di Racs dallo stupro della Caffarella.<br />
Per oggi è prevista l&#8217;udienza di convalida del fermo dell&#8217;altro cittadino romeno, Alexandru Loyos Isztoika, mantenuto in detenzione con l&#8217;accusa di calunnia e favoreggiamento. Per la procura la falsa confessione del &#8220;biondino&#8221; non sarebbe stata la conseguenza di maltrattamenti, ma un depistaggio ordito contro gli investigatori per coprire i reali autori dello stupro, consentendo loro di fuggire. Che gli inquirenti siano sempre più in difficoltà, lo prova anche l&#8217;argomento utilizzato per denunciare il presunto «tentativo di fuga» di Isztoika. Nel corso d&#8217;intercettazioni telefoniche del padre, la polizia avrebbe «scoperto» che, se rimesso in libertà, un familiare l&#8217;avrebbe accompagnato alla stazione dove partono i pulman diretti in Romania. L&#8217;ipotesi getta ancora più nel ridicolo questura e procura. Di quale fuga si sarebbe mai trattato? La legittima aspirazione di un genitore di riportare suo figlio a casa, pagandogli il biglietto e traversando la frontiera con i documenti?<br />
Sul fronte delle indagini, invece, sarebbero iniziati gli esami comparativi del dna raccolto in Romania su una cerchia di 20 persone, parenti di Loyos e Chiosci, l&#8217;uomo senza tre dita, riconosciuto in un primo momento dai fidanzatini. Sarà un passaggio decisivo dell&#8217;inchiesta. Si saprà finalmente quanto la &#8220;pista romena&#8221;, imboccata e mai abbandonata dagli inquirenti, sia fondata o meno.<br />
Suscita, invece, polemiche la diffusione delle immagini video-registrate della confessione (mai visionate dalla difesa), poi ritrattata, di Isztoika. Quanto meno &#8211; per par condicio &#8211; andavano diffuse anche quelle della ritrattazione. Il ministro Maroni, che in un primo tempo aveva difeso la poltrona del questore, è stato costretto ad annunciare una verifica. Alfano ha aggiunto: «Sul filmato valuteremo con gli uffici».<br />
Da più parti si fa notare che la questura di Roma sembra più interessata a fare marketing piuttosto che indagini efficaci. Dopo la conferenza stampa trionfalistica seguita agli arresti, questo è il secondo grande errore di comunicazione. Non sono pochi quelli che cominciano a pensare che a San Vitale debba saltare qualche poltrona.</p>
<p>Link<br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-1/">Quartaccio-Caffarella, l&#8217;uso politico dello stupro 1</a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-2/">È razzismo parlare di Dna romeno 2</a><br />
<a href="../2009/03/15/quartaccio-caffarella-luso-politico-dello-stupro-3/">L&#8217;inchiesta sprofonda 3</a><br />
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<a href="../2009/03/15/caffarella-luso-politico-dello-stupro-5/">Tante botte per trovare prove che non ci sono 5</a><br />
<a href="../2009/03/15/stupro-caffarella-luso-politico-dello-stupro-6/">Non esiste il cromosoma romeno 6</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-e-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-5/">L&#8217;accanimento giudiziario 7</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-dello-stupro-6/">La difesa di Racs denuncia maltrattamenti 8</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-luso-politico-dello-stupro-9/">Parlano i conoscenti di Racs 9</a><br />
<a href="../2009/03/15/caffarella-quartaccio-luso-politico-delo-stupro-7/">Non sono colpevoli ma restano in carcere 10</a><br />
<a href="../2009/03/18/caffarella-luso-politico-dello-stupro-11/">Negativi i test del Dna fatti in Romania 12</a><br />
<a href="../2009/03/24/stupro-caffarella/">Stupro della Caffarella 13</a><br />
<a href="../2009/03/24/quartaccio-luso-politico-dello-stupro/">Stupro del Quartaccio, scarcerato Racs 14</a><br />
<a href="../2009/03/25/caffarella-luso-politico-dello-stupro/">Cosa si nasconde dietro la confessione di Loyos? 15</a><br />
<a href="../2009/03/28/stupro-caffarella-racs-innocente-e-senza-lavoro/">Racs innocente e senza lavoro 16</a><br />
<a href="../2009/04/29/stupro-caffarella-la-fabbrica-dei-mostri/">La fabbrica dei mostri 17</a><br />
<a href="../2009/04/30/stupro-della-caffarella-loyos-picchiato-dalla-polizia-per-confessare-il-falso/">Loyos picchiato dalla polizia per confessare il falso 18</a></p>
</div>]]></content:encoded>
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