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	<title>stragi &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/stragi/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "stragi"</description>
	<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 19:12:49 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[MAFIA: La paura fa 90,anzi '92 '93.]]></title>
<link>http://lamentelibera.wordpress.com/2009/11/30/mafia-la-paura-fa-90anzi-92-93/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 08:26:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>alfonzino</dc:creator>
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<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[CANCELLIAMO TUTTE LE OMBRE | Pietro Orsatti]]></title>
<link>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/11/29/cancelliamo-tutte-le-ombre-pietro-orsatti/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 20:57:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>maxhki</dc:creator>
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<description><![CDATA[CANCELLIAMO TUTTE LE OMBRE | Pietro Orsatti. Di Pietro Orsatti su Terra In Italia, almeno fino a qua]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.orsatti.info/archives/2549">CANCELLIAMO TUTTE LE OMBRE &#124; Pietro Orsatti</a>.</p>
<blockquote><p>Di Pietro Orsatti su <a title="Original Link: http://www.terranews.it/giornale/2009/11/linverno-italiano" href="http://www.orsatti.info/?K9Z5gYsL" target="_blank">Terra</a></p>
<p>In <a class="st_tag internal_tag" title="Post marcati con italia" rel="tag" href="http://www.orsatti.info/archives/tag/italia">Italia</a>, almeno fino a quando non sarà cambiata la <a class="st_tag internal_tag" title="Post marcati con costituzione" rel="tag" href="http://www.orsatti.info/archives/tag/costituzione">Costituzione</a>, esiste un principio che regola l’azione giudiziaria: l’obbligatorietà dell’azione penale. Quindi, il <a class="st_tag internal_tag" title="Post marcati con pdl" rel="tag" href="http://www.orsatti.info/archives/tag/pdl">Pdl</a> e Silvio <a class="st_tag internal_tag" title="Post marcati con Berlusconi" rel="tag" href="http://www.orsatti.info/archives/tag/berlusconi">Berlusconi</a> si mettano l’anima in pace. Almeno un avviso di garanzia, probabilmente dalla procura di Firenze che sta indagando sugli attentati e stragi del ’93, potrebbe giungere da un’ora all’altra al premier.<br />
Perché c’è almeno un pentito che sta parlando, Gaspare Spatuzza, delle stragi e della “trattativa” fra pezzi della <a class="st_tag internal_tag" title="Post marcati con politica" rel="tag" href="http://www.orsatti.info/archives/tag/politica">politica</a> e <a class="st_tag internal_tag" title="Post marcati con Cosa nostra" rel="tag" href="http://www.orsatti.info/archives/tag/cosa-nostra">Cosa nostra</a>. Spatuzza parla di Marcello Dell’Utri («un paesano») e di Silvio <a class="st_tag internal_tag" title="Post marcati con Berlusconi" rel="tag" href="http://www.orsatti.info/archives/tag/berlusconi">Berlusconi</a> («quello di Canale 5») come terminali di una complessa trattativa che vedeva i suoi capi diretti, i fratelli Giuseppe e Filippo Graviano, impegnati a gestire attentati e stragi come se fossero per facilitare il raggiungimento di un accordo. <a class="st_tag internal_tag" title="Post marcati con Cosa nostra" rel="tag" href="http://www.orsatti.info/archives/tag/cosa-nostra">Cosa nostra</a> aveva abbandonato il riferimento politico tradizionale, la Dc, e stava cercando di trovare un nuovo interlocutore che, questo dice Spatuzza ma anche altri pentiti, venne individuato nel nascente <a class="st_tag internal_tag" title="Post marcati con movimento" rel="tag" href="http://www.orsatti.info/archives/tag/movimento">movimento</a> di Forza <a class="st_tag internal_tag" title="Post marcati con italia" rel="tag" href="http://www.orsatti.info/archives/tag/italia">Italia</a>. Quindi è inevitabile che, proprio per “garanzia” dell’indagato, si proceda a iscriverlo e a comunicare all’indagato (tramite “l’avviso”) su cosa lo si sta indagando e quali siano le prove o gli indizi o le possibili accuse per cui è partita l’indagine. Quindi che sia chiaro che si tratta non di una condanna e neppure di una “imputazione”.<br />
Si comunica solo all’indagato, come prevede la legge, che c’è un’indagine in corso e gli si forniscono i <a class="st_tag internal_tag" title="Post marcati con dati" rel="tag" href="http://www.orsatti.info/archives/tag/dati">dati</a> per poter eventualmente procedere, se l’indagine continuasse trasformandosi in una imputazione, alla propria difesa. Parliamo di “almeno un avviso” perché in realtà ne potrebbero arrivare anche altri due, visto che la procura di Caltanissetta (che segue la strage di <a class="st_tag internal_tag" title="Post marcati con via D’Amelio" rel="tag" href="http://www.orsatti.info/archives/tag/via-d%e2%80%99amelio">Via D’Amelio</a> del <a class="st_tag internal_tag" title="Post marcati con 19 luglio 1992" rel="tag" href="http://www.orsatti.info/archives/tag/19-luglio-1992">19 luglio 1992</a>) e quella <a class="st_tag internal_tag" title="Post marcati con Palermo" rel="tag" href="http://www.orsatti.info/archives/tag/palermo">Palermo</a> (indagini sulla presunta trattativa fra <a class="st_tag internal_tag" title="Post marcati con stato" rel="tag" href="http://www.orsatti.info/archives/tag/stato">Stato</a> e <a class="st_tag internal_tag" title="Post marcati con Mafia" rel="tag" href="http://www.orsatti.info/archives/tag/mafia">Mafia</a> e processo in secondo grado a Marcello Dell’Utri) hanno richiesto l’acquisizione dei verbali di Spatuzza e lo hanno ascoltato direttamente anche loro. Quello che è strano, finora, non è l’arrivo dell’avviso di garanzia, ma che non sia arrivato prima al diretto interessato almeno due mesi fa, perché i verbali di cui stiamo parlando prendono corpo fin dall’inizio dell’estate. Forse c’è stata, visto il <a class="st_tag internal_tag" title="Post marcati con clima" rel="tag" href="http://www.orsatti.info/archives/tag/clima">clima</a> di continua aggressione della <a class="st_tag internal_tag" title="Post marcati con maggioranza" rel="tag" href="http://www.orsatti.info/archives/tag/maggioranza">maggioranza</a> contro la magistratura, un’eccessiva cautela da parte dei pubblici ministeri, cautela che però probabilmente si sta dissolvendo dopo che sono stati depositati gli atti relativi al confronto fra Spatuzza e Graviano.<br />
Graviano, nonostante non dichiari di volersi pentire, conversa con Spatuzza e poi conclude con una frase che è tutto un programma: «Non ti dico che stai mentendo, ti dico che io le cose non le ho dette». Questo il 20 agosto. Ben altra cosa il processo Mills per il quale <a class="st_tag internal_tag" title="Post marcati con Berlusconi" rel="tag" href="http://www.orsatti.info/archives/tag/berlusconi">Berlusconi</a> è imputato per <a class="st_tag internal_tag" title="Post marcati con corruzione" rel="tag" href="http://www.orsatti.info/archives/tag/corruzione">corruzione</a> in atti giudiziari, che prenderà il via con l’udienza convocata dalla Corte di Milano per il 4 di dicembre (lo stesso giorno in cui Spatuzza parlerà invece al processo a Dell’Utri).<br />
Perché qui non si tratta di un avviso di garanzia, ma di un processo con tanto di rinvio a giudizio, in cui l’altro imputato è <a class="st_tag internal_tag" title="Post marcati con stato" rel="tag" href="http://www.orsatti.info/archives/tag/stato">stato</a> già condannato. E diciamolo una buona volta, questo è il processo più importante in corso nel nostro Paese, quello che bisogna fare a tutti i costi per disinquinare il <a class="st_tag internal_tag" title="Post marcati con clima" rel="tag" href="http://www.orsatti.info/archives/tag/clima">clima</a> politico, per cancellare tutte le ombre che oscurano le istituzioni, per derimere una volta per tutte il conflitto devastante fra <a class="st_tag internal_tag" title="Post marcati con politica" rel="tag" href="http://www.orsatti.info/archives/tag/politica">politica</a>, o meglio, fra “potere esecutivo” e “potere giudiziario”. L’altro contrappeso costituzionale, il potere legislativo e parlamentare, è <a class="st_tag internal_tag" title="Post marcati con stato" rel="tag" href="http://www.orsatti.info/archives/tag/stato">stato</a> ormai del tutto svuotato di potere reale e iniziativa.<br />
Il conflitto è letteralmente fra <a class="st_tag internal_tag" title="Post marcati con governo" rel="tag" href="http://www.orsatti.info/archives/tag/governo">governo</a> e magistratura. Senza filtri, neppure quello della presidenza della Repubblica che dopo la sentenza sul lodo <a class="st_tag internal_tag" title="Post marcati con Alfano" rel="tag" href="http://www.orsatti.info/archives/tag/alfano">Alfano</a> della Corte Costituzionale, ormai si è trasformato per la <a class="st_tag internal_tag" title="Post marcati con maggioranza" rel="tag" href="http://www.orsatti.info/archives/tag/maggioranza">maggioranza</a> in un obiettivo da attaccare ogni qual volta non si limiti ciecamente a mantenere un profilo basso, un ruolo strettamente notarile.</p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un altro pentito accusa Berlusconi "Ebbe un ruolo nelle stragi del '93 ...]]></title>
<link>http://accomoda.wordpress.com/2009/11/29/un-altro-pentito-accusa-berlusconi-ebbe-un-ruolo-nelle-stragi-del-93/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 12:57:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>accomoda</dc:creator>
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<description><![CDATA[E sostiene di avere appreso da un altro killer della sua cosca mafiosa, di un ruolo attivo dell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>E sostiene di avere appreso da un altro killer della sua cosca mafiosa, di un ruolo attivo dell&#8217;allora presidente di Fininvest nella strategia stragista del &#8216;93, con gli attentati a Roma, Firenze e Milano.</p>
<p>È Pietro Romeo, artificiere della cosca mafiosa di Brancaccio che faceva capo ai boss Filippo e Giuseppe Graviano, autori delle stragi del &#8216;93 nel nord Italia, che interrogato dai pubblici ministeri di Firenze Crini e Nicolosi, conferma e rafforza le dichiarazioni dell&#8217;ultimo pentito di mafia, Gaspare Spatuzza, le cui rivelazioni sono state riversate nel processo d&#8217;appello in corso a Palermo nei confronti di Marcello Dell&#8217;Utri, imputato e condannato per concorso esterno in associazione mafiosa.</p>
<p>Romeo già condannato per la strage di via dei Georgofili e poi pentitosi, è stato &#8220;richiamato&#8221; dai pm di Firenze dopo le recentissime rivelazioni di Gaspare Spatuzza il quale ha tra l&#8217;altro dichiarato che il boss Giuseppe Graviano, secondo lui, avrebbe avuto anche rapporti &#8220;diretti&#8221; con Silvio Berlusconi che sarebbe tra i mandanti occulti delle stragi del &#8216;93.</p>
<p>Pietro Romeo conferma di avere appreso da Spatuzza e dagli altri artificieri della sua cosca che le stragi &#8220;venivano fatte per il 41 bis e che c&#8217;era un politico di Milano che aveva detto a Giuseppe Graviano di continuare a mettere le bombe.</p>
<p> Fonte:</p>
<p>http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/mafia-10/pentito-romeo/pentito-romeo.html</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[41 bis per i mafiosi, qui si tratta (ancora)]]></title>
<link>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/11/28/41-bis-per-i-mafiosi-qui-si-tratta-ancora/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 19:34:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>maxhki</dc:creator>
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<description><![CDATA[Fonte: 41 bis per i mafiosi, qui si tratta (ancora). Farina (Pdl) denuncia l’inumanità del 41 bis pe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Fonte: <a href="http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&#38;view=article&#38;id=2130:41-bis-per-i-mafiosi-qui-si-tratta-ancora&#38;catid=20:altri-documenti&#38;Itemid=43">41 bis per i mafiosi, qui si tratta (ancora)</a>.</p>
<blockquote><p><em><strong>Farina (Pdl) denuncia l’inumanità del 41 bis per i mafiosi. Come nel 2002: ipotesi ricatto dei clan alla politica</strong></em></p>
<p>Per lui è solo un atto di carità cristiana. Un gesto umanitario per dare un po’ di conforto a chi soffre. Per gli investigatori, invece, potrebbe essere una sorta di messaggio. O almeno potrebbe essere colto dalla mafia come tale. Come l’ultimo, o il penultimo, segnale nella lunga presunta trattativa tra Cosa Nostra e lo Stato cominciata nel 1992-93 e mai interrotta. Comunque stiano le cose un fatto è certo: fa effetto ascoltare dai microni di <em>Radio Radicale </em>un esponente di peso del Pdl come il neo-parlamentare <strong>Renato Farina</strong>, chiedersi se davvero il <em>41 bis</em>, il cosiddetto carcere duro, è una forma di tortura. E fa ancora più effetto pensare che le sue dichiarazioni, chiuse con la proposta di istituire una commissione internazionale sulla situazione dei boss in prigione, sia arrivata a ferragosto, davanti alle porte del carcere milanese di Opera.</p>
<p>Lì dentro, ospitati in celle singole controllate giorno e notte, ci sono ben 82 capi-mafia. E assieme al più celebre di tutti, <strong>Totò Riina</strong>, c’è anche <strong>Giuseppe Graviano</strong>, il capo della famiglia mafiosa di Brancaccio, che, secondo il pentito <strong>Gaspare Spatuzza</strong>, avrebbe concluso intorno al Natale 1993 una sorta di accordo politico con <strong>Silvio Berlusconi</strong>. Farina, è vero, rispetto al 41 bis ha un approccio problematico. E nella sua intervista fornisce un particolare importante: dice che buona parte dei detenuti non appena ha capito chi era e soprattutto in che partito militava, ha mostrato “una furia” che lo ha “preoccupato”. Ce l’avevano con lui, con il ministro della Giustizia <strong>Angelino Alfano</strong> e con Berlusconi.</p>
<p>Resta però una singolare coincidenza: la visita ispettiva ad Opera dell’ex giornalista, radiato dall’Ordine per il denaro ricevuto dai servizi segreti militari, avviene subito dopo i primi interrogatori di Giuseppe Graviano e di suo fratello <strong>Filippo</strong>. Lunghi faccia a faccia con i magistrati durante i quali i due boss hanno più volte detto di “rispettare” la scelta di Spatuzza . Ma hanno aggiunto che stare al 41 bis è come stare “a Guantanamo”: “Ho la luce accesa giorno e notte e da quattro mesi aspetto una visita per un sospetto di tumore” ha detto Giuseppe. Il dubbio, insomma, che il dialogo tra la politica e la mafia sia ancora in corso, c’è. Pure l’Aisi (il servizio segreto interno), nelle sue ultimi relazioni sullo stato della criminalità organizzata in Italia, spiega che nelle carceri i boss mostrano segni d’irrequietezza e d’impazienza. E, secondo quanto risulta a Il Fatto Quotidiano, sottolinea proprio il ruolo dei fratelli Graviano che sarebbero alla ricerca di una soluzione per il 41 bis.</p>
<p>Detto in altre parole: l’impressione è di trovarsi di fronte a una sorta di grande ricatto. O fate qualcosa, o rispettate i patti &#8211; comunica la mafia &#8211; o noi cominciamo a far sapere come sono andate realmente le cose negli anni delle stragi.</p>
<p>I Graviano, del resto, hanno già tentato operazioni del genere. Nel 2002 erano stati proprio loro a dare il via a una singolare corrispondenza tra boss detenuti (spesso condannati proprio per le bombe ai monumenti) ricca di ambigui riferimenti alla “cappella Sistina”, al “museo egizio di Torino”, al Milan (la squadra del presidente del consiglio Silvio Berlusconi) e alla Formula Uno, sempre indicata da chi scrive con la sigla “F.I”: le iniziali di Forza Italia. Allora accanto alle lettere, tutte ovviamente lette dalla censura e finite in corposi rapporti dello Sco (Servizio Centrale operativo) della Polizia, c’erano stati pubblici proclami di boss del calibro di <strong>Luchino Bagarella </strong>che il 12 luglio del 2002, in aula, aveva accusato la politica di aver “strumentalizzato” i detenuti.</p>
<p>Così il Sisde, all’epoca diretto dal generale <strong>Mario Mori</strong>, aveva lanciato l’allarme. Aveva annunciato con un’informativa segreta a Palazzo Chigi, di aver appreso da “Attendibili fonti fiduciarie l’esistenza di un progetto di aggressione di Cosa Nostra che avrà inizio con azioni in toto non percettibili dall’opinione pubblica fino a raggiungere toni manifesti, con la commissione, in un secondo momento, di azioni eclatanti”. Nel mirino, secondo gli 007, c’erano Dell’<strong>Utri</strong>, l’avvocato <strong>Cesare Previti </strong>e una molti avvocati meridionali (per lo più parlamentari). E a tutti loro fu data una scorta. Oggi la situazione è diversa. A far paura non sono più le armi della mafia, ma le parole. Certo in Cosa Nostra c’è chi può pensare (al contrario di quanto sostiene il ministro dell’Interno, <strong>Roberto Maroni</strong>) che la riforma della legge sul sequestro dei beni appena introdotta in finanziaria, sia una buona notizia. O che la due giorni di sciopero degli avvocati, che protestano anche contro il 41 bis, sia il sintomo di qualcosa che si sta muovendo. Ma forse è tardi. Troppo tardi. Perchè, come diceva Leonardo Sciascia, “Tutti i nodi vengono al pettine. Se c’è il pettine”.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Peter Gomez (</strong><a class="blank" href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578" target="_blank"><strong>Il Fatto Quotidiano</strong></a><strong>, 28 novembre 2009)</strong></p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Stragi di "fama" ]]></title>
<link>http://andreapalumbo.wordpress.com/2009/11/28/stragi-di-fama/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 15:40:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea Palumbo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Berlusconi: &#8220;Strozzerei gli autori della Piovra&#8220;. - Tranquillo, il commissario Cattaneo ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Berlusconi: &#8220;Strozzerei gli autori della Piovra&#8220;. - Tranquillo, il commissario Cattaneo ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Una domanda a Silvio: sei il MANDANTE DELLE STRAGI? | Il blog di Daniele Martinelli]]></title>
<link>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/11/27/una-domanda-a-silvio-sei-il-mandante-delle-stragi-il-blog-di-daniele-martinelli/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 09:06:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>maxhki</dc:creator>
<guid>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/11/27/una-domanda-a-silvio-sei-il-mandante-delle-stragi-il-blog-di-daniele-martinelli/</guid>
<description><![CDATA[Una domanda a Silvio: sei il MANDANTE DELLE STRAGI? | Il blog di Daniele Martinelli. Altro che cazza]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.danielemartinelli.it/2009/11/27/una-domanda-a-silvio-sei-il-mandante-delle-stragi/">Una domanda a Silvio: sei il MANDANTE DELLE STRAGI? &#124; Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/38ubpGGMI-Q&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/38ubpGGMI-Q&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<blockquote><p>Altro che cazzate, come ci raccontava qualche giorno fa <strong>Marcello Dell’Utri</strong>! Altro che presidente del consiglio che passerà alla storia per aver sconfitto la mafia! <strong>E’ cominciata la guerra</strong> civile, o meglio, penale. Per lui! il privato corruttore ed evasore fiscale <strong>Silvio Berlusconi</strong>. E’ cominciato un momento storico per l’Italia. Ora non so cosa succederà. O meglio, spero di sbagliare profezia. Se mi dicessero che Berlusconi si è già dato alla fuga col suo jet per qualche atollo sconosciuto non mi meraviglierei. Se mi dicessero che ha già allertato i servizi segreti deviati per far fuori determinati giornalisti e determinate voci libere (blogger compresi), piuttosto che oppositori politici o parenti di altri mafiosi, non mi meraviglierei altrettanto. Le minacce di morte al presidente del Senato Renato Schifani e sembra anche a Marcello Dell’Utri, non mi meraviglierei se si rivelassero deviate per creare confusione (un po’ alla <a href="http://www.unita.it/rubriche/fornario/91838" target="_blank">Francesco Guzzardi</a>). La crisi ha colpito anche i vertici della mafia. Si sono <strong>decisi a parlare in coro</strong>. Tengono tonalità e ritmo. Per il privato corruttore il ballo si fa difficile. <strong>Insostenibile</strong>.</p>
<p>Qui in rete è da tempo che discutiamo con allegra libertà ciò che aspettavamo in grande evidenza sui giornali. Ci siamo permessi il capriccio e in parte il lusso, di cantare da solisti e di anticipare ciò che oggi, alcuni di quei giornali scrivono. Benché pilotati quei giornali hanno ancora il loro effetto sulle masse. Come il quotidiano <strong>Repubblica</strong>, il più incisivo, oggi, nel costringere il governo a dimettersi o il presidente della Repubblica a prevedere di <strong>sciogliere presto le camere</strong>, e le forze dell’ordine di vigilare su Berlusconi affinché non scappi. Attendiamoci da un momento all’altro che il privato corruttore col riporto venga convocato in aula per rispondere di tutte quelle accuse coincidenti, di bel po’ di pentiti, che anziché darsi degli infami sono <strong>tutti concordi</strong> e tutti in reciproco rispetto. In doppia stereofonia dalle aule dei tribunali di Milano, Firenze, Palermo e Caltanissetta per le stragi di Firenze, Milano e di Roma del 1993. Quindi anche delle stragi dei giudici FALCONE e BORSELLINO.</p>
<p>Repubblica oggi in prima pagina titola “<em>Cosa nostra e la resa dei conti del Cavaliere</em>“.  Inizia un lungo articolo che va a riempire le pagine 2 e 3, col <strong>resoconto degli interrogatori dei pentiti</strong> che inchiodano il presidente del consiglio piduista, assieme a Marcello Dell’Utri.<br />
Sono proprio curioso di vedere cosa accade. Vorrei essere una mosca per vedere le facce di quei milioni di italiani che oggi, nonostante i filtri minchiolini, dovranno pur sapere qualcosa dai telegiornali. Mi piacerebbe vedere le facce di Emilio Fede, Littorio Feltri e Maurizio Belpietro. Oltre che di Claudio Brachino.<br />
Riporto, di nuovo, in estrema sintesi, i punti focali che <strong>segnano la fine</strong> dell’incredibile personaggio camuffato da capo del governo di cui, forse, l’Italia <strong>potrà liberarsi molto presto</strong>. Ripeto: forse prima di quel famigerato 5 dicembre del nobday.<br />
Ecco alcuni stralci di articolo pubblicati oggi (dai contenuti non nuovi per chi legge questo blog) assolutamente cruciali.</p>
<p><em>Gaspare Spatuzza indica nel presidente del consiglio e nel suo braccio destro (Marcello Dell’Utri) i <strong>suggeritori della campagna stragista</strong> di sedici anni fa.<br />
…la famiglia di Brancaccio </em>(fratelli Giuseppe e Filippo Graviano ndr)<em> ha deciso di aggredire in pubblico e servendosi di un processo chi “non ha mantenuto gli impegni”. Ci sono anche i messaggi di morte. Al presidente del Senato, Renato Schifani, siciliano di Palermo (…) le “voci di dentro” di Cosa Nostra, avvertimenti che sarebbero piovuti su Marcello Dell’Utri…<br />
</em></p>
<p><em>Sono sintomi che devono essere considerati oggi un corollario della <strong>resa dei conti tra Cosa Nostra e il capo del governo</strong>… tra Cosa Nostra e gli uomini (<strong>Berlusconi, Dell´Utri</strong>) che, a diritto o a torto, è tutto da dimostrare, i mafiosi hanno considerato, dal 1992/1993 e per quindici anni, gli <strong>interlocutori di un progetto</strong> che, dopo le stragi, avrebbe rimesso le cose a posto: i piccioli, il denaro, al sicuro; i «carcerati» o fuori o dentro, ma in condizioni di tenere il filo del loro business; mediocri e distratte politiche della sicurezza; lavoro giudiziario indebolito per legge…</em>(come dal Piano di rinascita piduista ndr)<em>.<br />
</em></p>
<p><em><strong>La campana suona per Silvio Berlusconi</strong> perché, nelle tortuosità che sempre accompagnano le cose di mafia, è evidente che il 4 dicembre, quando Gaspare Spatuzza, mafioso di Brancaccio, testimonierà nel processo di appello contro Marcello Dell’Utri, avrà inizio la resa dei conti della famiglia dei fratelli Graviano contro il capo del governo…</em></p>
<p><em>È un fatto sorprendente che i mafiosi abbiano deciso di parlare con i pubblici ministeri di quattro procure. Vogliono contribuire “alla verità”. Lo dice anche Giuseppe Graviano, “muto” da quindici anni. Quattro uomini della famiglia offrono una collaborazione piena. Sono <strong>Gaspare Spatuzza, Pietro Romeo, Giuseppe Ciaramitaro, Salvatore Grigoli</strong>.</em></p>
<p>Racconta Gaspare Spatuzza:<em> “Giuseppe Graviano mi ha detto che tutto si è chiuso bene, abbiamo ottenuto quello che cercavamo; le persone che hanno portato avanti la cosa non sono come quei quattro crasti dei socialisti che prima ci hanno chiesto i voti e poi ci hanno venduti. Si tratta di persone affidabili. A quel punto mi fa il nome di Berlusconi e mi conferma, a mia domanda, che si tratta di <strong>quello di Canale 5</strong>; poi mi dice che c´è anche un paesano nostro e mi fa il nome di <strong>Dell’Utri</strong> (…) Giuseppe Graviano mi dice [ancora] che comunque <strong>bisogna fare l’attentato all’Olimpico</strong> perché serve a dare il “colpo di grazia” e afferma: ormai “abbiamo il Paese nelle mani”».</em></p>
<p><em><strong>Pietro Romeo</strong>, interrogatorio del 30 settembre 2009: «… In quel momento stavamo parlando di armi e di altri argomenti seri. [Fu chiesto a Spatuzza] se il politico dietro le stragi fosse Andreotti o Berlusconi. Spatuzza rispose: <strong>Berlusconi</strong>. La motivazione stragista di Cosa Nostra era quella di <strong>far togliere il 41 bis</strong>. Non ho mai saputo quali motivazioni ci fossero nella parte politica. Noi eravamo [soltanto degli] esecutori».<br />
<strong>Salvatore Grigoli</strong>, interrogatorio 5 novembre 2009: «Dalle informazioni datemi (…), le stragi erano fatte per costringere lo Stato a scendere a patti (…) Dell’Utri è il nome da me conosciuto (?), quale contatto politico dei Graviano (…) Quello di Dell’Utri, per me, in quel momento era un nome conosciuto ma neppure particolarmente importante. Quel che è certo è [che me ne parlarono] come [del nostro] contatto politico».</em></p>
<p><em>E’ una scena che trova conferme anche in parole già dette, nel tempo. I ricordi di <strong>Giuseppe Ciaramitaro</strong> li si può scovare in un verbale d´interrogatorio del 23 luglio 1996: “Mi [fu] detto che bisognava portare questo attacco allo Stato e che c’era un politico che indicava gli obiettivi, quando questo politico avrebbe vinto le elezioni, si sarebbe quindi interessato a far abolire il 41 bis (?).<br />
<strong>Si rispettano, sorprendentemente. Non era mai capitato. Senza considerarsi infami.</strong></em></p>
<p><em>…ma la dirompente novità è nei cauti passi dei due boss di Brancaccio, i fratelli Filippo e Giuseppe Graviano, <strong> i più vicini a Salvatore Riina</strong>. Hanno guidato con mano ferma la loro “batteria” fino a progettare la strage, per fortuna evitata per un inghippo nell´innesco dell’esplosivo, di un centinaio di carabinieri all’Olimpico il 23 gennaio del 1994. Sono in galera da quindici anni. Hanno studiato (economia, matematica) in carcere. Dal carcere si sono curati dell’educazione dei loro figli affidati ai migliori collegi di Roma e di Palermo e ora sembrano <strong>stufi, stanchi di attendere</strong> quel che per troppo tempo hanno atteso. Spatuzza racconta che, alla fine del 2004, Filippo Graviano, 48 anni, sbottò: “Bisogna far sapere a mio fratello Giuseppe che se non arriva niente da dove deve arrivare, è bene che anche noi cominciamo a parlare con i magistrati”.</em></p>
<p><em><strong>C´è un accordo.</strong> Chi lo ha sottoscritto, non ha rispettato l´impegno. Per cavarsi dall´angolo, c´è un solo modo: dissociarsi, collaborare con la giustizia, svelare le responsabilità di chi, estraneo all´organizzazione, si è tirato indietro.</em></p>
<p><em>Interrogatorio del 28 luglio 2009: <strong>Filippo Graviano</strong> durante il confronto con Gaspare Spatuzza gli dice: “Io non ho mai parlato con ostilità nei tuoi riguardi. I discorsi che facevamo erano per migliorare noi stessi. Già noi avevamo allora un atteggiamento diverso, già volevamo agire nella legalità. Noi parlavamo di un nostro futuro in un’altra parte d´Italia».<br />
<strong>Filippo Graviano ai pm</strong>: «Mi dispiace contraddire Spatuzza, ma devo dire che non mi aspetto niente adesso e nemmeno nel passato, nel 2004. Mi sembra molto remoto che possa avere detto una frase simile perché, come ho detto, non mi aspetto niente da nessuno. Avrei cercato un magistrato in tutti questi anni, se qualcuno non avesse onorato un presunto impegno».<br />
Filippo Graviano usa senza timore parole vietate come “legalità”, “cercare magistrati”. Si spinge anche a pronunciare: «dissociazione». Dice: «Da parte mia è una dissociazione verso le scelte del passato (?). Oggi sono una persona diversa. Faccio un esempio. Nel mio passato, al primo posto, c´era il denaro. Oggi c´è la cultura, la conoscenza. (?) Io non rifarei le scelte che ho fatto».</em></p>
<p><em><strong>Ecco perché ha paura Berlusconi.</strong> Quegli uomini della mafia non conoscono soltanto “la verità” delle stragi (che sarà molto arduo rappresentare in un racconto processuale ben motivato), ma soprattutto <strong>le origini oscure della sua avventura imprenditoriale</strong>, già emerse e documentate dal processo di primo grado contro Marcello Dell´Utri (condannato a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa). Di denaro, di piccioli minacciano allora di parlare i Graviano e gli uomini della famiglia di Brancaccio. <strong>Dice Spatuzza</strong>: “I Graviano sono ricchissimi e il loro patrimonio non è stato intaccato di un centesimo. Hanno investito al Nord e in Sardegna e solo così mi spiego perché durante la latitanza sono stati a Milano e non a Brancaccio. È anomalo, anomalissimo”. Se a Milano ? dice il testimone ? Filippo e Giuseppe si sentivano più protetti che nella loro borgata di Palermo vuol dire che chi li proteggeva a Milano era più potente e affidabile della famiglia.</em></p>
<p>Il privato corruttore ha detto che chi non sta col Popolo delle laidità è fuori dal governo. Attendiamo con ansia il presidente della Camera Gianfranco Fini al varco. Oggi, o al massimo domani. Salvo cazzate.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/Ei-S0yFQGh4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/Ei-S0yFQGh4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Reportage su "I rapporti tra mafia e stato" - Londra, 14 novembre 2009]]></title>
<link>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/11/27/reportage-su-i-rapporti-tra-mafia-e-stato-londra-14-novembre-2009/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 07:50:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>maxhki</dc:creator>
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<description><![CDATA[Fonte: Reportage su &#8220;I rapporti tra mafia e stato&#8221; &#8211; Londra, 14 novembre 2009. Ser]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Fonte:<a href="http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&#38;view=article&#38;id=2122:servizio-su-qi-rapporti-tra-mafia-e-statoq-londra-14-novembre-2009&#38;catid=18:i-video&#38;Itemid=33"> Reportage su &#8220;I rapporti tra mafia e stato&#8221; &#8211; Londra, 14 novembre 2009</a>.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/L_x9B6iU6CI&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/L_x9B6iU6CI&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<blockquote><p><span style="color:#000000;"><span>Servizio sulla conferenza &#8220;I rapporti tra mafia e stato&#8221; che si è tenuta all&#8217;UCL  University di Londra il 14 novembre 2009 e alla quale hanno partecipato <strong>Salvatore Borsellino, Gioacchino Genchi e John Dickie</strong>. Il servizio è a cura di Paola Bonfanti e Daniele Fisichella, la camera ed il montaggio a cura di Marco Granese. </span></span></p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I verbali del pentito a Firenze con i nomi di Berlusconi e Dell’Utri]]></title>
<link>http://legvaldicornia.wordpress.com/2009/11/26/i-verbali-del-pentito-a-firenze-con-i-nomi-di-berlusconi-e-dell%e2%80%99utri/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 14:55:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>legvaldicornia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Giovanni Bianconi Corriere della Sera, 26/11/2009 PALERMO — Ha impiegato quasi un anno, Gaspare Spat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Giovanni Bianconi Corriere della Sera, 26/11/2009 PALERMO — Ha impiegato quasi un anno, Gaspare Spat]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["La morte di Borsellino decisa prima di Capaci"]]></title>
<link>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/11/26/la-morte-di-borsellino-decisa-prima-di-capaci/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 10:16:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>maxhki</dc:creator>
<guid>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/11/26/la-morte-di-borsellino-decisa-prima-di-capaci/</guid>
<description><![CDATA[Fonte: &#8220;La morte di Borsellino decisa prima di Capaci&#8221;. I verbali del processo Dell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Fonte: <a href="http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&#38;view=article&#38;id=2116:qla-morte-di-borsellino-decisa-prima-di-capaciq&#38;catid=20:altri-documenti&#38;Itemid=43">&#8220;La morte di Borsellino decisa prima di Capaci&#8221;</a>.</p>
<blockquote><p><em><strong>I verbali del processo Dell&#8217;Utri. Il pentito Spatuzza: anche Schifani incontrava Graviano<br />
Il presidente del Senato annuncia azioni legali. Di Pietro: chiarisca la sua posizione</strong></em></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>PALERMO -</strong> C&#8217;è il nome del presidente del senato, Renato Schifani ma anche un inedito retroscena che rivela come la decisione di uccidere Paolo Borsellino fosse stata presa prima della strage di Capaci, nelle 2000 pagine di verbali giunti dalla Procura di Firenze e depositati al processo d&#8217;appello al senatore Marcello Dell&#8217;Utri per concorso esterno di associazione mafiosa. Pagine che riscaldano la vigilia dell&#8217;attesa deposizione del pentito Gaspare Spatuzza. E&#8217; sempre Spatuzza, dopo avere indicato Berlusconi e Dell&#8217;Utri come i &#8220;referenti&#8221; di Cosa nostra e possibili mandanti delle stragi del &#8216;93, a ricordare adesso anche di quell&#8217;avvocato che nei primi anni &#8216;90 avrebbe visto più volte incontrare il boss di Brancaccio Filippo Graviano nei capannoni di una azienda di cucine componibili, la Valtrans. Quell&#8217;avvocato, allora difensore dell&#8217;imprenditore, Pippo Cosenza, è l&#8217;attuale presidente del Senato, Renato Schifani. &#8220;Preciso che questa persona &#8211; dice Spatuzza &#8211; contattava sia Cosenza che Filippo Graviano in incontri congiunti. La cosa mi fu confermata da Filippo Graviano. Preciso che anch&#8217;io avendo in seguito visto Schifani sui giornali ed in televisione l&#8217;ho riconosciuto per la persona che all&#8217;epoca vedevo agli incontri di cui ho parlato&#8221;.</p>
<p>Indignata la reazione di Schifani che nega decisamente: &#8220;Non ho mai avuto rapporti con Filippo Graviano e non l&#8217;ho mai assistito professionalmente. Questa è la verità. Sia chiaro: denuncerò in sede giudiziaria, con determinazione e fermezza, chiunque, come il signor Spatuzza, intende infangarmi. Sono indignato e addolorato&#8221;. Dura la posizione di Antonio Di Pietro, presidente dell&#8217;Italia dei Valori: &#8220;Schifani non può semplicemente affermare che Spatuzza è un calunniatore ma deve spiegare nel merito se conosce o ha avuto incontri con Graviano. Senza spiegazioni convincenti &#8211; aggiunge &#8211; si creerebbe un gravissimo corto circuito istituzionale che imporrebbe le dimissioni di Schifani&#8221;.</p>
<p>&#160;</p>
<p style="text-align:justify;">
Ai pm di Firenze Spatuzza racconta anche un episodio che potrebbe fare rivisitare la genesi delle stragi dell&#8217;estate del &#8216;92. Il pentito spiega infatti che la cosca mafiosa di Brancaccio, di cui lui faceva parte, fu incaricata di procurare l&#8217;esplosivo per la strage di via D&#8217;Amelio già prima che fosse ucciso Giovanni Falcone. &#8220;Noi di Brancaccio &#8211; racconta il pentito &#8211; siamo attivi prima di Capaci, quando siamo andati a prelevare l&#8217;esplosivo a Porticello e stavamo rientrando a Palermo c&#8217;è stato un problema di posto di blocco dei carabinieri. Questo evento avviene prima di Capaci. Ora se noi di Brancaccio già siamo attivi per via D&#8217;Amelio, significa che era già tutto in programma&#8221;. Spatuzza offre anche un movente specifico per l&#8217;eliminazione di Falcone e Borsellino. &#8220;I due magistrati sono stati sotterrati per una questione di carceri&#8221; dichiara Spatuzza riferendosi ad un colloquio con il suo capo, Filippo Graviano che avrebbe aggiunto: &#8220;Se rimanevano vivi quei due magistrati, altro che 41bis&#8221;. E un altro pentito, sempre della cosca di Brancaccio, conferma le accuse rivolte da Spatuzza a Berlusconi e Marcello Dell&#8217;Utri. E&#8217; Giovanni Ciaramitaro: &#8220;Come politico dietro agli attentati del &#8216;93 mi indicavano sempre Berlusconi. Il politico era colui che aveva indicato anche i monumenti da colpire perché i fratelli Graviano, essendo palermitani, non li potevano conoscere&#8221;.</p>
<p>Fonte: <a class="blank" href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/cronaca/processo-dell-utri/morte-borsellino/morte-borsellino.html" target="_blank">repubblica.it </a>(Alessandra Ziniti e Francesco Viviano, 26 Novembre 2009)</p>
</blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cucchi, versioni discordanti sul pestaggio. Pm riascolterà agente ospite a Matrix]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/11/26/cucchi-versioni-discordanti-sul-pestaggio-pm-riascoltera-agente-ospite-a-matrix/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 08:35:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
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<description><![CDATA[Prosegue l&#8217;inchiesta amministrativa: ascoltati i genitori di Stefano. Sentiti medici e diretto]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h1><img style="cursor:0;" src="http://images.roma.corriereobjects.it/media/foto/2009/08/26/regina%20coeli.jpg" alt="http://images.roma.corriereobjects.it/media/foto/2009/08/26/regina%20coeli.jpg" width="347" height="530" /></h1>
<h1><span style="color:#ea0000;"><strong>Prosegue l&#8217;inchiesta amministrativa: ascoltati i genitori di Stefano. Sentiti medici e direttori Regina Coeli</strong></span></h1>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>.</strong></span></p>
<p><strong><span style="color:#ea0000;">ROMA </span>(25 novembre)<span style="color:#ea0000;"> &#8211; I pm che indagano</span></strong><span style="color:#ea0000;"> </span>sulla morte di Stefano Cucchi ascolteranno nuovamente l&#8217;agente di polizia penitenziaria che, in un&#8217;intervista mandata a Matrix, ha citato, tra l&#8217;altro, una frase pronunciata dal geometra il 16 ottobre scorso durante il tragitto dal tribunale a Regina Coeli («La scorsa notte ho avuto un incontro di pugilato») alla quale i detenuti avrebbero risposto ironicamente: «Nell&#8217;incontro tu hai fatto la parte del sacco».</p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#ea0000;">Versioni contrastanti.</span></span> </strong>La versione data farebbe pensare che il pestaggio potrebbe essere avvenuto nella caserma dei carabinieri la notte precedente, quella tra il 15 ed il 16 ottobre, ma non corrisponde a quanto verbalizzato dallo stesso agente nell&#8217;audizione davanti ai pm Vincenzo Barba e Francesca Loy del 10 novembre scorso. In quell&#8217;occasione, parlando del trasporto dei detenuti dopo la convalida dei fermi, ha raccontato che Cucchi gli chiese: «C&#8217;è una palestra a Regina Coeli?». L&#8217;agente, interpretando la domanda come una battuta &#8211; è detto nel verbale &#8211; rispose: «Ma quale palestra vuoi fare, pesi 30 chili». Poi, notando che il giovane era in cattive condizioni, come se fosse stato pestato, chiese a Cucchi: «Cosa ti è successo?» e quest&#8217;ultimo rispose: «Sono caduto dalle scale». Fu a questo punto &#8211; aveva dichiarato l&#8217;agente ai pm &#8211; che uno dei detenuti commentò: «Ha fatto la parte del sacco in un incontro di pugilato». In attesa della convocazione dell&#8217;agente in procura, i pm Barba e Loy proseguono nella raccolta delle testimonianze. Oggi, in particolare, sono stati sentiti il direttore di Regina Coeli Mauro Mariani ed alcuni medici dell&#8217;infermeria.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#ea0000;"><strong></strong><strong>Sentiti medici e direttori Regina Coeli.</strong></span></span> Il direttore del carcere di Regina Coeli, Mauro Mariani, e alcuni medici dell&#8217;infermeria della struttura penitenziaria, sono stati riascoltati dal pm che si sta occupando della morte di Stefano Cucchi.</p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#ea0000;">L&#8217;inchiesta amministrativa.</span></span> </strong>Il Dipartimento dell&#8217;Amministrazione penitenziaria ha ascoltato Ilaria e Giovanni Cucchi, sorella e padre di Stefano. I familiari di Cucchi hanno ricostruito i giorni successivi all&#8217;arresto di Stefano e i loro vani tentativi di incontrarlo in carcere o in ospedale. L&#8217;inchiesta amministrativa, condotta da Sebastiano Ardita, deve far luce su eventuali responsabilità del personale penitenziario e dovrebbe concludersi nel giro di due settimane. Tre gli agenti della polizia penitenziaria indagati dalla Procura di Roma per omicidio preterintenzionale.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#ea0000;"><strong>L&#8217;iter delle visite</strong>.</span></span> «Nel pomeriggio abbiamo incontrato il Dap (dipartimento amministrazione penitenziaria). In particolare ci hanno chiesto dell&#8217;iter delle nostre richieste per vedere Stefano al Pertini» ha detto Giovanni, il padre di Stefano Cucchi al termine dell&#8217;incontro pubblico «fermiamo gli omicidi di Stato» che si è da poco concluso alla Garbatella. «L&#8217;amministrazione penitenziaria vuole fare chiarezza in generale sulla situazione carceraria &#8211; ha continuato il padre &#8211; non sappiamo come stia procedendo l&#8217;indagine, noi abbiamo esposto solo il nostro caso dicendo quello che sapevamo. Abbiamo percepito una certa sensibilità per questa vicenda, la stessa che è mancata quando era ricoverato. Che lo Stato oggi voglia fare chiarezza ci fa solo che piacere. Il loro intendimento ci sembra essere quello di calibrare le mancanze del sistema».</p>
<p>.</p>
<p>fonte: <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=81840&#38;sez=HOME_ROMA" target="_blank"> http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=81840&#38;sez=HOME_ROMA</a></p>
<p>&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Giornale: Berlusconi potrebbe essere indagato per concorso esterno in associazione mafiosa]]></title>
<link>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/11/25/il-giornale-berlusconi-potrebbe-essere-indagato-per-concorso-esterno-in-associazione-mafiosa/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 19:39:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>maxhki</dc:creator>
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<description><![CDATA[Fonte: Il Giornale: Berlusconi potrebbe essere indagato per concorso esterno in associazione mafiosa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Fonte: <a href="http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&#38;view=article&#38;id=2109:il-giornale-berlusconi-potrebbe-essere-indagato-per-concorso-esterno-in-associazione-mafiosa&#38;catid=2:editoriali&#38;Itemid=4">Il Giornale: Berlusconi potrebbe essere indagato per concorso esterno in associazione mafiosa</a>.</p>
<blockquote><p><span class="small">Scritto da Dario Campolo</span><span class="small"> </span>Il Giornale della famiglia Berlusconi è partito con un nuovo attacco e si gioca il tutto per tutto, infatti la notiza di oggi è: &#8220;<a href="http://www.terzoocchio.org/documenti/ultima-intervista-a-paolo-borsellino/">Ecco l&#8217;ultima trovata dei pm antimafia: sequestrare il patrimonio di Berlusconi</a>&#8220;. Il Giornale sta affilando le lame e sta cominciando a denigrare i magistrati di Palermo, Firenze e Milano. Evidentemente, se tutto ciò dovesse essere vero, c&#8217;è qualche talpa che sta suggerendo le varie strade che tali procure stanno prendendo cercandone quindi la mistificazione. Gli Italiani devono stare in campana perchè secondo me in questa fase ci stiamo giocando il paese ITALIA, quindi è necessario essere lucidi per capire con attenzione cosa stia accadendo. Un cosa è certa, le televisioni e i giornali della famiglia Berlusconi possono depistare tutto quel che vogliono, ma a noi rimane la speranza di persone oneste come Ingroia, Lari, Di Matteo, Scarpinato e tanti altri magistrati onesti nel compiere il proprio dovere. Così come vera e reale è la famosa video-intervista di Paolo Borsellino del 21 maggio 1992 (<a href="http://www.terzoocchio.org/documenti/ultima-intervista-a-paolo-borsellino/">qui è possibile leggere la trascrizione integrale senza i tagli del montaggio</a>) in cui Paolo Borsellino confermava già fin da allora l&#8217;esistenza di indagini in corso sui rapporti fra il boss Mangano, Dell’Utri e Berlusconi.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/YVQ1kmOOBrw&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/YVQ1kmOOBrw&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Di Paolo Borsellino ci possiamo fidare, no?!!!!!</p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un altro pentito accusa Berlusconi "Ebbe un ruolo nelle stragi del '93" - cronaca - Repubblica.it]]></title>
<link>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/11/24/un-altro-pentito-accusa-berlusconi-ebbe-un-ruolo-nelle-stragi-del-93-cronaca-repubblica-it/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 20:27:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>maxhki</dc:creator>
<guid>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/11/24/un-altro-pentito-accusa-berlusconi-ebbe-un-ruolo-nelle-stragi-del-93-cronaca-repubblica-it/</guid>
<description><![CDATA[Fonte: Un altro pentito accusa Berlusconi &#8220;Ebbe un ruolo nelle stragi del &#8216;93&#8243; ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/mafia-10/pentito-romeo/pentito-romeo.html">Un altro pentito accusa Berlusconi &#8220;Ebbe un ruolo nelle stragi del &#8216;93&#8243; &#8211; cronaca &#8211; Repubblica.it</a>.</p>
<blockquote><p><strong>Pietro Romeo, killer della cosca di Brancaccio, conferma le dichiarazioni di Spatuzza<br />
L&#8217;interrogatorio del collaboratore di giustizia il 30 settembre scorso a Firenze</strong></p>
<p><em>di FRANCESCO VIVIANO</em></p>
<div id="testo"><!-- inizio TESTO --> <strong>PALERMO</strong> &#8211; Un altro pentito di mafia chiama in causa il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. E sostiene di avere appreso da un altro killer della sua cosca mafiosa, di un ruolo attivo dell&#8217;allora presidente di Fininvest nella strategia stragista del &#8216;93, con gli attentati a Roma, Firenze e Milano. È Pietro Romeo, artificiere della cosca mafiosa di Brancaccio che faceva capo ai boss Filippo e Giuseppe Graviano, autori delle stragi del &#8216;93 nel nord Italia, che interrogato dai pubblici ministeri di Firenze Crini e Nicolosi, conferma e rafforza le dichiarazioni dell&#8217;ultimo pentito di mafia, Gaspare Spatuzza, le cui rivelazioni sono state riversate nel processo d&#8217;appello in corso a Palermo nei confronti di Marcello Dell&#8217;Utri, imputato e condannato per concorso esterno in associazione mafiosa.Romeo già condannato per la strage di via dei Georgofili e poi pentitosi, è stato &#8220;richiamato&#8221; dai pm di Firenze dopo le recentissime rivelazioni di Gaspare Spatuzza il quale ha tra l&#8217;altro dichiarato che il boss Giuseppe Graviano, secondo lui, avrebbe avuto anche rapporti &#8220;diretti&#8221; con Silvio Berlusconi che sarebbe tra i mandanti occulti delle stragi del &#8216;93.L&#8217;interrogatorio di Romeo è del 30 settembre scorso ed era stato già sentito dai pm fiorentini nel giugno del &#8216;96. Allora Berlusconi e Dell&#8217;Utri erano finiti nel registro degli indagati. L&#8217;indagine fu poi archiviata, ma adesso è stata riaperta proprio sulla base delle dichiarazioni di Spatuzza e delle ultime precisazioni di Pietro Romeo. &#8220;Spatuzza vi ha fatto il nome di Berlusconi, cioè qual è il motivo, il movente suo per fare questi attentati? Ne avete parlato? Giuliano (altro componente del commando stragista ndr) glielo ha detto?&#8221; chiedono i magistrati a Romeo. Ed il pentito conferma le precedenti dichiarazioni ed aggiunge: &#8220;Ricordo che Spatuzza rispose a Giuliano che il politico era Berlusconi. Non si trattava di una battuta. Stavamo parlando di armi in quel momento e di altri argomenti seri. Giuliano chiese se il politico dietro alle stragi fosse Andreotti o Berlusconi e Spatuzza rispose Berlusconi. La motivazione stragista di Cosa Nostra era quella di far togliere il 41 bis. Non ho mai saputo quali motivazioni ci fossero nella parte politica. Noi eravamo esecutori&#8221; <!--inserto--></p>
</div>
<p>Pietro Romeo conferma di avere appreso da Spatuzza e dagli altri artificieri della sua cosca che le stragi &#8220;venivano fatte per il 41 bis e che c&#8217;era un politico di Milano che aveva detto a Giuseppe Graviano di continuare a mettere le bombe. &#8220;Giuseppe Graviano &#8211; afferma Romeo sempre per averlo appreso dai suoi complici &#8211; aveva fatto questi discorsi, che si doveva fare attentati con bombe perché lo aveva detto un politico di farle. Il politico diceva di fare questi attentati a cose di valore storico artistico&#8221;. E sempre stando a quanto aveva appreso da altri mafiosi e dallo stesso Gaspare Spatuzza, Romeo aggiunge che &#8220;era Giuseppe Graviano che andava a trovare il politico con il quale aveva i contatti&#8221;. Adesso Pietro Romeo e Gaspare Spatuzza saranno interrogati anche dai magistrati delle Procure di Palermo e Caltanissetta che indagano sulle stragi e sulla &#8220;trattativa&#8221;. Spatuzza sarà sentito, per la prima volta, pubblicamente, il 4 dicembre prossimo a Torino nel processo a Marcello Dell&#8217;Utri.</p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il «fattore Spatuzza» agita il premier - l'Unità.it]]></title>
<link>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/11/24/il-%c2%abfattore-spatuzza%c2%bb-agita-il-premier-lunita-it/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 20:20:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>maxhki</dc:creator>
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<description><![CDATA[Fonte: Il «fattore Spatuzza» agita il premier &#8211; l&#8217;Unità.it. di Susanna Turco Il ddl sul ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Fonte: <a href="http://www.unita.it/news/italia/91691/il_fattore_spatuzza_agita_il_premier">Il «fattore Spatuzza» agita il premier &#8211; l&#8217;Unità.it</a>.</p>
<blockquote><p>di Susanna Turco</p>
<p>Il ddl sul processo breve è ai blocchi di partenza al Senato, la maggioranza vuole approvarlo prima di Natale, l’opposizione protesta, Alfano litiga coi magistrati sul numero dei processi che salterebbero. Tuttavia, per la verità, mentre grande è il clamore che si fa intorno all’ennesima nave ad personam per salvare il Cav dai suoi processi, nel centrodestra da Berlusconi in giù si discute di tutt’altro. Digerita più o meno volentieri la prospettiva di votare l’ennesima micro-macro modifica del codice, infatti, è ben altra la preoccupazione che occupa le menti dei componenti la maggioranza, ai livelli bassi come a quelli alti. «Il processo breve che interessa tanto voi giornalisti rischia di essere superato dai fatti: a noi sta molto più a cuore la tegola che potrebbe arrivare sul premier», sintetizzano ai piani alti del Pdl.</p>
<p>La “tegola” sarebbe la possibile concretizzazione delle vociferate novità in arrivo dalle procure di Firenze e Caltanissetta, quelle che indagano sulle stragi di mafia del ’93-’94. Ciò che insomma, nei corridoi di Montecitorio chiamano per brevità il “fattore Spatuzza”, con riferimento al pentito che punta il dito sul premier e che sarà sentito il 4 dicembre. Indiscrezioni e voci, segnale eloquente, avvolgono persino i giornali di centrodestra. In varia forma dialettica. Irridente il “Giornale”: «Scoppierà un nuovo presunto scandalo. Ve lo anticipiamo. Berlusconi è mafioso e responsabile delle stragi degli inizi degli anni Novanta». Dietrologista “Libero”, che pur «senza prove» «scommette» sulla «già avvenuta» iscrizione tra gli indagati del premier e di Dell’Utri e si chiede: «Quando e perché verrà fatta trapelare l’indiscrezione?». Definitivo per calembour il Foglio: «Come difendersi da uno Spatuzza che darà di mafioso a Berlusconi?». Si capisce così perché, nei corridoi di Palazzo sommersi di voci, si dia per inutilmente acquisito il ddl sul processo breve. «È chiaro», spiega una gola profonda, «che tutto lo sforzo di bloccare il processo Mills allo scopo di garantire a Berlusconi la presentabilità internazionale non servirebbe più a nulla». Perché «se è “impresentabile” un premier condannato in primo grado per corruzione, cosa potrebbe essere di un leader indagato per legami più o meno stretti con la mafia?». L’aggravante, vista con gli occhi del Cav, è peraltro che questa evenienza sarebbe inaggirabile per via legislativa. Di qui l’idea di «parlare agli italiani». Allo scopo di fare per via politica ciò che non gli riesce per legge: ritrovare l’unanimità per andare avanti. Del resto, una specie di mozione anti-magistratura su cui far esprimere il Parlamento era tra le bozze circolate nel bailamme di qualche settimana fa. Ora, dicono, il Cavaliere potrebbe anche ritirarla fuori. E magari, proprio su questo, eseguire la famosa conta su chi sta con lui e chi no.</p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lo stato con l'ernia iatale intorno]]></title>
<link>http://lottantanove.wordpress.com/2009/11/23/lo-stato-con-lernia-iatale-intorno/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 22:25:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>L&#39;89</dc:creator>
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<description><![CDATA[Articolo di Ungormìte Between ghosts and indigestions. Non è che ci piace rimestare nel torbido. No:]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Articolo di <strong>Ungormìte</strong></p>
<p><a href="http://lottantanove.wordpress.com/files/2009/11/bre-gra.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-1989" title="bre gra" src="http://lottantanove.wordpress.com/files/2009/11/bre-gra.png" alt="" width="600" height="406" /></a></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Between ghosts and indigestions. </strong></span><br />
Non è che ci piace rimestare nel torbido. No: è che gli spettri la nostra casa la abitano proprio, e non c&#8217;è esorcismo o <strong>Slimer </strong>che tenga. Più che un serial giornalistico, la citazione, o se volete, la rivisitazione di oscuri passati, sembrano il ripresentarsi acidulo della<strong> cena mai digerita</strong>. Ed è presto detto. Si riaffaccia alle cronache il nome del <strong>Cardinal Marcinkus</strong>, già capo dello <strong>Ior</strong>, la<strong> Banca Vaticana</strong>. Ed è <strong><span style="color:#0000ff;">uno</span></strong>. Il nome del prelato è stato fatto di recente a causa della riapertura del caso <strong>Orlandi</strong>, e <span style="color:#ff0000;"><strong><span style="color:#0000ff;">due</span></strong></span>.</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">A dentoni nel buio. </span></strong><br />
Il rapimento della giovane, per anni ritenuto collegato al gruppo terroristico turco dei <strong>lupi grigi</strong> (e <span style="color:#ff0000;"><strong><span style="color:#0000ff;">tre</span></strong></span>) sarebbe in realtà legato a doppio filo con le vicende della <strong>banda della Magliana</strong> (<strong><span style="color:#0000ff;">4</span></strong>). Questi, a loro volta, hanno tessuto (sarti o stoffa che fossero) strati tragici e insoluti della storia patria. Se è quasi certo che ebbero un ruolo nella scomparsa di <strong>Emanuela Orlandi</strong>, è plausibile altresì ritenerli coinvolti nell&#8217;<strong>affaire Moro</strong> (<strong><span style="color:#0000ff;">5</span></strong>) (la prigione del leader democristiano era <strong>a 150 passi</strong> da uno dei ritrovi &#8211; fornito di cunicoli &#8211; della <strong>Banda della Magliana</strong>, all&#8217;interno di un quartiere eretto coi soldi del <strong>Banco Ambrosiano</strong>, <strong>Calvi </strong>(<strong><span style="color:#0000ff;">6</span></strong>), pedina finanziaria fondamentale, con <strong>Sindona </strong>(<strong><span style="color:#0000ff;">7</span></strong>), della <strong>loggia P2 </strong>(<strong><span style="color:#0000ff;">8</span></strong>) ).<br />
<strong><br />
<span style="color:#ff0000;">From Gradoli to Gradoli. </span><br />
Aldo Moro</strong>, dunque. <strong>Via Gradoli</strong>. L&#8217;istantanea di un uomo allo spasimo, con lui parte dell&#8217;Italia, fa il giro del mondo. E&#8217; icastica dello stato d&#8217;assedio, dello <strong>Stato sotto assedio</strong>. L&#8217;istantanea che ci giunge oggi, da quelle strade, è di una camera disadorna e abbrustolita, un <strong>transessuale </strong>affumicato in terra vittima di chissà quali verità passive (<em>ot</em>: un &#8220;da Via Gradoli a Via Gradoli&#8221; non l&#8217;ho ancora sentito. Strano). Assassinio? A che scopo? Sembra scontato, quanto il riferimento al caso di <strong>Wilma Montes</strong>i (<strong><span style="color:#0000ff;">9</span></strong>), caduta per nome di bei nomi. Le morti migliori, le morti di stato, le morti della<strong> ragion pratica</strong>.</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">Welcome in the 90&#8217;s. </span></strong><br />
I nomi, quelli indicibili, quelli che si fanno, si stanno pronunciando, forse si proferiranno a breve, da qualche parte in Italia, per bocca di qualche <strong>pentito </strong>senza più speranze, redento o cosa. Nomi che alzano la posta al massimo, che riconducono ad altre vicende senza radici e colpevoli, coi suoi innocenti. Che portano senza ritorno alle <strong>stragi di mafia</strong> dei primi del &#8216;<strong>90 </strong>(e <strong><span style="color:#0000ff;">10</span></strong>), con le quali troppo frettolosamente s&#8217;era detto d&#8217;aver chiuso i conti. E no: i nomi sono quelli, i più pesanti, e rievocano vecchi moventi, i traffici della palermo degli anni <strong>80 </strong>(<strong><span style="color:#0000ff;">11</span></strong>), le altre morti illustri e meno.</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">Diagnosi. </span></strong><br />
Frivolezze: e i <strong>filmetti </strong>sui &#8216;<strong>70</strong>, e la ripubblicazione di libri sull&#8217;<strong>eversione nera</strong>, i <strong>maestri venerabili</strong>, <strong>Br</strong>, <strong>America</strong> e il <strong>Vaticano</strong>. E le nuove e sempiterne <strong>Tangentopoli</strong>, e il <strong>duce</strong> in prima pagina (e <strong><span style="color:#0000ff;">12</span></strong> e <strong><span style="color:#0000ff;">13</span></strong><span style="color:#0000ff;"> </span>e <strong><span style="color:#0000ff;">14</span></strong> e ad libitum). Si faccia caso, tutti questi sono nomi riverniciati di fresco, ma indelebili. E qualcosa vorranno pur dimostrarci. I conti con un passato incolume al <strong>digestivo Brioschi</strong>.<br />
<strong><em>U<span style="color:#008000;">&#8216; </span></em></strong></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Segnalazioni su richiesta: <span style="color:#000000;"><a href="http://www.facebook.com/pages/No-Berlusconi-Day-Milano-APARTITICO/179281643918?ref=ts">No Berlusconi Day Milano APARTITICO a MILANO</a>, 5/12, Pza Fontana <span style="font-weight:normal;">(</span><span style="color:#ff0000;"><span style="font-weight:normal;"><span style="color:#0000ff;">eccone un altro</span></span></span><span style="font-weight:normal;">)</span>, h 14.</span></strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>[<span style="font-weight:normal;"><a href="http://oknotizie.virgilio.it/info/f54a08b098ea38/l_italia_e_i_fantasmi_che_riappaiono_a_turni_banda_della_magliana_p2_brigate_rosse_rapimenti_e_stragi_di_mafia._un_paese_con_l_ernia_iatale_.html">vota </a>l'articolo su</span> <span style="color:#99cc00;">Ok</span><span style="color:#ff6600;">No</span>tizie] </strong></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong><span style="color:#000000;"><a href="http://lottantanove.wordpress.com/files/2009/11/telelungo13.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-1990" title="telelungo" src="http://lottantanove.wordpress.com/files/2009/11/telelungo13.gif" alt="" width="294" height="71" /></a></span></strong></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nuove prove al processo Dell'Utri]]></title>
<link>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/11/22/nuove-prove-al-processo-dellutri/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 20:50:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>maxhki</dc:creator>
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<description><![CDATA[Fonte: Nuove prove al processo Dell&#8217;Utri. Spatuzza: Graviano parlava direttamente con Berlusco]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Fonte: <a href="http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&#38;view=article&#38;id=2101:nuove-prove-al-processo-dellutri&#38;catid=2:editoriali&#38;Itemid=4">Nuove prove al processo Dell&#8217;Utri</a>.</p>
<blockquote><p><em><strong>Spatuzza: Graviano parlava direttamente con Berlusconi e Dell’Utri</strong></p>
<p></em></p>
<div style="text-align:justify;">Negli anni bui delle bombe <strong>Silvio Berlusconi</strong> e <strong>Marcello Dell’Utri</strong> si sarebbero incontrati direttamente con il boss stragista di Brancaccio <strong>Giuseppe Graviano</strong>. <strong>Gaspare Spatuzza</strong>, l’ultimo grande pentito di Cosa Nostra, non ha alcun dubbio: “Ritengo di poter escludere categoricamente, conoscendoli assai bene, che i Graviano si siano mossi nei confronti di Berlusconi e Dell’Utri attraverso altre persone. Non prendo in considerazione la possibilità che Graviano abbia stretto un patto politico con costoro senza averci personalmente parlato”. E di fronte all’insistenza dei pm sulla possibilità che il rapporto potesse essere in qualche modo mediato Spatuzza è ancora più categorico: “No, no! Non esiste! Non trattano con le mezze carte. Hanno avuto sempre nella vita i contatti diretti”.</div>
<p>&#160;</p>
<div style="text-align:justify;">Le dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia ai magistrati di Firenze che indagano sulle stragi mafiose del ’93 aggiungono ulteriori tasselli al quadro che chiama in causa il Presidente del Consiglio e il senatore Dell’Utri. L’uomo che Graviano, prosegue Spatuzza, chiamava “un paesano”, quindi “qualcosa di più di Berlusconi… Paesano lo posso considerare come una persona vicinissima a noi”.<br />
Sono scottanti i documenti della procura fiorentina che ieri hanno fatto capolino al processo d’appello per concorso esterno in associazione mafiosa contro il senatore del Pdl, a Palermo (condannato in primo grado a nove anni di reclusione). Quando il procuratore generale <strong>Antonino Gatto</strong> ha chiesto l’acquisizione di due corposi faldoni contenenti gli interrogatori di Spatuzza, ma anche di <strong>Cosimo Lo Nigro</strong>, <strong>Pietro Romeo</strong>, <strong>Ciaramitaro</strong>, <strong>Filippo e Giuseppe Graviano,</strong> nonché un confronto fra quest’ultimo e lo stesso Spatuzza. Oltre a diverse relazioni redatte dalla Dia di Roma e Firenze fra il 2008 e il 2009.<br />
L’audizione di Spatuzza risale al 18 giugno scorso, quando il pentito racconta ai magistrati dell’incontro a due avvenuto nel gennaio del 1994 al bar Doney di via Veneto, a Roma, con un esultante Giuseppe Graviano. Che in quell’occasione avrebbe assicurato come grazie a Berlusconi e Dell’Utri “avevamo ottenuto quello che cercavamo”: “ci siamo messi il Paese nelle mani”. Graviano, insolitamente euforico, aveva inneggiato alla “serietà di queste persone”, altra cosa rispetto a questi “crasti dei socialisti”. E dal momento che “io non conoscevo Berlusconi – continua Spatuzza – chiesi se era quello di Canale 5 e Graviano mi disse sì”.<br />
Erano gli anni delle stragi e a Roma i boss stavano pianificando l’ultimo grande attentato allo stadio Olimpico, fallito soltanto per un guasto al telecomando. L’obiettivo lo aveva scelto lo stesso Spatuzza, all’epoca braccio destro dei Graviano e per questo in grado di rivelare ai magistrati particolari fino ad ora sconosciuti. “Non posso sapere – spiega il pentito ai pm fiorentini – quale fosse il proposito che Berlusconi e Dell’Utri avessero in mente stringendo questo patto. La mia esperienza di queste vicende, ma è una mia deduzione, è che costoro che in un primo momento hanno fatto fare le stragi a Cosa Nostra, si volevano poi accreditare all’esterno come coloro che erano stati in grado di farle cessare. E quando poi li vedo scendere in politica, partecipando alle elezioni e vincendole, capisco che sono loro direttamente quelli su cui noi abbiamo puntato tutto”.<br />
Accuse pesanti, che il pentito potrà approfondire il prossimo 4 dicembre, quando sarà interrogato, a Torino, nell’ambito del processo contro il senatore Dell’Utri. E che in parte sono state confermate dal collaboratore di giustizia <strong>Salvatore Grigoli</strong>, che lo scorso 5 novembre, risentito dalla procura di Palermo, avrebbe affermato, tra le altre cose, che “i Graviano avevano un canale diretto con Dell’Utri”. Motivo per cui il pg Gatto ha già chiesto alla Corte che il Grigoli possa essere chiamato a testimoniare.<br />
Nel frattempo a destare grande interesse sono però i contenuti dei confronti già realizzati a Firenze tra lo Spatuzza e i fratelli Filippo e Giuseppe Graviano. Niente attacchi, niente accuse di infamità da parte dei capimafia nei confronti del pentito, ma solo parole di profonda amicizia e rispetto. Un atteggiamento inedito e ancora tutto da decifrare dei boss di Cosa Nostra.<br />
E se a “Giuseppe”, Spatuzza avrebbe soltanto chiesto di passare dalla parte della Giustizia, sentendosi rispondere: “Non ho niente da dire”, con “Filippo” il dialogo sarebbe stato più articolato. Quest’ultimo, infatti, avrebbe ammesso di aver intrapreso negli ultimi dieci anni un non meglio specificato “cammino di legalità” e a Spatuzza avrebbe detto: “Io non ho nulla contro la tua scelta, è bene che tu lo sappia. Tu hai fatto una scelta, va bene anche per me. Ora, quello che io ti dico, il nostro discorso, almeno inizialmente, non era un discorso opportunistico per ottenere qualcosa dallo Stato. Ma era per migliorare noi stessi e per dare un futuro ai nostri figli”<br />
Il confronto era stato disposto dai pm di Firenze per cercare una conferma di quel colloquio avvenuto tra i due nel carcere di Tolmezzo, durante il quale Graviano a Spatuzza avrebbe detto: “E’ bene far sapere a mio fratello Giuseppe che, se non arriva niente da dove deve arrivare qualcosa, è bene che anche noi cominciamo a parlare con i magistrati”. Parole che Graviano oggi nega: dalla politica, dice, “io non mi aspetto nulla”. Ammettendo però che in carcere di “dissociazione” e di un’ipotetica “vita di legalità” avevano effettivamente parlato. Poi, tra una serie di continui “mi dispiace dovermi trovare in contraddizione con te”, “ti auguro tutto il bene del mondo, non ho niente contro le tue scelte. Sono contento che tu abbia ritrovato la pace interiore”, e “non ho nulla contro di te, né contro la tua collaborazione”, il boss lancia un ulteriore messaggio: “Non ti dico che stai mentendo, ti dico che io le cose non le ho dette”. E già in molti si chiedono se il prossimo pentito eccellente potrebbe essere proprio lui.<br />
<strong><br />
Monica Centofante (Antimafiaduemila.com, 21 novembre 2009)</strong></div>
</blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Agenda rossa: tutte le verità occultate]]></title>
<link>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/11/22/agenda-rossa-tutte-le-verita-occultate/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 20:43:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>maxhki</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il 17 febbraio 2009 la VI Sezione Penale della Cassazione, presieduta dal dott. Giovanni de Roberto,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote><p><img src="http://www.19luglio1992.com/images/stories/Agenda%20rossa%20con%20mano%20Paolo%20Borsellino.jpg" alt="alt" hspace="8" width="249" height="200" /></p>
<p>Il 17 febbraio 2009 la VI Sezione Penale della Cassazione, presieduta dal dott. Giovanni de Roberto, respinge il ricorso presentato dalla Procura di Caltanissetta contro la decisione del giudice per le indagini preliminari (gup), il dott. Paolo Scotto di Luzio, che aveva stabilito il non luogo a procedere&#38;apos; nei confronti del colonnello dei Carabinieri Giovanni Arcangioli, accusato di aver sottratto, il 19 luglio 1992 in via D&#38;apos;Amelio a Palermo,  l&#38;apos;agenda rossa del magistrato Paolo Borsellino dalla sua borsa di pelle marrone, con tutta una serie di aggravanti tra cui quella di aver favorito Cosa Nostra. Il 18 marzo 2009 venivano depositate le motivazioni della sentenza della Cassazione, che accoglieva in toto le ragioni del giudice Scotto e poneva così un macigno inamovibile sulle speranze di fare luce su uno degli episodi più inquietanti della storia della repubblica.</p>
<p>&#8230;</p>
<p><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;">Questo è l&#8217;istante fatidico in cui Arcangioli viene immortalato. </span></span></span></p>
<div style="text-align:center;"><img src="http://www.19luglio1992.com/images/stories/Foto-arcangioli%281%29.jpg" alt="alt" width="330" height="265" align="middle" /></div>
<div style="text-align:justify;"><span style="font-size:14px;"><span style="font-family:Arial;"><br />
<span style="color:#000000;">Il filmato si interrompe proprio in questo momento. Cala il buio. Per riaccendersi solo 60 metri più avanti, in fondo a Via D&#8217;Amelio. Ancora Arcangioli con la borsa in mano, in una zona appartata, lontano da ogni tipo di interesse investigativo, dove sostano solamente i camion dei vigili del fuoco. </span></span></span></div>
<p><strong>La domanda torna continuamente, martellante, sempre la stessa. Così ci faceva lì Arcangioli con la borsa del giudice Paolo Borsellino, i cui resti ancora fumanti giacevano a un centinaio di metri di distanza?</strong> Una domanda che non ha ancora ricevuto una risposta plausibile. Una domanda nata morta. Destinata a precipitare nel vuoto, con buona pace di chi cerca con tenacia Verità e Giustiza per il giudice e i suoi angeli custodi. Una domanda che non ha alcun senso porre, secondo il gup Scotto di Luzio. Una domanda che non si potrà mai più fare, per decisione della VI Sezione Penale della Cassazione.</p></blockquote>
<p>Leggi tutto: <a href="http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&#38;view=article&#38;id=2095:agenda-rossa-tutte-le-verita-occultate&#38;catid=26:in-evidenza">Agenda rossa: tutte le verità occultate</a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dell'Utri, e se Graviano comincia a parlare? - Articoli | l'AnteFatto | Il Cannocchiale blog]]></title>
<link>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/11/21/dellutri-e-se-graviano-comincia-a-parlare-articoli-lantefatto-il-cannocchiale-blog/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 20:13:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>maxhki</dc:creator>
<guid>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/11/21/dellutri-e-se-graviano-comincia-a-parlare-articoli-lantefatto-il-cannocchiale-blog/</guid>
<description><![CDATA[Dell&#8217;Utri, e se Graviano comincia a parlare? &#8211; Articoli | l&#8217;AnteFatto | Il Cannocc]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&#38;id_blogdoc=2385006&#38;yy=2009&#38;mm=11&#38;dd=21&#38;title=dellutri_e_se_graviano_cominci">Dell&#8217;Utri, e se Graviano comincia a parlare? &#8211; Articoli &#124; l&#8217;AnteFatto &#124; Il Cannocchiale blog</a>.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/WWI2Iq1Fbrg&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/WWI2Iq1Fbrg&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<blockquote><p><strong>Il mafioso dai rapporti politici potrebbe “pentirsi”<br />
</strong>di <em>Giuseppe Lo Bianco<br />
</em><br />
Parla <strong>Filippo Graviano</strong>, boss stragista del ‘93 indicato dai pentiti come uno dei protagonisti della trattativa tra Cosa Nostra e il nuovo partito in via di costituzione, Forza Italia. Dice di avere fatto in carcere una “scelta di legalità”, anche se continua a negare ogni coinvolgimento nelle stragi. E arriva il giorno di <strong>Gaspare Spatuzza</strong>: sarà sentito in aula a Torino, il 4 dicembre prossimo, dai giudici di appello che stanno processando <strong>Marcello Dell’Utri</strong>, condannato in primo grado a nove anni per concorso in associazione mafiosa. Dalle carte trasmesse a Palermo dalla procura di Firenze emerge più chiaramente il contesto delle accuse che lambiscono <strong>Silvio Berlusconi </strong>e Marcello Dell’Utri, che avrebbero costituito, secondo le nuove rivelazioni di Spatuzza, le coperture politiche chieste ed ottenute dai fratelli Graviano all’inizio del 1994, quando progettarono l’attentato al pullman dei carabinieri parcheggiato nei pressi dello stadio Olimpico. Un attentato, lascia intendere oggi Spatuzza riferendo le parole di Giuseppe Graviano, che avrebbe ottenuto un autorevole avallo da quelle forze che si stavano apprestando ad entrare in politica. Si tratta di due faldoni con oltre 500 pagine depositati ieri nel processo dell’Utri sui quali si è concentrata l’attenzione investigativa della direzione distrettuale antimafia di Palermo, che ieri, sempre nell’ambito della trattativa mafia-Stato ha interrogato nuovamente <strong>Massimo Ciancimino</strong>, che, nei giorni scorsi, aveva annunciato il possesso di alcuni nastri registrati con le conversazioni del padre con gli ufficiali del Ros nel corso dei colloqui nella sua casa di piazza di Spagna, a Roma.</p>
<p>Ma è su Filippo Graviano, e sulla sua insolita “apertura alla legalità” che si è concentrata l’attenzione dei magistrati antimafia. Il boss dice di avere compiuto in carcere questa scelta, si è iscritto alla Bocconi di Milano e ha già dato dieci esami, nel suo futuro di ergastolano c&#8217;è adesso l’obbiettivo di rafforzare la sua cultura, ma nelle stragi, “mi dispiace deludervi, ma non ho avuto alcun ruolo”. In carcere, nel 2004, aveva detto a Gaspare Spatuzza, allora suo fedelissimo, oggi pentito, che “se non arriva niente da dove deve arrivare è bene che anche noi cominciamo a parlare con i magistrati”.</p>
<p>E Graviano davanti ai magistrati di Firenze che lo hanno interrogato nei giorni scorsi non si è tirato indietro, aprendo un minuscolo varco impensabile, fino ad ora, per un capomafia del suo calibro e annunciando una decisione inedita che lascia aperti tutti gli interrogativi su una sua futura collaborazione: In che cosa si concretizzi la scelta di legalità, ancora non si sa, visto che il capomafia subito dopo ha negato di avere commesso qualsiasi reato. E messo a confronto con Spatuzza, non lo ha trattato da infame perchè pentito, ma ha addirittura tracciato un parallelo tra le loro due decisioni: “tu hai compiuto una scelta religiosa – ha detto Graviano, alludendo alle lettere inviate da Spatuzza ad un vescovo &#8211; io arricchisco la mia cultura”.</p>
<p>Diverso, infine, l’atteggiamento del fratello <strong>Giuseppe</strong>, che, messo a confronto anch’egli con Spatuzza, non lo ha neppure preso in considerazione. Nell’udienza di ieri, infine, il pg <strong>Nino Gatto </strong>ha chiesto alla corte di sentire <strong>Salvatore Grigoli</strong>, che in un verbale depositato agli atti del processo ha detto che le stragi di mafia del ‘92 e del ‘93 erano state fatte “per costringere lo Stato a scendere a patti”. E sul senatore imputato ha detto : “<strong>Mangano </strong>(Nino, ndr) mi disse che i Graviano avevano un canale diretto con Dell’Utri. In effetti ricordo che all’epoca vi fu la vicenda del movimento politico che volevamo costituire, denominato <em>Sicilia Libera</em>. La questione di <em>Sicilia Libera</em>, a un certo punto, non fu più portata avanti perchè noi tutti fummo orientati verso il nascente movimento <em>Forza Italia</em>”. E conclude: “Dopo le elezioni tutti confidavamo in Berlusconi e si diceva che solo lui ci poteva salvare.”</p>
<p><em>da Il Fatto Quotidiano del 21 novembre 2009</em></p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Agenda rossa, quei buchi neri e le sentenze clone]]></title>
<link>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/11/21/agenda-rossa-quei-buchi-neri-e-le-sentenze-clone/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 19:05:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>maxhki</dc:creator>
<guid>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/11/21/agenda-rossa-quei-buchi-neri-e-le-sentenze-clone/</guid>
<description><![CDATA[Fonte: Agenda rossa, quei buchi neri e le sentenze clone. La sentenza della VI sezione della Corte d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Fonte: <a href="http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&#38;view=article&#38;id=2090:agenda-rossa-quei-buchi-neri-e-le-sentenze-clone&#38;catid=19:i-mandanti-occulti&#38;Itemid=39">Agenda rossa, quei buchi neri e le sentenze clone</a>.</p>
<blockquote><p><span class="Apple-style-span" style="font-family:Arial,Helvetica,Verdana;font-size:13px;color:#333333;"><span class="InfoComponentTextPrimitive"><span class="InfoComponentTextPara">La sentenza della VI sezione della Corte di Cassazione presieduta da <strong>Giovanni De Roberto</strong> che scrive la parola fine sulla possibilità di istruire un processo per poter illuminare quella zona di buio pesto che avvolge la sparizione dell’agenda rossa di <strong>Paolo Borsellino</strong> è del 17 febbraio 2009 e la motivazione è stata depositata il 18 marzo ma se ne è avuta notizia solo ora. Prima stranezza. Sentenza che conferma quella emessa il 21 aprile 2008 dal gup di Caltanissetta</span></span><span class="InfoComponentTextPrimitive"><span class="InfoComponentTextPara">, <strong>Scotto Di Luzio</strong>, non proprio consueta in quanto il gup – andando al di là del suo ruolo, cioè verificare se esistono elementi sufficienti per celebrare un processo – entra nel merito valutando tutti i fatti di prova facendone un’analisi critica: non esiste la prova che Borsellino avesse con sé l’agenda quella domenica e semmai l’avesse avuta sarebbe certamente andata distrutta nell’esplosione. Dunque il processo per furto con l’aggravante di reati commessi per favorire Cosa Nostra a carico dell’allora capitano dei carabinieri e oggi colonnello <strong>Giovanni Arcangioli</strong>, non s’ha da fare. Il ricorso, appoggiato dal sostituto procuratore generale in Cassazione, <strong>Carlo Di Casola</strong>, presentato solo molto tempo dopo dal procuratore capo <strong>Sergio Lari</strong>, magistrato perseverante e misurato: Borsellino quando lascia la villetta di Carini ha nella borsa l’agenda, come confermato dalla moglie.</p>
<p></span></span></span> <span class="Apple-style-span" style="font-family:Arial,Helvetica,Verdana;font-size:13px;color:#333333;"><span class="InfoComponentTextPrimitive"><span class="InfoComponentTextPara">Il giudice, come sempre di domenica, non aveva l’autista ed era alla guida dell’auto, dunque, durante il tragitto non avrebbe avuto alcuna possibilità di estrarre l’agenda dalla borsa che aveva sistemato nel sedile posteriore. E se per assurdo lo avesse fatto, l’agenda sarebbe rimasta in auto e non sarebbe andata distrutta in quanto la tesi che l’agenda sarebbe stata distrutta dalla deflagrazione potrebbe reggersi solo se il magistrato l’avesse avuta in mano quando è sceso dall’auto per andare a citofonare alla madre. Ma questa è un’ipotesi illogica visto che la </span></span><span class="InfoComponentTextPrimitive"><span class="InfoComponentTextPara">donna sarebbe dovuta scendere subito. La sua borsa è stata certamente prelevata dall’auto dal colonnello Arcangioli come provato dal filmato che mette in successione le immagini delle </span></span><span class="InfoComponentTextPrimitive"><span class="InfoComponentTextPara">telecamere dei negozi, realizzato però solo 15 anni dopo la strage, in cui si vede Arcangioli allontanarsi dal luogo della strage con in mano un oggetto che ingrandito risulta essere, inequivocabilmente, una borsa. Il colonnello si difende dicendo: non ricordo nulla a causa dell’emozione. Di certo la tesi di un ufficiale dell’Arma emozionato, nonostante non avesse mai conosciuto Borsellino, al punto da non riacquistare la memoria dinanzi alle immagini, non è stata sufficiente per celebrare un processo dal quale il colonnello sarebbe potuto anche essere stato assolto. Ma senza il processo restano dubbi troppo pesanti che hanno indotto <strong>Francesco Crescimanno</strong>, legale della famiglia Borsellino, durante l’udienza a porte chiuse, a rivolgergli questa domanda: “Perché un ufficiale dei carabinieri non chiede con dignità di essere processato nella convinzione che il dibattimento potrà offrire un momento di confronto prezioso per il raggiungimento di una verità di cui il paese ha bisogno?”. A rispondere il silenzio.</p>
<p>Restano le parole di <strong>Agnese Borsellino</strong> e dei suoi figli che non vengono soffocate dal rispetto profondo per i giudici: “La sera quando Paolo si ritirava </span></span><span class="InfoComponentTextPrimitive"><span class="InfoComponentTextPara">annotava gli spostamenti, gli appuntamenti su un’agenda grigia che teneva nello studio. Ma quella rossa non ricordo l’avesse mai lasciata a casa uscendo. Soprattutto dopo la morte di Giovanni non se ne distaccava un solo istante e quel pomeriggio l’aveva con sé. E non c’è una ragione plausibile per cui Paolo prendesse l’agenda per andare a citofonare alla madre che sarebbe scesa subito per andare con lui dal cardiologo. Di certo vi aveva scritto tutto quello che avrebbe riferito ai magistrati di Caltanissetta sulla morte di <strong>Falcone</strong> e anche tutto ciò che, man mano, apprendeva dai collaboratori di giustizia ed emergeva dalle sue indagini. Quando ci è stata restituita la borsa c’era un’altra agenda marrone dove Paolo annotava numeri di telefono, un costume, un mazzo di chiavi e diversi pacchetti di sigarette, mancava solo l’agenda rossa. Qualcuno, coperto da chissà chi, l’ha rubata. Questa è una certezza. Non la nostra certezza”. Quella stessa agenda rossa che era sulla scrivania anche durante l’intervista data ai colleghi francesi <strong>Jean Pierre Moscardo</strong> e <strong>Fabrizio Calvi</strong> di Canalplus per un documentario sui rapporti tra mafia e imprenditoria del nord.<br />
<strong></p>
<p>Sandra Amurri (il Fatto Quotidiano, 20 novembre 2009)</strong></span></span></span></p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Le AGENDE ROSSE a Roma al "No Berlusconi Day" per una NUOVA RESISTENZA]]></title>
<link>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/11/21/le-agende-rosse-a-roma-al-no-berlusconi-day-per-una-nuova-resistenza/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 18:41:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>maxhki</dc:creator>
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<description><![CDATA[Fonte: Le AGENDE ROSSE a Roma per una NUOVA RESISTENZA. Ci ho riflettuto a lungo ma alla fine ho cap]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Fonte: <a href="http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&#38;view=article&#38;id=2085:le-agende-rosse-a-roma-per-una-nuova-resistenza&#38;catid=26:in-evidenza">Le AGENDE ROSSE a Roma per una NUOVA RESISTENZA</a>.</p>
<blockquote><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/357G1X4QPzM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/357G1X4QPzM&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><span style="font-size:larger;"><strong>Ci ho riflettuto a lungo</strong> <strong>ma alla fine ho capito che non possiamo non partecipare alla manifestazione del 5 Dicembre a Roma</strong>.  La spinta finale a questa decisione è stato l&#8217;incontro a Londra con <strong>i ragazzi italiani costretti a lasciare un paese </strong>che non riesce ad assicurare loro un lavoro per andare a lavorare in Inghilterra, costretti a lasciare il loro paese per andare in <strong>un &#8220;altro paese&#8221;</strong> a cercare una stampa libera, dei mezzi di informazione non monopolizzati e asserviti, un parlamento in grado di votare delle leggi, una democrazia e non un regime mascherato da democrazia, un paese governato da un premier e non da un satrapo, un paese nel quale la legge è, per quanto possibile, ancora eguale per tutti, <strong>un paese in cui i magistrati sono rispettati e non vilipesi</strong> e quotidianamente aggrediti e minacciati, un paese in cui le leggi che vengono votate servano per tutti e non per uno soltanto. E che purtroppo in questo paese devono anche subire lo scherno di chi non riesce a capacitarsi di come gli Italiani abbiano potuto scegliere e continuino in buona parte a sostenere un uomo, <strong>il capo del Governo</strong>, che per loro è un personaggio da operetta mentre in realtà, per noi, è il protagonista e l&#8217;artefice della nostra tragedia.<br />
</span> <span style="font-size:larger;">Non è stata un decisione semplice la mia, personalmente ritengo che continuare ad accusare il presidente del Consiglio di frequentazioni di minorenni, di utilizzo di prostitute pagate dai suoi lacchè, di compenso di prestazioni sessuali tramite nomina a posti di governo e via  andando non sia che una maniera di far perdere di vista il vero problema, cioè che <strong>questo governo sta continuando a pagare le cambiali di una trattativa conclusa con la criminalità organizzata </strong>e condotta da una delle due parti a forza di bombe e di stragi per alzare il prezzo della trattativa stessa e indurre, chi aveva avuto l&#8217;oscena idea di avviare questa trattativa ad una resa incondizionata.<br />
Si continua a discutere di processo Mills, di processo breve, di lodi di vario nome, quando il vero problema è che chi è alla guida del governo dovrebbe essere indagato per essere uno dei mandanti occulti delle stragi del &#8216;92 e del &#8216;93 e dovrebbero essere messi alla luce i suoi rapporti con la criminalità organizzata. Quella criminalità organizzata che oggi gode i frutti di quella trattativa e che farebbe fare la fine di Salvo Lima a chi i patti stipulati non li rispettasse fino all&#8217;ultimo.<br />
</span><span style="font-size:larger;"><strong>Questa manifestazione</strong> non è organizzata dai partiti, <strong>è nata spontaneamente dalla rete</strong>, dall&#8217;iniziativa di alcuni bloggers, e <strong>noi </strong>che dalla  rete  siamo partiti e che che la rete utilizziamo come base operativa per le nostra battaglie, che utilizziamo la rete come i partigiani utilizzavano le montagne,<strong> non possiamo restare nelle nostre postazioni ad osservare i nostri compagni che si buttano in questa battaglia.</strong></span><span style="font-size:larger;"><br />
</span><span style="font-size:larger;">Dobbiamo prendere le nostre armi, le nostra agende rosse levate in alto, e andare a combattere anche noi. Abbiamo combattuto e abbiamo vinto a Palermo, abbiamo impedito agli avvoltoi di posarsi ancora sul luogo della strage, abbiamo combattuto e abbiamo vinto a Roma, da soli con  le nostre Agende Rosse abbiamo riempito delle nostra grida di RESISTENZA le strade e le piazze di Roma, ora, come un corpo speciale, dobbiamo scendere in mezzo agli altri ed essere riconoscibili per evitare che la manifestazione venga strumentalizzata dai partiti, ancora una volta dobbiamo essere noi a strumentalizzare loro.<br />
<strong>Questa è una manifestazione della Società Civile e la presenza del nostro simbolo, l&#8217;Agenda Rossa, servirà a riaffermarlo.<br />
Noi non chiediamo le dimissioni di Berlusconi, chiediamo che Berlusconi possa essere processato per i suoi crimini e le nostre Agende Rosse saranno in piazza per proteggere quei magistrati che anche sui suoi crimini stanno indagando e che per questo sono ad alto, altissimo rischio.<br />
Noi dobbiamo essere la loro scorta.</strong></span><span style="font-size:larger;"><br />
</span></p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Incriminare i familiari di Paolo Borsellino per la sottrazione dell'Agenda Rossa]]></title>
<link>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/11/21/incriminare-i-familiari-di-paolo-borsellino-per-la-sottrazione-dellagenda-rossa/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 18:10:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>maxhki</dc:creator>
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<description><![CDATA[Fonte: Incriminare i familiari di Paolo Borsellino per la sottrazione dell&#8217;Agenda Rossa. Già q]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Fonte: <a href="http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&#38;view=article&#38;id=2078:incriminare-i-familiari-di-paolo-borsellino-per-la-sottrazione-dellagenda-rossa&#38;catid=26:in-evidenza">Incriminare i familiari di Paolo Borsellino per la sottrazione dell&#8217;Agenda Rossa</a>.</p>
<blockquote><p>Già quando il 1 aprile 2008 il <span class="J-JK9eJ-PJVNOc">GUP</span> Paolo Scotto di <span class="J-JK9eJ-PJVNOc">Luzio</span> aveva prosciolto il colonnello dei carabinieri dei <span class="J-JK9eJ-PJVNOc">ROS</span> Giovanni <span class="J-JK9eJ-PJVNOc">Arcangioli</span> dall&#8217;accusa del furto dell&#8217;Agenda Rossa di Paolo Borsellino avevo manifestato il mio sconcerto per il fatto che il processo si fosse chiuso in fase di udienza preliminare impedendo cosi ad un <span class="J-JK9eJ-PJVNOc">procedimento</span> di tale importanza di arrivare alla fase <span class="J-JK9eJ-PJVNOc">dibattimentale</span> nel corso della quale, con una analisi <span class="J-JK9eJ-PJVNOc">approfondita</span> delle prove (addirittura <span class="J-JK9eJ-PJVNOc">fotografiche</span>) e delle <span class="J-JK9eJ-PJVNOc">testimonianze</span> (incerte e <span class="J-JK9eJ-PJVNOc">contraddittorie</span>) avrebbe <span class="J-JK9eJ-PJVNOc">potuto </span>essere accertata l&#8217;innocenza o la <span class="J-JK9eJ-PJVNOc">colpevolezza</span> dell&#8217;imputato.<br />
Avevo poi sperato, grazie al motivato e <span class="J-JK9eJ-PJVNOc">circostanziato</span> ricorso presentato dalla Procura di <span class="J-JK9eJ-PJVNOc">Caltanissetta</span> avverso a questa sentenza di assoluzione che la Corte di Cassazione annullasse questa abnorme sentenza di proscioglimento affermando che &#8220;il <span class="J-JK9eJ-PJVNOc">procedimento</span> in  oggetto è un classico caso in cui è necessario un vaglio <span class="J-JK9eJ-PJVNOc">dibattimentale</span>&#8221; per &#8220;colmare i vuoti&#8221; e le <span class="J-JK9eJ-PJVNOc">contraddittorie</span> <span class="J-JK9eJ-PJVNOc">testimonianze</span> attraverso un &#8220;<span class="J-JK9eJ-PJVNOc">approfondimento</span> <span class="J-JK9eJ-PJVNOc">dibattimentale</span>&#8220;.<br />
Era poi arrivato il 17 febbraio 2009 il macigno della <span class="J-JK9eJ-PJVNOc">dichiarazione</span> di <span class="J-JK9eJ-PJVNOc">inammissibilità</span> del ricorso da parte della Corte di Cassazione, evento con il quale, come dichiarai all&#8217;epoca, era stato posta una pietra tombale sulla ricerca della verità in questa vicenda, la sparizione dell&#8217;Agenda Rossa del Giudice che è a mio avviso uno dei motivi <span class="J-JK9eJ-PJVNOc">fondamentali</span> dell&#8217;assassino del Giudice e delle modalità con cui è stata effettuata la strage: uccidere Paolo senza fare sparire anche la sua Agenda non sarebbe servito a nulla perché in quell&#8217;agenda sono sicuramente contenute le prove di crimini e di complicità che possono inchiodare alle loro terribili <span class="J-JK9eJ-PJVNOc">responsabilità</span> una intera classe politica.<br />
Le motivazioni della sentenza emessa dalla tristemente nota sesta sezione penale della Corte di Cassazione, oggi <a class="blank" href="http://notizie.virgilio.it/notizie/cronaca/2009/11_novembre/18/mafia_agenda_rossa_borsellino_non_era_in_borsa_il_giorno_strage,21676915.html?pmk=rss" target="_blank">riprese </a>da APCOM, vanno addirittura al di là di questo già di per sè osceno quadro di evidenze negate, di verità nascoste e di crimini occultati. Si arriva addirittura a negare che la borsa del Giudice contenesse l&#8217;Agenda Rossa asserendo che &#8220;gli unici <span class="J-JK9eJ-PJVNOc">accertamenti</span> compiuti in epoca prossima ai fatti portavano addirittura ad escludere che la borsa presa in consegna dal Capitano Giovanni <span class="J-JK9eJ-PJVNOc">Arcangioli</span> contenesse un&#8217;agenda&#8221;. Si prendono cioè per buone le <span class="J-JK9eJ-PJVNOc">dichiarazioni</span> <span class="J-JK9eJ-PJVNOc">contraddittorie</span> date in tempi diversi dall&#8217;imputato chiamando in causa testimoni che lo hanno smentito, come l&#8217;ex magistrato (al momento del fatto) <span class="J-JK9eJ-PJVNOc">Giuseppe Ayala</span> o addirittura non presenti sul luogo della strage, come Vittorio <span class="J-JK9eJ-PJVNOc">Teresi</span>, e non si da alcun valore alla <span class="J-JK9eJ-PJVNOc">testimonianza</span> della moglie del Giudice, Agnese Borsellino, che vide Paolo riporre l&#8217;agenda nella borsa, dopo averla consultata nel pomeriggio di quel 19 luglio, prima di andare all&#8217;appuntamento con la sua morte annunciata.<br />
A questo punto non resta che trarre le inevitabili conseguenze da questa sentenza della Corte di Cassazione, incriminare la moglie del Giudice per falsa testimonianza e processare tutti i familiari del Giudice, figli, moglie, fratelli e sorelle per la sottrazione e l&#8217;occultamento dell&#8217;Agenda. Dato che Paolo non se ne separava mai solo i suoi familiari possono averla sottratta e occultata. Contro la madre del Giudice non si potrà procedere per sopravvenuta morte dell&#8217;imputato.</p>
<p><strong>Salvatore Borsellino</strong></p>
<p><strong><br />
LINK</strong><br />
&#8220;<a href="http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&#38;view=article&#38;id=1588:lagenda-rossa-e-la-sentenza-di-pilato&#38;catid=2:editoriali&#38;Itemid=4">L&#8217;agenda rossa e la sentenza di Pilato</a>&#8220;, Anna Petrozzi, Antimafiaduemila, 4 agosto 2009<br />
&#8220;<a class="blank" href="http://www.antimafiaduemila.com/content/view/9918/" target="_blank">Non finisce qui. La Procura si appella alla sentenza che scagiona Arcangioli e chiude la vicenda dell&#8217;agenda rossa di Paolo Borsellino</a>&#8220;, Anna Petrozzi, Antimafiaduemila, luglio 2008<strong><br />
</strong></p>
<p><a class="at_icon" title="Download this file (Cronologia inchiesta sulla sottrazione dell' Agenda Rossa di Paolo Borsellino.doc)" href="http://www.19luglio1992.com/attachments/2078_Cronologia%20inchiesta%20sulla%20sottrazione%20dell%27%20Agenda%20Rossa%20di%20Paolo%20Borsellino.doc" target="_blank"><img src="http://www.19luglio1992.com/components/com_attachments/media/icons/word.gif" alt="" /></a><a class="at_url" title="Download this file (Cronologia inchiesta sulla sottrazione dell' Agenda Rossa di Paolo Borsellino.doc)" href="http://www.19luglio1992.com/attachments/2078_Cronologia%20inchiesta%20sulla%20sottrazione%20dell%27%20Agenda%20Rossa%20di%20Paolo%20Borsellino.doc" target="_blank">Cronologia inchiesta sulla sottrazione dell&#8217; Agenda Rossa di Paolo Borsellino.doc</a></p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MORIRE IN CARCERE - Aldo Bianzino: La lettera di un padre / Morti silenziose: Marcello Lonzi e Giuseppe Saladino]]></title>
<link>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/11/21/morire-in-carcere-la-lettera-di-un-padre-morti-silenziose/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 18:00:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>solleviamoci</dc:creator>
<guid>http://solleviamoci.wordpress.com/2009/11/21/morire-in-carcere-la-lettera-di-un-padre-morti-silenziose/</guid>
<description><![CDATA[Libertà e Giustizia sociale . dal blog di Beppe Grillo . . La lettera del padre di Aldo Bianzino mor]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3><strong><span style="color:#ea0000;">Libertà e Giustizia sociale</span><br />
</strong></h3>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=qe5ztZdYvPg" target="_blank"><img src="http://www.beppegrillo.it/immagini/immagini/Pertini_appello.jpg" alt="Pertini_appello.jpg" width="510" height="307" /></a></p>
<p>.</p>
<p><strong>dal blog di <a href="http://www.beppegrillo.it" target="_blank">Beppe Grillo</a></strong></p>
<p><strong>.</strong></p>
<p><img src="http://curanderozapatista.files.wordpress.com/2009/10/aldo-bianzino.jpg" alt="http://curanderozapatista.files.wordpress.com/2009/10/aldo-bianzino.jpg" /></p>
<p>.</p>
<p>La lettera del padre di <strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=-N3cNZCBDr4" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">Aldo Bianzino</span></a></strong> morto in carcere è una riflessione sullo Stato. <span style="color:#ea0000;"><strong>Cos&#8217;è lo Stato?</strong></span> Cosa significa &#8220;<em>Stato</em>&#8221; per ognuno di noi, nella nostra vita quotidiana? Io me lo sento addosso ormai come un vecchio cappotto, un impermeabile liso con le tasche bucate. Un concetto astratto, libresco, lontano. Un marchingegno di cui si sono perse le istruzioni d&#8217;uso. La parola &#8220;<em>Stato</em>&#8221; è una coperta sempre più corta che lascia scoperti i peggiori istinti del Paese.</p>
<p>..</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>&#8220;<em>Gentilissimo Beppe Grillo</em>,</strong></span><br />
Il caso recente di <a href="http://www.youtube.com/watch?v=aBOQTwDTmL0&#38;feature=channel" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">Stefano Cucchi</span></a> e, quello ancor più recente, di Giuseppe Saladino a Parma (Il Manifesto dell&#8217;11 novembre), hanno richiamato l&#8217;attenzione sui casi di Marcello Lanzi e di mio figlio Aldo Bianzino, anch&#8217;essi morti in carcere in circostanze tutte da chiarire (chissà quando e soprattutto se). Ora, volendo esaminare il caso di Aldo, bisogna precisare alcune cose.<br />
Il P.M. <span style="color:#ea0000;"><strong>dott. Giuseppe Petrazzini</strong></span>, che aveva fatto arrestare Aldo e la sua compagna la sera del venerdì 12 ottobre 2007, è lo stesso magistrato che ha in carico le indagini sul suo successivo decesso avvenuto nella notte tra il 13 e il 14, Aldo era stato messo in cella di isolamento nel carcere &#8220;<em>Capanne</em>&#8221; di Perugia.</p>
<p>Era stato visto da un medico, che <span style="color:#ea0000;"><strong>l&#8217;aveva riscontrato sano</strong></span> e da un avvocato d&#8217;ufficio, col quale aveva parlato verso le 17 di sabato. Non sono disponibili registrazioni di telecamere su ciò che è avvenuto successivamente, né, dopo il decesso, la cella risulta sia stata isolata e sigillata, né che siano stati chiamati per un intervento i reparti speciali di indagine dei Carabinieri.</p>
<p>A detta degli altri detenuti del reparto, durante la notte Aldo aveva <span style="color:#ea0000;"><strong>suonato più volte il campanello d&#8217;allarme</strong></span> ed aveva invocato l&#8217;assistenza di un medico, sentendosi anche, pare, mandare al diavolo dall&#8217;assistente del corridoio, la guardia carceraria <span style="color:#ea0000;"><strong>Gian Luca Cantore</strong></span>, attualmente indagato. Fatto sta che verso le 8 del mattino di domenica le due dottoresse di turno, arrivate a svolgere il loro turno di servizio, trovarono <span style="color:#ea0000;"><strong>il corpo di Aldo</strong></span>, con indosso solo un indumento intimo (e siamo a metà ottobre, non ad agosto). I suoi vestiti si trovavano nella cella, accuratamente ripiegati (cosa che Aldo, in 44 anni, non aveva fatto mai). Le due dottoresse provarono di tutto per rianimarlo, ma alla fine dovettero desistere: Aldo era morto. L&#8217;autopsia, svoltasi il giorno dopo, diede risultati controversi: si parlò prima di due vertebre poi di due costole, rotte, poi tutto fu negato.</p>
<p>Di certo ci fu <span style="color:#ea0000;"><strong>un&#8217;emorragia celebrale e un&#8217;altra di 200 ml. al fegato</strong></span>. Segni esterni di percosse o violenze, nessuno (i professionisti sanno come si fa C.I.A. insegna). Ora, l&#8217;emorragia cerebrale è stata imputata ad un aneurisma, quella epatica ad un maldestro tentativo di respirazione artificiale, che le due dottoresse respingono nel modo più assoluto (e ci mancherebbe, si tratta di medici, mica di personale non qualificato), ma nessun altro ha affermato d&#8217;aver fatto tentativi in tal senso.</p>
<p>Ora, può accadere quando si è nelle mani delle &#8220;<em>forze dell&#8217;ordine</em>&#8220;, lo abbiamo purtroppo visto in molti casi, basterebbe pensare al <span style="color:#ea0000;"><strong>G8 di Genova</strong></span>, e magari al colloquio recentemente intercettato nel carcere di Teramo (i detenuti non si massacrano in reparto, ma sotto!). L&#8217;emorragia cerebrale potrebbe benissimo essere stata la conseguenza di uno stress per colpi ricevuti in altre parti del corpo, immaginatevi l&#8217;angoscia e il terrore di una persona in quelle condizioni.</p>
<p>In ogni caso credo proprio di poter dire in tutta coscienza che <span style="color:#ea0000;"><strong>Aldo è stato assassinato in un ambiente violento e omertoso</strong></span>, del quale non si riesce neppure a sapere i nomi del personale presente quella notte nel carcere. Quanto al dott. Petrazzini, mi sembra che dignità gli imporrebbe di passare ad altri il suo incarico, date le omissioni, invece di insistere come sta facendo, per ottenere l&#8217;archiviazione del caso.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>Ma i veri assassini</strong></span> sono coloro che hanno voluto ed ottenuto una legge sulle &#8220;<em>droghe</em>&#8221; come l&#8217;attuale, persone che nella loro profonda ignoranza, considerano in modo globale, senza distinzioni. Una legge fascista e clericale, da Stato etico e peggio, da Stato che manda in galera (con le conseguenze che si sono viste) il poveraccio che <span style="color:#ea0000;"><strong>coltiva per uso personale</strong></span> qualche pianta di cannabis, mentre, se la droga (quella pesante, cocaina o altre sostanze) circola nei festini dei potenti, non succede nulla. Vorrei dire comunque che un Paese che considera delitto la detenzione e l&#8217;uso di droghe, magari solo marijuana, o l&#8217;essere &#8220;<em>clandestino</em>&#8220;, pur non avendo colpe e quasi sempre per sfuggire a condizioni di vita impossibili, uno Stato che avendo preso in custodia delle persone, è responsabile a tutti gli effetti delle loro vite e della loro salute, uno Stato che <span style="color:#ea0000;"><strong>non riconosce come reato gravissimo la tortura</strong></span>, uno Stato che difende i forti e i potenti e non i deboli, è uno Stato che non può ritenersi civile e non può chiedere ai suoi cittadini (o sudditi?) di amare la propria patria.&#8221; <em> </em></p>
<p><strong><em>In fede <span style="color:#ea0000;">Giuseppe Bianzino</span>, Vercelli, 16 novembre 2009</em></strong></p>
<p><em>.</em></p>
<p>fonte:  <a href="http://www.beppegrillo.it/2009/11/gentilissimo_be.html?utm_source=feedburner&#38;utm_medium=feed&#38;utm_campaign=Feed%3A+beppegrillo%2Frss+%28Blog+di+Beppe+Grillo%29" target="_blank">http://www.beppegrillo.it/2009/11/gentilissimo_be.html?utm_source=feedburner&#38;utm_medium=feed&#38;utm_campaign=Feed%3A+beppegrillo%2Frss+%28Blog+di+Beppe+Grillo%29</a></p>
<p><em>____________________________________________________________</em></p>
<div><a href="http://veritaperaldo.noblogs.org/gallery/4234/dossier_aldo_bianzino.pdf"><strong>SCARICA IL DOSSIER SU ALDO</strong></a></div>
<div><strong>.<br />
</strong></div>
<div><a href="http://www.beppegrillo.it/iniziative/bianzino"><img src="http://www.beppegrillo.it/immagini/bianzino_banner.png" border="0" alt="Bianzino" /></a><br />
<a href="http://video.google.com/videosearch?q=bianzino#"><img src="http://noblogs.org/templates/blog_4234/new_GreenTrack/img/videoaldo.jpg" alt="video che parlano di aldo" /></a></div>
<p>____________________________________________________________</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>Marcello..</strong></span></p>
<h1><img src="http://www.inventati.org/dentroefuori/images/img/marcello.jpg" alt="http://www.inventati.org/dentroefuori/images/img/marcello.jpg" width="500" height="336" /></h1>
<h1><span style="color:#ea0000;"><strong>Morti silenziose</strong></span></h1>
<p><img src="http://farm3.static.flickr.com/2112/2047287498_acc7d27d86.jpg" alt="http://farm3.static.flickr.com/2112/2047287498_acc7d27d86.jpg" /></p>
<p>.</p>
<div>
<p><strong><em>Lettera di Maria Ciuffi, madre di <span style="color:#ea0000;">Marcello Lonzi</span> morto nel carcere di Livorno l&#8217;11 luglio 2003, ai parenti di Aldo Bianzino morto nel carcere di Perugia il 14 ottobre 2007</em>.</strong></p>
<p>Pubblicata dal &#8220;Manifesto&#8221; del 28/10/07</p>
<p><strong>..<br />
</strong><strong> </strong></p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>Sono la mamma di Marcello Lonzi,</strong></span> morto nel carcere delle Sughere l&#8217;11 luglio 2003. Voglio mandare un forte abbraccio alla famiglia del povero Aldo Bianzino, morto nel carcere di Perugia.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>Vi sono vicina nel dolore e nella rabbia.</strong></span> Ma vorrei dirvi, non mollate. Capisco che non è facile, ma io da 4 anni stò combattendo per avere giustizia. Anche per mio figlio (morte naturale), se non era per le ferite al volto, ci sarei caduta. Un anno fa, però, è stato riesumato e avendo scoperto che non aveva due costole rotte, ma otto, il polso sinistro rotto, due buchi profondi alla testa sino all&#8217;osso, mandibola fratturata, non si può definire la sua morte naturale.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>Anche io fui avvertita</strong></span> con 12 ore di ritardo e c&#8217;è stata un&#8217;archiviazione. Ma non ho accettato e ho combattuto contro tutti e tutto, tra poco avrò finalmente una vera risposta. Non credo alle parole del sostituto procuratore Giuseppe Petrazzini, perchè le ho già sentite, ma poi ci fu un&#8217;archiviazione.</p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>Ecco perchè vi ripeto non mollate.</strong></span></p>
<p><span style="color:#ea0000;"><strong>All&#8217;inizio ci sono state</strong></span> le interrogazioni, tutte quelle belle parole alle quali ti aggrappi con tutta la tua forza, che svaniscono in una bolla di sapone, allora ti chiedi perchè? Perchè? Piangi, vorresti urlare, spaccare tutto e continui a guardare quella foto, l&#8217;unica cosa che ti è rimasta. Mi sono chiesta tante volte: perchè quando muore un detenuto la tv, tipo la Rai ecc. non ne parla? Sono figli nostri, mariti; e muoiono in un posto dove lo stato li prende in consegna, e dovrebbe proteggerli. Invece lo stato li uccide. Un abbraccio dal profondo del cuore.</p>
<p><strong><span style="color:#ea0000;">MARIA CIUFFI</span>, Pisa</strong></p>
<p><strong>&#8230;<br />
</strong></p>
<p><strong>_____________________________________________________</strong></p>
<p><img src="http://notizie.tiscali.it/media/09/11/saladino1482.jpg_370468210.jpg" alt="Giuseppe Saladino, il giovane morto in carcere a Parma (Ansa)" width="482" height="300" /><!--END_ARTICLE_IMAGE--> <!--BEGIN_ARTICLE_DIDASCALIA-->Giuseppe Saladino, il giovane morto in carcere a Parma (Ansa)</p>
<p>.</p>
<h1><span style="color:#ea0000;"><strong>La mamma di Saladino: &#8220;Era sano e me l&#8217;hanno ridato senza vita&#8221;. Forse c&#8217;è un &#8220;caso Cucchi&#8221; a Parma</strong></span></h1>
<p>.</p>
<p><!--END_ARTICLE_TITLE--></p>
<div id="pos1"><span style="color:#ea0000;"><strong>“Era sano e me lo hanno ridato senza vita”.</strong></span> A parlare la mamma di Giuseppe Saladino, un giovane di 32 anni morto senza un motivo plausibile nel carcere di via Burla a Parma. Potrebbe trattarsi di un altro caso Cucchi, insomma, anche se è troppo presto per dirlo. La procura di Parma, comunque, ha aperto una inchiesta per omicidio colposo contro ignoti per la morte del detenuto. Il giovane era stato condannato a un anno e due mesi di reclusione dopo essere stato sorpreso a scassinare alcuni parchimetri del centro storico e il giudice gli aveva concesso gli arresti domiciliari nella casa che condivideva con la madre, Rosa Martorano.</div>
<div>.</div>
</div>
<div><strong><span style="color:#ea0000;">La scelta sconsiderata di uscire, l&#8217;incarcerazione e la morte</span> </strong>- Nel pomeriggio di venerdì scorso Giuseppe compie un gesto che probabilmente non concepisce in tutta la sua gravità: esce di casa. In pratica, in punta di codice penale, evade. La &#8220;bravata&#8221;, tuttavia, dura poco perché una pattuglia della polizia lo riconosce e lo porta direttamente in prigione, in via Burla. Trascorrono 15 ore e in casa della signora Rosa arriva una telefonata. All’altro capo del cavo telefonico il direttore del carcere che, con tono di circostanza, le comunica &#8220;suo figlio non c&#8217;è più&#8221;. “Il direttore mi ha detto che Giuseppe era morto – racconta a <em>Tv Parma </em>la donna &#8211; aggiungendo che era stata una cosa improvvisa, inspiegabile, mi pare abbia parlato di un malore. Poi ha aggiunto che aveva voluto telefonarmi di persona perché aveva preso in simpatia il mio ragazzo e perché ..sa0   	 	                                         1a0(incomprensibile nel testo, n.d.m.)</div>
<div>.</div>
<div>fonte: <a href="http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/09/11/11/saladino-altro-caso-24688.html" target="_blank"> http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/09/11/11/saladino-altro-caso-24688.html</a></div>
<div>&#8230;</div>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[In questo modo Cosa Nostra è diventata Stato]]></title>
<link>http://legvaldicornia.wordpress.com/2009/11/21/in-questo-modo-cosa-nostra-e-diventata-stato/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 10:55:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>legvaldicornia</dc:creator>
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<description><![CDATA[La strage di via D’Amelio è politica, la trattativa va in porto e la mafia prende forza di Luigi De ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[La strage di via D’Amelio è politica, la trattativa va in porto e la mafia prende forza di Luigi De ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mafia, ombre su Berlusconi]]></title>
<link>http://discutere.wordpress.com/2009/11/20/mafia-ombre-su-berlusconi/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 20:27:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>discutere</dc:creator>
<guid>http://discutere.wordpress.com/2009/11/20/mafia-ombre-su-berlusconi/</guid>
<description><![CDATA[Un ordine di esibizione di documenti presentato nella sede romana del Ros e dei servizi di sicurezza]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Un ordine di esibizione di documenti presentato nella sede romana del Ros e dei servizi di sicurezza e le voci insistenti di un vertice programmato tra le procure di Palermo e Caltanissetta per decidere insieme nuove iscrizioni “eccellenti’’ nel registro degli indagati: le indagini antimafia sulla trattativa mafia-Stato e quelle di Caltanissetta sulle stragi subiscono in questi giorni una forte accelerazione dando l’impressione di una svolta. E stamane i giudici della Corte di appello di Palermo che processa il senatore Marcello Dell’Utri, condannato in primo grado per concorso in associazione mafiosa, decidono luogo e data dell’interrogatorio del pentito Gaspare Spatuzza che ha indicato come referenti della trattativa mafiosa nel ’94 Silvio Berlusconi e lo stesso Dell’Utri.</p>
<p style="text-align:justify;">Alla ricerca di nuove tracce della trattativa questa volta i pm Roberto Scarpinato, Paolo Guido e Nino Di Matteo, insieme con i loro colleghi nisseni, sono andati direttamente nel cuore degli apparati investigativi e al termine della due giorni romana i magistrati siciliani tornano con le borse piene di documenti ottenuti dai carabinieri e dai servizi con una procedura inusuale che fotografa tutta la delicatezza della vicenda: con un ordine di esibizione, previsto dall’art. 256 bis del Codice di procedura penale, i pm si sono fatti consegnare tutta una serie di informative, di ordini di servizio, di documenti di archivio raccolti nella sede del Ros dei carabinieri, in via Ponte di Salaria, e nella sede dell’Aisi, i servizi di sicurezza. Documenti che possono gettare nuova luce sulle indagini relative alle stragi del ’92 e sulla trattativa mafia-Stato consentendo l’identificazione di alcuni agenti segreti che avrebbero giocato un ruolo di “ponte’’ tra la mafia e le istituzioni in quella stagione di sangue.</p>
<p style="text-align:justify;">Tra questi il famigerato agente con la faccia da “mostro’’ che sarebbe già stato identificato in alcuni rapporti consegnati alla magistratura. La trattativa mafia-Stato resta sullo sfondo dell’inchiesta nissena sulle stragi, nella quale i magistrati starebbero valutando attentamente la possibilità di nuove iscrizioni nel registro degli indagati, dopo le rivelazioni compiute nei giorni scorsi dai pentiti Gaspare Spatuzza e Salvatore Grigoli. E con l’acquisizione di nuovi documenti dalla procura di Firenze, che in questi giorni sta decidendo se riaprire l’inchiesta, già archiviata dal gip, sulle responsabilità di Berlusconi e Dell’Utri, individuati come Autore 1 e Autore 2.</p>
<p style="text-align:justify;">L’impressione è che questa volta le indagini sono puntate decisamente a fare luce sui lati ancora oscuri della stagione stragista fra il ’92 e il ’94, che segnò alla fine delle bombe con l’arresto dei fratelli Graviano la nascita di Forza Italia.</p>
<p style="text-align:justify;">E proprio sui Graviano, e sulla volontà di rivelare i retroscena degli accordi stretti nel corso di quella stagione, si è concentrata l’attenzione dei magistrati che cercano adesso di decifrare i segnali che arrivano dalle celle del 41 bis, dove appunto sono ristretti i due fratelli. Il maggiore dei quali, Filippo, ha rivelato Spatuzza, già nel 2004 riteneva maturi i tempi per “parlare con i magistrati se non fosse arrivato nulla di ciò che doveva arrivare’’.</p>
<p style="text-align:justify;">E in sintonia con le intenzioni del fratello, Giuseppe Graviano, intervenuto in videoconferenza al processo di appello contro il senatore democristiano Vincenzo Inzerillo, aveva espresso “rispetto’’ per il suo ex sottoposto, Gaspare Spatuzza, nonostante le accuse che quest’ultimo gli aveva mosso.</p>
<p style="text-align:justify;">Un modo neanche tanto criptico per condividerne la scelta di collaborare con la giustizia lanciando nuovi messaggi nel linguaggio tradizionale dei mafiosi.</p>
<p></p>
<p><i><b>(Giuseppe Lo Bianco, Il Fatto, 20-11-2009)</b></i></p>
<p><i>(c) Il Fatto Quotidiano</i></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Indagine esplosiva]]></title>
<link>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/11/19/indagine-esplosiva/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 20:08:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>maxhki</dc:creator>
<guid>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/11/19/indagine-esplosiva/</guid>
<description><![CDATA[Fonte: Indagine esplosiva. I pm pronti a riaprire l&#8217;inchiesta sul premier per le stragi. Mentr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Fonte: <a href="http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&#38;view=article&#38;id=2081:indagine-esplosiva&#38;catid=19:i-mandanti-occulti&#38;Itemid=39">Indagine esplosiva</a>.</p>
<blockquote><p><em><strong>I pm pronti a riaprire l&#8217;inchiesta sul premier per le stragi. Mentre altri boss potrebbero parlare. E provocare un terremoto politico.</strong></em></p>
<div style="text-align:justify;"><strong><br />
</strong>Le rivelazioni del mafioso <strong>Gaspare Spatuzza</strong> possono portare ad una nuova inchiesta di mafia a Firenze e Caltanissetta che coinvolgerebbe il presidente del Consiglio <strong>Silvio Berlusconi</strong> e il suo amico <strong>Marcello Dell&#8217;Utri</strong>. Il neo pentito racconta pure nuovi risvolti giudiziari su un alto esponente politico del Pdl che in passato avrebbe incontrato i boss <strong>Giuseppe e Filippo Graviano</strong>, perché accompagnava alcuni imprenditori che erano loro prestanome. Pesano le affermazioni di Spatuzza su mafia e politica e i riscontri investigativi rischiano di condizionare il panorama politico italiano.</p>
<p>Ma la grande paura di Berlusconi è nascosta dietro le facce dei Graviano, due capi mafia non ancora cinquantenni, che in cella indossano golfini di cachemire e leggono quotidiani di economia e finanza. Sono detenuti da 15 anni e sul ruolino del carcere è segnato: fine pena mai. Hanno un ergastolo definitivo per aver organizzato le stragi del 1993. Ma custodiscono segreti che se fossero svelati ai magistrati potrebbero provocare uno tsunami istituzionale. I loro contatti e i loro affari sono stati delineati ai pm dal collaboratori di giustizia Spatuzza, che era il loro uomo di fiducia, e poi da <strong>Salvatore Grigoli e Leonardo Messina</strong>. Pentiti che parlano di retroscena politico-mafioso fra il 1993 e il 1994: gli anni delle bombe e della nascita di Forza Italia. Le nuove rivelazioni hanno portato i magistrati di Caltanissetta e Firenze a valutare la possibilità di riaprire le inchieste su Berlusconi e Dell&#8217;Utri. Indagini che farebbero ripiombare sul presidente del Consiglio l&#8217;accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, mentre per il suo amico e cofondatore di Forza Italia quella di concorso in strage aggravata da finalità mafiose e di terrorismo.</p>
<p>Il premier lo scorso settembre pensava proprio a questa ipotesi, dopo che sono iniziati a circolare i primi boatos scaturiti dalle rivelazioni di Spatuzza, quando ha attaccato i magistrati di Firenze, Palermo e Milano. Affermava che si trattava di «follia pura» ricominciare «a guardare i fatti del &#8216;93 e del &#8216;92 e del &#8216;94. Mi fa male che queste persone pagate dal pubblico facciano queste cose cospirando contro di noi che lavoriamo per il bene del Paese». L&#8217;inchiesta è sui presunti complici a volto coperto di Cosa nostra nelle stragi di Roma, Firenze e Milano, in cui il premier e l&#8217;ex numero uno di Publitalia sono stati coinvolti dieci anni fa e la loro posizione è stata archiviata dal gip. In quel decreto, firmato il 16 novembre 1998, veniva spiegato che «l&#8217;ipotesi di indagine (su Berlusconi e Dell&#8217;Utri) aveva mantenuto e semmai incrementato la sua plausibilità». Ma in due anni di lavoro, non era stata trovata «la conferma alle chiamate de relato» di <strong>Giovanni Ciaramitaro</strong> e Pietro Romeo, due componenti del commando mafioso in azione nel nord Italia, diventati collaboratori di giustizia. Dopo 24 mesi il gip di Firenze ha archiviato tutto per decorrenza dei termini, scrivendo però che «gli elementi raccolti» dalla procura non erano pochi: era convinto che i due indagati avessero «intrattenuto rapporti non meramente episodici con i soggetti criminali cui è riferibile il programma stragista realizzato». Pensava che «tali rapporti» fossero «compatibili con il fine perseguito dal progetto» della mafia: cioè la ricerca di una nuova forza politica che si facesse carico delle istanze di Cosa nostra. Ma tutti quegli indizi non erano «idonei a sostenere l&#8217;accusa in giudizio». Per cui «solo l&#8217;emergere di nuovi elementi» avrebbe a quel punto portato alla riapertura dell&#8217;inchiesta.<!-- OAS AD 'Middle' - gestione 180x150 square inside --></div>
<div id="adMiddle" style="display:none;text-align:justify;">// </div>
<div style="text-align:justify;">
È quello che potrebbe essere fatto adesso. Oggi sappiamo dal neo pentito Spatuzza che Giuseppe Graviano, già nel gennaio &#8216;94, sosteneva di aver raggiunto una sorta di accordo politico con Berlusconi, e raggiante ripeteva: «Ci siamo messi il Paese nelle mani». Ma dopo Spatuzza c&#8217;è chi ritiene si possano registrare altre defezioni di rango tra le fila dei mandanti ed esecutori delle stragi: nuove collaborazioni che diano ancora più peso alle accuse. Magari a partire proprio da Filippo Graviano. Era stato proprio lui, nel 2004, a comunicare in carcere a Spatuzza che «se non arriva niente da dove deve arrivare, è bene che anche noi cominciamo a parlare con i magistrati». Erano trascorsi dieci anni da quando suo fratello Giuseppe sosteneva di aver agganciato Berlusconi tramite Dell&#8217;Utri, e secondo il pentito la trattativa fra Stato e mafia proseguiva ancora.</p>
<p>Ma i detenuti, stanchi di attendere una soluzione politica a lungo promessa, ma non ancora completamente realizzata, adesso minacciano di vendicarsi raccontando cosa è davvero successo nel 1993-94. Quello che dice ai pm Spatuzza si collega ad alcuni retroscena dell&#8217;indagine della procura di Napoli sul sottosegretario <strong>Nicola Cosentino</strong> di cui è stato chiesto l&#8217;arresto per concorso esterno in associazione camorristica. Sembrano apparentemente due mondi lontani, ma a metterli in contatto sono alcuni esponenti di Forza Italia che si rivolgono fra il &#8216;94 e il &#8216;96 a boss di mafia e camorra promettendo, in caso di vittoria elettorale, «un alleggerimento nei loro confronti».</p>
<p>E da questi discorsi emerge il progetto della dissociazione, cioè l&#8217;ammissione delle proprie responsabilità in cambio di sconti di pena, senza accusare altre persone. Spatuzza, parlando della trattativa con lo Stato, che sarebbe proseguita fino al 2004, spiega che durante la detenzione «Filippo Graviano mi dice che in quel periodo si sta parlando di dissociazione, quindi a noi interessa la dissociazione ». E dello stesso argomento aveva discusso il casalese <strong>Dario De Simone</strong>, con l&#8217;onorevole Cosentino.</p>
<p>Adesso il premier ha paura di quegli spettri che 16 anni fa lo avrebbero accompagnato nella sua discesa in politica. Ma lo spaventa anche la ricostruzione di tutti gli spostamenti dei Graviano nel 1993. Perché gli investigatori sono in grado di accertare le persone con le quali sono stati in contatto. I tabulati di alcuni vecchi cellulari utilizzati dai fratelli stragisti sono stati analizzati dagli investigatori con l&#8217;aiuto di Spatuzza. E grazie a questi documenti è possibile dimostrare con chi hanno parlato.</p>
<p>Su questi fatti vi sono due indagini. Una coordinata dal procuratore di Firenze <strong>Giuseppe Quattrocchi</strong> con i suoi sostituti <strong>Giuseppe Nicolosi</strong> e <strong>Alessandro Crini</strong>; l&#8217;altra condotta dal capo della Dda di Caltanissetta <strong>Sergio Lari</strong> con l&#8217;aggiunto <strong>Domenico Gozzo</strong> e i pm <strong>Nicolò Marino e Stefano Luciani</strong>.</p>
<p>Lari ha riaperto da mesi i fascicoli sui mandanti occulti delle stragi e la scorsa estate <strong>Totò Riina</strong> ha fatto arrivare un lungo messaggio attraverso il suo avvocato. Riuscendo a bucare il carcere duro imposto dal 41 bis. Per il capo di Cosa nostra la responsabilità della morte di <strong>Borsellino</strong> era da addebitare a «istituzioni deviate». Un messaggio torbido. E così Lari e i suoi pm sono andati a interrogarlo. Nello stesso periodo, i pm di Firenze interrogavano Giuseppe Graviano.</p>
<p>È lo stesso stragista a rivelarlo durante una deposizione a difesa dell&#8217;ex senatore <strong>Vincenzo Inzerillo</strong> nel processo d&#8217;appello di Palermo in cui è imputato di mafia. Graviano dice: «È venuta la procura di Firenze. Mi hanno detto solamente: &#8220;Siamo venuti a interrogarla per i colletti bianchi&#8221;. Gli ho detto: &#8220;Mi faccia leggere i verbali&#8221; (riferendosi alle dichiarazioni di Spatuzza, ndr) e aspetto ancora&#8230;».</p>
<p>La coincidenza vuole che poche settimane dopo questi due episodi, il deputato <strong>Renato Farina</strong> (Pdl), alias &#8220;agente betulla&#8221;, entra nel carcere di Opera, nell&#8217;ambito dell&#8217;iniziativa promossa dai Radicali. L&#8217;ex informatore dei servizi segreti si ferma a parlare con Totò Riina. Poi il deputato prosegue il giro &#8220;cella per cella&#8221; degli 82 reclusi sottoposti al 41bis. Casualità vuole che in questo istituto è detenuto pure Giuseppe Graviano. I boss lanciano messaggi, e i politici che comprendono il loro linguaggio sanno come rispondere. Ma adesso un mafioso pentito è pronto a decifrare questo codice segreto.</div>
<p><strong>Lirio Abbate (</strong><a class="blank" href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/indagine-esplosiva/2115069" target="_blank"><strong>L&#8217;espresso.it</strong></a><strong>, <strong>19 novembre 2009)</strong></strong><strong><br />
</strong></p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Borsellino, l'ira della famiglia: "Dalla Cassazione pietra tombale"]]></title>
<link>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/11/19/borsellino-lira-della-famiglia-dalla-cassazione-pietra-tombale/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 19:38:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>maxhki</dc:creator>
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<description><![CDATA[Borsellino, l&#8217;ira della famiglia: &#8220;Dalla Cassazione pietra tombale&#8221;. Scritto da Gi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&#38;view=article&#38;id=2083:borsellino-lira-della-famiglia-qdalla-cassazione-pietra-tombaleq&#38;catid=19:i-mandanti-occulti&#38;Itemid=39">Borsellino, l&#8217;ira della famiglia: &#8220;Dalla Cassazione pietra tombale&#8221;</a>.</p>
<blockquote><p><span class="small">Scritto da Giuseppe Lo Bianco &#8211; Sandra Rizza </span></p>
<p><em>La sentenza: “L’agenda rossa mai stata a via D’Amelio” Stragi del ‘92, i pm negli uffici del Servizi segreti.</em></p>
<p>L’agenda rossa di <strong>Paolo Borsellino</strong> come la mafia di trent&#8217;anni fa: non esiste. O meglio, non è mai esistita all&#8217;interno della borsa del magistrato, ritrovata il giorno dell&#8217;esplosione in via D&#8217;Amelio. Lo sostiene la sesta sezione penale della Corte di Cassazione, che ha depositato le motivazioni della sentenza con cui conferma il proscioglimento del colonnello <strong>Giovanni Arcangioli</strong> dall&#8217;accusa di aver rubato e fatto sparire il documento. Per la Cassazione &#8221;gli unici accertamenti compiuti in epoca prossima ai fatti portavano ad escludere addirittura che la borsa presa in consegna da Arcangioli contenesse un&#8217;agenda, come da quest&#8217;ultimo sempre sostenuto&#8221;. <strong>Agnese e Manfredi Borsellino</strong>, la vedova e il figlio del magistrato ucciso, non nascondono la propria amarezza: &#8221;Possiamo solo ribadire che quel giorno Paolo Borsellino si è recato in via D&#8217;Amelio portando l&#8217;agenda con sè&#8221;. Quella domenica 19 luglio del 1992, infatti, Agnese si trovava con il marito e alcuni amici nel villino di famiglia e appena un&#8217;ora prima dell&#8217;esplosione vide il marito con l&#8217;agenda. Nei mesi scorsi, la vedova Borsellino ha ribadito ancora una volta questa circostanza ai pm di Caltanissetta. Oggi la Cassazione sembra cancellare la sua testimonianza. <strong>Rita Borsellino</strong>, eurodeputato del Pd, dichiara: “Incredibile. Quell’agenda allora ci dicano dov&#8217;è finita&#8221;. “Adesso &#8211; dice con ironica amarezza <strong>Salvatore Borsellino</strong> &#8211; bisognerebbe incriminare la vedova per aver dichiarato il falso. Come si fa a prendere per buona la testimonianza di una persona, peraltro imputata, che ha dato tre o quattro versioni diverse dello stesso fatto?&#8221;.</p>
<p>Il riferimento è allo stesso Arcangioli, che dopo aver chiamato in causa due magistrati (<strong>Alberto Di Pisa</strong> e <strong>Vittorio Teresi</strong>) che non erano presenti in via D&#8217;Amelio nell&#8217;immediatezza della strage, ha cambiato versione sui suoi movimenti attorno a quella borsa sostenendo alla fine di averla aperta alla presenza dell&#8217; ex pm <strong>Giuseppe Ayala</strong>, e di non avervi trovato l&#8217;agenda. Circostanza che Ayala ha poi negato. La Cassazione adesso da&#8217; credito all&#8217;ufficiale e fa calare una pietra tombale sulla sparizione del documento che secondo numerosi magistrati e investigatori antimafia racchiude il mistero dell&#8217;uccisione di Borsellino. L&#8217;agenda rossa, infatti, col suo potenziale di segreti, è considerata la &#8216;&#8217;scatola nera&#8221; della Seconda Repubblica. Per il procuratore aggiunto di Palermo, <strong>Antonio Ingroia</strong>, che indaga sulla trattativa Stato-mafia, in quell&#8217;agenda &#8221;c&#8217;è la chiave della strage di via D&#8217;Amelio . È improbabile che sia andata distrutta, più logico pensare che sia in mano a qualcuno che la possa usare come arma di ricatto&#8221;. Secondo il procuratore capo di Caltanissetta <strong>Sergio Lari</strong> &#8221;non è una possibilità fantascientifica che dentro quell&#8217;agenda ci fossero degli appunti di Borsellino su un possibile negoziato tra lo Stato e le cosche, perchè si ponesse fine alle stragi&#8221;.</p>
<p>E intanto proprio riguardo alle stragi i pm di Palermo e Caltanissetta &#8211; <strong>Messineo</strong> e <strong>Lari</strong> &#8211; stanno esaminando una serie di documenti riservati su via D’Amelio e Capaci contenuti negli archivi dei servizi segreti. I magistrati &#8211; come <a class="blank" href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/pm-negli-uffici-dei-servizi/2115004&#38;ref=hpsp" target="_blank">scrive</a> oggi <em>L’espress</em><em>o</em> &#8211; hanno notificato ieri al prefetto <strong>Gianni De Gennaro</strong>, direttore del Dis (Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza) un ordine di esibizione degli atti finora rimasti top secret.</p>
<p><strong>Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza (</strong><a class="blank" href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578" target="_blank"><strong>il Fatto Quotidiano</strong></a><strong>, 19 novembre 2009)</strong></p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
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